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La tutela sanitaria è un diritto civile Di Dennis Kucinich 07 Lug, 2010

Ma cosa sappiamo veramente in Italia di ciò che avviene nella politica del gigante a Stelle e Strisce?

Questa non è la legge che volevo sostenere, anche se continuerò gli sforzi fino all’ultimo minuto per modificare la legge. Tuttavia dopo discussioni accurate con il Presidente Obama, la Speaker Pelosi, mia moglie Elizabeth e gli amici stretti, ho deciso di dare un voto a favore della riforma.

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Ogni generazione ha dovuto sollevare la questione di come fornire la sanità alla gente della nostra nazione. E ogni generazione ha lottato con le domande difficili di come andare incontro alle necessità della nostra gente. Penso che la tutela sanitaria sia un diritto civile. Ogni volta che come una nazione siamo riusciti ad espandere i nostri diritti di base, abbiamo testimoniato una rivelazione lenta e dolorosa di una rappresentazione democratica di lotta, di resistenza, di sfondamento, di opposizione, degli sforzi implacabili e del trionfo eventuale. Ho passato la mia vita a lottare per i diritti della classe operaia e per la tutela sanitaria. Sono cresciuto comprendendo direttamente cosa significasse per le famiglie che non hanno accesso alla cura necessaria. Ho vissuto in 21 posti differenti da quando avevo 17 anni: incluse una coppia di automobili. Capisco la connessione tra la povertà e la tutela sanitaria al povero, il significato più profondo di quello che i Nativi Americani chiamarono “il buco nel corpo, il buco nello spirito”. Lottai con il morbo di Crohn per gran parte della mia vita adulta; scoprii sedici anni fa una cura vicina nella medicina alternativa e nel seguire una dieta a base di vegetali. Ho imparato con difficoltà i benefici di farsi carico personalmente della mia salute. In quelle poche occasioni in cui ne ho avuto bisogno, ho avuto accesso ai migliori professionisti allopatici. Come risultato ho ricevuto le benedizioni della vitalità e della forte energia. La salute e la tutela sanitaria sono personali per ciascuno di noi. Come ex tecnico chirurgico so che ci sono molte persone che dedicano le loro vite ad aiutare gli altri a migliorarsi. Conosco anche le loro lotte con un sistema di tutela sanitaria insufficiente. Ci sono alcuni che credono che la tutela sanitaria sia un privilegio basato sulla capacità di pagare. Questo è il modello che il Presidente Obama propone, tentando di avviare la tutela sanitaria ad altri 30 milioni di persone, nel contesto del sistema assicurativo per profitto. Ci sono altri che credono che la tutela sanitaria è un diritto di base e dovrebbe essere fornito attraverso un piano senza profitto. Questo è quello che ho sostenuto instancabilmente. Ho portato il vessillo della tutela sanitaria nazionale in 2 campagne presidenziali, negli incontri programmatici del partito e come co-autore della HR 676: Medicare per tutti. Ho lavorato per espandere la tutela sanitaria oltre l’attuale sistema a profitto, per includere un’opzione pubblica e un emendamento per permettere agli stati di applicare il single payer. La prima versione della riforma sanitaria, in seguito molto peggiorata, conteneva articoli che credevo rendessero la legge degna del supporto nella commissione. Gli articoli furono tolti dalla legge dopo che essa fu approvata dalla commissione. Io mi unii con il Comitato Progressivo dicendo che non avrei supportato la legge se non c’era una forte opzione pubblica e se non si fosse protetto il diritto della gente a realizzare il single payer a livello statale. Essa non lo fece. Mantenni il mio impegno e votai contro la legge. Ho continuato ad oppormi mentre cercavo di ottenere l’inserimento delle norme nella legge. Alcuni hanno speculato che io potevo essere in una posizione di fusione del voto decisivo. La visita di lunedì del Presidente nel mio distretto ha sottolineato l’urgenza del momento. Ho portato questa lotta più avanti di molti altri al Congresso attenti ad essa perché so cosa i miei elettori esperimentano nella base quotidiana. Venite nel mio distretto a Cleveland e voi comprenderete. La gente del 10° distretto dell’Ohio è stata colpita duramente da un’economia dove la ricchezza ha accelerato verso l’altro attraverso la chiusura di impianti, grande disoccupazione, fallimenti di piccoli esercizi, scarsità di accesso al credito, sfratti e per l’alto costo della tutela sanitaria e per il limitato accesso alla tutela. Io porto le mie responsabilità verso la gente del mio distretto personalmente. Il centro del mio ufficio di distretto è a servizio dell’elettore, ma sempre più spesso implica il lavoro sociale per aiutare la gente a sopravvivere ai rischi economici. Esso implica anche gli interventi con le compagnie assicurative. La scorsa settimana abbiamo compreso che il voto sulla legge finale di tutela sanitaria sarà molto incerto. Considero questo voto con la massima serietà. Sono molto consapevole della lotta storica che c’è stata per gran parte dell’ultimo secolo per mettere l’America in linea con le altre democrazie moderne e adottare il single payer, Ho visto la pressione politica e quella finanziaria farsi avanti per prevenire un minimo riconoscimento di questo diritto, persino dentro il contesto di un sistema dominato dalle compagnie assicurative private. So che devo prendere una decisione: non sulla legge che vorrei, ma su questa così com’è. Le mie critiche alla legislazione sono state ben riferite. Io non le ritiro. Le ho incorporate in questa relazione. Sono ancora legittime e ammonitrici. Ho ancora dei dubbi sulla legge. Io non penso che esso sia un primo passo verso qualcosa che ho sostenuto in passato. Questa non è la legge che volevo sostenere, anche se continuerò gli sforzi fino all’ultimo minuto per modificare la legge. Tuttavia dopo discussioni accurate con il Presidente Obama, la Speaker Pelosi, mia moglie Elizabeth e gli amici stretti, ho deciso di dare un voto a favore della riforma. Se il mio voto sarà considerato, contatelo per l’approvazione della legge e teso nella direzione di una riforma sanitaria completa. Noi dobbiamo includere la copertura per quelli esclusi da questa legge. Dobbiamo liberare gli stati. Dobbiamo avere il controllo sulle compagnie assicurative private e sul costo che la loro reale esistenza impone alle famiglie Americane. Lottiamo per un posto significativo per la medicina alternativa e complementare, la pratica della scienza sanitaria religiosa e gli aspetti della responsabilità personale della tutela sanitaria che include la dieta, la nutrizione e l’esercizio. Il dibattito sulla tutela sanitaria è stato severamente ostacolato dalla paura, i miti e dalla super condivisione. Il Presidente chiaramente non sostiene il socialismo o la presa del controllo governativo della tutela sanitaria. La paura che questa legislazione ha generato ha radici profonde, non nell’ideologia estera ma in una carenza di fiducia, in una timidezza, diffidenza e paura che dopo l’11/9 l’America non è stata capace di superare. Tale paura ha talmente infettato le nostre politiche, l’economia e le scelte internazionali che come paese perdiamo il senso della visione in espansione, del potenziale elettrificante che balenò con l’elezione di Obama. La forza di trasformazione della presidenza, e di noi, è ancora evocabile coraggiosamente in modi che riconnetteranno l’America con le nostre speranze per espandere le opportunità di lavoro, casa, educazione, pace, e si, tutela sanitaria. Voglio ringraziare coloro che mi hanno sostenuto personalmente e politicamente dopo che lottato con questa decisione. Chiedo il vostro supporto continuato per i nostri sforzi futuri per un valido cambiamento. Dopo che la legge sarà passata rinnoverò gli sforzi a favore delle organizzazioni legate al movimento per il single payer per eliminare il ruolo predatorio degli assicuratori privati che fanno soldi senza dare tutela sanitaria. Ho preso una deviazione per supportare questa legge, ma conosco la destinazione e continuerò a spingere, fino a quando non l’avremo, ogni cosa che porti ad un America dove la tutela sanitaria sia fermamente stabilità come diritto civile. Grazie. ———- Tradotto da F. Allegri il 01/07/2010. F. Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore e Ralph Nader, l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.