| RASSEGNA STAMPA |
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Grandissimo Travaglio ad Anno Zero del 12.4.2007
Ecco la "lettera del mullah Omar" letta da
Travaglio nel programma di Santoro:
Chi scrive è il mullah Omar. Ho 44 anni, 4 mogli, vari figli, sono di Kandahar,
dunque non sono arabo: sono afghano. Nella mia vita ho fatto un po’ di tutto: il
combattente, il politico, la guida spirituale, di nuovo il combattente. Ho
conosciuto i più grandi eserciti del mondo: a 20 anni combattevo l’Armata rossa
(ci ho rimesso letteralmente un occhio della testa), ora combatto gli Stati
Uniti, gli inglesi e i loro alleati della Nato. Solo che, quando combattevo i
sovietici, a voi occidentali piacevo tanto: le armi ce le passavate voi. Ora,
comprensibilmente, non vi piaccio più. Eppure sono rimasto lo stesso.
Conosco Bin Laden dai tempi dell’invasione sovietica, quando anche lui vi
piaceva parecchio. Ma non abbiamo niente in comune: lui è un arabo, un califfo
saudita pieno di petrodollari. Ci aiutò contro l’Armata rossa e dopo ci diede un
sacco di soldi per costruire strade,ponti, scuole e ospedali. Per questo era
molto amato dagli afghani e quando entrai in Kabul, nel 1996, lo lasciai lì. Ma
nel ‘98 fu accusato di aver ordito gli attentati alle ambasciate Usa in Kenya e
in Tanzania, e la sua presenza in Afghanistan divenne un problema. Anche perchè
Clinton cominciò a bombardare nel mucchio, nella zona di Khost, pensando che lui
fosse lì: invece morirono centinaia di civili. Tra il mio governo e Clinton ci
fu una trattativa: ma sì, risulta dai documenti del Dipartimento di Stato, anche
gli americani trattavano con i talebani. Avevano il mio numero. Mandai il mio
braccio destro Wakij Ahmed a Washington, a incontrare due volte Clinton: il 28
novembre e il 18 dicembre ‘98. Clinton voleva che ammazzassimo Bin Laden, o
almeno lo espellessimo. Espellerlo non potevamo: era troppo popolare.Offrimmo di
fornire le coordinate del suo nascondiglio, così che gli Usa potessero centrarlo
a colpo sicuro. Purchè la smettessero di bombardarci. Clinton, inspiegabilmente,
rifiutò.
Poi i nostri rapporti peggiorarono ancora, ma non certo per il burka alle donne
o per le tv distrutte o per le statue del Buddha polverizzate: fu perché
rifiutai di affidare la costruzione del mega gasdotto dal Turkmenistan al
Pakistan all’americana Unocal. Gli americani se la legarono al dito, anche
perché nell’Unocal erano impicciati Dick Cheney, Condoleezza Rice e l’attuale
presidente afghano Hamid Karzai. Ora fingete di scandalizzarvi tanto per
l’oppio: ma nel ’98 e nel ’99 proposi più volte all’America e all’Onu di
bloccare la coltivazione del papavero in cambio del nostro riconoscimento.
Risposero picche. Nel 2000 bloccai unilateralmente la coltivazione del papavero,
tra le proteste di centinaia di migliaia di contadini: ma il Corano vieta di
produrre e consumare droga, e per me il Corano è una cosa seria. Risultato: il
prezzo dell’oppio salì alle stelle. Un danno terribile per le grandi mafie del
narcotraffico mondiale. Sarà un caso, ma meno di un anno dopo ci avete
attaccati. Ora, nell’Afghanistan “liberato” e “democratico”, si produce più
oppio di prima: produciamo l’87% dell’oppio mondiale.
Dopo l’11 settembre gli americani ci han chiesto di nuovo di consegnare Bin
Laden. Abbiamo chiesto le prove del suo coinvolgimento. Non ce le han date. Noi
non abbiamo dato Bin Laden. E ci hanno attaccati. Anche se non c’era un solo
afghano nei commandos delle Torri gemelle, né un solo afghano è stato mai
trovato nelle cellule di Al Qaeda: c’erano sauditi, egiziani, giordani,
tunisini, algerini, marocchini, yemeniti. Non afghani nè iracheni. Eppure avete
invaso proprio l’Iraq e l’Afghanistan. Avete mai pensato di bombardare la
Sicilia per cinque anni per stanare Provenzano? Eppure quello era latitante da
43 anni, Bin Laden solo da un paio.
Noi non siamo un popolo di terroristi. Le prime autobombe sono esplose nel 2006,
dopo 5 anni di occupazione. Un po’ perché questi 5 anni hanno sconvolto e
imbarbarito le nostre tradizioni. Un po’ perché molti terroristi vengono da
fuori. Un po’ perché coi russi, almeno, riuscivamo a fare la guerra: le loro
truppe erano sul campo. Con gli americani è impossibile: li vediamo sfrecciare
sui loro B52 a 10 mila metri d’altezza. Un anno fa un Predator americano, senza
pilota né equipaggio, ha bombardato il piccolo villaggio pachistano di Domadola,
al confine con l’Afghanistan, pensando che io e Al Zawahiri fossimo lì. Ha
ucciso 18 civili, tra cui 8 donne e 5 bambini. Nessun americano, per il semplice
motivo che gli americani non c’erano: il Predator era telecomandato da una base
del Nevada, dove il pilota dirigeva le operazioni via satellite. E’ la “guerra
asimmetrica”, che è a costo zero, almeno per voi. Non per il nostro popolo.
Badate, non voglio certo fare il santerellino. Io sono un guerriero feroce e
fanatico. Ma leale. Finchè ho avuto il controllo della situazione, non abbiamo
avuto sequestri di persona: una volta che una giornalista inglese penetrò nel
nostro paese travestita da uomo, fu trattata bene e, accertato che non era una
spia, rilasciata senza contropartite tre giorni dopo. Che mi dite invece dei
vostri agenti che, nella libera Milano, han sequestrato un imam per mandarlo in
Egitto e farlo torturare?
Dite che teniamo le nostre donne troppo coperte. Può darsi. Ma voi esagerate
nell’altro senso: possibile che da voi una donna, per andare in tv, debba
mettersi in costume da bagno, magari col crocifisso tra le tette? Non avete un
posto più decente per mettere il figlio del vostro Dio?
E’ vero, non riconosco lo Stato laico e la separazione tra religione e politica.
Ma proprio voi venite a dare lezioni? Mi risulta che anche da voi molti politici
prendano ordini da capi religiosi, tra l’altro residenti in uno Stato straniero.
Ora vi devo salutare. Ma consentitemi di ringraziarvi per il servigio che,
involontariamente, avete reso a me e ai taliban: nel 2001, quando ci avete
cacciati da Kabul, stavamo sulle palle a gran parte degli afghani.Ora che gli
afghani vi hanno conosciuti e han visto all’opera il cosiddetto presidente
democratico Karzai, siamo diventati popolarissimi. Tant’è che io continuo a
girare in bicicletta e in sidecar. Sulla mia testa c’è una taglia da 50 milioni
di dollari, ma nessuno ha mai pensato di tradirmi per intascarla. Vi lascio con
un pensiero di un vostro santo, che dovreste conoscere bene, Agostino da Ippona.
E’ tratto dal De Civitate Dei: “Una volta fu portato al cospetto di Alessandro
Magno un famoso pirata fatto prigioniero. Alessandro gli chiese: ‘Perchè infesti
i mari con tanta audacia e libertà?’. Il pirata rispose: ‘Per lo stesso motivo
per cui tu infesti la terra; ma poiché io lo faccio con un piccolo naviglio,
sono chiamato pirata; poichè tu lo fai con una grande flotta sei chiamato
imperatore’”. Meditate, infedeli, meditate.
Cordiali saluti, il Mullah Omar