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Obama, la guerra finanziaria e l’eliminazione di DSK Thierry Meyssan

DOMINIQUE STRAUSS-KAHN STAVA CERCANDO DI AFFONDARE IL DOLLARO? DI MIKE WHITNEY
 

 

 

Obama, la guerra finanziaria e l’eliminazione di DSK maggio 26, 2011 di

Thierry Meyssan* Voltairenet 26 maggio 2011

Non si può capire la caduta di Dominique Strauss-Kahn senza inserirla nel contesto del progetto che incarnava la creazione di una nuova valuta di riserva internazionale, in programma per oggi 26 maggio 2011. Paradossalmente, un progetto atteso dagli stati emergenti, come pure dalla finanza apolide, ma rifiutata dai complesso militar-industriale israelo-statunitense. Thierry Meyssan alza il velo sul colpo di mano di Obama, per non dovere mantenere gli impegni assunti.

I francesi hanno assistito con stupore all’arresto negli Stati Uniti del loro leader politico più popolare, Dominique Strauss-Kahn. L’ex ministro dell’economia, l’uomo che era diventato l’alto funzionario più pagato del mondo (stipendio base annuo, bonus e spese esclusi: 461510 USD) e che era sul punto, si diceva, di avvicinarsi alla presidenza della Repubblica. Questa personalità calorosa, nota per il suo appetito a tavola e a letto, a volte accusata di fare politica con dilettantismo mentre amava prendere del tempo per godersi la vita, è imputata di aver violentato selvaggiamente una cameriera in un albergo di Manhattan. Per sei giorni, i francesi sono rimasti attaccati ai loro teleschermi, a guardare inebetiti l’accanimento giudiziario nei confronti di un uomo che erano abituati a considerare come il rimedio possibile, dopo il disastroso quinquennio di Nicolas Sarkozy. La sua caduta è stata anche la fine delle loro illusioni. Lo spettacolo di questo destino spezzato assomiglia a una tragedia greca. Il detto romano “Arx tarpeia Capitoli proxima” torna sulle labbra: la Rupe Tarpea, dove i condannati a morte venivano lanciati nel vuoto, era così vicina al Campidoglio, luogo simbolo del potere e degli onori. Indipendentemente da ogni considerazione sulla sua innocenza o colpevolezza, il maltrattamento di una simile elevata personalità non può che causare ansia tra i semplici cittadini: se questi non riescono a difendersi, come possiamo sperare di farlo se fossimo accusati noi come lui?

Ascesa e caduta Ma i francesi sono un popolo politicizzato, nutrito dalle lezioni di Machiavelli, senza averlo mai letto, si sono affrettati a mettere in discussione la fondatezza delle accuse contro il loro concittadino, DSK. Il 57% di loro, secondo i sondaggi, non crede a questa sordida storia che i media statunitensi si dilettano a raccontare. Alcuni hanno cominciato a immaginare gli scenari di possibili manipolazioni, mentre altri si chiedevano “Cui bono?” (A chi giova?). In questo gioco, il primo nome che viene in mente è quello di Nicolas Sarkozy. Come non pensarlo, quando ci si ricorda che è diventato presidente presentando una denuncia contro il suo principale rivale, Dominique de Villepin, e trascinandolo in un caso rocambolesco di documenti falsi. Allora perché non un nuovo complotto per far fuori un nuovo concorrente? E non importa che i due uomini avevano bisogno l’uno dell’altro per preparare i prossimi vertici internazionali, né che erano entrambi asserviti al Signore Supremo degli Stati Uniti. Sappiamo che i peggiori crimini richiedono il sangue di amici o meglio, dei parenti. Inoltre, i francesi ignorano i legami di DSK [1], come hanno ignorato quelli di Nicolas Sarkozy, quando l’hanno eletto [2]. Mai la stampa li aveva informati che negli anni ’90, durante la sua traversata del deserto politico, è stato assunto come professore alla Stanford University da una certa Condoleezza Rice. Non sapevano che lui e i suoi luogotenenti Pierre Moscovici e Jean-Christophe Cambadelis erano responsabili del finanziamento del Partito Socialista e della Fondation Jean-Jaurès dal National Endowment for Democracy, la facciata legale della CIA [3].

 Non hanno seguito i suoi numerosi lavori e contratti con i think tank atlantisti, il German Marshall Fund of the United States [4] o il Bilderberg Group [5]. In definitiva, non sanno nulla del suo impegno per l’integrazione della Francia e dell’Europa in un mercato unico transatlantico, dominato dagli Stati Uniti. I francesi non conoscevano i suoi stretti legami con Israele. Guidava, in seno al Partito Socialista, il Circolo Blum, dal nome di un ex primo ministro ebraico. Questa discreta e potente lobby sorveglia, lontano dalla scena politica, tutti coloro che vorrebbero contestare il progetto sionista. Così fa cadere delle teste, come il politologo Pascal Boniface, che ha evidenziato il carattere elettoralmente controproducente del supporto a Tel Aviv, in un paese dove il 10% della popolazione è di cultura araba. DSK non lo nasconde. Afferma senza mezzi termini: “Credo che ogni ebreo della diaspora e della Francia dovrebbe fornire un aiuto a Israele. É perciò importante che gli ebrei si assumano delle responsabilità politiche. Insomma, nelle mie funzioni e nella mia vita quotidiana, attraverso tutte le mie azioni, cerco di apportare la mia modesta pietra all’edificio di Israele“. Strano per qualcuno che è in corsa per la presidenza francese.

Poco importa, è così gioviale. Tuttavia, nulla è stato risparmiato a Dominique Strauss-Khan e a coloro che lo amano: mentre lui è stato posto in custodia cautelare, poi in detenzione, senza aver mai la possibilità di parlare, il Procuratore di New York ha fatto distribuire ai media un atto d’accusa dettagliato. Vi si legge la descrizione freddamente clinica dei reati imputati: “L’imputato ha tentato di avere, con la forza, sesso orale e anale con una terza persona; l’imputato ha cercato, con la forza, di avere rapporti vaginali con una terza persona, l’imputato ha forzato una terza persona a un contatto sessuale; l’imputato ha rapito una terza persona; l’imputato ha costretto una terza persona al contatto sessuale senza consenso; l’imputato ha intenzionalmente e senza giustificati motivi, toccato i genitali ed altre parti intime di una terza persona, al fine di umiliare la persona e abusare di lei, e al fine di soddisfare i desideri sessuali dell’accusato. Questi crimini sono stati commessi nelle seguenti circostanze: Il sottoscritto dichiara di essere stato informato da qualcuno conosciuto dall’ufficio del procuratore che l’ha accusato di 1) aver chiuso la porta della stanza e impedito la denunciante di lasciare quella camera, 2) di essersi seduto sul petto della denunciante, senza il suo consenso, 3) ha cercato di rimuovere con la forza i collant di questa persona e di toccarle i genitali con la forza, 4) costretto la bocca della denunciante a toccare il suo pene per due volte, 5) aver commesso questi atti usando la forza fisica.” Tutto questo sventolato per giorni sul telegiornale delle 20:00, con grande dettaglio, sotto gli occhi spalancati di genitori che rientrano dal lavoro, e di fronte a bambini terrorizzati che abbassano il loro naso sul piatto della minestra.

Lo shock culturale Nessuno sa chi è il più traumatizzato: l’economista brillante che avrebbe salvato l’umanità dalla crisi finanziaria, viene improvvisamente ridotto al rango di criminale infame, o le persone che aspiravano al riposo e stavano pensando a scegliere un leader, e si vedono costrette ad osservare ancora una volta la violenza degli Stati Uniti. A questo proposito, i francesi sono in cerca di scuse al sistema giuridico anglo-sassone che scoprono. Certo, avevano già visto queste parodie di giustizia nelle serie televisive, ma non hanno mai pensato che ciò fosse vero. E il sistema extragiudiziale, Guantanamo e le prigioni segrete, di cui non hanno mai voluto saperne. Alcuni commentatori hanno tentato di spiegare la durezza della polizia e del primo giudice come il desiderio di trattare allo stesso modo i potenti e i deboli. Eppure, tutti hanno letto le opere di famosi sociologi che dimostrano che in questo sistema iniquo il denaro regna, e la giustizia è di classe. I francesi, inoltre, hanno accettato acriticamente le critiche anglo-sassoni. Tutto questo è colpa della stampa francese, si poteva leggere, che non ha mai indagato sulla vita sessuale sfrenata di Strauss-Kahn, in nome del rispetto della sua privacy. Tuttavia, continuano i puritani, colui che seduce apertamente le donne, e anche la stampa, a volte sbanda, è un potenziale stupratore. “Chi ruba un uovo, ruba un bue!“. Sulla copertina, Time Magazine presenta DSK e altri come lui, come un maiale. Nessuno ha rilevato che l’imputato era il direttore del FMI a Washington, da 3 anni senza che la stampa anglosassone, che impartisce lezioni, abbia indagato sui suoi presunti vizi occulti. L’accusa aveva il sospetto aperto, tutti si ricordano, ma un pò tardi, che nel 2002 DSK aveva cercato di abusare di una bella giornalista, Tristane Banon. Quando lei aveva chiesto una intervista, era stata invitata in un appartamento privato, situato nel quartiere storico del Marais, a Parigi. Aveva accolto la giovane donna in un grande loft, privo di mobili ad eccezione di un letto.

E siccome questa bellezza non cedeva al libertino, l’aveva picchiata. Forse a New York, questa violenza aveva travolto l’uomo galante, e l’aveva trasformato in un criminale? Nulla permette di immaginarlo, tanto più che DSK non è un celibe frustrato. E’ sposato con una star televisiva, Anne Sinclair, che era la giornalista favorita dai francesi, prima di abbandonare il suo lavoro per accompagnarlo nella sua carriera. I francesi l’hanno ritrovata al tribunale, quando Dominique Strauss-Kahn è apparso, ancora più bella e volitiva, nonostante gli anni in più. Nipote di un grande mercante d’arte, ha una fortuna familiare notevole. Senza esitare, è venuta da Parigi per pagare un milione di dollari di cauzione e offrire cinque milioni di dollari in garanzie bancarie aggiuntive. In quel momento, questa donna di denari era pronta a cedere tutto per salvare il marito dalle grinfie laceranti della giustizia degli Stati Uniti. Era tanto più ammirevole. É lei che non si alterava per le sue buffonate, e che amava accompagnarlo alla Chandelle, un club per scambisti parigini. In ogni nazione degna di questo nome, non si sarebbe sopportato vedere una celebrità che puntava ad essere eletta presidente e incarnare il paese, apparire ammanettata tra i poliziotti dell’FBI e gettata nella parte posteriore di un’auto, come un delinquente, esposta in tribunale senza essersi potuta fare la barba. Probabilmente si sarebbe assediata l’Ambasciata USA, cantando inni patriottici. Non in Francia. Qui si ammirano troppo gli “americani“. Li si contempla come il coniglio è ipnotizzato dal cobra. Ed è difficile ammettere che non si è al centro del mondo, che se c’è complotto, non è nato sulle rive della Senna, ma sulle rive del Potomac.

Il sequestro DSK è colpevole di stupro o è vittima di un complotto? Basta pensarci per risolvere la questione. L’imputato avrebbe passato la notte con una ragazza squillo. Avrebbe violentato la cameriera al brunch della mattina, e poi presumibilmente è andato tranquillamente a fare colazione con sua figlia, una studentessa della Columbia University. Infine, avrebbe preso il suo aereo prenotato da alcuni giorni per incontrarsi con la Cancelliera Angela Merkel a Berlino. Era comodamente seduto in uno aereo dell’Air France, quando è stato arrestato, dieci minuti prima del decollo. Secondo l’equipaggio, gli agenti del Nucleo Vittime Speciali (della serie Law and Order SVU [6]) non hanno chiesto ai loro omologhi dell’aeroporto di procedere all’indagine, ma hanno insistito nel farlo loro stessi, nonostante il rischio di arrivare troppo tardi. Per evitare che DSK non fosse preavvertito, hanno chiesto che si disturbassero i telefoni in quella zona dell’aeroporto, il tempo necessario al loro arrivo [7]. Tuttavia, tale interferenza non era responsabilità di una squadra normale. Questa è proprio una questione di sicurezza nazionale. Quando l’indagato è stato preso in custodia, è stato escluso da qualsiasi contatto esterno se non con i suoi avvocati, come prevede la legge negli Stati Uniti. Ma quando la giudice Melissa Jackson l’ha preso in custodia, è stato nuovamente isolato dall’esterno. Senza motivo. Il fermo era stato spiegato necessario, perché il convenuto poteva fuggire in Francia, con la quale lo Stato di Washington non ha concluso alcun trattato di estradizione, e che ha protetto un altro imputato accusato di stupro, il regista Roman Polanski. Questa decisione non è stata presa per isolare l’imputato e impedirgli di influenzare i testimoni. Ma il giudice ha deciso di farlo rinchiudere a Rikers Island, una delle più grandi prigioni del mondo, con 14.000 detenuti, e uno delle più sordide.

 Un inferno sulla Terra. “Per la sua protezione“, lo si è poi premiato con una camera singola e tenuto in isolamento. Insomma, per 10 giorni, l’amministratore delegato del FMI è stato sequestrato. Per 10 giorni, il funzionamento delle istituzioni internazionali è stato bloccato per la mancanza della sua firma. Per 10 giorni, i problemi dell’euro e del dollaro, il crollo della Grecia, e molte altre questioni, sono rimasti in sospeso a causa del capriccio di polizia, giudici e guardie carcerarie. Secondo la giurisprudenza degli Stati Uniti DSK, che non ha precedenti penali ed è domiciliato a Washington, non avrebbe dovuto essere tenuto in custodia cautelare, ma avrebbe dovuto essergli concessa la libertà. Probabilmente ha rapidamente analizzato la situazione. Attraverso uno dei suoi avvocati, è riuscito a mandare al FMI una lettera di dimissioni. Il giorno dopo, contro ogni previsione, un nuovo giudice ha aderito alla sua richiesta di libertà vigilata. Non era, infatti, più utile tenerlo in custodia poiché il FMI aveva recuperato la sua capacità di agire. Christine Lagarde, Ministro francese dell’Economia, che ha fatto carriera negli Stati Uniti difendendo gli interessi del complesso militare-industriale [8], punta a succedere all’accusato nella direzione del FMI, nonostante le grida di sdegno di Russia e Cina. In realtà, il secondo suo avvocato, Benjamin Brafman, non è venuto a vederlo in prigione e non ha partecipato alla seconda udienza. La star dei tribunali di New York si era recata precipitosamente in Israele. Ufficialmente per celebrare una festa religiosa in famiglia [9]. Ma per chiedere il suo onorario tasse, il signor Brafman non ha dovuto accontentarsi di accendere i fuochi del Lag Ba’omer, ma ha dovuto negoziare con il suo cliente.

Il progetto Zhou Perché schierare dei mezzi hollywoodiani per bloccare il FMI per 10 giorni? Due risposte sono possibili, e possono essere collegate. In primo luogo, il 29 marzo 2009, il governatore della banca centrale cinese Zhou Xiaochuan ha sfidato il predominio del dollaro come valuta di riserva. Deplorando il progetto dell’economista John Maynard Keynes, di creare una moneta internazionale (il Bancor) che non è stato raggiunto alla fine della seconda guerra mondiale, ha proposto di utilizzare i Diritti Speciali di Prelievo del FMI per giocare questo ruolo [10]. Cedendo alle pressioni, gli Stati Uniti accettano la triplicazione delle risorse del FMI e il rilascio, da parte del FMI, dei Diritti Speciali di Prelievo (DSP) del valore di 250 miliardi dollari, nel corso del vertice del G20 a Londra, del 2 aprile 2009. Hanno anche accettato il principio di un Consiglio di Stabilità Finanziaria, cui saranno associati i grandi stati emergenti. Questa idea è stata discussa al vertice del G8 a L’Aquila (Italia), l’8 luglio 2009. Spingendo il pedone più lontano, la Russia propose di non accontentarsi di una moneta virtuale, ma di stamparla. Dmitrij Medevedev, che aveva fatto coniare simbolicamente prototipi di questa moneta, ne mise alcune sul tavolo. Da un lato c’erano i volti degli otto capi di Stato e dall’altra la valuta, recava la scritta in inglese “Unity in Diversity” [11]. Il progetto è presentato agli esperti della Divisione Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite. Il loro rapporto, a cui partecipò il professor Vladimir Popov della New Economic School di Mosca, è studiato il 25 aprile 2010 in una riunione congiunta del FMI e della Banca mondiale [12]. Il processo dovrebbe concludersi oggi, 26 maggio 2011, in occasione del vertice G8 di Deauville (Francia). Il dollaro ha cessato di essere la moneta di riferimento sullo sfondo dell’insolvenza del governo federale degli Stati Uniti. Washington avrebbe rinunciato al finanziamento della sua superpotenza militare con il debito, per perseguire la propria ristrutturazione interna.

Il granello di sabbia Purtroppo, durante gli ultimi mesi di questo processo, le iniziative politiche e militari hanno sconvolto questo piano. Alcuni stati, tra cui Russia e Cina, sono stati truffati. L’arresto di DSK dimostra che Washington ha agito in mala fede e che le sue concessioni miravano a guadagnare tempo. Anche se i dettagli esatti dell’idea progettata da Dominique Strauss-Kahn di creare questa nuova valuta di riserva sostenuta dai Diritti Speciali di Prelievo del FMI sono segreti, sembra che la Libia stesse giocando un ruolo chiave: a titolo esperimentale, la Banca Centrale della Libia era la prima a decidere di basare la propria valuta, il dinaro, sull’oro e poi sul DSP. La cosa è tanto più importante poiché la Libia ha un fondo sovrano tra i più dotati del mondo (è anche un po’ più ricco di quello della Russia). Tuttavia, entrando in guerra contro la Libia, Francia e Regno Unito hanno congelato teoricamente i beni non solo della famiglia Gheddafi, ma dello Stato libico. Peggio, Parigi e Londra hanno inviato dei dirigenti della banca HSBC a Bengasi, per creare una Banca Centrale dei ribelli della Libia e tentare di sequestrare dei beni nazionali [13]. Senza che si sappia se Nicolas Sarkozy e David Cameron si siano lasciati rapire dal loro potere o abbiano agito su istruzioni dei loro mandanti a Washington, il fragile edificio progettato da Dominique Strauss-Kahn è crollato. Secondo i nostri contatti a Tripoli, al momento del suo arresto, DSK stava partendo per Berlino per trovare una soluzione con la Cancelliera Angela Merkel. Doveva poi partire con un emissario della Merkel per negoziare con i rappresentanti del colonnello Gheddafi, e forse con lui direttamente. La firma del leader libico era necessaria per sbloccare la situazione. Vi è ora una guerra finanziaria di proporzioni senza precedenti: mentre la situazione economica degli Stati Uniti vacilla e il dollaro potrebbe facilmente diventare carta straccia, l’accordo approvato al G8 e al G20, attuato dal FMI in coordinamento con la Banca mondiale e la comunità bancaria internazionale di cui DSK era il campione, è sospeso. Il predominio del dollaro è intatto anche se più artificiale che mai; questo dollaro che gli stati emergenti volevano relativizzare, ma su cui il complesso militare-industriale israelo-statunitense consolida il proprio potere. In questo contesto chi è un uomo d’onore?

*Thierry Meyssan Intellettuale francese, fondatore e presidente del Réseau Voltaire e della conferenza Axis for Peace. Pubblica analisi di politica estera nella stampa araba, latinoamericana e russa. Ultimo libro in francese: L’Effroyable imposture: Tome 2, Manipulations et désinformations (éd. JP Bertand, 2007)

Fonte: Komsomolskaja Pravda (Russia)

La versione originale di questo articolo che è stata pubblicata in un importante quotidiano, non includeva le note a piè di pagina. Questi sono stati aggiunti dal curatore del Réseau Voltaire per facilitare l’approfondimento del tema da parte dei lettori.

Note [1] «Dominique Strauss-Kahn, l’uomo “Prezzemolo” del FMI», Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 5 ottobre 2007. [2] «Opération Sarkozy: comment la CIA a placé un de ses agents à la présidence de la République française», Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 19 luglio 2008. [3] «La NED, vetrina legale della CIA», Thierry Meyssan, 6 ottobre 2010. [4] «Le German Marshall Fund, un reliquat de la Guerre froide?», Réseau Voltaire, 5 ottobre 2004. [5] «Quel che non sapete del Gruppo Bilderberg», Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 9 aprile 2011. [6] Serie televisiva di Dick Wolf per la NBC, trasmesso in Francia con il titolo di New York: unità speciale e in Quebec con il titolo The Law & Order: Special Victims Unit. [7] «Les derniers mots de DSK avant son arrestation», Michel Colomès, Le Point, 19 maggio 2011. [8] «Avec Christine Lagarde, l’industrie US entre au gouvernement français», Réseau Voltaire, 22 giugno 2005. [9] «Strauss-Kahn’s lawyer to Haaretz: Former IMF chief will be acquitted», Chaim Levinson, Haaretz, 22 maggio 2011. [10] «La Chine commence à s’écarter du dollar», Réseau Voltaire, 22 Maggio 2009 [11] «La Russie et la Chine proposent une monnaie commune globale», Réseau Voltaire, 11 luglio 2009. [12] «Plan de réforme du système financier international» (Estratto del rapporto «World Economic and Social Survey 2010: Retooling Global Development»), Christina Bodouroglou, Nazrul Islam, Alex Julca, Manuel Montes, Mariangela Parra Lancourt, Vladimir Popov, Shari Spiegel e Rob Vos Réseau Voltaire, 6 luglio, 2010. [13] «La rapina del secolo: l’assalto dei volonterosi ai fondi sovrani libici» e «Dietro l’attacco alla Libia: le strategie della guerra economica», Manlio Dinucci, Réseau Voltaire, 22 aprile e 2 maggio 2011.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – Aurora03.da.ru

 DOMINIQUE STRAUSS-KAHN STAVA CERCANDO DI AFFONDARE IL DOLLARO?
 

DI MIKE WHITNEY Globalresearch.ca Tutto questo riguarda la percezione della classe dirigente. I media stanno cercando di buttare quanto più fango possibile su Dominique Strauss-Kahn per poterlo impiccare ancora prima che abbia visto un tribunale. Mi ricorda il caso di Terry Schiavo, quando Michael, il marito devoto, fu fatto passare per un viscidone insensibile per aver portato a compimento i desideri espliciti della moglie in stato vegetativo. Vi ricordate come i media realizzarono quella gogna 24 ore al giorno con la presenza imperitura dei cristiani fanatici in lacrime sul prato di fronte all’ospedale mentre Hannity, Limbaugh e O' Reilly stavano prendendo fuoco per i loro sproloqui bigotti?

E mi state dicendo che ora gli stessi media stanno solo "facendo il loro lavoro”?

Datemi un secondo.

Chiunque abbia voluto incastrare il direttore del FMI, Dominique Strauss-Kahn, le ha davvero provate tutte. I loro agenti hanno rovistato nei diari, nei registri degli alberghi, nei tabulati telefonici, negli annuari e via e via e via. L’UK Telegraph ha persino pagato una visita a un bordello d’alto bordo per trovare un po’ di zozzume da Madame Botox, qualsiasi cosa per far passare un banchiere arrapato per un violentatore di South Hill. E stanno facendo davvero un bel lavoro. I poliziotti si sono assicurati che il "Grande Seduttore" apparisse sempre in manette, vestito con un impermeabile da macchietta e con la barba di tre giorni prima di farlo sfilare davanti ai media. Mercoledì – tutto fa brodo - hanno diffuso la sua foto segnaletica, una foto con lo sguardo fisso e poco raccomandabile che sembra quasi Jack lo Squartatore. Era questa l’intenzione?

E non siamo neanche alla metà del cammino. Big Money sta esumando ogni donna con cui ha avuto a che fare negli ultimi trent’anni sperando che possa illuminarli con una qualche informazione prelibata che convinca i dubbiosi che, dietro i modi sofisticati e il vestito da 25.000 dollari, si celi in realtà un Barbablù pronto a sgraffignare tua figlia e profanare tua moglie. Altra cosa certa, tireranno in ballo Paula Jones e Tanya Harding che hanno riferito di aver trascorso una notte torrida con il marchese De Kahn in un parcheggio per roulotte appena fuori Winamucca.

Dove si fermeranno? Ma si fermeranno? Dovremo passare un anno intero, stile Clinton-Lewinski, che alimenterà la follia collettiva e che ogni giorno ci farà venire a conoscenza di dettagli sempre più scabrosi su performance sessuali che non interessano a nessuno?

Non siete tutti curiosi di sapere chi c’è dietro questo "media-linciaggio” imbroglione? Questa è un’umiliazione, è il tutto per tutto, senza remore, è una cintura di castità. I bravi ragazzi si tengono queste iniziative per i peggiori nemici, per gli insider che hanno rotto l’omertà o sono usciti dalla riserva. Voglio dire, lo hanno rinchiuso sull’isola di Riker senza possibilità di rilascio, Dio Cristo. Cosa vi suggerisce? Persino a Bernie Madoff hanno permesso di rimanere nel suo attico da 7 milioni di dollari su Park Avenue mentre era in attesa del processo, ma Strauss-Kahn no. Proprio no. Ha avuto il miglior trattamento, anche avendo la fedina penale pulita e niente a parte le insufficienti accuse di una cameriera, è stato portato via di forza in gattabuia dove si potrà mescolare con criminali più scafati sgranocchiando i corn flakes e le fette biscottate.

La si può chiamare giustizia?

Vi posso raccontare di cosa si tratta? Riguarda il dollaro. Esatto. Strauss-Kahn stava pianificando un attacco contro il dollaro e ora l’ira dell’Impero è caduta su di lui come una camionata di mattoni. Ecco lo scoop dall’UK Telegraph:

Dominique Strauss-Kahn, direttore esecutivo del FMI, ha auspicato l’adozione di una nuova divisa mondiale che avrebbe sfidato il dominio del dollaro e protetto contro le future instabilità finanziarie […] Ha suggerito l’inserimento di divise delle economie emergenti, come lo yuan, in un paniere di monete che, secondo gli amministratori del FMI, potrebbero aumentare la stabilità del sistema globale. […] Strauss-Kahn ha visto un futuro per i DSP (Special Drawing Rights), che sono al momento formati dal dollaro, dalla sterlina, dall’euro e lo yen, ma ha anche detto che sarà necessaria un’attiva cooperazione internazionale per farli funzionare." ("Il direttore del FMI, Dominique Strauss-Kahn, auspica una nuova divisa mondiale", UK Telegraph) Così Strauss-Kahn si è trovato nella stessa cricca di Saddam Hussein e del leader libico Gheddafi, giusto? Forse vi ricordate che Saddam era passato dal dollaro all’euro un anno prima della guerra. Dodici mesi più tardi l’Iraq era invaso, Saddam impiccato e il dollaro era stato rimesso in sella. Gheddafi ha fatto un errore simile quando "ha iniziato a muoversi per rifiutare il dollaro e l’euro e ha richiamato le nazioni arabe e africane all’uso comune di una nuova moneta, il dinaro d’oro." ("Libya: All About Oil, or All About Central Banking?" Ellen Brown, Op-Ed News)

La Libia da quel momento è stata soggetta agli attacchi delle forze degli Stati Uniti e della NATO che hanno armato un variegato gruppo di dissidenti, persone insoddisfatte e terroristi per deporre Gheddafi e reimporre l’egemonia del dollaro.

E ora è Strauss-Kahn che viene stretto dai tentacoli. E per una buona ragione. Dopo tutto, DSK ha davvero posto una minaccia molto più seria al dollaro di quanto abbiano fatto Saddam o Gheddafi perché lui era nella migliore posizione per plasmare le politiche e per persuadere i capi di Stato stranieri che la sostituzione del dollaro era nel loro interesse. E questo è esattamente quello che stava facendo: urlare in faccia al dollaro. Solo che è stato troppo ottuso per potersi immaginare che il dollaro è il buono-pasto della mafia a stelle e strisce, la maniera principe con cui banchieri ambigui e traditori a capo delle multinazionali estorcono tributi dalla gente più povera del pianeta. Strauss-Kahn stava facendo casino e ora ne dovrà pagare il prezzo.

Ecco una clip da CNN Money:

"Il FMI ha emesso un documento questo giovedì su una possibile sostituzione del dollaro come valuta di riserva.

Il FMI ha detto che i DSP possono aiutare a stabilizzare il sistema finanziario globale […] I DSP rappresentano potenziali vantaggi per le monete dei membri del FMI. […] Il FMI di solito eroga alle nazioni finanziamenti denominati in DSP. Anche se non sono una divisa tangibile, alcuni economisti affermano che i DSP potrebbero essere utilizzati come alternativa meno volatile del dollaro.

Col tempo credono che i DSP possano contribuire a stabilizzare il sistema monetario internazionale". L’obbiettivo è quello di avere un ammontare di riserve delle banche centrali che meglio riflettano l’economia globale dal momento che il dollaro è vulnerabile alle variazioni dell’economia nazionale e ai cambi delle politiche degli Stati Uniti.

Oltre a servire come moneta di riserva, il FMI ha anche proposto la creazione di obbligazioni denominate in DSP che avrebbero ridotto la dipendenza delle banche centrali dal Tesoro USA. Il Fondo ha anche suggerito che certi impieghi, come il petrolio o l’oro che sono negoziati in dollari, potrebbero essere prezzati usando i DSP." ("Il FMI discute delle alternative al dollaro", CNN Money)

Wow. Allora DSK si stava concentrando sui titoli del Tesoro e sul dollaro? Ecco il perché delle fatiche di Ercole.

Quindi, che tipo di miglioramento c’è nel passare dai dollari ai DSP? Secondo la Reuter: "Le risorse destinate al credito insoluto del FMI sono passate il 12 maggio a 65,5 miliardi di DSP (104 miliardi di dollari) dai 6,0 miliardi di DSP del dicembre 2007. Il cosiddetto nuovo accordo per il prestito, che è entrato in vigore il 1° aprile, ha incrementato le risorse disponibili per i prestiti del FMI fino a 269 miliardi di DSP il 12 maggio dai 120 miliardi di DSP il 31 marzo." (http://in.reuters.com/article/2011/05/17/idINIndia-57083920110517?type=economicNews) Un inizio non male per un progetto ambizioso. Sembra proprio che il sogno di DSK di detronizzare il dollaro come “moneta internazionale” stava cominciando a mettersi in moto. Ma non sapeva che le sue iniziative avrebbero fatto infuriare un po’ di gente molto potente e molto influente?

Bene, se lo sapeva, non l’ha dato a vedere. Infatti, ha iniziato a fare lo scemo anche in altre faccende, come quando è intervenuto a favore dei contribuenti irlandesi, cercando di proteggerli a spese dei possessori di titoli stranieri. Questo è qualcosa di inaccettabile nel mondo dei banchieri. Loro hanno una lista delle "persone che contano" e i contribuenti non sono su quella lista. Ecco un estratto dall’Irish Times: L'ultima resistenza è iniziata in modo meno scomposto di quello che ci si poteva aspettare. Il Fondo Monetario Internazionale, che crede che i prestatori debbano pagare per la loro stupidità prima ancora che se ne siano resi conto, ha presentato agli irlandesi un piano per tagliare 30 miliardi di euro dalle obbligazioni, con una media di due terzi di perdita secca. Lenihan era estremamente felice: “Voi siete la salvezza dell’Irlanda.”

L’accordo è stata silurato da una direzione inaspettata. A una conferenza con i Ministri delle Finanze del G7, il Segretario del Tesoro statunitense, Timothy Geither, ha posto il veto sui tagli, ritenendo che le banche devono avere la priorità sui contribuenti, come dimostra il pagamento di 13 miliardi di euro da AIG, di proprietà del governo, a Goldman Sachs. L’unico che si è schierato con gli irlandesi è stato il cancelliere inglese George Osborne, ma Geithner è riuscito a vincere la sua battaglia. Una lezione istruttiva sulla potenza americana e su chi siano i nostri amici.

Le negoziazioni sono andate in discesa libera da quel momento. Da un lato la BCE che, senza alcun affanno, ha preso la parte di creditori irlandesi, insistendo sul totale rimborso dei bond delle banche. Dall'altro, il FMI che sosteneva che gli irlandesi avrebbero dovuto fare di più per mettere a posto il bilancio del governo, permettendo unicamente il rimborso delle perdite delle banche private. ("Ireland's future depends on breaking free from bailout", Morgan Kelly, Irish Times) E c’è di più, perché il punto di vista di Strauss-Kahn non era limitato alla moneta, ma riguardava forti cambi strutturali per lo stesso FMI che avrebbero invertito la rotta di decenni di politiche neoliberiste. DSK ha stabilito un nuovo approccio, uno che avrebbe abbandonato i peggiori elementi della globalizzazione e posto grandi enfasi sulla coesione sociale, la cooperazione e il multilateralismo. Ecco un estratto dal discorso intitolato "Sviluppo Umano e Distribuzione della Ricchezza" pronunciato nel novembre del 2010: "[…] Adam Smith, uno dei fondatori dell’economia moderna, ha riconosciuto con chiarezza che una cattiva distribuzione della ricchezza può minare il sistema del libero mercato, indicando che “la tendenza ad ammirare, e quasi a venerare, il ricco e il potente e […] quella di disprezzare le persone che vivono in condizioni disagiate […] è la più grande e universale causa della corruzione della nostra morale.”

Questo è successo più di 250 anni fa. Nel mondo odierno questi problemi sono ingranditi dalla lente della globalizzazione […] ma la globalizzazione ha anche un lato oscuro. Rimanendo nell’ombra ha creato un fossato sempre più grande tra i ricchi e i poveri, anche all’interno delle nazioni. Un'iniqua distribuzione della ricchezza può impoverire il tessuto sociale. Le nazioni più inique hanno indicatori sociali peggiori, un indice di sviluppo umano peggiore e un altro livello di insicurezza economica e di ansietà. In troppi paesi l’ineguaglianza è aumentata e i salari reali sono rimasti al palo, sono diminuiti per mantenere alta la produttività negli ultimi decenni. La disuguaglianza negli Stati Uniti era tornata ai livelli precedenti alla Grande Depressione alla vigilia della crisi...

Un compito immediato è quello di far finire il flagello della disoccupazione. […] La tassazione progressiva può anche promuovere l’uguaglianza attraverso la redistribuzione e questo va incoraggiato. […] “La disuguaglianza è dannosa” […] “fa marcire la società dall’interno […] ci mostra e esacerba la mancanza di coesione sociale […] è una patologia dell’invecchiamento e la più grande minaccia alla salute di ogni democrazia.”("Sviluppo umano e Distribuzione dei Redditi", Dominique Strauss-Kahn, IMF) Ci credi? DSK stava dando lezioni ai banchieri sulla redistribuzione? Non è proprio quello che vogliono stare a sentire. Quello che vogliono sentire è perché saccheggiare la povera gente rende in effetti il mondo migliore. I discorsi di DSK ci stanno dimostrando che non voleva bere più Coca Cola. Stava diventando una scocciatura e dovevano liberarsi di lui.

Questo significa che non ha violentato la donna che era nella stanza dell’albergo?

Certo che no. Infatti, potrebbe essere colpevole. Ma merita un giusto processo e qualcuno sta facendo in modo che non lo possa avere.

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Fonte: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=24867

Traduzione per www.comedonchisciotte a cura di SUPERVICE