Sconfitta storica della sinistra estromessa
dal quadro politico
Il centro-sinistra di Prodi non è riuscito a
sopravvivere al tradimento di Mastella e Dini ed al cambio di linea di
quello che fu l'Ulivo e che è diventato il Partito Democratico. A nulla
è valso il suicidio della sinistra "massimalista" che ha rinunziato
a tutelare gli interessi dei lavoratori nella sua azione di governo. Il
Governo Prodi ha sempre mostrato un viso arcigno all'elettorato di sinistra.
Con la complicità delle Confederazioni Sindacali ha varato un accordo
(protocollo del 23 luglio) che ribadisce e rafforza il precariato e la
perdita di diritti che la legge Biagi sancisce per il lavoro dipendenti: ha
modificato il sistema pensionistico nel senso voluto dalla riforma Maroni;
si è limitato a fare qualche elemosina ai pensionati più poveri ed ai
cosidetto "non capienti" sulla linea del liberismo compassionevole (qualche
soldo ma niente diritti), ha subito un decreto "sicurezza" che
definire illiberale è poco.
L'ultimo atto sconcertante di questo governo è
stata la mediazione del Ministro del Lavoro al contratto dei metalmeccanici,
un contratto che riduce l'autonomia ed i diritti del lavoro dipendente per
una manciata di spiccioli. Con qualche debole resistenza ha assistito allo
sviluppo del razzismo di tante amministrazioni comunali di centro-sinistra,
non ha compreso il disgusto crescente verso una democrazia diventata
oligarchia per i privilegi dei politici, non ha capito la svolta del PD
verso una riduzione della democrazia
a favore di una "governabilità" che altro non è
se non l'impossibilità di fare valere i propri diritti in una fase di
marginalizzazione della questione sociale fuori dal quadro politico.
Ieri al Senato è morto per sempre il
centro-sinistra. E' finita l'alleanza tra la borghesia liberale e la classe
lavoratrice. Ora lo scontro politico sarà tra due agglomerazioni "moderate"
(laddove "moderate" significavano soltanto destra con manganello e destra
senza). I partiti della sinistra eredi delle tradizione del socialismo sono
stati messi fuori gioco.
Il clima prossimo venturo è anticipato dagli
orientamenti dei tribunali di Genova e di Napoli che erogano e propongono di
erogare altre condanne pesantissime a chi contesta
le scelte del governo. Pietro Ancona
Palermo 25 gennaio 2008