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From: pietroancona@tin.it
To: sinistraCGIL sinistra CGIL
Cc: ernesto ; giannini parlamentari
Sent: Friday, November 09, 2007 2:28 AM
Subject: Fw: Congresso straordinario della CGIL per
sventare il golpe sociale
Esiste una sorta di Piano Rinascita (il
famigerato documento della Loggia P2) riguardante le relazioni sindacali. E'
in corso una sorta di golpe sociale che ha delle tappe ben determinate e
delle campagne propagandistiche adeguate allo scopo che si vuole
raggiungere. Qual'è lo scopo? Lo scopo è lo smantellamento di tutte le
tutele che il movimento sindacale dei lavoratori ha conquistato nel corso di
tutta la sua esistenza a cominciare dai primi del Novecento.
Si orchestrano appropriate campagne con grande coinvolgimento di
personaggi dell'economia e della politica e massmedia mobilitati
permanentemente. La campagna contro i "fannulloni" è finalizzata
all'ottenimento di riforme nella pubblica amministrazione rivolte ad
esternalizzare la maggiore quantitò possibile di competenze e di poteri
ed attaccare le tutele in caso di malattia per tutti i dipendenti
pubblici e privati. La campagna contro gli sprechi punta
all'unificazione degli enti previdenziali allo scopo di restringere gli
ambiti di interv ento dell'Inail considerati troppo onerosi in un Paese
in cui ci sono quattro infortuni mortali al giorno e diecine di migliaia
di mutilati ed invalidi all'anno. La campagna contro i bassi salari
punta alla detassazione (richiesta Epifani) per indebolire le aliquote
di finanziamento della previdenza, la campagna per premiare i meritevoli
introduce una differenziazione personalistica nei rapporti di lavoro che
mira a sviluppare inimicizia e competitività tra i lavoratori e tra
gruppi di lavoratori.
La prossima tappa di questa campagna è l'abolizione di fatto della
madre di tutte le tutele dei lavoratori: il contratto collettivo
nazionale di lavoro. L'obiettivo è la sua liquidazione a vantaggio della
"contrattazione" (si fa per dire) individuale anche se si promette un
rafforamento della contrattazione aziendale. La liquidazione del ccnl
unita alla legge Biagi riporterebbe i lavoratori italiani all'anno zero
della loro vita come classe sociale organizzata. In un Paese come
l'Italia in cui il nanismo aziendale è prevalente significherebbe
privare dall'oggi al domani milioni di persone del loro punto di
riferimento, dello strumento di regolazione della loro vita lavorativa.
Senza il contratto collettivo nazionale di lavoro
quasi dappertutto non surrogabile da contratti aziendali
sarebbe difficile avere retribuzione dignitose e diritti.
Senza essere complottista, ritengo che ci siano intese ufficiose al
riguardo tra Confindustria e Confederazioni sindacali.
Non sono casuali le dichiarazioni di Epifani dei giorni scorsi sul
grande numero di ccnl da "razionalizzare" e le dichiarazioni di
Montezemolo alla vigilia dello sciopero nazionale dei sindacati di base
di oggi. Naturalmente la Cisl ha già aderito con la Conferenza svoltasi
recentemente.
Dal momento che questo progetto alla faccia della democrazia dei grandi
numeri (spesso fasulli e comunque incontrollabili del recente referendum
sul welfare) si attuerà nelle prossime settimane sarebbe opportuno che
le forze che dentro le Confederazioni sono contrarie al golpe sociale
chiedessero il Congresso straordinario. Mi riferisco in particolare alla
CGIL che si vedrebbe sconvolta la politica contrattuale e sociale
decisa dal Congresso e già gravemente lesionata dagli accordi di
rinunzia alla lotta alla Biagi, di cessione del TFR, di un sistema
pensionistico lontano dagli orientamenti del Sindacato.
Bisogna bloccare la deriva autoritaria che si vorrebbe imporre alla
conduzione di questa difficile fase della vita del movimento sindacale
italiano.
Pietro Ancona
Corriere della Sera 08 novembre 2007
Il numero uno di Confindustria: presto vedremo i sindacati
Contratti, Montezemolo: urgente la riforma
«Ogni ulteriore rinvio sarebbe inspiegabile. L'intervento del governo?
Solo in una seconda fase»
L'incontro tra Montezemolo e il premier turco Recep Tayyp Erdogan in
Confindustria (Carotenuto)
ROMA - La riforma degli assetti contrattuali è «assolutamente urgente» e
ogni ulteriore rinvio sarebbe «inspiegabile». Il presidente della
Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, accelera sul progetto di
trasformazione delle relazioni industriali.
INCONTRO SENZA IL GOVERNO - Intervenendo al consiglio direttivo di
Federmeccanica, Montezemolo ha sottolineato di ritenere indispensabile
un incontro con i sindacati già dai prossimi giorni per rendere più
moderne le relazioni industriali di questo Paese. «L'intervento del
governo - ha detto rispondendo indirettamente alla richiesta del leader
della Cgil Epifani di coinvolgere l'esecutivo - potrebbe essere utile in
una seconda fase».
CONTRATTAZIONE COLLETTIVA DA RIVEDERE - In particolare per Montezemolo
«i sindacati devono capire, e direi che molti di loro l'hanno capito,
che siamo interessati alla contrattazione collettiva purché raggiunga
risultati funzionali all'attività delle imprese e sia orientata a una
politica di sviluppo industriale e non venga utilizzata come strumento
di vincolo all'iniziativa economica». Montezemolo ritiene che la
contrattazione debba essere spostata all’interno delle aziende. In
questo senso andrebbe valutata l’iniziativa presa dalla Fiat, azienda
della quale Montezemolo è presidente, che nelle settimane scorse ha
unilateralmente aumentato di 30 euro al mese lo stipendio agli operai,
come acconto dei futuri scatti contrattuali. Iniziativa che poi diverse
aziende del Nord hanno replicato: come Riello, Brembo e Alenia. Una
mossa, come ha detto Montezemolo, che «non va interpretata né come un
atto ostile nei confronti dei sindacati né come una rottura del fronte
imprenditoriale nel rinnovo del contratto dei metalmeccanici.È stato un
atto di attenzione nei confronti dei lavoratori, coerente con il nostro
impegno di rendere più moderne le relazioni industriali».
PREMIARE I MERITEVOLI - Il presidente di Confindustria ha detto ancora
di ritenere necessario «superare liturgie e lungaggini indotte da una
controparte sindacale più attenta ai temi e ai tempi della politica che
non alla soluzione dei problemi» e «assolutamente urgente la riforma
degli attuali assetti contrattuali e del sistema di relazioni
industriali». Per Montezemolo occorre mantenere «al centro» il contratto
nazionale, ma servirsi della contrattazione aziendale per premiare i
lavoratori che meritano in base ai risultati in azienda. Confindustria è
convinta che il contratto nazionale debba essere ridisegnato come «rete
di protezione» per quei lavoratori «che possono contare solo su quel
livello». Per gli altri lavoratori «occorre lasciare al livello
decentrato il ruolo di regolatore della dinamica retributiva». La
decontribuzione e la detassazione degli aumenti retributivi legati alla
produttività aziendale previste dal Protocollo sul welfare, sottolinea
Montezemolo, «sono già la prima realizzazione del nuovo modello di
assetti contrattuali».
08 novembre 2007(modificato il: 09 novembre 2007)