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GUERRE AI MIGRANTI

GUERRA AI MIGRANTI NON DA ORA!!!28/06/2015
Antonio Mazzeo * | antoniomazzeoblog.blogspot.it

https://www.resistenze.org/sito/os/ep/osepff30-016587.htm?fbclid=IwAR1w-BqyD_BFXvm-shbjYWOX0S0sh1DJEsV5iPb3ke-N6UfpEA5vxuF4tSg   

La "nostra" Africa. Missioni italiane e guerre ai migranti a sud del MediterraneoVEDI

Antonio Mazzeo  | antoniomazzeoblog.blogspot.com
http://www.resistenze.org/sito/os/dg/osdgim08-020869.htm?fbclid=IwAR0q7P4yRqZJCYNBO5g-I7E6pJAlvB5AoAD4pJCATcVfGTI_Uc2nIg44I-M   

   

07/11/2018

Italia-Libia, l'accordo con Tripoli: i veri obiettivi del patto crudele VEDIhttps://www.repubblica.it/politica/2019/11/01/news/italia-libia_l_accordo_con_tripoli_i_veri_obiettivi_del_patto_crudele-239993987/   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il governo nato dall'alleanza tra M5S e Pd - la cui primaria esigenza è non scomparire con nuove elezioni - in materia di immigrazione sta sbagliando tutto. O forse non sta sbagliando, perché il Memorandum per il contenimento dei flussi migratori nasconde altro

Il governo nato dall'alleanza tra M5S e Pd - la cui primaria esigenza è non scomparire con nuove elezioni - in materia di immigrazione sta sbagliando tutto. O forse non sta sbagliando, perché l'accordo tra Italia e Libia per il contenimento dei flussi migratori nasconde altro e cioè il tentativo di tutelare gli interessi energetici dell'Italia in Libia?

Il dubbio che la questione migratoria sia la migliore copertura possibile per la questione energetica è forte. Ci hanno parlato per anni di invasione, ci hanno fatto sentire insicuri nelle nostre case, hanno proclamato che non sono importanti i numeri, ma la percezione che abbiamo di quei numeri. Tutto questo non è stato fatto solo per polarizzare l'opinione pubblica al fine di ottenere i voti degli arrabbiati, ma probabilmente per un fine ben più strategico: giustificare lo stanziamento di fondi da mandare in Libia, magari a vantaggio di una parte.E se l'accordo sul "contenimento" dei flussi migratori fosse anche una copertura per sostenere Fayez al Serraj con l'avallo di Trump? Sarebbe un modo per partecipare alla guerra civile, anche perché l'impressione è che la vita delle persone detenute illegalmente nei lager libici sia senza valore al cospetto degli interessi petroliferi italiani.

Se da un lato le motivazioni dell'accordo italo-libico parrebbero chiare, resta la amara consapevolezza che più a lungo questo governo lascia in mare chi fugge dall'inferno libico, più i feroci populisti potranno urlare facendo campagna elettorale sulla pelle di quei disperati. Nei prossimi giorni verrà rinnovato l'accordo: si tratterebbe di altri 50 milioni che si aggiungono a quelli già stanziati dall'Europa negli scorsi anni.

Questo accordo fa il paio con quello che la Germania di Angela Merkel ha siglato con il tiranno Erdogan per il controllo dei confini orientali dell'Europa. Ma quale pensiamo possa essere il nostro futuro se finanziamo governi autoritari e in guerra? Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha detto che avrebbe convocato una commissione italo-libica per favorire un ulteriore coinvolgimento delle Nazioni Unite. Di Maio ignora che le Nazioni Unite, visto il numero abnorme di migranti illegalmente trattenuti in Libia (650mila è la stima per difetto) non riescono a prestare soccorso, a creare corridoi umanitari o anche a rimpatriare chi dalla Libia non vuole nemmeno più venire in Europa, ma tornare al proprio Paese di origine. E mentre accade questo, a noi viene portata come prova dei presunti effetti positivi dell'accordo italo-libico la diminuzione degli sbarchi. Dagli oltre 100mila arrivati in Italia nel 2017, si è passati ai quasi 10.000 del 2019.

Ma queste cifre non ci dicono che sono calati gli arrivi in Libia dai Paesi limitrofi prima ancora che gli arrivi in Europa. E non ci dicono nemmeno che fine fanno le migliaia di persone che restano Libia e non possono partire. Non ce lo dicono, ma noi lo sappiamo: restano bloccate in centri di detenzione dove subiscono ogni genere di tortura. Restano bloccati nel Paese che ci minaccia di lasciarli venire tutti in Italia e in cambio ottiene soldi. Possibile che ci sia qualcuno al governo che abbia il coraggio di rivendicare questa schifezza? Ma non è tutto: il Consiglio presidenziale di Tripoli ha emesso un decreto che impone alle Ong di non intervenire senza il permesso della Guardia costiera libica, anche in caso emergenza. Il decreto, inoltre, impone alle Ong di garantire l'accesso alle loro imbarcazioni a ufficiali libici. Magari a salire a bordo saranno gli stessi che hanno aperto il fuoco mentre la Alan Kurdi salvava i migranti. O sarà proprio Abdulrahman Al Milad, detto Bija, riconfermato a capo della Guardia costiera di Zawyah nonostante, secondo l'Onu, sia un torturatore e un trafficante di esseri umani.

Non è assurdo imporre alle Ong che salvano vite l'ennesimo codice di condotta, mentre nessun codice di condotta è imposto a chi tortura e uccide? Due giornalisti, Nello Scavo e Nancy Porsia, sono stati posti sotto tutela proprio per aver raccontato chi fosse Bija e per aver svelato la sua presenza in Italia nel 2017, seduto a un tavolo con funzionari dell'Interno (al Viminale c'era Minniti) con cui trattava il blocco dei migranti. Un criminale ha trattato con l'Italia il blocco dei migranti. Forse potremmo fermarci qui e non aggiungere altro, ma due navi sono ancora in mare: la Alan Kurdi della Ong Sea-Eye con 90 naufraghi e la Open Arms, che ne ha 15. I migranti della Alan Kurdi non hanno solo subìto torture e maltrattamenti in Libia, ma sono stati soccorsi mentre i criminali della Guardia costiera libica, che noi italiani addestriamo e finanziamo, gli sparavano addosso. Il governo, prima di concedere tregua ai disperati della Ocean Viking, ha aspettato di perdere nel voto in Umbria.

Le prossime elezioni ci saranno in Emilia Romagna tra troppo tempo, mentre in mare la disperazione è tangibile, e urgente è la necessità di far sbarcare le 105 persone della Alan Kurdi e della Open Arms, provando ad agire senza sentirsi costretti alla ferocia da una tendenza generale. Ma credo che sia importante tranquillizzare chi ritiene che questo secondo governo Conte abbia aperto i porti. Niente affatto: i porti sono chiusi, anzi, si aprono e si chiudono proprio come quando al governo c'era Salvini, per mera propaganda e convenienza elettorale.

Su immigrazione e sicurezza tutti gli ultimi governi hanno agito in totale continuità. Esiste una gestione dell'immigrazione inaugurata da Minniti, proseguita da Salvini e abbracciata dal secondo governo Conte che individua nemici per scaricargli addosso responsabilità che non hanno, che crea tensione e odio sociale senza risolvere alcun problema e che ignora quel che invece è fin troppo chiaro: non si possono chiudere i porti, non si possono bloccare i flussi migratori; si tratta di sfide epocali che si devono affrontare con senso dello Stato, con senso della comunità e con l'umanità del diritto. Non sento di poter chiedere a questo governo un cambio di rotta, ma se il suo destino è segnato, che almeno dimostri di tenere in conto la vita umana, perché la realpolitik non sarà una scriminante innanzi alla Storia.