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                                                                  RASSEGNA STAMPA      L'ANGOLO DI PIETRO

 

 L'ANGOLO DI PIETRO in ordine cronologico IV parte

From September 14, 2009

 

LETTERE E ALTRO                

 lettere pubblicate su Grandenud    http://urlin.it/cf1e

 su adnkronos      http://urlin.it/13ab3      

  su Il pane-e le-rose       http://www.pane-rose.it/files/index.php?c8:o485   

                                                               nei blog    http://pietro-ancona.blogspot.com/       e                       http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/   

 lettere pubblicate su Grandenud    http://urlin.it/cf1e

 lettere pubblicate su   www.ilpuntodue.it ,

http://www.pane-rose.it/files/index.php?c8:o485

http://temi.repubblica.it/micromega-online/in-morte-di-vittorio-foa/

http://domani.arcoiris.tv/?author=183   

 

email    pietroancona@tin.it

 

 

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, September 14, 2009 12:26 PM
Subject: lotta di classe in USA


La lotta di classe negli USA
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La destra americana ha  realizzato  una manifestazione contro la riforma sanitaria proposta di Obama. La manifestazione  si è proclamata antistatalista, anticomunista, antisocialista. Obama è stato paragonato a Stalin, a Mao, a  Lenin e minacciato di morte. Non si vuole che uno dei sistemi sanitari più costosi ed esclusivi del mondo, fonte di arricchimento dei proprietari di cliniche, si apra a cinquanta milioni di persone  che ne sono escluse e  venga in qualche modo disturbato nella sua produzione di utili per miliardi di dollari a una ristretta cerchia di persone. Una operazione di ernia può costare diecine di migliaia di dollari. L'estirpazione di un tumore anche 500 mila. Se una persona si ammala di qualcosa che richiede una operazione chirurgica può vendersi ( se ne ha una ) la casa per pagare l'ospedale. I costi sono stratosferici e vengono mantenuti alti artificialmente. Il sistema assicurativo privato è vessatorio sanguisuga e spesso truffaldino. Se una persona ha malattie croniche è difficile che una azienda assicurativa lo prenda in carico.  Non esistendo la privacy se non formalmente, le agenzie assicurative si passano le informazioni sullo stato di salute dei loro clienti e quindi se si viene rifiutati da una compagnia è difficile che si venga accettati da un'altra. . Persone anziane spesso vecchie o addirittura vecchissime  sono costrette a lavorare per pagarsi le medicine per sopravvivere. La mortalità infantile è assai alta e l'aspettativa di vita di appena 73 anni la più bassa del mondo occidentale.
  Questo sistema iniquo, classista, barbaro è espressione di una maggioranza  iperideologizzata che accetta senza battere ciglio che lo Stato (i contribuenti) regalino miliardi di dollari alle banche perchè non falliscano ma nega che un cittadino possa essere curato da una struttura pubblica. E' l'ideologia per cui ogni anno la California brucia per mancanza di un adeguato sistema di prevenzione e di personale dei vigili del fuoco ma c'è un rifiuto assoluto ad aumentare le poche tasse che i superiricchi
pagano. La stessa ideologia divora seicento miliardi di dollari l'anno per omologare tutte le nazioni del mondo al sistema capitalistico. Mercato e democrazia vengono strombazzati ai quattro venti ma non esistono. Il mercato è controllato dalle multinazionali. Idem per la democrazia che spesso viene sospesa con leggi tipi Patriot Act. Dopo il grande crax dei titoli tossici il cui costo è stato scaricato sul mondo non sono state nè presentate nè discusse le regole per contenere gli animals spirits della finanza speculativa. Pare che altre bolle si stiano formando ad opera di coloro che continuano con stipendi strepitosi e guadagni miliardari a gestire il mondo finanziario.
Questo sistema è stato imposto dai vincitori della seconda guerra civile che si è combattuta in America. La guerra tra lavoratori e datori di lavoro. Questi ultimi fiancheggiati da eserciti privati della Pinkerton e di altre agenzie di killers, dai poliziotti, dagli sceriffi. La guerra civile si è conclusa con la vittoria dei datori di lavoro nel 1927 con la morte sulla sedia elettrica di Sacco e Vanzetti che erano si innocenti dei reati loro contestati ma avevano il torto mortale di essere anarchici e dirigenti della sinistra. La classe operaia è stata sconfitta con l'uccisione o l'incarcerazione di tutti i dirigenti e di quanti si erano notati durante le lotte durate per alcuni decenni.  Il movimento operaio e la sua espressione politica, il socialismo,
sono stati cancellati e da quasi un secolo non contano più niente. Se qualcuno ogni tanto alza la testa basta infamarlo di comunismo per farlo fuori. Ogni tanto si scatena una inquisizione. Negli anni cinquanta ci fu il maccartismo. Nel paese della libertà annunziata da una statua all'ingresso di New York la sinistra non viene tollerata tranne quella che accetta fino in fondo le regole del sistema fino al punto di non distinguersi dalla destra  sul piano economico ma soltanto su quello etico e dei diritti.
 La riforma che propone Obama non scalfisce quasi per niente il sistema privatistico della sanità ed il business relativo. Ma il rifiuto è di principio. E' ideologico. Tutto quello  che si muove verso un qualche welfare deve essere subito stroncato.. Questa è l'America che ha devastato e continua a devastare L'Irak, l'Afghanistan, il Pakistan, la Somalia e dovunque ci siano nazioni che abbiano culture diverse dal capitalismo.  E' l'America che sostiene feroci tiranni come quello colombiano e organizza il golpe contro il legittimo Presidente dell'Honduras. Obama ha fatto finta di essere dalla parte del deposto Manuel Zelaya. Ma il golpista Micheletti  detiene ancora il potere usurpato con lo aiuto del Pentagono.
pietro ancona
pietroancona@tin.it
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http://www.corriere.it/esteri/09_settembre_13/usa_protesta_caretto_a7cc0ada-a076-11de-8194-00144f02aabc.shtml
http://geo.tesionline.it/geo/articolo.jsp?id=2285

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, September 16, 2009 6:50 PM
Subject: ronde informatiche e manifestazione fnsi


Ronde informatiche e manifestazione FNSI
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Oggi G.A. Stella noto ed importante opinionista del Corriere della Sera, dopo avere definito spazzatura i commenti di persone che intervengono in internet auspica ronde informatiche (magari armati di manganelli elettronici ?) per mettere in riga quanti si permettono di criticare nientepopodimeno che il Potere. Chi critica colui che si ritiene ispiratore della riforma Gelmini o pezzi di questa e critica pure Brunetta o Biagi per la legge che ha ispirato è antisemita e fa del pericoloso terrorismo politico! Mi domando in che cosa siano diverse le ronde informatiche invocate da Stella dai proclami bulgari o polacchi del Presidente del Consiglio contro Tizio, Caio o Sempronio.....
Magari G.A.Stella sabato sarà alla manifestazione indetta dalla stampa per chiedere maggiore libertà di informazione!
La manifestazione di sabato propone il rispetto dell'art.21 della Costituzione. Sono molto d'accordo. Ma mi domando quanto siano attendibili e davvero liberi i rappresentanti della libertà di informazione in Italia dal momento che tutta la stampa ed anche la radio e le TV sono foraggiate con contributi statali indecenti che non hanno pari in tutto il pianeta. La Rai TV costa cinque miliardi di euro all'anno e mantiene una pletora di funzionari, giornalisti, managers, direttori, tutti a stipendi ed emolumenti da favola. Non c'è TV al mondo che eguagli in costi ed in munificenza di trattamento ai suoi dipendenti come la TV italiana oramai completamente nelle mani del padrone di Mediaset come abbiamo visto ieri sera con l'oscuramento di Ballarò per dare più luce a Porta a Porta.
Un Paese con 1700 miliardi di debito, in piena crisi economica, con i Bot che non danno quasi più rendimento, foraggia un sistema informativo di carta stampata per oltre un miliardo di euro l'anno. Giornali di dimensioni parrocchiali ma di partito ricevono contributi per centinaia di migliaia o milioni di euro.
Facciamo pure la manifestazione per la libertà di informazione. Ma la vera informazione è quella economicamente indipendente, è quella che riceve alimento soltanto dai suoi lettori. Difendiamo la libertà di internet e chiediamo alla stampa di rinunziare ai foraggiamenti statali. Privatizziamo la RAI TV affidandola ad una cooperativa dei suoi stessi dipendenti! La sinistra cessi con il consociativismo
e la lottizzazione della RaiTV! e recuperi piena libertà di critica e credibilità di opposizione!
pietro ancona
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http://www.corriere.it/cronache/09_s...4f02aabc.shtml
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Tutti gli esseri umani nascono eguali. Tutti senza camicia. Tutti gli esseri umani hanno diritto di cercare dove vogliono il loro raggio di sole.

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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Thursday, September 17, 2009 12:34 PM
Subject: : GA Stella e la schedatura degli antisemiti


GA Stella e la schedatura degli antisemiti



Il violento e per certi aspetti delirante articolo di G.A.Stella contro internet e le sue libertà conteneva un riferimento ad un centro di documentazione ebraica che monitora internet e non so che altro per fare una schedatura degli antisemiti esistenti in Italia. Dice te°stualmente Stella: "Come può dimostrare il lavoro di monitoraggio quotidiano del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Internet è diventata anche in Italia la zona franca in cui si possono sfogare tutti i peggiori istinti razzisti che ribolliscono nella sentina della società. Contro i negri, i terroni, gli handicappati, i marocchini, gli albanesi, i finocchi, gli «altri »...
Rilevo che criminalizzare internet come il luogo in cui ribolliscono i peggiori istinti razzisti della sentina della società sia inaccettabile e da respingere al mittente. Internet è come una edicola. Se non vuoi comprare una rivista o un libro pornografico non lo compri. Puoi prendere dalla edicola quello che vuoi e che corrisponde ai tuoi interessi culturali e umani. Frequento internet da anni e tutta la immondizia vista di Stella non l'ho mai incontrato. E' gravissimo che si faccia di tutta l'erba un fascio per incendiarla tutta insieme dopo averla cosparsa di benzina. Internet è certamente meno sporco di certi giornali.
Negli annali del Corriere della Sera nel quale il signor Stella scrive troverà migliaia di pagine dedicate al razzismo specialmente contro gli ebrei e migliaia di articoli di fautori della purezza e superiorità della razza ariana e "italiana". Recentemente il Corriere ha ospitato il delirio antiislamico rigurgitante di bassezze contro gli islamici della signora Oriana Fallaci che aveva anche modo di dolersi del fatto che gli arabi si riproducono come conigli ed insidiano anche demograficamente la razza bianca di pelle e cristiana di religione. Vice Direttore del Corriere è stato un tale recentemente convertitosi al cattolicesimo in una tronfia e plateale
manifestazione del Papa in piazza SanPietro noto per la sua furia razzista contro gli islamici. Inoltre da anni i maggiori opinionisti del giornale della borghesia italiana incitano all'odio contro i talebani, i terroristi e quanti resistono al colonialismo dell'Occidente ed alla occupazione militare della Nato delle loro patrie.
Se vado indietro nel tempo trovo anche la giustificazione dei massacri con i gas delle popolazioni dell'africa "italiana" e dei generali assassini dei nostri eserciti invasori.
Ma la cosa che mi colpisce di più è la rivelazione di uno schedario dell'antisemitismo. Sarei curioso di sapere con quali criteri viene redatto ed a che cosa serve. Si tratta di schede di articoli, forum, o anche di persone? Se si tratta di persone a quale fine e con quale legittimità vengono schedate? Chi è antisemita? Il vocabolario dice:

"Antisemitismo Avversione nei confronti degli ebrei che si traduce in forme di discriminazione e di persecuzione, spesso cruenta e culminata nel corso della seconda guerra mondiale nello sterminio di milioni di persone. Il termine fu coniato intorno al 1879 per designare l'ideologia e l'atteggiamento persecutorio nei confronti degli ebrei. "
Disprezzare, discriminare o perseguitare una persona perchè ebrea
è certamente un delitto contro l'umanità, una violazione del principio della eguaglianza di tutti gli esseri umani. Si attiene a questa definizione la schedatura di cui parla Stella? Dobbiamo crederci?

Dubito molto però che la schedatura non comprenda le manifestazioni di avversione per la politica dello Stato di Israele e per chiunque si schieri a difesa della popolazione palestinese.
Se io condanno i bombardamenti di Gaza sono antisemita?
Se io boicotto il concerto della cantante che approva i bombardamenti e l'occupazione sono antisemita?
Se io critico la legge Gelmini che viene attribuita ad un certo professore ebreo sono antisemita?
Se io denunzio la detenzione di 400 bambini palestinesi in Israele sono antisemita?
Ebbene io sono convinto che la qualifica antisemita viene attribuita indistintamente a tutti i casi di critica o dello Stato di israele o di persone che vengono criticate per la loro opera ma essendo ebree si ritengono attaccate da antisemiti.
Trovo inquietante l'esistenza (se esiste come pare) di un libro nero in cui vengono elencati tutti coloro che condannano la politica di Israele o non condividono opere che siano prodotte da persone di fede ebraica.
Inoltre trovo terribile insinuare l'accusa di terrorismo a quanti criticano la cosidetta legge Biagi. Il fatto che Biagi sia stato ucciso da terroristi (dei quali sarebbe opportuno a volte approfondire i loro legami con servizi segreti ed in genere con il Potere) non mi deve privare del diritto di criticarne il cosidetto libro bianco e la strumentazione che ha fornito agli imprenditori italiani per soggiogare e schiavizzare generazioni di giovani lavoratori. Non è possibile agitare l'omicidio delle BR come un ricatto verso i critici di una svolta nel diritto del lavoro che è causa non secondaria del malessere di milioni di persone-

Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, September 18, 2009 7:18 PM
Subject: in memoria


In memoria
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Il dolore per la morte di sei nostri militari a kabul non deve ottenebrarci fino al punto di insultare o mancare di rispetto coloro che combattono e resistono alla occupazione della Nato. Il Kamikaze che
ne ha provocato la morte è saltato in aria assieme a loro e bisogna almeno riflettere sul perchè una persona è disposta a morire pur di provocare la morte  al nemico. Insultare o maledire la Resistenza afghana come ha fatto la destra italiana non aiuta a capire quanto ci sta succedendo ed a vedere con chiarezza nel nostro futuro. L'Afghanistan da quasi dieci anni è occupato da eserciti della Nato e da contractors che puntellano un governo inviso alla popolazione retto da un individuo appartenente ad una famiglia mafiosa di trafficanti di droga. Un governo che avrebbe dovuto introdurre la democrazia
ed avviare un processo di liberazione della donna che non è mai avvenuto e che semmai ha legiferato
norme che ne hanno ribadito la schiavitù.  L'unica ragione per la quale l'Italia  è presente in Afghanistan deriva dalla sua appartenenza alla Nato e da ragioni di prestigio e di convenienza di rapporti di collaborazione con gli USA. Gli afghani non hanno mai minacciato l'Italia ma  hanno la sventura di abitare una nazione geostrategicamente appetita dagli USA nel loro disegno di dominio mondiale e di controllo delle fonti energetiche.  In quanto al pericolo terrorista che minaccerebbe l'Occidente si tratta di una invenzione della propaganda antislamica che dal crollo delle Torri Gemelli ad oggi viene alimentata per giustificare ogni sorta di nefandezza compiuta contro la popolazione civile dell'Iraq e dell'Afghanistan. Consideriamo quindi la morte dei sei nostri militari un prezzo di sangue pagato ad una alleanza militare e politica nella quale non abbiamo alcuna voce in capitolo, non siamo in grado
di influenzarne le scelte come i confederati di Delo non erano in grado di influenzare le scelte di Atenee come gli eserciti alleati di Roma dovevano soltanto servire la causa dell'Impero soltanto per
non esserne esclusi.
L'Occidente combatte le sue guerre coloniali con eserciti di soldati professionisti. Le truppe vengono reclutate nelle regioni povere dell'Impero, negli Usa come in Italia. I sei morti sono tutti meridionali che se avessero avuto alternative migliori probabilmente avrebbero scelto un altro mestiere, un altro lavoro. Non hanno avuto scelta. Hanno dovuto arruolarsi e, per raggranellare i soldi necessari ad un matrimonio o al pagamento di un mutuo, offrirsi di andare all'estero. Per questo il loro destino è ancora di più inaccettabile dal momento che  deriva da una scelta di vita la cui alternativa era magari la disoccupazione o il lavoro nero e malpagato. Ai giovani del Sud la riforma Gelmini chiude possibilità
di sbocco nell'insegnamento ed il federalismo prossimo futuro la possibilità di offrire personale alle pubbliche amministrazioni del Nord.
Il Potere continua ad usarli dopo la morte. Negli USA le salme dei caduti vengono rimpatriate nottetempo e furtivamente. Da noi si faranno solenni funerali di Stato che raduneranno in prima fila un ceto politico  cinico, sazio, pagato in modo scandaloso per gli scranni che occupa. Un ceto politico che vive all'ombra del potere americano e che si serve anche di questi morti per accaparrarsi favori e protezione.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Saturday, September 19, 2009 2:00 PM
Subject: XX Settembre. Una forzatura dei radicali.

XX SETTEMBRE: UNA FORZATURA DEI RADICALI
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 I radicali italiani celebrano il xx settembre associando ai bersaglieri caduti a Porta Pia i soldati uccisi
a Kabul. Credo che l'accostamento  sia una forzatura. Tutti i nostri caduti  sono certamente da onorare ma bisogna avere un giudizio onesto che giustifichi il nostro sentimento nei loro confronti.
 Penso che avrebbe fatto meglio Pannella ad accostare il sacrificio dei nostri caduti a Kabul a quello dei caduti nella guerra di Crimea. Cavour volle inserirsi nel grande gioco diplomatico mondiale ed inviò 15 mila nostri soldati in Crimea a combattere contro la Russia che aspirava alla sua parte di bottino delle terre del vecchio impero ottomano. La mossa ebbe successo per la clamorosa sconfitta della Russia e l'annessione del Lombardo-Veneto al Regno di Sardegna fu fatto. I nostri caduti a Kabul  hanno pagato ragioni di convenienza dell'Italia a stare con posizioni di primo piano (militare)
nella Nato. Ma in Afghanistan  si combatte una guerra che riguarda essenziali interessi geostrategici
degli USA impegnati  in una opera di inglobamento delle regioni petrolifere e di accerchiamento della Russia e della Cina. Sappiamo tutti benissimo che la resistenza afghana non minaccia l'Italia e che il pericolo di terrorismo in Italia ed in Europa è un baubau per dare uno straccio di giustificazione ad una guerra punteggiata da una serie infinita di massacri di civili, di villaggi bombardati, di assassini perpetrati da contractors che hanno spesso un ruolo di killers e di esecutori di lavori sporchi che
gli eserciti regolari non possono fare. Insomma, la motivazione della nostra presenza in Afghanistan
è meno convincente di quella della guerra di Crimea dove, almeno, c'era un disegno risorgimentale
da realizzare.  A Kabul ci siamo soltanto per non dispiacere i nostri "amici" americani e conservare il posto  non molto di prima fila dentro l'Impero.
   Porta Pia non c'entra niente con Kabul. A Porta Pia si è compiuto  un disegno di unificazione dell'Italia guidato dalla Monarchia dei Savoia.
    Da questo punto di vista mi  riconosco molto di più nella sfortunata epopea della mazziniana Repubblica Romana caduta per mano di quegli stessi francesi che Cavour volle adulare e compiacere
con la spedizione di Crimea.
   Pietro Ancona
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http://www.radicali.it/view.php?id=146452
http://www.scudit.net/mdportapia_mura.htm
http://www.comitatogianicolo.it/new/repubblica.htm


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From: pietroancona@tin.it

To: giuseppina.ficarra@tin.it

Sent: Sunday, September 20, 2009 4:02 PM

Subject: discorsi persi

 

Discorsi persi!!

di Pietro Ancona

Ho fatto a suo tempo il servizio militare di leva per diciassette mesi e dieci giorni (questi ultimi di CPR cella di punizione di rigore che non viene computata nel servizio). E' stato un tempo lunghissimo che mi è stato sottratto dall'età di ventuno anni e otto mesi a quasi ventitrè. Tornato a casa ero spaesato, un pesce fuor d'acqua... Le condizioni dei soldati come me erano a dir poco spiacevoli, con nessun diritto e tantissimi doveri. Se sbagliavamo la riga il colonnello ci dava degli "animali!"La differenza tra soldati e ufficiali era abissale! La mia decade era di 1150 lire e per quasi metà erano per sette sigarette "nazionale"che allora costavano sette lire l'una.Se si rompeva un vetro della camerata i soldi per la sua sostituzione venivano sottratti alla decade. Il servizio di leva era un grande crogiolo nazionale. Ragazzi di tutte le regioni d'italia ci conoscevamo in caserma e spesso diventavamo amici. l'Italia di allora era assai meno razzista di quella di oggi. Il mio amico Giuseppe Lana, milanese, si alzò all'alba per accompagnarmi alla stazione il giorno del mio congedo. Mi offrì al bar una "ombrina" che accettai non sapendo cosa fosse. Si trattava di un calice di vino bianco che non volevo proprio bere. Erano le sei del mattino! L'ho bevuto e ne ho avuto bruciore allo stomaco per tutta la mattinata.
Il servizio militare di leva è stato abolito nel 2005 ed è stato sostituito dal servizio professionale di persone che si arruolano per intraprendere la "carriera" militare e farne l'occupazione retribuita di tutta la vita. Un mestiere come un altro. La ragione di questa professionalizzazione è stata spiegata tante di quelle volte che non vale la pena riparlarne. Si dice che gli eserciti moderni hanno bisogno di personale specializzato per gestire mezzi in continua evoluzione tecnologica ed organizzativa e che il servizio di leva non è in grado di garantire efficienza e sicurezza ed il continuo addestramento che sono necessari. In questo c'è sicuramente del vero ma la valutazione della questione deve essere politica e deve prendere in considerazione tante cose. L'esercito professionale ha dentro di sè meccanismi psicologici e processi evolutivi che separano la cosidetta "mentalità militare" dal resto e ne fanno una ideologia. Il servizio di leva fa dell'esercito un grande fattore nazionale ed induce i governi a farne un uso equilibrato e rigoroso. Non credo che saremmo impegnati in tante "missioni" all'estero se avessimo un esercito di leva. So che è utopistico e forse assurdo auspicare un ritorno al servizio di leva ma
sono convinto che il processo di militarizzazione della Alleanza Atlantica sia andato troppo avanti
e che oramai la scelta militare è diventata prevalente. Il peso degli Stati Maggiori nelle democrazie si è di molto accresciuto fino a diventare quello determinante. I processi di privatizzazione in corso nelle Forze Armate hanno portato alla costituzione di enormi interessi privati che premono spesso con successo sulle decisioni dei governi. In Irak ed Afghanistan sono presenti circa duecentomila contractors accanto alle truppe regolari di occupazioni e questo costituisce un peso mortale per le popolazioni ed un costo enorme per chi li usa. Gli USA spendono centinaia di miliardi di dollari per foraggiare la Blackwater. I mercenari moderni che possono essere anche spietati killers sono sottratti a qualsiasi controllo della opinione pubblica. Infatti, nelle zone dove operano, le forze occupanti per prima cosa allontanano i giornalisti o li fanno fuori come è avvenuto in Iraq dove ad oggi sono stati uccisi trecentocinquanta operatori della informazione. Tutto quello che sappiamo viene da una velina controllata dall'esercito. Gli eserciti professionisti regolari e privati assorbono risorse economiche enormi parte delle quali vanno in investimenti in nuovi armamenti. Queste risorse tendono ad essere richieste e rinnovate non solo per il tempo di una "campagna" militare ma per sempre. Insomma tendono a stabilizzarsi ed a pesare sui bilanci nazionali. Per questo finiscono con l'avere un peso che diminuisce la libertà e la democrazia dei Paesi a cui appartengono. Per quanto sembri utopistico sono per un ritorno al servizio militare di leva, all'esercito nazional-popolare!

pietro ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Monday, September 21, 2009 10:48 AM
Subject: Onoranze funebri e neomilitarismo


 Onoranze funebri e neomilitarismo
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 Due giorni di lutto nazionale, solenni funerali di Stato, ricevimento delle salme a Ciampino da parte del Presidente della Repubblica, camera ardente visitata da migliaia di persone, titoloni in prima pagina
strillati dai massmedia in preda ad un vero e proprio delirio  di magniloquenza, pennivendoli che saccheggiano dal vocabolario  gli aggettivi e tutte le figure retoriche per comunicare ai lettori la loro profondissima compenetrazione con il luttuoso ma glorioso evento!
 Se fossi familiare di uno dei soldati che hanno perso la vita mi sentirei stordito, strattonato, trascinato da questa enorme corrente di enfasi  nazionale e spesso nazionalistica, e  preferirei piangere il mio morto in un contesto più sobrio. Una enorme folla che rende omaggio e partecipa ad un funerale non vuol dire una enorme partecipazione reale, un enorme cordoglio.
    Credo che con questo teatro montato dal Governo si voglia in qualche modo cancellare sotto una valanga di patriottismo e di lodi ai "valori" dell'eroismo dei militi immolati per l'Italia la  mancanza di ragioni e di motivi accettabili per una morte in una terra lontanissima dai nostri confini. Per quale motivo i nostri soldati sono in Afghanistan? Per combattere il terrorismo? Una motivazione che gli stessi americani tendono a cancellare quando sempre più frequentemente appellano i combattenti come "insurgents". Infatti si tratta di insorti contro l'occupazione straniera di eserciti Nato e di killers contractors, contro bombardamenti che hanno massacrato  una parte della popolazione, donne e bambini compresi, una sequenza di stragi realizzate con aerei senza pilota (drone) e bombe di tonnellate di peso capaci di scavare crateri immensi  e distruggere interi villaggi.
    Stiamo in Afghanistan perchè siamo membri della Nato e dobbiamo assolvere ai nostri compiti internazionali. Ma la Nato non è più un organismo di difesa, è diventata uno strumento della guerra globale dell'impero americano per il controllo delle zone petrolifere e l'affermazione della sua egemonia sul mondo intero. E' difficile credere  che oltre mille basi militari  USA sparse nel mondo ed in particolare lungo la linea delle nazioni che esprimono culture diverse da quella occidentale siano presidi di pace e di stabilità.
    L'Italia deve poter discutere dentro la Nato le scelte militari. Ma queste vengono imposte dagli anglosassoni e chiunque non si dichiara pronto a "credere, obbedire, combattere" viene iscritto nel libro dei sospettati. L'Impero è molto sospettoso e, oltre alla lista degli stati-canaglia, dispone di varie altre liste sulla base della fedeltà più o meno canina ai suoi interessi. L'Italia non chiederà mai di discutere gli ordini che vengono impartiti dai generali del Pentagono. Almeno questa Italia bipartisan!
    Tutta questa enfasi e questa intensa mobilitazione dei vertici dello Stato sta in qualche modo cambiando la natura della democrazia italiana. Nei primi cinquanta anni della Repubblica il ruolo delle Forze Armate è sempre stato defilato mai ostentato, discreto. Avevamo anche un esercito di leva, nazionalpopolare che si identificava profondamente con la Repubblica democratica scaturita dalla Resistenza.
    Ora abbiamo un esercito di professionisti legatissimi ai generali americani, che non sono certamente mercenari  ma che comunque hanno fatto delle armi  il loro lavoro permanente fino alla pensione. Questo esercito di professionisti mobilita risorse ed interessi enormi e, laddove avvia processi di privatizzazione (come avviene in forma massiccia negli USA), crea  ancora altri interessi economici di grandissima rilevanza e peso.
    Con queste solenni celebrazioni dei caduti nelle missioni all'estero, questo Esercito si colloca in posizioni assai di più preminenti di quelle che aveva occupato nella cosidetta "prima repubblica". L'opinione pubblica viene indotta ad identificarsi sempre di più con la parte militare del Paese e questo non sono sicuro che sia un bene.
    Una opinione pubblica che si schiera tutta dalla parte dei nostri militari ostentando disprezzo indifferenza lontananza dalle sofferenze delle popolazioni che occupiamo potrebbe sempre di più
assomigliare  a quella che lodava le gesta dei Generali a cominciare dal generale  Rodolfo Graziani
in Africa, gesta che glorificavano un colonialismo spietato e criminale che tuttora persiste nel profondo della cultura nazionale, che non è stato rimosso dalla fase civile aperta dalla Costituzione,
dall'amore per la pace e per il rispetto di tutti gli esseri umani. Avete notato come il termine pacifismo
sia stato degradato e come i pacifisti sono considerati più o meno amici dei terroristi?
    Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, September 24, 2009 10:02 AM
Subject: Parole e scopi



    Bel discorso di Obama all'Assemblea dell'ONU lodato da tutti e financo da Gheddafi. Obama ha parlato di pace ma tutti sappiamo che sta discutendo con i suoi generali se aumentare di ventimila o di quarantamila soldati il suo contingente in Afghanistan. A dargli manforte è intervenuto ieri il collaboratore di Bin Laden che, come una marionetta a corda, viene azionato ogni qualvolta gli USA hanno bisogno di suffragare la loro grottesca tesi sul terrorismo incombente. Obama che avalla la tesi dei nemici di Ahmanidejad  sui brogli delle elezioni  iraniane  denunziati da Mousavi ad urne appena aperte e non trova niente da dire sui brogli  veri di Karzay certificati financo dalla Unione Europea. Le belle parole di Obama possono essere una luce per il mondo ma abbisognano di verifiche e  intanto gli permettono di incassare l'assenso della Russia e forse della Cina per un ulteriore isolamento dell'Iran che è lo scopo vero dell'impegno a non installare basi missilistiche in Polonia e Cechia.             L'obiettivo di Obama è mantenere il monopolio nucleare di Israele sul Medio Oriente, un monopolio che permette le scorrerie  criminali su Gaza o sul Libano senza temere ritorsioni. Certo se l'Iran avesse la sua bomba atomica forse i palestinesi non soffrirebbero il bantustan in cui sono prigionieri    mentre le loro case a Gerusalemme e nei territori occupati vengono demolite, le loro terre confiscate, i loro alberi sdradicati. Ma l'Occidente non permetterà mai che l'Iran si doti di armi nucleari e nello stesso tempo non propone la pace che potrebbe essere aperta dalla denuclearizzazione di Israele.
    Il peggioramento della condizione imposta al popolo palestinese non interessa l'Occidente e neppure l'ONU. L'ossessione di Obama  e dei capi e capetti dell'Occidente è
l'Iran  che viene schernita come Nazione con il costante vilipendio del suo Presidente.
    Oggetto di scherno dei pennivendoli di tutto l'Occidente a cominciare dagli opinionisti americani è Gheddafi che inanzitutto viene disprezzato per essere un tiranno. Sicuramente Gheddafi è a capo di
un regime autoritario che comunque non è assai diverso di quello dell'Arabia Saudita o degli emirati arabi che godono la benevolenza delle "democrazie" occidentali. Gli USA che si proclamano democratici ma  hanno dato vita a violazioni dei diritti umani che non sono diverse da quelle di Gheddafi con la tortura o l'arresto senza spiegazioni . Ricordiamo Guantanamo e la Patriot Act. Il comportamento di un agente di polizia americana non è tanto diverso da quello di un agente di polizia di Gheddafi. Gli USA sono una democrazia soltanto per le classi medie e medioalte e bisognerebbe riflettere a fondo su una nazione ricchissima che spende seicento miliardi di dollari l'anno per la guerra e non trova modo di assicurare l'assistenza sanitaria ai suoi cittadini. L'ideologia capitalistica domina i suoi comportamenti sociali.
    Tutte le cose che Gheddafi da detto sull'ONU e sull'Europa hanno un fondamento di verità che non può essere ignorato. E' giusta la richiesta di una profonda riforma dell'ONU a cominciare dalla sua emancipazione dalla tutela territoriale nordamericana e dalla abrogazione del diritto di veto riservato solo a cinque  potenze. E' necessaria una rifondazione delle Nazioni Unite che recuperi autorevolezza e prestigio dall'esercizio con giustizia delle sue funzioni e da una radicale moralizzazione delle sue agenzie popolate da funzionari-nababbi capaci di nascondere dietro una propaganda ingannatrice il vuoto o l'intrallazzo. Sarebbe interessante verificare sul campo uno dei programmi dell'Unicef o di altre ben pasciute o foraggiate attività.
    Queste richieste per la pace nel mondo e per la riforma dell'ONU vengono da un personaggio di una piccola nazione che viene ridicolizzato per le sue stravaganze. L'opinione pubblica viene invitata a non tener conto delle sue rivendicazioni.
    E' molto triste constatare come le grandi democrazie occidentali non siamo in grado di presentare una sola proposta e sono brave soltanto a tenere il sacco agli USA ed a Israele senza nulla obiettare sullo scandalo umanitario di Gaza, sulle continue minacce al popolo iraniano,  sui bombardamenti e
l'occupazione militare dell'Iraq e dell'Afghanistan.
Pietro Ancona

                                                            *****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, September 27, 2009 4:30 PM
Subject: L'incontro di Ciampino-Canossa!

 L'incontro di Ciampino-Canossa.
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Il Capo del Governo è costretto a "pustiare" (1) di aeroporto in aeroporto il Papa per poter essere ammesso alla sua presenza e riceverne il salvifico balsamo  di un viso "ammagnato"(2)  in benevolenza.All'aeroporto di Ciampino che non è Canossa aspetta per circa un'oretta che arrivi Benedetto XVI con il quale scambia tre minuti di convenevoli del più e del meno.Questo incontro  nella diplomazia vaticana  non può essere classificato  involontario e protocollare :è stato preparato con cure assidue per molti giorni. Forse   il Vaticano lo avrebbe voluto più in là essendo ancora fresca l'offesa arrecata al direttore dell'Avvenire  fucilato con pallini avvelenati di Feltri. Ma Berlusconi fremeva di impazienza: ha un bisogno enorme di un grosso accreditamento morale o comunque di una sorta di riabilitazione dopo gli scandali a ripetizione e tutti a sfondo sessuale di Noemi, di Villa Certosa e di  Palazzo Grazioli. Se il Papa lo riceve e scambia qualche parola con lui  le cancellerie e la stampa estera potrebbero essere indotte a non occuparsi più delle "particolarità" del nostro Presidente del Consiglio e l'elettorato cattolico italiano a perdonarlo. Non esiste forse nella religione cattolica l'istituto del pentimento e del perdono divino? Unica tra le religioni ,quella cattolica prevede che l'uomo possa mondarsi, attraverso la Chiesa, di qualsiasi delitto. Importante è confessare al prete e pentirsi, rimettersi alla volontà della Chiesa! Essere perdonati dalla Chiesa cancella il peccato e riammette nell'ecclesia. La Chiesa ha il più terribile marchingegno di sanatoria che potesse essere inventato!
 Nel suo caso Berlusconi non tiene conto di due cose, a mio giudizio importanti: la prima è che l'elettorato cattolico che vota centro-destra non ha bisogno di ricevere alcun segnale dalla Chiesa per continuare a  sostenerlo. Chi accetta la degenerazione che il centro-destra ha impresso allo Stato di Diritto con le leggi ad personam e con le leggi razziali contro gli immigrati ed i poveri è difficile che
abbandoni il suo capo politico per una questione di moralità che  derubrica a questione di privacy.-
 Quella parte di elettorato cattolico che invece  si scandalizza per l'autoritarismo fascistoide ed anticostituzionale e  per il libertinaggio gaudente organizzato su basi industriali del Capo del Governo non si lascerà convincere da un incontro e neppure dalle concessioni che il centro-destra si accinge a fare alla gerarchia vaticana dal momento che è cattolico ma laico ed insofferente per l'oscurantismo e la durezza dogmatica e teologica di questo Papato. E' molto dubbio che il pensiero dei parlamentari cattolici corrisponda al sentire dei cattolici italiani. Quando il Papa parla contro "la famiglia allargata" in un paese in cui le ultime generazioni appartengono in grandissima parte a famiglie  costituitesi dal fallimento di precedenti famiglie paterne e materne credete che trovi consenso? Il diritto della persona di avere una nuova chance dopo un naufragio può forse essere negato? Un bambino di una famiglia allargata con fratellini e sorelline generate da altri incontri dei genitori è felice o infelice in ragione dell'affetto che riceve o che gli viene negato e non certamente per la situazione giuridica e per la novità della sua famiglia piena di tante presenze e di tante parentele orizzontali.
  L'Italia non è clericale e sanfedista come molti dei suoi deputati. Lo sappiamo bene attraverso i suoi pronunciamenti referendari su divorzio, aborto, e anche per la legge 40 sulla fecondazione assistita che ebbe quindici milioni di votanti laici a fronte del boicotaggio delle parrocchie e di organizzazioni come Comunione e Liberazione, Opus Dei, Azione Cattolica, Vita. Il Vaticano ha estremo bisogno di un Governo e di un Parlamento docili per imporre agli italiani le sue mortifere volontà e per lucrare il massimo di finanziamenti e di agevolazioni di legge. Credete forse che gli italiani avrebbero approvato
l'assunzione di 25 mila insegnanti di religione cattolica pagati dallo Stato ma dipendenti dai Vescovi?
 Quindi la Chiesa pur dovendosi mostrare critica verso taluni comportamenti libertini del nostro Presidente del Consiglio ha fretta di ricostituire un forte e positivo rapporto che gli consenta di fare
passare la sua linea oscurantista  su questioni come il testamento biologico, la RU486 per la quale ha ottenuto l'istituzione di una Commissione che difatto ne blocca l'introduzione in Italia dopo il via libera della AIFA, i patti civili di solidarietà, la stessa legge 194 assediata fin dalla sua emanazione.......
  Ma la Chiesa Cattolica ha davvero l'autorità "morale" per mondare qualcuno  della lussuria che   era un peccato ai tempi di Dante ma che non è certamente  tale se non fosse praticata con scandalo dal  Presidente del Consiglio?
 La Chiesa Cattolica è afflitta dal terribile morbo della pedofilia. Nei giorni scorsi leggevo di una associazione che si sarebbe costituita tra le migliaia di vittime dei preti irlandesi. I casi sono davvero tanto numerosi e spesso tanto odiosi che richiederebbero espulsioni
ed un generale risanamento morale del clero. Mi domando se la Chiesa si sia mai posto il problema di tanta
pedofilia al suo interno, una malattia che non si riscontra tra i protestanti o tra gli islamici....
 E' vero che  questo Papa ha dato una forte zampata ai pedofili ma  siamo nel campo di una repressione più o meno severa e dura di un fenomeno del quale non si vogliono riconoscere le radici
nella sessuofobia e nel celibato. Certo si può essere sposati e pedofili ma il momento in cui la Chiesa riconoscerà alla donna la dignità per potere sposare un suo sacerdote si sarà compiuta una tale rivoluzione culturale da escludere l'ulteriore manifestazione di comportamenti patologici e sessuofobici
  Insomma la nefasta collaborazione tra il centro-destra italiano ed il Vaticano continuerà nonostante
 le critiche di Famiglia Cristiana. Le organizzazioni che davvero contano dentro la Chiesa sono a sostegno totale del centro-destra. Comunione e Liberazione collabora apertamente con Berlusconi in molte regioni italiane a cominciare dalla Lombardia. Una componente importante come la Lega ha in corso un fitto pour parler con i massimi esponenti della Gerarchia e non dubito che la cornucopia dello Stato e delle Regioni riverserà frutti copiosi nell'ampio grembio talare.
 Per cambiare le cose è necessario che la sinistra ed il PD cessino di concorrere con il centro-destra
nell'ingraziarsi il Vaticano. Sono certo che De Gasperi o Moro o Fanfani per parlare dei politici cattolici che ha avuto l'Italia non avrebbero pietito in un aeroporto-Canossa una qualche parola del Pontefice. Erano cattolici ma sapevano difendere lo Stato laico ed avevano alto senso della propria dignità e della dignità dello Stato.
 Dovrebbero venire dal PD e da sinistra segnali di vero contrasto per la deriva di destra e sanfedista
del Paese. Ripeto: l'Italia non è clericale! E' clericale per convenienza e cinismo gran parte del suo Parlamento e del suo Governo.
 L'oscurantismo e l'arretratezza culturale del popolo italiano vengono indotti da misure legislative e da
scelte che maturano dentro i Palazzi del Potere, dal Laterano a Palazzo Madama che si è genoflesso
alle voglie degli antiabortisti....
  Ma l'Italia può riprendere il suo cammino di civiltà che ebbe nel 68 e nel primo trentennio della Repubblica i suoi momenti più alti!
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it


(1)siciliano: fare la posta, aspettare
(2) ancora siciliano, atteggiamento grave e quasi solenne del volto di chi può punirti ma ti fa del bene.
http://www.apcom.net/newspolitica/20090914_

 

                                                               ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: radicalsocialisti
Sent: Thursday, October 01, 2009 9:13 AM
Subject: il PD


Cari compagni,

a Padellaro che stamane a prima pagina faceva un ritratto del PD per sottolinearne le differenze morali dal berlusconismo ho scritto così


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Thursday, October 01, 2009 8:52 AM
Subject: il PD


  Caro Padellaro,

le cose che lei ha detto sul PD sono vere! L'elettorato ed il gruppo attivo del PD sono davvero una parte bella e nobile dell'Italia. Ma il PD è omologato al PDL dal liberismo e la morale del liberismo è quella che condanna il giovane 110 e lode di Torino a vivere da cocopro (invenzione malvagia della legge Maroni ma bipartisan), è omologato dalle privatizzazioni che stanno alzano il costo dei servizi comunali a strangolando le famiglie di piccolo reddito con bollette sempre più esose, è omologato ancora dalla condivisione di privilegi alla classe dei politici e dei suoi collaboratori che non hanno pari nel mondo e che hanno creato una situazione in cui la politica è diventata una professione ed il politico è sempre più separato dalla gente comune.

  Le stesse cose del PD si possono dire della CGIL che ha una meravigliosa base di cinque milioni di persone davvero di sinistra (nel senso del sentimento e della convinzione) ma ha una linea concertativa  di destra che nel corso degli ultimi quindici anni ha ridotto i lavoratori italiani in  miseria dal momento che ha accettato di rapportare le richieste salariali  al tassa di inflazione "programmato".
  Insomma le regole della politica e del sindacato sono dettate dal liberismo politico e dalla confindustria.
   Anche se moralmente c'è un abisso tra i berlusconiani ed i bersaniani o franceschiniani quello che davvero conta è  la scelta economica e sociale. Che vale se sei onesto ed entusiasta se mi condanni a vivere da precario e in una società sempre più asociale come la destra?
  Auguri a lei ed al suo giornale. Ho sempre avuto e  continuo ad avere grandissima stima di lei che è innanzitutto una persona onesta.
  Pietro Ancona da Palermo
                                                          ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, October 01, 2009 8:49 PM
Subject: La nomina di Bianca Berlinguer e la manifestazione del 3 ottobre


LA NOMINA DI BIANCA BERLINGUER E LA MANIFESTAZIONE DEL TRE OTTOBRE
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 Non c'è dubbio che la destra è stata sempre e forse sarà sempre più abile della sinistra. Due giorni prima della manifestazione per la libertà di stampa  indetta per sabato prossimo per protestare contro lo strangolamento reale degli spazi di autonomia ancora presenti nella comunicazione  conclude gli accordi per la nomina del nuovo direttore di TG3  promuovendo Bianca Berlinguer. Seguo da sempre Bianca Berlinguer e ne apprezzo le doti professionali, la tenacia, l'onesta, la competenza, ma certamente nella RaiTV superlottizzata non sono queste doti che ne hanno fatto il direttore di Rai Tre quanto la forza politica che aveva ed ha alle spalle e che da sempre ha una sua nicchia appunto nella terza rete della televisione italiana. Questa nomina segue tutte quante le altre che si sono già fatte e che sono state accaparrate dal centro-destra in una pratica ipercollaudata di spartizioni non se con quale manuale ma certamente qualcosa che assomiglia molto al Cencelli.
Conosco la Rai Sicilia dai tempi in cui era in Via Cerda e ho visto la formazione del suo gruppo redazionale. Potrei dire per ognuno di loro quale partito e quale corrente politica aveva dietro. Non conosco il caso di un solo giornalista che sia stato assunto per i suoi propri meriti, per il suo ingegno, per le sue capacità.
Non so quanti siano oggi i dipendenti della Rai Sicilia e quanti dipendenti abbia la RaiTV nazionale.Ma certamente è assai difficile trovarne uno solo che sia stato assunto fuori dalla lottizzazione spartitoria dei partiti. In quanto alle carriere queste si costruiscono spostandosi da un punto all'altro del Partito di riferimento, da un personaggio all'altro, da questa a quella corrente di pensiero. Ci sono grandi maestri voltagabbana e grandissimi cacciatori di poltrone dal fiuto formidabile.
I partiti della sinistra italiana, i partiti oggi all'opposizione nel Palazzo e fuori, non hanno mai messo in discussione la regola della spartizione, non hanno mai proposto un sistema diverso capace di premiare l'autonomia di pensiero. Le organizzazioni professionali e sindacali dei giornalisti, la stessa associazione articolo 21 non credo che abbiamo mai fatto una vera battaglia per l'autonomia delle redazioni raitv. Sono del tutto corresponsabile dello stato di cose che sarà contestato sabato.
Il tutto costa qualcosa come cinque miliardi di euro l'anno. Non credo che esista al mondo una categoria di dipendenti della radiotv pubblica cosi ben pagata come del resto non esistono oligarchie politiche al mondo stipendiate come quella italiana!
In queste condizioni, la manifestazione del tre ottobre prossimo non ha le carte in regole per proporre
una informazione  autonoma e di vero pubblico servizio. Lo stesso discorso vale per quasi tutta la carta stampata foraggiata generosissimamente dallo Stato.  Può la gente di questo mondo foraggiato dal Regime proporre qualcosa di credibile contro il Regime e l'affossamento della libertà di stampa?
Ne dubito molto.
 
Pietro Ancona

                                                 *****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: il fatto
Sent: Friday, October 02, 2009 9:31 AM
Subject: Napolitano


Caro Padellaro,

lei ha difeso con passione Napolitano ma senza chiedersi perchè da giorni va dicendo che  promulgherà la legge scudo fiscale mentre è ancora in corso la battaglia parlamentare. Ma davvero bravo!!
Napolitano ha responsabilità eguali a quelle del governo Berlusconi nell'opera di demolizione della Costituzione dal lodo Alfano alle famigerate leggi sulla sicurezza che graduano la pena in base alla cittadinanza . Non glielo ordinava il medico l'approvazione delle peggiori leggi della democrazia italiana.  Lei crede che Scalfaro o Pertini avrebbero promulgato il lodo Alfano e la legge  94?
La popolarità di Napolitano nel Paese alla quale lei alludeva è la popolarità nell'elettorato berlusconiano che si sente confortato e protetto dal consenso della Presidenza della repubblica. La cosa che preoccupa di più Napolitano è oliare la via del governo e farlo scorrere al meglio!!
 Cari saluti.
Pietro Ancona

                                                     ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: zappadero@hotmail.it
Cc: lettere@corriere.it
Sent: Friday, October 02, 2009 11:52 AM
Subject: le vacanze in Algeria


Caro Karim,

vorrei aggiungere alle cose egregiamente dette dal Prof.Romano il fatto che l'islamismo ha preso il posto del socialismo.  Ha riempito un vuoto di ideologia e di identità.Prima del fallimento dell'URSS tutti i popoli dei paesi del cosidetto terzo mondo aderivano ad un movimento mondiale che aveva nella Jugoslavia di Tito la capofila. Il movimento dei paesi cosidetti non allineati che si incrociava con gli ideali del socialismo che avevano costituito il fulcro anche di grandi civiltà arabe come quella creata in Irak dal Partito di Sadam Hussein e che ne aveva garantito uno strepitoso progresso culturale tecnico ed industriale oggi stroncato  nel sangue dal colonialismo dell'Occidente. Un movimento che rafforzava la causa della pace e garantiva un equilibrio meno sbilanciato verso l'Occidente.
 Dopo la crisi dell'URSS e del comunismo mondiale il mondo islamico trovò la sua ragione di coesione antiimperialistica nello islamismo a scapito della laicità e della libertà insite nel movimento di liberazione socialista.
 L'islamismo ha dato identità a quanti lottano contro i tiranni dei paesi arabi e contro la feroce dittatura mondiale degli USA.
 Pietro Ancona

                                                                ****

mercoledì 30 settembre 2009

OMOLOGAZIONE

LETTERA AD ANTONIO PADELLARO CHE CONDUCE PRIMAPAGINA RADIO TRE
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Caro Padellaro,

le cose che lei ha detto sul PD sono vere! L'elettorato ed il gruppo attivo del PD sono davvero una parte bella e nobile dell'Italia. Ma il PD è omologato al PDL dal liberismo e la morale del liberismo è quella che condanna il giovane 110 e lode di Torino a vivere da cocopro (invenzione malvagia della legge Maroni ma bipartisan), è omologato dalle privatizzazioni che stanno alzano il costo dei servizi comunali a strangolando le famiglie di piccolo reddito con bollette sempre più esose, è omologato ancora dalla condivisione di privilegi alla classe dei politici e dei suoi collaboratori che non hanno pari nel mondo e che hanno creato una situazione in cui la politica è diventata una professione ed il politico è sempre più separato dalla gente comune.

Le stesse cose del PD si possono dire della CGIL che ha una meravigliosa base di cinque milioni di persone davvero di sinistra (nel senso del sentimento e della convinzione) ma ha una linea concertativa di destra che nel corso degli ultimi quindici anni ha ridotto i lavoratori italiani in miseria dal momento che ha accettato di rapportare le richieste salariali al tassO di inflazione "programmato".
Insomma le regole della politica e del sindacato sono dettate dal liberismo politico e dalla confindustria.
Anche se moralmente c'è un abisso tra i berlusconiani ed i bersaniani o franceschiniani quello che davvero conta è la scelta economica e sociale. Che vale se sei onesto ed entusiasta se mi condanni a vivere da precario e in una società sempre più asociale come la destra?
Auguri a lei ed al suo giornale. Ho sempre avuto e continuo ad avere grandissima stima di lei che è innanzitutto una persona onesta.
Pietro Ancona da Palermo

                                                              ****

 

martedì 29 settembre 2009

L'Iran che si vuole distruggere!! (CORRIERE DELLA SERA)

La lettera del giorno |Martedi' 29 Settembre 2009
IL DISCORSO DI AHMADINEJAD ALL’ASSEMBLEA DELL’ONU
Riguardo all’intervento di Ahmadinejad e Gheddafi all’Onu, un lettore scrive che certi personaggi non dovrebbero essere autorizzati a servirsi del proprio seggio per minacciare e calunniare un altro Paese o per attaccare l’Onu stessa ( Corriere , 25 settembre).
Io penso invece che per raggiungere la pace qualche volta bisogna dar voce anche al più atroce «nemico». D’altro canto il muro contro muro non ha mai risolto nessun problema. In ogni caso non dobbiamo dimenticare che per combattere certi soprusi abbiamo un’arma potentissima, che consiste nell’abbandonare la piazza quando questi prendono la parola. Come hanno fatto i delegati del nostro Paese nell’ultima riunione nel Palazzo di Vetro con il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.


Silvano Stoppa, silvano.stoppa@poste.it



Caro Stoppa,
Ogni discussione sulle parole di Ahmadinejad all’Onu dovrebbe co­minciare dal testo del discor­so. L’ho letto nella versione in­glese e cerco di riassumerne, molto sommariamente, i pun­ti essenziali.
Ahmadinejad ha esordito con alcune riflessioni sul mo­noteismo, sul ruolo storico dei grandi profeti (Noè, Abra­mo, Mosè, Gesù e Maometto) per la redenzione dell’umani­tà, sull’importanza delle fede e della spiritualità nelle rela­zioni internazionali. Gli accen­ti ecumenici del discorso sa­rebbero piaciuti a Giovanni XXIII, il duro giudizio sul­l’agnosticismo (una forma di relativismo) dovrebbe essere piaciuto a Benedetto XVI.
Ha detto che i maggiori pe­ricoli, per l’umanità sono le ar­mi di distruzione di massa e il terrorismo, fra cui in partico­lare il terrorismo di Stato.
Ha ricordato che Saddam, durante la guerra contro l’Iran, fu armato dall’Occiden­te e impiegò armi chimiche.
Ha affermato che Al Qaeda nacque dal sostegno degli Usa ad alcuni gruppi della resi­stenza antisovietica e che l’ar­senale nucleare israeliano ha beneficiato della complicità americana.
Ha duramente descritto le vessazioni subite dai palesti­nesi nella loro terra. Ha sostenuto che alcuni Pa­esi cercano d’impedire ad al­tri il libero accesso alle tecno­logie del progresso.
Ha rivendicato il carattere democratico dell’Iran: un Pae­se in cui, dopo la rivoluzione, «si è votato 27 volte».
Ha auspicato un maggiore impegno dell’Onu per il disar­mo e ha chiesto all’Aiea (Agen­zia Internazionale per l’Ener­gia atomica) di promuovere l’applicazione dell’art. IV del Trattato di non proliferazione sul libero accesso dei Paesi fir­matari alle tecnologie nuclea­ri.
Ha ripetuto che l’Iran non vuole armi nucleari, ma che potrebbe, se vi fosse costretto dalle circostanze, riconsidera­re la sua politica.
Ha denunciato il «regime sionista di occupazione», ma non ha auspicato la distruzio­ne di Israele e non ha negato la realtà del genocidio ebrai­co.
Ha dichiarato di essere pronto e negoziare.
Alcune delle affermazioni di Ahmadinejad sono conte­stabili o grossolanamente esa­gerate. Ma altre sono vere (la benevolenza degli Usa per l’Iraq durante le guerra con­tro l’Iran) o, come quelle sui palestinesi, riflettono i senti­menti e le convinzioni della grande maggioranza del mon­do musulmano. Le otto dele­gazioni che hanno abbando­nato la sala (tra cui Francia, Germania, Gran Bretagna, Ita­lia, Paesi Bassi, Stati Uniti) avrebbero fatto meglio ad ascoltarlo fino in fondo. Certe forme di diplomazia spettaco­lo (come l’interminabile di­scorso di Gheddafi all’Onu) sono infantili, demagogiche e, in ultima analisi, inutili.
Sergio Romano

MIA LETTERA AL SIGNOR STOPPA
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Caro Signore,

abbandonare in segno di disprezzo l'aula mentra parla il Capo di uno Stato che non ha mai fatto torto a nessuno è grande maleducazione ed ingiustizia. L'Iran nel corso della sua recente tormentata storia è sempre stata aggredita dagli inglesi,dai tedeschi, dagli americani e dagli irakeni per conto degli americani. Ha avuto perdite per milioni di morti.Non ha MAI aggredito nessuno!! Un suo Presidente del Consiglio (Mossadeq) è stato assassinato dalla Cia!
La causa primaria dei suoi guai è sempre stata la predatoria voracità dell'Occidente che ha scritto una storia di massacri specialmente nell'ultimo secolo.
Bisognerebbe invece che lei facesse una riflessione sul ruolo degli USA nel mondo e dei suoi alleati che hanno perpetrato atrocità a mai finire in Afghanistan in Irak a Gaza e Libano(Israele) servendosi anche di omicidi "mirati" e di un esercito di killers privati (contractors) e bombardando la popolazione civile.
Cordialmente
Pietro Ancona

 

                                                                    ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Sunday, October 04, 2009 1:46 PM
Subject: La Stampa oscura i Precari


LA STAMPA OSCURA I PRECARI
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 La manifestazione per la libertà dell'informazione che ha riempito di una grande folla una delle più capienti piazze di Roma ha realizzato un obiettivo che rafforza il governo in uno dei suoi punti dolenti: ha oscurato del tutto le due grandi manifestazioni dei precari della scuola che, con sacrifici personali, si erano dati appuntamento a Roma da un pezzo, assai prima che lo spostamento al 3 ottobre della adunata indetta dalla FNSI, si sovrapponesse alla loro lotta e la oscurasse senza alcun riguardo. Sarebbe stato comunque  possibile dare conto nei telegiornali e nei resoconti di stampa di entrambe le manifestazioni facendone momenti di una reazione civile e democratica all'azione del governo Berlusconi ma non se ne è fatto niente. Nei telegiornali non ho visto una sola inquadratura dei cortei dei precari, un solo commento, non parliamo degli articoli degli opinionisti tutti dedicati al successo dell'iniziativa della stampa a cominciare da quello di Eugenio Scalfari che più di ogni altro si è pavoneggiato ed ha attribuito significati civili e democratici ad una lotta fatta da gente molta della quale   in buona fede ma molta altra con tantissimi scheletri nell'armadio.Nei giornali si è parlato dei cortei dei precari soltanto per deprecarne i disagi arrecati alla cittadinanza.
La stampa italiana è composta da spartani ed iloti, padroni e schiavi, sfruttatori e negri sfruttati. I giornalisti della RaiTV con privilegi e stipendi scandalosi che non hanno eguali al mondo non sono eguali ai giornalisti che vendono i loro scritti a venti  euro al pezzo  e scarpinano per realizzare servizi ed interviste al servizio di giornali che li sfruttano spietatamente.  Sono a migliaia di giovani che  hanno seppellito nell'amarezza e nel disinganno le loro speranze, le attese che coltivarono prima della laurea. La FNSI è rappresentativa degli interessi dei  baroni del giornalismo, gente che divulga e riempie di belle parole e di ragionamenti spesso fasulli le veline che passa il Potere. Che cosa ha in comune un giovane giornalista che sta incanutendo da precario  con i superprivilegiati dipendenti della RaiTV molti dei quali assunti perchè fedeli scudieri di questo o di quel politico?
 Ieri sera ero sbalordito. Il TG3 che ha un nuovo direttore in Bianca Berlinguer appena nominata nella ultima superlottizzazione spartitoria non ha fatto vedere  e non ha detto niente dei cortei dei precari della scuola, non ha mostrato i due grandi fiumi di professori ai quali è stata tagliata la strada, rubato il futuro, preclusa la possibilità di esprimersi nella scuola pubblica , di vivere e di far vivere la più grande e benemerita istituzione italiana: la scuola pubblica, la scuola statale. E' evidente che c'è una grande insincerità nella manifestazione per la libertà della informazione se questa ignora ed oscura le lotte dei precari in difesa della scuola pubblica.
  In fondo i signori che hanno dato vita ieri alla manifestazione per la libertà di stampa hanno fatto un grosso favore alla Gelmini ed al governo Berlusconi.
   Se la RAI TV non ha fatto finora il contratto a Travaglio non  mi interessa  niente e non credo che la cosa possa interessare la democrazia italiana. Non mi piace il potere che certi amchorman acquistano magari ritagliandoselo nel "mercato" della sinistra.
 Della libertà garantita da contratti miliardari ho soltanto ribrezzo.  Non si può pretendere libertà e democrazia accettando un sistema in cui il denaro pubblico viene spartito in quantità scandalose tra privilegiati. Il narcisismo e l'indifferenza sociale di tanti campioni della libertà di stampa costruiscono una scenario di cartapesta a sinistra allo stesso modo come Berlusconi ed i suoi costruiscono il loro scenario di cartapesta a destra.
  Nel mondo artificiale nel quale viviamo, il segretario  della CGIL ha ritenuto di farsi intervistare e di dire la sua in Piazza del Popolo. Questo dopo aver abbandonato i precari della scuola al loro destino ed al massimo ad una difesa di ufficio come capita a certi imputati poveri che non possono pagarsi un buon avvocato.
   Pietro Ancona
 

                                                            ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it 
Sent: Monday, October 05, 2009 3:06 PM
Subject: : gino giugni

     GINO GIUGNI


E' morto Gino Giugni padre dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori redatto e promulgato  nel 1970 essendo Ministro del Lavoro un altro grande socialista Giacomo Brodolini. Gino era socialista quando i socialisti erano socialisti ed i comunisti erano comunisti prima che il termine socialista o comunista perdessero  completamente di significato cioè del  contenuto di redenzione del lavoro, giustizia sociale, emancipazione umana, visione di una società di eguali almeno nei diritti e nelle opportunità come purtroppo è avvenuto dopo e tuttora avviene.Nel 1983
fu ferito dalle Brigate Rosse, tredici anni dopo la promulgazione della legge sullo Statuto dei Diritti.
Non ho   capito perchè il terrorismo abbia colpito Gino Giugni dal momento che il massimo che i lavoratori italiani hanno  ottenuto nella loro storia si deve proprio a lui ed a quella stagione straordinaria di conquista di diritti che  fiorì durante il centro-sinistra con i socialisti precraxiani al governo del Paese. Ma forse il gruppo che colpì Gino Giugni agiva secondo la logica che bisogna abbattere il meglio per fare prevalere il peggio che costituisce la condizione normale di oppressione della gente più facile da additare come nemico.. E' una logica inaccettabile e perversa che martirizza le figure più umane e più vicine ai
lavoratori dei gruppi dirigenti della politica.
  Debbo purtroppo constatare che l'ultima parte della vita del giuslavorista Gino Giugni non ha molto a che dividere con quella dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori. Gino Giugni ha seguito  seppur lentamente e con molti ripensamenti il revisionismo giuslavoristico di ispirazione liberista.  E' stata  tuttavia una involuzione meno pronunziata di quella di personaggi come Biagi, D'Antona, Ichino, Letta, Treu che sono giunti financo
a reclamare la revoca dello Statuto dei Diritti  e che si adeguano ad una generale involuzione del diritto europeo del lavoro su materie fondamentali riguardanti i diritti, il salario, l'orario di lavoro, l'assunzione ed il rapporto di lavoro nelle aziende.
 Ma questa ultima fase della vita di Gino Giugni conta poco. Non è stato lui a compiere i guasti peggiori.  Per noi conta ricordarlo come protagonista della grande stagione che portò alla riforma del collocamento ed alla stesura di una carta di diritti che la borghesia italiana aiutata dalla sinistra fedigrafa non ha ancora trovato il coraggio di abrogare cosi come quando ricordiamo Garibaldi Bosco ci riferiamo alla fase della sua vita durante e subito dopo i Fasci dei Lavoratori e non nella sua ultima parte di amministratore del Comune di Palermo.
Gino Giugni è stato capostipite di una scuola di giuslavoristi che, nonostante i suoi infedeli epigoni, resterà esemplare nella storia del diritto del lavoro e del movimento operaio e socialista.
 La sua opera di legislazione sociale  illumina di civiltà e di umanità la società italiana e sarà sempre un punto di riferimento e di forza per quanti continuano a credere che i lavoratori non sono meri utensili umani come li definì Aristotele e come li vuole il grasso vorace e predatorio capitalismo contemporaneo.
 Ho avuto l'onore di averlo conosciuto e  di militare nel suo stesso partito e nella CGIL di Piero Boni e Mario Didò.
  Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, October 07, 2009 1:57 PM
Subject: morte del diritto del lavoro


MORTE DEL DIRITTO DEL LAVORO
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  A leggere e sentire i commenti che la batteria massmediatica ha imbastito sull'opera di Gino Giugni
sembrava di vedere lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori lontanissimo nel tempo, una sorta di rudere  giuridico datato che dovrebbe essere rimosso al più presto come un ingombro  che impedisce alla Modernità di trainare le magnifiche sorti e progressive dell'economia  . Qualcuno si è spinto fino ad insinuare che Gino Giugni fosse pentito di essere stato l'estensore di una legge che avrebbe legittimato financo l'assenteismo i lavoratori.
. In verità l'opera del nostro come successore di Brodolini e di Donat Cattin non è stata esaltante: gli accordi sulla concertazione stipulati durante la sua gestione del Ministero del Lavoro hanno creato le premesse di un inesorabile indebolimento, di una fatale degradazione della condizione salariale dei lavoratori italiani che, da allora, hanno perso un terzo e anche più di quanto percepivano
prima. I salari  sono diventati talmente miseri da non consentire ad una famiglia operaia monoreddito di poter sopravvivere. C'è bisogno di un secondo salario, di una integrazione oppure di possedere l'abitazione. 
 Ma lo Statuto è stato un momento alto di riconoscimento della funzione sociale dei lavoratori e di loro integrazione in una società in cui le differenze di reddito  non erano  eccessive. C'è stato un momento nel ventennio 70/90 in cui la retribuzione di un ingegnere era soltanto del quaranta o cinquanta per cento in più di quella di un operaio specializzato.  Anche  il punto unico di scala mobile fungeva da grande omogeneizzatore sociale.
  Dal pacchetto Treu in poi il diritto del lavoro è tralignato fino a diventare diritto "sul lavoro". Mentre
dalle esperienze del movimento operaio, dalle esperienze che si realizzavano nel vivo della produzione nascevano  regole che adattavano i diritti, mantenendoli, alle novità del processo produttivo, ora tutto è cambiato. Il sindacalismo fungeva da intellettuale collettivo che traduceva in regole il rinnovamento dei rapporti produttivi.  Ora i  lavoratori si debbono adattare ai bisogni finanziari e produttivi della azienda e sono questi a valere. E' nata una legislazione che
non è più di tutela del prestatore d'opera e che non garantisce più alcun diritto. Il lavoratore deve adattarsi al dominio assoluto ed implacabile  di un datore di lavoro che, fin dall'assunzione, diventa arbitro della sua vita non solo lavorativa ma  spesso tout court.
 Per rendere ancora più evidente la condizione subalterna  dei lavoratori gli stipendi dei managers e degli amministratori delle imprese si sono distanziati in misura incommensurabile. Un managers può guadagnare anche  più di mille volte  di quanto guadagna il suo dipendente medio e  può determinarsi la fetta da ritagliarsi dall'impresa. Nello stesso tempo le retribuzioni dei dipendenti tendono a frastagliarsi verso il basso attraverso tipologie di rapporti di prestazioni che
sembrano concepite da una mente diabolica e malvagia.
 Tutte le leggi sul lavoro approvate dal 93 in poi e tutte le proposte spesso bipartisan presentate al Parlamento testimoniano la fine del diritto del lavoro (restano da abbattere alcune cose importanti come lo Statuto) e la comparsa al suo posto di una legislazione funzionale ai bisogni delle aziende e del capitale. Questa tendenza non è solo italiana ma di tutto l'Occidente ed in Europa è stimolata da
un orientamento che ha già demolito molte cose a cominciare dall'orario di lavoro.
  Alla demolizione dei salari si accompagna quella dei diritti. Non solo questi vengono  cancellati o riscritti in senso favorevole  alle imprese e al management ma tendono ora a diventare costrittivi, obbliganti per prestatori d'opera che non hanno più voce. Le Confederazioni Sindacali si sono prestate a questa rivoluzione copernicana e da anni concretizzano agende di "riforme" elaborate dagli uffici della Confindustria e delle altre organizzazioni padronati e governative.
  A questo punto il Ministero del Lavoro potrebbe essere accorpato a quello dell'Industria e gli uffici studi dei Sindacati a quello della Confindustria. La solitudine dei lavoratori è tale da generare una vera e propria ondata di suicidi o reazioni di disperazione come quelle della INNSE e degli insegnanti e di tanti altri che le cronache registrano sempre più di malavoglia.
  Stiamo tornando nei rapporti sociali alle condizioni preesistenti alla nascita del Sindacati, dei Parlamenti, delle moderne conquiste della società. I Sindacati, dopo aver raggiunto il massimo di potenza, non sono più  dei e con i lavoratori. La pressione spoliativa del padronato e della società  sta diventando sempre più intollerabile per chi vive di lavoro dipendente. Ma non si può tornare alla barbarie dei rapporti sociali dopo aver conosciuto la civiltà del novecento senza grandi traumi. La  torsione che si vuole imprimere alla condizione dei lavoratori che si vogliono ridurre a clochards può generare conflitti profondissimi.
pietro ancona
                                                         

 

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, October 15, 2009 7:41 PM
Subject: La libertà di coscienza della Binetti e l'assenza di coscienza del PD

La libertà di coscienza della Binetti e l'assenza di coscienza del PD
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 Nello Statuto del Partito Democratico, si parla di uomini e di donne ed anche di giovani uomini e giovani donne. Mai di omosessuali o gay. Lo Statuto è stato approvato appena nel febbraio del 2008 e quindi avrebbe potuto fare riferimento agli omosessuali come ad un genere. Perchè distinguere gli iscritti soltanto in uomini e donne?  Avrebbe dovuto recitare: "uomini, donne e gay" oppure non distinguere è scrivere soltanto : persone. I genere non sono due ma tre. Non so chi abbia scritto lo Statuto del PD. Sicuramente una Commissione la quale è stata talmente d'accordo su tutte le cose da cancellare , da non scrivere, che praticamente non è rimasto quasi niente. E' successo agli estensori quello che accade a certi scultori o a certi falegnami che a furia di scalpellare o di levigare si riducono con niente. Non ho mai letto niente di più anonimo. Potrebbe adattarsi a qualsiasi formazione politica
diciamo  di un orientamento  così indeterminato e così sbilanciato  da destare financo stupore. Insomma, la  prima parte dei principi, dei cosidetti "fondamentali" dello Statuto è del tutto anodina, insapore, incolore, insomma una specie di nebbiolina....
Con uno Statuto come questo ha ragione la senatrice Paola Binetti a rivendicare la propria libertà di coscienza. In effetti in assenza di un corpus di principi e di norme che definiscono la cultura di un Partito, di un Movimento, non resta che la coscienza personale del singolo iscritto che nel caso è nutrita da fondamentali nozioni di un cattolicesimo intollerante, punitivo verso qualsiasi "diversità" dall'unico comportamento sessuale ammesso dalla Chiesa: quello  finalizzato alla procreazione. Certo la Binetti ha presente le punizioni che per oltre mille anni sono state inflitte dalla Chiesa ai sodomiti che vanno dalla castrazione al rogo. Ai delatori degli omosex venivano elargiti premi in denaro. Non è detto che una storia tanto antica di criminalizzazione non abbia lasciato segni e pregiudizi nell'animo della Nostra.
 Dal momento che lo Statuto del Partito non compie alcuna scelta sul terreno dei diritti civili non si vede quale incompatibilità possa sorgere per la Binetti o per chi, per passare al campo dei diritti sociali, possa invocare l'abolizione di ogni e qualsiasi diritto per i lavoratori dipendenti.  Diritti civili e diritti sociali sono appannaggio della libertà di coscienza di ogni singolo iscritto e di ogni singolo parlamentare o amministratore. Infatti, Bersani si è affrettato ad accogliere la Senatrice, rimproverata dal Segretario,  tra i propri seguaci. Perchè nella grande palude ideologica e morale del PD non debba trovare posto l'intolleranza xenofoba di chi
magari considera le legnate inflitte dai razzisti agli omosessuali una sorta di punizione "divina" e di espiazione dei loro peccati? E' possibile che l'ecumenismo del PD possa giungere a tanto?
Pietro Ancona

http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/Statuto%20PD44883.pdf

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From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Friday, October 16, 2009 1:24 PM
Subject: Suicidi e contratti


  Suicidi in Francia e Contratti in Italia
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  Ieri la giornata è stata scandita da due brutte notizie : il venticinquesimo suicidio di un dipendente della telecom francese e la firma separata del contratto dei metalmeccanici italiani con l'umiliante esclusione della Fiom  rappresentante della stragrande maggioranza dei lavoratori. Sostanzialmente le due notizie sono due facce di una stessa realtà: la perdita di valore e di identità sociale che il lavoro conferisce alla attività umana,la scomparsa della lotta di classe che, con il conflitto sociale, era l'unica in grado di dare prospettiva e significato al lavoro. Nella Telecom francese si è messo in moto un meccanismo azionato da "tagliatori di teste" ( non solo in senso figurato come voleva essere la macabra locuzione) che ha fatto sentire del tutto superflua la vita a venticinque persone; per il contratto dei metalmeccanici si è messo in moto il meccanismo vincente
della linea Sacconi che persegue da anni l'isolamento e la sconfitta della CGIL e, per essa, del suo Sindacato simbolicamente ed umanamente più rappresentativo: la Fiom!. In questo caso si è avvalsa
della "distanza" della CGIL dalla Fiom per colpire  ancora più forte.
 Il contratto firmato concede qualche monetina di rame ai lavoratori e soltanto alla fine del triennio. Subito non dà niente. Viene stipulato con un anticipo notevole sulla sua scadenza essendo stato firmato il venti gennaio del 2008 e non si era mai dato il caso di un rinnovo ad un anno e mezzo di vigenza! L'anticipo è stato fortemente voluto dal Governo dalla CIsl e dalla UIL per adeguarlo alle norme dell'accordo separato sul contratto nazionale a cominciare dall'avvio della triennalizzazione.
In sostanza di tratta di una riforma profonda, di un riposizionamento del contratto nazionale nella nuova strategia voluta dal padronato e dai sindacati ascari, che punta  ad una forte riduzione dei diritti dei lavoratori mentre si allargano e si incrementano gli interessi comuni delle associazioni stipulanti già presenti con il Fondo Cometa. E' stato istituito un fondo per il sostegno del reddito. Vedremo di che si tratta. La linea  di tendenza è sempre di più  verso un contratto tra associazioni e sempre meno di un contratto per i lavoratori.
La Fiom è stata  sconfitta ed umiliata e non è casuale il fatto che i suoi dirigenti parlino di ricorso alla autorità giudiziaria per fare valere le ragioni che dovrebbero essere chiare a tutti dalla federmeccanica al governo. Quando un gruppo dirigente ricorre alla magistratura piuttosto che alla lotta è perchè ritiene di non avere più alcuna possibilità di capovolgere o almeno cambiare parzialmente la situazione. Questo gruppo dirigente farebbe bene a dimettersi. Tanto, dopo questa sconfitta sarà cacciato via dalla destra sindacale! Il padronato ha colpito giusto ed i suoi numerosi sensori lo hanno avvertito della realtà della situazione. Una situazione nella quale la CGIL non andrà molto oltre una mera quasi notarile critica con rammarico, il pd (che è il partito al quale sono iscritti la stragrande maggioranza dei dirigenti della CGIL) non dirà  una parola e magari continuerà a sostenere la necessità della unità della CGIL con Cisl ed UIL naturalmente alle condizioni che queste dettano
E' chiaro che la FIOM non può continuare ad  essere sè stessa dentro la CGIL dal momento che questa ha subito trasformazioni profonde che dal punto di vista ideologico e sociale ne fanno una organizzazione postclassista, concertazionista, pragmatico-liberista. La CGIL al suo Congresso insisterà per l'unità con CISL ed UIL  e per un certo periodo di tempo non sarà nè carne nè pesce (come il pd), continuerà a saltare come un orso ammaestrato allo schiocco della frusta di un Bonanni. Si chiude un lungo capitolo della storia sociale italiana.
 La FIOM dovrebbe dar vita ad un Congresso straordinario per decidere se continuare a suicidarsi dentro la CGIL o uscirne per unirsi alla immensa massa dei lavoratori che danno vita al sindacalismo di base. Oramai è chiaro che la CGIL accetta  gli obiettivi fondamentali del padronato e del governo dalla scuola alla sanità alle fabbriche e che disconoscono all'homo faber i diritti. Ma forse è troppo tardi per questo ed il Congresso della FIOM sarà gestito da quanti ne negano l'essenza antagonista e classista. Insomma, la natura di sindacato!
Pietro Ancona 
 
http://www.rassegna.it/articoli/2009/10/15/53318/metalmeccanici-accordo-separato-senza-la-fiom

                                                                   

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Sent: Monday, October 19, 2009 11:37 AM
Subject: abdicazione dello Stato o altro?

Abdicazione dello Stato o altro?
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 I giornali italiani fingono di non mostrare  sorpresa per le sconcertanti rivelazioni del Procuratore Generale Antimafia Dr.Grasso.  La notizia non è data tra le più importanti o sensazionali.Il Procuratore conferma che la trattativa c'è stata, che ha avuto due fasi e che è servita a salvare la vita a molti politici: Andreotti, Martelli, Mannino,Vizzini e qualche altro che al momento non ricorda.
 L'Italia è talmente sprofondata nella sua anormalità di Paese in cui le leggi vengono fatte dal Parlamento per legittimare reati ed eludere la legge da accettare la comunicazione ufficiale della avvenuta abdicazione dello Stato e della sua resa alla Mafia senza battere ciglio. Una sostanziale indifferenza ha accolto le dichiarazioni fatta dal Dr.Grasso. Scarse e di circostanza le reazioni del mondo politico.
 I giornalisti specialisti dell'universo mafia dicono che si tratta di cosa risaputa. Era risaputo che lo Stato trattasse con la Mafia? Se fosse così non si capirebbe come questa storia emerga a distanza di quasi venti anni e soltanto a seguito delle confessioni del figlio di Vito Ciancimino.

   Restano da chiarire tantissime cose. Chi ha trattato con la mafia? Quanti ne erano informati?  Quale era l'oggetto della trattativa?  Quali sono state le conclusioni e quali gli accordi? Il papello presentato predisposto da Riina era l'unica questione sulla quale si discuteva oppure  c'era dell'altro? Come mai Andreotti, Martelli, Mannino e Vizzini non hanno mai parlato di questa storia e di come sono stati salvati dalla morte ?  Perchè la trattativa è continuata dopo l'uccisione di Falcone, di Borsellino e delle loro scorte? Perchè la trattativa non ha riguardato anche la salvaguardia delle loro vite? Come mai lo Stato che ha lasciato  uccidere dalle Brigate Rosse Aldo Moro per non abdicare si è piegato a trattare  con i responsabili della morte di centinaia di magistrati, di poliziotti, carabinieri,
senza porsi il problema morale  e senza considerare la forza che la mafia avrebbe ricavato dalla sua umiliazione? Come mai non c'è alcun esponente dell'opposizione nell'elenco dei "pericolanti"?
 Quanti sono tuttora impegnati nella lotta contro la Mafia come possono continuare nel loro lavoro che li espone da sempre  al pericolo di essere uccisi non avendo la certezza che  "tutto" lo Stato è con loro e che magari  mentre rischiano la vita qualcuno non stia trattando per salvare qualche politico che magari si era troppo "esposto" co promesse non mantenute o altro? 
Pietro Ancona

http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/mafia-10/grasso-trattativa/grasso-trattativa.htm

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From: pietroancona@tin.it 
Sent: Tuesday, October 20, 2009 5:04 PM
Subject: : tremonti, epifani ed il posto fisso


TREMONTI, EPIFANI ED IL POSTO FISSO
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  Per evitare di pronunziarsi sul ripristino del "posto fisso" proposto da Tremonti, Epifani chiede alla Confindustria  un commento. Commento che sicuramente non tarderà ad arrivare e sarà certamente negativo come negativi sono stati finora i commenti dei "falchi" della destra Sacconi e Brunetta e di quelli annidati nel PD come Ichino. Epifani  sembra seccato e risentito. Avrebbe potuto chiedere a Tremonti di applicare la sua idea subito ai dipendenti pubblici che contano centinaia di migliaia di precari in tutti i settori a cominciare dalla scuola. Ma si è ben guardato dal farlo dal momento che il suo "Duca" è il PD il quale è ultraliberista ed ha  mollato da un pezzo la tutela dei lavoratori.
 Ichino si è spinto fino a giudicare "anacronistica" e "demagogica" la proposta di Tremonti esprimendo la ipocrita preoccupazione di una classe lavoratrice "spaccata in due" dal momento che una parte è esclusa dalle tutele dello Statuto e dal posto fisso e che, bontà sua, dovrebbe restarne fuori per sempre.
 Ma la proposta di Tremonti non solo non è novecentesca (come scrive Brunetta) e perciò anacronistica ma à l'espressione di una profonda insoddisfazione che si è diffusa negli ambienti più consapevoli del capitalismo che considerano la precarietà del lavoro una scelta non solo scellerata
ma perdente nel lungo periodo dal momento che non investe sul capitale lavoro, genera insicurezza ed infelicità, spinge ad una gestione "usa e getta"del processo produttivo.
 Il periodo più splendido dell'economia industriale e dell'economia generale è stato quello influenzato dagli economisti di scuola keinesiana (in Italia olivettiani). Il grande successo dell'economia giapponese di questo dopoguerra che andrebbe studiato in profondità è  dovuto alla stabilità o addirittura al radicamento aziendale dei lavoratori. La stabilità lavorativa di masse di milioni di lavoratori è certamente una garanzia per tutto il sistema economico che dà affidibilità interna ed internazionale e consente alla fine un arricchimento generale della società. Quattro milioni di precari sottopagati ed in perpetua ansia per il loro futuro con la loro povertà ed impossibilità di risparmio impoveriscono ed oscurano il futuro immediato e lontano del Paese.
  E' una menzogna ritenere che la precarietà e la mobilità derivino dai processi produttivi. Se fosse così non si capirebbe perchè contratti a termine vengano rinnovati tantissime volte fino a fare risultare l'assunzione a termine per quella che è: un fumus per tenere sotto ricatto i lavoratori e rubare il loro futuro.
    E' paradossale che la condanna della flessibilità venga da un esponente della destra mentre il PD e le Confederazioni Sindacali masticano  amaro e  ne sono irritati perchè un tema bruciante nella società italiana viene  portato in superficie e si aprono spiragli per abrogare la Legge Biagi (come una volta chiedeva la CGIL).
  Ma in Italia può accadere di tutto: dalla trattativa mafia-stato, alla esclusione dei metalmeccanici dalla stipula del loro contratto, ad una opposizione parlamentare che si accinge a rivedere la Costituzione  assieme alla maggioranza per agevolare al Caudillo il governo di un paese sempre più umiliato ed infelice.
Pietro Ancona

http://www.asca.it/news-LAVORO__EPIFANI__CONFINDUSTRIA_COMMENTI_TREMONTI_SU_LAVORO_FISSO-867865-ORA-.html

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, October 18, 2009 9:31 PM
Subject: Aboliamo l'ora di religione!!

 Sono contrario alla proposta di consentire l'insegnamento dell'Islam nella scuola perchè questo legittimerebbe l'insegnamento della religione cattolica. Lo Stato rappresentato dalla scuola pubblica  deve essere ben separato dalla Chiesa o dalle Chiese. Spetta a queste trasmettere il pensiero, la dottrina e la pratica religiosa nei loro templi  alle persone che vi si recano a questo scopo e per praticare il culto. l'Italia  non può accettare l'idea della religione cattolica come parte integrante della sua cultura  come sostiene Monsignor Bagnasco che   soltanto cosi può giustificarne l'insegnamento  dal momento che la scuola non è preposta alla catechesi. La religione viene insegnata da persona scelta dalla Chiesa e da questa imposta alla Scuola. Possiamo ritenere che l'esposizione non sia apologetica e che contenga qualche elemento di critica? Come viene raccontata l'Inquisizione che per quasi mezzo millennio fece ardere i fuochi del supplizio in tutta Europa e poi nell'America Latina e nei luoghi di colonizzazione? Che  cosa viene detto a proposito del testamento biologico, del divorzio, dei diritti degli omosessuali?
La religione cattolica  ha  uno Stato amministrato dalla monarchia papale e dalla sua corte.. La gestione  di questo Stato, nella storia,  non è mai stata un esempio di giustizia e di liberalismo. La Forca funzionò  a pieno regime  fin quasi alla fine dell'ottocento e chiunque cadeva in disgrazia  con i  preti veniva giustiziato senza tante storie. . L'Italia dovrebbe abrogare i patti lateranensi     La religione è un fatto privato che riguarda il singolo credente e la sua comunità che si riunisce per celebrare i suoi riti nei suoi templi. Questo vale per quanti frequentano le Basiliche, le sinagoghe o le moschee o i templi indù. Lo Stato non deve ostacolare la libertà di culto al singolo ed alla collettività dei credenti. Ma non deve rinunziare alla sua autonomia, alla sua laicità, alla superiore finalità della sua funzione.
 Pietro Ancona

http://www.materialismo.it/Misfatti%20delle%20Relig/vittime_della_fede_cristiana.htm
 .
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, October 22, 2009 4:36 PM
Subject: Riduzione in schiavitù

 RIDUZIONE IN SCHIAVITU'

 Ieri sera a Exit di Ilario D'Amico su La7 ci hanno fatto vedere un filmato riguardante la colonizzazione del capitalismo mafioso cinese del territorio industriale della città di Prato, nel cuore della Toscana, in cui una è stata costruita sotto lo sguardo indifferente delle autorità locali e nazionali,
una enclave senza leggi in cui  forse cinquantamila lavoratori e lavoratrici cinesi vivono ridotti in schiavitù, con paghe di fame, dentro le fabbriche in cui lavorano non si sa per quante ore al giorno e dove dormono, si alimentano, abitano forse senza mai uscire all'aperto.
  L'enclave cinese riguarda cinquemilaeseicento capannoni industriali che coprono una superficie enorme dentro la quale lavorano a pieno ritmo, forse ventiquattro ore su ventiquattro, quando necessario, migliaia di macchine preposte al ciclo del "pronto  moda". L'importanza del polo cinese è internazionale: fornisce abiti a committenti italiani ed europei ed a grandi marche naturalmente a costi assai convenienti. Enormi utili vengono ricavati dalle committenti della moda, spesso multinazionali del settore,spremuti ad  una classe lavoratrice di schiavi condannati a produrre per miserissime paghe e magari obbligati dal ricatto di familiari rimasti in Cina e soggetti alle rappresaglie dei mandarini capitalisti e mafiosi che hanno realizzato una grande operazione di globalizzazione: un forte punto produttivo nel cuore dell'Italia e dell'Occidente per ridurre al massimo il costo dei trasporti e stare affacciati sui mercati di vendita dei loro prodotti.
 Il servizio della D'Amico ha fatto constatare l'impossibilità di un intervento dello Stato dal momento
che - è stato detto- per ispezionare i 5600 capannoni alla media di due ispezioni alla settimana  ci vorrebbero  qualcosa come cinquanta o sessanta anni e che è impossibile accompagnare alla frontiera tutti i clandestini o inviarli al CIE dal momento che questo è lontano trecento chilometri. E' stato poi mostrato come i sigilli ai capannoni ispezionati ed il sequestro delle macchine utensili non servono praticamente a niente dal momento che le multe sono ridicole (dieci euro a macchina utensile e quattrocento per tutto il punto di produzione) e trnuto conto della capacità degli "imprenditori" cinesi di spostare l'attività in diversi luoghi sempre all'interno dell'enclave pratese.
 Messa cosi la questione non si può che convenire con il sindaco ed il prefetto del luogo che hanno sottolineato l'inutilità di qualsiasi intervento.
 Ma l'intervento è appunto inutile e sterile di risultati perchè viene attuato in attuazione delle razziste e
sciocche leggi sulla sicurezza recentemente approvate. Il problema non è quello di criminalizzare i lavoratori  cinesi di Prato quando di mettere in luce la loro riduzione in schiavitù, il loro sfruttamento disumano ad opera di una imprenditoria cinese mafiosa che ha  la copertura e la complicità o addirittura  è in associazione con nostri imprenditori coinvolti in un  giro di affari miliardario.
 L' immigrazione cinese in Italia non è per niente da classificare con l'immigrazione che viene da tutti gli altri paesi. E' una immigrazione-colonizzazione del commercio e della industria che viene operata con grossi capitali in grado di fare investimenti nel lungo periodo, con forza sufficiente per sopportare tempi morti ed improduttivi. Credo che una indagine sulle acquisizioni di proprietà di
cinesi in Italia non sia mai stata fatta ed a Prato o a Napoli o altrove parte del nostro sistema produttivo barbaro e corsaro sia interessato al mantenimento delle enclavi in cui centinaia di migliaia di esseri umani sono ridotti ad utensili senza diritto e senza libertà per produrre capi di vestiario destinati ad essere esposti in via Montenapoleoni a Milano o in Via Condotti a Roma.
 L'accusa che dovrebbe essere formulata non è quella di immigrazione clandestina ma di violazione delle leggi sui diritti umani e riduzione in schiavitù  Si cominci con il revocare le licenze e le iscrizioni alla Camera di Commercio di tutte le "ditte". Si dovrebbero subito  confiscare e non sequestrare i capannoni e quanto contengono e porsi il problema enorme che nessuna comunità di stranieri o di italiani può costruirsi una enclave dove far valere leggi diverse da quelle dello Stato: leggi di violenza e sopraffazione.
 Pietro Ancona
http://www.la7.it/blog/default.asp?idblog=ILARIA_DAMICO_-_Exit_15
                                                     

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, October 23, 2009 5:10 PM
Subject: Lo sciopero dei sindacati di base


LO SCIOPERO DEI SINDACATI DI BASE
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 Oggi sciopero generale dei sindacati di base. Le notizie che ne abbiamo sono veramente poche dal momento che tutta la batteria massmediatica  si è autocensurata o è stata censurata. D'altronde che cosa possiamo aspettarci da una stampa, da una radio e da una televisione  nelle mani di imprenditori
o foraggiati dal governo? Tutti a libro paga compresa Radio Radicale che credo si aspetti di ricevere
qualcosa come dieci milioni di euro (venti miliardi di vecchie lire) per quest'anno.
 L'informazione riceve a vario titolo dallo Stato qualcosa come sei o sette miliardi di euro. Dà vita ad un ceto di professionisti   superpagati ed assistiti da un ottimo contratto di lavoro. Attorno a questi professionisti della informazione stanno migliaia di "negri", di giovani o non più giovani giornalisti pagati  a cottimo un tanto a pezzo, senza vere prospettive di essere immessi nell'Olimpo dei loro colleghi-padroni più fortunati. Un esercito di schiavi della penna a disposizione di una editoria faziosa.
 I sindacati di base sono l'anomalia, la bestia nera non solo del centro-destra ma anche del PD dal momento che non sono accomodanti e di regime come le Confederazioni Cgil, Cisl, Uil. La stessa CGIL pur avendo sottoscritto passaggi obbrobriosi del conflitto sociale come gli accordi Alitalia viene considerata con sospetto dai "falchi"come Sacconi o Cazzola e tende ad essere tenuta in ostaggio dal regime e dal pd. ed ad esserne esclusa. Soltanto i rapporti di forza di cui è consapevole la Confindustria impediscono alla data la sua defenestrazione. Si aspetta il Congresso della CGIL per decidere che cosa farne.
 I sindacati di base non accettano di limitare le loro richieste alla detassazione della tredicesima e vorrebbero l'abrogazione della legge Biagi e degli accordi  stipulati dal Governo Prodi e da questo Governo con i confederali. Vorrebbero aumentare i salari e le pensioni soggetti ad un progressivo impoverimento dagli accordi consociativi. Le loro richieste suonano blasfeme, una vera e propria
bestemmia alle orecchie dell'oligarchia politica!
 L'estambliscement bipartisan l'altro ieri, dopo avere sbeffeggiato Tremonti per avere riproposto
la sua idea sul posto fisso, ha votato in Parlamento una durissima legge di dimagrimento della scuola italiana che costerà il pane a centotrentamila persone. Senza battere ciglio!
 Al PD complice della Confindustria e del Governo bisogna aggiungere schegge impazzite o degenerate di quella che fu fino a non molti anni fa la sinistra. Bertinotti ha definito l'elogiodi Tremonti al posto fisso  un ritorno all'ancien regime  in perfetta armonia  con la Marcegaglia che ne ha parlato sprezzantemente come di un ritorno "all'antico".  Hanno usato quasi le stesse parole e gli stessi argomenti!! E' incredibile l'accoglienza che la proposta di Tremonti ha ricevuto dalla oligarchia dell'opposizione italiana. Franceschini e lo stesso Bertinotti si sono trovati all'unisono nel suggerire "dinamismo" all'economia italiana, un dinamismo che verrebbe naturalmente assicurato dalla flessibilità e dalla precarietà fornite dal ricchissimo arsenale di fumus giuridici  che la legge Sacconi ha messo a disposizione del padronato italiano. Quattro milioni di precari con  tendenza ad aumentare  che assicurano ricchezza a quanti hanno imboscato all'estero miliardi di euro che rientreranno al riparo dello scudo fornito dal Governo.
  Ma, nonostante la fitta coltre di silenzio, lo sciopero di oggi ha avuto successo. C'è una classe lavoratrice che continua a lottare e che ha riconosciuto da un pezzo la funzione  di regime dei sindacati confederali.
 Se domani si azzerassero tutte le deleghe sindacali e si rinnovasse il tesseramento , credo che i sindacati che oggi hanno scioperato  risulterebbero di gran lunga i più forti. Ma questo non avverrà e cosi continueranno ad essere esclusi dalle trattative con il governo al quale sono ammessi solo coloro
che accettano le "regole" che detta il capitalismo italiano. I loro dirigenti continueranno ad essere iscritti nel libro nero, ad essere discriminati ed a volte licenziati insomma a fare lo stesso calvario dei dirigenti  operai della CGIL ai tempi di Di Vittorio e di Valletta. Ma resisteranno ed alla fine vinceranno  dal momento che la ragione è dalla loro parte e finiranno con l'essere riconosciuti come espressione genuina  dei lavoratori italiani dal momento che la civiltà che rivendicano è anche un bisogno  della società italiana oggi umiliata dal precariato, dalla disoccupazione, dai bassi salari.
  Pietro Ancona

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200910articoli/48573girata.asp
                                                       

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Sent: Saturday, October 24, 2009 3:02 PM
Subject: Il PD non dimette Marrazzo?


 
Il PD non dimette Marrazzo?
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   Se si accosta il caso Marrazzo a quello di Luca Bianchini colpisce l'immediatezza  con la quale il PD prese subito le distanze, sospese dal Partito, isolò davanti l'opinione pubblica il presunto stupratore seriale tuttora in galera (vittima - secondo me- di una grande voglia di criminalizzazione che lo ha travolto) e la lentezza con la quale, dopo la pubblicazione della confessione di Marrazzo, si sta procedendo. Ci sono state espressioni di solidarietà a Marrazzo da parte di tutto il gruppo dirigente e soltanto ed  ora apprendiamo che i tre candidati alla segreteria sono in continuo contatto telefonico tra di loro per stabilire la linea del PD e cioè se proporgli o no le dimissioni. Il Ministro Maroni ha fatto sapere di considerare come fatto personale la storia in cui è incappato il Marrazzo. Il governatore di una regione  si fa ricattare da quattro carabinieri ai quali rilascia financo degli assegni e che si guarda bene dal denunziare per essere stato sorpreso in congresso carnale con un transessuale di nome Natalie ed il Ministro degli Interni considera questo un fatto privato? E' incredibile!
 Marrazzo avrebbe dovuto dimettersi subito dopo le dichiarazioni rese agli inquirenti, anzi avrebbe
dovuto dimettersi subito dopo aver percepito di essere stato  diventato oggetto di ricatto da parte dei carabinieri per non coinvolgere il PD e la Regione nella sua vicenda personale. Le dimissioni immediate avrebbero scaricato l'arma del ricatto. Ma così non è stato ed ora, in forza di una assurda
 fascista norma di legge, il Consiglio Regionale intero, se si dimette, decade assieme a lui come se tutti fossero stati a transessuali  e si fossero macchiati delle sue "colpe".
  Intanto la cronaca politica diventa sempre di più cronaca nera. L'indagine sulla famiglia Mastella, l'interrogatorio di Dell'Utri in corso a Palermo, la vicenda delle navi piene di veleno affondate davanti la Calabria, tante brutte notizie che riguardano amministratori locali compreso l'assassinio,  la vicenda Marrazzo,  indicano una degenerazione della democrazia che sembra inarrestabile.I lautissimi stipendi di amministratori locali attirano come mosche la malavita ed inducono al ricatto ed all'estorsione quanti si confrontano con il lusso, il benessere, il livello di vita e lo sperpero di "politici"  che magari disprezzano.....
  Nella vicenda Marrazzo sono rimasto colpito dagli assegni per sessantamila euro firmati dal governatore.. Corrispondono ad oltre tre anni della mia pensione Inps.  Ebbene, non credo sia giusto che un  "politico" debba avere tanti soldi e tanti benefict dalla sua carica elettiva (che poi non lo è più tanto dal momento che è il Partito a segnalarlo..)
pietro ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it

ps sulle primarie di domani:
Le primarie sono una buffonata che dileggia la democrazia. Rimpiango il tempo in cui i segretari del partiti venivano eletti da un Comitato Centrale o da un Consiglio Nazionale costituiti da persone fortemente selezionate dalla macchina democratica del Partito. Domani chiunque potraà eleggere il segretario del PD.........

http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_24/sarzanini-carte-caso-marrazzo-pagato-paura_4e0a409e-c064-11de-9fa6-00144f02aabc.shtml

 

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Sent: Monday, October 26, 2009 6:59 PM
Subject: LE PRIMARIE DELLE CORDATE


LE PRIMARIE DELLE CORDATE
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  Tutta  l'armamentario della retorica è stato usato per commentare l'eccezionale affluenza alle urne
per la scelta del segretario del PD. Si celebra un sensazionale  momento democratico, una strepitosa partecipazione di cittadini che si sentono protagonisti di una scelta politica.

  In effetti moltissima gente ha fatto la fila ai gazebo, ha pagato l'obolo di Caronte ed è stata traghettata nella "democrazia" fatta di un'urna, una matita previa esibizione di tessera identità e certificato elettorale. Ha votato per uno dei tre Oligarchi e per i suoi referenti locali.

  Questa gente è stata attratta dalla pressione massmediatica della lunghissima campagna elettorale che da mesi impegna il gruppo dirigente del PD. Una campagna elettorale lunghissima come si usa  in America come cortina fumogena di una democrazia profondamente umiliata , ferita  e logorata
dalla assenza di vere opzioni alternative. Bersani, Franceschini e Marino hanno presentato programmi quasi identici. Bersani dice di voler tornare allo spirito dell'Ulivo - cosa che io mi auguro con tutto il cuore - ma il dalemismo che impregna il suo gruppo non è diverso dal veltronismo che scacciò la sinistra radicale dal parlamento chiudendola in un terribile isolamento con false accuse. Tutti e tre non  hanno detto  una parola netta per l'abrogazione della legge Biagi, (hanno apprezzato il dinamismo della flessibilità), per il miglioramento del welfare, per la difesa delle pensioni e l'innalzamento dei salari. Il programma del governo di centro-destra tedesco varato dalla Merkel è di gran lunga a sinistra delle quattro cosucce che i "nostri" riescono a balbettare stando bene attenti a non irritare la Confindustria, gli Usa, il Vaticano......
 La sensazione di essere stati protagonisti di un grande evento svanirà ben presto ed i tre milioni di volenterosi ed entusiasti elettori si ritroveranno con un pugno di mosche dopo essere stati usati da un potere che diventa sempre più irraggiungibile. Ma il falso evento si ripeterà dal momento che le precedenti esperienze con Prodi e con Veltroni non sono servite a niente  e la gente è sempre pronta a ricominciare, a farsi ingannare o autoingannarsi nuovamente, a dare credito ad un sistema che in effetti l'ha privata delle sue reali possibilità e dei suoi poteri di decidere.
 Questa esperienza lungi dal rafforzare la democrazia che è partecipazione come diceva il grande Giorgio Gaber rafforza l'oligarchismo degenerativo e lo diffonde all'intero territorio. Ieri, con i tre, sono stati votati i loro referenti regionali, provinciali, comunali.....tutta una casta che viene unta dall'alto. Siamo alla repubblica delle cordate.
  pietro ancona

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Sent: Tuesday, October 27, 2009 3:23 PM
Subject: il ritiro di Piero in convento


 Il ritiro di Piero Marrazzo in Convento
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  Se la questione non fosse seria c'è da sbottare dalle risate  sul ritiro di Piero Marrazzo in convento.  Glielo avrà suggerito il suo consulente per la cura dell' immagine?  Mizzica, che pensata geniale!Dopo le storiacce di Via Gradoli, che c'è di meglio che allontanarsi dal mondo, per stare soli, riflettere, ritemprare lo spirito con letture educative, pregare, partecipare alla vita monastica, sostare a lungo nella cappella del monastero, intrattenersi con frati dalla testa aureolata dalla fede e dalla comunione con l'alto dei cieli? Peccato che
questa funzione rigeneratrice dell'anima e della reputazione del ritiro in convento forse  è soltanto un cattivo ricordo
letterario dei romanzi ottocenteschi o dei film di Materazzo in cui Yvonne Sanson già moglie  o promessa ad Amedeo Nazzari sfugge al suo destino di donna perduta  e dal mondo cattivissimo ritirandosi in convento con tante angeliche monachelle, una madre superiora rigorosa ma buona, un grande copricapo alato bianchissimo sulla testa ed una veste bianca a simboleggiare la purezza della nuova vita.
Ma forse  la realtà dei monasteri e dei seminari oggi è diversa ed  è più vicina a certe descrizioni boccaccesche della letturatura del cinquecento anche se finora non abbiamo mai saputo di transessuali in ritiro spirituale o vestiti del saio marrone o bianco dei monaci. E' davvero garanzia di spiritualità, di capacità purificatrice il convento italiano?  Ma non sono ricettacoli di amori proibiti ? Inoltre certi monaci come quelli di Mazzarino hanno avuto tristissima fama di estortori e di grassatori non dissimili dai carabinieri che gli hanno svuotato il portafoglio ed il libretto di assegni.
  Dopo il coraggioso intervento della moglie sulla stessa lunghezza d'onda di quello della signora Sircana (la famiglia resta unita), un periodo di rigenerazione spirituale è proprio quello che ci vuole per mettere una lunga parentesi tra il prima ed il dopo.
Intanto siamo inondati di articoli e di "servizi" pieni zeppi di grande benevolenza per Piero.
   C'è una grande voglia di "comprensione", di capire, di perdonare, di guardare avanti che trasuda da tutti i giornali, dalla televisione, dall'intera oligarchia.  Come si è comprensivi con i potenti! Anche l'Avvenire, giornale dei vescovi, scrive: E' legittimo stigmatizzare le debolezze di un uomo pubblico, e trarne, sul piano politico e morale, le inevitabili conseguenze, ma non puo' diventare motivo per massacrare la dignità sua e la sensibilità di coloro che lo amano o che gli sono legati." Ma il massacro della dignità sua è stato fatto  proprio dal Nostro dal momento che ha scelto di frequentare pericolosi luoghi di prostituzione  magari vicini al giro della delinquenza. E la sensibilità di coloro che lo amano non viene oltraggiata da chi mostra scandalo per la vicenda ma da chi da anni è incallito frequentatore di prostituti che si spingono fino a dichiararsi   "fidanzati" come il trans Natalie che vanta una relazione con "Piero" di oltre sette anni...
  Sappiamo bene che il moralismo bacchettone non è la lente migliore per leggere questi eventi. La mentalità delle persone si è evoluta.  Oggi essere omosessuali non è più una cosa di cui si era costretti a vergognarsi come ai tempi di Pasolini. Ma c'è sempre per tutti una etica a cui attenersi. Frequentare prostitute o prostituti non è lecito a tutti. Se hai moglie e figli e sei importante uomo pubblico non devi andare in Via Gradoli esponendoti al rischio anzi alla quasi certezza di essere spiato e ricattato. Se poi ci vai con la macchina blu e con mazzette di euro in tasca e magari con la scorta è segno non di sventatezza ma di arroganza. L'arroganza del potere che si ritiene aldisopra delle leggi e delle regole sociali. Il principe di Lampedusa ogni tanto sfuggiva ai casti amplessi della moglie che penetrava attraverso un buco della camicia da notte recandosi in carrozza in un quartiere di Palermo da una donna che non si vergognava del sesso ed alla quale  dava una pezza di tessuto a compenso. . Il Marrazzo dava cinquemila euro, la somma che Berlusconi ( a detta della D'Addario) dava ad una escort dalla quale era stato ben soddisfatto.  Troppi soldi in mano ad una oligarchia di politici che godono di stipendi eccezionali. Quanto guadagna il Presidente della Regione Lazio? Trecento, cinquecentomila euro l'anno? Tutti questi soldi che fluiscono regolarmente mese per mese  sono causa della corruzione dilagante nei gruppi dirigenti.
  L'Italia non ha bisogno di Savanarola e Berlinguer era inviso a parte del suo stesso elettorato
per avere la "fissa" della questione morale. Ma non c'è dubbio che una Repubblica che affonda in vicende di pornografia non ha più niente da dire e da dare agli italiani. La questione morale è diventata la questione politica più importante di questa fase.
Pietro Ancona

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE59Q0GF20091027

 

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Sent: Sunday, October 25, 2009 2:47 PM
Subject: la finta democrazia del finto bipartitismo



La finta democrazia del finto bipartitismo!
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 Oggi molti italiani, in gran parte di "sinistra", si recano alle urne per le primarie del PD. Possono scegliere tra tre candidati dal programma quasi identico che giungono al confronto delle urne    dopo una lunghissima campagna elettorale forse destinata a prolungarsi anche dopo
il voto di oggi . Questo elettorato di volenterosi  avrà in parte soddisfatto la  fame e la  sete di partecipazione, di cittadinanza. La gente è talmente frustrata, talmente umiliata dal fatto di essere sempre più soggetto passivo di una teledemocrazia  popolata da mille parlamentari  e  decine di migliaia di  consiglieri ed assessori imposti dai partiti  che si accontenta delle briciole, delle apparenze: si accontenta di votare e paga anche per farlo per conservare l'illusione di contare ancora qualcosa. Invece non conta più niente! Non contano più niente neppure gli eletti di molte istituzioni. I Consigli regionali se per un qualche motivo decade
il Presidente della Regione decadono insieme a lui. Se il paragone non è abnorme sembrerebbe di essere in quelle società antiche nelle quali assieme al monarca  defunto veniva seppellita la sua corte! Il potere "legislativo" delle assemblee è quasi scomparso e resiste al massimo come  ratifica delle decisioni dell'esecutivo che spesso si identifica  con le voglie del  suo capo. C'è stata una torsione della democrazia  che ha deformato la sua identità e la sua natura razionale, logica. Marrazzo non
può dimettersi senza far decadere l'intero Consiglio Regionale. Si ricorre all'escamotage della auto sospensione per guadagnare un paio di mesi e andare alle elezioni regionali alla scadenza già imminente. Del Turco, arrestato, si dimise, si indissero elezioni, la destra subentrò alla sua gestione.
 Il peso dei leaders dei presidenti e dei governatori o dei sindaci è diventato abnorme. Il ruolo della persona dei "governatori"  è diventato di una importanza allarmante!
  Le primarie di oggi agiscono anche come capovolgimento della piramide democratica. Bersani, Franceschini e Marini hanno scelto i loro vassalli e questi i loro valvassori e questi ancora i loro valvassini che saranno eletti o bocciati con loro. La fiducia discende dall'alto e con essa il potere! Il vecchio partito in cui ci si faceva le ossa nelle sezioni e poi nelle federazioni e il filtro "democratico" era davvero fortissimo fino alla elezione nei Comitati di federazione o nel Comitato Centrale è stato abbandonato da anni come "vetero" ed al suo posto è stata piantata la novità del personalismo, del leaderismo. Ora sono tutte cordate rette dal capo nazionale. E' davvero finito il tempo in cui lo stesso Togliatti aveva sacrosanto timore del Partito e stava bene attento a non contraddirlo!  Ma questa "modernità" è soltanto un segno della degenerazione della democrazia picconata e ferita fin dalla bicamerale di D'Alema e dalla
involuzione delle regole introdotte da tante riforme elettorali.
   Le primarie di oggi che la destra populistica di Berlusconi guarda da lontano e forse con disprezzo
rappresentano un momento di omologazione non solo di interessi sociali ma anche delle forme in cui
questi si esprimono in politica. E' la società del settanta per cento di cui si fece un gran parlare tra sociologi, economisti e politici anni orsono. Un settanta per cento di "inclusi" ed un "trenta per cento" di esclusi.
Nel sistema bipartitico solo il settanta per cento conta ed entrambi i due partiti (nel nostro caso PDL e PD) tendono ad accaparrarselo con politiche sempre più "centriste" anche se questo "centro" scivola sempre di più verso destra. La società del settanta per cento comporta una unica ideologia che è quella liberista ed un sistema elettorale che passivizzi sempre di più la cittadinanza. Ora questo settanta per cento è diventato (nel giro di poco più di un decennio) un sessanta per cento dal momento che la mobilità sociale verso l'alto si è bloccata e sono in corso processi di proletarizzazione forzata del ceto medio. Presto centotrentamila insegnanti  privati del lavoro scivoleranno nella palude dei poveri. Insomma, il trenta per cento diventa quaranta per cento ma è stato espulso dal Parlamento e le sue lotte, anche se gigantesche come lo sciopero dell'altro ieri, vengono ignorate dai massmedia, dai Palazzi, dal governo e naturalmente dall'opposizione..
  La destra aspetta l'esito delle primarie per imbrigliare il PD in un progetto di riforme della Costituzione, progetto sollecitato anche da Napolitano che ha messo molta fretta a tutti come se in Italia non si potessero fare riforme apprezzate e significative senza dovere manomettere ancora la Costituzione. E' possibile una legge che riduca del cinquanta per cento gli emolumenti ai politici di ogni ordine e grado e che farebbe risparmiare allo Stato quasi quanto incassa dall'IRAP? No, non è possibile perchè tutta l'oligarchia fa quadrato e difende i suoi privilegi. Ma riforme come quella federalista nelle mani di questa oligarchia che vive di politica sono destinate a fare degradare ancora di più la società italiana. Una società che starebbe assai  meglio se non avesse nelle Regioni venti mostruose mignatte che le succhiano il sangue! Il presidenzialismo della nuova Repubblica che verrà alla luce non sarà certamente controbilanciato da queste Regioni che ne riproducono in sedicesimo  tutti i vizi...
Pietro Ancona

http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20080117_01/testointegrale20080117.pdf
http://librarsi.comune.palermo.it/pitre/file/011/078/TESTI/088.html

 

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VELTRONI E LA MORTE DEL SOCIALISMO di Pietro Ancona

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From: gastaldo.paolo@tiscali.it

To: pcdli-ferrando ; PROLETARIA ; 05 rifondazione segretarioFERRERO PAOLO ; 04 rifondazione genova ; 03 rifondazione liguria ; 02rifondazione bellotti ; 01/rifondazione rinaldi ; mercantedivenezia ; Arcoiris tv TV ; megachip.info ; Sinistra Genova

Sent: Thursday, October 29, 2009 5:27 PM

Subject: affinche' l' utopia socialista in italia ..ricominci a volare....doc


 

AFFINCHE ’” L’ UTOPIA SOCIALISTA”.. RICOMINCI A.. VOLARE!

 

LETTERA APERTA AI COMPAGNI, AI PROGRESSISTI AI DEMOCRATICI   E A TUTTI  I  COMUNISTI D’ ITALIA..

Premessa :-

 

Vorrei presentare con grande partecipazione questo articolo qui allegato ,

 

di un semplice  cittadino ex sindacalista e dirigente  CGIL di Palermo, in pensione e socialista, vecchio stampo che esprime da tempo con suoi interessanti scritti ,.. un punto di vista lucido  sull’ attualità che scorre,.. in questo caso su Veltroni e il PD, opinione che  è condivisibile anche  nei pensieri di molti di noi italiani, non piu’ giovani ma cittadini ancora attivi di sinistra.. del necessario et urgente  ritorno e rifondazione, di un forte movimento socialista proletario e operaio   in Italia!  … preoccupati e…non poco … dell’ andazzo pernicioso italiano…e  sua degenerazione ultima  , progressiva e… letale per la democrazia ….

 

  

VELTRONI E LA MORTE DEL SOCIALISMO di Pietro Ancona
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Con una intervista rilasciata al giornale degli industriali italiani Walter Veltroni ribadisce  il suo definitivo
rifiuto del socialismo dichiarandolo morto assieme al Novecento che abbiamo alle spalle e reclamando l'uscita del PD  dalla internazionale socialista che, proprio per togliere dall'imbarazzo gli excomunisti italiani e i loro amici della Margherita, ha recentemente  cambiato denominazione diventando Asde e cioè alleanza tra socialisti e democratici europei. Il socialismo sarebbe morto -secondo Veltroni- perchè incapace di uscire dal Novecento, di rinunziare alla rappresentanza degli interessi dei sindacati, di capire "la modernità" etc..
Veltroni fa un riassunto della caduta elettorale dei partiti socialisti in Europa e ne trae la conclusione che a stare con loro si perde e quindi si muore.
Vorrei osservare come la perdita di peso e di capacità attrattiva dei socialisti europei sia legato non al loro essere "novecenteschi" cioè rappresentanti degli interessi politici delle classi lavoratrici ma alla fascinazione che alcuni gruppi dirigenti hanno avuto
del liberismo nella sua fase reaganiana e tatcheriana.

 E' vero che Blair ha vinto in Gran Bretagna diventando "altro" dal laburismo dei suoi padri  ma la sua vittoria ha rappresentato una secca perdita per il suo stesso elettorato dal momento che ha perduto molti diritti e molto del peso sociale che aveva conquistato in quasi due secoli di lotta. La socialdemocrazia ha perduto in Germania perchè si è alleata con la DC tedesca e per cinque anni ha prodotto una politica insoddisfacente. In Francia i socialisti si sono divisi: una parte di essi ragiona come Veltroni e cioè non è più socialista e la destra francese ha preso il sopravvento. Altro si può dire delle socialdemocrazie scandinave che vivono ancora del bagliore della grande civilizzazione che i loro programmi realizzati hanno prodotto nel Nord Europa facendone una oasi tra le più avanzate di  democrazia dell'uguaglianza e della libertà.
La socialdemocrazia tedesca ha perduto una parte del suo elettorato che ha scelto la resistenza alla contaminazione ed alla subalternità alla ideologia liberista rafforzando il movimento socialista radicale di LaFontaine e dei Verdi.
Secondo il pensiero di Veltroni il PD se si apre a sinistra è destinato a perdere. Veltroni considera il Partito uno strumento elettorale per vincere e governare. Ma il governo in non può essere lo scopo di un Partito. La sua vocazione "maggioritaria" che Veltroni privilegia chiudendosi alla sinistra ed alle sue formazioni politiche non può prescindere dai "contenuti" e dai "valori" a meno che non si ritenga che questi siano secondari rispetto il fine unico   della vittoria e del governo. Un Partito e l'espressione di un movimento politico che sceglie di rappresentare talune istanze della società e di portarle avanti. Queste istanze sono prevalenti rispetto anche la stessa questione del governo.

Un partito può conquistare alle sue idee ed alla gente che rappresenta molto anche stando all'opposizione
come ci insegna la lunga e per certi versi da rivalutare esperienza di opposizione parlamentare e sociale  del PCI e del PSI italiani che hanno dato al popolo di sinistra un potere sociale, un welfare, diritti che venti anni di destra berlusconiana aiutata dalla gente come Veltroni,Ichino ed altri  non è ancora riuscita a distruggere del tutto.
  

Partiti che decidono di recidere le loro radici dal socialismo per ingraziarsi i ceti produttivi oggi rappresentati da tanti partiti di destra e di centro non sono necessari. Sono un di più che la parte pensante ed avvertita del capitalismo non penso che gradisca  dal momento che la depressione salariale e la condanna di oltre quattro milioni di lavoratori al precariato dà connotazioni di povertà ed anche di infelicità alla società nella quale viviamo e ne abbassa il tono e la vitalità.  La morte della dialettica politica e sociale con lo spazio parlamentare occupato solo da partiti di centro e di destra e lo spazio sindacale da sindacati collaborazionisti e subalterni paralizza
ed impoverisce la società nel suo insieme.
La precarietà chiamata flessibilità ed i bassi salari fanno stagnare la società e ne riducono la coesione sociale, la cultura, la voglia di futuro. No,quello che Veltroni chiama socialismo è il lievito salutare della società europea ed il futuro che il fallimento del darwinismo neoliberista non può dare. Basti guardare l'America di Obama ridotta a nascondere dietro parole "nuove" la logora ed asociale politica di Bush e delle multinazionali.
 Leggevo oggi una intervista ad un professore irakeno che vive da anni a Londra esule dai tempi di Sadam Hussein che parlava di un Iraq controllato dagli americani in preda a massacri quasi quotidiani e corruzione. Un Irak diventato un inferno popolato da tre milioni di orfani e di vedove, di altri milioni di sfollati, di una immensa porzione di popolazione costituita da mutilati e feriti di guerra. Gli americani hanno portato il terrore permanente nelle aree che le loro multinazionali hanno deciso di colonizzare:Irak, Afghanistan, sempre di più Pakistan e forse domani Iran.  Non c'è differenza tra il drone assassino che mandava il Generale di Bush e quello che manda oggi il Generale di Obama.
 Questa politica militare dell'Impero, unita alla politica economica e sociale non può e non è certamente migliore dalla politica che la socialdemocrazia ha dato all'Europa ed al mondo in tantissimi anni  purtroppo offuscati da sconsideratezze  di gruppi dirigenti come quelli che in Italia hanno fatto degenerare la  esperienza positiva dell'Ulivo nella fallimentare esperienza del centro-sinistra di Prodi sconfitta clamorosamente perchè ha tradito il suo elettorato di sinistra (come lo stesso Prodi ha riconosciuto con molta onestà).
  Infine voglio dichiarare tutta la mia insofferenza verso le critiche al  novecento il secolo caratterizzato dal socialismo e dai movimenti di emancipazione. Perchè gli ideali del socialismo sarebbero falliti? Perchè l'uguaglianza è incompatibile con la libertà? In un certo senso anche la sponda alla quale è approdato Veltroni appartiene al novecento: che cosa è oggi il liberismo se non
una involuzione del liberalismo novecentesco? 
 Meglio aprire un dibattito sul novecento prima di voltare le spalle alle rivoluzioni sociali che lo hanno animato. La cultura europea di oggi è figlia dei grandi movimenti socialisti che la impregnano ancora dal momento che la libertà non è ed non sarà mai niente senza eguaglianza e senza una giusta ripartizione del potere economico. Alla base della Germania di oggi c'è la grande lezione dell'austromarxismo e dei grandi pensatori socialisti. c'è il pensiero e l'azione rivoluzionaria di Rosa Luxemburg, di Antonio Gramsci, di Anna Kuliscioff, di Olof  Palme. Il socialismo è stato ed è tanto forte che i programmi degli stessi governi di centro-destra non possono ignorare ed accantonare anche se lo comprimono e vorrebbero sdradicarlo...
 

 Pietro Ancona

 

                                                               ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, October 30, 2009 7:30 PM
Subject: ancora sul caso Marrazzo

 Ieri sera Michele Santoro si è divertito moltissimo a dare un andamento pruriginoso alla sua rappresentazione teatral-televisiva del caso Marrazzo. A momenti si stropicciava le mani per la contentezza di dover maneggiare un argomento sul quale più che le sue virtù di fustigatore dei corrotti costumi pareva lo interessasse il tessuto boccaccesco a volte financo porno della materia. La trans che troneggiava al centro del suo studio-stadio con relative tifoserie contrapposte sembrava fare marketing a se stessa quando diceva: da me non sarebbe successo!! Io non avrei fatto entrare nessuno senza mandato, criticando la pochezza e la sventatezza delle sue colleghe che avevano consentito l'irruzione dei carabinieri in via Gradoli...Un momento apicale della trasmissione è stato quando si è accennato all'esistenza di una lista di altri dodici vip della politica sospettati di frequentare come Marrazzo i viados.Gli occhi di Santoro brillavano luciferini quando scongiurava di non fare i nomi, per carità, non diciamo niente ...ma era come se avesse l'acquolina in bocca e pregustasse il piacere di sbatterli sul suo ring mediatico.. Non so quanta audience ha avuto Anno Zero ma non c'è dubbio che ha contato molto sul voujerismo presente  in misura più o meno diversa da persona a persona e che in definitiva ci fa tutti guardoni al momento opportuno e nelle circostanze adatte.
  La Serracchiani à stata, come al solito, sveglia, furba e di lingua affilata e pronta. La sua tesi è quella del PD: Marrazzo ha sbagliato ma si è dimesso, mentre Berlusconi no! I berluskones presenti in trasmissione naturalmente hanno ribattuto che il loro Capo non ha fatto niente per cui dimettersi e
la questione "morale"sembra in questo modo regolata.
 Mi sono ricordato  di una espulsione avvenuta ad Agrigento molto tempo  fa. Io ero giovanissimo  e partecipavo al Congresso della federazione del PSI. Finito il Congresso, il Questore venne ad avvertire il nostro segretario, un genovese di nome Azzo Toni, che il dirigente socialista della Camera del Lavoro era stato arrestato. Era stato  sorpreso in un palco  del cinema della città ad
intrattenersi sessualmente con un ragazzo. Immediatamente si riunì il Direttivo della federazione per decidere la espulsione del malcapitato dal Partito per "indegnità politica e morale". Decisione subito assunta all'unanimità. La notizia fu pubblicata dall'Avanti! l'indomani e si provvide a sostituirlo da segretario della Camera del Lavoro dove rappresentava i socialisti.
 Ricordando questo provvedimento mi sono chiesto se le dimissioni di Piero Marrazzo da Presidente della Regione Lazio siano sufficienti a mettere a posto la questione di ordine morale. Non so se Marrazzo sia iscritto al PD, ma nel caso fosse iscritto mi chiedo: può un militante del Partito Democratico frequentare i sordidi e pericolosi ambienti della prostituzione transessuale della città per anni ? La "morale" di un iscritto e per giunta esponente autorevole del Partito non dovrebbe escludere comportamenti inaccettabili per la comunità che amministra e per la sua stessa famiglia esposta allo scandalo? Possibile che si debba accettare tutto in nome o della "privacy" o della libertà sessuale o non so di che altro. Quale messaggio trasmette alla società la notizia di cinquemila euro pagati per una prestazione sessuale?
 Il Comitato Direttivo della Federazione Socialista di Agrigento deliberò la espulsione del suo esponente sindacalista.  A distanza di tanti anni penso che la decisione fu giusta. Un Partito deve essere severo con i suoi iscritti ed assai di più con i suoi esponenti. La questione morale non può essere limitata alla corruzione per denaro, per tangenti ma va estesa al comportamento nel privato
che non può essere sottratto al giudizio  dell'etica  laica. Non ha dignità chi sperpera il denaro nella coltivazione di vizi. Non discuto che si possa avere una relazione
omosessuale o con un trans se questa è frutto di un sentimento di amore. Ma qui si tratta della compravendita di prestazioni sessuali in un contesto di degradazione e di disfacimento della politica che diventa mezzo per poter praticare  stili di vita goderecci e spendaccioni.
 Pietro Ancona

                                                    ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, October 31, 2009 4:37 PM
Subject: Attacco ai Centri Sociali


 ATTACCO AI CENTRI SOCIALI
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 Ieri a Catania si è consumato un  ennesimo attacco del Regime ai Centri Sociali: forze di polizia in assetto antisommossa, all'alba, hanno accerchiato il centro  Experia del Quartiere San Cristoforo, una zona popolare  degradata e nota per la cronaca nera,  nella quale il centro, da diciassette anni, costituisce un punto di aggregazione, di cultura,  di speranza nel futuro, di elaborazione di progetti culturali e sociali, di musica, sport, informatica......
 Ieri sera abbiamo potuto vedere ed ascoltare in tv la gente del quartiere che protestava energicamente contro lo sgombero realizzato dalla polizia con la violenza di un luogo che è sempre stato il punto di riferimento alternativo alla droga  alla criminalità, al degrado civile per tanti, tantissimi bambini di famiglie povere assistiti tutti con doposcuola ed altre attività di socializzazione.
 Da quando la destra è al potere in Italia tutti i Centri Sociali  da Milano a Torino a Palermo sono sotto attacco  e vengono sgomberati con la forza mentre i centri Pound vengono sostenuti ed aiutati ad insediarsi nei quartieri e godono di sponsor importanti come Dell'Utri ed altri caporioni del Pdl o della destra estrema.
 I Centri Sociali nati all'inizio degli anni settanta nel corso di tutti questi anni si sono rivelati una scelta
felice e benefica anche se non molto conosciuta, underground. Sono stati punti di musica alternativa, di teatro, di cinema. Sono stati punti di elaborazione di nuove forme di solidarietà e di affratellamento per migranti e per tanti giovani isolati nelle spettrali periferie metropolitane. Hanno dato una speranza con l'azione comune, con il sostegno alle lotte per la casa e contro i licenziamenti. La loro funzione è stata enormemente positiva anche se non è stata mai capita o condivisa  dalla sinistra di governo e parlamentare da sempre disattenta o fredda verso le forme di autogestione comunitaria. In tutti i centri sociali ha un posto d'onore la biblioteca. Tutti sono laboratori di idee e di progetto contro il disastro ecologico, gli inceneritori, le privatizzazioni dell'acqua......
  Spesso la loro iniziativa attiva ha urtato colossali interessi economici come quelli legati agli impianti di incenerimento dei rifiuti spesso sostenuti da lobby bipartisan e o dalla mafia.
  Così come la sinistra radicale e politica è stata espulsa dal Parlamento ad opera dei due massimi partiti che si sono accaparrati attraverso il controllo massmediatico gran parte del consenso dell'elettorato, i centri sociali debbono essere espulsi dai quartieri dove costituiscono un rimprovero perenne a ciò che la sinistra di governo non è più da tempo immemorabile dopo la chiusura delle sezioni e delle superstiti case del popolo e la virtualizzazione con leaderismo esasperato.
Bisogna difendere i centri-sociali e partecipare alla rioccupazione dei loro locali.  Inoltre credo che sarebbe importante creare un archivio centrale di documentazione delle loro attività e delle loro elaborazioni teoriche che costituiscono novità utili per rinnovare l'idea del socialismo e del suo rapporto con il popolo.
Pietro Ancona

http://www.youtube.com/watch?v=PDxY-SGJ99w
http://www.siciliainformazioni.com/articoloLight.zsp?id=64601
http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=1960

 

                                                         ****

Da: pietroancona@tin.it [mailto:pietroancona@tin.it]
Inviato: domenica 1 novembre 2009 8.27
A: Redazione Primapagina
Oggetto: D'Alema

Cara signora Di Gregorio,

 

le ricordo che D'Alema, per ingraziarsi gli americani, bombardò Belgrado, delitto che resterà indelebile nella storia d'Europa. Inquinò il Danubio e distrusse le fabbriche che davano lavoro e pane ai serbi.

 

 Credo che dietro la sua candidatura ci sia un lavorio segreto che riguarda anche le riforme costituzionali. Non credo affatto che Letta e la banda di Berlusconi improvvisamente siano diventati

"buoni" fino al punto di appoggiare in nome della italianità la D'Alema

  Purtroppo in Italia siamo tra la padella e la brace: il PDL ed il PD.

 

Auguri per la sua appassionata attività che meriterebbe una migliore causa.

 

Pietro Ancona

                                                     ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: job@imgpress.it
Sent: Sunday, November 01, 2009 4:27 PM
Subject: Fw: Venti anni dopo: una foto vista sui giornali.

UNA FOTOGRAFIA VISTA SUI GIORNALI

   Ho provato tristezza a vedere la foto dei tre  grandi vecchi Gorbaciov, Bush padre e Kohl. fotografati  in occasione di una manifestazione a Berlino per ricordare venti anni dalla demolizione del Muro.  Con il Muro cadde l'Unione Sovietica e si chiuse l'esperienza degli stati  comunisti  nel mondo dal momento che non possiamo considerare comunista il regime che controlla la Cina o la piccola satrapia della Corea del Nord. Non so quasi niente del Vietnam e mi astengo da un giudizio.
  Se fosse stata possibile la caduta del Muro senza lo scioglimento dell'Unione Sovietica forse il mondo di oggi sarebbe migliore di quello che è. La caduta del comunismo è dovuta in grandissima parte all'opera di Gorbaciov e del suo vice Ministro degli Esteri Shevardnadze che, partiti con un progetto di democratizzazione e di riforma si ritrovarono nelle mani degli americani che li manipolarono e li strinsero in un vicolo cieco. L'URSS era riformabile? Poteva evolvere verso forme di democrazia ?
   La esistenza del blocco dei paesi comunisti  riguardo l'equilibrio mondiale  era positiva. Spingeva anche l'altro blocco a dare il meglio di se per la gente.
Le condizioni di alto welfare dell'Europa, i salari "adeguati" ad un decoro che oggi non c'è più in tutto l'Occidente erano dovuti alla competizione, alla gara tra i due modelli. La guerra fredda spingeva verso il bene non solo dei popoli dei due blocchi ma anche del rapporto tra le due superpotenze ed il resto del mondo.
  Gorbaciov venne travolto dalle sue riforme: perestrojika e glasnost. Mise in moto  un processo che
ad un certo punto non riuscì  più a controllare e che finì nelle mani di un personaggio ambiguo ed inquietante :Boris Eltsin che, sotto il controllo degli americani, regalò l'immenso patrimonio
industriale e minerario dell'URSS ad una banda di oligarchi molti dei quali  miliardari. Gli USA erano riusciti a mettere le mani attraverso un banchiere poi emarginato da Putin sulle risorse energetiche. Ma la cosa davvero grave  che ridusse quasi sul lastrico la  Russia fu il suo smembramento. Diventarono stati indipendenti la Georgia, la Bielorussia, l'Ucraina che da sempre erano parte integrante dell'URSS con quasi un milione di chilometri quadri oggi utilizzati dagli USA come basi per minacciare da vicino la Russia. Altri Stati furono creati artificialmente per circondare quello che rimane dell'URS di una catena di possibili aggressori.
  Dopo la fine ingloriosa dell'Unione Sovietica  il mondo è precipitato in un abisso di infelicità e di crudeltà.  La Russia è popolata di mendicanti e di miliardari e perde popolazione.Quasi dieci  milioni di abitanti in meno di venti anni fa. Con tutti i suoi difetti, l'URSS era un progetto, una utopia realizzata che dava speranza, sicurezza e benessere, futuro. Gli USA non sono un progetto. I loro ideali sono tutti pretesti per la dominazione sul pianeta.  Sono davvero l'impero del Male e della Guerra perenne.L'idea di  democrazia serve a massacrare  i popoli dell'Afghanistan, dell'Iraq, del Pakistan, della  Somalia e la sua politica mondiale non è di pace ma di accerchiamento e strangolamento della nazioni con culture diverse da quelle del capitalismo imperialista. Gli USA hanno mille basi militari nel mondo. Qual'è la loro funzione? Perchè tante basi in Germania ed Italia e nessuna in Gran Bretagna? L'etnia anglosassone si sostituisce alla razza ariana di Hitler? Le classi lavoratrici dell'Occidente, dopo la caduta del Muro, sono ridotte in miseria e con  salari di fame. In compenso i componenti dell'estambliscement del capitalismo godono di redditi favolosi, inimmaginabili! Milioni di euro o di dollari per managers che si distanziano dai lavoratori per migliaia di volte. Uno scandalo insopportabile accettato senza battere ciglio dai fautori dei "valori"occidentali. Il mondo dopo Muro è diventato violento, atroce, ingiusto, criminale.
  Pietro Ancona

http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&tl=it&u=http%3A%2F%2Fwww.prb.org%2FArticles%2F2002%2FRussiasDemographicDeclineContinues.aspx

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, November 09, 2009 7:55 PM
Subject: muro singolare e muri plurale

C'è muro e muro.... Grandi e commossi festeggiamenti per il ventesimo del crollo del Muro di Berlino
mi auguro che altrettanta passione di libertà possiamo avere per chiedere la caduta del Muro che tiene prigionieri i palestinesi e che ruba la loro terra; il Muro che divide gli USA dal Messico; il muro che separa
il Marocco per circa tremila chilometri dall'Africa....
 Ma forse i palestinesi  i messicani e gli africani non meritano tanta attenzione. Chi se ne frega di loro?
Pietro Ancona
 

                                                      ***

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, November 02, 2009 6:56 PM
Subject: Abolire ergastolo e 41 bis


Abolire ergastolo e 41 bis
   Nel giro di pochi giorni i giornali ci hanno scodellato due tragedie: la morte di Stefano Cucchi ed il suicidio in carcere di Diana Blefari Milazzi, condannata all'ergastolo perchè coinvolta nell'omicidio del Prof. Marco Biagi. Le due notizie sono giunte alla prima pagina dei massmedia  con difficoltà e solo  per l'insistente denunzia dei familiari e su internet. Ora  è in corso una campagna di denigrazione dei due giovani che non possono risorgere dalla tomba e smentire, correggere, zittire i manipolatori. Una sofferenza psichica da sempre ignorata nel caso di Diana viene oggi amplificata fino alla schizzofrenia ed alla tara ereditaria che però non è valsa a farla dichiarare incompatibile con il carcere duro. Nel suo caso i consulenti sono  stati durissimi e forcaioli, mentre per altri detenuti sono assai comprensivi come abbiamo visto nel caso di Licio Gelli ancora vivente e ultranovantenne  a suo tempo escluso dal carcere con una perizia che lo definiva quasi moribondo e  che si gode la sua favoloso villa o nel caso di Tanzi  e di tanti finanzieri  che hanno rovinato decine di migliaia di famiglie nessuno dei quali ha fatto più di qualche giorno di carcere. Oggi tutta  l'Italia ha potuto leggere che anche la madre di Diana è deceduta per suicidio. Quasi a giustificare con la tara la fine della figlia. In quanto al povero Stefano tutto l'estambliscement difende o l'arma dei carabinieri o gli agenti penitenziari Si trovano patologi e clinici che si spingono financo a dire che le lesioni del corpo di Stefano risalirebbero a prima del suo arresto!! La pressione per ridurre ad evento naturale la morte per gravissime lesioni è palpabile. Fare emergere la verità sulla morte di Stefano sarà un parto faticosissimo: ci vorranno diversi forcipi  e una dura lotta.
  L'Italia ha un triste primato di "suicidi" in carcere. Solo quest'anno sono 62 e tutti riguardanti giovani detenuti. Le condizioni esistenziali nel carcere sono diventate allucinanti per il sopraffollamento ma anche per l'isolamento, l'emarginazione  a cui sono soggetti i detenuti. In generale si tratta di persone appartenenti alla popolazione povera in gran parte immigrata spesso non in grado di permettersi avvocati  e consulenti per l'elevato costo dei loro servizi dopo la riforma del processo penale che ha aumentato enormemente  le parcelle da pagare.  Nel carcere esistono vari gironi di inferno ultimo dei quali il 41 bis riservato ai mafiosi ed ai sovversivi. Il 41 bis è un trattamento che può spingere al suicidio. E' una feroce vendetta dello Stato verso persone che certamente sono pericolose ma che non dovrebbero essere private del diritto ad un trattamento umano e teso alla rieducazione civile. L'ergastolo al quale era condannata la povera Diana Blefari è una pena crudelissima, indecente, indegna di un paese civile. Nel caso della nostra disgraziata suicida  come nel caso dei giovani detenuti per terrorismo si tratta di pena eccessiva, sproporzionata, frutto di un accanimento ideologico  e di carattere "esemplare" cioè didattico. Non si capisce  poi perchè i quattro poliziotti siano condannati soltanto a tre anni e sei mesi di reclusione nel caso dell'omicidio di Federico Altrovandi mentre viene comminato l'ergastolo a Diana Blefari Milazzi che, seppur partecipando ad una inaccettabile esecuzione, è stata messa nelle condizioni di impazzire nell'inferno del 41 bis inflittole per ben tre volte senza ricevere attenzione ed aiuto da parte di tutti coloro che hanno gestito la sua vita di detenuta. Ma centro-destra e centro-sinistra convergono in una linea securitaria che, sfruttando le paure indotte nella opinione pubblica, ha allentato il controllo e l'educazione alla civiltà ed alla democrazia dei corpi dello Stato. Ogni volta che qualcuno resta stritolato negli ingranaggi della "giustizia" la reazione pavloviana della Oligarchia  è di difesa a priori del sistema accompagnata di considerazioni e campagne di criminalizzazione verso le vittime. La situazione delle carceri  è diventata esplosiva e viene contenuta da una repressione continua e forse da comportamenti delle gestioni penitenziarie di cui non sappiamo nulla ma delle quali abbiamo avuto un saggio per il G8 di Genova.
 Bisognerebbe abolire il 41 bis e l'ergastolo e avere un programma per i carcerati che non sia soltanto quello della promessa di nuovi stabilimenti penali. Restituire alla pena la sua funzione di recupero nel rispetto dei diritti del detenuto a cominciare dall'abolizione del tu con il quale questi viene interpellato. Ma gli oligarchi del centro-destra e del centro-sinistra sono distanti mille miglia dal cambiare registro. Vanno avanti nella linea della repressione senza alcuna pietà verso chi sbaglia.
 Pietro Ancona

http://www.ristretti.it/
http://www.cedost.it/news/Biagi/processo.htm

 

                                                ****


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From: pietroancona@tin.it
To: tg3net@rai.it
Sent: Monday, November 02, 2009 8:18 PM
Subject: per bianca berlinguer


Cara Direttrice Bianca berlinguer,

impaginare la vicenda della povera Diana dentro l'intervista alla vedova D'Antona non è stato un esempio di grande correttezza e di umanità. E' stato uno scoperto tentativo di aizzare odio anche verso chi ha pagato di persona il suo errore che in ogni caso è stato di idealismo seppur ed inaccettabile. Hai gridato praticamente:   Non tenete conto delle sue ragioni perchè è un'assassina! Brava! Complimenti!Dei quattro poliziotti che hanno massacrato Altrovandi che mi dici? I tre anni ai quali sono stati condannati e che non sconteranno sono confrontabili all'ergastolo  ed al trattamento 41 bis che ha fatto impazzire la Blefari?
  Pietro Ancona

                                                  ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, November 04, 2009 10:30 AM
Subject: la Vandea italiana dopo la sentenza di Strasburgo

LA VANDEA ITALIANA DOPO LA SENTENZA DI STRASBURGO
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 I Palazzi dell'Oligarchia e l'intera batteria massmediatica del Paese si sono scatenati  in una furibonda contestazione della sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche. Il Giornale del Presidente del Consiglio si è spinto fino alla trivialità di ingiuriare come ubriaconi i giudici di Strasburgo ed una vera e propria vandea sovrastata da alte grida si è creata dopo l'allineamento del capo della opposizione parlamentare alle critiche del governo italiano e degli esponenti del clericalismo oscurantista come Buttiglione. Bersani si è assunta la responsabilità di avallare un attacco ad una delle più delicate ed importanti istituzioni giuridiche dell'Europa, non tenendo conto dell'aiuto che avrebbe  arrecato alla destra italiana nella sua campagna contro i diritti garantiti ancora oggi assai di più dalla Unione Europea che dalla legislazione italiana sempre più xenofoba, razzista e discriminatrice. L'allineamento di quasi tutta la stampa e di tutta la televisione italiana al linciaggio della Corte con centinaia di articoli infarciti di falsità e retorica patriottarda ed identitaria deve fare riflettere sulla libertà di informazione rivendicata ipocritamente da una recente  manifestazione di "mantenuti" del Governo che spende sette miliardi di euro l'anno proprio per avere una stampa  di regime.
 La sentenza di Strasburgo non c'entra niente con la laicità e la paventata deriva "laicista" dell'Europa.
C'entra molto, moltissimo con la tutela dei diritti della persona a cui non può essere imposta un simbolo religioso in cui non si riconosce o perchè di altra fede o perchè ateo. La sentenza è perfettamente coerente con il Diritto italiano che in una recente sentenza della Cassazione favorevole al giudice Luigi Tosti ha affermato lo stesso principio peraltro rispettoso dell'art.8 della Costituzione che testualmente dice: "tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge". Soltanto se una legge italiana modificasse la Costituzione tornando a fare della religione cattolica la sola è unica religione di Stato sarebbe illegittima la sentenza di Strasburgo. Ma lo stesso Vaticano, nel 1984, ha riconosciuto essere la religione cattolica soltanto una delle confessioni religiose che lo Stato ammette nel suo ordinamento.
 In quanto al Crocifisso  simbolo della identità nazionale bisogna osservare che soltanto dal 1922 con leggi volute dal fascismo per recuperare il consenso della Chiesa e dare un fondamento "spirituale" ad un regime violento e totalitario è stato introdotto nelle scuole e poi negli uffici pubblici per diventare infine espressione della religione di Stato con i patti lateranensi del 1929. Fino ad allora lo Stato nato dal Risorgimento aveva affidato l'identità italiana agli ideali che Cavour,Mazzini,Garibaldi avevano posto a base dell'unificazione del Paese.
 Nella storia millenaria d'Italia il Crocifisso non  sempre ha avuto un ruolo positivo e benefico. Migliaia di disgraziati come Giordano Bruno e le vittime della Inquisizione sono state torturati e bruciati vivi con l'assistenza di un monaco o di un prete muniti di un Crocifisso che veniva mostrato ai condannati invitati alla conversione ed al pentimento per non parlare dell'uso che se ne è fatto nelle conquiste coloniali e nell'aggressione crociate ai popoli dell'Islam. Dalla dichiarazione di Costantino che fece del cristianesimo instrumentum regni fino al tardissimo settecento il Crocifisso è stato usato per sopprimere i "miscredenti". Ricordo per tutti il martirio di Ipazia, grande filosofa e matematica alessandrina, torturata, scorticata viva e poi squartata da ferocissimi monaci. Negli Usa il KKK pianta enormi croci brucianti nei luoghi dove massacrano i  neri o i "diversi.
 Certamente il cristianesimo nel corso della sua storia ha sviluppato anche valori positivi specialmente di solidarietà.
Per questi i cattolici che sono davvero cristiani e non vogliono fare violenza agli altri non condividono l'esposizione del crocifisso nei pubblici uffici e non avallano la deriva sanfedista imposta da Benedetto XVI e dalla Chiesa di Ruini e Bagnasco. Ma, si troveranno in difficoltà come tutti i laici italiani dal momento che i Palazzi della politica ribadiscono il diritto al monopolio cattolico mentre l'italia diventa multietnica.
 La sentenza civilissima di Strasburgo in Italia ha sortito l'effetto  paradossale di  allargare  il fronte identitario, fondamentalista, razzista.  La sentenza sarà disattesa. Berlusconi non dichiara forse che se i giudici lo dovessero condannare resterà al suo posto al governo? Perchè dunque  il Crocifisso non dovrebbe continuare ad essere esposto nelle scuole e negli uffici pubblici? I giudici italiani sono rossi. Quelli europei ubriaconi. La legge la fanno gli elettori scegliendo i loro governanti. Da oggi questo modo di pensare si estende al PD che dichiara non di "buon senso" la decisione dei giudici europei.
 Pietro Ancona

http://tostiluigi.blogspot.com/2009/07/sentenza-n-284809-della-sesta-sezione.html   

http://www.eurac.edu/NR/rdonlyres/1D1CA361-1CF8-4003-A96B-F5E0AEF9C2D4/13142/NotaCrocifissoCassazione.pdf   

http://www.uaar.it/uaar/campagne/scrocifiggiamo/09.html   
 

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, November 03, 2009 1:58 PM
Subject: : Congresso CGIL ,confederalità e categorialità

 Caro Manifesto,

nell'articolo di Mario Sai "Congresso CGIL, per un'altra idea di Confederalità" c'è un'affermazione che è una enorme menzogna. Si dice: " ....eppure è su questo tasto che il sindacato si batte da più di quindici anni: I grandi accordi di concertazione e così pure i contratti di categoria hanno dato centralità al recupero del potere di acquisto rispetto agli andamenti inflattivi (!!!!), situazione che si presenta oggi più complicata dopo l'accordo separato sulle regole contrattuali etc....".

 Gli accordi di concertazione governo, padronato, sindacati firmati nel 1993 (per la CGIL Trentin)
hanno creato un meccanismo opposto a quello richiamato da Sai. Hanno parametrato gli incrementi salariali al tasso di inflazione "programmato" che notoriamente è un riferimento politico e finanziario che non supera mai il 2 per cento. Questa parametrazione alla quale tuttora si riferiscono le richieste di aumento salariale compresa quella della Fiom (mai più oltre i 100 euro spalmati nel tempo) nel corso di quindici anni ha impoverito i lavoratori italiani facendoli precipitare in fondo alla scala dei salari europei. Se oggi abbiamo salari miserrimi  del quaranta per cento inferiori a quelli europei lo dobbiamo ad un diabolico marchingegno per il quale Trentin, dopo aver firmato gli accordi, rassegnò le dimissioni.
In quanto alla
confederalità e la nuova idea di confederalità di cui parla Sai è esattamente il contrario di quanto hanno oggi bisogno i lavoratori. Aveva un senso quando esisteva una progetto di unificazione Nord-Sud e di sostegno dei redditi delle categorie svantaggiate. Per intenderci, la scelta dell'EUR) Oggi c'è bisogno di più sindacato di categoria. E non venite a dire che questa è l'idea di un sindacato corporativo!!

Pietro Ancona

 Il Manifesto 1 novembre 2009
CONGRESSO CGIL, PER UN'ALTRA IDEA DI CONFEDERALITÀ
La Cgil più che di un congresso avrebbe bisogno di un suo Concilio Vaticano Secondo, perché deve fare i conti - oltre che con le regole della democrazia e le procedure dei contratti - con una crisi di orientamento del suo popolo.
Una struttura produttiva diffusa e disarticolata, come è quella del nostro Paese, che sta affrontando la crisi in difensiva (basta guardare la caduta degli investimenti fissi doppia rispetto a Germania e Francia) ha come corrispettivo il radicarsi nelle relazioni industriali dell'idea che «siamo tutti sulla stessa barca», che l'azienda, il territorio siano la dimensione comunitaria alla quale anche i lavoratori devono abbrancarsi.
Se si sta tutti sulla stessa barca, è facile anche convincersi che «la barca è piena» (così in tempi cupi il governo elvetico giustificava i respingimenti degli ebrei in fuga dall'olocausto). «Prima gli italiani per i servizi, la casa, il lavoro» è una parola d'ordine che ormai si sente anche nelle assemblee operaie. La crescita di consenso tra i lavoratori dipendenti alla destra, e segnatamente alla Lega, si spiega con un diffuso senso di insicurezza (per le proprie condizioni di vita e lavoro, per il proprio futuro e per quello dei figli, prima ancora che per la piccola criminalità).
C'è contemporaneamente una caduta della capacità del lavoro dipendente di pensarsi come forza sociale autonoma con un proprio progetto di trasformazione economica, di cambiamento sociale. Di più. È entrato ormai nel senso comune che il lavoro, nei suoi contenuti culturali e professionali, nella sua capacità di produrre valore, sia un aspetto dell'autostima delle persone e non un elemento costitutivo del processo produttivo e della mobilità sociale.
Periodicamente le statistiche internazionali ci informano che i salari italiani sono i più bassi in Europa e tra i più bassi dei paesi Ocse e che la loro perdita di potere d'acquisto è continua.
Eppure è su questo tasto che il sindacato batte da più di quindici anni. I grandi accordi di concertazione e così pure i contratti di categoria hanno dato centralità al recupero del potere d'acquisto rispetto agli andamenti inflattivi, situazione che si presenta oggi più complicata dopo l'accordo separato sulle regole contrattuali, come dimostra la scelta di Federmeccanica di fare guerra aperta alla Fiom.
La rincorsa salari-inflazione è stata una sfida impossibile da vincere, mentre si è perso di vista il profondo cambiamento nel riconoscimento dei percorsi formativi e nelle competenze richieste dai processi di riorganizzazione del lavoro indotti dalle nuove tecnologie, dal cambiamento di ruolo della pubblica amministrazione, dallo sviluppo di nuove forme di terziario, dalla dispersione territoriale, dalla precarietà.
Anche per questo si sono diffuse pratiche sindacali chiuse nella gabbia dell'aziendalismo: dall'ancoraggio degli aumenti salariali ai risultati d'impresa (e non ai contenuti professionali che sono richiesti dall'organizzazione del lavoro in cui si opera) al ritorno a forme di mutualismo, subendo così l'offensiva contro lo stato sociale e l'universalità dei diritti.
Combattere questa deriva è una delle condizioni per superare le pesanti conseguenze della crisi in atto a cominciare dalla disoccupazione.
Servono un progetto ed una pratica sindacale che abbiano al loro centro il riconoscimento sociale ed economico del valore del lavoro; la contrattazione delle sue trasformazioni, della sua organizzazione, della sua distribuzione. Non sarà certo un pranzo di gala, ma uscire dalla crisi come prima solo un po' più deboli e poveri vorrà dire più disoccupazione, più localismo, più spinte corporative.
Per questo serve una nuova idea di confederalità - non come gerarchia tra strutture - ma come progetto politico a cui partecipino con pari responsabilità categorie e territori e che veda i delegati sindacali protagonisti nei luoghi di lavoro. Il congresso della Cgil deve mettere in luce le differenze che ci sono nel definire questo progetto (nei momenti difficili bisogna cercare e cercare ancora), senza trasformarsi, però, in una guerra di curia.

                                                                            ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, November 06, 2009 1:23 PM
Subject: Principato d'Italia


IL PRINCIPATO D'ITALIA
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 A volte mi capita di pensare alle tante somiglianze tra il ruolo che sta avendo il PD in Italia e quello che a suo tempo ha avuto la DC di Frey in Cile che in qualche modo, con la sua inerzia, assecondò
l'ascesa di Pinochet al potere isolando Salvatore Allende e contribuendo alla caduta del suo governo.  La decisione del PD  di annunziare il  rifiuto di alleanze con la sinistra e la scelta  dello sbarramento del 4% per accedere al Parlamento compiuta assieme al centro destra sono stati segni davvero allarmanti, davvero premonitori di una resa quasi senza condizioni alla fatale involuzione.
 Certo Berlusconi non è Pinochet e gli USA possono contare sulla fedeltà del Parlamento italiano e le multinazionali mericane in Italia non corrono rischi di nazionalizzazione: hanno piena libertà di venire, installare aziende e poi magari chiuderle e trasferirsi in altro luogo, a loro più conveniente, del pianeta. Ma il PD si sta predispondendo positivamente verso le "riforme"costituzionali reclamate da Berlusconi al quale le norme attuali stanno strette e vuole maggiori poteri decisionali. Da Craxi in poi il decisionismo è diventata l'ossessione dei governanti che vorrebbero meno impacci dal Parlamento e dalle istituzioni di controllo. La crescente convergenza del PD con il centro destra è sollecitata dal Presidente della Repubblica il quale pressa per la "coesione" tra le forze politiche ,  una coesione che si traduce in adesione dell'opposizione alla linea della maggioranza, una linea che si qualifica per le sue scelte settarie a vantaggio dei ceti dominanti e della speculazione e che ha impoverito enormemente i lavoratori. Ci avviamo verso una Repubblica dominata da un Caudillo con poteri maggiori di quelli di Sarkozy. Questa convergenza sulle riforme istituzionali è preceduta da una vera e propria unificazione dei programmi a cominciare dalle privatizzazioni dei servizi locali. Il decreto sull'acqua in discussione riscuote simpatie nella oligarchia del PD. Stamane, mentre l'Unità denunzia in prima pagina "le mani" che si starebbero allungando sull'acqua, un autorevole esponente del PD, Paolo Gentiloni già ministro, dava un giudizio positivo sul decreto di privatizzazione che, come sappiamo, farà aumentare vertiginosamente le bollette e sottrarrà alla comunità il controllo di un bene essenziale e da sempre gestito senza fini di lucro. Assieme alla privatizzazione dei servizi arriveranno migliaia di  amministratori, managers, consulenti che ne appesantiranno il costo  senza migliorarli come è avvenuto  per quelle fin qui fatte come le ferrovie e le poste. Anche sul piano sociale l'unificazione delle posizioni PD-PDL è già avvenuta: Ichino, Letta o Treu  non hanno posizioni diverse da quelle di Cazzola e Sacconi tranne che per i passaggi attraverso i quali giungere al risultato della massima precarietà dell'occupazione e dell'abolizione delle garanzie contrattuali. Insieme demoliranno del tutto lo Statuto dei Lavoratori contro il quale c'è una campagna assidua di demonizzazione. Inoltre, in politica estera, mentre dappertutto i governi  USA e della Nato discutono il ritiro dall'Afghanistan, in Italia c'è una gara bipartisan a chi è più bellicoso.
 L'Italia intanto è diventata irriconoscibile rispetto il Paese civile, prospero e democratico che è stato . Mentre viene alla luce una inquietante trattativa Stato-Mafia, si discute della immensa quantità di cocaina che viene consumata e che ci colloca ai primissimi posti in Europa. Un mercato per miliardi di euro delle mafie che sono in grado di corrompere una democrazia che non è in grado di combatterle o non ne ha alcuna voglia. Due servizi fondamentali come la scuola e la sanità sono sottoposti ad una torsione che li sta squalificando  mentre crescono anche in questo campo le gestioni private. Il mercato non esiste e le Autorità preposte al controllo sono del tutto inutili ed i loro interventi spesso ridicoli, grotteschi e controproducenti. I beni essenziali in servizi e merci sono quasi tutti a prezzo imposto ai consumatori ridotti ad un gregge che viene munto e rimunto in continuazione dai petrolieri, dagli assicuratori, dai farmacisti, dai grossisti, da tutti.....
  Le leggi diventano sempre più odiosamente discriminatorie mentre le carceri registrano suicidi e si infliggono violenze provocate da trattamenti di vera e propria barbarie coperti dalla lunga onda securitaria che ha coinvolto quasi tutto il ceto politico. Ma i Mille Oligarchi vanno avanti per la loro strada ed ogni occasione è buona per imprimere nuove stimmate reazionarie al Paese come abbiamo visto per la sentenza europea sul Crocifisso sfruttata per una aggressione a quel tanto di laicità e di libertà che ancora abbiamo.
  Entro questa legislatura il Paese sarà completamente cambiato. Berlusconi lo aveva promesso: "rivolterò l'Italia come un calzino". Lo sta facendo con l'aiuto di un estambliscement politico che lucra oltre cento miliardi di euro l'anno e che ne fa lucrare altrettanti al sistema massmediatico ed al management pubblico che viene imposto dappertutto con le privatizzazioni.
  Pietro Ancona
                                                              ****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, November 08, 2009 5:56 PM
Subject: la rivoluzione d'ottobre ed il diciotto brumaio di Stalin


LA RIVOLUZIONE DI OTTOBRE ED IL 18 BRUMAIO DI STALIN
=================================================
  Nel rivedere un po' di iconografia e di scritti sulla rivoluzione d'ottobre mi ha molto colpito l'operazione di passivizzazione delle masse, dei gruppi, delle comunità fatte dal regime comunista. I quadri, i manifesti ci fanno vedere sempre Lenin che arringa dall'alto di un podio le masse rivoluzionarie che ascoltano ed applaudono. Del grande, fortissimo gruppo dirigente bolscevico non se ne sa nulla. Per saperne qualcosa bisogna fare approfondite ricerche storiche attraverso fittissimi strati di storiografia stalinista che ci impediscono di vederli come erano. Molti li vediamo attraverso le ingiurie e la criminalizzazione dei processi intentati a loro carico. Spesso per amore del socialismo si dichiaravano colpevoli!
 La rivoluzione russa non fu opera soltanto dei comunisti ma anche di altre forze politiche come i socialisti. I bolscevichi vinsero dapprima la battaglia interna con i menscevichi e poi fecero fuori i socialisti. Famosa la frase del soldato comunista pronunciata mentre c'era in corso una discussione interminabile tra comunisti e socialisti: "la guardia è stanca"! Spense la luce e costrinse tutti ad uscire mettendo fine all'Assemblea Costituente ed aprendo  la strada alla gestione militare della rivoluzione  da parte di Lenin e dei bolscevichi.
 Attribuire l'Ottobre, cioè la rivoluzione contro il regime zarista soltanto ai comunisti è sbagliato! Per lungo tempo i comunisti furono una minoranza, o, come amava dire Lenin, una avanguardia. La rivoluzione cominciò spontaneamente con il ritorno di milioni di soldati dal fronte, soldati che non esitarono a fucilare gli aristocratici ufficiali che li comandavano richiamati dalla voce della terra e delle famiglie che non vedevano da anni..
 I bolscevichi fecero fuori tutti i gruppi diversi dal loro e si piazzarono alla guida militare della rivoluzione. Rivoluzione che durò parecchi anni dal momento che tutte le potenze del capitalismo europeo fornivano armi, uomini, aiuto e assistenza alle guardie bianche. Si può ben affermare che  mentre la rivoluzione francese fece la guerra all'europa inseminandola delle sue idee egalitè, fraternitè, libertè la rivoluzione bolscevica fu costretta ad agire dentro i confini della Russia. La guerra
capitalistica fu tanto dura e sanguinosa da lasciare le sue stimmate per sempre sullo Stato comunista
che indurì moltissimo la cosidetta "dittatura del proletariato" e ridusse al minimo gli spazi di libertà e di democrazia.
  Dentro il gruppo dirigente bolscevico, dopo la morte di Lenin, Stalin si sbarazza di tutto il gruppo dirigente a cominciare da Trotscki e  stende sull'URSS un lunghissimo 18 brumaio culminato nei processi del 1936. Quasi tutto il gruppo dirigente comunista fu fucilato e con esso anche i membri dei Comitati Centrali di tanti paesi europei. I fuoriusciti comunisti italiani che scappavano dal fascismo e si rifugiavano in Russia venivano imprigionati, isolati, uccisi perchè ritenuti portatori di infezioni libertarie e "democraticistiche". Bastava dire che erano sospettati di spionaggio per essere subito impiccati o fucilati.
 La storia del comunismo dall'avvento alla morte di Stalin è dominata da un progetto statalista controrivoluzionario, imperiale, dotato di una sterminata ed immensa burocrazia  dedita alla realizzazione di piani quinquennali che tuttavia ebbero il merito di mettere l'Unione Sovietica in grado di difendersi dall'attacco nazista. Noi conosciamo il comunismo realizzato soltanto nella sua versione stalinista. Non sappiamo come e che cosa  sarebbe stato con la direzione democratica di tutto il gruppo dirigente.
 L'iconografia stalinista ci fa vedere quattro facce sovrapposte: Engels, Marx, Lenin e Stalin. I cinesi vi aggiunsero Mao. Il culto della personalità diventò parte importante del comunismo. Tuttora resiste anche nella concezione dei partiti comunisti dell'occidente ed ha dato luogo a dittature personali in tutto il mondo.
 Pietro Ancona
                                                                       ****

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From: pietroancona@tin.it
To: tg3net@rai.it
Sent: Monday, November 02, 2009 8:18 PM
Subject: per bianca berlinguer


Cara Direttrice Bianca berlinguer,

impaginare la vicenda della povera Diana dentro l'intervista alla vedova D'Antona non è stato un esempio di grande correttezza e di umanità. E' stato uno scoperto tentativo di aizzare odio anche verso chi ha pagato di persona il suo errore che in ogni caso è stato di idealismo seppur ed inaccettabile. Hai gridato praticamente:   Non tenete conto delle sue ragioni perchè è un'assassina! Brava! Complimenti!Dei quattro poliziotti che hanno massacrato Altrovandi che mi dici? I tre anni ai quali sono stati condannati e che non sconteranno sono confrontabili all'ergastolo  ed al trattamento 41 bis che ha fatto impazzire la Blefari?
  Pietro Ancona

                                                                     ****


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From: pietroancona@tin.it
To: tosti luigi
Sent: Tuesday, November 03, 2009 5:25 PM
Subject: sentenza


Il mio primo pensiero è stato per lei e per la sua lunghissima battaglia-calvario nella quale ha retto con grande coraggio all'isolamento ed all'ostracismo di tanti baciapile o ruffiani del clericalismo.
  Oggi festeggiamo!
Pietro Ancona

                                                                              ****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, November 08, 2009 5:56 PM
Subject: la rivoluzione d'ottobre ed il diciotto brumaio di Stalin



LA RIVOLUZIONE DI OTTOBRE ED IL 18 BRUMAIO DI STALIN
=================================================
  Nel rivedere un po' di iconografia e di scritti sulla rivoluzione d'ottobre mi ha molto colpito l'operazione di passivizzazione delle masse, dei gruppi, delle comunità fatte dal regime comunista. I quadri, i manifesti ci fanno vedere sempre Lenin che arringa dall'alto di un podio le masse rivoluzionarie che ascoltano ed applaudono. Del grande, fortissimo gruppo dirigente bolscevico non se ne sa nulla. Per saperne qualcosa bisogna fare approfondite ricerche storiche attraverso fittissimi strati di storiografia stalinista che ci impediscono di vederli come erano. Molti li vediamo attraverso le ingiurie e la criminalizzazione dei processi intentati a loro carico. Spesso per amore del socialismo si dichiaravano colpevoli!
 La rivoluzione russa non fu opera soltanto dei comunisti ma anche di altre forze politiche come i socialisti. I bolscevichi vinsero dapprima la battaglia interna con i menscevichi e poi fecero fuori i socialisti. Famosa la frase del soldato comunista pronunciata mentre c'era in corso una discussione interminabile tra comunisti e socialisti: "la guardia è stanca"! Spense la luce e costrinse tutti ad uscire mettendo fine all'Assemblea Costituente ed aprendo  la strada alla gestione militare della rivoluzione  da parte di Lenin e dei bolscevichi.
 Attribuire l'Ottobre, cioè la rivoluzione contro il regime zarista soltanto ai comunisti è sbagliato! Per lungo tempo i comunisti furono una minoranza, o, come amava dire Lenin, una avanguardia. La rivoluzione cominciò spontaneamente con il ritorno di milioni di soldati dal fronte, soldati che non esitarono a fucilare gli aristocratici ufficiali che li comandavano richiamati dalla voce della terra e delle famiglie che non vedevano da anni..
 I bolscevichi fecero fuori tutti i gruppi diversi dal loro e si piazzarono alla guida militare della rivoluzione. Rivoluzione che durò parecchi anni dal momento che tutte le potenze del capitalismo europeo fornivano armi, uomini, aiuto e assistenza alle guardie bianche. Si può ben affermare che  mentre la rivoluzione francese fece la guerra all'europa inseminandola delle sue idee egalitè, fraternitè, libertè la rivoluzione bolscevica fu costretta ad agire dentro i confini della Russia. La guerra
capitalistica fu tanto dura e sanguinosa da lasciare le sue stimmate per sempre sullo Stato comunista
che indurì moltissimo la cosidetta "dittatura del proletariato" e ridusse al minimo gli spazi di libertà e di democrazia.
  Dentro il gruppo dirigente bolscevico, dopo la morte di Lenin, Stalin si sbarazza di tutto il gruppo dirigente a cominciare da Trotscki e  stende sull'URSS un lunghissimo 18 brumaio culminato nei processi del 1936. Quasi tutto il gruppo dirigente comunista fu fucilato e con esso anche i membri dei Comitati Centrali di tanti paesi europei. I fuoriusciti comunisti italiani che scappavano dal fascismo e si rifugiavano in Russia venivano imprigionati, isolati, uccisi perchè ritenuti portatori di infezioni libertarie e "democraticistiche". Bastava dire che erano sospettati di spionaggio per essere subito impiccati o fucilati.
 La storia del comunismo dall'avvento alla morte di Stalin è dominata da un progetto statalista controrivoluzionario, imperiale, dotato di una sterminata ed immensa burocrazia  dedita alla realizzazione di piani quinquennali che tuttavia ebbero il merito di mettere l'Unione Sovietica in grado di difendersi dall'attacco nazista. Noi conosciamo il comunismo realizzato soltanto nella sua versione stalinista. Non sappiamo come e che cosa  sarebbe stato con la direzione democratica di tutto il gruppo dirigente.
 L'iconografia stalinista ci fa vedere quattro facce sovrapposte: Engels, Marx, Lenin e Stalin. I cinesi vi aggiunsero Mao. Il culto della personalità diventò parte importante del comunismo. Tuttora resiste anche nella concezione dei partiti comunisti dell'occidente ed ha dato luogo a dittature personali in tutto il mondo.
 Pietro Ancona
                                                                          ****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, November 09, 2009 7:55 PM
Subject: muro singolare e muri plurale


C'è muro e muro.... Grandi e commossi festeggiamenti per il ventesimo del crollo del Muro di Berlino
mi auguro che altrettanta passione di libertà possiamo avere per chiedere la caduta del Muro che tiene prigionieri i palestinesi e che ruba la loro terra; il Muro che divide gli USA dal Messico; il muro che separa
il Marocco per circa tremila chilometri dall'Africa....
 Ma forse i palestinesi  i messicani e gli africani non meritano tanta attenzione. Chi se ne frega di loro?
Pietro Ancona
                                                                      ****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, November 10, 2009 10:25 AM
Subject: : il muro palestinese


 La esistenza di muri assai più alti e spaventosi di quello di Berlino è stata ricordata da un gruppo di palestinesi che ha tentato di abbattere seppur simbolicamente l'interminabile  mostruoso serpente di cemento alto otto metri che li tiene prigionieri e continua a divorare la loro terra. Il muro di Israele è alto otto metri  e munito di fortificazioni, torri, artiglieria, fossati. Non rispetta la linea verde che divideva la Palestina da Israele ed era lunga 350 chilometri. A regime sarà lungo più di 700 chilometri
e renderà impossibile, assieme agli insediamenti colonici che hanno reticolato i territori occupati, la costituzione di uno Stato palestinese promessa  da interminabili negoziati  che durano da quaranta e più anni e che non  avranno mai fine e servono a coprire il genocidio. Il muro innalzato da Israele è stato condannato dall'Onu ma tutti sappiamo che è sostenuto dall'Impero e quindi resterà dov'è. Gli americani sono integrati nella strategia di guerra israeliana che è la loro stessa strategia e consiste nell'aggressione continua delle nazioni di cultura diversa da quella capitalistica: l'iraq conquistato e devastato  dalle scorrerie dei marines e dei contractors, impiccato con Sadam Hussein il cui corpo è stato oltraggiato prima e dopo la morte davanti alle telecamere di tutto il pianeta; l'Afghanistan dove l'ineffabile Obama si accinge ad inviare altri quarantamila soldati da aggiungere al numeroso esercito Usa e Nato superarmato contro un popolo che ha  soltanto rudimentali mine e kalaschikov; il Pakistan oggetto di continui bombardamenti contro la popolazione civile motivati dalla menzogna di AlQaeda che, se esiste, è una articolazione della Cia. L'Iran è nei programmi di occupazione o di sterminio e si aspettano soltanto tempi opportuni per distruggerlo con i suoi sessanta milioni di abitanti.
  L'Occidente che ieri ha fatto ricadere simbolicamente il Muro con la ridicola messa in scena dei pannelli di plastica colorata si autocelebra in nome della libertà. Un articolo del Corriere della Sera
parla di oltre un milione di morti causati dalle privatizzazioni del capitalismo in tutta l'area degli Stati
comunisti ai quali bisogna aggiungere i morti  dei territori occupati dalla Nato in Oriente  e tutte le brutture delle guerre che non ci sarebbero mai state se il Muro e cioè se l'Unione Sovietica fosse rimasta in piedi.  Ho riletto ieri sera il discorso pronunziato da Honecker davanti al tribunale di Berlino. La sua analisi è veritiera e convincente.  Avevo dei pregiudizi nei confronti di questo Presidente che litigò con Gorbaciov  che io sostenevo. I fischi che ieri si è preso Gorbaciov alla porta di Brandeburgo sono ben meritati. L'Impero non ringrazia coloro che lo hanno favorito dal momento che ritiene suo diritto essere padrone di tutto e di tutti.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it


http://www.asca.it/new   
MURO_BERLINO__PALESTINESI_CERCANO_DI_ABBATTERE_BARRIERA_CISGIORDANIA-873185-ORA-.html   
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1126923.html   
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=1182&dos=4&size=A   

                                                               ****


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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Wednesday, November 11, 2009 10:02 AM
Subject: : Fanatismo religioso ?


 FANATISMO RELIGIOSO?
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Obama, nel discorso pronunziato in ricordo dei vittime di fort hood, ha voluto attirare l'attenzione sul tema religioso sostenendo che nessuna religione può giustificare un massacro. E' vero, anzi verissimo ma questa  banale verità  viene detta  dopo che la stampa e lo stesso governo avevano  attribuito al fanatismo fondamentalista islamico  il gesto del maggiore Hasan. La ossessiva specificazione fatta dai giornali americani della etnia del maggiore ha rafforzato il clima di odio che in molti si sforzano di tenere alto dall'11 settembre in poi.
Non è detto che la motivazione religiosa sia stata la più importante per il maggiore Hasan. Può darsi che sia rimasto molto toccato dai racconti di stragi e di feroci sevizie che ha sentito dai soldati che tornano dalle zone di guerra malati, pazzi o mutilati. Avere appreso come l'Esercito si comporta verso la popolazione civile afghana o irakena e dei massacri quotidiani compiuti dagli squadroni della morte
può avere sconvolto la mente del maggiore e suscitato una terribile insolubile contraddizione tra il suo ruolo nell'esercito USA ed il suo sentimento di giustizia e di umanità.
Inoltre bisogna vedere in concreto che cosa è oggi l'Esercito degli USA. Ai tanti film che descrivono
episodi di fascismo e di nonnismo di ufficiali americani nei confronti dei loro soldati probabilmente bisognerebbe dare una importanza non solo cinematografica  Quale cultura prevale nell'Esercito? E' una cultura democratica oppure è una cultura nazista? Sarebbe meglio se il Presidente Obama avviasse una indagine approfondita e verificare quale e quanta pressione arriva dagli alti gradi  del Pentagono  per  schiacciare i militari in un ruolo di disumani esecutori di ordini.
  Moltissimi soldati e militari si rifugiano nella droga e negli psicofarmaci. Non è escluso che lo stesso maggiore fosse sotto l'effetto di potenti farmaci psichiatrici al momento della strage. 
  Possiamo chiederci perchè la droga è tanto diffusa nell'Esercito?
  Fare della strage una occasione per rinfocolare la campagna contro l'Islam insinuando che la religione spinge al terrorismo è davvero il peggio che Obama possa fare.
  Perchè non riflette sul fatto che il maggiore possa essere stato spinto dallo sdegno verso il martirio di milioni di persone invase, bombardate, seviziate dalle truppe statunitensi e dai contractors?
  Perchè non la smette di agitare il baubau del terrorismo per giustificare le atrocità delle guerre americane in corso? Bombardare villaggi  e uccidere migliaia di innocenti per catturare un solo "terrorista" è davvero mostruoso!
Pietro Ancona

http://www.corriere.it/esteri/09_novembre_10/obama-funerali-vittime-fort-hood_339d630a-ce36-11de-9a32-00144f02aabc.sht

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: raitre.chetempochefa@rai.it
Cc: arab comint ; arab informa ; giornali
Sent: Wednesday, November 11, 2009 9:45 PM
Subject: squallida esibizione propagandistica contro l'Iran


Caro Fabio Fazio,
 Caro Signor Saviano,
non mi aspettavo che vi prestaste ad uno squallidissimo  spot propagandistico contro l'Iran le cui elezioni sono state contestate su istigazione USA e Mossad mentre Harzai che ha truffato a piene mani il voto afghano viene lasciato in pace e lodato dall'Occidente. Se ci sono stati morti
durante i tumulti di teheran addedbitateli alloo squalo Mousavi ed ai suoi amici occidentali.
   Avete messo in scena con particolari degni di Gomorra il martirio di Nada che probabilmente non
è mai accaduto mentre le sofferenze di migliaia di bambini e bambine palestinesi prigionieri a Gerusalemme non vi interessano. Ne vi hanno mai interessato le sofferenze dei prigionieri di Guantanamo e delle tante altre carceri  USA. Non avete dato possibilità a nessun rappresentante del popolo iraniano di intervenire nella dura, particolareggiata condanna che avete emanato.
  Sapevamo che il signor Saviano era stato in Israele e si era incontrato con il presidente Perez ma ignoravamo che avrebbe recitato un monologo in preparazione della guerra prossima ventura dell'occidente contro l'Iran che sterminerà  migliaia e migliaia di Nada, un monologo che eccita odio contro il Presidente  Ahmani Nied
 La signora Clinton ha ammesso di avere fomentato  la cosidetta rivoluzione verde dei giovani iraniani.
  Questa Rai TV che fa disinformazione e propaganda prebellica contro popoli che non hanno mai fatto nulla di mare all'Italia è da chiudere.
 Pietro Ancona
                                                                 ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, November 12, 2009 3:00 PM
Subject: due strade per la CGIL


DUE STRADE PER LA CGIL
======================
Caro Dr.Polo,

sono stato dirigente della CGIL per moltissimi anni . La CGIL che io ricordo con nostalgia  e rispètto era quella di Luciano Lama, Mario Didò, Silvano Verzelli, Rinaldo Scheda ed altri straordinari personaggi che  la guidavano e  godevano della universale  fiducia della quale vivono ancora di rendita gli incolori  epigoni  diretti da Epifani e che presto saranno cancellati  del tutto dalla vista e dal sentimento dei lavoratori e della sinistra italiana.
  Lei ha scritto dell'irruzione dei vigilantes in una fabbrica presidiata dagli operai ed ha avuto parole di sdegno e di condanna per loro. Avrebbe dovuto sdegnarsi nei confronti del proprietario della azienda e della società dei vigilantes e limitarsi a questi.  I vigilantes sono stati comandati a fare quello che hanno fatto e non per questo lei ha  il diritto di paragonarli ai killers della Pinkerton che rapivano i sindacalisti americani e sparavano fucilate contro gli scioperanti protetti dagli sceriffi della polizia. Anche se non avrebbero dovuto prestarsi hanno obbedito ad ordini della loro direzione come obbediscono agli stessi ordini quando vengono falciati dai mitra della criminalità e cadono in servizio
rimpianti soltanto dai loro colleghi e dalle loro famiglie. Guadagnano meno di mille euro al giorno e, se vengono licenziati, è difficilissimo che trovino altro lavoro. Non hanno leggi  che li proteggano. Ogni anno qualcuno di loro ci lascia la pelle ma nessun funerale di Stato li accompagna sottoterra.
  In quanto al Congresso della CGIL le due posizioni che si fronteggiano e che lei ha ricondotto a livello della metafisica con l'astruso quanto inconsistente discorso della rappresentazione del lavoro non sono affatto diverse.
  Le due mozioni rappresentano due cordate "interne" alla politica consociativistica che dal 1993 e dai famigerati accordi firmati da Trentin costringe entro i limiti fissati dalla Confindustria e dal Governo l'azione rivendicativa. La stessa Fiom non si sottrae a questi limiti quando chiede aumenti salariali che non vanno oltre il tasso di inflazione "programmato" con impoverimento dei lavoratori. 100 euro mensili spalmati in tre anni ! Nessuna delle due mozioni vuole l'abrogazione del precariato e la fine della privatizzazioni. Nessuno chiede più al padronato di scucire una lira! Si chiedono solo spiccioli dalla detassazione allo Stato!Non si chiede il Salario Minimo Garantito non si  lotta all'aumento continuo dell'orario di lavoro che in UE si vorrebbe a 63 ore settimanali.
  L'agenda delle trattative sindacali è fissata dalla Confindustria  o dal Governo e tale resterà. La CGIL non cambierà politica verso Cisl,Uil e UGL dal momento che se lo facesse sarebbe subito scomunicata dal PD che
controlla i suoi  funzionari .
  Infine non dimentichi che la CGIL ha alle spalle la memoria delle sue glorie  ma anche gli accordi Alitalia che hanno stravolto la condizione del lavoro in Italia. La CGIL non romperà con Cisl e UIL ma  seppur con molti mal di pancia accetterà la leaderchip di Bonanni mentre emarginerà il sindacalismo di base esattamente come il PD emargina la sinistra radicale.  Inoltre con gli enti bilaterali sta cambiando natura e collocazione. Gli interessi economici congiunti con padronato e Cisl ed Uil ne alterano profondamente il ruolo.Il ruolo dei servizi è diventato predominante. La recente manifestazione a difesa dei diritti individuali è stato niente altro che una operazione di marketing!
 I lavoratori italiani hanno la disgrazia di dover portare sul groppone tre confederazioni (quattro con la Polverini) che lavorano d'intesa con Confindustria e Governo  per spogliarli di tutto.... Ancora hanno qualcosa ma Ichino, Cazzola, Letta, Treu, Bonanni fremono per  denudarli al più presto in nome della "modernità"!
  Pietro Ancona
già segretario regionale cgil sicilia

http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2009/mese/11/articolo/1827/

                                                                          ****

Dopo il muro....fine della storia?

1. 14-11-2009 20:04  

 

Credo che il mondo che abbiamo conosciuto dopo la caduta del muro ci dovrebbe allarmare dal momento che non viene tollerata alcuna civiltà diversa da quella capitalistica. Oggi Obama acclama la Cina perchè milioni di lavoratori schiavi hanno finanziato con un loro lavoro coatto il deficit usa dandole i mezzi per mantenere un apparato militare con il quale terrorizza il mondo intero. Una continua corsa ad aprire nuove basi militari dappertutto.

Per quanto il comunismo abbia fatto una brutta fine almeno nella sua versione stalinistica non è detto che non avesse assai di più e meglio del capitalismo e non è detto che morirà. La storia non è finita. Abbiamo tutto il ventunesimo secolo davanti. I rumeni che a milioni stanno in Italia a lavare il culo ai vecchi o altri lavori servili rimpiangono la sicurezza sociale che avevano garantita e che hanno barattato per un mondo in cui gli stessi americani se poveri possono crepare sul ciglio di una strada o per un ascesso dentario.

Non esiste nessun graund zero ideologico. 

Il socialismo tornerà a vivere. Perchè è l'unico garante della dignità umana. Perchè la mercificazione dell'uomo operata dal liberismo non potrà reggere a lunga alla grande infelicità che provoca. Pietro Ancona

                                                                                ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: raitre.chetempochefa@rai.it
Cc: arab comint ; arab informa ; giornali
Sent: Wednesday, November 11, 2009 9:45 PM
Subject: squallida esibizione propagandistica contro l'Iran


Caro Fabio Fazio,
 Caro Signor Saviano,
non mi aspettavo che vi prestaste ad uno squallidissimo  spot propagandistico contro l'Iran le cui elezioni sono state contestate su istigazione USA e Mossad mentre Harzai che ha truffato a piene mani il voto afghano viene lasciato in pace e lodato dall'Occidente. Se ci sono stati morti
durante i tumulti di teheran addedbitateli alloo squalo Mousavi ed ai suoi amici occidentali.
   Avete messo in scena con particolari degni di Gomorra il martirio di Nada che probabilmente non
è mai accaduto mentre le sofferenze di migliaia di bambini e bambine palestinesi prigionieri a Gerusalemme non vi interessano. Ne vi hanno mai interessato le sofferenze dei prigionieri di Guantanamo e delle tante altre carceri  USA. Non avete dato possibilità a nessun rappresentante del popolo iraniano di intervenire nella dura, particolareggiata condanna che avete emanato.
  Sapevamo che il signor Saviano era stato in Israele e si era incontrato con il presidente Perez ma ignoravamo che avrebbe recitato un monologo in preparazione della guerra prossima ventura dell'occidente contro l'Iran che sterminerà  migliaia e migliaia di Nada, un monologo che eccita odio contro il Presidente  Ahmani Nied
 La signora Clinton ha ammesso di avere fomentato  la cosidetta rivoluzione verde dei giovani iraniani.
  Questa Rai TV che fa disinformazione e propaganda prebellica contro popoli che non hanno mai fatto nulla di mare all'Italia è da chiudere.
 Pietro Ancona

                                                                          ****

----- Original Message -----
From: pietro ancona
To: Vincenzo Sena
Sent: Sunday, November 15, 2009 12:15 PM
Subject: la manifestazione della CGIL

La manifestazione della CGIL
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  Bella, bellissima, vibrante la manifestazione della CGIL ieri a Roma. Un tentativo di arginare lo sgretolamento ulteriore della condizione dei lavoratori, una denunzia forte, fortissima del lavoro perduto, non sempre per ragioni obiettive, spesso per calcoli di speculazione di chi vuole sempre di più, ancora di più  rompendo con gli obblighi morali e civili dell'impresa che la Costituzione carica di responsabilità sociali  e che all'art.41 così definisce  il ruolo dell'imprenditore: "  non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata ai fini sociali”. Naturalmente, a parte i pochi imprenditori "illuminati" che hanno fatto di tutto per armonizzarsi con
gli interessi dei lavoratori e del territorio, questa norma è del tutto disattesa specialmente da quando siamo entrati nell'era della globalizzazione che è anche quella della liberazione degli spirits animals
del capitalismo alla ricerca di profitti  immediati che travolge anche aziende  sane, che producono e vendono bene, ma non abbastanza per i sogni miliardari dei loro proprietari.
  Il tono generale della manifestazione  era dato dalla difesa dell'occupazione e dalla critica del disinteresse del governo che realizza il suo interventismo soltanto con gli ammortizzatori sociali e non con politiche industriali e progetto di lungo periodo per la difesa del tessuto economico del Paese.
 Ma è destinata a fare la fine di quella del 20 ottobre  "contro" il governo Prodi. Non modificherà nè superficialmente nè profondamente la situazione dal momento che dalla CGIL, dal comizio di Epifani, non vengono indicazioni valide per la difesa del salario, della stabilità, del welfare, dei diritti. Epifani ha agitato per l'ennesima volta lo spettro della crisi con "il peggio deve ancora venire" raccolto stamane dai massmedia che ha l'effetto di raggelare il sangue e di accorciare tutti gli obiettivi al livello di quello della difesa del posto magari a qualsiasi condizione. Ha anche proposto a Cisl ed UIL uno sciopero unitario comune per il fisco. A parte il fatto che Cisl ed UIL sono profondamente integrati in una politica della Confindustria e del Governo che è basata sulla demolizione delle tutele giuridiche e sindacali per rendere sempre più "flessibile" e sempre più a buon prezzo la merce lavoro, l'obiettivo di uno sciopero per il fisco che si traduce in una detassazione delle tredicesime (si è ancora in tempo?)
porterebbe pochi spiccioli alle famiglie dei lavoratori dipendenti  che  non recuperano niente di
quel dieci percento di ricchezza nazionale che è passato  di mano in questi ultimi anni a vantaggio  della borghesia produttiva e delle professioni e del ceto politico e manageriale delle privatizzazioni.
 Insistere sulla politica unitaria con CISL ed UIL è suicida, é mettersi nella condizione di subire il dictat di chi è oramai immerso in un processo di istituzionalizzazione parastatale e paraindustriale del Sindacato. Dall'unità sindacale possono venire soltanto danni ai lavoratori. Non siamo più alla grande stagione delle lotte unitarie per le riforme degli anni settanta guidate da Lama, Carniti e Benvenuto.
  Almeno dal 1993 in poi le cose sono profondamente cambiate e la CGIL, sebbene trattenuta e condizionata dalla sua generosa e combattiva base di milioni di lavoratori e pensionati, è stata largamente coinvolta in una gestione sindacale la cui agenda è sempre stata dettata dal padronato e dal Governo e che ha prodotto vulnus e ferite profonde ai diritti ed alla condizione sociale sempre più retrocessa verso una condizione addirittura ottocentesca anteriore alla nascita del movimento operaio.
 Ricordo per tutti i famigerati accordi di luglio con il governo Prodi e gli accordi Alitalia che hanno rivoluzionato in senso deregolation addirittura illegale il rapporto di lavoro.
   La riorganizzazione del lavoro dipendente pubblico e privato non viene adeguatamente negoziata se si accettano le privatizzazioni, le esternalizzazioni, il ricorso alle agenzie interinali, alle cooperative ed a tutti i marchingegni di elusione inventati dalla legge Sacconi-Maroni.
  La manifestazione di ieri resterà una commovente testimonianza di una volontà di lottare per il cambiamento ed il recupero della dignità operaia perduta per il successo dell'ideologia dell'Impresa a cui tutto deve essere sacrificato. La CGIL ascolterà le indicazioni del PD che spinge verso l'accettazione dei contenuti dell'accordo separato e paralizza qualsiasi tentativo di cambiare in meglio lo stato delle cose. Bersani parla di centralità del lavoro ma la sua prima simbolica visita da Segretario è stata per gli artigiani emiliani.
Sacconi, il Ministro pronube della "complicità padronato-imprese"  ha imputato alla CGIL di essere rimasta ancorata alle ideologie del Novecento. Magari fosse vero!!!
    Pietro Ancona
                                                                          *****

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From: pietroancona@tin.it
To: Vincenzo Sena
Sent: Saturday, November 21, 2009 6:30 PM
Subject: leonardo sciascia


L'Eredità di  Leonardo Sciascia
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Vengono compiuti  vari tentativi  di annessione della memoria di Leonardo
Sciascia. I cattolici, con un articolo pubblicato dall'Avvenire di oggi, a firma di Vincenzo Arnone,
descrivono   Sciascia alla ricerca di una fede che in effetti non ebbe mai tranne che nella Ragione; i radicali lo ricordano come membro del loro gruppo parlamentare dove lo vollero nella Commissione Moro e come uomo di punta in tante battaglie per "una giustizia giusta". In effetti Sciascia trovava congeniale i radicali nei tanti versanti dei diritti civili negati o calpestati, ma sono convinto che se ne sarebbe allontanato come a suo tempo si allontanò dal PCI. Il suo sentimento di giustizia era troppo profondo perchè continuasse un sodalizio con Pannella ed il suo Partito  accettandone tutte le politiche. Non credo che avrebbe condiviso la posizione dei radicali per la spartizione della Jugoslavia e di acritico appoggio agli israeliani nella loro opera genocida del popolo palestinese nè credo che condividesse il liberismo radicale per cui i contratti di lavoro debbono essere individuali e trattati soltanto tra datore di lavoro e lavoratore. Si era allontanato dal PCI non condividendone la somiglianza di comportamenti della DC. Il compromesso storico, la teoria che con il 51% non si possa e non si debba governare, era quanto di più lontano potesse esserci dalla sua cultura  ed intelligenza razionalista che rifiutava collaborazionismi che diventerebbero cappe di piombo e prigioni per
la società civile. I suoi libri sono popolati da figure di monaci e di preti ma la fede nel cattolicesimo non c'entra per niente. Quando scrive di Monsignor Ficarra "Dalla parte degli infedeli"parla di un Vescovo  originario di Canicattì e poi a Patti che nonostante il divieto di Pio XII e le ingiunzioni mafiose del Cardinale Ruffini sposava in chiesa i comunisti e non faceva da spalla alla DC nella sua diocesi. La figura dell'Abate Vella viene disegnata come quella di un leggendario falsario che si era improvvisato  conoscitore della lingua araba fino al punto di inventarsi un testo per fare saltare in aria i privilegi feudali o frate Diego La Mattina che uccide l'Inquisitore che lo tiene prigioniero e pretende
la confessione della sua eresia. Tutti i personaggi religiosi di Sciascia non c'entrano niente con la Fede
e tutta la sua opera ne è assai distante. In Todo Modo lo sfondo è l'Istituzione Religiosa dove si consumano i delitti dei tre giorni di esercizi spirituali tra politici, banchieri, industriali.  Istituzione come ricettacolo e sede del Potere e della sua malvagia logica di morte.
  Venti anni dopo la sua morte, la realtà ha travalicato di molto la sua visione pessimistica.
 La democrazia si è mostrificata e l'Italia è diventata un paese di gran lunga più incivile e malvagio di quanto non fosse durante la vita di Sciascia. Morì poco dopo  il crollo del muro di Berlino
che avrebbe salutato come fatto di liberazione e di libertà ma che, se fosse vissuto fino ai nostri giorni,avrebbe analizzato anche come il via libera  ad  una nuova fase di sfruttamento e di crudeltà sociali del capitalismo. In Italia stanno diventando famigerate le prigioni dove i detenuti vengono picchiati e molti di loro si uccidono. Ad oggi sono 65 dal primo gennaio di quest'anno. L'Italia si è dato leggi razziste che differenziano le pene a seconda del colore della pelle. Abbiamo un ministro
che incita ad essere "cattivi" verso gli immigrati ed i poveri. I senza casa vengono schedati dalla polizia. I rom vengono allontanati dalle ruspe e dagli incendi dei loro miseri accampamenti. I giovani italiani, a milioni, vengono sfruttati con i mille sotterfugi della legge Biagi. Il Parlamento serve soltanto per votare, senza discutere, i decreti predisposti dal Padrone dello Stato che pretende per se di stare al disopra della Legge come gli antichi Faraoni. I deputati ed i senatori  sono diventati Oligarchi con privilegi  scandalosi.
  Venti anni dopo la sua morte tutto è degenerato e la società italiana è in avanzato stato di decomposizione. Si è realizzata nel peggiore dei modi la società asociale della signora Tatcher.
 Stamane, ho visto vicino casa mia una anziana  signora frugare in un cassonetto di immondezze per prendervi  un vecchio e moscio broccolo buttatovi  dal fruttivendolo. Una signora vestita con decenza munita di un borsone con carrello con il quale  (presumo) si fa il giro dei cassonetti della città.
 I mostri nascosti alla vista nel mistero del Potere al quale il nostro grande scrittore si è accostato tante volte
sono in parte usciti allo scoperto.  Al suo laico civilissimo ragionare oppongono la rozzezza brutale del "me ne frego" fascista.  L'Italia di oggi è distantissima dalla civiltà della Ragione di cui  Leonardo Sciascia era esponente. La Mafia è al potere.

 Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, November 16, 2009 2:38 PM
Subject: La cattura del mafioso e l'impunità di Cosentino


LA CATTURA DEL MAFIOSO E L'IMPUNITA' DI COSENTINO
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  La cattura del mafioso Raccuglia, latitante da quindici anni ,è stata salutata da manifestazioni di giubilo dei poliziotti di Palermo e dei giovani di Addio Pizzo che, proprio l'altro ieri, avevano fatto un volantinaggio antiracket  porta a porta nel quartiere di San Lorenzo oppresso da una delle cosche più avide e sanguinarie della organizzazione criminale. Anche il Ministro Alfano si è rallegrato ed ha annunziato di
infliggergli subito il  carcere duro del 41 bis.
  In generale, io sono contrario alla giustizia di piazza, ai cow boy che preparano il nodo scorsoio ed adocchiano il ramo dove impiccare il malcapitato. Ma trovo significativo ed importante che una parte della società siciliana impegnata in una difficilissima azione di contrasto al pizzo ed al dominio sociale della mafia esprima pubblicamente la sua soddisfazione per la cattura di una delle più importanti espressioni della piovra
che da sempre opprime la Sicilia e ne tarpa le ali. La mafia siciliana ha subito e continua a subire durissimi colpi ad opera di una Magistratura di prima linea, impegnata e competente, ricca di una esperienza che da Rocco Chinnici ad Ingroa ha accumulato un sapere, una conoscenza che dà continuamente i suoi frutti. Speriamo che questa Magistratura mantenga anche in futuro i compiti di direzione e di coordinamento della polizia. In qualche modo dobbiamo preoccuparci dei propositi del centro destra che vorrebbe ridurne al minimo i poteri inquirenti  sottraendole la polizia giudiziaria.
  Confermo la mia opposizione al 41 bis. Rendere terribilmente afflittiva la pena a chi è già stato condannato all'ergastolo mi sembra una crudeltà gratuita, una vendetta di  Stato indegna di un Paese civile. Che il 41 bis, poi,  venga comminato da un Ministro e non dalla Magistratura mi inquieta.
 Alfano  annunzia castigo durissimo al catturato  mentre  propone percorsi legislativi privilegiati per salvare dal giudizio dei tribunali il Presidente del Consiglio e con lui tanti esponenti della ricchezza e del privilegio.  Non è contraddittorio? La giustizia non tollera squilibrio. Non può essere durissima con la criminalità comune ed organizzata e benevola, misericordiosa o complice dei potenti, degli oligarchi.
 La società civile siciliana si libera con l'opera antimafia profonda dei ragazzi antipizzo, delle associazioni antiraket, della costante azione di tutte le scuole di ogni ordine e grado impegnate nella educazione delle nuove generazioni ai precetti della Costituzione, alla legalità.... con una trasparenza della pubblica amministrazione che siamo assai lontani dal possedere.
 La durezza del 41 bis ostentata dal Governo non compensa dei cedimenti continui alle organizzazioni mafiose. Il Ministro Lunardo arrivò a dichiarare la necessità di una convivenza con i mafiosi mentre pezzi dello Stato si sono spinti fino ad una vera e propria trattativa durante la quale morivano Falcone e Borsellino. I giudici napoletani chiedono l'arresto di un membro del governo e questi resta imperterrito al suo posto pare incoraggiato dal Presidente del Consiglio. Lo stesso Presidente della Repubblica non ritiene di intervenire e di far sapere di non gradire un sottosegretario sul quale pende una richiesta di arresto.
  Come recepisce la popolazione campana il messaggio di Cosentino accusato di essere uomo del clan dei casalesi che resta al suo posto financo con la copertura del PD? I campani come i siciliani i calebresi i pugliesi sono aperti  nella loro stragrande maggioranza ad un profondo e duraturo impegno contro la mafia.. Ma se questa continua ad essere un pezzo dello Stato è difficile provocarne la estirpazione. Il suo ruolo di oppressione continuerà fino a quando sarà parte integrante del sistema di potere, della democrazia che condiziona e spesso possiede, di un sistema democratico composto da
da iperprivilegiati che vivono separati dalla popolazione nelle loro nicchie di potere.
  Pietro Ancona

http://cittanuovecorleone.blogspot.com/2009/11/palermo-volantinaggio-di-addiopizzo-nel.html
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=80189&sez=HOME_INITALIA

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, November 22, 2009 2:46 PM
Subject: la lotta di classe della borghesia imprenditora. obiettivo acqua!!



   LA LOTTA DI CLASSE DELLA BORGHESIA IMPRENDITORA: OBIETTIVO ACQUA
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  Allarmati per la reazione dell'opinione pubblica alla privatizzazione dell'acqua imposta per decreto ad un Parlamento umiliato e con la testa bassa, scendono in campo i grossi calibri  della borghesia imprenditora italiana per manipolare il dissenso, farlo diventare consenso, convincere della bontà, della modernità o addirittura della futuribilità della gestione privata  dell'acqua. Gli oppositori alla privatizzazione vengono descritti dai pennivendoli meno fantasiosi come quei personaggi danteschi con la testa rivolta all'indietro e grandi lai si levano per lo spreco del trenta per cento di preziosa acqua potabile a causa delle tubature "colabrodo"......
   Il Dr.Franco De Benedetti, se non erro senatore PD, parla dei sostenitori della gestione pubblica dell'acqua come dei nostalgici di un piccolo mondo antico (la frase non mi è nuova) che forse non era tanto da rimpiangere (per lui) e si sforza con singolari acrobazie verbali di definire l'acqua come un bene non
pubblico.....perchè  gli fa concorrenza l'acqua "minerale"!!!! Ignora il piccolo particolare che l'acqua minerale viene "comprata" in alternativa al consumo dell'acqua pubblica e che non succederebbe niente se le industrie produttrici di acque minerali chiudessero improvvisamente o volessere imporre prezzi esorbitanti dal momento che il consumo primario, essenziale, dell'acqua verrebbe sempre assicurato dall'acquedotto municipale o consortile. La deduzione del Senatore secondo la quale l'acqua non è tecnicamente un bene pubblico è del tutto tirata per il collo ed inattendibile.
 Ma la lettera del Senatore è pubblicata in bella vista e con molto risalto da " Repubblica" e suona
polemica e correttiva ad un articolo di Rumiz. C'è insomma una operazione che tende all'allineamento
dell'informazione italiana sugli interessi delle multinazionali dell'acqua e degli appetiti che nel mondo imprenditoriale italiano fallito sul piano industriale e della innovazione tecnologica e di qualità  che  cerca e trova agevolmente nel  "pubblico" terreno di facili, facilissimi business. Che cosa c'è di più facile che gestire un bene monopolistico come l'acqua, senza mercato, senza concorrenza, imponendo i prezzi di vendita attraverso le tariffe e riscuotendole con le bollette? La fallita imprenditoria italiana, sconfitta dal mercato nonostante i salari da schiavi che corrisponde, da un pezzo, attraverso le amicizie politiche del centro-destra ma anche del centro-sinistra, spolpa i servizi pubblici italiani: telecomunicazioni, poste, sanità, energia,  ferrovia, scuola, servizi esternalizzati delle Regioni e dei Comuni etcc...... Risultato di questo assalto furioso dei pirana ai beni pubblici è un generalizzato scadimento dei servizi ed un aumento delle tariffe per i consumatori. In compenso è aumentato il numero di squali managers, amministratori delegati, consiglieri, consulenti che succhiano come mignatte compensi da milioni di euro scaricate sul groppone degli utenti.
  Vi siete mai chiesti perchè non esiste un rapporto consuntivo delle privatizzazioni realizzate in Italia?
Perchè non esiste un confronto tra il prima ed il dopo? L'Italia ha conosciuto la sua fase di splendore economico e sociale per via della nazionalizzazione dell'industria elettrica e del poderoso sistema delle partecipazioni statali che ci mise in condizioni di rastrellare una enorme quantità di brevetti e di essere
all'avanguardia in settori essenziali come la chimica, la siderurgia, l'elettronica......
   I nostri politici bipartisan che sostengono le privatizzazione (è una scelta ideologica camuffata da empirici interessi pratici inesistenti) dovrebbero avere l'onestà di parlarci della presenza dei privati nelle gestioni di alcuni acquedotti italiani come quello di Arezzo. Ci parlino dei patti parasociali che mettono i comuni nelle mani di studi legali  che  riescono ad estorcere il pagamento di penali salatissime  Ci spieghino anche come il costo dell'acqua viene quintuplicato.  A causa del peso crescente delle bollette, non  sappiamo quanti anziani sono stati spinti al suicidio  e quante famiglie gettate nella più cupa disperazione...

  Infine, il controllo dell'acqua è un grosso problema politico. Gli antichi re incas imponevano ai loro sudditi un accesso all'acqua graduato dal loro livello gerarchico. La prima acqua spettava ai re e poi a scendere a scendere fino agli schiavi ai quali arrivava sporca e nauseante. Dal momento che il futuro che il liberismo immagina  spunta sempre dal nostro passato remoto (precontratto sociale) nei rapporti di lavoro come in quello dei servizi non escludo che con la privatizzazione avremo diverse qualità di acqua da erogare
a seconda delle possibilità economiche dei consumatori. Insomma perchè io debbo bere la stessa acqua di Berlusconi o di De benedetti?  Berrò l'acqua che a seconda della tariffa che potrò pagare
dopo  quella che viene chiamata remunerazione del "costo del capitale" impiegato (sic!) che certamente non potrà che essere scadente. Non sembrino esagerate o fantascientifiche queste previsioni!
 Le proposte liberiste scaturiscono da fantasie non solo premoderne, preindustriali, ma precivili da una regolazione feudale dei rapporti sociali derivante dalla imposizione  delle oligarchie dominanti.
 Chi può escludere domani il taglio degli approvigionamenti idrici alle periferie povere delle città come
gli israeliani fanno oggi con i palestinesi?  Quando i ricchi si saranno rinserrati dentro quartieri fortificati e chiusi al traffico pubblico perchè il resto della città deve continuare a ricevere i loro stessi servizi?
     Per questo invito tutte le persone che vogliono il mantenimento delle basi comuni di civiltà per la società italiana di rafforzare gli acquedotti pubblici versando volontariamente un aumento del dieci per cento delle bollette per creare un capitale di salvaguardia di un bene che vale la pena presidiare e salvaguardare dai voraci squali che girano in cerchio e vogliono azzannarlo...
   Difendiamo con orgoglio la gestione pubblica, la nostra gestione comunitaria!
pietro ancona
                                                             ****


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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Monday, November 23, 2009 9:17 PM
Subject: la proprietà è un diritto naturale, le tasse un furto


"la proprietà è un diritto naturale, le tasse un furto"
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 Si è aperta a Pordenone una causa sul cosidetto sostituto di imposta. Un imprenditore si rifiuta di continuare ad incassare per conto dello Stato le tasse ed i contributi dei propri dipendenti sostenendo
che non vuole continuare a fare l'esattore peraltro gratuitamente. L'imprenditore ha dato ai propri dipendenti una busta paga comprendente il lordo: la paga più l'irpef ed i contributi previdenziali. La causa è stata rinviata alla fine di gennaio 2010 ma l'obiettivo dell'imprenditore e del movimento che lo sostiene (movimento libertario) è quello di provocare un giudizio della Corte Costituzionale. Il Movimento, profondamente inserito nella "cultura leghista" del territorio nel quale è nato ha per motto: "la proprietà è un diritto naturale, le tasse sono un furto" una parola d'ordine del tutto priva di verità e barbarica dal momento che tutti sappiamo che non è affatto vero che la proprietà sia un diritto naturale e le tasse non sono un furto ma il collante sociale di ogni comunità umana che cessa di essere tale e cessa di esistere se privata del suo fondamentale strumento di aggregazione e di finanziamento dei servizi. Siamo in presenza di una estremizzazione del liberismo
che propugna una vera e propria estinzione dello Stato, l'anarchia degli individui ed il loro rifiuto ad obbligazioni sociali di qualsiasi titolo. Il ML esiste da un pezzo ma è stato portato alla ribalta dai radicali che hanno  spolverato la loro vecchia proposta di abolizione del sostituto di imposta, uno dei venti referendum proposti nella fase bulimica del referendismo pannelliano che portò ad un generale disgusto verso una paranoica chiamata alle urne praticamente su tutto. Un modo come un altro per affossare una istituzione che  usata con saggezza potrebbe essere sommamente utile alla democrazia italiana. Il nuovo Segretario dei radicali Staderini, in una intervista al Giornale di Sicilia, ha sostenuto le ragioni degli abolizionisti del sostituto di imposta richiamando, appunto, la battaglia dei radicali fin dal
1994.
In effetti, la partita che si è aperta al tribunale di Pordenone  va molto al di là del sostituto di imposta ma investe appunto la legittimità delle tasse, del diritto dello Stato a decidere e riscuotere imposte. Nella ipotesi in verità assai improbabile che il giudice accetti di rinviare la questione alla Corte Costituzionale e che questa deliberi positivamente sulla richiesta dell'imprenditore ci troveremmo di fronte ad uno scardinamento delle strutture dello Stato peggiore di un colpo di Stato o di una rivoluzione reazionaria. Aveva ragione Gramsci a parlare del sovversivismo delle classi dirigenti. Il tentativo di scrollarsi dalle spalle ogni e qualsiasi legame ed obbligo fiscale da parte dei datori di lavoro e dei proprietari mette le classi sociali a loro subalterne in una situazione di disagio intollerabile. Se ad absurdum si abolisse il sostituto d'imposta dubito molto, anzi, moltissimo, che i lavoratori riceverebbero nelle loro buste paghe assieme al loro salario le tasse che in atto, salvo conguaglio, il datore di lavoro corrisponde allo Stato ed i contributi che corrisponde all'INPS. La truffaldina vocazione dell'imprenditoria italiana, la sua rapacità sociale non rinuncerebbe al furto di quanto il lavoratore oggi paga allo Stato o all'INPS per il welfare. Finirebbe con il trattenerli per se. Nel caso che corrispondesse  l'ammontare delle tasse non pagate l'Italia si dovrebbe attrezzare ad una moltiplicazione non si sa per quanto degli attuali sostituti d'imposta. Per una azienda di cinquemila dipendenti ad un solo sostituto corrisponderebbe cinquemila contribuenti diretti. Immaginatevi la Babilonia !!
Hanno sbagliato i Sindacati Confederali a strizzare l'occhio, a suo tempo, alla proposta del padronato di detassare i salari. A cominciare dalla tredicesima, dagli straordinari e dai premi di produzione. Questa miope apertura. questa disponibilità imbelle non solo ha dirottato verso lo Stato le legittime aspettative di aumenti retributivi ma ha sdoganato la delicatissima questione della fiscalità. Nel magma
ribollente del NordEst razzista e asociale, la questione del sostituto d'imposta irresponsabilmente sponsorizzata dai Radicali di Pannella, sta diventando un grosso  movimento di opinione  che i leghisti in atto non cavalcano perchè al governo. Ma non è detto che la situazione non precipiti verso il peggio con migliaia e migliaia di aziende che non versano più le tasse dei loro dipendenti.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it

                                                                              ****


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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Wednesday, November 25, 2009 4:16 PM
Subject: la pausa pranzo ed i bambini rom


La pausa pranzo ed i bambini rom
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  Sentita la singolare e particolarissima proposta del Ministro Rotondi, Ministro - si badi bene - all'attuazione del programma di governo (sic!) che a me sembra una nicchia a suo tempo inventata per fare posto  a qualcuno rimasto a terra, in un primo momento ho pensato che si trattasse di un tipico prodotto post-prandiale concepito dopo uno dei favolosi pasti che la mensa di Montecitorio fornisce ai deputati a prezzo  simbolico.
  Ho pensato che il Ministro avesse ben pranzato  in una  tavola imbandita da un gordon bleu chef e che si sentisse la testa leggermente appannata, un piacevolissimo torpore indotto dalla bontà ed alta qualità dei piatti degustati, uno stato di beatitudine aiutato dal un cognac francese e da un magnifico sigaro.
  A questo punto, ha pensato alle centinaia di migliaia di travet dei Ministeri ed a tutte le lavoratrici ed i lavoratori italiani che, cessato il pranzo, debbono tornare al lavoro. Renderanno? Non si sarà intanto abbassata la loro produttività a causa dello stomaco pieno?
 E se proponessimo di  abolire la pausa pranzo offrendo in alternativa una riduzione dell'orario quotidiano di lavoro?
 In qualche modo ho pensato che la proposta del Ministro Rotondi  somigliasse straordinariamente alla domanda di Maria Antonietta : ma perchè non mangiano brioches?" Lo stesso esprit, la stessa distanza incommensurabile dalla gente..... 
  Ma forse mi sbaglio e non si tratta di una gaffe madornale. L'Italia è il Paese in cui il potere è caduto nelle mani di gente che predica e pratica la cattiveria sociale. Forse dietro la faccia ridanciana del Ministro c'è qualcosa di più di una battuta di costume, di abitudini sociali, qualcosa di chi vuole favorire le famiglie ad avere più tempo per loro. Penso che il Ministro voglia semplicemente togliere
il diritto alla pausa, ad una sospensione seppur per pochi minuti del lavoro. Naturalmente sa bene che nessuno può resistere otto ore senza cibo. Entrerebbe in crisi glicemica ed il rendimento che il Ministro vorrebbe innalzare si abbasserebbe. Quindi si mangerà con qualche sotterfugio qualcosa dietro il bancone o la scrivania dal momento che mi pare difficile che diventeremo tutti  come gli anglosassoni che fanno pesanti colazioni al mattino.
  Semplicemente si mira a togliere un diritto ai lavoratori.
Lavoratori che, a differenza di quanto ritiene o finge di ritenere il Ministro, non hanno soldi per consumare pasti  talmente ricchi da stordirli. Con quello che guadagnano da un pezzo hanno rinunziato alle tavole calde e sono diventati quasi tutti consumatori obbligati di panini  confezionati in casa con una frittata di uova o mortadella e  pizze da taglio. Non possono permettersi di spendere più di quattro cinque euro a pasto dal momento
che con i loro stipendio debbono poter   assicurare  la colazione ai loro bambini che vanno a scuola
o  mettere un pò di benzina nel motore,  comprare il cibo per la famiglia e tutto il resto.
  La classe lavoratrice italiana ha consumi alimentari dequalificati.  E' stata relativamente bene fino a quando un marchingegno mostruoso chiamato concertazione non li ha inchiodati ad un parametro finto di inflazione. Fa la spesa nel discount e non mangia più da un pezzo una bella bistecca di manzo! Si deve accontentare  qualche volta di tacchini e polli che hanno sapore di plastica e che producono un brodo a volte acido e puzzolente! Provate ad incontrare un metalmeccanico o un callcenterista in un bar. Non si possono permettere un caffè espresso che costa all'incirca un euro e si debbono accontentare delle macchinette aziendali.  I consumi sono stati ridotti all'osso e la qualità della vita del lavoratore dipendente è diventata quasi umiliante! 
  Per finire questa riflessione senza incorrere nell'accusa di "guitto" che, chissà perchè, il  Ministro rivolge ai critici della sua proposta mi pare che questa assomiglia a quella che i leghisti ed altra brava gente fanno quando ritengono giusto rastrellare i bambini rom, schedarli e sottrarli alle loro famiglie. "Lo facciamo per il loro bene! perchè non vivano nelle immondezze dei campi e non chiedano l'elemosina !!!!
 La pausa pranzo si fa per non fare appesantire i lavoratori, per non costringerli a laboriose digestioni in ufficio o alla catena di montaggio! Si fa per il loro bene!!

  pietroancona@tin.it
 
http://www.dire.it/DIRE-POLITICO/lavoro_rotondi.php?c=26797&m=9&l=it
http://notizie.virgilio.it/politica/privilegi_dei_portaborse.html

                                                            ****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, November 19, 2009 3:59 PM
Subject: francis ford coppola ed i giovani italiani

FRANCIS  FORD COPPOLA ED I GIOVANI ITALIANI
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 Francis Coppola, il regista italo-americano ha detto alla "Stampa" parlando dell'Italia:
«Non offre opportunità ai giovani. (Questo è vero, verissimo!!) In giro per il mondo, persino in Messico o Guatemala, trovi ragazzi italiani che cercano occasioni di lavoro. Per avere un futuro ci vogliono buoni genitori alle spalle. I padri italiani, invece, sono come quelli dei miei film, vogliono tutto per se stessi, i soldi, le ragazze, il centro dell’attenzione. Sono addirittura capaci di rubare la fidanzata ai figli, come in “Tetro”».  (E questo non è assolutamente vero!)
Questa affermazione del famoso regista del "Padrino" e di "Apocalisse New" è stata subito
legata dalla stampa di destra alla campagna aperta anni orsono dai liberisti della Bocconi di Milano sul conflitto generazionale, sui padri che tolgono spazio ai figli, sulle pensioni che mangiano le risorse che dovrebbero essere destinate ai giovani. Insomma sulla contrapposizione genitori privilegiati e protetti
contro figli precari, insicuri e senza rete.
  La generalizzazione di Francis Coppola è del tutto campata in aria. Non è vera in generale e, se ci avviciniamo di molto alla questione ed ingrandiamo per vedere meglio, neppure in particolare. Le nuove generazioni italiane sopravvivono alla crudele legge del lavoro imposta dal potere dei liberisti  soltanto perchè esiste una fortissima solidarietà parentale intergenerazionale.  Proprio il contrario dei figli divorati dai padri evocati dal regista! Milioni di giovani con retribuzioni basse fino al ridicolo    sopravvivono  con le integrazioni dei loro genitori o dei loro nonni,  due generazioni precedenti, al profondo e radicale sconvolgimento introdotto dagli accordi concertativi del 1993, dalla destrutturazione del contratto di lavoro in lavoro precario variamente denominato, dalla legge sacconi-maroni e prima di questa dal cosidetto pacchetto Treu, dalla alienazione della loro personalità. Il mercato manipolato dice loro: non mi interessa se hai due lauree e sei musicologo, a me occorre un domestico!  Vieni a fare il domestico!!
 La voracità cannibalesca dell'imprenditoria italiana contagiata anche allo Stato è giunta financo ad andare oltre il contratto a tempo determinato. Non gli basta più.  Oggi è assai gettonato il rapporto di collaborazione, a progetto, un fumus che, dietro l'autonomia della prestazione "professionale" fasulla,
nasconde il disimpegno datoriale da ogni sia pur minimo welfare.
  Le famiglie italiane hanno fatto di tutto per assicurare ai figli  l'avvenire migliore. Molti ragazze e ragazze si sono laureati con difficoltà e sacrifici enormi dei genitori.  Ma anche questa porta, questo passaggio ad una condizione di relativa sicurezza sociale si è chiusa con i  ridimensionamenti imposti dalla privatizzazione dei servizi scolastici e sanitari ed ora dalla privatizzazione dei servizi pubblici locali.  Un giovane professore può aspirare a guadagnare 5 euro l'ora in una struttura scolastica privata! La modesta ma tranquilla posizione assicurata dal concorso pubblico fino ad ieri non esiste più! Un acquedotto municipale a gestione pubblica garantiva un decente stipendio ad un
biologo, un ingegnere, un ragioniere. La privatizzazione fa subentrare stipendi e salari bassissimi, insufficienti per il mantenimento di una famiglia, e naturalmente la precarizzazione...
  Il Ministro Padoa Schioppa aveva definito i giovani italiani che fino ai 35 anni si trattengono ancora nella casa paterna "bamboccioni" imputando loro mancanza di coraggio nell'affrontare la vita.  
  Ai giovani meridionali è stata imputata - in passato- la mancanza di mobilità, il restare in casa per non trasferirsi al Nord  dove ci sono le opportunità. Ma come si fa ad andare al Nord quando l'affitto di una stanza costa più di quanto si ricaverebbe da uno "stipendio"?
  Insomma, Francis Coppola esprime un giudizio sbagliato. Non deve imputare ai genitori la cattiva condizione economica e sociale dei figli ma chiedersi quali siano le responsabilità del Governo e come si sia trasformato ed involuto il sistema economico italiano che si è ridotto oramai a produrre infelicità e non soltanto per i giovani ma per quanti non appartengono ai gruppi sociali del privilegio.
  Dovrebbe fare l'elogio ai genitori ed ai nonni per l'aiuto che danno nel tenere a galla i loro figli e nipoti. Questi affonderebbero nel girone degli schiavi se qualcuno non provvedesse a pagare l'assicurazione della loro auto, le medicine e quanto serve ai loro bambini, le spese straordinarie che non mancano mai. Cinque milioni di precari a vita non sarebbero sopravvissuti senza l'aiuto delle loro famiglie. Precipiterebbero tutti nella miseria più nera se venisse meno l'aiuto familiare. Ma questo ora è diventato ancora più difficile per la prolungata erosione delle pensioni e dei vecchi stipendi prodotta dal fisco, dal mercato sempre più oligopolistico, dal costo dei servizi locali, dalla vita in città sempre più cara....

 Pietro Ancona

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/torino-film-festival/speciale/articolo/lstp/90902/
http://italia2013.wordpress.com/2009/09/30/quei-poveracci-dei-precari-italiani/
http://www.finanzautile.org/lavoro-in-forte-crescita-il-numero-dei-precari-in-maggioranza-sono-donne-del-mezzogiorno.htm

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From: pietroancona@tin.it
To: federazione@rdbcub.it
Sent: Friday, November 27, 2009 7:45 AM
Subject: lettera ad essere comunisti per il Congresso della CGIL


Cari compagni,
 
la CGIL  va al congresso con due mozioni interne alla linea concertativa dettata da Confindustria e PD. E' prigioniera della politica unitaria  con Cisl e Uil. La Fiom fa battaglie del tutto prive di contenuto dal momento  dal momento che ha dimensionato le sue richieste al tasso di inflazione programmato. Avrebbe dovuto chiedere almeno trecento euro di aumento come hanno fatto e ottenuto i bancari. Invece sta facendo una lotta inutile per una ridicola differenza salariale.Una manciata di centesimi!
 
La mozione che appoggiate non affronta nessun problema fondamentale e non propone niente di diverso da quella della maggioranza. Contribuite anche voi ad ingannare. Chiede forse la mozione di minoranza l'abrogazione della legge Biagi, la riforma delle pensioni abolendo gli ultimi accordi, aumenti salariali, il Minimo Salariale Garantito, la lotta alle privatizzazione in tutta la pubblica amministrazione e nelle municipalizzate, la riforma delle leggi bassanini che penalizzano il sindacalismo di base, vincoli più cogenti per il ruolo sociale delle imprese, una politica verso le multinazionali che
dia garanzie contro la devastazione di intere aree economiche che vengono improvvisamente sgombrate dalle aziende e  portate altrove e sopratutto una seria riflessione sulla legislazione europea del lavoro che con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona diventa cogente ed è terribilmente oppressiva?
 Chiede forse soltanto due modalità di contratto di lavoro: a tempo indeterminato per tutti e determinato soltanto per i lavori stagionali ed eccezionali? No!
 Prevede forse maggiori poteri per il Delegato alla Sicurezza contro la mortalità spaventosa del lavoro?
 
  Vi prestate ad accreditare tra i lavoratori l'idea di un Congresso nel quale si possa ribaltare la linea della maggioranza. Non è così. La mozione che appoggiate è il documento di una cordata di potere interno che si contrappone ad altra cordata. Entrambe hanno riferimento nel PD. Per intenderci:
Ichino, Letta,Treu.....
 Cari saluti.
 Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: radicalsocialisti
Sent: Saturday, November 28, 2009 9:28 AM
Subject: Opinioni sulla Federazione di Sinistra


 
 La Federazione della Sinistra nasce per la spinta di due fattori: il fallimento della politica mediatrice del PD che ha finito con l'essere di mero sostegno della Confindustria e della sua azione di disarticolazione del diritto del lavoro e di impoverimento dei lavoratori e della esperienza di governo
della sinistra  una catastrofe politica alla quale abbiamo assistito nella situazione allucinante di
una  capitolazione  alle pretese di Prodi  di punti essenziali del programma concordato mentre tutta la batteria massmediatica  assordava con accuse di radicalismo e pretese inesistenti.
 Durante il Governo Prodi fu stipulata una intesa con i Sindacati Confederali di grave nocumento per i lavoratori in materia di precariato e pensioni. Con l'accordo del 13 luglio 2007 in particolare fu sostituito il cosidetto "scalone" con scalini nella logica "se non è zuppa è pan bagnato" che per molti pensionandi si è rivelato addirittura peggiorativo della legge Maroni. Con questo accordo non ci saranno mai più pensioni decenti.
 La manifestazione del 20  ottobre 2007 promossa dal "Manifesto" e da "Liberazione" fu un grande momento di partecipazione e di speranza. Fu, dapprima devirilizzata dalle assicurazioni ripetute in pellegrinaggi dei suoi  promotori  al Governo  che non  sarebbe stata "contro" e poi ignorata e subito cancellata mentre Bertinotti dall'alto dello scranno di Montecitorio annunziava la teoria della "riduzione del danno", cioè dello stare al governo per non fare niente di nuovo e di favorevole per i lavoratori ma soltanto di evitare peggioramenti del loro status.
  In Italia è in corso da un pezzo uno smottamento a destra delle forze politiche.  Anche quelle forze
che ritennero di staccarsi dal PD e costituirono con il gruppo bertinottiano " socialismo e libertà " hanno "moderato" notevolmente le loro posizioni. Penso che in parte saranno risucchiate dal PD.
 La Federazione della Sinistra sarebbe oggi assai più forte e convincente, potrebbe fare massa critica
capace di attivare il processo contrario di smottamento a sinistra, se rifondazione comunista non avesse subito, sempre a causa della sua relazione con il centro-sinistra, due scissioni: la prima che ha dato vita al gruppo del PDCI e la seconda capeggiata da Vendola e Bertinotti. Entrambe non sono state originate da una valutazione obiettiva degli interessi di "classe" da difendere ma da una rovinosa lite interna per la leadership prima da Cossutta e Bertinotti e poi tra lo stesso Bertinotti sostenitore di Vendola e Ferrero. Il malanimo, i rancori, le diffidenze, la disistima tra i gruppi dirigenti che fanno capo ai due partiti  impregnano ancora e deprimono l'atmosfera della Costituente della Federazione ma  sono bilanciati da un sincero sforzo di buona volontà e dalla necessità di fare qualcosa per un soccombere ed essere cancellati dalla storia.
  il manifesto del movimento  parte dalla dichiarazione di anticapitalismo ed antipatriarcato che dovrà essere sviluppata e specificata in punti concreti riguardanti il salario,la precarietà,le privatizzazioni, le riforme
politiche, la pace.
  Se è vera l'analisi della crisi a causa dei bassi salari bisogna avere il coraggio di proporre una linea di immediato recupero generalizzato anche in conflitto con il collaborazionismo subalterno delle Confederazioni Sindacali.
 La Federazione della Sinistra è l'unico luogo "politico" di sinistra rimasto in Italia a parte i gruppuscoli che purtroppo disperdono una parte bella e significativa della militanza comunista e socialista. Potrebbe diventare qualcosa di importante e decisivo come la Linke tedesca.
 Il ciclo della colonizzazione liberista della sinistra si è chiuso dal momento che una parte stessa del capitalismo si rende conto del disastro sociale culturale  umano delle ricette della Thatcher e di Reagan e capisce che, restando fermi i salari e le pensioni, non ci sarà più sviluppo ma una mefitica stagnazione della società e quasi certamente la regressione del sistema ed il suo imbarbarimento.
 Andare avanti succhiando il sangue a cinque milioni di precari sottopagati e cinque milioni di immigrati  porta all'inferno. La democrazia non può reggere a lungo con dieci milioni di persone in sofferenza fino alla denutrizione ed altri dieci milioni con salari al limite della sopravvivenza.
  Il conflitto sociale che si sta sviluppando per l'occupazione deve essere esteso alla questione del precariato e del salario. I salari debbono essere aumentati assai di più degli spiccioli richiesti dai sindacati confederali. la critica nei confronti della CGIL deve essere assai più dura  dal momento che si accinge a fare un Congresso dentro i limiti tracciati dagli uomini del PD, i limiti imposti dalla Confindustria. Un Congresso nel quale precariato, bassi salari, pensioni miserime, privatizzazioni, non vengono messi in discussione in nome di una prospettiva di sviluppo del  Paese inesistente.
  Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, November 29, 2009 10:24 AM
Subject: ATTACCO AGLI INVALIDI E SOLDI AI "POLITICI"


 ATTACCO AGLI INVALIDI E SOLDI AI "POLITICI"
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 Centomila verifiche INPS per le pensioni di invalidità e aumento delle spese giudiziarie sono previste dalla Finanziaria presentata dal Governo. Si parla di centomila verifiche per gli assegni di invalidità civile. Trattasi di operazione che mira alla  revoca di pensioni assegnate in ragioni di patologie congiunte allo svantaggio socio-economico dei titolari. Il reddito non può superare i 4.300 euro all'anno tranne che per i ciechi. La  prestazione mensile media è di 255 euro.
  Il governo, nel silenzio osceno delle Confederazioni Sindacali, anzicchè proporre l'aumento di
prestazioni  miserrime e dei redditi ammissibili propone uno  screaming con l'obiettivo di raggranellare cinquanta milioni di euro. Facendo i conti si tratterà di un taglio per via amministrativa di una fetta di beneficiari dal momento che non è difficile giocare sull'accertamento amministrativo. In atto la concessione ed il mantenimento di un assegno di invalidità civile è regolato da una normativa che non abbisogna di controlli a tappeto. Ogni invalido deve presentare entro novembre di ogni anno una autocertificazione della persistenza del proprio stato di salute pena la decadenza dal beneficio. Se il governo si propone di ricavare dall'inchiesta una considerevole somma di denaro i casi sono due: o molte pensioni in erogazione non sono dovute oppure vuole dare una interpretazione ancora più restrittiva dei requisiti posseduti. Propendo per questa seconda ipotesi.
  La Finanziaria propone l'aumento delle spese giudiziarie. Questo avrà effetto negativo sulla sorte
di tantissimi carcerati sprovvisti di mezzi che dovranno alla presentazione di istanze per il costo abnorme delle "carte bollate".
  Insomma, la condizione dei più deboli diventa sempre più difficile. 
Naturalmente nella Finanziaria non viene proposta alcuna riduzione degli assurdi e scandalosi stipendi
di tutti i "politici" italiani a cominciare dai consiglieri di circoscrizione fino ai senatori ed ai garanti delle varie autorità davvero costosissimi. Nessuna riduzione al finanziamenti di giornali di partito e non che spesso disonorano la libertà di stampa e di informazione; nessuna riduzione dei contributi ai Partiti che allestiscono lussuosissime manifestazioni congressuali e feste varie. Un silenzio omertoso grava su tutta questa materia e, nelle segrete stanze, si tratta e ci si mette d'accordo per ulteriori fette di reddito nazionale da destinare alla "politica". Tutti partecipano e trattano, anche i finti puritani, che strillano contro la partitocrazia  ma si fanno finanziare una Radio e affondano le mani nella cornucopia inesauribile per loro, ma avarisssima per i poveri e per i lavoratori.
  Gli ammortizzatori sociali dei quali il governo mena vanto pur avendoli  ereditati sono i più miseri d'Europa e commissurati a salari di fame. La loro durata è una delle più basse.
  Naturalmente degli stipendi degli amministratori pubblici e dei managers che costituiscono una vera e propria provocazione alla guerra civile non solo non se ne parla ma con la privatizzazione obbligatoria dei servizi locali è in arrivo un'orda di sottopancia o di politici da riciclare che stringeranno ancora di più il nodo scorsoio al collo dei cittadini contribuenti e consumatori.
  E' inoltre facile prevedere  un aumento dei costi per la salute con restrizioni e moltiplicazioni di tiket per lo spezzettamento delle prestazioni che vanno "contribuite" durante tutto il loro iter e non per patologia.
  Pietro Ancona
http://www.inps.it/newportal/default.aspx?ItemDir=4774
http://www.terzaeta.com/serv/sal_e_sani/inval_civile.html

                                                                       

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From: pietroancona@tin.it
To: comitatopalestinabologna@gmail.com
Sent: Wednesday, December 02, 2009 7:40 PM
Subject: l'elmetto di Obama
 

OBAMA METTE L'ELMETTO   

Fa impressione e paura lo spettacolo del Presidente degli USA, la nazione che si proclama custode della libertà e della democrazia, annunziare, non al Congresso ma ad una platea di militari plaudenti della famosa  accademia di West Point, l'invio di altri trentamila soldati in Afghanistan. Mi ha ricordato Cesare che parla alle sue legioni ignorando e disprezzando il Senato.  Fa anche impressione la naturalezza con la quale la notizia viene accolta in tutto l'Occidente anche dai più riottosi ad inviare nuovi militari come la Francia e la Germania e da chi si dichiara subito disponibile a contribuire all'armata come il pavido cinico e cortigiano Governo italiano. Le anime belle della "sinistra" che, dopo Berlinguer, si sentono  al sicuro sotto l'ombrello Nato, magari troveranno in questa decisione di rinfocolamento della guerra una via con la quale il loro Obama che adorano troverà la pace!!!   Il Congresso USA  si limiterà a prendere atto della decisione presidenziale ed a riguardare la questione sotto l'aspetto finanziario. Occorrono trenta miliardi di dollari per il 2010, ma questo non è un problema per il paese che fornisce la moneta delle transazioni internazionali. Inoltre potrà vendere alla Cina o ad altri i suoi Buoni del Tesoro ed accrescere a dismisura il suo indebitamento estero che cresce assieme alla espansione delle sue basi militari e delle sue armate navali che si pavoneggiano in tutti i mari ed oceani del mondo. Non esistono motivazioni accettabili per questa decisione di Obama o piuttosto dei suoi militari e delle multinazionali delle armi. In Afghanistan sono presenti attualmente 68 mila soldati americani e 40 mila soldati Nato. Non sappiamo quanti ma certamente sono moltissimi i contractors con funzioni di killeraggio. Non sappiamo quanti civili con funzioni di spionaggio. Una massa militare e paramilitare enorme contro una popolazione armata soltanto di mine rudimentali e vecchi fucili kalascikov. Otto anni di stragi che hanno prodotto centinaia di migliaia di morti e non si sa quante diecine di migliaia di mutilati, intossicati, malati e tutto il terribile corteo di sventure e di malattie che accompagna  sempre la guerra. Milioni di sfollati vagano come pazzi da un posto all'altro inseguiti dai bombardamenti.   La ricerca di BinLaden e dei covi di AlQaeda non sembra abbia dato risultati nonostante il supertecnologico apparato di aerei e di mezzi. Magari perchè Bin Laden non esiste ed AlQaeda ed il terrorismo sono soltanto una invenzione degli invasori.  I talebani sono patrioti che si battono contro un nemico invasore ed il suo giuda corrotto insediato al governo con brogli universalmente riconosciuti da che non costituiscono remora agli ipocriti cavalieri dei "diritti umani" e della democrazia pronti a fare incendiare l'Iran per una presunta questione di falsi elettorali.   Dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi gli USA sono sempre stati in guerra con qualcuno. Non riescono a stare in pace con nessuno tranne con coloro che si omologono completamente al loro stile di vita o subiscono le loro prepotenze economiche. Sono un pericolo per l'umanità dal momento che non riescono a fermarsi ed a essere una forza di giustizia e di pace mondiale. Tutti i loro piani sono di destabilizzazione delle culture diverse da quella americana. Fomentano il mondo contro la Cina per staccare da questa il Tibet. Hanno avvelenato le Olimpiadi con una massiccia campagna propagandistica a favore del Dalai Lama. Sono riusciti con la tecnica delle "rivoluzioni colorate" a creare situazioni di provocazione attorno alla Russia ed a criminalizzare i regimi dove non sono riusciti nel loro scopo.   Mi auguro la rinascita del movimento per la pace, qualcosa che ci possa cancellare da dosso agli occhi dei popoli aggrediti l'immagine di assassini a sangue freddo, di massacratori. Se non succederà niente, se non ci saranno manifestazioni e proteste contro la Guerra, saremo tutti complici di Obama e dei suoi generali nazisti e criminali. 

pietro ancona

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it 
Sent: Sunday, December 06, 2009 3:52 PM
Subject: Nel tritacarne USA


Nel tritacarne USA
 La condanna  di  Amanda Knox per l'omicidio della ventunenne studentessa inglese Meredith Kercker è stata accolta negli USA da un'opinione pubblica ostile aizzata da tutti i massmedia che ne hanno fatto un atto di accusa contro il sistema giudiziario italiano "corrotto" ed in generale contro l'Italia in quanto tale. Il potere americano non tollera che un suo cittadino, un membro dell'Impero,
venga giudicato e condannato  da altri. I suoi militari per i crimini commessi non possono essere
sottoposti ai loro giudici naturali. Nel caso del folle assassinio di venti  cittadini sulla funivia del Cermis ad opera dei piloti forse drogati forse in vena di divertirsi a spese degli "indigeni" decollati da Aviano gli Usa non hanno permesso che si facesse giustizia e non hanno fatto giustizia. Il Congresso dopo aver stanziato 40 milioni di dollari per il risarcimento delle vittime si è rimangiato l'impegno ed ha costretto il Parlamento italiano a fare una legge apposita per tacitare le famiglie delle vittime. Nel caso del grave ferimento della nostra giornalista Giuliana Sgreena e dell'assassinio di Calipari in quello che è sembrato a tutti un vero e proprio agguato non solo il marines che ha sparato non è stato punito ma è venuto a pavoneggiarsi in Italia ed a bacchettare la giornalista che, anzicchè starsene a casa sua era andata in Iraq a metterlo nei guai. Una giornalista comunista  ed  antiamericana! Un famoso editorialista del New York Times ha accusato la giustizia italiana di essere simile a coloro che condannarono Giovanna D'Arco e l'Italia di essere un paese feudale, barbaro, incivile.
 Le critiche sono particolarmente pesanti dal momento che la condanna di Amanda è stata pronunziata da una giuria popolare che rappresenta il popolo italiano e non solo la Magistratura.
 La scelta dell'on.le Giulia Bongiorno, Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, non è finora bastata ad assicurare l'assoluzione e la scarcerazione di Amanda.
Una importante senatrice americana è intervenuta sulla Clinton e sull'Ambasciata americana in Italia per sottrarre al più presto Amanda alla prigione. La On.le Bongiorno  ne ha preannunziato la futura
assoluzione di cui si dichiara certa!
 
 I massmedia americani hanno tessuto l'elogio del loro sistema giudiziario al quale  dovrebbero ispirarsi tutte le colonie dell'Impero. Una pretesa spocchiosa ed  aberrante . Stiamo parlando di una "giustizia" che tiene in galera tre milioni di persone (come se in Italia avessimo seicentomila detenuti e non sessantamila!) ed altre tre milioni in libertà vigilata. Forse la più alta quantità di omicidi dell'intero pianeta.  Basta essere poveri e commettere tre piccole  infrazioni per potere essere condannati  a tempo indeterminato e magari non uscire più dalla prigione. La forca funziona a pieno ritmo. In compenso, se sei miliardario e famoso, anche se uccidi la moglie  praticamente sotto gli occhi di tutti e sei inseguito per diecine di chilometri da un elicottero della polizia  potresti essere assolto! La cosa più importante per un imputato negli USA non è essere innocente ma avere i soldi per pagarsi uno studio legale costosissimo. La giustizia è amministrata in grande parte dagli studi legali che hanno un potere enorme. Purtroppo anche in Italia la professione forense sta subendo il contagio anglosassone. Tutto dipenderà dal processo e dall'abilità di Perry Mason.
  La destra italiana è fortemente tentata di cavalcare l'onda di indignazione americana ed israeliana per
sferrare altri attacchi alla Magistratura italiana che vorrebbe processare Silvio Berlusconi. Il "Velino"
di Capezzone (portavoce del Pdl) ha dato il via ad una campagna di fiancheggiamento e di denigrazione.  Il Ministro della Giustizia italiana e lo stesso Berlusconi debbono prendere al più presto
le distanze dai giudici di Perugia se non vorranno essere i reietti dell'Impero. I mille soldati mandati in Afghanistan non bastano a placare l'ira dei padroni della terra!
  Pietro Ancona

                                                             ****

----- Original Message -----
From: Pietro Ancona
Sent: Monday, December 07, 2009 7:39 AM
Subject: colore viola

Agnes Heller

  Ricominciamento e non  riciclaggio
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   Nel corso della manifestazione NO B day si è svolto un invisibile ma forse epocale braccio di ferro tra "il colore viola" cioè la voglia di pulizia, normalità democratica, giustizia sociale, speranza dei convenuti  e la linea oramai obsoleta, fuori tempo massimo, di tutti i partiti che hanno ritenuto di parteciparvi,  alcuni con il segreto proposito di mettervi in qualche modo cappello, altri per astuzia tatticistica per essere altrove e nella "piazza", altri ancora con la sincera volontà di capire, di confrontare se stessi con l'onda di generazioni cresciute politicamente in internet allo stesso modo dei loro padri che si confrontavano nella sezioni e del tutto  lontani milioni di anni luce dai partiti leaderistici che hanno sciolto le strutture copiando
il partito liquido dalla sfatta sociologia che andava di moda qualche anno fa negli ambienti "in" della modernità in tutto (che poi si è disvelata pià vecchia della cucca).
  Internet e Facebook sono stati fattori fondamentali di catalizzazione. La comunicazione libera, sciolta e l'aggregazione per affinità elettive che avvengono continuamente e senza fine in internet sono fuori e liberati dal condizionamento massmediatico delle tv e della carta stampata al servizio logistico
della oligarchia in cui è tralignata la democrazia italiana specialmente dopo la brutale amputazione del Parlamento e la sua riduzione ad un bipolarismo in grande parte copertura di un bipartisan  in politica sociale, estera, nella amministrazione dei privilegi della partitocrazia e della casta dei politici. Una casta
oramai del tutto separata  dall'elettorato privato dei suoi diritti.
  La politica ha rivendicato il suo diritto ad essere utopia. Quanti contrappongono alle spregiate "anime belle" la necessità dello "sporcarsi le mani", del partecipare, della riduzione del danno, debbono prendere atto che non c'è futuro e forse neppure presente nel realismo delle grandi volpi
dei palazzi italiani, che debbono farsi da parte e lasciare il passo ad una nuova generazione. Ma è del tutto possibile che prima di andarsene questi  con le cosidette "riforme" affosseranno del tutto la democrazia italiana e le sue connotazioni resistenziali e socialiste. Bersani propone alla destra italiana di lavorare con essa se rinunzia al processo breve. Uno scambio ineguale, pericoloso,
che non si realizzerà per la protervia di Berlusconi ma che  perderebbe per sempre l'Italia in un presidenzialismo supportato dagli oligarchi. Assai peggiore ed inconfrontabile con il sistema francese
o tedesco peraltro bilanciati da una società civile forte di istituzioni funzionanti ed irriducibili in uno schemino autoritario.
  Se si vuole  preparare per il popolo del No B Day un grande partito capace di rimettere insieme i
quindici milioni di voti che ha avuto la sinistra italiana  fino al 76 deve cessare il riciclaggio dei gruppi
dirigenti dentro contenitori che sono nuovi e come le botti non possono essere riempiti di vino vecchio ed oramai quasi inacidito  e si deve segnare una forte rottura con il passato rinverdendone nello stesso tempo gli ideali del riformismo che ha avuto come campioni Riccardo Lombardi o Fernando Santi. Gradualità e saggezza nell'azione, intransigenza nei contenuti! Il riformismo è la realizzazione di una società socialista attraverso la via parlamentare e la lotta sociale. Una delle vie previste dallo stesso Marx  come è stato ricordato dalla grande filosofa ungherese Agnes Heller.
 La rottura della Bolognina ha portato il PCI ad unificarsi con la DC in un partito che sembra il clone del centro destra. Il PSI di Nencini e prima di lui di Boselli non hanno rotto con il craxismo anzi ne hanno rivendicato il valore.  Per questo il  PSI è morto a differenza del PSI che ruppe con Mussolini e che, dopo il fascismo, era di nuovo il primo partito della sinistra italiana. I partiti della sinistra radicale debbono rompere con l'esperienza del prodismo e con le pratiche riduzionistiche e governativistiche.  Insomma
bisogna cambiare pagina e forse libro e cominciare da capo cominciando da una profonda disintossicazione del veleno liberista penetrato profondamente con l'accettazione della riforma del lavoro a cominciare dalla legge Biagi e dal concertazionismo subalterno della CGIL.
 Pietro Ancona
                                                              ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, December 10, 2009 5:44 PM
Subject: OBAMA: la guerra è pace

OBAMA: la guerra è pace
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 Il Presidente Usa Obama ha ricevuto oggi il Nobel per la Pace e ne ha fatto uno strumento di legittimazione delle sue guerre asimmetriche contro i paesi poveri del mondo dai quali spremere
petrolio o vantaggi geostrategici. Accolto ad Oslo da manifesti inneggianti a Martin Luter King
ha detto che essendo Capo di uno Stato non può abbandonarsi a sentimenti pacifisti, non può seguirne
l'esempio e neppure l'insegnamento di Gandhi. Nel mondo c'è il Male e lui ha la missione di combatterlo, di estirparlo! Dopo otto anni di guerra atroce ingiustificata in Afghanistan e dopo anni ed anni di guerra e di occupazione militare dell'Irak portatavi prima da Bush senior e poi da George Bush nel corso delle quali sono morti e continuano a morirvi milioni di persone ritiene di dover continuare a tenere aperta la macelleria e non promette di smetterla nei prossimi anni. La seconda guerra americana contro l'Irak è stata motivata da documenti falsi esibiti con arroganza e sicumera davanti l'ONU e sebbene questo fatto sia universalmente riconosciuto  non è cambiato niente. Il ritiro di parte delle truppe di occupazione ed il loro spostamento in Afghanistan non allenta la morsa mortale degli Usa su l'Iraq. A Bagdad hanno costruito una enclave fortificata, una ambasciata grande quanto il Vaticano, popolata da personale civile e militare specializzato a tenere sotto controllo l'Iraq per il prossimo secolo.In Afghanistan nonostante migliaia e migliaia di missioni aeree di bombardamento e la presenza di centomila soldati USA e Nato  ed altrettanti killers contractors si accinge ad inviarne altri quarantamila costringendo l'Occidente a metterci del suo, ad essere complice di una guerra coloniale
che non ha nè può avere obiettivi diversi da quelli della strategia imperialistica Usa di dominazione del mondo   per portarvi dovunque la libertà la democrazia e la giustizia sociale dello zio Sam!
Il  signor Obama dovrebbe chiedersi come mai di fronte a forze soverchianti e massacrati spesso di bombe avvelenate all'uranio, al fosforo, al napalm i "terroristi talebani" non sono stati ancora vinti e dispersi e, armati di mine rudimentali fabbricate in cantina e vecchi fucili kalashikov, impediscono agli
invasori il controllo del territorio. Anche qui c'è una asimmetria ma è di motivazioni: mentre i patrioti
afghani combattono per la loro patria nella loro patria invasa gli eserciti alleati sono tutti composti da mercenari soldati non di leva ma accorsi al fronte di guerra per sfuggire alla disoccupazione attirati da alti stipendi che non guadagnerebbero mai altrove.  I patrioti afghani combattono gratis, magari soffrono la fame, possono essere sterminati assieme alle loro famiglie  nei loro villaggi ma non si piegheranno mai davanti ad invasori barbari, incapaci di capirli e di comprendere la loro cultura.  Un marines americano, un "volontario" inglese o tedesco o italiano  hanno il compito di combattere, distruggere ed uccidere. Quando prendono coscienza  di essere stati trasformati in assassini impazziscono e molti si suicidano. Obama si dovrebbe informare delle diserzioni dei  suoi militari in Canada e delle malattie psichiatriche che affliggono una popolazione di reduci dalle varie guerre che oramai è di circa venticinque milioni di veterani!  Diciotto veterani si tolgono la vita ogni giorno negli USA!
  Non so quali motivi abbiano spinto la Fondazione Nobel a conferire il premio per la Pace a Barak Obama impegnato in diverse guerre e con l'idea di farne altre contro il "Male", in verità per alimentare l'industria bellica americana e tenere in scacco il pianeta incutendo timore alle nazioni sulle quali ancora gli USA non hanno messo le mani. Da oggi in poi, dal momento che il più grande guerrafondaio del mondo viene premiato dall'Occidente come uomo di pace si supera il vecchio "si vis pacem, para bellum" in "se vuoi la pace fai la guerra". O ancora meglio: la guerra è la pace! E' la cancellazione se non per sempre per la nostra epoca del diritto delle nazioni ad essere rispettate nella loro integrità e nel rispetto delle loro popolazioni. Basterà l'invenzione di un Bin Laden da cercare per cancellare i diritti di intere popolazioni a non essere aggredite. Sicuramente l'Impero Romano e quello Ottomano per parlare soltanto di quelli che sono alla radice della nostra storia di occidentali si comportavano con assai
più senso di giustizia, saggezza ed  equanimità della  nazione USA che da quando è rimasta unica potenza mondiale  non riesce a stare un solo giorno senza aggredire qualcuno.
 Naturalmente Obama ravvisa il male da combattere non in Colombia o nell'Honduras golpista ma laddove gli interessa il petrolio o il controllo del territorio e questo all'interno di un programma espansionistico dell'imperialismo. Questo viene percepito dai popoli innanzitutto come una totale mancanza di giustizia e contiene dentro di se la sua condanna ed il suo fallimento. Non basta possedere le più grandi portaerei del mondo, l'aviazione più moderna e possente per vincere. Per vincere bisogna avere anche ragione. Obama come il suo predecessore non ha ragione! Il mondo si governa con l'Utopia della Pace, con la cultura, con la solidarietà. Il passaggio di Obama su questo pianeta lascerà una lunga striscia di sangue, di rovine, di sofferenze e di dolore e non ci sono argomenti che possono giustificarli.
Pietro Ancona


http://radiogamma5.blogspot.com/2008/01/aumentano-gli-omicidi-tra-i-reduci-usa.html
http://www.portup.net/content/view/6373/103/
http://primozanni.blogspot.com/2008/05/la-verit-sui-suicidi-dei-veterani.html

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From: pietroancona@tin.it
To: Repubblica
Cc: palermo@repubblica.it
Sent: Saturday, December 12, 2009 1:30 PM
Subject: I Graviano "confermano" Spatuzza

I Graviano confermano Spatuzza

La canea dei pennivendoli di regime si è scatenata per il certificato antimafia rilasciato da uno dei Graviano, capo di una delle cosche più sanguinarie della Sicilia, al Senatore Dell'Utri ed al Cavaliere Berlusconi. Come se avesse sentenziato la più alta ed integerrima Corte di Giustizia hanno dichiarato assolti Berlusconi e dell'Utri e massacrato delle ingiurie più infamanti il "pentito" Spatuzza e sopratutto i giudici che lo avrebbero manovrato, istruito, indotto ad affermare il falso! Ieri, con classico vocabolario mafioso, il Giornale di famiglia definiva "minchiate" le depositizioni dello Spatuzza, oggi Minzolini le qualifica "balle". L'esultanza della destra per Graviano è alle stelle! Il grosso della batteria massmediatica berlusconiana, non conoscendo bene i meccanismi ed il linguaggio della mafia per ignoranza o per lontananza dal fenomeno, tremava al pensiero di una conferma di Graviano delle affermazioni dello Spatuzza. Aveva qualche motivo per tremare: Spatuzza è killer della famiglia Graviano. Le sue rivelazioni non hanno provocato una reazione di scomunica della famiglia Graviano che ha continuato a trattarlo con benevolenza. La stessa smentita fatta oggi da uno dei due Graviano non è stata accompagnata da un giudizio di sprezzo per l "infame". Si aspettavano, quindi, una conferma e tremavano. Quanti, specialmente in Sicilia, abbiamo visto da vicino e vediamo lo svolgimento della vicenda mafiosa non abbiamo ritenuto realistica una conferma dei Graviano delle accuse di Spatuzza. Il motivo è semplice. questa conferma sarebbe stata drammaticamente clamorosa: avrebbe significato la rottura della mafia con il potere politico. Ma la mafia non vuole rompere con il potere politico: vuole soltanto ricattarlo e soggiogarlo, trarne il massimo profitto.I frutti possono affluire copiosi nella cornucopia delle cosche: abolizione del reato di associazione esterna alla mafia, vendita dei beni sequestrati alla stessa, processo breve, rientro dei capitali occultati all'estero, affari con la pubblica amministrazione...etc.. Uno dei due fratelli Graviano si è avvalso della facoltà di non rispondere.Si è lamentato della durezza del carcere e del fatto che non può abbracciare la figlia. Ha fatto appello alla convenzione mondiale sui diritti dell'infanzia!! Ha comunque annunciato la possibilità di un suo memoriale. Tradotto significa che non c'è piena soddisfazione del comportamento del Governo. Che non smentisce Spatuzza come il fratello ma che non si esprime in proposito. Chissà: potrebbe far sapere in futuro che le cose allo Spatuzza era stato lui a dirle e confermarle. Ipotesi non realistica ma che disegna una spada di Damocle sospesa sul capo di Berlusconi. I due fratelli hanno fatto un gioco di squadra: uno smentisce e l'altro preannuncia un memoriale. Un tipico comportamento di chi per ora non fa nulla di definitivo per danneggiarti ma non esclude che possa farlo in futuro. Insomma, la deposizione dei Graviano è assai più allarmante per la democrazia italiana di quanto potesse essere una conferma di Spatuzza. Potrebbe significare che i legami mafia-Stato esistono davvero e che ci vengono mostrati, sia pure avvolti in un linguaggio criptico, sotto i nostri occhi. Si potrebbe anche pensare che il discorso a Bonn di rottura d Berlusconi con la Costituzione,il Capo dello Stato e la Corte Costituzionale e l'annunzio del proposito di andare avanti per liberarsi dall'intralcio della loro esistenza, siano stati anche questi un segnale che la mafia abbia colto. Datemi tempo ed aiutatemi a cancellare l'ordinamento costituzionale ed il potere dei magistrati. Intanto prendete quello che posso darvi con la finanziaria.......Non tirate troppo la corda! Naturalmente sono ipotesi ma nel clima inquietante ed oscuro di questa fase della Repubblica, tutto è possibile....... In conclusione: i Graviano confermano Spatuzza. Questa può essere una logica lettura degli avvenimenti se si tiene conto degli interessi in campo. Non è detto che non avremo altre novità eclatanti nei prossimi giorni. Pietro Ancona

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From: Giuseppina Ficarra
Sent: Sunday, December 13, 2009 5:00 PM
Subject: L'imminente marcia su Roma del Cavaliere


 Il 22 ottobre 1922 i fascisti confluirono a Roma da tutta Italia per rivendicare a gran voce il potere
che non riuscivano ad ottenere con  la lotta parlamentare e con la legalità. Mussolini aveva meno di quaranta anni e raggiunse la Capitale  da Milano in vagone letto dopo avere ricevuto l'assicurazione che lo Stato non avrebbe disperso i sansepolcristi e che anzi avrebbe avuto dal Re l'incarico di formare un governo.
 L'opposizione di allora si divise tra quanti volevano dialogare o addirittura formare un governo con Mussolini ed altri che ne avevano paura, lo detestavano e volevano combatterlo non solo nel Parlamento ma anche nel Paese già devastato dalle scorrerie fasciste contro le Camere del Lavoro le sezioni socialiste i giornali di sinistra. Vi furono momenti di guerra civile e scontri a fuoco come quello che c'è stato recentemente narrato dal film sulla vita di Di Vittorio. Lo stesso Giovanni Giolitti suggeriva di agevolare una collaborazione col futuro Duce per favorire una improbabile evoluzione democratica del movimento dei fasci!
 Sappiamo tutti come è finita anche se non abbiamo imparato dalla storia del fascismo. Un terrore durato per oltre venti anni pagati duramente con il carcere dai suoi oppositori. Il fascismo  nacque come antipartito ed in polemica con le istituzioni dello Stato. Anche l'ideologia della destra liberista di oggi è antipartito e contro le istituzioni. La più importante di queste, il Parlamento, è stata umiliata al ruolo servile di votificio, un orpello burocratico fastidioso per i decreti del governo. Ora la destra ha alzato il tiro e  sono nel  suo mirino il Capo dello Stato, la Corte Costituzionale e la Magistratura. Berlusconi non tollera controlli e bilanciamenti di ruoli. In quanto alla Magistratura, come Mussolini,
ritiene che il Potere è Uno ed Indivisibile e che deve essere soltanto suo. Ma, a differenza di Mussolini che personalmente era disinteressato e nei venti anni del suo potere realizzò un programma sociale assai avanzato come la legge sull'orario di lavoro (otto ore) del 1923, la gestione pubblica degli infortuni sul lavoro, la tutela della maternità e dell'infanzia, e praticamente tutto il welfare che la cosidetta prima repubblica ha ereditato e migliorato, Berlusconi è proprietario di un immenso, planetario, patrimonio personale, ed è espressione di una borghesia di arrivati ricchissima, capace di depositare all'estero duecento miliardi di euro e che ha già demolito gran parte dei diritti del lavoro e sta rendendo sempre meno accessibile il welfare. L'Italia di Berlusconi ha cinque milioni di precari pagati con elemosine; cinque milioni di immigrati a bassi salari, ed altri dieci milioni di lavoratori a tempo indeterminato sotto il tiro delle artiglierie della destra come
gli insegnanti, il personale sanitario, i lavoratori salariati in genere. L'Italia che Berlusconi si accinge a governare da solo è costituita da una grande massa di salariati poveri con il terrore di perdere il posto di lavoro che procura un magro tozzo di pane, vessata da squali e squaletti che controllano un finto mercato fatto di oligopoli e di monopoli. Presto  questa massa di sfruttati dovrà pagare a caro prezzo anche l'acqua e dovrà sopportare il costo del federalismo, cioè della riproduzione in loco dei privilegi della oligarchia nazionale.
 Sono convinto che il parossistico discorso di Bonn di Berlusconi non sia nè uno "sfogo" nè un momento di vittimismo per giustificare i suoi conflitti con i magistrati, ma un lucido, calcolato, programmato preannunzio di quanto si accinge a fare in Italia per distruggere la Costituzione e le sue garanzie ed instaurare un Regime basato soltanto sulla sua volontà che deve trasformarsi immediatamente e senza impicci in  legge per tutti. Non si accinge a varare una nuova Repubblica come fece De Gaulle dopo la guerra di Algeria. Anche la Costituzione francese gli sta stretta.
  E' possibile che nelle prossime settimane Berlusconi organizzi una grande adunata a Roma dei suoi fedeli e di quanti sono disposti a farsi prezzolare ed accorrere a dargli man forte nella piazza. Dopo l'adunata, proporrà a questo Parlamento, le riforme che gli occorrono per diventare  Dittatore d'Italia
 Se questo Parlamento non ubbidirà ai suoi diktat per la defezione dei finiani andremo a nuove elezioni entro aprile in un clima tempestoso, in una grande baraonda dalla quale non escludo una ripresa della strategia della tensione e magari una o più stragi....
  Ma non è detto che l'Italia abbia perso del tutto i suoi anticorpi democratici. E' possibile che la ciambella del Cavaliere non riesca con il buco. Intanto l'opposizione comincia a rinsavire quanto si propone unita in caso di nuove elezioni. Dovrebbe soltanto tendere la mano oltre il Parlamento e chiamare al suo fianco tutte le forze della sinistra comunista che sono state espulse e confinate allo esilio dalla sciagurata operazione antidemocratica compiuta da Berlusconi e da Veltroni. Dobbiamo prepararci ai terribili colpi di coda di un personaggio che non vuole rinunziare a cedere il potere.
  Dobbiamo prepararci a resistere e difendere la Costituzione da soli senza contare sull'aiuto della Europa che non interverrà in Italia come non interviene in Polonia dove la bandiera rossa è diventata reato. L'Europa di oggi non è quella sognata a Ventotene.
  Pietra Ancona

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, December 14, 2009 12:43 AM
Subject: una violenta e pericolosa speculazione


 Una violenta e pericolosa speculazione
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  Nonostante sia stato subito chiarito che l'aggressore di Berlusconi fosse persona con problemi psichiatrici, forse suo stesso elettore (il padre ha dichiarato che la famiglia vota PdL), la destra non ha rinunziato a strumentalizzare l'evento e farne  l'argomento per una campagna di odio e di attacco non solo a tutti coloro che sono all'opposizione del centro destra ma anche a quella parte di centro-destra che mostra dubbi sulle violenze verbali del capo del governo contro la magistratura, il Capo dello Stato, la Costituzione. Formigoni e la Moratti ne hanno profittato per criminalizzare le manifestazioni
avvenute ieri in occasione del quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana e tutti vengono messi sotto lo stesso tritacarne da Spatuzza a Di Pietro a quanti non sono in aperta adorazione del Grande Unto del Signore che la Provvidenza Divina ha regalato all'Italia.
 Il ferimento di Berlusconi sarà sfruttato intensamente nei prossimi giorni e già tutti i pennivendoli embededd del regime sono mobilitati a trasmettere angoscia, paura, per una sinistra che aggredisce e fa scorrere il sangue sul volto di Berlusconi e del Paese che simboleggia ed incarna, una "sinistra" che
è diventata un ostacolo alla realizzazione della pax  sociale economica e politica della destra.
  La strumentalizzazione per creare la Grande Vittima dell'Odio della Sinistra è cominciata da subito quando Berlusconi ha mostrato al pubblico piuttosto che nascondere il sangue che gli imbrattava la faccia e tutti i giornalisti-fotografi hanno pubblicato l'immagine della sua faccia devastata dal colpo infertogli dal povero malato di mente.
 L'amplificazione data all'episodio è inquietante e prelude a brutti eventi. Nessun capo di governo delle democrazie europee avrebbe dato tanto risalto ad un evento certamente grave e spiacevole ma non iscrivibile ai fatti della politica. La politica non c'entra. C'entra l'impatto mediatico della strabordante ossessiva ed onnipotente figura del Presidente del Consiglio che da circa venti anni usa tutte le sue televisioni e tutto l'apparato informativo del Paese per imporre ossessivamente la sua figura. Il gesto folle di Tartaglia è frutto di questa ossessione massmediatica.
 Si vuole a qualsiasi costo  arruolare il signor Massimo Tartaglia alla sinistra ed all'intera opposizione.
Lo scopo è tappare la bocca. Uno scopo di stampo fascista.
 Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: segreteria@ilfattoquotidiano.it
Sent: Monday, December 14, 2009 10:16 AM
Subject: tartaglia


 Massimo Tartaglia è una persona disturbata psichicamente. Non si trova nella condizione di abbandono in cui si trovano tutti gli infelici nella sua stessa condizione dopo la legge Basaglia ma certamente non si può dire che vive in un Paese che abbia fatto qualcosa dopo la chiusura dei manicomi. Un Paese in cui si applica il famigerato TSO che non è altro che la costrizione in letti di contenzione dei malati e spesso causa di loro morte dopo atroci sofferenze ed abusi di cui spesso non si sa niente.
 Tutti i pennivendoli ed i mezzobusti italiani si sono scagliati a scorticare dal vivo questa figura, a violarne il diritto alla privacy. Anche la famiglia non è stata risparmiata ed i vicini di casa sono stati lungamente interrogati alla ricerca di uno scoop, di qualcosa che in qualche modo collegasse l'attentatore di Berlusconi magari alla Sezione di Rifondazione Comunista o addirittura agli anarchici
insurrezionalisti famosi nelle veline delle Questure.
 Credo che la vittima di Tartaglia, il Presidente del Consiglio Berlusconi, dovrebbe chiedere la tutela
del suo attentatore dicendo alla ciurma di esagitati che da ieri è in stato di isterica esaltazione di darsi come si suol dire  una "calmata".
  Oggi  il Ministro Maroni riunisce il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica a Milano. Dovrebbe
cominciare con una autocritica: non ha saputo difendere la sicurezza e la vita del Presidente del Consiglio. Non si capisce come la guardia del corpo di Berlusconi e le forze di polizia presenti in piazza non siano riusciti ad evitare l'avvicinamento di una persona che a guardarla adesso sembra visibilmente disturbata e che ha tirato un oggetto  certamente da poca distanza. Un oggetto che non ha incontrato alcuna barriera prima di giungere a devastare la faccia di Berlusconi.
  In quanto al clima di odio e di violenza e gli appelli a tutte le parti di abbassare i toni ai quali si uniscono esponenti della opposizione osservo che la violenza è di una sola parte e che non si può non reagire alzando la voce quando si attaccano i magistrati come pazzi, si annunzia all'estero la fine della Costituzione, si dà dispregiativamente del comunista al Capo dello Stato ed alla Corte Costituzionale.
  La faccia insanguinata di Berlusconi viene esposta con insistenza isteria in tutte le televisioni. Viene fatta vedere e rivedere come le Torri Gemelle dopo l'attentato dell'11 settembre. Lo scopo è lo stesso: suscitare ribrezzo ed odio per l'attentatore che non potendo dargli del comunisti si dice che è stato plagiato influenzato ed indotto al male dalla propaganda della sinistra.
  Ho abbastanza anni per ricordare i Presidenti del Consiglio della DC Fanfani, Moro, Andreotti,
Rumor, Piccoli, Colombo....... Li rimpiango tutti.  Si sforzavano di esercitare il loro alto magistero
superpartes e lasciavano al loro Partito il compito di polemizzare con l'opposizione.
 Non c'è discorso di Berlusconi che sia superpartes. E' un continuo ossessivo incitamento all'odio.
Ha recuperato la categoria dei "comunisti" come se vivessimo dietro la cortina di ferro ed occupa il potere come una ameba non rispettando niente e nessuno.
  Spero che Maroni non rimetta in discussione il diritto di manifestare. Spero che non chiudano Milano in un reticolato. La risposta alla tensione suscitata ieri dal ferimento del Primo Ministro è
nella politica e nella cessazione degli attacchi alla Costituzione.
  Ma, da quando si sente, non sarà così. La destra utilizzerà l'episodio di Milano per costringere l'opposizione al silenzio e per andare avanti nella sua linea di sfascio delle regole comuni di convivenza.
  I massmedia italiani si stanno prestando a quest'uso strumentale del fatto di ieri. L'operazione forse più sporca l'ha compiuto stamane Corradino Mineo di Rainew24 intervistando la figlia di Tobagi. Stamane si è parlato di terrorismo, di brigate rosse, di sinistra violenta. L'assassinio di Tobagi non c'entra per niente con l'insano gesto di Tartaglia. Ma l'evocazione del terrorismo fa comodo a chi vorrebbe subito leggi liberticide.
 Sono con Rosy Bondi. Le sue parole sono parole di verità e di giustizia.
Pietro Ancona
                                                                            ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, December 16, 2009 8:40 AM
Subject: Di Pietro come Matteotti?



 Di Pietro come Matteotti

  La conventio ad escludendum era un tacito accordo politico  nella prima Repubblica che, pur rispettando il prestigioso e forte PCI, lo escludeva dalla partecipazione dal  governo o soltanto dalla  maggioranza parlamentare. Il PCI, pur escluso, godeva di  stima in  tutti i ceti della società italiana da contribuire alla formazione delle leggi della Repubblica, specialmente di quelle riguardanti i lavoratori e questo era accettato ed anzi cercato e voluto dalla DC e dai suoi alleati. Tra questi i repubblicani di Spadolini erano tra i più aperti verso l'opposizione. La conventio ad escludendum era estesa al PSI fino a quando questi non intraprese la via dell'autonomia al Congresso di Venezia, autonomia che sviluppo l'idea della cosidetta "apertura a sinistra" e cioè la partecipazione  prima esterna e poi diretta del PSI al Governo. Il decennio del primo centro-sinistra fu fecondo di grandi e significate riforme sociali ed economiche che fecero progredire e prosperare il Paese inserendolo pienamente nella comunità europea. Furono gli anni della nazionalizzazione dell'industria elettrica e della scuola media unificata, del divorzio, della riforma agraria, della modernizzazione dell'economia  della riforma fiscale culminati nel 1970 con lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori. Le masse popolari italiane conquistarono diritto alla piena cittadinanza ed alla gestione dello Stato. Nel 1979 per volontà del grande statista Aldo Moro e per la svolta impressa al PCI da Enrico Berlinguer
si associò per la prima volta il PCI al governo, ma l'uccisione di Moro e l'ostilità degli americani e dei sovietici mise subito fine all'esperimento.
 Oggi ci troviamo difronte ad una rinnovata conventio ad escludendum  ma in condizioni politiche assai peggiori e con Governo ed un Parlamento sempre più insofferenti verso la Costituzione e le regole della convivenza democratica. La destra al potere ha in corso da anni una forte campagna di criminalizzazione di quanti non condividono la loro visione della politica e dello Stato. Guidata da
Berlusconi la destra marcia verso un regime presidenzialistico con una ipertrofia del ruolo e del potere
del Capo del Governo e la subordinazione di tutti i poteri dello Stato nelle sue mani. Come Mussolini che sosteneva l'unicità del potere contro la tripartizione liberale introdotta dall'illuminismo Berlusconi
vuole la sottomissione della Magistratura e del Parlamento al suo potere. Sul piano sociale, nonostante la sostanziale subordinazione della CGIL alla linea liberista di progressivo smantellamento dei diritti dei lavoratori, si vuole  la sua esclusione dalla concertazione che, come sostiene Sacconi, deve essere di "complicità" dei sindacati con il padronato. Una conventio ad escludendum sindacale che già opera nei confronti della pur moderata e "responsabile" Fiom esclusa dalla stipula del contratto nonostante la sua preponderante rappresentatività.
 Veltroni ha stipulato con la destra italiana una conventio ad escludendum non solo dal Governo ma addirittura dal Parlamento per i partiti comunisti dopo aver dichiarato che mai e poi mai avrebbe fatto un governo con loro. Questo accordo che ha indebolito enormemente l'opposizione alla destra straripante  è stato rinnovato a quanto pare da Bersani con Berlusconi durante la visita al San Raffaele. Bersani si è impegnato ad isolare Antonio di Pietro e la sua Italia dei Valori abbandonandolo
al linciaggio della destra. Ieri, alla Camera, dopo la minacciosa lista di prescrizione stesa dal piduista Cicchitto, la maggioranza del PDL ha abbandonato platealmente l'aula al momento in cui Di Pietro
ha pronunziato il suo discorso pieno di accuse e di contestazioni al Governo per il pesante clima sociale e politico che opprime l'Italia. Bersani è persona onesta e viene da una lunga militanza di sinistra. Ma credo che stia sbagliando di grosso a fidarsi di Berlusconi ed a pensare di potere stipulare accordi per cambiare la Costituzione con Berlusconi, Bossi ed i loro pretoriani.Fare accordi con la destra è irrealistico tranne nel caso di una  sua grossissima convenienza politica. Isolare Di Pietro perchè  occupa lo spazio di sinistra abbandonato dal PD è un suicidio politico dal quale il PD uscirà ancora più snaturato.
 Sono un vecchio socialista e non ho avuto simpatie per Di Pietro e per la sua IDV che mi è spesso sembrata inquinata da personaggi di scarsa affidabilità. Debbo però dire che nel corso di questi ultimi anni Antonio  Di Pietro è cresciuto politicamente e moralmente. Il suo coraggio nella difesa della democrazia e dei lavoratori è ammirevole e costituisce una speranza per tantissime persone. E' l'unica voce di sinistra rimasta in Parlamento dopo l'espulsione dei comunisti dei socialisti e dei verdi. Il suo discorso di ieri mi ricordava molto quello pronunziato da Giacomo Matteotti poco prima di essere ucciso dai killers di Mussolini e dei Savoia.
 Assieme a Rosy Bindi combatte a viso aperto questo Regime mentre una parte considerevole del
PD anela all'accordo con il PDL. Sul piano dei diritti dei lavoratori gli esponenti ed i tecnici del PD assieme a quelli della maggioranza hanno privato i lavoratori del diritto di ricorrere ad un giudice per avere giustizia. I Magistrati sono stati privati del diritto di esprimersi nel merito delle controversie sindacali. Una ferita enorme alla Costituzione alla quale Letta, Ichino, Treu e lo stesso Bersani non sono estranei.
  Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, December 16, 2009 3:05 PM
Subject: guantanamo si trasferisce in Illinois

Guantanamo si trasferisce in Illinois

 Per potere dare una qualche giustificazione alle loro guerre predatorie infinite, gli Usa si sono inventati il terrorismo islamico, AlQaeda, Bin Laden, l'attacco alle Torri Gemelle. Per dare fisicità e consistenza a questa invenzione avevano bisogno di fare dei prigionieri, di condurli in un posto inaccessibile a tutto il mondo, di sdradicarli dalle loro patrie e dalle loro famiglie che non hanno mai più rivisto, di torturarli tutti i giorni con le più spaventose, allucinanti torture, per estorcere loro confessioni o per acquisire notizie relative ai combattenti che nei loro Paesi di battono contro gli Usa ed i loro vili e servizievoli alleati. Tutto coperto dal segreto più impenetrabile. Tutti in zona franca dalle convenzioni e dalle leggi internazionali che tutelano i diritti umani e dei prigionieri di guerra.
 Per otto anni  tante persone, non sappiamo nè sapremo mai con esattezza quante, sono state detenute e continuano ad  esserlo. Non risulta che nessuna di loro si sia dichiarata colpevole. Se qualcuno lo ha fatto bisogna comprendere che le confessioni estorte sotto tortura non hanno alcuna
validità.
 Oggi Obama, il Presidente Nero Wasp, realizza un altro progetto di Bush: il trasferimento dei prigionieri dei prigionieri di Guantanamo in una prigione dell'Illinois. Il dibattito civile ed umanitario che si è aperto nei massmedia occidentali è singolare, straordinario per cinismo, crudeltà ed indifferenza dei diritti. Si discute dei benefici economici che i prigionieri porteranno allo Stato dello Illinois Qualcuno quantifica in circa un miliardo di dollari ogni quattro anni e nella creazione di lavoro per circa tremila persone da occupare ai servizi della base. Insomma, gli americani dopo essersi inventate le guerre più sanguinarie ed assurde per creare ricchezza  ed occupazione all'industria militare , ora si inventano anche i prigionieri da tenere sotto chiave soltanto perchè procurano
convenienza economica. Perchè la popolazione dell'Illinois dovrebbe voler la liberazione dei carcerati
se questi le tornano  utili? Insomma, la guerra ed i trattamenti disumani di segregazione di tanti innocenti conquistano un consenso di massa nella convenienza dei tremila lavoratori della Nuova Guantanamo, delle loro famiglie e di quanti vivono indirettamente del reddito che scaturisce dalle torture di tante persone.
  E' terribile che i prigionieri di Guantanamo non abbiano nome. Non si sa niente di loro e delle loro disgraziate vite. Ci hanno fatto vedere la foto, una brutta foto di una persona quasi scamiciata ritratta
per esaltarne la bruttezza, autoaccusatasi di avere organizzato (sic!!) l'attacco alle Torri Gemelle. Il Ministro della Giustizia e lo stesso Obama si sono affrettati a dichiarare che chiederanno la pena di morte. Non abbiamo mai sentito la voce di questo prigioniero. Non sappiamo in quali condizioni si svolgerà il processo se sarà civile o militare. Non sappiamo niente ed è difficile che sapremo mai niente.
  L'Occidente che contesta il mancato rispetto dei diritti umani alla Cina, alla Russia, alla Birmania, all'Iran ed in genere a tutti coloro che vorrebbe sottomettere, si guarda bene dal chiedere notizie dei prigionieri di Guantanamo. Semmai, se  qualcuno di loro, liberato dopo anni di sofferenze, viene liberato e non può nè deve rientrare a casa per ordine degli USA, si discute all'infinito  se accettarlo o  no come se si trattasse di Hitler o del Mostro di Londra!!
  L'ONU pare che non abbia niente da dire su questo indecente scandalo dell'Impero! E' sollecito soltanto quanto gli americani hanno interesse a mettere in difficoltà o destabilizzare una nazione di cui non tollerano l'autonomia. Gli USA non sono mai stati processati per l'uccisione di Mossadeq, di Allende, di Sadam Hussein, per la morte in prigione di Milosevic, per il colpo di Stato contro Zelaja in Honduras etc...etc... Ma con protervia continuano  ad accusare l'Iran di essere illiberale e di volere la bomba atomica senza naturalmente chiedere ad Israele di rinunziare al suo arsenale nucleare pericoloso per tutte le nazioni del Vicino Oriente.
  Ora che le persone senza voce, senza nome, senza diritti sono in prigione in Illinois vedremo se qualcuno dentro gli USA o altrove solleverà la richiesta di una inchiesta internazionale e si porrà il problema della durata delle carcerazioni decise da autorità militari e dai servizi segreti.
  Pietro Ancona
                                                                                       ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, December 17, 2009 10:51 AM
Subject: Bersani e la Sicilia

Bersani e la Sicilia

 Il PD di Bersani  accelera il passo ed estremizza la sua vocazione governativa. Si offre in Sicilia alla collaborazione con Lombardo, espressione di uno dei due blocchi di potere in cui si è divisa l'enorme maggioranza di centro destra che va dall'UDC di Cuffaro al PDL di Miccichè ora separato da quello che fa capo a Schifani ed Alfano.
 Il blocco di maggioranza costituito dall'autonomista Lombardo e dal PDL si è sfasciato sulla questione del "possesso" della sanità e la frattura si è progressivamente allargata a tutti gli altri settori della spesa pubblica regionale.
 La disponibilità alla collaborazione con Lombardo del PD è stata resa nota dallo stesso Bersani in una nota che fa propria la linea di una parte del PD siciliano.
  Nello stesso tempo Bersani ed i suoi "posano" Vendola in Puglia. Lo cacciano via e propongono un altro candidato al suo posto. Non si tiene in nessun conto il giudizio sull'opera della giunta pugliese. Bersani obbedisce alla conventio ad escludendum del nuovo  arco post-costituzionale dal quale sono rigorosamente esclusi i partiti comunisti.
 Per quanto Lombardo ed il gruppo che lo sostiene stia in "freddo" con Berlusconi non si può dire
che abbia una linea sul piano politico e sociale diversa da quella della destra. La "sciarra" (lite) non ha nobili motivi, nasce per il possesso della "cutra" (coperta) cioè del bottino di risorse da spartire ai propri clientes. Nonostante l'enorme quantità di risorse di cui dispone la Sicilia grande è l'indebitamento ed assai magre le risorse che sono residuate al grande saccheggio di questi anni. Basti pensare che mentre Palermo è sepolta dall'immondizia assieme a tantissimi altri centri della Sicilia gli Ato, organismi di gestione misti pubblici privati  spendono moltissimo per mantenere ventisette consigli di amministrazione e la burocrazia che è stata inventata per tenerli in piedi. I processi di privatizzazione avviati in Sicilia sono stati e sono soltanto un foraggiamento delle clientele  caricato sulla groppa  della popolazione che paga l'acqua e gli altri servizi locali a carissimo prezzo.
 Non so se si farà la nuova esperienza milazziana. A suo tempo destra e sinistra in Sicilia si unirono
contro la DC di Fanfani su una piattaforma di rivendicazioni regionaliste.  Silvio Milazzo parlava
di montagne di miseria che opprimevano l'Isola. Lombardo si limita a rivendicare maggiori risorse da distribuire ai suoi clientes. Niente cambia nell'attitudine del  PD erede del PCI a fare politicismo, a privilegiare le posizioni di potere e di governo su ogni altra cosa. Da Macaluso a Bersani sono solo passati cinquanta anni ma la linea è sempre quella della nomenclatura comunista e delle sue aspirazioni ai privilegi della "stanza dei bottoni".
  Contrariamente a quanto si possa pensare  non è operazione conflittuale con il PDL e non esclude
altri passi avanti nella omologazione del PD nella linea di Berlusconi. La destra ha le idee chiare ed un progetto preciso: fare dell'Italia una repubblica presidenziale con un potere monarchico assoluto del Capo del Governo. Per giungere a questo risultato deve disarticolare l'opposizione. Per questo c'è una campagna di odio verso il partito di Antonio Di Pietro e quella parte di giornalisti che resiste al regime e ne denunzia gli eccessi. Può darsi che il patto proposto da Casini e quello proposto da Forza Italia che comprende l'UDC ed il PD ed esclude Di Pietro e la sinistra alla fine si sovrappongano e diventino un'unica realtà politica. Per giungere alla perfetta sovrapposizione una spintarella potrebbe essere data da una rinverdita strategia della tensione con la scoperta di qualche bomba collocata dagli anarchici. Anarchici che scelgono come obiettivo l'Università (!!) ed un CIE. Naturalmente Maroni si è affrettato a dichiarare che la cosa è seria.
Pietro Ancona


http://www.siciliano.it/news.cfm?id=3153
http://www.fainotizia.it/inchiesta/i-costi-del-sistema-politico-e-burocratico-siciliano
http://palermo.repubblica.it/dettaglio/Lupo:-Nessun-appoggio-esterno-a-Lombardo/1806238?ref=rephp

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From: pietroancona@tin.it
To: lettere@nuovavenezia.it
Sent: Friday, December 18, 2009 1:42 PM
Subject: due prefetti che onorano l'Italia

Due Prefetti che onorano l'Italia

 
 A distanza di un anno dalla rimozione del Prefetto di Roma Carlo Mosca che si era opposto alla schedatura ed al prelievo delle impronte digitali dei bambini Rom, anche il Prefetto di Venezia  Lepri Gallerano segue la sua sorte per non avere impedito alla comunità rom di prendere possesso delle trentotto casette costruite dal Comune di Venezia per sottrarli ai disagi della bidonville che abitavano. Il Prefetto di Venezia sarà trasferito a quanto pare in Sicilia rinverdendo una tradizione del vecchio stato sabaudo
che "puniva" i funzionari sgraditi inviandoli nelle isole, considerate sedi disagiate. Non sappiamo quanti altri casi di discriminazione avvengono nella pubblica amministrazione controllata con spirito fazioso dalla destra. E' certo che prima ancora di vincere le elezioni venete la Lega fa una sorta di
pulizia etnica preventiva per assicurarsi un corpo burocratico  docile e disponibile ad essere plasmato dalla ideologia razzista.
 I due Prefetti rimossi onorano la tradizione liberale e democratica dello Stato italiano antifascista capace di leggere ed applicare le leggi alla luce della Costituzione e dei suoi grandi principi. Il Ministro Maroni probabilmente avrebbe voluto che si creassero ostacoli burocratici insormontabili per l'assegnazione delle casette ai rom. Credo che questa comunità continuerà ad essere nel mirino dei leghisti e non avrà vita facile. Quando tutta l'amministrazione pubblica si sarà omologata con la quasi certa vittoria leghista alle elezioni regionali, tutto il Veneto diventerà una immensa prigione, un lager nel quale i Rom potranno subire soprusi e violenze di ogni genere con il consenso di parte della popolazione che da anni viene aizzata all'odio per i diversi.
 Questo inquietante episodio di "normalizzazione" fascista avviene mentre D'Alema sventola la bandiera bianca della resa incondizionata alla destra rendendosi disponibile ad una legge ad personam
che salvi il Presidente del Consiglio dai processi. Una resa incondizionata   che è già avvenuta sul terreno sociale con la progettazione e l'approvazione assieme alla destra di misure che alterano profondamente il diritto del lavoro. I lavoratori italiani, abbandonati dalle Confederazioni nelle mani di un padronato che li ha profondamente umiliati, stanno perdendo, una dopo l'altra, tutte le garanzie che
una legislazione illuminata e progressista aveva creato in tanti anni. Stanno perdendo anche il diritto di ricorrere alla Giustizia! Cinque milioni di loro vengono ricattati da contratti brevi con salari di fame ed una campagna di odio viene alimentata dal Governo per i lavoratori a tempo indeterminato che comunque non hanno alcuna speranza di migliorare il loro salario. L'Italia è un Paese in cui da un lato c'è gente che esporta all'estero ricchezze immense frutto dello sfruttamento altrui e di un mercato inesistente e dall'altro  milioni di infelici  che vivono al limite
della sussistenza. Il divario tra ricchi e poveri cresce di giorno in giorno, si può dire di ora in ora, specialmente con la privatizzazione dei servizi che rincarano beni essenziali come l'acqua ed il trasporto.
 Intanto la destra ha già alzato il patibolo per Di Pietro, reo di non essersi unito al coro cortigiano
di osanna al Capo del Governo che ha ricevuto a Milano le stimmate del martirio come Padre Pio.
 Di Pietro si è limitato ad osservare che se c'è violenza questa viene istigata dal Capo del Governo e dai suoi giornali e dai suoi famigli. Basta vedere la registrazione del comizio di Milano per rendersene conto. E' stato abominevole il tentativo perseguito per giorni di legare in qualche modo il gesto di Tartaglia ai "cattivi maestri" della sinistra additati dal piduista Cicchitto al linciaggio pubblico.
 Ma il progetto del taglio a sinistra perseguito lucidamente dalla destra va avanti con la compiacenza di molti settori del PD. Ieri è stata resa extraparlamentare la sinistra comunista, oggi si criminalizza l'opposizione di Di Pietro. L'unica opposizione accettata dal Monarca e dal suo Regime è quella che accetta la rinunzia a tutti i suoi diritti, a cominciare dal diritto di discutere in Parlamento trasformato in votificio.
  I regimi non vengono creati soltanto dagli aspiranti  dittatori e dalle loro ciurme fanatizzate ma anche dalla arrendevolezza e compiacenza delle opposizioni che cessano gradatamente di essere tali.
 Pietro Ancona


http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/cronaca/prefetto-rom/prefetto-rom/prefetto-rom.html
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/11/14/prefettura-mosca-lascia-il-posto-pecoraro.html

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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Saturday, December 19, 2009 9:03 AM
Subject: : Il capitalismo distrugge il mondo

Il capitalismo distrugge il mondo


 Il fallimento del vertice sul clima di Copenaghen ampiamente previsto è puntualmente arrivato. La Cina che nella folle corsa alla occidentalizzazione della sua economia alla quale ha sacrificato il suo paesaggio, la sua cultura, la sua stessa identità e milioni di vite umane distrutte dall'inquinamento e dal feroce sfruttamento schiavistico delle fabbriche, non ha voluto accettare di moderare la crescita del suo PIL, il nuovo Idolo Molok. Gli USA che consumano la massima parte delle risorse del pianeta
e che sono restii a porre freni vincoli e regole alle multinazionali dalle quali sono controllati sono giunti all'appuntamento mondiale di Copenaghen con una posizione debolissima di un Barak Obama che è oramai la larva di se stesso o almeno della immagine di se che aveva offerto durante la campagna elettorale. Il capitalismo sta distruggendo il pianeta nel quale viviamo usando anche il regime "comunista" più potente e più ricco del mondo avviato in una folle corsa verso una produzione senza fine per consumi senza fine allo scopo di creare non benessere per il miliardo di esseri umani cinesi
ma una casta di qualche migliaia di  miliardari-mandarini che contempleranno  le ombre degli schiavi che brulicano notte e giorno nelle città immerse nello smog dall'alto di grattacieli copiati da New York. La fuoriuscita dell'economia cinese dal socialismo per un liberismo selvaggio ed atroce nelle sue crudeltà sociali è il micidiale additivo di cui il mondo non aveva bisogno per precipitare verso la fine.
 La natura si ribella e già ne avvertiamo terribili segnali nello scioglimento dei ghiacci e nella intensificazione degli uragani. L'inquinamento delle città produce mortalità da cancro in misura oramai epidemiologica.Il capitalismo e la sua diffusione nel pianeta è la catastrofe, una bomba ad orologeria che farà saltare ogni equilibrio. I rifiuti velenosi delle industrie hanno avvelenato l'Africa e i mari che la bagnano mentre una immensa isola di rifiuti di plastica navica negli oceani e uccide i pesci.   Nei prossimi anni andrà sempre peggio ma sarà sempre difficile trovare un punto di accordo per congelare la situazione e poi invertire la tendenza. Non esiste una forza morale capace di aggregare le forze necessarie a ricondurre la speranza di un clima "normale".
 Soltanto una vittoria del socialismo e la realizzazione di un modello di sviluppo diverso basato sopratutto sui consumi collettivi e sulla riduzione dei consumi individuali potrebbe combattere il crescente degrado del mondo. Ma questo è  fuori dalle concrete prospettive politiche anche se la crisi finanziaria del capitalismo è assai lontana dall'essere chiusa e la disoccupazione dilagante in tutto l'Occidente ne è la spia. Insomma,  la fine della storia profetizzata da Fukuyama come vittoria del capitalismo e suo trionfo sull'umanità è davvero alle porte ma è la fine dello stesso pianeta.
 Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, December 20, 2009 8:42 AM
Subject: la massa gelatinosa del PD


 LA MASSA GELATINOSA DEL PD

 Il Parlamento italiano è stato snaturato dal centro destra che lo ha trasformato in poco più di un luogo di ratifica dei decreti del Governo ma assolve ad una funzione di omologazione
tra i suoi membri che, a parte il gruppo che fa capo a Di Pietro, si possono considerare dello stesso partito seppur divisi in Pdl, PD e UDC. Non esistono differenze sostanziali  tra maggioranza ed opposizione. Le differenze che ancora esistono non si trasformeranno in contrapposizione se Berlusconi ed i suoi non forzeranno la mano e vorranno assai di più di quanto il PD possa cedere senza destare troppo scandalo. Ma la soglia di accondiscenza alle voglie della destra si abbassa nel Pd di giorno in giorno. Non esiste argomento sul quale non è possibile sperimentare le possibilità di
accordo.
 La posizione di D'Alema, condivisa da  Scalfaro e Violante e da tanti esponenti del suo partito, di accordare una legge ad personam a Berlusconi  è  un momento di abbassamento della soglia di tollerabilità delle pretese della destra e non è detto che non si realizzi e non venga seguito da altre importanti capitolazioni riguardanti questo o quel punto della Costituzione.  D'Alema ha fatto l'elogio dell'inciucio, cioè del compromesso di retrobottega e di convenienza tra forze diverse ed ha tirato in ballo addirittura i patti lateranensi. Io sono sempre stato contro i patti lateranensi che limitano la sovranità dell'Italia facendone uno Stato concordatario ma  paragonare Berlusconi alla Chiesa mi sembra una forzatura. La scelta del PCI di Togliatti di votare l'art.7 della Costituzione aveva il significato di includere le forze cattoliche nel progetto di ricostruzione dell'Italia per  farne una democrazia avanzata. Può darsi che questa scelta fu sbagliata come ritenne Pietro Nenni ed altri autorevoli laici della Costituente, ma ebbe motivazioni assai distanti dalla volgarità di un salvacondotto
a persona che deve rendere moltissimi conti alla Giustizia italiana.
 Sono molto colpito dal fatto che nel PD che si articola nelle tre mozioni proposte dai tre candidati alla Segreteria non ci sia posto per una mozione di sinistra. Si è riunita a Cortona la mozione che fa capo a Franceschini. A leggere la diplomatica ed assai soft relazione del Prof. Michele Salvati non si
capisce in che cosa il PD non sia d'accordo con la destra italiana. La questione sociale non viene richiamata e viene sempre privilegiata una visione dell'economia in cui i lavoratori non hanno altra funzione che quella di essere utensili umani del ciclo produttivo. Basterebbe una leggera sforbiciatura
delle posizioni più oltranziste della destra per condividere tutto.
 La destra italiana ha una forte, fortissima identità ideologica ed un pensiero forte che confina da un lato con il razzismo e dall'altro con le posizioni della Cisl, dell'Uil e di parte della CGIL sulle questioni riguardanti il lavoro. Ha le idee chiare sugli obiettivi da raggiungere ed un progetto per realizzarli in fasi successive, con moduli che si mettono insieme nel tempo. Non molto tempo ma quello di questa legislatura. Per ora il suo obiettivo è isolare nel PD quanti resistono non solo al pensiero unico ma all'avvento del partito unico seppur diviso in due formazioni politiche a cominciare da Rosy Bindi additata assieme a Di Pietro al ludibrio ed all'odio pubblico. Riforme costituzionali, politica economica, politica sociale, politica estera filo USA e filo Israele sono affrontate e filtrate da una forte ideologia che si propone come ispiratrice della trasformazione in fase assai avanzata di realizzazione dei tratti del Paese. L'affermazione di Berlusconi al momento della sua discesa in campo "rivolterò l'Italia come un calzino" si sta materializzando con l'aiuto diretto o indiretto del PD.
 A fronte della fortissima identità ideologica e politica della destra, il PD è un partito gelatinoso ed incerto nella sua identità. Ha dentro di sè ancora qualche riflesso proveniente dal passato del PCI e della DC ma il grosso delle sue posizioni è fortemente contaminato dal liberismo e dal post-costituzionalismo della destra. In più il PD del Nord è succube del razzismo leghista tranne rare eccezioni sempre più malsopportate come quelle di Cacciari e della Bresso. Ma entrambi saranno esclusi dalla prossima competizione elettorale.
 La disponibilità espressa dal PD siciliano e da Bersani in persona per un governo "milazziano" con Lombardo ancora criticato seppur sempre più debolmente da Rita Borsellino e da altri è frutto di
un gravissimo disorientamento ideale che considera la politica soltanto all'interno delle oligarchie che controllano il Palazzo.
 Potrebbe anche avverarsi che le cose evolvano verso il peggio. Può darsi che Berlusconi e la sua banda vogliano ridurre l'Italia ad una masseria amministrata soltanto da loro per loro e per la borghesia parassitaria e asociale che rappresentano  e che non vogliano condividere niente nè col PD nè con altri.
 Pietro Ancona

http://roma2011.blogosfere.it/2009/12/area-democratica-a-cortona-lintroduzione-di-salvati.html
http://catania.blogsicilia.it/2009/12/pierluigi-bersani-benedice-lalleanza-con-raffaele-lombardo/
http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/giustizia-22/dalema-elogio/dalema-elogio.html

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From: pietroancona@tin.it
To: fiom.sicilia@cgil.it
Sent: Wednesday, December 23, 2009 12:40 PM
Subject: si farà lo sciopero generale in Sicilia


Sicilia: Fiat, si farà lo sciopero generale?
“Il problema è strutturale, l’unico modo per risolverlo sarebbe spostare la Sicilia e metterla vicino a Piemonte o Lombardia”. Lo ha dichiarato Marchionne, enfant prodige dell’industria automobilistica mondiale, vezzeggiato nelle due sponde dell’Atlantico per le sue superumane capacità manageriali di eccezionale imprenditore e finanziere insieme, l’uomo dal maglione indossato per distinguersi dal resto dei comuni suoi colleghi, che ha chiuso con queste parole la questione della presenza Fiat in Sicilia. Però si è detto anche disponibile ad incassare altri soldi dalla regione Sicilia per studiare un piano di utilizzazione diversa degli stabilimenti perchè, secondo lui, il problema qui è strutturale e riguarda la collocazione geografica della Sicilia. Dichiarazioni sprezzanti, le sue, che non trovano la necessaria energica replica in Sicilia da un governo disastrato e da un’assemblea in preda a lotte di potere tra i diversi gruppi della maggioranza. Ma se da un lato ci sono le parole di Marchionne, sull’altro piatto della bilancia ci sono le condizioni degli operai Fiat di Termini Imerese che si ritroveranno senza un lavoro e senza sbocchi di alcun genere nel mestiere che ormai sanno fare. Ma tutto questo succede anche perchè la nostra Europa dà il massimo di libertà e potere agli imprenditori e sta distruggendo pian piano le regole del diritto del lavoro e per questo la Fiat si può permettere di pagare gli operai polacchi a meno di 400 euro al mese e di imporre alle sue fabbriche un clima di terrore, peggiore di quello che Valletta aveva instaurato a Torino prima del 68.Ma anche in Sicilia la Fiat si è comportata e continua a comportarsi male, come scrive alla nostra redazione Pietro Ancona che aggiunte: “Epifani si è limitato a notare che “non può esprimere un giudizio positivo”. Angeletti ha deprecato l’internazionalizzazione dell’azienda e Bonanni ha praticamente strizzato l'occhio. Avrebbero dovuto annunziare, d’intesa con le loro strutture regionali, lo sciopero generale in Sicilia e respingere il piano al mittente. Non lo hanno fatto perchè oramai da molti anni si limitano a registrare in modo quasi notarile le decisioni degli industriali ed a sottoscriverle. Un atteggiamento questo, talmente radicato, talmente forte, che ha indotto tutte le categorie della CGIL a firmare accordi sindacali sulla base del nuovo modello contrattuale a suo tempo rifiutato dalla loro Confederazione. Ora se la logica multinazionale della Fiat la porta a decentrare le sue produzioni all'estero questo non può significare che i suoi impegni italiani debbano subire una erosione fin quasi alla scomparsa degli stabilimenti. La Costituzione assegna una funzione sociale all'azienda che non può essere ignorata. Si pongono diversi problemi che vanno affrontati e che comportano una strategia del tutto diversa dei sindacati e delle forze politiche a cominciare dalla lotta per livellare verso l’alto le condizioni salariali e normative dei lavoratori europei. Non dovrebbero essere ammesse differenze salariali così enormi per i lavoratori dell’ex est e si dovrebbero vincere le resistenze degli Stati che magari considerano i bassi salari della loro classe operaia un’opportunità per il loro sviluppo. Bisognerebbe ottenere il salario minimo garantito su base europea e norme comuni sull'orario di
lavoro che percorrano all'incontrario la strada fin qui percorsa dalla UE.
Tutte le operazioni di decentramento all'estero dovrebbero essere politicamente controllate. Si deve garantire l’occupazione dei lavoratori Fiat e dell'indotto senza se e senza ma. Intanto è necessaria una seduta straordinaria dell’assemblea regionale siciliana per una ferma presa di posizione anche nei confronti del governo nazionale che di fatto si è piegato al diktat della Fiat che ha zittito il Ministro Scaiola. Ma la proclamazione dello sciopero generale dovrebbe essere immediata – continua Ancona – e si dovrebbe fare entro i primissimi giorni di gennaio. Soltanto il recupero e la messa in campo di tutta la capacità di lotta dei lavoratori siciliani può bloccare la corsa verso la disgregazione sociale e lo sfascio della convivenza civile”.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Friday, December 25, 2009 11:31 AM
Subject: Del finto perdono e del resto


 Del finto perdono e del resto

  Berlusconi ha perdonato Tartaglia e nello stesso tempo ha invitato i giudici ad essere molto severi.
Insomma in una richiesta vendicativa ha inserito la parola-ingrediente "perdono" perchè la batteria massmediatica al suo servizio potesse usarla, come di fatto l'ha usata, per lodarne la magnanimità. I giudici che si occupano del caso Tartaglia debbono stare molto attenti. Se useranno le attenuanti per le misere condizioni psichiche dell'imputato rischiano grosso, magari l'accusa di non rendere giustizia al Presidente.  Intanto non vengono presi in considerazione gli arresti domiciliari e si delineano, per il futuro, soltanto alternative tra la detenzione "normale" e quella in manicomi giudiziari. Se verrà chiuso in uno dei sei ospedali psichiatrici giudiziari correrà il rischio di non uscirne più dal momento che l'internamento può essere prorogato a tempo indeterminato. Accade che persone condannate per reati di nessuna rilevanza chiuse in manicomio criminale possano restarci anche per tutta la vita  con penosissime esperienze di letti di contenzione ai quali vengono legati per tanto tempo anche per diecine di anni. In Italia, se si viene ghermiti dall'ingranaggio della giustizia può succedere di finire suicidi dopo anni di clausura per un reato di "oltraggio a pubblico ufficiale". E' accaduto. Della gente chiusura nelle carceri non si occupa quasi nessuno oltre i parenti e gli addetti ai lavori. Di quelli chiusi nei manicomi criminali non se ne parla in nessun luogo. Non viene fatto niente per migliorarne la condizione. Si discute da anni e tra gli esperti che almeno la metà potrebbero essere recuperati ad una quasi normalità. La condizione di segregazione peggiora la loro
condizione. Ma non se ne fa niente dal momento che, come per la legge Basaglia, nessuno pensa di creare alternative protette che possano favorire la liberazione.
L'Oligarchia che abita il Parlamento si tiene lontana dai luoghi terribili della detenzione psichiatrica. Soltanto la pattuglia radicale ha fatto qualcosa, ha denunziato, ha proposto modifiche. Purtroppo le cose non sono cambiate e tendono a peggiorare. Il Parlamento si occupa delle leggi che servono al Presidente del Consiglio per sfuggire ai tanti processi cominciati quando era soltanto un imprenditore
Ora si vuole riformare l'ordinamento giudiziario, ma soltanto per accrescerne il controllo politico più che il controllo sociale e democratico. Come per gli infortuni mortali sul lavoro ci si è adattati alla media mostruosa di quattro morti al giorno e di decine di migliaia di feriti, mutilati, malati l'anno, per le carceri ci si adatta ad una media di 70 suicidi l'anno. Dovremmo domandarci quali patologie celano queste cifre. Della gente chiusa e dimenticata nei manicomi criminali non ne parla nessuno. Quasi dieci anni fa la senatrice Finocchiaro fece una proposta ma a quanto pare è rimasta senza alcun seguito.
  Pietro Ancona


http://www.overlex.com/leggiarticolo.asp?id=1932   
http://www.opgaversa.it/il_manicomio_giudiziario_di_aversa.html   
http://www.osservatorioantigone.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1182&Itemid=2                                                                                 

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From: pietroancona@tin.it
To: pietro ancona
Sent: Saturday, December 26, 2009 5:58 PM
Subject: Occidente: crimini e menzogne



OCCIDENTE: CRIMINI E MENZOGNE

 I cittadini americani non hanno avuto il tempo di elaborare la notizia della confessione in video del soldato prigioniero dei talebani che - chiodo scaccia chiodo- con una tempestività davvero eccezionale i massmedia vengono catturati dalla notizia di un aereo in procinto di esplodere su detroit ad opera di un terrorista. Colpisce molto la seguenza video/soldato-aereo con terrorista. Introduce una parola che in questi giorni è molto importante per i militari americani: Jemen ( uno dei più bei paesi del mondo raro ed unico come Venezia che presto sarà distrutto).  Ribalta completamente il significato delle confessioni e della richiesta fatta dal soldato che confronta l'Afghanistan al Vietnam e dichiara di essere stato trattato bene senza essere torturato come i prigionieri di El  Ghrain. I talebani  non sono più le persone civili descritte dal soldato ma i terroristi di AlQaeda che stavano per fare saltare in aria un aereo con trecento persone. La guerra contro questa gente è giusta e deve essere continuata con l'invio di altre truppe, con altri bombardamenti, con altri massacri fino alla vittoria finale. Questa consiste nel consolidamento del regime di un tiranno corrotto
come Karzaj membro di una famiglia mafiosa di trafficanti di oppio che si sta arricchendo mentre il
popolo soffre la fame ed indicibili difficoltà.
 L'opinione pubblica americana è stata infantilizzata da anni di istupidimento televisivo e massmediatico impregnato dall'ideologia del pensiero unico. Non conosce gli orrori della guerra perchè New York, Boston, Washington e le altre città americane non sono mai state bombardate e difficilmente lo potranno essere in futuro. Non capiscono quindi le sofferenze dei cittadini di Bagdad o di Kabul o dei villaggi pakistani bombardati tutte le notti. Non conoscono gli effetti delle bombe all'uranio, al fosforo, al napalm se non per le malattie che i reduci portano a casa. Ma riescono a saperne molto poco dal momento che i veterani reduci dalle guerre coloniali contano molto poco e come i morti che vengono riportati in patria di notte ed in aeroporti chiusi al pubblico la loro voce, la loro disperazione difficilmente viene notata. Si  suicidano alla media spaventosa di una ventina al giorno ma i giornali raramente ne parlano.
   Se penso ai libri ed agli articoli di tanti intellettuali dell'Occidente come il filosofo francese Gluckmann o l'italiana Oriana Fallaci o all'ex  Presidente del Senato Pera della fondazione Carta Magna, nata per munizionare di argomenti l'occupazione coloniale dell'Islam che hanno financo
discettato sul "dovere dell'identità" e sulla superiorità dei "valori" della civiltà occidentale e li confronto alla distruzione dei resti della civiltà assiro-babilonese, alle città meravigliose ridotte in macerie ed avvelenate, alle popolazioni martoriate e terrorizzate dalle incursioni aeree  dai soldati di occupazione, dai contractors killers, provo rigetto, quasi un senso di vomito, di ribellione.
  Il mondo è nelle mani di una potenza controllata dai militari e dalle multinazionali. La democrazia è un involucro che avvolge un potere durissimo verso i poveri e verso quando non è americano e quindi non è stato unto da Dio.
Pietro Ancona


http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/12/Usa-Detroit-attentato-aereo.shtml?uuid=009b3b8a-f1fe-11de-a47c-099d76ded039&DocRulesView=Libero
http://news.google.it/nwshp?hl=it&tab=wn
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, December 27, 2009 11:00 AM
Subject: bandiera bianca, resa incondizionata


 Bandiera Bianca, resa incondizionata

 Ci avviamo all'anno cruciale della agonia della Costituzione con una dichiarazione di  Franceschini di resa incondizionata a Berlusconi ed alle sue pretese  Ha detto che la legge ad  personam per mettere il Presidente del Consiglio al riparo dai processi è una cosa possibile. Come si dice: "se pò fa..." Si ha anche notizia di una telefonata tra Berlusconi e Bersani. La TV mostra un Berlusconi ringiovanito, rinfrancato, sorridente. Sono appena passati tredici giorni dall'attentato di Milano  ma la sua faccia è liscia e rosea come quella di una fanciulla in fiore. Non c'è alcun residuo di  ematoma o di ferita. Eppure il taglio sotto l'occhio sembrava profondo. Dei denti che sarebbero stati fratturati, non sappiamo quanti, nessuna traccia. La bocca del tutto normale ed il sorriso o la risata di scherno non hanno alcuna difficoltà a dispiegarsi sul volto.
 Insomma, il triste episodio di cui ha parlato il mondo intero e che ha provocato una intensa profonda
ondata di solidarietà umana è diventato una sorta di spartiacque tra "prima" e "dopo". Prima il PD era contrario, decisamente contrario alla leggina ad personam e manifestava serie perplessità a mettere mano alla Costituzione con questa destra ornata dal razzismo di Bossi un razzismo che si annida anche all'interno sotto la voce "federalismo" e che vuole la rottura di ogni forma di solidarietà interregionale. Ora la strada è spianata verso una collaborazione che non dubitiamo sarà intensissima. Il Parlamento sarà messo al lavoro, sarà sotto pressione con il fiato al collo del Grande Manager, del Boss che avrà tanti difetti per come trascorre il suo tempo libero ma è sicuramente un grandissimo lavoratore capace di macinare quantità enormi di impegni. Non dubitiamo che il Presidente della Repubblica sarà ed è già nella partita. Non predica fino alla noia la "coesione"?  Ma un  Parlamento democratico non deve essere coeso. Deve essere articolato dialetticamente tra maggioranza ed opposizione. Eppure Napolitano sono anni che ci ossessiona  indicandoci la necessità di un clima collaborativo. In Italia questo significa assecondare Berlusconi in tutte le sue voglie. Non solo leggine per sfuggire a possibili certe condanne per reati commessi prima di diventare Presidente del Consiglio ma anche un rifacimento della Costituzione con azzeramento dei controbilanciamenti ed assoggettamento di parte della Magistratura al suo controllo. I Magistrati inquirenti diventeranno funzionari del Governo come i Questori.
 Sono passate due settimane e sembriamo lontani anni luce dall'idea di un Fini che potesse diventare espressione di una destra "civile", alternativa a quella di Berlusconi e Bossi.. Se Il Capo del Governo si accorda con l'opposizione e questa gli dà via libera per tutti i progetti di "riforma" che senso ha il ruolo che Fini stava cercando di darsi? Oramai è una carta bruciata.
 L'unico ostacolo ma non insormontabile resta Di Pietro ed il suo Partito. Di Pietro è sottoposto ad una cura intensissima di aggressioni quotidiane da parte dei giornali e delle tv del "partito dell'amore".
 Viene dipinto come un pericoloso avventuriero, un estremista, un nemico della pace degli italiani.
Deve essere isolato come un cane rognoso.  Si confida che il suo Partito, l'IDV, non regga a lungo agli attacchi ed al duro regime di isolamento. Non ha storia ed i suoi uomini non hanno forse la stoffa necessaria per resistere contro corrente ad attacchi che diventano sempre più ravvicinati, asfissianti.
 In quanto alla sinistra radicale, il pegno viene dato dal Duca delle Puglie, l'On.le D'Alema. Il PD non ricandida Vendola e lancia la candidatura di Emiliano. Gli elettorati PD e PDL diventano sempre più
simili e lo saranno ancora di più dopo il voto della leggina ad personam. L'isolamento della sinistra radicale e dei dipietristi intransigenti deve essere pieno.Debbono sprofondare nelle catacombe dell'extraparlamentarismo e messi fuori dagli accordi politici locali.
 Nasce in modo incruento un regime. Al posto della marcia su Roma abbiamo avuto Tartaglia ed il lancio della statuetta del Duomo di Milano. Un regime che si annunzia con la negazione bipartisan del diritto ai lavoratori di avere un giudice al quale appellarsi e con l'Italia popolata di lavoratori-stilisti appollaiati su torri per rivendicare il proprio diritto al lavoro ed alla vita. La scuola è già largamente sfasciata e centotrentamila insegnanti si ritroveranno nel giro di tre anni senza lavoro e quindi senza pane quotidiano. La Fiat diventa una multinazionale con il cervello in Italia ed il corpo all'estero. Ma l'oligarchia si ingrassa a dismisura. I consiglieri regionali piemontesi hanno diritto ad una buona uscita di circa centomila euro. Nel Veneto si fanno pagare anche le spese mortuarie. La casta politica costa
più dell'intero servizio sanitario nazionale. Questa casta politica è interessata alla "coesione".  Del paese non sembra importarle più niente. Le forze armate diventano SPA per sfuggire una noiosi controlli della Corte dei Conti e del Parlamento. Naturalmente una SPA deve essere sempre operativa e per questo dobbiamo rassegnarci all'idea di guerre infinite alle quali parteciperanno i nostri militari "portatori di pace".
Insomma, si adeguerà la Costituzione scritta a quella materiale che non si capisce bene che cosa sia. E' certo che i legami tra PDL e PD esistono e sono testimoniati dalla condivisione di tutta la legislazione del lavoro firmata nelle ultime due legislature che hanno spogliato i lavoratori di quasi tutti i loro diritti. Credo che pesino molto nella trattativa gli interessi "materiali" del PD nelle banche o nel settore cooperativo. Le Coop sono una grande potenza economica ma non hanno più niente dei tratti solidaristici del socialismo gestionale iniziale. Sono imprese del tutto simili a tutte le altre e non danno niente nè ai consumatori nè ai loro lavoratori dipendenti. Non mitigano le asprezze del sistema capitalistico ma lo accentuano. L'apertura di nuove Ipercoop a Palermo ed altrove, nel pieno consenso generale, è una spia assai significativa di che cosa sono oggi i partiti .
  Il Papa benedice quello che volgarmente continua a chiamarsi inciucio ma che ora viene ribattezzato come fase solidale di riforme e di bene nazionale.
pietro ancona

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, December 28, 2009 5:36 PM
Subject: Con Ahmanedinjed per la libertà dell'Iran



 Con Ahmanedinejd per la libertà dell'Iran

 Il giorno di Natale tre palestinesi della Striscia di Gaza che cercavano rottami di ferro nei pressi del Muro che Israele ha eretto per tenerli prigionieri  sono stati trucidati a colpi di mitraglia dai soldati. Erano in zona "interdetta". Questa è la parola usata dai massmedia occidentali per spiegare
la loro uccisione.Che fossero disarmati ed inermi non conta niente. Nello stesso giorno di Natale, in Cisgiordania, altri tre palestinesi sono stati  uccisi dentro le loro case sotto gli occhi dei loro figli. La "velina" diramata
dall'ufficio propaganda dell'esercito israeliano racconta che erano membri del partito AlFatah. A quanto pare è una condizione sufficiente per essere ammazzati. Le agenzie non raccontano se i cadaveri dei sei palestinesi siano rimasti in loco o restituiti alle loro famiglie. Potrebbe anche succedere che i loro organi vengano espiantati per facoltosi israeliani che ne hanno bisogno. Come i tedeschi di Hitler non sciupavano proprio niente dei cadaveri degli ebrei facendone financo sapone,
anche i corpi dei palestinesi sono stati  usati, (per quanto si è riusciti a sapere), come pezzi di ricambio. Non sappiamo se questa pratica è ancora in vigore.
 Intanto, con la fattiva collaborazione di Obama che sembra particolarmente scodinzolante ed accondiscente con la lobby sionista che lo controlla, l'Egitto sta costruendo un muro  di acciaio profondo trenta metri e lungo dieci chilometri,  in gran parte sotterraneo, tra il proprio territorio e la striscia di Gaza, per impedire che il milione e mezzo di Palestinesi che vi vivono prigionieri, puniti perchè a suo tempo hanno votato per Hamas,
non possano più scavare cunicoli per procurarsi il cibo, l'acqua e le medicine di cui hanno bisogno. Molti di loro sono morti asfissiati dai gas sparsi dagli egiziani e dagli israeliani. Oggi un pulmann di
testimoni di Pace è stato bloccato e sequestrato. E' vietato visitare i prigionieri. Gaza come Guantanamo.
Questa vergogna per l'umanità costituita dalla condizione dei palestinesi nei territori occupati da Israele non conta quasi niente per il sistema massmediatico occidentale. Invece, oggi, tutti i giornali sono pieni da pagine e pagine di articoli con titoli "strillati" che si riferiscono alle grandi proteste per la libertà e la democrazia di Teheran e si domandano per quanto tempo ancora l'Occidente dovrà tollerare (Venturini) un Iran che non obbedisce alle ingiunzioni, che vorrebbe dotarsi di una bomba nucleare, che ha un Presidente la cui elezione è stata una truffa.
La pressione psicologica e politica sull'Iran dura da molto tempo e si sta intensificando. Gli americani hanno bisogno di nuovi teatri di guerra dopo l'Iraq e l'Afghanistan. Ora si dedicano a parte del Pakistan ed allo Jemen. L'invasione dello Jemen ci è stata preannunziata quando abbiamo letto o sentito che il giovane terrorista dell'aereo su Detroit aveva "subito, subito" dichiarato di appartenere ad AlQaeda e di essere stato addestrato in Jemen. Dal momento che i generali del Pentagono ci considerano imbecilli era facile dedurre che si voleva attrarre la nostra attenzione sulle attività terroristiche dello Jemen. Stamane abbiamo sentito che da un anno la Cia è presente in loco e che i preparativi per l'invasione sono a buon punto.
 I programmi per l'Iran sono per ora affidati all'opera di destabilizzazione della rivoluzione "verde", colorata secondo il manuale di Gene Harp. Due autorevoli e stagionati membri dell'estambliscement clericale espressione di ceti medio alti, grandi proprietari terrieri, miliardari come Musavi e Rafsaniani,
con la parola d'ordine " a morte il dittatore" guidano una rivolta che sono riusciti a fare diventare endemica negli ultimi sei mesi. I rivoltosi vengono visti da tutta la stampa occidentale come martiri della libertà e della democrazia negata dal Presidente Ahmanedinjed considerato un usurpatore che deve essere scalzato e appunto messo a morte secondo il loro grido di guerra. L'obiettivo, sostenuto dagli americani apertamente per ammissione della Clinton, è portare al governo "i riformisti" cioè gente dello stesso stampo di Karzay e di  Al Maliki. Una sorta di Quisling, collaborazionisti in funzione di ascari e di sostenitori degli interessi economici e geostrategici degli USA e dei loro alleati.
 Se la protesta dei riformisti di Teheran non diventa guerra civile capace di scalzare dal potere gli attuali governanti, l'Occidente è sempre pronto a fare la sua guerra di aggressione. Certo, non è facile, ma sono anni che Israele si prepara con manovre della sua flotta che ora è dislocata proprio nei mari antistanti l'Iran.
 Molti intellettuali della sinistra europea sostengono i riformisti iraniani. Decontestualizzano la questione dallo scacchiere internazionale e sostengono che non si può spiegare tutto con la geostrategia, ma bisogna considerare anche la lotta di classe. Parlano di lotta per i diritti. In sostanza si dice che non si può sostenere un regime come quello di Ahmanedinjed solo perchè è nemico degli USA. Argomento
fragile dal momento che nella geostrategia mondiale si esprimono gli interessi primari della lotta di classe tra imperialismo e colonialismo ed in secondo luogo perchè i cosidetti riformisti sono portatori di interessi, valori, istanze che sono della borghesia miliardaria e medio alta ansiosa di partecipare al
buffet dei grandi consumi e di scrollarsi di dosso il grigiore di un regime che dà ai lavoratori ed ai contadini diritti che vengono negati anche nella "libera" America di Obama. Non c'è dubbio che il sistema sanitario iraniano sia migliore e di gran lunga più democratico di quello americano.
 Può darsi che la rivoluzione verde in Iran alla lunga abbia successo come le sue consorelle che si succedono come per fotocopiatrice dal 2000. In dieci anni abbiamo avuto tante rivoluzioni per la libertà e contro la tirannide in Serbia, Giorgia, Bielorussia, Kirghistizan, Ucraina, in Libano, Mongolia... Tutte, come si vede, in cruciali zone di forte interesse per l'espansione mondiale degli Usa.  Naturalmente, in paesi come la Colombia dove si uccidono ventimila cittadini all'anno perchè sospettati di essere oppositori del regime e nell'Egitto del ferocissimo dittatore Mubarak, non ci sono problemi di rispetto della libertà e della democrazia. Non sono necessarie rivoluzioni "colorate" amenochè non cambi il loro governo.
 Ricordo infine che è dal 1920 che gli anglosassoni stanno addosso all'Iran condannandolo alla sofferenza di crudeltà inaudite. Winston Churchill faceva irrorare i loro villaggi di gas iprite. Il loro primo Ministro, il grande, democratico liberal Mossadeq colpevole di avere nazionalizzato l'industria petrolifera sottraendola alle sette sorelle fu rapito dalla Cia ed ucciso. Al suo posto fu installato un mostro sanguinario come lo Scià. L'attuale regime deve cadere perchè gli americani non tollerano che
il petrolio dia risorse per una civiltà diversa dalla loro. La millenaria cultura dell'Iran, erede della grande Persia, deve essere cancellata come è stata cancellata quella mesopotamica. Al centro di Bagdad oggi troneggia una base militare USA ed una ambasciata che è grande quanto una citta di trentamila persone. Domani la bandiera a stelle e strisce sventolerà su Teheran ed i giovani che oggi gridano la loro voglia di democrazia e libertà avranno le discoteche con la musica americana dell'ultima generazione,
Pietro Ancona


http://wapedia.mobi/it/Rivoluzioni_colorate
http://www.questotrentino.it/2003/16/mossadeq.htm

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Tuesday, December 29, 2009 9:58 AM
Subject: Un padre molto particolare di un terrorista molto particolare


Un padre molto particolare di un terrorista molto particolare
 Insomma non si finisce mai di stupirsi. Umar Faruk, un ragazzo di appena ventitreanni, che nel giro di poche ore dalla cattura su un aereo che doveva esplodere nel cielo di Detroit ha vuotato il sacco,  è figlio di un importante banchiere nigeriano assai ammanigliato con il mondo finanziario internazionale e membro di molti club tra i più esclusivi. Anche in Italia è stato nominato Cavaliere della Repubblica una delle più alte onorificenze che si conferisce a personalità particolarmente benemerite. Non sappiamo quali meriti abbia questo personaggio della casta dirigente nigeriana per l'Italia. Forse ha chiuso tutti e due gli occhi per gli insediamenti dell'Eni e dell'Agip alla foce del Niger che da anni hanno devastato l'habitat degli abitanti che vi muoiono di cancro, di fame e delle tante malattie donate dall'inquinamento spaventoso del fiume del quale i loro antenati avevano tratto salute e nutrimento per migliaia di anni.
 Può darsi che appartenga ad una di quelle massonerie molto molto riservate e che costituiscono una specie di consiglio di amministrazione della borghesia capitalistica. Non sappiamo. Di certo sappiamo che aveva denunziato il figlio agli americani. Aveva fatto sapere delle sue cattive frequentazioni ed aveva messo in guardia la Cia delle intenzioni bellicose del ragazzo che lui non solo non condivideva, ma condannava.
 Il grande banchiere  padre amoroso e giusto in questione non mi ricorda nessuno dei personaggi della antica Roma pronti a sacrificare alla Sacra Urbe anche gli affetti familiari. Ricordo di uno che si tagliò un braccio per avere sbagliato un atto terroristico come l'omicidio del comandante etrusco che
assediava la città. Ma nessuno che avesse denunziato o ucciso il figlio per ragioni di Stato o di Etica.
 La denunzia del padre del disgraziato Umar Faruck mi ricorda invece l'omicidio di un ragazzo di Canicatti trucidato dal padre mafioso perchè comunista. Insomma, un delitto ideologico animato dall'odio contro il mondo che ribolle sotto la nave dei grandi privilegiati delle terra.
  Questo signore avrebbe potuto denunziare il figlio alle autorità del suo paese e farlo imprigionare
in Nigeria. Magari la madre o i fratelli ogni tanto avrebbero potuto fargli visita in prigione. Invece ha preferito denunziarlo agli americani sapendo certamente di Guantanamo e dei trattamenti che gli Usa ossessionati dalla lotta al terrorismo praticano normalmente. Sapendo che difficilmente lo rivedrà mai più e che sarà assai probabilmente torturato come tutti gli altri che incappano nella rete dello zio Sam.
  Ma il nostro stupore continua ad essere suscitato anche da altre cose. Faruk, immobilizzato da un regista (in veste professionale sul teatro dell'evento?) e fatto subito prigioniero non era ancora sceso dall'aereo che aveva già vuotato il sacco che tutte le agenzie della batteria massmediatica mondiale  hanno subito registrato. Mai visto confessioni così veloci specialmente da uno che, per essere denunziato dal padre, doveva essere assai tosto, assai motivato. Insomma, uno che stava per farsi esplodere per le sue convinzioni politiche che, appena preso, si mette a cantare a squarciagola e dice tutto quello che sa su di sè e su chi ha condiviso con lui le sue scelte. Dobbiamo credere?  Dice  Che è stato addestrato nello Jemen in un campo di AlQaeda, per un mese, e che altri venticinque kamikaze sono pronti a  compiere altri atti terroristici. Figuratevi Obama! Appena avuta la "confessione" ha subito riunito fior di papaveri di generali ed ha impresso un giro fortissimo alla vite dell'apparato antiterroristico. Ha cominciato con il rafforzare ed aumentare il numero delle missioni di bambardamento aereo sullo Jemen che, vedi caso, è già stato studiato in profondità dalla Cia e dal Mossad e che presto sarà ridotto ad un cumulo di macerie come Gaza,  il Pakistan, l'Afghanistan, la Somalia...l'Iraq......
  L'episodio di Detroit, per me, significa soltanto una cosa. Anche lo Jemen sarà incendiato e forse non vedremo mai più le sue bellissime città di argilla, dipinte con i colori del Paradiso, che ne hanno fatto  una altra rarità come Venezia o New York.
 Pietro Ancona

http://www.ilgiornale.it/esteri/il_padre_nemico_estremisti_ha_preferito_legge_figlio/28-12-2009/articolo-id=409717-page=0-comments=1

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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Thursday, December 31, 2009 1:59 AM
Subject: Tre psicolabili tre

 Tre psicolabili tre

  Nel giro di quindici giorni siamo stati posti dinanzi a tre eventi drammatici capaci di allarmare il mondo. Il Papa, Berlusconi e un aereo con trecento passaggeri in volo su Detroit sono stati "attaccati" da tre persone diverse ma con una caratteristica in comune assai singolare: sono tutti e tre psicolabili.
  Massimo Tartaglia l'aggressore di Berlusconi è uno psicolabile in cura psichiatrica da anni. Lo stesso dicasi per Susanna Maiolo. Non si sa molto del giovane nigeriano Faruk ma siamo indotti a crederlo dalle sue stesse precipitose dichiarazioni. Non era ancora sceso ammanettato dall'aereo che aveva tentato di fare saltare e aveva già detto di essere stato addestrato in Jemen, di appartenere ad AlQaeda, di sapere di altri venticinque terroristi pronti a entrare in azione...Insomma ha dichiarato immediatamente quanto gli americani riescono ad estorcere ad un "normale terrorista" dopo anni di torture.

  Possiamo ritenere che siamo di fronte ad una coincidenza? Io credo proprio di no. Bisognerebbe scoprire i "tutori" dei tre aggressori. Dove è stato e con chi Massimo Tartaglia dalle ore nove del mattino all'ora in cui lanciava la statuina a Berlusconi? Chi c'era con Susanna Maiolo che, comunque,ha solo cercato di avvicinarsi al Papa ? Chi era il personaggio che aveva assistito Faruk
durante tutto il suo viaggio dall'Africa agli USA?
 
 Penso che ci troviamo difronte a classiche operazioni di  false flag che hanno lo scopo di imprimere una forte torsione  al corso degli avvenimenti. Il tentativo attribuito a Faruk di fare esplodere l'aereo ha scatenato Obama ed i generali statunitensi contro lo Jemen che è già stato aggredito e che sarà incendiato al pari dell'Iraq e dell'Afghanistan; L'aggressione di Tartaglia ha indotto il PD a bruciare le tappe di avvicinamento al PDL e a dichiararsi subito disponibili a far parte della sfera dell'amore contro la sfera dell'odio dei cattivacci che non vogliono fare la leggina ad personam al premier. L'episodio del Papa è di più difficile decifrazione. Bisognerebbe leggere in profondità nella politica vaticana.
   Ma si sta esagerando in manipolazione e si conta molto sulla credulità della gente. Si spera di farla franca e di accreditare il falso come è stato con l'attacco alle Torri Gemelle e le armi di distruzioni di
massa di Sadam Hussein presentate da Powell all'Onu.
 Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, December 30, 2009 5:02 PM
Subject: Il PD nel governo siciliano di Lombardo

Il Pd nel Governo siciliano di Lombardo
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 I dirigenti del PD siciliano negano di appoggiare il Governo costituito da Lombardo dopo l'espulsione dalla maggioranza dei cosidetti "lealisti" cioè della fazione del PDL che fa capo al Ministro Alfano ed al Presidente del Senato Schifani. Vogliono farci credere che Lombardo è un  imprudente temerario  che pensa di governare la Sicilia con 31 consiglieri su 90. Sostengono che Centorrino e Russo sono "tecnici" scelti da Lombardo e non rappresentanti del PD nell'Esecutivo e che la loro politica è quella di un sostegno "tematico". Sosterranno di volta in volta le proposte di questo governo se esse saranno ritenute soddisfacenti. Non riconoscono neppure di appoggiare dall'esterno il Governo e negano risolutamente qualsiasi trattativa o inciucio che dir si voglia.
 Naturalmente questa sorprendente posizione vorrebbe maldestramente placare i forti  malumori del Partito ma è come voler negare l' evidenza. Il terzo governo Lombardo nasce sulla base di una trattativa non ufficiale ma molto impegnativa.  D'Alema, il  Richelieu dei Palazzi italiani si è  intrattenuto a cena con Lombardo. Hanno mangiato delle orate e quindi stipulato il cosidetto Patto dell'Orata. D'Alema è famoso per i Patti a base di pesce. Ne fece uno, diventato famoso, a base di triglie,  a Gallipoli con Rocco Buttiglione. Fu a cena anche con Bossi tanti anni fa , quando definì la Lega una costola della sinistra. Ma mangiarono soltanto della carne e non ci fu seguito. Poi Pierluigi Bersani  è venuto in Sicilia. Si è incontrato con i suoi e poi con Lombardo  ed ha dato piena  disponibilità a sostegno di un governo delle "riforme". La Sicilia è sempre stata una sorta di laboratorio per testare scelte o progetti politici che si svilupperanno dopo in sede nazionale. Anche stavolta non sfugge a questa sua "vocazione" anticipatrice di eventi che sono in corso di maturazione nei Palazzi Romani.
 Non predica forse Napolitano la "coesione"? Che cosa è la coesione se non la riproposizione a trenta anni della dottrina Berlinguer secondo la quale non si può governare con il 51%? Si preannunzia la stagione delle cosidette riforme volute, fortissimamente volute da Berlusconi a cui questa Costituzione sta assai stretta e vorrebbe un regime presidenzialistico magari senza contrappesi.
 Il PD si sta imbarcando in questa avventura. Non arretra difronte alle voglie personali di Berlusconi ed a quelle delle destra italiana. Farà di tutto per essere della partita e non farsi tagliare fuori. Per questo sarebbe sbagliato giudicare l'appoggio in Sicilia al Governo Lombardo un fatto localistico dovuto al levantinismo ed alle stranezze della politica regionale.
 E' vero che la Giunta Lombardo nasce in contrapposizione ai cosidetti "lealisti" cioè al gruppo fedele
al PDL. Ma è anche vero che Berlusconi non ha "scomunicato" Miccichè ed i sostenitori di Lombardo e finora  mantiene un atteggiamento riservato.
 Certo la posizione del PD permette alla destra siciliana di respirare, di chiudere una crisi profondissima esplosa da oltre sei mesi senza ricorrere alle urne, a nuove elezioni. Sostenzialmente il PD si sostituisce al blocco di circa trenta consiglieri che vengono meno al governo. Ora l'Assemblea regionale è divisa in tre gruppi di pari forza. Un gruppo che esprime il governo, un gruppo che lo sostiene ed un'altro che  ne dichiara l'illegittimità dal momento che si regge con una maggioranza dfiversa da quella con cui fu eletto.
  Il governo minoritario per finta di Lombardo si regge con una  solida maggioranza di due terzi dell'Assemblea. Ha soltanto sostituito i trenta deputati del PDL e dell'UDC con quelli del PD. Non è cambiato niente. Lombardo non si è preso neppure la briga di dichiarare la rottura con il PDL e non dubito che continuerà a sostenere il governo Berlusconi. Una timida richiesta dei dirigenti del PD
siciliano di dichiarare conclusa l'esperienza del centro-destra è rimasta senza risposta.
 La crisi della politica siciliana, la sua soluzione, sei mesi di trattative e di tentativi sfociati ora nel terzo governo fatto dal capo del MPA, il movimento sicilianista e rivendicazionista della borghesia siciliana che non è più tanto soddisfatta delle mance che elargisce Roma e che vorrebbe qualcosa di più concreto del Ponte sullo Stretto (al cui banchetto sembra esclusa a favore di Impregilo ed altri volponi del Nord), non sembra interessare l'opinione pubblica siciliana stordita dal degrado crescente
e dall'involuzione  della vita civile. Palermo e tanta parte della Sicilia assediata da montagne di spazzatura, bollette astronomiche per pagare l'acqua ai privati che se ne sono appropriati, la smobilitazione di Termini Imerese, il licenziamento di circa diecimila insegnanti a causa della riforma Gelmini, disoccupazione, anziani che non possono più curarsi a causa di ticket esosi......
La crisi e la sua soluzione interessano soltanto a coloro che seguono "professionalmente" la politica dal momento che produce posti ben retribuiti a cominciare dai Consigli Comunali, consulenze, possibilità di ottenere in gestione qualche servizio....
  Anche i quasi trentamila dipendenti "diretti" della Regione comandati da tremila dirigenti e la pletora dei pensionati superprivilegiati con età media attorno ai cinquanta anni che godono di assegni eguali a quelli dei colleghi in attività  non riescono ad entusiasmarsi, a seguire le vicende dei loro patrons. Tutto quello che la Sicilia incassa come risorse proveniente dal fisco e da tutto il resto finisce nelle fauci insaziabili di questa mostruosa burocrazia tentacolare.
  Il primo atto del nuovo Governo è stato la nomina di 28 Superburocrati, managers frutto di una
intensa e meticolosa applicazione del "cencelli" siciliano. Costeranno milioni di euro ma non importa:
i soldi potranno venire anche da un ritocco dell'irpef regionale....
  Tra questi superburocrati c'è anche Lucia  la figlia di  Paolo Borsellino e nipote di Rita  eurodeputata   e fino ad ieri contraria all'inciucio. Non so oggi. Ma è un classico della Oligarchia: mettere un fiore all'occhiello ad una porcata. Forse nella Giunta di Governo non c'è la magistrata Caterina Chinnici, figlia del martire della mafia Giorgio? Non c'è anche il Magistrato Massimo Russo ? Non sono questi simboli, segni di un impegno contro la Piovra?
  Insomma, due magistrati nel governo e la figlia di magistrato martire della mafia tra i superburocrati.
Ma, queste presenze sembrano una sorta di machillage. Una maniera per allontanare sospetti di collusioni o di contiguità  con la criminalità organizzata.
  Eppure in Sicilia non si respira nei Palazzi della Politica a cominciare dal Palazzo dei Normanni un'aria di grande impegno, di grande lotta, alla dominazione mafiosa. I successi che si sono realizzati sembrano (e sono) frutto di una polizia assai efficiente seppur con scarsi mezzi e di un gruppo di magistrati che si sentono isolati, disperatamente isolati.
 Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Thursday, December 31, 2009 4:18 PM
Subject: Pietro Micca è afghano

 Pietro Micca è afghano......

L'America con i suoi  ascari-killers occidentali  può continuare a  devastare i paesi che ha invaso con i bombardamenti ed i massacri delle popolazioni ma non riuscirà a domarli. I suoi eserciti sono fatti di mercenari molti dei quali militari per necessità  che prima o poi entrano in crisi, si drogano, e quando ritornano in America spesso si tolgono la vita perseguitati dai ricordi e dai rimorsi.  Ogni giorno, diciotto veterani dalle varie guerre americane si tolgono la vita  e la condizione dei venticinque milioni di reduci  USA da tutte le guerre è davvero umiliante e disperata per l'ingratitudine dello Stato controllato dalle multinazionali che concede pensioni miserabili (molti vanno a vivere poveramente  in Messico dove il costo della vita è minore) ed assistenza sanitaria scadente.  I patrioti afghani o irakeni  sono pronti a morire  per compiere una missione di
attacco al nemico invasore. Questa disponibilità frutto di una grande motivazione  morale e patriottica è del tutto esclusa ai belligeranti occidentali. Quindi, sebbene la sproporzione sia enorme, la Resistenza, armata di mine rudimentali e di vecchi kalaskikov riesce ad infliggere duri colpi ad eserciti di occupazione supertecnologici  e che non esitano ad usare micidiali e velenosi proiettili e bombe all'uranio, al fosforo, al napalm. Circa quattrocentomila invasori tra militari e contractors e personale  spionistico sono presenti in Afghanistan ed in Iraq e dopo quasi un decennio di massacri e di occupazione non riescono a controllarli. Alla fine perderanno ma lasceranno  paesi martoriati ed una popolazione con milioni di malati, mutilati, invalidi. Lasceranno anche migliaia di bambini mostrificati dal fosforo e dall'uranio che non sopravviveranno a lungo ai loro genitori ammalati di cancro.
I Comandi militari USA ed Alleati dei territori occupati censurano drasticamente la stampa. Le uniche notizie che ci arrivano sono quelle delle stragi quasi quotidiane attribuite i "terroristi". Ma è più logico attribuirli agli "squadroni della morte" organizzate a suo tempo dal grande esperto Negroponte per dividere e suscitare odi tra sunniti e sciiti e comunque tra le varie etnie e comunità tribali. I giornalisti sono stati tutti uccisi o indotti alla fuga. Non dimentichiamo l'assassinio di Baldoni  e quello tentato di Giuliana Sgrena salvata dall'eroe Calipari. Ricordo una delle ultime scene che ci fu permesso di vedere di Bagdad nella quale un carro armato americano prendeva la mira e sparava ad una finestra dell'Albergo Palestine abitata da giornalisti. La regola applicata dagli anglosassoni e da israele dovunque si trovino a guerreggiare è quella di liquidare con le buone o con le cattive i giornalisti, i fotoreporter, ogni possibile informazione free.
 Obama sta cercando di impaurire l'opinione pubblica americana ed occidentale per avere mano libera alle sue avventure militari in Jemen, in Pakistan, in Somalia. Forse vuole anche riaprire la questione vietnamita perchè l'America ha la memoria vendicativa dell'elefante: non dimentica di essere stata umiliata dai piccoli uomini che la misero in fuga. Vuole la rivincita. Il Vietnam le interessa moltissimo
anche per la sua vicinanza alla Cina che vorrebbe stringere con lacci e lacciuoli da tutti i lati. Improvvisamente AlQaeda che molti ritengono sia una invenzione dei servizi Cia si è messo a fare proclami e si trasferisce di migliaia di chilometri dal Pakistan allo Jemen. Dopo il suo viaggio in Africa
Obama si è reso conto della penetrazione cinese nel grande continente e reagisce con il sistema tipico dei prepotenti mandriani del far west: militarmente, con i bombardamenti e poi con l'installazione di basi militari cioè con i reticolati ed il controllo nucleare.  Obama si dimostra ancora più infido del suo predecessore ed ancora più pericoloso dal momento che riveste la sua mercanzia con un involucro di finto progressismo...
 Dopo un anno dal suo insediamento la guerra dilaga nel mondo ed oscura il futuro. A fronte di ciò è ragionevole la decisione dei russi di riarmarsi e di prepararsi a possibili aggressioni. Il mondo è in subbuglio nelle mani di una superpotenza cui manca il contenimento della saggezza e della opzione pacifista dell'Unione Sovietica.
pietro ancona

http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Micca
http://baghdadcafe.splinder.com/post/941965/Colpito+il+''Palestine''

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From: pietroancona@tin.it
To: CircoloPasoliniICampari
Sent: Friday, January 01, 2010 11:04 PM
Subject: Sul discorso del Presidente


SUL DISCORSO DEL PRESIDENTE
 Si può dissentire dal coro unanime che si leva dai  Palazzi della Politica, dai luoghi di villeggiatura più esclusivi dove molti vip dell'oligarchia, in attesa di gustare i piatti  Cordon blu del gran cenone , hanno assistito davanti un televisore
all'annuale omelia presidenziale ? I  BIG  Hanno espresso la loro soddisfazione per gli ammiccamenti
"autorevoli" alla coesione, alla creazione di un clima favorevole alla collaborazione per le "riforme". Poi metteranno in testa il cappello di carta a cono e si dedicheranno al  carillon del veglione, a festeggiare la loro straordinaria fortuna di superprivilegiati della Casta.
 Le "riforme "costituiscono l'ossessione del Capo del Governo,  un personaggio incontinente, strabordante, a cui stanno stretti la Costituzione, la Corte Costituzionale e lo stesso Presidente della Repubblica e vorrebbe adeguare la  Costituzione scritta a quella "materiale" dove il Parlamento è già ridotto a larva di sè stesso, a votificio dei decreti, spesso senza discussione, tagliando corto con il voto di fiducia . Le condizioni  "materiali" dei lavoratori sono assai distanti dalle  Garanzie della Carta Costituzionale. La dignità del lavoro garantita dalla Costituzione, il salario che dovrebbe essere sufficiente al decoro della famiglia, la funzione della impresa che dovrebbe rispondere non solo al profitto na anche ad un ruolo sociale, non esistono più e l'Italia è popolata da milioni di infelici che non sono più in grado di assicurare vitto, vestiario, cure mediche, scuola alle famiglie. Immagino che quando Napolitano si riferisce alla depressione dei consumi pensi a quanto si sia dequalificata la vita
di famiglie che non mangiano da un pezzo una buona bistecca e debbono accontentarsi spesso delle ali di pollo o di tacchino per avere qualche proteina. Mi ha colpito la furbizia sul salario che sarebbe alleviato da un minore prelievo fiscale. Come se aggiungere cinquanta euro ad uno stipendio medio di mille euro possano incidere. Bisognerebbe fare ben altro ma a quanto pare il PD e la CGIL hanno promesso alla Confindustria di non avanzare alcuna richiesta di aumento salariale fuori dalla concertazione al tasso fasullo della inflazione "programmata"!!
 L'Italia nel 2009 si è notevolmente imbruttita. 72 detenuti  con età media trentacinque anni di sono suicidati nelle carceri dalle quali arrivano sinistri sferragliamenti di catene che fanno pensare all'uso
del pestaggio sistematico per tenere "ordine" in ambienti infernali con la gente stipata nelle celle come
gli schiavi africani nelle famigerate navi negriere. Per questo popolo chiuso dietro le sbarre non si fa niente- Questo popolo viene aumentato di giorno in giorno da una legislazione che criminalizza la povertà e gli immigrati. Non è stato fatto niente per mitigare questo inferno, per farlo diventare magari un purgatorio.La cultura che si diffonde all'esterno del carcere è quella securitaria e razzista espressa con una definizione lapidaria a suo tempo dal Ministro Castelli: "il carcere non è un Hotel a cinque stelle"....La stessa grottesca proposta di creare  navi-carceriere è stata abbandonata e magari la sola cosa che Alfano ha in testa è quella di un'ampia privatizzazione della gestione. Non si sta forse privatizzando l'esercito?
   Tutto il mondo del lavoro è stato devastato dall'azione congiunta di Sacconi,Brunetta,Gelmini. Centotrentamila insegnanti perdono  il posto e la pubblica amministrazione è diventata oggetto di occhiuta attenzione di imprenditori in cerca di facili business. Molti degli  infermieri che incontriamo nelle corsie sono fornite da cooperative o da agenzie interinali. Guadagnano il quaranta per cento in meno dei loro colleghi. Ma il clima che si è creato è di terrore. Accontentati e guarda chi c'è dietro di te. Lo stesso Napolitano non si sottrae ma alimenta questo clima quanto propone di stare attenti ai lavoratori a tempo determinato. Avrebbe potuto proporre di verificare la legge Biagi e di trasformare tutti i contratti a tempo indeterminato. Si è guardato bene dal farlo...
  Il discorso di Napolitano ruota attorno all'idea di una intesa tra PDL e PD che, peraltro, sostiene da sempre.  All'apparenza sembra una cosa ragionevole. In effetti è il contrario della normale dialettica tra maggioranza ed opposizione.  Un accordo sulle riforme  però farebbe cessare le polemiche e placherebbe le ire di Berlusconi contro la Magistratura e contro un assetto costituzionale che non gli permette di amministrare l'Italia come una proprietà, come la Fininvest.
  In effetti, un accordo per riformare la Costituzione con questo centro-destra dovrebbe essere evitato come la peste dal PD. Non si tratterà di un accordo ma di una resa incondizionata che, a quanto pare,
è stata già largamente promessa come si evince dalla telefonata di congratulazioni a Napolitano da parte di Berlusconi. Se non avesse già mangiato il canarino, non starebbe a comportarsi civilmente e normalmente. Telefonò forse l'anno scorso o due anni fa? Non ricordo. Non credo.
  Il futuro è stato rubato a moltissimi italiani. Non c'è dubbio che c'è tanta gente che sta bene. Parlo di quelli che hanno riportato in Italia cento miliardi di euro e forse ne hanno altri duecento fuori. Tutti soldi guadagnati pagando cinque milioni di precari a meno di cinquecento euro al mese e realizzando un enorme plusvalore sul lavoro subordinato. Sul quale mangiano in tanti a cominciare dalle agenzie di collocamento. Il lavoro è diventato un business su cui molta gente lucra profitti grassi- Molte prestazioni vengono vendute e rivendute in una filiera che è come quella dei prodotti prima di arrivare sul mercato. In Italia un colpo di Stato, bipartisan, è già avvenuto.  Almeno il quindici per cento della fetta di reddito di lavoro dipendente è stata dirottata al capitale, alle rendite, alle professioni. I lavoratori, mai difesi dalle Confederazioni, sono ridotti a pietire un lavoro malpagato dall'alto di torri in cui fanno gli stiliti del nostro secolo senza avere il conforto della terribile fede che spingeva San Simeone o San Daniele.
  Ultima notazione riguarda la definizione di aggressione dell'incidente di Berlusconi. Definire aggressione l'opera di uno psicolabile andata a segno per l'incompetenza di una scorta privata è molto grave. Si tratta di un incidente che deriva dalla fama del personaggio e che non ha niente a che spartire con la politica. Non si possono attenuare le critiche al centro-destra perchè c'è stata una "aggressione" nè tantomeno cedere per le leggi ad personam. In ogni caso spero che Massimo Tartaglia non venga privato dei suoi diritti fondamentali. Cosa che spero anche per Susanna Maiolo che non ha fatto niente di male e che purtroppo non posso sperare per il terzo psicolabile incappato nella rete neonazista dell'impero.
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, January 03, 2010 10:51 AM
Subject: No alle riforme
 
No alle riforme

Brunetta è uscito in avanscoperta subito dopo l'invito di Napolitano alla coesione e cioè al collaborazionismo del PD con la maggioranza di destra che spadroneggia sul Parlamento ridotto ad una larva, un ectoplasma di quello che è stato fino all'avvento al potere di Berlusconi e della sua cricca. Ha subito proposto di abolire l'art.1 della Costituzione che proclama il lavoro fondamento della  Repubblica. Naturalmente questo comporterebbe l'abolizione di tutti gli articoli basati sullo stesso pilastro costituzionale come l'art.4 e gli artt.dal 36 al 40. Inoltre, demolito il pilastro "lavoro",
cadrà anche l'obbligo per l'azienda di adempiere ad una funzione sociale oltre che di produttrice di profitto per i proprietari o gli azionisti. Non dubito che il cambio di filosofia comporterà anche cambiamenti significativi in tutto il resto. Sono convinto che la Costituzione che la destra berlusconiana e leghista ha in testa non sia tutelatrice di diritti ma portatrice di esplicite discriminazioni non soltanto per gli stranieri ma anche per le classi povere o subalterne. Più che diritti imporrà obblighi, divieti, limitazioni. Magari, come la  costituzione croata, reciterà "l'Italia è la patria degli italiani" e si spingerà fino a vietare l'acquisto di beni immobili per i non italiani. Con il federalismo potrebbe anche "regolare" la mobilità interregionale. I meridionali se ne stiano nelle loro case e vengano al Nord soltanto se  richiesti.
La reazione del mondo politico alla esternazione di Brunetta non è stata positiva e non poteva esserlo. Il pugno nello stomaco è stato troppo violento e troppo repentino. Fino ad ieri si era parlato soltanto di modifiche alla seconda parte della Costituzione sulla quale l'accordo non potrebbe essere che unanime dal momento che nessuno vuole un Parlamento di mille e passa deputati e senatori. Ma alla destra italiana non è questo
che interessa. Vuole una Carta non per tutti gli italiani ma soltanto per le classi sociali che rappresenta: finanzieri, industriali, professionisti,commercianti... Una carta che stabilisca l'egemonia di questo blocco sociale su tutto il resto della popolazione. Mentre la dichiarazione del Lavoro come fondamento della Repubblica elevava le classi lavoratrici  e dava immensa dignità alla prestazione manuale o intellettuale, la nuova Costituzione dei Berlusconi e dei Brunetta risospinge i lavoratori alla condizione servile, a merce, ad elemento subalterno e sottostante l'edificio sociale. 
  Allarmato per l'emozione destata nel Paese, Cicchitto, mente fine proveniente dal socialismo di sinistra di lombardiana memoria, ha bacchettato l'incauto: "il silenzio è d'oro". Non ha detto di pensarla diversamente ma soltanto di non scoprire subito le carte di una partita di poker che ha per posta la libertà e la democrazia.
   Nel PD non mi pare che si stiano strappando i capelli per la disperazione. Enrico Letta cambia discorso e si limita ad osservare che il PD non approverà modifiche alla Costituzione se prima non avrà avuto garanzie per le leggi ad personam. Una pregiudiziale che sembra più una furbata che una cosa seria dal momento che la legge ad personam può essere filtrata con altre denominazioni nelle riforme.
  Non credo che l'uscita di Brunetta sia un fatto isolato e pirotecnico di chi si mette un passo avanti gli altri e vuole fregiarsi dell'alloro che spetta agli avanguardisti. Ha sdoganato la questione che nei massmedia non è più un tabù. Già stamane radio tre intervistava due professori di diritto: uno a favore ed uno contro. Insomma l'articolo uno è diventato materia opinabile sul quale è lecito avere pareri diversi e contrari. E con esso tutto il resto della prima parte della Carta.
  E' oramai chiaro che l'obiettivo della destra non si limita a rivendicare maggiori poteri per il Presidente del Consiglio, meno controlli, subordinazione della magistratura inquirente, altissimo livello di decisionalità dell'Esecutivo. Vuole molto di più. Vuole non solo dare a se stessa ed a Berlusconi
poteri straordinari e fuori dalla democrazia parlamentare ma stendere un nuovo contratto sociale in cui conterà assai di più la differenziazione che l'eguaglianza.
  Naturalmente con questa destra e la sua strabordante maggioranza non c'è da aspettarsi niente di diverso. Non esistono punti di mediazione diversi da quelli che lor signori hanno in testa. La cosa più saggia per l'opposizione sarebbe il rifiuto pregiudiziale ad ogni trattativa, ad ogni accordo.
  Fare esattamente il contrario di quanto sollecitato dal Presidente della Repubblica.
  Si assuma la destra la responsabilità delle "riforme". L'opposizione apra la guerra in Parlamento e nel Paese. Non ceda di un millimetro. Ogni cedimento sarà una regressione verso l'autoritarismo, la dittatura della maggioranza che diventa più forte delle leggi. La parte debole o minoritaria del Paese diventerà ostaggio della maggioranza.
  Meglio dimettersi in massa dal Parlamento che assistere all'omicidio della Costituzione.  La dissociazione è oggi assai più importante della coesione.
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, January 05, 2010 9:09 PM
Subject: De nicola e Napoletano

Enrico De Nicola, napoletano, fu il Primo Presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano, napoletano, potrebbe esserne l'ultimo dal momento che siamo alla soglia di un periodo oscuro
gravido di incognite e c'è chi lavora per fare dell'Italia una sorta di principato, di marca feudale , di far west dei ricconi.
Le differenze tra i due Presidenti ci sono e sono rimarchevoli. De Nicola non usava la macchina di servizio e rinunziò allo stipendio allora di dodici milioni annui. Napolitano non rinunzia al conforto che il sistema assicura ai suoi oligarchi a cominciare dal numero uno. Il costo del Quirinale, nel quale De Nicola si rifiutò di abitare, è enorme. Un Palazzo che è come una Reggia per quantità di personale che vi lavora dal Segretario Generale agli stallieri delle tenute di Castelporziano e di San Rossore. Un lusso di pertinenze riservate e quasi ignote agli italiani che debbono solo pagarne le spese e lo sfarzo imperiale.
Richiamando l'opera di Enrico De Nicola Napolitano ne ha lodato la capacità di unire le forze politiche nella transizione verso la democrazia. Confrontandosi al suo illustre predecessore ha parlato
della necessità della coesione, sostantivo sul quale insiste da anni. Non c'è suo discorso in cui non si incontra il termine "coesione" almeno una volta. Mi sono chiesto perchè il Presidente parla di coesione e non di normale civile rapporto dialettico naturale nelle democrazie parlamentari. Ho cercato nel vocabolario ed ho trovato: "Dal latino cohaerere essere unito. Quella forza per cui le particelle della materia stanno unite le une alle altre.", Insomma le forze politiche dovrebbero stare avvinghiate naturalmente per il bene dell'Italia per le leopardiane "magnifiche sorti e progressive".
Bisogna ricordare che mentre De Nicola combinava la collaborazione di forze antifasciste unite da valori comuni espressi nella lotta di liberazione , rappresentate da persone della statura morale di De Gasperi, Nenni,Togliatti, oggi la coesione dovrebbe mettere insieme persone che difficilmente esprimono valori condivisibili come Berlusconi e Bossi. Il primo, a differenza di Togliatti che dal letto di un ospedale, lanciò un appello contro l'insurrezione causata dall'attentato di Antonio Pallante, è uscito dall'auto per mettersi in piedi e mostrare al suo pubblico la faccia insanguinata dalla statuina di Massimo Tartaglia subito attribuita all'odio comunista. Ne ha fatto stimmate come quelle di Padre Pio. Si dice che abbia già pronti maxmanifesti del "martirio" per la campagna elettorale naturalmente per invocare "amore" per se e "odio" per i comunisti che poi sono tutti coloro che non sono d'accordo con lui. E' vero che Bossi ha trovato proseliti al suo razzismo in tanti amministratori del PD
ma difficilmente potrebbe essere accettato dal popolo del PD e meno che mai dalla sinistra italiana. La coesione su cui insiste Napolitano non sarebbe niente di più che la capitolazione dell'opposizione alla maggioranza. Ora, mentre la coesione "politica" potrebbe forse essere fattibile dentro i Palazzi, la coesione sociale mi pare impossibile se non al prezzo di stabilizzare la condizione servile alla quale è stato ridotto il lavoro italiano. Possono stare insieme e cooperare coloro che esportano trecento miliardi di euro sottratti ai salari dei lavoratori e questi che fanno la fame a mille euro al mese? In che modo aderirebbero alle molecole confindustriali le molecole dei cinque milioni di precari-ricattati a salario indecente, non sufficiente per la sopravvivenza? Come pensa Napolitano di assicurare la "coesione"
cioè la partecipazione al migliore destino dell'Italia da coloro per i quali lui stesso, riconoscendone i bisogni, non si arrischia a chiedere un miglioramento del loro stato di più della modesta elemosina dello sgravio fiscale?
Non so perchè Napolitano insista tanto sulla "coesione". Qualcuno sostiene che forse un accordo con Berlusconi eviterebbe un colpo di stato. Personalmente non ne sono convinto anche se starei molto più tranquillo se avessimo un esercito di leva e non la Spa di Ignazio La Russa. In ogni caso meglio affrontare e subire un colpo di stato cruento di uno silente che produce gli stessi effetti. Nessuno si illuda che si possa cambiare la seconda parte della Costituzione senza attaccarne la prima. I principi della prima parte non saranno garantiti dal modello di funzionamento della Repubblica che la destra ma anche parte del PD hanno in testa. Bisognerebbe sostituire alla parola "coesione" la parola "capitolazione". Tutto sarebbe almeno più chiaro. Si sarà fatto un colpo di stato a larga partecipazione. Come si dice oggi: bipartisan.
Pietro Ancona


http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=86531&sez=HOME_INITALIA

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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Wednesday, January 06, 2010 12:10 PM
Subject: I terroristi

Leggo  su Liberazione un articolo di Martino Mazzonis che assume per lo Yemen la "velina" che gli americani passano ai massmedia occidentali per le loro campagne di avvelenamento sul terrorismo
e quindi giustificativo dei massacri in corso in quel disgraziato Paese che ha la disgrazia di essere interessante per gli USA per ragioni geostrategiche (corno d'africa etc).
L'articolo è sconcertante innanzitutto per la definizione ed implicita criminalizzazione dei terroristi.
Dà per buono un false flag costruito apposta per terrorizzare i cittadini americani basato su un personaggio come Faruk, figlio di uno degli uomini più potenti dell'Africa, ammanigliato con l'alta finanza mondiale, cavaliere del lavoro in Italia per la criminale copertura data all'Agip nello inquinamento della foce del Niger. Un attentatore singolare, forse psicolabile che non era ancora sceso ammanettato dall'aereo ed aveva già avuto il tempo di raccontare di essere stato addestrato in Yemen, di sapere che altri 25 terroristi sono pronti ad attaccare gli USA, di appartenere ad AlQaeda.
Mazzonis poi accredita la tesi secondo la quale lo Yemen è una vecchia centrale terroristica.
 Leggendolo mi sono ricordato  di una villa di Palermo in cui oltre il solito Garibaldi a cavallo che, come sappiamo, combatte in America e non abbiamo mai letto nei testi di storia che fosse considerato un terrorista,  c'è il busto di un eroe polacco venuto a cambattere per il Risorgimento italiano e una per tutte delle brigate internazionali che combatterono in Spagna nel 1936. Erano tutti terroristi?
  Nel mondo c'è un solo grande e terribile terrorismo: quello anglosassone. Gli americani, a seconda dei loro interessi strategici o economici, etichettano gli Stati e ne danno una classificazione. Quelli che hanno nel mirino diventano "stati canaglia". In generale non accettano culture ed economie diverse da quella loro tranne che nei casi di totale asservimento come è il caso dell'Egitto che funge da secondino dei palestinesi per Israele. Da dieci anni massacrano l'Iraq e l'Afghanistan con bombe che stanno distruggendo anche il patrimonio genetico delle popolazioni. A Kabul o Bagdad nascono sempre più  bambini-mostri dopo i bombardamenti  all'uranio.
 Perchè i musulmani di tutto il mondo non dovrebbero accorrere a combattere a fianco dei loro fratelli
invasi da centinaia di migliaia di soldati e di contractors? Che cosa hanno di diverso della brigata Sanders che combattè il nazi.fascismo?
 Obama, che è di gran lunga più pericoloso del suo predecessore, ha montato un teatrino per terrorizzare innanzitutto l'opinione pubblica americana. In questi giorni di feste, ha paralizzato per giorni gli aeroporti gridando " al lupo, al lupo". La stessa tecnica di manipolazione usata per fare vendere l'inutile e dannoso vaccino contro l'influenza suina. Si presenta alla stampa con la faccia incazzata e stravolta in preda ad un procurato delirio isterico contro AlQaeda che dovrebbe essere
sdradicata. Naturalmente si riferisce alla resistenza patriottica che in Yemen ed in Somalia ha il consenso della popolazione ed il controllo del territorio. Come dappertutto. Dovrebbe riflettere Obama sul fatto che dopo anni ed anni di occupazione militare in Iraq ed Afghanistan i due governi quisling non si reggono e cadrebbero immediatamente se gli Usa ed i "volenterosi" si ritirassero.
  La sinistra perde la sua identità quando cessa di vedere i problemi dal punto di vista della alternativa all'imperialismo ed al capitalismo. Si smarrisce in Yemen o in Iran quando accredita la tesi di Aqaeda o fa di Musavi il referente di una lotta per la democrazia. Quando non capisce che la vittoria di Musavi  su Ahmanidinjed è  la fine dell'indipendenza dell'Iran ha davvero smarrito la propria identità

  Pietro Ancona

03/01/2010
http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=03/01/2010

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From: pietroancona@tin.it
To: mantovani rfc
Sent: Sunday, January 10, 2010 8:29 PM
Subject: LE CARTE A POSTO

LE CARTE A POSTO

 a deportazione avvenuta dei lavoratori africani da Rosarno, un esodo protetto dai carabinieri  dalla lupara dei mafiosi che hanno profittato dell'allontanamento forzato per non corrispondere il misero dovuto. I mafiosi come i killers della Pinkerton del novecento sindacale americano e la polizia come
gli sceriffi che davano man forte al padronato.
come usano fare  verso gli irregolari, finalmente il Segretario Generale della CGIL Guglielmo Epifani apre bocca e si concede ad una intervista all'Unità dove  si diffonde anche a parlare della Polverini (che deve stare attenta alle cattive compagnie), della Bonino, di Berlusconi, di Craxi, di Bersani. Insomma, una  intervista come occasione da non sprecare soltanto a parlare degli immigrati ma anche di quanto sta oggi realmente al centro dell'interesse della Oligarchia nazionale.
 La deportazione dei migranti è stata fatta nelle peggiori condizioni possibili. Lo Stato ha ubbidito ad una intimazione della mafia non tenendo conto della volontà dei singoli lavoratori. Molti di loro volevano restare, non sapevano e non sanno dove andare, le mete dei Centri di Accoglienza sono soltanto stazioni dai quali ripartire non si sa per dove come e quando. Mi chiedo quale legittimità abbia un allontanamento che coinvolgeva anche persone perfettamente in regola con le leggi come i rifugiati politici.
 L'intervista di Epifani che io ho letto avidamente nella speranza di poter chiedere scusa per le critiche
che gli avevo rivolto per il silenzio e la mancanza di reazione e di proposte della CGIL mi ha enormemente deluso. E' un commento agli avvenimenti fatto da una persona civile ed a volte anche angosciata per il dramma che gli scorre sotto gli occhi. Come se dal palco di un teatro in cui si svolge
la rappresentazione della tragedia di uomini umiliati offesi e vilipesi  uno spettatore, una persona perbene facesse le sue osservazioni. Niente di più. Non dice che cosa farà la CGIL e quindi deduco che non farà niente.
Non propone la legge sul Salario Minimo Garantito che avrebbe efficacia e darebbe uno strumento giuridico prezioso agli sfruttati ma si limita a chiedere "un minimo retributivo e contributivo per i lavoratori dei campi". Ma questo c'è già nel contratto di lavoro e non è efficace. Eppure sono almeno venti anni che si hanno zone di degrado salariale spaventoso e non solo in agricoltura ma anche nei cantieri navali e dappertutto.
 Epifani parla partendo da un punto di vista inaccettabile e non veritiero  di una violenza (si suppone dei braccianti neri) generata da condizioni di insopportabilità. Si affretta a dire che non è buonista ed in qualche modo dà per buona l'idea che la destra ha radicato nella comunicazione italiana di un legame tra criminalità e clandestinità. I quattro milioni di immigrati presenti in Italia provengono tutti dalla clandestinità. Sono tutti criminali? Bisogna stare attenta alla equazione clandestinità-criminalità quando per le leggi vigenti in Italia si può diventare clandestini perdendo il lavoro. Ma Epifani non chiede la revisione delle leggi sulla sicurezza. Non attacca i politici e la ndrangheta calabrese che divorano insieme le risorse della Calabria. Gli stipendi dei Palazzi  della Regione, le consulenze, i compensi degli amministratori delle tante società finto-miste pubblico-private, si mangiano da soli grandissima parte delle entrate. Miliardi di euro divorati dai "politici" e dalle loro parentele e clientele!
   Avrebbe dovuto dire di essere buonista non di negarlo. Epifani sa bene che il termine buonista è stato coniato (almeno politicamente) dalla lega per disprezzare i valori di rispetto della dignità umana, giustizia, rispetto dei diritti altrui tipici della tradizione democratica e civile dell'Italia. Sbaglia a non dirsi "buonista" quando Maroni si dichiara "cattivista".
  E così la CGIL con l'intervista di Epifani ed il comunicato della segreteria regionale calabrese ritiene di aver messo a posto le sue carte. Burocraticamente la cosa non fa una grinza. Resta la inquietante senzazione che i migranti, come i precari, come gli stiliti che popolano come le antenne tv i tetti delle fabbriche e degli uffici in disarmo, restino soli. Non c'è più un punto di raccordo, un progetto di lotta, una unificazione dei movimenti verso obiettivi di cambiamento. Non c'è niente. Proprio niente.  Ma, si sa, "i tempi sono cambiati". Parlare di lotta di classe è persino ridicolo!!
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pietro ancona
Sent: Monday, January 11, 2010 10:10 AM
Subject: gli USA sorgente del razzismo


  Gli USA sorgente del razzismo

 La sorgente del razzismo della destra italiana si trova negli Stati Uniti, nella politica della Nazione capofila dell'Occidente che si dice minacciata dal terrorismo islamico e che ha prodotto negli ultimi dieci anni una legislazione di limitazione di tutte le libertà individuali e collettive in contrasto con la sua stessa Costituzione. La Patriot Act è la madre delle leggi italiane  sulla sicurezza. Leggi che sono per certi versi peggiori di quelle emanate dal fascismo dal momento che, se un lavoratore straniero perde il lavoro come succede a tanti in Italia, perde anche la libertà e la famiglia poiché viene internato prima di essere espulso, i figli minori potrebbero essere dichiarati affidabili se la moglie non ha i mezzi sufficienti per mantenerli e comunque anch'essa potrebbe essere arrestata ed espulsa. Non è prevista la condizione di casalinga e di madre delle donne immigrate. Possono essere accettate soltanto se lavoratrici.
 Finiamola con l'attribuire soltanto alla Lega la responsabilità della crescente xenofobia degli italiani.
Fior di opinionisti  a cominciare da quelli del Corriere della sera enfatizzano fino all'eccesso la questione della clandestinità e ne fanno la causa della criminalità. Gli intellettuali al servizio della borghesia italiana interessati al lavoro nero che permette plusvalori di miliardi nascosti all'estero, martellano l'opinione pubblica di messaggi sempre più intolleranti.  Ora, i quattro milioni di stranieri regolari provengono tutti da ingressi clandestini. L'odio diffuso a piene mani contro i clandestini abbassa il valore del loro lavoro, li rende ricattabili e soggetti alle voglie di datori di lavoro
che spesso, per non pagare i loro miseri salari, li denunziano e li fanno arrestare alla fine delle prestazioni. Magdi Allam, Panebianco, Galli della Loggia, ed altri grossi calabri sono addetti a fornire munizioni ideologiche al razzismo nostrano. Spesso il crimine compiuto da uno straniero viene sfruttato per giorni e giorni per avvelenare l'opinione pubblica.
 La trovata della Lega di escludere agenzie di pulizia gestite da migranti dagli uffici pubblici è perfettamente coerente con le paranoiche prescrizioni che gli USA emanano per alimentare la cosidetta lotta al terrorismo. Una lotta fatta anche di colpi di teatro, di migliaia di persone bloccate negli aeroporti per falsi allarmi durante le festività,  di uno stato permamente di ansia per possibili attentati. Tutto questo mentre pesanti bombardieri  USA sganciano  migliaia di tonnellate di esplosivo sulle città e sui villaggi di tante nazioni del mondo e si fanno piani per aggredire ed occuparne altre.
  Già  nel cinquecento a.c. veniva posta nella Grecia di Socrate e Sofocle la questione del rapporto tra cittadini e leggi ingiuste. Socrate, pur riconoscendo ingiusta la condanna subita dall'assemblea dei 501, rifiuta di scappare e preferisce bere il veleno. Sofocle si schiera dalla parte di Antigone che disconosce a Tebe il diritto di impedire la sepoltura del fratello e preferisce farsi murare viva piuttosto che lasciare Polinice in pasto ai cani. Ha sbagliato Socrate e aveva ragione Sofocle!
 Credo che la disobbedienza a leggi ingiuste e persino oltraggiose della Costituzione sia dovuta. Anche se si tratta soltanto di disobbedienza morale non avendo nessuno di noi la possibilità di opporci alla esecuzione di leggi che ripugnano profondamente alla nostra coscienza morale, dobbiamo trasmettere la nostra protesta, la nostra opposizione ad ogni limitazione arbitraria della libertà. Non hanno alcun diritto gli americani di trattenere a Guantanamo e torturare prigionieri sottratti ad ogni tutela, privi di difesa, mai condannati da una Corte. Prigionieri di cui non sappiamo niente tranne che come i lebbrosi senza identità venivano chiusi nei lazzaretti questi vengono sottratti alle loro famiglie ed alle loro comunità sulla base di sospetti che dovrebbero diventare reati soltanto attraverso la detenzione e le torture.
  La lotta contro le leggi razziali italiane non può essere slegata dalla lotta contro le guerre colonialiste dell'Occidente, contro la menzogna del conflitto di civiltà e della esportazione della democrazia.
Non si può essere antirazzisti ed appoggiare gli USA facendo della loro "democrazia" un prototipo. Pietro Ancona


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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Tuesday, January 12, 2010 10:48 AM
Subject: La CGIL dopo Rosarno

La CGIL dopo Rosarno

  La storia, seppur con modalità diverse, si ripete e noi non impariamo mai nulla da quanto è successo. La CGIL di oggi mi ricorda quella di Ludovico D'Aragona che la governò dal 21 al  1925 e accettò di incontrarsi con  Mussolini e D'Annunzio e, dopo l'assassinio di Matteotti, rifiutò la proposta dei comunisti per uno sciopero generale di protesta. Ma, a differenza di allora, non abbiamo un Bruno Buozzi che incarna, seppur nel poco tempo concesso dal fascismo, l'alternativa di classe e socialista al collaborazionismo subalterno e perdente.
 All'indomani della drammatica vicenda razzista culminata con la deportazione voluta dalla mafia ed eseguita dal Governo dei lavoratori neri di Rosarno per i quali sono state spese poche parole di circostanza in una intervista di Epifani, mentre i tetti sono pieni di lavoratori stiliti come antenne tv che gridano la loro disperazione ed anche il loro senso di isolamento e di sconfitta, la CGIL non trova di meglio che fare la richiesta di una elemosina, di una mancia di 500 euro una tantum "per rilanciare i consumi"come annota "il Sole 24 ore".Chiede poi l'abbassamento della prima aliquota dal 23 al 20 %.
Riguarda lavoratori e pensionati con redditi fino a 15 mila euro. Ad occhio e croce una beneficiata di pochi spiccioli, qualcosa come settanta centesimi di media al giorno! Rassegna Sindacale parla di una riduzione "strutturale" delle tasse di 100 euro mensili per i prossimi tre anni ma bisognerebbe capire meglio come arriva a questa quantificazione.
 Insomma, la questione dell'immiserimento dei lavoratori e delle loro famiglie viene affrontata soltanto dall'unico lato concesso dalla politica di alleanze con i ceti "produttivi" del PD: il lato fiscale. La modalità è quella che era stata inaugurata dal Governo Prodi: la mancia una tantum. Viene ignorata la condizione di milioni di schiavi bianchi e negri per i quali, l'assenza di una legge sul Salario Minimo Garantito, e l'altissimo livello di ricattabilità concesso ai loro datori di lavori dalla legge Biagi, costringe a retribuzioni miserrime  medie di 400 euro mensili senza altri diritti. Non viene chiesto un adeguamento generale dei salari falcidiati dal fiscal drag. Le aziende sembrano esonerate dal dovere di
migliorare le retribuzioni dei loro dipendenti. Insomma, il quadro generale dei rapporti sociali non viene toccato. Bisognerebbe chiedere il ripristino della scala  mobile, una parola diventata tabù per i dirigenti sindacali, una parola fortemente criminalizzata dalla destra e dal padronato italiano che le attribuisce poteri inflattivi quando invece è sempre servita per trattenere l'aumento dei prezzi. Nel timore di uno scatto di contingenza, le aziende esitano ad aumentare i loro prodotti o servizi. Oggi invece sono scatenati dal momento che è per loro puro profitto senza pagare alcun dazio a nessuno e meno che mai ai loro dipendenti.
  Salario Minimo Garantito, Aboilizione della Biagi e Scala Mobile dovrebbero essere gli elementi di
una vera riscossa sociale dei lavoratori che oltretutto sarebbe un tonico, un bene per l'Italia, dal momento che soltanto l'osservanza dei diritti  e la corresponsione del giusto potrebbero riaprire la strada del risanamento e del progresso. Moltissimi economisti sostengono che migliori salari e meno infelicità nella condizione umana di chi lavora sono la strada per uscire dalla crisi. Invece si ha la netta senzazione che si punti alla salvezza soltanto dei benestanti. Non importa se un terzo della popolazione sta male.
 Intanto ieri a Rosarno la mafia che fa politica e si è resa conto che la partita della caccia all'africano si era conclusa con una sua nettissima perdita di faccia  ha organizzato una manifestazione assieme a qualcuno di coloro che Malcon X chiamava "negri di cortile" cioè di coloro che tradivano la loro comunità per compiacere con atti di basso servilismo i "bianchi". Le parole d'ordine della mafia c'erano tutte: attacco allo Stato e criminalizzazione della stampa che nella circostanza ha dato una informazione corretta ed a volte anche indignata per le sarabande da KKK. Naturalmente lo striscione contro la mafia portato da un gruppo di ragazzi non è stato permesso dagli organizzatori.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Wednesday, January 13, 2010 3:59 PM
Subject: Craxi


IL DECENNALE DELLA MORTE DI CRAXI
 

 Il 12 luglio del 1976 mi trovavo a Roma per una riunione della CGIL. Saputo che all'Albergo Midas era riunito il Comitato Centrale del PSI decisi di andarci. Nella Hall dell'albergo c'erano i socialisti che passeggiavano a gruppetti forse in una pausa dei lavoro.  Solo, seduto su un divano, c'era Francesco De Martino
che rosicchiava nervosamente uno stecchino. Era di un pallore che tralignava nel giallo. I maggiorenti socialisti che fino a ieri si piegavano in due per ossequiarlo gli camminavano davanti come se fosse parte della tappezzeria. Mi fece davvero una fortissima impressione questa scena dal vivo di una congiura di palazzo con defenestrazione del Segretario del Partito.
Francesco De Martino aveva guidato il Partito con grande onestà personale ma altrettanta indolenza.
Era troppo uomo di studi per farsi assorbire completamente dai gravosi impegni della sua carica. Gli piaceva andare a caccia  allevare canarini ed insegnare storia del diritto romano di cui era uno dei più grandi cultori.
 Negli ultimi anni  forse si era convinto della inutilità della esistenza di due partiti della sinistra, il grosso pci ed il nervoso psi.  Forse si era convinto che il centro-sinistra fosse una esperienza in perdita a fronte della predominanza dc. Inoltre, il PCI e la DC tendevano a colloquiare " ad inciucire" come si direbbe oggi sulla testa dei socialisti. Credo che considerasse esaurita l'esperienza del PSI  difronte alla notevole trasformazione in senso socialdemocratico del PCI.  La parola d'ordine della sua ultima campagna elettorale fu: "mai più al governo senza i comunisti". Il PSI naturalmente perdette quote consistenti di elettorato riducendosi sotto il 10% soglia allora considera pericolosa per la sua stessa sopravvivenza. Rispetto al 68 il PSI perdeva quasi un terzo del suo elettorato.
Il putsh fu voluto da Giacomo Mancini ed ebbe come protagonisti  Bettino Craxi, Claudio Signorile ed Enrico Manca. Tre giovani colonnelli. Signorile rappresentava l'ala sinistra del PSI, Craxi l'ala automista e Manca era Gano di Magonza, il demartiniano che pugnalava alla schiena il suo maestro e benefattore. Poi lo scoprimmo uomo della P2.
Al Congresso di Torino del 79, dove ebbi l'amarissima sorpresa di trovare il simbolo dei Partito (falce, martello, sole nascente e libro) sostituito dal funereo Garofano, Craxi si era giù liberato di Manca e si accingeva a governare da solo relegando Signorile al ruolo di capo della opposizione interna.
Aveva già le idee chiare sul da farsi. Prima di tutto liquefare il Partito con l'abolizione del Comitato Centrale che era un organismo di vero controllo e decisione a favore di un Consiglio Nazionale dove imbarcò molti cosidetti rappresentanti della società civile, una sorta di arca di noè di predisposti allo abbandono della nave in caso di pericolo ma di profittarne per saccheggiarne la cambusa ed i mari circostanti.
Cinque anni dopo, al Congresso di Verona trasformato in una sorta di corrida di pretendenti a tutto, alle cariche, alle ricchezze, ai posti, con una platea di fanatizzati che batteva minacciosamente i piedi su un tavolato che rimbombava sinistramente, attaccava il Parlamento come "parco buoi", fischiava Berlinguer, mandava oscuri e cifrati messaggi ai capi della DC, dava una rappresentazione della politica corsara di "Ghino di Tacco" il bandito malandrino che si appostava per derubare i passanti. Il Congresso era dominato da simboli massonici fin troppo eclatanti. Vi fece la comparsa anche la Piramide con Occhio in quello di Palermo.
 Il glorioso partito socialista era finito forse per sempre. Sopravvivevano persone limpidissime come Riccardo Lombardi, Antonio Giolitti. Altri erano stati cacciati via dopo essere stati insultati come "intellettuali dei miei stivali." La bellissima figura di Tristano Codignola ed i tanti come lui che davano lustro al socialismo italiano nella scuola e nella cultura venivano sbeffeggiati ed allontanati.  I nuovi astri tutti personaggi interpreti di una politica senza valori e di mero potere come De Michelis, Martelli,la Ganga e tanti tanti altri. Lo stesso Signorile divenne la sinistra "ferroviaria" un modo per descrivere le sue prevalenti attenzioni correntizie. Le idee divennero un puro orpello.
 L'ossessione del potere e dello "spazio vitale" dei socialisti divenne la paranoia prediminante nel Partito di Craxi. I risultati furono assai modesti. Non si recuperarono mai il 15% del 68. Il massimo fu un 14,2 che spingeva sempre di più il PSI nel vicolo cieco del partito indispensabile per fare maggioranza ma niente di più.
  La cosa peggiore del suo governo fu la cancellazione del tratto laico del PSI. Rinnovò e peggiorò i patti lateranensi mal consigliato da Gennaro Acquaviva un uomo del Vaticano che esercitò una influenza nefasta su di lui e sul PSI. Gli accordi del 1984 hanno stabilizzato un dominio della Chiesa nelle cose italiane che durerà ancora per molto riducendo la sovranità dell'Italia a paese concordatario. Sono peggiorativi di quelli stipulati da Mussolini anche se la religione cattolica non è più ufficialmente religione dello Stato.
 Il PSI fu rivoltato da Craxi come un calzino. Divenne un partito liquido controllato spesso dall'esterno da personaggi in alleanza trasversale con gruppi dei potere politico ed economico. Tutti i punti della riforma che Berlusconi vuole imporre all'Italia sono stati indicati da Craxi. L'assetto della Repubblica Presidenziale craxi-berlusconiana è naturalmente di destra, di una destra degradata più vicina alle esperienze delle repubbliche sudamericane di una volta che alla destra europea. Nella Repubblica di Craxi o di  Berlusconi conta soltanto la volontà del Capo. La democrazia è una perdita di tempo.
  Craxi ha distrutto il socialismo italiano. Mussolini ne fu espulso e, nonostante i venti anni della sua dittatura, dopo di lui il PSI è tornato primo partito dell'Italia moderna. Dopo Craxi il socialismo italiano non esiste più se non nella nostalgia di un reducismo patetico o incarnandosi profondamente nel berlusconismo ad opera di personaggi come Stefania, Boniver, Sacconi, Tremonti, ed altri.
 Il socialismo italiano non tornerà mai più a vivere fino a quando non si sarà liberato del tutto della esperienza del quindicennio craxiano.
 Le celebrazioni di questi giorni, ampiamente usate dal regime berlusconiano, si svolgono in un clima del tutto negativo per il PSI. Da un lato i berlusconiani celebrano in Craxi il loro Maestro e Martire, dall'altro i detrattori ne oscurano anche taluni degli aspetti positivi e recuperabili della sua politica quali
l'amicizia con Arafat ed i palestinesi, una malcelata insofferenza per il giogo statunitense.
  Sarebbe stato meglio per la sua memoria e tutti noi se non si fosse insistito tanto nella forzatura di farne un martire a tutti i costi. Non era un martire. Il suo discorso alla Camera "siamo tutti colpevoli" non lo assolve.
  Il socialismo italiano se vorrà tornare ad essere quello che era dovrà liberarsi del suo ricordo r rinunziare per sempre alla sua eredità. L'eredità di Craxi appartiene a Berlusconi e nell'ideologia e nel modo di gestire la politica.  Le sue idee hanno infettato e contaminato il PCI oggi PD. Il leaderismo,
il partito liquido, la menzogna della fine della lotta di classe, l'accettazione del liberismo come dogma sostitutivo del comunismo, fanno del PD di oggi un Partito privo di anima e di identità.
 Le idee di Craxi, sviluppate da Berlusconi, hanno dato vita ad una forte destra con forte identità. Accolte con invidia dal PCI lo hanno scompaginato e disorientato.
 I socialisti dobbiamo riprendere da dove lui  ha cominciato. Un metro prima da dove lui comincia.
 Pietro Ancona
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Sent: Tuesday, January 19, 2010 10:23 AM
Subject: Il gretto di Burri

 
Il gretto di Burri
 Se il Presidente della Repubblica, massima autorità morale dello Stato custode della Costituzione interviene con una lunga lettera alla vedova di Craxi  proponendo una forzata distinzione tra vicenda politica e vicenda giudiziaria , se oggi il Senato si dedica ad una cerimonia commemorativa nel decennale della scomparsa , se una folla di ministri e di politici si è recata in pellegrinaggio ad Hammamet, il significato di tutto questo è uno ed uno solo: ha sbagliato la magistratura italiana a perseguitarlo e poi a condannarlo. Siamo in presenza di un abuso terribile compiuto dal potere giudiziario che ha  recato danni irreparabili ad una persona, alla sua famiglia, alla nazione.
 La santificazione dell'esule o del latitante non ricercato avviene attraverso la contestazione della durezza del trattamento subito dai Magistrati. Se lo stesso Napolitano afferma questo dà vigore ed autorità alle leggi presentate in Parlamento che vogliono sottomettere la Magistratura al potere politico
e ridurne la possibilità di intervento nella sfera dei potenti. Non si vuole ridurre "in generale" il potere della Magistratura ma soltanto "in relazione" agli altri poteri della Repubblica ed in primo luogo L'Esecutivo. Infatti, le proposte di processo breve e le leggi ad personam che fin qui si sono fatte
sono contemporanee ad altre leggi che incrudeliscono i trattamenti verso i poveri ed i migranti ed i cittadini in genere con la reintroduzione del reato di offesa a pubblico ufficiale o la schedatura dei clochards o l'aumento di un terzo delle pene per gli stranieri clandestini. Si è assolutamente indifferenti
a quanto avviene nelle carceri italiane che segnalano sei "suicidi" in quindici giorni e non si parla della necessità di riforme per l'abolizione dello orribile istituto fascista dell'internamento e dei manicomi giudiziari. Lo strabismo è davvero straordinario: da un lato si marcia verso l'impunità dei potenti e dall'altro verso una stretta, un giro di vite per una giustizia che diventa terribile per chi non ha i mezzi
per pagarsi una difesa. Difesa che diventa sempre più privilegio dei ricchi dal momento che   le spese giudiziarie sono diventate pesantissime e per sostenere il nuovo processo  ci vogliono
fiumi di denaro. Come avrebbe potuto farsi riconoscere innocente Stasi se la sua famiglia non avesse avuto i mezzi per pagarsi le controperizie che hanno ribaltato il processo di Garlasco?
 Ma il processo di beatificazione a Craxi non riguarda soltanto l'attualità della questione del ruolo della Magistratura. Si estende a significative riforme della Costituzione che Craxi voleva presidenzialista, con un potere decisionale illimitato per il Capo del Governo, ed autoritaria verso il mondo del lavoro
dal momento che per decreto abolì quattro punti di contingenza dal salario dei lavoratori. Una Costituzione molto più concordataria di quella di Mussolini dal momento che riconosce il principio del finanziamento perenne alla Chiesa con l'otto per mille ed altre limitazioni della laicità dello Stato a cominciare dalla scuola. Insomma, il senso di quanto sta accadendo con un ruolo strano e pesante del Capo dello Stato è: andiamo avanti verso la realizzazione di una Terza  Repubblica che realizzi pienamente l'idea di governabilità che ispirava l'azione di Craxi. E' molto significativo in tutto questo il fatto che la maggior parte del gruppo dirigente craxiano sia traghettato ed assai comodamente inserito
nel governo Berlusconi e nelle istituzioni. Non c'è alcuna discontinuità tra l'ultimo craxismo ed il berlusconismo. Sono la stessa cosa. Il Caf è diventato Casa della Libertà alleata con La Lega razzista del Nord. La destra prodotta dalla mutazione genetica del PSI è tutta dentro la nuova maggioranza.
 Non ci sono più moltissime tangenti dal momento che queste sono state legalizzate dalle contribuzioni ai partiti ed ai giornali e sopratutto dai trattamenti da nababbi dei Ministri dei parlamentari e degli amministratori pubblici. Che bisogno c'è di rubare, di farsi dare la mazzetta, se  facendo il Presidente di un Ente, magari del tutto inutile o dannoso, si guadagnano milioni di euro l'anno?
  La prima Repubblica, a cominciare dalla Costituzione, ebbe forza dalla presenza e dall'incontro di tre grandi culture politiche la cultura comunista, quella socialista e laica e quella cattolica. Di queste tre culture che  realizzarono momenti altissimi di democrazia, libertà e prosperità del Paese oggi ci sono soltanto macerie. Sono state scacciate a vantaggio delle forze sconfitte dalla  Resistenza  e dalla Costituzione. Tutte le macerie sono coperte da una sola coperta che, come il gretto di Burri a Gibellina le ricopre. La coperta liberista di una Oligarchia del Privilegio che lucra una parte oramai
vistosa del pil.  Il sistema politico italiano sempre più antidemocratico ed iniquo costa miliardi di euro
sottratti alla scuola, alla sanità, ai trasporti, alla cultura. Un paese che intristisce e fa indietro trainato da una Oligarchia che ha bisogno di santificare Craxi per legittimare sè stessa ed il proprio tradimento della Costituzione.

Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Sunday, January 17, 2010 8:33 PM
Subject: il papa in sinagoga. Sfoggio di penne di pavone da ambo le parti
 

Nell'incontro con Papa Benedetto, pieno di prosopotea da ambo le parti nella cornice barocca della Sinagoga di Roma, il rappresentante degli ebrei parlando di Israele ha detto che la sua terra è santa non perchè sia santa in sè ma per il popolo prescelto da Dio che la abita.

 Se non ho capito male, se la terra è abitata da non ebrei non è più santa.

  Insomma gli ebrei avrebbero il dono di rendere santa la terra che calpestano. Ma questo avviene dappertutto? Anche a Roma.?

A proposito della fratellanza tra ebrei e cattolici sempre lo stesso
portavoce o rabbino o non so che cosa ha fatto la storia dei fratelli presenti nella Bibbia a cominciare da Caino e Abele ed altre due coppie che adesso non ricordo. Fratelli-coltelli-assassini!! Alla faccia della fratellanza!!

 L'unica cosa che mi è piaciuta è avere ricordato che gli ebrei di Roma sono liberi soltanto dalla breccia di Porta Pia. La cosa mi ha riempito di orgoglio ed ho pensato. Ci siamo voluti gli atei, i miscredenti del risorgimento, i liberal, oggi si direbbe i comunisti,
per liberare dalla schiavitù del ghetto gli ebrei!

 Viva il libero pensiero
Pietro ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Sunday, January 17, 2010 9:24 PM
Subject: Craxi


 Caro Prof.Flores D'Arcais,

ho letto quanto ha scritto su Craxi  nel paginone del "Fatto". Condivido tutto tranne la periodizzazione del craxismo in un primo ed un secondo periodo. Il primo caratterizzato da contenuti
"positivi" ispirati ad una collaborazione-intesa con Bobbio, Lombardi, Giolitti. Un secondo dal 79 alla fuga in Tunisia.
Mi consenta di osservare che il primo periodo non è mai esistito. Bobbio ha avuto sempre assai poco da spartire con il PSI e meno che mai con Craxi. Bobbio era un guru dei liberali di sinistra, stimatissimo ma estraneo. Lombardi era di tale calvinistico rigore che mai avrebbe potuto avere un qualche rapporto di collaborazione con Craxi. Era stato emarginato e gli affari con la minoranza di sinistra Craxi li faceva con Signorile, personaggio disponibile ed assai scafato titolare della sinistra
"ferroviaria" per via del traffico da lui aperto con tutti coloro che avevano a che fare con le ffss per appalti, forniture o altro. Giolitti fu sempre considerato "estraneo" al Partito anche se ricopri' incarichi di grande responsabilità nel governo e proposto da Craxi, contro Pertini, a Presidente della Repubblica.
   Il successo di Craxi fu dovuto in grandissima parte al rancore o addirittura odio accumulato nelle viscere profonde del PSI nei confronti dei comunisti i quali, in trenta anni di collaborazione, avevano sempre relegato i socialisti alla funzione di  "vice" dappertutto negli enti locali, sindacati,cooperative,
in tutti i centri di gestione "unitaria". I comunisti erano riusciti ad esasperare i socialisti giungendo financo a privare i  "quadri" del PSI degli stipendi specialmente nei Sindacati. Le ricordo che Del Turco, segretario della FIOM socialista, veniva escluso dalle trattative con la Fiat che venivano gestite dalla corrente comunista e dallo stesso PCI. Craxi toccò la corda del rancore socialista per tantissime umiliazioni subite e fece del PSI un Partito  visceralmente anticomunista, insofferente e oramai infedele alla politica unitaria.
  I socialisti  erano stati  il primo Partito della sinistra italiana nelle prime elezioni del dopoguerra. Restò sempre in loro una mentalità "maggioritaria" che li rendeva insofferente a posizioni subalterne. Pensi che ancora oggi che sono a meno dell'uno del cento conservano la mentalità, la cultura, di un partito maggioritario. E' una terribile contraddizione essere un'anima enorme dentro un corpo piccolo piccolo!
  Craxi, nell'illusione di conquistare il potere, si corruppe ed accettò di scivolare ad accettare protezioni ed amicizie davvero estranei al socialismo. Il suo cinico vice Martelli al Congresso di Verona si vantava di aver fatto un radicale turnover della base socialista. Disse che erano usciti cinquecentomila socialisti ed altrettanti se ne erano formati di nuovi. Uscivano gli artigiani, i maestri, gli operai, gli intellettuali ed entravano quelli che furono la grande mutazione genetica. La gente venuta a Verona o a Palermo non aveva niente a che spartire con i socialisti di Nenni, Lombardi, Pertini, Santi...... Era la base che oggi affolla e tifa freneticamente per Berlusconi!
  Se rivede i filmati dei congressi dell'era craxiana scoprirà che la scenografia era rigorosamente e pacchianamente massonico : quadrante, tempio greco, piramide con occhio etc.....
  Con Craxi il PSI fuoriesce dalla storia del socialismo e del movimento operaio. Diventa un partito
sudamericano ed assai ambiguo che ostenta il taglio della testa degli operai con il decreto di soppressione di quattro punti di scalamobile.
  Le scrivo perchè sono un vecchio socialista che ha vissuto tutti i Congressi da quello meraviglioso di Venezia del 56 in poi. Sono uscito dal PSI nell'87 ma non lo votavo più sin dall'84 (Verona).
  Con stima.
Pietro Ancona

ps: le assicuro che il PD, senza aver avuto Craxi, si è sfasciato nel peggiore dei modi. E' ancora in piedi perchè la gente non sa dove sbattere la testa. Ma è del tutto finito ed ha spogliato il socialismo italiano assai di più di quanto non abbia fatto craxi con la sua corruzione.
Pietro Ancona

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martedì 24 Novembre 2009 (16h59) :
Bellodi e Montalbano

Spinto dalla intervista di Cammilleri sono andato a rileggermi il Giorno della Civetta che, per me, è il migliore libro che sia stato scritto contro la mafia. Il confronto che Cammilleri ne fa con Gomorra di Saviano è inaccettabile. Gomorra è inconfrontabile con l’opera di Sciascia, è una sorta di affresco iperealista che denunzia il giganteggiare il male ed il suo impadronirsi di tutto il tessuto sociale. Ho rivisto anche il bellissimo film di Damiano Damiani ispirato al"Giorno della Civetta" pessimista assai di più di Sciascia che si conclude con Don Mariano affacciato dal suo terrazzo che si riceve gli omaggi della popolazione che ha capito quanto sia forte ed invulnerabile. Don Mariano è lo Stato. Nel Giorno della Civetta il capitano Bellodi conclude il libro proponendosi di tornare in Sicilia. Esclama: "Mi ci romperò la testa" Si può vedere in lui assai prima del tempo Falcone, Borsellino o lo stesso generale della Chiesa. Lotta senza quartiere alla mafia. Lo stesso non può dirsi di Montalbano che ha sempre buoni rapporti con la mafia, ci convive, arriva addirittura a fare dei summit con i grandi capi delle cosche per dipanare la matassa di omicidi ai quali ritiene che la mafia non sia coinvolta. Infatti, in uno dei suoi romanzi, in occasione dell’omicidio di un appaltatore che i più attribuiscono alla mafia, Montalbano scopre che si tratta del delitto di una donna timorosa di perdere la sua posizione economica. Tutta l’intervista di Montalbano mi è sembrata piena di una sorta di malanimo verso Sciascia che di tanto in tanto affiora nel racconto di diverse vicende. Trovo imbarazzante il fatto che per ben due volte sottolinea il fatto che era amico di Sciascia soltanto di secondo livello. Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, January 25, 2010 3:24 PM
Subject: Salario Minimo Garantito

La risposta che dà Ferrero alla provocazione di Brunetta, degno pellegrino di Hammamet,
è sbagliata. La questione dei bassi  salari dei giovani precari italiani non si risolve per via fiscale ma stabilendo una garanzia di legge, erga omnes. I giovani precari italiani oggi sono pagati due o tre euro l'ora. Basterebbe fissare il Salario Minimo Garantito ad almeno 7 euro l'ora. Non capisco perchè i bassi salari delle aziende siano diventati tabù intoccabili per la CGIL e per la sinistra italiana!
E' sconcertante che la gente che porta all'estero centinaia di miliardi di euro sottratti ai salari debba vedersi favorire dallo Stato per mantenerli bassi!
 Pietro Ancona

http://www.leggo.it/articolo.php?id=43301&sez=CRONACA&ctc=20

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From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Tuesday, January 26, 2010 8:15 AM
Subject: Bertolaso


Caro Fusi,
Il servilismo italiano verso gli USA non ha davvero limiti. Bertolaso ha  detto "impoliticamente" quanto ha visto e ciò che gli americani hanno occupato militarmente Haiti senza dare un sorso d'acqua ed un pò di pane ai disgraziati terremotati. Bertolaso è stato fin troppo gentile con gli americani che non danno niente, ma proprio niente a nessuno-
 Non c'è differenza tra haiti e Katrina. Il sistema capitalistico non è in grado di soccorrere nessuno. E' buono solo ad arraffare o a bombardare!
 Pietro Ancona

                                                               ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, January 27, 2010 8:37 AM
Subject: LA GIORNATA DELLA MEMORIA E L'IPOCRISIA


 LA GIORNATA DELLA MEMORIA E L'IPOCRISIA

  C'è chi pensa che la memoria sia negativa perchè tiene sempre vive ed aperte le ferite, divide i popoli
coltiva l'odio per i torti subiti e quindi sarebbe meglio l'oblio, vivere nel presente guardando al futuro e rimuovere gli elementi di divisione e di rancore. Altri pensano che la memoria sia giusta, per non dimenticare il martirio di quanti furono ingiustamente perseguitati ed uccisi, per insegnare all'umanità a  non ricadere nella barbarie del crimine. L'Italia si è data una legge per ricordare l'Olocausto  e l'orrore
del nazifascismo e dei suoi campi di sterminio. In effetti il ricordo dei crimini di Hitler non è mai diventato condanna o rifiuto del popolo tedesco ma della terribile ideologia che originò gli orrori più
spaventosi del novecento.Quindi ricordare non vuol dire odiare indiscriminatamente coloro dai quali è venuto il male, la tragedia per milioni di esseri umani ma liberarci e distanziarci dalle ideologiche che
discriminano per pregiudizi razzisti o odio politico e sociale.
  Ma, nonostante sia viva la memoria dell'OLocausto ed è diventato addirittura reato penale negarlo in alcuni paesi europei e qualcuno sia finito in carcere come "negazionista", pare che non abbiamo imparato niente dagli errori e dai delitti dei nostri predecessori. Israele, Nazione nata per dare un focolare agli ebrei dopo lo sterminio di gran parte di loro, tiene in oppressione la popolazione palestinese rinchiusa  da un grande muro che, d'accordo con gli Egiziani, sta rendendo ancora più impenetrabile. Un milione e mezzo di esseri umani sono privati della libertà, del pane,di quanto serve alla vita e impazziscono in una striscia di terra dove sono stipati attorno alle rovine della loro città rasa al suolo ed avvelenata dall'uranio e dal fosforo che fanno nascere bambini deformi, mostriciattoli inguardabili. Ricordare i crimini di Hitler e di Mussolini e ripeterli contro bambini inermi
tenuti prigionieri, donne e uomini incarcerati e spesso torturati soltanto perchè legittimamente resistenti al nemico occupante, è schizzofrenico. Non fare agli altri quanto non vorresti fosse stato mai fatto a te!
  Da anni l'Occidente è sottoposto ad una propaganda non diversa da quella nazista degli anni trenta. Allora erano gli ebrei ed i bolscevichi le bestie nere additate al ludibrio ed all'odio degli europei, il pericolo da esercizzare con la violenza e l'odio. Oggi, la bestia nera è l'Islam ed una martellante propaganda di gran parte dei massmedia diffonde paure e spaventi tra la popolazione. Si scrive e si sostiene che l'Islam ha un programma di conquista del mondo, per la costruzione di un sultanato universale e la nostra sottomissione ad esso. Si favoleggia di un conflitto di civiltà che metterebbe in pericolo il nostro futuro e si occupano militarmente nazioni come l'Afghanistan, l'Iraq violentando le loro culture ed il loro assetto giuridico. Tornano le leggi razziali a suo tempo volute da Mussolini contro gli ebrei ed ora dall'Italia democratica contro i migranti che se perdono il lavoro e diventano "clandestini" vengono imprigionati e le loro famiglie smembrate! Dietro la spinta espansionistica verso oriente degli USA vengono indurite le leggi sulla sicurezza e vengono progressivamente smantellate le garanzie ed i diritti. La Patriot Act ha fatto scuola. Gli inglesi si accingono a controllare le città con aerei drone. Gli aeroporti sono diventati luoghi nevrastenici in cui si rischia di essere arrestati o uccisi per un gesto sospetto. Gli americani, nella indifferenza del mondo, tengono prigionieri e torturano persone  definite "terroriste" e che magari sono soltanto patrioti o persone del tutto innocenti. Possiamo definire Guantanamo un lagers hitleriano? Quale diritto hanno gli Usa di privare i prigionieri di Guantanamo dei loro diritti e di escluderli da ogni contatto con le loro famiglie e con il mondo?
  Gli zingari che ieri venivano inceneriti ad Auschwitz   hanno avuto la loro shoah ( porrajmos)
che travolse agli inferi almeno centinaia di migliaia di loro oggi sono soggetti a linciaggio
ed alla intensa propaganda razzista anche di tanti amministratori pubblici. I loro campi vengono demoliti con le ruspe da squadre di militari che non hanno riguardi neanche per i quaderni di scuola dei bambini; se incappano in un reato vengono condannati al massimo della pena o addirittura senza colpa come accade alla ragazza di Ponticelli.
 A che serve la giornata della memoria se la sua celebrazione non induce a criticare e condannare il razzismo e la guerra? Rosarno ha avuto le caratteristiche di un pogrom anche se non ci sono stati gravissimi fatti di sangue. C'è una contraddizione tra la Memoria dell'Olocausto e le leggi recentemente varate dal Parlamento italiano e la predicazione dell'odio contro vittime dipinte come potenziali aggressori.
  Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: aprile redazione
Sent: Monday, January 25, 2010 6:55 PM
Subject: : Sconfitto il teorema D'Alema

 SCONFITTO IL TEOREMA D'ALEMA

 Il dirigente politico più scafato del PD ha enunziato a suo tempo il  teorema: l'Italia ha una maggioranza di destra, per vincere la sinistra deve diventare destra. Questo teorema è stato incarnato dal PD che non è l'erede dell'Ulivo. L'ultima disastrosa esperienza del governo Prodi era già in fase di profonda degenerazione e negazione del programma dell'Ulivo basato sulla coesione sociale. Il PD ha fatta sua la linea liberista della destra italiana a cominciare dalla sua espressione più feroce: la legge Biagi. D'Alema è stato tra i primi a teorizzare la fine del posto fisso  (mi consento una battuta politicamente scorretta: non per i suoi figli) e la privatizzazione dei servizi comunali. Queste due scelte costituiscono una strizzata d'occhio ai ceti privilegiati della società italiana ma non hanno sortito l'effetto di spostarne ragguardevoli quote verso il PD. Cartucce sparate a vuoto  Ha anche voluto rassicurare l'area dottrinaria più intransigente del governo USA prestandosi al bombardamento di Belgrado, un vero e proprio crimine  che ha ripetuto una aggressione che la Serbia aveva subito dal nazifascismo. Nel gruppo parlamentare del PD sono presenti deputati e senatori impegnati a lavorare, spesso nell'ombra ma con la complicità del silenzio della CGIL rigidamente controllata da una burocrazia quasi tutta pd, per demolire quanto resta di una legislazione dei diritti dei lavoratori. Si toglie ai dipendenti la possibilità che hanno tutti i cittadini di avere un giudice a cui ricorrere e si toglie al giudice la possibilità di intervenire nel contenzioso del lavoro! Pietro Ichino, in una recente lettera al Corriere della Sera, sconsigliava una politica di ammortizzatori sociali perchè  impoltronirebbe i disoccupati e non li indurrebbe a cercarsi un'altra occupazione. La Confindustria è presente in modo significativo tra i parlamentari pd ed è la vera artefice della sua politica economica e sociale.
 IL teorema D'Alema, fatto proprio da Bersani che, dopo la sconfitta pugliese dice: "la linea non cambia" vuole rovesciare del tutto e definitivamente le alleanze, isolare la sinistra, stare al centro (che in Italia è destra) con l'UDC di Casini, partito del genero di Caltagirone e di quella parte della vecchia DC che, con Cuffaro e tantissimi altri, nel Mezzogiorno d'Italia non ha ritenuto di stare con la Margherita. D'Alema rinnova il patto delle triglie fatto anni orsono con Buttiglione. Che l'UDC usi due forni e si allei anche con il PDL non lo turba minimamente dal momento che è proprio con il PDL che vuole riformare la Costituzione e realizzare il presidenzialismo e la definitiva passivizzazione dello elettorato che dovrebbe limitarsi a dire si o no.
 Ma questa linea che ha la sua rotta strategica a destra crea contorcimenti, scontenti, sconquassi da parte di quello elettorato già comunista o cattolicoo che trova ancora una sua debole eco in Rosy Bindi la quale stamane ha mormorato: forse era meglio se avessimo scelto Niki Vendola sin dall'inizio. Non è possibile saldare a destra un elettorato vittima della destra, mettere insieme il ragazzo che guadagna quattrocento euro al mese ed il suo datore di lavoro-sfruttatore. La borghesia italiana è una delle più ingorde e barbare del mondo.  Oramai ha la certezza di avere due grandi partiti che controllano il Parlamento e che faranno tutto quello che le aggrada. E' insaziabile come abbiamo visto dallo scandaloso trattamento inflitto ai lavoratori africani di Rosarno o agli schiavi cinesi di Prato che lavorano per conto di grossi esportatori che li hanno sostituito ai lavoratori toscani. Ogni giorno il suo governo attacca il welfare e provoca la gente con le ingiurie di Brunetta. Il PD è parte integrante della nomenclatura, della oligarchia di una casta  che difende a spada tratta, protetta dal Quirinale, i suoi privilegi. Il sistema della creazione di un ceto politico permamente a tutti i livelli ben retribuito, ben pasciuto, è andato assai avanti ed ogni tanto mostra qualcuno dei suoi modi di vivere al disopra delle righe ma rigorosamente a spese dei contribuenti come si evince dallo scandalo di Bologna in cui vengono raccontati sette o otto viaggi intercontinentali di Del Bono del tutto inutili per le finalità istituzionali dell'ente che si rappresenta. Viaggi ai quali non solo si invitano le amanti o i familiari ma, come abbiamo visto con
la Lonardo qualche tempo fa, anche centinaia di persone che vanno a fare shopping nella Quinta Strada.
  La vittoria di Niki Vendola è la vittoria di una esperienza di governo regionale in cui le risorse sono state spese per migliorare davvero la qualità della vita della gente e per aiutare i più deboli. La Puglia è una Regione che sfugge al controllo dei comitati di affari anche se è stata in pericolo di esserne inquinata e travolta.  Nichi Vendola, vincendo, ha sconfitto anche se stesso. La scelta di scindere Rifondazione Comunista a favore di un assemblement coi socialisti e con l'ala mussiana del PCI si è dimostrata sbagliata e contraddittoria rispetto il suo stesso afflato sociale e popolare. L'appoggio ricevuto da Ferrero è un dato positivo di ricomposizione e riaggregazione dopo anni di sgretolamento. Può riprendere forza la sinistra italiana che ha una immensa forza oggi dispersa. Il PD che, d'accordo con Berlusconi, ha espulso dal Parlamento i verdi ed i comunisti
perderà il suo elettorato di sinistra che prima o poi si accorgerà di stare in un posto sbagliato.Vendola
ha vinto facendo uso strategico delle risorse per lo sviluppo della sua Regione ed il benessere dei suoi abitanti.
Ha mostrato che c'è spazio e grandissima domanda per una politica realmente di sinistra, innovativa, capace di lievitare la crescita.
  In fondo D'Alema è coerente con la linea rinunziataria proclamata da Berlinguer già nel 1973 con la teoria del compromesso storico e della Nato ombrello riparatore dall'URSS e con la disgraziata scelta della Bolognina di Occhetto che ha rinunziato al comunismo ma anche al socialismo socialdemocratico per approdare direttamente all'amerikano  partito democratico del tutto estraneo alla cultura del grande appassionato popolo della sinistra italiana.
  Bisogna che Vendola vinca le elezioni in Puglia per fare dilagare un nuovo progetto politico. Sono certo che molti di coloro che hanno proposto Boccia non lo voteranno e si sentono più vicini al candidato della destra. Ma quando il popolo di sinistra ha fiducia nella sua dirigenza e nelle sue idee in Italia è capace di fare grandi cose. Una volta ha persino sorpassato la DC!!
  Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, January 25, 2010 3:24 P
Subject: salario minimo garantito

la risposta che dà Ferrero alla provocazione di Brunetta, degno pellegrino di Hammamet,
è sbagliata. La questione dei bassi  salari dei giovani precari italiani non si risolve per via fiscale ma stabilendo una garanzia di legge, erga omnes. I giovani precari italiani oggi sono pagati due o tre euro l'ora. Basterebbe fissare il Salario Minimo Garantito ad almeno 7 euro l'ora. Non capisco perchè i bassi salari delle aziende siano diventati tabù intoccabili per la CGIL e per la sinistra italiana!
E' sconcertante che la gente che porta all'estero centinaia di miliardi di euro sottratti ai salari debba vedersi favorire dallo Stato per mantenerli bassi!
 Pietro Ancona

http://www.leggo.it/articolo.php?id=43301&sez=CRONACA&ctc=20

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Tuesday, January 26, 2010 9:59 AM
Subject: politici globe trotters


 Praga, Gerusalemme, Pechino, New York, Parigi, Messico, Santo Domingo:  sette dei viaggi compiuti dal Sindaco di Bologna di cui abbiamo notizia perchè oggetto di verifiche da parte della magistratura.
 Pare di capire che ci siano altri viaggi. E' veramente stupefacente la quantità e la destinazione dei viaggi di un solo amministratore. Naturalmente sono stati tutti spesati con dovizia di rimborso-spese essendo il politico globe trotter equiparato nei regolamenti alle cariche più alte. Tra questi viaggi risulta come destinazione anche Cancun in Messico, una rinomata località turistica affacciata sul Mare dei Caraibi. Che cosa ci poteva essere di tanto importante per la Regione Emilia-Romagna in un posto come questo?
 L'Italia ha qualcosa come  seimila comuni, centoventi province, venti regioni e tanti tanti enti pubblici o semipubblici di vario genere. Gli amministratori sono tutti stipendiati ed hanno autonomia di gestione della quale profittano fino in fondo. Guai a mettere in discussione la sacra "autonomia" degli enti locali. La grande tradizione municipalistica italiana che risale alle Repubbliche Marinare, ai Comuni ed alle Signorie e pronta ad insorgere subito. Ne vedremo di belle quanto entreranno a regime
le norme del federalismo fiscale. Se si facesse il conto dei viaggi compiuti dagli amministratori e dai loro seguiti raggiungeremmo cifre astronomiche, milioni di chilometri. Tutti viaggiano per i motivi più vari. Gli amministratori dell'Amia di Palermo si recavano dieci volte l'anno negli Emirati Arabi. Se si fruga senza troppa disattenzione tra le note spese presentate e riscosse dalla folla di voraci gaudenti
per i quali non c'è mai crisi troveremmo stranezze incredibili. Naturalmente, è tutto legale. Quando c'è l'illegalità un opportuna leggina ci mette rimedio come quella che consente all'aereo di Stato a disposizione del Presidente del Consiglio di imbarcare ospiti personali.
 Il ceto politico, i suoi parenti e famuli è diventato una enorme sanguisuga che riesce a drenare denaro e privilegi da una pubblica amministrazione tenuta in vita da tasse sempre più gravose da sopportare.
 Il suo costo è diventato troppo oneroso ed il suo distacco dalla gente sempre più incolmabile. L'omertà al suo interno è di stampo camorristico. Bertinotti giustificò l'uso dell'aereo di Stato fatto da Mastella per assistere ad una partita di calcio con il figlio ed altri amici un "risparmio" e non si limitava
da Presidente della Camera nelle trasferte . Brunetta gratta dallo Stato centinaia di migliaia di euro l'anno che somma al suo stipendio di professore e chiede ai pensionati di rinunziare ad una parte delle loro misere pensioni per i giovani precari pagati a due euro l'ora da imprenditori che imboscano all'estero centinaia di miliardi di euro.
 Una situazione del genere non può durare a lungo. La corda è troppo tesa ma l'attenzione dei politici
è concentrata sul  rebus di come evitare a Berlusconi i processi o nelle alleanze di Palazzo con l'UDC piuttosto che con l'odiata sinistra proletaria.
 Cresce tra la gente insoddisfazione ed anche odio. Non è detto che la sopportazione di squilibri e diseguaglianze possa durare in eterno. L'Italia ha ancora una cultura della coesione e dei diritti. Non è l'America che si rassegna a vivere in tenda e sopporta il peso della prepotenza dei banchieri facendosi abbindolare dalle bugie di Obama. L'Italia non sopporterà a lungo il calvario di cinque milioni di biagizzati a 400 euro al mese. Milioni di lavoratori sono sottomessi ad un logoramento dei loro salari
 a cui la CGIL vorrebbe mettere una pezza con qualche beneficio fiscale non rendendosi conto di diventare complice di una situazione insopportabile. La crisi è certamente oggettiva ma la sua gestione è odiosamente di parte. Prima o poi tutta la sofferenza sociale oggi compressa verrà alla luce!
 Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, January 28, 2010 11:04 AM
Subject: IL suicidio della CGIL


 Il suicidio della CGIL
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 Con un anticipo di oltre quaranta giorni che contrasta con la drammatica condizione dei lavoratori italiani che precipita di giorno in giorno per una crisi dell'occupazione e dei salari causata in gran parte da scelte di convenienza e di lucro del padronato, la CGIL annunzia uno sciopero generale per il dodici marzo prossimo. C'è un passo avanti rispetto la manifestazione del 15 novembre scorso perché si farà in un giorno lavorativo e quindi assumerà un significato che si collocherà dentro il rapporto di lavoro e non soltanto verso il governo ma si tratterà ancora una volta di una battaglia perduta in partenza dal momento che le rivendicazioni sono limitate, cannoni caricati a salve o al massimo con proiettili di gomma destinati a rimbalzare e non produrre che il grande fracasso massmediatico dei pennivendoli di regime che si scateneranno per sbranare la CGIL che si "isola"
da Cisl ed Uil, è vetero-sindacalista, incapace di capire la "modernità" etcc...etc... In sostanza, lo
sciopero deluderà le attese della classe lavoratrice senza peraltro essere gradito dal padronato, dalla destra e dal suo governo. Tutti faranno a gara per mettere alla gogna il grande e comunque temuto sindacato italiano perchè rompe l'omertà (Sacconi la chiama complicità) delle forze politiche e sindacali tutte protese ad ingraziarsi i favori della Confindustria.
 
Lo sciopero si farà su tre punti che riguardano la politica economica, il fisco, l'immigrazione. Sul primo punto non si dice niente sulle privatizzazioni diventate davvero pericolose non soltanto per
l'aumento delle bollette, dal momento che la maggior parte di esse si fanno in regime di monopolio, ma anche perché  sostituiscono pezzi sempre più estesi di occupazione pubblica con quella privata e sottopagata. Non è raro incontrare negli ospedali infermieri collocati da cooperative fasulle e agenzie pagati al quaranta per cento in meno dei loro colleghi.
Il secondo punto riguarda il fisco. La CGIL chiede delle cose che sono sicuramente sacrosante ma che calate nell'inferno dei salari di oggi avranno effetti insignificanti, meschini. Dare qualche euro in più attraverso la manovra fiscale non cambierà se non impercettibilmente la busta paga.   Oggi la questione più importante è
l'aumento dei salari e sopratutto la richiesta di una legge per il Salario Minimo Garantito  per tagliare l'artiglio a quanti se la cavano con due o tre euro l'ora specialmente per i biagizzati e gli immigrati.
 Avere una legge sul Salario Minimo Garantito significherebbe mettere un fondo al pozzo senza fine
di salari sempre più bassi. Abbiamo un padronato che non si vergogna di offrire soltanto cento euro al mese ad un giovane laureato. Il SMG non dovrebbe essere inferiore  a sette euro l'ora. Diventerebbe strumento di liberazione e di unificazione di lavoratori bianchi e neri ed avrebbe l'effetto di spingere verso l'alto i salari oggi inferiori del quaranta per cento a quelli inglesi, tedeschi o francesi.
  A chi gli chiedeva cosa ne pensasse della scala mobile Epifani ha risposto di esserne stato sempre nemico fin dal 1984 e dichiarandosi offeso con la Marcegaglia che gli attribuiva una qualche tentazione al suo ripristino. Bisogna invece recuperare la scala mobile.
  Mentre l'inverno più gelido è caduto sui lavoratori che si buscano la bronco-polmonite a fare gli stiliti del ventunesimo secolo sulle torri delle aziende, alla Camera Cazzola, Ichino ed altri lavorano silenziosamente per distruggere il poco che resta di protezione dalla schiavizzazione. A differenza di tutti i cittadini italiani i lavoratori non avranno più diritto ad un giudice ma si dovranno accontentare di un arbitro che deciderà della loro vita una sola volta. Il giudice non potrà intervenire anche se lo volesse. L'art.18 e lo Statuto dei Diritti vengon