| RASSEGNA STAMPA |
| La famiglia Moratti ha ricevuto
dallo Stato centinaia di milioni in regalo per la sua azienda di
petrolio. Ogni posto di lavoro ci è costato 700 milioni Aziende figlie della Fiat arricchite con la spazzatura di Napoli. Grandi imprese nel sottobosco politico. Ma Veltroni dice: ascoltate Montezemolo |
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| Capitalismo italiano assistito e impresentabile: ecco tutte le prove |
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Stefano Bocconetti |
Da Conques rassegna culturale
Manifesto – 20.5.07
Il paziente americano - Mariuccia Ciotta
Cannes - La verità non si può documentare, neppure «sul campo» dondolando l'ingombrante corpo di Michael Moore. È un concetto sfuggente, fuori fuoco. Eppure Fahrenheit 9/11 diceva che la guerra in Iraq era fondata sulle bugie. Flint che la General Motors era al collasso. Bowling for Columbine che il mercato delle armi era all'origine delle stragi nei college... ma neppure dopo la sconfitta, la bancarotta e il Virginia Tech è caduto il sospetto. Cinema di propaganda. Così il comico, iperbolico, situazionista Michael Moore si è tirato indietro, ha abbandonato l'«io» ed è passato al «noi» nel suo ultimo capolavoro sull'America perduta, Sicko. Visita al sistema sanitario statunitense attraverso le testimonianze dei malati respinti dalle assicurazioni private, e niente più, o quasi, oltraggi in prima persona di Michael, il performer «manipolatore». L'effetto è stato dirompente. È la prima volta infatti che la Casa Bianca reagisce e minaccia il sequestro del film e la galera per il regista. Dieci giorni fa, infatti, poco prima della prima mondiale di Cannes, Michael Moore ha ricevuto una lettera dall'amministrazione Bush che lo accusa di aver agito nell'illegalità. Il materiale fuorilegge, però, non sta nelle sobrie interviste alle vittime delle feroci compagnie di assicurazioni che, in nome del profitto, respingono le richieste di assistenza medica, ma nello spettacolare viaggio del nostro eroe verso le coste cubane. Il massimo dell'artificio, una messa in scena degna di Jerry Lewis a bordo di tre piccoli yacht. Michael Moore è accusato di aver violato l'embargo, di essere sceso all'Havana per girare il suo film, che rischia di essere mutilato delle scene incriminate. La verità, appunto, non si può documentare, ma si sente, è come il suono di un violino, e si vede come le sfumature di un quadro. L'opera d'arte è Michael Moore, «io» e «noi» contemporaneamente, che solca l'Atlantico col suo berretto di traverso alla volta del più assurdo presidio sanitario, Guantanamo. L'idea nasce dalla confessioni di alcuni pompieri dell'11 settembre, che, dopo gli onori e la gloria, sono stati abbandonati ai loro enfisemi polmonari, cancro e malattie respiratorie varie. Molti erano volontari e le assicurazioni si sono rifiutate di coprire le spese per le cure. Così Michael Moore decide per la pittoresca avventura dopo aver appreso da un filmato del Pentagono che i prigionieri di Al Qaeda non solo non vengono torturati ma godono di assistenza sanitaria gratuita. Perché non gli eroi dell'11 settembre? Intimati di allontanarsi dalla barriera militare del carcere, le tre navicelle di Sicko fanno rotta verso Cuba, dove uno spray anti asma, che in Usa costa 120 dollari, nelle farmacie castriste è venduto a 5 cents. Dove l'ospedale è gratuito, e i medici non chiedono le carte di credito agli yankees. Dove i vigili del fuoco si mettono sull'attenti di fronte ai malridotti ex pompieri delle Twin Towers, che piangono tra le braccia dei colleghi comunisti. Tanto basta. «Che cosa siamo diventati?» si chiede Michael Moore, che fine hanno fatto gli americani, il popolo dal buon cuore? Perché accettiamo che i più deboli siano lasciati morire per arricchire gli azionisti? Hillary Clinton è stata battuta con il suo piano di assistenza sanitaria nazionale agitando lo spauracchio dell'assistenzialismo sovietico, mancanza di libertà nella scelta del medico, burocrazia, lunghe file d'attesa, arretratezza tecnologica... Le lobby farmaceutiche pagano i congressisti e incassano la legge che condanna una bambina a morire perché l'ospedale la respinge, non ha la copertura richiesta, un operaio a farsi rincollare un solo dito dei due tranciati da una sega elettrica. L'indice costa 12.000 dollari, il medio 60.000, quale sceglie? ... I medici americani, lo rivela davanti a un tribunale un'ex consulente pentita di una assicurazione privata, vengono premiati (carriera e stipendi) se fanno morire i pazienti e risparmiare la società. Basta trovare un «errore» nella scheda per il rimborso, per esempio, una malattia non dichiarata, anzi un «sintomo». Parla un «cacciatore di teste», anche lui pentito, che ha sulla coscienza una marea di «terminati». E a suon della marcia di Guerre stellari, sullo schermo sfilano le formazioni delle malattie che escludono l'iscrizione all'assistenza. A pagamento. Gli americani hanno paura di dimostrare contro il governo, sostiene Michael Moore, perciò non scendono in piazza come fanno i francesi, gli inglesi, gli italiani. Il maccartismo ha indotto al silenzio patriottico, all'accettazione del sistema così com'è, quello dell'1% che detiene la ricchezza del paese. Disillusi e depressi, gli americani vedranno cosa succede ai loro connazionali di stanza a Parigi nella tavolata allegra con Michael che li interroga sui loro diritti di malati. Gratis, gratis, gratis. Neppure il presidente anti-welfare Sarkozy si sogna di togliere la sanità pubblica, non osò neppure la signora Thatcher. «Scoppierebbe la rivoluzione» gli dice ridendo un deputato inglese, perché la democrazia consiste nel principio che i più forti aiutano i più deboli. Ecco qual è il tema di Sicko. Tutta l'America è malata, le serve un big sistema sanitario, un immaginario libero, una rivolta contro l'associazione a delinquere seduta alla Casa Bianca (Nancy Pelosi e i democratici hanno già chiesto il diritto alla salute per tutti). Serve all'America Michael Moore, che in conferenza stampa ha già chiesto asilo politico all'Europa, scherzando ma non troppo. La prima dimostrazione di libertà d'espressione l'ha data proprio lui inviando un assegno di 12.000 dollari in forma anonima al suo accanito avversario politico che ogni giorno gli dice Fuck you dal suo sito, che avrebbe dovuto chiudere per curare la moglie malata. Il regista un-american - Palma d'oro per Fahrenheit 9/11 - il suo sito d'amore per l'America lo chiude invece con un sorriso: digitate www... per sapere come sposare un canadese e vivere felici se vi viene l'influenza.
Liberazione 27/05/2007