| RASSEGNA STAMPA |
Il silenzio è complice: non possiamo lasciare morire un milione e mezzo di Palestinesi a Gaza…
15-18 febbraio missione internazionale al valico di Rafah
(27 gennaio 2008)
Nell’ambito delle iniziative della campagna “2008 anno della
Palestina”, che vedrà il 29 marzo una prima manifestazione nazionale a
Roma, il Forum Palestina, l’Unione Democratica Arabo-Palestinese, e le
altre associazioni di solidarietà con il popolo palestinese, insieme
all’agenzia palestinese Watanpress e all'Unione dei Giovani Progressisti
Palestinesi , promuovono una manifestazione a Rafah, sul confine fra
l’Egitto e la Striscia di Gaza.
A seguito della vittoria di Hamas nelle elezioni del 2006, Israele, gli
Stati Uniti e l’Unione Europea hanno messo in atto un embargo contro
tutto il popolo palestinese, che si è poi trasformato in un vero e
proprio assedio della Striscia di Gaza, dopo la presa del potere da
parte di Hamas in quel territorio. La Striscia di Gaza, lunga appena 40
chilometri e larga meno di dieci, vede la presenza di oltre un milione e
mezzo di Palestinesi, la maggior parte dei quali profughi dagli altri
territori palestinesi occupati da Israele nei decenni scorsi. Si tratta
della zona con il maggiore sovraffollamento al mondo, le cui poche
risorse naturali sono state quasi esaurite dalla colonizzazione
israeliana, che ha portato, fra l’altro, all’inquinamento irreversibile
delle falde acquifere.
Il tanto decantato ritiro delle truppe e dei coloni israeliani da Gaza
ha significato, in realtà, un ridi spiegamento delle truppe di
occupazione tutto intorno alla Striscia, di cui Israele ha sempre
mantenuto il controllo, decidendo a proprio arbitrio dei movimenti dei
cittadini palestinesi. Ora, questo controllo si è trasformato in una
strategia di annientamento, condotta con l’embargo e con continue
incursioni militari, bombardamenti da terra, dal cielo e dal mare e
attacchi missilistici, che provocano ogni giorno morti, feriti e
distruzione.
In questo scenario drammatico, sono migliaia i Palestinesi bloccati,
anche per mesi, al valico di Rafah, sul confine fra l’Egitto e la
Striscia, sull’unico versante teoricamente sottratto al controllo
israeliano. In pratica, però, sono sempre gli Israeliani a decidere
della vita e della morte dei Palestinesi di Gaza, per cui il valico di
Rafah rimane chiuso, e i Palestinesi che si sono recati in Egitto
(perlopiù, per ragioni di lavoro o per cure mediche) sono inchiodati in
accampamenti di fortuna, dove in molti hanno già perso la vita.
Il silenzio e la complicità dei governi europei sul lento genocidio dei
Palestinesi di Gaza è una vergogna. Ancora una volta, i popoli europei,
e quello italiano in primo luogo, sono chiamati a dimostrare di essere
diversi e infinitamente migliori dei loro governi.
Dal 15 al 18 febbraio, saremo a Rafah, per manifestare la nostra
opposizione ad un embargo genocida e ad ogni omertà e complicità;
incontreremo i profughi accampati sul confine e comunicheremo con i
Palestinesi imprigionati nella Striscia. Facciamo appello a tutti gli
amici del popolo palestinese, ai parlamentari, ai rappresentanti
istituzionali ad ogni livello, ai giornalisti, agli esponenti del mondo
accademico, affinché partecipino in prima persona a questa iniziativa,
anche portando medicinali e aiuti umanitari che cercheremo di far
arrivare a chi ne ha estremo bisogno.
La delegazione palestinese che incontreremo sarà costituita da
parlamentari di tutte le forze politiche e da personalità della società
civile e da rappresentanti della cultura e del mondo accademico
palestinesi.
Per informazioni:
http://www.forumpalestina.org/,
http://www.udap.net/
e
http://www.watanpress.com/ (in lingua araba).
Per maggiori dettagli e per prenotare la partecipazione al viaggio:
fawzi@tiscali.it
fonte: fawzi@tiscali.it