| RASSEGNA STAMPA |
L'ANGOLO DI PIETRO in ordine cronologico III parte
from October 23, 2008
LETTERE E ALTRO lettere pubblicate su Grandenud http://urlin.it/cf1e
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Monday, October 27, 2008 1:05 PM
Subject: lettera ad Epifani dopo Report
Caro Epifani,
la trasmissione di Report dedicata al sindacato, pur toccando soltanto una
piccola parte della questione, ha messo in luce una situazione diventata
insostenibile
La CGIL deve fare la sua parte di autoriforme a cominciare dalla proposta di
scioglimento degli enti bilaterali ed in primis le Casse Edili, organismi
del tutto inutili inventati per gestire una parte del salario che andrebbe
messa in busta paga e nella immediata disponibilità dei lavoratori.
Gli enti bilaterali stanno diventando troppo importanti rispetto gli
istituti contrattuali riguardanti i lavoratori. Generano il sospetto di
interessi convergenti con gli imprenditori che diventano a volte prevalenti.
Fino a creare un vero e proprio conflitto di interessi
sindacato-lavoratori!!
Bisognerebbe regolare meglio il dibattito interno a cominciare dai
referendum che debbano svolgersi in condizioni di normalità democratica
dalle quali è stato assai lontano il referendum sugli accordi di welfare del
luglio 2007.
La CGIL dovrebbe rinunziare unilateralmente a tutti i distacchi sindacali
della pubblica amministrazione.Persone che stanno in distacco per diecine e
diecine di anni dai loro uffici diventano financo inutili e dannose a se
stesse e al Sindacato.
La CGIL dovrebbe denunziare gli accordi di concertazione del 1993 e
ritirarsi dalla trattativa per la riforma del contratto di lavoro.Dovrebbe
appoggiare la proposta del salario minimo garantito e chiedere la
reintroduzione della scala mobile (se il nome è tabù chiamatela
diversamente) dal momento che è inaccettabile il congelamento dei salari
mentre la tendenza confindustriale è verso la quadriennalizzazione di fatto
della durata dei contratti.
Credo che sia giunto il momento di una svolta radicale che dovrebbe prendere
le distanze da CISL e UIL oramai irrecuperabili ad un sindacalismo
eticamente responsabile verso i lavoratori. Se la CGIL recupera una sua
diversità agisce per il cambiamento anche dentro la CISL e l'UIL si
potrebbero attivare forze rinnovatrici.
La sfiducia dei lavoratori per il Sindacato come istituzione preposta alla
loro difesa e che invece viene vissuto come una palla di piombo che li
immobilizza e li danneggia è diventato davvero grande.
Bisognerebbe infine mettere allo studio il problema di una riforma della
condizione del sindacalista funzionario. Certo l'attuale situazione di una
burocrazia che è nello stesso tempo classe dirigente eletta dai Congressi
dovrebbe essere rivista.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: bellaciaoparis@yahoo.fr ; sinistra critica ; Ernesto
Sent: Thursday, October 30, 2008 4:06 PM
Subject: la speranza nel successo di oggi
La straordinaria riuscita dello sciopero generale della scuola di oggi deve
fare riflettere molto la sinistra sulla realtà italiana e sulla possibilità
del suo rovesciamento prima che i processi di degradazione sociale diventino
davvero insopportabili. Milioni di persone in piazza all'indomani della
conversione definitiva in legge del decreto sulla scuola hanno dato un
messaggio chiarissimo: noi non disperiamo di vincere la nostra battaglia! Il
governo ha fatto la sua legge ma noi non ci dichiariamo battuti e sconfitti!
Il successo delle manifestazioni di oggi è confrontabile con quelle degli
anni settanta che chiedevano riforme e sviluppo. Credo che la partecipazione
e la mobilitazione di milioni di persone debbano rianimare sindacati
diventati troppo accomodanti ed una sinistra che aveva visto nelle ricette
liberiste modernità e rinnovamento quanto invece si tratta di
lacerazioni della coesione sociale e di riduzione dello Stato ad erogatore
dei servizi necessari alla classe dominante per la perpetuazione dei suoi
privilegi.
Spero che i dirigenti della sinistra traggano dalla grande giornata di
libertà e di democrazia di oggi motivi per recuperare la questione operaia:
per rivendicare il salario minimo garantito,
la scala mobile, l'abolizione della legge Biagi,la sicurezza della vita
nelle imprese. E' possibile una grande mobilitazione delle masse se la CGIL
decide di tornare ad essere se stessa, la grande organizzazione di Di
Vittorio e Santi.
Il berlusconismo si vince negandone alla radice l'ideologia liberista. Una
sinistra che si contamina di liberismo sarà destinata ad assistere ai
trionfi di una destra fortemente ideologizzata e sempre più padrona dello
Stato.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, November 03, 2008 11:51 AM
Subject: Obana e Mc Cain
Obama e McCain
I pennivendoli sono tutti in grande attività per parlarci del grande duello
per la Presidenza dell'Impero. Per alcuni giorni non sentiremo parlare
d'altro.
Per quanto mi riguarda penso che i due candidati siano come Berlusconi e
Veltroni. Nessuno dei due mi persuade anche se, costretto, turandomi il naso
voto Veltroni.Il sistema bipartitico è stato inventato per gestire la
democrazia limitata ad un solo blocco sociale. Negli ultimi trenta anni i
lavoratori americani hanno avuto decurtate le loro paghe del trenta per
certo e quasi azzerato il welfare.Ora sono pieni di debiti financo per
comprarsi da mangiare.
Nè Bush nè Clinton hanno alzato un dito per loro.
La democrazia americana è diventata da molto tempo oligarchia quasi
fascista.
Pietro Ancona
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- ---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: posta@liberazione.it
Sent: Tuesday, November 04, 2008 11:08 AM
Subject: spostamento a sinistra della CGIL?
Cara Liberazione,
magari la convergenza CGIL-Fiom sulla mobilitazione dei metalmeccanici fosse
davvero il segno di uno spostamento a sinistra della Confederazione! I
segnali che arrivano dalla vicenda Alitalia sono di segno del tutto opposto.
La CGIL, dopo essersi impegnata a non firmare alcun accordo riguardante i
piloti e gli assistenti di volo, ha sottoscritto assieme a Cisl UIl e UgL un
dickat dettato da Colaninno e dal Governo che definire indecente è davvero
assai poco! Perchè lo ha fatto? Forse è vittima dei legami tra Colannino ed
il PD di Veltroni e d'Alema? Come si può mettere l'onorata firma della CGIL
a contratti capestro
che negano il diritto di lavorare se si ha a casa un bambino handicappato?
Questa firma è disonorevole per la Confederazione che da sempre è stata
sinonimo di sindacato indipendente dal padronato.
In quanto ai metalmeccanici credo che sarebbe opportuna una vera autocritica
che analizzi le cause dell'impoverimento dei lavoratori. C'è una
responsabilità sindacale enorme nello avere per quasi due decenni chiesto
spiccioli e sviluppare un costoso volume di lotte quasi per niente!
Pietro Ancona
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-- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Tuesday, November 04, 2008 3:57 PM
Subject: Lo sciopero dei metalmeccanici del 12. Tanto rumore per nulla!!!!
Lo sciopero generale dei metalmeccanici del 12 dicembre prossimo sarà un
evento formidabile anche se la sua piattaforma, limata dal compromesso
raggiunto con la CGIL,
ne avrà disinnescato la carica di controffensiva rispetto un padronato
sempre più arrogante, oramai del tutto insofferente financo al
riconoscimento dei lavoratori come entità sociale con la quale bisogna
contrattare e convivere. Al dilà delle generali rivendicazioni generiche
rivolte ad un cambiamento della politica economica generale del governo la
richiesta di integrare i salari oramai di fame viene affidata quasi
esclusivamente alla detassazione della tredicesima mensilità. Una mancia
che, se concessa perchè voluta fortemente anche da Confcommercio e dalla
stessa Confindustria, servirà a pagare le bollette in scadenza a fine anno
senza riconoscere ai lavoratori il diritto al recupero senza richiedere
l'unica cosa indispensabile in tempo di crisi: l'indicizzazione dei salari.
Ma la parola "scala mobile" è diventata tabu' anche per i metalmeccanici
mentre
non si appronta alcun strumento di vera lotta al precariato e cioè il
Salario Minimo Garantito
(esistono metalmeccanici, l'abbiamo visto alla Navalmeccanica di Genova,
pagati tre euro e mezzo l'ora). Le richiesta di lotta al precariato si
limitano ad una generica richiesta di miglioramento delle normative
esistenti ed escludono di chiedere con chiarezza l'abrogazione della legge
trenta e degli accordi di welfare del luglio 2007 che ne hanno ribadito
l'esistenza. Non una parola viene detta sulle gravi manipolazioni dei
diritti dei lavoratori apportate dalla legge 133/2008 nel silenzio generale.
Insomma, i metalmeccanici parteciperanno ai cortei ed alle manifestazioni
del 12 dicembre con l'animus di chi vuole rompere la gabbia di ferro dentro
cui sono stati chiusi dal padronato e dal governo di destra. Il gruppo
dirigente dei metalmeccanici e della stessa CGIL con obiettivi limitati,
quasi insignificanti.
All'indomani dello sciopero non succederà assolutamente niente. Forse il
governo, pressato anche da una parte dei suoi, darà una piccola mancia
natalizia!
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: palermo@repubblica.it
Sent: Tuesday, November 04, 2008 4:43 PM
Subject: la ricorrenza di ieri
Cara Repubblica,
la grande guerra fu la seconda decimazione subita dal popolo siciliano dopo
l'unità d'Italia dopo le vittime del generale Govoni e degli altri generali
piemontesi che misero a ferro e fuoco l'Isola dopo il 1860!
Morirono nelle trincee delle montagne mai viste prima dai soldati
all'incirca settantamila tra contadini ed operai.Ancora oggi gli storici non
riescono a capacitarsi sui perchè e sulle ragioni che determinarono il più
grande conflitto della storia europea. Una mostruosa follia!!
Credo che dovremmo ricordare ed onorare i fucilati, i decimati, i renitenti,
quanti furono spinti verso la morte certa dai fucili dei carabinieri e di
quanti sorvegliavano e tenevano praticamente prigioniero l'esercito.
Redipuglia fu sede di una sanguinosa rivolta conclusasi con decimazioni e
fucilazioni senza processo.
Ricordiamo il quattro novembre per rinnovare il nostro orrore verso il
militarismo !
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, November 05, 2008 8:10 AM
Subject: Elezione di Obama
Ci sono alcune cose che si possono scrivere subito sulla elezione di Obama
senza incorrere nel pericolo di unirsi alla vampata di entusiasmo
addirittura delirante che si è impadronita della stampa occidentale anche di
quella fino a ieri più servile nei confronti di Bush.
La destra liberista cerca di trasformare la sua sconfitta in vittoria.
Vittoria della "vitalità" della democrazia americana, del sistema
capitalistico che ha ridotto in miseria milioni di famiglie in Usa ed in
Europa e funestato il mondo di una guerra senza fine al "terrorismo" cioè
alle nazioni islamiche Irak ed Afghanistan..
La prima cosa che si può dire è la sconfitta dei suprematisti bianchi, i
razzisti che sono andati al potere in Italia e che si sentivano in ascesa in
Europa. Come faranno a giustificare la superiorità della razza bianca se un
nero, un afro-americano, diventa Presidente degli Stati Uniti? Una sconfitta
senza se e senza ma del razzismo!
L'altra cosa che si può dire con certezza è c he viene meno il referente,
l'appoggio alle politiche dell'era del liberismo assoluto senza regole,
spero al predominio dei managers miliardari che hanno portato in rovina
aziende e strutture economiche basilari per la forza
economica dell'Occidente. Avere ridotto in miseria milioni di lavoratori,
costringendole e
consigliandole ad indebitarsi con le carte di credito fino a provocare una
crisi finanziaria che sembra incontrollabile ha posto in discussione la
sopravvivenza stessa del capitalismo o quanto meno ad un drastico controllo
dei suoi comportamenti. E' la fine di una scuola di pensiero che ha portato
al panepotere una destra che in Italia è cresciuta fomentando odio sociale
verso i dipendenti pubblici, la scuola,la sanità le pensioni.La fine del
thatcherismo e del reaganismo!!
Non credo che avverranno cambiamenti sostanziali nel sistema politico
americano. Non credo neppure che cambierà la rapace politica estera che ha
chiuso il mondo in una rete di basi militari americane che, spero, non si
allargheranno contro la Russia e la Cina ed i paesi islamici. L'imperialismo
americano è bipartisan ed è religione comune dei repubblicani e dei
democratici.Tuttavia la fine dell'ossessione ideologica contro tutto quello
che fuoriusciva dal modello democratico fino a criminalizzarlo come
terroristico
sarà un sollievo.
Una sorta di tritacarne da circa quaranta anni tiene sottomesse e ha
ridotto in miseria e senza diritti i lavoratori americani e tanta parte di
quelli europei. Il reddito di centinaia di milioni di persone è in questi
anni diminuito a vantaggio delle classi abbienti dell'industria e dei
commerci. Ci sarà solidarietà dell'amministrazione Obama verso la nazione
dei poveri? Si farà qualcosa per la sanità, la scuola pubblica, le pensioni?
Questo punto resta interrogativo dal momento che le lobby delle
multinazionali delle assicurazioni, della sanità privata e di quant'altro
hanno un formidabile peso anche in campo democratico.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Thursday, November 06, 2008 3:08 PM
Subject: Le sfide di Obama
alcune noterelle a margine
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Il merito maggiore di Obama è di averci liberato dall'incubo Bush, incubo
che in qualche modo sarebbe continuato con la elezione di Mc Cain.
Il Presidente fantoccio dell'Iraq Karzaki ha implorato Obama di non
continuare con la politica stragista di Bush! Incredibile: il sangue
innocente è tanto che lo stesso uomo che si regge con l'appoggio militare
americano ne è sgomento. I massacri dovranno finire.
L'altro grande merito di Obama è quello di essere afro-americano, nero e di
essere diventato Presidente degli Usa. Questo dato
da solo sconfigge i suprematisti bianchi ascesi al potere in Italia ed in
crescita in Europa. Come faranno a dire che i non bianchi sono esseri
inferiori?
Il liberismo senza regole imposto da Reagan è fallito poco prima che
arrivasse Obama. Il fallimento ha proporzioni e conseguenze planetarie. Non
sarà gran merito continuare sulla tragica via del monetarismo. Il sistema
imperiale per sopravvivere avrà bisogno di freni, paletti, regole. Lo stesso
MacCain credo che le avrebbe approntate. Non c'è niente di rivoluzionario
nel prendere atto dell'esito cadaverico della scuola di Chicago.Obama lo
farà in accordo alle multinazionali ed al gruppo dirigente americano.
Cercherà di rinnovare la gestione del capitalismo emarginando le aree più
toste della speculazione e della pirateria.
I milioni di lavoratori costretti ad indebitarsi dalla riduzione di circa il
trenta per cento dei loro salari avvenuta da oltre venti anni avranno
qualche aiutino indiretto. I salari saranno oggetto della libera (si fa per
dire)contrattazione ed i sindacati non saranno riformati. Sindacati
profondamente legati al sistema con interessi oramai divergenti da quelli
dei lavoratori. Anche in Italia, lo dico tra parentesi, siamo sulla strada
della americanizzazione del sindacato. Basta vedere gli accordi redatti con
il padronato ed il Governo negli ultimi anni e la crescente quota bipartisan
lussuosamente finanziata nei ccnl ( casse edili, scuole di formazione, etc..)
I progressisti di tutto il mondo saranno profondamente delusi da quanto non
sarà fatto per la liberazione del popolo palestinese.
Il muro continuerà ad ergersi sulla prigione di Gaza e la CigGiordania
continuerà ad essere colonizzata. Continueranno gli omicidi mirati e non
saranno liberati i dodicimila prigionieri di Israele.
Il mondo è andato talmente male negli anni di Bush che basterà a Obama non
far del male per essere benvenuto. Chissà perchè mi è tornata in mente una
particolare espressione di Adriano Sofri di qualche anno fa. Disse: il mondo
è fritto...
Pietro Ancona
***
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Thursday, November 06, 2008 10:17 AM
Subject: lo sciopero generale
Cara Unità
se lo sciopero generale indetto dalla CGIL non si porrà obiettivi precisi di
mobilitazione rischia di essere una manifestazione a vuoto, priva di
artiglio.
Chiederà lo sciopero un aumento generalizzato di tutti i salari inferiori a
1500 euro?
Chiederà lo sciopero la indicizzazione dei salari e delle pensioni? Romperà
il tabù della impronunciabilità delle parole "scala mobile"?
Chiederà l'abolizione della legge Biagi? Si pronuncerà contro tutti i
peggioramenti a danno dei diritti dei lavoratori introdotti dalla legge 133?
Chiederà la fine delle privatizzazioni che aumentano i costi delle famiglie
ed incrementano un management miliardario nutrito dalle bollette?Chiederà il
riavvio delle nazionalizzazioni a cominciare dall'Alitalia?
Io spero molto ma non so davvero se non ci limiteremo a chiedere la
detassazione delle tredicesime voluta dalla Confcommercio.
Pietro Ancona
***
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: PRImapagina@rai.it
Sent: Thursday, November 06, 2008 8:40 AM
Subject: EDUCAZIONE DEL CONDUTTORE
Caro Professor Teodori,
non credo che sia stato giusto sfottere l'ascoltatore che ricordava la
mancanza di assistenza sanitaria in Usa invitandolo sarcasticamente ad
inoltrare "diplomaticamente" la sua lamentela,
Capisco il suo livore per la elezione di Obama ma si ricordi che alla
radio è pagato per leggere i giornali e commentarli con educazione.
Cordiali saluti.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Wednesday, November 12, 2008 11:19 AM
Subject: : ancora contro la detassazione
Certamente la crisi c'è e viene come sappiamo dalla mancanza di regole
del liberismo e della globalizzazione. Le "regole" sono sempre state
considerate il fumo negli occhi dai fautori della libertà del mercato e
dell'individualismo. La verità è che il mercato non esiste quando si giunge
alla fase oligopolistica e monopolistica. Possiamo parlare di mercato dei
prodotti farmaceutici o delle auto? Ricordate quante piccole e medie
fabbriche come la Lancia e la gloriosa Alfa Romeo sono state divorate dalla
Fiat?.
Ma la crisi viene usata per terrorizzare l'opinione pubblica, giustificare
la decrescenza delle retribuzioni sotto il livello previsto dalla
Costituzione, tenere in scacco quanti vorrebbero fare qualcosa per
migliorare la loro condizione di vita. Ieri alla Camera il Ministro Tremonti
parlava di "intensificazione" della crisi!! In sostanza c'è una
irresponsabile amplificazione di una situazione difficile per giustificare
un regime di generale depressione delle retribuzioni e le controriforme del
welfare.
Vorrei ancora una volta dichiarare la mia contrarietà alla detassazione
prima degli straordinari, ora della tredicesima (se sarà fatta) e domani
chissà....
Sono contrario perchè la detassazione non affronta il problema di una
riforma dell'Irpef ed anzi la rinvia sine die. Non c'è dubbio che va
amplificata la parte esente dei salari e delle pensioni e vanno abolite l'irpef
regionale e comunale. Queste tendono a pesare sempre di più sui redditi.
Bisognerebbe inoltre rivedere il sistema di tassazione delle rendite
finanziarie e dei patrimoni naturalmente a partire da certi livelli. Ma
questo non viene fatto ed anzi si tende ad appesantire il carico fiscale sui
più deboli.
La detassazione non a caso è chiesta dalla Confindustria e dalla
Confcommercio cioè dalle organizzazioni imprenditoriali. E' una alternativa
agli adeguamenti salariali dovuti e non realizzati dalle imprese. E' una
mancia una tantum. E' un modo per dire: non dovete aspettarvi niente da
noi! La detassazione uccide lo Stato dal momento che lo priva delle risorse
necessarie alla sua sopravvivenza. Si calcola che per detassare la
tredicesima ci vogliono nove miliardi di euro. Quale sarà l'effetto di una
cosi drastica riduzione delle entrate dello Stato? Quanti servizi si
dovranno tagliare ai cittadini oltre quelli già in programma per la scuola e
per la sanità? Si debbono abolire del tutto le pensioni ridotte oramai a
meno del quaranta per cento delle retribuzioni?
Dal 1993, anno del primo grande accordo di concertazione ad oggi, c'è stato
un trasferimento di ricchezze dal lavoro dipendente ai redditi
imprenditoriali e professionali di oltre dieci punti di Pil. Insomma c'è
stato un impoverimento di venti milioni di lavoratori a vantaggio delle
altre categorie sociali!! Questo impoverimento è stato dovuto alla mancata
indicizzazione delle retribuzioni ed ai miglioramenti salariali calcolati
sulla cosiddetta "inflazione programmata", cioè a molto meno dell'aumento
del costo della vita! Quindi nel campo dei profitti ci sono risorse
sufficienti per finanziare miglioramenti salariali!
Detassare il salario vuol dire ridurre la sua funzione sociale ed
infliggere al welfare un danno incalcolabile a lunga scadenza. Non tanto
lunga perchè il conto verrebbe presentato al più presto dal Tremonti di
turno...
Pietro Ancona
ps: che la crisi riguardi soltanto le persone che sono state impoverite dal
liberismo al potere si può vederlo osservando il florido consumo di generi
di grande lusso come i panfili, le ferrari, le lamborghini ed i ristoranti
ed albergo a 7 stelle.....
Anche la crisi viene alimentata e governata soltanto contro chi vive di
lavoro...
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Provvidenziale l'incontro "segreto" di Palazzo Grazioli. Il governo vi ha perso legittimità e Cisl ed Uil si sono rivelati quelli che sono. La Cisl indegna erede di Pierre Carniti e Pastore, l'Uil il sindacato giallo che è sempre stato. Ieri hanno liberato i lavoratori italiani dal pesantissimo giogo dell'unità sindacale in funzione del governo e degli interessi degli squali e squaletti della Confindustria italiana. Sbaglierebbe la CGIL a continuare a produrre atti contraddittori come quello della firma dell'indecente accordo dell'Alitalia. Si può creare una vera unità sindacale con i sindacati di base, i cobas, quanti si sono allontanati in questi anni a causa della lontananza del Sindacato dai loro sentimenti.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: glrossi@hotmail.it ; gl.rossi@hatmail.it
Cc: lettere@corriere.it
Sent: Monday, November 10, 2008 9:07 AM
Subject: le proteste
Caro signor Rossi,
davvero lei crede al lupo mannaro cattivissimo di AlQaeda che fa le sue
miracolose apparizioni tutte le volte che serve all'amministrazione Usa
per le sue necessità di politica internazionale? Oggi per dire che è
necessario che Obama prosegua la politica muscolare di Bush...allargandola
al Pakistan ed all'Iran. Ieri per confermare la Presidenza Bush!
Provi ad analizzare tutte le apparizioni di BinLaden o dei suoi
ineffabili sostituti a cominciare dal Dottore egiziano: la coincidenza
con momenti cruciali di interesse americano è sempre stato accezionale.
Stia tranquillo che il terrorismo vero esistente al mondo è quello Usa
che solo in Afghanistan ha provocato diecine di migliaia di morti
innocenti provocando le proteste financo del premier fantoccio Karzay.
AlQaeda è un ufficio della Cia!!
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, November 08, 2008 7:53 PM
Subject: D'Alema-FINI: giochi di palazzo nella Casta Eterna
L'intesa Fini-D'Alema per una commissione bicamerale sulle riforme con
particolare attenzione al federalismo
vuole in primo luogo creare un palcoscenico a due personaggi che si
sentono stretti l'uno dalla leaderchip di Berlusconi e l'altro dalla
posizione dominante di Veltroni nel PD.
Vecchi giochi di una politica vecchia tutta interna al Palazzo,
distante milioni di anni luce dalla società italiana e da quanto si
muove nel profondo di questa dalla rivoluzione iniziata dal mondo della
scuola alla crescente insofferenza alla perdita di diritti di tanti
strati di lavoratori.
La destra italiana ha esposto al ludibrio della colonna infame molte
delle categorie dei lavoratori definiti di volta in volta fannulloni,
parassiti, pesi inutili, ostacolo alla crescita del Paese etc...
Non si salva nessuno dai pensionati che vengono additati
all'esecrazione dei giovani ai quali sottrarrebbero risorse ai
magistrati, ai dipendenti Alitalia che si vorrebbe discriminare in
ragione dei loro bisogni familiari.
L'iniziativa di D'Alema porta acqua e legittima l'attacco della destra
alla Costituzione. Un attacco che vuole ridurre a un coacervo di pseudo
statarelli regionali tenuti insieme da un presidenzialismo da repubblica
bananiera.
Spero che quanto resta di civile e democratico nella democrazia e
nella sinistra italiana vorrà combattere il consociativismo di destra
che sta alla base del disegno dei due ambiziosi uomini della politica
italiana che piegherebbero il compromesso istituzionale al loro successo
personale.
Pietro Ancona
***
Pubblicata su http://www.liberazione.it/ del 14/11/2008 pag.18 Ma che idea di sindacato ha Luigi Angeletti?
Il sindacato secondo Angeletti Cara "Liberazione", qualche sera fa a "Ballarò", il segretario della Uil Angeletti ha sostenuto che compito del sindacato è fare contratti e non discutere le scelte di politica economica del Governo o delle imprese. Insomma, se la politica economica del governo o dell'impresa consiste nella compressione dei salari, il sindacato, senza battere ciglio, deve prenderne atto ed adeguarsi firmando i contratti consequenziali! Il sindacato è parte del sistema! Se il sistema è iperliberista il sindacato si adegua… Vedi accordi separati… Dopo aver detto questo Angeletti ha negato con tutte le sue forze di essere stato a Palazzo Grazioli a concordare con Berlusconi la misura di detassazione della tredicesima!
Pietro Ancona via e-mail
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, November 15, 2008 10:10 AM
Subject: Capitalismo e crisi nell'incontro dei venti.
Riflessione sul G20
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Il Presidente degli Usa, grande custode dell'ideologia, è preoccupato che la
crisi mondiale provocata dai ladroni finanzieri suoi connazionali possa
mettere in discussione il capitalismo e raccomanda a tutti di continuare a
sostenerne le glorie e sopratutto di adorarlo senza mettergli "lacci e
lacciuoli", senza regole, dal momento che le regole limiterebbero l'audacia
degli avventurosi novelli capitani di ventura i managers alla guida di
società che divorano poco prima di rovinarle e di distrugerne i fondi
pensioni riducendo le azioni dei malcapitati a carta straccia.
Fosse per Bush lo Stato deve servire per mettere le risorse della
collettività al servizio dei banditi che hanno fatto sparire trilioni di
dollari e basta. Se un bambino muore a causa di un ascesso provocato da una
carie che la famiglia non può curare non importa dal momento che la luce
splendente e radiosa del "sistema" brilla sui popoli liberi e ne assicura le
sorti progressive. Magari con l'aiuto di qualche opportuna guerra di
sterminio dei poveracci che vengono bombardati perchè non collaborano
abbastanza per la cattura dei "terroristi".
Tremonti che si picca di essere grande pensatore e grande ministro si è
spinto su questa strada della preservazione della purezza del capitalismo
nella sua versione liberista fino al punto di proclamare che la eventuale
presenza di soldi dello Stato nelle banche non ne rivendicherà il possesso o
la presenza nei consigli di amministrazione. Niente deve turbare la libera
intrapresa di quanti hanno portato il mondo sull'orlo della rovina e
provocato una recessione di cui ogni giorno ce ne descrivono i caratteri
lugubri e devastanti.
La crisi è in fase di intensificazione. Con questa dichiarazione solenne
resa al Parlamento il Ministro dell'Economia ritiene di coprire gli otto
miliardi di tagli al sistema scolastico, i tagli alla sanità ed al sistema
pensionistico magari per regalare cinque o sei miliardi di euro alla cordata
degli "amici" capeggiata da Colaninno. Nello stesso tempo il Ministro
Sacconi aiuta la criminalizzazione dei sindacati che non si piegano alle
pretese della Confindustria di una totale libertà nel rapporto coi
lavoratori che soltanto da sempre minori tutele possono avere la speranza di
continuare a guadagnare un tozzo di pane. Si, proprio cosi, tozzo di pane
perchè altrimenti non si può definire il salario erogato dalle aziende
italiane, uno dei più miseri del mondo.
Il sistema massmediatico di tutto l'occidente si guarda bene
dall'individuare le cause ed i responsabili della "crisi" cioè del Grande
Furto. In atto è impegnato in una intensa campagna di terrore per convincere
l'opione pubblica che non accettando le ricette proposte dalla Gelmini e da
Tremonti abbiamo dietro l'angolo la crisi del 29 e il nostro degrado a okies
come le famiglie che si muovevano negli States alla ricerca di lavoro e
venivano accolti a fucilate quando i loro accampamenti non venivano bruciati
come ama fare Borghezio in Italia con i poveri che cercano riparo sotto i
ponti.
C'è un silenzio enorme sulle responsabilità della crisi e le batterie
massmediatiche sono rivolte alla divulgazione ed al radicamento di due idee:
c'è la recessione ed il capitalismo va conservato e difeso.
Ma è proprio vero che il capitalismo non c'entra con la crisi in atto?
Quante automobili si debbono costruire e mettere in circolazione per evitare
la crisi della General Motors? Con buona pace di Bush il capitalismo non è
più in grado di assicurare stabilità e prosperità ed è giunto il momento di
sostiturlo con un sistema diverso, magari socialista. Ma dove è il
socialismo? Chi lo rappresenta? Come è che i socialisti francesi proprio in
questo frangente si accingono a veltronizzarsi eleggendo a loro leader
Segolene Rojal.... Ma questo è un altro discorso..
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Saturday, November 15, 2008 9:03 AM
Subject: manipolazione per omissione
Caro Franco,
per nostra fortuna domani è l'ultimo giorno di sua permanenza a prima
pagina. Dal momento che sostiene la campagna terroristica sulla crisi per
dare copertura ai tagli di quel poco di welfare che resta agli italiani, ha
pensato di fare la sua parte rinunziando ad una fettina del grasso gettone
che riscuoterà dalla Rai per la settimana di letture ad usum delfhini dei
giornali?
Si stia bene.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, November 18, 2008 11:48 AM
Subject: la vita dei lavoratori è degna di tutela?
la vita dei lavoratori è degna di tutela?
============================
Comincia a delinearsi la reazione confindustriale e di destra al rinvio
a giudizio per omicidio colposo dei dirigenti della TissenKrup e per
omicidio volontario dell'amministratore delegato della società tedesca.
Nei giorni scorsi l'azienda aveva tentato di ricattare i familiari
degli operai uccisi: non avrebbero ricevuto nulla se si fossero
costituiti in giudizio. Ma le famiglie non hanno ceduto. I primi
commenti sono sopratutto di sinistra e sono ovviamente positivi. Negli
ambienti padronali c'è ancora sconcerto e disorientamento per la
decisione del giudice. Ancora la batteria massmediatica della destra non
ha ricevuto la velina giusta. Mai gli imprenditori avevano pagato
penalmente. In Italia sono morte diecine di migliaia di persone e sono
stati mutilati o colpiti da malattie terribili e letali milioni di
lavoratori con un costo di sofferenze umane indicibili ed un costo
economico per la società pesantissimo.L'evoluzione legislativa della
sicurezza del lavoro è stata lenta, lentissima e non ha mai spaventato
realmente l'imprenditore che facendo un calcolo di costi e di ricavi ha
sempre preferito l'infortunio e la morte del dipendente piuttosto che
investire nelle attrezzature e nell'organizzazione del lavoro.
Stamane, a Prima Pagina, commentando la sentenza di rinvio a giudizio il
Professore Deaglio, professore di economia all'Università di Torino,
tendeva a ridurre la responsabilità degli infortuni dissezionando i dati
statistici ed assegnandone il grosso alla piccola e piccolissima
impresa sostenendo che spesso i soggetti colpiti sono gli stessi datori
di lavoro, ne ha anche assegnato una parte al trasporto da e per il
lavoro ed anche alla corresponsabilità operaia che spesso rifiuta il
casco perchè fastidioso da tenere per l'intera giornata. Si è anche
spinto a parlare di autoinfortuni (!!) per rendersi liberi e dedicarsi
alla squadra del cuore. Ma qui ha soltanto riferito di uno studio fatto
in Inghilterra anni orsono. Ha anche detto che gli infortuni italiani
sono nella media europea.....cosa della quale è lecito dubitare.
Per il momento, e dato che la sentenza torinese viene scandita da altri
mortali e spaventosi infortuni, nessuno si azzarda a condannarla
apertamente. Ma molta gente che teme di trovarsi prima o poi sul banco
degli imputati con una accusa quanto meno di omicidio doloso mastica
amaro e presto uscirà allo scoperto. La stessa Cisl, che qualche tempo
fa aveva proposto una attenuazione delle penalità per le aziende che
credo abbia trovato accoglimento in qualcuno degli emendamenti che
nottetempo il centro-destra inserisce in decreti in discussione a volte
con la complicità dei cosidetti moderati del PD, forse non ha molto
gradito.
Sempre a Prima Pagina per merito di due tecnici della sicurezza, un
ingegnere ed un professore, sono venuti alla luce due notizie : la prima
che per ogni morto ci sono almeno tre invalidi permanenti, tre persone
ridotte sulla sedia a rotelle o a malattie inguaribili e croniche. Gli
infortuni sono circa un milione l'anno ed il loro costo (secondo
l'ingegnere) è di almeno quaranta miliardi di euro.L'altra notazione che
riguarda la reale volontà degli imprenditori veniva fatta dal professore
che ha denunziato che questi frequentano, è vero, i corsi sulla
sicurezza ma soltanto per capire
il "minimo" che sono obbligati a fare per non incorrere nel rigore della
legge e certamente non perchè volenterosi di praticare e diffondere la
cultura della sicurezza.
Il valore civile della sentenza di rinvio a giudizio è controcorrente
rispetto la mercificazione del lavoro umano e del lavoratore. Mentre il
coro liberista bipartisan riesce a minimizzare la cultura del lavoro, il
valore fondamentale del lavoro riconosciuto dalla Costituzione e base
per rapporti sociali civili non fondati sulla predazione dei ricchi sui
poveri e dell'impresa sui suoi dipendenti, questa sentenza dice che il
lavoro è inscindibile dalla tutela della integrità fisica e della salute
dei lavoratori.
Anche in questo campo, come in molti altri, la Magistratura è stata
costretta a fare da supplenza e non solo ma anche ad indicare una strada
alternativa. In effetti in un Paese democratico e rispettoso dei diritti
la questione della garanzia della sicurezza doveva essere affrontata e
risolta dai Sindacati, dalla Impresa e dal Welfare. Moltissimi
incidenti non si verificherebbe se fosse stata recepita nei contratti e
poi in una legge una norma riguardante i poteri dell'addetto alla
sicurezza. L'addetto alla sicurezza, dotato di parte dei poteri
dell'ispettore del lavoro, ridurrebbe drasticamente la quantità di
infortuni mortali e non che si verificano ogni giorno.
L'addetto alla sicurezza dovrebbe essere il sensore di un sistema
sanitario che cerca la prevenzione. Ma questa proposta non è stata
accolta neppure dai Sindacati confederali che purtroppo sono diventati
assai più sensibili alle pretese confindustriali.
Sono curioso di sapere come reagirà la CGIL alla novità introdotta
dal Giudice. Spero che ne trarrà motivo per fare sul serio, per
impegnarsi davvero nella lotta agli infortuni. Sarebbe gravissimo che
anche su questo fronte, il fronte della difesa della vita delle persone,
il sindacato si facesse condizionare dal malumore degli industriali e
non presentasse le sue proposte per risolvere nella prevenzione
efficiente la questione.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: cobas@cobas.it ; franzitta cobas
Sent: Tuesday, November 18, 2008 8:31 PM
Subject: La termopili del sindacato
Le termopili dei diritti sindacali
===========================
La resistenza dei piloti e delle assistenti di volo è fatale per il
futuro dei diritti di tutti i lavoratori.Non a caso c'è un accanimento
particolare nel volerli soggiogare, mettere a terra. Se perdono, con
loro perdiamo tutti ,altro che castigo per arroganti.La firma che la
CGIL ha posto accanto a quelle della Cisl e dell'UIL è autolesionistica
e contraria agli interessi generali che la CGIL ha rappresentato nella
sua tradizione di sindacato riformista ma rigido nella difesa dei
diritti delle persone. Fiumicino è la Termopili dei lavoratori
italiani. Se leonida ed i suoi spartani saranno sconfitti passerà con
Colaninno ed i suoi persiani la fine del contratto collettivo di lavoro
e del diritto stesso dei lavoratori di negoziare il loro rapporto.
L'infamia della colonna infame tocca oramai tutto il mondo del lavoro e
della cultura dai precari universitari descritti come i loro baroni agli
statali fannulloni. La destra ed i suoi "canazzi di bancata" è pronta a
lacerare la dignità di tutti coloro che vuole espungere dal campo delle
garanzie e dei diritti. Il linciaggio è per tutti. Oggi si è rivolto ai
medici di famiglia criminalizzati per colpe che non hanno e che
appartengono alla burocrazia del potere, un potere in cui è normale
lottizzare i primari....Per questo dobbiamo vincere a Fiumicino, con i
piloti e con tutti i lavoratori della Alitalia.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; Sent: Thursday, November 20, 2008 12:52 PM
Subject: Il baubau della recessione come shock economy?
Caro Epifani,
capisco Tremonti che parla di "intensificazione della crisi" ma non ti
capisco quando tu parli di "una valanga in arrivo".
Certamente parlare della crisi senza indicarne le cause, l'origine nella
fase criminale del liberismo, non serve nè a capirci nè a difendere i
lavoratori.
Unirsi al coro che paventa "Annibale alle porte"! conviene a chi vuole
ridurre completamente a terra il lavoro dipendente.
Indicare nella detassazione l'unica via per recuperare un pò di soldi ai
lavoratori è negare da oggi in poi il diritto di avere un qualche
miglioramento dei salari di fame che sono in atto.
Dovresti chiedere un aumento generalizzato di almeno il dieci per cento
di tutte le retribuzioni,il ripristino della scala mobile, l'abrogazione
della legge Biagi, la fine delle privatizzazioni che servono soltanto ad
aumentare il parassitismo parapolitico nella gestione dei servizi ed a
aumentare le bollette della gente....
Unirsi alle campagne di terrore per giustificare l'attuale stato di
costrizione dei lavoratori, è davvero sconcertante...
Pietro Ancona Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Thursday, November 20, 2008 9:38 AM
Subject: Gli scopi nefandi della campagna contro i fannulloni
Caro Professore Deaglio,
lei è persona seria e qualificata. La sua opinione conta. Per questo la
invito a fare una riflessione sulla colonna infame che è stata eretta
dalla destra ai danni di varie categorie di cittadini di volta in
volta convocati ed esposti al ludibrio pubblico: ha cominciato Monti con
i pensionati che toglierebbero il pane di bocca ai giovani, ora
prosegue Brunetta, (fruitore di enormi prebende come Ministro e
deputato),
con gli statali, la Gelmini con i professori, Scaiola ed altri con i
piloti. Ora c'è un tentativo di criminalizzare i medici di famiglia con
il falso scandalo dei morti assistiti in Sicilia.
Spero che lei vorrà riflettere sulla odiosa strumentalità di questa
campagna che naturalmente ignora le responsabilità della classe
dirigente e dell'imprenditoria italiana che ha managers tra i più
pagati del mondo. L'obiettivo è la privatizzazione.Ma dovunque si è
privatizzato i costi si sono moltiplicati per i contribuenti a
cominciare dai servizi locali.
Tutto il clamore sul fannulloni e sulle assenze serve soltanto a
sgombrare la pubblica amministrazione dei suoi dipendenti per
sostituirli da personale esterno fornito da cooperative controllate dai
politici a da imprenditori che trovano nella pubblica amministrazione il
nuovo business. Personale sottopagato e privo di diritti.
Già molti infermieri negli ospedali , molti bidelli nelle scuole
sostituiscono personale una volta assunto per concorso. E' un modo per
fare soldi, fare spendere il doppio alla pubblica amministrazione (vedi
costi delle esternalizzazioni dei servizi) e privatizzare brutalmente
l'avviamento al lavoro. Aggiungo che il personale esterno viene
fatturato quasi sempre in modo diverso da come viene retribuito ( circa
il trenta per cento in meno per qualifica)
Aggiunga i consulenti costosissimi che servono ai piani alti.
Si sta facendo dell'Italia un inferno per i lavoratori sfruttati e
ridotti senza diritti da una vorace classe di speculatori all'assalto
della pubblica amministrazione.
Cari saluti.
Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: tranfaglia nicola professore torino
Sent: Friday, November 21, 2008 4:24 PM
Subject: la vigilanza rai
ma perchè fare bile per la Presidenza della Commissione di Vigilanza Rai
da sempre addetta alla spartizione ed alla lottizzazione? Non sarebbe
meglio abolire il canone ed avviare un processo di autogestione della
Rai affidando ad una cooperativa di dipendenti il compito di gestirla in
piena autonomia? Perchè continuare a spendere quattro miliardi l'anno
per un servizio che è diventato obsoleto, stucchevole,culturalmente
sempre più povero?
Non c'è alcun bisogno di una rai pubblica per fronteggiare il potere di
Mediaset. Questa Rai è la corazza di Mediaset. E' controproducente per
chi vuole una libera informazione ed una televisione seria.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: paolo.ferrero@rifondazione.it
Sent: Friday, November 21, 2008 11:22 AM
Subject:
lettera ad una sinistra confusa
Caro Segretario,
la proposta che hai avanzato di 1000 euro ai percettori di reddito entro
un certo tetto non differisce di molto da quella del governo e si muove
nella logica filosofica del capitalismo compassionevole: non diritti ma
mance!!
Era anche la logica del governo Prodi quando affrontò la questione dei
pensionati.
Evidentemente c'è un filo comune che lega gli economisti ed i
giuslavoristi dal PDL al PD, da Tremonti e Sacconi a Treu e Letta.
Mille euro una tantum sono una mancia che si squaglierà ancora prima di
Natale lasciando maggiore rabbia a milioni di persone condannate a
vivere al disotto del minimo.
Sarebbe stato assai meglio proporre un aumento di almeno il dieci per
cento delle retribuzioni ed il ripristono della scala mobile e
l'abolizione della legge Biagi.
Bisogna dare alla gente obiettivi per i quali vale la pena di lottare
anche se sembrano irrealistici. Ma non lo sono.
Trovo sconcertante il fatto che tutte le analisi attribuiscono la crisi
ai bassi livelli dei salari e nessuno ardisce proporre un intervento
organico su questi.
La crisi viene usata dalla destra come shockeconomy e per togliare
ancora al lavoro dipendente. E' criminale unirsi al coro dei coccodrilli
del Sole 24 ore e dintorni....
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, November 22, 2008 9:08 AM
Subject: Il partito socialista francese resta socialista
Il Partito Socialista Francese resta socialista
una buona notizia giunge dalla Francia: il congresso socialista si è
concluso con la vittoria,seppur di strettissima misura, di Martin Aubry
su Segolene Royal che ben conosciamo per essersi opposta a Sarkozy alle
elezioni presidenziali. La Segolene non riconosce la sconfitta e vuole
la riconta dei voti ma credo che non ci sia più niente da fare.
Il socialismo francese ha scelto di rimanere tale: ancorato alla difesa
delle classi lavoratrici, della preminenza degli interessi pubblici sul
privato specialmente nei campi cruciali della scuola, della sanità,
della gestione dell'acqua, dell'indipendenza del sindacato. La
vituperata "ideologia" del socialismo assaltata dai fautori della
Segolene che propugnano un pragmatismo genericamente democratico ed un
partito fatto di simpatizzanti e privo di militanti resta al suo posto a
presiedere la sorte di chi ritiene che il capitalismo non sia "la fine
della storia" e che anzi la sua recente crisi dovuta alla liberazione di
tutti i suoi spiriti animali ha condotto l'umanità sull'orlo del
precipizio. L'umanità si deve liberare dal capitalismo!
Martim Aubry è sostenitrice delle 35 ore che segnarono e continuano a
segnare una bella caratteristica del socialismo francese ed è adatta a
sostenere l'onda della shock economy
che la destra mondiale sta montando per occultare le pesantissime
responsabilità dei banchieri dei governi e degli organismi
internazionali come il FMI e sfruttare la stessa crisi o la sua
percezione per fare nuovi affari.
Proprio stamane, il FMI responsabile dello strangolamento economico di
tanti Stati ha lanciato il suo allarmismo dopo quello che ieri ha
diffuso la CIA. Ha parlato di catastrofe imminente nell'economia
mondiale mentre la CIA ha profetizzato venti anni di difficoltà agli
USA; Tremonti partecipa alla campagna allarmistica dichiarando in
Parlamento che la crisi è in fase di intensificazione.
La destra ed i suoi santuari fanno a gara per terrorizzare ed imporre
nuove e peggiorate condizioni di vita alle classi lavoratrici di tutto
il mondo.
Fallisce in Francia il modello veltroniano del Partito Democratico. I
socialisti francesi, assieme alla sinistra tedesca, stanno rinnovando la
socialdemocrazia. Il mondo truffato
dal liberismo assoluto di marca bushiana ha bisogno di una prospettiva
diversa basata sul recupero dei diritti perduti e calpestati e su una
equa distribuzione dei redditi e delle risorse.
http://www.liberation.fr/
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: posta@liberazione.it
Sent: Sunday, November 23, 2008 9:15 AM
Subject: commento di liberazione
Caro Sansonetti,
non condivido il commento di "Liberazione" del Congresso dei socialisti
francesi.
Credo che dovremmo tutti gioire se i socialisti francesi restano tali e
rifiutano di farsi veltronizzare da Segolene in una sorta di PD. Oppure
no?
La minaccia di scissione della destra mi pare somigli molto a quella di
Vendola. Una volta le scissioni si facevano quasi tutte a sinistra. Ora
i convertiti al liberismo non riesco più a sopportare coloro che
continuano a pensare possibile l'utopia socialista.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, November 23, 2008 12:53 PM
Subject: la morte di Curzi
sono umanamente dispiaciuto
per la perdita di Alessandro Curzi. Debbo però dire che considero
lui e Petruccioli quanto di peggio potesse fare la sinistra italiana
verso il servizio radiotelevisivo: hanno puntellato il palazzaccio
irriformabile e spendaccione ritagliandone la propria percentuale.
Il fatto che esiste un tabu a sinistra per la RAITV è una
corresponsabilità verso questo sistema.
Pietro Ancona
----Messaggio originale----
Da: info@giuliettochiesa.it
Data:
23-nov-2008 8.47 PM
Ogg: la morte di Curzi
Curzi e
Petruccioli sono due cose diverse. L'umana abiezione del secondo è
difficile da eguagliare per chiunque. Curzi non c'è mai arrivato
nemmeno
vicino. Certo anche lui ha condiviso gravi responsabilità della
cogestione
di una piramide marcia. Ha svolto un compito che gli era
stato affidato,
compito sbagliato. L'intera sinistra deve condividere
la sua
responsabilità politica e anche morale.
Giulietto Chiesa
----Messaggio originale----
Da: pietroancona@tin.it
Data: 24-nov-2008 7.07 AM
A: <info@giuliettochiesa.it>
Ogg: R: giuliettochiesa megachip
Caro Chiesa,
sono da sempre di sinistra, un vecchio socialista
lombardiano, oramai un reperto preistorico del socialismo che non c'è
più. Penso che la sinistra italiana è perduta perchè parte integrante
della Casta. Quando si sta in un consiglio di amministrazione e si
percepisce un gettone che non ha eguali al mondo per dirigere una
struttura tra le più corrotte e costose del Paese si condividono le
responsabilità del Potere e si diventa parte di questo.
Forse mi sono
incattivito ma dovrei spiegare a mio figlio, 1050 euro al mese,
che cosa ha in comune con chi lascia alla moglie una reversibilità che
sarebbe scandalosa dappertutto.
Pietro Ancona
già segretario generale
CGIL Sicilia deluso profondamente anche dalla CGIL di oggi.
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: partito socialista
Sent: Monday, November 24, 2008 1:41 PM
Subject: Tornare alle munipalizzate!! Basta con le satrapie spa....
Carissimi,
il Comune di Palermo annunzia un aumento del 50% della tarsu. Appena l'anno
scorso aveva aumentato del 75%.
L'Amia, in stato di grave dissesto, è diventata SPA. Niente controlli Corte dei
Conti, assunzioni private riservate (se chiedi notizie si appellano alla privacY)
di centinaia di parenti et.... Costi moltiplicati.
Ma non è solo l'Amia di Palermo. Se fate un conto dei servizi locali
(acqua,trasporti,nettezza urbana,gas) privatizzati vi renderete conto che
costano assai di più di prima. La spiegazione è semplice: prima non c'erano
consigli di amministrazione con stipendi da satrapi e la possibilità di
esternalizzare ed assumere a gogo e dare consulenze fasulle a gogò.
La gente è strangolata dalle bollette. Quando arrivano scoppiano crisi nelle
famiglie.
Pensate di poter fare qualcosa magari per bloccare la privatizzazione dell'acqua
voluta dalla 133? Se continua cosi avremo le nuove rivolte contro la tassa sul
macinato!!
Pietro ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: comedonchisciotte@yahoo.it
Sent: Thursday, November 27, 2008 7:52 AM
Subject: obama come bush: pagliacciata sul terrorismo
Gli stati uniti ed il mondo sono stati terrorizzati da un possibile
attacco terroristico alla metropolitana di New York. la stessa FBI
autrice dell'annunzio diffuso a megafoni spalancati in tutto il mondo
dice di non aver riscontri concreti. Intanto si fa capire che il
Pakistan potrebbe in qualche modo entrarci e si preparano gli animi a
possibili bombardamenti dei cattivoni ferocissimi......
E' veramente squallido questo esordio da teatro dell'assurdo di Obama.
Non mi aspettavo molto ma questo esordio bushiano è proprio deludente.
Penso proprio che AlQaeda sia un ufficio della Cia che funziona al
momento che serve a preparare e coprire qualche iniziativa
ingiustificabile degli Usa.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Wednesday, November 26, 2008 6:46 PM
Subject: sciopero cgil:una cannonata a salve
Lo sciopero proclamato dalla sola CGIL per il 12 dicembre scorso risulta
del tutto inutile alla lettura della sua "piattaforma di rivendicazioni"
del documento sulla crisi.
Le questioni essenziali della depressione italiana che è essenzialmente
una crisi dei redditi del lavoro dipendenti e delle pensioni non vengono
affrontate. La questione della crisi sociale italiana dovuta alla
artificiale forzata precarizzazione del lavoro (provata dal fatto che lo
stesso lavoratore viene riassunto come precario più volte dalla stessa
azienda) non viene affrontata. Si dà per scontato un regime di salari e
di retribuzioni intoccabile. Qualche soldo in più viene proposto
attraverso la detassazione che tuttavia non viene neppure estesa alla
tredicesima mensilità. La strada della detassazione porta alla perdita
del ruolo sociale del salario ed alla sua importanza nel welfare
italiano.Non a caso Berlusconi ne propone la strutturalizzazione a
cominciare dallo straordinario. Non finirà cosi dal momento che tutto il
welfare è sotto attacco e deve essere "affamato". Il programma della
destra, come si è visto dalla legge 113 e da altre leggi recentemente
approvate, è assai organico ed ha una strategia di lunga, lunghissima
scadenza alla fine della quale avremo una Italia ancora meno dotata
degli USA di tutele per i lavoratori.
La terribile questione della privatizzazione dell'acqua non viene
affrontata.Non si chiede una revoca della norma introdotta da Tremonti
nella finanziaria. Si sa per certo che la privatizzazione dell'acqua,
dovendo garantire guadagni a chi la gestirà, produrrà un appesantimento
delle bollette come è accaduto per tutte le privatizzazioni dei servizi
fin qui realizzati a cominciare dai servizi locali. Non una sola
privatizzazione è stata di sollievo per la cittadinanza.
Lo sciopero manca delle rivendicazioni fondamentali: aumento dei salari
e abrogazione della legge Biagi. L'Italia è un inferno per i giovani ed
è l'unico paese europeo con una patologia cosi ampia nel diritto al
lavoro. Cinque milioni di precari non coprono cinque milioni di posti di
lavoro nuovo ma sostituiscono cinque milioni di contratti a tempo
indeterminato. Questo ha aumentato la ricattabilità e lo stato di
umiliazione delle nuove generazioni almeno dal varo del pacchetto Treu.
(Treu e Sacconi sono la stessa linea giulavoristica di distruzione del
diritto). La CGIL non chiede la immediata trasformazione dei contratti a
tempo indeterminato ma si limita a rivendicare una mancia per i
quattrocentomila precari che sono stati estromessi.
Lavoro, salario e diritti restano quelli che sono: macerie ancora sotto
il bombardamento nemico che vuole la loro totale polverizzazione.
Emerge dallo sfondo di questa grande offensiva ideologica della destra
contro il lavoro una Italia di precari ridotti a salari che diventano
una sorta di mancia, mercede come una volta venivano chiamati, che
difficilmente potranno continuare a tenere in vita il welfare.
Dall'Europa giungono notizie che dovrebbero allarmare e si riferiscono
all'allentamento dei vincoli di Maastricht: con un regime di salari e di
pensioni non indicizzati ci sarà un ulteriore gravissimo abbassamento
del potere. Non sono per i vincoli rigidi di Maastricht ma il loro
allentamento se non è preceduto dalla reintroduzione della scala mobile
sarà un disastro sociale di proporzioni paurose.
Letta e Bersani possono stare tranquilli. La loro linea bipartisan di
sostegno all'economia italiana non viene attaccata dallo sciopero.
http://www.cgil.it/nuovoportale/Banner/SCIOPERO121208/PianoAnticrisi.pdf
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, November 28, 2008 8:30 PM
Subject: Stasera a TG3 delle diciannove..
Stasera TG3 ha mostrato una faccia dell'America che non so se definire
sconcertante, deludente, umiliante o che altro. Migliaia e migliaia di
americani di tutte le età, credo povera gente, accampati per la notte
davanti un ipermercato in attesa dell'apertura. Ore ed ore di attesa e a
portoni aperti e spalancati una folla disordinata vociante che viene
inghiottita all'interno a stento tenuta a freno dai vigilantes.
Mi sono chiesto che cosa spinge una folla tanto enorme a vegliare per ore
ed ore per avere un buon posto di accesso in un luogo dove si compra. Che
cosa compra? Certamente cibi e vestiti a poco prezzo. Una cosa assai
diversa dalle nostre svendite di un tempo e dalle code che si formavano
davanti i negozi griffati. Qui siamo davanti un ipermercato specializzato in
merci importate in gran parte dalla Cina, merci di cattiva fattura ma pure
una risorsa a fronte degli inavvicinabili prezzi della merce "normale" per i
deprezzati, dimagriti salari dei lavoratori americani. Qui non ci sono code
ma folle di migliaia e migliaia di accampati.
Una manifestazione di povertà umiliante e non di consumismo incallito di
persone che il Partito Democratico americano ed i Sindacati americani hanno
abbandonato da un pezzo al loro destino. Persone che si sono indebitate con
le carte di credito con le quali hanno integrato salari sempre più bassi,
sempre più insufficienti al loro mantenimento. Il liberismo ha abbandonato
da un pezzo l'idea di fare dei lavoratori dei consumatori delle merci che
contribuiscono a produrre.
Obama non sarà la risposta all'enorme problema di questa massa di persone
immiserite
ed anche truffate dalle banche. Ci vuole un movimento autonomo che ridia
dignità di classe sociale a poveri che il capitalismo tende ad
inselvatichire ed infantilizzare con massmedia di perversa manipolazione
quotidiana. Il Partito Democratico americano è partito dei ricchi
esattamente come quello Repubblicano.
Se l'America avesse dignità si dovrebbe vergognare di queste folle di
poveri che aspettano l'alba all'addiaccio per qualche etto di salame a
prezzo a loro accessibile mentre regala ottomilamiliardi di dollari ai
ladroni di Wall Street.
Intanto, in Italia che da anni si ispira al modello sociale efficientista
e privatista americano, ci sono le file davanti ai refettori dei conventi...
E meno male che c'è qualcuno disposto a preparare un piatto di minestra per
i poveri.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: esteri@liberazione.it
Sent: Saturday, November 29, 2008 4:12 PM
Subject: stare zitti davanti Mubai?
Cara Liberazione,
secondo Alfonso Gianni la sinistra non dovrebbe tacere ma parlare difronte
ai morti innocenti di Mubai. Sono d'accordo. Prima di tutto dovrebbe
chiedere come mai il mostruoso evento si verifica a ventiquattro ore
dall'allarme lanciato dalle autorità americane per un possibile attentato
alla metropolitana di New York. Allarme ritrasmesso dai massmedia di tutto
il mondo che ha creato il clima più acconcio a fare da scenario alla
impresa terroristica di Mubay.Una perfetta sincronia, un sequel.....
Dubito molto che non ci sia la longamano degli usa dietro la strage indiana.
Sono molti gli elementi convergenti che richiamano l'interesse americano per
il Pakistan, l'annunzio di Obama di spostare l'impegno militare americano
nel quadrante pakistan-Afghanistan. A tutto questo aggiungerei la crescente
gelosia degli Usa per la crescita economica e tecnologica dell'India, un
continente di un miliardo di esseri umani che assieme al continente cinese
di altro miliardo e mezzo di esseri umani ha imboccato la strada di un
progresso velocicissimo, incontrollabile, che sottrae nuovi spazi
all'egemonia economica e commerciale degli USa sul mondo.
Insomma, per chi come me ha considerato Bin Laden ed AlQaeda strumenti di
Bush è assai difficile che ci sia un terrorismo sanguinario che agisce alla
cieca come sarebbe quello che ha compiuto la strage degli alberghi.
Spero che si faccia una indagine profonda su ognuno dei guerriglieri uccisi
e su quelli, se ce ne sono, fatti prigionieri. E' importante sapere dove
sono stati addestrati, da chi hanno avuto i mezzi e gli appoggi per sbarcare
e per sostenere due giorni di inferno.
Si tratta di un altro undici settembre? La maggioranza degli americani non
crede più nello attentato terroristico di quell'evento. Perchè dovrebbe
credere alla matrice "terroristica" di questo?
Alfonso Gianni può esecrare la strage ed io condivido la sua esecrazione. Ma
le centinaia di migliaia di famiglie uccise dai bombardamenti
anglo-americani hanno lo stesso valore dei caduti in questa strage.
L'Occidente si strappa i capelli e strilla per i suoi morti e massacra con
armi all'uranio, al napalm, al fosforo quanti ha iscritto negli stati
"canaglia".
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: <pietroancona@tin.it>
To: <info@lapadania.net>
Sent: Sunday, November 30, 2008 4:00 PM
Subject: sono solidale con renzo bossi
Leggo che Renzo Bossi, ancora una volta, per la terza volta è stato
bocciato
all'esame, sostenuto da privatista, per la licenza di maturità scientifica.
Voglio deprecare il fatto che una questione riguardante la vita privata di
un ragazzo venga discussa dai massmedia di tutta Italia con conseguenze
pesanti sulla sua reputazione: Somaro è il meno che si è ricevuto dalla
critica degli ignorantoni della sua parte politica.
Credo che sia stato sbagliato insistere tanto, avere tanto accanimento nel
perseguimento di un traguardo che è anche diventato, alla terza prova, un
muro
tra Renzo ed il suo futuro, un muro cercato e quasi voluto.
Ci sono tanti ragazzi e certamente Renzo è uno di questi che riescono
brillantemente in tanti campi ma non sono affatto tagliati per la maturità
classica o scientifica per quello che essa rappresenta come corso di studi
e forma mentis.
Ragazzi che riescono brillantemente al liceo artistico o nelle scuole ad
indirizzo industriale. Ho conosciuto un ragazzo che soffriva terribilmente
con il latino ed il greco ed oggi è un affermato autore di design
La responsabilità dei danni cagionati al giovane sono della famiglia e del
suo entourage.
Se fossi stato componente della Commissione mi sarei battuto per non
infliggere un verdetto definitivo che taglia ogni speranza. Confesso che
avrei proposto la promozione!! Meglio un diplomato immeritevole che una
persona frustrata da un insuccesso cosi tranchant!
Se fossi in Renzo chiederei i danni alla famiglia ed al Partito.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Monday, December 01, 2008 9:37 AM
Subject: medici: una proposta sbagliata
Il sindacato dei medici della CGIL fa la proposta di sottoporre a
valutazione professionale, ogni dieci anni, i medici del ssn. La proposta
scaturisce dal clima esistente oggi in Italia del tutto critico e spesso
sfavorevole ai lavoratori.L'idea è che bisogna introdurre dappertutto
criteri meritocratici con annessi premi economici. La CGIL propone di
riconoscere tangibilmente la bravura di quei soggetti che avranno superato
brillantemente l'esame valutativo.Non ho capito che cosa succederà a coloro
che saranno bocciati
dalla Commissione che sarà preposta
alla verifica.
Si terrà conto del parere dei pazienti nel giudizio che sarà espresso per i
medici.Non si sa come e perchè.
Mi meraviglio molto che una simile proposta venga dal sindacato medici della
CGIL. I medici che operano nel ssn hanno superato con successo concorsi di
ammissione preceduti da esami di abilitazione alle varie specializzazioni.
Operano sulla base di un contratto e nel regime di leggi e di regolamenti.
Perchè un esame di valutazione che difatto incide nel rapporto di lavoro
come fattore di precarizzazione? La Commissione preposta al giudizio da chi
è nominata? Potrà prescindere nel giudizio dall'orientamento politico del
momento e dagli interessi che il governo rappresenta? Non dimentichiamo che
gli interessi dei privati e delle privatizzazioni sono assai presenti nel
governo di centro-destra ed è assai diffusa l'ostilità verso il ssn, verso
ogni forma di organizzazione pubblica dei servizi.
L'idea che si sta diffondendo è quella di
rendere infelice ed angosciata ogni forma di collaborazione subordinata,
ogni tipo di lavoro dipendente. C'è un accanimento sadico verso chi riceve
uno stipendio ed ha diritti garantiti da un contratto e dalle leggi. Spero
che il sindacato medici della CGIL vorrà ritirare la proposta avanzata ieri.
Bisognerebbe sottoporre ad approfondimento il concetto di meritocrazia.
Siamo sicuri che stimolando la competizione in un corpo professionale o
amministrativo, mettendo in luce i più meritevoli, noi facciamo un bene alla
società, al servizio che si vuole realizzare?
Non sarebbe meglio una organizzazione del lavoro basata sulla collaborazione
e non sul conflitto e sulle sgomitate che valorizzi i momenti della ricerca
e della sperimentazione collettiva, i momenti in cui il team mette a frutto
le risorse di ognuno per conseguire un risultato utile?
Penso che sarebbe opportuna la piena separazione tra pubblico e privato
nella professione medica. Chi accetta un lavoro dal ssn dovrebbe essere
inibito allo esercizio di qualsiasi attività professionale a cominciare
dall'odiosa intramoenia. Perchè nello stesso ospedale se ho la possibilità
di pagare il tiket intramoenia (120 euro,duecentoquarantamilalire) riesco a
superare la coda dei tanti pazienti in lista di attesa?
Dentro la categoria dei medici come di molte categorie e professioni si
tende e si è già creata una divaricazione tra coloro i quali tendono ad
accumulare ancora migliori condizioni di remunerazione e di carriera e i
nuovi medici che trovano difficoltà sempre più ardue per l'inserimento
lavorativo. E' la stessa cosa che accade a tante professioni come i
giornalisti, gli avvocati,
gli ingegneri etc... Per fare un esempio, i giovani giornalisti lavorano a
squillo. Telefona la redazione, ordina un pezzo, un servizio che, dopo
settimane, viene remunerato con pochi spiccioli. Molte pagine di quotidiani
importanti vengono riempiti cosi.. C'è un meccanismo che punta a premiare
non i migliori ma i più forti quanto uno Stato moderno e civile dovrebbe
impedire ogni discriminazione. Guai a chi nasce povero e privo di solide
relazioni parentali e sociali
nella società "meritocratica" e liberista.
http://italiainformazioni.it/giornale/salute/35916/sanit-test-decennale-valutare-medici-richiesta-della-cgil-verificare-risultati-clinici.htm
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Tuesday, December 02, 2008 4:03 PM
Subject: la guerra ai pellirossa continua
Il pentimento di Bush
===================
Il Presidente Usa Bush, a due mesi dall'avvicendamento con Obama, dichiara
di essersi sbagliato sulle armi di distruzioni di massa detenute dall'Iraq
di Sadam Hussein. In sostanza confessa di avere fatto una guerra costata
milioni di morti, di aver violato l'integrità territoriale di uno Stato
sovrano, sulla base di un convincimento, di un sospetto che si è dimostrato
infondato, falso.
Non si dichiara pentito e non dice se la invasione dell'Iraq l'avrebbe
ordinata lo stesso.
La sua tardiva e grottesca confessione suona falsa, ipocrita. Falsa dal
momento che la sua amministrazione mostrò al mondo le "prove" delle armi di
distruzioni di massa. Prove che evidentemente erano state costruite.
Ricordate il generale Powell difronte l'ONU che illustra le armi di Sadam
Hussein? La stampa di tutto il mondo occidentale, all'unisono, partecipò
alla campagna di falsificazione e di criminalizzazione del regime di Sadam
Hussein e creò il clima adatto
all'aggressione simile a quello che oggi si vorrebbe creare per un
intervento in Pakistan e per il prosieguo degli attacchi all'Afghanistan.
Bush avrebbe potuto pentirsi delle sofferenze e delle umiliazioni inflitte
a Sadam Hussein. Non dimenticherò mai la faccia tramortita da farmaci di
Sadam, la bocca spalancata ad una mano che vi fruga dentro, i capelli
rastrellati da un'altra mano...Il corpo di Sadam Hussein che precipita nella
botola del patibolo e poi viene mostrato all'ilare
ferocia dei suoi nemici. Una pagina vergognosa scritta dall'America di Bush
che ricorda
gli scalpi dei pellirossa appesi nei negozi di souvenir. Civiltà
Occidentale!!
Diecine di migliaia di contractors con licenza di uccidere hanno fatto
quello che hanno voluto. Probabilmente moltissimi degli attentati con
centinaia di morti sono dovuti a loro.
L'Esercito di occupazione si è comportato in modo indegno con una ferocia
impressionante per chi come noi ha dentro di se l'immagine del soldato
civile, liberatore dal nazifascismo (anche questa immagine è forse un falso
indetto dalla propaganda). Prigioni e torturatori hanno seviziato detenuti
di guerra (trattati come banditi terroristi)
Il mondo è stato riempito di prigioni segrete della Cia e del Pentagono in
cui vengono torturati membri della resistenza araba. Anche molte navi sono
adibite alla tortura e vagano per i mari per non soggiacere all'imperio dei
tribunali.
Si dice che entro tre anni Obama ritirerà le truppe americane dall'Iraq.
Lascerà a Bagdad una delle più grandi basi militari usa esistenti al mondo,
forse addirittura la più grande. Pare che abbia una circonferenza pari allo
Stato del Vaticano. Lascerà anche le acque ed il terreno avvelenato
dall'uranio e la distruzione di reperti archeologici della Mesopotamia
patrimonio dell'umanità oramai perduto assieme a Babilonia ricoperta da uno
strato di cemento spessissimo del campo per elicotteri. Una popolazione
stremata da trenta anni di guerra e di embargo. Embargo che provocò
cinquecentomila morti tra i bambini che secondo Madaleine Albright erano un
"costo" necessario.....
Pare che Bush padre, alla fine della prima guerra del Golfo, quando decise
di non invadere materialmente l'Iraq dopo averlo massacrato di
bombardamenti, abbia sganciato una bomba atomica al confine con l'Iran,
bomba della quale non si è saputo niente fino a qualche tempo fa per via di
un servizio ripreso da Radio24.
Non credo che Obama cambierà le cose se non nel senso dell'efficienza.
Cercherà di risollevare le sorti militari del suo Paese, forse sarà più
furbo. Ma non abbandonerà la via della guerra, delle stragi, delle prigionie
illegali, dei bombardamenti. Si ritira dall'Iraq (se si ritira) per
concentrare le sue forze sul Pakistan e sull' Alfghanistan. Non è da
escludere che miri ad una occupazione militare del Pakistan del genere di
quella realizzata in Iraq ed Afghanistan. La ferita aperta in Afghanista si
allargerà e coinvolgerà uno dei paesi più popolosi del mondo:
centocinquantamilioni di persone!!
L'America ha fallito il suo compito storico dopo la fine dell'Urss.
Avrebbe dovuto assicurare un lungo periodo di pace mondiale!! Avrebbe dovuto
realizzare, come ha scritto il fanatico sostenitore dell'ideologia liberista
Fukujama, la "fine della storia". Senza alcuna differenza rimarchevole tra
le amministrazioni Bush padre e figlio e quella democratica di Clinton,
viviamo in un mondo insanguinato ed avvelenato, nell'angoscia di continue
campagne e misure antiterroristiche, di continue restrizioni delle libertà
fondamentali. Un mondo in cui il capitalismo privo di ogni freno ha
scatenuto i suoi peggiori istinti animali ed ha provocato una crisi che sta
distruggendo il benessere di centinaia di milioni di persone a cominciare
dai lavoratori americani.
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5119
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200812articoli/38715girata.asp
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: rutelli@camera.it
Cc: ilpuntodue ; circolo pasolini pavia ; lettere@corriere.it
Sent: Wednesday, December 03, 2008 10:14 AM
Subject: ASSEGNI FAMILIARI AI BAMBINI ROM
ASSEGNI FAMILIARI AI BAMBINI ROM
===================================
Rutelli, noto autorevole leader del Partito Democratico, attacca una
decisione della Magistratura parzialmente ispirata ai principi di civiltà
della Costituzione e del nostro codice penale,
con la quale si respinge la assurda accusa di riduzione in schiavitù del
figlio da parte di una madre che chiedeva l'elemosina derubricandola in
maltrattamenti in famiglia. Ho usato l'avverbio "parzialmente" dal momento
che si prescinde dallo stato di necessità(probabilmente fame accumulata da
giorni) che spinge una donna per strada a stendere la mano al prossimo, un
prossimo che, dopo le campagne di denigrazione e di criminalizzazioni contro
l'etnia rom ed in genere contro i poveri mendicanti, dà sempre di meno,
forse oramai niente.
Colpisce nella presa di posizione di Rutelli il tema scelto e il momento
politico. Il momento politico è quello che segue la proposta di Chiapparino
di dialogo con la Lega a partire dalla questione del partito territoriale
del PD del Nord e della possibile collaborazione con la lega nella
costruzione del federalismo regionale, proposta per me figlia del
disorientamento che colpisce i democratici privi di una bussola, di un
progetto politico che non sia quello di inseguire il centro-destra sul suo
terreno nella speranza di sottrargli elettori. Per quanto sia fruttuoso il
pragmatismo, l'adattarsi senza remore ideologiche alla realtà spesso genera
soltanto politicantismo e non vera politica.
Colpisce il tema prescelto. Una magistratura che, in qualche modo, come
spesso fa l'Europa, richiama l'Esecutivo con le sue sentenze al rispetto dei
diritti civili e umani delle persone viene criticata apertamente e
scoraggiata a produrre sentenze coraggiose che confliggono con la politica
xenofoba del governo. Scoraggiare, si, dal momento che una cosa è la critica
proveniente dal centro-destra, ben altra cosa è una critica che diventa
bipartisan, comune a tutto il mondo politico, al potere legislativo..
Rutelli offre collaborazione al ministro Maroni per inasprimenti già
avvistati da ddl che dovranno tradursi in normative. Dobbiamo aspettarci una
gara in Parlamento del genere di quella aperta dai sindaci di
centro-sinistra in competizione coi sindaci di centro-destra a chi emana i
provvedimenti più duri nei confronti degli odiati rom,mendicanti,lavavetri
diventati il cruccio del benpensantismo nazionale? Voglio sperare che il PD
non segua su questo impervio sentiero Rutelli e gli impegni che con
l'intervista al Corriere ha voluto esplicitamente assumere: equiparare a
riduzione in schiavitù l'accattonaggio dei minori (quello che la Cassazione
ha negato), togliere la potesta genitoriale, inasprire e rendere rapidissime
le condanne, condannare l'accattonaggio "sistematico" organizzato da
comunità rom. Insomma, un giro di vite da fare apparire quasi blande le
misure fin qui proposte dalla lega.
Colpisce molto che Rutelli affronti questo problema soltanto in modo
strumentale (per motivi interni al PD) e dal punto di vista della pura e
semplice repressione poliziesca e giudiziaria. Il fatto che non esiste un
programma di integrazione e di inserimento dei Rom
sembra non preoccuparlo. Esistono financo dei fondi della Comunità Europea
per aiutare
la comunità rom che, se vive di elemosine e se i suoi bambini vi
partecipano è perchè non ha alternative diverse in un Paese che alza muri di
isolamento e che si preoccupa di alloggiarli il più lontano possibile dai
centri abitati.
Confesso che desta sospetto questa morbosa attenzione di Rutelli e di tanti
altri per i Rom.
Un recente rapporto ci ha informato che in Italia ogni tre giorni viene
uccisa una donna, che molte restano mutilate o sfregiate dalla violenza dei
loro familiari o sfruttatori, ma questo tema che sollecita inasprimenti
penali davvero necessari non sembra interessare molto i nostri legislatori.
Quanti sono i bambini rom che vivono in Italia? Perchè non si riconosce alle
loro famiglie il diritto ad assegni familiari magari eguali a quelli che si
danno ai lavoratori italiani considerato che è difficilissimo per un adulto
rom farsi assumere, farsi accettare per la paura che attorno a loro si è
creata nei secoli del tutto simile a quella che fino a metà del secolo
scorso circondava gli ebrei? Sono convinto che nessuna famiglia rom
manderebbe i suoi bambini a mendicare se ricevesse gli assegni familiari.
Quanti bambini rom ci sono in Italia? Ventimila? Trentamila? Il costo
sarebbe assai modesto e l'Italia darebbe un grande esempio di solidarietà
sociale, di civiltà, si metterebbe nella condizioni di avanzare con diritto
e ragione critiche a taluni aspetti della cultura rom dovuti alla durezza ed
alla barbarie con la quale sono sempre stati respinti dalle comunità
"normali".
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Friday, December 05, 2008 11:12 AM
Subject: Politica e mafia
Cara MicroMega,
potrà mai lo Stato vincere la guerra contro la mafia? La democrazia italiana
è in grado di depurarsi del sangue avvelenato dalle mafie che non solo
continuano ad imperversare nel Sud ma da tempo si sono insediate nel Nord
conquistando i mercati generali, comprando con il denaro il ceto politico
locale? Li Gresti scopriamo che fa affari non solo con la giunta di
centro-destra di Milano ma anche con quella "comunista" di Firenze. Se nella
Magistratura qualcuno osa attaccare qualcuno dei punti di contatto tra mafia
e politica viene quasi mandato al manicomio come la coraggiosa e sfortunata
Clementina Forleo o trasferito d'ufficio come il giudice De Magistris. E'
sconvolgente come ieri la solidarietà a Mancino sia stata espressa
bipartisan da quasi tutto il Parlamento e come il Presidente della
Repubblica in persona sia sceso in campo per chiedere documenti a coloro che
avevano messo sotto accusa la corruzione in Calabria.
Non credo proprio che questo Stato possa vincere la sua lotta alla mafia
nonostante la ribellione degli imprenditori siciliani e la resistenza di
splendidi magistrati come Scarpinato. Non la può vincere dal momento che
oggi la Magistratura si trova nelle stesse condizioni in cui stanno i
lavoratori dell'Alitalia, cioè isolati e forti soltanto delle loro ragioni
e della loro professionalità. Violante è pronto a secondare Alfano nella sua
opera di demolizione di quanto resta di autonomia al magistero dei giudici.
La Repubblica è controllata da mille oligarchi che non provano vergogna ad
essere stati ridotti a semplici votanti dal decretatore; mille oligarchi i
più costosi al mondo che hanno dato vita a oligarchie locali in tutti gli
enti locali del Paese. Non contenti di ciò hanno creato, con le
privatizzazioni fasulle, (spesso si privatizza soltanto il denaro pubblico),
una rete di consigli di amministrazione per i loro amici, famuli e clienti
che sta strozzando il Paese. In Sicilia, non si trovano i soldi per pagare i
netturbini dal momento che si sono creati enti di gestione costosissimi.
Idem in tante altre regioni. Il magna magna è generale ed è spesso
perfettamente legale. Si è creato un quarto settore dell'economia: la
politica, nel cui ambito oltre un milione di famiglie vive agiatamente e
contribuirà a non far deprimere troppo i consumi natalizi.
Pietro Ancona
*****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: MEGACHIP
Sent: Saturday, December 06, 2008 11:51 AM
Subject: Fw: Luxuria ad Anno Zero
Luxuria ad Anno Zero, la Televisione ed il Socialismo Italiano
==============================================
Certamente Luxuria è stato molto bravo dapprima a vincere il reality
dell'isola dei famosi e poi ad illustrare da Santoro il senso profondo della
sua presenza, il significato della sua vittoria che è una vittoria dei
diritti civili della categoria che incarna, la categoria dei trangeners,
degli omosessuali proprio in queste ore pesantemente discriminate dalla
Chiesa che si oppone alla moratoria della pena di morte nei loro confronti.
Ha detto che nove milioni di persone, dopo averlo seguito e trepidato per
lui nella lotta per vincere il reality, sicuramente hanno maturato un
giudizio diverso, più sereno, più aperto e di accettazione verso i
trangeners e questo per lui (per noi) è un risultato eccezionale, di grande
valore civile. Bravo Luxuria! Bravo quando ha fronteggiato sull'Isola
l'assalto machista, volgare e pesante di chi gli dava del froscio e lui ha
messo in qualche modo in posizione meno aggressiva e quasi di dialogo quando
gli ha spiegato che sarebbe stato giusto dargli del "gay" che lo distingue
come genere ma non è offensivo. E' stato bravo quando ha retto in qualche
modo, ma fino ad un certo punto, la tesi di Sansonetti il quale ha sostenuto
la grande novità dell'evento dello sdoganamento delle televisione da parte
della sinistra ed insomma quanto sia bello ed utile che
una trasmissione come l'isola del famosi potesse in qualche modo essere
riscattata dal vuoto e dalla volgarità (genialmente e potentemente
rappresentate dal controcanto-balletto inscenato da Adriano Celentano) ed
usata per una nuova pedagogia delle masse a cominciare dalla propaganda dei
diritti civili.
Su questo punto Sansonetti si è fortemente scontrato con la giornalista del
Manifesto Norma Rangeri la quale ha sostenuto (a ragione) che la potente
macchina del reality era assai più forte di Luxuria e sarà sempre più forte
di quanti vorranno tentare di addomesticarla. Questa televisione, che è la
televisione del vuoto berlusconiano, seppur ha premiato una persona come
Luxuria è irrecuperabile a qualsiasi progetto di "umanizzazione", a
qualsiasi tentativo di darle contenuti che possano essere davvero tali dal
punto di vista culturale e della capacità di coinvolgimento dei sentimenti e
degli interessi degli spettatori.
Norma Rangeri ha sbagliato quando ha definito Luxuria "una donnetta da
pianerottolo" ed a mio parere ha sbagliato Luxuria nello sforzo di
offenderla giocando sul nome di Norma.
In effetti, credo che Sansonetti abbia perduto in grande parte la lucidità e
la serenità che deve essere propria del direttore di un giornale della
sinistra italiana esclusa dal parlamento
anche per una grande e profonda crisi di orientamento dei suoi quadri
dirigenti e del suo elettorato sostenendo in qualche modo la via del reality
al socialismo (se cosi possiamo chiamarla). Non è possibile redimere un
meccanismo inventato dalla peggiore perversione dell'uso della televisione e
dell'esaltazione della competi tività che, di esclusione in esclusione,
porta alla eliminazione di tutti uno dopo l'altro fino a quando sul terreno
resta un solo vincitore. Il meccanismo della trasmissione è indifferente
all'uso dei mezzi che servono alla sconfitta degli avversari, alla vittoria.
Il reality è la rappresentazione grottesca di una società di nemici che si
battono senza esclusione di colpi per uscire indenni da una esperienza dalla
quale è esclusa ogni forma di collaborazione, ogni cooperazione rivolta a
fronteggiare al meglio le difficoltà delle sopravvivenza dalla fame, dal
freddo, dalla solitudine. Vince chi è furbo, abile, spietato, capace di
usare le debolezze dei compagni di ventura per volgerle contro di loro.
Magari la vittoria di Luxuria è stata in grande parte ottenuta dall'ingegno,
dalla capacità di resistere fisicamente ai morsi della fame, dall'apertura
mentale. Ma il meccanismo infernale inesorabile del gioco televisivo è
quello che è: una eliminatoria dei più deboli e dei meno dotati fino al
successo dell'eroe che non si lasciato indebolire da sentimentalismi o altre
sciocchezze del genere.
Che il socialismo, la sinistra possano avere qualcosa da spartire con una
roba del genere è pensiero che mi fa rizzare i capelli in testa. Certo, dopo
la caduta del muro di Berlino e la perdita dell'ideologia , abbiamo
assistito a sbandate inaudite fino a quelle che hanno dato vita al Partito
Democratico con Colannino e Galearo e la Binetti e Letta e Bersani dentro.
La stessa Rifondazione si è perduta durante il governo Prodi con la teoria
bertinottiana della riduzione del danno e di giustificazione dei misfatti
della Casta e prendendo in giro il popolo del venti ottobre (lo sciopero non
era contro il Governo!!), ma francamente non avevo mai pensato che la
televisione spazzatura ideata negli Usa per isolare le persone, metterle le
une contro le altre, impedirle di avviare qualsiasi forma di collaborazione
e di coesione sociale potesse in qualche modo venire sdoganata e salutata
entusiasiticamente come una via vincente con la quale dialogare con le masse
enormi di persone sole che si radunano davanti ai televisori per assistere
da guardoni alle liti di un condominio tra i più spietati che siano mai
stati inventati e fare il tifo peggio che ad un incontro di boxe o di lotta
greco-romana o giapponese.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Sunday, December 07, 2008 3:47 PM
Subject: Fw: note dopo il dibattito nel salotto di Ballarò
note dopo il dibattito a Ballarò
Dare poteri agli addetti alla sicurezza, abolire la legge Sacconi-Maroni nr.30
=============================================================
Ballarò ha assunto la lodevole iniziativa di dedicare una puntata
straordinaria alle morti sul lavoro in occasione del primo anniversario
della strage della ThissenKrupp. Titolo poetico della trasmissione: La luna
spalancata e tanto, tanto, ma proprio tanto cordoglio da parte di tutti per
le vite bruciate nel rogo del ferro liquido incandescente della maledetta
fabbrica. Mi ha colpito una critica rivolta, stamane a Prima Pagina, da un
lavoratore padovano alle cose dette ieri sera a Ballarò da Guglielmo Epifani.Gli
infortuni vengono dalla gestione di massimizzazione del rendimento
dell'impresa che non trovano correttivi nella buona volontà di questo o quel
singolo industriale. Una diffusa cultura della sicurezza, invocata da
Epifani, non è compatibile che gli attuali assetti dei rapporti di
produzione segnati dal precariato, dai bassi salari che spingono verso il
lavoro straordinario, dal lavoro nero, dal terrore di essere licenziati e
cadere nell'inferno di un mercato di lavoro immobile che non offre occasioni
ed alternative.
La Cgil avrebbe dovuto avanzare due proposte per combattere radicalmente gli
infortuni sempre più frequenti. Non basta essere preoccupati delle modifiche
promesse da Sacconi agli industriali e condivise dalla Cisl sulla recente
normativa di alleggerimento delle sanzioni.
La prima proposta riguarda i poteri degli addetti alla sicurezza che vanno
notevolmente rafforzati attraverso una norma di legge che chiarisca meglio
quanto previsto dagli accordi interconfederali in materia e faccia
dell'addetto un vero sensore, terminale dell'Ispettorato del lavoro e dell'Asl.La
seconda prevede l'abrogazione della legge Sacconi-Maroni nr.30 e successive
dal momento che la precarizzazione del rapporto è causa di stress, di
eccessivo turnover, di incompetenza professionale.La precarizzazione non
nasce da esigenze obiettive del ciclo economico delle aziende quando da
scelte politiche del padronato per ricattare la manodopera. Circa un milione
di contratti a progetto inventati e fotocopiati segnalano questa
strumentalità della precarizzazione. In effetti il lavoro precario tende a
sostituirsi al lavoro a tempo indeterminato e questo è un vero è proprio
shock per la sicurezza. La stabilità è la prima condizione per la sicurezza.
La Torre Eiffel fu costruita in due anni da trecento carpentieri che
lavorarono in condizioni estreme fino a 324 metri d'altezza. Nessuno di loro
si fece male e non ci fu un solo infortunio mortale. Se si costruisse oggi
una Torre Eiffel avremmo una ecatombe di morti. Questo deve fare riflettere
intensamente
tutti coloro che si accostano alla questione delle morti "bianche", ma che
bianche non sono ed hanno almeno il colore terribile del sangue.
A Ballarò è mancata la riflessione più importante in mezzo a tanta
commozione vera o televisiva. Ad un anno dalla strage della ThissenKrupp gli
infortuni non sono affatti diminuiti. Non è successo niente. Il decreto
legge approvato non ha cambiato niente. Dobbiamo continuare ad aspettarci
una media di tre morti al giorno e di diecine e diecine di infortuni. Questo
vuol dire una sola cosa: tra la realtà e la sua rappresentazione c'è un
abisso. Una cosa è la rappresentazione di una Nazione che dal Presidente
della Repubblica a tutti i massmedia depreca le morti e gli infortuni, una
cosa è la realtà che cammina per la sua strada piena di cadaveri.
http://www.torreeiffel.org/
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ilpuntodue
Sent: Sunday, December 07, 2008 7:18 PM
Subject: Ancora sullo sciopero della Cgil del 12 dicembre
Ho scritto che lo sciopero del 12 dicembre è una cannonata a salve
sparata dalla CGIL dentro lo scenario di una Italia prenatalizia coi negozi
di lusso affollatissimi da signori e signore che, intervistate dalla TV, si
dichiarano dedite al lusso"sfrenato" e tristi e tristanzuoli negozi e
negozietti di quartieri vuoti che non hanno avuto neppure la voglia ed i
soldi per una luminaria da aggiungere alle scarse luci esistenti.
Le proposte (1) della Cgil sulla crisi affrontano problemi oggi acutissimi
del lavoro, del salario, delle pensioni e dei diritti.
Le soluzioni concrete che il documento avanza su queste quattro cruciali
questioni non cambiano di una virgola la situazione esistente dal momento
che la CGIL non si discosta dal quadro dominante dei rapporti attuali e si
limita a piccoli aggiustamenti ed aggiunte che nulla innovano nella
condizione dei lavoratori.
Intanto il documento sulla crisi sembra scritto in un laboratorio assai
lontano dalla viva realtà della condizione del lavoro e delle masse. Le
proposte che vi sono fatte sono assai sensibili agli interessi anche
strategici delle aziende e delle banche. Non c'è neppure l'eco delle
richieste che vengono dalle fabbriche. Per gli investimenti la sua prima
preoccupazione è quella di garantire le Banche attraverso il Tesoro e tutta
la parte dedicata alla macroeconomia non ha nulla di diverso dalle cose che
si leggono sui giornali della Confindustria. E' stupefacente l'esclusione
della CGIL dal salotto di Berlusconi. Il Governo e la Confindustria
potrebbero sottoscrivere per intero un documento che è rafforzativo della
linea di rigore liberistico delle politiche confindustriali e di quelle
governative. Perchè hanno escluso la CGIL? E' vero che non ha firmato i
contratti degli statali e del commercio per l'evidente pressione che
qualcuno definirebbe massimalistica delle categorie, ma ha firmato gli
accordi Alitalia che costituiscono una sorta di Caporetto dei Diritti
Sindacali e non mette in discussione la legge Maroni-Sacconi nr.30 che è
fondamentale nella lotta di classe che la destra ha aperto contro i
lavoratori italiani per ridurli a poveracci da contentare con la socialcard.
Non ha alzato un dito, la Cgil, contro la 133 che ha tritato e ridotto in
polvere parte essenziale del diritto del lavoro senza neppure l'incomodo di
un finto negoziato.
Quasi dimenticavo di scrivere una cosa che mi ha colpito dell'incipit del
documento: la dichiarazione che la crisi economica che si è abbattuta sul
mondo è peggiore di quella del 1929. Ora, nessuno di noi è in grado di
stabilire che cosa è la crisi che si è dipartita dalla immensa truffaldina
bolla finanziaria americana. Ma non si può neppure escludere una
enfatizzazione, un uso della crisi come shock economy, un mezzo per
accaparrarsi delle risorse dello Stato per salvare banche e industrie, un
mezzo per abbassare i salari dei metalmeccanici della General Motors con la
complicità di sindacati che non sono controllati dai lavoratori da almeno
cinquanta anni. Una occasione di riciclaggio del capitalismo giustificata
dal terrorismo economico e sociale.
Per quanto riguarda il sostegno del reddito, la proposta della CGIL non va
oltre la richiesta di modesti benefici fiscali. E' come se fosse una
bestemmia chiedere la reintroduzione della scala mobile ed un aumento
generalizzato degli stipendi e dei salari di almeno il dieci per cento alle
aziende; semmai per queste si invocano contributi se, bontà loro, si
impegnano ad investire nel Sud o a stipulare contratti di lavoro a tempo
indeterminato.
Non starò a tediarvi con la chiosa dei vari punti del documento. Vi rinvio
ad esso. Non c'è niente che possa arrecare un sollievo duraturo alla
condizione del lavoro. Non c'è niente che possa recuperare una condizione
diversa e più accettabile.
Se tutte le condizioni della piattaforma fossero accettate non cambierebbe
niente del vuoto di prospettiva e di speranze che si stende davanti a chi
dipende da una classe di
imprenditori che ha conquistato tutto il potere, non intende accettare alcun
limite, vuole portare alle estreme conseguenze la cancellazione dei diritti
di venti milioni di lavoratori dopo avere cancellato quelli dei pensionati
che a non avranno più di che vivere appena entreranno a regime le "riforme"
prodi-berlusconi.
Il problema delle privatizzazioni non viene affrontato. Eppure è il cavallo
di troia per lo smantellamento dei lavoratori da tutto il comparto pubblico
e, nella gestione dei servizi locali, è fonte di appesantimento delle
bollette che le famiglie sono costrette a pagare.
La logica è che qualcuno deve guadagnarci per la fornitura di manod'opera
agli ospedali,
alle scuole, agli uffici e per la gestione di servizi di utilità pubblica
fondamentale come quelli dell'acqua, dell'energia e dell'igiene ambientale.
Penso che, sebbene le cose stiano per come le ho descritte e cioè che la
piattaforma rivendicativa dello sciopero non corrisponde ai bisogni del
nostro popolo, abbiamo il dovere di fare in modo che lo sciopero e la
manifestazioni abbiano pieno successo e si sviluppino attorno a richieste
chiare avanzate nei cortei e tra le categorie per migliori salari, fine del
precariato, scala mobile, lotta alle privatizzazioni, recupero dei diritti
cancellati dall'accordo sul welfare, dalla legge 133.
L'insuccesso o peggio il fallimento dello sciopero sarebbe usato dalla
destra al potere per infliggere ancora piu' pesanti umiliazioni ai
lavoratori, accelererebbe il processo di trasformazione dei sindacati in
enti parastatali del regime oligarchico italiano. Non sarebbe soltanto il
gruppo dirigente della CGIL ad uscirne sconfitto ma i lavoratori tutti.
Pietro Ancona
(1)
http://www.cgil.it/nuovoportale/Banner/SCIOPERO121208/PianoAnticrisi.pdf
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Vincenzo Sena
Sent: Friday, December 12, 2008 8:19 PM
Subject: considerazioni sulle manifestazioni di oggi.
Considerazioni sulle manifestazioni di oggi.
Lo sciopero di oggi, proclamato dalla sola CGIL e massicciamente
partecipato dal sindacalismo di base (discriminato dai massmedia che lo
hanno ignorato anche quando il suo apporto era significativo, addirittura
eclatante nei cortei), è stato indubbiamente un successo. Vi hanno
partecipato anche moltissimi studenti, ragazzi dei centri-sociali, la
galassia delle associazioni e dei partiti della sinistra a cominciare da
Rifondazione. Ho partecipato al corteo di Palermo da piazza Croci luogo
storico di raduno dei metalmeccanici. Vi erano i lavoratori dei cantieri
navali ma anche una numerosa presenza dei cobas specialmente della scuola e
dei servizi. Insomma la presenza del sindacalismo autonomo era davvero
importante e si notava anche per le parole d'ordine dei cartelli molto
nette: più salario, più lavoro, no al precariato....Tra i partecipanti ho
notato un gruppo di ragazzi e ragazze che distribuivano un giornaletto dal
titolo assai evocativo e romantico"La Comune"e la scritta "giornale
rivoluzionario,socialista e libertario".La presenza di questo gruppo e di
altri gruppi di giovani mi ha aperto il cuore alla speranza. Ho pensato che
il socialismo ritrova sempre un punto per rigermogliare, per ripartire. Il
socialismo ha sempre tanto da dare e tanto da dire alle nuove generazioni.
Coloro che lo hanno abiurato per convertirsi al liberismo,
all'individualismo,alla strana teoria che l'egoismo del singolo si traduce
in un bene sociale, oggi sono in crisi per il crollo delle cattedrali
mondiali della finanza e dell'industria, crollo dovuto all'esaurimento di un
modello mostruoso (produrre per consumare e viceversa) ma anche a una
intollerabile carenza morale degna di galera.
Penso che la CGIL debba fare una riflessione sulla forza dei Cobas. Auspico
che stabilisca rapporti sempre più intensi e non soltanto nel movimento ma
anche nella definizione delle strategie. E' innaturale che Epifani frequenti
la Polverini espressione di un sindacato non solo di destra ma del tutto
allineato con il Governo e la Confindustria. Nei cortei di oggi i lavoratori
cobas e cgil si sono mescolati insieme. Erano la stessa cosa. Hanno chiesto
e chiedono una profonda svolta nei rapporti produttivi oggi dominati dalla
tensione, dalle minacce padronali, dallo sfruttamento sempre più sfacciato
che produce
infortuni e disagio. La vita nei posti di lavoro è diventata un inferno per
i lavoratori preda di
un padronato che ogni giorno che passa si sente sempre più forte ed
onnipotente.
La CGIL insiste per avere un riconoscimento del governo, per essere
ammessa alla cabina di regia della crisi che si annunzia spaventosa. Non
condivido molto le apocalittiche previsioni che Epifani ripete in questi
giorni sull'economia italiana. Non c'è dubbio che la crisi c'è, ma c'è anche
un uso strumentale di essa che potrebbe preludere ad una
deresponsabilizzazione del capitale dai suoi obblighi sociali. Chiudere le
aziende e darsi ad altre attività magari finanziarie. Ignorare la
Costituzione che parla di funzione sociale della azienda. Per questo sarebbe
opportuno proporre una forte penalizzazione per tutte le trasformazioni
delle attività industriali in attività finanziarie o altro. Se ad un gruppo
conviene dismettere gli stabilimenti, ristrutturare le aree per farne
immobili da abitare o altro, ebbene questo non dovrebbe essere agevolato
anzi dovrebbe essere ostacolato, mentre si dovrebbero premiare gli
investimenti produttivi.
Se il capitale politico che i lavoratori italiani hanno messo in mano alla
CGIL sarà ben usato darà risultati buoni anche se non immediati. Non credo
che una ricucitura con Cisl Uil un ritorno al tavolo delle trattative
potranno portare niente di buono. I giochi sono in gran parte fatti e ciò
che la Confindustria ed il Governo non ottengono al tavolo del negoziato se
lo prendono in Parlamento dove hanno una agguerrita e competente squadra di
esperti che demoliscono giorno dopo giorno, norma dopo norma, il diritto del
lavoro. Basti vedere la 133 e varie altre norme revocatorie per i lavoratori
inseriti qui e li anche in testi legislativi i più diversi magari con la
complicità di parlamentari del PD.
Lo sciopero ha espresso contenuti nettamente migliori di quelli proposti
dalla CGIL col documento sulla crisi. Lo sciopero ha mostrato una unità
sostanziale di volontà tra lavoratori cgil e lavoratori cobas e delle
rappresentanze di base.
Ma il ritorno della CGIL al tavolo del negoziato sarà una caporetto. Il
Governo Berlusconi e gli altri inveleniti dall'enorme successo delle
manifestazioni di oggi, costringeranno la CGIL ad accettare una
insignificante "riduzione del danno" del genere di quella Alitalia. Cioè
Canossa, una resa incondizionata.
Per questo sconsiglio la CGIL a spendere sul tavolo del negoziato il
capitale di oggi e di
insistere nella deistituzionalizzazione della sua opera, nel recupero di
autonomia, soffrire insieme ai lavoratori piuttosto che accollarsi assieme a
CISL, UIL e UGL, il ruolo di guardiani del regime e di organismi subalterni
alla confindustria.
Meglio nessuna trattativa e tornare alle rivendicazioni davvero
necessarie: aumento dei salari senza detassazione, indicizzazione dei
salari, abrogazione legge Biagi, abolizione delle due ultime riforme delle
pensioni, no alle privatizzazioni.
Pietro Ancona
PS: mentre la gente sfilava per le vie di Palermo, in una riunione veniva
varata la fase operativa della privatizzazione dell'acqua.
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Nota Bene
(Sul problema Regione Siciliana, vedi altri scritti di Pietro: http://www.spazioamico.it/autonomia_e_lavoro
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----- Original Message -----
From: Giuseppina
Sent: Tuesday, December 16, 2008 12:55 PM
Subject: il pd presto extraparlamentare?
Saluti Giuseppina
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Tuesday, December 16, 2008 10:27 AM
Subject: il pd presto extraparlamentare?
il PD finirà extraparlamentare in quattro anni?
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La cosa stupefacente della sconfitta del PD in Abruzzo è che i
pennivendoli embedded l'attribuiscono alla alleanza con Di Pietro.
Stupefacente perchè probabilmente è vero il contrario: il PD non si è fin'ora
del tutto squagliato perchè l'alleanza con Di Pietro lo tiene ancorato ad
alcune cose, alcuni valori che sono propri dell'elettorato e del popolo
della sinistra.
Stamane la giornata si apre con l'arresto del segretario regionale del PD
abruzzese e sindaco di Pescara e con l'adesione del PD alla proposta
Brunetta di alzare l'età pensionabile delle donne a 65 anni! (anche
l'ineffabile sindacato UIL pare che sia sedotto dalla proposta). Gaudio di
tutte le donne italiane specialmente delle lavoratrici delle fabbriche!!
Piuttosto che l'alleanza con Di Pietro ha nociuto al PD in primo luogo
l'avere scoperto tutto il suo fianco sinistro ottenendo da Berlusconi
l'espulsione dal Parlamento della sinistra dai socialisti a rifondazione, ai
comunisti italiani ai verdi ritenendo con ciò di realizzare, a tavolino, il
grande schema americano dei due partiti che combattono per lo stesso blocco
sociale, un blocco che esclude rigorosamente gli interessi dei lavoratori.
Ha nociuto al PD l'adesione e le pressioni esercitate sulla CGIL per
l'accordo Alitalia Cai, una operazione truffaldina che regala qualcosa come
sei miliardi e forse più di beni e scarica sullo Stato i debiti. Non è da
escludere che la Cai, nell'impossibilità di gestire la Compagnia, si veda
costretta ad accordi precipitosi o con i francesi o con i tedeschi ed alla
fine i furbissimi capitanati da Colaninno (precedenti illustri in Telecom)
ci guadagneranno il resto dei soldi.
Ha nuociuto ancora la freddezza con la quale ha accolto lo sciopero
generale della CGIL. E' vero che qualcuno (Bersani,Finocchiaro) ha sfilato
nei cortei, ma dopo aver costretto la CGIL a chiedere praticamente niente
tranne che essere ammessa alla cabina di regia della crisi italiana.
L'Italia è diventata un piagnisteo di grassi e grossi benestanti che in tv
piangono che la gente non arriva alla fine del mese, ma alla fine questo
piagnisteo serve solo a giustificare misure offensive di carità statale come
la famigerata socialcard.
L'Abruzzo prefigura gli States. Quasi la metà dell'elettorato non è andato
a votare. Chi è andato a votare si è rassegnato a due forme di clientelismo
e di corruzione politica. Alla vigilia del voto il Presidente ora eletto
prometteva assunzioni e altro.....L'elettore PD è motivato ad aspettarsi gli
stessi favori che aspetta l'elettore PDL:
Come finirà? Con questa accelerazione verso il disfacimento può benissimo
succedere che finiscano presto extra-parlamentari anche i boriosi
parlamentari del PD. A furia di assomigliare sempre di più a Berlusconi, a
copiare le ricette di Brunetta e di Sacconi, ad
assentire alle "riforme" della Giustizia, perderanno sempre più velocemente
consensi. Avremo un Parlamento monopartitico con una piccola irriducibile
opposizione dipietrista?
Veltroni raggiungerà l'ineffabile Bertinotti nel club dell'opposizione per
sempre?
Se non accadrà un terremoto, le prossime scelte bipartisan sulla giustizia,
sull'economia,
sulle privatizzazioni, sull'abolizione del contratto di lavoro, sulla
revisione della legge per la sicurezza imposta da Confindustria e CISL,
azzereranno forse per sempre l'appeal dei democratici!! Siamo lontanissimi
anni luce dall'attrattività dell'Ulivo e del suo programma!!
Ma forse il peggio accadrà prima se il PD cadrà nelle mani di coloro che
vogliono subito la rottura con Di Pietro, la rottura col mondo reale!!
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Tuesday, December 16, 2008 9:00 PM
Subject: Una celebrazione nell'italia xenofoba
Una celebrazione da decifrare
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Il Presidente della Camera Gianfranco Fini con il Presidente delle Comunità
Ebraiche Italiane hanno murato una lapide nella Camera dei Deputati in
ricordo del settantesimo anniversario delle leggi razziali emanate dallo
Stato fascista nel 1938. La ricorrenza ha avuto una solennità eccezionale.
Il discorso di Gianfranco Fini è stato di piena condanna delle leggi
razziali e di denunzia della assuefazione della società italiana
all'antisemitismo.
Anche la Chiesa non si è impegnata per difendere i diritti umani e civili
degli ebrei discriminati.
Osservo, a proposito del richiamo di Fini all'assuefazione della società al
razzismo, che
questa si ripete nei giorni nostri. Basta navigare in internet per vedere
quanto odio razziale si riversa contro gli islamici, gli zingari, gli
immigrati, i diversi, gli omosessuali.... nella più assoluta indifferenza.
E' davvero singolare come l'autore di una legge che riduce l'immigrato a
mero strumento di lavoro con pochissimi e quasi nulli diritti come essere
umano e come cittadino, come il sostenitore di un governo che ha voluto
censire e prendere le impronte digitali ai bambini rom, che ha fatto
approvare una legge per la quale se chi commette un reato è irregolare la
sua pena viene aumentata di un terzo e che ha condiviso tante altre
violazioni dei diritti universali dell'uomo si schieri cosi decisamente
contro leggi fatte imposte dal PNF progenitore del MSI e poi di Alleanza
Nazionale. Naturalmente non una parola è stata detta per la persecuzione e
lo sterminio degli zingari che furono ammassati in campi di concentramento
nell'Italia del Sud o avviati a morire nei lagers nazisti come i loro
fratelli di sventura ebrei.
Certo oggi gli ebrei hanno uno Stato potente, guerriero, una potenza
nucleare. Uno stato che ha vinto la guerra coi suoi vicini e che conta
moltissimo nella geostrategia mondiale essendo il primo alleato degli USA
del quale ne dettano ( secondo un suo primo ministro)
la politica estera.
Ricordare con orrore le leggi razziali di Mussolini senza condannare le
tante disposizioni razziste dello Stato di Israele e la proposta della
signora Livni (niente cittadinanza alle coppie miste israeliano-arabe)
costituisce una furbesca operazione politica di allineamento all'ala degli
intransigenti nel conflitto medioorientale e mondiale. E' opportuno
ricordare che l'ala oltranzista degli israeliani ha dentro di se ammiratori
di Hitler e che Israele assume ogni giorno che passa caratteristiche sempre
più di potenza etnica e coloniale.
La condanna che Fini ha fatto delle leggi razziali non incide nel clima di
intolleranza xenofoba e razzista diffuso in Italia e, se riferito ai
comportamenti degli israeliani di oggi,
non è neppure in contraddizione o controtendenza.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Wednesday, December 24, 2008 6:47 PM
Subject: la settimana corta ed il contratto unico
Contrariamente a quanto ritiene Cremaschi la proposta della settimana
corta fatta dal Ministro Sacconi e subito accolta con visibile sorridente
apertura da Epifani non è "chiacchiericcio mediatico" ma un nuovo attacco a
quanto resta dei diritti dei lavoratori dopo gli accordi del luglio 2007 e
la legge 133. Semmai c'è da dire che tutta la destra non è d'accordo.
Brunetta l'ha apertamente bocciata dichiarando che non si applicherà al
pubblico impiego e ci sono silenzi significativi. Letta del PD con qualche
se e qualche ma (come dei resto ha fatto Epifani) si è dichiarato
favorevole. Altri nella destra stanno valutando fino a che punto debbono
tirare la corda in un Paese che ha i lavoratori più affamati d'Europa.
A mio parere la proposta, nel disegno dei suoi sostenitori (mi riferisco
al gruppo che lavora in profondità al Ministero, alla Confindustria, in
Parlamento, nella Cisl e anche negli altri sindacati e nel PD per
"semplificare sino alla somma zero" i diritti dei lavoratori, vorrebbe
essere una sorta di grimaldello per la precarizzazione del lavoro a tempo
indeterminato. Che bisogno c'era di proporre la settimana corta alla tedesca
quando abbiamo la cassa integrazione? Non c'è alcun bisogno. La messa in
cassa integrazione di gruppi di lavoratori non modifica il loro stato
contrattuale. Finita la cassa integrazione tornano al lavoro. Ma la proposta
di Sacconi parla di una cosa diversa, di una trattativa tra le parti per
cui, riconosciuto uno stato di necessità ( ricordatevi sempre c he l'Italia
riconosce la necessità di oltre un milione di progetti lavorativi!!!!!) si
stabilisce un regime di turnazione, di alternanza
che potrebbe essere usato per tutto il tempo che l'azienda riterrà
necessario.
L'ossessione del tempo indeterminato che non fa dormire la notte Ichino, i
solerti studiosi della Voce, tanti valorosi accademici e collaboratori di
Sacconi e della Confindustria in qualche modo viene
esercizzata. Avremo milioni di lavoratori a settimana corta che si
alterneranno nel sottosuolo di salari sempre più inconsistenti e per giunta
in parte corrisposti dallo Stato?
L'altro grimaldello è quello inventato da Ichino(con Boeri?) Trattasi del
contratto unico a tempo indeterminato per tutti. Che bello, che Bello, che
bello!!!!!Finalmente si sono resi conto di quanta infelicità hanno creato la
legge Biagi e le successive!!! Ma pensate che hanno davvero il cuore così
tenero anche se siamo in climna natalizio?? Non è cosi, purtroppo dal
momento che il contratto a tempo indeterminato per tutti (comune in Italia
fino al pacchetto Treu)è come lo scorpione che nasconde un artiglio
velenoso: abolizione dell'art.18!!!
Insomma bisogna ammettere che gli economisti engagè, gli accademici,
i grandi azzeratori del giuslavorismo sono dabbero creativi!! Caspita che
fantasia, che inventiva!!!
E pensare che Epifani, dopo dieci giorni dal famoso sciopero generale, ha
in mano un mucchietto di mosche e la polpetta avvelenata che gli ha mandato
Sacconi ( e non è detto che i suoi amici del PD non sono pronti a mandarne
anche loro....)
Pietro Ancona
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Auguri al popolo ebraico sperando che la coscienza gli rimorda per il sangue palestinese con cui oggi ha inzuppato la terra promessa da Dio ma ora occupata e sormontata da un enorme muro vigilato da arcangeli con le spade fiammeggianti!!!
Quando Hamas sarà sterminata e sostituita da altri anche questi non andranno bene ad Israele e cosi all’infinito.
Neppure il Quisling della CisGiordania che ingoia di stare in una regione lardellata dai coloni fascisti ed intolleranti va tanto bene.
Alla prima che mi fai, ti licenzio e te ne vai
Tutti i pennivendoli occidentali (dobbiamo parlare di una lobby inesistente?) da giorni preparano il pubblico al bagno di sangue!!
Auguri !!! Auguri!!!
Spero in un futuro senza religioni. e senza Stati religiosi come Israele e Iran
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, December 27, 2008 10:04 AM
Subject: Il Mondo nelle mani degli imbecilli
VIAGRA AL POSTO DI BOMBE ALL'URANIO ED AL NAPALM?
pare che i problemi di accoglienza che gli americani ed i loro satelliti
della Nato hanno finora avuto in Afghanistan potrebbero essere risolti dal
una miracolosa invenzione capace di mettere in erezione vecchi e debilitati
membri di anziani pastori che da anni soffrono anche la fame: il Viagra!!
Che straordinaria sorpresa!!Anni ed anni di bombardamenti con proiettili di
tutti i tipi e di tutte le stazze che hanno polverizzato l'Afghanistan e ne
hanno decimato la popolazione avrebbero poturo essere sostituiti
dall'erogazione di afrodisiaci
(tarati per tutte le età) per ridurre
gli irriducibili talebani ad uno scandalizzato e sdegnato isolamento nella
popolazione dedita a sfrenati riti orgiastici alimentati da regolari discese
dal cielo di miracolosi surrogatori di un desiderio spento forse da anni di
guerra, di miserie, di malattie.... Pensate quante vite umane risparmiate
dall'ingegnosa guerra del sesso! Centinaia di migliaia di persone sarebbero
ancora in vita e con la faccia soddisfatta di chi ha passato bene la notte!!
Leggendo una delle tante cose scritte dai pennivendoli occidentali che si
sono buttati a pesce sulla notizia ho pensato al nostro buon colonialista
degli anni trenta che regalava agli stupefatti congolesi collanine di vetro
sfavillanti ed ho anche riflettuto con orrore
sulla malafede di chi ritiene di comprarsi la benevolenza di alcuni capi
tribù, insomma di chi vuole dividere e si illude di potere comprare un
consenso che non ha mai avuto e mai avra. L'Afghanistan sarà anche tribale
ma è una Nazione che neppure il grande Alessandro riusci a tenere a lungo ed
ha dalla sua parte una cosa formidabile: la ragione. E' vero che la forza
può sottomettere la ragione ma non per sempre. Gli occupanti occidentali non
hanno alcun motivo per imporre la loro presenza e quella di tutta la
gentaglia che si sono portati dietro in Afghanistan. L'11 settembre non può
essere stato opera del vecchio pastore che abbisogna del viagra per fare
felici le sue quattro mogli ma certamente di sofisticati ingegneri delo
terrorismo mondiale che sono assai vicini alla Cia ed al Pentagono. Qualcuno
vuol forse negare che Bin Laden è amico di famiglia dei Bush? Gli stessi
talebani furono indottrinati al fondamentalismo in appartate caserme nella
profonda America. Furono addestrati nella mente e nel corpo,.Nella mente a
non tollerare niente che non fosse il totalitarismo islamico, nel corpo con
prolungate lezioni sul campo di controguerriglia e sabotaggio. Ora se li
trovano contro. Ma il problema dei talebani è un problema interno
dell'Afghanistan. E' liì che deve trovare soluzione. Il Governo quisling di
Bush durerà traballando ma non avrà mai il controllo del paese.
Sapevamo che il Pentagono non è nuovo a trovate "geniali" (recentemente si
era inventato un elisir che sviluppava irresistibili pulsioni omosessuali
negli eserciti nemici. Insomma i soldati anzicchè sparare si sarebbero
scatenati in orge con i loro compagni di plotone come neppure la Legione
Sacra dei Tebani aveva mai fatto. Oggi tira fuori la storia del viagra e
dell'anziani capopastore che diventa amico del marines che glielo porta.
Insomma siamo alla stupidità assoluta!! Purtroppo questa stupidità è
dell'esercito più potente del mondo al servizio di una America che il grande
Pinter ha definito un animale selvaggio assetato di sangue.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, December 28, 2008 10:55 AM
Subject: Ipocrisia, crudeltà, razzismo nell'articolo di Amos Oz su Repubblica di
ieri
La disinformazione dello scrittore famoso
L'incipit dell'articolo del celebrato scrittore israeliano Amos Oz su Repubblica
di ieri sabato 27 (*) vuole preparare i lettori, in massima parte liberal e
fautori di una pace in Medio Oriente nonostante il conclamato orientamento
filoisraeliano del giornale, alla strage di oggi ed a quelle che verranno nei
prossimi giorni. Scrive Amos Oz: "I bombardamenti che mirano a colpire
sistematicamente le comunità civili israeliane sono un crimine di guerra e un
crimine contro l'umanità, Lo Stato di Israele deve proteggere i propri
cittadini." Questo periodo è una pura falsificazione dei fatti nel senso che fa
risalire la causa della "necessaria" reazione israeliana a crimini
ingiustificati ed ingiustificabili. Ignora naturalmente lo stato di prigionia in
cui sono tenute le popolazioni della striscia di Gaza, l'impossibilità di
rifornirle per il divieto israeliano, ignora le continue incursioni in
territorio occupato per demolire edifici e stradicare oliveti e vigneti, non
tiene conto che oltre dodicimila palestinesi sono detenuti illegalmente nelle
prigioni israeliane ed in condizioni spaventose e tra questi, donne e bambini.
Il governo legittimo di Hamas e di tutta la Palestina occupata ha il diritto di
manifestare la propria ostilità a chi lo tiene sotto il tallone. Peraltro, i
poveri e modesti razzi usati dai soldati palestinesi è noto a tutti sono più una
testimonianza di esistenza in vita di una volontà di riscatto che vere e proprie
aggressioni atte a provocare danni significativi alle persone ed alle cose. E'
un falso scrivere come fa Amos Oz che Israele ha il diritto di proteggere i
propri cittadini. Questi sono protetti da uno degli eserciti più potenti del
mondo coadiuvato anche da milizie private con alta specializzazione
antisabotaggio ed alla guerriglia. Non sono e non sarebbero mai in pericolo i
cittadini israeliani da aggressioni palestinesi come vorrebbe far credere.
Se Israele manifestasse una vera volontà di pace dovrebbe cominciare
dall'allentamento del paranoico controllo dei territori, dalla fine degli
omicidi mirati alla distruzione dei quadri dirigenti del futuro Stato
Palestinese. Un muro immenso che costituisce una ferita indelebile alla civiltà
dei rapporti umani e che si insinua profondamente nel territorio dei palestinesi
non è certo il migliore strumento per la costruzione di una pace duratura.
Il cinismo del celebrato scrittore è davvero sconcertante. Nello "sconsigliare"
(ma è un artificio retorico) l'invasione che ieri è stata fatta con massiccio
bombardamento contemporaneo di sessanta pesanti aerei da guerra ne indica i
motivi non tanto per la salvaguardia di vite umane, per il rispetto della
popolazione, ma soltanto per gli effetti massmediatici negativi che la ripresa
che le televisioni arabe potrebbero fare dei massacri susciterebbero
nell'opinione pubblica dei paesi arabi. Naturalmente sa già che le televisioni
del mondo occidentale eviteranno di mostrare la verità dei crimini commessi e si
limiteranno a fare il cosidetto "panino" consistente nel mettere tra due accuse
ad Hamas ed ai terroristi la reazione "legittima anche se eccessiva" degli
israeliani.
Amos Oz è sionista, di famiglia sionista di destra proveniente dall'Europa
Orientale. Ha un passato militare di lotta contro gli arabi.
E' considerato, a torto, in Occidente un liberal, una colomba piuttosto che un
falco ed i suoi libri sostenuti dall'industria editoriale hanno contribuito alla
creazione del mito della fondazione e poi della vita in Israele, una vita
inquietata dall'incertezza, insidiata dal nemico. La sua presenza nella stampa
italiana mira a dare una "versione" a quella parte di democratici e di persone
di sinistra che non accettano che si continui a versare sangue innocente una
terra contesa. In lui, come nelle comunità ebraiche italiane, mai una parola di
critica per i comportamenti dello Stato di Israele. Silenzio assoluto sul Libano
distrutto per ben tre volte, creazione massmediatica del mostro terrorista
Hamas, legittimo vincitore di elezioni democratiche; non una parola sulla
scissione provocata nei palestinesi tra "laici" e "fondamentalisti", una scelta
determinata dalla volontà di non cedere mai neppure un millimetro dei territori
occupati concedendo al massimo ad un Abu Mazen Quisling un governatorato senza
veri poteri statali e privo di autonomia.
Ci sono in Israele intellettuali che non hanno la fama in Occidente di Amoz Oz
ma che lottano e pagano di persona per un Israele umano e umanizzato e per una
vera pace. Queste persone vengono discriminate. La loro vita è assai difficile
nelle Università e dappertuttoo. Ne voglio citare qualcuno per fare onore a chi
davvero vuole la pace e non una terra israeliana inzuppata dal sangue del popolo
palestinese. Aaron Shabtai, Yitzhak Laor, Ilan Pappè, Michel Warschawski, Tanya
Reinhart (purtroppo non c'è più), Jeff Halper, Uri Avnery e tanti altri che
nonostante le minacce e le intimidazioni costituiscono la coscienza antifascista
ed antinazista di Israele, denunziano con coraggio gli slittamenti a destra ed i
crimini del governo razzista non solo verso i palestinesi ma anche verso tanta
parte della popolazione ebraica che non ha il pedigree dei primi della classe
angloamericani.
Pietro Ancona
(*)
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/12/27/gaza-israele-pronto-al-blitz.html
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: loriana cavaleri laboratorio zeta
Sent: Monday, December 29, 2008 10:34 AM
Subject: Il Papa ed il precariato
Il Papa, i Sindacati, il lavoro precario
=============================
L'Italia ha tre Confederazioni Sindacali tra le più potenti d'Europa.
Ma alla forza di queste organizzazioni che tesserano più di dieci milioni
di lavoratori corrisponde una condizione di precarietà, di miseria, di
infelicità, di progressiva perdita dei diritti dei lavoratori associati o
non.
Soltanto i Sindacati di base difendono davvero i lavoratori ma ne pagano
le spese con discriminazioni, isolamento, licenziamento dei loro uomini più
combattivi ( insomma quello che accadeva alla CGIL negli anni cinquanta e
sessanta). Questi sindacati di base non sono riconosciuti dalle tre grandi
Confederazioni che profeririscono l'UGL della Polverini, il sindacato di
matrice fascista ed hanno con questa frequentazioni intense.
Il Papa, certamente informato dai sensori numerosi della Chiesa nella
società civile, capisce che l'Italia non ha futuro con il lavoro precario,
che il bene dell'economia non può essere realizzato a scapito della
infelicità e della miseria dei lavoratori e chiede la fine del precariato.
Ha colto l'enormità del fenomeno sociale del precariato e la sua forza di
distruzione delle strutture familiari e sociali.
Ricordo che quando il contratto era a tempo indeterminato e il tempo
determinato era soltanto per i lavori stagionali e le prestazioni davvero
straordinarie, le cose in Italia andavano assai meglio e non esisteva
l'orribile divaricazione dei redditi tra i managers, i politici, i
professionisti ed i lavoratori dipendenti. Anche la distanza abissale che
divide l'amministratore delegato dall'ingegnere o dal funzionario è causa
del malessere italiano. La Legge Biagi ha dato al padronato la possibilità
di fumus giuridici di contratti davvero fantasiosi. Possibile, ad esempio,
che in Italia esistano un milione di progetti ai quali sono addetti
altrettanti precari? Che cosa sono questi progetti?
La CGIL si è affrettata a rispondere "positivamente" alla denunzia del Papa
con una nota in cui parla di "ammortizzatori sociali" per i precari, cioè
la flexisecurity peraltro irrealistica data la grottesca e patologica
quantita di precari inventati dalla fertile e malvagia fantasia della legge
Biagi Sacconi Maroni. Quanto denaro dovrebbe avere lo Stato per fare
ammortizzatori sociali per cinque o sei milioni di precari?
Il precariato non è una necessità dell'economia. E' una scelta politica
odiosamente di classe per ricattare, per tenere sotto tensione i dipendenti.
Il precariato va abolito con un piano di rientro al lavoro a tempo
indeterminato garantito dall'art.18 e con retribuzioni decorose attraverso
un aumento generalizzato dei salari.
Veltroni si accinge a discutere con Sacconi della settimana corta. Gli Dei
accecano coloro che vogliono all'inferno. La settimana corta a salario
decurtato e con integrazione della CIG sarebbe assai onerosa e abbasserebbe
ancora il livello salariale italiano alla faccia di tutti i piagnistei
ipocriti sulle busta paga che non consentono di giungere alla fine del mese.
Si può avere la settimana corta a parità di salario con la settimana piena?
Non se lo sognano nemmeno!!
I lavoratori italiani hanno diritto di parola. Ci vuole una profonda e
radicale democratizzazione dei Sindacati che non possono continuare ad
essere strumenti della confindustria per imporre la sua linea di
spoliazione e di sfruttamento. Una legge dovrebbe regolare la consultazione
e la rappresentanza la pubblicità dei bilanci e mettere un limite agli enti
bilaterali.
Pietro Ancona
http://www.corriere.it/cronache/08_dicembre_28/papa_precari_lavoro_7286f466-d4d4-11dd-b87c-00144f02aabc.shtml
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: cngp@unipv.it
Cc: redazione@ilmanifesto.it
Sent: Sunday, January 04, 2009 9:39 PM
Subject: la cittadinanza e la sovranità nazionale
Caro Professore Novati,
nella parte conclusiva del suo elegante articolo GUERRA DOPO GUERRA pubblicato
venerdì 2 gennaio u.s. sul Manifesto, ho trovato l'ultima versione del
neocolonialismo: quello che conta non è la sovranità nazionale ma i diritti di
"cittadinanza"- Insomma non ha nessuna importanza creare uno Stato Palestinese,
basta che i palestinesi siano ben trattati da Israele (che ha le maggiori
responsabilità).
Dopo tante eleganti circonvoluzioni ha dato la sua ricetta filosofica.. Chissà
magari i cittadini palestinesi godranno di un miliore tenore di vita di quello
che la povera Palestina potrà offrire.
Complimenti!! Bravo" Se non ci sarà un comunicato ufficiale del Manifesto che
prende chilometri di distanza dalle sue teorie neoconservatrici e filoamericane
non rinnoverò l'abbonamento.
Pietro Ancona
http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090102/pagina/01/pezzo/238468/
EDITORIALE | di Giampaolo Calchi Novati
GUERRA DOPO GUERRA
<<Invece di rompersi la testa sui «piccoli problemi» delle «piccole patrie», che
appartengono al passato (la prima rivolta araba esplose nella Palestina
mandataria nei lontani anni Trenta), Israele, palestinesi e arabi farebbero bene
a misurarsi con le sfide che riguardano le loro posizioni relative nel sistema
globalizzato. La globalizzazione, si sa, si occupa dell'ordine, non delle
vittime. Le novità non mancano. Potrebbe essere imminente il superamento
dell'era degli idrocarburi da cui dipende l'economia di quasi tutti i paesi
arabi della regione. La Palestina ha il vantaggio di non doversi sottoporre a
questo tipo di riconversione. Il suo interlocutore obbligato nella transizione è
e resterà Israele. E qui si apprezza meglio la differenza fra la guerra e la
politica.
Le alternative diventano: esclusione o inclusione. Demarcare i confini era il
compito del colonialismo. In futuro, con o senza Hamas, conteranno i diritti
della cittadinanza (più della sovranità), le funzioni e le specialità (più
dell'origine etnica). Se Israele è la forza vincente, incombono su Israele le
responsabilità maggiori. Deve scegliere molto semplicemente se accanirsi contro
i vinti (i palestinesi) o contribuire al loro riscatto.>>
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Saturday, January 03, 2009 8:31 AM
Subject: Fw: Evacuare la popolazione civile da Gaza
Se criminale è il comportamento di uno Stato che scatena il suo esercito contro
una popolazione inerme in gran parte denutrita e malata non meno criminale è il
comportamento di chi assiste senza battere ciglio a questa orribile mattanza e
non fa niente per ferrmare il massacro almeno per salvare le vite dei bambini
Dalla striscia di Gaza vengono allontanati gli stranieri. Mi sembra giusto.
Sarebbe anche giusto dare la possibilità di allontanarsi alla popolazione
civile, alle donne, ai vecchi, ai bambini, a quanti non vogliono morire nella
imminente e più volte annunziata invasione di terra.
Carri armati di proporzioni mostruose, armatI delle armi più sofisticate del
mondo, uccideranno una popOlazione inerme con la vergognosa e sfacciata scusa
di attaccare Hamas: Hamas non è altro che la popolazione dei palestinese.
Per uccidere un capo di Hamas si bombarda un palazzo e si uccide con lui tutta
la sua famiglia in gran parte composta da bambini. Questa barbarie nazista (ma
forse i nazisti non si spingevano a tanto) non viene sanzionata dall'opinione
pubblica occidentale informata (si fa per dire) da giornali controllati dalla
lobby ebraica o da una industria editoriale legata agli americani.
Chiediamo l'evacuazione della popolazione civile!! Senza questa evacuazione
avremo sulla coscienza un genocidio.
Particolarmente criminale è la decisione dell'Egitto di impedire ai
palestinesi di fuggire dal terribile bombardamento ed ora dal fuoco delle
terribili armi israeliane.
Israele conosce bene le tecniche di distruzione. Ha già distrutto per tre
volte il Libano e tante volte i campi palestinesi. Non è giusto che il mondo si
renda complice di questa carneficina degli abitanti di Gaza.
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Vincenzo Sena
Sent: Thursday, January 01, 2009 10:17 AM
Subject: Considerazioni sul discorso di Napolitano
Confesso che non ho avuto voglia di sentire il discorso del Presidente. E' la
prima volta che mi capita dopo tanti anni. In qualche modo avevo delle
prevenzioni che derivano dai suoi recenti comportamenti e non avevo voglia di
sentire in diretta cose che non condivido, banalità e ipocrisie. Oggi ho letto e
riletto il testo scritto pubblicato dai giornali.
Per un Presidente che ha sollevato la questione degli omicidi e degli
infortuni sul lavoro ed ha autorevolmente spinto la stampa e l'opinione pubblica
ad occuparsene, è davvero singolare avere ignorato nel suo discorso i morti e
infortuni del 2008 e quante resistenze esistano nel governo e nella
confindustria per svuotare di contenuto le poche norme che si è riusciti a
strappare e le manovre che sono in corso per depenalizzare e ridurre ai minimi
termini la responsabilità delle aziende.
IL modo con il quale ha trattato le questioni del lavoro e specialmente del
lavoro precario è del tutto generico e privo di mordente. Da questo punto di
vista, il Papa, pur avendo i suoi scheletri nell'armadio, ha detto chiaramente
che cosa significa il lavoro precario per chi deve farlo e per l'Italia:
privazione della speranza, impossibilità ad organizzare il futuro, cosa che si
ripercuote sull'Italia tutta che è e sarà ancora di più una nazione infelice con
un'area di venti milioni di lavoratori che, per vari fattori, stanno male.
Non un cenno a salari bassi, senza indicizzazione e più bassi del trenta per
cento di quelli europei; erosione dei diritti ed attacco alle poche tutele
rimaste; pensioni oramai inesistenti, degrado delle strutture del welfare,
impossibilità a reggere i costi della privatizzazione di tutti i servizi dai
quali lo Stato si ritira a cominciare dagli asili nido.
Alza toni lamentosi contro la crisi che verrebbe dagli USA senza dire una sola
parola sulla responsabilità delle scelte truffaldine del sistema finanziario
americano che ha messo in ginocchio il mondo. E' inotre scandaloso che non abbia
denunziato la divaricazione crescente tra i salari dei lavoratori che decrescono
e sono ormai di fame e gli emolumenti dei managers pubblici e privati e il
costo, oramai insostenibile della politica che oramai incide in modo
significativo sul prodotto interno lordo, lacera moralmente l'Italia e offre
punti di riferimento alla criminalità organizzata.
E' diventata stucchevole la richiesta della collaborazione, della intesa tra
maggioranza ed opposizione. Intanto perchè il Parlamento esiste non per fare
inciuci bipartisan ma per sviluppare una vigorosa dialettica democratica, in
secondo luogo perchè la sinistra è stata espulsa dal Parlamento per via di una
legge truffaldina ed oligarchica che ha cambiato per sempre gli organismi
scaturiti dalla resistenza e una volta garantiti dalla Costituzione.
L'inciucismo proposto da Napolitano si svolgerebbe tutto o quasi tutto su i
decreti del governo Berlusconi che dovrebbero essere recepiti da un Parlamento
non solo esautorato ma acquiescente e complice.
A proposito delle missioni degli italiani nel mondo ha detto che queste servono
a garantire la pace e sdradicare il terrorismo. In Afghanistan, in Irak e
altrove collaboriamo con gli eserciti di occupazione. Il terrorismo,
ricordiamolo, non sarebbe altro che la resistenza al nemico riconosciuta in un
raro momento di
sincerità da Bush quando ebbe a dire che avevano ed hanno ragione le persone che
combattono per la loro terra, la loro patria.
L'Italia è impegnata in collaborazioni se non di tipo ascaristico certamente
soggette ai comandi strategici e tattici dell'Impero e dei suoi arroganti e
spesso sanguinari ufficiali.
L'occidente ha impestato i territori occupati di killer, di contractors ed ha
di fatto espulso tutta la stampa libera tenendosi solo quella emdedded e
controllata dall'Esercito USA.
Trovo assai carente l'attenzione riservata alla criminale aggressione di
Israele verso un popolo inerme.
L'Italia di Pertini, di Saragat, di Moro, di Fanfani avrebbe certamente
chiesto con forza la fine della aggressione. Tutti coloro che accettiamo senza
protestare la carneficina di Gaza abbiamo le mani macchiate di sangue!! Lo
Stato del popolo che fu ingiustamente dichiarato deicida e per questo subi
millenni di persecuzione specialmente dalla Chiesa è diventato uno Stato
genocida pericoloso per tutti i suoi disgraziati vicini e per coloro che tiene
chiusi sotto un muro apocalittico da tanti anni, privandoli delle libertà
naturali e riconosciute dal diritto internazionale.
Pietro Ancona
queste considerazioni sono state inviate al Presidente della Repubblica
direttamente sul sito della Presidenza
***
Nonostante una sentenza della Corte Suprema Israeliana ai giornalisti non
Lucio Caracciolo, analista di problemi internazionali, definisce l’aggressione israeliana a Gaza una tragedia domestica, insomma un evento non di primo piano, da derubricare, da non occupare un posto importante nell’agenda internazionale. Dieci giorni di bombardamenti intensivi ed ora l’occupazione terrestre davvero non costituiscono l’evento cruciale con il quale si apre l’anno? Davvero sono un qualcosa che riguarda soltanto ed in primo luogo gli israeliani ed i palestinesi che il resto del mondo subisce con fastidio, con irritazione, come
insomma una storia che è durata e dura troppo a lungo ed ha finito con lo stufare''?
Io non condivido questa analisi. Non sono d’accordo per la derubricazione per diversi motivi a cominciare dal fatto che ci troviamo di fronte al bombardamento di una popolazione palestinese che sta subendo sofferenze inenarrabili, ha avuto oltre cinquecento morti, tremila feriti, migliaia e migliaia di traumatizzati dallo spaventoso fragore degli aerei e delle esplosioni. Il fatto che una Potenza di prima grandezza dal punto di vista militare infierisce su una popolazione praticamente inerme emoziona la opinione pubblica mondiale ed ancora di più colpisce il fatto che Israele fa tutto questo in barba al diritto internazionale e senza alcun rispetto per la popolazione civile.
Israele si sta comportando come gli Usa si sono comportati e si comportano in Iraq ed in Afghanistan. Ha aperto il suo artiglio coloniale contro i Palestinesi, considerati terroristi perchè rifiutano il quisling Abu Mazen così come terroristi sono i Talebani per non avere accettato il quisling creato dagli Usa e terroristi sono coloro che in Iraq non accettano l’ordine imposto dalle armi e dalla violenza.
Nel caso assai probabile di una vittoria di Israele e di una sconfitta dolorosa di Hamas la vittoria non porterà con sé cose buone. Prima di tutto le nazioni arabe che oggi subiscono il giogo di tiranni filooccidentali a cominciare dall’Egitto non accetteranno prima il massacro e poi l’annessione della Palestina ad Israele seppur sotto forma di protettorato. Ma anche gli Stati minacciati recentemente da iniziative americane poco amichevoli come la Cina, la Russia, e molti altri rifletteranno su un mondo in cui le nazioni che rappresentano l’Occidente possono scatenare l’apocalissi, massacrare, annettere, fare i propri comodi. L’ordine internazionale per quanto non più basato sull’equilibrio dei due blocchi e controllato dalla potenza Usa non può essere abusato. Insomma qualcuno prima o poi deve essere chiamato a rendere conto di delitti contro l’umanità che dall’undici settembre in poi e dall’avvento dei teorici dell’esportazione della democrazia ha provocato troppo sangue, troppe sofferenze, troppo dolore. L'Occidente sembra uscito di testa ed in preda ad un delirio criminale!
Gaza non è una tragedia domestica. Non si consuma tra una Domus ed i suoi riottosi vicini che non vogliono cedere lo loro case. E’ un punto focale dell’equilibrio mondiale basato su una forza che sembra fuori controllo. Fuori controllo come la finanza mondiale devastata dalla speculazione e dal latrocinio dei banchieri e dei finanzieri in grande parte ebrei che sta chiedendo sacrifici immensi al mondo intero. Fuori controllo dal momento che uccidere un dirigente palestinese assieme a tutta la sua famiglia viene considerata la cosa più ovvia e banale di questo mondo
Non può e non potrà essere accettato. Wall Street deve spiegare al mondo la crisi che l'ha investita. Il sistema capitalistico-colonialista non può continuare a vivere senza cambiare profondamente le regole. Mercato e democrazia non coincidono più ed il capitalismo è in grado di garantire soltanto incertezza a tutti, sprofondamento di classi sociali agiate nella povertà, fallimento di Stati e nessuna speranza per il futuro. La crisi israeliano-palestinese aggrava lo stato di incertezza e di tensione. Il mondo ha bisogno di ordine, di serenità, di pace. L'avventura da Quarto Reich di Israele lo rende invece incerto e pericoloso. Israele deve spiegare perchè dopo cinquanta anni di occupazione non riesce a dare un ordine giusto alla regione che tiene in permamente crisi.
Pietro Ancona
http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=34194983
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, January 10, 2009 8:50 PM
Subject: Fw: appunti sulla manifestazione di Palermo per Gaza
La manifestazione pro-palestinesi di Palermo
Ignorata dalla televisione di Stato e da quelle private i siciliani stasera
non hanno saputo della grande commossa vibrante manifestazione che si è
svolta a cominciare dal raduno nella più grande piazza della città: piazza
Politeama. Non so se ci fosse qualche giornalista della carta stampata. Io
non ne ho visto ma può darsi che ci fosse un giovane, uno sconosciuto.
Repubblica e gli altri giornali usano molto i "negri", giovani precari ai
quali commissionano di volta in volta un servizio con una telefonata.
Possiamo anche chiamarli giornalisti-squillo? Io sono sfacciato ed a volte
chiedo quanto guadagnano per servizi a volte bellissimi, accuratissimi,
scritti con l'ansia di chi vuole farsi apprezzare. Per dignità non
rispondono ma credo che potrebbero prendere anche trenta o cinquanta euro.
Molta parte di quello che si legge nei giornali è fatto così e dalle notizie
di agenzie alcune specializzate in opinionisti di varia umanità. Sto
divagando e ritorno subito alla nostra manifestazione. C'era innanzitutto
una notevole presenza sopratutto femminile di palestinesi e di arabi.
Qualcuno di loro lo conosco da tempo. Uno è Presidente del Comitato
Direttivo della CGIL, un altro è un vecchio studente dell'OLP. Credo che sia
rimasto fedele per la sua memoria di Arafat. Ma il grosso della
partecipazione era dato da centinaia e centinaia di giovani spesso quasi
ragazzi animati tutti da un fortissimo spirito di solidarietà per la
popolazione di Gaza, di sdegno per il genocidio cui da quasi due settimane è
sottoposta. Ha fatto molta impressione l'enorme numero di bambini e bambine
uccise, una percentuale tanto alta sul totale dei morti da insospettire come
se ci fosse un programma particolare per la loro soppressione!! Io sono un
vecchio compagno, un vecchio militante socialista e del sindacato. Di miei
coetanei o di persone dell'ambiente ufficiale dei partiti e dei sindacati ne
ho visto pochini, i più autonomi, i meno conformisti. Nessuno della
nomenclatura, nessun deputato, nessun senatore,
nessun amministratore. Ma questa assenza, per quanto calcolata come scelta
saggia dal momento che l'influenza di Israele sembra grande in Occidente è
una scelta sbagliata, il segno di un contorcimento ulteriore di una crisi di
valori, di un offuscamento della coscienza tale da produrre un mero
appiattimento su posizioni che
possono essere travolte. Per quanto tempo il mondo può assistere inerte
impotente al massacro di una popolazione già stremata da fame e malattie? Il
pitone dell'indifferenza quante bare di bambini e bambine potrà ancora
inghiottire? Il sistema di potere che tiene in piedi la violenza di Israele
è basato sul peteinismo di Abu Mazen e sul feroce faraone che sbriga i
lavori sporchi all'Occidente. Non è detto che reggano a lungo.
Nel mondo sta maturando una diversa coscienza della questione palestinese
che sembrava appassita. Oggi si sono svolte manifestazioni in tutta Europa
con un centro di irradiazione potente in Francia.
Quando Israele avrà finito di distruggere tutte le abitazioni della striscia
di Gaza ed avrà ammazzato o fatto prigionieri i guerrieri di Hamas che cosa
avrà ottenuto? Annetterà la striscia e darà ad Abu Mazen il protettorato
coloniale della Gisgiordania.?
Israele non è in grado di fare niente altro che uccidere e distruggere.Non
ha una linea che riguarda i palestinesi tranne quella di mandarli tutti in
Giordania (impresa assolutamente stravagante).
In tutto il campo della sinistra c'è una terribile Babele. Ma tutte le
voci della Babele che sono ancora di sinistra erano alla manifestazione di
stasera. Non c'erano le nomenclature che vedono il mondo dai palazzi che
frequentano. Non è detto che continueremo ancora a subirli a lungo... Io
ostentavo un cartellone con la scritta: Hamas è la Palestina, Israele è uno
stato stragista, infanticida, terrorista. Un cartellone radicale tenuto
nelle mani di un vecchio socialdemocratico quale io sono. Ma dove dobbiamo
stare noi socialdemocratici se non con i popoli poveri del mondo massacrati
dagli Usa e da Israele?
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: organizzazione@fiom.cgil.it
Sent: Sunday, January 11, 2009 8:12 AM
Subject: nuove sconfitte
Dopo la cannonata a salve del 12 dicembre
=====================================
Non mi ero sbagliato a definire lo sciopero della CGIL del 12 dicembre
scorso una cannonata a salve. In effetti non ha avuto alcun seguito e non
poteva averne dal momento che non aveva avanzato alcuna rivendicazione
limitandosi in un documento sulla crisi scopiazzato da scelte ministeriali a
chiedere il niente, qualche aggiustamento burocratico alle feroci misure del
governo ed associandosi come Bertoldo ad una richiesta demagogica ed
irrealizzabile di flexisecurity: la concessione della CIG o equipollenti
ammortizzatori sociali ai precari, una proposta che nasce dai contorcimenti
dialettici derivanti dall'accettazione della realtà giuridica del
precariato. Gli ammortizzatori sociali per il precariato,possibili in
situazioni fisiologicamente normali, sono assurdi e pazzeschi in un Paese in
cui il precariato è una Patologia creata dalla destra economica e politica
per sostituire gradatamente il contratto di lavoro a tempo indeterminato e
per tenere sotto il tallone di ferro del ricatto i nuovi assunti nelle
aziende ed anche nella pubblica amministrazione. I precari
"Alla fine del mese di settembre hanno raggiunto quota 2.812.700. Sono il 12
per cento del totale degli occupati in Italia. Dal 2004 al settembre scorso
sono aumentati del 16,9 per cento. Ben 5 volte di più dell'incremento
registrato dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che sono
cresciuti, nello stesso periodo, del 3,1 per cento. Il Mezzogiorno è la
macro area dove sono più numerosi: ben 940.400 pari al 33,4 per cento del
totale nazionale." (fonte Ista),
Chiedere per questa massa di circa tre milioni di persone, alle quali vanno
aggiunti i finti autonomi, ammortizzatori sociali è una follia. Per questi
lavoratori la soluzione è un rientro nella normalità del rapporto di lavoro
a tempo indeterminato (è anormale un contratto a termine rinnovato sei volte
e oltre) ed il varo di una politica di sostegno dell'economia. Bisogna
chiedere la trasformazione dei contratti a termine ed atipici in contratto a
tempo indeterminato, senza farsi frastornare dal terrorismo sulla crisi che
attraversa tutta l'economia capitalistica dopo le ruberie delle finanziarie
americane.
Mentre il Direttivo della CGIL si limita a dire al Governo di non fare
furbizie (è già la seconda volta che parla di furbizie dopo l'annuncio della
settimana corta -edizione maligna ed antioperaia delle 35 ore francesi)
Sacconi si inventa come rendere ancora più amara e difficile la vita ai
lavoratori proponendo Casse Integrazioni differenziate per Regioni ed
insistendo sulla riduzione della settimana lavorativa , una sorta di cavallo
di troia per scardinare dall'interno l'art.18 ed il contratto a tempo
indeterminato. Per fortuna molte delle nefandezze che propone il Governo non
possono realizzarsi per difficoltà obiettive che nascono sempre quando si
vuole fare entrare nella stalla l'asino per la coda. Ma ciò non toglie
nulla alla disgraziata inadeguatezza della iniziativa della CGIL (degli
altri due sindacati non ne parlo nemmeno essendo acquisiti al padronato ed
al governo) incapace di proporre la difesa del salari e delle pensioni
attraverso la loro indicizzazione, l'abolizione
della legge sacconi-maroni (biagi), poteri statali al delegato alla
sicurezza, il salario minimo garantito contro paghe orarie inferiori financo
a due euro l'ora, l'abolizione dei ticket sulle medicine, l'abrogazione di
tutte le norme di peggioramento delle pensioni, un tetto invalicabile agli
stipendi da mille e una notte dei managers pubblici e privati, la gratuità
degli incarichi politici e la commisurazione degli incarichi amministrativi
a qualcosa non superiore del dieci per cento delle paghe epicali.
Ma la CGIL non avanzerà nuove proposte. Ha il tabù con il quale ha
maledetto la normale attività sindacale di richiesta di miglioramenti della
condizione dei propri associati e dei lavoratori. I lavoratori italiani oggi
sono i peggio retribuiti d'Europa ma questo non preoccupa nessuno.
Quindi si andrà avanti cercando di migliorare di qualche virgola i decreti
e le decisioni che
spoglieranno del tutto i lavoratori italiani dei loro diritti, chiuderanno
per sempre la speranza
già abbandonata quando qualcuno decise che le classi non c'erano più ed io
ho sempre le traveggole quando leggo le statistiche Istat che da più o meno
20 anni
danno sempre attorno a ventiquattro milioni di persone la classe operaia che
non
c'è più. Qualcuno l'ha cancellata con un trattino di penna........mentre
aumentava di numero.
Pietro Ancona
***
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, January 10, 2009 8:50 PM
Subject: Fw: appunti sulla manifestazione di Palermo per Gaza
La manifestazione pro-palestinesi di Palermo
Ignorata dalla televisione di stato e da quelle private i siciliani stasera
non hanno saputo della grande commossa vibrante manifestazione che si è
svolta a cominciare dal raduno nella più grande piazza della città: piazza
Politeama. Non so se ci fosse qualche giornalista della carta stampata. Io
non ne ho visto ma può darsi che ci fosse un giovane, uno sconosciuto.
Repubblica e gli altri giornali usano molto i "negri", giovani precari ai
quali commissionano di volta in volta un servizio con una telefonata.
Possiamo anche chiamarli giornalisti-squillo? Io sono sfacciato ed a volte
chiedo quanto guadagnano per servizi a volte bellissimi, accuratissimi,
scritti con l'ansia di chi vuole farsi apprezzare. Per dignità non
rispondono ma credo che potrebbero prendere anche trenta o cinquanta euro.
Molta parte di quello che si legge nei giornali è fatto così e dalle notizie
di agenzie alcune specializzate in opinionisti di varia umanità. Sto
divagando e ritorno subito alla nostra manifestazione. C'era innanzitutto
una notevole presenza sopratutto femminile di palestinesi e di arabi.
Qualcuno di loro lo conosco da tempo. Uno è Presidente del Comitato
Direttivo della CGIL, un altro è un vecchio studente dell'OLP. Credo che sia
rimasto fedele per la sua memoria di Arafat. Ma il grosso della
partecipazione era dato da centinaia e centinaia di giovani spesso quasi
ragazzi animati tutti da un fortissimo spirito di solidarietà per la
popolazione di Gaza, di sdegno per il genocidio cui da quasi due settimane è
sottoposta. Ha fatto molta impressione l'enorme numero di bambini e bambine
uccise, una percentuale tanto alta sul totale dei morti da insospettire come
se ci fosse un programma particolare per la loro soppressione!! Io sono un
vecchio compagno, un vecchio militante socialista e del sindacato. Di miei
coetanei o di persone dell'ambiente ufficiale dei partiti e dei sindacati ne
ho visto pochini, i più autonomi, i meno conformisti. Nessuno della
nomenclatura, nessun deputato, nessun senatore,
nessun amministratore. Ma questa assenza, per quanto calcolata come scelta
saggia dal momento che l'influenza di Israele sembra grande in Occidente è
una scelta sbagliata, il segno di un contorcimento ulteriore di una crisi di
valori, di un offuscamento della coscienza tale da produrre un mero
appiattimento su posizioni che
possono essere travolte. Per quanto tempo il mondo può assistere inerte
impotente al massacro di una popolazione già stremata da fame e malattie? Il
pitone dell'indifferenza quante bare di bambini e bambine potrà ancora
inghiottire? Il sistema di potere che tiene in piedi la violenza di Israele
è basato sul peteinismo di Abu Mazen e sul feroce faraone che sbriga i
lavori sporchi all'Occidente. Non è detto che reggano a lungo.
Nel mondo sta maturando una diversa coscienza della questione palestinese
che sembrava appassita. Oggi si sono svolte manifestazioni in tutta Europa
con un centro di irradiazione potente in Francia.
Quando Israele avrà finito di distruggere tutte le abitazioni della striscia
di Gaza ed avrà ammazzato o fatto prigionieri i guerrieri di Hamas che cosa
avrà ottenuto? Annetterà la striscia e darà ad Abu Mazen il protettorato
coloniale della Gisgiordania.?
Israele non è in grado di fare niente altro che uccidere e distruggere.Non
ha una linea che riguarda i palestinesi tranne quella di mandarli tutti in
Giordania (impresa assolutamente stravagante).
In tutto il campo della sinistra c'è una terribile Babele. Ma tutte le
voci della Babele che sono ancora di sinistra erano alla manifestazione di
stasera. Non c'erano le nomenclature che vedono il mondo dai palazzi che
frequentano. Non è detto che continueremo ancora a subirli a lungo... Io
ostentavo un cartellone con la scritta: Hamas è la Palestina, Israele è uno
stato stragista, infanticida, terrorista. Un cartellone radicale tenuto
nelle mani di un vecchio socialdemocratico quale io sono. Ma dove dobbiamo
stare noi socialdemocratici se non con i popoli poveri del mondo massacrati
dagli Usa e da Israele?
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: fassino_p@camera.it
Cc: colombo furio
Sent: Sunday, January 11, 2009 4:20 PM
Subject: Manifestazione pro bombardamenti
Carissimi,
dopo la vostra partecipazione alla manifestazione non della comunità ebraica
romana, ma della destra nazista della stessa, (mi risulta che la rete ebrei
per la pace ed altre associazioni l'hanno disertata), non vi resta che
arruolarvi volontari ed andare anche voi
a bombardare dal cielo o da un carro armato i terribili guerriglieri di
Hamas (che poi sono i bambini, le donne e le città distrutte ed anche le
loro pecore ed il loro bestiame ammazzato)
Incoraggiando la destra sionista che vuole la soluzione militare e soltanto
militare voi vi assumete gravissime responsabilità morali.
Ma potete rispondermi: " E chi se ne frega? "
Era la risposta che davano coloro che portavano il gagliardetto. Ve la
poteva suggerire il vostro vicino di sedia oggi Gasparri. Vedo che vi
trovate bene in compagnia dei fascisti italiani.
Cari saluti.
Pietro Ancona
se volete potete considerarla una lettera di insulti. Sarei sollevato se
sentissi che le cose che vi ho scritto vi sembrano insulti. Avrei una
speranza di vostro ravvvedimento
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, January 14, 2009 10:49 AM
Subject: assisi furbastra
-----
ASSISI: UNA MARCIA CONTRO LA PACE
===========================================
Gli organizzatori della marcia per la pace di Assisi sono
talmente timorosi di scontentare qualcuno da ignorare i nomi di
Israele, Hamas, Palestina. Il luogo geografico citato è "MedioOriente"
e naturalmente "Gaza". Si chiede che venga fermato il massacro
senza dire chi e come deve fermarlo. Non si indicano le
gravissime responsabilità dell'aggressore Stato di Israele,
l'uso di centinaia di aerei ultramoderni per bombardare e
mitragliare la popolazione dopo averla terrorizzata con avvisi
feroci, l'uso di armi proibite come il fosforo, l'uranio
impoverito ed ora il dima che carbonizza all'istante chi ne
viene colpito. Non parla dei crimini di guerra di Israele che ha
impedito l'arrivo di soccorsi alla popolazione civile, che
tuttora impedisce corridoi umanitari per l'allontanamemto dalla
zona di guerra (con la conplicità dell'Egitto che ha schierato
migliaia di soldati pronti a sparare sui fuggiaschi). Non parla
dei crimini di chi ha tagliato da mesi acqua luce e sta facendo
morire di fame e di sete la gente. Sembrerebbe quasi che ad
Assise Hamas e Israele abbiano le stesse responsabilità e che i
mille morti e cinquemila feriti si debbano ad entrambi dal
momento che è vero che è stato Israele ad uccidere e ferire ma
se Hamas non avesse lanciato i suoi razzi......... E' la vecchia
storia di Via Rasella: i partigiani sarebbero responsabili delle
Fosse Ardeatine perchè avevamo provocato la morte di alcuni
soldati. Hamas ha diritto di combattere per l'indipendenza della
Palestina. In ogni caso gli analisti escludono che l'invasione
di Gaza sia stata provocata dai razzi palestinesi di Hamas.
La manifestazione di Assisi non chiede libertà ed autonomia
per la Palestina, non chiede la liberazione delle migliaia di
prigionieri politici detenuti da Israele, non chiede il
deferimento di Israele ad un Tribunale Criminale Internazionale
per l'uccisione di centinaia di bambini (una percentuale
talmente alta sul totale dei morti da insospettire a far pensare
alla esistenza di un "programma demografico"), non chiede il
ritiro delle truppe israeliane dal territorio di Gaza, non
chiede la libertà di movimento della popolazione, non chiede la
fine dell'embargo. Si limita a chiedere la fine di una guerra
che non c'è dal momento che c'è soltanto una aggressione di una
superpotenza nucleare contro un popolo inerme senza specificare
niente sul destino della popolazione alla quale è stato tolto
tutto a cominciare dal luogo dove abitava che non c'è più ed è
ricolmo di rovine.
Per questo c'è molta malafede in tante adesioni, molto
cerchiobottismo, molta voglia di stare dalla parte dei più
forti.
Bisogna disertare questa indecente pagliacciata che vuole
azzerare le responsabilità di Israele facendole risalire alle
"provocazioni" di Hamas. Hamas che ha vinto le elezioni e che ha
gran parte dei suoi deputati rapiti dagli israeliani in
prigione, senza alcuna reazione dell'Occidente che si fonda
(dice) su valori di democrazia, libertà, civiltà.
San Francesco si recò in Terrasanta in missione di pace.
Nonostante appartenesse agli aggressori il sultano lo ricevette
e lo trattò con molto rispetto dandogli piena disponibilità a
stabilire accordi di pace. Ma il povero San Francesco fu
lasciato solo. L'Occidente, i cui crociati infilzavano allo
spiedo i bambini siriani per mangiarli abbrustoliti, negò la
pace e si infognò in una dominazione che tra alti e bassi
produsse solo lutti.
pietro ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, January 15, 2009 1:29 AM
Subject: Manifestazione per la guerra con Fini a Montecitorio
Il presidente della Camera dei deputati è sceso per stare un pò
insieme e farsi fotografare con i caporioni
della manifestazione pro-Israele, fitta di bandiere israeliane,
organizzata a Roma, in luogo generalmente vietato a tutti
,davanti Montecitorio, da una associazione parlamentare di
ammiratori di Israele composta da deputati e senatori di vari
gruppi di maggioranza e di opposizione.
Debbo dire che la cosa mi ha impressionato ed impaurito.
Impressionato perchè mentre la folla si raccoglieva attorno ai
rappresentanti della Comunità Ebraica italiana e dell'Ambasciata
di Israele si potevano quasi avvertire nell'aria, con un minimo
di sensibilità umana di di immaginazione, le deflagrazioni
paurose, il crollo dei palazzi, il lamento dei feriti, lo
spavento di oltre un milione di persone aggredite da carri
armati mostruosi, da aerei supersonici che effettuano centinaia
di missioni di bombardamento, da cannonate sparate da navi
piazzate nel mare antistante gaza. Una mattanza di esseri umani
difesi da un pugno di guerriglieri privi di armamento pesante
che, quasi con le nude mani, affrontano il nemico che oramai si
è infiltrato per le vie devastate della città. Non c'era un solo
cartelllo che chiedesse pietà per questa popolazione. a Piazza
Montecitorio era un unico urlo di feroce incitamento a vincere
al più presto lo scontro chiamato "guerra" di odio verso i
"terroristi" di Hamas, di volontà di sopraffazione per la
"sicurezza" di Israele che, se necessario, vale la vita della
umanità intera e per subito quella di oltre trecento bambini e
quasi cinquemila tra morti e feriti che morranno presto a causa
delle armi DIMA usate da un esercito post nazista privo di
scrupolo ed incurante delle regole e del diritto internazionale.
Impaurito, si, la manifestazione mi ha impaurito. E' la prima
volta che una alta autorità dello Stato, il Presidente della
Camera, interviene coinvolgendo il Parlamento a sostenere le
ragioni di uno Stato che in atto risulta al mondo come
aggressore e genocida. E' vero che ieri Fini ha rivendicato al
Parlamento di non essere un organismo al servizio del governo
Berlusconi privo di diritto di parola. Ma la sua protesta non ha
avuto seguito. Si è adeguato alle direttive della maggioranza di
cui fa parte e addirittura ha permesso che uno dei portavoce
della maggioranza definisse di valorizzazione la richiesta di
fiducia chiesta alla Camera. Insomma, la Camera si doveva e si
deve sentire onorata di votare senza battere ciglio e senza
discutere gli ordini che vengono dal Cav.Berlusconi. Non credo
che ci sia stato qualcosa di simile in tutta Europa. Non credo
che si siano fatte manifestazioni probombardamenti della
Palestina con la presenza di un cosi autorevole esponente dello
Stato. Colpisce il silenzio del Presidente della repubblica che
non ha mosso finora un dito e non farà nulla per criticare la
scelta guerrafondaia e genocida fatta dal Parlamento e per
difendere le istituzioni parlamentari dalla prepotenza del
governo-regime.
In Italia c'è l'anomalia di una Comunità Ebraica che non è più
quella civile democratica e amante della libertà di Tullia Zevi
e di Elio Toaff. E' una Comunità che difende senza se e senza ma
il diritto di israele di eliminare i suoi "nemici" ed attacca
violentemente coloro che si permettono qualche dubbio, che
invitano a ragionare a non buttare benzina sul fuoco come fa
scontandone tutti gli ostracismi Massimo D'Alema.
Quanto è accaduto stasera davanti a Montecitorio è destinato
ad incidere profondamente sulla qualità della nostra
cittadinanza, sulla coerenza tra questa e la carta
Costituzionale, sul futuro di un Paese che si colloca
nella frontiera più avanzata del razzismo
la frontiera militare. Il massacro di Gaza ha infatti un
carattere razzistico e di intolleranza fisica a sopportare che
non fa parte della gens occidentale, della sua cultura, dei suoi
valori. Come lo sterminio di milioni di irakeni e di afghani, le
stragi di Gaza esprimono una volontà di dominio coloniale e di
sterminio per chi vi si oppone.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
Yehoshua: uccidere bambini
oggi per salvarne domani!
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**** ----- Original Message ----- From: pietroancona@tin.it To: giro@girodivite.it Sent: Sunday, January 18, 2009 8:53 PM
Subject: L'incoronazione I massmedia ci informano che cresce la febbre per l'imminente
giuramento del 44° Presidente degli Stati Uniti che avverrà
dopodomani. Le iniziative già realizzate e quelle in corso sono
davvero notevoli, spettacolari, tutte rivolte a creare un evento
indimenticabile, storico, epocale, forse assisteremo financo ad
una ascesa ai cieli in un nuvola a stelle e strisce di Barak
Obama neo imperatore della nuova Roma che estende i suoi domini
fino alle falde dell'Himalaia dove aspira salire ed è prossima
alle steppe della grande Russia con le batterie di missili
superatomici piazzati a Praga ed a Varsavia. Il nuovo Presidente
è giunto a Washington con il treno usato oltre due secoli fa da
Abramo Lincoln e ne ha fatto un mezzo per elettrizzare
un'america frastornata dall'annunzio delle grandi e meravigliose
cose che questo giovane dandy sarà capace di fare per loro a
cominciare dal regalo di 1000 dollari a famiglia e dalla
speranza che se qualcuno di loro avrà un dente cariato forse non
dovrà morire per l'ascesso e l'infezione che ne potrebbe
seguire. Stasera ci sarà un grande concerto che frutterà milioni
di dollari che però serviranno solo in parte a pagare le spese
di questa nuova inedita festa che supererà quella del
Ringraziamento con annesso tacchino. L'operazione giuramento per
la quale sono mobilitati diecine di migliaia di agenti sarà
seguito da milioni di persone convenute nella capitale. Le
parruccherie della Capitale sono impegnate da giorni con liste
infinite di signore quasi isteriche per il timore di non potere
sfoggiare memorabili acconciature e la corsa all'accaparramento
dei biglietto dei fortunati è diventata davvero una lotta
all'ultimo sangue. Pensavo davvero, all'inizio, che, dopo anni
di lugubre dittatura oligarchica dominata dalla faccia annoiata
e sdegnosa di George Bush, ci saremmo trovati davanti ad uno
stile nuovo, civile, democratico davvero, certo non fino al
punto di fare arrivare Barak Obama in bicicletta alla Casa
Bianca come il Re o la Regina della Svezia, ma sicuramente come
un dirigente politico "normale", un primo altissimo funzionario
della Unione degli Stati, non il terminale di una struttura
megagalattica massmediale in cui il primo cittadino degli Stati
Uniti assurge a Divinità come accadde a tanti Imperatori della
Roma antica. Giulio Cesare che fu il punto di passaggio dalla
oligarchia alla dittatura ed all'Impero per diverse volte
rifiutò i simboli del potere supremo ed assoluto che gli
venivano offerti: il diadema d'oro che il Senato gli donò lo
appese subito sulla testa di Giove Pluvio e rifiutò sempre di
essere qualcosa di più di un Dittatore anche se in effetti fondò
l'Impero. Di Barak Obama si è molto parlato della novità
rappresentata dal colore della sua pelle e della pelle della sua
famiglia. Chi ha voluto leggere in questo un memorabile
passaggio dall'epoca dell'apartheid e del KKK alla civiltà
multietnica si sbaglia di grosso: il lavoratore messicano sarà
sempre pagato la metà del lavoratore anglosassone e non accederà
ancora per molto a tutte le opportunità della società americana.
L'impegno della lotta razzista contro le nazioni islamiche
accusate di terrorismo continuerà con l'uso di armi sempre più
spaventose e l'impiego di centinaia di migliaia di soldati
addestrati da un esercito sempre più fascista prelevati dalle
regioni povere della deindustrializzazione e della crisi
agricola dove la disoccupazione non offre alternativa
all'arruolamento come accade nelle nostre regioni meridionali.
Insomma il colore della pelle di Obama non significa niente e
questo lo abbiamo già visto dall'attività parlamentare svolta al
Senato e dai primi atti compiuti nella fase dell'interregno.
Colpiscono due cose. La prima è come a fronte di una popolazione
afflitta da milioni di sfratti, di vendite forzate, di
fallimenti, di bassi, bassissimi salari mediamente inferiori del
trenta per cento di quelle del 1970, questo signore che assurge
alla Presidenza fa rullare i tamburi dell'apocalisse prossima
ventura e autorizza una cerimonia di insediamento come se ci
trovassimo di fronte ad una frattura della storia, ad una nuova
epoca. "ci vuole una nuova dichiarazione di indipendenza!" ha
detto. Che cacchio vuol dire? Metterà un limite alla voracità
dei miliardari che si pappano il sessanta per cento delle
ricchezze nazionali? Metterà un limite sotto il quale non è
possibile fare scendere i salari? Non credo proprio a niente di
tutto questo: credo che si tratta di mera sparata demagogica per
abbindolare i gonzi contando su una stampa che è oramai poco
meno di un megafono del potere. La seconda cosa è il contrasto
tra la grande festa che si annunzia e i lamenti che tuttora si
levano dalle rovine di Gaza. Intanto per quasi un mese i suoi
amici israeliani hanno ridotto in polvere una regione di un
milione e mezzo di abitanti, hanno ucciso cinquecento bambini e
ferito migliaia di civili. Molti di questi feriti si possono
considerare morti perchè colpiti da armi usate proibite
dall'ONU, ma delle quali Obama si è ben guardato dal chiedere
conto. Ha preso impegni con lo Stato Nazista di Israele di
continuare a tenere prigioniera la popolazione di Gaza, a
sorvegliare i valichi, per impedire il "contrabbando di armi" a
favore di Hamas. Qualcuno dovrebbe spiegare perchè Hamas debba
essere disarmato dal momento che è stato l'unico esercito
partigiano che ha difeso sia pure con le nudi mani il popolo
palestinese. Per finire spero di non vedere giochi di artificio
ad illuminare il cielo della casa Bianca.Abbiamo visto le
illuminazioni delle bombe al fosforo a Falluja e a Gaza
suggestive quanto quelle della festa di Piedigrotta ma non
altrettanto innocue. Pietro Ancona
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----- Original Message -----
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: comunisti
Sent: Friday, January 16, 2009 10:25 AM
Subject: Che cosa è l'antisemitismo oggi
Che cosa è l'antisemitismo oggi
=======================
Una delle tracotanti richieste di Israele al tavolo egiziano
delle trattative per la tregua a Gaza è il disarmo di Hamas e
l'impegno a non farle mai più giungere armi attraverso la
distruzione di tutte le vie di comunicazione e un severo
controllo ai confini. Questa richiesta è illegittima e
raccapricciante. Illegittima perchè Israele che è armata fino ai
denti pretende che la Palestina sia disarmata e non tollera che
si doti neppure di un corpo di vigili urbani (più volte nel suo
mirino omicida). Perchè la Palestina deve essere disarmata? Non
si tratta forse di una nazione alla quale Israele dovrebbe
riconoscere uno Stato secondo le risoluzioni dell'ONU? E'
raccapricciante perchè la richiesta implica un controllo
militare e la continuazione dello stato di prigionia degli
abitanti di Gaza. Per non fare giungere armi ad Hamas si pratica
un embargo totale e si arriva a speronare le navi che tentano di
portare aiuti umanitari alla popolazione.
Registro come dato positivo l'aumento della partecipazione
pubblica di tanti israeliani alle manifestazioni contro
l'aggressione a Gaza. Aggressione nella quale Israele sembra
impazzita ed in piena irresponsabile voglia di mostrare a tutti
quanto sia muscolosa e quanto se ne freghi delle regole: attacca
le sedi dell'ONU, distrugge le stazioni televisive, mitraglia le
ambulanze, uccide i medici e gli infermieri, non consente un
corridoio umanitario di uscita per i civili costretti a morire.
Israele commette crimini intollerabili quali l'uccisione mirata
di intere famiglie di dirigenti di Hamas. Ieri, il Ministro
degli Interni, è stato sepolto con tutta la sua famiglia nel
crollo della sua abitazione presa a cannonate.
Molti si lamentano in Europa di una rinascita
dell'antisemitismo. Ma non c'è antisemitismo che non nasca dai
comportamenti dello Stato di Israele. La gente fa fatica a
distinguere tra ebrei e israeliani, tra cittadini e Stato.
Pensa che si tratti di una malvagità peculiare degli ebrei che
non hanno pietà per nessuno e gioiscono delle disgrazie che
procurano agli altri. In effetti, nel Talmud non viene indicato
alcun rispetto per i "gentili". Anzi!
Certamente l'antisemitismo va respinto. E' inaccettabile l'idea
che una intera etnia possa essere malvagia e propensa al male.
Le tante testimonianze di ebrei che esprimono orrore e sdegno
per il comportamento del governo e dell'esercito di Israele per
fortuna ci dicono che non si tratta, come è ovvio, di un dato
antropologico quanto politico: è la politica della destra
religiosa oggi al potere a Gerusalemme responsabile dei
massacri e delle terribili offese recate alla dignità umana, del
genocidio, della morte di una percentuale talmente alta di
bambini da fare sospettare l'esistenza di una politica mirata
delle soppressioni infantili. Inoltre, la destra europea oggi
sostiene Israele. In sostanza l'attacco militare ai palestinesi
è una manifestazione di un razzismo che in Europa si manifesta
con provvedimenti polizieschi, con comportamenti sempre più duri
verso gli immigrati, con leggi come quella sul reato di
clandestinità che è davvero scandalosa. La destra tedesca che
diede vita al nazismo e fondò la sua azione sull'antisemitismo
oggi condivide la politica di Israele e se proprio dobbiamo
parlare di antisemitismo dobbiamo riferirlo oggi alla
persecuzione ed alla discriminazione degli arabi e dei
musulmani, dei Rom e dei poveri che viene praticata sub specie
di conflitto di civiltà e di lotta al terrorismo ed al
fondamentalismo islamico. Nella terribile apocalittica forza
distruttiva di Israele su Gaza ed ieri sul Libano c'è lo stesso
segno di quella sviluppata dagli americani (fino al lancio di
una bomba atomica) sull'Iraq e sull'Afghanistan. Milioni di
morti in grandissima parte civili per l'affermazione di un
suprematismo razzista di un colonialismo nuovo che non si limita
al controllo delle risorse ma vuole la sottomissione e la
proprietà di tutti gli esseri umani del pianeta.
Pietro Ancona
****
==========================================
Il noto scrittore israeliano Yehoshua, ammirato dalle nostre
parti assieme ad Omos Oz e Grossman per le sue posizioni di
colomba, di apertura ai palestinesi, pacifiste, in polemica con
un giornalista di Haaretz, giornale israeliano assai critico con
l'aggressione tuttora in corso alla popolazione della striscia
di Gaza, si è lasciato scappare questa agghiacciante
affermazione: uccidiamo i loro bambini oggi per salvarne tanti
domani!! Gli ha risposto Gideon levy: "chi giustifica la guerra
giustifica anche le atrocità.Gli faccio notare che nella sua
lettera c'è un passaggio agghiacciante: uccideremo oggi i loro
bambini per salvarli in futuro!! ( haaretz,16 gennaio 2008).
Come si può commentare un'affermazione di questo genere di uno
che evidentemente si sente Dio e vede in Israele il Dio che
decide della vita e della morte ? Nella mia vita non avevo mai
sentito nè letto niente del genere neppure nelle cronache di
sterminio degli assassinii dei conquistatores più efferati.La
vita tolta ad un essere umano, ad un bambino, non è merce di
scambio, è insostituibile, è quella vita e quando l'hai recisa,
hai reciso con essa tutte le vite.
Questa è stata l'aggressione più spaventosa arrecata ai
bambini. Già era sospetto sin dalle prime notizie di bambini
uccisi che loro fossero l'obiettivo principale dell'operazione
"piombo fuso". I politici ed i generali di Israele hanno
decretato che non sarebbe bastato uccidere o incarcerare il
maggior numero possibile di esponenti e combattenti di Hamas, di
eliminare migliaia di civili e diroccare le città della
striscia: bisognava infliggere una punizione indimenticabile:
ammazzare il maggior numero possibile di bambini. Sono stati
presi di mira gli orfanotrofi che in Palestina sono affollati
dagli orfani dei tanti uccisi o imprigionati da Israele, le
scuole ed i luoghi minuziosamente conosciuti da Israele
attraverso le sue modernissiome tecnologie di monitoraggio e lo
spionaggio degli uomini del Quisling ansiosi di una qualche
ricompensa, magari di un carcere meno duro e con un po' più di
rancio nelle tetre e spaventose prigioni israeliane. Su 1200
morti ad oggi, e certamente non è finita, circa un terzo sono
bambini. Una percentuale che non può non sollevare legittimi
sospetti ed indurre le autorità internazionali (se ce ne
fossero) ad aprire subito un procedimento per crimini contro
l'umanità al governo ed all'esercito di Israele.
E' anche inaccettabile la posizione che si tenta di fare passare
e che in grande parte è stata purtroppo accettata in Occidente
su Hamas. Insomma, non sarebbe giusto uccidere i civili, ma è
perfettamente legittimo eliminare gli uomini di Hamas, i loro
dirigenti dal momento che si tratta di componenti di un
movimento terrorista per il quale non bisogna avere alcuna
pietà. Questa idea che è lecito uccidere i "terroristi" è alla
base di migliaia di omicidi mirati che Israele ha realizzato nel
corso di mezzo secolo di occupazione, omicidi per i quali non
esistono proteste dei giuristi, dal momento che si tratta di una
sorta di bonifica umana della zona. Gli omicidi mirati ieri
erano per gli uomini dell'OLP, oggi sono per gli uomini di Hamas
e non è detto che si limitino a questi. Israele ha cura di
liquidare anche i quadri dirigenti civili dei palestinesi, i
tecnici di livello, i professori, gli ingegneri, i medici, gli
architetti insomma tutti coloro che potrebbero gestire posti di
responsabilità in un futuro Stato della Palestina. E, nello
stesso tempo, azzera periodicamente, con varie incursioni, tutte
le infrastrutture di una società civile, le scuole, gli
ospedali, le caserme. Resto convinto che uccidere un uomo di
Hamas non è meno grave e meno colpevole che uccidere un bambino
dal momento che si tratta di una persona che, come tutti, deve
essere giudicata per le azioni che ha effettivamente compiuto e
non per il pericolo che può rappresentare ad una forza di
occupazione.
Yehoshua con Oz e Grossman costituiscono una triade che vende
molto nelle librerie italiane essendo stati accreditati da una
falsa pubblicità come scrittori ed uomini di pace. Sappiamo che
non è vero e che sono simili a certi letterati e poeti che
l'Unione Sovietica esibiva come prova della sua liberalità e che
non ci dissero mai niente dei gulag e della pesantezza del
regime poststalinista. Il meno che possiamo fare è evitare di
comprare i loro libri magari per fare capire loro che non si può
approvare qualsiasi delitto contro l'umanità per la "sicurezza"
di Israele. Davvero la sicurezza di Israele vale tanto? Davvero
è in pericolo o piuttosto non sono sempre sotto minaccia coloro
che abitano le terre che Israele vuole per se?
Questo conflitto non è, come ho già avuto modo di scrivere, un
fatto limitato, domestico, tra israeliani e palestinesi. Fa
parte della fase aggressiva dell'imperialismo colonialistico che
ha già ridotto in macerie l'Iraq (trentanni di guerra e di di
embargo ) e l'Afghanistan. Milioni di morti per installare due
governi quisling sostenuti da grandi eserciti di occupazione
assistiti da contractors killer con licenza di uccidere. Si
tratta della guerra razzista che in Europa assume il carattere
di discriminazione e vessazioni verso i migranti. E' la misura
diversa: dalla discriminazione e dallo sfruttamento schiavistico
degli immigrati allo sterminio di Gaza e di Falluja. Separare le
responsabilità degli Israeliani da quelle americane e da quelle
nostre è sbagliato. Se
ne mancavano prove basti ricordare che Israele cesserà di
martoriare Gaza sulla base di un accordo con gli Usa per
continuare a tenerne prigionieri gli abitanti. Israele non
cederà mai un centimetro quadrato di terra ai palestinesi e non
cesserà mai di occuparne i territori. Al massimo potrà
consentire una qualche amministrazione, una sorta di
protettorato "governato" da un uomo di paglia. Quindi è
perfettamente legittimo il rifiuto di Hamas di riconoscere
nell'occupante lo Stato. Riconoscerlo vuol dire accettare una
subalternità, una dipendenza intollerabile e vessatoria.
Mentre dalla striscia di Gaza la morte di dà un gran dafare a
recidere vite palestinesi, nell'Impero cresce la febbre per
l'incoronazione del nuovo Imperatore Barak Obama. Si parla di
diecine di migliaia di partecipanti e di milioni di acclamanti
fedeli sudditi. Se ci voleva una prova del fatto che gli USA non
sono più da un pezzo una democrazia ora l'abbiamo. Manca solo
l'arco di trionfo con talebani, fondamentalisti di tutte le
risme in pesanti catene al seguito dei generali a venti stelle
che fanno corona all'impero che comunque non ha mancato
recentemente di truffare tutto il sistema finanziario ed
economico che controlla.
pietro ancona
Una fuga dalla realtà rifugiandosi
nell'armamentario della peggiore
subcultura occidentale del conflitto di civiltà, della
guerra di religione.
Oggi si paventa addirittura una "egemonia" islamista e
magari terrorista
sulle comunità palestinesi e musulmane esistenti in
Italia. Rileggiamo i
libri della Fallaci e dei neoconservatori americani?
Leggiamo gli articoli
di Borghezio, della Padania, del grande convertito Magdi
Allam?
Non una sola parola di vera autocritica e di vero
pentimento per il
tanto, tantissimo sangue innocente versato in un mese di
intensi
bombardamenti e cannoneggiamenti ad una popolazione
praticamente inerme.
Si agitano fantasmi di pericoli immaginari da
stampare nell'incoscio
della nostra popolazione per fomentare odio in grado di
giustificare le
atrocità commesse dagli ebrei nella striscia di Gaza.
Con duecentomila soldati e diecine di migliaia di
contractors
dislocati in quattro nazioni islamiche come si fa a
parlare di pericolo
per l'Italia o l'Europa. Forse Berlino o Roma sono state
bombardate dalla
aviazione di Hamas e dei Talebani?
Soltanto grottesco e ridicolo argomentare degno di
un paese che si è
in gran parte imbarbarito ed incattivito in anni di
destra al potere.
Dico ebrei e non israeliani dal momento che questa
distinzione viene
rifiutata e dal momento che non c'è stato un solo
momento di reale
dissociazione delle comunità ebraiche italiane e dei
personaggi come Lerner
dalla spietata aggressione di sterminio dell'esercito
israeliano a Gaza.
I trenta giorni di martirio di Gaza sono stati
dedicati alla uccisione
del maggior numero di bambini palestinesi, al maggior
numero di vittime
civili.
La lotta ad Hamas è stata una scusa. L'obiettivo
vero era ed è
terrorizzare tutti coloro che in Palestina scelgono una
strada diversa da
quella del Quisling della Gisgiordania.
L'attacco che Gad Lerner sferra contro
l'immigrazione è davvero
pesante. Si vorrebbe immigrati soltanto casa e lavoro
privi del diritto di
esprimersi pubblicamente per questioni che peraltro li
riguardano
personalmente.
Nella manifestazione di ieri di Palermo c'erano
famiglie di
palestinesi che avevano perduto persone nei
bombardamenti.
Non si trova una parola di condanna per le armi
usate che non danno
alcuna possibilità di scampo ai feriti. La maggioranza
di loro morrà per
ustioni talmente profonde da provocare la
carbonizzazione del corpo.
Con l'odio Israele non andrà lontano. Verrà il
giorno in cui non potrà
più contare sull'appoggio dell'Impero con il quale
condivide i misfatti in
Palestina, in Irak, in Afhanista, in Libano.
Se fosse davvero conflitto di civiltà come dice
Gad Lerner i grandi capi dell'arabia
saudita, il faraone egiziano, il re del marocco, i capi
di tante comunità
islamiche del mondo, sarebbero schierate con i
Palestinesi e contro Israele
e l'Occidente.
Naturalmente non è così se non per gli allocchi e
quanti in mala fede tirano la cordata ai produttori di
armi.
Viene dato da credere che esiste il Progetto di un
Grande Califfato e
mentre si paventano i bivacchi della mezza luna a piazza
San Pietro gli Usa
costruiscono a Bagdad la più grande ambasciata del
mondo, grande quanto il
Vaticano dove si può enclavizzare un esercito
potentissimo.
La verità è che si tratta di una fase acuta della
lotta di classe a
livello mondiale. Non a caso la borghesia parassitaria e
commerciante di Abu
Mazen imbraccia il moschetto fornitogli da Olmert.
Naturalmente si dirà che questo è vetero marxismo
o peggio. Ma è la
verità del tempo che stiamo vivendo in cui le classi
operaie di tutto il
mondo sono state regredite a cinquecento anni fa come
dice lucidamente
la grande scienziata Vandana Sihva.
Pietro Ancona
pubblicato in
http://www.arab.it/
http://www.mondoarabo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=341&Itemid=1
********************************
(*) Fermiamo la guerra
d'importazione GAD LERNER
Questo articolo è uscito su "Repubblica". Domenica, 18
Gennaio 2009
Arriva il cessate il fuoco in una guerra che a Israele
risulterà
impossibile vincere perché non tanto i suoi nemici, ma
soprattutto chi gli
vuole bene, esprime una sana ripulsa di fronte ai suoi
prevedibili effetti:
la morte dei bambini, la sofferenza della popolazione
civile.
Non tutti reagiamo allo stesso modo di fronte al
racconto delle
atrocità. Oggi le nostre coscienze reputano insopportabile
quel male che
pure nel passato tolleravamo come necessario; ed è un dato
di civiltà da cui
non vorremmo più arretrare. Ma non dobbiamo ignorare la
diversa percezione
di chi nella guerra manipola fede e dolore per fare della
religione uno
strumento di dominio.
Venerdì scorso, al vertice di Doha, il presidente
siriano Bashar el
Assad ha fatto questa proposta: "Le foto dei bambini uccisi
a Gaza devono
essere messe sui giocattoli dei nostri figli per far
imparare loro che quel
che è stato portato via con la forza sarà recuperato con la
forza". Un
macabro proposito di educazione alla violenza di cui sono
già vittime tanti
bambini immigrati che sfilano nei cortei di solidarietà con
Gaza recando tra
le mani fagotti bianchi di tela macchiati di vernice rossa.
Ecco perché non possiamo tollerare come un dettaglio
marginale -nè
tanto meno come una innocente forma di devozione- il rituale
della preghiera
islamica posto a sigillo delle manifestazioni indette con
finalità di
protesta politica. Il dispositivo replicato ieri a Roma di
fronte al
Colosseo, piuttosto che un improbabile fantasia di
"califfato universale",
denota un ben più concreto progetto egemonico: la conquista
della leadership
sulle comunità immigrate.
La religione che inneggia alla guerra e santifica le
povere vittime
come martiri offerti ad Allah, prende così il sopravvento
sulla politica. Le
impone il riconoscimento di un nemico assoluto cui oggi si
deve resistere
con le armi, per annientarlo un domani. I pacifisti e la
sinistra radicale
vengono retrocessi a comparse di una sfida tra civiltà
contrapposte, come
prevede il copione fondamentalista. Un copione speculare a
quello inscenato
dai pseudo-cristiani leghisti che a Varese hanno insolentito
il cardinale
Tettamanzi definendolo "vescovo di Kabul"; solo perché ha
riconosciuto che i
musulmani devono avere luoghi dignitosi in cui pregare.
Sembrano fatti gli
uni per gli altri.
Dobbiamo fare il possibile perché tale perversione
dell'islam non
prenda piede anche in Italia, conquistando l'unica
rappresentanza visibile
di più di un milione di cittadini arabi insediati da decenni
nella penisola.
Col risultato, oltretutto, di abbandonarli privi di forza
contrattuale
quando il governo vara provvedimenti manifestamente ostili
alla loro
integrazione come nel caso dell'imposta sul permesso di
soggiorno più che
raddoppiata, e senza garanzie di ottenerlo in tempi certi.
Finchè l'unica
organizzazione pubblica degli immigrati sarà appannaggio di
imam che
mercificano e stravolgono la religione mescolata alla
politica -altro che
diritti di cittadinanza!- potremo solo attenderci
un'escalation di razzismo,
frutto del trapianto del conflitto mediorientale nelle città
italiane.
E' la mesta parodia della guerra rappresentata ormai
anche nel
linguaggio televisivo, come abbiamo visto a "Annozero": dove
l'abuso dei
richiami al martirio e la guida islamica della protesta
venivano dati per
acquisiti senza alcun rilievo critico, solo perché i loro
burattinai parlano
in nome delle vittime di Gaza.
A questo rischiamo di abituarci: l'equazione
bambini-palestinesi-
Hamas, tollerata ormai nei rituali pubblici che
l'integralismo sta imponendo
fin sulle nostre piazze. Con le grida ostili rivolte ai "yehoud",
cioè agli
ebrei tutti senza neppure distinzione di cittadinanza;
perché la guerra
viene considerata globale e assoluta, dunque estende alle
sinagoghe la
minaccia limitata un tempo ai bersagli israeliani.
Il sangue di Gaza costringe anche la democrazia
italiana a fare i
conti con un lascito d'odio tale da imporle scelte delicate
che richiedono
fermezza e saggezza. Fermezza nella sfida culturale a un
integralismo che
avrebbe solo da guadagnarci da una politica limitata a
ottusi divieti.
Saggezza per non demonizzare i leader musulmani
rappresentativi cui oggi la
situazione sta sfuggendo di mano, e che avvertono il
pericolo. Per
contrastare la guerra d'importazione, ricordiamo agli arabi
italiani che la
democrazia si fonda sulla separazione fra politica e
religione. I loro
diritti di cittadinanza, troppo spesso calpestati, si
legittimano proprio
con questa distinzione.
Domenica, 18 Gennaio 2009
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From: pietroancona@tin.it
To: arab
Sent: Monday, January 19, 2009 12:52 PM
Subject: disarmare Hamas o Israele?
Dopo un mese di intensi bombardamenti che mai potranno essere dimenticati
dai sopravvissuti e costituiranno un incubo spaventoso che li accompagnerà
per sempre, il blocco colonialista che appoggia Israele ha "convinto"
quest'ultima a ritirarsi (non si sa nè come nè quando) con l'impegno di
contribuire a disarmare Hamas impedendone l'approvvigionamento di armi con
un intenso assedio al quale si è candifata l'Italia con i suoi carabinieri.
E' la stessa identica operazione che si è voluta fare (senza grande
successo) che gli Hezbollah vincitori morali di una lotta patriottica contro
un esercito invasore (lo stesso di Gaza) con l'interposizione di una forza
apparentemente neutrale na che difatto protegge gli interessi israeliani al
confine con il Libano.
E' la prova che è la forza a decidere e non la giustizia e la ragione.
Israele ha raso al suolo il Libano trucidando migliaia di civili, ha raso al
suolo la striscia di Gaza uccidendo circa cinquecento bambini e uccidendo e
ferendo circa seimila civili, feriti che data la natura delle offese
riportate da armi DIMA difficilmente sopravviveranno. Se fosse la ragione e
la giustizia a decidere si dovrebbe imporre il disarmo ad Israele pericolosa
vicina dei suoi vicini e di quanti si appongono al suo delirio paranoico di
potenza.
Invece si impone il disarmo di Hamas e si minacciano i paesi ed i popoli
che gli sono amici. Come ieri il pavido esercito libanese restò
acquartierato mentre le città bruciavano sotto i bombardamenti, anche il
pavido Abu Mazen non solo è non ha prestato nessun aiuto ai palestinesi
presi in trappola com in una tonnara a Gaza ma ha intensamente frequentato
le anticamere del nemico.
Non ci sono ragioni giuridiche morali e politiche che giustifichino il
disarmo di Hamas. Hamas si è mostrata una forza responsabile, moderata,
amata dai palestinesi. Ha subito un durissimo martirio senza dare luogo a
scompostezze. E' un movimento religioso ma anche laico, sostenuto dalla
Palestina laica.
Se c'è una cosa da dire sull'armamento di Hamas è che era talmente leggero
da somigliare tanto alle frecce ed alle carabine dei pellirossa che venivano
regolarmente massacrati dal soldato blu-
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, January 21, 2009 8:42 AM
Subject: La retorica dell'imperialismo soft
Mentre le rovine di Gaza continuano a fumare e la gente scava con le
mani alla ricerca di corpi di persone seppellite dalle cannonate o dalle
bombe lanciate da Israele ma di fabbricazione americana ed in Iraq in
Afghanistan centinaia di migliaia di soldati americani e di contractors
continuano a massacrare la popolazione per tenere in piedi governi quisling
che probabilmente non riusciranno ad evitare la disintegrazione dello Stato
irakeno ed assicurare un governo stabile e giusto all'Afghanistan, il nuovo
Presidente degli Stati Uniti, richiamando diverse volte l'ispirazione divina
che guiderebbe gli Usa, ha pronunziato un discorso assolutamente vago nei
contenuti ma abbastanza duro e preciso nella riconferma priva del tutto di
autocritiche o di un qualche ripensamento del ruolo imperiale dell'America,
del suo capitalismo, delle storture profonde di una società chiamata
"sogno". Come Bush ha affermato che l'America non cambierà il suo stile di
vita ed ha indicato nel terrorismo il demonio, il maligno che spaventa il
mondo e che va ucciso. Il suo stile di vita consiste nella appropriazione
del maggior parte delle risorse mondiali a vantaggio delle classi ricche e
possidenti.
Un discorso, un orazione retorica il cui valore principale è il richiamo
ad una tradizione di padri ad una sorta di missione che DIO stesso avrebbe
dato agli USA per portare sulla terra le regole del buon vivere.
C'è una sorta di millenarismo nel richiamo alla natura quasi religiosa
dello Stato americano che è tutt'altro che moderno e civile e che
continuerà a generare violenza ed oppressione.
Lo scenario, la messa in scena barocca dell'intera cerimonia di
insediamento vuole sottolineare questa volontà di primazia, di potenza. Il
massimo che l'umanità si può aspettare è che gli Usa saranno "buoni" e forse
non ci puniranno mettendoci dietro la lavagna tutte le volte che riteranno
di doverci mettere in riga, darci una lezione.
Il punto focale del discorso è identico a quello del suo predecessore; la
lotta al terrorismo . Si tratta di una scelta ideologica fondamentale
attraverso la quale si continueranno a classificare gli stati in amici,
nemici, stati canaglia, etc... Un modo di vedere e di leggere le relazioni
internazionali in cui c'è gli USA continueranno a distribuire le pagelline
ed a dare i voti.
Gli USA sono investiti al loro interno ed hanno investito il mondo della
più grande crisi finanziaria ed economica mai conosciuta. Secondo il nostro
Ministro Tremonti nelle banche e nelle tasche dei risparmiatori ci sono
titoli per un valore superiore di 12 volte e mezzo il valore del PIL
dell'intero pianeta a causa di decenni di speculazioni truffaldine tipiche
della fase della massima libertà del mercato liberista. Nel suo discorso la
"crisi" è una sorta di entità metafisica , non ha responsabili, non c'è che
da rimboccarci tutti le maniche e tentare di venirne fuori. Come?
Il mercato del lavoro continuerà ad essere "libero" cioè a pagare pochi
spiccioli i milioni di immigrati provenienti in gran parte dal Messico
(separato da un muro lungo duemila chilometri dagli usa) e dagli altri paesi
poveri del mondo. A parte gli immigrati ,i lavoratori guadagnano almeno il
trenta per cento in meno degli anni settanta e sono sopravvissuti finora con
le carte di credito. Ci saranno miglioramenti dei salari, delle pensioni,
della sanità, del welfare? Neppure una parola. Semmai qualche misura di
capitalismo compassionale oggi assai dimoda. Chissà se non darà una
socialcard agli homeless come ha fatto il nostro Berlusconi (che però si
vuole rifare subito aumentando a 65 anni l'età pensionabile delle donne)-
Le due grandi questioni che oggi fanno riflettere sull'America, la
questione sociale caratterizzata da una crescita impressionante del
divario della ricchezza e della povertà e della precarietà e la questione
imperiale legata alle politiche di controllo militare del mondo e di
continua espansione delle basi militari anche nei punti più sperduti del
pianeta non rientravano tra gli interessi di un discorso in cui la
preoccupazione principale era quella di assomigliare il più possibile ai
"grandi" presidenti americani della storia ed alla loro filosofia di
durissimi rapporti sociali rivolti all'affermazione ed all'arricchimento.
Ma che cosa possiamo aspettarci da una nazione in cui la lotta politica si
svolge tra due partiti espressione dello stesso blocco sociale capeggiato
dalle multinazionali, impregnati dall'ideologia liberista? Il socialismo è
stato bandito e criminalizzato quasi un secolo fa ed i sindacati sono
saldamente nelle mani non dico della mafia ma sicuramente di chi ha
interesse a riscuotere solo le quote versate dai lavoratori. Una società in
cui al massimo si fronteggiano due visioni della politica delle classi
dominanti: una brutale e l'altra soft.
pietro ancona
http://www.corriere.it/Speciali/Esteri/2009/Discorso_Obama/
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: rassegna sindacale
Sent: Friday, January 23, 2009 9:03 AM
Subject: un colpo di stato contro i lavoratori
Il no della CGIL che non abbandona il tavolo operatorio
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L'accordo firmato stasera dalle organizzazioni sindacali con quelle
padronali e con il governo supera gli storici accordi di concertazione del
1993 che hanno finora presieduto alle relazioni contrattuali e di fatto nel
mondo del lavoro ed apre una nuova fase. Fase definita storica da Sacconi,
in cui
alla conflittualità, cioè al naturale rapporto dialettico capitale-lavoro,
si sostituisce la "collaborazione" e si introducono elementi del tutto
nuovi, corporativistici legati agli enti bilaterali. Marchingegni questi che
finora
hanno gestito una parte limitata del salario (massimo 1%) ed hanno dato vita
ad una burocrazia espressione dei firmatari, e che
diventeranno vere e proprie controparti dei lavoratori ai quali erogheranno
parti del salario o dei finanziamenti governativi o altro. Non a caso la
destra ha esultato alla firma degli accordi e la stessa Marcegaglia arriva
addirittura a presentarli come migliorativi e più favorevoli ai lavoratori
(sic!!) e forse per questo suo spirito di amore per i lavoratori li ha
firmati mentre i cattivoni della CGIL non hanno apprezzato ed hanno detto di
no.
Non voglio sottovalutare l'importanza del no della CGIL ad una "riforma"
che fa quasi carta straccia del diritto sindacale a cominciare dalla
triennalizzazione della durata dei contratti e
alla destrutturazione a livello regionale della contrattazione e della
stessa erogazione dei benefici previsti dalle leggi vigenti. Debbo però
osservare che è un no di una Confederazione rimasta al tavolo della
trattativa, partecipe di tutte le sue fasi e di tutti i suoi passaggi. Un no
che somiglia molto alla astensione in Senato del PD sul federalismo
fiscale. Un no di chi non approva ma non rompe e sta dentro il negoziato
fino alla fine. Il
risultato è che la CISL e UIL hanno i vantaggi del collaborazionismo aperto
e dichiarato, vantaggi che certamente fanno valere nelle relazioni con i
poteri forti del Padronato e del Governo. Dei lavoratori importa assai poco.
La CGIL viene lo stesso duramente attaccata dai falchi della Confindustria e
del Governo ma il quadro politico apprezza il suo senso di
"responsabilità",
però lo stesso non può dirsi dei lavoratori e dei loro sindacati di
categoria
che registrano una nuova involuzione, una sconfitta storica ben più
grave di quella del 1993 contro la quale l'opposizione che si manifesterà
con uno
sciopero ad aprile sarà sicuramente inefficace ed un modo per la
nomenclatura Cgil per mettersi le
carte apposto. Non abbiamo firmato ed abbiamo scioperato. Che volete di più?
E' davvero strano che una frattura sociale cosi grave si compia in un clima
di fairplay in cui il tono della voce è sempre educato e basso nelle stanze
dei palazzi sempre più lontani dai posti dove la gente lavora e spesso muore
per un salario indecente e con sempre minori diritti.
Oramai tutta la contrattazione crea problemi e difficoltà soltanto ai
lavoratori, non li tutela e li obbliga ad accettare condizioni sempre più
pesanti e sempre più umilianti. Non si scandalizzi nessuno se affermo che a
fronte di accordi di questo genere forse sarebbe preferibile un regime
assolutamente privo di sindacati confederali con poteri cosi estesi e
stringenti. Quattro potenti Confederazioni che firmano accordi che diventano
subito norme e leggi ed ingabbiano per sempre i lavoratori in una rete dalla
quale sarà difficile liberarsi.
Pietro Ancona
sindacalista CGIL in pensione
stralcio di punti dell'accordo
=======================
Quanto alle "soluzioni" messe in cantiere dal governo per fare fronte alla
crisi dell'occupazione, due di queste sono rappresentate dai contratti di
solidrietà e dalla settimana corta, come si legge nel documento che il
ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha illustrato nel corso dell'incontro a
Palazzo Chigi.
Le proposte messe a punto dall'esecutivo si articolano in sette diversi
punti: il primo riguarda la "devoluzione alle Regioni e alle parti sociali
del territorio della funzione di valutazione e negoziazione, in un quadro
che rifiuta pericolosi automatismi, delle richieste di protezione per
lavoratori ritenuti in esubero congiunturale o strutturale". Il secondo
capitolo individua una serie di possibili strumenti da utilizzare:
"contratti di solidarietà, cassa integrazione a rotazione e/o ad orario
ridotto, settimana corta".
Al terzo punto, la necessità di coniugare integrazione del reddito, servizi
di accompagnamento al lavoro e attività di apprendimento, mentre al quarto
spunta l'estensione potenziale, senza automatismi, a tutti i lavoratori
subordinati delle forme di integrazione del reddito. Tutela attiva dei
collaboratori a monocommittenza e degli inoccupati con servizi all'impiego e
formazione; trattamenti economici progressivamente calanti in modo da
stimolare comportamenti attivi e responsabili ed effettività delle sanzioni
applicate a coloro che rifiutano un offerta "congrua" di lavoro o di
formazione sono gli ultimi tre capitoli.
22/01/2009 - 20:15
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: raitre.chetempochefa@rai.it
Sent: Sunday, January 25, 2009 9:01 AM
Subject: Uno sdoganamento da non fare
Sono assai sconcertato per l'intervista che Fabio Fazio ha
fatto ieri sera a Gino Paoli. In un certo senso ha
sdoganato, nel modo peggiore possibile, un argomento assai
scottante che riguarda l'esteso fenomeno della pedofilia nel
nostro Paese. Io sono contrario ad ogni forma di censura ma
credo che la libertà non debba mai essere disgiunta dalla
responsabilità sempre e specialmente quanto si discute di
fronte a milioni di persone che possono soltanto ascoltare e
non intervenire. E quando si parla di un turpe reato contro
la persona punito dal codice penale.
L'arte non può giustificare tutto quando non è limitata
soltanto a coloro che scelgono di goderne ma messa a
disposizione di tutti. Un grande scrittore triestino
descrive l'episodio dello stupro di un bambino consenziente
che avviene ad opera di un magazziniere. Ma la descrizione
del turpe evento che lo scrittore alleggerisce con l'arte
della sua scrittura può essere conosciuta soltanto da chi
apre il libro e legge. Lo stesso non può dirsi della canzone
di Gino Paoli che è assai meno poetica ed innocente di
quanto si vuole fare apparire. Intanto la bambina è
descritta come ha descritto i bambini "tentatori" un noto
monsignore quando ha affermato "i bambini provocano". Si
parla di una donna di undici anni e mezzo. Insomma una
Lolita corrotta, una donna..... Dobbiamo accettare l'idea
che una bambina di undici anni e mezzo è una donna? Questa
idea ha uno scopo che è quello usato dai criminali pedofili:
alleggerire la colpa. Insomma, tutto sommato, è una donna!!
L'idea della bambina che abbraccia il pedofilo dopo
l'infarto e lo carezza come un giocattolo che si sia
guastato accredita l'idea di una volontà di unirsi al
vecchio delusa come delude un giocattolo si cui si rompe il
meccanismo.
Insomma la descrizione della bambina è tutt'altro che
poetica. Gli occhi da pettirosso sono in funzione del
meccanismo di un evento in cui la sequenza è scandita dalla
gonna alzata del vestitino rosso e dal "salto del fosso"
cioè dall'offerta di disponibilità corporale.
Sono sconcertato e scandalizzato di tutta questa storia e
non condivido per niente il tono generale della intervista
che tendeva a circondare di una coltre di poesia e di arte
la storia. L'affermazione di Gino Paoli che si tratta di
emozioni che ognuno percepisce secondo la sua sensibilità e
che, insomma, chi non le percepisce come una delicata e
struggente storia di arte e di poesia è sporco è
particolarmente cinica ed inaccettabile.
Pietro Ancona
"Aveva gli occhi come un pettirosso/era una donna di undici
anni e mezzo - recita il testo - si alzò la gonna per
saltare il fosso/aveva addosso un vestitino rosso. Mentre
passava in mezzo a quel giardino/di settant'anni incontrò un
bambino/voleva ancora afferrare tutto/e non sapeva cos'é
bello e cos'é brutto/e l'afferrò con cattiveria/lei si trovò
le gambe in aria/lui che cercava cosa fare/c'era paura e
c'era male". Il testo prosegue così: "E il male lo afferrò
proprio nel cuore/come succede con il primo amore/e lei
allora lo prese tra le braccia/con le manine gli accarezzò
la faccia/così per sempre si addormentò per riposare/come un
bambino stanco di giocare".
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: La Sicilia
Sent: Saturday, January 24, 2009 9:13 PM
Subject: Libertà!!! Lampedusa non diventi Alcatraz
lo sviluppo degli eventi di ieri a Lampedusa ha un aspetto
positivo nel principio di una convergenza sempre più
importante tra gli interessi degli isolani e quelli dei
reclusi in uno dei peggiori lagers esistenti in Europa, un
luogo di pene, di sofferenze, di privazioni inaudite, di
fomentazione della pazzia qual'è il CPA. Ieri i migranti
usciti dal cancello carcerario si sono uniti alla
popolazione al grido di Libertà! Libertà!! un grido che si
alza oggi dai dannati della globalizzazione, da persone che
hanno attraversato migliaia di chilometri di deserto per
sfuggire alle guerre, alle carestie, alle malattie. Molti,
troppi di loro sono morti durante il viaggio verso la
conquista non del sogno ma di condizioni minime di
esistenza, spesso di vere e proprie forme di sfruttamento
bestiale per pochi soldi, un miserevole alloggio, un modesto
vaglia da mandare ogni tanto a casa.
Il governo di destra vorrebbe trasformare Lampedusa in
Alcatraz, costruire una grande enclave carceraria dalla
quale potere sommariamente giudicare ed espellere
immediatamente le persone negando il diritto al
riconoscimento delle loro specifiche condizioni.
La cittadinanza di Lampedusa si oppone a questo progetto.
Non vuole diventare Alcatraz e chiede interventi urgenti per
migliorare la qualità della vita nell'isola oggi quasi
abbandonata al solo destino di scoglio di appiglio dei
migranti e di loro prigione.
Spero che l'opposizione parlamentare che si è già fatta
sentire attraverso l'onle Franceschini presenti una
durissima denunzia per lo stato dei migranti e dei cittadini
di Lampedusa ed ottenga l'applicazione delle leggi
comunitarie e del diritto internazionale che sono cosa ben
diversa da quelle sulla "sicurezza" ispirate alla xenofobia.
Pietro Ancona
****
Caro Romano, la proposta di Fini per imporre l'uso della lingua italiana durante le cerimonie religiose e le relative prediche nelle moschee è a dir poco sconcertante: la lingua araba è considerata dai musulmani lingua sacra ad Allah, la lingua nella quale è scritto il Corano e per loro sarebbe grave blasfemia durante la loro liturgia parlare una lingua diversa. Non voglio esprimere un giudizio di condivisione di ciò, ma penso che si dovrebbe avere rispetto dell'Islam e lasciare a loro la scelta subito o in futuro di aggiornare la loro teologia che oggi è questa. È sorprendente la motivazione di Fini, il quale dice: è necessario l'italiano per evitare l'istigazione all'odio. Mettiamo che un imam inviti i fedeli di Maometto a pregare per i bambini uccisi da Israele. È istigazione all'odio?
Pietro Ancona, | pietroancona@tin.itCredo che occorra fare una distinzione fra i riti liturgici e le omelie. Non sarebbe giusto chiedere ai musulmani di rinunciare alla lettura del Corano in arabo; come non sarebbe giusto pretendere che gli ortodossi presenti in Italia rinuncino, nelle loro celebrazioni, all'uso dell'antico bulgaro. Ma le omelie dovrebbero essere nella lingua del Paese ospitante. Ho usato il condizionale perché non credo che l'uso dell'italiano possa essere imposto dall'oggi al domani. È un obiettivo da raggiungere con gradualità e buon senso.
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: lavorosocieta@mail.cgil.it
Sent: Sunday, January 25, 2009 3:37 PM
Subject: La verità è rivoluzionaria. Novità importanti a Lampedusa!!
Novità confortanti da Lampedusa per la civiltà, la libertà, la democrazia!!
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Anni ed anni di istigazione all'odio contro i migranti, i clandestini
sopravvissuti al deserto ed al mare che riescono ad approdare a Lampedusa
magari con l'aiuto di pescatori che per questo vengono processati con un
duro e pericoloso processo ad Agrigento. Questa istigazione leghista e della
destra all'odio ha procurato benefici politici alla signora Maraventano
prima eletta v.sindaco e poi addirittura senatrice della Repubblica. L'odio
contro esseri umani colpevoli di essere poveri e stranieri le ha fruttato
una posizione nell'Olimpo politico e dei benestanti italiani e domani una
congrua pensione. Ebbene, oggi, dopo la convergenza sempre crescente e più
marcata avvenuta nei giorni scorsi tra cittadinanza e prigionieri contro la
trasformazione di Lampedusa, gioiello del Mediterraneo in una lugubre
spaventosa e mortale Alcatraz, in un luogo di negazione dei diritti dei
migranti garantiti dal diritto internazionale e da quello comunitario, la
senatrice è stata fischiata sonoramente da coloro che ieri aveva ingannato
con la sua xenofobia ed è stata costretta ad una forte protezione di
polizia.
Maroni strilla e dichiara che questa civilissima protesta dei cittadini di
Lampedusa è opera di istigazione della sinistra e minaccia la fine del
mondo.
Maroni si deve rassegnare: l'Italia non è dimentica della sua civiltà e
della sua umanità. L'Italia deve chiudere i centri di accoglienza che sono
diventati veri e propri lagers dove una persona può trascorrere anche
diciotto mesi e costruire una politica delle relazioni internazionali
diversa a cominciare da un suo ruolo nei rapporti con il mondo arabo e col
mediterraneo, rapporti che non possono essere ispirati all'odio religioso e
razzista..
Finora ha trattato con i boss dei paesi arabi con strizzate d'occhio, con
benefict personali, senza porsi il problema di creare una cultura della
cooperazione che è possibile e costerebbe assai meno dell'impegno poliziesco
di repressione.
Pietro Ancona
http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2009/01_gennaio/25/immigrati_sindaco_lampedusa_maraventano_qui_per_istigare_popolo,17707472.html
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, January 26, 2009 10:11 AM
Subject: giornata della memoria dei martiri del nazifascismo
Partecipo alla giornata della memoria ricordando i martiri della ferocia
nazista e fascista su persone inermi colpevoli soltanto di appartenere ad
una etnia, una religione, un gruppo politico, un genere sessuale. La memoria
è necessaria dal momento che questa follia contro coloro che si ritengono
diversi e come tali possono essere
maltrattati o soppressi ritorna in Europa, nel nostro Paese, nel mondo.
L'Italia ricorda l'Olocausto nel modo peggiore con leggi sulla sicurezza che
stabiliscono una discriminazione in base all' appartenenza etnica: una
discriminazione odiosa che si è abbattuta e si abbatte sui rom e sugli
stranieri che, se clandestini, vengono puniti maggiorando la pena di un
terzo. L'Europa che ha assistito inerte al massacro della popolazione
palestinese ed in particolare dei bambini deve ricordare che la stessa
indifferenza c'era tra gli abitanti delle città vicine al lagers nazisti e
che per molti anni di guerra si finse di ignorare i campi di concentramento
gremiti di milioni di infelici pur avendone notizia attraverso le fonti
militari. Qualcuno sostiene che la memoria è dannosa perchè tiene vivo
l'odio ed è spesso causa di nuove tragedie. Io penso che la memoria sia
necessaria, perchè serve ad insegnarci quanto possa diventare mostruosa la
creatura umana se drogata da ideologie suprematiste e avendo la forza
militare per imporle. Voglio sperare che assieme alle persone soppresse
a Buckenvald, ad Auschvitz e nei tanti campi di concentramento, noi italiani
ricordiamo i lagers dove abbiamo soppresso migliaia di famiglie slave
facendole morire di fame e di malattie o di percorse. Ricordiamo quindi non
solo la ferocia nazista ma anche quella fascista verso popolazioni inermi
della Jugoslavia e dell'Africa.
Pietro Ancona
****
Caro Dottor Levi,
ho letto il suo allucinante articolo di oggi (*) in memoria della Shoah. Lei divide il mondo in ebrei e tutti gli altri cui spetta ricordare il martirio della Schoah. Questa visione manichea e paranoica del mondo naturalmente esclude gli ebrei che collaborarono con i nazisti ai danni di altri ebrei come la signora Stella di Roma e crea una visione del mondo per la quale dobbiamo tutti nutrire sensi di colpa per quanto si è accaduto sessanta anni fa e magari non ci dobbiamo permettere di criticare le atrocità contro i cittadini di Gaza chiusi come topi che riescono a procurarsi da vivere scavando cunicoli come talpe. Vi dovreste vergognare di mitragliare i pescatori palestinesi e di abbattere tutte le infrastrutture del mai costruendo stato palestinese.Vi dovreste vergognare oggi per avere raso al suolo una citta inerme e terrorizzato per ventidue interminabili giorni i suoi cittadini innocenti. Primo Levi disse: gli oppressi diventano oppressori! Anche voi dovete ricordare la shoah ogni volta che torcete un capello ad una donna palestinese in un posto di blocco godendo sadicamente come facevano le SS se abortisce proprio li non avendo il tempo di arrivare all’ospedale. Penso che l’uso della memoria che fate è terribile e procurerà disgrazia a noi tutti. Anche gli ebrei debbono ricordare non solo se stessi ma anche quanti morirono con loro e che vengono disprezzati e trattati come vittime insignificanti: gli zingari, i democratici tedeschi, i socialisti, i comunisti, gli omosessuali, gli anticappati.Dovreste anche ricordare le vittime dei fascisti morti nei lagers in Jugoslavia ed in Africa a diecine di migliaia di tutte le età, morti di stenti,malattie,violenza.. L’Italia deve regolare i suoi conti con la Shoah dei popoli slavi ed africani. Avreste dovuto dedicare la memoria di oggi non ad esaltare l’unicità dei diritti di vita e di morte sugli altri che vi derivano dalla Schoah ma per chiedere perdono ai bambini uccisi con il fosforo e l’uranio senza alcuna pietà come fossero capretti.
Pietro Ancona
(*) La Stampa 27/1/09
Non ebrei tocca a voi ricordare
ARRIGO LEVI
E se gli italiani fossero più antisemiti oggi che al tempo del fascismo, delle leggi razziali, e della caccia agli ebrei per mandarli a morire nelle camere a gas? È il dubbio che mi pesa sull’anima, leggendo i risultati dell’inchiesta sull’antisemitismo in Italia pubblicata sul Corriere della Sera di ieri. Lo stesso Corriere è rimasto così sconcertato dai dati da minimizzarli nel titolo, che dice: «Sono antisemiti 12 italiani su 100».
Ma non è così. Gli antisemiti che si dicono tali oggi in Italia sono il 45 per cento, suddivisi in varie categorie di «pregiudizio»: chi (il 10 per cento) per antigiudaismo religioso-culturale; chi (l’11 per cento) perché ritiene gli ebrei troppo potenti e poco patrioti; chi (il 12 per cento) perché ce l’ha con Israele e con quella scocciatura che è la Shoah. Infine, c’è un 12 per cento di antisemiti per tutte queste ragioni insieme. Si aggiunga che soltanto il 12 per cento dice di non avere pregiudizi. Mentre il 43 per cento si dichiara soltanto «indifferente» al problema. Il titolo più giusto sarebbe stato: «Non sono antisemiti 12 italiani su 100».
Nel 1938, quando il fascismo approvò le leggi razziali, avevo 12 anni, vivevo a Modena, andavo a scuola e al circolo del tennis, ero anche, ahimè, un balilla. Ciò detto, fino ad allora noi non avevamo sofferto di pregiudizi antisemiti.
A proposito dell’affare Dreyfus in Francia, ci era stato detto che questo non sarebbe mai potuto accadere in Italia, dove gli ebrei eroi del Risorgimento erano innumerevoli, dove c’erano stati primi ministri e ministri della guerra ebrei, ebrei la prima e l’ultima medaglia d’oro della Grande Guerra, ebreo il generale Ottolenghi, già precettore del Re. Ci dicevano con convinzione che in Italia l’antisemitismo era scomparso. Noi giovani non ne avemmo alcun segno, fino al giorno fatale delle leggi razziali. Dopo la guerra, gli otto o novemila ebrei italiani assassinati nei lager tedeschi li attribuimmo ai nazisti e ai fascisti, che giudicammo cattivi italiani. Mentre i 25 mila circa che si salvarono lo dovevano all’aiuto di buoni italiani, di quasi sconosciuti «Giusti» cristiani.
Così ci riconciliammo presto con l’Italia repubblicana, e pensammo che dopo la Shoah l’era dell’antisemitismo fosse finita. Quando nacque lo Stato d’Israele, gli italiani ci parvero tutti o quasi tutti filo-israeliani. Rassegnarci, sessant’anni dopo, all’idea di un’Italia largamente antisemita, è così difficile da farci sembrare sbagliati quei dati. Ma sembra che siano veritieri. Neanche possiamo «consolarci» pensando che il nuovo antisemitismo si debba all’effetto, che speriamo momentaneo, della guerra di Gaza. L’effetto Shoah-Gaza riguarda solo il 12 per cento degli antisemiti italiani. Gli altri lo sono per motivi più radicati, non occasionali.
Rimugino fra me e me questi dati, con il turbamento che si può immaginare, cercando di consolarmi col pensiero che tanti antisemiti, attorno a me, non li vedo proprio. Ma forse sono un privilegiato. Cerco spiegazioni, e non le trovo. Trovo soltanto un pensiero, un monito: state attenti, amici non ebrei, che la Shoah non ricorda una tragedia ebraica, ma una tragedia europea. Non riguarda le vittime, ma i colpevoli. Il Giorno della Memoria non è fatto per ricordare gli ebrei morti, ma i non ebrei che li hanno ammazzati. È fatto per mettervi in guardia contro le idee ignobili dei carnefici, nella speranza che queste idee siano morte. Sembra che non lo siano. Non è importante che al Giorno della Memoria partecipino gli ebrei. Noi non ne abbiamo bisogno, per ricordare. Sono i non ebrei che debbono parteciparvi, col pentimento nell’anima. Il Giorno della Memoria non è fatto per noi. È fatto per voi.
http://bellaciao.org/it/spip.php?article23088
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Original
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From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it
Sent: Wednesday, January 28, 2009 7:53 AM
Subject: : La CGIL firmerà?
IL Partito Democratico lavora per fare firmare la CGIL con
impegno degno di
miglior causa
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Il Partito Democratico si è guardato bene dall'esprimere un
giudizio
sull'accordo separato che praticamente fa fuori il contratto
collettivo
nazionale di lavoro. La retribuzione avrà negli accordi locali,
che
potrebbero anche essere individuali, la sua sostanza. Non c'è
niente di
nuovo sotto il sole: si tratta di cottimo, di staglio,
chiamiamolo come
vogliamo ma è lavoro pagato a misura di quanto produce. E'
difficile che la
contrattazione di questi cottimi avverra' con un intervento
bilaterale
paritario. Nella stragrande maggioranza delle aziende sarà il
datore di
lavoro a stabilire come ed in che misura pagare. Dal momento che
il ccnl
diventa sempre più insignificante per il salario avremo un
generalizzato
prolungamento degli orari di lavoro. Naturalmente le aziende
meno forti
avranno più difficoltà delle altre a reggere ad un regime di
produttività
spinta. Reagiranno costringendo i dipendenti a lavorare molto di
più per
"tariffe" inferiori a quelle delle aziende più
dotate.
Il Partito Democratico ha costituito un gruppo composto da
Letta, Damiano e
Treu. Trattasi di tre esponenti della stessa scuola
giuslavorista della
destra. Non la pensano molto diversamente da Sacconi, Boeri,
Cazzola,lo
stesso Ichino è bipartisan ed è ossessionato dall'art.18 che
vuole
eliminare. Insomma lo scopo è quello di costringere la CGIL alla
firma come
è stato fatto per gli accordi di welfare con il governo Prodi,
per
l'Alitalia. Il tutto potrebbe avvenire nel corso dei prossimi
due mesi,
subito dopo gli scioperi, magari come risposta "positiva" agli
stessi. Ma il
pitone CGIL dovrà inghiottire il prodotto più indigesto della
storia sociale
italiana: un prodotto che sostanzialmente trasforma il
Sindacato, come ha
detto Sacconi, da conflittuale a collaborativo. Si sta creando
la base
materiale di questa trasformazione con il maggiore peso
attribuito agli enti
bilaterali che hanno dato vita già ad una burocrazia bipartisan
che ha una
cultura "nuova".
L'accordo già firmato da Confindustria CIsl UIL ed altre
associazioni è
impregnato da una forte ideologia di suprematismo degli
interessi aziendali
su tutto. Sarà ancora più difficile scioperare e sapienti
conoscitori del
diritto hanno aperto la strada per impedire qualsiasi difesa al
lavoratore o
al gruppo di lavoratori che si ritenesse leso nei propri
diritti. Insomma è
stato studiato per armare di una pesante corazza di titanio il
padronato e
denudare completamente il dipendente che avrà le mani legate,
sarà solo,
dovrà o prendere o lasciare senza discutere. Una legislazione
che sta
facendo piazza pulita del potere di intervento della
magistratura e che
riduce a zero le possibilità di conciliazione. Lo Statuto dei
Diritti dei
Lavoratori ha avuto il suo funerale e l'Italia diventa il Paese
europeo con
meno tutele per le persone che lavorano che, non dimentichiamo,
sono sempre
oltre venti milioni.
La crisi venuta dagli USa e che ha già travolto l'Europa sarà
usata con
molto cinismo per portare la CGIL a Canossa. E' molto ipocrita e
falso
ritenere che i diritti dei lavoratori possano essere di ostacolo
alla lotta
alla crisi che si combatte su piani in cui il costo del lavoro
non è
certamente il fattore più importante. Ma insomma rischiamo che
si accusino i lavoratori financo di essere poco patriottici,
meno patriottici dei
lavoratori americani che, sottomessi a sindacati, già da molto
tempo
"collaborano" con le imprese. Potrebbe essere vero, come io
penso, il
contrario: stabilità, salari decenti, pensioni decenti,
potrebbero aiutare
in modo potente la ripresa dal momento che nessuno compra una
macchina nuova
o cambia un mobile o il vestito se deve pensare a come sfamarsi
fino alla
fine del mese.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, January 30, 2009 8:33 AM
Subject: Gli squali insaziabili in branco a Davos
SANITA' E PENSIONI NEL MIRINO DEGLI SQUALI A DAVOS
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Gli squali che hanno rovinato il mondo con patacche alle quali hanno
attribuito il valore di miliardi di dollari (la cifra globale della truffa
non si conosce o viene tenuta segreta) e che, in vista del disastro
planetario si sono liquidati prebende per milioni di dollari cadauno, (hanno
solo ricevuto un bonario buffetto da Barak Obama), riuniti a Davos non
trovano di meglio che chiedere di togliere alla gente servizi sanitari e
pensioni.
Questi servizi indispensabili sono stati finanziati dai loro fruitori con
tasse pagate fino all'ultimo soldo e accantonamenti previdenziali che
costituiscono inalienabile proprietà dei pensionandi essendo di fatto
salario differito. Agli squali servono i soldi. La Marcegaglia chiede otto
miliardi per aziende che da almeno un decennio hanno assorbito oltre il
dieci per cento dei reddito da lavoro nei loro conti miliardari.
Vogliono tutte le risorse degli Stati per le imprese che dichiarano in
pericolo spesso strumentalmente e per le banche che sono talmente
diffidenti tra di loro da non prestarsi più soldi.
Una ricetta di classe per salvare le persone di serie A spese dei
lavoratori e dei pensionati: più lavoro, meno salari e pochissima sanità e
pensioni. I fondi pensioni integrativi pare che stiano diventando carta
straccia con buona pace per coloro che fecero una campagna orchestrata e ben
sostenuta anche dai Sindacati per convincere i lavoratori a destinarvi i
TFR.
Naturalmente nessuno fa cenno agli emolumenti dei managers che, per quanto
riguarda il settore pubblico,in Italia sono fissati in misura sconcertante
rispetto la media delle retribuzioni del Paese e l'anno scorso pare che
siano aumentati di circa il venti per cento a fronte di una diminuzione
reale dei salari, degli stipendi e delle pensioni.
A Davos niente autocritiche sul terribile misfatto finanziario, niente
ricerca e individuazione dei responsabili, non punizioni ma impunità, premi,
riconferme. Le regole invocate financo da un ipeliberista come Tremonti non
ci saranno. L'indicazione è: soldi alle banche ed alle imprese e sacrifici e
rinunce per la popolazione. Insomma, il mondo segna diversi passi indietro
per la stragrande maggioranza delle popolazioni a vantaggio di una classe
sociale sempre più disonesta che ha rotto ogni vincolo di coesione e che
diventa pericolosa se conserva il potere dal momento che non mostra nè
pentimenti nè voglia di cambiare il suo stile di vita come amava dire Bush
e ora ripete Obama.
Pietro Ancona
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/03/anno-oro-manager-italiani.shtml?uuid=7f0b8c9e-fd69-11dc-ba45-00000e251029&DocRulesView=Libero
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----- Original Message -----
Sent: Saturday, January 31, 2009 3:32 PM
Subject: Niente soldi alla Fiat e alle banche
Restrizioni severe alle delocalizzazioni ed alle filiere.
Non è affatto vero che la crisi che travolge il tessuto produttivo del Paese
abbia tutte cause oggettive, fatali, ineluttabili.
Aziende che funzionano perfettamente con ottimi rendimenti decidono di
trasferirsi altrove per fare altro o per sfruttare migliori condizioni di
servaggio della manodopera.
Altre si dedicano alla moltiplicazione dei costi specialmente se producono
per la pubblica amministrazione attraverso filiere speculative che spremono
il lavoro dei precari e lo rivendono a peso d'oro all'acquirente finale.
La libertà del mercato è un bene che va preservato ma anche regolato.
Bisogna instaurare severi restringimenti alla libertà di smobilitare
costringendo l'azienda ad assolvere al suo ruolo sociale nel tessuto del
territorio in cui è inserita.
Anche le filiere per le mere prestazioni lavorative o altro vanno esaminate
al microscopio dal momento che non si può pagare un ingegnere mille euro al
mese e rivendere senza colpo ferire il suo lavoro a cinquemila e anche più.
I soldi che chiede la Marcegaglia (otto miliardi di euro) vengano destinati
all'aumento dei salari. Gli ammortizzatori per la flexisecurity non servono
a niente. Sono soltanto manifestazioni statali di complicità con le
nefandezze di una imprenditoria priva di scrupoli.
Dando soldi alla Fiat o ad altre imprese non si risolve la crisi ma si
aggrava. Soltanto migliorando la domanda con consistenti incrementi
retributivi e delle pensioni si può rimettere in moto il treno dello
sviluppo.
Infine si deve cambiare modello produttivo. Non dobbiamo pensare di
produrre per sempre auto o elettrodomestici di scarsa qualità. Bisogna
orientare la produzione verso nuovi prodotti socialmente più utili. Produrre
per arricchire la società e non solo per consumare.
Pietro Ancona
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ERDOGAN ED IL TERRORISMO
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L’incidente tra Erdogan e Perez a Davos merita qualche riflessione. In fondo la voce di Erdogan è stata la sola tra i capi di stato e di governo che si sia levata per condannare e protestare la violenta inaudita aggressione di Israele contro la città e la popolazione di Gaza. Una aggressione fatta con un potente esercito, con una modernissima aviazione di velivoli capaci di effettuare centinaia e centinaia di missioni che ha usato oltre cento aerei, con una marina che ha cannoneggiato dal largo la citta riducendola in macerie, con carri armati di proporzioni mostruose che hanno abbattuto edifici con le persone dentro. Un crimine contro l’umanità inammissibile svoltosi sotto gli occhi indifferenti dei governi europei, nel silenzio di Barak Obama ma talmente efferato che giornali schierati con Israele come il Corriere della Sera non hanno potuto fare a meno di pubblicare foto sconvolgenti come e forse più delle stragi naziste.
Erdogan ha accusato lo stesso Presidente Perez,( appartenente per vergogna del socialismo alla internazionale socialista), che collabora da anni con la destra religiosa fondamentalista israeliana in un governo che non ha mai concesso un giorno di tregua e di pace ai palestinesi, di voglia di uccidere.
Erdogan è stato costretto a lasciare l’assemblea per la scorrettezza dello speaker che gli ha dato la parola soltanto per metà del tempo concessa a Perez. Prima di allontanarsi ha svolto una interessante riflessione sul terrorismo sostenendo che bisogna evitare di evocarlo per giustificare i misfatti colonialistici e genocidi. Ha dichiarato: " Presidente Obama deve ridefinire il terrorismo e le organizzazioni terroristiche del Medio Oriente e, basandosi su questa nuova definizione, l'America deve sviluppare la sua nuova politica nella regione"
Ho sempre pensato che il terrorismo di cui parlano gli americani su ispirazione degli israeliani sia soltanto uno strumento propagandistico ma che in effetti non esista se non come creatura
del Pentagono della Cia. Al Qaeda, Bin Laden, il suo v ice, fanno apparizioni nei massmedia di un tempismo perfettamente funzionale agli interessi americani. Un orologio a cucù che canta quando serve a Bush ed ora ad Obama.
Il Presidente del Parlamento Palestinese, molti ministri e parlamentari, sono stati arrestati dallo Stato di Israele, rinchiusi in carcere illegalmente. Nelle carceri israeliane sono rinchiusi in condizioni inumane tredicimila palestinesi. Sono malati di osteoporosi e hanno perso i denti per mancanza di sole e di luce.Si tratta di atti e comportamenti terroristici ma
non vengono catalogati in Occidente come tali. Hamas è un movimento che riscuote la fiducia della popolazione palestinese eppure viene considerato terrorista. Esiste un terrorismo di Stato americano ed israeliano contro i palestinesi, gli irakeni, gli afgani con ripetute azioni criminali con uso di armi terribili al fosforo, all’uranio, Dima, armi che non lasciano speranza di vita ai feriti, eppure sul banco degli accusati troviamo soltanto Hamas come ieri Arafat che fu tenuto prigioniero gli ultimi anni della sua vita a Ramal e la sua stessa abitazione spesso bombardata.
E’ importante la demolizione del concetto di terrorismo fatto da Erdogan dal momento che questo concetto pervade i discorsi di tutti i leaders occidentali ed ha conquistato anche parte importante delle opposizioni e della sinistra europea giungendo financo a fare abiurare a Bertinotti le giuste cose che qualche anno fa aveva scritto sul terrorismo.(*)
Ripetendo lo stesso concetto mille volte, come Goebbels ha insegnato ai propagandisti , si è giunti a far credere che il terrorismo esistente non è di reazione ai soprusi di azioni altrui ma è una vera e propria strategia di guerra attuata dai fondamentalisti islamici per attaccare l’Europa. Qualche cretino si spinge fino a dire che l’obiettivo è il Grande Califfato mondiale previa islamizzazione dell’Europa.
Erdogan ha messo in chiaro le responsabilità israeliane e la strumentalità dell’accusa di terrorismo. Ma le sue dichiarazioni sono state riportate in minima parte e nascoste ai lettori dei giornali europei.
Tutto quello che Erdogan ha detto a Davos è giusto e va sottoscritto. Ma dobbiamo ricordargli che da dieci anni il segretario del Partito Comunista Curdo Ocalon, sostenitore di una soluzione pacifica della questione del suo popolo, è tenuto prigioniero e che ancora oggi è vietato l’insegnamento della lingua curda e gravi discriminazioni subiscono i curdi che vengono costretti a vivere tra montagne inospitali da un esercito turco che frequentemente organizza spedizioni punitive che si concludono in massacri.Molti dirigenti kurdi sono chiusi da anni nelle prigioni turche. Molti sono stati e vengono torturati.
Penso che se Erdogan ha avuto parole chiare ed assai decise per la questione palestinese forse vuole risolvere positivamente la questione curda, il più grande popolo del pianeta privo di una patria. E' così? Ne dubito, ma me lo auguro e spero che la sinistra europea si schieri con i popoli curdo e palestinesi minacciati di genocidio.
Intanto gli abitanti di Gaza sono tornati ad essere chiusi in gabbia da Israele con la complicità dello Egitto. Debbono morire di fame, di sete, di malattie? Quanti cittadini palestinesi sono stati rapiti e portati in Israele durante la "guerra" di Gaza?
Pietro Ancona
(*) Una lucida analisi della stretta connessione tra guerra unilaterale e terrorismo di Fausto Bertinotti
http://www.spazioamico.it/terrorismo%20scheda%201.htm#terrorismo
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, February 02, 2009 9:38 AM
Subject: E BRAVO OBAMA!!
La verità secondo la quale non c'è alcuna differen za tra
repubblicani e democratici dal momento che sono espressione dello stesso
blocco sociale militare-industriale che domina gli Usa, mantiene la
popolazione dentro un sistema apparentemente libero ma di fatto
costruito per renderla subalterna e funzionale all'arricchimento
smisurato di finanzieri, industriali ed altri ricconi, non si smentisce.
Barak Obama ha confermato alla Cia gli ordini di Bush: dovranno
continuare a rapire "terroristi" in ogni parte del mondo, condurli in
luoghi sicuri, usare "ogni mezzo" per ottenere confessioni.
Il tutto nell'interesse supremo dell'America che ha il destino
assegnatogli da Dio in persona di sorvegliare il mondo, preservarlo dal
male, indicare a tutti la via giusta e se recalcitrano punirli a
dovere.
Vi assicuro che le guerre di Bush continueranno tutte e che la più
grande ambasciata americana del mondo,
grande quanto l'intero stato del Vaticano, continuerà a troneggiare a
Bagdad, avrà al suo interno agguerriti reparti speciali pronti a
difendere i delinquenti che sono stati installati come "governo
democratico" e non sarà chiusa.
I popoli poveri della terra si possono difendere soltanto lanciando
qualche scarpa. Ma questo gesto di ribellione si paga
caro,carissimo.....
Pietro Ancona
http://www.corriere.it/esteri/09_febbraio_02/obama_blitz_cia_guido_olimpio_e5df41d2-f0f6-11dd-b48f-00144f02aabc.shtml
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Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Repubblica
Sent: Thursday, February 05, 2009 7:21 AM
Subject: Woitila ed Eluana
In questo Paese di prepotenti esistono due modi di trattare lo stesso
problema a seconda del soggetto che vi è implicato. Nel caso di Eluana da
diciassette anni in coma, della quale si distribuiscono fotografie della sua
bella giovinezza e si nasconde all'opinione pubblica lo stato fisico in cui
si trova dopo diciassette anni di prigionia del letto e di coma. Non esiste
una foto di come è adesso. Sarei contrario alla sua divulgazione ma è una
mascalzonata cercare di mostrarla al pubblico com'era per impietosirlo.Tutto
cinicamente calcolato quasi a dire: ma come si fa a sopprimere una cosi
bella ragazza!! Si fingono ipocriti sentimenti di comprensione e di
solidarietà verso il padre e la famiglia ma nello stesso tempo si indicano
in loro gli assassini che hanno deciso di recidere una vita con la
copertura di una sentenza della Magistratura. Tutte le istituzioni dello
Stato sono state mobilitate per impedire che si realizzi la volontà di
chiudere un ventennio di sofferenza. Anche il Presidente della Repubblica
sollecita una legge che regoli il testamento biologico sapendo benissimo che
una legge, fatta all'indomani di questa tragedia nazionale montata dal
Vaticano e dalla destra italiana, sarà restrittiva dei diritti fondamentali
della persona. Ma forse vuole dare un contentino alla Conferenza Episcopale
Italiana. L'Italia è uno Stato sempre più concordatario e l'uso dei patti
lateranensi e degli accordi del 1984 da parte del Papato sta diventando
davvero assai pesante e tale da alterare profondamente la Costituzione e le
prerogative dello stato repubblicano. Il fiato sul collo del Vaticano è
diventato assai pesante. Si è rotto un equilibrio che riguarda la sfera dei
diritti dal momento che un Ministro minaccia di ritorsione e di farla pagare
cara a quella struttura che eseguirà la sentenza della Magistratura e la
volonta di Eluana e della sua famiglia.
Leggo una nota dell'Uaar del 2007: "
L’eutanasia e Wojtyla
Non accenna a placarsi la polemica sugli ultimi giorni di vita di Giovanni
Paolo II. Un articolo pubblicato su MicroMega, a firma di Lina Pavanelli,
sostiene che, alla luce della dottrina cattolica (e dello stesso Wojtyla),
la mancata alimentazione del papa, con il conseguente anticipo della sua
morte, può essere definita una pratica eutanasica. Immaginabili le proteste
cattoliche, a cui ha risposto oggi, su Repubblica, proprio il direttore di
MicroMega, Paolo Flores d’Arcais, con un articolo dal titolo I medici,
l’eutanasia e la morte di Wojtyla.
Insomma, Papa Woitila ha ricevuto il trattamento che oggi si nega ad Eluana.
L'ha ricevuto avendone meno bisogno, meno titoli, dal momento che è rimasto
lucido fino alla fine e soltanto negli ultimi mesi il male che lo affliggeva
disturbava seriamente le sue funzioni di Capo della Chiesa.
La Chiesa Cattolica è l'unica Chiesa al mondo ad avere uno Stato ed a vivere
come Stato dentro un altro Stato con il cordone ombelicale dei concordati.
Credo che sia giunto il momento di una forte iniziativa dei laici ed anche
dei cattolici laici dal momento che non abbiamo fatto il Risorgimento e la
Resistenza per consegnarci in catene ad una gerontocrazia di potenti prelati
che incidono potentemente in ogni campo dalla scuola alla sanità e divorano
sempre più grandi risorse ed ora aizzano al linciaggio di tutti coloro che
hanno operato per una fine serena delle sofferenze di Eluana.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, February 08, 2009 10:44 AM
Subject: quattro ore di sciopero da amministra
Minimalismo che prosegue la linea della riduzione del danno, del gioco di
rimessa della CGIL
============================================================================
Il Comitato Direttivo della CGIL ha approvato, all'unanimità e cioè con il
concorso anche delle aree critiche o di sinistra che dir si voglia, un
documento (*) che conferma la linea minimalistica seguita in questi ultimi
anni e che non è riuscita ad evitare la disastrosa situazione sociale in cui
versano oggi i lavoratori. Il documento della CGIL attacca l'accordo
separato sui contratti da una angolazione critica insufficiente a smontarne
la portata strategica di stravolgimento delle condizioni dei lavoratori. In
sostanza si dichiara disponibile alla firma, come peraltro ha
precedentemente già sperimentato con l'accordo sul welfare di Prodi e per
l'Alitalia,se ci saranno cambiamenti che non vengono specificati. C'è una
tenue critica al ruolo degli enti bilaterali e non si formulano alternative
al disegno delle nuove prerogative attribuite alla contrattazione
integrativa. Per le pensioni si parla di stabilità del sistema che verrebbe
alterata dall'elevazione dell'età pensionabile per le donne. Non una parola
sulla svalutazione che le pensioni in erogazione attualmente hanno subito
per la mancanza di una decente tutela dall'aumento del costo della vita.
Sul precariato che in Italia ha proporzioni patologiche non si dice niente
tranne che dovrebbero farsi degli ammortizzatori sociali per simulare una
flexisecurity all'italiana difficilmente realizzabile dal momento che il
numero dei precari è tale da impedire un serio e significativo intervento
che, in ogni caso, sarebbe al livello della socialcard dal momento che le
retribuzioni dei precari sono assai "contenute" per usare un eufemismo.
Si tratta di circa tre milioni di lavoratori, il 12% del totale ma con un
tasso di crescita cinque volte maggiore di quello dei lavoratori a tempo
indeterminato. Perchè le aziende dovrebbero assumere persone a tempo
indeterminato se hanno la possibilità di scegliere una ricca gamma di
contratti atipici vero e proprio fumus e potere tenere sotto scacco la
gente? Il precariato italiano tende ad universalizzarsi ed a diventare
l'unica forma contrattuale esistente. Bisognerebbe rivedere profondamente
tutta la legge trenta e le successive aggiunte per abolirle. Bisognerebbe
tornare al periodo di prova limitato nel tempo a poche settimane o mesi a
seconda della specialità ed ammettere il lavoro a tempo determinato soltanto
laddove è davvero giustificato. Ma questa richiesta non viene fatta dalla
CGIL che vuole soltanto gli ammortizzatori sociali e non si chiede neppure
quando guadagna un lavoratore precario e non mette in discussione la truffa
dei progetti o delle finte collaborazioni professionali.
Sulla questione dei salari che andrebbero aumentati considerevolmente il
massimo che con timidezza di chiede e qualche sgravio fiscale. Chiedere
aumenti salariali è diventato tabù!!! C'è la crisi ma è solo per i
lavoratori dipendenti dal momento che i managers privati e pubblici
continuano ad allungare la loro distanza dal lavoro dipendente.
IL sistema pensionistico non va stabilizzato ma va smontato e riportato alla
filosofia precedente alla riforma Dini. Questo sistema non garantisce una
pensione decente che non varrà i soldi versati per il suo finanziamento.
Sui fondi pensionistici che non rendono niente ma anzi registrano perdite
non una parola. Sappiamo però che gli amministratori dei fondi guadagnano
centinaia di migliaia di euro l'anno anche se i fondi che amministrano vanno
a picco!!
Precariato, salari e pensioni dovrebbero essere i punti di attacco di una
stagione di lotte sociali che non si fa terrorizzare dalle campagne
allarmistiche di crisi unitamente alla lotta frontale alle privatizzazioni
che generano aumenti consistenti delle tariffe e delle bollette che le
famiglie dei lavoratori pagano per i servizi nazionali e locali
(acqua,igiene,trasporti,posta, asili nido, etc,,)
Inoltre sarebbe opportuna una iniziativa a livello europeo che tragga
insegnamento dalla vicenda inglese nella quale non credo che ci sia stata
xenofobia quanto invece la reazione a forme di pirateria permesse dalla
Bolkestein. Non è possibile che imprenditori che dispongono di un elevato
numero di lavoratori sottopagati (i meccanici della navalmeccanica genovese
di nazionalità rumena guadagnano meno di tre euro all'ora e cosi altri) ben
rodati nell'arte delle risorse umane procacciate a costi infimi mettano in
crisi assetti salariali consolidati. L'assenza di una iniziativa europea dei
sindacati è una complicità con la linea del lasser faire,lasser passer del
capitalismo rampante mordi e fuggi.
Infine deploro l'assenza di una analisi sulla persistenza, anzi sull'aumento
delle morti sul lavoro che la legge non sa evitare dal momento che
scaturiscono dal precariato e dalla mancanza di potere dei delegati alla
sicurezza. Lo sciopero di quattro ore amministrato dalle regioni e dalle
categorie è una scelta rituale, priva di sentimento, incapace di accendere
la passione dei lavoratori frustrati dalla povertà in cui vivono e dalla
perdita di peso sociale dentro le aziende. Ma anche sugli scioperi il
Ministro del Lavoro (!!!) ha già pronto un magnifico rospo da fare
inghiottire ad Epifani.
Pietro Ancona
(*)
http://www.accordoseparato.com/2009/01/30/cgil-il-documento-approvato-dal-comitato-direttivo-del-29-e-30-gennaio-2009CGIL:IL
http://www.cgil.it/org/AllegatiTaccuino/ilTaccuino022Anno2/Direttivo29-30gennaio.pdf
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, February 09, 2009 10:24 AM
Subject: un disastro sociale. il precariato
Un disastro umano per milioni di giovani lavoratori
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Repubblica di oggi, un giornale che ha sostenuto con pervicacia la linea
della cosidetta "modernizzazione" dei rapporti di lavoro attraverso i
precari privi dei diritti dei lavoratori "tipici"
si accorge dell'enormità del disastro sociale che si è creato e vi dedica
una attenzione (*) che non dovrebbe sfuggire ai sindacati, ai politici, a
quei settori della sinistra che si sono fatti infinocchiare
dall'idea di una serie di opzioni lavorative assai attraenti messe una
dietro l'altra e tra queste una rete di protezione.
Naturalmente la realtà è assai più squallida e tetra per i precari.
Vengono assunti in genere di tre mesi in tre mesi e magari sempre dalla
stessa azienda dal momento che la condizione di precario è assai più
conveniente per questa. Alcuni addirittura di settimana in settimana esclusi
i festivi. La media delle retribuzioni dei precari credo non superi i
seicento euro al mese . Diritti quasi inesistenti. Una intera generazione è
stata umiliata
Gli studi fatti spesso con tanta passione sono diventati carta straccia. La
laurea che rappresentava il passaporto di ingresso non solo verso le
professioni ma anche per un lavoro ed una vita sicuri è diventata inutile
dal momento che, come spiega benissimo Vandana Shiva, oggi il padrone non si
accontenta della tua forza lavoro ma vuole l'essenza di ciò che sei per
farne ciò che vuole. Si è voluto diffondere la falsa ideologia della
continua trasformazione della economia che comporta una mobilità lavorativa
senza fine.
La responsabilità di quanto è accaduto e delle sofferenze sociali che si
sono create si deve ad una corrente giuslavorista che va da Treu e Sacconi
da D'Antoni a Biagi da Boeri a Ichino a Cazzola, corrente che si può
assimiliare ai monetaristi nella politica economica. Come i monetaristi
hanno provocato disastri fino alla crisi planetaria sostenendo la libertà
assoluta del mercato e dello imprenditore, cosi i giuslavoristi che ho
citato hanno provocato un enorme distrastro umano e sociale condannando alla
miseria da quattro a cinque milioni di giovani e non hanno arrecato alcun
beneficio al sistema paese dal momento che le aziende si dichiarano in crisi
e chiedono nuovi aiuti che verranno dati da questo governo senza condizioni.Non
è vero che il lavoro precario ha creato nuovi posti di lavoro. Ha
trasformato il lavoro stabile in lavoro insicuro,a termine, ricattato.
Gravi sono le responsabilità della CGIL che, dopo essersi pronunziata
prima con Cofferati e poi con Epifani contro la legge Biagi alla fine ha
smesso di combatterla e con gli accordi di welfare dello anno scorso l'ha
addirittura rafforzata. Gravi sono le responsabilità del PD che ha dentro di
se da Treu a Letta a Damiano a Ichino e naturalmente Colaninno e Calearo.
Ma tutto continua ad andare come decide la Confindustria . Tutti gli
scioperi indetti dalla CGIL non si pongono il problema di abolire la legge
trenta e si limitano a chiedere un poco di elemosina che non sarà maggiore
della socialcard e non per tutti i precari.
Pietro Ancona
(*) L'anno nero del lavoro a tempo
I precari rischiano l'estinzione
http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/economia/inchiesta-precari/inchiesta-precari/inchiesta-precari.html
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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Wednesday, February 11, 2009 12:38 AM
Subject: commento al corriere dela sera
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_febbraio_10/clochard_muore_stazione_centrale-150987250677.shtml
commento
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la morte di un barbone non emoziona nessuno a cominciare dal Governo che era
disposto a fare carte false per salvare la vita di Eluana, a convocare un
Parlamento in via straordinaria, a mobilitare carabinieri e quant'altro per
ispezionare la casa di cura che voleva toglierla dal letto di dolore nel
quale giaceva da diciassette anni.
Il barbone non interessa. E' morto e non sarà iscritto nell'apposito
registro dei barboni che sarà istituito presso il Ministero degli Interni
per avere uno schedario di questi pericolosissimi eversori che dormono nelle
stazioni o sulle panchine (che però sono state segate da moltissimi sindaci
anche ex comunisti come quello di Padova).
Provo vergogna per un paese in cui si muore di freddo di stenti di fame
nella indifferenza generale e con un governo pronto solo a schedare i poveri
e tanti sindaci che fanno la guerra ai lavavetri, ai mendicanti per il
decoro urbani e poi le loro amministrazioni "studiano" progetti con Li
Gresti e per affermare il loro diritto a fare quello che vogliono vanno ad
incatenarsi a Roma con segretaria ed addetto stampa al seguito.
pietro ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, February 14, 2009 11:12 AM
Subject: Una generosa manifestazione dei lavoratori minimizzata.
Una situazione surreale
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Massimo D'Alema ha definito entro questo spazio lo sciopero di ieri: "E'
urgente garantire chi perde il posto di lavoro e quindi occorre una riforma
degli ammortizzatori sociali che sia in grado di proteggere anche i
lavoratori precari e a tempo determinato. In piazza, sotto il palco, tremano
soprattutto loro." L'ex Ministro del Lavoro ed ex segretario della Fiom è
stato ancora più soft: "lo sciopero è una testimonianza del malessere dei
lavoratori". Un aggettivo può definire la condizione dei lavoratori nello
sciopero di ieri: surreale! Una massa immensa di lavoratori di studenti e di
migranti quale maggiore non poteva essere ha compiuto ieri uno sforzo di
mobilitazione eccezionale, confrontabile al grande sciopero per le pensioni
del primo governo Berlusconi, alla mobilitazione della CGIL in difesa
dell'art.18, dello sciopero del 20 ottobre 2007 contro il governo Prodi. Per
quanto i pennivendoli della destra e della Confindustria si affannino a
minimizzare ieri l'Italia che lavora e che studia ha fatto sentire alta,
altissima la sua voce, ma...... cosi' come i promotori dello sciopero del
venti ottobre si preoccuparono di rassicurare Prodi che lo sciopero non era
contro il Governo fino a fare diventare questa affermazione la cifra, la
nota dominante, l'esegesi politica dell'iniziativa, lo sciopero di ieri è
stato ingabbiato dalla CGIL e dal PD nei limiti della richiesta di una
diversa politica economica del governo, della doverosa protesta contro le
modifiche alla legge sulla sicurezza del lavoro, ai contratti separati, alla
legge antisciopero predisposta da Sacconi, insomma in un alveo assai
limitato di riduzione del danno, di reazione agli attacchi sempre più
virulenti alla libertà ed all'autonomia del Sindacato, senza alcun
riferimento, alcuna proposta che possa caratterizzare un miglioramento delle
condizioni dei lavoratori oggi ricattati dalla grande crisi provocata non
solo dalla truffa finanziaria planetaria fatta dagli americani ma dai bassi
salari che in tutto l'Occidente hanno degradato i consumi e la produzione.
Preso atto degli otto miliardi per gli ammortizzatori sociali stanziati dal
governo con l'accordo delle Regioni ci si limita a chiederne l'estensione ai
precari. Una sorta di social card umiliante che si calcolerà in spiccioli.
Manca la richiesta di una coraggiosa svolta che può avvenire soltanto con un
aumento generalizzato dei salari e delle pensioni e l'abrogazione della
legge Biagi.Ha pesato sullo sciopero la pesante ipoteca del PD alla quale
la CGIL è sottoposta che vorrebbe la firma sulla riforma dei contratti e la
ripresa dell'unità con CISL ed UIL che naturalmente avverrebbe alle
condizioni collaborazionistiche con Confindustria e Governo di queste. Ha
pesato la comunanza spirituale del gruppo dei giuslavoristi Treu,Letta,
Ichino ncon i giuslavoristi del Pdl. La posizione di Ichino che appoggia
Boeri per il contratto unico che liquida l'art.18, la posizione di Bersani
che è stato allo sciopero ma non si è sbilanciato su niente di quanto chiede
oggi la gente: più salario, più difesa del suo potere di acquisto oggi in
balia ai venti del mercato e ai gravami delle privatizzazioni sui servizi,
una riforma delle pensioni che ritorni ai criteri precedenti la riforma Dini
o che comunque rimetta in discussione una "riforma" che di fatto riduce le
prestazioni pensionistiche ad elemosine. E' davvero surreale che le proposte
della CGIL siano una specie di collo di bottiglia dal quale non passano le
spinte poderose che ieri la sua stessa gente ha dato. Epifani è ansioso di
sedersi al tavolo della trattative per discutere di tutto, sapendo fin d'ora
che
non chiederà altro che correggere, attenuare, ridurre il danno che questa
destra ha prodotto e continua a produrre. Ma, a mio parere, questo senso di
responsabilità non solo è mal riposto ma non regge. Non regge ad una
condizione di generale immiserimento dei lavoratori, ad un uso criminale del
precariato, a pensioni sempre più leggere, a servizi sempre più cari a causa
degli stipendi dei managers. Non regge difronte ad una offensiva del Governo
che attacca assieme alla Confindustria alla Cisl ed UIL. Il PD non difende i
lavoratori rispetto i quali non ha più neppure una posizione di terzietà: è
con la confindustria. I deputati PD ieri presenti hanno voluto in quale modo
testimoniare un loro legame storico con il movimento operaio italiano ma si
sono ben guardati dal dichiarsi "con" i lavoratori in lotta.In queste
condizioni, lo sciopero del quattro aprile e quello dei pensionati del
cinque marzo serviranno a fare sapere quanto è forte la CGIL e come deve
essere tenuta dentro "il tavolo" delle trattative con il governo. Ma niente
cambierà in meglio per i lavoratori ed i precari.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redazione@ilmanifesto.it
Sent: Saturday, February 14, 2009 9:26 PM
Subject: Amarezze per un collaborazionismo suicida
Caro Manifesto,
Il professore Ignazio Marino, insigne chirurgo (a Palermo ha creato l'Ismett
centro trapianti), presidente della Commissione Sanità del Senato , ha
proposto, stasera, il referendum nel caso in cui la legge sul testamento
biologico sarà fatta nel modo voluto dalla destra e dal Vaticano cioè con
l'alimentazione forzata e l'idratazione.
Proposta certamente importante e di grande capacità mobilitativa. Proposta
che poteva anche spingere la destra a più miti consigli.
Non erano trascorsi che pochi minuti dall'annunzio del Prof Marino che il PD
smentiva a gran voce attraverso interventi di Letta ed altri l'ipotesi del
ricorso al referendum.
Il PD non intende promuovere un confronto popolare sul testamento
biologico.
Già all'indomani delle grandi manifestazioni di lotta di ieri Veltroni,
che ha disertato lo sciopero, ha riunito Confindustria e Sindacato e
lanciato una ipotesi collaborazionista e corporativista per affrontare la
crisi e superarla. Neppure una parola sul malessere dei lavoratori, sulle
loro rivendicazioni, niente di niente.
Naturalmente i lavoratori vi concorreranno accettando tutte le
controriforme proposte dalla Confindustria e dal Governo e già accettate da
Cisl e Uil.
Infine, qualcuno si chiede che fine ha fatto la proposta di un referendum
sulle leggi Gelmini.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: info@tuttostoria.net
Sent: Sunday, February 15, 2009 6:01 PM
Subject: i liberatori
Ogni volta che si criticano gli Usa qualcuno ricorda che dobbiamo a
loro la nostra liberazione dal nazifascismo. Siamo debitori della nostra
libertà. E' una affermazione che testimonia una riconoscenza non del tutto
ben riposta. La guerra scoppiò nel settembre del 1939 e gli americani vi
parteciparono soltanto dalla fine del 1941. Lo sforzo fu sostenuto da
subito soltanto dall'Inghilterra e del giugno del 41 anche dalla Russia
invasa dalle armate tedesche. Ho letto nella storia della seconda guerra
mondiale di Winston Churchill (che raccomando a tutti anche se si tratta di
dodici volumi che però si leggono come un romanzo) che lo stesso Churchill
implorò
tantissime volte il Presidente Roosevelt per avere cinquanta navi da guerra
a protezione dei convogli britannici che venivano affondati in grande
quantità dai tedeschi. Le ottenne dopo avere ceduto agli Usa
i possedimenti in Asia e nel Pacifico. Inoltre l'apertura del secondo fronte
con lo sbarco in Normandia fu ritardato al massimo consentendo quindi a
Stalin di occupare metà europa e quindi di alzare la cortina di ferro. Sono
dell'opinione che i veri sconfitti della seconda guerra mondiale, oltre
naturalmente i nazifascisti, furono gli inglesi che ne uscirono enormemente
ridimensionati dagli USA e l'Europa che ne usci spaccata in due e ridotta in
rovine da bombardamenti . L'Europa è uscita in condizioni di minorità . La
"liberazione" dell'Europa dal nazismo è stato un capitolo della guerra
imperialistica degli Usa. Da allora ad oggi gli Usa hanno molestato e
distrutto diecine di Nazioni come scrive Gore Vidal. A proposito di crimini
di guerra sono curioso di sapere qualcosa dei tre milioni di soldati
tedeschi fatti prigionieri dagli Alleati.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, February 16, 2009 9:13 AM
Subject: Fw: Non solo stupri
una politica di odio
L'Italia è diventato un brutto posto per tutti. E' , credo, l'unico paese
europeo in cui il Governo produce odio in quantità industriali contro tutti:
contro i clandestini che arrivano a Lampedusa, contro i rom ai quali saranno
prese le impronte dal momento che Maroni è rimasto insoddisfatto del
rilevamento fatto dalla Croce Rossa,
contro gli statali definiti fannulloni da un Ministro demagogo .Un governo
che predica la cattiveria,che decide di schedare i barboni, autorizza le
ronde per legge magari pensando di darne il monopolio alla Lega, diffonde un
clima di insicurezza, di odio profondo, di caccia al diverso. Questo
comportamento irresponsabile e demagogico viene esaltato da una situazione
di crisi economica e sociale che determina uno stato di disagio diffuso,
spinge la gente a chiudersi, ad essere intollerante. Campagne periodiche di
diffamazione e di odio vengono fatte dai giornali contro gli anziani che
si fanno mantenere dai giovani, contro i lavoratori a tempo indeterminato
che sono privilegiati rispetto i precari, contro i meridionali che vivono
di espedienti e cosi via. I lavoratori Alitalia che sono stati dimezzati di
diecimila persone ora in cassa integrazione sono stati lungamente e
velenosamente attaccati per i "privilegi" della loro professione. I
licenziati oggi cassaintegrati vengono considerati con astio
parassiti....Quasi tutti i giornali si sono prestati
a questa rappresentazione della realtà aiutati spesso di economisti e
politologi di grido del tipo Ichino, Monti,
Boeri. La Bocconi di Milano è diventata la centrale della demolizione dei
diritti del lavoro.
Gli stupri commessi in questi giorni e sui quali i massmedia hanno
organizzato una campagna assordante
contro gli emigrati in Italia e contro i clandestini sono maturati in una
realtà sempre più disgregata ed in un clima di crescente criminalizzazione
dei poveri. C'è una scelta politica alla base dell'enorme risalto che è
stato dato a episodi certamente di intollerabile violenza, risalto che non è
stato dato e non viene dato in casi altrettanto gravi di delitti compiuti da
italiani. Aldo Cazzullo, una delle penne più usate dal Corriere della
Sera, si è spinto stamane a "prima pagina"ad affermare che lo stupro ad
opera di un clandestino è "politicamente" più grave dello stupro del vicino
di casa o dell'amico di famiglia!
Ha sbagliato ieri la destra ad attribuire al centro-sinistra la violenza che
cresce nelle città. Sbaglia oggi il PD ad accusare Alemanno di lassismo. La
violenza nasce nel territorio incontrollato ed abbandonato. Non esiste una
politica per il recupero delle periferie sempre più fatiscenti, prive di
verde e di servizi, spesso al buio e non esiste sopratutto una politica di
buon rapporto e di responsabilizzazione delle comunità di immigrati. Se i
consigli circoscrizionali aprissero un rapporto con le comunità di stranieri
che si sono insediate nel loro territorio assieme a queste potrebbero
gestire al meglio i problemi della sicurezza. Quando il Governo incoraggia
la formazione di ronde naturalmente fatte da soli italiani e l'uso
dell'esercito innanzitutto dichiara di non essere in grado di usare il
monopolio del potere repressivo, compie una scelta che fa regredire l'Italia
ed ottiene il risultato di rinfocolare soltanto l'odio. L'Odio sta
diventando il tratto più significativo della politica del governo e della
destra. C'è una deformazione della realtà per avallare la xenofobia. I dati
testimoniano di una violenza contro le donne che è assai più grave e
diffusa di quanto si creda.
"In particolare, nel 2007, sono state uccise 126 donne: 44 dai mariti, 11
dai fidanzati o dai conviventi, nove dagli ex mariti e dagli ex fidanzati,
dieci dai figli e 14 da sconosciuti. Dati che si aggiungono a quelli di
un'indagine Istat dello scorso anno, secondo la quale quasi sette milioni di
donne sono state vittime di violenza. La maggior parte (oltre sei milioni)
sono state aggredite dal partner."
Gli stupri vengono strumentalizzati a favore di un governo sempre più
autoritario, sempre meno soggetto al controllo del Parlamento, proteso ad
eliminare l'autonomia della Magistratura. L'obiettivo è ricondurre i tre
poteri fondamentali legislativo, esecutivo e giudiziario in una mano sola:
quella del Governo. L'obiettivo è anche una progressiva erosione del potere
attribuito dalla Costituzione al Presidente della Repubblica e magari
giungere ad una soppressione di una delle due figure, Capo dello Stato e
Capo del Governo. Forse la destra e tutta la borghesia che la sostiene con i
suoi giornali vogliono appunto giungere al più presto ad un risultato di
"semplificazione" del governo del Paese. La democrazia ha una complessità
che la destra vuole abolire a vantaggio di un regime in cui tutto il potere
è nelle sue mani.La violenza dei criminali stranieri viene usata come una
clava per bastonare tutti.Per giustificare i lagers dove imprigioniamo i
clandestini, lo sfascio della scuola e della sanità, la riduzione del
welfare e delle libertà. Lo scrittore Erri De Luca diceva ieri sera a Fabio
Fazio: clandestino o autorizzato sono termini inaccettabili: gli uomini non
si debbono distinguere in queste categorie. Come in un treno a vapore si dà
velocità alla locomotiva introducendo sempre più palate di carbone a ritmo
sempre più frenetico, cosi in vista del varo della vergognosa legge razzista
sulla sicurezza aumentano le campagne di stampa per convincerci tutti che
viviamo in una giungla, che non dobbiamo essere "buonisti", che bisogna usa
il bastone ed una sana cattiveria.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, February 18, 2009 9:53 AM
Subject: ora tutta l'area che va dal PD a tutta la sinistra è devastata
allergia fatale
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Ora tutta l'area che va dal PD a tutta la sinistra è devastata.. E' come la
striscia di Gaza bombardata dagli israeliani solo che la destra non può
dire di averne il merito. La causa, anzi le cause, sono tutte interne al PD
ed alla sinistra malati per la degenerazione patologica di quel progetto
politico che si diparte dalla Bolognina e per la perdità di identità subita
dai socialisti dopo il terremoto giudiziario craxiano.
Il PD era diventato un partito allergico, fortemente allergico a quanto di
progressista ci fosse non solo nella storia del PCI dal quale viene e della
sinistra DC ma anche dello stesso Ulivo che non era contraddittorio ed
eterogeneo così come è diventato il PD. L'Ulivo è stato un serio,
importante tentativo di unificare il PC e la DC in un partito, in una
piattaforma rivolta al miglioramento delle condizioni sociali e
all'avanzamento della democrazia italiana. L'Ulivo stava con i lavoratori,
appoggiò il grande sciopero per la difesa delle pensioni e gli alleati
dell'Ulivo come Dini accettavano di stare in un percorso politico, in un
progetto se non di sinistra almeno democratico.
Il PD invece è nato dalla rincorsa a destra di due gruppi dirigenti ex
Margherita ed ex DS ed è diventato nel tempo un informe clone del PDL senza
esserlo nella sua base elettorale.
Quando i due gruppi dirigenti hanno smesso di rincorrersi a destra hanno
cominciato a rincorrere a destra il PdL: siamo al punto in cui su alcune
cose le posizioni di Fini risultano più accettabili alla sensibilità
democratica di quelle espresse da tanti esponenti del PD.
Ieri Rutelli ed un altro gruppo di fedelissimi del Vaticano hanno votato
la norma che limita la libertà personale garantita da oltre duecento anni di
rivoluzioni liberali. Il testamento biologico diventa il contrario di quello
che è in tutto il mondo: l'alimentazione e l'idritazione forzata cozzano con
la ratio che ne fa una manifestazione di volontà da rispettare.
I lavoratori italiani manifestano contro il continuo degrado delle loro
condizioni materiali e delle normative che presiedono il rapporto di lavoro
e tre quarti del PD fanno sapere di non condividere e coloro che vanno in
piazza si guardano bene dal compromettersi con dichiarazioni troppo
"radicali" di appoggio.
Il PD di Veltroni ha proseguito la corsa suicida iniziata da Fassino:
prima dalla parte dei lavoratori, poi in posizioni di terzietà tra capitale
e lavoro ed infine dalla parte della confindustria con un pegno importante
dentro la elezione di Calearo e Colaninno (cosa ben diversa degli
industriali progressisti di stampo olivettiano del vecchio PCI) e l'adesione
alle scellerate scelte relative all'Alitalia, al precariato, all'abolizione
del contratto nazionale. Ichino, deputato del PD, sostiene apertamente
l'abolizione dell'art.18.
Nella terribile vicenda dei bombardamenti israeliani alla striscia di
Gaza non solo si sono abbandonati i palestinesi ed i pacifisti, ma si
partecipa a manifestazioni di sostegno degli aggressori.
Ognuno può ripercorrere per conto suo le scelte compiute in questi anni
dalla Margherita e dai DS prima e poi dal PD: una corsa affannosa e sempre
più accelerata verso l'asocialità della destra italiana e verso un
neoconfessionalismo che desta perplessità e a volte anche rabbia negli
stessi ambienti cattolici progressisti.
Il PD ha inseguito la destra sul piano più repellente della xenofobia e
lo ha fatto con ordinanze dei suoi sindaci odiose ed apertamente ostili
verso i poveri. Il Sindaco di Padova si è spinto a rimuovere le panchine
ed abolire i semafori per cacciare i lavavetri. Ha assediato con un muro
allucinante un quartiere costringendo alla evacuazione i suoi abitanti in
gran parte immigrati.
Nella sua deriva a destra fino alla xenofobia è accaduto un fatto che
riguarda lo stesso Veltroni: subito dopo l'aggressione della povera signora
Giovanna Reggiani ha preteso la convocazione del Consiglio dei Ministri,
allora presieduto da Prodi, rivendicando con acuti strilli immediati
provvedimenti restrittivi dei diritti dei migranti. Il governo si è riunito
ed ha fatto quanto chiesto dall'allora Sindaco di Roma. Questo fatto ha ben
impresso nell'opinione pubblica l'idea e la necessità di una politica
securitaria che ora con il governo Berlusconi già raggiungendo livelli
maniacali e limiti alle libertà non solo degli stranieri ma anche degli
italiani.
Con la decisione di rompere con la sinistra che si era dissanguata per
tenere in vita il governo Prodi chiudendosi alle legittime aspettative e
richieste della sua base espresse con la manifestazioni del venti ottobre
2007, il PD ha voluto stabilire un confine nettissimo con tutto ciò che in
parte era stato in passato e che è ancora il sentire comune dei partiti
socialisti europei. Si è voluto proporre come partito di centro moderato non
rendendosi conto che in Italia il centro non esiste e che la stessa
congiuntura economico-sociale spinge verso posizioni di netta
radicalizzazione: o stai con la Marcegaglia o stai coi lavoratori. Non dico
con i Sindacati dal momento che questi dal patto per l'Italia in poi sono
coinvolti ed in parte hanno coinvolto la stessa CGIL in una politica di
progressiva inesorabile riduzione dei diritti dei lavoratori.
Purtroppo non esistono punti di riferimento validi dai quali ripartire
per ricondurre a "normalità" la dialettica politica del Paese: un partito di
destra o moderato ed un grande partito di ispirazione socialdemocratica che
si contendono il potere. Le cose non stanno così e la crisi di identità dei
PD risoltasi in una adesione ai principi della destra ha contagiato aree
della sinistra radicale. Credo che la scissione del gruppo di Vendola, il
PSI, la sinistra democratica aspirano ad allearsi con il PD senza fare tante
storie sulla sua vocazione centrista o di centro-destra. Il resto della
sinistra, dai comunisti italiani al Prc, ha grossi problemi nella sua
nomenclatura fatta da tante persone che stanno vivendo una dolorosa
"sindrome occhettiana" e sono ancora in fase di elaborazione del lutto per
la perdita delle proprie posizioni di prestigio
che non consente loro una analisi della realtà.
Il Partito di Di Pietro ha tratto vantaggio da questo enorme casino
appropriandosi di posizioni di "sinistra" che pur non gli sono congeniali,
ma comunque capendo che doveva stare vicino ai lavoratori. Di Pietro si è
speso nella vicenda Alitalia e questo è stato notato ed ha dato speranza a
tanti. Qualcuno mi dice: e se votassimo per Di Pietro?
Ma Di Pietro non può coprire il vuoto oggi ingombro dalla rovine della
sinistra.
Allo stato delle cose c'è una destra che ha fatto diventare sentire comune
il suo odio per i poveri e per la giustizia e restano poche testimonianze di
un'Italia diversa rappresentate da persone come Gad Lerner che sta
conducendo una appassionata lotta contro i pregiudizi razziali, come
Santoro, come Pietro Marcenaro che ha scritto una bella pagine di passione
civile su Lampedusa, il Prof. Marino con la sua proposta di referendum, il
gruppo del Manifesto, tutto il popolo disperso della sinistra comunista e
laica. Ma come dicevo si tratta di testimonianze e ci vuole ben altro. Temo
che una parte dell'elettorato del PD convertito da Treu, Letta, Rutelli e
tanti altri "modernisti" alla causa della destra italiana confluirà del PDL
di Berlusconi che diventerà un Partito-Regime.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, February 19, 2009 9:20 AM
Subject: Veltroni e la democrazia finta fallita
Fallimento della democrazia plebiscitaria
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Una riflessione può farsi a partire dalle dimissioni di Veltroni ma che
riguarda la cosidetta "modernizzazione"della democrazia così come l'abbiamo
conosciuta e praticata nel corso di tutti gli anni a partire dalla
Costituzione. Credo che tirate le somme, per quanto le regole della
democrazia prima delle recenti riforme fossero a volte macchinose e
rallentassero il processo decisionale, tutt'ora sono preferibili a quelle
innestate dal populismo e dal plebiscitarismo attuale.
Prendiamo ad esempio le primarie e l'elezione di Veltroni con conseguente
formazione di un organismo di circa tremila persone (nessuno sa chi siano e
probabilmente non si conoscono tra di loro e molti sono sconosciuti al
Partito). Alle primarie per l'elezione di Veltroni hanno partecipato (si
dice) tremilioni e mezzo e persone. Se la democrazia è numero non c'è dubbio
che l'investitura di tremilioni e mezzo di persone sia più suggestiva della
elezione di uno dei vecchi Comitati Centrali del PCI e del Consiglio
Nazionale della DC. C'è da osservare che tremilioni e mezzo di persone hanno
votato in un'ottica truccata dalla assenza di reali contendenti se
consideriamo che la Rosy Bindi partecipava per sua stessa ammissione per una
propria scelta personale di identificazione nel nuovo gruppo dirigente del
PD. La nomina dei tremila è stata una conta nel territorio, il prodotto dei
rapporti di forza tra i seguaci di alcuni leader nazionali, personaggi della
provincia che si sono piazzati al seguito o addirittura in rappresentanza di
un potente oligarca. Ci sono eletti fedeli o fedelissimi di Veltroni, altri
di Fassino, altri di D'Alema, Rutelli e cosi via. La politica non c'entra
quasi niente! C'entra la benevolenza del leader nazionale verso il suo
protetto che diventa per via di questa investitura un "potente", un capo
bastone, una persona di quelle che contano specialmente quando si debbono
scegliere i candidati che poi sono gli "eletti" per elezioni politiche prive
del voto di preferenza, quando si debbono scegliere tutti gli uomini per le
cariche nella amministrazione locale rigidamente lottizzata non solo tra i
partiti ma anche dalle fazioni dei partiti.
Le dimissioni di Veltroni hanno messo a nudo l'inganno della neodemocrazia
praticata a sinistra (cosa assai grave) in un Paese in cui il Presidente del
Consiglio ha creato un suo Partito-azienda ove naturalmente non c'è mai
stato nè mai ci sarà un congresso dal momento che non si saprebbe come
fare, in cui c'è in corso una crisi della sinistra comunista, dei
socialisti, dei verdi. Quale sarà il procedimento che porterà alla elezione
del nuovo segretario e degli organismi dirigenti? Non sappiamo neppure se i
tremila delle primarie siano ancora tutti nel PD e naturalmente le decisioni
saranno prese dai capibastone nazionali delle varie fazioni dell'ex DS e
dell'ex Margherita.
La neodemocrazia leaderistica ha prodotto danni enormi anche nella pubblica
amministrazione. Viene arrestato il Presidente della regione Abruzzo e
l'intero Consiglio Regionale viene sciolto e si indicano nuove elezione per
eleggere il nuovo Presidente e tutto il Consiglio.. Lo steso dicasi per la
Sardegna. Si tratta di una norma che paralizza il ruolo delle assemblee
generali elettive che vengono legate alla sorte del Presidente. Perchè un
Consiglio regionale si deve dimettere se muore, si dimette, succede qualcosa
al Presidente della regione? Si annulla la distinzione tra potere di
controllo, potere legislativo e potere esecutivo. La carica di consigliere
regionale o comunale diventa in qualche modo una emanazione del Presidente
della regione o del Sindaco. Un capovolgimento della democrazia in cui il
controllato (presidente) diventa controllore e dante causa.
Erano molto ma molto più serie le norme che presiedevano alla formazione
degli organismi dei partiti e delle pubbliche amministrazioni prima della
ubriacatura generale di modernismo, di innovazione, di plebescitarismo. Un
iscritto al PCI o al PSI che votava in Sezione valeva molto di più, era
assai più importante, di un anonimo partecipante ad una primaria fasulla di
tre o quattro milioni di persone. Il suo voto contava e si discuteva a fondo
sulle qualità della persona da eleggere sia per il Comitato Direttivo della
Sezione, sia per altre cariche. Il Partito era una cosa seria specialmente
nel suo Comitato Centrale che era capace di discutere per giorni e giorni
scelte politiche che oggi vengono assunte velocemente ma anche spesso con
leggerezza. Tutto è cominciato dallo scioglimento del Comitato Centrale del
PSI e della sua sostituzione con quello che Rino Formica definì una "corte
di ballerini e nani". La qualità del dibattito e della democrazia italiana
sono peggiorati. Le riforme della pubblica amministrazione hanno diffuso il
virus dello oligarchismo nel vasto corpo dello Stato. Si è invertito il
rapporto tra elettori ed eletto. L'Oligarca è diventato talmente potente da
essere addirittura temuto da coloro che gli stanno vicini.
La riforma politica e la riforma amministrativa hanno degradato la qualità
della democrazia italiana. Molte norme introdotte dalla riforma Bassanini si
sono rivelate veri e propri cavalli di troia ed hanno fatto degenerare una
pubblica amministrazione magari vecchiotta ma certamente assai più
accettabile di quella odierna fatta di distanze siderali tra managers e
comuni funzionari. I due processi di volatilizzazione dei partiti a
vantaggio degli oligarchi e di riforma delle leggi elettorali e della
struttura delle amministrazioni hanno fatto degenerare la democrazia
italiana che è diventata quasi virtuale ed ha invertito il rapporto tra base
e vertice. La base intesa come comunità di elettori o di cittadini non conta
più niente. Tutto si consuma nelle stanze frequentate dagli oligarchi che
sono privi di qualsiasi controllo, si stabiliscono gli stipendi che più
aggradano,
insomma fanno quello che vogliono.
Non propongo il ritorno al Partito "pesante" ma credo che si debba trovare
modo di restituire alle comunità di base il potere di scelta. Primarie di
migliaia o milioni di persone sono il contrario della democrazia. Si
svolgono in silenzio precedute da comizi dei candidati. La democrazia è
discussione delle situazioni, scelta,
valorizzazione del bene comune. Insomma, è il contrario del punto in cui
siamo giunti dopo venti anni di riforme demolitrici di un sistema vecchio ma
rispettoso della libertà e del diritto di partecipazione dei cittadini.
La democrazia è la capillare partecipazione di quanti vogliono partecipare
al processo decisionale, elettivo,
politico.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Tuesday, February 24, 2009 3:48 PM
Subject: ritiro di veltroni dalla politica
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Thursday, February 26, 2009 12:27 PM
Subject: attacco al diritto di sciopero ed al sindacalismo di base
attacco al diritto di sciopero ed al sindacalismo di base
==========================================
Nessuno si faccia illusione sulla limitazione dei progetti della destra
italiana (e non solo) riguardanti il diritto di sciopero al settore dei
trasporti. Sui punti cruciali di attacco alla libertà ed alla democrazia
come la istituzione delle ronde,il prelievo delle impronte digitali ai
bambini rom, le leggi di detenzione dei clandestini e di maggiorazione delle
loro pene in caso di reato ed ora del diritto di sciopero la destra
italiana ripercorre la strada già attraversata da Hitler e da Mussolini
negli anni trenta.
La scelta è stata fatta dal momento che l'opinione pubblica è stata
esasperata contro gli scioperi dei lavoratori del settore.Spesso si tratta
di lavoratori pendolari o di fruitori dei servizi urbani di fascia
medio-povera.
Lo sciopero nei servizi pubblici ha già una regolamentazione che risale al
1990, aggiornata nel 2000. Un esame obiettivo dei comportamenti delle
categorie da allora ad oggi non evidenzia un cattivo funzionamento della
legge. La legge ha garantito gli utenti dei trasporti e lo sciopero
selvaggio è una leggenda metropolitana ingigantita ad arte per mettere la
gente contro i sindacati ed i lavoratori.
Oggi la scelta del governo di stringere e di molto il cappio del divieto
risulta particolarmente odiosa e di parte per il fatto che le ferrovie dello
Stato sono state privatizzate ed anche l'Alitalia, mentre le aziende
municipalizzate hanno già un regime privatistico e molte sono state
privatizzate.
Ieri una spocchiosa dichiarazione di Mauro Moretti amministratore delegato
delle Ferrovie (con stipendio milionario) resa al Senato annunziava la
scelta del "macchinista unico", scelta che sarà realizzata anche senza
l'accordo dei lavoratori e del sindacato. Non dimentichiamo che è in corso
una profonda ristrutturazione dei servizi riguardante la gestione del
trasporto ferroviario che renderanno assai più oneroso e difficile il
trasporto ai pendolari ed agli stessi ferrovieri. Con i nuovi orari molte
persone che viaggiano per raggiungere il posto di lavoro dovranno alzarsi
nel cuore della notte dal momento che in nome dell'efficienza e del
risparmio si fanno saltare tratte essenziali.
L'Alitalia è stata privatizzata e difatto quasi regalata ad una cordata di
imprenditori. Non si sa più niente di cosa sta succedendo ai cassaintegrati
(diecimila?) ed agli assunti dalla Cai.Si è molto speculato sui "privilegi"
dei dipendenti Alitalia per ridurli in uno stato di vero e proprio terrore.
Debbono stare molto attenti
nel loro rapporto con l'impresa che è pronta ad usare la frusta o la mannaia
a seconda del caso. Il lavoratore dovrà vivere la vita dell'azienda con il
cuore sempre in trepidazione e l'occhio supplice rivolto al suo capo perchè
sia sempre benevolo verso di lui.
La presentazione del disegno di legge delega da parte di Sacconi non coglie
di sorpresa nè la Confindustria nè la Cisl, l'Uil e l'UGL. La CGIL è
l'organizzazione che ha fatto le dichiarazioni più critiche. Ho sentito
stamane la Camussi a tg3. Non si è spinta molto avanti nelle critiche.
Le norme vietano manifestazioni di protesta come l'occupazione di strade
o autostrade che sono state usate anche dai metalmeccanici per richiamare
l'attenzione della gente sulla loro protesta. Introduce il referendum
preventivo e lo sciopero virtuale.
E' un disegno di legge pensato sopratutto contro i sindacati di base la cui
crescita preoccupa quanti ritengono di avere raggiunto con le quattro
confederazioni "riconosciute" un punto di equilibrio assai soddisfacente per
la Confindustria ed il Governo.
E' veramente strabiliante che subito dopo l'annunzio fatto da Sacconi, il
Senatore Ichino del PD, esperto giuslavorista della stessa scuola alla quale
si richiama Sacconi, abbia invitato il PD ad approvare la proposta del
Governo. Insomma, l'accordo nelle grandi linee c'è già e si tratta di
precisare i dettagli.
Chissà se le ronde saranno chiamate ad intervenire a difesa degli interessi
dei cittadini contro eventuali scioperi contestati dal Governo.....
Nessuno si aspetti che la destra al potere si accontenti del settore dei
trasporti e delle norme che ieri il Senato ha approvato sul pubblico
impiego. Andrà avanti in una situazione in cui l'opposizione politica è
stata estromessa dal Parlamento, l'opposizione sociale viene criminalizzata,
il lavoro non è più un diritto ma una
elargizione che ti devi conquistare leccando la mano a qualcuno....come un
cagnolino.
Pietro Ancona
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/02/diritto-sciopero-nuove-regole.shtml?uuid=2ae8cc8a-03ee-11de-b262-02b204b540f4&DocRulesView=Libero
http://www.cubscuolatorino.netfirms.com/NonSoloScuola/DirittiSindacali/04_04_xx_SulDirittoDiSciopero.htm
****
a http://bellaciao.org/it/spip.php?article23486
dopo aver letto l’articolo di Sansonetti sul Riformista di oggi ( a proposito: come fa il riformista a pagare tanti giornalisti?) riguardante le intercettazioni telefoniche (scrive che gli PIACE) ritiro la difesa che avevo fatto della sua direzione ispirandomi a ragioni della tolleranza e della pluralità democratica: non meritava di essere difeso!
Pietro
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Saturday, February 28, 2009 2:46 PM
Subject: ddl delega sullo sciopero
Il ddl delega sullo sciopero dopo l'estromissione della sinistra dal
Parlamento
================================================================
Aggiungo altre considerazioni a proposito del disegno di legge delega
presentato dal Ministro Sacconi sull'esercizio dello sciopero nel settore
dei trasporti (per ora). Questa iniziativa non è stata tirata fuori dal
cappello dell'illusionista all'improvviso ma è il prodotto di una solida
alleanza contro i diritti sindacali
che si è creata attorno al Ministero del Lavoro (dobbiamo continuare a
chiamarlo tale? Dobbiamo ritenere Sacconi epigone di Donat Cattin e di
Brodolini?) che comprende la Confindustria, la Cisl, Uil e l'Ugl, molti
esponenti della Voce, Cazzola,
Ichino, i "politici"del PD Letta,Treu,Damiano e che, sebbene ci siano stati
momenti
di collaborazione (welfare,Alitalia), non ha potuto inglobare la CGIL dal
momento che questa, portatrice di una cultura spesso antagonista come quella
dei metalmeccanici, sebbene in certi momenti abbia ceduto e dato il proprio
apporto, non può proprio cedere su questioni vitali come il modello
contrattuale ed ora, il diritto di sciopero.
Quando Sacconi dice che la CGIL è isolata vuole esercitare una pressione che
riguarda in primo luogo il PD. Non a caso Letta si è pronunziato a favore
del ddl delega con qualche virgola in meno e lo stesso Damiano con qualche
piccola variante dà il suo benestare.
E' vero che la CGIL è isolata e che ha dentro di se molti del suo gruppo
dirigente che non hanno alcuna voglia di fare la guerra su nessuna questione
e che di fatto hanno accettato la visione collaborazionista della Cisl e
della UIL e sono ansiosi di recuperare riconoscimenti ministeriali e
"potere", un potere che l'opposizione non concede.
Ma l'isolamento della CGIL è un dato relativo al quadro politico-sindacale.
Sul piano sociale, la posizione della CGIL viene apprezzata dall'immensa
galassia del sindacalismo di base che oggi costituisce la parte più
combattiva delle classi lavoratrici. Il sindacalismo di base, dalla scuola
agli ospedali, ha dato vita recentemente a manifestazioni di lotta nazionale
che hanno impressionato per l'ampiezza e la vivacità della partecipazione.
La mossa di Sacconi è diretta certamente a disarticolare la CGIL con
l'appoggio di alcuni esponenti del PD da Treu a Damiano, ma il suo
obiettivo centrale è la sconfitta del sindacalismo di base che verrebbe
privato della sua arma naturale: lo sciopero. Con le norme del ddl delega
difficilmente un sindacato di base potrà organizzare uno sciopero a menochè
non diventi maggioritario nell'azienda. Il governo tenterà anche di giocarsi
una carta per truccare la questione rappresentatività. Quale sarà la base di
riferimento? Si tratterà dell'unità aziendale e di altro. Non sappiamo che
cosa altro nascondono nella manica i proponenti.
Non è azzardato paragonare l'operazione sul diritto di sciopero alla
estromissione della sinistra radicale e dei socialisti dal Parlamento e,
speriamo di no, anche dal Parlamento europeo. Sul piano della logica della
lotta di classe, del lavoro per una "pacificazione" sociale in vista dei
tempi duri che si sono aperti, si tratta del risvolto sociale di un evento
politico. Il sindacalismo di base è il corrispettivo nella società della
sinistra radicale. Moltissimi tra gli attivisti dei Cobas, dei Cub sono
militanti del PRC, dei comunisti italiani. Lo smottamento a destra del PD e
lo sconcerto che crea nel suo elettorato proveniente dal PCI e dal
cattolicesimo sociale aumenta ogni giorno la fascia del dissenso anche verso
la stessa CGIL che spesso è costretta a subirne il condizionamento negativo.
Privando il sindacalismo di base della sua unica arma con la quale è
cresciuto nella stima dei lavoratori si vuole realizzare una
"normalizzazione". Non è casuale il fatto che licenziamenti e punizioni sono
diventati quasi una esclusiva dei lavoratori e degli attivisti non
confederali. E' anche significativo notare come difficilmente nel caso della
persecuzione di un attivista dei Cobas si registri un intervento a suo
favore della CGIL. Delle altre Confederazioni neanche a parlarne!!!
Che il ddl delega come tutte le altre cose escogitate per terremotare il
diritto del lavoro e mettere in soffitta per sempre lo Statuto dei
Lavoratori abbia finalità meramente di parte e repressive basti pensare un
momento ai suoi obiettivi di soppressione della conflittualità e della
microconflittualità a vantaggio del padronato.
Se analizziano una per una le cause dei tanti scioperi che ha registrato il
settore dei trasporti e che quasi mai sono andate fuori dalla normativa
prevista dalla legge del 1990 aggiornata nel 2000, constatiamo che quasi
sempre esse riguardano l'organizzazione del lavoro, la gestione dei
contratti spesso rimasti inapplicati per anni. C'è stato un periodo in cui
il trasporto urbano fu costretto a durissime lotte da inadempienze delle
aziende che soltanto a seguito delle gravi situazioni di disagio createsi
nelle città furono parzialmente rimosse.
Il ddl delega non prevede sanzioni per atteggiamenti omissivi, provocatori
o vessatori delle aziende. Si limita ad usare un nodoso bastone per i
lavoratori che vengono additati alla opinione pubblica come causa unica del
disagio degli sciopero. Lo sciopero è quasi sempre responsabilità del datore
del lavoro. Con i tempi che corrono i lavoratori che spesso sono anche padri
di famiglia non hanno il gusto ed il piacere di perdere una parte del loro
magrissimo salario con scioperi che non siano più che giustificati ed
imposti spesso da una classe imprenditoriale sempre più tracotante da quanto
ha l'appoggio della maggioranza delle Confederazioni.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, March 02, 2009 8:55 PM
Subject: : pensionati e disoccupati
Pensionati e disoccupati
=====================
L'ultima pensata è di Letta, nipote del grande ciambellano di Berlusconi:
ripristinare lo scalone Maroni e da lì recuperare i soldi per pagare i
sussidi ai disoccupati. Insomma non solo non si aumenta la quota di reddito
del lavoro dipendente e dei pensionati ma si tenta di spremere da questa
quanto serve per le nuove esigenze.
La proposta di Epifani di tassare i redditi superiori a 150 mila euro è
rimasta in piedi soltanto poche ore. Il PD si è premurato di bocciarla prima
che lo facesse la Confindustria. Bisogna dire che Epifani non ha insistito
molto nell'azzardo subito stigmatizzato dalla Marcegaglia che da quando è
Presidente della Confindustria non ricordo altro di lei che richieste di
soldi al Governo e la faccia feroce ai lavoratori, una faccia piena di odio,
di risentimento non si sa di quali torti subiti. L'odio che viene dalla
Confindustria è parte considerevole dell'odio che avvolge questo paese e ne
fa uno dei più incivili del pianeta.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: forum report
Sent: Wednesday, March 04, 2009 10:12 AM
Alla
luce dei nuovi sviluppi relativi allo stupro della Caffarella. (vedi
http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=15451&sez=HOME_ROMA&npl=&desc_sez=)
aggiungo
a quanto avevo scritto (*) all'indomani dei TRE stupri
in contemporanea (Milano,Bologna,Roma) quanto segue e chiedo notizie di
sviluppi per lo stupro di Bologna.
Non dimentichiamo che l'Italia è stato il Paese della strategia della tensione, dei massacri a suo tempo attribuiti al terrorismo di destra (Milano,Bologna,Italicus,Brescia....). Ora quasi in contemporanea apprendiamo, con grande rullare di tamburi ,( un risalto massmediatico che non si sentì nonostante la notorietà della vittima in occasione del rapimento e dello stupro "politico" di Franca Rame) apprendiamo che si sono consumati tre stupri: a Milano, a Bologna, a Roma. Tutti attribuiti a stranieri rumeni o nordafricani. Ora spero che gli stupratori vengano subito acciuffati, consegnati alla giustizia e che di loro si sappia tutto.Dal momento che questi stupri giustificano provvedimenti di urgenza del governo che comprendono anche le ronde del far west, dal momento che la posta in gioco è enorme e riguarda la libertà non solo degli stranieri ma di noi tutti italiani, esprimo qualche riserva e chiedo approfondimenti. Può darsi che uno o due degli stupri siano stato realmente consumati da un delinquente e un altro sia stato "organizzato" per fare "massa critica". . per generalizzare a tutto il territorio ed a tutti i clandestini l'accusa; può darsi che qualcuno si stia spendendo per creare un clima di terrore nella popolazione. Che cosa può essere peggiore di uno stupro compiuto da uno straniero? (anche se la legge italiana non lo riconosceva tra i delitti contro la persona ma soltanto contro la morale?) Tuttora la parola stupro non viene adoperata dal Codice Penale che parla di violenza sessuale.
Questi stupri intervengono all'indomani della visita di una delegazione di parlamentari europei ai lagers di Lampedusa. C'è un legame tra il tipo di lotta alla clandestinità fortemente voluto dal governo e gli stupri subiti in tre importanti città italiane? I massmedia martellano fortemente l'opinione pubblica e danno un risalto di mera "conseguenza" alle aggressioni subite da cittadini stranieri. La deriva securitaria progettata ed eseguita dal governo trova qualche riscontro nella politica del PD che dà per scontata la risposta repressiva e si limita a non accettare le ronde cioè la milizia politica della destra che passo dopo passo finirà con l'essere riconosciuta dal governo come il regime di Mussolini riconosceva la milizia delle camicie nere. Insomma, nel paese dei veleni, degli intrighi, della P2, dei servizi segreti deviati, bisogna prendere certe notizie con le pinze specialmente quando hanno un grosso, grossissimo "cui prodest"!
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Wednesday, March 04, 2009 2:36 PM
Subject: la flai aderisce all'accordo cisl uil
una mossa per spezzare le reni alla resistenza della CGIL
L'adesione della Flai all'accordo separato è uno scandalo se si considera la
tradizione di ordine e di disciplina della CGIL e delle Federazioni di
Categoria che ne costituiscono l'articolazione. E' una coltellata alla
schiena di Epifani inferta con molta forza e con l'aiuto di tutta l'ala
liberista del PD da Treu a Letta a quant'altri.
L'adesione di una categoria ad un accordo interconfederale non firmato dalla
CGIL pone di fatto questa categoria fuori dalla CGIL ed in posizione di
sfida ad essa.
Naturalmente si tratta di una scelta compiuta dagli oligarchi che hanno in
mano la Flai. Purtroppo esiste una forte carenza di democrazia dal momento
che gli organismi dirigenti sono costituiti tutti da funzionari o distaccati
che dipendono dalla segreteria centrale e cosi via. La catena burocratica
dei funzionari arriva fino alla frazione di comune, alla lega locale.
La legittimazione dei funzionari è legata al Partito di riferimento che nel
caso della Flai è in gran parte l'ex PCI, oggi PD.
Dalla reazione che verrà dalla segreteria della CGIL sapremo se saranno
sconfessati i firmatari della Flai oppure se Epifani dovrà dimettersi.
(4 marzo 2009)
pietro ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Friday, March 06, 2009 11:29 AM
Subject: frattini e fassino
L'Italia diserta la Conferenza mondiale contro il razzismo
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Il Ministro Frattini ha annunziato che l' Italia non parteciperà alla
Conferenza contro il razzismo che si terrà a Ginevra. La motivazione è
legata al giudizio di condanna che nella bozza di risoluzione già nota è
dato su Israele e sulla sua politica di genocidio dei palestinesi e di
distruzione delle città della striscia di Gaza (che costeranno alla comunità
internazionale almeno 5 miliardi di euro). Queste distruzioni durate
ventidue giorni di bombardamenti incessanti seguono le distruzioni
procurate al Libano da un mese di bombardamenti. Ogni giorno palestinesi
muoiono di fame o per mancanza di medicine dal momento che sono tenuti
prigionieri e possono avere viveri e medicine soltanto attraverso cunicoli
pericolosi che spesso crollano o vengono devastati dagli israeliani. Gli
Stati Uniti, l'Olanda ed ora l'Italia a cui forse si aggiungeranno altre
nazioni si sono ritirate dalla Conferenza e forse di parteciperanno a
condizione che non si esprima alcun giudizio nei confronti di Israele e
magari si condannino come "terroristi" le vittime degli omicidi mirati o i
patrioti che si battono per liberare l'Afghanista e l'Iraq da una invasione
di centinaia di migliaia di soldati e di contractors che dura oramai da
quasi un decennio.
Io credo che il ritiro italiano non sia soltanto un omaggio ad Israele e un
allineamento ascaristico agli Usa. L'Italia non era sicura che la sua
politica di "sicurezza" verso i Rom ed i migranti non sarebbe stata oggetto
di discussione e di attacco da parte di coloro che sono a conoscenza degli
orrori di Lampedusa, della distruzione dei campi Rom, delle schedature in
corso di realizzazione (Maroni, insoddisfatto del rilevamento della Croce
Rossa ne vuole una del suo Ministero), della ripetuta violazione dei diritti
umani. Inoltre, non partecipando alla Conferenza l'Italia non si sentirà
vincolata alle sue deliberazioni che certamente non potranno che essere di
segno antirazzistico ed antidiscriminatorio.
Proprio ieri il Corriere della sera, ripercorrendo la strada che aveva già
fatta negli anni trenta, ha riferito la convinzione degli investigatori
italiani secondo la quale è possibile dall'esame del DNA risalire alla
etnia alla quale appartiene una parsona! Un revival della teoria della
razza esposta nel manifesto mussoliniano del 38 che il Corriere riporta
senza avvertire i suoi lettori della inconsistenza e ascientificità di una
assurda affermazione. Intanto il Parlamento si accinge a varare una legge
che priva del diritto di disporre del proprio corpo che diventa proprietà
dello Stato. Lo Stato che potrà tenerci in vita, contro la nostra volontà,
prolungando agonie e sofferenze come quelle sofferte da Eluana. Una legge
voluta dai cardinali che si sono visti sfuggire la preda sottratta ai loro
artigli dalla collaborazione generosa di un intero corpo medico e paramedico
con la famiglia Englaro. Forza Nuova, una oscura e pericolosa organizzazione
di estrema destra,
apre nuove sedi e sfila con la protezione della polizia che aggredisce a
manganellate i giovani che si oppongono al rafforzamento dei presidi
fascisti nelle città. Forza Nuova che ha ora il suo cappellano militare e
camerata nel prete gesuita "itinerante" don Giulio Tam seguace di Lefebre.
Il PD si è subito spellato le mani in applausi a Frattini per la sua
"coraggiosa" presa di posizione. Gli interessi di Israele e degli Usa vanno
tutelati su tutto e su tutti ed il PD si schiera definitivamente nel
versante dell'imperialismo e del colonialismo a fianco degli aggressori.
Fassino si preoccupa di salvare le apparenze e ha chiesto un passaggio
parlamentare per verificare la possibilità di annacquare la risoluzione
proposta dall'Onu. Insomma, se cala il silenzio su Israele o si giustifica
il suo operato si potrebbe anche andare......
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Wednesday, March 11, 2009 4:33 PM
Subject: La Giustizia è giusta?
Restano in galera anche se innocenti
===============================
La Giustizia italiana, accusata spesso a torto od a ragione di
lassismo , di essere molto "comprensiva" con i delinquenti che verrebbero
rilasciati subito in libertà e così frustrano il lavoro compiuto dagli
investigatori per assicurarli alla Legge, si mostra molto dura verso i
rumeni, i rom, gli extracomunitari che subiscono un processo con relativa
condanna o assoluzione.
E' noto a chi legge gli atti che la ragazzina di Ponticelli accusata
probabilmente dalla camorra di avere sottratto una neonata dalla sua
abitazione e di avere tentato di rapirla, processata dopo otto mesi di
detenzione e dopo avere subito la violenza del branco che subito dopo
l'evento ha bruciato i c ampi dei Rom disperdendone le famiglie che li
abitavano, riconosciuta innocente dal Tribunale è rimasta in carcere lo
stesso condannata a tre anni e sei mesi dopo un processo sulla cui equità
molti hanno dei dubbi a cominciare dal fatto che è stato negato ad Angelica
la traduzione degli atti ed il diritto al gratuito patrocinio.Una pena che
segnerà per sempre la sua vita se mai uscirà dal carcere dove è rinchiusa.
I due rom accusati dello stupro della Caffarella sono stati riconosciuti
estranei ai fatti. Fatti misteriosi dal momento che la collaborazione della
polizia rumena, a detta degli stessi Rom, è stata abbastanza violenta e
rivolta a farli confessare ad ogni costo. Mi domando come facevano i rumeni
a conoscere i tanti particolari
del luogo dello stupro. E se li avessero appresi durante gli interrogatori
dagli stessi poliziotti rumeni? In ogni caso restano in carcere con una
motivazione che sembra abbastanza speciosa: sono accusati di uno stupro
compiuto da incappucciati. La vittima dichiara di non essere in grado di
riconoscere il violentatore. Sentito in tv dalla signora da me come da
milioni di altri telespettatori. Restano in carcere per i reati di calunnia
ed autocalunnia che francamente sembrano essere richiamati per non lasciarli
in libertà.
In quanto agli stupri compiuti in contemporanea a Milano, Bologna e Roma
ed ai danni di una ragazza sudamericana e di due ragazzine quattrordicenni
resta qualche interrogativo legato al fatto che sono avvenuti alla vigilia
del varo della legge sulla "sicurezza" che ha introdotto discutibili
elementi nel nostro codice penale e nei provvedimenti di polizia a
cominciare dalla schedatura dei senza tetto, dei "barboni" che avverrebbe
non dal Ministero del welfare e della solidarietà ma da quello degli
Interni quasi si trattasse di potenziali delinquenti. La povertà estrema è
diventata indizio di delinquenza e motivo di schedatura!
La rumena che uccise in modo certamente preterintenzionale a seguito di
un alterco una ragazza romana
è stata condannata a sedici anni di carcere, il massimo possibile della pena
per questo reato! Il Tribunale ha ricercato tutte le possibili aggravanti
per comminare una pena che in generale va da quattro ai sei anni effettivi.
In atto è in carcere. Non si sa niente della ragazzina che era stata bollata
come sua complice!
E questo dopo essere stata al centro, assieme ad una giovane amica
minorenne pure arrestata per lo stesso delitto, di una intensa campagna di
stampa che ha fatto scempio della sua privacy e l'ha descritta come
assassina e mostro!!
Anche i due Rom di Catania accusati da una signora di avere tentato di
rapire la sua bambina sono stati assolti dopo avere subito il carcere ed una
martellante campagna di stampa rivolta ad alimentare la mostruosa leggenda
degli zingari che rapiscono i bambini. L'assoluzione è avvenuta nel silenzio
totale dei massmedia e non è detto che i due disgraziati non siano stati
trattenuti in carcere con altre motivazioni.
Sappiamo tutti che la giustizia è assai pesante verso i poveri e spesso
assai indulgente e comprensiva verso i ricconi o i potenti. Se le carceri
sono popolate da povera gente non è un caso. Se un potente viene sorpreso
con le mani nel sacco al massimo fa gli arresti domiciliari o qualche giorno
di prigione in condizioni di particolare favore come si è visto nel caso di
Del Turco che riceveva tutti i giorni altri potenti assai preoccupati del
suo stato di detenzione!
In ogni caso, il messaggio che viene dalla durezza della punizione anche
di innocenti come la povera Angelica è un "guai ai poveri!"oltre che
naturalmente un "guai agli stranieri". Penso che i magistrati che non
condividono questo pesante orientamento repressivo dovrebbero chiedete
l'apertura di un dibattito sulla Giustizia per denunziare gli eccessi di
indurimento dei comportamenti investigativi e repressivi e delle sentenze
che riguardano casi che giornali forcaioli ed una destra xenofoba e
classista reclamano tambureggiando proclami di odio senza fine.Non è
possibile accettare uno Stato che diventa sempre più Stato di Polizia e due
codici penali, uno per i potenti, per la borghesia della politica, della
finanza, delle professioni, l'altro per i poveri che viene continuamente
aggiornato e peggiorato....
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Thursday, March 12, 2009 9:10 AM
Subject: Una proposta inadeguata
Giudizio sulla proposta Franceschini
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
la linea della mano stesa a chiedere l'elemosina. Capitalismo
compassionevole di pessima qualità.Anzicchè chiedere migliori difese
contrattuali e salariali per i lavoratori ed il ripristino della scala
mobile e l'aumento delle pensioni si limita a stendere la mano ma
guardandosi bene dal chiedere la tassazione della rendita finanziaria....
Domani sarà d'accordo a peggiorare il modello contrattuale dei lavoratori e
chiederà alla CGIL di approvarlo.
Non è Robin Hood ma un modesto postulante
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Thursday, March 12, 2009 2:09 PM
Subject: Fame e sete per i palestinesi!!
UNO SCANDALO CONSUMATO SENZA REAZIONI
=======================================
Le TV hanno mostrato un pezzo di video registrazione della confessione resa
agli inquirenti di uno dei due accusati dello stupro della Caffarella.
Mi domando se è normale che un atto registrato non so se dalla polizia o
dal Magistrato venga offerto un pasto a milioni di persone per avvalorare la
tesi della colpevolezza del rumeno all'indomani dello scagionamento degli
accusati.
Mi chiedo anche se il rumeno ha confessato senza esserne colpevole un
gravissimo crimine come lo stupro che cosa sia successo "prima" della
registrazione della confessione.
Mi domando ancora come faceva ad essere a conoscenza di tanta dovizia di
particolari. Da chi li ha appresi? Qual'è stato il ruolo della polizia
rumena? Che cosa è realmente accaduto?
Intanto arriva una ulteriore smentita per l'altro stupro attribuito ad uno
dei due rumeni .. Non era bastata per la scarcerazione il mancato
riconoscimento della vittima (il violentatore era incappucciato) Ora arriva
la prova negativa del DNA. Basterà ?
Mi domando quale regia presieda a questa criminalizzazione che non vuole
sentire ragioni degli immigrati e dei poveri. Ho letto cose di questo
genere: si, è vero, non sono violentatori ma non sono neppure stinchi di
santo. Insomma, sulla colpevolezza o non dell'atto è preminente la condanna
a priori del soggetto perché straniero, senza lavoro, senza casa, quindi
delinquente!!-Si sta raggiungendo l'equazione:povero eguale delinquente!!
I due rumeni restano in carcere per calunnia ed autocalunnia per avere
attribuito a se stessi il delitto come si fosse del tutto normale che una
confessione che gli imputati dicono estorta possa configurare una punizione
così dura e così immediata.
Se la giustizia è questa, non cìè giustizia in questo Paese!
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, March 14, 2009 7:39 PM
Subject: no all'assuefazione al peggio
squali e pesciolini
===================
Infine, dopo un gran parlare della urgenza, della necessità di tutelare i
giovani dei contratti atipici, è arrivata dal governo una piccola,
piccolissima elemosina. Una modesta percentuale, calcolata dal Nidil-CGIL
in circa il dieci per cento dei precari, avrà una una tantum pomposamente
definita indennità di reinserimento pari al venti per cento del "compenso"
percepito. La pubblicità ingannevole e truffaldina dei massmedia mette
l'accento, sottolinea sopratutto il termine "raddoppio" che suona bene come
se una cornucopia si fosse rovesciata piena di tintillanti euro sulla testa
dei nostri giovani. Questa indennità per bontà assoluta del governo non è
incompatibile con qualche lavoretto del valore comunque non superiore a
tremila euro nell'anno
e non dovrebbe essere superiore a duemilaseicento euro in ogni caso. Se
calcoliamo ottimisticamente in settecento euro mensili i compensi dei
cocopro, l'indennità non sarà superiore a millesettecento euro annuali pari
a 140 euro mensili, meno di cinque euro al giorno. Una misura che
allontana ancora di più dal regime dei lavoratori che hanno diritto al
sessanta per cento del salario per almeno otto mesi se disoccupati ed un
regime ancora migliore se in cassa integrazione. Siamo a meno di un terzo.
L'indennità per i precari potrà essere sommata
a piccoli lavoretti per l'ammontare di tremila euro. La corresponsione
avverrà con buoni (voucher) che saranno acquistati dai lavoratori all'Inps
(se mal non ho capito) e avranno per i precari un valore pari al loro
settantacinque per cento. Il resto sarà trattenuto dall'INPS e dall'INAIL.
Siamo comunque nel campo degli spiccioli, di misure che andrebbero bene
per compensare le attività di giovani studenti, ma che sicuramente non
possono costituire una fonte di vita, un salario adeguato per i tantissimi
precari spesso non più giovani, spesso sposati e con uno o più bambini. Si
tratta in generale di
laureati e diplomati che vengono spremuti in condizioni schiavistiche da
imprese che si avvalgono di strumenti legislativi studiati da stuoli di
giuslavoristi oramai specialisti nella elusione delle norme e nella
introduzione di invenzioni rivolte a spogliare la prestazione d'opera di
qualsiasi diritto.
Il giudizio del Nidil, l'organizzazione degli atipici della CGIL, è assai
duro sulla decisione del governo mentre la CGIL si allinea tirando un
sospiro di sollievo al PD che, in qualche modo, era alla ricerca di un
qualche successo all'iniziativa di Franceschini per il sussidio di
disoccupazione. " Si tratta di un primo passo...."
Sappiamo tutti molto bene che non si tratta di un primo passo e che
resteremo distanti anni luce dalla estensione ai precari della normativa in
vigore per i lavoratori a tempo indeterminato. Non ci sarà niente di niente
dal momento che la linea di welfare dei due schieramenti di centro-destra
e di centro-sinistra è identica: è la linea di piccole elemosine da
spacciare attraverso i massmedia per misure importanti. Questa linea è stata
collaudata da Berlusconi e da Prodi per i pensionati. E' la linea della
socialcard con la quale ci si fa una grande propaganda. Si dice alla gente:
Con la crisi in corso, con l'indebitamento del Paese, con le difficoltà che
abbiamo, come vedete interveniamo "raddoppiando" un aiuto ai precari. Il
termine "raddoppio" viene ripetuto e tambureggiato in modo os