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Ecco il vero volto di Gesù                     
Uno studio mostra l'immagine inedita. Un uomo mediorientale, dalla pelle olivastra e dal naso pronunciato

FIRENZE, 27 MARZO 2001 -Cristoeradavverounbianco?E con lunghi capelli marroni, viso sottile e bianco, con lineamenti delicati? Queste le domande enigmatiche che pone il corrispondente della Bbc nel Medio Oriente, Jeremy Bowen dopo un attento studio sulla vita di Gesù.

La faccia 'hi-tech' di Cristo messa su dalla Bbc,mostra un giovane dalla pelle olivastra, barba ordinata e capelli corti e ricci. "Non pensiamo, fanno sapere i responsabili del palinsesto della Bbc, di essere in possesso della foto di Gesù ma certamente è il volto più verosimile che si è potuto ricavare dai dati degli studi su quell'epoca".

'Son of God' è titolo del programma dove si racconteranno le ricerche fatte a proposito. Bowen ammette che le trasmissioni su questo argomento (sul primo canale della Bbc, in onda dal 1 di aprile) susciteranno un certo scetticismo."Innanzitutto, spiega Bowen- non pensavo ci fosse un una storia legata ad uomo chiamato Jesù pensavo che si dovesse credere a Gesù come si crede in Dio.


La serie ha usato l'ultima ricerca scientifica e storica per ricostruire gli eventi principali della vita di Gesù. Sono state usate tecniche legali ed archeologiche per ricostruire le fasi del suo cammino spiega Bowen.



La ricerca si è basata essenzialmente sull'osservazione del cranio di un uomo ebreo del primo secolo. Non solo.Lo studio si è affidato anche alla storia della religione cristiana. Il risultato che ne è uscito è assai diverso dalle testimonianze a tutti note. Le immagini ricreate con il nuovo calcolatore-modellistico della Bbc, hanno ben poco in comune con il Cristo rappresentato da artisti come Caravaggio, Rembrandt o El Greco.



La faccia appare rotonda, guancie piene ed un naso robusto che contrastano con le fattezze delicate dell'immagine che abbiamo di Cristo. Ma da dove è stata tratta questa concezione del Cristo, l'immagine che noi associamo? "In nessun posto, spiega- Bowen- neppure nella Bibbia c'è una descrizione fisica di Jesù. I cristiani continua Bowen,hanno accettato a priori i simboli per rappresentare il loro Messia".


Un'idea che adesso alla luce delle nuove ricerche offusca l'immagine sacra, mettendo in dubbio la storia della religione cristiana. Gli esperti, infatti pensano che Jesù sia stato diverso, non avrebbe avuto un viso bianco ma più verosimilmente lo aveva dal colorito scuro più consono alle condizioni climatiche dell'epoca.

di Barbara Frasconi


Nella foto l'immagine elaborata dalla Bbc


http://www.mediamente.rai.it/rasstampa/010328.asp

http://www.alateus.it/ach2.htm

 

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Sul CorSera del 26 marzo è stato pubblicato un
interessante scritto del teologo dissidente Kung sulle
undici contraddizioni di Wojtyla.

   Una gestione vaticanocentrica, che smentisce le
strombazzate dichiarazioni di apertura ed ecumenismo,
con una pratica reazionaria:

- verso i poveri( ostacolando il controllo delle
nascite);
- verso le donne, demonizzando il sesso e la loro
discriminazione, negando la loro ordinazione o l'uso
della pillola, mantenendo un sacerdozio maschile e
celibe, non previsto nella Bibbia e fino al primo
millennio;
- verso le altre religioni, definite "forme
deficitarie di fede";
- verso movimenti e religiosi critici che vengono
isolati, discriminati, ridotti alla museruola;
- verso i principi di democrazia e di divisione dei
poteri, tant'è che non viene sottoscritta la
Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo;
- verso le vittime degli orrori e dei peccati della
Chiesa, presentati come compiuti da alcuni figli, ma
non dai papi o dalla chiesa in quanto tale, non
incontrando alcune vittime della pedofilia
ecclesiastica, mentre accredita e predilige
personalità e strutture, come il criminale messicano
Degollado o i nuovi speculatori, quelli del Regnum
christi, più bravi dell'Opus dei;
- verso personalità e movimenti repressi, mentre
eccede con le canonizzazioni;
- verso le peculiarità culturali e religiose del
Concilio vat. II;
- verso i movimenti di massa, alimentati con l'enfasi
mediatica, senza un minimo di confronto con essi;

   Quando, si chiede Kung, i cardinali vorranno porre
fine ai gravi danni, della politica di Wojtyla,
medievale, controriformista, antimoderna, antilaica?
 

 

Repubblica 12 dicembre 2003

da      L'APPELLO
          Intellettuali contro la legge
          "E' inaccettabile e immorale"
(
........................................................................................................................

...............) L'approvazione del progetto di legge costituirebbe una sconfitta per tutti: per i cattolici che, richiedendo e approvando una legge che ammette la fecondazione artificiale, ne riconoscerebbero implicitamente la legittimità tradendo il principio d'inscindibilità tra vita sessuale e vita riproduttiva; per i laici, che vedrebbero fortemente limitata la libertà personale dalla volontà di una maggioranza parlamentare; per lo Stato che verrebbe ferito nel principio fondante della laicità e che, approvando la legge cattolica auspicata dallo stesso Pontefice, ricostruirebbe antichi steccati alimentando vecchie e nuove tensioni.

Auspichiamo che - dopo matura e libera riflessione - anche i senatori giungano a queste stesse conclusioni: noi rispettiamo la loro libertà di coscienza, ma chiediamo loro di non usarla per coartare quella di milioni di italiani approvando una legge che, invece di garantire pace e convivenza fra le diverse componenti della nostra società, verrebbe ad espropriare le cittadine e i cittadini della libertà di procreare, mutilandone i progetti di vita".

Firmatari: Gilda Ferrando, Carlo Flamigni (membro del Comitato nazionale di bioetica), Antonino Forabosco, Eugenio Lecaldano, Rita Levi Montalcini (membro Cnb), Maurizio Mori, Piero Musiani, Demetrio Neri (membro Cnb), Alberto Piazza (membro Cnb), Valerio Pocar (presidente della Consulta di bioetica), Annalisa Silvestro (membro Cnb), Tullia Zevi (membro Cnb).

( 9 dicembre 2003 )

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Da un articolo apparso su Liberazione del  24-feb-04:

 

 

Vita esemplare di Pio V il Massacratore
elevato agli onori degli altari da Wojtyla

 

 

Caro direttore, il 18 gennaio scorso, presente il cardinale Angelo Sodano, si sono celebrati in Piemonte, a Boscomarengo, i 500 anni della nascita del papa piemontese Pio V, santificato già nel XVIII secolo da Clemente XI. La celebrazione è avvenuta presso lo stesso mausoleo che Pio V si era già fatto erigere da vivo. Ostentava povertà camminando a piedi nudi nelle processioni, ma aveva molte ville sulla via Aurelia dalla Liguria al Lazio.

Il frate domenicano mostrava di essere rigidamente pio ma quando fu eletto papa nel 1566 aveva già tre figli, nonostante vigesse da ormai 400 anni il celibato. In vecchiaia rinunciò al sesso perché ormai impotente. Si riprometteva di trasformare il bordello della reggia vaticana in un austero eremo ma in sei anni non ci riuscì. «Era particolarmente turbato dal numero delle prostitute che circolavano nella città e chiese pertanto che venissero espulse, specialmente quelle che guadagnavano fior di quattrini offrendo i loro servigi ai membri del clero. Il senato romano si oppose affermando che la licenza fioriva proprio grazie al celibato ecclesiastico e che se si fossero cacciate le prostitute, nessuna donna rispettabile sarebbe stata al sicuro dalle attenzioni dei preti» ("La vita sessuale dei Papi", Nigel Cawthorne, Edizioni Pan, Milano). Così impose il matrimonio alle prostitute, pena la fustigazione "usque ad mortem". I cadaveri delle ribelli venivano sepolti sotto i letamai.

Emise una bolla dove proibiva che le proprietà della Chiesa fossero lasciate in eredità ai figli dei preti. Tentò di distruggere tutti gli antichi monumenti intorno a Roma in base al principio che si trattava di opere realizzate dai pagani. Fece coprire con la foglia di fico il sesso dei nudi artistici dei pittori cattolici. Proibì inoltre ai romani di frequentare le taverne. Ordinò di trafiggere la lingua dei bestemmiatori da punte metalliche arroventate e fece bruciare sul rogo centinaia di eretici. Solo all'ultimo riuscirono a dissuaderlo dal rendere l'adulterio punibile con la pena capitale.

Non si perdeva mai la seduta settimanale del "santo uffizio dell'inquisitore" e non perdeva occasione di invocare la pena di morte per un numero crescente di reati. Sotto di lui gli ebrei vennero rinchiusi nel ghetto costruito a portare segni di identificazione ed esclusi da tutte le cariche e da molti lavori.

Proibì ai civili scapoli di avere inservienti femmine ed alle monache di possedere cani maschi per evitare nei conventi l'uso del sesso con le bestie. Odiava le donne con ferocia e quando Elisabetta 1° salì sul trono d'Inghilterra nel 1570, la scomunicò immediatamente. Non sopportava che una donna avesse il governo di un regno, come lui. Così, ancora una volta i cattolici inglesi passarono, armi e bagagli, in campo protestante.

La sua ossessione contro l'incontinenza del clero oppresso del celibato obbligatorio finì per favorire la consuetudine ecclesiastica all'omosessualità ed alla pedofilia.

Come grande Inquisitore ordinò di massacrare popolazioni inermi come i Valdesi di Calabria. Perseguitò i protestanti. Condannò il nepotismo ma nominò cardinale suo nipote. Istituì la congregazione dell'Indice dei libri proibiti. Preparò la strage di S. Bartolomeo ma non poté godere di questo eccidio perché la morte fece giustizia di lui pochi giorni prima.

Dal 1384 a Milano, al 1646 a Monthéliard in Francia, il numero delle donne bruciate sui roghi d'Europa dall'Inquisizione cattolica papale è stimato dagli storici sulla cifra di circa 70mila (Benazzi - D'Amico, "Il libro nero dell'Inquisizione", pag. 269, edizioni Piemme, Casale Monferrato, Alessandria). Papa S. Pio V° è uno dei papi che ha attizzato i fuochi di questa atroce mattanza delle donne bruciate sui roghi come streghe. La vita di S. Pio V deve essere sembrata di così fulgido esempio a Karol Wojtyla, che lo ha innalzato tra i Santi, agli onori degli altari, nella gloria del Bernini. Prima di morire deve chiedere perdono alle donne e alla Madonna.

Antonio de Angelis prete sposato dell'associazione "Vocatio"

 

Da un articolo apparso su Liberazione del i24-feb-04:

 

 

Vita esemplare di Pio V il Massacratore
elevato agli onori degli altari da Wojtyla

 

 

Caro direttore, il 18 gennaio scorso, presente il cardinale Angelo Sodano, si sono celebrati in Piemonte, a Boscomarengo, i 500 anni della nascita del papa piemontese Pio V, elevato alla gloria degli altari da Giovanni Paolo II. La celebrazione è avvenuta presso lo stesso mausoleo che Pio V si era già fatto erigere da vivo. Ostentava povertà camminando a piedi nudi nelle processioni, ma aveva molte ville sulla via Aurelia dalla Liguria al Lazio.

Il frate domenicano mostrava di essere rigidamente pio ma quando fu eletto papa nel 1566 aveva già tre figli, nonostante vigesse da ormai 400 anni il celibato. In vecchiaia rinunciò al sesso perché ormai impotente. Si riprometteva di trasformare il bordello della reggia vaticana in un austero eremo ma in sei anni non ci riuscì. «Era particolarmente turbato dal numero delle prostitute che circolavano nella città e chiese pertanto che venissero espulse, specialmente quelle che guadagnavano fior di quattrini offrendo i loro servigi ai membri del clero. Il senato romano si oppose affermando che la licenza fioriva proprio grazie al celibato ecclesiastico e che se si fossero cacciate le prostitute, nessuna donna rispettabile sarebbe stata al sicuro dalle attenzioni dei preti» ("La vita sessuale dei Papi", Nigel Cawthorne, Edizioni Pan, Milano). Così impose il matrimonio alle prostitute, pena la fustigazione "usque ad mortem". I cadaveri delle ribelli venivano sepolti sotto i letamai.

Emise una bolla dove proibiva che le proprietà della Chiesa fossero lasciate in eredità ai figli dei preti. Tentò di distruggere tutti gli antichi monumenti intorno a Roma in base al principio che si trattava di opere realizzate dai pagani. Fece coprire con la foglia di fico il sesso dei nudi artistici dei pittori cattolici. Proibì inoltre ai romani di frequentare le taverne. Ordinò di trafiggere la lingua dei bestemmiatori da punte metalliche arroventate e fece bruciare sul rogo centinaia di eretici. Solo all'ultimo riuscirono a dissuaderlo dal rendere l'adulterio punibile con la pena capitale.

Non si perdeva mai la seduta settimanale del "santo uffizio dell'inquisitore" e non perdeva occasione di invocare la pena di morte per un numero crescente di reati. Sotto di lui gli ebrei vennero rinchiusi nel ghetto costruito a portare segni di identificazione ed esclusi da tutte le cariche e da molti lavori.

Proibì ai civili scapoli di avere inservienti femmine ed alle monache di possedere cani maschi per evitare nei conventi l'uso del sesso con le bestie. Odiava le donne con ferocia e quando Elisabetta 1° salì sul trono d'Inghilterra nel 1570, la scomunicò immediatamente. Non sopportava che una donna avesse il governo di un regno, come lui. Così, ancora una volta i cattolici inglesi passarono, armi e bagagli, in campo protestante.

La sua ossessione contro l'incontinenza del clero oppresso del celibato obbligatorio finì per favorire la consuetudine ecclesiastica all'omosessualità ed alla pedofilia.

Come grande Inquisitore ordinò di massacrare popolazioni inermi come i Valdesi di Calabria. Perseguitò i protestanti. Condannò il nepotismo ma nominò cardinale suo nipote. Istituì la congregazione dell'Indice dei libri proibiti. Preparò la strage di S. Bartolomeo ma non poté godere di questo eccidio perché la morte fece giustizia di lui pochi giorni prima.

Dal 1384 a Milano, al 1646 a Monthéliard in Francia, il numero delle donne bruciate sui roghi d'Europa dall'Inquisizione cattolica papale è stimato dagli storici sulla cifra di circa 70mila (Benazzi - D'Amico, "Il libro nero dell'Inquisizione", pag. 269, edizioni Piemme, Casale Monferrato, Alessandria). Papa S. Pio V° è uno dei papi che ha attizzato i fuochi di questa atroce mattanza delle donne bruciate sui roghi come streghe. La vita di S. Pio V deve essere sembrata di così fulgido esempio a Karol Wojtyla, che lo ha innalzato tra i Santi, agli onori degli altari, nella gloria del Bernini. Prima di morire deve chiedere perdono alle donne e alla Madonna.

Antonio de Angelis prete sposato dell'associazione "Vocatio"