La Pubblica
Villa Giulia di
Palermo, recentemente oggetto di restauro delle
numerose fontane presenti, dell'orologio solare
e dei gruppi monumentali, si rivela oggi
splendida ai nostri occhi, e ci offre con il suo
geometrico impianto risalente al 1777, uno
spettacolo unico, straordinariamente ricco di
riferimenti simbolici e culturali che
rispecchiano lo spirito di un'epoca.
“Alberi
strani, a me del tutto ignoti…” così dirà Goethe
per commentare la presenza delle numerose
essenze nella Villa progettata da Nicolò Palma.
Ed effettivamente per realizzare la villa di
“pubblico diletto” vennero condotte a Palermo
essenze d’ogni tipo che le conferirono un
aspetto fantastico... quell'aspetto, che ancora
oggi apprezziamo passeggiando per i suoi lunghi
viali. Sorge di fronte al mare e presentava in
origine quattro ingressi , corrispondenti ai
punti cardinali. L'impianto quadrato, presenta
assi e diagonali che ripartiscono i percorsi
interni secondo una logica geometrica serrata.
All’interno il disegno presenta un ulteriore
quadrato e un cerchio. Tutte figure dense di
riferimenti simbolici che rimandano a precisi
riferimenti cosmogonici.
Villa Giulia, che prese il nome da Giulia
Guevara, moglie di un Vicerè spagnolo, possiede
quindi un impianto di tipo simbolico. Attraverso
il suo disegno geometrico la natura si fa
tramite della configurazione in terra di un
ordine cosmico. Il giardino, sede di
sperimentazione della realtà sensoriale nelle
sue varie forme, l’udire, il sentire, il
toccare, sublima attraverso la rappresentazione
simbolica la sua ragion d’essere.
In
Villa Giulia al tema dell’albero, simbolico
legame terra-cielo -e quindi uomo-divino-comune
a tutti i giardini, si sovrappongono riferimenti
specifici. Il pioppo, il salice e l'olmo sono
tipologie di alberi presenti nel giardino delle
esperidi. Anche l’arredo della villa segue un
progetto preciso, non a caso l'Atlante che regge
il dodecaedro con gli orologi solari, simbolo
cosmico per eccellenza, viene posto al centro
esatto dell’impianto. La porta dell’asse
privilegiato è invece dalla parte del mare, e si
conclude in fondo con la statua del Genio di
Palermo, di I. Marabitti. Il “Genio” è posto al
centro di un emiciclo di statue che
rappresentano la gloria che vince l’invidia,
l’abbondanza che vince la carestia, l’ira, la
rabbia e l’invidia …lapidei attori di un
paesaggio allegorico, che mettono in scena
speranze, vizi e virtù dell’essere umano.
Il Genio è il Re e porta sul capo una corona
regale; in una mano reca il serpente, simbolo
della fecondità del regno e nell'altra lo
scettro del
comando,
il simbolo del potere. Ai piedi reca un cane e
una cornucopia che indicano la fedeltà e la
promessa di abbondanza. L'aquila infine
rappresenta la città e un tondo, dove si trova
la trinacria, completa con il legame alla
Sicilia, il quadro di riferimenti simbolici
Questa introduzione del disegno geometrico e del
simbolo, questa esigenza di razionalizzazione ma
al contempo di magica esortazione alla vincita
sulle forze del male, pongono il giardino come
elemento cui è demandato il legame tra
l’irrazionale e il razionale, tra il sentimento
e la ragione. Profondamente illuminista nel
ricollegarsi idealmente all’impianto a croce
della città che la accoglie, la villa possiede
anche qualche tema definibile come “romantico”….
La presenza del “sepolcreto”o del bagno diruto
ne sono un esempio. I numerosi messaggi di cui
l'impianto è portatore certo non erano palesati
che ad un pubblico colto, ad una ristretta
cerchia di iniziati. Il “pubblico”, per il quale
la Villa viene progettata, forse è
inconsapevole, ma passeggiando per i viali sente
comunque il magico legame che sussiste tra
l'uomo e la natura. Adiacente alla villa è il
noto
Orto Botanico di Palermo, del 1789.
Il giardino nato a scopo scientifico didattico
sintetizza le tematiche illuministiche
dell'epoca. L'Orto Botanico ancora oggi
rappresenta uno degli orti più importanti
d'Europa e annovera innumerevoli specie vegetali
rarissime ed un secolare ficus magnolioides che
occupa, con le sue estese radici un'area di
1000m.q. Il nucleo più antico dell'Orto, la cui
geometria è regolata da rapporti simmetrici tra
loro proporzionali, è suddiviso da due viali
principali, tra loro ortogonali, in quartini.
L'edificio della scuola botanica, il Gymnasium,
prospettante sulla via Lincon, è in stile
neoclassico, a pianta quadrata, dotato di un
portico tetrastilo di ordine greco dorico e
sormontato da una cupola centrale emisferica su
tamburo, impostato su di un perimetro
ottagonale. Nell'aula principale, si trovano
alcuni affreschi di G. Velasco che esaltano i
poteri delle erbe medicinali, rappresentate da
Flora, che si oppongono agli effetti del tempo
nel lento susseguirsi delle stagioni della vita.
Caratteristiche
utilitarie all'origine ebbe anche il parco del
Principe di Aci, diventato poi del Duca di
Orleans, con canneti e vigneti ed una stazione
sperimentale di agricoltura. Il parco del
Principe di Castelnuovo, anch'esso ricco di
agrumeti e e vivai, fu poi trasformato in
istituto agrario. Recava un "Teatro di verdura",
che oggi è utilizzato per spettacoli estivi.
Esempi di sperimentazione agraria e di giardini
a parterre e con impianto informale si possono
vedere anche nel parco della Real Favorita,
riserva di caccia voluta da Ferdinando III di
Borbone, nel periodo della forzata permanenza a
Palermo.
Nel 1850, nasce
in corrispondenza con il prolungamento della via
Ruggiero Settimo con la Strada della Libertà, la
"villa
pubblica inglese" su progetto di
G.B. Filippo Basile, in una zona che non era
stata ancora raggiunta dall'espansione
urbanistica ottocentesca. Il giardino che
presenta un impianto irregolare, o per meglio
dire "informale", secondo lo stile tipico
inglese è ricco di statue, busti e monumenti
dedicati a personaggi celebri dell'epoca.
Inoltre vi sono stati introdotti per la prima
volta alcuni alberi esotici, di cui si
sperimenterà l'acclimatamento. Vi furono
collocate vasche e fontane ed un laghetto
artificiale. Di fronte all'ingresso del giardino
inglese si trova il
parterre Garibaldi recentemente chiamato
"Falcone Morvillo".
Subito dopo
l'Unità di Italia, verrà realizzato a Piazza
Marina il giardino Garibaldi seguendo il modello
di uno square inglese. E' stato realizzato da
Giovan Battista Basile nel 1860 circa ed è stato
intitolato all'eroe Giuseppe Garibaldi. E'
accessibile a tutti, anche da coloro che si
trovano costretti in una sedia a rotelle. Si
tratta di un giardino pubblico quindi il suo
ingresso è completamente gratuito ed è
consentito ogni giorno dalle 8:00 alle 18:00. E'
assolutamente un giardino da visitare, grazie
anche alla sua varietà di vegetazione, infatti
sono presenti numerose piante esotiche, tra cui
13 esemplari di palme ed enormi e maestosi
ficus. Il silenzio è molto presente al suo
interno, lo dimostra il fatto che sono molte le
mamme con i passeggini che frequentano il
giardino. L'attrazione più gettonata all'interno
della villa è un ficus veramente grande le cui
radici fuoriescono dal sottosuolo, e sono
enormi! E pensare che il custode mi diceva che
ne fuoriesce una minima parte! Proprio
incredibile! Inoltre sono presenti dei busti in
marmo di Garibaldi e dei suoi luogotenenti e una
fontana molto carina vicino il gigantesco ficus.
Presente anche una piccola ludoteca, ma
purtroppo non so dire niente a proposito perché
in 26 anni non l'ho mai visitata!
Il Giardino contiene splendidi esemplari di
magnolie dalle radici enormi al punto da
sembrare esse stesse parte del tronco, piante
esotiche e, attrazione principale, il ficus
considerato uno degli alberi più antichi di
Italia.
Tra le piante vi sono fontane e chalet, oltre
a numerosi busti scultorei, tra i quali quelli
di Giuseppe Garibaldi, Rosolino Pilo, Giovanni
Corrao, Raffaele De Benedetto, Luigi Tukori.
Lungo la sua
cancellata, in stile liberty, ogni sabato e
domenica vi è il mercatino delle pulci dove si
possono trovare gli oggetti più disparati, tutto
rigorosamente usato. Quindi alla fine non mi
resta che consigliare la sua visita perché ne
vale veramente la pena!!! Come non menzionare poi
la villa Bonanno, che reca mosaici di età romana
e che occupa l'area antistante al Palazzo Reale.
Vi sono anche giardini che gravitano nell'area
della campagna che fa corona alla città. Si
tratta di giardini privati definibili come
"informali" per via dell'impianto irregolare.