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                                                                  RASSEGNA STAMPA      L'ANGOLO DI PIETRO

 

 L'ANGOLO DI PIETRO in ordine cronologico III parte

from October 23, 2008

 

LETTERE E ALTRO                lettere pubblicate su Grandenud    http://urlin.it/cf1e

 su adnkronos      http://www.adnkronos.com/IGN/UGC/?ugcid=4531  

  su Il pane-e le-rose       http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o10278     

                                                               nei blog  http://pietro-ancona.blogspot.com/   e                       http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/

lettere pubblicate su Grandenud    http://urlin.it/cf1e

 

 





                                                          
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Monday, October 27, 2008 1:05 PM
Subject: lettera ad Epifani dopo Report



Caro Epifani,

la trasmissione di Report dedicata al sindacato, pur toccando soltanto una piccola parte della questione, ha messo in luce una situazione diventata insostenibile 

La CGIL deve fare la sua parte di autoriforme a cominciare dalla proposta di scioglimento degli enti bilaterali ed in primis le Casse Edili, organismi del tutto inutili inventati per gestire una parte del salario che andrebbe messa in busta paga e nella immediata disponibilità dei lavoratori.
Gli enti bilaterali stanno diventando troppo importanti rispetto gli istituti contrattuali riguardanti i lavoratori. Generano il sospetto di
interessi convergenti con gli imprenditori che diventano a volte prevalenti. Fino a creare un vero e proprio conflitto di interessi sindacato-lavoratori!!
Bisognerebbe regolare meglio il dibattito interno a cominciare dai referendum che debbano svolgersi in condizioni di normalità democratica dalle quali è stato assai lontano il referendum sugli accordi di welfare del luglio 2007.
La CGIL dovrebbe rinunziare unilateralmente a tutti i distacchi sindacali della pubblica amministrazione.Persone che stanno in distacco per diecine e diecine di anni dai loro uffici diventano financo inutili e dannose a se stesse e al Sindacato.
La CGIL dovrebbe denunziare gli accordi di concertazione del 1993 e ritirarsi dalla trattativa per la riforma del contratto di lavoro.Dovrebbe appoggiare la proposta del salario minimo garantito e chiedere la reintroduzione della scala mobile (se il nome è tabù chiamatela diversamente) dal momento che è inaccettabile il congelamento dei salari mentre la tendenza confindustriale è verso la quadriennalizzazione  di fatto della durata dei contratti.
Credo che sia giunto il momento di una svolta radicale che dovrebbe prendere le distanze da CISL e UIL oramai irrecuperabili ad un sindacalismo eticamente responsabile verso i lavoratori. Se la CGIL recupera una sua diversità agisce per il cambiamento anche dentro la CISL e l'UIL si potrebbero attivare forze rinnovatrici.
La sfiducia  dei lavoratori per il Sindacato come istituzione preposta alla loro difesa e che invece viene vissuto come una palla di piombo che li immobilizza e li danneggia è diventato davvero grande.
Bisognerebbe infine mettere allo studio il problema di una riforma della condizione del sindacalista funzionario. Certo l'attuale situazione di una burocrazia che è nello stesso tempo classe dirigente eletta dai Congressi dovrebbe essere rivista.

Pietro Ancona
 

                                                  ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: bellaciaoparis@yahoo.fr ; sinistra critica ; Ernesto
Sent: Thursday, October 30, 2008 4:06 PM
Subject: la speranza nel successo di oggi



La straordinaria riuscita dello sciopero generale della scuola di oggi deve fare riflettere molto la sinistra sulla realtà italiana e sulla possibilità del suo rovesciamento prima che i processi di degradazione sociale diventino davvero insopportabili. Milioni di persone in piazza all'indomani della conversione definitiva in legge del decreto sulla scuola hanno dato un messaggio chiarissimo: noi non disperiamo di vincere la nostra battaglia! Il governo ha fatto la sua legge ma noi non ci dichiariamo battuti e sconfitti!
Il successo delle manifestazioni di oggi è confrontabile con quelle degli anni settanta che chiedevano riforme e sviluppo. Credo che la partecipazione e la mobilitazione di milioni di persone debbano rianimare sindacati diventati troppo accomodanti ed una sinistra che aveva visto nelle ricette liberiste modernità e rinnovamento quanto invece si tratta di
lacerazioni della coesione sociale e di riduzione dello Stato ad erogatore dei servizi necessari alla classe dominante per la perpetuazione dei suoi privilegi.
Spero che i dirigenti della sinistra traggano dalla grande giornata di libertà e di democrazia di oggi motivi per recuperare la questione operaia: per rivendicare il salario minimo garantito,
la scala mobile, l'abolizione della legge Biagi,la sicurezza della vita nelle imprese. E' possibile una grande mobilitazione delle masse se la CGIL decide di tornare ad essere se stessa, la grande organizzazione di Di Vittorio e Santi.
Il berlusconismo si vince negandone alla radice l'ideologia liberista. Una sinistra che si contamina di liberismo sarà destinata ad assistere ai trionfi di una destra fortemente ideologizzata e sempre più padrona dello Stato.

Pietro Ancona

                                      ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: info@cgil.it , posta@fpcgil.it
Sent: Thursday, October 30, 2008 9:08 PM
Subject: contratto statali

 
Cari compagni,
 
mi complimento vivamente con voi per la rottura con Cisl e Uil
sul contratto di lavoro. L'unità sindacale è un bene se funziona nell'interesse dei lavoratori, un male, un letto di Procuste, una dama di ferro se funziona nell'interesse della Confindustria o della destra al Governo.
Il contratto sottoscritto da Cisl e Uil è una ridicola e peggiorata riedizione del parametro di cui agli accordi di concertazione del 1993 che, nel tempo, hanno impoverito i lavoratori. Inoltre, introduce elementi di peggioramento dell'istituto contrattuale come tale destinato a fare da battistrada nell'abbattimento del contratto di lavoro garante nazionale di diritti e di minimi di retribuzione.
Grande parte del malessere delle classi lavoratrici è dovuto alle pratiche unitarie di contrattazione sempre al ribasso sempre tese piuttosto che a "dare" ai lavoratori a "togliere".
Sono certo che lo sciopero nazionale, fatto con convinzione della giustezza delle nostre ragioni, sarà un successo imponente e si iscriverà nella grande stagione di lotte aperte dalla questione scuola.
La strada per il risorgimento dei lavoratori italiani passa dalla rottura con CISL e UIL sindacati da tempo pedine sempre più tracotanti del padronato e del governo.
Pietro Ancona

                                                              ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, November 03, 2008 11:51 AM
Subject: Obana e Mc Cain


Obama e McCain



I pennivendoli sono tutti in grande attività per parlarci del grande duello per la Presidenza dell'Impero. Per alcuni giorni non sentiremo parlare d'altro.
Per quanto mi riguarda penso che i due candidati siano come Berlusconi e Veltroni. Nessuno dei due mi persuade anche se, costretto, turandomi il naso voto Veltroni.Il sistema bipartitico è stato inventato per gestire la democrazia limitata ad un solo blocco sociale. Negli ultimi trenta anni i lavoratori americani hanno avuto decurtate le loro paghe del trenta per certo e quasi azzerato il welfare.Ora sono pieni di debiti financo per comprarsi da mangiare.
Nè Bush nè Clinton hanno alzato un dito per loro.
La democrazia americana è diventata da molto tempo oligarchia quasi fascista.
Pietro Ancona
                                                                     ****

-  ---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: posta@liberazione.it
Sent: Tuesday, November 04, 2008 11:08 AM
Subject: spostamento a sinistra della CGIL?


Cara Liberazione,

magari la convergenza CGIL-Fiom sulla mobilitazione dei metalmeccanici fosse davvero il segno di uno spostamento a sinistra della Confederazione! I segnali che arrivano dalla vicenda Alitalia sono di segno del tutto opposto. La CGIL, dopo essersi impegnata a non firmare alcun accordo riguardante i piloti e gli assistenti di volo, ha sottoscritto assieme a Cisl UIl e UgL un dickat dettato da Colaninno e dal Governo che definire indecente è davvero assai poco! Perchè lo ha fatto? Forse è vittima dei legami tra Colannino ed il PD di Veltroni e d'Alema? Come si può mettere l'onorata firma della CGIL a contratti capestro
che negano il diritto di lavorare se si ha a casa un bambino handicappato?
Questa firma è disonorevole per la Confederazione che da sempre è stata sinonimo di sindacato indipendente dal padronato.
In quanto ai metalmeccanici credo che sarebbe opportuna una vera autocritica che analizzi le cause dell'impoverimento dei lavoratori. C'è una responsabilità sindacale enorme nello avere per quasi due decenni chiesto spiccioli e sviluppare un  costoso  volume di lotte quasi per niente!
Pietro Ancona
                                                       ***

   -- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Tuesday, November 04, 2008 3:57 PM
Subject: Lo sciopero dei metalmeccanici del 12. Tanto rumore per nulla!!!!


Lo sciopero generale dei metalmeccanici del 12 dicembre prossimo sarà un evento formidabile anche se la sua piattaforma, limata dal compromesso raggiunto con la CGIL,
ne avrà disinnescato la carica di controffensiva rispetto un padronato sempre più arrogante, oramai del tutto insofferente financo al riconoscimento dei lavoratori come entità sociale con la quale bisogna contrattare e convivere. Al dilà delle generali rivendicazioni generiche rivolte ad un cambiamento della politica economica generale del governo la richiesta di integrare i salari oramai di fame viene affidata quasi esclusivamente alla detassazione della tredicesima mensilità. Una mancia che, se concessa perchè voluta fortemente anche da Confcommercio e dalla stessa Confindustria, servirà a pagare le bollette in scadenza a fine anno senza riconoscere ai lavoratori il diritto al recupero  senza richiedere l'unica cosa indispensabile in tempo di crisi: l'indicizzazione dei salari. Ma la parola "scala mobile" è diventata tabu' anche per i metalmeccanici mentre
non si appronta alcun strumento di vera lotta al precariato e cioè il Salario Minimo Garantito
(esistono metalmeccanici, l'abbiamo visto alla Navalmeccanica di  Genova, pagati tre euro e mezzo l'ora). Le richiesta di lotta al precariato si limitano ad una generica richiesta di miglioramento delle normative esistenti ed escludono di chiedere con chiarezza l'abrogazione della legge trenta e degli accordi di welfare del luglio 2007 che ne hanno ribadito  l'esistenza. Non una parola viene detta sulle gravi manipolazioni dei diritti dei lavoratori apportate dalla legge 133/2008 nel silenzio generale.
Insomma, i metalmeccanici  parteciperanno ai cortei ed alle manifestazioni del 12 dicembre con l'animus di chi vuole rompere la gabbia di ferro dentro cui sono stati chiusi dal padronato e dal governo di destra. Il gruppo dirigente dei metalmeccanici e della stessa CGIL con obiettivi limitati, quasi insignificanti.
All'indomani dello sciopero non succederà assolutamente niente. Forse il governo, pressato anche da una parte dei suoi, darà una piccola mancia natalizia!
Pietro Ancona
                                                        ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: palermo@repubblica.it
Sent: Tuesday, November 04, 2008 4:43 PM
Subject: la ricorrenza di ieri


Cara Repubblica,

la grande guerra fu la seconda decimazione subita dal popolo siciliano dopo l'unità d'Italia dopo le vittime del generale Govoni e degli altri generali piemontesi che misero a ferro e fuoco l'Isola dopo il 1860!
Morirono nelle trincee delle montagne mai viste prima dai soldati all'incirca settantamila tra contadini ed operai.Ancora oggi gli storici non riescono a capacitarsi sui perchè e sulle ragioni che determinarono il più grande conflitto della storia europea. Una mostruosa follia!!
Credo che dovremmo ricordare ed onorare i fucilati, i decimati, i renitenti, quanti furono spinti verso la morte certa dai  fucili dei carabinieri e di quanti sorvegliavano e tenevano praticamente prigioniero l'esercito. Redipuglia fu sede di una sanguinosa rivolta conclusasi con decimazioni e fucilazioni senza processo.
Ricordiamo il quattro novembre per rinnovare il nostro orrore verso il militarismo !
Pietro Ancona

                                            ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, November 05, 2008 8:10 AM
Subject: Elezione di Obama
 Ci sono alcune cose che si possono scrivere subito sulla elezione di Obama senza incorrere nel pericolo di unirsi alla vampata di entusiasmo addirittura delirante che si è impadronita della stampa occidentale anche di quella fino a ieri più servile nei confronti di Bush.
  La destra liberista cerca di trasformare la sua sconfitta in vittoria. Vittoria della "vitalità" della democrazia americana, del sistema capitalistico che ha ridotto in miseria milioni di famiglie in Usa ed in Europa e funestato il mondo di una guerra senza fine al "terrorismo" cioè alle nazioni islamiche Irak ed Afghanistan..
  La prima cosa che si può dire è la sconfitta dei suprematisti bianchi, i razzisti che sono andati al potere in Italia e che si sentivano in ascesa in Europa. Come faranno a giustificare la superiorità della razza bianca se un nero, un afro-americano, diventa Presidente degli Stati Uniti? Una sconfitta senza se e senza ma del razzismo!
  L'altra cosa che si può dire con certezza è c he viene meno il referente, l'appoggio alle politiche dell'era del liberismo assoluto senza regole, spero al predominio dei managers miliardari che hanno portato in rovina aziende e strutture economiche basilari per la forza
economica dell'Occidente. Avere ridotto in miseria milioni di lavoratori, costringendole e
consigliandole ad indebitarsi con le carte di credito fino a provocare una crisi finanziaria che sembra incontrollabile ha posto in discussione la sopravvivenza stessa del capitalismo o quanto meno ad un drastico controllo dei suoi comportamenti. E' la fine di una scuola di pensiero che ha portato al panepotere una destra che in Italia è cresciuta fomentando odio sociale verso i dipendenti pubblici, la scuola,la sanità le pensioni.La fine del thatcherismo e del reaganismo!!
  Non credo che avverranno cambiamenti sostanziali nel sistema politico americano. Non credo neppure che cambierà la rapace politica estera che ha chiuso il mondo in una rete di basi militari americane che, spero, non si allargheranno contro la Russia e la Cina ed i paesi islamici. L'imperialismo americano è bipartisan ed è religione comune dei repubblicani e dei democratici.Tuttavia la fine dell'ossessione ideologica contro tutto quello che fuoriusciva dal modello democratico fino a criminalizzarlo come terroristico
sarà un sollievo.
 Una sorta di tritacarne da circa quaranta anni tiene sottomesse e ha ridotto in miseria e senza diritti i lavoratori americani e tanta parte di quelli europei. Il reddito di centinaia di milioni di persone è in questi anni diminuito a vantaggio delle classi abbienti dell'industria e dei commerci. Ci sarà solidarietà dell'amministrazione Obama verso la nazione dei poveri? Si farà qualcosa per la sanità, la scuola pubblica, le pensioni? Questo punto resta interrogativo dal momento che le lobby delle multinazionali delle assicurazioni, della sanità privata e di quant'altro hanno un formidabile peso anche in campo democratico.
  Pietro Ancona

                                                                    ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Thursday, November 06, 2008 3:08 PM
Subject: Le sfide di Obama


alcune noterelle a margine
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 Il merito maggiore di Obama è di averci liberato dall'incubo Bush, incubo che in qualche modo sarebbe continuato con la elezione di Mc Cain.
Il Presidente fantoccio dell'Iraq Karzaki ha implorato Obama di non continuare con la politica stragista di Bush! Incredibile: il sangue innocente è tanto che lo stesso uomo che si regge con l'appoggio militare americano ne è sgomento. I massacri dovranno finire.
L'altro grande merito di Obama è quello di essere afro-americano, nero e di essere diventato Presidente degli Usa. Questo dato
da solo sconfigge i suprematisti bianchi ascesi al potere in Italia ed in crescita in Europa. Come faranno a  dire che i non bianchi sono esseri inferiori?
Il liberismo senza regole imposto da Reagan è fallito poco prima che arrivasse Obama. Il fallimento ha proporzioni e conseguenze planetarie. Non sarà gran merito continuare sulla tragica via del monetarismo. Il sistema imperiale per sopravvivere avrà bisogno di freni, paletti, regole. Lo stesso MacCain credo che le avrebbe approntate. Non c'è niente di rivoluzionario nel prendere atto dell'esito cadaverico della scuola di Chicago.Obama lo farà in accordo alle multinazionali ed al gruppo dirigente americano. Cercherà di rinnovare la gestione del capitalismo emarginando le aree più toste della speculazione e della pirateria.
I milioni di lavoratori costretti ad indebitarsi dalla riduzione di circa il trenta per cento dei loro salari avvenuta da oltre venti anni avranno qualche aiutino indiretto. I salari saranno oggetto della libera (si fa per dire)contrattazione ed i sindacati non saranno riformati. Sindacati profondamente legati al sistema con interessi oramai divergenti da quelli dei lavoratori. Anche in Italia, lo dico tra parentesi, siamo sulla strada della americanizzazione del sindacato. Basta vedere gli accordi redatti con il padronato ed il Governo negli ultimi anni e la crescente quota bipartisan lussuosamente finanziata nei ccnl ( casse edili, scuole di formazione, etc..)
I progressisti di tutto il mondo saranno profondamente delusi da quanto non sarà fatto per la liberazione del popolo palestinese.
Il muro continuerà ad ergersi sulla prigione di Gaza e la CigGiordania continuerà ad essere colonizzata. Continueranno gli omicidi mirati e non saranno liberati i dodicimila prigionieri di Israele.
Il mondo è andato talmente male negli anni di Bush che basterà a Obama non far del male per essere benvenuto. Chissà perchè mi è tornata in mente una particolare espressione di Adriano Sofri di qualche anno fa. Disse: il mondo è fritto...

Pietro Ancona

                                                                     ***


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Thursday, November 06, 2008 10:17 AM
Subject: lo sciopero generale


Cara  Unità

se lo sciopero generale indetto dalla CGIL non si porrà obiettivi precisi di mobilitazione rischia di essere una manifestazione a vuoto, priva di artiglio.
Chiederà lo sciopero un aumento generalizzato di tutti  i salari inferiori a 1500 euro?
Chiederà lo sciopero la indicizzazione dei salari e delle pensioni? Romperà il tabù della impronunciabilità delle parole "scala mobile"?
Chiederà l'abolizione della legge Biagi? Si pronuncerà contro tutti i peggioramenti a danno dei diritti dei lavoratori introdotti dalla legge 133?
Chiederà la fine delle privatizzazioni che aumentano i costi delle famiglie ed incrementano un management miliardario nutrito dalle bollette?Chiederà il riavvio delle nazionalizzazioni a cominciare dall'Alitalia?
Io spero molto ma non so davvero se non ci limiteremo a chiedere la detassazione delle tredicesime  voluta dalla Confcommercio.
Pietro Ancona

                                                           ***


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: PRImapagina@rai.it
Sent: Thursday, November 06, 2008 8:40 AM
Subject: EDUCAZIONE DEL CONDUTTORE


 Caro Professor Teodori,

non credo che sia stato giusto sfottere l'ascoltatore che ricordava la mancanza di assistenza sanitaria in Usa invitandolo sarcasticamente  ad  inoltrare "diplomaticamente" la sua lamentela,
  Capisco il suo livore per la elezione di Obama ma si ricordi che alla radio è pagato per leggere i giornali e commentarli con educazione.
  Cordiali saluti.
Pietro Ancona

                                                  ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Wednesday, November 12, 2008 11:19 AM
Subject: : ancora contro la detassazione

   Certamente la crisi c'è e viene come sappiamo dalla mancanza di regole del liberismo e della globalizzazione. Le "regole" sono sempre state considerate il fumo negli occhi dai fautori della libertà del mercato e dell'individualismo. La verità è che il mercato non esiste quando si giunge alla fase oligopolistica e monopolistica. Possiamo parlare di mercato dei prodotti farmaceutici o delle auto? Ricordate quante piccole e medie fabbriche come la Lancia e la gloriosa Alfa Romeo sono state divorate dalla Fiat?.
 Ma la crisi viene usata per terrorizzare l'opinione pubblica, giustificare la decrescenza delle retribuzioni sotto il livello previsto dalla Costituzione, tenere in scacco quanti vorrebbero fare qualcosa per migliorare la loro condizione di vita. Ieri alla Camera il Ministro Tremonti parlava di  "intensificazione" della crisi!! In sostanza c'è una irresponsabile amplificazione di una situazione difficile per giustificare un regime di generale depressione delle retribuzioni e le controriforme del welfare.
 Vorrei ancora una volta dichiarare la mia contrarietà alla detassazione prima degli straordinari, ora della tredicesima (se sarà fatta) e domani chissà....
 Sono contrario perchè la detassazione non affronta il problema di una riforma dell'Irpef ed anzi la rinvia sine die. Non c'è dubbio che va amplificata la parte esente dei salari e delle pensioni e vanno abolite l'irpef regionale e comunale. Queste tendono a pesare sempre di più sui redditi. Bisognerebbe inoltre rivedere il sistema di tassazione delle rendite finanziarie e dei patrimoni naturalmente a partire da certi livelli. Ma questo non viene fatto ed anzi si tende ad appesantire il carico fiscale sui più deboli.
 La detassazione non a caso è chiesta dalla Confindustria e dalla Confcommercio cioè dalle organizzazioni imprenditoriali. E' una alternativa agli adeguamenti salariali dovuti e non realizzati dalle imprese. E' una mancia una tantum. E' un modo per dire: non dovete aspettarvi niente  da noi! La detassazione uccide lo Stato dal momento che lo priva delle risorse necessarie alla sua sopravvivenza. Si calcola che per detassare la tredicesima ci vogliono nove miliardi di euro. Quale sarà l'effetto di una cosi drastica riduzione delle entrate dello Stato? Quanti servizi si dovranno tagliare ai cittadini oltre quelli già in programma per la scuola e per la sanità? Si debbono abolire del tutto le pensioni ridotte oramai a meno del quaranta per cento delle retribuzioni?
 Dal 1993, anno del primo grande accordo di concertazione ad oggi, c'è stato un trasferimento di ricchezze dal lavoro dipendente ai redditi imprenditoriali e professionali di oltre dieci punti di Pil. Insomma c'è stato un impoverimento  di venti milioni di lavoratori a vantaggio delle altre categorie sociali!! Questo impoverimento è stato dovuto alla mancata indicizzazione delle retribuzioni ed ai miglioramenti salariali  calcolati sulla cosiddetta "inflazione programmata", cioè a molto meno dell'aumento del costo della vita! Quindi nel campo dei profitti ci sono risorse sufficienti per finanziare miglioramenti salariali!
   Detassare il salario vuol dire ridurre la sua funzione sociale ed infliggere al welfare un danno incalcolabile a lunga scadenza. Non tanto lunga perchè il conto verrebbe presentato al più presto dal Tremonti di turno...
Pietro Ancona

ps: che la crisi riguardi soltanto le persone che sono state impoverite dal liberismo al potere si può vederlo osservando il florido consumo di generi di grande lusso come i panfili, le ferrari, le lamborghini ed i ristoranti ed albergo a 7 stelle.....
 Anche la crisi viene alimentata e governata soltanto contro chi vive di lavoro...

                                                  ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, November 12, 2008 11:04 AM
Subject: L'incontro "segreto" di Palazzo Grazioli

 
Alla corte di Berlusconi: http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=9855
 
L'incontro "segreto" di Palazzo Grazioli
Pietro Ancona 12/11/2008

Provvidenziale l'incontro "segreto" di Palazzo Grazioli. Il governo vi ha perso legittimità e Cisl ed Uil si sono rivelati quelli che sono. La Cisl indegna erede di Pierre Carniti e Pastore, l'Uil il sindacato giallo che è sempre stato. Ieri hanno liberato i lavoratori italiani dal pesantissimo giogo dell'unità sindacale in funzione del governo e degli interessi degli squali e squaletti della Confindustria italiana. Sbaglierebbe la CGIL a continuare a produrre atti contraddittori come quello della firma dell'indecente accordo dell'Alitalia. Si può creare una vera unità sindacale con i sindacati di base, i cobas, quanti si sono allontanati in questi anni a causa della lontananza del Sindacato dai loro sentimenti.

Pietro Ancona

                                                        ***


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: glrossi@hotmail.it ; gl.rossi@hatmail.it
Cc: lettere@corriere.it
Sent: Monday, November 10, 2008 9:07 AM
Subject: le proteste


Caro signor Rossi,

davvero lei crede al lupo mannaro cattivissimo di AlQaeda che fa le sue miracolose apparizioni tutte le volte che serve all'amministrazione Usa per le sue necessità di politica internazionale? Oggi per dire che è necessario che Obama prosegua la politica muscolare di Bush...allargandola al Pakistan ed all'Iran. Ieri per confermare la Presidenza Bush!

Provi ad analizzare tutte le apparizioni di BinLaden o dei suoi ineffabili sostituti a cominciare dal Dottore egiziano: la coincidenza con momenti cruciali di interesse americano è sempre stato accezionale.

Stia tranquillo che il terrorismo vero esistente al mondo è quello Usa che solo in Afghanistan ha provocato diecine di migliaia di morti innocenti provocando le proteste financo del premier fantoccio Karzay.

AlQaeda è un ufficio della Cia!!

Pietro Ancona

                                                             ***


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, November 08, 2008 7:53 PM
Subject: D'Alema-FINI: giochi di palazzo nella Casta Eterna

L'intesa Fini-D'Alema per una commissione bicamerale sulle riforme con particolare attenzione al federalismo
vuole in primo luogo creare un palcoscenico a due personaggi che si sentono stretti l'uno dalla leaderchip di Berlusconi e l'altro dalla posizione dominante di Veltroni nel PD.
 Vecchi giochi di una politica vecchia tutta interna al Palazzo, distante milioni di anni luce dalla società italiana e da quanto si muove nel profondo di questa dalla rivoluzione iniziata dal mondo della scuola alla crescente insofferenza alla perdita di diritti di tanti strati di lavoratori.
 La destra italiana ha esposto al ludibrio della colonna infame molte delle categorie dei lavoratori definiti di volta in volta fannulloni, parassiti, pesi inutili, ostacolo alla crescita del Paese etc...
  Non si salva nessuno dai pensionati che vengono additati all'esecrazione dei giovani ai quali sottrarrebbero risorse ai magistrati, ai dipendenti Alitalia che si vorrebbe discriminare in ragione dei loro bisogni familiari.
  L'iniziativa di D'Alema porta acqua e legittima l'attacco della destra alla Costituzione.  Un attacco che vuole ridurre a un coacervo di pseudo statarelli regionali tenuti insieme da un presidenzialismo da repubblica bananiera.
  Spero che quanto resta di civile e democratico nella democrazia e nella sinistra italiana vorrà combattere il consociativismo di destra che sta alla base del disegno dei due ambiziosi uomini della politica italiana che piegherebbero il compromesso istituzionale al loro successo personale.
Pietro Ancona
                                                                       ***

Pubblicata su http://www.liberazione.it/ del 14/11/2008 pag.18 Ma che idea di sindacato ha Luigi Angeletti?

Il sindacato secondo Angeletti Cara "Liberazione", qualche sera fa a "Ballarò", il segretario della Uil Angeletti ha sostenuto che compito del sindacato è fare contratti e non discutere le scelte di politica economica del Governo o delle imprese. Insomma, se la politica economica del governo o dell'impresa consiste nella compressione dei salari, il sindacato, senza battere ciglio, deve prenderne atto ed adeguarsi firmando i contratti consequenziali! Il sindacato è parte del sistema! Se il sistema è iperliberista il sindacato si adegua… Vedi accordi separati… Dopo aver detto questo Angeletti ha negato con tutte le sue forze di essere stato a Palazzo Grazioli a concordare con Berlusconi la misura di detassazione della tredicesima!

Pietro Ancona via e-mail

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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Lombardo Alberto, Vincenzo Sena
Sent: Friday, November 14, 2008 0:05 AM
Subject: Stasera ad Anno Zero

 
Stasera ad Anno Zero
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Stasera ad anno zero la verità dell'Italia in cui viviamo è riuscita a rompere l'isolamento ed a presentarsi in tutta la sua aberrante crudeltà. Anno zero presentava l'Italia dolente, disperata, senza soldi, senza speranza e senza prospettiva riunita a Torino che passava in rassegna la sua triste condizione. Una parte di essa era già in partenza per venire a manifestare a Roma contro la riforma della scuola in un'atmosfera di rabbia e di angoscia
anche per le incursioni fasciste alla Rai ed alla CGIL, il pestaggio dei ragazzini di Piazza Navona, le criminali e folli parole di un ex presidente della Repubblica che parlano di un morto possibilmente un bambino per distruggere il movimento di rivolta civile...
L'altra Italia era seduta nel grande scenografico studio di Anno Zero  contornata da una folla anonima di spettatori che ogni tanto si faceva sentire con gli applausi e metteva in scena la storia della Casta, anzi -come ha precisato lo stesso Santoro-delle Caste e della crisi del Parlamento
che poche ore prima aveva registrato la violenta prepotenza della dittatura della maggioranza con la elezione di un senatore dell'opposizione a presidente della Commissione di Vigilanza scelto contro Orlando candidato da oltre quaranta sedute andate a vuoto dell'opposizione. Presto qualcosa non andava per il suo verso e la trasmissione per un momento è sfuggita di mano e si è data una regia per conto suo.
GianAntonio Stella e Sergio Rizzo coautori de "La Casta" si sono messi ad elencare alcuni degli obbrobri del Parlamento italiano il cui barbiere è pagato quanto e più del più alto funzionario del Congresso americano mentre i nostri senatori avrebbero uno stipendio di
quattro volte superiore a quello dei senatori statunitensi. Hanno tirato in ballo lo stipendio di Niki Vendola Presidente della Puglia dicendo che ammonta a oltre 226 mila euro....
Intervento in diretta di Niki Vendola sdegnatissimo ed infuriatissimo  strillando  che trattasi di un falso che il suo stipendio non supera i 170 mila euro e che sessantamila di questi finiscono al Partito e che non ci sta a fare da icona dei privilegi dei politici. Castelli, con
il dente avvelenatissimo contro Stella gli chiede quanto guadagna e questi dichiara in diretta di guadagnare trecentomila euro l'anno insomma molto di più dei miliardari stipendi che rimprovera ai parlamentari però aggiunge che trattasi di frutto del suo "lavoro". Castelli precisa che non si tratta propriamente di lavoro ma di reddito proveniente dai contribuenti italiani come quello dei deputati dal momento che il Corriere della Sera riceve dallo Stato circa ottomilioni l'anno di contributo ed appunto sono questi soldi che finanziano lo stipendio del grande fustigatore della casta.  Disagio ed imbarazzo ed Il pensiero di tutti a questo punto va al guadagno annuale dello stesso Santoro. Milioni all'anno? Quanti milioni? Intanto  il giornalista del giornale di Berlusconi ripeteva ossessivamente alla lavoratrice dell'Alitalia che per ben sette anni, sette anni, sette anni ripetuto ossessivamente sarebbe stata in cassa integrazione per ben ottocento euro al mese  a spese sempre dello Stato, un giornalista felice di mettere sulla colonna infame i privilegi della corporazione dei piloti e delle hostess a fronte dei disagi degli italiani costretti dai prepotenti della casta alata a subire ritardi e disagi negli aeroporti del genere di coloro che danno una lezione ai sinistri che fanno demagogia e difendono fannulloni e quant'altro la destra sta mettendo in riga... Questi ottocento euro rinfacciati a chi perde il lavoro fanno da
strano e feroce contrappunto alle proteste in verità farfugliate da Stella ed alle grida di Vendola.
 Ad un certo punto, mentre in lontananza gli argomenti, le doglianze dei rappresentanti
delle varie crisi sociali che attanagliano Torino diventano patetiche, imbarazzanti, mentre il giovane ingegnere del politecnico  dietro gli occhiali mostrava uno sguardo smarrito parlando di un futuro che gli era del tutto oscuro, tutta la mac china scenica della tramissione mostrava la sua menzogna e la sua crudeltà. La menzogna di una casta e dei suoi complici che, a destra ed a sinistra da Vendola a Castelli a Di Pietro si mostrava titolare degli stessi privilegi mostruosi, la menzogna di una denunzia che ha fruttato milioni di euro di diritti d'autore scritta da persone che guadagnano più o meno, anzi di più, dei politici che hanno denunziato, la menzogna di Santoro che fa il moralista, erige la sua colonna infame contro tutti i privilegi, dice cose condividibilissime ma è come e peggio certo involontariamente di coloro e delle cose che dice di aborrire.
 
Mentre tutto questo va in scena giunge notizia dal Parlamento che sono state respinte tutte le proposte di un qualche freno alla vigorosa tendenza all'insù del costo della politica mentre Napolitano fa un piccolo fioretto alla Madonna rinunziando alla spesa di dieci milioni di euro. Una somma certamente significativa per noi comuni mortali ma una piccola parte, una fettina sottilissima del costo del Quirinale.
 
Pietro Ancona

                                                               ****


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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, November 15, 2008 10:10 AM
Subject: Capitalismo e crisi nell'incontro dei venti.


Riflessione sul G20
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Il Presidente degli Usa, grande custode dell'ideologia, è preoccupato che la crisi mondiale provocata dai ladroni finanzieri suoi connazionali possa mettere in discussione il capitalismo e raccomanda a tutti di continuare a sostenerne le glorie e sopratutto di adorarlo senza mettergli "lacci e lacciuoli", senza regole, dal momento che le regole limiterebbero l'audacia degli avventurosi novelli capitani di ventura i managers alla guida di società che divorano poco prima di rovinarle e di distrugerne i fondi pensioni riducendo le azioni dei malcapitati a carta straccia.
Fosse per Bush lo Stato deve servire per mettere le risorse della collettività al servizio dei banditi che hanno fatto sparire trilioni di dollari e basta. Se un bambino muore a causa di un ascesso provocato da una carie che la famiglia non può curare non importa dal momento che la luce splendente e radiosa del "sistema" brilla sui popoli liberi e ne assicura le sorti progressive. Magari con l'aiuto di qualche opportuna guerra di sterminio dei poveracci che vengono bombardati perchè non collaborano abbastanza per la cattura dei "terroristi".
Tremonti che si picca di essere grande pensatore e grande ministro si è spinto su questa strada della preservazione della purezza del capitalismo nella sua versione liberista  fino al punto di proclamare che la eventuale presenza di soldi dello Stato nelle banche non ne rivendicherà il possesso o la presenza nei consigli di amministrazione. Niente deve turbare la libera intrapresa di quanti hanno portato il mondo sull'orlo della rovina e provocato una recessione di cui ogni giorno ce ne descrivono i caratteri lugubri e devastanti.
La crisi è in fase di intensificazione. Con questa dichiarazione solenne resa al Parlamento il Ministro dell'Economia ritiene di coprire gli otto miliardi di tagli al sistema scolastico, i tagli alla sanità ed al sistema pensionistico magari per regalare cinque o sei miliardi di euro alla cordata degli "amici" capeggiata da Colaninno. Nello stesso tempo il Ministro  Sacconi aiuta la criminalizzazione dei sindacati che non si piegano alle pretese della Confindustria di una totale libertà nel rapporto coi lavoratori che soltanto da sempre minori tutele possono avere la speranza di continuare a guadagnare un tozzo di pane. Si, proprio cosi, tozzo di pane perchè altrimenti non si può definire il salario erogato dalle aziende italiane, uno dei più miseri del mondo.
 Il sistema massmediatico di tutto l'occidente si guarda bene dall'individuare le cause ed i responsabili della "crisi" cioè del Grande Furto. In atto è impegnato in una intensa campagna di terrore per convincere l'opione pubblica che  non accettando le ricette proposte dalla Gelmini e da Tremonti abbiamo dietro l'angolo la crisi del 29 e il nostro degrado a okies come le famiglie che si muovevano negli States alla ricerca di lavoro e venivano accolti a fucilate quando i loro accampamenti non venivano bruciati come ama fare Borghezio in Italia con i poveri che cercano riparo sotto i ponti.
 C'è un silenzio enorme sulle responsabilità della crisi e le batterie massmediatiche sono rivolte alla divulgazione ed al radicamento di due idee: c'è la recessione ed il capitalismo va conservato e difeso.
 Ma è proprio vero che il capitalismo non c'entra con la crisi in atto? Quante automobili si debbono costruire e mettere in circolazione per evitare la crisi della General Motors? Con buona pace di Bush il capitalismo non è più in grado di assicurare stabilità e prosperità ed è giunto il momento di sostiturlo con un sistema diverso, magari socialista. Ma dove è il socialismo? Chi lo rappresenta? Come è che i socialisti francesi proprio in questo frangente si accingono a veltronizzarsi  eleggendo a loro leader Segolene Rojal.... Ma questo è un altro discorso..

Pietro Ancona
                                                                                  ****


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From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Saturday, November 15, 2008 9:03 AM
Subject: manipolazione per omissione


Caro Franco,

per nostra fortuna  domani è l'ultimo giorno di sua permanenza a prima pagina. Dal momento che sostiene la campagna terroristica sulla crisi per dare copertura ai tagli di quel poco di welfare che resta agli italiani, ha pensato di fare la sua parte rinunziando ad una fettina del  grasso gettone che riscuoterà dalla Rai per la settimana di letture ad usum delfhini dei giornali?
 Si stia bene.
Pietro Ancona

                                                ****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, November 16, 2008 10:34 AM
Subject: la solitudine di Epifani

 
La questione sindacale
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L'ostracismo governativo per la CGIL, favorito dalla complicità di Cisl ed Uil, ha motivazioni legate ad un progetto di eliminazione del sindacato come soggetto autonomo e rappresentativo   Ai sindacato CISL ed UIL viene promesso (ed accettato) un diverso coinvolgimento istituzionale ed un ruolo di fatto parastatale. Il Sindacato cessa di essere soggetto rappresentativo di diritti per diventare  cogestore di servizi che vengono erogati o in regime bilaterale con Confindustria o parastatale. I rinnovi degli accordi contrattuali vengono limitati all'azienda e riguardano calcoli legati alla produttività. Non in tutte le aziende. Nel grosso di queste il trattamento verrà erogato sulla base di un rapporto individuale del lavoratore con il datore di lavoro e cioè dalla decisione unilaterale del datore di lavoro.  Fine del contratto collettivo nazionale di lavoro.
La rottura e l'isolamento della CGIL hanno un significato diverso dal patto per l'Italia  del 2001 firmato da Pezzotta. Allora la posta in gioco era limitata e più modesta: Si trattava di fare avallare dal Sindacato le scelte del governo ma non si metteva in discussione come ora la natura profonda del sindacato ed il suo ruolo autonomo di soggetto rappresentativo di istanze ineliminabili dei lavoratori. Ora la posta in gioco è molto più alta.
Purtroppo la posizione della CGIL finora espressa non risulta del tutto chiara e convincente. Epifani continua ad offrire la sua collaborazione al governo sostenendo la insufficienza di quella della CIsl e UIL. In sostanza dichiara la propria insostituibilità nella realizzazione degli obiettivi di politica economica e sociale che il governo si propone di raggiungere.
 Questa posizione è estremamente debole, ambigua, incapace di  conquistare il consenso
dei lavoratori. Gli accordi Alitalia dovrebbero insegnare qualcosa. Anche con il concorso della CGIL non è possibile azzerare brutalmente diritti che appaiono irrinunziabili. La piattaforma di proclamazione dello sciopero del 12 dicembre è del tutto subalterna alle linee di Confindustria e Governo.
 Inoltre risulta autolesionistico avallare la campagna terroristica di governo e confindustria sulla recessione. Intanto perchè sposta l'interesse sulla difesa delle aziende a spese delle famiglie e dei lavoratori. Inoltre l'avallo alla linea della privatizzazione dei servizi produce un aumento delle spese delle famiglie per mantenere le nuove satrapie che si installano laddove c'erano le municipalizzate. La CGIL dovrebbe essere in grado di presentare una proposta di gestione della recessione garantendo i redditi da lavoro e da pensione. Questa proposta non c'è. Non si capisce perchè la crescita zero dovrebbe produrre effetti catastrofici quando il Giappone vi ha resistito per oltre un decennio senza
ridurre con le pezze al culo le sue classi lavoratrici.
 In sostanza, sono convinto che la CGIL ha già perduto la sua partita quando dà una interpretazione moderata al riformismo della sua tradizione e quando si limita a proporsi per una gestione migliore delle politiche liberistiche. Cosa che la destra del Paese considera oramai priva di interesse dal momento che si propone la sconfitta definitiva e storica della classe operaia e del suo ruolo di protagonista.
 Il  PD non si illuda. La sua competizione con una destra che si è deta questo ambizioso obiettivo è perdente.
Pietro Ancona
                                                     *****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, November 18, 2008 11:48 AM
Subject: la vita d
ei lavoratori è degna di tutela?


la vita dei lavoratori è degna di tutela?
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Comincia a delinearsi la reazione confindustriale e di destra al rinvio a giudizio per omicidio colposo  dei dirigenti della TissenKrup e per omicidio volontario dell'amministratore delegato della società tedesca. Nei giorni scorsi  l'azienda aveva tentato di ricattare i familiari degli operai uccisi: non avrebbero ricevuto nulla se si fossero costituiti in giudizio. Ma le famiglie non hanno ceduto. I primi commenti sono sopratutto di sinistra e sono ovviamente positivi.   Negli ambienti padronali c'è ancora sconcerto e disorientamento per la decisione del giudice. Ancora la batteria massmediatica della destra non ha ricevuto la velina giusta. Mai gli imprenditori avevano pagato penalmente. In Italia sono morte diecine di migliaia di persone e sono stati mutilati o colpiti  da malattie terribili e letali  milioni di lavoratori  con un costo di sofferenze umane indicibili  ed un costo economico per la società pesantissimo.L'evoluzione legislativa della sicurezza del lavoro è stata lenta, lentissima e non ha mai spaventato realmente l'imprenditore che facendo un calcolo di costi e di ricavi ha sempre preferito l'infortunio e la morte del dipendente piuttosto che investire nelle attrezzature e nell'organizzazione del lavoro.
Stamane, a Prima Pagina, commentando la sentenza di rinvio a giudizio il Professore Deaglio, professore di economia all'Università di Torino, tendeva a ridurre la responsabilità degli infortuni dissezionando i dati statistici ed assegnandone  il grosso alla piccola e piccolissima impresa sostenendo che spesso i soggetti colpiti sono gli stessi datori di lavoro, ne ha anche assegnato una parte al trasporto da e per il lavoro ed anche alla corresponsabilità operaia che spesso rifiuta il casco perchè fastidioso da tenere per l'intera giornata. Si è anche spinto a parlare di autoinfortuni (!!) per rendersi liberi e dedicarsi alla squadra del cuore. Ma qui ha soltanto riferito di uno studio fatto in Inghilterra anni orsono. Ha anche detto che gli infortuni italiani sono nella media europea.....cosa della quale è lecito dubitare.
Per il momento, e dato che la sentenza torinese viene scandita da altri mortali e spaventosi infortuni, nessuno si azzarda a condannarla apertamente. Ma molta gente che teme di trovarsi prima o poi sul banco degli imputati con una accusa quanto meno di omicidio doloso mastica amaro e presto uscirà allo scoperto. La stessa Cisl, che qualche tempo fa aveva proposto una attenuazione delle penalità per le aziende che credo abbia trovato accoglimento in qualcuno degli emendamenti che nottetempo il centro-destra inserisce in decreti in discussione a volte con la complicità dei cosidetti moderati del PD, forse non ha molto gradito.
Sempre a  Prima Pagina per merito di due tecnici della sicurezza, un ingegnere ed un professore, sono venuti alla luce due notizie : la prima che per ogni morto ci sono almeno tre invalidi permanenti, tre persone ridotte sulla sedia a rotelle o a malattie inguaribili e croniche. Gli infortuni sono circa un milione l'anno ed il loro costo (secondo l'ingegnere) è di almeno quaranta miliardi di euro.L'altra notazione che riguarda la reale volontà degli imprenditori veniva fatta dal professore che ha denunziato che questi frequentano, è vero, i corsi sulla sicurezza ma soltanto per capire
il "minimo" che sono obbligati a fare per non incorrere nel rigore della legge e certamente non perchè volenterosi di praticare e diffondere la cultura della sicurezza.
Il valore civile della sentenza di rinvio a giudizio è controcorrente rispetto la mercificazione del lavoro umano e del lavoratore. Mentre il coro liberista bipartisan riesce a minimizzare la cultura del lavoro, il valore fondamentale del lavoro riconosciuto dalla Costituzione e base per rapporti sociali civili non fondati sulla predazione dei ricchi sui poveri  e dell'impresa sui suoi dipendenti, questa sentenza dice che il lavoro è inscindibile dalla tutela della integrità fisica e della salute dei lavoratori.
Anche in questo campo, come in molti altri, la Magistratura è stata costretta a fare da supplenza e non solo ma anche ad indicare una strada alternativa. In effetti in un Paese democratico e rispettoso dei diritti la questione della garanzia della sicurezza doveva essere affrontata e risolta dai Sindacati,  dalla Impresa e dal Welfare. Moltissimi incidenti non si verificherebbe se fosse stata recepita nei contratti e poi in una legge una norma riguardante i poteri dell'addetto alla sicurezza. L'addetto alla sicurezza, dotato di parte dei poteri dell'ispettore del lavoro, ridurrebbe drasticamente la quantità di infortuni mortali e non che si verificano ogni giorno.
L'addetto alla sicurezza dovrebbe essere il sensore di un sistema sanitario che cerca la prevenzione. Ma questa proposta non è stata accolta neppure dai Sindacati confederali che purtroppo sono diventati assai più sensibili alle pretese confindustriali.
   Sono curioso di sapere come reagirà la CGIL alla novità introdotta dal Giudice. Spero che ne trarrà motivo per fare sul serio, per impegnarsi davvero nella lotta agli infortuni. Sarebbe gravissimo che anche su questo fronte, il fronte della difesa della vita delle persone, il sindacato si facesse condizionare dal malumore degli industriali e non presentasse le sue proposte per risolvere nella prevenzione efficiente la questione.
Pietro Ancona
                                                                              ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: cobas@cobas.it ; franzitta cobas
Sent: Tuesday, November 18, 2008 8:31 PM
Subject: La termopili del sindacato


 Le termopili dei diritti sindacali
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 La resistenza dei piloti e delle assistenti di volo è fatale per il futuro dei diritti di tutti i lavoratori.Non a caso c'è un accanimento particolare nel volerli soggiogare, mettere a terra. Se perdono, con loro perdiamo tutti ,altro che castigo per arroganti.La firma che la CGIL ha posto accanto a quelle della Cisl e dell'UIL è autolesionistica e contraria agli interessi generali che la CGIL ha rappresentato nella sua tradizione di sindacato riformista ma rigido nella difesa dei   diritti  delle persone. Fiumicino è la Termopili dei lavoratori italiani. Se leonida ed i suoi spartani saranno sconfitti passerà con Colaninno ed i suoi persiani  la fine del contratto collettivo di lavoro e del diritto stesso dei lavoratori di negoziare il loro rapporto. L'infamia della colonna infame tocca oramai tutto il mondo del lavoro e della cultura dai precari universitari descritti come i loro baroni agli statali fannulloni. La destra ed i suoi "canazzi di bancata" è pronta a lacerare la dignità di tutti coloro che vuole espungere dal campo delle garanzie e dei diritti. Il linciaggio è per tutti. Oggi si è rivolto ai medici di famiglia criminalizzati per colpe che non hanno e che appartengono alla burocrazia del potere, un potere in cui è normale lottizzare i primari....Per questo dobbiamo vincere a Fiumicino, con i piloti e con tutti i lavoratori della Alitalia.

Pietro Ancona
                                                                ****

    
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; Sent: Thursday, November 20, 2008 12:52 PM
Subject: Il baubau della recessione come shock economy?

Caro Epifani,

capisco Tremonti che parla di "intensificazione della crisi" ma non ti capisco quando tu parli di "una valanga in arrivo". 
Certamente parlare della crisi senza indicarne le cause, l'origine nella fase criminale del liberismo, non serve nè a capirci nè a difendere i lavoratori.
Unirsi al coro che paventa "Annibale alle porte"! conviene a chi vuole ridurre completamente a terra il lavoro dipendente.
Indicare nella detassazione l'unica via per recuperare un pò di soldi ai lavoratori è negare da oggi in poi il diritto di avere un qualche miglioramento dei salari di fame che sono in atto.
Dovresti chiedere un aumento generalizzato di almeno il dieci per cento di tutte le retribuzioni,il ripristino della scala mobile, l'abrogazione della legge Biagi, la fine delle privatizzazioni che servono soltanto ad aumentare il parassitismo parapolitico nella gestione dei servizi ed a aumentare le bollette della gente....
  Unirsi alle campagne di terrore per giustificare l'attuale stato di costrizione dei lavoratori, è davvero sconcertante...
 Pietro Ancona Pietro Ancona
                                                                  ****


From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Thursday, November 20, 2008 9:38 AM
Subject: Gli scopi nefandi della campagna contro i fannulloni


Caro Professore Deaglio,

lei è persona  seria e qualificata. La sua opinione conta. Per questo la invito a fare una riflessione sulla colonna infame che è stata eretta dalla destra   ai danni di varie categorie di cittadini di volta in volta convocati ed esposti al ludibrio pubblico: ha cominciato Monti con i pensionati che toglierebbero il pane di bocca ai giovani, ora prosegue  Brunetta, (fruitore di enormi prebende come Ministro e deputato),
con gli statali, la Gelmini con i professori, Scaiola ed altri con i piloti. Ora c'è un tentativo di criminalizzare i medici di famiglia con il falso scandalo dei morti assistiti in Sicilia.
Spero che lei vorrà riflettere sulla odiosa strumentalità di questa campagna che naturalmente ignora le responsabilità della classe dirigente e dell'imprenditoria italiana che ha  managers tra i più pagati del mondo. L'obiettivo è la privatizzazione.Ma dovunque si è privatizzato i costi si sono moltiplicati per i contribuenti a cominciare dai servizi locali.

Tutto il clamore sul fannulloni e sulle assenze serve soltanto a sgombrare la pubblica amministrazione dei suoi dipendenti per sostituirli da personale esterno fornito da cooperative controllate dai politici a da imprenditori che trovano nella pubblica amministrazione il nuovo business. Personale sottopagato e privo di diritti.
 Già molti infermieri negli ospedali , molti bidelli nelle scuole  sostituiscono personale una volta assunto per concorso. E' un modo per fare soldi, fare spendere il doppio alla pubblica amministrazione (vedi costi delle esternalizzazioni dei servizi) e privatizzare brutalmente l'avviamento al lavoro. Aggiungo che il personale esterno viene fatturato quasi sempre in modo diverso da come viene retribuito ( circa il trenta per cento in meno per qualifica)
  Aggiunga i consulenti costosissimi che servono ai piani alti.
Si sta facendo dell'Italia un inferno per i lavoratori sfruttati e ridotti senza diritti da una vorace classe di speculatori all'assalto della pubblica amministrazione.
 Cari saluti.
Pietro Ancona
                                                       ****

---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: tranfaglia nicola professore torino
Sent: Friday, November 21, 2008 4:24 PM
Subject: la vigilanza rai


ma perchè fare bile per la Presidenza della Commissione di Vigilanza Rai da sempre addetta alla spartizione ed alla lottizzazione? Non sarebbe meglio abolire il canone ed avviare un processo di autogestione della Rai affidando ad una cooperativa di dipendenti il compito di gestirla in piena autonomia? Perchè continuare a spendere quattro miliardi l'anno per un servizio che è diventato obsoleto, stucchevole,culturalmente sempre più povero?
Non c'è alcun bisogno di una rai pubblica per fronteggiare il potere di Mediaset. Questa Rai è la corazza di Mediaset. E' controproducente per chi vuole una libera informazione ed una televisione seria.
Pietro Ancona

                                     ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: paolo.ferrero@rifondazione.it
Sent: Friday, November 21, 2008 11:22 AM
Subject:
lettera ad una sinistra confusa

Caro Segretario,

la proposta che hai avanzato di 1000 euro ai percettori di reddito entro un certo tetto non differisce di molto da quella del governo e si muove nella logica filosofica del capitalismo compassionevole: non diritti ma mance!!
Era anche la logica del governo Prodi quando affrontò la questione dei pensionati.
Evidentemente c'è un filo comune che lega gli economisti ed i giuslavoristi  dal PDL al PD, da Tremonti e Sacconi a Treu e Letta.
Mille euro una tantum sono una mancia che si squaglierà  ancora prima di Natale lasciando maggiore rabbia a milioni di persone condannate a vivere al disotto del minimo.
Sarebbe stato assai meglio proporre un aumento di almeno il dieci per cento delle retribuzioni ed il ripristono della scala mobile e l'abolizione della legge Biagi.
Bisogna dare alla gente obiettivi per i quali vale la pena di lottare anche se sembrano irrealistici. Ma non lo sono.
Trovo sconcertante il fatto che tutte le analisi attribuiscono la crisi ai bassi livelli dei salari e nessuno ardisce proporre un intervento organico su questi.
  La crisi viene usata dalla destra come shockeconomy e per togliare ancora al lavoro dipendente. E' criminale unirsi al coro dei coccodrilli del Sole 24 ore e dintorni....
 Pietro Ancona

                                               ****

    ----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, November 22, 2008 9:08 AM
Subject: Il partito socialista francese resta socialista

Il Partito Socialista Francese resta socialista

 una buona notizia giunge dalla Francia: il congresso socialista si è concluso con la vittoria,seppur di strettissima misura, di Martin Aubry su Segolene Royal che ben conosciamo per essersi opposta a Sarkozy alle elezioni presidenziali. La Segolene non riconosce la sconfitta e vuole la riconta dei voti ma credo che non ci sia più niente da fare.

Il socialismo francese ha scelto di rimanere tale: ancorato alla difesa delle classi lavoratrici, della preminenza degli interessi pubblici sul privato specialmente nei campi cruciali della scuola, della sanità, della gestione dell'acqua, dell'indipendenza del sindacato. La vituperata "ideologia" del socialismo assaltata dai fautori della Segolene che propugnano un pragmatismo genericamente democratico ed un partito fatto di simpatizzanti e privo di militanti resta al suo posto a presiedere la sorte di chi ritiene che il capitalismo non sia "la fine della storia" e che anzi la sua recente crisi dovuta alla liberazione di tutti i suoi spiriti animali  ha condotto l'umanità sull'orlo del precipizio. L'umanità si deve liberare dal capitalismo!
  Martim Aubry è sostenitrice delle 35 ore che segnarono e continuano a segnare una bella caratteristica del socialismo francese ed è adatta a sostenere l'onda della shock economy
che la destra mondiale sta montando per occultare le pesantissime responsabilità dei banchieri dei governi e degli organismi internazionali come il FMI e sfruttare la stessa crisi o la sua percezione per fare nuovi affari.
  Proprio stamane, il FMI responsabile dello strangolamento economico di tanti Stati ha lanciato il suo allarmismo dopo quello che ieri ha diffuso la CIA. Ha parlato di catastrofe imminente nell'economia mondiale mentre la CIA ha profetizzato venti anni di difficoltà agli USA; Tremonti partecipa alla campagna allarmistica dichiarando in Parlamento che la crisi è in fase di intensificazione.
  La destra ed i suoi santuari fanno a gara per terrorizzare ed imporre nuove e peggiorate condizioni di vita alle classi lavoratrici di tutto il mondo.
  Fallisce in Francia il modello veltroniano del Partito Democratico. I socialisti francesi, assieme alla sinistra tedesca, stanno rinnovando la socialdemocrazia. Il mondo truffato
dal liberismo assoluto di marca bushiana ha bisogno di una prospettiva diversa basata sul recupero dei diritti perduti e calpestati e su una equa distribuzione dei redditi e delle risorse.
http://www.liberation.fr/
Pietro Ancona
                                                           **** 
 

---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Sunday, November 23, 2008 10:40 AM
Subject: E' maledizione di Guicciardini?


Cara Micromega,

in un paese con milioni e milioni di pensionati a 500 euro mensili è giusto che una persona seppure qualificatissima come il Presidente della Corte Costituzionale ne abbia una da 40 mila euro?
E' tollerabile da una comunità una distanza cosi sconcertante tra due cittadini seppur di diversa specializzazione?
L'Italia è irriformabile. E' perseguitata dalla maledizione di Guicciardini. Non c'è niente che possa umiliare  come la mancanza di proporzione tra il più ed il meno che io non nego debba esserci.
Pietro Ancona

                                                              *****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: posta@liberazione.it
Sent: Sunday, November 23, 2008 9:15 AM
Subject: commento di liberazione


Caro Sansonetti,

non condivido il commento di "Liberazione" del Congresso dei socialisti francesi.

Credo che dovremmo tutti gioire se i socialisti francesi restano tali e rifiutano di farsi veltronizzare da Segolene in una sorta di PD. Oppure no?
 La minaccia di scissione della destra mi pare somigli molto a quella di Vendola. Una volta le scissioni si facevano quasi tutte a sinistra. Ora i convertiti al liberismo non riesco più a sopportare coloro che continuano a pensare possibile l'utopia socialista.
  Pietro Ancona

                                                            ****

 

----- Original Message -----

From: pietroancona@tin.it

To: info@giuliettochiesa.it

Sent: Sunday, November 23, 2008 12:53 PM

Subject: la morte di Curzi

 

sono umanamente dispiaciuto per la perdita di Alessandro Curzi. Debbo però dire che considero lui e Petruccioli quanto di peggio potesse fare la sinistra italiana verso il servizio radiotelevisivo: hanno puntellato il palazzaccio irriformabile e spendaccione ritagliandone la propria percentuale.
Il fatto che esiste un tabu a sinistra per la RAITV è una corresponsabilità verso questo sistema.

Pietro Ancona

 

----Messaggio originale----

Da: info@giuliettochiesa.it

Data:

23-nov-2008 8.47 PM

A: pietroancona@tin.it

Ogg: la morte di Curzi

 

 Curzi e

Petruccioli sono due cose diverse. L'umana abiezione del secondo è

difficile da eguagliare per chiunque. Curzi non c'è mai arrivato

nemmeno

vicino. Certo anche lui ha condiviso gravi responsabilità della

cogestione

di una piramide marcia. Ha svolto un compito che gli era

stato affidato,

compito sbagliato. L'intera sinistra deve condividere

la sua

responsabilità politica e anche morale.

Giulietto Chiesa

 

----Messaggio originale----

Da: pietroancona@tin.it

Data: 24-nov-2008 7.07 AM

A: <info@giuliettochiesa.it>

Ogg: R: giuliettochiesa megachip

 

Caro Chiesa,

 

sono da sempre di sinistra, un vecchio socialista

lombardiano, oramai un reperto preistorico del socialismo che non c'è

più. Penso che la sinistra italiana è perduta perchè parte integrante

della Casta. Quando si sta in un consiglio di amministrazione e si

percepisce un gettone che non ha eguali al mondo per dirigere una

struttura tra le più corrotte e costose del Paese si condividono le

responsabilità del Potere e si diventa parte di questo.

  Forse mi sono

incattivito ma dovrei spiegare a mio figlio,  1050 euro al mese,

che cosa ha in comune con chi lascia alla moglie una reversibilità che

sarebbe scandalosa dappertutto.

  Pietro Ancona

già segretario generale

CGIL Sicilia deluso profondamente anche dalla CGIL di oggi.

                                                    ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: partito socialista
Sent: Monday, November 24, 2008 1:41 PM
Subject: Tornare alle munipalizzate!! Basta con le satrapie spa....


Carissimi,


il Comune di Palermo annunzia un aumento del 50% della tarsu. Appena l'anno scorso aveva aumentato del 75%.
L'Amia, in stato di grave dissesto, è diventata SPA. Niente controlli Corte dei Conti, assunzioni private riservate (se chiedi notizie si appellano alla privacY) di centinaia di parenti et.... Costi moltiplicati.
Ma non è solo l'Amia di Palermo. Se fate un conto dei servizi locali (acqua,trasporti,nettezza urbana,gas) privatizzati vi renderete conto che costano assai di più di prima. La spiegazione è semplice: prima non c'erano consigli di amministrazione con stipendi da satrapi e la possibilità di esternalizzare ed assumere a gogo e dare consulenze fasulle a gogò.
La gente è strangolata dalle bollette. Quando arrivano scoppiano crisi nelle famiglie.
Pensate di poter fare qualcosa magari per bloccare la privatizzazione dell'acqua voluta dalla 133? Se continua cosi avremo le nuove rivolte contro la tassa sul macinato!!
Pietro ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: comedonchisciotte@yahoo.it
Sent: Thursday, November 27, 2008 7:52 AM
Subject: obama come bush: pagliacciata sul terrorismo


Gli stati uniti ed il mondo sono stati terrorizzati da un possibile attacco terroristico alla metropolitana di New York. la stessa FBI autrice dell'annunzio diffuso a megafoni spalancati in tutto il mondo dice di non aver riscontri concreti. Intanto si fa capire che il Pakistan potrebbe in qualche modo entrarci e si preparano gli animi a possibili bombardamenti dei cattivoni ferocissimi......

E' veramente squallido questo esordio da teatro dell'assurdo di Obama. Non mi aspettavo molto ma questo esordio bushiano  è proprio deludente.

Penso proprio che AlQaeda sia un ufficio della Cia che funziona al momento che serve a preparare e coprire qualche iniziativa ingiustificabile degli Usa.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Wednesday, November 26, 2008 6:46 PM
Subject: sciopero cgil:una cannonata a salve

Lo sciopero proclamato dalla sola CGIL per il 12 dicembre scorso risulta del tutto inutile alla lettura della sua "piattaforma di rivendicazioni" del documento sulla crisi.
Le questioni essenziali della depressione italiana che è essenzialmente una crisi dei redditi del lavoro dipendenti e delle pensioni non vengono affrontate. La questione della crisi sociale italiana dovuta alla artificiale forzata precarizzazione del lavoro (provata dal fatto che lo stesso lavoratore viene riassunto come precario più volte dalla stessa azienda) non viene affrontata. Si dà per scontato un regime di salari e di retribuzioni intoccabile. Qualche soldo in più viene proposto attraverso la detassazione che tuttavia non viene neppure estesa alla tredicesima mensilità. La strada della detassazione porta alla perdita del ruolo sociale del salario ed alla sua importanza nel welfare italiano.Non a caso Berlusconi ne propone la strutturalizzazione a cominciare dallo straordinario. Non finirà cosi dal momento che tutto il welfare è sotto attacco e deve essere "affamato". Il programma della destra, come si è visto dalla legge 113 e da altre leggi recentemente approvate, è assai organico ed ha una strategia di lunga, lunghissima scadenza alla fine della quale avremo una Italia ancora meno dotata degli USA di tutele per i lavoratori.
La terribile questione della privatizzazione dell'acqua non viene affrontata.Non si chiede una revoca della norma introdotta da Tremonti nella finanziaria. Si sa per certo che la privatizzazione dell'acqua, dovendo garantire guadagni a chi la gestirà, produrrà un appesantimento delle bollette come è accaduto per tutte le privatizzazioni dei servizi fin qui realizzati a cominciare dai servizi locali. Non una sola privatizzazione è stata di sollievo per la cittadinanza.
Lo sciopero manca delle rivendicazioni fondamentali: aumento dei salari e abrogazione della legge Biagi. L'Italia è un inferno per i giovani ed è l'unico paese europeo con una patologia cosi ampia nel diritto al lavoro. Cinque milioni di precari non coprono cinque milioni di posti di lavoro nuovo ma sostituiscono cinque milioni di contratti a tempo indeterminato. Questo ha aumentato la ricattabilità e lo stato di umiliazione delle nuove generazioni almeno dal varo del pacchetto Treu. (Treu e Sacconi sono la stessa linea giulavoristica di distruzione del diritto). La CGIL non chiede la immediata trasformazione dei contratti a tempo indeterminato ma si limita a rivendicare una mancia per i quattrocentomila precari che sono stati estromessi.
Lavoro, salario e diritti restano quelli che sono: macerie ancora sotto il bombardamento nemico che vuole la loro totale polverizzazione.
Emerge dallo sfondo di questa grande offensiva ideologica della destra contro il lavoro una Italia di precari ridotti a salari che diventano una sorta di mancia, mercede come una volta venivano chiamati, che difficilmente potranno continuare a tenere in vita il welfare.
Dall'Europa giungono notizie che dovrebbero allarmare e si riferiscono all'allentamento dei vincoli di Maastricht: con un regime di salari e di pensioni non indicizzati ci sarà un ulteriore gravissimo abbassamento del potere. Non sono per i vincoli rigidi di Maastricht ma il loro allentamento se non è preceduto dalla reintroduzione della scala mobile sarà un disastro sociale di proporzioni paurose.
Letta e Bersani possono stare tranquilli. La loro linea bipartisan di sostegno all'economia italiana non viene attaccata dallo sciopero.
http://www.cgil.it/nuovoportale/Banner/SCIOPERO121208/PianoAnticrisi.pdf
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, November 28, 2008 8:30 PM
Subject: Stasera a TG3 delle diciannove..


  Stasera TG3 ha mostrato una faccia dell'America che non so se definire sconcertante, deludente, umiliante o che altro. Migliaia e migliaia di americani di tutte le età, credo povera gente, accampati per la notte davanti un ipermercato in attesa dell'apertura. Ore ed ore di attesa e a portoni aperti e spalancati una folla disordinata vociante che viene inghiottita all'interno a stento tenuta a freno dai vigilantes.
 Mi sono chiesto che cosa spinge una folla tanto enorme a vegliare per ore ed ore per avere un buon posto di accesso in un luogo dove si compra. Che cosa compra? Certamente cibi e vestiti a poco prezzo.  Una cosa assai diversa dalle nostre svendite di un tempo e dalle code che si formavano davanti i negozi griffati. Qui siamo davanti un ipermercato specializzato in merci importate in gran parte dalla Cina, merci di cattiva fattura ma pure una risorsa a fronte degli inavvicinabili prezzi della merce "normale" per i deprezzati, dimagriti salari dei lavoratori americani. Qui non ci sono code ma folle di migliaia e migliaia di accampati.
Una manifestazione di povertà umiliante e non di consumismo incallito di persone che il Partito Democratico americano ed i Sindacati americani hanno abbandonato da un pezzo al loro destino. Persone che si sono indebitate con le carte di credito con le quali hanno integrato salari sempre più bassi, sempre più insufficienti al loro mantenimento. Il liberismo ha abbandonato da un pezzo l'idea di fare dei lavoratori dei consumatori delle merci che contribuiscono a produrre.
Obama non sarà la risposta all'enorme problema di questa massa di persone immiserite
ed anche truffate dalle banche. Ci vuole un movimento autonomo che ridia dignità di classe sociale a poveri che il capitalismo tende ad inselvatichire ed infantilizzare con massmedia di perversa manipolazione quotidiana. Il Partito Democratico americano è partito dei ricchi esattamente come quello Repubblicano.
 Se l'America avesse dignità si dovrebbe vergognare di queste folle di poveri che aspettano l'alba all'addiaccio per qualche etto di salame a prezzo a loro accessibile mentre regala ottomilamiliardi di dollari ai ladroni di Wall Street.
  Intanto, in Italia che da anni si ispira al modello sociale efficientista e privatista americano, ci sono le file davanti ai refettori dei conventi... E meno male che c'è qualcuno disposto a preparare un piatto di minestra per i poveri.
Pietro Ancona
                                                          ****

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From: pietroancona@tin.it
To: esteri@liberazione.it
Sent: Saturday, November 29, 2008 4:12 PM
Subject: stare zitti davanti Mubai?


Cara Liberazione,

secondo Alfonso Gianni la sinistra non dovrebbe tacere ma parlare difronte ai morti innocenti di Mubai. Sono d'accordo. Prima di tutto dovrebbe chiedere  come mai il mostruoso evento si verifica a ventiquattro ore dall'allarme lanciato dalle autorità americane per un possibile attentato alla metropolitana di New York. Allarme ritrasmesso dai massmedia di tutto il mondo che ha creato il clima più acconcio a fare da scenario alla
impresa terroristica di Mubay.Una perfetta sincronia, un sequel.....
Dubito molto che non ci sia la longamano degli usa dietro la strage indiana. Sono molti gli elementi convergenti che richiamano l'interesse americano per il Pakistan, l'annunzio di Obama di spostare l'impegno militare americano nel quadrante pakistan-Afghanistan. A tutto questo aggiungerei la crescente gelosia degli Usa per la crescita economica e tecnologica dell'India, un continente di un miliardo di esseri umani che assieme al continente cinese di altro miliardo e mezzo di esseri umani ha imboccato la strada di un progresso velocicissimo, incontrollabile, che sottrae nuovi spazi all'egemonia economica e commerciale degli USa sul mondo.
Insomma, per chi come me ha considerato Bin Laden ed AlQaeda strumenti di Bush è assai difficile che ci sia un terrorismo sanguinario che agisce alla cieca come sarebbe quello che ha compiuto la strage degli alberghi.
Spero che si faccia una indagine profonda su ognuno dei guerriglieri uccisi e su quelli, se ce ne sono, fatti prigionieri. E' importante sapere dove sono stati addestrati, da chi hanno avuto i mezzi e gli appoggi per sbarcare e per sostenere due giorni di inferno.
Si tratta di un altro undici settembre?  La maggioranza degli americani non crede più nello attentato terroristico di quell'evento. Perchè dovrebbe credere alla matrice "terroristica" di questo?
Alfonso Gianni può esecrare la strage ed io condivido la sua esecrazione. Ma le centinaia di migliaia di famiglie uccise dai bombardamenti anglo-americani  hanno lo stesso valore  dei caduti in questa strage. L'Occidente si strappa i capelli e strilla  per i suoi morti e massacra con armi all'uranio, al napalm, al fosforo quanti ha iscritto negli stati "canaglia".
Pietro Ancona
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From: <pietroancona@tin.it>
To: <info@lapadania.net>
Sent: Sunday, November 30, 2008 4:00 PM
Subject: sono solidale con renzo bossi

 Leggo che Renzo Bossi, ancora una volta, per la terza volta è stato
bocciato
 all'esame, sostenuto da privatista, per la licenza di maturità scientifica.
 Voglio deprecare il fatto che una questione riguardante la vita privata di
 un ragazzo venga discussa dai massmedia di tutta Italia con conseguenze
 pesanti sulla sua reputazione: Somaro è il meno che si è ricevuto dalla
 critica degli ignorantoni della sua parte politica.
 Credo che sia stato sbagliato insistere tanto, avere tanto accanimento nel
 perseguimento di un traguardo che è anche diventato, alla terza prova, un
muro
 tra Renzo ed il suo futuro, un muro cercato e quasi voluto.
 Ci sono tanti ragazzi e certamente Renzo è uno di questi che riescono
 brillantemente in tanti campi ma non sono affatto tagliati per la maturità
 classica o scientifica per quello che essa rappresenta come corso di studi
e  forma mentis.
 Ragazzi che riescono brillantemente al liceo artistico o nelle scuole ad
 indirizzo industriale. Ho conosciuto un ragazzo che soffriva terribilmente
 con il latino ed il greco ed oggi è un affermato autore di design
 La responsabilità dei danni cagionati al giovane sono della famiglia e del
 suo entourage.
 Se fossi stato componente della Commissione mi sarei battuto per non
 infliggere un verdetto definitivo che taglia ogni speranza. Confesso che
 avrei proposto la promozione!! Meglio un diplomato immeritevole che una
 persona frustrata da un insuccesso cosi tranchant!
 Se fossi in Renzo chiederei i danni alla famiglia ed al Partito.
 Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Monday, December 01, 2008 9:37 AM
Subject: medici: una proposta sbagliata

Il sindacato dei medici della CGIL fa la  proposta di sottoporre a valutazione professionale, ogni dieci anni, i medici del ssn. La proposta scaturisce dal clima esistente oggi in Italia del tutto critico e spesso sfavorevole ai lavoratori.L'idea  è che bisogna introdurre dappertutto criteri meritocratici con annessi premi economici. La CGIL propone di riconoscere tangibilmente la bravura di quei soggetti che avranno superato brillantemente l'esame valutativo.Non ho capito che cosa succederà a coloro che saranno bocciati
dalla Commissione che sarà preposta
alla verifica.
Si terrà conto del parere dei pazienti nel giudizio che sarà espresso per i medici.Non si sa come e perchè.
Mi meraviglio molto che una simile proposta venga dal sindacato medici della CGIL. I medici che operano nel ssn hanno superato con successo concorsi di ammissione preceduti da esami di abilitazione alle varie specializzazioni. Operano sulla base di un contratto e nel regime di leggi e di regolamenti. Perchè un esame di valutazione che difatto incide nel rapporto di lavoro come fattore di precarizzazione? La Commissione preposta al giudizio da chi è nominata? Potrà prescindere nel giudizio dall'orientamento politico del momento e dagli interessi che il governo rappresenta? Non dimentichiamo che gli interessi dei privati e delle privatizzazioni sono assai presenti nel governo di centro-destra ed è assai diffusa l'ostilità verso il ssn, verso ogni forma di organizzazione pubblica dei servizi.
 L'idea che si sta diffondendo è quella di
rendere infelice ed angosciata  ogni forma di collaborazione subordinata, ogni tipo di lavoro dipendente. C'è un accanimento sadico verso chi riceve uno stipendio ed ha diritti garantiti da un contratto e dalle leggi. Spero che il sindacato medici della CGIL vorrà ritirare la proposta avanzata ieri.
 Bisognerebbe sottoporre ad approfondimento il concetto di meritocrazia. Siamo sicuri che stimolando la competizione in un corpo professionale o amministrativo, mettendo in luce i più meritevoli, noi facciamo un bene alla società, al servizio che si vuole realizzare?
Non sarebbe meglio una organizzazione del lavoro basata sulla collaborazione e non sul conflitto e sulle sgomitate che valorizzi i momenti della ricerca e della sperimentazione collettiva, i momenti in cui il team mette a frutto le risorse di ognuno per conseguire un risultato utile?
Penso che sarebbe opportuna la piena separazione tra pubblico e privato nella professione medica. Chi accetta un lavoro dal ssn dovrebbe essere inibito allo esercizio di qualsiasi attività professionale a cominciare dall'odiosa intramoenia. Perchè nello stesso ospedale se ho la possibilità di pagare il tiket intramoenia (120 euro,duecentoquarantamilalire) riesco a superare la coda dei tanti pazienti in lista di attesa?
Dentro la categoria dei medici come di molte categorie e professioni si tende e si è già creata una divaricazione tra coloro i quali tendono ad accumulare ancora migliori condizioni di remunerazione e di carriera e i nuovi medici che trovano difficoltà sempre più ardue per l'inserimento lavorativo. E' la stessa cosa che accade a tante professioni come i giornalisti, gli avvocati,
gli ingegneri etc... Per fare un esempio, i giovani giornalisti lavorano a squillo. Telefona la redazione, ordina un pezzo, un servizio che, dopo settimane, viene remunerato con pochi spiccioli. Molte pagine di quotidiani importanti vengono riempiti cosi.. C'è un meccanismo che punta a premiare non i migliori ma i più forti quanto uno Stato moderno e civile dovrebbe impedire ogni discriminazione. Guai a chi nasce povero e privo di solide relazioni parentali e sociali
nella società  "meritocratica" e liberista.
http://italiainformazioni.it/giornale/salute/35916/sanit-test-decennale-valutare-medici-richiesta-della-cgil-verificare-risultati-clinici.htm
Pietro Ancona

                                                ****
   
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Tuesday, December 02, 2008 4:03 PM
Subject: la guerra ai pellirossa continua

  Il pentimento di Bush
===================
 Il Presidente Usa Bush, a due mesi dall'avvicendamento con Obama, dichiara di essersi sbagliato sulle armi di distruzioni di massa detenute dall'Iraq di Sadam  Hussein. In sostanza confessa di avere fatto una guerra costata milioni di morti, di aver violato l'integrità territoriale di uno Stato sovrano, sulla base di un convincimento, di un sospetto che si è dimostrato infondato, falso.
 Non si dichiara pentito e non dice se la invasione dell'Iraq l'avrebbe ordinata lo stesso.
La sua tardiva e grottesca confessione suona falsa, ipocrita. Falsa dal momento che la sua amministrazione mostrò al mondo le "prove" delle armi di distruzioni di massa. Prove che evidentemente erano state costruite. Ricordate il generale Powell difronte l'ONU che illustra le armi di Sadam Hussein?  La stampa di tutto il mondo occidentale, all'unisono, partecipò alla campagna di falsificazione e di criminalizzazione del regime di Sadam Hussein e creò il clima adatto
all'aggressione simile a quello che oggi si vorrebbe creare per un intervento in Pakistan e per il prosieguo degli attacchi all'Afghanistan.
  Bush avrebbe potuto pentirsi delle sofferenze e delle umiliazioni inflitte a Sadam Hussein. Non dimenticherò mai la faccia tramortita da farmaci di Sadam, la bocca spalancata ad una mano che vi fruga dentro, i capelli  rastrellati da un'altra mano...Il corpo di Sadam Hussein che precipita nella botola del patibolo e poi viene mostrato all'ilare
ferocia dei suoi nemici. Una pagina vergognosa scritta dall'America di Bush che ricorda
gli scalpi dei pellirossa appesi nei negozi di souvenir. Civiltà Occidentale!!
  Diecine di migliaia di contractors con licenza di uccidere hanno fatto quello che hanno voluto. Probabilmente moltissimi degli attentati con centinaia di morti sono dovuti a loro.
 L'Esercito di occupazione  si è comportato in modo indegno con una ferocia impressionante per chi come noi ha dentro di se l'immagine del soldato civile, liberatore dal nazifascismo (anche questa immagine è forse un falso indetto dalla propaganda). Prigioni e torturatori hanno seviziato detenuti di guerra (trattati come banditi terroristi)
 Il mondo è stato riempito di prigioni segrete della Cia e del Pentagono in cui vengono torturati membri della resistenza araba. Anche molte navi sono adibite alla tortura e vagano per i mari per non soggiacere all'imperio dei tribunali.
Si dice  che entro tre anni Obama ritirerà le truppe americane dall'Iraq. Lascerà a Bagdad una delle più grandi basi militari usa esistenti al mondo, forse addirittura la più grande. Pare che abbia una circonferenza pari allo Stato del Vaticano. Lascerà anche le acque ed il terreno avvelenato dall'uranio e la distruzione di reperti archeologici della Mesopotamia
patrimonio dell'umanità oramai perduto assieme a Babilonia ricoperta da uno strato di cemento spessissimo del campo per elicotteri. Una popolazione stremata da trenta anni di guerra e di embargo. Embargo che provocò cinquecentomila morti tra i bambini che secondo Madaleine Albright erano un "costo" necessario.....
  Pare che Bush padre, alla fine della prima guerra del Golfo, quando decise di non  invadere materialmente l'Iraq dopo averlo massacrato di bombardamenti,  abbia sganciato una bomba atomica al confine con l'Iran, bomba della quale non si è saputo niente fino a qualche tempo fa per via di un servizio ripreso da Radio24.
  Non credo che Obama cambierà le cose se non nel senso dell'efficienza. Cercherà di risollevare le sorti militari del suo Paese, forse sarà più furbo. Ma non abbandonerà la via della guerra, delle stragi, delle prigionie illegali, dei bombardamenti.  Si ritira dall'Iraq (se si ritira) per concentrare le sue forze sul Pakistan e sull' Alfghanistan. Non è da escludere che miri ad una occupazione militare del Pakistan del genere di quella realizzata in Iraq ed Afghanistan. La ferita aperta in Afghanista si allargerà e coinvolgerà uno dei paesi più popolosi del mondo: centocinquantamilioni di persone!!
  L'America ha fallito il suo compito storico dopo la fine dell'Urss. Avrebbe dovuto assicurare un lungo periodo di pace mondiale!! Avrebbe dovuto realizzare, come ha scritto il fanatico sostenitore dell'ideologia liberista Fukujama, la "fine della storia". Senza alcuna differenza rimarchevole tra le amministrazioni Bush padre e figlio e quella democratica di Clinton, viviamo in un mondo insanguinato ed avvelenato, nell'angoscia di continue campagne e misure antiterroristiche, di continue restrizioni delle libertà fondamentali. Un mondo in cui il capitalismo privo di ogni freno ha scatenuto i suoi peggiori istinti animali ed ha provocato una crisi che sta distruggendo il benessere di centinaia di milioni di persone a cominciare dai lavoratori americani.
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5119
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200812articoli/38715girata.asp
 
  Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: rutelli@camera.it
Cc: ilpuntodue ; circolo pasolini pavia ; lettere@corriere.it
Sent: Wednesday, December 03, 2008 10:14 AM
Subject: ASSEGNI FAMILIARI AI BAMBINI ROM



ASSEGNI FAMILIARI AI BAMBINI ROM
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Rutelli, noto autorevole leader del Partito Democratico, attacca una decisione della Magistratura  parzialmente ispirata   ai principi di civiltà della Costituzione e del nostro codice penale,
con la quale si respinge la assurda accusa di riduzione in schiavitù del figlio da parte di una madre che chiedeva l'elemosina derubricandola in maltrattamenti in famiglia. Ho usato l'avverbio "parzialmente" dal momento che si prescinde dallo stato di necessità(probabilmente fame accumulata da giorni) che spinge una donna per strada a stendere la mano al prossimo, un prossimo che, dopo le campagne di denigrazione e di criminalizzazioni contro l'etnia rom ed in genere contro i poveri mendicanti, dà sempre di meno, forse oramai niente.
Colpisce nella presa di posizione di Rutelli il tema scelto e il momento politico. Il momento politico è quello che segue la proposta di Chiapparino di dialogo con la Lega a partire dalla questione del partito territoriale del PD del Nord e della possibile collaborazione con la lega nella costruzione del federalismo regionale, proposta per me figlia del disorientamento che colpisce i democratici privi di una bussola, di un progetto politico che non sia quello di inseguire il centro-destra sul suo terreno nella speranza di sottrargli elettori. Per quanto sia fruttuoso il pragmatismo, l'adattarsi senza remore ideologiche alla realtà spesso genera soltanto politicantismo e non vera politica.
Colpisce il tema prescelto. Una magistratura che, in qualche modo, come spesso fa l'Europa, richiama l'Esecutivo con le sue sentenze al rispetto dei diritti civili e umani delle persone viene criticata apertamente e scoraggiata a produrre sentenze coraggiose che confliggono con la politica xenofoba del governo. Scoraggiare, si, dal momento che una cosa è la critica proveniente dal centro-destra, ben altra cosa è una critica che diventa bipartisan, comune a tutto il mondo politico, al potere legislativo..
Rutelli offre collaborazione al ministro Maroni per inasprimenti già avvistati da ddl che dovranno tradursi in normative. Dobbiamo aspettarci una gara in Parlamento del genere di quella aperta dai sindaci di centro-sinistra in competizione coi sindaci di centro-destra a chi emana i provvedimenti più duri nei confronti degli odiati rom,mendicanti,lavavetri diventati il cruccio del benpensantismo nazionale? Voglio sperare che il PD non segua su questo impervio sentiero Rutelli e gli impegni che con l'intervista al Corriere ha voluto esplicitamente assumere: equiparare a riduzione in schiavitù l'accattonaggio dei minori (quello che la Cassazione ha negato), togliere la potesta genitoriale, inasprire e rendere rapidissime le condanne, condannare l'accattonaggio "sistematico" organizzato da comunità rom. Insomma, un giro di vite da fare apparire quasi blande le misure fin qui proposte dalla lega.
Colpisce molto che Rutelli affronti questo problema soltanto in modo strumentale (per motivi interni al PD) e dal punto di vista della pura e semplice repressione poliziesca e giudiziaria. Il fatto che non esiste un programma di integrazione e di inserimento dei Rom
sembra non preoccuparlo. Esistono financo dei fondi della Comunità Europea per aiutare
la comunità  rom che, se vive di elemosine e se i suoi bambini vi partecipano è perchè non ha alternative diverse in un Paese che alza muri di isolamento e che si preoccupa di alloggiarli il più lontano possibile dai centri abitati.
Confesso che desta sospetto questa morbosa attenzione di Rutelli e di tanti altri per i Rom.
Un recente rapporto ci ha informato che in Italia ogni tre giorni viene uccisa una donna, che molte restano mutilate o sfregiate dalla violenza dei loro familiari o sfruttatori, ma questo tema che sollecita inasprimenti penali davvero necessari non sembra interessare molto i nostri legislatori.
Quanti sono i bambini rom che vivono in Italia? Perchè non si riconosce alle loro famiglie il diritto ad assegni familiari magari eguali a quelli che si danno ai lavoratori italiani considerato che è difficilissimo per un adulto rom farsi assumere, farsi accettare per la paura che attorno a loro si è creata nei secoli del tutto simile a quella che fino a metà del secolo scorso circondava gli ebrei? Sono convinto che nessuna famiglia rom manderebbe i suoi bambini a mendicare se ricevesse gli assegni familiari. Quanti bambini rom ci sono in Italia? Ventimila? Trentamila? Il costo sarebbe assai modesto e l'Italia darebbe un grande esempio di solidarietà sociale, di civiltà, si metterebbe nella condizioni di avanzare con diritto e ragione critiche a taluni aspetti della cultura rom dovuti alla durezza ed alla barbarie con la quale sono sempre stati respinti dalle comunità "normali".
Pietro Ancona

                                                               ****


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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Friday, December 05, 2008 11:12 AM
Subject: Politica e mafia


Cara MicroMega,

potrà mai lo Stato vincere la guerra contro la mafia? La democrazia italiana è in grado di depurarsi del sangue avvelenato dalle mafie che non solo continuano ad imperversare nel Sud ma da tempo si sono insediate nel Nord conquistando i mercati generali, comprando con il denaro il ceto politico locale? Li Gresti scopriamo che fa affari non solo con la giunta di centro-destra di Milano ma anche con quella "comunista" di Firenze. Se nella Magistratura qualcuno osa attaccare qualcuno dei punti di contatto tra mafia e politica viene quasi mandato al manicomio come la coraggiosa e sfortunata Clementina Forleo o trasferito d'ufficio come il giudice De Magistris. E' sconvolgente come ieri la solidarietà a Mancino sia stata espressa bipartisan da quasi tutto il Parlamento e come il Presidente della Repubblica in persona sia sceso in campo per chiedere documenti a coloro che avevano messo sotto accusa la corruzione in Calabria.
  Non credo proprio che questo Stato possa vincere la sua lotta alla mafia nonostante la ribellione degli imprenditori siciliani e la resistenza di splendidi magistrati come Scarpinato. Non la può vincere dal momento che oggi la Magistratura si trova nelle stesse condizioni in cui stanno i lavoratori  dell'Alitalia, cioè isolati e forti soltanto delle loro ragioni e della loro professionalità. Violante è pronto a secondare Alfano nella sua opera di demolizione di quanto resta di autonomia al magistero dei giudici. La Repubblica è controllata da mille oligarchi che non provano vergogna ad essere stati ridotti a  semplici votanti dal decretatore; mille oligarchi i più costosi al mondo che hanno dato vita a oligarchie locali in tutti gli enti locali del Paese. Non contenti di ciò hanno creato, con le privatizzazioni fasulle, (spesso si privatizza soltanto il denaro pubblico), una rete di consigli di amministrazione per i loro amici, famuli e clienti che sta strozzando il Paese. In Sicilia, non si trovano i soldi per pagare i netturbini dal momento che si sono creati enti di gestione costosissimi. Idem in tante altre regioni. Il magna magna è generale ed è spesso perfettamente legale. Si è creato un quarto settore dell'economia: la politica, nel cui ambito oltre un milione di famiglie vive agiatamente e contribuirà a non far deprimere troppo i consumi natalizi.
Pietro Ancona
                                                          *****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: MEGACHIP
Sent: Saturday, December 06, 2008 11:51 AM
Subject: Fw: Luxuria ad Anno Zero


Luxuria ad Anno Zero, la Televisione ed il Socialismo Italiano
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Certamente Luxuria è stato molto bravo dapprima a vincere il reality dell'isola dei famosi e poi ad illustrare da Santoro il senso profondo della sua presenza, il significato della sua vittoria che è una vittoria dei diritti civili della categoria che incarna, la categoria dei trangeners, degli omosessuali proprio in queste ore pesantemente discriminate dalla Chiesa che si oppone alla moratoria della pena di morte nei loro confronti. Ha detto che nove milioni di persone, dopo averlo seguito e trepidato per lui nella lotta per vincere il reality, sicuramente hanno maturato un giudizio diverso, più sereno, più aperto e di accettazione verso i trangeners e questo per lui (per noi) è un risultato eccezionale, di grande valore civile. Bravo Luxuria! Bravo quando ha fronteggiato sull'Isola l'assalto machista, volgare e pesante di chi gli dava del froscio e lui ha messo in qualche modo in posizione meno aggressiva e quasi di dialogo quando gli ha spiegato che sarebbe stato giusto dargli del "gay" che lo distingue come genere ma non è offensivo. E' stato bravo quando ha retto in qualche modo, ma fino ad un certo punto, la tesi di Sansonetti il quale ha sostenuto la grande novità dell'evento dello sdoganamento delle televisione da parte della sinistra ed insomma quanto sia bello ed utile che
una trasmissione come l'isola del famosi potesse in qualche modo essere riscattata dal vuoto e dalla volgarità (genialmente e potentemente rappresentate dal controcanto-balletto inscenato da Adriano Celentano) ed usata per una nuova pedagogia delle masse a cominciare dalla propaganda dei diritti civili.
Su questo punto Sansonetti si è fortemente scontrato con la giornalista del Manifesto Norma Rangeri la quale ha sostenuto (a ragione) che la potente macchina del reality era assai più forte di Luxuria e sarà sempre più forte di quanti vorranno tentare di addomesticarla. Questa televisione, che è la televisione del vuoto berlusconiano, seppur ha premiato una persona come Luxuria è irrecuperabile a qualsiasi progetto di "umanizzazione", a qualsiasi tentativo di darle contenuti che possano essere davvero tali dal punto di vista culturale e della capacità di coinvolgimento dei sentimenti e degli interessi degli spettatori.
Norma Rangeri ha sbagliato quando ha definito Luxuria "una donnetta da pianerottolo" ed a mio parere ha sbagliato Luxuria nello sforzo di offenderla giocando sul nome di Norma.
In effetti, credo che Sansonetti abbia perduto in grande parte la lucidità e la serenità che deve essere propria del direttore di un giornale della sinistra italiana esclusa dal parlamento
anche per una grande e profonda crisi di orientamento dei suoi quadri dirigenti e del suo elettorato sostenendo in qualche modo la via del reality al socialismo (se cosi possiamo chiamarla). Non è possibile redimere un meccanismo inventato dalla peggiore perversione dell'uso della televisione e dell'esaltazione della competi tività che, di esclusione in esclusione, porta alla eliminazione di tutti uno dopo l'altro fino a quando sul terreno resta un solo vincitore. Il meccanismo della trasmissione è indifferente all'uso dei mezzi che servono alla sconfitta degli avversari, alla vittoria. Il reality è la rappresentazione grottesca di una società di nemici che si battono senza esclusione di colpi per uscire indenni da una esperienza dalla quale è esclusa ogni forma di collaborazione, ogni cooperazione rivolta a fronteggiare al meglio le difficoltà delle sopravvivenza dalla fame, dal freddo, dalla solitudine. Vince chi è furbo, abile, spietato, capace di usare le debolezze dei compagni di ventura per volgerle contro di loro. Magari la vittoria di Luxuria è stata in grande parte ottenuta dall'ingegno, dalla capacità di resistere fisicamente ai morsi della fame, dall'apertura mentale. Ma il meccanismo infernale inesorabile del gioco televisivo è quello che è: una eliminatoria dei più deboli e dei meno dotati fino al successo dell'eroe che non si lasciato indebolire da sentimentalismi o altre sciocchezze del genere.
Che il socialismo, la sinistra possano avere qualcosa da spartire con una roba del genere è pensiero che mi fa rizzare i capelli in testa. Certo, dopo la caduta del muro di Berlino e la perdita dell'ideologia , abbiamo assistito a sbandate inaudite fino a quelle che hanno dato vita al Partito Democratico con Colannino e Galearo e la Binetti e Letta e Bersani dentro. La stessa Rifondazione si è perduta durante il governo Prodi con la teoria bertinottiana della riduzione del danno e di giustificazione dei misfatti della Casta e prendendo in giro il popolo del venti ottobre (lo sciopero non era contro il Governo!!), ma francamente non avevo mai pensato che la televisione spazzatura ideata negli Usa per isolare le persone, metterle le une contro le altre, impedirle di avviare qualsiasi forma di collaborazione e di coesione sociale potesse in qualche modo venire sdoganata e salutata entusiasiticamente come una via vincente con la quale dialogare con le masse enormi di persone sole che si radunano davanti ai televisori per assistere da guardoni alle liti di un condominio tra i più spietati che siano mai stati inventati e fare il tifo peggio che ad un incontro di boxe o di lotta greco-romana o giapponese.
Pietro Ancona
                                                                   *****

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From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Sunday, December 07, 2008 3:47 PM
Subject: Fw: note dopo il dibattito nel salotto di Ballarò

note dopo il dibattito a Ballarò

Dare poteri agli addetti alla sicurezza, abolire la legge Sacconi-Maroni nr.30
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Ballarò ha assunto la lodevole iniziativa di dedicare una puntata straordinaria alle morti sul lavoro in occasione del primo anniversario della strage della ThissenKrupp. Titolo poetico della trasmissione: La luna spalancata e tanto, tanto, ma proprio tanto cordoglio da parte di tutti per le vite bruciate nel rogo del ferro liquido incandescente della maledetta fabbrica. Mi ha colpito una critica rivolta, stamane a Prima Pagina, da un lavoratore padovano alle cose dette ieri sera a Ballarò da Guglielmo Epifani.Gli infortuni vengono dalla gestione di massimizzazione del rendimento dell'impresa che non trovano correttivi nella buona volontà di questo o quel singolo industriale. Una diffusa cultura della sicurezza, invocata da Epifani, non è compatibile che gli attuali assetti dei rapporti di produzione segnati dal precariato, dai bassi salari che spingono verso il lavoro straordinario, dal lavoro nero, dal terrore di essere licenziati e cadere nell'inferno di un mercato di lavoro immobile che non offre occasioni ed alternative.
La Cgil avrebbe dovuto avanzare due proposte per combattere radicalmente gli infortuni sempre più frequenti. Non basta essere preoccupati delle modifiche promesse da Sacconi agli industriali e condivise dalla Cisl sulla recente normativa di alleggerimento delle sanzioni.
La prima proposta riguarda i poteri degli addetti alla sicurezza che vanno notevolmente rafforzati attraverso una norma di legge che chiarisca meglio quanto previsto dagli accordi interconfederali in materia e faccia dell'addetto un vero sensore, terminale dell'Ispettorato del lavoro e dell'Asl.La seconda prevede l'abrogazione della legge Sacconi-Maroni nr.30 e successive dal momento che la precarizzazione del rapporto è causa di stress, di eccessivo turnover, di incompetenza professionale.La precarizzazione non nasce da esigenze obiettive del ciclo economico delle aziende quando da scelte politiche del padronato per ricattare la manodopera. Circa un milione di contratti a progetto inventati e fotocopiati  segnalano questa strumentalità della precarizzazione. In effetti il lavoro precario tende a sostituirsi al lavoro a tempo indeterminato e questo è un vero è proprio shock per la sicurezza. La stabilità è la prima condizione per la sicurezza. La Torre Eiffel fu costruita in due anni da trecento carpentieri che lavorarono in condizioni estreme fino a 324 metri d'altezza. Nessuno di loro si fece male e non ci fu un solo infortunio mortale. Se  si costruisse oggi una Torre Eiffel avremmo una ecatombe di morti. Questo deve fare riflettere intensamente
tutti coloro che si accostano alla questione delle morti "bianche", ma che bianche non sono ed hanno almeno il colore terribile del sangue.
A Ballarò è mancata la riflessione più importante in mezzo a tanta commozione vera o televisiva. Ad un anno dalla strage della ThissenKrupp gli infortuni non sono affatti diminuiti. Non è successo niente. Il decreto legge approvato non ha cambiato niente. Dobbiamo continuare ad aspettarci una media di tre morti al giorno e di diecine e diecine di infortuni. Questo vuol dire una sola cosa: tra la realtà e la sua rappresentazione c'è un abisso. Una cosa è la rappresentazione di una Nazione che dal Presidente della Repubblica a tutti i massmedia depreca le morti e gli infortuni, una cosa è la realtà che cammina per la sua strada piena di cadaveri.
http://www.torreeiffel.org/
Pietro Ancona
                                                          ****

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From: pietroancona@tin.it
To: ilpuntodue
Sent: Sunday, December 07, 2008 7:18 PM
Subject: Ancora sullo sciopero della Cgil del 12 dicembre



    Ho scritto che lo sciopero del 12 dicembre è una cannonata a salve sparata dalla CGIL dentro lo scenario di una Italia prenatalizia coi negozi di lusso affollatissimi da signori e signore che, intervistate dalla TV, si dichiarano dedite al lusso"sfrenato" e tristi e tristanzuoli negozi e negozietti di quartieri  vuoti che  non hanno avuto neppure la voglia ed i soldi per una luminaria da aggiungere alle scarse luci esistenti.
Le proposte (1) della Cgil sulla crisi  affrontano problemi oggi acutissimi del lavoro, del salario, delle pensioni e dei diritti.
Le soluzioni concrete che il documento avanza su queste quattro cruciali questioni non cambiano di una virgola la situazione esistente dal momento che la CGIL non si discosta dal quadro dominante dei rapporti attuali e si limita a piccoli aggiustamenti ed aggiunte che nulla innovano nella condizione dei lavoratori.
Intanto il documento sulla crisi sembra scritto in un laboratorio assai lontano dalla viva realtà della condizione del lavoro e delle masse. Le proposte che vi sono fatte sono assai sensibili agli interessi anche strategici delle aziende e delle banche. Non c'è neppure l'eco delle richieste che vengono dalle fabbriche. Per gli investimenti la sua prima preoccupazione è quella di garantire le Banche attraverso il Tesoro e tutta la parte dedicata alla macroeconomia non ha nulla di diverso dalle cose che si leggono sui giornali della Confindustria. E' stupefacente l'esclusione della CGIL dal salotto di Berlusconi. Il Governo e la Confindustria potrebbero sottoscrivere per intero un documento che è rafforzativo della linea di rigore liberistico delle politiche confindustriali e di quelle governative. Perchè hanno escluso la CGIL? E' vero che non ha firmato i contratti degli statali e del commercio per l'evidente pressione che qualcuno definirebbe massimalistica delle categorie, ma  ha firmato gli accordi Alitalia che costituiscono una sorta di Caporetto dei Diritti Sindacali e non mette in discussione la legge Maroni-Sacconi nr.30 che è fondamentale nella lotta di classe che la destra ha aperto contro i lavoratori italiani per ridurli a poveracci da contentare con la socialcard. Non ha alzato un dito, la Cgil, contro la 133 che ha tritato e ridotto in polvere parte essenziale del diritto del lavoro senza neppure l'incomodo di un finto negoziato.
 Quasi dimenticavo di scrivere una cosa che mi ha colpito dell'incipit del documento: la dichiarazione che la crisi economica che si è abbattuta sul mondo è peggiore di quella del 1929. Ora, nessuno di noi è in grado di stabilire che cosa è la crisi che si è dipartita dalla immensa truffaldina bolla finanziaria americana. Ma non si può neppure escludere una
enfatizzazione, un uso della crisi come shock economy,  un mezzo per accaparrarsi delle risorse dello Stato per salvare banche e industrie, un mezzo per abbassare i salari dei metalmeccanici della General Motors con la complicità di sindacati che non sono controllati dai lavoratori da almeno cinquanta anni. Una occasione di riciclaggio del capitalismo giustificata dal terrorismo economico e sociale.
 Per quanto riguarda il sostegno del reddito, la proposta della CGIL non va oltre la richiesta di modesti benefici fiscali. E' come se fosse una bestemmia chiedere la reintroduzione della scala mobile ed un aumento generalizzato degli stipendi e dei salari di almeno il dieci per cento alle aziende; semmai per queste si invocano contributi se, bontà loro, si impegnano ad investire nel Sud o a stipulare contratti di lavoro a tempo indeterminato.
 Non starò a tediarvi con la chiosa dei vari punti del documento. Vi rinvio ad esso. Non c'è niente che possa arrecare un sollievo duraturo alla condizione del lavoro. Non c'è niente che possa recuperare una condizione diversa e più accettabile.
 Se tutte le condizioni della piattaforma fossero accettate non cambierebbe niente del vuoto di prospettiva e di speranze che si stende davanti a chi dipende da una classe di
imprenditori che ha conquistato tutto il potere, non intende accettare alcun limite, vuole portare alle estreme conseguenze la cancellazione dei diritti di venti milioni di lavoratori dopo avere cancellato quelli dei pensionati che a non avranno più di che vivere appena entreranno a regime le "riforme" prodi-berlusconi.
Il problema delle privatizzazioni non viene affrontato. Eppure è il cavallo di troia per lo smantellamento dei lavoratori da tutto il comparto pubblico e, nella gestione dei servizi locali, è fonte di appesantimento delle bollette che le famiglie sono costrette a pagare.
 La logica è che qualcuno deve guadagnarci per la fornitura di manod'opera agli ospedali,
alle scuole, agli uffici e per la gestione di servizi di utilità pubblica fondamentale come quelli dell'acqua, dell'energia e dell'igiene ambientale.
  Penso che, sebbene le cose stiano per come le ho descritte e cioè che la piattaforma rivendicativa dello sciopero non corrisponde ai bisogni del nostro popolo, abbiamo il dovere di fare in modo che lo sciopero e la manifestazioni abbiano pieno successo e si sviluppino attorno a richieste chiare  avanzate nei cortei e tra le categorie per migliori salari, fine del precariato, scala mobile, lotta alle privatizzazioni, recupero dei diritti cancellati dall'accordo sul welfare, dalla legge 133.
  L'insuccesso o peggio il fallimento dello sciopero sarebbe usato dalla destra al potere per infliggere ancora piu' pesanti umiliazioni ai lavoratori, accelererebbe il processo di trasformazione dei sindacati in enti parastatali del regime oligarchico italiano. Non sarebbe soltanto il gruppo dirigente della CGIL ad uscirne sconfitto ma i lavoratori tutti.
  Pietro Ancona
(1) http://www.cgil.it/nuovoportale/Banner/SCIOPERO121208/PianoAnticrisi.pdf

                                                                      ****
 
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From: pietroancona@tin.it
To: Vincenzo Sena
Sent: Friday, December 12, 2008 8:19 PM
Subject: considerazioni sulle manifestazioni di oggi.


        Considerazioni sulle manifestazioni di oggi.
  Lo sciopero di oggi, proclamato dalla sola CGIL e massicciamente partecipato dal sindacalismo di base (discriminato dai massmedia che lo hanno ignorato anche quando il suo apporto era significativo, addirittura eclatante nei cortei), è stato indubbiamente un successo. Vi hanno partecipato anche moltissimi studenti, ragazzi dei centri-sociali, la galassia delle associazioni e dei partiti della sinistra a cominciare da Rifondazione. Ho partecipato al corteo di Palermo da piazza Croci luogo storico di raduno dei metalmeccanici. Vi erano i lavoratori dei cantieri navali ma anche una numerosa presenza dei cobas specialmente della scuola e dei servizi. Insomma la presenza del sindacalismo autonomo era davvero importante e si notava anche per le parole d'ordine dei cartelli molto nette: più salario, più lavoro, no al precariato....Tra i partecipanti ho notato un gruppo di ragazzi e ragazze che distribuivano un giornaletto dal titolo  assai evocativo e romantico"La Comune"e la scritta "giornale rivoluzionario,socialista e libertario".La presenza di questo gruppo e di altri gruppi di giovani mi ha aperto il cuore alla speranza. Ho pensato che il socialismo ritrova sempre un punto per rigermogliare, per ripartire. Il socialismo ha sempre tanto da dare e tanto da dire alle nuove generazioni. Coloro che lo hanno abiurato per convertirsi al liberismo, all'individualismo,alla strana teoria che l'egoismo del singolo si traduce in un bene sociale, oggi sono in crisi per il crollo delle cattedrali mondiali della finanza e dell'industria, crollo dovuto all'esaurimento di un modello mostruoso (produrre per consumare e viceversa) ma anche a una intollerabile carenza morale degna di galera.
 Penso che la CGIL debba fare una riflessione sulla forza dei Cobas. Auspico che stabilisca rapporti sempre più intensi e non soltanto  nel movimento ma anche nella definizione delle strategie. E' innaturale che Epifani frequenti la Polverini espressione di un sindacato non solo di destra ma del tutto allineato con il Governo e la Confindustria. Nei cortei di oggi i lavoratori cobas e cgil si sono mescolati insieme. Erano la stessa cosa. Hanno chiesto e chiedono una profonda svolta nei rapporti produttivi oggi dominati dalla tensione, dalle minacce padronali, dallo sfruttamento sempre più sfacciato che produce
infortuni e disagio. La vita nei posti di lavoro è diventata un inferno per i lavoratori preda di
un padronato che ogni giorno che passa si sente sempre più forte ed onnipotente.
  La CGIL insiste per avere un riconoscimento del governo, per essere ammessa alla cabina di regia della crisi che si annunzia spaventosa. Non condivido molto le apocalittiche previsioni che Epifani ripete in questi giorni sull'economia italiana. Non c'è dubbio che la crisi c'è, ma c'è anche un uso strumentale di essa che potrebbe preludere ad una deresponsabilizzazione del capitale dai suoi obblighi sociali. Chiudere le aziende e darsi ad altre attività magari finanziarie. Ignorare la Costituzione che parla di funzione sociale della azienda. Per questo sarebbe opportuno proporre una forte penalizzazione per tutte le trasformazioni delle attività industriali in attività finanziarie o altro. Se ad un gruppo conviene dismettere gli stabilimenti, ristrutturare le aree per farne  immobili da abitare o altro, ebbene questo non dovrebbe  essere agevolato anzi dovrebbe essere ostacolato, mentre si dovrebbero premiare gli investimenti produttivi.
  Se il capitale politico che i lavoratori italiani hanno messo in mano alla CGIL sarà ben usato darà risultati buoni anche se non immediati. Non credo che una ricucitura con Cisl Uil un ritorno al tavolo delle trattative potranno portare niente di buono. I giochi sono in gran parte fatti e ciò che la Confindustria ed il Governo non ottengono  al tavolo del negoziato se lo prendono in Parlamento dove hanno una agguerrita e competente squadra di esperti che demoliscono giorno dopo giorno, norma dopo norma, il diritto del lavoro. Basti vedere la 133 e varie altre norme revocatorie per i lavoratori inseriti qui e li anche in testi legislativi i più diversi magari con la complicità di parlamentari del PD.
  Lo sciopero ha espresso contenuti nettamente migliori di quelli proposti dalla CGIL col documento sulla crisi. Lo sciopero ha mostrato una unità sostanziale di volontà tra lavoratori cgil e lavoratori cobas e delle rappresentanze di base.
  Ma il ritorno della CGIL al tavolo del negoziato sarà una  caporetto. Il Governo Berlusconi e gli altri inveleniti  dall'enorme successo delle manifestazioni di oggi, costringeranno la CGIL ad accettare  una insignificante "riduzione del danno" del genere di quella Alitalia. Cioè Canossa, una resa incondizionata.
  Per questo sconsiglio la CGIL a spendere sul tavolo del negoziato il capitale di oggi e di
insistere nella deistituzionalizzazione della sua opera, nel recupero di autonomia, soffrire insieme ai lavoratori piuttosto che accollarsi assieme a CISL, UIL e UGL, il  ruolo di guardiani del regime e di organismi subalterni alla confindustria.
  Meglio nessuna trattativa e tornare alle rivendicazioni davvero necessarie: aumento dei salari senza detassazione, indicizzazione dei salari, abrogazione legge Biagi, abolizione delle due ultime riforme delle pensioni, no alle privatizzazioni.
Pietro Ancona

PS: mentre la gente sfilava per le vie di Palermo, in una riunione veniva varata la fase operativa della privatizzazione dell'acqua.
                                                   ****

 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ilpuntodue
Sent: Saturday, December 13, 2008 1:22 PM
Subject: chiedere la regione, chiudere tutte le regioni
 
 
Chiudere la Regione
La Regione Siciliana, da molti anni, almeno dalla gestione Nicolosi che ne fece un organismo elefantiaco di oltre trentamila dipendenticon l'assorbimento di migliaia di dipendenti provenienti da disciolti enti nazionali, organismo inutile dal momento che aveva egli stesso inaugurato una sorta di cupola, di governo parallelo (definizione dello On.le Parisi allora capogruppo del pci), è diventata non soltanto inutile ma certamente dannosa per i siciliani.
Fino alla gestione Nicolosi le spese di investimento del bilancio regionale superavano di gran lunga le spese correnti. Non era certamente tutto oro genuino quello delle spese di investimenti e magari venivano classificate come partite di investimenti di mera gestione, ma sicuramente non davano l'idea di un organismo autoreferenziale che consuma le risorse di cui viene dotato. Oggi le spese correnti sono le uniche spese della Regione che inghiottono tutte le entrate, tutte le risorse e gli investimenti sono soltanto quelli provenienti dalla Unione Europea che però vengono intaccati da grossi prelievi per il mantenimento di apparati parassitari che se ne accaparrano voracemente una parte cospicua.La Regione è indebitata non si sa per quanti anni ed ha ceduto una parte cospicuia del suo patrimonio immobiliare. Fallirà la Regione Siciliana?
L'avvento della ideologia liberista ha creato le premesse per una rovina totale delle finanze regionali. La gestione delle esternalizzazioni, le cartolarizzazioni, gli indebitamenti all'estero per mantenere consigli di amministrazioni e apparati fatti sfruttando i principi della privatizzazione, ma di fatto sequestrando al pubblico beni e mettendoli a disposizione di privati o di organismi o di fondazioni hanno rovinato la Regione. In sostanza, molte delle funzioni della stessa Assemblea regionale sono state "esternalizzate" a privati. Inoltre, i privilegi dei "deputati" regionali sono eguali se non superiori, a quelli dei Senatori ed inoltre godono di
molti benefici, a cominciare dalle convenzioni stipulate con ditte esterne alle quali la Regione dà certamente un "ritorno".
Il reddito medio dei siciliani è di circa 21.000 euro l'anno, di un terzo più basso di quello medio nazionale. Bisogna considerare che alla formazione di questo reddito concorrono
una enorme quantità di persone che stanno addirittura sotto i diecimila euro l'anno. Circa l'ottanta per cento della popolazione attiva. Si arriva ai 21 mila di media sommando a questi i redditi dei professionisti, dei ceti benestanti e possidenti.
Ora, una Regione che ha una Assemblea i cui membri guadagnano in meno di un mese quanto una famiglia povera siciliana riesce a mettere insieme in un anno non ha niente da dire proprio a nessuno, dovrebbe vergognarsi dei propri privilegi che invece ostenta in consumi di lusso, in sprechi, in cortigianerie.
Il costo della regione, oltre che dell'Assemblea, è diventato astronomico. si tratta di miliardi di euro. A fronte di questo enorme costo non esistono benefici. Quali sono i servizi che la Regione rende alla cittadinanza siciliana? Qualcuno è in grado di indicarli e di dire se valgono la quantità mostruose di risorse che costano?
Il servizio sanitario è diventato veramente carente e, per la parte farmaceutica e degli accertamenti, veramente pesante per i cittadini. Molte specialità medicinali sono a pagamento, altri sono gravati da ticket davvero pesanti. Per le persone anziane la spesa farmaceutica è diventata talmente gravosa da costringere molti a non curarsi.
Con l'avvento del federalismo fiscale la situazione peggiorerà. Il federalismo significa una cosa soltanto: nuove tasse che si aggiungeranno all'irpef, ai ticket, ai prelievi attuali.
Mi domando: ma davvero vale la pena di avere una Regione? I Comuni sono entità con una loro precisa identità amministrativa e storica. Qual è l'identità amministratuva e storica della Regione?
Lo Statuto Siciliano nacque con un compromesso per evitare la proclamazione dell'indipendenza che avrebbe costituito un pericolo per l'Italia postmonarchica. E' antidemocratico. Soltanto recentemente è stato introdotto con molte limitazioni l'istituto del referendum. I Siciliani sentono la Regione come una Entità ancora più lontana dello Stato e sono giustamente invidiosi e critici dei privilegi delle cortigianerie che la popolano.
Non so come si può fare, ma bisognerebbe aprire un percorso critico che conduca alla liquidazione di questa istituzione. Cosa difficilissima ma diventata inevitabile dal momento che la regione è irriformabile, che è gestita da una classe politica unita attorno ai suoi privilegi, maggioranza ed opposizione che condividono e votano da sempre le stesse leggi e lottizzano tutto in sfere di influenze.
Pietro Ancona

Nota Bene

(Sul problema Regione Siciliana, vedi altri scritti di Pietro: http://www.spazioamico.it/autonomia_e_lavoro

                                                          ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: la rinasciita
Sent: Monday, December 15, 2008 6:04 PM
Subject: Fw: La scarpa dell'irakeno
                                                 
 
La scarpa dell'irakeno   
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il giornalista irakeno che ha lanciato tutte e due le sue scarpe contro il Presidente USA  Bush che occupa militarmente il suo paese, lo bombarda ogni giorno a volte con armi particolarmente letali come il fosforo, il napalm, l'uranio impoverito, tiene in piedi un governo fantoccio come usano fare le potenze coloniali sin dall'impero persiano, simboleggia l'esito di sette anni di tragedie per !"liberare "l'Iraq da Sadam Hussein ed introdurvi la democrazia , per liberarvi la donna dalla soggezione dei fondamentalisti religiosi islamici.
Questa scarpa, lanciata da un animo indomito, un giornalista degno della professione,si è stagliata nell'aria davanti ad un nugolo di pennivendoli embededd, di cronisti della guerra pagati per riferire il falso, gente che non ha mai informato della vita a Bagdad ed in Iraq con migliaia di contractors a scorazzare come nel far west con gli indiani, con le prigioni delle torture, gli stenti per la fame, per le malattie, per trenta anni di inferno. Questa scarpa è la libertà di stampa e di informazione, è la superiorità della ragione sulla forza bruta, è
la sconfitta dei criminali prepotenti che si accingono ad aprire altri teatri di guerra, altre tragedie, altre morti, in Pakistan, in Iran, in Africa.
La scarpa dell'irakeno cancella anni di silenzio mortale e di disinformazione  della grande catena massimediatica controllata dagli Usa e da Israele.
 La sua immagine è più forte dell'incendio dei grattacieli dell'11 settembre. Invita gli americani a cercarsi in casa i distruttori delle Torri che hanno provocato la morte di milioni di persone nel mondo.
  I richiami alla scarpa di Krusciov o all'elegante e costoso mokassino di Sacconi non c'entrano proprio niente. Esercitazioni scolastiche di giornalisti engagè alquanto stucchevoli!!
  La Scarpa, anzi le scarpe del giornalista della tv  Muntazer al-Zaidi  è la prova che coloro che vengono sprezzantemente chiamati terroristi, talebani, seguaci di Alqaeda o altro, sono patrioti come lo erano i Partigiani italiani, i partigiani di Tito che combatterono contro i nazifascisti, quelli francesi, insomma  gli uomini liberi che impugnano le armi in difesa della patria e dell'umanità.
 La Scarpa di AlZaidi è assai di più di un Mitra, di un Kalascikov!! E' la civiltà della carta stampata che si oppone alla barbarie delle armi....I giornalisti di tutto il mondo dovrebbero
farne un distintivo e portarla all'occhiello!!
Pietro Ancona

                                                          ****


----- Original Message -----
From: Giuseppina
Sent: Tuesday, December 16, 2008 12:55 PM
Subject: il pd presto extraparlamentare?


Saluti Giuseppina
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Tuesday, December 16, 2008 10:27 AM
Subject: il pd presto extraparlamentare?

il PD finirà extraparlamentare in quattro anni?
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   La cosa stupefacente della sconfitta del PD in Abruzzo è che  i pennivendoli embedded l'attribuiscono alla alleanza con Di Pietro. Stupefacente perchè probabilmente è vero il contrario: il PD non si è fin'ora del tutto squagliato perchè l'alleanza con Di Pietro lo tiene ancorato  ad alcune cose, alcuni valori che sono propri dell'elettorato e del popolo della sinistra.
  Stamane la giornata si apre con l'arresto del segretario regionale del PD abruzzese e sindaco di Pescara e con l'adesione del PD alla proposta Brunetta di alzare l'età pensionabile delle donne a 65 anni! (anche l'ineffabile sindacato UIL pare che sia sedotto dalla proposta). Gaudio di tutte le donne italiane specialmente delle lavoratrici delle fabbriche!!
  Piuttosto che l'alleanza con Di Pietro ha nociuto al PD in primo luogo l'avere scoperto tutto il suo fianco sinistro ottenendo da Berlusconi  l'espulsione dal Parlamento della sinistra dai socialisti a rifondazione, ai comunisti italiani ai verdi ritenendo con ciò di realizzare, a tavolino, il grande schema americano dei due partiti che combattono per lo stesso blocco sociale, un blocco che esclude rigorosamente gli interessi dei lavoratori. Ha nociuto al PD l'adesione e le pressioni esercitate sulla CGIL per l'accordo Alitalia Cai, una operazione truffaldina che regala qualcosa come sei miliardi e forse più di beni e scarica sullo Stato i debiti. Non è da escludere che la Cai, nell'impossibilità di gestire la Compagnia, si veda costretta ad accordi precipitosi o con i francesi o con i tedeschi ed alla fine i furbissimi capitanati da Colaninno (precedenti illustri in Telecom) ci guadagneranno il resto dei soldi.
  Ha nuociuto ancora la freddezza con la quale ha accolto lo sciopero generale della CGIL. E' vero che qualcuno (Bersani,Finocchiaro) ha sfilato  nei cortei, ma dopo aver costretto la CGIL a chiedere praticamente niente tranne che essere ammessa alla cabina di regia della crisi italiana. L'Italia è diventata un piagnisteo di grassi e grossi benestanti che in tv piangono che la gente non arriva alla fine del mese, ma alla fine questo piagnisteo serve solo a giustificare misure offensive di carità statale come la famigerata socialcard.
 L'Abruzzo prefigura gli States. Quasi la metà dell'elettorato non è andato a votare. Chi è andato a votare si è rassegnato a due forme di clientelismo e di corruzione politica. Alla vigilia del voto il Presidente ora eletto prometteva assunzioni e altro.....L'elettore PD è motivato ad aspettarsi gli stessi favori che aspetta l'elettore PDL:
 Come finirà? Con questa accelerazione verso il disfacimento può benissimo succedere che finiscano presto  extra-parlamentari anche i boriosi parlamentari del PD. A furia di assomigliare sempre di più a Berlusconi, a copiare le ricette di Brunetta e di Sacconi, ad
assentire alle "riforme" della Giustizia, perderanno sempre più velocemente consensi. Avremo un Parlamento monopartitico con una piccola irriducibile opposizione dipietrista?
 Veltroni raggiungerà l'ineffabile Bertinotti nel club dell'opposizione per sempre?
Se non accadrà un terremoto, le prossime scelte bipartisan sulla giustizia, sull'economia,
sulle privatizzazioni, sull'abolizione del contratto di lavoro, sulla revisione della legge per la sicurezza imposta da Confindustria e CISL, azzereranno forse per sempre l'appeal dei democratici!! Siamo lontanissimi anni luce dall'attrattività dell'Ulivo e del suo programma!!
  Ma forse il peggio accadrà prima se il PD cadrà nelle mani di coloro che vogliono subito la rottura con Di Pietro, la rottura col mondo reale!!
   Pietro Ancona
                                                                    ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Tuesday, December 16, 2008 9:00 PM
Subject: Una celebrazione nell'italia xenofoba


 Una celebrazione da decifrare
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 Il Presidente della Camera Gianfranco Fini con il Presidente delle Comunità Ebraiche Italiane hanno murato una lapide nella Camera dei Deputati in ricordo del settantesimo anniversario delle leggi razziali  emanate dallo Stato fascista nel 1938. La ricorrenza ha avuto una solennità  eccezionale. Il discorso di Gianfranco Fini è stato di piena condanna delle leggi razziali e di denunzia della assuefazione della società italiana all'antisemitismo.
Anche la Chiesa non si è impegnata per difendere i diritti umani e civili degli ebrei discriminati.
Osservo, a proposito del richiamo di Fini all'assuefazione della società al razzismo, che
questa si ripete nei giorni nostri. Basta navigare in internet per vedere quanto odio razziale si riversa contro gli islamici, gli zingari, gli immigrati, i diversi, gli omosessuali.... nella più assoluta indifferenza.
 E' davvero singolare come l'autore di una legge che riduce l'immigrato a mero strumento di lavoro con pochissimi e quasi nulli diritti come essere umano e come cittadino, come il sostenitore di un governo che ha voluto censire e prendere le impronte digitali ai bambini rom, che ha fatto approvare una legge per la quale se chi commette un reato è irregolare la sua pena viene aumentata di un terzo e che ha condiviso  tante altre violazioni dei diritti universali dell'uomo si schieri cosi decisamente contro leggi fatte imposte dal PNF progenitore del MSI e poi di Alleanza Nazionale. Naturalmente non una parola è stata detta per la persecuzione e lo sterminio degli zingari che furono ammassati in campi di concentramento nell'Italia del Sud o avviati a morire nei lagers nazisti come i loro fratelli di sventura ebrei.
 Certo oggi gli ebrei hanno uno Stato potente, guerriero, una potenza nucleare. Uno stato che ha vinto la guerra coi suoi vicini e che conta moltissimo nella geostrategia mondiale essendo il primo alleato degli USA del quale ne dettano ( secondo un suo primo ministro)
la politica estera.
 Ricordare con orrore le leggi razziali di Mussolini senza condannare le tante disposizioni razziste dello Stato di Israele e la proposta della signora Livni (niente cittadinanza alle coppie miste israeliano-arabe) costituisce una furbesca operazione politica di allineamento all'ala degli intransigenti nel conflitto medioorientale e mondiale. E' opportuno ricordare che l'ala oltranzista degli israeliani ha dentro di se ammiratori di Hitler e che Israele assume ogni giorno che passa caratteristiche sempre più di potenza etnica e coloniale.
  La condanna che Fini ha fatto delle leggi razziali non incide nel clima di intolleranza xenofoba e razzista diffuso in Italia e, se riferito ai comportamenti degli israeliani di oggi,
non  è neppure in contraddizione o controtendenza.
  Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Wednesday, December 24, 2008 6:47 PM
Subject: la settimana corta ed il contratto unico

  Contrariamente a quanto ritiene Cremaschi la proposta della settimana corta fatta dal Ministro Sacconi e subito accolta con visibile sorridente apertura da Epifani non è "chiacchiericcio mediatico" ma un nuovo attacco a quanto resta dei diritti dei lavoratori dopo gli accordi del luglio 2007 e la legge 133. Semmai c'è da dire che tutta la destra non è d'accordo. Brunetta  l'ha apertamente bocciata dichiarando che non si applicherà al pubblico impiego e ci sono silenzi significativi. Letta del PD con qualche se e qualche ma (come dei resto ha fatto Epifani) si è dichiarato favorevole. Altri nella destra stanno valutando fino a che punto debbono tirare la corda in un Paese che ha i lavoratori più affamati d'Europa.
  A mio parere la proposta, nel disegno dei suoi sostenitori (mi riferisco al gruppo che lavora in profondità al Ministero, alla Confindustria, in Parlamento, nella Cisl e anche negli altri sindacati e nel PD per "semplificare sino alla somma zero" i diritti dei lavoratori, vorrebbe essere una sorta di grimaldello per la precarizzazione del lavoro a tempo indeterminato. Che bisogno c'era di proporre la settimana corta alla tedesca quando abbiamo la cassa integrazione? Non c'è alcun bisogno. La messa in cassa integrazione di gruppi di lavoratori non modifica il loro stato contrattuale. Finita la cassa integrazione tornano al lavoro. Ma la proposta di Sacconi parla di una cosa diversa, di una trattativa tra le parti per cui, riconosciuto uno stato di necessità ( ricordatevi sempre c he l'Italia riconosce la necessità di oltre un milione di progetti lavorativi!!!!!) si stabilisce un regime di turnazione, di alternanza
che potrebbe essere usato per tutto il tempo che l'azienda riterrà necessario.
L'ossessione del tempo indeterminato che non fa dormire la notte Ichino, i solerti studiosi della Voce, tanti valorosi accademici e collaboratori di Sacconi e della Confindustria  in qualche modo viene
esercizzata. Avremo milioni di lavoratori a settimana corta che si alterneranno nel sottosuolo di salari sempre più inconsistenti e per giunta in parte corrisposti dallo Stato?
  L'altro grimaldello è quello inventato da Ichino(con Boeri?) Trattasi del contratto unico a tempo indeterminato per tutti. Che bello, che Bello, che bello!!!!!Finalmente si sono resi conto di quanta infelicità hanno creato la legge Biagi e le successive!!! Ma pensate che hanno davvero il cuore così tenero anche se siamo in climna natalizio?? Non è cosi, purtroppo dal momento che il contratto a tempo indeterminato per tutti (comune in Italia fino al pacchetto Treu)è come lo scorpione che nasconde un artiglio velenoso: abolizione dell'art.18!!!
  Insomma bisogna ammettere che gli economisti engagè, gli accademici,
i grandi azzeratori del giuslavorismo sono dabbero creativi!! Caspita che fantasia, che inventiva!!!
  E pensare che Epifani, dopo dieci giorni dal famoso sciopero generale, ha in mano un mucchietto di mosche  e la polpetta avvelenata che gli ha mandato Sacconi ( e non è detto che i suoi amici del PD non sono pronti a mandarne anche loro....)
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, December 27, 2008 2:58 PM                                                                                                                        Subject: Risposta all'invito a partecipare alla presentazione del libro di Elio Sanfilippo dal titolo, "Quando eravamo comunisti".
Carissimi,
 
 
verrei volentieri perchè voglio bene ad Elio Sanfilippo. L'Ho avuto compagno di stanza nel Palazzo del PCI per un paio di anni quando, schifato dal craxismo e convinto che nel PCI fossero tutte rose e fiori feci la scelta sbagliatissima di aderirvi. Non ero comunista e non potevo che finire subito schiacciato dal meccanismo oligarchico di un Partito che, al tempo, invidiava Craxi con tutto il cuore e si sentiva imbarazzato di mostrarmi in giro (....traditore). Presto mi ritrovai solo come un cane. A pensarci bene erano più amichevoli con me i compagni che avevo lasciato  dei nuovi arcigni e gelidi dirigenti comunisti!!
 
In quel periodo Elio Sanfilippo fu l'unica persona che capiì il mio dramma umano. Mi fu vicino  L'unica cosa che compresi subito fu che i Partiti erano almeno tre: il Partito, il Gruppo Parlamentare, i Sindaci. Io fu nominato responsabile delle zone interne (tema che mi affascinava. Non feci in tempo a convocare una riunione al Partito ed il gruppo aveva già pronto uno schema di ddl!!!!!  Ero sbalordito!!
   In segreteria regionale c'era Claudio Riolo, oggi professore universitario. Persona seria ma un vaso di coccio nello scontro che tanti "sinistri" (oggi con la lingua in bocca con Cuffaro o con Lombardo) si mangiarono in meno che non si dica e portarono subito alle dimissioni. Sanfilippo fu "assicutatu " per anni come destro (per non dire peggio) da gente che oggi pasteggia con il peggio della oligarchia della destra siciliana.......
  Elio  Sanfilippo fu  con me premuroso e caloroso come un buon amico che conforta il vicino in difficoltà.
 
Ma, francamente, non mi sento di condividere un titolo come quello del libro: Se per non essere più comunisti, si intende che si approva la legge biagi, si è per le privatizzazioni, si è con israele e contro i palestinesi oggi massacrati mentre il mondo festeggia l'anno che viene, si è per un sindacato che approva accordi come quelli dell'Alitalia, ebbene io che non sono mai stato comunista
oggi mi sento  comunista fino al midollo delle ossa.  Detesto coloro che si dichiarano anticomunisti e agognano al Partito Unico della Borghesia Italiana com Berlusconi che, per carità di Dio!, non va criminalizzato.
 
  Vorrei capire che cosa sono diventati i comunisti. Se leggo il Riformista o il Foglio leggo le stesse cose. E' questo essere oggi postcomunista!!
  Saluti ed auguri a tutti da un vecchio socialista che ama, continua ad amare, l'idea e la filosofia della sinistra. Un'idea di libertà e di redenzione umana!!!
   Verrà quando qualcuno scriverà: Sono orgoglioso di essere Comunista, sono orgoglioso di essere sindacalista settario (dal momento che il Sindacalista della macroeconomia fa gli interessi della Marcegaglia)
  Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, December 27, 2008 11:20 AM
Subject: La terra promessa inzuppata di sangue
 

Auguri al popolo ebraico sperando che la coscienza gli rimorda per il sangue palestinese con cui oggi ha inzuppato la terra promessa da Dio ma ora occupata e sormontata da un enorme muro vigilato da arcangeli con le spade fiammeggianti!!!

Quando Hamas sarà sterminata e sostituita da altri anche questi non andranno bene ad Israele e cosi all’infinito.

Neppure il Quisling della CisGiordania che ingoia di stare in una regione lardellata dai coloni fascisti ed intolleranti va tanto bene.

Alla prima che mi fai, ti licenzio e te ne vai

Tutti i pennivendoli occidentali (dobbiamo parlare di una lobby inesistente?) da giorni preparano il pubblico al bagno di sangue!!

Auguri !!! Auguri!!!

Spero in un futuro senza religioni. e senza Stati religiosi come Israele e Iran

Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, December 27, 2008 10:04 AM
Subject: Il Mondo nelle mani degli imbecilli


VIAGRA AL POSTO DI BOMBE ALL'URANIO ED AL NAPALM?

pare che i problemi di accoglienza che gli americani ed i loro satelliti della Nato hanno finora avuto in Afghanistan potrebbero essere risolti dal una miracolosa invenzione capace di mettere in erezione vecchi e debilitati membri di anziani pastori che da anni soffrono anche la fame: il Viagra!!  Che straordinaria sorpresa!!Anni ed anni di bombardamenti con proiettili di tutti i tipi e di tutte le stazze che hanno polverizzato l'Afghanistan e ne hanno decimato la popolazione avrebbero poturo essere sostituiti dall'erogazione di afrodisiaci
(tarati per tutte le età) per ridurre
 gli irriducibili talebani ad uno scandalizzato e sdegnato  isolamento nella popolazione dedita a sfrenati riti orgiastici alimentati da regolari discese dal cielo di miracolosi surrogatori di un desiderio spento forse da anni di guerra, di miserie, di malattie.... Pensate quante vite umane risparmiate dall'ingegnosa guerra del sesso! Centinaia di migliaia di persone sarebbero ancora in vita e con la faccia soddisfatta di chi ha passato bene la notte!!
Leggendo una delle tante cose scritte dai pennivendoli occidentali che si sono buttati a pesce sulla notizia ho pensato al nostro buon colonialista degli anni trenta che regalava agli stupefatti congolesi collanine di vetro sfavillanti ed ho anche riflettuto con orrore
sulla malafede di chi ritiene di comprarsi la benevolenza di alcuni capi tribù, insomma di chi vuole dividere e si illude di potere comprare un consenso che non ha mai avuto e mai avra. L'Afghanistan sarà anche tribale ma è una Nazione che neppure il grande Alessandro riusci a tenere a lungo ed ha dalla sua parte una cosa formidabile: la ragione. E' vero che la forza può sottomettere la ragione ma non per sempre. Gli occupanti occidentali non hanno alcun motivo per imporre la loro presenza e quella di tutta la gentaglia che si sono portati dietro in Afghanistan. L'11 settembre non può essere stato opera del vecchio pastore che abbisogna del viagra per fare felici le sue quattro mogli ma certamente di sofisticati ingegneri delo terrorismo mondiale che sono assai vicini alla Cia ed al Pentagono. Qualcuno vuol forse negare che Bin Laden è amico di famiglia dei Bush? Gli stessi talebani furono indottrinati al fondamentalismo in appartate caserme nella profonda America. Furono addestrati nella mente e nel corpo,.Nella mente a non tollerare niente che non fosse il totalitarismo islamico, nel corpo con prolungate lezioni sul campo di controguerriglia e sabotaggio. Ora se li trovano contro. Ma il problema dei talebani è un problema interno dell'Afghanistan. E' liì che deve trovare soluzione. Il Governo quisling di Bush durerà traballando ma non avrà mai il controllo del paese.
  Sapevamo che il Pentagono non è nuovo a trovate "geniali" (recentemente si era inventato un elisir che sviluppava irresistibili pulsioni omosessuali negli eserciti nemici. Insomma i soldati anzicchè sparare si sarebbero scatenati in orge con i loro compagni di plotone come neppure la Legione Sacra dei Tebani aveva mai fatto. Oggi tira fuori la storia del viagra e dell'anziani capopastore che diventa amico del marines che glielo porta. Insomma siamo alla stupidità assoluta!! Purtroppo questa stupidità è dell'esercito più potente del mondo al servizio di una America che il grande Pinter ha definito un animale selvaggio assetato di sangue.
Pietro Ancona

                                                               ****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, December 28, 2008 10:55 AM
Subject: Ipocrisia, crudeltà, razzismo nell'articolo di Amos Oz su Repubblica di ieri

La disinformazione dello scrittore famoso


L'incipit dell'articolo del celebrato scrittore israeliano Amos Oz su Repubblica di ieri sabato 27 (*) vuole preparare  i lettori, in massima parte liberal e fautori di una pace in Medio Oriente  nonostante il conclamato  orientamento filoisraeliano del giornale,  alla strage di oggi ed a quelle che verranno nei prossimi giorni. Scrive Amos Oz:  "I bombardamenti che mirano a colpire sistematicamente le comunità civili israeliane sono un crimine di guerra e un crimine contro l'umanità, Lo Stato di  Israele deve proteggere i propri cittadini." Questo periodo è una pura falsificazione dei fatti nel senso che fa risalire la causa della "necessaria" reazione israeliana a crimini ingiustificati ed ingiustificabili. Ignora naturalmente lo stato di prigionia in cui sono tenute le popolazioni della striscia di Gaza, l'impossibilità di rifornirle per il divieto israeliano, ignora le continue incursioni in territorio occupato per demolire edifici e stradicare oliveti e vigneti, non tiene conto che oltre dodicimila palestinesi sono detenuti illegalmente nelle prigioni israeliane ed in condizioni spaventose e tra questi, donne e bambini. Il governo legittimo di Hamas e di tutta la Palestina occupata ha il diritto di manifestare la propria ostilità a chi lo tiene sotto il tallone. Peraltro, i poveri e modesti razzi usati dai soldati palestinesi è noto a tutti sono più una testimonianza di esistenza in vita di una volontà di riscatto che vere e proprie aggressioni atte a provocare danni significativi alle persone ed alle cose. E' un falso scrivere come fa Amos Oz che Israele ha il diritto di proteggere i propri cittadini. Questi sono protetti da uno degli eserciti più potenti del mondo coadiuvato anche da milizie private con alta specializzazione antisabotaggio ed alla guerriglia. Non sono e non sarebbero mai in pericolo i cittadini israeliani  da aggressioni palestinesi come vorrebbe far credere.
Se Israele manifestasse una vera volontà di pace dovrebbe cominciare dall'allentamento del paranoico controllo dei territori, dalla fine degli omicidi mirati alla distruzione dei quadri dirigenti del futuro Stato Palestinese. Un muro immenso che costituisce una ferita indelebile alla civiltà dei rapporti umani e che si insinua profondamente nel territorio dei palestinesi non è certo il migliore strumento per la costruzione di una pace duratura.
Il cinismo del celebrato scrittore è davvero sconcertante. Nello "sconsigliare" (ma è un artificio retorico) l'invasione che ieri è stata fatta con massiccio bombardamento contemporaneo di sessanta pesanti aerei da guerra ne indica i motivi non tanto per la salvaguardia di vite umane, per il rispetto della popolazione, ma soltanto per gli effetti massmediatici negativi che la ripresa che le televisioni arabe potrebbero fare dei massacri susciterebbero nell'opinione pubblica dei paesi arabi. Naturalmente sa già che le televisioni del mondo occidentale eviteranno di mostrare la verità dei crimini commessi e si limiteranno a fare il cosidetto "panino" consistente nel mettere tra due accuse ad Hamas ed ai terroristi la reazione "legittima anche se eccessiva" degli israeliani.
Amos Oz è sionista, di famiglia sionista di destra proveniente dall'Europa Orientale. Ha un passato militare di lotta contro gli arabi.
E' considerato, a torto, in Occidente un liberal, una colomba piuttosto che un falco ed i suoi libri sostenuti dall'industria editoriale hanno contribuito alla creazione del mito della fondazione e poi della vita in Israele, una vita inquietata dall'incertezza, insidiata dal nemico. La sua presenza nella stampa italiana mira a dare una "versione" a quella parte di democratici e di persone di sinistra che non accettano che si continui a versare sangue innocente una terra contesa. In lui, come nelle comunità ebraiche italiane, mai una parola di critica per i comportamenti dello Stato di Israele. Silenzio assoluto sul Libano distrutto per ben tre volte,  creazione  massmediatica del mostro terrorista Hamas, legittimo vincitore di elezioni democratiche; non una parola sulla scissione  provocata nei palestinesi tra "laici" e "fondamentalisti", una scelta determinata dalla volontà di non cedere mai neppure un millimetro dei territori occupati concedendo al massimo ad un Abu Mazen Quisling un governatorato senza veri poteri statali e privo di autonomia.
Ci sono in Israele intellettuali che non hanno la fama in Occidente di Amoz Oz ma che lottano e pagano di persona per un Israele umano e umanizzato e per una vera pace. Queste persone vengono discriminate. La loro vita è assai difficile nelle Università e dappertuttoo. Ne voglio citare qualcuno per fare onore a chi davvero vuole la pace e non una terra israeliana inzuppata dal sangue del popolo palestinese. Aaron Shabtai, Yitzhak Laor, Ilan Pappè, Michel Warschawski, Tanya Reinhart (purtroppo non c'è più), Jeff Halper, Uri Avnery  e tanti altri che nonostante le minacce e le intimidazioni costituiscono la coscienza antifascista ed antinazista di Israele, denunziano con coraggio gli slittamenti a destra ed i crimini del governo razzista non solo verso i palestinesi ma anche verso tanta parte della popolazione ebraica che non ha il pedigree dei primi della classe angloamericani.

Pietro Ancona

(*) http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/12/27/gaza-israele-pronto-al-blitz.html

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From: pietroancona@tin.it
To: loriana cavaleri laboratorio zeta
Sent: Monday, December 29, 2008 10:34 AM
Subject: Il Papa ed il precariato






Il Papa, i Sindacati, il lavoro precario
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   L'Italia ha tre  Confederazioni Sindacali tra le più potenti d'Europa.
Ma alla forza di queste organizzazioni che  tesserano  più di dieci milioni di lavoratori corrisponde una condizione di precarietà, di miseria, di infelicità, di progressiva perdita dei diritti dei lavoratori associati o non.

   Soltanto i Sindacati di base difendono davvero i lavoratori ma ne pagano le spese con discriminazioni, isolamento, licenziamento dei loro uomini più combattivi ( insomma quello che accadeva alla CGIL negli anni cinquanta e sessanta). Questi sindacati di base non sono riconosciuti dalle tre grandi Confederazioni che profeririscono  l'UGL della Polverini, il sindacato di matrice fascista ed hanno con questa frequentazioni intense.

  Il Papa, certamente  informato dai sensori numerosi della Chiesa nella società civile,  capisce che l'Italia non ha futuro con il lavoro precario, che il bene dell'economia non può essere realizzato a scapito della infelicità e della miseria dei lavoratori e chiede la fine del precariato. Ha colto l'enormità del fenomeno sociale del precariato e la sua forza di distruzione delle strutture familiari e sociali.

  Ricordo che quando il contratto era a tempo indeterminato e il tempo determinato era soltanto per i lavori stagionali e le prestazioni davvero straordinarie, le cose in Italia andavano assai meglio e non  esisteva l'orribile divaricazione dei redditi tra i managers, i politici, i professionisti ed i lavoratori dipendenti. Anche la distanza abissale che divide l'amministratore delegato dall'ingegnere o dal funzionario è causa del malessere italiano. La Legge Biagi ha dato al padronato la possibilità di fumus giuridici di contratti davvero fantasiosi. Possibile, ad esempio, che in Italia esistano un milione di progetti ai quali sono addetti altrettanti precari? Che cosa sono questi progetti?
 
 La CGIL si è affrettata a rispondere "positivamente" alla denunzia del Papa con una nota in cui parla di "ammortizzatori sociali"  per i precari, cioè la flexisecurity peraltro irrealistica data la grottesca e patologica quantita di precari inventati dalla fertile e malvagia fantasia della legge Biagi Sacconi Maroni. Quanto denaro dovrebbe avere lo Stato per fare ammortizzatori sociali per cinque o sei milioni di precari?
  Il precariato non è una necessità dell'economia. E' una scelta politica odiosamente di classe per ricattare, per tenere sotto tensione i dipendenti.
  Il precariato va abolito con un piano di rientro al lavoro a tempo indeterminato garantito dall'art.18 e con retribuzioni decorose attraverso un aumento generalizzato dei salari.
  Veltroni si accinge a discutere con Sacconi della settimana corta. Gli Dei accecano coloro che vogliono all'inferno. La settimana corta a salario decurtato e con integrazione della CIG sarebbe assai onerosa e abbasserebbe ancora il livello salariale italiano alla faccia di tutti i piagnistei ipocriti sulle busta paga che non consentono di giungere alla fine del mese. Si può avere la settimana corta a parità di salario con la settimana piena? Non se lo sognano nemmeno!!
  I lavoratori italiani hanno diritto di parola. Ci vuole una profonda e radicale democratizzazione dei Sindacati che non possono continuare ad essere strumenti  della confindustria per imporre la sua linea di spoliazione e di sfruttamento. Una legge dovrebbe regolare la consultazione e la rappresentanza la pubblicità dei bilanci e mettere un limite agli enti bilaterali.
  Pietro Ancona

http://www.corriere.it/cronache/08_dicembre_28/papa_precari_lavoro_7286f466-d4d4-11dd-b87c-00144f02aabc.shtml

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From: pietroancona@tin.it
To: cngp@unipv.it
Cc: redazione@ilmanifesto.it
Sent: Sunday, January 04, 2009 9:39 PM
Subject: la cittadinanza e la sovranità nazionale


Caro Professore Novati,
nella parte conclusiva del suo elegante articolo GUERRA DOPO GUERRA pubblicato venerdì 2 gennaio u.s. sul Manifesto, ho trovato l'ultima versione del neocolonialismo: quello che conta non è la sovranità nazionale ma i diritti di "cittadinanza"- Insomma non ha nessuna importanza creare uno Stato Palestinese, basta che i palestinesi siano ben trattati da Israele (che ha le maggiori responsabilità).

Dopo tante eleganti circonvoluzioni ha dato la sua ricetta filosofica.. Chissà magari i cittadini palestinesi godranno di un miliore tenore di vita di quello che la povera Palestina potrà offrire.

Complimenti!! Bravo" Se non ci sarà un comunicato ufficiale del Manifesto che prende chilometri di distanza dalle sue teorie neoconservatrici e filoamericane non  rinnoverò l'abbonamento.
  Pietro Ancona

http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090102/pagina/01/pezzo/238468/
EDITORIALE   |   di Giampaolo Calchi Novati
GUERRA DOPO GUERRA

<<Invece di rompersi la testa sui «piccoli problemi» delle «piccole patrie», che appartengono al passato (la prima rivolta araba esplose nella Palestina mandataria nei lontani anni Trenta), Israele, palestinesi e arabi farebbero bene a misurarsi con le sfide che riguardano le loro posizioni relative nel sistema globalizzato. La globalizzazione, si sa, si occupa dell'ordine, non delle vittime. Le novità non mancano. Potrebbe essere imminente il superamento dell'era degli idrocarburi da cui dipende l'economia di quasi tutti i paesi arabi della regione. La Palestina ha il vantaggio di non doversi sottoporre a questo tipo di riconversione. Il suo interlocutore obbligato nella transizione è e resterà Israele. E qui si apprezza meglio la differenza fra la guerra e la politica.
Le alternative diventano: esclusione o inclusione. Demarcare i confini era il compito del colonialismo. In futuro, con o senza Hamas, conteranno i diritti della cittadinanza (più della sovranità), le funzioni e le specialità (più dell'origine etnica). Se Israele è la forza vincente, incombono su Israele le responsabilità maggiori. Deve scegliere molto semplicemente se accanirsi contro i vinti (i palestinesi) o contribuire al loro riscatto.>>

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From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Saturday, January 03, 2009 8:31 AM
Subject: Fw: Evacuare la popolazione civile da Gaza

Se criminale è il comportamento di uno Stato che scatena il suo esercito contro una popolazione inerme in gran parte denutrita e malata non meno criminale è il comportamento di chi assiste senza battere ciglio a questa orribile mattanza e non fa niente per ferrmare il massacro almeno per salvare le vite dei bambini  
   Dalla striscia di Gaza vengono allontanati gli stranieri. Mi sembra giusto. Sarebbe anche giusto dare la possibilità di allontanarsi alla popolazione civile, alle donne, ai vecchi, ai bambini, a quanti non vogliono morire nella imminente e più volte annunziata invasione di terra.
  Carri armati di proporzioni mostruose, armatI delle armi più sofisticate del mondo, uccideranno una popOlazione inerme con  la vergognosa e sfacciata scusa di attaccare Hamas: Hamas non è altro che la popolazione dei palestinese.
  Per uccidere un capo di Hamas si bombarda un palazzo e si uccide con lui tutta la sua famiglia in gran parte composta da bambini. Questa barbarie nazista (ma forse i nazisti non si spingevano a tanto) non viene sanzionata dall'opinione pubblica occidentale informata (si fa per dire) da giornali controllati dalla lobby ebraica o da una industria editoriale legata agli americani.
  Chiediamo l'evacuazione della popolazione civile!! Senza questa evacuazione avremo sulla coscienza un genocidio.
  Particolarmente criminale è la decisione dell'Egitto di impedire ai palestinesi di fuggire dal terribile bombardamento ed ora dal fuoco delle terribili armi israeliane.
  Israele conosce bene le tecniche di distruzione. Ha già distrutto per tre volte il Libano e tante volte i campi palestinesi. Non è giusto che il mondo si renda complice di questa  carneficina degli abitanti di Gaza.

  Pietro Ancona

                                                               ****

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From: pietroancona@tin.it
To: Vincenzo Sena
Sent: Thursday, January 01, 2009 10:17 AM
Subject: Considerazioni sul discorso di Napolitano


Confesso che non ho avuto voglia di sentire il discorso del Presidente. E' la prima volta che mi capita dopo tanti anni. In qualche modo avevo delle prevenzioni che derivano dai suoi recenti comportamenti e non avevo voglia di sentire in diretta cose che non condivido, banalità e ipocrisie. Oggi ho letto e riletto il testo scritto pubblicato dai giornali.
  Per un Presidente che ha sollevato la questione degli omicidi e degli infortuni sul lavoro ed ha autorevolmente spinto la stampa e l'opinione pubblica ad occuparsene, è davvero singolare avere ignorato nel suo discorso i morti e infortuni del 2008 e quante resistenze esistano nel governo e nella confindustria  per svuotare di contenuto le poche norme che si è riusciti a strappare e le manovre che sono in corso  per depenalizzare e ridurre ai minimi termini la responsabilità delle aziende.
  IL modo con il quale ha trattato le questioni del lavoro e specialmente del lavoro precario è del tutto generico e privo di mordente. Da questo punto di vista, il Papa, pur avendo i suoi scheletri nell'armadio, ha detto chiaramente che cosa significa il lavoro precario per chi deve farlo e per l'Italia: privazione della speranza, impossibilità ad organizzare il futuro, cosa che si ripercuote sull'Italia tutta che è e sarà ancora di più una nazione infelice con un'area di venti milioni di lavoratori che, per vari fattori, stanno male.
Non un cenno a salari bassi, senza indicizzazione e più bassi del trenta per cento di quelli europei; erosione dei diritti ed attacco alle poche tutele rimaste; pensioni oramai inesistenti, degrado delle strutture del welfare, impossibilità a reggere i costi della privatizzazione di tutti i servizi dai quali lo Stato si ritira a cominciare dagli asili nido.
Alza toni lamentosi contro la crisi che verrebbe dagli USA senza dire una sola parola sulla responsabilità delle scelte truffaldine del sistema finanziario americano che ha messo in ginocchio il mondo. E' inotre scandaloso che non abbia denunziato la divaricazione crescente tra i salari dei lavoratori che decrescono e sono ormai di fame e gli emolumenti dei managers pubblici e privati e il costo, oramai insostenibile della politica che oramai incide in modo significativo sul prodotto interno lordo, lacera moralmente l'Italia e offre punti di riferimento alla criminalità organizzata.
  E' diventata stucchevole la richiesta della collaborazione, della intesa tra maggioranza ed opposizione. Intanto perchè il Parlamento esiste non per fare inciuci bipartisan ma per sviluppare una vigorosa dialettica democratica, in secondo luogo perchè la sinistra è stata espulsa dal Parlamento per via di una legge truffaldina ed oligarchica che ha cambiato per sempre gli organismi scaturiti dalla resistenza e una volta garantiti dalla Costituzione.
  L'inciucismo proposto da Napolitano si svolgerebbe tutto o quasi tutto su i decreti del governo Berlusconi che dovrebbero essere recepiti da un Parlamento non solo esautorato ma acquiescente e complice.
 A proposito delle missioni degli italiani nel mondo ha detto che queste servono a garantire la pace e sdradicare il terrorismo. In Afghanistan, in Irak e altrove collaboriamo con gli eserciti di occupazione.  Il terrorismo, ricordiamolo, non sarebbe altro che la resistenza al nemico riconosciuta in un raro momento di
sincerità da Bush quando ebbe a dire che avevano ed hanno ragione le persone che combattono per la loro terra, la loro patria.
  L'Italia è impegnata in collaborazioni se non di  tipo ascaristico certamente soggette ai comandi strategici e tattici dell'Impero e dei suoi arroganti e spesso sanguinari ufficiali.
 L'occidente ha impestato i territori occupati di killer, di contractors ed ha di fatto espulso tutta la stampa libera tenendosi solo quella emdedded e controllata dall'Esercito USA.
  Trovo assai carente l'attenzione riservata alla criminale aggressione di Israele verso un popolo inerme.
   L'Italia di Pertini, di Saragat, di Moro, di Fanfani avrebbe certamente chiesto con forza la fine della aggressione. Tutti coloro che accettiamo senza protestare la carneficina di Gaza abbiamo le mani macchiate di sangue!!  Lo Stato del popolo che fu ingiustamente dichiarato deicida e per questo subi millenni di persecuzione specialmente dalla Chiesa è diventato uno Stato genocida pericoloso per tutti i suoi disgraziati vicini e per coloro che tiene chiusi sotto un muro apocalittico da tanti anni, privandoli delle libertà naturali e riconosciute dal diritto internazionale.

Pietro Ancona

queste considerazioni sono state inviate al Presidente della Repubblica direttamente sul sito della Presidenza
                                                               ***

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, January 06, 2009 11:05 AM
Subject: la strage degli innocenti ed Emanuele Kant

Nonostante una sentenza della Corte Suprema Israeliana ai giornalisti non

è consentito entrare a Gaza, seguire ed informare dalle zone dell'aggressione. L'esercito israeliano si comporta come quello degli alleati agli Usa in tutte le zone di occupazione dell' imperialismo occidentale. A Bagdad furono sparate  cannonate alle stanze di un noto albergo dove alloggiavano i giornalisti, in Cisgiordania un cecchino israeliano ha deliberatamente abbattuto un cameramen.  Insomma la notizia deve essere costituita dalle menzogne delle veline degli stati maggiori dell'esercito occupante. Le notizie che comunque arrivano dalle città della striscia di Gaza sono di aspri combattimenti corpo a corpo per le vie, per le case, dappertutto. Continua intanto la strage degli innocenti. I bambini sono obiettivi privilegiati dagli assassini. Ci sono preoccupazioni demografiche. Gli ebrei si chiedono se diventeranno minoranza nella zona data l'alta prolificità delle madri palestinesi. Altri obiettivi privilegiati sono i quadri dirigenti ed i tecnici. Sono i Professori. Si vuole una popolazione magari quasi analfabeta, disarticolata, senza servizi civili, regredita ed abbrutita da bisogni elementari come la fame e la sete ed il bisogno di ripararsi. E' possibile che la mattanza, la carneficina continui per molto o per poco non lo sappiamo. Ma non c'è dubbio che ha ragione il Presidente della Commissione esteri del Senato On.Le Dini quando afferma che in ogni caso la scelta della strage e della guerra è una scelta perdente. Per motivi ovvi: ad ogni membro della resistenza palestinese ucciso ne succederanno almeno dieci e quando Hamas sarà completamente distrutto sarà pronto un altro Hamas, pronto financo al martirio. Martirio affrontato da tutti i dirigenti e membri di Hamas quando hanno compiuto la loro scelta sapendo che sarebbero stati segnalati subito ad israele e inclusi nella lista degli omicidi mirati del Quarto Reich. La scelta di Israele è perdente per un altro motivo: come reagisce e come reagirà la popolazione palestinese della Cisgiordania del quisling Abu Mazen? Come potrà giustificare l'OLP la sua inerzia a fronte della macellazione dei suoi fratelli di Gaza? Inoltre, non dimentichiamo la Cisgiordania è stracolma di insediamenti "coloniali" di Israele che rendono difficilissima e penosa la vita della popolazione palestinese. Questi coloni sono generalmente fascisti, stanno con il mitra dietro la porta, non mancano occasione per seviziare, insolentire, uccidere i loro vicini palestinesi. Basta ad un bambino fermarsi a giocare a pallone vicino un muro di cinta di una casa colonica per essere preso a fucilate. I coloni godono inoltre di mezzi di comunicazione rapidi, di strade, di impianti elettrici e di acquedotti, insomma hanno quello che viene negato ai Palestinesi costretti a vivere con l'acqua e l'energia elettrica razionata. Ecco perchè il blocco di Abu Mazen è destinato ad esplodere. Se i palestinesi, popolo notoriamente laico, ha scelto Hamas che è un partito religioso, è per il fallimento morale prima che politico dell'OLP. Basta vederli i quadri dirigenti che stanno attorno ad Abu Mazen: hanno tutti la pancetta ed il viso lardoso di chi mangia e beve molto bene a differenza degli scheletrici cittadini che "amministrano".
Giunge notizie che gli americani si accingono a lasciare Bagdad lasciandovi la più grande ambasciata esistente al mondo. Si tratta di una costruzione grande quanto la città del vaticano in grado di contenere tutte le infrastrutture di una città autosufficiente. Tutte le menzogne sulla esportazione della democrazia, sulle armi di distruzione di massa, si sono rivelate per quelle che sono: un progetto neocolonialistico di controllo del pianeta. Bagdad avrà una città americana dentro di se che la controllerà e, se necessario, ne divorerà le risorse.
  La guerra è stupida e lascia ricordi quasi indelebili nelle generazioni future ed odio che diventa istintivo verso l'aggressore. Scriveva Kant che "nessuno Stato deve intromettersi con la forza nella costituzione e nel governo di un altro Stato"  Questo vale per quanti si appellano ai valori dell'Occidente e ne sconoscono l'etica, la filosofia, gli ideali.
Pietro Anco
http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2009/01/02/970977-dini_sara_vincitore_servono_stati_confini_sicuri.shtml
 
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: palestina
Sent: Monday, January 05, 2009 9:45 PM
Subject:  una tragedia domestica?

 

 

 Lucio Caracciolo, analista di problemi internazionali, definisce l’aggressione israeliana a Gaza una tragedia domestica, insomma un evento non di primo piano, da derubricare, da non occupare un posto importante nell’agenda internazionale. Dieci giorni di bombardamenti  intensivi ed ora l’occupazione terrestre davvero non costituiscono l’evento cruciale con il quale si apre l’anno? Davvero sono un qualcosa che riguarda soltanto ed in primo luogo gli israeliani ed i palestinesi che il resto del mondo subisce con fastidio, con irritazione, come

insomma una storia che è durata e dura troppo a lungo ed ha finito con lo stufare''?

 

  Io non condivido questa analisi. Non sono d’accordo per la derubricazione   per diversi motivi a cominciare dal fatto che ci troviamo di fronte al bombardamento di una popolazione palestinese  che sta subendo sofferenze inenarrabili, ha avuto oltre cinquecento morti, tremila feriti, migliaia e migliaia di traumatizzati dallo spaventoso fragore degli aerei e delle esplosioni. Il fatto che una Potenza di prima grandezza dal punto di vista militare infierisce su una popolazione praticamente inerme  emoziona la opinione pubblica mondiale ed ancora di più colpisce il fatto che Israele fa tutto questo in barba al diritto internazionale e senza alcun rispetto per la popolazione civile.

 Israele si sta comportando come gli Usa si sono comportati e si comportano in Iraq ed in Afghanistan.  Ha aperto il suo artiglio coloniale contro i Palestinesi, considerati terroristi perchè rifiutano il quisling Abu Mazen così come terroristi sono i Talebani  per non avere accettato il quisling creato dagli Usa e terroristi  sono coloro che in Iraq non accettano l’ordine imposto dalle armi e dalla violenza.

Nel caso assai probabile di una vittoria di Israele e di una sconfitta dolorosa di Hamas la vittoria non porterà con sé cose buone. Prima di tutto le nazioni arabe che oggi subiscono il giogo di tiranni filooccidentali a cominciare dall’Egitto non accetteranno  prima il massacro e poi l’annessione della Palestina ad Israele seppur sotto forma di protettorato. Ma anche gli Stati minacciati recentemente da iniziative americane poco amichevoli come la Cina, la Russia, e molti altri rifletteranno su un mondo in cui le nazioni che rappresentano l’Occidente possono scatenare l’apocalissi, massacrare, annettere, fare i  propri comodi. L’ordine internazionale per quanto non  più basato sull’equilibrio dei due blocchi e controllato dalla potenza  Usa non può essere abusato. Insomma qualcuno prima o poi deve essere chiamato a rendere conto di delitti contro l’umanità che dall’undici settembre in poi e dall’avvento dei teorici dell’esportazione della democrazia ha provocato troppo sangue, troppe sofferenze, troppo dolore. L'Occidente sembra uscito di testa ed in preda ad un delirio criminale!

   Gaza non è una tragedia domestica. Non si consuma tra una Domus ed i suoi riottosi vicini che non vogliono cedere lo loro case. E’ un punto focale dell’equilibrio mondiale basato su una forza che sembra fuori controllo. Fuori controllo come la finanza mondiale devastata dalla speculazione e dal latrocinio dei banchieri e dei finanzieri in grande parte ebrei che sta chiedendo sacrifici immensi al mondo intero. Fuori controllo dal momento che uccidere un dirigente palestinese  assieme a tutta la sua famiglia viene considerata la cosa più ovvia e banale di questo mondo

Non può e non potrà essere accettato. Wall Street deve spiegare al mondo la crisi che l'ha investita. Il sistema capitalistico-colonialista non può continuare a vivere senza cambiare profondamente le regole. Mercato e democrazia non coincidono più ed il capitalismo è in grado di garantire soltanto incertezza a tutti, sprofondamento di classi sociali agiate nella povertà, fallimento di Stati e nessuna speranza per il futuro. La crisi israeliano-palestinese aggrava lo stato di incertezza e di tensione. Il mondo ha bisogno di ordine, di serenità, di pace. L'avventura  da Quarto Reich di Israele lo rende invece incerto e pericoloso. Israele deve spiegare perchè dopo cinquanta anni di occupazione non riesce a dare un ordine giusto alla regione che tiene in permamente crisi.

Pietro Ancona

 

http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=34194983

----- Original Message -----
From: Lucio Caracciolo
To: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, January 06, 2009 10:43 AM

 
Gentile Pietro Ancona,
 
grazie per le Sue critiche. Mi pare però che Lei critichi qualcosa che non ho detto, ossia che Gaza non deve interessarci. Ho invece sottolineato che per israeliani e hamas e altri palestinesi la guerra ha origini domestiche e fini altrettanto domestici, anche se poi alcuni attori, Iran in testa, cercano di usarla a fini propri. Ho descritto quella che mi pare la percezione che le parti in causa hanno della  situazione, non ho prescritto nulla.
Grazie, molto cordialmente
Lucio Caracciolo 
---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Lucio Caracciolo
Sent: Wednesday, January 07, 2009 8:08 AM
Subject: Re:

 
Caro Professore,
 
grazie della risposta davvero gentile e tempestiva.
Prendo atto volentieri della sua spiegazione ma ritengo di non avere mal capito dal momento che Israele considera come sempre  la sua repressione come fatto interno o addirittura di polizia (a volte) ma tale non è ed in ogni caso i palestinesi non hanno mai pensato di sopravvivere senza l'apporto internazionale, senza l'intervento di un aiuto esterno (ONU o altro) che raramente hanno ricevuto.
In ogni caso, tutta la stampa italiana desiderosa di scrollarsi dalla coscienza  il sangue che Israele sta facendo scorrere, si è aggrappata molto alla sua
spiegazione della tragedia domestica. Fa molto comodo non considerarla una tragedia del mondo.
 
Lei infine scrive che: "la tragedia è che nessuna delle parti in causa, nemmeno la più potente (israele), può raggiungere i suoi obiettivi strategici"
 Questo non è condivisibile dal momento che la qualità degli obiettivi palestinesi è di avere quanto Israele ha loro tolto con la complicità del mondo.
 
 Con i sensi della mia stima.
Pietro Ancona

                                                      ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, January 10, 2009 8:50 PM
Subject: Fw: appunti sulla manifestazione di Palermo per Gaza

  La manifestazione pro-palestinesi di Palermo


Ignorata dalla televisione di Stato e da quelle private i siciliani stasera non hanno saputo della grande commossa vibrante manifestazione che si è svolta a cominciare dal raduno nella più grande piazza della città: piazza Politeama. Non so se ci fosse qualche giornalista della carta stampata. Io non ne ho visto ma può darsi che  ci fosse un giovane, uno sconosciuto. Repubblica e gli altri giornali usano molto i "negri", giovani precari ai quali commissionano di volta in volta un servizio con una telefonata. Possiamo anche chiamarli giornalisti-squillo?  Io sono sfacciato ed a volte chiedo quanto guadagnano per servizi a volte bellissimi, accuratissimi, scritti con l'ansia di chi vuole farsi apprezzare. Per dignità non rispondono ma credo che potrebbero prendere anche trenta o cinquanta euro. Molta parte di quello che si legge nei giornali è fatto così e dalle notizie di agenzie alcune specializzate in opinionisti di varia umanità. Sto divagando e ritorno subito alla nostra manifestazione. C'era innanzitutto una notevole presenza sopratutto femminile di palestinesi e di arabi. Qualcuno di loro lo conosco da tempo. Uno  è Presidente del Comitato Direttivo della CGIL, un altro è un vecchio studente dell'OLP. Credo che sia rimasto fedele per la sua memoria di Arafat. Ma il grosso della partecipazione era dato da centinaia e centinaia di giovani spesso quasi ragazzi animati tutti da un fortissimo spirito di solidarietà per la popolazione di Gaza, di sdegno per il genocidio cui da quasi due settimane è sottoposta. Ha fatto molta impressione l'enorme numero di bambini e bambine uccise, una percentuale tanto alta sul totale dei morti da insospettire come se ci fosse un programma particolare per la loro soppressione!! Io sono un vecchio compagno, un vecchio militante socialista e del sindacato. Di miei coetanei o di persone dell'ambiente ufficiale dei partiti e dei sindacati ne ho visto pochini, i più autonomi, i meno conformisti. Nessuno della nomenclatura, nessun deputato, nessun senatore,
nessun amministratore. Ma questa assenza, per quanto calcolata come scelta saggia dal momento che l'influenza di Israele sembra grande in Occidente è una scelta sbagliata, il segno di un contorcimento ulteriore di una crisi di valori, di un offuscamento della coscienza tale da produrre un mero appiattimento su posizioni che
possono essere travolte. Per quanto tempo il mondo può assistere inerte impotente al massacro di una popolazione già stremata da fame e malattie? Il pitone dell'indifferenza quante bare di bambini e bambine potrà ancora inghiottire? Il sistema di potere che tiene in piedi la violenza di Israele è basato sul  peteinismo di Abu Mazen e sul feroce faraone che sbriga i lavori sporchi all'Occidente. Non è detto che reggano a lungo.
Nel mondo sta maturando una diversa coscienza della questione palestinese che sembrava appassita. Oggi si sono svolte manifestazioni in tutta Europa con un centro di irradiazione potente in Francia.
Quando Israele avrà finito di distruggere tutte le abitazioni della striscia di Gaza ed avrà ammazzato  o fatto prigionieri i guerrieri di Hamas che cosa avrà ottenuto? Annetterà la striscia e darà ad Abu Mazen il protettorato coloniale della Gisgiordania.?
Israele non è in grado di fare niente altro che uccidere e distruggere.Non ha una linea che riguarda i palestinesi tranne quella di mandarli tutti in Giordania (impresa assolutamente  stravagante).
  In tutto il campo della sinistra c'è una terribile Babele. Ma tutte le voci della Babele che sono ancora di sinistra erano alla manifestazione di stasera. Non c'erano le nomenclature che vedono il mondo dai palazzi che frequentano. Non è detto che continueremo ancora a subirli a lungo... Io ostentavo un cartellone con la scritta: Hamas è la Palestina, Israele è uno stato stragista, infanticida, terrorista. Un cartellone radicale tenuto nelle mani di un vecchio socialdemocratico quale io sono. Ma dove dobbiamo stare noi socialdemocratici se non con i popoli poveri del mondo massacrati dagli Usa e da Israele?

Pietro Ancona
                                                 ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: organizzazione@fiom.cgil.it
Sent: Sunday, January 11, 2009 8:12 AM
Subject: nuove sconfitte


Dopo la cannonata a salve del 12 dicembre
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 Non mi ero sbagliato a definire lo sciopero della CGIL del 12 dicembre
scorso  una cannonata a salve. In effetti non ha avuto alcun seguito e non
poteva averne dal momento che non aveva avanzato alcuna rivendicazione
limitandosi in un documento sulla crisi scopiazzato da scelte ministeriali a
chiedere il niente, qualche aggiustamento burocratico alle feroci misure del
governo ed associandosi come Bertoldo ad una richiesta demagogica ed
irrealizzabile di flexisecurity: la concessione della CIG o equipollenti
ammortizzatori sociali ai precari, una proposta che nasce dai contorcimenti
dialettici derivanti dall'accettazione della realtà giuridica del
precariato. Gli ammortizzatori sociali per il precariato,possibili in
situazioni fisiologicamente normali, sono assurdi e pazzeschi in un Paese in
cui il precariato è una Patologia creata dalla destra economica e politica
per sostituire gradatamente il contratto di lavoro a tempo indeterminato e
per tenere sotto il tallone di ferro del ricatto i nuovi assunti  nelle
aziende ed anche nella pubblica amministrazione. I precari
"Alla fine del mese di settembre hanno raggiunto quota 2.812.700. Sono il 12
per cento del totale degli occupati in Italia. Dal 2004 al settembre scorso
sono aumentati del 16,9 per cento. Ben 5 volte di più dell'incremento
registrato dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che sono
cresciuti, nello stesso periodo, del 3,1 per cento. Il Mezzogiorno è la
macro area dove sono più numerosi: ben 940.400 pari al 33,4 per cento del
totale nazionale." (fonte Ista),

Chiedere per questa massa di circa tre milioni di persone, alle quali vanno
aggiunti i finti autonomi, ammortizzatori sociali è una follia. Per questi
lavoratori la soluzione è un rientro nella normalità del rapporto di lavoro
a tempo indeterminato (è anormale un contratto a termine rinnovato sei volte
e oltre) ed il varo di una politica di sostegno dell'economia. Bisogna
chiedere la trasformazione dei contratti a termine ed atipici in contratto a
tempo indeterminato, senza farsi frastornare dal terrorismo sulla crisi che
attraversa tutta l'economia capitalistica dopo le ruberie delle finanziarie
americane.
Mentre il Direttivo della CGIL si limita a dire al Governo di non fare
furbizie (è già la seconda volta che parla di furbizie dopo l'annuncio della
settimana corta -edizione maligna ed antioperaia delle 35 ore francesi)
Sacconi si inventa come rendere ancora più amara e difficile la vita ai
lavoratori proponendo Casse Integrazioni differenziate per Regioni ed
insistendo sulla riduzione della settimana lavorativa , una sorta di cavallo
di troia per scardinare dall'interno l'art.18 ed il contratto a tempo
indeterminato. Per fortuna molte delle nefandezze che propone il Governo non
possono realizzarsi per difficoltà obiettive che nascono sempre quando si
vuole fare entrare nella stalla l'asino per la coda. Ma ciò non toglie
nulla alla disgraziata inadeguatezza della iniziativa della CGIL (degli
altri due sindacati non ne parlo nemmeno essendo acquisiti al padronato ed
al governo) incapace di proporre la difesa del salari e delle pensioni
attraverso la loro indicizzazione, l'abolizione
della legge sacconi-maroni (biagi), poteri statali al delegato alla
sicurezza, il salario minimo garantito contro paghe orarie inferiori financo
a due euro l'ora, l'abolizione dei ticket sulle medicine, l'abrogazione di
tutte le norme di peggioramento delle pensioni, un tetto invalicabile agli
stipendi da mille e una notte dei managers pubblici e privati, la gratuità
degli incarichi politici e la commisurazione degli incarichi amministrativi
a qualcosa non superiore del dieci per cento delle paghe epicali.
  Ma la CGIL non avanzerà nuove proposte. Ha il tabù con il quale ha
maledetto la normale attività sindacale di richiesta di miglioramenti della
condizione dei propri associati e dei lavoratori. I lavoratori italiani oggi
sono i peggio retribuiti d'Europa ma questo non preoccupa nessuno.
  Quindi si andrà avanti cercando di migliorare di qualche virgola i decreti
e le decisioni che
spoglieranno del tutto i lavoratori italiani dei loro diritti, chiuderanno
per sempre la speranza
già abbandonata quando qualcuno decise che le classi non c'erano più ed io
ho sempre le traveggole quando leggo le statistiche Istat che da più o meno 20 anni
danno sempre attorno a ventiquattro milioni di persone la classe operaia che non
c'è più. Qualcuno l'ha cancellata con un trattino di penna........mentre
aumentava di numero.
Pietro Ancona
                                           ***

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, January 10, 2009 8:50 PM
Subject: Fw: appunti sulla manifestazione di Palermo per Gaza

  La manifestazione pro-palestinesi di Palermo


Ignorata dalla televisione di stato e da quelle private i siciliani stasera non hanno saputo della grande commossa vibrante manifestazione che si è svolta a cominciare dal raduno nella più grande piazza della città: piazza Politeama. Non so se ci fosse qualche giornalista della carta stampata. Io non ne ho visto ma può darsi che  ci fosse un giovane, uno sconosciuto. Repubblica e gli altri giornali usano molto i "negri", giovani precari ai quali commissionano di volta in volta un servizio con una telefonata. Possiamo anche chiamarli giornalisti-squillo?  Io sono sfacciato ed a volte chiedo quanto guadagnano per servizi a volte bellissimi, accuratissimi, scritti con l'ansia di chi vuole farsi apprezzare. Per dignità non rispondono ma credo che potrebbero prendere anche trenta o cinquanta euro. Molta parte di quello che si legge nei giornali è fatto così e dalle notizie di agenzie alcune specializzate in opinionisti di varia umanità. Sto divagando e ritorno subito alla nostra manifestazione. C'era innanzitutto una notevole presenza sopratutto femminile di palestinesi e di arabi. Qualcuno di loro lo conosco da tempo. Uno  è Presidente del Comitato Direttivo della CGIL, un altro è un vecchio studente dell'OLP. Credo che sia rimasto fedele per la sua memoria di Arafat. Ma il grosso della partecipazione era dato da centinaia e centinaia di giovani spesso quasi ragazzi animati tutti da un fortissimo spirito di solidarietà per la popolazione di Gaza, di sdegno per il genocidio cui da quasi due settimane è sottoposta. Ha fatto molta impressione l'enorme numero di bambini e bambine uccise, una percentuale tanto alta sul totale dei morti da insospettire come se ci fosse un programma particolare per la loro soppressione!! Io sono un vecchio compagno, un vecchio militante socialista e del sindacato. Di miei coetanei o di persone dell'ambiente ufficiale dei partiti e dei sindacati ne ho visto pochini, i più autonomi, i meno conformisti. Nessuno della nomenclatura, nessun deputato, nessun senatore,
nessun amministratore. Ma questa assenza, per quanto calcolata come scelta saggia dal momento che l'influenza di Israele sembra grande in Occidente è una scelta sbagliata, il segno di un contorcimento ulteriore di una crisi di valori, di un offuscamento della coscienza tale da produrre un mero appiattimento su posizioni che
possono essere travolte. Per quanto tempo il mondo può assistere inerte impotente al massacro di una popolazione già stremata da fame e malattie? Il pitone dell'indifferenza quante bare di bambini e bambine potrà ancora inghiottire? Il sistema di potere che tiene in piedi la violenza di Israele è basato sul  peteinismo di Abu Mazen e sul feroce faraone che sbriga i lavori sporchi all'Occidente. Non è detto che reggano a lungo.
Nel mondo sta maturando una diversa coscienza della questione palestinese che sembrava appassita. Oggi si sono svolte manifestazioni in tutta Europa con un centro di irradiazione potente in Francia.
Quando Israele avrà finito di distruggere tutte le abitazioni della striscia di Gaza ed avrà ammazzato  o fatto prigionieri i guerrieri di Hamas che cosa avrà ottenuto? Annetterà la striscia e darà ad Abu Mazen il protettorato coloniale della Gisgiordania.?
Israele non è in grado di fare niente altro che uccidere e distruggere.Non ha una linea che riguarda i palestinesi tranne quella di mandarli tutti in Giordania (impresa assolutamente  stravagante).
  In tutto il campo della sinistra c'è una terribile Babele. Ma tutte le voci della Babele che sono ancora di sinistra erano alla manifestazione di stasera. Non c'erano le nomenclature che vedono il mondo dai palazzi che frequentano. Non è detto che continueremo ancora a subirli a lungo... Io ostentavo un cartellone con la scritta: Hamas è la Palestina, Israele è uno stato stragista, infanticida, terrorista. Un cartellone radicale tenuto nelle mani di un vecchio socialdemocratico quale io sono. Ma dove dobbiamo stare noi socialdemocratici se non con i popoli poveri del mondo massacrati dagli Usa e da Israele?

Pietro Ancona
                                                                  ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: fassino_p@camera.it
Cc: colombo furio
Sent: Sunday, January 11, 2009 4:20 PM
Subject: Manifestazione pro bombardamenti


Carissimi,

dopo la vostra partecipazione alla manifestazione non della comunità ebraica romana, ma della destra nazista della stessa, (mi risulta che la rete ebrei per la pace ed altre associazioni l'hanno disertata), non vi resta che arruolarvi volontari ed andare anche voi
a bombardare dal cielo o da un carro armato i terribili guerriglieri di Hamas (che poi sono i bambini, le donne e le città distrutte ed anche le loro pecore ed il loro bestiame ammazzato)
Incoraggiando la destra sionista che vuole la soluzione militare e soltanto militare voi vi assumete gravissime responsabilità morali.
  Ma potete rispondermi: " E chi se ne frega? "
  Era la risposta che davano coloro che portavano il gagliardetto. Ve la poteva suggerire il vostro vicino di sedia oggi Gasparri. Vedo che vi trovate bene in compagnia dei fascisti italiani.
  Cari saluti.
Pietro Ancona

se volete potete considerarla una lettera di insulti. Sarei sollevato se sentissi che le cose che vi ho scritto vi sembrano insulti. Avrei una speranza di vostro ravvvedimento

                                                            ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: palestina
Sent: Tuesday, January 13, 2009 4:52 PM
Subject: lottare contro una tentazione, una insidia "umanitaria"

 

 
L'inganno della binazionalità e dei diritti di cittadinanza concessi da Israele
==========================================================0
 
C'è una tentazione quasi irresistibile tra quanti da tanti anni a questa parte o da più recentemente sostengono la causa del popolo palestinese, cioè del suo diritto all'autogoverno dentro uno Stato autonomo peraltro prefigurato dalla risoluzione dell'ONU: è la tentazione della cosidetta binazionalità, uno Stato binazionale nel
quale convivano pacificamente ebrei e palestinesi e quant'altri vi vogliono stare. L'idea, in astratto, non è bizzarra ed ha dalla sua un elemento fondamentale: la limitatezza  della terra. Tutta l'area israeliano_palestinese non è più grande della Sicilia ed è divisa da un Muro enorme, alto otto e più metri, una fortificazione costruita per durare nei secoli che ha già mangiato oltre il dieci per cento del territorio palestinese occupato. Esiste poi un Muro giuridico enorme dato dal fatto che lo Stato di Israele è uno Stato a base religiosa e razzista dove esiste una rigidissima classificazione di accesso alle cariche ed alla proprietà che ha come apice il nucleo ebreo  anglosassone e finisce con i poveri ebrei nel Negev trattati con enorme rispetto. Esiste un muro religioso costituito dal Talmud: Mentre il Corano o il nuovo testamento non hanno impedito mai a musulmani e cristiani di vivere con altri, il Talmud è basato su una fortissima discriminazione razziale verso i Goim, i Gentili,considerati alla stregua di "animali parlanti". Certo non tutti gli ebrei considerano i "gentili" come li descrive il Talmud, ma non c'è dubbio che sarebbe difficilissima anche se non impossibile una coabitazione che potrebbe nel tempo diventare integrazione, assimilazione, coesione insomma qualcosa di positivamente solido e costruttivo.
  Purtroppo questa idea della binazionalità in uno solo Stato viene prospettata durante il più grande massacro della storia dei Palestinesi fatta dagli Ebrei. La binazionalità significa accettazione della sottomissione, della sudditanza come cittadini privi di diritti allo Stato ebraico. In astratto diritti di cittadinanza pieni, soddisfacenti,
capaci di esaltare la persona umana e di valorizzarne il ruolo sociale , sarebbero certamente preferibili a diritti ad una sovranità nazionale nella quale magari si vive male e senza garanzie di libertà e di democrazia. Ma oggi la condizione oggettiva non è questa. La tendenza a salvare dai bombardamenti la popolazione palestinese abbandonando al suo destino Hamas e quanti hanno lottato contro l'invasione è una  resa incondizionata verso uno Stato che non cesserà di essere elemento di provocazione per la pace nel medio Oriente e, sconfitti i Palestinesi, si guarderà attorno per decidere se radere al suolo per la quarta volta il Libano o attaccare con le nuove terribili armi che si è dato l'Iran, la Siria o chiunque mostri di intralciare il suo piano millenaristico da Quarto Reich di conquista dell'Oriente.
Pietro Ancona
                                             ****

 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, January 13, 2009 2:57 PM
Subject: no alla marcia degli ipocriti
 
No alla  marcia della ipocrisia!!!
 
sono decisamente contrario ad approvare partecipazione alla marcia di Assisi che, da anni, si svolge all'insegna della ipocrisia bipartisan. Una marcia che mette sullo stesso piano Hamas dipinto come terribile organizzazione terrorista perchè mantiene vivo il diritto della Palestina alla Resistenza con i responsabili dell'eccidio di migliaia di civili e di bambini (uccisi probabilmente sulla base di un mostruoso calcolo di "politica demografica") serve solo a fare  di tutte le erbe un fascio, a lavare le coscienze a quanti finora non hanno detto una parola neppure contro l'uso delle armi  che riducono gli essere umani ad  arbustelli neri.
 
  Non si può marciare con coloro che sabato scorso hanno fatto la manifestazione bipartisan con la destra sionista della comunità ebraica romana ignorando e criminalizzando tutto il dissenso ebraico a cominciare di quello della Rete degli Ebrei contro l'occupazione.
 
 Assisi lasciamola agli ipocriti della politica italiana ed ai maneggioni della chiesa che si fanno finanziare dai produttori di armi.
 
  Ad Assisi viene attaccata Hamas o messa sullo stesso piano di responsabilità di Israele. Insomma i morti sono sulla coscienza di entrambi. E' la storia della responsabilità dei partigiani a Via rasella.
  Andarci è come partecipare ad una manifestazione contro il CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) ed a favore della Repubblica di Salò, collaborazionista con il nemico.
   Condannare Hamas è condannare l'identita autonoma del popolo palestinese. Volere quella che  qualcuno chiama diritti di cittadinanza e non sovranità nazionale (nella migliore delle ipotesi). Nella peggiore e realistica volere uno Stato di Iloti.
  Pietro Ancona
                                          ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, January 14, 2009 10:49 AM
Subject: assisi furbastra



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ASSISI: UNA MARCIA CONTRO LA PACE
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    Gli organizzatori della marcia per la pace di Assisi sono talmente timorosi di scontentare qualcuno da ignorare i nomi di Israele, Hamas, Palestina. Il luogo geografico citato è "MedioOriente" e naturalmente "Gaza".  Si chiede che venga fermato il massacro senza dire chi e come deve fermarlo. Non si indicano le gravissime responsabilità dell'aggressore Stato di Israele, l'uso di centinaia di aerei ultramoderni per bombardare e mitragliare la popolazione dopo averla terrorizzata con  avvisi feroci, l'uso di armi proibite come il fosforo, l'uranio impoverito ed ora il dima che carbonizza all'istante chi ne viene colpito. Non parla dei crimini di guerra di Israele che ha impedito l'arrivo di soccorsi alla popolazione civile, che tuttora impedisce corridoi umanitari per l'allontanamemto dalla zona di guerra (con la conplicità dell'Egitto che ha schierato migliaia di soldati pronti a sparare sui fuggiaschi). Non parla dei crimini di chi ha tagliato da mesi acqua luce e sta facendo morire di fame e di sete la gente. Sembrerebbe quasi che  ad Assise Hamas e Israele abbiano  le stesse responsabilità e che i mille morti e cinquemila feriti si debbano ad entrambi dal momento che è vero che è stato Israele ad uccidere e ferire ma se Hamas non avesse lanciato i suoi razzi......... E' la vecchia storia di Via Rasella: i partigiani sarebbero responsabili delle Fosse Ardeatine perchè avevamo provocato la morte di alcuni soldati. Hamas ha diritto di combattere per l'indipendenza della Palestina. In ogni caso gli analisti escludono che l'invasione di Gaza sia stata provocata dai razzi palestinesi di Hamas.
  La manifestazione di Assisi non chiede libertà ed autonomia per la Palestina, non chiede la liberazione delle migliaia di prigionieri politici detenuti da Israele, non chiede il deferimento di Israele ad un Tribunale Criminale Internazionale per l'uccisione di centinaia di bambini (una percentuale talmente alta sul totale dei morti da insospettire a far pensare alla esistenza di un "programma demografico"), non chiede il ritiro delle truppe israeliane dal territorio di Gaza, non chiede la libertà di movimento della popolazione, non chiede la fine dell'embargo. Si limita a chiedere la fine di una guerra che non c'è dal momento che c'è soltanto una aggressione di una superpotenza nucleare contro un popolo inerme senza specificare niente sul destino della popolazione alla quale è stato tolto tutto a cominciare dal luogo dove abitava che non c'è più ed è ricolmo di rovine.
  Per questo c'è molta malafede in tante adesioni, molto cerchiobottismo, molta voglia di stare dalla parte dei più forti.
  Bisogna disertare questa indecente pagliacciata che vuole azzerare le responsabilità di Israele facendole risalire alle "provocazioni" di Hamas. Hamas che ha vinto le elezioni e che ha gran parte dei suoi deputati rapiti dagli israeliani in prigione, senza alcuna reazione dell'Occidente che si fonda (dice) su valori di democrazia, libertà, civiltà.
   San Francesco si recò in Terrasanta in missione di pace. Nonostante appartenesse agli aggressori  il sultano lo ricevette e lo trattò con molto rispetto dandogli piena disponibilità a stabilire accordi di pace. Ma il povero San Francesco fu lasciato solo. L'Occidente, i cui crociati infilzavano allo spiedo i bambini siriani per mangiarli abbrustoliti, negò la pace e si infognò in una dominazione che tra alti e bassi produsse solo lutti.

pietro ancona

                                                              
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, January 15, 2009 1:29 AM
Subject: Manifestazione per la guerra con Fini a Montecitorio


 Il presidente della Camera dei deputati è sceso per stare un pò insieme e farsi fotografare con i caporioni
della manifestazione pro-Israele, fitta di bandiere israeliane, organizzata a Roma, in luogo generalmente vietato a tutti ,davanti Montecitorio, da una associazione parlamentare di ammiratori di Israele composta da deputati e senatori di vari gruppi di maggioranza e di opposizione.
Debbo dire che la cosa mi ha impressionato ed impaurito. Impressionato perchè mentre la folla si raccoglieva attorno ai rappresentanti della Comunità Ebraica italiana e dell'Ambasciata di Israele si potevano quasi avvertire nell'aria, con un minimo di sensibilità umana di di immaginazione, le deflagrazioni paurose, il crollo dei palazzi, il lamento dei feriti, lo spavento di oltre un milione di persone aggredite da carri armati mostruosi, da aerei supersonici che effettuano centinaia di missioni di bombardamento, da cannonate sparate da navi piazzate nel mare antistante gaza. Una mattanza di esseri umani difesi da un pugno di guerriglieri privi di armamento pesante che, quasi con le nude mani, affrontano il nemico che oramai si è infiltrato per le vie devastate della città. Non c'era un solo cartelllo che chiedesse pietà per questa popolazione. a Piazza Montecitorio era un unico urlo di feroce incitamento a vincere al più presto lo scontro chiamato "guerra" di odio verso i "terroristi" di Hamas, di volontà di sopraffazione per la "sicurezza" di Israele che, se necessario, vale la vita della umanità intera e per subito quella di oltre trecento bambini e quasi cinquemila tra morti e feriti che morranno presto a causa delle armi DIMA usate da un esercito post nazista privo di scrupolo ed incurante delle regole e del diritto internazionale. Impaurito, si, la manifestazione mi ha impaurito. E' la prima volta che una alta autorità dello Stato, il Presidente della Camera, interviene coinvolgendo il Parlamento a sostenere le ragioni di uno Stato che in atto risulta al mondo come aggressore e genocida. E' vero che ieri Fini ha rivendicato al Parlamento di non essere un organismo al servizio del governo Berlusconi privo di diritto di parola. Ma la sua protesta non ha avuto seguito. Si è adeguato alle direttive della maggioranza di cui fa parte e addirittura ha permesso che uno dei portavoce della maggioranza definisse di valorizzazione la richiesta di fiducia chiesta alla Camera. Insomma, la Camera si doveva e si deve sentire onorata di votare senza battere ciglio e senza discutere gli ordini che vengono dal Cav.Berlusconi. Non credo che ci sia stato qualcosa di simile in tutta Europa. Non credo che si siano fatte manifestazioni probombardamenti della Palestina con la presenza di un cosi autorevole esponente dello Stato. Colpisce il silenzio del Presidente della repubblica che non ha mosso finora un dito e non farà nulla per criticare la scelta guerrafondaia e genocida fatta dal Parlamento e per difendere le istituzioni parlamentari dalla prepotenza del governo-regime.
In Italia  c'è l'anomalia di una Comunità Ebraica che non è più quella civile democratica e amante della libertà di Tullia Zevi e di Elio Toaff. E' una Comunità che difende senza se e senza ma il diritto di israele di eliminare i suoi "nemici" ed attacca violentemente coloro che si permettono qualche dubbio, che invitano a ragionare a non buttare benzina sul fuoco come fa scontandone tutti gli ostracismi Massimo D'Alema.
  Quanto è  accaduto stasera davanti a Montecitorio è destinato ad incidere profondamente sulla qualità della nostra cittadinanza, sulla coerenza tra questa e la carta Costituzionale, sul futuro di un Paese che si colloca
nella frontiera più avanzata del razzismo 
la frontiera militare. Il massacro di Gaza ha infatti un carattere razzistico e di intolleranza fisica a sopportare che non fa parte della gens occidentale, della sua cultura, dei suoi valori. Come lo sterminio di milioni di irakeni e di afghani, le stragi di Gaza esprimono una volontà di dominio coloniale e di sterminio per chi vi si oppone.

Pietro Ancona
                                                              ****

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From: pietroancona@tin.it
To: comunisti
Sent: Friday, January 16, 2009 10:25 AM
Subject: Che cosa è l'antisemitismo oggi




Che cosa è l'antisemitismo oggi
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   Una delle tracotanti richieste di Israele al tavolo egiziano delle trattative per la tregua a Gaza è il disarmo di Hamas e l'impegno a non farle mai più giungere armi attraverso la distruzione di tutte le vie di comunicazione e un severo controllo ai confini. Questa richiesta è illegittima e raccapricciante. Illegittima perchè Israele che è armata fino ai denti pretende che la Palestina sia disarmata e non tollera che si doti neppure di un corpo di vigili urbani (più volte nel suo mirino omicida). Perchè la Palestina deve essere disarmata? Non si tratta forse di una nazione alla quale Israele dovrebbe riconoscere uno Stato secondo le risoluzioni dell'ONU? E' raccapricciante perchè la richiesta implica un controllo militare e la continuazione dello stato di prigionia degli abitanti di Gaza. Per non fare giungere armi ad Hamas si pratica un embargo totale e si arriva a speronare le navi che tentano di portare aiuti umanitari alla popolazione.
  Registro come dato positivo l'aumento della partecipazione pubblica di tanti israeliani alle manifestazioni contro l'aggressione a Gaza. Aggressione nella quale Israele sembra impazzita ed in piena irresponsabile voglia di mostrare a tutti quanto sia muscolosa e quanto se ne freghi delle regole: attacca le sedi dell'ONU, distrugge le stazioni televisive, mitraglia le ambulanze, uccide i medici e gli infermieri, non consente un corridoio umanitario di uscita per i civili costretti a morire. Israele commette crimini intollerabili quali l'uccisione mirata di intere famiglie di dirigenti di Hamas. Ieri, il Ministro degli Interni, è stato sepolto con tutta la sua famiglia nel crollo della sua abitazione presa a cannonate.
  Molti si lamentano in Europa di una rinascita dell'antisemitismo. Ma non c'è antisemitismo che non nasca dai comportamenti dello Stato di Israele. La gente fa fatica a distinguere tra ebrei e israeliani, tra cittadini e Stato.
 Pensa che si tratti di una malvagità peculiare degli ebrei che non hanno pietà per nessuno e gioiscono delle disgrazie che procurano agli altri. In effetti, nel Talmud non viene indicato alcun rispetto per i "gentili". Anzi!
 Certamente l'antisemitismo va respinto. E' inaccettabile l'idea che una intera etnia possa essere malvagia e propensa al male. Le tante testimonianze di ebrei che esprimono orrore e sdegno per il comportamento del governo e dell'esercito di Israele per fortuna ci dicono che non si tratta, come è ovvio,  di un dato antropologico quanto politico: è la politica della destra religiosa  oggi al potere a Gerusalemme responsabile dei massacri e delle terribili offese recate alla dignità umana, del genocidio, della morte di una percentuale talmente alta di bambini da fare sospettare l'esistenza di una politica mirata delle soppressioni infantili. Inoltre, la destra europea oggi sostiene Israele. In sostanza l'attacco militare ai palestinesi è una manifestazione di un razzismo che in Europa si manifesta con provvedimenti polizieschi, con comportamenti sempre più duri verso gli immigrati, con leggi come quella sul reato di clandestinità che è davvero scandalosa. La destra tedesca che diede vita al nazismo e fondò la sua azione sull'antisemitismo oggi condivide la politica di Israele e se proprio dobbiamo parlare di antisemitismo dobbiamo riferirlo oggi alla persecuzione ed alla discriminazione degli arabi e dei musulmani, dei Rom e dei poveri  che viene praticata sub specie di conflitto di civiltà e di lotta al terrorismo ed al fondamentalismo islamico. Nella terribile apocalittica forza distruttiva di Israele su Gaza ed ieri sul Libano c'è lo stesso segno di quella sviluppata dagli americani (fino al lancio di una bomba atomica) sull'Iraq e sull'Afghanistan. Milioni di morti in grandissima parte civili  per l'affermazione di un suprematismo razzista di un colonialismo nuovo che non si limita al controllo delle risorse ma vuole la sottomissione e la proprietà di tutti gli esseri umani del pianeta.
Pietro Ancona
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Yehoshua: uccidere bambini oggi per salvarne domani!
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  Il noto scrittore israeliano Yehoshua, ammirato dalle nostre parti assieme ad Omos Oz e Grossman per le sue posizioni di colomba, di apertura ai palestinesi, pacifiste, in polemica con un giornalista di Haaretz, giornale israeliano assai critico con l'aggressione tuttora in corso alla popolazione della striscia di Gaza, si è lasciato scappare questa agghiacciante affermazione: uccidiamo i loro bambini oggi per salvarne tanti domani!! Gli ha risposto Gideon levy: "chi giustifica la guerra giustifica anche le atrocità.Gli faccio notare che nella sua lettera c'è un passaggio agghiacciante: uccideremo oggi i loro bambini per salvarli in futuro!! ( haaretz,16 gennaio 2008).
Come si può commentare un'affermazione di questo genere di uno che evidentemente si sente Dio e vede in Israele il Dio che decide della vita e della morte ? Nella mia vita non avevo mai sentito nè letto niente del genere neppure nelle cronache di sterminio degli assassinii dei conquistatores più efferati.La vita tolta ad un essere umano, ad un bambino, non è merce di scambio, è insostituibile, è quella  vita e quando l'hai recisa, hai reciso con essa tutte le vite.
 Questa è stata l'aggressione più spaventosa arrecata ai bambini. Già era sospetto sin dalle prime notizie di bambini uccisi che loro fossero l'obiettivo principale dell'operazione "piombo fuso". I politici ed i generali di Israele hanno decretato  che non sarebbe bastato uccidere o incarcerare il maggior numero possibile di esponenti e combattenti di Hamas, di eliminare migliaia di civili e diroccare le città della striscia: bisognava infliggere una punizione indimenticabile: ammazzare il maggior numero possibile di bambini. Sono stati presi di mira gli orfanotrofi che in Palestina sono affollati dagli orfani dei tanti uccisi o imprigionati da Israele,  le scuole ed i luoghi minuziosamente conosciuti da Israele attraverso le sue modernissiome tecnologie di monitoraggio e lo spionaggio degli uomini del Quisling ansiosi di una qualche ricompensa, magari di un carcere meno duro e con un po' più di rancio  nelle tetre e spaventose prigioni israeliane.  Su 1200 morti ad oggi, e certamente non è finita,  circa un terzo sono bambini. Una percentuale che non può non sollevare legittimi sospetti ed indurre le autorità internazionali (se ce ne fossero) ad aprire subito un procedimento per crimini contro l'umanità al governo ed all'esercito di Israele.
E' anche inaccettabile la posizione che si tenta di fare passare e che in grande parte è stata purtroppo accettata in Occidente su Hamas. Insomma, non sarebbe giusto uccidere i civili,  ma è perfettamente legittimo eliminare gli uomini di Hamas, i loro dirigenti dal momento che si tratta di  componenti di un movimento terrorista per il quale non bisogna avere alcuna pietà. Questa idea che è lecito uccidere i "terroristi" è alla base di migliaia di omicidi mirati che Israele ha realizzato nel corso di mezzo secolo di occupazione, omicidi per i quali non esistono proteste dei giuristi, dal momento che si tratta di una sorta di bonifica umana della zona. Gli omicidi mirati ieri erano per gli uomini dell'OLP, oggi sono per gli uomini di Hamas e non è detto che si limitino a questi. Israele ha cura di liquidare anche i quadri dirigenti civili dei palestinesi, i tecnici di livello, i professori, gli ingegneri, i medici, gli architetti insomma tutti coloro che potrebbero gestire posti di responsabilità in un futuro Stato della Palestina. E, nello stesso tempo, azzera periodicamente, con varie incursioni, tutte le infrastrutture di una società civile, le scuole, gli ospedali, le caserme.   Resto convinto che uccidere un  uomo di Hamas non è meno grave e meno colpevole che uccidere un bambino dal momento che si tratta di una persona che, come tutti, deve essere giudicata per le azioni che ha effettivamente compiuto e non per il pericolo che può rappresentare ad una forza di occupazione.
 Yehoshua  con Oz e Grossman costituiscono una triade che vende molto nelle librerie italiane essendo stati accreditati da una falsa pubblicità come scrittori ed uomini di pace. Sappiamo che non è vero e che sono simili a certi letterati e poeti che l'Unione Sovietica esibiva come prova della sua liberalità e che non ci dissero mai niente dei gulag e della pesantezza del regime poststalinista. Il meno che possiamo fare è evitare di comprare i loro libri magari per fare capire loro che non si può approvare qualsiasi delitto contro l'umanità per la "sicurezza" di Israele. Davvero la sicurezza di Israele vale tanto? Davvero è in pericolo o piuttosto non sono sempre sotto minaccia coloro che abitano le terre che Israele vuole per se?
 Questo conflitto non è, come ho già avuto modo di scrivere, un fatto limitato, domestico, tra israeliani e palestinesi. Fa parte della fase aggressiva dell'imperialismo colonialistico che ha già ridotto in macerie l'Iraq  (trentanni di guerra e di di embargo ) e l'Afghanistan. Milioni di morti per installare due governi quisling sostenuti da grandi eserciti di occupazione assistiti da contractors killer con licenza di uccidere. Si tratta della guerra razzista che in Europa assume il carattere di discriminazione e vessazioni verso i migranti. E' la misura diversa: dalla discriminazione e dallo sfruttamento schiavistico degli immigrati allo sterminio di Gaza e di Falluja. Separare le responsabilità degli Israeliani da quelle americane e da quelle nostre è sbagliato. Se
ne mancavano prove basti ricordare che Israele cesserà di martoriare Gaza sulla base di un accordo con gli Usa per continuare a tenerne prigionieri gli abitanti. Israele non cederà mai un centimetro quadrato di terra ai palestinesi e non cesserà mai di occuparne i territori. Al massimo potrà consentire una qualche amministrazione, una sorta di protettorato "governato" da un uomo di paglia. Quindi è perfettamente legittimo il rifiuto di Hamas di riconoscere nell'occupante lo Stato. Riconoscerlo vuol dire accettare una subalternità, una dipendenza intollerabile e vessatoria.
  Mentre dalla striscia di Gaza  la morte di dà un gran dafare a recidere vite palestinesi, nell'Impero cresce la febbre per l'incoronazione del nuovo Imperatore Barak Obama. Si parla di diecine di migliaia di partecipanti e di milioni di acclamanti fedeli sudditi. Se ci voleva una prova del fatto che gli USA non sono più da un pezzo una democrazia ora l'abbiamo. Manca solo l'arco di trionfo con talebani, fondamentalisti di tutte le risme  in pesanti catene al seguito dei generali a venti stelle che fanno corona all'impero che comunque non ha mancato recentemente di truffare tutto il sistema finanziario ed economico che controlla.
pietro ancona

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GIUDIZIO SULL'ARTICOLO DI GAD LERNER APPARSO SU REPUBBLICA (*)
      di Pietro Ancona   http://www.arab.it/
 

      Una fuga dalla realtà rifugiandosi nell'armamentario della peggiore
subcultura occidentale del conflitto di civiltà, della guerra di religione.
Oggi si paventa addirittura una "egemonia" islamista e magari terrorista
sulle comunità palestinesi e musulmane esistenti in Italia. Rileggiamo i
libri della Fallaci e dei neoconservatori americani? Leggiamo gli articoli
di Borghezio, della Padania, del grande convertito Magdi Allam?
      Non una sola parola di vera autocritica e di vero pentimento per il
tanto, tantissimo sangue innocente versato in un mese di intensi
bombardamenti e cannoneggiamenti ad una popolazione praticamente inerme.
      Si agitano fantasmi di pericoli immaginari da stampare nell'incoscio
della nostra popolazione per fomentare odio in grado di giustificare le
atrocità commesse dagli ebrei nella striscia di Gaza.

      Con duecentomila soldati e diecine di migliaia di contractors
dislocati in quattro nazioni islamiche come si fa a parlare di pericolo
per l'Italia o l'Europa. Forse Berlino o Roma sono state bombardate dalla
aviazione di Hamas e dei Talebani?
      Soltanto grottesco e ridicolo argomentare degno di un paese che si è
in gran parte imbarbarito ed incattivito in anni di destra al potere.
      Dico ebrei e non israeliani dal momento che questa distinzione viene
rifiutata e dal momento che non c'è stato un solo momento di reale
dissociazione delle comunità ebraiche italiane e dei personaggi come Lerner
dalla spietata aggressione di sterminio dell'esercito israeliano a Gaza.
      I trenta giorni di martirio di Gaza sono stati dedicati alla uccisione
del maggior numero di bambini palestinesi, al maggior numero di vittime
civili.
      La lotta ad Hamas è stata una scusa. L'obiettivo vero era ed è
terrorizzare tutti coloro che in Palestina scelgono una strada diversa da
quella del Quisling della Gisgiordania.
      L'attacco che Gad Lerner sferra contro l'immigrazione è davvero
pesante. Si vorrebbe immigrati soltanto casa e lavoro privi del diritto di
esprimersi pubblicamente per questioni che peraltro li riguardano
personalmente.
      Nella manifestazione di ieri di Palermo c'erano famiglie di
palestinesi che avevano perduto persone nei bombardamenti.
      Non si trova una parola di condanna per le armi usate che non danno
alcuna possibilità di scampo ai feriti. La maggioranza di loro morrà per
ustioni talmente profonde da provocare la carbonizzazione del corpo.
      Con l'odio Israele non andrà lontano. Verrà il giorno in cui non potrà
più contare sull'appoggio dell'Impero con il quale condivide i misfatti in
Palestina, in Irak, in Afhanista, in Libano.
      Se fosse davvero conflitto di civiltà come dice Gad Lerner i grandi capi dell'arabia
saudita, il faraone egiziano, il re del marocco, i capi di tante comunità
islamiche del mondo, sarebbero schierate con i Palestinesi e contro Israele
e l'Occidente.
      Naturalmente non è così se non per gli allocchi e quanti in mala fede tirano la cordata ai produttori di armi.
      Viene dato da credere che esiste il Progetto di un Grande Califfato e
mentre si paventano i bivacchi della mezza luna a piazza San Pietro gli Usa
costruiscono a Bagdad la più grande ambasciata del mondo, grande quanto il
Vaticano dove si può enclavizzare un esercito potentissimo.
      La verità è che si tratta di una fase acuta della lotta di classe a
livello mondiale. Non a caso la borghesia parassitaria e commerciante di Abu
Mazen imbraccia il moschetto fornitogli da Olmert.
      Naturalmente si dirà che questo è vetero marxismo o peggio. Ma è la
verità del tempo che stiamo vivendo in cui le classi operaie di tutto il
mondo sono state regredite a  cinquecento anni fa come dice lucidamente
la grande scienziata Vandana Sihva.
      Pietro Ancona
      pubblicato in     
http://www.arab.it/


      http://www.mondoarabo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=341&Itemid=1
 



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      (*) Fermiamo la guerra d'importazione  GAD LERNER

      Questo articolo è uscito su "Repubblica". Domenica, 18 Gennaio 2009
      Arriva il cessate il fuoco in una guerra che a Israele risulterà
impossibile vincere perché non tanto i suoi nemici, ma soprattutto chi gli
vuole bene, esprime una sana ripulsa di fronte ai suoi prevedibili effetti:
la morte dei bambini, la sofferenza della popolazione civile.
      Non tutti reagiamo allo stesso modo di fronte al racconto delle
atrocità. Oggi le nostre coscienze reputano insopportabile quel male che
pure nel passato tolleravamo come necessario; ed è un dato di civiltà da cui
non vorremmo più arretrare. Ma non dobbiamo ignorare la diversa percezione
di chi nella guerra manipola fede e dolore per fare della religione uno
strumento di dominio.
      Venerdì scorso, al vertice di Doha, il presidente siriano Bashar el
Assad ha fatto questa proposta: "Le foto dei bambini uccisi a Gaza devono
essere messe sui giocattoli dei nostri figli per far imparare loro che quel
che è stato portato via con la forza sarà recuperato con la forza". Un
macabro proposito di educazione alla violenza di cui sono già vittime tanti
bambini immigrati che sfilano nei cortei di solidarietà con Gaza recando tra
le mani fagotti bianchi di tela macchiati di vernice rossa.
      Ecco perché non possiamo tollerare come un dettaglio marginale -nè
tanto meno come una innocente forma di devozione- il rituale della preghiera
islamica posto a sigillo delle manifestazioni indette con finalità di
protesta politica. Il dispositivo replicato ieri a Roma di fronte al
Colosseo, piuttosto che un improbabile fantasia di "califfato universale",
denota un ben più concreto progetto egemonico: la conquista della leadership
sulle comunità immigrate.
      La religione che inneggia alla guerra e santifica le povere vittime
come martiri offerti ad Allah, prende così il sopravvento sulla politica. Le
impone il riconoscimento di un nemico assoluto cui oggi si deve resistere
con le armi, per annientarlo un domani. I pacifisti e la sinistra radicale
vengono retrocessi a comparse di una sfida tra civiltà contrapposte, come
prevede il copione fondamentalista. Un copione speculare a quello inscenato
dai pseudo-cristiani leghisti che a Varese hanno insolentito il cardinale
Tettamanzi definendolo "vescovo di Kabul"; solo perché ha riconosciuto che i
musulmani devono avere luoghi dignitosi in cui pregare. Sembrano fatti gli
uni per gli altri.
      Dobbiamo fare il possibile perché tale perversione dell'islam non
prenda piede anche in Italia, conquistando l'unica rappresentanza visibile
di più di un milione di cittadini arabi insediati da decenni nella penisola.
Col risultato, oltretutto, di abbandonarli privi di forza contrattuale
quando il governo vara provvedimenti manifestamente ostili alla loro
integrazione come nel caso dell'imposta sul permesso di soggiorno più che
raddoppiata, e senza garanzie di ottenerlo in tempi certi. Finchè l'unica
organizzazione pubblica degli immigrati sarà appannaggio di imam che
mercificano e stravolgono la religione mescolata alla politica -altro che
diritti di cittadinanza!- potremo solo attenderci un'escalation di razzismo,
frutto del trapianto del conflitto mediorientale nelle città italiane.
      E' la mesta parodia della guerra rappresentata ormai anche nel
linguaggio televisivo, come abbiamo visto a "Annozero": dove l'abuso dei
richiami al martirio e la guida islamica della protesta venivano dati per
acquisiti senza alcun rilievo critico, solo perché i loro burattinai parlano
in nome delle vittime di Gaza.
      A questo rischiamo di abituarci: l'equazione bambini-palestinesi-
Hamas, tollerata ormai nei rituali pubblici che l'integralismo sta imponendo
fin sulle nostre piazze. Con le grida ostili rivolte ai "yehoud", cioè agli
ebrei tutti senza neppure distinzione di cittadinanza; perché la guerra
viene considerata globale e assoluta, dunque estende alle sinagoghe la
minaccia limitata un tempo ai bersagli israeliani.
      Il sangue di Gaza costringe anche la democrazia italiana a fare i
conti con un lascito d'odio tale da imporle scelte delicate che richiedono
fermezza e saggezza. Fermezza nella sfida culturale a un integralismo che
avrebbe solo da guadagnarci da una politica limitata a ottusi divieti.
Saggezza per non demonizzare i leader musulmani rappresentativi cui oggi la
situazione sta sfuggendo di mano, e che avvertono il pericolo. Per
contrastare la guerra d'importazione, ricordiamo agli arabi italiani che la
democrazia si fonda sulla separazione fra politica e religione. I loro
diritti di cittadinanza, troppo spesso calpestati, si legittimano proprio
con questa distinzione.
      Domenica, 18 Gennaio 2009

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                                                     ****

----- Original Message -----

 From: pietroancona@tin.it

To: giro@girodivite.it Sent: Sunday, January 18, 2009 8:53 PM

Subject: L'incoronazione

I massmedia ci informano che cresce la febbre per l'imminente giuramento del 44° Presidente degli Stati Uniti che avverrà dopodomani. Le iniziative già realizzate e quelle in corso sono davvero notevoli, spettacolari, tutte rivolte a creare un evento indimenticabile, storico, epocale, forse assisteremo financo ad una ascesa ai cieli in un nuvola a stelle e strisce di Barak Obama neo imperatore della nuova Roma che estende i suoi domini fino alle falde dell'Himalaia dove aspira salire ed è prossima alle steppe della grande Russia con le batterie di missili superatomici piazzati a Praga ed a Varsavia. Il nuovo Presidente è giunto a Washington con il treno usato oltre due secoli fa da Abramo Lincoln e ne ha fatto un mezzo per elettrizzare un'america frastornata dall'annunzio delle grandi e meravigliose cose che questo giovane dandy sarà capace di fare per loro a cominciare dal regalo di 1000 dollari a famiglia e dalla speranza che se qualcuno di loro avrà un dente cariato forse non dovrà morire per l'ascesso e l'infezione che ne potrebbe seguire. Stasera ci sarà un grande concerto che frutterà milioni di dollari che però serviranno solo in parte a pagare le spese di questa nuova inedita festa che supererà quella del Ringraziamento con annesso tacchino. L'operazione giuramento per la quale sono mobilitati diecine di migliaia di agenti sarà seguito da milioni di persone convenute nella capitale. Le parruccherie della Capitale sono impegnate da giorni con liste infinite di signore quasi isteriche per il timore di non potere sfoggiare memorabili acconciature e la corsa all'accaparramento dei biglietto dei fortunati è diventata davvero una lotta all'ultimo sangue. Pensavo davvero, all'inizio, che, dopo anni di lugubre dittatura oligarchica dominata dalla faccia annoiata e sdegnosa di George Bush, ci saremmo trovati davanti ad uno stile nuovo, civile, democratico davvero, certo non fino al punto di fare arrivare Barak Obama in bicicletta alla Casa Bianca come il Re o la Regina della Svezia, ma sicuramente come un dirigente politico "normale", un primo altissimo funzionario della Unione degli Stati, non il terminale di una struttura megagalattica massmediale in cui il primo cittadino degli Stati Uniti assurge a Divinità come accadde a tanti Imperatori della Roma antica. Giulio Cesare che fu il punto di passaggio dalla oligarchia alla dittatura ed all'Impero per diverse volte rifiutò i simboli del potere supremo ed assoluto che gli venivano offerti: il diadema d'oro che il Senato gli donò lo appese subito sulla testa di Giove Pluvio e rifiutò sempre di essere qualcosa di più di un Dittatore anche se in effetti fondò l'Impero. Di Barak Obama si è molto parlato della novità rappresentata dal colore della sua pelle e della pelle della sua famiglia. Chi ha voluto leggere in questo un memorabile passaggio dall'epoca dell'apartheid e del KKK alla civiltà multietnica si sbaglia di grosso: il lavoratore messicano sarà sempre pagato la metà del lavoratore anglosassone e non accederà ancora per molto a tutte le opportunità della società americana. L'impegno della lotta razzista contro le nazioni islamiche accusate di terrorismo continuerà con l'uso di armi sempre più spaventose e l'impiego di centinaia di migliaia di soldati addestrati da un esercito sempre più fascista prelevati dalle regioni povere della deindustrializzazione e della crisi agricola dove la disoccupazione non offre alternativa all'arruolamento come accade nelle nostre regioni meridionali. Insomma il colore della pelle di Obama non significa niente e questo lo abbiamo già visto dall'attività parlamentare svolta al Senato e dai primi atti compiuti nella fase dell'interregno. Colpiscono due cose. La prima è come a fronte di una popolazione afflitta da milioni di sfratti, di vendite forzate, di fallimenti, di bassi, bassissimi salari mediamente inferiori del trenta per cento di quelle del 1970, questo signore che assurge alla Presidenza fa rullare i tamburi dell'apocalisse prossima ventura e autorizza una cerimonia di insediamento come se ci trovassimo di fronte ad una frattura della storia, ad una nuova epoca. "ci vuole una nuova dichiarazione di indipendenza!" ha detto. Che cacchio vuol dire? Metterà un limite alla voracità dei miliardari che si pappano il sessanta per cento delle ricchezze nazionali? Metterà un limite sotto il quale non è possibile fare scendere i salari? Non credo proprio a niente di tutto questo: credo che si tratta di mera sparata demagogica per abbindolare i gonzi contando su una stampa che è oramai poco meno di un megafono del potere. La seconda cosa è il contrasto tra la grande festa che si annunzia e i lamenti che tuttora si levano dalle rovine di Gaza. Intanto per quasi un mese i suoi amici israeliani hanno ridotto in polvere una regione di un milione e mezzo di abitanti, hanno ucciso cinquecento bambini e ferito migliaia di civili. Molti di questi feriti si possono considerare morti perchè colpiti da armi usate proibite dall'ONU, ma delle quali Obama si è ben guardato dal chiedere conto. Ha preso impegni con lo Stato Nazista di Israele di continuare a tenere prigioniera la popolazione di Gaza, a sorvegliare i valichi, per impedire il "contrabbando di armi" a favore di Hamas. Qualcuno dovrebbe spiegare perchè Hamas debba essere disarmato dal momento che è stato l'unico esercito partigiano che ha difeso sia pure con le nudi mani il popolo palestinese. Per finire spero di non vedere giochi di artificio ad illuminare il cielo della casa Bianca.Abbiamo visto le illuminazioni delle bombe al fosforo a Falluja e a Gaza suggestive quanto quelle della festa di Piedigrotta ma non altrettanto innocue.

Pietro Ancona

                                                           ****

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From: pietroancona@tin.it
To: arab
Sent: Monday, January 19, 2009 12:52 PM
Subject: disarmare Hamas o Israele?


  Dopo un mese di intensi bombardamenti che mai potranno essere dimenticati
dai sopravvissuti e costituiranno un incubo spaventoso che li accompagnerà
per sempre, il blocco colonialista che appoggia Israele ha "convinto"
quest'ultima a ritirarsi (non si sa nè come nè quando) con l'impegno di
contribuire a disarmare Hamas impedendone l'approvvigionamento di armi con
un intenso assedio al quale si è candifata l'Italia  con i suoi carabinieri.

 E' la stessa identica operazione che si è voluta fare (senza grande
successo) che gli Hezbollah vincitori morali di una lotta patriottica contro
un esercito invasore (lo stesso di Gaza) con l'interposizione di una forza
apparentemente neutrale na che difatto protegge gli interessi israeliani al
confine con il Libano.

E' la prova che è la forza a decidere e non la giustizia e la ragione.
Israele ha raso al suolo il Libano trucidando migliaia di civili, ha raso al
suolo la striscia di Gaza uccidendo circa cinquecento bambini e uccidendo e
ferendo circa seimila civili, feriti che data la natura delle offese
riportate da armi DIMA difficilmente sopravviveranno. Se fosse la ragione e
la giustizia a decidere si dovrebbe imporre il disarmo ad Israele pericolosa
vicina dei suoi vicini e di quanti si appongono al suo delirio paranoico di
potenza.

  Invece si impone il disarmo di Hamas e si minacciano i paesi ed i popoli
che gli sono amici. Come ieri il pavido esercito libanese restò
acquartierato mentre le città bruciavano sotto i bombardamenti, anche il
pavido Abu Mazen non solo è non ha prestato nessun aiuto ai palestinesi
presi in trappola com in una tonnara a Gaza ma ha intensamente frequentato
le anticamere del nemico.

 Non ci sono ragioni giuridiche morali e politiche che giustifichino il
disarmo di Hamas. Hamas si è mostrata una forza responsabile, moderata,
amata dai palestinesi. Ha subito un durissimo martirio senza dare luogo a
scompostezze.  E' un movimento religioso ma anche laico, sostenuto dalla
Palestina laica.

  Se c'è una cosa da dire sull'armamento di Hamas è che era talmente leggero
da somigliare tanto alle frecce ed alle carabine dei pellirossa che venivano
regolarmente massacrati dal soldato blu-
  Pietro Ancona
                                                    ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, January 21, 2009 8:42 AM
Subject: La retorica dell'imperialismo soft



      Mentre le rovine di Gaza continuano a fumare e la gente scava con le mani alla ricerca di corpi di persone seppellite dalle cannonate o dalle  bombe lanciate da Israele ma di fabbricazione americana ed in Iraq in Afghanistan centinaia di migliaia di soldati americani e di contractors continuano a massacrare la popolazione per tenere in piedi governi quisling che probabilmente non  riusciranno ad evitare la disintegrazione dello Stato irakeno ed assicurare un governo stabile e giusto all'Afghanistan, il nuovo Presidente degli Stati Uniti, richiamando diverse volte l'ispirazione divina che guiderebbe gli Usa, ha pronunziato un discorso assolutamente vago nei contenuti ma abbastanza duro e preciso nella riconferma priva del tutto di autocritiche o di un qualche ripensamento  del ruolo imperiale dell'America, del suo capitalismo, delle storture profonde di una società chiamata "sogno". Come Bush ha affermato che l'America non cambierà il suo stile di vita  ed ha indicato nel terrorismo il demonio, il maligno che spaventa il mondo e che va ucciso. Il suo stile di vita consiste nella appropriazione del maggior parte delle risorse mondiali a vantaggio delle classi ricche e possidenti.
   Un discorso, un orazione retorica il cui valore principale è il richiamo ad una tradizione di padri ad una sorta di missione che DIO stesso avrebbe dato agli USA per portare sulla terra le regole del buon vivere.
   C'è una sorta di millenarismo  nel richiamo alla natura  quasi religiosa dello Stato americano  che è tutt'altro che moderno e civile e che continuerà a generare violenza ed oppressione.
   Lo scenario, la messa in scena barocca dell'intera cerimonia di insediamento vuole sottolineare questa volontà di primazia, di potenza. Il massimo che l'umanità si può aspettare è che gli Usa saranno "buoni" e forse non ci puniranno mettendoci dietro la lavagna tutte le volte che riteranno di doverci mettere in riga, darci una lezione.
  Il punto focale del discorso è identico a quello del suo predecessore; la lotta al terrorismo . Si tratta di una scelta ideologica fondamentale attraverso la quale si continueranno a classificare gli stati in amici, nemici, stati canaglia, etc... Un modo di vedere e di leggere le relazioni internazionali in cui c'è gli USA continueranno a distribuire le pagelline ed a dare i voti.
  Gli USA sono investiti  al loro interno ed hanno investito il mondo della più grande crisi finanziaria ed economica mai conosciuta. Secondo il nostro Ministro Tremonti nelle banche e nelle tasche dei risparmiatori ci sono titoli per un valore superiore di 12 volte e mezzo il valore del PIL dell'intero pianeta  a causa di decenni di speculazioni truffaldine tipiche della fase della massima libertà del mercato liberista. Nel suo discorso la "crisi" è una sorta di entità metafisica , non ha responsabili, non c'è che da rimboccarci tutti le maniche e tentare di venirne fuori. Come?
  Il mercato del lavoro continuerà ad essere "libero" cioè a pagare pochi spiccioli  i milioni di immigrati provenienti in gran parte dal Messico (separato da un muro lungo duemila chilometri dagli usa) e dagli altri paesi poveri del mondo. A parte gli immigrati ,i lavoratori   guadagnano almeno il trenta per cento in meno degli anni settanta e sono sopravvissuti finora con le carte di credito. Ci saranno miglioramenti dei salari, delle pensioni, della sanità, del welfare? Neppure una parola. Semmai qualche misura di capitalismo compassionale oggi assai dimoda. Chissà se non darà una socialcard agli homeless come ha fatto il nostro Berlusconi (che però si vuole rifare subito aumentando a 65 anni l'età pensionabile delle donne)-
  Le due grandi questioni che oggi fanno riflettere sull'America, la questione sociale caratterizzata da una crescita impressionante   del divario della ricchezza e della povertà e della precarietà e la questione imperiale legata alle politiche di controllo militare del mondo e di continua espansione delle basi militari anche nei punti più sperduti del pianeta non rientravano tra gli interessi di un discorso in cui la preoccupazione principale era quella di assomigliare il più possibile ai "grandi" presidenti americani della storia ed alla loro filosofia  di durissimi rapporti sociali rivolti all'affermazione ed all'arricchimento.
Ma che cosa possiamo aspettarci da una nazione in cui la lotta politica si svolge tra due partiti espressione dello stesso blocco sociale capeggiato dalle multinazionali, impregnati  dall'ideologia liberista?  Il socialismo è stato bandito e criminalizzato quasi un secolo fa ed i sindacati sono saldamente nelle mani non dico della mafia ma sicuramente di chi ha interesse a riscuotere solo le quote versate dai lavoratori. Una società in cui al massimo si fronteggiano due visioni della politica delle classi dominanti: una brutale e l'altra soft.
pietro ancona

http://www.corriere.it/Speciali/Esteri/2009/Discorso_Obama/

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From: pietroancona@tin.it
To: rassegna sindacale
Sent: Friday, January 23, 2009 9:03 AM
Subject: un colpo di stato contro i lavoratori
Il no della CGIL che non abbandona il tavolo operatorio
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L'accordo firmato stasera dalle organizzazioni sindacali con quelle
padronali e con il governo supera gli storici accordi di concertazione del
1993 che hanno finora presieduto alle relazioni contrattuali e di fatto nel
mondo del lavoro ed apre una nuova fase. Fase definita storica da Sacconi,
in cui
alla conflittualità, cioè al naturale rapporto dialettico capitale-lavoro,
si sostituisce la "collaborazione" e si introducono elementi del tutto
nuovi, corporativistici legati agli enti bilaterali. Marchingegni questi che
finora
hanno gestito una parte limitata del salario (massimo 1%) ed hanno dato vita
ad una burocrazia espressione dei firmatari, e che
diventeranno vere e proprie controparti dei lavoratori ai quali erogheranno
parti del salario o dei finanziamenti governativi o altro. Non a caso la
destra ha esultato alla firma degli accordi e la stessa Marcegaglia arriva
addirittura a presentarli come migliorativi e più favorevoli ai lavoratori
(sic!!) e forse per questo suo spirito di amore per i lavoratori li ha
firmati mentre i cattivoni della CGIL non hanno apprezzato ed hanno detto di
no.
Non voglio sottovalutare  l'importanza del no della CGIL  ad una "riforma"
che fa quasi carta straccia del diritto sindacale a cominciare dalla
triennalizzazione della durata dei contratti e
alla destrutturazione a livello regionale della contrattazione e della
stessa erogazione dei benefici previsti dalle leggi vigenti. Debbo però
osservare che è un no di una Confederazione rimasta al tavolo della
trattativa, partecipe di tutte le sue fasi e di tutti i suoi passaggi. Un no
che somiglia molto alla astensione in Senato del PD  sul federalismo
fiscale. Un no di chi non approva ma non rompe e sta dentro il negoziato
fino alla fine. Il
risultato è che la CISL e UIL hanno i vantaggi del collaborazionismo aperto
e dichiarato, vantaggi che certamente fanno valere nelle relazioni con i
poteri forti del Padronato e del Governo. Dei lavoratori importa assai poco.
La CGIL viene lo stesso duramente attaccata dai falchi della Confindustria e
del Governo ma  il quadro politico apprezza il suo senso di
"responsabilità",
però  lo stesso non può dirsi dei lavoratori e dei loro sindacati di
categoria
che registrano una nuova involuzione, una sconfitta storica ben più
grave di quella del 1993 contro la quale l'opposizione che si manifesterà
con uno
sciopero ad aprile sarà sicuramente inefficace ed un modo per la
nomenclatura Cgil per mettersi le
carte apposto. Non abbiamo firmato ed abbiamo scioperato. Che volete di più?
E' davvero strano che una frattura sociale cosi grave si compia in un clima
di fairplay in cui il tono della voce è sempre educato e basso nelle stanze
dei palazzi sempre più lontani dai posti dove la gente lavora e spesso muore
per un salario indecente e con sempre minori diritti.
Oramai tutta la contrattazione crea problemi e difficoltà soltanto ai
lavoratori, non li tutela e li obbliga ad accettare condizioni sempre più
pesanti e sempre più umilianti. Non si scandalizzi nessuno se affermo che a
fronte di accordi di questo genere forse sarebbe preferibile un regime
assolutamente privo di sindacati confederali con poteri cosi estesi e
stringenti. Quattro potenti Confederazioni che firmano accordi che diventano
subito norme e leggi ed ingabbiano per sempre i lavoratori in una rete dalla
quale sarà difficile liberarsi.
Pietro Ancona
sindacalista CGIL in pensione



stralcio di punti dell'accordo
=======================

Quanto alle "soluzioni" messe in cantiere dal governo per fare fronte alla
crisi dell'occupazione, due di queste sono rappresentate dai contratti di
solidrietà e dalla settimana corta, come si legge nel documento che il
ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha illustrato nel corso dell'incontro a
Palazzo Chigi.

Le proposte messe a punto dall'esecutivo si articolano in sette diversi
punti: il primo riguarda la "devoluzione alle Regioni e alle parti sociali
del territorio della funzione di valutazione e negoziazione, in un quadro
che rifiuta pericolosi automatismi, delle richieste di protezione per
lavoratori ritenuti in esubero congiunturale o strutturale". Il secondo
capitolo individua una serie di possibili strumenti da utilizzare:
"contratti di solidarietà, cassa integrazione a rotazione e/o ad orario
ridotto, settimana corta".


Al terzo punto, la necessità di coniugare integrazione del reddito, servizi
di accompagnamento al lavoro e attività di apprendimento, mentre al quarto
spunta l'estensione potenziale, senza automatismi, a tutti i lavoratori
subordinati delle forme di integrazione del reddito. Tutela attiva dei
collaboratori a monocommittenza e degli inoccupati con servizi all'impiego e
formazione; trattamenti economici progressivamente calanti in modo da
stimolare comportamenti attivi e responsabili ed effettività delle sanzioni
applicate a coloro che rifiutano un offerta "congrua" di lavoro o di
formazione sono gli ultimi tre capitoli.


22/01/2009 - 20:15
                                         *****

 
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: rassegna sindacale
Sent: Friday, January 23, 2009 11:56 PM
Subject: cinque ore

 

Ho letto da qualche parte che la Presidente della Confindustria Emma Marcegaglia ha tentato in un incontro durato cinque ore di convincere Epifani a firmare la riforma dei contratti  già accettata dalle altre confederazioni. Cinque ore alla fine delle quali Epifani ha confermato il no della Cgil.
Mi è venuto da pensare: perchè la Confindustria vuole a tutti i costi la firma della CGIL? Certamente non si tratta di una organizzazione filantropica che chiede ai possibili beneficiari della sua generosità di accettarla! Sappiamo bene come gli accordi di oggi peggioreranno le condizioni generali  del rapporto di lavoro e con i meccanismi già adottati con la legge trenta si creeranno i fumus per sostanziali decurtazioni dei minimi salariali  nelle regioni e nelle aziende. Inoltre avanza il processo di scardinamento dell'art.18  e dei contratti a tempo indeterminato. Oggi nasce una specie di diritto sindacale che è sopratutto diritto delle aziende alle quali bisognerà piegarsi dopo essere stati spogliati di ogni possibile tutela e possibilità di resistenza sindacale o legale.
Mi è venuto da pensare che cinquanta anni fa Giuseppe Di Vittorio intratteneva per cinque ore il Presidente della Confindustria  Costa perchè aderisse ad un progetto di miglioramento
della condizione dei lavoratori italiani , riconoscesse loro diritti a cominciare da un salario equo.
  Oggi siamo in un universo capovolto. E' la Confindustria che
ha interesse a ricevere dai sindacati quanto era stato da Di Vittorio in poi  conquistato.
  La cosa stupefacente e sconcertante è  che riesce perfettamente nel suo scopo e non c'è obiettivo che non si sia posto che non abbia realizzato alla grande sui contratti, sui salari, sulle pensioni, su tutto.
  Non solo ai lavoratori non resterà niente ma saranno impaniati come passerotti presi dall' uccellatore. Difficilmente potranno fare qualcosa. Squadre di esperti giuslavoristi  da anni introducono in tutti i decreti di Berlusconi trasformati in legge norme che rendono ai lavoratori
difficile anche il ricorso alla magistratura.
 Pietro Ancona
                                                             *****


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From: pietroancona@tin.it
To: raitre.chetempochefa@rai.it
Sent: Sunday, January 25, 2009 9:01 AM
Subject: Uno sdoganamento da non fare


Sono assai sconcertato per l'intervista che Fabio Fazio ha fatto ieri sera a Gino Paoli. In un certo senso ha sdoganato, nel modo peggiore possibile, un argomento assai scottante che riguarda l'esteso fenomeno della pedofilia nel nostro Paese. Io sono contrario ad ogni forma di censura ma credo che la libertà non debba mai essere disgiunta dalla responsabilità sempre e specialmente quanto si discute di fronte a milioni di persone che possono soltanto ascoltare e non intervenire.  E quando si parla di un turpe reato contro la persona  punito dal codice penale.       
L'arte non può giustificare tutto quando non è limitata soltanto a coloro che scelgono di goderne ma messa a disposizione di tutti. Un grande scrittore triestino descrive l'episodio dello stupro di un bambino  consenziente che avviene ad opera di un magazziniere. Ma la descrizione del turpe evento che lo scrittore alleggerisce con l'arte della sua scrittura può essere conosciuta soltanto da chi apre il libro e legge. Lo stesso non può dirsi della canzone di Gino Paoli che è assai meno poetica ed innocente di quanto si vuole fare apparire. Intanto la bambina è descritta come ha descritto i bambini "tentatori" un noto monsignore  quando ha affermato "i bambini provocano". Si parla di una  donna di undici anni e mezzo. Insomma una Lolita corrotta, una donna..... Dobbiamo accettare l'idea che una bambina di undici anni e mezzo è una donna? Questa idea ha uno scopo che è quello usato dai criminali pedofili: alleggerire la colpa. Insomma, tutto sommato, è una donna!! L'idea della bambina che abbraccia il pedofilo dopo l'infarto e lo carezza come un giocattolo che si sia guastato accredita l'idea di una volontà di unirsi al vecchio delusa  come delude un giocattolo si cui si rompe il meccanismo.
  Insomma la descrizione della bambina è tutt'altro che poetica. Gli occhi da pettirosso sono in funzione del meccanismo di un evento in cui la sequenza è scandita dalla gonna alzata del vestitino rosso e dal "salto del fosso" cioè dall'offerta di disponibilità corporale.
 Sono sconcertato e scandalizzato di tutta questa storia e non condivido per niente il tono generale della intervista che tendeva a circondare di una coltre di poesia e di arte la storia. L'affermazione di Gino Paoli che si tratta di emozioni che ognuno percepisce secondo la sua sensibilità e che, insomma, chi non le percepisce come una delicata e struggente storia di arte e di poesia è sporco è particolarmente cinica ed inaccettabile.
Pietro Ancona




 "Aveva gli occhi come un pettirosso/era una donna di undici anni e mezzo - recita il testo - si alzò la gonna per saltare il fosso/aveva addosso un vestitino rosso. Mentre passava in mezzo a quel giardino/di settant'anni incontrò un bambino/voleva ancora afferrare tutto/e non sapeva cos'é bello e cos'é brutto/e l'afferrò con cattiveria/lei si trovò le gambe in aria/lui che cercava cosa fare/c'era paura e c'era male". Il testo prosegue così: "E il male lo afferrò proprio nel cuore/come succede con il primo amore/e lei allora lo prese tra le braccia/con le manine gli accarezzò la faccia/così per sempre si addormentò per riposare/come un bambino stanco di giocare".

                                                         ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: La Sicilia
Sent: Saturday, January 24, 2009 9:13 PM
Subject: Libertà!!! Lampedusa non diventi Alcatraz


lo sviluppo degli eventi di  ieri a Lampedusa ha un aspetto positivo nel principio di una convergenza sempre più importante tra gli interessi degli isolani e quelli dei reclusi  in uno dei peggiori lagers esistenti in Europa, un luogo di pene, di sofferenze, di privazioni inaudite, di fomentazione della pazzia qual'è il CPA. Ieri i migranti usciti dal cancello carcerario si sono uniti alla popolazione al grido di Libertà! Libertà!! un grido che si alza oggi dai dannati della globalizzazione, da persone che hanno attraversato migliaia di chilometri di deserto per sfuggire alle guerre, alle carestie, alle malattie. Molti, troppi di loro sono morti durante il viaggio verso la conquista non del sogno ma di condizioni minime di esistenza, spesso di vere e proprie forme di sfruttamento bestiale per pochi soldi, un miserevole alloggio, un modesto vaglia da mandare ogni tanto a casa.
  Il governo di destra vorrebbe trasformare Lampedusa in Alcatraz, costruire una grande enclave carceraria dalla quale potere sommariamente giudicare ed  espellere immediatamente le persone negando il diritto al riconoscimento delle loro specifiche condizioni.
  La cittadinanza di Lampedusa si oppone a questo progetto. Non vuole diventare Alcatraz e chiede interventi urgenti per migliorare la qualità della vita nell'isola oggi quasi abbandonata al solo destino di scoglio di appiglio dei migranti e di loro prigione.
  Spero che l'opposizione parlamentare che si è già fatta sentire attraverso l'onle Franceschini  presenti una durissima denunzia per lo stato dei migranti e dei cittadini di Lampedusa ed ottenga l'applicazione delle leggi comunitarie e del diritto internazionale che sono cosa ben diversa da quelle sulla "sicurezza" ispirate alla xenofobia.

Pietro Ancona
                                                        ****

http://www.corriere.it/romano/09-01-25/03.spm

 

Domenica 25 Gennaio 2009 

Uso dell'italiano

Caro Romano, la proposta di Fini per imporre l'uso della lingua italiana durante le cerimonie religiose e le relative prediche nelle moschee è a dir poco sconcertante: la lingua araba è considerata dai musulmani lingua sacra ad Allah, la lingua nella quale è scritto il Corano e per loro sarebbe grave blasfemia durante la loro liturgia parlare una lingua diversa. Non voglio esprimere un giudizio di condivisione di ciò, ma penso che si dovrebbe avere rispetto dell'Islam e lasciare a loro la scelta subito o in futuro di aggiornare la loro teologia che oggi è questa. È sorprendente la motivazione di Fini, il quale dice: è necessario l'italiano per evitare l'istigazione all'odio. Mettiamo che un imam inviti i fedeli di Maometto a pregare per i bambini uccisi da Israele. È istigazione all'odio?

Pietro Ancona, | pietroancona@tin.it

Credo che occorra fare una distinzione fra i riti liturgici e le omelie. Non sarebbe giusto chiedere ai musulmani di rinunciare alla lettura del Corano in arabo; come non sarebbe giusto pretendere che gli ortodossi presenti in Italia rinuncino, nelle loro celebrazioni, all'uso dell'antico bulgaro. Ma le omelie dovrebbero essere nella lingua del Paese ospitante. Ho usato il condizionale perché non credo che l'uso dell'italiano possa essere imposto dall'oggi al domani. È un obiettivo da raggiungere con gradualità e buon senso.

                                                                  ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: lavorosocieta@mail.cgil.it
Sent: Sunday, January 25, 2009 3:37 PM
Subject: La verità è rivoluzionaria. Novità importanti a Lampedusa!!

Novità confortanti da Lampedusa per la civiltà, la libertà, la democrazia!!
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 Anni ed anni di istigazione all'odio contro i migranti, i clandestini sopravvissuti al deserto ed al mare che riescono ad approdare a Lampedusa magari con l'aiuto di pescatori che per questo vengono processati con un duro e pericoloso processo ad Agrigento. Questa istigazione leghista e della destra all'odio ha procurato benefici politici alla signora Maraventano prima eletta v.sindaco e poi addirittura senatrice della Repubblica. L'odio contro esseri umani colpevoli di essere poveri e stranieri le ha fruttato una posizione nell'Olimpo politico e dei benestanti italiani e domani una congrua pensione.  Ebbene, oggi, dopo la convergenza sempre crescente e più marcata avvenuta nei giorni scorsi tra cittadinanza e prigionieri contro la trasformazione di Lampedusa, gioiello del Mediterraneo in una lugubre spaventosa e mortale Alcatraz, in un luogo di negazione dei diritti dei migranti garantiti dal diritto internazionale e da quello comunitario, la senatrice è stata fischiata sonoramente da coloro che ieri aveva ingannato con la sua xenofobia  ed è stata costretta ad una forte protezione di polizia.
Maroni strilla e dichiara che questa civilissima protesta dei cittadini di Lampedusa è opera di istigazione della sinistra e minaccia la fine del mondo.
Maroni si deve rassegnare: l'Italia non è dimentica della sua civiltà e della sua umanità. L'Italia deve chiudere i centri di accoglienza che sono diventati veri e propri lagers dove una persona può trascorrere anche diciotto mesi e costruire una politica delle relazioni internazionali diversa a cominciare da un suo ruolo nei rapporti con il mondo arabo e col mediterraneo, rapporti che non possono essere ispirati all'odio religioso e razzista..
Finora ha trattato con i boss dei paesi arabi con strizzate d'occhio, con benefict personali, senza porsi il problema di creare una cultura della cooperazione che è possibile e costerebbe assai meno dell'impegno poliziesco di repressione.
Pietro Ancona


http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2009/01_gennaio/25/immigrati_sindaco_lampedusa_maraventano_qui_per_istigare_popolo,17707472.html

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, January 26, 2009 10:11 AM
Subject: giornata della memoria dei martiri del nazifascismo





 Partecipo alla giornata della memoria  ricordando i martiri della ferocia nazista e fascista  su persone inermi colpevoli soltanto di appartenere ad una etnia, una religione, un gruppo politico, un genere sessuale. La memoria è necessaria dal momento che questa follia contro  coloro che si ritengono diversi e come tali possono essere
maltrattati o soppressi ritorna in Europa, nel nostro Paese, nel mondo. L'Italia ricorda l'Olocausto nel modo peggiore con leggi sulla sicurezza che stabiliscono una discriminazione in base all' appartenenza etnica: una discriminazione odiosa che si è abbattuta e si abbatte sui rom e sugli stranieri che, se clandestini, vengono puniti maggiorando la pena di un terzo. L'Europa che ha assistito inerte al massacro della popolazione palestinese ed in particolare dei bambini deve ricordare che la stessa indifferenza c'era tra gli abitanti delle città vicine al lagers nazisti e che per molti anni di guerra si finse di ignorare i campi di concentramento gremiti di milioni di infelici pur avendone notizia attraverso le fonti militari. Qualcuno sostiene che la memoria è dannosa perchè tiene vivo l'odio ed è spesso causa di nuove tragedie. Io penso che la memoria sia necessaria, perchè serve ad insegnarci quanto possa diventare mostruosa la creatura umana se drogata da ideologie suprematiste e avendo la forza militare per imporle. Voglio sperare che assieme alle persone soppresse
a Buckenvald, ad Auschvitz e nei tanti campi di concentramento, noi italiani ricordiamo i lagers dove abbiamo soppresso migliaia di famiglie slave facendole morire di fame e di malattie o di percorse. Ricordiamo quindi non solo la ferocia nazista ma anche quella fascista verso popolazioni inermi della Jugoslavia e dell'Africa.
Pietro Ancona

                                                          ****

----- Original Message -----
From: <pietroancona@tin.it>
To: <lettere@lastampa.it>
Sent: Tuesday, January 27, 2009 12:11 PM
Subject: gli ebrei e gli altri nel giorno della memoria

Caro Dottor Levi,

ho letto il suo allucinante articolo di oggi (*) in memoria della Shoah. Lei divide il mondo in ebrei e tutti gli altri cui spetta ricordare il martirio della Schoah. Questa visione manichea e paranoica del mondo naturalmente esclude gli ebrei che collaborarono con i nazisti ai danni di altri ebrei come la signora Stella di Roma e crea una visione del mondo per la quale dobbiamo tutti nutrire sensi di colpa per quanto si è accaduto sessanta anni fa e magari non ci dobbiamo permettere di criticare le atrocità contro i cittadini di Gaza chiusi come topi che riescono a procurarsi da vivere scavando cunicoli come talpe. Vi dovreste vergognare di mitragliare i pescatori palestinesi e di abbattere tutte le infrastrutture del mai costruendo stato palestinese.Vi dovreste vergognare oggi per avere raso al suolo una citta inerme e terrorizzato per ventidue interminabili giorni i suoi cittadini innocenti. Primo Levi disse: gli oppressi diventano oppressori! Anche voi dovete ricordare la shoah ogni volta che torcete un capello ad una donna palestinese in un posto di blocco godendo sadicamente come facevano le SS se abortisce proprio li non avendo il tempo di arrivare all’ospedale. Penso che l’uso della memoria che fate è terribile e procurerà disgrazia a noi tutti. Anche gli ebrei debbono ricordare non solo se stessi ma anche quanti morirono con loro e che vengono disprezzati e trattati come vittime insignificanti: gli zingari, i democratici tedeschi, i socialisti, i comunisti, gli omosessuali, gli anticappati.Dovreste anche ricordare le vittime dei fascisti morti nei lagers in Jugoslavia ed in Africa a diecine di migliaia di tutte le età, morti di stenti,malattie,violenza.. L’Italia deve regolare i suoi conti con la Shoah dei popoli slavi ed africani. Avreste dovuto dedicare la memoria di oggi non ad esaltare l’unicità dei diritti di vita e di morte sugli altri che vi derivano dalla Schoah ma per chiedere perdono ai bambini uccisi con il fosforo e l’uranio senza alcuna pietà come fossero capretti.

Pietro Ancona

 

(*) La Stampa 27/1/09

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=5528&ID_sezione=&sezione= 

Non ebrei tocca a voi ricordare

ARRIGO LEVI

E se gli italiani fossero più antisemiti oggi che al tempo del fascismo, delle leggi razziali, e della caccia agli ebrei per mandarli a morire nelle camere a gas? È il dubbio che mi pesa sull’anima, leggendo i risultati dell’inchiesta sull’antisemitismo in Italia pubblicata sul Corriere della Sera di ieri. Lo stesso Corriere è rimasto così sconcertato dai dati da minimizzarli nel titolo, che dice: «Sono antisemiti 12 italiani su 100».

Ma non è così. Gli antisemiti che si dicono tali oggi in Italia sono il 45 per cento, suddivisi in varie categorie di «pregiudizio»: chi (il 10 per cento) per antigiudaismo religioso-culturale; chi (l’11 per cento) perché ritiene gli ebrei troppo potenti e poco patrioti; chi (il 12 per cento) perché ce l’ha con Israele e con quella scocciatura che è la Shoah. Infine, c’è un 12 per cento di antisemiti per tutte queste ragioni insieme. Si aggiunga che soltanto il 12 per cento dice di non avere pregiudizi. Mentre il 43 per cento si dichiara soltanto «indifferente» al problema. Il titolo più giusto sarebbe stato: «Non sono antisemiti 12 italiani su 100».

Nel 1938, quando il fascismo approvò le leggi razziali, avevo 12 anni, vivevo a Modena, andavo a scuola e al circolo del tennis, ero anche, ahimè, un balilla. Ciò detto, fino ad allora noi non avevamo sofferto di pregiudizi antisemiti.

A proposito dell’affare Dreyfus in Francia, ci era stato detto che questo non sarebbe mai potuto accadere in Italia, dove gli ebrei eroi del Risorgimento erano innumerevoli, dove c’erano stati primi ministri e ministri della guerra ebrei, ebrei la prima e l’ultima medaglia d’oro della Grande Guerra, ebreo il generale Ottolenghi, già precettore del Re. Ci dicevano con convinzione che in Italia l’antisemitismo era scomparso. Noi giovani non ne avemmo alcun segno, fino al giorno fatale delle leggi razziali. Dopo la guerra, gli otto o novemila ebrei italiani assassinati nei lager tedeschi li attribuimmo ai nazisti e ai fascisti, che giudicammo cattivi italiani. Mentre i 25 mila circa che si salvarono lo dovevano all’aiuto di buoni italiani, di quasi sconosciuti «Giusti» cristiani.

Così ci riconciliammo presto con l’Italia repubblicana, e pensammo che dopo la Shoah l’era dell’antisemitismo fosse finita. Quando nacque lo Stato d’Israele, gli italiani ci parvero tutti o quasi tutti filo-israeliani. Rassegnarci, sessant’anni dopo, all’idea di un’Italia largamente antisemita, è così difficile da farci sembrare sbagliati quei dati. Ma sembra che siano veritieri. Neanche possiamo «consolarci» pensando che il nuovo antisemitismo si debba all’effetto, che speriamo momentaneo, della guerra di Gaza. L’effetto Shoah-Gaza riguarda solo il 12 per cento degli antisemiti italiani. Gli altri lo sono per motivi più radicati, non occasionali.

Rimugino fra me e me questi dati, con il turbamento che si può immaginare, cercando di consolarmi col pensiero che tanti antisemiti, attorno a me, non li vedo proprio. Ma forse sono un privilegiato. Cerco spiegazioni, e non le trovo. Trovo soltanto un pensiero, un monito: state attenti, amici non ebrei, che la Shoah non ricorda una tragedia ebraica, ma una tragedia europea. Non riguarda le vittime, ma i colpevoli. Il Giorno della Memoria non è fatto per ricordare gli ebrei morti, ma i non ebrei che li hanno ammazzati. È fatto per mettervi in guardia contro le idee ignobili dei carnefici, nella speranza che queste idee siano morte. Sembra che non lo siano. Non è importante che al Giorno della Memoria partecipino gli ebrei. Noi non ne abbiamo bisogno, per ricordare. Sono i non ebrei che debbono parteciparvi, col pentimento nell’anima. Il Giorno della Memoria non è fatto per noi. È fatto per voi.

http://bellaciao.org/it/spip.php?article23088

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To: epifani@cgil.it
Sent: Wednesday, January 28, 2009 7:53 AM
Subject: : La CGIL firmerà?


IL Partito Democratico lavora per fare firmare la CGIL con impegno degno di
miglior causa
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  Il Partito Democratico si è guardato bene dall'esprimere un giudizio
sull'accordo separato che praticamente fa fuori il contratto collettivo
nazionale di lavoro. La retribuzione  avrà negli accordi locali, che
potrebbero anche essere individuali, la sua sostanza. Non c'è niente di
nuovo sotto il sole: si tratta di cottimo, di staglio, chiamiamolo come
vogliamo ma è  lavoro pagato a misura di quanto produce. E' difficile che la
contrattazione di questi cottimi avverra' con un intervento bilaterale
paritario. Nella stragrande maggioranza delle aziende sarà il datore di
lavoro a stabilire come ed in che misura pagare. Dal momento che il ccnl
diventa sempre più insignificante per il salario avremo un generalizzato
prolungamento degli orari di lavoro. Naturalmente le aziende meno forti
avranno più difficoltà delle altre a reggere ad un regime di produttività
spinta. Reagiranno costringendo i dipendenti a lavorare molto di più per
"tariffe" inferiori a quelle delle aziende più
dotate.
 Il Partito Democratico ha costituito un gruppo composto da Letta, Damiano e
Treu. Trattasi di tre esponenti della stessa scuola giuslavorista della
destra. Non la pensano molto diversamente da Sacconi, Boeri, Cazzola,lo
stesso Ichino è bipartisan ed è ossessionato dall'art.18 che vuole
eliminare. Insomma lo scopo è quello di costringere la CGIL alla firma come
è stato fatto per gli accordi di welfare con il governo Prodi, per
l'Alitalia.  Il tutto potrebbe avvenire nel corso dei prossimi due mesi,
subito dopo gli scioperi, magari come risposta "positiva" agli stessi. Ma il
pitone CGIL dovrà inghiottire il prodotto più indigesto della storia sociale
italiana: un prodotto che sostanzialmente trasforma il Sindacato, come ha
detto Sacconi, da conflittuale a collaborativo. Si sta creando la base
materiale di questa trasformazione con il maggiore peso attribuito agli enti
bilaterali che hanno dato vita già ad una burocrazia bipartisan che ha una
cultura  "nuova".
  L'accordo già firmato da Confindustria CIsl UIL ed altre associazioni  è
impregnato da una forte ideologia di suprematismo degli interessi aziendali
su tutto. Sarà ancora più  difficile scioperare e sapienti conoscitori del
diritto hanno aperto la strada per impedire qualsiasi difesa al lavoratore o
al gruppo di lavoratori che si ritenesse leso nei propri diritti. Insomma è
stato studiato per armare di una pesante corazza di titanio il padronato e
denudare completamente il dipendente che avrà le mani legate, sarà solo,
dovrà o prendere o lasciare senza discutere. Una legislazione che sta
facendo piazza pulita del potere di intervento della magistratura e che
riduce a zero le possibilità di conciliazione. Lo Statuto dei Diritti dei
Lavoratori  ha avuto il suo funerale e l'Italia diventa il Paese europeo con
meno tutele per le persone che lavorano che, non dimentichiamo, sono sempre
oltre venti milioni.
La crisi venuta dagli USa e che ha già travolto l'Europa sarà usata con
molto cinismo per portare la CGIL a Canossa. E' molto ipocrita e falso
ritenere che i diritti dei lavoratori possano essere di ostacolo alla lotta
alla crisi che si combatte su piani in cui il costo del lavoro non è
certamente il fattore più importante. Ma insomma rischiamo che si accusino i lavoratori financo di essere poco patriottici, meno patriottici dei
lavoratori americani che, sottomessi a sindacati, già  da molto tempo
"collaborano" con le imprese.  Potrebbe essere vero, come io penso, il
contrario: stabilità, salari decenti, pensioni decenti, potrebbero aiutare
in modo potente la ripresa dal momento che nessuno compra una macchina nuova
o cambia un  mobile o il vestito se deve pensare a come sfamarsi fino alla
fine del mese.
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, January 27, 2009 4:03 AM
Subject: Fw: abolire fondi pensioni. Ripristinare la pensione a riparto

 Il liberismo ha  destrutturato la società civile,  ha fatto macerie del diritto del lavoro e vorrebbe privatizzare le istituzioni previdenziali dei lavoratori.

    Causa fondamentale della crisi che investe l'Italia è la diminuzione dei redditi da lavoro e da pensioni di oltre il trenta per cento e di circa il dieci per cento del PIL a vantaggio dei ceti imprenditoriali, professionali, finanziari.
C'è uno squilibrio che porta verso nuovi squilibri verso nuove divaricazioni tra  parti ricchissime e ricche della società e parti che confinano con la povertà assoluta degli homeless che va corretto  con una energica forte risoluta azione sociale.  Se la Confindustria fiancheggiata da CISL e UIL e dal Governo continua a dare le carte e costringe la CGIL a giocare di rimessa solo per ridurre il danno, l'Italia non uscirà mai dalla crisi.

    La crisi investe i fondi pensione  riducendone i rendimenti ma anche i valori nominali. Insomma si è aperto un processo che riduce a carta straccia accantonamenti per la anzianità dei lavoratori, fondi che sono costituiti da quello che una volta si chiamava salario differito. Alla prova della storia ( il termine non è altisonante) i lavoratori sono garantiti dalle istituzioni pubbliche che si sono create nel corso di processi virtuosi di evoluzione del diritto del lavoro e della contrattazione sindacale:
la privatizzazione della previdenza ha dato pessime prove di se e, nella migliore delle ipotesi, laddove riesce a dare un qualche beneficio il suo significato nel contesto generale quasi sempre negativo è insignificante. Quanti, spinti anche  dalle organizzazioni sindacali hanno destinato il TFR (glorioso gruzzoletto che serviva per aiutare un figlio a sposarsi, integrare la pensione, concedersi  qualcosa al tramonto della vita) ai fondi integrativi sono in grado oggi di tracciare una pesante riga rossa negativa. Forse non hanno più neppure quanto è  stato e viene versato.
    E' urgente chiudere tutti i fondi pensioni, sciogliere i consigli di amministrazione. Gli amministratori dei fondi pensione sono gli unici che hanno avuto benefici favolosi. Se mettiamo insieme il costo degli emolumenti dei consiglieri di amministrazione dei fondi pensioni  avremo il tesoro di Ali Babà. Quando questi signori andranno in pensione  avranno livelli apicali e si collocheranno tra i superprivilegiati. Se depuriamo i fondi pensioni dei costi degli amministratori e degli apparati che si sono creati avremo un Cristo spogliato di tutto....
E' urgente rimettere in discussione le due ultime riforme delle pensioni italiane. Queste hanno creato una situazione  gravissima. Se fate il conto ad un lavoratore medio di quanto percepirà di pensione tra trenta anni vi renderete conto che non avrà il minimo per vivere.
    Intanto Confindustria e destra guardano con  cupidigia l'INPS ed anche l'INAIL. Sono golosi dei fondi che incamerano e che finora hanno garantito stabilità economica e sociale. Vogliono la privatizzazione dell'INPS e dell'INAIL e accaparrarsi di una accumulazione e di un meccanismo giuridico che le lotte dei lavoratori sono riuscite a determinare   con la collaborazione di giuslavoristi davvero illuminati, veri statisti della società coesa.
    Le tante rovine  creaate dalla legislazione recente del gruppo controriformatore trasversale di destra e di sinistra Da Sacconi a letta, da Biagi a Bersani non sono ancora riusciti a ridurre come la città di Gaza i diritti e le istituzioni sociali create. Ma è necessario non continuare a subire, a giocare di rimessa, a ridurre il danno, ma a chiedere un ripristino con restauro di un sistema pensionistico pubblico a cominciare dalla collocazione dei fondi pensioni dei sindacati dentro l'INPS.
    Il sistema liberistico senza regole di Bush ha portato il mondo alla rovina. Il sistema liberistico con regole non garantisce che la parte sociale di cui è espressione e tende a distanziarsi dalla società dei poveri. Il ripristino ripensato alla luce della complessità sociale di oggi della legislazione basata su potenti istituzioni pubbliche dei lavoratori e sul ritorno della pensione a ripartizione garantirà una società più prospera, con meno debiti, più coesa, più fiduciosa del futuro. Un futuro che il capitalismo non solo non garantisce ma oscura di presagi terribili. Il mondo ha bisogno di socialismo e di un mercato soggetto non solo a regole ma anche a duri controlli pubblici.

Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, January 29, 2009 9:22 AM
Subject: Kejnes è estremista?


 

Il professore Giovanni  Sucato da Villabate a Wally Street
 
=====================================
 
 C'è una specie di gabinetto di guerra per la gestione della crisi al quale vengono chiamati anche i sindacati per decidere le misure da prendere. Le idee del  "sistema" al potere  sono chiare: la maggiore quantità possibile di risorse a favore delle imprese. Sacrifici, sacrifici ed ancora sacrifici ai lavoratori. Intanto le aziende drammatizzano il quadro chiedendo la cassa integrazione  per un numero di lavoratori che cresce di giorno in giorno. Questa linea riceve il suo imput principale dagli Usa che, improvvisamente, scoprono la funzione interventista dello Stato in economia, fino ad ieri aborrita ed al massimo limitata alla mera osservazione ed a qualche piccola regolazione del mercato.
Colpisce il silenzio assoluto sulle cause della crisi che si possono riassumere da un lato nella pirateria impunita e forse anche incoraggiata  delle istituzioni finanziarie e dall'altro nel basso livello delle retribuzioni che non consentono alle famiglie di rinnovare
auto, elettrodomestici, vestiario, scarpe, insomma tutto! Naturalmente tutto il socialismo improvvisamente scoperto dal Congresso Usa è soltanto per aiutare imprenditori e finanzieri e quindi possiamo dire che non di socialismo si tratta ma di una torsione degli scopi e del ruolo dello Stato a vantaggio della classe dei potenti.
Qualche anno fa un paese  quasi attaccato a Palermo,Villabate,  divenne improvvisamente una sorta di luogo dei miracoli. La gente portava soldi ad un certo Sucato e questi garantiva interessi mensili o addirittura settimanali iperbolici del dieci per cento e forse di più. Tutta la Sicilia portava milioni e milioni di risparmi a Villabate e molti erano davvero felici e soddisfatti di avere scoperto il modo di arricchire rapidamente. Naturalmente si trattava di una truffa di questo Sucato che aveva creato una sorta di catena di Santantonio che, come era prevedibile, ad un certo punto si interruppe e bloccò non solo i pagamenti degli interessi ma la stessa restituzione del denaro investito. Moltissime persone persero tutto.
Pensavo si trattasse di un fatto di cronaca della creduloneria di paese fino a quando non ho letto che i massimi esponenti di Wally Street  si sono comportati più o meno come Sucato (che forse non era neppure ragioniere) e hanno lasciato buchi così grandi che ancora non sì è in grado di stimarli. Tremonti parlava in TV di pezzi di carta spacciati per titoli per un valore pari a 12 volte e mezzo il PIL mondiale.
Ma è mai possibile che il capitalismo, dopo secoli di esistenza, sia  approdato alla dottrina Sucato? La scuola di pensiero monetarista teorica della libertà assoluta del mercato e della sua divina capacità di produrre ricchezza e benessere è clamorosamente fallita, ma non c'è uno solo, tra i tanti pennivendoli che
ne hanno lodato le virtù ed i miracoli, che l'abbia ammesso!!
La Fiat bussa a quattrini. Sessanta mila lavoratori fuori se lo Stato non interviene con aiuti consistenti. Nello stesso tempo si chiedono ai lavoratori sacrifici oramai insopportabili dato l'infimo livello delle loro retribuzioni. La formula è: più lavoro e meno salario!! Una formula micidiale che aggraverà ancora di più la crisi.
Naturalmente non si parla degli stipendi dei managers che, crisi o non crisi, si ritagliano una fetta consistente del PIL nazionale. I managers delle aziende private si fissano stipendi e benefict  e li scaricano nei bilanci. Gli azionisti non sono in grado di intervenire per frenarli. Pagano e magari poi si trovano con carta straccia al posto di azioni come quelli dell'Alitalia. I managers pubblici hanno un problema opposto a quello che viene ingiunto ai lavoratori: non vogliono tetti, cioè limiti ai loro guadagni. Mastella a suo tempo fece un casino per evitare che si stabilissero tetti!! Naturalmente qui non sono gli azionisti a pagare ma gli utenti dei servizi acqua,trasporti,netturbe.
Insomma ventidue milioni di lavoratori con stipendi e salari diminuiti di circa il trenta per cento nel corso degli ultimi venti anni non sono più consumatori che dell'essenziale per la loro sopravvivenza. Se invece di dare soldi alle imprese e finanziare ammortizzatori sociali che si riducono ad elemosine si facesse una coraggiosa politica di aumento degli stipendi e dei salari e delle pensioni le cose andrebbero meglio. Insomma, l'obiettivo dovrebbe essere il livellamento dei salari, delle retribuzioni e delle pensioni italiane alla media europea. Questo sarebbe il più efficace provvedimento anticrisi dal momento che trattasi di una crisi di sovrapproduzione per mercato  debole.
La regolarizzazione dei cinque milioni di precari pagati a meno di mille euro al mese, la trasformazione dei loro contratti a tempo indeterminato  sarebbe un raggio di sole in un mondo di infelici che non possono progettare ed organizzare il loro futuro soggetti a al ricatto dei contratti a termine.
Il danno apportato all'economia ed alla prosperità degli italiani dalla legge Biagi è immenso: si è oscurato il futuro, abolita la speranza e depresso il  mercato.
Aumento dei salari e abolizione del precariato sono le misure sociali che risulterebbero le più efficaci  per dare adrenalina al sistema produttivo italiano.. Invece tutti pensano a dare soldi ai pescecani compresi i sindacati che si limitano ad invocare i cosidetti ammortizzatori sociali come se fossimo in un periodo di ordinaria amministrazione.
Pietro Anconahttp://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
 
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/03/anno-oro-manager-italiani.shtml?uuid=7f0b8c9e-fd69-11dc-ba45-00000e251029&DocRulesView=Libero

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, January 29, 2009 9:22 AM
Subject: combattere la crisi dalla parte dei lavoratori e dell'Italia

 
Combattere la crisi dalla parte dei lavoratori
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 C'è una specie di gabinetto di guerra per la gestione della crisi al quale vengono chiamati anche i sindacati per decidere le misure da prendere. Le idee del  "sistema" al potere  sono chiare: la maggiore quantità possibile di risorse a favore delle imprese. Sacrifici, sacrifici ed ancora sacrifici ai lavoratori. Intanto le aziende drammatizzano il quadro chiedendo la cassa integrazione  per un numero di lavoratori che cresce di giorno in giorno. Questa linea riceve il suo imput principale dagli Usa che, improvvisamente, scoprono la funzione interventista dello Stato in economia, fino ad ieri aborrita ed al massimo limitata alla mera osservazione ed a qualche piccola regolazione del mercato.
Colpisce il silenzio assoluto sulle cause della crisi che si possono riassumere da un lato nella pirateria impunita e forse anche incoraggiata  delle istituzioni finanziarie e dall'altro nel basso livello delle retribuzioni che non consentono alle famiglie di rinnovare
auto, elettrodomestici, vestiario, scarpe, insomma tutto! Naturalmente tutto il socialismo improvvisamente scoperto dal Congresso Usa è soltanto per aiutare imprenditori e finanzieri e quindi possiamo dire che non di socialismo si tratta ma di una torsione degli scopi e del ruolo dello Stato a vantaggio della classe dei potenti.
Qualche anno fa un paese  quasi attaccato a Palermo,Villabate,  divenne improvvisamente una sorta di luogo dei miracoli. La gente portava soldi ad un certo Sucato e questi garantiva interessi mensili o addirittura settimanali iperbolici del dieci per cento e forse di più. Tutta la Sicilia portava milioni e milioni di risparmi a Villabate e molti erano davvero felici e soddisfatti di avere scoperto il modo di arricchire rapidamente. Naturalmente si trattava di una truffa di questo Sucato che aveva creato una sorta di catena di Santantonio che, come era prevedibile, ad un certo punto si interruppe e bloccò non solo i pagamenti degli interessi ma la stessa restituzione del denaro investito. Moltissime persone persero tutto.
Pensavo si trattasse di un fatto di cronaca della creduloneria di paese fino a quando non ho letto che i massimi esponenti di Wally Street  si sono comportati più o meno come Sucato (che forse non era neppure ragioniere) e hanno lasciato buchi così grandi che ancora non sì è in grado di stimarli. Tremonti parlava in TV di pezzi di carta spacciati per titoli per un valore pari a 12 volte e mezzo il PIL mondiale.
Ma è mai possibile che il capitalismo, dopo secoli di esistenza, sia  approdato alla dottrina Sucato? La scuola di pensiero monetarista teorica della libertà assoluta del mercato e della sua divina capacità di produrre ricchezza e benessere è clamorosamente fallita, ma non c'è uno solo, tra i tanti pennivendoli che
ne hanno lodato le virtù ed i miracoli, che l'abbia ammesso!!
La Fiat bussa a quattrini. Sessanta mila lavoratori fuori se lo Stato non interviene con aiuti consistenti. Nello stesso tempo si chiedono ai lavoratori sacrifici oramai insopportabili dato l'infimo livello delle loro retribuzioni. La formula è: più lavoro e meno salario!! Una formula micidiale che aggraverà ancora di più la crisi.
Naturalmente non si parla degli stipendi dei managers che, crisi o non crisi, si ritagliano una fetta consistente del PIL nazionale. I managers delle aziende private si fissano stipendi e benefict  e li scaricano nei bilanci. Gli azionisti non sono in grado di intervenire per frenarli. Pagano e magari poi si trovano con carta straccia al posto di azioni come quelli dell'Alitalia. I managers pubblici hanno un problema opposto a quello che viene ingiunto ai lavoratori: non vogliono tetti, cioè limiti ai loro guadagni. Mastella a suo tempo fece un casino per evitare che si stabilissero tetti!! Naturalmente qui non sono gli azionisti a pagare ma gli utenti dei servizi acqua,trasporti,netturbe.
Insomma ventidue milioni di lavoratori con stipendi e salari diminuiti di circa il trenta per cento nel corso degli ultimi venti anni non sono più consumatori che dell'essenziale per la loro sopravvivenza. Se invece di dare soldi alle imprese e finanziare ammortizzatori sociali che si riducono ad elemosine si facesse una coraggiosa politica di aumento degli stipendi e dei salari e delle pensioni le cose andrebbero meglio. Insomma, l'obiettivo dovrebbe essere il livellamento dei salari, delle retribuzioni e delle pensioni italiane alla media europea. Questo sarebbe il più efficace provvedimento anticrisi dal momento che trattasi di una crisi di sovrapproduzione per mercato  debole.
La regolarizzazione dei cinque milioni di precari pagati a meno di mille euro al mese, la trasformazione dei loro contratti a tempo indeterminato  sarebbe un raggio di sole in un mondo di infelici che non possono progettare ed organizzare il loro futuro soggetti a al ricatto dei contratti a termine.
Il danno apportato all'economia ed alla prosperità degli italiani dalla legge Biagi è immenso: si è oscurato il futuro, abolita la speranza e depresso il  mercato.
Aumento dei salari e abolizione del precariato sono le misure sociali che risulterebbero le più efficaci  per dare adrenalina al sistema produttivo italiano.. Invece tutti pensano a dare soldi ai pescecani compresi i sindacati che si limitano ad invocare i cosidetti ammortizzatori sociali come se fossimo in un periodo di ordinaria amministrazione.
Pietro Anconahttp://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
 
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/03/anno-oro-manager-italiani.shtml?uuid=7f0b8c9e-fd69-11dc-ba45-00000e251029&DocRulesView=Libero
  

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, January 30, 2009 8:33 AM
Subject: Gli squali insaziabili in branco a Davos


  SANITA' E PENSIONI NEL MIRINO DEGLI SQUALI A DAVOS
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Gli squali che hanno rovinato il mondo con patacche alle quali hanno attribuito il valore di miliardi di dollari (la cifra globale della truffa non si conosce o viene tenuta segreta) e che, in vista del disastro planetario si sono liquidati prebende per milioni di dollari cadauno, (hanno solo ricevuto un bonario buffetto da Barak Obama), riuniti a Davos non trovano di meglio che chiedere di togliere alla gente servizi sanitari e pensioni.
Questi servizi indispensabili  sono stati finanziati dai loro fruitori con tasse pagate fino all'ultimo soldo e accantonamenti previdenziali che costituiscono inalienabile proprietà dei pensionandi essendo di fatto salario differito.  Agli squali servono i soldi. La Marcegaglia chiede otto miliardi per aziende che da almeno un decennio hanno assorbito oltre  il dieci per cento dei reddito da lavoro nei loro conti miliardari.
    Vogliono  tutte le risorse degli Stati per le imprese che dichiarano in pericolo spesso strumentalmente  e per le banche che sono talmente diffidenti tra di loro da non prestarsi più soldi.
   Una ricetta di classe per salvare le persone di serie A spese dei lavoratori e dei pensionati: più lavoro, meno salari e pochissima sanità e pensioni. I fondi pensioni integrativi  pare che stiano diventando carta straccia con buona pace per coloro che fecero una campagna orchestrata e ben sostenuta anche dai Sindacati  per convincere i lavoratori a destinarvi i TFR.
  Naturalmente nessuno fa cenno agli emolumenti dei managers che, per quanto riguarda il settore pubblico,in Italia sono fissati in misura sconcertante rispetto la media delle retribuzioni del Paese e l'anno scorso pare che siano aumentati di circa il venti per cento a fronte di una diminuzione reale dei salari, degli stipendi e delle pensioni.
   A Davos niente autocritiche sul terribile misfatto finanziario, niente ricerca e individuazione dei responsabili, non punizioni ma impunità, premi, riconferme. Le regole invocate financo da un ipeliberista come Tremonti non ci saranno. L'indicazione è: soldi alle banche ed alle imprese e sacrifici e rinunce per la popolazione. Insomma, il mondo segna diversi passi indietro per la stragrande maggioranza delle popolazioni a vantaggio di una classe sociale sempre  più disonesta che ha rotto ogni vincolo di coesione e che diventa pericolosa se conserva il potere dal momento che non mostra nè pentimenti nè voglia di cambiare  il suo stile di vita  come amava dire Bush e ora ripete Obama.
   Pietro Ancona

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/03/anno-oro-manager-italiani.shtml?uuid=7f0b8c9e-fd69-11dc-ba45-00000e251029&DocRulesView=Libero

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----- Original Message -----
Sent: Saturday, January 31, 2009 3:32 PM
Subject: Niente soldi alla Fiat e alle banche


Restrizioni severe alle delocalizzazioni ed alle filiere
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Non è affatto vero che la crisi che travolge il tessuto produttivo del Paese abbia tutte cause oggettive, fatali, ineluttabili.
Aziende che funzionano perfettamente con ottimi rendimenti decidono di trasferirsi altrove per fare altro o per sfruttare migliori condizioni di servaggio della manodopera.
Altre si dedicano alla moltiplicazione dei costi specialmente se producono per la pubblica amministrazione attraverso filiere speculative che spremono il lavoro dei precari e lo rivendono a peso d'oro all'acquirente finale.
La libertà del mercato è un  bene che va preservato ma anche regolato. Bisogna instaurare severi restringimenti alla libertà di smobilitare costringendo l'azienda ad assolvere al suo ruolo sociale nel tessuto del territorio in cui è inserita.
Anche le filiere per le mere prestazioni lavorative o altro vanno esaminate al microscopio dal momento che non si può pagare un ingegnere mille euro al mese e rivendere senza colpo ferire il suo lavoro a cinquemila e anche più.
I soldi che chiede la Marcegaglia (otto miliardi di euro) vengano destinati all'aumento dei salari. Gli ammortizzatori  per la flexisecurity non servono a niente. Sono soltanto manifestazioni statali di complicità con le nefandezze di una imprenditoria priva di scrupoli.
 Dando soldi alla Fiat o ad altre imprese non si risolve la crisi ma si aggrava. Soltanto migliorando la domanda con consistenti incrementi retributivi e delle pensioni si può rimettere in moto il treno dello sviluppo.
 Infine si deve cambiare modello produttivo. Non dobbiamo pensare di produrre per sempre auto o elettrodomestici di scarsa qualità. Bisogna orientare la produzione verso nuovi prodotti socialmente più utili. Produrre per arricchire la società e non solo per consumare.
Pietro Ancona
                                                  ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, February 01, 2009 11:12 AM
Subject: Erdogan ed il terrorismo

 

   ERDOGAN ED IL TERRORISMO

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  L’incidente tra Erdogan e Perez a Davos merita qualche riflessione. In fondo la voce di Erdogan è stata la sola tra i capi di stato e di governo che si sia levata per condannare e protestare la violenta inaudita aggressione di Israele contro la città e la popolazione di Gaza. Una aggressione fatta con un potente esercito, con una modernissima aviazione di velivoli capaci di effettuare centinaia e centinaia di missioni che ha usato oltre cento aerei, con una marina che ha cannoneggiato dal largo la citta riducendola in macerie, con carri armati di proporzioni mostruose che hanno abbattuto edifici con le persone dentro. Un crimine contro l’umanità inammissibile svoltosi sotto gli occhi indifferenti  dei governi europei, nel silenzio di Barak Obama ma talmente efferato che giornali schierati con Israele come il Corriere della Sera non hanno potuto fare a meno di pubblicare foto sconvolgenti  come  e forse più delle stragi naziste.

http://www.corriere.it/Speciali/Esteri/2009/Fotostoria_Gaza_02/pop_gaza_cremonesi2.shtml

Erdogan ha accusato lo stesso Presidente Perez,( appartenente per vergogna  del socialismo alla internazionale socialista), che collabora da anni con la destra religiosa fondamentalista israeliana in un governo che non ha mai concesso un giorno di tregua e di pace ai palestinesi, di voglia di uccidere.

Erdogan è stato costretto a lasciare l’assemblea per la scorrettezza dello speaker che gli ha dato la parola soltanto per metà del tempo concessa a Perez.  Prima di allontanarsi ha svolto una interessante riflessione sul terrorismo sostenendo che bisogna evitare di evocarlo per giustificare i misfatti colonialistici e genocidi. Ha dichiarato: " Presidente Obama deve ridefinire il terrorismo e le organizzazioni terroristiche del Medio Oriente e, basandosi su questa nuova definizione, l'America deve sviluppare la sua nuova politica nella regione"

Ho sempre pensato che il terrorismo di cui parlano gli americani su ispirazione degli israeliani sia soltanto uno strumento propagandistico ma che in effetti non esista  se non come creatura

del Pentagono   della  Cia. Al Qaeda, Bin Laden, il suo v ice, fanno apparizioni  nei massmedia di un tempismo perfettamente funzionale agli interessi americani. Un orologio a cucù che canta quando serve a Bush ed ora ad Obama.

Il Presidente del Parlamento Palestinese, molti ministri e parlamentari, sono stati arrestati dallo Stato di Israele, rinchiusi in carcere illegalmente. Nelle carceri israeliane sono rinchiusi in condizioni inumane tredicimila palestinesi.  Sono malati di osteoporosi e hanno perso i denti per mancanza di sole e di luce.Si  tratta di  atti e comportamenti  terroristici ma

non vengono catalogati in Occidente come tali. Hamas è un  movimento che riscuote la fiducia della  popolazione palestinese eppure viene considerato terrorista. Esiste un terrorismo di Stato americano ed israeliano contro i palestinesi, gli irakeni, gli afgani  con ripetute azioni criminali con uso di armi terribili al fosforo, all’uranio, Dima, armi che non lasciano speranza di vita ai feriti, eppure sul banco degli accusati troviamo soltanto Hamas come ieri Arafat che fu tenuto prigioniero  gli ultimi anni della sua vita a Ramal e la sua stessa abitazione spesso bombardata.

 E’ importante la demolizione del concetto di terrorismo fatto da Erdogan dal momento che questo concetto pervade i discorsi di tutti i leaders occidentali ed ha conquistato anche parte importante delle opposizioni e della sinistra europea giungendo financo a fare abiurare a Bertinotti le giuste cose che qualche anno fa aveva scritto sul terrorismo.(*)

   Ripetendo lo stesso concetto mille volte, come Goebbels ha insegnato ai propagandisti , si è giunti a far credere che il terrorismo esistente non è di reazione ai soprusi di azioni altrui ma è una vera e propria strategia di guerra attuata dai fondamentalisti islamici per attaccare l’Europa. Qualche cretino si spinge fino a  dire che l’obiettivo è il Grande Califfato mondiale previa islamizzazione dell’Europa.

  Erdogan ha messo in chiaro le responsabilità israeliane e la strumentalità dell’accusa di terrorismo.  Ma le sue dichiarazioni sono state riportate in minima parte e nascoste ai lettori dei giornali europei.

  Tutto quello che Erdogan ha detto a Davos è giusto e va sottoscritto. Ma dobbiamo ricordargli che da dieci anni il segretario del Partito Comunista Curdo  Ocalon,  sostenitore di una soluzione pacifica della questione del suo popolo, è tenuto prigioniero e che ancora oggi è vietato l’insegnamento della lingua curda e gravi discriminazioni  subiscono i curdi che vengono  costretti a vivere tra montagne inospitali da un esercito turco che frequentemente organizza spedizioni punitive che si concludono in massacri.Molti dirigenti kurdi sono chiusi da anni nelle prigioni turche. Molti sono stati e vengono torturati.

  Penso che se Erdogan ha avuto parole chiare  ed assai decise per la questione palestinese forse vuole risolvere positivamente la questione curda, il più grande popolo del pianeta privo di una patria. E' così? Ne dubito, ma me  lo auguro e spero che la sinistra europea si schieri con i popoli curdo e palestinesi minacciati di genocidio.

    Intanto gli abitanti di Gaza sono tornati ad essere chiusi in gabbia da Israele con la complicità dello Egitto. Debbono morire di fame, di sete, di malattie? Quanti cittadini palestinesi sono stati rapiti e portati in Israele durante la "guerra" di Gaza?

   Pietro Ancona

 

 (*) Una lucida analisi della stretta connessione tra guerra unilaterale e terrorismo di Fausto Bertinotti

http://www.spazioamico.it/terrorismo%20scheda%201.htm#terrorismo

 

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, February 02, 2009 9:38 AM
Subject: E BRAVO OBAMA!!



    La verità secondo la quale non c'è alcuna differen za tra repubblicani e democratici dal momento che sono espressione dello stesso blocco sociale militare-industriale che domina gli Usa, mantiene la popolazione dentro un sistema apparentemente libero ma di fatto costruito per renderla subalterna e funzionale all'arricchimento smisurato di finanzieri, industriali ed altri ricconi, non si smentisce.

   Barak Obama ha confermato alla Cia gli ordini di Bush: dovranno continuare a rapire "terroristi" in ogni parte del mondo, condurli in luoghi sicuri, usare "ogni mezzo" per ottenere confessioni.

   Il tutto nell'interesse supremo dell'America che ha il destino assegnatogli da Dio in persona di sorvegliare il mondo, preservarlo dal male, indicare a tutti la via  giusta e se recalcitrano punirli a dovere.

   Vi assicuro che le guerre di Bush continueranno tutte e che la più grande ambasciata americana del mondo,
grande quanto l'intero stato del Vaticano, continuerà a troneggiare a Bagdad, avrà al suo interno agguerriti reparti speciali pronti a difendere i delinquenti che sono stati installati come "governo democratico" e  non sarà chiusa.
   I popoli poveri della terra si possono difendere soltanto lanciando qualche scarpa. Ma questo gesto di ribellione si paga caro,carissimo.....
   Pietro Ancona

http://www.corriere.it/esteri/09_febbraio_02/obama_blitz_cia_guido_olimpio_e5df41d2-f0f6-11dd-b48f-00144f02aabc.shtml

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, January 31, 2009 3:07 PM
Subject: Unità per la salvezza della democrazia

 
No alla finta democrazia bipartitica ed oligarchica
 
 
 L'accordo sul quattro per cento raggiunto da Berlusconi e Veltroni reitera quanto è già accaduto con l'esclusione (con l'uso di una legge truffaldina) della presenza della sinistra, dei socialisti, dei verdi dal Parlamento riducendo queste importanti e significative forze politiche fondatrici della repubblica e della Costituzione fuori dalle istituzioni e quindi privi di rappresentanza dal momento che il loro potere diventa inferiore a quello delle associazioni della società civile.
   E' sconcertante la reiterazione di questa intesa tra la destra ed il PD dal momento che al Parlamento europeo non ci sono i problemi di stabilità governativa che sono stati invocati come alibi per l'esclusione che in Italia ha risparmiato soltanto il gruppi di Di Pietro ed i radicali.
   Penso che si dovrebbe costituire un fronte comune tra tutti gli esclusi dal progetto di riduzione a due e di semplificazione della democrazia italiana in versione populistica, leaderistica.
  L'assetto costituzionale e le leggi elettorali della cosidetta prima repubblica erano certamente democratiche. Assai poco lo sono le leggi che hanno dato vita al Parlamento attuale.
   Bisogna organizzare giornate di lotta a difesa della democrazia. Produrre un Manifesto per la Libertà e contro il Fascismo e promuovere una lotta aperta da qui alla data delle elezioni europee. Creare un Comitato Nazionale per la Salvezza della libertà. Una grande manifestazione a Roma, manifestazioni in tutte le città d'Italia!!!
  Oltre alla esclusione dei partiti della sinistra radicale,del partito socialista, dei verdi, con l'accordo separato sui contratti che si tenterà di imporre alla CGIL si ridurranno quasi a zero i diritti dei lavoratori che saranno massacrati anche con l'alibi della crisi economica provocata dalle ruberie degli squali e dagli scarsi salari che non permettono alla gente di acquistare alcunchè.
  La reazione che ci fu dopo la esclusione dal Parlamento da parte degli esclusi è stata praticamente inesistente. Non bisogna ripetere lo stesso tragico errore.
   Penso proprio che la gente sarà con coloro che lotteranno per evitare la riduzione a partito unico diviso in due della democrazia italiana.
   Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Tuesday, February 03, 2009 10:09 AM
Subject: Si avvicina l'ora delle decisioni

 
I lavoratori hanno bisogno di una Confederazione che sia loro e non della Confindustria e del Governo
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Oramai manca poco al completamento della spoliazione dei diritti che i lavoratori si sono conquistati attraverso lotte  che hanno impegnato generazioni sempre con la guida della CGIL. Fatto l'accordo separato sui contratti, non firmato dalla Cgil, mancano all'appello il contratto unico a tempo indeterminato
che è uno strumento subdolo per la cancellazione dell'art.18, la privatizzazione dell'Inps e dell'Inail, una drastica revisione dei trattamenti di malattia e del welfare.
In atto abbiamo ventidue milioni di lavoratori con salari inferiori a quelli di venti anni fa e cinque milioni di precari, lavoratori-schiavi soggetti alla benevolenza del datore di lavoro per la riconferma, privi di fondamentali diritti. In effetti si tratta di lavoratori truffati che avrebbero dovuto essere assunti a tempo indeterminato e che la legge Biagi ha incatenato ad una vita senza futuro, senza speranze e con retribuzione ridicola. Dobbiamo sapere che quasi tutti i contratti di lavoro a tempo determinato sono fumus permessi da
una violazione della legge legalizzata dalle norme della legge trenta e da circolari  ministeriali fatte da persone esperte nell'elusione e nell'aggiramento del diritto. Il lavoratore di Licata morto ieri in modo spaventoso all'età di 24 anni era un precario alla stanga da oltre quattordici ore. Il precariato produce morte che la legge recente non  può evitare.
In queste condizioni la CGIL non può limitarsi a non firmare i contratti,ad indire referendum tra i lavoratori (che sanno che il loro voto sarà una testimonianza senza conseguenze), a cercare di ridurre i danni di una tendenza alla sconfitta totale dei lavoratori aiutata da una crisi che viene usata senza scrupoli per terrorizzarli.
Che cosa può fare la CGIL? Negli ultimi due anni ha dovuto firmare un accordo con il governo Prodi che difatto  peggiora le pensioni, aggrava il precariato, riduce il welfare. Ha firmato un accordo con l'Alitalia che contiene norme in contrasto non solo con diritti dei lavoratori ma coi diritti  generali delle persone. Un accordo scandaloso che favorisce una cordata capeggiata da Colannino che ha  messo fuori diecimila lavoratori, acquistato a prezzo stracciato un patrimonio enorme, privatizzato un servizio che probabilmente dovrà cedere presto.
Sono mesi che la Confindustria ha pronto nel cassetto dopo averlo steso con la collaborazione di Cisl e Uil il progetto di modifica del contratto di lavoro che è nello stesso tempo un momento di passaggio verso nuove forme di rapporti non più conflittuali ma collaborativi, una forma di neocorporativismo nella quale i sindacati vengono assorbiti in funzione parastatale come gestori con il padronato di enti bilaterali che hanno l'obiettivo di privatizzare il welfare. Al rifiuto della CGIL di firmare, dopo la solita campagna della CGIL che non capisce la modernità, si è mosso con molta preoccupazione il PD costituendo una task force che ha lo scopo di ricondurre la CGIL  a Canossa come è già stato fatto nei due casi precedenti.
A questo punto si impone una riflessione che è la seguente: l'Unità sindacale serve ai lavoratori oppure alla Confindustria ed al Governo? Serve certamente alla Confindustria ed al Governo! La CGIL è sempre la grande bellissima organizzazione dei lavoratori italiani o è diventata o rischia di diventare altro?
  Il problema è di autonomia. La CGIL è sempre stata al passo con le scelte compiute dal PCI. La svolta dell'Eur non ha forse coinciso con la politica del compromesso storico e favorito l'ingresso del PCI nel governo? Ma esistevano margini che ora sono scomparsi., e gli interessi  strategici del PCI contenevano una crescita poderosa della condizione del lavoro.Oggi il PCI che ha dentro il suo gruppo parlamentare  non solo Ichino ma due pezzi da novanta della Confindustria come Colannino e Caleari, il pci che per un lungo periodo della sua storia è stato classista (fino a proporre il referendum sulla scala mobile) e poi per un altro periodo ha osservato una sorta di terzietà tra aziende e lavoratori,  è schierato con la Confindustria e con le  aziende e preme sulla CGIL perchè  continui ad accettare condizioni di sempre maggiore umiliazione dei diritti dei lavoratori. Ora il PCI  si chiama PD  ed ha compiuto una scelta di pieno liberismo (fuori tempo massimo, per me, dal momento che il liberismo è in crisi) che non prevede alcuna tutela dei lavoratori tranne qualche misura  compassionevole.  Il PD porta al tavolo del nuovo bipartitismo in dote una CGIL, in cui la sua componente che è maggioritaria, riesce a fare compiere scelte che oramai confliggono apertamente con gli interessi dei lavoratori.
Per questo ritengo che dal momento che il PD non rinunzia ad esercitare una pesante tutela sulle scelte della CGIL si ponga a molti, a cominciare delle categorie che più stanno soffrendo le conseguenze delle politiche di concertazione, di decidere sul che fare. Cercare di impedire alla CGIL di compiere scelte scellerate come quelle del contratto oppure prendere atto che questo stato di cose in cui il massimo che è concesso alla CGIL è giocare di rimessa, ridurre il danno, è insostenibile e dannoso? Insomma porsi il problema della disaffiliazione della CGIL delle categorie che si ritengono immediatamente danneggiate e di organizzare una nuova  Confederazione che anzicchè dialogare con Cisl e UIL e con la UGL della Polverini raduni in una potente organizzazione di classe tutto il sindacalismo di base e la tradizione riformista ma non capitolarda della CGIL di Di Vittorio, Santi, Novella, Lama,Foa.
La nascita della nuova Confederazione dovrebbe avvenire  proponendo soluzioni alla crisi non regalando miliardi alle aziende, ma aumentando i salari e le pensioni, soluzioni di abolizione del precariato che deve essere limitato ai lavori stagionali, di revisione della pensione ritornando al sistema a riparto, di netta chiusura alle privatizzazioni che hanno aumentato i costi dei servizi locali alle famiglie, di una scuola pubblica senza finanziamento per i privati, di una sanità per tutti finanziata dalla fiscalità generale.
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: Repubblica
Sent: Thursday, February 05, 2009 7:21 AM
Subject: Woitila ed Eluana

In questo Paese di prepotenti  esistono due modi di trattare lo stesso problema a seconda del soggetto che vi è implicato. Nel caso di Eluana da diciassette anni in coma, della quale si distribuiscono fotografie della sua bella giovinezza e si nasconde all'opinione pubblica lo stato fisico in cui si trova dopo diciassette anni di prigionia del letto e di coma. Non esiste una foto di come è adesso. Sarei contrario alla sua divulgazione ma è una mascalzonata cercare di mostrarla al pubblico com'era per impietosirlo.Tutto cinicamente calcolato quasi a dire: ma come si fa a sopprimere una cosi bella ragazza!! Si fingono ipocriti sentimenti di comprensione e di solidarietà verso il padre e la famiglia ma nello stesso tempo si indicano in loro gli assassini  che hanno deciso di recidere una vita con la copertura di una sentenza della Magistratura. Tutte le istituzioni dello Stato sono state mobilitate per impedire che si realizzi la volontà di chiudere  un ventennio di sofferenza. Anche il Presidente della Repubblica sollecita una legge che regoli il testamento biologico sapendo benissimo che una legge, fatta all'indomani di questa tragedia nazionale montata dal Vaticano e dalla destra italiana, sarà restrittiva dei diritti fondamentali della persona. Ma forse vuole dare un contentino alla Conferenza Episcopale Italiana. L'Italia è uno Stato sempre più concordatario e l'uso dei patti lateranensi e degli accordi del 1984  da parte del Papato sta diventando davvero assai pesante e tale da alterare profondamente la Costituzione e le prerogative dello stato repubblicano. Il fiato sul collo del Vaticano è diventato assai pesante. Si è rotto un equilibrio che riguarda la sfera dei diritti dal momento che un Ministro minaccia di ritorsione e di farla pagare cara a quella struttura che eseguirà la sentenza della Magistratura e la volonta di Eluana e della sua famiglia.
Leggo una nota dell'Uaar del 2007: "

L’eutanasia e Wojtyla
Non accenna a placarsi la polemica sugli ultimi giorni di vita di Giovanni Paolo II. Un articolo pubblicato su MicroMega, a firma di Lina Pavanelli, sostiene che, alla luce della dottrina cattolica (e dello stesso Wojtyla), la mancata alimentazione del papa, con il conseguente anticipo della sua morte, può essere definita una pratica eutanasica. Immaginabili le proteste cattoliche, a cui ha risposto oggi, su Repubblica, proprio il direttore di MicroMega, Paolo Flores d’Arcais, con un articolo dal titolo I medici, l’eutanasia e la morte di Wojtyla.
Insomma, Papa Woitila ha ricevuto il trattamento che oggi si nega ad Eluana. L'ha ricevuto avendone meno bisogno, meno titoli, dal momento che è rimasto lucido fino alla fine e soltanto negli ultimi mesi il male che lo affliggeva disturbava seriamente le sue funzioni di Capo della Chiesa.
La Chiesa Cattolica è l'unica Chiesa al mondo ad avere uno Stato ed a vivere come Stato dentro un altro Stato con il cordone ombelicale dei concordati.
Credo che sia giunto il momento di una forte iniziativa dei laici  ed anche dei cattolici laici dal momento che non abbiamo fatto il Risorgimento e la Resistenza per consegnarci in catene ad una gerontocrazia di potenti prelati che incidono potentemente in ogni campo dalla scuola alla sanità e divorano sempre più grandi risorse ed ora aizzano al linciaggio di tutti coloro che hanno operato per una fine serena delle sofferenze di Eluana.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Tuesday, February 06, 2009 10:09 AM
Subject: L'odio fondamento della sicurezza
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  L'Italia  sta fuoriuscendo dallo Stato di diritto in maniera grottesca, ridicola e meschina. Ci sono  momenti, nella vita di una Nazione, in cui il vento spira forte o fortissimo verso l'intolleranza, il sopruso, insomma contro la normale convivenza dentro leggi accettate da tutti e valide per tutti. La legge votata ieri sera dal Senato che trasforma il decreto sulla "sicurezza" è fatta per una cittadinanza che esclude da sè persone discriminate per la loro povertà, per la loro provenienza, per la loro "potenziale" sospettata pericolosità sociale.
  Si istituisce il registro dei clochard, dei barboni. Tutte le persone che, per un motivo o per un altro, perdono la casa e non hanno mezzi propri per vivere e si arrangiano sotto i ponti, nelle stazioni ferroviarie ed a volte nei dormitori comunali, dovranno essere registrati, in un apposito registro che viene istituito non dal Ministero della Solidarietà Sociale ma dal Ministero dell'Interno. Già in questo c' è un giudizio di criminalizzazione.  Mi è capitato di  vedere nella interessante trasmissione di Gad Lerner un signore, un biologo che a causa di una malattia ed altre vicende, aveva perso la casa ed era finito al dormitorio pubblico. Questo signore, che è stato soltanto sfortunato, dovrebbe ora essere schedato dalla Questura. Non sappiamo che cosa comporti questa schedatura, ma certamente chi la subisce è "marchiato" come una volta si marchiavano con una tessera di identità di colore diverso le prostitute mentre quelle che avevano la sventura di finire in un bordello non ne avevano neppure diritto.
  Si istituisce anche la ronda dei cittadini. Si dice  "non armata", ma certamente  sarà difficile controllare se  in una squadra di bravi e volenterosi cittadini che perlustrano il territorio cittadino di notte ci siano armi e persone armate. Chi può costituire queste ronde? I ragazzi di un centro sociale potranno farsi una ronda?
Il circolo Che Ghevara di Rifondazione di Pescasseroli potrà farsi una ronda? Le ronde  dovranno essere autorizzate?  Chi e come? Lo Stato cede il monopolio  della gestione dell'ordine pubblico? E' singolare che
i compiti di queste ronde non vengano stabiliti. Si dà per implicito che siano quelle padane e che soltanto
la Lega avrà il monopolio della loro costituzione? Non sappiamo. Non sappiamo niente ma immagino che qualcuno abbia  le idee assai chiare in proposito e sappia perfettamente dove vuole arrivare.
 Tra i tanti articoli approvati dalla legge sulla sicurezza vorrei soltanto segnalarvi: il carcere fino a tre anni per chi oltraggia un pubblico ufficiale. Una pena spropositata e sproporzionata che dà un potere enorme a persone che non sempre la meritano se pensiamo ai vigili urbani di Parma ed a certi poliziotti dal manganello facile; l'obbligo della denunzia da parte dei medici dei malati sanspapiers che accentua la tendenza in atto di trasformare categorie di cittadini in delatori."Nel Nord si moltiplicano le ‘ordinanze creative’ dei sindaci. All’indomani dell’invito rivolto ad agosto dal ministro dell’Interno Roberto Maroni ai sindaci italiani, ad essere ‘creativi’, l’Anci ha stimato che sono state emesse, in 152 comuni, 315 ordinanze, il 69% delle quali varate da sindaci del Nord. Tra le più contestate, quella del comune di Gerenzano (Varese), che ha istituito un numero a cui i residenti possono telefonare per segnalare la presenza di clandestini." Infine, viene inasprito il 41 bis. Io credo che qualcuno dovrebbe assumere l'iniziativa di chiederne l'abrogazione e non l'inasprimento. Il 41 bis viola la Costituzione ed ha aperto la strada ad
una gamma di carcerazioni graduate in base al tipo di reato commesso che è davvero inaccettabile.
La pena deve essere scontata in condizione eguali per tutti i detenuti che non possono e non debbono essere discriminati sulla base del reato commesso. E' altresi inaccettabile la carcerazione immediata e preventiva per certi reati di cui deve essere accertata la esistenza. Non è possibile accettare di scontare mesi  di galera in attesa di giudizio.
 Insomma, l'Italia compie scelte per cui alcuni personaggi, in ragione delle loro cariche,  non sono sottoposti come tutti noi al codice penale (lodo Alfano) e per persone potenti molti reati sono stati depenalizzati come il falso in bilancio. Con la legge sulla prescrizione chi può pagarsi uno studio
legale agguerrito può menare per il naso la Giustizia fino ad impedirle di agire. L'Italia è anche diventata la terra dell'odio e dell'intolleranza. Tra le centrali che producono odio e che purtroppo hanno i mezzi per farlo diventare legge metto i leghisti e parte del centrodestra; i giornali come il Corriere della Sera che da anni accreditano con gli allucinanti scritti di Magdi Allam, ma anche di  autorevoli opinionisti, l'idea di uno scontro di civiltà, di un conflitto al quale si prepara tutto il terrorismo islamico per creare il Grande Califfato europeo (!!!) ed altre stupidaggini del genere dette e ridette tante volte fino a diventare quasi sentire comune di una gran parte degli italiani; la posizione di intransigenza della Chiesa verso tutto ciò che non fa parte della sua visione medievale della vita dal caso di Eluana sul quale ha scatenato una grande persecuzione e si è servita del Parlamento come strumento di lotta per la vittoria delle sue tesi, la condanna degli omosessuali e dei diversi; la posizione di intransigenza della comunità ebraica che, rompendo con la tradizione di civiltà, di tolleranza e di grande cultura rappresentata da Tullia Zevi e da Elio Zoaf è schierata con le posizioni più intransigenti della destra internazionale sulla vicenda palestinese. Non ho udito una sola parola di pietà per la distruzione del Libano e di Gaza e per la prigionia degli abitanti di Gaza nel lager del muro.
 Infine è inaccettabile che sulla base di sospetti si possano chiudere le moschee che vengono individuate come luoghi di reclutamento del terrorismo internazionale. Finora tutte le operazioni motivate da tale sospetto di sono rivelate veri flop ed in ogni caso è inaccettabile che uno Stato viva
nella logica del sospetto per il quale molti innocenti hanno patito torture ed altro a Guantanamo e altrove.
 Naturalmente il reato di tortura non è stato introdotto nel nostro ordinamento nonostante  il  Garage Olimpo di Genova.
 Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, February 07, 2009 10:28 PM
Subject: Fw: manifestazione a Palermo
 
Il sitin di Palermo. Organizziamo il movimento per le prossime settimane
 
 
Creare un Comitato per la difesa della libertà minacciata
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 Un folto gruppo di cittadine e cittadini palermitani si è dato Convegno davanti la Prefettura di Palermo, una villa che a me è  sempre  sembrata poco adatta ad ospitare gli uffici del rappresentante del Governo e più adatta ad una residenza privata dall'aspetto piuttosto lezioso, per fare sentire al Governo la voce di coloro che non condividono la pesantissima interferenza del governo nella vicenda umana di Eluana Englaro, una interferenza che si esprime con pesanti pressioni nei confronti di quanti vorrebbero che si rispettassero i principi della Costituzione dal Presidente Napolitano ai medici ed ai dirigenti della clinica di Udine attualmente sotto ispezione ministeriale ordinata dal Ministro Sacconi. Un ritorno alla grande del clerico.fascismo.
  Mentre si svolgeva il sitin giungevano notizie di gravissime e volgari dichiarazioni di Berlusconi che ha attaccato la famiglia di Eluana accusandola di volersi liberare della figlia, ha minacciato la Costituzione che si ispirerebbe al modello sovietico,  ha comunicato la  volontà di convocare il Parlamento per continuare a stravolgere le leggi e torcerle a suo vantaggio. Non aveva forse detto che avrebbe rovesciato l'Italia come un calzino? Lo sfascio è generale. E' possibile andare in galera per tre anni per offesa a pubblico ufficiale secondo un articolo della legge sulla sicurezza che costituisce l'ingresso dell'Italia nell'era fascista di Berlusconi e della ciurma che si spella le mani ad applaudirlo.
 TRa i tanti cartelli che sono stati mostrati durante la manifestazione uno di questi si richiamava al diritto degli esseri umani di disporre del proprio corpo. Le dittature privano le persone del dominio del loro corpo. Il cartellone richiamava anche il suicidio di massa tentato da carcerati nel lager di Lampedusa dal momento che il CPA è stato trasformato in CIE e quindi di soppressione del diritto di asilo garantito dalle regole internazionali.
  Penso che la settimana che si apre sarà drammatica e gravida di tensioni e di eventi di rottura e di attacco alla Costituzione ed alla libertà. L'uomo della P2 e del Piano di Rinascita ha in testa un progetto di ridurre l'Italia ad un suo Principato personale. Vuole governare per decreti disconoscendo il ruolo del Parlamento,
 Nasconde dietro esigenze di efficientismo la volontà di una semplificazione antidemocratica della vita politica. Conta su due importanti fattori: la crisi economica e sociale che ritiene di sfruttare a suo vantaggio e
l'inconsistenza dell'opposizione dedita all'autolesionismo. E' stato autolesionistico l'accordo Veltroni-Berlusconi per la modifica della legge per le europee, modifica arbitraria di cui non c'è alcun bisogno tranne quello di lasciare fuori del Parlamento i partiti che hanno fatto la Costituzione italiana a cominciare dal PSI.
Penso che dobbiamo organizzare nuove manifestazioni in concomitanza con la discussione parlamentare
Berlusconi  strumentalizza la vicenda Englaro contro la Repubblica. Dobbiamo chiedere alla Camera di non
approvare la legge sulla sicurezza ed  alla CGIL  di non darsi tempi storici per organizzare scioperi e lotte. Dobbiamo considerarci tutti in stato di mobilitazione ed organizzare migliaia e migliaia di assemblee per spiegare quanto sta succedendo, come l'Italia stia scivolando verso un regime fascista. La mobilitazione deve essere al passo di una situazione che brucia ogni giorno che passa un tratto di democrazia del nostro Paese.
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, February 08, 2009 10:44 AM
Subject: quattro ore di sciopero da amministra


Minimalismo  che prosegue la linea della riduzione del danno, del gioco di rimessa della CGIL
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Il Comitato Direttivo della CGIL ha approvato, all'unanimità e cioè con il concorso anche delle aree critiche o di sinistra che dir si voglia, un documento (*) che conferma la linea minimalistica seguita in questi ultimi anni e che non è riuscita ad evitare la disastrosa situazione sociale in cui versano oggi i lavoratori. Il documento della CGIL attacca l'accordo separato sui contratti da una angolazione critica insufficiente a smontarne la portata strategica di stravolgimento delle condizioni dei lavoratori. In sostanza si dichiara disponibile alla firma, come peraltro ha precedentemente già sperimentato con l'accordo sul welfare di Prodi  e per l'Alitalia,se ci saranno cambiamenti che non vengono specificati. C'è una tenue critica al ruolo degli enti bilaterali e non si formulano alternative al disegno delle nuove prerogative attribuite alla contrattazione integrativa. Per le pensioni si parla di stabilità del sistema che verrebbe alterata dall'elevazione dell'età pensionabile per le donne. Non una parola sulla svalutazione che le pensioni in erogazione attualmente hanno subito per la mancanza di una decente tutela dall'aumento del costo della vita.
  Sul precariato che in Italia ha proporzioni patologiche non si dice niente tranne che dovrebbero farsi degli ammortizzatori sociali per simulare una flexisecurity all'italiana difficilmente realizzabile dal momento che il numero dei precari è tale da impedire un serio e significativo intervento che, in ogni caso, sarebbe al livello della socialcard dal momento che le retribuzioni dei precari sono assai "contenute" per usare un eufemismo.
Si tratta di circa tre milioni di lavoratori, il 12% del totale ma con un tasso di crescita cinque  volte maggiore di quello dei lavoratori a tempo indeterminato. Perchè le aziende dovrebbero assumere persone a tempo indeterminato se hanno la possibilità di scegliere una ricca gamma di contratti atipici vero e proprio fumus e potere tenere sotto scacco la gente? Il precariato italiano tende ad universalizzarsi ed a diventare l'unica forma contrattuale esistente. Bisognerebbe rivedere profondamente tutta la legge trenta e le successive aggiunte per abolirle. Bisognerebbe tornare al periodo di prova limitato nel tempo a poche settimane o mesi a seconda della specialità ed ammettere il lavoro a tempo determinato soltanto laddove è davvero giustificato. Ma questa richiesta non viene fatta dalla CGIL che vuole soltanto gli ammortizzatori sociali e non si chiede neppure quando guadagna un lavoratore  precario e non mette in discussione la truffa dei progetti o delle finte collaborazioni professionali.
Sulla questione dei salari che andrebbero aumentati considerevolmente il massimo che con timidezza di chiede e qualche sgravio fiscale. Chiedere aumenti salariali è  diventato tabù!!! C'è la crisi ma è solo per i lavoratori dipendenti dal momento che i managers privati e pubblici continuano ad allungare la loro distanza dal lavoro dipendente.
IL sistema pensionistico non va stabilizzato ma va smontato e riportato alla filosofia precedente alla riforma Dini.  Questo sistema non garantisce una pensione decente  che non varrà i soldi versati per il suo finanziamento. Sui fondi pensionistici che non rendono niente ma anzi registrano perdite non una parola. Sappiamo però che gli amministratori dei fondi guadagnano centinaia di migliaia di euro l'anno anche se i fondi che amministrano vanno a picco!!
Precariato, salari e pensioni dovrebbero essere i punti di attacco di una stagione di lotte  sociali  che non si fa terrorizzare dalle campagne allarmistiche di crisi unitamente alla lotta frontale alle privatizzazioni che generano aumenti consistenti delle tariffe e delle bollette che le famiglie dei lavoratori pagano per i servizi nazionali e locali (acqua,igiene,trasporti,posta, asili nido, etc,,)
Inoltre sarebbe opportuna una iniziativa a livello europeo che tragga insegnamento dalla vicenda inglese nella quale non credo che ci sia stata xenofobia quanto invece la reazione a forme di pirateria permesse dalla Bolkestein.  Non è possibile che imprenditori che dispongono di un elevato numero di lavoratori sottopagati (i meccanici della navalmeccanica genovese di nazionalità rumena guadagnano meno di tre euro all'ora e cosi altri) ben rodati nell'arte delle risorse umane procacciate a costi infimi mettano in crisi assetti salariali consolidati. L'assenza di una iniziativa europea dei sindacati è una complicità con la linea del lasser faire,lasser passer del capitalismo rampante mordi e fuggi.
Infine deploro l'assenza di una analisi sulla persistenza, anzi sull'aumento delle morti sul lavoro che la legge non sa evitare dal momento che scaturiscono dal precariato e dalla mancanza di potere dei delegati alla sicurezza. Lo sciopero di quattro ore amministrato dalle regioni e dalle categorie è una scelta rituale, priva di sentimento, incapace di accendere la passione dei lavoratori frustrati dalla povertà in cui vivono e dalla perdita di peso sociale dentro le aziende. Ma anche sugli scioperi il Ministro del Lavoro (!!!) ha già pronto un magnifico rospo da fare inghiottire ad Epifani.
Pietro Ancona

(*) http://www.accordoseparato.com/2009/01/30/cgil-il-documento-approvato-dal-comitato-direttivo-del-29-e-30-gennaio-2009CGIL:IL

http://www.cgil.it/org/AllegatiTaccuino/ilTaccuino022Anno2/Direttivo29-30gennaio.pdf

 

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, February 09, 2009 10:24 AM
Subject: un disastro sociale. il precariato


Un disastro umano per milioni di giovani lavoratori
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Repubblica di oggi, un giornale che ha sostenuto con pervicacia la linea della cosidetta "modernizzazione" dei rapporti di lavoro attraverso  i precari privi dei diritti dei lavoratori "tipici"
si accorge dell'enormità del disastro sociale che si è creato e vi dedica una attenzione (*) che non dovrebbe sfuggire ai sindacati, ai politici, a quei settori della sinistra che si sono fatti infinocchiare
dall'idea di una serie di opzioni lavorative assai attraenti  messe una dietro l'altra e tra queste una rete di protezione.
  Naturalmente la realtà è assai più squallida e tetra per i precari. Vengono assunti  in genere di tre mesi in tre mesi e magari sempre dalla stessa azienda dal momento che la condizione di precario è assai più conveniente per questa. Alcuni addirittura di settimana in settimana esclusi i festivi. La media delle retribuzioni dei precari credo non superi i seicento euro al mese . Diritti quasi inesistenti. Una intera generazione è stata umiliata
Gli studi fatti spesso con tanta passione sono diventati carta straccia. La laurea che rappresentava il passaporto di ingresso non solo verso le professioni ma anche per un lavoro ed una vita sicuri è diventata inutile dal momento che, come spiega benissimo Vandana Shiva, oggi il padrone non si accontenta della tua forza lavoro ma vuole l'essenza di ciò che sei per farne ciò che vuole. Si è voluto diffondere la falsa ideologia della continua trasformazione della economia che comporta una mobilità lavorativa senza fine.
 La responsabilità di quanto è accaduto e delle sofferenze sociali che si sono create si deve ad una corrente giuslavorista che va da Treu e Sacconi  da D'Antoni a Biagi da  Boeri a Ichino a Cazzola,  corrente che si può  assimiliare ai monetaristi nella politica economica. Come i monetaristi hanno provocato disastri fino alla crisi planetaria sostenendo la libertà assoluta del mercato e dello imprenditore, cosi i giuslavoristi che ho citato hanno provocato un enorme distrastro umano e sociale condannando alla miseria  da quattro a cinque milioni di giovani e non hanno arrecato alcun beneficio al sistema paese dal momento che le aziende si dichiarano in crisi e chiedono nuovi aiuti che verranno dati da questo governo senza condizioni.Non è vero che il lavoro precario ha creato nuovi posti di lavoro. Ha trasformato il lavoro stabile in lavoro insicuro,a termine, ricattato.
  Gravi sono le responsabilità della CGIL che, dopo essersi pronunziata prima con Cofferati e poi con Epifani contro la legge Biagi alla fine ha smesso di combatterla e con gli accordi di welfare dello anno scorso l'ha addirittura rafforzata. Gravi sono le responsabilità del PD che ha dentro di se da Treu a Letta a Damiano a Ichino e naturalmente Colaninno e Calearo.
  Ma tutto continua ad andare come decide la Confindustria . Tutti gli scioperi indetti dalla CGIL non si pongono il problema di abolire la legge trenta e si limitano a chiedere un poco di elemosina che non sarà maggiore della socialcard e non per tutti i precari.
 Pietro Ancona

(*) L'anno nero del lavoro a tempo
I precari rischiano l'estinzione

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/economia/inchiesta-precari/inchiesta-precari/inchiesta-precari.html

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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Wednesday, February 11, 2009 12:38 AM
Subject: commento al corriere della sera
I papi sono stati aiutati a morire?
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Mi sono presa la briga di andare a cercare in quali circostanze, come sono morti i papi della Chiesa Cattolica a cominciare da Benedetto XV. Questi è morto per un attacco influenzale nel giro di due giorni. Il suo successore Pio XI scomparve per un attacco cardiaco poco prima di pronunziare un discorso di denunzia dei Patti Lateranensi che non credo fosse gradito agli ambienti filofascisti del Vaticano. Pio XII  scomparve per una ischemia polmonare nel giro di poche ore mentre papa Giovanni ventitreesimo mori per un tumore allo stomaco che tuttavia non gli impedi di lavorare fino quasi all'ultimo. Paolo Sesto mori' quasi subito dopo essersi ammalato e papa Luciani non visse più di un mese. Papa Voitila sappiamo che scomparve dopo la sua ultima apparizione in piazza san pietro dove non riesci a pronunziare parola.
La caratteristica che accomuna la morte di questi Papi è la morte che non iarriva mai dopo lunghe e penose malattie con allontanamento dal loro magistero.  Si tratta  di persone anziane ma che sembrano sfuggire alla regola dei comuni mortali. C'è gente che sta in condizione di disabilità per mesi, anche anni, subisce mesi e mesi di ospedalizzazione e di cure senza essere in grado di fare alcunchè se non resistere alla malattia. Nel caso dei Papi in generale scompaiono senza avere quasi mai interrotto la loro attività che è per la Chiesa di fondamentale importanza. Io non so da quanto tempo c'è l'abitudine del discorso domenicale del Pontefice in Piazza San Pietro. Ma non ricordo che ci siano state assenze per settimane o per mesi. Come mai? Perchè Papa   Woitila dopo l'ultima penosa apparizione in Piazza San Pietro è morto? Non è possibile che si sia lasciato morire con l'attiva collaborazione del gruppo dirigente del Vaticano che considera il Papato una macchina da guerra, un eccezionale strumento propagandistico che non può eclissarsi neppure per un giorno, deve sempre essere all'opera? Infatti non manca giorno in cui non veniamo informati di almeno due o tre iniziative alle quali il Papa partecipa.
Naturalmente non ho strumenti per fare affermazioni certe. Il convincimento che mi sono fatto è frutto solo di osservazione e di comparazione. Penso che ci sia una ragione di Stato della religione-Stato che imponga di avere sempre un papa efficiente, dinamico, pronto a sostenere durissime giornate di lavoro che cominciano forse alle quattro o alle cinque del mattino e vanno avanti per tutta l'intensa giornata. Insomma, dal momento che non è possibile che tra gli ultimi otto papi e per lo spazio di oltre un secolo non  ci sia mai stato uno solo di essi che  sia rimasto a letto per mesi mancando ai suoi inderogabili doveri di capo della Chiesa-Stato dobbiamo pensare ad una situazione anomala.
Per questo sono convinto che Papa Woitila sia stato aiutato a morire subito da una curia  che  sapeva della sua impossibilità di eseguire  i programmi intensissimi predisposti per lui  che avrebbero sfibrato un uomo forte e nel fiore degli anni. L'attività del Papa appare da decenni a questa parte come drogata da una ipermovimentismo che comunica anche una sorta di ansia dal momento che fatta una spettacolare manifestazione ne viene subito dopo annunziata una altra e poi un'altra ancora. Sono convinto che le condizioni di Papa Woitila  erano tali da sopportare un periodo non so quanto lungo di degenza lontano dalla finestra di Piazza San Pietro e dai suoi numerosissimi impegni nel mondo. Ma la Chiesa che ha il suo motore nel Papa può accettare un fermo sia pure temporaneo? Nella società spettacolo non essere nel teatro corrisponde ad una scomparsa. Chi non appare non c'è. Sembra che questa regola sia perentoria specialmente per chi deve ogni giorno divulgare un verbo che oggi è antimoderno e spesso contro principi elementari di civiltà come l'attacco agli omosessuali e la scelta dei lafebriani contro i valorosi sacerdoti della teologia della liberazione,
 Ecco perchè tutta l'opposizione furibonda minacciosa  contro la scelta di liberare Eluana dalle sue sofferenze  mostra tutta la sua strumentalità a fronte di comportamenti che hanno probabilmente aiutato i Papi a togliere il disturbo senza alterare il ritmo ossessivo ed ossessionante di una attività che non conosce tregua dal momento che aspira ad essere presente nel mondo intero con posizioni di prestigio e di potere.La Chiesa-Stato, unica religione ad avere uno Stato tutto suo, non smette mai, neppure per un istante, il suo proselitismo universale.
Pietro ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Wednesday, February 11, 2009 12:38 AM
Subject: commento al corriere dela sera


http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_febbraio_10/clochard_muore_stazione_centrale-150987250677.shtml

commento
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la morte di un barbone non emoziona nessuno a cominciare dal Governo che era disposto a fare carte false per salvare la vita di Eluana, a convocare un Parlamento in via straordinaria, a mobilitare carabinieri e quant'altro per ispezionare la casa di cura che voleva toglierla dal letto di dolore nel quale giaceva da diciassette anni.
Il barbone non interessa. E' morto e non sarà iscritto nell'apposito registro dei barboni che sarà istituito presso il Ministero degli Interni per avere uno schedario di questi pericolosissimi eversori che dormono nelle stazioni o sulle panchine (che però sono state segate da moltissimi sindaci anche ex comunisti come quello di Padova).
 Provo vergogna per un paese in cui si muore di freddo di stenti di fame nella indifferenza generale e con un governo pronto solo a schedare i poveri e tanti sindaci che fanno la guerra ai lavavetri, ai mendicanti per il decoro urbani e poi le loro amministrazioni "studiano" progetti  con Li Gresti e per affermare il loro diritto a fare quello che vogliono vanno ad incatenarsi a Roma con segretaria ed addetto stampa al seguito.
pietro ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, February 14, 2009 11:12 AM
Subject: Una generosa manifestazione dei lavoratori minimizzata.


Una situazione surreale
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Massimo D'Alema ha definito entro questo spazio lo sciopero di ieri: "E' urgente garantire chi perde il posto di lavoro e quindi occorre una riforma degli ammortizzatori sociali che sia in grado di proteggere anche i lavoratori precari e a tempo determinato. In piazza, sotto il palco, tremano soprattutto loro." L'ex Ministro del Lavoro ed ex segretario della Fiom è stato ancora più soft: "lo sciopero è una testimonianza del malessere dei lavoratori". Un aggettivo può definire la condizione dei lavoratori nello sciopero di ieri: surreale! Una massa immensa di lavoratori di studenti e di migranti quale maggiore non poteva essere ha compiuto ieri uno sforzo di mobilitazione eccezionale, confrontabile al grande sciopero per le pensioni del primo governo Berlusconi, alla mobilitazione della CGIL in difesa dell'art.18, dello sciopero del 20 ottobre 2007 contro il governo Prodi. Per quanto i pennivendoli della destra e della Confindustria si affannino a minimizzare ieri l'Italia che lavora e che studia ha fatto sentire alta, altissima la sua voce, ma...... cosi' come i promotori dello sciopero del venti ottobre si preoccuparono di  rassicurare Prodi che lo sciopero non era contro il Governo fino a fare diventare questa affermazione la cifra, la nota dominante, l'esegesi politica dell'iniziativa, lo sciopero di ieri è stato ingabbiato dalla CGIL e dal PD nei limiti della richiesta di una diversa politica economica del governo, della doverosa protesta contro le modifiche alla legge sulla sicurezza del lavoro, ai contratti separati, alla legge antisciopero predisposta da Sacconi, insomma in un alveo assai limitato di riduzione del danno, di reazione agli attacchi sempre più virulenti alla libertà ed all'autonomia del Sindacato, senza alcun riferimento, alcuna proposta che possa caratterizzare un miglioramento delle condizioni dei lavoratori oggi ricattati dalla grande crisi provocata non solo dalla truffa finanziaria planetaria fatta dagli americani ma dai bassi salari che in tutto l'Occidente hanno degradato i consumi e la produzione.  Preso atto degli otto miliardi per gli ammortizzatori sociali stanziati dal governo con l'accordo delle Regioni ci si limita a chiederne l'estensione ai precari. Una sorta di social card umiliante che si calcolerà in spiccioli.  Manca la richiesta di una coraggiosa svolta che può avvenire soltanto con un aumento generalizzato dei salari e delle pensioni e l'abrogazione della legge Biagi.Ha pesato sullo sciopero la pesante ipoteca  del PD alla quale la CGIL è sottoposta  che vorrebbe la firma sulla riforma dei contratti e la ripresa dell'unità con CISL ed UIL che naturalmente avverrebbe alle condizioni collaborazionistiche con Confindustria e Governo di queste. Ha pesato la comunanza spirituale del gruppo dei giuslavoristi Treu,Letta, Ichino ncon i giuslavoristi del Pdl. La posizione di Ichino che appoggia Boeri per il contratto unico che liquida l'art.18, la posizione di Bersani che è stato allo sciopero ma non si è sbilanciato su niente di quanto chiede oggi la gente: più salario, più difesa del suo potere di acquisto oggi in balia ai venti del mercato e ai gravami delle privatizzazioni sui servizi, una riforma delle pensioni che ritorni ai criteri precedenti la riforma Dini o che comunque rimetta in discussione una "riforma" che di fatto riduce le prestazioni pensionistiche ad elemosine. E' davvero surreale che le proposte della CGIL siano una specie di collo di bottiglia dal quale non passano le spinte poderose che ieri la sua stessa gente ha dato. Epifani è ansioso di sedersi al tavolo della trattative per discutere di tutto, sapendo fin d'ora che
non chiederà altro che correggere, attenuare, ridurre il danno che questa destra ha prodotto e continua a produrre. Ma, a mio parere,  questo senso di responsabilità non solo è mal riposto ma non regge. Non regge ad una condizione di generale immiserimento dei lavoratori, ad un uso criminale del precariato, a pensioni sempre più leggere, a servizi sempre più cari a causa degli stipendi dei managers. Non regge difronte ad una offensiva del Governo che attacca assieme alla Confindustria alla Cisl ed UIL. Il PD non difende i lavoratori rispetto i quali non ha più neppure una posizione di terzietà: è con la confindustria. I deputati PD ieri presenti hanno voluto in quale modo testimoniare un loro legame  storico con il movimento operaio italiano ma si sono ben guardati dal dichiarsi  "con" i lavoratori in lotta.In queste condizioni, lo sciopero del quattro aprile e quello dei pensionati del cinque marzo serviranno a fare sapere quanto è forte la CGIL e come deve essere tenuta dentro "il tavolo" delle trattative con il governo. Ma niente cambierà in meglio per i lavoratori ed i precari.
Pietro Ancona
                                                        ****


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From: pietroancona@tin.it
To: redazione@ilmanifesto.it
Sent: Saturday, February 14, 2009 9:26 PM
Subject: Amarezze per un collaborazionismo suicida

Caro Manifesto,

Il professore Ignazio Marino, insigne chirurgo (a Palermo ha creato l'Ismett  centro trapianti), presidente della Commissione Sanità del Senato , ha proposto, stasera, il referendum nel caso in cui la legge sul testamento biologico sarà fatta nel modo voluto dalla destra e dal Vaticano cioè con l'alimentazione forzata e l'idratazione.
Proposta certamente importante e di grande capacità mobilitativa. Proposta che poteva anche spingere la destra a più miti consigli.
Non erano trascorsi che pochi minuti dall'annunzio del Prof Marino che il PD smentiva a gran voce attraverso interventi di Letta ed altri l'ipotesi del ricorso al referendum.
 Il PD non intende promuovere un  confronto popolare sul testamento biologico.
  Già all'indomani delle grandi manifestazioni di lotta di ieri Veltroni, che ha disertato lo sciopero, ha riunito Confindustria e Sindacato e lanciato una ipotesi collaborazionista e corporativista per affrontare la crisi e superarla. Neppure una parola sul malessere dei lavoratori, sulle loro rivendicazioni, niente di niente.
 Naturalmente i lavoratori vi concorreranno accettando tutte le controriforme proposte dalla Confindustria e dal Governo e già accettate da Cisl e Uil.
   Infine, qualcuno si chiede che fine ha fatto la proposta di un referendum sulle leggi Gelmini.
   Pietro Ancona
                                                        ****

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From: pietroancona@tin.it
To: info@tuttostoria.net
Sent: Sunday, February 15, 2009 6:01 PM
Subject: i liberatori


    Ogni volta che si criticano gli Usa  qualcuno ricorda che dobbiamo a loro la nostra liberazione dal nazifascismo. Siamo debitori della nostra libertà. E' una affermazione che testimonia una riconoscenza non del tutto ben riposta. La guerra scoppiò nel settembre del  1939 e gli americani vi parteciparono soltanto  dalla fine del 1941. Lo sforzo fu sostenuto da subito soltanto dall'Inghilterra  e del giugno del 41 anche dalla Russia invasa dalle armate tedesche. Ho letto nella storia della seconda guerra mondiale di Winston Churchill (che raccomando a tutti anche se si tratta di dodici volumi che però si leggono come un romanzo) che  lo stesso Churchill implorò
tantissime volte il Presidente Roosevelt per avere cinquanta navi da guerra a protezione dei convogli britannici che venivano affondati in grande quantità dai tedeschi. Le  ottenne dopo avere ceduto agli Usa
i possedimenti in Asia e nel Pacifico. Inoltre l'apertura del secondo fronte con lo sbarco in Normandia fu ritardato al massimo consentendo quindi a Stalin di occupare metà europa e quindi di alzare la cortina di ferro. Sono dell'opinione che i veri sconfitti della seconda guerra mondiale, oltre naturalmente i nazifascisti, furono gli inglesi che ne uscirono enormemente ridimensionati dagli USA e l'Europa che ne usci spaccata in due e ridotta in rovine da bombardamenti . L'Europa è uscita in condizioni di minorità . La "liberazione" dell'Europa dal nazismo è stato un capitolo della guerra imperialistica degli Usa. Da allora ad oggi gli Usa hanno molestato e distrutto diecine di Nazioni come scrive Gore Vidal. A proposito di crimini di guerra sono curioso di sapere qualcosa dei tre milioni di soldati tedeschi fatti prigionieri dagli Alleati.
Pietro Ancona
                                                                ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, February 16, 2009 9:13 AM
Subject: Fw: Non solo stupri

una politica di odio


L'Italia è diventato un brutto posto per tutti. E' , credo, l'unico paese europeo in cui il Governo produce odio in quantità industriali contro tutti: contro i clandestini che arrivano a Lampedusa, contro i rom ai quali saranno prese le impronte dal momento che Maroni è rimasto insoddisfatto del rilevamento fatto dalla Croce Rossa,
contro gli statali definiti fannulloni da un Ministro demagogo .Un governo che predica la cattiveria,che decide di schedare i barboni, autorizza le ronde per legge magari pensando di darne il monopolio alla Lega, diffonde un clima di insicurezza, di odio profondo, di caccia al diverso. Questo comportamento irresponsabile e demagogico  viene esaltato da una situazione di crisi economica e sociale che determina uno stato di disagio diffuso, spinge la gente a chiudersi, ad essere intollerante. Campagne periodiche di diffamazione e di odio vengono fatte dai giornali  contro  gli anziani che si fanno mantenere dai giovani, contro i lavoratori a tempo indeterminato che  sono privilegiati rispetto i precari, contro i meridionali che vivono di espedienti e cosi via. I lavoratori Alitalia che sono stati dimezzati di diecimila persone ora in cassa integrazione sono stati lungamente e velenosamente attaccati per i "privilegi" della loro professione. I licenziati oggi cassaintegrati vengono considerati con astio parassiti....Quasi tutti i giornali si sono prestati
a questa rappresentazione della realtà aiutati spesso di economisti e politologi di grido del tipo Ichino, Monti,
Boeri. La Bocconi di Milano è  diventata la centrale della demolizione dei diritti del lavoro.
Gli stupri commessi in questi giorni e sui quali i massmedia hanno organizzato una campagna assordante
contro gli  emigrati in Italia e contro i clandestini sono maturati in una realtà sempre più disgregata ed in un clima di crescente criminalizzazione dei poveri. C'è una scelta politica alla base dell'enorme risalto che è stato dato a episodi certamente di intollerabile violenza, risalto che non è stato dato e non viene dato in casi altrettanto gravi di delitti compiuti da italiani. Aldo Cazzullo, una delle penne più  usate  dal Corriere della Sera, si è spinto  stamane a "prima pagina"ad affermare che lo stupro ad opera di un clandestino è "politicamente" più grave dello stupro del vicino di casa o dell'amico di famiglia!
Ha sbagliato ieri la destra ad attribuire al centro-sinistra la violenza che cresce nelle città. Sbaglia oggi il PD ad accusare Alemanno di lassismo. La violenza nasce nel territorio incontrollato ed abbandonato. Non esiste una politica per il recupero delle periferie sempre più fatiscenti, prive di verde e di servizi, spesso al buio e non esiste sopratutto una politica di buon rapporto e di responsabilizzazione delle comunità di immigrati. Se i consigli circoscrizionali aprissero un rapporto con le comunità di stranieri che si sono insediate nel loro territorio assieme a queste potrebbero gestire  al meglio i problemi della sicurezza. Quando il Governo incoraggia la formazione di ronde naturalmente fatte da soli italiani e l'uso dell'esercito innanzitutto dichiara di non essere in grado di usare il monopolio del potere repressivo, compie una scelta che fa regredire l'Italia ed ottiene il risultato di rinfocolare soltanto l'odio. L'Odio sta diventando il tratto più significativo della politica del governo e della destra. C'è una deformazione della realtà per avallare la xenofobia. I dati testimoniano di una violenza contro le donne che è assai più  grave e diffusa di quanto si creda.
"In particolare, nel 2007, sono state uccise 126 donne: 44 dai mariti, 11 dai fidanzati o dai conviventi, nove dagli ex mariti e dagli ex fidanzati, dieci dai figli e 14 da sconosciuti. Dati che si aggiungono a quelli di un'indagine Istat dello scorso anno, secondo la quale quasi sette milioni di donne sono state vittime di violenza. La maggior parte (oltre sei milioni) sono state aggredite dal partner."
Gli stupri vengono strumentalizzati  a favore di un governo sempre più autoritario, sempre meno soggetto al controllo del Parlamento, proteso ad eliminare l'autonomia della Magistratura. L'obiettivo è ricondurre i tre poteri fondamentali legislativo, esecutivo e giudiziario in una mano sola: quella del Governo. L'obiettivo è anche una progressiva erosione del potere attribuito dalla Costituzione al Presidente della Repubblica e magari giungere ad una soppressione di una delle due figure,  Capo dello Stato e Capo del Governo. Forse la destra e tutta la borghesia che la sostiene con i suoi giornali vogliono appunto giungere al più presto ad un risultato di "semplificazione" del governo del Paese. La democrazia ha una complessità  che la destra vuole abolire a vantaggio di un regime in cui tutto il potere è nelle sue mani.La violenza dei criminali stranieri viene usata come una clava per bastonare tutti.Per giustificare i lagers dove imprigioniamo i clandestini, lo sfascio della scuola e della sanità, la riduzione del welfare e delle libertà. Lo scrittore Erri De Luca diceva ieri sera a Fabio Fazio: clandestino o autorizzato sono termini inaccettabili: gli uomini  non si debbono distinguere in queste categorie. Come in un treno a vapore si dà velocità alla locomotiva introducendo sempre più palate di carbone  a ritmo sempre più frenetico, cosi in vista del varo della vergognosa legge razzista sulla sicurezza aumentano le campagne di stampa per convincerci tutti che viviamo in una giungla, che non dobbiamo essere "buonisti", che bisogna usa il bastone ed una sana cattiveria.
Pietro Ancona
                                                            ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, February 18, 2009 9:53 AM
Subject: ora tutta l'area che va dal PD a tutta la sinistra è devastata


allergia fatale
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Ora tutta l'area che va dal PD a tutta la sinistra è devastata.. E' come la striscia  di Gaza bombardata dagli israeliani solo che la destra non può dire di averne il merito. La causa, anzi le cause, sono tutte interne al PD ed alla sinistra malati per la degenerazione patologica di quel progetto politico che si diparte dalla Bolognina e per la perdità di identità subita dai socialisti dopo il terremoto giudiziario craxiano.
 Il PD era diventato un partito allergico, fortemente allergico a quanto di progressista ci fosse non solo nella storia del PCI dal quale viene e della sinistra DC ma anche dello stesso Ulivo che non era contraddittorio ed eterogeneo  così come è diventato il PD. L'Ulivo è stato un serio, importante tentativo di unificare il PC e la DC in un partito, in una piattaforma rivolta al miglioramento delle condizioni sociali e all'avanzamento della democrazia italiana. L'Ulivo stava con i lavoratori, appoggiò il grande sciopero per la difesa delle pensioni e gli alleati dell'Ulivo come Dini accettavano di stare in un percorso politico, in un progetto se non di sinistra almeno democratico.
 Il PD invece è nato dalla rincorsa a destra di due gruppi dirigenti ex Margherita ed ex DS ed è diventato nel tempo un informe clone del PDL senza esserlo nella sua base elettorale.
  Quando i due gruppi dirigenti hanno smesso di rincorrersi a destra hanno cominciato a rincorrere a destra  il PdL: siamo al punto in cui su alcune cose le posizioni di Fini risultano più accettabili alla sensibilità democratica di quelle espresse da tanti esponenti del PD.
  Ieri Rutelli ed un altro gruppo di fedelissimi del Vaticano hanno votato la norma che limita la libertà personale garantita da oltre duecento anni di rivoluzioni liberali. Il testamento biologico diventa il contrario di quello che è in tutto il mondo: l'alimentazione e l'idritazione forzata cozzano con la ratio che ne fa una manifestazione di volontà da rispettare.
 I lavoratori italiani manifestano contro il continuo degrado delle loro condizioni materiali e delle normative che presiedono il rapporto di lavoro e tre quarti del PD fanno sapere di non condividere e coloro che vanno in piazza si guardano bene dal compromettersi con dichiarazioni troppo "radicali" di appoggio.
  Il PD  di Veltroni ha proseguito la corsa suicida  iniziata da Fassino: prima dalla parte dei lavoratori, poi in posizioni di terzietà tra capitale e lavoro ed infine dalla parte della confindustria  con un pegno importante dentro la elezione di Calearo e Colaninno (cosa ben diversa degli industriali progressisti di stampo olivettiano del vecchio PCI) e l'adesione alle scellerate scelte relative all'Alitalia, al precariato, all'abolizione del contratto nazionale. Ichino, deputato del PD, sostiene apertamente l'abolizione dell'art.18.
    Nella terribile vicenda dei bombardamenti israeliani alla striscia di Gaza non solo si sono abbandonati i palestinesi ed i pacifisti, ma si partecipa a manifestazioni di sostegno degli aggressori.
  Ognuno può ripercorrere per conto suo le scelte compiute  in questi anni dalla Margherita e dai DS prima e poi dal PD: una corsa affannosa e sempre più accelerata verso l'asocialità della destra italiana e verso un neoconfessionalismo  che desta perplessità e a volte anche rabbia negli stessi ambienti cattolici progressisti.
   Il PD ha inseguito la destra sul piano più repellente della xenofobia e lo ha fatto  con ordinanze dei suoi sindaci odiose ed apertamente ostili verso i poveri. Il   Sindaco di Padova si è spinto a rimuovere le panchine ed abolire i semafori per cacciare i lavavetri. Ha assediato con un muro allucinante un quartiere costringendo alla evacuazione i suoi abitanti in gran parte immigrati.
   Nella sua deriva a destra fino  alla xenofobia è accaduto un fatto che riguarda lo stesso Veltroni: subito dopo l'aggressione della povera signora Giovanna Reggiani ha  preteso la convocazione del Consiglio dei Ministri, allora presieduto da Prodi, rivendicando con acuti strilli immediati provvedimenti restrittivi dei diritti dei migranti. Il governo si è riunito ed ha fatto quanto chiesto dall'allora Sindaco di Roma. Questo fatto ha ben impresso nell'opinione pubblica l'idea e la necessità di una politica securitaria che ora con il governo Berlusconi già raggiungendo livelli maniacali e limiti alle libertà non  solo degli stranieri ma anche degli italiani.
  Con la decisione di rompere con la sinistra che si era dissanguata per tenere in vita il governo Prodi chiudendosi alle legittime aspettative e richieste della sua base espresse con la manifestazioni del venti ottobre 2007, il PD ha voluto stabilire un confine nettissimo con tutto ciò che in parte era stato in passato e che è ancora il sentire comune dei partiti socialisti europei. Si è voluto proporre come partito di centro moderato non rendendosi conto che in Italia il centro non esiste e che la stessa congiuntura economico-sociale spinge verso posizioni di netta radicalizzazione: o stai con la Marcegaglia o stai coi lavoratori. Non dico con i Sindacati dal momento che questi dal patto per l'Italia in poi sono coinvolti ed in parte hanno coinvolto la stessa CGIL in una politica di progressiva inesorabile riduzione dei diritti dei lavoratori.
  Purtroppo  non esistono punti di riferimento validi dai quali ripartire per ricondurre a "normalità" la dialettica politica del Paese: un partito di destra o moderato ed un grande partito di ispirazione socialdemocratica che si contendono il potere. Le cose non stanno così e la crisi di identità dei PD risoltasi in una adesione ai principi della destra ha contagiato aree della sinistra radicale. Credo che la scissione del gruppo di Vendola, il PSI, la sinistra democratica aspirano ad allearsi con il PD senza fare tante storie sulla sua vocazione centrista o di centro-destra. Il resto della sinistra, dai comunisti italiani al Prc, ha grossi problemi nella sua nomenclatura fatta da tante persone che stanno vivendo una dolorosa "sindrome occhettiana" e sono ancora in fase di elaborazione del lutto per la perdita delle proprie posizioni di prestigio
che non consente loro una analisi della realtà.
  Il Partito di Di Pietro ha tratto vantaggio da questo enorme casino appropriandosi di posizioni di "sinistra" che pur non gli sono congeniali, ma comunque capendo che doveva stare vicino ai lavoratori. Di Pietro si è speso nella vicenda Alitalia e questo è stato notato ed ha dato speranza a tanti. Qualcuno mi dice: e se votassimo per Di Pietro?
 Ma Di Pietro non può coprire il vuoto oggi ingombro dalla rovine della sinistra.
Allo stato delle cose c'è una destra che ha fatto diventare sentire comune il suo odio per i poveri e per la giustizia e restano poche testimonianze di un'Italia diversa rappresentate  da persone come Gad Lerner che sta conducendo una appassionata lotta contro i pregiudizi razziali, come Santoro, come Pietro Marcenaro che ha scritto una bella pagine di passione civile su Lampedusa, il Prof. Marino con la sua proposta di referendum, il gruppo del Manifesto, tutto il popolo disperso della sinistra comunista e laica. Ma come dicevo si tratta di testimonianze e ci vuole ben altro. Temo che una parte dell'elettorato del PD convertito da Treu, Letta, Rutelli e tanti altri "modernisti" alla causa della destra italiana confluirà del PDL di Berlusconi che diventerà un Partito-Regime.
  Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, February 19, 2009 9:20 AM
Subject: Veltroni e la democrazia finta fallita


Fallimento della  democrazia  plebiscitaria
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Una riflessione può farsi a partire dalle dimissioni di Veltroni  ma che riguarda la cosidetta "modernizzazione"della  democrazia così come l'abbiamo conosciuta e praticata nel corso di tutti gli anni a partire dalla Costituzione. Credo che tirate le somme, per quanto le regole della democrazia prima delle recenti riforme fossero a volte macchinose e rallentassero il processo decisionale, tutt'ora sono preferibili a quelle innestate dal populismo e dal plebiscitarismo attuale.
Prendiamo ad esempio le primarie e l'elezione di Veltroni con conseguente formazione di un organismo di circa tremila persone (nessuno sa chi siano e probabilmente non si conoscono tra di loro e molti sono sconosciuti al Partito). Alle primarie per l'elezione di Veltroni hanno partecipato (si dice) tremilioni e mezzo e persone. Se la democrazia è numero non c'è dubbio che l'investitura di tremilioni e mezzo di persone sia più suggestiva della elezione di uno dei vecchi Comitati Centrali del PCI e del Consiglio Nazionale della DC. C'è da osservare che tremilioni e mezzo di persone hanno votato in un'ottica truccata dalla assenza di reali contendenti  se consideriamo che la Rosy Bindi partecipava per sua stessa ammissione per una propria scelta personale di identificazione nel nuovo gruppo dirigente del PD. La nomina dei tremila è stata una conta nel territorio, il prodotto dei rapporti di forza tra i seguaci di alcuni leader nazionali, personaggi della provincia che si sono piazzati al seguito o addirittura in rappresentanza di un potente oligarca. Ci sono eletti fedeli o fedelissimi di Veltroni, altri di Fassino, altri di D'Alema, Rutelli e cosi via. La politica non c'entra quasi niente! C'entra la benevolenza del leader nazionale verso il suo protetto che diventa  per via di questa investitura un "potente", un capo bastone, una persona di quelle che contano specialmente  quando si debbono scegliere i candidati che poi sono gli "eletti" per elezioni politiche prive del voto di preferenza, quando si debbono scegliere tutti gli uomini per le cariche  nella amministrazione locale rigidamente lottizzata non solo tra i partiti ma anche dalle fazioni dei partiti.
Le dimissioni di Veltroni hanno messo a nudo l'inganno della  neodemocrazia praticata a sinistra (cosa assai grave) in un Paese in cui il Presidente del Consiglio ha creato un suo Partito-azienda  ove   naturalmente non c'è mai stato nè mai ci sarà  un congresso dal momento che non si saprebbe come fare, in cui c'è in corso una crisi della sinistra comunista, dei socialisti, dei verdi. Quale sarà il procedimento che porterà alla elezione del nuovo segretario e degli organismi dirigenti? Non sappiamo  neppure se i tremila delle primarie siano ancora tutti nel PD e naturalmente le decisioni saranno prese dai capibastone nazionali delle varie fazioni dell'ex DS e dell'ex Margherita.
 La neodemocrazia leaderistica ha prodotto danni enormi anche nella pubblica amministrazione. Viene arrestato il Presidente della regione Abruzzo e l'intero Consiglio Regionale  viene sciolto e si indicano nuove elezione per eleggere il nuovo Presidente e tutto il Consiglio.. Lo steso dicasi per la Sardegna. Si tratta di una norma  che paralizza il ruolo delle assemblee generali elettive che vengono legate alla sorte del Presidente. Perchè un Consiglio regionale si deve dimettere se muore, si dimette, succede qualcosa al Presidente della regione? Si annulla la distinzione tra potere di controllo, potere legislativo e potere esecutivo. La carica di consigliere regionale o comunale diventa in qualche modo una emanazione del Presidente della regione o del Sindaco. Un capovolgimento della democrazia in cui il controllato (presidente) diventa controllore e dante causa.
  Erano molto ma molto più serie le norme che presiedevano alla formazione degli organismi dei partiti e delle pubbliche amministrazioni prima della ubriacatura generale di modernismo, di innovazione, di plebescitarismo. Un iscritto al PCI o al PSI che votava in Sezione valeva molto di più, era assai più importante, di un anonimo partecipante ad una primaria fasulla di tre o quattro milioni di persone. Il suo voto contava e si discuteva a fondo sulle qualità della persona da eleggere sia per il Comitato Direttivo della Sezione, sia per altre cariche. Il Partito era una cosa seria specialmente nel suo Comitato Centrale che era capace di discutere per giorni e giorni scelte politiche che oggi vengono assunte velocemente ma anche spesso con leggerezza. Tutto è cominciato dallo scioglimento del Comitato Centrale del PSI e della sua sostituzione con quello che Rino Formica definì una "corte di ballerini e nani". La qualità del dibattito e della democrazia italiana sono  peggiorati. Le riforme della pubblica amministrazione hanno diffuso il virus dello oligarchismo nel vasto corpo dello Stato.  Si è invertito il rapporto tra elettori ed eletto. L'Oligarca è diventato talmente potente da essere addirittura temuto da coloro che gli stanno vicini.
 La riforma politica e la riforma amministrativa hanno degradato la qualità della democrazia italiana. Molte norme introdotte dalla riforma Bassanini si sono rivelate veri e propri cavalli di troia ed hanno fatto degenerare una pubblica amministrazione magari vecchiotta ma certamente assai più accettabile di quella odierna fatta di distanze siderali tra managers e comuni funzionari. I due processi di volatilizzazione dei partiti a vantaggio degli oligarchi e di riforma delle leggi elettorali e della struttura delle amministrazioni hanno fatto degenerare la democrazia italiana che è diventata quasi virtuale ed ha invertito il rapporto tra base e vertice. La base intesa come comunità di elettori o di cittadini non conta più niente. Tutto si consuma nelle stanze frequentate dagli oligarchi che sono privi di qualsiasi controllo, si stabiliscono gli stipendi che più aggradano,
insomma fanno quello che vogliono.
  Non propongo il ritorno al Partito "pesante" ma credo che si debba trovare modo di restituire alle comunità di base il potere di scelta. Primarie di migliaia o milioni di persone sono il contrario della democrazia. Si svolgono in silenzio precedute da comizi dei candidati. La democrazia è discussione delle situazioni, scelta,
valorizzazione del bene comune. Insomma, è il contrario del punto in cui siamo giunti dopo venti anni di riforme demolitrici di un sistema vecchio ma rispettoso della libertà e del diritto di partecipazione dei cittadini.
  La democrazia è la capillare partecipazione di quanti vogliono partecipare al processo decisionale, elettivo,
politico.
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Tuesday, February 24, 2009 3:48 PM
Subject: ritiro di veltroni dalla politica
 

Veltroni e le nuove Steifendiest

di Pietro Ancona

Le dimissioni di Veltroni da Segretario del PD vanno viste  come un "ritiro dalla politica". E' vero: Veltroni è stato capace di atti di inaudita audacia.Ha dichiarato di voler stare da solo, ha escluso ogni alleanza elettorale con il PSI e con i partiti della sinistra radicale con i quali aveva debiti di riconoscenza (il psi lo ha sdoganato ed introdotto nell'internazionale socialista che ora, a quanto pare, non serve più e diventa un punto di rottura del PD) ed i partiti della sinistra radicale avevano servito fedelmente, per me troppo fedelmente, il governo Prodi nella sua incredibile azione di cancellazione degli accordi elettorali e delle garanzie date ai lavoratori. Veltroni, per tagliare fuori la sinistra anche dal Parlamento Europeo, si è servito di un accordo con Berlusconi, cioè ha usato la forza di una maggioranza parlamentare per cambiare una norma. La concellazione della sinistra dal Parlamento Europeo produrrà un impoverimento della democrazia dal momento che il PD non solo dichiara di non essere un partito di sinistra ma si ostina ad essere quasi il clone del PdL. Veltroni si è ritirato perchè spaventato dallo scenario che si va aprendo davanti a noi: una crisi mondiale che il padronato italiano vuole gestire e gestirà in termini di annientamento di quanto resta dei diritti dei lavoratori; una crescita della militarizzazione della politica attraverso le ronde che sono la ripetizione a  quasi un secolo di distanza delle Steinfendienst NJ che mano a mano diventeranno orribili strumenti di intimidazione dei partiti del centro-destra e del governo sui partiti della opposizione e sulla popolazione. Sulle ronde c'è stata e c'è molta ambiguità se è vero che il Presidente della Provincia di Milano, un tizio che ha fatto il funzionario del PCI per tutta la vita e che ora sembra convertito ai canoni del peggiore securitismo, ha stanziato un quarto di milione di euro a vantaggio di quelle esistenti. Si, è vero, si tratta di volontariato ma che a quanto pare costa, non è del tutto disinteressato e gratuito. Le guardie padane che esistono da anni sono certamente costate ai contribuenti, forse  parte di loro sono transitate nei corpi dei vigili urbani ed ora si aspetta il federalismo per  farne in blocco polizie regionali. Il Paese è avvolto in una atmosfera di odio. Il governo proclama il canone della cattiveria. Bisogna essere cattivi con tutti coloro che in qualche modo osteggiano la politica xenofoba e carceraria del centro-destra. Andiamo verso non solo la dittatura della maggioranza in Parlamento che già abbiamo registrato con lo svuotamento del ruolo del Parlamento ma  verso la violenza legalizzata della maggioranza sulla opposizione e sul Paese. Gli obiettivi delle ronde diventaranno molteplici  ed includeranno i centri sociali, i sindacati di base, i movimenti della galassia comunista libertaria ed anarchica. L'ordine pubblico diventerà ordine politico. A fronte di questa situazione tutti i compagni che provengono dal PCI e si trovano nel PD e non ne condividono l'immobilismo e la postura riverenziale verso il PD farebbero bene ad unirsi ed a lasciare come terreno che scotta il PD per aiutare un processo di ricostituzione in Italia di un partito socialdemocratico come fu il PCI prima dello sciagurato karakiri della Bolognina. IL PD non è in grado di frenare, di bloccare ed ancora meno di invertire lo smottamento verso il neonazismo italiano.  Il PD era nato per governare in alternanza a Berlusconi ma con il suo stesso progetto politico liberista. Ora, nonostante il giuramento di Franceschini sulla Costituzione, è diventato del tutto inerte ed inefficace. Il PD non è in grado di fare niente che possa in qualche modo contenere l'espansionismo della destra. Veltroni si è ritirato da una politica che per lui come per tanti altri non è più il giardino incantato delle opportunità della democrazia, ma un tetro campo ingombro di rovine, sul quale incombe la violenza del regime prossimo venturo.
Veltroni si è guardato attorno e si è impaurito.
 
Pietro Ancona

                                                           ****


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From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Thursday, February 26, 2009 12:27 PM
Subject: attacco al diritto di sciopero ed al sindacalismo di base




attacco al diritto di sciopero ed al sindacalismo di base
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 Nessuno si faccia illusione sulla limitazione dei progetti della destra italiana (e non solo) riguardanti il diritto di sciopero al settore dei trasporti.  Sui punti cruciali di attacco alla libertà ed alla democrazia come la istituzione delle ronde,il prelievo delle impronte digitali ai bambini rom, le leggi di detenzione dei clandestini e di maggiorazione delle loro pene in caso di reato ed ora del diritto di sciopero  la destra italiana ripercorre la strada già  attraversata da Hitler e da Mussolini negli anni trenta.
 La scelta è stata fatta dal momento che l'opinione pubblica è stata esasperata contro gli scioperi dei lavoratori del settore.Spesso si tratta di lavoratori pendolari o di fruitori dei servizi urbani di fascia medio-povera.
 Lo sciopero nei servizi pubblici ha già una regolamentazione che risale al 1990, aggiornata nel 2000. Un esame obiettivo dei comportamenti delle categorie da allora ad oggi non evidenzia  un cattivo funzionamento della legge. La legge ha garantito gli  utenti dei trasporti e lo sciopero selvaggio è una leggenda metropolitana ingigantita ad arte per mettere la gente contro i sindacati ed i lavoratori.
 Oggi la scelta del governo di stringere e di molto il cappio del divieto risulta particolarmente odiosa e di parte per il fatto che le ferrovie dello Stato sono state privatizzate ed anche l'Alitalia, mentre le aziende municipalizzate hanno già un regime privatistico e molte sono  state privatizzate.
 Ieri una spocchiosa  dichiarazione di Mauro Moretti amministratore delegato delle Ferrovie (con stipendio milionario) resa al  Senato annunziava la scelta del "macchinista unico", scelta che sarà realizzata anche senza l'accordo dei lavoratori e del sindacato. Non dimentichiamo che è in corso una profonda ristrutturazione dei servizi riguardante la gestione del trasporto ferroviario che renderanno assai più oneroso e difficile il trasporto ai pendolari ed agli stessi ferrovieri. Con i nuovi orari molte persone che viaggiano per raggiungere il posto di lavoro dovranno alzarsi nel cuore della notte dal momento che in nome dell'efficienza e del risparmio si fanno saltare tratte essenziali.
 L'Alitalia è stata privatizzata e difatto quasi regalata ad una cordata di  imprenditori. Non si sa più niente di cosa sta succedendo ai cassaintegrati (diecimila?) ed agli assunti dalla Cai.Si è molto speculato sui "privilegi" dei dipendenti Alitalia per ridurli in uno stato di vero e proprio terrore. Debbono stare molto attenti
nel loro rapporto con l'impresa che è pronta ad usare la frusta o la mannaia a seconda del caso. Il lavoratore dovrà vivere la vita dell'azienda con il cuore sempre in trepidazione e l'occhio supplice rivolto al suo capo perchè sia sempre benevolo verso di lui.
 La presentazione del disegno di legge delega da parte di Sacconi non coglie di sorpresa nè la Confindustria nè la Cisl, l'Uil e l'UGL. La CGIL è l'organizzazione che ha fatto le dichiarazioni più critiche. Ho sentito stamane la Camussi  a tg3. Non si è spinta molto avanti nelle critiche.
    Le norme vietano manifestazioni di protesta come l'occupazione di strade o autostrade che sono state usate anche dai metalmeccanici per richiamare l'attenzione della gente sulla loro protesta. Introduce il referendum preventivo e lo sciopero virtuale.
 E' un disegno di legge pensato sopratutto contro i sindacati di base la cui crescita preoccupa quanti ritengono di avere raggiunto con le quattro confederazioni "riconosciute" un punto di equilibrio assai soddisfacente per la Confindustria ed il Governo.
 E' veramente strabiliante che subito dopo l'annunzio fatto da Sacconi, il Senatore Ichino del PD, esperto giuslavorista della stessa scuola alla quale si richiama Sacconi, abbia invitato il PD ad approvare  la proposta del Governo. Insomma, l'accordo nelle grandi linee c'è già e si tratta di precisare i dettagli.
 Chissà se le ronde saranno chiamate ad intervenire a difesa degli interessi dei cittadini contro eventuali scioperi contestati dal Governo.....
  Nessuno si aspetti che la destra al potere si accontenti del settore dei trasporti e delle norme che ieri il Senato ha approvato sul pubblico impiego. Andrà avanti in una situazione in cui l'opposizione politica è stata estromessa dal Parlamento, l'opposizione sociale viene criminalizzata, il lavoro non è più un diritto ma una
elargizione che ti devi conquistare leccando la mano a qualcuno....come un cagnolino.
  Pietro Ancona

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/02/diritto-sciopero-nuove-regole.shtml?uuid=2ae8cc8a-03ee-11de-b262-02b204b540f4&DocRulesView=Libero

http://www.cubscuolatorino.netfirms.com/NonSoloScuola/DirittiSindacali/04_04_xx_SulDirittoDiSciopero.htm

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a http://bellaciao.org/it/spip.php?article23486

venerdì 27 Febbraio 2009 (09h44) :
sansonetti e le intercettazioni

dopo aver letto l’articolo di Sansonetti sul Riformista di oggi ( a proposito: come fa il riformista a pagare tanti giornalisti?) riguardante le intercettazioni telefoniche (scrive che gli PIACE) ritiro la difesa che avevo fatto della sua direzione ispirandomi a ragioni della tolleranza e della pluralità democratica: non meritava di essere difeso!

Pietro

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From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Saturday, February 28, 2009 2:46 PM
Subject: ddl delega sullo sciopero 
 Il ddl delega sullo sciopero dopo  l'estromissione della sinistra dal Parlamento
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Aggiungo altre considerazioni a proposito del disegno di legge delega presentato dal Ministro Sacconi sull'esercizio dello sciopero nel settore dei trasporti (per ora). Questa iniziativa non è stata tirata fuori dal cappello dell'illusionista all'improvviso ma è il prodotto di una solida alleanza contro i diritti sindacali
che si è creata attorno al Ministero del Lavoro (dobbiamo continuare a chiamarlo tale? Dobbiamo ritenere Sacconi epigone di Donat Cattin e di Brodolini?) che comprende la Confindustria, la Cisl, Uil e l'Ugl, molti esponenti della Voce, Cazzola,
 Ichino, i "politici"del PD Letta,Treu,Damiano e che, sebbene ci siano stati momenti
di collaborazione (welfare,Alitalia), non ha potuto inglobare la CGIL  dal momento che questa, portatrice di una cultura spesso antagonista come quella dei metalmeccanici, sebbene in certi momenti abbia ceduto e dato il proprio apporto, non può proprio cedere su questioni vitali come il modello contrattuale ed ora, il diritto di sciopero.
Quando Sacconi dice che la CGIL è isolata vuole esercitare una pressione che riguarda in primo luogo il PD. Non a caso Letta si è pronunziato a favore del ddl delega con qualche virgola in meno e lo stesso  Damiano con qualche piccola variante dà il suo benestare.
E' vero che la CGIL è isolata  e che  ha dentro di se molti del suo gruppo dirigente che non hanno alcuna voglia di fare la guerra su nessuna questione e che di fatto hanno accettato la visione collaborazionista della Cisl e della UIL e sono ansiosi di recuperare riconoscimenti ministeriali e "potere", un potere che l'opposizione non concede.
Ma l'isolamento della CGIL  è un dato relativo al quadro politico-sindacale. Sul piano sociale, la posizione della CGIL viene apprezzata dall'immensa galassia del sindacalismo di base che oggi costituisce la parte più combattiva delle classi lavoratrici. Il sindacalismo di base, dalla scuola  agli ospedali, ha dato vita recentemente a manifestazioni di lotta nazionale che hanno impressionato per l'ampiezza e la vivacità della partecipazione.
La mossa di Sacconi è diretta certamente a disarticolare la CGIL con l'appoggio di alcuni  esponenti del PD da Treu a Damiano, ma il suo obiettivo centrale è la sconfitta del sindacalismo di base che verrebbe privato della sua arma naturale: lo sciopero. Con le norme del ddl delega difficilmente un sindacato di base potrà organizzare uno sciopero a menochè non diventi maggioritario nell'azienda. Il governo tenterà anche di giocarsi una carta per truccare la questione rappresentatività. Quale sarà la base di riferimento? Si tratterà dell'unità aziendale e di altro. Non sappiamo che cosa altro nascondono nella manica  i proponenti.
  Non è azzardato paragonare l'operazione sul diritto di sciopero alla estromissione della sinistra radicale e dei socialisti dal Parlamento e, speriamo di no, anche dal Parlamento europeo. Sul piano della logica della lotta di classe, del lavoro per una "pacificazione" sociale in vista dei tempi duri che si sono aperti, si tratta del risvolto sociale di un evento politico. Il sindacalismo di base è il corrispettivo nella società della sinistra radicale. Moltissimi tra gli attivisti dei Cobas, dei Cub sono militanti del PRC, dei comunisti italiani. Lo smottamento a destra del PD e lo sconcerto che crea nel suo elettorato proveniente dal PCI e dal cattolicesimo sociale aumenta ogni giorno la fascia del dissenso anche verso la stessa CGIL che spesso è costretta a subirne il condizionamento negativo.
Privando il sindacalismo di base della sua unica arma con la quale è cresciuto nella stima dei lavoratori si vuole realizzare una "normalizzazione". Non è casuale il fatto che licenziamenti e punizioni sono diventati quasi una esclusiva dei lavoratori e degli attivisti non confederali. E' anche significativo notare come difficilmente nel caso della persecuzione di un attivista dei Cobas si registri un intervento a suo favore della CGIL. Delle altre Confederazioni neanche a parlarne!!!
 Che il ddl delega come tutte le altre cose escogitate per terremotare il diritto del lavoro e mettere in soffitta per sempre lo Statuto dei Lavoratori abbia finalità meramente di parte e repressive basti pensare un momento ai suoi obiettivi di soppressione della conflittualità e della microconflittualità a vantaggio del padronato.
 Se analizziano una per una le cause dei tanti scioperi che ha registrato il settore dei trasporti e che quasi mai sono andate fuori dalla normativa prevista dalla legge del 1990 aggiornata nel 2000, constatiamo che quasi sempre esse  riguardano l'organizzazione del lavoro, la gestione dei contratti spesso rimasti inapplicati per anni. C'è stato un periodo in  cui il trasporto urbano fu costretto a durissime lotte da inadempienze delle  aziende che soltanto a seguito delle gravi situazioni di disagio  createsi nelle città furono parzialmente rimosse.
 Il ddl delega non prevede sanzioni per atteggiamenti omissivi, provocatori o vessatori delle aziende. Si limita ad usare  un nodoso bastone per i lavoratori che vengono additati alla opinione pubblica come causa unica del disagio degli sciopero. Lo sciopero è quasi sempre responsabilità del datore del lavoro. Con i tempi che corrono i lavoratori che spesso sono anche padri di famiglia non hanno il gusto ed il piacere di perdere una parte del loro magrissimo salario con scioperi che non siano più che giustificati ed imposti spesso da una classe imprenditoriale sempre più tracotante da quanto ha l'appoggio della maggioranza delle Confederazioni.
Pietro Ancona
                                                             ****


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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, March 02, 2009 8:55 PM
Subject: : pensionati e disoccupati

Pensionati e disoccupati
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L'ultima pensata è di Letta, nipote del grande ciambellano di Berlusconi: ripristinare lo scalone Maroni e da lì recuperare i soldi per pagare i sussidi ai disoccupati. Insomma non solo non si aumenta la quota di reddito del lavoro dipendente e dei pensionati ma si tenta di spremere da questa quanto  serve per le nuove esigenze.
La proposta di Epifani di tassare i redditi superiori a 150 mila euro è rimasta in piedi soltanto poche ore. Il PD si è premurato di bocciarla prima che lo facesse la Confindustria. Bisogna dire che Epifani non ha insistito molto nell'azzardo subito stigmatizzato dalla Marcegaglia che da quando è Presidente della Confindustria non ricordo altro di lei che richieste di soldi al Governo e la faccia feroce ai lavoratori, una faccia piena di odio, di risentimento non si sa di quali torti subiti. L'odio che viene dalla Confindustria è parte considerevole dell'odio che avvolge questo paese e ne fa uno dei più incivili del pianeta.

Pietro Ancona

                                                      ****

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From: pietroancona@tin.it
To: forum report
Sent: Wednesday, March 04, 2009 10:12 AM

 

Alla luce dei nuovi sviluppi relativi allo stupro della Caffarella. (vedi http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=15451&sez=HOME_ROMA&npl=&desc_sez=) aggiungo a quanto avevo scritto (*) all'indomani dei TRE stupri in contemporanea (Milano,Bologna,Roma) quanto segue e chiedo notizie di sviluppi per lo stupro di Bologna.
 

 

Non dimentichiamo che l'Italia è stato il Paese della strategia della tensione, dei massacri a suo tempo attribuiti al terrorismo di destra (Milano,Bologna,Italicus,Brescia....). Ora quasi in contemporanea apprendiamo, con grande rullare di tamburi ,( un risalto massmediatico che non si sentì nonostante la notorietà della vittima in occasione del rapimento e dello stupro "politico" di Franca Rame) apprendiamo che si sono consumati tre stupri: a Milano, a Bologna, a Roma. Tutti attribuiti a stranieri rumeni o nordafricani. Ora spero che gli stupratori vengano subito acciuffati, consegnati alla giustizia e che di loro si sappia tutto.Dal momento che questi stupri giustificano provvedimenti di urgenza del governo che comprendono anche le ronde del far west, dal momento che la posta in gioco è enorme e riguarda la libertà non solo degli stranieri ma di noi tutti italiani, esprimo qualche riserva e chiedo approfondimenti. Può darsi che uno o due degli stupri siano stato realmente consumati da un delinquente e un altro sia stato "organizzato" per fare "massa critica". . per generalizzare a tutto il territorio ed a tutti i clandestini l'accusa; può darsi che qualcuno si stia spendendo per creare un clima di terrore nella popolazione. Che cosa può essere peggiore di uno stupro compiuto da uno straniero? (anche se la legge italiana non lo riconosceva tra i delitti contro la persona ma soltanto contro la morale?) Tuttora la parola stupro non viene adoperata dal Codice Penale che parla di violenza sessuale.

Questi stupri intervengono all'indomani della visita di una delegazione di parlamentari europei ai lagers di Lampedusa. C'è un legame tra il tipo di lotta alla clandestinità fortemente voluto dal governo e gli stupri subiti in tre importanti città italiane? I massmedia martellano fortemente l'opinione pubblica e danno un risalto di mera "conseguenza" alle aggressioni subite da cittadini stranieri. La deriva securitaria progettata ed eseguita dal governo trova qualche riscontro nella politica del PD che dà per scontata la risposta repressiva e si limita a non accettare le ronde cioè la milizia politica della destra che passo dopo passo finirà con l'essere riconosciuta dal governo come il regime di Mussolini riconosceva la milizia delle camicie nere. Insomma, nel paese dei veleni, degli intrighi, della P2, dei servizi segreti deviati, bisogna prendere certe notizie con le pinze specialmente quando hanno un grosso, grossissimo "cui prodest"!

                                                                    ****


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From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Wednesday, March 04, 2009 2:36 PM
Subject: la flai aderisce all'accordo cisl uil

una mossa per spezzare le reni alla resistenza della CGIL

L'adesione della Flai all'accordo separato è uno scandalo se si considera la
tradizione di ordine e di disciplina della CGIL e delle Federazioni di
Categoria che ne costituiscono l'articolazione. E' una coltellata alla
schiena di Epifani inferta con molta forza e con l'aiuto di tutta l'ala
liberista del PD da Treu a Letta a quant'altri.
L'adesione di una categoria ad un accordo interconfederale non firmato dalla
CGIL pone di fatto questa categoria fuori dalla CGIL ed in posizione di
sfida ad essa.
Naturalmente si tratta di una scelta compiuta dagli oligarchi che hanno in
mano la Flai. Purtroppo esiste una forte carenza di democrazia dal momento
che gli organismi dirigenti sono costituiti tutti da funzionari o distaccati
che dipendono dalla segreteria centrale e cosi via. La catena burocratica
dei funzionari arriva fino alla frazione di comune, alla lega locale.
La legittimazione dei funzionari è legata al Partito di riferimento che nel
caso della Flai è in gran parte l'ex PCI, oggi PD.
Dalla reazione che verrà dalla segreteria della CGIL sapremo se saranno sconfessati i firmatari della Flai oppure se Epifani dovrà dimettersi.
(4 marzo 2009)
pietro ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Friday, March 06, 2009 11:29 AM
Subject: frattini e fassino

L'Italia diserta la Conferenza mondiale contro il razzismo
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Il Ministro Frattini ha annunziato che l' Italia non parteciperà alla Conferenza contro il razzismo  che si terrà  a Ginevra.  La motivazione è legata al giudizio di condanna che nella bozza di risoluzione già nota è dato su Israele e sulla sua politica di genocidio dei palestinesi e di distruzione delle città della striscia di Gaza (che costeranno alla comunità internazionale almeno 5 miliardi di euro). Queste distruzioni durate ventidue giorni di bombardamenti incessanti seguono  le distruzioni procurate al Libano  da  un mese di bombardamenti. Ogni giorno palestinesi muoiono di fame o per mancanza di medicine dal momento che sono tenuti prigionieri e possono avere viveri e medicine soltanto attraverso cunicoli pericolosi che spesso crollano o vengono devastati dagli israeliani. Gli Stati Uniti, l'Olanda ed ora l'Italia a cui forse si aggiungeranno altre nazioni si sono ritirate dalla Conferenza e forse di parteciperanno a condizione che non si esprima alcun giudizio nei confronti di Israele e magari si condannino come "terroristi" le vittime degli omicidi mirati o i patrioti che si battono per liberare l'Afghanista e l'Iraq da una invasione  di centinaia di migliaia di soldati e di contractors che dura oramai da quasi un decennio.
Io credo che il ritiro italiano non sia soltanto un omaggio ad Israele e un allineamento ascaristico agli Usa. L'Italia non era sicura che la sua politica di "sicurezza" verso i Rom ed i migranti non sarebbe stata oggetto di discussione e di attacco da parte di coloro che sono a conoscenza degli orrori di Lampedusa, della distruzione dei campi Rom, delle schedature in corso di realizzazione (Maroni, insoddisfatto del rilevamento della Croce Rossa ne vuole una del suo Ministero), della ripetuta violazione dei diritti umani. Inoltre, non partecipando alla Conferenza l'Italia non si sentirà vincolata alle sue deliberazioni che certamente non potranno che essere di segno antirazzistico ed antidiscriminatorio.
Proprio ieri il Corriere della sera, ripercorrendo la strada che aveva già fatta negli anni trenta, ha riferito la convinzione degli investigatori italiani secondo la quale è possibile dall'esame del DNA risalire alla etnia  alla quale appartiene una parsona! Un revival della teoria della razza esposta nel manifesto mussoliniano del 38 che il Corriere riporta senza avvertire i suoi lettori della inconsistenza e  ascientificità di una assurda affermazione. Intanto il Parlamento si accinge a varare una legge che priva del diritto di disporre del proprio corpo che diventa proprietà dello Stato. Lo Stato che potrà tenerci in vita, contro la nostra volontà, prolungando agonie e sofferenze come quelle sofferte da Eluana. Una legge voluta dai cardinali che si sono visti sfuggire la preda sottratta ai loro artigli dalla collaborazione generosa di un intero corpo medico e paramedico con la famiglia Englaro. Forza Nuova, una oscura e pericolosa organizzazione di estrema destra,
apre nuove sedi e sfila con la protezione della polizia che aggredisce a manganellate i giovani che si oppongono al rafforzamento dei presidi fascisti nelle città. Forza Nuova che ha ora il suo cappellano militare e camerata nel prete gesuita  "itinerante" don Giulio Tam seguace di Lefebre.
Il PD si è subito spellato le mani in applausi a Frattini per la sua  "coraggiosa" presa di posizione. Gli interessi di Israele e degli Usa vanno tutelati su tutto e su tutti ed il PD si schiera definitivamente nel versante dell'imperialismo e del colonialismo a fianco degli aggressori. Fassino si preoccupa di salvare le apparenze e ha chiesto un passaggio parlamentare per verificare la possibilità di annacquare la risoluzione proposta dall'Onu. Insomma, se cala il silenzio su Israele o si giustifica il suo operato si potrebbe anche andare......
Pietro Ancona
                                                             ****

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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Wednesday, March 11, 2009 4:33 PM
Subject: La Giustizia è giusta?


 Restano in galera anche se innocenti
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      La Giustizia italiana, accusata spesso a torto od a ragione di lassismo , di essere molto "comprensiva" con i delinquenti che verrebbero rilasciati subito in libertà e così frustrano il lavoro compiuto dagli investigatori per assicurarli alla Legge, si mostra molto dura verso  i rumeni, i rom, gli extracomunitari che  subiscono un processo con relativa condanna o assoluzione.
     E' noto a chi legge gli atti che la ragazzina di Ponticelli accusata probabilmente dalla camorra di avere sottratto una neonata dalla sua abitazione e di avere tentato di rapirla, processata dopo otto mesi di detenzione e dopo avere subito la violenza del branco che  subito dopo l'evento ha bruciato i c ampi dei Rom disperdendone le famiglie che li abitavano, riconosciuta innocente dal Tribunale è rimasta in carcere lo stesso condannata a tre anni e sei mesi dopo un processo sulla cui equità molti hanno dei dubbi a cominciare dal fatto che è stato negato ad Angelica la traduzione degli atti ed il diritto al gratuito patrocinio.Una pena che segnerà per sempre la sua vita se mai uscirà dal carcere dove è rinchiusa.
    I due rom accusati dello stupro della Caffarella sono stati riconosciuti estranei ai fatti. Fatti misteriosi dal momento che la collaborazione della polizia rumena, a detta degli stessi Rom, è stata abbastanza violenta e rivolta a farli confessare ad ogni costo. Mi domando come facevano i rumeni a conoscere i tanti particolari
del luogo dello stupro. E se li avessero appresi durante gli interrogatori dagli stessi poliziotti rumeni? In ogni caso restano in carcere con una motivazione che sembra abbastanza speciosa: sono accusati di uno stupro compiuto da incappucciati. La vittima dichiara di non essere in grado di riconoscere  il violentatore. Sentito in tv dalla signora da me come da milioni di altri telespettatori.  Restano in carcere per i reati di calunnia ed autocalunnia che francamente sembrano essere richiamati per non lasciarli in libertà.
  In quanto agli stupri compiuti in contemporanea a Milano, Bologna e Roma ed ai danni di una ragazza sudamericana e di due ragazzine quattrordicenni resta qualche interrogativo  legato al fatto che sono avvenuti alla vigilia del varo della legge sulla "sicurezza" che ha introdotto discutibili elementi nel nostro codice penale e nei provvedimenti di polizia a cominciare dalla schedatura dei senza tetto, dei "barboni" che avverrebbe non  dal Ministero del welfare e della solidarietà ma da quello degli Interni quasi si trattasse di potenziali delinquenti. La povertà estrema è diventata indizio di delinquenza e motivo di schedatura!
  La  rumena che  uccise in modo certamente preterintenzionale a seguito di un alterco una ragazza romana
è stata condannata a sedici anni di carcere, il massimo possibile della pena per questo reato!  Il Tribunale ha ricercato tutte le possibili aggravanti per comminare una pena che in generale va da quattro ai sei anni effettivi. In atto è in carcere. Non si sa niente della ragazzina che era stata bollata come sua complice!
  E questo dopo essere stata al centro, assieme ad una giovane amica minorenne pure arrestata per lo stesso delitto, di una intensa campagna di stampa che ha fatto scempio della sua privacy e l'ha descritta come assassina e mostro!!
  Anche i due Rom  di Catania accusati da una signora  di avere tentato di rapire la sua bambina sono stati assolti dopo avere subito il carcere ed una martellante campagna di stampa rivolta ad alimentare la mostruosa leggenda degli zingari che rapiscono i bambini. L'assoluzione è avvenuta nel silenzio totale dei massmedia e non è detto che i due disgraziati non siano stati trattenuti in carcere con altre motivazioni.
   Sappiamo tutti che la giustizia è assai pesante verso i poveri e spesso assai indulgente e comprensiva verso i ricconi o i potenti. Se le carceri sono popolate da povera gente non è un caso. Se un potente viene sorpreso con le mani nel sacco al massimo fa gli arresti domiciliari o qualche giorno di prigione in condizioni di particolare favore come si è visto nel caso di Del Turco che riceveva tutti i giorni altri potenti assai preoccupati del suo stato di detenzione!
  In ogni caso, il messaggio che viene dalla durezza della punizione anche di innocenti come la povera Angelica è un "guai ai poveri!"oltre che naturalmente un "guai agli stranieri".  Penso che i magistrati che non condividono questo pesante orientamento repressivo dovrebbero  chiedete l'apertura di un dibattito sulla Giustizia per denunziare gli eccessi di indurimento dei comportamenti investigativi e repressivi e delle sentenze che riguardano casi che giornali forcaioli ed una destra xenofoba e classista reclamano tambureggiando proclami di odio senza fine.Non è possibile accettare uno Stato che diventa sempre più Stato di Polizia e due codici penali, uno per i potenti, per la borghesia della politica, della finanza, delle professioni, l'altro per i poveri che viene continuamente aggiornato e peggiorato....
  Pietro Ancona
                                                            ****


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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Thursday, March 12, 2009 9:10 AM
Subject: Una proposta inadeguata

Giudizio sulla proposta Franceschini
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la linea della mano stesa a chiedere l'elemosina. Capitalismo compassionevole di pessima qualità.Anzicchè chiedere migliori difese contrattuali e salariali per i lavoratori ed il ripristino della scala mobile e l'aumento delle pensioni si limita a stendere la mano ma guardandosi bene dal chiedere la tassazione della rendita finanziaria.... Domani sarà d'accordo a peggiorare il modello contrattuale dei lavoratori e chiederà alla CGIL di approvarlo.
Non è Robin Hood  ma un modesto postulante
Pietro Ancona 

                                          ****

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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Thursday, March 12, 2009 2:09 PM
Subject: Fame e sete per i palestinesi!!

UNO SCANDALO CONSUMATO SENZA REAZIONI
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Le TV hanno mostrato un pezzo di video registrazione della confessione resa agli inquirenti  di uno dei due accusati dello stupro della Caffarella.

 Mi domando se è normale che un atto  registrato non so se dalla polizia o dal Magistrato venga offerto un pasto a milioni di persone per avvalorare la tesi della colpevolezza del rumeno  all'indomani dello scagionamento degli accusati.
 
  Mi chiedo anche se il rumeno ha confessato senza esserne colpevole un gravissimo crimine come lo stupro che cosa sia successo "prima" della registrazione della confessione.
   Mi domando ancora come faceva ad essere a conoscenza di tanta dovizia di particolari. Da chi li ha appresi? Qual'è stato il ruolo della polizia rumena? Che cosa è realmente accaduto?
  Intanto arriva una ulteriore smentita per l'altro stupro attribuito ad uno dei due rumeni .. Non era bastata per la scarcerazione il mancato riconoscimento della vittima (il violentatore era incappucciato) Ora arriva la prova negativa del DNA. Basterà ?
  Mi domando quale regia presieda a questa criminalizzazione che non vuole sentire ragioni degli immigrati e dei poveri. Ho letto cose di questo genere: si, è vero, non sono violentatori ma  non sono neppure stinchi di santo. Insomma, sulla colpevolezza o non dell'atto è preminente la condanna a priori del soggetto perché straniero, senza lavoro, senza casa, quindi delinquente!!-Si sta raggiungendo l'equazione:povero eguale delinquente!!
  I due rumeni restano in carcere per calunnia ed autocalunnia  per avere attribuito a se stessi il delitto come si fosse del tutto normale che una confessione che gli imputati dicono estorta possa  configurare una punizione così dura e così immediata.
  Se la giustizia è questa, non cìè giustizia in questo Paese!
Pietro Ancona
                                                             ****

 

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, March 14, 2009 7:39 PM
Subject: no all'assuefazione al peggio



 squali e pesciolini
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 Infine, dopo un gran parlare della urgenza, della necessità di tutelare i giovani dei contratti atipici, è arrivata dal governo una piccola, piccolissima elemosina. Una modesta percentuale,  calcolata dal Nidil-CGIL in circa il dieci per cento dei precari, avrà una una tantum pomposamente definita indennità di reinserimento pari al venti per cento del "compenso" percepito. La pubblicità ingannevole e truffaldina dei massmedia mette l'accento, sottolinea sopratutto il termine "raddoppio" che suona bene come se una cornucopia si fosse rovesciata piena di tintillanti euro sulla testa  dei nostri giovani. Questa indennità per bontà assoluta del governo non è incompatibile con qualche lavoretto del valore comunque non superiore a tremila euro nell'anno
e non dovrebbe essere superiore a duemilaseicento euro in ogni caso. Se calcoliamo ottimisticamente  in settecento euro mensili i compensi dei cocopro, l'indennità non sarà superiore a millesettecento euro annuali pari a 140 euro mensili, meno di cinque euro al giorno. Una misura che    allontana ancora di più dal regime dei lavoratori che hanno diritto al sessanta per cento del salario  per almeno otto mesi se disoccupati ed un regime ancora migliore se in cassa integrazione. Siamo a meno di un terzo.
   L'indennità per i precari potrà essere sommata
a piccoli lavoretti per l'ammontare di tremila euro. La corresponsione avverrà con buoni (voucher) che saranno acquistati dai lavoratori all'Inps (se mal non ho capito) e avranno per i  precari un valore pari al loro settantacinque per cento. Il resto sarà trattenuto dall'INPS e dall'INAIL.
   Siamo comunque nel campo degli spiccioli, di misure che andrebbero bene per compensare le attività di giovani studenti, ma che sicuramente non possono costituire una fonte di vita,  un salario adeguato per i tantissimi precari spesso non più giovani,  spesso sposati e con uno o più bambini. Si tratta in generale di
laureati e diplomati che vengono spremuti in condizioni schiavistiche da imprese che si avvalgono di strumenti legislativi studiati da stuoli di giuslavoristi oramai specialisti nella elusione delle norme e nella introduzione di invenzioni rivolte a spogliare la prestazione d'opera di qualsiasi diritto.
  Il giudizio del Nidil, l'organizzazione degli atipici della CGIL, è assai duro sulla decisione del governo mentre la CGIL si allinea tirando un sospiro di sollievo al PD che, in qualche modo, era alla ricerca di un qualche successo all'iniziativa di Franceschini per il sussidio di disoccupazione. " Si tratta di un primo passo...."
 Sappiamo tutti molto bene che non si tratta di un primo passo e che resteremo distanti anni luce dalla estensione ai precari della normativa in vigore per i lavoratori a tempo indeterminato. Non ci sarà niente di niente dal momento che la linea  di welfare dei due schieramenti di  centro-destra e di centro-sinistra è identica: è la linea di piccole elemosine da spacciare attraverso i massmedia per misure importanti. Questa linea è stata collaudata da Berlusconi e da Prodi per i pensionati. E' la linea della socialcard con la quale ci si fa una grande propaganda. Si dice alla gente: Con la crisi in corso, con l'indebitamento del Paese, con le difficoltà che abbiamo, come vedete interveniamo "raddoppiando" un aiuto ai precari. Il termine "raddoppio" viene ripetuto e tambureggiato in modo ossessivo. . E' un particolare insignificante il fatto che si raddoppiano spiccioli.....ma questo non viene comunicato.
 Con le misure di oggi si rafforza il regime del precariato in Italia. Si dà un segnale a quanti sono interessati alla riduzione delle prestazioni INPS ed INAIL.
 Naturalmente dei compensi complessivi dei managers pubblici e privati e degli stessi parlamentari non se ne parla neppure.
 Ritengo che sia disonesto un Paese che permette ad una persona di guadagnare in un giorno quanto percepisce un giovane laureato o diplomato in un anno. La distanza  non trova giustificazione nè materiale nè morale. Non ci può essere competenza o professionalità che valga a distanziare  tanto le retribuzioni.  Questo regime ferocemente classista non può essere accettato. La Marcegaglia chiede soldi "veri" per gli imprenditori. Non dubito che saranno dati e che l'accordo per darli sarà generale. Quando maggioranza, opposizione e sindacati confederali sostengono le stesse cose e danno un giudizio  positivo su misure che a me sembrano provocatorie  non si può che diffondere stanchezza, scoramento, rassegnazione. La rassegnazione può avere un risvolto nel rifiuto totale di questo sistema, nel disprezzo verso partiti e istituzioni che consentono tali e tante sevizie  morali. Sacconi incita i giovani ad accettare con umiltà il loro degrado sociale, ad accettare qualsiasi lavoro. Si realizza un punto denunziato da  Vandana Shiva: l'espropriazione dell'essenza dell'essere dopo l'espropriazione della forza lavoro materiale o intellettuale.
Pietro Ancona

una lettera al Corriere che spero mobiliti le coscienze
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http://www.corriere.it/romano/09-03-14/05.spm
 Scrive una madre:
<<Dopo un colloquio di lavoro in una ditta informatica in Campania, a mio figlio, laureando in ingegneria informatica, come retribuzione per un contrattino a tempo determinato, sono stati proposti i buoni pasto, una specie di social card per alleviare i morsi della fame.
Al suo rifiuto, altri, tuttavia, hanno accettato.>>
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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Wednesday, March 18, 2009 5:59 PM
Subject: Urge una svolta nella e della CGIL

LA CONFINDUSTRIA "SOLDI VERI", LA CGIL SCIOPERO SENZA RICHIESTE!
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 La CGIL si unisce alla Confindustria  nelle accuse al Governo di sottovalutare la crisi che invece è assai grave con l'effetto di aggiungere terrore a  quello che si respira nelle fabbriche e nei posti di lavoro dove la congiuntura viene spesso usata e strumentalizzata per chiedere di più ai lavoratori e dare loro di meno. La Confindustria è allarmista e chiede al governo soldi veri in omaggio ad una lunga tradizione di parassitismo
che ha avuto negli Agnelli i massimi esponenti rivendicando soldi per  CIG anche quando non era proprio necessaria e aiuti consistenti dalle regioni meridionali per l'insediamento degli stabilimenti e la loro gestione.
  L'espressione "soldi veri" è una novità del gergo politico italiano. Che cosa vuol dire? Tremonti ha già commissariato il credito mettendo i Prefetti a controllare le banche. Vuol dire che i Prefetti debbono intervenire sulle banche per fare concedere i finanziamenti che queste rifiutano di dare? Vuol dire che si debbono  dare aiuti vietati dalla liberista Unione Europea.? Nei prossimi giorni ne sapremo di più. Di certo la Marcegaglia sembrava soddisfatta alla fine dell'incontro con il Capo del Governo.
 A fronte di tanta  brutale concretezza colpisce la delicatezza con la quale Epifani e la CGIL trattano il governo.
Il rammarico maggiore non è tanto  dovuto alla condizione infelice di tutti i lavoratori italiani ivi compresi i condannati all'inferno del precariato ( giuridicamente inventato da Biagi che sarà beatificato da Sacconi con la pubblicazione di un libro bianco),  ma al rifiuto del Governo di ascoltare la ricetta macroeconomica della CGIL, una ricetta che esclude un aumento generalizzato dei salari a sostegno della domanda per un rilancio vero del ciclo economico. L'obiettivo reale è affrontare e superare la crisi senza toccare niente dei rapporti di forza e della condizione salariale degli italiani. Questo significa che bisognerà produrre di più a condizioni di stabilità o di abbassamento delle retribuzioni. La CGIL inoltre  non si pone il problema di quanto siano costate e costino le privatizzazioni dei servizi locali e nazionali alle famiglie. Quanto costano le Ferrovie privatizzate alle Regioni
ed agli utenti. Non si pone il problema di chiedere  l'abolizione degli emolumenti previsti per i managers pubblici oggi garantite dalla finanziaria, una legge dello Stato e non si pone il problema di tagliare le unghia ai managers delle società per azioni che si autofissano stipendi da nababbi che scaricano sui bilanci delle aziende senza farsi tanti scrupoli. Non chiede la cancellazione dal diritto di tutti i contratti "tossici" che hanno inquinato il rapporto di lavoro consentendo al padronato di ricattare, sfruttare, licenziare, a suo piacimento. La legge Biagi dovrebbe essere abolita dal momento che sappiamo  quanto fumus abbia offerto ai padroni per l'elusione dei diritti dei lavoratori. Non chiede la revisione delle leggi che hanno peggiorato  le pensioni ed il ripristino del sistema a riparto. Non chiede niente per gli immigrati che spesso vengono pagati con salari del genere di quelli corrisposti ai poveracci di "Furore" di Steinbeck. Basterebbe chiedere  il Salario Minimo Garantito e cioè un tot all'ora, esempio  9 euro che tutti dovrebbero essere tenuti a corrispondere.Insomma per evitare a tantissimi, migranti e italiani, di essere pagati, come spesso capita, a quattro euro l'ora.
  In quanto alla riforma del modello contrattuale che non è stato firmato dalla CGIL risulta che i suoi contenuti vengano accettati nelle trattative delle categorie. Non pare che questa adesione sostanziale che certamente sarà accolta di buon occhio da Bonanni e da Letta sia stata contrastata dalla CGIL che non firma,  mentre le scelte di ulteriore impoverimento salariale e normativo dei lavoratori aperto nel 1993 vanno  avanti.
Pietro Ancona

                                                                          ****


 

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From: pietroancona@tin.it
To: redazione@bat24ore.it
Sent: Tuesday, March 17, 2009 2:40 PM
Subject: di vittorio e cgil ieri e oggi

Pane e Libertà Il film su Giuseppe Di Vittorio che prosegue stasera a TG1
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  Mi è molto piaciuto il film, trasmesso da TV ieri sera nella sua prima parte, su Giuseppe Di Vittorio, un pezzo della storia d'Italia affrontato da un punto di vista quasi del tutto scomparso della "cultura" nella quale siamo immersi nel regime postdemocratico del Governo che va avanti a decreti e del Parlamento che non conta più niente e che è stato mutilato della sua ala sinistra dalla complicità dei due maggiori partiti italiani. Il punto di vista che attraversa tutto il film è quello della conquista spesso cruenta dei diritti. Ambrogio, bambino addetto ad allontanare i corvi dai campi, che muore di avere chiesto qualche goccia di olio in più nel pezzetto di pane che costituisce tutto il suo salario, i braccianti che vengono uccisi dall'esercito che li scaccia dalle terre del barone, Peppino di Vittorio che espone le richieste dei lavoratori, richieste minime ma importante per l'affermazione dei diritti  ma che tuttavia vengono
contrastate con brutalità dal barone ma che è costretto da accettarle  soltanto quando lo sciopero generale rischia di mandare in malora l'annata agraria. Il film spiega il meccanismo di un potere repressivo basato sulla violenza della proprietà, della Chiesa, dello Stato e poi delle bande fascista, un potere che tiene sottomessi e tratta come schiavi i lavoratori agricoli che poi sono quasi tutta la popolazione civile dei grossi comuni del Mezzogiorno d'Italia. La morte del padre di Di Vittorio provocata da un cavallo imbizzarrito viene risarcita alla vedova con tre sacchi di fave alle quali la baronessa (bontà sua) ne aggiunge altri tre e con l'assunzione di Giuseppe che ad otto anni viene avviato al lavoro di cacciacorvi. Assieme a tanti altri bambini doveva  allontanare gli uccelli dai campi di grano,controllato da due violenti massari del barone. Il film spiega la prima guerra mondiale come  massacro  dei lavoratori programmato dai governi e dalle classi dominanti  che cominciano ad organizzarsi ed ad avanzare le loro rivendicazioni. Nelle trincee della guerra più atroce della storia vengono avviati a morte certa quando addirittura non vengono fucilati dagli ufficiali che li tallonano e non
mostrano alcuna pietà nelle decimazioni decise con inaudita crudeltà.Un popolo di soldati nelle mani di sadici ufficiali di uno Stato Maggiore dell'Esercito la cui storia criminale si diparte dall'indomani dell'unificazione con gli eccidi di Govoni,Morra ed altri.La nascita del fascismo nel Sud come nel Nord d'Italia viene affrontata dal film con piglio forte e privo di ambiguità: i fascisti intervengono nella lotta sociale dei reduci che vogliono la terra promessa
dal governo per uccidere i dirigenti della rivoluzione contadina e distruggere le loro strutture organizzative. Episodio poco noto della storia d'Italia l'assedio fascista a fucilate della Camera del Lavoro di Bari difesa dai lavoratori e dalle loro famiglie, assedio che durò parecchi mesi e che non ebbe successo. Soltanto l'intervento dell'esercito, dopo alcuni mesi di lotta, ebbe ragione della Camera del Lavoro che venne distrutta.Di Vittorio, arrestato, viene eletto deputato nonostante la pesante intimidazione fascista che a  Cerignola  spara ed uccide otto persone per impedire il voto popolare. Stasera vedremo la seconda parte di questa emozionante rievocazione della storia d'Italia che racconta di una  voglia di civiltà e di dignità soffocata nel sangue dal fascismo. La figura di Di Vittorio che anticipa con la sua lotta la modernità dei diritti civili e sociali contro la barbarie del potere baronale e latifondistico. Diritti civili e sociali oggi negati a tanta parte del mondo del lavoro a milioni di precari ed a grande parte dell'immigrazione che proprio nelle terre pugliesi vive condizioni di sfruttamento e di barbarie del tutto simili a quelle affrontate da Giuseppe Di Vittorio. Altro bellissimo racconto nel film è la storia del vocabolario comprato da Di Vittorio per due soldi e le sue scarpe da un venditore ambulante e l'istituzione della scuola per la quale chiede l'obolo all'uscita dalla masse e che permetterà ai contadini di sapere leggere e di potere anche votare.
Pietro Ancona

                                                            ****


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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Tuesday, March 17, 2009 4:17 PM
Subject: : la CGIL di Peppino di Vittorio
(la seconda parte del bel film di Alberto Negrin "Pane e libertà"
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La CGIL di Peppino Di Vittorio non c'è più
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E' drammatico accostare l'apostolato di Di Vittorio per la crescita civile delle masse lavoratrici  al  Sindacato di oggi. Di Vittorio si batteva per i diritti ivi compreso il diritto di sciopero "senza limitazioni" e legava la ricostruzione dell'Italia dalle distruzioni della guerra alla crescita sociale dei lavoratori. "Pane e lavoro"  era la parola d'ordine delle masse, lavoro che produce dignità e benessere e che spinge l'Italia in avanti. Le fabbriche salvate dagli operai si rimettono in moto. In una  scena del Di Vittorio  mostra una piccola utilitaria Fiat dal costo contenuto che potrà essere acquistata dallo stesso operaio che la produce. L'autodidatta  Di Vittorio  illustra con parole semplici quanto Keines aveva scritto in ponderosi volumi e Ford aveva intuito dopo l'invenzione della catena di montaggio: produrre per un consumo di massa. Di Vittorio agisce per la piena realizzazione della Costituzione e per fare dei lavoratori italiani la sua base, scelta che assicura democrazia all'Italia. L'attentato a Togliatti non diventa occasione per una guerra civile come quella che straziò la Grecia e fu repressa nel sangue. Il sentimento che anima la figura di Di Vittorio non è mai retorica ma è lo slancio stesso  di amore per i poveri, per coloro che soffrono, è senso profondo della dignità della vita.  Per questo il lavoro che non deve essere degradato dallo sfruttamento  e dall'umiliazione di salari insufficienti.
Di Vittorio considerava l'unità sindacale essenziale, addirittura vitale, per la difesa dei lavoratori italiani. Fece di tutto per salvarla dalle dure leggi della politica che volevano l'isolamento della sinistra politica e sindacale dopo la rottura del governo di unità nazionale. Gli uomini di questa unità erano straordinari e venivano da un lungo percorso di lotte contro il fascismo, di persecuzioni durante le quali avevano financo sofferto la fame,  affrontato gravi pericoli, il carcere, lo smembramento delle loro famiglie. Bruno Buozzi sarà ucciso dai tedeschi quasi il giorno stesso dell'arrivo degli americani e Achille Grandi scomparirà presto per una mortale malattia. Certamente l'unità sindacale era un valore dal momento che a volte l'unità dei lavoratori non basta senza l'intesa delle organizzazioni. Ma oggi è diventata paradossalmente e tragicamente un disvalore
dal momento che si realizza soltanto per la restituzione al padronato e per l'annullamento dei diritti conquistati
durante tutta la fase storica che va da Di Vittorio a Luciano Lama. Oggi l'unità è possibile soltanto se la CGIL
accetta una "riforma" del contratto nazionale di lavoro che  lo svuota di contenuto a vantaggio della "produttività" assicurata da un vero e proprio ritorno del lavoro a staglio, a cottimo. La disponibilità dei Sindacati a cedere diritti non si limita alla sfera contrattuale, ma si estende al welfare. Si prepara una ulteriore riduzione, un quasi azzeramento delle pensioni e  c'è già una disponibilità ad accettare. Ieri il governo ha varato misure offensive per gli ammortizzatori sociali dei precari, elemosine pari al venti per cento di una retribuzione spesso non superiore a settecento euro mensili. Insomma, oggi si difendono i lavoratori soltanto se la CGIL prende le distanze da Cisl Uil e UgL e se resiste alle pressioni del PD a favore della Confindustria .
 Il PD, epigone del partito di Di Vittorio, oggi elegge deputati della Confindustria come Colannino, Merloni, Calearo che non sono industriali "illuminati" che hanno accettato le rivendicazioni dei lavoratori, ma sono portatori di una linea durissima di spoliazione di diritti. Inoltre, ai braccianti difesi da Di Vittorio sono subentrati gli immigrati che vivono condizioni simili e forse più dure.  La linea della CGIL di oggi è simile a quella degli ultimi anni del prefascismo. La CGIL sembra attratta, piuttosto che dalle condizioni reali delle persone, dalla macroeconomia. Ieri il suo ufficio studi si è unito alle previsioni catastrofiche della Confindustria limitandosi a profetizzare un aumento enorme della disoccupazione senza  una analisi delle responsabilità e senza indicare una piattaforma di rivendicazioni. Si limita a chiedere una tassazione dei redditi alti che è anche meno di quanto Obama propone per gli Usa dal momento che non attacca i benefit e gli altri privilegi di un ceto manageriale che si ritaglia una bella fetta delle risorse nazionali. Insomma la CGIL  di Di Vittorio che aveva identificato nelle conquiste dei lavoratori la crescita civile e sociale dell'Italia non c'è più e da anni si lavora allo smantellamento  di quanto si era creato. Oggi la classe lavoratrice italiana alla quale viene negata l'esistenza stessa come "classe", è più povera di almeno il dieci per cento del reddito nazionale ceduto ai ceti imprenditoriali ed al parassitismo parapubblico dei managers e della politica, è inquieta, spaventata, priva di futuro. E questo non soltanto a causa della crisi, ma di una ripresa in grande stile della lotta di classe fatta però soltanto dai padroni e dai partiti che li appoggiano contro i lavoratori che subiscono. Il loro salario è mediamente meno del trenta per cento di quello di venti anni fa. I lavoratori, dagli accordi di concertazione del 1993 stipulati da Trentin e dagli altri, sono stati condannati all'impoverimento. A questo si aggiunge oggi la devastazione introdotta dalla legge Biagi nel rapporto di lavoro che ha del tutto mercificato la prestazione d'opera. Il lavoratore è diventato "usa e getta"  di una imprenditoria selvaggia. Il barone di Cerignola ripeteva "mondo era e mondo sarà". A guardare quanto sta succedendo  bisognerebbe dire che forse aveva ragione......oppure  dobbiamo convincerci che non è così e che c'è sempre una speranza anche quando  si è nel buio  più opprimente?

Pietro Ancona

                                              ****


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From: pietroancona@tin.it
To: Vincenzo Sena
Sent: Monday, March 23, 2009 3:36 PM
Subject: Valori occidentali
Obama, l'acqua, la testa del re
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   Nonostante l'impegno di Obama nelle guerre imperialistiche Usa a sostegno della industria degli armamenti che è il motore  diventato più importante dell'economia   statunitense dopo la crisi dell'industria automobilistica( irrisolvibile nel lungo periodo  dal momento che grande parte della gente non ha più i soldi  per cambiare le auto a causa della diminuzione dei salari e degli stipendi e della precarizzazione del lavoro ),c'è molta diffidenza nella destra nei suoi confronti ed anche esplicita ostilità per avere promesso l'assistenza sanitaria  pubblica finora negata  agli americani   e per avere stigmatizzato il comportamento dei banchieri che si sono liquidati benefict enormi attinti anche dagli aiuti di Stato concessi alle loro aziende. L'invio di altri diciassettemila  soldati americani e l'intensificazione della guerra in Afghanistan e forse in Pakistan non bastano a placare l'animale predatore,.Segnali inquietanti giungono da Israele dove un governo di estrema destra che persegue l'annientamento dei palestinesi si è formato eletto  da una base elettorale di gente che si fa stampare magliette con l'effige di donne e bambini palestinesi uccisi e scritte offensive contro di loro, un governo che vuole la guerra totale e che non mancherà di forti provocazioni verso i suoi disgraziati vicini di casa.Alla Cina che è creditrice di una montagna di miliardi di dollari verso gli Usa si risponde usando i monaci del Tibet per provocarla in un punto delicatissimo quale è la sua integrità territoriale. In Italia, Ferrara, interpretando l'irritazione dei pescicani, critica la decisione di Obama e del Congresso di tassare i ladroni che hanno intossicato la finanza mondiale e che oggi non hanno alcun ritegno a strillare perchè, per la prima volta, qualcuno li ritiene non intoccabili e adotta una misura giusta. Certo la tassa di Obama si limita soltanto a coloro che hanno ricevuto aiuti di Stato. Non tocca le aziende che funzionano ancora con mezzi propri. E anche questa è ancora una grande ingiustizia dal momento che i managers che si autoassegnano stipendi e prebende da nababbi li prelevano da bilanci di aziende quotate in borse e quindi tassano gli azionisti che dovunque nel mondo sono un parco buoi da sfruttare e qualche volta mandare al macello. Insomma, il capitalismo non si sente in colpa per avere intossicato il mondo di finanza fasulla e di avere provocato una delle più grandi crisi mai conosciute dal pianeta, ma rivendica il diritto  per i suoi  eroi di fruire della maggior parte delle risorse ingigantendo di giorno in giorno la loro  distanza dai comuni mortali. Ci sono ingegneri pagati a meno di venti mila euro all'anno ed a fronte di questi managers dell'olimpo finanziario e industriale che guadagnano  diecine e addirittura centinaia di milioni di euro l'anno. Una forbice che si allarga e che è causa non ultima dell'immiserimento delle masse popolari occidentali a cominciare da quelle americane.Una novità assoluta !.
Cattive notizie per l'umanità giungono da Instanbul dove è stato decretato, dopo una intensa azione lobbystica   delle multinazionali, che l'acqua è "un bisogno" (sic!!!) ma non un diritto. Se ho sete e sono senza soldi si riconosce il mio bisogno di acqua ma mi si lascia morire di sete! Nella storia dell'umanità  mai l'acqua era stata negata. E' sempre stato un bene disponibile a tutti. Oggi non viene razionata cosa che sarebbe del tutto comprensibile, ma privatizzata addirittura con leggi approvate dai parlamenti spesso con la complicità dell'opposizione. Sull'acqua che beviamo dobbiamo pagare i profitti dei privati azionisti oltre le spese di gestione ed inoltre dobbiamo caricarci come consumatori delle spese di investimento finora a carico dello Stato o delle Regioni. In sostanza, dopo le sementi sterili dei contadini che dovranno sempre ricomprarle dalle multinazionali anche l'acqua viene sottratta al pubblico dominio e per averla dobbiamo fare i conti con coloro che ce la vendono. Può darsi che avrà oscillazioni come il petrolio. Negli anni di siccità costerà di più.
Non si sta tirando troppo la corda? Il capitalismo sta mostrando tutta la sua natura di feroce predatore sociale
e sta creando condizioni di grandi tensioni . Si sta attrezzando per fronteggiare la protesta con la diffusione di regimi autoritari dal momento che il suo divorzio dalla democrazia e dalla libertà è  quasi dovunque definitivo.
Nel prossimo futuro non avremo soltanto il colonialismo e le guerre ma anche l'esclusione delle popolazioni dell'Occidente dai benefici della civiltà.
L'Occidente che vanta i suoi valori! Il filosofo francese  Gluckmann, la Fallaci, ed altri intellettuali "organici "alla  destra europea hanno teorizzato la superiore civiltà  euroatlantica rispetto l'Islam e continuano a predicare contro il pericolo del terrorismo per giustificare  le nefandezze verso molti popoli. L'Occidente che tiene nella formalina ed esposta alla morbosa curiosità del pubblico  per centosettanta anni la testa di un valoroso  capo africano che si era opposto ai colonialisti olandesi sia pure armato soltanto di lance e frecce continua a rivendicare con tracotanza di essere il migliore!  Soltanto ora, dopo insistenti richieste del Ghana  pare che la testa sarà ricongiunta al corpo del re. Ma il vizio predatore non si è ancora placato e l'atto di restituzione della testa non significa quasi niente dal momento che il continente africano è afflitto da diecine di focolai di guerra fomentati dagli Usa e dagli europei  per l'accaparramento delle sue ricchezze. Gli africani possono morire di fame e di sete ed al massimo tentare di raggiungere Lampedusa, affogare nel Mediterraneo, essere seviziati nei CIE.

Pietro Ancona

                                          ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Vincenzo Sena
Sent: Saturday, March 21, 2009 3:46 PM
Subject: semplificazione e svuotamento della democrazia

Le unificazioni nel Pdl e nel PD
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Lo scioglimento di AN e la sua confluenza nel Pdl è la logica conseguenza dello sdoganamento a suo tempo fatto da Berlusconi (che radunava a sè tutta la destra italiana anche quella razzista nella sua irresistibile marcia verso il potere) e del percorso compiuto da  Fini e dai suoi colonnelli dentro una alleanza che lo ha legittimato come forza di governo. Nel compimento di questo percorso è avvenuta una omologazione non soltanto con i principi del liberismo ma con la lega secessionista e xenofoba del Nord dalla quale Fini ha mostrato soltanto recentemente, da quando è Presidente della Camera, qualche insofferenza riuscendo da un lato ad irritare Berlusconi ma nello stesso tempo a fargli prendere le distanze dalle scelte più scellerate come   ronde, anagrafe negata ai bimbi di i sanspapiers nati in Italia, obbligo di spionaggio alla polizia  dei migranti irregolari  dei medici, degli insegnanti e dei pubblici ufficiali in genere....). E'   importante che dal costruendo Pdl resti fuori la Lega. Questa, pur condizionando pesantemente il governo, non potrà evitare una qualche evoluzione del nuovo partito dal berlusconismo e dalla xenofobia. Insomma, forse potremo avere una destra alla francese durissima verso i lavoratori ma più "civile" di ciò che è stata finora l'esperienza degradante  dei governi Berlusconi. Il fatto che un personaggio come la Mussolini assuma l'iniziativa di raccogliere le firme di oltre cento parlamentari per cancellare aspetti assolutamente inaccettabili del ddl sulla sicurezza è una novità positiva che non deve essere ignorata. Fini aspira alla successione a Berlusconi e le caratteristiche della sua destra sono certamente meno scandalose di quelle della Lega. Se l'evoluzione di questo processo ci condurrà alla estromissione della lega dal governo magari sostituita dall'UDC di Casini sarà un passo indietro dal baratro verso cui sta andando la democrazia italiana. Ma, finchè Berlusconi è il capo di questo coacervo non rinuncerà mai alla alleanza dei suoi fedelissimi amici padani patrocinati da Tremonti.
Alla creazione di un Partito della Destra italiana purtroppo non corrisponde un simmetrico forte Partito della sinistra. Il PD   vuole essere alternativo al PDL ma  in rappresentanza dello stesso blocco sociale che, in Italia, non è centrista (il centro non esiste) ma è destra spesso percorsa da fremiti di sovversivismo contro lo Stato. Una destra che vuole accaparrarsi tutte le risorse  a costo di devastare e privare lo Stato della sua funzione di garante di tutti e di fornitore di servizi essenziali come la scuola, la sanità, il welfare. Il PD non solo condivide le scelte fondamentali del padronato italiano fino al punto di mostrarsi irritato dalle flebili proteste della CGIL,
ma ha dato pegno alla Confindustria eleggendo significativamente personaggi come Merloni,Colaninno, Calearo espressione dell'ala dura, durissima  degli industriali, l'ala che vuole tutto e subito e ridurre i lavoratori privi di strumenti di difesa. I giuslavoristi che lavorano attivamente  allo smantellamento  del diritto del lavoro sono bipartisan: Letta, Treu,Damiani,Ichino sono della stessa scuola alla quale appartiene Boeri, Cazzola,il gruppo della Voce, Monti, la Bocconi. Sono tutti monetaristi e considerano il lavoro umano come una merce ed il lavoratore un oggetto da usare e gettare subito dopo. L'involuzione che questi dannosi personaggi hanno
impresso al diritto del lavoro è tale che oramai ha invaso lo stesso campo delle garanzie costituzionali. Il diritto a ricorrere al giudice non viene negato ma una legge ad hoc vieta al giudice di esprimersi su quella determinata vicenda.  Insomma il giudice di Berlino del  mugnaio  tedesco non c'è più. Insomma, le classi lavoratrici che dovrebbero costituire il blocco sociale di riferimento della sinistra sono bersagliate da continui attacchi ultimi dei quali al  contratto collettivo di lavoro ed il diritto di sciopero. Il PD si è reso complice di Berlusconi nella esclusione del PSI,dei Verdi e dei partiti comunisti dal Parlamento erigendo una barriera e  dichiarando l'inutilità di votare per i "partitini".  Questa esclusione ha inferto una ferita profondissima alla democrazia italiana dal momento che le istanze sociali e laiche delle quali sono portatori gli esclusi non sono state fatte proprie dal PD che rifiuta la qualifica di sinistra e l'iscrizione ai partiti del socialismo europeo. Quindi il sistema politico si è squilibrato tutto a destra con l'aggravante di Confederazioni Sindacali collaborazioniste che anche quando mostrano di non condividere, di scioperare, non si azzardano a toccare il ghetto dentro cui è stato rinchiuso il mondo del lavoro: non mettono in discussione nè il precariato, nè il meccanismo di impoverimento dei lavoratori, nè la riduzione del welfare. Si limitano ad addolcire le amarissime pillole che vengono propinate da misure governative come il recente, umiliante provvedimento sull'indennità di disoccupazione dei precari calcolata in spiccioli tipo socialcard.  Che i due partiti che occupano grandissima parte del Parlamento sono intercambiali si è visto durante il governo Prodi  che ha deluso profondamente e fatto sbandare e non votare  l'elettorato si sinistra con la sua linea di capitalismo compassionevole. Solo carità una tantum, niente diritti!! Una sorta di gara con un occhio alla sede centrale del liberismo ,gli Usa, per mostrarsi più bravi della destra nel tenere a stecchetto le classi lavoratrici,
nella politica filoisraeliana, nella politica colonialista dell'impero (che ora si accinge a massacrare ancora di più l'Afghanistan con la grottesca motivazione di liberare le donne dal velo e dai talebani.Mentre Obama, per quanto condizionato dalle multinazionali e da un elettorato diseducato da diecine di anni da ogni forma di socialità riduce drasticamente gli emolumenti ai managers, Franceschini ed i suoi non si azzardano a chiedere la tassazione delle rendite finanziarie e si limitano a colpire con una mano vellutata i pescecani che
da sempre divorano questo Paese e battono cassa  sempre. Non ricordo un momento, una fase, in cui la Confindustria non abbia chiesto soldi allo Stato. Mercato si ma soltanto di facciata. Dietro la facciata oligopoli ed accordi che ogni tanto ricevono un ridicolo buffetto dai Garanti peraltro superpagati e desiderosi di conservare il loro posto tenendosi buoni "quelli che contano".
   Quindi lo squilibrio a destra dell'Italia è enorme e difficilmente recuperabile. Per nostra disgrazia, i partiti della sinistra radicale aspirano alla alleanza  o collaborano in un modo o nell'altro con il PD. Fava, Vendola e gli altri non chiedono di meglio che aprire un corridoio di comunicazione con il PD ed i comunisti di Di Liberto e Ferrero stentano a staccarsi dalle scandalose collaborazioni con i persecutori dei lavavetri o i finanziatori delle ronde. I socialisti accettano la legge biagi e sono disponibili ad ogni forma di collaborazione anche immediata.  Insomma, la sinistra radicale ed il psi non solo non costituiscono una forza di calamitazione ed un punto di riferimento per condizionare a vantaggio del movimento operaio il PD ma rischiano di essere risucchiati da questo che a sua volta è ossessionato dalla voglia di conquistare l'elettorato della destra italiana. Il motore della politica italiana è la destra!
  Poteva avere un ruolo positivo la CGIL ma questa ha avuto una involuzione che oramai la distingue dai sindacati europei e comunque se
non sta in riga ci pensa il PD a tirarle le orecchie dal momento che la Cisl è dislocata anch'essa  nel PD ed è molto ligia alle linee della Confindustria e del Governo. Ricordiamo il Patto per l'Italia ed i recenti accordi con Prodi e con Berlusconi che hanno tolto ancora qualcosa ai lavoratori ed ai pensionati. Le Confederazioni sindacali italiane  sono una realtà paradossale: anzicchè dare qualcosa ai lavoratori la tolgono.
 Certo, al peggio non c'è mai fine. Ma la situazione nella quale stiamo non è delle più promettenti.
Pietro Ancona

                                              ***


----- Original Message -----
Sent: Thursday, March 19, 2009 10:02 PM
Subject: napolitano commemora Biagi
La  legge Biagi ha intossicato il diritto del lavoro
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Il discorso fatto dal Presidente della repubblica in memoria di Biagi è inaccettabile. Non si possono spacciare per  idee motrici di rinnovamento il vasto armamentario che la legge sviluppata sulla base delle indicazioni del  giuslavorista  e che   è opera della destra asociale razzista ha offerto al padronato per eludere la instaurazione di rapporti di lavoro  rispettosi dei diritti che la Costituzione  garantisce : il diritto ad un salario dignitoso  dentro un'azienda che non deve essere finalizzata soltanto al profitto ma anche ad assolvere ad un ruolo sociale. Il Presidente ha attaccato come estremisti coloro i quali contestano la legge trenta. Ma estremista è certamente chi, usa la legge, per negare presente e futuro ai suoi dipendenti non a caso definiti "atipici". La legge Biagi ha intossicato il diritto del lavoro con una congerie di possibilità nessuna delle quali scaturisce direttamente dalla modernità della produzione e del ciclo economico. Un milione di cocopro realizzano "progetti" che esistono soltanto nella fantasia dei loro sfruttatori. Tutte le forme in cui si articola il precariato italiano e che riguardano diversi milioni di lavoratori in grande parte giovani che sono incanutiti in durissimi percorsi di contratti a termine a volte rinnovati  molte volte a riprova della loro artificiosità, del loro essere un sotterfugio giuridicamente spesso inattaccabile, per tenere con il cuore in gola ed a basso costo una mano d'opera  umiliata sono invenzioni di un laboratorio di destra sociale, una officina per la demolizione del limpido diritto del lavoro che vantava l'Italia. Aggiungo che non escludo una diretta responsabilità della legge trenta e di tutti i marchingegni diabolici che la contornano come le agenzie di lavoro interinale, le cooperative fasulle, le compagnie,  nella terribile mortalità che il lavoro oggi comporta. Quattro morti al giorno sono certamente anche il  prodotto terribile dell'uso di  persone spesso mandate al massacro senza alcuna preparazione professionale. Mi piace ricordare che la torre Eiffel fu costruita in due anni in condizioni estreme di difficoltà ambientali e non ebbe alcun infortunio mortale tra i suoi  carpentieri. La incompetenza produce spesso l'incidente e la responsabilità non può essere attribuita a chi soccombe pur di avere un pò di salario.
Nella celebrazione di oggi il terrorismo è diventato secondario rispetto i contenuti proposti da Biagi e dalla sua scuola che oggi annovera Sacconi tra i suoi maggiori esponenti. Questa è stata la svolta di oggi: lo Stato radunato attorno alle sue tre massime  cariche non tanto per condannare il terrorismo come risposta inaccettabile e sbagliata al conflitto sociale quando per sacralizzare un orientamento  giuslavoristico che è tra le cause più importanti della depressione che affligge oggi l'Italia: un paese in cui milioni di lavoratori sono tenuti a pane e acqua e minacciati dalla crescita di un precariato che divora la sicurezza delle famiglie, che apre grossi processi di dequalificazione, che mantiene in condizioni umilianti tantissime persone che non possono più fronteggiare l'esistenza con un solo stipendio ed anche con due stipendi o salari stentano moltissimo a galleggiare in una società in cui i ricchi sono sempre più ricchi e i lavoratori  sono diventati assai poveri: la legge Biagi ha contribuito alla diffusione della infelicità, della incertezza, dell'ansia che attanaglia milioni di persone.
 Oggi  lo Stato non ha fatto un momento di lotta al terrorismo ma a  quanti ritengono inaccettabili prospettive di vita come quelle offerte dalla legge trenta e da tutte le altre che sono armoniche ad essa. Oggi lo Stato  si è schierato con  il padronato e si è messo contro la popolazione lavoratrice. Non credo proprio che  il paternalismo di chi indica la strada tracciata da Biagi ai giovani potrà essere uno stimolo per la crescita. Lavorare  con scadenze trimestrali (a volte financo settimanali) per pochi spiccioli non aiuta nè le crescita delle persone nè quelle del sistema Italia. Il futuro dell'Italia è nella sicurezza dei lavoratori, nel loro benessere,nella possibilità di mantenere bene una famiglia, fare studiare i figli. Non è con il feroce uso di marchingegni che hanno dato dignità giuridica alla illegalità dello sfruttamento che andremo lontani. Fabbriche ed uffici popolati da persone insoddisfatte e pieni di problemi di sopravvivenza non  produrranno che danno. Le persone non possono essere "usa e getta". Hanno diritti che prima o poi saranno rivendicati.
 L'intervento delle massime cariche dello Stato a difesa  del precariato rappresenta una brutta novità nella deriva a destra di questo nostro Paese.

Pietro Ancona

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/napolitano/napolitano-fazioni/napolitano-fazioni.html

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, March 25, 2009 11:54 AM
Subject: il voto di ieri
Federalismo ed altro
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L'inverno del nostro scontento è il titolo di un romanzo di Steinbeck, una grande anima dell'america critica che analizza  i suoi mali profondi, autore di tante opere celebri negli anni sessanta, ora purtroppo non più, nonostante la loro straordinaria attualità.
Credo che potremmo parlare dell'Italia e del mondo di oggi come di un lungo inverno sempre più duro, sempre più ostile, dal quale non riusciamo ad uscire. Non si vede un raggio si sole, uno spiraglio di primavera.
Ieri la Camera dei Deputati ha approvato, praticamente all'unanimità, il ddl sul federalismo. La lega esulta e ne ha ben ragione. E' passato un punto fondamentale della sua linea, la ragione stessa della sua costituzione,
l'idea di una piena autonomia quasi una piena indipendenza delle regioni del Nord che potranno trattenere per se tutte le loro risorse e mandare finalmente al diavolo la zavorra del Sud parassita, infingardo, mafioso.

Non mi stupisce molto anche se mi indigna l'astensione del PD che è praticamente una adesione al testo approvato c on il solo dissenso   dei   deputati  Furio Colombo e Mantini  coraggiosamente espresso in aula nonostante l'ordine di scuderia del gruppo. Già nei primi anni ottanta il gruppo dirigente del PCI emiliano propose pubblicamente sull'Unità la creazione di una superregione denominata Padania( non ricordo se comprendesse oltre che il Nord anche la Toscana). Ma forse si fermava appunto al confine dell'Emilia. Le motivazioni di allora non le ricordo bene ma avevano a che fare con l'integrazione in Europa e l'esigenza di attrezzare il Nord di infrastrutture pensate  per soddisfare esigenze generali e di un governo capace appunto di competere con i grandi land tedeschi e le più ricche regioni francesi.
In fondo dentro il vecchio PCI la lezione gramsciana dell'unità operai-contadini, nord sud non era mai arrivata alle grandi masse del suo elettorato e non aveva mai convinto  del tutto la sua nomenclatura. Nonostante il grande contributo di lotte dato dalle masse meridionali per il progresso (si chiamava movimento per  rinascita) dell'Italia ,il PCI e la stessa CGIL  avevano il cuore nel Nord ed una idea paternalistica ed un pò razzista del Sud  visto come impaniato nel
clientelismo ed incapace di comprendere la "modernità".  Ma le cose erano tali per le quali, dopo i grandi scioperi siciliani per l'abolizione delle gabbie salariali con epicentro a Catania, in una drammatica riunione tenutasi a Napoli al Maschio Angioino della segreteria della CGIL con tutti i dirigenti del Sud ci fu  dissenso sull'idea di minimi salariali eguali in tutta Italia, dissenso espresso in particolare da Bruno Trentin e Rinaldo Scheda anche se la decisione finale fu di andare avanti nel sostegno alla rivendicazione.
Il PD ha commesso un grave errore nell'approvare il federalismo. Lo Stato repubblicano è stato vissuto in molti posti d'Italia come  la Monarchia rispetto la Nobiltà locale. Lo Stato Centrale è stato  in moltissime cose il punto di riferimento di libertà, giustizia, per  le popolazioni. Perchè dovremmo optare per dirigenti come Lojero e Lombardo o Bassolino o Formigoni che hanno aggiunto  il peso del loro oligarchismo  a quello dello Stato?  In atto le Regioni sono in fase degenerativa in quanto a costi degli apparati politici ed amministrativi. Hanno creato con la scusa delle privatizzazioni centinaia e centinaia di  società gestite da consigli di amministrazione costosissimi. Il peso della politica e della parapolitica  è diventato terribile così come l'indebitamento delle amministrazioni regionali spesso con banche estere. Il costo attuale delle Regioni è una cifra astronomica rispetto la quale i benefici dei cittadini sono quasi nulli.
 Penso che la scelta del federalismo non porterà fortuna al PD. Ma non esiste più in Parlamento una cultura alternativa a quella della destra.   Sul piano casa, delle questioni sociali, sulla politica estera non c'è più alcuna differenza sostanziale tra la destra di Berlusconi e l'opposizione. 
Pietro Ancona

                                            ****


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From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, March 25, 2009 10:15 PM
Subject: subalternità incrociate

SUBALTERNITA' INCROCIATE
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 Due brutte ma significative notizie caratterizzano la giornata di oggi e ci danno un'idea della catastrofica crisi del PD e del sindacalismo europeo.
  Il PD si asterrà sul federalismo fiscale, una misura di disintegrazione dell'Italia  fortissimamente voluta dai leghisti xenofobi e
che produrrà anche conseguenze pesanti sulla fiscalità a carico delle famiglie che dovranno accollarsi il peso delle venti italie che si costruiranno nelle venti regioni.
  La seconda viene dalla CES confederazione dei sindacati europei nota per il silenzio con il quale ha accolto tutte le misure di precarizzazione del lavoro in europa e per la intenzionale assenza di una strategia di contrasto al damping sociale ed alla involuzione reazionaria con interpretazioni sempre più vantaggiose per le aziende del diritto comunitario del lavoro.
   Indovinate chi manda da bruxelles il decreto di isolamento della CGIL italiana? Walter Cerfeda  espressione della CGIL nella CES
  Dobbiamo credere alla alienazione totale o ad un gioco delle tre carte?
  Due scelte CES e PD che testimoniano la subalternità culturale di ciò che fu sinistra e del
sindacalismo europeo al monetarismo della destra economica.
   Ho un ricordo della CES avendo partecipato ad uno dei suoi congressi tenutosi a Milano in rappresentanza della CGIL. Un organismo mortalmente ammalato di noia, di burocratismo, di lontananza dai lavoratori e dalle loro esigenze.
  Pietro Ancona
                                                ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: m.grassadonia@virgilio.it
Sent: Wednesday, March 25, 2009 10:30 PM
Subject: Valori occidentali

Obama, l'acqua, la testa del re
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   Nonostante l'impegno di Obama nelle guerre imperialistiche Usa a sostegno della industria degli armamenti che è il motore  diventato più importante dell'economia   statunitense dopo la crisi dell'industria automobilistica( irrisolvibile nel lungo periodo  dal momento che grande parte della gente non ha più i soldi  per cambiare le auto a causa della diminuzione dei salari e degli stipendi e della precarizzazione del lavoro ),c'è molta diffidenza nella destra nei suoi confronti ed anche esplicita ostilità per avere promesso l'assistenza sanitaria  pubblica finora negata  agli americani   e per avere stigmatizzato il comportamento dei banchieri che si sono liquidati benefict enormi attinti anche dagli aiuti di Stato concessi alle loro aziende. L'invio di altri diciassettemila  soldati americani e l'intensificazione della guerra in Afghanistan e forse in Pakistan non bastano a placare l'animale predatore,.Segnali inquietanti giungono da Israele dove un governo di estrema destra che persegue l'annientamento dei palestinesi si è formato eletto  da una base elettorale di gente che si fa stampare magliette con l'effige di donne e bambini palestinesi uccisi e scritte offensive contro di loro, un governo che vuole la guerra totale e che non mancherà di forti provocazioni verso i suoi disgraziati vicini di casa.Alla Cina che è creditrice di una montagna di miliardi di dollari verso gli Usa si risponde usando i monaci del Tibet per provocarla in un punto delicatissimo quale è la sua integrità territoriale. In Italia, Ferrara, interpretando l'irritazione dei pescicani, critica la decisione di Obama e del Congresso di tassare i ladroni che hanno intossicato la finanza mondiale e che oggi non hanno alcun ritegno a strillare perchè, per la prima volta, qualcuno li ritiene non intoccabili e adotta una misura giusta. Certo la tassa di Obama si limita soltanto a coloro che hanno ricevuto aiuti di Stato. Non tocca le aziende che funzionano ancora con mezzi propri. E anche questa è ancora una grande ingiustizia dal momento che i managers che si autoassegnano stipendi e prebende da nababbi li prelevano da bilanci di aziende quotate in borse e quindi tassano gli azionisti che dovunque nel mondo sono un parco buoi da sfruttare e qualche volta mandare al macello. Insomma, il capitalismo non si sente in colpa per avere intossicato il mondo di finanza fasulla e di avere provocato una delle più grandi crisi mai conosciute dal pianeta, ma rivendica il diritto  per i suoi  eroi di fruire della maggior parte delle risorse ingigantendo di giorno in giorno la loro  distanza dai comuni mortali. Ci sono ingegneri pagati a meno di venti mila euro all'anno ed a fronte di questi managers dell'olimpo finanziario e industriale che guadagnano  diecine e addirittura centinaia di milioni di euro l'anno. Una forbice che si allarga e che è causa non ultima dell'immiserimento delle masse popolari occidentali a cominciare da quelle americane.Una novità assoluta !.
Cattive notizie per l'umanità giungono da Instanbul dove è stato decretato, dopo una intensa azione lobbystica   delle multinazionali, che l'acqua è "un bisogno" (sic!!!) ma non un diritto. Se ho sete e sono senza soldi si riconosce il mio bisogno di acqua ma mi si lascia morire di sete! Nella storia dell'umanità  mai l'acqua era stata negata. E' sempre stato un bene disponibile a tutti. Oggi non viene razionata cosa che sarebbe del tutto comprensibile, ma privatizzata addirittura con leggi approvate dai parlamenti spesso con la complicità dell'opposizione. Sull'acqua che beviamo dobbiamo pagare i profitti dei privati azionisti oltre le spese di gestione ed inoltre dobbiamo caricarci come consumatori delle spese di investimento finora a carico dello Stato o delle Regioni. In sostanza, dopo le sementi sterili dei contadini che dovranno sempre ricomprarle dalle multinazionali anche l'acqua viene sottratta al pubblico dominio e per averla dobbiamo fare i conti con coloro che ce la vendono. Può darsi che avrà oscillazioni come il petrolio. Negli anni di siccità costerà di più.
Non si sta tirando troppo la corda? Il capitalismo sta mostrando tutta la sua natura di feroce predatore sociale
e sta creando condizioni di grandi tensioni . Si sta attrezzando per fronteggiare la protesta con la diffusione di regimi autoritari dal momento che il suo divorzio dalla democrazia e dalla libertà è  quasi dovunque definitivo.
Nel prossimo futuro non avremo soltanto il colonialismo e le guerre ma anche l'esclusione delle popolazioni dell'Occidente dai benefici della civiltà.
L'Occidente che vanta i suoi valori! Il filosofo francese  Gluckmann, la Fallaci, ed altri intellettuali "organici "alla  destra europea hanno teorizzato la superiore civiltà  euroatlantica rispetto l'Islam e continuano a predicare contro il pericolo del terrorismo per giustificare  le nefandezze verso molti popoli. L'Occidente che tiene nella formalina ed esposta alla morbosa curiosità del pubblico  per centosettanta anni la testa di un valoroso  capo africano che si era opposto ai colonialisti olandesi sia pure armato soltanto di lance e frecce continua a rivendicare con tracotanza di essere il migliore!  Soltanto ora, dopo insistenti richieste del Ghana  pare che la testa sarà ricongiunta al corpo del re. Ma il vizio predatore non si è ancora placato e l'atto di restituzione della testa non significa quasi niente dal momento che il continente africano è afflitto da diecine di focolai di guerra fomentati dagli Usa e dagli europei  per l'accaparramento delle sue ricchezze. Gli africani possono morire di fame e di sete ed al massimo tentare di raggiungere Lampedusa, affogare nel Mediterraneo, essere seviziati nei CIE.

Pietro Ancona
                                            ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, March 27, 2009 1:06 PM
Subject: Fw: il contrappunto. I licenziamenti fanno bene alla Borsa?

Il contrappunto
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Wikipedia Italiano - L'enciclopedia libera

In musica, il contrappunto è la relazione tra due o più voci che sono indipendenti nel ritmo ed interdipendenti nell'armonia. Il contrappunto identifica la musica occidentale, si è sviluppato durante il Rinascimento ed è stato dominante nei periodi successivi, caratterizzando specialmente la musica barocca. Il termine deriva dal latino punctum contra punctum, ovvero nota contro nota (punctum è il termine in latino medievale equivalente al nostro termine "nota").

Nei giorni scorsi una nota della CGIL (ufficio studi)  faceva previsioni drammatiche sull'aumento della disoccupazione quest'anno e nel  2010  di oltre un milione di unità. Oggi la Confindustria fa previsioni dello stesso tenore. La situazione è davvero drammatica o c'è uno sporco gioco delle parti per convincerci della
gravità profonda della crisi e quindi, di conseguenza, ad assumere comportamenti condizionati da tante fosche previsioni? La Confindustria strilla ai quattro venti la crisi e chiede soldi ed interventi allo Stato. I sindacati non si azzardano ad avanzare nessuna richiesta  economica alle imprese. Sarebbe financo inelegante farlo con tanto di tragedia incombente da tutte le parti. La Confindustria è anche assai scaltra nell'accompagnare la previsione di un aumento della crisi con un fantomatico risparmio energetico di 82o euro (quale precisione di calcolo) ed altri risparmi che verranno sui mutui di 3200 euro. A parte il fatto che non tutti gli italiani hanno mutui accesi è come se si volesse lanciare un messaggio del genere prenderete di meno ma risparmierete sulle spese.....
Che la Confindustria faccia il suo mestiere con abilità e molta spregiudicatezza si può anche capire anche se
siamo ad un livello di minore decoro del comportamento delle sue consorelle europee che si muovono con maggiore sobrietà e non  stanno a postulare notte e giorno aiuti dallo Stato. Non capisco e  mi stupisce il comportamento della CGIL che fa da contrappunto alla Confindustria.  Si prevedono milioni di disoccupati
aumenti della CIG e licenziamenti ma giungono notizie di superlativi aumenti dei profitti realizzati nel corso degli ultimi due anni. Gli incrementi di produttività si sono trasformati in aumento dei profitti. I lavoratori artefici degli aumenti sono rimasti al palo, con un palmo di naso, anzi si sono impoveriti ulteriormente. A sentire gli andamenti della borsa gli indici registrano un incremento della ricchezza delle aziende e le previsioni delle aziende sono rosee. La Doria arriva a prevedere un incremento dei profitti del 28%. Insomma, anche operazioni di  llicenziamenti vengono sfruttate in borsa per procurare maggiori utili alle imprese.
   Certo la crisi c'è. C'è in corso un processo di impoverimento delle masse popolari non solo in Italia ma in tutto l'Occidente capitalistico dovuto alla precarizzazione di una parte cospicua della forza lavoro e dal blocco o addirittura dalla riduzione di stipendi e salari (come è avvenuto all'Alitalia). Questo processo di impoverimento  riduce la tonicità della industria in specialmodo di quella automobilistica, degli elettrodomestici, del vestiario, delle scarpe etcc..., Può la gente cambiare la lavatrice o comprare un televisore più bello o scarpe nuove o altro se i  redditi sono diminuiti di circa il quaranta per cento rispetto
a quelli degli anni ottanta? Bisognerebbe  riportare i salari a livelli di decenza. Ma questo non sarà fatto nè dalle imprese (c'è stato qualche sparadico caso di aumento spontaneo delle retribuzioni) nè sarà chiesto dalle Confederazioni che in occasione di rinnovi contrattuali si limitano a chiedere spiccioli e si mantengono attorno ai cento euro mensili. In Italia abbiamo la disgrazia di avere Confederazioni filogovernative e filoconfindustriali. La CGIL, pur non firmando gli accordi più scandalosi richiesti dalla Confindustria, si limita ad assistere passivamente allo sviluppo degli eventi ed al massimo a chiedere "sostegno" ai redditi al Governo. Si è fatto  un grande spettacolo teatrale attorno agli ammortizzatori sociali dei precari. Epifani e Franceschini li reclamavano a gran voce. La risposta del governo è stata una sorta di socialcard, una modesta elemosina pomposamente chiamata "indennità di reinserimento". Pare che  questa  umiliante risposta  sia stata accolta dal PD e dalla CGIL come un successo della loro iniziativa e li abbia tacitati.
  Questa crisi registra una terribile solitudine dei lavoratori e delle loro famiglie. La sinistra che li difendeva è fuori dal Parlamento. La CGIL è dominata dal PD che privilegia la politica di Ichino,Merloni,Colannino,Calearo. IRestano ai lavoratori solo il sindacalismo di base che, per quanto forte e rappresentativo, è discriminato e la galassia delle organizzazioni sociali di sinistra. il PD non si rende conto che la sofferenza della base sociale del Paese non lo aiuterà a crescere e la sua rincorsa a conquistare i padroni ed i padroncini gli porterà frutti velenosi.

pietro ancona


http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/03/26/1006147-confindustria_discesa_anni_507mila_posti_meno.shtml
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=336697
http://it.reuters.com/article/italianNews/idITLQ50516420090326

 

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Friday, March 27, 2009 9:46 AM
Subject: fini

Lettera ad un amico
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Caro professore,

ho avuto piacere ieri sera di sentirla in TV. Condivido quanto ha affermato. Su Fini debbo dirle che dubito molto che riuscirà ad andare lontano. Ho ascoltato una intervista di La Russa piena di odio trattenuto verso di lui. Alleanza Nazionale si ritrova assai di  più nella "cultura" di Berlusconi che nelle idee del suo ex  leader. I colonnelli sono berlusconiani e lo hanno congedato con freddezza al Congresso. La civilizzazione della destra italiana c he Fini propone non avverrà anche se
sarebbe da sperare che la visione di una destra moderna ed europea che Fini ha tratteggiato in molti suoi incisivi interventi  modellasse il Pdl. Ma questo è impossibile dal momento che il Cavaliere è fascista e leghista e si ritrova molto di più nelle rotture con l'opposizione e con la democrazia che nel dialogo che è sottinteso nella visione di Fini. La difesa di Fini del Parlamento dalle mene di Berlusconi arriva fuori tempo massimo e non commuove l'opinione pubblica. In primo luogo perchè il Parlamento dei mille oligarchi  in gran parte politicanti per professione è molto inviso. In secondo luogo perchè da Presidente della Camera Fini si comporta come  Bertinotti: dà per scontati e legittimi privilegi che sono esclusivi del Parlamento Italiano e che risultano scandalosi. Non credo proprio che a Berlusconi succederà Fini che, se non sarà del tutto emarginato, lo dovrà alla sua carica istituzionale. Ma i suoi lo hanno "posato" e Berlusconi gli renderà la vita difficile con i decreti e con la modifica dei regolamenti.
In quanto al PD è quasi inutile parlarne. E' morto e da morto fa danni. L'unione Margherita-DS è reazionaria  e subalterna alla cultura della destra. L'Ulivo era cosa ben diversa. Era una alleanza per il meglio, progressista.
Soltanto l'astensionismo di massa ci salverà da un Pdl al settanta o ottanta per cento.
Bisognerà aspettare non so quanto tempo per avere un Partito alternativo alla destra al potere. Senza una cultura diversa da quella della maggioranza attuale non si va da nessuna parte. Questa cultura  esiste ed è
 per ora relegata nel mondo dei libri. Analisi della globalizzazione e dei cambiamenti della cultura umana  sono state fatte e richiedono soltanto di essere tradotte in politica da un nuovo raggruppamento  capace di affrancarsi dagli epigoni del liberismo fallito.
 Pietro Ancona

 

POST SCRIPTUM

Caro Professore,
 
 Ad un certo punto scrivo "soltanto un astensionismo di massa ci salverà da un Pdl  al settanta o ottanta per cento". Chiarisco che mi riferivo soltanto ad un mero ragionamento statistico e che è lontano mille miglia dal mio sentire astenermi, ritirarmi sotto la tenda come Achille, fare l'Aventino etc.... Andrò a votare e faccio propaganda attiva per un voto a sinistra, a quella che si chiama estrema sinistra o sinistra radicale anche se sono assai critico verso la sua recente esperienza di governo e non condivido il giudizio che continua ad esprimere sulla CGIL che, per me, deve essere denunziata per la sua  subalternità politica al PD oggi confindustrialista.
Il voto a sinistra serve a sanare una ferita profonda inferta al nostro sistema democratico. Oggi abbiamo un Parlamento privo della sua ala sinistra per la prima volta dalla fondazione della Repubblica.  Il Parlamento riflette la volontà della destra dalla sua parte più eversiva a quella moderata. Noi dobbiamo riportare la sinistra in Parlamento. Questo compito riguarda non solo i comunisti e gli esclusi socialisti e verdi ma riguarda tutti noi. Un successo delle sinistre alle europee frenerà lo scivolamento verso l'autoritarismo della politica italiana e riaccenderà speranze nel mondo del lavoro oggi sottoposto ad una insopportabile pressione  dal padronato e dallo stesso governo
Pietro Ancona

 

                                                    ****


In morte di Nicola
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Partecipo con viva commozione al dolore della famiglia e dei socialisti siciliani per la morte di Nicola Capria, eminente dirigente
politico più volte membro del governo siciliano di cui fu vice presidente e membro del governo nazionale.
L'ho conosciuto negli anni sessanta. Era un giovane intellettuale, una persona colta, a quel tempo di sinistra e che comunque cercava le ragioni della legittimità culturale storica e politica dei socialisti oscurata dall'egemonia culturale del PCI e dall'ombra lunga del ponte che comunisti e democristiani avevano creato bypassando le forze meno rilevanti (secondo il loro punto di vista).
Nicola combatteva la battaglia dell'identità socialista non in termini anticomunisti ma di scoperta e valorizzazione della grande corrente di pensiero socialista italiano da Anna Kuliscioff a Rodolfo Morandi, Riccardo Lombardi.
Era autonomista ed ebbe un momento di grande visibilità quando assieme a Rosario Nicoletti e Achille Occhetto segretari rispettivamente della DC e del PCI siciliano concepirono il disegno di un accordo per lo sviluppo dell'Isola, disegno generoso ma debole
per il suo carattere eminentemente leaderistico e per l'incapacità di capire i rapporti con le grandi masse popolari che rivendicavano un ingresso pieno nella gestione politica della Autonomia Siciliana.
Fu artefice con Gaspare Saladino ed i dirigenti dell'EMS dello storico e straordinario progetto di trasporto in Sicilia ed in Italia con un metanodotto sottomarino del gas algerino che tuttora, da allora, dà energia e lavoro all'Italia.
Fu certamente persona onesta e tutt'altro che mafioso. L'accusa lo colpi dolorosamente ma nessuno dei socialisti e di quanti lo conoscvevamo bene ha mai pensato che potesse davvero avere qualcosa a che fare con la criminalità mafiosa siciliana o calabrese.
Era un politico particolare che passava gra parte del suo tempo a leggere a studiare ad interrogarsi sui grandi temi del socialismo e del capitalismo.
Ero segretario generale della CGIL durante la sua prestigiosa presenza nel governo regionale e fu sempre in rapporti di grande amicizia e rispetto del'autonomia dei sindacalisti socialisti e del sindacato in genere. E' stato molto, molto male prima di morire e forse la morte lo ha liberato da uno stato di prostrazione fisica che gli avrà reso amari gli ultimi anni di vita.
Ricordiamolo con affetto, come un caro compagno che ci ha lasciato e che in grande parte è rimasto interno al dramma che ha distrutto
la vita ai socialisti ed al Partito che è stato il più bello del mondo, il partito della nazionalizzazione dell'industria elettrica, della scuola media unificata, del divorzio, dello statuto dei diritti dei lavoratori. Un partito del quale possiamo dire che quanto di buono si è fatto in Italia gli si deve!!
Pietro Ancona

                                                          ***
  ----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: info@giuliettochiesa.it
Sent: Saturday, March 28, 2009 10:21 AM
Subject: la CGIL


Caro Chiesa,

ho sentito il giudizio positivo sulla CGIL che hai espresso, con forza, stamane ad Omnibus. Sono un vecchio sindacalista CGIL, ero segretario regionale in Sicilia. Purtroppo non posso condividere questo tuo giudizio dal momento che la CGIL porta la corresponsabilità dell'impoverimento dei lavoratori italiani a far data dagli accordi di concerrtazione firmati da Trentin nel 1993 che fissarono nel tetto di inflazione programmata il massimo da richiedere in occasione dei rinnovi contrattuali.
  Con il governo prodi la CGIL ha firmato un accordo che peggiora le pensioni e  chiude la lotta al precariato accettandolo fino in fondo, precariato che ha reso infelici cinque milioni di persone che stanno incanutendo con contratti a termine.
 In quanto all'accordo non firmato sulla riforma del modello contrattuale  purtroppo la CGIL ha dato via libera alle sue categorie di trasfonderlo nelle piattaforme contrattuali, cosa già fatta dalla potente FLAI (agroindustria) che ha accettato dalle sue consorelle Cisl e UIL tutti i punti dell'accordo separato.
  Inoltre si è fatta scrivere una nota di biasimo dalla Ces sempre per non avere firmato con Cisl e UIl. Indovina chi firma la nota: Walter Cerfeda emanazione della CGIL nella Ces. Insomma copia il giochino del governo che si fa rimproverare dal FMI o dalla UE quando vuole
assolutamente far passare una cosa.
  Con molta amarezza.

Pietro Ancona
                                                             ****


----- Original Message -----
Sent: Saturday, March 28, 2009 3:20 PM
To:Vincenzo Sena
Subject: claudia Mancina e l'antifascismo


    Antifascismo
==============
    E' cominciata la campagna per dare l'ostracismo, escludere dal linguaggio e dal dibattito politico italiano la parola "antifascismo".La filosofa Claudia Mancina distingue tra antifascismo storico del quale è giusto continuare a discutere e la presenza del termine antifascismo nel dibattito politico. A suo giudizio questa presenza non ha senso. Questa nota è apparsa sul Riformista :  "Mentre è ovvio che resta attuale l’antifascismo storico, legato alle memorie del regime e dell’occupazione, e quindi alle ricorrenze delle Fosse Ardeatine e del 25 aprile, è altrettanto ovvio che l’antifascismo – e non da oggi – non può più essere moneta corrente del dibattito politico. Non ha alcun senso, se non quello di un richiamo della foresta, rivolto ad anziani che ricordano un tempo passato, o a giovani ideologizzati sino al punto da non vivere la loro giovinezza, scagliare l’accusa di fascismo a Berlusconi o a qualche colonnello di An che fatica a staccarsi da miti e riti del suo partito."
    La nostra professoressa insegna etica dei diritti all'Università di Roma. Ha alle spalle un lungo percorso politico nel PCI. E' stata parlamentare  DS e  membro di lungo corso e per tanto tempo  della intellighentia comunista. Come tutti gli spretati sputa nel piatto dove ha mangiato per decenni e lavora attivamente per criminalizzare o annullare la lingua parlata dalla democrazia italiana dalla Resistenza ad oggi. La nostra filosofa ritiene addirittura "ovvio" che l'antifascismo non può più essere moneta corrente nel dibattito politico attuale. Che vuol dire?
    Come è ovvio,  è proprio il caso di dire, l'antifascismo non è soltanto il contrario del fascismo che non è  comunque scomparso nè dall'Italia nè dal mondo, l'antifascismo è il contenitore di tutti i valori negati dal fascismo: libertà, democrazia, tolleranza, civiltà, solidarietà, pace, rispetto per la persona umana. E' "ovvio" che  esclude da sè comportamenti come il razzismo, l'attacco ai diritti umani, la riduzione dei diritti civili delle persone e delle comunità. L'antifascismo, quindi, è "ovvio" che costituisce una categoria dello spirito, un imperativo categorico. Non si può essere antifascisti e razzisti mentre è possibile essere fascisti e razzisti. Questa nota della filosofa esce nel giorno in cui Berlusconi chiede il cinquantuno per cento agli elettori italiani, la riduzione del Parlamento in mera cassa di risonanza dei suoi decreti, la concentrazione in uno di tutti i poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) che è quanto hanno fatto i tiranni apparsi nella vita dei popoli per   umiliarli.
Colpisce la spudoratezza con la quale intellettuali che hanno letto e commentato Kant, Marx, Gramsci ci provano ad espungere dalle categorie  culturali e politiche quanto è ostico al tirannello che vorrebbe ridurci tutti a spettatori del "Grande fratello", spettatori privati di fondamentali diritti come lavoratori e come cittadini. Colpisce come gli attacchi più brutali alla cultura italiana che è la stessa cosa della sinistra italiana vengano da personaggi che ieri ne erano le vestali o i sacerdoti più dogmatici.
Pietro Ancona
 

                                                      ****


----- Original Message -----
Sent: Saturday, March 28, 2009 3:20 PM
To:Vincenzo Sena
Subject: claudia Mancina e l'antifascismo


    Antifascismo
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    E' cominciata la campagna per dare l'ostracismo, escludere dal linguaggio e dal dibattito politico italiano la parola "antifascismo".La filosofa Claudia Mancina distingue tra antifascismo storico del quale è giusto continuare a discutere e la presenza del termine antifascismo nel dibattito politico. A suo giudizio questa presenza non ha senso. Questa nota è apparsa sul Riformista :  "Mentre è ovvio che resta attuale l’antifascismo storico, legato alle memorie del regime e dell’occupazione, e quindi alle ricorrenze delle Fosse Ardeatine e del 25 aprile, è altrettanto ovvio che l’antifascismo – e non da oggi – non può più essere moneta corrente del dibattito politico. Non ha alcun senso, se non quello di un richiamo della foresta, rivolto ad anziani che ricordano un tempo passato, o a giovani ideologizzati sino al punto da non vivere la loro giovinezza, scagliare l’accusa di fascismo a Berlusconi o a qualche colonnello di An che fatica a staccarsi da miti e riti del suo partito."
    La nostra professoressa insegna etica dei diritti all'Università di Roma. Ha alle spalle un lungo percorso politico nel PCI. E' stata parlamentare  DS e  membro di lungo corso e per tanto tempo  della intellighentia comunista. Come tutti gli spretati sputa nel piatto dove ha mangiato per decenni e lavora attivamente per criminalizzare o annullare la lingua parlata dalla democrazia italiana dalla Resistenza ad oggi. La nostra filosofa ritiene addirittura "ovvio" che l'antifascismo non può più essere moneta corrente nel dibattito politico attuale. Che vuol dire?
    Come è ovvio,  è proprio il caso di dire, l'antifascismo non è soltanto il contrario del fascismo che non è  comunque scomparso nè dall'Italia nè dal mondo, l'antifascismo è il contenitore di tutti i valori negati dal fascismo: libertà, democrazia, tolleranza, civiltà, solidarietà, pace, rispetto per la persona umana. E' "ovvio" che  esclude da sè comportamenti come il razzismo, l'attacco ai diritti umani, la riduzione dei diritti civili delle persone e delle comunità. L'antifascismo, quindi, è "ovvio" che costituisce una categoria dello spirito, un imperativo categorico. Non si può essere antifascisti e razzisti mentre è possibile essere fascisti e razzisti. Questa nota della filosofa esce nel giorno in cui Berlusconi chiede il cinquantuno per cento agli elettori italiani, la riduzione del Parlamento in mera cassa di risonanza dei suoi decreti, la concentrazione in uno di tutti i poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) che è quanto hanno fatto i tiranni apparsi nella vita dei popoli per   umiliarli.
Colpisce la spudoratezza con la quale intellettuali che hanno letto e commentato Kant, Marx, Gramsci ci provano ad espungere dalle categorie  culturali e politiche quanto è ostico al tirannello che vorrebbe ridurci tutti a spettatori del "Grande fratello", spettatori privati di fondamentali diritti come lavoratori e come cittadini. Colpisce come gli attacchi più brutali alla cultura italiana che è la stessa cosa della sinistra italiana vengano da personaggi che ieri ne erano le vestali o i sacerdoti più dogmatici.
Pietro Ancona
                                                             ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Monday, March 30, 2009 12:45 PM
Subject: affinità


affinità elettive: Craxi-Berlusconi
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 Leggo che centinaia di persone sono rimaste fuori dall'immenso locale dove si svolgeva il Congresso del Partito delle Libertà. Una folla straripante di beneficiati dal potere di Berlusconi ha affollato i tre giorni della teatrale messa in scena dell'apoteosi del Capo, seimila delegati  il cui volto è rimasto ignoto a tutti che servivano soltanto per votare all'unanimità, una folla muta alla quale hanno parlato pochi ben scelti membri del gruppo dirigente centrale. Un Congresso che non è stato per niente un Congresso dal momento che tutto era stato stabilito da Lui e di questa folla di delegati non resterà niente il giorno dopo. Mi ha molto colpito la replicazione gigantesca di Berlusconi a  braccia aperte, sarò prevenuto ma mi ricordava non so per quale ragione l'ajatollah Komeini  al suo ritorno a Teheran. Partito unico con un distaccamento esterno nella Lega dal momento che le affinità ideologiche con questa sono straordinarie. Il processo di liquidazione dei valori
comuni agli italiani resistenziali  è stato possibile per l'opera di degradazione del sentire comune realizzato dalla Lega nei confronti dell'unità nazionale vissuta come copertura al parassitismo meridionale,
dei sindacati, della scuola nazionale, degli stranieri. Le leggi volute dalla lega ed approvate dal Parlamento
che limitano i diritti dei cittadini, le leggi volute dal PdL che  riducono quasi a zero i diritti dei lavoratori, convergono nella realizzazione dell'egemonia della destra più ideologica ed illiberale che l'Italia abbia mai conosciuto dopo il fascismo. Inoltre da oggi le televisioni ed i massmedia saranno allineate molto di più con
il Governo ed il suo Partito Unico e gli italiani vivranno in una realtà distorta, raccontata che ha poco a spartire con la realtà  vera e che avrà il sopravvento su questa. Il racconto della televisione e della stampa di regime sarà la realtà. Berlusconi continua a lamentarsi dei suoi scarsi poteri (!!!) e reclama una riforma presidenzialistica della Costituzione. Certamente ha già tutto pronto e l'offerta di D'Alema di collaborare allo scempio sarà presa in considerazione soltanto come maggiore copertura  verso il Capo dello Stato.
Questo Congresso  mi ha ricordato moltissimo il Congresso di Verona del PSI al quale ho partecipato come delegato della Sicilia, sopratutto nell'assedio della folla, credo identica a quella calamitata da Craxi nel 1984.
Il primo giorno non riuscii ad entrare tanta era la folla che costituiva una sorta di barriera umana che occludeva gli ingressi al Congresso. Signore impellicciate e signori sopratutto della borghesia delle professioni, del commercio, aspiranti a cariche pubbliche, a prebende. Quando il secondo giorno riuscii a mettere piede nello spazio riservato ai delegati rimasi colpito dal teatrale addobbo barocco: un palco con un tempio di cartapesta, una piramide con un occhio in cima, simboli non so di che, forse massonici, certamente che non avevano niente a che spartire con il socialismo e la sua stessa tradizione iconografica. Il discorso di Craxi fu minaccioso verso tutti, verso la DC, verso il Parlamento per il quale ha avuto espressioni offensive, verso i comunisti. I passaggi più  drammatici del suo discorso venivano sottolineati da un rumore che non dimenticherò di migliaia e migliaia di piedi sull'impiantito di legno. Un rumore sinistro e di grandissima volgarità che raggiunse l'acme quando, rivolgendosi a Berlinguer presente al Conmgresso, Craxi disse che se fosse stato presente quando questi era stato fischiato dai congressisti, si sarebbe unito ai fischi. Berlinguer accompagnato da Lama  era in un angolo della platea circondato da una folla imbevuta di odio e
vociante, una folla che non aveva niente a che spartire con l'umanità, la gentilezza, la cultura di ciò che era stato il Partito Socialista fino all'estromissione violenta di De Martino. Io mi sono alzato dal mio posto di delegato ed ostentatamente sono andato a mettermi vicino a Berlinguer ed a Lama e non vi tornai più. Avevo anche scoperto, avendo chiesto un biglietto di invito per un amico che mi accompagnava, che la mia delega era carta straccia. Il mio amico della Direzione del PSI mi diede infatti un blocco di deleghe per chiunque io avessi voluto invitare!!! Il Congresso, insomma, non valeva assolutamente niente e si sarebbe limitato ad applaudire i discorsi dei collaboratori di Craxi.
Per me quel Congresso di Verona  fu rivelatore di un profondo logoramento della democrazia. Certo c'era ancora un forte, fortissimo PCI  ma la DC che costituiva la base portante del sistema era profondamente corrotta e decotta. Tangentopoli giunta  anni dopo non avrebbe potuto sanare un corpo politico del tutto impudridito da anni. Ora, tutti coloro che avevano partecipato al banchetto  della prima Repubblica si sono radunati attorno a Berlusconi e non c'è più opposizione. 
Pietro Ancona
                                             ****

 ----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it 
Sent: Monday, March 30, 2009 8:40 PM
Subject: Obama segue Bush che segue Clinton che segue bush senior


la guerra infinita contro il mondo prosegue con Obama
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 L'annunzio di Obama di proseguire nell'impegno militare  di Bush concentrando gli sforzi in Afghanistan e nel vicino Pakistan, ritirando parte delle truppe dall'Irak dove lascia importanti basi militari ed una ambasciata grande quanto Città del Vaticano, dovrebbe fare riflettere molti tra i liberal e la sinistra europea che si erano entusiasmati per il carisma del giovane Presidente. Il programma di ritiro parziale dall'Iraq e di aumento degli sforzi militari in Afghanistan era  stato reso pubblico da Bush almeno un anno prima della fine del suo mandato. Quindi nessuna novità tranne gli aggiustamenti per di più di secondaria importanza e di carattere propagandistico. In tutto il pianeta la pressione militare e colonialistica degli USA prosegue senza soste. Contro la Cina  sono stati scagliati i monaci del Dalai Lama e l'emigrazione tibetana all'estero di sentimenti simili a quella cubana in Florida. La Cina viene molestata con una campagna di diritti civili conculcati promossa da un Dalai Lama che è immemore della durezza del regime dei monaci sulla popolazione tibetana ridotta in schiavitù, servi della gleba,  analfabeti e preda della fame e di ogni malattia.
  La motivazione per il rinnovato attacco e l'uso di altri cinquanta mila soldati contro l'Afghanistan è la lotta contro AlQaeda che "minaccia gli Stati Uniti". Se Obama parla della stessa AlQaeda  dell'11 settembre ci dovrebbe spiegare come oltre la metà dei suoi concittadini pur storditi da  campagne nazionalistiche e patriottiche non crede  alla ipotesi dell'attacco terroristico e considerano menzognera la versione data dal Governo e dal Pentagono. E' difficile non sospettare della coincidenza. Ogni volta che gli  Usa  debbono aggredire, bombardare, distruggere qualche zona del pianeta, qualche giorno prima immancabilmente la figura ieratica di Osama Bin Laden o del suo alter ego appaiono sugli schermi televisivi per minacciare.
 Il terrorismo esiste davvero al mondo ed agisce in zone di interesse nevralgico per gli Usa. E' di questi giorni la notizia della presenza di Israele nel Sudan in funzione di sostegno degli scissionisti che vorrebbero spaccarlo in due. L'opinione pubblica mondiale è stata informata per caso della presenza di eserciti privati israeliani in Colombia a sostegno del feroce regime  filoamericano che la governa e contro la resistenza armata dei contadini espropriati dalle multinazionali delle loro terre e rinchiusi a migliaia nelle fetide prigioni
del paese. E' terroristica la presenza degli Usa in Iraq ed in Afghanistan dove hanno introdotto "la democrazia" facendo eleggere due loro agenti a Capi del Governo, sospettati di numerosi crimini. Il Presidente Karzai è stato addirittura esortato ripetutamente da Bush di abbandonare il traffico dell'eroina con il quale si sarebbe arricchito a dismisura. Questi tiranni "eletti democraticamente" cadrebbero un istante dopo l' allontanamento delle truppe di occupazione. La storia li considererà traditori della loro gente e della loro patria dal momento che governano mentre incessanti bombardamenti riducono in macerie le città e provocano montagne di cadaveri tra i civili.
  E' estremistico  affermare che Obama è come Bush? Si tratta di un giudizio sbagliato o ingeneroso? Non credo proprio. Un milione e mezzo di palestinesi, traditi dal Karzai in pectore locale, sono rinchiusi in una prigione e privati financo del diritto di mangiare, bere, curarsi, muoversi. Ha forse mosso un dito Obama per la loro liberazione? Si è limitato a fare una telefonata ad Abu Mazen ciòè a colui che è rimasto immobile mentre si distruggeva Gaza e si sparava contro la sua popolazione civile.
  Dal mio punto di vista è corretto giudicare Obama per ciò che fa nel mondo e non per ciò che fa per i suoi concittadini americani. Darà ai bambini Usa l'assistenza sanitaria? Resterà un fiore all'occhiello in un sistema disumano nel quale chi non ha soldi può crepare come se abitasse la più remota ed arretrata regione del pianeta. I lavoratori americani continueranno ad essere afflitti da sindacati
   Restituirà in tutto o in parte quanto i finanzieri e le banche americane hanno truffato al mondo intero? Ne dubito molto! 
  pietro ancona
                                                      ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it 
Sent: Saturday, April 04, 2009 9:11 PM
Subject: una sentenza laica per uno stato laico ed autonomo

Cara Liberazione!!

Mi sento ripagato di tutto il volantinaggio che ho fatto per l'abrogazione della legga quaranta conclusosi con un grande successo ed una sconfitta.
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 La Corte  Costituzionale ha dichiarato la incostituzionalità della legge quaranta infliggendo una

 sconfitta durissima alla Chiesa che fece fallire il referundum sulla fecondazione assistita promuovendo l'astensionismo.  Referendum che però  registrò l'esistenza di un forte nucleo laico. Nonostante le pesanti pressioni degli  apparati clericali mobilitati in tutto il Paese  quindici milioni di laici (e tra questi molti cattolici) si recarono alle urne confermando il carattere  laico della società civile italiana   Il referendum sulla legge quaranta non  fu valido per mancato raggiungimento del quorum e quanti hanno avuto bisogno della fecondazione assistita sono stati costretti di recarsi all'estero (avendone i mezzi) per sfuggire alla proibizione della marca vaticana quale è diventata l'Italia.Chi non ne ha avuto i mezzi ha dovuto rinunziare ad avere un bambino dal momento che la legge quaranta è congegnata appunto per scoraggiare, per rendere impossibile, il successo della fecondazione artificiale.
 Prepariamoci ad una arrogante e rabbiosa reazione delle CEI che oramai funziona da Consiglio Supremo della Repubblica come quello che controlla l'Iran.
 La reazione di migliaia e migliaia di coppie sarà di grande sollievo. Non dovranno più recarsi nell'ex Jugoslavia o in Spagna:  Non dubito che si farà di tutto per neutralizzare gli effetti positivi e liberatori della  sentenza della Corte.  Maggioranza ed opposizione faranno a gara per scoprire quante pastoie sarà possibile  creare per non cambiare il regime proibizionistico e le assurde norme della legge 40.
    Pietro Ancona
                                                        ****


 
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redazione@lospiraglio.it
Sent: Monday, April 06, 2009 3:29 PM
Subject: cgil


FUTURO SI  INDIETRO NO

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Lo slogan della manifestazione nazionale della CGIL  che avrà luogo a Roma domani "Futuro si indietro no "è disvelatore della  volontà di rendere inoffensivo il  suo significato. Parlo di volontà e non di errore o altro dal momento che  avendo letto la piattaforma rivendicativa  dello sciopero di  domani  mi sono reso conto, con sgomento, della assenza di richiesta di radicali misure rivolte a dare una risposta alla grave ed anche infelice condizione dei lavoratori italiani. Che vuole dire "indietro no"? l'obiettivo è forse quello del mantenimento delle condizioni attuali e di non peggiorarle ancora?  Indietro sarebbe un obiettivo concreto positivo, anzi positivissimo,  se si riferisse ad un ritorno alla indicizzazione dei salari e delle pensioni ed alla situazione precedente la legge trenta nonchè al minuto prima delle privatizzazioni che hanno appesantito le bollette per i servizi (acqua,luce,gas,igiene urbana.....)  Tornare indietro sarebbe fare un magnifico passo avanti per la sicurezza ed il reddito dei lavoratori e il welfare. Ma la CGIL  non chiede di non tornare  indietro dalle condizioni attuali che sono tra le peggiori che siano mai state inflitte ai lavoratori italiani. "Futuro si", l'altra parte dello slogan non chiarisce di quale futuro si parla ma, dal momento che non c'è nessuna volontà di attaccare la legge trenta, dal momento che non si chiede niente al padronato ed il sostegno ai salari viene individuato soltanto nelle misure di sgravi fiscali, dal momento che non si dice una parola contro le privatizzazioni, il futuro che la CGIL chiede è più o meno l'Italia di oggi, la peggiore che ci sia mai stata ancora più di quella che diede luogo alle grandi manifestazioni degli anni sessanta culminate nello Statuto dei diritti dei Lavoratori sostenuto sempre più  debolmente  dalla CGIL. E' doloroso constatare come pur sapendo delle condizioni schiavistiche di molti lavoratori specialmente stranieri non si rivendichi l'adozione del Salario Minimo Garantito per legge.
   In questi giorni molti si sono chiesti perchè mai la reazione alla crisi economica dei lavoratori italiani sia assai meno marcata di quello di altri lavoratori europei che si sono spinti fino al sequestro dei managers. La risposta sta nella solitudine dei lavoratori italiani che sono sovrastati da tre Confederazioni Sindacali filogovernative e filoconfindustriali (Cisl,Uil, UgL) e da una grande Confederazione che subisce un processo di crescente istituzionalizzazione sotto la spinta della sua corrente maggioritaria, una corrente che si muove in funzione degli interessi "partitici" del PD e della sua cultura liberista. I liberi sindacati di base sono discriminati e non vengono ammessi alle trattative pur essendo assai  rappresentativi della parte più combattiva dei lavoratori italiani.
  Domani il grande corteo dei lavoratori italiani sarà pieno di una forte carica di cambiamento, un sentimento profondo che richiede giustizia sociale e dignità, esprimerà una volontà di radicale rottura della situazione attuale che sarà tradotto dalla CGIL in una politica soft di assecondamento della manovra governativa e della confindustria.
   Dopo il 4 aprile ci sarà un 5 aprile in cui la grande mobilitazione sarà servita soltanto per mostrare al Governo quanto sia importante trattare anche con la CGIL. Trattare naturalmente entro rigidissimi steccati neoliberisti e di ulteriore dissoluzione del diritto del lavoro quale si è formato fino agli accordi di concertazione del 93.  Ma questo non conta. Conta sedere al tavolo dei vincenti..
  Pietro Ancona
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venerdì 3 aprile 2009 di male in peggio
 
Obama ed AlQaeda
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Pensavo che Bin Laden fosse compare di Bush ma a quanto pare lo è pure di Obama dal quale mi aspettavo almeno una maggiore decenza nella confezione delle menzogne con le quali va avanti la politica mondiale.
Obama prosegue l'intervento militare in Afghanistan e bontà sua dichiara che, a differenza di Bush, l'Occidente da lui guidato non vuole esportarvi la democrazia ma soltanto "stabilizzare" la regione. Chissà se questa motivazione sarà compresa dai cittadini dello Afghanistan che saranno sottoposti a nuovi e più pesanti bombardamenti dopo quelli subiti per quasi un decennio.
Obiettivo conclamato di Obama è la lotta ad AlQaeda che minaccerebbe non solo gli Stati Uniti ma anche l'Europa. Anzi: l'ineffabile giovanotto della Casa Bianca si è spinto fino a dire che probabilmente l'Europa è minacciata dal terrorismo ancora più degli stessi USA.
Non mi aspettavo molto da Obama dal momento che è storicamente provato che non esistono due politiche estere Usa, una dei democratici e l'altra dei repubblicani.  Ma quanto meno era lecito attenderci un livello intellettuale e culturale migliore. Ieri Obama ha fatto il modesto propagandista della guerra americana che agita il baubau del terrorismo, la barba e la voce quasi ultraterrena di Bin Laden o del suo degno assistente.A volere ragionare di logica  AlQaeda agisce come ufficio di controinformazione della Cia o del Pentagono, insomma del complesso industriale-militare che ha bisogno di continuare a costruire e sfornare armi sempre più micidiali e più costose per sostenere una guerra infinita al pianeta. Su una cosa Bush è stato sincero: la guerra è davvero infinita ed il ruolo degli USA non è di pace. Gli americani non vogliono la pace. Debbono continuare ad avere un nemico in qualche parte del globo per continuare a tenere in piedi la baracca del capitalismo, una baracca irriformabile come ha dimostrato il G20 conclusosi con decisioni che non intaccano la deregolation, l'arricchimento dei managers. La sensazionale scoperta dei paradisi fiscali (!!!!)\e qualche spicciolo per i poveri hanno gettato un pò di nebbia fumogena    su un incontro inconcludente dal momento che nessunovoleva assumersi la responsabilità di mettere una reta di vincoli e di regole alle bande capitalistiche che depredano il mondo.
pietro ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Tuesday, April 07, 2009 4:16 PM
Subject: the day after

The day after
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Mentre Epifani concludeva con il suo discorso la manifestazione del Circo Massimo cominciava il 5 aprile, il giorno dopo. Il  suo discorso mi ha confermato nel ruolo del tutto negativo che la CGIL si è  data e che si è accentuato con la gestione dell'attuale Segretario. Nessuna delle sue  quattro proposte interpreta la grande volontà di cambiamento, di liberazione dallo stato di ricatto e di sottomissione, di uscire dallo stato di povertà
dovuto a salari o pensioni del tutto insoddisfacenti dei lavoratori italiani  Avrebbe dovuto  chiedere un piano per la costruzione di
duecentomila alloggi popolari per dare una risposta ai tanti giovani costretti al celibato a restare in casa dei genitori fino a 35 anni ma si è limitato a dire."Quello che propongo è un tavolo che possa affrontare 4 problemi : 1) Le politiche industriali e gli investimenti a partire dal Mezzogiorno; 2) Discutere cifre alla mano sulla capienza e congruità degli ammortizzatori sociali e vedere un blocco effettivo dei licenziamenti: 3) Discutere dei problemi dei pensionati; 4) Affrontare i temi della giustizia fiscale e dei temi dello sviluppo sostenibile. Anche Confindustria avrebbe interesse ad un tavolo vero di discussione. In sostanza senza una politica industriale il nostro è un Paese che uscirà dalla crisi più debole nel mondo».
Non c'è la proposta di uno scudo anticrisi dei lavoratori. Mi riferisco alla richiesta del Salario Minimo Garantito per Legge dal momento che la crisi viene usata da imprenditori privi di scrupoli per pagare a 2 o 3 euro l'ora
lavoratori assunti con uno dei tanti diabolici marchingegni della legge Biagi. Non c'è la richiesta alla Confindustria di un miglioramento delle retribuzioni oggi inferiori di circa il trenta per cento a quelle degli altri paesi industrializzati ed italiane ante 1993. Non viene chiesta l'abrogazione della legge Biagi che pur era nei programmi della CGIL fino a poco prima del governo Prodi. In quanto alla cosidetta giustizia fiscale immagino che se ne parli per raggranellare qualche spicciolo sulla busta paga. Non una parola è stata spesa per l'enorme degrado dei servizi sociali, per la mancanza di asili nido che in atto decurtano il salario di almeno trecento euro mensili a coloro che ne hanno bisogno per lavorare. Non una parola per la spinta verso la privatizzazione dell'acqua che peserà assieme alle altre bollette sul bilancio delle famiglie.
L'ossessione è  il "tavolo" delle trattative. Un tavolo che viene agognato ma al quale non viene chiesto niente.
La CGIL è forte, è più forte di Cisl ed UIL e non può essere escluso dal negoziato . Un negoziato la cui agenda è dettata dalla Confindustria. Si discute su progetti di "riforma" del lavoro predisposti dagli uffici studi della Confindustria. Non sono ammessi argomenti diversi di discussione. Tutto lo struggimento di Epifani per il suo allontanamento da questo tavolo non meritava la mobilitazione, l'entusiasmo genuino, l'impegno di milioni di lavoratori che credono di lottare per qualcosa che purtroppo non c'è più da un pezzo.
La controprova del carattere del tutto neutro della posizione della CGIL è data dalla presenza in piazza di Franceschini e di altro dirigenti del PD. Il PD ha scelto la Confindustria e ne condivide le politiche. Ichino, Letta ed altri sono  sostenitori della legge trenta e accettano la "riforma" del contratto. Proprio oggi  un gruppo di  parlamentari del PD  ha presentato una proposta bipartisan per abolire l'art.18 seppur attraverso il cosidetto contratto unico. Con questo Parlamento e con queste Confederazioni difficilmente i lavoratori italiani potranno recuperare almeno le posizioni che avevano dieci anni fa.
Pietro Ancona
                                                     ***

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, April 09, 2009 4:50 PM
Subject: perchè niente polemiche?

 
Perchè niente polemiche?
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  Questo clima idilliaco a bare ancora insepolte, questo ossessivo ritornello dei politici "niente polemiche" è poco convincente ed è un insulto a chi ha perso tutto  nel sisma  pur di non grandissima intensità che ha distrutto L'Aquila ed il suo circondario. Non siamo tutte vittime.  Può darsi che ci siano pure dei carnefici,..
 Quasi trecento morti, duemila feriti,    danni per miliardi di euro, beni artistici persi per sempre non costituiscono il portato naturale di una feroce zampata della natura. Danni di tanta gravità e con tanto spargimento di sangue sono tipici di paesi corrotti nei quali l'imprenditoria edilizia può contare su marchingegni che rendono possibili ogni sorta di truffa. Si è detto e ripetuto che il Giappone e gli USA soffrono di terremoti assai più dell'Italia eppure è raro che qualcuno ci perda la vita. Per questo, prima di rimuovere le macerie, è bene prelevare reperti signifificativi da ogni edificio pubblico in primo luogo ed anche
dai privati, per verificarne la rispondenza ai requisiti di legge anche se parte di questi sono stati sospesi ed entreranno in vigore nel 2010.
 E poi  questa costante ripetuta ossessiva presenza del Capo del Governo tra i terremotati come peraltro era già avvenuto a Napoli per l'emergenza rifiuti non è detto che sia positiva e di aiuto. Di Napoli non sappiamo  più quasi nulla tranne il terribile silenzio che circonda le vittime delle discariche e del grande inceneritore di Acerra che non mancherà di provocare morie di importanza epidemica di tumori come tutti gli altri inceneritori del mondo a cominciare di quello di Brescia. Accettiamo la vulgata della liberazione delle Campania dalle immondezze e non sappiamo nè come nè quando nè dove. Insomma dobbiamo sapere se in omaggio all'attivismo del Capo del Governo sono state oscurate questioni sociali e sanitarie di importanza cruciale.
  Queste stesse zone abruzzesi furono colpite da un terribile sisma nel 1915. Vi morirono  ottomila persone. Un precedente cosi grave avrebbe dovuto indurre ad una grande cautela nella costruzione degli edifici pubblici e delle abitazioni. Invece, a quanto pare, nessuna vera precauzione è stata adottata.
http://www.emerotecaitaliana.it/
 
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Friday, April 10, 2009 8:37 PM
Subject: novità vecchissime dal Paese della Malavita
NOVITA VECCHISSIME NEL PAESE DELLA MALAVITA
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 La giornata comincia per me guardando TG3.Legge e commenta i giornali Mino Fuccillo, giornalista proveniente dall'ex PCI come tanti, come Corradino Mineo che negli anni verdi era all'Ora, una fucina del giornalismo militante della sinistra ed antimafia.Avevo apprezzato Fuccillo  fino all'altro giorno   e, quindi, stento a credere alle mie orecchie quando gli sento prendere partito per "Libero" ed attaccare con toni abbastanza grossolani Santoro che, per me, invece ha avuto il merito di sdoganare la questione "terremoto" dal mieloso, ipocrita, cinico unanimismo  del "prodighiamoci tutti nei soccorsi, bando alle polemiche" , smascherando le tante pecche di una protezione civile che destina i suoi interventi soltanti a grandi eventi come il G8. Questa cosa del G8 è risultata particolarmente indigesta a Fuccillo che, inoltre, ha steso un ideale tappeto  rosso ai piedi di Berlusconi e ne ha lodato ripetutamente la politica del "fare", le presenze tra i terremotati (anche se queste sono oscenamente avvenute in mezzo ad una folla di agenti. Vedere questa folla muoversi, scostando quanti ne ostacolano lo spazio di sicurezza è davvero uno spettacolo che soltanto noi italiani abbiamo il privilegio di vedere al mondo).
  La stampa, pur controllata nei suoi giornali più importanti, più paludati, i giornali con gli opinionisti più scaltri, più pagati, non può fare a meno di parlare del perchè L'Aquila sia rasa al suolo come se fosse stata bombardata per ventidue giorni come Gaza. In fondo si è trattato di un terremoto di non enorme potenza, di un grado che viene agevolmente sopportato  non dall'edilizia antisismica, ma dalla normale edilizia rispettosa nell'uso dei materiali. Pare che gran parte dei palazzi crollati si siano accartocciati sulle fondamenta perchè impastati con sabbia di mare ricca di cloruro di sodio che  ha corroso fatalmente le modeste anime di ferro dei pilastri di cemento armato. La vulgata più accreditata che fa capo ad una frase del Presidente della Repubblica parla di "responsabilità di tutti". Siamo tutti colpevoli! l'Italia è il Paese della illegalità diffusa specialmente in campo urbanistico e delle costruzioni. Non è forse vero che abbiamo avuto costruzioni abusive per milioni di vani?  Non è forse vero che il Presidente galantuomo della Sardegna è stato sonoramente trombato perchè pretendeva che non si costruisse a più di trecento metri dalla riva del mare a riprova di una volontà di illegalità potente, profondamente radicata della società "civile"?
Argomenti apparentemente veri ma profondamente falsi dal momento che le leggi di sanatoria dell'abusivismo si sono susseguite a ritmo tale da indurre i trasgressori a pensare legittimamente che finita una sanatoria se ne sarebbe aperta un'altra. In fondo, anche la recente legge casa di Berlusconi è una sanatoria mascherata concessa ancora prima di avere commesso il reato, un reato autorizzato dal Governo e dallo Stato. Ricordo che ci fu un momento in cui in Sicilia  il comunista Paolo Monello, parlamentare del PCI e Sindaco di Vittoria impugnò la bandiera delll'abusivismo edilizio ed ottenne il sostegno attivo del PCI alla sua lotta. Il Segretario Regionale del PCI del tempo, laureato in architettura, non ebbe esitazioni a dichiarare valida la lotta  degli abusivi ed a proporre nuove sanatorie all'ARS ed in Parlamento.
  L'illegalità di massa  non è nel DNA degli italiani. E' indotta, creata artificialmente dal potere. Basta scorrere la storia degli ultimi trenta anni  per capire come sarebbe bastato una risposta rigorosa all'inizio del fenomeno per bloccarla del tutto. Oggi l'Italia sarebbe assai diversa, più bella e più sicura se tutti non fossimo stati indotti ad eludere la legge, a violarla, a costruire a nostro piacimento spesso danneggiando non solo l'erario pubblico ma anche privati cittadini.
  Infine, a conclusione della giornata, leggo che Rita Borsellino e Rosario Crocetta  saranno, se vorrà la direzione PD, candidati alle prossime elezioni europee. Una scelta di persone che ho appoggiato assieme a tantissimi altri nella lotta antimafia in Sicilia e che costituivano icone di politica disinteressata, di rinnovamento, di crescita di valori civili e di diritti. La Borsellino a suo tempo fu appoggiata da gran numero di siciliani nelle primarie a cui il PD attuale contrappose Ferdinando Latteri ora transitato con l'MPA di Lombardo. Sconfitta da Cuffaro La Borsellino fu a poco a poco emarginata dentro l'ARS da un PD inciuciato e complice della maggioranza in quasi tutte le scelte legislative ed amministrative della  Regione, comprese quelle alle quali ha votato contro.
 In una seconda sfida, il PD preferì alla Borsellino Anna Finocchiaro (che godeva l'appoggio di autorevoli maggiorenti come Crisafulli ed altri). Francamente mi è difficile capire la scelta odierna della Borsellino e di Rosario Crocetta. Questi ritiene il PD più valido del Partito Comunista nel quale ha militato fino ad ieri? La Borsellino crede di essere coerente con se stessa e l'elettorato che era riuscita a coagulare favorendo il PD che in Sicilia collabora con Lombardo e con la maggioranza? Per quale motivo dovrei continuare a votare per la Borsellino? Certo, ognuno di noi è libero di fare ciò che vuole, ma quando si sceglie un ruolo che incarna le speranze di tante tante persone si deve restare fedele ad esso anche se costa il sacrificio di una gratificazione personale quale sarà il titolo di "onorevole", di parlamentare europeo.
  Credo che per oggi possa bastare. L'inverno del nostro scontento è assai lungo e rigido ma non dobbiamo comunque mai disperare di vedere il ritorno della primavera...Io comincio dal votare a sinistra, da socialista voterò per i comunisti che debbono tornare ad essere forza parlamentare ed istituzionale per il bene della democrazia e della libertà.
 Pietro Ancona

                                                         ****
 

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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Sunday, April 12, 2009 6:42 PM
Subject: Pasqua di sangue, di dolore e di attacchi alla libertà di informazione


PASQUA DI SANGUE, DI DOLORE E DI ATTACCHI ALLA LIBERTA DI INFORMAZIONE
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 Fini definisce "indecente" la trasmissione di Anno Zero dedicata al terremoto e Berlusconi afferma che la Rai ha sbagliato a permetterla. Prima di loro  un folto branco di pennivendoli ha azzannato  ripetutamente Santoro accusandolo di licenza di libertà , di stravolgimento della verità dei soccorsi e di speculazione politica per aumentare il suo audience. Dò per arrostito alla graticola il povero Santoro e non dubito che pagherà ancora una volta il fio delle sue colpe. Non dimentichiamo che è recidivo e che già una volta per via dell'editto bulgaro fu cacciato a calci nel sedere dalla Rai. Ma, stavolta, non è solo LUI a chiederne la  testa. C'è anche la terza autorità dello Stato, il Presidente della Camera che con la sua sortita ha interrotto il suo idillio con una visione condivisibile dei diritti civili e della democrazia. Come si è permesso Santoro di criticare i soccorsi e di parlare di dolo edilizio? Forse Berlusconi che, oggi, per la quinta volta, si è recato a farsi fotografare ed intervistare tra i terremotati ha mai parlato di responsabilità per la morte di trecento persone, il ferimento di altre duemila, diecine e diecine di migliaia di   sfollati, danni per miliardi di euro? La stampa italiana ha nella sua proprietà il fior fiore dei palazzinari, la TV è in gran parte proprietà o  controllata dal Presidente del Consiglio  che è anche l'uomo più ricco d'Italia, come è possibile che qualcuno possa sfuggire al ferreo controllo del Grande Velinaro che orienta il coro, la grancassa, l'orchestra della informazione? Il tema della responsabilità nella morte di trecento persone e forse di tante altre ancora sepolte sotto le macerie dei quartieri più fatiscenti delle città abruzzesi deve essere escluso. Al massimo se ne parli in relazioni alle indagini della Magistratura ed in modo distaccato dalla narrazione degli eventi odierni. Questi debbono solo far vedere il solertissimo soccorso ai poveracci sfuggiti alla falce della morte del Presidente del Consiglio che, qui come a Napoli, si avvale della bravura (che tutto il mondo ci invidia!!) di Bertolaso. Di Napoli, comunque, non si sa più niente e lo scenario delle vittime dell'inceneritore e dell'accultamento delle immondezze è stato oscurato. Avete mai più visto le piramidi di balle di spazzatura allineate ed in attesa non  si sa di che?

Ma a L'Aquila le responsabilità in qualche modo stanno venendo alla luce. Basta guardare le fotografie delle macerie     per vedere ad oc chio nudo, senza bisogno dell'ausilio degli esperti, quanto poco cemento e tanta tanta sabbia, quanto poco ferro spesso corroso, costituissero le fondamenta ed i pilastri portanti degli edifici rovinati con tanti poveri disgraziati uccisi nel sonno o, peggio, dopo lunghe sofferenze da sepolti vivi.
Alimentare la polemica con Santoro per il suo scarso patriottismo, per non essersi genuflesso difronte all'Arcangelo  soccorritore dei sofferenti può anche essere utile per distrarre l'attenzione dalle orribili verità che stanno venendo alla luce mano a mano che si procede nelle indagini. Indagini in tenda dal momento che i palazzi strategici come la Prefettura e tutti gli altri si sono sbriciolati seppellendo anche gli archivi, il catasto e quant'altro costituisce la memoria ed il cervello della comunità azzerata.
  Probabilmente c'è l'obiettivo di evitare o almeno condizionare fortemente il prossimo numero di "Anno Zero"
che potrebbe avere  più informazioni di quello di giovedi scorso. Sebbene ci siano di mezzo le vacanze pasquali
abbiamo  molti più elementi di giudizio per confermarci nella tesi che  se le costruzioni fossero state fatte senza rubare nel cemento e nel ferro non avremmo avuto tanto disastro. La natura è spesso malvagia, maligna e tuttavia, a detta degli esperti, i trecento morti  sono il portato non della sua feroce zampata ma del dolo della classe dirigente. L'argomento della illegalità diffusa e del "siamo tutti corresponsabili" non è affatto vero in un Paese in cui il Governo è stato  appena colto con le mani nel sacco di un decreto che è l'esatto contrario di tutto ciò che abbiamo bisogno e cioè di regole, regole, ed ancora regole.. Cìè una responsabilità delle classi dominanti che non può essere occultata dalla chiamata di correo di tutti gli abusivisti d'Italia.
^^^^^
Voglio infine fare una breve considerazione sull'arresto con grande clamore mediatico dei quattro (o cinque) rumeni che sarebbero stati sorpresi con le mani nel sacco, all'interno di una abitazione, con la refurtiva in tasca. Sono stati prosciolti "perchè il fatto non esiste" dal Magistrato e soltanto ad uno di loro è stata comminata la pena di sei mesi per essere stato trovato in possesso di arnesi atti allo scasso ( apro parentesi e mi chiedo se anche io che ho diversi arnesi nel bagagliao dell'auto sono passib ile di  simile condanna...).
 Mi domando perchè mai l'accertamento di innocenza del Magistrato non sia stato compiuto dai Carabinieri che hanno arrestato i cinque rumeni e come sia stato possibile passare dalla versione che vedeva persone che avevano violato un domicilio e avevano addosso le prove del loro delitto, alla conclusione della non esistenza del fatto.
 Non è la prima volta che circostanze simili si verificano. Forze dell'ordine che arrestano e magistrati che non sono in grado di condannare perchè convinti della lampante innocenza dei "rei". Tuttavia, è accaduto che nonostante innocenti  certe persone  sono state condannate a pene pesantissime come la ragazzina di Napoli accusata di voler rubare un bambino, assolta da questo reato e condannata a quasi quattro anni  non si capisce bene per che cosa o come i rom di Catania che hanno dovuto scontare mesi di galera prima di essere rimessi in libertà.
 In sostanza, le accuse di Carabinieri e poliziotti anche se non sono fondate finiscono in qualche modo per provocare un danno giudiziario per le persone che hanno la disgrazia di incapparvi.
 Ma ripeto la domanda iniziale: perchè i Carabinieri non hanno accertato nel corso della loro indagine la verità prima di consegnare il rapporto di polizia alla Magistratura? Che cosa li ha convinti fino al giudizio del Magistrato della colpevolezza dei cinque arrestati?
http://www.annozero.rai.it/R2_HPprogramma/0,,1067115,00.html

Pietro Ancona

                                                  ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Cc: rassegna sindacale
Sent: Wednesday, April 15, 2009 11:34 AM
Subject: : il convitato di pietra
il convitato di pietra
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Domani la Confindustria firmerà con Cisl ed Uil l'accordo per la riforma della contrattazione sindacale. La firma doveva avvenire già la settimana scorsa ma la signora Marcegaglia ha voluto dare tempo alla CGIL altri otto giorni. La Marcegaglia ha anche fatto una curiosa comunicazione: la CGIL non firmerà ma sarà presente alla cerimonia dell'accordo. Mi sono stropicciato gli occhi non credendo a quanto leggevo: Che vuol dire? Quale significato ha la presenza di Epifani o altri esponenti della CGIL nel luogo dove si firmano accordi contro i quali si è fatta una delle più grandi manifestazioni di protesta di questo decennio? Forse la presenza significa: "vorrei firmare ma non posso", oppure: non firmo ma non intendo rompere con voi (Cisl,Uil,UGL,padronato....), oppure: non firmo, ma sono solidale con voi e non metterò in discussione le applicazioni pratiche dell'accordo, anzi collaborerò....... Non so quali altri significati possa avere questa presenza al tavolo degli accordi ma certamente piuttosto che imbarazzare i firmatari (che non si peritano di
svillaneggiare ad ogni piè sospinto la CGIL fino a confonderla con i "sequestratori" dei managers) attenua
ed equivoca la posizione di opposizione all'assassinio del contratto nazionale fin qui manifestata dalla CGIL.
  Può anche darsi che la CGIL pretenderà di includere una sua dichiarazione a verbale nel testo dell'accordo e questo spiegherebbe la sua presenza. Questa dichiarazione può essere concordata con Confindustria CIsl e UIL e disarmare la portata di contestazione e di alterità  che finora Epifani ha manifestato. Se la opposizione agli accordi separati fosse vera, domani dovrebbe essere comunicato la decisione di uno sciopero generale
dalla CGIL e l'avvio di una sua politica di collaborazione con il sindacalismo di base (che ha contribuito considerevolmente al successo del Circo Massimo). Ma non ci saranno novità di rilievo. La CGIL ha scelto di stare seppur riottosa nella barca dei vincenti. I lavoratori, sconfitti, saranno soli. Entro pochi anni non avranno più alcuna tutela contrattuale dal momento che la stragrande maggioranza delle imprese italiane è di piccola dimensione e non darà luogo a nessun accordo aziendale o territoriale. Presto, molto presto, il salario ed il contratto saranno decisioni unilaterali ed indiscutibili del padronato. Si adempierà il sogno dei liberisti di una
"contrattazione individuale" e cioè unilaterale.
Palermo,14 aprile 2009
Pietro Ancona

                                                 ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it 
Sent: Wednesday, April 15, 2009 7:04 PM
Subject: Con Vauro, contro il Secondo Fascismo



CON VAURO CONTRO IL SECONDO FASCISMO
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La motivazione con la quale il Direttore Generale della RaiTV sospende Vauro è insieme ridicola, miserabile e mostruosa : ridicola perchè non capisce la profonda pietas di Vauro verso le vittime del terremoto e
la interpreta come una sorta di dileggio, una mancanza di rispetto per i caduti; miserabile perchè si rende oscuramente conto che Vauro collega l'espressione "aumento della cubatura" al recente progetto antigiuridico ed abusivistico di Berlusconi di incremento del venti per cento delle cubature con una semplice autocertificazione: mostruosa perchè sopprime una delle poche voci libere di questo paese in cui si vuole e spesso si ha  una stampa ruffiana, una tv ruffiana, giornalisti embededd del regime che si sta edificando con Berlusconi ma che coinvolge il PD e i Sindacati Confederali.
Non c'è niente di offensivo nella vignetta contestata a Vauro. Solo una feroce denunzia, un rapporto di causa ed effetto tra la ladroneria del regime (ora si vuole dirottare tutta l'indignazione della gente sulla mafia saltando le responsabilità del Governo e della classe "dirigente" che sarebbe meglio chiamare oligarchia criminale dedita all'affarismo) ed i morti ammazzati da palazzi costruiti fuori dalla legge.
Non escludo che si voglia fare pagare a Vauro anche  la sua dedizione di sempre alla causa del popolo palestinese
alla sua coraggiosa denunzia del genocidio di Israele in un Paese in cui i giornalisti che osano criticarla finiscono male e i più non si azzardano......
L'ammonizione a Santoro a correggere non si sa che cosa e l'allontanamento di Vauro sono avvertimenti mafiosi peggiori dell'editto bulgaro. Allora non conoscevamo ancora la portata demolitrice del berlusconismo
sulla democrazia italiana che, di fatto, non esiste più. Siamo governati da una Oligarchia che costituisce una vera e propria Casta che assorbe una enormità di risorse per se ed i propri famigli e distorce il diritto a suo piacimento.
 Con il costo del solo Consiglio di Amministrazione della Rai di un anno si potrebbe ricostruire un intero quartiere de L'Aquila. Quando gli interessi sono cosi forti e cosi pregnanti non c'è posto per la libertà e per la giustizia. La disgrazia di questo Paese è che con un colpo di mano si è espulsa la sinistra dal Parlamento
e il cosidetto partito di opposizione è ansioso di rendersi utile a Berlusconi ed ai suoi soci.
 Pietro Ancona

                                                           ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, April 16, 2009 8:03 PM
Subject: L'accordo separato è legge?



L'articolo di Giorgio Cremaschi, dirigente della Fiom e del gruppo 28 aprile della CGIL, apparso su Liberazione di oggi  è titolato "l'accordo separato è legge. Il no della Cgil serva per ripartire." Non so se la titolazione dello scritto sia dello stesso Cremaschi o della redazione di Liberazione. Dice tuttavia una cosa non vera. Non è vero che l'accordo separato tra Confindustria,Governo, Cisl,UIl,UGL sia legge. Si tratta di un accordo separato che non ha alcun valore erga omnes, non può vincolare i lavoratori aderenti ai Sindacati (CGIL e sindacati di base) che non l'hanno sottoscritto. Dare per scontato che l'accordo separato sia "legge" significa accettarne sia pure obtorto collo l'esistenza e la legittimità. La legittimità dell'accordo separato è tutt'altro che scontata. Si tratta di un accordo interconfederale che modifica profondamente i contratti del settore privato ma anche quelli del settore pubblico. Per avere validità generale, per essere "legge" l'accordo separato, in base alla normativa tuttora esistente seppur in carenza di attuazione dell'art.39 della Costituzione, deve essere dichiarato tale da una legge della Repubblica. Per quanto il Parlamento abbia una maggioranza di centro-destra ed una opposizione che, sull'argomento, condivide la linea del Governo, non credo che sarà facile fare dichiarare erga omnes un accordo non sottoscritto dai rappresentanti della maggioranza dei lavoratori italiani (CGil e Cobas).
Purtroppo, noto una scarsa o nulla volontà di andare oltre il mero rifiuto alla firma dell'accordo. Autorevoli dirigenti delle Federazioni di Categoria della CGIL dichiarano che la questione del modello contrattuale non è la priorità ma una questione secondaria a quella del costo della vita, della ripresa produttiva, dell'occupazione. La stessa presenza di Epifani alla cerimonia di firma degli accordi solleva interrogativi specialmente quando la Marcegaglia afferma di confidare nella disponibilità delle federazioni di categoria della CGIL ( sappiamo che la Flai ha già accettato l'accordo separato come canovaccio dei suoi accordi con gli altri sindacati per il rinnovo del contratto)-
  Detto questo, credo che la manifestazione del 4 aprile sia il canto del cigno di una stagione di lotte animate da una CGIL autonoma dal padronato e dai partiti, legata ai lavoratori. Non ci saranno altre manifestazioni ed alla chetichella, ad una ad una, le categorie si adegueranno all'accordo separato. Chi non si adeguerà   sarà in disgrazia nel PD e nella stessa CGIL.
Pietro Ancona

                                                            ****

LETTERE AL CORRIERE  PUBBLICATA IN http://www.corriere.it/romano/09-04-17/05.spm

Venerdi' 17 Aprile 2009

Questione speciosa

La questione del costo del referendum è speciosa: se ne vuole assicurare il successo abbinandolo arbitrariamente con le elezioni europee per svuotare completamente la democrazia. Il referendum propone che un partito che abbia più voti di tutti gli altri si accaparri il 55% del Parlamento. Una indecente degenerazione del sistema democratico!

Pietro Ancona,

                                                                 ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redazione@ilmanifesto.it ; campetti@ilmanifesto.it
Sent: Friday, April 17, 2009 3:43 PM
Subject: sindacato padrone


Il venti per cento della Chrysler al Sindacato. Non è azionariato operaio.
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Pare che il ricchissimo e potente sindacato americano dell'auto parteciperà alla pari della Fiat al ricostituito capitale della Chrysler con una percentuale del venti per cento. Questo avverrà dopo l'adesione alla proposta del Presidente Obama di un ulteriore taglio dei salari e dei diritti dei dipendenti. L'ennesimo di questo ultimo decennio. Questa scelta del Sindacato americano deve fare riflettere sul suo   nefasto ruolo.  Tenendo i lavoratori al guinzaglio come un accalappiacani, il Sindacato ha favorito  e favorisce  un  vasto, doloroso e profondo processo di pauperizzazione  dei lavoratori a vantaggio di profitti sempre più sfrenati delle multinazionali . In tutto l'Occidente l'impoverimento delle masse popolari è anche  conseguenza
 delle politiche  sindacali. Oggi  sbaglierebbe di grosso chi confondesse l'acquisizione della quota azionaria del sindacato UAW (United auto Worcker) con l'azionariato operaio che, in dibattiti degli anni sessanta, costituiva una risposta alla questione della gestione delle imprese. Il Sindacato non c'entra niente con i lavoratori dai quali  ricava la sua ricchezza. E' un organismo che non solo è sottratto al controllo dei suoi iscritti ma è da questi temuto. Il potere del Sindacato americano deriva dai suoi legami a volte inconfessabili con le aziende ed in genere con l'establiscement. Questi legami e una legislazione che favorisce la gestione autoritaria del Sindacato hanno isolato i lavoratori che praticamente sono nelle mani delle imprese e dei sindacati. Il processo che in Italia è iniziato con gli accordi di concertazione del 1993 negli Usa è assai più avanzato e dura oramai da oltre cinquanta anni durante i quali il welfare è stato ridimensionato ed i salari ed i contratti sono la pallida ombra di ciò che furono originariamente e per qualche decennio in cui si assicurò un relativo benessere alle classi lavoratrici.
 Ho letto che la Cisl italiana parteciperà agli accordi della  Crysler e questo mi conferma nel convincimento che bisogna rafforzare l'opposizione ideologica al processo di allontanamento del sindacato dai lavoratori e dalla tutela dei loro interessi per farne un agente del capitalismo. La crescita di importanza degli enti bilaterali faranno  sempre di più del contratto uno strumento di tutela e di espansione del "sindacato" spesso a danno dei lavoratori fino al paradosso di un vero e proprio conflitto di interesse tra sindacato-lavoratori per la crescente divaricazione degli interessi rappresentati.
pietro ancona

                                                         ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, April 20, 2009 7:02 PM
Subject: Europa ed Israele


 EUROPA ED ISRAELE
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     Così come l'Italia di Berlusconi e di Bossi non è più l'Italia di De Gasperi, Nenni, Moro, Fanfani o dello stesso Togliatti (che nei momenti cruciali di difesa della libertà e della democrazia si trovò sempre dalla parte "giusta"), non si può dire che  Israele di oggi di Netanyahu  e Libiermann sia lo stesso di quello di Rabin,  martire della pace ucciso da un fanatico fondamentalista israeliano.
Il governo attuale di Israele ha un ministro degli esteri che viene ricevuto regolarmente da tutti i paesi occidentali compresa l'Italia  e sostiene apertamente un programma di espulsione degli arabi israeliani; disconosce gli accordi stipulati dai "quattro" per realizzare la pace, nega ai palestinesi il diritto ad avere uno Stato.
    Lo Stato di Israele ha recentemente bombardato  per ben ventidue giorni con armi particolarmente micidiali la striscia di Gaza riducendola ad un ammasso di rovine  sotto gli occhi compiacenti di Usa ed Europa; ha ucciso millecinquecento persone e tra queste circa cinquecento bambini. I suoi soldati ne hanno tratto vanto e si sono fatti stampare magliette con l'effige di donne e bambini palestinesi uccisi con scritte ingiuriose di commento. Oggi la popolazione di Gaza subisce un durissimo embargo ed una prigionia folle che fa morire i malati privati del diritto alle medicine. Molti palestinesi  muoiono di fame ogni giorno.
Ha sbagliato l'Europa oggi a manifestare solidarietà a Israele uscendo platealmente dalla sala della Conferenza mondiale dell'ONU sul razzismo durante l'intervento del Presidente  iraniano. Ha sbagliato perchè ha manifestato in verità omertà mafiosa verso uno Stato che è una potenza nucleare e che è in mano ad una destra ultrafascista ed ultrafondamentalista che può aggredire da un momento all'altro qualcuno dei suoi vicini e provocare una catastrofe.
    L'Iran non ha mai aggredito nessuno. E' stato costretto da una guerra decennale con oltre un milione di morti fomentata dagli Usa che gli scagliarono il loro agente Sadam Hussein per debilitarla ed impedirle di compiere il suo cammino di Paese libero affrancato dagli artigli del colonialismo petrolifero.
    Ma  forse l'Europa non ha sbagliato, ma ha mostrato la sua vera natura che non è quella dei "valori" di cui ciancia il professore Panebianco sul Corriere della Sera, ma della tratta degli schiavi,  dello sterminio degli amerindi, dei genocidi tuttora in atto in Africa, dell'Olocausto degli ebrei, dei Rom e della sinistra, dell'aggressione tuttora in corso all'Irak ed all'Afghanistan  costata in sette anni milioni di morti che financo il direttore dell'Osservatore Romano riteneva e ritiene giustificata da ragioni di  strategia economica e militare.
Strategia di predominio dell'imperialismo occidentale. Forse la vera Europa è l' Europa che  minaccia da vicino la Russia con le rampe missilistiche  usa di Varsavia e Praga e che è pronta ad una guerra di sterminio contro la giovane nazione iraniana per punirla dalla sua voglia di affrancarsi dalla soggezione nucleare.
Pietro Ancona
                                                                        ****


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From: pietroancona@tin.it
To: articolo 21
Sent: Saturday, April 18, 2009 10:17 AM
Subject: La Rai a Palazzo Grazioli e la sinistra ipocrita e spartitoria.

La Rai a Palazzo Grazioli e la sinistra ipocrita e spartitoria
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  Franceschini  e non solo lui ma tutta l'opposizione si mostrano scandalizzati perchè Berlusconi sottolinea la sua dominanza in Italia decidendo a casa sua le nomine della Rai. Strillano e protestano per l'offesa arrecata
alle istituzioni, al parlamento. Da un certo punto di vista, hanno ragione: la democrazia è fatta non solo di sostanza ma anche di forme, di procedure. Le sedi sono importanti e costituiscono parte del processo decisionale democratico.

 Ma si tratta di critiche del tutto insincere, ipocrite, che non possono commuovere nessuno dal momento che la sinistra italiana con tutta quella che i radicali c hiamano a ragione partitocrazia ha partecipato da sempre alla spartizione dell'enorme stuolo di dipendenti della RaiTV italiana: non c'è giornalista, non c'è  impiegato,funzionario, direttore o altro che non appartenga ad una precisa fazione politica, ad una cordata di persone interna alla stessa fazione politica. Nessun giornalista è stato mai assunto con criteri obiettivi, attraverso un vero concorso, per i suoi reali meriti. Tutti sono stati selezionati dai potenti politici del momento. Si può fare una storia delle classi dirigenti italiane attraverso la stratificazione per età dei giornalisti assunti in Rai.
 La RaiTV ha raggiunto proporzioni elefantiache e costi spropositati.  Credo si tratta della RadioTV più costosa del mondo e con più dipendenti. Il peso dei dirigenti è scandaloso su quello dei dipendenti. Circa quattro miliardi di euro l'anno vengono fagocitati in stipendi, prebende, appalti, subappalti.Il Consiglio di Amministrazione della Rai non ha eguali per gli assegni ed i privilegi concessi ai suoi membri.
  La Rai non è fallita da un pezzo come l'Alitalia per il semplice motivo che viene mantenuta da un balzello di oltre  cento euro da oltre venti milioni di utenti italiani.
  Franceschini, il PD, tutta la sinistra italiana si sono ben guardati  da sempre si sollevare problemi riguardanti i costi e gli sprechi faraonici dell'azienda Rai. Interessa loro partecipare al bottino da spartire. Inoltre, periodicamente, si rinnova lo scandalo delle nomine, un indecente balletto che viene eseguito e vinto da coloro che hanno saputo aggiornarsi ed agganciarsi con i vincenti del momento. Si può dire che la questione non riguarda più neppure i partiti ma le oligarchie che li controllano. Non è un caso se in tutte le trasmissioni Rai TV vediamo sempre le stesse persone e soltanto queste.
  Aspetto da tempo il momento in cui la sinistra italiana (non spero niente dal PD) scinderà le sue responsabilità  sulla questione Rai e proporrà una radicale riforma che la riduca a proporzioni accettabili da una democrazia. Oggi la RaiTV è un pauroso tumore che mina la salute della democrazia italiana.
  Pietro Ancona
                                                             ****

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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Wednesday, April 22, 2009 4:53 PM
Subject: Il sindacalismo confederale come "cavezza con morso"


 Il Sindacato italiano, uno e trino, anzi uno e quadruplo con l'UgL (parlo dei sindacati "rispettabili" non certo dei cobas considerati focolai  di anarco-sindacalisti e teste calde) è da tempo una cavezza che tiene al loro posto, a bada, i lavoratori  che da  anni sopportano la  continua manipolazione e rimanipola_
zione  dei loro diritti, del welfare che li riguarda.  Cavezza munita di morso che fa sanguinare ogni volta che si tenta uno strappo.
 Nell'ultimo decennio, periodo di massima crescita della potenza  e dello splendore dei Sindacati Confederali che oramai dichiarano più di dieci milioni di aderenti e diecine di migliaia di funzionari a tempo pieno  i lavoratori italiani hanno  subito  una costante  diminuzione dei loro salari e del loro potere sociale. In azienda debbono stare con la coda tra le gambe, non fiatare, stare attenti
a non fare passi falsi, a non farsi annotare tra i "rompiscatole".


Mentre le Confederazioni- cavezza con morso  crescono di potenza ed insuperbiscono per la frequentazione dello stanze del potere, dei salotti della borghesia e degli arricchiti, i gli operai-cavalli  sono diventati magri e scheletrici ronzini denutriti, costretti financo a cibarsi di alimenti comprati nei discount ed a calzare scarpe cinesi che magari
deformano le loro estremità, a vestirsi nei mercatini rionali e nei grandi magazzini  più dozzinali.Non sono più in grado di cambiarsi l'auto che diventa sempre più inquinante e fonte di contravvenzioni, non riescono  più, come i loro padri, fare laureare almeno un figlio e se si azzardano a fare un mutuo per comprare una casa è probabile che la perdano per le ipoteche bancarie. Al cinema, al teatro, ai consumi culturali, alla "villeggiatura"
non ci pensano più da un pezzo.
  Se un operaio-ronzino ha una volta fatto un debito con una finanziaria  per comprarsi un motorino ed ha finito di pagarlo regolarmente viene tormentato da una quantità enorme di depliant che gli offrono mirabolanti condizioni di prestiti "vantaggiosi". C'è una criminale incentivazione all'indebitamento. Persone con tredicimila euro di reddito annuale vengono circuite per sottoscrivere debiti di tre o quattro volte maggiori. Si arriva financo a mandare per posta il facsimile dell'assegno di dieci o quindicimila euro che la finanziaria darebbe in quattro e quattrotto ed a condizioni che  sono tuttaltro che esose. Ci sono aziende in cui la cessione del quinto non risparmia praticamente nessun dipendente. Ci sono giovani lavoratori indebitati per quasi l'ammontare del loro salario mensile e sopravvivono con l'aiuto dei genitori o di prestiti per pagare prestiti. L'immoralità criminale di questa continua spinta all'indebitamento dei più deboli dovrebbe fare vergogna al sistema finanziario italiano.
  La condizione operaia diventata drammatica non spinge neppure la CGIL che è sempre stata l'organizzazione sindacale per antonomasia a chiedere un sostanziale aumento dei salari. Stamane il Governatore della Banca d'Italia ha denunziato l'impoverimento degli operai a vantaggio dei lavoratori autonomi. Una volta, in presenza di dati così scandalosamenti chiari, di un trasferimento di redditi così marcato dal lavoro dipendente ai profitti, si sarebbe fatto qualcosa. Ora, la CGIL che risulta La Confederazione meno allineata al Governo ed alla Confindustria se ne sta zitta ed al massimo propone
qualche alleggerimento fiscale, qualche  spicciolo. La CGIL non ha niente da chiedere al padronato  che
si è arricchito con i bassi salari derivanti dagli accordi del 93. Quasi un ventennio in cui l'impoverimento delle masse lavoratrici italiane ed il loro distacco dai paesi industrializzati è diventato clamoroso!!
  Se rileggete il manifesto dello sciopero CGIL  del 4 aprile e di quelle precedenti ed anche la piattaforma delle categorie di "sinistra" metalmeccanici e statali" (che stanno rapidamente rientrando nei ranghi del perbenismo confederale) non troverete quanto servirebbe ai lavoratori oggi: un aumento di almeno il venti per cento dei salari ma generiche richieste di una diversa politica economica. Della abolizione della legge Biagi neanche a parlarne. E' tabù. Non viene da tempo neppure menzionata nei documenti ufficiali.
  L'ultimo accordo tra tre delle quattro confederazioni è stato firmato alla presenza della CGIL dissenziente. Una sorta di convitato di pietra, di testimone. Ma, nella sostanza, è come se quell'accordo contro il quale hanno manifestato milioni di lavoratori fosse stato firmato dal momento che costituirà la base di tutti i rinnovi contrattuali di categoria (vedi flai)
  Oggi si conclude il Direttivo della CGIL. Il suo documento finale sarà la prova documentale della impossibilità di recuperarla , ad una linea di autonomia e di difesa vera dei lavoratori. Se ne intuiscono i  lineamenti dal dibattito in corso. Il pressing del PD di Letta,Ichino,Damiano,Bersani è pesante, molto pesante.
.Bisognerebbe cominciare a prenderne atto, senza assurde speranze di salvazione. Il sindacalismo confederale italiano è di gran lunga peggiore di quello americano e non ha conservato la dignità dei sindacati francesi e tedeschi.  E' la longa manus della Confindustria e del Governo sui lavoratori ai quali ha imposto tutto dal precariato alla detassazione degli straordinari alla cessione del TFR a vantaggio di una previdenza privata spesso truffaldina a continue rimanipolazioni delle pensioni oramai ridotte a una miserevole cosa.-
 Bisogna trovare il coraggio di rompere e di comprendere finalmente tutta la pericolosità sociale dell'Unità sindacale, un tempo valore supremo e grande momento sinergico per i diritti e la dignità operaia. L'unità bisogna farla tra i lavoratori ma fuori dalle Confederazioni.
Pietro Ancona

http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=115606
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/03_Marzo/29/costo_lavoro_europa.shtml   

http://www.aeeeitalia.it/documenti/EurispesStudiosalari.pdf

                                                                     ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: info@confsal.it
Sent: Thursday, April 23, 2009 2:06 PM
Subject: le conclusioni del direttivo cgil di ieri


 Il Sindacato italiano, uno e trino, anzi uno e quadruplo con l'UgL (parlo dei sindacati "rispettabili" non certo dei cobas considerati focolai  di anarco-sindacalisti e teste calde) è da tempo una cavezza che tiene al loro posto, a bada, i lavoratori  che da  anni sopportano la  continua manipolazione e rimanipolazione  dei loro diritti, del welfare che li riguarda.  Cavezza munita di morso che fa sanguinare ogni volta che si tenta uno strappo.
 Nell'ultimo decennio, periodo di massima crescita della potenza  e dello splendore dei Sindacati Confederali che oramai dichiarano più di dieci milioni di aderenti e diecine di migliaia di funzionari a tempo pieno  i lavoratori italiani hanno  subito  una costante  diminuzione dei loro salari e del loro potere sociale. In azienda debbono stare con la coda tra le gambe, non fiatare, stare attenti
a non fare passi falsi, a non farsi annotare tra i "rompiscatole".


Mentre le Confederazioni- cavezza con morso  crescono di potenza ed insuperbiscono per la frequentazione dello stanze del potere, dei salotti della borghesia e degli arricchiti, i gli operai-cavalli  sono diventati magri e scheletrici ronzini denutriti, costretti financo a cibarsi di alimenti comprati nei discount ed a calzare scarpe cinesi che magari
deformano le loro estremità, a vestirsi nei mercatini rionali e nei grandi magazzini  più dozzinali.Non sono più in grado di cambiarsi l'auto che diventa sempre più inquinante e fonte di contravvenzioni, non riescono  più, come i loro padri, fare laureare almeno un figlio e se si azzardano a fare un mutuo per comprare una casa è probabile che la perdano per le ipoteche bancarie. Al cinema, al teatro, ai consumi culturali, alla "villeggiatura"
non ci pensano più da un pezzo.
  Se un operaio-ronzino ha una volta fatto un debito con una finanziaria  per comprarsi un motorino ed ha finito di pagarlo regolarmente viene tormentato da una quantità enorme di depliant che gli offrono mirabolanti condizioni di prestiti "vantaggiosi". C'è una criminale incentivazione all'indebitamento. Persone con tredicimila euro di reddito annuale vengono circuite per sottoscrivere debiti di tre o quattro volte maggiori. Si arriva financo a mandare per posta il facsimile dell'assegno di dieci o quindicimila euro che la finanziaria darebbe in quattro e quattrotto ed a condizioni che  sono tuttaltro che esose. Ci sono aziende in cui la cessione del quinto non risparmia praticamente nessun dipendente. Ci sono giovani lavoratori indebitati per quasi l'ammontare del loro salario mensile e sopravvivono con l'aiuto dei genitori o di prestiti per pagare prestiti. L'immoralità criminale di questa continua spinta all'indebitamento dei più deboli dovrebbe fare vergogna al sistema finanziario italiano.
  La condizione operaia diventata drammatica non spinge neppure la CGIL che è sempre stata l'organizzazione sindacale per antonomasia a chiedere un sostanziale aumento dei salari. Stamane il Governatore della Banca d'Italia ha denunziato l'impoverimento degli operai a vantaggio dei lavoratori autonomi. Una volta, in presenza di dati così scandalosamenti chiari, di un trasferimento di redditi così marcato dal lavoro dipendente ai profitti, si sarebbe fatto qualcosa. Ora, la CGIL che risulta La Confederazione meno allineata al Governo ed alla Confindustria se ne sta zitta ed al massimo propone
qualche alleggerimento fiscale, qualche  spicciolo. La CGIL non ha niente da chiedere al padronato  che
si è arricchito con i bassi salari derivanti dagli accordi del 93. Quasi un ventennio in cui l'impoverimento delle masse lavoratrici italiane ed il loro distacco dai paesi industrializzati è diventato clamoroso!!
  Se rileggete il manifesto dello sciopero CGIL  del 4 aprile e di quelli precedenti ed anche la piattaforma delle categorie di "sinistra" metalmeccanici e statali, (che stanno rapidamente rientrando nei ranghi del perbenismo confederale), non troverete quanto servirebbe ai lavoratori oggi: un aumento di almeno il venti per cento dei salari, ma soltanto generiche richieste di una diversa politica economica. Della abolizione della legge Biagi neanche a parlarne. E' tabù. Non viene da tempo neppure menzionata nei documenti ufficiali.
  L'ultimo accordo tra tre delle quattro confederazioni è stato firmato alla presenza della CGIL dissenziente. Una sorta di convitato di pietra, di testimone. Ma, nella sostanza, è come se quell'accordo contro il quale hanno manifestato milioni di lavoratori fosse stato firmato dal momento che costituirà la base di tutti i rinnovi contrattuali di categoria (vedi Flai)
  Oggi si conclude il Direttivo della CGIL. Il suo documento finale sarà la prova documentale della impossibilità di recuperarla ad una linea di autonomia e di difesa vera dei lavoratori. Se ne intuiscono i  lineamenti dal dibattito in corso. Il pressing del PD di Letta, Ichino, Damiano, Bersani è pesante, molto pesante.
.Bisognerebbe cominciare a prenderne atto, senza assurde speranze di salvazione. Il sindacalismo confederale italiano è di gran lunga peggiore di quello americano e non ha conservato la dignità dei sindacati francesi e tedeschi.  E' la longa manus della Confindustria e del Governo sui lavoratori ai quali ha imposto tutto dal precariato alla detassazione degli straordinari alla cessione del TFR a vantaggio di una previdenza privata spesso truffaldina, a continue rimanipolazioni delle pensioni oramai ridotte a una miserevole cosa.-
 Bisogna trovare il coraggio di rompere e di comprendere finalmente tutta la pericolosità sociale dell'Unità sindacale, un tempo valore supremo e grande momento sinergico per i diritti e la dignità operaia. L'unità bisogna farla tra i lavoratori ma fuori dalle Confederazioni.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it


http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=115606
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/03_Marzo/29/costo_lavoro_europa.shtml

http://www.aeeeitalia.it/documenti/EurispesStudiosalari.pdf


   DOCUMENTO CONCLUSIVO CGIL
http://www.rassegna.it/articoli/2009/04/22/46036/il-documento-conclusivo-del-direttivo-cgil

                                                           ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, April 24, 2009 3:17 PM
Subject: il g8 a L'Aquila. Che c'entra il G8 con il terremoto?



 Sconcerta la notizia data da Berlusconi dello spostamento del prossimo G8 dalla Sardegna a L'Aquila la città ancora sotto shock e che continua a tremare ed ad essere annebbiata dai calcinacci che rovinano al suolo sulle strade devastate. Le motivazioni addotte da Berlusconi, finora  sono tre: risparmiare sulle spese previste a La Maddalena concentrando  le forze della protezione civile in un solo posto,rendere  "moralmente" impossibili le manifestazioni di protesta, dare una change agli abruzzesi.Ha testualmente detto: " I no global non avranno cuore di manifestare in mezzo alle rovine del terremoto."Si tratta di una decisione  strana ,di un colpo di teatro che spettacolarizza il terremoto a vantaggio di Colui che si presenta ai suoi colleghi potenti della terra come il grande padre degli abruzzesi degli italiani di tutti insomma, un uomo che lavora notte e giorno per il bene pubblico e che farà dell'Abruzzo il grande momento della sua stessa apoteosi di grande, grande uomo di Stato.....
Fare il G8 a l'Aquila è una decisione poco seria e scorretta verso la popolazione  sofferente che subirà le limitazioni inevitabili che ragioni di sicurezza imporranno alla mobilità nell'intera zona. La vita sarà praticamente sospesa durante tutto il tempo dei lavori della riunione. Dalle tende si potranno vedere gli elicotteri che trasportano i Capi di Stato delle otto potenze che si arrogano il diritto di decidere per l'intero pianeta. Persone che hanno perso tutto i propri cari, la casa, i beni, il lavoro potranno misurare la loro difficile condizione esistenziale e rapportarla a quella della ricca oligarchia convenuta a curiosare tra le l rovine.
I terremotati hanno bisogno di pace, di serenità, di aiuti concreti di non diventare scenario, palcoscenico,
coreografia di un evento che probabilmente comincia a capire di avere la coda di paglia se mette tra se e la gente che lo contesta il dolore e la miseria del terremoto quasi come scudo..
 Il G8 è una periodica manifestazione di superbia dell'impero occidentale. Nonostante il fallimento del sistema finanziario e, per molti versi, del capitalismo, non accenna ad una sola parola di autocritica, non pensa di dotarsi delle regole che dovrebbero impedire in futuro disastri indotti da carta straccia spacciata per titoli di credito veri ed esigibili. Le scelte gigantistiche dell'industria automobilistica non la salveranno dalla crisi strutturale  c he l'attraversa dal momento che produce beni che non possono essere acquistatl dalle immiserite
masse popolari  dell'occidente e che non potranno durare ancora per molto dal momento che l'energia che serve a produrli ed a farli funzionare si sta esaurendo. Il liberismo è fallito e non è in grado di dare un  futuro al capitalismo dal momento che dopo la deregolazione e l'inselvaggimento dei rapporti sociali non trova niente da dire. Dopo Bush nessuna verà novità. La salvezza delle banche e dell'industria dell'auto potranno mettere delle toppe che prima o poi torneranno a lacerarsi. Obama (ammesso che lo voglia) non riesce a  risocializzare il liberismo che imperversa nella globalizzazione oramai più come malattia che come motore.
  Credo che le manifestazioni di protesta ci saranno lo stesso. Il mondo assedia da vicino il regno opulento del colonialismo. Nonostante migliaia di morti e la repressione, l'emigrazione verso l'Europa è inarrestabile senza una riforma profonda del capitalismo che però  non ci sarà. Controllare e bloccare l'immigrazione è impossibile.  IInoltre, il  G8 dovrebbe spiegare al mondo le ragioni della invasione e dell'occupazione della Palestina, dell'Irak e dell'Afghanistan e il disastro spaventoso dell'Africa .
 Con questa  sinistra pagliacciata in programma, l'Italia, nonostante le inquietudini del Capo dello Stato marcia verso la totale privatizzazione del potere nelle mani di un solo uomo che considera i propri ministri alla stregua di dipendenti , il parlamento un impaccio, la magistratura un corpo da omologare ai suoi "principi", il bilanciamento dei poteri dello Stato un peso fastidioso.

pietro ancona
                                                              ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Wednesday, April 22, 2009 10:06 AM
Subject: il 25 aprile del Sultano

 Il 25 aprile di Berlusconi
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 Come pensavo (ed in fondo temevo) la proposta di Franceschini a Berlusconi di partecipare al 25 aprile è stata accettata dopo una non lunghissima riflessione. I pro ed i contro considerati dal  capo della destra italiana al potere hanno fatto propendere la bilancia verso il si.Infatti non si tratta di una resa di Berlusconi ai valori della Resistenza che si intrecciano strettamente con quelli della Costituzione specialmente per ciò che riguarda la libertà, la democrazia e la giustizia sociale, ma al contrario di una vera e propria capitolazione del PD ad una idea dello Stato bonapartista, ad una vittoria della borghesia italiana fascistoide, scroccona,parassitaria e legata alla mafia. Berlusconi non ha fatto un solo passo verso la Resistenza. Al contrario il PD ha fatto un importante tratto di strada verso l'abiura delle sue radici, di se stesso, delle classi sociali che per un lungo periodo di tempo ha rappresentato in Parlamento. Il PD ha abbandonato l'idea della repubblica basata sul lavoro quando ha accettato l'egemonia confindustriale e la sconfitta dei lavoratori oggi
isolati, mal pagati, precarizzati, ricattati. Il PD ha abbandonato l'art.11 della Costituzione quando ha accettato il ruolo ascaristico dell'Italia nelle avventure coloniali in Afghanistan, in Irak del colonialismo anglosassone e quando ha abbandonato ad un tristissimo destino di genocidio il popolo palestinese (dopo averlo difeso per
oltre quaranta anni). Il PD ha accettato il dominio, la signoria di Berlusconi sulla informazione accontentandosi
della piccola enclave di Raitre. Gli interessi  rappresentati dal blocco sociale berlusconiano non vengono messi in discussione ma al contrario lusingati dalla "concorrenza" dei vari Bersani e Letta....
  Siamo oramai lontani anni luce  dalla coesione sociale che in qualche modo fu garantita per tanti anni dai partiti del CNL e l'Italia è devastata dall'odio sociale inoculato da campagne di stampa incessanti ed ossessionanti e da ministri che apostrofano come fannulloni i dipendenti pubblici e che, come Maroni, invitano alla cattiveria nei rapporti con i migranti specialmente se sanspapiers.
 L'indomani del prossimo venticinque aprile Berlusconi  potrà dire agli italiani  che tutte le accuse che le opposizioni gli hanno  fatto in questi anni erano infondate. Magari il ddl sulla equiparazione dei repubblichini ai resistenti diventerà legge ed "il sangue dei vinti" prevarrà su quello dei vincitori. Da qui alla criminalizzazione dei partigiani e della resistenza non ci vorrà molto tempo.....
  Questo perchè il punto di sintesi, di pacificazione che oggi viene invocato non ci sarà perchè in Italia non c'è mai un giusto mezzo. Dilagheranno altre campagne di odio verso la "sinistra" intesa questa come tutto ciò
che è rappresentato dalla resistenza, dai diritti dei lavoratori, dalla libertà e dalla giustizia sociale.
 Da giovane ero convinto che la storia fosse una continua evoluzione verso il meglio. Non è così: E' anche regressione, oscurantismo, ritorno alla barbarie.
 Celebrare la resistenza con il Capo di un Governo che ne ha sempre disconosciuto il valore e che certo non si è convertito dopo venti anni, un governo che collabora con Bossi e gli ex fascisti (non tutti sono come Fini),
non è certamente un passo avanti verso la libertà. Da sandro pertini, Longo e Donat Cattin  passiamo agli oligarchi che si dividono il Parlamento italiano a Berlusconi e Franceschini.

                                                                                  ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Saturday, April 25, 2009 1:51 PM
Subject: la linea di successione
 
 
La Repubblica di  Berlusconi ha una linea di successione del tutto diversa da quella del 25 Aprile: discende dalla Repubblica di Salò, dal fascismo, dalle forze che furono sconfitte e che certamente non  collaborarono
alla stesura della Costituzione, documento che incarna i valori per cui l'Italia partigiana, l'Italia del CNL di Pertini, Lombardi, Parri,Scoccimarro  Amendola e degli altri padri fondatori riuscì a riscattarci dalla sconfitta  e trasferirci nel campo dei vincitori della seconda guerra mondiale.
Oggi Berlusconi  ha immesso nel giorno della Liberazione l'idea che dobbiamo avere pietà per i repubblichini, per coloro che coadiuvavano i tedeschi nei rastrellamenti e nei massacri.   E' un primo passo  verso la  riabilitazione ed equiparazione ai partigiani dei repubblichini prevista da un disegno di legge che prima o poi verrà approvato dal Parlamento. Credo che l'unica cosa che trattiene il centro-destra dal voto del ddll è il timore che non sarà  vistato dal Capo dello Stato. Il Capo dello Stato è oramai l'unico ostacolo verso la rifascistizzazione dello Stato dal momento che la sinistra socialista e comunista è stata espulsa dal Parlamento e che nel PD la tendenza alla "pacificazione" è molto radicata a cominciare da Violante e da coloro che non vogliono essere antiberlusconiani a qualsiasi costo ed a qualsiasi prezzo.
Dalla celebrazione della Resistenza alla sua criminalizzazione il passo è breve. Non ci vorrà molto. Già una squadra di revisionisti guastatori e diffamatori è al lavoro. Il libro di Panza sul "sangue dei vinti" continua a spargere  veleni e diventa capofila di una "letteratura" antiresistenziale. Molte delle leggi e dei comportamenti del governo di destra hanno già modellato aspetti fondamentali dello Stato in senso autoritario. Il regime carcerario italiano è diventato inquietante. Le prigioni sono stracolme di detenuti spesso terrorizzati da  "sistemi" assai duri. Nessuno si occupa delle carceri e lo stillicidio di suicidi che ne ritmano la vita non interessano i massmedia. Le forze di polizia certamente non sono tutte come quelle che abbiano visto al G8 di Genova ma ricevono  imput continui dal governo verso un indurimento dei loro interventi. L'Italia è al secondo posto in Europa dopo la Romania nella classifica degli Stati che non rispettano i diritti civili.Il Parlamento non conta più niente e  viene quasi obbligato a votare nel senso voluto dal Governo specialmente in materia di sicurezza. Se vota difformamente  dalla voglia del governo  un pacchetto di "sicurezza", gliene viene subito dopo presentato un altro che ripropone quello di prima. Il diritto di sciopero è stato già fortemente lesionato e comunque il Governo può contare su Sindacati Confederali che tendono a non farne nessuno uso. La funzione (approvata bipartisan) dell'Italia in Afghanistan  ed in Irak di collaborazione alla sanguinaria ed atroce occupazione militare usa (esercito  e contractors) ha già vanificato l'art.11 della Costituzione e cambiato la dislocazione internazionale dell'Italia dal campo della neutralità a quello del colonialismo occidentale.
Il punto fondamentale della Costituzione "La Repubblica italiana è fondata sul lavoro"  non esiste più da un pezzo con la complicità di sindacati felloni .. La legge Biagi consente ad una imprenditoria spesso rapace ed indecente una vasta gamma di possibilità "legali" di elusione del diritto al lavoro ed ad un salario dignitoso
 La seconda Repubblica  si è allineata al ventennio mussoliniano ed a Salò assai di più di quanto non si veda. Non si vede perchè il sistema dei massmedia è in grande parte inginocchiato davanti a Berlusconi e tira la volata, accelera i processi di fuoriuscita dell'Italia dalla linea del 25 Aprile.  L'esistenza di emolumenti per gli amministratori pubblici e privati di milioni e milioni di euro che si contrappongono a salari medi di circa mille euro al giorno è già del tutto fuori dallo spirito della Costituzione.
Da questo 25 aprile parte una nuova fase che si concretizzerà nei discorsi che sentiremo il prossimo 2 giugno. La fase dell'abbattimento delle barriere morali e culturali che tuttora ci distinguono dai fascisti alleati
ai nazisti.  Credo che saranno annunziate modifiche profonde e sconvolgenti alla Costituzione. Da qui ad allora l'antifascismo sarà lavorato duramente ai fianchi da martellanti campagne di stampa e dalla pressione della borghesia contro la sua ala liberal e democratica e contro la sinistra. La battaglia interna alla borghesia italiana (se mai c'è stata) tra fascismo e antifascismo, liberalismo e liberismo feroce è stata già vinta da berlusconi e la sua cordata.,
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: redazione@ilmanifesto.it
Sent: Sunday, April 26, 2009 11:20 AM
Subject: la pietà è morta




 La pietà è morta
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  Il giovane tedesco che aveva abbandonato i tre figlioletti in una pizzeria e si era allontanato con la sua giovane compagna affidandoli alla pietà del prossimo ,arrestato e condotto in prigione ha tentato il suicidio. Ora è in condizioni critiche in un ospedale e  forse  lascerà questo mondo per lui tanto ostile e tanto cattivo e nel quale non vuole più vivere.

  Nei giorni scorsi, un importante giornale italiano aveva pubblicato la notizia dell'abbandono dei piccoli e aperto una lista di commenti. Il tono generale di questi era uno specchio dell'Italia  feroce che oggi finge di commuoversi per i terremotati abruzzesi e raccoglie soldi che probabilmente non raggiungeranno mai L'Aquila. Erano tutti di durissima condanna per questa povera coppia di disgraziati ragazzi costretti ad abbandonare i figli per non farli morire di fame . I più benevoli si limitavano a
criticare severamente il fatto che avessero messo al mondo dei figli sapendo di non poterli mantenere e crescere. E' l'accusa che viene fatta spesso ai nostri poveri. Se non hanno i mezzi perchè mettono al mondo figli?  Disprezzo, antipatia ed anche odio per coloro che sono caduti talmente in basso da compiere un atto che viene giudicato disumano, l,'atto dell'abbandono dei figli. Figli che sono stati tolti ai reprobi genitori  a tamburo battente da uno Stato superbo che ha per stemma una aquila imperiale e che ha provato soltanto  irritazione perchè qualcuno dei suoi cittadini avessero mostrato al mondo di quanto si può essere disperati e poveri nei suoi lander, poveri tanto da non poter comprare un pò di latte, un omogeneizzato, un pacco di pannolini.....
 Il ragazzo ha tentato il suicidio sotto il peso enorme della riprovazione perbenista ipocrita e razzista della stampa . Prima di essere arrestato con la sua disgraziata compagna madre dei bambini aveva vagato tra i boschi e forse non avevano più niente da mangiare. Come sosteneva Reagan avevano la colpa di essere poveri. Una colpa terribile! Essere poveri per il liberismo che ancora impera nonostante abbia spinto il mondo verso la catastrofe e rovinato tanta parte dell'umanità è  una colpa. Se sei povero è perchè non hai la virtù dei giudiziosi e Dio ti ha abbandonato al tuo destino!
Ci fosse stato tra  gli illustri giornalisti che tanto si indignano e strillano contro i rom ed altri poveri che fanno mendicare i bambini e vivono di elemosine uno solo che avesse avuto un minimo di umano rispetto che si fosse domandato perchè e attraverso quale inferno e quanti fallimenti due giovani fossero giunti al loro tragico capolinea.
Protesto per la maniera inumana e crudele con la quale sono stati trattati. Sono sdegnato per il fatto che siano stati privati della patria potestà, considero ingiusto c he non  possano mai più rivedere i loro figli che non hanno potuto nutrire perchè privi di soldi, sbandati, vittime di una esistenza che è stata una dolorosa successione di brutti giorni. Considero una società che  reagisce alla miseria di una famiglia disgregandola
destinata a fallire essa stessa dal momento che ha  ucciso la pietà e la capacità di soccorrere chi affonda nelle difficoltà.
Pietro Ancona

http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/aosta-pizzeria/sascha-tenta-suicidio/sascha-tenta-suicidio.html

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, April 29, 2009 3:21 PM
Subject: 27 anni dopo Pio La Torre


 27 ANNI DOPO PIO LA TORRE
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Domani ricorre il ventissettesimo anniversario della uccisione di Pio La Torre.Gli anni trascorrono implacabili stratificandosi l'uno sull'altro ed allontanandoci dagli eventi della nostra vita che quasi sbiadiscono nella memoria. Ho conosciuto Pio La Torre dentro la CGIL nei primissimi anni sessanta. Era il Segretario Generale della Cgil siciliana., Lottava per migliorare la condizione dei braccianti agricoli e dei contadini ma seguiva con molta attenzione il processo allora crescente di industrializzazione. Tenne a battesimo i primi nuclei di classe operaia, di proletariato industriale che si andavano formando in Sicilia nel fervore delle tante attività che si installavano attorno ai grandi impianti della Chimica.
Venne ad Agrigento dove io ero segretario della Camera del Lavoro a seguire la grande vicenda dello sciopero alla Montecatini di Porto Empedocle.
L'industrializzazione in corso in Sicilia lo entusiasmava: era enormemente felice della nascita di nuclei di migliaia di lavoratori delle fabbriche e  la considerava una svolta epocale dopo un millennio di stasi feudale
interrotto all'inizio del novecento dalla stagione dei Florio subito riassorbita e lasciata fallire dallo Stato.
Pio La Torre mi volle nella segreteria regionale della CGIL sin dal 1962 dove poi restai fino al 1986. Quando fu assassinato ero Segretario Generale della CGIL siciliana
ed avevo lavorato mesi e mesi con lui nella realizzazione delle iniziative per la pace, contro la base missilistica di Comiso e contro la mafia da lui considerata il tumore che divorava la Sicilia e ne impediva lo sviluppo.
Aveva una capacità di trascinazione straordinaria dovuta alla innocenza e genuinità dei suoi ideali: credeva davvero nelle cose che proponeva. La forza enorme delle sue convinzioni seduceva e mobilitava le persone.
 Nella campagna contro i missili di Comiso riusci a far muovere  diecine di migliaia di ragazzi e ragazze,compagni e compagne delle sezioni del Partito (che allora erano diffuse in tutta l'Isola), le tre confederazioni sindacali e le Acli. Riusci a trascinare anche Salvatore Lauricella ed Anselmo Guarraci  eminenti dirigenti socialisti il primo Presidente dell'Assemblea regionale l'altro segretario regionale del PSI
assieme ai quali io, segretario socialista della CGIL siciliana, mi beccai un duro e nervoso richiamo di Bettino Craxi che, in un corsivo apparso sull'Avanti!, ci richiamava all'ordine  e cioè a disertare la lotta per la pace
ed isolare Pio La Torre che agiva peraltro  non avendo un consenso pieno ed esplicito della direzione del PCI  essendovi in questa molti dubbi e perplessità sulla opportunità della sua frontale contrapposizione ai missili di Comiso.
 Nei ripetuti raduni di migliaia e migliaia di persone a Comiso nasceva una nuova Sicilia . Pio La Torre aveva fatto balenare ai Siciliani la possibilità di un profondo storico cambiamento. I missili erano oramai lo scenario in cui si muoveva una nuova politica di dura profonda e vera alternativa alla conservazione ed alla mafia.- Niente sarebbe più stato come prima se Pio La Torre non fosse stato ucciso. Il movimento popolare avrebbe potuto sconfiggere il blocco sociale da sempre al potere. Poteva cambiare tutto!!
 Pio La Torre aveva rotto due fili che non si possono rompere senza pagare con la vita. Il filo di Jalta per il quale il mondo era diviso in sfere di influenza ed ognuno nel suo ambito si organizzava militarmente come riteneva senza intralci interni, ed il filo dell'equilibrio di potere in Sicilia in cui il potere della borghesia mafiosa
non deve essere toccato e la dialettica politica non deve superare certi precisi limiti .  La rottura di questi due fili gli è stata fatale. Il grande movimento suscitato a Comiso attorno alle sue tre direttrici: mafia, sviluppo, pace fu traumatizzato e letteralmente distrutto dalla sua uccisione. Non si
è più mai ripreso.
Il PCI siciliano, dopo di lui, si ricorda per due cose: l'appoggio dato al movimento per l'abusivismo edilizio capeggiato dall'Onorevole Monello  Sindaco di Vittoria e legittimato dalla segreteria regionale del partito ed il convegno di Villa Witaker  con i cavalieri del lavoro catanesi che tracciava un progetto di sviluppo sul modello Catania spacciata per la Milano del Sud, due scelte che hanno inciso profondamente anche all'Assemblea regionale siciliana aprendo una fase di degenerazione dell'Autonomia oggi culminata nel governo Lombardo dopo i governi Capodicasa, Cuffaro......
Oggi la Regione Siciliana è una mostruosa sanguisuga che assorbe le risorse della Sicilia. Spende miliardi di euro per la sua stessa burocrazia e per alcune categorie  sussidiate. Sono convinto che se non esistesse i siciliani starebbero assai meglio. Il sogno di Pio di una Sicilia  sviluppata dalla sua Autonomia è finito in una palude.
Sul versante della lotta alla mafia, l'opera di Pio La Torre ha dato i suoi frutti maggiori non solo per la legge che porta il suo nome ma anche per avere aperto la strada ad una generazione di magistrati che si è impegnata  e che ha avuto i suoi martiri da falcone a Borsellino a tutti gli altri. Sulla lotta alla mafia si è fatto molto, moltissimo, ma la partita non è stata vinta dal momento che la mafia è  ancora parte integrante dello Stato e che la politica non ha alcuna intenzione  di debellarla.  Oggi i magistrati più  esposti sono sottoposti ad un durissimo stress dalle modifiche che si stanno apportando all'ordinamento giudiziario e dalla mancanza di un riferimento istituzionale di sostegno e supporto alla loro azione.
 Oggi, ventisette anni dopo, siamo impantanati in una palude e tutto sempra tralignare malignamente dai partiti ai sindacati alle istituzioni. Ma c'è un movimento maturo, colto, generoso, che esiste nella società e che
può darci qualche sparanza per il futuro.
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Tuesday, April 28, 2009 3:27 PM
Subject: PRIMO MAGGIO SENZA DOMANI

PRIMO MAGGIO SENZA DOMANI
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 Mi domando che cosa racconteranno i tre segretari  alla gente che, nella convinzione sempre meno ferma che i Sindacati li rappresentino e li difendino, si recherà ai comizi per ascoltare i loro discorsi e ricavarne una qualche speranza per un futuro che in molti non riescono più ad immaginarsi. Se facciamo un bilancio dal primo maggio scorso a questo le cose sono certamente peggiorate anche con la partecipazione attiva del Sindacato. E' stato firmato un accordo da Cisl, Uil e Ugl per riformare in peggio, molto in peggio, il contratto nazionale di lavoro. La CGIL non ha firmato ma  ha preteso di assistere quale convitato di pietra alla stipula degli accordi contro i quali ha fatto una manifestazione nazionale con milioni di lavoratori. Ma già  dall'ultimo Direttivo della CGIL si evince che non ci sarà una reale resistenza al nuovo modello contrattuale dettato dalla Confindustria e che le categorie dovranno adottarlo  in occasione dei rinnovi dei loro contratti. Questo per il tabù dell'unità sindacale, una condizione che un tempo dava forza ai lavoratori e che oggi è un pesante macigno posto sulle loro spalle.
Il diritto di sciopero è stato rimesso in discussione e, con provvedimenti amministrativi assunti dai Comuni,
le piazze, una dopo l'altra, si stanno vietando. A Roma vige già un accordo sottoscritto anche dalla CGIL per
evitare manifestazioni e cortei ed è di oggi la notizia che Milano si accinge a fare lo stesso e per i cortei di protesta e per la preghiera degli islamici.
Il Primo Maggio nasce con la rivendicazione delle otto ore di lavoro. Una rivendicazione che, nel corso di quasi un secolo di lotte è pervenuta  alle quaranta ore settimanali ed addirittura  alle trentacinque ore in Francia  ora abolite da Sarkozy). Le 35 ore del governo socialista francese furono il canto del cigno. Ora siamo nel piano di una tendenza opposta volta   a negare ai lavoratori la disponibilità del tempo della loro vita. Una normativa europea alla quale i governi si adeguano rapidamente stabilisce 11 ore di riposo consecutive. I lavoratori hanno l'obbligo di dare la disponibilità di tredici ore alla loro  azienda.La settimana lavorativa può anche essere di sessanta ore. La tendenza è di andare anche oltre. Non siamo alla condizione dei lavoratori cinesi costretti a dormire in fabbrica per prestare tutta la loro vita all'impresa ma l'evoluzione della questione non promette niente di buono.
Se guardiamo ai salari ed alle pensioni non esiste alcuna richiesta di loro miglioramento. Le pensioni sono state quasi annullate da un ciclo di controriforme iniziato da Dini e che non si è ancora concluso e per i salari
nessuna rivendicazione viene avanzata al padronato. Si chiede qualche spicciolo al Governo attraverso la detassazione o qualche piccolo intervento fiscale.
L'allarme sulla tristissima condizione dei lavoratori è stato lanciato diverse volte non dai sindacati ma dalla Istat e dalla Banca d'Italia.   Quattro milioni di lavoratori sono precari oramai stabili nel senso che non esiste alcuna prospettiva di assunzione a tempo indeterminato. I lavoratori a tempo indeterminato sono assediati e minacciati da nuove aggressioni al loro status. In Parlamento ferve una attività bipartisan di squadroni di guastatori del diritto al lavoro consacrato in tante leggi dello Stato e nello Statuto dei Diritti dei Lavoratori. Oggi è sotto tiro la legge sui licenziamenti individuali. Si vuole negare il diritto alla magistratura di intervenire. Il datore di lavoro diventa DIO inappellabile. Se ti licenzia non sarai più tutelato dal diritto naturale e civile di ricorrere ad un giudice come è sempre stato.
  Leggevo oggi che ventidue bambini di un paese del milanese non hanno più i pasti perchè le loro famiglie non pagano il tiket. 14 di questi sono rom. Le maestre si privano del loro vassoio per dare da mangiare ai bambini. L'amministrazione comunale (centro-sinistra) sostiene che è giusto che vengano lasciati a digiuno.
 A che cosa servono i soldi del Comune? A pagare grassi emolumenti agli amministratori. E' ormai chiaro che Comuni e Regioni servono a mantenere una oligarchia di politici sempre più benestanti che, con le privatizzazioni, arricchiscono anche i loro famigli. Una nuova classe sociale quella dei "politici a tempo" pieno si ritaglia una consistente e burrosa fetta dal reddito nazionale.Questa classe è presente a tutti i livelli della pubblica amministrazione.
  E' oramai chiaro, chiarissimo, che i Sindacati Confederali italiani che celebrano insieme il Primo Maggio non hanno alcuna intenzione di mettere in discussione i salari, le pensioni, la legge Biagi.Inoltre la loro opposizione alle leggi liberticide del Governo verso gli immigrati è assai convenzionale.
 Una volta il Primo Maggio era anche dedicato alla Pace nel mondo. Ora non se ne parla più e non c'è un pronunciamento contro le spese militari e le missioni coloniali in Irak ed Afghanistan.
  La manifestazione del 4 aprile  della CGIL è stata l'ultima di questa triste fase della storia italiana. Non se ne faranno più mentre il Parlamento  fabbrica nuove catene per il lavoro dipendente. Oramai non si limita più a togliere diritti ma anche a creare condizioni di vera e propria  inferiorità civile.
Apprendiamo  della condanna inflitta a Cofferati per comportamento antisindacale. Ha comunicato alle maestranze di un teatro che avrebbero pagato tutti con la loro giornata di lavoro per lo sciopero di un gruppo di loro colleghi. Ieri sera l'ho visto ad una trasmissione televisiva. Difendeva il suo punto di vista, non mostrava nessun pentimento, nessun senso di vergogna per quello che aveva fatto.
  Ecco: questo è il punto a cui siamo giunti. Cofferati è capolista del PD è sarà eletto al Parlamento Europeo.
 Pietro Ancona
                                                              ****

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From: pietroancona@tin.it
To: isola possibile
Sent: Friday, May 01, 2009 8:17 PM
Subject: : rottamazione del ceto medio

 Usa 2009, Rottamazione del ceto medio
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 Ieri sera ad Anno Zero hanno mostrato, (raramente la televisione di occupa  di ciò), che cosa è e come si sviluppa la crisi  in America. Tanti, tantissimi accampamenti di tende  nelle campagne incolte  attorno a Sacramento capitale della California da sempre sinonimo di ricchezza e benessere abitati da persone che avevano perduto il lavoro e con questo la casa, l'auto, i mobili, tutto. Una di queste diceva che non voleva diventare un homeless, non voleva lasciarsi andare e pertanto continuava a radersi tutti i giorni. Un altro raccontava di non potere curare la moglie non avendo i soldi per comprare le medicine necessarie e che, a causa di questo, presto l'avrebbe perduta. Piangeva. Un altro si ingegnava a portare su una bicicletta, con una sola mano, una tenda per piantarla in un luogo più asciutto. Un altro ancora parlava di come trascorreva il tempo e tirava fuori dalla tenda un libro bagnato dall'umidità . Poi si vedeva  una enorme mensa di un  qualche ente dove potevano avere un pasto caldo. Dalle interviste si apprendeva che erano persone del buon ceto medio americano a 100 mila euro di reddito l'anno che fino ad ieri avevano condotto una vita decorosa e magari piena di gratificazioni, non si erano fatti mancare nulla e che, dall'oggi al domani, si erano trovati in mezzo ad una strada, naufraghi, senza più niente, costretti a svendere tutto a cominciare dalla casa per pagare il mutuo e liberarsi dai debiti.  Ingegneri, dirigenti, persone altamente specializzate si sono visti all'improvviso franare la terra sotto i piedi ed hanno cominciato ad affondare, a perdersi nella  società americana  senza trovare un appiglio a cui appoggiarsi, una qualche solidarietà. Mi è capitato qualche tempo fa di leggere come negli Usa
esista una stratificazione rigidissima  di classi sociali che attraversa tutti i ceti. Se si appartiene ad un gruppo sociale che guadagna trentamila dollari l'anno  ha una promozione che gii consente di guadagnarne cinquantamila non può restare dove era e mettere da parte l'aumento ma deve assolutamente spenderlo. Deve cambiare casa, quartiere, club, frequentazioni, tutto dal momento che se sei promosso e conservi le tue vecchie abitudini, non cambi auto, girone di appartenenza, diventi un pesce fuor d'acqua malvisto dal   vecchio e dal  nuovo ambiente. Insomma esiste una pressione regolatrice c he ti costringe a vivere appena appena con i mezzi che hai ed ad essere sempre indebitato o al massimo alla pari. Un meccanismo di controllo sociale dei ceti  attraverso l'occhio dei consumi al quale  è difficile sottrarsi senza diventare una sorta di "curiosità" sociale, un  "originale". Quante delle centinaia di migliaia di persone che vivono  nelle tende, nei camper, nelle baracche riusciranno a salvarsi? Quante nuotando controcorrente e prese  per le gambe dalle sabbie mobili della miseria potranno rivedere il benessere in cui erano immerse fino ad ieri?
Colpisce la solitudine, lo scenario di assoluta indifferenza  sociale in cui sono abbandonati. Il dolore, le lacrime dei naufraghi sociali non commuovono  nessuno. Nella nazione che controlla l'intero pianeta con le sue basi militari, gli oceani con le sue possenti costosissime portaerei, che spende miliardi e miliardi di dollari per finanziare guerre colonialistiche in Iraq, in Afghanistan, cresce la fascia della popolazione in miseria. Ieri, in situazione "normale" erano quattro milioni di americani che vivevano quasi allo stato nomade in roulottes e camper, oggi sono molti, molti di più. Tutti sono privi di assistenza sanitaria e di quelli che in Europa si chiamano "ammortizzatori sociali" ed hanno la funzione di tenere a galla mentre si cerca una nuova occupazione. Molti giornali hanno spacciato per socialismo gli aiuti che gli Usa hanno dato con molta generosità alle banche. Si tratta di una profanazione linguistica: sarebbe socialismo se gli aiuti fosse stati indirizzate alle persone, alle famiglie, alle  vittime del mercato predone. Si spaccia anche per cogestione lo intervento del sindacato dell'auto nella salvezza della Chrisler. Epifani è in ammirazione estatica davanti al fenomeno del sindacato americano che assume il 55% della nuova multinazionale  Chrisler-Fiat. Dovrebbe essere più prudente. Non sono stati resi pubblici i tagli dei salari e del welfare aziendale imposti ai lavoratori. Questo taglio brutale della condizione dei dipendenti della Chrisler è stato fatto con il consenso del Sindacato che ha fatto balenare la prospettiva dei licenziamenti. Non credo che il 55 per cento che il Sindacato ha della azienda  appartenga ai lavoratori. Non si tratta di azionariato operaio ma di un pacchetto detenuto e proprietà del Sindacato e cioè di una organizzazione da molti anni non più controllata dai suoi iscritti con enormi problemi di democrazia e partecipazione. Un tipico prodotto della società americana che ha criminalizzato il socialismo, il sindacalismo autonomo e conflittuale con il padronato e che ha regole interne che consegnano tutto il potere al gruppo dirigente.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, May 09, 2009 2:38 PM
Subject: I Camaleonti del Sultanato


I Camaleonti del Sultanato.
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Il PD interfaccia del PDL

 Il fascismo fu sconfitto non solo perchè Mussolini perse la guerra e l'Italia fu liberata con il concorso attivo della Resistenza ma sopratutto perchè l'opposizione in esilio e nelle carceri seppe conservare un sistema di valori completamente antitetici a quelli del regime durato un ventennio. All'idea di razza contrapponeva l'idea dell'umanità; alla retorica della guerra una profonda convinzione pacifista, al culto del superuomo la fede nella democrazia. Socialisti, comunisti, cattolici, repubblicani, liberali seppero custodire i valori poi trasfusi nella Costituzione e non ebbero mai cedimenti verso l'ideologia del regime. Ricordiamolo sempre: Pertini rimproverò la madre per aver chiesto la grazia a Mussolini e scontò quindici anni di carcere senza concedere alcuna indulgenza al fascismo. Con lui migliaia e migliaia di resistenti.

 Oggi, a fronte della xenofobia della Lega e dello smottamento del sistema legislativo italiano verso l'autoritarismo  non mancano le adesioni di autorevoli esponenti del PD a scandalose decisioni del governo come quella del respingimento in mare di migranti in fuga dai disastri provocati dall'Occidente in Africa ed in Asia. Fassino ha rilasciato dichiarazioni di pieno consenso e legittimazione di atti condannati dall'ONU e contrari ai principi della solidarietà umana. Un  atto prepotente di assoluta illegalità quale il trasloco in acque internazionali di  migranti ed il loro forzoso "rimpatrio" in Libia è stato giustificato ed avallato.
 L'Italia ha compiuto un atto di vera e propria pirateria  riportando ad un neppure certo porto di partenza i migranti. Dal momento che i migranti erano stati imbarcati nelle motovedette italiane avevano acquisito un diritto di ospitalità regolato da precise norme. Dovevano essere assistiti  ed ascoltati e sbarcati in Italia. Quanti tra di loro erano profughi da guerre o da dittature non dovevano essere restituiti alla realtà dalla quale fuggivano.
  La dichiarazione di Fassino spezza una lancia a vantaggio di Maroni e della Lega nel momento in cui la maggioranza di centro-destra è attraversata da dubbi e perplessità sul ddl sulla sicurezza e spinge quanti nel centro destra erano riluttanti a votare provvedimenti liberticidi e xenofobi a fare marcia indietro. Non ho dubbi
che ronde, spionaggio dei presidi e dei medici, aumento a sei mesi della detenzione nei Cie, discriminazione dei bambini con genitori sprovvisti del permesso di soggiorno saranno sostenuti con maggiore forza dai leghisti e avranno maggiori probabilità di essere approvati.
  Tutto questo mentre cresce l'incattivimento delle istituzioni e del Paese. La giunta di centro-sinistra di Bergamo vara un regolamento per il quale i mendicanti potranno chiedere l'elemosina soltanto durante una sola ora del giorno (!!) e credo soltanto in una determinata via. A Milano un noto leghista propone l'apartheid
sui mezzi pubblici senza registrare una seria opposizione dentro le istituzioni. Chissà, magari Penati, finanziatore delle ronde, sarà d'accordo! A Napoli, una ragazzina accusata dalla camorra di voler rubare un bambino è stata ri-condannata a tre anni e sei mesi di reclusione pur essendo innocente! Alla vigilia dei bombardamenti americani sulla popolazione civile dell'Afghanistan soldati italiani sparano ed uccidono una tredicenne. I bombardamenti sull'Afghanistan e la faccia feroce che si mostra ai migranti sono due momenti della stessa politica di rottura, di guerra guerreggiata con i poveri del mondo.
 Lo smottamento a destra del sistema politico italiano subisce una accelerazione ad opera di una opposizione parlamentare che ha disperso il grande patrimonio di valori ereditato dalla cultura comunista e da quella cattolica.
Pietro Ancona
                                                                        ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, May 11, 2009 9:51 AM
Subject: l'onore di Giuseppe Pinelli




in occasione della giornata delle vittime del terrorismo, il Presidente della repubblica ha invitato le vedove di Pinelli e di Calabresi che, stringendosi la mano, hanno in qualche modo simboleggiato una sorta di riconciliazione nazionale, di superamento degli odi di quella specie di guerra civile che l'Italia ha avuto negli anni settanta.
Si è trattato di un atto di notevole valore civile ma mi domando come può la vedova Pinelli considerare chiusa la questione che riguarda la morte del marito quando non si è mai fatta luce
sulle responsabilità e l'indagine si è chiusa con un nulla di fatto.
Quale onore viene restituito al povero Pinelli se neppure a distanza di quaranta anni ha avuto resa giustizia?
 Perchè il Presidente della repubblica ha parlato di restituzione dell'onore quando è risaputo che nè Pinelli nè gli anarchici c'entrano nulla con la strage
di Piazza Fontana?
 Pietro Ancona

                                                      ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, May 13, 2009 2:45 PM
Subject: Le leggi sulla sicurezza



Nel regno della cattiveria
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   Un Parlamento  controllato da una maggioranza schiacciante di centro-destra si accinge a votare senza discutere  una legge che incrudelisce la condizione dei migranti del nostro Paese consegnandoli nelle mani  non sempre pietose ed oneste di datori di lavoro arbitri assoluti del loro destino di persone normali o di "clandestini". Un Parlamento svuotato della sua facoltà di legiferazione, privato della dignità di intervenire nel merito delle leggi da varare,  fa  dell'Italia un paese meschino, cattivo, percorso da spiriti malvagi di prepotenza verso gli inermi, un paese del quale dobbiamo ogni giorno vergognarci per i rimproveri che giungono dall'Onu, dallìEuropa, dalla Chiesa .
  Anche i poveri sono nel mirino del governo della "cattiveria". I senza tetto dovranno essere schedati in appositi registri del Ministero degli Interni. Il confine tra povertà e illegalità diventa sempre meno certo ed  i  clochards diventano oggetto di particolari interessi polizieschi   Le ronde originate dalle guardie padane nate come polizia  della Padania-Stato  verranno introdotte e finanziate dallo Stato. Non sono servite a niente le proteste dei sindacati di polizia e dei costituzionalisti che temono sempre di più una gestione privatistica e di parte del monopolio della violenza che dovrebbe essere detenuto soltanto dallo Stato.
  L'introduzione del reato di clandestinità per i migranti avrà conseguenze devastanti nella sfera dei diritti inviolabili delle persone. Bambini potranno essere dichiarati adottabili e strappati alle loro famiglie, persone potranno essere incarcerate in un sistema penitenziario che desta serie preoccupazioni dal momento che è funestato da suicidi e da condizioni disumane di superaffollamento.
      Stamane un esponente della maggioranza  diceva che il decreto sicurezza introduce anche norme di rafforzamento della lotta contro la mafia e la criminalità organizzata, norme che si riferiscono ad  un giro di vite del 41 bis,  nell'obbligo delle vittime delle estorsioni di denunziare coloro che li taglieggiano.
   Si tratta di norme discutibili ed inaccettabili dal momento che il 41 bis ha un profilo dichiaratamente incostituzionale ed, eccezionalmente, ne è stata autorizzata l'applicazione soltanto per periodi limitati di tempo che tuttavia non sembrano mai venire a termine. Ho grosse perplessità sull'obbligo  dell'imprenditore
di denunziare gli estortori. Non si può chiedere alle vittime di mettere a repentaglio la loro vita e quella delle loro famiglie quando il Presidente del Consiglio ha avuto ospite nella propria villa per molto tempo un noto mafioso ed i legami tra le  mafie e la politica non sono stati seriamente intaccati anzi, a sentire i magistrati più impegnati e consapevoli del fenomeno, prevale un forte pessimismo per il futuro.
  L'approccio che il decreto che entro domani sarà legge dello Stato fa ai problemi della sicurezza è certamente falso e rivolto ad aumentare le psicosi xenofobe che percorrono l'Italia anche ad opera di massmedia asserviti . Non è vero che l'Italia è meno sicura a causa dell'immigrazione. A Milano nel corso di un solo mese sono avvenuti dieci omicidi quasi tutti maturati nell'ambito familiare, parentale o delle amicizie di cittadini italiani. Alcuni di questi omicidi seguiti da suicidi derivano da difficoltà esistenziali spesso legate a ristrettezze economiche. Anziani che decidono di togliersi la vita per non sopportare l'umiliazione di una vita di stenti e di isolamento sociale. Il problema della sicurezza è innanzitutto un problema sociale che pone l'urgenza del risanamento delle periferie urbane, dei modelli di socializzazione,
dei servizi alle collettività.
In quanto all'immigrazione sappiamo bene che è causata dagli sconvolgimenti che le guerre coloniali ed imperiali dell'Occidente hanno determinato in Africa ed in  Asia. La maggioranza degli asili accordati dall'Italia riguardano infatti cittadini nigeriani, eritrei, somali, afghani, pakistani, irakeni, palestinesi tutti provenienti da regioni sottoposte ad occupazione militare ed ad intensi bombardamenti americani e della Nato. Se l'Occidente convertisse in aiuti umanitari il denaro che spende in munizioni, bombe, mantenimento di eserciti dispendiosi certamente la  pressione migratoria verso l'Italia diminuirebbe di molto. Ma, a quanto pare, l'interesse degli occidentali è di tenere in sofferenza molti popoli del pianeta per affermare una egemonia ed il  controllo sul petrolio e sulle materie prime.
Pietro Ancona

                                                            ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, May 15, 2009 4:10 PM
Subject: Le paure di Guido Ceronetti


Il raffinatissimo erudito italiano, gloria della Repubblica dalla quale riceve un vitalizio, Guido Ceronetti scrive oggi un allucinato articolo (*) per "La Stampa" di Torino con il quale paventa assurdamente  financo una crisi idrica  causata  dall'eccesso di immigrazione. Attacca il diritto di asilo con argomenti molto al disotto della statura intellettuale che gli conoscevamo sostenendo:

"Il diritto all’asilo politico non è applicabile né automaticamente né oggettivamente; è opinabile sempre, e toglierlo dalla Costituzione eviterebbe polemiche inutili e mai disinteressate. I governi si muovono secondo linee pratiche e ciniche. Possono pretendere asilo anche mani insanguinate e da governi ideologicamente affini subito ottenerlo. Di rado c’è accordo per certezza del merito: diritti dimostrabili da parte di chi non dà neppure certezza di nome e di provenienza non ce ne sono. Puoi riconoscere e soddisfare soltanto l’anonimo eterno stomaco che ha fame. E poi?......"
Trattasi di affermazioni superficiali, buttate lì senza alcuna riflessione, dal momento che la nostra Costituzione riconosce diritto di asilo soltanto alle persone provenienti da Stati che negano i diritti
garantiti dalla nostra Costituzione a cominciare dalla libertà e dalla democrazia.In quanto all'asilo concesso "anche a mani insanguinate" bisognerebbe capire a che cosa allude Ceronetti se al rifugio accordato da regimi dittatoriali a gerarchi fascisti o nazisti in fuga o  ai palestinesi che hanno trovato rifugio in Siria o in altri Stati in lotta con Israele.
  Insomma, Ceronetti ci comunica una sorta di timor panico per un Paese che sarebbe sommerso demograficamente dagli stranieri e che subisce un processo di imbruttimento edilizio per via di periferie e città  che non hanno più la bellezza mozartiana di prima. Dobbiamo attribuire anche questo ai migranti? Non c'entra nulla il sacco edilizio che ha devastato l'Italia e che ha visto uniti cattivi politici mafiosi e palazzinari privi di scrupolo?
Più avanti, Ceronetti teme l'islam, l'islamismo, con accenti che ricordano Oriana Fallaci e le paure metropolitane diffuse dai leghisti.
Scrive: "Benvenuto lo spezzarsi dell’uniformità di fede religiosa, purché ci sia dispersione e varietà di gruppi (in Italia, secondo Introvigne, sono circa settecento) e non la pressione sbilanciante di una più forte di tutte (l’Islam) che conta seguaci a milioni, già tutti presenti e mira a convertire, non certo a rassegnarsi a convivere. Il talebanismo non ha confini."
 Da dove ricava la certezza che l'Islam mira a convertire e non si rassegna a convivere non si sa. E' una sparata di stampo miserevole, leghista, fomentatrice di paure irrazionali. In Europa  convivono pacificamente milioni di musulmani che non hanno mai arrecato fastidio a nessuno.
 E' davvero triste che un intellettuale come Ceronetti raccolga il ciarpame della propaganda xenofoba e lo scagli contro gli immigrati ed i musulmani. L'Italia è un paese civile perchè ha una Costituzione che garantisce diritti essenziali legati alla coesione sociale ed umana. L'Italia che respinge i migranti  e li consegna  a Gheddafi complice di Maroni e Berlusconi, l'Italia che criminalizza una grande civiltà come l'Islam temendone una intolleranza che non c'è e che viene inventata all'uopo, non è certamente il luogo di quella cultura e di quella civiltà che Ceronetti vorrebbe salvare dalla contaminazione dei migranti.

Pietro Ancona


(*)
 http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=5946&ID_sezione=&sezione

                                                  ****

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From: pietroancona@tin.it
To: bellaciaoparis@yahoo.fr
Sent: Sunday, May 17, 2009 10:34 AM
Subject: Una deleteria conventio ad escludendum


Una deleteria conventio ad excludendum=
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La condanna del "Manifesto" della rude contestazione subita da Rinaldini è giusta ma superficiale, sommaria, alla fine altrettanto criticabile del  comportamento dei contestatori di Torino. Scrive Campetti: " in 85, contati e targati Slai Cobas, decidono,alla fine di una manifestazione straordinaria, di aiutare la crisi ed i padroni, assaltano il camioncino montato di fronte al Lingotto dal quale intervengono i dirigenti sindacali, buttano giù dal palco il segretario della Fiom Gianni Rinaldini, si impossessano del microfono per gridare il loro odio non contro quello che hanno alle spalle -il simbolo del potere Fiat -ma contro il più vicino a sinistra, segnando così la loro estraneità dalla sinistra, da quel poco di sinistra che resta.
Vorrei innanzitutto ricordare che episodi di rude, anche pericolosa contestazione operaia non sono nuovi nella storia del movimento. Ricordo  un episodio di lancio di pesanti bulloni contro Trentin e Garavini  in una fabbrica del Nord in occasione di un duro scontro originato dalla proposta Cisl di introdurre una trattenuta dello 0,5O per cento sul salario per destinarla al una sorta di fondo di solidarietà nazionale, una proposta che al di là del merito si calava in una realtà produttiva forte, lontana dalle crisi occupazionali che stiamo conoscendo ora. Eppure Trentin era il dirigente della Fiom più amato dai lavoratori. Garavini era la sinistra  torinese della CGIL. Ci sono stati altri momenti di dura contestazione ( i lavoratori non hanno molti mezzi per farsi sentire, non posseggono giornali, telev isioni, mezzi di propaganda...) ma lo sforzo dei dirigenti della sinistra è sempre stato quello di interpretare e mai di criminalizzare se non nei casi in cui è stata palese la malafede o la strumentalizzazione del "nemico". Mi auguro che, almeno il Manifesto, conservi il sangue freddo necessario per valutare non soltanto la "bellezza estetica" delle manifestazioni, la retorica degli slogans di lotta, la commozione nel vedere i nostri ragazzi accanto ai più anziani cominciare la loro vita dalla cassa integrazione o dal licenziamento, ma la verità che hanno anche i gesti più deprecabili ed insensati.  I Cobas che sono stati contati da Campetti in 85, senza chiedersi se magari non avessero i mezzi per essere di più essendo forse costretti a pagarsi di tasca il biglietto per Torino, sono i reietti, gli esclusi, gli emarginati, dappertutto, nei posti di lavoro dove vengono criminalizzati, subiscono vere e proprie persecuzioni senza ricevere una occhiata di solidarietà o un aiuto da nessuno, vengono isolati, molti dei loro dirigenti vengono licenziati, puniti, trasferiti, maltrattati nel silenzio più mortale delle organizzazioni sindacali confederali presenti nel posto di lavoro. Si potrebbe fare un lunghissimo elenco di perseguitati e di vittime che, al momento del dunque, del redde rationem con  l'azienda o il padroncino, si sono trovati disperatamente soli. Inoltre, mentre CGIL,CISL,UIL e UG hanno rapporti intensi
con ambienti governativi e con il PD, i Cobas sono  parte della grande galassia della sinistra alternativa che ora è ancora più discriminata ed emarginata dal momento che ha perduto la rappresentanza parlamentare.
 Mi domando perchè la manifestazione fosse organizzata dai confederali con un sindacato come la Fismic (che Campetti dice di origini "gialle"), perchè non fosse previsto un oratore dei Cobas tra i comizianti, insomma perchè anche in occasione di un momento durissimo e gravido di pericoli come questo si continui la politica confederale di discriminazione verso i Cobas. C'è poi da chiedersi se dobbiamo considerare la politica dei sindacati confederali come un dogma indiscutubile quando questa si riduce spesso soltanto ad una mera riduzione del danno delle proposte confindustriali, (vedi accordo Cisl,UIL,UGL sul modello contrattuale che la CGIL sta facendo filtrare attraverso le categorie), o quando si traduce in un vero e proprio danno conclamato per i lavoratori come l'accordo di luglio con il governo Prodi che riduce ad appena il 35% della retribuzione la pensione a regime, consolida il precariato facendone la forma principale di rapporto di lavoro, riduce il welfare. La legge sulla sicurezza dei lavoratori violentata da Sacconi e dalla confindustria non suscita alcuna reazione tra i dirigenti della Cisl che a suo tempo la accettarono con molte riserve e le riforme di Brunetta non sembra incontrino ostacoli insormontabili tra le Confederazioni Sindacali. Inoltre, il gruppo di riferimento PD della CGIL, è costituito da personaggi che lavorano intensamente per demolire i pochi diritti che  restano ai lavoratori: mi riferisco ad Ichino,Letta,Treu,Damiano ed alla proposta di contratto unico e di modifica della legge sui licenziamenti individuali. Insomma, i Cobas sono tuttora l'unica area sindacale dei lavoratori che non si è piegata al progetto di neocorporativismo voluto dalla Confindustria e da Sacconi non ostacolato da un progetto diverso, alternativo, anzi..... Si stanno creando nella realtà le condizioni per un regime di sindacalismo paragovernativo, parastatale, paraconfindustriale che trova negli enti bilaterali uno dei suoi punti di forza. C'è una conventio ad excludendum verso i Cobas, cioè verso un'area sensibile, autonoma.,cosciente del movimento operaio.....Niente comizi insieme, niente tavoli in comune per i contratti, niente trattative.......
Oggi i Cobas vivono la vita delle aziende come la CGIL negli anni cinquanta. Non credo che sia una buona politica quella della loro emarginazione. Non si può chiamare estremismo ed estremistici quanti difendono senza se e senza ma la condizione "operaia". Il Sindacato deve essere "fazioso "dal momento che difende interesse di parte, gli interessi della forza lavoro. Il Sindacato che non  è fazioso, che si fa carico della sintesi,
che  si fa carico della situazione generale che non controlla e non controllerà mai neppure in un regime comunista,  non assolve alla sua funzione ma la tradisce e, tradendola, danneggia anche gli interessi generali che vorrebbe tutelare. Se oggi, attraverso un sindacato meno piangente per la "crisi", avessimo una massa salariale superiore di un dieci o venti per cento di quella che abbiamo ci troveremmo nella condizione dei francesi che perdono soltanto bricioline insignificanti di Pil mentre l'Italia è sotto del sei per cento!!.
 Spero che l'errore torinese dei Cobas non venga strumentalizzato per criminalizzare con loro le ragioni della lotta Fiat e giungere alla conclusione che le ragioni della chiusura delle fabbriche "improduttive" siano di interesse generale e nazionale e che chi contesta è pazzo, utopista, fuori dalla realtà. Ma gli operai non sono nazionalisti quando difendono Termini Imerese e Pomigliano. A quale Italia serve una Fiat multinazionale che
ha il corpo fuori dal Paese?

Pietro Ancona
                                                                                ****

 

Corrispondenza con Vendola

Vendola: Berlusconi? Geniale e strabiliante   

Martedí 24.03.2009 12:15

 (http://www.affaritaliani.it/politica/vendola_berlusconi_geniale_strabiliante240309.html)

 

 

Pietro

Commenta su bellaciao.it  giovedì 26 Marzo 2009 (14h45) :
Vendola fascinato da berlusconi
   http://bellaciao.org/it/spip.php?article23729


 Vendola è attratto dalla personalità di Berlusconi e sragiona. Non  tiene conto
 dei guasti profondi che Berlusconi ha arrecato alla società  italiana, alla sua civiltà ed ad ognuno di noi compreso lo stesso  Vendola. Tutti contiamo molto di meno da quanto la destra  berlusconiana è al governo ed i diritti delle persone e dei  lavoratori sono stravolti. La gente come Vendola non dovrebbe stare in politica dal momento  che si fa drogare dal
successo del nemico.
  Pietro Ancona

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 Messaggio originale----
Da: email@nichivendola.it
Data: 17-mag-2009
5.33 PM
A: <pietroancona@tin.it>
Ogg: Re: Errore mortale


Caro Pietro,
le mie parole hanno provocato clamore e disappunto. Ma io credo di aver fatto, più che altro, un'analisi antropologica del berlusconismo. Non un'esaltazione dell'uomo.
Berlusconi non ha vinto solo nelle urne ma anche nelle menti, nell’immaginario e in una società impaurita da un nemico ad arte costruito e da una globalizzazione che porta a riva le sue nefandezze. Berlusconi è riuscito ad abitare i sogni e gli incubi degli italiani, sogni e incubi che da collettivi sono diventati  individuali. Ha creato una narrazione collettiva. Malata, discutibile ma l'ha creata. Non possiamo fingere che il Presidente del Consiglio sia solo il Presidente del conflitto di interessi, delle gaffe e della bandana. È molto di più perché ha creato orizzonti condivisi, nuovo vocabolario, punti cardinali. Che non ci
piacciono, che vorremmo e siamo chiamati, ora più che mai, a ribaltare con forza ma di cui non possiamo negare l’esistenza.

Buon tutto

Nichi Vendola

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----Messaggio originale----
Da: pietroancona@tin.it
Data: 17-mag-2009
7.13 PM
A: <email@nichivendola.it>
Ogg: R: Re: Errore mortale


anche il fascismo creò una cultura materiale, un armamentario, il fez con il fiocco, il manganello, la camicia nera, il dannunzianesimo, il futurismo, marinetti e bla bla bla

Le analisi antropologiche dovrebbero venire dopo le analisi politiche. Berlusconi sfonda perchè la sinistra non ha più anticorpi dal momento che ha rinunziato a rappresentare la classe "operaia" e l'dea di eguaglianza.

Berlusconi trionfa perché il ceto dirigente della sinistra, corrotto dal parlamentarismo, non ha più niente da dire ed i sindacati compresa la CGIL sono al seguito della Confindustria.

Le analisi di carattere "letterario" che fai servono solo a giustificare scelte di omologazione più o meno spinta nel regime. Scommetto che se mai avremo un governo di sinistra o di centrosinistra dopo Berlusconi non abrogheremo nessuna delle infami leggi da questo emanate.
Circa il cinquanta per cento degli italiani è potenzialmente di sinistra. Ma voi non avete alcuna voglia di esprimerlo.

 Pietro Ancona

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redmi@ilmanifesto.it
Sent: Monday, May 18, 2009 6:14 AM
Subject: lo spartiacque del manifesto

 
Lo spartiacque del "Manifesto".

 Ieri i telegiornali hanno martellato duramente tutto il giorno e fino a notte tardissima la notizia della "aggressione" subita da Rinaldini ad opera di un gruppo di facinorosi appartenente ai Cobas. Naturalmente tutte le forze politiche ed i grandi capi delle Confederazioni hanno espresso solidarietà a Rinaldini e stigmatizzato duramente il comportamento "teppistico" dei Cobas. La dichiarazione più dura è stata del Ministro Sacconi che si è riferito all'azione di "soliti noti" mentre la Marcegaglia non ha fatto mancare la solidarietà sua e degli industriali italiani al Segretario della Fiom.
 Il martellamento massmediatico continuerà anche oggi e durerà dal momento che viene utilizzato da una sapiente regia  per criminalizzare le "reali" resistenze alla manovra padronale, nel caso della Fiat, per la realizzazione di accordi che ridurrebbero considerevolmente i dipendenti di Pomigliano d'Arco o di Termine Imerese. Il martellamento serve ad isolare e ridurre alla stregua di teppisti quanti lotteranno per salvare il pane delle loro famiglie. Molti di loro, da un anno vivono con 650 euro al giorno che è l'equivalente della somma che la signora Marcegaglia spende in una notte di albergo.
 Stupiscono in questo contesto due cose: il fatto che Rinaldini non abbia smentito l'episodio ma anzi definisce teppisti i presunti aggressori quando sembra che il tafferuglio sia nato da persone del palco che volevano impedire al rappresentante dei Cobas di prendere la parola; stupisce la durissima condanna pronunziata dal "Manifesto" con un corsivo durissimo. "Da oggi, o di qua o di la". "E' stata inferta una dolorosa ferita che fa da spartiacque". "I Cobas sono fuori dalla sinistra".  Una scomunica in piena regola!!
Intanto, ammesso che ci siano state responsabilità di un gruppo di persone appartenenti ai Cobas non è corretto criminalizzare il vasto, profondo, popoloso movimento del sindacalismo di base prendendo a pretesto l'episodio di Torino. C'entrano i Cobas della Scuola, degli Ospedali, di tutti i settori del lavoro con quanto è accaduto a Torino?   Mi pare che anche il Manifesto prenda a pretesto l'incidente torinese per esprimere un giudizio generale di condanna su quella che a me sembra l'unica area di autonomia e di libertà sindacale dal momento che da anni le Confederazioni si limitano a  ridurre il danno delle proposte avanzate soltanto dalla Confindustria o dal Governo.  Un'area estranea alla stipula dei famigerati accordi del luglio 2007 con il Governo Prodi che riducono ancora le pensioni ed il welfare e consolidano il regime di precariato. Accordi ratificati da un referendum incontrollato ed evidentemente pieno di dati gonfiati dal momento che ha dato per certi cinque milioni di adesioni di cui settecento mila votate in Sicilia (sic!!). Un'area che resiste ai processi di privatizzazione degli ospedali e della pubblica amministrazione accettati dalle Confederazioni, un'area che non ha firmato l'accordo separato sui contratti che la Cgil, dopo avere assistito come convitato di pietra agli accordi, si accinge a fare filtrare attraverso le categorie.
 Siamo alla vigilia del Congresso della CGIL dove pare che il dibattito sarà animato da una mozione "alternativa". Le premesse non sono buone e gran parte delle "innovazioni" introdotte dal padronato con l'aiuto di Cisl ed Uil ed a volte della CGIL non saranno messe in discussione a cominciare dalla regolamentazione delle assunzioni che saranno quasi tutte precarie e dalle agenzie interinali che continueranno a produrre lavoratori  invisibili. Un gruppo di giuslavoristi capeggiati da Ichino e Sacconi stanno orientando la legislazione non soltanto verso meno diritti ma verso l'imposizione di obblighi e divieti ai lavoratori a cominciare dalla impossibilità di ricorrere al Magistrato. L'area alternativa non si oppone realmente e fino in fondo al minimalismo concertativo della maggioranza ispirata dal PD. Per questo esprime tanta insofferenza e nervosismo verso il sindacalismo di base.
Il durissimo commento del Manifesto suscita amarezza in quanti subiscono nelle aziende il processo involutivo di sindacati confederali spesso fiancheggiatori dell'ufficio risorse umane delle aziende. E' la prova che un regime si crea non quanto la destra si impossessa del potere ma quanto la sinistra ne condivide la cultura ed anche l'odio verso chi si mette di traverso e vuole resistere. Un regime esiste quando giornali sono tutti largamente finanziati da una legge dello Stato per centinaia di milioni di euro ( caso forse unico al mondo) e le televisioni sono strettamente controllate non soltanto dal Presidente del Consiglio ma dalla partitocrazia deteriore che ha lottizzato tutto e sacrifica la verità al mantenimento del proprio lotto di potere.

Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it

17/05/2009 |  Manifesto |  Sindacato
Rinaldini, lo SLAI COBAS sta di là


Individuare in Gianni Rinaldini il nemico, sottoporlo a un processo sommario, assaltare il palco in maniera squadristica e scaraventare giù il segretario generale della Fiom apre una ferita profonda che deve trasformarsi in uno spartiacque: si sta di qua o si sta di là. Lo Slai Cobas sta di là
 
17/05/2009 |  Manifesto |  Sindacato
Rinaldini, lo SLAI COBAS sta di là

 
La rivoluzione non è un pranzo di gala, diceva Lenin, e anche la lotta sociale ha i suoi momenti di asprezza, di scontro. Chi dirige un sindacato come la Fiom è abituato da sempre a vedersela con la rabbia di chi rappresenta. Si può capire chi, dopo giorni e giorni di scioperi e presidi, nel momento in cui si trova di fronte a una proposta di accordo vuole capire, ha paura di essere fregato, magari grida al tradimento perché gli si propone un compromesso, una mediazione. Ci può scappare anche uno spintone, non solo parole grosse. Così capitò a Melfi, al termine di una lotta straordinaria che consentì ai lucani della Fiat di diventare finalmente operai di serie A. Il segretario della Fiom Gianni Rinaldini seppe ascoltare, trattare, mediare, ottenere un risultato. Riuscì a parlare anche ai più incazzati degli operai, dall'alto di un furgone ai cancelli della Sata di Melfi. E' normale. In qualche circostanza possono volare persino bulloni: al di là del giudizio politico sulle forme di lotta e di contestazione, che è giusto esprimere, si tratta di episodi non estranei alla storia del movimento operaio.
Quel che è successo ieri davanti al Lingotto, invece, è intollerabile perché è la strumentalizzazione della rabbia di chi è costretto a subire ingiustizie, come i lavoratori campani deportati a Nola. Quella rabbia è stata scagliata fisicamente da un gruppo organizzato contro chi sta guidando la lotta alla Fiat per evitare che sia un uomo solo a decidere il destino di centinaia di migliaia di lavoratori. Una lotta fatta in solitudine, nel disinteresse di gran parte dell'opposizione a un governo imbelle e subalterno al capitale. Individuare in Gianni Rinaldini il nemico, sottoporlo a un processo sommario, assaltare il palco in maniera squadristica e scaraventare giù il segretario generale della Fiom apre una ferita profonda che deve trasformarsi in uno spartiacque: si sta di qua o si sta di là. Lo Slai Cobas sta di là. Si saranno chiesti: ci si nota di più se ci mostriamo o se ce ne stiamo insieme agli altri? Hanno deciso di mostrarsi, li abbiamo visti. Per conquistare un momento di visibilità hanno tolto visibilità e forza alla lotta e all'unità degli operai della Fiat.

Lo. C.
 
http://www.cgil.it/rassegnastampa/articolo.aspx?ID=1005

                                                                                 ****

 


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, May 18, 2009 9:56 AM
Subject: Fw: Cambia la linea del governo verso la CGIL


CAMBIO DI LINEA DEL GOVERNO VERSO LA CGIL

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 Il governo,nonostante il piglio feroce che spesso mostra Sacconi, sta cambiando linea verso la CGIL. Ieri il Ministro Scajola ha espresso solidarietà a Rinaldini per "l'aggressione" subita. Lo stesso ha fatto la Presidente della Confindustria Marcegaglia che ha avuto parole quasi affettuose di condivisione per l'infortunio subito (non importa se è stato letteralmente inventato da massmedia compiacenti). Il governo e la Confindustria si sono resi conto che l'adesione di Cisl,Uil,Ugl alla linea delle ristrutturazioni e dello smantellamento dei diritti dei lavoratori non è sufficiente. Bonanni e Anceletti non riescono a dare alla manovra economica e sociale del governo la forza necessaria per arginare il conflitto sociale. Finalmente hanno capito di avere bisogno della CGIL.
La CGIL da mesi lancia segnali di disponibilità al governo. Non chiede niente che possa alterare, frenare o bloccare la linea di congelamento o addirittura di peggioramento della condizione salariale nonostante i drammatici appelli fatti dal Governatore della Banca d'Italia, la denunzia dell'Istat, i dati ieri diffusi dall'OCSE.
Non ha obiettato niente di sostanziale per la miserabile risposta del Governo alla questione degli ammortizzatori sociali per i precari ( un massimo di 2600 euro per una volta solo per pochissimi); non ha dato alcun seguito agli scioperi conclusisi il 4 aprile scorso. Non chiede un miglioramento delle pensioni. Sulla questione delicatissima e cruciale del modello contrattuale in definitiva non ne contestava l'impianto ma la durezza eccessiva delle sforbiciate ai diritti. Non mette in discussione la legge Biagi. Sta facendo passare, con qualche debole opposizione, lo smantellamento del sistema scolastico e di quello sanitario. Non si arrisica sulle questione della privatizzazione di ampi settori della pubblica amministrazione e di beni essenziali come l'acqua ed i servizi locali. Le privatizzazioni producono aumento delle bollette per le famiglie in misura a volte insostenibili. Etc..Etcc.....
Insomma, a fronte della  vasta ristrutturazione che si profila per il sistema economico italiano Confindustria e Governo preferiscono avere la CGIL al loro fianco.
Debbono solo tenere conto che non tutta l'immensa base della CGIL è manipolabile da gruppi dirigenti che
si muovono all'unisono con il bipartisan PD. Non è detto che la CGIL finisca asservita alla linea di Bonanni che diventa il condottiero di una dislocazione diversa e parastatale dei Sindacati italiani.

pietro Ancona
                                                                       ***** 


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@ilmanifesto.it
Cc: redazione@ilmanifesto.it
Sent: Tuesday, May 19, 2009 9:36 AM
Subject: una intervista di ferrero al Manifesto



----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: politica@liberazione.it
Sent: Tuesday, May 19, 2009 9:04 AM
Subject: una intervista di ferrero al Manifestoi


Ferrero, rispondendo ad una domanda di Loris Campetti, accredita la tesi dell’assalto cobas al palco di Torino e naturalmente la condanna.
Ferrero farebbe bene ad informarsi meglio. Campetti ha preso un abbaglio nel credere all’atto estremistico di persone che giudica "estranee alla sinistra" ed è alla ricerca di autorevoli conferme della sua tesi.
Se ci fosse stato assalto ci sarebbe stato intervento della polizia. La verità è che, in continuazione ad una conventio ad excludendum di carattere mafioso, i confederali spalleggiati dal sindacato "giallo" Fismic hanno impedito al rappresentante dei Cobas di prendere la parola.
Non dovrebbe sfuggire a Ferrero come Cgil,Cisl,Uil mantengano rapporti privilegiati con l’UGL della Polverini e discriminino i cobas che sono composti in grandissima parte di compagni dell’area della sinistra radicale. In ogni caso la versione data dalla stampa italiana e da Campetti in particolare sui fatti di Torino è del tutto falsa.
Pietro Ancona

                                                                ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redazione@criticaMente.it
Sent: Tuesday, May 19, 2009 6:46 PM
Subject: Manipolazione continua, incessante, martellante......

Colpevoli per forza!!!

Per comprendere a quale infima bassezza possa giungere la campagna di manipolazione della informazione
contro i lavoratori Fiat dei Cobas di Pomigliano d'Arco accusati di avere aggredito Rinaldini a Torino basta vedere la titolazione e sopraesottotitolazione che "Repubblica" di oggi fa su un articolo della sua corrispondente da Napoli Patrizia Capua.
Nella titolazione si dà per certa e suffragata la notizia dell'aggressione a Rinaldini e la condanna dei colleghi di lavoro di coloro che l'avrebbero perpetrata. Dalla lettura della corrispondenza della Capua non si evince niente di questo: anzi c'è la testimonianza di un lavoratore che richiama la dichiarazione di Cremaschi secondo il quale Rinaldini sarebbe scivolato.L'atmosfera in cui si svolge l'incontro tra la giornalista Capua e gli operai è molto sconfortante, tesa, nervosa, densa di foschi presagi. I lavoratori denunziano di essere stati abbandonati dai sindacati confederali, di temere per le prossime decisioni della Fiat, di sentirsi soli. Si coglie amarezza a palate e si percepisce con chiarezza una condizione esistenziale degli operai che non sanno più che cosa fare, dove sbattere la testa, a chi rivolgersi......
 Ebbene, la cosa che interessa "Repubblica" non è la critica ai sindacati confederali fatta dagli operai ma la ricerca di una conferma, di confessioni sulla inventata aggressione subita dal Rinaldini. Questa è la linea editoriale del giornale purtroppo accettata da tutto il mondo politico compresa la sinistra radicale.  Questo risulta evidente da dichiarazioni di Bertinotti, di Ferrero, dagli  scritti di uno storico giornalista del Manifesto specialista in fatti sindacali come Loris Campetti, per non parlare dell'Unità e dei soloni del PD. I quali proprio stamane hanno presentato bipartisan con il Pdl, relatore Ichino, un disegno di legge che sollecita la compartecipazione dei sindacati alla gestione delle imprese  (proprio ora in piena crisi per  coinvolgere i lavoratori in dolorose ristrutturazioni) e che riduce di molto le garanzie ancora esistenti come vedremo meglio quando lo commenteremo. Intanto Scajola cerca di ripescare la CGIL nella rete del governo. Si è reso conto, a differenza  di Sacconi, che la linea dell'isolamento della CGIL non paga e che, manovrando con il PD, può forse trovare un consenso sociale che la Cisl,l'Uil e la Polverini non gli assicurano.
 Naturalmente i commenti della destra politica sui fatti di Torino sono i più esagitati. Qualcuno dei loro giornali arriva ad insinuare un prossimo passaggio dal ribellismo operai al brigatismo, al terrorismo, alla lotta aperta allo Stato. Coloro che scrivono irresponsabilmente di questo non si rendono conto che la loro politica di rottura della coesione sociale e di isolamento delle frange più combattive del mondo del lavoro produce soltanto tensione e prepara un prossimo futuro assai difficile specialmente in presenza dei licenziamenti già programmati.

Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: politica@liberazione.it
Sent: Wednesday, May 20, 2009 9:41 AM
Subject: la cultura della CGIL


Caro Direttore,

ti invio questa proposta di riflessione e ricerca su un dato cruciale del nostro essere di sinistra.
Pietro ( già segretario generale della CGIL siciliana..)


la cultura della CGIL da Trentin a Trentin (1968,1993) e ai giorni nostri
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Ichino è estraneo alla cultura della CGIL? Boeri,Treu,Letta, Bersani, Damiano sono portatori di una cultura diversa da quella della CGIL? Dallo slogan "utopistico" del Salario Variabile Indipendente agli accordi del luglio 2007 che cosa è realmente cambiato? Conta più il lavoratore o l'impresa per il gruppo dirigente sindacale? Perchè la CGIL non si oppone alle privatizzazioni di servizi essenziali come l'acqua, la sanità,la scuola? Perchè non reagisce alla tragedia dei salari italiani tra i più bassi dell'OCSE? Perchè insiste nell'unità con la CISL e l'UIL che hanno una linea di pieno sostegno alla Confindustria ed al Governo? Perchè non si oppone al precariato e non chiede l'abrogazione della legge Biagi? Perchè non si oppone allo smantellamento dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori e delle garanzie che la Costituzione dà ai lavoratori a cominciare dal diritto di ricorrere ad un Magistrato?

Credo che sarebbe opportuna una seria ricerca sul processo che ha portato negli ultimi venti anni la CGIL a fuoriuscire dalla tradizione del socialismo italiano ed ora anche della socialdemocrazia europea per sfociare in una landa di americanismo liberistico proprio quando questo mostra il suo tragico fallimento sociale con gli accampati di Sacramento e la totale solitudine dei lavoratori difronte al potere delle multinazionali e dei ricchi.

Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: politica@liberazione.it
Sent: Thursday, May 21, 2009 1:58 PM
Subject: elogio della scala mobile




 ELOGIO DELLA SCALA MOBILE
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Al congresso della Cisl non poteva non tornare la questione della scandalosa situazione dei salari italiani non solo  fermi dal 1993 ma in regressione proporzionale dal momento che sono stati crocifissi al cosidetto tasso di inflazione programmata dal famigerato accordo sulla concertazione governo-sindacati-confindustria. Ma la proposta che viene avanzata non è risolutiva, non è nuova, è già stata fatta dalla CGIL e riguarda un abbassamento delle tasse che pesano sulla busta paga. Non si capisce perchè le imprese   vengano accuratamente scansate  pur essendo beneficiare del basso costo del lavoro con il quale si sono arricchite realizzando uno dei trasferimenti di redditi più scandalosi della storia d'Italia sottraendo oltre dieci punti al lavoro dipendente.
C'è una responsabilità dei sindacati confederali nella drammatica condizione dei salari italiani che non viene confessata, non è oggetto di autocritica ma sopratutto c'è una volontà di non toccare mai più la questione se non in sede aziendale e legata alla produttività secondo gli accordi sul nuovo modello contrattuale e gli imput che vengono dalla Confindustria. I salari sono destinati ad impoverirsi ancora ed i benefici che deriverebbero da sgravi fiscali, ammesso che ci saranno, saranno  rapidamente riassorbiti dalla naturale deriva che i prezzi hanno. E' notorio che il "mercato" italiano è fortemente oligopolistico e cioè difatto non esiste ed i prezzi sono imposti  unilateralmente dai produttori di beni o servizi e sfuggono ad ogni controllo compreso quello del tutto accademico delle  "autority". Inoltre molti servizi che incidono molto sulla busta paga sono in fase di crescita per via delle privatizzazioni a cominciare dall'acqua. ( tutte le aziende municipalizzate privatizzate o in regime giuridico privato costano molto di più a cominciare dai loro managers)
In un sistema economico e sociale dinamico non si possono lasciare le briglie sciolte a tutti e tenere i salari inchiodati. Bisogna quindi ripristinare un sistema  di indicizzazione basato sul punto unico della contingenza
concordato nel 1975 ed abolito da quasi venti anni. Insomma la scala mobile che dovrebbe costantemente adeguare le retribuzioni e le pensioni al costo della vita per salvarle dal deprezzamento. Non è vero che  l'indicizzazione provoca inflazione dal momento che segue e non precede le variazioni dei prezzi. Si potrebbe,inoltre, stabilire un sistema di raffreddamento facendo scattare le variazioni nel trimestre successivo a quello in cui si verificano. Insomma,
se si vuole essere rispettosi del diritto dei lavoratori ad una retribuzione giusta e decorosa non c'è alternativa alla reintroduzione della scala mobile. 
I Sindacati confederali inoltre  ignorano la UE e non si rendono conto che la legislazione del lavoro che gli uffici di Bruxelles sfornano in direttive, raccomandazioni ed altro,  è del tutto lesiva  di diritti fondamentali alla quantità e qualità delle retribuzioni. Si dovrebbe chiedere un Salario Minimo Garantito in sede europea per scoraggiare la concorrenza tra gruppi di lavoratori dei diversi paesi come abbiamo visto in recenti casi. La delocalizzazione industriale dovrebbe prescindere dalla condizione di mercati del lavoro più favorevoli dentro la  UE fino al livello di vero e proprio schiavismo. A che serve l'Europa se non a far crescere armoniosamente e senza dislivelli pericolosi la condizione delle masse lavoratrici?
Ma anche a livello europeo i sindacati giocano di rimessa e si limitano a ridurre assai parzialmente i danni alla condizione operaia imposti da un liberismo sempre più feroce verso chi vive solo del proprio lavoro .
Pietro Ancona
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Pietro su http://bellaciao.org/it/spip.php?article24071
 
giovedì 21 Maggio 2009 (13h09) :
Sul riformista il fedigrafo Calderola si chiede perchè gli operai votano lega e Di Pietro

 

Perchè gli operai dovrebbero votare PD che con Ichino, Letta,Treu ed altri propone non solo bassi salari, precariato, niente diritti ma anche costrizioni giuridiche nuove come il divieto a ricorrere ad un giudice in caso di licenziamento? Votano Di Pietro e Lega accettando del primo l’empito antiberlusconiano e della lega la volgarissima propaganda antimigranti. Sono disorientati e perduti perchè hanno perso la coesione e la forza ideologica del socialismo. Sono fuoriusciti dall’alveo del movimento operaio e socialista. Quando la sinistra produrrà una nuova linea ed un nuovo orientamento si ritroveranno e continuerà la lotta contro la diseguale mostruosa società in cui un manager fallito vale dieci milioni di euro l’anno ed un giovane ingegnere soltanto quindicimila. Il socialismo è il futuro dell’umanità. Il capitalismo è fallito con i bombardamenti ai popoli pakistano, afghano, irakeno, con la prigionia dei palestinesi e con la rottamazione del ceto medio e delle classi lavoratrici americane attendate attorno alle città dalla crisi industriale e finanziaria del capitalismo. Un bambino americano che muore per non potersi pagare un dentista è il simbolo del fallimento del capitalismo. La destra italiana è la grottesca versione del liberismo. Non avrà lunga vita perchè non ha valori sociali. Intanto per non sbagliare votiamo comunista. Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Friday, May 22, 2009 7:46 AM
Subject: Fw: elogio della scala mobile
 
 ELOGIO DELLA SCALA MOBILE
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Al congresso della Cisl non poteva non tornare la questione della scandalosa situazione dei salari italiani non solo  fermi dal 1993 ma in regressione proporzionale dal momento che sono stati crocifissi al cosidetto tasso di inflazione programmata dal famigerato accordo sulla concertazione governo-sindacati-confindustria. Ma la proposta che viene avanzata non è risolutiva, non è nuova, è già stata fatta dalla CGIL e riguarda un abbassamento delle tasse che pesano sulla busta paga. Non si capisce perchè le imprese   vengano accuratamente scansate  pur essendo beneficiare del basso costo del lavoro con il quale si sono arricchite realizzando uno dei trasferimenti di redditi più scandalosi della storia d'Italia sottraendo oltre dieci punti al lavoro dipendente.
C'è una responsabilità dei sindacati confederali nella drammatica condizione dei salari italiani che non viene confessata, non è oggetto di autocritica ma sopratutto c'è una volontà di non toccare mai più la questione se non in sede aziendale e legata alla produttività secondo gli accordi sul nuovo modello contrattuale e gli imput che vengono dalla Confindustria. I salari sono destinati ad impoverirsi ancora ed i benefici che deriverebbero da sgravi fiscali, ammesso che ci saranno, saranno  rapidamente riassorbiti dalla naturale deriva che i prezzi hanno. E' notorio che il "mercato" italiano è fortemente oligopolistico e cioè difatto non esiste ed i prezzi sono imposti  unilateralmente dai produttori di beni o servizi e sfuggono ad ogni controllo compreso quello del tutto accademico delle  "autority". Inoltre molti servizi che incidono molto sulla busta paga sono in fase di crescita per via delle privatizzazioni a cominciare dall'acqua. ( tutte le aziende municipalizzate privatizzate o in regime giuridico privato costano molto di più a cominciare dai loro managers)
In un sistema economico e sociale dinamico non si possono lasciare le briglie sciolte a tutti e tenere i salari inchiodati. Bisogna quindi ripristinare un sistema  di indicizzazione basato sul punto unico della contingenza
concordato nel 1975 ed abolito da quasi venti anni. La scala mobile che dovrebbe costantemente adeguare le retribuzioni e le pensioni al costo della vita per salvarle dal deprezzamento. Non è vero che  l'indicizzazione provoca inflazione dal momento che segue e non precede le variazioni dei prezzi. Si potrebbe, inoltre, stabilire un sistema di raffreddamento facendo scattare le variazioni nel trimestre successivo a quello in cui si verificano. Insomma, se si vuole essere rispettosi del diritto dei lavoratori ad una retribuzione giusta e decorosa non c'è alternativa alla reintroduzione della scala mobile. 
I Sindacati confederali inoltre  ignorano la UE e non si rendono conto che la legislazione del lavoro che gli uffici di Bruxelles sfornano in direttive, raccomandazioni ed altro,  è del tutto lesiva  di diritti fondamentali alla quantità e qualità delle retribuzioni. Si dovrebbe chiedere un Salario Minimo Garantito in sede europea per scoraggiare la concorrenza tra gruppi di lavoratori dei diversi paesi come abbiamo visto in recenti casi. La delocalizzazione industriale dovrebbe prescindere dalla condizione di mercati del lavoro più favorevoli dentro la  UE fino al livello di vero e proprio schiavismo. A che serve l'Europa se non a far crescere armoniosamente e senza dislivelli pericolosi la condizione delle masse lavoratrici?
Ma anche a livello europeo i sindacati giocano di rimessa e si limitano a ridurre assai parzialmente i danni alla condizione operaia imposti da un liberismo sempre più feroce verso chi vive solo del proprio lavoro .
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, May 22, 2009 12:50 PM
Subject: Il caimano, gli squali ed i pesci pilota


 E' diventato financo banale  citare Gramsci ad ogni occasione ma non posso, guardando la foto dell'assemblea degli industriali italiani che si spenna le mani in applausi quando Berlusconi attacca il Parlamento  e la Magistratura non ricordare le  sue riflessioni  sul "sovversivismo delle classi dirigenti" che, in determinate situazioni storiche, rompono la coesione sociale basata sulla libertà e la democrazia per rivendicare il controllo totale sulle classi subalterne e sullo Stato attraverso l'unità (rivendicata da Mussolini ed ora da Berlusconi) dei tre poteri nettamente distinti dal liberalismo: il potere giudiziario, il potere legislativo, il potere esecutivo.
 Berlusconi ieri ha compiuto una spregiudicata e pericolosa operazione di populismo: ha identificato la Casta nel Parlamento. Attaccando il Parlamento ha fatto credere di attaccare una classe di grandi profittatori, parassiti, sanguisughe della Repubblica ed ha trasformato una azione che dai libri di Salvi a quello di Stella
tendeva a denunziare le degenerazioni partitocratiche ed oligarchiche in attacco alla istituzione in quanto tale.
 Definire i parlamentari come capponi o tacchini che si sottrarranno alla autoriforma che Berlusconi minaccia
aggrava il clima di basso impero in cui stiamo vivendo. Un Parlamento ridotto a votificio da un Capo del Governo che mostra insofferenza financo per il proprio Consiglio dei Ministri viene dato in pasto a famelici pennivendoli e personaggi del sistema massmediatico che identificano in Berlusconi il "Salvatore", colui che
libera l'Italia da una casta di privilegiati diventata insopportabile.
  Mentre Berlusconi agitava la spada ed urlava contro la Magistratura ed il Parlamento, gli industriali italiani preparano il materiale per una svolta sociale in cui divorziano dai vincoli della democrazia che hanno sentito sempre molto stretti e che ora diventano insopportabili per la libertà di azione  che rivendicano verso lo Stato e verso i lavoratori. Hanno già varato, con l'aiuto della Cisl e dell'Uil, una riforma del modello contrattuale che
aumenterà la dipendenza dei lavoratori dalle decisioni degli imprenditori facendoli regredire verso un regime di immobilità sociale e di mera sopravvivenza. Plotoni di giuslavoristi bipartisan lavorano intensamente per
demolire lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori ed aprire una nuova fase in cui la borghesia italiana non si accontenta più di negare diritti ma vuole anche costrizioni, limitazioni giuridiche fino a fare del lavoratore un soggetto sociale con minori diritti del cittadino.  Non deve sfuggire la concomitanza tra l'assemblea confindustriale e il Congresso della Cisl che certamente è casuale nel calendario, ma assai convergente e densa di rimandi nella qualità del progetto che, nella maschera menzognera della compartecipazione, aggiunge nuove limitazioni e nuovi obblighi ai lavoratori.
  Osservo, en passant, che gli applausi degli industriali contro i privilegi della casta sono viziati all'origine dal fatto che, molti di loro, amministratori delegati o managers, lucrano spregiudicatamente ai danni degli azionisti che non  hanno alcun potere reale di controllo e della pubblica amministrazione dalla quale ricavano emolumenti assai più sostanziosi di quelli dei deputati e dei senatori. Non hanno le carte in regola per ergersi a moralisti mentre applaudono una persona che, a livello internazionale, è oggetto di scandalo per le sue vicende giudiziarie ed anche personali, mostrandosi indifferenti ad una minima decenza di etica.
  A differenza di Mussolini che per affermare il potere degli agrari e degli industriali distrusse con il ferro ed il fuoco le Camere del Lavoro, il progetto di egemonia capitalistica della Marcegaglia e di Berlusconi può contare su Sindacati compiacenti e complici (la complicità di Sacconi..) come la Cisl, l'Uil e l'UGL e sulla paralisi della opposizione che, nella sua parte parlamentare, condivide il programma di "modernizzazione"
della Confindustria ed mostra incertezze e contraddizioni rispetto la proposta presidenzialistica e sulla debolezza della sinistra scacciata dal Parlamento e vittima di errori che non ha ancora  superato. Non ci sarà bisogno di incrudelire con la repressione per sottomettere ancora di più i lavoratori: basteranno le nuove leggi e gli accordi che saranno stipulati.
 Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Sunday, May 24, 2009 7:21 AM
Subject: : sotto l'albero di falcone


per il dott.Barbacetto

SOTTO L'ALBERO DI FALCONE
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  Non   sfugge  la mobilitazione ad alto livello del governo di centro-destra per gli anniversari delle stragi mafiose specialmente per quella che oggi ricorda il martirio di Giovanni Falcone e che certamente si ripeterà il 19 luglio prossimo per Paolo Borsellino. Oltre al Presidente della Repubblica che è certamente super partes e rappresenta l'unità della nazione, erano  presenti oggi a Palermo  il Presidente del Senato Renato Schifani, il ministro Maroni, la ministra Gelmini, il guardasigilli Alfano. Presente anche Emma Marcegaglia che ha  sottolineato l'impegno degli industriali siciliani ad espellere dall'associazione coloro che pagano il pizzo agli estortori della mafia. Tutto questo impegno  segnala una tensione contro la mafia, uno Stato che non dimentica le offese sanguinose subite e che promette di continuare una lotta senza quartiere per cancellare
la funesta ed inquietante presenza dei mafiosi  Ma è questa la verità, o meglio, è questa tutta la verità della situazione che stiamo vivendo mentre governa l'Italia Berlusconi?
Se esiste questo impegno così grande dello Stato nella lotta alla mafia perchè le testimonianze dei magistrati più impegnati nel fronte della lotta sono sempre più impregnate di pessimismo, sono sempre più dominate dallo sconforto e si coglie in esse un senso di solitudine e di frustrazione?
Proprio mentre a Palermo  il Ministro Alfano annunzia un incrudelimento del 41 bis, il Presidente del Consiglio dei Ministri attacca la Magistratura e sollecita  la sua riduzione sotto il controllo dell'esecutivo con la separazione della funzione  inquirente da quella giudicante, un decreto diventato legge è assai severo verso i poveri fino a schedarne i senza tetto ed ad aumentare di un terzo le pene dei rei se migranti clandestini,. Si  dà l'idea   di uno Stato ossessionato dalla caccia ai migranti, ai poveri, ai lavavetro.... Disegni di legge
prossimi all'esame del Parlamento diminuiscono le garanzie e le tutele dei lavoratori in caso di licenziamento.
 Non sembra esserci un rapporto tra la debordante presenza di uomini del governo e delle istituzioni attorno al simbolico albero di Falcone ed il livello di soddisfazione  dei magistrati impegnati in prima linea. Ai convegni ai quali ho  assistiti per la presentazione di libri o per discutere della lotta alla mafia mi è sembrato di cogliere segnali di allarme, di vero e proprio scoramento,la sensazione di persone che non avvertono una piena, forte,convinta solidarietà dello Stato alle loro spalle.
Inoltre, non si coglie un reale avvicinamento della pubblica amministrazione, delle istituzioni alle necessità dei cittadini ed un impegno alla organizzazione della vita civile più consono ed adeguato. La Regione Siciliana controllata come il Comune di palermo e come gran parte delle istituzioni siciliane dalla destra riducono i servizi collettivi e
sono dentro processi di privatizzazione di beni importanti come l'acqua che rendono più pesante la vita delle famiglie.
Uno striscione dei Cobas, esposto sotto l'albero di Falcone, è stato sequestrato dalla polizia e tre insegnanti sono stati fermati. C'era scritto: "La Mafia ringrazia lo Stato per la morte della Scuola!".  Significa che non basta portare a Palermo una nave di studenti che si sono distinti in lavori e ricerche contro la mafia se la scuola che frequentano viene privata di migliaia e migliaia di insegnanti e se viene sfacciatamente favorita la scuola privata confessionale. Ha sbagliato Maria Falcone a criticare i Cobas ed il loro striscione. Si onore assai di più Falcone difendendo la Scuola pubblica e la sua qualità che facendo discorsi  impregnati di retorica ai quali non corrisponde la nuova Italia libera dalla mafia che sognavano Falcone, Borsellino, Chinnici,ed i tanti altri  servitori dello Stato spietatamente eliminati.

Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Tuesday, May 26, 2009 11:15 AM
Subject: la mozione di sfiducia a Berlusconi


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LA MOZIONE DI SFIDUCIA A BERLUSCONI
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Il PD non condivide la proposta di Di Pietro di presentare una mozione di sfiducia a Berlusconi. L'argomento è assai discutibile. Dice: la mozione di sfiducia ricompatta la maggioranza che sarebbe costretta, anche se molti dei suoi componenti hanno più di un mal di pancia, a  votare contro. L'opinione pubblica si ritroverebbe con un Berlusconi che ha avuto una riconferma dal Parlamento e quindi più forte.
Si tratta di un'argomentazione impregnata di vecchio politicismo e largamente anacronistica. La gente sa bene che Berlusconi ha una maggioranza schiacciante in Parlamento e sa bene che  questa è "costretta" a votarlo. Quindi bisogna dare per scontato questo dato e vedere invece di valutare bene la "novità" costituita dalla mozione di sfiducia dal momento che l'opposizione a Berlusconi è stata sempre percepita come debole, altalenante, priva di reale convinzione  più pronta al compromesso che alla lotta. La gente percepisce una volontà collaborazionistica specialmente in materia di diritti dei lavoratori. Proprio in questi giorni è in corso una iniziativa bipartisan capeggiata da Ichino per privare i licenziati del diritto di ricorrere alla Magistratura! In politica estera e nei rapporti con Israele l'opposizione è in gara con la maggioranza a chi è più bellicista, più rigidamente filoatlantista etc..... Insomma, l'immagine dell'opposizione non è proprio nitida,
convincente, mobilitativa di una lotta di rinnovamento contro la gestione sempre più privatizzata e sempre più scandalosa del governo di Berlusconi.
La mozione di sfiducia potrebbe essere il manifesto di una nuova Italia che vuole la piena restaurazione della libertà, della democrazia, della Costituzione. Potrebbe tracciare un programma chiaro nella lotta al razzismo, alle leggi liberticide, all'incrudelimento della condizione delle carceri, alla regressione del Mezzogiorno verso
una miseria sempre più diffusa etc... Non presentare la mozione di sfiducia è un favore a Berlusconi ed alla destra italiana.
Il no di Franceschini e di altri alla mozione di sfiducia  indebolisce il PD e l'opposizione sociale e civile a Berlusconi.  Sorge il sospetto che non si tratti soltanto di un errore ma della voglia di essere imbarcati, cessata la tempesta Naomi e Mills, nella  "riforma" della Costituzione ed in una nuova fase della Repubblica
ancora più marcatamente oligarchica, controllata da un ceto politico bipartisan dominato da comunanza di interessi di mera gestione della politica e della pubblica amministrazione.
Pietro Ancona
                                                       ****

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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Wednesday, May 27, 2009 2:10 PM
Subject: : Morire per un tozzo di pane

   Morire per un tozzo di pane!
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 Ieri sono morti tre operai  in modo atroce. I loro ultimi attimi di vita strappati in modo raccapricciante sono stati di solidarietà umana : hanno tentato di strappare uno di loro alla morte e ne sono stati falciati tutti e tre.
 La loro morte non cambierà niente. Altri operai od operaie moriranno oggi ed altri ancora domani e poi dopodomani. Se, alla fine dell'anno l'Istat ne conterà qualcuno in meno dell'anno precedente, qualcuno si pavoneggierà  al Governo dei risultati raggiunti anche se la cifra sarà sempre una spaventosa ecatombe che riempie l'Italia di vedove e di orfani.
 La morte di questi e di tutti gli altri lavoratori caduti spesso per un lavoro durissimo pagato meno di mille euro al mese non è dovuta al caso. Anche l'Avvenire comincia a ragionarci sopra anche se non ha individuato tutte le ragioni che generano questa mostruosa macchina di morte. Una responsabilità è certamente quella legata al turnover, all'uso di operai usa e getta, al quale ricorrono le imprese che spesso sono di sub appalto.  Cambiare squadre di operai ogni giorno o ogni settimana per assumere spesso i più disperati, per non avere storie con  diritti che maturano con l'anzianità può fare comodo alle imprese che vogliono ricavare il massimo profitto dalla commessa che hanno ricevuto. Ma l'operaio usa e getta non ha esperienza e l'azienda  di cui è dipendente non accumula Knov-how. La mancata accumulazione di esperienza per l'uso sempre più  diffuso di lavoro precario ed occasionale non solo è pericolosa ma costituisce una perdita secca per l'intera società che si impoverisce di cultura tecnica e di specializzazioni ben collaudate. Ho ricordato altra volta che la Torre Eiffel fu costruita da circa duecento carpentieri del ferro in due anni senza un solo infortunio mortale. Gli operai lavoravano in condizioni climatiche spesso proibitive ad altezze da vertigine. Perchè non vi morì nessuno? Per il motivo semplice della alta professionalità di maestranze che non venivano sostituite con la frequenza criminosa ma impunita con la quale vengono assunti e licenziati oggi gli operai delle fabbriche e deu cantieri. Un precario che fa oggi il muratore, domani il cameriere, e poi il fattorino o l'autista o altro e che è costretto a cercarsi il lavoro se vuole sopravvivere non riesce ad impararne bene e fino in fondo uno. La legge Biagi ha dato un colpo mortale alla possibilità  di specializzarsi, di accumulare un know-kow personale e di riversarlo nel lavoro. Il capitalismo ha creato una lunghissima schiera di schiavi moderni pronti ad essere usati e poi abbandonati al loro destino.
 Ma questa ragione,  condivisa da L'Avvenire, non è la sola a generare la morte sul lavoro. L'altra ragione è
legata allo stress di turni pesantissimi e sempre più lunghi che si svolgono con la copertura di un inaccettabile orientamento della legislazione  che fissa fino a tredici ore la soglia dell'orario di lavoro e che vorrebbe portare ad oltre sessanta ore il lavoro settimanale.
Ma al centro della questione è la mercificazione del lavoro, della prestazione lavorativa e della stessa vita del lavoratore. Oggi la società capitalistica e asolidale  accetta con indifferenza sia pure più dissimulata da un finto scandalizzarsi dei massmedia  la morte operaia. Lo considera un costo necessario al tenere in piedi la baracca in cui viviamo. Oggi il lavoratore conta pochissimo non solo in fabbrica ma anche dentro il suo stesso sindacato (ammesso che ne abbia uno).
Ho proposto subito dopo il rogo della Thissen che gli addetti alla sicurezza fossero muniti di poteri ispettivi
e che fossero considerati veri e propri terminali di un sistema di protezione,di allarme, di intervento degli ispettorati del lavoro.  Una legge dello Stato dovrebbe conferire questi poteri agli addetti alla sicurezza e si creerebbe uno sterminato meccanismo di contrasto con gli infortuni. Lo Stato non avrà i mezzi per intervenire in milioni di aziende disseminate nel territorio nazionale anche se assumesse molti altri ispettori. Il conferimento di potere agli addetti alla sicurezza genererebbe una rete formidabile ed a costo zero.
  Ma questa scelta che farebbe crescere il ruolo di questa importante funzione dei lavoratori della sicurezza non sarà mai accettata. In atto le aziende vogliono gli addetti alla sicurezza come comparse passive, lavoratori che se vogliono continuare a guadagnarsi il pane debbono stare zitti, non chiedere niente, non sapere niente di quello che dovrebbero sapere sui macchinari, sulla organizzazione del lavoro.
  Il sindacato è molto impegnato a realizzare enti bilaterali ed accetta un ruolo di collaborazione sempre più subalterno al Dio Imprenditore. Questo sindacato non combatterà la battaglia contro la morte in fabbrica chiedendo poteri per i delegati alla sicurezza. Questo è il mio rammarico più grande, la mia più grande amarezza.
  Pietro Ancona
                                                                   ****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, May 30, 2009 10:33 AM
Subject: la crisi siciliana


la crisi siciliana
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        E' difficile sapere le vere ragioni della crisi siciliana dal momento che sono sepolte all'interno del cuore del Palazzo dell'Oligarchia Siciliana. Una ragione è certamente legata a contrasti sulla gestione della sanità nella Regione e non riguarda soltanto gli assetti gerarchici di questa ma anche il ricchissimo business delle convenzioni. Altre ragioni sono connesse alla gestione dei fondi europei ed altre ancora a quella della burocrazia siciliana popolata da migliaia di dirigenti e di managers e di supermanagers. Osservo che se il denaro che la Regione divora ogni anno fosse distribuito ai cinque milioni di siciliani potremmo campare tutti di rendita, senza grossi problemi.
        Da molti anni, sicuramente dall'epoca della Giunta Nicolosi che
aumentò i dipendenti regionali da seimila scarsi a circa trentamila anche a causa di una legge che  trasferiva alla Regione migliaia di impiegati e dirigenti di enti nazionali,ilbilancio regionale è diventato deficitario. Fino agli anni di Nicolosi la Regione aveva un bilancio assolutamente sano nel quale le spese di investimento erano di gran lunga maggiori delle spesi correnti.
        Oggi la Regione siciliana spende per se stessa la enorme cifra dei suoi incassi e si indebita per fare quadrare il bilancio. Gli unici investimenti che si fanno sono quelli che derivano dalla Comunità Europea e da alcune leggi dello Stato peraltro inapplicate per le note penurie finanziarie.
Lombardo ha fatto un colpo di teatro possibile soltanto nel clima di democrazia degenerata in oligarchia o meglio in massaria nel quale siamo immersi. Ha  azzerato la Giunta per farne un'altra che premia le fazioni che si sono richiamate a lui nella notte dei lunghi coltelli in cui vive la maggioranza. Credo che abbia agito contando su una opposizione pd del tutto subalterna e probabilmente consenziente con i suoi disegni. Il cuculo Lombardo è entrato nel nido di Cuffaro, ne ha divorato le uova e si è installato saldamente. L'opinione pubblica siciliana è del tutto inesistente e l'opposizione sociale debolissima e ricattabile.
        Gli operai Fiat di Termine Imerese e l'intero comprensorio madonita minacciati dal piano Merchionne sono costretti a contare sull'opera di sostegno del Governo regionale e questa necessità sovrasta tutte le altre. I Sindacati siciliani non
riescono a diventare un motore di cambiamento per via di una analisi del ruolo dell'Autonomia del tutto arretrata e che produce da tempo soltanto dannosi errori di orientamento. I Partiti della sinistra sono troppo deboli e spesso afflitti da problemi di gruppi dirigenti che tendono ad oligarchizzarsi. Insomma, il teatro delle operazioni è tutto nella maggioranza di governo e riguarda il suo sterminato blocco sociale di interessi corporativi.
In Sicilia, da tempo, le corporazioni hanno sostituito le classi sociali e la società civile. Le corporazioni si radunano attorno al potere regionale ed in qualche modo riescono ad andare avanti sottraendosi ai processi di rinnovamento ed ai confronti  che sarebbero necessari dappertutto a cominciare dall'industria.
        La Regione Siciliana è regolata da una legge elettorale mostruosa che prevede il suo scioglimento in caso di dimissioni o impedimento del Presidente e che assegna un terzo dei seggi alla minoranza che supera il cinque per cento dei voti. Insomma, chi controlla il partito o i partiti di opposizione non ha alcun interesse a  fare davvero politica dal momento che, comunque vadano le cose, la sua riconferma in assemblea è garantita.
        Questa legge elettorale è frutto di un patto scellerato che è riduttivo chiamare inciucio ed  è causa non secondaria della tristissima  stagione politica priva di speranze che stiamo vivendo.
        Ho sentito che la nuova Giunta Lombardo avrà al suo interno anche un Magistrato come la signora Chinnici. Non credo che questa presenza sia frutto di una evoluzione della  Regione verso una linea di amministrazione contraria o distante dagli interessi della mafia, anche se onestamente non sono in grado di dire se la Giunta Lombardo nasconde o protegge interessi mafiosi. Una Regione che ha fatto fallire l'esperimento Borsellino non farà fiorire l'esperienza Chinnici alla quale rivolgo i miei migliori auguri.
        Pietro Ancona
                                                                                  ****

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From: pietroancona@tin.it
To: info@coordinamentoantirazzista.org
Sent: Sunday, May 31, 2009 6:26 PM
Subject: assonanze stonate


PROFESSIONISTI DELL'ANTIRAZZISMO
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 Il Ministro Maroni, pavoneggiandosi davanti ai suoi colleghi del G8 tematico dedicato alla repressine degli immigrati, ha attaccato quanti lottano e faticano a tenere l'Italia dentro parametri di civiltà definendoli  "professionisti dell'antirazzismo".
La locuzione riecheggia quella famosa di Leonardo Sciascia del 1987 dei "professionisti dell'antimafia". Una espressione infelice della quale il grande scrittore si è certamente pentito e che era riferita in particolare a due uomini: Leoluca Orlando e Paolo Borsellino. Borsellino come è noto è caduto  nella terribile imboscata mafiosa di Via D'Amelio nel 1992. Leoluca Orlando è ancora tra di noi e continua la sua battaglia politica dopo aver dato vita alla cosidetta primavera di Palermo. Il  percorso umano di Borsellino e di Leoluca Orlando è stato esemplare. Come amministratore e dirigente politico Leoluca Orlando si è distinto per essere stato il migliore Sindaco di Palermo, la sventurata città oggi governata dalla destra e sommersa dalle immondizie pur facendo pagare pesanti balzelli ai suoi cittadini.
Chi sarebbero  oggi i professionisti dell'antirazzismo? Sono tutti coloro che si sono battuti e si battono contro l'imbarbarimento del nostro Paese  diventato un inferno  di sofferenze a volte anche atroci per quanti hanno avuto la disgrazia di mettervi piede e cadere nelle grinfie adunche di voraci e cinici sfruttatori.  Sono coloro che non condividono una legislazione emergenziale che complica terribilmente la vita ai migranti regolari rendendone possibile l'arresto per clandestinità, lo smembramento delle famiglie, se i datori di lavoro non rinnovano i loro contratti. L'incrudelimento delle norme  ai professionisti dell'antirazzismo come me sembrano rivolte al ricatto generalizzato per quanti si sono stabilizzati in Italia da anni. I datori di lavoro hanno nelle mani un'arma terribile, hanno la chiave del loro permesso di soggiorno. Per questo abbassano e continueranno ad abbassare le retribuzioni coperti anche da un sistema che non assicura alcuna protezione ai dipendenti. Scopo del "cattivismo" del Ministro e delle leggi offensive dei diritti umani è quello di avere una massa di lavoratori per sempre stranieri nella terra nella quale vivono magari da molti anni e per sempre soggetti al datore di lavoro-Dio che ha nelle mani il loro destino.
Osservo inoltre che l'espressione  "professionisti dell'antirazzismo" è del tutto sbagliata dal momento che nel declino della ragione che ha investito l'Italia è il razzismo della Lega  a dare consenso, voti, potere, privilegi,
palazzi. Tutto il gruppo dirigente della Lega ha fatto le sue fortune entrando nella grande mangiatoia degli oligarchi della Roma ladrona sfruttando la paura per le invasioni "barbariche" e l'insicurezza fomentata da campagne di odio sostenute da un sistema massmediatico indegno del giornalismo civile. Frutta tanto il professionismo dei razzisti che tanti amministratori del centro-sinistra hanno ritenuto di adeguarvisi ed hanno fatto a gara con i leghisti nel segare le panchine, perseguitare e multura i lavavetri,  criminalizzare  i senza tetto che Maroni sta schedando nel suo Ministero. 
  Tanti, tantissimi professionisti del razzismo e tutti dentro la macchina del potere, tutti pubblici amministratori come il famosissimo Gentilini che vorrebbe aprire la caccia a fucilate ai clandestini, come Borghezio che incendia i miseri rifugi di fortuna  dei sottoponti, come Zanonato che recinge un intero quartiere e ne ordina la evacuazione, come Cofferati che manda le ruspe ad abbattere le casupole del Reno.........
  Coloro che fanno attivamente antirazzismo hanno assai poco da guadagnare come carriera o vantaggio personale. Nuotano controcorrente in un Paese avvelenato da campagne martellanti  promosse da una classe dirigente irresponsabile guidata da un uomo che attacca quotidianamente la Magistrature, l'opposizione e la Costituzione e che oggi ha immerso il Paese nella telenovela del suo sultanato e dei suoi piaceri senili  in villa e che fa attaccare dai suoi sostenitori come la signora Santanchè la moglie cercando di coprirla di fango in un giornale strettissimamente legato alla sua area politica.
  
  Pietro Ancona
                                                              ****

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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Monday, June 01, 2009 12:21 PM
Subject: il fotografo sardo



IL FOTOGRAFO SARDO


  La categoria dei "paparazzi" non è mai piaciuta ai potenti, ai ricconi, agli arrivati. Molti di loro hanno avuto la macchina fotografica distrutta, sono stati inseguiti,
presi a calci e pugni, bastonati da divi del cinema, frequentatori dei jetset internazionali, personaggi prepotenti spesso nerboruti pronti ad usare le mani a fare violenza a chi "viola" la loro privacy. Memorabile la cattiveria di Richard Burton marito di Liz Taylor.  Il caso del fotografo Antonello Zapadu  appartiene a questa categoria, ma è molto più grave di tutti i precedenti anche i più eclatanti. E'  inquisito dalla Magistratura che questa volta è assai ben gradita da Berlusconi, è indagato dai carabinieri e certamente  anche dai servizi segreti ed ha subìto il sequestro delle foto. In atto sta subendo altre indagini perchè non si vorrebbe lasciare in giro una sola delle fotografie da lui realizzate.
  Non si dovrebbero mai giudicare gli atti di un Magistrato e non mi permetto di farlo ma mi pongo interrogativi che attengono a valori della democrazia quale la libertà, il diritto di cronaca, il diritto alla informazione ed al
libero svolgimento della propria attività professionale. Le foto di Villa Certosa sono state realizzate con un potente teleobiettivo come usano i fotografi da sempre e come noi sappiamo dal cinema e dalle cronache.
 Ricordo il caso di una foto di Lilli Gruber ripresa mentre prende il sole pubblicata dai rotocalchi. Tantissimi altri casi alcuni anche  recenti riguardanti politici e imprenditori del calibro di Casini e Montezemolo ripresi nudi con "vergogne" a bella vista  (era giù successo all'avvocato Agnelli) a bordo di lussuose imbarcazioni da diporto. Non mi risulta che ci siano stati sequestri e conseguenze penali per i fotografi. Le immagini di Casini sono ancora bene in vista in internet ed anche quelle di Montezemolo piegato a guardarsi i genitali.
   Ora perchè tanta repressione per le foto di Antonello? Perchè  sono state sequestrate e perchè è stato incriminato per tentata truffa?
   Mi colpisce in questa vicenda la totale mancanza di solidarietà dei giornalisti e degli addetti al mondo della informazione per il piccolo modesto fotografo sardo lasciato solo nelle grinfie della macchina trituratrice dei  berluscones. Il lodo Alfano esclude che Berlusconi possa essere incriminato ma non comprende anche il diritto dello stesso di vietare attenzioni verso le sue attività ludiche  con la repressione di chi si occupa delle sue cose che sono cose che riguardano tutti. Riguardano tutti le  persone che  sbarcano in Sardegna con aerei militari nella disponibilità della Presidenza del Consiglio, strimpellatori, ragazze e forse minorenni.
  Magari Berlusconi vorrebbe avere i poteri di Tiberio che non gradiva essere disturbato nei suoi divertimenti senza fine di Capri. Alcuni dei fanciulli e delle fanciulle  amate e usate  da Tiberio finivano in pasto alle murene della grotta azzurra.  Ma forse  lo storico di Tiberio era un astioso deluso e vendicativo. Non risulta che  vicino Villa Certosa ci siano allevamenti di murene e i tempi non sono tali da consentire tanto potere ad un Capo di Governo o a chicchessia.
   Credo che le foto dovrebbero essere viste da tutti. Lo stesso Berlusconi dovrebbe chiederne la pubblicazione se non è vero che queste  non mostrano festini di ninfe vaporose che giocano a nascondino con attempati satiri nei meravigliosi giardini con vulcano di Villa Certosa. E se fosse vero quando ha detto il fotografo e cioè che molte ragazze sembravano "minorenni" e pertanto nè ha alterato i visi?
Pietro Ancona
                                                                           ****

 

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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: uesday, June 02, 2009 2:17 PM
Subject: : la Monnezza Liberista

 La monnezza liberista
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 Una città assente forse perchè delusa da tante sconfitte subite nel corso della sua storia non ha partecipato alla battaglia dell'opposizione al Consiglio Comunale di Palermo conclusasi, forse per la prima volta da innumerevoli anni, con una vittoria: l'aumento del 35% della Tarsu non è passato! Aumento sostenuto dal Sindaco che non ha saputo o potuto prendere le distanze dal chiaccherato Consiglio di Amministrazione dell'Amia, l'azienda municipale preposta all'igiene ambientale e che in passato aveva protetto  non querelandosi per il falso in bilancio che era stato denunziato e conclamato. La battaglia dell'opposizione è stata durissima e, da un certo momento in poi, assediata dai dipendenti Amia che sembravano interessati
al varo dell'aumento e dall'assedio delle immondezze.Spero che le Confederazioni sindacali faranno un approfondimento  sul comportamento dei dipendenti Amia dal momento che è sembrato che la loro azione fosse rivolta a minacciare l'opposizione per obbligarla a votare l'aumento  ed a ricattare la città sommersa da tonnellate di rifiuti che, ad un dato momento, hanno preso a bruciare in centinaia di posti diversi, incendi non provocati dalla  pur  acuta esasperazione degli abitanti.
   Dopo la sconfitta del Sindaco e della sua maggioranza l'intervento di Bartolaso è sembrato un atto strumentale del Governo per soccorrere il centro-destra palermitano in difficoltà e per consentire il rientro dello sciopero aziendalistico con l'assegnazione di trecento paia di scarponi (!!!) ai dipendenti, una ridicola
messa in scena per giustificare  ,  salvare la faccia e tornare  alla normalità  attribuita al deus ex machina Berlusconi ed al suo
factotum Mercurio.
L'aumento proposto del 35% era stato preceduto da un altro settanta per cento  meno di due anni fa e che non era servito ad evitare lo spaventoso deficit di 180 milioni di euro che aumenta di quattro milioni di euro al mese.
La cittadinanza di Palermo paga una considerevole cifra per la Tarsu. La tassa è molto pesante per gli esercizi pubblici e per le attività produttive e pesa su ogni famiglia palermitana per non meno di duecento euro l'anno.
Anche se fosse passato l'aumento proposto dal Sindaco dubito molto che il bilancio Amia si sarebbe riassettato dal momento che  esiste nella gestione privatistica dell'azienda una incoercibile tendenza ad un esponenziale aumento delle spese rispetto le entrate che sono costituite quasi esclusivamente dai proventi tributari imposti dal Comune.
E' nella natura stessa della obbligata trasformazione della municipalizzata in spa il meccanismo diabolico del fallimento. I soldi li mettono i cittadini ma nè Comune nè Corte dei Conti  possono esercitare un controllo sugli amministratori  dell'azienda che bruciano ingenti quantità di risorse per sè stessi, per i loro consulenti, per le persone che assumono con criteri del tutto arbitrari, per le esternalizzazioni, per gli affari che gestiscono, insomma per tutto. La raccolta differenziata non riesce a decollare e non decollerà mai dal momento che i gestori dell'Amia non sembrano molto interessati e lo stesso affare dell'inceneritore pone problemi che sono assai al disopra della mentalità da "massaria" che è prevalsa nel gruppo dirigente  che spende il suo tempo in inutili  costosi ripetuti viaggi negli emirati  alla ricerca forse dell'araba fenice.
 E' il fallimento della privatizzazione dei servizi pubblici locali. Presto entrerà in crisi anche  l'acquedotto municipale ed aumenterà smisuratamente il costo dell'acqua   mentre  l'Amat pensa di risolvere i suoi problemi assumendo vigilantes per  reprimere i viaggiatori abusivi. Un pannicello caldo in una situazione strutturalmente deficitaria.
  Nessuno sembra rendersi conto  della pericolosità dei marchingegni di privatizzazione dei servizi. I costi diventano insopportabili ed i servizi sempre più scadenti. Questo accade dovunque al modello pubblicistico di gestione si è sostituito il modello privatistico. Eppure anche le stesse opposizioni che hanno valorosamente combattuto la loro battaglia a Palermo sono convinte che si tratta soltanto della cattiva gestione di un  organismo valido. Non è così. Bisogna tornare al modello pre spa, senza consigli di amministrazione, senza presidenti ed amministratori delegati e consiglieri. Senza consulenti e senza esternalizzazione ripristinando il processo accumulativo di konw hau che ha costituito l'orgoglio di tante nostre municipalizzate prima della follia ideologica della mercificazione e della privatizzazione  dei servizi pubblici.

pietro ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Friday, June 05, 2009 1:57 PM
Subject: il discorso di Obama-BinLaden


il discorso di Obama-BinLaden
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   Da molto tempo sono convinto che Bin Laden sia una sorta di marionetta massmediatica inventata dagli Usa per farla intervenire tutte le volte che ne ravvisano la necessità per ridimostrare l'esistenza del terrorismo e del suo capo, per giustificare il sangue che scorre a torrenti in una zona che va dall'Iraq al Pakistan, per ridestare il terrore in tutto il mondo occidentale e compattare l'opinione pubblica, specialmente quella americana, attorno alle scelte del Governo dell'Impero.

 Ebbene, il fatto che il discorso di Obama, una novità assoluta per il contenuto di svolta rispetto la linea di esportazione della democrazia con i bombardamenti di Bush, sia stato contrappuntato dal minaccioso proclama  della inafferrabile Primula del Terrorismo, ha tolto verità ed autenticità alla apertura verso l'Islam del giovane Presidente americano che mentre tracciava   orizzonti di pace e di rasserenamento del mondo veniva doppiato all'incontrario dall'icona che rappresenta  il Male! Mentre si cancella lo scontro di civiltà qualcosa richiama teatralmente all'esistenza del terrorismo che, naturalmente, deve essere estirpato.
  Se aggiungo a questo il richiamo di Obama all'undici settembre che è   una impostura tuttora spacciata quale spartiacque della storia e causa della guerra senza quartiere agli stati-canaglia, ai talebani, a quanti
sfuggono alla sottomissione diretta o indiretta degli USA, il mio entusiasmo per il suo discorso  nella sede dell'Università  progressista e combattente, ma
davanti ad una platea selezionata dal feroce aguzzino "moderato" Mubarak fatta da quanti si sono arricchiti con un regime filooccidentale, formalmente democratico ma sostanzialmente monarchico, faraonico, ripeto il mio entusiasmo di affievolisce anche se non vuole spegnersi dal momento che non è giusto avere pregiudizi
e bisogna sempre sperare in una leadership che si propone dialogante, costruttiva e rispettosa.
http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_04/obama_testo_discorso_dcbff5ee-50f3-11de-89ad-00144f02aabc.shtml


 Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, June 04, 2009 10:50 AM
Subject: DICHIARAZIONE DI VOTO


DICHIARAZIONE DI VOTO
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 Sono  socialista di un partito socialista che non c'è più: il partito di Nenni, Lombardi, Morandi,
Brodolini, Loris Fortuna e ,prima di questi, di Lina Merlin che fece diventare civile l'Italia con la chiusura dei bordelli e l'abolizione della scritta  "figlio di N.N" dalla tessera di identità.  Il Partito Socialista che non c'è più fu capace di dare vita ad una stagione eccezionale di riforme  cominciate con la nazionalizzazione della industria elettrica e culminate con lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori dopo avere riformato la scuola ed avere introdotto il divorzio voluto con tantissima forza da Loris Fortuna.
 Alle Europee voterò comunista ,il raggruppamento che fa capo a Paolo Ferrero, Di Liberto  e Salvi anche se non ho condiviso la loro prova di governo conclusasi disastrosamente per le attese dell'elettorato  "operaio"deluso dalla  protervia ricattatoria di Prodi e dell'ala maggioritaria iperliberista del suo Governo.

E' importante votare comunista per andare contro corrente rispetto lo smottamento a destra abbastanza rovinoso di gran parte di quella che fu la sinistra italiana ed assicurare un valido punto di riferimento a quanti paventano l'abolizione dell'art.18, vorrebbero liberarsi e liberare l'Italia dal precariato, bloccare lo smantellamento del welfare, assicurare pensioni decorose ai lavoratori, avere una politica estera di pace ed un esercito di pace, una scuola pubblica rinnovata e forte.

Un successo dei comunisti potrebbe rallentare lo smottamento a destra del PD. L'Italia ha bisogno di recuperare una grande forza di sinistra che non abbia tra i suoi deputati gli esponenti più ringhiosi della Confindustria come Calearo, Colaninno, Merloni e giuslavoristi come Ichino dediti allo smantellamento dei diritti dei lavoratori. Il PD deve tornare ad essere un partito progressista. Oggi è il Partito della Confindustria che tuttavia si serve anche di altri forni per impastare il suo pane.

Il successo dei comunisti potrebbe far riflettere il PD sul suo mostruoso accordo con Berlusconi per la soglia del quattro per cento che impedisce a tutti gli orientamenti politici presenti nel Paese di avere una voce in Parlamento.
La semplificazione a due  è una perdita secca per la democrazia che invece deve recuperare valori delle tante correnti culturali che hanno reso civile la politica italiana oggi ridotta a livelli di barbarie specie per il nefasto concorso dell'apparato massmediatico.
Non andrò a votare per il referendum che ribadisce  ancora più negativamente il porcellum che ci obbliga ad avere un Parlamento scelto dei capi dell'oligarchia e sottratto in ogni suo membro al giudizio dell'elettorato.

Pietro Ancona
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----Messaggio originale----
Da: faustodalessandro@live.it
Data: 4-giu-
2009 12.22 PM
A: "pietro ancona"<pietroancona@tin.it>
Ogg: RE: Sicilia
e Mafia

Pietro caro, sono totalmente d'accordo. L'approccio
criminologico avrebbe tre vantaggi:

1° è scientifico e il mondo post
moderno ha bisogno di metodologia scientifica come si ha bisogno del
pane.

2° colloca la mafia nel suo ambito proprio, il diritto penale

3° rompe lo stereotipo mafia- sicilia e apre a una più comprensiva
valutazione del rapporto uomo criminale-società criminogena.


contribuisce a depotenziare la retorica politico-ideologica divenuta
rendita di posizione.

Ti abbraccio. Fausto.

From:
pietroancona@tin.it
To: ;
Subject: Sicilia e Mafia
Date: Wed, 3 Jun
2009 21:23:57 +0200

I siciliani siamo accusati di avere
una mentalità, una cultura mafiosa e spesso subiamo una sorta di
giudizio negativo generale dal momento che la mafia è caratteristica
della nostra regione piuttosto che di altre come il Friuli, la Toscana
etc...
Ma questo come spiega il fatto che gran parte della Sicilia da
Siracusa a Enna ha conosciuto la mafia soltanto dopo il 1970? La mafia
è stata fenomeno della Sicilia Occidentale essendo presente in parte di
questa. Agrigento, ad esempio, non è mai stata città di mafia a
differenza di alcuni dei Comuni che la circondano come Palma di
Montechiaro o
Favara.
 Essendo agrigentino posso testimoniare come la
città di Cammilleri Porto Empedocle ha conosciuto la mafia soltanto
recentemente. Ne era del tutto immune fino a tutti gli anni sessanta.

Quindi l'analisi che vorrebbe tutta la Sicilia teatro di cultura e di
potere mafioso è falsa e l'approccio dovrebbe essere diverso, diciamo
criminologico
non sociologico né antropologico.....
 Pietro Ancona

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----- Original Message -----
From: Giuseppina Ficarra
To: Vincenzo Sena
Sent: Saturday, June 06, 2009 5:45 PM
Subject: il D-Day


Saluti Giuseppina
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, June 06, 2009 3:00 PM
Subject: il D-Day


 Lo sbarco in Normandia ed il nostro triste presente
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Ricorre oggi il 65° anniversario dello sbarco in Normandia. Obama lo celebrerà assieme ai  fedeli alleati della Alleanza Atlantica che quest'anno registra il ritorno della Francia dopo decenni di assenza. Il significato originario dell'evento è tuttavia profondamente cambiato. Lo sbarco in Normandia fu il titanico sforzo del mondo in lotta contro la barbarie nazifascista pagato a durissimo prezzo di sangue per cancellare l'orrore
 del suprematismo hitleriano della razza ariana. Ma sono trascorsi da allora tanti anni e gli Usa ed i loro alleati hanno combattuto tante altre guerre  non di liberazione ma  di stampo coloniale e imperialistico.Oggi siamo alla fine di un decennio di gravissime umiliazioni inflitte a popolazioni quasi inermi di nazioni che non costituivano nessun pericolo nè per gli Usa nè per il mondo come l'Irak e l'Afghanistan. Non è certo giusto confrontare gli americani ai tedeschi di Hitler ma non dimentico l'orribile esibizione massmediatica della testa di Sadam Hussein con la bocca, i capelli, la faccia frugati da un militare americano nè lo spettacolo macabro della sua impiccagione ed il suo corpo oltraggiato e vilipeso da nemici irridenti. Anche le 52 carte da poker che raffiguravano altrettanti dirigenti dello Stato irakeno saranno ricordate come episodio di imbarbarimento e di
oscuramento dei principi del Diritto che si vollero affermare a Norimberga e nei documenti approvati dalle Nazioni Unite. Guantanamo non è meno di un lager di Hitler ed il sistema delle prigioni terrestri e navali della Cia e del Pentagono sparse in tutto il mondo  non ci mostra una civiltà occidentale che diffonde i suoi valori nella pace e nel rispetto dei popoli. Si può dire che la fine della Unione Sovietica abbia consentito all'occidente di abusare della sua forza e di imporsi con la violenza di bombardamenti che non hanno mai fine dal momento che debbono alimentare l'industria bellica statunitense.
 Gli ebrei vittime della ferocia razzista di Hitler oggi dispongono di uno Stato che tiene prigioniera l'intera popolazione di Gaza e, come il cuculo, distrugge le abitazioni palestinesi per insediare i propri coloni in Cisgiordania. Il governo di estrema destra di Israele non ha interesse alla pace e condiziona pesantemente
gli Usa. Non escludo che un nuovo incendio divamperà nel mondo dal momento che la crisi economica e sociale del capitalismo non  trova  alternative e risposte  in un nuovo ordine. La sinistra è minoritaria  in Europa. C'è chi prevede una inflazione tremenda dal momento che gli Usa hanno scaricato i costi delle loro guerre  al mondo intero con i titoli tossici e la mancanza di regole del mercato. Inflazione e disoccupazione furono gli ingredienti che favorirono l'ascesa di Hitler. Oggi l'Europa dei ventisette non ha politiche idonee a superare la crisi economica sociale e politica e rischia di sfasciarsi dal momento che
l'Europa orientale  si mostra interessata a rapporti diretti sia pure di sudditanza con gli Usa mentre soci fondatori come l'Italia mostrano disinteresse, indifferenza ed insofferenza....e regrediscono dalla democrazia all'oligarchismo e da questo al sultanato..
Pietro Ancona
                                                                      ****

 

 
----Messaggio originale----
Da:
spinelli46@gmail.com
Data: 6-giu-2009 8.11 PM
A: <
pietroancona@tin.it>
Ogg: Da spinelli
 
Gentile Pietro Ancona,
grazie per la lettera. Capisco bene le sue obiezioni, le sue riserve. La
situazione è tuttavia così terribile, e la cecità israeliana così grande,
che i piccolissimi passi già mi sembrano qualcosa. Non mi accontento certo,
ma ne prendo atto.
cordiali saluti
barbara spinelli
 
Il mio nuovo indirizzo mail, che sostituisce il precedente, è:
 

spinelli46@gmail.com
 
----- Original Message -----
Sent: Saturday, June 06, 2009 10:42 AM
Subject: Un commento all'articolo di Barbara Spinelli "Dove porta l'odio dell'altro"

 
Cara Dottoressa,
 
tutto quello che lei scrive di Obama a Buchenwald sarebbe bellissimo se fosse vero, se non fosse una proiezione del suo desiderio di civiltà di parole e di fatti riflessa  in  Obama.
 In effetti  la visita di Obama a Buchenwald subito dopo il suo discorso al Cairo  ha tracciato  una  pericolosa simmetria: all'Islam   viene contrappuntata Buchenvald ! un  Omaggio alla intransigenza di Israele che vuole la soluzione finale per i palestinesi e si è irritata per le sue  aperture.
  Le ricordo, inoltre, che mentre il signor Obama parlava al Cairo ad un pubblico scelto dal feroce aguzzino USA Mubarak i suoi superbombardieri martoriavano con enormi bombe all'uranio le misere case e le  popolazioni dell'Afghanistan e del Pakistan.
  Certo sarebbe bello se le cose fossero quelle che lei descrive ma  la realtà è nera come la pace.
   Infine, lei parla dei 56 mila trucidati di Buchenwald  e dice che soltanto undici mila di questi sventurati erano ebrei. Perchè l'Europa ha rimosso la resistenza tedesca ad Hitler ed il suo olocausto? Forse perchè era di sinistra?  Si parla dei campi di concentramento come di un luogo dove furono trucidati soltanto ebrei financo in una legge italiana sulla memoria offensiva per la memoria dei "gentili".
  Cordiali saluti
Pietro Ancona

                                                              ****

From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Monday, June 08, 2009 9:19 PM
Subject:Prime riflessioni sulla sconfitta
 
Prime riflessioni sulla sconfitta
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Consolarci con il mancato trionfo di Berlusconi che non riesce a varcare il quaranta per cento che si era prefisso e staziona punto più punto meno dove era non credo sia proprio quello che dobbiamo fare. E'  segno della estensione  del  degrado che ci avvolge tirare un respiro di sollievo e confortarci.
    La forza del centro destra guidato da Berlusconi resta formidabile, schiacciante  ed è  in insidiosa e diffusa espansione culturale attraverso la Lega  che mette radici in regioni nelle quali da oltre mezzo secolo governano i comunisti: Emilia, Toscana,  Umbria Marche  sono in fase di rapida colonizzazione
leghista. Non ho dubbi che le politiche di amministratori come Cofferati, Domenici ed altri hanno favorito questa penetrazione che non è solo razzista ma rimette in discussione la coesione civile del Paese con le parole d'ordine "Roma ladrona" e "Forza Etna"!!
    La Lega ha una forza consimile in Sicilia nel movimento per l'Autonomia di Lombardo che ottiene un successo strepitoso attestandosi nella regione attorno al quindici per cento. Un Partito, questo di Lombardo, che non può definirsi neppure sicilianista e che vive attraverso l'accaparamento della gestione della pubblica amministrazione a cominciare dal sistema sanitario. Uno sterminato sistema che definire clientelare sarebbe riduttivo dal momento che è una occupazione del "pubblico" scientificamente programmata fino a costituire un mondo parallelo e diverso dentro le stesse istituzioni.
Le elezioni europee confermano lo smottamento a destra del sistema politico italiano nello scenario di una Europa che cessa di costruire se stessa, diventa addirittura scettica sul suo futuro, rischia di diventare terreno di conquista di politiche asociali e di spoliazione di risorse. E' facile prevedere un peggioramento della legislazione sociale, una accentuazione del carattere antioperaio del liberismo di Maastrict a cominciare dallo aumento dell'orario settimanale di lavoro. Le politiche per l'immigrazione diventeranno più restrittive e la Lega italiana ne ricaverà molte soddisfazioni. D'altronde, l'Europa non è soltanto Rousseau, Voltaire, Cartesio, Spinoza, Marx, SaintSimon,  Simona Weil: è anche la madre del fascismo e del nazismo  che furono preceduti da politiche antiumane di grande crudeltà come quelle contro i Rom praticate dal Belgio, dai paesi scandinavi....in Svizzera.
 L'Europa prossima ventura sarà assai più vicina agli uomini della Lega e di Berlusconi che non alle forze che si battono per i diritti umani e civili.
  Sarà necessario, infine, capire perchè la sinistra è diventata tanto minoritaria ed il PD tanto debole ed esposto alla egemonia del centro-destra. Ma questo esige una riflessione che dovrà consentire l'elaborazione del lutto ed una diagnosi la più vicina alla verità possibile.
  Pietro Ancona
 
ALTRE RIFLESSIONI
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    mi è capitato di sentire Ferrando durante la campagna elettorale. Ai due giornalisti che lo interrogavano spiegava l'essenza dell'internazionalismo proletario e l'assoluta purezza del Partito di cui è Segretario, un partito che si è scavata una nicchia nel profondo dell'elettorato comunista più intransigente ma anche più dogmatico. Mi domandavo se spera di  accrescere i suoi consensi e fino a quando dal momento che  i gruppi dirigenti che guidano i partiti della sinistra che ho fin qui conosciuto non  amano che il loro giocattolino possa crescere fino al punto di esprimere nuovi dirigenti e di diventare "incontrollabili".
  Conosco vicende che sono la prova delle responsabilità interne al partiti della sinistra dei tracolli elettorali.
Una giovane donna, ginecologa, dirigente di un centro che assiste le donne specialmente più povere e più sole, viene reclutata e proposta candidata al consiglio comunale. Tutto va bene fino a quando non viene eletta
e diventa oggetto di sospettoso ostracismo della  Federazione. Non viene invitata alle riunioni più importanti,
non viene utilizzata per assemblee, riunioni, comizi. Si fa di tutto per cancellarne ogni traccia di presenza.
  Un'altra persona viene candidata alle elezioni regionali in un paese in cui la sua famiglia gode di prestigio. Viene eletta con un mare di voti. Ma è destinata ad essere usata e buttata via dal momento che, nel gruppo dirigente del Partito (in questo caso il vecchio PCI) c'è un accordo tra sei o sette persone per spartirsi tutte le candidature, gli incarichi, arrivando a stabilire il numero di legislature che ognuno di loro dovrà fare.  Quando gli accordi di questo tipo si rompono si aprono varchi temporanei per una novità oppure succede che uno del gruppo a poco a poco si "mangia" tutti gli altri e decide di regnare da solo.
  Insomma, ci sono responsabilità soggettive degli apparati dei partiti comunisti nell'insuccesso elettorale anche se naturalmente non sono le sole e forse neppure le più importanti.  Ascoltando in televisione il comizio che Ferrando faceva a due giornalisti mostrando quando dura, pura, adamantina fosse la sua scelta comunista e quanto ci teneva a non farsi contaminare da altri, mi domandavo a che serviva il suo Partitino dello zero cinquanta per cento e lo stesso Ferrando dal momento che non sarebbero serviti mai a niente tranne che a togliere  quel pochino che magari potrebbe servire a fare scattare un seggio, un piccolo successo.  Credo che ci siano componenti narcisistiche terribili che agiscano per tenere divisa la sinistra. Per quale motivo il gruppo che si riferisce a Bertinotti fa la scissione?  Per il motivo che trattasi di un gruppo oligarchico che non tollera di restare in minoranza nel Partito che ha controllato fino al giorno prima del Congresso.
  Una volta esisteva l'autocritica ,una sorta di rito religioso con il quale si riconoscevano i propri errori. Ma questi errori erano  da cancellare sopratutto se non tollerati dal gruppo dirigente e dal suo "centralismo democratico". Ora non ce n'è più traccia e nessuno riconosce i propri errori. Forse che la Menapace ha riconosciuto di essersi comportata sulle questioni militari esattamente come coloro che aveva criticato per tutta una vita? Qualcuno ha forse riconosciuto gli "errori" compiuti prima nel governo D'Alema e poi in quello di Prodi? Qualcuno si è battuto il petto per la delusione del popolo del venti ottobre? E per i bombardamenti di Belgrado?  Molti compagni che conosco da anni hanno votato Di Pietro soltanto perchè sentono in lui quello che vorrebbero sentire dagli esponenti del proprio Partito. Per me sbagliano ma  come è possibile risalire dal fondo del pozzo se non facciamo i conti con la realtà e se non indaghiamo fino in fondo su che cosa siamo e come gli altri ci vedono?
 Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Wednesday, June 10, 2009 8:25 PM
Subject: Fw: la democrazia espropriata


   L'Italia era un paese democratico fino a quando, in nome della governabilità che sarebbe stata impedita dal pluralismo delle rappresentanze politiche, non è cominciato un processo di progressiva espropriazione del cittadino-elettorale  dei suoi diritti che sono stati compressi, deformati, limitati fino quasi all'annullamento.
   Questo processo che chiamerei di autoritarismo pseudo democratico si basa su  quattro  cose fondamentali: il premio di maggioranza, lo sbarramento del 3 o del 4 o addirittura del 5 per cento (Sicilia), la elezione diretta del Sindaco o del Presidente della Provincia  o del "Governatore" della Regione, la eliminazione del voto di preferenza.  La legge regionale siciliana presenta inoltre particolari mostruosità come il listino del Presidente  che consenta la elezione di alcuni personaggi soltanto perchè indicati dallo Stesso Presidente e l'attribuzione alla minoranza che supera il cinque per cento di un terzo  dell'assemblea regionale.
   Le conseguenze di queste norme sono una democrazia azzoppata e drogata dalle scelte delle segreterie dei partiti e la prevaricazione della maggioranza sulle minoranze che non vengono ammesse nelle istituzioni
o cancellate dalle stesse se hanno la disgrazia di scendere anche solo di qualche frazione dalla linea di sbarramento.
  Sullo sfondo di questo scempio oramai quasi ventennale del sistema elettivo e della legittimità delle rappresentanze sta la scelta del maggioritario e la volontà di mettere la camicia di forza del bipolarismo allo scopo di ridurre la qualità e la diversità degli apporti politici e culturali.  Il  risultato è che questa degenerazione e regressione verso semplificazioni autoritaristiche  hanno reso ingordo il centro-destra che governa l'Italia al quale non basta una maggioranza assoluta nel Parlamento e ricorre alla decretazione sistematica  con richiesta di voto di fiducia tutte le volte che vuole imporre la sua arbitrarietà.
  Bisognerebbe  percorrere all'indietro la strada delle cosidette "riforme" e tornare alla proporzionale  pura
lasciando un premio di maggioranza per la coalizione o il partito che risultano vincenti. La proporzionale pura dal momento che nessun cittadino può essere privato del diritto di  vedere rappresentato il suo voto nella assise degli eletti anche se largamente minoritario. All'indomani del voto per le europee abbiamo oltre il dieci per cento dell'elettorato  privato del suo diritto di eleggere la propria rappresentanza con un vulnus politico-culturale notevole della scomparsa obbligata di partiti fondamentali come socialisti, verdi, comunisti. .
  La questione della non sommabilità del premio di maggioranza e dello sbarramento che consente un ingiusto vantaggio ai vincitori dovrebbe essere sollevata anche davanti la Corte Costituzionale non ignorando
l'appropriazione delle liste vincenti dei rappresentanti che sarebbero toccati agli esclusi come possiamo vedere subito dalla attribuzione del 72 seggi italiani al Parlamento Europeo.
  La democrazia è limitata e manomessa dal sistema maggioritario e dai marchingegni che ho denunziato.
La riduzione delle rappresentanze politiche è una perdita secca di diritti di cittadinanza per gli elettori. La crisi della politica e della governabilità non può essere attribuita allo strumento tecnico della legge elettorale quanto a processi politici spesso di disfacimento morale o di blocchi sociali che  feriscono l'integrità delle maggioranza. La DC non  finì a causa del sistema elettorale  quanto per il disfacimento della sua politica.
  Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: sic21@vatiradio.va
Sent: Thursday, June 11, 2009 3:16 PM
Subject: Gheddafi e la cialtroneria politica italica


Gheddafi e la cialtroneria politica italiana
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 Con l'ottusità di modesti politicanti  molti esponenti del PD a cominciare da  Veltroni e Franceschini si sono uniti agli strilli  di tanti  ipocriti sepolcri imbiancati che contestano a Gheddafi di non rispettare i diritti umani e che stanno trasformando in una grottesca farsa un momento che poteva e doveva essere di  risanamento di una gravissima ferita storica costituita dai crimini mostruosi commessi dall'Italia per oltre un trentennio in Libia (dal 1911 al 1943) che causarono la morte atroce di non meno di centomila cittadini libici. Molti  furono deportati in Italia e di loro non resta alcuna traccia. Non se ne è saputo più niente.
 La superficie della contestazione orchestrata da diversi partiti a cominciare dai radicali e finire a gran parte del PD che ha mostrato in questa occasione di non avere la struttura culturale e politica necessaria per aspirare alla guida del governo è del tutto ipocrita e riguarda i diritti umani e civili che non vengono rispettati dal dittatore libico ma nel profondo  emerge l'odio dei colonizzatori che non esitavano a gasare le popolazioni dei villaggi  considerandoli esseri inferiori o, come amano dire gli ebrei in segno di profondo disprezzo per coloro che odiano, "bipedi parlanti. Emerge l'odio dell'Italietta  fascista vile e assassina che ieri si è riversata sui popoli nordafricani e che oggi dà vita ad una legislazione orribilmente persecutoria verso
i migranti.
  Ha sbagliato Gheddafi a offrire collaborazione poliziesca e repressiva all'Italia per i respingimenti e la clausura in Libia dei respinti. Avrebbe dovuto chiedere accordi di cooperazione con l'Europa e sottoporsi a garanzie internazionali per la tutela dei migranti dalle sevizie inflitte dalla sua polizia e dai nostri lagers.
  Tuttavia Gheddafi si trova in Italia per concludere una operazione iniziata dal governo Prodi e portata avanti dall'attuale governo sia pure allo scopo di crearsi un alleato nella repressione dei clandestini e nel business finanziario che ha innanzitutto il carattere di una riappacificazione alla quale l'Italia è avvantaggiata dal momento che agevola i suoi interessi strategici anche di lungo periodo e dal momento che chiude  senza
il giusto e opportuno atto di pentimento pubblico un capitolo fascista della nostra infame storia in Africa. Berlusconi non si è inginocchiato  come Willy Brandt difronte al sacrario del ghetto di Varsavia. Probabilmente non esiste in Libia un sacrario per i martiri del colonialismo italiano  difronte al quale il nostro governo dovrebbe compiere un rito di riconoscimento dei propri errori ed orrori.
  E' stata grave la decisione del Senato di non accogliere Gheddafi dopo averlo formalmente invitato. Ancora più grave la ridicola decisione del gruppo senatoriale del PD di disertare l'aula.
  Tutto questo strillare per i diritti umani avviene nel giorno stesso in cui il governo chiede ed ottiene la fiducia
sulla legge liberticida della stampa e della informazione e sul divieto delle intercettazioni telefoniche ed all'indomani di un successo della Lega che ha fatto le sue fortune elettorali alimentando xenofobia e odio contro gli islamici ed i rom, in una Italia che parla di democrazia mentre ha svuotato di qualsiasi dignità e funzione il proprio Parlamento ridotto ad approvare le leggi ad personam di Berlusconi ed a votare la fiducia praticamente su ogni atto del governo.
  L'Italia è stata una democrazia. Oggi non lo è più anche se resta ancora il suo impianto costituzionale seppur svuotato di contenuti e contraddetto da una legiferazione e da un concreto operare del governo autoritari, anti sindacali, antioperai. Diritti civili e diritti sociali sono in parte scomparsi e quanto rimane è in pericolo. Oggi l'Italia è una oligarchia  che potrebbe degenerare in un sultanato.
  Non si può proprio dire che la gente che grida ha le carte in regola per trattare la Libia da stato canaglia ed il suo rappresentante come un indesiderabile beduino . Il termine beduino non è in sè dispregiativo. Indica un popolo del deserto meritevole di rispetto. Nella bocca di tanti leghisti e di autorevoli giornali che formano il comune sentire della destra italiana beduino è dispregiativo sinonimo di rozzezza, ignoranza, mancanza di igiene

Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, June 13, 2009 3:33 PM
Subject: Elezioni in Iran e l'invidia rapace dell'Occidente


 LE ELEZIONI IN IRAN E L'INVIDIA RAPACE DELL'OCCIDENTE
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Le immagini che arrivano dall'Iran (che io chiamerei Persia in onore della sua antichissima civiltà) che vota sono davvero un documento civile di eccezionale valore. Siamo  davanti ad un popolo che con grandissimo entusiasmo e partecipazione  ha dato vita al rito più importante della democrazia, il rito del voto, del recarsi in  un luogo stabilito dove stanno le urne, fare la fila per poi esprimere la propria volontà sul governo della nazione. Questo entusiasmo,confrontato alla stanchezza della sfregiata democrazia italiana, ci fa capire di quanto siamo stati allontanati dall'esercizio concreto dei nostri diritti.
Una nazione giovane  fatta di sessantasemilioni di persone dall'età media di 27 anni ( in Italia 43 anni!) proiettata verso il futuro, una nazione sopravvissuta ad un secolo di massacri e di spoliazioni del colonialismo anglosassone e tedesco ed alla guerra dolorosissima durata quasi dieci anni provocata dall'Irak che ha causato oltre un milione di morti, milioni di invalidi e mutilati per sempre, molte vittime delle armi chimiche fornite dagli USA a Sadam Hussein.
Questa nazione tanto ricca di gioventù, con università piene zeppe di ragazze, aperta al mondo con oltre ventidue milioni di utenti internet, è  stata per anni nel mirino di Bush che l'ha assediata e  non l'ha aggredita per mancanza di mezzi e  perchè non poteva delegare l'attacco alla sola Israele che tuttavia non esiterebbe un solo istante ad azzannarla e si prepara ogni giorno all'ora x con esercitazioni navali e terrestri.
La Persia ha una antica voglia di democrazia e di libertà. Ricordo per tutti il Primo Ministro Mossadek al quale gli americani fecero fare la fine di Allende per gli interessi delle compagnie petrolifere e poi installarono
al potere lo Scià, un individuo feroce, sanguinario, ligio ai padroni mondiali del petrolio. Mossadek aveva aperto la strada ad una rivoluzione democratico-borghese che, se aiutata a radicarsi, avrebbe cambiato il volto dell'intera regione medioorientale ma fu rovesciato ed ucciso da un complotto organizzato dalla Cia. La rivoluzione religiosa che ha portato al potere l'attuale regime parte dalle stesse motivazioni profonde della Persia che Mossadek avrebbe voluto ma si è materializzata in uno Stato che comunque evolve verso forme superiori di civiltà e di democrazia se l'assedio, il malanimo, l'ostilità dell'Occidente non la costringeranno a difendersi ed a spendere sopratutto nelle armi le risorse che si potrebbero destinare alla cultura ed al progresso civile.
L'invidia dell'Occidente per il possibile itinerario di progresso e di benessere della Persia susciterà tensioni e forse nuove guerre. E' destino di tutte le Nazioni che si sottraggono all'abbraccio mortale dell'imperialismo Usa essere riportate alla loro preistoria, all'anno zero. Il Libano dei meravigliosi cedri per ben due volte è stato raso al suolo dagli israeliani. La sua prosperità è stata distrutta e ridistrutta con sadico piacere di gente come Condolence Rice che si fece una storica passeggiata nel corso di Beirut fiancheggiato a destra ed a inistra da palazzi in fiamme o ridotti in macerie. L'Iraq di Sadam  Hussein era un treno in piena corsa con una alfabetizzazione elevatissima, migliaia e migliaia di ingegneri, di tecnici, scienziati, centri culturali pulsanti di vita. Ebbene, dopo essere stato spinto alla guerra contro l'Iran è stato distrutto dagli USA ed i suoi volenterosi alleati da  guerra interminabile e tuttora occupato da un esercito di occupazione fiancheggiato da contractors, spesso killers assassini con licenza di uccidere. Maddalena Albright dichiarò senza provocare alcun rimorso che i cinquecentomila bambini irakeni morti a causa dell'isolamento del boicottaggio erano "un prezzo" da pagare agli interessi degli USA e del "mondo libero"!!!
 Insomma, se qualcuno comincia ad alzare la testa ed a partecipare al progresso, viene subito fatto regredire
alla condizione della massima emarginazione economica sociale e culturale.
Avevo sperato nelle dichiarazioni di Obama all'Università del Cairo e vorrei continuare a sperare. Ma ritengo che non farà niente di diverso dal suo predecessore. Democratici o Repubblicani fanno la stessa politica estera e magari quella repubblicana, a volte, ha maggiore apertura dal momento che non hanno l'ansia dei democratici di mostrarsi abbastanza "patriottici".
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Sunday, June 14, 2009 1:58 PM
Subject: Iran Cia e Mossad e Ned tra tulipani,rose,e colori vari
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 Chissà quale nome ha in codice e quale colore ha dato la Cia alla "rivoluzione" iraniana. In Georgia, per cacciare via Sevardnadze e mettere al suo posto Saakasvile assai più servile dell' orgoglioso  ex Ministro agli Esteri di Gorbaciov, si diede vita ad una operazione denominata "Rivoluzione delle Rose". In Ucraina l'operazione Cia si chiamò "rivoluzione arancione" e si vedevano in tv enormi attendamenti di colore arancione, abitate da dimostranti vestiti di arancione, che agitavano  stendardi arancione. Qui come in Georgia la ciambella riuscì con il buco ed il candidato filooccidentale ottenne la ripetizione delle elezioni e la vittoria.  C'è stata una rivoluzione dei "tulipani" in Kirghizistan anche questa coronata dal successo del filooccidentale che poi si è installato al potere con il  novanta per cento dei voti (non controllato da nessuno)
 Qualche ciambella però è venuta senza buco come in Birmania dove sono stati inquadrati e mobilitati i monaci buddisti contro il regime che non permette penetrazione degli interessi americani. Abbiamo anche avuto la recita dello stesso copione in Bielorussia con la rivoluzione dei "Jeans" ed in Mongolia, in Serbia, dappertutto gli americani ed i loro alleati hanno ritenuto di dover destabilizzare governi e nazioni considerati se non veri e propri stati-canaglia perlomeno non funzionali al loro dominio imperiale. In occasione delle Olimpiadi fu intensissima la mobilitazione dei seguaci del DalaiLama per avvelenare alla Cina il successo internazionale e destabilizzare il Tibet teatro di pogrom di monaci armati dalla Cia  contro i civili cinesi.
  Esistono teorie e manuali su questa strategia adottata dagli Usa in alternativa ai bombardamenti ed alle occupazioni militari che a volte risultano troppo costosi. Teorici come Gene Sharp hanno scritto manuali che propongono ed analizzano le sequenze di una destabilizzazione dalla denunzia dei brogli alla disobbedienza civile alle manifestazioni di piazza, agli assedi dei Parlamenti e dei Governi.
  La giustificazione dei movimenti di rifiuto del responso elettorale e di denunzia dei brogli e richiesta o di ripetizione delle elezioni o di immediato riconoscimento del leader della "rivoluzione" è sempre la stessa: difesa della democrazia e della libertà, lotta al tiranno o ai tiranni, rinnovamento in senso filooccidentale dello Stato. Se analizziamo le conseguenze che si sono registrate dove questi movimento hanno avuto successo notiamo la massiccia penetrazione di multinazionali e di interessi stranieri e la svendita delle risorse locali al mercato oligopolistico.
  In Iran l'operazione Cia-Mossad è stata eseguita da maldestre maestranze capeggiate da Maussavi. Questi, ad urne ancora aperte, si è autoproclamato vincitore e  ha dato il via a violente agitazioni dei suoi seguaci con assalti ai negozi ed alle banche e falò nelle pubbliche piazze.  Una vera e propria insurrezione contro il responso elettorale mancata, ma che sarà ampiamente sfruttata dal potentissimo apparato massmediatico occidentale per gridare al regime che si macchia le mani di sangue e che organizza la repressione. Le urla di brogli elettorali non sono convincenti ed il broglio non viene invocato da tanti opinionisti dell'occidente che si limitano a sottolineare la delusione o la sconfitta di Obama per la riconferma di  Ahmadinejad e quanto possa essere sgradevole il regime iraniano. Israele ha già ribadito al mondo intero la sua proposta di distruggere l'Iran prima che possa dotarsi di armamento nucleare e molti incitano l'Occidente a menare le mani, a liquidare l'autonomia della nazione persiana.
  Credo che questa "rivoluzione" frutto di collaudate e sofisticatissime metodologie di penetrazione e rovesciamento non riuscirà dal momento che  non si potranno sfruttare situazioni come quelle date dai sentimenti antisovietici delle repubbliche caucasiche e l'Occidente è sempre più nudo e smascherato nella sua voglia di potenza e di sopraffazione.
pietroAncona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.i


notes
http://it.wikipedia.org/wiki/Gene_Sharp   
http://www.nuovimondi.info/Article1346.html   
http://www.resistenze.org/sito/te/po/ci/poci8d29-003024.htm   
http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkEyEpAlyAYgkhZJKN.shtml
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From: pietroancona@tin.it
To: forumpalestina@libero.it
Sent: Monday, June 15, 2009 3:42 PM
Subject: la pace lontana 3500 anni!


LA PACE LONTANA 3500 ANNI!
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Il discorso del leader del governo di ultra destra  Netanyahu è stato accolto bene dal Presidente Obama. E' un passo avanti ha detto.  Non è vero. In effetti, il discorso è servito alla dirigenza israeliana per tirarsi dall'angolo in cui si era cacciata e per rilanciare la palla ad Obama ed ai palestinesi. I quali hanno reagito con irritazione su entrambi i fronti di Gaza e della Gisgiordania.  Spero che la comune irritazione del Presidente Abu Mazen e di Hamas per lo spocchioso e provocatorio discorso di Netanyahu serva ad avviare un processo di riunificazione del popolo palestinese diviso  dagli israeliani in collaborazionisti e "terroristi "  che hanno creato una amministrazione retta da un Quisling per isolare i  patrioti  e aumentare a dismisura la colonizzazione della Gisgiordania oramai  quasi inabitale per i palestinesi stretti in un angolo dal grosso, vorace e sanguinario cuculo israeliano. L'elettorato israeliano è fortemente condizionato ed orientato dai coloni e dalla loro ideologia di sterminio dei "bipedi parlanti". (così gli ebrei chiamano tutti i non ebrei) Hanno avuto la tracotanza di dichiararsi insoddisfatti del discorso di Netanyahu che ovviamente  non riconosce il diritto del ritorno alle loro case dei profughi, proclama Gerusalemme città degli ebrei, concede ai palestinesi uno Stato-burla demilitarizzato (il monopolio della violenza deve continuare ad essere detenuto da Israele),     e privo di sovranità sui cieli che lo sovrastano.
 In un passaggio del suo discorso, Netanyahu  ha detto che la legittimità dello Stato "ebraico" di Israele nasce non dalla  Shoah ma dal fatto che gli ebrei hanno abitato la Palestina 3500 anni or sono.  Gli ebrei non abitano una terra assegnata dalla comunità internazionale a risarcimento delle sofferenze patite dal regime nazista ma un luogo in cui sono stati loro antenati 3500 anni fa. Quanti hanno legato e legano l'esistenza di Israele alla Shoah sono serviti! Gli israeliani non ritengono di avere ancora bisogno  dell'Olocausto  per la nascita del loro Stato. Non sappiamo come risolvono il problema dei palestinesi e se ritengano o no  che questi abitano  la Palestina anche loro da 3500 anni! Intanto intensificano i programmi degli insediamenti colonici, continuano a tenere in gabbia la popolazione di gaza, affilano le armi per l'aggressione all'Iran dentro il quale hanno creato un forte movimento di destabilizzazione che ha già dato i suoi frutti nei tumulti di questi giorni.
  Nessuna speranza di pace dalle parole di Netanyahu!
   Non ci resta che sperare in un ravvicinamento di Hamas e ANP per tornare ad essere l'unico popolo palestinese che lotta per i suoi diritti e di una reazione della sinistra e dei democratici israeliani al governo fascista, razzista e genocida che li dirige. Entrambe le cose sono assai difficili e problematiche ma non c'è altra strada, non c'è alternativa.
   Pietro Ancona
                                                           ****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, June 17, 2009 8:05 AM
Subject: Pettegolezzi in cucina



 Pettegolezzi in cucina
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 Nei luoghi dove la servitù del palazzo di riuniva per attendere gli ordini che arrivavano da uno scampanellio o da un citofono interno  attraverso la voce del maggiordomo o della governante si commentava la vita dei "padroni", si diffondevano pettegolezzi, si esprimevano naturalmente con molta, moltissima circospezione, opinioni sugli avvenimenti della vita del signori, non importa se nobili o soltanto ricconi, dei quali si era a servizio, si facevano difficili esercizi di decifrazione, di interpretazione  dei fatti del giorno.
   A leggere i giornali di oggi ed a sentire i commenti sulla gita a Washinton del Presidente del Consiglio sembra appunto di essere  nella stanza della servitù dei palazzi padronali di una volta come ci sono stati tramandati dalla letteratura e dal cinema. La servitù si divide tra il gruppo capeggiato dal facinoroso Feltri
e l'angelico Giordano che danno il là a tutti i pennivendoli del Regime ( ieri questo ruolo era assolto dal Foglio di Ferrara ma oramai considerato inadatto alla brutalità dello scontro in corso dal capo delle batteria massmediatica) che sostiene il pieno successo dell'incontro americano, le pacche sulle spalle, i sorrisi, il clima di cordialità mentre un'altra parte della servitù sostiene che l'incontro è stato freddo, che è durato poco, si è svolto quasi in piedi, Berlusconi non è stato invitato a pranzo ed altre cose di questo genere.
  La servitù analizza le fotografie, le parole ad una ad una, si chiede se Berlusconi si è visto o no con la fist lady  Michelle
Obama , il fatto che l'incontro sia stato l'ultimo del giro del neo Presidente americano e si chiede quali riflessi avrà sulla politica italiana. Insomma un battito di ciglio, un tono di voce, una risata di Obama sono decisivi per
l'Italia!
 La classe dirigente italiana non da sempre è stata tanto morbosamente dipendente dalla Corte Imperiale Usa. Da De Gasperi a Craxi l'atlantismo è stato praticato complessivamente con dignità naturalmente nello ambito di una subalternità spesso assai accentuata. D'Alema per farsi accettare come Primo Ministro ex PCI ha addirittura bombardato Belgrado dentro una guerra tra le più discutibili che la Nato ha combattuto contro la Jugoslavia ed in particolare contro la Serbia. Paradossalmente il Berlusconi che si è presentato tremebondo ad Obama timoroso per l'offesa che gli aveva arrecato e bisognoso della sua benevolenza è il primo Ministro Italiano dopo Moro a sfuggire alle direttive della Casa Bianca: ha aperto verso la Russia proponendone addirittura l'ingresso nell'Unione Europea ed ha chiuso il contenzioso coloniale con la Libia diretta da uno "segnato" come Gheddavi, personaggio che gli USA hanno tentato di uccidere diverse volte bombardandolo o inseguendolo sui cieli d'Italia.
  Insomma, dalla destra italiana  si vuole dimostrare agli USA una fedeltà canina, acritica, priva di ritegno e di pudore mentre dall'opposizione si manda un messaggio pure di fedeltà totale e si lascia capire che i dirigenti del PD sono più seri, garantirebbero meglio gli interessi americani con la dignità della nuova fase ispirata da Obama e dal suo stile di comando.
  Pietro Ancona
                                                            ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, June 19, 2009 7:42 AM
Subject: Gli USA e LA GUERRA



CENTOSEIMILIARDI DI DOLLARI PER LA GUERRA
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 Il mondo bipolare uscito dalla seconda guerra mondiale era certamente assai più sicuro del mondo unipolare
in cui abitiamo dal 1990. La fine dell'Unione Sovietica non ha generato la fine della storia ma l'inizio di una dominazione alla quale gli USA si erano preparatI nei cinquanta anni precedenti con numerose iniziative militari e politiche tutte rivolte all'affermazione della loro assoluta supremazia militare, economica e politica.
 Dall'alternanza di Presidenti democratici a Presidenti  repubblicani non c'è molto da aspettarsi. La strategia USA è di lungo periodo, può subire variazioni o attenuazioni,  ma non viene meno ad i suoi obiettivi fondamentali di dominazione imperiale.
Tutto il mondo dove gli USA sono riusciti ad allungare le mani è in una rete fittissima di  loro basi militari che si allargano con l'espansione della  loro influenza politica. Dovunque si incontrano resistenze o ostilità sono pronte opzioni di intervento che possono essere militari o politiche. In Polonia e Cecoslovacchia si sfrutta il sentimento anticomunista delle popolazioni per installare basi missilistiche praticamente a ridosso della Russia la quale, peraltro, individuata come obiettivo da abbattere o da  sottomettere è già dentro un grande reticolato di basi strategiche installate dagli Usa negli ultimi anni in tutte le Repubbliche ex sovietiche a volte dopo la sostituzione incruenta ma manovrata dei governi attraverso le rivoluzioni colorate.
  Gli USA non hanno mai ritenuto di dare spiegazioni al mondo della  occupazione dell'Iraq dopo la diffusione
della verità sulla inesistenza delle armi di distruzione di massa. Si sono resi responsabili del macabro rito di potere della impiccagione di Sadam Hussein e della distruzione del governo e della classe dirigente irakena.
Mi hanno  molto colpito le carte di poker con le immagini dei "ricercati" distribuite ai soldati ed ai contractors  quasi si trattasse di selvaggina da cacciare. Non ha alcuna giustificazione l'invasione dell'Afghanistan dal momento che è ridicola la tesi dei talebani che minaccerebbero la sicurezza del pianeta con il loro terrorismo!
 Oramai è abbastanza accettata una spiegazione dell'11 settembre che esclude il complotto  "terroristico" mentre continuano a risultare assai ambigui i rapporti degli USA con Bin Laden. Altre guerre sono in preparazione in Africa per costringerla  dentro binari rirogosamente filo occidentali Il Congresso .ha approvato  la spesa di 106 miliardi di dollari per la guerra in Iraq ed Afghanistan e varato blande norme per il controllo dei mercati finanziari preda delle scorrerie di finanzieri privi di scrupolo che hanno piazzato patacche  in tutto il mondo e provocato la crisi che ne ha  messo in ginocchio l'economia.
  Fa senso e mette paura la decisione di continuare a bombardare ed occupare due grandi nazioni islamiche stanziando enormi cifre che vengono sottratte al welfare necessario ad una America priva di servizio sanitario, priva di ammmortizzatori sociali, con centinaia di migliaia di famiglie che vivono in tenda non potendo più permettersi una casa.
  Cìè da chiedersi a chi serve tutto il potere militare ed economico che gli USA si sono procurati e continuano a procurarsi nel mondo se la popolazione americana nella sua stragrande maggioranza  vive in condizioni di grande disagio e soltanto le multinazionali e la casta militare-industriale ne ricavano vantaggi. Gli stanziamenti
per finanziare le guerre sottraggono risorse ad una nazione in cui la solidarietà e la coesione sociale non esistono ed ha zone di sofferenza sociale.
  Insomma, la supremazia USA, il  bellicismo militarista non servono  alla popolazione americana e tengono il mondo in costante pericolo.
Obama non ha cambiato di una virgola niente nè per il suo popolo nè per il mondo. Si va avanti come negli ultimi venti anni verso il peggio della rottura con gli Stati renitenti (Russia,Cina,Iran...)
  Pietro Ancona
                                                                          ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, June 20, 2009 2:21 PM
Subject: la guerra preventiva degli Usa con l'Iran


La guerra preventiva degli USA con l'Iran
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 Gli Usa escono allo scoperto per spalleggiare apertamente il golpe "populista" del loro quisling Mausavi che, appena iniziato lo spoglio, si era proclamato subito immediatamente vincitore per dare il via alla grande eversione antidemocratica di questi giorni. Non ci sono dubbi sulla vittoria di Ahmaninejad come ben sanno gli stessi americani che avevano monitorato le elezioni con ben due sondaggi di pubblico dominio. Ma tutto era stato preparato minuziosamente per dare vita ad una "rivoluzione colorata" come le tante che abbiamo visto e che sono state dimenticate presto dalla opinione pubblica occidentale sempre pronta a difendere  libertà e democrazia dei cattivi di turno o trattati come tali dagli Usa. Ieri il Congresso americano, dopo avere stanziato altre centoseimiliardi di dollari per le guerre con l'Iraq e l'Afghanistan ha espresso simpatie per la
"rivoluzione"iraniana ed oggi Obama-Bush che fino all'altro ieri si dichiarava indifferente e pudicamente guardava da un'altra parte ricordando che per lui Mousavi equivaleva ad Ahmaninejad oggi minaccia lo Stato iraniano dicendo di stare attento perchè gli occhi del mondo sono tutti fissati su di lui. Questa uscita di aperto
appoggio smaschera la natura di sovversismo e di tradimento della patria  del movimento "verde" ma dimostra anche la difficoltà a fare come in Ucraina, in Georgia, in Bielorussia ed altrove...
  Gli Usa sono in guerra preventiva con tutto il mondo. La loro pax è fatta di distruzioni, montagne e montagne di cadaveri, bombardamenti, occupazioni militari, asservimento colonialistico, inquinamento, distruzione dei
beni archeologici e della storia dell'umanità. Ma anche di "rivoluzioni colorate". Le uniche nazioni che "rispettano" sono quelle che hanno affidato
dopo l'intervento degli squadroni della morte ad incalliti criminali, a regimi militari come quello colombiano che tiene in galera diecine di migliaia di contadini dopo averli depredati delle loro terre assegnate alle loro multinazionali. Il pianeta è stretto in una rete di basi militari Usa che hanno lo scopo di controllare innanzitutto la nazione dove sono collocate. In Italia le basi militari ed i depositi nucleari USA servono innanzitutto a controllare la fedeltà del nostro Paese. L'Iran  (lo chiamerei volentieri Persia) non minaccia nessuno ed è minacciato da vicino da una Israele dotata di oltre mille testate nucleari e di un esercito tra i più potenti del mondo.
  L'Iran è in pericolo come lo sono la Russia, la Cina, l'India e tutti i paesi che non sono stati marchiati dalla presenza di una base militare Usa. Ma forse questa ennesima ciambella al signor  Obama- Bush terzo non riuscirà con il buco.
http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=7771
Pietro Ancona

                                                               ****

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From: pietroancona@tin.it
To: lettere@ilmanifesto.it
Sent: Friday, June 19, 2009 2:15 PM
Subject: Termini Imerese e Fiat


 Se le Confederazioni sindacali CGIL-CISL-UIL e ora anche UGL (i cobas sono rigorosamente discriminati) accettano la filosofia generale del piano Marchionne che lascia all'Italia poco più degli uffici e si libra nel globo, le lotte che faranno i lavoratori di Termini Imerese sono destinate  alla sconfitta. Si difende Termini se si rigetta la strategia complessiva della Fiat. Ma a quanto pare le cose non stanno così. La questione Sicilfiat è già stata regionalizzata e confinata in fatto
assistenzialistico.
Pietro Ancona
                                                                    ***

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, June 21, 2009 3:54 PM
Subject: Il golpe di Mousavi e della Cia


altre considerazioni sul golpe di Mousavi



Il golpe tentato da Mousavi con l’appoggio anglosassone forse fallirà ma comunque ha già ferito l’Iran. L’Iran da sempre è preda dell’Occidente per via del petrolio ed ora della sua posizione strategica nel mondo globalizzato. L’Occidente non avrà pace fino a quando non lo ridurrà in macerie come Gaza, come l’Irak, come l’Adghanistan. Sempre in nome della libertà e della democrazia….. Escludere aprioristicamente l’intervento della Cia o del Mossad è davvero irrazionale ed è comunque diventata una moda. Le sollevazioni dei contadini colombiani contro il regime militare vengono subito coperte dal silenzio delle batterie massmediatiche dell’occidente e duramente represse con le torture e la morte. Ma i contadini colombiani non contano niente per la sinistra italiana che oggi si rinnova accettando il libero arbitrio delle masse iraniane che si sono mosse spontaneamente ed in nome della libertà contro il Regime.
Riflettete: l’alternativa non è tra il regime teocratico e le masse assetate di libertà ma tra l’Iran autonomo e Mausavi agente americano!
Irak ed Afghanistan hanno due regimi fantocci travestiti di democrazia diretti dagli Usa e dalla Nato. Dobbiamo farne un terzo?
La tristissima esperienza della Palestina di Abu Mazen dimostra che la scelta di una direzione “moderata e filooccidentale” non cambia niente e non ottiene niente. L’Occidente non ha rispetto per niente, vuole solo espandere i suoi interessi economici e militari.
http://wapedia.mobi/it/Rivoluzioni_colorate

pietro ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, June 22, 2009 11:15 AM
Subject: la rivoluzione ingannata


 La rivoluzione ingannata
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   Gli obiettivi della  "rivoluzione" in corso in Persia non sono libertà, democrazia  eguaglianza sociale, laicizzazione dello Stato e separazione della religione dalla politica. Niente di tutto questo certamente assai presente nell'animo dei tantissimi giovani che sfidano il Regime è presente e ravvisabile nelle parole d'ordine imposte da chi ha fatto la "griffe" ed ha assegnato un colore  (verde) alla rivolta. Le parole d'ordine sono: Morte ad Ahmaninejd e potere a Mousovi. La rivoluzione è scoppiata a causa di una profonda frattura interna
all'estambliscement del Regime da coloro che aspirano alla collaborazione con Israele e l'occidente, a spartire con le multinazionali la ricchezza escludendone il popolo e lo Stato a vantaggio di una oligarchia già assai potente. La rivoluzione è  nelle loro mani. I giovani sono soltanto carne da macello da immolare per svergognare il Regime.
  Uno dei capi del tentato golpe è tra le prime cariche dello Stato. Rafsanjani è il ricchissimo proprietario di trecento università private. Mousavi è noto per avere foraggiato i contras contro il legittimo governo sandinista del Nicaragua.
 E' legittimo supporre che abbiano  stretti legami con i servizi segreti occidentali che puntano ad insediare in Iran
un Quisling, un Petain da aggiungere ai  Quisling ed ai Petain  al vertice di Iraq ed Afghanistan e della Cisgiordania.,
 Se il golpe sarà sconfitto (la cosa non è certa) non è da escludere iniziative militari dirette o indirette dello Occidente per ridurre l'Iran al servizio degli interessi geostrategici e delle multinazionali dell'imperialismo.
http://www.altrainformazione.it/wp/2009/06/17/una-connessione-tra-mir-hossein-mousavi-e-lirangate/

Pietro Ancona

                                                   ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, June 22, 2009 4:25 PM
Subject: Il referendum fallito


Il fallimento del referendum, vittoria della democrazia
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  Non sono andato a votare per i referendum come la maggioranza degli
italiani. Sbagliano coloro i quali ritengono che si è cittadini rispettosi
delle legge se si va a votare un si o un no. Anche l'astensione è un voto,
Una opzione legittima.  Per la prima volta, dopo tantissimi anni, mi ritrovo
dalla parte di chi vince e questo può rallegrare un perdente come me che
sceglie da sempre di stare dalla parte di chi finisce sempre  in minoranza.
Il fallimento del referendum sconfigge in un sol colpo tutti coloro che si
era schierati in sua difesa, il vasto e variegato mondo del sistema
maggioritario e della repubblica presidenziale. La somma della legge
elettorale che sarebbe scaturita dalla vittoria del referendum al
presidenzialismo  delle annunziate riforme avrebbe sgretolato e questa volta
definitivamente la Repubblica dal momento che avremmo  un Presidente o un
Capo di Governo con poteri quasi assoluti con una maggioranza parlamentare
del 55 per cento. Insomma una democrazia assai meno equilibrata di quella
iraniana ricca di contrappesi che nel nostro Paese non esistono. Abolito il
bicameralismo (che di per sè è un deterrente), abolita la Corte
Costituzionale da tempo nel mirino della destra, occupato il Parlamento da
una maggioranza peraltro non scelta dall'elettorato ma dal Capo del Partito
che magari è il Capo del Governo o dello Stato, la democrazia diventa
veramente una burla e l'intero sistema un marchingegno da operetta.
 Esce sconfitto in primo luogo il PD che  scegliendo per il si ha inteso
completare la sua opera di semplificazione del Regime dopo l'espulsione dal
Parlamento dei socialisti,dei verdi e dei comunisti. La destra al Governo ed
il PD all'opposizione quasi con lo stesso programma in politica economica,
sociale, estera. Tutti gli altri fuori come se non esistessero e se non
rappresentassero correnti culturali ideali e politiche profondamente
radicate nella società e nella storia italiana. Ma come ha fatto un partito
che viene dall'Ulivo e dalla tradizione democratica dei cattolici e dei
comunisti italiani ad arrivare all'aberrazione referendaria?  Che cosa ha
corrotto nel profondo la cultura democratica che ravvisa nel proporzionale
rappresentativo di ogni tendenza politica del Paese la garanzia più forte
per la democrazia? Oggi ci troviamo con circa  quattro milioni di cittadini
privi di rappresentanza parlamentare. Non credo che sia giusto sopratutto se
pensiamo che i seggi che sarebbero spettati alla loro rappresentanza sono
stati distribuiti a quanti hanno varcato lo sbarramento usando anche il vile
argomento del "voto utile".
  Il referendum è fallito ed oramai da molti anni, dal 95, la gente non vota
più. Perchè? Le ragioni sono tante. In primo luogo la saturazione provocata
dagli abusi di Pannella e dei radicali, in secondo luogo dalla natura dei
quesiti posti spesso suscettibili di promuovere coalizioni di elettori
contro diritti di minoranze, in terzo luogo dal fatto che in effetti i
referendum non sono abrogativi ma sostitutivi della legge che si vorrebbe
abolire con altra legge. Nel caso di questo referendum si sarebbe sostituita
alla norma del Porcellum del premio di maggioranza alla coalizione il premio
di maggioranza al partito relativamente vincitore. Quindi una nuova e più
grave e velenosa legge antidemocratica a sostegno della oligarchia vincente.
La Lega ha boicottato il referendum per ragioni di bottega ma  resta
titolare della peggiore legge elettorale della storia italiana. Le forze
democratiche  pagano lo scotto del loro sincretismo con la destra italiana.
Spero che il PD sappia  trarre lezione dal fallimento ed imparare a far
coincidere i propri interessi con quelli della democrazia e del rispetto
delle culture politiche esistenti nel Paese. Saprà farlo?
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2009/06/22/pop_referendum.shtml

Pietro Ancona
                                                        ****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, June 24, 2009 2:05 PM
Subject: Il drone assassino e la doppia morale di Obama e dell'Occidente




IL DRONE ASSASSINO E LA DOPPIA MORALE DELL'OCCIDENTE
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  I massmedia italiani registrano molto di malavoglia e con poche righe l'ennesimo massacro di popolazione civile perpetrato dagli americani.  Un centinaio di persone, in un piccolo villaggio del Pakistan, sono state massacrati da tre missili ad alta precisione lanciati da un Drone. Scrivono  "probabilmente" americano, ma sanno benissimo che questo genere di assassino senza pilota comandato a distanza prodotto da una altissima e sofisticata tecnologia militare è americano. La notizia è accompagnata da insinuazioni velenose che servono a giustificare il massacro: il funerale era di un capo talebano (parola calda altamente criminalizzata) ed i convenuti alla veglia funebre erano naturalmente in qualche modo legati al defunto. Quindi si è trattato di una operazione di pulizia antitalebana e pertanto legittima. Non costringono forse i talebani le donne ad indossare il burka? Quindi.....
 Non credo che esista una sola ragione al mondo che potrebbe essere addotta da Obama per la sanguinaria catena di stragi che il suo esercito e la sua aviazione infliggono alle popolazioni del Pakistan, dell'Afghanistan e dell'Irak. Le ragioni sono, come sappiamo, di natura geostrategica e petrolifere e non sono confessabili.
 Ma l'Occidente intero fa finta di credere ad AlQaeda, a Bin Laden ed alla necessità di combattere il Burka per liberare le donne, civilizzare l'Oriente.
  Obama si spaccia per difensore della giustizia e della libertà e mostra di difendere le ragioni dei golpisti insorti a Teheran condannando la reazione del'Iran dal momento che ogni vita umana è insostituibile e va difesa.  Certamente ogni vita umana è  insostituibile, ma lo sono tutte, anche quelle recise ieri in un villaggio pakistano e non soltanto quelle che servono alla cinica propaganda  del colonialismo..  Quante parole sono state scritte dagli opinionisti occidentali per la morte di Neda e di altri ragazzi di Teheran ? Sicuramente tante.  Ma costoro e  lo stesso segretario dell'ONU intervenuto contro le repressioni in Iran hanno  forse detto una parola per l'ennesima strage della morte che arriva dal cielo  in un villaggio del Pakistan  con un aereo sprovvisto di pilota?
   L'approccio di Obama ai problemi è  meno schematico e più complesso di quello di Bush. Ma la sostanza non cambia. L'unica pax che riesce a concepire è quella che passa  con la falce della morte sui popoli  che hanno la disgrazia di abitare dove c'è il petrolio e dove gli americani pensano di installarsi.
 http://www.megachip.info/modules.php?name=News&file=article&sid=6994

Pietro Ancona
                                                     ****

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From: pietroancona@tin.it
To: Undisclosed-Recipient:;
Sent: Thursday, June 25, 2009 1:05 PM
Subject: Il Potere dalla tragedia al grottesco


Le  cene notturne
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 Il nostro Presidente del Consiglio è un pozzo inesauribile di sorprese. E' difficile capire da dove trae tutte le energie che sembrano inesauribili e che dedica, non so se in parti eguali, alla politica, al governo, agli affari,alle donne. A leggere una intervista della signora Patrizia D'Addario si scopre anche l'abitudine alle cene notturne, cene che finivano all'alba. La signora si ricorda perfettamente anche il menù e gli ornamenti della tavola adatti a creare una atmosfera leggera, rilassata, gaudente,libertina.
 La cena notturna che finisce all'alba di Berlusconi mi ha fatto ricordare Stalin che aveva la stessa abitudine. Naturalmente l'atmosfera delle cene di Stalin erano di ben altro colore e spessore, durante le conversazioni che
il grande tiranno aveva con i suoi commensali (credo tutti uomini) venivano decise le sorti di quanti cadevano in disgrazia con il Regime e venivano liquidati senza tante storie. Le cene di Stalin erano un rituale del boia. Nelle cene notturne di Berlusconi non viene decretata la morte od il carcere per nessuno! Il nostro Presidente si compiace di circondarsi di tantissime ragazze che sbavano vogliose per un suo cenno di interesse e che vengono tutte ringraziate con regali che il Nostro ha a disposizione in quantità industriali: collane, pendenti, braccialetti, orecchini....Queste ragazze assistono alla proiezione di filmati sulla sua attività di Presidente del Consiglio, incontri internazionali, comizi, bagni di folla etcc....proiezioni che, a detta della testimone, durano a lungo ma nessuna naturalmente deve mo
strarsi annoiata o distratta. Alla prescelta si dice: aspettami nel letto grande. La D'Addario che ha esperienze di squillo notevoli con frequentazioni in Arabia di sceicchi sostiene che il Nostro è meno gentile e rispettoso
delle donne che lo circondano di quanto gli sceicchi lo siano con le donne dei loro harem. La D'Addario so-
stiene di essere stata in diversi harem.. Quindi sa di che cosa parla..
  Anche Ceausescu aveva abitudini di cene notturne e più di lui i suoi figli. Se uno dei figli di Ceausescu adocchiava una bella cameriera  e gli veniva un attacco di libidine, la rovesciava sul tavolo e la "usava" in presenza dei commensali che continuavano a gozzovigliare.. Naturalmente la cameriera violentata non aveva alternative al silenzio dal momento che rischiava di scomparire nel nulla.
   Insomma, a seconda delle circostanze, il potere si esprime dalla tragedia al grottesco e financo al ridicolo.
Nell'Italia  repubblicana di oggi, propensa a chiudere un occhio ma anche ad ammiccare furbescamente sulle
notti di un uomo ricchissimo proprietario della comunicazione televisiva, non so quale  risultato avrà la critica
dei comportamenti del primo ministro.
  La struttura cattolica che dovrebbe presiedere la morale dell'Italia è dominata dall'utilitarismo del Vaticano che, ricevendo doni in natura ed in leggi da Berlusconi tace sulla sua pubblica indecenza ed isola le voci che, dentro l'ecclesia, si azzardano a condannarlo. La gerarchia cattolica è forse ancora più immorale del nostro poco decente Primo Ministro.
  Infine, mi chiedo quale tecnostruttura, quale organizzazione presieda ai molteplici contatti di Berlusconi con  le tantissime ragazze che lo frequentano. Chi sono le persone preposte ai piaceri sessuali del Presidente? Sono funzionari pubblici o del suo staff privato? Quali garanzia offrono allo Stato? Bisognerà pure rispondere a queste domande.
pietro ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/

ihttp://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-10/parla-patrizia/parla-patrizia.html
                                                                      *****


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From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, June 28, 2009 2:56 PM
Subject: I GRINGOS


I GRINGOS
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 Quasi mi offendevo, da ragazzo, quando leggevo nei fumetti che i cattivi banditi messicani con sombrero, basettoni, doppie cartuccere e dentoni smaglianti  chiamavano spregiativamente "gringos" i miei eroi americani! Per me gli americani  erano i buoni civilissimi soldati che mi avevano liberato dai tedeschi e, a prezzo di tantissimi morti, avevano debellato la terribile minaccia nazista dal mondo.
 Ma poi non mi è stato tanto difficile capire la ragione di tanta carica dispregiativa insita nel termine "gringos".
Il sud america è stato da sempre  luogo di immense sofferenze dei contadini angariati da sanguinari caudillos  sostenuti dagli squadroni della morte addestrati dagli Usa nelle caserme dei marines.  Tutto il Sud America è stato sempre mercato di consumo dei prodotti americani ed agricoltura colonizzata dalle sue multinazionali. Ogni tentativo di indipendenza è sempre stato frustrato ed ucciso sul nascere. Cuba ha resistito soltanto perchè appoggiata dall'URSS che non avrebbe permesso la sua distruzione ma tutti i governi che hanno mostrato un minimo di autonomia da Washington sono stati subito rovesciati. I gruppi dirigenti rivoluzionari sono finiti quasi tutti assassinati, incarcerati, dispersi, costretti all'esilio. Ricordo per tutti il Cile di Allende rovesciato da Kissinger. Non è detto che non saranno rovesciati i governi della grande ondata di sinistra e di centro-sinistra che ha trionfato nelle recenti consultazioni elettorali. Il Brasile di Lula è tollerato per via delle concessioni agli Usa  delle biomasse che hanno sottratto le terre alle coltivazioni dei contadini e di altri compromessi raggiunti con le multinazionali USA.
 L'esempio del governo preferito dalla Casa Bianca è la Colombia retta da una giunta militare che ha espropriato i contadini delle loro terre, li ha incarcerati o costretti a vivere in estrema miseria e ceduto le loro terre
a grandi aziende USA. Nella colonizzazione del sud America è presente anche l'Italia. Benetton possiede  milioni di ettari di terreno che sono stati recintati ed inibiti agli abitanti del posto,
  Per comprendere quanto sia mostruoso il sistema politico  imposto al sud America con la complicità delle caste dominanti locali basta pensare alle favellas, mostruose agglomerazioni di casupole di lamiera e cartone
con  centinaia di bambini che frugano montagne di immondizia nelle discariche in cerca di un po' di cibo o di qualcosa da poter vendere. Le distanze sociali sono immense: miliardari da una parte e poverissimi dall'altra. In mezzo una classe media sempre in pericolo di sprofondare nell'abisso della povertà.
  I gringos sono padroni del mondo con l'aiuto dell'Occidente che si presta al loro dominio incontrastato e che fornisce copertura anche per le operazioni coloniali più sporche come l'occupazione dell'Iraq e dell'Afghanistan o il genocidio di Gaza e la distruzione del Libano. I gringos impongono la loro pax che consiste  nel dominio dei loro interessi  su  tutto il mondo. La parte di mondo che si sottrae è in pericolo e viene attaccata in tutti i modi. La Cina viene attaccata con la contestazione del Tibet che si vorrebbe assegnare al Dalai Lama ed ai suoi monaci. La Russia  è oramai assediata da governi filoamericani imposti dalle rivoluzioni "colorate" e la riunione dell'OSCE di oggi l'ha
provocata  proponendo "osservatori" nel suo territorio della Ossezia recentemente aggredito dalla Georgia.
 L'Iran viene minacciato da Israele che si prepara ad invaderlo ed in vista di ciò fa manovre navali nello stretto di Gibilterra ed ha subito una profonda ferita interna con la lacerazione del suo gruppo dirigente in parte arruolato ad un progetto "moderato" tipo Abu Mazen.
 La Pax americana consiste nella continua opera di destabilizzazione o di distruzione delle nazioni che resistono e non consentono l'installazione di basi militari nel loro territorio. Tutti i mezzi sono buoni per raggiungere lo scopo, anche l'arruolamento dei monaci buddisti come è stato fatto in Birmania, le rivoluzioni "colorate", l'assedio e l'isolamento economico, l'aggressione.
pietro ancona
                                                                          ****

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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Monday, June 29, 2009 10:37 AM
Subject: Honduras ed Iran nel mirino dei Gringos

La malvagia influenza USA sull'America Latina


 Un Presidente eletto democraticamente da appena due anni viene rovesciato da un colpo di Stato diretto dalla Corte Suprema ed eseguito dall'esercito il giorno stesso in cui viene indetto un referendum per il raddoppio del mandato presidenziale.
 Nessun atto, niente di niente viene rimproverato  tranne l'avere chiesto all'elettorato un  pronunziamento che, nelle intenzioni del promotore, dovrebbe consolidare il governo e lo Stato.
 Bisogna ammettere che la fantasia dei gringos è davvero fertile e spazia delle rivoluzioni colorate, alle contestazioni dei risultati elettorali (Iran) alla preventiva contestazione di un referendum non ancora consumato. Spazia dall'uso dei Mousavi a quello dei paludati membri di una Alta Corte.
 L'Honduras ha gli abitanti della Sicilia ma è tre volte più grande.Si è schierato con Chavez ed è membro attivo dell'organizzazione sudamericana che tenta di affrancarsi dal tallone di ferro degli Usa specialmente nella gestione del commercio e nell'uso delle materie prime. I gringos non lo vedono molto di buon occhio
ed hanno mobilitato le forze socialmente legate alla dominazione per abbattere il Presidente Zelaja che è stato rapito in camicia da notte e senza calzini ed imbarcato su un aereo per il Costa Rica.
  Obama si dichiara "preoccupato" dell'avvenuto ed ostenta un atteggiamento da estraneo al loro svolgimento.
Ma non poteva non sapere che cosa stava bollendo nel pentolone della Cia e del Pentagono. L'arresto degli ambasciatori del Venezuela, Cuba e Nicaragua la dice lunga sulla portata strategica dell'operazione Honduras. L'obiettivo è sgominare, scompaginare  l'alternativa politica e sociale che si sta costreendo in America Latina che non è comunista, non è terrorista, spesso cresce e si impone attraverso vasti consensi popolari ma non per questo è meno temuta dai gringos.
  Se vogliamo  paragonare la politica degli Usa a quella della Grecia classica possiamo dire che come Sparta si alleava con "la destra" delle polis e dovunque poteva insidiava al potere le classi  aristocratiche ed oligarchiche, gli USA si alleano con i ricconi, con gli squali sociali, i grandi proprietari e capitalisti di tutto il pianeta e lottano apertamente i modelli sociali alternativi, democratici, egualitari, redistributivi.
  In Iran stanno giocando una grossa partita a fianco degli esponenti della ricchezza e della imprenditoria  come Rafsanjani. Se riescono ad installare al potere questi e Mousavi avranno vinto la loro battaglia per il controllo di un pezzo assai importante di pianeta.
 pietro ancona

http://www.granma.cu/italiano/2009/junio/domingo28/colpo-it.html
http://www.granma.cu/italiano/2009/junio/domingo28/alba-it.html

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, July 03, 2009 7:57 AM
Subject: ABUSO DI MAGGIORANZA


abuso di maggioranza
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 L'approvazione della legge sulla sicurezza  avvenuta ieri in via definitiva al Senato con voto di fiducia chiesto dal Governo pone  problemi assai seri per la tenuta dello stesso sistema democratico e per la libertà e civiltà del nostro Paese. Il Senato e prima la Camera hanno approvato una legge che violenta principi fondamentali della Costituzione per volontà di una maggioranza che, per fare pesare ancora di più il proprio potere di maggioranza che non deve rendere conto a nessuno, ricorre al voto di fiducia chiesto da un Governo  guidato da un gruppo di ministri che si presentano in divisa al Parlamento ed alle TeleCamere con tanto di cravatta   e fazzoletto verde. Questo manipolo oramai abbastanza numeroso di legislatori e governanti in divisa ha fortemente voluto ed imposto l'istituzione di ronde con l'evidente scopo di farne una sorta di ampliamento nazionale della guardia padana e la milizia privata del Partito di Governo. Una milizia per ora disarmata ma non è detto che non lo sia in un futuro più o meno vicino. Questo obiettivo è palesato dal fatto che saranno  le associazioni a fare le ronde e non singoli cittadini iscritti in un albo aperto a tutti.
  La devastazione del diritto fatta dalla legge approvata ieri è tanta e tale da porre il problema di una riconsiderazione dei poteri del Parlamento rispetto la Costituzione. Può una maggioranza  semplice stravolgere principi che riguardano la tutela della dignità e della libertà delle persone garantiti dalla Carta Costituzionale e da norme internazionali alle quali abbiamo aderito? A questa domanda si deve rispondere
sottraendo tutte le proposte di legge che investono  i principi contenuti nella prima parte della Costituzione alla legiferazione ordinaria  e stabilendo per esse la necessità di una maggioranza qualificata (due terzi) per la loro eventuale modifica.
 .
  Tutti le persone  di origine straniera  che stanno in Italia  magari da moltissimo tempo vengono consegnate
dalla  normativa approvata ieri ai loro datori di lavoro che diventeranno arbitri assoluti della loro permanenza.  Basterà la minaccia di non rinnovare il contratto per piegare alle voglie più insane del padronato italiano i lavoratori stranieri dal momento che nessuna garanzia viene loro concessa per il rispetto dei loro diritti sindacali. Il permesso di soggiorno a punti è il sadico strumento di controllo e di schiavizzazione degi immigrati.
  Colpisce inoltre l'enormità degli aggravamenti del regime di detenzione previsto dal 41 bis. Aumenta a dismisura il potere del Governo su quello della legge dal momento che si può aumentare il carcere duro ed inasprirlo su richiesta del Ministro degli Interni a quello della Giustizia.
  Questa norma sembra fatta apposta per affermare un potere diretto del Governo sui mafiosi carcerati che sorpassa quello del giudice di sorveglianza e del sistema giudiziario in genere. Dal momento che sono assai scettico sulla reale volontà del centro destra di combattere la mafia, (ricordate il Ministro Lunardi che invitò a convivere con la Mafia e Berlusconi che definisce eroe il suo mafioso "stalliere"), penso che il carcere durissimo a disposizione del Governo possa diventare un pericoloso ed inquietante strumento di contrattazione e di aggiustamento con la criminalità mafiosa.
  L'adesione dei giuristi democratici e della sinistra a suo tempo data al 41 bis sia pure condizionata dalla durata limitata e da procedure di garanzia credo sia stato un grave errore dal momento che le prigioni non
possono diventare le segrete del governo come nei regimi totalitari e come lo furono nel nostro passato.
  La pena carceraria non deve prevedere vari gradi e vari livelli di sofferenza inflitta. Deve essere eguale per tutti e distinta soltanto dalla durata  di espiazione dettata dalla sentenza.
  Il Presidente della  Repubblica, custode supremo della Costituzione, dovrebbe bocciare la legge approvata ieri per il degrado che introduce nel Diritto italiano.  Spero che lo faccia ma ne dubito dal momento che, se avesse voluto, avrebbe potuto sconsigliarne la presentazione alle aule parlamentari. Dopo  che Napolitano avrà messo il suo sigillo alla legge, l'Italia sarà molto più fascista di quanto non lo sia già oggi con una legge razziale che punisce sulla base dell'etnia e   un carcere che sarà manovrato dal Governo come nello Stato Pontificio e nella Repubblica Serenissima che chiudeva ai Piombi chi era sospettato o inviso  al Potere dei Dogi.
pietro ancona
                                                            ****

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From: pietroancona@tin.it
To: redazione@loccidentale.it
Sent: Wednesday, July 01, 2009 4:07 PM

Una volta c'erano le ferrovie dello Stato. Avevano una grande cultura tecnica frutto della esperienza e dello ingegno di generazioni e generazioni di ferrovieri entusiasti ed appassionati al loro lavoro. Non furono mai attive e per questo furono presto "privatizzate", sottratte
alla gestione ed al pubblico controllo ed affidate a "managers" che generalmente non sapevano come fosse fatto un treno. La mania della privatizzazione dei servizi ha contagiato tutti anche la sinistra che, per essere "moderna" deve ripudiare ogni forma di statalismo.
 Fino a quando ci furono le Ferrovie dello Stato gli incidenti erano praticamente sconosciuti. Esisteva una cultura collettiva della gestione della ferrovia ed un orgoglio, un senso di appartenenza straordinario.
 Anche dal punto di vista dei costi, le FFSS costavano meno di quanto costi oggi TreniItalia,foraggiato anche dalle regioni ricattate sulla questione dei pendolari e delle rete secondarie.
 Fate la somma di quante vite umane si sono perse e quanti incidenti gravissimi abbiamo registrato dalla privatizzazione ad oggi e vi renderete conto che non è stato un buon affare.
  Ma scommetto che nessuno  a sinistra metterà in discussione il regime che ha provocato la sciagura di Viareggio ed altre ne provocherà in futuro
  Pietro Ancona
                                                                       ****
 
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, July 04, 2009 10:18 AM
Subject: Napolitano, la sinistra e l'Italia in guerra in Afghanistan.

 
Napolitano, la sinistra e l'Italia in guerra in Afghanistan.

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 I giornali parlano pochissimo e non danno informazioni adeguate sull'offensiva in corso in una regione dello Afghanistan  contro i  talebani o almeno coloro che con tale nome,  sempre più caricato di significativi negativi e criminali vengono indicati come nemici mortali da distruggere.  Si parla di una battaglia "infernale" che da giorni coinvolge migliaia e migliaia di soldati dell'armata più potente che esiste al mondo dotata di mezzi offensivi di inaudita potenza ma sempre come notizia secondaria che non deve emozionare o fare riflettere l'opinione pubblica.

 In merito a questa offensiva che coinvolge l'Italia come forza belligerante le notizie vengono date, sempre con il contagocce e da cercare con molta pazienza  sui giornali. Si dice che essa avviene alla vigilia delle elezioni presidenziali del venti agosto. Una guerra con bombardamenti aerei che hanno già provocato migliaia di morti viene scatenata e sviluppata  da una  terribile offensiva soltanto per supportare la elezione di un Presidente Quisling degli Usa  e per dimostrare che chiunque si oppone a questa scelta è destinato ad essere ucciso dalla  grande armata che occupa il Paese  senza controllarlo dal momento che è odiata dalla popolazione.,
 L'Italia aggiungerà altri 500 soldati in vista delle elezioni presidenziali  aumentando un impegno militare cospicuo per risorse umane e mezzi tecnici come, ad esempio, gli elicotteri Mangusta addetti al rastrellamento ed al mitragliamento dei "talebani".
  Non so se l'impegno militare e politico degli italiani comprenda prestazioni investigative e di carcerazione dei combattenti o della popolazione civile che li appoggia. Di certo sappiamo che a Bagram esiste una prigione degli Usa dove vengono torturati quanti sono sospettati di appartenere o di appoggiare coloro che io mi limito a chiamare patrioti.
 Tutto il marchingegno messo in piedi dagli americani per giustificare l'invasione dell'Afghanistan e la sua occupazione oramai quasi decennale è falso a cominciare dall'attacco dell'11 settembre, per il quale i sospetti che si sia trattato di una messa in scena sono sempre più diffusi, ad AlQaeda e BinLaden che fungono da bau bau (ogni volta che serve agli USA appare Bin Laden a minacciare con la sua cantilena monocorde). La presenza occidentale in Afghanistan ha ragioni meramente geostrategiche e riguardano gli interessi planetari degli USA. Ma si fa credere all'opinione pubblica mondiale che la ragione è la lotta al terrorismo e per debellarne la forza nel punto geografico dove si origina.
  I nostri governanti e la opposizione è da un pezzo che hanno il pudore di non  parlare più di peacekeeping  ma non ammettono la natura combattente del nostro contingente dal momento che questa è vietata dalla Costituzione. Il Presidente della  Repubblica che è anche Capo Supremo delle Forze Armate tace e lascia perpetrare una grave violazione della Carta Costituzionale di cui dovrebbe essere custode inflessibile. I massmedia riferiscono svogliatamente e senza impegno della gravissima azione di guerra in corso e si eccitano soltanto per l'Iran sconvolto da una sollevazione contro i risultati elettorali organizzata e sostenuta dalla Cia e dall'Occidente. Poche parole per l'Afghanistan a fronte delle molte, moltissime dedicate alla lotta per la libertà e la democrazia conculcate in Iran il cui governo non è gradito ad Israele ed all'Occidente.
 Se il dibattito nel PD non fosse concentrato sulle persone e sul loro scontro di potere, ma sui programmi e le scelte,  tutta la politica estera dell'Italia oramai  di totale integrazione subalterna a quella degli USA potrebbe
diventare una ragione per recuperare i valori della pace e della libertà dei popoli una volta  assai presenti tra i cattolici ed i comunisti italiani. Ma lo scontro nel PD è soltanto personale e personalistico perchè il PD non si propone una politica diversa o contrapposta a quella di Berlusconi e della destra italiana.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
 
 
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http://www.difesa.it/Operazioni+Militari/
 
http://www.articolo11.org:80/index.php?option=com_content&task=view&id=5749

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From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Sunday, July 05, 2009 2:10 PM
Subject: scandalosa manfrina del PD sulla legge razziale


 SCANDALOSA MANFRINA DEL PD

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"questa legge ha per titolo la sicurezza ma in realtà accresce l’insicurezza: nessuna risorsa in più è destinata alle forze di polizia mentre passano provvedimenti sbagliati, inutili e dannosi».  Questa la dichiarazione del Segretario del PD sulla legge approvata oramai definitivamente dal Parlamento e che
viene commentata dai giuristi  come peggiorativa delle leggi razziali emanate dal fascismo dal momento che, come osserva Domenico Gallo, attacca l'integrità della famiglia  e la frantuma. E' vero che il PD ha votato contro la legge al Senato ma il suo commento è ambiguo ed accetta una fondamentale falsità costituita da una necessità di sicurezza legata alla  presenza di immigrati in Italia. Franceschini non commenta nel merito la legge si limita a dire che accresce l'insicurezza  e che non destina nessuna risorsa alle forze di polizia. Insomma, una presa di posizione debolissima che discute la validità della legge soltanto sul versante della sicurezza ignorando i diritti delle persone e l'enorme vulnus arrecato ai principi della Costituzione  ed a milioni di persone che lavorano nel nostro Paese e che da oggi saranno oggetto di una vera e propria persecuzione legale ed allo smembramento
delle loro famiglie.  A questa inadeguata reazione del PD si adegua la CGIL che  sostiene più o meno gli stessi concetti con un comunicato che si limita ad esprimere un giudizio negativo ma non annunzia alcuna iniziativa di protesta, nessuna mobilitazione.
Colpisce il fatto che dopo la dichiarazione di Franceschini nessuno del PD è tornato sull'argomento
come si si volesse seppellire in fretta la questione fonte più di perplessità ed incertezze che di una ragione per la difesa della Costituzione da un governo che abusa la sua maggioranza. Insomma, all'indomani dell'atto più significativo e distruttivo dello Stato di Diritto i gruppi dirigenti del PD hanno fretta di ritornare alla giostra per la elezione del Segretario, una occupazione che li rapisce dallo scenario politico e sociale nazionale per dedicarli al personalismo che oramai è l'ideologia delle nomenclature delle oligarchie. Bisogna purtroppo aggiungere che numerosi amministratori del PD si accingono a varare le ronde, questa sorta di milizia per ora non armata, che vorrebbe chiudere i cittadini in una enorme gabbia di spionaggio, delazioni, segnalazioni di quanti vengono sospettati di
essere irregolari oppure chiedono l'elemosina oppure non hanno fissa dimora. Insomma i più poveri
e derelitti diventano soggetti di una persecuzione legalizzata. Mi domando se la reintroduzione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale  punibile con tre anni di carcere non serva per provocare arresti a quanti dovessero rifiutarsi  o resistere al controllo delle ronde. I rondisti nominati con provvedimento prefettizio sono o no pubblici ufficiali?
La legge razziale non fa, naturalmente, alcun riferimento al reato di abuso di potere anzi incoraggia comportamenti autoritari e violenti come abbiamo purtroppo constatato in tante occasioni. Non esiste un problema di sicurezza legato alla immigrazione se non nel laboratorio di menzogne della destra italiana.
 Il Presidente della Repubblica che si è mobilitato per la legge sulle intercettazioni  convocando il ministro Alfano ed invitandolo a rivedere le sue proposte non risulta che si sia impegnato più di tanto per la legge sulla "sicurezza" e dubito che la rimanderà alle Camere. C'è forse qualcuno che chiede questo?  Soltanto i comunisti e l'Arci hanno annunziato la disobbedienza civile e con loro numerose organizzazioni di volontariato. Ma il Partito che ambisce ad essere alternativo al Popolo della Libertà
sembra più preoccupato di tranquillizzare i razzisti benpensanti che a difendere principi di libertà e di giustizia sociale che ci riguardano tutti.
Pietro Ancona


Note
tp://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=88682&idCat=54

http://it.wikipedia.org/wiki/Pubblico_ufficiale

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From: pietroancona@tin.it
To: Undisclosed-Recipient:;
Sent: Monday, July 06, 2009 1:11 PM
Subject: la cupola mafiosa del mondo


LA CUPOLA MAFIOSA DEL MONDO
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 Alla vigilia della riunione del G8 allargato a Stati che non so se definire postulanti, pezzenti, auditori, convitati di pietra  l' Occidente si è fatto sentire con tre diverse scampanellate: la Cina viene aggredita da una rivolta su base religiosa al limite dei suoi confini e si presenta alla riunione dell'Aquila come un animale azzannato ai polpacci che deve rendere conto della sua condotta; Aznar capo dell'opposizione di destra in Spagna scrive un articolo in cui fa capire che, fallita la rivoluzione "colorata" dei giorni scorsi, non resta che dare mano libera ad Israele o addirittura attaccare l'Iran; un poderoso esercito dotato di inaudita potenza di fuoco stringe in una morsa una regione dell'Afghanistan sterminando combattenti patrioti (talebani) e popolazione civile. La ciliegina su  questa "presentazione" viene data dal mancato ritorno del legittimo presidente dell'Honduras al suo paese dal quale è stato allontanato dai golpisti gorillas appoggiati dal cardinale dei ricconi  Maradiaga che ha intimato a Zelaja di rinunziare a tutto e starsene alla larga. Non dubito che gli USA e Obama siano parte attiva anche se furbescamente defilata della partita nella quale si gioca al rafforzamento dei golpisti mentre si fa finta di essere dalla parte del  presidente deposto e scacciato in camicia da notte dal suo Paese.
 Nel marzo del 2003, al largo delle Azzorre, ci fu un consiglio di guerra tra Bush, Blair e appunto Aznar che oggi punta il dito su altra nazione da bruciare in cui fu deciso di non tenere in alcun conto le riserve e la contrarietà di Germania e Francia e di aggredire subito l'Irak se l'ONU non avesse tenuto conto della volontà americana e delle denunzie (false) presentate dal Segretario di Stato Colin Powell. Il discorso allora pronunziato dal Segretario di Stato Usa si può ancora sentire su Radio Radicale ed è un cumulo di menzogne
confezionate dalla Cia e dal Pentagono. Ora Aznar non parla di armi di distruzioni di massa ma soltanto di prevenire il possesso della bomba atomica da parte dell'Iran ma in effetti il suo invito alla guerra è motivato dalla volontà di impedire ad una grande nazione forte di una popolazione giovane ricca di storia e cultura e slanciata verso il futuro di  accrescere nella pace la sua prosperità.  Ebbene  bisogna spezzare le gambe all'Iran e farlo regredire alla barbarie dei bombardamenti e delle macerie come l'Iraq e l'Afghanistan. L'Impero non sopporta per questi paesi che governi quisling del genere di quello palestinese di Abu Mazen disponibili a subire qualsiasi umiliazione ed infamia.
 La riunione della cupola mafiosa dell'Impero come quelle di Re Artù avrà il suo Re Obama al quale i cavalieri cortigiani si inchineranno profondamente e si dichiareranno pronti ad eseguirne ogni desiderio. Non una misura vera sarà presa per regolare dentro la legge il mercato finanziario ed industriale che ha portato il mondo in un disastro di cui ancora non si conosce tutta la gravità. Le regole della Pace saranno quelle della Pax americana e cioè l'erosione delle zone autonome del mondo non ancora avviluppate dalla fitta rete di basi militari Usa. Qualcuno dovrebbe spiegare per quale ragione gli americani debbono raddoppiare la loro base militare di Vicenza fino al centro della città. Tutto l'apparato politico-militare occidentale   è preposto alla espansione del dominio Usa nel mondo. Agli europei viene riservato un ruolo ausiliario ed ascaristico pienamente accettato dalla destra al potere e certificato dal rientro della Francia nella Nato.
 A Berlusconi è stato fatto intendere che se vuole mantenersi a galla e non finire in galera deve rinunziare ai suoi rapporti "autonomi" con la Russia. Gli Usa non hanno gradito l'accordo per il gasdotto e Berlusconi se non fila dritto la pagherà cara e subito come successe a suo tempo ad Andreotti e Craxi. Andreotti fino dentro due processi durati  molti anni e Craxi  costretto a scappare. Non si deve escludere che le notizie di prossimi attacchi "fotografici" di autorevoli giornali della borghesia anglosassone non siano finalizzati a piegare la schiena del nostro caudillo.
 Il vertice dell'Aquila sarà anche il trionfo della borghesia mondiale su una classe lavoratrice ridotta in miseria e schiavizzata dai regimi liberisti ricattata di essere fatta fuori se non accetta la riduzione "spontanea"dei salari già  inadeguati  ed insufficienti e del welfare.  Sindacati e partiti socialdemocratici hanno rinunziato da un pezzo alla difesa dei lavoratori per diventare collaboratori delle Confindustrie. In Italia il PD ha financo rinunziato a dichiararsi socialista ed ambisce di rappresentare interessi padronali già largamente rappresentati nei suoi gruppi parlamentari e nelle sue politiche.


PIETRO ANCONA

http://www.repubblica.it/online/esteri/iraqtrentacinque/documento/documento.html
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From: pietroancona@tin.it
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Sent: Monday, July 06, 2009 3:57 PM
Subject: il Cardinale dei ricconi



Il Cardinale  Maradiaga primate in Honduras e Presidente della Caritas Internazionale è è schierato con i gorillas golpisti ed ha invitato il legittimo Presidente del suo Paese di non rientrare "per non provocare un bagno di sangue". Ha anche riconosciuto la validità del colpo di stato sostenendo che il nuovo regime ha tutte le carte in regola per governare e che Zelaja si metta il cuore in pace e se ne stia lontano dall'Honduras.

 E' sicuramente impressionante vedere lo stesso esponente della Chiesa difendere gli insorti dell'Iran in nome della libertà e della democrazia ed i generali gorillas del suo Paese che ne fanno scempio e ritornano al vecchio sistema delle classi ricche e proprietarie per stare al potere insediando con la forza il loro caudillo.

 Ma non c'è contraddizione vera tra i due atteggiamenti dal momento che i "rivoluzionari dell'Iran" ed i militari dell'Honduras si muovono entrambi in una orbita che è quella del suprematismo dell'imperialismo americano
sui popoli del mondo.

Pietro Ancona

http://www.corriere.it/esteri/09_luglio_05/honduras_onu_zelaya_ae96bea8-698c-11de-b037-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano
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From: pietroancona@tin.it 
Sent: Tuesday, July 07, 2009 4:22 PM
Subject: NO ALLA SANATORIA PER BADANTI E COLF!

UTILITARISMO  CLERICALE E RICATTI
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Il sottosegretario Giovanardi famoso per le sue battaglie per la  legge quaranta e  contro le richieste delle coppie di fatto, ha  proposto di  escludere  le badanti  e le colf dai rigori della legge sulla " sicurezza" che ha qualificato reato l'introduzione o la permanenza clandestina in Italia di migranti. Questa sollecitudine improvvisa ha trovato subito autorevole appoggio nella Chiesa che, dopo aver tenuto un profilo decisamente basso nel corso della gestazione politica della legge razziale  e dopo avere smentito il cardinale Marchetto che l'aveva bollata come "fonte di dolore", interviene con i il Cardinale Crociata per sollecitare con inaspettato calore una soluzione per stralciare badanti e colf e naturalmente le famiglie o gli enti presso cui sono impiegati.
Si sta creando un orientamento favorevole a trovare una scappatoia per badanti e colf lasciando alla legge tutto il suo maligno potere ricattatorio e razzistico nei confronti di tutti i lavoratori e le lavoratrici stranieri che possono diventare clandestini dal momento che è soltanto il lavoro che giustifica la loro presenza nel territorio italiano.
Sono decisamente contrario ad una "sanatoria" per badanti e colf essendo contrario da sempre ad una legge liberticida che sta creando un "diritto" per i migranti diverso di quello per gli italiani. La legge deve sempre essere eguale per tutti e non può essere piegata alle esigenze di un utilitarismo sociale che considera secondari i diritti delle persone rispetto  i bisogni delle famiglie e delle imprese italiane.
 Osservava oggi la Prof.ssa Chiara Saraceno che le badanti assolvono ad una grande carenza del welfare italiano rispetto gli anziani, gli invalidi, i bambini, Dal momento che esistono pochissimi asili nido ed è quasi del tutto assente l'assistenza domiciliare per gli anziani e gli invalidi le badanti permettono la privatizzazione dell'assistenza a carico della famiglia che a volte è costretta a compiere sacrifici grossi per assicurare ad un proprio familiare le prestazioni di un o una badante. Ma in tanti settori dell'economia e dei servizi gli stranieri sono essenziali e quasi insostituibili.
  Il reato di clandestinità va cancellato  per tutti. . Perchè un muratore, un meccanico, un autista, insomma perchè dovrebbero essere criminalizzati tutti ad eccezione di chi fa comodo a Giovanardi ed a Monsignor Crociata?
  Va cancellata tutta la legge "sicurezza" concepita come un diabolico marchingegno ricattatorio verso i lavoratori stranieri ( e non solo) che dovranno  soggiacere alla volontà dei loro datori di lavori per potere restare in Italia.
  Molti, moltissimi datori di lavoro si faranno pagare con l'accettazioni di prestazioni sempre più dure e salari umilianti il rinnovo del contratto di lavoro e quindi il  permesso di soggiorno. Il meccanismo a punti farà il resto. Il ricatto diventerà il tratto caratteristico
del  Bel Paese pieno di italiani-brava gente!
   I leghisti, a cominciare da Maroni e Bossi, sanno bene che moltissime attività specialmente in "padania" si reggono con il lavoro spesso assai usurante dei migranti. Non vogliono che siano allontanati. Vogliono che siano ricattibili, sempre più ricattabili dai loro  "padroni" e  "padroncini"!
   Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
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Sent: Wednesday, July 08, 2009 2:11 PM
Subject: Il G8 seduto sulle macerie del mondo.



IL G8 SEDUTO SULLE MACERIE DEL MONDO
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  Preceduto da ondate di arresti  effettuati a scopo di "prevenzione" che hanno dato una impronta del tutto poliziesca e militare all'Italia che lo ospita si apre il G8, la parata dei potenti della terra o di coloro che continuano a ritenersi tali senza più esserlo.
  Averlo fatto a l'Aquila dentro le macerie del terremoto gli ha  fatto assumere un significato fortemente simbolico ed evocativo del ruolo dell'Occidente in quale è assiso sopra le macerie dei bombardamenti del Libano, di Gaza, dell'Afghanistan,  della Somalia ,dell'Iraq ed ora del Pakistan, macerie e cataste di cadaveri giustificate dalla lotta al terrorismo e dalla esportazione della democrazia. In Iraq ed in Afghanistan la democrazia è stata importata mettendo due marionette  al governo
. Come ieri la ricerca delle armi di distruzioni di massa "giustificò"
l'invasione dell'Iraq e l'impiccagione di Sadam Hussein e dei suoi collaboratori, oggi l'esigenza di impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari giustifica la crescente aggressità di Israele (che possiede un immenso arsenale di bombe atomiche e vuole restare la sola potenza nucleare della regione)  e dell'Occidente e l'avvicinarsi a grandi passi di una catastrofica guerra. Si prepara una iniziativa militare contro l'Iran preludio  del grande scontro dell' Apocalissi con la Cina e con la Russia.
  In questo contesto vanno lette le zampate all'Italia minacciata di essere espulsa dal G8 per "incompetenza" e
per la squalifica di Berlusconi secondo il Guardian ma in effetti per avere avuto l'ardire di stipulare accordi con la Russia per il gasdotto che hanno  fatto imbestialire gli angloamericani ed i tedeschi e  per non essere molto solerte a ballare sulla corda quando Obama suona la fisarmonica per l'Iran. L'invio di altri cinquecento soldati
in Afghanistan è servito a placare solo per il momento  gli Usa che esigono  sempre obbedienza totale ed immediata dai loro "alleati". Il Presidente cinese  Hu Jintau è stato costretto ad abbandonare  l'Italia  e rientrare di corsa in patria per occuparsi della ribellione degli Uiguri puntualmente scoppiata a ridosso del G8 come la rivolta dei monaci tibetani scoppiò proprio durante le Olimpiadi e riuscì a mettere sul banco degli imputati la Cina distraendo il mondo dalla sua raggiunta prosperità e dai suoi successi. Bisogna dare atto al dipartimento americano che si occupa di questi problemi di avere una gamma di opzioni che vanno dalle "rivoluzioni colorate", ai colpi di Stato, ai pogrom delle minoranze, alla guerriglia fino alle occupazioni militari precedute da bombardamenti e blocchi di strangolamento commerciali. Il colpo di stato dei gorillas honduregni è servito ad ammonire i sempre più riottosi ed indipendenti Stati dell'America Latina che la loro esistenza è sempre a rischio e che possono essere rovesciati. La rivoluzione "verde" dell'Iran non è riuscita come quelle che  la Cia ha organizzato nei paesi exURSS ma è riuscita a creare grosse difficoltà al governo
di quel disgraziato Paese da sempre nel mirino degli inglesi, dei tedeschi, degli americani a causa del petrolio.
  Nel mondo del dopoguerra e della decolonizzazione si creò una coalizione di Stati indipendenti capeggiati dalla Jugoslavia del grande Tito che rifiutava l'allineamento  con i due blocchi e rivendicava crescita e prosperità per i paesi poveri. Cinquanta anni dopo e venti anni dopo la caduta dell'URSS le cose sono peggiorate e c'è la corsa ad ingraziarsi l'Occidente predone piuttosto che contestarne l'egemonismo e la violenza.  Gli Stati fanno la fila per essere ammessi al G8 magari per assistere in piedi mentre altri banchettano. G8 che farà un pò di colletta per gli aquilani e distribuirà qualche spicciolo ed un pò di farina
vecchia e piena di vermi e  qualche cassa  di medicinali scaduti ai poveri che diventano sempre più poveri tanto poveri da
essere ossessionati soltanto dal bisogno di mangiare qualcosa, qualsiasi cosa......
  Il g8 non è un raduno di popoli liberi ma una corte riunita attorno al suo Imperatore. Una sorta di prosecuzione della "alleanza dei volenterosi" che  è stata  creata per combattere gli stati "canaglia" (ove per canaglia si intende uno Stato che interessa o per il petrolio o per la geografia gli USA che lo vogliono subito a loro disposizione ma che in qualche modo resiste alla  loro irresistibile attrazione,,,,
  Nessuno protesterà per essere stato truffato dai titoli tossici che hanno inquinato la finanza e l'economia mondiale. Non si faranno regole per "imbrigliare" il mercato. Gli squali continueranno a pascersi dei pesci piccoli. La richiesta del Papa di un liberismo etico  resterà priva di conseguenze pratiche come sa la Chiesa che scrive una cosa ma ne fa un'altra (vedi cardinale Maradiega in Honduras)

 Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, July 09, 2009 4:07 PM
Subject: Canova al G8


 ANTONIO CANOVA AL G8

Ho letto che  Berlusconi ha regalato ai suoi ospiti del G8 una strenna del peso di 24 chili, un volume che suppongo riproduca le opere del nostro Antonio Canova ricoperto da una copertina di marmo e realizzato come un miracoloso oggetto da Mille e Una Notte con carta "fatta a mano" broccati di seta e fili d'oro. Trattasi di oggetto di grande pacchianeria e volgarità costosissimo ed esibizionista di una prodigalità del tutto sproporzionata consegnato in mezzo alle macerie di una città in cui i cittadini sono riparati da tende e non hanno alcuna  prospettiva di un recupero di condizioni "normali" di esistenza. Il fatto che riproduca opere di Canova non lo riscatta dal cattivo gusto del suo committente.

Non so che altro sia stato regalato alle delegazioni estere ed ai giornalisti. Presumo oggetti ispirati alla stessa idea di megalome presentazione di sè, tutt'altro che sobri, tutt'altro che adeguati al clima, al momento, alle circostanze in cui si trova e si muove l'Italia di oggi.

 Il racconto che i giornali fanno della  esibizione dell'Italia al G8 lasciano senza parola. Ho letto di una tovaglia di tavola preziosissima lunga 17 metri e mezzo e larga 2,80 di fattura straordinaria che sarà esibita dalla Presidenza della Repubblica in occasione del pranzo di gala. Non credo che nessuno Stato al mondo tranne i sultanati di satrapi che riscuotono per se i proventi di tutto il loro Paese raggiungono livelli di  esibizione di lusso e di raffinatezze come l'Italia  del 2009, un paese in cui la stragrande maggioranza dei lavoratori guadagna attorno ai mille euro al mese ed in cui il welfare viene sforbiciato in continuazione a cominciare dalla sanità e dalla scuola per risparmiare soldi.
 I grandi capi dell' oligarchia politica di questo disgraziato Paese che conta decine di migliaia di membri superstipendiati come nessuno al mondo, fanno regali cafoneschi e   chiedono  la colletta per la ricostruzione dell'Abruzzo.
 Non escludo che ognuno degli ospiti del G8   troverà nella sua stanza oltre ai tradizionali fiori di accoglienza anche un sostanzioso cadeaux,  immagino diverso da quello che hanno trovato le ragazze di Villa Certosa o di Palazzo Grazioli.
 Da come la raccontano i giornali c'è un'aria di vacanza da ricconi, di spensieratezza e di agi che pervade ogni momento del G8. Le signore che si riuniscono con la moglie del sindaco di Roma per apprezzare un menù circondato da angoscianti misteri (la coda alla vaccinara c'era o no?). La moglie di Sarkozy che arriverà in ritardo (domanda tipo Moretti: se arrivo dopo mi si noterà di più?).
   Certo l'Italia di questo g8 è in cima alla graduatoria della volgare munificenza per "arrivati" ( in siciliano: arrinanzati), ma credo che chi riceve non  sia diverso da chi dà anche se probabilmente gli inglesi non avrebbero mai permesso a Brown di spendere in doni e pranzi la centesima parte di quanto sta spendendo Berlusconi.
   In ogni caso, mentre le signore di studiano le rispettive toilettes  ed i loro servizi segreti le informano dei vestiti delle altre per regolarsi sui propri, i mariti fanno il loro lavoro tutt'altro che benefico per il pianeta e per l'umanità. Ora hanno nel mirino Ahmanidejad al quale preparano un destino non diverso da quello di Saddam Hussein. Un destino  tragico si sta preparando nella stranissima e surreale Versailles aquilana per il
popolo iraniano che probabilmente sarà liberato dai suoi tirannici teocrati con un magnifico bombardamento al quale assisteremo in televisione mentre gustiamo un gelato o una birra e che sarà più spettacolare di quello di Bagdad.
 Quale spettacolo è più eccitante  dell'apocalissi che cala dal cielo e traccia fantasmagorie con il fosforo e l'ranio impoverito ed il napalm? 
  Quante opere d'arte, quanti Canova andranno distrutti dopo quelli che sono finiti in polvere a Teheran?
Ma i pozzi di petrolio resteranno intatti e potranno continuare a nutrire l'Occidente e tenere alte le sue idealità
di libertà e democrazia.
Pietro Ancona

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/canova-regalo/1.html
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/150988

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, July 10, 2009 9:32 AM
Subject: Una ingannevole luna di miele.


 UNA INGANNEVOLE LUNA DI MIELE
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 Dopo il g8  la batteria massmediatica dell'Occidente, aiutandosi con tanti articoli di "colore" si prodiga a stendere un'atmosfera di luna di miele su  un Berlusconi che esce quasi da titano da un appuntamento pericoloso e preceduto da funesti presagi, un Barak Obama che stringe la mano  (per ben due volte!!) a Gheddafi, un accordo incompleto sul clima che dà un tocco ecologico al summit e che dovrebbe eccitare i verdi di tutto il mondo rendendoli riconoscenti ad Obama che, a differenza di Bush, si preoccupa del riscaldamento e del difficile futuro dell'umanità.
 Naturalmente nessuno si azzarda ad avventurarsi nelle  grandi omissioni dell'agenda dell'Aquila: poche e generiche notazioni sulla più grande crisi finanziaria del dopoguerra che ha svenato gli Stati a sostegno di banche e finanzieri ladroni recidivi. Si apprende al riguardo che i managers di una grande finanziaria americana che ha ricevuto 180 miliardi di dollari dal governo USA ha subito ripristinato i superbonus milionari per i suoi dirigenti. Obbedendo all'ammonimento di Soros gli Usa ed i cortigiani europei non hanno stabilito di regolare il mercato mondiale che resterà libero ed aperto alle incursioni ed alle piraterie del liberismo nella sua fase criminale.
 Per quanto riguarda l'Africa non è stato preso in considerazione nessun progetto di pacificazione delle tante guerre che la inchiodono alla miseria più nera e che sono quasi sempre fomentate dalle ingerenze post colonialistiche dell'Occidente a cominciare dal Corno d'Africa da decenni funestato da guerre a causa della sua importanza geostrategica. Il Niger  viene flagellato dall'incuria  delle compagnie petrolifere a cominciare dall'Eni e dalla Shell che ne  hanno avvelenato il delta del grande fiume e, per abbassare i costi, non si curano della manutenzione e della devastazione del suolo, delle acque, della salute dei disgraziati abitanti.
  Il fiore all'occhiello del summit è l'accordo sul clima che per quanto largamente inefficace e  spalmato da qui al 2050 mira a frenare lo sviluppo dei nuovi giganti dell'economia mondiale India,Cina e Brasile che giustamente chiedono un corrispettivo in tecnologia per compensare le maggiori spese antiiemissioni che Obama e gli altri si sono ben guardati  dal proporre e  si guarderanno bene dal concedere.
  Intanto, il mondo non rappresentato dalla mielosa prosa dei laudatori, va avanti per conto suo.  Si
attacca l'Iran per le repressioni delle proteste (fomentate dalla Cia) e si  parla del suo Capo di Stato come
di un Presidente oramai azzoppato. Si costringe il Presidente cinese a rientrare precipitosamente a Pechino per via del pogrom degli Uiguri  presentato  in Occidente  come attacco ai diritti umani degli stessi  (bomba  propagandistica  cronometrata al millesimo sul g8 come la bomba tibetana del Dalai Lama fu cronometrata sulle Olimpiadi), il Golpe honduregno giunge alla sua terza settimana e non sembra che qualcuno a Washington abbia fretta di consentire il  ripristino al suo posto  del legittimo Presidente deposto dai gorillas bananas.
  L'Italia che ospita il g8 si è data una legge razzista che criminalizza l'immigrazione e la mette in mano ai capricci dei datori di lavoro che la utilizzano spesso in nero. Scheda i barboni in un apposito elenco presso le Questure e non presso gli uffici del welfare e consente di strappare alle famiglie dei poveri immigrati e rom
i bambini.  Il Presidente Napolitano che bacchetta la Cina per i "diritti umani" non penso abbia intenzione di
fermare un obbrobrio razzista più grave di quello delle leggi  di Mussolini.
  In Afghanistan è in corso una offensiva militare contro i patrioti e la popolazione civile di cui non sappiamo quasi nulla, mentre in Iraq, nonostante la descrizione fattane recentemente dalla Sgrea sul Manifesto come di una Napoli del dopoguerra, si marcia al ritmo di trenta e più morti al giorno non sappiamo a chi dovuti se ai sunniti o agli squadroni della morte di Negroponte.
  Naturalmente del milione e mezzo di abitanti della striscia di Gaza, prigionieri degli israeliani che impediscono qualsiasi contatto con l'esterno e sequestrano gli aiuti umanitari e  li fanno morire di fame di sete e di malattie non curate non interessa a nessuno. Che crepino pure dal momento che non solo gli ebrei ma
tutti gli occidentali li considerano "bipedi parlanti" ai quali si può fare tutto...
  E sulle omissioni potremmo continuare per un pezzo...
Pietro Ancona
P.S. come mai Israele non partecipa ai G8?

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From: pietroancona@tin.it 
Sent: Saturday, July 11, 2009 11:49 AM
Subject: una proposta infame e una ragionevole


   UNA PROPOSTA INFAME, UNA PROPOSTA RAGIONEVOLE
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 Il governo non resiste alla pressione esercitata da tanti ambienti alcuni dei quali al suo stesso interno per
attenuare i rigori della legge razziale e schiavista  intestata alla "sicurezza". Propone la regolarizzazione delle badanti e delle colf stralciando la loro posizione da quella di tutti gli immigrati irregolari marchiati come clandestini e sospettati dalla Lega  di essere dediti alle più turpi occupazioni. Si tratta di una assurdità giuridica che
discrimina le persone ed i loro diritti in base alla prestazione lavorativa. Se sono badante o colf posso essere messe in regola, se sono meccanico, autista, fornaio, carpentiere e di qualsiasi altra specializzazione no :debbo continuare a prestare la loro  attività in nero ed essere sottoposti alla spada di damocle della incriminazione per reato di clandestinità, alla carcerazione in un CIE, alla espulsione, alla separazione dalla  famiglia....
A fronte di questa autentica porcata concordata da Maroni e Sacconi e dai loro tracotanti staff di consiglieri giuridici e sociali è stata presentata dai radicali, ma anche da altri, una proposta di legge che è dentro la logica del diritto e propone la regolarizzazione per quanti pur avendone presentato la domanda di regolarizzazione nel 2007 ne restarono  esclusi per il diabolico marchingegno dei meccanismi sui flussi.
 Si tratta di circa quattrocentomila persone che hanno continuato a lavorare in nero, ad arricchire i loro padroni e padroncini in gran parte della valle padana, ad essere sfruttati e ricattati per la loro precaria condizione.
Questo disegno di legge non affronta il problema della  abrogazione del reato di clandestinità e le altre misure vergognose come la schedatura dei  senza-casa e la sottrazione dei bambini alle famiglie rom, ma  vuole dare una risposta ragionevole ed accettabile ad un problema sul quale il governo ed i razzisti sono in grande difficoltà.  E'  ragionevole  e dunque non verrà accettato dal Governo che insisterà per la regolarizzazione "selettiva".  Secondo la teoria di Maroni lo Stato deve mostrare la sua cattiveria e decidere
su diritti fino ad ieri patrimonio inalienabile delle persone. Quindi si farà la "sanatoria" delle badanti e delle colf perchè non si resiste alla pressione dei cattolici e delle famiglie oramai abituate all'assistenza di persone che sostituiscono il welfare in  tre punti nevralgici: bambini, anziani, invalidi. Ma non si regolarizzeranno centinaia di migliaia di lavoratori ben noti alle loro imprese per le quali lavorano in nero e nel terrore di essere espulsi.

Pietro Ancona
                                                                              ***

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, July 12, 2009 9:38 AM
Subject: il secondo mostro di Roma nel secondo fascismo italiano




 Il secondo mostro di Roma nel secondo fascismo italiano
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  Colpisce  il trattamento che è stato riservato dallo Stato e dalla Stampa al presunto stupratore di Roma. La sua fotografia campeggia su tutte le prime pagine del giornali e delle televisioni, viene raccontata tutta la sua vita, la sua professione, ogni piega della sua privacy è stata violata, esposta senza tanti complimenti alla attenzione ed all'interesse spesso morboso del pubblico. Il fatto che fosse il dirigente di un Circolo PD ha dato l'occasione al candidato alla segreteria del Partito Ignazio Marino che pure è uno scienziato, un cattolico che si è intestato importanti battaglie laiche di civiltà,  di fare dello sciacallaggio, di rinfacciare ai suoi competitori Franceschini e Bersani di essere responsabili dell'accesso ad una  carica di partito di un "criminale". Il fatto che l'accusato continui a proclamarsi innocente viene dato come una difesa scontata e la tesi colpevolista viene alimentata  da nuove indiscrezioni che trapelano dalla Questura e dalla Procura riguardanti le prove del DNA e dalla telecamera di un garage dal quale In effetti non si vede niente tranne una persona che sembra corpulenta  muoversi velocemente come un ombra e come un pericoloso predatore.
  Questa vicenda di cronaca nera offende i diritti garantiti dalla Costituzione allo stesso modo dei provvedimenti di legge intestati alla "sicurezza". Nessun tribunale ha condannato nè in via iniziale nè definitivamente  l'imputato ma la sua colpevolezza viene data per certa e la sua faccia riprodotta milioni di volte dai massmedia e indicata come quella del mostro che ha molestato una ventina di donne. Tantissimi particolari scoperti in seguito alla perquisizione nella sua abitazione sono  di dominio pubblico e si fa scandalo della quantità di film pornografici scovati.  Insomma, tutti gli indizi e le "prove" della  reità di Luca Bianchini sono sciorinati davanti a tutti comprese le cose dette dalla fidanzata che ha svelato di non avere mai avuto un rapporto sessuale con lui.
Credo che una nazione civile non dovrebbe tollerare questa lapidazione di una persona  seppur gravemente indiziata di orribili delitti. Questa lapidazione sarebbe ancora di più intollerabile se si scoprisse che si tratta di un innocente.  E' recente l'abbaglio della Questura di Roma sullo stupro dei due giovani rumeni della Caffarella poi prosciolti completamente da ogni addebito ma subito massacrati dai massmedia e criminalizzati. E se anche questo fosse un abbaglio?
Il caso Bianchini può essere un secondo caso Gerolimoni sbattuto dal fascismo un prima pagina perchè il Duce non tollerava che la "sua" polizia non trovasse il colpevole di efferati crimini  avvenuti a Roma dal 1924 al 1928. Prima di Gerolimoni un vetturino fu incolpato degli atroci delitti. Fu discolpato ma si uccise per la vergogna provata. Voglio sperare che l'operato della Questura e della Magistratura sia davvero basato su elementi di prova incontrovertibili e non forzato dalla frustrazione prodotta dai tanti delitti impuniti  della Capitale. In ogni caso, colpevole o no, non mi pare giusto avere abusato di una persona violentandone la vita privata ed esponendola al pubblico linciaggio.
 Vicende come questa fanno degradare la democrazia italiana verso un regime ossessionato da law and order assieme alle ronde, all'incrudelimento del codice penale  per i poveri zingari, lavavetri, barboni, mendicanti.... e quanti non sono nelle condizioni di fruire dei prossimi condoni per falso in bilancio  ed esportazione illegale di capitali all'estero.  Siamo diventati un paese incivile.
  Pietro Ancona

http://www.operadigiustizia.it/commenti-1035/.aspx

http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/07/11/1046210-preso_stupratore_seriale_roma.shtml

http://it.wikipedia.org/wiki/Gino_Girolimoni

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, July 14, 2009 10:10 AM
Subject: ricordiamo il 14 luglio


14 LUGLIO 1789
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 Oggi è l'anniversario della Rivoluzione Francese. La presa della Bastiglia fu  l'annuncio di un uragano della storia che sarebbe durato dieci anni e che avrebbe sconvolto per sempre l'ordinamento politico e sociale dell'Europa, ordinamento che non sarebbe stato ripristinato neppure dal Congresso di Vienna del 1815 che restituì il trono alle case regnanti. Il regolamento dei conti dentro la Rivoluzione tra "proletari" e borghesi fu vinto da questi. Il Termidoro tagliando la testa di Robespierre volle simbolicamente decapitare
il corpus popolare e socialista della Rivoluzione per affidarlo alla borghesia con una ennesima rielaborazione della Carta Costituzionale e l'esclusione dal potere e dalle leggi  del giocobinismo. Il 18 brumaio, con il colpo di stato napoleonico agevolato dalle forze predominanti della nuova Francia, l'assetto della Repubblica fu nuovamente sconvolto ma, pur dandosi un Imperatore al posto di un Presidente, lo spirito della  Rivoluzione restò largamente presente e diffuso e destinato a durare ancora e impregnare di se la storia. La Francia di Napoleone fu una Repubblica con un Imperatore.
" Libertè, Egalitè e Fraternitè" fu la parola d'ordine della nuova Francia capace di impiccare la sua  famiglia reale che non cessò di tramare un solo giorno per la sua rovina a riprova dell'internazionalismo e del mancato patriottismo di Luigi XVI.  Alcune emanifestazioni della Rivoluzione come la Dea Ragione rappresentata da una ballerina installata sull'altare della Cattedrale di Notre Dame ebbero  l'effetto salvifico di rompere con l'oscurantismo e l'ignoranza clericale e di valorizzare il pensiero umano.
 Il portato più importante della Rivoluzione fu la rottura del Potere assoluto e la sua tripartizione nelle funzioni dell'assemblea Legislativa, del Governo Esecutivo e dell'ordine giudiziario. Tutte le tirannie successive alla rivoluzione, in Europa e nel mondo, hanno tentato di riunificare in uno i tre poteri. Quando  sono riuscite nel loro intento abbiamo conosciuto  i periodi di grande barbarie giuridica e sociale dei fascismi e del nazismo.
 Oggi, con le manipolazioni delle leggi elettorali e dei poteri del Parlamento, del Presidente e del Governo nonchè con l'assoggettamento della magistratura al Governo, si tenta una ricostituzione tirannica del Potere assoluto purtroppo favorita dallo stato confusionale della sinistra socialista e democratica. La democrazia è già diventata un involucro che contiene un regime sostanzialmente antidemocratico. Inoltre, la mutazione del liberalismo in liberismo e del mercato in oligopolio hanno portato all'acme la vittoria della borghesia ed annichilito nella sconfitta i ceti popolari ed il proletariato al quale non viene riconosciuta più neppure la dignità di classe sociale.  Siamo nell'era del massimo potere dei ricchi e della loro predazione dei diritti non solo delle classi "subalterne" ma anche delle nazioni colonizzate o invase per le loro materie prime.
  Diceva Marx nel Manifesto che il proletariato deve prendere in mano la bandiera lasciata cadere nel fango dalla borghesia, la bandiera dei diritti e delle libertà della Rivoluzione.
 Ricordiamo quindi il 14 luglio come il giorno in cui è possibile cambiare il corso della storia del mondo. A due secoli ed oltre dalla presa della Bastiglia i grandi valori della liberazione delle masse oppresse continuano ad indicarci la strada maestra. Oggi gli eredi della Rivoluzione sono i vandeani che la combatterono e la negarono. Questi eredi sono riusciti ad  inquinare con  loro spirito reazionario tutto compresa gran parte di ciò che fu la sinistra. Ma la Rivoluzione ha avuto uno sviluppo nella Comune di Parigi  e nel governo delle socialdemocrazie europee anche se non di tutte. Può rivivere e realizzarsi nella lotta per i diritti a cominciare di quello della dignità sociale che oggi è il più conculcato. Non è detto che i suoi  valori non riprendano a brillare.
 Pietro Ancona

 

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, July 15, 2009 7:02 AM
Subject: VENDETTA, TREMENDA VENDETTA






  Si possono usare espressioni "normali" parlando del Papa?
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  Roberto Balducci, vaticanista di TG3, è stato rimosso dal suo incarico dal Direttore Di Bella a seguito di un attacco sferratogli dal vice presidente della commissione di vigilanza il pd Merlo e dallo stesso Presidente Zavoli.
  La colpa per un provvedimento così radicale e brutale per la sua immediatezza è stata di avere profferito una frase del tutto innocente relativa a "quattro gatti che avrebbero avuto la pazienza di stare a sentire il Papa" in vacanza in Val D'Aosta.
  L'espressione usata da Balducci, come ognuno può constatare, non era offensiva ma semplicemente laica. Non voleva certamente alludere ad una crisi di consensi del Papa e della Chiesa nè essere irrispettosa. Era soltanto "normale"!Non è inverosimile che  siano quattro gatti in piena montagna ed in pieno mese di luglio ad avere "la pazienza" di stare a sentire il Papa.
  La punizione del vaticanista è scattata non per aver detto qualcosa di offensivo e di ostile quanto per non avere immaginato  e fatto immaginare ai telespettatori folle commosse e plaudenti ad attendere presso il buon ritiro estivo del Papa ogni suo passaggio, ogni sua apparizione.
 Una censura immediata e micidiale che coinvolge l'opposizione  scattata per mostrare servilismo al Vaticano
ed immediata disponibilità a dargli soddisfazione consegnando la testa del malcapitato giornalista.
  Che Balducci non avesse avuto alcuna intenzione di offendere o di prendere in giro il Papa è evidente a tutti
ma il solo fatto di non averlo trattato come soggetto sacro, come il rappresentante di Dio in terra gli è stato fatale.
  Questo avviene nella democrazia fascista per volere della maggioranza ma anche della opposizione e mentre si discute il ddl Alfano che imbavaglia internet e vuole terrorizzare con pesanti sanzioni coloro che che vi scrivono.
  Balducci è stato destituito, vendetta è fatta! La televisione  meno libera del mondo ha  messo a posto le sue carte. Potrà continuare a disinformare......
 Pietro Ancona

http://www.repubblica.it/esteri/indici/index.html                                                                

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----- Original Message -----
Sent: Thursday, July 16, 2009 8:55 AM
Subject: PROMULGAZIONE CON LETTERINA DI ACCOMPAGNAMENTO


PROMULGAZIONE CON LETTERINA  DI ACCOMPAGNAMENTO
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 La decisione di Napolitano di promulgare la legge razziale e di scriverci sopra una letterina di accompagnamento per Berlusconi, Alfano e Maroni criticandone alcune  scelte riguardanti il reato di clandestinità e le ronde è  non solo irrituale ma estranea alla  Costituzione.
 Il Capo dello Stato può promulgare una legge o rinviarla alle Camere. Non esiste la promulgazione con osservazioni e raccomandazioni al Governo ed al Parlamento. La lettera che ha scritto è del tutto irrilevante e, come osserva l'ex Presidente del Senato Pera, fuori dalle regole.
  La legge è promulgata e tutte le  incongruenze che Napolitano ha rilevato e denunziato  sono  diventate norme   che regoleranno la vita di tutti ed alle quali tutti dovremo  adeguarci. A questo punto soltanto una decisione della Corte Costituzionale potrà avviare il risanamento dei vulnus giuridici . Se e quando verrà. L'impegno di Maroni ed Alfano di tenere conto delle osservazioni del Capo dello Stato non significa niente dal momento che è del tutto inimmaginabile che il centro destra torni indietro  su scelte politiche rilevantissime come le ronde ed il reato di clandestinità.
 Ho sentito dire a Chiti, esponente PD e Vice Presidente del Senato, che Napolitano doveva promulgare perchè la legge contiene norme importanti per il contrasto alla criminalità mafiosa. Se si riferiva all'incrudelimento del 41 bis c'è da osservare che anche qui c'è qualcosa di inaccettabile: il  trattamento di rigore viene  prolungato nel tempo e reso più duro su decisione di due Ministri e non per sentenza dei Tribunali. Basterà il riscontro positivo del Ministro della Giustizia ad una richiesta del Ministro degli Interni
per aggravare il trattamento carcerario del detenuto. Inoltre, la legge promulgata stituisce il registro dei senza tetto per fini evidenti di controllo poliziesco e discriminatorio dal momento che si crea una schedatura per persone che hanno la disgrazia di non avere più una abitazione ed un domicilio. Altre norme riguardanti la perdita della patria potestà e la sottrazione dei bambini alle famiglie dei rom o di persone costrette a mendicare sono  inaccettabili e in palese violazione dei diritti delle persone.
 Nel promulgare la legge Napolitano ha compiuto una scelta politica di sostegno del governo Berlusconi che segue il commento positivo e compiaciuto per l'esito del G8. Napolitano avrebbe potuto rimandare la legge
alle Camere dal momento che nessuna urgenza e nessuna scadenza incombono sull'Italia  che invece potrebbe continuare a vivere meglio senza questa ulteriore ferita alla sua Carta Costituzionale. Ora si compirà un'altra illegalità: la regolarizzazione delle badanti e soltanto di queste discriminando il diritto per categoria
professionale. Il badante si, il meccanico e tutti gli altri no..... Il reato di clandestinità resterà per tutti e su tutti i migranti penderà la spada di Damocle  di perdere ogni diritto e di essere espulsi se perdono il lavoro.
  Inoltre la decisione del Capo dello Stato che promulga e critica 
getta confusione sulla certezza del diritto e sulla  trasparenza degli atti della massima carica dello Stato.
 E' una decisione infelice che supporta  la maggioranza in uno degli atti di maggiore spregiudicatezza e di attacco ai principi della Costituzione ed alla eguaglianza delle persone di fronte alla Legge. Il degrado del diritto italiano già vulnerato da precedenti  leggi regolarmente promulgate continua e l'Italia continua ad essere rivoltata come un calzino. Tutto questo mentre prosegue e va avanti una legislazione di favore dei potenti dal Lodo Alfano, al falso in bilancio, alla prescrizione dei reati fino alla prossima sanatoria per il rientro dei capitali dall'estero con una modestissima trattenuta governativa.,

  Pietro Ancona
                                                                *****

----- Original Message -----
From: Pietro Ancona
To:pane e rose
Sent: Saturday, July 18, 2009 3:42 PM
Subject: stampa di regime


Tutti coloro che hanno scritto pezzi o si sono improvvisati psichiatri e criminologi per crocifiggere Luca Bianchini compreso l'ineffabile medico Ignazio Marino dovrebbero riflettere sulla loro allegra partecipazione alla criminalizzazione di una persona che potrebbe essere innocente.
Gad Lerner è partito in quarta come colpevolista.  E con lui tante illustre firme  di intellettuali di destra e di "sinistra" !! Complimenti vivissimi allo Stato di Diritto ed ai Diritti Civili e umani...
 
sono sempre più sconcertato ed allarmato dal caso Bianchini. Perchè la polizia, dopo averlo arrestato e consegnato al Magistrato, continua ad esibire pezzi di appoggio per la sua criminalizzazione  ed oggi mostra bamboline di cera per rito woodoo trovate in casa del presunto stupratore?
 L'esibizione di nuovo materiale che vorrebbe illustrare una psiche malata del soggetto inquisito ed arrestato non
dimostra invece una persistente incertezza ed un affanno accusatorio?
 E' giusto e normale quanto ha subito Bianchini anche nel caso che fosse colpevole? E se fosse innocente?
Pietro Ancona
                                                         *****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, July 17, 2009 2:38 PM
Subject: siamo già come la Turchia o peggio?

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Il Parlamento turco ha compiuto molti passi avanti verso il pieno riconoscimento dei diritti civili ed umani sollecitato dalle autorità europee e condizione sine qua non per la partecipazione a pieno titolo della Turchia
alla Unione Europea.
Mentre il Parlamento turco marcia verso i diritti, il Parlamento italiano marcia verso la loro soppressione spesso con la collaborazione della cosidetta "opposizione". I percorsi dei due  Parlamenti si sono oramai incrociati e possiamo constatare, dopo l'approvazione della legge sulla sicurezza promulgata con una lacrimuccia di  rammarico dal Presidente della Repubblica, come l'Italia non abbia più alcun differenziale democratico verso la Turchia. Più o meno sono allo stesso livello.    Da quasi dieci anni la Turchia ha abolito la pena di morte. Da noi esistono tentazioni forti per introdurla nel nostro ordinamento. Inoltre la Turchia, sempre da tanti anni, riconosce la tortura come reato "individuale" punibile con maggiore severità se praticato dalle forze dell'ordine. Nel nostro ordinamento il reato di tortura
non è stato ancora introdotto nonostante una lunga via crucis in Parlamento di ddl.  Le punizioni per torture accertate al di là di ogni ragionevole dubbio sono sempre state assai blande. La morte del giovane Aldrovanti
è stata punita con la ridicola pena di tre anni e sei mesi e non ha tenuto conto del fatto che a  seviziare il giovane fossero in quattro.Anche le pene comminate per i gravissimi fatti di Genova sono state molto lievi, quasi irrilevanti. C'è una regola non scritta  che vuole i Tribunali assai "comprensivi" con l'operato della polizia. La recente sentenza per l'omicidio Sandri che condanna l'agente per omicidio "colposo" e non volontario contro ogni evidenza è la prova di un orientamento di copertura giudiziaria verso la polizia che riduce la sostanza democratica del nostro ordinamento.
 Le ultime misure della legge approvata il 2 luglio feriscono profondamente lo stato di diritto e diritti fondamentali della persona umana garantiti a livello internazionale, dalla Costituzione e da tante leggi dello Stato che recepiscono normative universali.  Se sommate a quelle precedentemente approvate ed in vigore dal 2008 definiscono un quadro assai allarmante e preoccupante. L'istituzione delle ronde, (la loro divisa sarà gialla si è affrettato a comunicare Maroni dopo le "osservazioni" di Napolitano), aggrava la situazione
di eccesso di forze dell'ordine rispetto la popolazione e crea una forza paramilitare e governativa  per ora disarmata ma non dubito che presto  spunteranno  manganelli e poi armi da fuoco  Forse Mussolini non aveva una sua milizia?  Le ronde saranno preposte sopratutto al rispetto della normativa fascista e razziale
che è stata creata. Leggi di dubbia costituzionalità anzi di nessuna costituzionalità che saranno vigilate da "ronde" di regime. La schedatura dei senza casa  dalle questure è una forma di criminalizzazione della povertà estrema di chi non ha avuto garantito il diritto all'abitazione mentre la privazione della patria potestà a chi mendica assieme al figlio è misura di enorme gravità dal momento che le persone costrette ad elemosinare non hanno quasi mai a chi lasciare il bambino e spesso non hanno neppure casa.
 Sono rimasto assai colpito, ( non ci si abitua subito a tutto...), dalla indifferenza dei giornalisti  per la vicenda della punizione del loro collega Balducci obbligato a lasciare l'incarico di vaticanista ricoperto da due anni senza incidenti..  Colpisce il fatto che sia stato punito per una espressione non offensiva, non menzognera, ma semplicemente non laudativa e non servile. I suoi colleghi si sono ben guardati, al di là delle dichiarazioni di rito che non si negano a nessuno, di intervenire e di chiedere la reintegrazione. Non so se Balducci ricorrerà per la violenza subita. Con l'aria che tira in Italia ne dubito.... L'aggressione che ha subito è venuta da esponenti del PD che gareggiano con il PdL nell'opera di riduzione degli spazi di libertà e democrazia come si è visto dall'approvazione bipartisan di tanti articoli della legge razzista appena promulgata.
Pietro Ancona
                                                            *****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, July 19, 2009 9:48 AM
Subject: I nuovi Nobili del Sud. Chiudere i Palazzi Reali.


 I nuovi Nobili del Sud
=================
 Nella prospettiva del federalismo fiscale si è riaperta la questione Nord-Sud. Quanti soldi deve dare lo Stato per bilanciare lo svantaggio del Mezzogiorno? Quale compensazione tra i bilanci delle Regioni? I capi del centro-destra  del Sud sono in agitazione e minacciano un nuovo Partito per rivendicare tanti, tanti soldi.

 Il Mezzogiorno  non uscirà dalla sua profonda crisi che espelle le nuove generazioni e le costringe alla emigrazione anche se saranno raddoppiati gli interventi dello Stato. Tutto quello che giungerà sarà inghiottito da consorterie oligarchiche annidate nelle Regioni e negli Enti Locali che assorbono come amebe tutte le risorse.  La Sicilia ha risorse enormi che   vengono sequestrate dalle  corti  del Potere ma non sono mai sufficienti per la continua  proliferazione della casta politica dei suoi consulenti e dei suoi beneficiati. La Sicilia come la Campania come la Calabria e tutte le altre regioni del Mezzogiorno hanno una dotazione finanziaria da capogiro. Entrate che vengono immediatamente spese.  Non ci saranno montagne di denaro sufficienti ad attivare una situazione  se non di sviluppo almeno di avvio ad una migliore qualità dei servizi collettivi e della vita individuale. Tutte le Regioni del Sud sono indebitate all'estero e la loro situazione è quasi al collasso.
 Il problema del Sud è oramai quello della abolizione delle sue istituzioni regionali.Il Sud starebbe assai meglio se non avesse le spaventose idrovore di risorse nella casta politica e nel sistema amministrativo delle Regioni.  Se tutto quello che sperperano le Regioni fosse distribuito ai cittadini del Mezzogiorno saremmo tutti
ricchi.
 Ma il sistema politico non vuole alcuna riforma e non farà mai una autoriforma. L'opposizione  nel Sud  è del tutto subalterna al centro destra. Anche i partiti comunisti se collaborano con altri come avviene in Campania Calabria  o altrove fanno come fan tutti. Diventano tutti involucri, contenitori di professionisti della politica che
gestiscono esattamente come tutti gli altri il Potere. Naturalmente esistono le eccezioni, non tutti si comportano così ma il fenomeno politico è questo.
 Conclusione: non vedo alcuna prospettiva di cambiamento. Marciamo dritti verso nuovi disastri sociali e verso il degrado. Piccoli gruppi di opposizione  come "un'altra storia"che hanno fatto il loro dovere e hanno ridato speranza alla gente vengono presto cooptati da una delle due maligne amebe che dominano la politica  e probabilmente cesseranno le loro belle battaglie  per l'acqua, l'igiene pubblica, il lavoro, la casa......
 La fiscalità locale è già una soma pesantissima. Tenderà ad aumentare ed avremo persone che stentano a vivere costrette a pagare sempre più tasse per mantenere i nuovi nobili. Pagare di più per corrispondere stipendi del tutto illeciti corrisposti a tutta la nomenclatura politica a cominciare dal consigliere di quartiere.
 Non più cittadini ma sudditi fiscali. E se non paghi ti mettono le ganasce al motorino o all'auto e ti vendono all'asta la casa come è accaduto a centinaia di migliaia di famiglie.
 Siamo in un vicolo cieco dal quale soltanto una rottura profonda può aprire un varco. Ma come?
Pietro Ancona
                                                      ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it                                                                                                                                               To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, July 19, 2009 9:48 AM
Subject: I nuovi Nobili del Sud. Chiudere i Palazzi Reali.


 I nuovi Nobili del Sud
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 Nella prospettiva del federalismo fiscale si è riaperta la questione Nord-Sud. Quanti soldi deve dare lo Stato per bilanciare lo svantaggio del Mezzogiorno? Quale compensazione tra i bilanci delle Regioni? I capi del centro-destra  del Sud sono in agitazione e minacciano un nuovo Partito per rivendicare tanti, tanti soldi.

 Il Mezzogiorno  non uscirà dalla sua profonda crisi che espelle le nuove generazioni e le costringe alla emigrazione anche se saranno raddoppiati gli interventi dello Stato. Tutto quello che giungerà sarà inghiottito da consorterie oligarchiche annidate nelle Regioni e negli Enti Locali che assorbono come amebe tutte le risorse.  La Sicilia ha risorse enormi che   vengono sequestrate dalle  corti  del Potere ma non sono mai sufficienti per la continua  proliferazione della casta politica dei suoi consulenti e dei suoi beneficiati. La Sicilia come la Campania come la Calabria e tutte le altre regioni del Mezzogiorno hanno una dotazione finanziaria da capogiro. Entrate che vengono immediatamente spese.  Non ci saranno montagne di denaro sufficienti ad attivare una situazione  se non di sviluppo almeno di avvio ad una migliore qualità dei servizi collettivi e della vita individuale. Tutte le Regioni del Sud sono indebitate all'estero e la loro situazione è quasi al collasso.
 Il problema del Sud è oramai quello della abolizione delle sue istituzioni regionali.Il Sud starebbe assai meglio se non avesse le spaventose idrovore di risorse nella casta politica e nel sistema amministrativo delle Regioni.  Se tutto quello che sperperano le Regioni fosse distribuito ai cittadini del Mezzogiorno saremmo tutti
ricchi.
 Ma il sistema politico non vuole alcuna riforma e non farà mai una autoriforma. L'opposizione  nel Sud  è del tutto subalterna al centro destra. Anche i partiti comunisti se collaborano con altri come avviene in Campania Calabria  o altrove fanno come fan tutti. Diventano tutti involucri, contenitori di professionisti della politica che
gestiscono esattamente come tutti gli altri il Potere. Naturalmente esistono le eccezioni, non tutti si comportano così ma il fenomeno politico è questo.
 Conclusione: non vedo alcuna prospettiva di cambiamento. Marciamo dritti verso nuovi disastri sociali e verso il degrado. Piccoli gruppi di opposizione  come "un'altra storia"che hanno fatto il loro dovere e hanno ridato speranza alla gente vengono presto cooptati da una delle due maligne amebe che dominano la politica  e probabilmente cesseranno le loro belle battaglie  per l'acqua, l'igiene pubblica, il lavoro, la casa......
 La fiscalità locale è già una soma pesantissima. Tenderà ad aumentare ed avremo persone che stentano a vivere costrette a pagare sempre più tasse per mantenere i nuovi nobili. Pagare di più per corrispondere stipendi del tutto illeciti corrisposti a tutta la nomenclatura politica a cominciare dal consigliere di quartiere.
 Non più cittadini ma sudditi fiscali. E se non paghi ti mettono le ganasce al motorino o all'auto e ti vendono all'asta la casa come è accaduto a centinaia di migliaia di famiglie.
 Siamo in un vicolo cieco dal quale soltanto una rottura profonda può aprire un varco. Ma come?
Pietro Ancona
                                                              *****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, July 20, 2009 9:03 AM
Subject: la mostrificazione





la mostrificazione
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La mostrificazione di una persona ha effetti duraturi che finiscono per influenzare anche i Tribunali. Il rumeno
che ha ucciso la signora  Reggiani ha avuto comminato l'ergastolo. Certo, il suo delitto è stato atroce ma non sono state tenute in nessun conto le cosidette "attenuanti" che derivano ad un attento esame delle circostanze
e della personalità dell'imputato. La verità non è stata del tutto acquisita ma intanto c'è la certezza dell'ergastolo, una pena che andrebbe abolita dal momento che si tratta di una lunghissima attesa della morte chiusi in un penitenziario.
Insomma, le campagne di stampa, l'orientamento forcaiolo e xenofobo prevalente in molti giornali italiani finiscono  con avere effetti distorsivi per la giustizia con il farci vivere in un clima di caccia al delinquente perenne che condiziona tutto e tutti.
Nel caso di Luca Bianchini il processo di mostrificazione, alimentato da continue rivelazioni degli organi inquirenti, anche se rallentato negli ultimi giorni ha creato una realtà  dentro la quale una persona di scienza
come il senatore Ignazio Marino dà per scontata la colpevolezza  e addirittura rimprovera il PD di averlo nominato coordinatore di un circolo rionale. La fotografia di Luca Bianchini è stata pubblicata da tutti i giornali ed è apparsa moltissime volte in televisione.  Per quale motivo la foto di una persona che può essere innocente viene pubblicata e ripubblicata ? Se si tratta di acquisire testimonianze nuove da persone che sono state molestate da un maniaco sessuale bastava mostrarle a queste e solo a queste la foto. Non era necessario pubblicare la foto dandola in pasto ad una opinione pubblica che ha i suoi lontani ascendenti nel populus romano che faceva pollice verso.
E se il Bianchini fosse innocente?  Subirà come i due rumeni che, pur scagionati dalla accusa di essere stupratori, furono trattenuti in galera con motivi che sono apparsi permeati di corrività e di delusione per lo scacco subito dagli inquirenti?   Ci sarà la serenità necessaria per valutare con equità la sua situazione?
Che cosa dobbiamo dire di un Paese che si avvia a grandi passi verso una giustizia forcaiola per tutti tranne che per i potenti esentati per legge ed in forza del loro denaro e del loro peso politico o sociale?

Pietro Ancona

                                                                ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: barbara spinelli
Sent: Monday, July 20, 2009 10:19 AM
Subject: la militarizzazione dell'Iran


Cara Dott.ssa Spinelli,

    Lei scrive  una bellissima prosa ricca di riferimenti culturali. Spesso si ha il piacere, leggendola, di fare una lettura colta, informata, stimolante.
    Quando questa bella scrittura è applicata alla dimostrazione di una falsa verità, cioè di una menzogna, è doppiamente riprovevole. E' preferibile la prosa ruvida ed aggressiva di quanti apertamente vogliono e preparano un'altra apocalisse per l'Iran, l'apocalisse per la quale sommergibili israeliani con la complicità dell'Egitto, (il cui regime anche Lei si guarda bene dall'analizzare con lo stesso microscopio che usa per l'Iran),hanno attraversato lo stretto di Suez e si sono piazzati, magari con microbombe nucleari, alle spalle dell'Iran.
    Forze navali israeliane, con l'assistenza europea e statunitense, da molti mesi si esercitano al largo di Gibilterra in vista appunto di una aggressione all'Iran.
Lei fa discendere  le involuzioni del regime iraniano verso il nazionalismo ed il militarismo da dinamiche interne, come se quanto accade in Iran possa prescindere e non dipenda dalla situazione di accerchiamento internazionale e di isolamento  in cui è costretto da anni dall'Occidente. Si potrebbe salvare da ciò se tornasse ad essere come lo Scia il guardiano feroce e sanguinario degli interessi occidentali nell'area e se
collaborasse militarmente con gli Usa in Afghanistan. Mousavi e Rafsanjani sono i grimaldelli per distruggere
l'autonomia dell'Iran e farne quello che Abu Mazen ha fatto della Gisgiordania, una nazione non "canaglia" ma
serva di un padrone che si fa rappresentare in loco dalla enorme e minacciosa potenza atomica israeliana.
    Non ho dubbi che l'anelito di libertà e di democrazia dei giovani iraniani sia oggi strumentalizzato alla causa della  ennesima rivoluzione colorata  attentamente studiata da Gene Sharp e di già applicata con successo in tanti posti di grande interesse strategico per gli Usa come la Georgia, la Bielorussia, l'Ucraina........
    La responsabilità dell'indurimento del regime iraniano è dell'Occidente e delle sue politiche di strangolamento di ogni opposizione ad una omologazione sottomessa. Tutti i popoli che si sono dati regimi ideologicamente diversi dal capitalismo hanno subito la stessa tragica sorte. Dalla Russia di Lenin a Cuba di Fidel Castro. Non sappiamo se i comunismi sarebbero stati dittature senza l'accerchiamento delle diverse "guardie bianche". Forse non lo sapremo mai. Di certo,sotto la spada di Damocle dell'invasione e della distruzione non prospera la libertà e con essa la democrazia.
    La situazione iraniana è assai pericolosa dal momento che l'Occidente ha spaccato il gruppo dirigente della Rivoluzione ed ha assoldato  un'ala peteinista che è assai potente e può darsi che riesca a rovesciare Ahmanidjed ed ad aprirsi alle pretese imperiali degli Usa e del suo pretoriano Israele. In questo caso la popolazione di Gaza continuerà a soffrire la fame e la sete e la prigionia fino alla sua estinzione fisica  e magari il Libano, appena qualcuno avrà finito di ricostruirlo, sarà ridotto in macerie per la terza volta. Il destino dell'Iran sarà segnato da governi del genere di quelli che gli americani puntellano con le spade in Irak ed Afganistan.
    Che cosa avranno i giovani iraniani dalla vittoria del movimento in corso?
    Pietro Ancona

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=40&ID_articolo=162&ID_sezione=55&sezione=

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, July 25, 2009 9:51 AM
Subject: ALT a ZELAJA

 
Obama e la sinistra
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le anime belle e fiduciose della sinistra italiana che hanno accolto con tante speranze e tante certezze di cambiamento la elezione di Barak Obama a Presidente degli Usa sono servite: non c'è un solo punto della politica americana  che sia cambiato rispetto a Bush e, naturalmente, ai comportamenti abituali dell'amministrazione nel corso degli ultimi cinquanta anni. A onor del vero bisognerebbe stralciare
dai precedenti il periodo Carter pervaso da un sincero tentativo di stabilire rapporti più accettabili dagli "altri" Ma Carter non gode  di grande considerazione negli Usa e i suoi    recenti sinceri ed addolorati appelli a favore della popolazione di Gaza vengono ignorati.
Il tentativo del deposto Presidente dell'Honduras di rientrare in patria è stato immediatamente scoraggiato da Hillary Clinton che lo ha giudicato imprudente. Naturalmente non ha dato dell'imprudente a Zelaja in un colloquio a quattr'occhi. Gli ha tirato le orecchie pubblicamente.  A distanza di un mese dal golpe "condannato" da Obama i golpisti sono saldamente insediati al potere e la lunga trattativa suggerita da Washington potrebbe durare all'infinito come quella in corso da cinquanta anni fra israeliani e palestinesi. Sentita la voce della Clinton il deposto Zelaya è tornato indietro. E' stato lavorato ai fianchi assai bene dalla accorta politica neoimperialistica USA dal momento che la solidarietà che ha finora ricevuto dai paesi dell'america latina è
alquanto formale e niente di più.
In quanto all'Iran  restano pochi dubbi sul sostegno dell'Occidente alla "rivoluzione verde"   della borghesia che vorrebbe fare tanti buoni affari e non gli importa granchè della autonomia e della libertà del
Paese. Anche qui la politica di Obama è diversa da quella di Bush soltanto nella forma. La sostanza resta la stessa e se Ahmadinejad esce vincitore dal drammatico braccio di ferro con i suoi avversari interni il destino
dell'Iran potrebbe essere davvero tragico dal momento che sommergibili e navi israeliane sono piazzate alle sue spalle e l'Europa ha dato già il suo consenso ad una guerra di aggressione. Non è detto che gli USA non intervengano in qualche modo.. Intanto si prodigano per la vittoria di Mousavi.
Dopo  avere usato l'avverbio "stupidamente" per commentare l'operato della polizia di Boston  che aveva arrestato un professore nero scambiandolo per ladro  ha immediatamente chiesto scusa non all'arrestato ma alla polizia. Non sia mai che una delle più violente e razziste polizie del mondo possa essere ritenuta stupida dal Presidente degli Stati Uniti!
  Non una parola di pietà per il milione e mezzo di palestinesi prigionieri a Gaza e privati financo del pane e dell'acqua! Non un accenno ai tanti tantissimi bambini palestinesi malati per denutrizione!
Guantanamo non viene smobilitata e gli USA continueranno ad usare la Patriot Act e tutti gli strumenti forgiati da Bush e dai suoi accoliti per continuare a torturare persone magari rapite e trasferite per essere "interrogate" e per appurare se sono o no terroristi.
Il "terrorismo" che spesso ci appare come un nemico di comodo, una sorta di ectoplasma che appare e scompare a seconda delle convenienze americane continua ad essere la "categoria" principe della politica estera USA e questo basta a definirla. Non si vuole  smobilitare questa "categoria" perchè verrebbero meno i presupposti formali delle operazioni in corso in Pakistan e in tante parti del mondo. Dopo la fine del comunismo bisognava inventarsi un Nemico. Chi meglio del "Terrorismo"?
La tortura ed i bombardamenti di civili spesso fatti con aerei drone  con sommo disprezzo della vita della gente continuano come prima e peggio di prima.
Mi domando che cosa  tiene incollata la sinistra a questa figura di Presidente. Forse il fatto che è nero? Ma essere neri non garantisce essere antirazzisti ed in America nessuno si sogna di cambiare linea. Il razzismo non è solo una discriminazione di colore ma di classe. Se sei ricco o potente  e nero non importa. Se sei nero e povero sono dolori!!
Le basi militari USA  continueranno a crescere ed a moltiplicarsi in un pianeta stretto da una rete intensa di basi militari che assediano da vicino gli stati ancora indipendenti come la Cina, la Russia, l'India....
A proposito: qualcuno dovrebbe spiegare per quale motivo si raddoppia la base di Vicenza  ed a che cosa servono le basi militari USA in Italia. A che cosa servono? Intanto a limitare e mantenere sotto controllo l'Italia.
Insomma la sinistra italiana avrebbe molte ragioni per "posare" Obama. Ma questo non solo non succederà ma è financo probabile che la sinistra si convinca di ragionare e di agire e di stare dentro gli stessi interessi rappresentati da Obama. Insomma, le anime belle diventano anime realistiche e magari "moderne"!!
Come Obama non abroga la Patriot Act non è detto che  se domani avremo un governo di centro-sinistra che questo abrogherà la 733 b (sicurezza).
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pietro ancona
Sent: Sunday, July 26, 2009 11:09 AM
Subject: bastiglia e art.41 bis


 Caro professore,

nella sua risposta sulla Bastiglia lei parla di persone detenute, magari a tempo indefinito ,sulla base di una semplice lettre de cachet firmata dal Re e da uno dei suoi ministri. Non le sembra che le modifiche introdotte dalla recente legge 733b (sicurezza) riguardanti l'art.41 bis dando facoltà ad due ministri che contrassegnano la decisione di prolungare il carcere duro e di incrudelire la segregazione per quattro anni riechiggino un uso del potere quale  era  quello esercitato dalla Monarchia francese?
 Ed anche la Patriot Act non faculta
il mantenimento in carcere e magari la tortura di persone senza alcun processo
per semplice scelta dell'autorità militare o giudiziaria ?
 Insomma, che cosa ha permesso dopo due secoli di tornare a come era prima?
 Cordialità
Pietro Ancona

http://www.corriere.it/romano/

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From: pietroancona@tin.it
To: VERONA DEMOCRATICA
Sent: Monday, July 27, 2009 9:16 AM
Subject: federalismo etnico
 
    La decisione  unanime del Consiglio Provinciale di Vicenza di rivendicare ai veneti le presidenze delle scuole del veneto segna l'ingresso nelle Istituzioni del federalismo etnico. I Presidi debbono essere veneti. Il principio richiesto per la direzione degli istituti scolastici potrà subito o domani  essere applicato ai tanti rami della pubblica amministrazione. Perchè il Provveditore alle opere pubbliche non deve essere veneto? E perchè no l'Intendente di Finanze o il comandate della regione militare? Insomma, il gruppo dirigente deve essere  riservato ai nativi della regione. Agli altri immigrati da altre regioni italiane o del mondo si possono riservare i lavori subalterni, pesanti e pericolosi se proprio non se ne può fare a meno alle condizioni per gli stranieri stabilite dalle leggi sulla "sicurezza" e per tutti dal diritto del lavoro riformato dalla legge Biagi e dai recenti accordi sindacali dettati dalla Confindustria.
    Questa decisione del Consiglio Provinciale  vicentino introduce ufficialmente  nella politica italiana la preminenza del principio di territorialità su ogni altro valore. Se il requisito richiesto è essere nati in una determinata regione per accedere agli incarichi direttivi di quella regione ogni altro valore di qualità, di merito (alla faccia della meritocrazia decantata dalla destra), di eguaglianza dei cittadini difronte alla legge della Nazione non ha più cogenza. 
    Il leghismo ha vinto su tutta la linea dal momento che anche l'opposizione del PD condivide le sue pretese razziste. La nascita   del PD del Nord  è già avvenuta attraverso l'opera similleghista di tanti amministratori  da Cofferati a Domenici a Zanonato a Chiapparino, alla sindachessa di Pavia al sindaco di Livorno, a Penati
distintisi nella nobile opera di pulizia etnica  di Rom, lavavetri, mendicanti, senza tetto.  Nelle loro città da un pezzo non si parla più dei Rom. O sono fuggiti tutti lontano dell'Italia o sono chiusi nei campi di concentramento creati fuori dalle mura urbane o in galera visto che le carceri italiane stanno scoppiando certamente non per l'affluenza di bancarottieri e falsificatori di bilanci.
     Zanonato ha dapprimo chiuso in un ghetto circondato da un alto muro Via Anelli; poi ne ha deportato gli abitanti ed ora credo  abbia offerto l'area alla  speculazione edilizia e di lusso. Sono stati stanziati trenta milioni di euro per la riqualificazione  del quartiere. Piera Capitelli, sindaco PD di Pavia, ha dato luogo ad una persecuzione di famiglie rom, durata settimane, sfrattate dalla città inseguite in un'area industriale dismessa (ex Snia), circondate e terrorizzate  da loschi  figuri armati ed impedite di muoversi. Vicende  disonorevoli per quanti se ne  sono sporcate le mani.
    A Livorno sono stati arsi vivi quattro bambini rom da persone che hanno lanciato bombe molotov dall'alto del ponte sotto il quale avevano una capanna. Sono stati incriminati i loro genitori per abbandono di minori mentre l'inchiesta sugli assassini non ha fatto alcun passo avanti da mesi.Sono trascorsi due anni.
Insomma, quasi tutti gli uomini e le donne del PD del Nord da un pezzo hanno optato per le politiche leghiste
con  l'adozione di metodi più o meno spicci e duri. Hanno  scelto la via delle privatizzazioni dei servizi pubblici e della loro gestione. Non c'è più niente che distingua una amministrazione di "sinistra" da una di destra. Può addirittura succedere che quella di destra, per via di un sindaco più bravo e più efficiente   risulti migliore o addirittura anche più "umana" di una del PD (che io chiamo di sinistra ma che di sinistra non sono più da un pezzo..).
     Il Pd del Nord cancella completamente ogni traccia di socialismo dai suoi programmi, dalla scuola di ogni ordine e grado agli ospedali, alla gestione dell'acquedotto e dei trasporti urbani, al rapporto con gli strati poveri della popolazione oramai abbandonati in periferie maleodoranti ed infestati da ratti dove vivono di stenti nello squallore della solitudine sociale.
Nella grande disputa per l'accaparramento della segreteria nazionale PD da alcune cordate di potere non c'è neppure un residuo piccolo piccolo di "sinistra" e meno che mai socialista. Tutto si combatte attorno alle qualità del leader da scegliere. Il programma è quasi eguale a quello del PDL.
Se il PD sceglie di territorializzarsi cancellando i tratti caratteristici della identità socialista per assumere quella del liberismo più selvaggio e del razzismo (molti punti della 733 b sono stati votati al Parlamento anche dal Pd) viene meno un grande fattore di unità e di unificazione del Paese dato dall'ideologia chiamamola impropriamente di centro-sinistra o ulivista. Se non esiste più una idea nazionale di Partito ma tante idee regionali o territoriali  agitate da Chiamparino o da Bassolino che cosa resta a tenere insieme l'elettorato progressista? L'Italia è stata tenuta insieme per oltre cinquanta anni da partiti del cosidetto arco costituzionale (tutti ad eccezione dei fascisti e dei monarchici).
Se i nuovi partiti dal PDL al PD ritengono di territorializzarsi  a tenere unita l'Italia resta la legislazione razzista, approvata senza tante storie con voto di fiducia da un Parlamento oramai esautorato,  il liberismo, la politica estera di ascarismo neocoloniale. Niente che possa indurre la corrente progressista che a volte è arrivata ad essere quasi maggioranza, a riconoscersi in un Paese sfigurato da anni di sfregi arrecati alla sua Costituzione ed alla sua cultura materiale.
    Ieri a Monselice due fratelli  gemelli di 65 anni con problemi psichiatrici sono stati braccati ed assediati nella loro abitazione dai Carabinieri in pieno assetto antisommossa per imporre ad uno di loro il TSO. La televisione ne riportava la cronaca con il piglio di chi descrive una grande manovra antimafia contro pericolosissimi criminali. Alla fine i due sono stati costretti a fare ciò che non volevano. Tutto è avvenuto in violazione della legge Basaglia e della legge sul TSO che lo esclude per ragioni diverse da quelle che vengono accettate e per un limitato periodo di tempo dagli interessati. Questa violenza è stata commessa nei confronti di due cittadini italiani. La morale è questa: quando si ferisce, si limita, si toglie la libertà agli altri, ai migranti ospiti di questo Paese, si ferisce, si limita e si toglie la libertà di noi tutti.
L'articolo 41 bis come le lettres de cachet  di Luigi XVI prevede che possa essere incrudelito per anni e comminato  da due ministri. I senza tetto, senza distinzione etnica, vengono tutti schedati e si reintroduce il reato di offesa a pubblico ufficiale senza naturalmente controbilanciarlo da una rivisitazione del reato di abuso di autorità. In sostanza federalismo etnico con il federalismo fiscale dentro uno Stato sempre più poliziesco, fascista e colonialista.
    Insomma, l'Italia che dovrebbe fare da contesto al federalismo non è accettabile. Non so come  finirà e non vedo niente di buono che possa contrapporsi al centralismo fascista ed al federalismo etnico. Nel Sud il movimento di inquietudine verso le rotture del Nord è capeggiato dai peggiori figuri della destra e dello stesso PD, elementi di spicco dell'oligarchismo dell'era berlusconiana. L'unica certezza che abbiamo al momento è che tutto si è sfasciato...e continuerà a sfasciarsi.
 
Pietro Ancona


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From: pietroancona@tin.it 
Sent: Tuesday, July 28, 2009 4:53 PM
Subject: : ascarismo



Dopo i bombardamenti di Belgrado ordinati da D'Alema non dovrei scandalizzarmi delle involuzioni filoimperialiste  del gruppo dirigente del pd  (e non solo: anche esponenti della cosidetta sinistra radicale   come la Menapace hanno recentemente  fatto professione di militarismo atlantista,  Ferrero invece prende  le distanze dalla guerra).
Ieri, dopo la presa di posizione di Bossi sul ritiro dei soldati italiani presenti in Afghanistan Franceschini si è affrettato a dichiarare non solo la sua contrarietà al ritiro ma addirittura il diritto dei soldati di avere un governo "compatto" alle spalle!! Come dire: non è ammesso alcun dibattito, nessuna discussione! 
La guerra in Afghanistan è  una scelta che pesa sulla coscienza dei governi che l'hanno autorizzata demonizzando i talebani con i quali in passato hanno trattato gli americani ed ora vorrebbe trattare Karzaj Presidente-Quisling.  Siamo in Afghanistan come sosteneva ieri mattino a rainew 24 Corradino Mineo, noto visitatore ed intervistatore dei nostri "ufficiali" in missione "di pace" all'estero, perché lì c'è la radice del terrorismo che "minaccia" il mondo intero ed in particolare l'Occidente. Lì c'è Alqaeda, Bin Laden, il Male assoluto. E se Aqaeda non esistesse e Bin Laden fosse un utile burattino  inventato dell'Amministrazione americana?
Per stanare il fantomatico terrorismo localizzato nella zona tra il Pakistan e l'Afghanistan migliaia di missioni dell'aviazione alleata fanno bombardamenti a tappeto, si uccidono migliaia e migliaia di civili, si combatte una guerra senza quartiere contro guerrieri generalmente armati di armi leggere che non dispongono di cannoni e dei mezzi corazzati e supertecnologici dell'Occidente. E' la solita scena dei soldati coloniali  con armi avveniristiche  contro le lance degli abissini. Nonostante questo Frattini e La Russa promettono armi ancora più micidiali, elicotteri da combattimento e mezzi supercorazzati. Per una guerra sporca che non ha senso se non nelle geostrategie del Pentagono per interessi globali degli USA.
L'adesione del PD alla linea dell'Amministrazione americana è senza se e senza ma. Obama può fare delle obiezioni ed avere dei tentennamenti o dei dubbi su questa o l'altra scelta. Ma il PD no. Si ricorre a  giustificazioni che superano il ridicolo: siamo in Afghanistan per garantire il successo elettorale di Karzay. E se le elezioni le vincessero i Talebani come è avvenuto in  Palestina con Hamas o in Iran con Ahmadinejad?
I nostri soldati debbono convincere a cannonate gli elettori a votare per il candidato gradito agli USA. Ci riusciranno?  L'Occidente usando la forza bruta della sua potenza militare supermoderna spinge i popoli e le nazioni che vorrebbe influenzare o controllare verso posizioni di rifiuto e contrapposizioni ancora più nette e decise.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: info@dirittiglobali.it
Sent: Wednesday, July 29, 2009 3:08 PM
Subject: legge 733 ed arbitrarietà art.41 bis

Cara Repubblica,

nella Francia di Luigi XVI con una semplice lettera firmata dal  Re e controfirmata da uno dei suoi Ministri (lettres de cachet) si poteva chiudere nella prigione della Bastiglia una persona senza alcuna formalità. Il detenuto poteva essere tenuto all'oscuro di tutto financo della ragione della sua carcerazione. Lo stesso avveniva nella Venezia dei Dogi dove il Consiglio dei Dieci poteva recludere nelle terribili segrete dei Piombi chi gli piaceva e senza processo. Poteva anche accadere di scordarsi il recluso e di non liberarlo mai.
Nella legge 733 b conosciuta come "legge per la sicurezza" sono state apportate modifiche all'art.41 bis per le quali due Ministri possono comminare una durissima pena di isolamento p