| RASSEGNA STAMPA |
Si avvicina l'ora delle decisioni di Pietro Ancona
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February 08, 2009 10:44 AM
Subject: quattro ore di sciopero da amministrare
Minimalismo che prosegue la linea della riduzione del danno,
del gioco di rimessa della CGIL
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, February 08, 2009 10:44 AM
Subject: quattro ore di sciopero da amministrare
Minimalismo che prosegue la linea della riduzione del danno,
del gioco di rimessa della CGIL
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Il Comitato Direttivo della CGIL ha approvato, all'unanimità e
cioè con il concorso anche delle aree critiche o di sinistra che
dir si voglia, un documento (*) che conferma la linea
minimalistica seguita in questi ultimi anni e che non è riuscita
ad evitare la disastrosa situazione sociale in cui versano oggi
i lavoratori. Il documento della CGIL attacca l'accordo separato
sui contratti da una angolazione critica insufficiente a
smontarne la portata strategica di stravolgimento delle
condizioni dei lavoratori. In sostanza si dichiara disponibile
alla firma, come peraltro ha precedentemente già sperimentato
con l'accordo sul welfare di Prodi e per l'Alitalia,se ci
saranno cambiamenti che non vengono specificati. C'è una tenue
critica al ruolo degli enti bilaterali e non si formulano
alternative al disegno delle nuove prerogative attribuite alla
contrattazione integrativa. Per le pensioni si parla di
stabilità del sistema che verrebbe alterata dall'elevazione
dell'età pensionabile per le donne. Non una parola sulla
svalutazione che le pensioni in erogazione attualmente hanno
subito per la mancanza di una decente tutela dall'aumento del
costo della vita.
Sul precariato che in Italia ha proporzioni patologiche non si
dice niente tranne che dovrebbero farsi degli ammortizzatori
sociali per simulare una flexisecurity all'italiana
difficilmente realizzabile dal momento che il numero dei precari
è tale da impedire un serio e significativo intervento che, in
ogni caso, sarebbe al livello della socialcard dal momento che
le retribuzioni dei precari sono assai "contenute" per usare un
eufemismo.
Si tratta di circa tre milioni di lavoratori, il 12% del totale
ma con un tasso di crescita cinque volte maggiore di quello dei
lavoratori a tempo indeterminato. Perchè le aziende dovrebbero
assumere persone a tempo indeterminato se hanno la possibilità
di scegliere una ricca gamma di contratti atipici vero e proprio
fumus e potere tenere sotto scacco la gente? Il precariato
italiano tende ad universalizzarsi ed a diventare l'unica forma
contrattuale esistente. Bisognerebbe rivedere profondamente
tutta la legge trenta e le successive aggiunte per abolirle.
Bisognerebbe tornare al periodo di prova limitato nel tempo a
poche settimane o mesi a seconda della specialità ed ammettere
il lavoro a tempo determinato soltanto laddove è davvero
giustificato. Ma questa richiesta non viene fatta dalla CGIL che
vuole soltanto gli ammortizzatori sociali e non si chiede
neppure quando guadagna un lavoratore precario e non mette in
discussione la truffa dei progetti o delle finte collaborazioni
professionali.
Sulla questione dei salari che andrebbero aumentati
considerevolmente il massimo che con timidezza di chiede e
qualche sgravio fiscale. Chiedere aumenti salariali è diventato
tabù!!! C'è la crisi ma è solo per i lavoratori dipendenti dal
momento che i managers privati e pubblici continuano ad
allungare la loro distanza dal lavoro dipendente.
IL sistema pensionistico non va stabilizzato ma va smontato e
riportato alla filosofia precedente alla riforma Dini. Questo
sistema non garantisce una pensione decente che non varrà i
soldi versati per il suo finanziamento. Sui fondi pensionistici
che non rendono niente ma anzi registrano perdite non una
parola. Sappiamo però che gli amministratori dei fondi
guadagnano centinaia di migliaia di euro l'anno anche se i fondi
che amministrano vanno a picco!!
Precariato, salari e pensioni dovrebbero essere i punti di
attacco di una stagione di lotte sociali che non si fa
terrorizzare dalle campagne allarmistiche di crisi unitamente
alla lotta frontale alle privatizzazioni che generano aumenti
consistenti delle tariffe e delle bollette che le famiglie dei
lavoratori pagano per i servizi nazionali e locali
(acqua,igiene,trasporti,posta, asili nido, etc,,)
Inoltre sarebbe opportuna una iniziativa a livello europeo che
tragga insegnamento dalla vicenda inglese nella quale non credo
che ci sia stata xenofobia quanto invece la reazione a forme di
pirateria permesse dalla Bolkestein. Non è possibile che
imprenditori che dispongono di un elevato numero di lavoratori
sottopagati (i meccanici della navalmeccanica genovese di
nazionalità rumena guadagnano meno di tre euro all'ora e cosi
altri) ben rodati nell'arte delle risorse umane procacciate a
costi infimi mettano in crisi assetti salariali consolidati.
L'assenza di una iniziativa europea dei sindacati è una
complicità con la linea del lasser faire,lasser passer del
capitalismo rampante mordi e fuggi.
Infine deploro l'assenza di una analisi sulla persistenza, anzi
sull'aumento delle morti sul lavoro che la legge non sa evitare
dal momento che scaturiscono dal precariato e dalla mancanza di
potere dei delegati alla sicurezza. Lo sciopero di quattro ore
amministrato dalle regioni e dalle categorie è una scelta
rituale, priva di sentimento, incapace di accendere la passione
dei lavoratori frustrati dalla povertà in cui vivono e dalla
perdita di peso sociale dentro le aziende. Ma anche sugli
scioperi il Ministro del Lavoro (!!!) ha già pronto un magnifico
rospo da fare inghiottire ad Epifani.
Pietro Ancona
(*)
http://www.cgil.it/org/AllegatiTaccuino/ilTaccuino022Anno2/Direttivo29-30gennaio.pdf
oppure
vedi
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, February 09, 2009 10:24 AM
Subject: un disastro sociale il precariato
Un disastro umano per milioni di giovani lavoratori
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Repubblica di oggi, un giornale che ha sostenuto con
pervicacia la linea della cosidetta "modernizzazione"
dei rapporti di lavoro attraverso i precari privi dei
diritti dei lavoratori "tipici"
si accorge dell'enormità del disastro sociale che si è
creato e vi dedica una attenzione (*) che non dovrebbe
sfuggire ai sindacati, ai politici, a quei settori della
sinistra che si sono fatti infinocchiare
dall'idea di una serie di opzioni lavorative assai
attraenti messe una dietro l'altra e tra queste una
rete di protezione.
Naturalmente la realtà è assai più squallida e tetra
per i precari. Vengono assunti in genere di tre mesi in
tre mesi e magari sempre dalla stessa azienda dal
momento che la condizione di precario è assai più
conveniente per questa. Alcuni addirittura di settimana
in settimana esclusi i festivi. La media delle
retribuzioni dei precari credo non superi i seicento
euro al mese . Diritti quasi inesistenti. Una intera
generazione è stata umiliata
Gli studi fatti spesso con tanta passione sono diventati
carta straccia. La laurea che rappresentava il
passaporto di ingresso non solo verso le professioni ma
anche per un lavoro ed una vita sicuri è diventata
inutile dal momento che, come spiega benissimo Vandana
Shiva, oggi il padrone non si accontenta della tua forza
lavoro ma vuole l'essenza di ciò che sei per farne ciò
che vuole. Si è voluto diffondere la falsa ideologia
della continua trasformazione della economia che
comporta una mobilità lavorativa senza fine.
La responsabilità di quanto è accaduto e delle
sofferenze sociali che si sono create si deve ad una
corrente giuslavorista che va da Treu e Sacconi da D'Antoni
a Biagi da Boeri a Ichino a Cazzola, corrente che si
può assimiliare ai monetaristi nella politica
economica. Come i monetaristi hanno provocato disastri
fino alla crisi planetaria sostenendo la libertà
assoluta del mercato e dello imprenditore, cosi i
giuslavoristi che ho citato hanno provocato un enorme
distrastro umano e sociale condannando alla miseria da
quattro a cinque milioni di giovani e non hanno arrecato
alcun beneficio al sistema paese dal momento che le
aziende si dichiarano in crisi e chiedono nuovi aiuti
che verranno dati da questo governo senza condizioni.Non
è vero che il lavoro precario ha creato nuovi posti di
lavoro. Ha trasformato il lavoro stabile in lavoro
insicuro,a termine, ricattato.
Gravi sono le responsabilità della CGIL che, dopo
essersi pronunziata prima con Cofferati e poi con
Epifani contro la legge Biagi alla fine ha smesso di
combatterla e con gli accordi di welfare dello anno
scorso l'ha addirittura rafforzata. Gravi sono le
responsabilità del PD che ha dentro di se da Treu a
Letta a Damiano a Ichino e naturalmente Colaninno e
Calearo.
Ma tutto continua ad andare come decide la
Confindustria . Tutti gli scioperi indetti dalla CGIL
non si pongono il problema di abolire la legge trenta e
si limitano a chiedere un poco di elemosina che non sarà
maggiore della socialcard e non per tutti i precari.
Pietro Ancona
(*) L'anno nero del lavoro a tempo
I precari rischiano l'estinzione
http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/economia/inchiesta-precari/inchiesta-precari/inchiesta-precari.html
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, February 14, 2009 11:12 AM
Subject: Una generosa manifestazione dei lavoratori minimizzata.
Una situazione surreale
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Massimo D'Alema ha definito entro questo spazio lo sciopero di ieri: "E' urgente
garantire chi perde il posto di lavoro e quindi occorre una riforma degli
ammortizzatori sociali che sia in grado di proteggere anche i lavoratori precari
e a tempo determinato. In piazza, sotto il palco, tremano soprattutto loro."
L'ex Ministro del Lavoro ed ex segretario della Fiom è stato ancora più soft:
"lo sciopero è una testimonianza del malessere dei lavoratori". Un aggettivo può
definire la condizione dei lavoratori nello sciopero di ieri: surreale! Una
massa immensa di lavoratori di studenti e di migranti quale maggiore non poteva
essere ha compiuto ieri uno sforzo di mobilitazione eccezionale, confrontabile
al grande sciopero per le pensioni del primo governo Berlusconi, alla
mobilitazione della CGIL in difesa dell'art.18, dello sciopero del 20 ottobre
2007 contro il governo Prodi. Per quanto i pennivendoli della destra e della
Confindustria si affannino a minimizzare ieri l'Italia che lavora e che studia
ha fatto sentire alta, altissima la sua voce, ma...... cosi' come i promotori
dello sciopero del venti ottobre si preoccuparono di rassicurare Prodi che lo
sciopero non era contro il Governo fino a fare diventare questa affermazione la
cifra, la nota dominante, l'esegesi politica dell'iniziativa, lo sciopero di
ieri è stato ingabbiato dalla CGIL e dal PD nei limiti della richiesta di una
diversa politica economica del governo, della doverosa protesta contro le
modifiche alla legge sulla sicurezza del lavoro, ai contratti separati, alla
legge antisciopero predisposta da Sacconi, insomma in un alveo assai limitato di
riduzione del danno, di reazione agli attacchi sempre più virulenti alla libertà
ed all'autonomia del Sindacato, senza alcun riferimento, alcuna proposta che
possa caratterizzare un miglioramento delle condizioni dei lavoratori oggi
ricattati dalla grande crisi provocata non solo dalla truffa finanziaria
planetaria fatta dagli americani ma dai bassi salari che in tutto l'Occidente
hanno degradato i consumi e la produzione. Preso atto degli otto miliardi per
gli ammortizzatori sociali stanziati dal governo con l'accordo delle Regioni ci
si limita a chiederne l'estensione ai precari. Una sorta di social card
umiliante che si calcolerà in spiccioli. Manca la richiesta di una coraggiosa
svolta che può avvenire soltanto con un aumento generalizzato dei salari e delle
pensioni e l'abrogazione della legge Biagi.Ha pesato sullo sciopero la pesante
ipoteca del PD alla quale la CGIL è sottoposta che vorrebbe la firma sulla
riforma dei contratti e la ripresa dell'unità con CISL ed UIL che naturalmente
avverrebbe alle condizioni collaborazionistiche con Confindustria e Governo di
queste. Ha pesato la comunanza spirituale del gruppo dei giuslavoristi Treu,Letta,
Ichino ncon i giuslavoristi del Pdl. La posizione di Ichino che appoggia Boeri
per il contratto unico che liquida l'art.18, la posizione di Bersani che è stato
allo sciopero ma non si è sbilanciato su niente di quanto chiede oggi la gente:
più salario, più difesa del suo potere di acquisto oggi in balia ai venti del
mercato e ai gravami delle privatizzazioni sui servizi, una riforma delle
pensioni che ritorni ai criteri precedenti la riforma Dini o che comunque
rimetta in discussione una "riforma" che di fatto riduce le prestazioni
pensionistiche ad elemosine. E' davvero surreale che le proposte della CGIL
siano una specie di collo di bottiglia dal quale non passano le spinte poderose
che ieri la sua stessa gente ha dato. Epifani è ansioso di sedersi al tavolo
della trattative per discutere di tutto, sapendo fin d'ora che
non chiederà altro che correggere, attenuare, ridurre il danno che questa destra
ha prodotto e continua a produrre. Ma, a mio parere, questo senso di
responsabilità non solo è mal riposto ma non regge. Non regge ad una condizione
di generale immiserimento dei lavoratori, ad un uso criminale del precariato, a
pensioni sempre più leggere, a servizi sempre più cari a causa degli stipendi
dei managers. Non regge difronte ad una offensiva del Governo che attacca
assieme alla Confindustria alla Cisl ed UIL. Il PD non difende i lavoratori
rispetto i quali non ha più neppure una posizione di terzietà: è con la
confindustria. I deputati PD ieri presenti hanno voluto in quale modo
testimoniare un loro legame storico con il movimento operaio italiano ma si
sono ben guardati dal dichiarsi "con" i lavoratori in lotta.In queste
condizioni, lo sciopero del quattro aprile e quello dei pensionati del cinque
marzo serviranno a fare sapere quanto è forte la CGIL e come deve essere tenuta
dentro "il tavolo" delle trattative con il governo. Ma niente cambierà in meglio
per i lavoratori ed i precari.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Thursday, February 26, 2009 12:27 PM
Subject: attacco al diritto di sciopero ed al sindacalismo di base
attacco al diritto di sciopero ed al sindacalismo di base
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Nessuno si faccia illusione sulla limitazione dei progetti della destra
italiana (e non solo) riguardanti il diritto di sciopero al settore dei
trasporti. Sui punti cruciali di attacco alla libertà ed alla democrazia come
la istituzione delle ronde,il prelievo delle impronte digitali ai bambini rom,
le leggi di detenzione dei clandestini e di maggiorazione delle loro pene in
caso di reato ed ora del diritto di sciopero la destra italiana ripercorre la
strada già attraversata da Hitler e da Mussolini negli anni trenta.
La scelta è stata fatta dal momento che l'opinione pubblica è stata esasperata
contro gli scioperi dei lavoratori del settore.Spesso si tratta di lavoratori
pendolari o di fruitori dei servizi urbani di fascia medio-povera.
Lo sciopero nei servizi pubblici ha già una regolamentazione che risale al
1990, aggiornata nel 2000. Un esame obiettivo dei comportamenti delle categorie
da allora ad oggi non evidenzia un cattivo funzionamento della legge. La legge
ha garantito gli utenti dei trasporti e lo sciopero selvaggio è una leggenda
metropolitana ingigantita ad arte per mettere la gente contro i sindacati ed i
lavoratori.
Oggi la scelta del governo di stringere e di molto il cappio del divieto
risulta particolarmente odiosa e di parte per il fatto che le ferrovie dello
Stato sono state privatizzate ed anche l'Alitalia, mentre le aziende
municipalizzate hanno già un regime privatistico e molte sono state
privatizzate.
Ieri una spocchiosa dichiarazione di Mauro Moretti amministratore delegato
delle Ferrovie (con stipendio milionario) resa al Senato annunziava la scelta
del "macchinista unico", scelta che sarà realizzata anche senza l'accordo dei
lavoratori e del sindacato. Non dimentichiamo che è in corso una profonda
ristrutturazione dei servizi riguardante la gestione del trasporto ferroviario
che renderanno assai più oneroso e difficile il trasporto ai pendolari ed agli
stessi ferrovieri. Con i nuovi orari molte persone che viaggiano per raggiungere
il posto di lavoro dovranno alzarsi nel cuore della notte dal momento che in
nome dell'efficienza e del risparmio si fanno saltare tratte essenziali.
L'Alitalia è stata privatizzata e difatto quasi regalata ad una cordata di
imprenditori. Non si sa più niente di cosa sta succedendo ai cassaintegrati
(diecimila?) ed agli assunti dalla Cai.Si è molto speculato sui "privilegi" dei
dipendenti Alitalia per ridurli in uno stato di vero e proprio terrore. Debbono
stare molto attenti
nel loro rapporto con l'impresa che è pronta ad usare la frusta o la mannaia a
seconda del caso. Il lavoratore dovrà vivere la vita dell'azienda con il cuore
sempre in trepidazione e l'occhio supplice rivolto al suo capo perchè sia sempre
benevolo verso di lui.
La presentazione del disegno di legge delega da parte di Sacconi non coglie di
sorpresa nè la Confindustria nè la Cisl, l'Uil e l'UGL. La CGIL è
l'organizzazione che ha fatto le dichiarazioni più critiche. Ho sentito stamane
la Camussi a tg3. Non si è spinta molto avanti nelle critiche.
Le norme vietano manifestazioni di protesta come l'occupazione di strade o
autostrade che sono state usate anche dai metalmeccanici per richiamare
l'attenzione della gente sulla loro protesta. Introduce il referendum preventivo
e lo sciopero virtuale.
E' un disegno di legge pensato sopratutto contro i sindacati di base la cui
crescita preoccupa quanti ritengono di avere raggiunto con le quattro
confederazioni "riconosciute" un punto di equilibrio assai soddisfacente per la
Confindustria ed il Governo.
E' veramente strabiliante che subito dopo l'annunzio fatto da Sacconi, il
Senatore Ichino del PD, esperto giuslavorista della stessa scuola alla quale si
richiama Sacconi, abbia invitato il PD ad approvare la proposta del Governo.
Insomma, l'accordo nelle grandi linee c'è già e si tratta di precisare i
dettagli.
Chissà se le ronde saranno chiamate ad intervenire a difesa degli interessi dei
cittadini contro eventuali scioperi contestati dal Governo.....
Nessuno si aspetti che la destra al potere si accontenti del settore dei
trasporti e delle norme che ieri il Senato ha approvato sul pubblico impiego.
Andrà avanti in una situazione in cui l'opposizione politica è stata estromessa
dal Parlamento, l'opposizione sociale viene criminalizzata, il lavoro non è più
un diritto ma una
elargizione che ti devi conquistare leccando la mano a qualcuno....come un
cagnolino.
Pietro Ancona
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/02/diritto-sciopero-nuove-regole.shtml?uuid=2ae8cc8a-03ee-11de-b262-02b204b540f4&DocRulesView=Libero
http://www.cubscuolatorino.netfirms.com/NonSoloScuola/DirittiSindacali/04_04_xx_SulDirittoDiSciopero.htm
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