| RASSEGNA STAMPA |
(21 aprile 2008)
"Il Prc versa in una crisi tanto
drammatica quanto grottesca. Gli stessi gruppi dirigenti (Bertinotti,
Giordano, Ferrero, Grassi, Vendola) che hanno distrutto il partito
votando per due anni le politiche di Prodi contro i lavoratori, si
contendono all'arma bianca la leadership delle macerie prodotte. Senza
che nessuno di loro metta in discussione il crimine politico insieme
compiuto". Così Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei
lavoratori (Pcl).
"La statua di Bertinotti è caduta, con un fragore pari alla retorica
dell'adulazione che l'aveva circondata per 15 anni. Ma é davvero
incredibile - prosegue Ferrando - che Paolo Ferrero, ministro del
governo Prodi, possa candidarsi a salvatore del Prc. Chi ha ricoperto il
ruolo di primo corresponsabile delle politiche di Prodi, votando il
regalo di decine di miliardi a imprese e banche, assieme alla continuità
della legge 30 e delle missioni di guerra, non può certo tirarsi fuori
dalla disfatta ed ergersi a giudice, se non rivelando una ipocrisia
senza limiti. Un ministro di Prodi può fare il segretario del Prc, non
certo il paladino dei lavoratori".