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Rossella.olio su tela di Anna Maria Molino

 

Anna Maria Molino è nata a Buenos Aires nel 1953 dove ha vissuto la sua infanzia.

Trasferitasi in Italia si è laureata in Architettura presso la Facoltà di  Architettura di Palermo, città nella quale ha successivamente maturato esperienze nel campo dell’insegnamento e della libera professione. Dal 1985 è dipendente dell’Assessorato Regionale Beni Culturali.

Ha frequentato il corso di pittura della Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo e ha condotto studi sulle diverse applicazioni dell’anamorfosi  nell’arte e sulla morfopsicologia.

Ha partecipato a diverse estemporanee e collettive di pittura.

Vive e lavora a Palermo. e-mail: annamariamolino@libero.it

Non è un caso se oggi è in atto un interesse crescente verso la figura umana, si direbbe quasi una sorta di Restaurazione. Vuol dire che gli artisti sentono ancora la necessità di parlare dell'uomo all'uomo, mediante la sua effigie; il corpo rappresentato ha ancora infiniti modi per poter esprimere verità e bellezza, realtà, simbologie, miti.

Rappresentare la figura umana, al di là di obsoleti schemi accademici, significa afferrare ciò che è inafferrabile: la vita. E catturare la vita è sempre stato il desiderio degli artisti, una volta poi compreso che l'oggetto della rappresentazione, il quadro era troppo limitato per contenere tale intento, l'artista stesso man mano si è fatto soggetto-oggetto, attore sulla scena da lui stesso creata.

In questo senso questa non è quindi una mostra di ritratti. A venire rappresentato è ciò che non deve essere ritratto. Sono "ritratti ritrattati", ritratti negati, ritratti interiori. Sono l'opposto del ritratto che rappresenta il potere, il censo, la condizione dell'uomo che ha raggiunto una posizione tale da meritare un'effigie. I

personaggi raffigurati il più delle volte non sanno di essere oggetti di analisi, di studio. Sono come colti all'improvviso, protagonisti quindi di ritratti involontari.

 

La pittura di Annamaria è colta; ha gli occhi dell'arte contemporanea. Le sue opere hanno un racconto sereno, sono luminose, rappresentano l'interiorità dell'artista. Sono “visioni” dai contorni morbidi: rappresentano un sentimento.

Salvatore Durante

Il linguaggio del corpo e le espressioni del viso sono stati da anni motivo di affascinante studio che ha accompagnato la mia esperienza in pittura. Saper catturare in un’immagine, la morfologia e l’espressione dei miei modelli restituendoli sulla tela, è stato sempre il mio obiettivo; non si tratta di dare un’occhiata sul viso del modello per coglierne i lineamenti; non si tratta semplicemente di vedere; bisogna imparare a guardare al di là della “pelle”. I miei dipinti contengono l’esperienza dell’entrare in comunicazione con il soggetto e la sua psiche. Raggiungere ed esprimere ciò è innegabilmente una meta straordinaria. Gli artisti ritrattisti sanno per esperienza che non si riesce ad essere integralmente oggettivi, qualsiasi cosa si faccia; sono spesso portati a proiettare sul modello alcuni tratti della propria personalità, deformando in tal modo, l’immagine.

E’ un gioco felice, una scommessa che non si arrende di fronte all’inesorabile mutazione del tempo che trasforma tutto in ricordo.

 Anna Maria Molino