Spazioamico

RASSEGNA STAMPA

PRESENTAZIONI

ATEI  e AGNOSTICI

MEMORIE

                                                                            RASSEGNA STAMPA

 

L'ANGOLO DI PIETRO

 

LETTERE E ALTRO                

   lettere pubblicate su   su adnkronos      http://urlin.it/13ab3      

  su Il pane-e le-rose       http://www.pane-rose.it/files/index.php?c8:o485   

                                                               nei blog    http://pietro-ancona.blogspot.com/       e                       http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/   

 

 lettere pubblicate su   www.ilpuntodue.it ,

                                                                                                          http://temi.repubblica.it/micromega-online/in-morte-di-vittorio-foa/

http://domani.arcoiris.tv/?author=183   

email    pietroancona@tin.it

vedi varie su lettere Pietro

Wikio - Top dei blog - Costume e società   posto in classifica del blog medioevosociale

 

http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/   

 

vedi Lettere su  Lavoro e sindacati    di Pietro Ancona  (da l'angolo di Pietro)

 

 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, January 30, 2012 2:50 PM
Subject: il precariato ideologico


 Il precariato ideologico

 Il precariato non nasce dalla crisi o da difficoltà obiettive delle aziende. E' una scelta politica bipartisan dei partiti che sono in Parlamento che serve a riallontanare quanti si stavano unificando nel ceto medio  verso i bordi marginali della società.  Fa parte di un piano studiato a Bilderberg per distruggere  il ceto medio e ricacciare indietro l'ascensore con i nuovi arrivati. Infatti  non esiste posto di lavoro precario tranne quello stagionale o eccezionale. E' il lavoratore precario chiamato ad occupare un posto di lavoro stabile che non gli viene assegnato per una discriminazione politico-sociale che discende dall'ideologia classista. Le classi dominanti si erano spaventate del 68, della sua spinta egalitaristica e della propulsione verso l'alto che aveva impresso ai ceti operai che avevano conquistato la possibilità di comprarsi una casetta, avere l'automobile, mandare i figli a scuola, farli laureare.  Prima del 68 nelle fabbriche la mensa operaia era divisa da quella degli impiegati e si avevano due distinti contratti di lavoro. Il 68 è stato un grande fatto di civiltà!  Il precariato viene organizzato scientificamente dalla legge Biagi che non sarà mai seriamente intaccata in questo ciclo della politica perchè fa comodo ai partiti alle istituzioni alle cooperative ai sindacati che tengono al  guinzaglio centinaia di migliaia di dipendenti ad una media inferiore ai 700 euro mensili e senza  diritti.  Il contratto unico triennale che si accingono a varare (ma non per sostituire tutte le tipologie degli atipici) è una truffa, un grimaldello per espugnare l'art.18 già preannunziato dal ddl dei senatori del PD.
 Se ci fosse una volontà politica positiva nello Stato si potrebbe stabilire che i contributi di legge vengono erogati soltanto a coloro che rispettano il contratto di lavoro e non hanno precari. Le redazioni dei giornali sono popolate da tanti giornalisti pagati a pezzo, a giornata, a servizio per pochi spiccioli. Se non avessero papà e mamma che li finanziano morirebbero di fame e di stenti. Se un giornale riceve una parte   dei 150 milioni che lo Stato graziosamente elargisce dovrebbe garantire il rispetto del contratto dei suoi giornalisti. Per tutti. Non lo fa e questo succede perchè anche i deputati ed i senatori tengono a stecchetto i loro "portaborse" con compensi di fame e la speranza sempre più evanescente per tanti di sistemarli se sapranno servirli per bene.
Bisognere estendere a tutto il lavoro la copertura dell'art.18 e limitare il precariato soltanto ai lavori stagionali o occasionali. Ma il vento che soffia va da un'altra parte e vorrebbe precarizzare tutto il lavoro. Questo non per superare la crisi ma per strumentalizzarla soltanto per i ceti abbienti  escludendo venti milioni di italiani e le loro famiglie.  Se passa l'abolizione dell'art.18 l'Italia degraderà e sarà un paese di infelici e di ansiosi imbottiti di pillole tranquillanti per potere reggere lo stress della provvisorietà e l'assenza di futuro.
  Pietro Ancona
____________________________

---- Original Message -----
From: Giuseppina
Sent: Sunday, January 29, 2012 6:22 PM
Subject: all'indomani dei Forconi

  All'indomani dei Forconi

  E' molto triste la Sicilia all'indomani del movimento dei forconi o come altro si voglia chiamare. Tutto sta tornando alla "normalità" ed è una normalità nella quale ognuno di noi è tornato a vivere la sua vita di tutti i giorni, ha risolto i problemi di approvigionamento di carburante o di generi alimentari, ha continuato ad andare a lavorare mentre il Presidente del Consiglio che ha intrattenuto Lombardo in una discussione della quale sappiamo molto poco è tornato a parlare di flessibilità in uscita che nell'ultimo grido della dottrina liberista sempre in corso di aggiornamento semantico si chiama: mobilità nel tempo. Vuol dire che non si deve sostare a lungo nello stesso posto di lavoro forse perchè ci si arrugginisce o forse perchè bisogna cederlo a qualcuno disposto ad accettare  condizioni più convenienti per l'azienda.
 Continua la campagna di mascariamento dei Forconi attraverso i quali si individuano le centinaia di migliaia di persone che in tutta la Sicilia hanno urlato per giorni la loro disperazione. Molti di loro vengono chiamati con disprezzo "padroncini"e si aspettano ansiosamente notizie di arresti che possano essere la prova del sillogismo enunziato da gad Lerner che nulla in Sicilia sfugge alla infiltrazione della mafia, che tutto è mafia. Le mense della caritas si affollano di nuovi conviviali di giovani coppie o di pensionati che non riescono a sopravvivere da soli. Grande parte del tessuto sociale regge per il ruolo della famiglia nella quali i nonni o i genitori integrano o costituiscono il reddito spesso miserrimo dei loro figli ad opera della terribile svalutazione del valore del lavoro. Oggi lavorare non ha alcun valore dal momento che la legge Biagi ha schiavizzato le persone privandole dei loro diritti. Nei posti di lavoro si respira terrore.  La società è diventata terribilmente ansiosa. Cadendo l'art.18 che la signora Borsellino non considerà un tabù come grande parte del PD nei posti di lavoro il terrore si taglierà con il coltello ed i datori di lavoro potranno esercitare il loro ruolo di padroni fino in fondo come è sempre stato nella storia dell'Italia  ad eccezione del trentennio 1960-1990.
  I partiti in Sicilia non mostrano di avere qualcosa di dire alla gente che ha lottato con i Forconi. Si occupano delle "primarie" del PD. I baroni dell'Assemblea regionale Siciliana votano documenti in cui sostengono all'unanimità o quasi il governo Lombardo fac simile del documento unitario del Parlamento Nazionale per Monti.  E' come se la politica fosse morta senza esserlo. Continua a vivere ed a consumare risorse immense per le sue cortigianerie anche se comincia a boccheggiare per mancanza di risorse e per i troppi debiti. Per evitare di entrare nel merito e di aiutare in qualche modo i contadini ed i pescatori e gli artigiani che stanno fallendo e sono inseguiti dai pignoramenti della Serit e dalle rate scadute dei lor mezzi i politici, aiutati da compiacenti pennivendoli di regime, stanno montando il caso del mafioso arrestato, un tale di Marsala che viene additato come "leader" dei Forconi. Non è vero che è leader dei Forconi come è stato chiarito. Ma  come  musicava Rossini la calunnia è un venticello che una volta levatosi vive di vita propria e può diventare una tempesta!
  Ci vorrebbero due interventi immediati ed organici: una drastica riduzione del prezzo dei carburanti e l'aumento dei prezzi di vendita dei prodotti agricoli alla produzione. Ma questo non sarà fatto e la crisi siciliana sarà rappresentata da miliardi di limoni, arance, mandarini che restano appese all'albero o che sono già una lettiera putrescente a terra.
  A Torino i NoTAV sono terroristi, a palermo i Forconi sono mafiosi. E' una vecchia tecnica del potere per sfuggire alle sue responsabilità e criminalizzare il dissenso.
 Pietro Ancona     VEDI: MOVIMENTO DEI FORCONI

___________________________________________________
---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, January 27, 2012 8:57 PM
Subject: mascariamento e morte della politica

 Mascariamento e morte della politica

Mascariare in lingua siciliana non vuol dire soltanto tingere o imbrattare. Significa qualcosa di più: dipingere una maschera a proprio piacere su colui o coloro che si vogliono diffamare. Il movimento dei Forconi sta subendo grandinate di attacchi specialmente da coloro che sono interessati all'immobilità  e si sentono disturbati da un movimento che ha sconvolto la Sicilia , ha contagiato subito l'Italia ed  è tornato a divampare in Sardegna. Il primo attacco lo ha subito dal Presidente della Sicindustria un personaggio con ambizioni politiche noto per avere proposto la cancellazione degli imprenditori mafiosi dalla Confindustria il quale ha subito dipinto i Forconi come  infiltrati della mafia. Oggi è stato fatta una operazione di polizia tra Sicilia e Campania nella quale ci sono sei arresti per un racket monopolistico dei tir e degli autocarri. E' stata fatta trapelare la notizia che uno degli arrestati potrebbe essere stato visto da i manifestanti del movimento dei forconi. Ammesso che la notizia venga confermata non si è scoperto nulla di sensazionale.Non si può escludere che uno o più camionisti siano mafiosi o che lo siano stati ma non si può mascariare tutti gli autotrasportatori di mafia per questo. Posso escludere che qualcuno degli operai della Fiat di Termini Imeresi ora licenziati a suo tempo sia stato assunto per  raccomandazione  di un capo cosca delle Madonie? La Regione Siciliana ha diecine di migliaia di dipendenti. Quanti tra di loro sono mafiosi o sono stati raccomandati dalla mafia? Debbo condannarli tutti? La tesi del movimento infiltrato dalla mafia è speciosa ed ipocrita perchè in effetti il vero messaggio c he si vorrebbe comunicare è un altro: il movimento dei forconi è manovrato dalla mafia, è esso stesso mafia. Questo è uno dei refrain degli opinionisti della stampa italiana di centro-destra e di centro sinistra allarmati dalla furia del movimento e dalla sua capacità di paralizzare la Sicilia.
Altro mascariamento è quello di coloro che parlano delle cinque giornate della Sicilia come
di una manifestazione di ribellismo qualcosa che ha a che fare con i bassifondi della storia con le esplosioni di rabbia o di violenza che di tanto in tanto esplodono ma che non incidono nelle linee fondamentali della storia. Insomma una sorta di attitudine a rifiutare e contestare  le necessità o le scelte imposte dalle autorità.
Si cerca ancora di mascariare sostenendo che il movimento dei forconi sia una specie di Vandea, un fenomeno di ribellione sociale e regressivo. Ma  Monti e Lombardo non sono Robespierre o Marat i loro governi non sono la Rivoluzione Francese. Monti è il tecnofascismo sociale   in doppio petto che parla fluentemente l'inglese e che, per conto delle tecnocrazia euroatlantica si è dato il compito di  pauperizzare il ceto medio e la classe operaia e cancellare il welfare. Lo Stato deve restare soltanto come struttura di difesa degli interessi nazionali ed internazionali delle classi dominanti. Lombardo è il capo di una grande cortigianeria parassitaria che ha avuto da spolpare la regione e sarà tenuto politicamente in vita fino a quando servirà come ammortizzatore e deviatore delle pulsioni sociali di cambiamento. Ma i nuovi liberisti lo considerano un ferro vecchio allo stesso modo di come considerano un ferro vecchio, un inutile orpello, il Parlamento. In effetti dal governo Berlusconi al governo Monti è come se fosse trascorso un ventennio  e non solo un paio di mesi e come se tutte le riforme istituzionali che Berlusconi si proponeva di fare fossero già state fatte e si trovano oramai alle spalle del governo Monti.
 Un Parlamento che vota una mozione comune di sostegno al governo Monti è come se avesse firmato la sua capitolazione, la sua resa incondizionata. Oramai non può più tornare indietro e nell'anno di vita che resta a questa legislatura in Italia cambierà tutto. Possiamo considerare la fase della democrazia  del nostro Paese conclusa. Dopo Monti ci sarà quello che vorranno i poteri euroatlantici.  Forse lo stesso Monti o forse un altro come Passera ma con la politica l'Italia ha chiuso. Sarà soltanto amministrata.
  Le letture malevoli che la politica ha dato della vicenda siciliana o di quella dei pastori sardi sono la prova della impotenza del centro-sinistra e del centro-destra ad assumere una iniziativa che non sia quella di fare solo da cassa di risonanza al governo dei professori. Quando Rita Borsellino attacca l'art.18 e dic e che Monti è un "male necessario". Quando l'unico politico siciliano che dice qualcosa sui Forconi è Miccichè ma soltanto per dargli connotazioni conformi al suo "partito del Sud" (che vota Monti) significa che tutta la politica si è ritirata. La cosa della quale si occupa è la sciarra tra i caporioni del centro-sinistra per la sindacatura di Palermo. Una cosa che pare interessi soltanto gli addetti ai lavori.
 Ma la mancata risposta ai problemi sollevati dal movimento dei forconi potrà aprire una frattura indescrivibile e dagli esiti imprevidibili.  La gente dice: siamo oltre la crisi, siamo alla fame! Il vuoto che la politica ha fatto attorno ai movimenti in Sicilia ed in Sardegna è destinato ad essere riempito da gruppi dirigenti che saranno espressi dagli stessi forconi o dai pastori. E speriamo che siano in grado di gestire  con forza ma anche con saggezza quello che li aspetta.
 Pietro Ancona  VEDI: MOVIMENTO DEI FORCONI

_____________________________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, January 26, 2012 8:26 PM
Subject: Forconi e Ponte sullo Stretto


Forconi e Ponte sullo Stretto

Il movimento dei Forconi si è dichiarato insoddisfatto dell'esito dell'incontro Lombardo -Monti  i quali , peraltro, prendono  per il culo la Sicilia quando rilanciano il Ponte sullo Stretto che, dicono, non è mai stato definanziato!
Mariano Ferro ha dichiarato c he adotteranno modalità di lotta che non recheranno danno all'economia siciliana. Encomiabile proposito se il governo fosse fatto di persone responsabili disponibile a fare quanto può per lo stato quasi fallimentare di un milione di agricoltori siciliani più i pescatori gli artigiani e tutto il resto. Ebbene l'unico linguaggio che questo governo capisce è quello più estremo. Gli scioperi educati non gli fanno neppure il solletico. Vedi come fanno marcire le vicende dell'Isola dei Cassi Integrati o degli Stiliti dei treni notturni aboliti dal signor Moretti per favorire Montezemolo e le ferrovie per ricconi.Intanto gli Oligarchi dell'ARS scimmiottando il Parlamento Nazionale hanno votato una mozione bipartisan di appoggio a Lombardo .
I forconi sono soli. Se sbaglieranno o si confonderano o non porteranno niente a casa nessuno può onestamente rimproverarli. La politica guarda da un'altra parte mentre la Sicilia sprofonda nella disperazione.
Pietro Ancona  VEDI: MOVIMENTO DEI FORCONI

______________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, January 26, 2012 4:26 PM
Subject: la crescita non è necessaria


La "crescita" non è necessaria
 Respingiamo gli obiettivi di "crescita"che il governo Monti vuole imporre attraverso una redistribuzione delle risorse a vantaggio delle banche e delle imprese e delle rendite. Non è necessario "crescere" in un mondo in cui  esiste un fortissimo squilibrio a danno di tante aree emarginate o sfruttate ed in cui alcuni Paesi hanno intrapreso una coraggiosa battaglia per la loro emancipazione, per fare stare meglio i loro popoli e si stanno sviluppando : Brasile, India, Cina, Venezuela, argentina,....
L'Italia e l'Europa non hanno bisogno di crescere ma di usare diversamente le loro risorse, ripartirle in modo equo, fermare la crescente diseguaglianza sociale, usare meglio e parsimoniosamente i beni naturali della terra. Deve cessare l'ossessione del PIL e la  guerra finanziaria  , aborrire l'idea stessa della competitività, stabilire rapporti di import-esport basati sui bisogni generali e con obiettivi davvero liberali verso i paesi più poveri.
 Al posto della crescita una diversa organizzazione economica ed un piano di riallocazione delle risorse dal capitale e dalla rendita al lavoro di almeno il cinque per cento l'anno. Migliorare i consumi collettivi, aumentare i salari subito di almeno il venti per cento, abolire tutti i contratti atipici , dismettere tutte le privatizzazioni che creano sanguisughe sui beni e sui consumi pubblici (vedi autostrade e treni), ripristinare la scala mobile. Realizzare un programma di investimenti pubblici basati su piccoli progetti di manutenzione e miglioramento del territorio, rinnovo del patrimonio immobiliare scolastico ed ospedaliero etcc. Investire sulla cultura e non asservirla alle imprese!
 L'Italia può anche decrescere del 2 per cento o stagnare come è successo al Giappone per almeno un decennio ma può farsi un equilibrio economico e sociale interno che le consenta di stare serenamente al mondo senza l'angoscia dei listini di borsa e del saliscendi dello spread. Potremmo decidere di non negoziare i nostri titoli di Stato e di emetterli con un tasso fisso e fare una politica di progressivo sganciamento dal finanziamento dello Stato attraverso il mercato finanziario.  Obiettivi non di crescita del PIL ma di miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle popolazioni oggi sull'orlo della rivolta sociale per la crescente pauperizzazione dei ceti medi produttivi ed il degrado del ruolo dello Stato. Dare un lavoro a tutti costa molto meno che avere il nove per cento dei disoccupati. Si può dare lavoro a tutti  remunerato con il Salario Minimo Garantito spostando risorse dai privilegi delle caste politiche regionali a vantaggio di cantieri di lavoro aperti fino all'assorbimento di tutta la disoccupazione locale.
  Pietro Ancona

_______________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, January 26, 2012 9:45 AM
Subject: Chi sono i forconi?

Chi sono i Forconi?
Ho visto le riprese televisive dei telegiornali siciliani delle manifestazioni dei cosidetti"forconi" che il Presidente della Confindustria  ha tacciato di infiltrazioni mafiose e che  anche diversi soloni della cultura  una volta era di sinistra hanno definito "jacquerie" prendendone le distanze e condannando. In generale sono persone anche di una certa età, lavoratori  sui cinquanta anni segnati dalla fatica del lavoro manuale, contadini, pescatori, artigiani autotrasportatori. Tra di loro pochi lavoratori giovani perchè da anni si è bloccato l'afflusso di nuove forze specialmente nelle campagne. C'erano tanti, tantissimi studenti che vedono degradare di giorno in giorno il tenore di vita delle famiglie in cui vivono e che stentano a mantenerli. Coloro i quali hanno criminalizzato il movimento si dovrebbero vergognare! Le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei produttori  che hanno  emesso scomuniche ed hanno parlato di mafia o di violenza hanno mostrato tutta la distanza che li separa dalla realtà siciliana e l'isolamento morale in cui sono stati gettati da decenni di consociativismo con la Regione ed ora di sostegno subalterno del governo Monti.
 Ieri il movimento ha prodotto i primi frutti. E' stata annunziato il ripristino del treno Palermo-Milano che era stato soppresso dalle ferrovie privatizzate da Moretti spezzando l'Italia in due ed isolando il Sud; i pedaggi autostradali che fanno arricchire la famiglia Benetton sono stati mitigati agli autotrasportatori per circa 200 milioni di euro ma i soldi vengono prelevati ad altri utenti della autostrada! Una cosa sconcertante!  Ma è mia impressione che questo governo non sia in grado, non abbia la cultura per affrontare le questioni strutturali e profonde che hanno generato il movimento. Un movimento che non sparirà perchè la rovina incombe su diecine di migliaia di aziende agricole e sull'artigianato.  .
 Proprio oggi scatta l'addizionale delle aliquote regionali e si subisce la prepotenza mafiosa della loro retroattività di un anno, una cosa del tutto anticostituzionale ma dalla quale non potremo difenderci perchè il prelievo sarà fatto sugli stipendi e sulle pensioni. I soldi di queste addizionali andranno a foraggiare regioni che mantengono inutili e costosissime burocrazie ed una oligarchia politica di viziati "deputati" che hanno il trattamento di senatori. La regione siciliana costa miliardi di euro e non sappiamo a quanto ammontano i suoi debiti. Serve soltanto a mantenere se stessa. Questo destava scandalo ma veniva sopportato in tempi di relativa "normalità" economica e sociale. Ora non è più tollerato!
 Pietro Ancona

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, January 25, 2012 4:33 PM
Subject: lettera a Romano sui Forconi e sul futuro incerto della Sicilia

Caro Professore Romano,
 
il movimento siciliano dei forconi non si può liquidare sostenendo con leggerezza  che è infiltrato dalla mafia magari perchè come ha detto l'infelice Gad Lerner a l'Infedele "non c'è movimento in Sicilia che non sia infiltrato dalla mafia". La mafia non ha il potere di raccogliere nelle piazze della Sicilia diecine di migliaia di studenti, di pescatori, di agricoltori, di autotrasportatori. In ogni caso, la mafia agisce in silenzio dentro il Potere e non si mostra, come ha denunziato il Presidente della Sicindustria ai posti di blocco. I suoi interessi coincidono con la persistenza della crisi economica che investe la Sicilia oggi. Oltre cinquantam ila aziende agricole sono fallite e magari trovano acquirenti tra i mafiosi. La mafia non ha interesse ad appoggiare la lotta degli agricoltori perchè se questi falliscono essa ingrassa acquisendo le loro aziende o prestando denaro ad usura.
Le ragioni del movimento dei forconi scaturiscono dalla lunga crisi dei prezzi dei prodotti agricoli. Ripeto: se un contadino vuole pagarsi una tazzina di caffè al bar deve vendere almeno 10 chili del meraviglioso grano duro che produce e venti chili di arance o mandarini o un quarto di litro del favoloso scintillante olio siciliano. La lotta scaturisce  anche dal rincaro del prezzo dei carburanti diventato insostenibile.
Professore Romano, lei nota come i sindacati ed i partiti siano assenti. Sono assenti perchè sono diventati ideologicamente liberisti e sostengono il governo Monti a Roma e Lombardo in Sicilia. Sindacati e partiti hanno vissuto di consociativismo con gli oligarchi del  potere. Mi riferisco anche alle associazioni degli agricoltori che da trenta anni vivono dell'assistenzialismo della comunità europea e della regione siciliana non rendendosi conto che questa politica è diventata controproducente ed inerte. Queste associazione hanno firmato un documento contro il movimento dei forconi!
 Oggi a Palermo contadini pescatori e studenti gridavano: lotteremo fino alla morte! Mai fino ad oggi un tale grido era echeggiato nelle piazze siciliane. Temo una disgrazia perchè questo governo e questi partiti non hanno l'intelligenza di capire quello che sta succedendo.
  Pietro Ancona
http://www.corriere.it/editoriali/12_gennaio_25/romano-illegalita-intollerabile_221ac324-471b-11e1-8fa7-b2a5b83c8dfe.shtml

__________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, January 23, 2012 
Subject:
Dalla parte del movimento dei Forconi

Dalla parte del movimento dei forconi

Da sempre gli scioperi e le agitazioni hanno prodotto disagi alla popolazione. Se scioperano i ferrovieri quanti viaggiano ne traggono un disagio. Se scioperano gli insegnanti idem e così dicasi per quanti esercitano il loro diritto alla protesta sospendendo l'attività alla quale sono dediti. Se poi queste persone scoraggiano il crumiraggio o invitano altri ad aderire con modi che possono sembrare violenti anche questo fa parte della lotta e delle sue conseguenze. La lotta ha anche aspetti sgradevoli ma è assai più sgradevole una crisi generale dell'agricoltura siciliana costretta a vendere alla filiera mafioso-liberista che arriva alle Coop ed alla grande distribuzione mandarini arance a 5 centesimo il chilo o il frumento a 10 centesimi ( ci vogliono dieci chili di frumento per pagarsi una tazzina di caffè). Se il movimento è infiltrato o controllato dalla destra bisogna chiedersi perchè non è infiltrato o controllato dalla "sinistra" ed io aggiungo: c'è ancora una sinistra? Liquidare i movimenti del popolo siciliano o del popolo sardo come jacquerie è sommamente stupido e obbedisce alla logica che si sono imposti i partiti per non disturbare il governo del tronfio vuoto livido governor dell'Italia Monti che lavora giorno e notte per distruggere la civiltà del lavoro e del diritto che i lavoratori italiani erano riusciti a conquistarsi in tanti decenni di lotta. Chiunque criminalizza il movimento per la sua connotazione "fascista" o "forza novista" fa propaganda a queste forze e gli regala un atto della vicenda politica siciliana che va letto in modo asai diverso. Purtroppo come è stato fatto morire dal Potere il movimento dei pastori sardi anche questo siciliano sarà fatto morire da governi e partiti anche quelli che si qualificano di sinistra per mancanza di risposte. Risposte non ne avremo e questo potrà portare o ad una profonda e secolare rassegnazione o ad una esplosione rivoluzionaria perchè la gente è arrivata al capolinea. L'anno scorso solo tra i lavoratori licenziati ci sono stati 400 suicidi. E' così che dobbiamo andare avanti? Pietro Ancona

_____________________

Comunisti e forconi

La sinistra che legge il Manifesto e Liberazione è critica verso il movimento dei forconi che sta scuotendo dalle fondamenta la Sicilia. Le organizzazioni sindacali dei lavoratori a cominciare dalla mia CGIL esprimono giudizi negativi e dubbi dietrologici sul cui prodest del movimento che accomuna contadini operai disoccupati autotrasportatori. Insomma il mondo ufficiale della politica e del sindacato prende le distanze e, con la puzza sotto il naso, condanna. A mio parere commette un errore che non sarà perdonato perchè sta producendo strappi ed amarezza. C'è amarezza in coloro che sono costretti ad usare l'auto o il camion per raggiungere il lavoro o per spostarsi o per vendere i propri prodotti. Una cosa è l'impatto del prezzo della benzina a Vigevano altra e ben diversa cosa è a Ragusa. I prodotti agricoli siciliani si debbono spostare per centinaia e centinaia di chilometri per raggiungere i mercati ed i costi sono diventati insopportabili. Inoltre, come diceva oggi un contadino per la prima volta intervistato dalla TV fellona e disonesta che soltanto oggi comincia a dare conto della agitazione, i prezzi dei prodotti agricoli sono inferiori a quelli di trenta anni fa. Gli oligopoli delle catene di distribuzione spremono fino all'osso i produttori e li condannano alla fame. Molti hanno l'alternativa o il suicidio o la rivolta. E' una caratteristica dell'agricoltura odierna controllata dalle multinazionali spingere i contadini, i coltivatori diretti al suicidio come avviene in India e altrove. Il mercato globalizzato senza regole è dominato dalle multinazionali che impongono la loro legge senza alcuna pietà per nessuno. Qualcuno si lamenta che il movimento dei forconi è controllato o ispirato dalla destra. In politica e nella società i vuoti non restano tali a lungo. Se la "sinistra" diventa liberista, perbenista, educata, collaborativa con il potere la società non sta ad aspettarla che finalmente si accorga dei problemi che vengono a maturazione. Ora esprimere giudizi sprezzanti ideologici e salottieri sul movimento non farà bene a nessuno. La Sicilia tagliata fuori da Moretti dal sistema ferroviario nazionale ed europeo ed ora oppressa da un prezzo enorme, patologico dei carburanti non si lascerà morire di fame e di inedia. Quello che accade oggi è il prologo di una stagione di grandi e pericolose agitazioni che, in assenza di forze politiche in grado di capire e di guidare, rischiano di avere sbocchi assai gravi. L'agitazione di oggi segna anche il fallimento dell'Autonomia Siciliana diventata un Palazzo di ingordi sazi e privilegiati oligarchi tutti con il grado equipollente a quello di senatori della Repubblica. La regione è un buco nero, una terribile idrovora delle risorse a vantaggio di una casta di privilegiati. La Regione è un fallimento prima che politico morale e se non esistesse sarebbe meglio per tutti. Pietro Ancona

____________________

Pietro Ancona Riflessioni su fb 1l 19/1/2012
Possenti organizzazioni sociali e politiche praticano consociativismo con il potere politico da anni. Non hanno più il polso della situazione sono tagliate fuori ed oggi strillano sgomente e disorientate di fronte alla rivolta che scuote la Sicilia ( e presto contagerà l'Italia)
Il movimento che sta scuotendo la Sicilia è stato criminalizzato da quanti hanno complicità e responsabilità nella... terribile situazione che si è creata in Italia. Gli statali sono stati criminalizzati come fannulloni e decimati. I professori sono stati ritenuti inidonei alla scuola delle tre I e cacciati via in duecentomila. Quanti si sono ridotti a fare gli stiliti o gli "ergastolani" nell'isola dei cassiintegrati sono stati lasciati a marcire.Intanto i servizi pubblici a cominciare da quello strategico delle ferrovie vengono privatizzati diventano più costosi. La Sicilia è stata condannata all'isolamento per l'aumento vertiginoso costo dei collegamenti e dei trasporti. Anche la pesca non è in grado di reggere il costo dei carburanti mentre l'agricoltura viene messa fuori mercato. Ma la decisione sulla Sicilia è già stata presa. Le manifestazioni non avranno nessuna risposta positiva e nessuna delle rivendicazioni sarà accolta. Il movimento è stato bollato come mafioso. Dopo di che tutto sarà peggiore di quanto accade oggi. Intanto la fame ha fatto la sua comparsa nei quartieri popolari dove non è raro incontrare bambini denutriti con le alucce delle spalle che quasi bucano la pelle.

Pietro Ancona 20/1/2012 Non è corporativa la protesta degli autotrasportatori. I loro interessi coincidono con quelli dell'economia siciliana che non è in grado di reggere costi di trasporti più alti per il carburante alle stelle. La questione del carburante è per... la Sicilia questione di vita o di morte dal momento che siamo la regione italiana più lontana dai mercati di sbocco e dal momento che non abbiamo più ferrovie che oltrapassino Roma.

.Pietro Ancona Ivan lo Bello ha fatto carrieera con l'antimafia diventando consigliere del banco di Sicilia subito dopo la sua trovata di cancellare dalla sicindustria gli industriali mafiosi (sic!!!). Se io fossi uno degli esponenti del movimento lo querelerei per la diffamatoria dichiarazione che ha fatto e che sta ridimensionando velocemente. 

Pietro Ancona La sinistra deve imparare a confrontarsi con i movimenti dei ceti medi produttivi che la globalizzazione e le destre spingono verso la proletarizzazione o il suicidio economico. Non può storcere il naso ed etichettarli come egemonizzati dalla mafia o dalla destra politica.Gli agricoltori,i pastori, gli autotrasportatori, i pescatori hanno problemi simili a quelli degli operai minacciati di perdere l'art.18 o la CIG. I dirigenti della sinistra debbono dialogare con la gente spinta sulle piazze a sfidare la repressione della polizia dalla disperazione per le loro aziende o attività che vanno in rovina,.

 

__________________________________________

Riflessioni

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, December 29, 2011 9:01 PM
Subject: Riflessioni

Riflessioni

Conferenza Monti

   Conferenza stampa di Monti. Siamo passati dalla lavagna di Berlusconi ai diagrammi illustrati da Monti. La sostanza non cambia. Il ceto medio e la classe operaia debbono essere spogliati di quanto ancora hanno e debbono perdere la loro dignità sociale a vantaggio dei banchieri e della borghesia parassitaria italiana.  Il piano Monti dettato a facsimile dal FMI e dalla BCE: le solite cose condite da odio viscerale per i lavoratori ed i loro diritti.

Obiettivo Putin

 Gli USA hanno deciso di far fuori Putin per avere una Russia asservita ai loro voleri come l'Europa. Faranno di tutto per generare una situazione di tensione prima e durante le elezioni presidenziali. Vogliono mettere le mani sul petrolio e sul gas russo e sugli arsenali atomici e comunque ricattano Putin  per avere via libera subito contro la Siria e l'Iran. L'imperialismo delle multinazionali USA ha completamente svuotato la stessa democrazia americana di ogni contenuto. La gente non conta proprio niente in USA e non contano niente le nazioni alleate con gli USA. Debbono solo ubbidire agli ordini e se non lo fanno o sgarrano come è successo all'Italia  le fanno fuori. La guerra di Libia è stata fatta non solo per sopprimere Gheddafi e la Libia libera ma anche l'Italia che ora è infinitamente più povera.

Superiorità dell'accumulazione comunista

 la superiorità dell'accumulazione comunista sul profitto capitalistico è stata provata in modo luminoso dalla trasformazione avvenuta in URSS dal 1917 al 1939. La Russia stracciona degli zar con centomilioni di contadini analfabeti ed una classe media di professionisti praticamente inesistente riuscì a diventare l'URSS con una industrializzazione capace di alimentare la resistenza e poi la vittoria sul potente apparato militare tedesco. Cento milioni di contadini diventarono ingegneri, medici, professori, biologi, geometri, filosofi, giornalisti, insomma una popolazione colta capace di  fare funzionare una società industriale moderna. Questo in venti anni nonostante l'accerchiamento capitalistico la carestia e le invasioni durate fino al 1926. Ancora oggi, dopo venti anni di devastazioni liberiste, la Russia campa sul lascito di quella accumulazione sul quale vorrebbero mettere le mani gli americani.

 La sinistra italiana che pontifica su Putin ed Assad
 Ci vuole una grande faccia di bronzo a pontificare sulla Russia o sulla Siria quando l'Italia e la Grecia il FMI e la BCE sono state commissariate da agenti della Goldman Sachs con il concerto degli USA e della Germania. Monti decide sulle pensioni escludendo dalla trattativa le confederazioni sindacali chiamandole soltanto a mettere la loro firma dove c'è da togliere diritti come per l'art.18. Il Parlamento italiano ed il Presidente della repubblica sono stati incaricati di "favorire" l'operazione ed ora abbiamo un Monti pieno di sussiego che a momenti gli spuntano i barcigli rossi dei tacchini con la ruota a capo di un gruppo di persone la cui specializzazione tecnica non serve a niente dal momento che debbono soltanto eseguire "il protocollo" che la Goldman Sachs ha fatto scrivere per l'Italia da Draghi e Tricot.

 La politica estera dei comunisti è atlantista  ( l'ombrello di Berlinguer)

Fabio Amato nella sua nota "in Russia ed in Europa si chiede giustizia sociale" inizia allineandosi immediatamanete alla disinformazione massmediatica occidentale come gli è capitato per la Libia, per la Siria e per l'Iran, scrivendo: "la clamorosa e per molti versi inaspettata sconfitta di Russia Unita, il partito di Putin, alle elezioni politiche della Federazione Russa è un dato politico netto che non può essere camuffato nonostante i numeosi brogli etc..etc..."
 Non è vero che la lista di Putin sia stata sconfitta. E' passata dal 65 al 54 per cento che è pur sempre la maggioranza assoluta dei consensi elettorali ma gli USA hanno inscenato il teatro che mettono su ogni volta che vogliono destabilizzare un paese. In Iran gridarono alla truffa ancora prima che le urne fossero aperte e così hanno fatto dappertutto con le cosidette rivoluzioni colorate di Soros per le quali esiste un manuale dal quale si può leggere quali saranno le prossime mosse
 Duole molto l'allineamento di Rifondazione Comunista alle posizioni dell'imperialismo americano che nel caso della Russia è riuscito a spaccare il gruppo dirigente ed ad interagire con questo per accaparrarsi il controllo delle risorse energetiche espropriate da Putin agli Oligarchi e comunque si servono di questa pressione mafiosa per ricattare la Russia ed indurla a togliere il veto alla guerra alla Siria al Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
  Si legga Fabio Amato il documento del Partito Comunista Russo che denunzia la pesantissima mano statunitense sulla vicenda elettorale russa.

 Lo spread è una balzello imposto dalle banche?

Perchè non cala lo spread? Mi sono posto la domanda anche se non ho gli strumenti tecnici per sapere con esattezza che cosa succede. Ma posso comunque ragionarci sopra "politicamente" e tentare di comprendere il fenomeno sul suo contesto e cioè dentro e non fuori le misure che sono state imposte all'Italia dalla BCE con la nota lettera Draghi-Trichet. La mia idea è che lo spread è una supertassa che viene imposta dai "mercati" e cioè dalla banche per derubare i risparmi degli italiani svilendone il valore e per costringerci a pagare interessi strepitosi e davvero fuori mercato del 7 per cento. Questi interessi ci affosseranno e nessuna crescita prevedibile per l'Italia sarà in grado di pagarli. Per pagarli bisognerà perdere ancora pezzi del capitale patrimoniale (demanio, privatizzazioni..). Insomma il Commissario Monti è stato imposto all'Italia non per tirarla fuori dalla crisi ma per controllarne il piano che le è stato assegnato un piano di autodistruzione. Basti riflettere sul silenzio assoluto che riguarda la questione dei mercati finanziari e della loro regolazione. E' un tabù.

 Gorbacev

 La reiterata presenza di Gorbacev a fianco dei rivoltosi di Mosca che secondo copione attaccano sostenendo  che ci sono stati brogli elettorali dà l'idea della serietà della provocazione americana. Questi non molleranno e con essi il loro burattino in loco Gorbacev fino a quando non otterranno dalla Russia il via libera contro la Siria al Consiglio di Sicurezza dell'ONU e una maggiore quota di energia controllata dagli oligarchi. Si tratta di una pressione mafiosa che può avere  anche obiettivi più ambiziosi e cioè la destabilizzazione della stessa Russia e la sua ulteriore frammentazione.

Pietro Ancona

 
La guerra in Siria

La guerra in Siria è in corso da mesi nonostante il veto del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Una guerra che ha una grossa copertura massmediatica dal sistema informativo occidentale e filooccidentale. Viene spacciata per "repressione" del regime contro il popolo ripetendo la menzogna applicata alla Libia. E' una guerra di occupazione in cui sono impegnati eserciti privati e semi privati opportunamente diretti da esperti della Nato e da militari di paesi arabi conniventi. Israele è della partita anche se mediaticamente tiene un profilo basso. Le forze impegnate ad abbattere il governo siriano (e poi lo Stato) sono praticamente inesauribili. Quanto tempo potrà durare la Siria assediata in casa?

Riflettiamo sulla esperienza italiana dalla Bolognina in poi
Nei paesi occidentali con democrazie parlamentari è inevitabile e fatale la liquidazione dei partiti socialisti e comunisti fino al loro totale annacquamento ed asservimento ai partiti della destra liberista. La strada di questa progressiva liquidazione è tracciata dalla cooptazione dei gruppi dirigenti nello stile di vita negli interessi e negli agi della oligarchia. La classe dirigente comunista subisce l'attrazione fatale della borghesia e finisce con il condividerne gli interessi. Inoltre la necessità di governare senza scontentare il sistema occidentale ma in coerenza con i suoi interessi porta la "sinistra" a compiere scelte estranee alla sua cultura come la partecipazione a guerre coloniali o la cancellazione di diritti dei lavoratori. Non esiste una via parlamentare al socialismo o ad una società comunque diversa. Anche i sindacati occidentali subiscono lo stesso processo di identificazione con gli interessi del padronato e della borghesia.La strada dell'alternativa al sistema deve passare da altri luoghi ed avere altri itinerari.

Uscire dalla UE al più presto

Se fosse vera la teoria dei vasi comunicanti che Scalfari applica all'Europa unita, la Grecia non dovrebbe trovarsi nelle condizioni di disperazione sociale in cui è stata gettata dalle decisioni della UE e del FMI che equivalgono per essa ad una guerra perduta. Non è ammissibile imporre a venticinque milioni di persone una penitenza che potrebbe essere lunga venti o trenta anni o addirittura eterna dal momento che tasse bassi salari e disoccupazione conducono soltanto ad ulteriori crisi dell'economia e della società. I greci dovrebbero avere il coraggio di rompere con l'UE e di disconoscere il debito pubblico. Ma quali greci ? Il blocco finanziario euroatlantico ha commissariato la Grecia con un uomo della Goldman Sachs Papademos (come l'Italia è stata commissariata dall'euroatlantista Monti e la BCE da Draghi tutti uomini della stessa banca)- Bisogna che il popolo greco rompa con Papademos e quello italiano con Monti.

L'Argentina dieci anni dopo
L'Argentina, nel decennale della sua morte e resurrezione, ci indica la via della salvezza che passano lontanissime dal Fondo Monetario Internazionale e dalle politiche che il Commissario Bilderberg Monti sta imponendo all'Italia con la complicità degli Oligarchi di un Parlamento privo di veri poteri ed al servizio dei ricconi e della borghesia più agiata. Bisogna uscire al più presto dalla Unione Europea che ci schiavizza. Seguire l'esempio della Inghilterra. La Grecia ci sia di monito. Se restiamo nella UE ci ridurremo come la Grecia.

Responsabilità storiche del sindacalismo confederale.
La posizione assunta da Cgil, Cisl ed Uil sulle pensioni e sull'art.18 ed in generale sulla manovra ha dato un pò di respiro ai lavoratori italiani e condizionato positivamente il PD in procinto, sotto la spinta di ichino,Letta,Fioroni, Veltroni ed altri iperliberisti a cedere a tutte le richiesta del governo e del padronato. Il Sindacato ha frenato l'offensiva contro i diritti ed ha bloccato l'attacco sui licenziamenti facili. Bene!
Ma se siamo giunti al tristissimo punto in cui siamo c'è una responsabilità dei sindacati confederali che hanno nel loro casellario giudiziario la condivisione della legge Biagi, gli accordi di Pomigliano, l'esclusione della Fiom dal gruppo Fiat e da tutti gli stabilimenti in cui si faranno accordi aziendali non sottoscritti. La "triplice" ha lasciato passare senza colpo ferire il collegato lavoro che introduce l'arbitrato e non ha contestato diecine di peggioramenti legislativi come ad esempio il riconoscimento della causa di servizio per certe malattie.
Sospetto che la inedita combattività di CGIL CISL ed UIL sia legata alla lettura di sondaggi che descrivevano la rovinosa caduta del loro prestigio in Italia. Spero che tornare a difendere i lavoratori sia una scelta non strumentale e non tattica e non provvisoria.

Pietro Ancona

Sullo stalinismo ed il prc

pubblicata su fb da Pietro Ancona il giorno domenica 20 novembre 2011 alle ore 20.13
 
 Stalin è il comunismo

le tesi dell'ottavo congresso del PRC condannano senza alcuna indulgenza lo stalinismo e lo considerano una malattia, una corruzione del comunismo. Io credo che in questa condanna ci sia un errore derivante dalla voglia di ripulirsi della storia spesso tragica del comunismo mondiale e di ripararsi, come disse Berlinguer, sotto l'ombrello della Nato. Se guardiamo lo stalinismo riferendoci al periodo storico in cui Stalin diresse l'URSS parliamo del comunismo come si è realizzato dopo la morte di Lenin. Condannando Stalin si condanna il comunismo e lo stesso Lenin, cioè la rivoluzione d'ottobre alla quale il PRC dice di riferirsi. Il comunismo non poteva essere diverso da quello realizzato da Stalin e difeso dall'invasione degli eserciti del mondo capitalistico ed infine trasfuso della Costituzione del 1947 dell'URSS che è una delle più avanzate del mondo. Se si condanna soltanto l'opera dottrinaria e teorica di Stalin non si sa bene di che cosa si parla perchè niente c'è di più elevato del pensiero sulle nazionalità e sulla lingua di Stalin.  Un rispetto profondo per i popoli della URSS e di tutto il mondo che veniva avvertito dal mondo oppresso dal colonialismo e dall'imperialismo anglosassone ed europeo che avevano in lui un punto di riferimento nella lotta per il loro riscatto.

Pietro Ancona

________________________________________

----- Original Message -----
From: Pietro Ancona
Sent: December 08, 2011 4:09 PM
Subject: Gorbacev due volte traditore (1991-2011)

 

Gorbacev due volte traditore (1991-2011)

 La posizione assunta di Michele Gorbaciov sull'esito delle elezioni in Russia è la conferma di tanti sospetti che si erano avuto sul suo ruolo di agente americano nella grande crisi dell'URSS  del 1991 caduta senza quasi resistere,   ruolo che     ha avuto assieme al suo ministro degli esteri

Shevardnadze poi diventato Presidente della Georgia dopo la  dissoluzione della patria del socialismo diretta da un altro agente americano l'ubriacone Eltsin.

 Gorbacev sa bene che rifare le elezioni in Russia sarebbe destabilizzante ed aprirebbe un periodo di grandi crisi e sconvolgimenti interni perchè l'autorità dello Stato verrebbe sospesa e tutti si sentirebbe legittimati ad intervenire. Eppure avanza questa provocatoria proposta che      autorizzerebbe  una autorità

 internazionale ad intervenire per prendere in custodia gli enormi arsenali nucleari.  Gorbacev sa questo ed altro essendo stato Capo di Stato. Sa che ci sono ragioni politiche e geopolitiche che muovono gli Stati. Non da oggi ma da sempre gli USA sono nemici storici della Russia che ha subito nel corso della sua storia moderna diverse invasioni. la grande invasione napoleonica del 1812, le invasioni dei paesi occidentali (compresa l'Italia) dal 1917 al 1926, l'aggressione tedesca costata 25 milioni di morti, l'aggressione giapponese.

  Putin  è odiato dagli USA perchè finora non ha permesso il bombardamento della Siria e perchè sostiene l'Iran. La Russia di Putin è fattore di pace anche se non ha evitato  la devastazione della Libia e l'uccisione di Gheddafi  e non ha difeso Milosevic dalle infami accuse che lo hanno portato alla morte in un carcere europeo. Gli USA con il loro compare Eltsin avevano fatto assegnamento sugli oligarchi per mettere le mani sul petrolio e sul gas russi. Putin ha incarcerato il loro complice Khodorkovschi. Putin aveva disegnato un grande progetto che coinvolgeva la Turchia e l'Italia visto come fumo negli occhi dai petrolieri americani,.

  Gorbacev sa bene quale sia l'immensa posta in gioco. Che cosa c'è dietro la richiesta di rinnovo delle elezioni alle quali comincia ad associarsi la richiesta di morte per Putin.

  Gorbacev ha avuto il rado destino di tradire il suo paese due volte: una volta con la cosidetta Perestroika e Glasnost che hanno messo l'URSS nelle mani dei servizi segreti occidentali e, venti anni dopo, schiera (ndosi con la Clinton contro il suo paese nel quale in ogni caso Putin conserva la maggioranza dei consensi, una maggioranza percentualmente superiore a quella dei Presidenti americani molti dei quali eletti davvero truffaldinamente come abbiamo visto per le due elezioni di Bush entrambe truccate ed accompagnate da randellate per gli scrutinatori che non "collaboravano" ai brogli.

 La maschera che ha nascosto il vero volto dell'ultimo segretario del PCUS è caduta!

Questo vuol dire che le ragioni per fare crollare il comunismo erano e sono del tutto ignobili e non c'entravano per niente con gli ideali di democrazia e libertà a suo tempo strombazzati assieme a Reagan ed a Voitila.  Basta vedere che cosa sta diventando il mondo senza l'URSS sempre sull'orlo del baratro della guerra e della miseria sociale.

  Pietro Ancona

__________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: 3 Dicembre 2011
Subject: Monti è italiano?


Monti è italiano?
 Ma è vero che il capitalismo è in crisi?

Ma siamo sicuri che quella che ci viene ammannita come la grande crisi del capitalismo non sia una crisi ma politiche di terrorismo economico e militare ben combinate che stanno costringendo all'impoverimento il ceto medio europeo e devastando le nazioni di cultura diversa da quella liberista? Certo è che il capitalismo si sta riorganizzando con una nuova divisione internazionale del lavoro nela prospettiva di una nuova guerra per la c onquista dell'intero pianeta. Chi mi dice che la crisi dell'Euro non sia guidata verso precisi traguardi che comprendono la quasi abolizione delle pensioni e la totale schiavizzazione dei lavoratori abolendo l'art.18

La democrazia è solo per i ricchi

C'è qualcosa di sbagliato e di diabolico nella democrazia se permette la spoliazione di diritti e di risorse delle classi lavoratrici a vantaggio delle classi borghesi dell'imprenditoria e delle professioni. Se un Parlamento a maggioranza stabilisce di togliere il diritto alla giusta causa o introduce una legge come la legge Biagi che destruttura il ceto medio e distrugge ogni sua speranza di miglioramento sociale questa è democrazia? Democrazia per chi e per che cosa? C'è qualcosa di sbagliato nella democrazia se viene invocata contro la Jamaria di Gheddafi che è stata una elevatissima forma di socialismo nordafricano.

Abbiamo un governo italiano? Escludo che il governo Monti possa fare gli interessi dell'Italia alla stessa stregua dei governi francese o tedesco. Monti ha fatto carriera nell'alta casta burocratica europea essendo stato per oltre un decennio commissario e membro della Commissione. L'input al quale obbedirà sarà quello europeo. Lo stesso dicasi di Draghi. Insomma sono persone che sono parte integrante di un gruppo internazionale che non ha patria e che agisce in funzione solo degli interessi delle grandi banche di cui sono emanazione. Anche il governo Monti suscita non poche perplessità. Le isteriche dichiarazioni di Terzi contro l'Iran sono più ascrivibili agli interessi di Israele che a quelle dell'Italia. Inoltre sono convinto che la nomina di Monti in Italia e di Papademos in Grecia siano state preparate almeno quattro mesi fa e suggerite da Obama per conto dei banchieri di wallstreet e del FMI. Berlusconi e Papandreu sono stati messi in fuga con l'uso di argomenti "convincenti". Non credo che Monti farà niente di buono per l'Italia. Se l'interesse dell'Italia divergerà da quello dell'Euro sceglierà l'Euro.

Massmedia asserviti e nemici

L'informazione italiana è asservita e manipolata. I giornali sono in prima linea nel frastornare la gente con campagne di stampa finalizzate a certi risultati. Ricordate tutta la campagna sulla Sicurezza sfociata in misure da stato fascista come i due pacchetti sicurezza e nell'allontanamento dei lavavetri dai semafori... delle città? Quanti soldi sono stati sprecati per le RONDE? Ora Roma è preda di banditi e l'Italia è costellata di delitti specialmente di giovani donne. Ma i giornali ed i media parlano solo di Borsa e di Spread perchè questo è l'input che hanno ricevuto da coloro che vogliono togliere la pensione ai nostri figli ed a noi tutti l'art.18.
Pietro Ancona

________________________________________-

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: 1 Dicembre 2011
Subject: Magri, Monicelli, Guttuso

Magri e Monicelli si tolgono la vita perchè stanchi di essa. Non ci sono motivi "politici"come qualcuno ha ritenuto di dover interpretare e speculare per Lucio Magri.
Hanno ritenuto di non dovere più sopportare l'uno la depressione e l'altro la vecchiezza, la vecchiezza che Renato Guttuso aveva definito "oscena" quando costringe a sopportare malanni fisici insopportabili e degradanti.
Hanno compiuto entrambi un atto di libertà derivante dalla loro profonda umana laicità. IL messaggio che trasmette la loro morte non è di resa o di disperazione ma di libertà. Non so se Guttuso se ne avesse avuto il tempo e l'opportunità di sarebbe suicidato come Magri, come Monicelli.

E' morto nel suo letto ma di una morte assai squallida popolata dalla funesta presenza di Cardinali e di persone che non erano quelle che lui avrebbe voluto. A Marta Marzotto non fu permesso di avvicinarlo,vederlo assisterlo nonostante le sue proteste. Da questo punto di vista la sua dipartita dal mondo è stata peggiore di quella di Lucio Magri e di Monicelli.

Quanti vogliono vedere nella morte di Lucio Magri una metafora della morte della sinistra o addirittura del socialismo credo che sbagliano di grosso. Le idee di redenzione umana del socialismo seppure oggi in grande difficoltà in tutto il mondo non è detto che non rinascano più forti e vigorose di prima. giungono segnali di grande rinascita dai movimenti di protesta sparsi in tutto il mondo. Il socialismo è stato tradito dai gruppi dirigenti venuti a contatto con il liberismo. Ma è civiltà ben superiore da quella che ci fa vivere appesi al grafico della borsa ed allo spread dei titoli.

Di Monicelli mi piace ricordare la sua esortazione: Giovani, ribellatevi! Mille volte meglio la ribellione che ingrigire e svuotarsi dentro un Call Center!
Pietro Ancona

____________________

----- Original Message -----
From: Pietro Ancona
Sent: Sunday, December 04, 2011 4:09 PM
Subject: Una Giornata surreale
 

 Una Giornata surreale

 Giornata surreale in cui va di scena  a Palazzo Chigi un  colpo di Stato con la complicità delle sue vittime. Nel giro di quaranto otto ore il Prof.Monti ed i suoi assistenti smaltiscono i partiti presenti in Parlamento (di quelli che ne stanno fuori come Rifondazione Comunista non si preoccupa nessuno) e  le organizzazioni sociali esistenti in Italia e tra queste le maggiori Confederazioni dei Lavoratori ( i sindacati di base sono ignorati come RC, Sel, i Verdi, il PSI)

 Monti si limita a leggere il testo del decreto che approverà tra qualche ora in Consiglio dei Ministri che si riunisce di domenica per consentire ai mercati un esame delle decisioni del governo e darci la pagella. Se la pagella sarà buona avremo qualche giorno di tregua e poi ricomincerà la campagna terroristica sul possibile default che oramai non ci lascerà mai più.

 IL disagio sociale per tutti provocato dalle ferite e sforbiciate del sistema pensionistico è di gran lungo maggiore dei pochi soldi che si raggranelleranno. Si tratta di misure di pura cattiveria sociale. D'altro canto non c'è un solo provvedimento rivolto ad aiutare le famiglie o la gente disoccupata. Monti si limita a spremere i pochi soldi che vengono da gente con redditi medi inferiori a mille euro. Non  chiede niente ai ricchi perchè la sua Ideologia-Religione glielo vieta. Nel suo caso il capitalismo compassionevole, che condiva la medicina amara di cui parla Casini ricordando Pinocchio con quache elemosina, non è possibile. La situazione è troppo grave!

 Non si capisce perchè il governo Berlusconi che faceva le stesse cose di Monti con piglio populistico sia stato sostituito da questo signore  che è  un membro dell'establiscement euroatlantico che risponde dei suoi atti direttamente ad Obama che lo ha nominato assieme a Papademos in Grecia, a Legarde al FMI ed a Draghi in BCE. Naturalmente Obama ha agito per conto dei Banchieri di WallStreet che debbono rimettere il dollaro al primo posto delle valute planetarie.

 Se dobbiamo vivere il resto della nostra vita incollati alla TV per controllare l'andamento delle borse e lo spread dal quale dipendiamo in tutto per il salario, la pensione, i diritti  è mille volte meglio recuperare la nostra libertà e ritagliarci un posto diverso nel mondo lasciando allo zio Sam solo la possibilità di bombardarci come ha fatto con la Libia.

Pietro Ancona

_____________________________

----- Original Message -----
From: Giuseppina
Sent: Sunday, November 20, 2011 1:29 PM
Subject: Il governo di Caino


 Il governo di Caino
  Il governo Monti nasce all'insegna della continuità degli scandali e dello scempio che la politica ha fatto e persiste  a fare dello Stato. Vengono arrestati gli amministratori dell'Enav per corruzione e mazzette versate all'UDC di Casini  (e non solo) e l'Avvocato Pitruzzella autore di un libro scritto a quattro mani con Cuffaro viene nominato per volontà di Schifani condivisa da Fini Autority dell'Antitrust un organismo assolutamente inutile come tutte  le altre autorità ma che assegna emolumenti milionari e poi pensioni strabilianti ed oscene ai suoi dirigenti.  Una cosa ignota ai più è che l'avvocato Pitruzzella è autore di un progetto di riforma dello Statuto Siciliano che allinea la regione a quanto di peggio si è evoluto nell'ordinamento dei poteri locali e ne cancella i tratti progressisti.
 Fini parla a Verona e fa il terrorista. Se cade il governo Monti, cade l'Italia! Potenza del professore bene ammanigliato a Bruxelles ed a Berlino! Ci dobbiamo affidare a lui come a colui che essendo ben introdotto negli ambienti c he contano in Europa potrà salvare l'Italia dal default al quale era stata spinta dalla speculazione internazionale fatta da banche a lui tutt'altro che ignote  come la Goldmann Sacks. Berlusconi interviene con una intervista al Corriere della Sera e fa il saggio ed il padre della patria. Non parla più di staccare la spina a Monti e dice che questi  durerà fino alla scadenza della legislatura. Dice che non si ricandiderà e che neppure Monti farà il candidato. Deve avere avuto assicurazioni solidissime sui suoi processi e sul suo impero economico e mediatico.  Il "Giornale" pubblica una nota allarmata sul risparmio degli italiani che è diminuito moltissimo e che ha messo in crisi anche le banche. Le famiglie non solo non sono in grado di risparmiare ma hanno eroso i loro gruzzoletti per sopravvivere e fare sopravvivere i giovani precarizzati e mal pagati che non riescono a mettere su casa.  E' la prova che un Paese sta bene in tutte le sue parti se i lavoratori vengono retribuiti con giustizia e rispettati nei loro diritti e che precipita nella recessione se questo viene  meno.  Un prolungato regime di bassi salari che dura dai famigerati accordi di concertazione del 1993
ha annichilito la capacità di risparmio e la gente stenta a sopravvivere. Questa è l'Italia che si vorrebbe ancora penalizzare con la reintroduzione dell'ICI che è la beffarda versione popolare della patrimoniale che viene risparmiata ai ricchi ma imposta ai poveri ed anche ai poverissimi. Tantissimi  lavoratori e tantissimi pensionati a 600 euro mensili ed anche meno possiedono la casa che hanno potuto farsi a prezzo di sudatissimi e quasi insopportabili mutui. Ebbene piuttosto che essere aiutati  dovranno pagare per il tetto che li protegge. L'obiettivo dei liberisti è ridurli alla condizione dei sessanta milioni di americani che vivono nelle roulottes o addirittura per strada. Nel progetto Bilderberg il ceto medio deve essere abolito e la classe operaia deve essere retrocessa nelle aree sociali della emarginazione piuttosto che avere un ascensore verso il ceto medio.
  La crisi italiana non finisce con il governo Monti e la svolta istituzionale con la formazione di una maggioranza  assoluta che diventa  Caino delle classi subalterne costituisce una anomalia, una degenerazione della democrazia che è già una dittatura della borghesia corrotta e satolla  che potrebbe sfociare in una rivoluzione. Il Quarto Stato, escluso dal Parlamento dove non c'è un solo partito di sinistra o comunista, chiamato a reggere il peso di tutta la crisi ed il costo che l'Italia borghese deve pagare per transitare nella zona di sicurezza  dell'Europa dei ricchi, potrebbe non accettare di essere spremuto e vilipeso e messo con le spalle al muro. I massmedia parlano di un gradimento  di Monti nel Paese pari a quello del Presidente della Repubblica. Questo gradimento potrebbe essere l'effetto della liberazione da Berlusconi e dalla sua cricca e l'illusione di un governo fatto di persone dabbene che lavoreranno per il bene comune. Ma queste persone dabbene hanno idee e programmi di governo che peggioreranno la condizione delle masse popolari. Non c'è una sola proposta che porti sollievo, un segnale amichevole a difesa dei deboli. Si potrebbe introdurre il Salario Minimo Garantito ed abolire la legge Biagi che consente quasi cinquanta modalità diverse per eludere i diritti dei giovani lavoratori.. Si potrebbe ridurre il programma delle Forze Armate de destinare i risparmi ad un progetto di asili nido. Si potrebbe fare un programma di cantieri di lavoro (come si usava fare una volta) nelle regioni in cui la disoccupazione è più forte come la Sardegna o la Calabria. Ma non si fa niente e si aizzano i giovani contro i lavoratori che sono "troppo" tutelati secondo la falsa e velenosa espressione di Monti. Fini si spinge fino a promettere ai giovani i posti che i licenziamenti facili renderanno disponibili. Una operazione di ruffianaggio politico alle imprese che sostituiranno con giovani biagizzati  senza diritti  lavoratori che hanno maturato diritti ed anzianità nel corso della loro vita lavorativa. Le carriere lavorative vengono abolite per i lavoratori che diventano tutti  "usa e getta" come fazzoletti di carta. Otto milioni di lavoratori "pesanti" a tempo indeterminato con diritti maturati con  contratti che li rispettavano, quaranta anni di età media, che sono anche il patrimonio umano di sapere e di esperienza delle loro aziende, sono l'obiettivo di un governo che è espressione della volontà della confindustria e dei suoi alleati. Ci sarà macelleria umana che difficilmente potrà essere sopportata. L'anno che viene potrebbe farci vedere una Italia in rivolta. Non è detto che la classe operaia non trovi un sindacato disposto a difenderla ed un partito comunista in grado di interpretarne i bisogni. L'adesione di CGIL CISL UIL ai programmi liberisti di Monti  non sarà sufficiente ad evitare lo scontro sociale.
 Pietro Ancona

Varie Pietro su fb 19.11.2011

 

L'anomalia italiana è un Parlamento tutto di destra che finge di considerare una parte di se "sinistra". Ma il PD non è sinistra e non è neppure progressista non essendo keinesiano bensì liberista monetarista.

 

Senza la deterrenza di un forte Partito Comunista  la borghesia  occupa tutto il Parlamento ed è libera di realizzare politiche di spoliazione e di mortificazione sociale dei lavoratori peggiorando la qualità della loro vita e della vita delle loro famiglie. Ci vuole un forte Partito Comunista capace di riportare il Quarto Stato nelle istituzioni e di difenderlo con sindacati non manipolati dai padroni e dalla destra.  Ma la situazione dei comunisti italiani è disastrosa divisi come sono in tante frazioni che raggiungono percentuali insignificanti di elettorato. Bisogna rifondare un Partito Comunista in discontinuità con quanto è avvenuto dalla Bolognina ad oggi e capace anche si rappresentare la tradizione  del riformismo socialista degli anni sessanta. Il programma dovrebbe essere di alternativa all'Europa dei banchieri e delle confindustrie, il recupero della sovranità nazionale con il ritorno alla lira, una politica estera di pace nel mondo e di sostegno alla causa dei palestinesi, una profonda riforma dei consumi privilegiando i consumi collettivi su quelli individuali,la realizzazione di programmi di decrescita ragionata e sostenibile, sviluppo della cultura di massa e riforma profonda della scuola.

Pietro Ancona

 

Pietro Ancona

Una famiglia amorosa verso tutti i suoi membri si preoccupa di adottare misure di sostegno verso i più deboli, i più fragili, i più ricattabili, coloro che possono essere più facilmente travolti da una crisi. Che cosa fa invece l'Italia di ...Monti degna epigona, bella copia dell'Italia di Berlusconi? Approva un programma ispirato ad odio feroce verso i suoi membri più deboli che vengono privati dei ccnl, esposti al licenziamento facile, dovranno pagare una tassa enorme per la casa che hanno sudato leccando la sarda (come si dice in Sicilia), allontana il periodo in cui potranno mettersi in pensione, non protegge i giovani precari con una legge sul Salario Minimo Garantito presente in Europa, non difende il diritto allo studio. Insomma il progetto di Caino che deve spremere tutte le risorse necessarie al superamento della crisi soltanto dalle classi "subalterne". Questo avviene perchè il PD non è più un partito neppure socialdemocratico ed il Parlamento è tutto di destra,. Manca nel Parlamento il Quarto Stato. Il Parlamento italiano è diventato il Parlamento messicano degli anni del Partito Unico Rivoluzionario Istituzionale (sic!). Non è un caso che Letta manda un bigliettino ruffiano a Monti mettendosi a disposizione per la cucina dei sottosegretari

 

La politica di Caino

 La menzogna del professore. " Chi ha pagato di meno dovrà contribuire di più" che di dovrebbe leggere " chi ha pagato di più pagherà ancora di più". Reintroduce l'ICI che è la versione della patrimoniale dei poveri. Un pensionato medio dell'INPS (600 euro al mese) se possiede la casa frutto di sudatissimo mutuo dovrà pagarvi una tassa che potrà essere anche di 600 euro annui. Una cifra per lui assai pesante alla quale vanno aggiunte le bollette per i servizi comunali privatizzati ed il maggiore costo della vita dovuto all'aumento dell'IVA. 

 L'equità del professore. Considera  "troppo" tutelati i lavoratori a tempo indeterminato e non trova di meglio che aumentare la "flessibilità" in uscita cioè la facilità nei licenziamenti.

 E' la politica di Caino di cui si fa esecutore dal momento che non l'ha inventata lui ma proposta da trichet e Draghi della BCE. Naturalmente gli emolumenti dei managers e degli amministratori non sono in discussione e neppure le consulenze d'oro della pubblica amministrazione con le quali si ingrassa e si satolla la borghesia delle professioni e della parapolitica.

 

18.11.2011

Pietro Ancona

Il nostro cuore batte con gli studenti che hanno manifestato e si sono prese la manganellate per dire la verità sul governo della macelleria sociale di Monti sostenuto da Bersani e soci. Cresce nel paese una cultura antiliberista e socialista e non siamo della partita. Assieme ai giovani, assieme alla classe lavoratrice!

 

November 18, 2011  forum Comedonchisciotte

 

Un Parlamento  indecoroso e gregario

 

Gli applausi che hanno sottolineato vari passaggi della replica di Monti, compreso qualcuno in cui faceva la ruota come il pavone tipo "In USA mi consideravano il Sadam Hussein dell'antitrust" Oppure: " Non sarei qui se voi foste stato in grado di farcela" non erano di un Parlamento libero, dignitoso, coscio delle sue altissime funzioni ma di una consorteria che sbava per essere garantita fino alla fine della legislatura e che non venga intaccata nei suoi osceni privilegi. Spettacolari i passaggi in cui il Professore faceva l'ironico. Le risate di complicità della sala erano veramente nauseanti

 

Il Quarto Stato non c'è

Nel Parlamento italiano manca il Quarto Stato: la rappresentanza della classe operaia e del ceto medio. Questa assenza fa scatenare quanti ritengono di fare pagare il conto della crisi solo ai lavoratori ed immiserendo l'Italia. Ci vuole una nuova legge elettorale. Sappiamo comunque che senza proporzionale non c'è democrazia.

 

 

Il lavoro "duale" di Bocchino e Monti

 

odio rancoroso che tralignava dalle parole di Bocchini (dichiarazione di voto sul governo Monti) è stato davvero rivoltante. Ma che gli hanno fatto i lavoratori a tempo indeterminato? Perchè li vuole morti? Questo odio , condiviso da Fini e dalla sazia borghesia che affolla il Parlamento era condito di tanti salamalecchi per il governo degli eurocrati e dei ricconi che si è insediato in Italia-

 

Obiettivo di questo governo di sazi borghesi è costringere i lavoratori proprietari di casa a vendere. ICI triplicata, tasse comunali, bollette rigonfiate dai papponi delle aziende dei servizi comunali, contemporanea diminuzione dei redditi reali di lavoro, costringeranno a vendere. I nuovi pensionati con pensioni che non raggiungono il sessanta per cento del loro reddito di prima saranno costretti a vendere. Per fare la fine magari della anziana signora americana intervistata dalla TV che diceva di vivere per strada e di non avere i soldi per pagarsi le medicine. Non è meglio non farci portare fino a questo punto e ribellarci prima in modo radicale?

 

Monti maramaldesco e forte solo contro i lavoratori ed i loro diritti attaccati da tutti i lati: diritti, contratti, salari, fisco , pensioni. Monti a capo di un governo fatto da sazi borghesi con stipendi elevati od elevatissimi e guadagni professionali da capogiro. Vogliono fare pagare l'Ici triplicata a lavoratori o pensionati che spesso non hanno neppure i soldi per il condominio. Provo vergogna per l'involuzione subita dal PD anche se da sempre ne contesto il ruolo. Vergogna per quella base popolare ed intellettuale vittima della fidelizzazione che sta nel PD pensando di essere ancora nel PCI ed invece è nella destra italiana

 

 

L'introduzione dell'ICI sulla prima casa aggraverebbe le difficoltà di milioni di famiglie operaie e del ceto medio che si dovrebbero sobbarcare al pagamento della tassa mentre gli stipendi ed i salari sono già diminuiti e continuano a diminuire. Inoltre le privatizzazioni dei servizi comunali porterebbero ad aumenti consistenti delle bollette come l'esperienza dimostra per quelle già realizzat...e per le ferrovie e per altro. Monti ha sferrato un durissimo attacco ai contratti nazionali ed ha proposto sotto la sorniona ed ipocrita voce dell'equità la precarizzazione di tutti. Sulle pensioni non sappiamo ancora con esattezza dove va a parare ma non c'è dubbio che fisco, pensioni e lavoro sono i soli ed unici oggetti della sua attenzione.

 

 

Saviano a Brooklyn

 

Manovra propagandistica di Saviani che annunzia di volersi recare a New York per incontrare il popolo di Occupy Wall Street. Il movimento, dato per spacciato, ha occupato ieri il ponte di Brooklyn. Non si tratta di un movimento solo di giovani ma della parte sofferente della popolazione americana che le Banche hanno spogliato delle case. Commovente intervista ieri di una anziana signora tra i manifestanti che raccontava come sue amiche erano costrette a dormire per strada

 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Undisclosed-Recipient:;
Sent: Thursday, November 17, 2011 4:57 PM
Subject: Un approccio deludente e meschino


 Un approccio meschino e deludente

   Mi aspettavo molto di più dal discorso del Presidente del Consiglio. Dopo avere sentito tanti elogi sulla sua capacità  e sulla sua serietà, considerato il suo curriculum, pensavo che si sarebbe avvicinato ai problemi dell'Italia e del mondo da un punto di vista più alto, più onesto, più umano e più civile. Il grosso del suo discorso è stato dedicato ai problemi del lavoro. Considerato come un problema da risolvere per superare la crisi.  Mi sono subito detto "ma talia dunni si i a raspari i corni" (ma guarda dove si è andato a grattare la testa).. Come se l'Italia non fosse in fondo alle classifiche per i salari ed anche per i contratti e le tutele del lavoro. In un paese in cui il salario medio è inferiore a milleduecento euro e che ha subito una durissima cura di manipolazione legislativa dei diritti
compreso l'accesso al giudizio dei lavoratori  che è stato privatizzato, reso costoso e complicato, Monti  ha continuato nel gioco sporco  che aveva aperto anni orsono alla Bocconi contrapponendo lavoratori precari a lavoratori "troppo" tutelati. Ha detto:"Con il consenso delle parti sociali dovranno essere riformate le istituzioni del mercato del lavoro, per allontanarci da un mercato duale dove alcuni sono fin troppo tutelati mentre altri sono totalmente privi di tutele e assicurazioni in caso di disoccupazione.

 Chi sarebbero i lavoratori troppo tutelati? Dovrebbe vergognarsi di considerare  tali i lavoratori italiani  accanto ai quali una legislazione schiavistica ha creato sei o sette milioni di precari con la legge Biagi  e con le leggi a cominciare dal pacchetto TREU che hanno fatto del lavoro dipendente un business per speculatori. E' la legge Biagi che dovrebbe essere abrogata!
 Se fosse stata una persona serena e non turbata da un livido odio di classe contro i lavoratori avrebbe dovuto proporre un piano di rientro alla normalità  dei milioni di giovani che stanno incanutendo da precari e con retribuzioni inferiori del cinquanta per  cento ai minini contrattuali.  Avrebbe potuto proporre l'istituzione di un Salario Minimo Garantito come in Germania  in Francia ed in tantissimi altri paesi del mondo per plafonare in basso i salari ed evitarne la caduta nel "libero" mercato della carne umana. Ma il suo punto di vista sul lavoro è stato quello della Confindustria meno illuminata.  Con i bassi salari e la mancanza di diritti  l'intero Paese perde di qualità e non avrà alcun futuro. Le strade delle città italiane oramai  mostrano tanti negozi vuoti o con rari clienti. IL commercio sta fallendo per mancanza di consumi interni.  La gente ha molto poco da spendere con le baste paghe. La ricetta di Monti è come  quella di Berlusconi.
 Inoltre non ha detto niente sulla anomalia della crisi che attanaglia l'Italia ed altri paesi .  L'Italia a luglio aveva uno spread di 160 punti. Ora è a quota 525. Che cosa è successo da allora ad oggi per giustificare tanta svalutazione dei suoi titoli? Non è accaduto nulla in Italia ma molto nella speculazione internazionale che dispone dei mezzi per rovinare gli stati sovrani. Da qualche tempo l'Italia è commissariata dalla UE ed ora anche della Nato che ci ritroviamo dentro il governo. Un Presidente del Consiglio avrebbe dovuto alzare la testa contro la speculazione e proporre misure atte da imbrigliarla. Ma a quanto pare il diagramma dello spreed, il tenere gli Stati minuto per minuto sotto pressione, è il modo che si è inventata la destra monetarista e colonialista  per tenere sotto costante scacco il ceto medio, derubarlo dei suoi beni, tenere la classe operaia in ansia per il suo lavoro e disponibile ad accontentarsi di un pugno di spiccioli come salario.  Monti come i suoi colleghi europei non dice una sola parola e si serve  dei mercati per impaurire la popolazione. A noi la paura ed una vita sempre più grama ad altri le bombe all'uranio.
 Questa borghesia colta del governo Monti è l'altra faccia della borghesia becera e ridanciana dei parvenù di Berlusconi. Ma non è meno pericolosa ed inquietante.
 Il resto di quello che ha detto riguarda la spoliazione dello Stato dei suoi beni che dovrebbero diventare proprietà privata attraverso dismissioni fatte con il coltello alla gola della necessità di fare soldi subito. Per il resto l'Italia è affidata alla governance dei tecnocrati europei e il Nostro non si azzarda a dire niente che non  sia già stato detto  dai signori che ci stanno imponendo questo  Purgatorio.
 Pietro Ancona

 
Post in Facebook 15/11/2011 spread Goldmann Sacks EURO comunismo Occupy Wallstreet  Assad

Lo spread è la lama della ghigliottina sospesa sull'Italia. La lama scenderà e taglierà la testa se non obbediremo con diligenza e premura agli ordini della Goldman Sachs. Se faremo passare il governo Monti la Lama non scenderà ma minaccerà di scendere tutte le volte che un progetto di Monti incontrerà un qualche ostacolo in Parlamento o nel Paese. Insomma siamo ricattati dal banditismo finanziario. Questa è democrazia? Questa è libertà?


I mercati (Goldmann Sacks e complici) aiutano Monti elevando lo spread a 530 punti. E' un coltello alla gola per coloro che resistono e vorrebbero un Monti a termine. L'avvertimento è chiaro. Fate quello che vuole oppure siete rovinati. Ecco la democrazia che viene praticata in Europa! E meno male che non hanno deciso di bombardarci come hanno fatto con la Libia e faranno con la Siria e l'Iran...


Solo l'avvento di un regime comunista può evitare lo scoppio di altre guerre coloniali e di una grande guerra intereuropea a breve dopo il fallimento dell'EURO.Auspico una convenzione comunista in Italia che propongo lo scioglimento della UE ed il ritorno alla Lira e la fuoriuscita dalla dittatura dei banchieri. Il comunismo è diventata una necessità urgente. L'alternativa è la fame e la miseria per centinaia di milioni di persone.


Il comunismo è diventato indispensabile per la sicurezza dei popoli europei immiseriti dalla dittatura delle banche e dei loro accoliti annidati nelle istituzioni.Cinquecento milioni di esseri umani stanno per entrare nel tricarne della Goldman Sacks e dei suoi complici. Cinquanta anni di civiltà e progresso civile cancellati per sempre. La miseria e la fame sono dietro l'angolo come negli USA!

Monti pare possedere tutti i vizietti dei "politici" italiani. Convoca le donne, i giovani, le regioni e gli enti locali e, se ne avesse avuto il tempo, chissà quanti altri. Demagogia! Ora le Regioni sono causa non ultima della terribile crisi che si è abbattuta sull'Italia con i loro bilanci rossi e gli indebitamenti all'estero. Basterebbe chiudere tutte le "ambasciate" all'estero delle venti regioni italiane per risparmiare miliardi di euro. Ma il nostro "tecnico" inviato speciale della GoldmannSacs e della trilaterale ha serie ambizioni politiche. Si considera un politico e si muove come un politico italiano (di questa generazione).


E' inaccettabile che Monti non ritenga di sentire i partiti di lunga tradizione parlamentaristica come il PSI, i partiti comunisti, i verdi che, per uno scellerato patto Berlusconi-Veltroni si trovano esclusi da un Parlamento assai poco legittimo per la orrenda legge elettorale che lo ha generato. Anche Napolitano sbaglia a non sentire i partiti scacciati dal Parlamento (anche se forse, ma non sono sicuro) la prassi costituzionale non glielo permetta.


· Se si vuole restaurare la democrazia bisogna ripartire da una legge elettorale di proporzionale pura con ingresso in Parlamento anche di coloro che riscuotono un consenso pari a quello che basta per l'assegnazione di un seggio. La grottesca oscena sfilata di 31 partiti e partitini da Monti è la prova del fallimento del bipolarismo e della sua ademocraticità. Il bipolarismo è un letto di procuste della democrazia nel quale vengono generati Scilipoti e tanti altri.


Brutale intervento della polizia USA nel cuore della notte a NewYork ed in altre città americane per sgomberare le piazze occupate dal movimento contro le banche e la loro dittatura sulla società americana, L'ineffabile Obama ha guardato con fastidio e ostilità malcelata il movimento di rivolta contro le prepotenze dei capitalisti delle banche e delle assicurazioni. La risposta repressiva alle ragioni del movimento non placherà la protesta. L'incantesimo liberista sulla società americana è stato tolto dalle lotte!


In tutti gli States 'USA la polizia attacca i manifestanti di Occupy Wallstreet e ne arresta i leader. L'ordine è stato impartito da Obama da sempre innervosito ed infastidito per le chiarissime parole d'ordine rivoluzionarie ed anticapitalistiche del movimento?


ll lugubre filosofo francese aedo dell'imperialismo annunzia al mondo che Assad e la Libia libera sono finiti. Continua il suo spregevole commento al colonialismo dopo la sua visita in Libia con Sarcozy e Cameron. E' uno dei profeti del nuovo nazismo un nemico dell'umanità


In Libia scoppiata una spaventosa e sanguinaria guerra tra i "rinnovatori" che hanno supportato la Nato nella distruzione del loro paese e partecipato allo assassinio del Martire dell'Imperialismo Gheddafi. Si spara e le varie fazioni stanno producendo violenze e crudeltà inenarrabili! Il popolo libico rimpiange la Jammaria e Gheddafi e sono certo saprà riconquistare la sua libertà....

Il cappio dell'imperialismo si stringe al collo del popolo siriano e minaccia di strangolarlo. La Siria deve essere destabilizzata per realizzare i disegni di Israele e degli USA. Israele che organizza attentati in territorio iraniano riuscendo a realizzare omicidi mirati. Israele e USA lavorano per la guerra....

Silenzio inquietante della sinistra italiana per l'imminente aggressione alla Siria ed all'Iran. Propongo sitin di solidarietà sotto le ambasciate della Siria e dell'Iran. Non dobbiamo essere complici sia pure passivi dell'imperialismo. I comunisti non esitino ad issare la bandiera della Pace!!!

Pietro Ancona


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: 15 Novembre 2011
Subject: L'Italia commissariata. Il capitalismo getta la maschera della democrazia


L'Italia commissariata. Il capitalismo getta la maschera della democrazia
Può anche darsi che Napolitano sia l'ultimo Presidente di questa Repubblica e che il Parlamento attuale sia l'ultimo Parlamento. Dipende dalla compatibilità che questi due organismi dimostreranno rispetto i piani della tecnocrazia euroatlantica e del giudizio che ne verà dato. Vedremo quale mandato è stato affidato da Obama dalla Merkel e da Sarkozy al Prof. Mario Monti. Intanto privatizzeranno le acque infischiandosene del referendum e, se ne avranno interesse, avvieranno la costruzione di centrali nucleari.

Le forze motrici che interagiscono nella Unione Europea portano al fascismo economico e sociale ed al colonialismo verso i paesi terzi.- L'Europa di Spinelli De Gasperi e Schuman Non c'è più ma ha generato il MOSTRO dell'Europa della Merkel e di Sarcozy e della Nato.Le nazioni vengono destabilizzate e spogliate dei loro beni e non sono libere neppure di andarsene. La tecnocrazia europea è fasci...sta ed è indifferente alla democrazia e vede come inutili orpelli le Costituzioni nazionali. Esiste una tecnocrazia della quale fanno parte Tremonti, Monti, Giuliano Amato che ha un programma in conflitto con la libertà l'eguaglianza la democrazia...... I comunisti ed i democratici europei dovrebbero dichiarare guerra a questa Europa e promuovere dappertutto referendum per uscirne.

la democrazia è un optional del capitalismo. Si può sospendere se fa comodo per qualche mese o anche per un ventennio....

Nonostante le manifestazioni davanti il Quirinale ed in Via del Plebiscito non mi pare proprio che l'Italia giubili strepitosamente per la rovinosa caduta di Berlusconi e dei brutti ceffi che facevano parte del suo governo. Il Paese sente nel suo profondo di essere perdente.Il dopo berlusconi è stato negato agli italiani perchè sequestrato da coloro che hanno imposto Monti e la sua fredda e crudele ideologia liberista nella quale le imprese contano molto di più degli esseri umani. No, non sento proprio giubilare gli italiani. Al massimo, nel sottofondo, sento ridacchiare gente come Corradino Mineo che ritiene finalmente di potersi sfogare senza temere ritorsioni.-

Fino al luglio scorso l'Italia aveva uno spread di 160 punti. Incomincia a salire senza alcun reale motivo che lo giustifichi dai primi di agosto e l'Italia su suggerimento-ordine della UE approva due misure "lacrime e sangue" per i soliti destinatari. Ma lo spread continua a salire. Ora è a quota 600! E' intervenuta la decisione di produrre un subitaneo cambiamento in Italia (come in Grecia). Mo...nti si scalda i muscoli da quattro mesi. Per fortuna hanno deciso di estromettere Berlusconi e la sua cricca e di non ucciderlo come hanno fatto con Gheddafi. Non sappiamo quale sarà il destino dell'Italia. Il nuovo Congresso di Vienna (Bilderberg) non sappiamo quale sorte ci abbia assegnato! Scalfari prende in giro i suoi lettori sostenendo che la crisi italiana è stata parlamentare e soltanto parlamentare!

Dall'art.7 della Costituzione voluto da Togliatti al governo Monti, dal PCI oggi PD, scelte di umiliazione dell'Italia ai potenti clericali o americani. L'Italia è ora davvero l'espressione geografica di cui parlava Metternich.

Siamo sprofondati in un fondo di pozzo nel quale siamo inermi. Non possiamo fare niente perchè tutto il sistema politico italiano è stato "disattivato". Le decisioni vengono prese dalla Cupola Mafiosa presieduta dal Presidente USA e agite attraverso il "mercato" e la UE. Si potrebbero chiudere tutti i Ministeri dal momento che tutto viene deciso dalla BCE, dal FMI, dalla UE. E' la più terribile dittatura che potessimo conoscere. Una dittatura invisibile e soft. Non siamo neppure padroni del nostro debito.Si potrebbe anche chiudere il Parlamento diventato inutile e dispendiosa anticaglia di ciò che fu la democrazia italiana. Berlusconi si trascina dietro l'Italia.

Ieri sera a Ballarò Rosy Bindi e Susanna Camusso si affannavano a negare il ruolo principale svolto dal "mercati" nella caduta di Berlusconi attribuendone il merito al PD ed alle "lotte" svolte dalla CGIL. Purtroppo non è vero. Non è vero che Berlusconi cade per lo sviluppo di una forza interna. Berlusconi cade per mano dei "mercati" usati per terrorizzare l'Italia. Berlusconi avrebbe resistito ancora se i "mercati" non avessero terrorizzato anche lui e la sua famiglia aggredendo le azioni Mediaset. Obama ha presieduto l'attacco all'Italia ed alla Grecia e si è già congratulato con i suoi Quisling Monti e Papademos.
Pietro Ancona

_________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, November 13, 2011 5:03 PM
Subject: il mandato del Prof.Mario Monti


IL mandato del Prof.Mario Monti

 L'area liberal e della cosidetta "sinistra non comunista"  (pd,sel,idv,verdi) si compiace di rintracciare una causa parlamentare italiana alla caduta di Berlusconi ,alle sue repentine dimissioni da Capo del Governo che fino a martedì scorso  sembrava dovessero avvenire  tra un mese  . Tutto è stato anticipato. I tempi sono stati compressi al minimo. Tra venerdì e domenica si compie l’approvazione della legge di stabilità,   le dimissioni e le consultazioni-farsa
e la nomina di un nuovo governo. Stasera Monti sarà incaricato.  Corriamo come se qualcuno con un lanciafiamme  ci sospingesse da dietro minacciandoci di incenerirci. In effetti  l'appuntamento è  per lunedì con il nostro Convitato di Pietra: il Mercato-Moloch. Lunedì dobbiamo presentare il governo del signor Monti non all'Italia (che non conta niente) ma a a lui, al  Dio Mercato che ha il potere di vita e di morte, può decidere  se  farci vivere o morire.
 Mi sono domandato perchè mai Eugenio Scalfari, Rosy Bindi, Susanna Camusso, la Di Gregorio ,  Pierluigi Bersani  e tutti gli altri  avessero tanto interesse ad accreditare l'idea di una causa "interna", italiana, alla  caduta del governo trovando stupefacente che negassero quanti viene affermato dai giornali di tutto il mondo. Questi affermano che  Berlusconi è stato fatto fuori dai "mercati". Le sue ultime resistenze sono state vinte con un paio di strattoni dati alle azioni Mediaset. il "mercato" gli ha fatto capire con la sua naturale brutalità che doveva sloggiare subito da Palazzo Chigi se non voleva che il suo Impero personale e non solo il suo governo  fosse travolto dal Toro imbizzarrito della Borsa.
  La risposta che mi sono data è che la candidatura di Mario Monti non  è stata   fatta in corso d'opera da Napolitano ma "suggerita" dagli americani che l'avrebbero  decisa già prima della fine di luglio   quando              è iniziata  la danza       macabra    dello  spread salito da 160 punti ai seicento dei giorni scorsi. Lo spread è stata la leva di  Archimede. Monti,  Papademos e Avril, tre eminenti tecnocrati liberisti, sperimentati, sono stati proposti per l'Italia, la Grecia e la Libia al posto di Berlusconi, Papandreu e Gheddafi. Quest'ultimo è stato  abbattuto a cannonate, Papandreu, definito  "pazzo e depresso" da Sarcozy è stato minacciato di morte se, dopo essere stato costretto a ritirare il referendum non si fosse dimesso. Berlusconi ha dovuto rinunziare alle elezioni anticipate cosa che gli ha procurato la rottura con il suo fedelissimo alleato di sempre Bossi. Mai e poi mai Berlusconi avrebbe rotto con Bossi se le minacce che gli sono state fatte non fossero stato tanto gravi!
 A quanto pare il gruppo dirigente del PD diventato il referente dell'Ambasciata USA a Roma, collabora alla realizzazione del piano di defenestrazione di Berlusconi e da qualche tempo. La CGIL è stata usata per agganciare la Confindustria e spingerla contro il governo al quale non aveva certamente niente da rimproverare nonostante gli strilli della Marcegaglia. Il suo grido "vogliamo soldi, soldi veri" è stato diverse volte ascoltato da Berlusconi. Semmai le vittime del governo sono state le nuove generazioni, i pensionati, i lavoratori, il welfare. La CGIL non ha mai fatto uno sciopero vero negli ultimi tempi  che urtasse gli interessi degli industriali. Il documento a firma Confindustria, Cgil Cisl ed Uil rappresenta il capolavoro diplomatico di questa opera che ha portato gli industriali a raffreddarsi e poi a posare il governo Berlusconi.
  Obama si è congratulato con l’Italia ancora prima che Monti fosse formalmente incaricato di formare un nuovo gioverno. E’ il timbro  che l’Impero appone all’operazione “i
It alia” per nostra fortuna incruenta. Resta da scoprire la parte fondamentale di tutta la vicenda. Con quale mandato Mario Monti è stato scelto  per commissariare l’Italia? Che cosa dovrà fare? Non credo che la posta in gioco sia costituita dalla messa in sicurezza del debito italiano per ridare sicurezza all’euro. Ci deve essere qualcosa di molto molto più importante che riguarda la ristrutturazione dell’Occidente  in cui Italia, Grecia, Spagna  debbono giocare un ruolo profondamente diverso di quello che finora avevano avuto . Quale è il reale mandato del Prof.Mario Monti? Che ne sarà dell'Italia?
Pietro Ancona

________________________________________________


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, November 11, 2011 3:37 PM
Subject: la Vergine di Norimberga

Nel 150 dell'Unità d'Italia perdiamo la sovranità nazionale!

Che ci faceva ieri Mario Monti in Germania? Mirabile tempismo! Si trova nel
posto giusto dove vedere la Grande Imperatrice d'Europa poco prima di essere
nominato Da Napolitano Senatore a vita. Quante cose non ci sono state dette?
Come mai Berlusconi accelera le dimissioni da un mese a pochi giorni? Che
accordi ci sono tra Napolitano, la Merkel, Monti e Berlusconi? Che voleva
ancora che non ha avuto Cameron che attacca l'Italia?

La Vergine di Norimberga
la confusione è grande sotto il cielo. Una cosa è certa e l'ha detta il
Premio Nobel Krugmann: se l'Italia non fosse nell'Euro non avrebbe problemi
e si potrebbe rifinanziare tranquillamente sui mercati come fa il Giappone.
Intanto non si capisce chi e come appoggerà Monti. Intanto è certo
l'appoggio di Berlusconi il quale è stato minacciato con la scure del crollo
dei titoli Mediaset. La sinistra (non è il pd) dovrebbe avere il coraggio di
proporre l'uscita dall'Euro e dalla Unione Europea. Scappare a gambe levate.
Non possiamo stare in una gabbia che si restringe su di noi come la vergine
di norimberga.


Strozzinaggio da cravattari
 Nell'era del capitalismo finanziario che cosa vendono i capitalisti?
Denaro. A chi lo vendono? A coloro che ne hanno bisogno! Più sono bisognosi
e più alti sono i tassi di interesse e cioè i guadagni dei banchieri. Come
si fa a renderli molto, molto bisognosi i bisognosi? Con le politiche
"lacrime e sangue". Se l'Italia è tranquilla il suo spread è sotto i
duecento punti. Se l'Italia ha bisogno di soldi, il suo spread può
raggiungere quello greco in breve tempo. Un fiume di miliardi di euro che
esce dalle tasche di una popolazione indifesa per arricchire i banchieri di
riferimento della BCE e del FMI.


la telefonata
Obama telefona a Napolitano per "suggerire" Monti. La crisi finanziaria
italiana provocata mesi fa dagli USA per destabilizzare l'Italia e
commissariarla. Monti per l'Italia, Papademos per la Grecia, Avril per la
Libia, tre strumenti degli USA per la loro politica di destabilizzazione e
di imposizione di ideologia liberista. Gle accordi tra Berlusconi e Putin
per il petrolio causa non secondaria del nostro commissariamento.

Letta zio e Letta nipote nello stesso partitone

Attorno al governo Monti prove generali per la fondazione del Nuovo Partito
della Borghesia italiana (da Letta zio a Letta nipote, da Sacconi ad Ichino,
etc...) Se si va la grosse coalition attorno al macellario inviato da Obama
e dalla Merkel si passerà il rubicone che separa ancora con un filino
d'acqua la democrazia dalla dittatura sociale.

Degrado dell'Italia  retrocessa alle ultime file

Monti non salva l'Italia che noi conosciamo. E' preposto dai suoi mandanti
(che non sono italiani) ad impoverirla e piegarla ai voleri del "mercato".
Quanti nel mondo hanno conosciuto l'olio di ricino del FMI ne hanno pagato
le conseguenze per decenni. Monti è Commissario per conto della Cupola
Mafiosa dei Miliardari finanzieri che oggi controllano l'Occidente e ne
hanno cancellato e continuano a cancellarne i tratti di civiltà. Invito i
creduloni del PD a leggersi gli economisti di stampo keinesiano come Grusman


Avremo presto la guerra in casa?

Secondo una grave osservazione di Krugman, economista e premio Nobel, la
dinamica dell'Euro nella UE conduce alla guerra. L'osservazione è contenuta
nell'articolo "Il secchio dell'Europa ha un buco". Siamo alla fine della
lunga pace dei popoli intereuropei (che oggi sono tutti alleati nella Nato
per dare man forte agli USA nelle loro avventure coloniali)?

Pietro Ancona


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: 8 Novembre 2011
Subject: cancelliamoci dall'Occidente!

Dobbiamo avviarci in una strada che ci allontani dall'Europa dagli USA e dalla Nato e ci avvicini al Brasile, all'Argentina, alla Russia, alla Cina ed all'India ed ai paesi del mediterraneo. L'Europa di Maastrict e di Lisbona è una trappola di fascismo economico e sociale incompatibile con la nostra Costituzione. L'allontanamento non sarà facile ma restare sarebbe suicida.Torniamo alla nostra lira e ritiriamoci da tutte le "missioni" coloniali in cui siamo impegnati nel mondo.

Ritorniamo alla nostra intrepida e gloriosa lira cancellata dalla massoneria internazionale e dal centro-sinistra europeista che ci ha infilato nel letto infernale di Procuste e ci ha privato della libertà della democrazia della Carta Costituzionale

L'Italia, la Spagna, il Portogallo, il Marocco, la Libia, l'Algeria, l'Albania, la Grecia, la Bosnia possono costituire l'area mediterranea di libero scambio, esterna all'Europa oggi sotto la dittatura franco-tedesca.Non c'è niente che valga le umiliazioni di essere esposti al ludibrio quanto la nostra condizione è migliore di quella di coloro che ci spingono dentro il baratro.

Non è accettabile che i mercati che altro non sono che i potentati dell'Occidente decidano della sorte del nostro Primo Ministro con la minaccia di farci fallire. Oggi tocca a Berlusconi domani toccherà a chiunque. L'Occidente o bombarda o fa fallire i governi che gli sono sgraditi. Questa è dittatura. Tutte le nostre istituzioni diventano inutili orpelli. La Costituzione carta straccia. Basta con l'Euro, basta con l'Europa. Ritorniamo alla LIRA e riprendiamoci la nostra sovranità.

La caduta di Berlusconi per diktat dei "mercati" di Sarcozy e del capitalismo occidentale che vogliono un governo più prono ai loro i voleri e più disponibile a fare macelleria sociale è inaccettabile. E' inaccettabile che la prima cosa che farà il governo post-berlusconiano sarà pensioni più difficili da raggiungere e meno consistenti e licenziamenti facilissimi. . Tutte cose che leggo nei lividi volti degli uomini del centro-sinistra che stanno sbavando per le poltrone ed il potere. Berlusconi doveva cadere attaccandolo da sinistra e non da destra.....

L'attacco all'Iran

La Russia si muove. Avrebbe dovuto farlo anche per la Libia. Non avrebbe dovuto permettere l'assassinio di Gheddafi. Israele ha un grande arsenale atomico. L'Iran ha diritto di farsi l'atomica. Israele rinunzi al suo arsenale atomico e questo renderà giusta la richiesta di impedire all'Iran di farsi l'atomica.
Pietro Ancona

 

___________________________


 

Viva la rivoluzione d'ottobre

(7 Novembre 2011)

Oggi ricordiamo l' anniversario della Rivoluzione d'Ottobre per rinnovare la nostra convinzione nei valori che portarono alla liberazione di milioni di uomini e di donne uniti nell'URSS che è stata nazione di nazioni e patria del socialismo rimpianto da quanto lo conobbero e vissero dentro le sue regole. La fine dell'URSS è avvenuta nel 1993 con il colpo di Stato di Eltsin che non incontrò alcuna resistenza a riprova della sua natura profondamente civile e democratica. L'URSS è caduta perchè ha perduto le sue difese nell'accerchiamento capitalistico, si è aperta ad un mondo esterno che invece aspettava vorace di regolare i conti che non era riuscito a chiudere nel lungo sanguinoso assedio della Rivoluzione durato fino al 1923 dentro la stessa URSS e poi mai dismesso per i settanta anni della sua gloriosa esistenza. L'URSS è stata una grande potenza di pace, non ha usato l'atomica come gli americani hanno fatto a Hiroshima e Nagasaki, non ha aggredito i piccoli popoli indifesi con la sua superiorità aerea e tecnologica come hanno fatto e fanno gli imperialisti USA dalla guerra di Corea all'aggressione alla Libia.

Con la fine dell'URSS l'Europa ha perso la sua grande speranza di futuro. I popoli europei non saranno nè liberi nè eguali e perderanno tutte le conquiste che avevano realizzato con l'appoggio morale e politico dei comunisti. La Grecia si accinge ad un durissimo inferno di fame, l'Italia è stata proditoriamente attaccata dalla speculazione internazionale che non è altro che la megalomania di un pugno di banchieri in grado di manovrare senza essere soggetti ad alcuna limitazione o regola una massa di 12 mila miliardi di euro e distruggere Stati sovrani attaccando il loro debito. Da quando manca l'URSS viviamo nell'anarchia amorale e spietata di un mondo in cui tutte le certezze degli esseri umani sono messe in discussione compresa quella stessa di esistere. Non solo le conquiste realizzate ma il diritto a non essere rovinati e travolti dalla valanga sociale che produce diecine e diecine di milioni di nuovi poveri a cominciare dagli Stati Uniti dove la povertà sta diventando il tratto dominante delle grandi metropoli e delle città abbandonate della deindustrializzazione violenta.

Oggi più che mai i pericoli ai quali il capitalismo espone l'umanità di miseria, degrado della natura, guerre di sterminio e coloniali, ripropongono la necessità del socialismo. O socialismo o barbarie. Il socialismo è superiore eticamente al capitalismo e adatto meglio del capitalismo al giusto uso sociale di risorse sempre più limitate ed al balzo culturale necessario all'umanità e che non è certo quello racchiuso dai prodotti informatici ma nello uso della scienza al servizio dell'uomo e non degli affaristi.

La socialdemocrazia non può che piegarsi ai piedi dei banchieri come sta facendo in Europa. Non ha risposte. Ne diventa compli cde nel mettere il cappio al collo alle classi lavoratrici. Le riforme di struttura non servono che a rafforzare la logica del profitto. Il capitalismo non è nè riformabile nè condizionabile come ci eravamo illusi. Deve essere abbattuto con il suo potere di ingiustizia e di atrocità sociali e militari.

Viva la Rivoluzione d'Ottobre!

Pietro Ancona

 

________________________________________
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, November 05, 2011 7:12 PM
Subject: BERSANI A PIAZZA SAN GIOVANNI. DISCORSO DEL BUON MODERATO.


 Discorso del buon moderato

  Ho sentito tutto il discorso di Bersani trasmesso in diretta da rainew24, discorso fatto ad una piazza della quale non ho capito il colore delle bandiere ma che certamente non era rosso. Piazza pacifica contrapposta alla piazza del 15 ottobre violenta con inarrivabile cattivo gusto  rafforzato da un ringraziamento alla Polizia che sembrava una presa di posizione, uno schierarsi contro i giovani del 15 ottobre. Il discorso è stato decoroso fatto da una persona perbene schifata e stanca delle intemperanze berlusconiane e delle volgarità della destra italiana. Discorso di attacco quasi inaspettato alla Merkel ed a Sarcozy ma che non ha detto una sola parola di critica per il cosidetto "mercato" e per la necessità di imbrigliare la speculazione. Non ha parlato di responsabilità internazionali sulla crisi italiana che viene strumentalizzata per rovinare l'Italia  e decuplicare il debito. Bersani ha assunto impegni seri per la riforma della politica ed impegni generici verso i giovani per i quali non è stata proposta alcuna seria misura contro la precarizzazione. La legge Biagi non è stata nominata. Avrebbe potuto proporre un plafonamento in basso dei salari con il Salario Minimo Garantito e non lo ha fatto. Ha proposto una alleanza del PD-Sel-Idv al terzo polo di Casini. Tutta la politica a sinistra del suo schemino di governo viene ignorata. Come se non esistesse. Fatto nuovo la presenza dei socialdemocratici tedeschi e dei socialisti francesi. Ma sono socialisti come Bersani è comunista, cioè "lo furono". In effetti non ha preso le distanze dal catalogo ingiunto dalla BCE all'Italia tranne una generica cosa detta a proposito dei licenziamenti che non si è capita molto bene. Insomma un discorso del buono ed onesto moderatismo contrapposto a quello degli sguaiati e volgari cortigiani di Berlusconi.
Pietro Ancona

___________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, November 03, 2011 8:16 PM
Subject: IL MONDO HA BISOGNO DI COMUNISMO

IL MONDO HA BISOGNO DI COMUNISMO da fb

Non c'è spazio per la socialdemocrazia

Il fallimento della proposta di referendum di Papandreu è la prova della inadeguatezza della socialdemocrazia nel fronteggiare questa fase di imbarbarimento del capitalismo: soltanto il comunismo può piegare il Drago che sta distruggendo quanto c'era di civile nella società europea e sta massacrando le nazioni petrolifere per depredarle e ridurle a lande infernali.

Gli spietati avvoltoi che volteggiano sull'Europa

Draghi non rappresenta l'Europa ma l' establiscement finanziario occidentale. In primo luogo i banchieri di Wall Street che hanno provocato il disastro che lui dovrebbe fronteggiare....Siamo in piena dittatura dei banchieri che impongono anche con le armi le lineee liberiste agli Stati ribelli. E' accaduto con la Libia che voleva detronizzare il dollaro....

Borse e cannoni
In Italia, in Grecia, in Spagna macelleria sociale. In Libia, in Iraq, in Somalia macelleria umana. Due linee della Tirannia Ideologica Liberista e della ban da di avvoltoi che si accinge a divorare il ceto medio europeo ed ad insanguinare la Siria e l'Iran. Oramai sappiamo a memoria le prescrizioni buone per tutte le situazioni e gli Stati: privatizzazioni, licenziamenti liberi, meno molto meno welfare, penskioni di fame a 70 anni, lavoro precario e tutte le risorse ai ric coni.

Ho sentito un pezzo della conferenza di Draghi sulle decisioni ideologiche dei governatori delle banche centrali in linea con la Bibbia Monetarista di Friedmann sperimentata da Reagan, Thatcher ed altri loschi figuri liberisti. Si propongono misure per svenare gli Stati ed i lavoratori con una ricetta eguale per tutti e che esclude sempre rendite, profitti e patrimoni.Insistono per le privatizzazioni quando si sa che producono dappertutto un aumento del costo dei servizi (basti vedere le poste in Italia). La crisi è una loro invenzione per ridurre in schiavitù il lavoro ed impoverire le popolazioni

No all'Europa usurpata dal duo franco-tedesco che mette 27 Stati difronte al fatto compiuto delle loro scelte fatte per i loro interessi. No a misure che non sono contro la crisi, son o inefficaci e servono soltanto per fare sfogare l'odio dei padroni contro i lavoratori ed i loro diritto

Chavez confisca immense quantità di terre accaparrate dagli inglesi
anc he per questovogliono Chavez morto e faranno di tutto per liquidarlo. Come hanno fatto con Allende. Ha assunto una decisione in controtendenza con la politica delle multinazionali di accaparramento delle migliori terre del pianeta per imporre prezzi da monopolio sui generi alimentari di prima necessità: pane, latte, carne......

_________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, November 01, 2011 8:13 PM
Subject: interventi in Facebook nel giorno delle convulsioni finanziarie.

Interventi in Facebook nel giorno delle convulsioni finanziarie

Prima che sia troppo tardi, prima che ci riducano tutti in miseria e travolgano quanto abbiamo fatto nel corso di tutta la nostra vita, prima che murino i portoni delle banche come fecero in Argentina, organizziamo una marcia su Bruxelles e sulla BCE per chiedere misure vere contro la spec ulazione ed organizziamo l'assedio alle istituzioni italiane! I politici non vogliono bloccare la speculazione ed in Europa tranne i comunisti sono tutti dalla parte di WallStreet.

arrestare gli operatori di borsa che speculano! Mettere sotto inchiesta almeno i più spregiudicati e cinici! La vita di milioni di persone e di Stati sovrani non può dipendere dai capricci e dai giochi di speculatori irresponsabili capaci di guadagnare in un solo giorno milioni di euro e di vantarsene in giro!

Qualcuno rivendichi in Europa che nessuna misura economica o finanziaria venga assunta senza l'approvazione del Parlamento Europeo e dei Parlamenti degli Stati membri. Il destino di mezzo miliardo di persone non può dipendere dalle decisioni di due persone. Intanto bisognerebbe sospendere le quotazioni ei titoli di Stato e chiudere le borse.

Il disastro finanziario che sta travolgendo il mondo è stato provocato dalla applicazione delle teorie monetariste di Milton FRiedmann che furono sperimentate per la prima volta nel Cile di Pinochet dove provocarono un milione di morti in Inghilterra dalla Tatcher ed in USA da Reagan. Ora vengono imposte con la forza delle armi anche a paesi come la Libia e l'Iraq. Il liberismo in Europa sta provocando l'impoverimento di cinquecento milioni di persone. Rende urgente l'alternativa comunista.

Un colpo di scena "democratico" nello svolgimento della crisi finanziaria mondiale. Il socialista Papandreu compie scelte liberiste ma introduce la possibilità che vengano accettate o respinte da un referendum popolare. Ma il capitalismo è diventato autoritario ed incompatibile con la democrazia ed il sistema oleato da WallStreet è entrato in tilt. Una contraddizione che si aggiunge a quella islandese. Non è facile piegare i popoli alla dei banchieri.
Pietro Ancona


Francamente non mi preoccupo più della borsa, dei mercati, dello spread, dei titoli che diventano carta straccia. Prima finisce questo regime di terrorismo minuto per minuto degli speculatori è meglio sarà per tutti. Qualsiasi cosa sarà migliore dello schifo kin cui ci costringono a vivere con il cuore in gola per i diagrammi delle borse e dei titoli di stato. Il capitalismo è diventato incompatibile con la libertà e la democrazia. Il solo annunzio del referendum in Grecia provoca il finimondo! Basta!

Vendola, Di Liberto e Ferrero

La traversata del deserto per raggiungere il socialismo sarà dura e lunga. Vendola, Ferrero, Di Liberto non vogliono affrontarla. Hanno preso la scorciatoia della alleanza c on il PD che li condurrà in Parlamento a fare leggi gradite alla Marcegaglia agli americani ed al vaticano

Il terrorista
Sacconi paventa una nuova stagione di terrorismo. Non di capisce dove va a parare e più che temerlo il terrorismo sembra evocarlo. Vieni, vieni, con un bello attentato, una bella strage che sanzioni la natura criminale della rivolta giovanile!Spero che non abbia i mezzi questo Stato per organizzare un o o più delitti da attribuire poi alla sinistra. Certo è inquietante il ruolo di un Ministro che da anni lavora com mezzi legali ma anche sleali alla distruzione delle tutele giuridiche del lavoro. Ricordo per tutti la manomissione delle pensioni attribuita ipocritamente e vigliaccamente ad un "refuso" ma della quale assieme a Tremonti si è vantato a Bruxelles!

Libertà, democrazia e benessere del capitalismo. Tutti incollati alla TV a seguire le montagne russe del "mercato" che rovinano le famiglie e le nazioni mentre i gruppi dominanti dell'Occidente lasciano fare! Ricchissimi banchieri insaZIABILI divoratori del sangue dei popoli. Cinquecento milioni di europei sull'orlo del fallimento! Mille volte meglio per tutti il Comunismo! A da venì baffon! Il mercato non sopporta la democrazia! L'annunzio del referendum in Grecia produce un teremoto di intimidazione terroristica del capitalismo

 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, October 27, 2011 12:02 PM
Subject: Il cappio al collo


  Il cappio al collo
  L'Europa  ha accettato il documento dell'Italia sugli impegni che erano stati dettati dalla BCE per il risanamento e lo sviluppo. Berlusconi ritorna da Bruxelles con un  successo per il suo governo e con il viatico a governare per i prossimi mesi per tradurre gli impegni assunti in provvedimenti concreti.  Sarà possibile licenziare lavoratori a tempo indeterminato che è l'obiettivo che il padronato e la destra italiana si propongono inutilmente di raggiungere da molti anni. L'art.18 viene finalmente espugnato con l'intervento pesante e decisivo della Unione Europea. Ma la lettera contiene altre cose di primaria importanza come l'innalzamento dell'età pensionale e la mobilità del personale della pubblica amministrazione e la dismissione del patrimonio pubblico e le privatizzazioni.  Inoltre cancella il referendum sull'acqua ed invita l'Italia a mettere sul mercato i servizi locali. Naturalmente la "letterina" come è stata definita con un assurdo sfottò dall'opposizione italiana non contiene niente che possa riguardare i patrimoni e l'evasione fiscale. Eppure da una tassa patrimoniale si potrebbero ricavare subito 200 miliardi di euro. Il  taglio delle misure è rigorosamente classista, risparmia i ceti benestanti e l'oligarchia politica, risparmia le diecine di migliaia di consigli di amministrazione inutili e costosi costituiti dalle amministrazioni pubbliche per corrispondere stipendi alla pletora di individui della parapolitica. La decisione europea di ieri sulle proposte italiane ma suggerite dalla BCE è il punto più alto della lotta di classe contro i lavoratori italiani che si sia mai toccato. Tutte le misure proposte riducono o tolgono diritti e sono inutili o ininfluenti per la crescita. I licenziamenti facili serviranno a facilitare gli investimenti industriali?  L'accettazione della lettera del governo Berlusconi è la prova della malafede e della strumentalità di una crisi sulla quale si è fatto molto terrorismo. Le misure suggerite ed approvate riguardano soltanto la cancellazione di diritti che la ossessiva ideologia liberista contagiata dai nocons ha imposto a quella che una volta fu la civile Europa. Si può dire che la loro realizzazione peggiorerà la crisi e renderà  ancora più grave malata e debole la condizione dell'Italia. I mercati e le istituzioni internazionali sono diventati strumenti per cancellare quasi due secoli di lotte e di conquiste dei lavoratori. Si ritorna ai primordi di una società senza regole e senza diritti.
L'opposizione italiana che aveva accolto con frizzi e lazzi il documento del governo ora ha le mani nella tagliola. Dovrà approvare le  misure su pressione del governo e del Presidente della Repubblica. Dovrà dire si a tutte le scelte fatte dalla destra italiana.  Se dirà di no o farà resistenza sarà in contraddizione con se stessa. Si assumerà la responsabilità di fare fallire la "salvezza" dell'Italia.  Neppure i sindacati confederali hanno le carte in  regola. Faranno lo sciopero generale dopo avere lasciato maturare senza sostanzialmente ostacolare le scelte del governo. Sciopero scontato come un rito stanco ed ipocrita. Bisognerà che qualcuno proponga all'Italia una prospettiva diversa. L'Europa è diventata una trappola. La Costituzione italiana non conta più niente e dobbiamo ubbidire senza discutere. Siamo dentro un ordinamento autoritario. Meglio cominciare a pensare ad un altro modo di stare al mondo, ad una Italia che si affranchi dalle pesanti catene dei trattati europei.
 Pietro Ancona

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, October 26, 2011 6:50 PM
Subject: lo sfottò sulla letterina

  Lo sfottò sulla letterina

   L'avventurismo e la mancanza  di senso  della Nazione delle opposizioni italiane  sono davvero stupefacenti! Oggi sono tutti a sfottere il Governo  per la "letterina" di risposta alle ingiunzioni dei mafiosi proprietari della Unione Europea Sarkozy e Merkel, tutti a criticare la mancanza di autorevolezza del Presidente del Consiglio che non sa imporsi alla lega . L'opposizione e i pennivendoli liberisti della stampa italiana sono ben rappresentati da Gramellini che fa una pesante satira sulla irrisolutezza e sulle difficoltà del governo. Avremmo dov uto ubbidire a tamburo battente, cedere subito le pensioni di anzianità, portare il limite magari a 70 anni. L'Italia quindi si trova presa tra due morse: le pedate e le ingiunzioni condite da risolini sarcastici della Francia e della Germania ed una opposizione che attacca da destra il governo per le difficoltà che sta frapponendo a cedere sulle pensioni fino a ieri considerate in equilibrio fino a dopo il 2050.  I  liberisti si sono inventati un altro punto di vista  per  attaccare  le pensioni e cioè  che assorbono il 15 per cento del PIL  che  il padronato, avendo prosciugato tutti i barili, vuole per se, per impadronirsi della grande risorsa INPS. Subito dopo attaccheranno   l'INAIL il cui fondo fa gola alla Confindustria abituata a parassitarsi sulle risorse e sul patrimonio dello Stato ed ansiosa di avere nuova carne da spolpare assieme alle privatizzazioni  dei beni pubblici da svendere. Hanno già l'acqualina in bo cca in molti a fronte della svendita dei terreni dello Stato che valgono otto o nove miliardi di euro. Si venderà anche la tenuta di San Rossore?
 Sarkozy che ha un sistema pensionistico che costa più di  quello italiano con un limite a 60 anni per le pensioni aspetta che si compia il misfatto in Italia per estenderlo al suo paese frenato soltanto dalla scadenza elettorale nella quale spero sarà soccombente.  Ma in Francia i sindacati sono assai meno servili con il governo di quelli italiani.
  Tutte le ricette della UE imposte con il terrorismo ed il ricatto non sono necessarie per il risanamento dei conti ma per abbassare  il sistema sociale europeo a quello americano. Sono il frutto dell'Ideologia ossessiva dei neocon liberisti che ha contagiato anche l'opposizione italiana ed in particolare il PD. La fata turchina per convincere Pinocchio a bere la medicina fa entrare sei conigli che trasportano una bara. Pinocchio si arrende e poi guarisce. Ma la Merkel non è la fata turchina. La sua medicina accrescerà l'infelicità sociale dell'Italia senza aiutarla a  guarire, a crescere, a prosperare. Non cresce un paese che tratta malissimo i suoi lavoratori ed i suoi pensionati e che ha precarizzato due generazioni di giovani con una legge orrenda. Tutta l'opposizione italiana vuole mostrarsi più pronta più servizievole di Berlusconi sia per le scelte economiche come per quelle militari. L'establiscement trova in questo la via per la sua salvezza a spese dei lavoratori e dei pensionati.  Ma è meglio per l'Italia cominciare a pensare ad una alternativa a questa Europa che diventa sempre più tiranna, ingiusta, guerrafondaia.
Pietro Ancona

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, October 20 2011 2:15 PM
Subject: Dopo il 15 ottobre
  

Dopo il 15 ottobre
 
  Più ci allontiamo dal 15 ottobre e più mi convinco della esistenza di un disegno studiato a tavolino  e realizzato con successo per impedire la manifestazione in Piazza San Giovanni. Mi è sembrato di capire che quando la testa dell'immenso corteo è giunta a Piazza San  Giovanni questa era occupata di mezzi della polizia che facevano caroselli ed i cosidetti testa-coda per tenerla occupata ed impedirne l'accesso.  In quanto alla violenza che si era scatenata prima  subito dopo la partenza del corteo sono convinto che essa è stata "incentivata" da numerosi infiltrati che hanno dato vita agli episodi più inaccettabili per la popolazione come l'incendio di auto private e l'assalto alla Chiesa con distruzione della statua di una Madonnina e del Crocifisso. C'è stata sicuramente l'azione di giovani incappucciati contro edifici pubblici simbolici come le banche ma la strategia vincente  è stata quella degli infiltrati che sapevano dei propositi dei blackbloc di dare una caratterizzazione di forte antagonismo e li hanno usati per sabotare con successo il corteo e quella che si sapeva sarebbe stata la più grande manifestazione delle 1000 città del mondo che protestavano insieme il 15 ottobre.
 Dal 15 ottobre ad oggi c'è stata una martellante campagna di massmedia di criminalizzazione della violenza, la sconsiderata proposta di Di Pietro di ripristino della legge Reale, i provocatori annunzi di Maroni che vorrebbero la cauzione per manifestare,  gli arresti preventivi dei "pericolosi", la campagna di indagini in tutta Italia contro gli anarchici ed i centri sociali. Si è cercato di montare l'opinione pubblica contro i movimenti di contrasto alle politiche del governo e dell'UE credo senza successo. Se si facesse un sondaggio serio si scoprirebbe che l'opinione pubblica ha forti sospetti sul comportamento della polizia  a Roma e che non c'è condanna ed esecrazione come si vorrebbe per le "violenze" degli incappucciati. L'avere individuato e sbattuto in prima pagina come simbolo dei ribelli un ragazzo di Roma con il soprannome di Er Pelliccia come se si trattasse di un pericoloso membro della banda della Magliana non è servito molto a chi vorrebbe imprimere una stretta poliziesca alle libertà degli italiani. Il ragazzo incriminato per il lancio dell'estintore ha 24 anni, una età nella quale la generazione degli anziani attuali già lavorava. Vive a carico dei genitori e nasconde pietosamente la sua condizione di disoccupato facendo l'iscritto ad una Università privata. La condizione di milioni di suoi coetanei e financo di trentenni o trentacinquenni è la stessa. Vivono a carico delle famiglie, stanno assai peggio dei loro genitori, non hanno futuro, sono disperati e soffrono di astenia e dei tanti malanni psicologici che affliggono le persone costrette a chiedere qualche soldo alla famiglia e che non sono spesso in grado di offrire una pizza alla fidanzata con la quale è difficilissimo potersi sposare.
 Certo la stampa italiana non si è comportata con onore. Se qualcuno cercasse nei giornali le rivendicazioni degli indignati non ne troverebbe traccia. Anche la tv è stata della partita  che il governo si è giocato con il movimento. Gad Lerner non ha lasciato che la portavoce degli indignati leggesse le cinque rivendicazioni del documento del movimento.  L'opposizione ha fatto a gara con la maggioranza nella campagna  di criminalizzazione e nella versione opportunistica secondo la quale i violenti avrebbero tolto la parola ai miti del corteo. La decisione di Alemanno di vietare per un mese i cortei a Roma e la decisione di non autorizzare il corteo dei metalmeccanici previsto per domani  saggiano le possibilità di una seria restrizione delle libertà costituzionali  ma ha ricevuto una reazione alquanto blanda e la stessa Fiom è stata costretta a ridimensionare la sua iniziativa su indubbie pressioni della CGIL e del PD. PD che non si rende conto che la linea securitaria non paga più e che la sofferenza delle persone è diventata soverchiante su ogni perbenismo. Il quadro è cambiato. La gente si sente minacciata dalle misure prese dal Governo e da quelle che si accinge a prendere. La linea delle "riforme strutturali" che poi non sono altro che meno pensioni, meno sanità, meno scuola e meno servizi e bassi salari  e privatizzazioni che gonfiano le bollette pesa come un enorme clava sulle spalle degli italiani che capiscono i ragazzi che sfasciano le vetrine delle banche o delle agenzie interinali.
 Il Palazzo si chiude ed alza i ponti levatoi. Dalla opposizione nessuna proposta per dare una qualche soddisfazione ai milioni di giovani che aspettano un segnale. La legge Biagi architrave della precarizzazione e della infelicità delle nuove generazioni non viene messa in discussione. Non si propone nessuna misura per garantire un reddito sociale e per proteggere i biagizzati dallo sfruttamento schiavistico di salari inconsistenti con l'istituzione del Salario Minimo Garantito esistente nella vicina Francia (1300 euro mensili) ed in tanti paesi del mondo. Dal governo soltanto la proposta di aiutare la concessione di mutui ai giovani con contratti a termine. Una proposta che potrebbe essere più dannosa che utile.
  Pietro Ancona

___________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, October 16, 2011 2:15 PM
Subject: La violenza del potere sordo e cieco


La violenza del potere sordo e cieco.

 Il  Gen.Charles De  Gaulle, durante il maggio francese, indusse il suo primo ministro Pompidou a trattare con i sindacati e concludere gli accordi di Grenelle e così rispose al movimento rivoluzionario che da settimane bloccava la Francia assecondando una uscita     negoziata della  grande crisi sociale e politica della Francia moderna.
 Anche i governi di centro-sinistra  degli anni settanta che affrontarono le grandi tensioni sociali e politiche del maggio italiano e dell'autunno caldo trattarono  e diedero alla luce  importanti fondamentali provvedimenti: lo Statuto dei diritti dei Lavoratori e la riforma della scuola.
 Insomma il potere ha dialogato e trattato con i movimenti. Non si è chiuso a riccio e non ha derubricato la questione sociale a questione di ordine pubblico. Questo succedeva in una realtà sociale e politica in cui esistono vere  opposizioni politiche in Parlamento che sostenevano e truducevano in provvedimenti legislativi le rivendicazioni degli studenti, degli operai, degli insegnanti. A far da sfondo a questa realtà c'era l'URSS con la sua Costituzione e la sua gestione socialista di tutti i beni della società, una URSS  la cui esistenza costringeva le classi dirigenti dell'Occidente a non tirare troppo la corda, ad offrire una qualche risposta alla domanda di diritti e di rinnovamento.
  Ma oramai, da molti anni, le cose non stanno più così. I governi ignorano la protesta delle masse. Vanno avanti per la loro strada fatta di tagli ai salari al welfare e di finanziamenti delle guerre colonialiste.
  In molti, anche a sinistra, hanno osservato che le violenze degli estremisti a Roma hanno rovinato una grande manifestazione pacifica fatta di almeno trecentomila persone. E' vero. Ma è anche vero che nessuna risposta sarebbe stata data nè sarà data ai pacifici come ai bellicosi, ai miti come ai violenti. Il potere è sorto e cieco. Lo abbiamo già visto. Migliaia di manifestazioni di protesta dei precari della scuola con stiliti, scioperi delle fame e quant'altro non hanno prodotto neppure un incontro tra il Ministro Gelmini ed il personale della scuola. La scuola è stata spogliata di nove miliardi della sua dotazione e ridotta a classi-pollaio  con trenta o quaranta alunni. Il potere non si è fatto raggiungere da nessuna invocazione, da nessuna protesta. E' andato avanti per la sua strada.
 Ora per giorni i massmedia si occuperanno delle violenze romane che finiscono con il riverberarsi su tutto il movimento degli indignati inceppandolo e mettendolo sulla difensiva, nella necessità di difendersi dalle accuse che arrivano a sfiorare financo il terrorismo. Ma il governo non farà assolutamente niente e l'imbelle opposizione presente in Parlamento si preoccuperà sopratutto della propria "rispettabilità" e farà a gara con i Gasparri ed i La Russa a chi si distanzia di più dai movimenti rivendicativi.
 Basterebbero  alcuni segnali di apertura del Parlamento e del Governo per rispondere, nei limiti di una situazione difficilissima, in modo civile e democratico a Piazza san Giovanni, alla piazza dei miti ed a quella dei rivoltosi: Un  Salario Sociale della durata di un anno per i giovani laureati in cerca di prima occupazione; Un Salario Minimo Garantito ai giovani biagizzati oggi brutalmente sfruttati con retribuzioni meschine inferiori financo a 500 euro mensili. Un aiuto straordinario alle famiglie monoreddito che non riescono più a galleggiare nella crisi.
 Non si farà niente di tutto questo e si parlerà soltanto della violenza di Piazza San Giovanni.Ci si inquadrerà nelle decisioni del G20 che vogliono drenare tutte le risorse verso il sistema finanziario e spogliare le popolazioni di tutto dal salario al welfare. I banchieri passati dalla derisione dello cham pagne bevuto in faccia agli indignati di WallStreet alla pietà pelosa ed alla condivisione ipocrita ed insincera del segretario al tesoro USA Geithner, di Soros, di Passera, di Draghi, di altri marpioni della finanza.
  L'Italia non è la Grecia. E' la quinta potenza economica del mondo con il 3,3 per cento di produzione del Pil. Può aprirsi alle richieste degli indignati guadagnandoci in possibilità di crescita. La paralisi italiana è dovuta anche alla precarietà ed al disagio sociale enorme.
 Una classe dirigente se si limita a criminalizzare la violenza senza dare risposte ai movimenti si dimostra non credibile ed in malafede. Una classe dirigente deve dare risposte anche alla violenza dimostrandone l'arbitrarietà in un sistema democratico funzionante. Ma non è funzionante un sistema che ignora sistematicamente il malessere e si chiude in se stesso e continua a produrre altre cause di malessere.
 Pietro Ancona

________________________________--

 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, September 27, 2011 5:28 PM
Subject: : Una intollerabile ingerenza clericale

Una intollerabile ingerenza clericale

 A leggere la prolusione all'Assemblea dei vescovi del Cardinale Angelo Bagnasco nonchè Generale di Corpo d'Armata dell'Esercito Italiano e come tale stipendiato o pensionato dello Stato non so bene, nella parte che riguarda la politica italiana, si sente una pesante, pesantissima sottolineatura fatta di aggettivi e di sostantivi inusuali nel felpato linguaggio cardinalizio odoroso d'incenso e fatto di distillati linguistici da gabinetto diplomatico. Si parla di "morbo che appesta, avvelena l'aria" di comportamenti "tristi e vacui". Insomma c'è la foto di Berlusconi,  delle sue follie sessuali  e della sua Corte anche se il Presidente del Consiglio non viene mai nominato.
 Berlusconi ha reagito con stizza e si è lamentato della presa di distanza della Cei. Alcuni dei suoi collaboratori cercano ancora di minimizzare e sostengono che la rottura non è stata completa e che è ancora possibile ricucire il rapporto con la Chiesa. Ma i più si rendono conto che anche la Chiesa ha mollato Berlusconi e che i tempi di Monsignor Fisichella che "contestualizzava" la bestemmia del Capo del Governo sono ormai nel nostro passato.
C'è qualcosa di poco convincente nella sincerità delle pulsioni morali che hanno animato la requisitoria di  Bagnasco e più che altro il suo addio a Berlusconi sembra la chiusura di un conto che non si poteva mantenere ancora aperto. Non è certamente il portato delle correnti progressiste della comunità dei cattolici che si raccoglie attorno a "Famiglia cristiana" ed alla Chiesa ribellistica di Don Gallo, ma la rottura di un sodalizio nella conduzione degli affari italiani del tutto simile a quello della Confindustria. Come la Confindustria che per un quindicennio si è spellata le mani ad applaudire l'Uomo che avrebbe "rivoltato l'Italia come un calzino", anche la Chiesa ha sostenuto appoggiato e sovrastato le scelte politiche del Governo e della sua maggioranza. Tutte le sue prescrizioni pre-moderne ed assurde contro la donna, i gay, contro il diritto a morire con dignità, contro la libera procreazione, sono state osservate da una maggioranza parlamentare la più distante da Dio che si sia mai avuta in questi anni e per questo clericale e bigotta e chiusa a qualsiasi cosa non gradita dalla Gerarchia.
 Le speranze di quanti come Letta o Cicchitto lavorano per un recupero dello strappo potrebbero essere appagate dall'intervento del Cardinale Bertone che non sempre si è mostrato in sintonia con la Cei. Se questo tace vuol dire che anche le altissime sfere del Vaticano hanno fatto pollice verso per il più indecente ed impresentabile Presidente del Consiglio che l'Italia abbia mai avuto nella sua storia.
   Ma il testo della prolusione del Cardinale è una delusione per quanti sperano in una Chiesa che si metta dalla parte dei poveri e dei giovani. Parla di una Europa che vive al disopra dei suoi mezzi avallando con questa affermazione la spinta liberista all'impoverimento del ceto medio e della classe operaia ed alla fine della civiltà del  welfare con tutto il suo corollario di avvoltoi che si spolpano lo Stato con le privatizzazioni. Non c'è niente nella relazione del Cardinale che possa fare accendere una qualche speranza in una analisi della "crisi" economica e sociale diversa dalla vulgata dei dirigenti  dell'Occidente capitalistico.
  Cambiare Berlusconi perchè oramai  puzza ed ammorba l'aria ma non la politica che ha interpretato e portato avanti. Guardarsi attorno per trovare una persona più presentabile.
  L'impatto massmediatico che ha avuto la prolusione è la prova della sovranità limitata dell'Italia oramai un paese eterodiretto dal Vaticano, dalla Chiesa, dal FMI, dagli USA 
  La sinistra italiana, se ancora c'è, dovrebbe rammaricarsi di un Paese in cui è possibile che il Presidente del Consiglio venga strapazzato pubblicamente da un Cardinale e da una Chiesa lontana da Cristo ed in preda da anni ad una megalomania che non conosce freni o limiti.
  Pietro Ancona

_________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, October 02, 2011 8:28 PM
Subject: "Soldi, soldi veri!" (Marcegaglia)

"Soldi, soldi veri!"

  Il Presidente Napolitano non ha gradito  il manifesto a pagamento fatto dall'industriale Della Valle contro i politici italiani ed ha ammonito a non attaccare la politica. Per quanto risulti sorprendente e fuori tempo massimo la presa di distanza di un industriale dalla politica    non mi riconosco nella reprimenda di Napolitano che non può difendere l'indifendibile senza una sola parola di autocritica per la degenerazione morale che travolge il Parlamento ed in essa la Casta degli Oligarchi in grande parte consapevoli yesman del Grande Corruttore Berlusconi al quale non ha mai rimproverato una condotta di vita riprovevole e scandalosa e tale da danneggiare il decoro dell'Italia. Non rientra nei poteri del Presidente della Repubblica rimproverare o contestare il Presidente del Consiglio? Rientra nei suoi poteri quando il comportamento di questo diventa pregiudizievole per gli interessi dello Stato e per la pubblica moralità. Ma Napolitano ha sempre fatto opera di copertura costituzionale dell'operato di Berlusconi e del suo governo, ha firmato a tamburo battente tutte le leggi che questi gli ha proposto e che mai avevano avuto una seria discussione in Parlamento che si è quasi sempre limitato a votare la fiducia in uno scandaloso svuotamento dei suoi poteri che hanno indebolito la democrazia italiana.

 Certo gli industriali italiani da Marchionne alla Marcegaglia a Montezemolo allo stesso Dalla Valle non hanno le carte in regola per contestare il  governo ed i titoli per chiedere di sostituirlo. Per quindici anni si sono spellati le mani nei Convegni ad applaudire in Berlusconi il loro uomo  e si sono limitati a spremerlo, a chiedere leggi di riduzione o abolizione dei diritti dei lavoratori, a chiedere soldi, "soldi veri" come reclamava la signora Marcegaglia. La Confindustria italiana è infognata in un fitto reticolo di affari con gli uomini al potere e sta partecipando con le privatizzazione ad una grande opera di sventramento e di spoliazione dello Stato. Non ha alcuna ragione di lamentarsi di Berlusconi. Negli ultimi quindici anni la  fetta di PIL degli industriali e delle rendite  è aumentata del 15 per cento segnando un impoverimento senza precedenti dei redditi da lavoro . Lo stesso Della Valle si è arricchito come un Creso sfruttando  i lavoratori delle sue aziende.  Ma  da tempo è più un uomo di finanza e di banche che un imprenditore con interessi che si estendono negli USA in modo cospicuo. 

 Il progetto degli industriali italiani sembra quello di proporsi come alternativa per la successione a Berlusconi. Questo progetto non è ostacolato dal PD che si propone come personale politico in grado di realizzare gli scopi della Confindustria. Letta ha dichiarato che il programma del PD consiste nel realizzare i punti della lettera della BCE che sono più o meno gli stessi di quelli proposti dalla Marcegaglia. Insomma la cordata degli industriali e la cordata del PD si propongono di fare le stesse cose con più efficienza e meglio di come la cordata di Berlusconi è riuscita a fare. A Berlusconi rimproverano ritardi ed incertezze. E' incredibile ma  PD ed industriali  hanno lo stesso programma di spoliazione dell'Italia dei lavoratori e del welfare.

 Interpretano le direttive che vengono da oltreoceano e dall'Unione Europea. In atto c'è una contestazione forte a Wall Street degli "indignati" americani che protestano per l'aumento e la diffusione della povertà e nello stesso tempo di concentrazione di ricchezza nella mani di pochi. Diceva Moore che 400 miliardari americani hanno più soldi di 150 milioni di persone!

Anche in Europa si vuole inasprire ed approfondire un abisso tra ricchi e poveri. Come negli USA e si vuole lo Stato ridotto ad una larva di se stesso ed incapace di svolgere i servizi che dalle origini della storia del mondo ad oggi ha sempre svolto in tutte le civiltà da quella sumera a quella ateniese: Imporre tasse, erogare servizi, garantire la sicurezza.

  Ma se la prospettiva è legata soltanto alle privatizzazioni, cioè al lucro sui beni e servizi dello Stato, ai bassi salari, alla fine del welfare che Italia avremo al posto di quella che finora abbiamo conosciuto? Non abbiamo i mezzi per rapinare altri popoli  con le guerre o con gli attacchi finanziari come fanno gli USA. Di che cosa vivremo? Gli USA hanno un quinto della popolazione che soffre una povertà che comporta privazioni ed anche fame per alcuni milioni di famiglie. Quanta altra fame e povertà dovrà conoscere l'Italia?

 Pietro Ancona

__________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: il manifestino
Sent: Thursday, September 22, 2011 8:44 PM
Subject: Italia: sciopero generale politico

 Sciopero generale politico
 Prima di addentrarci nel calvario alla cui fine c'è il default dell'Italia per poi fare soltanto scioperi di protesta del tutto inconcludenti e di mera disperazione come quelli greci bisognerebbe fare uno sciopero generale politico per chiedere le dimissioni del governo e per attaccare le istituzioni internazionali che puntano all'annichilimento dell'Italia. Italia che deve essere punita per non avere voluto la privatizzazione dell'acqua e la costruzione di centrali nucleari e per avere osato stipulare accordi nel campo energetico con la Libia e la Russia ed avere in qualche modo avuto perplessità per l'aggressione imperialistica alla Libia.
 Per l'Italia è stata decisa una lenta agonia alla fine della quale sarà come  l'Argentina, una nazione dotata di grandi risorse naturali con una classe di miliardari padroni di centinaia di miliardi depositati all'estero ma che ha ridotto il suo ceto medio all'elemosina ed alla fame. Migliaia di persone sono stati ridotte a diventare raccoglitori di cartone e di carta  per rivenderli  ed acquistare un pò di pane. Persone che stavano relativamente bene ma che quando si sono presentate alla loro banca per fare un prelievo o riscuotere la pensione o lo stipendio hanno trovato muri costruiti nella notte che ne ostruivano l'ingresso.
 Oggi i killers dei poteri internazionali che hanno fatto pollice verso per l'Italia hanno declassato sette tra le più importanti banche. Ieri è stata declassata la Fiat ed il debito pubblico italiano ha perso quattro punti  e costerà molto più caro contrarlo. Il governo è nel pallone ed è afflitto da una contraddizione che lo paralizza.  In effetti la coltellata alla schiena è arrivata all'improvviso alla fine di giugno e fino ad allora sembrava che navigassimo in acque tranquille.
 Oggi una indecente Camera dei Deputati ha salvato dall'arresto Milanese ritenendo con ciò di salvare se stessa attraverso la conferma della maggioranza di governo. Si è messa la coda tra le gambe quando Feltri ha avvertito i peones  che avrebbero perso 15 mila euro al mese di prebenda e tutto il resto se avessero votato per l'arresto di Milanese e quindi per la crisi. Non sappiamo che cosa ci aspetta oggi pomeriggio o domani. Oramai si vive giorno per giorno.
 Dal momento che il Parlamento non vuole disarcionare il governo e mandarlo a casa qualcuno deve farlo. Non lo farà il Presidente della Repubblica che non intende chiedere a Berlusconi di dimettersi e ne subisce l'impresentabilità e la squalifica internazionale che non riesce più a compensare neppure con pesanti servizi all'imperialism come la guerra alla nostra alleata Libia.
 Solo uno sciopero generale politico contro il governo e contro la speculazione può creare le condizioni per una discontinuità politica. Ma le forze dell'opposizione e le centrali sindacali non sono qualificate moralmente per dirigere questo sciopero. Il PD è liberista ed atlantista come la destra che sorregge il governo e le confederazioni sindacali hanno firmato accordi con la Confindustria contro gli interessi dei lavoratori. La sinistra comunista  ed i sindacati di base potrnno  fare qualcosa ma sono  deboli. Insomma il paese non ha la guida necessaria per combattere e sconfiggere questo governo e la destra che lo sorregge. Eppure lo sciopero generale politico si deve fare lo stesso. Magari i dirigenti scaturiranno dal movimento che si creerà. L'alternativa allo sciopero politico è una agonia sempre più dolorosa che getterà nella più nera miseria i lavoratori i pensionati e le loro famiglie.
  Pietro Ancona
________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, September 20, 2011 12:36 AM
Subject: xx settembre di delusioni


 XX Settembre di delusioni

 Il XX settembre di quest'anno coincide con il 150 anniversario dell'Unità d'Italia  che facciamo datare dal 1861 ma che in effetti si sarebbe compiuta nove anni dopo appunto con la presa di Roma nella quale dilagarono i bersaglieri attraverso la breccia di Porta Pia.
 In queste occasioni si fanno bilanci e si tenta di darsi un'idea di che cosa ci è accaduto e come siamo arrivati al punto in cui siamo. Indubbiamente la fine del potere temporale del Papato è stata una enorme conquista ed ha liberato grande parte dell'Italia centrale di una dominazione dello Stato della Chiesa durato per molti secoli. Uno Stato che funzionava usando la forca ed il rogo verso tutti coloro che venivano dubitati nella loro fede cattolica e che nel corso di oltre un millennio era riuscito ad esercitare una influenza enorme su tutte le corti europee fino allo scisma inglese ed alla nascita degli stati protestanti. Il potere della Chiesa diminui in qualche modo dopo la rivoluzione francese e la diffusione della sua cultura in Europa attraverso i movimenti rivoluzionari e  le armate napoleoniche. Nel 1849 ebbe vita breve ma molto significativa la Repubblica Romana fondata da Mazzini e difesa da Garibaldi, Mameli ed altri patrioti e che fu stroncata dopo quasi sei mesi dall'intervento della Francia oramai distante dagli ideali rivoluzionari. La Costituzione della Repubblica Romana è il documento più importante, più fulgido del Risorgimento (dimenticato).
  Ma il bilancio di oggi è del tutto negativo per i valori della laicità dello Stato sempre più sottoposto alla tutela "spirituale" e politica del Vaticano. Il potere di interferenza  della Chiesa nella legislazione italiana e nello svolgimento della sua vita politica e sociale è diventato enorme. Noi abbiamo un governo espressione di una classe politica che ama definirsi moderata ma in effetti è estremista nella negazione dei valori della socialità  rappresentata da  Berlusconi che è quanto di più distante ci possa essere dal cristianesimo. Una persona che mena scandalo ed è diventata imbarazzante per l'Italia che tuttavia gode dell'appoggio delle gerarchie ecclesiastiche che lo proteggono e lo sostengono in cambio dei cospicui finanziamenti che il Vaticano riceve e sopratutto della clericalizzazione della legislazione su punti fondamentali come la nascita, la morte, la sessualità, la donna, la scuola. Il cinismo di questo scambio del cattolicesimo con il berlusconismo è scandaloso e non c'è eccesso amorale della destra italiana e del suo leader che riesca a  turbare la gerarchia e schiodare i cardinali
dalla loro alleanza.
 Se da un lato c'è l'alleanza destra-vaticano dall'altro lato l'opposizione presente in parlamento ha rinunziato a qualsiasi rivendicazione di laicità in campi fondamentali come la scuola ed ha un atteggiamento non di critica e di richiamo ai valori del Risorgimento e della autonomia dello Stato ma di concorrenza. Offre alla Chiesa di più e di meglio di quanto Berlusconi oggi garantisce ai cattolici italiani.
 L'Italia è un paese concordatario a sovranità limitata. Limitata dal Concordato che gli impone degli obblighi pesanti che ne limitano l'autonomia. Nonostante il chiaro orientamento laico e progressista della Costituzione l'articolo 7 costituisce la palla di piombo che tiene prigioniero il Paese. Bisognerebbe abolire l'art.7, una cosa richiesta anche dalla parte più illuminata del cattolicesimo ma  che tuttavia non troverà alcun riscontro negli imminenti rimaneggiamenti della Costituzione che probabilmente porteranno ad un aggravio dei pesi della tutela religiosa sulla politica italiana.
 Non possiamo che essere insoddisfatti. L'Italia affonda nel materialismo del connubio cinico destra-chiesa basato su scambi e sul mantenimento ed estensione del potere. Tutto si può dire della Chiesa Cattolica tranne che sia oggi una centrale di spiritualità in grado di aiutarci a venire fuori dalle gravi difficoltà che ci affliggono. I documenti della Cei apparentemente preoccupati per le questioni del lavoro, del salario, dello sviluppo, del Mezzogiorno in effetti sono soltanto pezzi di carta ai quali non viene attribuito alcun reale significato. Quello che conta per il Vaticano è la gestione dei suoi rapporti con Berlusconi  e la sua cricca al potere.
 La legittimazione che la Chiesa ha fatto delle oligarchie dominanti in Italia e la sua alleanza con esse  hanno  contribuito non poco alla crisi che stiamo vivendo che è certamente una crisi economica ma che si alimenta dall'assenza di valori, di prospettive, di centri di coesione capaci di dare orizzonti e traguardi.
 Pietro Ancona 

_______________________
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: il manifestino
Sent: Wednesday, September 14, 2011 6:31 PM
Subject: CAMPANE A MORTO PER I DIRITTI

CAMPANE A MORTO PER I DIRITTI
In un clima convulso dominato dal terrorismo diffuso a piene mani dai massmedia sul possibile fallimento dell'Italia, con la fretta imposta da tempi minimi per il passaggio nelle due aule affollate da mille oligarchi ben pasciuti e distanti dalla realtà e dai bisogni della popolazione, la Camera dei deputati ha approvato la cosidetta manovra. Probabilmente non sarà l'ultima perchè l'Italia è nella morsa della speculazione che agisce senza regole e che può rovinare una nazione sovrana. Ci era capitato già con Soros che fece perdere all'Italia di Ciampi quarantamila miliardi di lire. Ci sta capitando ora con due manovre da cento miliardi quando fino ad un paio di mese fa non si sentiva il bisogno di nessun intervento correttivo. Il debito italiano per quanto alto non deve essere pagato tutto in un giorno ed è garantito da una situazione patrimoniale del Paese che lo vale per venti volte. Ed è appunto questo lo obiettivo della speculazione: costringerci a svendere il nostro patrimonio a cominciare dai gioielli della industria.
Nella manovra hanno infilato il famigerato articolo otto che privatizza la legge dello Statuto e ne affida la gestione ai padroni ed ai sindacati aziendali. L'articolo otto è un concentrato di illegalità perchè generalizza ed estende i contratti aziendali che per loro natura sono riferiti ad una realtà ben definita; perchè l'erga omnes e cioè il processo di generalizzazione della norma è stato condannato dalla Corte Costituzionale cinquanta anni fa con il respingimento della legge Vigorelli, perchè feudalizza il diritto che non è più del lavoratore ma affidato al suo datore di lavoro ed ai sindacati "maggiormente rappresentativi" esistenti in azienda. I lavoratori potranno essere licenziati senza giusta causa e non esiste neppure la possibilità di impugnare in unTribunale il licenziamento. Il marchingegno diabolico è stato inventato appunto per sfuggire alla competenza della Magistratura del Lavoro.
Cade l'art.18 lungamente difeso da uno schieramento che ora si è capovolto. La CGIL non è più quella di Cofferati ed ha scelto di partecipare al processo di corporatizzazione del diritto assieme a Cisl ed Uil. Si tratta del secondo strappo dopo la creazione dell'arbitrato. Il ricorso al giudice del lavoratore è reso ancora più difficile dalle tasse che sono state introdotte all'uopo dall'occhiuto regista di questo lunghissimo assedio vittorioso ai diritti delle persone. Annichilire i lavoratori per dare più potere ai sindacati ed ai datori di lavoro.
IL codice civile viene cancellato per i lavoratori. Dentro la fabbrica o in ufficio si hanno meno diritti dei comuni cittadini. In quanto lavoratori si è oramai imbrigliati in una rete inestricabile di norme repressive.
Viviamo in un universo assurdo e piuttosto che la CGIL a protestare contro la manovra e l'art.8 udiamo gli strilli della Confindustria. La signora Marcegaglia è scontenta per non avere riempito il carniere si altre sostanziose prede oltre l'art.8.
La Camusso ripete l'ipocrita annunzio già fatto in occasione di altri scippi del ricorso alla Corte Costituzionale. Serve a calmare le acque e fare intendere la continuazione di una difesa dello Statuto dei diritti che non c'è mai stata davvero. Lo sciopero è stato un espediente burocratico per mettere a tacere la Fiom e tenere le parti più critiche della Confederazione in un quadro unitario.
Il Presidente della Repubblica si è seccato per la richiesta della Fiom di bocciare l'illegale art.8. Non è un buon segno,.Può darsi che stasera stessa sentiremo suonare le campane a morte per l'art.18. Milioni di lavoratori che hanno accumulato anzianità potranno essere sostituiti da carne fresca, biagizzata, a metà salario. Che cosa è il lavoratore? E' una merce come ho sentito dire una volta in tv a Guglielmo Epifani.
Essere licenziati senza giusta causa fa regredire a tempi lontanissimi ed avrà effetti deleteri nell'ordine sociale. Il lavoro che oggi è base della repubblica diventa una cosa disprezzabile e maltrattabile.
Pietro Ancona

__________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, September 09, 2011 10:02 AM
Subject: la manina di Bonanni ed il minuetto della Camussi

La manina di Bonanni ed il minuetto della Camusso

  Di fronte alla valanga di critiche arrivate dai lavoratori ed in qualche modo consapevole dei gravissimi danni inferti dall'art..8 che Sacconi ha lungamente discusso e concordato con lui ma anche con "esperti" del PD, Bonanni  cerca di nascondere la manina  e propone a Cgil e Uil  un patto di desistenza , di non applicazione dell'art.8 della legge. La parola magica è "sterilizzazione!" Il discorso è semplice e chiaro: basta che le confederazioni decidano di non applicare l'articolo 8 per renderlo sterile. Sentita questa proposta la segretaria della CGIL si è affrettata ad accoglierla facendone addirittura l'inizio di una nuova fase di accordi intersindacali. Come se aspettasse un segnale prestabilito, la Camusso ha subito iniziato un minuetto attorno a Bonanni.
 Se mancavano prove alla connivenza del sindacalismo confederale all'aggressione allo Statuto dei Diritti basterebbe questo atteggiamento "realistico" per avere conferma del fatto che il lungo percorso che va dal pacchetto Treu alla legge Biagi al collegato lavoro alla manovra di ieri è unito da un solo filo che è quello del capovolgimento del diritto del lavoro che diventa diritto dei sindacati che lo amministrano "sui lavoratori" e d'intesa con i datori di lavoro.
 Naturalmente a nessuno dei signori che hanno in mano le potenti confederazioni viene in mente di osservare che la legge non si può privatizzare e che i lavoratori hanno diritto a ricorrere ad un giudice. Avallano un processo di corporativizzazione fascista della società italiana in cui un datore di lavoro ed un sindacalista riuniti possono sbarazzarsi senza giusta causa di una presenza scomoda, una testa calda, uno che fa storie per rivendicare i suoi diritti che ora non sono più tali, o anche di un padre di famiglia per sostituirlo con uno che costa di meno.
 Ieri il Senato ha divorato in un solo boccone i tre pilastri dei diritti del lavoro: lo statuto, l'art.8 ed il contratto nazionale. Con un perfido quanto illegale marchingegno il contratto aziendale diventa il tribunale supremo in cui alcune persone decidono della vita e della morte di un lavoratore. Possono licenziarlo senza giusta causa e credo che al malcapitato non sarà neppure concessa la facoltà di rivolgersi ad un tribunale. I tre gradi di giudizi non valgono più per il mondo del lavoro. Il diritto di avere un giudice a Berlino è stato cancellato.
  Si apre l'era sacconiana dei "sindacati complici". La persecuzione di Sacconi verso la CGIL alla luce di quello che realmente accade nella fredda realtà appare come un escamotage teatrale per avere il suo consenso sia pure in tempi differiti. Non c'è dubbio alcuno che la classe operaia italiana non ha mai avuto davanti a sè un nemico cosi forte ed avvertito sorretto da nugoli di giuslavoristi ansiosi di compiacere l'imprenditoria italiana e capace di una strategia di alto profilo strategico che conduce alla cattura ed alla corporativizzazione del sindacalismo rendendolo inerte e, appunto, "complice".
  Naturalmente la proposta di sterilizzare l'art.8 fatta a caldo e nelle ore della collera operaia è destinata a cadere nel tempo che tutto macina e che gioca a sfavore dei lavoratori. La posta in gioco è una nuova Italia con connotazioni fortemente autoritarie e con le fabbriche e uffici popolati da  lavoratori terrorizzati di perdere il loro pane.  Da qui a sei mesi o un anno la tentazione di usare il nuovo potere dell'art.8 diventerà fortissimo negli imprenditori e produrrà i primi eventi. L'obiettivo è un grande immenso turnover: allontanare i lavoratori "pesanti"  che hanno maturato diritti e che hanno un'età media di 40 anni tuti a tempo indeterminato ( si tratta di cinque o sei milioni di persopne) e si sostituirli con una mano d'opera giovane o immigrata biagizzata, precarizzata, nelle mani delle compagnie di avviamento tipo le agenzie interinali che hanno sostituito il vecchio malandato ufficio di collocamento difeso da Brodolini spesso inefficiente ma che garantiva almeno il diritto di essere considerati esseri umani e non merce.
  E chissà se non saranno gli stessi sindacati a costituire le cooperative per avviare i sostituti dell'art.8!
 Pietro Ancona
__________________________________


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Wednesday, September 07, 2011 9:04 PM
Subject: Gli indignati


Il movimento degli indignati il 15 a piazza Montecitorio

il movimento degli indignati che farà un presidio-accampamento attorno a Montecitorio per cacciare via questo Parlamento è iscritto nelle iniziative manovrate  del genere "rivoluzioni a colori" che gli USA usano quando vogliono provocare la caduta di un equilibrio politico. In Egitto l'hanno usato contro Mubarak, in Spagna contro Zapatero  (hanno desistito quando questo ha comunicato di non ricandidarsi). In Italia vogliono cacciare via Berlusconi perchè deve essere punito per i suoi accordi petroliferi c on Libia e Russia.  C'è una regia occulta magari decisa a Bilderberg per cambiare la politica italiana dopo avere deprivato l'Italia del suo immenso polmone libico (trenta miliardi di esport-import).
Attenzione quindi a non scambiare lucciole per lanterne e non farsi menare per il naso!
Pietro Ancona

_________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Undisclosed-Recipient:;
Sent: Tuesday, September 06, 2011 8:23 PM
Subject: Fw: il sindacato soggetto terzo tra imprese e lavoratori


 Il sindacato soggetto terzo tra imprese e lavoratori.

  C'è una mutazione genetica in corso nel Dna della Cgil  indotto da una
nuova dottrina del suo rapporto con i lavoratori che merita di essere
studiata a fondo per le sue inquietanti conseguenze sulla "natura" del
Sindacato. Sono state introdotte per legge norme come quella dell'arbitrato
ed ora sui licenziamenti che di fatto trasferiscono diritti indisponibili
dalla persona del lavoratore ai sindacati. La rappresentanza sindacale nel
collegio arbitrale di impianta sul diritto del lavoratore ad avere un
giudice naturale a cui rivolgersi e lo sostituisce. Se passa l'art.8 con il
quale l'art.18 diventa disponibilità di parti sociali un diritto soggettivo
fondamentale alla giusta causa viene affidato alla "benevolenza" del
sindacato a cui il lavoratore si rivolge per farsi assistere. Insomma si
spogliano i lavoratori di potestà giuridiche, si riducono a pura merce, e si
affidano  ruolo nuovi al sindacato. Quindi il sindacato non è più lo
strumento che agisce per conto del lavoratore e lo difende accrescendo il
corpus dei suoi diritti e rivendicando le sue ragioni nei confronti della
azienda ma una entità terza a se stante al quale il lavoratore è costretto a
rivolgersi dalla legge e che acquista un potere drammatico su di lui.  La
Cisl è il principale veicolo di questa nuova dottrina.  Il cittadino è
dotato di tanti diritti che vengono perduti nel momento in cui diventa
lavoratore e per esercitarli è costretto a rivolgersi ad un sindacato.
Siamo ad una mostruosa involuzione del giuslavorismo.
 Intanto la moltiplicazione degli enti bilaterali e delle iniziative comuni
tra le organizzazioni padronali e quelle dei lavoratori crea un groviglio
fittissimo di interessi alimentato da una normativa contrattuale che destina
a specifici scopi  parti del salario che crea financo un conflitto di
interessi tra il lavoratore che non vorrebbe rinnovare il contratto in un
certo modo ed il suo sindacato che deve continuare ad alimentare il suo
rapporto con la parte datoriale.
 Avremo un processo di scollamento di interessi tra i sindacati ed i
lavoratori fino al punto di diventare divergenti e fino ad annullare ogni
potere effettivo degli iscritti sulle loro rappresentanze.
  Pietro Ancona

___________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, September 05, 2011 9:06 AM
Subject: lo sciopero "dopo" la sconfitta

Lo sciopero arriva a giochi fatti e con  i lavoratori già spogliati di tutto

La vendetta del padronato italiano sulla classe lavoratrice  che era
riuscita a conquistare diritti di livello europeo finalmente trova sfogo
nell'attacco all'art.18. Padronato alleato di sindacati che si appropriano
di un diritto personale dei lavoratori per gestirlo al loro posto ed
ingigantire a dismisura il loro potere. Tutto con una norma illegale assurda
ma che diventa legge

ad libitum!!!

 Licenziamenti ad libitum (secondo la propria volontà padronale) appena
approvata la "manovra" con una norma grottesca assurda  illegale. I padroni
si sbarazzeranno dei lavoratori "pesanti" ( quelli con dieci o venti anni di
anzianità) per sostituirli con carne fresca interinale biagizzata
temporanea. La chiamano "flessibilità" in uscita. I lavoratori arrivano allo
sciopero del 6 nudi. Non gli resta più niente! Saranno alla mercè del
padronato  che potrà farli fuori quando e come vorrà.
 I lavoratori sono fritti!! C'è una intesa sotterranea tra PDL e PD per
tutta la materia dell'art.8 della manovra. Non si sarà battaglia ma qualche
finta scaramuccia per fare un po di scena. Lo sciopero avverrà a cose fatte
e con la CGIL firmataria di ben due documenti con la Confindustria


Note di pessimismo


 Cinque o sei scioperi generali della CGIL  dal 2008 ad oggi,  un paio fatti
di mala voglia perchè strappati dalla Fiom a Epifani oppure alla Camusso.
Scioperi contrappuntati  da accordi interconfederali peggiorativi della
condizione contrattuale e giuridica dei lavoratori ultimo dei quali quello
del 28 giugno. Intanto leggi velenose come il collegato lavoro e "riforma"
delle pensioni.
  Parteciperò alla manifestazione di Palermo ed al comizio di Landini per il
quale ho grande stima sperando che la sua vicenda non sia quella di Don
Chisciotte cavaliere dell'ideale ma destinato a prendere sempre sberle ed a
sentire i morsi della fame. Ma non ho alcuna fiducia che lo sciopero potrà
in qualche modo indurre la dirigenza della CGIL a cambiare linea e
rinunziare al collaborazionismo. Lo sciopero non smuoverà il gruppo
dirigente del PD dalla sua posizione sempre più filoconfindustrialista.
 Pietro Ancona

________________________

----- Original Message -----

From: <pietroancona@tin.it>

Sent: Monday, September 05, 2011 6:52 PM

Bagno di sangue e orrori in Libia nel silenzio dei massmedia occidentali e
del giornalismo prezzolato embedded

Nota pubblicata da Pietro Ancona il giorno lunedì 5 settembre 2011

 La carneficina pianificata giorno dopo giorno in Libia con migliaia di
bombardamenti mirati e rastrellamenti organizzati dagli specialisti
anglosassoni e francesi che guidano gli "insorti" banditi criminali,
genocidi di tutte le persone di colore nero che vedono ed alle quali sparano
a vista,.
 Il  settantenne Gheddafi come l'eroe che lo ha preceduto, il grande Omar
Leone del Deserto, resisterà dando prova di coraggio di patriottismo ed
anche di genio militare. Per sei mesi è sfuggito ai tradimenti ed alle bombe
di profondità ed ai gas usati per catturarlo "vivo o morto". E'
indubbiamente uno Statista più grande del torvo e miserabile Obama e dei
suoi compari mafiosi Sarkozy e Cameron. Obama è un fallito  perchè, mentre
Gheddafi anche se sarà sconfitto ed ucciso ha dato quaranta anni di pace e
prosperità al popolo libico ed a tanti africani, Obama  non è riuscito a
tenere a bada i nuovi ed insaziabili   mostri dell'egoismo e del militarismo
che gli USA hanno nel ventre. Anche noi italiani sianmo stati nutriti dalla
cooperazione economica con la Libia ché è stata imponente (trenta miliardi
esport-import). Gheddafi  sarà ucciso ma Obama non sarà rieletto e sarà
dimenticato. Gheddafi entrerà nella storia della Libia e della Liberazione
africana!
Pietro Ancona

_________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, August 27, 2011 9:02 PM
Subject: Un Ministro "intellettuale"


 Un Ministro "intellettuale"

 Oggi il Ministro Tremonti, come tanti altri a cominciare dal Presidente
Napolitano, si  è portato in pellegrinaggio a Rimini per rendere omaggio a
Comunione e Liberazione. Trattasi come è noto di una Corporation di
conglomerate  ideologico affaristica che maneggia miliardi di euro in genere
di provenienza pubblica in servizi ed altre cose per le quali impiega
personale "volontario" a costi stracciati che induce ad  fanatismo
allucinante  non inferiore a quello delle sette.
  Ebbene Tremonti  dopo avere fatto una enorme ruota da tacchino ed avere
gonfiati i bargigli  fino ad un rosso  vermiglio accecante ci ha spiegato la
sua politica di Grande Ministro della Economia che ha dedicato tutto se
stesso alla creazione degli Eurobond.
  Ha spiegato la storia europea contemporanea ricorrendo a tre eventi
emblematici: Waterloo, Westfalia e Versailles che non c'entrano per niente
con le cose che voleva dire ma che hanno fatto tanto tanto "cultura". Per
Tremonti Waterloo è il fallimento della globalizzazione napoleonica (sic!),
Westfalia il trionfo dei nazionalismi religiosi e Versailles i patti leonini
imposti ai perdenti della storia. Il tutto per dire alla Germania che deve
stare attenta a non mollare l'Italia ed i paesi del PIGS dal momento che
esporta in questi oltre cento miliardi di merci. Insomma il tedesco non può
essere attento soltanto alle sue esportazioni ma deve badare ad altro ed
assolvere ad obblighi di europeismo.
  Infine ha parlato degli Eurobond di cui si è proclamato profeta fin dal
1995 come ha ricordato con modestia.  Ne ha parlato come di una necessità
immanente che prima o poi deve essere soddisfatta. Ne ha parlato con il tono
di chi indica la strada della salvezza che deve essere per forza imboccata.
  Mi permetto umilmente di pensare che se si faranno gli Eurobond sarà per
gli italiani una randellata peggiore dell'euro.  Quanti Bot ci vorranno per
fare un Eurobond? Ricordate che per fare Un euro i tedeschi ci misero
soltanto un Marco un marco. Noi la bellezza di quasi duemila lire. Sarà una
tassa straordinaria per la stabilità del trenta o del quaranta per cento del
valore dei nostri titoli di Stato? L'operazione Eurobond potrà essere la più
grande svalutazione della moneta italiana dopo quella dello scambio
lira-euro.
 Tremonti si è anche compiaciuto di denunziare lo spaventoso ruolo delle
istituzioni finanziarie sulle economie reali. A sentirlo sembrava fresco di
letture di Carlo Marx e di Lenin. Ma è stato soltanto un vezzo da
"intellettuale" della politica. Un discorso da salotti perchè il lavoro vero
è un altro. Mizzica! Abbiamo un Ministro colto e filosofo di sinistra. Ma
soltanto per il tempo del discorso fatto a Rimini. Per il resto è autore di
una Manovra che dimagrirà molto l'Italia che lavora ed è autore di "manovre"
precedente tutte impregnate ad un rigoroso liberismo ideologico. Il suo
lavoro è demolire il welfare e privatizzare cioè impoverire lo Stato. Il suo
collega ed amico Sacconi si dedica a demolire i diritti dei lavoratori.
 Dopo aver  fatto il suo discorso alla Germania ed ai doveri della
Cancelliera  poteva dirci qualcosa sulle catastrofiche conseguenze
sull'economia italiana della disintegrazione della Libia e del suo passaggio
nella sfera di influenza francese ed anglosassone. Ma su questo non ha detto
una parola.
 Pietro Ancona

__________________________________

 

Lettera a Repubblica su Corrao, Gibellina e la Venere di Morgantina

pubblicata da Pietro Ancona il giorno domenica 14 agosto 2011 alle ore 17.25
 
 

 Caro Direttore,

lei ha permesso la pubblicazione, nella prima pagina di Repubblica, di un grottesco articolo dal titolo " Ma l'utopia di Gibellina è un disastro spettrale" del signor Francesco Merlo.

 

  Questo barocco  giornalista che è a quanto pare di origini siciliane nutre  rancore verso la sua terra di origine, una sindrome questa  comune a molti costretti a sdradicarsi  e trasferirsi al Nord. Non è la prima volta che peschiamo il signor Merlo con le mani nel sacco di un viscerale odio pieno di stupidi pregiudizi antisiciliani. A proposito della delinquenza araba c he non si manifesta in Sicilia ebbe a scrivere " Niuro cu niuro un tinge". Per dire che siamo talmen te delinquenti da integrare senza traumi l'immigrazione a differenza di quanto accade nel Nord. (Nero con nero non tinge)

     Ora scrive su Gibellina nuova voluta da Ludovico Corrao come di un luogo i cui la cultura italiana ha violentato la storia, la natura, le tradizioni, l'integrità di una comunità contadina costretta ora a subire i monumenti di Pomodoro o di Consagra. Ha dimenticato di ricordare che Gibellina nuova è stata edificata a seguito di un referendum dei suoi abitanti a differenza degli esiliati aquilani.

    Non c ondividiamo il suo giudizio  su Gibellina e farebbe bene il nostro Merlo ad occuparsi della nuova L'Aquila questa si davvero spettrale e allucina nte.

    Infine quando dice che la Venere di Morgantina sarebbe stata assai meglio a Los Angeles si esprime in perfetto stile coloniale razzista come quegli inglesi che ancora oggi non restituiscono alla Grecia i fregi e le metope del Partenone ritenendoli più degnamente custoditi nei loro musei.  

Pietro Ancona

________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, August 09, 2011 5:29 PM
Subject: cgil, cisl ed uil non difendono l'art.18


CGIL,CISL ed UIL non difendono l'art.18

Privatizzazioni, mercato del lavoro, pensioni. Sono queste le indicazioni perentorie date all'Italia che sarebbe commissariata  per fare cose che sono nel programma del suo  governo ed anche della sua opposizione da sempre. Il "commissariamento" europeo è una messa in scena per fare passare come fatale e non rifiutabile la macelleria sociale che viene imposta.  Vendere i beni ed i servizi di proprietà dello Stato per destinarne il ricavato al risanamento del debito. Non è detto che la vendita apporti i benefici che vengono fatti balenare: uno Stato che vende parte del suo patrimonio diventa più povero, più "leggero". E' quello che predicano i neocons che considerano lo Stato una bestia da affamare e da fare dimagrire fino quasi alla morte. E' l'anarchia dei ceti ricchi, l'ideologia del the party che sembra oggi guidare la cultura politica  dell'Occidente. Una ideologia per la quale lo Stato della California vede bruciare le sue foreste senza poter intervenire efficacemente perchè non ha i mezzi per mantenere una adeguata rete di protezione civile. Ed i mezzi mancano perchè le migliaia di miliardari californiani considerano un attentato alla loro libertà ed alla Costituzione americana dovere pagare le tasse.
La richiesta riguardante le pensioni è sfacciata, indecente. L'Italia ha modificato in peggio il suo sistema pensionistico fino quasi a renderlo inaccessibile alle nuove generazioni precarie. Ma l'Inps ha un tesoro di alcuni miliardi di euro che fa gola e che probabilmente sarà espugnato. Anche il tesoro dell'INAIL è nel mirino di chi sta facendo l'inventario delle risorse. Credo che l'estensione alle lavoratrici private della regola della pensione a 65 anni sarà una delle cose che saranno deliberate assieme alla quasi abolizione della pensione di anzianità.
Ma il punto di attacco più duro  sarà l'abolizione dell'art.18 e lo svuotamento dello Statuto dei Lavoratori. Milioni di lavoratori con contratto sono stati finora protetti dai licenziamenti arbitrari, senza giusta causa, dall'art.18. La norma ha consentito la preservazione nelle aziende di un corpo di lavoratori che ha maturato diritti connessi all'anzianità riguardanti il loro stato contrattuale. Ebbene, si vorrebbe realizzare la cosidetta "flessibilità in uscita", licenziamenti senza giustificazione per sostituire l'attuale classe operaia con nuovi assunti magari attraverso le agenzie interinali e la legge Biagi. Realizzare la precarizzazione di tutti i lavoratori. La totale mercificazione della prestazione realizzata in una condizione di altissima ricattabilità.
Ho maturato la convinzione che a CGIL, Cisl ed UIL  non dispiacerebbe una drastica riduzione dei diritti dei lavoratori, della loro condizione giuridica. Da tempo i sindacati gestiscono un potere nella contrattazione che viene imposto a coloro che dovranno rispettarlo. Le rare consultazioni con referendum e con pronunziamenti degli organismi avvengono tutti a posteriori, a cose già fatte. Il sindacato non è più  di classe ma un organismo di regolazione  ademocratico. Lavoratori licenziabili senza giusta causa sono ricattabili non solo dal padronato. Diventano più vulnerabili e meno forti nel rapporto con le loro strutture sindacali . Insomma, come in USA! Nella fabbrica il sindacato diventa una sorta di collaboratore dell'ufficio risorse umane ed il lavoratore come individualità deve stare attento a come parla ed a quello che fa se non vuole perdere il suo pane quotidiano. Ecco: sindacati collaborazionisti preferiscono lavoratori con poco o nullo peso giuridico. Una  merce che può essere cambiata se non sta al gioco della nuova fabbrica marchionniana.
Per questo credo che l'art.18 diventerà presto un ricordo di una epoca diversa.
Pietro Ancona
___________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, August 03, 2011 8:30 PM
Subject: art.18 e la crisi

L'art.18 e la crisi

 L'ultima seduta della Camera dei Deputati si è conclusa con il dibattito sulla relazione di Berlusconi sullo stato dell'Italia.Da domani la Camera dei Deputati sarà chiusa fino al 6 settembre un mese cruciale per la sorte del nostro Paese che possiamo immaginarci  come una nave in mezzo ad una spaventosa tempesta. La relazione di Berlusconi è stata come doveva essere: concepita e svolta da chi sa che ogni parola sarà soppesata dai centri europei ed internazionali che contano e dai cosidetti "mercati". Berlusconi ha negato con molta forza e solide inattaccabili argomentazioni ogni giustificazione all'attacco rivolto ai nostri titoli di Stato che, all'indomani della manovra finanziaria per circa ottanta miliardi varata dal governo, sono caduti rovinosamente. Berlusconi non ha mai pronunziato la parola "speculazione" ma non c'è dubbio che ha difeso l'Italia da un attacco che non ha basi vere e che sembra un'aggressione "politica" di poteri internazionali che vogliono che la disgrazia cada sul nostro Paese. 
 Sarebbe stato utile all'Italia , patriottico e giusto, che i "fondamentali" difesi da Berlusconi fossero difesi da tutto il Parlamento. Così non è stato. La prima smentita al nostro Governo è venuta dal suo stesso Parlamento. Domani "il mercato" ci farà a pezzi.
 Il discorso di Bersani è stato quanto di più maramaldesco si potesse immaginare. Ha rimproverato a Berlusconi di essere stato trascurato nel corso di questi anni ed ha in effetti avvalorato le tesi della speculazione internazionale contro l'Italia. Ha detto in sostanza che la crisi l'abbiamo davvero e che il "mercato" ha ragione di criticarci e di attaccarci. Inoltre ha detto che è disposto a collaborare per creare una via d'uscita dalla "crisi" a condizione che Berlusconi si dimetta. "Se Berlusconi fa un passo indietro, noi faremo un passo avanti".Quasi in contemporanea con Bersani, l'ineffabile Marchionne chiedeva un nuovo leader per l'Italia  e annunziava che nel 2015 lascerà la Fiat provocando una piccola crisi in borsa.
 La seconda parte del discorso di Berlusconi è stata di apertura ai partiti ed al parlamento per creare un fronte di lotta alla crisi. Tra i punti che ha enunziato per rassicurare i mercati c'è l'abolizione dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori naturalmente con l'art.18 compreso. Insomma la vecchia fallimentare logora ricetta di spoliazione dei diritti dei lavoratori come toccasana per attirare investimenti in Italia. Berlusconi non si sarebbe esposto ad una proposta così grave se non avesse su questo punto assicurazioni precise dal PD e dalla CGIL. Sono tutti d'accordo a presentarsi al mondo con una classe lavoratrice umiliata e priva di tutele.
  Da domani tutti in vacanza. Tutti coloro che se lo possono permettere e tra questi certamente gli oligarchi ed i miliardari che affolleranno la baia antistante villa certosa con le loro "barche" sempre più moderne, avveniristiche e lussuose.
  Pietro Ancona
  ____________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, July 17, 2011 5:10 PM
Subject: la sentenza di Torino


La sentenza di Torino
 Landini ha espresso soddisfazione per la sentenza di Torino che riconosce alla Fiom il diritto di stare in fabbrica seppur non firmataria degli accordi aziendali. In effetti mi pare che starà in fabbrica come un coniuge separato che avrà alcuni diritti ma non potrà essere partecipe dei processi decisionali riservati ai firmatari degli accordi. Su questo ha influito certamente l'accordo  interconfederale che la CGIL assieme a Cisl ed Uil hanno firmato il 28 giugno scorso con la Confindustruia accordo che sembra avere ispirato la soluzione trovata dal giudice.
Inoltre  la Fiom ha perso la causa nel suo focus più significativo riguardante il riconoscimento della Newco. E' stato c hiaro a tutti e sotto la luce del sole che la Newco viene costituita per azzerare lo stato delle relazioni interne alla fabbrica per danneggiare i diritti dei lavoratori che vi prestano attività. Ma la NEWCO per essere tale deve avere proprietà, capitali e ragione sociale davvero diversi da quelli di prima (come nel caso Alitalia) Qui la proprietà era Fiat e Fiat rimane, si producevano automobili e si produrranno automobili, niente viene modificato rispetto a prima. Si tratta di una operazione camaleontica di una mera sostituzione della insegna allo ingresso dello stabilimento. Perchè il giudice accetta una così plateale truffa ai danni dei dipendenti? Si è aperta la strada a quanti vorranno liberarsi dei gravami che maturano in anni di attività nei confronti di terzi e di metterli davanti all'alternativa di accettare una conditio ex novo o di andarsene a casa. Come se un operaio che ha quarantacinque anni e che da venti lavora in fabbrica possa tornare alla condizione iniziale della sua occupazione,alle nuove condizioni dettate dal datore di lavoro.
 I giudici non vivono dentro una torre eburnea separati e distanti dalla società in cui esercitano la magistratura. Il giudice di Torino e prima di lui quello di Melfi sanno che il vento spira per spogliare i lavoratori di ogni loro diritto. Sanno che la CGIL ha mal visto e tollerato appena l'intransigenza della FIOM . Sanno che l'accordo del 28 giugno è stato incubato maturato e scritto per favorire un riferimento interconfederale alle ragioni della Fiat. Sanno che la Camusso ha posizionato il Direttivo della CGIL con 117 voti contro 21 per la logica  che sottosta alla sentenza del Giudice. Perchè il  Giudice dovrebbe dare ragione alla FIOM e scontentare la Fiat e con essa la CGIL, il PD, il Sindaco di Torino ? 
e tutto l'establiscement italiano? Lo avrebbe dovuto fare per ragioni di giustizia, per scrivere  una pagina liberale nella storia della magistratura del lavoro. Non ha voluto farlo ed ha cercato e trovato una mediazione opportunistica squilibrata a vantaggio della Fiat.  Il giudice ha sentito che il giuslavorismo della Bocconi di Ichino di Boeri oggi è suffragato dagli orientamenti della CGIL, del PD, di parte della sinistra italiana e sa che le prossime leggi di questo Parlamento saranno in coerenza con le scelte generali di politica economica che hanno devastato il welfare italiano. Una fabbrica organizzata in coerenza con le scelte liberiste che postulano un impoverimento dei produttori a vantaggio dei proprietari e degli imprenditori. Una fabbrica meno libera con salari insufficienti in un Paese impoverito ed angosciato dai messaggi terroristici che arrivano dal potere sulla stabilità finanziaria e sullo stesso valore dell'euro.
  Pietro Ancona
__________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Alberto Lombardo
Sent: Thursday, July 14, 2011 7:42 PM
Subject: La Francia e l'Occidente tradiscono la Rivoluzione dell'89


 Oggi si ricorda la presa della Bastiglia simbolo del potere  della aristocrazia e avvio della rivoluzione francese che avrebbe sconvolto l'Europa  riorganizzando il patto sociale basato sui  principi che ancora impregnano largamente la legislazione delle cosidette democrazie occidentali. I principi di  eguaglianza, libertà, fraternità che  tuttavia non vengono rispettati nè dentro le democrazie nè nei rapporti tra queste ed il resto del mondo.
 Mentre a Parigi   i francesi si raccolgono nella piazza che fu della Bastiglia, un possente dispositivo militare fatto di portaerei, sommergibili, navi, aerei, elicotteri da guerra è spiegato  sul mare antistante la Libia per conculcarne la libertà, distruggerla come nazione, depredarla. Appena ieri la Costa d'Avorio è stata massacrata dai francesi per portare al potere un loro uomo disponibile all'uso coloniale delle risorse della sua terra.  Le potenze che si ispirano alla democrazia  sono tutte unite in una alleanza controllata dagli USA ed occupano militarmente  nazioni come l'Irak e l'Afghanistan, tengono sotto tiro il Pakistan e si accingono ad aggredire la Siria e l'Iran. La Francia e gli USA hanno provocato in Siria un vero e proprio tumore fatto di rivoltosi che vorrebbero farne il cortile di casa di Israele e distruggerne la cultura e la sovranità. Non è possibile fregiarsi  dei valori dell'89 per negarli con la violenza agli altri popoli che si vorrebbero sottomettere. La libertà e l'eguaglianza e la fraternità sono indivisibili dalla pace. Nessun popolo ha diritto di opprimere un altro popolo nè di insediarne la prosperità come sta accadendo con i paesi sottoposti alla speculazione finanziaria dei signori di Wall Street. Oggi i valori della Rivoluzione francese e della stessa Costituzione americana sono incarnati dalla resistenza dei popoli al colonialismo. Hanno un loro alfiere in Gheddafi, nei rivoluzionari egiziani, tunisini, palestinesi ed i loro eroi in martiri come Lumumba, nelle classi lavoratrici e nei partiti comunisti che lottano in Europa contro la regressione delle condizioni di civiltà conquistate con lunghi anni di lotte. Il capitalismo si è separato dalla democrazia e dai valori provenienti dalla rivoluzione dell'89. Non vuole libertà, eguaglianza e fraternità ma potere per se e nuova diseguaglianza dei ceti, una diseguaglianza pari a quella dei popolani parigini con i nobili dell'aristocrazia.  Oggi tra il precario ed il suo datore di lavoro intercorre la differenza che c'era tra il contadino ed il suo nobile proprietario terriero. Una nuova rivoluzione è necessaria per inverare le aspirazioni dell'89.
 Oggi se vogliamo davvero l'affermazione dei diritti individuali e collettivi voluti dalla Rivoluzione dobbiamo riferirci al pensiero di due grandissimi europei: Carlo Marx ed Emanuele Kant. Il diritto sociale che scaturisce dall'opera di Marx e quello delle nazioni e sulla pace di Kant dovrebbero essere il riferimento di una nuova sinistra progressista.
Pietro Ancona
___________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, June 29, 2011 9:36 PM
Subject: Note su un accordo
 

Note su un accordo

Preceduto da incontri di una diplomazia segreta che ha preso slancio da quando si è capito che il centro-destra non sarà riconfermato alle elezioni del 2013, ci è stato spiattellato oggi l'ultimo dei tanti accordi interconfederali dettato dalla Confindustria e materialmente scritto dal suo ufficio studi. L'accordo va letto assieme ai suoi precedenti, al dibattito che si è sviluppato su Pomigliano e su Torino ed è frutto ideologico e politico della voglia del centro-sinistra di mostrarsi più scaltro e più dotato di mezzi nella gestione delle politiche imposte dalla Unione Europea. L'accordo farà trovare il grosso del lavoro sporco già fatto alla compagine che si installerà a Palazzo Chigi al posto di Berlusconi e Tremonti. Questo accordo come alcuni di quelli che lo hanno preceduto compie una operazione giuridica e politica di enorme portata: sposta la soggettività contrattuale dai lavoratori ai "sindacati" e non a tutti, soltanto a quelli ammessi nel cerchio magico della legittimità anticomunista. Gli accordi non vanno approvati dai lavoratori ma dal sindacato per almeno il 50 per cento dei rappresentati della RSU, una percentuale che non ha alcuna importanza dal momento che i tre stammo assumendo tante di quelle affinità elettive da poter presto fondersi in un unico supersindacato a cui vengono assegnati quasi d'ufficio dodici milioni di iscritti. E' un processo giuridico e giuslavoristico guidato da menti raffinatissime che porta genericamente il titolo di sussidiarietà e che prevede la privatizzazione della giustizia, del lavoro ed il graduale quasi impercettibile spostamento del sindacato da rappresentante dei lavoratori o del lavoratore (se è il caso) a soggetto che agisce con una propria autonomia ed un proprio potere di somministrazione di diritti rispetto il quale il lavoratore viene del tutto passivizzato in una figura che da sola non conta più assolutamente niente. E' quello che è accaduto nel sindacalismo americano di stampo neoliberistico. Tutto il gruppo dirigente del PD è impegnato con Confindustria e con i superpoteri europei a realizzare il disegno che ha trovato oggi un suo momento importante nell'accordo stipulato. In sostanza si realizza un momento di una manovra che in Grecia sta costando quasi una rivoluzione per mettere insieme quello che in modo silenzioso e con una perfetta triangolazione con il governo in Italia si sta realizzando senza che le classi dirigenti ne paghino dazio: quaranta miliardi di tagli pagati per il 95 per cento dai redditi di lavoro e di pensione e strumenti al padronato per una gestione totalitaria delle aziende. Tutto quello che si fa a livello istituzionale e delle grandi organizzazioni sociali contraddice le spinte profonde che sono venute dal referendum contro il nucleare e la privatizzazione. Il PD sembra sospinto a destra piuttosto che a sinistra dal sentimento popolare che si innalza dal paese. E' diventato sordo, sordissimo alle migliaia di proteste dei precari, della scuola, degli operai e tira avanti per la sua strada che è la stessa dei governi di centro-destra e socialisti europei. L'obiezione all'accordo è venuto da Cremaschi e da Landini. Obiezione data per scontata e tuttavia terribile nel suo isolamento politico e sociale. Pur rispondendo ad interessi fondamentali ed irrinunziabili dei lavoratori italiani, le gravissime denunzie scivolano senza lasciare profonde tracce nel corpo enorme dei gruppi dirigenti delle tante categorie che fanno capo alla CGIL. La logica che prevale in questo corpo è quella di un centralismo autoritario dal quale bisogna avere fegato per dissentire specialmente per chi ha scelto di fare il funzionario sindacale a tempo pieno. Come ha giustamente detto oggi Susanna Camusso l'accordo di oggi chiude un periodo e ne apre uno nuovo. La CGIL non è più in bilico tra moderatismo ed autonomia di classe. Ha scelto per sempre il moderatismo e di stare con Bonanni e con Angelletti. Bonanni è il vero leader della nuova fase unitaria. Napolitano ne è l'alto patrocinatore. Che importa se i lavoratori ne ricaveranno soltanto amarezze delusioni disagi e povertà? Se si leggono gli atti fondamentali del fascismo dal 1926 al 1938 si scopre una somiglianza impressionante con gli accordi dei tre con la Confindustria e con il Governo di oggi. Ma il processo di deidentificazione della classe lavoratrice non era sollecitato ed attuato con forme così penetranti come quelle di oggi. Pietro Ancona

_______________________

 

----- Original Message -----
From: Pietro Ancona
Sent: Saturday, June 18, 2011 12:29 PM
Subject: La distanza abissale tra Bologna e genova

La distanza abissale tra Bologna e Genova

 Nella giornata di ieri due manifestazioni hanno animato la politica italiana: la conferenza del pd a Genova sul lavoro e la celebrazione del 110 anniversario della Fiom a Bologna che ha mobilitato la squadra di Santoro più Benigni più Teresa De Sio. Il successo della manifestazione della Fiom è stato enorme e reca il segno poderoso incisovi da Maurizio Landini che ha parlato come usava parlare Di Vittorio alla sua gente, ai lavoratori, al popolo. Mentre questa manifestazione suonava in piena armonia con la svolta avvenuta nella società italiana con le elezioni amministrative e sopratutto con i referendum la Conferenza di Genova è apparsa anacronistica, pensata per rassicurare il capitalismo italiano e convincerlo ad optare per il centro-sinistra. Si è parlato di un patto politico e sociale. In sostanza il PD forte della  sua influenza decisiva sulla CGIL ma anche sulla Cisl e sulla Uil garantisce al capitalismo italiano che avrà la piena collaborazione dei sindacati per la realizzazione degli obiettivi di competitività e di flessibilità che costituiscono le paroline magiche che coprono una regressione all'era precontrattuale dell'economia italiana. Mentre la piazza di Bologna vibrava delle voci dei precari e di tanti rappresentanti della sofferenza sociale italiana (colpiva l'intervento sulle periferie milanesi e del movimento dei pastori sardi), a Bologna ci si rifugiava nelle stratosfere della macroeconomia e delle macropolitiche e si designava un approccio alla globalizzazione basato esclusivamente sulla mobilità e sui bassi salari e sulla cancellazione del welfare. Nessuna richiesta è stata fatta per la cancellazione della legge madre del precariato, la legge trenta o Biagi e la questione salariale ha avuto un approccio dal lato fiscale e basta come se fossero sufficienti i quattro spiccioli che si ricaverebbero da una riformicchia per sanare una situazione di salari che per venti milioni di lavoratori difficilmente superano la media di 1000 euro. Il PD si disegna come partito confindustrialista e non interclassista come era la vecchia DC o classista come il vecchio PCI. Il suo riferimento non è il lavoratore ma il lavoro. Una scelta equivoca dove per lavoro si intende tutto ma sopratutto l'impresa ed i suoi interessi che diventano interessi generali. L'operazione ideologica compiuta dal PD è davvero copernicana: non più la classe operaia come classe generale espressiva di interessi totalizzanti ma l'impresa. L'impresa diventa il centro dell'universo politico e gli industriali la nuova classe generale alla quale sono affidati i destini di tutti e della nazione.
  Si tratta di una linea che giunge in ritardo ed in controcorrente con la spinta di rinnovamento che viene dalla Fiom, una linea anacronistica che tuttavia coincide con il disegno del potere capitalistico mondiale che usa il ricatto delle declassazioni delle agenzie di rating per spingere a pane ed acqua le classi lavoratrici e le popolazioni dell'intera Europa.
 E' una linea perdente che punta alla buona salute delle aziende a costo della depressione dei lavoratori e delle loro famiglie e dello smantellamento dello stato sociale.  Che vale se l'auto che si produce è competitiva se il prezzo è un operaio sfruttato come un limone, maltrattato nei diritti e con un salario con il quale non può campare la famiglia, mandare un figlio alla università, offrire un gelato alla famiglia la domenica?
 Eppure questa linea liquidazionistica del patrimonio del movimento operaio italiano sembra ancora non sufficiente a gente come Ichino, Morandi ed altri che si riuniscono in un documento nel quale mostrano di essere più realisti del re, di chiedere più della stessa Confindustria.
  Alla Conferenza del Lavoro di Genova naturalmente è stato suonato soltanto l'inno di Mameli. Potevano  suonare l'Inno dei Lavoratori ad una assemblea partecipata da Confindustria, UGl, Cisl ed Uil? Non potevano!
  Pietro Ancona
  ________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, June 13, 2011 8:33 PM
Subject: Il referendum quotato in borsa

Il referendum quotato in borsa
    Ho sentito in auto un pezzo di una trasmissione di Radio 24 che riportava i riflessi in borsa dei risultati del referendum. I titoli delle società che si occupano di energie rinnovabili hanno fatto un balzo in avanti del 12 per cento distanziandosi da tutti gli altri. I titoli legati alla privatizzazione dell'acqua hanno avuto un cedimento notevole di circa il sei per cento. Questo commento del mondo degli affari è assai eloquente. Gli investimenti nelle energie rinnovabili ne sono incoraggiati e può darsi che ne scaturirà una spinta alla crescita produttiva in un settore  avveniristico che può trovare in Italia un ambiente migliore di quello tedesco. Bisognerà fare molta ricerca per averne molta innovazione.
  L'altro commento del referendum è stato dato dagli italiani che si sono riuniti spontaneamente nelle piazze per gioire insieme, per ridere, per dichiarare la propria soddisfazione. E' come se una cappa plumbea si fosse sciolta. Ci sentiamo tutti più liberi. La democrazia è fatta di partecipazione e la partecipazione è libertà e liberazione. Una democrazia basata sulla passivizzazione delle masse private dai partiti del diritto financo di scegliersi i propri rappresentanti, fatta di telespettatori chiamati solo ad assistere alle finte lotte tra Rinaldo ed Orlando non è vera è oligarchia, telecrazia, è autoritarismo in cui una parte della società opprime l'altra, quella più debole.
  Ho assistito a parte dello svolgimento del voto referendario nelle sezioni della scuola del mio  quartiere a Palermo. La gente giungeva alla spicciolata, ad ondate, per famiglie, per gruppi e si infilava con molta decisione nelle sedi di voto. Usciva con le facce raggianti, sorridenti, come chi era sicuro di avere avuto finalmente in mano uno strumento per punire colui che ci ha umiliato per anni, per esprimere una voglia di rinnovamento che aveva già avuto modo di manifestarsi in occasione delle amministrative. Non avevo mai visto gente tanto contenta all'uscita dei seggi. Come se avesse vinto un terno al lotto.
 Ma l'esito elettorale di ventiseimilioni di persone che dicono decisamente no alla privatizzazione dell'acqua e dei servizi cozza con interessi dei partiti che si sono consolidati lontano dalle aspettative popolari e spesso contro di loro. Il PD ha recuperato schierando la sua enorme organizzazione per i quattro SI, ma non dimentichiamo che si ritirò dal gruppo referendario, criticò Di Pietro, promise e non so se fece la presentazione di un disegno di legge di iniziativa popolare alternativo al referendum. Il tempo e notevoli sensori sugli orientamenti della pubblica opinione lo hanno ricondotto sulla  retta via. Ma un grande contributo è stato dato da migliaia di organizzazioni volontaristiche, dalla nascita di un grande sentimento popolare di rivolta contro tutto quello che le privatizzazioni rappresentano a cominciare dalle bollette dell'acqua, ma non solo, di tutte le angherie alle quali la società liberista, ma profondamente autoritaria, ha inflitto ai cittadini utenti o consumatori comprese le ganasce ed i pignoramenti per le rate insolute spesso per una manciata di euro.
 Non c'è in Italia una sola privatizzazione che non sia diventata una soma pesante sulle spalle delle famiglie. Il mercato in Italia non esiste. L'acqua avrebbe avuto nella privatizzazione un monopolio angarioso di un privato come avviene per le poste per le telecomunicazioni per le ferrovie.
  Ma il referendum è stato soprattutto un atto di separazione dell'Italia da Berlusconi e dalla sua consorteria. La borghesia violenta ed intollerante del berlusconismo è stata sconfitta da una borghesia liberale e civile alleata alla classe operaia per una gestione corretta dello Stato.-
  Spero tanto che si organizzino referendum per l'abrogazione della legge Biagi e delle leggi sulle pensioni. Bisogna liberare i giovani ed i pensionati dalle terribili tagliole di Sacconi e Tremonti. Bisogna anche abrogare i decreti sul federalismo che danno poteri eccessivi ai signorotti locali ed aumentano le tasse.
  Spero che cessi la conventio ad excludendum verso la federazione della sinistra e che si il popolo del PD che ha sentimenti socialisti e democratici si trovi a condurre battaglie unitarie per la classe operaia, per i salari, per pensioni giuste. Spero in una scuola pubblica forte e sostenuta da leggi  che ne facciano un motore per la prosperità del Paese.
  Pietro Ancona
__________________________-

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, June 11, 2011 5:17 AM
Subject: Amarezza dopo la gioia della vittoria
 Amarezza dopo la gioia della vittoria

Le prime mosse politiche del sindaco Pisapia e del PD a Milano suscitano amarezza dopo la gioia provata per la vittoria elettorale sul  centro-destra nella città chiave della politica e dell'economia italiana. Berlusconi vi si era candidato e aveva legato molte cose all'esito della battaglia di Milano. Sono deluso per le scuse chieste al giornalista di TG1 che aveva fatto una domanda provocatoria ed impertinente alla quale il pubblico presente in sala aveva risposto rumoreggiando  giustamente. Il giornalista voleva sapere cosa Pisapia pensasse della mancata estradizione di Cesare Battisti in Italia tema sul quale il governo italiano strilla e si dimena contro il Brasile in maniera sproporzionata ed indecente. Ebbene chiedere scusa non è un atto di cortesia istituzionale ma di sottomissione ad una cultura forcaiola e di parte per la quale si affiggono le gigantografie di Sakineh in odio al governo iraniano, si disprezza Gheddafi mentre si uccidono i suoi familiari e la popolazione ed i valorosi soldati libici, con la quale si sceglie Israele mentre i palestinesi continuano ad essere martoriati.
Sono molto deluso ed amareggiato per la esclusione della sinistra dal governo della città. in obbedienza al dicktat che  a suo tempo Veltroni ha scagliato  contro di essa  dopo averla dissanguata e messa in gravissima difficoltà nel governo Prodi, condannandola all'isolamento. Veltroni poi ha avuto la disonestà di invitare al "voto utile" convincendo gli elettori comunisti a votare per lui appunto per non "disperdere" il voto che rischiava molto con il vergognoso ed antidemocratico sbarramento del 4 per cento.
"Conventio ad excludendum è una locuzione latina con la quale si intende definire un accordo esplicito o una tacita intesa tra alcune parti sociali, economiche o politiche, che abbia come fine l'esclusione di una determinata parte terza da certe forme di alleanza, partecipazione o collaborazione.L'espressione, molto usata nel linguaggio politico italiano, venne coniata negli anni settanta da Enrico Berlinguer, "il quale denunziava le forze del pentapartito di praticarla contro il PCI. Ora, segno della involuzione e del cammino all'indietro percorso dalla politica italiana, la conventio viene praticata per isolare la Federazione della Sinistra e come pegno di  moderatismo di un atto o di una scelta politica. Oggi bisogna dimostrare di essere per l'appunto moderati e cioè di considerare possibile ed ammissibile qualsiasi spostamento a destra e di aborrire la comunicazione con la sinistra radicale.
 Nella giunta di Milano entra Tabacci, intelligente personaggio dell'UDC milanese, espressione di ambienti della finanza e dell'economia delusi dalla gestione berlusconiana della borghesia italiana e viene tagliata fuori la rappresentanza della sinistra. La scelta compiuta è politicamente assai grave perchè indica una strada che sarà seguita in Italia dal partito di Vendola per quanto riguarda il dopo Berlusconi. C'è in questa scelta un messaggio preciso di rassicurazione al cosidetto "centro" cioè alla borghesia italiana che in questi giorni manda i suoi grandi emissari a Saint Tropez alla riunione segreta del gruppo di Bilderberg  Gli interessi rappresentati dalla Fds e che sono quelli dei lavoratori del welfare di una politica estera dell'Italia meno servile verso gli USA non diventeranno mai parte di un programma di governo. Il massimo  "rivoluzionario" al quale ci si spingerà sarà il capitalismo compassionale largamente rappresentato nella giunta Pisapia. Non diritti ma assistenza, non un corso diverso della politica dei salari, della casa, dei trasporti, ma al massimo sussidiarietà. Una versione non violenta ma financo inclusiva del rapporto con la classe operaia che tuttavia deve restare fuori dalla stanza dei bottoni e dal cuore delle alleanze della  nuova maggioranza italiana. Pisapia è una persona intelligente ed occulterà questo dato . Ma la realtà è questa. Vendola si sbilancia per una alternativa che non è di sinistra ma interna al blocco sociale della borghesia italiana.
La Camera del Lavoro di Milano dominata dagli interessi politici del PD applaude le scelte di Pisapia. La delimitazione a sinistra si estende dal partito al sindacato confederale.
 Si tratta di una scelta che indebolisce il potere sociale dei lavoratori e la possibilità di un miglioramento delle loro condizioni di vita e di lavoro. I lavoratori milanesi non avranno nella giunta della città un punto di forza nella loro lotta contro l'aggressione confindustriale ai contratti di lavoro ed alla stabilità del posto.
Osservo che la scelta di Pisapia anche se  formalmente legittima è antidemocratica. Non tiene conto dei sentimenti prevalenti nella voglia di cambiamento espressi dall'elettorato milanese. Questi sentimenti non vengono raccolti ed rappresentati correttamente in una giunta ideologicamente centrista e che ha il suo uomo-simbolo in Tabacci.  E' evidente che l'inverno del nostro scontento è destinato a durare ancora a lungo e che dobbiamo immaginarci un  coacervo che va dal terzo polo al pd al Sel. Gli "estremisti" come Ferrero dovranno restare fuori. Ma dubito molto che questo fronte sarà in grado di fronteggiare la protesta sociale e politica che viene da condizioni di vita di venti milioni di lavoratori sempre meno accettabili. In Italia non si può sopprimere il socialismo e la lotta di classe  con i giochi della politica. Mi auguro che la Fds faccia valere con fermezza e serenità le sue ragioni non pietendo un posto a tavola ma rappresentando l'antidemocraticità di uno schieramento che vuole  essere espressivo soltanto  del blocco sociale borghese.
pietro ancona
 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, June 02, 2011 10:31 AM
Subject: La Festa di Napolitano

  La Festa di Napolitano
   Mentre i nostri aerei bombardano  Tripoli seminando dolore e morte nella capitale di uno Stato che, nonostante i nostri trascorsi di seviziatori coloniali, per quaranta anni ci è stato amico ed ha contribuito in modo incisivo sul nostro benessere, altri aerei volteggeranno sul cielo di Roma per festeggiare l'avvento della Repubblica e, quest'anno, anche il 150° anniversario dell'unità d'Italia.
  I festeggiamenti sono particolarmente pomposi: sono stati invitati una ottantina di Capi di Stato con le loro consorti che saranno ospiti illustri del nostro Presidente della Repubblica e, naturalmente, dell'impresentabile Berlusconi che farà gli onori di casa. Non avrà consorte da presentare essendone stato ripudiato e certo non potrà presentare la "fidanzatina" che afferma di avere e che qualcuno ha cercato di scoprire tra le decine  di divette ed escort che hanno frequentato le sue ville tiberiane.
 Non potremo presentarci ai numerosi illustri invitati come la patria del calcio mondiale. Proprio oggi il nostro sport nazionale viene squassato da uno scandalo enorme. Le partite giocate sono state spesso "aggiustate" per favorire scommesse e vittorie immeritate. La ragione è sempre la stessa: soldi, affari, affari e soldi.....
 L'Italia che Napolitano presenta pomposamente all'estero assomiglia intanto sempre di più al regime mussoliniano almeno per quanto riguarda i suoi potenti: i capi del partito di governo sono sempre di più gerarchi inamovibili: ieri si doveva nominare il segretario del Partito al posto dei tre Coordinatori ed invece avremo i tre Coordinatori più il segretario del Partito: Bondi, Verdini e La Russa sembrano inamovibili ed Angelino Alfano appare come il quarto quadrunviro alla testa di un partito sempre più diviso ed in preda a processi di crisi sempre più diffusi.
 Il neo segretario del Partito vanta come titoli di merito una fedeltà canina al suo padrone. Ha approntato gruppi di volenterosi "giuristi" che gli hanno preparato le varie proposte con le quali Berlusconi ha ridotto il Parlamento ad un organismo preposto a votare leggi per salvarlo dai processi e dalla prigione. Ma Bondi, Verdini e La Russa non erano  fedeli al Capo quanto Angelino Alfano? Forse a noi poveri mortali qualcosa sfugge....
  Diverse volte, dopo l'esito infausto per il suo governo delle elezioni amministrative,  Berlusconi ha tentato di fare uscire allo scoperto Tremonti, il suo enigmatico Ministro che gli nega i soldi per fare tutti i giorni campagna elettorale con il pubblico denaro. Ma Tremonti resta muto come una tomba e si limita ad aspettare un'altra rovinosa caduta del Cavaliere che potrebbe essere la perdita dei referendum sull'acqua, sul nucleare e sul legittimo impedimento (fatto su misura per il Cavaliere). L'opposizione, forte dello esito delle amministrative, dice che i referendum non sono contro il governo. La lega sembra gradirne qualcuno. Ma, nonostante questo, il raggiungimento del quorum se ci sarà sarà un  ceffone madornale per il Cavaliere che aveva tentato financo un trucco per evitarli.
  L'Italia  che festeggia con un ricevimento imperiale di non si sa quanta gente non è la Repubblica voluta dalla maggioranza democratica creatasi dopo la guerra di Liberazione.
 Moltissima gente sta male.  Tutto il lavoro dipendente è sotto il torchio di Confindustria che ne ha ridotto i salari ed i diritti. E' impegnata all'estero in varie missioni colonialiste come ascara degli Stati Uniti, un impero belligerante che non vuole assicurare la pace al mondo ed è sempre a caccia di qualche nemico da distruggere in nome della democrazia.
  Otto milioni di giovani vivono una magra vita da precari sostenuti dai nonni o dai genitori e la prospettiva di chi studia è il precariato. I diritti dei lavoratori sono stati cancellati dalla Costituzione materiale del Paese.
   La parata militare che  costituirà il punto spettacolare della festa celebra una Italia militarista che la retorica nazionalista del 150°  alimenta. Celebrare le armi che servono non più per la difesa della patria ma per uccidere massacrare ferire altri popoli a cominciare dai fratelli libici ed afghani non  è proprio corrispondente alle corde profonde di una popolazione che forse vorrebbe vivere un po' meglio e senza uccidere nessuno.
Pietro Ancona
 ______________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, May 31, 2011 8:50 PM
Subject: La Relazione del Governatore

La relazione del Governatore
Il discorso tanto atteso del governatore della Banca d'Italia è stato "giudizioso" secondo il costume dell'establiscement mondiale, "politicamente corretto", adatto a persona che si accinge a ricoprire la responsabilità di Governatore della Banca Europea e che quindi diventerà uno degli esecutori più importanti, forse il più importante, della filosofia di Maastricht e di Lisbona. Naturalmente non deve pestare i calli a quelli di WallStreet nè esprimere alcuna critica per il modo come diverse nazioni europee vengono messe alla gogna dai sicari delle agenzie di rating e poi ghigliottinate con prestiti usurai a condizione di ridurre le loro classi lavoratrici a pane ed acqua.
 L'Italia ha (aveva) un interscambio commerciale di oltre venti miliardi di euro con la Libia alla quale era unita da un metanodotto ed una quantità enorme di affari riguardanti migliaia di operatori economici grandi, piccoli, piccolissimi. Stupisce l'assenza di riferimento alla guerra di Libia dalla relazione come se si trattasse di un evento che non avrà alcuna ripercussione sui dati macroeconomici analizzati.
 La Fiat ha deciso di investire i suoi capitali negli USA e praticamente di americanizzarsi. Si può dire che si potrebbe chiamare benissimo Chrisler e non più Fiat. L'investimento è di 10 miliardi di euro che saranno sottratte alle aziende italiane che vengono ridimensionate o chiuse (termini imerese). C'è un fenomeno esteso di deindustrializzazione dei distretti economici più importanti. La cantieristica decide di chiudere.Sembra che l'Italia debba cessare di essere un paese industrializzato che partecipa con settori fondamentali alla divisione internazionale del lavoro. Ebbene tutto questo viene ignorato o soltanto accennato senza però alcuna enfasi e senza la giusta drammatizzazione che alcuni fenomeni richiedono.
  Si accenna alla questione della concorrenza senza dire che le liberalizzazioni seppur timidissime fatte dal Ministro Bersani sono state presto trascurate e che non esiste alcuna concorrenza in settori essenziali come l'energia, i medicinali, le assicurazioni, le spese di notariato. Tutto avviene in regime di monopolio e le privatizzazioni si limitano a privatizzare servizi che agiranno in regime di monopolio con semplice passaggio di gestione dal pubblico alla speculazione privata.
  In un discorso tenuto qualche tempo fa in una Università delle Marche il Governatore aveva detto cose gravissime sul precariato e sulle sue conseguenze nefaste sul futuro della Italia. Questo tema ritorna nella relazione con timidezza sub specie flessibilità che non viene contestata e che quindi riscuote l'apprezzamento positivo della Confindustria.
  Si dice che il declino per l'Italia non è inevitabile. Ma il declino c'è già per venti milioni di lavoratori le cui condizioni sono diventate premoderne e pesantissime e che guadagnano meno di quanto hanno bisogno per vivere. Soltanto sommando più salari in una famiglia è possibile vivere come un metalmeccanico tedesco con il suo solo salario.
  Non aggiungo altro su questa relazione fatta per i notabili della Penisola con l'occhio al possibile commento del Financial Times. Una delle relazioni più omissive che si siano lette in questi ultimi anni. Non dubito che il Governo ne sarà contento.
  Pietro Ancona

____________________________                   

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, May 30, 2011 7:14 PM
Subject: Vince l'alternatività

Vince l'alternatività

 Un primo sommario esame del risultato elettorale - uno squarcio di luce nella tetra involuta inquietante situazione italiana -  mette in risalto  novità importanti che potranno guidare la politica della sinistra nei prossimi mesi.
  In primo luogo vince l'idea del rinnovamento sui vecchi oligarchi della politica. Il PD in parte per forza maggiore trascinato dalle primarie in parte per il buon senso di Bersani che preferisce vincere senza essere il protagonista principale piuttosto che perdere essendolo   ha compiuto una operazione politica di leale collaborazione con i candidati Pisapia e De Magistris (anche quando questo ne ha rifiutato l'apparentamento) e con gli altri candidati del Sel o dell'Italia dei Valori.  Si è mostrato saggio ed ha mostrato la saggezza dei forti.
  I risultati elettorali dimostrano che  i moderati possono trovarsi benissimo a sostenere la radicalità di scelte politiche. Non è vero che i moderati votano soltanto programmi moderati. Votano per scelte programmatiche e politiche di convincente buon senso legate e rispettose dello spirito e della lettera della Costituzione. Pisapia e De Magistris incarnano
l'idea di una borghesia fatta di buon senso che non vuole stare bene dentro una popolazione che sta male, che è illuminata dalla voglia di fare della pubblica amministrazione una leva per il miglioramento delle condizioni di vita della gente.
 I risultati dimostrano quindi che vince l'alternatività alla brutalità ed alla violenza delle scelte della destra sulla scuola, sui servizi sociali, sulle privatizzazioni, sull'integrazione interetnica,  sull'acqua, sulla gestione delle municipalizzate, sulla rarefazione dell'assistenza sociale.   Adeguarsi alla cupa e asociale idea liberista di meno pubblico e più privato non rende e la sinistra credo abbia capito che debba allontanarsi il più distante possibile da certe tentazioni liberiste.
 Molto importante la vittoria di Napoli con quasi il settanta per cento dei voti. E' una vittoria contro il centro-destra ma anche contro il centro-sinistra, contro il bassolinismo, contro una idea di condivisione con la destra di scelte scellerate come quelle degli inceneritori o dei gasificatori.
 Un contributo importante alla vittoria è stato dato dalla federazione della Sinistra e farebbe bene il PD a riconoscerlo ( e forse anche il Sel). I militanti comunisti hanno dato alla campagna elettorale il loro generoso contributo arricchendola dei temi del lavoro e della giustizia sociale e della lotta contro il precariato.
 Se l'elettorato avesse avuto più tempo per rendersi conto della asocialità dei decreti sul federalismo la sconfitta della Lega nel Nord sarebbe stata bruciante. I decreti aumentano le tasse ed il potere dei signorotti locali in modo intollerabile.
  Questo risultato da una fortissima indicazione a favore di un ritorno alla democrazia vera, quella del proporzionale. Il proporzionale può consentire ad una sinistra di esprimersi oltre il PD ed a questi di stipulare alleanze sociali e politiche senza confondere le sue caratteristiche di partito di centro-sinistra.
   Insomma il risultato c'è stato, è incoraggiante, dimostra che sbagliano coloro che immaginano  una vocazione di destra al popolo italiano. L'Italia ha una destra ma ha anche una borghesia progressista ed una classe operaia che alleate possono sconfiggerla.
   L'Italia non è berlusconiana ed in queste elezioni si è mostrata stufa della volgarità e della corruzione della sua idea di politica.
  Pietro Ancona

__________________________________ 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, May 27, 2011 3:35 PM
Subject: la legge trenta: una legge per violare la legge.

La legge trenta: una legge per violare la legge

 
Anche il Papa ha ritenuto di spendersi contro il precariato che "sottrae futuro e serenità ai giovani." Sono  oramai in molti ad esprimersi contro i guasti provocati dalla legge Biagi ma nessuno azzarda  un gesto concreto, la proposta della sua abrogazione. Per  liberare dalle catene della schiavitù  milioni di persone costrette nelle gabbie del  precariato basterebbero due cose: abrogare la legge Biagi e fissare a 1000 euro il Salario Minimo Garantito. Stabilire inoltre che nessun lavoratore a qualsiasi titolo può essere privato dei diritti garantiti dalla Costituzione come il riposo, le ferie, la remunerazione dei giorni di malattia, la pensione, gli assegni familiari. Ma questa "riforma" non sarà mai fatta dal governo Berlusconi il cui Ministro del Welfare è un killer del padronato nè potrà essere fatta da un eventuale governo di centro-sinistra in gara con la destra per acquisire i favori della Confindustria. Il PD condivide la legge Biagi ed ha costretto la CGIL a firmarla con gli accordi del 20 luglio 2007 con il governo Prodi.  A parte qualche lacrimuccia di circostanza che Napolitano ed altri notabili del Regime versano per la condizione di tantissimi giovani, non esiste una sola iniziativa per liberare l'Italia della legge Biagi e semmai viene agevolata la tendenza a farne la legge universale per l'avviamento al lavoro. Non è casuale il fatto che ogni anno Napolitano e l'oligarchia sindacale ricordino Marco Biagi con sollenne lectio magistralis in Università.
Per rimuovere questo grimaldello della giustizia sociale italiana ci vorrebbe o una rivolta cruenta dei biagizzati e degli studenti italiani in grado di spaventare l'establiscement e costringerlo a riprendere comportamenti umani, o una iniziativa della magistratura che impugni la totale illegalità delle normative e delle opzioni previste. La CGIL non alzerà mai un dito perchè essa stessa applica il precariato con i suoi dipendenti. La Cisl si vanta con Bonanni di avere addirittura immaginato e creato la legge nel 2003 con Maroni ministro del welfare. I partiti politici, le cooperative, i sindacati, le associazioni di produttori, gli enti bilaterali, migliaia e migliaia di enti applicano il precariato al loro personale e non faranno mai niente per sostituirlo con qualcosa di decente.
 Il precariato è un flagello di tutte le famiglie ed in particolare di quelle della classe operaia. E' un vero e proprio choc per quanti, conseguita la laurea magari con ottimi voti, si vendono costretti a svendersi per pochi soldi e nessun diritto. Ne restano con le ali spezzate e l'amaro in bocca. Viene raccontata la favola di un mutamento intervenuto nel profondo dell'economia che incide sul mercato del lavoro. Non è vero: i posti di lavoro sono sempre quasi tutti stabili e fissi; cambia la loro erogazione che viene ora assegnata ad una manodopera a bassissimo costo e che deve essere ricattata. La condizione del lavoro precario è orami diffusa e penetrata in tutto il mondo del lavoro e tende a pervaderlo tutto. Il lavoro a tempo indeterminato è influenzato dal precariato dal momento che non ci vuole molto al padronato per inventarsi una ristrutturazione dalla quale fare uscire con le ossa rotta i dipendenti costretti ad accettare una nuova condizione precarizzata e deprezzata,  prendere lo lasciare.
 Nonostante tutto questo il  padronato italiano continua a dichiararsi insoddisfatto. Vuole ancora di più. Il Presidente della Fiat il giovane Elkan ha oggi rimproverato la Confindustria di non fare abbastanza per avere ancora più "flessibilità". La Marcegaglia ha attaccato il governo dichiarandosi insoddisfatta degli ultimi dieci anni italiani. Avrebbe voluto di più. Forse i lavori forzati? Naturalmente Bersani è pronto a strizzare l'occhio alla Marcegaglia e fargli intendere che se al governo arriva lui ed il suo partito le condizioni per gli industriali saranno migliori. Più flessibilità, flessibilità ed ancora flessibilità.
  Forse è necessario una manifestazione come quella spagnola di Puerta del Sol e forse bisognerà andare oltre verso un conflitto sociale di nuovo tipo. Uno scontro davvero duro.  La crisi dichiarata nella cantieristica ed il trasferimento della Fiat negli USA lasciano intendere che l'Italia, nella divisione internazionale del lavoro è stata destinata a perdere la manifattura pesante e l'industria di base. L'Italia viene immaginata dal capitalismo globalizzato come un'area senza  aziende importanti, senza leggi, senza diritti, dove fare investimenti mordi e fuggi, dove sfruttare eserciti di persone sottopagate. L'Italia ha bisogno di fuoriuscire da questa oramai finta democrazia governata dal bipolarismo e darsi un nuovo assetto. Dopo la guerra di Libia niente sarà più come prima. L'alternativa alla rivolta  è una condizione di  perdita del  futuro e della stessa possibilità di sopravvivenza. E' fatale la prospettiva della rottura sociale. La vile e mostruosa borghesia italiana non lascia alternative. E' certamente la peggiore d'Europa. In Germania ed in Francia le classi imprenditoriali hanno avuto la mano più leggera. In Italia si è giunti all'assurdo di giovani costretti a pagare per lavorare...Non si può più continuare così.
  Pietro Ancona
già segretario della CGIL siciliana e membro del CNEL
 

______________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, May 24, 2011 7:36 PM
Subject: Non basta sconfiggere Berlusconi


Non basta sconfiggere Berlusconi

 Numerosi sono i commenti al rapporto Istat 2010 che descrive una Italia in declino ed in certi settori addirittura boccheggiante. La presentazione del rapporto ha coinciso con una relazione della Corte dei Conti che diffida dalla riduzione del carico fiscale almeno per i prossimi dieci anni e con  gravi notizie che giungono dalla cantieristica italiana con la proposta di smobilitazione dei cantieri di Castellammare  e Genova.
Molti si affrettano ad attribuire la responsabilità del disastro soltanto al governo Berlusconi ed alla linea di rigore acefalo del Ministro Tremonti. Ma input notevoli all'impoverimento del paese giungono da organismi internazionali come l'Ocse, il FMI e la stessa UE che sembrano ossessionati del conseguimento di obiettivi di riduzione della spesa pubblica e dei salari. C'è sempre un enorme dito dietro l'Italia che le intima a non fare la fine della Grecia ed il peso sulle scelte economiche nazionali di Mastricth e di Lisbona sta diventando davvero opprimente. Inoltre altre responsabilità sono legate alla egemonia della ideologia liberista sia nel governo come nell'opposizione che ha creato una situazione per certi versi surreale e grottesca: l'opposizione non rimprovera al governo di essere liberista ma di applicare male il liberismo proponendosi come migliore esecutrice dei dettati che imperano nell'Occidente e che stanno creando problemi gravi a centinaia di milioni di lavoratori e di appartenenti al ceto medio. Bersani non rimprovera a Berlusconi le liberalizzazioni, ma la loro cattiva realizzazione. L'opposizione non si rende conto che l'Italia ha bisogno di fare stare relativamente bene tutta la sua popolazione e che la spinta feroce della dottrina "l'uomo vale quello che produce" può anche abbassare i costi alla Fiat ma tutta Pomigliano d'Arco e Torino vivranno peggio con meno operai e pagati male. Esiste una economia complessiva da alimentare. Si possono avere aziende ricche in un paese poverissimo e maltrattato. E' questo c he vogliamo? Vogliamo una Suv costosa ma competitiva realizzata da operai a 1100 euro al mese? Non sarebbe meglio produrre cose accessibili a tutti pagando meglio i lavoratori che le producono?
 La responsabilità del declino italiano è anche da attribuire alla voglia dei comunisti di farsi perdonare di essere tali. Dopo la caduta del muro di Berlino e l'abiura della Bolognina del gruppo dirigente nazionale c'è stata una corsa febbrile alla smobilitazione del cardine fondamentale del benessere italiano: l'industria pubblica. I maggiori economisti del PCI hanno teorizzato le privatizzazioni.  Inoltre  Prodi  ha liquidato grande parte del patrimonio pubblico in pochi mesi. Molti settori sono quasi spariti del tutto come l'acciaio e la chimica ed il sistema delle Partecipazioni Statali criminalizzato e sfottuto come quello dei panettoni di Stato è stato smantellato. Una enorme capacità scientifica ed economica è andata perduta. Ora ci restano soltanto l'ENI e la Finmeccanica ma la guerra di Libia forse le ridurranno a pezzi.
  Gli accordi di concertazione del 93 con la triangolazione sindacati-governo-padronato hanno rovinato venticinque milioni di lavoratori che, dopo avere perduto la scala mobile, sono obbligati a chiedere aumenti salariali soltanto dentro i margini della "inflazione programmata". Dal 93 ad oggi questo infernale marchingegno ha ribassato di almeno il quaranta per cento la massa salariale italiana che è passata dal 68 per cento del PIL al 56 per cento ed ora è di nuovo in picchiata dopo la crisi del ccnl e la pratica delle deroghe.
  Cgil Cisl UIL condividono responsabilità gravissime nel precariato imposto a sei milioni di giovani ed ora esteso a tutti i nuovi assunti. Hanno anche la faccia di bronzo di celebrare una volta l'anno i padri della precarietà  come D'Antona o Biagi.
  Per rovesciare la situazione non basta mandare a casa il governo Berlusconi. Bisogna abbracciare una nuova dottrina che abbia molti elementi di socialismo e che sia capace di strutturare azioni di alta utilità sociale. Bisogna abrogare la legge Biagi, fissare un Minimo Salariale Garantito, ripubblicizzare subito settori essenziali come le ferrovie e le comunicazioni. Ma il PD ed i suoi alleati sono ora e sempre iperliberisti!!!
  Il programma elaborato dalla Plaza de Sol spagnola, a differenza di quelli del popolo viola e della meschinella opposizione italiana, contiene elementi di grande interesse e che riguardano anche il sistema politico. Liberismo e bipolarismo sono inscindibili. Se si vuole democrazia economica ci vuole un sistema elettorale proporzionale.  Gli spagnoli hanno capito un nesso fondamentale della modernità.
 Pietro Ancona
_____________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, May 23, 2011 6:43 AM
Subject: Il Dr.Stranamore alla casa Bianca


  Il Dr.Stranamore alla Casa Bianca
Non riesco proprio a capire le ragioni per le quali una parte della sinistra italiana , seppur con timidezza e con gli occhi bassi, continui a sostenere Obama. Ha aggredito assieme a Cameron e Sarkozy la Libia senza tentare un minimo di discussione con Gheddafi al quale ha intimato subito di andarsene dal suo paese oppure di morire sotto le macerie dei bombardamenti.  La ragione dell'assalto alla Libia è stata che Gheddafi sparava al "suo stesso popolo". Una menzogna. Non si resiste per mesi all'aggressione degli eserciti della Nato senza il sostegno della popolazione. Gheddafi ha il sostegno del suo popolo mentre non si può escludere che i "rivoltosi", riconosciuti dal mondo occidentale fino allo scandalo della signora Ashton che vuole aprire la rappresentanza diplomatica europea a Bengasi, non solo sparano contro il loro popolo ma invocano l'invasione di terra  degli alleati pur di distruggere Gheddafi e con lui lo stato libico.
 Ora Obama si inventa (dopo dieci anni) che Iran ed Hezbollah sono i responsabili degli attentati dell'11 settembre. Bisognava prima far morire Bin Laden per aprire questo inaspettato scenario su uno dei più gravi fatti della storia moderna che ha già causato milioni di morti in Afghanistan ed in Iraq. Un fatto che è difficile accettarlo come attentato terroristico perchè è un colossale false flag. Basterebbe pensare che se i grattacieli non fossero stati minuziosamente minati da qualcuno ci avrebbero messo giorni prima di cadere in polvere. Da  aggiungere che tracce di esplosivo sono state trovate nelle macerie. Gli Hezbollah sono una forza regionale, l'unica che ha inflitto ad Israele l'umiliazione di una sconfitta e tuttora sono un cuneo tra Israele e le sue mire espansionistiche sul Libano. L'Iran è la più popolosa nazione del medio oriente non infiltrata da basi militari americane e perseguitata con discriminazioni dalla cosidetta "comunità" internazionale su istigazione degli Usa. Obama si dichiara disponibile a fare uccidere un presunto capo terrorista anche violando la sovranità di una nazione come è stato fatto in Pakistan ritenendo suo dovere primario rassicurare gli USA. Dichiara pericolosa per la pace nel medio oriente l'unità del popolo palestinese. Minaccia la Siria. La pagliacciata delle occhiatacce a Netanjau sui confini del 67 è durata meno di ventiquattrore. All'incontro con una potente lobby ebraica si è rimangiato tutto.
  Insomma, il Capo della Casa Bianca  tiene il tempio di Giano con le porte sempre spalancate e sembra alla ricerca costante di cani ai quali raddrizzare le zampe. Mentre gli antichi romani si dedicavano alle conquiste di popoli che poi univano all'impero assicurando la pace,  le guerre degli USA di oggi non sempre hanno una logica e servono soltanto a giustificare il loro  immenso apparato militare  che costa milioni di dollari al giorno. Dopo dieci anni di guerra in Iraq che cosa hanno ottenuto gli Usa? Non certo il sostegno del popolo irakeno ma soltanto una immensa base militare di cemento armato costruita nel cuore della millenaria Bagdad. Tutte le guerre USA  appaiono illogiche, ingiustificate se non come preparazione alla grande guerra contro la Cina e la Russia. Il progetto USA è la dominazione del mondo e non è molto dissimile nelle motivazioni da quello di Hitler.
  C'è anche da temere l'uso di bombe atomiche "tattiche", intanto tutti i proiettili finora sparati in tutti i teatri di guerra contengono uranio impoverito diffusore di cancro tra la popolazione e di malformazioni genetiche gravissime a coloro che ancora debbono nascere.
 Anche  gli strumenti finanziari sono usati per tenere in tensione ansiosa il mondo. Basta pensare alle ricorrenti campagne contro i paesi del cosidetto PIGS. La Grecia ridotta a pane ed acqua per pagare interessi usurai agli organismi internazionali controllati dagli USA.
  La resistenza di Cina, Brasile, India, Russia  è ancora troppo debole. Pur rappresentando la maggioranza del genere umano il Bric non sembra in grado finora di frenare l'iniziativa belligerante degli USA e dei loro alleati Nato, né di impedire i massacri e la distruzione di tanti beni.
  Colpisce il fatto che dentro gli USA non ci siano movimenti di opposizione alla guerra ed anche alle politiche di immiserimento praticate da Barak Obama. Questi sottrae fondi al welfare per destinarle ai progetti folli dei generali del pentagono. La sua riforma sanitaria è stata una pagliacciata che ha procurato enormi vantaggi alle assicurazioni che hanno in mano la salute degli americani.
  E' come se la vita civile dentro gli USA si fosse spenta e tutti sono dietro ad agitare bandierine di carta a stelle e strisce ed a versare lacrime estorte da una emotività artificiale creata dai massmedia sull'undici settembre.
  Sembra che la profezia di Stanley Kubrik si sia avverata: il Dr.Stranamore è arrivato alla Casa Bianca. Negli USA non ci sono più resistenze capaci di fare da antidoto alla folle avventura di guerre continue. La democrazia americana è morta da tempo. Gli unici movimenti sono quelli contro i diritti delle persone del cosidetto thea. La cultura,
gli intellettuali liberal i movimenti liberal sono scomparsi. Dominano soltanto le Lobby degli ebrei e delle armi. I neocon hanno conquistato l'Impero.
  Pietro Ancona
______________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, May 20, 2011 9:12 AM
Subject: Il mondo libero è un regime

Il mondo libero è un regime

 Se Hitler avesse vinto la seconda guerra mondiale probabilmente vivremmo in un  sistema totalitario basato sulla dominanza della razza ariana di ceppo germanico e su vari gradi o livelli di sottomissione dei popoli sconfitti. La seconda guerra mondiale è stata vinta dagli "alleati" ed in particolare dagli USA che, a distanza poi di settanta anni facevano saltare in aria il sistema socialista del loro principale alleato la grande URSS. Ora gli anglosassoni sono i padroni dell'Occidente e, sebbene non siano crudeli e totalitari come il nazismo dentro i loro confini (sono crudelissimi con i popoli ai quali fanno la guerra) tuttavia esercitano una pesante tirannia attraverso gli strumenti militari, finanziari e della comunicazione. Non sappiamo cosa sarebbe stato il nazismo anche se lo immaginiano attraverso quanto abbiamo scoperto ad Auschwitz. Ma i nuovi padroni del mondo, del cosidetto mondo libero, hanno Guantanamo e Gaza e tengono sotto costante ricatto i loro alleati come usava fare Atene con la Confederazione di Delo. La Germania e l'Italia sembrano nazioni libere e non lo sono: sono lardellate da centinaia di basi militari USA.  Nonostante l'intervento della Resistenza che liberò le principali città italiane dai nazisti prima dell'arrivo degli alleati, l'Italia è costretta ad umilianti episodi di sottomissione come l'allargamento della base militare di Vicenza o il dovere, contro i suoi interessi, di impugnare le armi contro la Libia con cui era legata da quaranta anni di felice collaborazione e diversi trattati di pace.
 Il sistema della comunicazione garantisce una opinione pubblica sempre più malleabile. Non esiste un solo giornale in tutto l'Occidente che sia in grado di sostenere apertamente una tesi diversa da quelle delle veline USA e di Israele. Prendete il caso Gheddafi e della guerra libica: è stata diffusa la notizia di orribili massacri "contro il suo stesso popolo" perpetrati da Gheddafi come verità sacrosanta e si tratta di una bugia mediatica. In questi giorni abbiamo il caso del Direttore del Fondo Monetario Internazione arrestato e sbattuto come mostro il prima pagina. Non abbiamo mai visto la donna che lo accusa del terribile crimine di stupro e credo non la vedremo mai ammesso che non si volatilizzi senza lasciare tracce di se. Strauss-Kahn è accusato di violenza sessuale. Mi sono chiesto come si può usare violenza in un rapporto sessuale orale quando la persona non consenziente può staccare il pene dello stupratore con un morso.  E' chiaro che si è trattato di un rapporto con persona consenziente che viene manovrata da forze potentissime contro il "pollo" caduto nel trappolone. Cui prodest? Gli USA ci guadagnano la conservazione del FMI cosi com'è senza "le riforme" proposte da DSK e che sarebbero state sostenute dal Bric ed altri Stati che gemono sotto la dittatura finanziaria di Wall Street; Sarkozy fa un doppio guadagno liberandosi di un pericolosissimo concorrente per l'Eliseo e piazzando la sua amica Lagarde al posto di DSK.  Il povero malcapitato non potrà contare su una corrente massmediatica a lui favorevole e dovrà togliersi dalla scena al più presto possibile se non vorrà passare il resto della sua vita in galera.
 Nei giorni scorsi abbiamo assistito alla messa in scena dell'omicidio di Bin Laden rivendicato da Obama che si è sollazzato a mostrarsi assieme alla Clinton ed una diecina di collaboratori mentre assistono a un diretta della cattura ed uccisione dell'inerme capo di Al Qaeda. Tutta la batteria massmediatica dell'Occidente ha dato per verissime e per scontate le favole raccontate. Ci è stato financo riservato il seguito del morto che parla, di una cassetta preregistrata da Bin Laden con la quale si annunziano altre minacce e sfragelli che non sono mai accaduti. L'unico sfragello accaduto è l'11 settembre ma si tratta di un colossale false flag che ci si ostina a ritenere vero al cento per cento.
 La libertà di stampa era una sorta di tabù ed era financo diventato un mito negli anni del Watergate e del Washington-Post. Ora, ammesso che anche quella storia sia stata davvero opera spontanea ed autonoma di giornalismo investigativo, tutto è cambiato. La stampa in occidente è al servizio dei governi e delle maggiori società  industriali o finanziarie. Un centinaio di giornalisti, alcuni di grossi calibro, dal NYT a La Repubblica  cucinano giornalmente la stessa velina. Anche le agenzie di stampa sono rigorosamente embedded e difficilmente filtrano notizie provenienti da ambienti come la Russia, il Brasile, la Cina.
Nel mondo della comunicazione il potere delle società editrici sulla carta stampata e sulla televisione condiziona la nostra vita. Vivere in Occidente è vivere in un regime. Se prendete in mano due giornali  uno nordamericano e l'altro francese o tedesco vi accorgerete che dicono esattamente le stesse cose, quasi con le stesse parole. Ci sono poi una  trentina di opinionisti che danno la "interpretazione" dei fatti e ne forniscono la vulgata politica. Non sapremo mai realmente cosa sta accadendo a Tripoli e quante bombe all'uranio sono state sganciate sulla popolazione civile. Non c'è un solo giornale, un solo giornalista che sia in grado di scriverlo. D'altronde l'uccisione di  quasi quattrocento giornalisti nei teatri di guerra ultimo dei quali Vittorio Arrigoni che forniva nel suo blog un diario del genocidio a bassa intensità ma continuo della popolazione ci dicono quanto importanza annetta l'Impero alla comunicazione.
 Il mondo "libero" in cui viviamo è in verità un regime. L'opinione pubblica non esiste perchè viene manipolata da una stampa asservita. Provate a chiedere a dieci persone che incontrate per strada del perchè della guerra libica. Vi risponderanno tutte perchè Gheddavi stava massacrando il suo popolo! Il fatto che la notizia sia una menzogna non ha alcuna importanza.
  Pietro Ancona

____________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, May 19, 2011 4:28 PM
Subject: la doppia doppietta della Francia 

   Doppia doppietta della Francia
 Alla fine le cose sono sempre molto più semplici e chiare di quanto riusciamo ad immaginare. Con la violenta uscita di scena di Strauss-Kahn, il Presidente francese fa una doppietta: si libera di un pericolosissimo concorrente per le imminenti elezioni presidenziali e piazza il suo Ministro delle Finanze al Fondo Monetario Internazionale la signora Lagarde. Complimenti!  Questa doppietta si somma all'altra in corso di realizzazione in Africa: la cattura di Gboba presidente della Costa d'Avorio dopo più di dieci anni di guerra e l'assoggettamento dell'importante paese alla Francia e la guerra contro la Libia che scompagina e distrugge gli interessi italiani in quel paese a cominciare da quelli dell'Eni . Intanto ha luogo  la rapina di mille miliardi di fondi sovrani e beni vari del popolo libico "congelati" in Europa in attesa della loro spartizione banda bassotto Obama, Cameron e Sarcozy medesimo. Mizzica! L'azione a volte è più veloce della sua ideazione! Il ritmo degli avvenimenti è quasi frenetico illuminato dai bagliori delle terribili bombe da oltre una tonnellata piene di uranio che vengono gettate su Tripoli in numero  impressionante. Presto ci saranno più bombe che edifici.
 L'attivismo dell'Occidente guidato dalla triade quasi giovanile è davvero mirabolante. La Grecia viene spinta sull'orlo del fallimento. Per salvarsi deve accollarsi debito con interessi usurai ed imporre ai suoi cittadini un regime a pane ed acqua e nient'altro. La Spagna ed il Portogallo sono in lista per pagare il loro pegno. Se vogliono continuare a stare inEuropa se non vogliono affrontare il disonore del fallimento si debbono privare del welfare e ridurre drasticamente il loro tenore di vita. Il fatto che grande parte del loro debito è costituto da interessi non viene preso in considerazione,. Eppure ci troviamo nella condizione di quell'esercizio commerciale che oppresso dal debito mafioso non è in grado di fare fronte alla moltiplicazione degli interessi passivi. Il FMI, la Banca Mondiale, la UE si comportano come il mafioso verso il commerciante che è riuscito a sottomettere con il pizzo.
 Intanto i giovani spagnoli stanno dando vita ad una grande manifestazione di protesta contro il precariato e la disoccupazione. In Spagna come in Italia le Confindustrie ed i Governi hanno puntato sul drastico abbassamento delle condizioni dei lavoratori per sopravvivere alle crisi e transitare verso la ripresa. Ma la crisi non si supera mai perchè è una politica del capitalismo per tenere sotto scacco la classe operaia. La crisi viene fomentata e reinventata quanto langue.  In Italia la Marcegaglia pretende di  superare le difficoltà portandosi dietro l'enorma palla di piombo di dieci milioni di precari e di venti milioni di lavoratori con una massa salariale degradata a meno di mille euro operaio.
  Non è detto che le ricette salvifiche siano quelle di Trichet e degli altri pescicani liberisti.
Può darsi che una operazione "rivoluzionaria" di separazione del debito dagli interessi maturati possa rimettere in cammino i paesi del PIGS che si vorrebbero affossare dopo averli spremuti e che l'abolizione del precariato in tutta l'area europea e la fissazione di un minimo salariale garantito possano portare una nota di slancio e di entusiasmo ad una economia altrimenti cupa e pessimista. Qualcosa del genere ha proposto recentemente Draghi ma dubito che oggi si voglia esporre ancora sostenendo il posto fisso e salari più alti.
  Pietro Ancona
__________________________________--

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, May 13, 2011 12:48 AM
Subject: Politicantismo della CGIL

Politicantismo della CGIL,

all'indomani dello sciopero generale assai riuscito, vibrante di sentimenti e di rivendicazioni di libertà e di giustizia sociale che avrebbero dovuto essere raccolti  e tradotti in precise richieste al padronato ed al governo, il Direttivo della CGIL si riunisce  per assumere la decisione politica di ignorare lo sciopero. Lo sciopero è stato infatti ignorato come fatto successo che ha impegnato milioni di uomini e di donne e che momento di forte richiesta di cambiamento e come evento capace di influire sulla scelta della CGIL. E' come se non fosse mai accaduto e l'agenda che la CGIL continua a svolgere è quella concordata con  Confindustria e Cisl ed Uil. Lo sciopero generale è diventato passato, un passato che rischia di diventare remoto ed addirittura estraneo al linguaggio ed alla vita della CGIL di oggi. Di che cosa si occupa il Direttivo della CGIL? Di soddisfare la pretesa della Confindustria e del moderatismo italiano di un indebolimento del contratto nazionale di lavoro a vantaggio di un secondo livello che in Italia se esiste è assai problematico. Si afferma di essere contro la derogabilità dei contratti ed in effetti si propone la deroga incorporata nella contrattazione. Si fa senza bisogna di derogare. Ma la sostanza è giocare al ribasso degli interessi salariali e contrattuali dei lavoratori. Il Direttivo si è anche occupato dei problemi della rappresentatività che tuttavia tratta e rappresenta in modo mafioso. Non si capisce perchè le tre confederazioni debbono avere dei seggi fissi nelle RSU anche se non esistono   nel posto di lavoro.
 La decisione del Comitato Direttivo della CGIL dimostra  come non si sia alcun reale rapporto tra la  sua dirigenza  costituita quasi tutta da funzionari a tempo pieno la cui legittimazione avviene in primo luogo attraverso il PD ed i milioni di iscritti della CGIL che possono si scioperare (e non molto)ma non determinare l'orientamento politico della Confederazione,.  All'indomani dello sciopero generale abbiamo avuto gli stati generali della Confindustria con i relativi applausi per gli assassini della TyssenKrupp e la pretesa di ottenere ancora ed ancora altri privilegi  dal Governo. La Confindustria ha fatto anche pesanti incursioni contro la Fiom. Sulle questioni sollevate dallo sciopero la Confindustria ha risposto arroccandosi ma anche il Direttivo della CGIL le lascia cadere per approvare un documento che accetta l'idea che per sbloccare il paese bisogna fluidificare la contrattazione e spostarla a livelli sempre più bassi. "Dove vai? Porto pesci". Insomma si ignora lo sciopero ed il suo immenso carico di speranze e di proposte per recuperare un posto nella negoziazione di vertice che si fa nelle stanze del Potere alle spalle e contro i lavoratori italiani. Il basso livello di salari, il precariato che oramai riguarda tutti i nuovi assunti, le pensioni quasi del tutto scomparse, il licenziamento di mezzo milione di persone nella pubblica amministrazione, le privatizzazioni e quant'altro costituiscono  fattori di debolezza e di ingiustizia crescente della società italiana vengono ignorati. Continua l'assedio alla Fiom e si usa il ricatto del lavoro contro diritti approvandolo apertamente all'ex Bertone ed usandolo contro una Fiom che vorrebbe continuare a difendere i diritti.
 Insomma, la CGIL va per la sua strada in compagnia di Bersani che la spinge tra le braccia di Bonanni e della Marcegaglia.  Lo sciopero generale è stato un dente che la Camusso si è strappato ma che non ne condizionerà nè l'agenda nè i suoi contenuti. I poteri forti della Confindustria e del PD contano assai di più dei lavoratori nella CGIL. Sarà molto difficile, ma assai difficile che la CGIL di Camusso convochi un altro sciopero generale. Non lo farà neppure se si creerà una condizione simile a quella greca.

 Come sempre mi ero fatto delle illusioni. Avevo sperato che la CGIL ritrovasse se stessa in simbiosi con la sua base. Mi sono ingannato ancora una volta. La forza di trascinazione del motore della destra è assai più forte di uno sciopero generale o della sofferenza di dieci milioni di precari. Vince l'ideologia della destra che è sempre la più forte, tanto forte da suggerire attraverso l'OCSE l'escamotage per evitare il referendum sull'acqua con la istituzione di una Autority che appunto serve a questo a dare una risposta fasulla ma "efficace "al grave problema che le privatizzazioni pongono alla libertà e democrazia. C'entra questo con il Direttivo della Cgil? C'entra, c'entra...
Pietro Ancona
http://www.rassegna.it/articoli/2011/05/12/74227/contratti-ecco-la-proposta-della-cgil   

                                                      ****

----- Original Message -----
From: Pietro Ancona
Sent: Saturday, May 14, 2011 8:20 AM
Subject: Rifondare la CGIL

Rifondare la CGIL
 La riunione del Direttivo della CGIL dei giorni scorsi che apre la strada ad  un forte ridimensionamento dei contratti collettivi ha chiuso ogni speranza di recupero della grande organizzazione che fu di Di Vittorio ad una linea di coerente difesa dei lavoratori. Inoltre sanziona lo smottamento a destra della sua collocazione internazionale. La CGIL è per i bombardamenti in Libia, condivide le "missioni militari" italiane all'estero, ha ribaltato le alleanze dai palestinesi ad Israele, non mette in discussione Mastricth e Lisbona e cioè l'assetto liberistico dell'Europa. E' uscita dal movimento pacifista. Non intende assumere una posizione contraria alla Legge Biagi e si limita a chiedere qualche elemosina di ammortizzatore sociale non arrivando neppure a proporre la flexisecurity. Ha accettato la demolizione del sistema pensionistico e la sua riduzione a prestazioni scadenti che faranno fare la fame ed innalzato anche in modo fraudolento (se n'è vantato Tremonti a Bruxelles). Ha cinto di assedio la Fiom appoggiando apertamente l'opposizione interna e suggerendo l'adesione alle proposte di Marchionne. Ha spinto la sua iniziativa contro la Fiom fino al sostegno della ribellione di esponenti delle RSU alla linea nazionale. La CGIL aderisce alla linea lavoro senza diritti ed avrebbe firmato gli accordi di Pomigliano, Mirafiori e ex Bertone.
Il governo ha varato un programma di riduzione di cinquecentomila dipendenti statali attraverso i tagli alla scuola ed alla università ed il turnover senza opposizione sociale. Gli insegnanti sono stati lasciati soli e la CGIL si è sempre rifiutata di organizzare una azione di sostegno con lo sciopero generale come è stato fatto in Francia ed altrove. Sostiene la linea delle privatizzazioni o al massimo si limita a non approvarle ma senza osteggiarle davvero.
Non c'è un solo punto del conflitto sociale in cui la CGIL abbia una posizione chiara. Tutta la vicenda della crisi occupazionale è gestita nel quadro delle convenienze confindustriali e gli stessi ammortizzatori sociali sono rimasti quelli di venti anni fa insufficienti e paternalistici ed arbitrari come avviene per la CIG.
 Con il collegato lavoro che è stato fatto passare, con il consenso del PD,  l'arbitrato che peggiora la condizione dei più deboli e cioè dei lavoratori e la loro possibilità di avere giustizia.
 Questo e altro costituisce la lista delle doglianze da rivolgere alla CGIL. Bisogna aggiungere ad essa le questioni riguardanti l'organizzazione, il ricorso sistematico alla legge Biagi per il personale tecnico ed amministrativo della CGIL, i legami sempre più importanti con il padronato, la Cisl e l'Uil attraverso la cosidetta sussidiarietà e l'esistenza di migliaia di enti bilaterali.
La CGIL, pur essendo un sindacato fiorente ricco di quasi sei milioni di iscritti che pagano regolarmente le quote, non destina niente per il sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie. Non una iniziativa per i figli dei disoccupati e dei cassi integrati, non un sostegno per le situazioni occupazionali di emergenza. Niente di niente.
 Credo che sia necessario abbandonare questa organizzazione oramai incapace di essere di aiuto ai lavoratori per andare a ricostituire la CGIL da un'altra parte, magari con il sindacalismo di base. Fare quello che fece Di Vittorio nel 1911: andarsene. La gestione Camusso ha tratti drammaticamente in comune con quella D'Aragona che nel 1926 si sciolse nelle mani di Mussolini dopo avere approvare il Patto di Palazzo Vidoni. Allora Bruno Buozzi la ricostruiì da un'altra parte.  Con questa CGIL, con la sua subalternità agli interessi del PD, con  i suoi rapporti con la Confindustria e con Cisl ed UIL,  i lavoratori italiani cesseranno di essere protagonisti della loro storia. Viene disconosciuta la loro funzione di classe sociale e con la fine del contratto collettivo nazionale si vuole concludere anche la storia del movimento operaio italiano. Niente più azioni collettive, niente più scioperi generali. Il sindacato come ausilio dell'ufficio risorse umane.
I lavoratori italiani hanno bisogno di un sindacato autonomo dai partiti e dai governi, un forte coraggioso prudente sindacato non riformista e non massimalista che li difenda davvero in una linea di pieno riconoscimento del loro ruolo sociale e dei loro diritti contrattuali e di cittadinanza.
E non abbiamo molto tempo davanti. Bisogna fare presto. Bisogna andarsene da un'altra parte.
Pietro Ancona

                                                          ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, May 16, 2011 3:18 PM
Subject: l'errore suicida della CGIL 

 L'errore suicida della CGIL

 Quando facevo l'attivista sindacale  CGIL  ad Agrigento il mio strumento di lavoro era il contratto di lavoro. Che cosa spiegavo ai muratori alle quattro del mattino a Porta di Ponte che era il luogo in cui venivano ingaggiati a giornata? Spiegavo i loro diritti scritti nel contratto di lavoro. Il contratto di lavoro è il libro fondamentale di ogni sindacalista e di ogni lavoratore. Se questo libro viene ridotto nelle sue pagine perchè i suoi contenuti diminuiscono o perchè verrebbero trasferiti ad un "secondo livello" la sua funzione di scudo si indebolisce. Pensate a tutti gli edili del Sud d'Italia, ai braccianti agricoli, alle commesse dei negozi ed a quanti non hanno tutele giuridiche forti come i pubblici dipendenti. Milioni di lavoratrici e di lavoratori specialmente del Sud  non hanno null'altro che il contratto di lavoro.  Deroghe o contrattazione di secondo livello non possono che peggiorare la loro condizione. Ecco: lo scopo della deroga o del secondo livello è soltanto il peggioramento. Ma allora perchè la CGIL si sta avviando verso questa prospettiva?
 Nelle gelide mattinate d'inverno i disoccupati della mia città si riunivano come ho ricordato a Porta di Ponte in attesa di venire ingaggiati oppure di tornare a casa delusi infreddoliti e con le guance arrossate dal gelo come mi capitava di vedere tornare il mio povero fratello Fortunato in famiglia (chiamato affettuosamente Fufù) che era uscito con il buio in cerca di un lavoro anche duro, durissimo, come era quello di "ittare a soletta" (buttare la soletta) una sorta di gara di velocità con il rapprendimento del cemento quando non venivano usate impastatrici. Da allora ad oggi le condizioni sono migliorate per gli edili e per tante categorie di lavoratori. Ma ora c'è una grande voglia di tornare indietro. Ricordo che il padronato era duro, ma oggi è duro e spietato. Al miglioramento dei contratti non è intervenuto un miglioramento dei rapporti umani, delle relazioni sociali.
E questo perchè i lavoratori sono soli. Non hanno più i grandi partiti della classe operaia a proteggerli, il pci ed il psi. I sindacati sono fortissimi ma non li rappresentano più se non in qualche vertenza, per fare il 730, per una pratica all'Inca o per una questione di lavoro in azienda. La forza dei sindacati si è spostata dalla parte della Confindustria. Da molti anni le Confederazioni CGIL Cisl UIL firmano accordi o approvano leggi che ogni volta tolgono qualcosa ai lavoratori.
 Ora la CGIL, in una surreale riunione del suo Direttivo che ignora lo sciopero generale appena fatto, vara un documento che avvia un processo di smantellamento del ccnl. Una presa di posizione che da un lato riapre i giochi di palazzo con i "complici" di Sacconi e dall'altra chiude per sempre la speranza di un recupero della CGIL ad un sindacalismo autonomo dalle debilitanti influenze del PD e davvero espressivo degli interessi non solo contingenti ma anche di lungo periodo e storici della classe operaia.
  La CGIL non tiene conto, quando  accetta l'idea della contrattazione articolata,  della dimensione  pulviscolare delle aziende italiane che sono per tre milioni  con meno di 5 dipendenti, l'85 per cento del totale ed un terzo del totale dei lavoratori occupati. Pensare che in queste aziende possa aver luogo una qualche trattativa è soltanto grottesco. Finora l' 'unico punto di riferimento di queste aziende è il contratto nazionale.  Mi domando perchè la CGIL che certamente non agisce per motivi ignobili, per corruzione o politiche di scambio, si comporta in questo modo, non ascolta la voce della sua  base di milioni di uomini e donne e li lascia urlare alla luna e nel deserto? La risposta è nella politica  e sopratutto nelle scelte liberiste ed occidentaliste compiute dal PD che è il partito di riferimento di tutta la struttura organizzativa e gerarchica della CGIL. Come il PD la CGIL è per la legge Biagi, come il PD è per i bombardamenti in Libia, come il PD è per pensioni sempre più leggere., per le privatizzazioni, per le riforme del welfare.Finora il grado di condizionamento del PD è stato forte ma in qualche misura è stato bilanciato. Cofferati ha resistito alle richieste del PD per l'art.18. Ma la grande muraglia che Cofferati ha eretto attorno all'art.18 è stato il canto del cigno, l'ultima manifestazione di autonomia della CGIL.
  Ora il progetto della CGIL è tutto interno al Palazzo. Fare  un patto sociale con Confindustria Cisl ed Uil, essere la versione sindacale del PD, rientrare nel gioco decisionale di un'agenda politica dettata dal padronato. Più o meno il sindacato che Mussolini proponeva a Palazzo Vidoni e che fu accettato da Rigola e D'Aragona che sciolsero la CGIL. Ma Bruno Buozzi, capo dei meccanici ed artefice della occupazione delle fabbriche, ricostituì la CGIL da un'altra parte. Ed è quello che qualcuno della
sinistra della CGIL dovrebbe fare quasi un secolo dopo.
Pietro Ancona
                                                      ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, May 17, 2011 6:24 AM
Subject: Primo commento di contentezza al voto


    Primo commento di contentezza al voto
   
 Alcuni pennivendoli della destra governativista attribuiscono la sconfitta eclattante di Berlusconi e del centro destra ad errori di comunicazione e di percezione di umori negativi della pubblica opinione. Insomma ad un difetto tecnico che non riguarda la sostanza del centro destra, le sue politiche, il modo come amministra e per chì amministra. Non è così. La condanna è radicale per le politiche praticate.  Il centro destra è noto per le sue cricche e per le sue politiche di parte dovunque sia arrivato al potere in Italia. Ha quasi azzerato il procedimento amministrativo controllato abusando di procedure di emergenza diventate la normalità dell'intervento con Bertolaso. Ha fatto della Protezione Civile un pericolo per la democrazia italiana.  Bertolaso ha speso oltre dieci miliardi di euro senza alcun controllo godendo financo di regalie sessuali per la sua compiacenza alla solita cricca di amici. A Milano la petroliera Moratti e soci  perdono anche perchè il loro blocco sociale si è frantumato nella "sciarra "furiosa per il controllo degli appalti di Expo e per la fruizione degli espropri di ettari di terreno edificabile in città. La figura di Li Gresti si staglia dietro la testa della  Moratti ed incombe sul destino di una città che ha conosciuto tempi migliori e che, se è stata la culla del fascismo e del berlusconismo, lo è stata anche del socialismo umanitario e delle amministrazioni pubbliche vocate al bene della popolazione specialmente della meno fortunata. Sono venti anni che la destra spolpa lo Stato in tutte le sue articolazioni sulla base della teoria reaganiana di "uccidere la bestia" oppure ridurla in servitù. Una quantità enorme di risorse è volata dal pubblico verso il privato con le privatizzazioni che non hanno dato buoni servizi ma hanno peggiorato e reso esoso i servizi esistenti. Arricchendo i privati specialmente nella sanità. Comunione e Liberazione è diventata un impero economico enorme succhiando sangue dagli enti pubblici. Per giudicare una città basta guardarne le periferie. Le periferie di Milano sono "coree" inabitali, mostruose, flagellate da ratti enormi e da fognature a cielo aperto.
 Il PD fruisce dell'ondata antiberlusconiana dell'elettorato italiano. Il PD non merita la strepitosa vittoria politica perchè a Torino si è schierato con Marchionne e dappertutto non è contrario alla privatizzazione dell'acqua. Non ha lottato con convinzione contro la smobilitazione del welfare ed adotta per sè taluni dei moduli più odiosi e asociali del liberismo. La sinistra non riesce a recuperare il suo vero spazio politica e si ferma a percentuali ancora molto basse ma sono significative le vittorie di De Magistris a Napoli e di Pisapia a Milano in segno discontinuo con il bassolinismo e con il destrismo dei pd milanesi. Se si fanno i referendum sull'acqua e sul nucleare e li vinciamo la sconfitta della destra italiana sarà fatale e dovrà abbandonare finalmente il potere al quale è aggrappata con tutte le sue forze. Ma l'elettorato ha usato gli strumenti che la opposizione gli ha fornito. La  vittoria del PD non vuol dire molto di diverso da ciò che fa il partito di Berlusconi oggi tranne che sul piano morale se consideriamo Napoli ed il bassolinismo una esperienza a parte.  La Lega, nonostante abbia avuto regalato dal PD il Piemonte con la sostanziale rinunzia a ricorsi fondatissimi,  boccheggia. Il suo messaggio pieno di ignoranza e presunzione contro il Mezzogiorno è stato respinto. Anche Tremonti esce ridimensionato dal voto. Ma il PD fa male ad assecondare il federalismo facendo a gara con la Lega a chi è il più federalista. Il federalismo è una spada di Damocle terribile che pesa sui contribuenti italiani che saranno falcidiati e spremuti come limoni e finiranno con il ribellarsi alla novella schiavitù della oligarchia. La oligarchia superstipendiata dei politici resta un enorme problema etico e sociale da risolvere. Più di un milione di famiglie campano lautamente con  il parassitismo della politica professionistica. Anche i partiti ed i giornali lucrano troppo da una Nazione stremata dalla crisi.
 La vittoria diffusa in tutto il Paese dei partiti di opposizione indica un cambiamento di tendenza dell'Italia sull'orlo del baratro. Alla vigilia di sconvolgimenti traumatici della Costituzione l'Italia ha innestato la retromarcia ed ora Berlusconi ha perso tutta la magia del suo potere di investito dal popolo. Ha preso manciate di voti a Milano. Berlusconi dovrà rassegnarsi ad essere un cittadino come gli altri e fino a quando resta al Governo un Primo Ministro con poteri "normali". Insomma dalla tornata elettorale è venuto molto di più di un raggio di sole. Si profila una splendida giornata a ricominciare dalla democrazia che riprende il suo spazio garantito dalla Costituzione e dalla volontà dei cittadini. Bisognerebbe avere anche tanta giustizia sociale ma questa l'avremo quando l'opposizione deciderà di affondare la legge Biagi ed il liberismo sindacale.
 Pietro Ancona
                                                              ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, May 18, 2011 12:05 PM
Subject: Perché la Lega perde voti


Perché la Lega perde voti
  La lega scarica il suo insuccesso elettorale sull'imbarazzante alleato Berlusconi e sugli errori di comunicazione commessi dal PDL in campagna elettorale dalla gaffe della Moratti contro Pisapia alle intemperanze oscene della Santanchè ai comizi del lunedì antiprocura dello stesso Berlusconi. Ed in effetti non si può dire che il centro-destra abbia fatto una buona campagna elettorale. E' stato sempre dominato dal nervosismo e dalla voglia di brutalizzare gli avversari politici.
 Eppure non credo che sia stata questa la causa della perdita rilevante di consensi della Lega. Faremo conti dettagliati quanto saranno resi noti i risultati dal Ministero degli Interni. Ma sappiamo che c'è una indubbia perdita di consensi. E' vero che la Lega spunta miracolosamente a Bologna ma nei suoi tradizionali domini perde voti. Perchè?
 La prima causa è il federalismo. La lega si è caratterizzata come il partito federale caricando questa scelta di un significato quasi separatistico di autonomia e di sovranità. Calderoli ha svolto un duro e sudato lavoro per varare con successo il federalismo demaniale, poi quello comunale e poi ancora il federalismo fiscale. Mano a mano che i contenuti dei decreti giungevano a conoscenza dell'elettorato leghista veniva fuori una realtà sgradevole: il Nord avrebbe pagato più tasse pur liberandosi dei pesi di solidarietà con il Sud. Queste tasse sarebbero state pagate ad una Oligarchia locale distribuita tra Regione Province e Comuni che non avrebbe avuto alcun freno o limite sia nella imposizione dei balzelli sia nella deliberazione dei propri trattamenti economici e normativi. Già i consiglieri regionali sono equiparati ai senatori. La professionalizzazione della politica ha ricevuto un impulso decisivo. La Lega ha prodotto una classe di politici che grava per intero sui contribuenti. Trattasi di migliaia e migliaia di persone delle quali sarà possibile fare un conto. Gli enti locali riformati dalla legge sul federalismo diventano mere stazioni appaltanti di servizi a privati. I servizi saranno tutti appaltati agli amici ed ai famuli dei partiti che governano. Tra tutte brilla la privatizzazione dell'acqua e dei trasporti. Tutto più caro. La privatizzazione delle spiagge imposta da Tremonti avrà tra gli altri effetti quello di privare le famiglie povere ed i lavoratori dell'accesso gratuito alla spiaggia. Famiglie di operai che facevano le ferie al mare saranno costrette a rinunziarvi. Tutto questo a causa dell'ossessione privatistica del centro-destra.
 La gente comincia ad allarmarsi seriamente per gli effetti del federalismo e questo mette in crisi tutto l'impianto ideologico e politico della Lega. Potrà mai realizzare un federalismo a costo zero? No.
  Il  malcontento è destinato ad aumentare in tutto il Nord ed aumenteranno le difficoltà della Lega che non ha davvero grandi prospettive. La Regione Piemonte è stata, più che conquistata elettoralmente, una regalia del PD che magari ha ora ottenuto un aiuto per la elezione di Fassino a Torino. La Bresso aveva vinto le elezioni regionali ed anche il ricorso al Tar. Ci furono proteste e minacce della Lega e non so che altro c'è stato. Cota fa il presidente della Regione ed è uomo di punta nei talk show televisivi e Fassino si insedia a Torino in un clima cittadino di embrasse nous. Stento a credere che gli operai della Fiat siano con Fassino che sta dalla parte di Marchionne come il suo predecessore. Insomma credo che la campagna elettorale torinese sia stata vinta da Fassino con intese di buoni rapporti con Cota e Bossi. Non ho alcuna prova di questo ma credo che ci sia stata una grande battaglia politica a Torino.
   In sostanza, sono convinto che le perdite elettorali della Lega siano imputabili alle tante crepe dell'ideologia federalista. Ora piuttosto che scaldare il cuore dei padani li riempie di paure per i gravami fiscali che annunzia e per la dipendenza politica dagli oligarchetti locali che comporta. La sinistra dovrebbe  fare una grande battaglia contro il federalismo e per l'abrogazione dei decreti già fatti.
Pietro Ancona
_______________

 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, May 17, 2011 6:24 AM
Subject: Primo commento di contentezza al voto


    Primo commento di contentezza al voto
   
 Alcuni pennivendoli della destra governativista attribuiscono la sconfitta eclattante di Berlusconi e del centro destra ad errori di comunicazione e di percezione di umori negativi della pubblica opinione. Insomma ad un difetto tecnico che non riguarda la sostanza del centro destra, le sue politiche, il modo come amministra e per chì amministra. Non è così. La condanna è radicale per le politiche praticate.  Il centro destra è noto per le sue cricche e per le sue politiche di parte dovunque sia arrivato al potere in Italia. Ha quasi azzerato il procedimento amministrativo controllato abusando di procedure di emergenza diventate la normalità dell'intervento con Bertolaso. Ha fatto della Protezione Civile un pericolo per la democrazia italiana.  Bertolaso ha speso oltre dieci miliardi di euro senza alcun controllo godendo financo di regalie sessuali per la sua compiacenza alla solita cricca di amici. A Milano la petroliera Moratti e soci  perdono anche perchè il loro blocco sociale si è frantumato nella "sciarra "furiosa per il controllo degli appalti di Expo e per la fruizione degli espropri di ettari di terreno edificabile in città. La figura di Li Gresti si staglia dietro la testa della  Moratti ed incombe sul destino di una città che ha conosciuto tempi migliori e che, se è stata la culla del fascismo e del berlusconismo, lo è stata anche del socialismo umanitario e delle amministrazioni pubbliche vocate al bene della popolazione specialmente della meno fortunata. Sono venti anni che la destra spolpa lo Stato in tutte le sue articolazioni sulla base della teoria reaganiana di "uccidere la bestia" oppure ridurla in servitù. Una quantità enorme di risorse è volata dal pubblico verso il privato con le privatizzazioni che non hanno dato buoni servizi ma hanno peggiorato e reso esoso i servizi esistenti. Arricchendo i privati specialmente nella sanità. Comunione e Liberazione è diventata un impero economico enorme succhiando sangue dagli enti pubblici. Per giudicare una città basta guardarne le periferie. Le periferie di Milano sono "coree" inabitali, mostruose, flagellate da ratti enormi e da fognature a cielo aperto.
 Il PD fruisce dell'ondata antiberlusconiana dell'elettorato italiano. Il PD non merita la strepitosa vittoria politica perchè a Torino si è schierato con Marchionne e dappertutto non è contrario alla privatizzazione dell'acqua. Non ha lottato con convinzione contro la smobilitazione del welfare ed adotta per sè taluni dei moduli più odiosi e asociali del liberismo. La sinistra non riesce a recuperare il suo vero spazio politica e si ferma a percentuali ancora molto basse ma sono significative le vittorie di De Magistris a Napoli e di Pisapia a Milano in segno discontinuo con il bassolinismo e con il destrismo dei pd milanesi. Se si fanno i referendum sull'acqua e sul nucleare e li vinciamo la sconfitta della destra italiana sarà fatale e dovrà abbandonare finalmente il potere al quale è aggrappata con tutte le sue forze. Ma l'elettorato ha usato gli strumenti che la opposizione gli ha fornito. La  vittoria del PD non vuol dire molto di diverso da ciò che fa il partito di Berlusconi oggi tranne che sul piano morale se consideriamo Napoli ed il bassolinismo una esperienza a parte.  La Lega, nonostante abbia avuto regalato dal PD il Piemonte con la sostanziale rinunzia a ricorsi fondatissimi,  boccheggia. Il suo messaggio pieno di ignoranza e presunzione contro il Mezzogiorno è stato respinto. Anche Tremonti esce ridimensionato dal voto. Ma il PD fa male ad assecondare il federalismo facendo a gara con la Lega a chi è il più federalista. Il federalismo è una spada di Damocle terribile che pesa sui contribuenti italiani che saranno falcidiati e spremuti come limoni e finiranno con il ribellarsi alla novella schiavitù della oligarchia. La oligarchia superstipendiata dei politici resta un enorme problema etico e sociale da risolvere. Più di un milione di famiglie campano lautamente con  il parassitismo della politica professionistica. Anche i partiti ed i giornali lucrano troppo da una Nazione stremata dalla crisi.
 La vittoria diffusa in tutto il Paese dei partiti di opposizione indica un cambiamento di tendenza dell'Italia sull'orlo del baratro. Alla vigilia di sconvolgimenti traumatici della Costituzione l'Italia ha innestato la retromarcia ed ora Berlusconi ha perso tutta la magia del suo potere di investito dal popolo. Ha preso manciate di voti a Milano. Berlusconi dovrà rassegnarsi ad essere un cittadino come gli altri e fino a quando resta al Governo un Primo Ministro con poteri "normali". Insomma dalla tornata elettorale è venuto molto di più di un raggio di sole. Si profila una splendida giornata a ricominciare dalla democrazia che riprende il suo spazio garantito dalla Costituzione e dalla volontà dei cittadini. Bisognerebbe avere anche tanta giustizia sociale ma questa l'avremo quando l'opposizione deciderà di affondare la legge biagi ed il liberismo sindacale.
 Pietro Ancona
___________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, May 16, 2011 3:18 PM
Subject: l'errore suicida della CGIL 

 L'errore suicida della CGIL

 Quando facevo l'attivista sindacale  CGIL  ad Agrigento il mio strumento di lavoro era il contratto di lavoro. Che cosa spiegavo ai muratori alle quattro del mattino a Porta di Ponte che era il luogo in cui venivano ingaggiati a giornata? Spiegavo i loro diritti scritti nel contratto di lavoro. Il contratto di lavoro è il libro fondamentale di ogni sindacalista e di ogni lavoratore. Se questo libro viene ridotto nelle sue pagine perchè i suoi contenuti diminuiscono o perchè verrebbero trasferiti ad un "secondo livello" la sua funzione di scudo si indebolisce. Pensate a tutti gli edili del Sud d'Italia, ai braccianti agricoli, alle commesse dei negozi ed a quanti non hanno tutele giuridiche forti come i pubblici dipendenti. Milioni di lavoratrici e di lavoratori specialmente del Sud  non hanno null'altro che il contratto di lavoro.  Deroghe o contrattazione di secondo livello non possono che peggiorare la loro condizione. Ecco: lo scopo della deroga o del secondo livello è soltanto il peggioramento. Ma allora perchè la CGIL si sta avviando verso questa prospettiva?
 Nelle gelide mattinate d'inverno i disoccupati della mia città si riunivano come ho ricordato a Porta di Ponte in attesa di venire ingaggiati oppure di tornare a casa delusi infreddoliti e con le guance arrossate dal gelo come mi capitava di vedere tornare il mio povero fratello Fortunato in famiglia (chiamato affettuosamente Fufù) che era uscito con il buio in cerca di un lavoro anche duro, durissimo, come era quello di "ittare a soletta" (buttare la soletta) una sorta di gara di velocità con il rapprendimento del cemento quando non venivano usate impastatrici. Da allora ad oggi le condizioni sono migliorate per gli edili e per tante categorie di lavoratori. Ma ora c'è una grande voglia di tornare indietro. Ricordo che il padronato era duro, ma oggi è duro e spietato. Al miglioramento dei contratti non è intervenuto un miglioramento dei rapporti umani, delle relazioni sociali.
E questo perchè i lavoratori sono soli. Non hanno più i grandi partiti della classe operaia a proteggerli, il pci ed il psi. I sindacati sono fortissimi ma non li rappresentano più se non in qualche vertenza, per fare il 730, per una pratica all'Inca o per una questione di lavoro in azienda. La forza dei sindacati si è spostata dalla parte della Confindustria. Da molti anni le Confederazioni CGIL Cisl UIL firmano accordi o approvano leggi che ogni volta tolgono qualcosa ai lavoratori.
 Ora la CGIL, in una surreale riunione del suo Direttivo che ignora lo sciopero generale appena fatto, vara un documento che avvia un processo di smantellamento del ccnl. Una presa di posizione che da un lato riapre i giochi di palazzo con i "complici" di Sacconi e dall'altra chiude per sempre la speranza di un recupero della CGIL ad un sindacalismo autonomo dalle debilitanti influenze del PD e davvero espressivo degli interessi non solo contingenti ma anche di lungo periodo e storici della classe operaia.
  La CGIL non tiene conto, quando  accetta l'idea della contrattazione articolata,  della dimensione  pulviscolare delle aziende italiane che sono per tre milioni  con meno di 5 dipendenti, l'85 per cento del totale ed un terzo del totale dei lavoratori occupati. Pensare che in queste aziende possa aver luogo una qualche trattativa è soltanto grottesco. Finora l' 'unico punto di riferimento di queste aziende è il contratto nazionale.  Mi domando perchè la CGIL che certamente non agisce per motivi ignobili, per corruzione o politiche di scambio, si comporta in questo modo, non ascolta la voce della sua  base di milioni di uomini e donne e li lascia urlare alla luna e nel deserto? La risposta è nella politica  e sopratutto nelle scelte liberiste ed occidentaliste compiute dal PD che è il partito di riferimento di tutta la struttura organizzativa e gerarchica della CGIL. Come il PD la CGIL è per la legge Biagi, come il PD è per i bombardamenti in Libia, come il PD è per pensioni sempre più leggere., per le privatizzazioni, per le riforme del welfare.Finora il grado di condizionamento del PD è stato forte ma in qualche misura è stato bilanciato. Cofferati ha resistito alle richieste del PD per l'art.18. Ma la grande muraglia che Cofferati ha eretto attorno all'art.18 è stato il canto del cigno, l'ultima manifestazione di autonomia della CGIL.
  Ora il progetto della CGIL è tutto interno al Palazzo. Fare  un patto sociale con Confindustria Cisl ed Uil, essere la versione sindacale del PD, rientrare nel gioco decisionale di un'agenda politica dettata dal padronato. Più o meno il sindacato che Mussolini proponeva a Palazzo Vidoni e che fu accettato da Rigola e D'Aragona che sciolsero la CGIL. Ma Bruno Buozzi, capo dei meccanici ed artefice della occupazione delle fabbriche, ricostituì la CGIL da un'altra parte. Ed è quello che qualcuno della
sinistra della CGIL dovrebbe fare quasi un secolo dopo.
Pietro Ancona

 

----- Original Message -----
From: Pietro Ancona
Sent: Saturday, May 14, 2011 8:20 AM
Subject: Rifondare la CGIL

Rifondare la CGIL
 La riunione del Direttivo della CGIL dei giorni scorsi che apre la strada ad  un forte ridimensionamento dei contratti collettivi ha chiuso ogni speranza di recupero della grande organizzazione che fu di Di Vittorio ad una linea di coerente difesa dei lavoratori. Inoltre sanziona lo smottamento a destra della sua collocazione internazionale. La CGIL è per i bombardamenti in Libia, condivide le "missioni militari" italiane all'estero, ha ribaltato le alleanze dai palestinesi ad Israele, non mette in discussione Mastricth e Lisbona e cioè l'assetto liberistico dell'Europa. E' uscita dal movimento pacifista. Non intende assumere una posizione contraria alla Legge Biagi e si limita a chiedere qualche elemosina di ammortizzatore sociale non arrivando neppure a proporre la flexisecurity. Ha accettato la demolizione del sistema pensionistico e la sua riduzione a prestazioni scadenti che faranno fare la fame ed innalzato anche in modo fraudolento (se n'è vantato Tremonti a Bruxelles). Ha cinto di assedio la Fiom appoggiando apertamente l'opposizione interna e suggerendo l'adesione alle proposte di Marchionne. Ha spinto la sua iniziativa contro la Fiom fino al sostegno della ribellione di esponenti delle RSU alla linea nazionale. La CGIL aderisce alla linea lavoro senza diritti ed avrebbe firmato gli accordi di Pomigliano, Mirafiori e ex Bertone.
Il governo ha varato un programma di riduzione di cinquecentomila dipendenti statali attraverso i tagli alla scuola ed alla università ed il turnover senza opposizione sociale. Gli insegnanti sono stati lasciati soli e la CGIL si è sempre rifiutata di organizzare una azione di sostegno con lo sciopero generale come è stato fatto in Francia ed altrove. Sostiene la linea delle privatizzazioni o al massimo si limita a non approvarle ma senza osteggiarle davvero.
Non c'è un solo punto del conflitto sociale in cui la CGIL abbia una posizione chiara. Tutta la vicenda della crisi occupazionale è gestita nel quadro delle convenienze confindustriali e gli stessi ammortizzatori sociali sono rimasti quelli di venti anni fa insufficienti e paternalistici ed arbitrari come avviene per la CIG.
 Con il collegato lavoro che è stato fatto passare, con il consenso del PD,  l'arbitrato che peggiora la condizione dei più deboli e cioè dei lavoratori e la loro possibilità di avere giustizia.
 Questo e altro costituisce la lista delle doglianze da rivolgere alla CGIL. Bisogna aggiungere ad essa le questioni riguardanti l'organizzazione, il ricorso sistematico alla legge Biagi per il personale tecnico ed amministrativo della CGIL, i legami sempre più importanti con il padronato, la Cisl e l'Uil attraverso la cosidetta sussidiarietà e l'esistenza di migliaia di enti bilaterali.
La CGIL, pur essendo un sindacato fiorente ricco di quasi sei milioni di iscritti che pagano regolarmente le quote, non destina niente per il sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie. Non una iniziativa per i figli dei disoccupati e dei cassi integrati, non un sostegno per le situazioni occupazionali di emergenza. Niente di niente.
 Credo che sia necessario abbandonare questa organizzazione oramai incapace di essere di aiuto ai lavoratori per andare a ricostituire la CGIL da un'altra parte, magari con il sindacalismo di base. Fare quello che fece Di Vittorio nel 1911: andarsene. La gestione Camusso ha tratti drammaticamente in comune con quella D'Aragona che nel 1926 si sciolse nelle mani di Mussolini dopo avere approvare il Patto di Palazzo Vidoni. Allora Bruno Buozzi la ricostruiì da un'altra parte.  Con questa CGIL, con la sua subalternità agli interessi del PD, con  i suoi rapporti con la Confindustria e con Cisl ed UIL,  i lavoratori italiani cesseranno di essere protagonisti della loro storia. Viene disconosciuta la loro funzione di classe sociale e con la fine del contratto collettivo nazionale si vuole concludere anche la storia del movimento operaio italiano. Niente più azioni collettive, niente più scioperi generali. Il sindacato come ausilio dell'ufficio risorse umane.
I lavoratori italiani hanno bisogno di un sindacato autonomo dai partiti e dai governi, un forte coraggioso prudente sindacato non riformista e non massimalista che li difenda davvero in una linea di pieno riconoscimento del loro ruolo sociale e dei loro diritti contrattuali e di cittadinanza.
E non abbiamo molto tempo davanti. Bisogna fare presto. Bisogna andarsene da un'altra parte.
Pietro Ancona

___________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, May 13, 2011 12:48 AM
Subject: Politicantismo della CGIL

Politicantismo della CGIL,

all'indomani dello sciopero generale assai riuscito, vibrante di sentimenti e di rivendicazioni di libertà e di giustizia sociale che avrebbero dovuto essere raccolti  e tradotti in precise richieste al padronato ed al governo, il Direttivo della CGIL si riunisce  per assumere la decisione politica di ignorare lo sciopero. Lo sciopero è stato infatti ignorato come fatto successo che ha impegnato milioni di uomini e di donne e che momento di forte richiesta di cambiamento e come evento capace di influire sulla scelta della CGIL. E' come se non fosse mai accaduto e l'agenda che la CGIL continua a svolgere è quella concordata con  Confindustria e Cisl ed Uil. Lo sciopero generale è diventato passato, un passato che rischia di diventare remoto ed addirittura estraneo al linguaggio ed alla vita della CGIL di oggi. Di che cosa si occupa il Direttivo della CGIL? Di soddisfare la pretesa della Confindustria e del moderatismo italiano di un indebolimento del contratto nazionale di lavoro a vantaggio di un secondo livello che in Italia se esiste è assai problematico. Si afferma di essere contro la derogabilità dei contratti ed in effetti si propone la deroga incorporata nella contrattazione. Si fa senza bisogna di derogare. Ma la sostanza è giocare al ribasso degli interessi salariali e contrattuali dei lavoratori. Il Direttivo si è anche occupato dei problemi della rappresentatività che tuttavia tratta e rappresenta in modo mafioso. Non si capisce perchè le tre confederazioni debbono avere dei seggi fissi nelle RSU anche se non esistono   nel posto di lavoro.
 La decisione del Comitato Direttivo della CGIL dimostra  come non si sia alcun reale rapporto tra la  sua dirigenza  costituita quasi tutta da funzionari a tempo pieno la cui legittimazione avviene in primo luogo attraverso il PD ed i milioni di iscritti della CGIL che possono si scioperare (e non molto)ma non determinare l'orientamento politico della Confederazione,.  All'indomani dello sciopero generale abbiamo avuto gli stati generali della Confindustria con i relativi applausi per gli assassini della TyssenKrupp e la pretesa di ottenere ancora ed ancora altri privilegi  dal Governo. La Confindustria ha fatto anche pesanti incursioni contro la Fiom. Sulle questioni sollevate dallo sciopero la Confindustria ha risposto arroccandosi ma anche il Direttivo della CGIL le lascia cadere per approvare un documento che accetta l'idea che per sbloccare il paese bisogna fluidificare la contrattazione e spostarla a livelli sempre più bassi. "Dove vai? Porto pesci". Insomma si ignora lo sciopero ed il suo immenso carico di speranze e di proposte per recuperare un posto nella negoziazione di vertice che si fa nelle stanze del Potere alle spalle e contro i lavoratori italiani. Il basso livello di salari, il precariato che oramai riguarda tutti i nuovi assunti, le pensioni quasi del tutto scomparse, il licenziamento di mezzo milione di persone nella pubblica amministrazione, le privatizzazioni e quant'altro costituiscono  fattori di debolezza e di ingiustizia crescente della società italiana vengono ignorati. Continua l'assedio alla Fiom e si usa il ricatto del lavoro contro diritti approvandolo apertamente all'ex Bertone ed usandolo contro una Fiom che vorrebbe continuare a difendere i diritti.
 Insomma, la CGIL va per la sua strada in compagnia di Bersani che la spinge tra le braccia di Bonanni e della Marcegaglia.  Lo sciopero generale è stato un dente che la Camusso si è strappato ma che non ne condizionerà nè l'agenda nè i suoi contenuti. I poteri forti della Confindustria e del PD contano assai di più dei lavoratori nella CGIL. Sarà molto difficile, ma assai difficile che la CGIL di Camusso convochi un altro sciopero generale. Non lo farà neppure se si creerà una condizione simile a quella greca.

 Come sempre mi ero fatto delle illusioni. Avevo sperato che la CGIL ritrovasse se stessa in simbiosi con la sua base. Mi sono ingannato ancora una volta. La forza di trascinazione del motore della destra è assai più forte di uno sciopero generale o della sofferenza di dieci milioni di precari. Vince l'ideologia della destra che è sempre la più forte, tanto forte da suggerire attraverso l'OCSE l'escamotage per evitare il referendum sull'acqua con la istituzione di una Autority che appunto serve a questo a dare una risposta fasulla ma "efficace "al grave problema che le privatizzazioni pongono alla libertà e democrazia. C'entra questo con il Direttivo della Cgil? C'entra, c'entra...
Pietro Ancona
http://www.rassegna.it/articoli/2011/05/12/74227/contratti-ecco-la-proposta-della-cgil  

___________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, May 13, 2011
Subject: Fw: Trigesimo della morte di Vittorio

Trigesimo della morte di Vittorio

Trenta giorni fa veniva rapito ed ucciso a Gaza Vittorio Arrigoni. E' stato ucciso subito dopo il rapimento forse strangolato, forse soffocato in una busta di plastica, forse con un colpo netto che gli  ha rotto l'osso del collo. La foto che è stata mostrata  dagli assassini ritrae la testa di Vittorio sorretta da mano cpme  a volerne impedire il penzolamento. Si è voluto far credere che la morte di Arrigoni sia dovuta ad un gruppo di fondamentalisti salafiti per punirlo della introduzione di corruttela occidentale dei costumi e delle idee. Tutti e tre i rapitori sono stati uccisi e non sapremo mai la verità. Di certo è da escludere che Vittorio potesse urtare la sensibilità palestinese con modi e comportamenti  e liberalità occidentali. Vittorio viveva a Gaza da anni e si era adeguato completamente alla cultura degli abitanti del luogo dai quali era molto amato specialmente dai bambini dai contadini e dai pescatori che cercava di proteggere dal genocidio a bassa intensità israeliano. Vittorio non esitava a fare scudo del suo corpo ai bambini quando li accompagnava a scuola o ai contadini quando andavano a lavorare la terra a ridosso del muro. Quindi la causa della morte non può essere stata la sua diversità, una diversità che Vittorio aveva quasi del tutto annullato comportandosi in ogni circostanza come palestinese.Di certo la morte priva Gaza di un testimone eccezionale che proprio domani avrebbe potuto redigere servizi sulla Flottilla 2 che vorrebbe rompere l'isolamento criminale della striscia di Gaza. Vittorio è morto come Enzo Baldoni. La causa è sempre la stessa: giornalismo non embedded di Israele la stessa per la quale stava per essere uccisa in Irak Giuliana Grena. Israele e gli USA non sopportano testimoni nei luoghi dei loro misfatti. Ricordate il carro armato USA che sparò cannonate contro la stanza del decimo piano dell'Hotel Palestina a Bagdad?  Ed il fotografo italiano ucciso a Ramallah? Nel caso di Vittorio poi non si trattava di un giornalista testimone occasionale ma di persona impegnata a condividere le ragioni dei palestinesi in un blog che costituisce un impressionante affresco del genocio palestinese ad opera degli israeliani.

 Sono convinto che i tre siano meri esecutori del delitto e che i mandanti si trovino in Israele che, in molte occasioni aveva mostrato ostilità per Vittorio e lo aveva anche bastonato. E sono anche convinto che si tratta di una vendetta e di un delitto preventivo. Una vendetta per una persona che aveva elencato scrupolosamente tutte le crudeltà israeliane e ne aveva scritto, un delitto preventivo allo scopo di cancellare un possibile autorevole e coraggioso testimone dei prossimi eventi palestinesi.

  Ma con il martirio Vittorio è diventato testimone di verità ed esempio per migliaia di giovani di tutto il mondo. La sua storia ispirerà l'impegno di tanti giovani che accorreranno dovunque si difende la causa della giustizia e della pace. Il sangue versato feconda un impegno morale che può diventare quello di una generazione che nell'era del massimo dominio mondiale degli israeliani e degli americani trovino la strada per presentare la loro alternativa. "Restiamo umani" non incattiviamoci per la loro cattiveria, non diventantiamo come loro qualunque cosa ci facciano o ci hanno già fatto. La strada del futuro si apre da questo rifiuto a diventare come i predatori dell'umanità. Vittorio, come Cristo, condivideva le pene le sofferenze del popolo palestinese. Era in mezzo ai palestinesi per aiutarli a resistere, per incoraggiarli a continua a credere nel futuro.

Pietro Ancona

 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, May 13, 2011 7:46 AM
Subject: Fw: Libia. collateralismo della CGIL al PD

Libia: collateralismo della CGIL al PD
 Il Direttivo della CGIL ha rifiutato l'approvazione di un ordine del giorno contro i bombardamenti in Libia. In questo rifiuto c'è solo un ottuso allineamento al PD, il neo collateralismo iniziato dopo Cofferati dalla gestione Epifani ed ora accentuato ultra petita dalla segretaria Camusso che si sta dimostrando persona attentissima sopratutto  al teatro o teatrino della politica. Cofferati è stato davvero l'ultimo segretario della CGIL nel senso che ne esprimeva la volontà e che non aveva timore a collidere con la linea del PD quando era necessario.
 Questo silenzio imposto  sui bombardamenti che hanno già sconvolto e continuano a seminare morte e distruzione a pochi chilometri dai nostri confini  sembra una reazione rabbiosa al trattato di pace  che c hiudeva il doloroso capitolo del colonialismo italiano in Libia .  Dal 1911 e fino alla seconda guerra mondiale è durato il regime di occupazione militare italiana   che ha inflitto  sofferenze inenarrabili alla popolazione come gasamenti con iprite e gas nervini, impalamenti, impiccagioni, decimazioni, espropri forzati. Non credo che la CGIL rifiutandosi di chiedere la fine dei bombardamenti (ieri l'ONU ha chiesto un cessato il fuoco) abbia onorato il suo buon nome e la sua grande tradizione di lotta per la pace e contro l'imperialismo fin dalle guerre di Corea e sopratutto del Vietnam.
 Un rifiuto che è anche approvazione dell'intervento militare dell'Italia contro la Libia
che fino a ieri era in pace con noi, una pace durata quaranta anni e che era stata feconda di prosperità per l'Italia che intratteneva uno scambio commerciale  annuale di trenta miliardi di euro ed occupava in Libia diecine di migliaia di lavoratori, tecnici, professionisti, ingegneri, imprenditori grandi e piccoli. Basti pensare per tutti agli interessi dell'Eni e della Finmeccanica. Basti pensare al metanodotto. La guerra contro la Libia anche se condotta dall'Italia è guerra contro l'Italia ed a vantaggio del neocolonialismo della triade USA, Gran Bretagna e Francia. La Francia aspira a sostituirci in Libia.
  E' talmente grave la decisione della CGIL, l'inqualificabile disonore della approvazione dell'assassinio di massa con armi caricate all'uranio impoverito che avranno effetti spaventosi anche sulle future generazioni dei libici, da reclamare decisioni di disobbidienza da parte delle migliaia e migliaia di organizzazioni che fanno capo alla CGIL. Spero che a cominciare dalla Fiom si firmino  ordini del giorno di solidarietà con la Libia e per la salvezza della vita di Gheddafi. L'omicidio di Gheddafi è la ragione dei bombardamenti. L'Occidente sa che Gheddafi rappresenta la Libia autonoma, indipendente, sovrana. Uccidendo Gheddafi si vuole uccidere la Libia moderna e farla regredire all'epoca del colonialismo italiano o inglese.
  Il collateralismo al PD della CGIL è parte dell'anomalia  italiana. Oggi si sviluppa all'interno del moderatismo e questo confligge con gli interessi rappresentati dalla stessa CGIL. Ma questo non sembra essere di freno alla segreteria della CGIL. Il peggioramento delle condizioni generali delle classi lavoratrici italiane conseguenza delle scelte di moderatismo non sembra frenare il   gruppo dirigente CGIL  che traduce burocraticamente  ed ottusamente le volontà del partito di riferimento: il PD.
Pietro Ancona
 ________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, May 11, 2011 8:09 AM
Subject: l'anomalia italiana
 

L’anomalia italiana Pietro Ancona

L'anomalia italiana non è costituita soltanto da Berlusconi, dal suo enorme conflitto di interessi e dai suoi ripetuti attacchi alle Magistrature dello Stato ed alla Costituzione. Fosse soltanto questo potremmo liberarcene alla prossima o ad una delle prossime elezioni. L'anomalia è strutturale e riguarda questioni fondamentali del funzionamento della Repubblica e della legittimazione della sua classe politica. Concentrare tutta l'attenzione sul personaggio Berlusconi che da venti anni imperversa sull'Italia è sbagliato e fuorviante. La sconfitta di Berlusconi non recupererà la nostra democrazia azzoppata.

La prima anomalia è legata alla legittimazione della classe dirigente di governo. Quanti aspirano a governare l'Italia si preoccupano in primo luogo di avere la benevolenza degli USA e del Vaticano. L'Italia è trattata dagli USA come nazione perdente la seconda guerra mondiale. L'Italia e la Germania sono le due nazioni europee con maggiore quantità di basi militari (113 in Italia!). I gruppi politici di maggioranza e di opposizione sgomitano per accreditarsi presso gli USA come i più fedeli esecutori dei loro ordini. Questa sudditanza agli USA dei gruppi dirigenti è tale da sacrificare gli interessi dell'Italia. Esemplare è la questione libica. L'Italia avrebbe dovuto opporsi alla guerra a Gheddafi perchè contraria ai suoi interessi ed alla pace del Mediterraneo. L'Italia al limite avrebbe dovuto intervenire a fianco di Gheddafi e non contro di lui. Come sappiamo l'Italia partecipa all'aggressione non tenendo conto dei suoi immensi interessi costituiti da trenta miliardi di interscambio e da ragioni geostrategiche essenziali. Le opposizioni non rimproverano  questa partecipazione ma sono  parecchio arcigne nel verificare la perfetta aderenza del Governo agli ordini degli USA e della Nato. Tentano di scavalcare il governo in servilismo verso l'Impero. La prima anomalia italiana è dunque nella ricerca di legittimazione dei suoi gruppi dirigenti nella investitura USA.

L'altra anomalia è data dalla legge elettorale che priva i cittadini del diritto di scegliersi i parlamentari e stabilisce un forzato bipolarismo. Le "riforme" fatte alle leggi elettorali per le Regioni e gli enti locali stravolgono i principi essenziali della tripartizione dei poteri. Le assemblee vengono sciolte in caso di impedimento o dimissioni del sindaco o del "governatore" e questo vanifica il loro potere sugli esecutivi..

  Il trattamento economico  che gli oligarchi della politica si sono attribuiti è causa di disgregazione morale. La politica costa in Italia una cifra enorme qualcosa come cento miliardi di euro (non tenendo conto di tutta la parapolitica dei consulenti e degli impiegati) Anche i partiti ed i giornali sono costosissimi e la libertà di stampa non viene garantita da giornali finanziati dallo Stato.

Legittimazione "imperiale", legge elettorale e privilegi della oligarchia sono gran parte dell'anomalia italiana. Rimuovere Berlusconi senza sdradicare questi "mali" dalla Repubblica non cambierà di molto la nostra condizione. La cosa più difficile da fare è liberarsi dalla pesante dipendenza degli USA. Soltanto La Lega allo stato sembra non dipendere dall'Ambasciatore USA. Non sarà facile recuperare all'Italia una condizione di minore servaggio dagli USA. Ma l'involuzione della "sinistra" e la sua voglia morbosa di governo sono difficili da rimuovere.

 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, May 10, 2011 6:34 AM
Subject: una brutta novità
Una brutta novità
Il Comitato Centrale della Fiom ha registrato una brutta novità: la maggioranza si è divisa sulla valutazione della "complessa" posizione assunta dall'organizzazione all'ex Bertone dove i delegati aziendali hanno votato si a fronte della minaccia di chiusura dello stabilimento mentre la Fiom nazionale ha mantenuto la sua linea di opposizione ai decreti della Fiat. Il gruppo che si richiama a Giorgio Cremaschi ha ritenuto sbagliata la posizione assunta dai delegati aziendali e concordata con la segreteria nazionale e non ha approvato la relazione di Landini che ha ottenuto soltanto il 70 per cento dei voti. La minoranza della Fiom ha mantenuto il suo venti  per cento e ,forte dell'appoggio della CGIL, ha invitato al "realismo" insomma ad una riconciliazione con la Cisl e l'UIL. Credo che sia un momento triste non solo per la Fiom ma per il sindacalismo italiano. La frattura nella maggioranza con l'astensione di un gruppo di compagni vicini a Giorgio Cremaschi deve rientrare al più presto specialmente difronte alla sfida della chiusura dello stabilimento di Termini Imerese già decisa e programmata entro il 2011.Forse sarebbe stato  meglio evitare l'astensione  di Cremaschi che si riduce ad una mera testimonianza di un dissenso che potrebbe anche essere giusto ma che si poteva esprimere diversamente senza intaccare la maggioranza.. Landini esce dal Comitato Centrale certamente con una larga maggioranza ma indebolito. . Non ho dubbi che il padronato italiano tenterà di usare questo indebolimento  per travolgere la linea di resistenza al suo progetto organico di mimimizzazione del contratto di lavoro e del ruolo del sindacato in fabbrica.   Tutte le forze democratiche del Paese sono interessate allo immediato superamento di questo momento di crisi.  Se così non sarà  continuerà lo  smottamento a destra della CGIL  e la impossibilità a contenerlo ed a proporre ai lavoratori ed all'Italia qualcosa di diverso dal "realismo" della presa d'atto passiva e consenziente delle posizioni del padronato. Passa la linea lavoro senza diritti
 Sarebbe sbagliato dividersi in sostenitori di Landini o di Cremaschi. La classe operaia italiana ha bisogno di entrambi  ed i i due generosi dirigenti della sinistra sindacale debbono subito tornare ad essere uniti   per fare passare la lunga nottata che incombe dopo gli stati generali della Confindustria e dopo l'affossamento nel dimenticatoio del grande sciopero generale della CGIL. Il gruppo di compagni che ha votato con Cremaschi non deve essere isolato a vantaggio di un nuovo equilibrio tra la maggioranza di Landini e la minoranza di Durante che sarà tentata dalla CGIL. Non si deve cambiare linea anche se il padronato è riuscito ad infilarsi come il diavolo nel nostro schieramento. Non sarà facile reggere tutto il peso di una linea difficile nelle difficoltà dell'isolamento dell'embargo imposto da Cisl ed Uil.Bisogna aprire subito al sindacalismo di base per una forte alleanza dei diritti e del lavoro.
Pietro Ancona
________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: il manifestino
Sent: Sunday, May 08, 2011 10:17 PM
Subject: Gli Stati Generali della Confindustria

Gli Stati Generali della Confindustria

    Lo sciopero generale della CGIL, riuscito e non troppo criticato dalla stampa embedded del regime che ha un occhio di riguardo per la Camusso ma nessuna simpatia per la Fiom  è già nel passato che, non si sa come,  sembra che si allontani a velocità straordinaria. La scena è stata riempita dagli "stati generali della confindustria" di Bergamo, titolo enfatico per un raduno di circa seimila imprenditori, che si riuscono addirittura a porte chiuse, lontani dai giornalisti lasciati fuori ad aspettare la velina o l'intervista della Marcegaglia. Per caricare di pathos e  quasi di un tocco di drammaticità e di eccezionalità l'evento si lascia capire che le decisioni assunte sono state e sono di carattere davvero speciale se non proprio epocale.
    Invece le cose non sembra sia andate diversamente da tutti gli altri pronunziamenti degli industriali italiani nel corso degli ultimi cinquanta anni e cioè da una richiesta di sussidi che però vengono chiamati "riforme". Si critica il governo di non fare abbastanza. Pare che gli industriali abbiamo il verme tenia: sono insaziabili e sempre scontenti di quanto ottengono. L'ultimo regalo di Tremonti e Berlusconi è la privatizzazione delle spiagge italiane ed i grossi ostacoli frapposti ai referendum per il nucleare e per l'acqua che interessano moltissimo i convenuti di Bergamo.
    Gli industriali italiani sono davvero ingenerosi verso il loro governo. Nella storia della Repubblica non c'è mai stato un governo più squilibrato ideologicamente e politicamente verso la Confindustria: il collegato lavoro ed la politica sindacale di Sacconi non possono certamente dare agli industriali di più di quanto non sia stato finora dato. La scuola è stata letteralmente svuotata e la pubblica amministrazione perde cinquecentomila dipendenti e diventa un campo di sfruttamento con le privatizzazioni in tutti i settori. Financo il Ministero della Difesa è diventato SPA.
    Lo Stato è stato sottomesso completamente ai privati anche se ogni tanto Tremonti si concede la civetteria di qualche uscita di "sinistra" sul posto fisso o altre velleità che subito rientrano. Credo che resti ben poco che lo Stato possa ancora concedere alla Marcegaglia. Tutto è stato già traslato dal pubblico al privato e si è accentuato lo squilibrio tra le classi sociali.
    La classe operaia è stata fottuta a vantaggio delle altre classi sociali in particolare della borghesia delle professioni. La quota parte di Pil data dalla massa salariale  del lavoro dipendente ed dalle pensioni, è stata  ridotta di almeno dieci punti a favore dei profitti  e  non potrà essere recuperata  dal momento che sembra essere diventato tabù la richiesta di miglioramenti salariali alle aziende e di ritocchi alle pensioni.
    Da Bergamo non è giunto alcun segnale di apertura verso i lavoratori e la linea delle deroghe ai contratti è stata confermata. L'unico punto di convergenza con la CGIL sembra quello fiscale. Non c'è altro. L'ostilità verso i diritti viene confermata dalla discriminazione della Fiom vissuta come sindacato comunista.
    La Confindustria non offre molte opportunità alla CGIL  e non risponde neppure alle generiche e miti richieste del suo sciopero generale. Non ci sarà una schiarita mentre si spera che la vicenda ex Bertone diventi una mina che esploda dentro la Fiom. E così l'Italia avrà perso due importanti occasioni per tentare una coesione sociale, una intesa per un generalizzato aumento dei salari e per la eliminazione del precariato. L'Italia ha bisogno di avere i suoi ventiduemilioni di lavoratori e le loro famiglie uscire dal bordline della mera sopravvivenza. Solo  questo miglioramento  aiuterebbe e darebbe slancio al recupero, al ritorno alla normalità ed alla luce.
    L'idea che migliorando la condizione di quanti oggi stanno male si aiuta il Paese ad uscire dalla crisi non viene accettata e molti sperano, a cominciare da Marchionne e dalla Marcegaglia di prosperare sempre di più affondando la classe operaia.
Pietro Ancona
________________________

May 07, 2011 1:11 AM
Subject: Dopo lo sciopero della CGIL

Dopo lo sciopero della CGIL di Pietro Ancona
Scrive Giorgio Cremaschi che lo sciopero è riuscito e che la CGIL deve andare avanti senza Cisl e senza Uil. Io aggiungo: aprendosi molto al sindacalismo di base dal quale raccogliere una profonda carica di insoddisfazione e di critica del capitalismo ed autonomia nei posti di lavoro. Oggi abbiamo avuto conferma di una CGIL nella quale i lavoratori, pur non condividendone la condotta degli ultimi anni, la considerano sempre il loro sindacato e partecipano alla sua chiamata di lotta anche se anacronistica e tardiva . Il messaggio che viene dallo sciopero è dato dal dualismo del linguaggio di netta denunzia della condizione umana del lavoro e di richiesta di rapidi e radicali cambiamenti dei partecipanti e dal discorso di Susanna Camusso che interpreta assai poco questa spinta ed è oppressa da un senso di responsabilità sbagliato e ripete burocraticamente inviti a Cisl ed Uil ad una impossibile azione comune. La Segretaria ha anche rivolto addirittura un appello alla Confindustria aspettandosi chissà che cosa da una assise del padronato italiano che comincia ad essere perplesso verso la destra ma non per questo meno aggressivo verso i lavoratori. Insomma la CGIL della Camusso vorrebbe quadrare una impossibile intesa con Cisl Uil e Confindustria voluta fortemente dal PD. Ma questa intesa può avvenire soltanto alle condizioni dettate dalla Marcegaglia e questo confligge con la spinta popolare dello sciopero. La CGIL si deve riproporre come il grande sindacato riformista e progressista di Giuseppe Di Vittorio, di Fernando Santi ma anche dell'intransigentismo radicale di Vittorio Foa che riusciva a coniugare contenuti profondamente liberatori ed innovativi della condizione umana con la necessità di far crescere e salvaguardare lo sviluppo della fabbrica. Oggi siamo di fronte alla proposta inaccettabile di uno sviluppo della fabbrica e della economia a costo di una profonda e radicale cessione di diritti e della salute stessa dei lavoratori. Aggiungo che il venire meno del sindacalismo di matrice cattolica e socialista della Cisl e dell'UIL alle sue grandi tradizioni ed all'azione come Pastore Carniti e Storti e per l'Uil dello stesso Benvenuto attore della stagione delle riforme e la riduzione di Cisl ed UIL a collaboratori subalterni di Confindustria e Governo non riesce ad isolare la CGIL che è sempre il sindacato per antonomasia. Sacconi ha tentato con la cordata dei "complici" e con l'ostracismo a metterla in un angolo ma senza riuscirci.
Ma la CGIL nell'ultimo decennio ha subito molto il processo degradante della cultura unitaria. Al suo interno pratica la legge Biagi e questo è inaccettabile e tende a diventare una conglomerata di servizi e di enti bilaterali. Bonanni teorizza la sussidiarietà ed il rafforzamento degli enti bilaterali in un nuovo corporativismo in cui alla lotta di classe si sostituisce il servizio. Credo che bisognerà fare chiarezza su questo punto essenziale e sciogliere la CGIL- movimento dalla CGIL- servizi staccandosi dagli enormi interessi che si gestiscono insieme a Cisl ed Uil ma anche al padronato italiano.
La sciopero ha legittimato l'autonomia della politica sindacale della CGIL ed il valore sociale enorme del suo disconoscimento degli accordi separati. La Fiom ha fatto molto per questa nuova condizione opponendosi fieramente alle scelte liberticide e disumane della Fiat a Napoli, a Torino, a Milano. Non deve essere emarginata in una sorta di ghetto dei rivoltosi.
Due giornalisti di Rai New 24 commentando oggi pomeriggio l'esito dello sciopero parlavano di una CGIL che continua ad essere la "grande organizzazione". Ne avevano ammirazione. Io ne ho ammirazione e rabbia. Rabbia per l'influenza negativa che le politiche capitolarde del PD vi esercitano, rabbia per l'assenza di una piattaforma chiara sul salario, sul precariato, sulle pensioni. Vorrei che la CGIL chiedesse l'abrogazione della legge Biagi e lottasse con molto più vigore la politica antiwelfare delle privatizzazioni e dello splafonamento verso il basso dei salari con una legge per il Salario Minimo Garantito. Insomma piuttosto che proporre un iperealismo rivolto ad accettare il peggio delle politiche padronali e governative rilanciare il realismo della prosperità legata ai processi di miglioramento. Come ha notato il Governatore della Banca d'Italia a proposito del precariato, l'Italia non starà affatto bene se non investirà in certezze lavorative ed esistenziali. L'Italia del precariato e dei contratti derogati per degradare e sfruttare la gente è infelice e povera ed alla lunga porta indietro anche le altre classi sociali che non si salvano affondando la classe operaia.
Pietro Ancona

_______________________________________

Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, May 05, 2011 12:29 PM
Subject: Uno sciopero due linguaggi

Uno sciopero due linguaggi  Lo sciopero di domani sarà certamente forte, combattivo perchè nutrito da una  protesta che prevale ancora sulla rassegnazione. Rassegnazione al ricatto ed al violenza illiberale della Fiat che organizza referendum sui suoi diktat additando nella Fiom il nemico e annunziando che va via se i lavoratori dovessero decidere per il no. Si tratta di forzature e di vere e proprie estorsioni di consenso già perpetrate a Pomigliano ed a Torino e bisognerebbe trovare un modo per impedire queste plateali manifestazioni di dominanza padronale nelle quali si cerca l'isolamento della Fiom e dei sindacati di base e si istiga la pressione dei lavoratori preoccupati su di essa e sui suoi dirigenti. Ieri lo sciopero ha avuto il peggior viatico possibile dalla segretaria della CGIL la quale si è schierata con la RSU contro la Fiom. Bonanni gongola e grida di gioia  che la Camusso la pensa come lui e che finalmente si potrà fare a meno della influenza della Fiom. In effetti quasi tutti i lavoratori della ex Bertone hanno votato per il si ma è un voto dettato dallo stato di necessità che non ci sarebbe stato certamente se non ci fosse stato il ricatto di non recuperare lo stabilimento dopo sei anni di cassa integrazione. Non è soltanto l'azienda a premere sui lavoratori ma anche i sindacati confederali ed il sindacato giallo della Fiat.Credo che abbia fatto bene il gruppo dirigente nazionale della Fiom a non firmare il contratto restando coerente alle critiche fatte alla proposta Fiat che riguardano questioni essenziali della libertà e del lavoro in fabbrica. Lo sciopero di domani sarà forte e si nutrirà della larga opposizione dei lavoratori al peggioramento delle loro condizioni salariali e di vita. Ma la piattaforma rivendicativa dello sciopero è generica e si occupa di alcune cose certamente importanti ma che lasciano intatto ed irrisolto il focus della protesta. Si chiedono investimenti ed un piano di sviluppo industriale, l'attuazione dei referendum ed un piano energetico nazionale, si parla della emigrazione e dei conti pubblici dello Stato. Si chiede l'imposizione di una patrimoniale sul 5%  dei contribuenti più ricchi del Paese che darebbe 18 miliardi di euro da impiegare  utilmente a sostegno della occupazione. Insomma si chiedono cose giuste ma assai generiche e che sono distantissime dai problemi scottanti che assillano la gente e che richiederebbero un aumento generalizzato dei salari, la abrogazione della Legge Biagi per cancellare la madre di tutte le precarietà, l'istituzione del SMG (salario minimo garantito) a 1000 euro mensili, una immediata e drastica revisione della normativa pensionistica che è diventata assurda, il blocco delle privatizzazioni nella pubblica amministrazione.  Queste rivendicazioni che io ho sommariamente richiamato corrispondono ai bisogni profondi dei lavoratori. Metterebbero un blocco allo smottamento a destra che, aiutato da una inflazione crescente e non contrastata da nessuno strumento, espone  a impoverimenti ulteriori la massa salariale del paese già salassata da livelli bassi di retribuzione e dal profondo avvallamento di esse nel crescente precariato. Quasi un terzo dei lavoratori italiani guadagna meno di mille euro al mese  e questa condizione non è più sostenibile.   Lo sciopero parlerà due linguaggi. Quello del gruppo dirigente della CGIL sarà evasivo e poco propenso ad impegnarsi in proposte concrete. Quello dei lavoratori sarà di forte contestazione e chiederà il cambiamento.   Ma lo vedremo domani. Gli scioperi vivono sempre di una loro propria vita che a volte travolge i paletti che qualcuno vorrebbe porre. Credo che la Camusso non veda l'ora che sia finito e di chiudere il suo fascicolo. Già lo sciopero arriva con un ritardo di almeno un anno. Ha saltato il momento dei grandi scioperi europei contro la stretta economica e per la scuola di Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda.......ed è confinato a valle di tante cose che si sarebbero dovuto combattere fino in fondo come le leggi Gelmini ed il collegato lavoro e l'attacco di Brunetta e Tremonti ai pubblici dipendenti. Insomma interviene quando i buoi sono fuggiti dalla stalla ed i giochi sono stati fatti. Tuttavia è possibile recuperare su qualche punto. Ma non credo che il 7 maggio si andrà avanti e forse tutto peggiorerà. CGIl ha come referente politico principale il PD che da molto tempo non ama più la classe operaia e preferisce la Confindustria. Il PD frena i punti del movimento che sono di reale alternativa  alla camicia di forza che governo e confindustria hanno messo alla realtà italiana.   Ma, come dicevo, lo sciopero potrebbe forzare la mano ai suoi avversari ed aprire una strada nuova. Bisogna tentare. Bisogna partecipare. Pietro Ancona

_____________________________________

From: pietroancona@tin.it
To: sindacale@fiom.cgil.it
Sent: Thursday, May 05, 2011 1:32 AM
Subject: dalla parte di landini

 Dalla parte di Landini

 Ci sono sciacalli della politica e della lotta sociale italiana che gioiscono della sconfitta della Fiom nella faccenda Bertone. La Fiom sarebbe stata sconfitta dalla sua stessa rappresentanza operaia che ha  in maggioranza ha votato il si allo scellerato referendum imposto da Marchionne e si sarebbe avviluppata in un mare di contraddizioni da Pomigliano a Mirafiori alla Bertone oggi, avrebbe tenuto comportamenti dissimili e tali da vare dubitare della saldezza della sua impostazione dell'azione e delle scelte.

  Io credo invece che la Fiom si sia comportata benissimo in tutti e tre le situazioni e che per quanto a qualcuno possa sembrare paradossale  anche hanno scelto bene i delegati aziendali a invitare a votare se. La situazione in uno stabilimento chiuso da anni non aveva alternativa: "scegliere tra la fine della fabbrica annunziata dal padrone o continuare a testimoniare diritti che si ritengono inalienabili. La scelta, in un contesto dominato da continue minacce alla occupazione e da processi di degrado di interi distretti industriali, non poteva che essere obbligata: si sceglie il lavoro. Questa è la scelta operaia e non è contraddetta dalla Fiom che dice no e dice che i diritti non si debbono manomettere.   Turba molto l'assedio che continua ad essere posto alla Fiom quando la considerazione che bisogna fare è se è compatibile con la libertà e la democrazia il potere enorme che Marchionne ha avuto in tutte le vicende Fiat e se non sarebbe giusto sollevare il problema nelle sedi istituzionali e politiche di una limitazione appunto di questo potere a norma della Costituzione repubblicana che parla di diritti ed anche di funzione sociale dell'impresa che non è un luogo in cui si possono manomettere diritti conquistati e confermati dall'ordinamento costituzionale dello Stato.   Debbono stare molto attenti CGIL e PD a non schierarsi dalla parte di Landini il quale non è un "duro" estremista ma un dirigente appartenente alla tradizione riformistica del sindacalismo italiano che comprende anche Vittorio Foa e una cultura di intransigentismo per quanto riguarda i diritti e di flessibilità per quanto riguarda i rapporti di lavoro.   Il mio maestro di sindacalismo Peppe Grado mi insegnò una massima che all'apparenza è banale: diritti e doveri. L'operaio deve collaborare al successo della impresa che è anche la sua impresa ma deve avere fino all'ultimo centesimo di quello che gli spetta eed essere tutelato nella sua salute e nei diritti che derivano dal lavoro: ferie, malattia e quanto altro.   Chi pone in alternativa diritti e lavoro è fascista e vorrebbe precipitare l'Italia in un lager di operai disperati che si affannano come scimmie impazzite in fabbriche  spinte al massimo della cosidetta produttività e che sfruttano l'energia umana delle persone senza ritegno. La fabbrica non può e non deve diventare un lager come vorrebbe Marchionne. L'elogio che spesso Marchionne fa agli operai che vivono nella spettrale Detroit e sono disposti a tutto pur di avere un tozzo di pane e dei sindacalisti americani che sono kapò è inaccettabile e dovrebbe essere respinto dalle forze politiche che credono nella democrazia. Quando sparisce il diritto in fabbrica presto sparisce anche nella società. Sparisce il diritto dell'operaio alla pausa ed il diritto del magistrato ad esercitare in autonomia la sua professione.   Per questo bisogna sostenere la Fiom con tutte le sue contraddizioni. La Fiom vive immersa nella cultura della CGIL che è diventata iperrealista verso il padronato e che ha rapporti con Cisl ed Uil che sono oramai apertamente dalla parte della Confindustria. Questa cultura genera contraddizioni. E' un problema della democrazia italiana non piegare e "recuperare" Landini alla  realtà della Confindustria ma recuperare tutta la CGIL alla resistenza ed al contrattacco della sconfitta operaia subita,    Pietro Ancona

__________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, May 03, 2011 7:06 AM
Subject: 6 maggio CGIL

6 Maggio CGIL: diamo proposte forti ad uno sciopero forte
Diamo proposte forti ad uno sciopero che sarà forte
 La sciopero del 6 maggio sarà forte perchè lo stato di insofferenza dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati e delle famiglie è diventato quasi insostenibile. I salari tendono a precipitare  spinti dalle retribuzioni ridicole dei precari che variano dai  quattrocento agli ottocento euro al mese.   Milioni di lavoratori che sono stati assunti negli ultimi  anni  regolati da contratti atipici con retribuzioni scandalosamente infime e e negazione d tutti i diritti, a cominciare dallo stesso status di lavoratore dipendente.  Ho un'amica laureata in economia con specializzazione equina. Insomma  lavora con i cavalli E' a prestazione professionale e non ha diritto a niente. Per ora è infortunata per una caduta. Si è rotta di brutto una costola. Non ha diritto a niente e potrà avere qualcosa solo da una assicurazione privata che si paga con il suo modesto stipendio.  Questa condizione esistenziale non è una eccezione. Abbiamo anche  centinaia di migliaia di lavoratori a progetto. Ma quanti progetti ci sono in Italia? Ci sono tante altre situazioni di gravissimo fumus giuridico bordline.  Ci sono  i lavoratori invisibili. Conosco infermieri che lavorano negli ospedali ma la loro presenza è regolata da agenzie dai quali dipendono. Ricevono in media il trenta per cento in meno dei loro colleghi e con cadenza spesso irregolare. Debbono stare attenti a non protestare perchè altrimenti "l'interinale" o la cooperativa non li chiamano più. Credo che si stia toccando il massimo della alienazione e della umiliazione. Se queste condizioni durassero poco la gente se ne farebbe una ragione. Ma sono programmate  a durare a lungo. Infatti il lavoro precario non esiste, esiste il lavoratore precario. Lo stesso posto può essere riassegnato allo stesso lavoratore tante volte fino a quando conviene al datore di lavoro oppure concesso ad un altro. La maggioranza dei precari vive la sua condizione anche da un decennio e non sanno ancora come finirà-
 Ora, questa condizione non solo deve essere denunziata come fa la CGIL  ma rimossa. Come? Rivendicando l'abrogazione della famigerata legge Biagi o legge trenta che è la madre di tutte le nefandezze ed ingiustizie perchè è lo  scudo che copre il padronato e legittima le sue scelte . La legge Biagi è un bazar in cui gli imprenditori si possono sbizzarrire a cercare e trovare la cosa più acconcia per mettere un cappio al collo  ai loro disgraziati dipendenti.
 Ebbene lo sciopero del 6 gennaio non pone il problema della rimozione della causa del precariato ma si limita a denunziarne l'infelicità ed a chiedere qualche modesto e miserabile ammortizzatore sociale. Epifani era riuscito ad ottenere qualcosa dal micragnoso Sacconi e dal governo ma non superava i 2500 euro annui e non per tutti. Una cosa mostruosa giuridicamente che differenzia e limita i trattamenti di integrazione salariale e disoccupazione senza fissare un minimo sotto il quale è indecente e non si deve andare. Fuori da ogni idea di diritto sociale.
 Questione fondamentale per bloccare e mettere un off limits in basso ai salari è il Minimo Salariale Garantito che esiste in moltissimi paesi del mondo. Si tratta di una legge da fare  che proibisce di corrispondere al lavoratore meno di quanto indica  la Costituzione per la tutela sua dignità e per la sua sopravvivenza. Diciamo 1000 euro al mese. Questa rivendicazione  mette il dito nella piaga della precarietà che viene praticata  per ridurre le paghe a livelli di fame. E' il cuneo che bisogna inserire nella gigantesca ruota della ruspa che sta schiacciando e riducendo proprio male tutti. I precari che stanno diventando maggioranza come invoca un giorno si e uno no dal corriere della Sere De Vico  sgretolano le condizioni dei "garantiti" e cioè il lavoro contrattualizzato secondo le regole appunto per la grande attrattativa che il padronato ha dei bassissimi salari.  Bisogna non piagnucolare "se non ora quando" ma dire che cosa si deve fare ora.
 Altri punti importanti sono la qualità del lavoro in fabbrica e della sua libertà. C'è un processo di militarizzazione del lavoro operaio robotizzato senza alcun riguardo per la salute. I sistemi che la Fiat ha introdotto nei suoi stabilimenti  condannano con certezza ad una serie di patologie nervose scheletriche e psichiche dalle quali sarà difficile sfuggire,. Provate a chiedere quanti casi  di tunnel carpale si hanno alla catena di montaggio.
 L'operaio non può continuare ad essere un  "usa e getta". Siamo giù assai costernati per   la ecatombe di morti per amianto ed altre porcherie chimiche.
  Sollevo  la questione del recupero generalizzato dei salari che dovrebbe essere di almeno il venti per cento e di tornare ad un sistema di protezione dagli incrementi del costo della vita che potrebbe essere una nuova forma di scala mobile. Se viviamo in libero mercato perchè tutti i fattori vengono lasciati liberi ed a briglia sciolta tranne il salario?
 Dobbiamo essere chiari con noi stessi e con la gente. Chiedere il recupero senza se e senza ma dei cinquecentomila dipendenti pubblici e tra questi oltre centomila insegnanti che si sono in grande parte licenziati. Non è vero che sono un più ma vittime  sacrificate alle privatizzazioni con le quali lo Stato spenderà assai di più di quanto spende ora. Le privatizzazioni nel solo settore della sanità hanno rincarato i costi del servizio e messo in crisi molte regioni. Ma si sono creati imperi miliardari  privati come quelli di Angelucci e di Don Verzè capaci di mantenere anche giornali spesso di ricatto verso i politici ed il governo.
 Riassumendo : la piattaforma rivendicativa della CGIL si può dire che va bene ma è lontana dalla sensibilità attuale della classe lavoratrice che  sprofonda nelle sabbie mobili della miseria e della depressione. Lo sciopero generale non è solo un momento bello da celebrare con i suoi sentimenti, le passioni, i colori delle bandiere, la cultura. Ogni sciopero ha una sua cultura una sua identità. Quello del 6 maggio potrebbe essere della chiarezza dei no e dei si; no al precariato, no alle leggi Gelmini e Brunetta,no alle privatizzazioni, si al SMG, alla scala mobile, a pensioni più eque. Non possiamo rimestere sempre le stesse cose generiche,. Facciamo chiarezza con richieste nette. Quando la CGIL si darà  semplici  parole d'ordine  si riguadagnerà la strada per uscire dal pozzo.
 Pietro Ancona

______________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, May 02, 2011 8:27 AM
Subject: Wojtyla ed il potere della Chiesa


Wojtyla ed il potere della Chiesa

 Una scenografia da fare invidia ai migliori professionisti di Holliwood ha fatto da sfondo alla lunghissima, estenuante cerimonia di beatificazione di Papa Woitila. Una folla enorme, il gregge di Dio, ha resistito per ore ed ore stretta in piedi in piazza San Pietro e nelle vie e piazze circostanti quasi nessuno era in grado di vedere o sentire qualcosa a parte i suoi vicini. Una folla convenuta da tutti i continenti per partecipare all'evento e raccontare poi si esserci stata. Qualcosa di Simile a quanto si vede in Arabia Saudita per il pellegrinaggio alla Mecca senza i giri concentrici attorno alla pietra nera reliquia del Profeta. Le religioni hanno bisogno di reliquie e di luoghi sacri. La reliquia scelta per Papa Woitila sarà una ampolla del suo sangue conservato miracolosamente per tanti anni ora chiusa in un prezioso oggetto simile a quello che racchiude il sangue di San Gennaro. Tra i convenuti anche sedici Capi di Stato e tanti tanti politici italiani desiderosi di farsi vedere e notare.
Il Papa sfoggiava paramenti e vesti sicuramente assai più lussuosi di quelli lussuosi che normalmente indossa. Una manifestazione di potenza della Religione-Stato voluta il giorno del 1 Maggio in cui i lavoratori di tutto il mondo ricordano i loro martiri e fanno bilanci delle loro lotte. Debbo dire che ho sempre provato un senso di grande fastidio  tutte le domeniche nel vedere la folla di Piazza san Pietro  anche se abbiamo notizie certe di un calo della religiosità in tutto l'Occidente. Ancora di più ne ho provato per questa manifestazione nella quale più di un milione di persone, di cui bisogna rispettare il sentimento di fede, convengono a Roma fornendo un pubblico enorme ad un Papa e alla sua corte schierata in ordine di importanza, distinta financo per colori, che svolge un rito quasi esoterico di concelebrazione di se stessi e del proprio potere. Napolitano e Berlusconi erano tra la folla dei fedeli seppur nella zoma riservata ai  potenti e francamente non ho provato piacere a vederli li, nella veste di fedeli, in posizione certamente di soggezione difronte al Papa Monarca che li dominava dall'alto della sua pretesa di rappresentare  Dio in terra. E' stata  quella di ieri una delle più alte manifestazioni di potere della Chiesa Cattolica che ha voluto aumentare la sua presa e la sua importanza nel gioco dei potenti del mondo. La figura stessa del Papa scelta per la beatificazione è un messaggio di ciò che la Chiesa è diventata e vuole sempre di più diventare: una entità  non di fede religiosa ma di potenza della fede religiosa. Una operazione di marketing per lanciare con forme nuove e sempre più esigenti il vecchio prodotto del potere temporale della Chiesa che nel corso di molti secoli di storia ha fatto e disfatto Stati e Governanti come oggi gli USA fanno e disfanno bombardando o invadendo le nazioni. Basti ricordare la lunghissima notte europea della lotta tra Papato ed Impero, delle lotte alle dissidenze interne come quella dei Catari, della guerra contro i protestanti. Papa Wotila è stato scelto perchè il più "temporale" dei papi moderni, colui che ha partecipato all'assalto ed alla conquista dell'URSS e del comunismo europeo, che ha sostenuto le dittature di destra dell'america latina, che ha represso i movimenti progressisti cattolici, come quello della teologia della Liberazione e dei preti operai, tacciandoli di marxismo, che ha dato un assetto di centro-destra al corpo del Vaticano non consentendo alcuno spazio se non alle correnti integriste dei cattolici come Comunione e Liberazione e sopratutto l'Opus Dei, la struttura più misteriosa rivolta all'alta borghesia mondiale ed ai suoi interessi terreni nella finanza e nel controllo degli Stati.
 Mentre il Governo  appare sempre più debole e confuso cresce l'influenza clericale sulla Italia ad opera di cardinali come Bagnasco Bertone  Ruini ed altri abili e grossi personaggi assai scaltri. L'influenza della Chiesa sulla politica italiana è diventata tale che i laici che hanno sempre sollecitato leggi per realizzare libertà essenziali sono diventati timorosi di proporle  dal momento che oramai il Parlamento ne promuove del tutto opposte alle loro speranze  giungendo financo ad imporre gravissime limitazioni ai diritti della persona come la legge sul diritto di disporre della propria vita. Siamo al punto che si afferma essere la vita umana non nella nostra disponibilità ma soltanto di Dio e cioè della Chiesa che ne può disporre a piacere.
 Credo che con la esibizione di potenza di ieri crescerà in Italia molto l'influenza della Chiesa anche se non cresce e non si diffonde la fede e c'è addirittura una crisi di vocazioni e di frequentazione delle parrocchie. Berlusconi sospettoso degli USA che non sembrano gradirlo come una volta si appoggia sempre di più alla Cei ed a questo Papa che non hanno nei suoi confronti alcuna remora di natura morale o di scandalo per il suo libertinaggio. Con il centro destra sempre meno laico e disponibile avremo leggi sempre più oscurantiste e un potere della Chiesa sullo Stato sempre più evidente. Lo sapremo presto a cominciare dalle nomine del nuovo direttore della Rai e dei suoi massimi collaboratori.
Pietro Ancona
_____________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, May 03, 2011 1:54 PM
Subject: Obama e l'imbarbarimento dopo Bush


Obama e l'imbarbarimento dopo Bush
 Da ieri i massmedia ci martellano senza  tregua raccontandoci l'omicidio di Bin Laden spesso ingarbugliandosi e contraddicendosi per la necessità di ammettere alcuni falsi clamorosi come la foto del povero morto con gli occhi cavati che ha fatto il giro di tutte le prime pagine. Il quarto potere è da tempo al servizio del potere economico e politico e la libertà di stampa viene negata dalla pratica del velinaggio.
  Colpisce molto il ruolo servile, acritico, inginocchiato davanti all'Occidente, della stampa. Giornali con testate autorevoli, alcune gloriose come il Washington Post, dal New York Times a Repubblica che hanno sparato titoloni, sono impegnate al massimo per la versione data dalla casa Bianca. Nel tentativo di montare il più possibile l'indignazione dei lettori verso i terroristi ed acquisire come dato tacito ed indiscutibile l'omicidio di Bin Laden hanno riesumato gli spot dell'11 settembre e mostrato ancora una volta con crudeltà il film di Sadam Hussein a cui un marines fruga tra i capelli ed in bocca. Una scena che mette grande disagio nelle persone che hanno una normale umanità alla quale ha fatto seguito la scena del cappio al collo, dell'impiccagione dello stesso Sadam e del vilipendio del suo cadavere. Qualcosa di peggio di Piazzale Loreto dove
la barbarie verso Mussolini e Claretta Petacci a testa in giù fu consumata nel fuoco delle passioni e delle sofferenze di una lunga guerra civile. Qui si è trattato di un prigioniero di guerra sconfitto dagli americani e la cui patria è stata ed è tuttora invasa da truppe ed basi militari USA.
  Il direttore di Rai  New 24 ha mostrato con un sorriso furbetto la scena in un aeroporto di Obama che con fare circospetto ma tale da attirare l'attenzione di tutti prende dalla tasca si mette in mano e poi si passa in un'altra mano un bigliettino che poi consegna ad uno dei generali che sono ad aspettarlo. Corradino Mineo ha fatto intendere che poteva trattarsi dello ordine di uccisione di Bin Laden, del via libera alla operazione. Obama a me è apparso mafioso tanto quanto Provenzano che usava i pizzini per trasmettere i suoi ordini. In ogni caso, il Capo della più potente nazione del pianeta alla guida dell'Occidente e del mondo anglosassone, agisce con le maniere spicce di un boss ritenendosi arbitro della vita altrui al disopra dello Stato di Diritto e di ogni legge e di ogni organismo legislativo o parlamentare. Ha compiuto un gesto di enorme brutalità contro il diritto e contro le istituzioni internazionali e del suo stesso paese.
  Mi ha molto colpito la scena  di Obama e della Clinton attorniati da una diecina di alti papaveri della amministrazione che sembrano assistere in diretta all'omicidio di Bin Laden.  Mi ha ricordato che gli USA sono il paese della pena di morte che viene eseguita in modo crudelissimo davanti ai parenti del condannato. Giustizia è fatta! Hanno assistito in diretta ( a fingono di assistere) all'omicidio in diretta di Bin Laden. Vogliono sembrare i parenti più stretti degli USA colpiti dal cattivissimo con l'incendio delle Torri Gemelle!!
  Sgomenta il fatto che Obama esibisca fatti e gesti che avvengono al di fuori delle regole delle legge e dei principi fondamentali di tutte le Carte dei Diritti a cominciare dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo. Per gli USA l'obiettivo di morte che si prefiggono supera tutte le resistenze dell'etica e dei diritti. E' il soldato blu che taglia la gola al pellirossa che oppone resistenza e non vuole andare via dalla sua terra. E' la Giustizia  a difesa di un ordine sociale e politico che non ammette contraddizioni e diversità.
   Riflettevo che in fondo tutto quello che sappiamo di Bin Laden, a parte le sue apparizioni  sospettate  di essere funzionali alle politiche USA, ci sono state dette soltanto dagli americani. Lo stesso dicasi per i prigionieri di Guantanamo. Nessuno sa con esattezza di che cosa sono rei. Sappiamo che sono sospettati di terrorismo. Ma non abbiamo mai potuto sentire la loro difesa. Sono in galera senza quel minimo di diritti che i siracusani attribuivano ai prigionieri ateniesi chiusi nelle latomie.
   Obama vuole abituare il mondo alla sua barbarie. Dovremmo essere amministrati tutti da Lui che stabilisce di volta in volta che cosa ci vuole per noi. Ha detto: "il mondo deve parlare una sola voce". Una dichiarazione di enorme e pericolosa megalomania perchè mai il mondo ha parlato una sola voce nella sua lunga storia. Non ai tempi dei Romani e dei Persiani o dei Cinesi.  Sta andando molto oltre il bushismo e sarebbe ora che ammetta  un contraddittorio sulla questione del terrorismo. Termine usato e stiracchiato per consentirgli di fare le cose  anche le più sporche come il bombardamento con 130 missili Cruise della Libia che viene distrutta   e riportata al tempo della dominazione coloniale.
  In un solo caso Obama e gli USA potrebbero essere credibili: nel caso che le Torri Gemelle fossero state abbattute dai terroristi di Bin Laden. Ma sappiamo tutti e lo stesso Obama sa che  l'abbattimento delle torri Gemelle è opera degli stessi USA e che mai e poi mai sarebbero potute cadere all'impatto degli aerei se non fossero stati minuziosamente minati prima.
   Il martellamento dei massmedia sull'omicidio di Bin Laden sta crescendo di volume e di intensità. A che cosa  mira? A che serve questa imposizione di un false flag sempre pià ridicolo e fragile ? La coppia Obama Clinton dove va a parare? Che cosa vogliono dal mondo che tengono in stato di agitazione continua?
  Pietro Ancona
____________________________

 Domani è il primo maggio

    Domani primo maggio festa del lavoro  Non sappiamo se la ricorrenza  che simboleggia valori di libertà ed eguaglianza  dei lavoratori e del loro movimento di emancipazione sarà rispettata dappertutto. Il sindaco di Firenze,  mediocre  successore di Giorgio La Pira, ha deciso di consentire ai commercianti l'apertura dei negozi.. Vedremo quindi nel giorno sacro al riposo dei lavoratori le commesse ed i commessi, le persone peggio pagate e più sfruttate alle quali non si applica che raramente il contratto di lavoro,  stare dietro ai banchi o, come pretendono alcuni sadici imprenditori, a fare da "statuine", in piedi per otto ore in atteggiamento gradevole ma all'impiedi dal quale possono sciogliersi soltanto per servire i clienti. Il fascista in doppio petto sindaco di Roma, il famoso Alemanno che guida la città più violenta contro gli immigrati, i diversi, i rom si è subito unito alla decisione del rampante giovanotto toscano che piace tanto a Berlusconi. Anche Milano e Bologna sono della partita. Spiegava stamane un signore  al conduttore Mascini  di prima pagina che sosteneva la tesi dei negozi aperti  come  dal punto di vista economico e degli interessi delle aziende, l'apertura per il primo maggio è del tutto inutile. Le famiglie da molto tempo si sono fatte un budget  di spesa dal quale è difficile decampare. Non è quindi con un giorno di apertura in più che si spenderà di più e, alla fine, l'apertura dei negozi è una perdita in termini di energia consumata ed oneri da sopportare ivi compresi lo straordinario del personale.  Gli incassi del primo maggio non si sommano agli incassi di tutti i giorni dell'anno. Difficilmente sono un di più. Perchè allora c'è una campagna martellante, incensante, che coinvolge le "migliori penne" dei grandi giornali? Sicuramente per motivi ideologici e politici. Lavoratori senza il primo maggio festivo sono lavoratori più sconfitti ed umiliati. Si tratta quindi di un tassello da aggiungere al lavoro nero, alla precarietà, ai bassi infimi salari, alla incessante campagna sempre in corso per la riduzione fino all'annichilimento dei diritti della classe lavoratrice. In effetti, nel quadro generale della  deregolation dei diritti sindacali a cominciare dal ccnl la persistenza della festa del primo maggio rappresenta una contraddizione, una colonna che resta in piedi circondata da macerie e che va anche esse abbattuta.

    Ho letto che il 1 maggio sarà ricordato dalle tre maggiori confederazioni sindacali in moltissime località d'Italia dopo un anno di polemiche non risolte. In effetti questa unità sindacale ostentata è una sovrastruttura surreale di profonde divisioni. Da molto tempo non è più possibile fare uno sciopero generale unitario e le ragioni delle divisioni sono gravi: riguardano la Fiat, le deroghe contrattuali, l'adesione di Cisl ed Uil al patto dei "complici" di Sacconi.  Riguardano anche la scuola e si allargano a tanti altri campi.  Perchè allora si continua a stare insieme dando all'Italia una rappresentazione bugiarda della realtà?  Perchè nella CGIL c'è una forzatura che viene dal vertice confederale  e dal PD suo partito di riferimento per realizzare l'unità ed alle condizioni dettate dalla Cisl di Bonanni. In fondo la CGIL avrebbe firmato gli accordi di Pomigliano e di Mirafiori ma ha dovuto astenersi per la vivace opposizione della Fiom titolare  sgradita alla Camussi della trattativa. In altre cose la CGIL ha soltanto finto di essere in disaccordo con il governo: mi riferisco alla "riforma delle pensioni", al collegato lavoro e sopratutto al precariato che ha condiviso con gli accordi del 27 luglio 2007 firmati con Prodi.
Il disagio per una celebrazione unitaria è dovuto essenzialmente alle mancate risposte "unitarie" al profondo malessere dei lavoratori che si è espresso anche in forme di disperazione come l'ondata di neostiliti e l'Isola dei Cassi Integrati o con i pietosi  suicidi registrati nel corso dell'anno.
Cinquecentomila lavoratori pubblici perdono il posto di lavoro e tra questi oltre centomila insegnanti. Il precariato sta diventando maggioritario e presto sarà l'unica forma di lavoro dipendente. Questo genera disagio rabbia rancore collera in milioni di persone che non possono ipotizzare il loro futuro, ma il vertice della CGIL insiste nella sua politica unitaria fondata sull'accettazione dei dicktat Cisl e Confindustria. Firma a Genova un "patto sociale" con Confindustria su quattro punti cruciali e  non  non sottoscrive in pieno gli accordi con Confindustria e Governo sui temi della "produttività" ancora in discussione non perchè contrario ma per motivi di opportunità e di gestione della sua base sociale.  La Cgil vorrebbe smottare a destra senza pagare dazio, in modo soft indolore.

    L'unità sindacale presentata il 1° maggio è piena di contenuti contrari agli interessi dei lavoratori. Realizziamo in Italia la contraddizione delle contraddizioni: sindacati forti di oltre undici milioni di iscritti tra i maggiori del mondo occidentale che gestiscono iscritti impoveriti e con processi di impoverimento salariale e giuridico in corso assai pesanti! Sindacati ricchi e potenti e loro iscritti che vivono la vita di fabbrica quasi con terrore ed umiliati dalle minacce  di licenziamento o di riduzione coatta del salario. Quindi bisognerebbe che la CGIL convochi un Congresso straordinario per una riflessione radicale sulla linea di politica sindacale oppure che si cominci a pensare ad una nuova Confederazione che unisca il dissenso interno alla CGIL alla militanza del sindacalismo di base. Insomma fare una nuova Confederazione capace di riscoprire e difendere gli interessi dei lavoratori nel solco della tradizione del movimento operaio italiano anteriore alla fase della concertazione (1992).
Forse la Cgil è riformabile? E' riconducibile alla sua  natura di sindacato di classe e non di conglomerata di servizi? Questo è molto dubbio. Bruno Buozzi e poi Giuseppe Di Vittorio dopo la capitolazione di Rigola e D'Aragona, i due primi segretari generali della CGIL (1906/1926), al Patto di Palazzo Vidoni imposto da Mussolini, ci misero tantissimo lavoro per recuperare la CGIL dalla perdita di se stessa e della sua identità profonda di  strumento del movimento operaio. Ma  questo ora è quasi impossibile  perchè la CGIL ha una forte maggioranza di destra e perchè  i partiti del socialismo pci e psi  non ci sono più ed i loro epigoni sono  liberisti e confindustrialisti.  Nei partiti quello che resta fuori  dal PD è un pulviscolo che tarda ad aggregarsi. Inoltre la stessa sinistra "radicale" non è tutta assente da processi di ammaloramento politico. Il Sel di Vendola aspira a congiungersi con il PD e PRC stenta a spiccare un nuovo volo assieme agli altri frammenti del comunismo italiano.  Per avere un segnale di cambiamento di linea serio la CGIL
dovrebbe   abrogare i contratti atipici applicati al  suo personale  tecnico ed amministrativo  ed al personale delle sue conglomerate. Sarebbe interessante sapere come viene assunto il personale del Caf e come viene retribuito. Quali cambiamenti sono avvenuti nel trattamento del valoroso personale dell'Inca da quanto è stata varata la legge Biagi. Bisognerebbe inoltre  convincere la CGIL a fare la grande guerra  al  precariato ed a rinunziare alla concertazione  disdicendo gli accordi firmati nel 1993 da Bruno Trentin.  Combattere e non assecondare la cosidetta contrattazione di secondo livello se questa diventa sostitutiva del ccnl. Recuperare tantissimi temi della sua storia sempre validi e sempre attuali. Non c'è niente di obsoleto in ciò che faceva prospera l'Italia. Le politiche liberiste jugulatorie di oggi fanno infelici i lavoratori e rovinano l'Italia come ha rilevato allarmato  Draghi. Nel fallimento di CGIL CISL UIL c'è anche il fallimento della Confindustria trattata a pesci in faccia dalla Fiat ed insidiata da vicino dalla sua consorella francese che ha steso una Opa gigantesca non soltanto su Parmalat, ma su quanto resta dei gioielli della nostra media industria.
 L'abbandono della CGIL del campo antimperialistico  e della pace genera sbandamenti  come l'adesione o il silenzio sui  bombardamenti dei nostri fratelli e delle nostre sorelle libiche. Non credo proprio che la CGIL di Di Vittorio o di Lama o di Vittorio Foa avrebbe mai ammainato le sue bandiere ed appoggiato i raid aerei e le tante guerre ascare al servizio delle multinazionali USA. La scelta della pace senza se e senza ma deve tornare ad essere un punto fondamentale di rifondazione della nuova CGIL. Ma forse il gruppo dirigente centrale soffocherà ogni tentativo  in questa direzione e continuarà a trasformarsi in sindacato di servizi e poi sindacato imprenditore.
Inni e bandiere sono simboli dell'identità, della storia, della cultura delle organizzazioni. Al tremendo concertone di Roma che si ripete da anni e che vive di una sua vita staccata dalla realtà del Paese non si suoneranno l'inno dei lavoratori e l'internazionale. Si suoneranno invece al loro posto  "va pensiero" e l'inno di Mameli. Una scelta nazionalistica contraria alla tradizione internazionalista. Non capisco il "Va pensiero" se non come omaggio agli ebrei che piangono la patria perduta. In effetti la patria perduta la piangono oggi i Palestinesi ed in quel poco che è loro rimasta ci vivono prigionieri. In moltissime manifestazioni non si intoneranno gli inni proletari. E' molto triste quanto accade ed è segno non di una linea sindacale che cambia e diventa più "moderna", ma di una forza che smarrisce la coscienza di sè, la coscienza di  essere un grande corpo collettivo dotato di intelligenza sociale. I lavoratori rischiano di restare soli, e in parte già lo sono, di fronte a coloro dai quali dipende la loro vita.
 Non va bene, non va proprio bene. E' una regressione dallo spirito di appartenza alla classe operaia  che ci riporta all'epoca pre moderna degli "spirits anemals" del capitalismo che ritornano alla grande.
Pietro Ancona
già membro del CNEL già segretario regionale della Cgil sicilia.

__________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: info-ambasciata@amb-libia.it
Sent: Saturday, April 30, 2011 8:17 AM
Subject: ammirazione per il Presidente Gheddafi



  Esprimo grande  ammirazione per il comportamento sereno, coraggioso, dignitoso, giusto tenuto sotto i bombardamenti dal Presidente Gheddafi che nonostante l'aggressione sia totalmente ingiustificata propone tuttavia di trattare con la Nato rivendicando il diritto sacrosanto di non lasciare il suo Paese che ha arricchito immensamente in quaranta anni di sapiente oculata amministrazione che ha fatto anche la fortuna dell'Italia.
 Spero per la sua salute e che non venga ucciso come usano fare i barbari dell'Occidente verso coloro che ritengono di dovere punire quasi sempre ingiustamente.
 Pietro Ancona
ex consigliere CNEL

______________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Friday, April 29, 2011 7:46 AM
Subject: Gli epigoni di Pio La Torre

    Gli epigoni di Pio La Torre
   
    Domani ricorre il ventinovesimo anniversario della morte di Pio La Torre che fu segretario del PCI siciliano durante una delle più terribili recrudescenze del dominio mafioso. Non è la prima volta che lo rievoco e continuerò a farlo perchè il suo ricordo racchiude molte cose che hanno a che fare con l'onestà, la pulizia morale e politica, la passione, la dedizione ad un ideale in cui il partito diventa strumento non di scopi che lo riguardano ma di interessi generali della popolazione e della società. Lo ricordo con affetto perchè ebbi l'onore di collaborare con lui da segretario generale della CGIL siciliana e di rendere possibile l'attuazione di tanti dei momenti di lotta che programmava e realizzava con tenacia ed entusiasmo quasi fanciullesco. Mi riferisco alla lotta per la pace e contro i missili a Comiso. Ricordo che mi sostenne tutte le volte che la corrente comunista  poneva il problema della mia estromissione  dalla  direzione della CGIL. Io ero (e sono) socialista . Ero unitario con i comunisti, ma ad alcuni non andavo bene perchè ritenuto, come una volta ebbe a dirmi scherzosamente Luigi Colaianni, "unitario ma egemonico".
Un gruppo di  estimati dirigenti comunisti anni orsono creò  il Centro Pio La Torre che svolge una importante azione di sostegno alla lotta alla mafia curando in particolare l'educazione delle nuove generazioni. Ma è il solo punto nella politica e nella società siciliana  in cui la figura di Pio viene rievocata e diventa fonte di ispirazione e di azione didattica verso le nuove generazioni nell'ambito del PD.
  Il Partito di Pio La Torre non c'è più da anni così come non c'è più il Partito di Piersanti Mattarella altro caduto sul fronte della mafia perchè da Presidente della Regione pensava di fare qualcosa di buono, di liberare l'amministrazione regionale dalla soggezione e dalla penetrazione mafiosa. Il partito che ha raccolto  la DC di Mattarella ed il PCI di La Torre è il PD che è in atto impegnato in una difficile ed assai discussa collaborazione con un massimo esponente dell'MPA, un movimento autonomista chiacchierato ed indagato dalla Procura della Repubblica. Ne ha percorso di  mala strada il PD per arrivare dopo trentanni alla collaborazione con ciò che  sarebbe stato aborrito da Pio. In trenta anni la Sicilia che aveva tante speranze e prospettive si è ridotta ad una Assemblea Regionale che vive guardandosi l'ombelico e nutrendosi di velleitarismi dopo una manomissione dello Statuto originario che l'ha messa nelle mani del Presidente della Giunta ed una Regione piena di debiti alla quale non bastano le enormi entrate che ricava dal suo Statuto speciale e che nel giro dei prossimi cinque anni avrà svenduto grande parte del suo magnifico e ricco patrimonio demaniale per pagare una pletora di consulenti, managers, appaltatori, dirigenti che come pirana la divorano e la spolpano senza alcun ritegno. La spesa corrente assorbe
e supera le entrate quando trenta anni fa si limitava ad essere il quaranta per cento del bilancio regionale.
 Gli epigoni di La Torre hanno dato vita assieme ad altri ad un partito che non si propone nessuno dei tre grandi obiettivi di Pio La Torre: lotta alla mafia, sviluppo, pace e dal punto di vista della sua cultura interna soltanto i più anziani sono ancora legati a valori di trasformazione socialista della Regione e di riforme sociali per fare entrare di più e meglio le masse popolari dell'Isola in una società con meno disuguaglianze e squilibri.  La Torre fece grandissime manifestazioni a Comiso per la Pace. Oggi assistiamo al via vai di aerei da bombardamento dall'aeroporto di Trapani che portano il loro carico orribile di morte ai nostri fratelli libici e nessuno alza un dito. Il PD siciliano appoggia la linea nazionale del Partito per l'intervento armato contro la Libia che mai ci ha fatto qualcosa di male. Pio La Torre, ne sono certo, non avrebbe permesso che questo avvenisse ed avrebbe organizzato l'occupazione dello aeroporto di Trapani. Pensava alla Sicilia come ad una grande piattaforma di pace per il Mediterraneo non certo come base per aggredire i nostri vicini.
La cultura del PD è fatta di pragmatica adesione alla gestione del potere così come esso è ed è tale da stroncare ogni tentativo di fare della politica una missione, qualcosa di utile di buono e di giusto per tutti. Si propone insomma di amministrare meglio e con più efficienza un potere che la destra usa soltanto per il suo blocco sociale che esclude i lavoratori e non li riconosce come classe sociale.
 Il PDI è cosa profondamente diversa dal PCI di Pio La Torre che era lo stesso PCI di Mommo Li Causi e l'erede dei fasci siciliani che ebbero in Bernardino Verro, in Nicola Barbato, in Garibaldi Bosco ed altri grandi apostoli i dirigenti di un movimento per la liberazione delle masse popolari siciliane.
  L'iniziativa di un gruppo di giovani capeggiati da Davide Faraone di fare uno "strappo" a questo PD a cominciare dalla pulizia della lapide di Pio e di Rosario di Salvo dalle sterpaglie che la ricoprono  è un conato di rifiuto verso ciò che è il PD oggi. Ma se si limita a togliere soltanto sterpaglie senza recuperare i valori della ideologia e della tradizione del movimento comunista e socialista siciliano, sarà soltanto una azione buona per esssere raccontata dai giornali.
Pietro Ancona
_____________________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, April 28, 2011 6:36 AM
Subject: assalto al 1 maggio 

 Assalto al 1 Maggio

L'assalto alla Festa del 1 maggio attuato da numerosi Sindaci e dalla destra italiana che vorrebbero i negozi aperti si inscrive in una linea di desacralizzazione di una data finora  rispettata dalle democrazie in omaggio al lavoro ed alla sua fondamentale importanza. Non è un caso che  gli USA il Paese ideologicamente alla guida del capitalismo e che ha represso alla fine dello ottocento con il sangue dei sindacalisti e dei lavoratori il loro diritto ad esistere  come classe non celebra il 1 Maggio che è una giornata feriale come tutte le altre. Coloro i quali vogliono abolire la festa  affermano  l'idea che quello che conta non è il lavoratore ma la sua prestazione ed il valore di questa prestazione vogliono essere soltanto loro a determinarla.  Vuole cancellare il lavoratore come soggetto sociale titolare di diritti e ridurre la sua funzione a quella di mero strumento da impiegare per realizzare profitti.
 Credo che in qualche modo  l'iniziativa del sindaco pd di Firenze e del sindaco di destra di Roma avrà un risultato. Il 1 Maggio comincerà ad essere per i dipendenti del commercio una giornata di lavoro come tutte le altre. Dal commercio  si passerà presto a tutti gli altri settori. Questa tendenza non è sufficientemente contrastata da tutti i sindacati e dalla opinione liberal e di sinistra. Si inscrive in una linea di riduzione del ruolo sociale e della funzione politica dei lavoratori che ha fatto grandi passi in avanti in Italia segnando lo sgretolamento dello Statuto dei Diritti e delle indicazioni della stessa Costituzione che  mette il lavoro a fondamento della Repubblica. Lavorare il giorno che celebra il riscatto del lavoro è coerente con la legge Biagi, con il collegato lavoro, con la fine del sistema pensionistico. E' un messaggio con il quale si rafforza l'offensiva contro le classi lavoratrici per segnarne la sconfitta definitiva.
 Se la CGIL è  davvero a difesa della festa del 1 Maggio dovrebbe organizzare la contestazione dei negozi che alzano le serrande ed inviare gruppi di sostegno  a sostegno ai  lavoratori del commercio spesso non in condizioni di difendersi e che sono pagati malissimo con uno sfruttamento "industriale" della legge Biagi che ne ha garantito la precarizzazione diffusa. Dovrebbe dichiarare di considerarein  sciopero itutte le aziende commerciali che restano aperte  e chiedere l'intervento degli ispettori del lavoro per bonificare il lavoro nero che è assai diffuso   Contrapporre consumatori ai lavoratori è un gioco spesso aiutato da un giornalismo miope o embedded e da partiti che strizzano l'occhio ai bottegai ed ai supermercati. I lavoratori sono anche consumatori e non hanno meno diritti di altri.
  Non sottovalutare la guerra dei negozi aperti  sarebbe opportuno per le organizzazioni sindacali e la sinistra italiana. Ma viviamo in tempo di frastornamento e forse ci si lascerà trascinare dalla corrente avversa.
   Pietro Ancona
_______________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, April 28, 2011 4:43 PM
Subject: : Le nozze del secolo

Le nozze del secolo

"Dopo cinque minuti il via della ''sfilata'' degli aerei della Royal Air Force che sfrecceranno su Buckingham Palace in omaggio alla coppia."  (http://www.asca.it/news-)
Saranno distolti per qualche ora dai bombardamenti in Libia, in Afghanistan ed in altri posti dove massacrano dall'alto con bombe all'uranio la popolazione terrorizzata.
 I massmedia stanno impazzendo in un crescendo quasi isterico di notizie e si sbizzariscono a descrivere i particolari di tutti gli oggetti, di  tutti gli ingredianti di quello che definiscono " il matrimonio del secolo". Dovrebbe oscurare quello dei genitori del futuro re, per queste occasioni chiamato soltanto Willians. Qualcuno sta facendo i conti di quanti milioni di sterline verranno spesi. Sono comunque della opinione che saranno  a carico del popolo britannico e che questa famiglia secondo le tradizioni di scrocconaggio che caratterizza l'altissima nobiltà britannica è anche capace di avere programmato un guadagno facendo la cresta ai vari momenti dello sfarzoso avvenimento. Ai giovani inglesi viene negato il diritto all'istruzione superiore con tasse universitarie  pesantissime fatte solo per costituire una porta massiccia ed inespugnabile alle classi di ceto popolare. Cinquecentomila impiegati pubblici hanno già perso il lavoro. Il precariato sta riducendo in schiavitù le nuove generazioni di lavoratori e poi meno sanità e meno scuola e meno pensioni per tutti. Ai popoli che hanno la disgrazia di avere il petrolio sangue dolore e lutti da parte della Regina Elisabetta che continua la tradizione della sua illustre ava che fece le fortune della  famelica e morta di fame nobiltà inglese con la pirateria e la tratta degli schiavi.-
 L'opinione pubblica europea sarà  drogata dai massmedia ed influenzata verso
il modello imperiale. Potrà la sartina inglese disporre di tre abiti da sposa come Katia? Non potrà e forse non avrà i soldi per sposarsi e per mettere su famiglia perchè il suo ragazzo guadagna qualcosa saltuariamente. Ma non importa: si sta organizzando un trasfert strepitoso dalla novella futura Regina alle ragazze della Gran Bretagna.  Intanto dalle macerie della Libia in fiamme aggredita senza ragione e dagli altri teatri delle criminali imprese anglosassoni si alzano fumi neri, di un nero terribile, il nero della morte delle bombe all'uranio ed al fosforo. Migliaia di madri piangono i figli perduti mentre Londra si esibisce nello sfarzo  della potenza esibita e nei saloni di Palazzo Buckingham
si brinda e i ricconi blasonati si sollazzano e fanno la ruota dei tacchini.
All'ambasciatore siriano, in omaggio ai principi dell'umanitarismo atlantico, é stato prima mandato e poi ritirato l'invito per sottolineare il rifiuto morale della real casa per il popolo siriano attualmente sottoposto a gravissime provocazioni fomentate dagli alleati. Pietro Ancona

_____________________________________

 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, April 26, 2011 7:54 AM
Subject: una decisione orribile


 Una orribile decisione
  L'Italia, dopo tanti tira e molla di Berlusconi e Frattini, ha deciso di partecipare al massacro della popolazione e delle città della Libia  leali a Gheddafi dopo il golpe dei gruppi cirenaici  sostenuto dalla Francia ed ora da tutto l'Occidente.  La Francia, invidiosa della intensità delle relazioni commerciali ed industriali tra Libia e Italia che dura da quaranta anni e che produce un esport-import di  oltre venti miliardi di euro l'anno e dà lavoro in Libia a diecine di migliaia di ingegneri tecnici imprenditori italiani, è stata la più baldanzosa della Triade con USA e Gran Bretagna nell'assalto a Gheddafi. Il Capo della Libia è stato  ricevuto poco tempo fa  in Eliseo e niente lasciava   presagire l'odio di Sarcozy che sarebbe da li a poco traboccato. Gheddafi è stato corteggiato da tutto l'Occidente per le enormi disponibilità finanziarie della Libia alle quali attinge per aiuti fin dai tempi di Agnelli e della sua partecipazione al capitale della Fiat. La guerra contro la Libia ha consentito all'Europa ed all'USA di sequestrare i fondi sovrani e questo è servito assai probabilmente a mettere una pezza alla crisi finanziaria dell'Occidente. Una vera e propria rapina a mano armata.
  Nel quarantennio di governo di Gheddafi la Libia ha conosciuto il più lungo  periodo di prosperità della sua storia. Si è affrancata dal colonialismo italiano iniziato dal 1911 con Giolitti e proseguito fino a tutto il periodo fascista. Ha saputo costruire con l'Italia un rapporto positivo e quasi di vicinanza che ha voltato pagina sul terribile passato di atrocità e sofferenze inflitte alla sua popolazione. Questo rapporto positivo è continuato nel tempo ed ha impegnato tutti i governi da Andreotti in poi. Soltanto nell'ultimo decennio sono stati firmati dall'Italia tre trattati da Giuliano Amato nel 2002, da Prodi nel 2007 e da Berlusconi nel 2009. L'Italia ha ricavato grandi frutti da questa politica di pace che l'ha caratterizzata suscitando molte simpatie nel mondo arabo. Ora si scopre improvvisamente che Gheddafi è un sanguinario tiranno che massacra il suo popolo. L'aggressione alla Libia  é stata concepita in Francia, in Inghilterra ed in Usa per colpire assieme alla Libia anche l'Italia mostratasi indisciplinata nella politica energetica con gli accordi triangolari Libia-Italia-Russia.
  Sgomenta la decisione del PD di aderire ai bombardamenti. Perchè lo fa? Perchè è preminente nel PD il problema del ritorno al governo rispetto agli interessi della pace e dell'Italia. Il PD fa da sponda agli USA e preclude a Berlusconi di fare una politica diversa dai diktat che arrivano da Washington. La Lega, che non ha mai avuto il problema della legittimazione oltreatlantica del suo gruppo dirigente, si schiera decisamente contro la guerra. Ma anche i suoi spazi sono limitati dallo sbarramento guerrafondaio del PD ed alla fine dovrà acconciarsi.
  Questa decisione dell'Italia è orribile se pensiamo che l'interesse nazionale era ed è non solo di non partecipare alla guerra, ma addirittura di impedirla. Ma non c'è niente da fare. Siamo una colonia con 113 basi militari USA nel nostro territorio che servono assai più contro di noi che contro ipotetici nemici che non esistono dopo la caduta dell'URSS avvenuta venti anni orsono.
   Con i bombardamenti l'Italia interrompe il quarantennio e ritorna al colonialismo feroce del fascismo che usava gli aerei del generale Magliocco per gasare la popolazione. Ora i nostri aerei lanceranno bombe all'uranio che faranno morire diversamente la popolazione che subito non viene uccisa con le radiazioni ed infine con le nascite di bambini deformi.
  L'Italia stiracchia quanto più è possibile la decisione dell'ONU che prevedeva soltanto la fly zone. Ma l'ONU, massimo ruffiano degli USA, chiuderà un occhio e semmai si prepara ad assecondare lo sporco gioco in corso contro la Siria.
  Il PD con la decisione di bombardare chiude con il pacifismo e diventa organico alla ideologia militarista del liberismo neocon. Purtroppo anche l' ANPI, la gloriosa associazione dei partigiani recentemente colonizzata dal PD, si è pronunziata e sostiene la guerra. Questo nella giornata anniversario della guerra di Liberazione e della Resistenza.
   La soddisfazione mostrata dai rivoltosi per la decisione dell'Italia è la conferma del suo errore. L'errore di giocare alla roulette della morte in una avventuristica e rischiosa decisione che cambia il destino del Mediterraneo.
    L'Italia, salvando la Resistenza, ha una storia orribile scritta dalle sue classi dirigenti. Ricordo per tutte l'8 settembre quando si comunica l'armistizio e si annunzia che la guerra continua senza dire contro chi.
   Pietro Ancona

________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, April 24, 2011 8:28 PM
Subject: i funerali 

 I funerali
   Scrivo questo articolo sui funerali di Vittorio Arrigoni. Sono le ore 20 e su internet ho letto tutte le notizie che arrivano da Bulgiaco dove oggi pomeriggio si sono svolti .  Sono centinaia i siti ed i giornali che se ne occupano ma, come se si fossero messi tutti d'accordo, non si superano le trenta righe. Una particolare notizia è stata data soltanto da uno o due dei siti e riguarda la concelebrazione della messa da parte di Monsignor Capucci, arcivescovo di Cesarea della chiesa ortodossa, persona che ha impegnato la sua vita nella lotta per la liberazione del popolo palestinese. Un prelato di 90 anni che si è sottoposto agli strapazzi di un lungo e difficoltoso viaggio per salutare Vittorio e dirgli che è morto da santo, da eroe, da martire.
La parola d'ordina velinata che ha mosso il gregge dei giornalisti che hanno steso i pezzi evidentemente è stata quella di non aggredire di fare un racconto breve di quello che è accaduto di dire quante persone c'erano (alcuni scrivono due mila, altri alcune centinaia)
di essere se non proprio riguardosi  soft politicamente corretti..
 Anche questo taglio dato dalla disinformazione massmediatica ha dato il suo contributo al silenziamento della vita, della storia, delle opere di Vittorio del perchè è morto e di chi lo ha ucciso. Non crederò mai che si tratta di una scelta di un gruppo di arrabbiati. Cui prodest la morte? Prodest ad Israele che a giorni dovrà affrontare un nuovo tentativo dei pacifisti europei di raggiungere Gaza e che ha interesse a distruggere ogni possibile testimonianza che non sia embedded come certi servizi di rai3.
 Non ho letto commenti dei nostri famosi opinionisti. Mi pare che il veleno della destra è già stato schizzato dai giornali del Cavaliere e dello ineffabile Angelucci miliardario che deve le sue fortune alla sanità pubblica spolpata dal di dentro come da un terribile verme tenia. Vedremo se nei prossimi giorni torneranno a parlarne ma ne dubito. La parola d'ordine è un'altra.
 Ho letto che l'unica corona di fiori è stata inviata dal Manifesto. Non è stata data notizia di altri omaggi floreali provenienti dallo establiscemen politico e sindacale italiano. Avevo chiesto alla signora Camusso di partecipare ai funerali ma i giornali non ne danno conto. Non danno conto neppure della presenza dei leaders della sinistra comunista. Bah!
  Insomma il funerale ha dato una rappresentazione veritiera dello stato dell'arte in Italia. Una militanza generosa ed appassionata, colta ed impegnata che si estende dai cristiani ai comunisti agli anarchici. Una galassia che il potere e non solo il potere ma anche l'opposizione tendono a circoscrivere, isolare e magari criminalizzare.
 L'assenza delle istituzioni e del Presidente della repubblica fanno compiere un passo avanti verso la postdemocrazia e l'appiattimento totale alle posizioni degli USA e di Israele. Forse è stato scelto di essere assenti magari per essere più presenti altrove ad esempio nei bombardamenti in Libia dove abbiamo vigliaccamente  inviato gente dello Stato e forse delle milizie private dei contractors ai quali apparteneva, ricordate?, Fabrizio Quattrocchi.
  Ieri a tarda notte ho visto un documentario trasmesso da rainew24. Una intervista a Vittorio che colpisce per la pacatezza, per il tono sottovoce con cui parla delle tragedie palestinesi, un tono che non diminuisce ma dà  maggiore forza alla sua militanza.
  E' chiaro che oggi a  Bulgiaco si è approfondita una frattura tra l'Italia resistenziale ed umanitaria e le istituzioni. Ma forse si è preso atto di un'altra frattura tra il movimento in qualche modo espresso da Vittorio e la sinistra esistente che si contorce in gravissime contraddizioni e, per non pagare dazio, si è inventata una differenza tra lotta di classe e geopolitica (sic!). Ma forse Vittorio non è espressione di una minoranza disperata ma di una Italia che comincia da Gobetti e dai fratelli Rosselli che è viva e pulsa nelle arterie della cultura e della storia italiana.
  Pietro Ancona
_______________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redazione@arabmonitor.info
Sent: Friday, April 22, 2011 2:03 AM
Subject: lettera a Napolitano

  Illustre  Presidente,

mi consenta di annotare negativamente la sua assenza all'arrivo della salma di Vittorio Arrigoni, morto per la causa della pace e della libertà della popolazione di gaza per la quale Lei che sempre richiama i valori civili di libertà non hja mai alzato un dito. Lei ha ricevuto all'aeroporto le salme dei nostri soldati che non erano affatto in missione di pace ma negli eserciti che occupano dIraq ed Afghanistan. Avrebbe dovuto dire qualcosa di più della deprecazione della barbarie della morte di Vittorio.
Il fatto che Lei e le istituzioni italiane si siano defilate dal prendere posizione sulla morte di Vittorio peserà sul futuro dell'Italia.
 Nello stesso tempo lei autorizza l'intervento nella guerra di Libia e riceve il Capo dei Congiurati di Bengasi che con Francia ed Inghilterra hanno orchestrato la distruzione della Libia per occupare interessi che l'Italia ha finora curato con onore con trenta miliardi di interscambio ed il lavoro di migliaia di ingegneri e tecnici ed altro. Non avete onorato il trattato di Pace con la Libia e state trattando Gheddafi con mentalità razzista ottocentesca e non di rendete conto che vi trovate di fronte ad un geniale Statista che per quaranta anni ha assicurato la pace nel Mediterraneo.
  Tanto le dovevo per rappresentarle sentimenti ed umori esistenti nel Paese e che qualcuno si illude di ritenere siano soltanto di una galassa minoritaria e disperata,
   Vittorio Utopia Arrigoni è il nuovo San Francesco italiano., E' anche, in questa settimana pasquale, Cristo risorto in Palestina per condividerne il dolore a fronte della ferocia sionista.
  Con stima  i miei ossequi
Pietro Ancona
già membro del CNEL, già dirigente della CGIL ___________

_____________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Friday, April 22, 2011 8:39 AM
Subject: Gheddafi e lei

Caro Imarisio,

Gheddafi  è un geniale statista. Si vada a studiare le opere che ha realizzato nei quaranta anni di sua pacifica, prospera, civilissima gestione di un paese preso dopo un secolo di colonialismo sanguinario , con una popolazione portata da un milione di abitanti a sei milioni con in più tre o quattro  milioni di stranieri. Vada a vedersi la realizzazione dello acquedotto più grande del mondo. Si legga le statistiche sui fondamentali salute case etc..
  Lei è in malafede quando dice che Gheddafi è stato attaccato perchè sanguinario dittatore,. Fino a ieri era ricevuto dai potenti di tutto l'Occidente e nessuno ha fatto una piega. Lei sa bene che trattasi di guerra di rapina organizzata dai banchieri di wallstreet con la collaborazione di Inghilterra e Francia e di guerra all'Italia che perderà moltissimo con la caduta di Gheddafi.
   Questi signori insorti sono contractors, squadroni della morte addestrati dalla legione stranieri e dagli egiziani, gente che ha massacrato la popolazione di Bengasi per non avere testimoni, gente che per prima cosa ha pensato a farsi una Banca Centrale ,
    E' vergognoso il livello di disinformazione al quale è giunto il giornalismo occidentale

Pietro Ancona

____________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: barbara spinelli
Sent: Friday, April 22, 2011 9:11 PM
Subject: : basta con i Talk show della sinistra per finta

Ieri sera, facendomi forza ho visto fino alla fine la puntata del Bunga Bunga di Santoro. La qualità dei talk show è  decaduta di molto ed è diventato  insopportabilmente insulso questo modo di fare sinistra in tv dei Santoro, dei Travaglio,  dei Floris, della Dandini, di Fazio, tutti oramai fotocopia di un sarcasmo su berlusconismo  senza alcuna novità, proposta, senza niente,. che galleggia nel vuoto mentre Crozza continua a fare il giullare, il Rigoletto dei potenti che partecipano ai salotti di mamma Rai.

  Mi sono chiesto perchè è così decaduta la critica  giornalistica di sinistra al regime ed ho trovato la risposta che è una sorta di uovo di colombo. Il PD condivide l'ideologia e la politica liberista del centro destra, condivide la politica estera di atlantismo asinino, condivide molte paure della lega sulla immigrazione. Non è in grado di criticare le privatizzazioni, la legge biagi con peste annessa di contratti atipici, la demolizione del sistema pensionistico, gli errori italiani nella questione Libia (potevamo evitare la guerra).
  IL centro-sinistra fa la posta a Berlusconi soltanto per dimostrare all'Ambasciata USA di essere più affidabile di Lui ed alla Condindustria di essere più bravo a randellare i lavoratori (vedi vicenda Marchionne Fassino,Veltroni,D'Alema,Letta et)
  I nostri valorosi conduttori di Talk Shaw non possono affrontare i problemi che ho sopra enunziati perchè non possono mettere in imbarazzo Bersani e soci. Ecco quindi la insulsaggine del bunga bunga e del guardonismo italico che viene stimolato da varie  interviste e raccontini di ragazze coinvolte nell'immenso traffico di femmine del Berlusconi.
pietro ancona
___________________________________                                                             

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Segretaria@cgil.it ; rassegna sindacale
Sent: Saturday, April 23, 2011 6:21 AM
Subject: funerali Vittorio Arrigoni



 Cara Segretaria  Dr.ssa Susanna Camusso

Domani si svolgeranno i funerali di Vittorio Utopia Arrigoni, attivista per i diritti umani nella striscia di Gaza prigione spaventosa a cielo aperto per quasi due milioni di palestinesi soggetti a vessazioni di ogni sorta dallo stato di Israele che spesso bombarda con aerei e carri armati la popolazione civile per tenerla in stato di genocidio a bassa intensità.

 Vittorio è Cristo risorto in Palestina per condividerne il dolore ed asciugarne le lacrime.

L'Italia ha accolto la salma con freddezza e senza gli onori conferiti ai caduti militari all'estero. Soltanto i suoi amici e le persone che ci riconosciamo nella sua opera lo abbiamo pianto.
   Spero che lei, rappresentante di una organizzazione che ha gloriose tradizioni pacifiste
(io stesso, nella qualità di rappresentante della CGIL ho partecipato a Tripoli ad una conferenza per la Palestina e la Namibia negli anni ottanta) vorrà essere presente ai funerali e di conforto alla madre ed  a quanto vollero bene a Vittorio.
    Intanto le auguro Buona Pasqua.
Pietro Ancona
già segretario generale CGiL sicilia e membro del CNEL

___________________________________________
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, April 17, 2011 12:44 PM
Subject: esibizione del Duo Veltroni-Pisanu

 

Esibizione del Duo Veltroni-Pisanu
 
Veltroni  per almeno un paio di volte ha quasi convinto della sua voglia di lasciare la politica magari per andare in Africa e dedicarsi ad opere di bene come certe vecchie zie che si dedicano alla beneficenza ed alla casa della ragazza abbandonata. In effetti non riesce a starci fuori neppure per qualche minuto perchè come tutti sappiamo la politica è una passione travolgente, una malattia dalla quale non si guarisce mai, perchè ha a che fare con il potere in senso lato a differenza di tutte le altre attività umane in cui il potere è limitato ed è  settoriale o finanziario o scientifico o imprenditoriale o professionale. Non è un caso infatti se persone che si sono realizzate in un campo come imprenditori o magistrati e che hanno poteri rilevanti come quelli di assumere o licenziare mano d'opera o condannare o assolvere imputati scalpitano e fanno carte false per "entrare" in politica.
 Basta con la digressione ed occupiamoci del Nostro che ha l'occhio acuto e che dentro il pollaio  vociante e starnazzante della Oligarchia del PD con tanti  che si dimenano per farsi largo con i gomiti, stringere Bersani fino a non farlo neppure respirare, e cercare una "sponda" per distaccare tutti gli altri pretendenti . 
  Naturalmente la "sponda" non può che essere la cosa che conta di più nella politica dei palazzi: un passaggio per  il governo. Per questo Veltroni che è tipino  sveglio fin da quando aveva i calzoni corti ed assieme a D'Alema aspettava una sorta di benedizione, di battesimo politico nel camper che Bettino Craxi teneva alle spalle del Congresso e dove riceveva i postulanti, ha osservato nel campo di Agramante-Berlusconi con il quale ha a lungo civettato ed ha scoperto il reperto  "particolare"- Trattasi di Giuseppe Pisanu personaggio di lunghissimo corso  proveniente dalla grande DC, ultrasettantenne,
dai numerosi incarichi ministeriali e già Ministro degli Interni, uomo espertissimo che si rende conto della crisi morale e politica del berlusconismo e che, come Fini, pensa di dargli una soluzione che si ricongiunga alla vecchia politica italiana, almeno al meglio di questa.
 La proposta è quella di un governo di decantazione nazionale per la gestione del dopo Berlusconi dato da molti oramai ad un rapido tramonto pieno di sussulti, di rantoli, di colpi di coda contro la democrazia.  Proposta subito bocciata dai concorrenti lasciati al palo da Veltroni dentro il PD, approvata da Fini, ribocciata da Schifani e da altri autorevoli esponenti del Pdl.
 Comunque vada, il tandem Veltroni-Pisanu ha fatto la sua apparizione sul teatrino, ha detto le sue battute e male che vada resterà qualcosa almeno sul piano della "visibilità" dei personaggi. E domani è un altro giorno.
 Colpisce di questa uscita di Veltroni la sua machiavellica collocazione dentro la macchina della politica dei palazzi e la sua persistente intenzione di raggiungere il potere senza curarsi dei suoi contenuti, attenendosi rigorosamente alla vulgata atlantista e liberista. Veltroni è per la guerra in Libia (Pisanu forse un pochino meno), è per la fabbrica di Marchionne cioè senza pausa pranzo per gli operai, vorrebb unificare il lavoro riducendo tutti alla condizione dei precari con un solo contratto praticamente privo di diritti, propone una patrimoniale che in tre anni dovrebbe ridurre il debito pubblico all'ottanta per cento del Pil (oggi siamo oltre il 120%), proposta che sembra rivolta al dieci per cento dei contribuenti insomma i più ricchi ma che poi, se mai si dovesse fare, probabilmente si fermerebbe soltanto a loro. Propone anche di ridurre dell'1% la spesa pubblica che oggi è falcidiata da ripetute falciature tremontiane che tuttavia non toccano mai le sue zone apicali.
  Insomma, una risposta emergenziale all'Italia in eterna emergenza in quella che lo stesso Veltroni definisce agitatissimo immobilismo. In effetti non c'è nessun immobilismo perchè Berlusconi e la sua destra è il gruppo ideologicamente più coerente e duro che l'Italia abbia mai avuto e porta avanti una politica di destra organica consistente in meno Stato welfare, più Stato stazione appaltante di privatizzazioni a catena, politiche finanziarie e politiche del lavoro e della occupazione che hanno avuto il potere di ridurre del quaranta per cento i salari italiani, di cinquecentomila persone la pubblica amministrazione, di azzerare quasi le pensioni inps ed oggi si parla se mantenere o togliere il più grande ammortizzatore sociale che il mezzogiorno ha avuto dal dopoguerra: la pensione sociale concessa spesso a persone che  puer avendo a volte lavorato tutta la vita non avevano "marche" come non ne avranno i milioni di precari biagizzati e condannati alla fame della legge Biagi.
  In effetti la ragione della crisi attuale è da ricercarsi non nella mancanza di convergenza sui programmi economico-sociali ed in parte su quelli di revisione costituzionale. Sono anche tutti d'accordo nella conventio ad excludendum della sinistra comunista già condannata da Veltroni e Berlusconi a restare fuori dal Parlamento se non supera la soglia del quattro per cento e comunque anche se dovesse passare questa soglia avrebbe davanti una discriminazione permanente appunto perchè comunista.
 Ma nè questa proposta  Veltroni-Pisanu, nè quella di Fini che sembrava anche più innovativa e rinnovatrice della destra, nè quante altre potranno farsi nei palazzi romani pieni di oligarchi  agiati, ben nutriti, frequentatori degli stessi ambienti lussuosi e confortevoli e lontanissimi oramai dai problemi della gente, daranno una risposta ad una crisi che rischia di incattivirsi, di diventare maligna e di trascinarci nel pozzo senza fine di una lunga instabilità. Specialmente dopo la guerra libica perduta dall'Italia.
  Pietro Ancona

_____-----------------

---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: il manifestino
Sent: Saturday, April 16, 2011 9:27 AM
Subject: Una grande sentenza

Una grande sentenza
Il 4 ottobre del 1969 mi trovavo ad Enna per presiedere una riunione del Comitato Direttivo di quella Camera del Lavoro. Mentre ero riunito entrò in sala il mio compagno ed amico Turi Zinna il quale mi disse che avrei dovuto recarmi subito a Ragusa perchè mio fratello si era sentito male. Nell'interminabile viaggio da Enna a Ragusa volevo assolutamente convincermi che non era successo niente di irreparabile. Alle porte di Ragusa Vincenzo Messana, l'amico che mi accompagnava, fermò l'auto e mi disse di prepararmi ad un brutto evento. Non avrei trovato in vita mio fratello Fortunato.
Infatti, lo trovai dentro una rudimentale bara. Era di colore blu. Sembrava ancora spaventato come a chiedere aiuto. Era stato ucciso da una scarica di ventimila volt mentre si accingeva a riparare un filo spezzato da un fulmine. Era rimasto appeso per il gancio che lo assicurava al palo almeno per un paio d'ore, a testa in giù.
Era sposato da un mese. Aveva 26 anni ed era davvero un bel ragazzo. Il processo andò per le lunghe e le condanne furono irrisorie. Nessuno andò in carcere e la mortalità
nei posti di lavoro da allora è sempre cresciuta. L'Italia è piena di orfani di caduti sul lavoro: ogni anno più di mille persone non tornano a casa e, cosa della quale non si parla, l'Italia è piena anche di mutilati e malati, persone che sono state spremute e praticamente consumate in lavori che li hanno messo a contatto con sostanze maligne oppure hanno perso soltanto un braccio, una gamba, qualche dito, un occhio....
Quando ieri il Tribunale di Torino ha condannato per omicidio il dirigente della Thissen ed i suoi collaboratori affermando per la prima volta la responsabilità penale per dolo per morte sul lavoro, ho provato il sentimento di chi riceve finalmente giustizia e mi sono sentito ottavo accanto ai parenti delle sette vittime. Le parole del magistrato di grandissimo equilibrio ed umanità mi hanno reso rispettoso di una giustizia che finalmente sembra esistere anche per i lavoratori specialmente quando ha detto che la sentenza è epocale perchè da ora in poi la cultura della sicurezza del lavoro dovrà entrare nei posti di lavoro e restarci. Ha dato alla sentenza la valenza di uno spartiacque tra ieri e domani. Sarà così anche se i condannati nei vari gradi di giudizi riusciranno ad evitare la galera. E' difficile tornare indietro anche se l'esercito dei guastatori è già in moto e non escludo financo interventi legislativi per cambiare il contesto. Ho letto l'intervista della segretaria della CGIL Susanna Camusso. Ha detto molte cose condivisibili tranne quando ha affermato di non sapere se la sentenza ha un valore storico. Ha anche omesso di chiamare in causa le responsabilità del sindacato che in molti casi è stato più attento alla produzione che alla sicurezza.
Ho ancora davanti gli occhi l'immagine blu del mio povero fratellino e quella di uno degli operai morti ripreso mentre, seduto a terra appoggiato ad un barile, era in preda agli spasimi dell'agonia e sobbalzava come se ricevesse continue scariche elettriche. E' importante recuperare il rispetto per la vita dei lavoratori, rispetto che non c'è e che non si ha soltanto con una legislazione più severa della sicurezza, ma cambiando atteggiamento culturale e politico verso i lavoratori. Il punto di degrado è tale che è diventata vera e propria violenza fisica e giuridica. E' violenza la legge Biagi che consente
di stracciare il valore della prestazione rendendola precaria e pagandola pochi centesimi. E' violenza il collegato lavoro che nega il diritto al giudice e rende labirintica la ricerca di giustizia. E' violenza la negazione della pensione ed il suo ritardo oramai quasi sine die.
E' violenza l'applicazione di metodi lavorativi che non uccidono ma producono danni irreparabili allo scheletro, all'apparato muscolare e nervoso come quelli applicati alla Fiat ed in gran parte degli stabilimenti tessili ed in moltissime aziende in cui la tecnologia ultramoderna non tiene conto che le persone sono fatte di carne ed ossa.
Ma, da questo punto di vista, il raggio di luce che viene dalla magistratura torinese può restare un episodio che rischia di restare isolato. Il padronato italiano, con la collaborazione di sindacati che hanno stabilito che i diritti vanno sacrificati al lavoro e in questo hanno l'appoggio di un Parlamento di oligarchi che vive distante dalla vita della gente, va in direzione diametralmente opposta a quella che guida ed illumina la sentenza. Sarà difficile passare dall'egemonia dell'azienda all'egemonia del lavoro.
Pietro Ancona

________________________________________________-

Morte di Vittorio


Il mondo è nelle mani di Mostri che usano la loro forza malvagia per uccidere e distruggere quanto ritengono magari soltanto diverso dalla loro idea di civiltà e di democrazia. Stamani i Mostri più grossi ed ingordi hanno scritto una lettera a tre mani pubblicata sui capofila della loro batteria massmedica New York Times, Times e FIgarò con la quale dichiarano che è inimmaginabile il futuro della Libia con Gheddafi e che questo si deve togliere di mezzo, se ne deve andare. Una ingiunzione mafiosa basata sulla menzogna, menzogna che peraltro viene ostentata come a significare che questi signori non hanno bisogno di spiegare le loro azioni. Sarcozy, Cameron ed il premio Nobel per la Pace Obama si debbono rifare della umiliazione che Gheddafi ha inflitto all'Occidente mezzo secolo fa ingiungendo alle loro basi militari di sloggiare, la BP si deve rifare delle perdite subite con Golfo del Messico e Sarkozy deve sfogare la sua immensa invidia collerica contro l'Italia alla quale Gheddafi aveva concesso il grosso del suo esport-import e relazioni quasi di appartenenti allo stesso Paese. Ma Gheddafi resiste ed ieri si è mostrato in un raid automobilistico al centro di Tripoli. Incoraggia il suo popolo alla resistenza. Il popolo libico credo sappia che la fine di Gheddafi sarà la fine di un periodo lunghissimo di prosperità pace cultura diritti sociali.Resiste assieme e con lui.

Ma ieri è stato giorno di lutto per l'umanità e per ciò che ci rende umani e ci fa sperare

in un futuro governato dalla ragione in cui i soldi si spendono per dare da mangiare agli affamati e da bere agli assetati e non per ordigni bellici di potenza spaventosa. Ieri è stata stroncata la vita di un giovane che fa onore all'Italia ed al mondo intero: Vittorio Arrigoni attivista dei diritti umani che ci ha permesso di sapere che cosa sono stati questi terribili anni di assedio israeliano di Gaza, le persone morte come topi nei cunicoli scavati per portare qualcosa da mangiare e qualche medicina a due milioni di persone chiuse come bestiame in una città-trappola sottoposta a genocidio permanente e dalla quale non possono andarsene. Questo avviene sotto gli occhi dell'ONU una organizzazione da tempo squalificata e compromessa con il potere imperiale, pavida e meschina contro Israele per quanto è baldanzosa e dura contro la Libia.

Vittorio Arrigoni è stato ucciso in modo orribile. Picchiato a morte e poi impiccato. Una modalità non frequente di dare la morte in questi lugubri scenari di guerra. E' stato ucciso probabilmente quasi subito dopo il rapimento magari perchè, essendo del posto, aveva riconosciuto le persone che lo avevano sequestrato oppure perchè l'ordine era quello di farlo fuori. Vittorio è una icona, un testimonial troppo sgradito ai signori di Israele vogliono azzerare e stanno azzerando la civiltà palestinese . Il delitto è firmato. Rivendicato da Alqaeda che come sappiamo è una cellula creata dalla Cia per creare un movimento terroristico mondiale che potesse servire da giustificazione per le nefandezze dell'Occidente verso i popoli arabi. Nefandezze compiute con la complicità di grossi intellettuali che hanno orientato e dato il materiale di lavoro alla propaganda antiaraba.

Vittorio mi ha ricordato un'altro martirio: quello di Rachele Corrie che si era posta contro la ruspa del soldato israeliano per difendere la casa palestinese dove aveva preso il te con la famiglia che l'abitava. Un odio cieco ed un disprezzo assoluto per la vita umana di coloro che si frappongono ai progetti di annientamento palestinese per fare nascere dove questi abitano da millenni una società razzista fondata sul sangue ebreo, uno Stato che viene spacciato nel mondo come "l'unica" democrazia del Medio Oriente ma che in effetti è soltanto uno stato apartheid e discriminatorio per quandi non sono di sangue ebreo.

Vittorio Arrigoni e Rachela Corrie: due giovani occidentali che hanno dato la loro giovane e bella vita alla causa dell'umanità. Spero che il libro di Vittorio Arrigoni: "Restiamo Umani" venga letto ed adottato in tutte le scuole. E' un raggio di sole nel buoi della tristissima epoca che stiamo attraverso la tristissima epoca che stiamo attraversando, era di violenza c he purtroppo non viene ancora bloccata di coloro che potrebbero farlo se volessero: Russia, Cina, India, Brasile, SudAfrica.

Pietro Ancona


Il libro di Vittorio

http://www.indika.it/?p=1320    

___________________________
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, April 14, 2011 11:56 AM
Subject: La democrazia di Rigoletto-Crozza?


La democrazia di Rigoletto-Crozza?


 Il professor Asor Rosa interviene con una ingenuità disarmante nel dibattito in corso sulla democrazia. Sostiene che Polizia e Carabinieri dovrebbero fare un golpe  (al posto di forze democratiche deboli o inesistenti) e correggere le gambe ai cani. Richiama lontani episodi del passato  che  evocano il fascismo ed Hitler per dire che se fosse intervenuta la Casa Savoia e dato ordine di fermare la marcia su Roma forse  questa non si sarebbe fatta. Bah! Dice cose simili per Hitler. Se Hindeburg gli avesse negato l'incarico non avremmo avuto il nazismo.
Ma è proprio così? L'Europa ha conosciuto venti anni di orrori per le decisioni sbagliate di due persone ? Mi pare del tutto  fuori dalla ragione ritenere che il Re ed Hindeburg abbiamo agito prescindendo dagli interessi presenti e futuri del blocco sociale che garantivano. Del resto, il fascismo è dilagato quasi dappertutto in Europa con colori più o meno macabri e le "democrazie" non riuscirono a gestire il potere dove l'avevano come in Francia ed in Germania mentre in Spagna venivano sloggiate dal governo a cannonate.
 A parte la vocazione di salvatori della democrazia che io nego a Polizia e Carabinieri  bisognerebbe tenere conto di un altro dato: le forze armate italiane dipendono quasi disciplinariamente  dalle Forze Armate USA. Non si muove foglia senza l'autorizzazione dei Comandi Nato (che poi sono comandi USA). Ora gli americani darebbero via libera soltanto nel caso che avessero deciso di liquidare Berlusconi cosa non del tutto fuori dalle ipotesi possibili dal momento che il nostro è inviso a Washington  per i suoi rapporti pregressi con Gheddafi e Putin, rapporti giusti ed importanti dal punto di vista dell'Italia che  aveva  creato un polo energetico di importanza mondiale sottratto al controllo delle multinazionali e degli interessi geostrategici degli USA.
  Berlusconi ha osato troppo a sfidare le infernali regole dell'Impero. Sebbene non abbia difeso Gheddafi e stia collaborando alla aggressione della Libia oramai è nel libro nero che la Clinton tiene ed aggiorna periodicamente.
  Ma esiste davvero una "anormalità" della democrazia italiana rispetto ai paesi occidentali?
Bisognerebbe approfondire  la questione, scavare fino in fondo. La crisi della democrazia in Italia non è molto diversa da quella che ha portato al potere Sarcozy in Francia e che ha condannato alla sconfitta l'esperienza socialista di Zapatero.  Questo noi possiamo valutarlo se prendiamo in esame le leggi in due fondamentali settori: il lavoro dipendente e l'ordine pubblico. Per il resto l'unificazione legislativa e l'omologazione dei comportamenti è già avvenuto. Noi abbiamo in comune con le democrazie occidentali assai più cose. Il processo degenerativo delle tutele del lavoro è avvenuto più o meno contemporanamente dappertutto. Il bipolarismo ha agito come collante, ha unito maggioranza ed opposizione. L'opposizione strilla per ora contro il processo breve. Ma non ha alzato un dito a difesa dei lavoratori privati di giustizia dal collegato lavoro. Per due anni ha collaborato alla stesura di una legge orribile ma della quale si mostrano compiaciuti Sacconi, Letta e Treu.  L'opposizione approva la legge Biagi. Anche Napolitano approva la legge Biagi e incita l'Italia alla guerra "democratica" contro la Libia. Le leggi elettorali funzionali al bipolarismo  sono state approvate da tutti e si basano sullo stravolgimento del principio aureo della democrazia  della tripartizione dei poteri. Se un Presidente Regionale o un Sindaco si dimette  dovrà rinnovarsi l'intero Consiglio e questo è un deterrente enorme per la critica al potere esecutivo. C'è una sostanziale unificazione "antropologica" del personale politico italiano. Cetto la Qualunque è la maschera del politico italiano come oggi viene percepito dalla gente "comune". Pulcinella rappresentativo del ceto politico che ci sovrasta.
 Debbo dire che la democrazia che si vorrebbe salvare è sguaiata e stomachevole. Dobbiamo salvare la libertà di stampa quando questa di fatto non esiste perchè finanziata dai governi e perchè influenzata dalla "velina" che da la stessa versione degli avvenimenti internazionali. Dovrei salvare la libertà della TV che ha dato meno dell'uno per cento alle ragioni di Gheddafi e della Libia ed il 99 per cento alle ragioni dei contractors cirenaici imbrogliandoci tutti i giorni ed istigando all'odio contro il "tiranno"? Sono forse democratiche le corrispondenze della signora Bottari dagli USA e della signora Coracci da Bengasi? Non sono embededd?
 Causa della crisi della democrazia non è solo il conflitto di interessi o la pretesa di Berlusconi di unire tutto il potere in uno come fece a suo tempo Mussolini. E' anche l'adesione della opposizione alla politica di "uccidi la bestia", cioè di riduzione dello Stato
a mera stazione appaltante piena di tesori e tesoretti per i privati.
 Le politiche delle privatizzazioni, l'adesione alle regole del liberismo interno ed internazionale hanno come effetto l'indebolimento progressivo della democrazia fino alla sua scomparsa. Se un giovane  infermiere o un medico per lavorare si debbono rivolgere ad una "cooperativa" gestita da un prestanome di Cetto la Qualunque che lo avvia al lavoro in un ospedale con un salario del quaranta o cinquanta per cento inferiore al normale, credete che avranno la percezione di vivere in uno stato democratico?
 Sono anche stufo della democrazia dei talk show di Santoro, Floris, Gad Lerner. Il giullare Rigoletto Crozza che interloquisce con i potenti in poltrona che ridacchiano in continuazione  facendo una satira che è quella permessa dal Duca di Mantova  mi risulta
insopportabile. Credo che anche i talk show hanno dato una mano alla degenerazione italiana imponendoci gli stessi sepolcri imbiancati di sempre.
 Il tumore che non fa capire più che cosa succede in Italia ad Asor Rosa non si può baypassare con un golpe democratico. Bisognerebbe riflettere su ciò che sosteneva Mario Monicelli quando incitava i giovani alla ribellione. Ma oggi siamo nel punto più profondo di un pozzo senza luce.
 Pietro Ancona

http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/04/articolo/4446/

___________________________________________

La Liberazione della Libia e dell'Italia

"Ma mi ricordo che anche noi abbiamo avuto bisogno degli "alleati" per liberarci dal fascismo. Sì, Gheddafi......"  Sono parole scritte da Rossana Rossanda, una stella del gruppo del Manifesto, una gloria della cultura italiana comunista.

 Intanto il popolo libico non ha chiesto di essere liberato da Gheddafi con il quale stava benissimo in quella che è la Nazione può avanzata nella soddisfazione di bisogni primari e secondari dell'Africa e non solo. Ricordo per tutti la realizzazione di un acquedotto che cammina per migliaia di chilometri sotto il Sahara e porta l'acqua a tutte le città della Jamaria. Ricordo il metanodotto italo-algerino che da trenta anni svolge il ruolo di ponte di pace fra l'Africa e l'Europa, opera grandiosa di pace realizzata su progetto dell'Ente Minerario Siciliano di cui facevo parte. Il Libia c'è in atto una dolorosa frattura provocata da un pezzo del vecchio establiscement che si muove più o meno come la dissidenza iraniana nell'orbita delle multinazionali del petrolio. Ma vorrei tornare a questa storia di noi italiani aiutati nella liberazione dal fascismo dagli "alleati".

 E' vero che gli USA  sono intervenuti nella seconda guerra mondiale. Eserciti USA hanno attraversato l'Italia che veniva bombardata preventivamente  da immensi stormi di fortezze volanti. L'Italia liberata fu un mucchio di rovine. Per ricostruirla furono necessari dieci anni di durissimo lavoro. Ma non è vero che fu liberata-  Quando gli alleati giunsero in Italia questa era già stata liberata da Napoli (settembre 1943 a Milano 25 arile 1945). Gli alleati non fecero altro che attraversare le città liberate distribuendo caramelle , gomma  da masticare chewing gum" e sigarette Camel. Questa storia della liberazione dal nazismo e dal fascismo fatta da marines che in parte erano nipoti dei nostri emigranti in USA è stata per cinquanta anni una leggenda alimentata da arte dai nostri governi per non mettere in discussione l'occupazione manu militari che gli USA hanno fatto e fanno della nostra patria, per alimentare sensi di colpa per essere stati fascisti e dalla parte di Hitler. Non c'è dubbio: la causa dei fascismi era profondamente sbagliata ed il nazismo è stato un Mostro scaturito dal cuore dell'Europa. Ma il nazismo è nato per responsabilità degli anglosassoni

che avevano costretto la Germania al pagamento di debiti di guerra pazzeschi.  Il mostro nazista fu inseminato a Versailles. Tutto il popolo tedesco doveva lavorare soltanto per pagare i risarcimenti pretesi dagli americani e dai loro alleati. Soltanto l'anno scorso la Germania ha  saldato i debiti che gli furono accollati specialmente dalla Francia. Dopo ben 92 anni! Poi si fece di tutto per fare fallire la Repubblica di Weimar che costituiva l'alternativa socialdemocratica e democratica ai movimenti  fascisti  che nascevano all'inizio degli anni venti.

 La seconda guerra mondiale è finita dal 1945 con la terribile rivelazione di Hiroshima e Nagasaki, esibizione di un potere terroristico che ci avrebbe da allora accompagnato per sempre. Da allora gli USA sono praticamente padroni dell'Italia dove hanno oltre cento siti e basi militari che usano come enclavi USA nella nostra patria. Da Trapani a Vicenza siamo presidiati. Come noi sono presidiati soltanto i tedeschi. Insomma siamo considerati scon fitti e non alleati.

 Nel 150 dell'Unità, l'Italia è una colonia degli USA che oggi diventa avamposto nel Mediterraneo nuovo mare magnum delle flotte civili e militari USA.

 Liberati ed occupati. dal 1945

Pietro Ancona   11 aprile 2011 

Pubblicato anche in http://pdcimilena.wordpress.com/2011/04/12/la-liberazione-della-libia-e-dellitalia/ , http://www.ilgiornaledipachino.com/la-liberazione-della-libia-e-dellitalia/99634 , http://lombardia.indymedia.org:88/node/37715      

commenti su facebook:

Sara Dipasquale condivido parola per parola, virgola per virgola. A chi in buona fede rimane incerto di fronte a certe affermazioni, suggerisco di prendere in mano un buon libro di storia, anche di scuola secondaria, troverà tutti i riscontri. A quelli in malafede, o che sono insofferenti allo studio e preferiscono la melassa mediatica, dico solo che mi spiace per loro. E per i loro figli, se ne hanno.

Caterina Arena oh, finalmente un articolo che contesta il mito americani brava gente che viene a salvarci dai nazisti... visione che con la storia non c'entra proprio un tubo ma che viene sdoganata perecchio, in questo periodo...

Ivan Rade Jacenich gente intelligente chi ha scritto l' articolo! 10 e lode!

http://www.facebook.com/home.php#!/INFORMARE.CONTROINFORMANDO/posts/207263942632097   

http://www.facebook.com/profile.php?id=1556086462#!/notes/pietro-ancona/la-liberazione-della-libia-e-dellitalia/218504831496271

__________________________________
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Sunday, April 10, 2011 9:15 AM
Subject: ruolo della cultura universitaria


Carissimi di Micromega,

sentivo stamane a Prima Pagina con vero e quasi fisico disgusto leggere le parole del Prof. Deaglio sul precariato, ripetere per l'ennesima volta da questo signore la vulgata del precariato indispensabile per tenere l'Italia sul mercato ed anche volgarissime e vili insinuazioni contro i pensionati che sottrarrebbero risorse ai giovani ( cosa questa non vera, sono stato consigliere nazionale dell'inps e assicuro che il fondo pensioni è sempre stato attivo nella sua storia e non ha mai tolto niente a nessuno) non tenendo conto che i nostri  figli campano  perchè cediamo  una parte della pensione altrimenti affonderebbero

 Mi sono messo a pensare alla responsabilità   di professori universitari come questo, Boeri, Ichino, quelli della Voce e tantissimi altri che hanno sospinto ideologicamente e dottrinalmente il fronte imprenditoriale verso la demolizione del rapporto di lavoro riducendolo da fatto inmportante di civiltà giuridica ad asservimento schiavistico.
 Molte di queste persone si sono fatta fama e ci hanno guadagnato. Mi è capitato di vedere casualmente il reddito di uno di questi, mi pare il prof.Boeri, circa ottocentomila euro l'anno e mi sono chiesto quanto rendano certe idee confacenti ad interessi precisi,
 Tuttora questa gente tiene banco. Nessuno chiede apertamente l'abolizione della loro costruzione mostruosa: la legge Biagi. Neppure le stesse vittime ridotte ad elemosinare un qualche lenimento assistenzialistico tramite la volpigna posizione della signora Camusso.
 Soltanto il  Governatore della banca d'Italia ha avuto parole allarmanti sul precariato quando in un discorso fatto se nelle Marche se non erro ha detto che il paese si impoverisce con il precariato e si preclude il futuro.
 Mi domando come mai  il campo della sinistra democratica e liberal non prenda posizione contro la prostituzione  dell'insegnamento e del prestigio universitario  agli interessi padronali attaccando questi signori per la loro subalternità e collaborazionismo alle mene più asociali dell'imprenditoria e del "nuovo Stato" ultrareazionario.
Pietro Ancona

__________________________


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: il manifestino
Sent: April 08, 2011 4:54 PM
Subject: il manifesto dei Masochisti del 9 aprile.

Il Manifesto dei Masochisti del 9 Aprile. Non chiedono abrogazione legge Biagi e Salario Minimo Garantito

"il nostro tempo è adesso", "non c'è più tempo per l'attesa", "siamo la grande risorsa di questo paese", "siamo una generazione precaria", "vogliamo tutti un altro paese " non siamo più disposti ad aspettare", "non è più tempo solo di resistere ma di passare all'azione", siamo stanchi di resistere ma non c'è ne andiamo "....... Ho trascritto i titoli delle proposizioni che compongono l'appello della manifestazione del 9 aprile dei precari alla quale partecipano numerose associazioni ma il motore è la CGIL che ne fa un momento preparatorio dello sciopero generale nazionale del 6 Maggio. Si tratta di una manifestazione puramente motoria, un qualche segnale di mobilitazione lanciato a sei milioni di persone in grave sofferenza e disperate per il futuro che non c'è, una manifestazione a cui la CGIL ha mozzato il capo. Non ci sono richieste nè per il Parlamento nè per il Governo nè per il padronato. Niente di niente! Si descrive la tristissima ed insopportabile condizione dei precari ma non si dice niente, non si indica un percorso, non si chiede niente per il suo superamento. Non si capisce neppure perchè questa manifestazione viene fatta. Forse si vuol fare sapere che in Italia abbiamo i precari? Ma questo si sa e come. Non c'è famiglia italiana che non sia toccata da questo problema. Che i giovani sono stanchi di aspettare? Che vogliono che le cose cambino? Tutte cose scontate. Il punto è un altro: che cosa bisogna chiedere, come chiedere, quando e quanto chiedere. Qui casca l'asino. La CGIL pratica il precariato tra i suoi dipendenti e non ha alcuna intenzione di cambiare regime. La stragrande maggioranza dei quadri "tecnici" della CGIL (non i sindacalisti) sono assunti con uno dei vari regimi previsti dalla legge Biagi. Negli accordi con il governo Prodi del luglio 2007 la CGIL sottoscrisse contenuti specifici della Legge Biagi che aveva negato fino a qualche tempo prima. Lo stesso Prodi aveva vinto le elezioni promettendo ai giovani la lotta al precariato ma si rimangiò tutto nella sadica gara a destra ingaggiata con Veltroni tra chi sparava meglio nel mucchio dei diritti dei lavoratori. Anche il PD che, con la dichiarazione di Fassina, appoggia la manifestazione è per il precariato che viene praticato tra i suoi dipendenti e nel sistema della cooperazione e delle imprese controllate dal PD. Inoltre condivide le posizioni di Cisl ed Uil ed ha indotto la CGIL a farle proprie, "unitarie". Oggi 8 Aprile, alla vigilia delle manifestazioni, il cardinale Bagnasco, bontà sua, afferma che il precariato deve avere un termine, non può essere a vita.....Peccato che la stragrande maggioranza dell'associazionismo cattolico e le imprese di Comunione e Liberazione lo pratichino con grande spregiudicatezza. Ogni tanto si sente qualche voce che sembra ultramondana ai giovani a settecento euro ed a partita iva come fossero professionisti come quella del governatore della Banca d'Italia o del Ministro Tremonti che fanno sapere come il posto fisso sia superiore come produttività sicurezza sociale e prospettiva e come sarà deleteria per l'Italia una generazione che non sarà mai stabilizzata ed attraverserà il futuro senza averlo. Ma trattasi di voci che diventano puri fumi accademici e che possono essere come tanti altri, esempio la rarefazione delle materie prime, il prezzo dei carburanti.... Basterebbe due richieste per dare consistenza e valore risolvente alla manifestazione: Abrogazione legge Biagi e divieto di tutte le sue forme giuridiche contrattuali ed istituzione Salario Minimo Garantito per impedire alla disonesta classe imprenditoriale italiana ed alla stessa pubblica amministrazione di umiliare il lavoro dei giovani. Ma queste semplici rivendicazioni non ci saranno per il semplice scopo che la CGIL il PD ed i loro alleati si limitano a prendere in giro i precari. Non alzano un dito in loro soccorso se non per arrecare qualche debole miglioramento assistenzialistico. Sarebbe quindi utile che le associazioni che vogliono davvero combattere il precariato si dissocino da questa truffa. Pietro Ancona

__________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, April 07, 2011 10:08 AM
Subject: siamo tutti portoghesi

 Siamo tutti portoghesi

  Il Portogallo ha deciso di piegarsi alle frustate sempre più ravvicinate che il "sistema" gli sta infliggendo, per ultima la svalutazione della Agenzia  Standard e Poor's che agisce come un cane da caccia ben addestrato che ad un certo momento  punta la sua preda indicandola ai cacciatori. Uno di questi, il FMI, immediatamente interviene per proporsi di intervenire prestando, naturalmente a interessi salati, i soldi necessari a salvare le banche del disgraziato paese caduto nell'ultima battuta di caccia di WallStreet. Se non il FMI, interviene la Unione Europea che ha costituito un fondo apposta per queste evenienze. La prossima prevista sarà la Spagna. E poi probabilmente l'Italia quando si saranno fatti sentire nel Bel Paese gli effetti devastanti della crisi libica (venti miliardi in meno di interscambio ed effetti della immigrazione).
 Le condizioni per i portoghesi saranno durissime e del tutto simili a quelle che hanno dovuto subire gli irlandesi ed i greci. Dovranno avere sempre meno welfare per tutti i servizi sociali e per le pensioni. Ridurre i salari specialmente quelli pubblici. Insomma impoverirsi e fare la corsa all'indietro: il progresso è diventato soltanto regresso, la marcia del gambero, un ritrovarsi  sempre più poveri e pazzi nonostante il miglioramento della produzione, delle esportazioni di tutto.
 Si ha l'impressione sgradevole ed allarmante che queste crisi finanziarie siano programmate e che si facciano scoppiare al momento più acconcio.  In effetti è da tempo che si parla di PIGS e qualcuno propone una revisione dell'Europa facendone due o tre a  "velocità" diverse". Le misure finora proposte dai governi europei per stabilizzare il sistema sono tutte insufficienti e non tolgono il pallino dalle mani degli speculatori. Bisognerebbe vietare la negoziazione dei titoli di Stato assicurandone un rendimento costante e fisso. Abolire le agenzie di rating che hanno assunto un ruolo di killeraggio troppo evidente negli ultimi anni. Nazionalizzare il sistema bancario e vietare la vendita dei derivati. Insomma evitare tutta la speculazione cartacea sulla moneta. Disincentivare gli operatori di banca dalla speculazione su titoli di depositi o altro.
   A volte si ha l'impressione che ci troviamo difronte ad una sorta di caccia grossa agli Stati fatta con strumenti diversi: l'Irak, l'Afghanistan, il Pakistan, la Libia, la Costa d'Avorio, la Somalia vengono  "trattate" con bombardamenti ed occupazioni militari; Irlanda, Portogallo, Grecia con il fallimento finanziario. L'Irak e la Libia sono state depredate delle loro ricchezze valutarie e le loro risorse  energetiche messe sotto controllo.
   L'Unione Europea alla quale si sottraggono molte politiche di Francia, Inghilterra e Germania, sta diventando sempre di più una trappola. La regola di Maastricht è diventata un cappio al collo che non si può evitare soltanto con deroghe all'indebitamento. La regola di Maastrict è la causa della crescente asocialità delle politiche europee  che caricano sul lavoro dipendente,  sulla regressione giuridica  dei lavoratori e sullo impoverimento della qualità della vita sociale il peso degli arricchimenti delle classi dominanti e proprietarie fatte non solo di imprenditori ma di dirigenti che guadagnano stipendi strepitosi  come Marchionne o Geronzi.
  Questa Europa piace sempre meno e sta diventando ossessiva ed oppressiva. Aderisce ad un organismo come la Nato che agisce sempre di più come strumento di aggressione e di imposizione della pax mafiosa degli USA; non ha al suo interno regole che consentano investimenti ed una politica  di crescita equilibrata delle zone meno sviluppate. Ha fatto della Polonia, della Romania, e di tutti i paesi provenienti dal Comecon colonie per la delocalizzazione delle industrie decotte  dell'Ovest e dove praticare salari di fame. Le forze del lavoro europeo sono state usate come masse di manovra per indebolirne la dignità giuridica e sociale. La sinistra non c'è più e quando c'è, come in Francia, presenta programmi che non si contrappongono al fanatismo liberista imperante.
  La meta prossima della regola liberista imperante in Europa è la proletarizzazione di mezzo miliardo di cittadini ridotti al livello medio degli USA che oggi è più o meno povero come negli anni trenta. Questa regola liberista distrugge la mobilità sociale verso l'alto e nel stabilisce una soltanto verso l'inferno della miseria. Serve a creare una casta di supermiliardari capaci di controllare le istituzioni della democrazia. Il mercato sopra di tutti. Basti vedere l'insistenza con la quale si va avanti sulla strada della privatizzazione della acqua per comprendere come la resistenza delle democrazie al potere economico si riduce sempre di più.
  Abbiamo bisogno di recuperare al controllo pubblico le banche e settori fondamentali della industria. Il capitalismo è nemico del bene comune.
 Pietro Ancona

________________________________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Saturday, April 02, 2011 5:37 PM
Subject: disarmo ideologico e cerchiobottismo


 Sarebbe interessante per un sociologo analizzare i cortei per la pace che si svolgeranno oggi in alcune  città italiane. Oramai è chiaro che il colore prevalente non è più nè il rosso nè l'arcobaleno . Arcobaleno distrutto da quasi un decennio di polemiche contro i "pacifinti", la diserzione della CGIL, delle organizzazioni cattoliche e del PD. L'ultimo corteo pacifista fu raggiunto a metà percorso da Fassino il quale marciò per un po' di strada e poi si ritirò per non parteciparvi mai più. Era il 2004. Il PD  si porta a casa oggi la condanna di Gheddafi  che costituisce il  suo grande regalo  agli americani. In futuro forse qualcuno del PD  parteciperà  ancora  a cortei di pacifisti, forse alla marcia Assise-Perugia, oramai entrata tra le "feste comandate" della Repubblica, costruita attorno ad un cosidetto tavolo della pace al quale fanno capo i volontari di Santo Egidio che non  disdegnano tuttavia donazioni, se del caso, anche da fabbricanti di armi.  Il corteo di oggi sarà disertato da alcuni degli  esponenti più autorevoli del PD che non vogliono destare sospetti all'Ambasciata USA proprio mentre lavorano per  approntare una alternativa di governo al centro-destra italiano. Nel PD si è sollevato un vespaio di polemiche. Moltissimi non ci saranno e coloro che andranno al corteo vi daranno una connotazione "gentile", alcune parole non ci saranno più, tra queste: guerrafondai, imperialismo, colonialismo, capitalismo..parole oramai obsolete e veterotutto.
Per una sorta di follia della politica le parole colonialismo ed imperialismo vengono bandite anche dai comunisti del Manifesto. Dice la Rossanda che la guerra contro Gheddafi non è stata fatta per il petrolio o la posizione geostrategica della Libia, non ha motivazioni imperialiste o neocolonialiste. La guerra è fatta perchè Sarkozy non vuole perdere le elezioni in Francia e Camerun vuole stornare l'attenzione dalle sue scelte che suscitano ire sempre più furibonde tra gli studenti, gli statali, i pensionati... Insomma, la categoria per capire quanto sta accadendo nel quadrante mediterraneo, non è quella dell'analisi "marxiana" dell'economia e della politica ! Ciò non spiega lo straordinario spiegamento di forze statunitensi nel Mediterraneo e l'impiego di centinaia di grandi missili caricati ad uranio impoverito per uccidere subito ed in futuro. Ma pare che questo particolare non interessi. Naturalmente il corteo è pervaso  tutto da profonda antipatia per Gheddafi. Non gli si perdona di essere stato amico di Berlusconi ed a questi di avergli baciato l'anello (o la mano) non ho capito bene! Non gli si perdona di avere tenuto una lezione di islamismo a cinquecento ragazze italiane e di avere portato in Italia un campionario di focosi cavallini arabi. Non gli si perdona ancora l'esibizione degli aerei italiani sul cielo di Tripoli che, tuttavia, patriotticamente tracciarono un tricolore e non il verde della jamaria come richiesto dal Colonnello. Questo disprezzo per il Colonnello è stato alimentato da settimane di attacchi e di sfottò praticato dalla stampa nazionale e da una casta di oligarchi della politica che si sono divertiti a lungo attorno al Colonnello. Anche la Lizzizzetto si è lasciata andare a schernire il vestiario di Gheddafi.
Questo sentimento di antipatia è sovrastante su tutto. Non credo che ci sia molta  pietà o alcuna commozione per la piccola nazione di appena sei milioni di persone devastata dal più possente esercito alleato del mondo. Ed è, senza saperlo, un sentimento profondamente autolesionistico e masochista. La guerra contro Gheddafi è guerra contro l'Italia! Perderemo tutto. La Libia è stata rapinata dei fondi sovrani. Circa cento miliardi di dollari proprietà del popolo che sono stati incassati dalle banche USA ed europee. L'Italia perderà il suo piedistallo economico e sociale che gli dà prosperità da quaranta anni. Si tratta di qualcosa come trenta miliardi di euro di esport-import e del pane di migliaia e migliaia di operai, tecnici, ingegneri italiani. Quando gli ultimi fumi delle cannonate saranno svaniti ci troveremo più poveri, più piccoli, senza sapere dove sbattere la testa....
  Il corteo vivrà di un sentimento che non promana da se stesso ma dai ricordi della gente che vi partecipa. La gente, ricordando di essere stata pacifista, no global, antinuclearista, per il lavoro, per i diritti crederà di essere sempre dentro la stessa onda emotiva e politica della sua storia. Ma le cose non stanno così. La contraddizione del corteo per la pace ma anche contro Gheddafi che oggi è il punto della lotta antimperialistica da difendere con maggiore forza c'è e resta.  Resta anche odio ed antipatia nei suoi confronti. Odio ed antipatia del tutto immotivati che in parte vengono dal substrato culturale razzista della Italia di Graziani e Magliocco che per trenta anni uccise, squartò, impalò i libici. Il corteo dirà no alla guerra ma il risultato sarà eguale a zero perchè dirà no anche a Gheddafi cioè alla libertà ed alla indipendenza della Libia. Si sa benissimo che gli insorti sono una specie di UCK di Bengasi e che i tre che si spartiranno le spoglie di uno Stato finora prospero e felice saranno gli USA, la Gran Bretagna e la Francia.
 Cortei sempre meno colorati, sempre più educati, gentili, giudiziosi, animati da palloncini e striscioni con colori leggeri in cui vengono scritte paroline gradevoli.
Pietro Ancona
___________________________

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, March 31, 2011 4:23 PM
Subject: Fora de ball


 "Fora de ball"
  Non ci poteva essere più disgraziata  celebrazione del 150 dell'Unità d'Italia della guerra di Libia e del marasma che ci avrebbe investito. E' come se fossimo stati colpiti a tradimento da una grossa randellata sulla testa, tanto grossa che ancora barcolliamo e non sappiamo come tenerci in piedi. Usa, Francia, Inghilterra preparavano  da mesi la ribellione armata dei banditi libici  tenendo contatti intensi con i rivoltosi sia in Libia come a Parigi o Londra. Non ne abbiamo saputo niente. Di quanto bolliva in pentola siamo stati tenuti all'oscuro dai servizi segreti del nostro Esercito che probabilmente si sente molto "americano" e molto "Nato" ed assai poco patriottico e dai servizi della Farnesina e della Presid