| RASSEGNA STAMPA |
1.Il
ruolo del Parlamento e il Consiglio dei Guardiani nella Costituzione
attuale Iraniana
Secondo la Costituzione iraniana, il potere legislativo è un diritto divino del popolo. Dio ha reso l’uomo padrone del proprio destino sociale e politico e, per questo, spetta all’uomo il potere di stabilire le leggi della società in cui vive1. “Basandosi su questa visione, la Costituzione considera due i metodi attraverso cui il popolo può esprimere le sue decisioni nel campo legislativo: il primo metodo consiste nell’elezione di un gruppo di rappresentanti che in modo indiretto esprimano la volontà popolare. Questi rappresentanti sono i membri dell’Assemblea Consultiva islamica (il Parlamento) che è l’organo legislativo dello stato. Nel secondo caso, la costituzione ritiene essenziale una partecipazione diretta del popolo (referendum) alle questioni di particolare importanza riguardanti l’economia, la politica, la società e la cultura”2. Quindi il potere legislativo, almeno dal punto di vista dottrinale e teorico, viene considerato un potere appartenente al popolo e al parlamento. Per contro dal punto di vista giuridico, il potere legislativo, pur attribuito a un organo definito come unicamerale (definizione che può dare l’impressione di una concentrazione del potere stesso nelle mani dell’assemblea), non gode di effettiva autonomia e libertà d’azione. Secondo la costituzione, infatti, l’esistenza e l’azione del parlamento non hanno alcuna legittimità senza la presenza del Consiglio dei Guardiani: il potere legislativo è sì unicamerale, ma tutte le leggi da esso adottate devono essere riapprovate dal Consiglio dei Guardiani. Per approfondire un tema così delicato e a suo modo unico nel panorama costituzionale mondiale, si affronterà nelle prossime pagine dapprima l'esame dei compiti e poteri del Parlamento e nonché di quelli del Consiglio dei Guardiani.
1.2 L’Assemblea Consultiva Islamica (Parlamento)
La nuova Costituzione iraniana del 1979 definì in origine il Parlamento con il nome di “Assemblea Consultiva Nazionale” ma l’uso di questa denominazione durò ben poco e dopo soltanto un anno, nel 1980, su suggerimento di Khomeini, l'attributo "nazionale" veniva sostituito da "islamico", e l'organo fu ribattezzato come “Assemblea Consultiva Islamica”3. “Il parlamento è eletto a suffragio universale e diretto. Le elezioni hanno luogo ogni quattro anni e gli elettori devono essere cittadini iraniani e aver compiuto quindici anni.
Il diritto di elettorato passivo è condizionato al possesso dei seguenti requisiti:
b) La procedura delle candidature
I candidati che rispondono ai requisiti sopra citati, se sono residenti in Iran devono recarsi presso la prefettura della propria città e compilare la domanda di candidatura, mentre i residenti all’estero si devono rivolgere alle rispettive ambasciate. Tutte le domande di candidatura sono inviate al Consiglio dei Guardiani che, in collaborazione con il Ministero degli Interni, ha il compito di confermare l'idoneità e verificare il possesso dei requisiti da parte dei candidati5.
Per giungere ad una tale conferma, il Consiglio dei Guardiani si rivolge al Ministero dell’Informazione, alla Magistratura, al Comune e alla Polizia Internazionale. Dopo dieci giorni di ricerca e indagine, il Consiglio ha il dovere di proclamare l’elenco dei nomi dei candidati che sono stati ritenuti eleggibili. In altri termini in questi dieci giorni vengono preselezionati i candidati che saranno poi essere ammessi al voto popolare. I candidati che vengono considerati non idonei hanno il diritto di chiedere maggiori chiarimenti sui motivi della loro esclusione entro quattro giorni dall’annuncio delle candidature. Il Consiglio dei Guardiani deve ripetere le indagini sui candidati che hanno protestato e riconfermare o disdire il proprio voto precedente. Queste sono le procedure attraverso cui un cittadino iraniano deve passare per poter essere considerato un legittimo candidato al Parlamento, nella Repubblica Islamica dell’Iran6.
I
criteri più utilizzati dal Consiglio dei Guardiani per la verifica dei
requisiti di eleggibilità si concentrano sulla religiosità del candidato
e sulla sua fedeltà alla Guida Suprema. Nelle ultime due legislature,
visto il clima politico iraniano, improntato ormai ad un confronto di
tipo dualistico, il Consiglio ha spesso utilizzato questo potere come
uno strumento politico, per escludere i candidati riformisti dalla
competizione elettorale, impedendone la candidatura7.
1. 3 I poteri e le competenze dell’Assemblea Islamica (Parlamento)
Secondo la Costituzione iraniana, il Parlamento ha il potere di legiferare, fondandosi sulle necessità politiche, economiche e culturali dei cittadini. Il processo di legislazione può cominciare attraverso un disegno di legge del governo oppure tramite progetti di legge, proposti dai rappresentanti del Parlamento. L’Assemblea Islamica può legiferare in tutti i campi (economici, politici, culturali, sociali), ma nei limiti fissati dalla legge costituzionale. Questi limiti consistono nei principi e nelle norme della religione di Stato e della Costituzione8. In altri termini le leggi prodotte dal parlamento devono essere conformi sia alla Costituzione sia alla shari’ah islamica. L’organo responsabile di vigilare sulla conformità delle leggi approvate dal parlamento con la Costituzione e la shari’ah, è il Consiglio dei Guardiani. Se questo Consiglio non ritiene conforme una legge approvata dal Parlamento, tale legge non può entrare in vigore e ritorna al Parlamento per essere modificata, finché non rientri nei criteri islamici e costituzionali9. In realtà questo è il secondo modo in cui il Parlamento viene sottoposto ad una sorta di controllo da parte del Consiglio dei Guardiani. Il primo modo, come è già stato spiegato, si manifesta nella preselezione dei candidati.
Quindi una legge, di origine sia governativa (disegno di legge) sia parlamentare (proposta di legge), anche se approvata, non può entrare in vigore senza la conferma da parte del Consiglio dei Guardiani. A questo punto, vista la frequente citazione di questo Consiglio, si ritiene opportuna una sua illustrazione, non prima, però, di avere ancora fornito qualche spiegazione sulle funzioni del Parlamento in generale.
Secondo
la Costituzione, il Parlamento ha il diritto di effettuare verifiche e
accertamenti riguardo ad ogni affare del paese. Basandosi su tale
principio, in campo politico, il Parlamento esercita un controllo
continuo sul potere esecutivo. Gli strumenti utilizzati dal Parlamento
per rendere effettivo il suo controllo sono: 1) il voto di fiducia ai
Ministri: ogni Ministro prima di assumere la carica necessita del voto
di fiducia del Parlamento10;
2) il diritto di interpellare il Consiglio dei Ministri o un singolo
Ministro: l’interpellanza, per essere accolta, ha bisogno della firma di
dieci parlamentari e il Consiglio dei Ministri, ossia i Ministri
interpellati, hanno dieci giorni di tempo per rispondere; nel caso che
la loro risposta non soddisfi il Parlamento potrebbe venir loro tolta la
fiducia11;
3) il diritto di interpellanza al Presidente della Repubblica,
esperibile solo se votato da un terzo dei parlamentari. Il Presidente ha
un mese di tempo per rispondere e, nel caso le sue spiegazioni non
venissero ritenute sufficienti, il Parlamento può chiedere la sua
destituzione per incompetenza esecutiva; 4) l’uso dell’interrogazione:
un quarto dei membri dell’Assemblea possono presentare interrogazioni al
Presidente della Repubblica, al Consiglio dei Ministri o ad un ministro.
Inoltre nel campo della politica internazionale, tutti i trattati, gli
accordi, i contratti e i concordati internazionali devono essere
approvati dal Parlamento. L’Assemblea Islamica esercita poi il suo
controllo anche in ambito economico e finanziario, tema che peraltro si
è ritenuto di non approfondire nella presente tesi12.
2. Il Consiglio dei Guardiani
Il
Consiglio dei Guardiani è considerato come il custode della shari’ah
islamica e della Costituzione nella Repubblica Islamica dell’Iran. I
poteri, i compiti e la composizione di quest’organo sono chiaramente
spiegati in otto articoli (art 91-99) della Costituzione iraniana. La
sua funzione principale consiste nel verificare la conformità degli atti
legislativi approvati dal Parlamento con i precetti islamici e con la
legge costituzionale. In sostanza, il Consiglio è il garante dell’islamicità
della Repubblica dell’Iran13.
2.1 La composizione del Consiglio dei Guardiani
Vista
la duplice funzione del Consiglio dei Guardiani (custodire la shari’ah
e sorvegliare la Costituzione), il Consiglio è composto complessivamente
da dodici membri che sono divisi in due categorie: i foqaha e i
giuristi. I primi in realtà si devono occupare delle questioni
riguardanti la legge islamica, mentre i secondi hanno compiti più
giuridici e tecnici14.
a) I foqaha
I primi sei membri del Consiglio devono essere obbligatoriamente dei faqih (giuristi islamici) di provata equità, consapevoli delle esigenze del mondo contemporaneo e dei relativi problemi. Ciò significa che la metà dei membri del Consiglio dei Guardiani sono degli scienziati religiosi. Questa forte presenza della componente religiosa in un organo così influente sul funzionamento della Costituzione iraniana trae origine direttamente dall’articolo 4 della stessa Costituzione15: “Le leggi dello stato in campo penale, economico, culturale, militare, politico, ecc, devono essere conformi alle norme islamiche. A questo principio assoluto devono uniformarsi tutti gli articoli della legge costituzionale e ogni altra norma. La relativa verifica è affidata ai faqih componenti del Consiglio dei Guardiani16”. Quest’articolo rivela l’estrema importanza della componente religiosa del Consiglio. In parole più semplici, ogni legge approvata dal parlamento deve essere sottoposta alla verifica dei dodici membri del Consiglio dei Guardiani, tranne quelle leggi che siano in qualche modo direttamente connesse alla shari’ah islamica, le quali devono essere verificate soltanto dalla componente religiosa (i sei faqih) del Consiglio. Tutti i sei faqih sono nominati direttamente dalla Guida Suprema17.
b) I giuristi
I sei
membri che affiancano i foqaha sono i giuristi, che hanno il
compito preciso di verificare la conformità degli atti legislativi con i
principi della Costituzione iraniana. Essi devono essere innanzi tutto
musulmani, nonché laureati e specializzati in legge, per poter tutelare
e custodire i fondamenti della Costituzione della Repubblica Islamica
dell’Iran. Diversamente dai membri della prima categoria, nominati
direttamente dalla Guida suprema, la nomina dei giuristi è frutto di una
collaborazione tra il potere giudiziario e quello legislativo. Nella
prima fase, il Capo del Potere Giudiziario propone al Parlamento una
serie di giuristi da lui ritenuti qualificati, dopodiché, nella seconda
fase, spetta al Parlamento eleggere sei giuristi fra le persone indicate
dal Capo del Potere giudiziario. In altri termini, il Parlamento ha il
potere di scegliere soltanto fra i candidati già selezionati dal potere
giudiziario18.
2.2 I poteri e le responsabilità del Consiglio dei Guardiani
La funzione più importante del Consiglio è la determinazione della conformità assoluta di tutte le leggi vigenti dello Stato con la shari’ah islamica. L’importanza di questo principio è sottolineato dall’articolo 93 della Costituzione addirittura nei seguenti termini: “L’Assemblea Consultiva Islamica, in assenza del Consiglio dei Guardiani, non ha facoltà di legiferare se non nei casi di ratifica del mandato parlamentare e di elezione dei sei giuristi del Consiglio dei Guardiani”19. Con questo si nota come il potere legislativo iraniano sia di fatto controllato dal Consiglio dei Guardiani. Comunque, come si è già accennato, questa funzione di controllo viene essenzialmente svolta dalla componente religiosa del Consiglio che, con voto a maggioranza, può approvare o respingere in via definitiva la legge già approvata dal Parlamento.
La seconda funzione di estremo rilievo del Consiglio è sempre focalizzata nel campo legislativo. Il Consiglio ha il dovere di sorvegliare il rispetto dei principi della Costituzione da parte di tutte le leggi approvate dallo stato. In questo caso tutti i dodici componenti hanno diritto di voto nell’esame della legge approvata dal Parlamento20.
Secondo
la Costituzione iraniana qualsiasi legge approvata dal Parlamento, prima
di entrare in vigore, deve passare attraverso il Consiglio dei Guardiani
e ottenerne la conferma. Il Consiglio ha il dovere di non ritardare più
di dieci giorni, la proclamazione dell’esito del suo voto sulla medesima
legge. Qualora esso verifichi la non conformità della legge approvata
con la shari’ah o la Costituzione, la legge in questione verrà
rinviata al Parlamento per un riesame. Se il Parlamento inviasse per la
seconda volta una legge al Consiglio, e di nuovo non ottenesse il voto
di conferma, tale legge non entrerebbe in vigore. In questo caso
sicuramente lo stato si troverebbe in una situazione di crisi e proprio
per questo nella revisione costituzionale del 1988 è stato creato un
organo costituzionale superiore ai due, che possa giudicare nei casi di
contrasto fra il Parlamento e il Consiglio dei Guardiani. L’organo
responsabile è conosciuto come “Assemblea della definizione delle
opportunità” e verrà descritto in seguito21.
“L’unica fonte legittima in grado di interpretare (in forma
giuridicamente vincolante) la Costituzione iraniana è il Consiglio dei
Guardiani. Le sue decisioni sono considerate come una delle fonti del
diritto costituzionale e in tantissimi casi i tre poteri ufficiali dello
stato hanno accettato le sue opinioni come atto di natura
costituzionale. Inoltre, secondo la Costituzione, il Consiglio è un
organo neutrale che, grazie al suo potere di interpretare la
costituzione, riesce a mantenere un equilibrio costante fra il potere
esecutivo, legislativo e giudiziario”22.
e) La verifica dei requisiti dei candidati alla Presidenza della Repubblica
Oltre che del potere legislativo, il Consiglio dei Guardiani si occupa anche del potere esecutivo. La Costituzione iraniana ha determinato una serie di requisiti indispensabili per diventare Presidente della Repubblica; qualora un aspirante candidato non avesse queste qualifiche, egli non potrebbe diventare uno dei candidati ufficiali alle elezioni presidenziali. L’organo cui spetta determinare se un candidato possegga le qualifiche necessarie per partecipare alle elezioni è il Consiglio dei Guardiani. In altri termini, esiste una preselezione effettuata dal Consiglio, prima delle elezioni ufficiali, durante la quale vengono selezionati i candidati che sono ritenuti validi e conformi alle condizioni dettate dalla Costituzione.
f) Il controllo delle elezioni del Presidente della Repubblica
Il Consiglio ha la responsabilità di vigilare e controllare le procedure burocratiche delle elezioni presidenziali con lo scopo di evitare ogni corruzione o illegalità. Nel caso in cui constati un episodio di corruzione o illegalità di altro genere, il Consiglio è abilitato ad annullare le elezioni in qualsiasi momento23.
Come si è già spiegato prima, tutti i candidati alle elezioni parlamentari, prima di potersi candidare ufficialmente, devono superare la preselezione effettuata dal Consiglio dei Guardiani. Se i candidati non dispongono dei requisiti stabiliti dalla Costituzione, il Consiglio ha il diritto di impedirne la candidatura. (La ragione basilare del conflitto istituzionale di questi giorni in Iran).
La Costituzione iraniana, all’articolo 59, prevede l’utilizzo del referendum in questioni di particolare importanza, riguardanti la politica, l’economia, la società e la cultura. In questo caso valgono le stesse modalità di controllo effettuate dal Consiglio dei Guardiani per le elezioni parlamentari e presidenziali, con l’obiettivo di garantire alla votazione un clima sicuro e senza corruzione24.
Da tutto questo si deduce come sia delicata la situazione istituzionale attuale iraniana. Nel caso che il Consiglio dei Guardiani riconfermasse l’inammissibilità dei circa tremila candidati bocciati nel corso delle prima fase delle selezioni, il Parlamento (che ha già dichiarato la sua posizione forte di protesta potrebbe reagire con qualche sorpresa come ad esempio le dimissioni di alcuni dei suoi membri. Questo, infatti, è stato in qualche modo già preannunciato da parte di alcuni dei parlamentari, durante alcune interviste. Tutto questo ci porterà a chiederci: cosa potrà succedere secondo la costituzione iraniana nel caso in cui le controversie tra Parlamento e il Consiglio dei Guardiani arrivassero agli estremi? Esiste un organo costituzionale conosciuto come “l’Assemblea della definizione delle opportunità” che in tal caso avrebbe la qualifica e la legittimità di intervenire. In questa ultima fase dell’articolo ci occupiamo alla sua descrizione.
2.3 L’Assemblea della definizione delle opportunità
Nel corso dei primi otto anni della vita costituzionale iraniana (1979-1987), si erano notate delle disfunzioni nel potere legislativo, causate da alcune controversie tra il Parlamento e il Consiglio dei Guardiani. In diverse occasioni le leggi approvate dal Parlamento non venivano confermate dal Consiglio per motivi riguardanti la shari’ah o la Costituzione e questo aveva creato un clima di tensione all’interno del potere legislativo iraniano. Il Parlamento si era rivolto alla Guida Suprema del tempo, l’Ayatollah Khomeini, chiedendo un suo intervento diretto per risolvere la questione. Fu proprio sulla base di queste richieste che nel 1988, durante la revisione della Costituzione effettuata da un’Assemblea appositamente convocata da Khomeini (dato che il testo originario della Costituzione non prevedeva procedure di revisione)25, si introduceva un nuovo organo costituzionale nell’apparato statale iraniano.
Il nuovo organo, conosciuto come Assemblea della definizione delle opportunità, diventava l’elemento decisionale più importante dello stato nel caso di controversie fra il Parlamento e il Consiglio dei Guardiani. La sua creazione avrebbe dovuto porre fine ai problemi legislativi causati nel passato da tali controversie. L’Assemblea è nominata direttamente dalla Guida Suprema ed è composta da trentadue membri che possono essere suddivisi in due gruppi:
3. I poteri e le funzioni dell’Assemblea
1) Risolvere le controversie tra il Parlamento e il Consiglio dei Guardiani:
Risolvere le controversie tra il Parlamento e il Consiglio dei Guardiani
è il compito principale ed essenziale per cui è stata istituita
l’Assemblea della definizione delle opportunità. Nel caso di divergenze
d’opinione su un atto legislativo fra il Parlamento e il Consiglio,
l’atto legislativo verrà sottoposto all’attenzione dell’Assemblea.
Secondo la Costituzione, l’Assemblea della definizione delle
opportunità, essendo stata nominata dalla Guida Suprema, può essere
considerata il suo vicario e gode di uno status giuridico più
alto di quello di tutti gli altri organi costituzionali (eccetto la
Guida Suprema stessa) dello Stato. In seguito, se l’Assemblea ritenesse
l’atto legislativo in questione utile e opportuno per il paese, anche
se tale atto contrastasse con i principi costituzionali o la shari’ah,
esso entrerebbe immediatamente in vigore. In altri termini l’Assemblea
esercita un ruolo di mediatore fra il Parlamento e il Consiglio dei
Guardiani, cercando di agire in linea con le opportunità e le esigenze
del paese. Infine è importante sottolineare che, secondo la legge
costituzionale del 1988 (successiva alla revisione) il presidente
dell’Assemblea era il Presidente della Repubblica. Tuttavia dopo
l’elezione del Presidente Khatami, la Guida Suprema ha emanato una nuova
legge in base a cui la Presidenza dell’Assemblea non rientrava più
nelle competenze del Presidente della Repubblica, ma veniva assegnata ad
una personalità politica, ritenuta dalla Guida Suprema di estrema
importanza per il paese: attualmente il Presidente dell’Assemblea è
infatti l’ex Presidente della Repubblica Hashemi Rafsanjani27.
2) Risolvere le difficoltà dello Stato
Oltre alla funzione legislativa, l’Assemblea della definizione delle opportunità è l’organo responsabile di risolvere qualsiasi problema che in qualche modo possa mettere in difficoltà lo Stato iraniano. Non è precisato a quale tipo di problemi ci si riferisca, ossia quali questioni possano legittimare l’intervento dell’Assemblea, la quale, infatti, può intervenire in tutti i campi, legislativo, esecutivo e giudiziario, esprimendo il proprio voto che diventa immediatamente esecutorio e non può essere annullato da alcun organo costituzionale (fatta eccezione per la Guida Suprema). Il potere dell’Assemblea è notevole e rischia in tantissimi casi di neutralizzare il ruolo del Parlamento nel campo legislativo. In definitiva l’Assemblea, in quanto incaricata di definire le opportunità del Paese, può occuparsi di tutte le questioni concernenti lo Stato, assumendo un ruolo chiave nella vita costituzionale iraniana28
Secondo la Costituzione, l’Assemblea della definizione delle opportunità è un organo consultivo della Guida Suprema e la coadiuva nella sua funzione di capo dello Stato. I temi principali di consultazione sono i seguenti:
a) la determinazione delle politiche generali della Repubblica Islamica;
b) la revisione costituzionale.
Inoltre nel caso di morte, dimissioni o destituzione della Guida Suprema, viene creato provvisoriamente un Consiglio composto dal Capo del Potere Giudiziario, il Presidente della Repubblica e uno dei sei foqaha del Consiglio dei Guardiani. Il compito dell’Assemblea in questo caso è la nomina del faqih del Consiglio dei Guardiani.
Tutto questo ci fa comprendere, quanto il ruolo di tale Assemblea possa essere non soltanto importante, bensì, fondamentale nel caso di una controversia intensa tra il Parlamento e il Consiglio dei Guardiani.
1 Cfr. NASR, SEYYED HOSSEIN, Ideali e realtà dell’Islam, Milano, Rusconi Editore, 1974.
Vedi anche E. PACE, Sociologia dell’Islam (fenomeni religiosi e logiche sociali), Roma, Carocci Editore, 1999.
2 HASHEMI, SEYYED MOHAMMAD, Hoghughe Asasie Jomhurie Eslamie Iran (Diritto costituzionale della Repubblica Islamica dell’Iran), Tehran, Dadgostar, 2002, pag. 86.
Cfr. anche A. TERENZONI – N. VENTURI, La Repubblica Islamica dell’Iran, Genova, Edizioni ALKAEST, 1980.
3 Cfr. TAHERI AMIR, Lo spirito di Allah: Komeini e la rivoluzione islamica, Firenze, Edizioni Emmea, 1989.
Cfr. anche S. SIAVOSHI, Liberal Nasionalism dar Iran (Il Liberal Nazionalismo in Iran), Tehran, Centro degli studi dell’Islam e dell’Iran, 1991.
4 Madani, Jalaleddin, Hoghughe Asasi dar Jomhurie Eslamie Iran (Diritto costituzionale della Repubblica Islamica dell’Iran), Tehran, Casa Editrice Sorush, 1997, pag. 24-25.
5 Cfr. Omeide Zanjani, Abbas Ali, Hoghughe Asasi va mabanie Ghanune Asasie Gomhurie Eslamie Iran (Diritto costituzionale e i fondamenti della costituzione della Repubblica Islamica dell’Iran), Tehran, Edizione Amir Kabir, 1999, pag. 386.
6 Cfr. A. Terenzoni –N. Venturi, La Repubblica Islamica dell’Iran, Genova, Edizioni ALKAEST, 1980.
Cfr. Anche Hashemi, Seyyed Mohammad, Hoghughe Asasie Jomhurie Eslamie Iran (Diritto costituzionale della Repubblica Islamica dell’Iran), Tehran, Dadgostar, 2002.
7 www.payvand.com
8 Cfr. Davani, Gholamhossein, Ghanune Asasie Jomhurie Eslamie Iran (Costituzione della Repubblica Islamica dell’Iran), Tehran, Edizione Kiumars, 1997.
Cfr. anche Khatami, Mohammad, Religione, Libertà e Democrazia, Roma-Bari, Edizioni Laterza, 1999.
9 Cfr. A. Terenzoni – N. Venturi, La Repubblica Islamica dell’Iran, Genova, Edizioni ALKAEST, 1980.
Cfr. anche Khomeini, Ruhollah, Il governo islamico, Roma, Centro Culturale Islamico Europeo, 1983.
10 Cfr. Qaderi, Hatam, Andishehaie Siasi dar Eslam va Iran (in italiano: I pensieri politici nell’Islam e Iran), Tehran, Casa Editrice Samt, 2000.
11 Hashemi, Seyyed Mohammad, Hoghughe Asasie Jomhurie Eslamie Iran (in italiano: Diritto costituzionale della Repubblica Islamica dell’Iran), Tehran, Dadgostar, 2002, pag. 158-159.
12 Cfr. Omeide Zanjani, Abbas Ali, Hoghughe Asasi va mabanie Ghanune Asasie Gomhurie Eslamie Iran (Diritto costituzionale e i fondamenti della Costituzione della Repubblica Islamica dell’Iran), Tehran, Edizione Amir Kabir, 1999.
13 Cfr. Madani, Jalaleddin, Hoghughe Asasi dar Jomhurie Eslamie Iran (Diritto costituzionale della Repubblica Islamica dell’Iran), Tehran, Casa Editrice Sorush, 1997.
14 Cfr. www.nezam.net
15 Cfr. Hashemi, Seyyed Mohammad, Hoghughe Asasie Jomhurie Eslamie Iran (Diritto costituzionale della Repubblica Islamica dell’Iran), Tehran, Dadgostar, 2002, pag. 223-224.
16 Davani, Gholamhossein, Ghanune Asasie Jomhurie Eslamie Iran (Costituzione della Repubblica Islamica dell’Iran), Tehran, Edizione Kiumars, 1997, pag. 10-11.
17 Cfr. Khomeini, Ruhollah, Il governo Islamico, Roma, Centro Culturale Islamico Europeo, 1983.
Cfr. anche Kadivar, Mohsen, Nazariehaie Dolat dar Fiqhe Shiie (in italiano: Le teorie dello stato nel Figh Shi’ita, Tehran, Casa Editrice Ney, 2001.
18 Cfr. Omeide Zanjani, Abbas Ali, Hoghughe Asasi va mabanie Ghanune Asasie Gomhurie Eslamie Iran ( Diritto costituzionale e i fondamenti della Costituzione della Repubblica Islamica dell’Iran), Tehran, Edizione Amir Kabir, 1999, pag. 399.
19 A. Terenzoni-N. Venturi, La Repubblica Islamica dell’Iran, Genova, Edizioni ALKAEST, 1980, pag. 209.
20 Cfr. Madani, Jalaleddin, Hoghughe Asasi dar Jomhurie Eslamie Iran (Diritto costituzionale della Repubblica Islamica dell’Iran), Tehran, Casa Editrice Sorush, 1997.
21 Cfr. Omeide Zangiani, Abbas Ali, Nezame Siasi va Rahbari dar Eslam (L’istituzione politica e la Guida nell’Islam ), Tehran, Edizione Amir Kabir, 1999.
Vedi.anche www.hawzah.net
22 Madani, Jalaleddin, Hoghughe Asasi dar Jomhurie Eslamie Iran (Diritto costituzionale della Repubblica Islamica dell’Iran), Tehran, Casa Editrice Sorush, 1997, pag. 127.
23 Cfr. Madani, Jalaleddin, Hoghughe Asasi dar Jomhurie Eslamie Iran (Diritto costituzionale della Repubblica Islamica dell’Iran), Tehran, Casa Editrice Sorush, 1997.
24 Cfr. A. Terenzoni –N. Venturi, La repubblica Islamica dell’Iran, Genova, Edizioni ALKAEST, 1980.
Cfr. anche Mohammad Taghi, Mesbahe Yazdi, Hokumate Eslami va Velayate Faqih (Lo Stato Islamico e la Guida Suprema), Tehran, Centro Culturale Islamico, 1999.
25 Può essere interessante segnalare che, nella convocazione di tale Assemblea, l’ Ayatollah Khomeini agì non tanto in quanto Guida Suprema (termine che, durante la sua vita, non gli venne applicato, probabilmente perché troppo istituzionale e riduttivo del ruolo complessivo da lui svolto), ma in virtù dell’indiscussa leadership carismatica da lui assunta nel processo rivoluzionario e, poi, nei primi anni di vita delle nuove istituzioni.
26
Cfr. Omeide Zanjani, Abbas Ali, Hoghughe Asasi va mabanie Ghanune
Asasie Gomhurie Eslamie Iran (Diritto costituzionale e i
fondamenti della Costituzione della Repubblica Islamica dell’Iran),
Tehran, Edizione Amir Kabir, 1999, pag. 517.
27 Cfr. Hashemi, Seyyed Mohammad, Hoghughe Asasie Jomhurie Eslamie Iran (Diritto costituzionale della Repubblica Islamica dell’Iran), Tehran, Dadgostar, 2002.
Cfr. www. nezam.net
28 Cfr. Rahmani, Taghi, Nagghadie Ghodrat (La critica del potere), Tehran, Edizioni Sarai, 2002.
Cfr. anche Noruzi, Mohammad Javad, Nezame Siasie Eslam (L’istituzione politica dell’Islam), Qum, Casa Editrice Imam Khomeini, 2000.
Cfr. anche. Kadivar, Mohsen, Nazariehaie Dolat dar Fiqhe Shiie (in italiano: Le teorie dello Stato ), Tehran, Casa Editrice Ney, 2001.
http://209.85.129.132/search?q=cache:0WE46syxqTAJ:www.direonline.it/servlets/resources%3FcontentId%3D68133%26resourceName%3Dallegato+costituzione+iraniana&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it
Conoscete il sistema sanitario iraniano?
Nell`Ottobre del 2009 sono stati quattro medici iraniani, di cui uno membro del Ministero della Sanità, a trascorrere una settimana nel Mississipi. C’è una certa morale in questa storia di cui nessuno parla sui grandi network della televisione occidentale. Quella di un pediatra di colore che ha subito durante la sua militanza per i diritti civili le violenze da parte della polizia, che ha contribuito alla creazione del più grande centro comunitario di sanità dello Stato, e che ha accolto degli iraniani nel profondo Sud al fine di ispirarsi al loro sistema di accesso alle cure mediche: che lezione per tutti i filosofi, filantropi e politici che abbaiano sull`Iran e che gettano letame su questo paese.
Malgrado la quantità di
milioni di dollari iniettate dal governo federale, pochi sono stati i
riscontri nella diffusione delle cure mediche basilari. L`Iran conta
17000 case di cura, dei dispensari rurali che impiegano addetti locali
alla sanità.
A tutt`oggi oltre il 90% dei 23 milioni di iraniani che risiedono in
aree rurali hanno accesso alle prestazioni sanitarie grazie a questo
sistema, secondo i responsabili, e in modo gratuito (8). Senza che
questo trovasse eco nei media occidentali interessati a parlare
dell´Iran solo quando c´è la possibilitá di dirne male, senza grande
clamore Stati Uniti ed Iran hanno dato discretamente il loro sostegno
all´iniziativa proposta nel delta, dove la maggior parte della
popolazione è di colore.
L´Istituto nazionale della sanità ( National Health Institute) americano ha a sua volta dato la propria approvazione, come conferma un testo pubblicato sul sito internet dell´istituto: Il notevole successo dell´idea iraniana di case di cura […] apporta speranza e ispirazione alle autoritá del delta del Mississipi» (9).
Durante la visita in Iran il dottor Aaron Shirley, il pediatra di colore che ha ideato il progetto ha dichiarato, ridendo: «Mi sono sentito piú sicuro in Iran che nel Mississipi degli anni 60».
Gli iraniani che sono andati in America invece hanno avuto uno shock, constatando l´immensa povertà dell´America rurale quando sono arrivati a Baptist Town, un dedalo di vie fangose, terreni abbandonati e baracche incuneate tra due binari e un acquitrinio. Niente scuole, niente cliniche, nessun centro comunitario. Il Dottor Shirley recentemente ha fatto visita al congresso, a Washington, assieme ad un collega, per raccogliere fondi al fine di aprire delle case di cura di tipo iraniano a Baptist Town, alla periferia di Greenwood, e in altre quattordici zone del delta del Mississipi. Il progetto del Mississipi mira a formare del personale medico ausiliario, poi ad inviarlo porta a porta per dispensare cure di base, come misurare la pressione arteriosa, o per delle profilassi di tipo igienico. Per le cure più specialistiche, i pazienti continueranno ad essere indirizzati nelle cliniche e negli ospedali, e in seguito avranno la possibilità di essere seguiti a domicilio, al momento dell`avvio delle case di cura create nelle vicinanze (10), ispirandosi al sistema iraniano.
Il modello iraniano per salvare dalla morte dei bambini statunitensi che i milioni di dollari federali non arrivano a mettere al riparo dalla malattia e dalla miseria, che ironia, no?
Mentre gli Stati Uniti sperperano dei trilioni di dollari nelle loro guerre mondiali, all`estero, per dominare e saccheggiare il pianeta, i media e i grandi network americani sanno parlare solo dell`Iran demoniaco e tirannico.
Non se ne abbia a male Shimon Perez che dichiara che “l`Iran è un pericolo per il mondo” (11), esso è comunque un modello, per gli Stati Uniti in primis.
Durante le sue visite al Congresso il dottor Shirley avrebbe dovuto cercare di farsi ricevere dal presidente, e dirgli due paroline di tutto questo.
Nel delta del Mississipi è probabile che gli statunitensi vedano l`Iran in modo diverso rispetto al resto del mondo occidentale.
Pascal Sacré
Fonte: www.mondialisation.ca
Link: http://www.mondialisation.ca/index.php?context=va&aid=17799
24.02.2010
Traduzione a cura di S. SOROKIN www. comedonchisciotte.org