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                                                                  RASSEGNA STAMPA      L'ANGOLO DI PIETRO

 

 L'ANGOLO DI PIETRO in ordine cronologico III parte

from October 23, 2008

 

LETTERE E ALTRO                lettere pubblicate su Grandenud    http://urlin.it/cf1e

 su adnkronos      http://www.adnkronos.com/IGN/UGC/?ugcid=4531  

  su Il pane-e le-rose       http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o10278     

                                                               nei blog  http://pietro-ancona.blogspot.com/   e                       http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/

lettere pubblicate su Grandenud    http://urlin.it/cf1e

 

 





                                                          
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Monday, October 27, 2008 1:05 PM
Subject: lettera ad Epifani dopo Report



Caro Epifani,

la trasmissione di Report dedicata al sindacato, pur toccando soltanto una piccola parte della questione, ha messo in luce una situazione diventata insostenibile 

La CGIL deve fare la sua parte di autoriforme a cominciare dalla proposta di scioglimento degli enti bilaterali ed in primis le Casse Edili, organismi del tutto inutili inventati per gestire una parte del salario che andrebbe messa in busta paga e nella immediata disponibilità dei lavoratori.
Gli enti bilaterali stanno diventando troppo importanti rispetto gli istituti contrattuali riguardanti i lavoratori. Generano il sospetto di
interessi convergenti con gli imprenditori che diventano a volte prevalenti. Fino a creare un vero e proprio conflitto di interessi sindacato-lavoratori!!
Bisognerebbe regolare meglio il dibattito interno a cominciare dai referendum che debbano svolgersi in condizioni di normalità democratica dalle quali è stato assai lontano il referendum sugli accordi di welfare del luglio 2007.
La CGIL dovrebbe rinunziare unilateralmente a tutti i distacchi sindacali della pubblica amministrazione.Persone che stanno in distacco per diecine e diecine di anni dai loro uffici diventano financo inutili e dannose a se stesse e al Sindacato.
La CGIL dovrebbe denunziare gli accordi di concertazione del 1993 e ritirarsi dalla trattativa per la riforma del contratto di lavoro.Dovrebbe appoggiare la proposta del salario minimo garantito e chiedere la reintroduzione della scala mobile (se il nome è tabù chiamatela diversamente) dal momento che è inaccettabile il congelamento dei salari mentre la tendenza confindustriale è verso la quadriennalizzazione  di fatto della durata dei contratti.
Credo che sia giunto il momento di una svolta radicale che dovrebbe prendere le distanze da CISL e UIL oramai irrecuperabili ad un sindacalismo eticamente responsabile verso i lavoratori. Se la CGIL recupera una sua diversità agisce per il cambiamento anche dentro la CISL e l'UIL si potrebbero attivare forze rinnovatrici.
La sfiducia  dei lavoratori per il Sindacato come istituzione preposta alla loro difesa e che invece viene vissuto come una palla di piombo che li immobilizza e li danneggia è diventato davvero grande.
Bisognerebbe infine mettere allo studio il problema di una riforma della condizione del sindacalista funzionario. Certo l'attuale situazione di una burocrazia che è nello stesso tempo classe dirigente eletta dai Congressi dovrebbe essere rivista.

Pietro Ancona
 

                                                  ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: bellaciaoparis@yahoo.fr ; sinistra critica ; Ernesto
Sent: Thursday, October 30, 2008 4:06 PM
Subject: la speranza nel successo di oggi



La straordinaria riuscita dello sciopero generale della scuola di oggi deve fare riflettere molto la sinistra sulla realtà italiana e sulla possibilità del suo rovesciamento prima che i processi di degradazione sociale diventino davvero insopportabili. Milioni di persone in piazza all'indomani della conversione definitiva in legge del decreto sulla scuola hanno dato un messaggio chiarissimo: noi non disperiamo di vincere la nostra battaglia! Il governo ha fatto la sua legge ma noi non ci dichiariamo battuti e sconfitti!
Il successo delle manifestazioni di oggi è confrontabile con quelle degli anni settanta che chiedevano riforme e sviluppo. Credo che la partecipazione e la mobilitazione di milioni di persone debbano rianimare sindacati diventati troppo accomodanti ed una sinistra che aveva visto nelle ricette liberiste modernità e rinnovamento quanto invece si tratta di
lacerazioni della coesione sociale e di riduzione dello Stato ad erogatore dei servizi necessari alla classe dominante per la perpetuazione dei suoi privilegi.
Spero che i dirigenti della sinistra traggano dalla grande giornata di libertà e di democrazia di oggi motivi per recuperare la questione operaia: per rivendicare il salario minimo garantito,
la scala mobile, l'abolizione della legge Biagi,la sicurezza della vita nelle imprese. E' possibile una grande mobilitazione delle masse se la CGIL decide di tornare ad essere se stessa, la grande organizzazione di Di Vittorio e Santi.
Il berlusconismo si vince negandone alla radice l'ideologia liberista. Una sinistra che si contamina di liberismo sarà destinata ad assistere ai trionfi di una destra fortemente ideologizzata e sempre più padrona dello Stato.

Pietro Ancona

                                      ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: info@cgil.it , posta@fpcgil.it
Sent: Thursday, October 30, 2008 9:08 PM
Subject: contratto statali

 
Cari compagni,
 
mi complimento vivamente con voi per la rottura con Cisl e Uil
sul contratto di lavoro. L'unità sindacale è un bene se funziona nell'interesse dei lavoratori, un male, un letto di Procuste, una dama di ferro se funziona nell'interesse della Confindustria o della destra al Governo.
Il contratto sottoscritto da Cisl e Uil è una ridicola e peggiorata riedizione del parametro di cui agli accordi di concertazione del 1993 che, nel tempo, hanno impoverito i lavoratori. Inoltre, introduce elementi di peggioramento dell'istituto contrattuale come tale destinato a fare da battistrada nell'abbattimento del contratto di lavoro garante nazionale di diritti e di minimi di retribuzione.
Grande parte del malessere delle classi lavoratrici è dovuto alle pratiche unitarie di contrattazione sempre al ribasso sempre tese piuttosto che a "dare" ai lavoratori a "togliere".
Sono certo che lo sciopero nazionale, fatto con convinzione della giustezza delle nostre ragioni, sarà un successo imponente e si iscriverà nella grande stagione di lotte aperte dalla questione scuola.
La strada per il risorgimento dei lavoratori italiani passa dalla rottura con CISL e UIL sindacati da tempo pedine sempre più tracotanti del padronato e del governo.
Pietro Ancona

                                                              ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, November 03, 2008 11:51 AM
Subject: Obana e Mc Cain


Obama e McCain



I pennivendoli sono tutti in grande attività per parlarci del grande duello per la Presidenza dell'Impero. Per alcuni giorni non sentiremo parlare d'altro.
Per quanto mi riguarda penso che i due candidati siano come Berlusconi e Veltroni. Nessuno dei due mi persuade anche se, costretto, turandomi il naso voto Veltroni.Il sistema bipartitico è stato inventato per gestire la democrazia limitata ad un solo blocco sociale. Negli ultimi trenta anni i lavoratori americani hanno avuto decurtate le loro paghe del trenta per certo e quasi azzerato il welfare.Ora sono pieni di debiti financo per comprarsi da mangiare.
Nè Bush nè Clinton hanno alzato un dito per loro.
La democrazia americana è diventata da molto tempo oligarchia quasi fascista.
Pietro Ancona
                                                                     ****

-  ---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: posta@liberazione.it
Sent: Tuesday, November 04, 2008 11:08 AM
Subject: spostamento a sinistra della CGIL?


Cara Liberazione,

magari la convergenza CGIL-Fiom sulla mobilitazione dei metalmeccanici fosse davvero il segno di uno spostamento a sinistra della Confederazione! I segnali che arrivano dalla vicenda Alitalia sono di segno del tutto opposto. La CGIL, dopo essersi impegnata a non firmare alcun accordo riguardante i piloti e gli assistenti di volo, ha sottoscritto assieme a Cisl UIl e UgL un dickat dettato da Colaninno e dal Governo che definire indecente è davvero assai poco! Perchè lo ha fatto? Forse è vittima dei legami tra Colannino ed il PD di Veltroni e d'Alema? Come si può mettere l'onorata firma della CGIL a contratti capestro
che negano il diritto di lavorare se si ha a casa un bambino handicappato?
Questa firma è disonorevole per la Confederazione che da sempre è stata sinonimo di sindacato indipendente dal padronato.
In quanto ai metalmeccanici credo che sarebbe opportuna una vera autocritica che analizzi le cause dell'impoverimento dei lavoratori. C'è una responsabilità sindacale enorme nello avere per quasi due decenni chiesto spiccioli e sviluppare un  costoso  volume di lotte quasi per niente!
Pietro Ancona
                                                       ***

   -- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Tuesday, November 04, 2008 3:57 PM
Subject: Lo sciopero dei metalmeccanici del 12. Tanto rumore per nulla!!!!


Lo sciopero generale dei metalmeccanici del 12 dicembre prossimo sarà un evento formidabile anche se la sua piattaforma, limata dal compromesso raggiunto con la CGIL,
ne avrà disinnescato la carica di controffensiva rispetto un padronato sempre più arrogante, oramai del tutto insofferente financo al riconoscimento dei lavoratori come entità sociale con la quale bisogna contrattare e convivere. Al dilà delle generali rivendicazioni generiche rivolte ad un cambiamento della politica economica generale del governo la richiesta di integrare i salari oramai di fame viene affidata quasi esclusivamente alla detassazione della tredicesima mensilità. Una mancia che, se concessa perchè voluta fortemente anche da Confcommercio e dalla stessa Confindustria, servirà a pagare le bollette in scadenza a fine anno senza riconoscere ai lavoratori il diritto al recupero  senza richiedere l'unica cosa indispensabile in tempo di crisi: l'indicizzazione dei salari. Ma la parola "scala mobile" è diventata tabu' anche per i metalmeccanici mentre
non si appronta alcun strumento di vera lotta al precariato e cioè il Salario Minimo Garantito
(esistono metalmeccanici, l'abbiamo visto alla Navalmeccanica di  Genova, pagati tre euro e mezzo l'ora). Le richiesta di lotta al precariato si limitano ad una generica richiesta di miglioramento delle normative esistenti ed escludono di chiedere con chiarezza l'abrogazione della legge trenta e degli accordi di welfare del luglio 2007 che ne hanno ribadito  l'esistenza. Non una parola viene detta sulle gravi manipolazioni dei diritti dei lavoratori apportate dalla legge 133/2008 nel silenzio generale.
Insomma, i metalmeccanici  parteciperanno ai cortei ed alle manifestazioni del 12 dicembre con l'animus di chi vuole rompere la gabbia di ferro dentro cui sono stati chiusi dal padronato e dal governo di destra. Il gruppo dirigente dei metalmeccanici e della stessa CGIL con obiettivi limitati, quasi insignificanti.
All'indomani dello sciopero non succederà assolutamente niente. Forse il governo, pressato anche da una parte dei suoi, darà una piccola mancia natalizia!
Pietro Ancona
                                                        ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: palermo@repubblica.it
Sent: Tuesday, November 04, 2008 4:43 PM
Subject: la ricorrenza di ieri


Cara Repubblica,

la grande guerra fu la seconda decimazione subita dal popolo siciliano dopo l'unità d'Italia dopo le vittime del generale Govoni e degli altri generali piemontesi che misero a ferro e fuoco l'Isola dopo il 1860!
Morirono nelle trincee delle montagne mai viste prima dai soldati all'incirca settantamila tra contadini ed operai.Ancora oggi gli storici non riescono a capacitarsi sui perchè e sulle ragioni che determinarono il più grande conflitto della storia europea. Una mostruosa follia!!
Credo che dovremmo ricordare ed onorare i fucilati, i decimati, i renitenti, quanti furono spinti verso la morte certa dai  fucili dei carabinieri e di quanti sorvegliavano e tenevano praticamente prigioniero l'esercito. Redipuglia fu sede di una sanguinosa rivolta conclusasi con decimazioni e fucilazioni senza processo.
Ricordiamo il quattro novembre per rinnovare il nostro orrore verso il militarismo !
Pietro Ancona

                                            ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, November 05, 2008 8:10 AM
Subject: Elezione di Obama
 Ci sono alcune cose che si possono scrivere subito sulla elezione di Obama senza incorrere nel pericolo di unirsi alla vampata di entusiasmo addirittura delirante che si è impadronita della stampa occidentale anche di quella fino a ieri più servile nei confronti di Bush.
  La destra liberista cerca di trasformare la sua sconfitta in vittoria. Vittoria della "vitalità" della democrazia americana, del sistema capitalistico che ha ridotto in miseria milioni di famiglie in Usa ed in Europa e funestato il mondo di una guerra senza fine al "terrorismo" cioè alle nazioni islamiche Irak ed Afghanistan..
  La prima cosa che si può dire è la sconfitta dei suprematisti bianchi, i razzisti che sono andati al potere in Italia e che si sentivano in ascesa in Europa. Come faranno a giustificare la superiorità della razza bianca se un nero, un afro-americano, diventa Presidente degli Stati Uniti? Una sconfitta senza se e senza ma del razzismo!
  L'altra cosa che si può dire con certezza è c he viene meno il referente, l'appoggio alle politiche dell'era del liberismo assoluto senza regole, spero al predominio dei managers miliardari che hanno portato in rovina aziende e strutture economiche basilari per la forza
economica dell'Occidente. Avere ridotto in miseria milioni di lavoratori, costringendole e
consigliandole ad indebitarsi con le carte di credito fino a provocare una crisi finanziaria che sembra incontrollabile ha posto in discussione la sopravvivenza stessa del capitalismo o quanto meno ad un drastico controllo dei suoi comportamenti. E' la fine di una scuola di pensiero che ha portato al panepotere una destra che in Italia è cresciuta fomentando odio sociale verso i dipendenti pubblici, la scuola,la sanità le pensioni.La fine del thatcherismo e del reaganismo!!
  Non credo che avverranno cambiamenti sostanziali nel sistema politico americano. Non credo neppure che cambierà la rapace politica estera che ha chiuso il mondo in una rete di basi militari americane che, spero, non si allargheranno contro la Russia e la Cina ed i paesi islamici. L'imperialismo americano è bipartisan ed è religione comune dei repubblicani e dei democratici.Tuttavia la fine dell'ossessione ideologica contro tutto quello che fuoriusciva dal modello democratico fino a criminalizzarlo come terroristico
sarà un sollievo.
 Una sorta di tritacarne da circa quaranta anni tiene sottomesse e ha ridotto in miseria e senza diritti i lavoratori americani e tanta parte di quelli europei. Il reddito di centinaia di milioni di persone è in questi anni diminuito a vantaggio delle classi abbienti dell'industria e dei commerci. Ci sarà solidarietà dell'amministrazione Obama verso la nazione dei poveri? Si farà qualcosa per la sanità, la scuola pubblica, le pensioni? Questo punto resta interrogativo dal momento che le lobby delle multinazionali delle assicurazioni, della sanità privata e di quant'altro hanno un formidabile peso anche in campo democratico.
  Pietro Ancona

                                                                    ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Thursday, November 06, 2008 3:08 PM
Subject: Le sfide di Obama


alcune noterelle a margine
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 Il merito maggiore di Obama è di averci liberato dall'incubo Bush, incubo che in qualche modo sarebbe continuato con la elezione di Mc Cain.
Il Presidente fantoccio dell'Iraq Karzaki ha implorato Obama di non continuare con la politica stragista di Bush! Incredibile: il sangue innocente è tanto che lo stesso uomo che si regge con l'appoggio militare americano ne è sgomento. I massacri dovranno finire.
L'altro grande merito di Obama è quello di essere afro-americano, nero e di essere diventato Presidente degli Usa. Questo dato
da solo sconfigge i suprematisti bianchi ascesi al potere in Italia ed in crescita in Europa. Come faranno a  dire che i non bianchi sono esseri inferiori?
Il liberismo senza regole imposto da Reagan è fallito poco prima che arrivasse Obama. Il fallimento ha proporzioni e conseguenze planetarie. Non sarà gran merito continuare sulla tragica via del monetarismo. Il sistema imperiale per sopravvivere avrà bisogno di freni, paletti, regole. Lo stesso MacCain credo che le avrebbe approntate. Non c'è niente di rivoluzionario nel prendere atto dell'esito cadaverico della scuola di Chicago.Obama lo farà in accordo alle multinazionali ed al gruppo dirigente americano. Cercherà di rinnovare la gestione del capitalismo emarginando le aree più toste della speculazione e della pirateria.
I milioni di lavoratori costretti ad indebitarsi dalla riduzione di circa il trenta per cento dei loro salari avvenuta da oltre venti anni avranno qualche aiutino indiretto. I salari saranno oggetto della libera (si fa per dire)contrattazione ed i sindacati non saranno riformati. Sindacati profondamente legati al sistema con interessi oramai divergenti da quelli dei lavoratori. Anche in Italia, lo dico tra parentesi, siamo sulla strada della americanizzazione del sindacato. Basta vedere gli accordi redatti con il padronato ed il Governo negli ultimi anni e la crescente quota bipartisan lussuosamente finanziata nei ccnl ( casse edili, scuole di formazione, etc..)
I progressisti di tutto il mondo saranno profondamente delusi da quanto non sarà fatto per la liberazione del popolo palestinese.
Il muro continuerà ad ergersi sulla prigione di Gaza e la CigGiordania continuerà ad essere colonizzata. Continueranno gli omicidi mirati e non saranno liberati i dodicimila prigionieri di Israele.
Il mondo è andato talmente male negli anni di Bush che basterà a Obama non far del male per essere benvenuto. Chissà perchè mi è tornata in mente una particolare espressione di Adriano Sofri di qualche anno fa. Disse: il mondo è fritto...

Pietro Ancona

                                                                     ***


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Thursday, November 06, 2008 10:17 AM
Subject: lo sciopero generale


Cara  Unità

se lo sciopero generale indetto dalla CGIL non si porrà obiettivi precisi di mobilitazione rischia di essere una manifestazione a vuoto, priva di artiglio.
Chiederà lo sciopero un aumento generalizzato di tutti  i salari inferiori a 1500 euro?
Chiederà lo sciopero la indicizzazione dei salari e delle pensioni? Romperà il tabù della impronunciabilità delle parole "scala mobile"?
Chiederà l'abolizione della legge Biagi? Si pronuncerà contro tutti i peggioramenti a danno dei diritti dei lavoratori introdotti dalla legge 133?
Chiederà la fine delle privatizzazioni che aumentano i costi delle famiglie ed incrementano un management miliardario nutrito dalle bollette?Chiederà il riavvio delle nazionalizzazioni a cominciare dall'Alitalia?
Io spero molto ma non so davvero se non ci limiteremo a chiedere la detassazione delle tredicesime  voluta dalla Confcommercio.
Pietro Ancona

                                                           ***


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: PRImapagina@rai.it
Sent: Thursday, November 06, 2008 8:40 AM
Subject: EDUCAZIONE DEL CONDUTTORE


 Caro Professor Teodori,

non credo che sia stato giusto sfottere l'ascoltatore che ricordava la mancanza di assistenza sanitaria in Usa invitandolo sarcasticamente  ad  inoltrare "diplomaticamente" la sua lamentela,
  Capisco il suo livore per la elezione di Obama ma si ricordi che alla radio è pagato per leggere i giornali e commentarli con educazione.
  Cordiali saluti.
Pietro Ancona

                                                  ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Wednesday, November 12, 2008 11:19 AM
Subject: : ancora contro la detassazione

   Certamente la crisi c'è e viene come sappiamo dalla mancanza di regole del liberismo e della globalizzazione. Le "regole" sono sempre state considerate il fumo negli occhi dai fautori della libertà del mercato e dell'individualismo. La verità è che il mercato non esiste quando si giunge alla fase oligopolistica e monopolistica. Possiamo parlare di mercato dei prodotti farmaceutici o delle auto? Ricordate quante piccole e medie fabbriche come la Lancia e la gloriosa Alfa Romeo sono state divorate dalla Fiat?.
 Ma la crisi viene usata per terrorizzare l'opinione pubblica, giustificare la decrescenza delle retribuzioni sotto il livello previsto dalla Costituzione, tenere in scacco quanti vorrebbero fare qualcosa per migliorare la loro condizione di vita. Ieri alla Camera il Ministro Tremonti parlava di  "intensificazione" della crisi!! In sostanza c'è una irresponsabile amplificazione di una situazione difficile per giustificare un regime di generale depressione delle retribuzioni e le controriforme del welfare.
 Vorrei ancora una volta dichiarare la mia contrarietà alla detassazione prima degli straordinari, ora della tredicesima (se sarà fatta) e domani chissà....
 Sono contrario perchè la detassazione non affronta il problema di una riforma dell'Irpef ed anzi la rinvia sine die. Non c'è dubbio che va amplificata la parte esente dei salari e delle pensioni e vanno abolite l'irpef regionale e comunale. Queste tendono a pesare sempre di più sui redditi. Bisognerebbe inoltre rivedere il sistema di tassazione delle rendite finanziarie e dei patrimoni naturalmente a partire da certi livelli. Ma questo non viene fatto ed anzi si tende ad appesantire il carico fiscale sui più deboli.
 La detassazione non a caso è chiesta dalla Confindustria e dalla Confcommercio cioè dalle organizzazioni imprenditoriali. E' una alternativa agli adeguamenti salariali dovuti e non realizzati dalle imprese. E' una mancia una tantum. E' un modo per dire: non dovete aspettarvi niente  da noi! La detassazione uccide lo Stato dal momento che lo priva delle risorse necessarie alla sua sopravvivenza. Si calcola che per detassare la tredicesima ci vogliono nove miliardi di euro. Quale sarà l'effetto di una cosi drastica riduzione delle entrate dello Stato? Quanti servizi si dovranno tagliare ai cittadini oltre quelli già in programma per la scuola e per la sanità? Si debbono abolire del tutto le pensioni ridotte oramai a meno del quaranta per cento delle retribuzioni?
 Dal 1993, anno del primo grande accordo di concertazione ad oggi, c'è stato un trasferimento di ricchezze dal lavoro dipendente ai redditi imprenditoriali e professionali di oltre dieci punti di Pil. Insomma c'è stato un impoverimento  di venti milioni di lavoratori a vantaggio delle altre categorie sociali!! Questo impoverimento è stato dovuto alla mancata indicizzazione delle retribuzioni ed ai miglioramenti salariali  calcolati sulla cosiddetta "inflazione programmata", cioè a molto meno dell'aumento del costo della vita! Quindi nel campo dei profitti ci sono risorse sufficienti per finanziare miglioramenti salariali!
   Detassare il salario vuol dire ridurre la sua funzione sociale ed infliggere al welfare un danno incalcolabile a lunga scadenza. Non tanto lunga perchè il conto verrebbe presentato al più presto dal Tremonti di turno...
Pietro Ancona

ps: che la crisi riguardi soltanto le persone che sono state impoverite dal liberismo al potere si può vederlo osservando il florido consumo di generi di grande lusso come i panfili, le ferrari, le lamborghini ed i ristoranti ed albergo a 7 stelle.....
 Anche la crisi viene alimentata e governata soltanto contro chi vive di lavoro...

                                                  ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, November 12, 2008 11:04 AM
Subject: L'incontro "segreto" di Palazzo Grazioli

 
Alla corte di Berlusconi: http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=9855
 
L'incontro "segreto" di Palazzo Grazioli
Pietro Ancona 12/11/2008

Provvidenziale l'incontro "segreto" di Palazzo Grazioli. Il governo vi ha perso legittimità e Cisl ed Uil si sono rivelati quelli che sono. La Cisl indegna erede di Pierre Carniti e Pastore, l'Uil il sindacato giallo che è sempre stato. Ieri hanno liberato i lavoratori italiani dal pesantissimo giogo dell'unità sindacale in funzione del governo e degli interessi degli squali e squaletti della Confindustria italiana. Sbaglierebbe la CGIL a continuare a produrre atti contraddittori come quello della firma dell'indecente accordo dell'Alitalia. Si può creare una vera unità sindacale con i sindacati di base, i cobas, quanti si sono allontanati in questi anni a causa della lontananza del Sindacato dai loro sentimenti.

Pietro Ancona

                                                        ***


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: glrossi@hotmail.it ; gl.rossi@hatmail.it
Cc: lettere@corriere.it
Sent: Monday, November 10, 2008 9:07 AM
Subject: le proteste


Caro signor Rossi,

davvero lei crede al lupo mannaro cattivissimo di AlQaeda che fa le sue miracolose apparizioni tutte le volte che serve all'amministrazione Usa per le sue necessità di politica internazionale? Oggi per dire che è necessario che Obama prosegua la politica muscolare di Bush...allargandola al Pakistan ed all'Iran. Ieri per confermare la Presidenza Bush!

Provi ad analizzare tutte le apparizioni di BinLaden o dei suoi ineffabili sostituti a cominciare dal Dottore egiziano: la coincidenza con momenti cruciali di interesse americano è sempre stato accezionale.

Stia tranquillo che il terrorismo vero esistente al mondo è quello Usa che solo in Afghanistan ha provocato diecine di migliaia di morti innocenti provocando le proteste financo del premier fantoccio Karzay.

AlQaeda è un ufficio della Cia!!

Pietro Ancona

                                                             ***


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, November 08, 2008 7:53 PM
Subject: D'Alema-FINI: giochi di palazzo nella Casta Eterna

L'intesa Fini-D'Alema per una commissione bicamerale sulle riforme con particolare attenzione al federalismo
vuole in primo luogo creare un palcoscenico a due personaggi che si sentono stretti l'uno dalla leaderchip di Berlusconi e l'altro dalla posizione dominante di Veltroni nel PD.
 Vecchi giochi di una politica vecchia tutta interna al Palazzo, distante milioni di anni luce dalla società italiana e da quanto si muove nel profondo di questa dalla rivoluzione iniziata dal mondo della scuola alla crescente insofferenza alla perdita di diritti di tanti strati di lavoratori.
 La destra italiana ha esposto al ludibrio della colonna infame molte delle categorie dei lavoratori definiti di volta in volta fannulloni, parassiti, pesi inutili, ostacolo alla crescita del Paese etc...
  Non si salva nessuno dai pensionati che vengono additati all'esecrazione dei giovani ai quali sottrarrebbero risorse ai magistrati, ai dipendenti Alitalia che si vorrebbe discriminare in ragione dei loro bisogni familiari.
  L'iniziativa di D'Alema porta acqua e legittima l'attacco della destra alla Costituzione.  Un attacco che vuole ridurre a un coacervo di pseudo statarelli regionali tenuti insieme da un presidenzialismo da repubblica bananiera.
  Spero che quanto resta di civile e democratico nella democrazia e nella sinistra italiana vorrà combattere il consociativismo di destra che sta alla base del disegno dei due ambiziosi uomini della politica italiana che piegherebbero il compromesso istituzionale al loro successo personale.
Pietro Ancona
                                                                       ***

Pubblicata su http://www.liberazione.it/ del 14/11/2008 pag.18 Ma che idea di sindacato ha Luigi Angeletti?

Il sindacato secondo Angeletti Cara "Liberazione", qualche sera fa a "Ballarò", il segretario della Uil Angeletti ha sostenuto che compito del sindacato è fare contratti e non discutere le scelte di politica economica del Governo o delle imprese. Insomma, se la politica economica del governo o dell'impresa consiste nella compressione dei salari, il sindacato, senza battere ciglio, deve prenderne atto ed adeguarsi firmando i contratti consequenziali! Il sindacato è parte del sistema! Se il sistema è iperliberista il sindacato si adegua… Vedi accordi separati… Dopo aver detto questo Angeletti ha negato con tutte le sue forze di essere stato a Palazzo Grazioli a concordare con Berlusconi la misura di detassazione della tredicesima!

Pietro Ancona via e-mail

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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Lombardo Alberto, Vincenzo Sena
Sent: Friday, November 14, 2008 0:05 AM
Subject: Stasera ad Anno Zero

 
Stasera ad Anno Zero
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Stasera ad anno zero la verità dell'Italia in cui viviamo è riuscita a rompere l'isolamento ed a presentarsi in tutta la sua aberrante crudeltà. Anno zero presentava l'Italia dolente, disperata, senza soldi, senza speranza e senza prospettiva riunita a Torino che passava in rassegna la sua triste condizione. Una parte di essa era già in partenza per venire a manifestare a Roma contro la riforma della scuola in un'atmosfera di rabbia e di angoscia
anche per le incursioni fasciste alla Rai ed alla CGIL, il pestaggio dei ragazzini di Piazza Navona, le criminali e folli parole di un ex presidente della Repubblica che parlano di un morto possibilmente un bambino per distruggere il movimento di rivolta civile...
L'altra Italia era seduta nel grande scenografico studio di Anno Zero  contornata da una folla anonima di spettatori che ogni tanto si faceva sentire con gli applausi e metteva in scena la storia della Casta, anzi -come ha precisato lo stesso Santoro-delle Caste e della crisi del Parlamento
che poche ore prima aveva registrato la violenta prepotenza della dittatura della maggioranza con la elezione di un senatore dell'opposizione a presidente della Commissione di Vigilanza scelto contro Orlando candidato da oltre quaranta sedute andate a vuoto dell'opposizione. Presto qualcosa non andava per il suo verso e la trasmissione per un momento è sfuggita di mano e si è data una regia per conto suo.
GianAntonio Stella e Sergio Rizzo coautori de "La Casta" si sono messi ad elencare alcuni degli obbrobri del Parlamento italiano il cui barbiere è pagato quanto e più del più alto funzionario del Congresso americano mentre i nostri senatori avrebbero uno stipendio di
quattro volte superiore a quello dei senatori statunitensi. Hanno tirato in ballo lo stipendio di Niki Vendola Presidente della Puglia dicendo che ammonta a oltre 226 mila euro....
Intervento in diretta di Niki Vendola sdegnatissimo ed infuriatissimo  strillando  che trattasi di un falso che il suo stipendio non supera i 170 mila euro e che sessantamila di questi finiscono al Partito e che non ci sta a fare da icona dei privilegi dei politici. Castelli, con
il dente avvelenatissimo contro Stella gli chiede quanto guadagna e questi dichiara in diretta di guadagnare trecentomila euro l'anno insomma molto di più dei miliardari stipendi che rimprovera ai parlamentari però aggiunge che trattasi di frutto del suo "lavoro". Castelli precisa che non si tratta propriamente di lavoro ma di reddito proveniente dai contribuenti italiani come quello dei deputati dal momento che il Corriere della Sera riceve dallo Stato circa ottomilioni l'anno di contributo ed appunto sono questi soldi che finanziano lo stipendio del grande fustigatore della casta.  Disagio ed imbarazzo ed Il pensiero di tutti a questo punto va al guadagno annuale dello stesso Santoro. Milioni all'anno? Quanti milioni? Intanto  il giornalista del giornale di Berlusconi ripeteva ossessivamente alla lavoratrice dell'Alitalia che per ben sette anni, sette anni, sette anni ripetuto ossessivamente sarebbe stata in cassa integrazione per ben ottocento euro al mese  a spese sempre dello Stato, un giornalista felice di mettere sulla colonna infame i privilegi della corporazione dei piloti e delle hostess a fronte dei disagi degli italiani costretti dai prepotenti della casta alata a subire ritardi e disagi negli aeroporti del genere di coloro che danno una lezione ai sinistri che fanno demagogia e difendono fannulloni e quant'altro la destra sta mettendo in riga... Questi ottocento euro rinfacciati a chi perde il lavoro fanno da
strano e feroce contrappunto alle proteste in verità farfugliate da Stella ed alle grida di Vendola.
 Ad un certo punto, mentre in lontananza gli argomenti, le doglianze dei rappresentanti
delle varie crisi sociali che attanagliano Torino diventano patetiche, imbarazzanti, mentre il giovane ingegnere del politecnico  dietro gli occhiali mostrava uno sguardo smarrito parlando di un futuro che gli era del tutto oscuro, tutta la mac china scenica della tramissione mostrava la sua menzogna e la sua crudeltà. La menzogna di una casta e dei suoi complici che, a destra ed a sinistra da Vendola a Castelli a Di Pietro si mostrava titolare degli stessi privilegi mostruosi, la menzogna di una denunzia che ha fruttato milioni di euro di diritti d'autore scritta da persone che guadagnano più o meno, anzi di più, dei politici che hanno denunziato, la menzogna di Santoro che fa il moralista, erige la sua colonna infame contro tutti i privilegi, dice cose condividibilissime ma è come e peggio certo involontariamente di coloro e delle cose che dice di aborrire.
 
Mentre tutto questo va in scena giunge notizia dal Parlamento che sono state respinte tutte le proposte di un qualche freno alla vigorosa tendenza all'insù del costo della politica mentre Napolitano fa un piccolo fioretto alla Madonna rinunziando alla spesa di dieci milioni di euro. Una somma certamente significativa per noi comuni mortali ma una piccola parte, una fettina sottilissima del costo del Quirinale.
 
Pietro Ancona

                                                               ****


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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, November 15, 2008 10:10 AM
Subject: Capitalismo e crisi nell'incontro dei venti.


Riflessione sul G20
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Il Presidente degli Usa, grande custode dell'ideologia, è preoccupato che la crisi mondiale provocata dai ladroni finanzieri suoi connazionali possa mettere in discussione il capitalismo e raccomanda a tutti di continuare a sostenerne le glorie e sopratutto di adorarlo senza mettergli "lacci e lacciuoli", senza regole, dal momento che le regole limiterebbero l'audacia degli avventurosi novelli capitani di ventura i managers alla guida di società che divorano poco prima di rovinarle e di distrugerne i fondi pensioni riducendo le azioni dei malcapitati a carta straccia.
Fosse per Bush lo Stato deve servire per mettere le risorse della collettività al servizio dei banditi che hanno fatto sparire trilioni di dollari e basta. Se un bambino muore a causa di un ascesso provocato da una carie che la famiglia non può curare non importa dal momento che la luce splendente e radiosa del "sistema" brilla sui popoli liberi e ne assicura le sorti progressive. Magari con l'aiuto di qualche opportuna guerra di sterminio dei poveracci che vengono bombardati perchè non collaborano abbastanza per la cattura dei "terroristi".
Tremonti che si picca di essere grande pensatore e grande ministro si è spinto su questa strada della preservazione della purezza del capitalismo nella sua versione liberista  fino al punto di proclamare che la eventuale presenza di soldi dello Stato nelle banche non ne rivendicherà il possesso o la presenza nei consigli di amministrazione. Niente deve turbare la libera intrapresa di quanti hanno portato il mondo sull'orlo della rovina e provocato una recessione di cui ogni giorno ce ne descrivono i caratteri lugubri e devastanti.
La crisi è in fase di intensificazione. Con questa dichiarazione solenne resa al Parlamento il Ministro dell'Economia ritiene di coprire gli otto miliardi di tagli al sistema scolastico, i tagli alla sanità ed al sistema pensionistico magari per regalare cinque o sei miliardi di euro alla cordata degli "amici" capeggiata da Colaninno. Nello stesso tempo il Ministro  Sacconi aiuta la criminalizzazione dei sindacati che non si piegano alle pretese della Confindustria di una totale libertà nel rapporto coi lavoratori che soltanto da sempre minori tutele possono avere la speranza di continuare a guadagnare un tozzo di pane. Si, proprio cosi, tozzo di pane perchè altrimenti non si può definire il salario erogato dalle aziende italiane, uno dei più miseri del mondo.
 Il sistema massmediatico di tutto l'occidente si guarda bene dall'individuare le cause ed i responsabili della "crisi" cioè del Grande Furto. In atto è impegnato in una intensa campagna di terrore per convincere l'opione pubblica che  non accettando le ricette proposte dalla Gelmini e da Tremonti abbiamo dietro l'angolo la crisi del 29 e il nostro degrado a okies come le famiglie che si muovevano negli States alla ricerca di lavoro e venivano accolti a fucilate quando i loro accampamenti non venivano bruciati come ama fare Borghezio in Italia con i poveri che cercano riparo sotto i ponti.
 C'è un silenzio enorme sulle responsabilità della crisi e le batterie massmediatiche sono rivolte alla divulgazione ed al radicamento di due idee: c'è la recessione ed il capitalismo va conservato e difeso.
 Ma è proprio vero che il capitalismo non c'entra con la crisi in atto? Quante automobili si debbono costruire e mettere in circolazione per evitare la crisi della General Motors? Con buona pace di Bush il capitalismo non è più in grado di assicurare stabilità e prosperità ed è giunto il momento di sostiturlo con un sistema diverso, magari socialista. Ma dove è il socialismo? Chi lo rappresenta? Come è che i socialisti francesi proprio in questo frangente si accingono a veltronizzarsi  eleggendo a loro leader Segolene Rojal.... Ma questo è un altro discorso..

Pietro Ancona
                                                                                  ****


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From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Saturday, November 15, 2008 9:03 AM
Subject: manipolazione per omissione


Caro Franco,

per nostra fortuna  domani è l'ultimo giorno di sua permanenza a prima pagina. Dal momento che sostiene la campagna terroristica sulla crisi per dare copertura ai tagli di quel poco di welfare che resta agli italiani, ha pensato di fare la sua parte rinunziando ad una fettina del  grasso gettone che riscuoterà dalla Rai per la settimana di letture ad usum delfhini dei giornali?
 Si stia bene.
Pietro Ancona

                                                ****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, November 16, 2008 10:34 AM
Subject: la solitudine di Epifani

 
La questione sindacale
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L'ostracismo governativo per la CGIL, favorito dalla complicità di Cisl ed Uil, ha motivazioni legate ad un progetto di eliminazione del sindacato come soggetto autonomo e rappresentativo   Ai sindacato CISL ed UIL viene promesso (ed accettato) un diverso coinvolgimento istituzionale ed un ruolo di fatto parastatale. Il Sindacato cessa di essere soggetto rappresentativo di diritti per diventare  cogestore di servizi che vengono erogati o in regime bilaterale con Confindustria o parastatale. I rinnovi degli accordi contrattuali vengono limitati all'azienda e riguardano calcoli legati alla produttività. Non in tutte le aziende. Nel grosso di queste il trattamento verrà erogato sulla base di un rapporto individuale del lavoratore con il datore di lavoro e cioè dalla decisione unilaterale del datore di lavoro.  Fine del contratto collettivo nazionale di lavoro.
La rottura e l'isolamento della CGIL hanno un significato diverso dal patto per l'Italia  del 2001 firmato da Pezzotta. Allora la posta in gioco era limitata e più modesta: Si trattava di fare avallare dal Sindacato le scelte del governo ma non si metteva in discussione come ora la natura profonda del sindacato ed il suo ruolo autonomo di soggetto rappresentativo di istanze ineliminabili dei lavoratori. Ora la posta in gioco è molto più alta.
Purtroppo la posizione della CGIL finora espressa non risulta del tutto chiara e convincente. Epifani continua ad offrire la sua collaborazione al governo sostenendo la insufficienza di quella della CIsl e UIL. In sostanza dichiara la propria insostituibilità nella realizzazione degli obiettivi di politica economica e sociale che il governo si propone di raggiungere.
 Questa posizione è estremamente debole, ambigua, incapace di  conquistare il consenso
dei lavoratori. Gli accordi Alitalia dovrebbero insegnare qualcosa. Anche con il concorso della CGIL non è possibile azzerare brutalmente diritti che appaiono irrinunziabili. La piattaforma di proclamazione dello sciopero del 12 dicembre è del tutto subalterna alle linee di Confindustria e Governo.
 Inoltre risulta autolesionistico avallare la campagna terroristica di governo e confindustria sulla recessione. Intanto perchè sposta l'interesse sulla difesa delle aziende a spese delle famiglie e dei lavoratori. Inoltre l'avallo alla linea della privatizzazione dei servizi produce un aumento delle spese delle famiglie per mantenere le nuove satrapie che si installano laddove c'erano le municipalizzate. La CGIL dovrebbe essere in grado di presentare una proposta di gestione della recessione garantendo i redditi da lavoro e da pensione. Questa proposta non c'è. Non si capisce perchè la crescita zero dovrebbe produrre effetti catastrofici quando il Giappone vi ha resistito per oltre un decennio senza
ridurre con le pezze al culo le sue classi lavoratrici.
 In sostanza, sono convinto che la CGIL ha già perduto la sua partita quando dà una interpretazione moderata al riformismo della sua tradizione e quando si limita a proporsi per una gestione migliore delle politiche liberistiche. Cosa che la destra del Paese considera oramai priva di interesse dal momento che si propone la sconfitta definitiva e storica della classe operaia e del suo ruolo di protagonista.
 Il  PD non si illuda. La sua competizione con una destra che si è deta questo ambizioso obiettivo è perdente.
Pietro Ancona
                                                     *****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, November 18, 2008 11:48 AM
Subject: la vita d
ei lavoratori è degna di tutela?


la vita dei lavoratori è degna di tutela?
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Comincia a delinearsi la reazione confindustriale e di destra al rinvio a giudizio per omicidio colposo  dei dirigenti della TissenKrup e per omicidio volontario dell'amministratore delegato della società tedesca. Nei giorni scorsi  l'azienda aveva tentato di ricattare i familiari degli operai uccisi: non avrebbero ricevuto nulla se si fossero costituiti in giudizio. Ma le famiglie non hanno ceduto. I primi commenti sono sopratutto di sinistra e sono ovviamente positivi.   Negli ambienti padronali c'è ancora sconcerto e disorientamento per la decisione del giudice. Ancora la batteria massmediatica della destra non ha ricevuto la velina giusta. Mai gli imprenditori avevano pagato penalmente. In Italia sono morte diecine di migliaia di persone e sono stati mutilati o colpiti  da malattie terribili e letali  milioni di lavoratori  con un costo di sofferenze umane indicibili  ed un costo economico per la società pesantissimo.L'evoluzione legislativa della sicurezza del lavoro è stata lenta, lentissima e non ha mai spaventato realmente l'imprenditore che facendo un calcolo di costi e di ricavi ha sempre preferito l'infortunio e la morte del dipendente piuttosto che investire nelle attrezzature e nell'organizzazione del lavoro.
Stamane, a Prima Pagina, commentando la sentenza di rinvio a giudizio il Professore Deaglio, professore di economia all'Università di Torino, tendeva a ridurre la responsabilità degli infortuni dissezionando i dati statistici ed assegnandone  il grosso alla piccola e piccolissima impresa sostenendo che spesso i soggetti colpiti sono gli stessi datori di lavoro, ne ha anche assegnato una parte al trasporto da e per il lavoro ed anche alla corresponsabilità operaia che spesso rifiuta il casco perchè fastidioso da tenere per l'intera giornata. Si è anche spinto a parlare di autoinfortuni (!!) per rendersi liberi e dedicarsi alla squadra del cuore. Ma qui ha soltanto riferito di uno studio fatto in Inghilterra anni orsono. Ha anche detto che gli infortuni italiani sono nella media europea.....cosa della quale è lecito dubitare.
Per il momento, e dato che la sentenza torinese viene scandita da altri mortali e spaventosi infortuni, nessuno si azzarda a condannarla apertamente. Ma molta gente che teme di trovarsi prima o poi sul banco degli imputati con una accusa quanto meno di omicidio doloso mastica amaro e presto uscirà allo scoperto. La stessa Cisl, che qualche tempo fa aveva proposto una attenuazione delle penalità per le aziende che credo abbia trovato accoglimento in qualcuno degli emendamenti che nottetempo il centro-destra inserisce in decreti in discussione a volte con la complicità dei cosidetti moderati del PD, forse non ha molto gradito.
Sempre a  Prima Pagina per merito di due tecnici della sicurezza, un ingegnere ed un professore, sono venuti alla luce due notizie : la prima che per ogni morto ci sono almeno tre invalidi permanenti, tre persone ridotte sulla sedia a rotelle o a malattie inguaribili e croniche. Gli infortuni sono circa un milione l'anno ed il loro costo (secondo l'ingegnere) è di almeno quaranta miliardi di euro.L'altra notazione che riguarda la reale volontà degli imprenditori veniva fatta dal professore che ha denunziato che questi frequentano, è vero, i corsi sulla sicurezza ma soltanto per capire
il "minimo" che sono obbligati a fare per non incorrere nel rigore della legge e certamente non perchè volenterosi di praticare e diffondere la cultura della sicurezza.
Il valore civile della sentenza di rinvio a giudizio è controcorrente rispetto la mercificazione del lavoro umano e del lavoratore. Mentre il coro liberista bipartisan riesce a minimizzare la cultura del lavoro, il valore fondamentale del lavoro riconosciuto dalla Costituzione e base per rapporti sociali civili non fondati sulla predazione dei ricchi sui poveri  e dell'impresa sui suoi dipendenti, questa sentenza dice che il lavoro è inscindibile dalla tutela della integrità fisica e della salute dei lavoratori.
Anche in questo campo, come in molti altri, la Magistratura è stata costretta a fare da supplenza e non solo ma anche ad indicare una strada alternativa. In effetti in un Paese democratico e rispettoso dei diritti la questione della garanzia della sicurezza doveva essere affrontata e risolta dai Sindacati,  dalla Impresa e dal Welfare. Moltissimi incidenti non si verificherebbe se fosse stata recepita nei contratti e poi in una legge una norma riguardante i poteri dell'addetto alla sicurezza. L'addetto alla sicurezza, dotato di parte dei poteri dell'ispettore del lavoro, ridurrebbe drasticamente la quantità di infortuni mortali e non che si verificano ogni giorno.
L'addetto alla sicurezza dovrebbe essere il sensore di un sistema sanitario che cerca la prevenzione. Ma questa proposta non è stata accolta neppure dai Sindacati confederali che purtroppo sono diventati assai più sensibili alle pretese confindustriali.
   Sono curioso di sapere come reagirà la CGIL alla novità introdotta dal Giudice. Spero che ne trarrà motivo per fare sul serio, per impegnarsi davvero nella lotta agli infortuni. Sarebbe gravissimo che anche su questo fronte, il fronte della difesa della vita delle persone, il sindacato si facesse condizionare dal malumore degli industriali e non presentasse le sue proposte per risolvere nella prevenzione efficiente la questione.
Pietro Ancona
                                                                              ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: cobas@cobas.it ; franzitta cobas
Sent: Tuesday, November 18, 2008 8:31 PM
Subject: La termopili del sindacato


 Le termopili dei diritti sindacali
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 La resistenza dei piloti e delle assistenti di volo è fatale per il futuro dei diritti di tutti i lavoratori.Non a caso c'è un accanimento particolare nel volerli soggiogare, mettere a terra. Se perdono, con loro perdiamo tutti ,altro che castigo per arroganti.La firma che la CGIL ha posto accanto a quelle della Cisl e dell'UIL è autolesionistica e contraria agli interessi generali che la CGIL ha rappresentato nella sua tradizione di sindacato riformista ma rigido nella difesa dei   diritti  delle persone. Fiumicino è la Termopili dei lavoratori italiani. Se leonida ed i suoi spartani saranno sconfitti passerà con Colaninno ed i suoi persiani  la fine del contratto collettivo di lavoro e del diritto stesso dei lavoratori di negoziare il loro rapporto. L'infamia della colonna infame tocca oramai tutto il mondo del lavoro e della cultura dai precari universitari descritti come i loro baroni agli statali fannulloni. La destra ed i suoi "canazzi di bancata" è pronta a lacerare la dignità di tutti coloro che vuole espungere dal campo delle garanzie e dei diritti. Il linciaggio è per tutti. Oggi si è rivolto ai medici di famiglia criminalizzati per colpe che non hanno e che appartengono alla burocrazia del potere, un potere in cui è normale lottizzare i primari....Per questo dobbiamo vincere a Fiumicino, con i piloti e con tutti i lavoratori della Alitalia.

Pietro Ancona
                                                                ****

    
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; Sent: Thursday, November 20, 2008 12:52 PM
Subject: Il baubau della recessione come shock economy?

Caro Epifani,

capisco Tremonti che parla di "intensificazione della crisi" ma non ti capisco quando tu parli di "una valanga in arrivo". 
Certamente parlare della crisi senza indicarne le cause, l'origine nella fase criminale del liberismo, non serve nè a capirci nè a difendere i lavoratori.
Unirsi al coro che paventa "Annibale alle porte"! conviene a chi vuole ridurre completamente a terra il lavoro dipendente.
Indicare nella detassazione l'unica via per recuperare un pò di soldi ai lavoratori è negare da oggi in poi il diritto di avere un qualche miglioramento dei salari di fame che sono in atto.
Dovresti chiedere un aumento generalizzato di almeno il dieci per cento di tutte le retribuzioni,il ripristino della scala mobile, l'abrogazione della legge Biagi, la fine delle privatizzazioni che servono soltanto ad aumentare il parassitismo parapolitico nella gestione dei servizi ed a aumentare le bollette della gente....
  Unirsi alle campagne di terrore per giustificare l'attuale stato di costrizione dei lavoratori, è davvero sconcertante...
 Pietro Ancona Pietro Ancona
                                                                  ****


From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Thursday, November 20, 2008 9:38 AM
Subject: Gli scopi nefandi della campagna contro i fannulloni


Caro Professore Deaglio,

lei è persona  seria e qualificata. La sua opinione conta. Per questo la invito a fare una riflessione sulla colonna infame che è stata eretta dalla destra   ai danni di varie categorie di cittadini di volta in volta convocati ed esposti al ludibrio pubblico: ha cominciato Monti con i pensionati che toglierebbero il pane di bocca ai giovani, ora prosegue  Brunetta, (fruitore di enormi prebende come Ministro e deputato),
con gli statali, la Gelmini con i professori, Scaiola ed altri con i piloti. Ora c'è un tentativo di criminalizzare i medici di famiglia con il falso scandalo dei morti assistiti in Sicilia.
Spero che lei vorrà riflettere sulla odiosa strumentalità di questa campagna che naturalmente ignora le responsabilità della classe dirigente e dell'imprenditoria italiana che ha  managers tra i più pagati del mondo. L'obiettivo è la privatizzazione.Ma dovunque si è privatizzato i costi si sono moltiplicati per i contribuenti a cominciare dai servizi locali.

Tutto il clamore sul fannulloni e sulle assenze serve soltanto a sgombrare la pubblica amministrazione dei suoi dipendenti per sostituirli da personale esterno fornito da cooperative controllate dai politici a da imprenditori che trovano nella pubblica amministrazione il nuovo business. Personale sottopagato e privo di diritti.
 Già molti infermieri negli ospedali , molti bidelli nelle scuole  sostituiscono personale una volta assunto per concorso. E' un modo per fare soldi, fare spendere il doppio alla pubblica amministrazione (vedi costi delle esternalizzazioni dei servizi) e privatizzare brutalmente l'avviamento al lavoro. Aggiungo che il personale esterno viene fatturato quasi sempre in modo diverso da come viene retribuito ( circa il trenta per cento in meno per qualifica)
  Aggiunga i consulenti costosissimi che servono ai piani alti.
Si sta facendo dell'Italia un inferno per i lavoratori sfruttati e ridotti senza diritti da una vorace classe di speculatori all'assalto della pubblica amministrazione.
 Cari saluti.
Pietro Ancona
                                                       ****

---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: tranfaglia nicola professore torino
Sent: Friday, November 21, 2008 4:24 PM
Subject: la vigilanza rai


ma perchè fare bile per la Presidenza della Commissione di Vigilanza Rai da sempre addetta alla spartizione ed alla lottizzazione? Non sarebbe meglio abolire il canone ed avviare un processo di autogestione della Rai affidando ad una cooperativa di dipendenti il compito di gestirla in piena autonomia? Perchè continuare a spendere quattro miliardi l'anno per un servizio che è diventato obsoleto, stucchevole,culturalmente sempre più povero?
Non c'è alcun bisogno di una rai pubblica per fronteggiare il potere di Mediaset. Questa Rai è la corazza di Mediaset. E' controproducente per chi vuole una libera informazione ed una televisione seria.
Pietro Ancona

                                     ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: paolo.ferrero@rifondazione.it
Sent: Friday, November 21, 2008 11:22 AM
Subject:
lettera ad una sinistra confusa

Caro Segretario,

la proposta che hai avanzato di 1000 euro ai percettori di reddito entro un certo tetto non differisce di molto da quella del governo e si muove nella logica filosofica del capitalismo compassionevole: non diritti ma mance!!
Era anche la logica del governo Prodi quando affrontò la questione dei pensionati.
Evidentemente c'è un filo comune che lega gli economisti ed i giuslavoristi  dal PDL al PD, da Tremonti e Sacconi a Treu e Letta.
Mille euro una tantum sono una mancia che si squaglierà  ancora prima di Natale lasciando maggiore rabbia a milioni di persone condannate a vivere al disotto del minimo.
Sarebbe stato assai meglio proporre un aumento di almeno il dieci per cento delle retribuzioni ed il ripristono della scala mobile e l'abolizione della legge Biagi.
Bisogna dare alla gente obiettivi per i quali vale la pena di lottare anche se sembrano irrealistici. Ma non lo sono.
Trovo sconcertante il fatto che tutte le analisi attribuiscono la crisi ai bassi livelli dei salari e nessuno ardisce proporre un intervento organico su questi.
  La crisi viene usata dalla destra come shockeconomy e per togliare ancora al lavoro dipendente. E' criminale unirsi al coro dei coccodrilli del Sole 24 ore e dintorni....
 Pietro Ancona

                                               ****

    ----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, November 22, 2008 9:08 AM
Subject: Il partito socialista francese resta socialista

Il Partito Socialista Francese resta socialista

 una buona notizia giunge dalla Francia: il congresso socialista si è concluso con la vittoria,seppur di strettissima misura, di Martin Aubry su Segolene Royal che ben conosciamo per essersi opposta a Sarkozy alle elezioni presidenziali. La Segolene non riconosce la sconfitta e vuole la riconta dei voti ma credo che non ci sia più niente da fare.

Il socialismo francese ha scelto di rimanere tale: ancorato alla difesa delle classi lavoratrici, della preminenza degli interessi pubblici sul privato specialmente nei campi cruciali della scuola, della sanità, della gestione dell'acqua, dell'indipendenza del sindacato. La vituperata "ideologia" del socialismo assaltata dai fautori della Segolene che propugnano un pragmatismo genericamente democratico ed un partito fatto di simpatizzanti e privo di militanti resta al suo posto a presiedere la sorte di chi ritiene che il capitalismo non sia "la fine della storia" e che anzi la sua recente crisi dovuta alla liberazione di tutti i suoi spiriti animali  ha condotto l'umanità sull'orlo del precipizio. L'umanità si deve liberare dal capitalismo!
  Martim Aubry è sostenitrice delle 35 ore che segnarono e continuano a segnare una bella caratteristica del socialismo francese ed è adatta a sostenere l'onda della shock economy
che la destra mondiale sta montando per occultare le pesantissime responsabilità dei banchieri dei governi e degli organismi internazionali come il FMI e sfruttare la stessa crisi o la sua percezione per fare nuovi affari.
  Proprio stamane, il FMI responsabile dello strangolamento economico di tanti Stati ha lanciato il suo allarmismo dopo quello che ieri ha diffuso la CIA. Ha parlato di catastrofe imminente nell'economia mondiale mentre la CIA ha profetizzato venti anni di difficoltà agli USA; Tremonti partecipa alla campagna allarmistica dichiarando in Parlamento che la crisi è in fase di intensificazione.
  La destra ed i suoi santuari fanno a gara per terrorizzare ed imporre nuove e peggiorate condizioni di vita alle classi lavoratrici di tutto il mondo.
  Fallisce in Francia il modello veltroniano del Partito Democratico. I socialisti francesi, assieme alla sinistra tedesca, stanno rinnovando la socialdemocrazia. Il mondo truffato
dal liberismo assoluto di marca bushiana ha bisogno di una prospettiva diversa basata sul recupero dei diritti perduti e calpestati e su una equa distribuzione dei redditi e delle risorse.
http://www.liberation.fr/
Pietro Ancona
                                                           **** 
 

---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Sunday, November 23, 2008 10:40 AM
Subject: E' maledizione di Guicciardini?


Cara Micromega,

in un paese con milioni e milioni di pensionati a 500 euro mensili è giusto che una persona seppure qualificatissima come il Presidente della Corte Costituzionale ne abbia una da 40 mila euro?
E' tollerabile da una comunità una distanza cosi sconcertante tra due cittadini seppur di diversa specializzazione?
L'Italia è irriformabile. E' perseguitata dalla maledizione di Guicciardini. Non c'è niente che possa umiliare  come la mancanza di proporzione tra il più ed il meno che io non nego debba esserci.
Pietro Ancona

                                                              *****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: posta@liberazione.it
Sent: Sunday, November 23, 2008 9:15 AM
Subject: commento di liberazione


Caro Sansonetti,

non condivido il commento di "Liberazione" del Congresso dei socialisti francesi.

Credo che dovremmo tutti gioire se i socialisti francesi restano tali e rifiutano di farsi veltronizzare da Segolene in una sorta di PD. Oppure no?
 La minaccia di scissione della destra mi pare somigli molto a quella di Vendola. Una volta le scissioni si facevano quasi tutte a sinistra. Ora i convertiti al liberismo non riesco più a sopportare coloro che continuano a pensare possibile l'utopia socialista.
  Pietro Ancona

                                                            ****

 

----- Original Message -----

From: pietroancona@tin.it

To: info@giuliettochiesa.it

Sent: Sunday, November 23, 2008 12:53 PM

Subject: la morte di Curzi

 

sono umanamente dispiaciuto per la perdita di Alessandro Curzi. Debbo però dire che considero lui e Petruccioli quanto di peggio potesse fare la sinistra italiana verso il servizio radiotelevisivo: hanno puntellato il palazzaccio irriformabile e spendaccione ritagliandone la propria percentuale.
Il fatto che esiste un tabu a sinistra per la RAITV è una corresponsabilità verso questo sistema.

Pietro Ancona

 

----Messaggio originale----

Da: info@giuliettochiesa.it

Data:

23-nov-2008 8.47 PM

A: pietroancona@tin.it

Ogg: la morte di Curzi

 

 Curzi e

Petruccioli sono due cose diverse. L'umana abiezione del secondo è

difficile da eguagliare per chiunque. Curzi non c'è mai arrivato

nemmeno

vicino. Certo anche lui ha condiviso gravi responsabilità della

cogestione

di una piramide marcia. Ha svolto un compito che gli era

stato affidato,

compito sbagliato. L'intera sinistra deve condividere

la sua

responsabilità politica e anche morale.

Giulietto Chiesa

 

----Messaggio originale----

Da: pietroancona@tin.it

Data: 24-nov-2008 7.07 AM

A: <info@giuliettochiesa.it>

Ogg: R: giuliettochiesa megachip

 

Caro Chiesa,

 

sono da sempre di sinistra, un vecchio socialista

lombardiano, oramai un reperto preistorico del socialismo che non c'è

più. Penso che la sinistra italiana è perduta perchè parte integrante

della Casta. Quando si sta in un consiglio di amministrazione e si

percepisce un gettone che non ha eguali al mondo per dirigere una

struttura tra le più corrotte e costose del Paese si condividono le

responsabilità del Potere e si diventa parte di questo.

  Forse mi sono

incattivito ma dovrei spiegare a mio figlio,  1050 euro al mese,

che cosa ha in comune con chi lascia alla moglie una reversibilità che

sarebbe scandalosa dappertutto.

  Pietro Ancona

già segretario generale

CGIL Sicilia deluso profondamente anche dalla CGIL di oggi.

                                                    ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: partito socialista
Sent: Monday, November 24, 2008 1:41 PM
Subject: Tornare alle munipalizzate!! Basta con le satrapie spa....


Carissimi,


il Comune di Palermo annunzia un aumento del 50% della tarsu. Appena l'anno scorso aveva aumentato del 75%.
L'Amia, in stato di grave dissesto, è diventata SPA. Niente controlli Corte dei Conti, assunzioni private riservate (se chiedi notizie si appellano alla privacY) di centinaia di parenti et.... Costi moltiplicati.
Ma non è solo l'Amia di Palermo. Se fate un conto dei servizi locali (acqua,trasporti,nettezza urbana,gas) privatizzati vi renderete conto che costano assai di più di prima. La spiegazione è semplice: prima non c'erano consigli di amministrazione con stipendi da satrapi e la possibilità di esternalizzare ed assumere a gogo e dare consulenze fasulle a gogò.
La gente è strangolata dalle bollette. Quando arrivano scoppiano crisi nelle famiglie.
Pensate di poter fare qualcosa magari per bloccare la privatizzazione dell'acqua voluta dalla 133? Se continua cosi avremo le nuove rivolte contro la tassa sul macinato!!
Pietro ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: comedonchisciotte@yahoo.it
Sent: Thursday, November 27, 2008 7:52 AM
Subject: obama come bush: pagliacciata sul terrorismo


Gli stati uniti ed il mondo sono stati terrorizzati da un possibile attacco terroristico alla metropolitana di New York. la stessa FBI autrice dell'annunzio diffuso a megafoni spalancati in tutto il mondo dice di non aver riscontri concreti. Intanto si fa capire che il Pakistan potrebbe in qualche modo entrarci e si preparano gli animi a possibili bombardamenti dei cattivoni ferocissimi......

E' veramente squallido questo esordio da teatro dell'assurdo di Obama. Non mi aspettavo molto ma questo esordio bushiano  è proprio deludente.

Penso proprio che AlQaeda sia un ufficio della Cia che funziona al momento che serve a preparare e coprire qualche iniziativa ingiustificabile degli Usa.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Wednesday, November 26, 2008 6:46 PM
Subject: sciopero cgil:una cannonata a salve

Lo sciopero proclamato dalla sola CGIL per il 12 dicembre scorso risulta del tutto inutile alla lettura della sua "piattaforma di rivendicazioni" del documento sulla crisi.
Le questioni essenziali della depressione italiana che è essenzialmente una crisi dei redditi del lavoro dipendenti e delle pensioni non vengono affrontate. La questione della crisi sociale italiana dovuta alla artificiale forzata precarizzazione del lavoro (provata dal fatto che lo stesso lavoratore viene riassunto come precario più volte dalla stessa azienda) non viene affrontata. Si dà per scontato un regime di salari e di retribuzioni intoccabile. Qualche soldo in più viene proposto attraverso la detassazione che tuttavia non viene neppure estesa alla tredicesima mensilità. La strada della detassazione porta alla perdita del ruolo sociale del salario ed alla sua importanza nel welfare italiano.Non a caso Berlusconi ne propone la strutturalizzazione a cominciare dallo straordinario. Non finirà cosi dal momento che tutto il welfare è sotto attacco e deve essere "affamato". Il programma della destra, come si è visto dalla legge 113 e da altre leggi recentemente approvate, è assai organico ed ha una strategia di lunga, lunghissima scadenza alla fine della quale avremo una Italia ancora meno dotata degli USA di tutele per i lavoratori.
La terribile questione della privatizzazione dell'acqua non viene affrontata.Non si chiede una revoca della norma introdotta da Tremonti nella finanziaria. Si sa per certo che la privatizzazione dell'acqua, dovendo garantire guadagni a chi la gestirà, produrrà un appesantimento delle bollette come è accaduto per tutte le privatizzazioni dei servizi fin qui realizzati a cominciare dai servizi locali. Non una sola privatizzazione è stata di sollievo per la cittadinanza.
Lo sciopero manca delle rivendicazioni fondamentali: aumento dei salari e abrogazione della legge Biagi. L'Italia è un inferno per i giovani ed è l'unico paese europeo con una patologia cosi ampia nel diritto al lavoro. Cinque milioni di precari non coprono cinque milioni di posti di lavoro nuovo ma sostituiscono cinque milioni di contratti a tempo indeterminato. Questo ha aumentato la ricattabilità e lo stato di umiliazione delle nuove generazioni almeno dal varo del pacchetto Treu. (Treu e Sacconi sono la stessa linea giulavoristica di distruzione del diritto). La CGIL non chiede la immediata trasformazione dei contratti a tempo indeterminato ma si limita a rivendicare una mancia per i quattrocentomila precari che sono stati estromessi.
Lavoro, salario e diritti restano quelli che sono: macerie ancora sotto il bombardamento nemico che vuole la loro totale polverizzazione.
Emerge dallo sfondo di questa grande offensiva ideologica della destra contro il lavoro una Italia di precari ridotti a salari che diventano una sorta di mancia, mercede come una volta venivano chiamati, che difficilmente potranno continuare a tenere in vita il welfare.
Dall'Europa giungono notizie che dovrebbero allarmare e si riferiscono all'allentamento dei vincoli di Maastricht: con un regime di salari e di pensioni non indicizzati ci sarà un ulteriore gravissimo abbassamento del potere. Non sono per i vincoli rigidi di Maastricht ma il loro allentamento se non è preceduto dalla reintroduzione della scala mobile sarà un disastro sociale di proporzioni paurose.
Letta e Bersani possono stare tranquilli. La loro linea bipartisan di sostegno all'economia italiana non viene attaccata dallo sciopero.
http://www.cgil.it/nuovoportale/Banner/SCIOPERO121208/PianoAnticrisi.pdf
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, November 28, 2008 8:30 PM
Subject: Stasera a TG3 delle diciannove..


  Stasera TG3 ha mostrato una faccia dell'America che non so se definire sconcertante, deludente, umiliante o che altro. Migliaia e migliaia di americani di tutte le età, credo povera gente, accampati per la notte davanti un ipermercato in attesa dell'apertura. Ore ed ore di attesa e a portoni aperti e spalancati una folla disordinata vociante che viene inghiottita all'interno a stento tenuta a freno dai vigilantes.
 Mi sono chiesto che cosa spinge una folla tanto enorme a vegliare per ore ed ore per avere un buon posto di accesso in un luogo dove si compra. Che cosa compra? Certamente cibi e vestiti a poco prezzo.  Una cosa assai diversa dalle nostre svendite di un tempo e dalle code che si formavano davanti i negozi griffati. Qui siamo davanti un ipermercato specializzato in merci importate in gran parte dalla Cina, merci di cattiva fattura ma pure una risorsa a fronte degli inavvicinabili prezzi della merce "normale" per i deprezzati, dimagriti salari dei lavoratori americani. Qui non ci sono code ma folle di migliaia e migliaia di accampati.
Una manifestazione di povertà umiliante e non di consumismo incallito di persone che il Partito Democratico americano ed i Sindacati americani hanno abbandonato da un pezzo al loro destino. Persone che si sono indebitate con le carte di credito con le quali hanno integrato salari sempre più bassi, sempre più insufficienti al loro mantenimento. Il liberismo ha abbandonato da un pezzo l'idea di fare dei lavoratori dei consumatori delle merci che contribuiscono a produrre.
Obama non sarà la risposta all'enorme problema di questa massa di persone immiserite
ed anche truffate dalle banche. Ci vuole un movimento autonomo che ridia dignità di classe sociale a poveri che il capitalismo tende ad inselvatichire ed infantilizzare con massmedia di perversa manipolazione quotidiana. Il Partito Democratico americano è partito dei ricchi esattamente come quello Repubblicano.
 Se l'America avesse dignità si dovrebbe vergognare di queste folle di poveri che aspettano l'alba all'addiaccio per qualche etto di salame a prezzo a loro accessibile mentre regala ottomilamiliardi di dollari ai ladroni di Wall Street.
  Intanto, in Italia che da anni si ispira al modello sociale efficientista e privatista americano, ci sono le file davanti ai refettori dei conventi... E meno male che c'è qualcuno disposto a preparare un piatto di minestra per i poveri.
Pietro Ancona
                                                          ****

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From: pietroancona@tin.it
To: esteri@liberazione.it
Sent: Saturday, November 29, 2008 4:12 PM
Subject: stare zitti davanti Mubai?


Cara Liberazione,

secondo Alfonso Gianni la sinistra non dovrebbe tacere ma parlare difronte ai morti innocenti di Mubai. Sono d'accordo. Prima di tutto dovrebbe chiedere  come mai il mostruoso evento si verifica a ventiquattro ore dall'allarme lanciato dalle autorità americane per un possibile attentato alla metropolitana di New York. Allarme ritrasmesso dai massmedia di tutto il mondo che ha creato il clima più acconcio a fare da scenario alla
impresa terroristica di Mubay.Una perfetta sincronia, un sequel.....
Dubito molto che non ci sia la longamano degli usa dietro la strage indiana. Sono molti gli elementi convergenti che richiamano l'interesse americano per il Pakistan, l'annunzio di Obama di spostare l'impegno militare americano nel quadrante pakistan-Afghanistan. A tutto questo aggiungerei la crescente gelosia degli Usa per la crescita economica e tecnologica dell'India, un continente di un miliardo di esseri umani che assieme al continente cinese di altro miliardo e mezzo di esseri umani ha imboccato la strada di un progresso velocicissimo, incontrollabile, che sottrae nuovi spazi all'egemonia economica e commerciale degli USa sul mondo.
Insomma, per chi come me ha considerato Bin Laden ed AlQaeda strumenti di Bush è assai difficile che ci sia un terrorismo sanguinario che agisce alla cieca come sarebbe quello che ha compiuto la strage degli alberghi.
Spero che si faccia una indagine profonda su ognuno dei guerriglieri uccisi e su quelli, se ce ne sono, fatti prigionieri. E' importante sapere dove sono stati addestrati, da chi hanno avuto i mezzi e gli appoggi per sbarcare e per sostenere due giorni di inferno.
Si tratta di un altro undici settembre?  La maggioranza degli americani non crede più nello attentato terroristico di quell'evento. Perchè dovrebbe credere alla matrice "terroristica" di questo?
Alfonso Gianni può esecrare la strage ed io condivido la sua esecrazione. Ma le centinaia di migliaia di famiglie uccise dai bombardamenti anglo-americani  hanno lo stesso valore  dei caduti in questa strage. L'Occidente si strappa i capelli e strilla  per i suoi morti e massacra con armi all'uranio, al napalm, al fosforo quanti ha iscritto negli stati "canaglia".
Pietro Ancona
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From: <pietroancona@tin.it>
To: <info@lapadania.net>
Sent: Sunday, November 30, 2008 4:00 PM
Subject: sono solidale con renzo bossi

 Leggo che Renzo Bossi, ancora una volta, per la terza volta è stato
bocciato
 all'esame, sostenuto da privatista, per la licenza di maturità scientifica.
 Voglio deprecare il fatto che una questione riguardante la vita privata di
 un ragazzo venga discussa dai massmedia di tutta Italia con conseguenze
 pesanti sulla sua reputazione: Somaro è il meno che si è ricevuto dalla
 critica degli ignorantoni della sua parte politica.
 Credo che sia stato sbagliato insistere tanto, avere tanto accanimento nel
 perseguimento di un traguardo che è anche diventato, alla terza prova, un
muro
 tra Renzo ed il suo futuro, un muro cercato e quasi voluto.
 Ci sono tanti ragazzi e certamente Renzo è uno di questi che riescono
 brillantemente in tanti campi ma non sono affatto tagliati per la maturità
 classica o scientifica per quello che essa rappresenta come corso di studi
e  forma mentis.
 Ragazzi che riescono brillantemente al liceo artistico o nelle scuole ad
 indirizzo industriale. Ho conosciuto un ragazzo che soffriva terribilmente
 con il latino ed il greco ed oggi è un affermato autore di design
 La responsabilità dei danni cagionati al giovane sono della famiglia e del
 suo entourage.
 Se fossi stato componente della Commissione mi sarei battuto per non
 infliggere un verdetto definitivo che taglia ogni speranza. Confesso che
 avrei proposto la promozione!! Meglio un diplomato immeritevole che una
 persona frustrata da un insuccesso cosi tranchant!
 Se fossi in Renzo chiederei i danni alla famiglia ed al Partito.
 Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Monday, December 01, 2008 9:37 AM
Subject: medici: una proposta sbagliata

Il sindacato dei medici della CGIL fa la  proposta di sottoporre a valutazione professionale, ogni dieci anni, i medici del ssn. La proposta scaturisce dal clima esistente oggi in Italia del tutto critico e spesso sfavorevole ai lavoratori.L'idea  è che bisogna introdurre dappertutto criteri meritocratici con annessi premi economici. La CGIL propone di riconoscere tangibilmente la bravura di quei soggetti che avranno superato brillantemente l'esame valutativo.Non ho capito che cosa succederà a coloro che saranno bocciati
dalla Commissione che sarà preposta
alla verifica.
Si terrà conto del parere dei pazienti nel giudizio che sarà espresso per i medici.Non si sa come e perchè.
Mi meraviglio molto che una simile proposta venga dal sindacato medici della CGIL. I medici che operano nel ssn hanno superato con successo concorsi di ammissione preceduti da esami di abilitazione alle varie specializzazioni. Operano sulla base di un contratto e nel regime di leggi e di regolamenti. Perchè un esame di valutazione che difatto incide nel rapporto di lavoro come fattore di precarizzazione? La Commissione preposta al giudizio da chi è nominata? Potrà prescindere nel giudizio dall'orientamento politico del momento e dagli interessi che il governo rappresenta? Non dimentichiamo che gli interessi dei privati e delle privatizzazioni sono assai presenti nel governo di centro-destra ed è assai diffusa l'ostilità verso il ssn, verso ogni forma di organizzazione pubblica dei servizi.
 L'idea che si sta diffondendo è quella di
rendere infelice ed angosciata  ogni forma di collaborazione subordinata, ogni tipo di lavoro dipendente. C'è un accanimento sadico verso chi riceve uno stipendio ed ha diritti garantiti da un contratto e dalle leggi. Spero che il sindacato medici della CGIL vorrà ritirare la proposta avanzata ieri.
 Bisognerebbe sottoporre ad approfondimento il concetto di meritocrazia. Siamo sicuri che stimolando la competizione in un corpo professionale o amministrativo, mettendo in luce i più meritevoli, noi facciamo un bene alla società, al servizio che si vuole realizzare?
Non sarebbe meglio una organizzazione del lavoro basata sulla collaborazione e non sul conflitto e sulle sgomitate che valorizzi i momenti della ricerca e della sperimentazione collettiva, i momenti in cui il team mette a frutto le risorse di ognuno per conseguire un risultato utile?
Penso che sarebbe opportuna la piena separazione tra pubblico e privato nella professione medica. Chi accetta un lavoro dal ssn dovrebbe essere inibito allo esercizio di qualsiasi attività professionale a cominciare dall'odiosa intramoenia. Perchè nello stesso ospedale se ho la possibilità di pagare il tiket intramoenia (120 euro,duecentoquarantamilalire) riesco a superare la coda dei tanti pazienti in lista di attesa?
Dentro la categoria dei medici come di molte categorie e professioni si tende e si è già creata una divaricazione tra coloro i quali tendono ad accumulare ancora migliori condizioni di remunerazione e di carriera e i nuovi medici che trovano difficoltà sempre più ardue per l'inserimento lavorativo. E' la stessa cosa che accade a tante professioni come i giornalisti, gli avvocati,
gli ingegneri etc... Per fare un esempio, i giovani giornalisti lavorano a squillo. Telefona la redazione, ordina un pezzo, un servizio che, dopo settimane, viene remunerato con pochi spiccioli. Molte pagine di quotidiani importanti vengono riempiti cosi.. C'è un meccanismo che punta a premiare non i migliori ma i più forti quanto uno Stato moderno e civile dovrebbe impedire ogni discriminazione. Guai a chi nasce povero e privo di solide relazioni parentali e sociali
nella società  "meritocratica" e liberista.
http://italiainformazioni.it/giornale/salute/35916/sanit-test-decennale-valutare-medici-richiesta-della-cgil-verificare-risultati-clinici.htm
Pietro Ancona

                                                ****
   
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Tuesday, December 02, 2008 4:03 PM
Subject: la guerra ai pellirossa continua

  Il pentimento di Bush
===================
 Il Presidente Usa Bush, a due mesi dall'avvicendamento con Obama, dichiara di essersi sbagliato sulle armi di distruzioni di massa detenute dall'Iraq di Sadam  Hussein. In sostanza confessa di avere fatto una guerra costata milioni di morti, di aver violato l'integrità territoriale di uno Stato sovrano, sulla base di un convincimento, di un sospetto che si è dimostrato infondato, falso.
 Non si dichiara pentito e non dice se la invasione dell'Iraq l'avrebbe ordinata lo stesso.
La sua tardiva e grottesca confessione suona falsa, ipocrita. Falsa dal momento che la sua amministrazione mostrò al mondo le "prove" delle armi di distruzioni di massa. Prove che evidentemente erano state costruite. Ricordate il generale Powell difronte l'ONU che illustra le armi di Sadam Hussein?  La stampa di tutto il mondo occidentale, all'unisono, partecipò alla campagna di falsificazione e di criminalizzazione del regime di Sadam Hussein e creò il clima adatto
all'aggressione simile a quello che oggi si vorrebbe creare per un intervento in Pakistan e per il prosieguo degli attacchi all'Afghanistan.
  Bush avrebbe potuto pentirsi delle sofferenze e delle umiliazioni inflitte a Sadam Hussein. Non dimenticherò mai la faccia tramortita da farmaci di Sadam, la bocca spalancata ad una mano che vi fruga dentro, i capelli  rastrellati da un'altra mano...Il corpo di Sadam Hussein che precipita nella botola del patibolo e poi viene mostrato all'ilare
ferocia dei suoi nemici. Una pagina vergognosa scritta dall'America di Bush che ricorda
gli scalpi dei pellirossa appesi nei negozi di souvenir. Civiltà Occidentale!!
  Diecine di migliaia di contractors con licenza di uccidere hanno fatto quello che hanno voluto. Probabilmente moltissimi degli attentati con centinaia di morti sono dovuti a loro.
 L'Esercito di occupazione  si è comportato in modo indegno con una ferocia impressionante per chi come noi ha dentro di se l'immagine del soldato civile, liberatore dal nazifascismo (anche questa immagine è forse un falso indetto dalla propaganda). Prigioni e torturatori hanno seviziato detenuti di guerra (trattati come banditi terroristi)
 Il mondo è stato riempito di prigioni segrete della Cia e del Pentagono in cui vengono torturati membri della resistenza araba. Anche molte navi sono adibite alla tortura e vagano per i mari per non soggiacere all'imperio dei tribunali.
Si dice  che entro tre anni Obama ritirerà le truppe americane dall'Iraq. Lascerà a Bagdad una delle più grandi basi militari usa esistenti al mondo, forse addirittura la più grande. Pare che abbia una circonferenza pari allo Stato del Vaticano. Lascerà anche le acque ed il terreno avvelenato dall'uranio e la distruzione di reperti archeologici della Mesopotamia
patrimonio dell'umanità oramai perduto assieme a Babilonia ricoperta da uno strato di cemento spessissimo del campo per elicotteri. Una popolazione stremata da trenta anni di guerra e di embargo. Embargo che provocò cinquecentomila morti tra i bambini che secondo Madaleine Albright erano un "costo" necessario.....
  Pare che Bush padre, alla fine della prima guerra del Golfo, quando decise di non  invadere materialmente l'Iraq dopo averlo massacrato di bombardamenti,  abbia sganciato una bomba atomica al confine con l'Iran, bomba della quale non si è saputo niente fino a qualche tempo fa per via di un servizio ripreso da Radio24.
  Non credo che Obama cambierà le cose se non nel senso dell'efficienza. Cercherà di risollevare le sorti militari del suo Paese, forse sarà più furbo. Ma non abbandonerà la via della guerra, delle stragi, delle prigionie illegali, dei bombardamenti.  Si ritira dall'Iraq (se si ritira) per concentrare le sue forze sul Pakistan e sull' Alfghanistan. Non è da escludere che miri ad una occupazione militare del Pakistan del genere di quella realizzata in Iraq ed Afghanistan. La ferita aperta in Afghanista si allargerà e coinvolgerà uno dei paesi più popolosi del mondo: centocinquantamilioni di persone!!
  L'America ha fallito il suo compito storico dopo la fine dell'Urss. Avrebbe dovuto assicurare un lungo periodo di pace mondiale!! Avrebbe dovuto realizzare, come ha scritto il fanatico sostenitore dell'ideologia liberista Fukujama, la "fine della storia". Senza alcuna differenza rimarchevole tra le amministrazioni Bush padre e figlio e quella democratica di Clinton, viviamo in un mondo insanguinato ed avvelenato, nell'angoscia di continue campagne e misure antiterroristiche, di continue restrizioni delle libertà fondamentali. Un mondo in cui il capitalismo privo di ogni freno ha scatenuto i suoi peggiori istinti animali ed ha provocato una crisi che sta distruggendo il benessere di centinaia di milioni di persone a cominciare dai lavoratori americani.
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5119
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200812articoli/38715girata.asp
 
  Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: rutelli@camera.it
Cc: ilpuntodue ; circolo pasolini pavia ; lettere@corriere.it
Sent: Wednesday, December 03, 2008 10:14 AM
Subject: ASSEGNI FAMILIARI AI BAMBINI ROM



ASSEGNI FAMILIARI AI BAMBINI ROM
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Rutelli, noto autorevole leader del Partito Democratico, attacca una decisione della Magistratura  parzialmente ispirata   ai principi di civiltà della Costituzione e del nostro codice penale,
con la quale si respinge la assurda accusa di riduzione in schiavitù del figlio da parte di una madre che chiedeva l'elemosina derubricandola in maltrattamenti in famiglia. Ho usato l'avverbio "parzialmente" dal momento che si prescinde dallo stato di necessità(probabilmente fame accumulata da giorni) che spinge una donna per strada a stendere la mano al prossimo, un prossimo che, dopo le campagne di denigrazione e di criminalizzazioni contro l'etnia rom ed in genere contro i poveri mendicanti, dà sempre di meno, forse oramai niente.
Colpisce nella presa di posizione di Rutelli il tema scelto e il momento politico. Il momento politico è quello che segue la proposta di Chiapparino di dialogo con la Lega a partire dalla questione del partito territoriale del PD del Nord e della possibile collaborazione con la lega nella costruzione del federalismo regionale, proposta per me figlia del disorientamento che colpisce i democratici privi di una bussola, di un progetto politico che non sia quello di inseguire il centro-destra sul suo terreno nella speranza di sottrargli elettori. Per quanto sia fruttuoso il pragmatismo, l'adattarsi senza remore ideologiche alla realtà spesso genera soltanto politicantismo e non vera politica.
Colpisce il tema prescelto. Una magistratura che, in qualche modo, come spesso fa l'Europa, richiama l'Esecutivo con le sue sentenze al rispetto dei diritti civili e umani delle persone viene criticata apertamente e scoraggiata a produrre sentenze coraggiose che confliggono con la politica xenofoba del governo. Scoraggiare, si, dal momento che una cosa è la critica proveniente dal centro-destra, ben altra cosa è una critica che diventa bipartisan, comune a tutto il mondo politico, al potere legislativo..
Rutelli offre collaborazione al ministro Maroni per inasprimenti già avvistati da ddl che dovranno tradursi in normative. Dobbiamo aspettarci una gara in Parlamento del genere di quella aperta dai sindaci di centro-sinistra in competizione coi sindaci di centro-destra a chi emana i provvedimenti più duri nei confronti degli odiati rom,mendicanti,lavavetri diventati il cruccio del benpensantismo nazionale? Voglio sperare che il PD non segua su questo impervio sentiero Rutelli e gli impegni che con l'intervista al Corriere ha voluto esplicitamente assumere: equiparare a riduzione in schiavitù l'accattonaggio dei minori (quello che la Cassazione ha negato), togliere la potesta genitoriale, inasprire e rendere rapidissime le condanne, condannare l'accattonaggio "sistematico" organizzato da comunità rom. Insomma, un giro di vite da fare apparire quasi blande le misure fin qui proposte dalla lega.
Colpisce molto che Rutelli affronti questo problema soltanto in modo strumentale (per motivi interni al PD) e dal punto di vista della pura e semplice repressione poliziesca e giudiziaria. Il fatto che non esiste un programma di integrazione e di inserimento dei Rom
sembra non preoccuparlo. Esistono financo dei fondi della Comunità Europea per aiutare
la comunità  rom che, se vive di elemosine e se i suoi bambini vi partecipano è perchè non ha alternative diverse in un Paese che alza muri di isolamento e che si preoccupa di alloggiarli il più lontano possibile dai centri abitati.
Confesso che desta sospetto questa morbosa attenzione di Rutelli e di tanti altri per i Rom.
Un recente rapporto ci ha informato che in Italia ogni tre giorni viene uccisa una donna, che molte restano mutilate o sfregiate dalla violenza dei loro familiari o sfruttatori, ma questo tema che sollecita inasprimenti penali davvero necessari non sembra interessare molto i nostri legislatori.
Quanti sono i bambini rom che vivono in Italia? Perchè non si riconosce alle loro famiglie il diritto ad assegni familiari magari eguali a quelli che si danno ai lavoratori italiani considerato che è difficilissimo per un adulto rom farsi assumere, farsi accettare per la paura che attorno a loro si è creata nei secoli del tutto simile a quella che fino a metà del secolo scorso circondava gli ebrei? Sono convinto che nessuna famiglia rom manderebbe i suoi bambini a mendicare se ricevesse gli assegni familiari. Quanti bambini rom ci sono in Italia? Ventimila? Trentamila? Il costo sarebbe assai modesto e l'Italia darebbe un grande esempio di solidarietà sociale, di civiltà, si metterebbe nella condizioni di avanzare con diritto e ragione critiche a taluni aspetti della cultura rom dovuti alla durezza ed alla barbarie con la quale sono sempre stati respinti dalle comunità "normali".
Pietro Ancona

                                                               ****


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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Friday, December 05, 2008 11:12 AM
Subject: Politica e mafia


Cara MicroMega,

potrà mai lo Stato vincere la guerra contro la mafia? La democrazia italiana è in grado di depurarsi del sangue avvelenato dalle mafie che non solo continuano ad imperversare nel Sud ma da tempo si sono insediate nel Nord conquistando i mercati generali, comprando con il denaro il ceto politico locale? Li Gresti scopriamo che fa affari non solo con la giunta di centro-destra di Milano ma anche con quella "comunista" di Firenze. Se nella Magistratura qualcuno osa attaccare qualcuno dei punti di contatto tra mafia e politica viene quasi mandato al manicomio come la coraggiosa e sfortunata Clementina Forleo o trasferito d'ufficio come il giudice De Magistris. E' sconvolgente come ieri la solidarietà a Mancino sia stata espressa bipartisan da quasi tutto il Parlamento e come il Presidente della Repubblica in persona sia sceso in campo per chiedere documenti a coloro che avevano messo sotto accusa la corruzione in Calabria.
  Non credo proprio che questo Stato possa vincere la sua lotta alla mafia nonostante la ribellione degli imprenditori siciliani e la resistenza di splendidi magistrati come Scarpinato. Non la può vincere dal momento che oggi la Magistratura si trova nelle stesse condizioni in cui stanno i lavoratori  dell'Alitalia, cioè isolati e forti soltanto delle loro ragioni e della loro professionalità. Violante è pronto a secondare Alfano nella sua opera di demolizione di quanto resta di autonomia al magistero dei giudici. La Repubblica è controllata da mille oligarchi che non provano vergogna ad essere stati ridotti a  semplici votanti dal decretatore; mille oligarchi i più costosi al mondo che hanno dato vita a oligarchie locali in tutti gli enti locali del Paese. Non contenti di ciò hanno creato, con le privatizzazioni fasulle, (spesso si privatizza soltanto il denaro pubblico), una rete di consigli di amministrazione per i loro amici, famuli e clienti che sta strozzando il Paese. In Sicilia, non si trovano i soldi per pagare i netturbini dal momento che si sono creati enti di gestione costosissimi. Idem in tante altre regioni. Il magna magna è generale ed è spesso perfettamente legale. Si è creato un quarto settore dell'economia: la politica, nel cui ambito oltre un milione di famiglie vive agiatamente e contribuirà a non far deprimere troppo i consumi natalizi.
Pietro Ancona
                                                          *****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: MEGACHIP
Sent: Saturday, December 06, 2008 11:51 AM
Subject: Fw: Luxuria ad Anno Zero


Luxuria ad Anno Zero, la Televisione ed il Socialismo Italiano
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Certamente Luxuria è stato molto bravo dapprima a vincere il reality dell'isola dei famosi e poi ad illustrare da Santoro il senso profondo della sua presenza, il significato della sua vittoria che è una vittoria dei diritti civili della categoria che incarna, la categoria dei trangeners, degli omosessuali proprio in queste ore pesantemente discriminate dalla Chiesa che si oppone alla moratoria della pena di morte nei loro confronti. Ha detto che nove milioni di persone, dopo averlo seguito e trepidato per lui nella lotta per vincere il reality, sicuramente hanno maturato un giudizio diverso, più sereno, più aperto e di accettazione verso i trangeners e questo per lui (per noi) è un risultato eccezionale, di grande valore civile. Bravo Luxuria! Bravo quando ha fronteggiato sull'Isola l'assalto machista, volgare e pesante di chi gli dava del froscio e lui ha messo in qualche modo in posizione meno aggressiva e quasi di dialogo quando gli ha spiegato che sarebbe stato giusto dargli del "gay" che lo distingue come genere ma non è offensivo. E' stato bravo quando ha retto in qualche modo, ma fino ad un certo punto, la tesi di Sansonetti il quale ha sostenuto la grande novità dell'evento dello sdoganamento delle televisione da parte della sinistra ed insomma quanto sia bello ed utile che
una trasmissione come l'isola del famosi potesse in qualche modo essere riscattata dal vuoto e dalla volgarità (genialmente e potentemente rappresentate dal controcanto-balletto inscenato da Adriano Celentano) ed usata per una nuova pedagogia delle masse a cominciare dalla propaganda dei diritti civili.
Su questo punto Sansonetti si è fortemente scontrato con la giornalista del Manifesto Norma Rangeri la quale ha sostenuto (a ragione) che la potente macchina del reality era assai più forte di Luxuria e sarà sempre più forte di quanti vorranno tentare di addomesticarla. Questa televisione, che è la televisione del vuoto berlusconiano, seppur ha premiato una persona come Luxuria è irrecuperabile a qualsiasi progetto di "umanizzazione", a qualsiasi tentativo di darle contenuti che possano essere davvero tali dal punto di vista culturale e della capacità di coinvolgimento dei sentimenti e degli interessi degli spettatori.
Norma Rangeri ha sbagliato quando ha definito Luxuria "una donnetta da pianerottolo" ed a mio parere ha sbagliato Luxuria nello sforzo di offenderla giocando sul nome di Norma.
In effetti, credo che Sansonetti abbia perduto in grande parte la lucidità e la serenità che deve essere propria del direttore di un giornale della sinistra italiana esclusa dal parlamento
anche per una grande e profonda crisi di orientamento dei suoi quadri dirigenti e del suo elettorato sostenendo in qualche modo la via del reality al socialismo (se cosi possiamo chiamarla). Non è possibile redimere un meccanismo inventato dalla peggiore perversione dell'uso della televisione e dell'esaltazione della competi tività che, di esclusione in esclusione, porta alla eliminazione di tutti uno dopo l'altro fino a quando sul terreno resta un solo vincitore. Il meccanismo della trasmissione è indifferente all'uso dei mezzi che servono alla sconfitta degli avversari, alla vittoria. Il reality è la rappresentazione grottesca di una società di nemici che si battono senza esclusione di colpi per uscire indenni da una esperienza dalla quale è esclusa ogni forma di collaborazione, ogni cooperazione rivolta a fronteggiare al meglio le difficoltà delle sopravvivenza dalla fame, dal freddo, dalla solitudine. Vince chi è furbo, abile, spietato, capace di usare le debolezze dei compagni di ventura per volgerle contro di loro. Magari la vittoria di Luxuria è stata in grande parte ottenuta dall'ingegno, dalla capacità di resistere fisicamente ai morsi della fame, dall'apertura mentale. Ma il meccanismo infernale inesorabile del gioco televisivo è quello che è: una eliminatoria dei più deboli e dei meno dotati fino al successo dell'eroe che non si lasciato indebolire da sentimentalismi o altre sciocchezze del genere.
Che il socialismo, la sinistra possano avere qualcosa da spartire con una roba del genere è pensiero che mi fa rizzare i capelli in testa. Certo, dopo la caduta del muro di Berlino e la perdita dell'ideologia , abbiamo assistito a sbandate inaudite fino a quelle che hanno dato vita al Partito Democratico con Colannino e Galearo e la Binetti e Letta e Bersani dentro. La stessa Rifondazione si è perduta durante il governo Prodi con la teoria bertinottiana della riduzione del danno e di giustificazione dei misfatti della Casta e prendendo in giro il popolo del venti ottobre (lo sciopero non era contro il Governo!!), ma francamente non avevo mai pensato che la televisione spazzatura ideata negli Usa per isolare le persone, metterle le une contro le altre, impedirle di avviare qualsiasi forma di collaborazione e di coesione sociale potesse in qualche modo venire sdoganata e salutata entusiasiticamente come una via vincente con la quale dialogare con le masse enormi di persone sole che si radunano davanti ai televisori per assistere da guardoni alle liti di un condominio tra i più spietati che siano mai stati inventati e fare il tifo peggio che ad un incontro di boxe o di lotta greco-romana o giapponese.
Pietro Ancona
                                                                   *****

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From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Sunday, December 07, 2008 3:47 PM
Subject: Fw: note dopo il dibattito nel salotto di Ballarò

note dopo il dibattito a Ballarò

Dare poteri agli addetti alla sicurezza, abolire la legge Sacconi-Maroni nr.30
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Ballarò ha assunto la lodevole iniziativa di dedicare una puntata straordinaria alle morti sul lavoro in occasione del primo anniversario della strage della ThissenKrupp. Titolo poetico della trasmissione: La luna spalancata e tanto, tanto, ma proprio tanto cordoglio da parte di tutti per le vite bruciate nel rogo del ferro liquido incandescente della maledetta fabbrica. Mi ha colpito una critica rivolta, stamane a Prima Pagina, da un lavoratore padovano alle cose dette ieri sera a Ballarò da Guglielmo Epifani.Gli infortuni vengono dalla gestione di massimizzazione del rendimento dell'impresa che non trovano correttivi nella buona volontà di questo o quel singolo industriale. Una diffusa cultura della sicurezza, invocata da Epifani, non è compatibile che gli attuali assetti dei rapporti di produzione segnati dal precariato, dai bassi salari che spingono verso il lavoro straordinario, dal lavoro nero, dal terrore di essere licenziati e cadere nell'inferno di un mercato di lavoro immobile che non offre occasioni ed alternative.
La Cgil avrebbe dovuto avanzare due proposte per combattere radicalmente gli infortuni sempre più frequenti. Non basta essere preoccupati delle modifiche promesse da Sacconi agli industriali e condivise dalla Cisl sulla recente normativa di alleggerimento delle sanzioni.
La prima proposta riguarda i poteri degli addetti alla sicurezza che vanno notevolmente rafforzati attraverso una norma di legge che chiarisca meglio quanto previsto dagli accordi interconfederali in materia e faccia dell'addetto un vero sensore, terminale dell'Ispettorato del lavoro e dell'Asl.La seconda prevede l'abrogazione della legge Sacconi-Maroni nr.30 e successive dal momento che la precarizzazione del rapporto è causa di stress, di eccessivo turnover, di incompetenza professionale.La precarizzazione non nasce da esigenze obiettive del ciclo economico delle aziende quando da scelte politiche del padronato per ricattare la manodopera. Circa un milione di contratti a progetto inventati e fotocopiati  segnalano questa strumentalità della precarizzazione. In effetti il lavoro precario tende a sostituirsi al lavoro a tempo indeterminato e questo è un vero è proprio shock per la sicurezza. La stabilità è la prima condizione per la sicurezza. La Torre Eiffel fu costruita in due anni da trecento carpentieri che lavorarono in condizioni estreme fino a 324 metri d'altezza. Nessuno di loro si fece male e non ci fu un solo infortunio mortale. Se  si costruisse oggi una Torre Eiffel avremmo una ecatombe di morti. Questo deve fare riflettere intensamente
tutti coloro che si accostano alla questione delle morti "bianche", ma che bianche non sono ed hanno almeno il colore terribile del sangue.
A Ballarò è mancata la riflessione più importante in mezzo a tanta commozione vera o televisiva. Ad un anno dalla strage della ThissenKrupp gli infortuni non sono affatti diminuiti. Non è successo niente. Il decreto legge approvato non ha cambiato niente. Dobbiamo continuare ad aspettarci una media di tre morti al giorno e di diecine e diecine di infortuni. Questo vuol dire una sola cosa: tra la realtà e la sua rappresentazione c'è un abisso. Una cosa è la rappresentazione di una Nazione che dal Presidente della Repubblica a tutti i massmedia depreca le morti e gli infortuni, una cosa è la realtà che cammina per la sua strada piena di cadaveri.
http://www.torreeiffel.org/
Pietro Ancona
                                                          ****

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From: pietroancona@tin.it
To: ilpuntodue
Sent: Sunday, December 07, 2008 7:18 PM
Subject: Ancora sullo sciopero della Cgil del 12 dicembre



    Ho scritto che lo sciopero del 12 dicembre è una cannonata a salve sparata dalla CGIL dentro lo scenario di una Italia prenatalizia coi negozi di lusso affollatissimi da signori e signore che, intervistate dalla TV, si dichiarano dedite al lusso"sfrenato" e tristi e tristanzuoli negozi e negozietti di quartieri  vuoti che  non hanno avuto neppure la voglia ed i soldi per una luminaria da aggiungere alle scarse luci esistenti.
Le proposte (1) della Cgil sulla crisi  affrontano problemi oggi acutissimi del lavoro, del salario, delle pensioni e dei diritti.
Le soluzioni concrete che il documento avanza su queste quattro cruciali questioni non cambiano di una virgola la situazione esistente dal momento che la CGIL non si discosta dal quadro dominante dei rapporti attuali e si limita a piccoli aggiustamenti ed aggiunte che nulla innovano nella condizione dei lavoratori.
Intanto il documento sulla crisi sembra scritto in un laboratorio assai lontano dalla viva realtà della condizione del lavoro e delle masse. Le proposte che vi sono fatte sono assai sensibili agli interessi anche strategici delle aziende e delle banche. Non c'è neppure l'eco delle richieste che vengono dalle fabbriche. Per gli investimenti la sua prima preoccupazione è quella di garantire le Banche attraverso il Tesoro e tutta la parte dedicata alla macroeconomia non ha nulla di diverso dalle cose che si leggono sui giornali della Confindustria. E' stupefacente l'esclusione della CGIL dal salotto di Berlusconi. Il Governo e la Confindustria potrebbero sottoscrivere per intero un documento che è rafforzativo della linea di rigore liberistico delle politiche confindustriali e di quelle governative. Perchè hanno escluso la CGIL? E' vero che non ha firmato i contratti degli statali e del commercio per l'evidente pressione che qualcuno definirebbe massimalistica delle categorie, ma  ha firmato gli accordi Alitalia che costituiscono una sorta di Caporetto dei Diritti Sindacali e non mette in discussione la legge Maroni-Sacconi nr.30 che è fondamentale nella lotta di classe che la destra ha aperto contro i lavoratori italiani per ridurli a poveracci da contentare con la socialcard. Non ha alzato un dito, la Cgil, contro la 133 che ha tritato e ridotto in polvere parte essenziale del diritto del lavoro senza neppure l'incomodo di un finto negoziato.
 Quasi dimenticavo di scrivere una cosa che mi ha colpito dell'incipit del documento: la dichiarazione che la crisi economica che si è abbattuta sul mondo è peggiore di quella del 1929. Ora, nessuno di noi è in grado di stabilire che cosa è la crisi che si è dipartita dalla immensa truffaldina bolla finanziaria americana. Ma non si può neppure escludere una
enfatizzazione, un uso della crisi come shock economy,  un mezzo per accaparrarsi delle risorse dello Stato per salvare banche e industrie, un mezzo per abbassare i salari dei metalmeccanici della General Motors con la complicità di sindacati che non sono controllati dai lavoratori da almeno cinquanta anni. Una occasione di riciclaggio del capitalismo giustificata dal terrorismo economico e sociale.
 Per quanto riguarda il sostegno del reddito, la proposta della CGIL non va oltre la richiesta di modesti benefici fiscali. E' come se fosse una bestemmia chiedere la reintroduzione della scala mobile ed un aumento generalizzato degli stipendi e dei salari di almeno il dieci per cento alle aziende; semmai per queste si invocano contributi se, bontà loro, si impegnano ad investire nel Sud o a stipulare contratti di lavoro a tempo indeterminato.
 Non starò a tediarvi con la chiosa dei vari punti del documento. Vi rinvio ad esso. Non c'è niente che possa arrecare un sollievo duraturo alla condizione del lavoro. Non c'è niente che possa recuperare una condizione diversa e più accettabile.
 Se tutte le condizioni della piattaforma fossero accettate non cambierebbe niente del vuoto di prospettiva e di speranze che si stende davanti a chi dipende da una classe di
imprenditori che ha conquistato tutto il potere, non intende accettare alcun limite, vuole portare alle estreme conseguenze la cancellazione dei diritti di venti milioni di lavoratori dopo avere cancellato quelli dei pensionati che a non avranno più di che vivere appena entreranno a regime le "riforme" prodi-berlusconi.
Il problema delle privatizzazioni non viene affrontato. Eppure è il cavallo di troia per lo smantellamento dei lavoratori da tutto il comparto pubblico e, nella gestione dei servizi locali, è fonte di appesantimento delle bollette che le famiglie sono costrette a pagare.
 La logica è che qualcuno deve guadagnarci per la fornitura di manod'opera agli ospedali,
alle scuole, agli uffici e per la gestione di servizi di utilità pubblica fondamentale come quelli dell'acqua, dell'energia e dell'igiene ambientale.
  Penso che, sebbene le cose stiano per come le ho descritte e cioè che la piattaforma rivendicativa dello sciopero non corrisponde ai bisogni del nostro popolo, abbiamo il dovere di fare in modo che lo sciopero e la manifestazioni abbiano pieno successo e si sviluppino attorno a richieste chiare  avanzate nei cortei e tra le categorie per migliori salari, fine del precariato, scala mobile, lotta alle privatizzazioni, recupero dei diritti cancellati dall'accordo sul welfare, dalla legge 133.
  L'insuccesso o peggio il fallimento dello sciopero sarebbe usato dalla destra al potere per infliggere ancora piu' pesanti umiliazioni ai lavoratori, accelererebbe il processo di trasformazione dei sindacati in enti parastatali del regime oligarchico italiano. Non sarebbe soltanto il gruppo dirigente della CGIL ad uscirne sconfitto ma i lavoratori tutti.
  Pietro Ancona
(1) http://www.cgil.it/nuovoportale/Banner/SCIOPERO121208/PianoAnticrisi.pdf

                                                                      ****
 
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From: pietroancona@tin.it
To: Vincenzo Sena
Sent: Friday, December 12, 2008 8:19 PM
Subject: considerazioni sulle manifestazioni di oggi.


        Considerazioni sulle manifestazioni di oggi.
  Lo sciopero di oggi, proclamato dalla sola CGIL e massicciamente partecipato dal sindacalismo di base (discriminato dai massmedia che lo hanno ignorato anche quando il suo apporto era significativo, addirittura eclatante nei cortei), è stato indubbiamente un successo. Vi hanno partecipato anche moltissimi studenti, ragazzi dei centri-sociali, la galassia delle associazioni e dei partiti della sinistra a cominciare da Rifondazione. Ho partecipato al corteo di Palermo da piazza Croci luogo storico di raduno dei metalmeccanici. Vi erano i lavoratori dei cantieri navali ma anche una numerosa presenza dei cobas specialmente della scuola e dei servizi. Insomma la presenza del sindacalismo autonomo era davvero importante e si notava anche per le parole d'ordine dei cartelli molto nette: più salario, più lavoro, no al precariato....Tra i partecipanti ho notato un gruppo di ragazzi e ragazze che distribuivano un giornaletto dal titolo  assai evocativo e romantico"La Comune"e la scritta "giornale rivoluzionario,socialista e libertario".La presenza di questo gruppo e di altri gruppi di giovani mi ha aperto il cuore alla speranza. Ho pensato che il socialismo ritrova sempre un punto per rigermogliare, per ripartire. Il socialismo ha sempre tanto da dare e tanto da dire alle nuove generazioni. Coloro che lo hanno abiurato per convertirsi al liberismo, all'individualismo,alla strana teoria che l'egoismo del singolo si traduce in un bene sociale, oggi sono in crisi per il crollo delle cattedrali mondiali della finanza e dell'industria, crollo dovuto all'esaurimento di un modello mostruoso (produrre per consumare e viceversa) ma anche a una intollerabile carenza morale degna di galera.
 Penso che la CGIL debba fare una riflessione sulla forza dei Cobas. Auspico che stabilisca rapporti sempre più intensi e non soltanto  nel movimento ma anche nella definizione delle strategie. E' innaturale che Epifani frequenti la Polverini espressione di un sindacato non solo di destra ma del tutto allineato con il Governo e la Confindustria. Nei cortei di oggi i lavoratori cobas e cgil si sono mescolati insieme. Erano la stessa cosa. Hanno chiesto e chiedono una profonda svolta nei rapporti produttivi oggi dominati dalla tensione, dalle minacce padronali, dallo sfruttamento sempre più sfacciato che produce
infortuni e disagio. La vita nei posti di lavoro è diventata un inferno per i lavoratori preda di
un padronato che ogni giorno che passa si sente sempre più forte ed onnipotente.
  La CGIL insiste per avere un riconoscimento del governo, per essere ammessa alla cabina di regia della crisi che si annunzia spaventosa. Non condivido molto le apocalittiche previsioni che Epifani ripete in questi giorni sull'economia italiana. Non c'è dubbio che la crisi c'è, ma c'è anche un uso strumentale di essa che potrebbe preludere ad una deresponsabilizzazione del capitale dai suoi obblighi sociali. Chiudere le aziende e darsi ad altre attività magari finanziarie. Ignorare la Costituzione che parla di funzione sociale della azienda. Per questo sarebbe opportuno proporre una forte penalizzazione per tutte le trasformazioni delle attività industriali in attività finanziarie o altro. Se ad un gruppo conviene dismettere gli stabilimenti, ristrutturare le aree per farne  immobili da abitare o altro, ebbene questo non dovrebbe  essere agevolato anzi dovrebbe essere ostacolato, mentre si dovrebbero premiare gli investimenti produttivi.
  Se il capitale politico che i lavoratori italiani hanno messo in mano alla CGIL sarà ben usato darà risultati buoni anche se non immediati. Non credo che una ricucitura con Cisl Uil un ritorno al tavolo delle trattative potranno portare niente di buono. I giochi sono in gran parte fatti e ciò che la Confindustria ed il Governo non ottengono  al tavolo del negoziato se lo prendono in Parlamento dove hanno una agguerrita e competente squadra di esperti che demoliscono giorno dopo giorno, norma dopo norma, il diritto del lavoro. Basti vedere la 133 e varie altre norme revocatorie per i lavoratori inseriti qui e li anche in testi legislativi i più diversi magari con la complicità di parlamentari del PD.
  Lo sciopero ha espresso contenuti nettamente migliori di quelli proposti dalla CGIL col documento sulla crisi. Lo sciopero ha mostrato una unità sostanziale di volontà tra lavoratori cgil e lavoratori cobas e delle rappresentanze di base.
  Ma il ritorno della CGIL al tavolo del negoziato sarà una  caporetto. Il Governo Berlusconi e gli altri inveleniti  dall'enorme successo delle manifestazioni di oggi, costringeranno la CGIL ad accettare  una insignificante "riduzione del danno" del genere di quella Alitalia. Cioè Canossa, una resa incondizionata.
  Per questo sconsiglio la CGIL a spendere sul tavolo del negoziato il capitale di oggi e di
insistere nella deistituzionalizzazione della sua opera, nel recupero di autonomia, soffrire insieme ai lavoratori piuttosto che accollarsi assieme a CISL, UIL e UGL, il  ruolo di guardiani del regime e di organismi subalterni alla confindustria.
  Meglio nessuna trattativa e tornare alle rivendicazioni davvero necessarie: aumento dei salari senza detassazione, indicizzazione dei salari, abrogazione legge Biagi, abolizione delle due ultime riforme delle pensioni, no alle privatizzazioni.
Pietro Ancona

PS: mentre la gente sfilava per le vie di Palermo, in una riunione veniva varata la fase operativa della privatizzazione dell'acqua.
                                                   ****

 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ilpuntodue
Sent: Saturday, December 13, 2008 1:22 PM
Subject: chiedere la regione, chiudere tutte le regioni
 
 
Chiudere la Regione
La Regione Siciliana, da molti anni, almeno dalla gestione Nicolosi che ne fece un organismo elefantiaco di oltre trentamila dipendenticon l'assorbimento di migliaia di dipendenti provenienti da disciolti enti nazionali, organismo inutile dal momento che aveva egli stesso inaugurato una sorta di cupola, di governo parallelo (definizione dello On.le Parisi allora capogruppo del pci), è diventata non soltanto inutile ma certamente dannosa per i siciliani.
Fino alla gestione Nicolosi le spese di investimento del bilancio regionale superavano di gran lunga le spese correnti. Non era certamente tutto oro genuino quello delle spese di investimenti e magari venivano classificate come partite di investimenti di mera gestione, ma sicuramente non davano l'idea di un organismo autoreferenziale che consuma le risorse di cui viene dotato. Oggi le spese correnti sono le uniche spese della Regione che inghiottono tutte le entrate, tutte le risorse e gli investimenti sono soltanto quelli provenienti dalla Unione Europea che però vengono intaccati da grossi prelievi per il mantenimento di apparati parassitari che se ne accaparrano voracemente una parte cospicua.La Regione è indebitata non si sa per quanti anni ed ha ceduto una parte cospicuia del suo patrimonio immobiliare. Fallirà la Regione Siciliana?
L'avvento della ideologia liberista ha creato le premesse per una rovina totale delle finanze regionali. La gestione delle esternalizzazioni, le cartolarizzazioni, gli indebitamenti all'estero per mantenere consigli di amministrazioni e apparati fatti sfruttando i principi della privatizzazione, ma di fatto sequestrando al pubblico beni e mettendoli a disposizione di privati o di organismi o di fondazioni hanno rovinato la Regione. In sostanza, molte delle funzioni della stessa Assemblea regionale sono state "esternalizzate" a privati. Inoltre, i privilegi dei "deputati" regionali sono eguali se non superiori, a quelli dei Senatori ed inoltre godono di
molti benefici, a cominciare dalle convenzioni stipulate con ditte esterne alle quali la Regione dà certamente un "ritorno".
Il reddito medio dei siciliani è di circa 21.000 euro l'anno, di un terzo più basso di quello medio nazionale. Bisogna considerare che alla formazione di questo reddito concorrono
una enorme quantità di persone che stanno addirittura sotto i diecimila euro l'anno. Circa l'ottanta per cento della popolazione attiva. Si arriva ai 21 mila di media sommando a questi i redditi dei professionisti, dei ceti benestanti e possidenti.
Ora, una Regione che ha una Assemblea i cui membri guadagnano in meno di un mese quanto una famiglia povera siciliana riesce a mettere insieme in un anno non ha niente da dire proprio a nessuno, dovrebbe vergognarsi dei propri privilegi che invece ostenta in consumi di lusso, in sprechi, in cortigianerie.
Il costo della regione, oltre che dell'Assemblea, è diventato astronomico. si tratta di miliardi di euro. A fronte di questo enorme costo non esistono benefici. Quali sono i servizi che la Regione rende alla cittadinanza siciliana? Qualcuno è in grado di indicarli e di dire se valgono la quantità mostruose di risorse che costano?
Il servizio sanitario è diventato veramente carente e, per la parte farmaceutica e degli accertamenti, veramente pesante per i cittadini. Molte specialità medicinali sono a pagamento, altri sono gravati da ticket davvero pesanti. Per le persone anziane la spesa farmaceutica è diventata talmente gravosa da costringere molti a non curarsi.
Con l'avvento del federalismo fiscale la situazione peggiorerà. Il federalismo significa una cosa soltanto: nuove tasse che si aggiungeranno all'irpef, ai ticket, ai prelievi attuali.
Mi domando: ma davvero vale la pena di avere una Regione? I Comuni sono entità con una loro precisa identità amministrativa e storica. Qual è l'identità amministratuva e storica della Regione?
Lo Statuto Siciliano nacque con un compromesso per evitare la proclamazione dell'indipendenza che avrebbe costituito un pericolo per l'Italia postmonarchica. E' antidemocratico. Soltanto recentemente è stato introdotto con molte limitazioni l'istituto del referendum. I Siciliani sentono la Regione come una Entità ancora più lontana dello Stato e sono giustamente invidiosi e critici dei privilegi delle cortigianerie che la popolano.
Non so come si può fare, ma bisognerebbe aprire un percorso critico che conduca alla liquidazione di questa istituzione. Cosa difficilissima ma diventata inevitabile dal momento che la regione è irriformabile, che è gestita da una classe politica unita attorno ai suoi privilegi, maggioranza ed opposizione che condividono e votano da sempre le stesse leggi e lottizzano tutto in sfere di influenze.
Pietro Ancona

Nota Bene

(Sul problema Regione Siciliana, vedi altri scritti di Pietro: http://www.spazioamico.it/autonomia_e_lavoro

                                                          ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: la rinasciita
Sent: Monday, December 15, 2008 6:04 PM
Subject: Fw: La scarpa dell'irakeno
                                                 
 
La scarpa dell'irakeno   
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il giornalista irakeno che ha lanciato tutte e due le sue scarpe contro il Presidente USA  Bush che occupa militarmente il suo paese, lo bombarda ogni giorno a volte con armi particolarmente letali come il fosforo, il napalm, l'uranio impoverito, tiene in piedi un governo fantoccio come usano fare le potenze coloniali sin dall'impero persiano, simboleggia l'esito di sette anni di tragedie per !"liberare "l'Iraq da Sadam Hussein ed introdurvi la democrazia , per liberarvi la donna dalla soggezione dei fondamentalisti religiosi islamici.
Questa scarpa, lanciata da un animo indomito, un giornalista degno della professione,si è stagliata nell'aria davanti ad un nugolo di pennivendoli embededd, di cronisti della guerra pagati per riferire il falso, gente che non ha mai informato della vita a Bagdad ed in Iraq con migliaia di contractors a scorazzare come nel far west con gli indiani, con le prigioni delle torture, gli stenti per la fame, per le malattie, per trenta anni di inferno. Questa scarpa è la libertà di stampa e di informazione, è la superiorità della ragione sulla forza bruta, è
la sconfitta dei criminali prepotenti che si accingono ad aprire altri teatri di guerra, altre tragedie, altre morti, in Pakistan, in Iran, in Africa.
La scarpa dell'irakeno cancella anni di silenzio mortale e di disinformazione  della grande catena massimediatica controllata dagli Usa e da Israele.
 La sua immagine è più forte dell'incendio dei grattacieli dell'11 settembre. Invita gli americani a cercarsi in casa i distruttori delle Torri che hanno provocato la morte di milioni di persone nel mondo.
  I richiami alla scarpa di Krusciov o all'elegante e costoso mokassino di Sacconi non c'entrano proprio niente. Esercitazioni scolastiche di giornalisti engagè alquanto stucchevoli!!
  La Scarpa, anzi le scarpe del giornalista della tv  Muntazer al-Zaidi  è la prova che coloro che vengono sprezzantemente chiamati terroristi, talebani, seguaci di Alqaeda o altro, sono patrioti come lo erano i Partigiani italiani, i partigiani di Tito che combatterono contro i nazifascisti, quelli francesi, insomma  gli uomini liberi che impugnano le armi in difesa della patria e dell'umanità.
 La Scarpa di AlZaidi è assai di più di un Mitra, di un Kalascikov!! E' la civiltà della carta stampata che si oppone alla barbarie delle armi....I giornalisti di tutto il mondo dovrebbero
farne un distintivo e portarla all'occhiello!!
Pietro Ancona

                                                          ****


----- Original Message -----
From: Giuseppina
Sent: Tuesday, December 16, 2008 12:55 PM
Subject: il pd presto extraparlamentare?


Saluti Giuseppina
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Tuesday, December 16, 2008 10:27 AM
Subject: il pd presto extraparlamentare?

il PD finirà extraparlamentare in quattro anni?
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   La cosa stupefacente della sconfitta del PD in Abruzzo è che  i pennivendoli embedded l'attribuiscono alla alleanza con Di Pietro. Stupefacente perchè probabilmente è vero il contrario: il PD non si è fin'ora del tutto squagliato perchè l'alleanza con Di Pietro lo tiene ancorato  ad alcune cose, alcuni valori che sono propri dell'elettorato e del popolo della sinistra.
  Stamane la giornata si apre con l'arresto del segretario regionale del PD abruzzese e sindaco di Pescara e con l'adesione del PD alla proposta Brunetta di alzare l'età pensionabile delle donne a 65 anni! (anche l'ineffabile sindacato UIL pare che sia sedotto dalla proposta). Gaudio di tutte le donne italiane specialmente delle lavoratrici delle fabbriche!!
  Piuttosto che l'alleanza con Di Pietro ha nociuto al PD in primo luogo l'avere scoperto tutto il suo fianco sinistro ottenendo da Berlusconi  l'espulsione dal Parlamento della sinistra dai socialisti a rifondazione, ai comunisti italiani ai verdi ritenendo con ciò di realizzare, a tavolino, il grande schema americano dei due partiti che combattono per lo stesso blocco sociale, un blocco che esclude rigorosamente gli interessi dei lavoratori. Ha nociuto al PD l'adesione e le pressioni esercitate sulla CGIL per l'accordo Alitalia Cai, una operazione truffaldina che regala qualcosa come sei miliardi e forse più di beni e scarica sullo Stato i debiti. Non è da escludere che la Cai, nell'impossibilità di gestire la Compagnia, si veda costretta ad accordi precipitosi o con i francesi o con i tedeschi ed alla fine i furbissimi capitanati da Colaninno (precedenti illustri in Telecom) ci guadagneranno il resto dei soldi.
  Ha nuociuto ancora la freddezza con la quale ha accolto lo sciopero generale della CGIL. E' vero che qualcuno (Bersani,Finocchiaro) ha sfilato  nei cortei, ma dopo aver costretto la CGIL a chiedere praticamente niente tranne che essere ammessa alla cabina di regia della crisi italiana. L'Italia è diventata un piagnisteo di grassi e grossi benestanti che in tv piangono che la gente non arriva alla fine del mese, ma alla fine questo piagnisteo serve solo a giustificare misure offensive di carità statale come la famigerata socialcard.
 L'Abruzzo prefigura gli States. Quasi la metà dell'elettorato non è andato a votare. Chi è andato a votare si è rassegnato a due forme di clientelismo e di corruzione politica. Alla vigilia del voto il Presidente ora eletto prometteva assunzioni e altro.....L'elettore PD è motivato ad aspettarsi gli stessi favori che aspetta l'elettore PDL:
 Come finirà? Con questa accelerazione verso il disfacimento può benissimo succedere che finiscano presto  extra-parlamentari anche i boriosi parlamentari del PD. A furia di assomigliare sempre di più a Berlusconi, a copiare le ricette di Brunetta e di Sacconi, ad
assentire alle "riforme" della Giustizia, perderanno sempre più velocemente consensi. Avremo un Parlamento monopartitico con una piccola irriducibile opposizione dipietrista?
 Veltroni raggiungerà l'ineffabile Bertinotti nel club dell'opposizione per sempre?
Se non accadrà un terremoto, le prossime scelte bipartisan sulla giustizia, sull'economia,
sulle privatizzazioni, sull'abolizione del contratto di lavoro, sulla revisione della legge per la sicurezza imposta da Confindustria e CISL, azzereranno forse per sempre l'appeal dei democratici!! Siamo lontanissimi anni luce dall'attrattività dell'Ulivo e del suo programma!!
  Ma forse il peggio accadrà prima se il PD cadrà nelle mani di coloro che vogliono subito la rottura con Di Pietro, la rottura col mondo reale!!
   Pietro Ancona
                                                                    ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Tuesday, December 16, 2008 9:00 PM
Subject: Una celebrazione nell'italia xenofoba


 Una celebrazione da decifrare
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 Il Presidente della Camera Gianfranco Fini con il Presidente delle Comunità Ebraiche Italiane hanno murato una lapide nella Camera dei Deputati in ricordo del settantesimo anniversario delle leggi razziali  emanate dallo Stato fascista nel 1938. La ricorrenza ha avuto una solennità  eccezionale. Il discorso di Gianfranco Fini è stato di piena condanna delle leggi razziali e di denunzia della assuefazione della società italiana all'antisemitismo.
Anche la Chiesa non si è impegnata per difendere i diritti umani e civili degli ebrei discriminati.
Osservo, a proposito del richiamo di Fini all'assuefazione della società al razzismo, che
questa si ripete nei giorni nostri. Basta navigare in internet per vedere quanto odio razziale si riversa contro gli islamici, gli zingari, gli immigrati, i diversi, gli omosessuali.... nella più assoluta indifferenza.
 E' davvero singolare come l'autore di una legge che riduce l'immigrato a mero strumento di lavoro con pochissimi e quasi nulli diritti come essere umano e come cittadino, come il sostenitore di un governo che ha voluto censire e prendere le impronte digitali ai bambini rom, che ha fatto approvare una legge per la quale se chi commette un reato è irregolare la sua pena viene aumentata di un terzo e che ha condiviso  tante altre violazioni dei diritti universali dell'uomo si schieri cosi decisamente contro leggi fatte imposte dal PNF progenitore del MSI e poi di Alleanza Nazionale. Naturalmente non una parola è stata detta per la persecuzione e lo sterminio degli zingari che furono ammassati in campi di concentramento nell'Italia del Sud o avviati a morire nei lagers nazisti come i loro fratelli di sventura ebrei.
 Certo oggi gli ebrei hanno uno Stato potente, guerriero, una potenza nucleare. Uno stato che ha vinto la guerra coi suoi vicini e che conta moltissimo nella geostrategia mondiale essendo il primo alleato degli USA del quale ne dettano ( secondo un suo primo ministro)
la politica estera.
 Ricordare con orrore le leggi razziali di Mussolini senza condannare le tante disposizioni razziste dello Stato di Israele e la proposta della signora Livni (niente cittadinanza alle coppie miste israeliano-arabe) costituisce una furbesca operazione politica di allineamento all'ala degli intransigenti nel conflitto medioorientale e mondiale. E' opportuno ricordare che l'ala oltranzista degli israeliani ha dentro di se ammiratori di Hitler e che Israele assume ogni giorno che passa caratteristiche sempre più di potenza etnica e coloniale.
  La condanna che Fini ha fatto delle leggi razziali non incide nel clima di intolleranza xenofoba e razzista diffuso in Italia e, se riferito ai comportamenti degli israeliani di oggi,
non  è neppure in contraddizione o controtendenza.
  Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Wednesday, December 24, 2008 6:47 PM
Subject: la settimana corta ed il contratto unico

  Contrariamente a quanto ritiene Cremaschi la proposta della settimana corta fatta dal Ministro Sacconi e subito accolta con visibile sorridente apertura da Epifani non è "chiacchiericcio mediatico" ma un nuovo attacco a quanto resta dei diritti dei lavoratori dopo gli accordi del luglio 2007 e la legge 133. Semmai c'è da dire che tutta la destra non è d'accordo. Brunetta  l'ha apertamente bocciata dichiarando che non si applicherà al pubblico impiego e ci sono silenzi significativi. Letta del PD con qualche se e qualche ma (come dei resto ha fatto Epifani) si è dichiarato favorevole. Altri nella destra stanno valutando fino a che punto debbono tirare la corda in un Paese che ha i lavoratori più affamati d'Europa.
  A mio parere la proposta, nel disegno dei suoi sostenitori (mi riferisco al gruppo che lavora in profondità al Ministero, alla Confindustria, in Parlamento, nella Cisl e anche negli altri sindacati e nel PD per "semplificare sino alla somma zero" i diritti dei lavoratori, vorrebbe essere una sorta di grimaldello per la precarizzazione del lavoro a tempo indeterminato. Che bisogno c'era di proporre la settimana corta alla tedesca quando abbiamo la cassa integrazione? Non c'è alcun bisogno. La messa in cassa integrazione di gruppi di lavoratori non modifica il loro stato contrattuale. Finita la cassa integrazione tornano al lavoro. Ma la proposta di Sacconi parla di una cosa diversa, di una trattativa tra le parti per cui, riconosciuto uno stato di necessità ( ricordatevi sempre c he l'Italia riconosce la necessità di oltre un milione di progetti lavorativi!!!!!) si stabilisce un regime di turnazione, di alternanza
che potrebbe essere usato per tutto il tempo che l'azienda riterrà necessario.
L'ossessione del tempo indeterminato che non fa dormire la notte Ichino, i solerti studiosi della Voce, tanti valorosi accademici e collaboratori di Sacconi e della Confindustria  in qualche modo viene
esercizzata. Avremo milioni di lavoratori a settimana corta che si alterneranno nel sottosuolo di salari sempre più inconsistenti e per giunta in parte corrisposti dallo Stato?
  L'altro grimaldello è quello inventato da Ichino(con Boeri?) Trattasi del contratto unico a tempo indeterminato per tutti. Che bello, che Bello, che bello!!!!!Finalmente si sono resi conto di quanta infelicità hanno creato la legge Biagi e le successive!!! Ma pensate che hanno davvero il cuore così tenero anche se siamo in climna natalizio?? Non è cosi, purtroppo dal momento che il contratto a tempo indeterminato per tutti (comune in Italia fino al pacchetto Treu)è come lo scorpione che nasconde un artiglio velenoso: abolizione dell'art.18!!!
  Insomma bisogna ammettere che gli economisti engagè, gli accademici,
i grandi azzeratori del giuslavorismo sono dabbero creativi!! Caspita che fantasia, che inventiva!!!
  E pensare che Epifani, dopo dieci giorni dal famoso sciopero generale, ha in mano un mucchietto di mosche  e la polpetta avvelenata che gli ha mandato Sacconi ( e non è detto che i suoi amici del PD non sono pronti a mandarne anche loro....)
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, December 27, 2008 2:58 PM                                                                                                                        Subject: Risposta all'invito a partecipare alla presentazione del libro di Elio Sanfilippo dal titolo, "Quando eravamo comunisti".
Carissimi,
 
 
verrei volentieri perchè voglio bene ad Elio Sanfilippo. L'Ho avuto compagno di stanza nel Palazzo del PCI per un paio di anni quando, schifato dal craxismo e convinto che nel PCI fossero tutte rose e fiori feci la scelta sbagliatissima di aderirvi. Non ero comunista e non potevo che finire subito schiacciato dal meccanismo oligarchico di un Partito che, al tempo, invidiava Craxi con tutto il cuore e si sentiva imbarazzato di mostrarmi in giro (....traditore). Presto mi ritrovai solo come un cane. A pensarci bene erano più amichevoli con me i compagni che avevo lasciato  dei nuovi arcigni e gelidi dirigenti comunisti!!
 
In quel periodo Elio Sanfilippo fu l'unica persona che capiì il mio dramma umano. Mi fu vicino  L'unica cosa che compresi subito fu che i Partiti erano almeno tre: il Partito, il Gruppo Parlamentare, i Sindaci. Io fu nominato responsabile delle zone interne (tema che mi affascinava. Non feci in tempo a convocare una riunione al Partito ed il gruppo aveva già pronto uno schema di ddl!!!!!  Ero sbalordito!!
   In segreteria regionale c'era Claudio Riolo, oggi professore universitario. Persona seria ma un vaso di coccio nello scontro che tanti "sinistri" (oggi con la lingua in bocca con Cuffaro o con Lombardo) si mangiarono in meno che non si dica e portarono subito alle dimissioni. Sanfilippo fu "assicutatu " per anni come destro (per non dire peggio) da gente che oggi pasteggia con il peggio della oligarchia della destra siciliana.......
  Elio  Sanfilippo fu  con me premuroso e caloroso come un buon amico che conforta il vicino in difficoltà.
 
Ma, francamente, non mi sento di condividere un titolo come quello del libro: Se per non essere più comunisti, si intende che si approva la legge biagi, si è per le privatizzazioni, si è con israele e contro i palestinesi oggi massacrati mentre il mondo festeggia l'anno che viene, si è per un sindacato che approva accordi come quelli dell'Alitalia, ebbene io che non sono mai stato comunista
oggi mi sento  comunista fino al midollo delle ossa.  Detesto coloro che si dichiarano anticomunisti e agognano al Partito Unico della Borghesia Italiana com Berlusconi che, per carità di Dio!, non va criminalizzato.
 
  Vorrei capire che cosa sono diventati i comunisti. Se leggo il Riformista o il Foglio leggo le stesse cose. E' questo essere oggi postcomunista!!
  Saluti ed auguri a tutti da un vecchio socialista che ama, continua ad amare, l'idea e la filosofia della sinistra. Un'idea di libertà e di redenzione umana!!!
   Verrà quando qualcuno scriverà: Sono orgoglioso di essere Comunista, sono orgoglioso di essere sindacalista settario (dal momento che il Sindacalista della macroeconomia fa gli interessi della Marcegaglia)
  Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, December 27, 2008 11:20 AM
Subject: La terra promessa inzuppata di sangue
 

Auguri al popolo ebraico sperando che la coscienza gli rimorda per il sangue palestinese con cui oggi ha inzuppato la terra promessa da Dio ma ora occupata e sormontata da un enorme muro vigilato da arcangeli con le spade fiammeggianti!!!

Quando Hamas sarà sterminata e sostituita da altri anche questi non andranno bene ad Israele e cosi all’infinito.

Neppure il Quisling della CisGiordania che ingoia di stare in una regione lardellata dai coloni fascisti ed intolleranti va tanto bene.

Alla prima che mi fai, ti licenzio e te ne vai

Tutti i pennivendoli occidentali (dobbiamo parlare di una lobby inesistente?) da giorni preparano il pubblico al bagno di sangue!!

Auguri !!! Auguri!!!

Spero in un futuro senza religioni. e senza Stati religiosi come Israele e Iran

Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, December 27, 2008 10:04 AM
Subject: Il Mondo nelle mani degli imbecilli


VIAGRA AL POSTO DI BOMBE ALL'URANIO ED AL NAPALM?

pare che i problemi di accoglienza che gli americani ed i loro satelliti della Nato hanno finora avuto in Afghanistan potrebbero essere risolti dal una miracolosa invenzione capace di mettere in erezione vecchi e debilitati membri di anziani pastori che da anni soffrono anche la fame: il Viagra!!  Che straordinaria sorpresa!!Anni ed anni di bombardamenti con proiettili di tutti i tipi e di tutte le stazze che hanno polverizzato l'Afghanistan e ne hanno decimato la popolazione avrebbero poturo essere sostituiti dall'erogazione di afrodisiaci
(tarati per tutte le età) per ridurre
 gli irriducibili talebani ad uno scandalizzato e sdegnato  isolamento nella popolazione dedita a sfrenati riti orgiastici alimentati da regolari discese dal cielo di miracolosi surrogatori di un desiderio spento forse da anni di guerra, di miserie, di malattie.... Pensate quante vite umane risparmiate dall'ingegnosa guerra del sesso! Centinaia di migliaia di persone sarebbero ancora in vita e con la faccia soddisfatta di chi ha passato bene la notte!!
Leggendo una delle tante cose scritte dai pennivendoli occidentali che si sono buttati a pesce sulla notizia ho pensato al nostro buon colonialista degli anni trenta che regalava agli stupefatti congolesi collanine di vetro sfavillanti ed ho anche riflettuto con orrore
sulla malafede di chi ritiene di comprarsi la benevolenza di alcuni capi tribù, insomma di chi vuole dividere e si illude di potere comprare un consenso che non ha mai avuto e mai avra. L'Afghanistan sarà anche tribale ma è una Nazione che neppure il grande Alessandro riusci a tenere a lungo ed ha dalla sua parte una cosa formidabile: la ragione. E' vero che la forza può sottomettere la ragione ma non per sempre. Gli occupanti occidentali non hanno alcun motivo per imporre la loro presenza e quella di tutta la gentaglia che si sono portati dietro in Afghanistan. L'11 settembre non può essere stato opera del vecchio pastore che abbisogna del viagra per fare felici le sue quattro mogli ma certamente di sofisticati ingegneri delo terrorismo mondiale che sono assai vicini alla Cia ed al Pentagono. Qualcuno vuol forse negare che Bin Laden è amico di famiglia dei Bush? Gli stessi talebani furono indottrinati al fondamentalismo in appartate caserme nella profonda America. Furono addestrati nella mente e nel corpo,.Nella mente a non tollerare niente che non fosse il totalitarismo islamico, nel corpo con prolungate lezioni sul campo di controguerriglia e sabotaggio. Ora se li trovano contro. Ma il problema dei talebani è un problema interno dell'Afghanistan. E' liì che deve trovare soluzione. Il Governo quisling di Bush durerà traballando ma non avrà mai il controllo del paese.
  Sapevamo che il Pentagono non è nuovo a trovate "geniali" (recentemente si era inventato un elisir che sviluppava irresistibili pulsioni omosessuali negli eserciti nemici. Insomma i soldati anzicchè sparare si sarebbero scatenati in orge con i loro compagni di plotone come neppure la Legione Sacra dei Tebani aveva mai fatto. Oggi tira fuori la storia del viagra e dell'anziani capopastore che diventa amico del marines che glielo porta. Insomma siamo alla stupidità assoluta!! Purtroppo questa stupidità è dell'esercito più potente del mondo al servizio di una America che il grande Pinter ha definito un animale selvaggio assetato di sangue.
Pietro Ancona

                                                               ****

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, December 28, 2008 10:55 AM
Subject: Ipocrisia, crudeltà, razzismo nell'articolo di Amos Oz su Repubblica di ieri

La disinformazione dello scrittore famoso


L'incipit dell'articolo del celebrato scrittore israeliano Amos Oz su Repubblica di ieri sabato 27 (*) vuole preparare  i lettori, in massima parte liberal e fautori di una pace in Medio Oriente  nonostante il conclamato  orientamento filoisraeliano del giornale,  alla strage di oggi ed a quelle che verranno nei prossimi giorni. Scrive Amos Oz:  "I bombardamenti che mirano a colpire sistematicamente le comunità civili israeliane sono un crimine di guerra e un crimine contro l'umanità, Lo Stato di  Israele deve proteggere i propri cittadini." Questo periodo è una pura falsificazione dei fatti nel senso che fa risalire la causa della "necessaria" reazione israeliana a crimini ingiustificati ed ingiustificabili. Ignora naturalmente lo stato di prigionia in cui sono tenute le popolazioni della striscia di Gaza, l'impossibilità di rifornirle per il divieto israeliano, ignora le continue incursioni in territorio occupato per demolire edifici e stradicare oliveti e vigneti, non tiene conto che oltre dodicimila palestinesi sono detenuti illegalmente nelle prigioni israeliane ed in condizioni spaventose e tra questi, donne e bambini. Il governo legittimo di Hamas e di tutta la Palestina occupata ha il diritto di manifestare la propria ostilità a chi lo tiene sotto il tallone. Peraltro, i poveri e modesti razzi usati dai soldati palestinesi è noto a tutti sono più una testimonianza di esistenza in vita di una volontà di riscatto che vere e proprie aggressioni atte a provocare danni significativi alle persone ed alle cose. E' un falso scrivere come fa Amos Oz che Israele ha il diritto di proteggere i propri cittadini. Questi sono protetti da uno degli eserciti più potenti del mondo coadiuvato anche da milizie private con alta specializzazione antisabotaggio ed alla guerriglia. Non sono e non sarebbero mai in pericolo i cittadini israeliani  da aggressioni palestinesi come vorrebbe far credere.
Se Israele manifestasse una vera volontà di pace dovrebbe cominciare dall'allentamento del paranoico controllo dei territori, dalla fine degli omicidi mirati alla distruzione dei quadri dirigenti del futuro Stato Palestinese. Un muro immenso che costituisce una ferita indelebile alla civiltà dei rapporti umani e che si insinua profondamente nel territorio dei palestinesi non è certo il migliore strumento per la costruzione di una pace duratura.
Il cinismo del celebrato scrittore è davvero sconcertante. Nello "sconsigliare" (ma è un artificio retorico) l'invasione che ieri è stata fatta con massiccio bombardamento contemporaneo di sessanta pesanti aerei da guerra ne indica i motivi non tanto per la salvaguardia di vite umane, per il rispetto della popolazione, ma soltanto per gli effetti massmediatici negativi che la ripresa che le televisioni arabe potrebbero fare dei massacri susciterebbero nell'opinione pubblica dei paesi arabi. Naturalmente sa già che le televisioni del mondo occidentale eviteranno di mostrare la verità dei crimini commessi e si limiteranno a fare il cosidetto "panino" consistente nel mettere tra due accuse ad Hamas ed ai terroristi la reazione "legittima anche se eccessiva" degli israeliani.
Amos Oz è sionista, di famiglia sionista di destra proveniente dall'Europa Orientale. Ha un passato militare di lotta contro gli arabi.
E' considerato, a torto, in Occidente un liberal, una colomba piuttosto che un falco ed i suoi libri sostenuti dall'industria editoriale hanno contribuito alla creazione del mito della fondazione e poi della vita in Israele, una vita inquietata dall'incertezza, insidiata dal nemico. La sua presenza nella stampa italiana mira a dare una "versione" a quella parte di democratici e di persone di sinistra che non accettano che si continui a versare sangue innocente una terra contesa. In lui, come nelle comunità ebraiche italiane, mai una parola di critica per i comportamenti dello Stato di Israele. Silenzio assoluto sul Libano distrutto per ben tre volte,  creazione  massmediatica del mostro terrorista Hamas, legittimo vincitore di elezioni democratiche; non una parola sulla scissione  provocata nei palestinesi tra "laici" e "fondamentalisti", una scelta determinata dalla volontà di non cedere mai neppure un millimetro dei territori occupati concedendo al massimo ad un Abu Mazen Quisling un governatorato senza veri poteri statali e privo di autonomia.
Ci sono in Israele intellettuali che non hanno la fama in Occidente di Amoz Oz ma che lottano e pagano di persona per un Israele umano e umanizzato e per una vera pace. Queste persone vengono discriminate. La loro vita è assai difficile nelle Università e dappertuttoo. Ne voglio citare qualcuno per fare onore a chi davvero vuole la pace e non una terra israeliana inzuppata dal sangue del popolo palestinese. Aaron Shabtai, Yitzhak Laor, Ilan Pappè, Michel Warschawski, Tanya Reinhart (purtroppo non c'è più), Jeff Halper, Uri Avnery  e tanti altri che nonostante le minacce e le intimidazioni costituiscono la coscienza antifascista ed antinazista di Israele, denunziano con coraggio gli slittamenti a destra ed i crimini del governo razzista non solo verso i palestinesi ma anche verso tanta parte della popolazione ebraica che non ha il pedigree dei primi della classe angloamericani.

Pietro Ancona

(*) http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/12/27/gaza-israele-pronto-al-blitz.html

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From: pietroancona@tin.it
To: loriana cavaleri laboratorio zeta
Sent: Monday, December 29, 2008 10:34 AM
Subject: Il Papa ed il precariato






Il Papa, i Sindacati, il lavoro precario
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   L'Italia ha tre  Confederazioni Sindacali tra le più potenti d'Europa.
Ma alla forza di queste organizzazioni che  tesserano  più di dieci milioni di lavoratori corrisponde una condizione di precarietà, di miseria, di infelicità, di progressiva perdita dei diritti dei lavoratori associati o non.

   Soltanto i Sindacati di base difendono davvero i lavoratori ma ne pagano le spese con discriminazioni, isolamento, licenziamento dei loro uomini più combattivi ( insomma quello che accadeva alla CGIL negli anni cinquanta e sessanta). Questi sindacati di base non sono riconosciuti dalle tre grandi Confederazioni che profeririscono  l'UGL della Polverini, il sindacato di matrice fascista ed hanno con questa frequentazioni intense.

  Il Papa, certamente  informato dai sensori numerosi della Chiesa nella società civile,  capisce che l'Italia non ha futuro con il lavoro precario, che il bene dell'economia non può essere realizzato a scapito della infelicità e della miseria dei lavoratori e chiede la fine del precariato. Ha colto l'enormità del fenomeno sociale del precariato e la sua forza di distruzione delle strutture familiari e sociali.

  Ricordo che quando il contratto era a tempo indeterminato e il tempo determinato era soltanto per i lavori stagionali e le prestazioni davvero straordinarie, le cose in Italia andavano assai meglio e non  esisteva l'orribile divaricazione dei redditi tra i managers, i politici, i professionisti ed i lavoratori dipendenti. Anche la distanza abissale che divide l'amministratore delegato dall'ingegnere o dal funzionario è causa del malessere italiano. La Legge Biagi ha dato al padronato la possibilità di fumus giuridici di contratti davvero fantasiosi. Possibile, ad esempio, che in Italia esistano un milione di progetti ai quali sono addetti altrettanti precari? Che cosa sono questi progetti?
 
 La CGIL si è affrettata a rispondere "positivamente" alla denunzia del Papa con una nota in cui parla di "ammortizzatori sociali"  per i precari, cioè la flexisecurity peraltro irrealistica data la grottesca e patologica quantita di precari inventati dalla fertile e malvagia fantasia della legge Biagi Sacconi Maroni. Quanto denaro dovrebbe avere lo Stato per fare ammortizzatori sociali per cinque o sei milioni di precari?
  Il precariato non è una necessità dell'economia. E' una scelta politica odiosamente di classe per ricattare, per tenere sotto tensione i dipendenti.
  Il precariato va abolito con un piano di rientro al lavoro a tempo indeterminato garantito dall'art.18 e con retribuzioni decorose attraverso un aumento generalizzato dei salari.
  Veltroni si accinge a discutere con Sacconi della settimana corta. Gli Dei accecano coloro che vogliono all'inferno. La settimana corta a salario decurtato e con integrazione della CIG sarebbe assai onerosa e abbasserebbe ancora il livello salariale italiano alla faccia di tutti i piagnistei ipocriti sulle busta paga che non consentono di giungere alla fine del mese. Si può avere la settimana corta a parità di salario con la settimana piena? Non se lo sognano nemmeno!!
  I lavoratori italiani hanno diritto di parola. Ci vuole una profonda e radicale democratizzazione dei Sindacati che non possono continuare ad essere strumenti  della confindustria per imporre la sua linea di spoliazione e di sfruttamento. Una legge dovrebbe regolare la consultazione e la rappresentanza la pubblicità dei bilanci e mettere un limite agli enti bilaterali.
  Pietro Ancona

http://www.corriere.it/cronache/08_dicembre_28/papa_precari_lavoro_7286f466-d4d4-11dd-b87c-00144f02aabc.shtml

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From: pietroancona@tin.it
To: cngp@unipv.it
Cc: redazione@ilmanifesto.it
Sent: Sunday, January 04, 2009 9:39 PM
Subject: la cittadinanza e la sovranità nazionale


Caro Professore Novati,
nella parte conclusiva del suo elegante articolo GUERRA DOPO GUERRA pubblicato venerdì 2 gennaio u.s. sul Manifesto, ho trovato l'ultima versione del neocolonialismo: quello che conta non è la sovranità nazionale ma i diritti di "cittadinanza"- Insomma non ha nessuna importanza creare uno Stato Palestinese, basta che i palestinesi siano ben trattati da Israele (che ha le maggiori responsabilità).

Dopo tante eleganti circonvoluzioni ha dato la sua ricetta filosofica.. Chissà magari i cittadini palestinesi godranno di un miliore tenore di vita di quello che la povera Palestina potrà offrire.

Complimenti!! Bravo" Se non ci sarà un comunicato ufficiale del Manifesto che prende chilometri di distanza dalle sue teorie neoconservatrici e filoamericane non  rinnoverò l'abbonamento.
  Pietro Ancona

http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090102/pagina/01/pezzo/238468/
EDITORIALE   |   di Giampaolo Calchi Novati
GUERRA DOPO GUERRA

<<Invece di rompersi la testa sui «piccoli problemi» delle «piccole patrie», che appartengono al passato (la prima rivolta araba esplose nella Palestina mandataria nei lontani anni Trenta), Israele, palestinesi e arabi farebbero bene a misurarsi con le sfide che riguardano le loro posizioni relative nel sistema globalizzato. La globalizzazione, si sa, si occupa dell'ordine, non delle vittime. Le novità non mancano. Potrebbe essere imminente il superamento dell'era degli idrocarburi da cui dipende l'economia di quasi tutti i paesi arabi della regione. La Palestina ha il vantaggio di non doversi sottoporre a questo tipo di riconversione. Il suo interlocutore obbligato nella transizione è e resterà Israele. E qui si apprezza meglio la differenza fra la guerra e la politica.
Le alternative diventano: esclusione o inclusione. Demarcare i confini era il compito del colonialismo. In futuro, con o senza Hamas, conteranno i diritti della cittadinanza (più della sovranità), le funzioni e le specialità (più dell'origine etnica). Se Israele è la forza vincente, incombono su Israele le responsabilità maggiori. Deve scegliere molto semplicemente se accanirsi contro i vinti (i palestinesi) o contribuire al loro riscatto.>>

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From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Saturday, January 03, 2009 8:31 AM
Subject: Fw: Evacuare la popolazione civile da Gaza

Se criminale è il comportamento di uno Stato che scatena il suo esercito contro una popolazione inerme in gran parte denutrita e malata non meno criminale è il comportamento di chi assiste senza battere ciglio a questa orribile mattanza e non fa niente per ferrmare il massacro almeno per salvare le vite dei bambini  
   Dalla striscia di Gaza vengono allontanati gli stranieri. Mi sembra giusto. Sarebbe anche giusto dare la possibilità di allontanarsi alla popolazione civile, alle donne, ai vecchi, ai bambini, a quanti non vogliono morire nella imminente e più volte annunziata invasione di terra.
  Carri armati di proporzioni mostruose, armatI delle armi più sofisticate del mondo, uccideranno una popOlazione inerme con  la vergognosa e sfacciata scusa di attaccare Hamas: Hamas non è altro che la popolazione dei palestinese.
  Per uccidere un capo di Hamas si bombarda un palazzo e si uccide con lui tutta la sua famiglia in gran parte composta da bambini. Questa barbarie nazista (ma forse i nazisti non si spingevano a tanto) non viene sanzionata dall'opinione pubblica occidentale informata (si fa per dire) da giornali controllati dalla lobby ebraica o da una industria editoriale legata agli americani.
  Chiediamo l'evacuazione della popolazione civile!! Senza questa evacuazione avremo sulla coscienza un genocidio.
  Particolarmente criminale è la decisione dell'Egitto di impedire ai palestinesi di fuggire dal terribile bombardamento ed ora dal fuoco delle terribili armi israeliane.
  Israele conosce bene le tecniche di distruzione. Ha già distrutto per tre volte il Libano e tante volte i campi palestinesi. Non è giusto che il mondo si renda complice di questa  carneficina degli abitanti di Gaza.

  Pietro Ancona

                                                               ****

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From: pietroancona@tin.it
To: Vincenzo Sena
Sent: Thursday, January 01, 2009 10:17 AM
Subject: Considerazioni sul discorso di Napolitano


Confesso che non ho avuto voglia di sentire il discorso del Presidente. E' la prima volta che mi capita dopo tanti anni. In qualche modo avevo delle prevenzioni che derivano dai suoi recenti comportamenti e non avevo voglia di sentire in diretta cose che non condivido, banalità e ipocrisie. Oggi ho letto e riletto il testo scritto pubblicato dai giornali.
  Per un Presidente che ha sollevato la questione degli omicidi e degli infortuni sul lavoro ed ha autorevolmente spinto la stampa e l'opinione pubblica ad occuparsene, è davvero singolare avere ignorato nel suo discorso i morti e infortuni del 2008 e quante resistenze esistano nel governo e nella confindustria  per svuotare di contenuto le poche norme che si è riusciti a strappare e le manovre che sono in corso  per depenalizzare e ridurre ai minimi termini la responsabilità delle aziende.
  IL modo con il quale ha trattato le questioni del lavoro e specialmente del lavoro precario è del tutto generico e privo di mordente. Da questo punto di vista, il Papa, pur avendo i suoi scheletri nell'armadio, ha detto chiaramente che cosa significa il lavoro precario per chi deve farlo e per l'Italia: privazione della speranza, impossibilità ad organizzare il futuro, cosa che si ripercuote sull'Italia tutta che è e sarà ancora di più una nazione infelice con un'area di venti milioni di lavoratori che, per vari fattori, stanno male.
Non un cenno a salari bassi, senza indicizzazione e più bassi del trenta per cento di quelli europei; erosione dei diritti ed attacco alle poche tutele rimaste; pensioni oramai inesistenti, degrado delle strutture del welfare, impossibilità a reggere i costi della privatizzazione di tutti i servizi dai quali lo Stato si ritira a cominciare dagli asili nido.
Alza toni lamentosi contro la crisi che verrebbe dagli USA senza dire una sola parola sulla responsabilità delle scelte truffaldine del sistema finanziario americano che ha messo in ginocchio il mondo. E' inotre scandaloso che non abbia denunziato la divaricazione crescente tra i salari dei lavoratori che decrescono e sono ormai di fame e gli emolumenti dei managers pubblici e privati e il costo, oramai insostenibile della politica che oramai incide in modo significativo sul prodotto interno lordo, lacera moralmente l'Italia e offre punti di riferimento alla criminalità organizzata.
  E' diventata stucchevole la richiesta della collaborazione, della intesa tra maggioranza ed opposizione. Intanto perchè il Parlamento esiste non per fare inciuci bipartisan ma per sviluppare una vigorosa dialettica democratica, in secondo luogo perchè la sinistra è stata espulsa dal Parlamento per via di una legge truffaldina ed oligarchica che ha cambiato per sempre gli organismi scaturiti dalla resistenza e una volta garantiti dalla Costituzione.
  L'inciucismo proposto da Napolitano si svolgerebbe tutto o quasi tutto su i decreti del governo Berlusconi che dovrebbero essere recepiti da un Parlamento non solo esautorato ma acquiescente e complice.
 A proposito delle missioni degli italiani nel mondo ha detto che queste servono a garantire la pace e sdradicare il terrorismo. In Afghanistan, in Irak e altrove collaboriamo con gli eserciti di occupazione.  Il terrorismo, ricordiamolo, non sarebbe altro che la resistenza al nemico riconosciuta in un raro momento di
sincerità da Bush quando ebbe a dire che avevano ed hanno ragione le persone che combattono per la loro terra, la loro patria.
  L'Italia è impegnata in collaborazioni se non di  tipo ascaristico certamente soggette ai comandi strategici e tattici dell'Impero e dei suoi arroganti e spesso sanguinari ufficiali.
 L'occidente ha impestato i territori occupati di killer, di contractors ed ha di fatto espulso tutta la stampa libera tenendosi solo quella emdedded e controllata dall'Esercito USA.
  Trovo assai carente l'attenzione riservata alla criminale aggressione di Israele verso un popolo inerme.
   L'Italia di Pertini, di Saragat, di Moro, di Fanfani avrebbe certamente chiesto con forza la fine della aggressione. Tutti coloro che accettiamo senza protestare la carneficina di Gaza abbiamo le mani macchiate di sangue!!  Lo Stato del popolo che fu ingiustamente dichiarato deicida e per questo subi millenni di persecuzione specialmente dalla Chiesa è diventato uno Stato genocida pericoloso per tutti i suoi disgraziati vicini e per coloro che tiene chiusi sotto un muro apocalittico da tanti anni, privandoli delle libertà naturali e riconosciute dal diritto internazionale.

Pietro Ancona

queste considerazioni sono state inviate al Presidente della Repubblica direttamente sul sito della Presidenza
                                                               ***

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, January 06, 2009 11:05 AM
Subject: la strage degli innocenti ed Emanuele Kant

Nonostante una sentenza della Corte Suprema Israeliana ai giornalisti non

è consentito entrare a Gaza, seguire ed informare dalle zone dell'aggressione. L'esercito israeliano si comporta come quello degli alleati agli Usa in tutte le zone di occupazione dell' imperialismo occidentale. A Bagdad furono sparate  cannonate alle stanze di un noto albergo dove alloggiavano i giornalisti, in Cisgiordania un cecchino israeliano ha deliberatamente abbattuto un cameramen.  Insomma la notizia deve essere costituita dalle menzogne delle veline degli stati maggiori dell'esercito occupante. Le notizie che comunque arrivano dalle città della striscia di Gaza sono di aspri combattimenti corpo a corpo per le vie, per le case, dappertutto. Continua intanto la strage degli innocenti. I bambini sono obiettivi privilegiati dagli assassini. Ci sono preoccupazioni demografiche. Gli ebrei si chiedono se diventeranno minoranza nella zona data l'alta prolificità delle madri palestinesi. Altri obiettivi privilegiati sono i quadri dirigenti ed i tecnici. Sono i Professori. Si vuole una popolazione magari quasi analfabeta, disarticolata, senza servizi civili, regredita ed abbrutita da bisogni elementari come la fame e la sete ed il bisogno di ripararsi. E' possibile che la mattanza, la carneficina continui per molto o per poco non lo sappiamo. Ma non c'è dubbio che ha ragione il Presidente della Commissione esteri del Senato On.Le Dini quando afferma che in ogni caso la scelta della strage e della guerra è una scelta perdente. Per motivi ovvi: ad ogni membro della resistenza palestinese ucciso ne succederanno almeno dieci e quando Hamas sarà completamente distrutto sarà pronto un altro Hamas, pronto financo al martirio. Martirio affrontato da tutti i dirigenti e membri di Hamas quando hanno compiuto la loro scelta sapendo che sarebbero stati segnalati subito ad israele e inclusi nella lista degli omicidi mirati del Quarto Reich. La scelta di Israele è perdente per un altro motivo: come reagisce e come reagirà la popolazione palestinese della Cisgiordania del quisling Abu Mazen? Come potrà giustificare l'OLP la sua inerzia a fronte della macellazione dei suoi fratelli di Gaza? Inoltre, non dimentichiamo la Cisgiordania è stracolma di insediamenti "coloniali" di Israele che rendono difficilissima e penosa la vita della popolazione palestinese. Questi coloni sono generalmente fascisti, stanno con il mitra dietro la porta, non mancano occasione per seviziare, insolentire, uccidere i loro vicini palestinesi. Basta ad un bambino fermarsi a giocare a pallone vicino un muro di cinta di una casa colonica per essere preso a fucilate. I coloni godono inoltre di mezzi di comunicazione rapidi, di strade, di impianti elettrici e di acquedotti, insomma hanno quello che viene negato ai Palestinesi costretti a vivere con l'acqua e l'energia elettrica razionata. Ecco perchè il blocco di Abu Mazen è destinato ad esplodere. Se i palestinesi, popolo notoriamente laico, ha scelto Hamas che è un partito religioso, è per il fallimento morale prima che politico dell'OLP. Basta vederli i quadri dirigenti che stanno attorno ad Abu Mazen: hanno tutti la pancetta ed il viso lardoso di chi mangia e beve molto bene a differenza degli scheletrici cittadini che "amministrano".
Giunge notizie che gli americani si accingono a lasciare Bagdad lasciandovi la più grande ambasciata esistente al mondo. Si tratta di una costruzione grande quanto la città del vaticano in grado di contenere tutte le infrastrutture di una città autosufficiente. Tutte le menzogne sulla esportazione della democrazia, sulle armi di distruzione di massa, si sono rivelate per quelle che sono: un progetto neocolonialistico di controllo del pianeta. Bagdad avrà una città americana dentro di se che la controllerà e, se necessario, ne divorerà le risorse.
  La guerra è stupida e lascia ricordi quasi indelebili nelle generazioni future ed odio che diventa istintivo verso l'aggressore. Scriveva Kant che "nessuno Stato deve intromettersi con la forza nella costituzione e nel governo di un altro Stato"  Questo vale per quanti si appellano ai valori dell'Occidente e ne sconoscono l'etica, la filosofia, gli ideali.
Pietro Anco
http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2009/01/02/970977-dini_sara_vincitore_servono_stati_confini_sicuri.shtml
 
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: palestina
Sent: Monday, January 05, 2009 9:45 PM
Subject:  una tragedia domestica?

 

 

 Lucio Caracciolo, analista di problemi internazionali, definisce l’aggressione israeliana a Gaza una tragedia domestica, insomma un evento non di primo piano, da derubricare, da non occupare un posto importante nell’agenda internazionale. Dieci giorni di bombardamenti  intensivi ed ora l’occupazione terrestre davvero non costituiscono l’evento cruciale con il quale si apre l’anno? Davvero sono un qualcosa che riguarda soltanto ed in primo luogo gli israeliani ed i palestinesi che il resto del mondo subisce con fastidio, con irritazione, come

insomma una storia che è durata e dura troppo a lungo ed ha finito con lo stufare''?

 

  Io non condivido questa analisi. Non sono d’accordo per la derubricazione   per diversi motivi a cominciare dal fatto che ci troviamo di fronte al bombardamento di una popolazione palestinese  che sta subendo sofferenze inenarrabili, ha avuto oltre cinquecento morti, tremila feriti, migliaia e migliaia di traumatizzati dallo spaventoso fragore degli aerei e delle esplosioni. Il fatto che una Potenza di prima grandezza dal punto di vista militare infierisce su una popolazione praticamente inerme  emoziona la opinione pubblica mondiale ed ancora di più colpisce il fatto che Israele fa tutto questo in barba al diritto internazionale e senza alcun rispetto per la popolazione civile.

 Israele si sta comportando come gli Usa si sono comportati e si comportano in Iraq ed in Afghanistan.  Ha aperto il suo artiglio coloniale contro i Palestinesi, considerati terroristi perchè rifiutano il quisling Abu Mazen così come terroristi sono i Talebani  per non avere accettato il quisling creato dagli Usa e terroristi  sono coloro che in Iraq non accettano l’ordine imposto dalle armi e dalla violenza.

Nel caso assai probabile di una vittoria di Israele e di una sconfitta dolorosa di Hamas la vittoria non porterà con sé cose buone. Prima di tutto le nazioni arabe che oggi subiscono il giogo di tiranni filooccidentali a cominciare dall’Egitto non accetteranno  prima il massacro e poi l’annessione della Palestina ad Israele seppur sotto forma di protettorato. Ma anche gli Stati minacciati recentemente da iniziative americane poco amichevoli come la Cina, la Russia, e molti altri rifletteranno su un mondo in cui le nazioni che rappresentano l’Occidente possono scatenare l’apocalissi, massacrare, annettere, fare i  propri comodi. L’ordine internazionale per quanto non  più basato sull’equilibrio dei due blocchi e controllato dalla potenza  Usa non può essere abusato. Insomma qualcuno prima o poi deve essere chiamato a rendere conto di delitti contro l’umanità che dall’undici settembre in poi e dall’avvento dei teorici dell’esportazione della democrazia ha provocato troppo sangue, troppe sofferenze, troppo dolore. L'Occidente sembra uscito di testa ed in preda ad un delirio criminale!

   Gaza non è una tragedia domestica. Non si consuma tra una Domus ed i suoi riottosi vicini che non vogliono cedere lo loro case. E’ un punto focale dell’equilibrio mondiale basato su una forza che sembra fuori controllo. Fuori controllo come la finanza mondiale devastata dalla speculazione e dal latrocinio dei banchieri e dei finanzieri in grande parte ebrei che sta chiedendo sacrifici immensi al mondo intero. Fuori controllo dal momento che uccidere un dirigente palestinese  assieme a tutta la sua famiglia viene considerata la cosa più ovvia e banale di questo mondo

Non può e non potrà essere accettato. Wall Street deve spiegare al mondo la crisi che l'ha investita. Il sistema capitalistico-colonialista non può continuare a vivere senza cambiare profondamente le regole. Mercato e democrazia non coincidono più ed il capitalismo è in grado di garantire soltanto incertezza a tutti, sprofondamento di classi sociali agiate nella povertà, fallimento di Stati e nessuna speranza per il futuro. La crisi israeliano-palestinese aggrava lo stato di incertezza e di tensione. Il mondo ha bisogno di ordine, di serenità, di pace. L'avventura  da Quarto Reich di Israele lo rende invece incerto e pericoloso. Israele deve spiegare perchè dopo cinquanta anni di occupazione non riesce a dare un ordine giusto alla regione che tiene in permamente crisi.

Pietro Ancona

 

http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=34194983

----- Original Message -----
From: Lucio Caracciolo
To: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, January 06, 2009 10:43 AM

 
Gentile Pietro Ancona,
 
grazie per le Sue critiche. Mi pare però che Lei critichi qualcosa che non ho detto, ossia che Gaza non deve interessarci. Ho invece sottolineato che per israeliani e hamas e altri palestinesi la guerra ha origini domestiche e fini altrettanto domestici, anche se poi alcuni attori, Iran in testa, cercano di usarla a fini propri. Ho descritto quella che mi pare la percezione che le parti in causa hanno della  situazione, non ho prescritto nulla.
Grazie, molto cordialmente
Lucio Caracciolo 
---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Lucio Caracciolo
Sent: Wednesday, January 07, 2009 8:08 AM
Subject: Re:

 
Caro Professore,
 
grazie della risposta davvero gentile e tempestiva.
Prendo atto volentieri della sua spiegazione ma ritengo di non avere mal capito dal momento che Israele considera come sempre  la sua repressione come fatto interno o addirittura di polizia (a volte) ma tale non è ed in ogni caso i palestinesi non hanno mai pensato di sopravvivere senza l'apporto internazionale, senza l'intervento di un aiuto esterno (ONU o altro) che raramente hanno ricevuto.
In ogni caso, tutta la stampa italiana desiderosa di scrollarsi dalla coscienza  il sangue che Israele sta facendo scorrere, si è aggrappata molto alla sua
spiegazione della tragedia domestica. Fa molto comodo non considerarla una tragedia del mondo.
 
Lei infine scrive che: "la tragedia è che nessuna delle parti in causa, nemmeno la più potente (israele), può raggiungere i suoi obiettivi strategici"
 Questo non è condivisibile dal momento che la qualità degli obiettivi palestinesi è di avere quanto Israele ha loro tolto con la complicità del mondo.
 
 Con i sensi della mia stima.
Pietro Ancona

                                                      ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, January 10, 2009 8:50 PM
Subject: Fw: appunti sulla manifestazione di Palermo per Gaza

  La manifestazione pro-palestinesi di Palermo


Ignorata dalla televisione di Stato e da quelle private i siciliani stasera non hanno saputo della grande commossa vibrante manifestazione che si è svolta a cominciare dal raduno nella più grande piazza della città: piazza Politeama. Non so se ci fosse qualche giornalista della carta stampata. Io non ne ho visto ma può darsi che  ci fosse un giovane, uno sconosciuto. Repubblica e gli altri giornali usano molto i "negri", giovani precari ai quali commissionano di volta in volta un servizio con una telefonata. Possiamo anche chiamarli giornalisti-squillo?  Io sono sfacciato ed a volte chiedo quanto guadagnano per servizi a volte bellissimi, accuratissimi, scritti con l'ansia di chi vuole farsi apprezzare. Per dignità non rispondono ma credo che potrebbero prendere anche trenta o cinquanta euro. Molta parte di quello che si legge nei giornali è fatto così e dalle notizie di agenzie alcune specializzate in opinionisti di varia umanità. Sto divagando e ritorno subito alla nostra manifestazione. C'era innanzitutto una notevole presenza sopratutto femminile di palestinesi e di arabi. Qualcuno di loro lo conosco da tempo. Uno  è Presidente del Comitato Direttivo della CGIL, un altro è un vecchio studente dell'OLP. Credo che sia rimasto fedele per la sua memoria di Arafat. Ma il grosso della partecipazione era dato da centinaia e centinaia di giovani spesso quasi ragazzi animati tutti da un fortissimo spirito di solidarietà per la popolazione di Gaza, di sdegno per il genocidio cui da quasi due settimane è sottoposta. Ha fatto molta impressione l'enorme numero di bambini e bambine uccise, una percentuale tanto alta sul totale dei morti da insospettire come se ci fosse un programma particolare per la loro soppressione!! Io sono un vecchio compagno, un vecchio militante socialista e del sindacato. Di miei coetanei o di persone dell'ambiente ufficiale dei partiti e dei sindacati ne ho visto pochini, i più autonomi, i meno conformisti. Nessuno della nomenclatura, nessun deputato, nessun senatore,
nessun amministratore. Ma questa assenza, per quanto calcolata come scelta saggia dal momento che l'influenza di Israele sembra grande in Occidente è una scelta sbagliata, il segno di un contorcimento ulteriore di una crisi di valori, di un offuscamento della coscienza tale da produrre un mero appiattimento su posizioni che
possono essere travolte. Per quanto tempo il mondo può assistere inerte impotente al massacro di una popolazione già stremata da fame e malattie? Il pitone dell'indifferenza quante bare di bambini e bambine potrà ancora inghiottire? Il sistema di potere che tiene in piedi la violenza di Israele è basato sul  peteinismo di Abu Mazen e sul feroce faraone che sbriga i lavori sporchi all'Occidente. Non è detto che reggano a lungo.
Nel mondo sta maturando una diversa coscienza della questione palestinese che sembrava appassita. Oggi si sono svolte manifestazioni in tutta Europa con un centro di irradiazione potente in Francia.
Quando Israele avrà finito di distruggere tutte le abitazioni della striscia di Gaza ed avrà ammazzato  o fatto prigionieri i guerrieri di Hamas che cosa avrà ottenuto? Annetterà la striscia e darà ad Abu Mazen il protettorato coloniale della Gisgiordania.?
Israele non è in grado di fare niente altro che uccidere e distruggere.Non ha una linea che riguarda i palestinesi tranne quella di mandarli tutti in Giordania (impresa assolutamente  stravagante).
  In tutto il campo della sinistra c'è una terribile Babele. Ma tutte le voci della Babele che sono ancora di sinistra erano alla manifestazione di stasera. Non c'erano le nomenclature che vedono il mondo dai palazzi che frequentano. Non è detto che continueremo ancora a subirli a lungo... Io ostentavo un cartellone con la scritta: Hamas è la Palestina, Israele è uno stato stragista, infanticida, terrorista. Un cartellone radicale tenuto nelle mani di un vecchio socialdemocratico quale io sono. Ma dove dobbiamo stare noi socialdemocratici se non con i popoli poveri del mondo massacrati dagli Usa e da Israele?

Pietro Ancona
                                                 ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: organizzazione@fiom.cgil.it
Sent: Sunday, January 11, 2009 8:12 AM
Subject: nuove sconfitte


Dopo la cannonata a salve del 12 dicembre
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 Non mi ero sbagliato a definire lo sciopero della CGIL del 12 dicembre
scorso  una cannonata a salve. In effetti non ha avuto alcun seguito e non
poteva averne dal momento che non aveva avanzato alcuna rivendicazione
limitandosi in un documento sulla crisi scopiazzato da scelte ministeriali a
chiedere il niente, qualche aggiustamento burocratico alle feroci misure del
governo ed associandosi come Bertoldo ad una richiesta demagogica ed
irrealizzabile di flexisecurity: la concessione della CIG o equipollenti
ammortizzatori sociali ai precari, una proposta che nasce dai contorcimenti
dialettici derivanti dall'accettazione della realtà giuridica del
precariato. Gli ammortizzatori sociali per il precariato,possibili in
situazioni fisiologicamente normali, sono assurdi e pazzeschi in un Paese in
cui il precariato è una Patologia creata dalla destra economica e politica
per sostituire gradatamente il contratto di lavoro a tempo indeterminato e
per tenere sotto il tallone di ferro del ricatto i nuovi assunti  nelle
aziende ed anche nella pubblica amministrazione. I precari
"Alla fine del mese di settembre hanno raggiunto quota 2.812.700. Sono il 12
per cento del totale degli occupati in Italia. Dal 2004 al settembre scorso
sono aumentati del 16,9 per cento. Ben 5 volte di più dell'incremento
registrato dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che sono
cresciuti, nello stesso periodo, del 3,1 per cento. Il Mezzogiorno è la
macro area dove sono più numerosi: ben 940.400 pari al 33,4 per cento del
totale nazionale." (fonte Ista),

Chiedere per questa massa di circa tre milioni di persone, alle quali vanno
aggiunti i finti autonomi, ammortizzatori sociali è una follia. Per questi
lavoratori la soluzione è un rientro nella normalità del rapporto di lavoro
a tempo indeterminato (è anormale un contratto a termine rinnovato sei volte
e oltre) ed il varo di una politica di sostegno dell'economia. Bisogna
chiedere la trasformazione dei contratti a termine ed atipici in contratto a
tempo indeterminato, senza farsi frastornare dal terrorismo sulla crisi che
attraversa tutta l'economia capitalistica dopo le ruberie delle finanziarie
americane.
Mentre il Direttivo della CGIL si limita a dire al Governo di non fare
furbizie (è già la seconda volta che parla di furbizie dopo l'annuncio della
settimana corta -edizione maligna ed antioperaia delle 35 ore francesi)
Sacconi si inventa come rendere ancora più amara e difficile la vita ai
lavoratori proponendo Casse Integrazioni differenziate per Regioni ed
insistendo sulla riduzione della settimana lavorativa , una sorta di cavallo
di troia per scardinare dall'interno l'art.18 ed il contratto a tempo
indeterminato. Per fortuna molte delle nefandezze che propone il Governo non
possono realizzarsi per difficoltà obiettive che nascono sempre quando si
vuole fare entrare nella stalla l'asino per la coda. Ma ciò non toglie
nulla alla disgraziata inadeguatezza della iniziativa della CGIL (degli
altri due sindacati non ne parlo nemmeno essendo acquisiti al padronato ed
al governo) incapace di proporre la difesa del salari e delle pensioni
attraverso la loro indicizzazione, l'abolizione
della legge sacconi-maroni (biagi), poteri statali al delegato alla
sicurezza, il salario minimo garantito contro paghe orarie inferiori financo
a due euro l'ora, l'abolizione dei ticket sulle medicine, l'abrogazione di
tutte le norme di peggioramento delle pensioni, un tetto invalicabile agli
stipendi da mille e una notte dei managers pubblici e privati, la gratuità
degli incarichi politici e la commisurazione degli incarichi amministrativi
a qualcosa non superiore del dieci per cento delle paghe epicali.
  Ma la CGIL non avanzerà nuove proposte. Ha il tabù con il quale ha
maledetto la normale attività sindacale di richiesta di miglioramenti della
condizione dei propri associati e dei lavoratori. I lavoratori italiani oggi
sono i peggio retribuiti d'Europa ma questo non preoccupa nessuno.
  Quindi si andrà avanti cercando di migliorare di qualche virgola i decreti
e le decisioni che
spoglieranno del tutto i lavoratori italiani dei loro diritti, chiuderanno
per sempre la speranza
già abbandonata quando qualcuno decise che le classi non c'erano più ed io
ho sempre le traveggole quando leggo le statistiche Istat che da più o meno 20 anni
danno sempre attorno a ventiquattro milioni di persone la classe operaia che non
c'è più. Qualcuno l'ha cancellata con un trattino di penna........mentre
aumentava di numero.
Pietro Ancona
                                           ***

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, January 10, 2009 8:50 PM
Subject: Fw: appunti sulla manifestazione di Palermo per Gaza

  La manifestazione pro-palestinesi di Palermo


Ignorata dalla televisione di stato e da quelle private i siciliani stasera non hanno saputo della grande commossa vibrante manifestazione che si è svolta a cominciare dal raduno nella più grande piazza della città: piazza Politeama. Non so se ci fosse qualche giornalista della carta stampata. Io non ne ho visto ma può darsi che  ci fosse un giovane, uno sconosciuto. Repubblica e gli altri giornali usano molto i "negri", giovani precari ai quali commissionano di volta in volta un servizio con una telefonata. Possiamo anche chiamarli giornalisti-squillo?  Io sono sfacciato ed a volte chiedo quanto guadagnano per servizi a volte bellissimi, accuratissimi, scritti con l'ansia di chi vuole farsi apprezzare. Per dignità non rispondono ma credo che potrebbero prendere anche trenta o cinquanta euro. Molta parte di quello che si legge nei giornali è fatto così e dalle notizie di agenzie alcune specializzate in opinionisti di varia umanità. Sto divagando e ritorno subito alla nostra manifestazione. C'era innanzitutto una notevole presenza sopratutto femminile di palestinesi e di arabi. Qualcuno di loro lo conosco da tempo. Uno  è Presidente del Comitato Direttivo della CGIL, un altro è un vecchio studente dell'OLP. Credo che sia rimasto fedele per la sua memoria di Arafat. Ma il grosso della partecipazione era dato da centinaia e centinaia di giovani spesso quasi ragazzi animati tutti da un fortissimo spirito di solidarietà per la popolazione di Gaza, di sdegno per il genocidio cui da quasi due settimane è sottoposta. Ha fatto molta impressione l'enorme numero di bambini e bambine uccise, una percentuale tanto alta sul totale dei morti da insospettire come se ci fosse un programma particolare per la loro soppressione!! Io sono un vecchio compagno, un vecchio militante socialista e del sindacato. Di miei coetanei o di persone dell'ambiente ufficiale dei partiti e dei sindacati ne ho visto pochini, i più autonomi, i meno conformisti. Nessuno della nomenclatura, nessun deputato, nessun senatore,
nessun amministratore. Ma questa assenza, per quanto calcolata come scelta saggia dal momento che l'influenza di Israele sembra grande in Occidente è una scelta sbagliata, il segno di un contorcimento ulteriore di una crisi di valori, di un offuscamento della coscienza tale da produrre un mero appiattimento su posizioni che
possono essere travolte. Per quanto tempo il mondo può assistere inerte impotente al massacro di una popolazione già stremata da fame e malattie? Il pitone dell'indifferenza quante bare di bambini e bambine potrà ancora inghiottire? Il sistema di potere che tiene in piedi la violenza di Israele è basato sul  peteinismo di Abu Mazen e sul feroce faraone che sbriga i lavori sporchi all'Occidente. Non è detto che reggano a lungo.
Nel mondo sta maturando una diversa coscienza della questione palestinese che sembrava appassita. Oggi si sono svolte manifestazioni in tutta Europa con un centro di irradiazione potente in Francia.
Quando Israele avrà finito di distruggere tutte le abitazioni della striscia di Gaza ed avrà ammazzato  o fatto prigionieri i guerrieri di Hamas che cosa avrà ottenuto? Annetterà la striscia e darà ad Abu Mazen il protettorato coloniale della Gisgiordania.?
Israele non è in grado di fare niente altro che uccidere e distruggere.Non ha una linea che riguarda i palestinesi tranne quella di mandarli tutti in Giordania (impresa assolutamente  stravagante).
  In tutto il campo della sinistra c'è una terribile Babele. Ma tutte le voci della Babele che sono ancora di sinistra erano alla manifestazione di stasera. Non c'erano le nomenclature che vedono il mondo dai palazzi che frequentano. Non è detto che continueremo ancora a subirli a lungo... Io ostentavo un cartellone con la scritta: Hamas è la Palestina, Israele è uno stato stragista, infanticida, terrorista. Un cartellone radicale tenuto nelle mani di un vecchio socialdemocratico quale io sono. Ma dove dobbiamo stare noi socialdemocratici se non con i popoli poveri del mondo massacrati dagli Usa e da Israele?

Pietro Ancona
                                                                  ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: fassino_p@camera.it
Cc: colombo furio
Sent: Sunday, January 11, 2009 4:20 PM
Subject: Manifestazione pro bombardamenti


Carissimi,

dopo la vostra partecipazione alla manifestazione non della comunità ebraica romana, ma della destra nazista della stessa, (mi risulta che la rete ebrei per la pace ed altre associazioni l'hanno disertata), non vi resta che arruolarvi volontari ed andare anche voi
a bombardare dal cielo o da un carro armato i terribili guerriglieri di Hamas (che poi sono i bambini, le donne e le città distrutte ed anche le loro pecore ed il loro bestiame ammazzato)
Incoraggiando la destra sionista che vuole la soluzione militare e soltanto militare voi vi assumete gravissime responsabilità morali.
  Ma potete rispondermi: " E chi se ne frega? "
  Era la risposta che davano coloro che portavano il gagliardetto. Ve la poteva suggerire il vostro vicino di sedia oggi Gasparri. Vedo che vi trovate bene in compagnia dei fascisti italiani.
  Cari saluti.
Pietro Ancona

se volete potete considerarla una lettera di insulti. Sarei sollevato se sentissi che le cose che vi ho scritto vi sembrano insulti. Avrei una speranza di vostro ravvvedimento

                                                            ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: palestina
Sent: Tuesday, January 13, 2009 4:52 PM
Subject: lottare contro una tentazione, una insidia "umanitaria"

 

 
L'inganno della binazionalità e dei diritti di cittadinanza concessi da Israele
==========================================================0
 
C'è una tentazione quasi irresistibile tra quanti da tanti anni a questa parte o da più recentemente sostengono la causa del popolo palestinese, cioè del suo diritto all'autogoverno dentro uno Stato autonomo peraltro prefigurato dalla risoluzione dell'ONU: è la tentazione della cosidetta binazionalità, uno Stato binazionale nel
quale convivano pacificamente ebrei e palestinesi e quant'altri vi vogliono stare. L'idea, in astratto, non è bizzarra ed ha dalla sua un elemento fondamentale: la limitatezza  della terra. Tutta l'area israeliano_palestinese non è più grande della Sicilia ed è divisa da un Muro enorme, alto otto e più metri, una fortificazione costruita per durare nei secoli che ha già mangiato oltre il dieci per cento del territorio palestinese occupato. Esiste poi un Muro giuridico enorme dato dal fatto che lo Stato di Israele è uno Stato a base religiosa e razzista dove esiste una rigidissima classificazione di accesso alle cariche ed alla proprietà che ha come apice il nucleo ebreo  anglosassone e finisce con i poveri ebrei nel Negev trattati con enorme rispetto. Esiste un muro religioso costituito dal Talmud: Mentre il Corano o il nuovo testamento non hanno impedito mai a musulmani e cristiani di vivere con altri, il Talmud è basato su una fortissima discriminazione razziale verso i Goim, i Gentili,considerati alla stregua di "animali parlanti". Certo non tutti gli ebrei considerano i "gentili" come li descrive il Talmud, ma non c'è dubbio che sarebbe difficilissima anche se non impossibile una coabitazione che potrebbe nel tempo diventare integrazione, assimilazione, coesione insomma qualcosa di positivamente solido e costruttivo.
  Purtroppo questa idea della binazionalità in uno solo Stato viene prospettata durante il più grande massacro della storia dei Palestinesi fatta dagli Ebrei. La binazionalità significa accettazione della sottomissione, della sudditanza come cittadini privi di diritti allo Stato ebraico. In astratto diritti di cittadinanza pieni, soddisfacenti,
capaci di esaltare la persona umana e di valorizzarne il ruolo sociale , sarebbero certamente preferibili a diritti ad una sovranità nazionale nella quale magari si vive male e senza garanzie di libertà e di democrazia. Ma oggi la condizione oggettiva non è questa. La tendenza a salvare dai bombardamenti la popolazione palestinese abbandonando al suo destino Hamas e quanti hanno lottato contro l'invasione è una  resa incondizionata verso uno Stato che non cesserà di essere elemento di provocazione per la pace nel medio Oriente e, sconfitti i Palestinesi, si guarderà attorno per decidere se radere al suolo per la quarta volta il Libano o attaccare con le nuove terribili armi che si è dato l'Iran, la Siria o chiunque mostri di intralciare il suo piano millenaristico da Quarto Reich di conquista dell'Oriente.
Pietro Ancona
                                             ****

 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, January 13, 2009 2:57 PM
Subject: no alla marcia degli ipocriti
 
No alla  marcia della ipocrisia!!!
 
sono decisamente contrario ad approvare partecipazione alla marcia di Assisi che, da anni, si svolge all'insegna della ipocrisia bipartisan. Una marcia che mette sullo stesso piano Hamas dipinto come terribile organizzazione terrorista perchè mantiene vivo il diritto della Palestina alla Resistenza con i responsabili dell'eccidio di migliaia di civili e di bambini (uccisi probabilmente sulla base di un mostruoso calcolo di "politica demografica") serve solo a fare  di tutte le erbe un fascio, a lavare le coscienze a quanti finora non hanno detto una parola neppure contro l'uso delle armi  che riducono gli essere umani ad  arbustelli neri.
 
  Non si può marciare con coloro che sabato scorso hanno fatto la manifestazione bipartisan con la destra sionista della comunità ebraica romana ignorando e criminalizzando tutto il dissenso ebraico a cominciare di quello della Rete degli Ebrei contro l'occupazione.
 
 Assisi lasciamola agli ipocriti della politica italiana ed ai maneggioni della chiesa che si fanno finanziare dai produttori di armi.
 
  Ad Assisi viene attaccata Hamas o messa sullo stesso piano di responsabilità di Israele. Insomma i morti sono sulla coscienza di entrambi. E' la storia della responsabilità dei partigiani a Via rasella.
  Andarci è come partecipare ad una manifestazione contro il CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) ed a favore della Repubblica di Salò, collaborazionista con il nemico.
   Condannare Hamas è condannare l'identita autonoma del popolo palestinese. Volere quella che  qualcuno chiama diritti di cittadinanza e non sovranità nazionale (nella migliore delle ipotesi). Nella peggiore e realistica volere uno Stato di Iloti.
  Pietro Ancona
                                          ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, January 14, 2009 10:49 AM
Subject: assisi furbastra



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ASSISI: UNA MARCIA CONTRO LA PACE
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    Gli organizzatori della marcia per la pace di Assisi sono talmente timorosi di scontentare qualcuno da ignorare i nomi di Israele, Hamas, Palestina. Il luogo geografico citato è "MedioOriente" e naturalmente "Gaza".  Si chiede che venga fermato il massacro senza dire chi e come deve fermarlo. Non si indicano le gravissime responsabilità dell'aggressore Stato di Israele, l'uso di centinaia di aerei ultramoderni per bombardare e mitragliare la popolazione dopo averla terrorizzata con  avvisi feroci, l'uso di armi proibite come il fosforo, l'uranio impoverito ed ora il dima che carbonizza all'istante chi ne viene colpito. Non parla dei crimini di guerra di Israele che ha impedito l'arrivo di soccorsi alla popolazione civile, che tuttora impedisce corridoi umanitari per l'allontanamemto dalla zona di guerra (con la conplicità dell'Egitto che ha schierato migliaia di soldati pronti a sparare sui fuggiaschi). Non parla dei crimini di chi ha tagliato da mesi acqua luce e sta facendo morire di fame e di sete la gente. Sembrerebbe quasi che  ad Assise Hamas e Israele abbiano  le stesse responsabilità e che i mille morti e cinquemila feriti si debbano ad entrambi dal momento che è vero che è stato Israele ad uccidere e ferire ma se Hamas non avesse lanciato i suoi razzi......... E' la vecchia storia di Via Rasella: i partigiani sarebbero responsabili delle Fosse Ardeatine perchè avevamo provocato la morte di alcuni soldati. Hamas ha diritto di combattere per l'indipendenza della Palestina. In ogni caso gli analisti escludono che l'invasione di Gaza sia stata provocata dai razzi palestinesi di Hamas.
  La manifestazione di Assisi non chiede libertà ed autonomia per la Palestina, non chiede la liberazione delle migliaia di prigionieri politici detenuti da Israele, non chiede il deferimento di Israele ad un Tribunale Criminale Internazionale per l'uccisione di centinaia di bambini (una percentuale talmente alta sul totale dei morti da insospettire a far pensare alla esistenza di un "programma demografico"), non chiede il ritiro delle truppe israeliane dal territorio di Gaza, non chiede la libertà di movimento della popolazione, non chiede la fine dell'embargo. Si limita a chiedere la fine di una guerra che non c'è dal momento che c'è soltanto una aggressione di una superpotenza nucleare contro un popolo inerme senza specificare niente sul destino della popolazione alla quale è stato tolto tutto a cominciare dal luogo dove abitava che non c'è più ed è ricolmo di rovine.
  Per questo c'è molta malafede in tante adesioni, molto cerchiobottismo, molta voglia di stare dalla parte dei più forti.
  Bisogna disertare questa indecente pagliacciata che vuole azzerare le responsabilità di Israele facendole risalire alle "provocazioni" di Hamas. Hamas che ha vinto le elezioni e che ha gran parte dei suoi deputati rapiti dagli israeliani in prigione, senza alcuna reazione dell'Occidente che si fonda (dice) su valori di democrazia, libertà, civiltà.
   San Francesco si recò in Terrasanta in missione di pace. Nonostante appartenesse agli aggressori  il sultano lo ricevette e lo trattò con molto rispetto dandogli piena disponibilità a stabilire accordi di pace. Ma il povero San Francesco fu lasciato solo. L'Occidente, i cui crociati infilzavano allo spiedo i bambini siriani per mangiarli abbrustoliti, negò la pace e si infognò in una dominazione che tra alti e bassi produsse solo lutti.

pietro ancona

                                                              
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, January 15, 2009 1:29 AM
Subject: Manifestazione per la guerra con Fini a Montecitorio


 Il presidente della Camera dei deputati è sceso per stare un pò insieme e farsi fotografare con i caporioni
della manifestazione pro-Israele, fitta di bandiere israeliane, organizzata a Roma, in luogo generalmente vietato a tutti ,davanti Montecitorio, da una associazione parlamentare di ammiratori di Israele composta da deputati e senatori di vari gruppi di maggioranza e di opposizione.
Debbo dire che la cosa mi ha impressionato ed impaurito. Impressionato perchè mentre la folla si raccoglieva attorno ai rappresentanti della Comunità Ebraica italiana e dell'Ambasciata di Israele si potevano quasi avvertire nell'aria, con un minimo di sensibilità umana di di immaginazione, le deflagrazioni paurose, il crollo dei palazzi, il lamento dei feriti, lo spavento di oltre un milione di persone aggredite da carri armati mostruosi, da aerei supersonici che effettuano centinaia di missioni di bombardamento, da cannonate sparate da navi piazzate nel mare antistante gaza. Una mattanza di esseri umani difesi da un pugno di guerriglieri privi di armamento pesante che, quasi con le nude mani, affrontano il nemico che oramai si è infiltrato per le vie devastate della città. Non c'era un solo cartelllo che chiedesse pietà per questa popolazione. a Piazza Montecitorio era un unico urlo di feroce incitamento a vincere al più presto lo scontro chiamato "guerra" di odio verso i "terroristi" di Hamas, di volontà di sopraffazione per la "sicurezza" di Israele che, se necessario, vale la vita della umanità intera e per subito quella di oltre trecento bambini e quasi cinquemila tra morti e feriti che morranno presto a causa delle armi DIMA usate da un esercito post nazista privo di scrupolo ed incurante delle regole e del diritto internazionale. Impaurito, si, la manifestazione mi ha impaurito. E' la prima volta che una alta autorità dello Stato, il Presidente della Camera, interviene coinvolgendo il Parlamento a sostenere le ragioni di uno Stato che in atto risulta al mondo come aggressore e genocida. E' vero che ieri Fini ha rivendicato al Parlamento di non essere un organismo al servizio del governo Berlusconi privo di diritto di parola. Ma la sua protesta non ha avuto seguito. Si è adeguato alle direttive della maggioranza di cui fa parte e addirittura ha permesso che uno dei portavoce della maggioranza definisse di valorizzazione la richiesta di fiducia chiesta alla Camera. Insomma, la Camera si doveva e si deve sentire onorata di votare senza battere ciglio e senza discutere gli ordini che vengono dal Cav.Berlusconi. Non credo che ci sia stato qualcosa di simile in tutta Europa. Non credo che si siano fatte manifestazioni probombardamenti della Palestina con la presenza di un cosi autorevole esponente dello Stato. Colpisce il silenzio del Presidente della repubblica che non ha mosso finora un dito e non farà nulla per criticare la scelta guerrafondaia e genocida fatta dal Parlamento e per difendere le istituzioni parlamentari dalla prepotenza del governo-regime.
In Italia  c'è l'anomalia di una Comunità Ebraica che non è più quella civile democratica e amante della libertà di Tullia Zevi e di Elio Toaff. E' una Comunità che difende senza se e senza ma il diritto di israele di eliminare i suoi "nemici" ed attacca violentemente coloro che si permettono qualche dubbio, che invitano a ragionare a non buttare benzina sul fuoco come fa scontandone tutti gli ostracismi Massimo D'Alema.
  Quanto è  accaduto stasera davanti a Montecitorio è destinato ad incidere profondamente sulla qualità della nostra cittadinanza, sulla coerenza tra questa e la carta Costituzionale, sul futuro di un Paese che si colloca
nella frontiera più avanzata del razzismo 
la frontiera militare. Il massacro di Gaza ha infatti un carattere razzistico e di intolleranza fisica a sopportare che non fa parte della gens occidentale, della sua cultura, dei suoi valori. Come lo sterminio di milioni di irakeni e di afghani, le stragi di Gaza esprimono una volontà di dominio coloniale e di sterminio per chi vi si oppone.

Pietro Ancona
                                                              ****

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From: pietroancona@tin.it
To: comunisti
Sent: Friday, January 16, 2009 10:25 AM
Subject: Che cosa è l'antisemitismo oggi




Che cosa è l'antisemitismo oggi
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   Una delle tracotanti richieste di Israele al tavolo egiziano delle trattative per la tregua a Gaza è il disarmo di Hamas e l'impegno a non farle mai più giungere armi attraverso la distruzione di tutte le vie di comunicazione e un severo controllo ai confini. Questa richiesta è illegittima e raccapricciante. Illegittima perchè Israele che è armata fino ai denti pretende che la Palestina sia disarmata e non tollera che si doti neppure di un corpo di vigili urbani (più volte nel suo mirino omicida). Perchè la Palestina deve essere disarmata? Non si tratta forse di una nazione alla quale Israele dovrebbe riconoscere uno Stato secondo le risoluzioni dell'ONU? E' raccapricciante perchè la richiesta implica un controllo militare e la continuazione dello stato di prigionia degli abitanti di Gaza. Per non fare giungere armi ad Hamas si pratica un embargo totale e si arriva a speronare le navi che tentano di portare aiuti umanitari alla popolazione.
  Registro come dato positivo l'aumento della partecipazione pubblica di tanti israeliani alle manifestazioni contro l'aggressione a Gaza. Aggressione nella quale Israele sembra impazzita ed in piena irresponsabile voglia di mostrare a tutti quanto sia muscolosa e quanto se ne freghi delle regole: attacca le sedi dell'ONU, distrugge le stazioni televisive, mitraglia le ambulanze, uccide i medici e gli infermieri, non consente un corridoio umanitario di uscita per i civili costretti a morire. Israele commette crimini intollerabili quali l'uccisione mirata di intere famiglie di dirigenti di Hamas. Ieri, il Ministro degli Interni, è stato sepolto con tutta la sua famiglia nel crollo della sua abitazione presa a cannonate.
  Molti si lamentano in Europa di una rinascita dell'antisemitismo. Ma non c'è antisemitismo che non nasca dai comportamenti dello Stato di Israele. La gente fa fatica a distinguere tra ebrei e israeliani, tra cittadini e Stato.
 Pensa che si tratti di una malvagità peculiare degli ebrei che non hanno pietà per nessuno e gioiscono delle disgrazie che procurano agli altri. In effetti, nel Talmud non viene indicato alcun rispetto per i "gentili". Anzi!
 Certamente l'antisemitismo va respinto. E' inaccettabile l'idea che una intera etnia possa essere malvagia e propensa al male. Le tante testimonianze di ebrei che esprimono orrore e sdegno per il comportamento del governo e dell'esercito di Israele per fortuna ci dicono che non si tratta, come è ovvio,  di un dato antropologico quanto politico: è la politica della destra religiosa  oggi al potere a Gerusalemme responsabile dei massacri e delle terribili offese recate alla dignità umana, del genocidio, della morte di una percentuale talmente alta di bambini da fare sospettare l'esistenza di una politica mirata delle soppressioni infantili. Inoltre, la destra europea oggi sostiene Israele. In sostanza l'attacco militare ai palestinesi è una manifestazione di un razzismo che in Europa si manifesta con provvedimenti polizieschi, con comportamenti sempre più duri verso gli immigrati, con leggi come quella sul reato di clandestinità che è davvero scandalosa. La destra tedesca che diede vita al nazismo e fondò la sua azione sull'antisemitismo oggi condivide la politica di Israele e se proprio dobbiamo parlare di antisemitismo dobbiamo riferirlo oggi alla persecuzione ed alla discriminazione degli arabi e dei musulmani, dei Rom e dei poveri  che viene praticata sub specie di conflitto di civiltà e di lotta al terrorismo ed al fondamentalismo islamico. Nella terribile apocalittica forza distruttiva di Israele su Gaza ed ieri sul Libano c'è lo stesso segno di quella sviluppata dagli americani (fino al lancio di una bomba atomica) sull'Iraq e sull'Afghanistan. Milioni di morti in grandissima parte civili  per l'affermazione di un suprematismo razzista di un colonialismo nuovo che non si limita al controllo delle risorse ma vuole la sottomissione e la proprietà di tutti gli esseri umani del pianeta.
Pietro Ancona
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Yehoshua: uccidere bambini oggi per salvarne domani!
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  Il noto scrittore israeliano Yehoshua, ammirato dalle nostre parti assieme ad Omos Oz e Grossman per le sue posizioni di colomba, di apertura ai palestinesi, pacifiste, in polemica con un giornalista di Haaretz, giornale israeliano assai critico con l'aggressione tuttora in corso alla popolazione della striscia di Gaza, si è lasciato scappare questa agghiacciante affermazione: uccidiamo i loro bambini oggi per salvarne tanti domani!! Gli ha risposto Gideon levy: "chi giustifica la guerra giustifica anche le atrocità.Gli faccio notare che nella sua lettera c'è un passaggio agghiacciante: uccideremo oggi i loro bambini per salvarli in futuro!! ( haaretz,16 gennaio 2008).
Come si può commentare un'affermazione di questo genere di uno che evidentemente si sente Dio e vede in Israele il Dio che decide della vita e della morte ? Nella mia vita non avevo mai sentito nè letto niente del genere neppure nelle cronache di sterminio degli assassinii dei conquistatores più efferati.La vita tolta ad un essere umano, ad un bambino, non è merce di scambio, è insostituibile, è quella  vita e quando l'hai recisa, hai reciso con essa tutte le vite.
 Questa è stata l'aggressione più spaventosa arrecata ai bambini. Già era sospetto sin dalle prime notizie di bambini uccisi che loro fossero l'obiettivo principale dell'operazione "piombo fuso". I politici ed i generali di Israele hanno decretato  che non sarebbe bastato uccidere o incarcerare il maggior numero possibile di esponenti e combattenti di Hamas, di eliminare migliaia di civili e diroccare le città della striscia: bisognava infliggere una punizione indimenticabile: ammazzare il maggior numero possibile di bambini. Sono stati presi di mira gli orfanotrofi che in Palestina sono affollati dagli orfani dei tanti uccisi o imprigionati da Israele,  le scuole ed i luoghi minuziosamente conosciuti da Israele attraverso le sue modernissiome tecnologie di monitoraggio e lo spionaggio degli uomini del Quisling ansiosi di una qualche ricompensa, magari di un carcere meno duro e con un po' più di rancio  nelle tetre e spaventose prigioni israeliane.  Su 1200 morti ad oggi, e certamente non è finita,  circa un terzo sono bambini. Una percentuale che non può non sollevare legittimi sospetti ed indurre le autorità internazionali (se ce ne fossero) ad aprire subito un procedimento per crimini contro l'umanità al governo ed all'esercito di Israele.
E' anche inaccettabile la posizione che si tenta di fare passare e che in grande parte è stata purtroppo accettata in Occidente su Hamas. Insomma, non sarebbe giusto uccidere i civili,  ma è perfettamente legittimo eliminare gli uomini di Hamas, i loro dirigenti dal momento che si tratta di  componenti di un movimento terrorista per il quale non bisogna avere alcuna pietà. Questa idea che è lecito uccidere i "terroristi" è alla base di migliaia di omicidi mirati che Israele ha realizzato nel corso di mezzo secolo di occupazione, omicidi per i quali non esistono proteste dei giuristi, dal momento che si tratta di una sorta di bonifica umana della zona. Gli omicidi mirati ieri erano per gli uomini dell'OLP, oggi sono per gli uomini di Hamas e non è detto che si limitino a questi. Israele ha cura di liquidare anche i quadri dirigenti civili dei palestinesi, i tecnici di livello, i professori, gli ingegneri, i medici, gli architetti insomma tutti coloro che potrebbero gestire posti di responsabilità in un futuro Stato della Palestina. E, nello stesso tempo, azzera periodicamente, con varie incursioni, tutte le infrastrutture di una società civile, le scuole, gli ospedali, le caserme.   Resto convinto che uccidere un  uomo di Hamas non è meno grave e meno colpevole che uccidere un bambino dal momento che si tratta di una persona che, come tutti, deve essere giudicata per le azioni che ha effettivamente compiuto e non per il pericolo che può rappresentare ad una forza di occupazione.
 Yehoshua  con Oz e Grossman costituiscono una triade che vende molto nelle librerie italiane essendo stati accreditati da una falsa pubblicità come scrittori ed uomini di pace. Sappiamo che non è vero e che sono simili a certi letterati e poeti che l'Unione Sovietica esibiva come prova della sua liberalità e che non ci dissero mai niente dei gulag e della pesantezza del regime poststalinista. Il meno che possiamo fare è evitare di comprare i loro libri magari per fare capire loro che non si può approvare qualsiasi delitto contro l'umanità per la "sicurezza" di Israele. Davvero la sicurezza di Israele vale tanto? Davvero è in pericolo o piuttosto non sono sempre sotto minaccia coloro che abitano le terre che Israele vuole per se?
 Questo conflitto non è, come ho già avuto modo di scrivere, un fatto limitato, domestico, tra israeliani e palestinesi. Fa parte della fase aggressiva dell'imperialismo colonialistico che ha già ridotto in macerie l'Iraq  (trentanni di guerra e di di embargo ) e l'Afghanistan. Milioni di morti per installare due governi quisling sostenuti da grandi eserciti di occupazione assistiti da contractors killer con licenza di uccidere. Si tratta della guerra razzista che in Europa assume il carattere di discriminazione e vessazioni verso i migranti. E' la misura diversa: dalla discriminazione e dallo sfruttamento schiavistico degli immigrati allo sterminio di Gaza e di Falluja. Separare le responsabilità degli Israeliani da quelle americane e da quelle nostre è sbagliato. Se
ne mancavano prove basti ricordare che Israele cesserà di martoriare Gaza sulla base di un accordo con gli Usa per continuare a tenerne prigionieri gli abitanti. Israele non cederà mai un centimetro quadrato di terra ai palestinesi e non cesserà mai di occuparne i territori. Al massimo potrà consentire una qualche amministrazione, una sorta di protettorato "governato" da un uomo di paglia. Quindi è perfettamente legittimo il rifiuto di Hamas di riconoscere nell'occupante lo Stato. Riconoscerlo vuol dire accettare una subalternità, una dipendenza intollerabile e vessatoria.
  Mentre dalla striscia di Gaza  la morte di dà un gran dafare a recidere vite palestinesi, nell'Impero cresce la febbre per l'incoronazione del nuovo Imperatore Barak Obama. Si parla di diecine di migliaia di partecipanti e di milioni di acclamanti fedeli sudditi. Se ci voleva una prova del fatto che gli USA non sono più da un pezzo una democrazia ora l'abbiamo. Manca solo l'arco di trionfo con talebani, fondamentalisti di tutte le risme  in pesanti catene al seguito dei generali a venti stelle che fanno corona all'impero che comunque non ha mancato recentemente di truffare tutto il sistema finanziario ed economico che controlla.
pietro ancona

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GIUDIZIO SULL'ARTICOLO DI GAD LERNER APPARSO SU REPUBBLICA (*)
      di Pietro Ancona   http://www.arab.it/
 

      Una fuga dalla realtà rifugiandosi nell'armamentario della peggiore
subcultura occidentale del conflitto di civiltà, della guerra di religione.
Oggi si paventa addirittura una "egemonia" islamista e magari terrorista
sulle comunità palestinesi e musulmane esistenti in Italia. Rileggiamo i
libri della Fallaci e dei neoconservatori americani? Leggiamo gli articoli
di Borghezio, della Padania, del grande convertito Magdi Allam?
      Non una sola parola di vera autocritica e di vero pentimento per il
tanto, tantissimo sangue innocente versato in un mese di intensi
bombardamenti e cannoneggiamenti ad una popolazione praticamente inerme.
      Si agitano fantasmi di pericoli immaginari da stampare nell'incoscio
della nostra popolazione per fomentare odio in grado di giustificare le
atrocità commesse dagli ebrei nella striscia di Gaza.

      Con duecentomila soldati e diecine di migliaia di contractors
dislocati in quattro nazioni islamiche come si fa a parlare di pericolo
per l'Italia o l'Europa. Forse Berlino o Roma sono state bombardate dalla
aviazione di Hamas e dei Talebani?
      Soltanto grottesco e ridicolo argomentare degno di un paese che si è
in gran parte imbarbarito ed incattivito in anni di destra al potere.
      Dico ebrei e non israeliani dal momento che questa distinzione viene
rifiutata e dal momento che non c'è stato un solo momento di reale
dissociazione delle comunità ebraiche italiane e dei personaggi come Lerner
dalla spietata aggressione di sterminio dell'esercito israeliano a Gaza.
      I trenta giorni di martirio di Gaza sono stati dedicati alla uccisione
del maggior numero di bambini palestinesi, al maggior numero di vittime
civili.
      La lotta ad Hamas è stata una scusa. L'obiettivo vero era ed è
terrorizzare tutti coloro che in Palestina scelgono una strada diversa da
quella del Quisling della Gisgiordania.
      L'attacco che Gad Lerner sferra contro l'immigrazione è davvero
pesante. Si vorrebbe immigrati soltanto casa e lavoro privi del diritto di
esprimersi pubblicamente per questioni che peraltro li riguardano
personalmente.
      Nella manifestazione di ieri di Palermo c'erano famiglie di
palestinesi che avevano perduto persone nei bombardamenti.
      Non si trova una parola di condanna per le armi usate che non danno
alcuna possibilità di scampo ai feriti. La maggioranza di loro morrà per
ustioni talmente profonde da provocare la carbonizzazione del corpo.
      Con l'odio Israele non andrà lontano. Verrà il giorno in cui non potrà
più contare sull'appoggio dell'Impero con il quale condivide i misfatti in
Palestina, in Irak, in Afhanista, in Libano.
      Se fosse davvero conflitto di civiltà come dice Gad Lerner i grandi capi dell'arabia
saudita, il faraone egiziano, il re del marocco, i capi di tante comunità
islamiche del mondo, sarebbero schierate con i Palestinesi e contro Israele
e l'Occidente.
      Naturalmente non è così se non per gli allocchi e quanti in mala fede tirano la cordata ai produttori di armi.
      Viene dato da credere che esiste il Progetto di un Grande Califfato e
mentre si paventano i bivacchi della mezza luna a piazza San Pietro gli Usa
costruiscono a Bagdad la più grande ambasciata del mondo, grande quanto il
Vaticano dove si può enclavizzare un esercito potentissimo.
      La verità è che si tratta di una fase acuta della lotta di classe a
livello mondiale. Non a caso la borghesia parassitaria e commerciante di Abu
Mazen imbraccia il moschetto fornitogli da Olmert.
      Naturalmente si dirà che questo è vetero marxismo o peggio. Ma è la
verità del tempo che stiamo vivendo in cui le classi operaie di tutto il
mondo sono state regredite a  cinquecento anni fa come dice lucidamente
la grande scienziata Vandana Sihva.
      Pietro Ancona
      pubblicato in     
http://www.arab.it/


      http://www.mondoarabo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=341&Itemid=1
 



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      (*) Fermiamo la guerra d'importazione  GAD LERNER

      Questo articolo è uscito su "Repubblica". Domenica, 18 Gennaio 2009
      Arriva il cessate il fuoco in una guerra che a Israele risulterà
impossibile vincere perché non tanto i suoi nemici, ma soprattutto chi gli
vuole bene, esprime una sana ripulsa di fronte ai suoi prevedibili effetti:
la morte dei bambini, la sofferenza della popolazione civile.
      Non tutti reagiamo allo stesso modo di fronte al racconto delle
atrocità. Oggi le nostre coscienze reputano insopportabile quel male che
pure nel passato tolleravamo come necessario; ed è un dato di civiltà da cui
non vorremmo più arretrare. Ma non dobbiamo ignorare la diversa percezione
di chi nella guerra manipola fede e dolore per fare della religione uno
strumento di dominio.
      Venerdì scorso, al vertice di Doha, il presidente siriano Bashar el
Assad ha fatto questa proposta: "Le foto dei bambini uccisi a Gaza devono
essere messe sui giocattoli dei nostri figli per far imparare loro che quel
che è stato portato via con la forza sarà recuperato con la forza". Un
macabro proposito di educazione alla violenza di cui sono già vittime tanti
bambini immigrati che sfilano nei cortei di solidarietà con Gaza recando tra
le mani fagotti bianchi di tela macchiati di vernice rossa.
      Ecco perché non possiamo tollerare come un dettaglio marginale -nè
tanto meno come una innocente forma di devozione- il rituale della preghiera
islamica posto a sigillo delle manifestazioni indette con finalità di
protesta politica. Il dispositivo replicato ieri a Roma di fronte al
Colosseo, piuttosto che un improbabile fantasia di "califfato universale",
denota un ben più concreto progetto egemonico: la conquista della leadership
sulle comunità immigrate.
      La religione che inneggia alla guerra e santifica le povere vittime
come martiri offerti ad Allah, prende così il sopravvento sulla politica. Le
impone il riconoscimento di un nemico assoluto cui oggi si deve resistere
con le armi, per annientarlo un domani. I pacifisti e la sinistra radicale
vengono retrocessi a comparse di una sfida tra civiltà contrapposte, come
prevede il copione fondamentalista. Un copione speculare a quello inscenato
dai pseudo-cristiani leghisti che a Varese hanno insolentito il cardinale
Tettamanzi definendolo "vescovo di Kabul"; solo perché ha riconosciuto che i
musulmani devono avere luoghi dignitosi in cui pregare. Sembrano fatti gli
uni per gli altri.
      Dobbiamo fare il possibile perché tale perversione dell'islam non
prenda piede anche in Italia, conquistando l'unica rappresentanza visibile
di più di un milione di cittadini arabi insediati da decenni nella penisola.
Col risultato, oltretutto, di abbandonarli privi di forza contrattuale
quando il governo vara provvedimenti manifestamente ostili alla loro
integrazione come nel caso dell'imposta sul permesso di soggiorno più che
raddoppiata, e senza garanzie di ottenerlo in tempi certi. Finchè l'unica
organizzazione pubblica degli immigrati sarà appannaggio di imam che
mercificano e stravolgono la religione mescolata alla politica -altro che
diritti di cittadinanza!- potremo solo attenderci un'escalation di razzismo,
frutto del trapianto del conflitto mediorientale nelle città italiane.
      E' la mesta parodia della guerra rappresentata ormai anche nel
linguaggio televisivo, come abbiamo visto a "Annozero": dove l'abuso dei
richiami al martirio e la guida islamica della protesta venivano dati per
acquisiti senza alcun rilievo critico, solo perché i loro burattinai parlano
in nome delle vittime di Gaza.
      A questo rischiamo di abituarci: l'equazione bambini-palestinesi-
Hamas, tollerata ormai nei rituali pubblici che l'integralismo sta imponendo
fin sulle nostre piazze. Con le grida ostili rivolte ai "yehoud", cioè agli
ebrei tutti senza neppure distinzione di cittadinanza; perché la guerra
viene considerata globale e assoluta, dunque estende alle sinagoghe la
minaccia limitata un tempo ai bersagli israeliani.
      Il sangue di Gaza costringe anche la democrazia italiana a fare i
conti con un lascito d'odio tale da imporle scelte delicate che richiedono
fermezza e saggezza. Fermezza nella sfida culturale a un integralismo che
avrebbe solo da guadagnarci da una politica limitata a ottusi divieti.
Saggezza per non demonizzare i leader musulmani rappresentativi cui oggi la
situazione sta sfuggendo di mano, e che avvertono il pericolo. Per
contrastare la guerra d'importazione, ricordiamo agli arabi italiani che la
democrazia si fonda sulla separazione fra politica e religione. I loro
diritti di cittadinanza, troppo spesso calpestati, si legittimano proprio
con questa distinzione.
      Domenica, 18 Gennaio 2009

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                                                     ****

----- Original Message -----

 From: pietroancona@tin.it

To: giro@girodivite.it Sent: Sunday, January 18, 2009 8:53 PM

Subject: L'incoronazione

I massmedia ci informano che cresce la febbre per l'imminente giuramento del 44° Presidente degli Stati Uniti che avverrà dopodomani. Le iniziative già realizzate e quelle in corso sono davvero notevoli, spettacolari, tutte rivolte a creare un evento indimenticabile, storico, epocale, forse assisteremo financo ad una ascesa ai cieli in un nuvola a stelle e strisce di Barak Obama neo imperatore della nuova Roma che estende i suoi domini fino alle falde dell'Himalaia dove aspira salire ed è prossima alle steppe della grande Russia con le batterie di missili superatomici piazzati a Praga ed a Varsavia. Il nuovo Presidente è giunto a Washington con il treno usato oltre due secoli fa da Abramo Lincoln e ne ha fatto un mezzo per elettrizzare un'america frastornata dall'annunzio delle grandi e meravigliose cose che questo giovane dandy sarà capace di fare per loro a cominciare dal regalo di 1000 dollari a famiglia e dalla speranza che se qualcuno di loro avrà un dente cariato forse non dovrà morire per l'ascesso e l'infezione che ne potrebbe seguire. Stasera ci sarà un grande concerto che frutterà milioni di dollari che però serviranno solo in parte a pagare le spese di questa nuova inedita festa che supererà quella del Ringraziamento con annesso tacchino. L'operazione giuramento per la quale sono mobilitati diecine di migliaia di agenti sarà seguito da milioni di persone convenute nella capitale. Le parruccherie della Capitale sono impegnate da giorni con liste infinite di signore quasi isteriche per il timore di non potere sfoggiare memorabili acconciature e la corsa all'accaparramento dei biglietto dei fortunati è diventata davvero una lotta all'ultimo sangue. Pensavo davvero, all'inizio, che, dopo anni di lugubre dittatura oligarchica dominata dalla faccia annoiata e sdegnosa di George Bush, ci saremmo trovati davanti ad uno stile nuovo, civile, democratico davvero, certo non fino al punto di fare arrivare Barak Obama in bicicletta alla Casa Bianca come il Re o la Regina della Svezia, ma sicuramente come un dirigente politico "normale", un primo altissimo funzionario della Unione degli Stati, non il terminale di una struttura megagalattica massmediale in cui il primo cittadino degli Stati Uniti assurge a Divinità come accadde a tanti Imperatori della Roma antica. Giulio Cesare che fu il punto di passaggio dalla oligarchia alla dittatura ed all'Impero per diverse volte rifiutò i simboli del potere supremo ed assoluto che gli venivano offerti: il diadema d'oro che il Senato gli donò lo appese subito sulla testa di Giove Pluvio e rifiutò sempre di essere qualcosa di più di un Dittatore anche se in effetti fondò l'Impero. Di Barak Obama si è molto parlato della novità rappresentata dal colore della sua pelle e della pelle della sua famiglia. Chi ha voluto leggere in questo un memorabile passaggio dall'epoca dell'apartheid e del KKK alla civiltà multietnica si sbaglia di grosso: il lavoratore messicano sarà sempre pagato la metà del lavoratore anglosassone e non accederà ancora per molto a tutte le opportunità della società americana. L'impegno della lotta razzista contro le nazioni islamiche accusate di terrorismo continuerà con l'uso di armi sempre più spaventose e l'impiego di centinaia di migliaia di soldati addestrati da un esercito sempre più fascista prelevati dalle regioni povere della deindustrializzazione e della crisi agricola dove la disoccupazione non offre alternativa all'arruolamento come accade nelle nostre regioni meridionali. Insomma il colore della pelle di Obama non significa niente e questo lo abbiamo già visto dall'attività parlamentare svolta al Senato e dai primi atti compiuti nella fase dell'interregno. Colpiscono due cose. La prima è come a fronte di una popolazione afflitta da milioni di sfratti, di vendite forzate, di fallimenti, di bassi, bassissimi salari mediamente inferiori del trenta per cento di quelle del 1970, questo signore che assurge alla Presidenza fa rullare i tamburi dell'apocalisse prossima ventura e autorizza una cerimonia di insediamento come se ci trovassimo di fronte ad una frattura della storia, ad una nuova epoca. "ci vuole una nuova dichiarazione di indipendenza!" ha detto. Che cacchio vuol dire? Metterà un limite alla voracità dei miliardari che si pappano il sessanta per cento delle ricchezze nazionali? Metterà un limite sotto il quale non è possibile fare scendere i salari? Non credo proprio a niente di tutto questo: credo che si tratta di mera sparata demagogica per abbindolare i gonzi contando su una stampa che è oramai poco meno di un megafono del potere. La seconda cosa è il contrasto tra la grande festa che si annunzia e i lamenti che tuttora si levano dalle rovine di Gaza. Intanto per quasi un mese i suoi amici israeliani hanno ridotto in polvere una regione di un milione e mezzo di abitanti, hanno ucciso cinquecento bambini e ferito migliaia di civili. Molti di questi feriti si possono considerare morti perchè colpiti da armi usate proibite dall'ONU, ma delle quali Obama si è ben guardato dal chiedere conto. Ha preso impegni con lo Stato Nazista di Israele di continuare a tenere prigioniera la popolazione di Gaza, a sorvegliare i valichi, per impedire il "contrabbando di armi" a favore di Hamas. Qualcuno dovrebbe spiegare perchè Hamas debba essere disarmato dal momento che è stato l'unico esercito partigiano che ha difeso sia pure con le nudi mani il popolo palestinese. Per finire spero di non vedere giochi di artificio ad illuminare il cielo della casa Bianca.Abbiamo visto le illuminazioni delle bombe al fosforo a Falluja e a Gaza suggestive quanto quelle della festa di Piedigrotta ma non altrettanto innocue.

Pietro Ancona

                                                           ****

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From: pietroancona@tin.it
To: arab
Sent: Monday, January 19, 2009 12:52 PM
Subject: disarmare Hamas o Israele?


  Dopo un mese di intensi bombardamenti che mai potranno essere dimenticati
dai sopravvissuti e costituiranno un incubo spaventoso che li accompagnerà
per sempre, il blocco colonialista che appoggia Israele ha "convinto"
quest'ultima a ritirarsi (non si sa nè come nè quando) con l'impegno di
contribuire a disarmare Hamas impedendone l'approvvigionamento di armi con
un intenso assedio al quale si è candifata l'Italia  con i suoi carabinieri.

 E' la stessa identica operazione che si è voluta fare (senza grande
successo) che gli Hezbollah vincitori morali di una lotta patriottica contro
un esercito invasore (lo stesso di Gaza) con l'interposizione di una forza
apparentemente neutrale na che difatto protegge gli interessi israeliani al
confine con il Libano.

E' la prova che è la forza a decidere e non la giustizia e la ragione.
Israele ha raso al suolo il Libano trucidando migliaia di civili, ha raso al
suolo la striscia di Gaza uccidendo circa cinquecento bambini e uccidendo e
ferendo circa seimila civili, feriti che data la natura delle offese
riportate da armi DIMA difficilmente sopravviveranno. Se fosse la ragione e
la giustizia a decidere si dovrebbe imporre il disarmo ad Israele pericolosa
vicina dei suoi vicini e di quanti si appongono al suo delirio paranoico di
potenza.

  Invece si impone il disarmo di Hamas e si minacciano i paesi ed i popoli
che gli sono amici. Come ieri il pavido esercito libanese restò
acquartierato mentre le città bruciavano sotto i bombardamenti, anche il
pavido Abu Mazen non solo è non ha prestato nessun aiuto ai palestinesi
presi in trappola com in una tonnara a Gaza ma ha intensamente frequentato
le anticamere del nemico.

 Non ci sono ragioni giuridiche morali e politiche che giustifichino il
disarmo di Hamas. Hamas si è mostrata una forza responsabile, moderata,
amata dai palestinesi. Ha subito un durissimo martirio senza dare luogo a
scompostezze.  E' un movimento religioso ma anche laico, sostenuto dalla
Palestina laica.

  Se c'è una cosa da dire sull'armamento di Hamas è che era talmente leggero
da somigliare tanto alle frecce ed alle carabine dei pellirossa che venivano
regolarmente massacrati dal soldato blu-
  Pietro Ancona
                                                    ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, January 21, 2009 8:42 AM
Subject: La retorica dell'imperialismo soft



      Mentre le rovine di Gaza continuano a fumare e la gente scava con le mani alla ricerca di corpi di persone seppellite dalle cannonate o dalle  bombe lanciate da Israele ma di fabbricazione americana ed in Iraq in Afghanistan centinaia di migliaia di soldati americani e di contractors continuano a massacrare la popolazione per tenere in piedi governi quisling che probabilmente non  riusciranno ad evitare la disintegrazione dello Stato irakeno ed assicurare un governo stabile e giusto all'Afghanistan, il nuovo Presidente degli Stati Uniti, richiamando diverse volte l'ispirazione divina che guiderebbe gli Usa, ha pronunziato un discorso assolutamente vago nei contenuti ma abbastanza duro e preciso nella riconferma priva del tutto di autocritiche o di un qualche ripensamento  del ruolo imperiale dell'America, del suo capitalismo, delle storture profonde di una società chiamata "sogno". Come Bush ha affermato che l'America non cambierà il suo stile di vita  ed ha indicato nel terrorismo il demonio, il maligno che spaventa il mondo e che va ucciso. Il suo stile di vita consiste nella appropriazione del maggior parte delle risorse mondiali a vantaggio delle classi ricche e possidenti.
   Un discorso, un orazione retorica il cui valore principale è il richiamo ad una tradizione di padri ad una sorta di missione che DIO stesso avrebbe dato agli USA per portare sulla terra le regole del buon vivere.
   C'è una sorta di millenarismo  nel richiamo alla natura  quasi religiosa dello Stato americano  che è tutt'altro che moderno e civile e che continuerà a generare violenza ed oppressione.
   Lo scenario, la messa in scena barocca dell'intera cerimonia di insediamento vuole sottolineare questa volontà di primazia, di potenza. Il massimo che l'umanità si può aspettare è che gli Usa saranno "buoni" e forse non ci puniranno mettendoci dietro la lavagna tutte le volte che riteranno di doverci mettere in riga, darci una lezione.
  Il punto focale del discorso è identico a quello del suo predecessore; la lotta al terrorismo . Si tratta di una scelta ideologica fondamentale attraverso la quale si continueranno a classificare gli stati in amici, nemici, stati canaglia, etc... Un modo di vedere e di leggere le relazioni internazionali in cui c'è gli USA continueranno a distribuire le pagelline ed a dare i voti.
  Gli USA sono investiti  al loro interno ed hanno investito il mondo della più grande crisi finanziaria ed economica mai conosciuta. Secondo il nostro Ministro Tremonti nelle banche e nelle tasche dei risparmiatori ci sono titoli per un valore superiore di 12 volte e mezzo il valore del PIL dell'intero pianeta  a causa di decenni di speculazioni truffaldine tipiche della fase della massima libertà del mercato liberista. Nel suo discorso la "crisi" è una sorta di entità metafisica , non ha responsabili, non c'è che da rimboccarci tutti le maniche e tentare di venirne fuori. Come?
  Il mercato del lavoro continuerà ad essere "libero" cioè a pagare pochi spiccioli  i milioni di immigrati provenienti in gran parte dal Messico (separato da un muro lungo duemila chilometri dagli usa) e dagli altri paesi poveri del mondo. A parte gli immigrati ,i lavoratori   guadagnano almeno il trenta per cento in meno degli anni settanta e sono sopravvissuti finora con le carte di credito. Ci saranno miglioramenti dei salari, delle pensioni, della sanità, del welfare? Neppure una parola. Semmai qualche misura di capitalismo compassionale oggi assai dimoda. Chissà se non darà una socialcard agli homeless come ha fatto il nostro Berlusconi (che però si vuole rifare subito aumentando a 65 anni l'età pensionabile delle donne)-
  Le due grandi questioni che oggi fanno riflettere sull'America, la questione sociale caratterizzata da una crescita impressionante   del divario della ricchezza e della povertà e della precarietà e la questione imperiale legata alle politiche di controllo militare del mondo e di continua espansione delle basi militari anche nei punti più sperduti del pianeta non rientravano tra gli interessi di un discorso in cui la preoccupazione principale era quella di assomigliare il più possibile ai "grandi" presidenti americani della storia ed alla loro filosofia  di durissimi rapporti sociali rivolti all'affermazione ed all'arricchimento.
Ma che cosa possiamo aspettarci da una nazione in cui la lotta politica si svolge tra due partiti espressione dello stesso blocco sociale capeggiato dalle multinazionali, impregnati  dall'ideologia liberista?  Il socialismo è stato bandito e criminalizzato quasi un secolo fa ed i sindacati sono saldamente nelle mani non dico della mafia ma sicuramente di chi ha interesse a riscuotere solo le quote versate dai lavoratori. Una società in cui al massimo si fronteggiano due visioni della politica delle classi dominanti: una brutale e l'altra soft.
pietro ancona

http://www.corriere.it/Speciali/Esteri/2009/Discorso_Obama/

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From: pietroancona@tin.it
To: rassegna sindacale
Sent: Friday, January 23, 2009 9:03 AM
Subject: un colpo di stato contro i lavoratori
Il no della CGIL che non abbandona il tavolo operatorio
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L'accordo firmato stasera dalle organizzazioni sindacali con quelle
padronali e con il governo supera gli storici accordi di concertazione del
1993 che hanno finora presieduto alle relazioni contrattuali e di fatto nel
mondo del lavoro ed apre una nuova fase. Fase definita storica da Sacconi,
in cui
alla conflittualità, cioè al naturale rapporto dialettico capitale-lavoro,
si sostituisce la "collaborazione" e si introducono elementi del tutto
nuovi, corporativistici legati agli enti bilaterali. Marchingegni questi che
finora
hanno gestito una parte limitata del salario (massimo 1%) ed hanno dato vita
ad una burocrazia espressione dei firmatari, e che
diventeranno vere e proprie controparti dei lavoratori ai quali erogheranno
parti del salario o dei finanziamenti governativi o altro. Non a caso la
destra ha esultato alla firma degli accordi e la stessa Marcegaglia arriva
addirittura a presentarli come migliorativi e più favorevoli ai lavoratori
(sic!!) e forse per questo suo spirito di amore per i lavoratori li ha
firmati mentre i cattivoni della CGIL non hanno apprezzato ed hanno detto di
no.
Non voglio sottovalutare  l'importanza del no della CGIL  ad una "riforma"
che fa quasi carta straccia del diritto sindacale a cominciare dalla
triennalizzazione della durata dei contratti e
alla destrutturazione a livello regionale della contrattazione e della
stessa erogazione dei benefici previsti dalle leggi vigenti. Debbo però
osservare che è un no di una Confederazione rimasta al tavolo della
trattativa, partecipe di tutte le sue fasi e di tutti i suoi passaggi. Un no
che somiglia molto alla astensione in Senato del PD  sul federalismo
fiscale. Un no di chi non approva ma non rompe e sta dentro il negoziato
fino alla fine. Il
risultato è che la CISL e UIL hanno i vantaggi del collaborazionismo aperto
e dichiarato, vantaggi che certamente fanno valere nelle relazioni con i
poteri forti del Padronato e del Governo. Dei lavoratori importa assai poco.
La CGIL viene lo stesso duramente attaccata dai falchi della Confindustria e
del Governo ma  il quadro politico apprezza il suo senso di
"responsabilità",
però  lo stesso non può dirsi dei lavoratori e dei loro sindacati di
categoria
che registrano una nuova involuzione, una sconfitta storica ben più
grave di quella del 1993 contro la quale l'opposizione che si manifesterà
con uno
sciopero ad aprile sarà sicuramente inefficace ed un modo per la
nomenclatura Cgil per mettersi le
carte apposto. Non abbiamo firmato ed abbiamo scioperato. Che volete di più?
E' davvero strano che una frattura sociale cosi grave si compia in un clima
di fairplay in cui il tono della voce è sempre educato e basso nelle stanze
dei palazzi sempre più lontani dai posti dove la gente lavora e spesso muore
per un salario indecente e con sempre minori diritti.
Oramai tutta la contrattazione crea problemi e difficoltà soltanto ai
lavoratori, non li tutela e li obbliga ad accettare condizioni sempre più
pesanti e sempre più umilianti. Non si scandalizzi nessuno se affermo che a
fronte di accordi di questo genere forse sarebbe preferibile un regime
assolutamente privo di sindacati confederali con poteri cosi estesi e
stringenti. Quattro potenti Confederazioni che firmano accordi che diventano
subito norme e leggi ed ingabbiano per sempre i lavoratori in una rete dalla
quale sarà difficile liberarsi.
Pietro Ancona
sindacalista CGIL in pensione



stralcio di punti dell'accordo
=======================

Quanto alle "soluzioni" messe in cantiere dal governo per fare fronte alla
crisi dell'occupazione, due di queste sono rappresentate dai contratti di
solidrietà e dalla settimana corta, come si legge nel documento che il
ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha illustrato nel corso dell'incontro a
Palazzo Chigi.

Le proposte messe a punto dall'esecutivo si articolano in sette diversi
punti: il primo riguarda la "devoluzione alle Regioni e alle parti sociali
del territorio della funzione di valutazione e negoziazione, in un quadro
che rifiuta pericolosi automatismi, delle richieste di protezione per
lavoratori ritenuti in esubero congiunturale o strutturale". Il secondo
capitolo individua una serie di possibili strumenti da utilizzare:
"contratti di solidarietà, cassa integrazione a rotazione e/o ad orario
ridotto, settimana corta".


Al terzo punto, la necessità di coniugare integrazione del reddito, servizi
di accompagnamento al lavoro e attività di apprendimento, mentre al quarto
spunta l'estensione potenziale, senza automatismi, a tutti i lavoratori
subordinati delle forme di integrazione del reddito. Tutela attiva dei
collaboratori a monocommittenza e degli inoccupati con servizi all'impiego e
formazione; trattamenti economici progressivamente calanti in modo da
stimolare comportamenti attivi e responsabili ed effettività delle sanzioni
applicate a coloro che rifiutano un offerta "congrua" di lavoro o di
formazione sono gli ultimi tre capitoli.


22/01/2009 - 20:15
                                         *****

 
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: rassegna sindacale
Sent: Friday, January 23, 2009 11:56 PM
Subject: cinque ore

 

Ho letto da qualche parte che la Presidente della Confindustria Emma Marcegaglia ha tentato in un incontro durato cinque ore di convincere Epifani a firmare la riforma dei contratti  già accettata dalle altre confederazioni. Cinque ore alla fine delle quali Epifani ha confermato il no della Cgil.
Mi è venuto da pensare: perchè la Confindustria vuole a tutti i costi la firma della CGIL? Certamente non si tratta di una organizzazione filantropica che chiede ai possibili beneficiari della sua generosità di accettarla! Sappiamo bene come gli accordi di oggi peggioreranno le condizioni generali  del rapporto di lavoro e con i meccanismi già adottati con la legge trenta si creeranno i fumus per sostanziali decurtazioni dei minimi salariali  nelle regioni e nelle aziende. Inoltre avanza il processo di scardinamento dell'art.18  e dei contratti a tempo indeterminato. Oggi nasce una specie di diritto sindacale che è sopratutto diritto delle aziende alle quali bisognerà piegarsi dopo essere stati spogliati di ogni possibile tutela e possibilità di resistenza sindacale o legale.
Mi è venuto da pensare che cinquanta anni fa Giuseppe Di Vittorio intratteneva per cinque ore il Presidente della Confindustria  Costa perchè aderisse ad un progetto di miglioramento
della condizione dei lavoratori italiani , riconoscesse loro diritti a cominciare da un salario equo.
  Oggi siamo in un universo capovolto. E' la Confindustria che
ha interesse a ricevere dai sindacati quanto era stato da Di Vittorio in poi  conquistato.
  La cosa stupefacente e sconcertante è  che riesce perfettamente nel suo scopo e non c'è obiettivo che non si sia posto che non abbia realizzato alla grande sui contratti, sui salari, sulle pensioni, su tutto.
  Non solo ai lavoratori non resterà niente ma saranno impaniati come passerotti presi dall' uccellatore. Difficilmente potranno fare qualcosa. Squadre di esperti giuslavoristi  da anni introducono in tutti i decreti di Berlusconi trasformati in legge norme che rendono ai lavoratori
difficile anche il ricorso alla magistratura.
 Pietro Ancona
                                                             *****


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From: pietroancona@tin.it
To: raitre.chetempochefa@rai.it
Sent: Sunday, January 25, 2009 9:01 AM
Subject: Uno sdoganamento da non fare


Sono assai sconcertato per l'intervista che Fabio Fazio ha fatto ieri sera a Gino Paoli. In un certo senso ha sdoganato, nel modo peggiore possibile, un argomento assai scottante che riguarda l'esteso fenomeno della pedofilia nel nostro Paese. Io sono contrario ad ogni forma di censura ma credo che la libertà non debba mai essere disgiunta dalla responsabilità sempre e specialmente quanto si discute di fronte a milioni di persone che possono soltanto ascoltare e non intervenire.  E quando si parla di un turpe reato contro la persona  punito dal codice penale.       
L'arte non può giustificare tutto quando non è limitata soltanto a coloro che scelgono di goderne ma messa a disposizione di tutti. Un grande scrittore triestino descrive l'episodio dello stupro di un bambino  consenziente che avviene ad opera di un magazziniere. Ma la descrizione del turpe evento che lo scrittore alleggerisce con l'arte della sua scrittura può essere conosciuta soltanto da chi apre il libro e legge. Lo stesso non può dirsi della canzone di Gino Paoli che è assai meno poetica ed innocente di quanto si vuole fare apparire. Intanto la bambina è descritta come ha descritto i bambini "tentatori" un noto monsignore  quando ha affermato "i bambini provocano". Si parla di una  donna di undici anni e mezzo. Insomma una Lolita corrotta, una donna..... Dobbiamo accettare l'idea che una bambina di undici anni e mezzo è una donna? Questa idea ha uno scopo che è quello usato dai criminali pedofili: alleggerire la colpa. Insomma, tutto sommato, è una donna!! L'idea della bambina che abbraccia il pedofilo dopo l'infarto e lo carezza come un giocattolo che si sia guastato accredita l'idea di una volontà di unirsi al vecchio delusa  come delude un giocattolo si cui si rompe il meccanismo.
  Insomma la descrizione della bambina è tutt'altro che poetica. Gli occhi da pettirosso sono in funzione del meccanismo di un evento in cui la sequenza è scandita dalla gonna alzata del vestitino rosso e dal "salto del fosso" cioè dall'offerta di disponibilità corporale.
 Sono sconcertato e scandalizzato di tutta questa storia e non condivido per niente il tono generale della intervista che tendeva a circondare di una coltre di poesia e di arte la storia. L'affermazione di Gino Paoli che si tratta di emozioni che ognuno percepisce secondo la sua sensibilità e che, insomma, chi non le percepisce come una delicata e struggente storia di arte e di poesia è sporco è particolarmente cinica ed inaccettabile.
Pietro Ancona




 "Aveva gli occhi come un pettirosso/era una donna di undici anni e mezzo - recita il testo - si alzò la gonna per saltare il fosso/aveva addosso un vestitino rosso. Mentre passava in mezzo a quel giardino/di settant'anni incontrò un bambino/voleva ancora afferrare tutto/e non sapeva cos'é bello e cos'é brutto/e l'afferrò con cattiveria/lei si trovò le gambe in aria/lui che cercava cosa fare/c'era paura e c'era male". Il testo prosegue così: "E il male lo afferrò proprio nel cuore/come succede con il primo amore/e lei allora lo prese tra le braccia/con le manine gli accarezzò la faccia/così per sempre si addormentò per riposare/come un bambino stanco di giocare".

                                                         ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: La Sicilia
Sent: Saturday, January 24, 2009 9:13 PM
Subject: Libertà!!! Lampedusa non diventi Alcatraz


lo sviluppo degli eventi di  ieri a Lampedusa ha un aspetto positivo nel principio di una convergenza sempre più importante tra gli interessi degli isolani e quelli dei reclusi  in uno dei peggiori lagers esistenti in Europa, un luogo di pene, di sofferenze, di privazioni inaudite, di fomentazione della pazzia qual'è il CPA. Ieri i migranti usciti dal cancello carcerario si sono uniti alla popolazione al grido di Libertà! Libertà!! un grido che si alza oggi dai dannati della globalizzazione, da persone che hanno attraversato migliaia di chilometri di deserto per sfuggire alle guerre, alle carestie, alle malattie. Molti, troppi di loro sono morti durante il viaggio verso la conquista non del sogno ma di condizioni minime di esistenza, spesso di vere e proprie forme di sfruttamento bestiale per pochi soldi, un miserevole alloggio, un modesto vaglia da mandare ogni tanto a casa.
  Il governo di destra vorrebbe trasformare Lampedusa in Alcatraz, costruire una grande enclave carceraria dalla quale potere sommariamente giudicare ed  espellere immediatamente le persone negando il diritto al riconoscimento delle loro specifiche condizioni.
  La cittadinanza di Lampedusa si oppone a questo progetto. Non vuole diventare Alcatraz e chiede interventi urgenti per migliorare la qualità della vita nell'isola oggi quasi abbandonata al solo destino di scoglio di appiglio dei migranti e di loro prigione.
  Spero che l'opposizione parlamentare che si è già fatta sentire attraverso l'onle Franceschini  presenti una durissima denunzia per lo stato dei migranti e dei cittadini di Lampedusa ed ottenga l'applicazione delle leggi comunitarie e del diritto internazionale che sono cosa ben diversa da quelle sulla "sicurezza" ispirate alla xenofobia.

Pietro Ancona
                                                        ****

http://www.corriere.it/romano/09-01-25/03.spm

 

Domenica 25 Gennaio 2009 

Uso dell'italiano

Caro Romano, la proposta di Fini per imporre l'uso della lingua italiana durante le cerimonie religiose e le relative prediche nelle moschee è a dir poco sconcertante: la lingua araba è considerata dai musulmani lingua sacra ad Allah, la lingua nella quale è scritto il Corano e per loro sarebbe grave blasfemia durante la loro liturgia parlare una lingua diversa. Non voglio esprimere un giudizio di condivisione di ciò, ma penso che si dovrebbe avere rispetto dell'Islam e lasciare a loro la scelta subito o in futuro di aggiornare la loro teologia che oggi è questa. È sorprendente la motivazione di Fini, il quale dice: è necessario l'italiano per evitare l'istigazione all'odio. Mettiamo che un imam inviti i fedeli di Maometto a pregare per i bambini uccisi da Israele. È istigazione all'odio?

Pietro Ancona, | pietroancona@tin.it

Credo che occorra fare una distinzione fra i riti liturgici e le omelie. Non sarebbe giusto chiedere ai musulmani di rinunciare alla lettura del Corano in arabo; come non sarebbe giusto pretendere che gli ortodossi presenti in Italia rinuncino, nelle loro celebrazioni, all'uso dell'antico bulgaro. Ma le omelie dovrebbero essere nella lingua del Paese ospitante. Ho usato il condizionale perché non credo che l'uso dell'italiano possa essere imposto dall'oggi al domani. È un obiettivo da raggiungere con gradualità e buon senso.

                                                                  ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: lavorosocieta@mail.cgil.it
Sent: Sunday, January 25, 2009 3:37 PM
Subject: La verità è rivoluzionaria. Novità importanti a Lampedusa!!

Novità confortanti da Lampedusa per la civiltà, la libertà, la democrazia!!
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 Anni ed anni di istigazione all'odio contro i migranti, i clandestini sopravvissuti al deserto ed al mare che riescono ad approdare a Lampedusa magari con l'aiuto di pescatori che per questo vengono processati con un duro e pericoloso processo ad Agrigento. Questa istigazione leghista e della destra all'odio ha procurato benefici politici alla signora Maraventano prima eletta v.sindaco e poi addirittura senatrice della Repubblica. L'odio contro esseri umani colpevoli di essere poveri e stranieri le ha fruttato una posizione nell'Olimpo politico e dei benestanti italiani e domani una congrua pensione.  Ebbene, oggi, dopo la convergenza sempre crescente e più marcata avvenuta nei giorni scorsi tra cittadinanza e prigionieri contro la trasformazione di Lampedusa, gioiello del Mediterraneo in una lugubre spaventosa e mortale Alcatraz, in un luogo di negazione dei diritti dei migranti garantiti dal diritto internazionale e da quello comunitario, la senatrice è stata fischiata sonoramente da coloro che ieri aveva ingannato con la sua xenofobia  ed è stata costretta ad una forte protezione di polizia.
Maroni strilla e dichiara che questa civilissima protesta dei cittadini di Lampedusa è opera di istigazione della sinistra e minaccia la fine del mondo.
Maroni si deve rassegnare: l'Italia non è dimentica della sua civiltà e della sua umanità. L'Italia deve chiudere i centri di accoglienza che sono diventati veri e propri lagers dove una persona può trascorrere anche diciotto mesi e costruire una politica delle relazioni internazionali diversa a cominciare da un suo ruolo nei rapporti con il mondo arabo e col mediterraneo, rapporti che non possono essere ispirati all'odio religioso e razzista..
Finora ha trattato con i boss dei paesi arabi con strizzate d'occhio, con benefict personali, senza porsi il problema di creare una cultura della cooperazione che è possibile e costerebbe assai meno dell'impegno poliziesco di repressione.
Pietro Ancona


http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2009/01_gennaio/25/immigrati_sindaco_lampedusa_maraventano_qui_per_istigare_popolo,17707472.html

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, January 26, 2009 10:11 AM
Subject: giornata della memoria dei martiri del nazifascismo





 Partecipo alla giornata della memoria  ricordando i martiri della ferocia nazista e fascista  su persone inermi colpevoli soltanto di appartenere ad una etnia, una religione, un gruppo politico, un genere sessuale. La memoria è necessaria dal momento che questa follia contro  coloro che si ritengono diversi e come tali possono essere
maltrattati o soppressi ritorna in Europa, nel nostro Paese, nel mondo. L'Italia ricorda l'Olocausto nel modo peggiore con leggi sulla sicurezza che stabiliscono una discriminazione in base all' appartenenza etnica: una discriminazione odiosa che si è abbattuta e si abbatte sui rom e sugli stranieri che, se clandestini, vengono puniti maggiorando la pena di un terzo. L'Europa che ha assistito inerte al massacro della popolazione palestinese ed in particolare dei bambini deve ricordare che la stessa indifferenza c'era tra gli abitanti delle città vicine al lagers nazisti e che per molti anni di guerra si finse di ignorare i campi di concentramento gremiti di milioni di infelici pur avendone notizia attraverso le fonti militari. Qualcuno sostiene che la memoria è dannosa perchè tiene vivo l'odio ed è spesso causa di nuove tragedie. Io penso che la memoria sia necessaria, perchè serve ad insegnarci quanto possa diventare mostruosa la creatura umana se drogata da ideologie suprematiste e avendo la forza militare per imporle. Voglio sperare che assieme alle persone soppresse
a Buckenvald, ad Auschvitz e nei tanti campi di concentramento, noi italiani ricordiamo i lagers dove abbiamo soppresso migliaia di famiglie slave facendole morire di fame e di malattie o di percorse. Ricordiamo quindi non solo la ferocia nazista ma anche quella fascista verso popolazioni inermi della Jugoslavia e dell'Africa.
Pietro Ancona

                                                          ****

----- Original Message -----
From: <pietroancona@tin.it>
To: <lettere@lastampa.it>
Sent: Tuesday, January 27, 2009 12:11 PM
Subject: gli ebrei e gli altri nel giorno della memoria

Caro Dottor Levi,

ho letto il suo allucinante articolo di oggi (*) in memoria della Shoah. Lei divide il mondo in ebrei e tutti gli altri cui spetta ricordare il martirio della Schoah. Questa visione manichea e paranoica del mondo naturalmente esclude gli ebrei che collaborarono con i nazisti ai danni di altri ebrei come la signora Stella di Roma e crea una visione del mondo per la quale dobbiamo tutti nutrire sensi di colpa per quanto si è accaduto sessanta anni fa e magari non ci dobbiamo permettere di criticare le atrocità contro i cittadini di Gaza chiusi come topi che riescono a procurarsi da vivere scavando cunicoli come talpe. Vi dovreste vergognare di mitragliare i pescatori palestinesi e di abbattere tutte le infrastrutture del mai costruendo stato palestinese.Vi dovreste vergognare oggi per avere raso al suolo una citta inerme e terrorizzato per ventidue interminabili giorni i suoi cittadini innocenti. Primo Levi disse: gli oppressi diventano oppressori! Anche voi dovete ricordare la shoah ogni volta che torcete un capello ad una donna palestinese in un posto di blocco godendo sadicamente come facevano le SS se abortisce proprio li non avendo il tempo di arrivare all’ospedale. Penso che l’uso della memoria che fate è terribile e procurerà disgrazia a noi tutti. Anche gli ebrei debbono ricordare non solo se stessi ma anche quanti morirono con loro e che vengono disprezzati e trattati come vittime insignificanti: gli zingari, i democratici tedeschi, i socialisti, i comunisti, gli omosessuali, gli anticappati.Dovreste anche ricordare le vittime dei fascisti morti nei lagers in Jugoslavia ed in Africa a diecine di migliaia di tutte le età, morti di stenti,malattie,violenza.. L’Italia deve regolare i suoi conti con la Shoah dei popoli slavi ed africani. Avreste dovuto dedicare la memoria di oggi non ad esaltare l’unicità dei diritti di vita e di morte sugli altri che vi derivano dalla Schoah ma per chiedere perdono ai bambini uccisi con il fosforo e l’uranio senza alcuna pietà come fossero capretti.

Pietro Ancona

 

(*) La Stampa 27/1/09

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=5528&ID_sezione=&sezione= 

Non ebrei tocca a voi ricordare

ARRIGO LEVI

E se gli italiani fossero più antisemiti oggi che al tempo del fascismo, delle leggi razziali, e della caccia agli ebrei per mandarli a morire nelle camere a gas? È il dubbio che mi pesa sull’anima, leggendo i risultati dell’inchiesta sull’antisemitismo in Italia pubblicata sul Corriere della Sera di ieri. Lo stesso Corriere è rimasto così sconcertato dai dati da minimizzarli nel titolo, che dice: «Sono antisemiti 12 italiani su 100».

Ma non è così. Gli antisemiti che si dicono tali oggi in Italia sono il 45 per cento, suddivisi in varie categorie di «pregiudizio»: chi (il 10 per cento) per antigiudaismo religioso-culturale; chi (l’11 per cento) perché ritiene gli ebrei troppo potenti e poco patrioti; chi (il 12 per cento) perché ce l’ha con Israele e con quella scocciatura che è la Shoah. Infine, c’è un 12 per cento di antisemiti per tutte queste ragioni insieme. Si aggiunga che soltanto il 12 per cento dice di non avere pregiudizi. Mentre il 43 per cento si dichiara soltanto «indifferente» al problema. Il titolo più giusto sarebbe stato: «Non sono antisemiti 12 italiani su 100».

Nel 1938, quando il fascismo approvò le leggi razziali, avevo 12 anni, vivevo a Modena, andavo a scuola e al circolo del tennis, ero anche, ahimè, un balilla. Ciò detto, fino ad allora noi non avevamo sofferto di pregiudizi antisemiti.

A proposito dell’affare Dreyfus in Francia, ci era stato detto che questo non sarebbe mai potuto accadere in Italia, dove gli ebrei eroi del Risorgimento erano innumerevoli, dove c’erano stati primi ministri e ministri della guerra ebrei, ebrei la prima e l’ultima medaglia d’oro della Grande Guerra, ebreo il generale Ottolenghi, già precettore del Re. Ci dicevano con convinzione che in Italia l’antisemitismo era scomparso. Noi giovani non ne avemmo alcun segno, fino al giorno fatale delle leggi razziali. Dopo la guerra, gli otto o novemila ebrei italiani assassinati nei lager tedeschi li attribuimmo ai nazisti e ai fascisti, che giudicammo cattivi italiani. Mentre i 25 mila circa che si salvarono lo dovevano all’aiuto di buoni italiani, di quasi sconosciuti «Giusti» cristiani.

Così ci riconciliammo presto con l’Italia repubblicana, e pensammo che dopo la Shoah l’era dell’antisemitismo fosse finita. Quando nacque lo Stato d’Israele, gli italiani ci parvero tutti o quasi tutti filo-israeliani. Rassegnarci, sessant’anni dopo, all’idea di un’Italia largamente antisemita, è così difficile da farci sembrare sbagliati quei dati. Ma sembra che siano veritieri. Neanche possiamo «consolarci» pensando che il nuovo antisemitismo si debba all’effetto, che speriamo momentaneo, della guerra di Gaza. L’effetto Shoah-Gaza riguarda solo il 12 per cento degli antisemiti italiani. Gli altri lo sono per motivi più radicati, non occasionali.

Rimugino fra me e me questi dati, con il turbamento che si può immaginare, cercando di consolarmi col pensiero che tanti antisemiti, attorno a me, non li vedo proprio. Ma forse sono un privilegiato. Cerco spiegazioni, e non le trovo. Trovo soltanto un pensiero, un monito: state attenti, amici non ebrei, che la Shoah non ricorda una tragedia ebraica, ma una tragedia europea. Non riguarda le vittime, ma i colpevoli. Il Giorno della Memoria non è fatto per ricordare gli ebrei morti, ma i non ebrei che li hanno ammazzati. È fatto per mettervi in guardia contro le idee ignobili dei carnefici, nella speranza che queste idee siano morte. Sembra che non lo siano. Non è importante che al Giorno della Memoria partecipino gli ebrei. Noi non ne abbiamo bisogno, per ricordare. Sono i non ebrei che debbono parteciparvi, col pentimento nell’anima. Il Giorno della Memoria non è fatto per noi. È fatto per voi.

http://bellaciao.org/it/spip.php?article23088

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To: epifani@cgil.it
Sent: Wednesday, January 28, 2009 7:53 AM
Subject: : La CGIL firmerà?


IL Partito Democratico lavora per fare firmare la CGIL con impegno degno di
miglior causa
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  Il Partito Democratico si è guardato bene dall'esprimere un giudizio
sull'accordo separato che praticamente fa fuori il contratto collettivo
nazionale di lavoro. La retribuzione  avrà negli accordi locali, che
potrebbero anche essere individuali, la sua sostanza. Non c'è niente di
nuovo sotto il sole: si tratta di cottimo, di staglio, chiamiamolo come
vogliamo ma è  lavoro pagato a misura di quanto produce. E' difficile che la
contrattazione di questi cottimi avverra' con un intervento bilaterale
paritario. Nella stragrande maggioranza delle aziende sarà il datore di
lavoro a stabilire come ed in che misura pagare. Dal momento che il ccnl
diventa sempre più insignificante per il salario avremo un generalizzato
prolungamento degli orari di lavoro. Naturalmente le aziende meno forti
avranno più difficoltà delle altre a reggere ad un regime di produttività
spinta. Reagiranno costringendo i dipendenti a lavorare molto di più per
"tariffe" inferiori a quelle delle aziende più
dotate.
 Il Partito Democratico ha costituito un gruppo composto da Letta, Damiano e
Treu. Trattasi di tre esponenti della stessa scuola giuslavorista della
destra. Non la pensano molto diversamente da Sacconi, Boeri, Cazzola,lo
stesso Ichino è bipartisan ed è ossessionato dall'art.18 che vuole
eliminare. Insomma lo scopo è quello di costringere la CGIL alla firma come
è stato fatto per gli accordi di welfare con il governo Prodi, per
l'Alitalia.  Il tutto potrebbe avvenire nel corso dei prossimi due mesi,
subito dopo gli scioperi, magari come risposta "positiva" agli stessi. Ma il
pitone CGIL dovrà inghiottire il prodotto più indigesto della storia sociale
italiana: un prodotto che sostanzialmente trasforma il Sindacato, come ha
detto Sacconi, da conflittuale a collaborativo. Si sta creando la base
materiale di questa trasformazione con il maggiore peso attribuito agli enti
bilaterali che hanno dato vita già ad una burocrazia bipartisan che ha una
cultura  "nuova".
  L'accordo già firmato da Confindustria CIsl UIL ed altre associazioni  è
impregnato da una forte ideologia di suprematismo degli interessi aziendali
su tutto. Sarà ancora più  difficile scioperare e sapienti conoscitori del
diritto hanno aperto la strada per impedire qualsiasi difesa al lavoratore o
al gruppo di lavoratori che si ritenesse leso nei propri diritti. Insomma è
stato studiato per armare di una pesante corazza di titanio il padronato e
denudare completamente il dipendente che avrà le mani legate, sarà solo,
dovrà o prendere o lasciare senza discutere. Una legislazione che sta
facendo piazza pulita del potere di intervento della magistratura e che
riduce a zero le possibilità di conciliazione. Lo Statuto dei Diritti dei
Lavoratori  ha avuto il suo funerale e l'Italia diventa il Paese europeo con
meno tutele per le persone che lavorano che, non dimentichiamo, sono sempre
oltre venti milioni.
La crisi venuta dagli USa e che ha già travolto l'Europa sarà usata con
molto cinismo per portare la CGIL a Canossa. E' molto ipocrita e falso
ritenere che i diritti dei lavoratori possano essere di ostacolo alla lotta
alla crisi che si combatte su piani in cui il costo del lavoro non è
certamente il fattore più importante. Ma insomma rischiamo che si accusino i lavoratori financo di essere poco patriottici, meno patriottici dei
lavoratori americani che, sottomessi a sindacati, già  da molto tempo
"collaborano" con le imprese.  Potrebbe essere vero, come io penso, il
contrario: stabilità, salari decenti, pensioni decenti, potrebbero aiutare
in modo potente la ripresa dal momento che nessuno compra una macchina nuova
o cambia un  mobile o il vestito se deve pensare a come sfamarsi fino alla
fine del mese.
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, January 27, 2009 4:03 AM
Subject: Fw: abolire fondi pensioni. Ripristinare la pensione a riparto

 Il liberismo ha  destrutturato la società civile,  ha fatto macerie del diritto del lavoro e vorrebbe privatizzare le istituzioni previdenziali dei lavoratori.

    Causa fondamentale della crisi che investe l'Italia è la diminuzione dei redditi da lavoro e da pensioni di oltre il trenta per cento e di circa il dieci per cento del PIL a vantaggio dei ceti imprenditoriali, professionali, finanziari.
C'è uno squilibrio che porta verso nuovi squilibri verso nuove divaricazioni tra  parti ricchissime e ricche della società e parti che confinano con la povertà assoluta degli homeless che va corretto  con una energica forte risoluta azione sociale.  Se la Confindustria fiancheggiata da CISL e UIL e dal Governo continua a dare le carte e costringe la CGIL a giocare di rimessa solo per ridurre il danno, l'Italia non uscirà mai dalla crisi.

    La crisi investe i fondi pensione  riducendone i rendimenti ma anche i valori nominali. Insomma si è aperto un processo che riduce a carta straccia accantonamenti per la anzianità dei lavoratori, fondi che sono costituiti da quello che una volta si chiamava salario differito. Alla prova della storia ( il termine non è altisonante) i lavoratori sono garantiti dalle istituzioni pubbliche che si sono create nel corso di processi virtuosi di evoluzione del diritto del lavoro e della contrattazione sindacale:
la privatizzazione della previdenza ha dato pessime prove di se e, nella migliore delle ipotesi, laddove riesce a dare un qualche beneficio il suo significato nel contesto generale quasi sempre negativo è insignificante. Quanti, spinti anche  dalle organizzazioni sindacali hanno destinato il TFR (glorioso gruzzoletto che serviva per aiutare un figlio a sposarsi, integrare la pensione, concedersi  qualcosa al tramonto della vita) ai fondi integrativi sono in grado oggi di tracciare una pesante riga rossa negativa. Forse non hanno più neppure quanto è  stato e viene versato.
    E' urgente chiudere tutti i fondi pensioni, sciogliere i consigli di amministrazione. Gli amministratori dei fondi pensione sono gli unici che hanno avuto benefici favolosi. Se mettiamo insieme il costo degli emolumenti dei consiglieri di amministrazione dei fondi pensioni  avremo il tesoro di Ali Babà. Quando questi signori andranno in pensione  avranno livelli apicali e si collocheranno tra i superprivilegiati. Se depuriamo i fondi pensioni dei costi degli amministratori e degli apparati che si sono creati avremo un Cristo spogliato di tutto....
E' urgente rimettere in discussione le due ultime riforme delle pensioni italiane. Queste hanno creato una situazione  gravissima. Se fate il conto ad un lavoratore medio di quanto percepirà di pensione tra trenta anni vi renderete conto che non avrà il minimo per vivere.
    Intanto Confindustria e destra guardano con  cupidigia l'INPS ed anche l'INAIL. Sono golosi dei fondi che incamerano e che finora hanno garantito stabilità economica e sociale. Vogliono la privatizzazione dell'INPS e dell'INAIL e accaparrarsi di una accumulazione e di un meccanismo giuridico che le lotte dei lavoratori sono riuscite a determinare   con la collaborazione di giuslavoristi davvero illuminati, veri statisti della società coesa.
    Le tante rovine  creaate dalla legislazione recente del gruppo controriformatore trasversale di destra e di sinistra Da Sacconi a letta, da Biagi a Bersani non sono ancora riusciti a ridurre come la città di Gaza i diritti e le istituzioni sociali create. Ma è necessario non continuare a subire, a giocare di rimessa, a ridurre il danno, ma a chiedere un ripristino con restauro di un sistema pensionistico pubblico a cominciare dalla collocazione dei fondi pensioni dei sindacati dentro l'INPS.
    Il sistema liberistico senza regole di Bush ha portato il mondo alla rovina. Il sistema liberistico con regole non garantisce che la parte sociale di cui è espressione e tende a distanziarsi dalla società dei poveri. Il ripristino ripensato alla luce della complessità sociale di oggi della legislazione basata su potenti istituzioni pubbliche dei lavoratori e sul ritorno della pensione a ripartizione garantirà una società più prospera, con meno debiti, più coesa, più fiduciosa del futuro. Un futuro che il capitalismo non solo non garantisce ma oscura di presagi terribili. Il mondo ha bisogno di socialismo e di un mercato soggetto non solo a regole ma anche a duri controlli pubblici.

Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, January 29, 2009 9:22 AM
Subject: Kejnes è estremista?


 

Il professore Giovanni  Sucato da Villabate a Wally Street
 
=====================================
 
 C'è una specie di gabinetto di guerra per la gestione della crisi al quale vengono chiamati anche i sindacati per decidere le misure da prendere. Le idee del  "sistema" al potere  sono chiare: la maggiore quantità possibile di risorse a favore delle imprese. Sacrifici, sacrifici ed ancora sacrifici ai lavoratori. Intanto le aziende drammatizzano il quadro chiedendo la cassa integrazione  per un numero di lavoratori che cresce di giorno in giorno. Questa linea riceve il suo imput principale dagli Usa che, improvvisamente, scoprono la funzione interventista dello Stato in economia, fino ad ieri aborrita ed al massimo limitata alla mera osservazione ed a qualche piccola regolazione del mercato.
Colpisce il silenzio assoluto sulle cause della crisi che si possono riassumere da un lato nella pirateria impunita e forse anche incoraggiata  delle istituzioni finanziarie e dall'altro nel basso livello delle retribuzioni che non consentono alle famiglie di rinnovare
auto, elettrodomestici, vestiario, scarpe, insomma tutto! Naturalmente tutto il socialismo improvvisamente scoperto dal Congresso Usa è soltanto per aiutare imprenditori e finanzieri e quindi possiamo dire che non di socialismo si tratta ma di una torsione degli scopi e del ruolo dello Stato a vantaggio della classe dei potenti.
Qualche anno fa un paese  quasi attaccato a Palermo,Villabate,  divenne improvvisamente una sorta di luogo dei miracoli. La gente portava soldi ad un certo Sucato e questi garantiva interessi mensili o addirittura settimanali iperbolici del dieci per cento e forse di più. Tutta la Sicilia portava milioni e milioni di risparmi a Villabate e molti erano davvero felici e soddisfatti di avere scoperto il modo di arricchire rapidamente. Naturalmente si trattava di una truffa di questo Sucato che aveva creato una sorta di catena di Santantonio che, come era prevedibile, ad un certo punto si interruppe e bloccò non solo i pagamenti degli interessi ma la stessa restituzione del denaro investito. Moltissime persone persero tutto.
Pensavo si trattasse di un fatto di cronaca della creduloneria di paese fino a quando non ho letto che i massimi esponenti di Wally Street  si sono comportati più o meno come Sucato (che forse non era neppure ragioniere) e hanno lasciato buchi così grandi che ancora non sì è in grado di stimarli. Tremonti parlava in TV di pezzi di carta spacciati per titoli per un valore pari a 12 volte e mezzo il PIL mondiale.
Ma è mai possibile che il capitalismo, dopo secoli di esistenza, sia  approdato alla dottrina Sucato? La scuola di pensiero monetarista teorica della libertà assoluta del mercato e della sua divina capacità di produrre ricchezza e benessere è clamorosamente fallita, ma non c'è uno solo, tra i tanti pennivendoli che
ne hanno lodato le virtù ed i miracoli, che l'abbia ammesso!!
La Fiat bussa a quattrini. Sessanta mila lavoratori fuori se lo Stato non interviene con aiuti consistenti. Nello stesso tempo si chiedono ai lavoratori sacrifici oramai insopportabili dato l'infimo livello delle loro retribuzioni. La formula è: più lavoro e meno salario!! Una formula micidiale che aggraverà ancora di più la crisi.
Naturalmente non si parla degli stipendi dei managers che, crisi o non crisi, si ritagliano una fetta consistente del PIL nazionale. I managers delle aziende private si fissano stipendi e benefict  e li scaricano nei bilanci. Gli azionisti non sono in grado di intervenire per frenarli. Pagano e magari poi si trovano con carta straccia al posto di azioni come quelli dell'Alitalia. I managers pubblici hanno un problema opposto a quello che viene ingiunto ai lavoratori: non vogliono tetti, cioè limiti ai loro guadagni. Mastella a suo tempo fece un casino per evitare che si stabilissero tetti!! Naturalmente qui non sono gli azionisti a pagare ma gli utenti dei servizi acqua,trasporti,netturbe.
Insomma ventidue milioni di lavoratori con stipendi e salari diminuiti di circa il trenta per cento nel corso degli ultimi venti anni non sono più consumatori che dell'essenziale per la loro sopravvivenza. Se invece di dare soldi alle imprese e finanziare ammortizzatori sociali che si riducono ad elemosine si facesse una coraggiosa politica di aumento degli stipendi e dei salari e delle pensioni le cose andrebbero meglio. Insomma, l'obiettivo dovrebbe essere il livellamento dei salari, delle retribuzioni e delle pensioni italiane alla media europea. Questo sarebbe il più efficace provvedimento anticrisi dal momento che trattasi di una crisi di sovrapproduzione per mercato  debole.
La regolarizzazione dei cinque milioni di precari pagati a meno di mille euro al mese, la trasformazione dei loro contratti a tempo indeterminato  sarebbe un raggio di sole in un mondo di infelici che non possono progettare ed organizzare il loro futuro soggetti a al ricatto dei contratti a termine.
Il danno apportato all'economia ed alla prosperità degli italiani dalla legge Biagi è immenso: si è oscurato il futuro, abolita la speranza e depresso il  mercato.
Aumento dei salari e abolizione del precariato sono le misure sociali che risulterebbero le più efficaci  per dare adrenalina al sistema produttivo italiano.. Invece tutti pensano a dare soldi ai pescecani compresi i sindacati che si limitano ad invocare i cosidetti ammortizzatori sociali come se fossimo in un periodo di ordinaria amministrazione.
Pietro Anconahttp://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
 
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/03/anno-oro-manager-italiani.shtml?uuid=7f0b8c9e-fd69-11dc-ba45-00000e251029&DocRulesView=Libero

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, January 29, 2009 9:22 AM
Subject: combattere la crisi dalla parte dei lavoratori e dell'Italia

 
Combattere la crisi dalla parte dei lavoratori
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 C'è una specie di gabinetto di guerra per la gestione della crisi al quale vengono chiamati anche i sindacati per decidere le misure da prendere. Le idee del  "sistema" al potere  sono chiare: la maggiore quantità possibile di risorse a favore delle imprese. Sacrifici, sacrifici ed ancora sacrifici ai lavoratori. Intanto le aziende drammatizzano il quadro chiedendo la cassa integrazione  per un numero di lavoratori che cresce di giorno in giorno. Questa linea riceve il suo imput principale dagli Usa che, improvvisamente, scoprono la funzione interventista dello Stato in economia, fino ad ieri aborrita ed al massimo limitata alla mera osservazione ed a qualche piccola regolazione del mercato.
Colpisce il silenzio assoluto sulle cause della crisi che si possono riassumere da un lato nella pirateria impunita e forse anche incoraggiata  delle istituzioni finanziarie e dall'altro nel basso livello delle retribuzioni che non consentono alle famiglie di rinnovare
auto, elettrodomestici, vestiario, scarpe, insomma tutto! Naturalmente tutto il socialismo improvvisamente scoperto dal Congresso Usa è soltanto per aiutare imprenditori e finanzieri e quindi possiamo dire che non di socialismo si tratta ma di una torsione degli scopi e del ruolo dello Stato a vantaggio della classe dei potenti.
Qualche anno fa un paese  quasi attaccato a Palermo,Villabate,  divenne improvvisamente una sorta di luogo dei miracoli. La gente portava soldi ad un certo Sucato e questi garantiva interessi mensili o addirittura settimanali iperbolici del dieci per cento e forse di più. Tutta la Sicilia portava milioni e milioni di risparmi a Villabate e molti erano davvero felici e soddisfatti di avere scoperto il modo di arricchire rapidamente. Naturalmente si trattava di una truffa di questo Sucato che aveva creato una sorta di catena di Santantonio che, come era prevedibile, ad un certo punto si interruppe e bloccò non solo i pagamenti degli interessi ma la stessa restituzione del denaro investito. Moltissime persone persero tutto.
Pensavo si trattasse di un fatto di cronaca della creduloneria di paese fino a quando non ho letto che i massimi esponenti di Wally Street  si sono comportati più o meno come Sucato (che forse non era neppure ragioniere) e hanno lasciato buchi così grandi che ancora non sì è in grado di stimarli. Tremonti parlava in TV di pezzi di carta spacciati per titoli per un valore pari a 12 volte e mezzo il PIL mondiale.
Ma è mai possibile che il capitalismo, dopo secoli di esistenza, sia  approdato alla dottrina Sucato? La scuola di pensiero monetarista teorica della libertà assoluta del mercato e della sua divina capacità di produrre ricchezza e benessere è clamorosamente fallita, ma non c'è uno solo, tra i tanti pennivendoli che
ne hanno lodato le virtù ed i miracoli, che l'abbia ammesso!!
La Fiat bussa a quattrini. Sessanta mila lavoratori fuori se lo Stato non interviene con aiuti consistenti. Nello stesso tempo si chiedono ai lavoratori sacrifici oramai insopportabili dato l'infimo livello delle loro retribuzioni. La formula è: più lavoro e meno salario!! Una formula micidiale che aggraverà ancora di più la crisi.
Naturalmente non si parla degli stipendi dei managers che, crisi o non crisi, si ritagliano una fetta consistente del PIL nazionale. I managers delle aziende private si fissano stipendi e benefict  e li scaricano nei bilanci. Gli azionisti non sono in grado di intervenire per frenarli. Pagano e magari poi si trovano con carta straccia al posto di azioni come quelli dell'Alitalia. I managers pubblici hanno un problema opposto a quello che viene ingiunto ai lavoratori: non vogliono tetti, cioè limiti ai loro guadagni. Mastella a suo tempo fece un casino per evitare che si stabilissero tetti!! Naturalmente qui non sono gli azionisti a pagare ma gli utenti dei servizi acqua,trasporti,netturbe.
Insomma ventidue milioni di lavoratori con stipendi e salari diminuiti di circa il trenta per cento nel corso degli ultimi venti anni non sono più consumatori che dell'essenziale per la loro sopravvivenza. Se invece di dare soldi alle imprese e finanziare ammortizzatori sociali che si riducono ad elemosine si facesse una coraggiosa politica di aumento degli stipendi e dei salari e delle pensioni le cose andrebbero meglio. Insomma, l'obiettivo dovrebbe essere il livellamento dei salari, delle retribuzioni e delle pensioni italiane alla media europea. Questo sarebbe il più efficace provvedimento anticrisi dal momento che trattasi di una crisi di sovrapproduzione per mercato  debole.
La regolarizzazione dei cinque milioni di precari pagati a meno di mille euro al mese, la trasformazione dei loro contratti a tempo indeterminato  sarebbe un raggio di sole in un mondo di infelici che non possono progettare ed organizzare il loro futuro soggetti a al ricatto dei contratti a termine.
Il danno apportato all'economia ed alla prosperità degli italiani dalla legge Biagi è immenso: si è oscurato il futuro, abolita la speranza e depresso il  mercato.
Aumento dei salari e abolizione del precariato sono le misure sociali che risulterebbero le più efficaci  per dare adrenalina al sistema produttivo italiano.. Invece tutti pensano a dare soldi ai pescecani compresi i sindacati che si limitano ad invocare i cosidetti ammortizzatori sociali come se fossimo in un periodo di ordinaria amministrazione.
Pietro Anconahttp://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
 
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/03/anno-oro-manager-italiani.shtml?uuid=7f0b8c9e-fd69-11dc-ba45-00000e251029&DocRulesView=Libero
  

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, January 30, 2009 8:33 AM
Subject: Gli squali insaziabili in branco a Davos


  SANITA' E PENSIONI NEL MIRINO DEGLI SQUALI A DAVOS
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Gli squali che hanno rovinato il mondo con patacche alle quali hanno attribuito il valore di miliardi di dollari (la cifra globale della truffa non si conosce o viene tenuta segreta) e che, in vista del disastro planetario si sono liquidati prebende per milioni di dollari cadauno, (hanno solo ricevuto un bonario buffetto da Barak Obama), riuniti a Davos non trovano di meglio che chiedere di togliere alla gente servizi sanitari e pensioni.
Questi servizi indispensabili  sono stati finanziati dai loro fruitori con tasse pagate fino all'ultimo soldo e accantonamenti previdenziali che costituiscono inalienabile proprietà dei pensionandi essendo di fatto salario differito.  Agli squali servono i soldi. La Marcegaglia chiede otto miliardi per aziende che da almeno un decennio hanno assorbito oltre  il dieci per cento dei reddito da lavoro nei loro conti miliardari.
    Vogliono  tutte le risorse degli Stati per le imprese che dichiarano in pericolo spesso strumentalmente  e per le banche che sono talmente diffidenti tra di loro da non prestarsi più soldi.
   Una ricetta di classe per salvare le persone di serie A spese dei lavoratori e dei pensionati: più lavoro, meno salari e pochissima sanità e pensioni. I fondi pensioni integrativi  pare che stiano diventando carta straccia con buona pace per coloro che fecero una campagna orchestrata e ben sostenuta anche dai Sindacati  per convincere i lavoratori a destinarvi i TFR.
  Naturalmente nessuno fa cenno agli emolumenti dei managers che, per quanto riguarda il settore pubblico,in Italia sono fissati in misura sconcertante rispetto la media delle retribuzioni del Paese e l'anno scorso pare che siano aumentati di circa il venti per cento a fronte di una diminuzione reale dei salari, degli stipendi e delle pensioni.
   A Davos niente autocritiche sul terribile misfatto finanziario, niente ricerca e individuazione dei responsabili, non punizioni ma impunità, premi, riconferme. Le regole invocate financo da un ipeliberista come Tremonti non ci saranno. L'indicazione è: soldi alle banche ed alle imprese e sacrifici e rinunce per la popolazione. Insomma, il mondo segna diversi passi indietro per la stragrande maggioranza delle popolazioni a vantaggio di una classe sociale sempre  più disonesta che ha rotto ogni vincolo di coesione e che diventa pericolosa se conserva il potere dal momento che non mostra nè pentimenti nè voglia di cambiare  il suo stile di vita  come amava dire Bush e ora ripete Obama.
   Pietro Ancona

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/03/anno-oro-manager-italiani.shtml?uuid=7f0b8c9e-fd69-11dc-ba45-00000e251029&DocRulesView=Libero

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----- Original Message -----
Sent: Saturday, January 31, 2009 3:32 PM
Subject: Niente soldi alla Fiat e alle banche


Restrizioni severe alle delocalizzazioni ed alle filiere
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Non è affatto vero che la crisi che travolge il tessuto produttivo del Paese abbia tutte cause oggettive, fatali, ineluttabili.
Aziende che funzionano perfettamente con ottimi rendimenti decidono di trasferirsi altrove per fare altro o per sfruttare migliori condizioni di servaggio della manodopera.
Altre si dedicano alla moltiplicazione dei costi specialmente se producono per la pubblica amministrazione attraverso filiere speculative che spremono il lavoro dei precari e lo rivendono a peso d'oro all'acquirente finale.
La libertà del mercato è un  bene che va preservato ma anche regolato. Bisogna instaurare severi restringimenti alla libertà di smobilitare costringendo l'azienda ad assolvere al suo ruolo sociale nel tessuto del territorio in cui è inserita.
Anche le filiere per le mere prestazioni lavorative o altro vanno esaminate al microscopio dal momento che non si può pagare un ingegnere mille euro al mese e rivendere senza colpo ferire il suo lavoro a cinquemila e anche più.
I soldi che chiede la Marcegaglia (otto miliardi di euro) vengano destinati all'aumento dei salari. Gli ammortizzatori  per la flexisecurity non servono a niente. Sono soltanto manifestazioni statali di complicità con le nefandezze di una imprenditoria priva di scrupoli.
 Dando soldi alla Fiat o ad altre imprese non si risolve la crisi ma si aggrava. Soltanto migliorando la domanda con consistenti incrementi retributivi e delle pensioni si può rimettere in moto il treno dello sviluppo.
 Infine si deve cambiare modello produttivo. Non dobbiamo pensare di produrre per sempre auto o elettrodomestici di scarsa qualità. Bisogna orientare la produzione verso nuovi prodotti socialmente più utili. Produrre per arricchire la società e non solo per consumare.
Pietro Ancona
                                                  ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, February 01, 2009 11:12 AM
Subject: Erdogan ed il terrorismo

 

   ERDOGAN ED IL TERRORISMO

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  L’incidente tra Erdogan e Perez a Davos merita qualche riflessione. In fondo la voce di Erdogan è stata la sola tra i capi di stato e di governo che si sia levata per condannare e protestare la violenta inaudita aggressione di Israele contro la città e la popolazione di Gaza. Una aggressione fatta con un potente esercito, con una modernissima aviazione di velivoli capaci di effettuare centinaia e centinaia di missioni che ha usato oltre cento aerei, con una marina che ha cannoneggiato dal largo la citta riducendola in macerie, con carri armati di proporzioni mostruose che hanno abbattuto edifici con le persone dentro. Un crimine contro l’umanità inammissibile svoltosi sotto gli occhi indifferenti  dei governi europei, nel silenzio di Barak Obama ma talmente efferato che giornali schierati con Israele come il Corriere della Sera non hanno potuto fare a meno di pubblicare foto sconvolgenti  come  e forse più delle stragi naziste.

http://www.corriere.it/Speciali/Esteri/2009/Fotostoria_Gaza_02/pop_gaza_cremonesi2.shtml

Erdogan ha accusato lo stesso Presidente Perez,( appartenente per vergogna  del socialismo alla internazionale socialista), che collabora da anni con la destra religiosa fondamentalista israeliana in un governo che non ha mai concesso un giorno di tregua e di pace ai palestinesi, di voglia di uccidere.

Erdogan è stato costretto a lasciare l’assemblea per la scorrettezza dello speaker che gli ha dato la parola soltanto per metà del tempo concessa a Perez.  Prima di allontanarsi ha svolto una interessante riflessione sul terrorismo sostenendo che bisogna evitare di evocarlo per giustificare i misfatti colonialistici e genocidi. Ha dichiarato: " Presidente Obama deve ridefinire il terrorismo e le organizzazioni terroristiche del Medio Oriente e, basandosi su questa nuova definizione, l'America deve sviluppare la sua nuova politica nella regione"

Ho sempre pensato che il terrorismo di cui parlano gli americani su ispirazione degli israeliani sia soltanto uno strumento propagandistico ma che in effetti non esista  se non come creatura

del Pentagono   della  Cia. Al Qaeda, Bin Laden, il suo v ice, fanno apparizioni  nei massmedia di un tempismo perfettamente funzionale agli interessi americani. Un orologio a cucù che canta quando serve a Bush ed ora ad Obama.

Il Presidente del Parlamento Palestinese, molti ministri e parlamentari, sono stati arrestati dallo Stato di Israele, rinchiusi in carcere illegalmente. Nelle carceri israeliane sono rinchiusi in condizioni inumane tredicimila palestinesi.  Sono malati di osteoporosi e hanno perso i denti per mancanza di sole e di luce.Si  tratta di  atti e comportamenti  terroristici ma

non vengono catalogati in Occidente come tali. Hamas è un  movimento che riscuote la fiducia della  popolazione palestinese eppure viene considerato terrorista. Esiste un terrorismo di Stato americano ed israeliano contro i palestinesi, gli irakeni, gli afgani  con ripetute azioni criminali con uso di armi terribili al fosforo, all’uranio, Dima, armi che non lasciano speranza di vita ai feriti, eppure sul banco degli accusati troviamo soltanto Hamas come ieri Arafat che fu tenuto prigioniero  gli ultimi anni della sua vita a Ramal e la sua stessa abitazione spesso bombardata.

 E’ importante la demolizione del concetto di terrorismo fatto da Erdogan dal momento che questo concetto pervade i discorsi di tutti i leaders occidentali ed ha conquistato anche parte importante delle opposizioni e della sinistra europea giungendo financo a fare abiurare a Bertinotti le giuste cose che qualche anno fa aveva scritto sul terrorismo.(*)

   Ripetendo lo stesso concetto mille volte, come Goebbels ha insegnato ai propagandisti , si è giunti a far credere che il terrorismo esistente non è di reazione ai soprusi di azioni altrui ma è una vera e propria strategia di guerra attuata dai fondamentalisti islamici per attaccare l’Europa. Qualche cretino si spinge fino a  dire che l’obiettivo è il Grande Califfato mondiale previa islamizzazione dell’Europa.

  Erdogan ha messo in chiaro le responsabilità israeliane e la strumentalità dell’accusa di terrorismo.  Ma le sue dichiarazioni sono state riportate in minima parte e nascoste ai lettori dei giornali europei.

  Tutto quello che Erdogan ha detto a Davos è giusto e va sottoscritto. Ma dobbiamo ricordargli che da dieci anni il segretario del Partito Comunista Curdo  Ocalon,  sostenitore di una soluzione pacifica della questione del suo popolo, è tenuto prigioniero e che ancora oggi è vietato l’insegnamento della lingua curda e gravi discriminazioni  subiscono i curdi che vengono  costretti a vivere tra montagne inospitali da un esercito turco che frequentemente organizza spedizioni punitive che si concludono in massacri.Molti dirigenti kurdi sono chiusi da anni nelle prigioni turche. Molti sono stati e vengono torturati.

  Penso che se Erdogan ha avuto parole chiare  ed assai decise per la questione palestinese forse vuole risolvere positivamente la questione curda, il più grande popolo del pianeta privo di una patria. E' così? Ne dubito, ma me  lo auguro e spero che la sinistra europea si schieri con i popoli curdo e palestinesi minacciati di genocidio.

    Intanto gli abitanti di Gaza sono tornati ad essere chiusi in gabbia da Israele con la complicità dello Egitto. Debbono morire di fame, di sete, di malattie? Quanti cittadini palestinesi sono stati rapiti e portati in Israele durante la "guerra" di Gaza?

   Pietro Ancona

 

 (*) Una lucida analisi della stretta connessione tra guerra unilaterale e terrorismo di Fausto Bertinotti

http://www.spazioamico.it/terrorismo%20scheda%201.htm#terrorismo

 

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, February 02, 2009 9:38 AM
Subject: E BRAVO OBAMA!!



    La verità secondo la quale non c'è alcuna differen za tra repubblicani e democratici dal momento che sono espressione dello stesso blocco sociale militare-industriale che domina gli Usa, mantiene la popolazione dentro un sistema apparentemente libero ma di fatto costruito per renderla subalterna e funzionale all'arricchimento smisurato di finanzieri, industriali ed altri ricconi, non si smentisce.

   Barak Obama ha confermato alla Cia gli ordini di Bush: dovranno continuare a rapire "terroristi" in ogni parte del mondo, condurli in luoghi sicuri, usare "ogni mezzo" per ottenere confessioni.

   Il tutto nell'interesse supremo dell'America che ha il destino assegnatogli da Dio in persona di sorvegliare il mondo, preservarlo dal male, indicare a tutti la via  giusta e se recalcitrano punirli a dovere.

   Vi assicuro che le guerre di Bush continueranno tutte e che la più grande ambasciata americana del mondo,
grande quanto l'intero stato del Vaticano, continuerà a troneggiare a Bagdad, avrà al suo interno agguerriti reparti speciali pronti a difendere i delinquenti che sono stati installati come "governo democratico" e  non sarà chiusa.
   I popoli poveri della terra si possono difendere soltanto lanciando qualche scarpa. Ma questo gesto di ribellione si paga caro,carissimo.....
   Pietro Ancona

http://www.corriere.it/esteri/09_febbraio_02/obama_blitz_cia_guido_olimpio_e5df41d2-f0f6-11dd-b48f-00144f02aabc.shtml

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, January 31, 2009 3:07 PM
Subject: Unità per la salvezza della democrazia

 
No alla finta democrazia bipartitica ed oligarchica
 
 
 L'accordo sul quattro per cento raggiunto da Berlusconi e Veltroni reitera quanto è già accaduto con l'esclusione (con l'uso di una legge truffaldina) della presenza della sinistra, dei socialisti, dei verdi dal Parlamento riducendo queste importanti e significative forze politiche fondatrici della repubblica e della Costituzione fuori dalle istituzioni e quindi privi di rappresentanza dal momento che il loro potere diventa inferiore a quello delle associazioni della società civile.
   E' sconcertante la reiterazione di questa intesa tra la destra ed il PD dal momento che al Parlamento europeo non ci sono i problemi di stabilità governativa che sono stati invocati come alibi per l'esclusione che in Italia ha risparmiato soltanto il gruppi di Di Pietro ed i radicali.
   Penso che si dovrebbe costituire un fronte comune tra tutti gli esclusi dal progetto di riduzione a due e di semplificazione della democrazia italiana in versione populistica, leaderistica.
  L'assetto costituzionale e le leggi elettorali della cosidetta prima repubblica erano certamente democratiche. Assai poco lo sono le leggi che hanno dato vita al Parlamento attuale.
   Bisogna organizzare giornate di lotta a difesa della democrazia. Produrre un Manifesto per la Libertà e contro il Fascismo e promuovere una lotta aperta da qui alla data delle elezioni europee. Creare un Comitato Nazionale per la Salvezza della libertà. Una grande manifestazione a Roma, manifestazioni in tutte le città d'Italia!!!
  Oltre alla esclusione dei partiti della sinistra radicale,del partito socialista, dei verdi, con l'accordo separato sui contratti che si tenterà di imporre alla CGIL si ridurranno quasi a zero i diritti dei lavoratori che saranno massacrati anche con l'alibi della crisi economica provocata dalle ruberie degli squali e dagli scarsi salari che non permettono alla gente di acquistare alcunchè.
  La reazione che ci fu dopo la esclusione dal Parlamento da parte degli esclusi è stata praticamente inesistente. Non bisogna ripetere lo stesso tragico errore.
   Penso proprio che la gente sarà con coloro che lotteranno per evitare la riduzione a partito unico diviso in due della democrazia italiana.
   Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Tuesday, February 03, 2009 10:09 AM
Subject: Si avvicina l'ora delle decisioni

 
I lavoratori hanno bisogno di una Confederazione che sia loro e non della Confindustria e del Governo
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Oramai manca poco al completamento della spoliazione dei diritti che i lavoratori si sono conquistati attraverso lotte  che hanno impegnato generazioni sempre con la guida della CGIL. Fatto l'accordo separato sui contratti, non firmato dalla Cgil, mancano all'appello il contratto unico a tempo indeterminato
che è uno strumento subdolo per la cancellazione dell'art.18, la privatizzazione dell'Inps e dell'Inail, una drastica revisione dei trattamenti di malattia e del welfare.
In atto abbiamo ventidue milioni di lavoratori con salari inferiori a quelli di venti anni fa e cinque milioni di precari, lavoratori-schiavi soggetti alla benevolenza del datore di lavoro per la riconferma, privi di fondamentali diritti. In effetti si tratta di lavoratori truffati che avrebbero dovuto essere assunti a tempo indeterminato e che la legge Biagi ha incatenato ad una vita senza futuro, senza speranze e con retribuzione ridicola. Dobbiamo sapere che quasi tutti i contratti di lavoro a tempo determinato sono fumus permessi da
una violazione della legge legalizzata dalle norme della legge trenta e da circolari  ministeriali fatte da persone esperte nell'elusione e nell'aggiramento del diritto. Il lavoratore di Licata morto ieri in modo spaventoso all'età di 24 anni era un precario alla stanga da oltre quattordici ore. Il precariato produce morte che la legge recente non  può evitare.
In queste condizioni la CGIL non può limitarsi a non firmare i contratti,ad indire referendum tra i lavoratori (che sanno che il loro voto sarà una testimonianza senza conseguenze), a cercare di ridurre i danni di una tendenza alla sconfitta totale dei lavoratori aiutata da una crisi che viene usata senza scrupoli per terrorizzarli.
Che cosa può fare la CGIL? Negli ultimi due anni ha dovuto firmare un accordo con il governo Prodi che difatto  peggiora le pensioni, aggrava il precariato, riduce il welfare. Ha firmato un accordo con l'Alitalia che contiene norme in contrasto non solo con diritti dei lavoratori ma coi diritti  generali delle persone. Un accordo scandaloso che favorisce una cordata capeggiata da Colannino che ha  messo fuori diecimila lavoratori, acquistato a prezzo stracciato un patrimonio enorme, privatizzato un servizio che probabilmente dovrà cedere presto.
Sono mesi che la Confindustria ha pronto nel cassetto dopo averlo steso con la collaborazione di Cisl e Uil il progetto di modifica del contratto di lavoro che è nello stesso tempo un momento di passaggio verso nuove forme di rapporti non più conflittuali ma collaborativi, una forma di neocorporativismo nella quale i sindacati vengono assorbiti in funzione parastatale come gestori con il padronato di enti bilaterali che hanno l'obiettivo di privatizzare il welfare. Al rifiuto della CGIL di firmare, dopo la solita campagna della CGIL che non capisce la modernità, si è mosso con molta preoccupazione il PD costituendo una task force che ha lo scopo di ricondurre la CGIL  a Canossa come è già stato fatto nei due casi precedenti.
A questo punto si impone una riflessione che è la seguente: l'Unità sindacale serve ai lavoratori oppure alla Confindustria ed al Governo? Serve certamente alla Confindustria ed al Governo! La CGIL è sempre la grande bellissima organizzazione dei lavoratori italiani o è diventata o rischia di diventare altro?
  Il problema è di autonomia. La CGIL è sempre stata al passo con le scelte compiute dal PCI. La svolta dell'Eur non ha forse coinciso con la politica del compromesso storico e favorito l'ingresso del PCI nel governo? Ma esistevano margini che ora sono scomparsi., e gli interessi  strategici del PCI contenevano una crescita poderosa della condizione del lavoro.Oggi il PCI che ha dentro il suo gruppo parlamentare  non solo Ichino ma due pezzi da novanta della Confindustria come Colannino e Caleari, il pci che per un lungo periodo della sua storia è stato classista (fino a proporre il referendum sulla scala mobile) e poi per un altro periodo ha osservato una sorta di terzietà tra aziende e lavoratori,  è schierato con la Confindustria e con le  aziende e preme sulla CGIL perchè  continui ad accettare condizioni di sempre maggiore umiliazione dei diritti dei lavoratori. Ora il PCI  si chiama PD  ed ha compiuto una scelta di pieno liberismo (fuori tempo massimo, per me, dal momento che il liberismo è in crisi) che non prevede alcuna tutela dei lavoratori tranne qualche misura  compassionevole.  Il PD porta al tavolo del nuovo bipartitismo in dote una CGIL, in cui la sua componente che è maggioritaria, riesce a fare compiere scelte che oramai confliggono apertamente con gli interessi dei lavoratori.
Per questo ritengo che dal momento che il PD non rinunzia ad esercitare una pesante tutela sulle scelte della CGIL si ponga a molti, a cominciare delle categorie che più stanno soffrendo le conseguenze delle politiche di concertazione, di decidere sul che fare. Cercare di impedire alla CGIL di compiere scelte scellerate come quelle del contratto oppure prendere atto che questo stato di cose in cui il massimo che è concesso alla CGIL è giocare di rimessa, ridurre il danno, è insostenibile e dannoso? Insomma porsi il problema della disaffiliazione della CGIL delle categorie che si ritengono immediatamente danneggiate e di organizzare una nuova  Confederazione che anzicchè dialogare con Cisl e UIL e con la UGL della Polverini raduni in una potente organizzazione di classe tutto il sindacalismo di base e la tradizione riformista ma non capitolarda della CGIL di Di Vittorio, Santi, Novella, Lama,Foa.
La nascita della nuova Confederazione dovrebbe avvenire  proponendo soluzioni alla crisi non regalando miliardi alle aziende, ma aumentando i salari e le pensioni, soluzioni di abolizione del precariato che deve essere limitato ai lavori stagionali, di revisione della pensione ritornando al sistema a riparto, di netta chiusura alle privatizzazioni che hanno aumentato i costi dei servizi locali alle famiglie, di una scuola pubblica senza finanziamento per i privati, di una sanità per tutti finanziata dalla fiscalità generale.
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: Repubblica
Sent: Thursday, February 05, 2009 7:21 AM
Subject: Woitila ed Eluana

In questo Paese di prepotenti  esistono due modi di trattare lo stesso problema a seconda del soggetto che vi è implicato. Nel caso di Eluana da diciassette anni in coma, della quale si distribuiscono fotografie della sua bella giovinezza e si nasconde all'opinione pubblica lo stato fisico in cui si trova dopo diciassette anni di prigionia del letto e di coma. Non esiste una foto di come è adesso. Sarei contrario alla sua divulgazione ma è una mascalzonata cercare di mostrarla al pubblico com'era per impietosirlo.Tutto cinicamente calcolato quasi a dire: ma come si fa a sopprimere una cosi bella ragazza!! Si fingono ipocriti sentimenti di comprensione e di solidarietà verso il padre e la famiglia ma nello stesso tempo si indicano in loro gli assassini  che hanno deciso di recidere una vita con la copertura di una sentenza della Magistratura. Tutte le istituzioni dello Stato sono state mobilitate per impedire che si realizzi la volontà di chiudere  un ventennio di sofferenza. Anche il Presidente della Repubblica sollecita una legge che regoli il testamento biologico sapendo benissimo che una legge, fatta all'indomani di questa tragedia nazionale montata dal Vaticano e dalla destra italiana, sarà restrittiva dei diritti fondamentali della persona. Ma forse vuole dare un contentino alla Conferenza Episcopale Italiana. L'Italia è uno Stato sempre più concordatario e l'uso dei patti lateranensi e degli accordi del 1984  da parte del Papato sta diventando davvero assai pesante e tale da alterare profondamente la Costituzione e le prerogative dello stato repubblicano. Il fiato sul collo del Vaticano è diventato assai pesante. Si è rotto un equilibrio che riguarda la sfera dei diritti dal momento che un Ministro minaccia di ritorsione e di farla pagare cara a quella struttura che eseguirà la sentenza della Magistratura e la volonta di Eluana e della sua famiglia.
Leggo una nota dell'Uaar del 2007: "

L’eutanasia e Wojtyla
Non accenna a placarsi la polemica sugli ultimi giorni di vita di Giovanni Paolo II. Un articolo pubblicato su MicroMega, a firma di Lina Pavanelli, sostiene che, alla luce della dottrina cattolica (e dello stesso Wojtyla), la mancata alimentazione del papa, con il conseguente anticipo della sua morte, può essere definita una pratica eutanasica. Immaginabili le proteste cattoliche, a cui ha risposto oggi, su Repubblica, proprio il direttore di MicroMega, Paolo Flores d’Arcais, con un articolo dal titolo I medici, l’eutanasia e la morte di Wojtyla.
Insomma, Papa Woitila ha ricevuto il trattamento che oggi si nega ad Eluana. L'ha ricevuto avendone meno bisogno, meno titoli, dal momento che è rimasto lucido fino alla fine e soltanto negli ultimi mesi il male che lo affliggeva disturbava seriamente le sue funzioni di Capo della Chiesa.
La Chiesa Cattolica è l'unica Chiesa al mondo ad avere uno Stato ed a vivere come Stato dentro un altro Stato con il cordone ombelicale dei concordati.
Credo che sia giunto il momento di una forte iniziativa dei laici  ed anche dei cattolici laici dal momento che non abbiamo fatto il Risorgimento e la Resistenza per consegnarci in catene ad una gerontocrazia di potenti prelati che incidono potentemente in ogni campo dalla scuola alla sanità e divorano sempre più grandi risorse ed ora aizzano al linciaggio di tutti coloro che hanno operato per una fine serena delle sofferenze di Eluana.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Tuesday, February 06, 2009 10:09 AM
Subject: L'odio fondamento della sicurezza
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  L'Italia  sta fuoriuscendo dallo Stato di diritto in maniera grottesca, ridicola e meschina. Ci sono  momenti, nella vita di una Nazione, in cui il vento spira forte o fortissimo verso l'intolleranza, il sopruso, insomma contro la normale convivenza dentro leggi accettate da tutti e valide per tutti. La legge votata ieri sera dal Senato che trasforma il decreto sulla "sicurezza" è fatta per una cittadinanza che esclude da sè persone discriminate per la loro povertà, per la loro provenienza, per la loro "potenziale" sospettata pericolosità sociale.
  Si istituisce il registro dei clochard, dei barboni. Tutte le persone che, per un motivo o per un altro, perdono la casa e non hanno mezzi propri per vivere e si arrangiano sotto i ponti, nelle stazioni ferroviarie ed a volte nei dormitori comunali, dovranno essere registrati, in un apposito registro che viene istituito non dal Ministero della Solidarietà Sociale ma dal Ministero dell'Interno. Già in questo c' è un giudizio di criminalizzazione.  Mi è capitato di  vedere nella interessante trasmissione di Gad Lerner un signore, un biologo che a causa di una malattia ed altre vicende, aveva perso la casa ed era finito al dormitorio pubblico. Questo signore, che è stato soltanto sfortunato, dovrebbe ora essere schedato dalla Questura. Non sappiamo che cosa comporti questa schedatura, ma certamente chi la subisce è "marchiato" come una volta si marchiavano con una tessera di identità di colore diverso le prostitute mentre quelle che avevano la sventura di finire in un bordello non ne avevano neppure diritto.
  Si istituisce anche la ronda dei cittadini. Si dice  "non armata", ma certamente  sarà difficile controllare se  in una squadra di bravi e volenterosi cittadini che perlustrano il territorio cittadino di notte ci siano armi e persone armate. Chi può costituire queste ronde? I ragazzi di un centro sociale potranno farsi una ronda?
Il circolo Che Ghevara di Rifondazione di Pescasseroli potrà farsi una ronda? Le ronde  dovranno essere autorizzate?  Chi e come? Lo Stato cede il monopolio  della gestione dell'ordine pubblico? E' singolare che
i compiti di queste ronde non vengano stabiliti. Si dà per implicito che siano quelle padane e che soltanto
la Lega avrà il monopolio della loro costituzione? Non sappiamo. Non sappiamo niente ma immagino che qualcuno abbia  le idee assai chiare in proposito e sappia perfettamente dove vuole arrivare.
 Tra i tanti articoli approvati dalla legge sulla sicurezza vorrei soltanto segnalarvi: il carcere fino a tre anni per chi oltraggia un pubblico ufficiale. Una pena spropositata e sproporzionata che dà un potere enorme a persone che non sempre la meritano se pensiamo ai vigili urbani di Parma ed a certi poliziotti dal manganello facile; l'obbligo della denunzia da parte dei medici dei malati sanspapiers che accentua la tendenza in atto di trasformare categorie di cittadini in delatori."Nel Nord si moltiplicano le ‘ordinanze creative’ dei sindaci. All’indomani dell’invito rivolto ad agosto dal ministro dell’Interno Roberto Maroni ai sindaci italiani, ad essere ‘creativi’, l’Anci ha stimato che sono state emesse, in 152 comuni, 315 ordinanze, il 69% delle quali varate da sindaci del Nord. Tra le più contestate, quella del comune di Gerenzano (Varese), che ha istituito un numero a cui i residenti possono telefonare per segnalare la presenza di clandestini." Infine, viene inasprito il 41 bis. Io credo che qualcuno dovrebbe assumere l'iniziativa di chiederne l'abrogazione e non l'inasprimento. Il 41 bis viola la Costituzione ed ha aperto la strada ad
una gamma di carcerazioni graduate in base al tipo di reato commesso che è davvero inaccettabile.
La pena deve essere scontata in condizione eguali per tutti i detenuti che non possono e non debbono essere discriminati sulla base del reato commesso. E' altresi inaccettabile la carcerazione immediata e preventiva per certi reati di cui deve essere accertata la esistenza. Non è possibile accettare di scontare mesi  di galera in attesa di giudizio.
 Insomma, l'Italia compie scelte per cui alcuni personaggi, in ragione delle loro cariche,  non sono sottoposti come tutti noi al codice penale (lodo Alfano) e per persone potenti molti reati sono stati depenalizzati come il falso in bilancio. Con la legge sulla prescrizione chi può pagarsi uno studio
legale agguerrito può menare per il naso la Giustizia fino ad impedirle di agire. L'Italia è anche diventata la terra dell'odio e dell'intolleranza. Tra le centrali che producono odio e che purtroppo hanno i mezzi per farlo diventare legge metto i leghisti e parte del centrodestra; i giornali come il Corriere della Sera che da anni accreditano con gli allucinanti scritti di Magdi Allam, ma anche di  autorevoli opinionisti, l'idea di uno scontro di civiltà, di un conflitto al quale si prepara tutto il terrorismo islamico per creare il Grande Califfato europeo (!!!) ed altre stupidaggini del genere dette e ridette tante volte fino a diventare quasi sentire comune di una gran parte degli italiani; la posizione di intransigenza della Chiesa verso tutto ciò che non fa parte della sua visione medievale della vita dal caso di Eluana sul quale ha scatenato una grande persecuzione e si è servita del Parlamento come strumento di lotta per la vittoria delle sue tesi, la condanna degli omosessuali e dei diversi; la posizione di intransigenza della comunità ebraica che, rompendo con la tradizione di civiltà, di tolleranza e di grande cultura rappresentata da Tullia Zevi e da Elio Zoaf è schierata con le posizioni più intransigenti della destra internazionale sulla vicenda palestinese. Non ho udito una sola parola di pietà per la distruzione del Libano e di Gaza e per la prigionia degli abitanti di Gaza nel lager del muro.
 Infine è inaccettabile che sulla base di sospetti si possano chiudere le moschee che vengono individuate come luoghi di reclutamento del terrorismo internazionale. Finora tutte le operazioni motivate da tale sospetto di sono rivelate veri flop ed in ogni caso è inaccettabile che uno Stato viva
nella logica del sospetto per il quale molti innocenti hanno patito torture ed altro a Guantanamo e altrove.
 Naturalmente il reato di tortura non è stato introdotto nel nostro ordinamento nonostante  il  Garage Olimpo di Genova.
 Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, February 07, 2009 10:28 PM
Subject: Fw: manifestazione a Palermo
 
Il sitin di Palermo. Organizziamo il movimento per le prossime settimane
 
 
Creare un Comitato per la difesa della libertà minacciata
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 Un folto gruppo di cittadine e cittadini palermitani si è dato Convegno davanti la Prefettura di Palermo, una villa che a me è  sempre  sembrata poco adatta ad ospitare gli uffici del rappresentante del Governo e più adatta ad una residenza privata dall'aspetto piuttosto lezioso, per fare sentire al Governo la voce di coloro che non condividono la pesantissima interferenza del governo nella vicenda umana di Eluana Englaro, una interferenza che si esprime con pesanti pressioni nei confronti di quanti vorrebbero che si rispettassero i principi della Costituzione dal Presidente Napolitano ai medici ed ai dirigenti della clinica di Udine attualmente sotto ispezione ministeriale ordinata dal Ministro Sacconi. Un ritorno alla grande del clerico.fascismo.
  Mentre si svolgeva il sitin giungevano notizie di gravissime e volgari dichiarazioni di Berlusconi che ha attaccato la famiglia di Eluana accusandola di volersi liberare della figlia, ha minacciato la Costituzione che si ispirerebbe al modello sovietico,  ha comunicato la  volontà di convocare il Parlamento per continuare a stravolgere le leggi e torcerle a suo vantaggio. Non aveva forse detto che avrebbe rovesciato l'Italia come un calzino? Lo sfascio è generale. E' possibile andare in galera per tre anni per offesa a pubblico ufficiale secondo un articolo della legge sulla sicurezza che costituisce l'ingresso dell'Italia nell'era fascista di Berlusconi e della ciurma che si spella le mani ad applaudirlo.
 TRa i tanti cartelli che sono stati mostrati durante la manifestazione uno di questi si richiamava al diritto degli esseri umani di disporre del proprio corpo. Le dittature privano le persone del dominio del loro corpo. Il cartellone richiamava anche il suicidio di massa tentato da carcerati nel lager di Lampedusa dal momento che il CPA è stato trasformato in CIE e quindi di soppressione del diritto di asilo garantito dalle regole internazionali.
  Penso che la settimana che si apre sarà drammatica e gravida di tensioni e di eventi di rottura e di attacco alla Costituzione ed alla libertà. L'uomo della P2 e del Piano di Rinascita ha in testa un progetto di ridurre l'Italia ad un suo Principato personale. Vuole governare per decreti disconoscendo il ruolo del Parlamento,
 Nasconde dietro esigenze di efficientismo la volontà di una semplificazione antidemocratica della vita politica. Conta su due importanti fattori: la crisi economica e sociale che ritiene di sfruttare a suo vantaggio e
l'inconsistenza dell'opposizione dedita all'autolesionismo. E' stato autolesionistico l'accordo Veltroni-Berlusconi per la modifica della legge per le europee, modifica arbitraria di cui non c'è alcun bisogno tranne quello di lasciare fuori del Parlamento i partiti che hanno fatto la Costituzione italiana a cominciare dal PSI.
Penso che dobbiamo organizzare nuove manifestazioni in concomitanza con la discussione parlamentare
Berlusconi  strumentalizza la vicenda Englaro contro la Repubblica. Dobbiamo chiedere alla Camera di non
approvare la legge sulla sicurezza ed  alla CGIL  di non darsi tempi storici per organizzare scioperi e lotte. Dobbiamo considerarci tutti in stato di mobilitazione ed organizzare migliaia e migliaia di assemblee per spiegare quanto sta succedendo, come l'Italia stia scivolando verso un regime fascista. La mobilitazione deve essere al passo di una situazione che brucia ogni giorno che passa un tratto di democrazia del nostro Paese.
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, February 08, 2009 10:44 AM
Subject: quattro ore di sciopero da amministra


Minimalismo  che prosegue la linea della riduzione del danno, del gioco di rimessa della CGIL
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Il Comitato Direttivo della CGIL ha approvato, all'unanimità e cioè con il concorso anche delle aree critiche o di sinistra che dir si voglia, un documento (*) che conferma la linea minimalistica seguita in questi ultimi anni e che non è riuscita ad evitare la disastrosa situazione sociale in cui versano oggi i lavoratori. Il documento della CGIL attacca l'accordo separato sui contratti da una angolazione critica insufficiente a smontarne la portata strategica di stravolgimento delle condizioni dei lavoratori. In sostanza si dichiara disponibile alla firma, come peraltro ha precedentemente già sperimentato con l'accordo sul welfare di Prodi  e per l'Alitalia,se ci saranno cambiamenti che non vengono specificati. C'è una tenue critica al ruolo degli enti bilaterali e non si formulano alternative al disegno delle nuove prerogative attribuite alla contrattazione integrativa. Per le pensioni si parla di stabilità del sistema che verrebbe alterata dall'elevazione dell'età pensionabile per le donne. Non una parola sulla svalutazione che le pensioni in erogazione attualmente hanno subito per la mancanza di una decente tutela dall'aumento del costo della vita.
  Sul precariato che in Italia ha proporzioni patologiche non si dice niente tranne che dovrebbero farsi degli ammortizzatori sociali per simulare una flexisecurity all'italiana difficilmente realizzabile dal momento che il numero dei precari è tale da impedire un serio e significativo intervento che, in ogni caso, sarebbe al livello della socialcard dal momento che le retribuzioni dei precari sono assai "contenute" per usare un eufemismo.
Si tratta di circa tre milioni di lavoratori, il 12% del totale ma con un tasso di crescita cinque  volte maggiore di quello dei lavoratori a tempo indeterminato. Perchè le aziende dovrebbero assumere persone a tempo indeterminato se hanno la possibilità di scegliere una ricca gamma di contratti atipici vero e proprio fumus e potere tenere sotto scacco la gente? Il precariato italiano tende ad universalizzarsi ed a diventare l'unica forma contrattuale esistente. Bisognerebbe rivedere profondamente tutta la legge trenta e le successive aggiunte per abolirle. Bisognerebbe tornare al periodo di prova limitato nel tempo a poche settimane o mesi a seconda della specialità ed ammettere il lavoro a tempo determinato soltanto laddove è davvero giustificato. Ma questa richiesta non viene fatta dalla CGIL che vuole soltanto gli ammortizzatori sociali e non si chiede neppure quando guadagna un lavoratore  precario e non mette in discussione la truffa dei progetti o delle finte collaborazioni professionali.
Sulla questione dei salari che andrebbero aumentati considerevolmente il massimo che con timidezza di chiede e qualche sgravio fiscale. Chiedere aumenti salariali è  diventato tabù!!! C'è la crisi ma è solo per i lavoratori dipendenti dal momento che i managers privati e pubblici continuano ad allungare la loro distanza dal lavoro dipendente.
IL sistema pensionistico non va stabilizzato ma va smontato e riportato alla filosofia precedente alla riforma Dini.  Questo sistema non garantisce una pensione decente  che non varrà i soldi versati per il suo finanziamento. Sui fondi pensionistici che non rendono niente ma anzi registrano perdite non una parola. Sappiamo però che gli amministratori dei fondi guadagnano centinaia di migliaia di euro l'anno anche se i fondi che amministrano vanno a picco!!
Precariato, salari e pensioni dovrebbero essere i punti di attacco di una stagione di lotte  sociali  che non si fa terrorizzare dalle campagne allarmistiche di crisi unitamente alla lotta frontale alle privatizzazioni che generano aumenti consistenti delle tariffe e delle bollette che le famiglie dei lavoratori pagano per i servizi nazionali e locali (acqua,igiene,trasporti,posta, asili nido, etc,,)
Inoltre sarebbe opportuna una iniziativa a livello europeo che tragga insegnamento dalla vicenda inglese nella quale non credo che ci sia stata xenofobia quanto invece la reazione a forme di pirateria permesse dalla Bolkestein.  Non è possibile che imprenditori che dispongono di un elevato numero di lavoratori sottopagati (i meccanici della navalmeccanica genovese di nazionalità rumena guadagnano meno di tre euro all'ora e cosi altri) ben rodati nell'arte delle risorse umane procacciate a costi infimi mettano in crisi assetti salariali consolidati. L'assenza di una iniziativa europea dei sindacati è una complicità con la linea del lasser faire,lasser passer del capitalismo rampante mordi e fuggi.
Infine deploro l'assenza di una analisi sulla persistenza, anzi sull'aumento delle morti sul lavoro che la legge non sa evitare dal momento che scaturiscono dal precariato e dalla mancanza di potere dei delegati alla sicurezza. Lo sciopero di quattro ore amministrato dalle regioni e dalle categorie è una scelta rituale, priva di sentimento, incapace di accendere la passione dei lavoratori frustrati dalla povertà in cui vivono e dalla perdita di peso sociale dentro le aziende. Ma anche sugli scioperi il Ministro del Lavoro (!!!) ha già pronto un magnifico rospo da fare inghiottire ad Epifani.
Pietro Ancona

(*) http://www.accordoseparato.com/2009/01/30/cgil-il-documento-approvato-dal-comitato-direttivo-del-29-e-30-gennaio-2009CGIL:IL

http://www.cgil.it/org/AllegatiTaccuino/ilTaccuino022Anno2/Direttivo29-30gennaio.pdf

 

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, February 09, 2009 10:24 AM
Subject: un disastro sociale. il precariato


Un disastro umano per milioni di giovani lavoratori
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Repubblica di oggi, un giornale che ha sostenuto con pervicacia la linea della cosidetta "modernizzazione" dei rapporti di lavoro attraverso  i precari privi dei diritti dei lavoratori "tipici"
si accorge dell'enormità del disastro sociale che si è creato e vi dedica una attenzione (*) che non dovrebbe sfuggire ai sindacati, ai politici, a quei settori della sinistra che si sono fatti infinocchiare
dall'idea di una serie di opzioni lavorative assai attraenti  messe una dietro l'altra e tra queste una rete di protezione.
  Naturalmente la realtà è assai più squallida e tetra per i precari. Vengono assunti  in genere di tre mesi in tre mesi e magari sempre dalla stessa azienda dal momento che la condizione di precario è assai più conveniente per questa. Alcuni addirittura di settimana in settimana esclusi i festivi. La media delle retribuzioni dei precari credo non superi i seicento euro al mese . Diritti quasi inesistenti. Una intera generazione è stata umiliata
Gli studi fatti spesso con tanta passione sono diventati carta straccia. La laurea che rappresentava il passaporto di ingresso non solo verso le professioni ma anche per un lavoro ed una vita sicuri è diventata inutile dal momento che, come spiega benissimo Vandana Shiva, oggi il padrone non si accontenta della tua forza lavoro ma vuole l'essenza di ciò che sei per farne ciò che vuole. Si è voluto diffondere la falsa ideologia della continua trasformazione della economia che comporta una mobilità lavorativa senza fine.
 La responsabilità di quanto è accaduto e delle sofferenze sociali che si sono create si deve ad una corrente giuslavorista che va da Treu e Sacconi  da D'Antoni a Biagi da  Boeri a Ichino a Cazzola,  corrente che si può  assimiliare ai monetaristi nella politica economica. Come i monetaristi hanno provocato disastri fino alla crisi planetaria sostenendo la libertà assoluta del mercato e dello imprenditore, cosi i giuslavoristi che ho citato hanno provocato un enorme distrastro umano e sociale condannando alla miseria  da quattro a cinque milioni di giovani e non hanno arrecato alcun beneficio al sistema paese dal momento che le aziende si dichiarano in crisi e chiedono nuovi aiuti che verranno dati da questo governo senza condizioni.Non è vero che il lavoro precario ha creato nuovi posti di lavoro. Ha trasformato il lavoro stabile in lavoro insicuro,a termine, ricattato.
  Gravi sono le responsabilità della CGIL che, dopo essersi pronunziata prima con Cofferati e poi con Epifani contro la legge Biagi alla fine ha smesso di combatterla e con gli accordi di welfare dello anno scorso l'ha addirittura rafforzata. Gravi sono le responsabilità del PD che ha dentro di se da Treu a Letta a Damiano a Ichino e naturalmente Colaninno e Calearo.
  Ma tutto continua ad andare come decide la Confindustria . Tutti gli scioperi indetti dalla CGIL non si pongono il problema di abolire la legge trenta e si limitano a chiedere un poco di elemosina che non sarà maggiore della socialcard e non per tutti i precari.
 Pietro Ancona

(*) L'anno nero del lavoro a tempo
I precari rischiano l'estinzione

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/economia/inchiesta-precari/inchiesta-precari/inchiesta-precari.html

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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Wednesday, February 11, 2009 12:38 AM
Subject: commento al corriere della sera
I papi sono stati aiutati a morire?
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Mi sono presa la briga di andare a cercare in quali circostanze, come sono morti i papi della Chiesa Cattolica a cominciare da Benedetto XV. Questi è morto per un attacco influenzale nel giro di due giorni. Il suo successore Pio XI scomparve per un attacco cardiaco poco prima di pronunziare un discorso di denunzia dei Patti Lateranensi che non credo fosse gradito agli ambienti filofascisti del Vaticano. Pio XII  scomparve per una ischemia polmonare nel giro di poche ore mentre papa Giovanni ventitreesimo mori per un tumore allo stomaco che tuttavia non gli impedi di lavorare fino quasi all'ultimo. Paolo Sesto mori' quasi subito dopo essersi ammalato e papa Luciani non visse più di un mese. Papa Voitila sappiamo che scomparve dopo la sua ultima apparizione in piazza san pietro dove non riesci a pronunziare parola.
La caratteristica che accomuna la morte di questi Papi è la morte che non iarriva mai dopo lunghe e penose malattie con allontanamento dal loro magistero.  Si tratta  di persone anziane ma che sembrano sfuggire alla regola dei comuni mortali. C'è gente che sta in condizione di disabilità per mesi, anche anni, subisce mesi e mesi di ospedalizzazione e di cure senza essere in grado di fare alcunchè se non resistere alla malattia. Nel caso dei Papi in generale scompaiono senza avere quasi mai interrotto la loro attività che è per la Chiesa di fondamentale importanza. Io non so da quanto tempo c'è l'abitudine del discorso domenicale del Pontefice in Piazza San Pietro. Ma non ricordo che ci siano state assenze per settimane o per mesi. Come mai? Perchè Papa   Woitila dopo l'ultima penosa apparizione in Piazza San Pietro è morto? Non è possibile che si sia lasciato morire con l'attiva collaborazione del gruppo dirigente del Vaticano che considera il Papato una macchina da guerra, un eccezionale strumento propagandistico che non può eclissarsi neppure per un giorno, deve sempre essere all'opera? Infatti non manca giorno in cui non veniamo informati di almeno due o tre iniziative alle quali il Papa partecipa.
Naturalmente non ho strumenti per fare affermazioni certe. Il convincimento che mi sono fatto è frutto solo di osservazione e di comparazione. Penso che ci sia una ragione di Stato della religione-Stato che imponga di avere sempre un papa efficiente, dinamico, pronto a sostenere durissime giornate di lavoro che cominciano forse alle quattro o alle cinque del mattino e vanno avanti per tutta l'intensa giornata. Insomma, dal momento che non è possibile che tra gli ultimi otto papi e per lo spazio di oltre un secolo non  ci sia mai stato uno solo di essi che  sia rimasto a letto per mesi mancando ai suoi inderogabili doveri di capo della Chiesa-Stato dobbiamo pensare ad una situazione anomala.
Per questo sono convinto che Papa Woitila sia stato aiutato a morire subito da una curia  che  sapeva della sua impossibilità di eseguire  i programmi intensissimi predisposti per lui  che avrebbero sfibrato un uomo forte e nel fiore degli anni. L'attività del Papa appare da decenni a questa parte come drogata da una ipermovimentismo che comunica anche una sorta di ansia dal momento che fatta una spettacolare manifestazione ne viene subito dopo annunziata una altra e poi un'altra ancora. Sono convinto che le condizioni di Papa Woitila  erano tali da sopportare un periodo non so quanto lungo di degenza lontano dalla finestra di Piazza San Pietro e dai suoi numerosissimi impegni nel mondo. Ma la Chiesa che ha il suo motore nel Papa può accettare un fermo sia pure temporaneo? Nella società spettacolo non essere nel teatro corrisponde ad una scomparsa. Chi non appare non c'è. Sembra che questa regola sia perentoria specialmente per chi deve ogni giorno divulgare un verbo che oggi è antimoderno e spesso contro principi elementari di civiltà come l'attacco agli omosessuali e la scelta dei lafebriani contro i valorosi sacerdoti della teologia della liberazione,
 Ecco perchè tutta l'opposizione furibonda minacciosa  contro la scelta di liberare Eluana dalle sue sofferenze  mostra tutta la sua strumentalità a fronte di comportamenti che hanno probabilmente aiutato i Papi a togliere il disturbo senza alterare il ritmo ossessivo ed ossessionante di una attività che non conosce tregua dal momento che aspira ad essere presente nel mondo intero con posizioni di prestigio e di potere.La Chiesa-Stato, unica religione ad avere uno Stato tutto suo, non smette mai, neppure per un istante, il suo proselitismo universale.
Pietro ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Wednesday, February 11, 2009 12:38 AM
Subject: commento al corriere dela sera


http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_febbraio_10/clochard_muore_stazione_centrale-150987250677.shtml

commento
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la morte di un barbone non emoziona nessuno a cominciare dal Governo che era disposto a fare carte false per salvare la vita di Eluana, a convocare un Parlamento in via straordinaria, a mobilitare carabinieri e quant'altro per ispezionare la casa di cura che voleva toglierla dal letto di dolore nel quale giaceva da diciassette anni.
Il barbone non interessa. E' morto e non sarà iscritto nell'apposito registro dei barboni che sarà istituito presso il Ministero degli Interni per avere uno schedario di questi pericolosissimi eversori che dormono nelle stazioni o sulle panchine (che però sono state segate da moltissimi sindaci anche ex comunisti come quello di Padova).
 Provo vergogna per un paese in cui si muore di freddo di stenti di fame nella indifferenza generale e con un governo pronto solo a schedare i poveri e tanti sindaci che fanno la guerra ai lavavetri, ai mendicanti per il decoro urbani e poi le loro amministrazioni "studiano" progetti  con Li Gresti e per affermare il loro diritto a fare quello che vogliono vanno ad incatenarsi a Roma con segretaria ed addetto stampa al seguito.
pietro ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, February 14, 2009 11:12 AM
Subject: Una generosa manifestazione dei lavoratori minimizzata.


Una situazione surreale
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Massimo D'Alema ha definito entro questo spazio lo sciopero di ieri: "E' urgente garantire chi perde il posto di lavoro e quindi occorre una riforma degli ammortizzatori sociali che sia in grado di proteggere anche i lavoratori precari e a tempo determinato. In piazza, sotto il palco, tremano soprattutto loro." L'ex Ministro del Lavoro ed ex segretario della Fiom è stato ancora più soft: "lo sciopero è una testimonianza del malessere dei lavoratori". Un aggettivo può definire la condizione dei lavoratori nello sciopero di ieri: surreale! Una massa immensa di lavoratori di studenti e di migranti quale maggiore non poteva essere ha compiuto ieri uno sforzo di mobilitazione eccezionale, confrontabile al grande sciopero per le pensioni del primo governo Berlusconi, alla mobilitazione della CGIL in difesa dell'art.18, dello sciopero del 20 ottobre 2007 contro il governo Prodi. Per quanto i pennivendoli della destra e della Confindustria si affannino a minimizzare ieri l'Italia che lavora e che studia ha fatto sentire alta, altissima la sua voce, ma...... cosi' come i promotori dello sciopero del venti ottobre si preoccuparono di  rassicurare Prodi che lo sciopero non era contro il Governo fino a fare diventare questa affermazione la cifra, la nota dominante, l'esegesi politica dell'iniziativa, lo sciopero di ieri è stato ingabbiato dalla CGIL e dal PD nei limiti della richiesta di una diversa politica economica del governo, della doverosa protesta contro le modifiche alla legge sulla sicurezza del lavoro, ai contratti separati, alla legge antisciopero predisposta da Sacconi, insomma in un alveo assai limitato di riduzione del danno, di reazione agli attacchi sempre più virulenti alla libertà ed all'autonomia del Sindacato, senza alcun riferimento, alcuna proposta che possa caratterizzare un miglioramento delle condizioni dei lavoratori oggi ricattati dalla grande crisi provocata non solo dalla truffa finanziaria planetaria fatta dagli americani ma dai bassi salari che in tutto l'Occidente hanno degradato i consumi e la produzione.  Preso atto degli otto miliardi per gli ammortizzatori sociali stanziati dal governo con l'accordo delle Regioni ci si limita a chiederne l'estensione ai precari. Una sorta di social card umiliante che si calcolerà in spiccioli.  Manca la richiesta di una coraggiosa svolta che può avvenire soltanto con un aumento generalizzato dei salari e delle pensioni e l'abrogazione della legge Biagi.Ha pesato sullo sciopero la pesante ipoteca  del PD alla quale la CGIL è sottoposta  che vorrebbe la firma sulla riforma dei contratti e la ripresa dell'unità con CISL ed UIL che naturalmente avverrebbe alle condizioni collaborazionistiche con Confindustria e Governo di queste. Ha pesato la comunanza spirituale del gruppo dei giuslavoristi Treu,Letta, Ichino ncon i giuslavoristi del Pdl. La posizione di Ichino che appoggia Boeri per il contratto unico che liquida l'art.18, la posizione di Bersani che è stato allo sciopero ma non si è sbilanciato su niente di quanto chiede oggi la gente: più salario, più difesa del suo potere di acquisto oggi in balia ai venti del mercato e ai gravami delle privatizzazioni sui servizi, una riforma delle pensioni che ritorni ai criteri precedenti la riforma Dini o che comunque rimetta in discussione una "riforma" che di fatto riduce le prestazioni pensionistiche ad elemosine. E' davvero surreale che le proposte della CGIL siano una specie di collo di bottiglia dal quale non passano le spinte poderose che ieri la sua stessa gente ha dato. Epifani è ansioso di sedersi al tavolo della trattative per discutere di tutto, sapendo fin d'ora che
non chiederà altro che correggere, attenuare, ridurre il danno che questa destra ha prodotto e continua a produrre. Ma, a mio parere,  questo senso di responsabilità non solo è mal riposto ma non regge. Non regge ad una condizione di generale immiserimento dei lavoratori, ad un uso criminale del precariato, a pensioni sempre più leggere, a servizi sempre più cari a causa degli stipendi dei managers. Non regge difronte ad una offensiva del Governo che attacca assieme alla Confindustria alla Cisl ed UIL. Il PD non difende i lavoratori rispetto i quali non ha più neppure una posizione di terzietà: è con la confindustria. I deputati PD ieri presenti hanno voluto in quale modo testimoniare un loro legame  storico con il movimento operaio italiano ma si sono ben guardati dal dichiarsi  "con" i lavoratori in lotta.In queste condizioni, lo sciopero del quattro aprile e quello dei pensionati del cinque marzo serviranno a fare sapere quanto è forte la CGIL e come deve essere tenuta dentro "il tavolo" delle trattative con il governo. Ma niente cambierà in meglio per i lavoratori ed i precari.
Pietro Ancona
                                                        ****


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From: pietroancona@tin.it
To: redazione@ilmanifesto.it
Sent: Saturday, February 14, 2009 9:26 PM
Subject: Amarezze per un collaborazionismo suicida

Caro Manifesto,

Il professore Ignazio Marino, insigne chirurgo (a Palermo ha creato l'Ismett  centro trapianti), presidente della Commissione Sanità del Senato , ha proposto, stasera, il referendum nel caso in cui la legge sul testamento biologico sarà fatta nel modo voluto dalla destra e dal Vaticano cioè con l'alimentazione forzata e l'idratazione.
Proposta certamente importante e di grande capacità mobilitativa. Proposta che poteva anche spingere la destra a più miti consigli.
Non erano trascorsi che pochi minuti dall'annunzio del Prof Marino che il PD smentiva a gran voce attraverso interventi di Letta ed altri l'ipotesi del ricorso al referendum.
 Il PD non intende promuovere un  confronto popolare sul testamento biologico.
  Già all'indomani delle grandi manifestazioni di lotta di ieri Veltroni, che ha disertato lo sciopero, ha riunito Confindustria e Sindacato e lanciato una ipotesi collaborazionista e corporativista per affrontare la crisi e superarla. Neppure una parola sul malessere dei lavoratori, sulle loro rivendicazioni, niente di niente.
 Naturalmente i lavoratori vi concorreranno accettando tutte le controriforme proposte dalla Confindustria e dal Governo e già accettate da Cisl e Uil.
   Infine, qualcuno si chiede che fine ha fatto la proposta di un referendum sulle leggi Gelmini.
   Pietro Ancona
                                                        ****

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From: pietroancona@tin.it
To: info@tuttostoria.net
Sent: Sunday, February 15, 2009 6:01 PM
Subject: i liberatori


    Ogni volta che si criticano gli Usa  qualcuno ricorda che dobbiamo a loro la nostra liberazione dal nazifascismo. Siamo debitori della nostra libertà. E' una affermazione che testimonia una riconoscenza non del tutto ben riposta. La guerra scoppiò nel settembre del  1939 e gli americani vi parteciparono soltanto  dalla fine del 1941. Lo sforzo fu sostenuto da subito soltanto dall'Inghilterra  e del giugno del 41 anche dalla Russia invasa dalle armate tedesche. Ho letto nella storia della seconda guerra mondiale di Winston Churchill (che raccomando a tutti anche se si tratta di dodici volumi che però si leggono come un romanzo) che  lo stesso Churchill implorò
tantissime volte il Presidente Roosevelt per avere cinquanta navi da guerra a protezione dei convogli britannici che venivano affondati in grande quantità dai tedeschi. Le  ottenne dopo avere ceduto agli Usa
i possedimenti in Asia e nel Pacifico. Inoltre l'apertura del secondo fronte con lo sbarco in Normandia fu ritardato al massimo consentendo quindi a Stalin di occupare metà europa e quindi di alzare la cortina di ferro. Sono dell'opinione che i veri sconfitti della seconda guerra mondiale, oltre naturalmente i nazifascisti, furono gli inglesi che ne uscirono enormemente ridimensionati dagli USA e l'Europa che ne usci spaccata in due e ridotta in rovine da bombardamenti . L'Europa è uscita in condizioni di minorità . La "liberazione" dell'Europa dal nazismo è stato un capitolo della guerra imperialistica degli Usa. Da allora ad oggi gli Usa hanno molestato e distrutto diecine di Nazioni come scrive Gore Vidal. A proposito di crimini di guerra sono curioso di sapere qualcosa dei tre milioni di soldati tedeschi fatti prigionieri dagli Alleati.
Pietro Ancona
                                                                ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, February 16, 2009 9:13 AM
Subject: Fw: Non solo stupri

una politica di odio


L'Italia è diventato un brutto posto per tutti. E' , credo, l'unico paese europeo in cui il Governo produce odio in quantità industriali contro tutti: contro i clandestini che arrivano a Lampedusa, contro i rom ai quali saranno prese le impronte dal momento che Maroni è rimasto insoddisfatto del rilevamento fatto dalla Croce Rossa,
contro gli statali definiti fannulloni da un Ministro demagogo .Un governo che predica la cattiveria,che decide di schedare i barboni, autorizza le ronde per legge magari pensando di darne il monopolio alla Lega, diffonde un clima di insicurezza, di odio profondo, di caccia al diverso. Questo comportamento irresponsabile e demagogico  viene esaltato da una situazione di crisi economica e sociale che determina uno stato di disagio diffuso, spinge la gente a chiudersi, ad essere intollerante. Campagne periodiche di diffamazione e di odio vengono fatte dai giornali  contro  gli anziani che si fanno mantenere dai giovani, contro i lavoratori a tempo indeterminato che  sono privilegiati rispetto i precari, contro i meridionali che vivono di espedienti e cosi via. I lavoratori Alitalia che sono stati dimezzati di diecimila persone ora in cassa integrazione sono stati lungamente e velenosamente attaccati per i "privilegi" della loro professione. I licenziati oggi cassaintegrati vengono considerati con astio parassiti....Quasi tutti i giornali si sono prestati
a questa rappresentazione della realtà aiutati spesso di economisti e politologi di grido del tipo Ichino, Monti,
Boeri. La Bocconi di Milano è  diventata la centrale della demolizione dei diritti del lavoro.
Gli stupri commessi in questi giorni e sui quali i massmedia hanno organizzato una campagna assordante
contro gli  emigrati in Italia e contro i clandestini sono maturati in una realtà sempre più disgregata ed in un clima di crescente criminalizzazione dei poveri. C'è una scelta politica alla base dell'enorme risalto che è stato dato a episodi certamente di intollerabile violenza, risalto che non è stato dato e non viene dato in casi altrettanto gravi di delitti compiuti da italiani. Aldo Cazzullo, una delle penne più  usate  dal Corriere della Sera, si è spinto  stamane a "prima pagina"ad affermare che lo stupro ad opera di un clandestino è "politicamente" più grave dello stupro del vicino di casa o dell'amico di famiglia!
Ha sbagliato ieri la destra ad attribuire al centro-sinistra la violenza che cresce nelle città. Sbaglia oggi il PD ad accusare Alemanno di lassismo. La violenza nasce nel territorio incontrollato ed abbandonato. Non esiste una politica per il recupero delle periferie sempre più fatiscenti, prive di verde e di servizi, spesso al buio e non esiste sopratutto una politica di buon rapporto e di responsabilizzazione delle comunità di immigrati. Se i consigli circoscrizionali aprissero un rapporto con le comunità di stranieri che si sono insediate nel loro territorio assieme a queste potrebbero gestire  al meglio i problemi della sicurezza. Quando il Governo incoraggia la formazione di ronde naturalmente fatte da soli italiani e l'uso dell'esercito innanzitutto dichiara di non essere in grado di usare il monopolio del potere repressivo, compie una scelta che fa regredire l'Italia ed ottiene il risultato di rinfocolare soltanto l'odio. L'Odio sta diventando il tratto più significativo della politica del governo e della destra. C'è una deformazione della realtà per avallare la xenofobia. I dati testimoniano di una violenza contro le donne che è assai più  grave e diffusa di quanto si creda.
"In particolare, nel 2007, sono state uccise 126 donne: 44 dai mariti, 11 dai fidanzati o dai conviventi, nove dagli ex mariti e dagli ex fidanzati, dieci dai figli e 14 da sconosciuti. Dati che si aggiungono a quelli di un'indagine Istat dello scorso anno, secondo la quale quasi sette milioni di donne sono state vittime di violenza. La maggior parte (oltre sei milioni) sono state aggredite dal partner."
Gli stupri vengono strumentalizzati  a favore di un governo sempre più autoritario, sempre meno soggetto al controllo del Parlamento, proteso ad eliminare l'autonomia della Magistratura. L'obiettivo è ricondurre i tre poteri fondamentali legislativo, esecutivo e giudiziario in una mano sola: quella del Governo. L'obiettivo è anche una progressiva erosione del potere attribuito dalla Costituzione al Presidente della Repubblica e magari giungere ad una soppressione di una delle due figure,  Capo dello Stato e Capo del Governo. Forse la destra e tutta la borghesia che la sostiene con i suoi giornali vogliono appunto giungere al più presto ad un risultato di "semplificazione" del governo del Paese. La democrazia ha una complessità  che la destra vuole abolire a vantaggio di un regime in cui tutto il potere è nelle sue mani.La violenza dei criminali stranieri viene usata come una clava per bastonare tutti.Per giustificare i lagers dove imprigioniamo i clandestini, lo sfascio della scuola e della sanità, la riduzione del welfare e delle libertà. Lo scrittore Erri De Luca diceva ieri sera a Fabio Fazio: clandestino o autorizzato sono termini inaccettabili: gli uomini  non si debbono distinguere in queste categorie. Come in un treno a vapore si dà velocità alla locomotiva introducendo sempre più palate di carbone  a ritmo sempre più frenetico, cosi in vista del varo della vergognosa legge razzista sulla sicurezza aumentano le campagne di stampa per convincerci tutti che viviamo in una giungla, che non dobbiamo essere "buonisti", che bisogna usa il bastone ed una sana cattiveria.
Pietro Ancona
                                                            ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, February 18, 2009 9:53 AM
Subject: ora tutta l'area che va dal PD a tutta la sinistra è devastata


allergia fatale
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Ora tutta l'area che va dal PD a tutta la sinistra è devastata.. E' come la striscia  di Gaza bombardata dagli israeliani solo che la destra non può dire di averne il merito. La causa, anzi le cause, sono tutte interne al PD ed alla sinistra malati per la degenerazione patologica di quel progetto politico che si diparte dalla Bolognina e per la perdità di identità subita dai socialisti dopo il terremoto giudiziario craxiano.
 Il PD era diventato un partito allergico, fortemente allergico a quanto di progressista ci fosse non solo nella storia del PCI dal quale viene e della sinistra DC ma anche dello stesso Ulivo che non era contraddittorio ed eterogeneo  così come è diventato il PD. L'Ulivo è stato un serio, importante tentativo di unificare il PC e la DC in un partito, in una piattaforma rivolta al miglioramento delle condizioni sociali e all'avanzamento della democrazia italiana. L'Ulivo stava con i lavoratori, appoggiò il grande sciopero per la difesa delle pensioni e gli alleati dell'Ulivo come Dini accettavano di stare in un percorso politico, in un progetto se non di sinistra almeno democratico.
 Il PD invece è nato dalla rincorsa a destra di due gruppi dirigenti ex Margherita ed ex DS ed è diventato nel tempo un informe clone del PDL senza esserlo nella sua base elettorale.
  Quando i due gruppi dirigenti hanno smesso di rincorrersi a destra hanno cominciato a rincorrere a destra  il PdL: siamo al punto in cui su alcune cose le posizioni di Fini risultano più accettabili alla sensibilità democratica di quelle espresse da tanti esponenti del PD.
  Ieri Rutelli ed un altro gruppo di fedelissimi del Vaticano hanno votato la norma che limita la libertà personale garantita da oltre duecento anni di rivoluzioni liberali. Il testamento biologico diventa il contrario di quello che è in tutto il mondo: l'alimentazione e l'idritazione forzata cozzano con la ratio che ne fa una manifestazione di volontà da rispettare.
 I lavoratori italiani manifestano contro il continuo degrado delle loro condizioni materiali e delle normative che presiedono il rapporto di lavoro e tre quarti del PD fanno sapere di non condividere e coloro che vanno in piazza si guardano bene dal compromettersi con dichiarazioni troppo "radicali" di appoggio.
  Il PD  di Veltroni ha proseguito la corsa suicida  iniziata da Fassino: prima dalla parte dei lavoratori, poi in posizioni di terzietà tra capitale e lavoro ed infine dalla parte della confindustria  con un pegno importante dentro la elezione di Calearo e Colaninno (cosa ben diversa degli industriali progressisti di stampo olivettiano del vecchio PCI) e l'adesione alle scellerate scelte relative all'Alitalia, al precariato, all'abolizione del contratto nazionale. Ichino, deputato del PD, sostiene apertamente l'abolizione dell'art.18.
    Nella terribile vicenda dei bombardamenti israeliani alla striscia di Gaza non solo si sono abbandonati i palestinesi ed i pacifisti, ma si partecipa a manifestazioni di sostegno degli aggressori.
  Ognuno può ripercorrere per conto suo le scelte compiute  in questi anni dalla Margherita e dai DS prima e poi dal PD: una corsa affannosa e sempre più accelerata verso l'asocialità della destra italiana e verso un neoconfessionalismo  che desta perplessità e a volte anche rabbia negli stessi ambienti cattolici progressisti.
   Il PD ha inseguito la destra sul piano più repellente della xenofobia e lo ha fatto  con ordinanze dei suoi sindaci odiose ed apertamente ostili verso i poveri. Il   Sindaco di Padova si è spinto a rimuovere le panchine ed abolire i semafori per cacciare i lavavetri. Ha assediato con un muro allucinante un quartiere costringendo alla evacuazione i suoi abitanti in gran parte immigrati.
   Nella sua deriva a destra fino  alla xenofobia è accaduto un fatto che riguarda lo stesso Veltroni: subito dopo l'aggressione della povera signora Giovanna Reggiani ha  preteso la convocazione del Consiglio dei Ministri, allora presieduto da Prodi, rivendicando con acuti strilli immediati provvedimenti restrittivi dei diritti dei migranti. Il governo si è riunito ed ha fatto quanto chiesto dall'allora Sindaco di Roma. Questo fatto ha ben impresso nell'opinione pubblica l'idea e la necessità di una politica securitaria che ora con il governo Berlusconi già raggiungendo livelli maniacali e limiti alle libertà non  solo degli stranieri ma anche degli italiani.
  Con la decisione di rompere con la sinistra che si era dissanguata per tenere in vita il governo Prodi chiudendosi alle legittime aspettative e richieste della sua base espresse con la manifestazioni del venti ottobre 2007, il PD ha voluto stabilire un confine nettissimo con tutto ciò che in parte era stato in passato e che è ancora il sentire comune dei partiti socialisti europei. Si è voluto proporre come partito di centro moderato non rendendosi conto che in Italia il centro non esiste e che la stessa congiuntura economico-sociale spinge verso posizioni di netta radicalizzazione: o stai con la Marcegaglia o stai coi lavoratori. Non dico con i Sindacati dal momento che questi dal patto per l'Italia in poi sono coinvolti ed in parte hanno coinvolto la stessa CGIL in una politica di progressiva inesorabile riduzione dei diritti dei lavoratori.
  Purtroppo  non esistono punti di riferimento validi dai quali ripartire per ricondurre a "normalità" la dialettica politica del Paese: un partito di destra o moderato ed un grande partito di ispirazione socialdemocratica che si contendono il potere. Le cose non stanno così e la crisi di identità dei PD risoltasi in una adesione ai principi della destra ha contagiato aree della sinistra radicale. Credo che la scissione del gruppo di Vendola, il PSI, la sinistra democratica aspirano ad allearsi con il PD senza fare tante storie sulla sua vocazione centrista o di centro-destra. Il resto della sinistra, dai comunisti italiani al Prc, ha grossi problemi nella sua nomenclatura fatta da tante persone che stanno vivendo una dolorosa "sindrome occhettiana" e sono ancora in fase di elaborazione del lutto per la perdita delle proprie posizioni di prestigio
che non consente loro una analisi della realtà.
  Il Partito di Di Pietro ha tratto vantaggio da questo enorme casino appropriandosi di posizioni di "sinistra" che pur non gli sono congeniali, ma comunque capendo che doveva stare vicino ai lavoratori. Di Pietro si è speso nella vicenda Alitalia e questo è stato notato ed ha dato speranza a tanti. Qualcuno mi dice: e se votassimo per Di Pietro?
 Ma Di Pietro non può coprire il vuoto oggi ingombro dalla rovine della sinistra.
Allo stato delle cose c'è una destra che ha fatto diventare sentire comune il suo odio per i poveri e per la giustizia e restano poche testimonianze di un'Italia diversa rappresentate  da persone come Gad Lerner che sta conducendo una appassionata lotta contro i pregiudizi razziali, come Santoro, come Pietro Marcenaro che ha scritto una bella pagine di passione civile su Lampedusa, il Prof. Marino con la sua proposta di referendum, il gruppo del Manifesto, tutto il popolo disperso della sinistra comunista e laica. Ma come dicevo si tratta di testimonianze e ci vuole ben altro. Temo che una parte dell'elettorato del PD convertito da Treu, Letta, Rutelli e tanti altri "modernisti" alla causa della destra italiana confluirà del PDL di Berlusconi che diventerà un Partito-Regime.
  Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, February 19, 2009 9:20 AM
Subject: Veltroni e la democrazia finta fallita


Fallimento della  democrazia  plebiscitaria
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Una riflessione può farsi a partire dalle dimissioni di Veltroni  ma che riguarda la cosidetta "modernizzazione"della  democrazia così come l'abbiamo conosciuta e praticata nel corso di tutti gli anni a partire dalla Costituzione. Credo che tirate le somme, per quanto le regole della democrazia prima delle recenti riforme fossero a volte macchinose e rallentassero il processo decisionale, tutt'ora sono preferibili a quelle innestate dal populismo e dal plebiscitarismo attuale.
Prendiamo ad esempio le primarie e l'elezione di Veltroni con conseguente formazione di un organismo di circa tremila persone (nessuno sa chi siano e probabilmente non si conoscono tra di loro e molti sono sconosciuti al Partito). Alle primarie per l'elezione di Veltroni hanno partecipato (si dice) tremilioni e mezzo e persone. Se la democrazia è numero non c'è dubbio che l'investitura di tremilioni e mezzo di persone sia più suggestiva della elezione di uno dei vecchi Comitati Centrali del PCI e del Consiglio Nazionale della DC. C'è da osservare che tremilioni e mezzo di persone hanno votato in un'ottica truccata dalla assenza di reali contendenti  se consideriamo che la Rosy Bindi partecipava per sua stessa ammissione per una propria scelta personale di identificazione nel nuovo gruppo dirigente del PD. La nomina dei tremila è stata una conta nel territorio, il prodotto dei rapporti di forza tra i seguaci di alcuni leader nazionali, personaggi della provincia che si sono piazzati al seguito o addirittura in rappresentanza di un potente oligarca. Ci sono eletti fedeli o fedelissimi di Veltroni, altri di Fassino, altri di D'Alema, Rutelli e cosi via. La politica non c'entra quasi niente! C'entra la benevolenza del leader nazionale verso il suo protetto che diventa  per via di questa investitura un "potente", un capo bastone, una persona di quelle che contano specialmente  quando si debbono scegliere i candidati che poi sono gli "eletti" per elezioni politiche prive del voto di preferenza, quando si debbono scegliere tutti gli uomini per le cariche  nella amministrazione locale rigidamente lottizzata non solo tra i partiti ma anche dalle fazioni dei partiti.
Le dimissioni di Veltroni hanno messo a nudo l'inganno della  neodemocrazia praticata a sinistra (cosa assai grave) in un Paese in cui il Presidente del Consiglio ha creato un suo Partito-azienda  ove   naturalmente non c'è mai stato nè mai ci sarà  un congresso dal momento che non si saprebbe come fare, in cui c'è in corso una crisi della sinistra comunista, dei socialisti, dei verdi. Quale sarà il procedimento che porterà alla elezione del nuovo segretario e degli organismi dirigenti? Non sappiamo  neppure se i tremila delle primarie siano ancora tutti nel PD e naturalmente le decisioni saranno prese dai capibastone nazionali delle varie fazioni dell'ex DS e dell'ex Margherita.
 La neodemocrazia leaderistica ha prodotto danni enormi anche nella pubblica amministrazione. Viene arrestato il Presidente della regione Abruzzo e l'intero Consiglio Regionale  viene sciolto e si indicano nuove elezione per eleggere il nuovo Presidente e tutto il Consiglio.. Lo steso dicasi per la Sardegna. Si tratta di una norma  che paralizza il ruolo delle assemblee generali elettive che vengono legate alla sorte del Presidente. Perchè un Consiglio regionale si deve dimettere se muore, si dimette, succede qualcosa al Presidente della regione? Si annulla la distinzione tra potere di controllo, potere legislativo e potere esecutivo. La carica di consigliere regionale o comunale diventa in qualche modo una emanazione del Presidente della regione o del Sindaco. Un capovolgimento della democrazia in cui il controllato (presidente) diventa controllore e dante causa.
  Erano molto ma molto più serie le norme che presiedevano alla formazione degli organismi dei partiti e delle pubbliche amministrazioni prima della ubriacatura generale di modernismo, di innovazione, di plebescitarismo. Un iscritto al PCI o al PSI che votava in Sezione valeva molto di più, era assai più importante, di un anonimo partecipante ad una primaria fasulla di tre o quattro milioni di persone. Il suo voto contava e si discuteva a fondo sulle qualità della persona da eleggere sia per il Comitato Direttivo della Sezione, sia per altre cariche. Il Partito era una cosa seria specialmente nel suo Comitato Centrale che era capace di discutere per giorni e giorni scelte politiche che oggi vengono assunte velocemente ma anche spesso con leggerezza. Tutto è cominciato dallo scioglimento del Comitato Centrale del PSI e della sua sostituzione con quello che Rino Formica definì una "corte di ballerini e nani". La qualità del dibattito e della democrazia italiana sono  peggiorati. Le riforme della pubblica amministrazione hanno diffuso il virus dello oligarchismo nel vasto corpo dello Stato.  Si è invertito il rapporto tra elettori ed eletto. L'Oligarca è diventato talmente potente da essere addirittura temuto da coloro che gli stanno vicini.
 La riforma politica e la riforma amministrativa hanno degradato la qualità della democrazia italiana. Molte norme introdotte dalla riforma Bassanini si sono rivelate veri e propri cavalli di troia ed hanno fatto degenerare una pubblica amministrazione magari vecchiotta ma certamente assai più accettabile di quella odierna fatta di distanze siderali tra managers e comuni funzionari. I due processi di volatilizzazione dei partiti a vantaggio degli oligarchi e di riforma delle leggi elettorali e della struttura delle amministrazioni hanno fatto degenerare la democrazia italiana che è diventata quasi virtuale ed ha invertito il rapporto tra base e vertice. La base intesa come comunità di elettori o di cittadini non conta più niente. Tutto si consuma nelle stanze frequentate dagli oligarchi che sono privi di qualsiasi controllo, si stabiliscono gli stipendi che più aggradano,
insomma fanno quello che vogliono.
  Non propongo il ritorno al Partito "pesante" ma credo che si debba trovare modo di restituire alle comunità di base il potere di scelta. Primarie di migliaia o milioni di persone sono il contrario della democrazia. Si svolgono in silenzio precedute da comizi dei candidati. La democrazia è discussione delle situazioni, scelta,
valorizzazione del bene comune. Insomma, è il contrario del punto in cui siamo giunti dopo venti anni di riforme demolitrici di un sistema vecchio ma rispettoso della libertà e del diritto di partecipazione dei cittadini.
  La democrazia è la capillare partecipazione di quanti vogliono partecipare al processo decisionale, elettivo,
politico.
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Tuesday, February 24, 2009 3:48 PM
Subject: ritiro di veltroni dalla politica
 

Veltroni e le nuove Steifendiest

di Pietro Ancona

Le dimissioni di Veltroni da Segretario del PD vanno viste  come un "ritiro dalla politica". E' vero: Veltroni è stato capace di atti di inaudita audacia.Ha dichiarato di voler stare da solo, ha escluso ogni alleanza elettorale con il PSI e con i partiti della sinistra radicale con i quali aveva debiti di riconoscenza (il psi lo ha sdoganato ed introdotto nell'internazionale socialista che ora, a quanto pare, non serve più e diventa un punto di rottura del PD) ed i partiti della sinistra radicale avevano servito fedelmente, per me troppo fedelmente, il governo Prodi nella sua incredibile azione di cancellazione degli accordi elettorali e delle garanzie date ai lavoratori. Veltroni, per tagliare fuori la sinistra anche dal Parlamento Europeo, si è servito di un accordo con Berlusconi, cioè ha usato la forza di una maggioranza parlamentare per cambiare una norma. La concellazione della sinistra dal Parlamento Europeo produrrà un impoverimento della democrazia dal momento che il PD non solo dichiara di non essere un partito di sinistra ma si ostina ad essere quasi il clone del PdL. Veltroni si è ritirato perchè spaventato dallo scenario che si va aprendo davanti a noi: una crisi mondiale che il padronato italiano vuole gestire e gestirà in termini di annientamento di quanto resta dei diritti dei lavoratori; una crescita della militarizzazione della politica attraverso le ronde che sono la ripetizione a  quasi un secolo di distanza delle Steinfendienst NJ che mano a mano diventeranno orribili strumenti di intimidazione dei partiti del centro-destra e del governo sui partiti della opposizione e sulla popolazione. Sulle ronde c'è stata e c'è molta ambiguità se è vero che il Presidente della Provincia di Milano, un tizio che ha fatto il funzionario del PCI per tutta la vita e che ora sembra convertito ai canoni del peggiore securitismo, ha stanziato un quarto di milione di euro a vantaggio di quelle esistenti. Si, è vero, si tratta di volontariato ma che a quanto pare costa, non è del tutto disinteressato e gratuito. Le guardie padane che esistono da anni sono certamente costate ai contribuenti, forse  parte di loro sono transitate nei corpi dei vigili urbani ed ora si aspetta il federalismo per  farne in blocco polizie regionali. Il Paese è avvolto in una atmosfera di odio. Il governo proclama il canone della cattiveria. Bisogna essere cattivi con tutti coloro che in qualche modo osteggiano la politica xenofoba e carceraria del centro-destra. Andiamo verso non solo la dittatura della maggioranza in Parlamento che già abbiamo registrato con lo svuotamento del ruolo del Parlamento ma  verso la violenza legalizzata della maggioranza sulla opposizione e sul Paese. Gli obiettivi delle ronde diventaranno molteplici  ed includeranno i centri sociali, i sindacati di base, i movimenti della galassia comunista libertaria ed anarchica. L'ordine pubblico diventerà ordine politico. A fronte di questa situazione tutti i compagni che provengono dal PCI e si trovano nel PD e non ne condividono l'immobilismo e la postura riverenziale verso il PD farebbero bene ad unirsi ed a lasciare come terreno che scotta il PD per aiutare un processo di ricostituzione in Italia di un partito socialdemocratico come fu il PCI prima dello sciagurato karakiri della Bolognina. IL PD non è in grado di frenare, di bloccare ed ancora meno di invertire lo smottamento verso il neonazismo italiano.  Il PD era nato per governare in alternanza a Berlusconi ma con il suo stesso progetto politico liberista. Ora, nonostante il giuramento di Franceschini sulla Costituzione, è diventato del tutto inerte ed inefficace. Il PD non è in grado di fare niente che possa in qualche modo contenere l'espansionismo della destra. Veltroni si è ritirato da una politica che per lui come per tanti altri non è più il giardino incantato delle opportunità della democrazia, ma un tetro campo ingombro di rovine, sul quale incombe la violenza del regime prossimo venturo.
Veltroni si è guardato attorno e si è impaurito.
 
Pietro Ancona

                                                           ****


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From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Thursday, February 26, 2009 12:27 PM
Subject: attacco al diritto di sciopero ed al sindacalismo di base




attacco al diritto di sciopero ed al sindacalismo di base
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 Nessuno si faccia illusione sulla limitazione dei progetti della destra italiana (e non solo) riguardanti il diritto di sciopero al settore dei trasporti.  Sui punti cruciali di attacco alla libertà ed alla democrazia come la istituzione delle ronde,il prelievo delle impronte digitali ai bambini rom, le leggi di detenzione dei clandestini e di maggiorazione delle loro pene in caso di reato ed ora del diritto di sciopero  la destra italiana ripercorre la strada già  attraversata da Hitler e da Mussolini negli anni trenta.
 La scelta è stata fatta dal momento che l'opinione pubblica è stata esasperata contro gli scioperi dei lavoratori del settore.Spesso si tratta di lavoratori pendolari o di fruitori dei servizi urbani di fascia medio-povera.
 Lo sciopero nei servizi pubblici ha già una regolamentazione che risale al 1990, aggiornata nel 2000. Un esame obiettivo dei comportamenti delle categorie da allora ad oggi non evidenzia  un cattivo funzionamento della legge. La legge ha garantito gli  utenti dei trasporti e lo sciopero selvaggio è una leggenda metropolitana ingigantita ad arte per mettere la gente contro i sindacati ed i lavoratori.
 Oggi la scelta del governo di stringere e di molto il cappio del divieto risulta particolarmente odiosa e di parte per il fatto che le ferrovie dello Stato sono state privatizzate ed anche l'Alitalia, mentre le aziende municipalizzate hanno già un regime privatistico e molte sono  state privatizzate.
 Ieri una spocchiosa  dichiarazione di Mauro Moretti amministratore delegato delle Ferrovie (con stipendio milionario) resa al  Senato annunziava la scelta del "macchinista unico", scelta che sarà realizzata anche senza l'accordo dei lavoratori e del sindacato. Non dimentichiamo che è in corso una profonda ristrutturazione dei servizi riguardante la gestione del trasporto ferroviario che renderanno assai più oneroso e difficile il trasporto ai pendolari ed agli stessi ferrovieri. Con i nuovi orari molte persone che viaggiano per raggiungere il posto di lavoro dovranno alzarsi nel cuore della notte dal momento che in nome dell'efficienza e del risparmio si fanno saltare tratte essenziali.
 L'Alitalia è stata privatizzata e difatto quasi regalata ad una cordata di  imprenditori. Non si sa più niente di cosa sta succedendo ai cassaintegrati (diecimila?) ed agli assunti dalla Cai.Si è molto speculato sui "privilegi" dei dipendenti Alitalia per ridurli in uno stato di vero e proprio terrore. Debbono stare molto attenti
nel loro rapporto con l'impresa che è pronta ad usare la frusta o la mannaia a seconda del caso. Il lavoratore dovrà vivere la vita dell'azienda con il cuore sempre in trepidazione e l'occhio supplice rivolto al suo capo perchè sia sempre benevolo verso di lui.
 La presentazione del disegno di legge delega da parte di Sacconi non coglie di sorpresa nè la Confindustria nè la Cisl, l'Uil e l'UGL. La CGIL è l'organizzazione che ha fatto le dichiarazioni più critiche. Ho sentito stamane la Camussi  a tg3. Non si è spinta molto avanti nelle critiche.
    Le norme vietano manifestazioni di protesta come l'occupazione di strade o autostrade che sono state usate anche dai metalmeccanici per richiamare l'attenzione della gente sulla loro protesta. Introduce il referendum preventivo e lo sciopero virtuale.
 E' un disegno di legge pensato sopratutto contro i sindacati di base la cui crescita preoccupa quanti ritengono di avere raggiunto con le quattro confederazioni "riconosciute" un punto di equilibrio assai soddisfacente per la Confindustria ed il Governo.
 E' veramente strabiliante che subito dopo l'annunzio fatto da Sacconi, il Senatore Ichino del PD, esperto giuslavorista della stessa scuola alla quale si richiama Sacconi, abbia invitato il PD ad approvare  la proposta del Governo. Insomma, l'accordo nelle grandi linee c'è già e si tratta di precisare i dettagli.
 Chissà se le ronde saranno chiamate ad intervenire a difesa degli interessi dei cittadini contro eventuali scioperi contestati dal Governo.....
  Nessuno si aspetti che la destra al potere si accontenti del settore dei trasporti e delle norme che ieri il Senato ha approvato sul pubblico impiego. Andrà avanti in una situazione in cui l'opposizione politica è stata estromessa dal Parlamento, l'opposizione sociale viene criminalizzata, il lavoro non è più un diritto ma una
elargizione che ti devi conquistare leccando la mano a qualcuno....come un cagnolino.
  Pietro Ancona

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/02/diritto-sciopero-nuove-regole.shtml?uuid=2ae8cc8a-03ee-11de-b262-02b204b540f4&DocRulesView=Libero

http://www.cubscuolatorino.netfirms.com/NonSoloScuola/DirittiSindacali/04_04_xx_SulDirittoDiSciopero.htm

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a http://bellaciao.org/it/spip.php?article23486

venerdì 27 Febbraio 2009 (09h44) :
sansonetti e le intercettazioni

dopo aver letto l’articolo di Sansonetti sul Riformista di oggi ( a proposito: come fa il riformista a pagare tanti giornalisti?) riguardante le intercettazioni telefoniche (scrive che gli PIACE) ritiro la difesa che avevo fatto della sua direzione ispirandomi a ragioni della tolleranza e della pluralità democratica: non meritava di essere difeso!

Pietro

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From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Saturday, February 28, 2009 2:46 PM
Subject: ddl delega sullo sciopero 
 Il ddl delega sullo sciopero dopo  l'estromissione della sinistra dal Parlamento
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Aggiungo altre considerazioni a proposito del disegno di legge delega presentato dal Ministro Sacconi sull'esercizio dello sciopero nel settore dei trasporti (per ora). Questa iniziativa non è stata tirata fuori dal cappello dell'illusionista all'improvviso ma è il prodotto di una solida alleanza contro i diritti sindacali
che si è creata attorno al Ministero del Lavoro (dobbiamo continuare a chiamarlo tale? Dobbiamo ritenere Sacconi epigone di Donat Cattin e di Brodolini?) che comprende la Confindustria, la Cisl, Uil e l'Ugl, molti esponenti della Voce, Cazzola,
 Ichino, i "politici"del PD Letta,Treu,Damiano e che, sebbene ci siano stati momenti
di collaborazione (welfare,Alitalia), non ha potuto inglobare la CGIL  dal momento che questa, portatrice di una cultura spesso antagonista come quella dei metalmeccanici, sebbene in certi momenti abbia ceduto e dato il proprio apporto, non può proprio cedere su questioni vitali come il modello contrattuale ed ora, il diritto di sciopero.
Quando Sacconi dice che la CGIL è isolata vuole esercitare una pressione che riguarda in primo luogo il PD. Non a caso Letta si è pronunziato a favore del ddl delega con qualche virgola in meno e lo stesso  Damiano con qualche piccola variante dà il suo benestare.
E' vero che la CGIL è isolata  e che  ha dentro di se molti del suo gruppo dirigente che non hanno alcuna voglia di fare la guerra su nessuna questione e che di fatto hanno accettato la visione collaborazionista della Cisl e della UIL e sono ansiosi di recuperare riconoscimenti ministeriali e "potere", un potere che l'opposizione non concede.
Ma l'isolamento della CGIL  è un dato relativo al quadro politico-sindacale. Sul piano sociale, la posizione della CGIL viene apprezzata dall'immensa galassia del sindacalismo di base che oggi costituisce la parte più combattiva delle classi lavoratrici. Il sindacalismo di base, dalla scuola  agli ospedali, ha dato vita recentemente a manifestazioni di lotta nazionale che hanno impressionato per l'ampiezza e la vivacità della partecipazione.
La mossa di Sacconi è diretta certamente a disarticolare la CGIL con l'appoggio di alcuni  esponenti del PD da Treu a Damiano, ma il suo obiettivo centrale è la sconfitta del sindacalismo di base che verrebbe privato della sua arma naturale: lo sciopero. Con le norme del ddl delega difficilmente un sindacato di base potrà organizzare uno sciopero a menochè non diventi maggioritario nell'azienda. Il governo tenterà anche di giocarsi una carta per truccare la questione rappresentatività. Quale sarà la base di riferimento? Si tratterà dell'unità aziendale e di altro. Non sappiamo che cosa altro nascondono nella manica  i proponenti.
  Non è azzardato paragonare l'operazione sul diritto di sciopero alla estromissione della sinistra radicale e dei socialisti dal Parlamento e, speriamo di no, anche dal Parlamento europeo. Sul piano della logica della lotta di classe, del lavoro per una "pacificazione" sociale in vista dei tempi duri che si sono aperti, si tratta del risvolto sociale di un evento politico. Il sindacalismo di base è il corrispettivo nella società della sinistra radicale. Moltissimi tra gli attivisti dei Cobas, dei Cub sono militanti del PRC, dei comunisti italiani. Lo smottamento a destra del PD e lo sconcerto che crea nel suo elettorato proveniente dal PCI e dal cattolicesimo sociale aumenta ogni giorno la fascia del dissenso anche verso la stessa CGIL che spesso è costretta a subirne il condizionamento negativo.
Privando il sindacalismo di base della sua unica arma con la quale è cresciuto nella stima dei lavoratori si vuole realizzare una "normalizzazione". Non è casuale il fatto che licenziamenti e punizioni sono diventati quasi una esclusiva dei lavoratori e degli attivisti non confederali. E' anche significativo notare come difficilmente nel caso della persecuzione di un attivista dei Cobas si registri un intervento a suo favore della CGIL. Delle altre Confederazioni neanche a parlarne!!!
 Che il ddl delega come tutte le altre cose escogitate per terremotare il diritto del lavoro e mettere in soffitta per sempre lo Statuto dei Lavoratori abbia finalità meramente di parte e repressive basti pensare un momento ai suoi obiettivi di soppressione della conflittualità e della microconflittualità a vantaggio del padronato.
 Se analizziano una per una le cause dei tanti scioperi che ha registrato il settore dei trasporti e che quasi mai sono andate fuori dalla normativa prevista dalla legge del 1990 aggiornata nel 2000, constatiamo che quasi sempre esse  riguardano l'organizzazione del lavoro, la gestione dei contratti spesso rimasti inapplicati per anni. C'è stato un periodo in  cui il trasporto urbano fu costretto a durissime lotte da inadempienze delle  aziende che soltanto a seguito delle gravi situazioni di disagio  createsi nelle città furono parzialmente rimosse.
 Il ddl delega non prevede sanzioni per atteggiamenti omissivi, provocatori o vessatori delle aziende. Si limita ad usare  un nodoso bastone per i lavoratori che vengono additati alla opinione pubblica come causa unica del disagio degli sciopero. Lo sciopero è quasi sempre responsabilità del datore del lavoro. Con i tempi che corrono i lavoratori che spesso sono anche padri di famiglia non hanno il gusto ed il piacere di perdere una parte del loro magrissimo salario con scioperi che non siano più che giustificati ed imposti spesso da una classe imprenditoriale sempre più tracotante da quanto ha l'appoggio della maggioranza delle Confederazioni.
Pietro Ancona
                                                             ****


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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, March 02, 2009 8:55 PM
Subject: : pensionati e disoccupati

Pensionati e disoccupati
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L'ultima pensata è di Letta, nipote del grande ciambellano di Berlusconi: ripristinare lo scalone Maroni e da lì recuperare i soldi per pagare i sussidi ai disoccupati. Insomma non solo non si aumenta la quota di reddito del lavoro dipendente e dei pensionati ma si tenta di spremere da questa quanto  serve per le nuove esigenze.
La proposta di Epifani di tassare i redditi superiori a 150 mila euro è rimasta in piedi soltanto poche ore. Il PD si è premurato di bocciarla prima che lo facesse la Confindustria. Bisogna dire che Epifani non ha insistito molto nell'azzardo subito stigmatizzato dalla Marcegaglia che da quando è Presidente della Confindustria non ricordo altro di lei che richieste di soldi al Governo e la faccia feroce ai lavoratori, una faccia piena di odio, di risentimento non si sa di quali torti subiti. L'odio che viene dalla Confindustria è parte considerevole dell'odio che avvolge questo paese e ne fa uno dei più incivili del pianeta.

Pietro Ancona

                                                      ****

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From: pietroancona@tin.it
To: forum report
Sent: Wednesday, March 04, 2009 10:12 AM

 

Alla luce dei nuovi sviluppi relativi allo stupro della Caffarella. (vedi http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=15451&sez=HOME_ROMA&npl=&desc_sez=) aggiungo a quanto avevo scritto (*) all'indomani dei TRE stupri in contemporanea (Milano,Bologna,Roma) quanto segue e chiedo notizie di sviluppi per lo stupro di Bologna.
 

 

Non dimentichiamo che l'Italia è stato il Paese della strategia della tensione, dei massacri a suo tempo attribuiti al terrorismo di destra (Milano,Bologna,Italicus,Brescia....). Ora quasi in contemporanea apprendiamo, con grande rullare di tamburi ,( un risalto massmediatico che non si sentì nonostante la notorietà della vittima in occasione del rapimento e dello stupro "politico" di Franca Rame) apprendiamo che si sono consumati tre stupri: a Milano, a Bologna, a Roma. Tutti attribuiti a stranieri rumeni o nordafricani. Ora spero che gli stupratori vengano subito acciuffati, consegnati alla giustizia e che di loro si sappia tutto.Dal momento che questi stupri giustificano provvedimenti di urgenza del governo che comprendono anche le ronde del far west, dal momento che la posta in gioco è enorme e riguarda la libertà non solo degli stranieri ma di noi tutti italiani, esprimo qualche riserva e chiedo approfondimenti. Può darsi che uno o due degli stupri siano stato realmente consumati da un delinquente e un altro sia stato "organizzato" per fare "massa critica". . per generalizzare a tutto il territorio ed a tutti i clandestini l'accusa; può darsi che qualcuno si stia spendendo per creare un clima di terrore nella popolazione. Che cosa può essere peggiore di uno stupro compiuto da uno straniero? (anche se la legge italiana non lo riconosceva tra i delitti contro la persona ma soltanto contro la morale?) Tuttora la parola stupro non viene adoperata dal Codice Penale che parla di violenza sessuale.

Questi stupri intervengono all'indomani della visita di una delegazione di parlamentari europei ai lagers di Lampedusa. C'è un legame tra il tipo di lotta alla clandestinità fortemente voluto dal governo e gli stupri subiti in tre importanti città italiane? I massmedia martellano fortemente l'opinione pubblica e danno un risalto di mera "conseguenza" alle aggressioni subite da cittadini stranieri. La deriva securitaria progettata ed eseguita dal governo trova qualche riscontro nella politica del PD che dà per scontata la risposta repressiva e si limita a non accettare le ronde cioè la milizia politica della destra che passo dopo passo finirà con l'essere riconosciuta dal governo come il regime di Mussolini riconosceva la milizia delle camicie nere. Insomma, nel paese dei veleni, degli intrighi, della P2, dei servizi segreti deviati, bisogna prendere certe notizie con le pinze specialmente quando hanno un grosso, grossissimo "cui prodest"!

                                                                    ****


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From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Wednesday, March 04, 2009 2:36 PM
Subject: la flai aderisce all'accordo cisl uil

una mossa per spezzare le reni alla resistenza della CGIL

L'adesione della Flai all'accordo separato è uno scandalo se si considera la
tradizione di ordine e di disciplina della CGIL e delle Federazioni di
Categoria che ne costituiscono l'articolazione. E' una coltellata alla
schiena di Epifani inferta con molta forza e con l'aiuto di tutta l'ala
liberista del PD da Treu a Letta a quant'altri.
L'adesione di una categoria ad un accordo interconfederale non firmato dalla
CGIL pone di fatto questa categoria fuori dalla CGIL ed in posizione di
sfida ad essa.
Naturalmente si tratta di una scelta compiuta dagli oligarchi che hanno in
mano la Flai. Purtroppo esiste una forte carenza di democrazia dal momento
che gli organismi dirigenti sono costituiti tutti da funzionari o distaccati
che dipendono dalla segreteria centrale e cosi via. La catena burocratica
dei funzionari arriva fino alla frazione di comune, alla lega locale.
La legittimazione dei funzionari è legata al Partito di riferimento che nel
caso della Flai è in gran parte l'ex PCI, oggi PD.
Dalla reazione che verrà dalla segreteria della CGIL sapremo se saranno sconfessati i firmatari della Flai oppure se Epifani dovrà dimettersi.
(4 marzo 2009)
pietro ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Friday, March 06, 2009 11:29 AM
Subject: frattini e fassino

L'Italia diserta la Conferenza mondiale contro il razzismo
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Il Ministro Frattini ha annunziato che l' Italia non parteciperà alla Conferenza contro il razzismo  che si terrà  a Ginevra.  La motivazione è legata al giudizio di condanna che nella bozza di risoluzione già nota è dato su Israele e sulla sua politica di genocidio dei palestinesi e di distruzione delle città della striscia di Gaza (che costeranno alla comunità internazionale almeno 5 miliardi di euro). Queste distruzioni durate ventidue giorni di bombardamenti incessanti seguono  le distruzioni procurate al Libano  da  un mese di bombardamenti. Ogni giorno palestinesi muoiono di fame o per mancanza di medicine dal momento che sono tenuti prigionieri e possono avere viveri e medicine soltanto attraverso cunicoli pericolosi che spesso crollano o vengono devastati dagli israeliani. Gli Stati Uniti, l'Olanda ed ora l'Italia a cui forse si aggiungeranno altre nazioni si sono ritirate dalla Conferenza e forse di parteciperanno a condizione che non si esprima alcun giudizio nei confronti di Israele e magari si condannino come "terroristi" le vittime degli omicidi mirati o i patrioti che si battono per liberare l'Afghanista e l'Iraq da una invasione  di centinaia di migliaia di soldati e di contractors che dura oramai da quasi un decennio.
Io credo che il ritiro italiano non sia soltanto un omaggio ad Israele e un allineamento ascaristico agli Usa. L'Italia non era sicura che la sua politica di "sicurezza" verso i Rom ed i migranti non sarebbe stata oggetto di discussione e di attacco da parte di coloro che sono a conoscenza degli orrori di Lampedusa, della distruzione dei campi Rom, delle schedature in corso di realizzazione (Maroni, insoddisfatto del rilevamento della Croce Rossa ne vuole una del suo Ministero), della ripetuta violazione dei diritti umani. Inoltre, non partecipando alla Conferenza l'Italia non si sentirà vincolata alle sue deliberazioni che certamente non potranno che essere di segno antirazzistico ed antidiscriminatorio.
Proprio ieri il Corriere della sera, ripercorrendo la strada che aveva già fatta negli anni trenta, ha riferito la convinzione degli investigatori italiani secondo la quale è possibile dall'esame del DNA risalire alla etnia  alla quale appartiene una parsona! Un revival della teoria della razza esposta nel manifesto mussoliniano del 38 che il Corriere riporta senza avvertire i suoi lettori della inconsistenza e  ascientificità di una assurda affermazione. Intanto il Parlamento si accinge a varare una legge che priva del diritto di disporre del proprio corpo che diventa proprietà dello Stato. Lo Stato che potrà tenerci in vita, contro la nostra volontà, prolungando agonie e sofferenze come quelle sofferte da Eluana. Una legge voluta dai cardinali che si sono visti sfuggire la preda sottratta ai loro artigli dalla collaborazione generosa di un intero corpo medico e paramedico con la famiglia Englaro. Forza Nuova, una oscura e pericolosa organizzazione di estrema destra,
apre nuove sedi e sfila con la protezione della polizia che aggredisce a manganellate i giovani che si oppongono al rafforzamento dei presidi fascisti nelle città. Forza Nuova che ha ora il suo cappellano militare e camerata nel prete gesuita  "itinerante" don Giulio Tam seguace di Lefebre.
Il PD si è subito spellato le mani in applausi a Frattini per la sua  "coraggiosa" presa di posizione. Gli interessi di Israele e degli Usa vanno tutelati su tutto e su tutti ed il PD si schiera definitivamente nel versante dell'imperialismo e del colonialismo a fianco degli aggressori. Fassino si preoccupa di salvare le apparenze e ha chiesto un passaggio parlamentare per verificare la possibilità di annacquare la risoluzione proposta dall'Onu. Insomma, se cala il silenzio su Israele o si giustifica il suo operato si potrebbe anche andare......
Pietro Ancona
                                                             ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Wednesday, March 11, 2009 4:33 PM
Subject: La Giustizia è giusta?


 Restano in galera anche se innocenti
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      La Giustizia italiana, accusata spesso a torto od a ragione di lassismo , di essere molto "comprensiva" con i delinquenti che verrebbero rilasciati subito in libertà e così frustrano il lavoro compiuto dagli investigatori per assicurarli alla Legge, si mostra molto dura verso  i rumeni, i rom, gli extracomunitari che  subiscono un processo con relativa condanna o assoluzione.
     E' noto a chi legge gli atti che la ragazzina di Ponticelli accusata probabilmente dalla camorra di avere sottratto una neonata dalla sua abitazione e di avere tentato di rapirla, processata dopo otto mesi di detenzione e dopo avere subito la violenza del branco che  subito dopo l'evento ha bruciato i c ampi dei Rom disperdendone le famiglie che li abitavano, riconosciuta innocente dal Tribunale è rimasta in carcere lo stesso condannata a tre anni e sei mesi dopo un processo sulla cui equità molti hanno dei dubbi a cominciare dal fatto che è stato negato ad Angelica la traduzione degli atti ed il diritto al gratuito patrocinio.Una pena che segnerà per sempre la sua vita se mai uscirà dal carcere dove è rinchiusa.
    I due rom accusati dello stupro della Caffarella sono stati riconosciuti estranei ai fatti. Fatti misteriosi dal momento che la collaborazione della polizia rumena, a detta degli stessi Rom, è stata abbastanza violenta e rivolta a farli confessare ad ogni costo. Mi domando come facevano i rumeni a conoscere i tanti particolari
del luogo dello stupro. E se li avessero appresi durante gli interrogatori dagli stessi poliziotti rumeni? In ogni caso restano in carcere con una motivazione che sembra abbastanza speciosa: sono accusati di uno stupro compiuto da incappucciati. La vittima dichiara di non essere in grado di riconoscere  il violentatore. Sentito in tv dalla signora da me come da milioni di altri telespettatori.  Restano in carcere per i reati di calunnia ed autocalunnia che francamente sembrano essere richiamati per non lasciarli in libertà.
  In quanto agli stupri compiuti in contemporanea a Milano, Bologna e Roma ed ai danni di una ragazza sudamericana e di due ragazzine quattrordicenni resta qualche interrogativo  legato al fatto che sono avvenuti alla vigilia del varo della legge sulla "sicurezza" che ha introdotto discutibili elementi nel nostro codice penale e nei provvedimenti di polizia a cominciare dalla schedatura dei senza tetto, dei "barboni" che avverrebbe non  dal Ministero del welfare e della solidarietà ma da quello degli Interni quasi si trattasse di potenziali delinquenti. La povertà estrema è diventata indizio di delinquenza e motivo di schedatura!
  La  rumena che  uccise in modo certamente preterintenzionale a seguito di un alterco una ragazza romana
è stata condannata a sedici anni di carcere, il massimo possibile della pena per questo reato!  Il Tribunale ha ricercato tutte le possibili aggravanti per comminare una pena che in generale va da quattro ai sei anni effettivi. In atto è in carcere. Non si sa niente della ragazzina che era stata bollata come sua complice!
  E questo dopo essere stata al centro, assieme ad una giovane amica minorenne pure arrestata per lo stesso delitto, di una intensa campagna di stampa che ha fatto scempio della sua privacy e l'ha descritta come assassina e mostro!!
  Anche i due Rom  di Catania accusati da una signora  di avere tentato di rapire la sua bambina sono stati assolti dopo avere subito il carcere ed una martellante campagna di stampa rivolta ad alimentare la mostruosa leggenda degli zingari che rapiscono i bambini. L'assoluzione è avvenuta nel silenzio totale dei massmedia e non è detto che i due disgraziati non siano stati trattenuti in carcere con altre motivazioni.
   Sappiamo tutti che la giustizia è assai pesante verso i poveri e spesso assai indulgente e comprensiva verso i ricconi o i potenti. Se le carceri sono popolate da povera gente non è un caso. Se un potente viene sorpreso con le mani nel sacco al massimo fa gli arresti domiciliari o qualche giorno di prigione in condizioni di particolare favore come si è visto nel caso di Del Turco che riceveva tutti i giorni altri potenti assai preoccupati del suo stato di detenzione!
  In ogni caso, il messaggio che viene dalla durezza della punizione anche di innocenti come la povera Angelica è un "guai ai poveri!"oltre che naturalmente un "guai agli stranieri".  Penso che i magistrati che non condividono questo pesante orientamento repressivo dovrebbero  chiedete l'apertura di un dibattito sulla Giustizia per denunziare gli eccessi di indurimento dei comportamenti investigativi e repressivi e delle sentenze che riguardano casi che giornali forcaioli ed una destra xenofoba e classista reclamano tambureggiando proclami di odio senza fine.Non è possibile accettare uno Stato che diventa sempre più Stato di Polizia e due codici penali, uno per i potenti, per la borghesia della politica, della finanza, delle professioni, l'altro per i poveri che viene continuamente aggiornato e peggiorato....
  Pietro Ancona
                                                            ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Thursday, March 12, 2009 9:10 AM
Subject: Una proposta inadeguata

Giudizio sulla proposta Franceschini
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la linea della mano stesa a chiedere l'elemosina. Capitalismo compassionevole di pessima qualità.Anzicchè chiedere migliori difese contrattuali e salariali per i lavoratori ed il ripristino della scala mobile e l'aumento delle pensioni si limita a stendere la mano ma guardandosi bene dal chiedere la tassazione della rendita finanziaria.... Domani sarà d'accordo a peggiorare il modello contrattuale dei lavoratori e chiederà alla CGIL di approvarlo.
Non è Robin Hood  ma un modesto postulante
Pietro Ancona 

                                          ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Thursday, March 12, 2009 2:09 PM
Subject: Fame e sete per i palestinesi!!

UNO SCANDALO CONSUMATO SENZA REAZIONI
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Le TV hanno mostrato un pezzo di video registrazione della confessione resa agli inquirenti  di uno dei due accusati dello stupro della Caffarella.

 Mi domando se è normale che un atto  registrato non so se dalla polizia o dal Magistrato venga offerto un pasto a milioni di persone per avvalorare la tesi della colpevolezza del rumeno  all'indomani dello scagionamento degli accusati.
 
  Mi chiedo anche se il rumeno ha confessato senza esserne colpevole un gravissimo crimine come lo stupro che cosa sia successo "prima" della registrazione della confessione.
   Mi domando ancora come faceva ad essere a conoscenza di tanta dovizia di particolari. Da chi li ha appresi? Qual'è stato il ruolo della polizia rumena? Che cosa è realmente accaduto?
  Intanto arriva una ulteriore smentita per l'altro stupro attribuito ad uno dei due rumeni .. Non era bastata per la scarcerazione il mancato riconoscimento della vittima (il violentatore era incappucciato) Ora arriva la prova negativa del DNA. Basterà ?
  Mi domando quale regia presieda a questa criminalizzazione che non vuole sentire ragioni degli immigrati e dei poveri. Ho letto cose di questo genere: si, è vero, non sono violentatori ma  non sono neppure stinchi di santo. Insomma, sulla colpevolezza o non dell'atto è preminente la condanna a priori del soggetto perché straniero, senza lavoro, senza casa, quindi delinquente!!-Si sta raggiungendo l'equazione:povero eguale delinquente!!
  I due rumeni restano in carcere per calunnia ed autocalunnia  per avere attribuito a se stessi il delitto come si fosse del tutto normale che una confessione che gli imputati dicono estorta possa  configurare una punizione così dura e così immediata.
  Se la giustizia è questa, non cìè giustizia in questo Paese!
Pietro Ancona
                                                             ****

 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, March 14, 2009 7:39 PM
Subject: no all'assuefazione al peggio



 squali e pesciolini
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 Infine, dopo un gran parlare della urgenza, della necessità di tutelare i giovani dei contratti atipici, è arrivata dal governo una piccola, piccolissima elemosina. Una modesta percentuale,  calcolata dal Nidil-CGIL in circa il dieci per cento dei precari, avrà una una tantum pomposamente definita indennità di reinserimento pari al venti per cento del "compenso" percepito. La pubblicità ingannevole e truffaldina dei massmedia mette l'accento, sottolinea sopratutto il termine "raddoppio" che suona bene come se una cornucopia si fosse rovesciata piena di tintillanti euro sulla testa  dei nostri giovani. Questa indennità per bontà assoluta del governo non è incompatibile con qualche lavoretto del valore comunque non superiore a tremila euro nell'anno
e non dovrebbe essere superiore a duemilaseicento euro in ogni caso. Se calcoliamo ottimisticamente  in settecento euro mensili i compensi dei cocopro, l'indennità non sarà superiore a millesettecento euro annuali pari a 140 euro mensili, meno di cinque euro al giorno. Una misura che    allontana ancora di più dal regime dei lavoratori che hanno diritto al sessanta per cento del salario  per almeno otto mesi se disoccupati ed un regime ancora migliore se in cassa integrazione. Siamo a meno di un terzo.
   L'indennità per i precari potrà essere sommata
a piccoli lavoretti per l'ammontare di tremila euro. La corresponsione avverrà con buoni (voucher) che saranno acquistati dai lavoratori all'Inps (se mal non ho capito) e avranno per i  precari un valore pari al loro settantacinque per cento. Il resto sarà trattenuto dall'INPS e dall'INAIL.
   Siamo comunque nel campo degli spiccioli, di misure che andrebbero bene per compensare le attività di giovani studenti, ma che sicuramente non possono costituire una fonte di vita,  un salario adeguato per i tantissimi precari spesso non più giovani,  spesso sposati e con uno o più bambini. Si tratta in generale di
laureati e diplomati che vengono spremuti in condizioni schiavistiche da imprese che si avvalgono di strumenti legislativi studiati da stuoli di giuslavoristi oramai specialisti nella elusione delle norme e nella introduzione di invenzioni rivolte a spogliare la prestazione d'opera di qualsiasi diritto.
  Il giudizio del Nidil, l'organizzazione degli atipici della CGIL, è assai duro sulla decisione del governo mentre la CGIL si allinea tirando un sospiro di sollievo al PD che, in qualche modo, era alla ricerca di un qualche successo all'iniziativa di Franceschini per il sussidio di disoccupazione. " Si tratta di un primo passo...."
 Sappiamo tutti molto bene che non si tratta di un primo passo e che resteremo distanti anni luce dalla estensione ai precari della normativa in vigore per i lavoratori a tempo indeterminato. Non ci sarà niente di niente dal momento che la linea  di welfare dei due schieramenti di  centro-destra e di centro-sinistra è identica: è la linea di piccole elemosine da spacciare attraverso i massmedia per misure importanti. Questa linea è stata collaudata da Berlusconi e da Prodi per i pensionati. E' la linea della socialcard con la quale ci si fa una grande propaganda. Si dice alla gente: Con la crisi in corso, con l'indebitamento del Paese, con le difficoltà che abbiamo, come vedete interveniamo "raddoppiando" un aiuto ai precari. Il termine "raddoppio" viene ripetuto e tambureggiato in modo os