| RASSEGNA STAMPA |
L'ANGOLO DI PIETRO in ordine cronologico IV parte
From September 14, 2009
LETTERE E ALTRO
lettere pubblicate su Grandenud http://urlin.it/cf1e
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, September 14, 2009 12:26 PM
Subject: lotta di classe in USA
La lotta di classe negli USA
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La destra americana ha realizzato una manifestazione contro la riforma
sanitaria proposta di Obama. La manifestazione si è proclamata
antistatalista, anticomunista, antisocialista. Obama è stato paragonato a
Stalin, a Mao, a Lenin e minacciato di morte. Non si vuole che uno dei
sistemi sanitari più costosi ed esclusivi del mondo, fonte di arricchimento
dei proprietari di cliniche, si apra a cinquanta milioni di persone che ne
sono escluse e venga in qualche modo disturbato nella sua produzione di
utili per miliardi di dollari a una ristretta cerchia di persone. Una
operazione di ernia può costare diecine di migliaia di dollari.
L'estirpazione di un tumore anche 500 mila. Se una persona si ammala di
qualcosa che richiede una operazione chirurgica può vendersi ( se ne ha una
) la casa per pagare l'ospedale. I costi sono stratosferici e vengono
mantenuti alti artificialmente. Il sistema assicurativo privato è vessatorio
sanguisuga e spesso truffaldino. Se una persona ha malattie croniche è
difficile che una azienda assicurativa lo prenda in carico. Non esistendo
la privacy se non formalmente, le agenzie assicurative si passano le
informazioni sullo stato di salute dei loro clienti e quindi se si viene
rifiutati da una compagnia è difficile che si venga accettati da un'altra. .
Persone anziane spesso vecchie o addirittura vecchissime sono costrette a
lavorare per pagarsi le medicine per sopravvivere. La mortalità infantile è
assai alta e l'aspettativa di vita di appena 73 anni la più bassa del mondo
occidentale.
Questo sistema iniquo, classista, barbaro è espressione di una
maggioranza iperideologizzata che accetta senza battere ciglio che lo Stato
(i contribuenti) regalino miliardi di dollari alle banche perchè non
falliscano ma nega che un cittadino possa essere curato da una struttura
pubblica. E' l'ideologia per cui ogni anno la California brucia per mancanza
di un adeguato sistema di prevenzione e di personale dei vigili del fuoco ma
c'è un rifiuto assoluto ad aumentare le poche tasse che i superiricchi
pagano. La stessa ideologia divora seicento miliardi di dollari l'anno per
omologare tutte le nazioni del mondo al sistema capitalistico. Mercato e
democrazia vengono strombazzati ai quattro venti ma non esistono. Il mercato
è controllato dalle multinazionali. Idem per la democrazia che spesso viene
sospesa con leggi tipi Patriot Act. Dopo il grande crax dei titoli tossici
il cui costo è stato scaricato sul mondo non sono state nè presentate nè
discusse le regole per contenere gli animals spirits della finanza
speculativa. Pare che altre bolle si stiano formando ad opera di coloro che
continuano con stipendi strepitosi e guadagni miliardari a gestire il mondo
finanziario.
Questo sistema è stato imposto dai vincitori della seconda guerra civile che
si è combattuta in America. La guerra tra lavoratori e datori di lavoro.
Questi ultimi fiancheggiati da eserciti privati della Pinkerton e di altre
agenzie di killers, dai poliziotti, dagli sceriffi. La guerra civile si è
conclusa con la vittoria dei datori di lavoro nel 1927 con la morte sulla
sedia elettrica di Sacco e Vanzetti che erano si innocenti dei reati loro
contestati ma avevano il torto mortale di essere anarchici e dirigenti della
sinistra. La classe operaia è stata sconfitta con l'uccisione o
l'incarcerazione di tutti i dirigenti e di quanti si erano notati durante le
lotte durate per alcuni decenni. Il movimento operaio e la sua espressione
politica, il socialismo,
sono stati cancellati e da quasi un secolo non contano più niente. Se
qualcuno ogni tanto alza la testa basta infamarlo di comunismo per farlo
fuori. Ogni tanto si scatena una inquisizione. Negli anni cinquanta ci fu il
maccartismo. Nel paese della libertà annunziata da una statua all'ingresso
di New York la sinistra non viene tollerata tranne quella che accetta fino
in fondo le regole del sistema fino al punto di non distinguersi dalla
destra sul piano economico ma soltanto su quello etico e dei diritti.
La riforma che propone Obama non scalfisce quasi per niente il sistema
privatistico della sanità ed il business relativo. Ma il rifiuto è di
principio. E' ideologico. Tutto quello che si muove verso un qualche
welfare deve essere subito stroncato.. Questa è l'America che ha devastato e
continua a devastare L'Irak, l'Afghanistan, il Pakistan, la Somalia e
dovunque ci siano nazioni che abbiano culture diverse dal capitalismo. E'
l'America che sostiene feroci tiranni come quello colombiano e organizza il
golpe contro il legittimo Presidente dell'Honduras. Obama ha fatto finta di
essere dalla parte del deposto Manuel Zelaya. Ma il golpista Micheletti
detiene ancora il potere usurpato con lo aiuto del Pentagono.
pietro ancona
pietroancona@tin.it
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
http://www.corriere.it/esteri/09_settembre_13/usa_protesta_caretto_a7cc0ada-a076-11de-8194-00144f02aabc.shtml
http://geo.tesionline.it/geo/articolo.jsp?id=2285
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, September 16, 2009 6:50 PM
Subject: ronde informatiche e manifestazione fnsi
Ronde informatiche e manifestazione FNSI
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Oggi G.A. Stella noto ed importante opinionista del Corriere della Sera,
dopo avere definito spazzatura i commenti di persone che intervengono in
internet auspica ronde informatiche (magari armati di manganelli elettronici
?) per mettere in riga quanti si permettono di criticare nientepopodimeno
che il Potere. Chi critica colui che si ritiene ispiratore della riforma
Gelmini o pezzi di questa e critica pure Brunetta o Biagi per la legge che
ha ispirato è antisemita e fa del pericoloso terrorismo politico! Mi domando
in che cosa siano diverse le ronde informatiche invocate da Stella dai
proclami bulgari o polacchi del Presidente del Consiglio contro Tizio, Caio
o Sempronio.....
Magari G.A.Stella sabato sarà alla manifestazione indetta dalla stampa per
chiedere maggiore libertà di informazione!
La manifestazione di sabato propone il rispetto dell'art.21 della
Costituzione. Sono molto d'accordo. Ma mi domando quanto siano attendibili e
davvero liberi i rappresentanti della libertà di informazione in Italia dal
momento che tutta la stampa ed anche la radio e le TV sono foraggiate con
contributi statali indecenti che non hanno pari in tutto il pianeta. La Rai
TV costa cinque miliardi di euro all'anno e mantiene una pletora di
funzionari, giornalisti, managers, direttori, tutti a stipendi ed emolumenti
da favola. Non c'è TV al mondo che eguagli in costi ed in munificenza di
trattamento ai suoi dipendenti come la TV italiana oramai completamente
nelle mani del padrone di Mediaset come abbiamo visto ieri sera con
l'oscuramento di Ballarò per dare più luce a Porta a Porta.
Un Paese con 1700 miliardi di debito, in piena crisi economica, con i Bot
che non danno quasi più rendimento, foraggia un sistema informativo di carta
stampata per oltre un miliardo di euro l'anno. Giornali di dimensioni
parrocchiali ma di partito ricevono contributi per centinaia di migliaia o
milioni di euro.
Facciamo pure la manifestazione per la libertà di informazione. Ma la vera
informazione è quella economicamente indipendente, è quella che riceve
alimento soltanto dai suoi lettori. Difendiamo la libertà di internet e
chiediamo alla stampa di rinunziare ai foraggiamenti statali. Privatizziamo
la RAI TV affidandola ad una cooperativa dei suoi stessi dipendenti! La
sinistra cessi con il consociativismo
e la lottizzazione della RaiTV! e recuperi piena libertà di critica e
credibilità di opposizione!
pietro ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
http://www.corriere.it/cronache/09_s...4f02aabc.shtml
__________________
Tutti gli esseri umani nascono eguali. Tutti senza camicia. Tutti gli esseri
umani hanno diritto di cercare dove vogliono il loro raggio di sole.
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Thursday, September 17, 2009 12:34 PM
Subject: : GA Stella e la schedatura degli antisemiti
GA Stella e la schedatura degli antisemiti
Il violento e per certi aspetti delirante articolo di G.A.Stella contro
internet e le sue libertà conteneva un riferimento ad un centro di
documentazione ebraica che monitora internet e non so che altro per fare una
schedatura degli antisemiti esistenti in Italia. Dice te°stualmente Stella:
"Come può dimostrare il lavoro di monitoraggio quotidiano del Centro di
Documentazione Ebraica Contemporanea, Internet è diventata anche in Italia
la zona franca in cui si possono sfogare tutti i peggiori istinti razzisti
che ribolliscono nella sentina della società. Contro i negri, i terroni, gli
handicappati, i marocchini, gli albanesi, i finocchi, gli «altri »...
Rilevo che criminalizzare internet come il luogo in cui ribolliscono i
peggiori istinti razzisti della sentina della società sia inaccettabile e da
respingere al mittente. Internet è come una edicola. Se non vuoi comprare
una rivista o un libro pornografico non lo compri. Puoi prendere dalla
edicola quello che vuoi e che corrisponde ai tuoi interessi culturali e
umani. Frequento internet da anni e tutta la immondizia vista di Stella non
l'ho mai incontrato. E' gravissimo che si faccia di tutta l'erba un fascio
per incendiarla tutta insieme dopo averla cosparsa di benzina. Internet è
certamente meno sporco di certi giornali.
Negli annali del Corriere della Sera nel quale il signor Stella scrive
troverà migliaia di pagine dedicate al razzismo specialmente contro gli
ebrei e migliaia di articoli di fautori della purezza e superiorità della
razza ariana e "italiana". Recentemente il Corriere ha ospitato il delirio
antiislamico rigurgitante di bassezze contro gli islamici della signora
Oriana Fallaci che aveva anche modo di dolersi del fatto che gli arabi si
riproducono come conigli ed insidiano anche demograficamente la razza bianca
di pelle e cristiana di religione. Vice Direttore del Corriere è stato un
tale recentemente convertitosi al cattolicesimo in una tronfia e plateale
manifestazione del Papa in piazza SanPietro noto per la sua furia razzista
contro gli islamici. Inoltre da anni i maggiori opinionisti del giornale
della borghesia italiana incitano all'odio contro i talebani, i terroristi e
quanti resistono al colonialismo dell'Occidente ed alla occupazione militare
della Nato delle loro patrie.
Se vado indietro nel tempo trovo anche la giustificazione dei massacri con i
gas delle popolazioni dell'africa "italiana" e dei generali assassini dei
nostri eserciti invasori.
Ma la cosa che mi colpisce di più è la rivelazione di uno schedario
dell'antisemitismo. Sarei curioso di sapere con quali criteri viene redatto
ed a che cosa serve. Si tratta di schede di articoli, forum, o anche di
persone? Se si tratta di persone a quale fine e con quale legittimità
vengono schedate? Chi è antisemita? Il vocabolario dice:
"Antisemitismo Avversione nei confronti degli ebrei che si traduce in forme
di discriminazione e di persecuzione, spesso cruenta e culminata nel corso
della seconda guerra mondiale nello sterminio di milioni di persone. Il
termine fu coniato intorno al 1879 per designare l'ideologia e
l'atteggiamento persecutorio nei confronti degli ebrei. "
Disprezzare, discriminare o perseguitare una persona perchè ebrea
è certamente un delitto contro l'umanità, una violazione del principio della
eguaglianza di tutti gli esseri umani. Si attiene a questa definizione la
schedatura di cui parla Stella? Dobbiamo crederci?
Dubito molto però che la schedatura non comprenda le manifestazioni di
avversione per la politica dello Stato di Israele e per chiunque si schieri
a difesa della popolazione palestinese.
Se io condanno i bombardamenti di Gaza sono antisemita?
Se io boicotto il concerto della cantante che approva i bombardamenti e
l'occupazione sono antisemita?
Se io critico la legge Gelmini che viene attribuita ad un certo professore
ebreo sono antisemita?
Se io denunzio la detenzione di 400 bambini palestinesi in Israele sono
antisemita?
Ebbene io sono convinto che la qualifica antisemita viene attribuita
indistintamente a tutti i casi di critica o dello Stato di israele o di
persone che vengono criticate per la loro opera ma essendo ebree si
ritengono attaccate da antisemiti.
Trovo inquietante l'esistenza (se esiste come pare) di un libro nero in cui
vengono elencati tutti coloro che condannano la politica di Israele o non
condividono opere che siano prodotte da persone di fede ebraica.
Inoltre trovo terribile insinuare l'accusa di terrorismo a quanti criticano
la cosidetta legge Biagi. Il fatto che Biagi sia stato ucciso da terroristi
(dei quali sarebbe opportuno a volte approfondire i loro legami con servizi
segreti ed in genere con il Potere) non mi deve privare del diritto di
criticarne il cosidetto libro bianco e la strumentazione che ha fornito agli
imprenditori italiani per soggiogare e schiavizzare generazioni di giovani
lavoratori. Non è possibile agitare l'omicidio delle BR come un ricatto
verso i critici di una svolta nel diritto del lavoro che è causa non
secondaria del malessere di milioni di persone-
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, September 18, 2009 7:18 PM
Subject: in memoria
In memoria
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Il dolore per la morte di sei nostri militari a kabul non deve ottenebrarci
fino al punto di insultare o mancare di rispetto coloro che combattono e
resistono alla occupazione della Nato. Il Kamikaze che
ne ha provocato la morte è saltato in aria assieme a loro e bisogna almeno
riflettere sul perchè una persona è disposta a morire pur di provocare la
morte al nemico. Insultare o maledire la Resistenza afghana come ha fatto
la destra italiana non aiuta a capire quanto ci sta succedendo ed a vedere
con chiarezza nel nostro futuro. L'Afghanistan da quasi dieci anni è
occupato da eserciti della Nato e da contractors che puntellano un governo
inviso alla popolazione retto da un individuo appartenente ad una famiglia
mafiosa di trafficanti di droga. Un governo che avrebbe dovuto introdurre la
democrazia
ed avviare un processo di liberazione della donna che non è mai avvenuto e
che semmai ha legiferato
norme che ne hanno ribadito la schiavitù. L'unica ragione per la quale
l'Italia è presente in Afghanistan deriva dalla sua appartenenza alla Nato
e da ragioni di prestigio e di convenienza di rapporti di collaborazione con
gli USA. Gli afghani non hanno mai minacciato l'Italia ma hanno la sventura
di abitare una nazione geostrategicamente appetita dagli USA nel loro
disegno di dominio mondiale e di controllo delle fonti energetiche. In
quanto al pericolo terrorista che minaccerebbe l'Occidente si tratta di una
invenzione della propaganda antislamica che dal crollo delle Torri Gemelli
ad oggi viene alimentata per giustificare ogni sorta di nefandezza compiuta
contro la popolazione civile dell'Iraq e dell'Afghanistan. Consideriamo
quindi la morte dei sei nostri militari un prezzo di sangue pagato ad una
alleanza militare e politica nella quale non abbiamo alcuna voce in
capitolo, non siamo in grado
di influenzarne le scelte come i confederati di Delo non erano in grado di
influenzare le scelte di Atenee come gli eserciti alleati di Roma dovevano
soltanto servire la causa dell'Impero soltanto per
non esserne esclusi.
L'Occidente combatte le sue guerre coloniali con eserciti di soldati
professionisti. Le truppe vengono reclutate nelle regioni povere
dell'Impero, negli Usa come in Italia. I sei morti sono tutti meridionali
che se avessero avuto alternative migliori probabilmente avrebbero scelto un
altro mestiere, un altro lavoro. Non hanno avuto scelta. Hanno dovuto
arruolarsi e, per raggranellare i soldi necessari ad un matrimonio o al
pagamento di un mutuo, offrirsi di andare all'estero. Per questo il loro
destino è ancora di più inaccettabile dal momento che deriva da una scelta
di vita la cui alternativa era magari la disoccupazione o il lavoro nero e
malpagato. Ai giovani del Sud la riforma Gelmini chiude possibilità
di sbocco nell'insegnamento ed il federalismo prossimo futuro la possibilità
di offrire personale alle pubbliche amministrazioni del Nord.
Il Potere continua ad usarli dopo la morte. Negli USA le salme dei caduti
vengono rimpatriate nottetempo e furtivamente. Da noi si faranno solenni
funerali di Stato che raduneranno in prima fila un ceto politico cinico,
sazio, pagato in modo scandaloso per gli scranni che occupa. Un ceto
politico che vive all'ombra del potere americano e che si serve anche di
questi morti per accaparrarsi favori e protezione.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: giuseppina.ficarra@tin.it
Sent: Sunday, September 20, 2009 4:02 PM
Subject: discorsi persi
Discorsi persi!!
di Pietro Ancona
Ho fatto a suo tempo il servizio militare di leva per diciassette mesi e
dieci giorni (questi ultimi di CPR cella di punizione di rigore che non
viene computata nel servizio). E' stato un tempo lunghissimo che mi è stato
sottratto dall'età di ventuno anni e otto mesi a quasi ventitrè. Tornato a
casa ero spaesato, un pesce fuor d'acqua... Le condizioni dei soldati come
me erano a dir poco spiacevoli, con nessun diritto e tantissimi doveri. Se
sbagliavamo la riga il colonnello ci dava degli "animali!"La differenza tra
soldati e ufficiali era abissale! La mia decade era di 1150 lire e per quasi
metà erano per sette sigarette "nazionale"che allora costavano sette lire
l'una.Se si rompeva un vetro della camerata i soldi per la sua sostituzione
venivano sottratti alla decade. Il servizio di leva era un grande crogiolo
nazionale. Ragazzi di tutte le regioni d'italia ci conoscevamo in caserma e
spesso diventavamo amici. l'Italia di allora era assai meno razzista di
quella di oggi. Il mio amico Giuseppe Lana, milanese, si alzò all'alba per
accompagnarmi alla stazione il giorno del mio congedo. Mi offrì al bar una
"ombrina" che accettai non sapendo cosa fosse. Si trattava di un calice di
vino bianco che non volevo proprio bere. Erano le sei del mattino! L'ho
bevuto e ne ho avuto bruciore allo stomaco per tutta la mattinata.
Il servizio militare di leva è stato abolito nel 2005 ed è stato sostituito
dal servizio professionale di persone che si arruolano per intraprendere la
"carriera" militare e farne l'occupazione retribuita di tutta la vita. Un
mestiere come un altro. La ragione di questa professionalizzazione è stata
spiegata tante di quelle volte che non vale la pena riparlarne. Si dice che
gli eserciti moderni hanno bisogno di personale specializzato per gestire
mezzi in continua evoluzione tecnologica ed organizzativa e che il servizio
di leva non è in grado di garantire efficienza e sicurezza ed il continuo
addestramento che sono necessari. In questo c'è sicuramente del vero ma la
valutazione della questione deve essere politica e deve prendere in
considerazione tante cose. L'esercito professionale ha dentro di sè
meccanismi psicologici e processi evolutivi che separano la cosidetta
"mentalità militare" dal resto e ne fanno una ideologia. Il servizio di leva
fa dell'esercito un grande fattore nazionale ed induce i governi a farne un
uso equilibrato e rigoroso. Non credo che saremmo impegnati in tante
"missioni" all'estero se avessimo un esercito di leva. So che è utopistico e
forse assurdo auspicare un ritorno al servizio di leva ma
sono convinto che il processo di militarizzazione della Alleanza Atlantica
sia andato troppo avanti
e che oramai la scelta militare è diventata prevalente. Il peso degli Stati
Maggiori nelle democrazie si è di molto accresciuto fino a diventare quello
determinante. I processi di privatizzazione in corso nelle Forze Armate
hanno portato alla costituzione di enormi interessi privati che premono
spesso con successo sulle decisioni dei governi. In Irak ed Afghanistan sono
presenti circa duecentomila contractors accanto alle truppe regolari di
occupazioni e questo costituisce un peso mortale per le popolazioni ed un
costo enorme per chi li usa. Gli USA spendono centinaia di miliardi di
dollari per foraggiare la Blackwater. I mercenari moderni che possono essere
anche spietati killers sono sottratti a qualsiasi controllo della opinione
pubblica. Infatti, nelle zone dove operano, le forze occupanti per prima
cosa allontanano i giornalisti o li fanno fuori come è avvenuto in Iraq dove
ad oggi sono stati uccisi trecentocinquanta operatori della informazione.
Tutto quello che sappiamo viene da una velina controllata dall'esercito. Gli
eserciti professionisti regolari e privati assorbono risorse economiche
enormi parte delle quali vanno in investimenti in nuovi armamenti. Queste
risorse tendono ad essere richieste e rinnovate non solo per il tempo di una
"campagna" militare ma per sempre. Insomma tendono a stabilizzarsi ed a
pesare sui bilanci nazionali. Per questo finiscono con l'avere un peso che
diminuisce la libertà e la democrazia dei Paesi a cui appartengono. Per
quanto sembri utopistico sono per un ritorno al servizio militare di leva,
all'esercito nazional-popolare!
pietro ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Monday, September 21, 2009 10:48 AM
Subject: Onoranze funebri e neomilitarismo
Onoranze funebri e neomilitarismo
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Due giorni di lutto nazionale, solenni funerali di Stato, ricevimento delle
salme a Ciampino da parte del Presidente della Repubblica, camera ardente
visitata da migliaia di persone, titoloni in prima pagina
strillati dai massmedia in preda ad un vero e proprio delirio di
magniloquenza, pennivendoli che saccheggiano dal vocabolario gli aggettivi
e tutte le figure retoriche per comunicare ai lettori la loro profondissima
compenetrazione con il luttuoso ma glorioso evento!
Se fossi familiare di uno dei soldati che hanno perso la vita mi sentirei
stordito, strattonato, trascinato da questa enorme corrente di enfasi
nazionale e spesso nazionalistica, e preferirei piangere il mio morto in un
contesto più sobrio. Una enorme folla che rende omaggio e partecipa ad un
funerale non vuol dire una enorme partecipazione reale, un enorme cordoglio.
Credo che con questo teatro montato dal Governo si voglia in qualche
modo cancellare sotto una valanga di patriottismo e di lodi ai "valori"
dell'eroismo dei militi immolati per l'Italia la mancanza di ragioni e di
motivi accettabili per una morte in una terra lontanissima dai nostri
confini. Per quale motivo i nostri soldati sono in Afghanistan? Per
combattere il terrorismo? Una motivazione che gli stessi americani tendono a
cancellare quando sempre più frequentemente appellano i combattenti come
"insurgents". Infatti si tratta di insorti contro l'occupazione straniera di
eserciti Nato e di killers contractors, contro bombardamenti che hanno
massacrato una parte della popolazione, donne e bambini compresi, una
sequenza di stragi realizzate con aerei senza pilota (drone) e bombe di
tonnellate di peso capaci di scavare crateri immensi e distruggere interi
villaggi.
Stiamo in Afghanistan perchè siamo membri della Nato e dobbiamo
assolvere ai nostri compiti internazionali. Ma la Nato non è più un
organismo di difesa, è diventata uno strumento della guerra globale
dell'impero americano per il controllo delle zone petrolifere e
l'affermazione della sua egemonia sul mondo intero. E' difficile credere
che oltre mille basi militari USA sparse nel mondo ed in particolare lungo
la linea delle nazioni che esprimono culture diverse da quella occidentale
siano presidi di pace e di stabilità.
L'Italia deve poter discutere dentro la Nato le scelte militari. Ma
queste vengono imposte dagli anglosassoni e chiunque non si dichiara pronto
a "credere, obbedire, combattere" viene iscritto nel libro dei sospettati.
L'Impero è molto sospettoso e, oltre alla lista degli stati-canaglia,
dispone di varie altre liste sulla base della fedeltà più o meno canina ai
suoi interessi. L'Italia non chiederà mai di discutere gli ordini che
vengono impartiti dai generali del Pentagono. Almeno questa Italia
bipartisan!
Tutta questa enfasi e questa intensa mobilitazione dei vertici dello
Stato sta in qualche modo cambiando la natura della democrazia italiana. Nei
primi cinquanta anni della Repubblica il ruolo delle Forze Armate è sempre
stato defilato mai ostentato, discreto. Avevamo anche un esercito di leva,
nazionalpopolare che si identificava profondamente con la Repubblica
democratica scaturita dalla Resistenza.
Ora abbiamo un esercito di professionisti legatissimi ai generali
americani, che non sono certamente mercenari ma che comunque hanno fatto
delle armi il loro lavoro permanente fino alla pensione. Questo esercito di
professionisti mobilita risorse ed interessi enormi e, laddove avvia
processi di privatizzazione (come avviene in forma massiccia negli USA),
crea ancora altri interessi economici di grandissima rilevanza e peso.
Con queste solenni celebrazioni dei caduti nelle missioni all'estero,
questo Esercito si colloca in posizioni assai di più preminenti di quelle
che aveva occupato nella cosidetta "prima repubblica". L'opinione pubblica
viene indotta ad identificarsi sempre di più con la parte militare del Paese
e questo non sono sicuro che sia un bene.
Una opinione pubblica che si schiera tutta dalla parte dei nostri
militari ostentando disprezzo indifferenza lontananza dalle sofferenze delle
popolazioni che occupiamo potrebbe sempre di più
assomigliare a quella che lodava le gesta dei Generali a cominciare dal
generale Rodolfo Graziani
in Africa, gesta che glorificavano un colonialismo spietato e criminale che
tuttora persiste nel profondo della cultura nazionale, che non è stato
rimosso dalla fase civile aperta dalla Costituzione,
dall'amore per la pace e per il rispetto di tutti gli esseri umani. Avete
notato come il termine pacifismo
sia stato degradato e come i pacifisti sono considerati più o meno amici dei
terroristi?
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, September 24, 2009 10:02 AM
Subject: Parole e scopi
Bel discorso di Obama all'Assemblea dell'ONU lodato da tutti e financo
da Gheddafi. Obama ha parlato di pace ma tutti sappiamo che sta discutendo
con i suoi generali se aumentare di ventimila o di quarantamila soldati il
suo contingente in Afghanistan. A dargli manforte è intervenuto ieri il
collaboratore di Bin Laden che, come una marionetta a corda, viene azionato
ogni qualvolta gli USA hanno bisogno di suffragare la loro grottesca tesi
sul terrorismo incombente. Obama che avalla la tesi dei nemici di
Ahmanidejad sui brogli delle elezioni iraniane denunziati da Mousavi ad
urne appena aperte e non trova niente da dire sui brogli veri di Karzay
certificati financo dalla Unione Europea. Le belle parole di Obama possono
essere una luce per il mondo ma abbisognano di verifiche e intanto gli
permettono di incassare l'assenso della Russia e forse della Cina per un
ulteriore isolamento dell'Iran che è lo scopo vero dell'impegno a non
installare basi missilistiche in Polonia e Cechia. L'obiettivo
di Obama è mantenere il monopolio nucleare di Israele sul Medio Oriente, un
monopolio che permette le scorrerie criminali su Gaza o sul Libano senza
temere ritorsioni. Certo se l'Iran avesse la sua bomba atomica forse i
palestinesi non soffrirebbero il bantustan in cui sono prigionieri mentre
le loro case a Gerusalemme e nei territori occupati vengono demolite, le
loro terre confiscate, i loro alberi sdradicati. Ma l'Occidente non
permetterà mai che l'Iran si doti di armi nucleari e nello stesso tempo non
propone la pace che potrebbe essere aperta dalla denuclearizzazione di
Israele.
Il peggioramento della condizione imposta al popolo palestinese non
interessa l'Occidente e neppure l'ONU. L'ossessione di Obama e dei capi e
capetti dell'Occidente è
l'Iran che viene schernita come Nazione con il costante vilipendio del suo
Presidente.
Oggetto di scherno dei pennivendoli di tutto l'Occidente a cominciare
dagli opinionisti americani è Gheddafi che inanzitutto viene disprezzato per
essere un tiranno. Sicuramente Gheddafi è a capo di
un regime autoritario che comunque non è assai diverso di quello dell'Arabia
Saudita o degli emirati arabi che godono la benevolenza delle "democrazie"
occidentali. Gli USA che si proclamano democratici ma hanno dato vita a
violazioni dei diritti umani che non sono diverse da quelle di Gheddafi con
la tortura o l'arresto senza spiegazioni . Ricordiamo Guantanamo e la
Patriot Act. Il comportamento di un agente di polizia americana non è tanto
diverso da quello di un agente di polizia di Gheddafi. Gli USA sono una
democrazia soltanto per le classi medie e medioalte e bisognerebbe
riflettere a fondo su una nazione ricchissima che spende seicento miliardi
di dollari l'anno per la guerra e non trova modo di assicurare l'assistenza
sanitaria ai suoi cittadini. L'ideologia capitalistica domina i suoi
comportamenti sociali.
Tutte le cose che Gheddafi da detto sull'ONU e sull'Europa hanno un
fondamento di verità che non può essere ignorato. E' giusta la richiesta di
una profonda riforma dell'ONU a cominciare dalla sua emancipazione dalla
tutela territoriale nordamericana e dalla abrogazione del diritto di veto
riservato solo a cinque potenze. E' necessaria una rifondazione delle
Nazioni Unite che recuperi autorevolezza e prestigio dall'esercizio con
giustizia delle sue funzioni e da una radicale moralizzazione delle sue
agenzie popolate da funzionari-nababbi capaci di nascondere dietro una
propaganda ingannatrice il vuoto o l'intrallazzo. Sarebbe interessante
verificare sul campo uno dei programmi dell'Unicef o di altre ben pasciute o
foraggiate attività.
Queste richieste per la pace nel mondo e per la riforma dell'ONU vengono
da un personaggio di una piccola nazione che viene ridicolizzato per le sue
stravaganze. L'opinione pubblica viene invitata a non tener conto delle sue
rivendicazioni.
E' molto triste constatare come le grandi democrazie occidentali non
siamo in grado di presentare una sola proposta e sono brave soltanto a
tenere il sacco agli USA ed a Israele senza nulla obiettare sullo scandalo
umanitario di Gaza, sulle continue minacce al popolo iraniano, sui
bombardamenti e
l'occupazione militare dell'Iraq e dell'Afghanistan.
Pietro Ancona
*****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, September 27, 2009 4:30 PM
Subject: L'incontro di Ciampino-Canossa!
L'incontro di Ciampino-Canossa.
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Il Capo del Governo è costretto a "pustiare" (1) di aeroporto in aeroporto
il Papa per poter essere ammesso alla sua presenza e riceverne il salvifico
balsamo di un viso "ammagnato"(2) in benevolenza.All'aeroporto di Ciampino
che non è Canossa aspetta per circa un'oretta che arrivi Benedetto XVI con
il quale scambia tre minuti di convenevoli del più e del meno.Questo
incontro nella diplomazia vaticana non può essere classificato
involontario e protocollare :è stato preparato con cure assidue per molti
giorni. Forse il Vaticano lo avrebbe voluto più in là essendo ancora
fresca l'offesa arrecata al direttore dell'Avvenire fucilato con pallini
avvelenati di Feltri. Ma Berlusconi fremeva di impazienza: ha un bisogno
enorme di un grosso accreditamento morale o comunque di una sorta di
riabilitazione dopo gli scandali a ripetizione e tutti a sfondo sessuale di
Noemi, di Villa Certosa e di Palazzo Grazioli. Se il Papa lo riceve e
scambia qualche parola con lui le cancellerie e la stampa estera potrebbero
essere indotte a non occuparsi più delle "particolarità" del nostro
Presidente del Consiglio e l'elettorato cattolico italiano a perdonarlo. Non
esiste forse nella religione cattolica l'istituto del pentimento e del
perdono divino? Unica tra le religioni ,quella cattolica prevede che l'uomo
possa mondarsi, attraverso la Chiesa, di qualsiasi delitto. Importante è
confessare al prete e pentirsi, rimettersi alla volontà della Chiesa! Essere
perdonati dalla Chiesa cancella il peccato e riammette nell'ecclesia. La
Chiesa ha il più terribile marchingegno di sanatoria che potesse essere
inventato!
Nel suo caso Berlusconi non tiene conto di due cose, a mio giudizio
importanti: la prima è che l'elettorato cattolico che vota centro-destra non
ha bisogno di ricevere alcun segnale dalla Chiesa per continuare a
sostenerlo. Chi accetta la degenerazione che il centro-destra ha impresso
allo Stato di Diritto con le leggi ad personam e con le leggi razziali
contro gli immigrati ed i poveri è difficile che
abbandoni il suo capo politico per una questione di moralità che derubrica
a questione di privacy.-
Quella parte di elettorato cattolico che invece si scandalizza per
l'autoritarismo fascistoide ed anticostituzionale e per il libertinaggio
gaudente organizzato su basi industriali del Capo del Governo non si lascerà
convincere da un incontro e neppure dalle concessioni che il centro-destra
si accinge a fare alla gerarchia vaticana dal momento che è cattolico ma
laico ed insofferente per l'oscurantismo e la durezza dogmatica e teologica
di questo Papato. E' molto dubbio che il pensiero dei parlamentari cattolici
corrisponda al sentire dei cattolici italiani. Quando il Papa parla contro
"la famiglia allargata" in un paese in cui le ultime generazioni
appartengono in grandissima parte a famiglie costituitesi dal fallimento di
precedenti famiglie paterne e materne credete che trovi consenso? Il diritto
della persona di avere una nuova chance dopo un naufragio può forse essere
negato? Un bambino di una famiglia allargata con fratellini e sorelline
generate da altri incontri dei genitori è felice o infelice in ragione
dell'affetto che riceve o che gli viene negato e non certamente per la
situazione giuridica e per la novità della sua famiglia piena di tante
presenze e di tante parentele orizzontali.
L'Italia non è clericale e sanfedista come molti dei suoi deputati. Lo
sappiamo bene attraverso i suoi pronunciamenti referendari su divorzio,
aborto, e anche per la legge 40 sulla fecondazione assistita che ebbe
quindici milioni di votanti laici a fronte del boicotaggio delle parrocchie
e di organizzazioni come Comunione e Liberazione, Opus Dei, Azione
Cattolica, Vita. Il Vaticano ha estremo bisogno di un Governo e di un
Parlamento docili per imporre agli italiani le sue mortifere volontà e per
lucrare il massimo di finanziamenti e di agevolazioni di legge. Credete
forse che gli italiani avrebbero approvato
l'assunzione di 25 mila insegnanti di religione cattolica pagati dallo Stato
ma dipendenti dai Vescovi?
Quindi la Chiesa pur dovendosi mostrare critica verso taluni comportamenti
libertini del nostro Presidente del Consiglio ha fretta di ricostituire un
forte e positivo rapporto che gli consenta di fare
passare la sua linea oscurantista su questioni come il testamento
biologico, la RU486 per la quale ha ottenuto l'istituzione di una
Commissione che difatto ne blocca l'introduzione in Italia dopo il via
libera della AIFA, i patti civili di solidarietà, la stessa legge 194
assediata fin dalla sua emanazione.......
Ma la Chiesa Cattolica ha davvero l'autorità "morale" per mondare
qualcuno della lussuria che era un peccato ai tempi di Dante ma che non è
certamente tale se non fosse praticata con scandalo dal Presidente del
Consiglio?
La Chiesa Cattolica è afflitta dal terribile morbo della pedofilia. Nei
giorni scorsi leggevo di una associazione che si sarebbe costituita tra le
migliaia di vittime dei preti irlandesi. I casi sono davvero tanto numerosi
e spesso tanto odiosi che richiederebbero espulsioni
ed un generale risanamento morale del clero. Mi domando se la Chiesa si sia
mai posto il problema di tanta
pedofilia al suo interno, una malattia che non si riscontra tra i
protestanti o tra gli islamici....
E' vero che questo Papa ha dato una forte zampata ai pedofili ma siamo
nel campo di una repressione più o meno severa e dura di un fenomeno del
quale non si vogliono riconoscere le radici
nella sessuofobia e nel celibato. Certo si può essere sposati e pedofili ma
il momento in cui la Chiesa riconoscerà alla donna la dignità per potere
sposare un suo sacerdote si sarà compiuta una tale rivoluzione culturale da
escludere l'ulteriore manifestazione di comportamenti patologici e
sessuofobici
Insomma la nefasta collaborazione tra il centro-destra italiano ed il
Vaticano continuerà nonostante
le critiche di Famiglia Cristiana. Le organizzazioni che davvero contano
dentro la Chiesa sono a sostegno totale del centro-destra. Comunione e
Liberazione collabora apertamente con Berlusconi in molte regioni italiane a
cominciare dalla Lombardia. Una componente importante come la Lega ha in
corso un fitto pour parler con i massimi esponenti della Gerarchia e non
dubito che la cornucopia dello Stato e delle Regioni riverserà frutti
copiosi nell'ampio grembio talare.
Per cambiare le cose è necessario che la sinistra ed il PD cessino di
concorrere con il centro-destra
nell'ingraziarsi il Vaticano. Sono certo che De Gasperi o Moro o Fanfani per
parlare dei politici cattolici che ha avuto l'Italia non avrebbero pietito
in un aeroporto-Canossa una qualche parola del Pontefice. Erano cattolici ma
sapevano difendere lo Stato laico ed avevano alto senso della propria
dignità e della dignità dello Stato.
Dovrebbero venire dal PD e da sinistra segnali di vero contrasto per la
deriva di destra e sanfedista
del Paese. Ripeto: l'Italia non è clericale! E' clericale per convenienza e
cinismo gran parte del suo Parlamento e del suo Governo.
L'oscurantismo e l'arretratezza culturale del popolo italiano vengono
indotti da misure legislative e da
scelte che maturano dentro i Palazzi del Potere, dal Laterano a Palazzo
Madama che si è genoflesso
alle voglie degli antiabortisti....
Ma l'Italia può riprendere il suo cammino di civiltà che ebbe nel 68 e nel
primo trentennio della Repubblica i suoi momenti più alti!
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
(1)siciliano: fare la posta, aspettare
(2) ancora siciliano, atteggiamento grave e quasi solenne del volto di chi
può punirti ma ti fa del bene.
http://www.apcom.net/newspolitica/20090914_
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: radicalsocialisti
Sent: Thursday, October 01, 2009 9:13 AM
Subject: il PD
Cari compagni,
a Padellaro che stamane a prima pagina faceva un ritratto del PD per
sottolinearne le differenze morali dal berlusconismo ho scritto così
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Thursday, October 01, 2009 8:52 AM
Subject: il PD
Caro Padellaro,
le cose che lei ha detto sul PD sono vere! L'elettorato ed il gruppo attivo
del PD sono davvero una parte bella e nobile dell'Italia. Ma il PD è
omologato al PDL dal liberismo e la morale del liberismo è quella che
condanna il giovane 110 e lode di Torino a vivere da cocopro (invenzione
malvagia della legge Maroni ma bipartisan), è omologato dalle
privatizzazioni che stanno alzano il costo dei servizi comunali a
strangolando le famiglie di piccolo reddito con bollette sempre più esose, è
omologato ancora dalla condivisione di privilegi alla classe dei politici e
dei suoi collaboratori che non hanno pari nel mondo e che hanno creato una
situazione in cui la politica è diventata una professione ed il politico è
sempre più separato dalla gente comune.
Le stesse cose del PD si possono dire della CGIL che ha una meravigliosa
base di cinque milioni di persone davvero di sinistra (nel senso del
sentimento e della convinzione) ma ha una linea concertativa di destra che
nel corso degli ultimi quindici anni ha ridotto i lavoratori italiani in
miseria dal momento che ha accettato di rapportare le richieste salariali
al tassa di inflazione "programmato".
Insomma le regole della politica e del sindacato sono dettate dal
liberismo politico e dalla confindustria.
Anche se moralmente c'è un abisso tra i berlusconiani ed i bersaniani o
franceschiniani quello che davvero conta è la scelta economica e sociale.
Che vale se sei onesto ed entusiasta se mi condanni a vivere da precario e
in una società sempre più asociale come la destra?
Auguri a lei ed al suo giornale. Ho sempre avuto e continuo ad avere
grandissima stima di lei che è innanzitutto una persona onesta.
Pietro Ancona da Palermo
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, October 01, 2009 8:49 PM
Subject: La nomina di Bianca Berlinguer e la manifestazione del 3 ottobre
LA NOMINA DI BIANCA BERLINGUER E LA MANIFESTAZIONE DEL TRE OTTOBRE
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Non c'è dubbio che la destra è stata sempre e forse sarà sempre più abile
della sinistra. Due giorni prima della manifestazione per la libertà di
stampa indetta per sabato prossimo per protestare contro lo strangolamento
reale degli spazi di autonomia ancora presenti nella comunicazione conclude
gli accordi per la nomina del nuovo direttore di TG3 promuovendo Bianca
Berlinguer. Seguo da sempre Bianca Berlinguer e ne apprezzo le doti
professionali, la tenacia, l'onesta, la competenza, ma certamente nella
RaiTV superlottizzata non sono queste doti che ne hanno fatto il direttore
di Rai Tre quanto la forza politica che aveva ed ha alle spalle e che da
sempre ha una sua nicchia appunto nella terza rete della televisione
italiana. Questa nomina segue tutte quante le altre che si sono già fatte e
che sono state accaparrate dal centro-destra in una pratica ipercollaudata
di spartizioni non se con quale manuale ma certamente qualcosa che
assomiglia molto al Cencelli.
Conosco la Rai Sicilia dai tempi in cui era in Via Cerda e ho visto la
formazione del suo gruppo redazionale. Potrei dire per ognuno di loro quale
partito e quale corrente politica aveva dietro. Non conosco il caso di un
solo giornalista che sia stato assunto per i suoi propri meriti, per il suo
ingegno, per le sue capacità.
Non so quanti siano oggi i dipendenti della Rai Sicilia e quanti dipendenti
abbia la RaiTV nazionale.Ma certamente è assai difficile trovarne uno solo
che sia stato assunto fuori dalla lottizzazione spartitoria dei partiti. In
quanto alle carriere queste si costruiscono spostandosi da un punto
all'altro del Partito di riferimento, da un personaggio all'altro, da questa
a quella corrente di pensiero. Ci sono grandi maestri voltagabbana e
grandissimi cacciatori di poltrone dal fiuto formidabile.
I partiti della sinistra italiana, i partiti oggi all'opposizione nel
Palazzo e fuori, non hanno mai messo in discussione la regola della
spartizione, non hanno mai proposto un sistema diverso capace di premiare
l'autonomia di pensiero. Le organizzazioni professionali e sindacali dei
giornalisti, la stessa associazione articolo 21 non credo che abbiamo mai
fatto una vera battaglia per l'autonomia delle redazioni raitv. Sono del
tutto corresponsabile dello stato di cose che sarà contestato sabato.
Il tutto costa qualcosa come cinque miliardi di euro l'anno. Non credo che
esista al mondo una categoria di dipendenti della radiotv pubblica cosi ben
pagata come del resto non esistono oligarchie politiche al mondo stipendiate
come quella italiana!
In queste condizioni, la manifestazione del tre ottobre prossimo non ha le
carte in regole per proporre
una informazione autonoma e di vero pubblico servizio. Lo stesso discorso
vale per quasi tutta la carta stampata foraggiata generosissimamente dallo
Stato. Può la gente di questo mondo foraggiato dal Regime proporre qualcosa
di credibile contro il Regime e l'affossamento della libertà di stampa?
Ne dubito molto.
Pietro Ancona
*****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: il fatto
Sent: Friday, October 02, 2009 9:31 AM
Subject: Napolitano
Caro Padellaro,
lei ha difeso con passione Napolitano ma senza chiedersi perchè da giorni va
dicendo che promulgherà la legge scudo fiscale mentre è ancora in corso la
battaglia parlamentare. Ma davvero bravo!!
Napolitano ha responsabilità eguali a quelle del governo Berlusconi
nell'opera di demolizione della Costituzione dal lodo Alfano alle famigerate
leggi sulla sicurezza che graduano la pena in base alla cittadinanza . Non
glielo ordinava il medico l'approvazione delle peggiori leggi della
democrazia italiana. Lei crede che Scalfaro o Pertini avrebbero promulgato
il lodo Alfano e la legge 94?
La popolarità di Napolitano nel Paese alla quale lei alludeva è la
popolarità nell'elettorato berlusconiano che si sente confortato e protetto
dal consenso della Presidenza della repubblica. La cosa che preoccupa di più
Napolitano è oliare la via del governo e farlo scorrere al meglio!!
Cari saluti.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: zappadero@hotmail.it
Cc: lettere@corriere.it
Sent: Friday, October 02, 2009 11:52 AM
Subject: le vacanze in Algeria
Caro Karim,
vorrei aggiungere alle cose egregiamente dette dal Prof.Romano il fatto che
l'islamismo ha preso il posto del socialismo. Ha riempito un vuoto di
ideologia e di identità.Prima del fallimento dell'URSS tutti i popoli dei
paesi del cosidetto terzo mondo aderivano ad un movimento mondiale che aveva
nella Jugoslavia di Tito la capofila. Il movimento dei paesi cosidetti non
allineati che si incrociava con gli ideali del socialismo che avevano
costituito il fulcro anche di grandi civiltà arabe come quella creata in
Irak dal Partito di Sadam Hussein e che ne aveva garantito uno strepitoso
progresso culturale tecnico ed industriale oggi stroncato nel sangue dal
colonialismo dell'Occidente. Un movimento che rafforzava la causa della pace
e garantiva un equilibrio meno sbilanciato verso l'Occidente.
Dopo la crisi dell'URSS e del comunismo mondiale il mondo islamico trovò la
sua ragione di coesione antiimperialistica nello islamismo a scapito della
laicità e della libertà insite nel movimento di liberazione socialista.
L'islamismo ha dato identità a quanti lottano contro i tiranni dei paesi
arabi e contro la feroce dittatura mondiale degli USA.
Pietro Ancona
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LETTERA AD ANTONIO PADELLARO
CHE CONDUCE PRIMAPAGINA RADIO TRE
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Caro Padellaro,
le cose che lei ha detto sul PD sono vere! L'elettorato ed il gruppo attivo
del PD sono davvero una parte bella e nobile dell'Italia. Ma il PD è
omologato al PDL dal liberismo e la morale del liberismo è quella che
condanna il giovane 110 e lode di Torino a vivere da cocopro (invenzione
malvagia della legge Maroni ma bipartisan), è omologato dalle
privatizzazioni che stanno alzano il costo dei servizi comunali a
strangolando le famiglie di piccolo reddito con bollette sempre più esose, è
omologato ancora dalla condivisione di privilegi alla classe dei politici e
dei suoi collaboratori che non hanno pari nel mondo e che hanno creato una
situazione in cui la politica è diventata una professione ed il politico è
sempre più separato dalla gente comune.
Le stesse cose del PD si possono dire della CGIL che ha una meravigliosa
base di cinque milioni di persone davvero di sinistra (nel senso del
sentimento e della convinzione) ma ha una linea concertativa di destra che
nel corso degli ultimi quindici anni ha ridotto i lavoratori italiani in
miseria dal momento che ha accettato di rapportare le richieste salariali al
tassO di inflazione "programmato".
Insomma le regole della politica e del sindacato sono dettate dal liberismo
politico e dalla confindustria.
Anche se moralmente c'è un abisso tra i berlusconiani ed i bersaniani o
franceschiniani quello che davvero conta è la scelta economica e sociale.
Che vale se sei onesto ed entusiasta se mi condanni a vivere da precario e
in una società sempre più asociale come la destra?
Auguri a lei ed al suo giornale. Ho sempre avuto e continuo ad avere
grandissima stima di lei che è innanzitutto una persona onesta.
Pietro Ancona da Palermo
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La lettera del giorno |Martedi' 29 Settembre
2009
IL DISCORSO DI AHMADINEJAD ALL’ASSEMBLEA DELL’ONU
Riguardo all’intervento di Ahmadinejad e Gheddafi all’Onu, un lettore
scrive che certi personaggi non dovrebbero essere autorizzati a servirsi
del proprio seggio per minacciare e calunniare un altro Paese o per
attaccare l’Onu stessa ( Corriere , 25 settembre).
Io penso invece che per raggiungere la pace qualche volta bisogna dar
voce anche al più atroce «nemico». D’altro canto il muro contro muro non
ha mai risolto nessun problema. In ogni caso non dobbiamo dimenticare
che per combattere certi soprusi abbiamo un’arma potentissima, che
consiste nell’abbandonare la piazza quando questi prendono la parola.
Come hanno fatto i delegati del nostro Paese nell’ultima riunione nel
Palazzo di Vetro con il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.
Silvano Stoppa, silvano.stoppa@poste.it
Caro Stoppa,
Ogni discussione sulle parole di Ahmadinejad all’Onu dovrebbe
cominciare dal testo del discorso. L’ho letto nella versione inglese
e cerco di riassumerne, molto sommariamente, i punti essenziali.
Ahmadinejad ha esordito con alcune riflessioni sul monoteismo, sul
ruolo storico dei grandi profeti (Noè, Abramo, Mosè, Gesù e Maometto)
per la redenzione dell’umanità, sull’importanza delle fede e della
spiritualità nelle relazioni internazionali. Gli accenti ecumenici del
discorso sarebbero piaciuti a Giovanni XXIII, il duro giudizio sull’agnosticismo
(una forma di relativismo) dovrebbe essere piaciuto a Benedetto XVI.
Ha detto che i maggiori pericoli, per l’umanità sono le armi di
distruzione di massa e il terrorismo, fra cui in particolare il
terrorismo di Stato.
Ha ricordato che Saddam, durante la guerra contro l’Iran, fu armato
dall’Occidente e impiegò armi chimiche.
Ha affermato che Al Qaeda nacque dal sostegno degli Usa ad alcuni gruppi
della resistenza antisovietica e che l’arsenale nucleare israeliano ha
beneficiato della complicità americana.
Ha duramente descritto le vessazioni subite dai palestinesi nella loro
terra. Ha sostenuto che alcuni Paesi cercano d’impedire ad altri il
libero accesso alle tecnologie del progresso.
Ha rivendicato il carattere democratico dell’Iran: un Paese in cui,
dopo la rivoluzione, «si è votato 27 volte».
Ha auspicato un maggiore impegno dell’Onu per il disarmo e ha chiesto
all’Aiea (Agenzia Internazionale per l’Energia atomica) di promuovere
l’applicazione dell’art. IV del Trattato di non proliferazione sul
libero accesso dei Paesi firmatari alle tecnologie nucleari.
Ha ripetuto che l’Iran non vuole armi nucleari, ma che potrebbe, se vi
fosse costretto dalle circostanze, riconsiderare la sua politica.
Ha denunciato il «regime sionista di occupazione», ma non ha auspicato
la distruzione di Israele e non ha negato la realtà del genocidio
ebraico.
Ha dichiarato di essere pronto e negoziare.
Alcune delle affermazioni di Ahmadinejad sono contestabili o
grossolanamente esagerate. Ma altre sono vere (la benevolenza degli Usa
per l’Iraq durante le guerra contro l’Iran) o, come quelle sui
palestinesi, riflettono i sentimenti e le convinzioni della grande
maggioranza del mondo musulmano. Le otto delegazioni che hanno
abbandonato la sala (tra cui Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia,
Paesi Bassi, Stati Uniti) avrebbero fatto meglio ad ascoltarlo fino in
fondo. Certe forme di diplomazia spettacolo (come l’interminabile
discorso di Gheddafi all’Onu) sono infantili, demagogiche e, in ultima
analisi, inutili.
Sergio Romano
MIA LETTERA AL SIGNOR STOPPA
=============================
Caro Signore,
abbandonare in segno di disprezzo l'aula mentra parla il Capo di uno
Stato che non ha mai fatto torto a nessuno è grande maleducazione ed
ingiustizia. L'Iran nel corso della sua recente tormentata storia è
sempre stata aggredita dagli inglesi,dai tedeschi, dagli americani e
dagli irakeni per conto degli americani. Ha avuto perdite per milioni di
morti.Non ha MAI aggredito nessuno!! Un suo Presidente del Consiglio (Mossadeq)
è stato assassinato dalla Cia!
La causa primaria dei suoi guai è sempre stata la predatoria voracità
dell'Occidente che ha scritto una storia di massacri specialmente
nell'ultimo secolo.
Bisognerebbe invece che lei facesse una riflessione sul ruolo degli USA
nel mondo e dei suoi alleati che hanno perpetrato atrocità a mai finire
in Afghanistan in Irak a Gaza e Libano(Israele) servendosi anche di
omicidi "mirati" e di un esercito di killers privati (contractors) e
bombardando la popolazione civile.
Cordialmente
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Sunday, October 04, 2009 1:46 PM
Subject: La Stampa oscura i Precari
LA STAMPA OSCURA I PRECARI
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La manifestazione per la libertà dell'informazione che ha riempito di una
grande folla una delle più capienti piazze di Roma ha realizzato un
obiettivo che rafforza il governo in uno dei suoi punti dolenti: ha oscurato
del tutto le due grandi manifestazioni dei precari della scuola che, con
sacrifici personali, si erano dati appuntamento a Roma da un pezzo, assai
prima che lo spostamento al 3 ottobre della adunata indetta dalla FNSI, si
sovrapponesse alla loro lotta e la oscurasse senza alcun riguardo. Sarebbe
stato comunque possibile dare conto nei telegiornali e nei resoconti di
stampa di entrambe le manifestazioni facendone momenti di una reazione
civile e democratica all'azione del governo Berlusconi ma non se ne è fatto
niente. Nei telegiornali non ho visto una sola inquadratura dei cortei dei
precari, un solo commento, non parliamo degli articoli degli opinionisti
tutti dedicati al successo dell'iniziativa della stampa a cominciare da
quello di Eugenio Scalfari che più di ogni altro si è pavoneggiato ed ha
attribuito significati civili e democratici ad una lotta fatta da gente
molta della quale in buona fede ma molta altra con tantissimi scheletri
nell'armadio.Nei giornali si è parlato dei cortei dei precari soltanto per
deprecarne i disagi arrecati alla cittadinanza.
La stampa italiana è composta da spartani ed iloti, padroni e schiavi,
sfruttatori e negri sfruttati. I giornalisti della RaiTV con privilegi e
stipendi scandalosi che non hanno eguali al mondo non sono eguali ai
giornalisti che vendono i loro scritti a venti euro al pezzo e scarpinano
per realizzare servizi ed interviste al servizio di giornali che li
sfruttano spietatamente. Sono a migliaia di giovani che hanno seppellito
nell'amarezza e nel disinganno le loro speranze, le attese che coltivarono
prima della laurea. La FNSI è rappresentativa degli interessi dei baroni
del giornalismo, gente che divulga e riempie di belle parole e di
ragionamenti spesso fasulli le veline che passa il Potere. Che cosa ha in
comune un giovane giornalista che sta incanutendo da precario con i
superprivilegiati dipendenti della RaiTV molti dei quali assunti perchè
fedeli scudieri di questo o di quel politico?
Ieri sera ero sbalordito. Il TG3 che ha un nuovo direttore in Bianca
Berlinguer appena nominata nella ultima superlottizzazione spartitoria non
ha fatto vedere e non ha detto niente dei cortei dei precari della scuola,
non ha mostrato i due grandi fiumi di professori ai quali è stata tagliata
la strada, rubato il futuro, preclusa la possibilità di esprimersi nella
scuola pubblica , di vivere e di far vivere la più grande e benemerita
istituzione italiana: la scuola pubblica, la scuola statale. E' evidente che
c'è una grande insincerità nella manifestazione per la libertà della
informazione se questa ignora ed oscura le lotte dei precari in difesa della
scuola pubblica.
In fondo i signori che hanno dato vita ieri alla manifestazione per la
libertà di stampa hanno fatto un grosso favore alla Gelmini ed al governo
Berlusconi.
Se la RAI TV non ha fatto finora il contratto a Travaglio non mi
interessa niente e non credo che la cosa possa interessare la democrazia
italiana. Non mi piace il potere che certi amchorman acquistano magari
ritagliandoselo nel "mercato" della sinistra.
Della libertà garantita da contratti miliardari ho soltanto ribrezzo. Non
si può pretendere libertà e democrazia accettando un sistema in cui il
denaro pubblico viene spartito in quantità scandalose tra privilegiati. Il
narcisismo e l'indifferenza sociale di tanti campioni della libertà di
stampa costruiscono una scenario di cartapesta a sinistra allo stesso modo
come Berlusconi ed i suoi costruiscono il loro scenario di cartapesta a
destra.
Nel mondo artificiale nel quale viviamo, il segretario della CGIL ha
ritenuto di farsi intervistare e di dire la sua in Piazza del Popolo. Questo
dopo aver abbandonato i precari della scuola al loro destino ed al massimo
ad una difesa di ufficio come capita a certi imputati poveri che non possono
pagarsi un buon avvocato.
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, October 05, 2009 3:06 PM
Subject: : gino giugni
GINO GIUGNI
E' morto Gino Giugni padre dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori redatto
e promulgato nel 1970 essendo Ministro del Lavoro un altro grande
socialista Giacomo Brodolini. Gino era socialista quando i socialisti erano
socialisti ed i comunisti erano comunisti prima che il termine socialista o
comunista perdessero completamente di significato cioè del contenuto di
redenzione del lavoro, giustizia sociale, emancipazione umana, visione di
una società di eguali almeno nei diritti e nelle opportunità come purtroppo
è avvenuto dopo e tuttora avviene.Nel 1983
fu ferito dalle Brigate Rosse, tredici anni dopo la promulgazione della
legge sullo Statuto dei Diritti.
Non ho capito perchè il terrorismo abbia colpito Gino Giugni dal momento
che il massimo che i lavoratori italiani hanno ottenuto nella loro storia
si deve proprio a lui ed a quella stagione straordinaria di conquista di
diritti che fiorì durante il centro-sinistra con i socialisti precraxiani
al governo del Paese. Ma forse il gruppo che colpì Gino Giugni agiva secondo
la logica che bisogna abbattere il meglio per fare prevalere il peggio che
costituisce la condizione normale di oppressione della gente più facile da
additare come nemico.. E' una logica inaccettabile e perversa che martirizza
le figure più umane e più vicine ai
lavoratori dei gruppi dirigenti della politica.
Debbo purtroppo constatare che l'ultima parte della vita del giuslavorista
Gino Giugni non ha molto a che dividere con quella dello Statuto dei Diritti
dei Lavoratori. Gino Giugni ha seguito seppur lentamente e con molti
ripensamenti il revisionismo giuslavoristico di ispirazione liberista. E'
stata tuttavia una involuzione meno pronunziata di quella di personaggi
come Biagi, D'Antona, Ichino, Letta, Treu che sono giunti financo
a reclamare la revoca dello Statuto dei Diritti e che si adeguano ad una
generale involuzione del diritto europeo del lavoro su materie fondamentali
riguardanti i diritti, il salario, l'orario di lavoro, l'assunzione ed il
rapporto di lavoro nelle aziende.
Ma questa ultima fase della vita di Gino Giugni conta poco. Non è stato lui
a compiere i guasti peggiori. Per noi conta ricordarlo come protagonista
della grande stagione che portò alla riforma del collocamento ed alla
stesura di una carta di diritti che la borghesia italiana aiutata dalla
sinistra fedigrafa non ha ancora trovato il coraggio di abrogare cosi come
quando ricordiamo Garibaldi Bosco ci riferiamo alla fase della sua vita
durante e subito dopo i Fasci dei Lavoratori e non nella sua ultima parte di
amministratore del Comune di Palermo.
Gino Giugni è stato capostipite di una scuola di giuslavoristi che,
nonostante i suoi infedeli epigoni, resterà esemplare nella storia del
diritto del lavoro e del movimento operaio e socialista.
La sua opera di legislazione sociale illumina di civiltà e di umanità la
società italiana e sarà sempre un punto di riferimento e di forza per quanti
continuano a credere che i lavoratori non sono meri utensili umani come li
definì Aristotele e come li vuole il grasso vorace e predatorio capitalismo
contemporaneo.
Ho avuto l'onore di averlo conosciuto e di militare nel suo stesso partito
e nella CGIL di Piero Boni e Mario Didò.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, October 07, 2009 1:57 PM
Subject: morte del diritto del lavoro
MORTE DEL DIRITTO DEL LAVORO
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A leggere e sentire i commenti che la batteria massmediatica ha imbastito
sull'opera di Gino Giugni
sembrava di vedere lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori lontanissimo nel
tempo, una sorta di rudere giuridico datato che dovrebbe essere rimosso al
più presto come un ingombro che impedisce alla Modernità di trainare le
magnifiche sorti e progressive dell'economia . Qualcuno si è spinto fino ad
insinuare che Gino Giugni fosse pentito di essere stato l'estensore di una
legge che avrebbe legittimato financo l'assenteismo i lavoratori.
. In verità l'opera del nostro come successore di Brodolini e di Donat
Cattin non è stata esaltante: gli accordi sulla concertazione stipulati
durante la sua gestione del Ministero del Lavoro hanno creato le premesse di
un inesorabile indebolimento, di una fatale degradazione della condizione
salariale dei lavoratori italiani che, da allora, hanno perso un terzo e
anche più di quanto percepivano
prima. I salari sono diventati talmente miseri da non consentire ad una
famiglia operaia monoreddito di poter sopravvivere. C'è bisogno di un
secondo salario, di una integrazione oppure di possedere l'abitazione.
Ma lo Statuto è stato un momento alto di riconoscimento della funzione
sociale dei lavoratori e di loro integrazione in una società in cui le
differenze di reddito non erano eccessive. C'è stato un momento nel
ventennio 70/90 in cui la retribuzione di un ingegnere era soltanto del
quaranta o cinquanta per cento in più di quella di un operaio
specializzato. Anche il punto unico di scala mobile fungeva da grande
omogeneizzatore sociale.
Dal pacchetto Treu in poi il diritto del lavoro è tralignato fino a
diventare diritto "sul lavoro". Mentre
dalle esperienze del movimento operaio, dalle esperienze che si realizzavano
nel vivo della produzione nascevano regole che adattavano i diritti,
mantenendoli, alle novità del processo produttivo, ora tutto è cambiato. Il
sindacalismo fungeva da intellettuale collettivo che traduceva in regole il
rinnovamento dei rapporti produttivi. Ora i lavoratori si debbono adattare
ai bisogni finanziari e produttivi della azienda e sono questi a valere. E'
nata una legislazione che
non è più di tutela del prestatore d'opera e che non garantisce più alcun
diritto. Il lavoratore deve adattarsi al dominio assoluto ed implacabile di
un datore di lavoro che, fin dall'assunzione, diventa arbitro della sua vita
non solo lavorativa ma spesso tout court.
Per rendere ancora più evidente la condizione subalterna dei lavoratori
gli stipendi dei managers e degli amministratori delle imprese si sono
distanziati in misura incommensurabile. Un managers può guadagnare anche
più di mille volte di quanto guadagna il suo dipendente medio e può
determinarsi la fetta da ritagliarsi dall'impresa. Nello stesso tempo le
retribuzioni dei dipendenti tendono a frastagliarsi verso il basso
attraverso tipologie di rapporti di prestazioni che
sembrano concepite da una mente diabolica e malvagia.
Tutte le leggi sul lavoro approvate dal 93 in poi e tutte le proposte
spesso bipartisan presentate al Parlamento testimoniano la fine del diritto
del lavoro (restano da abbattere alcune cose importanti come lo Statuto) e
la comparsa al suo posto di una legislazione funzionale ai bisogni delle
aziende e del capitale. Questa tendenza non è solo italiana ma di tutto
l'Occidente ed in Europa è stimolata da
un orientamento che ha già demolito molte cose a cominciare dall'orario di
lavoro.
Alla demolizione dei salari si accompagna quella dei diritti. Non solo
questi vengono cancellati o riscritti in senso favorevole alle imprese e
al management ma tendono ora a diventare costrittivi, obbliganti per
prestatori d'opera che non hanno più voce. Le Confederazioni Sindacali si
sono prestate a questa rivoluzione copernicana e da anni concretizzano
agende di "riforme" elaborate dagli uffici della Confindustria e delle altre
organizzazioni padronati e governative.
A questo punto il Ministero del Lavoro potrebbe essere accorpato a quello
dell'Industria e gli uffici studi dei Sindacati a quello della
Confindustria. La solitudine dei lavoratori è tale da generare una vera e
propria ondata di suicidi o reazioni di disperazione come quelle della INNSE
e degli insegnanti e di tanti altri che le cronache registrano sempre più di
malavoglia.
Stiamo tornando nei rapporti sociali alle condizioni preesistenti alla
nascita del Sindacati, dei Parlamenti, delle moderne conquiste della
società. I Sindacati, dopo aver raggiunto il massimo di potenza, non sono
più dei e con i lavoratori. La pressione spoliativa del padronato e della
società sta diventando sempre più intollerabile per chi vive di lavoro
dipendente. Ma non si può tornare alla barbarie dei rapporti sociali dopo
aver conosciuto la civiltà del novecento senza grandi traumi. La torsione
che si vuole imprimere alla condizione dei lavoratori che si vogliono
ridurre a clochards può generare conflitti profondissimi.
pietro ancona
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, October 15, 2009 7:41 PM
Subject: La libertà di coscienza della Binetti e l'assenza di coscienza del
PD
La libertà di coscienza della Binetti e l'assenza di coscienza del PD
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Nello Statuto del Partito Democratico, si parla di uomini e di donne ed
anche di giovani uomini e giovani donne. Mai di omosessuali o gay. Lo
Statuto è stato approvato appena nel febbraio del 2008 e quindi avrebbe
potuto fare riferimento agli omosessuali come ad un genere. Perchè
distinguere gli iscritti soltanto in uomini e donne? Avrebbe dovuto
recitare: "uomini, donne e gay" oppure non distinguere è scrivere soltanto :
persone. I genere non sono due ma tre. Non so chi abbia scritto lo Statuto
del PD. Sicuramente una Commissione la quale è stata talmente d'accordo su
tutte le cose da cancellare , da non scrivere, che praticamente non è
rimasto quasi niente. E' successo agli estensori quello che accade a certi
scultori o a certi falegnami che a furia di scalpellare o di levigare si
riducono con niente. Non ho mai letto niente di più anonimo. Potrebbe
adattarsi a qualsiasi formazione politica
diciamo di un orientamento così indeterminato e così sbilanciato da
destare financo stupore. Insomma, la prima parte dei principi, dei
cosidetti "fondamentali" dello Statuto è del tutto anodina, insapore,
incolore, insomma una specie di nebbiolina....
Con uno Statuto come questo ha ragione la senatrice Paola Binetti a
rivendicare la propria libertà di coscienza. In effetti in assenza di un
corpus di principi e di norme che definiscono la cultura di un Partito, di
un Movimento, non resta che la coscienza personale del singolo iscritto che
nel caso è nutrita da fondamentali nozioni di un cattolicesimo intollerante,
punitivo verso qualsiasi "diversità" dall'unico comportamento sessuale
ammesso dalla Chiesa: quello finalizzato alla procreazione. Certo la
Binetti ha presente le punizioni che per oltre mille anni sono state
inflitte dalla Chiesa ai sodomiti che vanno dalla castrazione al rogo. Ai
delatori degli omosex venivano elargiti premi in denaro. Non è detto che una
storia tanto antica di criminalizzazione non abbia lasciato segni e
pregiudizi nell'animo della Nostra.
Dal momento che lo Statuto del Partito non compie alcuna scelta sul terreno
dei diritti civili non si vede quale incompatibilità possa sorgere per la
Binetti o per chi, per passare al campo dei diritti sociali, possa invocare
l'abolizione di ogni e qualsiasi diritto per i lavoratori dipendenti.
Diritti civili e diritti sociali sono appannaggio della libertà di coscienza
di ogni singolo iscritto e di ogni singolo parlamentare o amministratore.
Infatti, Bersani si è affrettato ad accogliere la Senatrice, rimproverata
dal Segretario, tra i propri seguaci. Perchè nella grande palude ideologica
e morale del PD non debba trovare posto l'intolleranza xenofoba di chi
magari considera le legnate inflitte dai razzisti agli omosessuali una sorta
di punizione "divina" e di espiazione dei loro peccati? E' possibile che
l'ecumenismo del PD possa giungere a tanto?
Pietro Ancona
http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/Statuto%20PD44883.pdf
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From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Friday, October 16, 2009 1:24 PM
Subject: Suicidi e contratti
Suicidi in Francia e Contratti in Italia
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Ieri la giornata è stata scandita da due brutte notizie : il
venticinquesimo suicidio di un dipendente della telecom francese e la firma
separata del contratto dei metalmeccanici italiani con l'umiliante
esclusione della Fiom rappresentante della stragrande maggioranza dei
lavoratori. Sostanzialmente le due notizie sono due facce di una stessa
realtà: la perdita di valore e di identità sociale che il lavoro conferisce
alla attività umana,la scomparsa della lotta di classe che, con il conflitto
sociale, era l'unica in grado di dare prospettiva e significato al lavoro.
Nella Telecom francese si è messo in moto un meccanismo azionato da
"tagliatori di teste" ( non solo in senso figurato come voleva essere la
macabra locuzione) che ha fatto sentire del tutto superflua la vita a
venticinque persone; per il contratto dei metalmeccanici si è messo in moto
il meccanismo vincente
della linea Sacconi che persegue da anni l'isolamento e la sconfitta della
CGIL e, per essa, del suo Sindacato simbolicamente ed umanamente più
rappresentativo: la Fiom!. In questo caso si è avvalsa
della "distanza" della CGIL dalla Fiom per colpire ancora più forte.
Il contratto firmato concede qualche monetina di rame ai lavoratori e
soltanto alla fine del triennio. Subito non dà niente. Viene stipulato con
un anticipo notevole sulla sua scadenza essendo stato firmato il venti
gennaio del 2008 e non si era mai dato il caso di un rinnovo ad un anno e
mezzo di vigenza! L'anticipo è stato fortemente voluto dal Governo dalla
CIsl e dalla UIL per adeguarlo alle norme dell'accordo separato sul
contratto nazionale a cominciare dall'avvio della triennalizzazione.
In sostanza di tratta di una riforma profonda, di un riposizionamento del
contratto nazionale nella nuova strategia voluta dal padronato e dai
sindacati ascari, che punta ad una forte riduzione dei diritti dei
lavoratori mentre si allargano e si incrementano gli interessi comuni delle
associazioni stipulanti già presenti con il Fondo Cometa. E' stato istituito
un fondo per il sostegno del reddito. Vedremo di che si tratta. La linea di
tendenza è sempre di più verso un contratto tra associazioni e sempre meno
di un contratto per i lavoratori.
La Fiom è stata sconfitta ed umiliata e non è casuale il fatto che i suoi
dirigenti parlino di ricorso alla autorità giudiziaria per fare valere le
ragioni che dovrebbero essere chiare a tutti dalla federmeccanica al
governo. Quando un gruppo dirigente ricorre alla magistratura piuttosto che
alla lotta è perchè ritiene di non avere più alcuna possibilità di
capovolgere o almeno cambiare parzialmente la situazione. Questo gruppo
dirigente farebbe bene a dimettersi. Tanto, dopo questa sconfitta sarà
cacciato via dalla destra sindacale! Il padronato ha colpito giusto ed i
suoi numerosi sensori lo hanno avvertito della realtà della situazione. Una
situazione nella quale la CGIL non andrà molto oltre una mera quasi notarile
critica con rammarico, il pd (che è il partito al quale sono iscritti la
stragrande maggioranza dei dirigenti della CGIL) non dirà una parola e
magari continuerà a sostenere la necessità della unità della CGIL con Cisl
ed UIL naturalmente alle condizioni che queste dettano
E' chiaro che la FIOM non può continuare ad essere sè stessa dentro la CGIL
dal momento che questa ha subito trasformazioni profonde che dal punto di
vista ideologico e sociale ne fanno una organizzazione postclassista,
concertazionista, pragmatico-liberista. La CGIL al suo Congresso insisterà
per l'unità con CISL ed UIL e per un certo periodo di tempo non sarà nè
carne nè pesce (come il pd), continuerà a saltare come un orso ammaestrato
allo schiocco della frusta di un Bonanni. Si chiude un lungo capitolo della
storia sociale italiana.
La FIOM dovrebbe dar vita ad un Congresso straordinario per decidere se
continuare a suicidarsi dentro la CGIL o uscirne per unirsi alla immensa
massa dei lavoratori che danno vita al sindacalismo di base. Oramai è chiaro
che la CGIL accetta gli obiettivi fondamentali del padronato e del governo
dalla scuola alla sanità alle fabbriche e che disconoscono all'homo faber i
diritti. Ma forse è troppo tardi per questo ed il Congresso della FIOM sarà
gestito da quanti ne negano l'essenza antagonista e classista. Insomma, la
natura di sindacato!
Pietro Ancona
http://www.rassegna.it/articoli/2009/10/15/53318/metalmeccanici-accordo-separato-senza-la-fiom
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Sent: Monday, October 19, 2009 11:37 AM
Subject: abdicazione dello Stato o altro?
Abdicazione dello Stato o altro?
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I giornali italiani fingono di non mostrare sorpresa per le sconcertanti
rivelazioni del Procuratore Generale Antimafia Dr.Grasso. La notizia non è
data tra le più importanti o sensazionali.Il Procuratore conferma che la
trattativa c'è stata, che ha avuto due fasi e che è servita a salvare la
vita a molti politici: Andreotti, Martelli, Mannino,Vizzini e qualche altro
che al momento non ricorda.
L'Italia è talmente sprofondata nella sua anormalità di Paese in cui le
leggi vengono fatte dal Parlamento per legittimare reati ed eludere la legge
da accettare la comunicazione ufficiale della avvenuta abdicazione dello
Stato e della sua resa alla Mafia senza battere ciglio. Una sostanziale
indifferenza ha accolto le dichiarazioni fatta dal Dr.Grasso. Scarse e di
circostanza le reazioni del mondo politico.
I giornalisti specialisti dell'universo mafia dicono che si tratta di cosa
risaputa. Era risaputo che lo Stato trattasse con la Mafia? Se fosse così
non si capirebbe come questa storia emerga a distanza di quasi venti anni e
soltanto a seguito delle confessioni del figlio di Vito Ciancimino.
Restano da chiarire tantissime cose. Chi ha trattato con la mafia? Quanti
ne erano informati? Quale era l'oggetto della trattativa? Quali sono state
le conclusioni e quali gli accordi? Il papello presentato predisposto da
Riina era l'unica questione sulla quale si discuteva oppure c'era
dell'altro? Come mai Andreotti, Martelli, Mannino e Vizzini non hanno mai
parlato di questa storia e di come sono stati salvati dalla morte ? Perchè
la trattativa è continuata dopo l'uccisione di Falcone, di Borsellino e
delle loro scorte? Perchè la trattativa non ha riguardato anche la
salvaguardia delle loro vite? Come mai lo Stato che ha lasciato uccidere
dalle Brigate Rosse Aldo Moro per non abdicare si è piegato a trattare con
i responsabili della morte di centinaia di magistrati, di poliziotti,
carabinieri,
senza porsi il problema morale e senza considerare la forza che la mafia
avrebbe ricavato dalla sua umiliazione? Come mai non c'è alcun esponente
dell'opposizione nell'elenco dei "pericolanti"?
Quanti sono tuttora impegnati nella lotta contro la Mafia come possono
continuare nel loro lavoro che li espone da sempre al pericolo di essere
uccisi non avendo la certezza che "tutto" lo Stato è con loro e che magari
mentre rischiano la vita qualcuno non stia trattando per salvare qualche
politico che magari si era troppo "esposto" co promesse non mantenute o
altro?
Pietro Ancona
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/mafia-10/grasso-trattativa/grasso-trattativa.htm
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----- Original Message
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, October 20, 2009 5:04 PM
Subject: : tremonti, epifani ed il posto fisso
TREMONTI, EPIFANI ED IL POSTO FISSO
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Per evitare di pronunziarsi sul ripristino del "posto fisso" proposto da
Tremonti, Epifani chiede alla Confindustria un commento. Commento che
sicuramente non tarderà ad arrivare e sarà certamente negativo come negativi
sono stati finora i commenti dei "falchi" della destra Sacconi e Brunetta e
di quelli annidati nel PD come Ichino. Epifani sembra seccato e risentito.
Avrebbe potuto chiedere a Tremonti di applicare la sua idea subito ai
dipendenti pubblici che contano centinaia di migliaia di precari in tutti i
settori a cominciare dalla scuola. Ma si è ben guardato dal farlo dal
momento che il suo "Duca" è il PD il quale è ultraliberista ed ha mollato
da un pezzo la tutela dei lavoratori.
Ichino si è spinto fino a giudicare "anacronistica" e "demagogica" la
proposta di Tremonti esprimendo la ipocrita preoccupazione di una classe
lavoratrice "spaccata in due" dal momento che una parte è esclusa dalle
tutele dello Statuto e dal posto fisso e che, bontà sua, dovrebbe restarne
fuori per sempre.
Ma la proposta di Tremonti non solo non è novecentesca (come scrive
Brunetta) e perciò anacronistica ma à l'espressione di una profonda
insoddisfazione che si è diffusa negli ambienti più consapevoli del
capitalismo che considerano la precarietà del lavoro una scelta non solo
scellerata
ma perdente nel lungo periodo dal momento che non investe sul capitale
lavoro, genera insicurezza ed infelicità, spinge ad una gestione "usa e
getta"del processo produttivo.
Il periodo più splendido dell'economia industriale e dell'economia generale
è stato quello influenzato dagli economisti di scuola keinesiana (in Italia
olivettiani). Il grande successo dell'economia giapponese di questo
dopoguerra che andrebbe studiato in profondità è dovuto alla stabilità o
addirittura al radicamento aziendale dei lavoratori. La stabilità lavorativa
di masse di milioni di lavoratori è certamente una garanzia per tutto il
sistema economico che dà affidibilità interna ed internazionale e consente
alla fine un arricchimento generale della società. Quattro milioni di
precari sottopagati ed in perpetua ansia per il loro futuro con la loro
povertà ed impossibilità di risparmio impoveriscono ed oscurano il futuro
immediato e lontano del Paese.
E' una menzogna ritenere che la precarietà e la mobilità derivino dai
processi produttivi. Se fosse così non si capirebbe perchè contratti a
termine vengano rinnovati tantissime volte fino a fare risultare
l'assunzione a termine per quella che è: un fumus per tenere sotto ricatto i
lavoratori e rubare il loro futuro.
E' paradossale che la condanna della flessibilità venga da un esponente
della destra mentre il PD e le Confederazioni Sindacali masticano amaro e
ne sono irritati perchè un tema bruciante nella società italiana viene
portato in superficie e si aprono spiragli per abrogare la Legge Biagi (come
una volta chiedeva la CGIL).
Ma in Italia può accadere di tutto: dalla trattativa mafia-stato, alla
esclusione dei metalmeccanici dalla stipula del loro contratto, ad una
opposizione parlamentare che si accinge a rivedere la Costituzione assieme
alla maggioranza per agevolare al Caudillo il governo di un paese sempre più
umiliato ed infelice.
Pietro Ancona
http://www.asca.it/news-LAVORO__EPIFANI__CONFINDUSTRIA_COMMENTI_TREMONTI_SU_LAVORO_FISSO-867865-ORA-.html
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, October 18, 2009 9:31 PM
Subject: Aboliamo l'ora di religione!!
Sono contrario alla proposta di consentire l'insegnamento dell'Islam nella
scuola perchè questo legittimerebbe l'insegnamento della religione
cattolica. Lo Stato rappresentato dalla scuola pubblica deve essere ben
separato dalla Chiesa o dalle Chiese. Spetta a queste trasmettere il
pensiero, la dottrina e la pratica religiosa nei loro templi alle persone
che vi si recano a questo scopo e per praticare il culto. l'Italia non può
accettare l'idea della religione cattolica come parte integrante della sua
cultura come sostiene Monsignor Bagnasco che soltanto cosi può
giustificarne l'insegnamento dal momento che la scuola non è preposta alla
catechesi. La religione viene insegnata da persona scelta dalla Chiesa e da
questa imposta alla Scuola. Possiamo ritenere che l'esposizione non sia
apologetica e che contenga qualche elemento di critica? Come viene
raccontata l'Inquisizione che per quasi mezzo millennio fece ardere i fuochi
del supplizio in tutta Europa e poi nell'America Latina e nei luoghi di
colonizzazione? Che cosa viene detto a proposito del testamento biologico,
del divorzio, dei diritti degli omosessuali?
La religione cattolica ha uno Stato amministrato dalla monarchia papale e
dalla sua corte.. La gestione di questo Stato, nella storia, non è mai
stata un esempio di giustizia e di liberalismo. La Forca funzionò a pieno
regime fin quasi alla fine dell'ottocento e chiunque cadeva in disgrazia
con i preti veniva giustiziato senza tante storie. . L'Italia dovrebbe
abrogare i patti lateranensi La religione è un fatto privato che
riguarda il singolo credente e la sua comunità che si riunisce per celebrare
i suoi riti nei suoi templi. Questo vale per quanti frequentano le
Basiliche, le sinagoghe o le moschee o i templi indù. Lo Stato non deve
ostacolare la libertà di culto al singolo ed alla collettività dei credenti.
Ma non deve rinunziare alla sua autonomia, alla sua laicità, alla superiore
finalità della sua funzione.
Pietro Ancona
http://www.materialismo.it/Misfatti%20delle%20Relig/vittime_della_fede_cristiana.htm
.
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, October 22, 2009 4:36 PM
Subject: Riduzione in schiavitù
RIDUZIONE IN SCHIAVITU'
Ieri sera a Exit di Ilario D'Amico su La7 ci hanno fatto vedere un filmato
riguardante la colonizzazione del capitalismo mafioso cinese del territorio
industriale della città di Prato, nel cuore della Toscana, in cui una è
stata costruita sotto lo sguardo indifferente delle autorità locali e
nazionali,
una enclave senza leggi in cui forse cinquantamila lavoratori e lavoratrici
cinesi vivono ridotti in schiavitù, con paghe di fame, dentro le fabbriche
in cui lavorano non si sa per quante ore al giorno e dove dormono, si
alimentano, abitano forse senza mai uscire all'aperto.
L'enclave cinese riguarda cinquemilaeseicento capannoni industriali che
coprono una superficie enorme dentro la quale lavorano a pieno ritmo, forse
ventiquattro ore su ventiquattro, quando necessario, migliaia di macchine
preposte al ciclo del "pronto moda". L'importanza del polo cinese è
internazionale: fornisce abiti a committenti italiani ed europei ed a grandi
marche naturalmente a costi assai convenienti. Enormi utili vengono ricavati
dalle committenti della moda, spesso multinazionali del settore,spremuti ad
una classe lavoratrice di schiavi condannati a produrre per miserissime
paghe e magari obbligati dal ricatto di familiari rimasti in Cina e soggetti
alle rappresaglie dei mandarini capitalisti e mafiosi che hanno realizzato
una grande operazione di globalizzazione: un forte punto produttivo nel
cuore dell'Italia e dell'Occidente per ridurre al massimo il costo dei
trasporti e stare affacciati sui mercati di vendita dei loro prodotti.
Il servizio della D'Amico ha fatto constatare l'impossibilità di un
intervento dello Stato dal momento
che - è stato detto- per ispezionare i 5600 capannoni alla media di due
ispezioni alla settimana ci vorrebbero qualcosa come cinquanta o sessanta
anni e che è impossibile accompagnare alla frontiera tutti i clandestini o
inviarli al CIE dal momento che questo è lontano trecento chilometri. E'
stato poi mostrato come i sigilli ai capannoni ispezionati ed il sequestro
delle macchine utensili non servono praticamente a niente dal momento che le
multe sono ridicole (dieci euro a macchina utensile e quattrocento per tutto
il punto di produzione) e trnuto conto della capacità degli "imprenditori"
cinesi di spostare l'attività in diversi luoghi sempre all'interno
dell'enclave pratese.
Messa cosi la questione non si può che convenire con il sindaco ed il
prefetto del luogo che hanno sottolineato l'inutilità di qualsiasi
intervento.
Ma l'intervento è appunto inutile e sterile di risultati perchè viene
attuato in attuazione delle razziste e
sciocche leggi sulla sicurezza recentemente approvate. Il problema non è
quello di criminalizzare i lavoratori cinesi di Prato quando di mettere in
luce la loro riduzione in schiavitù, il loro sfruttamento disumano ad opera
di una imprenditoria cinese mafiosa che ha la copertura e la complicità o
addirittura è in associazione con nostri imprenditori coinvolti in un giro
di affari miliardario.
L' immigrazione cinese in Italia non è per niente da classificare con
l'immigrazione che viene da tutti gli altri paesi. E' una
immigrazione-colonizzazione del commercio e della industria che viene
operata con grossi capitali in grado di fare investimenti nel lungo periodo,
con forza sufficiente per sopportare tempi morti ed improduttivi. Credo che
una indagine sulle acquisizioni di proprietà di
cinesi in Italia non sia mai stata fatta ed a Prato o a Napoli o altrove
parte del nostro sistema produttivo barbaro e corsaro sia interessato al
mantenimento delle enclavi in cui centinaia di migliaia di esseri umani sono
ridotti ad utensili senza diritto e senza libertà per produrre capi di
vestiario destinati ad essere esposti in via Montenapoleoni a Milano o in
Via Condotti a Roma.
L'accusa che dovrebbe essere formulata non è quella di immigrazione
clandestina ma di violazione delle leggi sui diritti umani e riduzione in
schiavitù Si cominci con il revocare le licenze e le iscrizioni alla Camera
di Commercio di tutte le "ditte". Si dovrebbero subito confiscare e non
sequestrare i capannoni e quanto contengono e porsi il problema enorme che
nessuna comunità di stranieri o di italiani può costruirsi una enclave dove
far valere leggi diverse da quelle dello Stato: leggi di violenza e
sopraffazione.
Pietro Ancona
http://www.la7.it/blog/default.asp?idblog=ILARIA_DAMICO_-_Exit_15
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, October 23, 2009 5:10 PM
Subject: Lo sciopero dei sindacati di base
LO SCIOPERO DEI SINDACATI DI BASE
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Oggi sciopero generale dei sindacati di base. Le notizie che ne abbiamo
sono veramente poche dal momento che tutta la batteria massmediatica si è
autocensurata o è stata censurata. D'altronde che cosa possiamo aspettarci
da una stampa, da una radio e da una televisione nelle mani di imprenditori
o foraggiati dal governo? Tutti a libro paga compresa Radio Radicale che
credo si aspetti di ricevere
qualcosa come dieci milioni di euro (venti miliardi di vecchie lire) per
quest'anno.
L'informazione riceve a vario titolo dallo Stato qualcosa come sei o sette
miliardi di euro. Dà vita ad un ceto di professionisti superpagati ed
assistiti da un ottimo contratto di lavoro. Attorno a questi professionisti
della informazione stanno migliaia di "negri", di giovani o non più giovani
giornalisti pagati a cottimo un tanto a pezzo, senza vere prospettive di
essere immessi nell'Olimpo dei loro colleghi-padroni più fortunati. Un
esercito di schiavi della penna a disposizione di una editoria faziosa.
I sindacati di base sono l'anomalia, la bestia nera non solo del
centro-destra ma anche del PD dal momento che non sono accomodanti e di
regime come le Confederazioni Cgil, Cisl, Uil. La stessa CGIL pur avendo
sottoscritto passaggi obbrobriosi del conflitto sociale come gli accordi
Alitalia viene considerata con sospetto dai "falchi"come Sacconi o Cazzola e
tende ad essere tenuta in ostaggio dal regime e dal pd. ed ad esserne
esclusa. Soltanto i rapporti di forza di cui è consapevole la Confindustria
impediscono alla data la sua defenestrazione. Si aspetta il Congresso della
CGIL per decidere che cosa farne.
I sindacati di base non accettano di limitare le loro richieste alla
detassazione della tredicesima e vorrebbero l'abrogazione della legge Biagi
e degli accordi stipulati dal Governo Prodi e da questo Governo con i
confederali. Vorrebbero aumentare i salari e le pensioni soggetti ad un
progressivo impoverimento dagli accordi consociativi. Le loro richieste
suonano blasfeme, una vera e propria
bestemmia alle orecchie dell'oligarchia politica!
L'estambliscement bipartisan l'altro ieri, dopo avere sbeffeggiato Tremonti
per avere riproposto
la sua idea sul posto fisso, ha votato in Parlamento una durissima legge di
dimagrimento della scuola italiana che costerà il pane a centotrentamila
persone. Senza battere ciglio!
Al PD complice della Confindustria e del Governo bisogna aggiungere schegge
impazzite o degenerate di quella che fu fino a non molti anni fa la
sinistra. Bertinotti ha definito l'elogiodi Tremonti al posto fisso un
ritorno all'ancien regime in perfetta armonia con la Marcegaglia che ne ha
parlato sprezzantemente come di un ritorno "all'antico". Hanno usato quasi
le stesse parole e gli stessi argomenti!! E' incredibile l'accoglienza che
la proposta di Tremonti ha ricevuto dalla oligarchia dell'opposizione
italiana. Franceschini e lo stesso Bertinotti si sono trovati all'unisono
nel suggerire "dinamismo" all'economia italiana, un dinamismo che verrebbe
naturalmente assicurato dalla flessibilità e dalla precarietà fornite dal
ricchissimo arsenale di fumus giuridici che la legge Sacconi ha messo a
disposizione del padronato italiano. Quattro milioni di precari con
tendenza ad aumentare che assicurano ricchezza a quanti hanno imboscato
all'estero miliardi di euro che rientreranno al riparo dello scudo fornito
dal Governo.
Ma, nonostante la fitta coltre di silenzio, lo sciopero di oggi ha avuto
successo. C'è una classe lavoratrice che continua a lottare e che ha
riconosciuto da un pezzo la funzione di regime dei sindacati confederali.
Se domani si azzerassero tutte le deleghe sindacali e si rinnovasse il
tesseramento , credo che i sindacati che oggi hanno scioperato
risulterebbero di gran lunga i più forti. Ma questo non avverrà e cosi
continueranno ad essere esclusi dalle trattative con il governo al quale
sono ammessi solo coloro
che accettano le "regole" che detta il capitalismo italiano. I loro
dirigenti continueranno ad essere iscritti nel libro nero, ad essere
discriminati ed a volte licenziati insomma a fare lo stesso calvario dei
dirigenti operai della CGIL ai tempi di Di Vittorio e di Valletta. Ma
resisteranno ed alla fine vinceranno dal momento che la ragione è dalla
loro parte e finiranno con l'essere riconosciuti come espressione genuina
dei lavoratori italiani dal momento che la civiltà che rivendicano è anche
un bisogno della società italiana oggi umiliata dal precariato, dalla
disoccupazione, dai bassi salari.
Pietro Ancona
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200910articoli/48573girata.asp
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From: pietroancona@tin.it
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Sent: Saturday, October 24, 2009 3:02 PM
Subject: Il PD non dimette Marrazzo?
Il PD non dimette Marrazzo?
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Se si accosta il caso Marrazzo a quello di Luca Bianchini colpisce
l'immediatezza con la quale il PD prese subito le distanze, sospese dal
Partito, isolò davanti l'opinione pubblica il presunto stupratore seriale
tuttora in galera (vittima - secondo me- di una grande voglia di
criminalizzazione che lo ha travolto) e la lentezza con la quale, dopo la
pubblicazione della confessione di Marrazzo, si sta procedendo. Ci sono
state espressioni di solidarietà a Marrazzo da parte di tutto il gruppo
dirigente e soltanto ed ora apprendiamo che i tre candidati alla segreteria
sono in continuo contatto telefonico tra di loro per stabilire la linea del
PD e cioè se proporgli o no le dimissioni. Il Ministro Maroni ha fatto
sapere di considerare come fatto personale la storia in cui è incappato il
Marrazzo. Il governatore di una regione si fa ricattare da quattro
carabinieri ai quali rilascia financo degli assegni e che si guarda bene dal
denunziare per essere stato sorpreso in congresso carnale con un
transessuale di nome Natalie ed il Ministro degli Interni considera questo
un fatto privato? E' incredibile!
Marrazzo avrebbe dovuto dimettersi subito dopo le dichiarazioni rese agli
inquirenti, anzi avrebbe
dovuto dimettersi subito dopo aver percepito di essere stato diventato
oggetto di ricatto da parte dei carabinieri per non coinvolgere il PD e la
Regione nella sua vicenda personale. Le dimissioni immediate avrebbero
scaricato l'arma del ricatto. Ma così non è stato ed ora, in forza di una
assurda
fascista norma di legge, il Consiglio Regionale intero, se si dimette,
decade assieme a lui come se tutti fossero stati a transessuali e si
fossero macchiati delle sue "colpe".
Intanto la cronaca politica diventa sempre di più cronaca nera. L'indagine
sulla famiglia Mastella, l'interrogatorio di Dell'Utri in corso a Palermo,
la vicenda delle navi piene di veleno affondate davanti la Calabria, tante
brutte notizie che riguardano amministratori locali compreso l'assassinio,
la vicenda Marrazzo, indicano una degenerazione della democrazia che sembra
inarrestabile.I lautissimi stipendi di amministratori locali attirano come
mosche la malavita ed inducono al ricatto ed all'estorsione quanti si
confrontano con il lusso, il benessere, il livello di vita e lo sperpero di
"politici" che magari disprezzano.....
Nella vicenda Marrazzo sono rimasto colpito dagli assegni per sessantamila
euro firmati dal governatore.. Corrispondono ad oltre tre anni della mia
pensione Inps. Ebbene, non credo sia giusto che un "politico" debba avere
tanti soldi e tanti benefict dalla sua carica elettiva (che poi non lo è più
tanto dal momento che è il Partito a segnalarlo..)
pietro ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
ps sulle primarie di domani:
Le primarie sono una buffonata che dileggia la democrazia. Rimpiango il
tempo in cui i segretari del partiti venivano eletti da un Comitato Centrale
o da un Consiglio Nazionale costituiti da persone fortemente selezionate
dalla macchina democratica del Partito. Domani chiunque potraà eleggere il
segretario del PD.........
http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_24/sarzanini-carte-caso-marrazzo-pagato-paura_4e0a409e-c064-11de-9fa6-00144f02aabc.shtml
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, October 26, 2009 6:59 PM
Subject: LE PRIMARIE DELLE CORDATE
LE PRIMARIE DELLE CORDATE
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Tutta l'armamentario della retorica è stato usato per commentare
l'eccezionale affluenza alle urne
per la scelta del segretario del PD. Si celebra un sensazionale momento
democratico, una strepitosa partecipazione di cittadini che si sentono
protagonisti di una scelta politica.
In effetti moltissima gente ha fatto la fila ai gazebo, ha pagato l'obolo
di Caronte ed è stata traghettata nella "democrazia" fatta di un'urna, una
matita previa esibizione di tessera identità e certificato elettorale. Ha
votato per uno dei tre Oligarchi e per i suoi referenti locali.
Questa gente è stata attratta dalla pressione massmediatica della
lunghissima campagna elettorale che da mesi impegna il gruppo dirigente del
PD. Una campagna elettorale lunghissima come si usa in America come cortina
fumogena di una democrazia profondamente umiliata , ferita e logorata
dalla assenza di vere opzioni alternative. Bersani, Franceschini e Marino
hanno presentato programmi quasi identici. Bersani dice di voler tornare
allo spirito dell'Ulivo - cosa che io mi auguro con tutto il cuore - ma il
dalemismo che impregna il suo gruppo non è diverso dal veltronismo che
scacciò la sinistra radicale dal parlamento chiudendola in un terribile
isolamento con false accuse. Tutti e tre non hanno detto una parola netta
per l'abrogazione della legge Biagi, (hanno apprezzato il dinamismo della
flessibilità), per il miglioramento del welfare, per la difesa delle
pensioni e l'innalzamento dei salari. Il programma del governo di
centro-destra tedesco varato dalla Merkel è di gran lunga a sinistra delle
quattro cosucce che i "nostri" riescono a balbettare stando bene attenti a
non irritare la Confindustria, gli Usa, il Vaticano......
La sensazione di essere stati protagonisti di un grande evento svanirà ben
presto ed i tre milioni di volenterosi ed entusiasti elettori si
ritroveranno con un pugno di mosche dopo essere stati usati da un potere che
diventa sempre più irraggiungibile. Ma il falso evento si ripeterà dal
momento che le precedenti esperienze con Prodi e con Veltroni non sono
servite a niente e la gente è sempre pronta a ricominciare, a farsi
ingannare o autoingannarsi nuovamente, a dare credito ad un sistema che in
effetti l'ha privata delle sue reali possibilità e dei suoi poteri di
decidere.
Questa esperienza lungi dal rafforzare la democrazia che è partecipazione
come diceva il grande Giorgio Gaber rafforza l'oligarchismo degenerativo e
lo diffonde all'intero territorio. Ieri, con i tre, sono stati votati i loro
referenti regionali, provinciali, comunali.....tutta una casta che viene
unta dall'alto. Siamo alla repubblica delle cordate.
pietro ancona
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, October 27, 2009 3:23 PM
Subject: il ritiro di Piero in convento
Il ritiro di Piero Marrazzo in Convento
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Se la questione non fosse seria c'è da sbottare dalle risate sul ritiro
di Piero Marrazzo in convento. Glielo avrà suggerito il suo consulente per
la cura dell' immagine? Mizzica, che pensata geniale!Dopo le storiacce di
Via Gradoli, che c'è di meglio che allontanarsi dal mondo, per stare soli,
riflettere, ritemprare lo spirito con letture educative, pregare,
partecipare alla vita monastica, sostare a lungo nella cappella del
monastero, intrattenersi con frati dalla testa aureolata dalla fede e dalla
comunione con l'alto dei cieli? Peccato che
questa funzione rigeneratrice dell'anima e della reputazione del ritiro in
convento forse è soltanto un cattivo ricordo
letterario dei romanzi ottocenteschi o dei film di Materazzo in cui Yvonne
Sanson già moglie o promessa ad Amedeo Nazzari sfugge al suo destino di
donna perduta e dal mondo cattivissimo ritirandosi in convento con tante
angeliche monachelle, una madre superiora rigorosa ma buona, un grande
copricapo alato bianchissimo sulla testa ed una veste bianca a simboleggiare
la purezza della nuova vita.
Ma forse la realtà dei monasteri e dei seminari oggi è diversa ed è più
vicina a certe descrizioni boccaccesche della letturatura del cinquecento
anche se finora non abbiamo mai saputo di transessuali in ritiro spirituale
o vestiti del saio marrone o bianco dei monaci. E' davvero garanzia di
spiritualità, di capacità purificatrice il convento italiano? Ma non sono
ricettacoli di amori proibiti ? Inoltre certi monaci come quelli di
Mazzarino hanno avuto tristissima fama di estortori e di grassatori non
dissimili dai carabinieri che gli hanno svuotato il portafoglio ed il
libretto di assegni.
Dopo il coraggioso intervento della moglie sulla stessa lunghezza d'onda
di quello della signora Sircana (la famiglia resta unita), un periodo di
rigenerazione spirituale è proprio quello che ci vuole per mettere una lunga
parentesi tra il prima ed il dopo.
Intanto siamo inondati di articoli e di "servizi" pieni zeppi di grande
benevolenza per Piero.
C'è una grande voglia di "comprensione", di capire, di perdonare, di
guardare avanti che trasuda da tutti i giornali, dalla televisione,
dall'intera oligarchia. Come si è comprensivi con i potenti! Anche
l'Avvenire, giornale dei vescovi, scrive: E' legittimo stigmatizzare le
debolezze di un uomo pubblico, e trarne, sul piano politico e morale, le
inevitabili conseguenze, ma non puo' diventare motivo per massacrare la
dignità sua e la sensibilità di coloro che lo amano o che gli sono legati."
Ma il massacro della dignità sua è stato fatto proprio dal Nostro dal
momento che ha scelto di frequentare pericolosi luoghi di prostituzione
magari vicini al giro della delinquenza. E la sensibilità di coloro che lo
amano non viene oltraggiata da chi mostra scandalo per la vicenda ma da chi
da anni è incallito frequentatore di prostituti che si spingono fino a
dichiararsi "fidanzati" come il trans Natalie che vanta una relazione con
"Piero" di oltre sette anni...
Sappiamo bene che il moralismo bacchettone non è la lente migliore per
leggere questi eventi. La mentalità delle persone si è evoluta. Oggi essere
omosessuali non è più una cosa di cui si era costretti a vergognarsi come ai
tempi di Pasolini. Ma c'è sempre per tutti una etica a cui attenersi.
Frequentare prostitute o prostituti non è lecito a tutti. Se hai moglie e
figli e sei importante uomo pubblico non devi andare in Via Gradoli
esponendoti al rischio anzi alla quasi certezza di essere spiato e
ricattato. Se poi ci vai con la macchina blu e con mazzette di euro in tasca
e magari con la scorta è segno non di sventatezza ma di arroganza.
L'arroganza del potere che si ritiene aldisopra delle leggi e delle regole
sociali. Il principe di Lampedusa ogni tanto sfuggiva ai casti amplessi
della moglie che penetrava attraverso un buco della camicia da notte
recandosi in carrozza in un quartiere di Palermo da una donna che non si
vergognava del sesso ed alla quale dava una pezza di tessuto a compenso. .
Il Marrazzo dava cinquemila euro, la somma che Berlusconi ( a detta della D'Addario)
dava ad una escort dalla quale era stato ben soddisfatto. Troppi soldi in
mano ad una oligarchia di politici che godono di stipendi eccezionali.
Quanto guadagna il Presidente della Regione Lazio? Trecento, cinquecentomila
euro l'anno? Tutti questi soldi che fluiscono regolarmente mese per mese
sono causa della corruzione dilagante nei gruppi dirigenti.
L'Italia non ha bisogno di Savanarola e Berlinguer era inviso a parte del
suo stesso elettorato
per avere la "fissa" della questione morale. Ma non c'è dubbio che una
Repubblica che affonda in vicende di pornografia non ha più niente da dire e
da dare agli italiani. La questione morale è diventata la questione politica
più importante di questa fase.
Pietro Ancona
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE59Q0GF20091027
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From: pietroancona@tin.it
To: Undisclosed-Recipient:;
Sent: Sunday, October 25, 2009 2:47 PM
Subject: la finta democrazia del finto bipartitismo
La finta democrazia del finto bipartitismo!
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Oggi molti italiani, in gran parte di "sinistra", si recano alle urne per
le primarie del PD. Possono scegliere tra tre candidati dal programma quasi
identico che giungono al confronto delle urne dopo una lunghissima
campagna elettorale forse destinata a prolungarsi anche dopo
il voto di oggi . Questo elettorato di volenterosi avrà in parte
soddisfatto la fame e la sete di partecipazione, di cittadinanza. La gente
è talmente frustrata, talmente umiliata dal fatto di essere sempre più
soggetto passivo di una teledemocrazia popolata da mille parlamentari e
decine di migliaia di consiglieri ed assessori imposti dai partiti che si
accontenta delle briciole, delle apparenze: si accontenta di votare e paga
anche per farlo per conservare l'illusione di contare ancora qualcosa.
Invece non conta più niente! Non contano più niente neppure gli eletti di
molte istituzioni. I Consigli regionali se per un qualche motivo decade
il Presidente della Regione decadono insieme a lui. Se il paragone non è
abnorme sembrerebbe di essere in quelle società antiche nelle quali assieme
al monarca defunto veniva seppellita la sua corte! Il potere "legislativo"
delle assemblee è quasi scomparso e resiste al massimo come ratifica delle
decisioni dell'esecutivo che spesso si identifica con le voglie del suo
capo. C'è stata una torsione della democrazia che ha deformato la sua
identità e la sua natura razionale, logica. Marrazzo non
può dimettersi senza far decadere l'intero Consiglio Regionale. Si ricorre
all'escamotage della auto sospensione per guadagnare un paio di mesi e
andare alle elezioni regionali alla scadenza già imminente. Del Turco,
arrestato, si dimise, si indissero elezioni, la destra subentrò alla sua
gestione.
Il peso dei leaders dei presidenti e dei governatori o dei sindaci è
diventato abnorme. Il ruolo della persona dei "governatori" è diventato di
una importanza allarmante!
Le primarie di oggi agiscono anche come capovolgimento della piramide
democratica. Bersani, Franceschini e Marini hanno scelto i loro vassalli e
questi i loro valvassori e questi ancora i loro valvassini che saranno
eletti o bocciati con loro. La fiducia discende dall'alto e con essa il
potere! Il vecchio partito in cui ci si faceva le ossa nelle sezioni e poi
nelle federazioni e il filtro "democratico" era davvero fortissimo fino alla
elezione nei Comitati di federazione o nel Comitato Centrale è stato
abbandonato da anni come "vetero" ed al suo posto è stata piantata la novità
del personalismo, del leaderismo. Ora sono tutte cordate rette dal capo
nazionale. E' davvero finito il tempo in cui lo stesso Togliatti aveva
sacrosanto timore del Partito e stava bene attento a non contraddirlo! Ma
questa "modernità" è soltanto un segno della degenerazione della democrazia
picconata e ferita fin dalla bicamerale di D'Alema e dalla
involuzione delle regole introdotte da tante riforme elettorali.
Le primarie di oggi che la destra populistica di Berlusconi guarda da
lontano e forse con disprezzo
rappresentano un momento di omologazione non solo di interessi sociali ma
anche delle forme in cui
questi si esprimono in politica. E' la società del settanta per cento di cui
si fece un gran parlare tra sociologi, economisti e politici anni orsono. Un
settanta per cento di "inclusi" ed un "trenta per cento" di esclusi.
Nel sistema bipartitico solo il settanta per cento conta ed entrambi i due
partiti (nel nostro caso PDL e PD) tendono ad accaparrarselo con politiche
sempre più "centriste" anche se questo "centro" scivola sempre di più verso
destra. La società del settanta per cento comporta una unica ideologia che è
quella liberista ed un sistema elettorale che passivizzi sempre di più la
cittadinanza. Ora questo settanta per cento è diventato (nel giro di poco
più di un decennio) un sessanta per cento dal momento che la mobilità
sociale verso l'alto si è bloccata e sono in corso processi di
proletarizzazione forzata del ceto medio. Presto centotrentamila insegnanti
privati del lavoro scivoleranno nella palude dei poveri. Insomma, il trenta
per cento diventa quaranta per cento ma è stato espulso dal Parlamento e le
sue lotte, anche se gigantesche come lo sciopero dell'altro ieri, vengono
ignorate dai massmedia, dai Palazzi, dal governo e naturalmente
dall'opposizione..
La destra aspetta l'esito delle primarie per imbrigliare il PD in un
progetto di riforme della Costituzione, progetto sollecitato anche da
Napolitano che ha messo molta fretta a tutti come se in Italia non si
potessero fare riforme apprezzate e significative senza dovere manomettere
ancora la Costituzione. E' possibile una legge che riduca del cinquanta per
cento gli emolumenti ai politici di ogni ordine e grado e che farebbe
risparmiare allo Stato quasi quanto incassa dall'IRAP? No, non è possibile
perchè tutta l'oligarchia fa quadrato e difende i suoi privilegi. Ma riforme
come quella federalista nelle mani di questa oligarchia che vive di politica
sono destinate a fare degradare ancora di più la società italiana. Una
società che starebbe assai meglio se non avesse nelle Regioni venti
mostruose mignatte che le succhiano il sangue! Il presidenzialismo della
nuova Repubblica che verrà alla luce non sarà certamente controbilanciato da
queste Regioni che ne riproducono in sedicesimo tutti i vizi...
Pietro Ancona
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20080117_01/testointegrale20080117.pdf
http://librarsi.comune.palermo.it/pitre/file/011/078/TESTI/088.html
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VELTRONI E LA MORTE DEL SOCIALISMO di Pietro Ancona
----- Original Message -----
From: gastaldo.paolo@tiscali.it
To: pcdli-ferrando ; PROLETARIA ; 05 rifondazione segretarioFERRERO PAOLO ; 04 rifondazione genova ; 03 rifondazione liguria ; 02rifondazione bellotti ; 01/rifondazione rinaldi ; mercantedivenezia ; Arcoiris tv TV ; megachip.info ; Sinistra Genova
Sent: Thursday, October 29, 2009 5:27 PM
Subject: affinche' l' utopia socialista in italia ..ricominci a volare....doc
AFFINCHE ’” L’ UTOPIA SOCIALISTA”.. RICOMINCI A.. VOLARE!
LETTERA APERTA AI COMPAGNI, AI PROGRESSISTI AI DEMOCRATICI E A TUTTI I COMUNISTI D’ ITALIA..
Premessa :-
Vorrei presentare con grande partecipazione questo articolo qui allegato ,
di un semplice cittadino ex sindacalista e dirigente CGIL di Palermo, in pensione e socialista, vecchio stampo che esprime da tempo con suoi interessanti scritti ,.. un punto di vista lucido sull’ attualità che scorre,.. in questo caso su Veltroni e il PD, opinione che è condivisibile anche nei pensieri di molti di noi italiani, non piu’ giovani ma cittadini ancora attivi di sinistra.. del necessario et urgente ritorno e rifondazione, di un forte movimento socialista proletario e operaio in Italia! … preoccupati e…non poco … dell’ andazzo pernicioso italiano…e sua degenerazione ultima , progressiva e… letale per la democrazia ….
VELTRONI E LA MORTE DEL SOCIALISMO di Pietro
Ancona
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Con una intervista rilasciata al giornale degli industriali italiani
Walter Veltroni ribadisce il suo definitivo
rifiuto del socialismo dichiarandolo morto assieme al Novecento che
abbiamo alle spalle e reclamando l'uscita del PD dalla internazionale
socialista che, proprio per togliere dall'imbarazzo gli
excomunisti italiani e i loro amici della
Margherita, ha recentemente cambiato denominazione diventando
Asde e cioè alleanza tra socialisti e
democratici europei. Il socialismo sarebbe morto -secondo
Veltroni- perchè incapace di uscire dal
Novecento, di rinunziare alla rappresentanza degli interessi dei
sindacati, di capire "la modernità" etc..
Veltroni fa un riassunto della caduta elettorale dei partiti
socialisti in Europa e ne trae la conclusione che a stare con loro si
perde e quindi si muore.
Vorrei osservare come la perdita di peso e di capacità
attrattiva dei socialisti europei sia legato non al loro essere
"novecenteschi" cioè rappresentanti degli interessi politici delle
classi lavoratrici ma alla fascinazione
che alcuni gruppi dirigenti hanno avuto
del liberismo nella sua fase
reaganiana
e
tatcheriana.
E' vero che Blair
ha vinto in Gran Bretagna diventando "altro" dal laburismo dei suoi
padri ma la sua vittoria ha rappresentato una secca perdita per il suo
stesso elettorato dal momento che ha perduto molti diritti e molto del
peso sociale che aveva conquistato in quasi due secoli di lotta. La
socialdemocrazia ha perduto in Germania perchè si è alleata con la DC
tedesca e per cinque anni ha prodotto una politica insoddisfacente. In
Francia i socialisti si sono divisi: una parte di essi ragiona come
Veltroni e cioè non è più socialista e la
destra francese ha preso il sopravvento. Altro si può dire delle
socialdemocrazie scandinave che vivono ancora del bagliore della grande
civilizzazione che i loro programmi realizzati hanno prodotto nel Nord
Europa facendone una oasi tra le più avanzate di democrazia
dell'uguaglianza e della libertà.
La socialdemocrazia tedesca ha perduto una parte del suo
elettorato che ha scelto la resistenza alla contaminazione ed alla
subalternità alla ideologia liberista rafforzando il movimento
socialista radicale di LaFontaine
e dei Verdi.
Secondo il pensiero di
Veltroni il PD se si
apre a sinistra è destinato a perdere.
Veltroni
considera il Partito uno strumento elettorale per vincere e governare.
Ma il governo in
sè
non può essere lo scopo di un Partito. La sua vocazione "maggioritaria"
che
Veltroni privilegia
chiudendosi alla sinistra ed alle sue formazioni politiche non può
prescindere dai "contenuti" e dai "valori" a meno che non si ritenga che
questi siano secondari rispetto il fine unico della vittoria e del
governo. Un Partito e
l'espressione di un movimento politico che sceglie di rappresentare
talune istanze della società e di portarle avanti. Queste istanze sono
prevalenti rispetto anche la stessa questione del governo.
Un partito può conquistare alle sue idee ed alla
gente che rappresenta molto anche stando all'opposizione
come ci insegna la lunga e per certi versi da rivalutare
esperienza di opposizione parlamentare e sociale del PCI e del PSI
italiani che hanno dato al popolo di sinistra un potere sociale, un
welfare, diritti che venti
anni di destra berlusconiana
aiutata dalla gente come Veltroni,Ichino
ed altri non è ancora riuscita a distruggere del tutto.
Partiti che decidono di recidere le loro radici
dal socialismo per ingraziarsi i ceti produttivi oggi rappresentati da
tanti partiti di destra e di centro non sono necessari. Sono un di più
che la parte pensante ed avvertita del capitalismo non penso che
gradisca dal momento che la depressione salariale e la condanna di
oltre quattro milioni di lavoratori al precariato dà connotazioni di
povertà ed anche di infelicità alla società nella quale viviamo e ne
abbassa il tono e la vitalità. La morte della dialettica politica e
sociale con lo spazio parlamentare occupato solo da partiti di centro e
di destra e lo spazio sindacale da sindacati collaborazionisti e
subalterni paralizza
ed impoverisce la società nel suo insieme.
La precarietà chiamata flessibilità ed i bassi
salari fanno stagnare la società e ne riducono la coesione sociale, la
cultura, la voglia di futuro. No,quello che
Veltroni
chiama socialismo è il lievito salutare della società europea ed il
futuro che il fallimento del darwinismo neoliberista non può dare. Basti
guardare l'America di
Obama
ridotta a nascondere dietro parole "nuove" la logora ed asociale
politica di
Bush
e delle multinazionali.
Leggevo oggi una intervista ad un
professore irakeno che vive da anni a Londra esule dai tempi di
Sadam Hussein
che parlava di un Iraq controllato dagli americani in preda a massacri
quasi quotidiani e corruzione. Un Irak
diventato un inferno popolato da tre milioni di orfani e di vedove, di
altri milioni di sfollati, di una immensa porzione di popolazione
costituita da mutilati e feriti di guerra.
Gli americani hanno portato il terrore
permanente nelle aree che le loro multinazionali hanno deciso di
colonizzare:Irak, Afghanistan, sempre di più
Pakistan e forse domani Iran. Non c'è differenza tra il
drone assassino che mandava il Generale di
Bush e quello che manda oggi il Generale di
Obama.
Questa politica militare dell'Impero, unita alla politica economica e
sociale non può e non è certamente migliore dalla politica che la
socialdemocrazia ha dato all'Europa ed al mondo in tantissimi anni
purtroppo offuscati da sconsideratezze di gruppi dirigenti come quelli
che in Italia hanno fatto degenerare la esperienza positiva dell'Ulivo
nella fallimentare esperienza del centro-sinistra di Prodi sconfitta
clamorosamente perchè ha tradito il suo elettorato di sinistra (come lo
stesso Prodi ha riconosciuto con molta onestà).
Infine voglio dichiarare tutta la mia
insofferenza verso le critiche al novecento il secolo caratterizzato
dal socialismo e dai movimenti di emancipazione. Perchè gli ideali del
socialismo sarebbero falliti? Perchè l'uguaglianza è incompatibile con
la libertà? In un certo senso anche la sponda alla quale è approdato
Veltroni
appartiene al novecento: che cosa è oggi il liberismo se non
una involuzione del liberalismo novecentesco?
Meglio aprire un dibattito sul
novecento prima di voltare le spalle alle rivoluzioni sociali che lo
hanno animato. La cultura europea di oggi è figlia dei grandi movimenti
socialisti che la impregnano ancora dal momento che la libertà non è ed
non sarà mai niente senza eguaglianza e senza una giusta ripartizione
del potere economico. Alla base della Germania di oggi c'è la grande
lezione dell'austromarxismo e dei grandi
pensatori socialisti. c'è il pensiero e l'azione rivoluzionaria di Rosa
Luxemburg, di Antonio
Gramsci, di Anna Kuliscioff, di
Olof Palme.
Il socialismo è stato ed è tanto forte che i
programmi degli stessi governi di centro-destra non possono ignorare ed
accantonare anche se lo comprimono e vorrebbero
sdradicarlo...
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, October 30, 2009 7:30 PM
Subject: ancora sul caso Marrazzo
Ieri sera Michele Santoro si è divertito moltissimo a dare un andamento
pruriginoso alla sua rappresentazione teatral-televisiva del caso Marrazzo.
A momenti si stropicciava le mani per la contentezza di dover maneggiare un
argomento sul quale più che le sue virtù di fustigatore dei corrotti costumi
pareva lo interessasse il tessuto boccaccesco a volte financo porno della
materia. La trans che troneggiava al centro del suo studio-stadio con
relative tifoserie contrapposte sembrava fare marketing a se stessa quando
diceva: da me non sarebbe successo!! Io non avrei fatto entrare nessuno
senza mandato, criticando la pochezza e la sventatezza delle sue colleghe
che avevano consentito l'irruzione dei carabinieri in via Gradoli...Un
momento apicale della trasmissione è stato quando si è accennato
all'esistenza di una lista di altri dodici vip della politica sospettati di
frequentare come Marrazzo i viados.Gli occhi di Santoro brillavano
luciferini quando scongiurava di non fare i nomi, per carità, non diciamo
niente ...ma era come se avesse l'acquolina in bocca e pregustasse il
piacere di sbatterli sul suo ring mediatico.. Non so quanta audience ha
avuto Anno Zero ma non c'è dubbio che ha contato molto sul voujerismo
presente in misura più o meno diversa da persona a persona e che in
definitiva ci fa tutti guardoni al momento opportuno e nelle circostanze
adatte.
La Serracchiani à stata, come al solito, sveglia, furba e di lingua
affilata e pronta. La sua tesi è quella del PD: Marrazzo ha sbagliato ma si
è dimesso, mentre Berlusconi no! I berluskones presenti in trasmissione
naturalmente hanno ribattuto che il loro Capo non ha fatto niente per cui
dimettersi e
la questione "morale"sembra in questo modo regolata.
Mi sono ricordato di una espulsione avvenuta ad Agrigento molto tempo fa.
Io ero giovanissimo e partecipavo al Congresso della federazione del PSI.
Finito il Congresso, il Questore venne ad avvertire il nostro segretario, un
genovese di nome Azzo Toni, che il dirigente socialista della Camera del
Lavoro era stato arrestato. Era stato sorpreso in un palco del cinema
della città ad
intrattenersi sessualmente con un ragazzo. Immediatamente si riunì il
Direttivo della federazione per decidere la espulsione del malcapitato dal
Partito per "indegnità politica e morale". Decisione subito assunta
all'unanimità. La notizia fu pubblicata dall'Avanti! l'indomani e si
provvide a sostituirlo da segretario della Camera del Lavoro dove
rappresentava i socialisti.
Ricordando questo provvedimento mi sono chiesto se le dimissioni di Piero
Marrazzo da Presidente della Regione Lazio siano sufficienti a mettere a
posto la questione di ordine morale. Non so se Marrazzo sia iscritto al PD,
ma nel caso fosse iscritto mi chiedo: può un militante del Partito
Democratico frequentare i sordidi e pericolosi ambienti della prostituzione
transessuale della città per anni ? La "morale" di un iscritto e per giunta
esponente autorevole del Partito non dovrebbe escludere comportamenti
inaccettabili per la comunità che amministra e per la sua stessa famiglia
esposta allo scandalo? Possibile che si debba accettare tutto in nome o
della "privacy" o della libertà sessuale o non so di che altro. Quale
messaggio trasmette alla società la notizia di cinquemila euro pagati per
una prestazione sessuale?
Il Comitato Direttivo della Federazione Socialista di Agrigento deliberò la
espulsione del suo esponente sindacalista. A distanza di tanti anni penso
che la decisione fu giusta. Un Partito deve essere severo con i suoi
iscritti ed assai di più con i suoi esponenti. La questione morale non può
essere limitata alla corruzione per denaro, per tangenti ma va estesa al
comportamento nel privato
che non può essere sottratto al giudizio dell'etica laica. Non ha dignità
chi sperpera il denaro nella coltivazione di vizi. Non discuto che si possa
avere una relazione
omosessuale o con un trans se questa è frutto di un sentimento di amore. Ma
qui si tratta della compravendita di prestazioni sessuali in un contesto di
degradazione e di disfacimento della politica che diventa mezzo per poter
praticare stili di vita goderecci e spendaccioni.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, October 31, 2009 4:37 PM
Subject: Attacco ai Centri Sociali
ATTACCO AI CENTRI SOCIALI
=========================
Ieri a Catania si è consumato un ennesimo attacco del Regime ai Centri
Sociali: forze di polizia in assetto antisommossa, all'alba, hanno
accerchiato il centro Experia del Quartiere San Cristoforo, una zona
popolare degradata e nota per la cronaca nera, nella quale il centro, da
diciassette anni, costituisce un punto di aggregazione, di cultura, di
speranza nel futuro, di elaborazione di progetti culturali e sociali, di
musica, sport, informatica......
Ieri sera abbiamo potuto vedere ed ascoltare in tv la gente del quartiere
che protestava energicamente contro lo sgombero realizzato dalla polizia con
la violenza di un luogo che è sempre stato il punto di riferimento
alternativo alla droga alla criminalità, al degrado civile per tanti,
tantissimi bambini di famiglie povere assistiti tutti con doposcuola ed
altre attività di socializzazione.
Da quando la destra è al potere in Italia tutti i Centri Sociali da Milano
a Torino a Palermo sono sotto attacco e vengono sgomberati con la forza
mentre i centri Pound vengono sostenuti ed aiutati ad insediarsi nei
quartieri e godono di sponsor importanti come Dell'Utri ed altri caporioni
del Pdl o della destra estrema.
I Centri Sociali nati all'inizio degli anni settanta nel corso di tutti
questi anni si sono rivelati una scelta
felice e benefica anche se non molto conosciuta, underground. Sono stati
punti di musica alternativa, di teatro, di cinema. Sono stati punti di
elaborazione di nuove forme di solidarietà e di affratellamento per migranti
e per tanti giovani isolati nelle spettrali periferie metropolitane. Hanno
dato una speranza con l'azione comune, con il sostegno alle lotte per la
casa e contro i licenziamenti. La loro funzione è stata enormemente positiva
anche se non è stata mai capita o condivisa dalla sinistra di governo e
parlamentare da sempre disattenta o fredda verso le forme di autogestione
comunitaria. In tutti i centri sociali ha un posto d'onore la biblioteca.
Tutti sono laboratori di idee e di progetto contro il disastro ecologico,
gli inceneritori, le privatizzazioni dell'acqua......
Spesso la loro iniziativa attiva ha urtato colossali interessi economici
come quelli legati agli impianti di incenerimento dei rifiuti spesso
sostenuti da lobby bipartisan e o dalla mafia.
Così come la sinistra radicale e politica è stata espulsa dal Parlamento
ad opera dei due massimi partiti che si sono accaparrati attraverso il
controllo massmediatico gran parte del consenso dell'elettorato, i centri
sociali debbono essere espulsi dai quartieri dove costituiscono un
rimprovero perenne a ciò che la sinistra di governo non è più da tempo
immemorabile dopo la chiusura delle sezioni e delle superstiti case del
popolo e la virtualizzazione con leaderismo esasperato.
Bisogna difendere i centri-sociali e partecipare alla rioccupazione dei loro
locali. Inoltre credo che sarebbe importante creare un archivio centrale di
documentazione delle loro attività e delle loro elaborazioni teoriche che
costituiscono novità utili per rinnovare l'idea del socialismo e del suo
rapporto con il popolo.
Pietro Ancona
http://www.youtube.com/watch?v=PDxY-SGJ99w
http://www.siciliainformazioni.com/articoloLight.zsp?id=64601
http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=1960
****
Da:
pietroancona@tin.it [mailto:pietroancona@tin.it]
Inviato: domenica 1 novembre 2009 8.27
A: Redazione Primapagina
Oggetto: D'Alema
Cara signora Di Gregorio,
le ricordo che D'Alema, per ingraziarsi gli americani, bombardò Belgrado, delitto che resterà indelebile nella storia d'Europa. Inquinò il Danubio e distrusse le fabbriche che davano lavoro e pane ai serbi.
Credo che dietro la sua candidatura ci sia un lavorio segreto che riguarda anche le riforme costituzionali. Non credo affatto che Letta e la banda di Berlusconi improvvisamente siano diventati
"buoni" fino al punto di appoggiare in nome della italianità la D'Alema
Purtroppo in Italia siamo tra la padella e la brace: il PDL ed il PD.
Auguri per la sua appassionata attività che meriterebbe una migliore causa.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: job@imgpress.it
Sent: Sunday, November 01, 2009 4:27 PM
Subject: Fw: Venti anni dopo: una foto vista sui giornali.
UNA FOTOGRAFIA VISTA SUI GIORNALI
Ho provato tristezza a vedere la foto dei tre grandi vecchi Gorbaciov,
Bush padre e Kohl. fotografati in occasione di una manifestazione a Berlino
per ricordare venti anni dalla demolizione del Muro. Con il Muro cadde
l'Unione Sovietica e si chiuse l'esperienza degli stati comunisti nel
mondo dal momento che non possiamo considerare comunista il regime che
controlla la Cina o la piccola satrapia della Corea del Nord. Non so quasi
niente del Vietnam e mi astengo da un giudizio.
Se fosse stata possibile la caduta del Muro senza lo scioglimento
dell'Unione Sovietica forse il mondo di oggi sarebbe migliore di quello che
è. La caduta del comunismo è dovuta in grandissima parte all'opera di
Gorbaciov e del suo vice Ministro degli Esteri Shevardnadze che, partiti con
un progetto di democratizzazione e di riforma si ritrovarono nelle mani
degli americani che li manipolarono e li strinsero in un vicolo cieco.
L'URSS era riformabile? Poteva evolvere verso forme di democrazia ?
La esistenza del blocco dei paesi comunisti riguardo l'equilibrio
mondiale era positiva. Spingeva anche l'altro blocco a dare il meglio di se
per la gente.
Le condizioni di alto welfare dell'Europa, i salari "adeguati" ad un decoro
che oggi non c'è più in tutto l'Occidente erano dovuti alla competizione,
alla gara tra i due modelli. La guerra fredda spingeva verso il bene non
solo dei popoli dei due blocchi ma anche del rapporto tra le due
superpotenze ed il resto del mondo.
Gorbaciov venne travolto dalle sue riforme: perestrojika e glasnost. Mise
in moto un processo che
ad un certo punto non riuscì più a controllare e che finì nelle mani di un
personaggio ambiguo ed inquietante :Boris Eltsin che, sotto il controllo
degli americani, regalò l'immenso patrimonio
industriale e minerario dell'URSS ad una banda di oligarchi molti dei quali
miliardari. Gli USA erano riusciti a mettere le mani attraverso un banchiere
poi emarginato da Putin sulle risorse energetiche. Ma la cosa davvero grave
che ridusse quasi sul lastrico la Russia fu il suo smembramento.
Diventarono stati indipendenti la Georgia, la Bielorussia, l'Ucraina che da
sempre erano parte integrante dell'URSS con quasi un milione di chilometri
quadri oggi utilizzati dagli USA come basi per minacciare da vicino la
Russia. Altri Stati furono creati artificialmente per circondare quello che
rimane dell'URS di una catena di possibili aggressori.
Dopo la fine ingloriosa dell'Unione Sovietica il mondo è precipitato in
un abisso di infelicità e di crudeltà. La Russia è popolata di mendicanti e
di miliardari e perde popolazione.Quasi dieci milioni di abitanti in meno
di venti anni fa. Con tutti i suoi difetti, l'URSS era un progetto, una
utopia realizzata che dava speranza, sicurezza e benessere, futuro. Gli USA
non sono un progetto. I loro ideali sono tutti pretesti per la dominazione
sul pianeta. Sono davvero l'impero del Male e della Guerra perenne.L'idea
di democrazia serve a massacrare i popoli dell'Afghanistan, dell'Iraq, del
Pakistan, della Somalia e la sua politica mondiale non è di pace ma di
accerchiamento e strangolamento della nazioni con culture diverse da quelle
del capitalismo imperialista. Gli USA hanno mille basi militari nel mondo.
Qual'è la loro funzione? Perchè tante basi in Germania ed Italia e nessuna
in Gran Bretagna? L'etnia anglosassone si sostituisce alla razza ariana di
Hitler? Le classi lavoratrici dell'Occidente, dopo la caduta del Muro, sono
ridotte in miseria e con salari di fame. In compenso i componenti dell'estambliscement
del capitalismo godono di redditi favolosi, inimmaginabili! Milioni di euro
o di dollari per managers che si distanziano dai lavoratori per migliaia di
volte. Uno scandalo insopportabile accettato senza battere ciglio dai
fautori dei "valori"occidentali. Il mondo dopo Muro è diventato violento,
atroce, ingiusto, criminale.
Pietro Ancona
http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&tl=it&u=http%3A%2F%2Fwww.prb.org%2FArticles%2F2002%2FRussiasDemographicDeclineContinues.aspx
..............................
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, November 09, 2009 7:55 PM
Subject: muro singolare e muri plurale
C'è muro e muro.... Grandi e commossi festeggiamenti per il ventesimo del
crollo del Muro di Berlino
mi auguro che altrettanta passione di libertà possiamo avere per chiedere la
caduta del Muro che tiene prigionieri i palestinesi e che ruba la loro
terra; il Muro che divide gli USA dal Messico; il muro che separa
il Marocco per circa tremila chilometri dall'Africa....
Ma forse i palestinesi i messicani e gli africani non meritano tanta
attenzione. Chi se ne frega di loro?
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, November 02, 2009 6:56 PM
Subject: Abolire ergastolo e 41 bis
Abolire ergastolo e 41 bis
Nel giro di pochi giorni i giornali ci hanno scodellato due tragedie: la
morte di Stefano Cucchi ed il suicidio in carcere di Diana Blefari Milazzi,
condannata all'ergastolo perchè coinvolta nell'omicidio del Prof. Marco
Biagi. Le due notizie sono giunte alla prima pagina dei massmedia con
difficoltà e solo per l'insistente denunzia dei familiari e su internet.
Ora è in corso una campagna di denigrazione dei due giovani che non possono
risorgere dalla tomba e smentire, correggere, zittire i manipolatori. Una
sofferenza psichica da sempre ignorata nel caso di Diana viene oggi
amplificata fino alla schizzofrenia ed alla tara ereditaria che però non è
valsa a farla dichiarare incompatibile con il carcere duro. Nel suo caso i
consulenti sono stati durissimi e forcaioli, mentre per altri detenuti sono
assai comprensivi come abbiamo visto nel caso di Licio Gelli ancora vivente
e ultranovantenne a suo tempo escluso dal carcere con una perizia che lo
definiva quasi moribondo e che si gode la sua favoloso villa o nel caso di
Tanzi e di tanti finanzieri che hanno rovinato decine di migliaia di
famiglie nessuno dei quali ha fatto più di qualche giorno di carcere. Oggi
tutta l'Italia ha potuto leggere che anche la madre di Diana è deceduta per
suicidio. Quasi a giustificare con la tara la fine della figlia. In quanto
al povero Stefano tutto l'estambliscement difende o l'arma dei carabinieri o
gli agenti penitenziari Si trovano patologi e clinici che si spingono
financo a dire che le lesioni del corpo di Stefano risalirebbero a prima del
suo arresto!! La pressione per ridurre ad evento naturale la morte per
gravissime lesioni è palpabile. Fare emergere la verità sulla morte di
Stefano sarà un parto faticosissimo: ci vorranno diversi forcipi e una dura
lotta.
L'Italia ha un triste primato di "suicidi" in carcere. Solo quest'anno
sono 62 e tutti riguardanti giovani detenuti. Le condizioni esistenziali nel
carcere sono diventate allucinanti per il sopraffollamento ma anche per
l'isolamento, l'emarginazione a cui sono soggetti i detenuti. In generale
si tratta di persone appartenenti alla popolazione povera in gran parte
immigrata spesso non in grado di permettersi avvocati e consulenti per
l'elevato costo dei loro servizi dopo la riforma del processo penale che ha
aumentato enormemente le parcelle da pagare. Nel carcere esistono vari
gironi di inferno ultimo dei quali il 41 bis riservato ai mafiosi ed ai
sovversivi. Il 41 bis è un trattamento che può spingere al suicidio. E' una
feroce vendetta dello Stato verso persone che certamente sono pericolose ma
che non dovrebbero essere private del diritto ad un trattamento umano e teso
alla rieducazione civile. L'ergastolo al quale era condannata la povera
Diana Blefari è una pena crudelissima, indecente, indegna di un paese
civile. Nel caso della nostra disgraziata suicida come nel caso dei giovani
detenuti per terrorismo si tratta di pena eccessiva, sproporzionata, frutto
di un accanimento ideologico e di carattere "esemplare" cioè didattico. Non
si capisce poi perchè i quattro poliziotti siano condannati soltanto a tre
anni e sei mesi di reclusione nel caso dell'omicidio di Federico Altrovandi
mentre viene comminato l'ergastolo a Diana Blefari Milazzi che, seppur
partecipando ad una inaccettabile esecuzione, è stata messa nelle condizioni
di impazzire nell'inferno del 41 bis inflittole per ben tre volte senza
ricevere attenzione ed aiuto da parte di tutti coloro che hanno gestito la
sua vita di detenuta. Ma centro-destra e centro-sinistra convergono in una
linea securitaria che, sfruttando le paure indotte nella opinione pubblica,
ha allentato il controllo e l'educazione alla civiltà ed alla democrazia dei
corpi dello Stato. Ogni volta che qualcuno resta stritolato negli ingranaggi
della "giustizia" la reazione pavloviana della Oligarchia è di difesa a
priori del sistema accompagnata di considerazioni e campagne di
criminalizzazione verso le vittime. La situazione delle carceri è diventata
esplosiva e viene contenuta da una repressione continua e forse da
comportamenti delle gestioni penitenziarie di cui non sappiamo nulla ma
delle quali abbiamo avuto un saggio per il G8 di Genova.
Bisognerebbe abolire il 41 bis e l'ergastolo e avere un programma per i
carcerati che non sia soltanto quello della promessa di nuovi stabilimenti
penali. Restituire alla pena la sua funzione di recupero nel rispetto dei
diritti del detenuto a cominciare dall'abolizione del tu con il quale questi
viene interpellato. Ma gli oligarchi del centro-destra e del centro-sinistra
sono distanti mille miglia dal cambiare registro. Vanno avanti nella linea
della repressione senza alcuna pietà verso chi sbaglia.
Pietro Ancona
http://www.ristretti.it/
http://www.cedost.it/news/Biagi/processo.htm
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: tg3net@rai.it
Sent: Monday, November 02, 2009 8:18 PM
Subject: per bianca berlinguer
Cara Direttrice Bianca berlinguer,
impaginare la vicenda della povera Diana dentro l'intervista alla vedova D'Antona
non è stato un esempio di grande correttezza e di umanità. E' stato uno
scoperto tentativo di aizzare odio anche verso chi ha pagato di persona il
suo errore che in ogni caso è stato di idealismo seppur ed inaccettabile.
Hai gridato praticamente: Non tenete conto delle sue ragioni perchè è
un'assassina! Brava! Complimenti!Dei quattro poliziotti che hanno massacrato
Altrovandi che mi dici? I tre anni ai quali sono stati condannati e che non
sconteranno sono confrontabili all'ergastolo ed al trattamento 41 bis che
ha fatto impazzire la Blefari?
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, November 04, 2009 10:30 AM
Subject: la Vandea italiana dopo la sentenza di
Strasburgo
LA VANDEA ITALIANA DOPO LA SENTENZA DI STRASBURGO
=================================================
I Palazzi dell'Oligarchia e l'intera batteria massmediatica del Paese si
sono scatenati in una furibonda contestazione della sentenza della Corte di
Giustizia Europea sulla esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche.
Il Giornale del Presidente del Consiglio si è spinto fino alla trivialità di
ingiuriare come ubriaconi i giudici di Strasburgo ed una vera e propria
vandea sovrastata da alte grida si è creata dopo l'allineamento del capo
della opposizione parlamentare alle critiche del governo italiano e degli
esponenti del clericalismo oscurantista come Buttiglione. Bersani si è
assunta la responsabilità di avallare un attacco ad una delle più delicate
ed importanti istituzioni giuridiche dell'Europa, non tenendo conto
dell'aiuto che avrebbe arrecato alla destra italiana nella sua campagna
contro i diritti garantiti ancora oggi assai di più dalla Unione Europea che
dalla legislazione italiana sempre più xenofoba, razzista e discriminatrice.
L'allineamento di quasi tutta la stampa e di tutta la televisione italiana
al linciaggio della Corte con centinaia di articoli infarciti di falsità e
retorica patriottarda ed identitaria deve fare riflettere sulla libertà di
informazione rivendicata ipocritamente da una recente manifestazione di
"mantenuti" del Governo che spende sette miliardi di euro l'anno proprio per
avere una stampa di regime.
La sentenza di Strasburgo non c'entra niente con la laicità e la paventata
deriva "laicista" dell'Europa.
C'entra molto, moltissimo con la tutela dei diritti della persona a cui non
può essere imposta un simbolo religioso in cui non si riconosce o perchè di
altra fede o perchè ateo. La sentenza è perfettamente coerente con il
Diritto italiano che in una recente sentenza della Cassazione favorevole al
giudice Luigi Tosti ha affermato lo stesso principio peraltro rispettoso
dell'art.8 della Costituzione che testualmente dice: "tutte le confessioni
religiose sono egualmente libere davanti alla legge". Soltanto se una legge
italiana modificasse la Costituzione tornando a fare della religione
cattolica la sola è unica religione di Stato sarebbe illegittima la sentenza
di Strasburgo. Ma lo stesso Vaticano, nel 1984, ha riconosciuto essere la
religione cattolica soltanto una delle confessioni religiose che lo Stato
ammette nel suo ordinamento.
In quanto al Crocifisso simbolo della identità nazionale bisogna osservare
che soltanto dal 1922 con leggi volute dal fascismo per recuperare il
consenso della Chiesa e dare un fondamento "spirituale" ad un regime
violento e totalitario è stato introdotto nelle scuole e poi negli uffici
pubblici per diventare infine espressione della religione di Stato con i
patti lateranensi del 1929. Fino ad allora lo Stato nato dal Risorgimento
aveva affidato l'identità italiana agli ideali che Cavour,Mazzini,Garibaldi
avevano posto a base dell'unificazione del Paese.
Nella storia millenaria d'Italia il Crocifisso non sempre ha avuto un
ruolo positivo e benefico. Migliaia di disgraziati come Giordano Bruno e le
vittime della Inquisizione sono state torturati e bruciati vivi con
l'assistenza di un monaco o di un prete muniti di un Crocifisso che veniva
mostrato ai condannati invitati alla conversione ed al pentimento per non
parlare dell'uso che se ne è fatto nelle conquiste coloniali e
nell'aggressione crociate ai popoli dell'Islam. Dalla dichiarazione di
Costantino che fece del cristianesimo instrumentum regni fino al tardissimo
settecento il Crocifisso è stato usato per sopprimere i "miscredenti".
Ricordo per tutti il martirio di Ipazia, grande filosofa e matematica
alessandrina, torturata, scorticata viva e poi squartata da ferocissimi
monaci. Negli Usa il KKK pianta enormi croci brucianti nei luoghi dove
massacrano i neri o i "diversi.
Certamente il cristianesimo nel corso della sua storia ha sviluppato anche
valori positivi specialmente di solidarietà.
Per questi i cattolici che sono davvero cristiani e non vogliono fare
violenza agli altri non condividono l'esposizione del crocifisso nei
pubblici uffici e non avallano la deriva sanfedista imposta da Benedetto XVI
e dalla Chiesa di Ruini e Bagnasco. Ma, si troveranno in difficoltà come
tutti i laici italiani dal momento che i Palazzi della politica ribadiscono
il diritto al monopolio cattolico mentre l'italia diventa multietnica.
La sentenza civilissima di Strasburgo in Italia ha sortito l'effetto
paradossale di allargare il fronte identitario, fondamentalista,
razzista. La sentenza sarà disattesa. Berlusconi non dichiara forse che se
i giudici lo dovessero condannare resterà al suo posto al governo? Perchè
dunque il Crocifisso non dovrebbe continuare ad essere esposto nelle scuole
e negli uffici pubblici? I giudici italiani sono rossi. Quelli europei
ubriaconi. La legge la fanno gli elettori scegliendo i loro governanti. Da
oggi questo modo di pensare si estende al PD che dichiara non di "buon
senso" la decisione dei giudici europei.
Pietro Ancona
http://tostiluigi.blogspot.com/2009/07/sentenza-n-284809-della-sesta-sezione.html
http://www.eurac.edu/NR/rdonlyres/1D1CA361-1CF8-4003-A96B-F5E0AEF9C2D4/13142/NotaCrocifissoCassazione.pdf
http://www.uaar.it/uaar/campagne/scrocifiggiamo/09.html
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----- Original Message
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, November 03, 2009 1:58 PM
Subject: : Congresso CGIL ,confederalità e categorialità
Caro Manifesto,
nell'articolo di Mario Sai "Congresso CGIL, per un'altra idea di
Confederalità" c'è un'affermazione che è una enorme menzogna. Si dice: "
....eppure è su questo tasto che il sindacato si batte da più di quindici
anni: I grandi accordi di concertazione e così pure i contratti di categoria
hanno dato centralità al recupero del potere di acquisto rispetto agli
andamenti inflattivi (!!!!), situazione che si presenta oggi più complicata
dopo l'accordo separato sulle regole contrattuali etc....".
Gli accordi di concertazione governo, padronato, sindacati firmati nel 1993
(per la CGIL Trentin)
hanno creato un meccanismo opposto a quello richiamato da Sai. Hanno
parametrato gli incrementi salariali al tasso di inflazione "programmato"
che notoriamente è un riferimento politico e finanziario che non supera mai
il 2 per cento. Questa parametrazione alla quale tuttora si riferiscono le
richieste di aumento salariale compresa quella della Fiom (mai più oltre i
100 euro spalmati nel tempo) nel corso di quindici anni ha impoverito i
lavoratori italiani facendoli precipitare in fondo alla scala dei salari
europei. Se oggi abbiamo salari miserrimi del quaranta per cento inferiori
a quelli europei lo dobbiamo ad un diabolico marchingegno per il quale
Trentin, dopo aver firmato gli accordi, rassegnò le dimissioni.
In quanto alla
confederalità e la nuova idea di confederalità di cui parla Sai è
esattamente il contrario di quanto hanno oggi bisogno i lavoratori. Aveva un
senso quando esisteva una progetto di unificazione Nord-Sud e di sostegno
dei redditi delle categorie svantaggiate. Per intenderci, la scelta
dell'EUR) Oggi c'è bisogno di più sindacato di categoria. E non venite a
dire che questa è l'idea di un sindacato corporativo!!
Pietro Ancona
Il Manifesto 1 novembre 2009
CONGRESSO CGIL, PER UN'ALTRA IDEA DI CONFEDERALITÀ
La Cgil più che di un congresso avrebbe bisogno di un suo Concilio Vaticano
Secondo, perché deve fare i conti - oltre che con le regole della democrazia
e le procedure dei contratti - con una crisi di orientamento del suo popolo.
Una struttura produttiva diffusa e disarticolata, come è quella del nostro
Paese, che sta affrontando la crisi in difensiva (basta guardare la caduta
degli investimenti fissi doppia rispetto a Germania e Francia) ha come
corrispettivo il radicarsi nelle relazioni industriali dell'idea che «siamo
tutti sulla stessa barca», che l'azienda, il territorio siano la dimensione
comunitaria alla quale anche i lavoratori devono abbrancarsi.
Se si sta tutti sulla stessa barca, è facile anche convincersi che «la barca
è piena» (così in tempi cupi il governo elvetico giustificava i
respingimenti degli ebrei in fuga dall'olocausto). «Prima gli italiani per i
servizi, la casa, il lavoro» è una parola d'ordine che ormai si sente anche
nelle assemblee operaie. La crescita di consenso tra i lavoratori dipendenti
alla destra, e segnatamente alla Lega, si spiega con un diffuso senso di
insicurezza (per le proprie condizioni di vita e lavoro, per il proprio
futuro e per quello dei figli, prima ancora che per la piccola criminalità).
C'è contemporaneamente una caduta della capacità del lavoro dipendente di
pensarsi come forza sociale autonoma con un proprio progetto di
trasformazione economica, di cambiamento sociale. Di più. È entrato ormai
nel senso comune che il lavoro, nei suoi contenuti culturali e
professionali, nella sua capacità di produrre valore, sia un aspetto
dell'autostima delle persone e non un elemento costitutivo del processo
produttivo e della mobilità sociale.
Periodicamente le statistiche internazionali ci informano che i salari
italiani sono i più bassi in Europa e tra i più bassi dei paesi Ocse e che
la loro perdita di potere d'acquisto è continua.
Eppure è su questo tasto che il sindacato batte da più di quindici anni. I
grandi accordi di concertazione e così pure i contratti di categoria hanno
dato centralità al recupero del potere d'acquisto rispetto agli andamenti
inflattivi, situazione che si presenta oggi più complicata dopo l'accordo
separato sulle regole contrattuali, come dimostra la scelta di
Federmeccanica di fare guerra aperta alla Fiom.
La rincorsa salari-inflazione è stata una sfida impossibile da vincere,
mentre si è perso di vista il profondo cambiamento nel riconoscimento dei
percorsi formativi e nelle competenze richieste dai processi di
riorganizzazione del lavoro indotti dalle nuove tecnologie, dal cambiamento
di ruolo della pubblica amministrazione, dallo sviluppo di nuove forme di
terziario, dalla dispersione territoriale, dalla precarietà.
Anche per questo si sono diffuse pratiche sindacali chiuse nella gabbia
dell'aziendalismo: dall'ancoraggio degli aumenti salariali ai risultati
d'impresa (e non ai contenuti professionali che sono richiesti
dall'organizzazione del lavoro in cui si opera) al ritorno a forme di
mutualismo, subendo così l'offensiva contro lo stato sociale e
l'universalità dei diritti.
Combattere questa deriva è una delle condizioni per superare le pesanti
conseguenze della crisi in atto a cominciare dalla disoccupazione.
Servono un progetto ed una pratica sindacale che abbiano al loro centro il
riconoscimento sociale ed economico del valore del lavoro; la contrattazione
delle sue trasformazioni, della sua organizzazione, della sua distribuzione.
Non sarà certo un pranzo di gala, ma uscire dalla crisi come prima solo un
po' più deboli e poveri vorrà dire più disoccupazione, più localismo, più
spinte corporative.
Per questo serve una nuova idea di confederalità - non come gerarchia tra
strutture - ma come progetto politico a cui partecipino con pari
responsabilità categorie e territori e che veda i delegati sindacali
protagonisti nei luoghi di lavoro. Il congresso della Cgil deve mettere in
luce le differenze che ci sono nel definire questo progetto (nei momenti
difficili bisogna cercare e cercare ancora), senza trasformarsi, però, in
una guerra di curia.
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, November 06, 2009 1:23 PM
Subject: Principato d'Italia
IL PRINCIPATO D'ITALIA
=====================
A volte mi capita di pensare alle tante somiglianze tra il ruolo che sta
avendo il PD in Italia e quello che a suo tempo ha avuto la DC di Frey in
Cile che in qualche modo, con la sua inerzia, assecondò
l'ascesa di Pinochet al potere isolando Salvatore Allende e contribuendo
alla caduta del suo governo. La decisione del PD di annunziare il rifiuto
di alleanze con la sinistra e la scelta dello sbarramento del 4% per
accedere al Parlamento compiuta assieme al centro destra sono stati segni
davvero allarmanti, davvero premonitori di una resa quasi senza condizioni
alla fatale involuzione.
Certo Berlusconi non è Pinochet e gli USA possono contare sulla fedeltà del
Parlamento italiano e le multinazionali mericane in Italia non corrono
rischi di nazionalizzazione: hanno piena libertà di venire, installare
aziende e poi magari chiuderle e trasferirsi in altro luogo, a loro più
conveniente, del pianeta. Ma il PD si sta predispondendo positivamente verso
le "riforme"costituzionali reclamate da Berlusconi al quale le norme attuali
stanno strette e vuole maggiori poteri decisionali. Da Craxi in poi il
decisionismo è diventata l'ossessione dei governanti che vorrebbero meno
impacci dal Parlamento e dalle istituzioni di controllo. La crescente
convergenza del PD con il centro destra è sollecitata dal Presidente della
Repubblica il quale pressa per la "coesione" tra le forze politiche , una
coesione che si traduce in adesione dell'opposizione alla linea della
maggioranza, una linea che si qualifica per le sue scelte settarie a
vantaggio dei ceti dominanti e della speculazione e che ha impoverito
enormemente i lavoratori. Ci avviamo verso una Repubblica dominata da un
Caudillo con poteri maggiori di quelli di Sarkozy. Questa convergenza sulle
riforme istituzionali è preceduta da una vera e propria unificazione dei
programmi a cominciare dalle privatizzazioni dei servizi locali. Il decreto
sull'acqua in discussione riscuote simpatie nella oligarchia del PD.
Stamane, mentre l'Unità denunzia in prima pagina "le mani" che si starebbero
allungando sull'acqua, un autorevole esponente del PD, Paolo Gentiloni già
ministro, dava un giudizio positivo sul decreto di privatizzazione che, come
sappiamo, farà aumentare vertiginosamente le bollette e sottrarrà alla
comunità il controllo di un bene essenziale e da sempre gestito senza fini
di lucro. Assieme alla privatizzazione dei servizi arriveranno migliaia di
amministratori, managers, consulenti che ne appesantiranno il costo senza
migliorarli come è avvenuto per quelle fin qui fatte come le ferrovie e le
poste. Anche sul piano sociale l'unificazione delle posizioni PD-PDL è già
avvenuta: Ichino, Letta o Treu non hanno posizioni diverse da quelle di
Cazzola e Sacconi tranne che per i passaggi attraverso i quali giungere al
risultato della massima precarietà dell'occupazione e dell'abolizione delle
garanzie contrattuali. Insieme demoliranno del tutto lo Statuto dei
Lavoratori contro il quale c'è una campagna assidua di demonizzazione.
Inoltre, in politica estera, mentre dappertutto i governi USA e della Nato
discutono il ritiro dall'Afghanistan, in Italia c'è una gara bipartisan a
chi è più bellicoso.
L'Italia intanto è diventata irriconoscibile rispetto il Paese civile,
prospero e democratico che è stato . Mentre viene alla luce una inquietante
trattativa Stato-Mafia, si discute della immensa quantità di cocaina che
viene consumata e che ci colloca ai primissimi posti in Europa. Un mercato
per miliardi di euro delle mafie che sono in grado di corrompere una
democrazia che non è in grado di combatterle o non ne ha alcuna voglia. Due
servizi fondamentali come la scuola e la sanità sono sottoposti ad una
torsione che li sta squalificando mentre crescono anche in questo campo le
gestioni private. Il mercato non esiste e le Autorità preposte al controllo
sono del tutto inutili ed i loro interventi spesso ridicoli, grotteschi e
controproducenti. I beni essenziali in servizi e merci sono quasi tutti a
prezzo imposto ai consumatori ridotti ad un gregge che viene munto e rimunto
in continuazione dai petrolieri, dagli assicuratori, dai farmacisti, dai
grossisti, da tutti.....
Le leggi diventano sempre più odiosamente discriminatorie mentre le
carceri registrano suicidi e si infliggono violenze provocate da trattamenti
di vera e propria barbarie coperti dalla lunga onda securitaria che ha
coinvolto quasi tutto il ceto politico. Ma i Mille Oligarchi vanno avanti
per la loro strada ed ogni occasione è buona per imprimere nuove stimmate
reazionarie al Paese come abbiamo visto per la sentenza europea sul
Crocifisso sfruttata per una aggressione a quel tanto di laicità e di
libertà che ancora abbiamo.
Entro questa legislatura il Paese sarà completamente cambiato. Berlusconi
lo aveva promesso: "rivolterò l'Italia come un calzino". Lo sta facendo con
l'aiuto di un estambliscement politico che lucra oltre cento miliardi di
euro l'anno e che ne fa lucrare altrettanti al sistema massmediatico ed al
management pubblico che viene imposto dappertutto con le privatizzazioni.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, November 08, 2009 5:56 PM
Subject: la rivoluzione d'ottobre ed il diciotto brumaio di Stalin
LA RIVOLUZIONE DI OTTOBRE ED IL 18 BRUMAIO DI STALIN
=================================================
Nel rivedere un po' di iconografia e di scritti sulla rivoluzione
d'ottobre mi ha molto colpito l'operazione di passivizzazione delle masse,
dei gruppi, delle comunità fatte dal regime comunista. I quadri, i manifesti
ci fanno vedere sempre Lenin che arringa dall'alto di un podio le masse
rivoluzionarie che ascoltano ed applaudono. Del grande, fortissimo gruppo
dirigente bolscevico non se ne sa nulla. Per saperne qualcosa bisogna fare
approfondite ricerche storiche attraverso fittissimi strati di storiografia
stalinista che ci impediscono di vederli come erano. Molti li vediamo
attraverso le ingiurie e la criminalizzazione dei processi intentati a loro
carico. Spesso per amore del socialismo si dichiaravano colpevoli!
La rivoluzione russa non fu opera soltanto dei comunisti ma anche di altre
forze politiche come i socialisti. I bolscevichi vinsero dapprima la
battaglia interna con i menscevichi e poi fecero fuori i socialisti. Famosa
la frase del soldato comunista pronunciata mentre c'era in corso una
discussione interminabile tra comunisti e socialisti: "la guardia è stanca"!
Spense la luce e costrinse tutti ad uscire mettendo fine all'Assemblea
Costituente ed aprendo la strada alla gestione militare della rivoluzione
da parte di Lenin e dei bolscevichi.
Attribuire l'Ottobre, cioè la rivoluzione contro il regime zarista soltanto
ai comunisti è sbagliato! Per lungo tempo i comunisti furono una minoranza,
o, come amava dire Lenin, una avanguardia. La rivoluzione cominciò
spontaneamente con il ritorno di milioni di soldati dal fronte, soldati che
non esitarono a fucilare gli aristocratici ufficiali che li comandavano
richiamati dalla voce della terra e delle famiglie che non vedevano da
anni..
I bolscevichi fecero fuori tutti i gruppi diversi dal loro e si piazzarono
alla guida militare della rivoluzione. Rivoluzione che durò parecchi anni
dal momento che tutte le potenze del capitalismo europeo fornivano armi,
uomini, aiuto e assistenza alle guardie bianche. Si può ben affermare che
mentre la rivoluzione francese fece la guerra all'europa inseminandola delle
sue idee egalitè, fraternitè, libertè la rivoluzione bolscevica fu costretta
ad agire dentro i confini della Russia. La guerra
capitalistica fu tanto dura e sanguinosa da lasciare le sue stimmate per
sempre sullo Stato comunista
che indurì moltissimo la cosidetta "dittatura del proletariato" e ridusse al
minimo gli spazi di libertà e di democrazia.
Dentro il gruppo dirigente bolscevico, dopo la morte di Lenin, Stalin si
sbarazza di tutto il gruppo dirigente a cominciare da Trotscki e stende
sull'URSS un lunghissimo 18 brumaio culminato nei processi del 1936. Quasi
tutto il gruppo dirigente comunista fu fucilato e con esso anche i membri
dei Comitati Centrali di tanti paesi europei. I fuoriusciti comunisti
italiani che scappavano dal fascismo e si rifugiavano in Russia venivano
imprigionati, isolati, uccisi perchè ritenuti portatori di infezioni
libertarie e "democraticistiche". Bastava dire che erano sospettati di
spionaggio per essere subito impiccati o fucilati.
La storia del comunismo dall'avvento alla morte di Stalin è dominata da un
progetto statalista controrivoluzionario, imperiale, dotato di una
sterminata ed immensa burocrazia dedita alla realizzazione di piani
quinquennali che tuttavia ebbero il merito di mettere l'Unione Sovietica in
grado di difendersi dall'attacco nazista. Noi conosciamo il comunismo
realizzato soltanto nella sua versione stalinista. Non sappiamo come e che
cosa sarebbe stato con la direzione democratica di tutto il gruppo
dirigente.
L'iconografia stalinista ci fa vedere quattro facce sovrapposte: Engels,
Marx, Lenin e Stalin. I cinesi vi aggiunsero Mao. Il culto della personalità
diventò parte importante del comunismo. Tuttora resiste anche nella
concezione dei partiti comunisti dell'occidente ed ha dato luogo a dittature
personali in tutto il mondo.
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: tg3net@rai.it
Sent: Monday, November 02, 2009 8:18 PM
Subject: per bianca berlinguer
Cara Direttrice Bianca berlinguer,
impaginare la vicenda della povera Diana dentro l'intervista alla vedova D'Antona
non è stato un esempio di grande correttezza e di umanità. E' stato uno
scoperto tentativo di aizzare odio anche verso chi ha pagato di persona il
suo errore che in ogni caso è stato di idealismo seppur ed inaccettabile.
Hai gridato praticamente: Non tenete conto delle sue ragioni perchè è
un'assassina! Brava! Complimenti!Dei quattro poliziotti che hanno massacrato
Altrovandi che mi dici? I tre anni ai quali sono stati condannati e che non
sconteranno sono confrontabili all'ergastolo ed al trattamento 41 bis che
ha fatto impazzire la Blefari?
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: tosti luigi
Sent: Tuesday, November 03, 2009 5:25 PM
Subject: sentenza
Il mio primo pensiero è stato per lei e per la sua lunghissima
battaglia-calvario nella quale ha retto con grande coraggio all'isolamento
ed all'ostracismo di tanti baciapile o ruffiani del clericalismo.
Oggi festeggiamo!
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, November 08, 2009 5:56 PM
Subject: la rivoluzione d'ottobre ed il diciotto brumaio di Stalin
LA RIVOLUZIONE DI OTTOBRE ED IL 18 BRUMAIO DI STALIN
=================================================
Nel rivedere un po' di iconografia e di scritti sulla rivoluzione
d'ottobre mi ha molto colpito l'operazione di passivizzazione delle masse,
dei gruppi, delle comunità fatte dal regime comunista. I quadri, i manifesti
ci fanno vedere sempre Lenin che arringa dall'alto di un podio le masse
rivoluzionarie che ascoltano ed applaudono. Del grande, fortissimo gruppo
dirigente bolscevico non se ne sa nulla. Per saperne qualcosa bisogna fare
approfondite ricerche storiche attraverso fittissimi strati di storiografia
stalinista che ci impediscono di vederli come erano. Molti li vediamo
attraverso le ingiurie e la criminalizzazione dei processi intentati a loro
carico. Spesso per amore del socialismo si dichiaravano colpevoli!
La rivoluzione russa non fu opera soltanto dei comunisti ma anche di altre
forze politiche come i socialisti. I bolscevichi vinsero dapprima la
battaglia interna con i menscevichi e poi fecero fuori i socialisti. Famosa
la frase del soldato comunista pronunciata mentre c'era in corso una
discussione interminabile tra comunisti e socialisti: "la guardia è stanca"!
Spense la luce e costrinse tutti ad uscire mettendo fine all'Assemblea
Costituente ed aprendo la strada alla gestione militare della rivoluzione
da parte di Lenin e dei bolscevichi.
Attribuire l'Ottobre, cioè la rivoluzione contro il regime zarista soltanto
ai comunisti è sbagliato! Per lungo tempo i comunisti furono una minoranza,
o, come amava dire Lenin, una avanguardia. La rivoluzione cominciò
spontaneamente con il ritorno di milioni di soldati dal fronte, soldati che
non esitarono a fucilare gli aristocratici ufficiali che li comandavano
richiamati dalla voce della terra e delle famiglie che non vedevano da
anni..
I bolscevichi fecero fuori tutti i gruppi diversi dal loro e si piazzarono
alla guida militare della rivoluzione. Rivoluzione che durò parecchi anni
dal momento che tutte le potenze del capitalismo europeo fornivano armi,
uomini, aiuto e assistenza alle guardie bianche. Si può ben affermare che
mentre la rivoluzione francese fece la guerra all'europa inseminandola delle
sue idee egalitè, fraternitè, libertè la rivoluzione bolscevica fu costretta
ad agire dentro i confini della Russia. La guerra
capitalistica fu tanto dura e sanguinosa da lasciare le sue stimmate per
sempre sullo Stato comunista
che indurì moltissimo la cosidetta "dittatura del proletariato" e ridusse al
minimo gli spazi di libertà e di democrazia.
Dentro il gruppo dirigente bolscevico, dopo la morte di Lenin, Stalin si
sbarazza di tutto il gruppo dirigente a cominciare da Trotscki e stende
sull'URSS un lunghissimo 18 brumaio culminato nei processi del 1936. Quasi
tutto il gruppo dirigente comunista fu fucilato e con esso anche i membri
dei Comitati Centrali di tanti paesi europei. I fuoriusciti comunisti
italiani che scappavano dal fascismo e si rifugiavano in Russia venivano
imprigionati, isolati, uccisi perchè ritenuti portatori di infezioni
libertarie e "democraticistiche". Bastava dire che erano sospettati di
spionaggio per essere subito impiccati o fucilati.
La storia del comunismo dall'avvento alla morte di Stalin è dominata da un
progetto statalista controrivoluzionario, imperiale, dotato di una
sterminata ed immensa burocrazia dedita alla realizzazione di piani
quinquennali che tuttavia ebbero il merito di mettere l'Unione Sovietica in
grado di difendersi dall'attacco nazista. Noi conosciamo il comunismo
realizzato soltanto nella sua versione stalinista. Non sappiamo come e che
cosa sarebbe stato con la direzione democratica di tutto il gruppo
dirigente.
L'iconografia stalinista ci fa vedere quattro facce sovrapposte: Engels,
Marx, Lenin e Stalin. I cinesi vi aggiunsero Mao. Il culto della personalità
diventò parte importante del comunismo. Tuttora resiste anche nella
concezione dei partiti comunisti dell'occidente ed ha dato luogo a dittature
personali in tutto il mondo.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, November 09, 2009 7:55 PM
Subject: muro singolare e muri plurale
C'è muro e muro.... Grandi e commossi festeggiamenti per il ventesimo del
crollo del Muro di Berlino
mi auguro che altrettanta passione di libertà possiamo avere per chiedere la
caduta del Muro che tiene prigionieri i palestinesi e che ruba la loro
terra; il Muro che divide gli USA dal Messico; il muro che separa
il Marocco per circa tremila chilometri dall'Africa....
Ma forse i palestinesi i messicani e gli africani non meritano tanta
attenzione. Chi se ne frega di loro?
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, November 10, 2009 10:25 AM
Subject: : il muro palestinese
La esistenza di muri assai più alti e spaventosi di quello di Berlino è
stata ricordata da un gruppo di palestinesi che ha tentato di abbattere
seppur simbolicamente l'interminabile mostruoso serpente di cemento alto
otto metri che li tiene prigionieri e continua a divorare la loro terra. Il
muro di Israele è alto otto metri e munito di fortificazioni, torri,
artiglieria, fossati. Non rispetta la linea verde che divideva la Palestina
da Israele ed era lunga 350 chilometri. A regime sarà lungo più di 700
chilometri
e renderà impossibile, assieme agli insediamenti colonici che hanno
reticolato i territori occupati, la costituzione di uno Stato palestinese
promessa da interminabili negoziati che durano da quaranta e più anni e
che non avranno mai fine e servono a coprire il genocidio. Il muro
innalzato da Israele è stato condannato dall'Onu ma tutti sappiamo che è
sostenuto dall'Impero e quindi resterà dov'è. Gli americani sono integrati
nella strategia di guerra israeliana che è la loro stessa strategia e
consiste nell'aggressione continua delle nazioni di cultura diversa da
quella capitalistica: l'iraq conquistato e devastato dalle scorrerie dei
marines e dei contractors, impiccato con Sadam Hussein il cui corpo è stato
oltraggiato prima e dopo la morte davanti alle telecamere di tutto il
pianeta; l'Afghanistan dove l'ineffabile Obama si accinge ad inviare altri
quarantamila soldati da aggiungere al numeroso esercito Usa e Nato
superarmato contro un popolo che ha soltanto rudimentali mine e kalaschikov;
il Pakistan oggetto di continui bombardamenti contro la popolazione civile
motivati dalla menzogna di AlQaeda che, se esiste, è una articolazione della
Cia. L'Iran è nei programmi di occupazione o di sterminio e si aspettano
soltanto tempi opportuni per distruggerlo con i suoi sessanta milioni di
abitanti.
L'Occidente che ieri ha fatto ricadere simbolicamente il Muro con la
ridicola messa in scena dei pannelli di plastica colorata si autocelebra in
nome della libertà. Un articolo del Corriere della Sera
parla di oltre un milione di morti causati dalle privatizzazioni del
capitalismo in tutta l'area degli Stati
comunisti ai quali bisogna aggiungere i morti dei territori occupati dalla
Nato in Oriente e tutte le brutture delle guerre che non ci sarebbero mai
state se il Muro e cioè se l'Unione Sovietica fosse rimasta in piedi. Ho
riletto ieri sera il discorso pronunziato da Honecker davanti al tribunale
di Berlino. La sua analisi è veritiera e convincente. Avevo dei pregiudizi
nei confronti di questo Presidente che litigò con Gorbaciov che io
sostenevo. I fischi che ieri si è preso Gorbaciov alla porta di Brandeburgo
sono ben meritati. L'Impero non ringrazia coloro che lo hanno favorito dal
momento che ritiene suo diritto essere padrone di tutto e di tutti.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
http://www.asca.it/new
MURO_BERLINO__PALESTINESI_CERCANO_DI_ABBATTERE_BARRIERA_CISGIORDANIA-873185-ORA-.html
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1126923.html
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=1182&dos=4&size=A
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Wednesday, November 11, 2009 10:02 AM
Subject: : Fanatismo religioso ?
FANATISMO RELIGIOSO?
=====================
Obama, nel discorso pronunziato in ricordo dei vittime di fort hood, ha
voluto attirare l'attenzione sul tema religioso sostenendo che nessuna
religione può giustificare un massacro. E' vero, anzi verissimo ma questa
banale verità viene detta dopo che la stampa e lo stesso governo avevano
attribuito al fanatismo fondamentalista islamico il gesto del maggiore
Hasan. La ossessiva specificazione fatta dai giornali americani della etnia
del maggiore ha rafforzato il clima di odio che in molti si sforzano di
tenere alto dall'11 settembre in poi.
Non è detto che la motivazione religiosa sia stata la più importante per il
maggiore Hasan. Può darsi che sia rimasto molto toccato dai racconti di
stragi e di feroci sevizie che ha sentito dai soldati che tornano dalle zone
di guerra malati, pazzi o mutilati. Avere appreso come l'Esercito si
comporta verso la popolazione civile afghana o irakena e dei massacri
quotidiani compiuti dagli squadroni della morte
può avere sconvolto la mente del maggiore e suscitato una terribile
insolubile contraddizione tra il suo ruolo nell'esercito USA ed il suo
sentimento di giustizia e di umanità.
Inoltre bisogna vedere in concreto che cosa è oggi l'Esercito degli USA. Ai
tanti film che descrivono
episodi di fascismo e di nonnismo di ufficiali americani nei confronti dei
loro soldati probabilmente bisognerebbe dare una importanza non solo
cinematografica Quale cultura prevale nell'Esercito? E' una cultura
democratica oppure è una cultura nazista? Sarebbe meglio se il Presidente
Obama avviasse una indagine approfondita e verificare quale e quanta
pressione arriva dagli alti gradi del Pentagono per schiacciare i
militari in un ruolo di disumani esecutori di ordini.
Moltissimi soldati e militari si rifugiano nella droga e negli
psicofarmaci. Non è escluso che lo stesso maggiore fosse sotto l'effetto di
potenti farmaci psichiatrici al momento della strage.
Possiamo chiederci perchè la droga è tanto diffusa nell'Esercito?
Fare della strage una occasione per rinfocolare la campagna contro l'Islam
insinuando che la religione spinge al terrorismo è davvero il peggio che
Obama possa fare.
Perchè non riflette sul fatto che il maggiore possa essere stato spinto
dallo sdegno verso il martirio di milioni di persone invase, bombardate,
seviziate dalle truppe statunitensi e dai contractors?
Perchè non la smette di agitare il baubau del terrorismo per giustificare
le atrocità delle guerre americane in corso? Bombardare villaggi e uccidere
migliaia di innocenti per catturare un solo "terrorista" è davvero
mostruoso!
Pietro Ancona
http://www.corriere.it/esteri/09_novembre_10/obama-funerali-vittime-fort-hood_339d630a-ce36-11de-9a32-00144f02aabc.sht
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: raitre.chetempochefa@rai.it
Cc: arab comint ; arab informa ; giornali
Sent: Wednesday, November 11, 2009 9:45 PM
Subject: squallida esibizione propagandistica contro l'Iran
Caro Fabio Fazio,
Caro Signor Saviano,
non mi aspettavo che vi prestaste ad uno squallidissimo spot
propagandistico contro l'Iran le cui elezioni sono state contestate su
istigazione USA e Mossad mentre Harzai che ha truffato a piene mani il voto
afghano viene lasciato in pace e lodato dall'Occidente. Se ci sono stati
morti
durante i tumulti di teheran addedbitateli alloo squalo Mousavi ed ai suoi
amici occidentali.
Avete messo in scena con particolari degni di Gomorra il martirio di Nada
che probabilmente non
è mai accaduto mentre le sofferenze di migliaia di bambini e bambine
palestinesi prigionieri a Gerusalemme non vi interessano. Ne vi hanno mai
interessato le sofferenze dei prigionieri di Guantanamo e delle tante altre
carceri USA. Non avete dato possibilità a nessun rappresentante del popolo
iraniano di intervenire nella dura, particolareggiata condanna che avete
emanato.
Sapevamo che il signor Saviano era stato in Israele e si era incontrato
con il presidente Perez ma ignoravamo che avrebbe recitato un monologo in
preparazione della guerra prossima ventura dell'occidente contro l'Iran che
sterminerà migliaia e migliaia di Nada, un monologo che eccita odio contro
il Presidente Ahmani Nied
La signora Clinton ha ammesso di avere fomentato la cosidetta rivoluzione
verde dei giovani iraniani.
Questa Rai TV che fa disinformazione e propaganda prebellica contro popoli
che non hanno mai fatto nulla di mare all'Italia è da chiudere.
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, November 12, 2009 3:00 PM
Subject: due strade per la CGIL
DUE STRADE PER LA CGIL
======================
Caro Dr.Polo,
sono stato dirigente della CGIL per moltissimi anni . La CGIL che io ricordo
con nostalgia e rispètto era quella di Luciano Lama, Mario Didò, Silvano
Verzelli, Rinaldo Scheda ed altri straordinari personaggi che la guidavano
e godevano della universale fiducia della quale vivono ancora di rendita
gli incolori epigoni diretti da Epifani e che presto saranno cancellati
del tutto dalla vista e dal sentimento dei lavoratori e della sinistra
italiana.
Lei ha scritto dell'irruzione dei vigilantes in una fabbrica presidiata
dagli operai ed ha avuto parole di sdegno e di condanna per loro. Avrebbe
dovuto sdegnarsi nei confronti del proprietario della azienda e della
società dei vigilantes e limitarsi a questi. I vigilantes sono stati
comandati a fare quello che hanno fatto e non per questo lei ha il diritto
di paragonarli ai killers della Pinkerton che rapivano i sindacalisti
americani e sparavano fucilate contro gli scioperanti protetti dagli
sceriffi della polizia. Anche se non avrebbero dovuto prestarsi hanno
obbedito ad ordini della loro direzione come obbediscono agli stessi ordini
quando vengono falciati dai mitra della criminalità e cadono in servizio
rimpianti soltanto dai loro colleghi e dalle loro famiglie. Guadagnano meno
di mille euro al giorno e, se vengono licenziati, è difficilissimo che
trovino altro lavoro. Non hanno leggi che li proteggano. Ogni anno qualcuno
di loro ci lascia la pelle ma nessun funerale di Stato li accompagna
sottoterra.
In quanto al Congresso della CGIL le due posizioni che si fronteggiano e
che lei ha ricondotto a livello della metafisica con l'astruso quanto
inconsistente discorso della rappresentazione del lavoro non sono affatto
diverse.
Le due mozioni rappresentano due cordate "interne" alla politica
consociativistica che dal 1993 e dai famigerati accordi firmati da Trentin
costringe entro i limiti fissati dalla Confindustria e dal Governo l'azione
rivendicativa. La stessa Fiom non si sottrae a questi limiti quando chiede
aumenti salariali che non vanno oltre il tasso di inflazione "programmato"
con impoverimento dei lavoratori. 100 euro mensili spalmati in tre anni !
Nessuna delle due mozioni vuole l'abrogazione del precariato e la fine della
privatizzazioni. Nessuno chiede più al padronato di scucire una lira! Si
chiedono solo spiccioli dalla detassazione allo Stato!Non si chiede il
Salario Minimo Garantito non si lotta all'aumento continuo dell'orario di
lavoro che in UE si vorrebbe a 63 ore settimanali.
L'agenda delle trattative sindacali è fissata dalla Confindustria o dal
Governo e tale resterà. La CGIL non cambierà politica verso Cisl,Uil e UGL
dal momento che se lo facesse sarebbe subito scomunicata dal PD che
controlla i suoi funzionari .
Infine non dimentichi che la CGIL ha alle spalle la memoria delle sue
glorie ma anche gli accordi Alitalia che hanno stravolto la condizione del
lavoro in Italia. La CGIL non romperà con Cisl e UIL ma seppur con molti
mal di pancia accetterà la leaderchip di Bonanni mentre emarginerà il
sindacalismo di base esattamente come il PD emargina la sinistra radicale.
Inoltre con gli enti bilaterali sta cambiando natura e collocazione. Gli
interessi economici congiunti con padronato e Cisl ed Uil ne alterano
profondamente il ruolo.Il ruolo dei servizi è diventato predominante. La
recente manifestazione a difesa dei diritti individuali è stato niente altro
che una operazione di marketing!
I lavoratori italiani hanno la disgrazia di dover portare sul groppone tre
confederazioni (quattro con la Polverini) che lavorano d'intesa con
Confindustria e Governo per spogliarli di tutto.... Ancora hanno qualcosa
ma Ichino, Cazzola, Letta, Treu, Bonanni fremono per denudarli al più
presto in nome della "modernità"!
Pietro Ancona
già segretario regionale cgil sicilia
http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2009/mese/11/articolo/1827/
****
Dopo il muro....fine della storia?
1. 14-11-2009 20:04
Credo che il mondo che abbiamo conosciuto dopo la caduta del muro ci dovrebbe allarmare dal momento che non viene tollerata alcuna civiltà diversa da quella capitalistica. Oggi Obama acclama la Cina perchè milioni di lavoratori schiavi hanno finanziato con un loro lavoro coatto il deficit usa dandole i mezzi per mantenere un apparato militare con il quale terrorizza il mondo intero. Una continua corsa ad aprire nuove basi militari dappertutto.
Per quanto il comunismo abbia fatto una brutta fine almeno nella sua versione stalinistica non è detto che non avesse assai di più e meglio del capitalismo e non è detto che morirà. La storia non è finita. Abbiamo tutto il ventunesimo secolo davanti. I rumeni che a milioni stanno in Italia a lavare il culo ai vecchi o altri lavori servili rimpiangono la sicurezza sociale che avevano garantita e che hanno barattato per un mondo in cui gli stessi americani se poveri possono crepare sul ciglio di una strada o per un ascesso dentario.
Non esiste nessun graund zero ideologico.
Il socialismo tornerà a vivere. Perchè è l'unico garante della dignità umana. Perchè la mercificazione dell'uomo operata dal liberismo non potrà reggere a lunga alla grande infelicità che provoca. Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: raitre.chetempochefa@rai.it
Cc: arab comint ; arab informa ; giornali
Sent: Wednesday, November 11, 2009 9:45 PM
Subject: squallida esibizione propagandistica contro l'Iran
Caro Fabio Fazio,
Caro Signor Saviano,
non mi aspettavo che vi prestaste ad uno squallidissimo spot
propagandistico contro l'Iran le cui elezioni sono state contestate su
istigazione USA e Mossad mentre Harzai che ha truffato a piene mani il voto
afghano viene lasciato in pace e lodato dall'Occidente. Se ci sono stati
morti
durante i tumulti di teheran addedbitateli alloo squalo Mousavi ed ai suoi
amici occidentali.
Avete messo in scena con particolari degni di Gomorra il martirio di Nada
che probabilmente non
è mai accaduto mentre le sofferenze di migliaia di bambini e bambine
palestinesi prigionieri a Gerusalemme non vi interessano. Ne vi hanno mai
interessato le sofferenze dei prigionieri di Guantanamo e delle tante altre
carceri USA. Non avete dato possibilità a nessun rappresentante del popolo
iraniano di intervenire nella dura, particolareggiata condanna che avete
emanato.
Sapevamo che il signor Saviano era stato in Israele e si era incontrato
con il presidente Perez ma ignoravamo che avrebbe recitato un monologo in
preparazione della guerra prossima ventura dell'occidente contro l'Iran che
sterminerà migliaia e migliaia di Nada, un monologo che eccita odio contro
il Presidente Ahmani Nied
La signora Clinton ha ammesso di avere fomentato la cosidetta rivoluzione
verde dei giovani iraniani.
Questa Rai TV che fa disinformazione e propaganda prebellica contro popoli
che non hanno mai fatto nulla di mare all'Italia è da chiudere.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietro ancona
To: Vincenzo Sena
Sent: Sunday, November 15, 2009 12:15 PM
Subject: la manifestazione della CGIL
La manifestazione della CGIL
=====================
Bella, bellissima, vibrante la manifestazione della CGIL ieri a Roma. Un
tentativo di arginare lo sgretolamento ulteriore della condizione dei
lavoratori, una denunzia forte, fortissima del lavoro perduto, non sempre
per ragioni obiettive, spesso per calcoli di speculazione di chi vuole
sempre di più, ancora di più rompendo con gli obblighi morali e civili
dell'impresa che la Costituzione carica di responsabilità sociali e che
all'art.41 così definisce il ruolo dell'imprenditore: " non può svolgersi
in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza,
alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i
controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa
essere indirizzata e coordinata ai fini sociali”. Naturalmente, a parte i
pochi imprenditori "illuminati" che hanno fatto di tutto per armonizzarsi
con
gli interessi dei lavoratori e del territorio, questa norma è del tutto
disattesa specialmente da quando siamo entrati nell'era della
globalizzazione che è anche quella della liberazione degli spirits animals
del capitalismo alla ricerca di profitti immediati che travolge anche
aziende sane, che producono e vendono bene, ma non abbastanza per i sogni
miliardari dei loro proprietari.
Il tono generale della manifestazione era dato dalla difesa
dell'occupazione e dalla critica del disinteresse del governo che realizza
il suo interventismo soltanto con gli ammortizzatori sociali e non con
politiche industriali e progetto di lungo periodo per la difesa del tessuto
economico del Paese.
Ma è destinata a fare la fine di quella del 20 ottobre "contro" il governo
Prodi. Non modificherà nè superficialmente nè profondamente la situazione
dal momento che dalla CGIL, dal comizio di Epifani, non vengono indicazioni
valide per la difesa del salario, della stabilità, del welfare, dei diritti.
Epifani ha agitato per l'ennesima volta lo spettro della crisi con "il
peggio deve ancora venire" raccolto stamane dai massmedia che ha l'effetto
di raggelare il sangue e di accorciare tutti gli obiettivi al livello di
quello della difesa del posto magari a qualsiasi condizione. Ha anche
proposto a Cisl ed UIL uno sciopero unitario comune per il fisco. A parte il
fatto che Cisl ed UIL sono profondamente integrati in una politica della
Confindustria e del Governo che è basata sulla demolizione delle tutele
giuridiche e sindacali per rendere sempre più "flessibile" e sempre più a
buon prezzo la merce lavoro, l'obiettivo di uno sciopero per il fisco che si
traduce in una detassazione delle tredicesime (si è ancora in tempo?)
porterebbe pochi spiccioli alle famiglie dei lavoratori dipendenti che non
recuperano niente di
quel dieci percento di ricchezza nazionale che è passato di mano in questi
ultimi anni a vantaggio della borghesia produttiva e delle professioni e
del ceto politico e manageriale delle privatizzazioni.
Insistere sulla politica unitaria con CISL ed UIL è suicida, é mettersi
nella condizione di subire il dictat di chi è oramai immerso in un processo
di istituzionalizzazione parastatale e paraindustriale del Sindacato.
Dall'unità sindacale possono venire soltanto danni ai lavoratori. Non siamo
più alla grande stagione delle lotte unitarie per le riforme degli anni
settanta guidate da Lama, Carniti e Benvenuto.
Almeno dal 1993 in poi le cose sono profondamente cambiate e la CGIL,
sebbene trattenuta e condizionata dalla sua generosa e combattiva base di
milioni di lavoratori e pensionati, è stata largamente coinvolta in una
gestione sindacale la cui agenda è sempre stata dettata dal padronato e dal
Governo e che ha prodotto vulnus e ferite profonde ai diritti ed alla
condizione sociale sempre più retrocessa verso una condizione addirittura
ottocentesca anteriore alla nascita del movimento operaio.
Ricordo per tutti i famigerati accordi di luglio con il governo Prodi e gli
accordi Alitalia che hanno rivoluzionato in senso deregolation addirittura
illegale il rapporto di lavoro.
La riorganizzazione del lavoro dipendente pubblico e privato non viene
adeguatamente negoziata se si accettano le privatizzazioni, le
esternalizzazioni, il ricorso alle agenzie interinali, alle cooperative ed a
tutti i marchingegni di elusione inventati dalla legge Sacconi-Maroni.
La manifestazione di ieri resterà una commovente testimonianza di una
volontà di lottare per il cambiamento ed il recupero della dignità operaia
perduta per il successo dell'ideologia dell'Impresa a cui tutto deve essere
sacrificato. La CGIL ascolterà le indicazioni del PD che spinge verso
l'accettazione dei contenuti dell'accordo separato e paralizza qualsiasi
tentativo di cambiare in meglio lo stato delle cose. Bersani parla di
centralità del lavoro ma la sua prima simbolica visita da Segretario è stata
per gli artigiani emiliani.
Sacconi, il Ministro pronube della "complicità padronato-imprese" ha
imputato alla CGIL di essere rimasta ancorata alle ideologie del Novecento.
Magari fosse vero!!!
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Vincenzo Sena
Sent: Saturday, November 21, 2009 6:30 PM
Subject: leonardo sciascia
L'Eredità di Leonardo Sciascia
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Vengono compiuti vari tentativi di annessione della memoria di Leonardo
Sciascia. I cattolici, con un articolo pubblicato dall'Avvenire di oggi, a
firma di Vincenzo Arnone,
descrivono Sciascia alla ricerca di una fede che in effetti non ebbe mai
tranne che nella Ragione; i radicali lo ricordano come membro del loro
gruppo parlamentare dove lo vollero nella Commissione Moro e come uomo di
punta in tante battaglie per "una giustizia giusta". In effetti Sciascia
trovava congeniale i radicali nei tanti versanti dei diritti civili negati o
calpestati, ma sono convinto che se ne sarebbe allontanato come a suo tempo
si allontanò dal PCI. Il suo sentimento di giustizia era troppo profondo
perchè continuasse un sodalizio con Pannella ed il suo Partito accettandone
tutte le politiche. Non credo che avrebbe condiviso la posizione dei
radicali per la spartizione della Jugoslavia e di acritico appoggio agli
israeliani nella loro opera genocida del popolo palestinese nè credo che
condividesse il liberismo radicale per cui i contratti di lavoro debbono
essere individuali e trattati soltanto tra datore di lavoro e lavoratore. Si
era allontanato dal PCI non condividendone la somiglianza di comportamenti
della DC. Il compromesso storico, la teoria che con il 51% non si possa e
non si debba governare, era quanto di più lontano potesse esserci dalla sua
cultura ed intelligenza razionalista che rifiutava collaborazionismi che
diventerebbero cappe di piombo e prigioni per
la società civile. I suoi libri sono popolati da figure di monaci e di preti
ma la fede nel cattolicesimo non c'entra per niente. Quando scrive di
Monsignor Ficarra "Dalla parte degli infedeli"parla di un Vescovo
originario di Canicattì e poi a Patti che nonostante il divieto di Pio XII e
le ingiunzioni mafiose del Cardinale Ruffini sposava in chiesa i comunisti e
non faceva da spalla alla DC nella sua diocesi. La figura dell'Abate Vella
viene disegnata come quella di un leggendario falsario che si era
improvvisato conoscitore della lingua araba fino al punto di inventarsi un
testo per fare saltare in aria i privilegi feudali o frate Diego La Mattina
che uccide l'Inquisitore che lo tiene prigioniero e pretende
la confessione della sua eresia. Tutti i personaggi religiosi di Sciascia
non c'entrano niente con la Fede
e tutta la sua opera ne è assai distante. In Todo Modo lo sfondo è
l'Istituzione Religiosa dove si consumano i delitti dei tre giorni di
esercizi spirituali tra politici, banchieri, industriali. Istituzione come
ricettacolo e sede del Potere e della sua malvagia logica di morte.
Venti anni dopo la sua morte, la realtà ha travalicato di molto la sua
visione pessimistica.
La democrazia si è mostrificata e l'Italia è diventata un paese di gran
lunga più incivile e malvagio di quanto non fosse durante la vita di
Sciascia. Morì poco dopo il crollo del muro di Berlino
che avrebbe salutato come fatto di liberazione e di libertà ma che, se fosse
vissuto fino ai nostri giorni,avrebbe analizzato anche come il via libera
ad una nuova fase di sfruttamento e di crudeltà sociali del capitalismo. In
Italia stanno diventando famigerate le prigioni dove i detenuti vengono
picchiati e molti di loro si uccidono. Ad oggi sono 65 dal primo gennaio di
quest'anno. L'Italia si è dato leggi razziste che differenziano le pene a
seconda del colore della pelle. Abbiamo un ministro
che incita ad essere "cattivi" verso gli immigrati ed i poveri. I senza casa
vengono schedati dalla polizia. I rom vengono allontanati dalle ruspe e
dagli incendi dei loro miseri accampamenti. I giovani italiani, a milioni,
vengono sfruttati con i mille sotterfugi della legge Biagi. Il Parlamento
serve soltanto per votare, senza discutere, i decreti predisposti dal
Padrone dello Stato che pretende per se di stare al disopra della Legge come
gli antichi Faraoni. I deputati ed i senatori sono diventati Oligarchi con
privilegi scandalosi.
Venti anni dopo la sua morte tutto è degenerato e la società italiana è in
avanzato stato di decomposizione. Si è realizzata nel peggiore dei modi la
società asociale della signora Tatcher.
Stamane, ho visto vicino casa mia una anziana signora frugare in un
cassonetto di immondezze per prendervi un vecchio e moscio broccolo
buttatovi dal fruttivendolo. Una signora vestita con decenza munita di un
borsone con carrello con il quale (presumo) si fa il giro dei cassonetti
della città.
I mostri nascosti alla vista nel mistero del Potere al quale il nostro
grande scrittore si è accostato tante volte
sono in parte usciti allo scoperto. Al suo laico civilissimo ragionare
oppongono la rozzezza brutale del "me ne frego" fascista. L'Italia di oggi
è distantissima dalla civiltà della Ragione di cui Leonardo Sciascia era
esponente. La Mafia è al potere.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, November 16, 2009 2:38 PM
Subject: La cattura del mafioso e l'impunità di Cosentino
LA CATTURA DEL MAFIOSO E L'IMPUNITA' DI COSENTINO
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La cattura del mafioso Raccuglia, latitante da quindici anni ,è stata
salutata da manifestazioni di giubilo dei poliziotti di Palermo e dei
giovani di Addio Pizzo che, proprio l'altro ieri, avevano fatto un
volantinaggio antiracket porta a porta nel quartiere di San Lorenzo
oppresso da una delle cosche più avide e sanguinarie della organizzazione
criminale. Anche il Ministro Alfano si è rallegrato ed ha annunziato di
infliggergli subito il carcere duro del 41 bis.
In generale, io sono contrario alla giustizia di piazza, ai cow boy che
preparano il nodo scorsoio ed adocchiano il ramo dove impiccare il
malcapitato. Ma trovo significativo ed importante che una parte della
società siciliana impegnata in una difficilissima azione di contrasto al
pizzo ed al dominio sociale della mafia esprima pubblicamente la sua
soddisfazione per la cattura di una delle più importanti espressioni della
piovra
che da sempre opprime la Sicilia e ne tarpa le ali. La mafia siciliana ha
subito e continua a subire durissimi colpi ad opera di una Magistratura di
prima linea, impegnata e competente, ricca di una esperienza che da Rocco
Chinnici ad Ingroa ha accumulato un sapere, una conoscenza che dà
continuamente i suoi frutti. Speriamo che questa Magistratura mantenga anche
in futuro i compiti di direzione e di coordinamento della polizia. In
qualche modo dobbiamo preoccuparci dei propositi del centro destra che
vorrebbe ridurne al minimo i poteri inquirenti sottraendole la polizia
giudiziaria.
Confermo la mia opposizione al 41 bis. Rendere terribilmente afflittiva la
pena a chi è già stato condannato all'ergastolo mi sembra una crudeltà
gratuita, una vendetta di Stato indegna di un Paese civile. Che il 41 bis,
poi, venga comminato da un Ministro e non dalla Magistratura mi inquieta.
Alfano annunzia castigo durissimo al catturato mentre propone percorsi
legislativi privilegiati per salvare dal giudizio dei tribunali il
Presidente del Consiglio e con lui tanti esponenti della ricchezza e del
privilegio. Non è contraddittorio? La giustizia non tollera squilibrio. Non
può essere durissima con la criminalità comune ed organizzata e benevola,
misericordiosa o complice dei potenti, degli oligarchi.
La società civile siciliana si libera con l'opera antimafia profonda dei
ragazzi antipizzo, delle associazioni antiraket, della costante azione di
tutte le scuole di ogni ordine e grado impegnate nella educazione delle
nuove generazioni ai precetti della Costituzione, alla legalità.... con una
trasparenza della pubblica amministrazione che siamo assai lontani dal
possedere.
La durezza del 41 bis ostentata dal Governo non compensa dei cedimenti
continui alle organizzazioni mafiose. Il Ministro Lunardo arrivò a
dichiarare la necessità di una convivenza con i mafiosi mentre pezzi dello
Stato si sono spinti fino ad una vera e propria trattativa durante la quale
morivano Falcone e Borsellino. I giudici napoletani chiedono l'arresto di un
membro del governo e questi resta imperterrito al suo posto pare
incoraggiato dal Presidente del Consiglio. Lo stesso Presidente della
Repubblica non ritiene di intervenire e di far sapere di non gradire un
sottosegretario sul quale pende una richiesta di arresto.
Come recepisce la popolazione campana il messaggio di Cosentino accusato
di essere uomo del clan dei casalesi che resta al suo posto financo con la
copertura del PD? I campani come i siciliani i calebresi i pugliesi sono
aperti nella loro stragrande maggioranza ad un profondo e duraturo impegno
contro la mafia.. Ma se questa continua ad essere un pezzo dello Stato è
difficile provocarne la estirpazione. Il suo ruolo di oppressione continuerà
fino a quando sarà parte integrante del sistema di potere, della democrazia
che condiziona e spesso possiede, di un sistema democratico composto da
da iperprivilegiati che vivono separati dalla popolazione nelle loro nicchie
di potere.
Pietro Ancona
http://cittanuovecorleone.blogspot.com/2009/11/palermo-volantinaggio-di-addiopizzo-nel.html
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=80189&sez=HOME_INITALIA
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, November 22, 2009 2:46 PM
Subject: la lotta di classe della borghesia imprenditora. obiettivo acqua!!
LA LOTTA DI CLASSE DELLA BORGHESIA IMPRENDITORA: OBIETTIVO ACQUA
=====================================================================
Allarmati per la reazione dell'opinione pubblica alla privatizzazione
dell'acqua imposta per decreto ad un Parlamento umiliato e con la testa
bassa, scendono in campo i grossi calibri della borghesia imprenditora
italiana per manipolare il dissenso, farlo diventare consenso, convincere
della bontà, della modernità o addirittura della futuribilità della gestione
privata dell'acqua. Gli oppositori alla privatizzazione vengono descritti
dai pennivendoli meno fantasiosi come quei personaggi danteschi con la testa
rivolta all'indietro e grandi lai si levano per lo spreco del trenta per
cento di preziosa acqua potabile a causa delle tubature "colabrodo"......
Il Dr.Franco De Benedetti, se non erro senatore PD, parla dei sostenitori
della gestione pubblica dell'acqua come dei nostalgici di un piccolo mondo
antico (la frase non mi è nuova) che forse non era tanto da rimpiangere (per
lui) e si sforza con singolari acrobazie verbali di definire l'acqua come un
bene non
pubblico.....perchè gli fa concorrenza l'acqua "minerale"!!!! Ignora il
piccolo particolare che l'acqua minerale viene "comprata" in alternativa al
consumo dell'acqua pubblica e che non succederebbe niente se le industrie
produttrici di acque minerali chiudessero improvvisamente o volessere
imporre prezzi esorbitanti dal momento che il consumo primario, essenziale,
dell'acqua verrebbe sempre assicurato dall'acquedotto municipale o
consortile. La deduzione del Senatore secondo la quale l'acqua non è
tecnicamente un bene pubblico è del tutto tirata per il collo ed
inattendibile.
Ma la lettera del Senatore è pubblicata in bella vista e con molto risalto
da " Repubblica" e suona
polemica e correttiva ad un articolo di Rumiz. C'è insomma una operazione
che tende all'allineamento
dell'informazione italiana sugli interessi delle multinazionali dell'acqua e
degli appetiti che nel mondo imprenditoriale italiano fallito sul piano
industriale e della innovazione tecnologica e di qualità che cerca e trova
agevolmente nel "pubblico" terreno di facili, facilissimi business. Che
cosa c'è di più facile che gestire un bene monopolistico come l'acqua, senza
mercato, senza concorrenza, imponendo i prezzi di vendita attraverso le
tariffe e riscuotendole con le bollette? La fallita imprenditoria italiana,
sconfitta dal mercato nonostante i salari da schiavi che corrisponde, da un
pezzo, attraverso le amicizie politiche del centro-destra ma anche del
centro-sinistra, spolpa i servizi pubblici italiani: telecomunicazioni,
poste, sanità, energia, ferrovia, scuola, servizi esternalizzati delle
Regioni e dei Comuni etcc...... Risultato di questo assalto furioso dei
pirana ai beni pubblici è un generalizzato scadimento dei servizi ed un
aumento delle tariffe per i consumatori. In compenso è aumentato il numero
di squali managers, amministratori delegati, consiglieri, consulenti che
succhiano come mignatte compensi da milioni di euro scaricate sul groppone
degli utenti.
Vi siete mai chiesti perchè non esiste un rapporto consuntivo delle
privatizzazioni realizzate in Italia?
Perchè non esiste un confronto tra il prima ed il dopo? L'Italia ha
conosciuto la sua fase di splendore economico e sociale per via della
nazionalizzazione dell'industria elettrica e del poderoso sistema delle
partecipazioni statali che ci mise in condizioni di rastrellare una enorme
quantità di brevetti e di essere
all'avanguardia in settori essenziali come la chimica, la siderurgia,
l'elettronica......
I nostri politici bipartisan che sostengono le privatizzazione (è una
scelta ideologica camuffata da empirici interessi pratici inesistenti)
dovrebbero avere l'onestà di parlarci della presenza dei privati nelle
gestioni di alcuni acquedotti italiani come quello di Arezzo. Ci parlino dei
patti parasociali che mettono i comuni nelle mani di studi legali che
riescono ad estorcere il pagamento di penali salatissime Ci spieghino anche
come il costo dell'acqua viene quintuplicato. A causa del peso crescente
delle bollette, non sappiamo quanti anziani sono stati spinti al suicidio
e quante famiglie gettate nella più cupa disperazione...
Infine, il controllo dell'acqua è un grosso problema politico. Gli antichi
re incas imponevano ai loro sudditi un accesso all'acqua graduato dal loro
livello gerarchico. La prima acqua spettava ai re e poi a scendere a
scendere fino agli schiavi ai quali arrivava sporca e nauseante. Dal momento
che il futuro che il liberismo immagina spunta sempre dal nostro passato
remoto (precontratto sociale) nei rapporti di lavoro come in quello dei
servizi non escludo che con la privatizzazione avremo diverse qualità di
acqua da erogare
a seconda delle possibilità economiche dei consumatori. Insomma perchè io
debbo bere la stessa acqua di Berlusconi o di De benedetti? Berrò l'acqua
che a seconda della tariffa che potrò pagare
dopo quella che viene chiamata remunerazione del "costo del capitale"
impiegato (sic!) che certamente non potrà che essere scadente. Non sembrino
esagerate o fantascientifiche queste previsioni!
Le proposte liberiste scaturiscono da fantasie non solo premoderne,
preindustriali, ma precivili da una regolazione feudale dei rapporti sociali
derivante dalla imposizione delle oligarchie dominanti.
Chi può escludere domani il taglio degli approvigionamenti idrici alle
periferie povere delle città come
gli israeliani fanno oggi con i palestinesi? Quando i ricchi si saranno
rinserrati dentro quartieri fortificati e chiusi al traffico pubblico perchè
il resto della città deve continuare a ricevere i loro stessi servizi?
Per questo invito tutte le persone che vogliono il mantenimento delle
basi comuni di civiltà per la società italiana di rafforzare gli acquedotti
pubblici versando volontariamente un aumento del dieci per cento delle
bollette per creare un capitale di salvaguardia di un bene che vale la pena
presidiare e salvaguardare dai voraci squali che girano in cerchio e
vogliono azzannarlo...
Difendiamo con orgoglio la gestione pubblica, la nostra gestione
comunitaria!
pietro ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Monday, November 23, 2009 9:17 PM
Subject: la proprietà è un diritto naturale, le tasse un furto
"la proprietà è un diritto naturale, le tasse un furto"
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Si è aperta a Pordenone una causa sul cosidetto sostituto di imposta. Un
imprenditore si rifiuta di continuare ad incassare per conto dello Stato le
tasse ed i contributi dei propri dipendenti sostenendo
che non vuole continuare a fare l'esattore peraltro gratuitamente.
L'imprenditore ha dato ai propri dipendenti una busta paga comprendente il
lordo: la paga più l'irpef ed i contributi previdenziali. La causa è stata
rinviata alla fine di gennaio 2010 ma l'obiettivo dell'imprenditore e del
movimento che lo sostiene (movimento libertario) è quello di provocare un
giudizio della Corte Costituzionale. Il Movimento, profondamente inserito
nella "cultura leghista" del territorio nel quale è nato ha per motto: "la
proprietà è un diritto naturale, le tasse sono un furto" una parola d'ordine
del tutto priva di verità e barbarica dal momento che tutti sappiamo che non
è affatto vero che la proprietà sia un diritto naturale e le tasse non sono
un furto ma il collante sociale di ogni comunità umana che cessa di essere
tale e cessa di esistere se privata del suo fondamentale strumento di
aggregazione e di finanziamento dei servizi. Siamo in presenza di una
estremizzazione del liberismo
che propugna una vera e propria estinzione dello Stato, l'anarchia degli
individui ed il loro rifiuto ad obbligazioni sociali di qualsiasi titolo. Il
ML esiste da un pezzo ma è stato portato alla ribalta dai radicali che
hanno spolverato la loro vecchia proposta di abolizione del sostituto di
imposta, uno dei venti referendum proposti nella fase bulimica del
referendismo pannelliano che portò ad un generale disgusto verso una
paranoica chiamata alle urne praticamente su tutto. Un modo come un altro
per affossare una istituzione che usata con saggezza potrebbe essere
sommamente utile alla democrazia italiana. Il nuovo Segretario dei radicali
Staderini, in una intervista al Giornale di Sicilia, ha sostenuto le ragioni
degli abolizionisti del sostituto di imposta richiamando, appunto, la
battaglia dei radicali fin dal
1994.
In effetti, la partita che si è aperta al tribunale di Pordenone va molto
al di là del sostituto di imposta ma investe appunto la legittimità delle
tasse, del diritto dello Stato a decidere e riscuotere imposte. Nella
ipotesi in verità assai improbabile che il giudice accetti di rinviare la
questione alla Corte Costituzionale e che questa deliberi positivamente
sulla richiesta dell'imprenditore ci troveremmo di fronte ad uno
scardinamento delle strutture dello Stato peggiore di un colpo di Stato o di
una rivoluzione reazionaria. Aveva ragione Gramsci a parlare del
sovversivismo delle classi dirigenti. Il tentativo di scrollarsi dalle
spalle ogni e qualsiasi legame ed obbligo fiscale da parte dei datori di
lavoro e dei proprietari mette le classi sociali a loro subalterne in una
situazione di disagio intollerabile. Se ad absurdum si abolisse il sostituto
d'imposta dubito molto, anzi, moltissimo, che i lavoratori riceverebbero
nelle loro buste paghe assieme al loro salario le tasse che in atto, salvo
conguaglio, il datore di lavoro corrisponde allo Stato ed i contributi che
corrisponde all'INPS. La truffaldina vocazione dell'imprenditoria italiana,
la sua rapacità sociale non rinuncerebbe al furto di quanto il lavoratore
oggi paga allo Stato o all'INPS per il welfare. Finirebbe con il trattenerli
per se. Nel caso che corrispondesse l'ammontare delle tasse non pagate
l'Italia si dovrebbe attrezzare ad una moltiplicazione non si sa per quanto
degli attuali sostituti d'imposta. Per una azienda di cinquemila dipendenti
ad un solo sostituto corrisponderebbe cinquemila contribuenti diretti.
Immaginatevi la Babilonia !!
Hanno sbagliato i Sindacati Confederali a strizzare l'occhio, a suo tempo,
alla proposta del padronato di detassare i salari. A cominciare dalla
tredicesima, dagli straordinari e dai premi di produzione. Questa miope
apertura. questa disponibilità imbelle non solo ha dirottato verso lo Stato
le legittime aspettative di aumenti retributivi ma ha sdoganato la
delicatissima questione della fiscalità. Nel magma
ribollente del NordEst razzista e asociale, la questione del sostituto
d'imposta irresponsabilmente sponsorizzata dai Radicali di Pannella, sta
diventando un grosso movimento di opinione che i leghisti in atto non
cavalcano perchè al governo. Ma non è detto che la situazione non precipiti
verso il peggio con migliaia e migliaia di aziende che non versano più le
tasse dei loro dipendenti.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Wednesday, November 25, 2009 4:16 PM
Subject: la pausa pranzo ed i bambini rom
La pausa pranzo ed i bambini rom
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Sentita la singolare e particolarissima proposta del Ministro Rotondi,
Ministro - si badi bene - all'attuazione del programma di governo (sic!) che
a me sembra una nicchia a suo tempo inventata per fare posto a qualcuno
rimasto a terra, in un primo momento ho pensato che si trattasse di un
tipico prodotto post-prandiale concepito dopo uno dei favolosi pasti che la
mensa di Montecitorio fornisce ai deputati a prezzo simbolico.
Ho pensato che il Ministro avesse ben pranzato in una tavola imbandita
da un gordon bleu chef e che si sentisse la testa leggermente appannata, un
piacevolissimo torpore indotto dalla bontà ed alta qualità dei piatti
degustati, uno stato di beatitudine aiutato dal un cognac francese e da un
magnifico sigaro.
A questo punto, ha pensato alle centinaia di migliaia di travet dei
Ministeri ed a tutte le lavoratrici ed i lavoratori italiani che, cessato il
pranzo, debbono tornare al lavoro. Renderanno? Non si sarà intanto abbassata
la loro produttività a causa dello stomaco pieno?
E se proponessimo di abolire la pausa pranzo offrendo in alternativa una
riduzione dell'orario quotidiano di lavoro?
In qualche modo ho pensato che la proposta del Ministro Rotondi
somigliasse straordinariamente alla domanda di Maria Antonietta : ma perchè
non mangiano brioches?" Lo stesso esprit, la stessa distanza
incommensurabile dalla gente.....
Ma forse mi sbaglio e non si tratta di una gaffe madornale. L'Italia è il
Paese in cui il potere è caduto nelle mani di gente che predica e pratica la
cattiveria sociale. Forse dietro la faccia ridanciana del Ministro c'è
qualcosa di più di una battuta di costume, di abitudini sociali, qualcosa di
chi vuole favorire le famiglie ad avere più tempo per loro. Penso che il
Ministro voglia semplicemente togliere
il diritto alla pausa, ad una sospensione seppur per pochi minuti del
lavoro. Naturalmente sa bene che nessuno può resistere otto ore senza cibo.
Entrerebbe in crisi glicemica ed il rendimento che il Ministro vorrebbe
innalzare si abbasserebbe. Quindi si mangerà con qualche sotterfugio
qualcosa dietro il bancone o la scrivania dal momento che mi pare difficile
che diventeremo tutti come gli anglosassoni che fanno pesanti colazioni al
mattino.
Semplicemente si mira a togliere un diritto ai lavoratori.
Lavoratori che, a differenza di quanto ritiene o finge di ritenere il
Ministro, non hanno soldi per consumare pasti talmente ricchi da stordirli.
Con quello che guadagnano da un pezzo hanno rinunziato alle tavole calde e
sono diventati quasi tutti consumatori obbligati di panini confezionati in
casa con una frittata di uova o mortadella e pizze da taglio. Non possono
permettersi di spendere più di quattro cinque euro a pasto dal momento
che con i loro stipendio debbono poter assicurare la colazione ai loro
bambini che vanno a scuola
o mettere un pò di benzina nel motore, comprare il cibo per la famiglia e
tutto il resto.
La classe lavoratrice italiana ha consumi alimentari dequalificati. E'
stata relativamente bene fino a quando un marchingegno mostruoso chiamato
concertazione non li ha inchiodati ad un parametro finto di inflazione. Fa
la spesa nel discount e non mangia più da un pezzo una bella bistecca di
manzo! Si deve accontentare qualche volta di tacchini e polli che hanno
sapore di plastica e che producono un brodo a volte acido e puzzolente!
Provate ad incontrare un metalmeccanico o un callcenterista in un bar. Non
si possono permettere un caffè espresso che costa all'incirca un euro e si
debbono accontentare delle macchinette aziendali. I consumi sono stati
ridotti all'osso e la qualità della vita del lavoratore dipendente è
diventata quasi umiliante!
Per finire questa riflessione senza incorrere nell'accusa di "guitto" che,
chissà perchè, il Ministro rivolge ai critici della sua proposta mi pare
che questa assomiglia a quella che i leghisti ed altra brava gente fanno
quando ritengono giusto rastrellare i bambini rom, schedarli e sottrarli
alle loro famiglie. "Lo facciamo per il loro bene! perchè non vivano nelle
immondezze dei campi e non chiedano l'elemosina !!!!
La pausa pranzo si fa per non fare appesantire i lavoratori, per non
costringerli a laboriose digestioni in ufficio o alla catena di montaggio!
Si fa per il loro bene!!
pietroancona@tin.it
http://www.dire.it/DIRE-POLITICO/lavoro_rotondi.php?c=26797&m=9&l=it
http://notizie.virgilio.it/politica/privilegi_dei_portaborse.html
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, November 19, 2009 3:59 PM
Subject: francis ford coppola ed i giovani italiani
FRANCIS FORD COPPOLA ED I GIOVANI ITALIANI
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Francis Coppola, il regista italo-americano ha detto alla "Stampa" parlando
dell'Italia:
«Non offre opportunità ai giovani. (Questo è vero, verissimo!!) In giro per
il mondo, persino in Messico o Guatemala, trovi ragazzi italiani che cercano
occasioni di lavoro. Per avere un futuro ci vogliono buoni genitori alle
spalle. I padri italiani, invece, sono come quelli dei miei film, vogliono
tutto per se stessi, i soldi, le ragazze, il centro dell’attenzione. Sono
addirittura capaci di rubare la fidanzata ai figli, come in “Tetro”». (E
questo non è assolutamente vero!)
Questa affermazione del famoso regista del "Padrino" e di "Apocalisse New" è
stata subito
legata dalla stampa di destra alla campagna aperta anni orsono dai liberisti
della Bocconi di Milano sul conflitto generazionale, sui padri che tolgono
spazio ai figli, sulle pensioni che mangiano le risorse che dovrebbero
essere destinate ai giovani. Insomma sulla contrapposizione genitori
privilegiati e protetti
contro figli precari, insicuri e senza rete.
La generalizzazione di Francis Coppola è del tutto campata in aria. Non è
vera in generale e, se ci avviciniamo di molto alla questione ed ingrandiamo
per vedere meglio, neppure in particolare. Le nuove generazioni italiane
sopravvivono alla crudele legge del lavoro imposta dal potere dei liberisti
soltanto perchè esiste una fortissima solidarietà parentale
intergenerazionale. Proprio il contrario dei figli divorati dai padri
evocati dal regista! Milioni di giovani con retribuzioni basse fino al
ridicolo sopravvivono con le integrazioni dei loro genitori o dei loro
nonni, due generazioni precedenti, al profondo e radicale sconvolgimento
introdotto dagli accordi concertativi del 1993, dalla destrutturazione del
contratto di lavoro in lavoro precario variamente denominato, dalla legge
sacconi-maroni e prima di questa dal cosidetto pacchetto Treu, dalla
alienazione della loro personalità. Il mercato manipolato dice loro: non mi
interessa se hai due lauree e sei musicologo, a me occorre un domestico!
Vieni a fare il domestico!!
La voracità cannibalesca dell'imprenditoria italiana contagiata anche allo
Stato è giunta financo ad andare oltre il contratto a tempo determinato. Non
gli basta più. Oggi è assai gettonato il rapporto di collaborazione, a
progetto, un fumus che, dietro l'autonomia della prestazione "professionale"
fasulla,
nasconde il disimpegno datoriale da ogni sia pur minimo welfare.
Le famiglie italiane hanno fatto di tutto per assicurare ai figli
l'avvenire migliore. Molti ragazze e ragazze si sono laureati con difficoltà
e sacrifici enormi dei genitori. Ma anche questa porta, questo passaggio ad
una condizione di relativa sicurezza sociale si è chiusa con i
ridimensionamenti imposti dalla privatizzazione dei servizi scolastici e
sanitari ed ora dalla privatizzazione dei servizi pubblici locali. Un
giovane professore può aspirare a guadagnare 5 euro l'ora in una struttura
scolastica privata! La modesta ma tranquilla posizione assicurata dal
concorso pubblico fino ad ieri non esiste più! Un acquedotto municipale a
gestione pubblica garantiva un decente stipendio ad un
biologo, un ingegnere, un ragioniere. La privatizzazione fa subentrare
stipendi e salari bassissimi, insufficienti per il mantenimento di una
famiglia, e naturalmente la precarizzazione...
Il Ministro Padoa Schioppa aveva definito i giovani italiani che fino ai
35 anni si trattengono ancora nella casa paterna "bamboccioni" imputando
loro mancanza di coraggio nell'affrontare la vita.
Ai giovani meridionali è stata imputata - in passato- la mancanza di
mobilità, il restare in casa per non trasferirsi al Nord dove ci sono le
opportunità. Ma come si fa ad andare al Nord quando l'affitto di una stanza
costa più di quanto si ricaverebbe da uno "stipendio"?
Insomma, Francis Coppola esprime un giudizio sbagliato. Non deve imputare
ai genitori la cattiva condizione economica e sociale dei figli ma chiedersi
quali siano le responsabilità del Governo e come si sia trasformato ed
involuto il sistema economico italiano che si è ridotto oramai a produrre
infelicità e non soltanto per i giovani ma per quanti non appartengono ai
gruppi sociali del privilegio.
Dovrebbe fare l'elogio ai genitori ed ai nonni per l'aiuto che danno nel
tenere a galla i loro figli e nipoti. Questi affonderebbero nel girone degli
schiavi se qualcuno non provvedesse a pagare l'assicurazione della loro
auto, le medicine e quanto serve ai loro bambini, le spese straordinarie che
non mancano mai. Cinque milioni di precari a vita non sarebbero
sopravvissuti senza l'aiuto delle loro famiglie. Precipiterebbero tutti
nella miseria più nera se venisse meno l'aiuto familiare. Ma questo ora è
diventato ancora più difficile per la prolungata erosione delle pensioni e
dei vecchi stipendi prodotta dal fisco, dal mercato sempre più
oligopolistico, dal costo dei servizi locali, dalla vita in città sempre più
cara....
Pietro Ancona
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/torino-film-festival/speciale/articolo/lstp/90902/
http://italia2013.wordpress.com/2009/09/30/quei-poveracci-dei-precari-italiani/
http://www.finanzautile.org/lavoro-in-forte-crescita-il-numero-dei-precari-in-maggioranza-sono-donne-del-mezzogiorno.htm
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: federazione@rdbcub.it
Sent: Friday, November 27, 2009 7:45 AM
Subject: lettera ad essere comunisti per il Congresso della CGIL
Cari compagni,
la CGIL va al congresso con due mozioni interne alla linea concertativa
dettata da Confindustria e PD. E' prigioniera della politica unitaria con
Cisl e Uil. La Fiom fa battaglie del tutto prive di contenuto dal momento
dal momento che ha dimensionato le sue richieste al tasso di inflazione
programmato. Avrebbe dovuto chiedere almeno trecento euro di aumento come
hanno fatto e ottenuto i bancari. Invece sta facendo una lotta inutile per
una ridicola differenza salariale.Una manciata di centesimi!
La mozione che appoggiate non affronta nessun problema fondamentale e non
propone niente di diverso da quella della maggioranza. Contribuite anche voi
ad ingannare. Chiede forse la mozione di minoranza l'abrogazione della legge
Biagi, la riforma delle pensioni abolendo gli ultimi accordi, aumenti
salariali, il Minimo Salariale Garantito, la lotta alle privatizzazione in
tutta la pubblica amministrazione e nelle municipalizzate, la riforma delle
leggi bassanini che penalizzano il sindacalismo di base, vincoli più cogenti
per il ruolo sociale delle imprese, una politica verso le multinazionali che
dia garanzie contro la devastazione di intere aree economiche che vengono
improvvisamente sgombrate dalle aziende e portate altrove e sopratutto una
seria riflessione sulla legislazione europea del lavoro che con l'entrata in
vigore del trattato di Lisbona diventa cogente ed è terribilmente
oppressiva?
Chiede forse soltanto due modalità di contratto di lavoro: a tempo
indeterminato per tutti e determinato soltanto per i lavori stagionali ed
eccezionali? No!
Prevede forse maggiori poteri per il Delegato alla Sicurezza contro la
mortalità spaventosa del lavoro?
Vi prestate ad accreditare tra i lavoratori l'idea di un Congresso nel
quale si possa ribaltare la linea della maggioranza. Non è così. La mozione
che appoggiate è il documento di una cordata di potere interno che si
contrappone ad altra cordata. Entrambe hanno riferimento nel PD. Per
intenderci:
Ichino, Letta,Treu.....
Cari saluti.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: radicalsocialisti
Sent: Saturday, November 28, 2009 9:28 AM
Subject: Opinioni sulla Federazione di Sinistra
La Federazione della Sinistra nasce per la spinta di due fattori: il
fallimento della politica mediatrice del PD che ha finito con l'essere di
mero sostegno della Confindustria e della sua azione di disarticolazione del
diritto del lavoro e di impoverimento dei lavoratori e della esperienza di
governo
della sinistra una catastrofe politica alla quale abbiamo assistito nella
situazione allucinante di
una capitolazione alle pretese di Prodi di punti essenziali del programma
concordato mentre tutta la batteria massmediatica assordava con accuse di
radicalismo e pretese inesistenti.
Durante il Governo Prodi fu stipulata una intesa con i Sindacati
Confederali di grave nocumento per i lavoratori in materia di precariato e
pensioni. Con l'accordo del 13 luglio 2007 in particolare fu sostituito il
cosidetto "scalone" con scalini nella logica "se non è zuppa è pan bagnato"
che per molti pensionandi si è rivelato addirittura peggiorativo della legge
Maroni. Con questo accordo non ci saranno mai più pensioni decenti.
La manifestazione del 20 ottobre 2007 promossa dal "Manifesto" e da
"Liberazione" fu un grande momento di partecipazione e di speranza. Fu,
dapprima devirilizzata dalle assicurazioni ripetute in pellegrinaggi dei
suoi promotori al Governo che non sarebbe stata "contro" e poi ignorata
e subito cancellata mentre Bertinotti dall'alto dello scranno di
Montecitorio annunziava la teoria della "riduzione del danno", cioè dello
stare al governo per non fare niente di nuovo e di favorevole per i
lavoratori ma soltanto di evitare peggioramenti del loro status.
In Italia è in corso da un pezzo uno smottamento a destra delle forze
politiche. Anche quelle forze
che ritennero di staccarsi dal PD e costituirono con il gruppo bertinottiano
" socialismo e libertà " hanno "moderato" notevolmente le loro posizioni.
Penso che in parte saranno risucchiate dal PD.
La Federazione della Sinistra sarebbe oggi assai più forte e convincente,
potrebbe fare massa critica
capace di attivare il processo contrario di smottamento a sinistra, se
rifondazione comunista non avesse subito, sempre a causa della sua relazione
con il centro-sinistra, due scissioni: la prima che ha dato vita al gruppo
del PDCI e la seconda capeggiata da Vendola e Bertinotti. Entrambe non sono
state originate da una valutazione obiettiva degli interessi di "classe" da
difendere ma da una rovinosa lite interna per la leadership prima da
Cossutta e Bertinotti e poi tra lo stesso Bertinotti sostenitore di Vendola
e Ferrero. Il malanimo, i rancori, le diffidenze, la disistima tra i gruppi
dirigenti che fanno capo ai due partiti impregnano ancora e deprimono
l'atmosfera della Costituente della Federazione ma sono bilanciati da un
sincero sforzo di buona volontà e dalla necessità di fare qualcosa per un
soccombere ed essere cancellati dalla storia.
il manifesto del movimento parte dalla dichiarazione di anticapitalismo
ed antipatriarcato che dovrà essere sviluppata e specificata in punti
concreti riguardanti il salario,la precarietà,le privatizzazioni, le riforme
politiche, la pace.
Se è vera l'analisi della crisi a causa dei bassi salari bisogna avere il
coraggio di proporre una linea di immediato recupero generalizzato anche in
conflitto con il collaborazionismo subalterno delle Confederazioni
Sindacali.
La Federazione della Sinistra è l'unico luogo "politico" di sinistra
rimasto in Italia a parte i gruppuscoli che purtroppo disperdono una parte
bella e significativa della militanza comunista e socialista. Potrebbe
diventare qualcosa di importante e decisivo come la Linke tedesca.
Il ciclo della colonizzazione liberista della sinistra si è chiuso dal
momento che una parte stessa del capitalismo si rende conto del disastro
sociale culturale umano delle ricette della Thatcher e di Reagan e capisce
che, restando fermi i salari e le pensioni, non ci sarà più sviluppo ma una
mefitica stagnazione della società e quasi certamente la regressione del
sistema ed il suo imbarbarimento.
Andare avanti succhiando il sangue a cinque milioni di precari sottopagati
e cinque milioni di immigrati porta all'inferno. La democrazia non può
reggere a lungo con dieci milioni di persone in sofferenza fino alla
denutrizione ed altri dieci milioni con salari al limite della
sopravvivenza.
Il conflitto sociale che si sta sviluppando per l'occupazione deve essere
esteso alla questione del precariato e del salario. I salari debbono essere
aumentati assai di più degli spiccioli richiesti dai sindacati confederali.
la critica nei confronti della CGIL deve essere assai più dura dal momento
che si accinge a fare un Congresso dentro i limiti tracciati dagli uomini
del PD, i limiti imposti dalla Confindustria. Un Congresso nel quale
precariato, bassi salari, pensioni miserime, privatizzazioni, non vengono
messi in discussione in nome di una prospettiva di sviluppo del Paese
inesistente.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, November 29, 2009 10:24 AM
Subject: ATTACCO AGLI INVALIDI E SOLDI AI "POLITICI"
ATTACCO AGLI INVALIDI E SOLDI AI "POLITICI"
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Centomila verifiche INPS per le pensioni di invalidità e aumento delle
spese giudiziarie sono previste dalla Finanziaria presentata dal Governo. Si
parla di centomila verifiche per gli assegni di invalidità civile. Trattasi
di operazione che mira alla revoca di pensioni assegnate in ragioni di
patologie congiunte allo svantaggio socio-economico dei titolari. Il reddito
non può superare i 4.300 euro all'anno tranne che per i ciechi. La
prestazione mensile media è di 255 euro.
Il governo, nel silenzio osceno delle Confederazioni Sindacali, anzicchè
proporre l'aumento di
prestazioni miserrime e dei redditi ammissibili propone uno screaming con
l'obiettivo di raggranellare cinquanta milioni di euro. Facendo i conti si
tratterà di un taglio per via amministrativa di una fetta di beneficiari dal
momento che non è difficile giocare sull'accertamento amministrativo. In
atto la concessione ed il mantenimento di un assegno di invalidità civile è
regolato da una normativa che non abbisogna di controlli a tappeto. Ogni
invalido deve presentare entro novembre di ogni anno una autocertificazione
della persistenza del proprio stato di salute pena la decadenza dal
beneficio. Se il governo si propone di ricavare dall'inchiesta una
considerevole somma di denaro i casi sono due: o molte pensioni in
erogazione non sono dovute oppure vuole dare una interpretazione ancora più
restrittiva dei requisiti posseduti. Propendo per questa seconda ipotesi.
La Finanziaria propone l'aumento delle spese giudiziarie. Questo avrà
effetto negativo sulla sorte
di tantissimi carcerati sprovvisti di mezzi che dovranno alla presentazione
di istanze per il costo abnorme delle "carte bollate".
Insomma, la condizione dei più deboli diventa sempre più difficile.
Naturalmente nella Finanziaria non viene proposta alcuna riduzione degli
assurdi e scandalosi stipendi
di tutti i "politici" italiani a cominciare dai consiglieri di
circoscrizione fino ai senatori ed ai garanti delle varie autorità davvero
costosissimi. Nessuna riduzione al finanziamenti di giornali di partito e
non che spesso disonorano la libertà di stampa e di informazione; nessuna
riduzione dei contributi ai Partiti che allestiscono lussuosissime
manifestazioni congressuali e feste varie. Un silenzio omertoso grava su
tutta questa materia e, nelle segrete stanze, si tratta e ci si mette
d'accordo per ulteriori fette di reddito nazionale da destinare alla
"politica". Tutti partecipano e trattano, anche i finti puritani, che
strillano contro la partitocrazia ma si fanno finanziare una Radio e
affondano le mani nella cornucopia inesauribile per loro, ma avarisssima per
i poveri e per i lavoratori.
Gli ammortizzatori sociali dei quali il governo mena vanto pur avendoli
ereditati sono i più miseri d'Europa e commissurati a salari di fame. La
loro durata è una delle più basse.
Naturalmente degli stipendi degli amministratori pubblici e dei managers
che costituiscono una vera e propria provocazione alla guerra civile non
solo non se ne parla ma con la privatizzazione obbligatoria dei servizi
locali è in arrivo un'orda di sottopancia o di politici da riciclare che
stringeranno ancora di più il nodo scorsoio al collo dei cittadini
contribuenti e consumatori.
E' inoltre facile prevedere un aumento dei costi per la salute con
restrizioni e moltiplicazioni di tiket per lo spezzettamento delle
prestazioni che vanno "contribuite" durante tutto il loro iter e non per
patologia.
Pietro Ancona
http://www.inps.it/newportal/default.aspx?ItemDir=4774
http://www.terzaeta.com/serv/sal_e_sani/inval_civile.html
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: comitatopalestinabologna@gmail.com
Sent: Wednesday, December 02, 2009 7:40 PM
Subject: l'elmetto di Obama
OBAMA METTE L'ELMETTO
Fa impressione e paura lo spettacolo del Presidente degli USA, la nazione che si proclama custode della libertà e della democrazia, annunziare, non al Congresso ma ad una platea di militari plaudenti della famosa accademia di West Point, l'invio di altri trentamila soldati in Afghanistan. Mi ha ricordato Cesare che parla alle sue legioni ignorando e disprezzando il Senato. Fa anche impressione la naturalezza con la quale la notizia viene accolta in tutto l'Occidente anche dai più riottosi ad inviare nuovi militari come la Francia e la Germania e da chi si dichiara subito disponibile a contribuire all'armata come il pavido cinico e cortigiano Governo italiano. Le anime belle della "sinistra" che, dopo Berlinguer, si sentono al sicuro sotto l'ombrello Nato, magari troveranno in questa decisione di rinfocolamento della guerra una via con la quale il loro Obama che adorano troverà la pace!!! Il Congresso USA si limiterà a prendere atto della decisione presidenziale ed a riguardare la questione sotto l'aspetto finanziario. Occorrono trenta miliardi di dollari per il 2010, ma questo non è un problema per il paese che fornisce la moneta delle transazioni internazionali. Inoltre potrà vendere alla Cina o ad altri i suoi Buoni del Tesoro ed accrescere a dismisura il suo indebitamento estero che cresce assieme alla espansione delle sue basi militari e delle sue armate navali che si pavoneggiano in tutti i mari ed oceani del mondo. Non esistono motivazioni accettabili per questa decisione di Obama o piuttosto dei suoi militari e delle multinazionali delle armi. In Afghanistan sono presenti attualmente 68 mila soldati americani e 40 mila soldati Nato. Non sappiamo quanti ma certamente sono moltissimi i contractors con funzioni di killeraggio. Non sappiamo quanti civili con funzioni di spionaggio. Una massa militare e paramilitare enorme contro una popolazione armata soltanto di mine rudimentali e vecchi fucili kalascikov. Otto anni di stragi che hanno prodotto centinaia di migliaia di morti e non si sa quante diecine di migliaia di mutilati, intossicati, malati e tutto il terribile corteo di sventure e di malattie che accompagna sempre la guerra. Milioni di sfollati vagano come pazzi da un posto all'altro inseguiti dai bombardamenti. La ricerca di BinLaden e dei covi di AlQaeda non sembra abbia dato risultati nonostante il supertecnologico apparato di aerei e di mezzi. Magari perchè Bin Laden non esiste ed AlQaeda ed il terrorismo sono soltanto una invenzione degli invasori. I talebani sono patrioti che si battono contro un nemico invasore ed il suo giuda corrotto insediato al governo con brogli universalmente riconosciuti da che non costituiscono remora agli ipocriti cavalieri dei "diritti umani" e della democrazia pronti a fare incendiare l'Iran per una presunta questione di falsi elettorali. Dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi gli USA sono sempre stati in guerra con qualcuno. Non riescono a stare in pace con nessuno tranne con coloro che si omologono completamente al loro stile di vita o subiscono le loro prepotenze economiche. Sono un pericolo per l'umanità dal momento che non riescono a fermarsi ed a essere una forza di giustizia e di pace mondiale. Tutti i loro piani sono di destabilizzazione delle culture diverse da quella americana. Fomentano il mondo contro la Cina per staccare da questa il Tibet. Hanno avvelenato le Olimpiadi con una massiccia campagna propagandistica a favore del Dalai Lama. Sono riusciti con la tecnica delle "rivoluzioni colorate" a creare situazioni di provocazione attorno alla Russia ed a criminalizzare i regimi dove non sono riusciti nel loro scopo. Mi auguro la rinascita del movimento per la pace, qualcosa che ci possa cancellare da dosso agli occhi dei popoli aggrediti l'immagine di assassini a sangue freddo, di massacratori. Se non succederà niente, se non ci saranno manifestazioni e proteste contro la Guerra, saremo tutti complici di Obama e dei suoi generali nazisti e criminali.
pietro ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, December 06, 2009 3:52 PM
Subject: Nel tritacarne USA
Nel tritacarne USA
La condanna di Amanda Knox per l'omicidio della ventunenne studentessa
inglese Meredith Kercker è stata accolta negli USA da un'opinione pubblica
ostile aizzata da tutti i massmedia che ne hanno fatto un atto di accusa
contro il sistema giudiziario italiano "corrotto" ed in generale contro
l'Italia in quanto tale. Il potere americano non tollera che un suo
cittadino, un membro dell'Impero,
venga giudicato e condannato da altri. I suoi militari per i crimini
commessi non possono essere
sottoposti ai loro giudici naturali. Nel caso del folle assassinio di venti
cittadini sulla funivia del Cermis ad opera dei piloti forse drogati forse
in vena di divertirsi a spese degli "indigeni" decollati da Aviano gli Usa
non hanno permesso che si facesse giustizia e non hanno fatto giustizia. Il
Congresso dopo aver stanziato 40 milioni di dollari per il risarcimento
delle vittime si è rimangiato l'impegno ed ha costretto il Parlamento
italiano a fare una legge apposita per tacitare le famiglie delle vittime.
Nel caso del grave ferimento della nostra giornalista Giuliana Sgreena e
dell'assassinio di Calipari in quello che è sembrato a tutti un vero e
proprio agguato non solo il marines che ha sparato non è stato punito ma è
venuto a pavoneggiarsi in Italia ed a bacchettare la giornalista che,
anzicchè starsene a casa sua era andata in Iraq a metterlo nei guai. Una
giornalista comunista ed antiamericana! Un famoso editorialista del New
York Times ha accusato la giustizia italiana di essere simile a coloro che
condannarono Giovanna D'Arco e l'Italia di essere un paese feudale, barbaro,
incivile.
Le critiche sono particolarmente pesanti dal momento che la condanna di
Amanda è stata pronunziata da una giuria popolare che rappresenta il popolo
italiano e non solo la Magistratura.
La scelta dell'on.le Giulia Bongiorno, Presidente della Commissione
Giustizia della Camera dei Deputati, non è finora bastata ad assicurare
l'assoluzione e la scarcerazione di Amanda.
Una importante senatrice americana è intervenuta sulla Clinton e
sull'Ambasciata americana in Italia per sottrarre al più presto Amanda alla
prigione. La On.le Bongiorno ne ha preannunziato la futura
assoluzione di cui si dichiara certa!
I massmedia americani hanno tessuto l'elogio del loro sistema giudiziario
al quale dovrebbero ispirarsi tutte le colonie dell'Impero. Una pretesa
spocchiosa ed aberrante . Stiamo parlando di una "giustizia" che tiene in
galera tre milioni di persone (come se in Italia avessimo seicentomila
detenuti e non sessantamila!) ed altre tre milioni in libertà vigilata.
Forse la più alta quantità di omicidi dell'intero pianeta. Basta essere
poveri e commettere tre piccole infrazioni per potere essere condannati a
tempo indeterminato e magari non uscire più dalla prigione. La forca
funziona a pieno ritmo. In compenso, se sei miliardario e famoso, anche se
uccidi la moglie praticamente sotto gli occhi di tutti e sei inseguito per
diecine di chilometri da un elicottero della polizia potresti essere
assolto! La cosa più importante per un imputato negli USA non è essere
innocente ma avere i soldi per pagarsi uno studio legale costosissimo. La
giustizia è amministrata in grande parte dagli studi legali che hanno un
potere enorme. Purtroppo anche in Italia la professione forense sta subendo
il contagio anglosassone. Tutto dipenderà dal processo e dall'abilità di
Perry Mason.
La destra italiana è fortemente tentata di cavalcare l'onda di
indignazione americana ed israeliana per
sferrare altri attacchi alla Magistratura italiana che vorrebbe processare
Silvio Berlusconi. Il "Velino"
di Capezzone (portavoce del Pdl) ha dato il via ad una campagna di
fiancheggiamento e di denigrazione. Il Ministro della Giustizia italiana e
lo stesso Berlusconi debbono prendere al più presto
le distanze dai giudici di Perugia se non vorranno essere i reietti
dell'Impero. I mille soldati mandati in Afghanistan non bastano a placare
l'ira dei padroni della terra!
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: Pietro Ancona
Sent: Monday, December 07, 2009 7:39 AM
Subject: colore viola
Agnes Heller
Ricominciamento e non riciclaggio
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Nel corso della manifestazione NO B day si è svolto un invisibile ma
forse epocale braccio di ferro tra "il colore viola" cioè la voglia di
pulizia, normalità democratica, giustizia sociale, speranza dei convenuti e
la linea oramai obsoleta, fuori tempo massimo, di tutti i partiti che hanno
ritenuto di parteciparvi, alcuni con il segreto proposito di mettervi in
qualche modo cappello, altri per astuzia tatticistica per essere altrove e
nella "piazza", altri ancora con la sincera volontà di capire, di
confrontare se stessi con l'onda di generazioni cresciute politicamente in
internet allo stesso modo dei loro padri che si confrontavano nella sezioni
e del tutto lontani milioni di anni luce dai partiti leaderistici che hanno
sciolto le strutture copiando
il partito liquido dalla sfatta sociologia che andava di moda qualche anno
fa negli ambienti "in" della modernità in tutto (che poi si è disvelata pià
vecchia della cucca).
Internet e Facebook sono stati fattori fondamentali di catalizzazione. La
comunicazione libera, sciolta e l'aggregazione per affinità elettive che
avvengono continuamente e senza fine in internet sono fuori e liberati dal
condizionamento massmediatico delle tv e della carta stampata al servizio
logistico
della oligarchia in cui è tralignata la democrazia italiana specialmente
dopo la brutale amputazione del Parlamento e la sua riduzione ad un
bipolarismo in grande parte copertura di un bipartisan in politica sociale,
estera, nella amministrazione dei privilegi della partitocrazia e della
casta dei politici. Una casta
oramai del tutto separata dall'elettorato privato dei suoi diritti.
La politica ha rivendicato il suo diritto ad essere utopia. Quanti
contrappongono alle spregiate "anime belle" la necessità dello "sporcarsi le
mani", del partecipare, della riduzione del danno, debbono prendere atto che
non c'è futuro e forse neppure presente nel realismo delle grandi volpi
dei palazzi italiani, che debbono farsi da parte e lasciare il passo ad una
nuova generazione. Ma è del tutto possibile che prima di andarsene questi
con le cosidette "riforme" affosseranno del tutto la democrazia italiana e
le sue connotazioni resistenziali e socialiste. Bersani propone alla destra
italiana di lavorare con essa se rinunzia al processo breve. Uno scambio
ineguale, pericoloso,
che non si realizzerà per la protervia di Berlusconi ma che perderebbe per
sempre l'Italia in un presidenzialismo supportato dagli oligarchi. Assai
peggiore ed inconfrontabile con il sistema francese
o tedesco peraltro bilanciati da una società civile forte di istituzioni
funzionanti ed irriducibili in uno schemino autoritario.
Se si vuole preparare per il popolo del No B Day un grande partito capace
di rimettere insieme i
quindici milioni di voti che ha avuto la sinistra italiana fino al 76 deve
cessare il riciclaggio dei gruppi
dirigenti dentro contenitori che sono nuovi e come le botti non possono
essere riempiti di vino vecchio ed oramai quasi inacidito e si deve segnare
una forte rottura con il passato rinverdendone nello stesso tempo gli ideali
del riformismo che ha avuto come campioni Riccardo Lombardi o Fernando
Santi. Gradualità e saggezza nell'azione, intransigenza nei contenuti! Il
riformismo è la realizzazione di una società socialista attraverso la via
parlamentare e la lotta sociale. Una delle vie previste dallo stesso Marx
come è stato ricordato dalla grande filosofa ungherese Agnes Heller.
La rottura della Bolognina ha portato il PCI ad unificarsi con la DC in un
partito che sembra il clone del centro destra. Il PSI di Nencini e prima di
lui di Boselli non hanno rotto con il craxismo anzi ne hanno rivendicato il
valore. Per questo il PSI è morto a differenza del PSI che ruppe con
Mussolini e che, dopo il fascismo, era di nuovo il primo partito della
sinistra italiana. I partiti della sinistra radicale debbono rompere con
l'esperienza del prodismo e con le pratiche riduzionistiche e
governativistiche. Insomma
bisogna cambiare pagina e forse libro e cominciare da capo cominciando da
una profonda disintossicazione del veleno liberista penetrato profondamente
con l'accettazione della riforma del lavoro a cominciare dalla legge Biagi e
dal concertazionismo subalterno della CGIL.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, December 10, 2009 5:44 PM
Subject: OBAMA: la guerra è pace
OBAMA: la guerra è pace
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Il Presidente Usa Obama ha ricevuto oggi il Nobel per la Pace e ne ha fatto
uno strumento di legittimazione delle sue guerre asimmetriche contro i paesi
poveri del mondo dai quali spremere
petrolio o vantaggi geostrategici. Accolto ad Oslo da manifesti inneggianti
a Martin Luter King
ha detto che essendo Capo di uno Stato non può abbandonarsi a sentimenti
pacifisti, non può seguirne
l'esempio e neppure l'insegnamento di Gandhi. Nel mondo c'è il Male e lui ha
la missione di combatterlo, di estirparlo! Dopo otto anni di guerra atroce
ingiustificata in Afghanistan e dopo anni ed anni di guerra e di occupazione
militare dell'Irak portatavi prima da Bush senior e poi da George Bush nel
corso delle quali sono morti e continuano a morirvi milioni di persone
ritiene di dover continuare a tenere aperta la macelleria e non promette di
smetterla nei prossimi anni. La seconda guerra americana contro l'Irak è
stata motivata da documenti falsi esibiti con arroganza e sicumera davanti
l'ONU e sebbene questo fatto sia universalmente riconosciuto non è cambiato
niente. Il ritiro di parte delle truppe di occupazione ed il loro
spostamento in Afghanistan non allenta la morsa mortale degli Usa su l'Iraq.
A Bagdad hanno costruito una enclave fortificata, una ambasciata grande
quanto il Vaticano, popolata da personale civile e militare specializzato a
tenere sotto controllo l'Iraq per il prossimo secolo.In Afghanistan
nonostante migliaia e migliaia di missioni aeree di bombardamento e la
presenza di centomila soldati USA e Nato ed altrettanti killers contractors
si accinge ad inviarne altri quarantamila costringendo l'Occidente a
metterci del suo, ad essere complice di una guerra coloniale
che non ha nè può avere obiettivi diversi da quelli della strategia
imperialistica Usa di dominazione del mondo per portarvi dovunque la
libertà la democrazia e la giustizia sociale dello zio Sam!
Il signor Obama dovrebbe chiedersi come mai di fronte a forze soverchianti
e massacrati spesso di bombe avvelenate all'uranio, al fosforo, al napalm i
"terroristi talebani" non sono stati ancora vinti e dispersi e, armati di
mine rudimentali fabbricate in cantina e vecchi fucili kalashikov,
impediscono agli
invasori il controllo del territorio. Anche qui c'è una asimmetria ma è di
motivazioni: mentre i patrioti
afghani combattono per la loro patria nella loro patria invasa gli eserciti
alleati sono tutti composti da mercenari soldati non di leva ma accorsi al
fronte di guerra per sfuggire alla disoccupazione attirati da alti stipendi
che non guadagnerebbero mai altrove. I patrioti afghani combattono gratis,
magari soffrono la fame, possono essere sterminati assieme alle loro
famiglie nei loro villaggi ma non si piegheranno mai davanti ad invasori
barbari, incapaci di capirli e di comprendere la loro cultura. Un marines
americano, un "volontario" inglese o tedesco o italiano hanno il compito di
combattere, distruggere ed uccidere. Quando prendono coscienza di essere
stati trasformati in assassini impazziscono e molti si suicidano. Obama si
dovrebbe informare delle diserzioni dei suoi militari in Canada e delle
malattie psichiatriche che affliggono una popolazione di reduci dalle varie
guerre che oramai è di circa venticinque milioni di veterani! Diciotto
veterani si tolgono la vita ogni giorno negli USA!
Non so quali motivi abbiano spinto la Fondazione Nobel a conferire il
premio per la Pace a Barak Obama impegnato in diverse guerre e con l'idea di
farne altre contro il "Male", in verità per alimentare l'industria bellica
americana e tenere in scacco il pianeta incutendo timore alle nazioni sulle
quali ancora gli USA non hanno messo le mani. Da oggi in poi, dal momento
che il più grande guerrafondaio del mondo viene premiato dall'Occidente come
uomo di pace si supera il vecchio "si vis pacem, para bellum" in "se vuoi la
pace fai la guerra". O ancora meglio: la guerra è la pace! E' la
cancellazione se non per sempre per la nostra epoca del diritto delle
nazioni ad essere rispettate nella loro integrità e nel rispetto delle loro
popolazioni. Basterà l'invenzione di un Bin Laden da cercare per cancellare
i diritti di intere popolazioni a non essere aggredite. Sicuramente l'Impero
Romano e quello Ottomano per parlare soltanto di quelli che sono alla radice
della nostra storia di occidentali si comportavano con assai
più senso di giustizia, saggezza ed equanimità della nazione USA che da
quando è rimasta unica potenza mondiale non riesce a stare un solo giorno
senza aggredire qualcuno.
Naturalmente Obama ravvisa il male da combattere non in Colombia o
nell'Honduras golpista ma laddove gli interessa il petrolio o il controllo
del territorio e questo all'interno di un programma espansionistico
dell'imperialismo. Questo viene percepito dai popoli innanzitutto come una
totale mancanza di giustizia e contiene dentro di se la sua condanna ed il
suo fallimento. Non basta possedere le più grandi portaerei del mondo,
l'aviazione più moderna e possente per vincere. Per vincere bisogna avere
anche ragione. Obama come il suo predecessore non ha ragione! Il mondo si
governa con l'Utopia della Pace, con la cultura, con la solidarietà. Il
passaggio di Obama su questo pianeta lascerà una lunga striscia di sangue,
di rovine, di sofferenze e di dolore e non ci sono argomenti che possono
giustificarli.
Pietro Ancona
http://radiogamma5.blogspot.com/2008/01/aumentano-gli-omicidi-tra-i-reduci-usa.html
http://www.portup.net/content/view/6373/103/
http://primozanni.blogspot.com/2008/05/la-verit-sui-suicidi-dei-veterani.html
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From: pietroancona@tin.it
To: Repubblica
Cc: palermo@repubblica.it
Sent: Saturday, December 12, 2009 1:30 PM
Subject: I Graviano "confermano" Spatuzza
I Graviano confermano Spatuzza
La canea dei pennivendoli di regime si è scatenata per il certificato antimafia rilasciato da uno dei Graviano, capo di una delle cosche più sanguinarie della Sicilia, al Senatore Dell'Utri ed al Cavaliere Berlusconi. Come se avesse sentenziato la più alta ed integerrima Corte di Giustizia hanno dichiarato assolti Berlusconi e dell'Utri e massacrato delle ingiurie più infamanti il "pentito" Spatuzza e sopratutto i giudici che lo avrebbero manovrato, istruito, indotto ad affermare il falso! Ieri, con classico vocabolario mafioso, il Giornale di famiglia definiva "minchiate" le depositizioni dello Spatuzza, oggi Minzolini le qualifica "balle". L'esultanza della destra per Graviano è alle stelle! Il grosso della batteria massmediatica berlusconiana, non conoscendo bene i meccanismi ed il linguaggio della mafia per ignoranza o per lontananza dal fenomeno, tremava al pensiero di una conferma di Graviano delle affermazioni dello Spatuzza. Aveva qualche motivo per tremare: Spatuzza è killer della famiglia Graviano. Le sue rivelazioni non hanno provocato una reazione di scomunica della famiglia Graviano che ha continuato a trattarlo con benevolenza. La stessa smentita fatta oggi da uno dei due Graviano non è stata accompagnata da un giudizio di sprezzo per l "infame". Si aspettavano, quindi, una conferma e tremavano. Quanti, specialmente in Sicilia, abbiamo visto da vicino e vediamo lo svolgimento della vicenda mafiosa non abbiamo ritenuto realistica una conferma dei Graviano delle accuse di Spatuzza. Il motivo è semplice. questa conferma sarebbe stata drammaticamente clamorosa: avrebbe significato la rottura della mafia con il potere politico. Ma la mafia non vuole rompere con il potere politico: vuole soltanto ricattarlo e soggiogarlo, trarne il massimo profitto.I frutti possono affluire copiosi nella cornucopia delle cosche: abolizione del reato di associazione esterna alla mafia, vendita dei beni sequestrati alla stessa, processo breve, rientro dei capitali occultati all'estero, affari con la pubblica amministrazione...etc.. Uno dei due fratelli Graviano si è avvalso della facoltà di non rispondere.Si è lamentato della durezza del carcere e del fatto che non può abbracciare la figlia. Ha fatto appello alla convenzione mondiale sui diritti dell'infanzia!! Ha comunque annunciato la possibilità di un suo memoriale. Tradotto significa che non c'è piena soddisfazione del comportamento del Governo. Che non smentisce Spatuzza come il fratello ma che non si esprime in proposito. Chissà: potrebbe far sapere in futuro che le cose allo Spatuzza era stato lui a dirle e confermarle. Ipotesi non realistica ma che disegna una spada di Damocle sospesa sul capo di Berlusconi. I due fratelli hanno fatto un gioco di squadra: uno smentisce e l'altro preannuncia un memoriale. Un tipico comportamento di chi per ora non fa nulla di definitivo per danneggiarti ma non esclude che possa farlo in futuro. Insomma, la deposizione dei Graviano è assai più allarmante per la democrazia italiana di quanto potesse essere una conferma di Spatuzza. Potrebbe significare che i legami mafia-Stato esistono davvero e che ci vengono mostrati, sia pure avvolti in un linguaggio criptico, sotto i nostri occhi. Si potrebbe anche pensare che il discorso a Bonn di rottura d Berlusconi con la Costituzione,il Capo dello Stato e la Corte Costituzionale e l'annunzio del proposito di andare avanti per liberarsi dall'intralcio della loro esistenza, siano stati anche questi un segnale che la mafia abbia colto. Datemi tempo ed aiutatemi a cancellare l'ordinamento costituzionale ed il potere dei magistrati. Intanto prendete quello che posso darvi con la finanziaria.......Non tirate troppo la corda! Naturalmente sono ipotesi ma nel clima inquietante ed oscuro di questa fase della Repubblica, tutto è possibile....... In conclusione: i Graviano confermano Spatuzza. Questa può essere una logica lettura degli avvenimenti se si tiene conto degli interessi in campo. Non è detto che non avremo altre novità eclatanti nei prossimi giorni. Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: Giuseppina Ficarra
Sent: Sunday, December 13, 2009 5:00 PM
Subject: L'imminente marcia su Roma del Cavaliere
Il 22 ottobre 1922 i fascisti confluirono a Roma da tutta Italia per
rivendicare a gran voce il potere
che non riuscivano ad ottenere con la lotta parlamentare e con la legalità.
Mussolini aveva meno di quaranta anni e raggiunse la Capitale da Milano in
vagone letto dopo avere ricevuto l'assicurazione che lo Stato non avrebbe
disperso i sansepolcristi e che anzi avrebbe avuto dal Re l'incarico di
formare un governo.
L'opposizione di allora si divise tra quanti volevano dialogare o
addirittura formare un governo con Mussolini ed altri che ne avevano paura,
lo detestavano e volevano combatterlo non solo nel Parlamento ma anche nel
Paese già devastato dalle scorrerie fasciste contro le Camere del Lavoro le
sezioni socialiste i giornali di sinistra. Vi furono momenti di guerra
civile e scontri a fuoco come quello che c'è stato recentemente narrato dal
film sulla vita di Di Vittorio. Lo stesso Giovanni Giolitti suggeriva di
agevolare una collaborazione col futuro Duce per favorire una improbabile
evoluzione democratica del movimento dei fasci!
Sappiamo tutti come è finita anche se non abbiamo imparato dalla storia del
fascismo. Un terrore durato per oltre venti anni pagati duramente con il
carcere dai suoi oppositori. Il fascismo nacque come antipartito ed in
polemica con le istituzioni dello Stato. Anche l'ideologia della destra
liberista di oggi è antipartito e contro le istituzioni. La più importante
di queste, il Parlamento, è stata umiliata al ruolo servile di votificio, un
orpello burocratico fastidioso per i decreti del governo. Ora la destra ha
alzato il tiro e sono nel suo mirino il Capo dello Stato, la Corte
Costituzionale e la Magistratura. Berlusconi non tollera controlli e
bilanciamenti di ruoli. In quanto alla Magistratura, come Mussolini,
ritiene che il Potere è Uno ed Indivisibile e che deve essere soltanto suo.
Ma, a differenza di Mussolini che personalmente era disinteressato e nei
venti anni del suo potere realizzò un programma sociale assai avanzato come
la legge sull'orario di lavoro (otto ore) del 1923, la gestione pubblica
degli infortuni sul lavoro, la tutela della maternità e dell'infanzia, e
praticamente tutto il welfare che la cosidetta prima repubblica ha ereditato
e migliorato, Berlusconi è proprietario di un immenso, planetario,
patrimonio personale, ed è espressione di una borghesia di arrivati
ricchissima, capace di depositare all'estero duecento miliardi di euro e che
ha già demolito gran parte dei diritti del lavoro e sta rendendo sempre meno
accessibile il welfare. L'Italia di Berlusconi ha cinque milioni di precari
pagati con elemosine; cinque milioni di immigrati a bassi salari, ed altri
dieci milioni di lavoratori a tempo indeterminato sotto il tiro delle
artiglierie della destra come
gli insegnanti, il personale sanitario, i lavoratori salariati in genere.
L'Italia che Berlusconi si accinge a governare da solo è costituita da una
grande massa di salariati poveri con il terrore di perdere il posto di
lavoro che procura un magro tozzo di pane, vessata da squali e squaletti che
controllano un finto mercato fatto di oligopoli e di monopoli. Presto
questa massa di sfruttati dovrà pagare a caro prezzo anche l'acqua e dovrà
sopportare il costo del federalismo, cioè della riproduzione in loco dei
privilegi della oligarchia nazionale.
Sono convinto che il parossistico discorso di Bonn di Berlusconi non sia nè
uno "sfogo" nè un momento di vittimismo per giustificare i suoi conflitti
con i magistrati, ma un lucido, calcolato, programmato preannunzio di quanto
si accinge a fare in Italia per distruggere la Costituzione e le sue
garanzie ed instaurare un Regime basato soltanto sulla sua volontà che deve
trasformarsi immediatamente e senza impicci in legge per tutti. Non si
accinge a varare una nuova Repubblica come fece De Gaulle dopo la guerra di
Algeria. Anche la Costituzione francese gli sta stretta.
E' possibile che nelle prossime settimane Berlusconi organizzi una grande
adunata a Roma dei suoi fedeli e di quanti sono disposti a farsi prezzolare
ed accorrere a dargli man forte nella piazza. Dopo l'adunata, proporrà a
questo Parlamento, le riforme che gli occorrono per diventare Dittatore
d'Italia
Se questo Parlamento non ubbidirà ai suoi diktat per la defezione dei
finiani andremo a nuove elezioni entro aprile in un clima tempestoso, in una
grande baraonda dalla quale non escludo una ripresa della strategia della
tensione e magari una o più stragi....
Ma non è detto che l'Italia abbia perso del tutto i suoi anticorpi
democratici. E' possibile che la ciambella del Cavaliere non riesca con il
buco. Intanto l'opposizione comincia a rinsavire quanto si propone unita in
caso di nuove elezioni. Dovrebbe soltanto tendere la mano oltre il
Parlamento e chiamare al suo fianco tutte le forze della sinistra comunista
che sono state espulse e confinate allo esilio dalla sciagurata operazione
antidemocratica compiuta da Berlusconi e da Veltroni. Dobbiamo prepararci ai
terribili colpi di coda di un personaggio che non vuole rinunziare a cedere
il potere.
Dobbiamo prepararci a resistere e difendere la Costituzione da soli senza
contare sull'aiuto della Europa che non interverrà in Italia come non
interviene in Polonia dove la bandiera rossa è diventata reato. L'Europa di
oggi non è quella sognata a Ventotene.
Pietra Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, December 14, 2009 12:43 AM
Subject: una violenta e pericolosa speculazione
Una violenta e pericolosa speculazione
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Nonostante sia stato subito chiarito che l'aggressore di Berlusconi fosse
persona con problemi psichiatrici, forse suo stesso elettore (il padre ha
dichiarato che la famiglia vota PdL), la destra non ha rinunziato a
strumentalizzare l'evento e farne l'argomento per una campagna di odio e di
attacco non solo a tutti coloro che sono all'opposizione del centro destra
ma anche a quella parte di centro-destra che mostra dubbi sulle violenze
verbali del capo del governo contro la magistratura, il Capo dello Stato, la
Costituzione. Formigoni e la Moratti ne hanno profittato per criminalizzare
le manifestazioni
avvenute ieri in occasione del quarantesimo anniversario della strage di
Piazza Fontana e tutti vengono messi sotto lo stesso tritacarne da Spatuzza
a Di Pietro a quanti non sono in aperta adorazione del Grande Unto del
Signore che la Provvidenza Divina ha regalato all'Italia.
Il ferimento di Berlusconi sarà sfruttato intensamente nei prossimi giorni
e già tutti i pennivendoli embededd del regime sono mobilitati a trasmettere
angoscia, paura, per una sinistra che aggredisce e fa scorrere il sangue sul
volto di Berlusconi e del Paese che simboleggia ed incarna, una "sinistra"
che
è diventata un ostacolo alla realizzazione della pax sociale economica e
politica della destra.
La strumentalizzazione per creare la Grande Vittima dell'Odio della
Sinistra è cominciata da subito quando Berlusconi ha mostrato al pubblico
piuttosto che nascondere il sangue che gli imbrattava la faccia e tutti i
giornalisti-fotografi hanno pubblicato l'immagine della sua faccia devastata
dal colpo infertogli dal povero malato di mente.
L'amplificazione data all'episodio è inquietante e prelude a brutti eventi.
Nessun capo di governo delle democrazie europee avrebbe dato tanto risalto
ad un evento certamente grave e spiacevole ma non iscrivibile ai fatti della
politica. La politica non c'entra. C'entra l'impatto mediatico della
strabordante ossessiva ed onnipotente figura del Presidente del Consiglio
che da circa venti anni usa tutte le sue televisioni e tutto l'apparato
informativo del Paese per imporre ossessivamente la sua figura. Il gesto
folle di Tartaglia è frutto di questa ossessione massmediatica.
Si vuole a qualsiasi costo arruolare il signor Massimo Tartaglia alla
sinistra ed all'intera opposizione.
Lo scopo è tappare la bocca. Uno scopo di stampo fascista.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: segreteria@ilfattoquotidiano.it
Sent: Monday, December 14, 2009 10:16 AM
Subject: tartaglia
Massimo Tartaglia è una persona disturbata psichicamente. Non si trova
nella condizione di abbandono in cui si trovano tutti gli infelici nella sua
stessa condizione dopo la legge Basaglia ma certamente non si può dire che
vive in un Paese che abbia fatto qualcosa dopo la chiusura dei manicomi. Un
Paese in cui si applica il famigerato TSO che non è altro che la costrizione
in letti di contenzione dei malati e spesso causa di loro morte dopo atroci
sofferenze ed abusi di cui spesso non si sa niente.
Tutti i pennivendoli ed i mezzobusti italiani si sono scagliati a
scorticare dal vivo questa figura, a violarne il diritto alla privacy. Anche
la famiglia non è stata risparmiata ed i vicini di casa sono stati
lungamente interrogati alla ricerca di uno scoop, di qualcosa che in qualche
modo collegasse l'attentatore di Berlusconi magari alla Sezione di
Rifondazione Comunista o addirittura agli anarchici
insurrezionalisti famosi nelle veline delle Questure.
Credo che la vittima di Tartaglia, il Presidente del Consiglio Berlusconi,
dovrebbe chiedere la tutela
del suo attentatore dicendo alla ciurma di esagitati che da ieri è in stato
di isterica esaltazione di darsi come si suol dire una "calmata".
Oggi il Ministro Maroni riunisce il Comitato per l'ordine e la sicurezza
pubblica a Milano. Dovrebbe
cominciare con una autocritica: non ha saputo difendere la sicurezza e la
vita del Presidente del Consiglio. Non si capisce come la guardia del corpo
di Berlusconi e le forze di polizia presenti in piazza non siano riusciti ad
evitare l'avvicinamento di una persona che a guardarla adesso sembra
visibilmente disturbata e che ha tirato un oggetto certamente da poca
distanza. Un oggetto che non ha incontrato alcuna barriera prima di giungere
a devastare la faccia di Berlusconi.
In quanto al clima di odio e di violenza e gli appelli a tutte le parti di
abbassare i toni ai quali si uniscono esponenti della opposizione osservo
che la violenza è di una sola parte e che non si può non reagire alzando la
voce quando si attaccano i magistrati come pazzi, si annunzia all'estero la
fine della Costituzione, si dà dispregiativamente del comunista al Capo
dello Stato ed alla Corte Costituzionale.
La faccia insanguinata di Berlusconi viene esposta con insistenza isteria
in tutte le televisioni. Viene fatta vedere e rivedere come le Torri Gemelle
dopo l'attentato dell'11 settembre. Lo scopo è lo stesso: suscitare ribrezzo
ed odio per l'attentatore che non potendo dargli del comunisti si dice che è
stato plagiato influenzato ed indotto al male dalla propaganda della
sinistra.
Ho abbastanza anni per ricordare i Presidenti del Consiglio della DC
Fanfani, Moro, Andreotti,
Rumor, Piccoli, Colombo....... Li rimpiango tutti. Si sforzavano di
esercitare il loro alto magistero
superpartes e lasciavano al loro Partito il compito di polemizzare con
l'opposizione.
Non c'è discorso di Berlusconi che sia superpartes. E' un continuo
ossessivo incitamento all'odio.
Ha recuperato la categoria dei "comunisti" come se vivessimo dietro la
cortina di ferro ed occupa il potere come una ameba non rispettando niente e
nessuno.
Spero che Maroni non rimetta in discussione il diritto di manifestare.
Spero che non chiudano Milano in un reticolato. La risposta alla tensione
suscitata ieri dal ferimento del Primo Ministro è
nella politica e nella cessazione degli attacchi alla Costituzione.
Ma, da quando si sente, non sarà così. La destra utilizzerà l'episodio di
Milano per costringere l'opposizione al silenzio e per andare avanti nella
sua linea di sfascio delle regole comuni di convivenza.
I massmedia italiani si stanno prestando a quest'uso strumentale del fatto
di ieri. L'operazione forse più sporca l'ha compiuto stamane Corradino Mineo
di Rainew24 intervistando la figlia di Tobagi. Stamane si è parlato di
terrorismo, di brigate rosse, di sinistra violenta. L'assassinio di Tobagi
non c'entra per niente con l'insano gesto di Tartaglia. Ma l'evocazione del
terrorismo fa comodo a chi vorrebbe subito leggi liberticide.
Sono con Rosy Bondi. Le sue parole sono parole di verità e di giustizia.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, December 16, 2009 8:40 AM
Subject: Di Pietro come Matteotti?
Di Pietro come Matteotti
La conventio ad escludendum era un tacito accordo politico nella prima
Repubblica che, pur rispettando il prestigioso e forte PCI, lo escludeva
dalla partecipazione dal governo o soltanto dalla maggioranza
parlamentare. Il PCI, pur escluso, godeva di stima in tutti i ceti della
società italiana da contribuire alla formazione delle leggi della
Repubblica, specialmente di quelle riguardanti i lavoratori e questo era
accettato ed anzi cercato e voluto dalla DC e dai suoi alleati. Tra questi i
repubblicani di Spadolini erano tra i più aperti verso l'opposizione. La
conventio ad escludendum era estesa al PSI fino a quando questi non
intraprese la via dell'autonomia al Congresso di Venezia, autonomia che
sviluppo l'idea della cosidetta "apertura a sinistra" e cioè la
partecipazione prima esterna e poi diretta del PSI al Governo. Il decennio
del primo centro-sinistra fu fecondo di grandi e significate riforme sociali
ed economiche che fecero progredire e prosperare il Paese inserendolo
pienamente nella comunità europea. Furono gli anni della nazionalizzazione
dell'industria elettrica e della scuola media unificata, del divorzio, della
riforma agraria, della modernizzazione dell'economia della riforma fiscale
culminati nel 1970 con lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori. Le masse
popolari italiane conquistarono diritto alla piena cittadinanza ed alla
gestione dello Stato. Nel 1979 per volontà del grande statista Aldo Moro e
per la svolta impressa al PCI da Enrico Berlinguer
si associò per la prima volta il PCI al governo, ma l'uccisione di Moro e
l'ostilità degli americani e dei sovietici mise subito fine all'esperimento.
Oggi ci troviamo difronte ad una rinnovata conventio ad escludendum ma in
condizioni politiche assai peggiori e con Governo ed un Parlamento sempre
più insofferenti verso la Costituzione e le regole della convivenza
democratica. La destra al potere ha in corso da anni una forte campagna di
criminalizzazione di quanti non condividono la loro visione della politica e
dello Stato. Guidata da
Berlusconi la destra marcia verso un regime presidenzialistico con una
ipertrofia del ruolo e del potere
del Capo del Governo e la subordinazione di tutti i poteri dello Stato nelle
sue mani. Come Mussolini che sosteneva l'unicità del potere contro la
tripartizione liberale introdotta dall'illuminismo Berlusconi
vuole la sottomissione della Magistratura e del Parlamento al suo potere.
Sul piano sociale, nonostante la sostanziale subordinazione della CGIL alla
linea liberista di progressivo smantellamento dei diritti dei lavoratori, si
vuole la sua esclusione dalla concertazione che, come sostiene Sacconi,
deve essere di "complicità" dei sindacati con il padronato. Una conventio ad
escludendum sindacale che già opera nei confronti della pur moderata e
"responsabile" Fiom esclusa dalla stipula del contratto nonostante la sua
preponderante rappresentatività.
Veltroni ha stipulato con la destra italiana una conventio ad escludendum
non solo dal Governo ma addirittura dal Parlamento per i partiti comunisti
dopo aver dichiarato che mai e poi mai avrebbe fatto un governo con loro.
Questo accordo che ha indebolito enormemente l'opposizione alla destra
straripante è stato rinnovato a quanto pare da Bersani con Berlusconi
durante la visita al San Raffaele. Bersani si è impegnato ad isolare Antonio
di Pietro e la sua Italia dei Valori abbandonandolo
al linciaggio della destra. Ieri, alla Camera, dopo la minacciosa lista di
prescrizione stesa dal piduista Cicchitto, la maggioranza del PDL ha
abbandonato platealmente l'aula al momento in cui Di Pietro
ha pronunziato il suo discorso pieno di accuse e di contestazioni al Governo
per il pesante clima sociale e politico che opprime l'Italia. Bersani è
persona onesta e viene da una lunga militanza di sinistra. Ma credo che stia
sbagliando di grosso a fidarsi di Berlusconi ed a pensare di potere
stipulare accordi per cambiare la Costituzione con Berlusconi, Bossi ed i
loro pretoriani.Fare accordi con la destra è irrealistico tranne nel caso di
una sua grossissima convenienza politica. Isolare Di Pietro perchè occupa
lo spazio di sinistra abbandonato dal PD è un suicidio politico dal quale il
PD uscirà ancora più snaturato.
Sono un vecchio socialista e non ho avuto simpatie per Di Pietro e per la
sua IDV che mi è spesso sembrata inquinata da personaggi di scarsa
affidabilità. Debbo però dire che nel corso di questi ultimi anni Antonio
Di Pietro è cresciuto politicamente e moralmente. Il suo coraggio nella
difesa della democrazia e dei lavoratori è ammirevole e costituisce una
speranza per tantissime persone. E' l'unica voce di sinistra rimasta in
Parlamento dopo l'espulsione dei comunisti dei socialisti e dei verdi. Il
suo discorso di ieri mi ricordava molto quello pronunziato da Giacomo
Matteotti poco prima di essere ucciso dai killers di Mussolini e dei Savoia.
Assieme a Rosy Bindi combatte a viso aperto questo Regime mentre una parte
considerevole del
PD anela all'accordo con il PDL. Sul piano dei diritti dei lavoratori gli
esponenti ed i tecnici del PD assieme a quelli della maggioranza hanno
privato i lavoratori del diritto di ricorrere ad un giudice per avere
giustizia. I Magistrati sono stati privati del diritto di esprimersi nel
merito delle controversie sindacali. Una ferita enorme alla Costituzione
alla quale Letta, Ichino, Treu e lo stesso Bersani non sono estranei.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, December 16, 2009 3:05 PM
Subject: guantanamo si trasferisce in Illinois
Guantanamo si trasferisce in Illinois
Per potere dare una qualche giustificazione alle loro guerre predatorie
infinite, gli Usa si sono inventati il terrorismo islamico, AlQaeda, Bin
Laden, l'attacco alle Torri Gemelle. Per dare fisicità e consistenza a
questa invenzione avevano bisogno di fare dei prigionieri, di condurli in un
posto inaccessibile a tutto il mondo, di sdradicarli dalle loro patrie e
dalle loro famiglie che non hanno mai più rivisto, di torturarli tutti i
giorni con le più spaventose, allucinanti torture, per estorcere loro
confessioni o per acquisire notizie relative ai combattenti che nei loro
Paesi di battono contro gli Usa ed i loro vili e servizievoli alleati. Tutto
coperto dal segreto più impenetrabile. Tutti in zona franca dalle
convenzioni e dalle leggi internazionali che tutelano i diritti umani e dei
prigionieri di guerra.
Per otto anni tante persone, non sappiamo nè sapremo mai con esattezza
quante, sono state detenute e continuano ad esserlo. Non risulta che
nessuna di loro si sia dichiarata colpevole. Se qualcuno lo ha fatto bisogna
comprendere che le confessioni estorte sotto tortura non hanno alcuna
validità.
Oggi Obama, il Presidente Nero Wasp, realizza un altro progetto di Bush: il
trasferimento dei prigionieri dei prigionieri di Guantanamo in una prigione
dell'Illinois. Il dibattito civile ed umanitario che si è aperto nei
massmedia occidentali è singolare, straordinario per cinismo, crudeltà ed
indifferenza dei diritti. Si discute dei benefici economici che i
prigionieri porteranno allo Stato dello Illinois Qualcuno quantifica in
circa un miliardo di dollari ogni quattro anni e nella creazione di lavoro
per circa tremila persone da occupare ai servizi della base. Insomma, gli
americani dopo essersi inventate le guerre più sanguinarie ed assurde per
creare ricchezza ed occupazione all'industria militare , ora si inventano
anche i prigionieri da tenere sotto chiave soltanto perchè procurano
convenienza economica. Perchè la popolazione dell'Illinois dovrebbe voler la
liberazione dei carcerati
se questi le tornano utili? Insomma, la guerra ed i trattamenti disumani di
segregazione di tanti innocenti conquistano un consenso di massa nella
convenienza dei tremila lavoratori della Nuova Guantanamo, delle loro
famiglie e di quanti vivono indirettamente del reddito che scaturisce dalle
torture di tante persone.
E' terribile che i prigionieri di Guantanamo non abbiano nome. Non si sa
niente di loro e delle loro disgraziate vite. Ci hanno fatto vedere la foto,
una brutta foto di una persona quasi scamiciata ritratta
per esaltarne la bruttezza, autoaccusatasi di avere organizzato (sic!!)
l'attacco alle Torri Gemelle. Il Ministro della Giustizia e lo stesso Obama
si sono affrettati a dichiarare che chiederanno la pena di morte. Non
abbiamo mai sentito la voce di questo prigioniero. Non sappiamo in quali
condizioni si svolgerà il processo se sarà civile o militare. Non sappiamo
niente ed è difficile che sapremo mai niente.
L'Occidente che contesta il mancato rispetto dei diritti umani alla Cina,
alla Russia, alla Birmania, all'Iran ed in genere a tutti coloro che
vorrebbe sottomettere, si guarda bene dal chiedere notizie dei prigionieri
di Guantanamo. Semmai, se qualcuno di loro, liberato dopo anni di
sofferenze, viene liberato e non può nè deve rientrare a casa per ordine
degli USA, si discute all'infinito se accettarlo o no come se si trattasse
di Hitler o del Mostro di Londra!!
L'ONU pare che non abbia niente da dire su questo indecente scandalo
dell'Impero! E' sollecito soltanto quanto gli americani hanno interesse a
mettere in difficoltà o destabilizzare una nazione di cui non tollerano
l'autonomia. Gli USA non sono mai stati processati per l'uccisione di
Mossadeq, di Allende, di Sadam Hussein, per la morte in prigione di
Milosevic, per il colpo di Stato contro Zelaja in Honduras etc...etc... Ma
con protervia continuano ad accusare l'Iran di essere illiberale e di
volere la bomba atomica senza naturalmente chiedere ad Israele di rinunziare
al suo arsenale nucleare pericoloso per tutte le nazioni del Vicino Oriente.
Ora che le persone senza voce, senza nome, senza diritti sono in prigione
in Illinois vedremo se qualcuno dentro gli USA o altrove solleverà la
richiesta di una inchiesta internazionale e si porrà il problema della
durata delle carcerazioni decise da autorità militari e dai servizi segreti.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, December 17, 2009 10:51 AM
Subject: Bersani e la Sicilia
Bersani e la Sicilia
Il PD di Bersani accelera il passo ed estremizza la sua vocazione
governativa. Si offre in Sicilia alla collaborazione con Lombardo,
espressione di uno dei due blocchi di potere in cui si è divisa l'enorme
maggioranza di centro destra che va dall'UDC di Cuffaro al PDL di Miccichè
ora separato da quello che fa capo a Schifani ed Alfano.
Il blocco di maggioranza costituito dall'autonomista Lombardo e dal PDL si
è sfasciato sulla questione del "possesso" della sanità e la frattura si è
progressivamente allargata a tutti gli altri settori della spesa pubblica
regionale.
La disponibilità alla collaborazione con Lombardo del PD è stata resa nota
dallo stesso Bersani in una nota che fa propria la linea di una parte del PD
siciliano.
Nello stesso tempo Bersani ed i suoi "posano" Vendola in Puglia. Lo
cacciano via e propongono un altro candidato al suo posto. Non si tiene in
nessun conto il giudizio sull'opera della giunta pugliese. Bersani obbedisce
alla conventio ad escludendum del nuovo arco post-costituzionale dal quale
sono rigorosamente esclusi i partiti comunisti.
Per quanto Lombardo ed il gruppo che lo sostiene stia in "freddo" con
Berlusconi non si può dire
che abbia una linea sul piano politico e sociale diversa da quella della
destra. La "sciarra" (lite) non ha nobili motivi, nasce per il possesso
della "cutra" (coperta) cioè del bottino di risorse da spartire ai propri
clientes. Nonostante l'enorme quantità di risorse di cui dispone la Sicilia
grande è l'indebitamento ed assai magre le risorse che sono residuate al
grande saccheggio di questi anni. Basti pensare che mentre Palermo è sepolta
dall'immondizia assieme a tantissimi altri centri della Sicilia gli Ato,
organismi di gestione misti pubblici privati spendono moltissimo per
mantenere ventisette consigli di amministrazione e la burocrazia che è stata
inventata per tenerli in piedi. I processi di privatizzazione avviati in
Sicilia sono stati e sono soltanto un foraggiamento delle clientele
caricato sulla groppa della popolazione che paga l'acqua e gli altri
servizi locali a carissimo prezzo.
Non so se si farà la nuova esperienza milazziana. A suo tempo destra e
sinistra in Sicilia si unirono
contro la DC di Fanfani su una piattaforma di rivendicazioni regionaliste.
Silvio Milazzo parlava
di montagne di miseria che opprimevano l'Isola. Lombardo si limita a
rivendicare maggiori risorse da distribuire ai suoi clientes. Niente cambia
nell'attitudine del PD erede del PCI a fare politicismo, a privilegiare le
posizioni di potere e di governo su ogni altra cosa. Da Macaluso a Bersani
sono solo passati cinquanta anni ma la linea è sempre quella della
nomenclatura comunista e delle sue aspirazioni ai privilegi della "stanza
dei bottoni".
Contrariamente a quanto si possa pensare non è operazione conflittuale
con il PDL e non esclude
altri passi avanti nella omologazione del PD nella linea di Berlusconi. La
destra ha le idee chiare ed un progetto preciso: fare dell'Italia una
repubblica presidenziale con un potere monarchico assoluto del Capo del
Governo. Per giungere a questo risultato deve disarticolare l'opposizione.
Per questo c'è una campagna di odio verso il partito di Antonio Di Pietro e
quella parte di giornalisti che resiste al regime e ne denunzia gli eccessi.
Può darsi che il patto proposto da Casini e quello proposto da Forza Italia
che comprende l'UDC ed il PD ed esclude Di Pietro e la sinistra alla fine si
sovrappongano e diventino un'unica realtà politica. Per giungere alla
perfetta sovrapposizione una spintarella potrebbe essere data da una
rinverdita strategia della tensione con la scoperta di qualche bomba
collocata dagli anarchici. Anarchici che scelgono come obiettivo
l'Università (!!) ed un CIE. Naturalmente Maroni si è affrettato a
dichiarare che la cosa è seria.
Pietro Ancona
http://www.siciliano.it/news.cfm?id=3153
http://www.fainotizia.it/inchiesta/i-costi-del-sistema-politico-e-burocratico-siciliano
http://palermo.repubblica.it/dettaglio/Lupo:-Nessun-appoggio-esterno-a-Lombardo/1806238?ref=rephp
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From: pietroancona@tin.it
To: lettere@nuovavenezia.it
Sent: Friday, December 18, 2009 1:42 PM
Subject: due prefetti che onorano l'Italia
Due Prefetti che onorano l'Italia
A distanza di un anno dalla rimozione del Prefetto di Roma Carlo Mosca che
si era opposto alla schedatura ed al prelievo delle impronte digitali dei
bambini Rom, anche il Prefetto di Venezia Lepri Gallerano segue la sua
sorte per non avere impedito alla comunità rom di prendere possesso delle
trentotto casette costruite dal Comune di Venezia per sottrarli ai disagi
della bidonville che abitavano. Il Prefetto di Venezia sarà trasferito a
quanto pare in Sicilia rinverdendo una tradizione del vecchio stato sabaudo
che "puniva" i funzionari sgraditi inviandoli nelle isole, considerate sedi
disagiate. Non sappiamo quanti altri casi di discriminazione avvengono nella
pubblica amministrazione controllata con spirito fazioso dalla destra. E'
certo che prima ancora di vincere le elezioni venete la Lega fa una sorta di
pulizia etnica preventiva per assicurarsi un corpo burocratico docile e
disponibile ad essere plasmato dalla ideologia razzista.
I due Prefetti rimossi onorano la tradizione liberale e democratica dello
Stato italiano antifascista capace di leggere ed applicare le leggi alla
luce della Costituzione e dei suoi grandi principi. Il Ministro Maroni
probabilmente avrebbe voluto che si creassero ostacoli burocratici
insormontabili per l'assegnazione delle casette ai rom. Credo che questa
comunità continuerà ad essere nel mirino dei leghisti e non avrà vita
facile. Quando tutta l'amministrazione pubblica si sarà omologata con la
quasi certa vittoria leghista alle elezioni regionali, tutto il Veneto
diventerà una immensa prigione, un lager nel quale i Rom potranno subire
soprusi e violenze di ogni genere con il consenso di parte della popolazione
che da anni viene aizzata all'odio per i diversi.
Questo inquietante episodio di "normalizzazione" fascista avviene mentre
D'Alema sventola la bandiera bianca della resa incondizionata alla destra
rendendosi disponibile ad una legge ad personam
che salvi il Presidente del Consiglio dai processi. Una resa
incondizionata che è già avvenuta sul terreno sociale con la progettazione
e l'approvazione assieme alla destra di misure che alterano profondamente il
diritto del lavoro. I lavoratori italiani, abbandonati dalle Confederazioni
nelle mani di un padronato che li ha profondamente umiliati, stanno
perdendo, una dopo l'altra, tutte le garanzie che
una legislazione illuminata e progressista aveva creato in tanti anni.
Stanno perdendo anche il diritto di ricorrere alla Giustizia! Cinque milioni
di loro vengono ricattati da contratti brevi con salari di fame ed una
campagna di odio viene alimentata dal Governo per i lavoratori a tempo
indeterminato che comunque non hanno alcuna speranza di migliorare il loro
salario. L'Italia è un Paese in cui da un lato c'è gente che esporta
all'estero ricchezze immense frutto dello sfruttamento altrui e di un
mercato inesistente e dall'altro milioni di infelici che vivono al limite
della sussistenza. Il divario tra ricchi e poveri cresce di giorno in
giorno, si può dire di ora in ora, specialmente con la privatizzazione dei
servizi che rincarano beni essenziali come l'acqua ed il trasporto.
Intanto la destra ha già alzato il patibolo per Di Pietro, reo di non
essersi unito al coro cortigiano
di osanna al Capo del Governo che ha ricevuto a Milano le stimmate del
martirio come Padre Pio.
Di Pietro si è limitato ad osservare che se c'è violenza questa viene
istigata dal Capo del Governo e dai suoi giornali e dai suoi famigli. Basta
vedere la registrazione del comizio di Milano per rendersene conto. E' stato
abominevole il tentativo perseguito per giorni di legare in qualche modo il
gesto di Tartaglia ai "cattivi maestri" della sinistra additati dal piduista
Cicchitto al linciaggio pubblico.
Ma il progetto del taglio a sinistra perseguito lucidamente dalla destra va
avanti con la compiacenza di molti settori del PD. Ieri è stata resa
extraparlamentare la sinistra comunista, oggi si criminalizza l'opposizione
di Di Pietro. L'unica opposizione accettata dal Monarca e dal suo Regime è
quella che accetta la rinunzia a tutti i suoi diritti, a cominciare dal
diritto di discutere in Parlamento trasformato in votificio.
I regimi non vengono creati soltanto dagli aspiranti dittatori e dalle
loro ciurme fanatizzate ma anche dalla arrendevolezza e compiacenza delle
opposizioni che cessano gradatamente di essere tali.
Pietro Ancona
http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/cronaca/prefetto-rom/prefetto-rom/prefetto-rom.html
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/11/14/prefettura-mosca-lascia-il-posto-pecoraro.html
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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Saturday, December 19, 2009 9:03 AM
Subject: : Il capitalismo distrugge il mondo
Il capitalismo distrugge il mondo
Il fallimento del vertice sul clima di Copenaghen ampiamente previsto è
puntualmente arrivato. La Cina che nella folle corsa alla
occidentalizzazione della sua economia alla quale ha sacrificato il suo
paesaggio, la sua cultura, la sua stessa identità e milioni di vite umane
distrutte dall'inquinamento e dal feroce sfruttamento schiavistico delle
fabbriche, non ha voluto accettare di moderare la crescita del suo PIL, il
nuovo Idolo Molok. Gli USA che consumano la massima parte delle risorse del
pianeta
e che sono restii a porre freni vincoli e regole alle multinazionali dalle
quali sono controllati sono giunti all'appuntamento mondiale di Copenaghen
con una posizione debolissima di un Barak Obama che è oramai la larva di se
stesso o almeno della immagine di se che aveva offerto durante la campagna
elettorale. Il capitalismo sta distruggendo il pianeta nel quale viviamo
usando anche il regime "comunista" più potente e più ricco del mondo avviato
in una folle corsa verso una produzione senza fine per consumi senza fine
allo scopo di creare non benessere per il miliardo di esseri umani cinesi
ma una casta di qualche migliaia di miliardari-mandarini che
contempleranno le ombre degli schiavi che brulicano notte e giorno nelle
città immerse nello smog dall'alto di grattacieli copiati da New York. La
fuoriuscita dell'economia cinese dal socialismo per un liberismo selvaggio
ed atroce nelle sue crudeltà sociali è il micidiale additivo di cui il mondo
non aveva bisogno per precipitare verso la fine.
La natura si ribella e già ne avvertiamo terribili segnali nello
scioglimento dei ghiacci e nella intensificazione degli uragani.
L'inquinamento delle città produce mortalità da cancro in misura oramai
epidemiologica.Il capitalismo e la sua diffusione nel pianeta è la
catastrofe, una bomba ad orologeria che farà saltare ogni equilibrio. I
rifiuti velenosi delle industrie hanno avvelenato l'Africa e i mari che la
bagnano mentre una immensa isola di rifiuti di plastica navica negli oceani
e uccide i pesci. Nei prossimi anni andrà sempre peggio ma sarà sempre
difficile trovare un punto di accordo per congelare la situazione e poi
invertire la tendenza. Non esiste una forza morale capace di aggregare le
forze necessarie a ricondurre la speranza di un clima "normale".
Soltanto una vittoria del socialismo e la realizzazione di un modello di
sviluppo diverso basato sopratutto sui consumi collettivi e sulla riduzione
dei consumi individuali potrebbe combattere il crescente degrado del mondo.
Ma questo è fuori dalle concrete prospettive politiche anche se la crisi
finanziaria del capitalismo è assai lontana dall'essere chiusa e la
disoccupazione dilagante in tutto l'Occidente ne è la spia. Insomma, la
fine della storia profetizzata da Fukuyama come vittoria del capitalismo e
suo trionfo sull'umanità è davvero alle porte ma è la fine dello stesso
pianeta.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, December 20, 2009 8:42 AM
Subject: la massa gelatinosa del PD
LA MASSA GELATINOSA DEL PD
Il Parlamento italiano è stato snaturato dal centro destra che lo ha
trasformato in poco più di un luogo di ratifica dei decreti del Governo ma
assolve ad una funzione di omologazione
tra i suoi membri che, a parte il gruppo che fa capo a Di Pietro, si possono
considerare dello stesso partito seppur divisi in Pdl, PD e UDC. Non
esistono differenze sostanziali tra maggioranza ed opposizione. Le
differenze che ancora esistono non si trasformeranno in contrapposizione se
Berlusconi ed i suoi non forzeranno la mano e vorranno assai di più di
quanto il PD possa cedere senza destare troppo scandalo. Ma la soglia di
accondiscenza alle voglie della destra si abbassa nel Pd di giorno in
giorno. Non esiste argomento sul quale non è possibile sperimentare le
possibilità di
accordo.
La posizione di D'Alema, condivisa da Scalfaro e Violante e da tanti
esponenti del suo partito, di accordare una legge ad personam a Berlusconi
è un momento di abbassamento della soglia di tollerabilità delle pretese
della destra e non è detto che non si realizzi e non venga seguito da altre
importanti capitolazioni riguardanti questo o quel punto della
Costituzione. D'Alema ha fatto l'elogio dell'inciucio, cioè del compromesso
di retrobottega e di convenienza tra forze diverse ed ha tirato in ballo
addirittura i patti lateranensi. Io sono sempre stato contro i patti
lateranensi che limitano la sovranità dell'Italia facendone uno Stato
concordatario ma paragonare Berlusconi alla Chiesa mi sembra una forzatura.
La scelta del PCI di Togliatti di votare l'art.7 della Costituzione aveva il
significato di includere le forze cattoliche nel progetto di ricostruzione
dell'Italia per farne una democrazia avanzata. Può darsi che questa scelta
fu sbagliata come ritenne Pietro Nenni ed altri autorevoli laici della
Costituente, ma ebbe motivazioni assai distanti dalla volgarità di un
salvacondotto
a persona che deve rendere moltissimi conti alla Giustizia italiana.
Sono molto colpito dal fatto che nel PD che si articola nelle tre mozioni
proposte dai tre candidati alla Segreteria non ci sia posto per una mozione
di sinistra. Si è riunita a Cortona la mozione che fa capo a Franceschini. A
leggere la diplomatica ed assai soft relazione del Prof. Michele Salvati non
si
capisce in che cosa il PD non sia d'accordo con la destra italiana. La
questione sociale non viene richiamata e viene sempre privilegiata una
visione dell'economia in cui i lavoratori non hanno altra funzione che
quella di essere utensili umani del ciclo produttivo. Basterebbe una leggera
sforbiciatura
delle posizioni più oltranziste della destra per condividere tutto.
La destra italiana ha una forte, fortissima identità ideologica ed un
pensiero forte che confina da un lato con il razzismo e dall'altro con le
posizioni della Cisl, dell'Uil e di parte della CGIL sulle questioni
riguardanti il lavoro. Ha le idee chiare sugli obiettivi da raggiungere ed
un progetto per realizzarli in fasi successive, con moduli che si mettono
insieme nel tempo. Non molto tempo ma quello di questa legislatura. Per ora
il suo obiettivo è isolare nel PD quanti resistono non solo al pensiero
unico ma all'avvento del partito unico seppur diviso in due formazioni
politiche a cominciare da Rosy Bindi additata assieme a Di Pietro al
ludibrio ed all'odio pubblico. Riforme costituzionali, politica economica,
politica sociale, politica estera filo USA e filo Israele sono affrontate e
filtrate da una forte ideologia che si propone come ispiratrice della
trasformazione in fase assai avanzata di realizzazione dei tratti del Paese.
L'affermazione di Berlusconi al momento della sua discesa in campo
"rivolterò l'Italia come un calzino" si sta materializzando con l'aiuto
diretto o indiretto del PD.
A fronte della fortissima identità ideologica e politica della destra, il
PD è un partito gelatinoso ed incerto nella sua identità. Ha dentro di sè
ancora qualche riflesso proveniente dal passato del PCI e della DC ma il
grosso delle sue posizioni è fortemente contaminato dal liberismo e dal
post-costituzionalismo della destra. In più il PD del Nord è succube del
razzismo leghista tranne rare eccezioni sempre più malsopportate come quelle
di Cacciari e della Bresso. Ma entrambi saranno esclusi dalla prossima
competizione elettorale.
La disponibilità espressa dal PD siciliano e da Bersani in persona per un
governo "milazziano" con Lombardo ancora criticato seppur sempre più
debolmente da Rita Borsellino e da altri è frutto di
un gravissimo disorientamento ideale che considera la politica soltanto
all'interno delle oligarchie che controllano il Palazzo.
Potrebbe anche avverarsi che le cose evolvano verso il peggio. Può darsi
che Berlusconi e la sua banda vogliano ridurre l'Italia ad una masseria
amministrata soltanto da loro per loro e per la borghesia parassitaria e
asociale che rappresentano e che non vogliano condividere niente nè col PD
nè con altri.
Pietro Ancona
http://roma2011.blogosfere.it/2009/12/area-democratica-a-cortona-lintroduzione-di-salvati.html
http://catania.blogsicilia.it/2009/12/pierluigi-bersani-benedice-lalleanza-con-raffaele-lombardo/
http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/giustizia-22/dalema-elogio/dalema-elogio.html
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From: pietroancona@tin.it
To: fiom.sicilia@cgil.it
Sent: Wednesday, December 23, 2009 12:40 PM
Subject: si farà lo sciopero generale in Sicilia
Sicilia: Fiat, si farà lo sciopero generale?
“Il problema è strutturale, l’unico modo per risolverlo sarebbe spostare la
Sicilia e metterla vicino a Piemonte o Lombardia”. Lo ha dichiarato
Marchionne, enfant prodige dell’industria automobilistica mondiale,
vezzeggiato nelle due sponde dell’Atlantico per le sue superumane capacità
manageriali di eccezionale imprenditore e finanziere insieme, l’uomo dal
maglione indossato per distinguersi dal resto dei comuni suoi colleghi, che
ha chiuso con queste parole la questione della presenza Fiat in Sicilia.
Però si è detto anche disponibile ad incassare altri soldi dalla regione
Sicilia per studiare un piano di utilizzazione diversa degli stabilimenti
perchè, secondo lui, il problema qui è strutturale e riguarda la
collocazione geografica della Sicilia. Dichiarazioni sprezzanti, le sue, che
non trovano la necessaria energica replica in Sicilia da un governo
disastrato e da un’assemblea in preda a lotte di potere tra i diversi gruppi
della maggioranza. Ma se da un lato ci sono le parole di Marchionne,
sull’altro piatto della bilancia ci sono le condizioni degli operai Fiat di
Termini Imerese che si ritroveranno senza un lavoro e senza sbocchi di alcun
genere nel mestiere che ormai sanno fare. Ma tutto questo succede anche
perchè la nostra Europa dà il massimo di libertà e potere agli imprenditori
e sta distruggendo pian piano le regole del diritto del lavoro e per questo
la Fiat si può permettere di pagare gli operai polacchi a meno di 400 euro
al mese e di imporre alle sue fabbriche un clima di terrore, peggiore di
quello che Valletta aveva instaurato a Torino prima del 68.Ma anche in
Sicilia la Fiat si è comportata e continua a comportarsi male, come scrive
alla nostra redazione Pietro Ancona che aggiunte: “Epifani si è limitato a
notare che “non può esprimere un giudizio positivo”. Angeletti ha deprecato
l’internazionalizzazione dell’azienda e Bonanni ha praticamente strizzato
l'occhio. Avrebbero dovuto annunziare, d’intesa con le loro strutture
regionali, lo sciopero generale in Sicilia e respingere il piano al
mittente. Non lo hanno fatto perchè oramai da molti anni si limitano a
registrare in modo quasi notarile le decisioni degli industriali ed a
sottoscriverle. Un atteggiamento questo, talmente radicato, talmente forte,
che ha indotto tutte le categorie della CGIL a firmare accordi sindacali
sulla base del nuovo modello contrattuale a suo tempo rifiutato dalla loro
Confederazione. Ora se la logica multinazionale della Fiat la porta a
decentrare le sue produzioni all'estero questo non può significare che i
suoi impegni italiani debbano subire una erosione fin quasi alla scomparsa
degli stabilimenti. La Costituzione assegna una funzione sociale all'azienda
che non può essere ignorata. Si pongono diversi problemi che vanno
affrontati e che comportano una strategia del tutto diversa dei sindacati e
delle forze politiche a cominciare dalla lotta per livellare verso l’alto le
condizioni salariali e normative dei lavoratori europei. Non dovrebbero
essere ammesse differenze salariali così enormi per i lavoratori dell’ex est
e si dovrebbero vincere le resistenze degli Stati che magari considerano i
bassi salari della loro classe operaia un’opportunità per il loro sviluppo.
Bisognerebbe ottenere il salario minimo garantito su base europea e norme
comuni sull'orario di
lavoro che percorrano all'incontrario la strada fin qui percorsa dalla UE.
Tutte le operazioni di decentramento all'estero dovrebbero essere
politicamente controllate. Si deve garantire l’occupazione dei lavoratori
Fiat e dell'indotto senza se e senza ma. Intanto è necessaria una seduta
straordinaria dell’assemblea regionale siciliana per una ferma presa di
posizione anche nei confronti del governo nazionale che di fatto si è
piegato al diktat della Fiat che ha zittito il Ministro Scaiola. Ma la
proclamazione dello sciopero generale dovrebbe essere immediata – continua
Ancona – e si dovrebbe fare entro i primissimi giorni di gennaio. Soltanto
il recupero e la messa in campo di tutta la capacità di lotta dei lavoratori
siciliani può bloccare la corsa verso la disgregazione sociale e lo sfascio
della convivenza civile”.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Friday, December 25, 2009 11:31 AM
Subject: Del finto perdono e del resto
Del finto perdono e del resto
Berlusconi ha perdonato Tartaglia e nello stesso tempo ha invitato i
giudici ad essere molto severi.
Insomma in una richiesta vendicativa ha inserito la parola-ingrediente
"perdono" perchè la batteria massmediatica al suo servizio potesse usarla,
come di fatto l'ha usata, per lodarne la magnanimità. I giudici che si
occupano del caso Tartaglia debbono stare molto attenti. Se useranno le
attenuanti per le misere condizioni psichiche dell'imputato rischiano
grosso, magari l'accusa di non rendere giustizia al Presidente. Intanto non
vengono presi in considerazione gli arresti domiciliari e si delineano, per
il futuro, soltanto alternative tra la detenzione "normale" e quella in
manicomi giudiziari. Se verrà chiuso in uno dei sei ospedali psichiatrici
giudiziari correrà il rischio di non uscirne più dal momento che
l'internamento può essere prorogato a tempo indeterminato. Accade che
persone condannate per reati di nessuna rilevanza chiuse in manicomio
criminale possano restarci anche per tutta la vita con penosissime
esperienze di letti di contenzione ai quali vengono legati per tanto tempo
anche per diecine di anni. In Italia, se si viene ghermiti dall'ingranaggio
della giustizia può succedere di finire suicidi dopo anni di clausura per un
reato di "oltraggio a pubblico ufficiale". E' accaduto. Della gente chiusura
nelle carceri non si occupa quasi nessuno oltre i parenti e gli addetti ai
lavori. Di quelli chiusi nei manicomi criminali non se ne parla in nessun
luogo. Non viene fatto niente per migliorarne la condizione. Si discute da
anni e tra gli esperti che almeno la metà potrebbero essere recuperati ad
una quasi normalità. La condizione di segregazione peggiora la loro
condizione. Ma non se ne fa niente dal momento che, come per la legge
Basaglia, nessuno pensa di creare alternative protette che possano favorire
la liberazione.
L'Oligarchia che abita il Parlamento si tiene lontana dai luoghi terribili
della detenzione psichiatrica. Soltanto la pattuglia radicale ha fatto
qualcosa, ha denunziato, ha proposto modifiche. Purtroppo le cose non sono
cambiate e tendono a peggiorare. Il Parlamento si occupa delle leggi che
servono al Presidente del Consiglio per sfuggire ai tanti processi
cominciati quando era soltanto un imprenditore
Ora si vuole riformare l'ordinamento giudiziario, ma soltanto per
accrescerne il controllo politico più che il controllo sociale e
democratico. Come per gli infortuni mortali sul lavoro ci si è adattati alla
media mostruosa di quattro morti al giorno e di decine di migliaia di
feriti, mutilati, malati l'anno, per le carceri ci si adatta ad una media di
70 suicidi l'anno. Dovremmo domandarci quali patologie celano queste cifre.
Della gente chiusa e dimenticata nei manicomi criminali non ne parla
nessuno. Quasi dieci anni fa la senatrice Finocchiaro fece una proposta ma a
quanto pare è rimasta senza alcun seguito.
Pietro Ancona
http://www.overlex.com/leggiarticolo.asp?id=1932
http://www.opgaversa.it/il_manicomio_giudiziario_di_aversa.html
http://www.osservatorioantigone.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1182&Itemid=2
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pietro ancona
Sent: Saturday, December 26, 2009 5:58 PM
Subject: Occidente: crimini e menzogne
OCCIDENTE: CRIMINI E MENZOGNE
I cittadini americani non hanno avuto il tempo di elaborare la notizia
della confessione in video del soldato prigioniero dei talebani che - chiodo
scaccia chiodo- con una tempestività davvero eccezionale i massmedia vengono
catturati dalla notizia di un aereo in procinto di esplodere su detroit ad
opera di un terrorista. Colpisce molto la seguenza video/soldato-aereo con
terrorista. Introduce una parola che in questi giorni è molto importante per
i militari americani: Jemen ( uno dei più bei paesi del mondo raro ed unico
come Venezia che presto sarà distrutto). Ribalta completamente il
significato delle confessioni e della richiesta fatta dal soldato che
confronta l'Afghanistan al Vietnam e dichiara di essere stato trattato bene
senza essere torturato come i prigionieri di El Ghrain. I talebani non
sono più le persone civili descritte dal soldato ma i terroristi di AlQaeda
che stavano per fare saltare in aria un aereo con trecento persone. La
guerra contro questa gente è giusta e deve essere continuata con l'invio di
altre truppe, con altri bombardamenti, con altri massacri fino alla vittoria
finale. Questa consiste nel consolidamento del regime di un tiranno corrotto
come Karzaj membro di una famiglia mafiosa di trafficanti di oppio che si
sta arricchendo mentre il
popolo soffre la fame ed indicibili difficoltà.
L'opinione pubblica americana è stata infantilizzata da anni di
istupidimento televisivo e massmediatico impregnato dall'ideologia del
pensiero unico. Non conosce gli orrori della guerra perchè New York, Boston,
Washington e le altre città americane non sono mai state bombardate e
difficilmente lo potranno essere in futuro. Non capiscono quindi le
sofferenze dei cittadini di Bagdad o di Kabul o dei villaggi pakistani
bombardati tutte le notti. Non conoscono gli effetti delle bombe all'uranio,
al fosforo, al napalm se non per le malattie che i reduci portano a casa. Ma
riescono a saperne molto poco dal momento che i veterani reduci dalle guerre
coloniali contano molto poco e come i morti che vengono riportati in patria
di notte ed in aeroporti chiusi al pubblico la loro voce, la loro
disperazione difficilmente viene notata. Si suicidano alla media spaventosa
di una ventina al giorno ma i giornali raramente ne parlano.
Se penso ai libri ed agli articoli di tanti intellettuali dell'Occidente
come il filosofo francese Gluckmann o l'italiana Oriana Fallaci o all'ex
Presidente del Senato Pera della fondazione Carta Magna, nata per
munizionare di argomenti l'occupazione coloniale dell'Islam che hanno
financo
discettato sul "dovere dell'identità" e sulla superiorità dei "valori" della
civiltà occidentale e li confronto alla distruzione dei resti della civiltà
assiro-babilonese, alle città meravigliose ridotte in macerie ed avvelenate,
alle popolazioni martoriate e terrorizzate dalle incursioni aeree dai
soldati di occupazione, dai contractors killers, provo rigetto, quasi un
senso di vomito, di ribellione.
Il mondo è nelle mani di una potenza controllata dai militari e dalle
multinazionali. La democrazia è un involucro che avvolge un potere durissimo
verso i poveri e verso quando non è americano e quindi non è stato unto da
Dio.
Pietro Ancona
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/12/Usa-Detroit-attentato-aereo.shtml?uuid=009b3b8a-f1fe-11de-a47c-099d76ded039&DocRulesView=Libero
http://news.google.it/nwshp?hl=it&tab=wn
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, December 27, 2009 11:00 AM
Subject: bandiera bianca, resa incondizionata
Bandiera Bianca, resa incondizionata
Ci avviamo all'anno cruciale della agonia della Costituzione con una
dichiarazione di Franceschini di resa incondizionata a Berlusconi ed alle
sue pretese Ha detto che la legge ad personam per mettere il Presidente
del Consiglio al riparo dai processi è una cosa possibile. Come si dice: "se
pò fa..." Si ha anche notizia di una telefonata tra Berlusconi e Bersani. La
TV mostra un Berlusconi ringiovanito, rinfrancato, sorridente. Sono appena
passati tredici giorni dall'attentato di Milano ma la sua faccia è liscia e
rosea come quella di una fanciulla in fiore. Non c'è alcun residuo di
ematoma o di ferita. Eppure il taglio sotto l'occhio sembrava profondo. Dei
denti che sarebbero stati fratturati, non sappiamo quanti, nessuna traccia.
La bocca del tutto normale ed il sorriso o la risata di scherno non hanno
alcuna difficoltà a dispiegarsi sul volto.
Insomma, il triste episodio di cui ha parlato il mondo intero e che ha
provocato una intensa profonda
ondata di solidarietà umana è diventato una sorta di spartiacque tra "prima"
e "dopo". Prima il PD era contrario, decisamente contrario alla leggina ad
personam e manifestava serie perplessità a mettere mano alla Costituzione
con questa destra ornata dal razzismo di Bossi un razzismo che si annida
anche all'interno sotto la voce "federalismo" e che vuole la rottura di ogni
forma di solidarietà interregionale. Ora la strada è spianata verso una
collaborazione che non dubitiamo sarà intensissima. Il Parlamento sarà messo
al lavoro, sarà sotto pressione con il fiato al collo del Grande Manager,
del Boss che avrà tanti difetti per come trascorre il suo tempo libero ma è
sicuramente un grandissimo lavoratore capace di macinare quantità enormi di
impegni. Non dubitiamo che il Presidente della Repubblica sarà ed è già
nella partita. Non predica fino alla noia la "coesione"? Ma un Parlamento
democratico non deve essere coeso. Deve essere articolato dialetticamente
tra maggioranza ed opposizione. Eppure Napolitano sono anni che ci
ossessiona indicandoci la necessità di un clima collaborativo. In Italia
questo significa assecondare Berlusconi in tutte le sue voglie. Non solo
leggine per sfuggire a possibili certe condanne per reati commessi prima di
diventare Presidente del Consiglio ma anche un rifacimento della
Costituzione con azzeramento dei controbilanciamenti ed assoggettamento di
parte della Magistratura al suo controllo. I Magistrati inquirenti
diventeranno funzionari del Governo come i Questori.
Sono passate due settimane e sembriamo lontani anni luce dall'idea di un
Fini che potesse diventare espressione di una destra "civile", alternativa a
quella di Berlusconi e Bossi.. Se Il Capo del Governo si accorda con
l'opposizione e questa gli dà via libera per tutti i progetti di "riforma"
che senso ha il ruolo che Fini stava cercando di darsi? Oramai è una carta
bruciata.
L'unico ostacolo ma non insormontabile resta Di Pietro ed il suo Partito.
Di Pietro è sottoposto ad una cura intensissima di aggressioni quotidiane da
parte dei giornali e delle tv del "partito dell'amore".
Viene dipinto come un pericoloso avventuriero, un estremista, un nemico
della pace degli italiani.
Deve essere isolato come un cane rognoso. Si confida che il suo Partito, l'IDV,
non regga a lungo agli attacchi ed al duro regime di isolamento. Non ha
storia ed i suoi uomini non hanno forse la stoffa necessaria per resistere
contro corrente ad attacchi che diventano sempre più ravvicinati,
asfissianti.
In quanto alla sinistra radicale, il pegno viene dato dal Duca delle
Puglie, l'On.le D'Alema. Il PD non ricandida Vendola e lancia la candidatura
di Emiliano. Gli elettorati PD e PDL diventano sempre più
simili e lo saranno ancora di più dopo il voto della leggina ad personam.
L'isolamento della sinistra radicale e dei dipietristi intransigenti deve
essere pieno.Debbono sprofondare nelle catacombe dell'extraparlamentarismo e
messi fuori dagli accordi politici locali.
Nasce in modo incruento un regime. Al posto della marcia su Roma abbiamo
avuto Tartaglia ed il lancio della statuetta del Duomo di Milano. Un regime
che si annunzia con la negazione bipartisan del diritto ai lavoratori di
avere un giudice al quale appellarsi e con l'Italia popolata di
lavoratori-stilisti appollaiati su torri per rivendicare il proprio diritto
al lavoro ed alla vita. La scuola è già largamente sfasciata e
centotrentamila insegnanti si ritroveranno nel giro di tre anni senza lavoro
e quindi senza pane quotidiano. La Fiat diventa una multinazionale con il
cervello in Italia ed il corpo all'estero. Ma l'oligarchia si ingrassa a
dismisura. I consiglieri regionali piemontesi hanno diritto ad una buona
uscita di circa centomila euro. Nel Veneto si fanno pagare anche le spese
mortuarie. La casta politica costa
più dell'intero servizio sanitario nazionale. Questa casta politica è
interessata alla "coesione". Del paese non sembra importarle più niente. Le
forze armate diventano SPA per sfuggire una noiosi controlli della Corte dei
Conti e del Parlamento. Naturalmente una SPA deve essere sempre operativa e
per questo dobbiamo rassegnarci all'idea di guerre infinite alle quali
parteciperanno i nostri militari "portatori di pace".
Insomma, si adeguerà la Costituzione scritta a quella materiale che non si
capisce bene che cosa sia. E' certo che i legami tra PDL e PD esistono e
sono testimoniati dalla condivisione di tutta la legislazione del lavoro
firmata nelle ultime due legislature che hanno spogliato i lavoratori di
quasi tutti i loro diritti. Credo che pesino molto nella trattativa gli
interessi "materiali" del PD nelle banche o nel settore cooperativo. Le Coop
sono una grande potenza economica ma non hanno più niente dei tratti
solidaristici del socialismo gestionale iniziale. Sono imprese del tutto
simili a tutte le altre e non danno niente nè ai consumatori nè ai loro
lavoratori dipendenti. Non mitigano le asprezze del sistema capitalistico ma
lo accentuano. L'apertura di nuove Ipercoop a Palermo ed altrove, nel pieno
consenso generale, è una spia assai significativa di che cosa sono oggi i
partiti .
Il Papa benedice quello che volgarmente continua a chiamarsi inciucio ma
che ora viene ribattezzato come fase solidale di riforme e di bene
nazionale.
pietro ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, December 28, 2009 5:36 PM
Subject: Con Ahmanedinjed per la libertà dell'Iran
Con Ahmanedinejd per la libertà dell'Iran
Il giorno di Natale tre palestinesi della Striscia di Gaza che cercavano
rottami di ferro nei pressi del Muro che Israele ha eretto per tenerli
prigionieri sono stati trucidati a colpi di mitraglia dai soldati. Erano in
zona "interdetta". Questa è la parola usata dai massmedia occidentali per
spiegare
la loro uccisione.Che fossero disarmati ed inermi non conta niente. Nello
stesso giorno di Natale, in Cisgiordania, altri tre palestinesi sono stati
uccisi dentro le loro case sotto gli occhi dei loro figli. La "velina"
diramata
dall'ufficio propaganda dell'esercito israeliano racconta che erano membri
del partito AlFatah. A quanto pare è una condizione sufficiente per essere
ammazzati. Le agenzie non raccontano se i cadaveri dei sei palestinesi siano
rimasti in loco o restituiti alle loro famiglie. Potrebbe anche succedere
che i loro organi vengano espiantati per facoltosi israeliani che ne hanno
bisogno. Come i tedeschi di Hitler non sciupavano proprio niente dei
cadaveri degli ebrei facendone financo sapone,
anche i corpi dei palestinesi sono stati usati, (per quanto si è riusciti a
sapere), come pezzi di ricambio. Non sappiamo se questa pratica è ancora in
vigore.
Intanto, con la fattiva collaborazione di Obama che sembra particolarmente
scodinzolante ed accondiscente con la lobby sionista che lo controlla,
l'Egitto sta costruendo un muro di acciaio profondo trenta metri e lungo
dieci chilometri, in gran parte sotterraneo, tra il proprio territorio e la
striscia di Gaza, per impedire che il milione e mezzo di Palestinesi che vi
vivono prigionieri, puniti perchè a suo tempo hanno votato per Hamas,
non possano più scavare cunicoli per procurarsi il cibo, l'acqua e le
medicine di cui hanno bisogno. Molti di loro sono morti asfissiati dai gas
sparsi dagli egiziani e dagli israeliani. Oggi un pulmann di
testimoni di Pace è stato bloccato e sequestrato. E' vietato visitare i
prigionieri. Gaza come Guantanamo.
Questa vergogna per l'umanità costituita dalla condizione dei palestinesi
nei territori occupati da Israele non conta quasi niente per il sistema
massmediatico occidentale. Invece, oggi, tutti i giornali sono pieni da
pagine e pagine di articoli con titoli "strillati" che si riferiscono alle
grandi proteste per la libertà e la democrazia di Teheran e si domandano per
quanto tempo ancora l'Occidente dovrà tollerare (Venturini) un Iran che non
obbedisce alle ingiunzioni, che vorrebbe dotarsi di una bomba nucleare, che
ha un Presidente la cui elezione è stata una truffa.
La pressione psicologica e politica sull'Iran dura da molto tempo e si sta
intensificando. Gli americani hanno bisogno di nuovi teatri di guerra dopo
l'Iraq e l'Afghanistan. Ora si dedicano a parte del Pakistan ed allo Jemen.
L'invasione dello Jemen ci è stata preannunziata quando abbiamo letto o
sentito che il giovane terrorista dell'aereo su Detroit aveva "subito,
subito" dichiarato di appartenere ad AlQaeda e di essere stato addestrato in
Jemen. Dal momento che i generali del Pentagono ci considerano imbecilli era
facile dedurre che si voleva attrarre la nostra attenzione sulle attività
terroristiche dello Jemen. Stamane abbiamo sentito che da un anno la Cia è
presente in loco e che i preparativi per l'invasione sono a buon punto.
I programmi per l'Iran sono per ora affidati all'opera di destabilizzazione
della rivoluzione "verde", colorata secondo il manuale di Gene Harp. Due
autorevoli e stagionati membri dell'estambliscement clericale espressione di
ceti medio alti, grandi proprietari terrieri, miliardari come Musavi e
Rafsaniani,
con la parola d'ordine " a morte il dittatore" guidano una rivolta che sono
riusciti a fare diventare endemica negli ultimi sei mesi. I rivoltosi
vengono visti da tutta la stampa occidentale come martiri della libertà e
della democrazia negata dal Presidente Ahmanedinjed considerato un
usurpatore che deve essere scalzato e appunto messo a morte secondo il loro
grido di guerra. L'obiettivo, sostenuto dagli americani apertamente per
ammissione della Clinton, è portare al governo "i riformisti" cioè gente
dello stesso stampo di Karzay e di Al Maliki. Una sorta di Quisling,
collaborazionisti in funzione di ascari e di sostenitori degli interessi
economici e geostrategici degli USA e dei loro alleati.
Se la protesta dei riformisti di Teheran non diventa guerra civile capace
di scalzare dal potere gli attuali governanti, l'Occidente è sempre pronto a
fare la sua guerra di aggressione. Certo, non è facile, ma sono anni che
Israele si prepara con manovre della sua flotta che ora è dislocata proprio
nei mari antistanti l'Iran.
Molti intellettuali della sinistra europea sostengono i riformisti
iraniani. Decontestualizzano la questione dallo scacchiere internazionale e
sostengono che non si può spiegare tutto con la geostrategia, ma bisogna
considerare anche la lotta di classe. Parlano di lotta per i diritti. In
sostanza si dice che non si può sostenere un regime come quello di
Ahmanedinjed solo perchè è nemico degli USA. Argomento
fragile dal momento che nella geostrategia mondiale si esprimono gli
interessi primari della lotta di classe tra imperialismo e colonialismo ed
in secondo luogo perchè i cosidetti riformisti sono portatori di interessi,
valori, istanze che sono della borghesia miliardaria e medio alta ansiosa di
partecipare al
buffet dei grandi consumi e di scrollarsi di dosso il grigiore di un regime
che dà ai lavoratori ed ai contadini diritti che vengono negati anche nella
"libera" America di Obama. Non c'è dubbio che il sistema sanitario iraniano
sia migliore e di gran lunga più democratico di quello americano.
Può darsi che la rivoluzione verde in Iran alla lunga abbia successo come
le sue consorelle che si succedono come per fotocopiatrice dal 2000. In
dieci anni abbiamo avuto tante rivoluzioni per la libertà e contro la
tirannide in Serbia, Giorgia, Bielorussia, Kirghistizan, Ucraina, in Libano,
Mongolia... Tutte, come si vede, in cruciali zone di forte interesse per
l'espansione mondiale degli Usa. Naturalmente, in paesi come la Colombia
dove si uccidono ventimila cittadini all'anno perchè sospettati di essere
oppositori del regime e nell'Egitto del ferocissimo dittatore Mubarak, non
ci sono problemi di rispetto della libertà e della democrazia. Non sono
necessarie rivoluzioni "colorate" amenochè non cambi il loro governo.
Ricordo infine che è dal 1920 che gli anglosassoni stanno addosso all'Iran
condannandolo alla sofferenza di crudeltà inaudite. Winston Churchill faceva
irrorare i loro villaggi di gas iprite. Il loro primo Ministro, il grande,
democratico liberal Mossadeq colpevole di avere nazionalizzato l'industria
petrolifera sottraendola alle sette sorelle fu rapito dalla Cia ed ucciso.
Al suo posto fu installato un mostro sanguinario come lo Scià. L'attuale
regime deve cadere perchè gli americani non tollerano che
il petrolio dia risorse per una civiltà diversa dalla loro. La millenaria
cultura dell'Iran, erede della grande Persia, deve essere cancellata come è
stata cancellata quella mesopotamica. Al centro di Bagdad oggi troneggia una
base militare USA ed una ambasciata che è grande quanto una citta di
trentamila persone. Domani la bandiera a stelle e strisce sventolerà su
Teheran ed i giovani che oggi gridano la loro voglia di democrazia e libertà
avranno le discoteche con la musica americana dell'ultima generazione,
Pietro Ancona
http://wapedia.mobi/it/Rivoluzioni_colorate
http://www.questotrentino.it/2003/16/mossadeq.htm
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Tuesday, December 29, 2009 9:58 AM
Subject: Un padre molto particolare di un terrorista molto particolare
Un padre molto particolare di un terrorista molto particolare
Insomma non si finisce mai di stupirsi. Umar Faruk, un ragazzo di appena
ventitreanni, che nel giro di poche ore dalla cattura su un aereo che doveva
esplodere nel cielo di Detroit ha vuotato il sacco, è figlio di un
importante banchiere nigeriano assai ammanigliato con il mondo finanziario
internazionale e membro di molti club tra i più esclusivi. Anche in Italia è
stato nominato Cavaliere della Repubblica una delle più alte onorificenze
che si conferisce a personalità particolarmente benemerite. Non sappiamo
quali meriti abbia questo personaggio della casta dirigente nigeriana per
l'Italia. Forse ha chiuso tutti e due gli occhi per gli insediamenti
dell'Eni e dell'Agip alla foce del Niger che da anni hanno devastato
l'habitat degli abitanti che vi muoiono di cancro, di fame e delle tante
malattie donate dall'inquinamento spaventoso del fiume del quale i loro
antenati avevano tratto salute e nutrimento per migliaia di anni.
Può darsi che appartenga ad una di quelle massonerie molto molto riservate
e che costituiscono una specie di consiglio di amministrazione della
borghesia capitalistica. Non sappiamo. Di certo sappiamo che aveva
denunziato il figlio agli americani. Aveva fatto sapere delle sue cattive
frequentazioni ed aveva messo in guardia la Cia delle intenzioni bellicose
del ragazzo che lui non solo non condivideva, ma condannava.
Il grande banchiere padre amoroso e giusto in questione non mi ricorda
nessuno dei personaggi della antica Roma pronti a sacrificare alla Sacra
Urbe anche gli affetti familiari. Ricordo di uno che si tagliò un braccio
per avere sbagliato un atto terroristico come l'omicidio del comandante
etrusco che
assediava la città. Ma nessuno che avesse denunziato o ucciso il figlio per
ragioni di Stato o di Etica.
La denunzia del padre del disgraziato Umar Faruck mi ricorda invece
l'omicidio di un ragazzo di Canicatti trucidato dal padre mafioso perchè
comunista. Insomma, un delitto ideologico animato dall'odio contro il mondo
che ribolle sotto la nave dei grandi privilegiati delle terra.
Questo signore avrebbe potuto denunziare il figlio alle autorità del suo
paese e farlo imprigionare
in Nigeria. Magari la madre o i fratelli ogni tanto avrebbero potuto fargli
visita in prigione. Invece ha preferito denunziarlo agli americani sapendo
certamente di Guantanamo e dei trattamenti che gli Usa ossessionati dalla
lotta al terrorismo praticano normalmente. Sapendo che difficilmente lo
rivedrà mai più e che sarà assai probabilmente torturato come tutti gli
altri che incappano nella rete dello zio Sam.
Ma il nostro stupore continua ad essere suscitato anche da altre cose.
Faruk, immobilizzato da un regista (in veste professionale sul teatro
dell'evento?) e fatto subito prigioniero non era ancora sceso dall'aereo che
aveva già vuotato il sacco che tutte le agenzie della batteria massmediatica
mondiale hanno subito registrato. Mai visto confessioni così veloci
specialmente da uno che, per essere denunziato dal padre, doveva essere
assai tosto, assai motivato. Insomma, uno che stava per farsi esplodere per
le sue convinzioni politiche che, appena preso, si mette a cantare a
squarciagola e dice tutto quello che sa su di sè e su chi ha condiviso con
lui le sue scelte. Dobbiamo credere? Dice Che è stato addestrato nello
Jemen in un campo di AlQaeda, per un mese, e che altri venticinque kamikaze
sono pronti a compiere altri atti terroristici. Figuratevi Obama! Appena
avuta la "confessione" ha subito riunito fior di papaveri di generali ed ha
impresso un giro fortissimo alla vite dell'apparato antiterroristico. Ha
cominciato con il rafforzare ed aumentare il numero delle missioni di
bambardamento aereo sullo Jemen che, vedi caso, è già stato studiato in
profondità dalla Cia e dal Mossad e che presto sarà ridotto ad un cumulo di
macerie come Gaza, il Pakistan, l'Afghanistan, la Somalia...l'Iraq......
L'episodio di Detroit, per me, significa soltanto una cosa. Anche lo Jemen
sarà incendiato e forse non vedremo mai più le sue bellissime città di
argilla, dipinte con i colori del Paradiso, che ne hanno fatto una altra
rarità come Venezia o New York.
Pietro Ancona
http://www.ilgiornale.it/esteri/il_padre_nemico_estremisti_ha_preferito_legge_figlio/28-12-2009/articolo-id=409717-page=0-comments=1
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Thursday, December 31, 2009 1:59 AM
Subject: Tre psicolabili tre
Tre psicolabili tre
Nel giro di quindici giorni siamo stati posti dinanzi a tre eventi
drammatici capaci di allarmare il mondo. Il Papa, Berlusconi e un aereo con
trecento passaggeri in volo su Detroit sono stati "attaccati" da tre persone
diverse ma con una caratteristica in comune assai singolare: sono tutti e
tre psicolabili.
Massimo Tartaglia l'aggressore di Berlusconi è uno psicolabile in cura
psichiatrica da anni. Lo stesso dicasi per Susanna Maiolo. Non si sa molto
del giovane nigeriano Faruk ma siamo indotti a crederlo dalle sue stesse
precipitose dichiarazioni. Non era ancora sceso ammanettato dall'aereo che
aveva tentato di fare saltare e aveva già detto di essere stato addestrato
in Jemen, di appartenere ad AlQaeda, di sapere di altri venticinque
terroristi pronti a entrare in azione...Insomma ha dichiarato immediatamente
quanto gli americani riescono ad estorcere ad un "normale terrorista" dopo
anni di torture.
Possiamo ritenere che siamo di fronte ad una coincidenza? Io credo proprio
di no. Bisognerebbe scoprire i "tutori" dei tre aggressori. Dove è stato e
con chi Massimo Tartaglia dalle ore nove del mattino all'ora in cui lanciava
la statuina a Berlusconi? Chi c'era con Susanna Maiolo che, comunque,ha solo
cercato di avvicinarsi al Papa ? Chi era il personaggio che aveva assistito
Faruk
durante tutto il suo viaggio dall'Africa agli USA?
Penso che ci troviamo difronte a classiche operazioni di false flag che
hanno lo scopo di imprimere una forte torsione al corso degli avvenimenti.
Il tentativo attribuito a Faruk di fare esplodere l'aereo ha scatenato Obama
ed i generali statunitensi contro lo Jemen che è già stato aggredito e che
sarà incendiato al pari dell'Iraq e dell'Afghanistan; L'aggressione di
Tartaglia ha indotto il PD a bruciare le tappe di avvicinamento al PDL e a
dichiararsi subito disponibili a far parte della sfera dell'amore contro la
sfera dell'odio dei cattivacci che non vogliono fare la leggina ad personam
al premier. L'episodio del Papa è di più difficile decifrazione.
Bisognerebbe leggere in profondità nella politica vaticana.
Ma si sta esagerando in manipolazione e si conta molto sulla credulità
della gente. Si spera di farla franca e di accreditare il falso come è stato
con l'attacco alle Torri Gemelle e le armi di distruzioni di
massa di Sadam Hussein presentate da Powell all'Onu.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, December 30, 2009 5:02 PM
Subject: Il PD nel governo siciliano di Lombardo
Il Pd nel Governo siciliano di Lombardo
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I dirigenti del PD siciliano negano di appoggiare il Governo costituito da
Lombardo dopo l'espulsione dalla maggioranza dei cosidetti "lealisti" cioè
della fazione del PDL che fa capo al Ministro Alfano ed al Presidente del
Senato Schifani. Vogliono farci credere che Lombardo è un imprudente
temerario che pensa di governare la Sicilia con 31 consiglieri su 90.
Sostengono che Centorrino e Russo sono "tecnici" scelti da Lombardo e non
rappresentanti del PD nell'Esecutivo e che la loro politica è quella di un
sostegno "tematico". Sosterranno di volta in volta le proposte di questo
governo se esse saranno ritenute soddisfacenti. Non riconoscono neppure di
appoggiare dall'esterno il Governo e negano risolutamente qualsiasi
trattativa o inciucio che dir si voglia.
Naturalmente questa sorprendente posizione vorrebbe maldestramente placare
i forti malumori del Partito ma è come voler negare l' evidenza. Il terzo
governo Lombardo nasce sulla base di una trattativa non ufficiale ma molto
impegnativa. D'Alema, il Richelieu dei Palazzi italiani si è intrattenuto
a cena con Lombardo. Hanno mangiato delle orate e quindi stipulato il
cosidetto Patto dell'Orata. D'Alema è famoso per i Patti a base di pesce. Ne
fece uno, diventato famoso, a base di triglie, a Gallipoli con Rocco
Buttiglione. Fu a cena anche con Bossi tanti anni fa , quando definì la Lega
una costola della sinistra. Ma mangiarono soltanto della carne e non ci fu
seguito. Poi Pierluigi Bersani è venuto in Sicilia. Si è incontrato con i
suoi e poi con Lombardo ed ha dato piena disponibilità a sostegno di un
governo delle "riforme". La Sicilia è sempre stata una sorta di laboratorio
per testare scelte o progetti politici che si svilupperanno dopo in sede
nazionale. Anche stavolta non sfugge a questa sua "vocazione" anticipatrice
di eventi che sono in corso di maturazione nei Palazzi Romani.
Non predica forse Napolitano la "coesione"? Che cosa è la coesione se non
la riproposizione a trenta anni della dottrina Berlinguer secondo la quale
non si può governare con il 51%? Si preannunzia la stagione delle cosidette
riforme volute, fortissimamente volute da Berlusconi a cui questa
Costituzione sta assai stretta e vorrebbe un regime presidenzialistico
magari senza contrappesi.
Il PD si sta imbarcando in questa avventura. Non arretra difronte alle
voglie personali di Berlusconi ed a quelle delle destra italiana. Farà di
tutto per essere della partita e non farsi tagliare fuori. Per questo
sarebbe sbagliato giudicare l'appoggio in Sicilia al Governo Lombardo un
fatto localistico dovuto al levantinismo ed alle stranezze della politica
regionale.
E' vero che la Giunta Lombardo nasce in contrapposizione ai cosidetti
"lealisti" cioè al gruppo fedele
al PDL. Ma è anche vero che Berlusconi non ha "scomunicato" Miccichè ed i
sostenitori di Lombardo e finora mantiene un atteggiamento riservato.
Certo la posizione del PD permette alla destra siciliana di respirare, di
chiudere una crisi profondissima esplosa da oltre sei mesi senza ricorrere
alle urne, a nuove elezioni. Sostenzialmente il PD si sostituisce al blocco
di circa trenta consiglieri che vengono meno al governo. Ora l'Assemblea
regionale è divisa in tre gruppi di pari forza. Un gruppo che esprime il
governo, un gruppo che lo sostiene ed un'altro che ne dichiara
l'illegittimità dal momento che si regge con una maggioranza dfiversa da
quella con cui fu eletto.
Il governo minoritario per finta di Lombardo si regge con una solida
maggioranza di due terzi dell'Assemblea. Ha soltanto sostituito i trenta
deputati del PDL e dell'UDC con quelli del PD. Non è cambiato niente.
Lombardo non si è preso neppure la briga di dichiarare la rottura con il PDL
e non dubito che continuerà a sostenere il governo Berlusconi. Una timida
richiesta dei dirigenti del PD
siciliano di dichiarare conclusa l'esperienza del centro-destra è rimasta
senza risposta.
La crisi della politica siciliana, la sua soluzione, sei mesi di trattative
e di tentativi sfociati ora nel terzo governo fatto dal capo del MPA, il
movimento sicilianista e rivendicazionista della borghesia siciliana che non
è più tanto soddisfatta delle mance che elargisce Roma e che vorrebbe
qualcosa di più concreto del Ponte sullo Stretto (al cui banchetto sembra
esclusa a favore di Impregilo ed altri volponi del Nord), non sembra
interessare l'opinione pubblica siciliana stordita dal degrado crescente
e dall'involuzione della vita civile. Palermo e tanta parte della Sicilia
assediata da montagne di spazzatura, bollette astronomiche per pagare
l'acqua ai privati che se ne sono appropriati, la smobilitazione di Termini
Imerese, il licenziamento di circa diecimila insegnanti a causa della
riforma Gelmini, disoccupazione, anziani che non possono più curarsi a causa
di ticket esosi......
La crisi e la sua soluzione interessano soltanto a coloro che seguono
"professionalmente" la politica dal momento che produce posti ben retribuiti
a cominciare dai Consigli Comunali, consulenze, possibilità di ottenere in
gestione qualche servizio....
Anche i quasi trentamila dipendenti "diretti" della Regione comandati da
tremila dirigenti e la pletora dei pensionati superprivilegiati con età
media attorno ai cinquanta anni che godono di assegni eguali a quelli dei
colleghi in attività non riescono ad entusiasmarsi, a seguire le vicende
dei loro patrons. Tutto quello che la Sicilia incassa come risorse
proveniente dal fisco e da tutto il resto finisce nelle fauci insaziabili di
questa mostruosa burocrazia tentacolare.
Il primo atto del nuovo Governo è stato la nomina di 28 Superburocrati,
managers frutto di una
intensa e meticolosa applicazione del "cencelli" siciliano. Costeranno
milioni di euro ma non importa:
i soldi potranno venire anche da un ritocco dell'irpef regionale....
Tra questi superburocrati c'è anche Lucia la figlia di Paolo Borsellino
e nipote di Rita eurodeputata e fino ad ieri contraria all'inciucio. Non
so oggi. Ma è un classico della Oligarchia: mettere un fiore all'occhiello
ad una porcata. Forse nella Giunta di Governo non c'è la magistrata Caterina
Chinnici, figlia del martire della mafia Giorgio? Non c'è anche il
Magistrato Massimo Russo ? Non sono questi simboli, segni di un impegno
contro la Piovra?
Insomma, due magistrati nel governo e la figlia di magistrato martire
della mafia tra i superburocrati.
Ma, queste presenze sembrano una sorta di machillage. Una maniera per
allontanare sospetti di collusioni o di contiguità con la criminalità
organizzata.
Eppure in Sicilia non si respira nei Palazzi della Politica a cominciare
dal Palazzo dei Normanni un'aria di grande impegno, di grande lotta, alla
dominazione mafiosa. I successi che si sono realizzati sembrano (e sono)
frutto di una polizia assai efficiente seppur con scarsi mezzi e di un
gruppo di magistrati che si sentono isolati, disperatamente isolati.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Thursday, December 31, 2009 4:18 PM
Subject: Pietro Micca è afghano
Pietro Micca è afghano......
L'America con i suoi ascari-killers occidentali può continuare a
devastare i paesi che ha invaso con i bombardamenti ed i massacri delle
popolazioni ma non riuscirà a domarli. I suoi eserciti sono fatti di
mercenari molti dei quali militari per necessità che prima o poi entrano in
crisi, si drogano, e quando ritornano in America spesso si tolgono la vita
perseguitati dai ricordi e dai rimorsi. Ogni giorno, diciotto veterani
dalle varie guerre americane si tolgono la vita e la condizione dei
venticinque milioni di reduci USA da tutte le guerre è davvero umiliante e
disperata per l'ingratitudine dello Stato controllato dalle multinazionali
che concede pensioni miserabili (molti vanno a vivere poveramente in
Messico dove il costo della vita è minore) ed assistenza sanitaria
scadente. I patrioti afghani o irakeni sono pronti a morire per compiere
una missione di
attacco al nemico invasore. Questa disponibilità frutto di una grande
motivazione morale e patriottica è del tutto esclusa ai belligeranti
occidentali. Quindi, sebbene la sproporzione sia enorme, la Resistenza,
armata di mine rudimentali e di vecchi kalaskikov riesce ad infliggere duri
colpi ad eserciti di occupazione supertecnologici e che non esitano ad
usare micidiali e velenosi proiettili e bombe all'uranio, al fosforo, al
napalm. Circa quattrocentomila invasori tra militari e contractors e
personale spionistico sono presenti in Afghanistan ed in Iraq e dopo quasi
un decennio di massacri e di occupazione non riescono a controllarli. Alla
fine perderanno ma lasceranno paesi martoriati ed una popolazione con
milioni di malati, mutilati, invalidi. Lasceranno anche migliaia di bambini
mostrificati dal fosforo e dall'uranio che non sopravviveranno a lungo ai
loro genitori ammalati di cancro.
I Comandi militari USA ed Alleati dei territori occupati censurano
drasticamente la stampa. Le uniche notizie che ci arrivano sono quelle delle
stragi quasi quotidiane attribuite i "terroristi". Ma è più logico
attribuirli agli "squadroni della morte" organizzate a suo tempo dal grande
esperto Negroponte per dividere e suscitare odi tra sunniti e sciiti e
comunque tra le varie etnie e comunità tribali. I giornalisti sono stati
tutti uccisi o indotti alla fuga. Non dimentichiamo l'assassinio di Baldoni
e quello tentato di Giuliana Sgrena salvata dall'eroe Calipari. Ricordo una
delle ultime scene che ci fu permesso di vedere di Bagdad nella quale un
carro armato americano prendeva la mira e sparava ad una finestra
dell'Albergo Palestine abitata da giornalisti. La regola applicata dagli
anglosassoni e da israele dovunque si trovino a guerreggiare è quella di
liquidare con le buone o con le cattive i giornalisti, i fotoreporter, ogni
possibile informazione free.
Obama sta cercando di impaurire l'opinione pubblica americana ed
occidentale per avere mano libera alle sue avventure militari in Jemen, in
Pakistan, in Somalia. Forse vuole anche riaprire la questione vietnamita
perchè l'America ha la memoria vendicativa dell'elefante: non dimentica di
essere stata umiliata dai piccoli uomini che la misero in fuga. Vuole la
rivincita. Il Vietnam le interessa moltissimo
anche per la sua vicinanza alla Cina che vorrebbe stringere con lacci e
lacciuoli da tutti i lati. Improvvisamente AlQaeda che molti ritengono sia
una invenzione dei servizi Cia si è messo a fare proclami e si trasferisce
di migliaia di chilometri dal Pakistan allo Jemen. Dopo il suo viaggio in
Africa
Obama si è reso conto della penetrazione cinese nel grande continente e
reagisce con il sistema tipico dei prepotenti mandriani del far west:
militarmente, con i bombardamenti e poi con l'installazione di basi militari
cioè con i reticolati ed il controllo nucleare. Obama si dimostra ancora
più infido del suo predecessore ed ancora più pericoloso dal momento che
riveste la sua mercanzia con un involucro di finto progressismo...
Dopo un anno dal suo insediamento la guerra dilaga nel mondo ed oscura il
futuro. A fronte di ciò è ragionevole la decisione dei russi di riarmarsi e
di prepararsi a possibili aggressioni. Il mondo è in subbuglio nelle mani di
una superpotenza cui manca il contenimento della saggezza e della opzione
pacifista dell'Unione Sovietica.
pietro ancona
http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Micca
http://baghdadcafe.splinder.com/post/941965/Colpito+il+''Palestine''
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: CircoloPasoliniICampari
Sent: Friday, January 01, 2010 11:04 PM
Subject: Sul discorso del Presidente
SUL DISCORSO DEL PRESIDENTE
Si può dissentire dal coro unanime che si leva dai Palazzi della Politica,
dai luoghi di villeggiatura più esclusivi dove molti vip dell'oligarchia, in
attesa di gustare i piatti Cordon blu del gran cenone , hanno assistito
davanti un televisore
all'annuale omelia presidenziale ? I BIG Hanno espresso la loro
soddisfazione per gli ammiccamenti
"autorevoli" alla coesione, alla creazione di un clima favorevole alla
collaborazione per le "riforme". Poi metteranno in testa il cappello di
carta a cono e si dedicheranno al carillon del veglione, a festeggiare la
loro straordinaria fortuna di superprivilegiati della Casta.
Le "riforme "costituiscono l'ossessione del Capo del Governo, un
personaggio incontinente, strabordante, a cui stanno stretti la
Costituzione, la Corte Costituzionale e lo stesso Presidente della
Repubblica e vorrebbe adeguare la Costituzione scritta a quella "materiale"
dove il Parlamento è già ridotto a larva di sè stesso, a votificio dei
decreti, spesso senza discussione, tagliando corto con il voto di fiducia .
Le condizioni "materiali" dei lavoratori sono assai distanti dalle
Garanzie della Carta Costituzionale. La dignità del lavoro garantita dalla
Costituzione, il salario che dovrebbe essere sufficiente al decoro della
famiglia, la funzione della impresa che dovrebbe rispondere non solo al
profitto na anche ad un ruolo sociale, non esistono più e l'Italia è
popolata da milioni di infelici che non sono più in grado di assicurare
vitto, vestiario, cure mediche, scuola alle famiglie. Immagino che quando
Napolitano si riferisce alla depressione dei consumi pensi a quanto si sia
dequalificata la vita
di famiglie che non mangiano da un pezzo una buona bistecca e debbono
accontentarsi spesso delle ali di pollo o di tacchino per avere qualche
proteina. Mi ha colpito la furbizia sul salario che sarebbe alleviato da un
minore prelievo fiscale. Come se aggiungere cinquanta euro ad uno stipendio
medio di mille euro possano incidere. Bisognerebbe fare ben altro ma a
quanto pare il PD e la CGIL hanno promesso alla Confindustria di non
avanzare alcuna richiesta di aumento salariale fuori dalla concertazione al
tasso fasullo della inflazione "programmata"!!
L'Italia nel 2009 si è notevolmente imbruttita. 72 detenuti con età media
trentacinque anni di sono suicidati nelle carceri dalle quali arrivano
sinistri sferragliamenti di catene che fanno pensare all'uso
del pestaggio sistematico per tenere "ordine" in ambienti infernali con la
gente stipata nelle celle come
gli schiavi africani nelle famigerate navi negriere. Per questo popolo
chiuso dietro le sbarre non si fa niente- Questo popolo viene aumentato di
giorno in giorno da una legislazione che criminalizza la povertà e gli
immigrati. Non è stato fatto niente per mitigare questo inferno, per farlo
diventare magari un purgatorio.La cultura che si diffonde all'esterno del
carcere è quella securitaria e razzista espressa con una definizione
lapidaria a suo tempo dal Ministro Castelli: "il carcere non è un Hotel a
cinque stelle"....La stessa grottesca proposta di creare navi-carceriere è
stata abbandonata e magari la sola cosa che Alfano ha in testa è quella di
un'ampia privatizzazione della gestione. Non si sta forse privatizzando
l'esercito?
Tutto il mondo del lavoro è stato devastato dall'azione congiunta di
Sacconi,Brunetta,Gelmini. Centotrentamila insegnanti perdono il posto e la
pubblica amministrazione è diventata oggetto di occhiuta attenzione di
imprenditori in cerca di facili business. Molti degli infermieri che
incontriamo nelle corsie sono fornite da cooperative o da agenzie
interinali. Guadagnano il quaranta per cento in meno dei loro colleghi. Ma
il clima che si è creato è di terrore. Accontentati e guarda chi c'è dietro
di te. Lo stesso Napolitano non si sottrae ma alimenta questo clima quanto
propone di stare attenti ai lavoratori a tempo determinato. Avrebbe potuto
proporre di verificare la legge Biagi e di trasformare tutti i contratti a
tempo indeterminato. Si è guardato bene dal farlo...
Il discorso di Napolitano ruota attorno all'idea di una intesa tra PDL e
PD che, peraltro, sostiene da sempre. All'apparenza sembra una cosa
ragionevole. In effetti è il contrario della normale dialettica tra
maggioranza ed opposizione. Un accordo sulle riforme però farebbe cessare
le polemiche e placherebbe le ire di Berlusconi contro la Magistratura e
contro un assetto costituzionale che non gli permette di amministrare
l'Italia come una proprietà, come la Fininvest.
In effetti, un accordo per riformare la Costituzione con questo
centro-destra dovrebbe essere evitato come la peste dal PD. Non si tratterà
di un accordo ma di una resa incondizionata che, a quanto pare,
è stata già largamente promessa come si evince dalla telefonata di
congratulazioni a Napolitano da parte di Berlusconi. Se non avesse già
mangiato il canarino, non starebbe a comportarsi civilmente e normalmente.
Telefonò forse l'anno scorso o due anni fa? Non ricordo. Non credo.
Il futuro è stato rubato a moltissimi italiani. Non c'è dubbio che c'è
tanta gente che sta bene. Parlo di quelli che hanno riportato in Italia
cento miliardi di euro e forse ne hanno altri duecento fuori. Tutti soldi
guadagnati pagando cinque milioni di precari a meno di cinquecento euro al
mese e realizzando un enorme plusvalore sul lavoro subordinato. Sul quale
mangiano in tanti a cominciare dalle agenzie di collocamento. Il lavoro è
diventato un business su cui molta gente lucra profitti grassi- Molte
prestazioni vengono vendute e rivendute in una filiera che è come quella dei
prodotti prima di arrivare sul mercato. In Italia un colpo di Stato,
bipartisan, è già avvenuto. Almeno il quindici per cento della fetta di
reddito di lavoro dipendente è stata dirottata al capitale, alle rendite,
alle professioni. I lavoratori, mai difesi dalle Confederazioni, sono
ridotti a pietire un lavoro malpagato dall'alto di torri in cui fanno gli
stiliti del nostro secolo senza avere il conforto della terribile fede che
spingeva San Simeone o San Daniele.
Ultima notazione riguarda la definizione di aggressione dell'incidente di
Berlusconi. Definire aggressione l'opera di uno psicolabile andata a segno
per l'incompetenza di una scorta privata è molto grave. Si tratta di un
incidente che deriva dalla fama del personaggio e che non ha niente a che
spartire con la politica. Non si possono attenuare le critiche al
centro-destra perchè c'è stata una "aggressione" nè tantomeno cedere per le
leggi ad personam. In ogni caso spero che Massimo Tartaglia non venga
privato dei suoi diritti fondamentali. Cosa che spero anche per Susanna
Maiolo che non ha fatto niente di male e che purtroppo non posso sperare per
il terzo psicolabile incappato nella rete neonazista dell'impero.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, January 05, 2010 9:09 PM
Subject: De nicola e Napoletano
Enrico De Nicola, napoletano, fu il Primo Presidente della Repubblica.
Giorgio Napolitano, napoletano, potrebbe esserne l'ultimo dal momento che
siamo alla soglia di un periodo oscuro
gravido di incognite e c'è chi lavora per fare dell'Italia una sorta di
principato, di marca feudale , di far west dei ricconi.
Le differenze tra i due Presidenti ci sono e sono rimarchevoli. De Nicola
non usava la macchina di servizio e rinunziò allo stipendio allora di dodici
milioni annui. Napolitano non rinunzia al conforto che il sistema assicura
ai suoi oligarchi a cominciare dal numero uno. Il costo del Quirinale, nel
quale De Nicola si rifiutò di abitare, è enorme. Un Palazzo che è come una
Reggia per quantità di personale che vi lavora dal Segretario Generale agli
stallieri delle tenute di Castelporziano e di San Rossore. Un lusso di
pertinenze riservate e quasi ignote agli italiani che debbono solo pagarne
le spese e lo sfarzo imperiale.
Richiamando l'opera di Enrico De Nicola Napolitano ne ha lodato la capacità
di unire le forze politiche nella transizione verso la democrazia.
Confrontandosi al suo illustre predecessore ha parlato
della necessità della coesione, sostantivo sul quale insiste da anni. Non
c'è suo discorso in cui non si incontra il termine "coesione" almeno una
volta. Mi sono chiesto perchè il Presidente parla di coesione e non di
normale civile rapporto dialettico naturale nelle democrazie parlamentari.
Ho cercato nel vocabolario ed ho trovato: "Dal latino cohaerere essere
unito. Quella forza per cui le particelle della materia stanno unite le une
alle altre.", Insomma le forze politiche dovrebbero stare avvinghiate
naturalmente per il bene dell'Italia per le leopardiane "magnifiche sorti e
progressive".
Bisogna ricordare che mentre De Nicola combinava la collaborazione di forze
antifasciste unite da valori comuni espressi nella lotta di liberazione ,
rappresentate da persone della statura morale di De Gasperi,
Nenni,Togliatti, oggi la coesione dovrebbe mettere insieme persone che
difficilmente esprimono valori condivisibili come Berlusconi e Bossi. Il
primo, a differenza di Togliatti che dal letto di un ospedale, lanciò un
appello contro l'insurrezione causata dall'attentato di Antonio Pallante, è
uscito dall'auto per mettersi in piedi e mostrare al suo pubblico la faccia
insanguinata dalla statuina di Massimo Tartaglia subito attribuita all'odio
comunista. Ne ha fatto stimmate come quelle di Padre Pio. Si dice che abbia
già pronti maxmanifesti del "martirio" per la campagna elettorale
naturalmente per invocare "amore" per se e "odio" per i comunisti che poi
sono tutti coloro che non sono d'accordo con lui. E' vero che Bossi ha
trovato proseliti al suo razzismo in tanti amministratori del PD
ma difficilmente potrebbe essere accettato dal popolo del PD e meno che mai
dalla sinistra italiana. La coesione su cui insiste Napolitano non sarebbe
niente di più che la capitolazione dell'opposizione alla maggioranza. Ora,
mentre la coesione "politica" potrebbe forse essere fattibile dentro i
Palazzi, la coesione sociale mi pare impossibile se non al prezzo di
stabilizzare la condizione servile alla quale è stato ridotto il lavoro
italiano. Possono stare insieme e cooperare coloro che esportano trecento
miliardi di euro sottratti ai salari dei lavoratori e questi che fanno la
fame a mille euro al mese? In che modo aderirebbero alle molecole
confindustriali le molecole dei cinque milioni di precari-ricattati a
salario indecente, non sufficiente per la sopravvivenza? Come pensa
Napolitano di assicurare la "coesione"
cioè la partecipazione al migliore destino dell'Italia da coloro per i quali
lui stesso, riconoscendone i bisogni, non si arrischia a chiedere un
miglioramento del loro stato di più della modesta elemosina dello sgravio
fiscale?
Non so perchè Napolitano insista tanto sulla "coesione". Qualcuno sostiene
che forse un accordo con Berlusconi eviterebbe un colpo di stato.
Personalmente non ne sono convinto anche se starei molto più tranquillo se
avessimo un esercito di leva e non la Spa di Ignazio La Russa. In ogni caso
meglio affrontare e subire un colpo di stato cruento di uno silente che
produce gli stessi effetti. Nessuno si illuda che si possa cambiare la
seconda parte della Costituzione senza attaccarne la prima. I principi della
prima parte non saranno garantiti dal modello di funzionamento della
Repubblica che la destra ma anche parte del PD hanno in testa. Bisognerebbe
sostituire alla parola "coesione" la parola "capitolazione". Tutto sarebbe
almeno più chiaro. Si sarà fatto un colpo di stato a larga partecipazione.
Come si dice oggi: bipartisan.
Pietro Ancona
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=86531&sez=HOME_INITALIA
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Wednesday, January 06, 2010 12:10 PM
Subject: I terroristi
Leggo su Liberazione un articolo di Martino Mazzonis che assume per lo
Yemen la "velina" che gli americani passano ai massmedia occidentali per le
loro campagne di avvelenamento sul terrorismo
e quindi giustificativo dei massacri in corso in quel disgraziato Paese che
ha la disgrazia di essere interessante per gli USA per ragioni
geostrategiche (corno d'africa etc).
L'articolo è sconcertante innanzitutto per la definizione ed implicita
criminalizzazione dei terroristi.
Dà per buono un false flag costruito apposta per terrorizzare i cittadini
americani basato su un personaggio come Faruk, figlio di uno degli uomini
più potenti dell'Africa, ammanigliato con l'alta finanza mondiale, cavaliere
del lavoro in Italia per la criminale copertura data all'Agip nello
inquinamento della foce del Niger. Un attentatore singolare, forse
psicolabile che non era ancora sceso ammanettato dall'aereo ed aveva già
avuto il tempo di raccontare di essere stato addestrato in Yemen, di sapere
che altri 25 terroristi sono pronti ad attaccare gli USA, di appartenere ad
AlQaeda.
Mazzonis poi accredita la tesi secondo la quale lo Yemen è una vecchia
centrale terroristica.
Leggendolo mi sono ricordato di una villa di Palermo in cui oltre il
solito Garibaldi a cavallo che, come sappiamo, combatte in America e non
abbiamo mai letto nei testi di storia che fosse considerato un terrorista,
c'è il busto di un eroe polacco venuto a cambattere per il Risorgimento
italiano e una per tutte delle brigate internazionali che combatterono in
Spagna nel 1936. Erano tutti terroristi?
Nel mondo c'è un solo grande e terribile terrorismo: quello anglosassone.
Gli americani, a seconda dei loro interessi strategici o economici,
etichettano gli Stati e ne danno una classificazione. Quelli che hanno nel
mirino diventano "stati canaglia". In generale non accettano culture ed
economie diverse da quella loro tranne che nei casi di totale asservimento
come è il caso dell'Egitto che funge da secondino dei palestinesi per
Israele. Da dieci anni massacrano l'Iraq e l'Afghanistan con bombe che
stanno distruggendo anche il patrimonio genetico delle popolazioni. A Kabul
o Bagdad nascono sempre più bambini-mostri dopo i bombardamenti
all'uranio.
Perchè i musulmani di tutto il mondo non dovrebbero accorrere a combattere
a fianco dei loro fratelli
invasi da centinaia di migliaia di soldati e di contractors? Che cosa hanno
di diverso della brigata Sanders che combattè il nazi.fascismo?
Obama, che è di gran lunga più pericoloso del suo predecessore, ha montato
un teatrino per terrorizzare innanzitutto l'opinione pubblica americana. In
questi giorni di feste, ha paralizzato per giorni gli aeroporti gridando "
al lupo, al lupo". La stessa tecnica di manipolazione usata per fare vendere
l'inutile e dannoso vaccino contro l'influenza suina. Si presenta alla
stampa con la faccia incazzata e stravolta in preda ad un procurato delirio
isterico contro AlQaeda che dovrebbe essere
sdradicata. Naturalmente si riferisce alla resistenza patriottica che in
Yemen ed in Somalia ha il consenso della popolazione ed il controllo del
territorio. Come dappertutto. Dovrebbe riflettere Obama sul fatto che dopo
anni ed anni di occupazione militare in Iraq ed Afghanistan i due governi
quisling non si reggono e cadrebbero immediatamente se gli Usa ed i
"volenterosi" si ritirassero.
La sinistra perde la sua identità quando cessa di vedere i problemi dal
punto di vista della alternativa all'imperialismo ed al capitalismo. Si
smarrisce in Yemen o in Iran quando accredita la tesi di Aqaeda o fa di
Musavi il referente di una lotta per la democrazia. Quando non capisce che
la vittoria di Musavi su Ahmanidinjed è la fine dell'indipendenza
dell'Iran ha davvero smarrito la propria identità
Pietro Ancona
03/01/2010
http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=03/01/2010
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: mantovani rfc
Sent: Sunday, January 10, 2010 8:29 PM
Subject: LE CARTE A POSTO
LE CARTE A POSTO
a deportazione avvenuta dei lavoratori africani da Rosarno, un esodo
protetto dai carabinieri dalla lupara dei mafiosi che hanno profittato
dell'allontanamento forzato per non corrispondere il misero dovuto. I mafiosi
come i killers della Pinkerton del novecento sindacale americano e la
polizia come
gli sceriffi che davano man forte al padronato.
come usano fare verso gli irregolari, finalmente il Segretario Generale
della CGIL Guglielmo Epifani apre bocca e si concede ad una intervista
all'Unità dove si diffonde anche a parlare della Polverini (che deve stare
attenta alle cattive compagnie), della Bonino, di Berlusconi, di Craxi, di
Bersani. Insomma, una intervista come occasione da non sprecare soltanto a
parlare degli immigrati ma anche di quanto sta oggi realmente al centro
dell'interesse della Oligarchia nazionale.
La deportazione dei migranti è stata fatta nelle peggiori condizioni
possibili. Lo Stato ha ubbidito ad una intimazione della mafia non tenendo
conto della volontà dei singoli lavoratori. Molti di loro volevano restare,
non sapevano e non sanno dove andare, le mete dei Centri di Accoglienza sono
soltanto stazioni dai quali ripartire non si sa per dove come e quando. Mi
chiedo quale legittimità abbia un allontanamento che coinvolgeva anche
persone perfettamente in regola con le leggi come i rifugiati politici.
L'intervista di Epifani che io ho letto avidamente nella speranza di poter
chiedere scusa per le critiche
che gli avevo rivolto per il silenzio e la mancanza di reazione e di
proposte della CGIL mi ha enormemente deluso. E' un commento agli
avvenimenti fatto da una persona civile ed a volte anche angosciata per il
dramma che gli scorre sotto gli occhi. Come se dal palco di un teatro in cui
si svolge
la rappresentazione della tragedia di uomini umiliati offesi e vilipesi uno
spettatore, una persona perbene facesse le sue osservazioni. Niente di più.
Non dice che cosa farà la CGIL e quindi deduco che non farà niente.
Non propone la legge sul Salario Minimo Garantito che avrebbe efficacia e
darebbe uno strumento giuridico prezioso agli sfruttati ma si limita a
chiedere "un minimo retributivo e contributivo per i lavoratori dei campi".
Ma questo c'è già nel contratto di lavoro e non è efficace. Eppure sono
almeno venti anni che si hanno zone di degrado salariale spaventoso e non
solo in agricoltura ma anche nei cantieri navali e dappertutto.
Epifani parla partendo da un punto di vista inaccettabile e non veritiero
di una violenza (si suppone dei braccianti neri) generata da condizioni di
insopportabilità. Si affretta a dire che non è buonista ed in qualche modo
dà per buona l'idea che la destra ha radicato nella comunicazione italiana
di un legame tra criminalità e clandestinità. I quattro milioni di immigrati
presenti in Italia provengono tutti dalla clandestinità. Sono tutti
criminali? Bisogna stare attenta alla equazione clandestinità-criminalità
quando per le leggi vigenti in Italia si può diventare clandestini perdendo
il lavoro. Ma Epifani non chiede la revisione delle leggi sulla sicurezza.
Non attacca i politici e la ndrangheta calabrese che divorano insieme le
risorse della Calabria. Gli stipendi dei Palazzi della Regione, le
consulenze, i compensi degli amministratori delle tante società finto-miste
pubblico-private, si mangiano da soli grandissima parte delle entrate.
Miliardi di euro divorati dai "politici" e dalle loro parentele e clientele!
Avrebbe dovuto dire di essere buonista non di negarlo. Epifani sa bene
che il termine buonista è stato coniato (almeno politicamente) dalla lega
per disprezzare i valori di rispetto della dignità umana, giustizia,
rispetto dei diritti altrui tipici della tradizione democratica e civile
dell'Italia. Sbaglia a non dirsi "buonista" quando Maroni si dichiara "cattivista".
E così la CGIL con l'intervista di Epifani ed il comunicato della
segreteria regionale calabrese ritiene di aver messo a posto le sue carte.
Burocraticamente la cosa non fa una grinza. Resta la inquietante senzazione
che i migranti, come i precari, come gli stiliti che popolano come le
antenne tv i tetti delle fabbriche e degli uffici in disarmo, restino soli.
Non c'è più un punto di raccordo, un progetto di lotta, una unificazione dei
movimenti verso obiettivi di cambiamento. Non c'è niente. Proprio niente.
Ma, si sa, "i tempi sono cambiati". Parlare di lotta di classe è persino
ridicolo!!
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pietro ancona
Sent: Monday, January 11, 2010 10:10 AM
Subject: gli USA sorgente del razzismo
Gli USA sorgente del razzismo
La sorgente del razzismo della destra italiana si trova negli Stati Uniti,
nella politica della Nazione capofila dell'Occidente che si dice minacciata
dal terrorismo islamico e che ha prodotto negli ultimi dieci anni una
legislazione di limitazione di tutte le libertà individuali e collettive in
contrasto con la sua stessa Costituzione. La Patriot Act è la madre delle
leggi italiane sulla sicurezza. Leggi che sono per certi versi peggiori di
quelle emanate dal fascismo dal momento che, se un lavoratore straniero
perde il lavoro come succede a tanti in Italia, perde anche la libertà e la
famiglia poiché viene internato prima di essere espulso, i figli minori
potrebbero essere dichiarati affidabili se la moglie non ha i mezzi
sufficienti per mantenerli e comunque anch'essa potrebbe essere arrestata ed
espulsa. Non è prevista la condizione di casalinga e di madre delle donne
immigrate. Possono essere accettate soltanto se lavoratrici.
Finiamola con l'attribuire soltanto alla Lega la responsabilità della
crescente xenofobia degli italiani.
Fior di opinionisti a cominciare da quelli del Corriere della sera
enfatizzano fino all'eccesso la questione della clandestinità e ne fanno la
causa della criminalità. Gli intellettuali al servizio della borghesia
italiana interessati al lavoro nero che permette plusvalori di miliardi
nascosti all'estero, martellano l'opinione pubblica di messaggi sempre più
intolleranti. Ora, i quattro milioni di stranieri regolari provengono tutti
da ingressi clandestini. L'odio diffuso a piene mani contro i clandestini
abbassa il valore del loro lavoro, li rende ricattabili e soggetti alle
voglie di datori di lavoro
che spesso, per non pagare i loro miseri salari, li denunziano e li fanno
arrestare alla fine delle prestazioni. Magdi Allam, Panebianco, Galli della
Loggia, ed altri grossi calabri sono addetti a fornire munizioni ideologiche
al razzismo nostrano. Spesso il crimine compiuto da uno straniero viene
sfruttato per giorni e giorni per avvelenare l'opinione pubblica.
La trovata della Lega di escludere agenzie di pulizia gestite da migranti
dagli uffici pubblici è perfettamente coerente con le paranoiche
prescrizioni che gli USA emanano per alimentare la cosidetta lotta al
terrorismo. Una lotta fatta anche di colpi di teatro, di migliaia di persone
bloccate negli aeroporti per falsi allarmi durante le festività, di uno
stato permamente di ansia per possibili attentati. Tutto questo mentre
pesanti bombardieri USA sganciano migliaia di tonnellate di esplosivo
sulle città e sui villaggi di tante nazioni del mondo e si fanno piani per
aggredire ed occuparne altre.
Già nel cinquecento a.c. veniva posta nella Grecia di Socrate e Sofocle
la questione del rapporto tra cittadini e leggi ingiuste. Socrate, pur
riconoscendo ingiusta la condanna subita dall'assemblea dei 501, rifiuta di
scappare e preferisce bere il veleno. Sofocle si schiera dalla parte di
Antigone che disconosce a Tebe il diritto di impedire la sepoltura del
fratello e preferisce farsi murare viva piuttosto che lasciare Polinice in
pasto ai cani. Ha sbagliato Socrate e aveva ragione Sofocle!
Credo che la disobbedienza a leggi ingiuste e persino oltraggiose della
Costituzione sia dovuta. Anche se si tratta soltanto di disobbedienza morale
non avendo nessuno di noi la possibilità di opporci alla esecuzione di leggi
che ripugnano profondamente alla nostra coscienza morale, dobbiamo
trasmettere la nostra protesta, la nostra opposizione ad ogni limitazione
arbitraria della libertà. Non hanno alcun diritto gli americani di
trattenere a Guantanamo e torturare prigionieri sottratti ad ogni tutela,
privi di difesa, mai condannati da una Corte. Prigionieri di cui non
sappiamo niente tranne che come i lebbrosi senza identità venivano chiusi
nei lazzaretti questi vengono sottratti alle loro famiglie ed alle loro
comunità sulla base di sospetti che dovrebbero diventare reati soltanto
attraverso la detenzione e le torture.
La lotta contro le leggi razziali italiane non può essere slegata dalla
lotta contro le guerre colonialiste dell'Occidente, contro la menzogna del
conflitto di civiltà e della esportazione della democrazia.
Non si può essere antirazzisti ed appoggiare gli USA facendo della loro
"democrazia" un prototipo. Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Tuesday, January 12, 2010 10:48 AM
Subject: La CGIL dopo Rosarno
La CGIL dopo Rosarno
La storia, seppur con modalità diverse, si ripete e noi non impariamo mai
nulla da quanto è successo. La CGIL di oggi mi ricorda quella di Ludovico
D'Aragona che la governò dal 21 al 1925 e accettò di incontrarsi con
Mussolini e D'Annunzio e, dopo l'assassinio di Matteotti, rifiutò la
proposta dei comunisti per uno sciopero generale di protesta. Ma, a
differenza di allora, non abbiamo un Bruno Buozzi che incarna, seppur nel
poco tempo concesso dal fascismo, l'alternativa di classe e socialista al
collaborazionismo subalterno e perdente.
All'indomani della drammatica vicenda razzista culminata con la
deportazione voluta dalla mafia ed eseguita dal Governo dei lavoratori neri
di Rosarno per i quali sono state spese poche parole di circostanza in una
intervista di Epifani, mentre i tetti sono pieni di lavoratori stiliti come
antenne tv che gridano la loro disperazione ed anche il loro senso di
isolamento e di sconfitta, la CGIL non trova di meglio che fare la richiesta
di una elemosina, di una mancia di 500 euro una tantum "per rilanciare i
consumi"come annota "il Sole 24 ore".Chiede poi l'abbassamento della prima
aliquota dal 23 al 20 %.
Riguarda lavoratori e pensionati con redditi fino a 15 mila euro. Ad occhio
e croce una beneficiata di pochi spiccioli, qualcosa come settanta centesimi
di media al giorno! Rassegna Sindacale parla di una riduzione "strutturale"
delle tasse di 100 euro mensili per i prossimi tre anni ma bisognerebbe
capire meglio come arriva a questa quantificazione.
Insomma, la questione dell'immiserimento dei lavoratori e delle loro
famiglie viene affrontata soltanto dall'unico lato concesso dalla politica
di alleanze con i ceti "produttivi" del PD: il lato fiscale. La modalità è
quella che era stata inaugurata dal Governo Prodi: la mancia una tantum.
Viene ignorata la condizione di milioni di schiavi bianchi e negri per i
quali, l'assenza di una legge sul Salario Minimo Garantito, e l'altissimo
livello di ricattabilità concesso ai loro datori di lavori dalla legge
Biagi, costringe a retribuzioni miserrime medie di 400 euro mensili senza
altri diritti. Non viene chiesto un adeguamento generale dei salari
falcidiati dal fiscal drag. Le aziende sembrano esonerate dal dovere di
migliorare le retribuzioni dei loro dipendenti. Insomma, il quadro generale
dei rapporti sociali non viene toccato. Bisognerebbe chiedere il ripristino
della scala mobile, una parola diventata tabù per i dirigenti sindacali,
una parola fortemente criminalizzata dalla destra e dal padronato italiano
che le attribuisce poteri inflattivi quando invece è sempre servita per
trattenere l'aumento dei prezzi. Nel timore di uno scatto di contingenza, le
aziende esitano ad aumentare i loro prodotti o servizi. Oggi invece sono
scatenati dal momento che è per loro puro profitto senza pagare alcun dazio
a nessuno e meno che mai ai loro dipendenti.
Salario Minimo Garantito, Aboilizione della Biagi e Scala Mobile
dovrebbero essere gli elementi di
una vera riscossa sociale dei lavoratori che oltretutto sarebbe un tonico,
un bene per l'Italia, dal momento che soltanto l'osservanza dei diritti e
la corresponsione del giusto potrebbero riaprire la strada del risanamento e
del progresso. Moltissimi economisti sostengono che migliori salari e meno
infelicità nella condizione umana di chi lavora sono la strada per uscire
dalla crisi. Invece si ha la netta senzazione che si punti alla salvezza
soltanto dei benestanti. Non importa se un terzo della popolazione sta male.
Intanto ieri a Rosarno la mafia che fa politica e si è resa conto che la
partita della caccia all'africano si era conclusa con una sua nettissima
perdita di faccia ha organizzato una manifestazione assieme a qualcuno di
coloro che Malcon X chiamava "negri di cortile" cioè di coloro che tradivano
la loro comunità per compiacere con atti di basso servilismo i "bianchi". Le
parole d'ordine della mafia c'erano tutte: attacco allo Stato e
criminalizzazione della stampa che nella circostanza ha dato una
informazione corretta ed a volte anche indignata per le sarabande da KKK.
Naturalmente lo striscione contro la mafia portato da un gruppo di ragazzi
non è stato permesso dagli organizzatori.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Wednesday, January 13, 2010 3:59 PM
Subject: Craxi
IL DECENNALE DELLA MORTE DI CRAXI
Il 12 luglio del 1976 mi trovavo a Roma per una riunione della CGIL. Saputo
che all'Albergo Midas era riunito il Comitato Centrale del PSI decisi di
andarci. Nella Hall dell'albergo c'erano i socialisti che passeggiavano a
gruppetti forse in una pausa dei lavoro. Solo, seduto su un divano, c'era
Francesco De Martino
che rosicchiava nervosamente uno stecchino. Era di un pallore che tralignava
nel giallo. I maggiorenti socialisti che fino a ieri si piegavano in due per
ossequiarlo gli camminavano davanti come se fosse parte della tappezzeria.
Mi fece davvero una fortissima impressione questa scena dal vivo di una
congiura di palazzo con defenestrazione del Segretario del Partito.
Francesco De Martino aveva guidato il Partito con grande onestà personale ma
altrettanta indolenza.
Era troppo uomo di studi per farsi assorbire completamente dai gravosi
impegni della sua carica. Gli piaceva andare a caccia allevare canarini ed
insegnare storia del diritto romano di cui era uno dei più grandi cultori.
Negli ultimi anni forse si era convinto della inutilità della esistenza di
due partiti della sinistra, il grosso pci ed il nervoso psi. Forse si era
convinto che il centro-sinistra fosse una esperienza in perdita a fronte
della predominanza dc. Inoltre, il PCI e la DC tendevano a colloquiare " ad
inciucire" come si direbbe oggi sulla testa dei socialisti. Credo che
considerasse esaurita l'esperienza del PSI difronte alla notevole
trasformazione in senso socialdemocratico del PCI. La parola d'ordine della
sua ultima campagna elettorale fu: "mai più al governo senza i comunisti".
Il PSI naturalmente perdette quote consistenti di elettorato riducendosi
sotto il 10% soglia allora considera pericolosa per la sua stessa
sopravvivenza. Rispetto al 68 il PSI perdeva quasi un terzo del suo
elettorato.
Il putsh fu voluto da Giacomo Mancini ed ebbe come protagonisti Bettino
Craxi, Claudio Signorile ed Enrico Manca. Tre giovani colonnelli. Signorile
rappresentava l'ala sinistra del PSI, Craxi l'ala automista e Manca era Gano
di Magonza, il demartiniano che pugnalava alla schiena il suo maestro e
benefattore. Poi lo scoprimmo uomo della P2.
Al Congresso di Torino del 79, dove ebbi l'amarissima sorpresa di trovare il
simbolo dei Partito (falce, martello, sole nascente e libro) sostituito dal
funereo Garofano, Craxi si era giù liberato di Manca e si accingeva a
governare da solo relegando Signorile al ruolo di capo della opposizione
interna.
Aveva già le idee chiare sul da farsi. Prima di tutto liquefare il Partito
con l'abolizione del Comitato Centrale che era un organismo di vero
controllo e decisione a favore di un Consiglio Nazionale dove imbarcò molti
cosidetti rappresentanti della società civile, una sorta di arca di noè di
predisposti allo abbandono della nave in caso di pericolo ma di profittarne
per saccheggiarne la cambusa ed i mari circostanti.
Cinque anni dopo, al Congresso di Verona trasformato in una sorta di corrida
di pretendenti a tutto, alle cariche, alle ricchezze, ai posti, con una
platea di fanatizzati che batteva minacciosamente i piedi su un tavolato che
rimbombava sinistramente, attaccava il Parlamento come "parco buoi",
fischiava Berlinguer, mandava oscuri e cifrati messaggi ai capi della DC,
dava una rappresentazione della politica corsara di "Ghino di Tacco" il
bandito malandrino che si appostava per derubare i passanti. Il Congresso
era dominato da simboli massonici fin troppo eclatanti. Vi fece la comparsa
anche la Piramide con Occhio in quello di Palermo.
Il glorioso partito socialista era finito forse per sempre. Sopravvivevano
persone limpidissime come Riccardo Lombardi, Antonio Giolitti. Altri erano
stati cacciati via dopo essere stati insultati come "intellettuali dei miei
stivali." La bellissima figura di Tristano Codignola ed i tanti come lui che
davano lustro al socialismo italiano nella scuola e nella cultura venivano
sbeffeggiati ed allontanati. I nuovi astri tutti personaggi interpreti di
una politica senza valori e di mero potere come De Michelis, Martelli,la
Ganga e tanti tanti altri. Lo stesso Signorile divenne la sinistra
"ferroviaria" un modo per descrivere le sue prevalenti attenzioni
correntizie. Le idee divennero un puro orpello.
L'ossessione del potere e dello "spazio vitale" dei socialisti divenne la
paranoia prediminante nel Partito di Craxi. I risultati furono assai
modesti. Non si recuperarono mai il 15% del 68. Il massimo fu un 14,2 che
spingeva sempre di più il PSI nel vicolo cieco del partito indispensabile
per fare maggioranza ma niente di più.
La cosa peggiore del suo governo fu la cancellazione del tratto laico del
PSI. Rinnovò e peggiorò i patti lateranensi mal consigliato da Gennaro
Acquaviva un uomo del Vaticano che esercitò una influenza nefasta su di lui
e sul PSI. Gli accordi del 1984 hanno stabilizzato un dominio della Chiesa
nelle cose italiane che durerà ancora per molto riducendo la sovranità
dell'Italia a paese concordatario. Sono peggiorativi di quelli stipulati da
Mussolini anche se la religione cattolica non è più ufficialmente religione
dello Stato.
Il PSI fu rivoltato da Craxi come un calzino. Divenne un partito liquido
controllato spesso dall'esterno da personaggi in alleanza trasversale con
gruppi dei potere politico ed economico. Tutti i punti della riforma che
Berlusconi vuole imporre all'Italia sono stati indicati da Craxi. L'assetto
della Repubblica Presidenziale craxi-berlusconiana è naturalmente di destra,
di una destra degradata più vicina alle esperienze delle repubbliche
sudamericane di una volta che alla destra europea. Nella Repubblica di Craxi
o di Berlusconi conta soltanto la volontà del Capo. La democrazia è una
perdita di tempo.
Craxi ha distrutto il socialismo italiano. Mussolini ne fu espulso e,
nonostante i venti anni della sua dittatura, dopo di lui il PSI è tornato
primo partito dell'Italia moderna. Dopo Craxi il socialismo italiano non
esiste più se non nella nostalgia di un reducismo patetico o incarnandosi
profondamente nel berlusconismo ad opera di personaggi come Stefania,
Boniver, Sacconi, Tremonti, ed altri.
Il socialismo italiano non tornerà mai più a vivere fino a quando non si
sarà liberato del tutto della esperienza del quindicennio craxiano.
Le celebrazioni di questi giorni, ampiamente usate dal regime
berlusconiano, si svolgono in un clima del tutto negativo per il PSI. Da un
lato i berlusconiani celebrano in Craxi il loro Maestro e Martire,
dall'altro i detrattori ne oscurano anche taluni degli aspetti positivi e
recuperabili della sua politica quali
l'amicizia con Arafat ed i palestinesi, una malcelata insofferenza per il
giogo statunitense.
Sarebbe stato meglio per la sua memoria e tutti noi se non si fosse
insistito tanto nella forzatura di farne un martire a tutti i costi. Non era
un martire. Il suo discorso alla Camera "siamo tutti colpevoli" non lo
assolve.
Il socialismo italiano se vorrà tornare ad essere quello che era dovrà
liberarsi del suo ricordo r rinunziare per sempre alla sua eredità.
L'eredità di Craxi appartiene a Berlusconi e nell'ideologia e nel modo di
gestire la politica. Le sue idee hanno infettato e contaminato il PCI oggi
PD. Il leaderismo,
il partito liquido, la menzogna della fine della lotta di classe,
l'accettazione del liberismo come dogma sostitutivo del comunismo, fanno del
PD di oggi un Partito privo di anima e di identità.
Le idee di Craxi, sviluppate da Berlusconi, hanno dato vita ad una forte
destra con forte identità. Accolte con invidia dal PCI lo hanno scompaginato
e disorientato.
I socialisti dobbiamo riprendere da dove lui ha cominciato. Un metro prima
da dove lui comincia.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Tuesday, January 19, 2010 10:23 AM
Subject: Il gretto di Burri
Il gretto di Burri
Se il Presidente della Repubblica, massima autorità morale dello Stato
custode della Costituzione interviene con una lunga lettera alla vedova di
Craxi proponendo una forzata distinzione tra vicenda politica e vicenda
giudiziaria , se oggi il Senato si dedica ad una cerimonia commemorativa nel
decennale della scomparsa , se una folla di ministri e di politici si è
recata in pellegrinaggio ad Hammamet, il significato di tutto questo è uno
ed uno solo: ha sbagliato la magistratura italiana a perseguitarlo e poi a
condannarlo. Siamo in presenza di un abuso terribile compiuto dal potere
giudiziario che ha recato danni irreparabili ad una persona, alla sua
famiglia, alla nazione.
La santificazione dell'esule o del latitante non ricercato avviene
attraverso la contestazione della durezza del trattamento subito dai
Magistrati. Se lo stesso Napolitano afferma questo dà vigore ed autorità
alle leggi presentate in Parlamento che vogliono sottomettere la
Magistratura al potere politico
e ridurne la possibilità di intervento nella sfera dei potenti. Non si vuole
ridurre "in generale" il potere della Magistratura ma soltanto "in
relazione" agli altri poteri della Repubblica ed in primo luogo L'Esecutivo.
Infatti, le proposte di processo breve e le leggi ad personam che fin qui si
sono fatte
sono contemporanee ad altre leggi che incrudeliscono i trattamenti verso i
poveri ed i migranti ed i cittadini in genere con la reintroduzione del
reato di offesa a pubblico ufficiale o la schedatura dei clochards o
l'aumento di un terzo delle pene per gli stranieri clandestini. Si è
assolutamente indifferenti
a quanto avviene nelle carceri italiane che segnalano sei "suicidi" in
quindici giorni e non si parla della necessità di riforme per l'abolizione
dello orribile istituto fascista dell'internamento e dei manicomi
giudiziari. Lo strabismo è davvero straordinario: da un lato si marcia verso
l'impunità dei potenti e dall'altro verso una stretta, un giro di vite per
una giustizia che diventa terribile per chi non ha i mezzi
per pagarsi una difesa. Difesa che diventa sempre più privilegio dei ricchi
dal momento che le spese giudiziarie sono diventate pesantissime e per
sostenere il nuovo processo ci vogliono
fiumi di denaro. Come avrebbe potuto farsi riconoscere innocente Stasi se la
sua famiglia non avesse avuto i mezzi per pagarsi le controperizie che hanno
ribaltato il processo di Garlasco?
Ma il processo di beatificazione a Craxi non riguarda soltanto l'attualità
della questione del ruolo della Magistratura. Si estende a significative
riforme della Costituzione che Craxi voleva presidenzialista, con un potere
decisionale illimitato per il Capo del Governo, ed autoritaria verso il
mondo del lavoro
dal momento che per decreto abolì quattro punti di contingenza dal salario
dei lavoratori. Una Costituzione molto più concordataria di quella di
Mussolini dal momento che riconosce il principio del finanziamento perenne
alla Chiesa con l'otto per mille ed altre limitazioni della laicità dello
Stato a cominciare dalla scuola. Insomma, il senso di quanto sta accadendo
con un ruolo strano e pesante del Capo dello Stato è: andiamo avanti verso
la realizzazione di una Terza Repubblica che realizzi pienamente l'idea di
governabilità che ispirava l'azione di Craxi. E' molto significativo in
tutto questo il fatto che la maggior parte del gruppo dirigente craxiano sia
traghettato ed assai comodamente inserito
nel governo Berlusconi e nelle istituzioni. Non c'è alcuna discontinuità tra
l'ultimo craxismo ed il berlusconismo. Sono la stessa cosa. Il Caf è
diventato Casa della Libertà alleata con La Lega razzista del Nord. La
destra prodotta dalla mutazione genetica del PSI è tutta dentro la nuova
maggioranza.
Non ci sono più moltissime tangenti dal momento che queste sono state
legalizzate dalle contribuzioni ai partiti ed ai giornali e sopratutto dai
trattamenti da nababbi dei Ministri dei parlamentari e degli amministratori
pubblici. Che bisogno c'è di rubare, di farsi dare la mazzetta, se facendo
il Presidente di un Ente, magari del tutto inutile o dannoso, si guadagnano
milioni di euro l'anno?
La prima Repubblica, a cominciare dalla Costituzione, ebbe forza dalla
presenza e dall'incontro di tre grandi culture politiche la cultura
comunista, quella socialista e laica e quella cattolica. Di queste tre
culture che realizzarono momenti altissimi di democrazia, libertà e
prosperità del Paese oggi ci sono soltanto macerie. Sono state scacciate a
vantaggio delle forze sconfitte dalla Resistenza e dalla Costituzione.
Tutte le macerie sono coperte da una sola coperta che, come il gretto di
Burri a Gibellina le ricopre. La coperta liberista di una Oligarchia del
Privilegio che lucra una parte oramai
vistosa del pil. Il sistema politico italiano sempre più antidemocratico ed
iniquo costa miliardi di euro
sottratti alla scuola, alla sanità, ai trasporti, alla cultura. Un paese che
intristisce e fa indietro trainato da una Oligarchia che ha bisogno di
santificare Craxi per legittimare sè stessa ed il proprio tradimento della
Costituzione.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Sunday, January 17, 2010 8:33 PM
Subject: il papa in sinagoga. Sfoggio di penne di pavone da ambo le parti
Nell'incontro con Papa Benedetto, pieno di prosopotea da ambo le parti nella
cornice barocca della Sinagoga di Roma, il rappresentante degli ebrei
parlando di Israele ha detto che la sua terra è santa non perchè sia santa
in sè ma per il popolo prescelto da Dio che la abita.
Se non ho capito male, se la terra è abitata da non ebrei non è più santa.
Insomma gli ebrei avrebbero il dono di rendere santa la terra che
calpestano. Ma questo avviene dappertutto? Anche a Roma.?
A proposito della fratellanza tra ebrei e cattolici sempre lo stesso
portavoce o rabbino o non so che cosa ha fatto la storia dei fratelli
presenti nella Bibbia a cominciare da Caino e Abele ed altre due coppie che
adesso non ricordo. Fratelli-coltelli-assassini!! Alla faccia della
fratellanza!!
L'unica cosa che mi è piaciuta è avere ricordato che gli ebrei di Roma sono
liberi soltanto dalla breccia di Porta Pia. La cosa mi ha riempito di
orgoglio ed ho pensato. Ci siamo voluti gli atei, i miscredenti del
risorgimento, i liberal, oggi si direbbe i comunisti,
per liberare dalla schiavitù del ghetto gli ebrei!
Viva il libero pensiero
Pietro ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Sunday, January 17, 2010 9:24 PM
Subject: Craxi
Caro Prof.Flores D'Arcais,
ho letto quanto ha scritto su Craxi nel paginone del "Fatto". Condivido
tutto tranne la periodizzazione del craxismo in un primo ed un secondo
periodo. Il primo caratterizzato da contenuti
"positivi" ispirati ad una collaborazione-intesa con Bobbio, Lombardi,
Giolitti. Un secondo dal 79 alla fuga in Tunisia.
Mi consenta di osservare che il primo periodo non è mai esistito. Bobbio ha
avuto sempre assai poco da spartire con il PSI e meno che mai con Craxi.
Bobbio era un guru dei liberali di sinistra, stimatissimo ma estraneo.
Lombardi era di tale calvinistico rigore che mai avrebbe potuto avere un
qualche rapporto di collaborazione con Craxi. Era stato emarginato e gli
affari con la minoranza di sinistra Craxi li faceva con Signorile,
personaggio disponibile ed assai scafato titolare della sinistra
"ferroviaria" per via del traffico da lui aperto con tutti coloro che
avevano a che fare con le ffss per appalti, forniture o altro. Giolitti fu
sempre considerato "estraneo" al Partito anche se ricopri' incarichi di
grande responsabilità nel governo e proposto da Craxi, contro Pertini, a
Presidente della Repubblica.
Il successo di Craxi fu dovuto in grandissima parte al rancore o
addirittura odio accumulato nelle viscere profonde del PSI nei confronti dei
comunisti i quali, in trenta anni di collaborazione, avevano sempre relegato
i socialisti alla funzione di "vice" dappertutto negli enti locali,
sindacati,cooperative,
in tutti i centri di gestione "unitaria". I comunisti erano riusciti ad
esasperare i socialisti giungendo financo a privare i "quadri" del PSI
degli stipendi specialmente nei Sindacati. Le ricordo che Del Turco,
segretario della FIOM socialista, veniva escluso dalle trattative con la
Fiat che venivano gestite dalla corrente comunista e dallo stesso PCI. Craxi
toccò la corda del rancore socialista per tantissime umiliazioni subite e
fece del PSI un Partito visceralmente anticomunista, insofferente e oramai
infedele alla politica unitaria.
I socialisti erano stati il primo Partito della sinistra italiana nelle
prime elezioni del dopoguerra. Restò sempre in loro una mentalità
"maggioritaria" che li rendeva insofferente a posizioni subalterne. Pensi
che ancora oggi che sono a meno dell'uno del cento conservano la mentalità,
la cultura, di un partito maggioritario. E' una terribile contraddizione
essere un'anima enorme dentro un corpo piccolo piccolo!
Craxi, nell'illusione di conquistare il potere, si corruppe ed accettò di
scivolare ad accettare protezioni ed amicizie davvero estranei al
socialismo. Il suo cinico vice Martelli al Congresso di Verona si vantava di
aver fatto un radicale turnover della base socialista. Disse che erano
usciti cinquecentomila socialisti ed altrettanti se ne erano formati di
nuovi. Uscivano gli artigiani, i maestri, gli operai, gli intellettuali ed
entravano quelli che furono la grande mutazione genetica. La gente venuta a
Verona o a Palermo non aveva niente a che spartire con i socialisti di
Nenni, Lombardi, Pertini, Santi...... Era la base che oggi affolla e tifa
freneticamente per Berlusconi!
Se rivede i filmati dei congressi dell'era craxiana scoprirà che la
scenografia era rigorosamente e pacchianamente massonico : quadrante, tempio
greco, piramide con occhio etc.....
Con Craxi il PSI fuoriesce dalla storia del socialismo e del movimento
operaio. Diventa un partito
sudamericano ed assai ambiguo che ostenta il taglio della testa degli operai
con il decreto di soppressione di quattro punti di scalamobile.
Le scrivo perchè sono un vecchio socialista che ha vissuto tutti i
Congressi da quello meraviglioso di Venezia del 56 in poi. Sono uscito dal
PSI nell'87 ma non lo votavo più sin dall'84 (Verona).
Con stima.
Pietro Ancona
ps: le assicuro che il PD, senza aver avuto Craxi, si è sfasciato nel
peggiore dei modi. E' ancora in piedi perchè la gente non sa dove sbattere
la testa. Ma è del tutto finito ed ha spogliato il socialismo italiano assai
di più di quanto non abbia fatto craxi con la sua corruzione.
Pietro Ancona
****
Spinto dalla intervista di Cammilleri sono andato a rileggermi il Giorno della Civetta che, per me, è il migliore libro che sia stato scritto contro la mafia. Il confronto che Cammilleri ne fa con Gomorra di Saviano è inaccettabile. Gomorra è inconfrontabile con l’opera di Sciascia, è una sorta di affresco iperealista che denunzia il giganteggiare il male ed il suo impadronirsi di tutto il tessuto sociale. Ho rivisto anche il bellissimo film di Damiano Damiani ispirato al"Giorno della Civetta" pessimista assai di più di Sciascia che si conclude con Don Mariano affacciato dal suo terrazzo che si riceve gli omaggi della popolazione che ha capito quanto sia forte ed invulnerabile. Don Mariano è lo Stato. Nel Giorno della Civetta il capitano Bellodi conclude il libro proponendosi di tornare in Sicilia. Esclama: "Mi ci romperò la testa" Si può vedere in lui assai prima del tempo Falcone, Borsellino o lo stesso generale della Chiesa. Lotta senza quartiere alla mafia. Lo stesso non può dirsi di Montalbano che ha sempre buoni rapporti con la mafia, ci convive, arriva addirittura a fare dei summit con i grandi capi delle cosche per dipanare la matassa di omicidi ai quali ritiene che la mafia non sia coinvolta. Infatti, in uno dei suoi romanzi, in occasione dell’omicidio di un appaltatore che i più attribuiscono alla mafia, Montalbano scopre che si tratta del delitto di una donna timorosa di perdere la sua posizione economica. Tutta l’intervista di Montalbano mi è sembrata piena di una sorta di malanimo verso Sciascia che di tanto in tanto affiora nel racconto di diverse vicende. Trovo imbarazzante il fatto che per ben due volte sottolinea il fatto che era amico di Sciascia soltanto di secondo livello. Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, January 25, 2010 3:24 PM
Subject: Salario Minimo Garantito
La risposta che dà Ferrero alla provocazione di Brunetta, degno pellegrino
di Hammamet,
è sbagliata. La questione dei bassi salari dei giovani precari italiani non
si risolve per via fiscale ma stabilendo una garanzia di legge, erga omnes.
I giovani precari italiani oggi sono pagati due o tre euro l'ora. Basterebbe
fissare il Salario Minimo Garantito ad almeno 7 euro l'ora. Non capisco
perchè i bassi salari delle aziende siano diventati tabù intoccabili per la
CGIL e per la sinistra italiana!
E' sconcertante che la gente che porta all'estero centinaia di miliardi di
euro sottratti ai salari debba vedersi favorire dallo Stato per mantenerli
bassi!
Pietro Ancona
http://www.leggo.it/articolo.php?id=43301&sez=CRONACA&ctc=20
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Tuesday, January 26, 2010 8:15 AM
Subject: Bertolaso
Caro Fusi,
Il servilismo italiano verso gli USA non ha davvero limiti. Bertolaso ha
detto "impoliticamente" quanto ha visto e ciò che gli americani hanno
occupato militarmente Haiti senza dare un sorso d'acqua ed un pò di pane ai
disgraziati terremotati. Bertolaso è stato fin troppo gentile con gli
americani che non danno niente, ma proprio niente a nessuno-
Non c'è differenza tra haiti e Katrina. Il sistema capitalistico non è in
grado di soccorrere nessuno. E' buono solo ad arraffare o a bombardare!
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, January 27, 2010 8:37 AM
Subject: LA GIORNATA DELLA MEMORIA E L'IPOCRISIA
LA GIORNATA DELLA MEMORIA E L'IPOCRISIA
C'è chi pensa che la memoria sia negativa perchè tiene sempre vive ed
aperte le ferite, divide i popoli
coltiva l'odio per i torti subiti e quindi sarebbe meglio l'oblio, vivere
nel presente guardando al futuro e rimuovere gli elementi di divisione e di
rancore. Altri pensano che la memoria sia giusta, per non dimenticare il
martirio di quanti furono ingiustamente perseguitati ed uccisi, per
insegnare all'umanità a non ricadere nella barbarie del crimine. L'Italia
si è data una legge per ricordare l'Olocausto e l'orrore
del nazifascismo e dei suoi campi di sterminio. In effetti il ricordo dei
crimini di Hitler non è mai diventato condanna o rifiuto del popolo tedesco
ma della terribile ideologia che originò gli orrori più
spaventosi del novecento.Quindi ricordare non vuol dire odiare
indiscriminatamente coloro dai quali è venuto il male, la tragedia per
milioni di esseri umani ma liberarci e distanziarci dalle ideologiche che
discriminano per pregiudizi razzisti o odio politico e sociale.
Ma, nonostante sia viva la memoria dell'OLocausto ed è diventato
addirittura reato penale negarlo in alcuni paesi europei e qualcuno sia
finito in carcere come "negazionista", pare che non abbiamo imparato niente
dagli errori e dai delitti dei nostri predecessori. Israele, Nazione nata
per dare un focolare agli ebrei dopo lo sterminio di gran parte di loro,
tiene in oppressione la popolazione palestinese rinchiusa da un grande muro
che, d'accordo con gli Egiziani, sta rendendo ancora più impenetrabile. Un
milione e mezzo di esseri umani sono privati della libertà, del pane,di
quanto serve alla vita e impazziscono in una striscia di terra dove sono
stipati attorno alle rovine della loro città rasa al suolo ed avvelenata
dall'uranio e dal fosforo che fanno nascere bambini deformi, mostriciattoli
inguardabili. Ricordare i crimini di Hitler e di Mussolini e ripeterli
contro bambini inermi
tenuti prigionieri, donne e uomini incarcerati e spesso torturati soltanto
perchè legittimamente resistenti al nemico occupante, è schizzofrenico. Non
fare agli altri quanto non vorresti fosse stato mai fatto a te!
Da anni l'Occidente è sottoposto ad una propaganda non diversa da quella
nazista degli anni trenta. Allora erano gli ebrei ed i bolscevichi le bestie
nere additate al ludibrio ed all'odio degli europei, il pericolo da
esercizzare con la violenza e l'odio. Oggi, la bestia nera è l'Islam ed una
martellante propaganda di gran parte dei massmedia diffonde paure e spaventi
tra la popolazione. Si scrive e si sostiene che l'Islam ha un programma di
conquista del mondo, per la costruzione di un sultanato universale e la
nostra sottomissione ad esso. Si favoleggia di un conflitto di civiltà che
metterebbe in pericolo il nostro futuro e si occupano militarmente nazioni
come l'Afghanistan, l'Iraq violentando le loro culture ed il loro assetto
giuridico. Tornano le leggi razziali a suo tempo volute da Mussolini contro
gli ebrei ed ora dall'Italia democratica contro i migranti che se perdono il
lavoro e diventano "clandestini" vengono imprigionati e le loro famiglie
smembrate! Dietro la spinta espansionistica verso oriente degli USA vengono
indurite le leggi sulla sicurezza e vengono progressivamente smantellate le
garanzie ed i diritti. La Patriot Act ha fatto scuola. Gli inglesi si
accingono a controllare le città con aerei drone. Gli aeroporti sono
diventati luoghi nevrastenici in cui si rischia di essere arrestati o uccisi
per un gesto sospetto. Gli americani, nella indifferenza del mondo, tengono
prigionieri e torturano persone definite "terroriste" e che magari sono
soltanto patrioti o persone del tutto innocenti. Possiamo definire
Guantanamo un lagers hitleriano? Quale diritto hanno gli Usa di privare i
prigionieri di Guantanamo dei loro diritti e di escluderli da ogni contatto
con le loro famiglie e con il mondo?
Gli zingari che ieri venivano inceneriti ad Auschwitz hanno avuto la
loro shoah ( porrajmos)
che travolse agli inferi almeno centinaia di migliaia di loro oggi sono
soggetti a linciaggio
ed alla intensa propaganda razzista anche di tanti amministratori pubblici.
I loro campi vengono demoliti con le ruspe da squadre di militari che non
hanno riguardi neanche per i quaderni di scuola dei bambini; se incappano in
un reato vengono condannati al massimo della pena o addirittura senza colpa
come accade alla ragazza di Ponticelli.
A che serve la giornata della memoria se la sua celebrazione non induce a
criticare e condannare il razzismo e la guerra? Rosarno ha avuto le
caratteristiche di un pogrom anche se non ci sono stati gravissimi fatti di
sangue. C'è una contraddizione tra la Memoria dell'Olocausto e le leggi
recentemente varate dal Parlamento italiano e la predicazione dell'odio
contro vittime dipinte come potenziali aggressori.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: aprile redazione
Sent: Monday, January 25, 2010 6:55 PM
Subject: : Sconfitto il teorema D'Alema
SCONFITTO IL TEOREMA D'ALEMA
Il dirigente politico più scafato del PD ha enunziato a suo tempo il
teorema: l'Italia ha una maggioranza di destra, per vincere la sinistra deve
diventare destra. Questo teorema è stato incarnato dal PD che non è l'erede
dell'Ulivo. L'ultima disastrosa esperienza del governo Prodi era già in fase
di profonda degenerazione e negazione del programma dell'Ulivo basato sulla
coesione sociale. Il PD ha fatta sua la linea liberista della destra
italiana a cominciare dalla sua espressione più feroce: la legge Biagi.
D'Alema è stato tra i primi a teorizzare la fine del posto fisso (mi
consento una battuta politicamente scorretta: non per i suoi figli) e la
privatizzazione dei servizi comunali. Queste due scelte costituiscono una
strizzata d'occhio ai ceti privilegiati della società italiana ma non hanno
sortito l'effetto di spostarne ragguardevoli quote verso il PD. Cartucce
sparate a vuoto Ha anche voluto rassicurare l'area dottrinaria più
intransigente del governo USA prestandosi al bombardamento di Belgrado, un
vero e proprio crimine che ha ripetuto una aggressione che la Serbia aveva
subito dal nazifascismo. Nel gruppo parlamentare del PD sono presenti
deputati e senatori impegnati a lavorare, spesso nell'ombra ma con la
complicità del silenzio della CGIL rigidamente controllata da una burocrazia
quasi tutta pd, per demolire quanto resta di una legislazione dei diritti
dei lavoratori. Si toglie ai dipendenti la possibilità che hanno tutti i
cittadini di avere un giudice a cui ricorrere e si toglie al giudice la
possibilità di intervenire nel contenzioso del lavoro! Pietro Ichino, in una
recente lettera al Corriere della Sera, sconsigliava una politica di
ammortizzatori sociali perchè impoltronirebbe i disoccupati e non li
indurrebbe a cercarsi un'altra occupazione. La Confindustria è presente in
modo significativo tra i parlamentari pd ed è la vera artefice della sua
politica economica e sociale.
IL teorema D'Alema, fatto proprio da Bersani che, dopo la sconfitta
pugliese dice: "la linea non cambia" vuole rovesciare del tutto e
definitivamente le alleanze, isolare la sinistra, stare al centro (che in
Italia è destra) con l'UDC di Casini, partito del genero di Caltagirone e di
quella parte della vecchia DC che, con Cuffaro e tantissimi altri, nel
Mezzogiorno d'Italia non ha ritenuto di stare con la Margherita. D'Alema
rinnova il patto delle triglie fatto anni orsono con Buttiglione. Che l'UDC
usi due forni e si allei anche con il PDL non lo turba minimamente dal
momento che è proprio con il PDL che vuole riformare la Costituzione e
realizzare il presidenzialismo e la definitiva passivizzazione dello
elettorato che dovrebbe limitarsi a dire si o no.
Ma questa linea che ha la sua rotta strategica a destra crea contorcimenti,
scontenti, sconquassi da parte di quello elettorato già comunista o
cattolicoo che trova ancora una sua debole eco in Rosy Bindi la quale
stamane ha mormorato: forse era meglio se avessimo scelto Niki Vendola sin
dall'inizio. Non è possibile saldare a destra un elettorato vittima della
destra, mettere insieme il ragazzo che guadagna quattrocento euro al mese ed
il suo datore di lavoro-sfruttatore. La borghesia italiana è una delle più
ingorde e barbare del mondo. Oramai ha la certezza di avere due grandi
partiti che controllano il Parlamento e che faranno tutto quello che le
aggrada. E' insaziabile come abbiamo visto dallo scandaloso trattamento
inflitto ai lavoratori africani di Rosarno o agli schiavi cinesi di Prato
che lavorano per conto di grossi esportatori che li hanno sostituito ai
lavoratori toscani. Ogni giorno il suo governo attacca il welfare e provoca
la gente con le ingiurie di Brunetta. Il PD è parte integrante della
nomenclatura, della oligarchia di una casta che difende a spada tratta,
protetta dal Quirinale, i suoi privilegi. Il sistema della creazione di un
ceto politico permamente a tutti i livelli ben retribuito, ben pasciuto, è
andato assai avanti ed ogni tanto mostra qualcuno dei suoi modi di vivere al
disopra delle righe ma rigorosamente a spese dei contribuenti come si evince
dallo scandalo di Bologna in cui vengono raccontati sette o otto viaggi
intercontinentali di Del Bono del tutto inutili per le finalità
istituzionali dell'ente che si rappresenta. Viaggi ai quali non solo si
invitano le amanti o i familiari ma, come abbiamo visto con
la Lonardo qualche tempo fa, anche centinaia di persone che vanno a fare
shopping nella Quinta Strada.
La vittoria di Niki Vendola è la vittoria di una esperienza di governo
regionale in cui le risorse sono state spese per migliorare davvero la
qualità della vita della gente e per aiutare i più deboli. La Puglia è una
Regione che sfugge al controllo dei comitati di affari anche se è stata in
pericolo di esserne inquinata e travolta. Nichi Vendola, vincendo, ha
sconfitto anche se stesso. La scelta di scindere Rifondazione Comunista a
favore di un assemblement coi socialisti e con l'ala mussiana del PCI si è
dimostrata sbagliata e contraddittoria rispetto il suo stesso afflato
sociale e popolare. L'appoggio ricevuto da Ferrero è un dato positivo di
ricomposizione e riaggregazione dopo anni di sgretolamento. Può riprendere
forza la sinistra italiana che ha una immensa forza oggi dispersa. Il PD
che, d'accordo con Berlusconi, ha espulso dal Parlamento i verdi ed i
comunisti
perderà il suo elettorato di sinistra che prima o poi si accorgerà di stare
in un posto sbagliato.Vendola
ha vinto facendo uso strategico delle risorse per lo sviluppo della sua
Regione ed il benessere dei suoi abitanti.
Ha mostrato che c'è spazio e grandissima domanda per una politica realmente
di sinistra, innovativa, capace di lievitare la crescita.
In fondo D'Alema è coerente con la linea rinunziataria proclamata da
Berlinguer già nel 1973 con la teoria del compromesso storico e della Nato
ombrello riparatore dall'URSS e con la disgraziata scelta della Bolognina di
Occhetto che ha rinunziato al comunismo ma anche al socialismo
socialdemocratico per approdare direttamente all'amerikano partito
democratico del tutto estraneo alla cultura del grande appassionato popolo
della sinistra italiana.
Bisogna che Vendola vinca le elezioni in Puglia per fare dilagare un nuovo
progetto politico. Sono certo che molti di coloro che hanno proposto Boccia
non lo voteranno e si sentono più vicini al candidato della destra. Ma
quando il popolo di sinistra ha fiducia nella sua dirigenza e nelle sue idee
in Italia è capace di fare grandi cose. Una volta ha persino sorpassato la
DC!!
Pietro Ancona
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To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, January 25, 2010 3:24 P
Subject: salario minimo garantito
la risposta che dà Ferrero alla provocazione di Brunetta, degno pellegrino
di Hammamet,
è sbagliata. La questione dei bassi salari dei giovani precari italiani non
si risolve per via fiscale ma stabilendo una garanzia di legge, erga omnes.
I giovani precari italiani oggi sono pagati due o tre euro l'ora. Basterebbe
fissare il Salario Minimo Garantito ad almeno 7 euro l'ora. Non capisco
perchè i bassi salari delle aziende siano diventati tabù intoccabili per la
CGIL e per la sinistra italiana!
E' sconcertante che la gente che porta all'estero centinaia di miliardi di
euro sottratti ai salari debba vedersi favorire dallo Stato per mantenerli
bassi!
Pietro Ancona
http://www.leggo.it/articolo.php?id=43301&sez=CRONACA&ctc=20
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Sent: Tuesday, January 26, 2010 9:59 AM
Subject: politici globe trotters
Praga, Gerusalemme, Pechino, New York, Parigi, Messico, Santo Domingo:
sette dei viaggi compiuti dal Sindaco di Bologna di cui abbiamo notizia
perchè oggetto di verifiche da parte della magistratura.
Pare di capire che ci siano altri viaggi. E' veramente stupefacente la
quantità e la destinazione dei viaggi di un solo amministratore.
Naturalmente sono stati tutti spesati con dovizia di rimborso-spese essendo
il politico globe trotter equiparato nei regolamenti alle cariche più alte.
Tra questi viaggi risulta come destinazione anche Cancun in Messico, una
rinomata località turistica affacciata sul Mare dei Caraibi. Che cosa ci
poteva essere di tanto importante per la Regione Emilia-Romagna in un posto
come questo?
L'Italia ha qualcosa come seimila comuni, centoventi province, venti
regioni e tanti tanti enti pubblici o semipubblici di vario genere. Gli
amministratori sono tutti stipendiati ed hanno autonomia di gestione della
quale profittano fino in fondo. Guai a mettere in discussione la sacra
"autonomia" degli enti locali. La grande tradizione municipalistica italiana
che risale alle Repubbliche Marinare, ai Comuni ed alle Signorie e pronta ad
insorgere subito. Ne vedremo di belle quanto entreranno a regime
le norme del federalismo fiscale. Se si facesse il conto dei viaggi compiuti
dagli amministratori e dai loro seguiti raggiungeremmo cifre astronomiche,
milioni di chilometri. Tutti viaggiano per i motivi più vari. Gli
amministratori dell'Amia di Palermo si recavano dieci volte l'anno negli
Emirati Arabi. Se si fruga senza troppa disattenzione tra le note spese
presentate e riscosse dalla folla di voraci gaudenti
per i quali non c'è mai crisi troveremmo stranezze incredibili.
Naturalmente, è tutto legale. Quando c'è l'illegalità un opportuna leggina
ci mette rimedio come quella che consente all'aereo di Stato a disposizione
del Presidente del Consiglio di imbarcare ospiti personali.
Il ceto politico, i suoi parenti e famuli è diventato una enorme sanguisuga
che riesce a drenare denaro e privilegi da una pubblica amministrazione
tenuta in vita da tasse sempre più gravose da sopportare.
Il suo costo è diventato troppo oneroso ed il suo distacco dalla gente
sempre più incolmabile. L'omertà al suo interno è di stampo camorristico.
Bertinotti giustificò l'uso dell'aereo di Stato fatto da Mastella per
assistere ad una partita di calcio con il figlio ed altri amici un
"risparmio" e non si limitava
da Presidente della Camera nelle trasferte . Brunetta gratta dallo Stato
centinaia di migliaia di euro l'anno che somma al suo stipendio di
professore e chiede ai pensionati di rinunziare ad una parte delle loro
misere pensioni per i giovani precari pagati a due euro l'ora da
imprenditori che imboscano all'estero centinaia di miliardi di euro.
Una situazione del genere non può durare a lungo. La corda è troppo tesa ma
l'attenzione dei politici
è concentrata sul rebus di come evitare a Berlusconi i processi o nelle
alleanze di Palazzo con l'UDC piuttosto che con l'odiata sinistra
proletaria.
Cresce tra la gente insoddisfazione ed anche odio. Non è detto che la
sopportazione di squilibri e diseguaglianze possa durare in eterno. L'Italia
ha ancora una cultura della coesione e dei diritti. Non è l'America che si
rassegna a vivere in tenda e sopporta il peso della prepotenza dei banchieri
facendosi abbindolare dalle bugie di Obama. L'Italia non sopporterà a lungo
il calvario di cinque milioni di biagizzati a 400 euro al mese. Milioni di
lavoratori sono sottomessi ad un logoramento dei loro salari
a cui la CGIL vorrebbe mettere una pezza con qualche beneficio fiscale non
rendendosi conto di diventare complice di una situazione insopportabile. La
crisi è certamente oggettiva ma la sua gestione è odiosamente di parte.
Prima o poi tutta la sofferenza sociale oggi compressa verrà alla luce!
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, January 28, 2010 11:04 AM
Subject: IL suicidio della CGIL
Il suicidio della CGIL
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Con un anticipo di oltre quaranta giorni che contrasta con la drammatica
condizione dei lavoratori italiani che precipita di giorno in giorno per una
crisi dell'occupazione e dei salari causata in gran parte da scelte di
convenienza e di lucro del padronato, la CGIL annunzia uno sciopero generale
per il dodici marzo prossimo. C'è un passo avanti rispetto la manifestazione
del 15 novembre scorso perché si farà in un giorno lavorativo e quindi
assumerà un significato che si collocherà dentro il rapporto di lavoro e non
soltanto verso il governo ma si tratterà ancora una volta di una battaglia
perduta in partenza dal momento che le rivendicazioni sono limitate, cannoni
caricati a salve o al massimo con proiettili di gomma destinati a rimbalzare
e non produrre che il grande fracasso massmediatico dei pennivendoli di
regime che si scateneranno per sbranare la CGIL che si "isola"
da Cisl ed Uil, è vetero-sindacalista, incapace di capire la "modernità"
etcc...etc... In sostanza, lo
sciopero deluderà le attese della classe lavoratrice senza peraltro essere
gradito dal padronato, dalla destra e dal suo governo. Tutti faranno a gara
per mettere alla gogna il grande e comunque temuto sindacato italiano perchè
rompe l'omertà (Sacconi la chiama complicità) delle forze politiche e
sindacali tutte protese ad ingraziarsi i favori della Confindustria.
Lo sciopero si farà su tre punti che riguardano la politica economica, il
fisco, l'immigrazione. Sul primo punto non si dice niente sulle
privatizzazioni diventate davvero pericolose non soltanto per
l'aumento delle bollette, dal momento che la maggior parte di esse si fanno
in regime di monopolio, ma anche perché sostituiscono pezzi sempre più
estesi di occupazione pubblica con quella privata e sottopagata. Non è raro
incontrare negli ospedali infermieri collocati da cooperative fasulle e
agenzie pagati al quaranta per cento in meno dei loro colleghi.
Il secondo punto riguarda il fisco. La CGIL chiede delle cose che sono
sicuramente sacrosante ma che calate nell'inferno dei salari di oggi avranno
effetti insignificanti, meschini. Dare qualche euro in più attraverso la
manovra fiscale non cambierà se non impercettibilmente la busta paga. Oggi
la questione più importante è
l'aumento dei salari e sopratutto la richiesta di una legge per il Salario
Minimo Garantito per tagliare l'artiglio a quanti se la cavano con due o
tre euro l'ora specialmente per i biagizzati e gli immigrati.
Avere una legge sul Salario Minimo Garantito significherebbe mettere un
fondo al pozzo senza fine
di salari sempre più bassi. Abbiamo un padronato che non si vergogna di
offrire soltanto cento euro al mese ad un giovane laureato. Il SMG non
dovrebbe essere inferiore a sette euro l'ora. Diventerebbe strumento di
liberazione e di unificazione di lavoratori bianchi e neri ed avrebbe
l'effetto di spingere verso l'alto i salari oggi inferiori del quaranta per
cento a quelli inglesi, tedeschi o francesi.
A chi gli chiedeva cosa ne pensasse della scala mobile Epifani ha risposto
di esserne stato sempre nemico fin dal 1984 e dichiarandosi offeso con la
Marcegaglia che gli attribuiva una qualche tentazione al suo ripristino.
Bisogna invece recuperare la scala mobile.
Mentre l'inverno più gelido è caduto sui lavoratori che si buscano la
bronco-polmonite a fare gli stiliti del ventunesimo secolo sulle torri delle
aziende, alla Camera Cazzola, Ichino ed altri lavorano silenziosamente per
distruggere il poco che resta di protezione dalla schiavizzazione. A
differenza di tutti i cittadini italiani i lavoratori non avranno più
diritto ad un giudice ma si dovranno accontentare di un arbitro che deciderà
della loro vita una sola volta. Il giudice non potrà intervenire anche se lo
volesse. L'art.18 e lo Statuto dei Diritti vengon