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La sconfitta dell'Italia laica  

14 giu 2005 - L'esito del referendum sulla fecondazione assistita ha dimostrato che in Italia l'influenza della chiesa è ancora molto alta, scrive Le Figaro.

"Le vie del signore sono infinite. Con grande soddisfazione della chiesa cattolica che aveva invitato a disertare le urne, il referendum per l'abrogazione parziale della legge italiana sulla fecondazione assistita si è risolto in un totale fallimento. La percentuale di votanti è stata del 25,9 per cento, ben lontana dal 50 per cento più uno necessario a raggiungere il quorum", scrive il corrispondente di Libération Eric Jozsef.

Nell'editoriale, il quotidiano spagnolo El País sottolinea che "la consultazione si è conclusa con una sonora sconfitta dell'Italia laica e con una vittoria schiacciante della chiesa cattolica e del centrodestra, che aveva invitato i cittadini a non andare a votare". Gli appelli di scienziati, intellettuali e uomini politici laici a favore della ricerca e della libertà di scelta non sono serviti a niente: "I vescovi e lo stesso papa Benedetto XVI hanno fatto un vero e proprio atto di forza, riuscendo a spaccare l'unità interna dei partiti e a imporre il proprio diritto di veto sulla legislazione italiana che, almeno in teoria, stabilisce la separazione tra chiesa e stato. Questa vittoria – conclude il giornale – ha il sapore di un pericoloso ritorno al passato".

L'editorialista di Le Figaro Yves Thréard parla di un risultato ricco d'insegnamenti: "È evidente che per riuscire a mobilitare la popolazione un referendum deve porre quesiti semplici. Invece in questo caso i cittadini sono stati chiamati a esprimersi su temi scientifici con risvolti etici e filosofici complessi. Il risultato della consultazione ha inoltre dimostrato che in Italia l'influenza della chiesa è ancora molto alta: come è accaduto nel 1974, sul divorzio, e nel 1981, sull'aborto, preti e cardinali hanno partecipato attivamente alla battaglia politica. Infine, sembra che gli italiani abbiano voluto lanciare un avvertimento alla classe politica nazionale, invitando i vari leader ad assumersi le proprie responsabilità e a fare delle scelte".

Simile l'opinione della Berliner Zeitung: " Il risultato del referendum è stato determinato da vari fattori, tra cui l'apatia degli elettori, il peso della chiesa e la complessità dei quattro quesiti", scrive il giornale di Berlino. Secondo il quotidiano austriaco Die Presse il mancato raggiungimento del quorum era abbastanza scontato: "Nessuna sorpresa. Gli italiani, stanchi di andare a votare, hanno preferito passare la domenica al mare ed evitare di confrontarsi con difficili questioni di bioetica".

La consultazione sulla procreazione assistita fa discutere anche la stampa oltreoceano. Sul New York Times Ian Fisher fa notare che "insieme all'astensione ha vinto anche la chiesa del nuovo pontefice Joseph Ratzinger. Soprattutto se si considera che negli ultimi anni l'influenza del Vaticano in Europa è diminuita in modo consistente". La giornalista del Washington Post Sarah Delaney, invece, non è convinta che la bassa affluenza delle urne sia da imputare solo alla campagna condotta dalla chiesa: "Molti analisti politici credono infatti che gli elettori italiani siano stanchi del continuo ricorso al referendum". Infine il Los Angeles Times sottolinea che ora" sempre più donne andranno all'estero per sottoporsi ai trattamenti per la fecondazione assistita".

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