Lettera inviata ai 90 parlamentari dell’ARS a proposito del nuovo preambolo dello Statuto Regionale:
Cari Parlamentari,
a
suo tempo abbiamo fatto presente al Presidente della Regione, al Presidente
dell'Assemblea ed ai gruppi la nostra posizione relativa alla dibattuta
questione delle "radici cristiane" da introdurre nel preambolo. Nel
testo del preambolo che vi accingete ad approvare si dichiara che "
In
sostanza
monolitiche che apppunto "coesistono" ma che potrebbero anche scontrarsi.
Il patrimonio storico culturale della Sicilia è costituito da diversi ed importanti filoni culturali a cominciare, per restare vicini, dal liberalismo risorgimentale, dalle lotte contadine per la fine del latifondo, dalla grande cultura meridionale degli anni sessanta
Tutta la letteratura siciliana, specchio della nostra società, riflette valori di umanesimo, di laicismo, di ricerca critica della verità. Sciascia, Bufalino, Vittorini, Pirandello, Verga e quanti hanno illustrato con le loro opere la realtà della nostra Sicilia ne sono fulgida testimonianza.
Pertanto chiediamo la cancellazione di tutto il capoverso citato dal preambolo. Chiediamo un esplicito riferimento ai valori del laicismo che dal settecento in poi illumina tutta la società moderna.
Cordiali saluti
Pietro Ancona
Coordinatore del circolo uaar
Di Palermo
3383298046
Ci scrive Attilio Valier del Comitato Centrale dell’UAAR:
Ciao
Pietro,
mi sembra proprio che abbiate espresso al meglio le vostre osservazioni e
le vostre proposte per il Nuovo Statuto della vostra bella Regione.
Ho trovato particolarmente felice il vostro riferimento a Sciascia,
Bufalino, Vittorini, Pirandello, Verga come esempio di illustri siciliani
che si sono posti, nel loro agire, come obiettivo principale la ricerca
critica
Ho apprezzato anche il vostro ricordare che il patrimonio storico culturale
della Sicilia è costituito tra l'altro " dalle lotte contadine per la fine
del latifondo, dalla grande cultura meridionale degli anni sessanta."
Non essere così pessimista, sicuramente non avrete un riscontro immediato,
ma è importante che abbiate cominciato,a livello regionale, a far
presente che esistete come gruppo di atei siciliani e come Circolo.
Vi faccio i miei migliori auguri per il vostro sit-in
con relativo
volantinaggio di domani, fate attenzione a non cogliere
eventuali provocazioni, se vogliamo che le istituzioni rispettino
la laicità dello Stato, dobbiamo rispettare lo Stato
di diritto e le sue leggi.
Ricordatevi di portare con voi la carta d'identità,
che vi può esservi richiesta dalle forze dell'ordine,
fate valere i vostri diritti ma sempre con calma
e rispetto.
In attesa di tue notizie, ciao Attilio.
Lettera
inviata l’anno scorso da Rocco Chinnici
il…….

Egregio
Presidente della Regione Siciliana,
il Circolo U.A.A.R. di Palermo esprime il suo forte dissenso
dall’intento da Ella manifestato di voler inserire un riferimento alle radici
cristiane della Sicilia nel preambolo del nuovo Statuto della Regione.
La nostra ferma opposizione è dettata da motivazioni giuridiche, storiche, culturali.
Non é proponibile inserire una qualsiasi forma di riferimento religioso nello Statuto della Regione, poiché sarebbe discriminatorio sia nei confronti di coloro che appartengono ad altre religioni, sia nei confronti dei non credenti. Una carta Costituzionale deve mantenersi al di sopra e ad di fuori di qualsiasi settarismo.
Quando una Costituzione si occupa di religione lo fa per
garantire a questa speciali poteri e non per
proteggere la libertà religiosa,
libertà religiosa che è pienamente tutelata da altre libertà (di coscienza, di
manifestare il proprio pensiero, associativa, ecc.) garantite dalla
Costituzione Italiana.
Cosa farà il
futuro legislatore quando sarà chiamato dal suo
compito istituzionale a valutare leggi che devono regolare la pacifica
convivenza con un riferimento costituzionale ad una morale e ad una religione
che una significativa parte dei siciliani già oggi non condivide più? Una norma
costituzionale e un riferimento morale che, se non condiviso, emargina.
La globalizzazione
dei mercati ha prodotto anche una globalizzazione di
culture e di
idee diverse, a cui oggi fanno riferimento molti uomini e donne della nostra
isola. Girando nelle nostre città e paesi, ci rendiamo conto sempre più che
popoli da tutti gli angoli del mondo colorano le nostre strade e quartieri:
asiatici, africani, slavi sono e saranno i cittadini di questa
antica isola. L’integrazione si realizza rispettando anche la
specificità di tutti che verrebbe invece discriminata
con il riferimento alle radici cristiane del popolo siciliano, riferimento
peraltro storicamente del tutto infondato.
Un dettato costituzionale deve essere
tale che tutti possano riconoscersi ed esserne fieri. Fate sì che tra 100 anni
chi leggerà la nostra Costituzione, sappia riconoscere in voi costituenti gente che seppe volare alto.
Circolo UAAR di Palermo (palermo @uaar.it)
Il coordinatore Rocco Chinnici