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                                                                               RASSEGNA STAMPA             vedi anche       l'angolo di Pietro

Lavoro e_sindacati    di Pietro Ancona

in ordine cronologico I  parte

From 1 maggio 2006 to January 12, 2011

 

vedi indice e altri documenti                     

----- Original Message -----
: Profanazione radicale del Primo Maggio
lunedì 1 maggio 2006 19.24
 
Il primo maggio ha visto sempre i socialisti con tutti i loro compagni e amici del movimento operaio, a ricordare con cortei,manifestazioni e comizi,, la secolare lotta per migliorare la condizione di vita e sociale dei lavoratori, guardando al futuro sempre con una nuova speranza di crescita civile.
  Il primo maggio è una grande giornata anche per la causa della pace nel mondo.
 Oggi questa giornata è stata profanata da una lunga dichiarazione del signor Capezzone il quale propone provocatoriamente , strumentalizzando il nome di Biagi, di sostenere la legge trenta, la legge che ha generato frustrazione, umiliazione, disperazione in milioni di giovani e meno giovani precari.
  Naturalmente il signor Capezzone con il suo Guru Giacinto Pannella e la signora Bonino candidata al Ministero della Difesa forse per realizzare il laicismo con i carri armati, hanno disertato i cortei ed i comizi del primo maggio.
  Io sono felice di  essere stato a Portella della Ginestra con Franco Cantafia e la compagna Leoni e migliaia di giovani che vedono nella richiesta della CGIL di abolire la legge trenta una scelta giusta con forti contenuti umani e civili.
  Spero che i socialisti abbandonino presto la Rosa Nel Pugno dove la grande anima del socialismo è stata divorata dall'ameba pannelliana.
  I socialisti con i socialisti e la sinistra. Pannella con i liberisti e gli imperialisti!!
   Pietro Ancona

                                                                 ****

giovedì 22 marzo 2007 11.08 segreteria@fiom.cgil.it
oggetto: INPS e pensioni
Cari compagni,

stanno stringendo in una tenaglia l'INPS per strangolarlo. La borghesia parassitaria italiana, invidiosa del capitale sociale accumulato dai lavoratori nelle istituzioni INPS,INAIL,etc....mira a distruggere entro breve tempo queste fondamentali fortezze del mondo del lavoro attraverso la ipocrita operazione modernista delle unificazione e sottraendo all'INPS il TFR.
Stamane due pennivendoli pseudo economisti hanno chiesto la sottrazione del TFR all'INPS per spostarlo verso i truffaldini fondi pensione delle  assicurazioni private.
 Boeri e Garibaldi attaccano su due fronti: il fronte delle pensioni e del lavoro precario ed il fronte delle istituzioni amministrate dalla legislazione sociale conquistata in questi ultimi anni.
 Spero tanto nella vostra energica reazion e
Pietro Ancona sindacalista in pensione

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: primapaginarai
Sent: Saturday, April 07, 2007 8:54 AM
Subject: produttività degli statali
 
 
Caro Dr. Magri,

sentendola sentenziare, con l'aria di un saggio padre di famiglia, sulla produttività degli statali che hanno  ricevuto la favolosa cifra di  circa cinquanta euro mensili nette di aumento(mediamente) mi venivano in mente gli infermieri sottoposti a turni massacranti per 1200 euro al mese!!!! Chiunque abbia fatto l'esperienza di un ospedale sa quanto sia dura la vita di tutto il personale assistente!!!
Da quando il signor Ichino ha fatto la mascalzonata di parlare di fannulloni non fate altro che ripeterne  pappagalescamente la  diffamazione.
  In un Paese in cui l'imprenditoria privata è del tutto sovvenzionata dal pubblico, compresa la Fiat   che per decenni ha succhiato il sangue all'erario, da pulpiti squalificati giungono sermoni contro la gente che vive malamente  e con poca riconoscenza pubblica!!
  Provi a pensare da dove le arriva il lautissimo stipendio e se davvero se lo merita!!
 Provi a pensare a vivere con la sua famiglia con lo stipendio di uno statale!!
  Pietro Ancona da Palermo

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: italotripi@sicilia.cgil.it
Sent: Monday, April 16, 2007 10:08 AM
Subject: Storia CGIL
 
 
Caro Italo,
 
la CGIL siciliana è stata protagonista all'inizio dell'ottanta e per tutto il decennio di straordinario ed incisivo impegno nella lotta contro la criminalità mafiosa.
Mi riferisco a Politeama Uno e Due (il tre non si realizzò per diserzione della CISL) che segnarono momenti altissimi di lotta e di impegno civile.
  Nel corso del primo Consiglio Generale della CGIL siciliana dopo l'uccisione di Pio La Torre,
presieduto da Donatella Tortura nella mia relazione (ripresa con titoli cubitali da l'Ora) lanciai la proposta del sequestro dei patrimoni mafiosi poi diventata legge.
  Ebbene è come se la lotta alla mafia in Sicilia fosse cominciata negli anni novanta dopo l'uccisione di Falcone e Borsellino.
  Si cancella un decennio tra i più importanti della nostra storia.
  Noto pure con sconcerto come la commemorazione di Pio LaTorre da sempre ignori il ruolo svolto dalla CGIL nella vicenda di Comiso sia come impegno materiale sia come collante unitario con le Acli, la Cisl, Salvatore Lauricella, Guarraci ed il Psi siciliano. I socialisti siciliani ignorarono le ire di Craxi e si schierarono con la CGIL.
  Ebbene non sono d'accordo con la storia delle cancellazioni e delle manipolazioni.
  Quando le generazioni future si accosteranno agli ultimi trentanni di storia della Sicilia non troveranno niente di cose altamente significative  come: Politeama Uno e Due e Comiso.
 Purtroppo, il più importante, anzi l'unico storico di sinistra della Sicilia, il Professore Renda non ha mai attribbuito importanza a quanto ho ricordato. Nei suoi libri semplicemente non esistiamo.
  Ti saluto fraternamente
Pietro

 ***

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redazione@gramscioggi.org
Sent: Saturday, April 21, 2007 4:19 PM
Subject: da oggi i lavoratori più soli
 
 
Caro Colombo,

se esistesse il crimine di partito, il gruppo dirigente dei DS dovrebbe certamente essere processato per aver soppresso il Partito convogliandolo fuori dal suo alveo sociale e storico, fuori dal socialismo, in una grigia area di centro-destra in cui Bersani e Visco potranno mostrare agli industriali veri e falsi italiani di quanto  sono più bravi degli uomini di Berlusconi.
 I nostri Fassino e D'Alema sono mediocri dirigenti assetati di potere. Se avessero avuto le doti di statista di Togliatti e dei grandi dirigenti del pci avrebbero capito che squilibrare l'Italia a destra, affollarsi nell'area di destra, lasciare vuoto il posto della socialdemocrazia, si può fare a caro prezzo negli Usa ma non in Italia.
  Se non si riaprirà una speranza di una forza socialista a sinistra, sicuramente il terrorismo aumenterà perchè non si potranno tollerare a lungo le condizioni di pezzenti a cui sono stati ridotti i lavoratori italiani. Qualcuno imbraccerà le armi.
  Intanto, dopo il PD e magari durante mi aspetto l'abbraccio con Berlusconi con la benedizione di Napolitano che è stato allievo di Amendola ma che è tralignato nel "migliorismo" acefalo e tutto pancia.
 Pietro 

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: giulianoamato@cameradeputati.it
Sent: Saturday, April 21, 2007 5:19 PM
Subject: da oggi i laboratori più soli
 
 
Caro Amato,

ora che avete lasciato i lavoratori al loro destino  e vi fate il Partito dei ceti medi e medio alti sei soddisfatto?
Il socialismo non era degno dei vostri magnanimi lombi?
Ma tu come gli altri siete di mente corta anche se assai acuta per i vostri personali interessi. Corta perchè avete squilibrato a destra il sistema politico italiano affollandovi nell'area di Berlusconi.
Avete lasciato i lavoratori al loro destino di pezzenti a mille euro al mese, privi dell'essenziale per vivere. Nascerà una nuova generazione di terroristi a causa vostra!!
Quando in vecchiaia si diventa reazionari è davvero triste!!!
 Pietro Ancona
socialista lombardiano sempre!!!

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: cobas@cobas.it
Sent: Tuesday, May 01, 2007 9:21 PM
Subject: Fw: Dopo il comizio
 
primo maggio 2007
 
Sono le due del pomeriggio e le manifestazioni ed i comizi per il primo maggio sono già finiti. La gente è tornata a casa, mogia, delusa, scontenta, avvilita, priva di speranze. A casa li aspetta un pasto assai sobrio, povero, fatto sopratutto di farinacei dal momento che la verdura costa più della carne e sono diventati entrambe quasi irraggiungibili. Questo primo maggio è stato assordato dalle grida contro gli infortuni sul lavoro, le morti bianche. Non si può dire che negli ultimi trenta anni questo tema sia stato particolarmente frequentato anche se i morti e gli infortuni sono sempre stati tanti, proprio tanti. Mentre si parla di misure più drastiche per gli infortuni, c'è nelle stanze del potere chi progetta di sopprimere l'Inail, il glorioso istituto che ha tutelato al meglio per mezzo secolo i lavoratori sopravvissuti e le loro vedove. Si parla di unificazione degli enti previdenziali ma la verità è che si pensa ad una riduzione drastica del loro peso (già si mastica amaro per il TFR all'Inps) e delle loro funzioni a vantaggio del Dio Mercato, delle assicurazioni, dei fondi privati magari gestiti pariteticamente da Confindustria e Sindacati.
Potrei cosi riassumere il succo dei comizi dei leaders sindacali di questo Primo Maggio: "pezzenti ma vivi!!!"  Sui contratti il problema posto è del tempo dei loro rinnovi ma non della questione salariale che considera equo un incremento di ottanta euro mensili, una vera elemosina a fronte di salari sotto il livello di povertà. Se proponessi un incremento di cinquecento euro al mese mi darebbero del pazzo ma questa è l'unica cifra che mi viene in mente se davvero si volesse rendere meno miserabile la vita delle famiglie operaie , degli impiegati, dei professori, financo degli ingegneri della Fiat.
 
Ma questo Sindacato si guarda bene dal disturbare la campagna di seduzione del costruendo Partito Democratico verso gli imprenditori e, mentre mi darebbero del pazzo se chiedessi cinquecento euro di aumento per i metalmeccanici, non batte ciglio per gli stipendi miliardari dei managers, delle municipalizzate, degli enti pubblici tutti rigorosamente prelevati dalle bollette dei consumatori utenti ma sudditi di questo Paese.
Una nuova classe sociale creata dalla legge Bassanini con stipendi mai al disotto di trecentomila euro!!!
Nessuno ha pronunziato la parola tabù " Aboliamo la legge 30"!!!! Sacconi spiega al TG3 il giorno del primo maggio la bontà di questa legge e quanto siano terroristi coloro che ne chiedono la soppressione.
Non vado avanti perchè sono sopraffatto dall'indignazione e dallo sgomento. Non avrei mai immaginato che con TUTTA la sinistra al Governo i lavoratori si riducessero a tale punto di frustrazione!!
Pietro Ancona

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: politiche@liberazione.it ; redaziione@manifesto.it ; politiche@unita.it ; segreteria@fiom.cgil.it ; segreteria@cgil.it ; segreteria@spi.cgil.it
Cc: g.gullo@repubblica.it
Sent: Thursday, May 10, 2007 3:54 AM
Subject: I sazi demolitori della civiltà del lavoro
 
 
Un gruppo di economisti professionisti raccolto attorno ad un sito online "LaVoce"ossessiona l'Italia per raggiungere lo scopo di demolire le tutele legislative dei lavoratori, il ruolo di rappresentanza e di agente contrattuale del Sindacato, il walfare, i salari, le pensioni, i diritti delle donne.
 Il fatto clamoroso che la sesta o settima potenza industriale del mondo, membro del C8, abbia i salari e le pensioni più bassi d'Europa non gli basta. Vuole molto di più.
Vuole una totale deregolation del rapporto di lavoro, il passaggio "liberale!!!", alla contrattazione individuale dando per scontato che si è alla pari tra chi ha bisogno di lavorare per vivere e chi è in grado di offrirgli un lavoro.
Questo gruppo fatto di personaggi accreditati dagli ambienti economici e finanziari italiani e dal governo, si serve spesso anche della menzogna e dell'insulto,tenta di sollevare l'opinione pubblica contro i "garantiti"! Una menzogna tra le più vergognose raccolta e rilanciata dai pennivendoli grandi opionisti è che le pensioni degli anziani vengono pagate dai giovani!!!!
 Obiettivo importante prossimo di questio signori che godono di una condizione personale invidiabile di redditi e di proventi, è la soppressione dei ccnl a vantaggio di contratti aziendali e poi come si diceva sopra di contratti individuali.
I massmedia ed il governo hanno interesse a valorizzare questi signori. Sono Giovazzi,Boeri,Ichino,l'ex sindacalista Cazzola che sputa veleno sul sistema pensionistico ma ne fruisce allegramente, sono guri, sono cassazioni parlanti,
sono presenti in tutti i momenti cruciali del dibattito e delle decisioni.
Ichino si spinge financo a dare del "fannulloni!!" alla categoria intera dei dipendenti statali, persone con una media di retribuzione di non più di 1200 euro al mese ed auspica una mobilità selvaggia ignorando le immense difficoltà che esistono a cominciare da fitti inaccessibili. e da tutti i costi che comporta smontare una famiglia da una città e portarla altrove. Perchè Ichino (non so se fruisce già della pensione di deputato) non prova a fare per ventiquattro ore l'infermiere in un Ospedale a mille euro al mese?
Ebbene, è giunto il momento di dire a questa gente che innanzitutto deve consegnare il malloppo e cioè accettare di avere le  stesse pensioni che propongono agli altri.
In secondo luogo di non guadagnare al di là dell'apice di quanto propongono, rinunziando ad incassare milioni di euro per consulenze miliardarie ottenute presso i privati ma anche presso il Governo.
  Questi signori quanto guadagnano facendo i guru  del  Governo?
  Bisogna che questo Paese non sia pieno di predicatori che propongono "agli altri" come debbono stringere la cinghia e farsi sfruttare perbene: la regola è che le norme valgono per tutti a cominciare dalle grandi consulenze e dalle scandalose pensioni dei parlamentari e dei consiglieri regionali.
  Intanto bisogna chiedere alla RaiTV, a muso duro, che sebbene viviamo in un regime oligarchico e postdemocratico, debbono attuare una par conditio delle opinioni degli economisti: ad ogni parere di Boeri, Ichino o Giavazzi o dell'olimpico prof.Monti deve corrispondere il parere di economisti di altra scuola. Non esistono solo i monetaristi e i fondamentalisti del liberismo. Esistono altre scuole di pensiero che hanno reso civile il pensiero liberale e lo hanno armoniosamente congiunto al pensiero socialista.
 Tutte le volte che in RaiTV c'è un parere soltanto di Boeri o di qualcuno della "Voce" bisogna fare partire una bordata di proteste.
  Prima di concludere vorrei ricordare la cosa più odiosa di questi signori: l'attribuzione al Sindacato dei morti e degli infortuni sul lavoro e il suggerimento al governo, subito raccolto dal Presidente sornione del Consiglio, di non fare nuove leggi che rendano più cogenti le prevenzioni.
  Pietro Ancona

                                                             ****

- ---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: sinistraCGIL sinistra CGIL
Sent: Saturday, June 02, 2007 10:54 AM
Subject: lettera alla CGIL sul TFR

Cara Cgil,

non mi aspettavo che la stampa sindacale facesse propaganda ai fondi pensioni delle finanziarie e delle assicurazioni italiane.

Sapete benissimo che con il nostro livello di retribuzioni il massimo che i lavoratori potranno avere saranno ratei di novanta cento euro al mese, una somma miserabile al confronto della liquidazione del TFR che nelle famiglie italiane serve a mettere da parte le spese per il funerale, aiutare un figlio a sposarsi, avere un sostegno in caso  di malattia in in Paese in cui la sanità pubblica tende a non dare più niente (come ognuno di noi può constatare quando si affrontano le conseguenze di importanti operazioni chirurgiche).
Avete danneggiato anche le aziende per favorire la speculazione finanziaria che non produce beni ma solo profitti monetari.
 Ravvedetevi, ammettete l'errore ed invitate i lavoratori a lasciare i soldi dove stanno senza cederli a quanti stanno spendendo milioni di euro in pubblicità per accalappiarli.
  Pietro Ancona

                                                                      ***

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Scalfari eugenio
Sent: Sunday, June 24, 2007 11:29 AM
Subject: mistificazioni
 

Caro Dr.Scalfari,

lei si meraviglia di Epifani che trova appoggio nella sinistra di governo e gli rimprovera, credo in mala fede, che la CGIL si era sempre richiamata ai partiti della sinistra riformista e non alla tradizione massimalistica del movimento operaio italiano.
  E' verissimo!! Ma oggi la tradizione riformista è rappresentata appunto dalla sinistra di governo dal momento che i DS ed i socialisti di Boselli hanno fatto molto cammino verso destra, facendosi infettare dall'ideologia più violenta del capitalismo,
quella liberista.
  Lei  sa bene che sulle pensioni la CGIL e la sinistra di Governo non chiedono altro che quanto scritto nel programma di trecento pagine di Prodi.
  Perchè se Padoa Schioppa ubbidendo ai canoni di Bildelberg fa resistenza e rischia di mandare all'aria la trattativa è "normale", mentre se Ferrero chiede il rispetto degli accordi "ricatta"?
 Lei è di corte vedute: non si rende conto
che disancorare il governo di centro sinistra dal movimento sindacale o piegare questo alle logiche del "mercato" liberista umilia milioni di persone che  vivono in Italia con meno di mille euro al mese e crea una situazione di perpetua fibrillazione sociale dentro la quale cresceranno forme nuove di terrorismo.
  Lei crede che tutti si acconcino a vivere in una società dove lei è superprivilegiato ed un giovane giornalista deve fare il negro a trecento euro al mese?

  Pietro Ancona da Palermo


Ps: ho fatto un calcolo all'ingrosso. Lei deve già avere incassato dallo Stato circa un milione di euro di vitalizio parlamentare.
  Inoltre gode di una pensione di giornalista che è supercorporativa ed è stata largamente foraggiata dai contributi statali alla carta stampata.
  Se vuole essere coerente con le prediche che fa al Sindacato ed ai massimalisti perchè non rinunzia al vitalizio e restituisce quanto ha finora incassato?

Pietro Ancona

                                                               ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: padellaro unità
Sent: Wednesday, July 11, 2007 9:19 AM
Subject: accordo pensioni
 

Caro Direttore,
 
spero che l'unità non enfatizzi il grottesco accordo sulle pensioni minime concordato con i sindacati. Trattasi dell'elemosina di un euro scarso al giorno a fronte di un impegno finanziario considerevole dello Stato.
 Sarebbe stato assai meglio discutere di un DIRITTO, per esempio, il recupero del considetto fiscal drag oppure dare ai pensionati delle agevolazioni maggiori per i ticket sanitari.
   Inoltre tutta la fascia di pensionati tra i 700 euro e i 1600 euro al mese, da oltre un decennio congelata, ne avrà soltanto un contraccolpo negativo dal momento che si sentirà tirata verso il basso ed anc ora meno certa del proprio modesto reddito.
  Sarebbe stato  equo affrontare il problema nel suo insieme nella fattispecie dei diritti o non  delle mance e delle elemosine.
  Questa questione è assai più grave dello scalone, che non riguarda che poche persone che potevano in ogni caso essere aiutate in tanti modi (lavori usuranti, donne, livelli di invalidità etcc..)
  Ma, come dicevano gli antichi,  gli dei accecano coloro che vogliono perdere!!
  pietro
 
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PS: ti suggerisco di avvicinare una delle panchine di Roma dove i pensionati giocano a carte: ti sentirai dire che era più dignitoso lasciare le cose come stavano piuttosto che elargire elemosine!!
 Ps del ps: "elargire" il verbo che spesso usa Prodi e già solo per questo è odioso!!
Pietro

                                                                     ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, July 23, 2007 1:09 PM
Subject: accordo sulle pensioni
 
l'articolo di Scalfari di oggi

Caro Dr.Scalfari,

per capire bene l'accordo sulle pensioni le sue volenterose spiegazioni non servono a nulla.
Si legga la lettera del signor Rocco Palma pubblicata da Augias di oggi e le altre che sono giunte a vari giornali e si renderà conto che si è trattato di una truffa (sofisticata di Padoa Schioppa) alla quale era preferibile lo scalone di Maroni

In quanto al governo da un anno e più non fa altro che digrignare i denti al suo elettorato che oramai lo odia con tutto il cuore. Molti tra la povera gente sono perseguitati da esattori privati che frugano nella loro vita ed accendono ipoteche sulla loro casa o ganasce sulle loro auto. Siamo tornati ai tempi dei romani che avevano esattori che potevano vendere schiavi i debitori dello Stato. Non è proprio cosi ma quando ti vendono all'asta la casa dove abita per pochi soldi non pagati al fisco per motivi che possono essere i più diversi è veramente inaccettabile. E' vero che era stato Tremonti a usare la clava fiscale per spogliare di diritti le persone. Ma questo Governo è in perfetta continuità

Il volto di questo Governo non è quello di Prodi ma il faccione democristiano della peggiore specie di Mastella.
Le dichiarazioni che questo ricattatore politico professionale fa sono incredibili. Non ho visto lei indignarsi per difendere la dignità del giudice Corleo.
Lei accetta tranquillamente che il signor Geronzi si fotta venti milioni di euro di premio alla carriera ed esalta il liberismo compassionevole di un governo che dà un euro al giorno di aumento ai pensionati al minimo!
La destra liberista vi ha mangiato il cervello a tutti. Lei non è più il democratico liberal di una volta. La cultura della destra è diventata anche con i suoi articoli senso comune......
Nel pistolotto finale del suo articolo, preoccupato per l'esito della consultazione dei lavoratori, sostanzialmente minaccia "tempi duri che si preparano" Insomma, se non passa l'accordo, sarà peggio!!
Complimenti!! Ci sono tanti modi di
fare schioccare la frusta!!
Pietro Ancona

                                                             ****

--- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: cremaschi fiomgloriosa
Cc: rinaldini fiomgloriosa
Sent: Thursday, July 26, 2007 4:27 PM
Subject:  salari
 
 
Cari compagni,

come è possibile che la Fiom continui a presentare proposte di miglioramenti salariali davvero pidocchiose, quando il problema è quello di almeno il raddoppio di questi?
Avete idea di come possa vivere una famiglia di tre persone con milleduecento euro al mese?
Gradirei conoscere la vostra opinione per vedere se poi in fondo tutta la sinistra non tocca una situazione di deriva della condizione operaia che dura da molti anni mentre capitale e finanza si sono arricchiti da fare schifo!!
 Perchè il metalmeccanico italiano deve guadagnare la metà del suo collega francese o tedesco?
  Pietro

                                                           ****

---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: armenni@liberazione.it
Sent: Saturday, July 28, 2007 9:52 AM
Subject: bassi salari
 
“ho vissuto tutta la vita come quei preti innamorati della Chiesa che non vedono
quanto ci sia  di negativo ed inaccettabile dentro le sue mura.”



Cara Signora Armeni,

ho letto il suo "coraggioso" articolo sui salari. (C'è un problema gigantesco: il salario non basta a vivere Liberazione 26.7.07)
Sono stato segretario regionale della CGIL ed ho vissuto tutta la vita come quei preti innamorati della Chiesa che non vedono quanto ci sia  di negativo ed inaccettabile dentro le sue mura.
In questi giorni tristi per la sinistra italiana, con Prodi che digrigna i denti al suo elettorato, mi è capitato spesso di osservare comportamenti per me sconcertanti. Sono rimasto sconvolto dell'aumento di un euro al giorno ai pensionati al minimo.E' semplicemente offensivo per la dignità delle persone e sarebbe stato meglio niente che questo. La campagna contro i fannulloni di Ichino e company, il cinico tentativo di contrapporre giovani ad anziani sulla base di menzogne e rinfacciando agli anziani  di vivere troppo e tanto altro ancora a cominciare dalla pressione fiscale locale e dai ticket sanitari mi hanno fatto riflettere su tutta la mia vita di sindacalista ed ho scoperto che è stata intessuta di menzogne.
Menzogna la motivazione della svolta dell'EUR propugnata da Lama e da me caldeggiata come ariete per risolvere la questione meridionale.Serviva invece al sostegno al governo Andreotti.
Menzogna le motivazioni di Trentin al Maschio Angioino di Napoli in una tesa riunione del Direttivo della CGIL nel corso della quale fu decisa la lotta per l'abolizione delle gabbie salariali con il voto contrario dello stesso Trentin di Scheda e di gran parte del gruppo dirigente nazionale della CGIL. Soltanto la testardaggine dei dirigenti del Sud impose la scelta contro le gabbie.
E poi, tutti gli accordi di Trentin sul pacchetto Treu, l'abbandono della scala mobile che in qualche modo proteggeva i salari, la politica di cinismo di rimessa di Cofferati che  a parte l'impuntatura sull'art.18 durante gli otto anni della sua segreteria fece fare i porci comodi agli industriali di questo Paese, tutta la politica della CGIL è stata funzionale agli interessi del PCI di conquistare fiducia nei poteri forti.
I governi di centro-sinistra hanno tolto ai lavoratori i diritti conquistati dall'opposizione. La riforma DINI con  il passaggio al contributivo e la contemporanea messa in azione della legge Biagi preparano una generazione di pensionati morti di fame.
Cara Signora, fino a quando il PCI aveva interesse a sparigliare le carte e fino a quando c'era il muro di Berlino, i lavoratori italiani hanno avuto la possibilità di crescere.
  Quando i comunisti hanno cominciato a strizzare l'occhio a cercare avidamente l'approvazione della grande borghesia italiana (a quella della piccola impresa aveva già concesso contratti privilegiati) è cominciata l'opera di smantellamento dei diritti.
  I salari e le pensioni d'Italia sono tra i più bassi perchè il PCI prima si  doveva fare accettare ed ora deve fare il PD con la democrazia cristiana.
  Prossime tappe dello smantellamento saranno: l'abolizione dell'Inail (nonostante le campagne coccodrillesche sugli infortuni), l'abolizione dei contratti nazionali di lavoro, l'abolizione delle giornate di malattia pagate. La banda della Voce capeggiata da Ichino, Boeri, Cazzola ed altri lavora notte e giorno per una campagna di criminalizzazione dei lavoratori allo scopo di abolire il diritto.
  Ecco perchè anche la memoria per me assai cara del mio amico Luciano Lama è diventata motivo di frustrazione e di sconforto.
  Pietro Ancona

                                                                    ****

---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: giordano@cameradeputati.it ; mussi@cameradeputati.it ; russospena@posta.senato.it
Cc: bertinotti@cameradeputati.it ; salvi@postasenato.it ; diliberto@cameradeputati.it
Sent: Monday, July 30, 2007 4:24 PM
Subject: statali fannulloni!!

 
Che un governo di centro-sinistra, con tutta la sinistra dentro e con un leader storico dei comunisti c ome Bertinotti  alla presidenza della Camera ed un comunista di lungo corso come Napolitano alla Presidenza della Repubblica potesse definire i lavoratori statali "Fannulloni" era l'ultima cosa che mi aspettassi!!
 
La campagna di diffamazione è contro tutta la categoria degli statali. Per i lavoratori privati ci pensa Montezemolo a definirli fannulloni!
   Se ci sono fannulloni si sappia che le responsabilità penali sono sempre personali e che l'opera di criminalizzazione di una intera categoria non è consentita neppure ad un provocatore del calibro di PadoaSchioppa.
  Naturalmente tutta la campagna di criminalizzazione dell'INTERA categoria degli statali è funzionale ad un disegno di abolizione delle tutele per i lavoratori in caso di malattie.
  Presto l'aggressione ideologica e piena di odio di classe del governo Prodi  si riverserà sull'Inail. Basta con le rendite infortunistiche, basta con le cure ai lavoratori infortunati! Si facciano le assicurazioni personali se vogliono curarsi!!
 
Oramai è tempo che la sinistra scenda da questo governo di centocinque persone che da sole costano un patrimonio ai contribuenti, lasci Prodi ed il trio PadoaSchioppa Bersani e Visco
alle loro politiche liberiste, si ripulisca le mani macchiate dal sangue innocente delle popolazioni civili dell'Afghanistan bombardate notte e giorno.
   Ogni indugio al Governo, ogni rinvio all'autunno, è un ulteriore complicità con chi può stare perfettamente assieme al centro destra di Berlusconi-.
   Pietro Ancona

                                                         ****

---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: turci@cameradeputati.it
Sent: Thursday, August 02, 2007 10:35 AM
Subject: appello bipartisan contro i fannulloni

 
Caro Turci,

trovo disgustoso il tuo comportamento nei confronti dei lavoratori.
Ci voleva un governo di centro-sinistra per sferrare alla classe lavoratrice un attacco anche sul piano morale.
  E' indecente che una persona come te che si è arricchita con la politica, (avrai certamente un sostanzioso conto in banca di risparmi trentennali di emolumenti "politici" e la prospettiva di una bellissima pensione), sferri un attacco di criminalizzazione indistinta, quando sai benissimo che le responsabilità penali sono sempre personali, che chi fa l'assenteista può essere arrestato per truffa e che l'assenteismo matura dove i dirigenti hanno molto da farsi perdonare dai loro sottoposti e si instaura un regime di ricatto reciproco.
  Sai anche bene dove va a parare questa campagna: alla riduzione delle tutele in caso di malattie a tutti i lavoratori.
   Che da  uno che ha passato la vita nel movimento operaio arrivi un approccio tanto volgare e qualunquistico c'è veramente da disperare su questa Italia, governata da gerarchi oligarchi che passa il tempo a seviziare gente che guadagna mille euro al mese ed andrà a casa con pensioni di fame.
  Se ne sei ancora capace, vergognati!!
  Pietro Ancona da Palermo

                                                         ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: segreteria@cgil.it
Sent: Thursday, August 02, 2007 9:01 AM
Subject: adesione al prendere o lasciare di Prodi

 
Cari compagni,

aderendo al protocollo di Prodi la CGIL diventa finalmente parastatale.
 
  Potevate almeno fare una consultazione degli iscritti prima di consegnarvi mani e piedi legati al liberismo peraltro poco compassionevole del signor Prodi.
   Ora i lavoratori italiani non hanno più niente!! Tutto è omologato contro di loro. Muoiono sul lavoro e sono additati  come lazzarani e fannulloni!!
   Nella storia di questo Paese mai nessuno aveva attaccato tanto duramente anche sul piano morale i lavoratori. Ci voleva un Governo con tutta  sinistra dentro!!
    Ne sono molto addolorato per la CGIL dentro la quale ho trascorso la vita, ma ancora di più per i lavoratori che non hanno più nessuna difesa!
   Pietro Ancona

                                                              ****

---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: annozero@rai.it
Sent: Wednesday, September 19, 2007 2:26 PM
Subject: IL GOVERNO PRODI DIGRIGNA I DENTI AI LAVORATORI

 
ieri sera, a Ballarò, stentavo a credere a quanto sentivo: il sottosegreterio Letta parlava dell'intenzione del Governo di proporre nella Finanziaria un marchingegno di diminuzione delle tasse (sic!!) in cambio di incrementi di produttività.
  Insomma se produci di più pagherai meno!!
Questo naturalmente per mettere la pietra tombale sulla  esigenza di ripristinare il fiscal drag sospeso da tempo che in qualche modo restituiva a "tutti" i lavoratori un po' dell'erosione causata dall'inflazione.
  Nella storia degli Stati moderni si introdurrebbe per la prima volta il principio di una personalizzazione della legge fiscale non più valida per tutti ma differenziata per quote di produttività. Non so chi è il genio che ha escogitato questa provocazione ma è dentro il governo di centro-sinistra che gli stessi lavoratori hanno avuto la disgrazia di fare eleggere. Nonci dormono la notte per vedere come "sfruculiare"!!
  Ma la notizia più strabiliante è la nuova strategia di attacco all'art.18 basata su uno specchietto delle allodole e su un passaggio finto dai contratti di precariati della legge Biagi ad un unico contratto a tempo indeterminato. Definita "affascinante" da Veltroni,
la proposta è un  contratto "leggero" per i giovani con la possibilità di escludere la tutela data dall'articolo 18 per i primi tre anni di lavoro e la possibilità quindi di licenziamento entro tre anni di lavoro.
  Finora sembra indigesta financo a Maroni mentre la Confindustria la definisce "suggestiva" ma non vuole bruciarsi le dita e l'ineffabile Damiano dichiara che non sarà il Ministro del Lavoro che toglierà l'art.18. Agitazioni "emotive" che rientreranno a fronte della "necessità" storica di togliere quanto resta ai lavoratori del sistema di garanzie e di tutele.
 Insomma, nel Paese europeo con i salari e le pensioni più basse del sistema Ocse, con sei milioni di precari,  si vuole giocare la carta di rendere totalmente inermi i lavoratori dipendenti mettendoli in balia dei loro datori di lavoro che potranno licenziarli  senza giusta causa magari di fronte ad un rifiuto di diminuzione della paga o di un qualsiasi diritto contrattuale.
 Pietro Ancona

                                                              ****

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From: pietroancona@tin.it
To: cremaschi fiomgloriosa
Sent: Monday, October 01, 2007 9:44 PM
Subject: Fw: una sconfitta definitiva della classe operaia

 
Il Presidente si diverte alle spalle dei lavoratori


" Poi si trova la composizione. E' il mio dovere farlo. Mi diverto anche e la troveremo anche questa volta. Non vedo problemi di rottura». E poi, sulle assemblee dei lavoratori a Mirafiori: «I lavoratori votino pure, ma il protocollo aiuta i poveri». (Bertinotti)

che il Presidente del Consiglio si diverta a negare ai lavoratori quanto era stato loro promesso nel programma di governo è davvero desolante! Divertirsi alle spalle di chi è precario e dovrà restarlo a vita è veramente indecente!!
   Questo individuo che anche io ho contribuito ad eleggere vuole la sconfitta definitiva della classe operaia.  Una sconfitta del genere di quella che mise in ginocchio all'inizio del secolo scorso i lavoratori americani e fece dei sindacati aziende della mafia.
  E' molto scaltro: preferisce sperperare quattro miliardi in elargizioni di elemosine ai pensionati ed agli incapienti, piuttosto che ripristinare uno dei tanti diritti tolti (esempio: il fiscal drag)-
   Quando questo Governo cadrà, non mi importa ad opera di chi, farò festa!!
   Pietro Ancona

                                                                      ****

---- Original Message -----   quarta parte
From: pietroancona@tin.it
To: grandenud@tin.it
Sent: Wednesday, October 03, 2007 2:04 PM
Subject: Fw: Oppressione sociale delle Caste italiane


E' finita la pace dei lavoratori durata un paio di decenni, forse più, fino al crollo del Muro di Berlino che liberò il capitalismo occidentale dalla grande paura.

Oramai da quasi venti anni è una continua spoliazione dei diritti precedentemente acquisiti, spoliazione che avviene con il concorso attivo  dei Sindacati e magari degli stessi lavoratori.
 Infatti, è assai probabile che il referendum dia ragione agli accordi del 23 luglio che cristallizzano l'esistenza della legge Biagi, riducono il diritto alla pensione, legittimano il precariato. II lavoratori italiani sono più deboli della struttura sindacale delle tre Confederazioni e finiranno con il dare fiducia e suicidarsi.
  Oltre ai diritti cancellati, salari di fame. I lavoratori dell'industria italiana (ma in generale tutti) guadagnano poco più della metà dei loro colleghi tedeschi o francesi e sono costretti ad un regime di prezzi manovrati da oligopoli che controllano il cosidetto mercato.
 Le istituzioni locali come i Comuni danno prestazioni sempre più care e dequalificate. Le aziende municipalizzate in regime privatistico impongono bollette sempre più salate. Se salti qualche pagamento ti bloccano l'auto con le ganasce o ti iscrivono una ipoteca sulla casa.
 La nuova Ici (provvedimento del tutto sbagliato e demagogico fatto per contentare Rutelli) costringere i Comuni a nuove tasse che si scaricheranno sulla generalità dei cittadini compresi coloro che non hanno la casa di proprietà.
  Intanto i figli degli operai non possono più accedere alle Università per via del costo diventato insostenibile della vita e del numero chiuso fatto apposta per garantire soltanto a chi ha alle spalle una forte struttura familiare l'iscrizione agli atenei.

 Si è creata una nuova classe di ricconi che comprende il ceto politico. Questa classe vive seviziando i poveri e spingendoli verso il terrorismo o  la rivoluzione.
   Il mio amico Giuseppe, anni 27,laureato ma disoccupato, ha avuto offerto un lavoro in un call center per 160 euro il promo mese (pudicamente denominato rimborso spese) e lavoro a provvigione nel mesi successivi.
  Nel primo governo italiano con tutta la sinistra al potere l'intermediazione di mano d'opera delle agenzie interinali hanno creato una nuova estesa classe di schiavi  in un sistema legalizzato dalla legge Biagi,
dal pacchetto Treu, dagli accordi sindacali del 1993.
 Presto attaccheranno altri diritti, aboliranno i ccnl, ridurranno le tutele in caso di malattia,
torneranno alla carica per l'art.18, liquideranno l'Inail con la scusa della razionalizzazione del sistema previdenziale.
  Stanno esagerando:  prima della fine dell'inverno avremo i primi scioperi contro un costo della vita ed una pressione fiscale sui più deboli diventati intollerabili.
  Pietro Ancona

                                                                               ****

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From: pietroancona@tin.it
To: s.cappellini@ilriformista.it
Sent: Thursday, October 11, 2007 11:31 AM
Subject: corte vedute referendum all'ottantadue per cento

 
Caro Dr.Cappellini,

sono stato segretario generale della CGIL siciliana per molti anni e le assicuro che l'annuncio dell'esito del referendum all'ottantadue per cento è una zappata sui piedi.
Il dato è inverosimile ed ha fatto male il Sindacato a produrlo perchè questo suscita l'indignazione  e la frustrazione di milioni di lavoratori e non solo di chi ha votato no.
  Montezemolo ha subito presentato il conto. Ora vuole TUTTO (secondo il manuale Ichino-Boeri) ed i tre non so proprio come se la caveranno. Faranno altri referendum?
  Si legga l'articolo di Feltri che descrive bene la situazione. Aggiungo che in un paese a salari medi di mille euro puà diventare pericoloso tirare troppo la corda, infliggere troppe sconfitte alle classi che hanno sulle spalle tutto il peso produttivo  fiscale e di fatto mantengono nel lusso l'altra parte del paese dei magna magna.....
  Cordiali saluti.

Pietro Ancona

                                                          ****

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From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it
Sent: Thursday, October 11, 2007 1:32 PM
Subject: Fw: Risultato incoraggiante per Montezemolo

 
VERSO LA RIDUZIONE DEL SALARIO IN MERCEDE
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subito dopo la proclamazione della vittoria del Si con l'ottantadue per cento, Montezemolo ha dichiarato la sua soddisfazione ed espresso il proposito di fare subito altri accordi ( soppressione ccnl?, minori tutele per la malattia per punire i "fannulloni", incorporazione Inail in altro Ente per "lavorare" bene le prestazioni in caso di infortunio o malattia professionale?)
 Mi dispiace che la CGIL con Cisl ed UIL abbia firmato qualcosa di  peggio del Patto per l'Italia fatto da Cisl ed Uil con il governo Berlusconi.
  Avere voluto divulgare un dato che schiaccia il NO e le sue ragioni a meno del venti per cento, è una zappata sui piedi. Prima di tutto perchè non è vero che le cose sono andate cosi', secondo
perchè chiudere tutte le porte davanti a chi vuole lottare il precariato e il peggioramento delle già miserrine pensioni provoca frustrazione ma anche rabbia e voglia di un Sindacato diverso. Sarebbe stato assai più saggio valutare meglio le ragioni del si in rapporto alla complessità della lotta sociale in Italia. La CGIL è sconfitta da questo risultato proprio perchè l'ha voluto. La CGIL avrebbe potuto usare un successo più consistente dei  NO  per meglio fronteggiare coloro che vogliono spogliare di tutto i lavoratori.
  Avere messo la firma del Sindacato e dei Lavoratori sulla legge Biagi non è stata una buona idea.
 L'attiva officina della destra sociale con il suo nutrito ed agguerrito manipolo di "studiosi"" sta attaccando le quote previdenziali dei lavoratori facendo balenare maggiori salari con la detassazione. Boeri attacca l'art.18 con lo specchietto per le allodole del contratto unico.
  La detassazione sarà una sciagurata  operazione di trasformazione del salario in mercede. Pieno medioevo!!! Fine di tutta la strutturazione dei diritti e delle prestazioni alimentate dalle aliquote contributive. Fine di una civiltà del lavoro che ha fatto civile l'Italia!
  Pietro Ancona

                                                         ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: paolo leon economista
Sent: Thursday, October 11, 2007 11:10 AM
Subject: : perche no il novanta per cento?

 
Caro professore,

con la stupidità  di un organismo oramai autoreferenziale  hanno voluto
presentare il risultato che fosse il massimo per il Governo Prodi.
  Hanno sbagliato.
Il risultato è inverosimile. Le cose che scrive oggi Feltri su Libero sono giustissime.
   Quando si  isolano le aspirazioni più profonde dei lavoratori dal Sindacato che li dovrebbe rappresentare, si apre la strada ad ogni sorta di incognita, compresa quella terrorista.,
  E' stato poco saggio, anzi folle, dichiarare un ottantadue per cento che fa rabbia a centinaia di migliaia di lavoratori.
 Cari saluti.
Pietro

                                              ****

Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: lettere@liberazione.it
Sent: Friday, October 12, 2007 10:45 PM
Subject: unità sindacale   pubblicata su Liberazione il 14-10-07

 
 L'unità sindacale ha compiuto un prodigioso passo avanti. Col governo Berlusconi il Patto per l'Italia fu firmato soltanto da Cisl ed Uil. Con il governo prodi è firmato da tutte e tre le confederazioni.
La piattaforma dei tre sindacati su è modulata  fondamentalmente sulla linea Cisl. Ha ragione Bonanni a dire che la Cgil esce diversa dalla consultazione. Avrebbe potuto dire: dal momento che abbiamo avviato la consultazione abbiamo fondato su basi più solide l'unità. La nostra visione è prevalsa sull'antagonismo sociale.
 Dopo la nascita del Partito Democratico non esistono pregiudiziali o ostacoli all'unita.
 Se Margherita e DS si uniscono perchè no un nuovo Sindacato della grande concertazione con Montezemolo e Veltroni?
 Ma questo Sindacato Unitario sarà assai distante dalla storia del movimento operaio italiano. Lontano anni luce. Sarà un Sindacato che premette gli interessi del sistema a quelli dei lavoratori commettendo un terribile errore: quello di non essere più di parte e di non usare il conflitto per fare crescere diritti e libertà.
 Pietro Ancona

                                                                  ****

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From: pietroancona@tin.it
To: redaziione@manifesto.it
Sent: Saturday, October 13, 2007 1:40 PM
Subject: note antipatiche

 
 Rossana Rossanda ha scritto:

" Ma anche qui, tra abolire la Legge 30 e il niente del pacchetto governativo, si potrebbero mettere in campo tappe, modi, tempi e controlli che potrebbero essere stabiliti in un intreccio per una volta non vizioso tra pubblico e privato.
Saremmo dovuti arrivare a farlo perfino noi, per quanto siamo un povero giornale, se lavorassimo come ormai imporrebbero i tempi e i rapporti effettivi di forza. Salvo ridursi a essere un recinto di protesta, un luogo puramente simbolico e contenti di esserlo."

Non condivido!! la precarietà non è necessitata dall'economia ma dalla politica. E' il tallone di ferro per schiacciare le nuove generazioni dei lavoratori e ridurli in schiavitu'. L'ariete della globalizzazione come la vogliono i padroni!
  Ognuna delle  tappe,dei modi e dei tempi  si tradurrebbero in eterne condizioni che si ripetono all'infinito. Vedi accordo sul lavoro a tempo determinato triennale rinnovabile se, accompagnato da un sindacalista (un cappio odioso) all'ufficio del lavoro il lavoratore
viene costretto ad ulteriori anni di purgatorio.
  Nella fase della grande sconfitta del movimento operaio, testimoniare il socialismo ed il lavoro liberato dai ceppi  è simbolico cioè inefficace ma indispensabile!!
  Viva il Manifesto !!  Pietro Ancona

                                                    ****

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From: pietroancona@tin.it
To: padellaro unità
Sent: Saturday, October 13, 2007 8:43 PM
Subject: i giorni della libertà
 
Lei ha scritto:
Proprio in queste ore il sindacato confederale registra uno «storico successo» (Epifani). C’è qualcosa che conta ancora di più della pur straordinaria valanga di sì che ha approvato il difficile protocollo sul welfare concordato da Cgil-Cisl-Uil. Questo qualcosa di più sono gli oltre cinque milioni di lavoratori che hanno partecipato al referendum. Mai una partecipazione così ampia. E siamo l’unico paese dove il sindacato chiama non solo i propri iscritti ma tutti coloro in possesso di una busta paga ad esprimersi sugli accordi raggiunti. Una prova di democrazia di massa trasparente e corretta.

Questa è la libertà che si esprime nelle cose, nei fatti. Altro che la vuota, ingannevole espressione berlusconiana."

I cinque e passa milioni di elettori esistono soltanto nella "libertà "di dire menzogne che Epifani si è permesso assieme agli ineffabili Bonanni ed Angeletti.
Credo che non più di tre milioni di persone abbiano  realmente votato senza garanzie dal momento che i seggi non avevano scrutinatori ed erano in gran parte gestiti da impiegati del Sindacato.
  In Sicilia si attribuiscono seicentomila voti. C'è da ridere a crepapelle se la cosa non fosse tragica!
   Per la CGIL questo voto bulgaro è una disgrazia dal momento che allontana quella che fu l'organizzazione di Di Vittorio e Lama dai lavoratori che oggi vivono nella paura di stare in un Paese nel quale vengono definiti "fannulloni" da Ministri e da Montezemolo senza che nessuno alzi un dito per  difenderli.
  La manipolazione di parole del suo articolo non cambia una realtà di tragedia per una classe lavoratrice che vede oramai i sindacati con timore anzicchè come strumenti per la propria difesa.
  Pietro Ancona

                                                                      ****

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From: pietroancona@tin.it
To: gagliardi lina liberazione
Sent: Saturday, October 13, 2007 9:07 PM
Subject: la CGIL prossima ventura
 
Cara Senatrice,

condivido l'analisi che fai sulla strada imboccata dalla CGIL.Credo che ora si organizzerà in vista di un Congresso  che  cambierà la sua identità e la porterà a fondersi con la CISL (forse la Margherita non si sta fondendo con i DS?).
L'unica difficoltà è la cultura dei gruppi dirigenti assai diversi ma la forza attrattiva dell'obiettivo da raggiungere farà superare ogni difficoltà.
 Il rapporto tra Sindacato e lavoratori da un pezzo è cambiato. Nei posti di lavoro la gente vive nella paura ed il dirigente sindacale spesso viene vissuto come
qualcosa da temere.
 E' dal 1993 che il Sindacato italiano anzicchè  dare ai lavoratori toglie!
 Toglie diritti!
Ora attaccherà assieme a Confindustria il contratto collettivo nazionale di lavoro fino a ridurlo ad una larva e, con la scusa della detassazione per aumentare qualcosina, abbatterà il welfare basato sulle quote contributive.
 Credo che attaccherà anche la tutela per le malattie!!
  Il gruppo dirigente della Fiom verrà decimato ed infiltrato. Rinaldini non mi pare che abbia la tempra del grande lottatore. E' troppo galantuomo.
   Cari saluti.
Pietro Ancona

                                                                                ****

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From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Sunday, October 14, 2007 1:54 PM
Subject: meglio la crisi di governo
 

Meglio la crisi di Governo che l'approvazione in Parlamento di una legge sul protocollo d'intesa del 23
luglio.
   Si tratterebbe di una conferma  ab aeternitas ed erga omnes della legge trenta  che renderebbe definitiva una condizione di
indebolimento ulteriore dei lavoratori  nella società italiana e la conferma, per i datori di lavoro, di un ampio menù di possibile scelte di schiavizzazione dei nuovi assunti. Insomma, non soltanto la classe lavoratrice meno retribuita ma anche con meno diritti normativi. Il capovolgimento sarebbe istituzionale e l'impresa diventerebbe il centro degli interessi e delle cure del Parlamento.
  Il dato di approvazione dell'ottantadue per cento è sicuramente gonfiato  ma
anzicchè rafforzare il Sindacato (nella sua accezione di difensore dei lavoratori)
rafforza la Confindustria e la fortissima ala liberista del Parlamento che, alimentata dal laboratorio "la Voce" propone giorno dopo giorno la demolizione progressiva delle tutele esistenti. Prossima tappa: abolizione dei ccnl e diminuzione tutele malattie ed infortuni.
  Il protocollo del 23 luglio se approvato dal Parlamento consoliderebbe in maniera straordinaria la linea del pacchetto Treu e della legge Biagi ed aprirebbe la strada a nuovi decreti che
limiterebbero ulteriormente i diritti. Detassazione dei salari e ristrutturazione degli enti previdenziali preludono ad una drastica riduzione delle prestazioni. La razionalizzazione dei ccnl si ridurrà ad un indebolimento del livello nazionale di contrattazione pregiudizievole per milioni di lavoratori che non hanno alcun potere aziendale.
 Per questo credo che se vogliamo salvare la possibilità di una risalita dal fondo del pozzo in cui la legge Biagi ha gettato i giovani e seminato la paura tra i lavoratori tutti è bene che questo Governo vada via al più presto!!
 Il Governo potrebbe cadere lo stesso da spintoni da destra, dai "riformisti", dall'esito delle Primarie. Tanto vale che si mandi a casa perchè voleva fare ancora del male ai lavoratori come il precdente governo Berlusconi  (hanno gli stessi consulenti liberisti)
 
Pietro Ancona

                                                                       ***

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From: pietroancona@tin.it
To: lettere@liberazione.it
Sent: Thursday, October 18, 2007 2:36 PM
Subject: Salario Minimo Garantito     pubblicata su Liberazione il 20.10.2007

 
Caro Sansonetti,

perchè non mettiamo tra le rivendicazioni del venti ottobre  la richiesta di includere nella finanziaria il Salario Minimo Garantito?

Ho sentito ieri l'agghiacciante testimonianza proveniente da una fabbrica navalmeccanica genovese dove lavorano  dieci o dodici ore al giorno lavoratori a 3,50 euro l'ora.  (si è anche scoperto che molti di loro avevano il bacillo di Koch).
 Mi domando se fissando il salario minimo  garantito non si metta un argine alla corsa forsennata a dare sempre di meno ai lavoratori!!
 Pietro Ancona

                                                                     ****

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From: pietroancona@tin.it
To: lettere@liberazione.it
Cc: sullo@carta.org ; redaziione@manifesto.it
Sent: Friday, October 19, 2007 8:11 PM
Subject: NON SARA' CONTRO IL GOVERNO

 
Cari compagni,

sulla manifestazione di domani troneggia la scritta "Non sarà contro il Governo" per via di tutte le peregrinazioni   che avete fatto da Prodi a Epifani per rassicurarli che la manifestazione non è appunto contro il Governo né tanto meno contro la CGIL:
   Penso che proprio per questa  diplomazia che si preoccupa di rassicurare i Poteri e se ne infischia della gente che verrà a protestare moltissimi domani non saranno in piazza.
  Dovevate mettere l'accento su altro: Esempio: NO alla legge Biagi! Si al rispetto degli accordi di Governo sapendo che gli accordi sono stati violati ed i lavoratori biagizzati a vita!
  Francamente ho idea che la vostra preoccupazione principale non riguarda le lesioni che vengono inflitte ai diritti dei lavoratori ma la permanenza del Governo.
  Tenetevelo stretto!!
Pietro Ancona

                                                                      ****

--- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it ; giordano@cameradeputati.it ; diberto@cameradeputati.it
Sent: Sunday, October 21, 2007 10:02 AM
Subject: Abolizione lavoro interinale, Salario Minimo Garantito, Fiscal Drag e abrogare legge trenta.

 
 L'opera di colonizzazione della "sinistra" dell'ideologia liberista è quasi del tutto compiuta. Ieri al Capranica, nel convegno organizzato da Giuliano Cazzola, erano presenti esponenti del centro-destra e del Partito Democratico  da Casini a De Benedetti nonché i massimi esponenti della Cisl e dell'Uil. Tutti a difendere la legge Biagi. Una legge condannata dall'Onu  e motivata soltanto dalla volontà politica di dare al padronato un potere illimitato sui lavoratori.
 La legge offre agli imprenditori diecine e diecine di possibilità per legalizzare il precariato e tenere sotto la spada di  damocle i lavoratori. Sebbene il precariato sia un fenomeno diffuso in Europa non c'è un solo paese che abbia uno strumento legislativo cosi diabolico. L'esistenza della legge trenta ha avuto l'effetto di seminare la paura anche tra i lavoratori a tempo indeterminato ed in tutti i rapporti di lavoro subordinato. Non esiste alcuna necessità oggettiva di tanti possibili forme di contratto nella realtà dei processi produttivi. E' una scelta di potere di classe. Il pensiero unico destra-sinistra è diventato davvero unico ma per fortuna la sinistra si è divincolata e si è ritrovata in una massiccia manifestazione a piazza san giovanni. La "sinistra" del pensiero unico è oramai fuori dalla rotta del movimento operaio e socialista.Il Partito di Veltroni è in netta rottura (Veltroni dice discontinuità) con la tradizione e l'area del socialismo.Ora la sinistra deve fare le sue proposte: abolizione della legge sul lavoro interinale con la proibizione assoluta di affittare esseri umani.Basta ripristinare la legge contro l'interposizione 1360 del 1960.
La determinazione per legge del Salario Minimo Garantito ( SMG) per bloccare la corsa alla riduzione della paga oraria (in certi casi si danno 3 euro l'ora!!)  può essere un utile strumento di difesa della mano d'opera corpuscolare mentre si dovrebbe subito ripristinare fiscal drag ,scala mobile e riforma Istat. Ribadire l'abolizione della legge trenta responsabile di tanti infortuni sul lavoro e di bassi salari.
Pietro Ancona

                                                               ****

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From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ;
Sent: Saturday, October 27, 2007 9:12 AM
Subject: Piano Rinascita in corso: attacco ai contratti collettivi di lavoro

 

 Dopo il varo della mostruosa legge Maroni-Sacconi, ispirata al libro bianco di Biagi, che permette la legalizzazione di forme di sfruttamento allucinanti a danno di milioni di lavoratori, la lobby impegnata nell'opera di demolizione di quanto resta a presidio dei diritti  punta arditamente subito sui contratti collettivi nazionali di lavoro.
 Per attaccarli si servono  pure (stupefacente!) della denunzia del governatore della Banca d'Italia sugli scandalosi livelli retributivi del nostro Paese sostenendo che soltanto i contratti aziendali più prossimi al controllo della produttività possono "sanare" questa grave anomalia italiana e permettere il recupero del gap.
 La lobby del Piano Rinascita applicato al mondo del lavoro sa bene che la struttura industriale italiana è fatta da un pulviscono di piccole o piccolissime aziende nelle quali i lavoratori non hanno alcun potere di contrattazione
e che la dequalificazione o addirittura l'abolizione dei ccnl metterebbe nelle mani di datori di lavoro che ne approfitterebbero più di quanto non facciano ora.
  Per milioni di lavoratori e lavoratrici, specialmente nel Sud, il contratto collettivo nazionale di lavoro è lo strumento che permette il recupero di ingenti ruberie.
 Abolendolo non ci sarà punto di riferimento.
Altro attacco della lobby del Piano Rinascita è basato sulla detassazione non solo degli straordinari ma dell'intero salario. Con la detassazione il salario diventa mercede e non base di tutti i diritti previdenziali ed assistenziali che in atto sono goduti.
 Ma presto, magari con una nuova campagna contro i fannulloni, si attaccheranno le tutele in caso di malattia e cosi andrà avanti il processo di sgretolamento dei diritti  acquisizione di tante lotte per la civiltà e la dignità del lavoro.
  Abolire la legge Biagi, rafforzare i ccnl, introdurre il salario minimo garantito dovrebbe essere le proposte di un movimento sindacale e politico  che non sta sulla difensiva ma consolida e dà sicurezza e fiducia ai lavoratori.
  Pietro Ancona

                                                          ****

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From: pietroancona@tin.it
To: rinaldini fiomgloriosa ; cremaschi fiomgloriosa ; sinistraCGIL sinistra CGIL
Sent: Tuesday, October 30, 2007 1:55 PM
Subject: lo sciopero dei metalmeccanici. Lettera al Manifesto


Caro Manifesto,
rischiando di fare la parte di chi è sempre scontento mi domando per quale motivo stanno scioperando i metalmeccanici quando la posta in gioco è di pochi spiccioli da aggiungere alla loro misera, miserrima busta paga: 117 euro lorde mensili!!  al netto meno di cento euro, forse tre euro al giorno.
Amo la Fiom e la sua storia ma non capisco perchè abbia fatto scelte (mettiamo in fila gli ultimi cinque rinnovi contrattuali) che hanno  immiserito i lavoratori italiani.
 Che differenza fra per un lavoratore guadagnare 1130 euro o 1200 euro quando è oramai sotto la soglia della povertà? Perchè' non chiediamo di recuperare il gap che ci umilia nel rapporto con Francia,Germania e Gran Bretagna? L'opinione pubblica avrebbe compreso ed accettato una piattaforma contrattuale di tre volte maggiore.
Siamo forse impediti dagli accordi di concertazione delo 93 o da che cosa?
Cari saluti
Pietro Ancona

                                                                    ****

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From: pietroancona@tin.it
To: lettere@liberazione.it    pubblicata su Liberazione del 17/11
Sent: Friday, November 16, 2007 2:09 PM
Subject: sciopero metalmeccanici  2


Caro Sansonetti,

a che servono le manifestazioni, i cortei, gli scioperi dei metalmeccanici quando la posta in gioco  è, al netto, meno di cento euro al mese da aggiungere ad un salario che difficilmente supera i milleduecento euro?
 
  Quando è riconoscimento unanime che i salari industriali italiani sono inferiori di circa il quaranta per cento di quelli inglesi o francesi o tedeschi perchè i sindacati si ostinano a presentare piattaforme miserabili  di pochi spiccioli che non cambieranno la condizione umiliante dei lavoratori?
  Qualcuno è in grado di spiegarmi su quale base è stata calcolata la presentazione di una proposta di 117 euro?
  Quando i lavoratori prenderanno coscienza della sproporzione tra richieste di aumento e la loro condizione effettiva forse sarà tardi.....
  Pietro Ancona

                                                                ****

--- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: dilello_g@posta.senato.it
Sent: Wednesday, November 21, 2007 8:18 AM
Subject: congresso     pubblicata su Liberazione
responSabilità Cgil-Cisl-Uil nella miseria dei lavoratori italiani
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Il centro studi della CGIL produce uno studio per mettere per iscritto quello che tutti sappiamo: i salari italiani sono stati erosi considerevolmente nel corso degli ultimi cinque anni e sono in coda ai salari dei Paesi industrializzati.
 Se l'Ires  volesse fare uno studio sui nuovi salari  creatisi nello stesso periodo si accorgerebbe che sono di gran lunga inferiori a quelli presi in  esame. Ciò a causa della  aumentata capacità di ricatto  delle aziende introdotta nelle relazioni industriali  dal pacchetto treu e dalla legge maroni (entrambi accettate dai sindacati confederali).
 La CGIL non è il centro studi del Governo e della Confindustria. Non dovrebbe  limitarsi  a lanciare gridolini di raccapriccio a fronte del quadro presentatogli dall'Ires. Dovrebbe agire.
 In effetti sta agendo: le piattaforme  rivendicative  presentate da tutte le categorie in lotta per i rinnovi contrattuali non superano  i settanta ottanta euro netti mensili.  In sostanza, il loro accoglimento non modificherà la condizione del salario dal momento che si tratta di due o tre euro al giorno che saranno subito mangiati dall'inflazione strisciante ed onnipresente. Insomma, come dire: Vedete quanto siamo responsabili? Ci accontentiamo di bricioline come  i passerotti d'inverno!!
 Come si conciliano queste piattaforme rivendicative con la drammatica condizione salariale dei lavoratori?
Non si conciliano. Bisognerebbe chiedere almeno il triplo di quanto è stato rivendicato e saremo sempre i fanalini di coda del salario europeo.
  All'indomani di questo annunzio dell'Ires CGIL, dopo avere constatato di essere in fondo al pozzo, la CGIL si accinge a mettere mano sulla struttura normativa di difesa della condizione del lavoro subalterno: i ccnl. Non saranno subito smantellati ma si darà un colpo quasi mortale alla loro funzione nazionale.
  L'Italia è il Paese di Pulcinella ed Arlecchino. Ora è entrata nella fase della democrazia dei grandi numeri (fasulli ma accreditati dai massmedia con bombardamenti di messaggi continui); sette milioni i voti che Berlusconi vanta contro il Governo Prodi; cinque milioni i voti del referendum sindacale che inchioderà per sempre alla croce della Biagi; tre milioni i voti di Veltroni. Tutti grandi numeri per simulare una democrazia che non c'è più a cominciare dalla democrazia sindacale dove i referendum sono privi di qualsiasi garanzia di trasparenza e veridicità.
  Mentre il Francia la classe lavoratrice  dopo avere sconfitto Chirac e la sua legge Biagi mette in crisi il liberismo di Sarkozy con scioperi possenti e difesa ad oltranza dei diritti, in Italia dal 1993 ad oggi abbiamo sindacati che collaborano con il padronato ed i governi per spogliare i lavoratori di tutti i loro diritti.
 La prova è nel fatto che l'Italia vanta Sindacati con oltre diecimilioni di associati ed ha i lavoratori ed i pensionati
più poveri d'Europa. Per chi sono possenti i sindacati italiani?Non certo per i loro iscritti.
  Credo necessario un Congresso straordinario della CGIL preceduto dal congelamento delle trattative interconfederali con Confindustria e Governo per la riformulazione di una iniziativa che restituisca autonomia e restituisca ai lavoratori italiani la condizione che avevano negli anni settanta quando un metalmeccanico era in grado di mantenere la famiglia, pagare un affitto e magari (con grossi sacrifici) aiutare un figlio a laurearsi.
  La CGIL ha rifondata e ricondotta alla sua ispirazione autenticamente riformista: quella che Luciano Lama chiamava della pesca (dura dentro e morbida fuori) e che Fernando Santi riassumeva nelle parole: " gradualità e saggezza nell'azione, intransigenza nei principi". Tra i principi c'è il salario equo atto a garantire dignità al lavoratore ed alla sua famiglia.
  Pietro Ancona

                                                            ****

 

----- Original Message -----

From: pietroancona@tin.it
To: sinistraCGIL sinistra CGIL
Cc: ernesto ; giannini parlamentari
Sent: Friday, November 09, 2007 2:28 AM
Subject: Fw: Congresso straordinario della CGIL per sventare il golpe sociale  

Esiste una sorta di Piano Rinascita (il famigerato documento della Loggia P2) riguardante le relazioni sindacali. E' in corso una sorta di golpe sociale che ha delle tappe ben determinate e delle campagne propagandistiche adeguate allo scopo che si vuole raggiungere. Qual'è lo scopo? Lo scopo è lo smantellamento di tutte le tutele che il movimento sindacale dei lavoratori ha conquistato nel corso di tutta la sua esistenza a cominciare dai primi del Novecento.

 Si orchestrano appropriate campagne con grande coinvolgimento di personaggi dell'economia e della politica e massmedia mobilitati permanentemente.  La campagna contro i "fannulloni" è finalizzata all'ottenimento di riforme nella pubblica amministrazione rivolte ad esternalizzare la maggiore quantitò possibile di competenze e di poteri ed attaccare le tutele in caso di malattia per tutti i dipendenti pubblici e privati. La campagna contro gli sprechi punta all'unificazione degli enti previdenziali allo scopo di restringere gli ambiti di interv ento dell'Inail considerati troppo onerosi in un Paese in cui ci sono quattro infortuni mortali al giorno e diecine di migliaia di mutilati ed invalidi all'anno. La campagna contro i bassi salari punta alla detassazione (richiesta Epifani) per indebolire le aliquote di finanziamento della previdenza, la campagna per premiare i meritevoli introduce una differenziazione personalistica nei rapporti di lavoro che mira a sviluppare inimicizia e competitività tra i lavoratori e tra gruppi di lavoratori.
 
 La prossima tappa di questa campagna è l'abolizione di fatto della madre di tutte le tutele dei lavoratori: il contratto collettivo nazionale di lavoro. L'obiettivo è la sua liquidazione a vantaggio della "contrattazione" (si fa per dire) individuale anche se si promette un rafforamento della contrattazione aziendale. La liquidazione del ccnl unita alla legge Biagi riporterebbe i lavoratori italiani all'anno zero della loro vita come classe sociale organizzata. In un Paese come l'Italia in cui il nanismo aziendale è prevalente significherebbe privare dall'oggi al domani milioni di persone del loro punto di riferimento, dello strumento di regolazione della loro vita lavorativa. Senza il contratto collettivo nazionale di lavoro
quasi dappertutto non surrogabile da contratti aziendali
sarebbe difficile avere retribuzione dignitose e diritti.
 Senza essere complottista, ritengo che ci siano intese ufficiose al riguardo tra Confindustria e Confederazioni sindacali.
 Non sono casuali le dichiarazioni di Epifani dei giorni scorsi sul grande numero di ccnl da "razionalizzare" e le dichiarazioni di Montezemolo alla vigilia dello sciopero nazionale dei sindacati di base di oggi. Naturalmente la Cisl ha già aderito con la Conferenza svoltasi recentemente.
 Dal momento che questo progetto alla faccia della democrazia dei grandi numeri (spesso fasulli e comunque incontrollabili del recente referendum sul welfare) si attuerà nelle prossime settimane sarebbe opportuno che le forze che dentro le Confederazioni sono contrarie al golpe sociale chiedessero il Congresso straordinario. Mi riferisco in particolare alla CGIL che  si vedrebbe sconvolta la politica contrattuale e sociale decisa dal Congresso e già gravemente lesionata dagli accordi di rinunzia alla lotta alla Biagi, di cessione del TFR, di un sistema pensionistico lontano dagli orientamenti del Sindacato.
Bisogna bloccare la deriva autoritaria che si vorrebbe imporre alla conduzione di questa difficile fase della vita del movimento sindacale italiano.
 Pietro Ancona
 Corriere della Sera 08 novembre 2007
Il numero uno di Confindustria: presto vedremo i sindacati
Contratti, Montezemolo: urgente la riforma
«Ogni ulteriore rinvio sarebbe inspiegabile. L'intervento del governo? Solo in una seconda fase»

L'incontro tra Montezemolo e il premier turco Recep Tayyp Erdogan in Confindustria (Carotenuto)
ROMA - La riforma degli assetti contrattuali è «assolutamente urgente» e ogni ulteriore rinvio sarebbe «inspiegabile». Il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, accelera sul progetto di trasformazione delle relazioni industriali.
INCONTRO SENZA IL GOVERNO - Intervenendo al consiglio direttivo di Federmeccanica, Montezemolo ha sottolineato di ritenere indispensabile un incontro con i sindacati già dai prossimi giorni per rendere più moderne le relazioni industriali di questo Paese. «L'intervento del governo - ha detto rispondendo indirettamente alla richiesta del leader della Cgil Epifani di coinvolgere l'esecutivo - potrebbe essere utile in una seconda fase».
CONTRATTAZIONE COLLETTIVA DA RIVEDERE - In particolare per Montezemolo «i sindacati devono capire, e direi che molti di loro l'hanno capito, che siamo interessati alla contrattazione collettiva purché raggiunga risultati funzionali all'attività delle imprese e sia orientata a una politica di sviluppo industriale e non venga utilizzata come strumento di vincolo all'iniziativa economica». Montezemolo ritiene che la contrattazione debba essere spostata all’interno delle aziende. In questo senso andrebbe valutata l’iniziativa presa dalla Fiat, azienda della quale Montezemolo è presidente, che nelle settimane scorse ha unilateralmente aumentato di 30 euro al mese lo stipendio agli operai, come acconto dei futuri scatti contrattuali. Iniziativa che poi diverse aziende del Nord hanno replicato: come Riello, Brembo e Alenia. Una mossa, come ha detto Montezemolo, che «non va interpretata né come un atto ostile nei confronti dei sindacati né come una rottura del fronte imprenditoriale nel rinnovo del contratto dei metalmeccanici.È stato un atto di attenzione nei confronti dei lavoratori, coerente con il nostro impegno di rendere più moderne le relazioni industriali».

PREMIARE I MERITEVOLI - Il presidente di Confindustria ha detto ancora di ritenere necessario «superare liturgie e lungaggini indotte da una controparte sindacale più attenta ai temi e ai tempi della politica che non alla soluzione dei problemi» e «assolutamente urgente la riforma degli attuali assetti contrattuali e del sistema di relazioni industriali». Per Montezemolo occorre mantenere «al centro» il contratto nazionale, ma servirsi della contrattazione aziendale per premiare i lavoratori che meritano in base ai risultati in azienda. Confindustria è convinta che il contratto nazionale debba essere ridisegnato come «rete di protezione» per quei lavoratori «che possono contare solo su quel livello». Per gli altri lavoratori «occorre lasciare al livello decentrato il ruolo di regolatore della dinamica retributiva». La decontribuzione e la detassazione degli aumenti retributivi legati alla produttività aziendale previste dal Protocollo sul welfare, sottolinea Montezemolo, «sono già la prima realizzazione del nuovo modello di assetti contrattuali».

08 novembre 2007(modificato il: 09 novembre 2007)

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From: pietroancona@tin.it
To: dilello_g@posta.senato.it
Sent: Wednesday, November 21, 2007 8:18 AM    
Subject: congresso     pubblicata su Liberazione

 
responSabilità Cgil-Cisl-Uil nella miseria dei lavoratori italiani
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Il centro studi della CGIL produce uno studio per mettere per iscritto quello che tutti sappiamo: i salari italiani sono stati erosi considerevolmente nel corso degli ultimi cinque anni e sono in coda ai salari dei Paesi industrializzati.
 Se l'Ires  volesse fare uno studio sui nuovi salari  creatisi nello stesso periodo si accorgerebbe che sono di gran lunga inferiori a quelli presi in  esame. Ciò a causa della  aumentata capacità di ricatto  delle aziende introdotta nelle relazioni industriali  dal pacchetto treu e dalla legge maroni (entrambi accettate dai sindacati confederali).
 La CGIL non è il centro studi del Governo e della Confindustria. Non dovrebbe  limitarsi  a lanciare gridolini di raccapriccio a fronte del quadro presentatogli dall'Ires. Dovrebbe agire.
 In effetti sta agendo: le piattaforme  rivendicative  presentate da tutte le categorie in lotta per i rinnovi contrattuali non superano  i settanta ottanta euro netti mensili.  In sostanza, il loro accoglimento non modificherà la condizione del salario dal momento che si tratta di due o tre euro al giorno che saranno subito mangiati dall'inflazione strisciante ed onnipresente. Insomma, come dire: Vedete quanto siamo responsabili? Ci accontentiamo di bricioline come  i passerotti d'inverno!!
 Come si conciliano queste piattaforme rivendicative con la drammatica condizione salariale dei lavoratori?
Non si conciliano. Bisognerebbe chiedere almeno il triplo di quanto è stato rivendicato e saremo sempre i fanalini di coda del salario europeo.
  All'indomani di questo annunzio dell'Ires CGIL, dopo avere constatato di essere in fondo al pozzo, la CGIL si accinge a mettere mano sulla struttura normativa di difesa della condizione del lavoro subalterno: i ccnl. Non saranno subito smantellati ma si darà un colpo quasi mortale alla loro funzione nazionale.
  L'Italia è il Paese di Pulcinella ed Arlecchino. Ora è entrata nella fase della democrazia dei grandi numeri (fasulli ma accreditati dai massmedia con bombardamenti di messaggi continui); sette milioni i voti che Berlusconi vanta contro il Governo Prodi; cinque milioni i voti del referendum sindacale che inchioderà per sempre alla croce della Biagi; tre milioni i voti di Veltroni. Tutti grandi numeri per simulare una democrazia che non c'è più a cominciare dalla democrazia sindacale dove i referendum sono privi di qualsiasi garanzia di trasparenza e veridicità.
  Mentre il Francia la classe lavoratrice  dopo avere sconfitto Chirac e la sua legge Biagi mette in crisi il liberismo di Sarkozy con scioperi possenti e difesa ad oltranza dei diritti, in Italia dal 1993 ad oggi abbiamo sindacati che collaborano con il padronato ed i governi per spogliare i lavoratori di tutti i loro diritti.
 La prova è nel fatto che l'Italia vanta Sindacati con oltre diecimilioni di associati ed ha i lavoratori ed i pensionati
più poveri d'Europa. Per chi sono possenti i sindacati italiani?Non certo per i loro iscritti.
  Credo necessario un Congresso straordinario della CGIL preceduto dal congelamento delle trattative interconfederali con Confindustria e Governo per la riformulazione di una iniziativa che restituisca autonomia e restituisca ai lavoratori italiani la condizione che avevano negli anni settanta quando un metalmeccanico era in grado di mantenere la famiglia, pagare un affitto e magari (con grossi sacrifici) aiutare un figlio a laurearsi.
  La CGIL ha rifondata e ricondotta alla sua ispirazione autenticamente riformista: quella che Luciano Lama chiamava della pesca (dura dentro e morbida fuori) e che Fernando Santi riassumeva nelle parole: " gradualità e saggezza nell'azione, intransigenza nei principi". Tra i principi c'è il salario equo atto a garantire dignità al lavoratore ed alla sua famiglia.
  Pietro Ancona

                                                *****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: rappa rosario compagno
Cc: salvpetrucci47@hotmail.com
Sent: Friday, November 23, 2007 5:34 PM
Subject: Disastrosa sconfitta (voluta e concordata?) della sinistra sul welfare



 Ferrero come Ponzio Pilato
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Apprendo che il governo metterà la fiducia sul welfare. Era prevedibile dal momento che non può venire meno agli impegni assunti con Dini e non può rischiare l'inquinamento di emendamenti di destra che renderebbero ancora più mostruoso il testo.

  Questa desolante conclusione  era iscritta nelle cose. Era prevedibile anche da chi come me non ha alcuna esperienza di lavori parlamentari.
  A questo punto dubito della buona fede di Ferrero e degli altri ministri della sinistra. Se avessero voluto migliorare il decreto avrebbero potuto e dovuto farlo soltanto dentro il Consiglio dei Ministri. Sapevano benissimo che la sede parlamentare sarebbe stata di gran lunga più sfavorevole. Poi avrebbero potuto valorizzare la lotta dei lavoratori contro il  decreto.  Ferrero e gli altri hanno partecipato alla manifestazione del venti ottobre   devirilizzandola. Avrebbero potuto accettarne la spinta contro gli accordi del 23 luglio. Certo il cedimento della CGIL offre qualche alibi ma non cambia la sostanza delle cose. Da oggi la legge Biagi sarà firmata anche dal governo di centro-sinistra e dalla intera sinistra al governo.
  A questo punto non capisco perchè anzicchè la "cosa rossa" non aderiscono  al Partito Democratico!
  I lavoratori italiani  sono tra i più miseri d'Europa perchè Sindacati e Partiti di sinistra non li difendono.
   Ministerialisti e Casta di centro-sinistra hanno messo in ginocchio il lavoro dipendente ed il lavoro immigrato (pagato anche 1 euro l'ora).
 ! La CGIL e la sinistra italiana sono morte!
Questo Governo presiederà  presto la fine dei contratti collettivi di lavoro!
   Viva la Francia!
Pietro Ancona

                                            ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: grandenud@tin.it >
Sent: Thursday, December 20, 2007 5:14 PM
Subject: finita la coesione sociale dell'Italia. Condizioni oggettive per la guerra civile o una nuova stagione di terrorismo.


Fine della coesione sociale italiana. Veltroni e le classi dei privilegiati a caccia dei poveri
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  Oramai esistono due Italie: una di privilegiati che si raccoglie attorno ai Palazzi della Politica e che consuma una enorme quantità di risorse: la Camera dei deputati spenderà in un anno 1 miliardo e mezzo di euro, altrettanto il Senato. I Palazzi Romani dal Quirinale alla Consulta al CSM costano altri miliardi di euro.  La Rai divora quattro miliardi di euro l'anno!!!I managers pubblici e privati sono tra i meglio pagati al mondo e le Regioni sono state sequestrate dalla politica e dalla cerchia dei cortigiani consulenti, funzionari, professionisti etc..In sostanza, un peso quasi sempre parassitario pesa su una popolazione afflitta anche dall'assenza di mercato, costretta a comprare tutto dalle medicine alle assicurazioni alla benzina al pane al prezzo stabilito dal venditore. Una quantità enorme di risorse vengono divorate da ceti sociali parassitari riuniti attorno al ceto politico oramai indistinto e unito dalla difesa di privilegi unici al mondo.
 Questa Italia si avvale delle ruspe per sfrattare con violenza nazista i poveri dalle loro abitazioni. A Roma, casupole censite da numero civico con allacciamento di acqua e luce regolare sono state abbattute al grido: Via i barboni! dai  celerini (magari erano quelli con faccetta nera nella soneria del telefonino), quaranta bambini lasciati per strada, le famiglie a smembrarsi tra donne, bambini ed uomini (come usavano fare i nazisti). Solo un senatore della Repubblica Salvatore Bonadonna ha trovato il coraggio e la forza di reagire e denunziare tutto. Sono stati compiuti delitti contro i diritti umani e civili delle persone, reati di violenza aggravata dalla condizione di pubblico ufficiale, ma non c'è prefetto o magistrato che intervengano.
 Intanto nelle fabbriche e nei posti di lavoro le persone muoiono al ritmo di tre o quattro al giorno. Operai con salari di fame, giovani che incanutiscono sotto il giogo della famigerata legge Biagi. Le leggi che proteggevano il lavoro italiano sono state o abolite o
peggiorate. I sindacati confederali diventati guardiani della linea imposta da Montezemolo si preparano a distruggere i contratti collettivi di lavoro per indebolire ancora di più la condizione del lavoro dipendente. L'incontrollata crescita dei prezzi imposti da oligopoli protetti da Bersani impoverisce ancora di più le famiglie dei salariati e dei pensionati.
  La gara scatenatasi tra i dirigente del Partito Democratico per il migliore posizionamento a destra ha stravolto il delicato equilibrio tra le classi sociali italiane. Siamo lontani anni luce dall'Italia di DonatCattin, di Fanfani, di Nenni e della CGIL di Agostino Novella o Lama. Siamo in una landa dominata dalla subcultura razzista dei sindaci delle grandi e nobili città italiane esemplari in passato per la loro adesione ai valori della Resistenza e della democrazia. Si è scatenata da più parti una campagna di odio contro i poveri, colpevoli di essere poveri, criminalizzati per essere poveri.
Veltroni ha assunto la direzione di questa campagna di odio. A Roma fa distruggere le case dei poveri e propone alle famiglie che li abitano di dividersi: le donne da una parte,
gli uomini da un'altra, i bambini all'orfanotrofio o da considerare adottabili.....
  Per quanto la sinistra non esiste più e niente difende più la povera gente, la rassegnazione non ha umiliato del tutto i "perdenti" della società italiana. Essi sono milioni
e, nel numero, è possibile che nasceranno dirigenti per guidare l'antagonismo sociale.
  La miserabile borghesia parassitaria italiana ed il ceto politico corrotto dagli iperstipendi
che è diventato parte integrante del blocco xenofobo di destra hanno rotto la coesione sociale creando le condizioni oggettive della rivolta delle masse o della nascita di nuovi terrorismi.
  La sinistra pavida imbelle o complice porta la responsabilità di non  avere messo un argine alle pretese della borghesia e della destra italiana, di tacere di fronte ai cortei che si dipartono dal piazzale antistante la Camera del Lavoro di Milano e inneggiano alla guerra civile ed alla separazione, di essere stata zitta a Treviso quando si invocavano
i metodi delle SS naziste, di stare in un governo che si caratterizza  per il sordo rancore che mostra verso i lavoratori ed i poveri ai quali è disposto a dare al massimo qualche elemosina una tantum.
 Ma, a quanto pare, si andrà avanti sulla strada della rottura sociale. Si prepara un nuovo decreto "sicurezza" e si continuano a coprire situazioni di sfacciata illegalità come quelle della Calabria e della Campania in cui è urgente lo scioglimento dei Consigli Regionali ma non si fa niente e si mettono toppe con "commissari" che scaricano i gruppi politici locali delle loro responsabilità senza intaccarne il potere.
Pietro Ancona

                                                            ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Lombardo Alberto ; marco rizzo pdci
Sent: Friday, December 21, 2007 9:24 PM
Subject: APPROVATO IL WELFARE DI MONTEZEMOLO


DE PROFUNDIS PER LA SINISTRA CHE FA KARAKIRI
=============================================

 Finalmente è arrivata la risposta alla manifestazione del 20 ottobre dei lavoratori italiani:
il welfare è stato approvato nella forma definitiva imposta da Montezemolo e dai Sindacati suoi sostenitori cancellando le timide migliorie apportate dal Consiglio dei Ministri su suggerimento della sinistra.
Con questo atto la sinistra italiana firma la legge Maroni-Sacconi o legge trenta o legge Biagi. Per quanto riguarda le pensioni, pare che ci siano dei peggioramenti rispetto lo stesso scalone.
Ora Montezemolo con Cisl,Uil e CGIL si accinge a sferrare un poderoso attacco ai diritti
dei lavoratori attraverso la riduzione a mero vuoto involucro del ccnl.
Le misure di miglioramento della sicurezza dei lavoratori  sono state rinviate al futuro. Quelle relative alla sicurezza degli italiani dalle invasioni barbariche saranno invece riproposte.
 In meno di due anni di governo la sinistra ha cessato di esistere!
Pietro Ancona

                                                       ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: revelli marco professore
Sent: Sunday, December 23, 2007 3:01 PM
Subject: la sinistra nell'era degli uomini diventati cose


Caro Professore,

apprezzo molto quanto lei fa tutti i giorni e dappertutto per tenere viva la fiaccola (se l'immagine non è retorica) della sinistra in una tristissima stagione della nostra vita ed è per questo che mi permetto di presentarle un paio di osservazioni all'articolo che lei ha scritto oggi per Liberazione.
Il suo ragionamento relativo al ragionamento che fa la Rossanda prescinde da un giudizio sui due anni di governo di centro-sinistra. Fare presto per unirsi per che cosa? Nel corso di questa esperienza di governo la sinistra in tutte le sue quattro articolazioni (i verdi italiani per me non lo sono ma tuttavia...) ha "posato"la classe operaia
dissumulando il suo operato. Provi a seguire le dichiarazioni di Ferrero dal primo Consiglio dei Ministri al voto di fiducia sul welfare. Se avessero davvero voluto non cancellare ma mitigare la legge Biagi e lo Scalone avrebbero dovuto combattere la partita "prima" dell'incontro tra governo e parti sociali. Se si perdeva, dovevano subito dissociarsi dal governo. Questo non è stato fatto. Lo stesso dicasi per il decreto nazista sulla sicurezza (Ferrero si è vantato di aver vinto la battaglia per avere limitato ai Prefetto il potere di espulsione!!!), La manifestazione del 20 ottobre è stata devirilizzata e ridotta a mero sfogatoio.
per il finanziamento del riarmo, le questioni della lacità, in sostanza per tutto. Dei "fondamentali" della sinistra i quattro  della Sinistra Arcobaleni non hanno salvato neppure un brandello.  Ed allora? Su che cosa oggi si dovrebbero unire, per quale programma? Hanno arrecato un danno irreparibile al lavoro dipendente dal momento che la legge Biagi è stata ribadita dal welfare ed aggravata da norme ancora più mostruose (36 mesi rinnovabili di precariato...) Magari domani cade Prodi, ma la legge resterà ai padroni per sempre......
 Per quanto riguarda le cose assai interessanti che lei scrive sul lavoro che diventa capitale mi permetta di osservare che qui c'è un difetto ottico: non è vero che il lavoro dipendente non produce più una soggettività antagonista. La produce e come!! Essa però è criminalizzata ed espulsa dalla nostra vista essendo espressa soltanto dai Cobas e dalla Fiom (non tutta). Esiste il conflitto sociale. I dirigenti Cobas ogni giorno vengono licenziati o confinati nei reparti
punitivi. Ma questo non interessa purtroppo nessuno di noi Rossanda compresa essendo per noi il "naturale" sindacato" dei lavoratori la CGIL. 
  Questa ha ceduto il TFR anche con l'inganno. Molti lavoratori sono finiti nelle finanziarie  con il truffaldino meccanismo del silenzio assenso.
  E' la CGIL che dal 1993 (accordi Trentin) pratica una politica consociativa  che ha portato alla fame milioni di lavoratori. Quindici anni di richieste di  pochi spiccioli di aumento nei rinnovi contrattuali hanno immiserito i lavoratori. Ieri un
lavoratore poteva mantenere la famiglia con un milione e mezzo al mese e magari riusciva, leccando la sarda (si dice cosi in sicilia) a laureare un figlio. Ora i suoi 1300 euro al mese (parlo dei privilegiati) gli impediscono di prendere un caffè al bar o di fare la spesa nei supermercati. Vada pure i discount...
  Insomma Partiti della Sinistra e CGIL hanno
aderito nei fatti all'ideologia liberista. La CGIL ne è diventata guardiana,
  La prova di ciò (se ce ne fosse bisogno) è data dal suo  affannarsi alla demolizione del ccnl, cosa che avverà al più presto perchè cosi vuole Montezemolo.
  Avremo cosi del tutto la società liquida con lavoratori liquidi non trattenuti dallo scudo del contratto. Dovranno fare i sub nel mare della vita aziendale senza la tuta della solidarietà di classe data dal ccnl (che termine vetero e desueto!!) Secondo un truffaldino principio liberista imprenditori e lavoratori sono contraenti alla pari!!
    Con stima da un suo lettore.
Pietro Ancona

                                                                     *****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: grandenud@tin.it >
Sent: Monday, December 24, 2007 7:22 AM
Subject: Qualche elemosina per sempre minori diritti e dignità di classe sociale.


 L'annunzio del Governo di un piano per il miglioramento dei salari attraverso le detrazioni fiscali è la promessa di nuovi regali alle aziende ed alla Confindustria nella continuazione di un processo di sgretolamento della struttura dei diritti legati al contratto-
 
Le aziende vengono deresponsabilizzate in grande parte dei miserabili livelli retributivi dei lavoratori italiani. Già fanno resistenza a dare qualche spicciolo ai metalmeccanici, ai lavoratori del commercio e delle altre categoria in lotta per il rinnovo dei contratti che oramai si rinnovano sempre con grande ritardi e con una forfettata poi dei periodi saltati. Insomma, ai cinquanta o sessanta euro provenienti dalla lotta (quando verranno) si uniranno sgravi per altri trenta o quaranta euro mensili.
  Ora è la comunità nazionale ad intervenire attraverso gli sgravi fiscali. Una novità già introdotta con la detassazione degli straordinari che produrrà effetti assai più sconvolgenti di quanto oggi si voglia ammettere.

 Alla fine il livello salariale sarà sempre bassissimo ben al disotto di quanto sarebbe giusto.
 E' assai probabile che questo annunzio del governo faccia parte di una manovra concordata per avviare la distruzione dei contratti collettivi di lavoro.
 Non siamo in presenza di una trattativa in cui i Sindacati difendono gli interessi dei lavoratori e chiedono il dovuto al padronato invitando il governo a garantire la giustizia sociale.
  Ci troviamo in presenza di tre entità: sindacati, padronato e governo che convergono su una linea di feroce liberismo, di capitalismo compassionevole, di spoliazione progressiva
dei diritti del lavoro per preparare una seconda fase della flessibilizzazione del lavoro :una sorta di moderna cottimizzazione delle prestazione ed un tentativo di mettere i lavoratori in sfrenata concorrenza tra di loro. Arriveranno contratti di azienda ma anche di reparto ed individuali. La classe lavoratrice non sarà più unitariamente rappresentata dal contratto e non esisterà più: secondo questo programma di dovrà sciogliere in ogni singola persona che contratta da sola con il suo datore di lavoro nella menzogna di considerare le due entità sullo stesso piano e con la stessa forza. Il lavoro diventerà sempre più stressante ed aumenterà l'ansia dei lavoratori di portare a casa un poco di più e con l'ansia aumentaranno i morti, le invalidità, le malattie. Il lavoro sarà davvero un inferno.
 Insomma quanto è stato ottenuto  dai padroni americani  con la sconfitta del movimento operaio organizzato all'inizio del secolo scorso, l'impiccagione di Sacco e Vanzetti, la creazione di pseudosindacati docili e spesso in mano alla mafia che hanno garantito quaranta anni di decrescita dei livelli contributivi e di "pace"sociale, Prodi  lo vorrebbe acchiappare in un solo giorno erogando un po di elemosine e fingendo di preoccuparsi
di finanziare la crescita dei bambini.
  PIetro Ancona

                                                  ****

---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ufficiostampa@rdbcub.it
Sent: Tuesday, December 25, 2007 3:55 PM
Subject: organizzare campagna contro il monopolio CGIL CISL UIL delle trattative


L'annunzio del Governo di un piano per il miglioramento dei salari attraverso le detrazioni fiscali è la promessa di nuovi regali alle aziende ed alla Confindustria nella continuazione di un processo di sgretolamento della struttura dei diritti legati al contratto.
 
Le aziende vengono deresponsabilizzate in grande parte dei miserabili livelli retributivi dei lavoratori italiani. Già fanno resistenza a dare qualche spicciolo ai metalmeccanici, ai lavoratori del commercio e delle altre categoria in lotta per il rinnovo dei contratti che oramai si rinnovano sempre con grande ritardi e con una forfettata poi dei periodi saltati. Insomma, ai cinquanta o sessanta euro provenienti dalla lotta (quando verranno) si uniranno sgravi per altri trenta o quaranta euro mensili.
  Ora è la comunità nazionale ad intervenire attraverso gli sgravi fiscali. Una novità già introdotta con la detassazione degli straordinari che produrrà effetti assai più sconvolgenti di quanto oggi si voglia ammettere.

 Alla fine il livello salariale sarà sempre bassissimo ben al disotto di quanto sarebbe giusto.
 E' assai probabile che questo annunzio del governo faccia parte di una manovra concordata per avviare la distruzione dei contratti collettivi di lavoro.
 Non siamo in presenza di una trattativa in cui i Sindacati difendono gli interessi dei lavoratori e chiedono il dovuto al padronato invitando il governo a garantire la giustizia sociale.
  Ci troviamo in presenza di tre entità: sindacati, padronato e governo che convergono su una linea di feroce liberismo, di capitalismo compassionevole, di spoliazione progressiva dei diritti del lavoro per preparare una seconda fase della flessibilizzazione del lavoro :una sorta di moderna cottimizzazione delle prestazione ed un tentativo di mettere i lavoratori in sfrenata concorrenza tra di loro. Arriveranno contratti di azienda ma anche di reparto ed individuali. La classe lavoratrice non sarà più unitariamente rappresentata dal contratto e non esisterà più: secondo questo programma si dovrà sciogliere in ogni singola persona che contratta da sola con il suo datore di lavoro nella menzogna di considerare le due entità sullo stesso piano e con la stessa forza. Il lavoro diventerà sempre più stressante ed aumenterà l'ansia dei lavoratori di portare a casa un poco di più e con l'ansia aumentaranno i morti, le invalidità, le malattie. Il lavoro sarà davvero un inferno.
  I Cobas, espressione genuina dei lavoratori, vengono discriminati ed esclusi da qualsiasi trattativa. Il padronato ed il governo preferiscono avere interlocutori docili, disponibili, pronti a sacrificare gli interessi dei lavoratori a quelli del governo di centro-sinistra e oramai coinvolti con le associazioni datoriali nella gestione comune di una sempre maggiore quantità di servizi sociali.
 Bisogna ammettere i Cobas alle trattative!
 Insomma quanto è stato ottenuto  dai padroni americani  con la sconfitta del movimento operaio organizzato all'inizio del secolo scorso, l'impiccagione di Sacco e Vanzetti, la creazione di pseudosindacati docili e spesso in mano alla mafia che hanno garantito quaranta anni di decrescita dei livelli contributivi e di "pace"sociale, Prodi  lo vorrebbe acchiappare in un solo giorno erogando un po' di elemosine e fingendo di preoccuparsi di finanziare la crescita dei bambini Pietro Ancona

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2008

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Sent: Wednesday, January 02, 2008 9:08 AM
Subject: obiettivi ingannevoli e danni irreversibili


Il nuovo anno si apre con la minaccia di sciopero generale delle Confederazioni Sindacali per la questione (davvero assai grave) dei salari. Per il Governo risponde il ministro Damiano il quale promette sgravi irpef sui miglioramenti salariali. Bonanni propone di concentrare gli sgravi sui miglioramenti del secondo livello di contrattazione (un modo per escludere una buona parte dei lavoratori italiani).Montezemolo che dirige il concertino dei tre,dopo aver fatto scrivere ai suoi pennivendoli del Centro Studi Confindustria che ai lavoratori nulla è dovuto perchè gli incrementi salariali sono stati maggiori della produttività (sic!!) benedice la linea (forse da lui stesso inventata) degli sgravi fiscali come risposta al problema dei salari di fame, un modo
inelegante ma comodo di esimere gli industriali  dall'affrontare il problema e di scaricarne l'onere sui contribuenti italiani.
 I lavoratori italiani, se ci sarà lo sciopero,parteciperanno massicciamente. Ma la pelle dell'orso è già stata venduta. Avranno pochi spiccioli già concordati (al di sotto dei cento euro mensili) da sommare a salari mensili di fame. Insomma non ne ricaveranno niente o quasi-
  Però cederanno moltissimo in cambio. In cambio di una elemosina  cederanno il più importante strumento della loro identità sociale e di classe: il contratto collettivo nazionale di lavoro.
  Su questo sono già tutti d'accordo. Chi protesta non è riconosciuto. Non è ammesso alle trattative e viene visto con sospetto da un governo sempre più asservito al potere del padronato italiano, uno dei peggiori d'Europa.
 Alla fine di gennaio, se tutto andrà secondo i desideri di Damiano,Montezemolo,Epifani,Bonanni ed Angeletti, i lavoratori italiani avranno qualche spicciolo in più  e perderanno per sempre il loro maggiore bene: il ccnl.
 Pietro Ancona
                                                            *****

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Sent: Thursday, January 03, 2008 11:13 AM
Subject: pericolosità sociale proposta sindacati. Sottrazione di risorse da usare per i pensionati.


 10 MILIARDI DI EURO L'OPERAZIONE PRO-MONTEZEMOLO?
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 La proposta dei Sindacati "ufficiali" (i cobas non vengono degnati di uno sguardo dal Governo) di detassare i salari e, per questa via, ottenere un
(modestissimo) miglioramento economico presenta aspetti di pericolosità sociale che non vanno sottovalutati.
Intanto perchè accetta il principio che le imprese non possono fronteggiare livelli salariali superiori a quelli attuali (miserrimi). Sfilare il padronato italiano dalla responsabilità della questione salariale è operazione al limite del tradimento verso le classi lavoratrici.Questo allargherà la forbice tra profitti e montesalari e cristallizzerà la posizione sociale dei lavoratori in un fondo di pozzo dal quale non vedrà più alcuna luce. Esentare gli imprenditori e le loro  aziende dal dovere di corrispondere salari equi, proporzionati alla qualità e quantità dei servizi resi, è un crimine sociale contro i produttori ed è certamente anticostituzionale. Fa dell'Italia una Corea europea e non credo proprio che rientri nella logica del mercato.
 Il finanziamento della detassazione da dove viene? Dalla massa di tributi riscossi dallo Stato. A quanto ammonterà? Ipotizzando una detassazione di  800 euro annuali per lavoratore potremmo ipotizzare un costo complessivo  superiore a 10 miliardi di euro. Credo che la cifra che ho proposta sia inferiore a quella che realmente scaturità dalla moltiplicazione del costo unitario della detassazione per il numero effettivo dei lavoratori italiani ai quali verra applicata.
 Intanto i pensionati  privati dal fiscal drag e da scala mobile sono bloccati e inermi difronte al costo della vita che tende a crescere di giorno in giorno a causa della privatizzazione dei servizi e dell'aumento del costo dell'energia.  Un provvedimento di incremento, seppur modesto, delle pensioni si pone con urgenza dal momento che si è vicino ad un punto di rottura per il continuo impoverimento di una massa di persone che coinvolge anche il ceto medio.
Che faranno i pensionati? Accetteranno di essere esclusi dalla detassazione? Accetteranno di avere una Irpef diversa da quella dei lavoratori attivi?
Insomma la linea  concertata tra sindacati-governo-confindustria di asiatizzare l'Italia crea enormi contraddizioni e rischia di produrre più danni di quelli che pretenderebbe sanare.
 I salari vanno aumentati dai datori di lavoro. Ogni proposta diversa nasconde lo scopo di cristallizzare la decrescita in atto dal 1993 a vantaggio dei profitti padronali.

Pietro Ancona

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Sent: Thursday, January 03, 2008 3:36 PM
Subject: un'emergenza chiamata salari.


Caro Recanatesi,

condivido ogni parola dell'articolo che ha scritto. Aggiungo che l'operazione demagogica e di segno ideologica neoliberista vuole stabilire il principio che i salari si possono modificare soltanto per detassazione o per cottimizzazione.
Ho calcolato che ci vorranno almeno dieci miliardi e che questo prosciugherà ogni possibile risorse per migliorare lo stato assai
difficile delle pensioni. Senza lenire la povertà dei salari. Anzi codificandola!!
 Si tratta di una politica suicida e bastarda voluta da Montezemolo coadiuvato da sindacati di regime da quando la Cisl ha assunto la leaderchip delle Confederazioni per volontà del PD.
  La chicca di questa sporca e demagogica operazione sulla quale sono già tutti d'accordo (debbono fare un pò di teatrino per il pubblico...)è la fine del contratto nazionale di lavoro, unico strumento di tutela dei lavoratori in un Paese in cui le aziende sono polverizzate in una galassia di piccole e piccolissime entità....
  Francamente provo vergogna  per la dirigenza attuale della CGIL e della sinistra che stanno consentendo questo scempio quando anche la Cina riscopre i diritti e si dota di una legge per il lavoro migliore certamente di quello che è diventato l'Italia.
  Cari saluti
Pietro Ancona
                                                                *****

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Sent: Friday, January 04, 2008 6:02 AM
Subject: Una scelta sciagurata, perdente,contraria agli interessi dei lavoratori e del Paese


La detassazione e l'abolizione del contratto nazionale di lavoro strumenti di disgregazione della coesione sociale dei lavoratori e del Paese.
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Il professore Alfredo Recanatesi ha dimostrato come la scelta della detassazione come risposta alla crisi dei salari sia perdente e persino controproducente. Unisco alla presente il suo scritto sottoponendolo alla riflessione dei gruppi dirigenti sindacali che si accingono a fare una "trattativa" i cui esiti sono stati già stabiliti dalla Confindustria e forse, tranne per qualche dettaglio, già accettati dal governo e rinviati soltanto per una mera questione di finanziamento.
Alle argomentazioni del Prof.Recanatesi aggiungo che si dovranno reperire ed usare risorse per almeno dieci miliardi di euro, un disastro (ha ragione il Ministro del Tesoro) per l'Italia, pochi miserabili spiccioli  per ogni singolo lavoratore. Uno sperpero inaudito, una distruzione di ricchezza per uno scopo che non risolverà nessun problema. Quando si detasserà un salario mensile di 70 o 80 euro non cambierà niente nella condizione retributiva. Si può dire che la cifra è già stata inghiottita dai rincari del costo della vita. Il problema dell'immiserimento delle classi lavoratrici resterà per intero, sarà evidenziato ulteriormente e umilierà ancora di più le persone interessate.
Inoltre, come ho già scritto, dal momento in cui si concluderà la "trattativa", gli imprenditori italiani si riterranno per sempre esonerati dall'obbligo di corrispondere una paga equa come vuole la Costituzione tranne che per la cottimizzazione chiamata  "secondo livello di contrattazione" che ha come modello la ThissenKrupp e il rapporto di lavoro asiatico. Questo mentre la Cina si dota di una legge sul lavoro che costituisce una novità mondiale di grande rilievo e mette un fermo allo scivolamento verso il basso dei salari europei ed americani. Il Vietnam e la Corea sono i nuovi punti di riferimento e di confronto dell'imprenditoria italiana.
Perchè in Italia sta accadendo questo? Perchè
si è firmato un protocollo di welfare c he disegna condizioni schiavistiche per il lavoro a tempo determinato?
 Perchè la strategia sindacale è dettata dalla Cisl che ieri sottoscrisse il Patto per l'Italia. Una strategia sostenuta dai dirigenti "comunisti" del Partito Democratico ed imposta alla CGIL.
 Una strategia miope dal momento che gli interessi dell'Italia coincidono con gli interessi dei lavoratori. Se i lavoratori stanno male anche l'Italia sta male. La cultura del sindacalismo riformista (Di Vittorio, Santi,Lama) ha dimostrato che migliori rapporti salariali sono un lievito per la modernizzazione dell'apparato produttivo del Paese. L'Italia è andata avanti bene fino a quando gli operai hanno potuto con il loro salario condurre una vita decente e magari riuscivano a laureare un figlio. Ora non sono in grado di pagarsi l'affitto di casa e vivere e vengono spazzati via con  le ruspe dai sindaci perbenisti del nuovo autoritarismo post democratico che vuole eliminare dalla vista i poveri e la povertà.
Per tutto questo credo che la trattativa non si debba fare e che la CGIL debba rimeditare le sue scelte strategiche e salariali ed attestarsi su punti innovativi.
 Mi permetto di suggerirne qualcuno:
1) miglioramenti contrattuali al livello del rinnovo del contratto dei bancari tutti i carico delle imprese;
2) Salario Minimo Garantito dalla legge per evitare l'uso di manodopera straniera e prezzi stracciati di 3 euro o 4 euro l'ora;
3) abolizione del lavoro interinale, delle agenzie di lavoro interinale, delle cooperative che si limitano ad offrire manod'opera. Ci sono cooperative che offrono lavoro agli ospedali ed alle aziende al minimo salariale sul quale i dirigenti "proprietari" delle cooperative si ritagliano una bella fetta per condurre una vita lussuosa;
4) abolizione della famigerata legge Maroni-Sacconi oramai superata in tante sue parti financo dalla legge cinese sul lavoro entrata in vigore il 1 gennaio;
5) riforma della truffaldina legge  Maroni sullo straordinario che riconoscendo al lavoratore undici ore di riposo continuativo non dice quale è il limite della giornata lavorativa e quante ore di straordinario si possono fare e con quali procedure;
6) conferimento per legge ai delegati aziendali alla sicurezza di particolari poteri come la sospensione di una lavorazione ritenuta pericolosa o la richiesta cogente di modifiche nel macchinario o nel procedimento produttivo;
7) assegno integrativo agli orfani del lavoro fino al raggiungimento della loro maggiore età. Soltanto durante il 2007 in Italia si sono "creati" da duemila a tremila orfani di caduti sul lavoro.
8) destinare i soldi previsti per la detassazione a miglioramenti delle pensioni fino a al livello dei salari corrispondenti ripristinando il fiscal drag e miglioramento il meccanismo di adeguamento oggi fermo alla inflazione programmata.
Se la Cisl e la Uil non ci stanno vadano pure a fare un altro Patto per l'Italia. Voglio vedere la sinistra al governo che approva una nefandezza sociale cosi eclatante.
Pietro Ancona
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Sent: Tuesday, January 08, 2008 10:12 AM
Subject: DETASSAZIONE: FAVORE ALLA CONFINDUSTRIA.DANNO PER LAVORATORI,PENSIONATI,CONTRIBUENTI.



    Parte oggi la sciagurata trattativa per detassare i salari. Si parla di circa cento euro procapite per lavoratori dipendenti. Una stima approssimativa del costo sarebbe di circa venti miliardi di euro, una  somma enorme che verrebbe sprecata per apportare un sollievo  modestissimo  alla condizione dei lavoratori e delle loro famiglie. In vista di questo possibile piccolo aumento delle retribuzioni nette  l'Italia oligopolistica che controlla i prezzi si è già messa in moto e tutto è già aumentato. Una somma enorme per ricadute individuali esigue che produrrà un altro devastante effetto: l'esclusione dei pensionati da ogni possibile miglioramento della loro condizione di vita, miglioramento che, a differenza dei salari, può avvenire soltanto attraverso risorse della fiscalità generale.
 Un'operazione fallimentare, suicida per il Sindacato, che verrebbe pagata a carissimo prezzo. Il c ontratto collettivo nazionale di lavoro cesserà di esistere come strumento regolatore dei livelli retributivi. Al suo posto la cottimizzazione stile Thissen Krupp del salario con orari e ritmi di lavoro forsennati che aumenteranno i morti, i feriti, i mutilati.
 Andare in azienda sarà come andare in guerra con lavoratori la cui prospettiva prossima sarè l "individual contracts" cioè la personalizzazione del suo rapporto di lavoro in rottura e non più in solidarietà con i suoi compagni di reparto, di fabbrica. Questo avverrà in Italia  un Paese con milioni di aziende sotto i dieci dipendenti che  sono generalmente prive di tutele sindacali e che non avranno più la regolazione del contratto nazionale di lavoro.
  La detassazione esonera le imprese italiane dalla responsabilità di corrispondere miglioramenti a livelli salariali  di tipo asiatico. Scarica l'onere sullo Stato, cioè sui contribuenti, e compie un'operazione che rompe le regole del mercato a livello europeo prefigurandosi come una immensa beneficiata alle imprese italiane furbescamente concepita per evadere le regole della Comunità Europea. Distrugge ideologicamente il contratto collettivo nazionale di lavoro ed apre una fase nella storia delle relazioni industriali in cui ogni singolo lavoratore sarà solo di fronte alla impresa. Questo dopo oltre un secolo di solidarietà e coesione stabilita dalla comune appartenenza allo stesso ccnl.
  Che questo scempio, questo pesante tratto di penna che cancella decenni di lotte sindacali, possa avvenire  attraverso il concorso attivo della CGIL e con tutta la sinistra al governo è davvero sconcertante e desolante.
 Purtroppo avverrà perchè gli accordi sono già stati pattuiti già dall'indomani del famigerato protocollo del 23 luglio che colloca il lavoro a tempo determinato al disotto della soglia stabilita dalla legge cinese sul lavoro.
  La minaccia di sfragelli, dello sciopero generale, è tutta rappresentazione teatrale per simulare una dialettica della lotta sociale inesistente, per coprire un accordo il cui unico beneficiario è Montezemolo che lascerà macerie in tanti campi a cominciare dal diritto del lavoro che ne uscirà stravolto e riportato all'epoca della prima industrializzazione inglese del cinquecento.
  La legislazione italiana del lavoro diventerà peggiore di quella garantita dal fascismo. Avremo  milioni di persone stressate ed umiliate dal fatto che per raggiungere il minimo per la sopravvivenza dovranno rompersi l'osso del collo o la schiena come muli mentre Montezemolo farà schioccare la frusta della "produttività". Si apre l'era dell'operaio-mulo
che dovrà penare duramente riuscire a mettere insieme i soldi per mangiare, vestirsi, alloggiare. Ma non deve avere alcun altro grillo per la testa!!
Pietro Ancona
                                                  *****

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From: pietroancona@tin.it
To: ramon.mantovani@iol.it
Sent: Sunday, January 20, 2008 9:56 AM
Subject: situazione senza speranza


I liberisti (anche di sinistra) hanno rovinato l'Italia
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  I liberisti hanno rovinato l'Italia.Oggi l'Italia appare ed è un Paese in preda a gravissime difficoltà per l'impoverimento della generalità dei lavoratori dipendenti e il corrispondente arricchimento a dismisura dei gruppi dirigenti della industria e del management pubblico.
  Mentre milioni di famiglie stentano a sopravvivere una nuova classe sociale fatta di consulenti della pubblica amministrazione,di amministratori delle aziende pubbliche privatizzate (nella gestione), di politici e parapolitici si ritagliano una consistente fetta
del reddito nazionale. I loro redditi si distanziano enormemente da quelli dei lavoratori e dei pensionati.
  La  responsabilità maggiore di questa situazione che sta diventando insostenibile è della sinistra e dei sindacati. Della sinistra che per conquistare il "centro" ha abbandonato il suo patrimonio culturale e politico fatto di un welfare avanzato e di benessere per le classi lavoratrici ; dei sindacati confederali, in particolare della CGIL, perchè dal 1993 ad oggi hanno mortificato e reso quasi inconsistenti le richieste di aumenti salariali dentro il limite della cosidetta inflazione programmata, un limite artificiale esistente soltanto in Italia con la funzione truffaldina di
deprivare di legittimi adeguamenti all'aumento del costo della vita.
 L'Italia ha un padronato asociale che genera una quantità enorme di infortuni mortali sul lavoro e carica ogni anno lo Stato di centinaia di migliaia di invalidi e mutilati. Un padronato che per la subalternità dei sindacati  oggi eroga salari inferiori il cinquanta per cento  a quelli della media OCSE.
 L'Italia è anche schiacciata dal costo enorme
delle Regioni e dal loro irresponsabile crescente indebitamento. Le Regioni sottraggono quantità astronomiche di risorse, appesantiscono la pressione fiscale sui contribuenti, senza peraltro offrire servizi utili.
  Se per un colpo di bacchetta magica si chiudessero improvvisamente tutte le Regioni nessuno ne avvertirebbe la mancanza e la situazione finanziaria della comunità nazionale ne trarrebbe grande profitto.
  Oggi siamo in una via priva di uscite. Due anni di sinistra al governo, nonostante la grande manifestazione del venti ottobre scorso, hanno portato a misure legislative come il decreto sul welfare di contenuto ultraliberistico, hanno convalidato la legge Biagi, hanno consolidato la egemonia della dottrina confindustriale sullo Stato. Hanno tolto ogni speranza di cambiamento e di miglioramento.
  Questo livello di disastro, di povertà dei lavoratori sembra non bastare ai liberisti italiani. Ora si propongono l'abolizione del contratto nazionale di lavoro a favore di contratti individuali e questo abbasserà ulteriormente i livelli retributivi. Il fatto che la retribuzione a differenza di quanto impone la Costituzione non basti più al decoroso sostentamento viene accettato come dato "naturale" anche da molti esponenti della sinistra.
 Pietro Ancona
                                                           *****

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From: pietroancona@tin.it
To: carta@carta.org
Sent: Monday, January 21, 2008 5:24 PM
Subject: la sconfitta

Il contratto dei metalmeccanici si chiude con una umiliante sconfitta per i lavoratori: avranno 127 euro di aumento soltanto a regime, da 1 settembre 2009, cioè tra ventidue mesi e vengono derubati del periodo di vacatio ricevendo soltanto una manciata di spiccioli (trenta euro per ognuno dei dieci mesi trascorsi).
 Inoltre la Federmeccanica e la Confindustria realizzano l'obiettivo strategico dell'allungamento del periodo di vigenza del contratto da ventiquattro e trenta mesi, risultato assai brillante per il  padronato che si iscrive nella linea di imbalsamazione della contrattazione nazionale. Da qui partirà l'offensiva di sgretolamento del contratto nazionale.
Aumenta la disponibilità di lavoro straordinario nei sabati.
Nessuna norma viene introdotta a tutela degli infortuni sul lavoro. I poteri dei delegati aziendali alla sicurezza restano tali e quali cioè
quasi simbolici.
Per raggiungere questo risultato la categoria si è esposta financo all'occupazione di autostrade e di stazioni ferroviarie. Un enorme dispiegamento di energie quasi per nulla.
 I salari dei metalmeccanici italiani restano i più bassi d'Europa e le fabbriche restano aperte alle utilizzazioni di manod'opera più convenienti alle imprese (lavoratori interinali, a progetto, a tempo determinato, provenienti da finte cooperative etc..)

Pietro Ancona
                                                ***

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Tuesday, February 03, 2009 10:09 AM
Subject: Si avvicina l'ora delle decisioni

 
I lavoratori hanno bisogno di una Confederazione che sia loro e non della Confindustria e del Governo
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Oramai manca poco al completamento della spoliazione dei diritti che i lavoratori si sono conquistati attraverso lotte  che hanno impegnato generazioni sempre con la guida della CGIL. Fatto l'accordo separato sui contratti, non firmato dalla Cgil, mancano all'appello il contratto unico a tempo indeterminato
che è uno strumento subdolo per la cancellazione dell'art.18, la privatizzazione dell'Inps e dell'Inail, una drastica revisione dei trattamenti di malattia e del welfare.
In atto abbiamo ventidue milioni di lavoratori con salari inferiori a quelli di venti anni fa e cinque milioni di precari, lavoratori-schiavi soggetti alla benevolenza del datore di lavoro per la riconferma, privi di fondamentali diritti. In effetti si tratta di lavoratori truffati che avrebbero dovuto essere assunti a tempo indeterminato e che la legge Biagi ha incatenato ad una vita senza futuro, senza speranze e con retribuzione ridicola. Dobbiamo sapere che quasi tutti i contratti di lavoro a tempo determinato sono fumus permessi da
una violazione della legge legalizzata dalle norme della legge trenta e da circolari  ministeriali fatte da persone esperte nell'elusione e nell'aggiramento del diritto. Il lavoratore di Licata morto ieri in modo spaventoso all'età di 24 anni era un precario alla stanga da oltre quattordici ore. Il precariato produce morte che la legge recente non  può evitare.
In queste condizioni la CGIL non può limitarsi a non firmare i contratti,ad indire referendum tra i lavoratori (che sanno che il loro voto sarà una testimonianza senza conseguenze), a cercare di ridurre i danni di una tendenza alla sconfitta totale dei lavoratori aiutata da una crisi che viene usata senza scrupoli per terrorizzarli.
Che cosa può fare la CGIL? Negli ultimi due anni ha dovuto firmare un accordo con il governo Prodi che difatto  peggiora le pensioni, aggrava il precariato, riduce il welfare. Ha firmato un accordo con l'Alitalia che contiene norme in contrasto non solo con diritti dei lavoratori ma coi diritti  generali delle persone. Un accordo scandaloso che favorisce una cordata capeggiata da Colannino che ha  messo fuori diecimila lavoratori, acquistato a prezzo stracciato un patrimonio enorme, privatizzato un servizio che probabilmente dovrà cedere presto.
Sono mesi che la Confindustria ha pronto nel cassetto dopo averlo steso con la collaborazione di Cisl e Uil il progetto di modifica del contratto di lavoro che è nello stesso tempo un momento di passaggio verso nuove forme di rapporti non più conflittuali ma collaborativi, una forma di neocorporativismo nella quale i sindacati vengono assorbiti in funzione parastatale come gestori con il padronato di enti bilaterali che hanno l'obiettivo di privatizzare il welfare. Al rifiuto della CGIL di firmare, dopo la solita campagna della CGIL che non capisce la modernità, si è mosso con molta preoccupazione il PD costituendo una task force che ha lo scopo di ricondurre la CGIL  a Canossa come è già stato fatto nei due casi precedenti.
A questo punto si impone una riflessione che è la seguente: l'Unità sindacale serve ai lavoratori oppure alla Confindustria ed al Governo? Serve certamente alla Confindustria ed al Governo! La CGIL è sempre la grande bellissima organizzazione dei lavoratori italiani o è diventata o rischia di diventare altro?
  Il problema è di autonomia. La CGIL è sempre stata al passo con le scelte compiute dal PCI. La svolta dell'Eur non ha forse coinciso con la politica del compromesso storico e favorito l'ingresso del PCI nel governo? Ma esistevano margini che ora sono scomparsi., e gli interessi  strategici del PCI contenevano una crescita poderosa della condizione del lavoro.Oggi il PCI che ha dentro il suo gruppo parlamentare  non solo Ichino ma due pezzi da novanta della Confindustria come Colannino e Caleari, il pci che per un lungo periodo della sua storia è stato classista (fino a proporre il referendum sulla scala mobile) e poi per un altro periodo ha osservato una sorta di terzietà tra aziende e lavoratori,  è schierato con la Confindustria e con le  aziende e preme sulla CGIL perchè  continui ad accettare condizioni di sempre maggiore umiliazione dei diritti dei lavoratori. Ora il PCI  si chiama PD  ed ha compiuto una scelta di pieno liberismo (fuori tempo massimo, per me, dal momento che il liberismo è in crisi) che non prevede alcuna tutela dei lavoratori tranne qualche misura  compassionevole.  Il PD porta al tavolo del nuovo bipartitismo in dote una CGIL, in cui la sua componente che è maggioritaria, riesce a fare compiere scelte che oramai confliggono apertamente con gli interessi dei lavoratori.
Per questo ritengo che dal momento che il PD non rinunzia ad esercitare una pesante tutela sulle scelte della CGIL si ponga a molti, a cominciare delle categorie che più stanno soffrendo le conseguenze delle politiche di concertazione, di decidere sul che fare. Cercare di impedire alla CGIL di compiere scelte scellerate come quelle del contratto oppure prendere atto che questo stato di cose in cui il massimo che è concesso alla CGIL è giocare di rimessa, ridurre il danno, è insostenibile e dannoso? Insomma porsi il problema della disaffiliazione della CGIL delle categorie che si ritengono immediatamente danneggiate e di organizzare una nuova  Confederazione che anzicchè dialogare con Cisl e UIL e con la UGL della Polverini raduni in una potente organizzazione di classe tutto il sindacalismo di base e la tradizione riformista ma non capitolarda della CGIL di Di Vittorio, Santi, Novella, Lama,Foa.
La nascita della nuova Confederazione dovrebbe avvenire  proponendo soluzioni alla crisi non regalando miliardi alle aziende, ma aumentando i salari e le pensioni, soluzioni di abolizione del precariato che deve essere limitato ai lavori stagionali, di revisione della pensione ritornando al sistema a riparto, di netta chiusura alle privatizzazioni che hanno aumentato i costi dei servizi locali alle famiglie, di una scuola pubblica senza finanziamento per i privati, di una sanità per tutti finanziata dalla fiscalità generale.
Pietro Ancona

                                                           ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, January 29, 2009 9:22 AM
Subject: combattere la crisi dalla parte dei lavoratori e dell'Italia

 
Combattere la crisi dalla parte dei lavoratori
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 C'è una specie di gabinetto di guerra per la gestione della crisi al quale vengono chiamati anche i sindacati per decidere le misure da prendere. Le idee del  "sistema" al potere  sono chiare: la maggiore quantità possibile di risorse a favore delle imprese. Sacrifici, sacrifici ed ancora sacrifici ai lavoratori. Intanto le aziende drammatizzano il quadro chiedendo la cassa integrazione  per un numero di lavoratori che cresce di giorno in giorno. Questa linea riceve il suo imput principale dagli Usa che, improvvisamente, scoprono la funzione interventista dello Stato in economia, fino ad ieri aborrita ed al massimo limitata alla mera osservazione ed a qualche piccola regolazione del mercato.
Colpisce il silenzio assoluto sulle cause della crisi che si possono riassumere da un lato nella pirateria impunita e forse anche incoraggiata  delle istituzioni finanziarie e dall'altro nel basso livello delle retribuzioni che non consentono alle famiglie di rinnovare
auto, elettrodomestici, vestiario, scarpe, insomma tutto! Naturalmente tutto il socialismo improvvisamente scoperto dal Congresso Usa è soltanto per aiutare imprenditori e finanzieri e quindi possiamo dire che non di socialismo si tratta ma di una torsione degli scopi e del ruolo dello Stato a vantaggio della classe dei potenti.
Qualche anno fa un paese  quasi attaccato a Palermo,Villabate,  divenne improvvisamente una sorta di luogo dei miracoli. La gente portava soldi ad un certo Sucato e questi garantiva interessi mensili o addirittura settimanali iperbolici del dieci per cento e forse di più. Tutta la Sicilia portava milioni e milioni di risparmi a Villabate e molti erano davvero felici e soddisfatti di avere scoperto il modo di arricchire rapidamente. Naturalmente si trattava di una truffa di questo Sucato che aveva creato una sorta di catena di Santantonio che, come era prevedibile, ad un certo punto si interruppe e bloccò non solo i pagamenti degli interessi ma la stessa restituzione del denaro investito. Moltissime persone persero tutto.
Pensavo si trattasse di un fatto di cronaca della creduloneria di paese fino a quando non ho letto che i massimi esponenti di Wally Street  si sono comportati più o meno come Sucato (che forse non era neppure ragioniere) e hanno lasciato buchi così grandi che ancora non sì è in grado di stimarli. Tremonti parlava in TV di pezzi di carta spacciati per titoli per un valore pari a 12 volte e mezzo il PIL mondiale.
Ma è mai possibile che il capitalismo, dopo secoli di esistenza, sia  approdato alla dottrina Sucato? La scuola di pensiero monetarista teorica della libertà assoluta del mercato e della sua divina capacità di produrre ricchezza e benessere è clamorosamente fallita, ma non c'è uno solo, tra i tanti pennivendoli che
ne hanno lodato le virtù ed i miracoli, che l'abbia ammesso!!
La Fiat bussa a quattrini. Sessanta mila lavoratori fuori se lo Stato non interviene con aiuti consistenti. Nello stesso tempo si chiedono ai lavoratori sacrifici oramai insopportabili dato l'infimo livello delle loro retribuzioni. La formula è: più lavoro e meno salario!! Una formula micidiale che aggraverà ancora di più la crisi.
Naturalmente non si parla degli stipendi dei managers che, crisi o non crisi, si ritagliano una fetta consistente del PIL nazionale. I managers delle aziende private si fissano stipendi e benefict  e li scaricano nei bilanci. Gli azionisti non sono in grado di intervenire per frenarli. Pagano e magari poi si trovano con carta straccia al posto di azioni come quelli dell'Alitalia. I managers pubblici hanno un problema opposto a quello che viene ingiunto ai lavoratori: non vogliono tetti, cioè limiti ai loro guadagni. Mastella a suo tempo fece un casino per evitare che si stabilissero tetti!! Naturalmente qui non sono gli azionisti a pagare ma gli utenti dei servizi acqua,trasporti,netturbe.
Insomma ventidue milioni di lavoratori con stipendi e salari diminuiti di circa il trenta per cento nel corso degli ultimi venti anni non sono più consumatori che dell'essenziale per la loro sopravvivenza. Se invece di dare soldi alle imprese e finanziare ammortizzatori sociali che si riducono ad elemosine si facesse una coraggiosa politica di aumento degli stipendi e dei salari e delle pensioni le cose andrebbero meglio. Insomma, l'obiettivo dovrebbe essere il livellamento dei salari, delle retribuzioni e delle pensioni italiane alla media europea. Questo sarebbe il più efficace provvedimento anticrisi dal momento che trattasi di una crisi di sovrapproduzione per mercato  debole.
La regolarizzazione dei cinque milioni di precari pagati a meno di mille euro al mese, la trasformazione dei loro contratti a tempo indeterminato  sarebbe un raggio di sole in un mondo di infelici che non possono progettare ed organizzare il loro futuro soggetti a al ricatto dei contratti a termine.
Il danno apportato all'economia ed alla prosperità degli italiani dalla legge Biagi è immenso: si è oscurato il futuro, abolita la speranza e depresso il  mercato.
Aumento dei salari e abolizione del precariato sono le misure sociali che risulterebbero le più efficaci  per dare adrenalina al sistema produttivo italiano.. Invece tutti pensano a dare soldi ai pescecani compresi i sindacati che si limitano ad invocare i cosidetti ammortizzatori sociali come se fossimo in un periodo di ordinaria amministrazione.
Pietro Anconahttp://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
 
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/03/anno-oro-manager-italiani.shtml?uuid=7f0b8c9e-fd69-11dc-ba45-00000e251029&DocRulesView=Libero

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it
Sent: Thursday, February 07, 2008 9:55 AM
Subject: fannulloni



  Caro Epifani,

identificare i lavoratori pubblici con i  "fannulloni" è cosa che neppure i finti sindacati dei paesi a regime totalitario fanno. Aizzarli a denunziare chi
non lavora o lavora poco è degno delle cronache dello stakanovismo sovietico che,almeno, aveva lo scopo di creare una società socialista...
Faresti assai meglio a dedicarti a censire i consulenti della pubblica amministrazione, in grandissima parte finti, i managers che hanno rotto ogni rapporto equilibrato tra i dipendenti,
le cooperative fasulle gestite spesso da negrieri  che prestano lavoratori invisibili agli ospedali o alle scuole a 800 euro al mese, faresti bene insomma a c ercare di conoscere e capire meglio di che cosa parli e quale responsabilità ti assumi  .Oramai la gestione delle assunzioni nella pubblica amministrazione è stata del tutto privatizzata a vantaggio di cooperative controllate dai "politici" che selezionano in base alla fedeltà le persone da avviare al lavoro!!
 Di tutto questo non ti sei mai occupato e non ti occupi.
  Partecipare alla criminalizzazione indistinta del pubblico impiego per sgretolarlo a vantaggio di
privati appaltatori delle strutture statali non è opera neppure liberistica ma di mera riduzione della pubblica amministrazione ad un affari per i privati.
 Pietro Ancona

                                                           ****

---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: info@marcomarsili.it
Sent: Saturday, February 09, 2008 1:54 PM
Subject: produttività pubblico impiego


Caro Dr.Marsili,

gran parte delle cose che lei scrive sono ipotesi,congetture sociologiche o politologiche,interpretazione delle scelte fin qui compiute dal sindacato che comunque non spiegano niente.

 Ichino non è voce scientifica attendibile. E' economista engagè che con il gruppo della "Voce" si batte per lo smantellamento di tutto il diritto del lavoro e la sua sostituzione con regolette di importazione anglosassone. Le consiglio di consultare il Prof.Gallino per avere una diversa prospettazione della realtà e dello scopo di talune scelte.
I Sindacati dagli accordi del 1993 operano all'interno della concertazione. Documento base della concertazione è stata quello relativo alla inflazione programmata. Le rivendicazioni dei sindacati sono dentro questo tetto. Dal momento che l'inflazione programmata è stata
mai superiore al 2% mentre l'inflazione reale (specialmente per i consumi delle famiglie) è stata di ben altra entità, possiamo affermare tranquillamente che venti milioni di lavoratori italiani sono stati  ridotti in miseria (mille, milleduecento euro al mese) da CGIL-CISL-UIL con le piattaforme rivendicative presentate negli ultimi quindici anni. Prenda il contratto dei metalmeccanici. Tra ventidue mesi avranno 127 euro lordi di aumento. Entro i prossimi ventidue mesi l'inflazione avrà divorato questa meschina manciata di spiccioli.
 Il tutto per dirle che i Sindacati confederali tirano la volata a Montezemolo. L'accordo sul Welfare peggiora enormemente la riforma Maroni e inchioda per sempre il precariato alla famigerata legge Biagi, una delle malvagità maggiori che siano mai state fatte ai giovani italiani.
  Per tornare al pubblico impiego, sono pronto a discutere con lei categoria per categoria. Vogliamo cominciare dalla Guardia di Finanza? Quando è produttiva per l'Italia l'azione della Guardia di Finanza? Dobbiamo tenere conto dei risultati della lotta all'inflazione? Vogliamo parlare della Polizia di Stato, degli impiegati al catasto, di tutti i servizi senza i quali l'Italia diventerebbe una landa deserta? I dati sull'assenteismo sono fasulli. In ogni caso se vuole aprire un discorso sull'assenteismo sono pronto a dimostrarle che è voluto.
Inoltre  la responsabilità penale è sempre personale. Farebbe bene il signor Ichino a denunziare il tizio, il caio ed il sempronio piuttosto che alzare la scure e criminalizzare tutto il pubblico impiego.
  Si ponga la domanda: perchè tanto livore per i pubblici dipendenti?
  Pietro Ancona

                                                                         ****

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From: pietroancona@tin.it
To: Ernesto
Sent: Sunday, April 06, 2008 5:56 PM
Subject: Spacconate e fanfaluche per coprire ruoli di regime

   La gabbia di ferro cgil cisl uil

"Il leader Uil: «Il . Quando andiamo a Palazzo Chigi con Epifani e Bonanni siamo una squadra micidiale» di M. Sensini

http://urlin.it/f865

  Questa affermazione di  Angeletti, segretario della Uil e le altre cose dette nella intervista al Corriere di oggi
sono davvero stupefacenti se confrontate con la triste realtà di un sindacato confederale diventato una vera e propria gabbia di ferro dentro la quale stanno chiusi i lavoratori italiani e quanti si accostano al lavoro. Sindacato che ha
modificato e peggiorato notevolmente la condizione del lavoro dipendente liquidando  durante un'azione che dura almeno dal 1993 dei diritti conquistati nel trentennio precedente e che avevano fatto del sindacalismo italiano uno dei migliori del mondo, un sindacalismo per il quale l'affermazione "autonomia dal padronato, dai partiti e dal governo" era davvero una verità della realtà italiana.  Gli accordi del 1993 hanno privato i lavoratori della tutela della scala mobile (già abbondantemente ridotta a cominciare dal 1983) ed hanno avviato la concertazione in base alla quale le piattaforme rivendicative per i rinnovi contrattuali non possono eccedere il tasso di inflazione programmato. Da allora ad oggi, l'applicazione di un principio riferito ad un dato di gran lunga inferiore al reale incremento del costo della vita ha portato il livello dei salari italiani talmente in basso da suscitare scandalo anche
in ambienti liberisti che se ne lamentano non perchè improvvisamente diventati  solidali con gli operai ma soltanto perchè deprimono i consumi e quindi i profitti delle imprese. Lo scandalo dei bassi salari è scoppiato in Italia ad opera di denunzie della sinistra (quel poco che è rimasto) e di isolati ma tenaci economistiche hanno  messo in luce il dato incontrovertibile di uno spostamento di ricchezza colossale dal lavoro dipendente alle imprese.Quando finalmente la CGIL ha mostrato di accorgersi del "fenomeno" l'ha subito relegato nella zona delle discussioni accademiche e vi ha dedicato un convegno del proprio centro-studi. Ma si è ben guardata dal modificare le richieste dei contratti in scadenza rimasti al livello medio di poco più di  cento euro netti nel triennio con pochi centesimi subito ed il grosso dopo il secondo anno di vigenza contrattuale. I recenti accordi di welfare peggiorano per molti lavoratori la riforma Maroni e legittimano la legge Biagi (per la quale il Congresso della CGIL aveva chiesto l'abolizione).L'Italia è il Paese a più alto tasso di mortalità e di infortuni sul lavoro d'Europa. Non credo si possa parlare di un vero impegno del sindacato. Per anni, in caso di infortuni, tranne la partecipazione dei compagni di lavoro e del sindacato di categoria l'attenzione del Sindacato è stata davvero scarsa. Si poteva agire migliorando i poteri del delegato alla sicurezza (che oggi deve stare buono e zitto se no lo licenziano) e chiudendo la porta alla molteplicità di rapporti di lavoro diversi ammessi dalla legge Biagi che creano enormi problemi di conoscenza e di controllo dei processi produttivi e di ritmi di rendimento. Non si è fatto niente e la legge sullo straordinario è stata peggiorata con una interpretazione truffaldina di una normativa  europea che prevede undici ore consecutive di riposo ma certamente non tredici ore lavorative come  è venuto alla luce alla Tissen Krupp.
I prossimi obiettivi  della Confindustria sono l'abolizione del contratto collettivo di lavoro, la personalizzazione dello stesso con definitiva rottura di coesione e di solidarietà di classe, la riduzione del peso sociale degli istituti previdenziali a vantaggio delle assicurazioni private alle quali sono già stati trasferiti gli accantonamenti TFR, la riduzione delle tutele in caso di malattia ( vedi campagna contro i fannulloni) e la sostituzione dei pubblici impiegati con lavoratori esternalizzati provenienti  anche da cooperative che vendono soltanto manod'opera. E' giià difficile trovare un bidello o un autista o un infermiere che non sia "esterno".Fantasmi che si muovono dentro la pubblica amministrazione privi di diritti sfruttati da managers di cooperative e di  aziende che si arricchiscono e li tengono
a regime salariale indecente.
 Efacile notare come, nel corso degli ultimi anni, nei rinnovi contrattuali si riducono i diritti dei lavoratori ma crescono le prerogative dei sindacati e della azienda. Le strutture comuni tra le organizzazioni imprenditoriali e quelle dei lavoratori sono diventate assai diffuse hanno creato una burocrazia che si nutre di trattenute. Insomma
mentre si indeboliscono i lavoratori i sindacati si rafforzano ed estendono il loro potere finanziario e di intervento.
  Infine, CGIL CISL UIL detengono il monopolio della contrattazione. Monopolio che difendono anche dai partiti della sinistra che sono sensibili alle istanze sociali. I Cobas vengono esclusi e criminalizzati ed i loro dirigenti nelle fabbriche sono spesso oggetto di persecuzione e licenziamenti. Naturalmente sono del tutti isolati e debbono sperare soltanto in una legislazione che però diventa sempre meno protettiva dei loro diritti man mano che l'azione delle Confederazioni e delle associazioni padronali modifica il "sentire comune", cambia le legge e dà segnali alla Magistratura del Lavoro sempre meno favorevoli a chi si mette fuori del "regime".
Pietro Ancona
                                                      ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, May 08, 2008 3:51 PM
Subject: la Cgil


Caro Sansonetti,

l'accordo tra CGIL CISL UIL sul nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro per quanto scontato  è stupefacente. Si triennalizza il contratto nazionale e lo si riduce ad una larva a vantaggio della contrattazione territoriale. Un modo surrettizio per reintrodurre le gabbie salariali  Si arriverà presto alla contrattazione per lavorazione di fase di prodotto e poi anche agli accordi di carattere personale. Si poteva predicare da anni la fine della classe operaia senza annullarne il suo più importante strumento di coesione e di identità? No. Naturalmente siamo immersi nel mondo della menzogna  quando si parla di fine della classe operaia dal momento che venti  milioni di lavoratori nè tanto di più nè tanto di meno di quanti fossero venti o trentanni fa sono ancora li magari a chiedersi perchè l'Italia sia l'unico Paese al mondo in cui i Sindacati anzicchè "dare" diritti ne tolgono.
  Non a caso un Bonanni tronfio e volgarissimo annunziava il primo maggio quasi la nascita di un nuovo Sindacato. Con Sacconi al Lavoro a fare di sponda a Confindustria Governo e Sindacati CGIL Cisl Uil cancelleranno le tracce della grande stagione dei diritti conclusasi nel 1993.
 La minoranza della CGIL non potrà che modificare insignificativamente la strategia concordata dai tre segretari confederali. Appellarsi al Congresso della CGIL è inutile.
La CGIL è irriformabile. Il suo corpo  decisionale è costituito da funzionari che obbediscono ad una logica di "centralismo democratico".La Fiom sarà normalizzata al più presto e comunque non più tardi della scadenza del mandato di Rinaldini, grande galantuomo ma oramai una noce nel sacco.
Pietro Ancona

                                                      ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Tuesday, May 13, 2008 8:32 AM
Subject: fannulloni


Cara Dottoressa Dominijanni,


l'attacco ai dipendenti pubblici "fannulloni" (una generalizzazione che dovrebbe fare vergognare i sindacati che tacciono) è finalizzata al nuovo business  che scopre nella pubblica funzione la possibilità di lucrare. Esempio: al posto di infermieri assunti per concorso pubblico dagli ospedali, si cedono servizi a cooperative che avviano mano dopera a condizioni di gran lunga peggiori di quelle garantite dal pubblico impiego. Lo stesso per i "bidelli" delle scuole e per tante altre funzioni che vengono "esternalizzate" a organismi controllate spesso politicamente dal partito che governa.

  Naturalmente si faranno due piccioni con una fava. Si mettono in discussione le tutele in caso di malattia per ridurle drasticamente.
 Cari saluti.
Pietro Ancona

                                                              ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Monday, June 02, 2008 8:30 AM
Subject: la Cgil


Caro Bruno,

la tristissima condizione di venti milioni di lavoratori italiani oramai spogliati da tutti i diritti conquistati fino agli anni ottanta e tra i più poveri d'europa è stata del tutto ignorata dalla Conferenza di Organizzazione della CGIL ansiosa soltanto di trovare il modo per inserirsi "dentro" la nuova fase della politica del PD.
La CGIL è irriformabile e la sua pesante struttura fatta da funzionari che ieri sostenne una vittoriosa azione di conquista di dignità e di diritti civili e sociale oggi si è aziendalizzata ed assorbe come un muro di gomma tutta l'insoddisfazione che viene dai lavoratori. Rinaldini o Cremaschi non significano niente e presto la Fiom sarà normalizzata con dirigenti più modermi.
  Questo per me è molto triste e non riesco ad accettarlo.
  Pietro
 Prossime tappe: abolizione ccnl, avvio dei contratti individuali e di gruppo, smantellamento pubblica amministrazione e sua privatizzazione.....
 Cari saluti.
Pietro Ancona

                                                                   ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it
Cc: info@cgil.it
Sent: Thursday, June 12, 2008 5:26 PM
Subject: : Mandati a morire



Abolire la legge Killer Biagi
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 La prova della responsabilità della precarizzazione del lavoro nelle terribili morti che registriamo tutti i giorni sta nell'oramai ordinario uso di lavoratori disponibili a tutto pur di guadagnare qualcosa  usati e subito dismessi dalle aziende.

Soltanto la professionalità che si acquisisce e si accumula nel rapporto tra lavoratore azienda e lavori effettuati garantisce sicurezza.

Non a caso oltre al numero dei morti e dei mutilati registriamo anche una crescente mancanza di  accumulazione di esperienze nelle imprese.

la torre Eiffel realizzata alla fine dell'ottocento da centinaia di operai carpentieri non fece nessuna vittima.  Tutti conoscevano perfettamente il loro lavoro e pur ad oltre cento metri di altezza e nelle condizioni climatiche  più inclementi  tornarono sani e salvi alle loro famiglie.

Come si fa a mandare a pulire una vasca di depurazione come quella di Mineo a persone che non ne avevano mai visto una nella loro vita?
Uno dei due operai era al suo terzo giorno di lavoro. Aveva fatto tanti lavori ma nessuno a quello di oggi.
pietro ancona
                                                      ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: carta@carta.org
Sent: Sunday, July 27, 2008 4:33 PM
Subject: referendum abrogativo legge biagi!!


: epifani@cgil.it
Sent: Sunday, July 27, 2008 3:45 PM
Subject: Organizziamo referendum popolare per l'abolizione della legge Biagi


NECESSARIO REFERENDUM POPOLARE PER ABROGAZIONE LEGGE BIAGI
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  Oramai è chiaro: l'approvazione di una norma nella legge finanziaria che inibisce ai lavoratori di ricorrere al Magistrato per rivendicare il proprio diritto ad essere assunto a tempo indeterminato  è la prova di una volontà di precarizzazione di tutti i rapporti di lavoro.  Si negano   financo le poche possibilità che tuttora esistono per uscire dal lavoro a tempo determinato ed entrare in un regime di "normalità" a tempo indeterminato. La normalità diventa solo ed esclusivamente il tempo determinato.
 Alla base di questo terribile processo di riduzione dei diritti delle persone che tanti danni anche di natura psicologica sta provocando a milioni di lavoratori delle ultime generazioni, sta la legge Biagi, una sorta di manuale del perfetto schiavista, dalla quale è possibile che i datori di lavoro traggano ogni possibile fumus per sfuggire ai propri doveri verso i dipendenti, tenerli sotto continuo ricatto, corrispondere salari miserabili ed indecenti, costringerli a lavorare assai di più del dovuto spesso anche durante i fine settimana.
 I Sindacati hanno fatto assai poco contro questa legge che è la Madre di tutte le Precarietà e lo strumento di disgregazione della  dignità del lavoro. Gli accordi del luglio dell'anno scorso con il Governo Prodi hanno di fatto ribaltato una volontà (CGIL) di annullare la Legge Biagi e ribadito ,peggiorandola ,la sua filosofia.
  In Italia oggi esistono milioni di cocopro (lavoratori a progetto). Si tratta di un artificio, di una invenzione della fertile fantasia dei giuslavoristi liberisti,
per schiavizzare i contrattisti. Che cosa sono in concreto questi progetti? Sono prestazioni di lavoro subordinato mascherati dalla realizzazione di un progetto che naturalmente è inesistente,
  per questo credo dobbiamo organizzare un ampio movimento per un referendum abrogativo della legge Biagi.
Dobbiamo costruire nel Paese le condizioni perchè si raccolgano le firme necessarie ed il consenso per una grande campagna di massa.
  Rivolgo vivo appello a quanti sono in grado di fare qualcosa  di mobilitarsi subito.
  Sono certo che ogni politica cosidetta di riduzione del danno sarò perdente. Tutto quanto si è ceduto alla destra ed al padronato non basterà a frenarli dall'avanzare nuove pretese di  schiavizzazione dei lavoratori.
 Pietro ancona
                                                              ****

---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: posta@liberazione.it
Sent: Sunday, August 31, 2008 2:23 PM
Subject: Bruno Trentin,

pubblicato in Liberazione a pag.18 del 02/09/2008 http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=02/09/2008
 
Cara Liberazione,
 
sono dispiaciuto per i pesanti ingenerosi ed inaccettabili giudizi che sono stati espressi su Bruno Trentin. Sono stato dirigente della CGIL per molti anni segretario regionale in Sicilia. Ricordo di Bruno Trentin la sua dedizione ai lavoratori, il suo impegno di lotta alla mafia, la sua figura di cristallina autorità morale della CGIL.  Era davvero ansioso di rendersi utile alla lotta contro la mafia a cominciare dal suo punto più lontano: il consociativismo politico e la degenerazione del sindacato e di qualche suo gruppo dirigente. A volte non capivo perchè fosse tanto rispettato dai lavoratori dal momento che il suo linguaggio era di difficile comprensione, il suo atteggiamento assai riservato da sembrare a volte altero.  Ma i lavoratori sentivano la sua anima generosa ed appassionata. Mentre io ero segretario regionale della CGIL siciliana da socialista venne diverse volte a rafforzare a dare autorevolezza al mio operato anche in disaccordo con frange della sua stessa componente. Ma, a volte, non bisogna vivere diverse stagioni. E' meglio viverne soltanto una. La stagione di Trentin fu l'autunno caldo
ed il grande movimento di modernizzazione dei salari e dei contratti. Pochi ricordano la parola d'ordine: il salario variabile indipendente!! Con Carniti e Benvenuto segnò un bellissimo periodo della storia d'Italia, una storia di conquiste una dietro l'altro.
   Non doveva in nessun modo diventare segretario generale della CGIL e stipulare gli accordi fondamentali che hanno immiserito nel tempo i lavoratori italiani. Abolizione della scala mobile ed accordi di concertazione. Un meccanismo diabolico di bombe ad orologeria innescate per demolire tutte le conquiste salariali e normative ottenute in Italia in quaranta anni di lotte. Quando le richieste di rinnovo contrattuale sono parametrate al tasso di inflazione "programmmato"  la conseguenza che ne deriva è l'impoverimento reale della busta-paga. Salari e pensioni sono diventati poverissimi perchè così è stato stabilito nel 1993.
 A questo punto il Sindacato è diventato una scimmia che pesa sulle spalle dei lavoratori.
Unico al mondo, il sindacato italiano non dà diritti alla gente ma ne toglie. Presto consegnerà anche il contratto di lavoro e trasformerà l'INPS e l'Inail in fondazioni semiprivate controllate dalla Confindustria.
 Pietro Ancona

                                                 ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it
Sent: Monday, September 15, 2008 8:38 AM
Subject: Ruolo dei sindacati confederali
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  I Sindacati Confederali, pur non essendo rappresentativi della maggioranza dei lavoratori Alitalia, hanno firmato un accordo che ha lo scopo di costringere i sindacati autonomi,espressione vera della realtà aziendale, a cedere,
ad accettare il punto di "compromesso" raggiunto.
 Trattasi di altra grande anomalia italiana: l'anomalia di potenti sindacati confederali diventati  con gli anni sempre più governativi e filiconfindustriali  per i quali abbiano i salari più bassi d'Europa, il più alto numero di morti e di infortuni sul lavoro, il precariato diventato "normalità" dei rapporti di lavoro.
  Il fascismo si manifesta in tanti modi. Anche questo è fascismo: Bonanni che dichiara da giorni che in ogni caso avrebbe firmato gli accordi ed il ruolo di sindacati confederali come schiaccianoci dei diritti delle persone.
  La novità è questa: da questa trattative anche il Sindacato della Spolverini farà parte della squadra dei "responsabili".
   Ma un Paese con lavoratori malpagati e privi di diritti non sono una bella testimonianza per questi Sindacati che un giorno ebbero dirigenti onesti e combattivi come Di Vittorio,Carniti, Santi.
  Pietro Ancona

                                                                         ****

---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it
Cc: info@cgil.it
Sent: Saturday, September 06, 2008 8:10 AM
Subject: Contratto collettivo nazionale


Cari compagni,

indebolire e ridurre la tutela del ccnl, nella situazione italiana, sarebbe un vero e proprio delitto. Una vera e propria coltellata alla schiena dei lavoratori italiani. Il ccnl è l'unico punto di riferimento per milioni di persone che lavorano in microaziende o in aziende nelle quali non esiste alcun potere contrattuale.
Non  temete "l'isolamento" paventato dai pennivendoli della Confindustria e non temete di rompere con CISL e UIL. I frutti di questa unità sindacale sono finora tutti velenosi. Non è possibile che il Sindacato Confederale passi da una trattativa all'altra soltanto per togliere diritti ai lavoratori.
 Pietro Ancona
                                                        ***

 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, September 10, 2008 3:27 PM
Subject: Nel paese di Pulcinella, Arlecchino. Ballanzone...

Nel paese di Pulcinella, Arlecchino, Ballanzone....

Prima c'è stata una lunga predicazione sulla fine della classe operaia. Ci hanno spiegato tutti i pennivendoli del Regime, ma sopratutto tutti coloro che dall'opposizione agognavano a traghettarsi dall'altra parte, che la rivoluzione tecnologica intervenuta nel processo produttivo aveva azzerato la "classe operaia" ed aveva generato nuove figure professionali; in verità il processo produttivo non c'entra niente: le nuove figure di disgraziati del lavoro sono state create dal pacchetto Treu e poi dalla legge Biagi e dagli accordi di luglio 2007 sul walfare.
 Vado a controllare i dati Istat e la classe lavoratrice italiana è più o meno quella di venti anni fa o addirittura di quaranta anni fa. Si tratta di circa ventidue milioni di persone. All'interno di questa, oltre la naturale fisiologica evoluzione del settore dei servizi e del cosidetto quaternario,
i settori fondamentali dell'industria sono rimasti più o meno gli stessi. Quanti sono i metalmeccanici oggi? Più o meno quanto erano prima. Quindi nessuna scomparsa della classe operaia. Semmai sono scomparsi i sindacati ed i partiti che si richiamavano ai suoi valori. I sindacati confederali dagli accordi di concertazione del 1993 sono diventati praticamente parastatali, un pezzo della macroeconomia, un puntello della Confindustria. Dal 1993 ad oggi l'impoverimento dei lavoratori è un dato costante inghiottito dai pitoni della triplice Cgil,Cisl,Uil.

 Da alcuni anni a questa parte, questa "classe operaia scomparsa" è sottoposta ad un bombardamento quotidiano da parte dei pennivendoli pagati da Berlusconi e dalla Confindustria: sono fannulloni, lazzaroni, assenteisti, ignoranti.... Brunetta si è financo inventato dati falsi per parlare di tassi di assenteismo. Chi si azzarda a difendere il suo pane quotidiano come i dipendenti Alitalia sono profittatori, parassiti, mangia pane a tradimento..... Statali, professori, dipendenti pubblici, tutti alla Gogna Mediatica organizzata dal Cavaliere e dai suoi solerti amici alla quale non  si sottraggono pezzi autorevoli della "sinistra" che hanno fatto del liberismo la religione con la quale hanno sostituito il comunismo.

Mi domando: se in Italia ci sono oltre venti milioni di mangiapane a tradimento, di gente che vive sulle tasse pagate dai "contribuenti" e della rendita del lavoro a tempo "indeterminato", (altro scandalo per i benpensanti che vorrebbero tutti precari..), chi si salva in questo Paese?

  A parte i giornalisti che producono, con ricchi sostentamenti statali, i loro pezzi di odio sociale quotidiano, in questo Paese si salvano i bottegai,
i commercianti, i farmacisti, gli avvocati, i notai, gli industriali insomma le categorie "autonome" che parlano di mercato in un Paese a prezzi controllati ed amministrati da un oligopolio feroce e rapace. Avete provato a comprare una aspirina a Parigi? Costa un terzo che in Italia!
  Tutte queste brave persone che tengono in piedi l'Italia hanno creato  un sistema rigidissimo di costi che stringono come un cappio al collo le famiglie: energia, assicurazioni, banche, affitti di case, acqua, trasporti..
  Ma tutto questo non basta: è necessario criminalizzare tutto il mondo del lavoro dipendente italiano ed immigrato. Meno contano socialmente i lavoratori e meno costano alle imprese! Meno soldi ci sono per scuola e sanità e più soldi ci saranno per la nuova Casta che non è fatta solo di politici ma anche dei managers più ingordi del mondo e da una imprenditoria che è sempre vissuta sulle pubbliche commesse (come la banda che si è radunata nella Cai di Colanino)....
pietro ancona
                                                                             ****

--- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; filt@cgil.it ; segreteria@cgil.it
Sent: Wednesday, September 17, 2008 8:25 PM
Subject: Non firmate!!

 Cari compagni,

non firmate!! Ne va dell'onore della CGIL e del futuro dei lavoratori italiani!  Non possono spezzare le reni ai lavoratori italiani più di quanto non abbiano finora fatto! Non dovete sottoscrivere la vittoria della loro linea di annientamento sindacale operaio
Suggerisco di disdire tutti gli accordi finora fatti a cominciare dal welfare del luglio scorso!!
l'Italia è già una landa di povertà e di disperazione. Un Paese non può avere un futuro con cinque milioni di precari a meno di mille euro al mese!
 Se passano all'Alitalia  devasteranno tutto il poco che rimane dei diritti e della democrazia.
  Pietro Ancona

                                                            ****

---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil
Sent: Friday, September 19, 2008 8:42 AM
Subject: Decisione giusta


Caro Epifani,

giusta e coraggiosa la decisione anche se  avrei preferito motivazioni esplicite  meno difensivistiche.
La campagna di denigrazione ed isolamento della CGIL fomentata dal Gatto (angeletti) e dalla volpe (bonanni) non sfonda nell'opinione pubblica anche se ha tutta la stampa ricca di pennivendoli a disposizione.
 Il Paese è inquieto e sta male. Dobbiamo alla resistenza CGIL in Alitalia se ieri non si è aperto un varco di ulteriore impoverimento e schiavizzazione dei lavoratori italiani.

 Vi esorto a non giocare di rimessa ed ad assumere una iniziativa di piena riabilitazione dei lavoratori italiani definiti fannulloni, lazzaroni, privilegiati dai bottegai al potere. Chiedete subito l'abolizione della legge Biagi ed il ripristino della scala mobile!!!

 Rimandate al mittente la trattativa sui contratti. L'Italia ha bisogno di più Diritti per i Lavoratori!

  Pietro Ancona
                                                       ****

 ****

Da:pietroancona@tin.
it]
Inviato:
domenica 21 settembre 2008 8.01
A: ichino@pietroichino.it
Cc:
epifani@cgil.it; direzione@unita.it; posta@liberazione.it; la
rinasciita; segreteria@cgil.it; filt@cgil.it
Oggetto: Assedio Cgil e lavoratori


 Caro Senatore Ichino
lei che conosce bene i fatti si dovrebbe vergognare a partecipare all'assedio della CGIL per  piegarla e portarla  a firmare come sostiene Sacconi ( si viene per firmare non per trattare) in catene ed umiliata.
 Lei dovrebbe capire profondamente l'esultanza con lacrime dei lavoratori
(che diffama dicendo che preferiscono la cassa integrazione al lavoro)
quando il tentativo della cordata è andato fallito dopo il protervo
atteggiamento tenuto nei loro confronti. E' convinto che la cordata
volesse davvero rilevare Alitalia?

 Attraverso la resa senza condizioni dei lavoratori Alitalia avevate
progettato la disfatta definitiva dei lavoratori e dei loro sindacati onesti
e non venduti al padronato ed a Berlusconi. Volevate il lancio della fine
del contratto di lavoro da una sconfitta sul campo dei lavoratori.

Lei è di gran lunga peggiore della destra italiana. Lei la serve.
Pietro Ancona

                    ****


----Messaggio originale----
Da:
ichino@pietroichino.it
Data: 21-set-
2008 6.44 PM
A: <pietroancona@tin.it>
Cc: "Widad Tamimi"<widad.tamimi@pietroichino.it>
Ogg: R: Assedio Cgil e lavoratori

Caro Ancona,

quello che ho scritto oggi sul Corriere fa seguito a una critica che rivolgo da molti anni al ruolo svolto dai sindacati (soprattutto quelli autonomi; ma oggi è proprio con questi che la Cgil si è legata, in Alitalia), oltre che dal pessimo management e dalla ancor peggiore politica, in questa azienda.
Nella home page del mio sito ho messo in evidenza il link a due articoli pubblicati, rispettivamente, nel 2004 e nel 2005: mi interesserebbe sapere che cosa Lei ne pensa.

Agli insulti, ovviamente, non rispondo.

Cordialmente               
Pietro Ichino

                                **** 
----Messaggio originale----
Da: pietroancona@tin.it
Data: 21-set-2008
7.23 PM
A: ichino@pietroichino.it
Ogg: R: Assedio Cgil e lavoratori


 Fare pressing sui lavoratori (diffamandoli) e sulla CGIL anziché sul Governo e sulla Cordata oggi sul Corriere della Sera significa fare una precisa scelta di campo. Lei partecipa all'assedio dei pochi
diritti che ancora rimangono ai lavoratori italiani. Quanto è finora accaduto
non vi basta. Siete insaziabili. Volete la gente col cappello in mano a chiedere l'elemosina ai bottegai da voi eletti a classe generale.
Volete un varco per una riforma dei contratti che faccia  retrocedere di tre secoli la gente che è costretta a vendere il suo lavoro!
  Lei è stato preceduto in questa opera di umiliazione dei lavoratori italiani da Cazzola che io conosco bene essendo stato con lui nell'esecutivo della CGIL. Fiancheggiate l'opera di gente come
Sacconi che, dopo avere rovinato cinque milioni di giovani con la legge
Biagi, invita con protervia alla resa i dipendenti Alitalia.
  Spero che si vergogni di tutto quello che fa che è contro il diritto e contro la gente. Avere studiato tanto per acquisire abilità giuslavoristica nello spogliare la gente dei suoi diritti non deve
essere una grande soddisfazione. 
  Se avesse avuto ancora un minimo di cuore avrebbe capito come l'esultanza dei lavoratori per il ritiro della cordata dei kaimani è parente stretto del pianto. Si vergogni!!
  Se il PD ha gente come lei è davvero perduto!! Potete iscrivervi tutti da Berlusconi!
  Pietro Ancona 

                                                     ****

----Messaggio originale----
Da: ichino@pietroichino.it
Data: 21-set-2008 9.52 PM
A: <pietroancona@tin.it>
Ogg: R: Assedio Cgil e lavoratori

C'è chi ritiene che il grande successo di Berlusconi sia la conseguenza di una sinistra incapace di
ragionare. Come quella che continua a imputare il fenomeno del precariato alla legge Biagi. Posso chiedere all'ex-Segretario della Cgil siciliana ed ex-membro del CNEL, che parla di "cinque milioni di giovani rovinati dalla legge Biagi", se mi sa indicare un solo contratto di lavoro precario disciplinato da quella legge che non esistesse nel nostro ordinamento già prima (magari con  un nome diverso, ma sempre, in precedenza, regolato in modo meno stringente)? Posso chiedergli perché il ministro del Lavoro del Governo Prodi, quando ha voluto dare un giro di vite contro l'abuso delle collaborazioni autonome continuative ha emanato due circolari interamente incentrate
sull'applicazione rigorosa della legge Biagi?
Posso chiedergli su quali dati statistici si basi il dato dei"cinque milioni" di giovani che sarebbero stati rovinati dalla legge Biagi? E di precisare in quale senso essi sarebbero stati "rovinati", dal momento che dal 2001 al 2007 la quota dei contratti a termine (compresi quelli di apprendistato) e
di "lavoro a progetto" o collaborazione autonoma continuativa, rispetto all'occupazione totale in Italia, non è aumentata, ma semmai leggermente diminuita?
Ci pensi bene, caro Ancona. E, se - come sono certo - non è in grado di argomentare la sciocchezza contenuta nel Suo ultimo messaggio, abbia il coraggio di chiedere scusa. Non a me,
ovviamente, ma alla memoria di Marco Biagi, il cui assassinio è stato motivato con sciocchezze
come questa.
p.i.

----Messaggio originale----
Da: pietroancona@tin.it
Data: 22-set-2008
10.12 AM
A: <ichino@pietroichino.it>
Ogg: R: Assedio Cgil e lavoratori

La smetta con il macabro richiamo alla memoria di Biagi. Un modo di criminalizzare la critica ad un testo che, prima ancora di essere fatto, quando era ancora allo stadio di libro bianco o non so che cosa lo stesso Cofferati defini "limaccioso". Non so come la pensa oggi Cofferati dopo la sua conversione al leghismo almeno per quanto riguarda la questione del lavoro immigrato. Per i guasti sociali che ha prodotto la legge Biagi dovrebbe essere abrogata se in questo Paese funzionassero gli organismi preposti alla osservanza della Costituzione,.Lei sa benissimo che in Italia il lavoro era regolato dal contratto a tempo indederminato e che soltanto il lavoro stagionale per particolari settori merceologici ( sardine, etc..) era ammesso Con la infame legge Maroni-Sacconi avete perfezionato una sorta di supermercato dei fumus contrattuali che ha sviluppatole nefandezze del
pacchetto Treu. Non nego che la linea del centro-sinistra fosse disonesta verso il lavoro quanto quella di centro destra. Non è un caso che la destra oggi è quasi al settanta per cento dei consensi e che l'Italia si avvia verso un domani di sfascio totale della coesione sociale finora garantita dalla Costituzione e dall'equilibrio di forze sociali realmente confliggenti che oggi non  ci sono più. Se lei deve  andare a fare il Ministro per abolire l'art. 18 in che modo e dove io debba considerarla di "sinistra" o almeno democratico?
Lei dice falsità quando diffonde la vulgata secondo la quale la legge Biagi ha dato garanzie ai precari che prima non avevano. Da quanto c'è questa legge in Italia abbiamo oltre un milione di lavoratori a progetto. Che cosa progettano? Quale è il contenuto dei progetti?Vorrei che la sua
università o la Commissione lavoro del senato pubblicassero questi progetti ed un campione di tutti gli altri contratti vigenti in Italia e che stanno facendo incanutire da precari milioni di persone.
Tutte le altre forme di assunzione a tempo determinato previsto dalla legge Biagi sono fumus truffaldini applicati alla grande per togliere dignità, sicurezza, futuro alle nuove generazioni Lei sa bene inoltre quanto la mera esistenza della legge Biagi abbia indebolito la condizione dei lavoratori a tempo indeterminato nei posti di lavoro.
Appena il lavoratore comincia ad avere una anzianità che produce un qualche piccolomiglioramento della sua retribuzione si medita la sua sostituzione con fresca carne da macellare magari a seicento, ottocento euro al mese.
Quando lei parla bene della legge Biagi è malafede perchè dovrebbe sapere come stanno le cose e l'uso che l'imprenditoria italiana fa di questa legge.Spero che i suoi figli subiscano ognuno una opzione della legge Biagi. Ma questo non accadrà e dal momento che lei è un opinion leader dei falchi degli imprenditori-bottegai italiani addetto alla cancellazione dei diritti della gente (per lei sono mere ingessature del sistema), che è senatore e porta a casa un mare di soldi al mese, che quando andrà in pensione godrà della pensione di professore e di quella di senatore e non so se avrà messo oculatamente da parte i contributi INPS di quando era alla CGIL. Mio figlio guadagna meno di mille euro al mese per un lavoro pericoloso. Ha un contratto a tempo indeterminato ma non escludo che la sua azione lo voglia esternalizzare con un pezzo di società e sostiturlo con precari assunti a ore, a giorni, a settimane......Ho calcolato che con la nuova legge sulle pensioni tra trenta anni andrà in pensione a meno di trecento euro al mese!! Quando lei spende per una cravatta!
Abbia almeno il pudore di non parlare di sinistra! Lei sa bene che cosa è e per conto di quali forze in Italia usa il suo cervello.Io non dico come lei ha detto a me che è incapace di ragionare. Ragiona, ragiona a come ridurre in totale schiavitù i lavoratori italiani. Tutto quello che il Sindacato vi ha dato dagli infami accordi del 93 a quelli del luglio scorso non vi bastano.
State tirando troppo la corda!! In quanto alle sciocchezze mie che avrebbero provocato l'omicidio di
Biagi non creda di impressionarmi o di intimidirmi. Prendo solo atto di quanto lei sia vigliacco e messo da argomenti inconfutabili con le spalle al muro spara accuse insensate rivolte a scoraggiare il diritto di critica. Chi critica è complice dell'omicidio! Si vergogni se ne è capace! Solo la paranoia può indurre ad usare accuse cosi pesanti nel corso di un dibattito .
Pietro Ancona

                                             *****

----Messaggio originale----
Da: ichino@pietroichino.it
Data:
22-set-2008 8.28 PM
A: <pietroancona@tin.it>
Cc: <widad.
tamimi@pietroichino.it>
Ogg: R: Assedio Cgil e lavoratori

Constato che Lei non ha risposto neppure a una delle mie domande. Quanto al "milione
di lavoratori a progetto" (in realtà 800.000), prima della legge Biagi si chiamavano "collaboratori autonomi coordinati e continuativi"; ed erano molti di più.
Ma mi sembra meglio che questo scambio si fermi
qui. p.i                    

                                    ****            

----- Original Message -----

From: <pietroancona@tin.it>

To: <ichino@pietroichino.it>

Sent: Tuesday, September 23, 2008 8:33 AM

Subject: R: Assedio Cgil e lavoratori

 

   Meschinissime ed indegne giustificazioni, quelle che lei adduce.
Quando avrà l'onesta intellettuale e civile di dire che i contratti a progetto  e tutti i contratti della famigerata legge Biagi sono assolutamente ingiustificati e che si tratta di meri fumus potrò
ricredermi sul suo conto e sulla sua buona fede. Non giochi coi numeri.
Dal pacchetto Treu alla Biagi a quello che lei predica è solo una infame officina possibile soltanto perchè la sinistra italiana non esiste più. In ogni caso il disastro sociale riguarda tutti i lavoratori italiani condizionati da una legislazione sempre più di parte, dalla parte padronale. Un padronato feroce, indecente.
  Pietro
Ancona
                                             ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: paolo leon economista
Sent: Monday, September 22, 2008 8:47 PM
Subject: articolo sull'Unità

  Stupisco a leggere che sostieni la Cai (la cordata dei conflitti di interessi e della patacca Airone) quando il suo atteggiamento è stato volutamente provocatorio teso a rompere.
  Davvero un economista del tuo calibro pensa che la cordata potesse gestire l'Alitalia.?Hai presente che cosa ha fatto Colanino di Olivetti e di telecom, cosa ha fatto tronchetti Provera di telecom etcc?
  Questi sono mediocri squaletti di giocatori di borsa che, in un paese di orbi riescono a vedere dal momento che sono soltanto guerci.
  .Gli "industriali" italiani non rischiano i loro soldi anche se sono pochini...... anche questo dovresti sapere bene,....
 Cari saluti

Pietro Ancona
                                                           ****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: melotti@uniroma1.it
Cc: lettere@corriere.it
Sent: Wednesday, September 24, 2008 9:59 AM
Subject: la linea della CGIL

Caro signore,

i forni di manzoniana memoria sono stati distrutti dai signori Cimoli che si sono succeduti alla guida dell'Alitalia.
La cordata proposta da Berlusconi è composta da persone note per il loro spiccato interesse speculativo sulle disgrazie italiane e per gestioni disastrose come quella di telecom e delle Ferrovie nonchè per grossi conflitti di interesse. Credo che si vogliono fare pagare agli italiani i debiti di Airone.
In quanto agli interessi corporativi che Epifani avrebbe  sposato le ricordo che di volta in volta siamo tutti corporativi.Lei lo è nella difesa del suo lavoro e così tutti. I piloti italiani sono nella media bassa dei piloti europei.
Sulle reali intenzioni del Governo per quanto riguarda la vicenda Alitalia si legga l'articolo di Porro sul Giornale dove apertamente si sostiene che la questione più importante dell'Alitalia  è quella di infliggere una lezione alla CGIL in vista della trattativa sull'abolizione del ccnl.
Pietro Ancona

                                                  ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Vincenzo Sena
Sent: Wednesday, September 24, 2008 4:45 PM    pubblicato su www.ilpuntodue.it
Subject: l'articolo di Pirozzi e Biasco s


 Caro Direttore,

l'articolo di Pirozzi e Biasco sull'Alitalia  fa riflettere sulla triste situazione di questo Paese in cui , come negli Usa ma senza i controbilanciamenti istituzionali, la classe degli imprenditori e dei finanzieri è al potere e piega la Repubblica ai suoi interessi spesso del tutto loschi. La vicenda Alitalia in sostanza è una colossale appropriazione di un bene pubblico che, depurato da tutte le passività, viene regalato ad una cordata che è una sorta di Summa del Capitalismo italiano con personaggi famosi a cominciare da Colannino per avere gestito con piglio usa e getta l'Olivetti e poi Telecom, come Tronchetti Provera grande artista nell'inserire nel bilancio Telecom le sue passività e attraverso questo drenare miliardi di euro, ed altri
che hanno grossi conflitti di interesse come Benetton o Li Gresti che è sopratutto un palazzinaro ed interviene in Alitalia per consolidare la sua presa su Milano in vista di Expo.
  Contrariamente a quanto scrivono Pirozzi e Biasco non ho alcuna fiducia nella "legittimità" di questa cordata e nella sua
capacità di gestire Alitalia.
  Per quanto riguarda la CGIL io spero che non si faccia ricattare dalla prospettiva del fallimento. Ci sono questioni che non possono essere messe da parte. Una di queste è il diritto dei lavoratori alla contrattazione collettiva della loro condizione cosa che è sempre più mal sopportata da un padronato che vuole comprimere al massimo la variabile lavoro.
  Mi viene voglia di ridire come nell'autunno caldo dei metalmeccanici: il salario non è variabile dipendente. Per quanto il salario stia dentro un mercato deve anche stare dentro regole come quella prevista dalla Costituzione: deve essere dignitoso e bastevole al lavoratore ed alla sua famiglia.
  Non è più così da un pezzo.
Il professore Alegi, esperto di costi comparati del trasporto aereo, sostiene che non solo il salario, ma l'intero costo del lavoro non è il pezzo più importante e significativo del bilancio Alitalia e che gli stipendi dei piloti stanno nella media europea e ce ne sono di più alti.
  La verità è quella che si è lasciata sfuggire "il Giornale" di Berlusconi: in questa trattativa la posta in gioco è l'umiliazione della CGIL. Vero, verissimo: quanto succede all'Alitalia ha un riflesso, una eco anche nella più lontana officina del Paese.
    Mi auguro sinceramente che la trattativa fallisca e che la Cordata si ritiri. L'opposizione sbaglia ad essere  comprensiva verso Colannino e gli altri. L'opposizione farebbe bene a rimettere in discusssione tutte le privatizzazioni fin qui fatte: Poste, Ferrovie dello Stato, Telecomunicazioni, Enel.
  Lo Stato leggero che vive di riflesso e tira la volata alle multinazionali come gli Usa, nell'era del liberismo predone, può riservare amarissime sorprese come quelle dei pensionati americani che non sanno come vivere ed a settanta anni sono costretti a tornare a lavorare.
Pietro Ancona

                                                               ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, September 25, 2008 7:33 PM
Subject: la cgil a canossa?


 Spero proprio che Epifani non sia andato a Canossa sospinto da un forcone imbracciato da Veltroni. Credo che dobbiamo aspettarci di leggere un accordo diverso da quello che si era rifiutato di firmare prima. Resto molto allarmato dallo svolgimento di questa vicenda e della sua conclusione. La Cai è fatta da coccodrilli abili a spolpare patrimoni pubblici o a imbottire bilanci di aziende con propri uncini prelevatori. Vedi Tronchetti Provera che nonostante la Telecom fosse attiva per due miliardi l'anno aveva la faccia tosta di presentarcela sempre senza un soldo. Li Gresti c'è per far contento Berlusconi e con lui spartire i grossi interessi di Medio Banca e gli appalti dell'expo prossimo venturo. Benetton ha interessi negli aeroporti e po ci sono quelli di Airone che rifilano ai contribuenti le loro passività. Non credo proprio che la soluzione reggerà. La CGIL è stata isolata nonostante avesse già ceduto notevolmente con l'adesione al piano industriale. Il PD ha asfissiato Epifani e gli ha fatto capire che che non firmava ne avrebbe pagato lo scotto. Insomma, il Regime bipartisan è in marcia. A presto un Partito Unico Pdl-PD con annesso sindacato unico da Camera delle Corporazioni.
pietro ancona
 

                                                                   ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it ; filt@cgil.it
Cc: veltroni_w@camera.it
Sent: Friday, September 26, 2008 8:17 AM
Subject: firma CGIL


  Caro Epifani,

Non credo sia stata una buona idea firmare lasciando fuori piloti e assistenti di volo compiendo una vera e propria operazione di isolamento dopo avere sostenuto per giorni che la CGIL non avrebbe firmato senza di loro.
Non c'era alcuna esigenza di rivedere al ribasso il contratto di lavoro dei dipendenti se non la volontà del padronato e del governo di infliggere una sconfitta a tutti i lavoratori italiani e non solo ai dipendenti Alitalia. E' stato detto apertamente dal Giornale di Berlusconi.Da oggi in poi le crisi di ristrutturazioni saranno anche crisi contrattuali e momenti di azzeramento e ristipula delle condizioni del lavoro al ribasso.
Le dichiarazioni di Veltroni che sembra averti accompagnato sospingendoti con un forcone al tavolo della capitolazione dove una banda organizzata di profittatori di regime ti aspettava spalleggiata da Cisl,Uil e Ugl e dalla destra al governo,  il suo vantarsi di essere stato artefice dell'accordo è semplicemente indecente!
Può darsi che oggi piloti e assistenti, soli e smarriti dalle minacce di liquidazione dell'azienda, cedano.  Ma lo faranno sotto ricatto al quale abbiamo contribuito tutti a metterli.
  Pietro Ancona
                                                                    ****


----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redazione@ilmanifesto.it
Sent: Saturday, September 27, 2008 10:08 AM
Subject: per guglielmo ragozzini


Caro Manifesto,

non condivido il giudizio positivo  espresso sulla CGIL. Purtroppo nella vicenda Alitalia si è consumato un ulteriore
immiserimento della condizioni dei lavoratori italiani che avrà ripercussioni gravi sulla trattativa per il contratto.
Si è avallata una privatizzazione fatta a danno dei lavoratori e dei contribuenti. Per giunta in una operazione che molti ritengono da codice penale.
Pietro Ancona

                                                               ****

 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: politiche@unita.it
Sent: Saturday, September 27, 2008 4:47 PM
Subject: operazione truffaldina


Cara Unità,

sarebbe meglio che Veltroni non si pavoneggi troppo per essere stato il deus ex machina della faccenda Cai-Alitalia.
E' possibile che l'operazione sia una colossale truffa ai danni degli azionisti Alitalia ed un peso inaccettabile per i contribuenti. E' possibile che la trattativa monopolista sia un reato e che gli ineffabili Kaimanini non siano in grado di fronteggiare le osservazione che la UE sta facendo. Oppure deve confidare in Taiani?
Pietro Ancona   

                                                                       ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it
Cc: sinistra critica
Sent: Wednesday, October 01, 2008 10:30 AM 
Subject: contratti       pubblicato  http://www.ilpuntodue.it/?q=node/342

Cara CGIL,

data la struttura delle imprese italiane la riforma proposta dalla Confindustria ed accettata da CISL UIL e UGL è una vera e propria abolizione del contratto di lavoro accompagnata da un sostanziale peggioramento dello status di lavoratore.Nelle  aziende italiane  mediamente di cinque dipendenti la stipula di un accordo aziendale è improbabile Pertanto è giusta la scelta di non  cedere al padronato italiano questo ultimo presidio di contrattazione collettiva.
Suggerisco di disdire gli accordi del 1993 e di chiedere il ripristino della scala mobile e l'abrogazione della legge Biagi.
L'unità sindacale con CISL UIL e UGL è nemica dei lavoratori. La CGIL dovrebbe valorizzare i Cobas oggi molto osteggiati e perseguitati dal padronato e non solo. I cobas sono costituiti da compagni che una volta erano nella CGIL . La CGIL dovrebbe chiudere
la stagione dell'Unità Sindacale il cui bilancio è un disastro per i lavoratori italiani.
Pietro Ancona

                                                          ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it
Cc: sinistra critica
Sent: Wednesday, October 01, 2008 10:30 AM 
Subject: contratti       pubblicato  http://www.ilpuntodue.it/?q=node/342

Cara CGIL,

data la struttura delle imprese italiane la riforma proposta dalla Confindustria ed accettata da CISL UIL e UGL è una vera e propria abolizione del contratto di lavoro accompagnata da un sostanziale peggioramento dello status di lavoratore.Nelle  aziende italiane  mediamente di cinque dipendenti la stipula di un accordo aziendale è improbabile Pertanto è giusta la scelta di non  cedere al padronato italiano questo ultimo presidio di contrattazione collettiva.
Suggerisco di disdire gli accordi del 1993 e di chiedere il ripristino della scala mobile e l'abrogazione della legge Biagi.
L'unità sindacale con CISL UIL e UGL è nemica dei lavoratori. La CGIL dovrebbe valorizzare i Cobas oggi molto osteggiati e perseguitati dal padronato e non solo. I cobas sono costituiti da compagni che una volta erano nella CGIL . La CGIL dovrebbe chiudere
la stagione dell'Unità Sindacale il cui bilancio è un disastro per i lavoratori italiani.
Pietro Ancona

                                                          ****

 

       ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ichino@pietroichino.it
Cc: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it ; cobas@cobas.it ; cremaschi fiomgloriosa
Sent: Sunday, October 05, 2008 1:25 PM
Subject: contratti, è possibile


Caro Professore,

leggendo il suo articolo al quale Repubblica dà la prima pagina (*)
(quanto interesse nell'editoria italiana e nel giornalismo per la demolizione dei diritti delle persone!!) mi sono trovato a pensarla nelle vesti di un cacciatore, munito di specchietto per le allodole (la sua confusa proposta  sul margine operativo lordo dell'impresa) appostato davanti alla tana della lepre che vorrebbe stanare al più presto. Mi sono definitivamente convinto della sua mala fede e della sua azione embedded Confindustria alla quale vuole consegnare al più presto un sostanzioso carniere.
Innanzitutto mi ha colpito il modo come si è firmato: (l'autore è deputato del Partito Democratico). Perchè? Per accreditare la sua proposta come proposta di "sinistra" (ma il PD non lo è) e
per fare pesare il suo essere politico sulla questione che tratta.
In secondo luogo sono colpito dalla sua mala fede. Lei avrà certamente il quadro degli accordi aziendali stipulati in Italia. Ricordo che quando ero nel CNEL esisteva un archivio al riguardo, spero ci sia ancora. Lei non può discettare sulla contrattazione aziendale oggi se non tiene conto di che cosa è ed è stata la contrattazione in questi ultimi venti anni. Vogliamo vedere quanti accordi aziendali, quanti integrativi sono stati firmati? Inoltre, la qualità di questi integrativi è quasi sempre riferita ad aspetti normativi dell'organizzazione del lavoro. Gli aspetti salariali legati alla produttività non sono il dato saliente.
Qual'è la percentuale di lavoratori interessati alla contrattazione integrativa? Ad occhio e croce direi minima nelle  aziende al disotto dei cento dipendenti. Lei sa benissimo che oltre il novanta per cento dei lavoratori italiani non hanno mai conosciuto la contrattazione integrativa dal momento che non hanno alcun potere contrattuale in azienda.,
In sostanza lei ha in testa un ulteriore immiserimento dei lavoratori italiani finora tutelati dai minimi tabellari nazionali. Diminuendo il valore di questi lei si ritrova con il novanta per cento dei dipendenti  privati italiani scoperta di tutele: Bravo!!
Complimenti! Lo specchietto delle allodole che si è creato è molto grossolano ma confida nella credulità spesso in mala fede di coloro che hanno interesse al riguardo.
In quanto alla firma a rate non so se la sua astuzia è degna di quella di Bertoldo. Insomma ha davanti agli occhi la vicenda Alitalia che le dà indicazioni metodologiche..... Spero che la CGIL ritrovi un pò di orgoglio patrio e di fierezza di sè e mandare a quel paese lei e l'ineffabile Veltroni che lavora di bulino con ma Marcegaglia per ricondurre al fienile di Bonanni e Angeletti anche Epifani.
Naturalmente non manca nel suo articolo il richiamo alla grave crisi internazionale. E quando mai i lavoratori  non debbono farsi carico anche di questo?
Pietro Ancona

   (*)  Contratti, è possibile una prima firma Pietro Ichino - La Repubblica

http://www.partitodemocratico.it:80/gw/producer/index.aspx?t=/documenti/indice.htm&area=30   

                                                        ***

-- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it ; sinistra critica ; cremaschi fiomgloriosa ; cobas@cobas.it
Sent: Thursday, October 16, 2008 10:13 AM
Subject: Impoverimento dell'Italia nel gelido silenzio delle Confederazioni Sindacali


I lavoratori ed i pensionati italiani si impoveriscono sempre di più ogni giorno che passa dal momento che i loro salari e le loro pensioni sono pietrificati  mentre tutto è in movimento ascensionale: prezzi, tariffe, servizi, tasse.
Soltanto la prof.Chiara Saraceno ed il Prof.Paolo Leon l'altra sera hanno tentato di attirare l'attenzione di Fassino, della Polverini e degli altri tutti al capezzale dei banchieri sulla triste condizione di milioni e milioni di famiglie italiane a reddito bloccato.La Prof. ha proposto il Fiscal Drag di cui i Sindacati tacciono.
E' impressionante sentire vantare Epifani di essere stato sempre contro la scala mobile.
La via della detassazione  della tredicesima e dello straordinario dettata dalla Confindustria  mira ad ulteriore impoverimento dal momento che il welfare ne verrà colpito.
Le quattro Confederazioni Sindacali sono diventate  collaborazioniste con il padronato e complici dello sprofondamento dei lavoratori italiani nella miseria.

Pietro Ancona

                                                  ***

--- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Tuesday, October 21, 2008 9:13 PM
Subject: quel sorriso (Vittorio Foa)


Cara Dr.ssa Concita De Gregorio,

il suo articolo sull'Unità (*) su Vittorio Foa, "Quel sorriso", e la dichiarazione di Veltroni sono quanto di più vacuo, incolore, inodore, neutro si potesse scrivere sulla vita
di un protagonista del socialismo italiano che non fu certamente mai comunista ma per un lungo periodo della sua storia fu sempre e soltanto dalla parte dei lavoratori e fiero socialista.
Insomma, tutto si riduce ad un sorriso! Un vago gesto della mano per indicare una fumosa ed aerea  non so cosa e per non si capisce che.....
Che poi Vittorio Foa, alla testa della CGIl, abbia vissuto tutta la stagione delle conquiste e dei diritti nuovi che ad uno ad uno ora vengono restituiti con gli interessi al padronato da un partito che ha dentro di se Ichino e Colaninno, è come se non fosse mai accaduto, cosi come non sono mai accadute le sue critiche radicali all'opportunismo  ed alla compromissione! Il contratto dei metalmeccanici, l'abolizione delle gabbie salariali, lo statuto dei diritti, la scuola media unica, la nazionalizzazione dell'industria elettrica, l'apertura alla Cina etc..etcc.. tutto questo è come se non fosse esistito...
Insomma, è come leggere della fine non dico della lotta di classe la cui semplice evocazione scandalizza, ma della stessa storia...
Incredibile!!
Pietro Ancona

(*) http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80120

                                              ****

--- Original Message -----

From: pietroancona@tin.it

To: posta@liberazione.it

Sent: Thursday, October 23, 2008 7:15 PM

Subject: : sindacato di soli stranieri

 

la richiesta diffusa tra i lavoratori stranieri di un sindacato solo di immigrati certamente irrealizzabile e persino pericolosa segnala tuttavia una inadeguatezza, una carenza colpevole delle Confederazioni Sindacali da anni dedite a trattative per restituire con gli interessi al padronato quanto ottenuto durante la grande stagione di lotte sindacali della fase di grande crescita delle lotte operaie conclusasi con il fallimento delle riforme. Il potere riuscì a deludere le grandi mobilitazioni degli anni settanta e da allora è cominciato il ciclo delle espiazioni....

Dagli accordi di concertazione del 1993 alla disponibilità ribadita in tutte le sedi di sostituire ai miglioramenti salariali la detassazione della tredicesima, ai famigerati accordi sul welfare del luglio scorso il Sindacato appare sempre più egemonizzato

dalla volgarissima linea imposta da Bonanni. Basti esaminare la vicenda dell'Alitalia e l'assenza di reazione alla campagna forsennata del governo di destra di criminalizzazione ed isolamento dei lavoratori pubblici definiti "fannulloni".

I lavoratori stranieri si trovano nella condizione in cui si trovarono i lavoratori meridionali a Torino dentro la Fiat e nella città industriale: trovarono una classe operaia ed un sindacato

inerte rispetto lo sfruttamento padronale e  crearono un grande subbuglio dando vita alla grande stagione di lotte dalla quale si dipartì il cosidetto "autunno caldo".

    I lavoratori stranieri sono a disagio perchè i lavoratori italiani sono in stato di disagio: muoiono come le mosche e guadagnano non abbastanza per sfamare le loro famiglie. Insomma gli immigrati specchiano una realtà diventata pesantissima dal momento che la linea del sindacato è speculare a quella della Confindustria a cominciare dal problema del precariato e della legge trenta.

Se avessi voce in capitolo suggerirei ai lavoratori stranieri di costituirsi in associazione e con questa stimolare i sindacati di appartenza a fare quanto è giusto che facciano senza caricarsi sulle spalle i problemi della finanza mondiale e dei banchieri da salvare.....

Suggerirei anche di aderire ai Cobas che sono i soli sindacati che rispondono soltanto ai lavoratori.

Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Monday, October 27, 2008 1:05 PM
Subject: lettera ad Epifani dopo Report



Caro Epifani,

la trasmissione di Report dedicata al sindacato, pur toccando soltanto una piccola parte della questione, ha messo in luce una situazione diventata insostenibile 

La CGIL deve fare la sua parte di autoriforme a cominciare dalla proposta di scioglimento degli enti bilaterali ed in primis le Casse Edili, organismi del tutto inutili inventati per gestire una parte del salario che andrebbe messa in busta paga e nella immediata disponibilità dei lavoratori.
Gli enti bilaterali stanno diventando troppo importanti rispetto gli istituti contrattuali riguardanti i lavoratori. Generano il sospetto di
interessi convergenti con gli imprenditori che diventano a volte prevalenti. Fino a creare un vero e proprio conflitto di interessi sindacato-lavoratori!!
Bisognerebbe regolare meglio il dibattito interno a cominciare dai referendum che debbano svolgersi in condizioni di normalità democratica dalle quali è stato assai lontano il referendum sugli accordi di welfare del luglio 2007.
La CGIL dovrebbe rinunziare unilateralmente a tutti i distacchi sindacali della pubblica amministrazione.Persone che stanno in distacco per diecine e diecine di anni dai loro uffici diventano financo inutili e dannose a se stesse e al Sindacato.
La CGIL dovrebbe denunziare gli accordi di concertazione del 1993 e ritirarsi dalla trattativa per la riforma del contratto di lavoro.Dovrebbe appoggiare la proposta del salario minimo garantito e chiedere la reintroduzione della scala mobile (se il nome è tabù chiamatela diversamente) dal momento che è inaccettabile il congelamento dei salari mentre la tendenza confindustriale è verso la quadriennalizzazione  di fatto della durata dei contratti.
Credo che sia giunto il momento di una svolta radicale che dovrebbe prendere le distanze da CISL e UIL oramai irrecuperabili ad un sindacalismo eticamente responsabile verso i lavoratori. Se la CGIL recupera una sua diversità agisce per il cambiamento anche dentro la CISL e l'UIL si potrebbero attivare forze rinnovatrici.
La sfiducia  dei lavoratori per il Sindacato come istituzione preposta alla loro difesa e che invece viene vissuto come una palla di piombo che li immobilizza e li danneggia è diventato davvero grande.
Bisognerebbe infine mettere allo studio il problema di una riforma della condizione del sindacalista funzionario. Certo l'attuale situazione di una burocrazia che è nello stesso tempo classe dirigente eletta dai Congressi dovrebbe essere rivista.

Pietro Ancona
 

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From: pietroancona@tin.it
To: info@cgil.it , posta@fpcgil.it
Sent: Thursday, October 30, 2008 9:08 PM
Subject: contratto statali

 
Cari compagni,
 
mi complimento vivamente con voi per la rottura con Cisl e Uil
sul contratto di lavoro. L'unità sindacale è un bene se funziona nell'interesse dei lavoratori, un male, un letto di Procuste, una dama di ferro se funziona nell'interesse della Confindustria o della destra al Governo.
Il contratto sottoscritto da Cisl e Uil è una ridicola e peggiorata riedizione del parametro di cui agli accordi di concertazione del 1993 che, nel tempo, hanno impoverito i lavoratori. Inoltre, introduce elementi di peggioramento dell'istituto contrattuale come tale destinato a fare da battistrada nell'abbattimento del contratto di lavoro garante nazionale di diritti e di minimi di retribuzione.
Grande parte del malessere delle classi lavoratrici è dovuto alle pratiche unitarie di contrattazione sempre al ribasso sempre tese piuttosto che a "dare" ai lavoratori a "togliere".
Sono certo che lo sciopero nazionale, fatto con convinzione della giustezza delle nostre ragioni, sarà un successo imponente e si iscriverà nella grande stagione di lotte aperte dalla questione scuola.
La strada per il risorgimento dei lavoratori italiani passa dalla rottura con CISL e UIL sindacati da tempo pedine sempre più tracotanti del padronato e del governo.
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: posta@liberazione.it
Sent: Tuesday, November 04, 2008 11:08 AM
Subject: spostamento a sinistra della CGIL?


Cara Liberazione,

magari la convergenza CGIL-Fiom sulla mobilitazione dei metalmeccanici fosse davvero il segno di uno spostamento a sinistra della Confederazione! I segnali che arrivano dalla vicenda Alitalia sono di segno del tutto opposto. La CGIL, dopo essersi impegnata a non firmare alcun accordo riguardante i piloti e gli assistenti di volo, ha sottoscritto assieme a Cisl UIl e UgL un dickat dettato da Colaninno e dal Governo che definire indecente è davvero assai poco! Perchè lo ha fatto? Forse è vittima dei legami tra Colannino ed il PD di Veltroni e d'Alema? Come si può mettere l'onorata firma della CGIL a contratti capestro
che negano il diritto di lavorare se si ha a casa un bambino handicappato?
Questa firma è disonorevole per la Confederazione che da sempre è stata sinonimo di sindacato indipendente dal padronato.
In quanto ai metalmeccanici credo che sarebbe opportuna una vera autocritica che analizzi le cause dell'impoverimento dei lavoratori. C'è una responsabilità sindacale enorme nello avere per quasi due decenni chiesto spiccioli e sviluppare un  costoso  volume di lotte quasi per niente!
Pietro Ancona
                                                       ***

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From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Tuesday, November 04, 2008 3:57 PM
Subject: Lo sciopero dei metalmeccanici del 12. Tanto rumore per nulla!!!!


Lo sciopero generale dei metalmeccanici del 12 dicembre prossimo sarà un evento formidabile anche se la sua piattaforma, limata dal compromesso raggiunto con la CGIL,
ne avrà disinnescato la carica di controffensiva rispetto un padronato sempre più arrogante, oramai del tutto insofferente financo al riconoscimento dei lavoratori come entità sociale con la quale bisogna contrattare e convivere. Al dilà delle generali rivendicazioni generiche rivolte ad un cambiamento della politica economica generale del governo la richiesta di integrare i salari oramai di fame viene affidata quasi esclusivamente alla detassazione della tredicesima mensilità. Una mancia che, se concessa perchè voluta fortemente anche da Confcommercio e dalla stessa Confindustria, servirà a pagare le bollette in scadenza a fine anno senza riconoscere ai lavoratori il diritto al recupero  senza richiedere l'unica cosa indispensabile in tempo di crisi: l'indicizzazione dei salari. Ma la parola "scala mobile" è diventata tabu' anche per i metalmeccanici mentre
non si appronta alcun strumento di vera lotta al precariato e cioè il Salario Minimo Garantito
(esistono metalmeccanici, l'abbiamo visto alla Navalmeccanica di  Genova, pagati tre euro e mezzo l'ora). Le richiesta di lotta al precariato si limitano ad una generica richiesta di miglioramento delle normative esistenti ed escludono di chiedere con chiarezza l'abrogazione della legge trenta e degli accordi di welfare del luglio 2007 che ne hanno ribadito  l'esistenza. Non una parola viene detta sulle gravi manipolazioni dei diritti dei lavoratori apportate dalla legge 133/2008 nel silenzio generale.
Insomma, i metalmeccanici  parteciperanno ai cortei ed alle manifestazioni del 12 dicembre con l'animus di chi vuole rompere la gabbia di ferro dentro cui sono stati chiusi dal padronato e dal governo di destra. Il gruppo dirigente dei metalmeccanici e della stessa CGIL con obiettivi limitati, quasi insignificanti.
All'indomani dello sciopero non succederà assolutamente niente. Forse il governo, pressato anche da una parte dei suoi, darà una piccola mancia natalizia!
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Thursday, November 06, 2008 10:17 AM
Subject: lo sciopero generale


Cara  Unità

se lo sciopero generale indetto dalla CGIL non si porrà obiettivi precisi di mobilitazione rischia di essere una manifestazione a vuoto, priva di artiglio.
Chiederà lo sciopero un aumento generalizzato di tutti  i salari inferiori a 1500 euro?
Chiederà lo sciopero la indicizzazione dei salari e delle pensioni? Romperà il tabù della impronunciabilità delle parole "scala mobile"?
Chiederà l'abolizione della legge Biagi? Si pronuncerà contro tutti i peggioramenti a danno dei diritti dei lavoratori introdotti dalla legge 133?
Chiederà la fine delle privatizzazioni che aumentano i costi delle famiglie ed incrementano un management miliardario nutrito dalle bollette?Chiederà il riavvio delle nazionalizzazioni a cominciare dall'Alitalia?
Io spero molto ma non so davvero se non ci limiteremo a chiedere la detassazione delle tredicesime  voluta dalla Confcommercio.
Pietro Ancona

                                                           ***

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From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Wednesday, November 12, 2008 11:19 AM
Subject: : ancora contro la detassazione

   Certamente la crisi c'è e viene come sappiamo dalla mancanza di regole del liberismo e della globalizzazione. Le "regole" sono sempre state considerate il fumo negli occhi dai fautori della libertà del mercato e dell'individualismo. La verità è che il mercato non esiste quando si giunge alla fase oligopolistica e monopolistica. Possiamo parlare di mercato dei prodotti farmaceutici o delle auto? Ricordate quante piccole e medie fabbriche come la Lancia e la gloriosa Alfa Romeo sono state divorate dalla Fiat?.
 Ma la crisi viene usata per terrorizzare l'opinione pubblica, giustificare la decrescenza delle retribuzioni sotto il livello previsto dalla Costituzione, tenere in scacco quanti vorrebbero fare qualcosa per migliorare la loro condizione di vita. Ieri alla Camera il Ministro Tremonti parlava di  "intensificazione" della crisi!! In sostanza c'è una irresponsabile amplificazione di una situazione difficile per giustificare un regime di generale depressione delle retribuzioni e le controriforme del welfare.
 Vorrei ancora una volta dichiarare la mia contrarietà alla detassazione prima degli straordinari, ora della tredicesima (se sarà fatta) e domani chissà....
 Sono contrario perchè la detassazione non affronta il problema di una riforma dell'Irpef ed anzi la rinvia sine die. Non c'è dubbio che va amplificata la parte esente dei salari e delle pensioni e vanno abolite l'irpef regionale e comunale. Queste tendono a pesare sempre di più sui redditi. Bisognerebbe inoltre rivedere il sistema di tassazione delle rendite finanziarie e dei patrimoni naturalmente a partire da certi livelli. Ma questo non viene fatto ed anzi si tende ad appesantire il carico fiscale sui più deboli.
 La detassazione non a caso è chiesta dalla Confindustria e dalla Confcommercio cioè dalle organizzazioni imprenditoriali. E' una alternativa agli adeguamenti salariali dovuti e non realizzati dalle imprese. E' una mancia una tantum. E' un modo per dire: non dovete aspettarvi niente  da noi! La detassazione uccide lo Stato dal momento che lo priva delle risorse necessarie alla sua sopravvivenza. Si calcola che per detassare la tredicesima ci vogliono nove miliardi di euro. Quale sarà l'effetto di una cosi drastica riduzione delle entrate dello Stato? Quanti servizi si dovranno tagliare ai cittadini oltre quelli già in programma per la scuola e per la sanità? Si debbono abolire del tutto le pensioni ridotte oramai a meno del quaranta per cento delle retribuzioni?
 Dal 1993, anno del primo grande accordo di concertazione ad oggi, c'è stato un trasferimento di ricchezze dal lavoro dipendente ai redditi imprenditoriali e professionali di oltre dieci punti di Pil. Insomma c'è stato un impoverimento  di venti milioni di lavoratori a vantaggio delle altre categorie sociali!! Questo impoverimento è stato dovuto alla mancata indicizzazione delle retribuzioni ed ai miglioramenti salariali  calcolati sulla cosiddetta "inflazione programmata", cioè a molto meno dell'aumento del costo della vita! Quindi nel campo dei profitti ci sono risorse sufficienti per finanziare miglioramenti salariali!
   Detassare il salario vuol dire ridurre la sua funzione sociale ed infliggere al welfare un danno incalcolabile a lunga scadenza. Non tanto lunga perchè il conto verrebbe presentato al più presto dal Tremonti di turno...
Pietro Ancona

ps: che la crisi riguardi soltanto le persone che sono state impoverite dal liberismo al potere si può vederlo osservando il florido consumo di generi di grande lusso come i panfili, le ferrari, le lamborghini ed i ristoranti ed albergo a 7 stelle.....
 Anche la crisi viene alimentata e governata soltanto contro chi vive di lavoro...

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From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, November 12, 2008 11:04 AM
Subject: L'incontro "segreto" di Palazzo Grazioli

 
Alla corte di Berlusconi: http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=9855
 
L'incontro "segreto" di Palazzo Grazioli
Pietro Ancona 12/11/2008

Provvidenziale l'incontro "segreto" di Palazzo Grazioli. Il governo vi ha perso legittimità e Cisl ed Uil si sono rivelati quelli che sono. La Cisl indegna erede di Pierre Carniti e Pastore, l'Uil il sindacato giallo che è sempre stato. Ieri hanno liberato i lavoratori italiani dal pesantissimo giogo dell'unità sindacale in funzione del governo e degli interessi degli squali e squaletti della Confindustria italiana. Sbaglierebbe la CGIL a continuare a produrre atti contraddittori come quello della firma dell'indecente accordo dell'Alitalia. Si può creare una vera unità sindacale con i sindacati di base, i cobas, quanti si sono allontanati in questi anni a causa della lontananza del Sindacato dai loro sentimenti.

Pietro Ancona

                                                        ***

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, November 15, 2008 10:10 AM
Subject: Capitalismo e crisi nell'incontro dei venti.


Riflessione sul G20
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Il Presidente degli Usa, grande custode dell'ideologia, è preoccupato che la crisi mondiale provocata dai ladroni finanzieri suoi connazionali possa mettere in discussione il capitalismo e raccomanda a tutti di continuare a sostenerne le glorie e sopratutto di adorarlo senza mettergli "lacci e lacciuoli", senza regole, dal momento che le regole limiterebbero l'audacia degli avventurosi novelli capitani di ventura i managers alla guida di società che divorano poco prima di rovinarle e di distrugerne i fondi pensioni riducendo le azioni dei malcapitati a carta straccia.
Fosse per Bush lo Stato deve servire per mettere le risorse della collettività al servizio dei banditi che hanno fatto sparire trilioni di dollari e basta. Se un bambino muore a causa di un ascesso provocato da una carie che la famiglia non può curare non importa dal momento che la luce splendente e radiosa del "sistema" brilla sui popoli liberi e ne assicura le sorti progressive. Magari con l'aiuto di qualche opportuna guerra di sterminio dei poveracci che vengono bombardati perchè non collaborano abbastanza per la cattura dei "terroristi".
Tremonti che si picca di essere grande pensatore e grande ministro si è spinto su questa strada della preservazione della purezza del capitalismo nella sua versione liberista  fino al punto di proclamare che la eventuale presenza di soldi dello Stato nelle banche non ne rivendicherà il possesso o la presenza nei consigli di amministrazione. Niente deve turbare la libera intrapresa di quanti hanno portato il mondo sull'orlo della rovina e provocato una recessione di cui ogni giorno ce ne descrivono i caratteri lugubri e devastanti.
La crisi è in fase di intensificazione. Con questa dichiarazione solenne resa al Parlamento il Ministro dell'Economia ritiene di coprire gli otto miliardi di tagli al sistema scolastico, i tagli alla sanità ed al sistema pensionistico magari per regalare cinque o sei miliardi di euro alla cordata degli "amici" capeggiata da Colaninno. Nello stesso tempo il Ministro  Sacconi aiuta la criminalizzazione dei sindacati che non si piegano alle pretese della Confindustria di una totale libertà nel rapporto coi lavoratori che soltanto da sempre minori tutele possono avere la speranza di continuare a guadagnare un tozzo di pane. Si, proprio cosi, tozzo di pane perchè altrimenti non si può definire il salario erogato dalle aziende italiane, uno dei più miseri del mondo.
 Il sistema massmediatico di tutto l'occidente si guarda bene dall'individuare le cause ed i responsabili della "crisi" cioè del Grande Furto. In atto è impegnato in una intensa campagna di terrore per convincere l'opione pubblica che  non accettando le ricette proposte dalla Gelmini e da Tremonti abbiamo dietro l'angolo la crisi del 29 e il nostro degrado a okies come le famiglie che si muovevano negli States alla ricerca di lavoro e venivano accolti a fucilate quando i loro accampamenti non venivano bruciati come ama fare Borghezio in Italia con i poveri che cercano riparo sotto i ponti.
 C'è un silenzio enorme sulle responsabilità della crisi e le batterie massmediatiche sono rivolte alla divulgazione ed al radicamento di due idee: c'è la recessione ed il capitalismo va conservato e difeso.
 Ma è proprio vero che il capitalismo non c'entra con la crisi in atto? Quante automobili si debbono costruire e mettere in circolazione per evitare la crisi della General Motors? Con buona pace di Bush il capitalismo non è più in grado di assicurare stabilità e prosperità ed è giunto il momento di sostiturlo con un sistema diverso, magari socialista. Ma dove è il socialismo? Chi lo rappresenta? Come è che i socialisti francesi proprio in questo frangente si accingono a veltronizzarsi  eleggendo a loro leader Segolene Rojal.... Ma questo è un altro discorso..

Pietro Ancona
                                                                                  ****

From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Thursday, November 20, 2008 9:38 AM
Subject: Gli scopi nefandi della campagna contro i fannulloni


Caro Professore Deaglio,

lei è persona  seria e qualificata. La sua opinione conta. Per questo la invito a fare una riflessione sulla colonna infame che è stata eretta dalla destra   ai danni di varie categorie di cittadini di volta in volta convocati ed esposti al ludibrio pubblico: ha cominciato Monti con i pensionati che toglierebbero il pane di bocca ai giovani, ora prosegue  Brunetta, (fruitore di enormi prebende come Ministro e deputato),
con gli statali, la Gelmini con i professori, Scaiola ed altri con i piloti. Ora c'è un tentativo di criminalizzare i medici di famiglia con il falso scandalo dei morti assistiti in Sicilia.
Spero che lei vorrà riflettere sulla odiosa strumentalità di questa campagna che naturalmente ignora le responsabilità della classe dirigente e dell'imprenditoria italiana che ha  managers tra i più pagati del mondo. L'obiettivo è la privatizzazione.Ma dovunque si è privatizzato i costi si sono moltiplicati per i contribuenti a cominciare dai servizi locali.

Tutto il clamore sul fannulloni e sulle assenze serve soltanto a sgombrare la pubblica amministrazione dei suoi dipendenti per sostituirli da personale esterno fornito da cooperative controllate dai politici a da imprenditori che trovano nella pubblica amministrazione il nuovo business. Personale sottopagato e privo di diritti.
 Già molti infermieri negli ospedali , molti bidelli nelle scuole  sostituiscono personale una volta assunto per concorso. E' un modo per fare soldi, fare spendere il doppio alla pubblica amministrazione (vedi costi delle esternalizzazioni dei servizi) e privatizzare brutalmente l'avviamento al lavoro. Aggiungo che il personale esterno viene fatturato quasi sempre in modo diverso da come viene retribuito ( circa il trenta per cento in meno per qualifica)
  Aggiunga i consulenti costosissimi che servono ai piani alti.
Si sta facendo dell'Italia un inferno per i lavoratori sfruttati e ridotti senza diritti da una vorace classe di speculatori all'assalto della pubblica amministrazione.
 Cari saluti.
Pietro Ancona
                                                       ****

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From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Wednesday, November 26, 2008 6:46 PM
Subject: sciopero cgil:una cannonata a salve

Lo sciopero proclamato dalla sola CGIL per il 12 dicembre scorso risulta del tutto inutile alla lettura della sua "piattaforma di rivendicazioni" del documento sulla crisi.
Le questioni essenziali della depressione italiana che è essenzialmente una crisi dei redditi del lavoro dipendenti e delle pensioni non vengono affrontate. La questione della crisi sociale italiana dovuta alla artificiale forzata precarizzazione del lavoro (provata dal fatto che lo stesso lavoratore viene riassunto come precario più volte dalla stessa azienda) non viene affrontata. Si dà per scontato un regime di salari e di retribuzioni intoccabile. Qualche soldo in più viene proposto attraverso la detassazione che tuttavia non viene neppure estesa alla tredicesima mensilità. La strada della detassazione porta alla perdita del ruolo sociale del salario ed alla sua importanza nel welfare italiano.Non a caso Berlusconi ne propone la strutturalizzazione a cominciare dallo straordinario. Non finirà cosi dal momento che tutto il welfare è sotto attacco e deve essere "affamato". Il programma della destra, come si è visto dalla legge 113 e da altre leggi recentemente approvate, è assai organico ed ha una strategia di lunga, lunghissima scadenza alla fine della quale avremo una Italia ancora meno dotata degli USA di tutele per i lavoratori.
La terribile questione della privatizzazione dell'acqua non viene affrontata.Non si chiede una revoca della norma introdotta da Tremonti nella finanziaria. Si sa per certo che la privatizzazione dell'acqua, dovendo garantire guadagni a chi la gestirà, produrrà un appesantimento delle bollette come è accaduto per tutte le privatizzazioni dei servizi fin qui realizzati a cominciare dai servizi locali. Non una sola privatizzazione è stata di sollievo per la cittadinanza.
Lo sciopero manca delle rivendicazioni fondamentali: aumento dei salari e abrogazione della legge Biagi. L'Italia è un inferno per i giovani ed è l'unico paese europeo con una patologia cosi ampia nel diritto al lavoro. Cinque milioni di precari non coprono cinque milioni di posti di lavoro nuovo ma sostituiscono cinque milioni di contratti a tempo indeterminato. Questo ha aumentato la ricattabilità e lo stato di umiliazione delle nuove generazioni almeno dal varo del pacchetto Treu. (Treu e Sacconi sono la stessa linea giulavoristica di distruzione del diritto). La CGIL non chiede la immediata trasformazione dei contratti a tempo indeterminato ma si limita a rivendicare una mancia per i quattrocentomila precari che sono stati estromessi.
Lavoro, salario e diritti restano quelli che sono: macerie ancora sotto il bombardamento nemico che vuole la loro totale polverizzazione.
Emerge dallo sfondo di questa grande offensiva ideologica della destra contro il lavoro una Italia di precari ridotti a salari che diventano una sorta di mancia, mercede come una volta venivano chiamati, che difficilmente potranno continuare a tenere in vita il welfare.
Dall'Europa giungono notizie che dovrebbero allarmare e si riferiscono all'allentamento dei vincoli di Maastricht: con un regime di salari e di pensioni non indicizzati ci sarà un ulteriore gravissimo abbassamento del potere. Non sono per i vincoli rigidi di Maastricht ma il loro allentamento se non è preceduto dalla reintroduzione della scala mobile sarà un disastro sociale di proporzioni paurose.
Letta e Bersani possono stare tranquilli. La loro linea bipartisan di sostegno all'economia italiana non viene attaccata dallo sciopero.
http://www.cgil.it/nuovoportale/Banner/SCIOPERO121208/PianoAnticrisi.pdf
Pietro Ancona

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From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Sunday, December 07, 2008 3:47 PM
Subject: Fw: note dopo il dibattito nel salotto di Ballarò

note dopo il dibattito a Ballarò

Dare poteri agli addetti alla sicurezza, abolire la legge Sacconi-Maroni nr.30
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Ballarò ha assunto la lodevole iniziativa di dedicare una puntata straordinaria alle morti sul lavoro in occasione del primo anniversario della strage della ThissenKrupp. Titolo poetico della trasmissione: La luna spalancata e tanto, tanto, ma proprio tanto cordoglio da parte di tutti per le vite bruciate nel rogo del ferro liquido incandescente della maledetta fabbrica. Mi ha colpito una critica rivolta, stamane a Prima Pagina, da un lavoratore padovano alle cose dette ieri sera a Ballarò da Guglielmo Epifani.Gli infortuni vengono dalla gestione di massimizzazione del rendimento dell'impresa che non trovano correttivi nella buona volontà di questo o quel singolo industriale. Una diffusa cultura della sicurezza, invocata da Epifani, non è compatibile che gli attuali assetti dei rapporti di produzione segnati dal precariato, dai bassi salari che spingono verso il lavoro straordinario, dal lavoro nero, dal terrore di essere licenziati e cadere nell'inferno di un mercato di lavoro immobile che non offre occasioni ed alternative.
La Cgil avrebbe dovuto avanzare due proposte per combattere radicalmente gli infortuni sempre più frequenti. Non basta essere preoccupati delle modifiche promesse da Sacconi agli industriali e condivise dalla Cisl sulla recente normativa di alleggerimento delle sanzioni.
La prima proposta riguarda i poteri degli addetti alla sicurezza che vanno notevolmente rafforzati attraverso una norma di legge che chiarisca meglio quanto previsto dagli accordi interconfederali in materia e faccia dell'addetto un vero sensore, terminale dell'Ispettorato del lavoro e dell'Asl.La seconda prevede l'abrogazione della legge Sacconi-Maroni nr.30 e successive dal momento che la precarizzazione del rapporto è causa di stress, di eccessivo turnover, di incompetenza professionale.La precarizzazione non nasce da esigenze obiettive del ciclo economico delle aziende quando da scelte politiche del padronato per ricattare la manodopera. Circa un milione di contratti a progetto inventati e fotocopiati  segnalano questa strumentalità della precarizzazione. In effetti il lavoro precario tende a sostituirsi al lavoro a tempo indeterminato e questo è un vero è proprio shock per la sicurezza. La stabilità è la prima condizione per la sicurezza. La Torre Eiffel fu costruita in due anni da trecento carpentieri che lavorarono in condizioni estreme fino a 324 metri d'altezza. Nessuno di loro si fece male e non ci fu un solo infortunio mortale. Se  si costruisse oggi una Torre Eiffel avremmo una ecatombe di morti. Questo deve fare riflettere intensamente
tutti coloro che si accostano alla questione delle morti "bianche", ma che bianche non sono ed hanno almeno il colore terribile del sangue.
A Ballarò è mancata la riflessione più importante in mezzo a tanta commozione vera o televisiva. Ad un anno dalla strage della ThissenKrupp gli infortuni non sono affatti diminuiti. Non è successo niente. Il decreto legge approvato non ha cambiato niente. Dobbiamo continuare ad aspettarci una media di tre morti al giorno e di diecine e diecine di infortuni. Questo vuol dire una sola cosa: tra la realtà e la sua rappresentazione c'è un abisso. Una cosa è la rappresentazione di una Nazione che dal Presidente della Repubblica a tutti i massmedia depreca le morti e gli infortuni, una cosa è la realtà che cammina per la sua strada piena di cadaveri.
http://www.torreeiffel.org/
Pietro Ancona
                                                          ****
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From: pietroancona@tin.it
To: ilpuntodue
Sent: Sunday, December 07, 2008 7:18 PM
Subject: Ancora sullo sciopero della Cgil del 12 dicembre



    Ho scritto che lo sciopero del 12 dicembre è una cannonata a salve sparata dalla CGIL dentro lo scenario di una Italia prenatalizia coi negozi di lusso affollatissimi da signori e signore che, intervistate dalla TV, si dichiarano dedite al lusso"sfrenato" e tristi e tristanzuoli negozi e negozietti di quartieri  vuoti che  non hanno avuto neppure la voglia ed i soldi per una luminaria da aggiungere alle scarse luci esistenti.
Le proposte (1) della Cgil sulla crisi  affrontano problemi oggi acutissimi del lavoro, del salario, delle pensioni e dei diritti.
Le soluzioni concrete che il documento avanza su queste quattro cruciali questioni non cambiano di una virgola la situazione esistente dal momento che la CGIL non si discosta dal quadro dominante dei rapporti attuali e si limita a piccoli aggiustamenti ed aggiunte che nulla innovano nella condizione dei lavoratori.
Intanto il documento sulla crisi sembra scritto in un laboratorio assai lontano dalla viva realtà della condizione del lavoro e delle masse. Le proposte che vi sono fatte sono assai sensibili agli interessi anche strategici delle aziende e delle banche. Non c'è neppure l'eco delle richieste che vengono dalle fabbriche. Per gli investimenti la sua prima preoccupazione è quella di garantire le Banche attraverso il Tesoro e tutta la parte dedicata alla macroeconomia non ha nulla di diverso dalle cose che si leggono sui giornali della Confindustria. E' stupefacente l'esclusione della CGIL dal salotto di Berlusconi. Il Governo e la Confindustria potrebbero sottoscrivere per intero un documento che è rafforzativo della linea di rigore liberistico delle politiche confindustriali e di quelle governative. Perchè hanno escluso la CGIL? E' vero che non ha firmato i contratti degli statali e del commercio per l'evidente pressione che qualcuno definirebbe massimalistica delle categorie, ma  ha firmato gli accordi Alitalia che costituiscono una sorta di Caporetto dei Diritti Sindacali e non mette in discussione la legge Maroni-Sacconi nr.30 che è fondamentale nella lotta di classe che la destra ha aperto contro i lavoratori italiani per ridurli a poveracci da contentare con la socialcard. Non ha alzato un dito, la Cgil, contro la 133 che ha tritato e ridotto in polvere parte essenziale del diritto del lavoro senza neppure l'incomodo di un finto negoziato.
 Quasi dimenticavo di scrivere una cosa che mi ha colpito dell'incipit del documento: la dichiarazione che la crisi economica che si è abbattuta sul mondo è peggiore di quella del 1929. Ora, nessuno di noi è in grado di stabilire che cosa è la crisi che si è dipartita dalla immensa truffaldina bolla finanziaria americana. Ma non si può neppure escludere una
enfatizzazione, un uso della crisi come shock economy,  un mezzo per accaparrarsi delle risorse dello Stato per salvare banche e industrie, un mezzo per abbassare i salari dei metalmeccanici della General Motors con la complicità di sindacati che non sono controllati dai lavoratori da almeno cinquanta anni. Una occasione di riciclaggio del capitalismo giustificata dal terrorismo economico e sociale.
 Per quanto riguarda il sostegno del reddito, la proposta della CGIL non va oltre la richiesta di modesti benefici fiscali. E' come se fosse una bestemmia chiedere la reintroduzione della scala mobile ed un aumento generalizzato degli stipendi e dei salari di almeno il dieci per cento alle aziende; semmai per queste si invocano contributi se, bontà loro, si impegnano ad investire nel Sud o a stipulare contratti di lavoro a tempo indeterminato.
 Non starò a tediarvi con la chiosa dei vari punti del documento. Vi rinvio ad esso. Non c'è niente che possa arrecare un sollievo duraturo alla condizione del lavoro. Non c'è niente che possa recuperare una condizione diversa e più accettabile.
 Se tutte le condizioni della piattaforma fossero accettate non cambierebbe niente del vuoto di prospettiva e di speranze che si stende davanti a chi dipende da una classe di
imprenditori che ha conquistato tutto il potere, non intende accettare alcun limite, vuole portare alle estreme conseguenze la cancellazione dei diritti di venti milioni di lavoratori dopo avere cancellato quelli dei pensionati che a non avranno più di che vivere appena entreranno a regime le "riforme" prodi-berlusconi.
Il problema delle privatizzazioni non viene affrontato. Eppure è il cavallo di troia per lo smantellamento dei lavoratori da tutto il comparto pubblico e, nella gestione dei servizi locali, è fonte di appesantimento delle bollette che le famiglie sono costrette a pagare.
 La logica è che qualcuno deve guadagnarci per la fornitura di manod'opera agli ospedali,
alle scuole, agli uffici e per la gestione di servizi di utilità pubblica fondamentale come quelli dell'acqua, dell'energia e dell'igiene ambientale.
  Penso che, sebbene le cose stiano per come le ho descritte e cioè che la piattaforma rivendicativa dello sciopero non corrisponde ai bisogni del nostro popolo, abbiamo il dovere di fare in modo che lo sciopero e la manifestazioni abbiano pieno successo e si sviluppino attorno a richieste chiare  avanzate nei cortei e tra le categorie per migliori salari, fine del precariato, scala mobile, lotta alle privatizzazioni, recupero dei diritti cancellati dall'accordo sul welfare, dalla legge 133.
  L'insuccesso o peggio il fallimento dello sciopero sarebbe usato dalla destra al potere per infliggere ancora piu' pesanti umiliazioni ai lavoratori, accelererebbe il processo di trasformazione dei sindacati in enti parastatali del regime oligarchico italiano. Non sarebbe soltanto il gruppo dirigente della CGIL ad uscirne sconfitto ma i lavoratori tutti.
  Pietro Ancona
(1)  http://www.cgil.it/nuovoportale/Banner/SCIOPERO121208/PianoAnticrisi.pdf   

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Vincenzo Sena
Sent: Friday, December 12, 2008 8:19 PM
Subject: considerazioni sulle manifestazioni di oggi.


        Considerazioni sulle manifestazioni di oggi.
  Lo sciopero di oggi, proclamato dalla sola CGIL e massicciamente partecipato dal sindacalismo di base (discriminato dai massmedia che lo hanno ignorato anche quando il suo apporto era significativo, addirittura eclatante nei cortei), è stato indubbiamente un successo. Vi hanno partecipato anche moltissimi studenti, ragazzi dei centri-sociali, la galassia delle associazioni e dei partiti della sinistra a cominciare da Rifondazione. Ho partecipato al corteo di Palermo da piazza Croci luogo storico di raduno dei metalmeccanici. Vi erano i lavoratori dei cantieri navali ma anche una numerosa presenza dei cobas specialmente della scuola e dei servizi. Insomma la presenza del sindacalismo autonomo era davvero importante e si notava anche per le parole d'ordine dei cartelli molto nette: più salario, più lavoro, no al precariato....Tra i partecipanti ho notato un gruppo di ragazzi e ragazze che distribuivano un giornaletto dal titolo  assai evocativo e romantico"La Comune"e la scritta "giornale rivoluzionario,socialista e libertario".La presenza di questo gruppo e di altri gruppi di giovani mi ha aperto il cuore alla speranza. Ho pensato che il socialismo ritrova sempre un punto per rigermogliare, per ripartire. Il socialismo ha sempre tanto da dare e tanto da dire alle nuove generazioni. Coloro che lo hanno abiurato per convertirsi al liberismo, all'individualismo,alla strana teoria che l'egoismo del singolo si traduce in un bene sociale, oggi sono in crisi per il crollo delle cattedrali mondiali della finanza e dell'industria, crollo dovuto all'esaurimento di un modello mostruoso (produrre per consumare e viceversa) ma anche a una intollerabile carenza morale degna di galera.
 Penso che la CGIL debba fare una riflessione sulla forza dei Cobas. Auspico che stabilisca rapporti sempre più intensi e non soltanto  nel movimento ma anche nella definizione delle strategie. E' innaturale che Epifani frequenti la Polverini espressione di un sindacato non solo di destra ma del tutto allineato con il Governo e la Confindustria. Nei cortei di oggi i lavoratori cobas e cgil si sono mescolati insieme. Erano la stessa cosa. Hanno chiesto e chiedono una profonda svolta nei rapporti produttivi oggi dominati dalla tensione, dalle minacce padronali, dallo sfruttamento sempre più sfacciato che produce
infortuni e disagio. La vita nei posti di lavoro è diventata un inferno per i lavoratori preda di
un padronato che ogni giorno che passa si sente sempre più forte ed onnipotente.
  La CGIL insiste per avere un riconoscimento del governo, per essere ammessa alla cabina di regia della crisi che si annunzia spaventosa. Non condivido molto le apocalittiche previsioni che Epifani ripete in questi giorni sull'economia italiana. Non c'è dubbio che la crisi c'è, ma c'è anche un uso strumentale di essa che potrebbe preludere ad una deresponsabilizzazione del capitale dai suoi obblighi sociali. Chiudere le aziende e darsi ad altre attività magari finanziarie. Ignorare la Costituzione che parla di funzione sociale della azienda. Per questo sarebbe opportuno proporre una forte penalizzazione per tutte le trasformazioni delle attività industriali in attività finanziarie o altro. Se ad un gruppo conviene dismettere gli stabilimenti, ristrutturare le aree per farne  immobili da abitare o altro, ebbene questo non dovrebbe  essere agevolato anzi dovrebbe essere ostacolato, mentre si dovrebbero premiare gli investimenti produttivi.
  Se il capitale politico che i lavoratori italiani hanno messo in mano alla CGIL sarà ben usato darà risultati buoni anche se non immediati. Non credo che una ricucitura con Cisl Uil un ritorno al tavolo delle trattative potranno portare niente di buono. I giochi sono in gran parte fatti e ciò che la Confindustria ed il Governo non ottengono  al tavolo del negoziato se lo prendono in Parlamento dove hanno una agguerrita e competente squadra di esperti che demoliscono giorno dopo giorno, norma dopo norma, il diritto del lavoro. Basti vedere la 133 e varie altre norme revocatorie per i lavoratori inseriti qui e li anche in testi legislativi i più diversi magari con la complicità di parlamentari del PD.
  Lo sciopero ha espresso contenuti nettamente migliori di quelli proposti dalla CGIL col documento sulla crisi. Lo sciopero ha mostrato una unità sostanziale di volontà tra lavoratori cgil e lavoratori cobas e delle rappresentanze di base.
  Ma il ritorno della CGIL al tavolo del negoziato sarà una  caporetto. Il Governo Berlusconi e gli altri inveleniti  dall'enorme successo delle manifestazioni di oggi, costringeranno la CGIL ad accettare  una insignificante "riduzione del danno" del genere di quella Alitalia. Cioè Canossa, una resa incondizionata.
  Per questo sconsiglio la CGIL a spendere sul tavolo del negoziato il capitale di oggi e di
insistere nella deistituzionalizzazione della sua opera, nel recupero di autonomia, soffrire insieme ai lavoratori piuttosto che accollarsi assieme a CISL, UIL e UGL, il  ruolo di guardiani del regime e di organismi subalterni alla confindustria.
  Meglio nessuna trattativa e tornare alle rivendicazioni davvero necessarie: aumento dei salari senza detassazione, indicizzazione dei salari, abrogazione legge Biagi, abolizione delle due ultime riforme delle pensioni, no alle privatizzazioni.
Pietro Ancona

PS: mentre la gente sfilava per le vie di Palermo, in una riunione veniva varata la fase operativa della privatizzazione dell'acqua.
                                                   ****

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From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Wednesday, December 24, 2008 6:47 PM
Subject: la settimana corta ed il contratto unico

  Contrariamente a quanto ritiene Cremaschi la proposta della settimana corta fatta dal Ministro Sacconi e subito accolta con visibile sorridente apertura da Epifani non è "chiacchiericcio mediatico" ma un nuovo attacco a quanto resta dei diritti dei lavoratori dopo gli accordi del luglio 2007 e la legge 133. Semmai c'è da dire che tutta la destra non è d'accordo. Brunetta  l'ha apertamente bocciata dichiarando che non si applicherà al pubblico impiego e ci sono silenzi significativi. Letta del PD con qualche se e qualche ma (come dei resto ha fatto Epifani) si è dichiarato favorevole. Altri nella destra stanno valutando fino a che punto debbono tirare la corda in un Paese che ha i lavoratori più affamati d'Europa.
  A mio parere la proposta, nel disegno dei suoi sostenitori (mi riferisco al gruppo che lavora in profondità al Ministero, alla Confindustria, in Parlamento, nella Cisl e anche negli altri sindacati e nel PD per "semplificare sino alla somma zero" i diritti dei lavoratori, vorrebbe essere una sorta di grimaldello per la precarizzazione del lavoro a tempo indeterminato. Che bisogno c'era di proporre la settimana corta alla tedesca quando abbiamo la cassa integrazione? Non c'è alcun bisogno. La messa in cassa integrazione di gruppi di lavoratori non modifica il loro stato contrattuale. Finita la cassa integrazione tornano al lavoro. Ma la proposta di Sacconi parla di una cosa diversa, di una trattativa tra le parti per cui, riconosciuto uno stato di necessità ( ricordatevi sempre c he l'Italia riconosce la necessità di oltre un milione di progetti lavorativi!!!!!) si stabilisce un regime di turnazione, di alternanza
che potrebbe essere usato per tutto il tempo che l'azienda riterrà necessario.
L'ossessione del tempo indeterminato che non fa dormire la notte Ichino, i solerti studiosi della Voce, tanti valorosi accademici e collaboratori di Sacconi e della Confindustria  in qualche modo viene
esercizzata. Avremo milioni di lavoratori a settimana corta che si alterneranno nel sottosuolo di salari sempre più inconsistenti e per giunta in parte corrisposti dallo Stato?
  L'altro grimaldello è quello inventato da Ichino(con Boeri?) Trattasi del contratto unico a tempo indeterminato per tutti. Che bello, che Bello, che bello!!!!!Finalmente si sono resi conto di quanta infelicità hanno creato la legge Biagi e le successive!!! Ma pensate che hanno davvero il cuore così tenero anche se siamo in climna natalizio?? Non è cosi, purtroppo dal momento che il contratto a tempo indeterminato per tutti (comune in Italia fino al pacchetto Treu)è come lo scorpione che nasconde un artiglio velenoso: abolizione dell'art.18!!!
  Insomma bisogna ammettere che gli economisti engagè, gli accademici,
i grandi azzeratori del giuslavorismo sono dabbero creativi!! Caspita che fantasia, che inventiva!!!
  E pensare che Epifani, dopo dieci giorni dal famoso sciopero generale, ha in mano un mucchietto di mosche  e la polpetta avvelenata che gli ha mandato Sacconi ( e non è detto che i suoi amici del PD non sono pronti a mandarne anche loro....)
Pietro Ancona
                                                  ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: loriana cavaleri laboratorio zeta
Sent: Monday, December 29, 2008 10:34 AM
Subject: Il Papa ed il precariato


Il Papa, i Sindacati, il lavoro precario
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   L'Italia ha tre  Confederazioni Sindacali tra le più potenti d'Europa.
Ma alla forza di queste organizzazioni che  tesserano  più di dieci milioni di lavoratori corrisponde una condizione di precarietà, di miseria, di infelicità, di progressiva perdita dei diritti dei lavoratori associati o non.

   Soltanto i Sindacati di base difendono davvero i lavoratori ma ne pagano le spese con discriminazioni, isolamento, licenziamento dei loro uomini più combattivi ( insomma quello che accadeva alla CGIL negli anni cinquanta e sessanta). Questi sindacati di base non sono riconosciuti dalle tre grandi Confederazioni che profeririscono  l'UGL della Polverini, il sindacato di matrice fascista ed hanno con questa frequentazioni intense.

  Il Papa, certamente  informato dai sensori numerosi della Chiesa nella società civile,  capisce che l'Italia non ha futuro con il lavoro precario, che il bene dell'economia non può essere realizzato a scapito della infelicità e della miseria dei lavoratori e chiede la fine del precariato. Ha colto l'enormità del fenomeno sociale del precariato e la sua forza di distruzione delle strutture familiari e sociali.

  Ricordo che quando il contratto era a tempo indeterminato e il tempo determinato era soltanto per i lavori stagionali e le prestazioni davvero straordinarie, le cose in Italia andavano assai meglio e non  esisteva l'orribile divaricazione dei redditi tra i managers, i politici, i professionisti ed i lavoratori dipendenti. Anche la distanza abissale che divide l'amministratore delegato dall'ingegnere o dal funzionario è causa del malessere italiano. La Legge Biagi ha dato al padronato la possibilità di fumus giuridici di contratti davvero fantasiosi. Possibile, ad esempio, che in Italia esistano un milione di progetti ai quali sono addetti altrettanti precari? Che cosa sono questi progetti?
 
 La CGIL si è affrettata a rispondere "positivamente" alla denunzia del Papa con una nota in cui parla di "ammortizzatori sociali"  per i precari, cioè la flexisecurity peraltro irrealistica data la grottesca e patologica quantita di precari inventati dalla fertile e malvagia fantasia della legge Biagi Sacconi Maroni. Quanto denaro dovrebbe avere lo Stato per fare ammortizzatori sociali per cinque o sei milioni di precari?
  Il precariato non è una necessità dell'economia. E' una scelta politica odiosamente di classe per ricattare, per tenere sotto tensione i dipendenti.
  Il precariato va abolito con un piano di rientro al lavoro a tempo indeterminato garantito dall'art.18 e con retribuzioni decorose attraverso un aumento generalizzato dei salari.
  Veltroni si accinge a discutere con Sacconi della settimana corta. Gli Dei accecano coloro che vogliono all'inferno. La settimana corta a salario decurtato e con integrazione della CIG sarebbe assai onerosa e abbasserebbe ancora il livello salariale italiano alla faccia di tutti i piagnistei ipocriti sulle busta paga che non consentono di giungere alla fine del mese. Si può avere la settimana corta a parità di salario con la settimana piena? Non se lo sognano nemmeno!!
  I lavoratori italiani hanno diritto di parola. Ci vuole una profonda e radicale democratizzazione dei Sindacati che non possono continuare ad essere strumenti  della confindustria per imporre la sua linea di spoliazione e di sfruttamento. Una legge dovrebbe regolare la consultazione e la rappresentanza la pubblicità dei bilanci e mettere un limite agli enti bilaterali.
  Pietro Ancona

http://www.corriere.it/cronache/08_dicembre_28/papa_precari_lavoro_7286f466-d4d4-11dd-b87c-00144f02aabc.shtml

                                               ****

2009
 

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Wednesday, November 26, 2008 6:46 PM
Subject: sciopero cgil:una cannonata a salve

Lo sciopero proclamato dalla sola CGIL per il 12 dicembre scorso risulta del tutto inutile alla lettura della sua "piattaforma di rivendicazioni" del documento sulla crisi.
Le questioni essenziali della depressione italiana che è essenzialmente una crisi dei redditi del lavoro dipendenti e delle pensioni non vengono affrontate. La questione della crisi sociale italiana dovuta alla artificiale forzata precarizzazione del lavoro (provata dal fatto che lo stesso lavoratore viene riassunto come precario più volte dalla stessa azienda) non viene affrontata. Si dà per scontato un regime di salari e di retribuzioni intoccabile. Qualche soldo in più viene proposto attraverso la detassazione che tuttavia non viene neppure estesa alla tredicesima mensilità. La strada della detassazione porta alla perdita del ruolo sociale del salario ed alla sua importanza nel welfare italiano.Non a caso Berlusconi ne propone la strutturalizzazione a cominciare dallo straordinario. Non finirà cosi dal momento che tutto il welfare è sotto attacco e deve essere "affamato". Il programma della destra, come si è visto dalla legge 113 e da altre leggi recentemente approvate, è assai organico ed ha una strategia di lunga, lunghissima scadenza alla fine della quale avremo una Italia ancora meno dotata degli USA di tutele per i lavoratori.
La terribile questione della privatizzazione dell'acqua non viene affrontata.Non si chiede una revoca della norma introdotta da Tremonti nella finanziaria. Si sa per certo che la privatizzazione dell'acqua, dovendo garantire guadagni a chi la gestirà, produrrà un appesantimento delle bollette come è accaduto per tutte le privatizzazioni dei servizi fin qui realizzati a cominciare dai servizi locali. Non una sola privatizzazione è stata di sollievo per la cittadinanza.
Lo sciopero manca delle rivendicazioni fondamentali: aumento dei salari e abrogazione della legge Biagi. L'Italia è un inferno per i giovani ed è l'unico paese europeo con una patologia cosi ampia nel diritto al lavoro. Cinque milioni di precari non coprono cinque milioni di posti di lavoro nuovo ma sostituiscono cinque milioni di contratti a tempo indeterminato. Questo ha aumentato la ricattabilità e lo stato di umiliazione delle nuove generazioni almeno dal varo del pacchetto Treu. (Treu e Sacconi sono la stessa linea giulavoristica di distruzione del diritto). La CGIL non chiede la immediata trasformazione dei contratti a tempo indeterminato ma si limita a rivendicare una mancia per i quattrocentomila precari che sono stati estromessi.
Lavoro, salario e diritti restano quelli che sono: macerie ancora sotto il bombardamento nemico che vuole la loro totale polverizzazione.
Emerge dallo sfondo di questa grande offensiva ideologica della destra contro il lavoro una Italia di precari ridotti a salari che diventano una sorta di mancia, mercede come una volta venivano chiamati, che difficilmente potranno continuare a tenere in vita il welfare.
Dall'Europa giungono notizie che dovrebbero allarmare e si riferiscono all'allentamento dei vincoli di Maastricht: con un regime di salari e di pensioni non indicizzati ci sarà un ulteriore gravissimo abbassamento del potere. Non sono per i vincoli rigidi di Maastricht ma il loro allentamento se non è preceduto dalla reintroduzione della scala mobile sarà un disastro sociale di proporzioni paurose.
Letta e Bersani possono stare tranquilli. La loro linea bipartisan di sostegno all'economia italiana non viene attaccata dallo sciopero.
http://www.cgil.it/nuovoportale/Banner/SCIOPERO121208/PianoAnticrisi.pdf
Pietro Ancona

                                                                         ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: rassegna sindacale
Sent: Friday, January 23, 2009 11:56 PM
Subject: cinque ore

 

Ho letto da qualche parte che la Presidente della Confindustria Emma Marcegaglia ha tentato in un incontro durato cinque ore di convincere Epifani a firmare la riforma dei contratti  già accettata dalle altre confederazioni. Cinque ore alla fine delle quali Epifani ha confermato il no della Cgil.
Mi è venuto da pensare: perchè la Confindustria vuole a tutti i costi la firma della CGIL? Certamente non si tratta di una organizzazione filantropica che chiede ai possibili beneficiari della sua generosità di accettarla! Sappiamo bene come gli accordi di oggi peggioreranno le condizioni generali  del rapporto di lavoro e con i meccanismi già adottati con la legge trenta si creeranno i fumus per sostanziali decurtazioni dei minimi salariali  nelle regioni e nelle aziende. Inoltre avanza il processo di scardinamento dell'art.18  e dei contratti a tempo indeterminato. Oggi nasce una specie di diritto sindacale che è sopratutto diritto delle aziende alle quali bisognerà piegarsi dopo essere stati spogliati di ogni possibile tutela e possibilità di resistenza sindacale o legale.
Mi è venuto da pensare che cinquanta anni fa Giuseppe Di Vittorio intratteneva per cinque ore il Presidente della Confindustria  Costa perchè aderisse ad un progetto di miglioramento
della condizione dei lavoratori italiani , riconoscesse loro diritti a cominciare da un salario equo.
  Oggi siamo in un universo capovolto. E' la Confindustria che
ha interesse a ricevere dai sindacati quanto era stato da Di Vittorio in poi  conquistato.
  La cosa stupefacente e sconcertante è  che riesce perfettamente nel suo scopo e non c'è obiettivo che non si sia posto che non abbia realizzato alla grande sui contratti, sui salari, sulle pensioni, su tutto.
  Non solo ai lavoratori non resterà niente ma saranno impaniati come passerotti presi dall' uccellatore. Difficilmente potranno fare qualcosa. Squadre di esperti giuslavoristi  da anni introducono in tutti i decreti di Berlusconi trasformati in legge norme che rendono ai lavoratori
difficile anche il ricorso alla magistratura.
 Pietro Ancona
                                                             ***

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: rassegna sindacale
Sent: Friday, January 23, 2009 9:03 AM
Subject: un colpo di stato contro i lavoratori
Il no della CGIL che non abbandona il tavolo operatorio
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L'accordo firmato stasera dalle organizzazioni sindacali con quelle
padronali e con il governo supera gli storici accordi di concertazione del
1993 che hanno finora presieduto alle relazioni contrattuali e di fatto nel
mondo del lavoro ed apre una nuova fase. Fase definita storica da Sacconi,
in cui
alla conflittualità, cioè al naturale rapporto dialettico capitale-lavoro,
si sostituisce la "collaborazione" e si introducono elementi del tutto
nuovi, corporativistici legati agli enti bilaterali. Marchingegni questi che
finora
hanno gestito una parte limitata del salario (massimo 1%) ed hanno dato vita
ad una burocrazia espressione dei firmatari, e che
diventeranno vere e proprie controparti dei lavoratori ai quali erogheranno
parti del salario o dei finanziamenti governativi o altro. Non a caso la
destra ha esultato alla firma degli accordi e la stessa Marcegaglia arriva
addirittura a presentarli come migliorativi e più favorevoli ai lavoratori
(sic!!) e forse per questo suo spirito di amore per i lavoratori li ha
firmati mentre i cattivoni della CGIL non hanno apprezzato ed hanno detto di
no.
Non voglio sottovalutare  l'importanza del no della CGIL  ad una "riforma"
che fa quasi carta straccia del diritto sindacale a cominciare dalla
triennalizzazione della durata dei contratti e
alla destrutturazione a livello regionale della contrattazione e della
stessa erogazione dei benefici previsti dalle leggi vigenti. Debbo però
osservare che è un no di una Confederazione rimasta al tavolo della
trattativa, partecipe di tutte le sue fasi e di tutti i suoi passaggi. Un no
che somiglia molto alla astensione in Senato del PD  sul federalismo
fiscale. Un no di chi non approva ma non rompe e sta dentro il negoziato
fino alla fine. Il
risultato è che la CISL e UIL hanno i vantaggi del collaborazionismo aperto
e dichiarato, vantaggi che certamente fanno valere nelle relazioni con i
poteri forti del Padronato e del Governo. Dei lavoratori importa assai poco.
La CGIL viene lo stesso duramente attaccata dai falchi della Confindustria e
del Governo ma  il quadro politico apprezza il suo senso di
"responsabilità",
però  lo stesso non può dirsi dei lavoratori e dei loro sindacati di
categoria
che registrano una nuova involuzione, una sconfitta storica ben più
grave di quella del 1993 contro la quale l'opposizione che si manifesterà
con uno
sciopero ad aprile sarà sicuramente inefficace ed un modo per la
nomenclatura Cgil per mettersi le
carte apposto. Non abbiamo firmato ed abbiamo scioperato. Che volete di più?
E' davvero strano che una frattura sociale cosi grave si compia in un clima
di fairplay in cui il tono della voce è sempre educato e basso nelle stanze
dei palazzi sempre più lontani dai posti dove la gente lavora e spesso muore
per un salario indecente e con sempre minori diritti.
Oramai tutta la contrattazione crea problemi e difficoltà soltanto ai
lavoratori, non li tutela e li obbliga ad accettare condizioni sempre più
pesanti e sempre più umilianti. Non si scandalizzi nessuno se affermo che a
fronte di accordi di questo genere forse sarebbe preferibile un regime
assolutamente privo di sindacati confederali con poteri cosi estesi e
stringenti. Quattro potenti Confederazioni che firmano accordi che diventano
subito norme e leggi ed ingabbiano per sempre i lavoratori in una rete dalla
quale sarà difficile liberarsi.
Pietro Ancona
sindacalista CGIL in pensione



stralcio di punti dell'accordo
=======================

Quanto alle "soluzioni" messe in cantiere dal governo per fare fronte alla
crisi dell'occupazione, due di queste sono rappresentate dai contratti di
solidrietà e dalla settimana corta, come si legge nel documento che il
ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha illustrato nel corso dell'incontro a
Palazzo Chigi.

Le proposte messe a punto dall'esecutivo si articolano in sette diversi
punti: il primo riguarda la "devoluzione alle Regioni e alle parti sociali
del territorio della funzione di valutazione e negoziazione, in un quadro
che rifiuta pericolosi automatismi, delle richieste di protezione per
lavoratori ritenuti in esubero congiunturale o strutturale". Il secondo
capitolo individua una serie di possibili strumenti da utilizzare:
"contratti di solidarietà, cassa integrazione a rotazione e/o ad orario
ridotto, settimana corta".


Al terzo punto, la necessità di coniugare integrazione del reddito, servizi
di accompagnamento al lavoro e attività di apprendimento, mentre al quarto
spunta l'estensione potenziale, senza automatismi, a tutti i lavoratori
subordinati delle forme di integrazione del reddito. Tutela attiva dei
collaboratori a monocommittenza e degli inoccupati con servizi all'impiego e
formazione; trattamenti economici progressivamente calanti in modo da
stimolare comportamenti attivi e responsabili ed effettività delle sanzioni
applicate a coloro che rifiutano un offerta "congrua" di lavoro o di
formazione sono gli ultimi tre capitoli.


22/01/2009 - 20:15
                                         ***

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, January 27, 2009 4:03 AM
Subject: Fw: abolire fondi pensioni. Ripristinare la pensione a riparto

 Il liberismo ha  destrutturato la società civile,  ha fatto macerie del diritto del lavoro e vorrebbe privatizzare le istituzioni previdenziali dei lavoratori.

    Causa fondamentale della crisi che investe l'Italia è la diminuzione dei redditi da lavoro e da pensioni di oltre il trenta per cento e di circa il dieci per cento del PIL a vantaggio dei ceti imprenditoriali, professionali, finanziari.
C'è uno squilibrio che porta verso nuovi squilibri verso nuove divaricazioni tra  parti ricchissime e ricche della società e parti che confinano con la povertà assoluta degli homeless che va corretto  con una energica forte risoluta azione sociale.  Se la Confindustria fiancheggiata da CISL e UIL e dal Governo continua a dare le carte e costringe la CGIL a giocare di rimessa solo per ridurre il danno, l'Italia non uscirà mai dalla crisi.

    La crisi investe i fondi pensione  riducendone i rendimenti ma anche i valori nominali. Insomma si è aperto un processo che riduce a carta straccia accantonamenti per la anzianità dei lavoratori, fondi che sono costituiti da quello che una volta si chiamava salario differito. Alla prova della storia ( il termine non è altisonante) i lavoratori sono garantiti dalle istituzioni pubbliche che si sono create nel corso di processi virtuosi di evoluzione del diritto del lavoro e della contrattazione sindacale:
la privatizzazione della previdenza ha dato pessime prove di se e, nella migliore delle ipotesi, laddove riesce a dare un qualche beneficio il suo significato nel contesto generale quasi sempre negativo è insignificante. Quanti, spinti anche  dalle organizzazioni sindacali hanno destinato il TFR (glorioso gruzzoletto che serviva per aiutare un figlio a sposarsi, integrare la pensione, concedersi  qualcosa al tramonto della vita) ai fondi integrativi sono in grado oggi di tracciare una pesante riga rossa negativa. Forse non hanno più neppure quanto è  stato e viene versato.
    E' urgente chiudere tutti i fondi pensioni, sciogliere i consigli di amministrazione. Gli amministratori dei fondi pensione sono gli unici che hanno avuto benefici favolosi. Se mettiamo insieme il costo degli emolumenti dei consiglieri di amministrazione dei fondi pensioni  avremo il tesoro di Ali Babà. Quando questi signori andranno in pensione  avranno livelli apicali e si collocheranno tra i superprivilegiati. Se depuriamo i fondi pensioni dei costi degli amministratori e degli apparati che si sono creati avremo un Cristo spogliato di tutto....
E' urgente rimettere in discussione le due ultime riforme delle pensioni italiane. Queste hanno creato una situazione  gravissima. Se fate il conto ad un lavoratore medio di quanto percepirà di pensione tra trenta anni vi renderete conto che non avrà il minimo per vivere.
    Intanto Confindustria e destra guardano con  cupidigia l'INPS ed anche l'INAIL. Sono golosi dei fondi che incamerano e che finora hanno garantito stabilità economica e sociale. Vogliono la privatizzazione dell'INPS e dell'INAIL e accaparrarsi di una accumulazione e di un meccanismo giuridico che le lotte dei lavoratori sono riuscite a determinare   con la collaborazione di giuslavoristi davvero illuminati, veri statisti della società coesa.
    Le tante rovine  creaate dalla legislazione recente del gruppo controriformatore trasversale di destra e di sinistra Da Sacconi a letta, da Biagi a Bersani non sono ancora riusciti a ridurre come la città di Gaza i diritti e le istituzioni sociali create. Ma è necessario non continuare a subire, a giocare di rimessa, a ridurre il danno, ma a chiedere un ripristino con restauro di un sistema pensionistico pubblico a cominciare dalla collocazione dei fondi pensioni dei sindacati dentro l'INPS.
    Il sistema liberistico senza regole di Bush ha portato il mondo alla rovina. Il sistema liberistico con regole non garantisce che la parte sociale di cui è espressione e tende a distanziarsi dalla società dei poveri. Il ripristino ripensato alla luce della complessità sociale di oggi della legislazione basata su potenti istituzioni pubbliche dei lavoratori e sul ritorno della pensione a ripartizione garantirà una società più prospera, con meno debiti, più coesa, più fiduciosa del futuro. Un futuro che il capitalismo non solo non garantisce ma oscura di presagi terribili. Il mondo ha bisogno di socialismo e di un mercato soggetto non solo a regole ma anche a duri controlli pubblici.

Pietro Ancona

                                                                        ****

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To: epifani@cgil.it
Sent: Wednesday, January 28, 2009 7:53 AM
Subject: : La CGIL firmerà?


IL Partito Democratico lavora per fare firmare la CGIL con impegno degno di
miglior causa
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  Il Partito Democratico si è guardato bene dall'esprimere un giudizio
sull'accordo separato che praticamente fa fuori il contratto collettivo
nazionale di lavoro. La retribuzione  avrà negli accordi locali, che
potrebbero anche essere individuali, la sua sostanza. Non c'è niente di
nuovo sotto il sole: si tratta di cottimo, di staglio, chiamiamolo come
vogliamo ma è  lavoro pagato a misura di quanto produce. E' difficile che la
contrattazione di questi cottimi avverra' con un intervento bilaterale
paritario. Nella stragrande maggioranza delle aziende sarà il datore di
lavoro a stabilire come ed in che misura pagare. Dal momento che il ccnl
diventa sempre più insignificante per il salario avremo un generalizzato
prolungamento degli orari di lavoro. Naturalmente le aziende meno forti
avranno più difficoltà delle altre a reggere ad un regime di produttività
spinta. Reagiranno costringendo i dipendenti a lavorare molto di più per
"tariffe" inferiori a quelle delle aziende più
dotate.
 Il Partito Democratico ha costituito un gruppo composto da Letta, Damiano e
Treu. Trattasi di tre esponenti della stessa scuola giuslavorista della
destra. Non la pensano molto diversamente da Sacconi, Boeri, Cazzola,lo
stesso Ichino è bipartisan ed è ossessionato dall'art.18 che vuole
eliminare. Insomma lo scopo è quello di costringere la CGIL alla firma come
è stato fatto per gli accordi di welfare con il governo Prodi, per
l'Alitalia.  Il tutto potrebbe avvenire nel corso dei prossimi due mesi,
subito dopo gli scioperi, magari come risposta "positiva" agli stessi. Ma il
pitone CGIL dovrà inghiottire il prodotto più indigesto della storia sociale
italiana: un prodotto che sostanzialmente trasforma il Sindacato, come ha
detto Sacconi, da conflittuale a collaborativo. Si sta creando la base
materiale di questa trasformazione con il maggiore peso attribuito agli enti
bilaterali che hanno dato vita già ad una burocrazia bipartisan che ha una
cultura  "nuova".
  L'accordo già firmato da Confindustria CIsl UIL ed altre associazioni  è
impregnato da una forte ideologia di suprematismo degli interessi aziendali
su tutto. Sarà ancora più  difficile scioperare e sapienti conoscitori del
diritto hanno aperto la strada per impedire qualsiasi difesa al lavoratore o
al gruppo di lavoratori che si ritenesse leso nei propri diritti. Insomma è
stato studiato per armare di una pesante corazza di titanio il padronato e
denudare completamente il dipendente che avrà le mani legate, sarà solo,
dovrà o prendere o lasciare senza discutere. Una legislazione che sta
facendo piazza pulita del potere di intervento della magistratura e che
riduce a zero le possibilità di conciliazione. Lo Statuto dei Diritti dei
Lavoratori  ha avuto il suo funerale e l'Italia diventa il Paese europeo con
meno tutele per le persone che lavorano che, non dimentichiamo, sono sempre
oltre venti milioni.
La crisi venuta dagli USa e che ha già travolto l'Europa sarà usata con
molto cinismo per portare la CGIL a Canossa. E' molto ipocrita e falso
ritenere che i diritti dei lavoratori possano essere di ostacolo alla lotta
alla crisi che si combatte su piani in cui il costo del lavoro non è
certamente il fattore più importante. Ma insomma rischiamo che si accusino i lavoratori financo di essere poco patriottici, meno patriottici dei
lavoratori americani che, sottomessi a sindacati, già  da molto tempo
"collaborano" con le imprese.  Potrebbe essere vero, come io penso, il
contrario: stabilità, salari decenti, pensioni decenti, potrebbero aiutare
in modo potente la ripresa dal momento che nessuno compra una macchina nuova
o cambia un  mobile o il vestito se deve pensare a come sfamarsi fino alla
fine del mese.
Pietro Ancona

                                                     ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, January 29, 2009 9:22 AM
Subject: combattere la crisi dalla parte dei lavoratori e dell'Italia

 
Combattere la crisi dalla parte dei lavoratori
=====================================
 
 C'è una specie di gabinetto di guerra per la gestione della crisi al quale vengono chiamati anche i sindacati per decidere le misure da prendere. Le idee del  "sistema" al potere  sono chiare: la maggiore quantità possibile di risorse a favore delle imprese. Sacrifici, sacrifici ed ancora sacrifici ai lavoratori. Intanto le aziende drammatizzano il quadro chiedendo la cassa integrazione  per un numero di lavoratori che cresce di giorno in giorno. Questa linea riceve il suo imput principale dagli Usa che, improvvisamente, scoprono la funzione interventista dello Stato in economia, fino ad ieri aborrita ed al massimo limitata alla mera osservazione ed a qualche piccola regolazione del mercato.
Colpisce il silenzio assoluto sulle cause della crisi che si possono riassumere da un lato nella pirateria impunita e forse anche incoraggiata  delle istituzioni finanziarie e dall'altro nel basso livello delle retribuzioni che non consentono alle famiglie di rinnovare
auto, elettrodomestici, vestiario, scarpe, insomma tutto! Naturalmente tutto il socialismo improvvisamente scoperto dal Congresso Usa è soltanto per aiutare imprenditori e finanzieri e quindi possiamo dire che non di socialismo si tratta ma di una torsione degli scopi e del ruolo dello Stato a vantaggio della classe dei potenti.
Qualche anno fa un paese  quasi attaccato a Palermo,Villabate,  divenne improvvisamente una sorta di luogo dei miracoli. La gente portava soldi ad un certo Sucato e questi garantiva interessi mensili o addirittura settimanali iperbolici del dieci per cento e forse di più. Tutta la Sicilia portava milioni e milioni di risparmi a Villabate e molti erano davvero felici e soddisfatti di avere scoperto il modo di arricchire rapidamente. Naturalmente si trattava di una truffa di questo Sucato che aveva creato una sorta di catena di Santantonio che, come era prevedibile, ad un certo punto si interruppe e bloccò non solo i pagamenti degli interessi ma la stessa restituzione del denaro investito. Moltissime persone persero tutto.
Pensavo si trattasse di un fatto di cronaca della creduloneria di paese fino a quando non ho letto che i massimi esponenti di Wally Street  si sono comportati più o meno come Sucato (che forse non era neppure ragioniere) e hanno lasciato buchi così grandi che ancora non sì è in grado di stimarli. Tremonti parlava in TV di pezzi di carta spacciati per titoli per un valore pari a 12 volte e mezzo il PIL mondiale.
Ma è mai possibile che il capitalismo, dopo secoli di esistenza, sia  approdato alla dottrina Sucato? La scuola di pensiero monetarista teorica della libertà assoluta del mercato e della sua divina capacità di produrre ricchezza e benessere è clamorosamente fallita, ma non c'è uno solo, tra i tanti pennivendoli che
ne hanno lodato le virtù ed i miracoli, che l'abbia ammesso!!
La Fiat bussa a quattrini. Sessanta mila lavoratori fuori se lo Stato non interviene con aiuti consistenti. Nello stesso tempo si chiedono ai lavoratori sacrifici oramai insopportabili dato l'infimo livello delle loro retribuzioni. La formula è: più lavoro e meno salario!! Una formula micidiale che aggraverà ancora di più la crisi.
Naturalmente non si parla degli stipendi dei managers che, crisi o non crisi, si ritagliano una fetta consistente del PIL nazionale. I managers delle aziende private si fissano stipendi e benefict  e li scaricano nei bilanci. Gli azionisti non sono in grado di intervenire per frenarli. Pagano e magari poi si trovano con carta straccia al posto di azioni come quelli dell'Alitalia. I managers pubblici hanno un problema opposto a quello che viene ingiunto ai lavoratori: non vogliono tetti, cioè limiti ai loro guadagni. Mastella a suo tempo fece un casino per evitare che si stabilissero tetti!! Naturalmente qui non sono gli azionisti a pagare ma gli utenti dei servizi acqua,trasporti,netturbe.
Insomma ventidue milioni di lavoratori con stipendi e salari diminuiti di circa il trenta per cento nel corso degli ultimi venti anni non sono più consumatori che dell'essenziale per la loro sopravvivenza. Se invece di dare soldi alle imprese e finanziare ammortizzatori sociali che si riducono ad elemosine si facesse una coraggiosa politica di aumento degli stipendi e dei salari e delle pensioni le cose andrebbero meglio. Insomma, l'obiettivo dovrebbe essere il livellamento dei salari, delle retribuzioni e delle pensioni italiane alla media europea. Questo sarebbe il più efficace provvedimento anticrisi dal momento che trattasi di una crisi di sovrapproduzione per mercato  debole.
La regolarizzazione dei cinque milioni di precari pagati a meno di mille euro al mese, la trasformazione dei loro contratti a tempo indeterminato  sarebbe un raggio di sole in un mondo di infelici che non possono progettare ed organizzare il loro futuro soggetti a al ricatto dei contratti a termine.
Il danno apportato all'economia ed alla prosperità degli italiani dalla legge Biagi è immenso: si è oscurato il futuro, abolita la speranza e depresso il  mercato.
Aumento dei salari e abolizione del precariato sono le misure sociali che risulterebbero le più efficaci  per dare adrenalina al sistema produttivo italiano.. Invece tutti pensano a dare soldi ai pescecani compresi i sindacati che si limitano ad invocare i cosidetti ammortizzatori sociali come se fossimo in un periodo di ordinaria amministrazione.
Pietro Anconahttp://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
 

                                                      ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, January 29, 2009 9:22 AM
Subject: Kejnes è estremista?


 

Il professore Giovanni  Sucato da Villabate a Wally Street
 
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 C'è una specie di gabinetto di guerra per la gestione della crisi al quale vengono chiamati anche i sindacati per decidere le misure da prendere. Le idee del  "sistema" al potere  sono chiare: la maggiore quantità possibile di risorse a favore delle imprese. Sacrifici, sacrifici ed ancora sacrifici ai lavoratori. Intanto le aziende drammatizzano il quadro chiedendo la cassa integrazione  per un numero di lavoratori che cresce di giorno in giorno. Questa linea riceve il suo imput principale dagli Usa che, improvvisamente, scoprono la funzione interventista dello Stato in economia, fino ad ieri aborrita ed al massimo limitata alla mera osservazione ed a qualche piccola regolazione del mercato.
Colpisce il silenzio assoluto sulle cause della crisi che si possono riassumere da un lato nella pirateria impunita e forse anche incoraggiata  delle istituzioni finanziarie e dall'altro nel basso livello delle retribuzioni che non consentono alle famiglie di rinnovare
auto, elettrodomestici, vestiario, scarpe, insomma tutto! Naturalmente tutto il socialismo improvvisamente scoperto dal Congresso Usa è soltanto per aiutare imprenditori e finanzieri e quindi possiamo dire che non di socialismo si tratta ma di una torsione degli scopi e del ruolo dello Stato a vantaggio della classe dei potenti.
Qualche anno fa un paese  quasi attaccato a Palermo,Villabate,  divenne improvvisamente una sorta di luogo dei miracoli. La gente portava soldi ad un certo Sucato e questi garantiva interessi mensili o addirittura settimanali iperbolici del dieci per cento e forse di più. Tutta la Sicilia portava milioni e milioni di risparmi a Villabate e molti erano davvero felici e soddisfatti di avere scoperto il modo di arricchire rapidamente. Naturalmente si trattava di una truffa di questo Sucato che aveva creato una sorta di catena di Santantonio che, come era prevedibile, ad un certo punto si interruppe e bloccò non solo i pagamenti degli interessi ma la stessa restituzione del denaro investito. Moltissime persone persero tutto.
Pensavo si trattasse di un fatto di cronaca della creduloneria di paese fino a quando non ho letto che i massimi esponenti di Wally Street  si sono comportati più o meno come Sucato (che forse non era neppure ragioniere) e hanno lasciato buchi così grandi che ancora non sì è in grado di stimarli. Tremonti parlava in TV di pezzi di carta spacciati per titoli per un valore pari a 12 volte e mezzo il PIL mondiale.
Ma è mai possibile che il capitalismo, dopo secoli di esistenza, sia  approdato alla dottrina Sucato? La scuola di pensiero monetarista teorica della libertà assoluta del mercato e della sua divina capacità di produrre ricchezza e benessere è clamorosamente fallita, ma non c'è uno solo, tra i tanti pennivendoli che
ne hanno lodato le virtù ed i miracoli, che l'abbia ammesso!!
La Fiat bussa a quattrini. Sessanta mila lavoratori fuori se lo Stato non interviene con aiuti consistenti. Nello stesso tempo si chiedono ai lavoratori sacrifici oramai insopportabili dato l'infimo livello delle loro retribuzioni. La formula è: più lavoro e meno salario!! Una formula micidiale che aggraverà ancora di più la crisi.
Naturalmente non si parla degli stipendi dei managers che, crisi o non crisi, si ritagliano una fetta consistente del PIL nazionale. I managers delle aziende private si fissano stipendi e benefict  e li scaricano nei bilanci. Gli azionisti non sono in grado di intervenire per frenarli. Pagano e magari poi si trovano con carta straccia al posto di azioni come quelli dell'Alitalia. I managers pubblici hanno un problema opposto a quello che viene ingiunto ai lavoratori: non vogliono tetti, cioè limiti ai loro guadagni. Mastella a suo tempo fece un casino per evitare che si stabilissero tetti!! Naturalmente qui non sono gli azionisti a pagare ma gli utenti dei servizi acqua,trasporti,netturbe.
Insomma ventidue milioni di lavoratori con stipendi e salari diminuiti di circa il trenta per cento nel corso degli ultimi venti anni non sono più consumatori che dell'essenziale per la loro sopravvivenza. Se invece di dare soldi alle imprese e finanziare ammortizzatori sociali che si riducono ad elemosine si facesse una coraggiosa politica di aumento degli stipendi e dei salari e delle pensioni le cose andrebbero meglio. Insomma, l'obiettivo dovrebbe essere il livellamento dei salari, delle retribuzioni e delle pensioni italiane alla media europea. Questo sarebbe il più efficace provvedimento anticrisi dal momento che trattasi di una crisi di sovrapproduzione per mercato  debole.
La regolarizzazione dei cinque milioni di precari pagati a meno di mille euro al mese, la trasformazione dei loro contratti a tempo indeterminato  sarebbe un raggio di sole in un mondo di infelici che non possono progettare ed organizzare il loro futuro soggetti a al ricatto dei contratti a termine.
Il danno apportato all'economia ed alla prosperità degli italiani dalla legge Biagi è immenso: si è oscurato il futuro, abolita la speranza e depresso il  mercato.
Aumento dei salari e abolizione del precariato sono le misure sociali che risulterebbero le più efficaci  per dare adrenalina al sistema produttivo italiano.. Invece tutti pensano a dare soldi ai pescecani compresi i sindacati che si limitano ad invocare i cosidetti ammortizzatori sociali come se fossimo in un periodo di ordinaria amministrazione.
Pietro Anconahttp://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
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                                                             ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, January 30, 2009 8:33 AM
Subject: Gli squali insaziabili in branco a Davos


  SANITA' E PENSIONI NEL MIRINO DEGLI SQUALI A DAVOS
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Gli squali che hanno rovinato il mondo con patacche alle quali hanno attribuito il valore di miliardi di dollari (la cifra globale della truffa non si conosce o viene tenuta segreta) e che, in vista del disastro planetario si sono liquidati prebende per milioni di dollari cadauno, (hanno solo ricevuto un bonario buffetto da Barak Obama), riuniti a Davos non trovano di meglio che chiedere di togliere alla gente servizi sanitari e pensioni.
Questi servizi indispensabili  sono stati finanziati dai loro fruitori con tasse pagate fino all'ultimo soldo e accantonamenti previdenziali che costituiscono inalienabile proprietà dei pensionandi essendo di fatto salario differito.  Agli squali servono i soldi. La Marcegaglia chiede otto miliardi per aziende che da almeno un decennio hanno assorbito oltre  il dieci per cento dei reddito da lavoro nei loro conti miliardari.
    Vogliono  tutte le risorse degli Stati per le imprese che dichiarano in pericolo spesso strumentalmente  e per le banche che sono talmente diffidenti tra di loro da non prestarsi più soldi.
   Una ricetta di classe per salvare le persone di serie A spese dei lavoratori e dei pensionati: più lavoro, meno salari e pochissima sanità e pensioni. I fondi pensioni integrativi  pare che stiano diventando carta straccia con buona pace per coloro che fecero una campagna orchestrata e ben sostenuta anche dai Sindacati  per convincere i lavoratori a destinarvi i TFR.
  Naturalmente nessuno fa cenno agli emolumenti dei managers che, per quanto riguarda il settore pubblico,in Italia sono fissati in misura sconcertante rispetto la media delle retribuzioni del Paese e l'anno scorso pare che siano aumentati di circa il venti per cento a fronte di una diminuzione reale dei salari, degli stipendi e delle pensioni.
   A Davos niente autocritiche sul terribile misfatto finanziario, niente ricerca e individuazione dei responsabili, non punizioni ma impunità, premi, riconferme. Le regole invocate financo da un ipeliberista come Tremonti non ci saranno. L'indicazione è: soldi alle banche ed alle imprese e sacrifici e rinunce per la popolazione. Insomma, il mondo segna diversi passi indietro per la stragrande maggioranza delle popolazioni a vantaggio di una classe sociale sempre  più disonesta che ha rotto ogni vincolo di coesione e che diventa pericolosa se conserva il potere dal momento che non mostra nè pentimenti nè voglia di cambiare  il suo stile di vita  come amava dire Bush e ora ripete Obama.
   Pietro Ancona

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/03/anno-oro-manager-italiani.shtml?uuid=7f0b8c9e-fd69-11dc-ba45-00000e251029&DocRulesView=Libero

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----- Original Message -----
Sent: Saturday, January 31, 2009 3:32 PM
Subject: Niente soldi alla Fiat e alle banche


Restrizioni severe alle delocalizzazioni ed alle filiere
.

Non è affatto vero che la crisi che travolge il tessuto produttivo del Paese abbia tutte cause oggettive, fatali, ineluttabili.
Aziende che funzionano perfettamente con ottimi rendimenti decidono di trasferirsi altrove per fare altro o per sfruttare migliori condizioni di servaggio della manodopera.
Altre si dedicano alla moltiplicazione dei costi specialmente se producono per la pubblica amministrazione attraverso filiere speculative che spremono il lavoro dei precari e lo rivendono a peso d'oro all'acquirente finale.
La libertà del mercato è un  bene che va preservato ma anche regolato. Bisogna instaurare severi restringimenti alla libertà di smobilitare costringendo l'azienda ad assolvere al suo ruolo sociale nel tessuto del territorio in cui è inserita.
Anche le filiere per le mere prestazioni lavorative o altro vanno esaminate al microscopio dal momento che non si può pagare un ingegnere mille euro al mese e rivendere senza colpo ferire il suo lavoro a cinquemila e anche più.
I soldi che chiede la Marcegaglia (otto miliardi di euro) vengano destinati all'aumento dei salari. Gli ammortizzatori  per la flexisecurity non servono a niente. Sono soltanto manifestazioni statali di complicità con le nefandezze di una imprenditoria priva di scrupoli.
 Dando soldi alla Fiat o ad altre imprese non si risolve la crisi ma si aggrava. Soltanto migliorando la domanda con consistenti incrementi retributivi e delle pensioni si può rimettere in moto il treno dello sviluppo.
 Infine si deve cambiare modello produttivo. Non dobbiamo pensare di produrre per sempre auto o elettrodomestici di scarsa qualità. Bisogna orientare la produzione verso nuovi prodotti socialmente più utili. Produrre per arricchire la società e non solo per consumare.
Pietro Ancona
                                                  ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, February 09, 2009 10:24 AM
Subject: un disastro sociale. il precariato


Un disastro umano per milioni di giovani lavoratori
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Repubblica di oggi, un giornale che ha sostenuto con pervicacia la linea della cosidetta "modernizzazione" dei rapporti di lavoro attraverso  i precari privi dei diritti dei lavoratori "tipici"
si accorge dell'enormità del disastro sociale che si è creato e vi dedica una attenzione (*) che non dovrebbe sfuggire ai sindacati, ai politici, a quei settori della sinistra che si sono fatti infinocchiare
dall'idea di una serie di opzioni lavorative assai attraenti  messe una dietro l'altra e tra queste una rete di protezione.
  Naturalmente la realtà è assai più squallida e tetra per i precari. Vengono assunti  in genere di tre mesi in tre mesi e magari sempre dalla stessa azienda dal momento che la condizione di precario è assai più conveniente per questa. Alcuni addirittura di settimana in settimana esclusi i festivi. La media delle retribuzioni dei precari credo non superi i seicento euro al mese . Diritti quasi inesistenti. Una intera generazione è stata umiliata
Gli studi fatti spesso con tanta passione sono diventati carta straccia. La laurea che rappresentava il passaporto di ingresso non solo verso le professioni ma anche per un lavoro ed una vita sicuri è diventata inutile dal momento che, come spiega benissimo Vandana Shiva, oggi il padrone non si accontenta della tua forza lavoro ma vuole l'essenza di ciò che sei per farne ciò che vuole. Si è voluto diffondere la falsa ideologia della continua trasformazione della economia che comporta una mobilità lavorativa senza fine.
 La responsabilità di quanto è accaduto e delle sofferenze sociali che si sono create si deve ad una corrente giuslavorista che va da Treu e Sacconi  da D'Antoni a Biagi da  Boeri a Ichino a Cazzola,  corrente che si può  assimiliare ai monetaristi nella politica economica. Come i monetaristi hanno provocato disastri fino alla crisi planetaria sostenendo la libertà assoluta del mercato e dello imprenditore, cosi i giuslavoristi che ho citato hanno provocato un enorme distrastro umano e sociale condannando alla miseria  da quattro a cinque milioni di giovani e non hanno arrecato alcun beneficio al sistema paese dal momento che le aziende si dichiarano in crisi e chiedono nuovi aiuti che verranno dati da questo governo senza condizioni.Non è vero che il lavoro precario ha creato nuovi posti di lavoro. Ha trasformato il lavoro stabile in lavoro insicuro,a termine, ricattato.
  Gravi sono le responsabilità della CGIL che, dopo essersi pronunziata prima con Cofferati e poi con Epifani contro la legge Biagi alla fine ha smesso di combatterla e con gli accordi di welfare dello anno scorso l'ha addirittura rafforzata. Gravi sono le responsabilità del PD che ha dentro di se da Treu a Letta a Damiano a Ichino e naturalmente Colaninno e Calearo.
  Ma tutto continua ad andare come decide la Confindustria . Tutti gli scioperi indetti dalla CGIL non si pongono il problema di abolire la legge trenta e si limitano a chiedere un poco di elemosina che non sarà maggiore della socialcard e non per tutti i precari.
 Pietro Ancona

(*) L'anno nero del lavoro a tempo
I precari rischiano l'estinzione

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/economia/inchiesta-precari/inchiesta-precari/inchiesta-precari.html

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, February 08, 2009 10:44 AM
Subject: quattro ore di sciopero da amministra


Minimalismo  che prosegue la linea della riduzione del danno, del gioco di rimessa della CGIL
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Il Comitato Direttivo della CGIL ha approvato, all'unanimità e cioè con il concorso anche delle aree critiche o di sinistra che dir si voglia, un documento (*) che conferma la linea minimalistica seguita in questi ultimi anni e che non è riuscita ad evitare la disastrosa situazione sociale in cui versano oggi i lavoratori. Il documento della CGIL attacca l'accordo separato sui contratti da una angolazione critica insufficiente a smontarne la portata strategica di stravolgimento delle condizioni dei lavoratori. In sostanza si dichiara disponibile alla firma, come peraltro ha precedentemente già sperimentato con l'accordo sul welfare di Prodi  e per l'Alitalia,se ci saranno cambiamenti che non vengono specificati. C'è una tenue critica al ruolo degli enti bilaterali e non si formulano alternative al disegno delle nuove prerogative attribuite alla contrattazione integrativa. Per le pensioni si parla di stabilità del sistema che verrebbe alterata dall'elevazione dell'età pensionabile per le donne. Non una parola sulla svalutazione che le pensioni in erogazione attualmente hanno subito per la mancanza di una decente tutela dall'aumento del costo della vita.
  Sul precariato che in Italia ha proporzioni patologiche non si dice niente tranne che dovrebbero farsi degli ammortizzatori sociali per simulare una flexisecurity all'italiana difficilmente realizzabile dal momento che il numero dei precari è tale da impedire un serio e significativo intervento che, in ogni caso, sarebbe al livello della socialcard dal momento che le retribuzioni dei precari sono assai "contenute" per usare un eufemismo.
Si tratta di circa tre milioni di lavoratori, il 12% del totale ma con un tasso di crescita cinque  volte maggiore di quello dei lavoratori a tempo indeterminato. Perchè le aziende dovrebbero assumere persone a tempo indeterminato se hanno la possibilità di scegliere una ricca gamma di contratti atipici vero e proprio fumus e potere tenere sotto scacco la gente? Il precariato italiano tende ad universalizzarsi ed a diventare l'unica forma contrattuale esistente. Bisognerebbe rivedere profondamente tutta la legge trenta e le successive aggiunte per abolirle. Bisognerebbe tornare al periodo di prova limitato nel tempo a poche settimane o mesi a seconda della specialità ed ammettere il lavoro a tempo determinato soltanto laddove è davvero giustificato. Ma questa richiesta non viene fatta dalla CGIL che vuole soltanto gli ammortizzatori sociali e non si chiede neppure quando guadagna un lavoratore  precario e non mette in discussione la truffa dei progetti o delle finte collaborazioni professionali.
Sulla questione dei salari che andrebbero aumentati considerevolmente il massimo che con timidezza di chiede e qualche sgravio fiscale. Chiedere aumenti salariali è  diventato tabù!!! C'è la crisi ma è solo per i lavoratori dipendenti dal momento che i managers privati e pubblici continuano ad allungare la loro distanza dal lavoro dipendente.
IL sistema pensionistico non va stabilizzato ma va smontato e riportato alla filosofia precedente alla riforma Dini.  Questo sistema non garantisce una pensione decente  che non varrà i soldi versati per il suo finanziamento. Sui fondi pensionistici che non rendono niente ma anzi registrano perdite non una parola. Sappiamo però che gli amministratori dei fondi guadagnano centinaia di migliaia di euro l'anno anche se i fondi che amministrano vanno a picco!!
Precariato, salari e pensioni dovrebbero essere i punti di attacco di una stagione di lotte  sociali  che non si fa terrorizzare dalle campagne allarmistiche di crisi unitamente alla lotta frontale alle privatizzazioni che generano aumenti consistenti delle tariffe e delle bollette che le famiglie dei lavoratori pagano per i servizi nazionali e locali (acqua,igiene,trasporti,posta, asili nido, etc,,)
Inoltre sarebbe opportuna una iniziativa a livello europeo che tragga insegnamento dalla vicenda inglese nella quale non credo che ci sia stata xenofobia quanto invece la reazione a forme di pirateria permesse dalla Bolkestein.  Non è possibile che imprenditori che dispongono di un elevato numero di lavoratori sottopagati (i meccanici della navalmeccanica genovese di nazionalità rumena guadagnano meno di tre euro all'ora e cosi altri) ben rodati nell'arte delle risorse umane procacciate a costi infimi mettano in crisi assetti salariali consolidati. L'assenza di una iniziativa europea dei sindacati è una complicità con la linea del lasser faire,lasser passer del capitalismo rampante mordi e fuggi.
Infine deploro l'assenza di una analisi sulla persistenza, anzi sull'aumento delle morti sul lavoro che la legge non sa evitare dal momento che scaturiscono dal precariato e dalla mancanza di potere dei delegati alla sicurezza. Lo sciopero di quattro ore amministrato dalle regioni e dalle categorie è una scelta rituale, priva di sentimento, incapace di accendere la passione dei lavoratori frustrati dalla povertà in cui vivono e dalla perdita di peso sociale dentro le aziende. Ma anche sugli scioperi il Ministro del Lavoro (!!!) ha già pronto un magnifico rospo da fare inghiottire ad Epifani.
Pietro Ancona

(*) http://www.accordoseparato.com/2009/01/30/cgil-il-documento-approvato-dal-comitato-direttivo-del-29-e-30-gennaio-2009CGIL:IL

http://www.cgil.it/org/AllegatiTaccuino/ilTaccuino022Anno2/Direttivo29-30gennaio.pdf

                                                    ****

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, February 14, 2009 11:12 AM
Subject: Una generosa manifestazione dei lavoratori minimizzata.


Una situazione surreale
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Massimo D'Alema ha definito entro questo spazio lo sciopero di ieri: "E' urgente garantire chi perde il posto di lavoro e quindi occorre una riforma degli ammortizzatori sociali che sia in grado di proteggere anche i lavoratori precari e a tempo determinato. In piazza, sotto il palco, tremano soprattutto loro." L'ex Ministro del Lavoro ed ex segretario della Fiom è stato ancora più soft: "lo sciopero è una testimonianza del malessere dei lavoratori". Un aggettivo può definire la condizione dei lavoratori nello sciopero di ieri: surreale! Una massa immensa di lavoratori di studenti e di migranti quale maggiore non poteva essere ha compiuto ieri uno sforzo di mobilitazione eccezionale, confrontabile al grande sciopero per le pensioni del primo governo Berlusconi, alla mobilitazione della CGIL in difesa dell'art.18, dello sciopero del 20 ottobre 2007 contro il governo Prodi. Per quanto i pennivendoli della destra e della Confindustria si affannino a minimizzare ieri l'Italia che lavora e che studia ha fatto sentire alta, altissima la sua voce, ma...... cosi' come i promotori dello sciopero del venti ottobre si preoccuparono di  rassicurare Prodi che lo sciopero non era contro il Governo fino a fare diventare questa affermazione la cifra, la nota dominante, l'esegesi politica dell'iniziativa, lo sciopero di ieri è stato ingabbiato dalla CGIL e dal PD nei limiti della richiesta di una diversa politica economica del governo, della doverosa protesta contro le modifiche alla legge sulla sicurezza del lavoro, ai contratti separati, alla legge antisciopero predisposta da Sacconi, insomma in un alveo assai limitato di riduzione del danno, di reazione agli attacchi sempre più virulenti alla libertà ed all'autonomia del Sindacato, senza alcun riferimento, alcuna proposta che possa caratterizzare un miglioramento delle condizioni dei lavoratori oggi ricattati dalla grande crisi provocata non solo dalla truffa finanziaria planetaria fatta dagli americani ma dai bassi salari che in tutto l'Occidente hanno degradato i consumi e la produzione.  Preso atto degli otto miliardi per gli ammortizzatori sociali stanziati dal governo con l'accordo delle Regioni ci si limita a chiederne l'estensione ai precari. Una sorta di social card umiliante che si calcolerà in spiccioli.  Manca la richiesta di una coraggiosa svolta che può avvenire soltanto con un aumento generalizzato dei salari e delle pensioni e l'abrogazione della legge Biagi.Ha pesato sullo sciopero la pesante ipoteca  del PD alla quale la CGIL è sottoposta  che vorrebbe la firma sulla riforma dei contratti e la ripresa dell'unità con CISL ed UIL che naturalmente avverrebbe alle condizioni collaborazionistiche con Confindustria e Governo di queste. Ha pesato la comunanza spirituale del gruppo dei giuslavoristi Treu,Letta, Ichino ncon i giuslavoristi del Pdl. La posizione di Ichino che appoggia Boeri per il contratto unico che liquida l'art.18, la posizione di Bersani che è stato allo sciopero ma non si è sbilanciato su niente di quanto chiede oggi la gente: più salario, più difesa del suo potere di acquisto oggi in balia ai venti del mercato e ai gravami delle privatizzazioni sui servizi, una riforma delle pensioni che ritorni ai criteri precedenti la riforma Dini o che comunque rimetta in discussione una "riforma" che di fatto riduce le prestazioni pensionistiche ad elemosine. E' davvero surreale che le proposte della CGIL siano una specie di collo di bottiglia dal quale non passano le spinte poderose che ieri la sua stessa gente ha dato. Epifani è ansioso di sedersi al tavolo della trattative per discutere di tutto, sapendo fin d'ora che
non chiederà altro che correggere, attenuare, ridurre il danno che questa destra ha prodotto e continua a produrre. Ma, a mio parere,  questo senso di responsabilità non solo è mal riposto ma non regge. Non regge ad una condizione di generale immiserimento dei lavoratori, ad un uso criminale del precariato, a pensioni sempre più leggere, a servizi sempre più cari a causa degli stipendi dei managers. Non regge difronte ad una offensiva del Governo che attacca assieme alla Confindustria alla Cisl ed UIL. Il PD non difende i lavoratori rispetto i quali non ha più neppure una posizione di terzietà: è con la confindustria. I deputati PD ieri presenti hanno voluto in quale modo testimoniare un loro legame  storico con il movimento operaio italiano ma si sono ben guardati dal dichiarsi  "con" i lavoratori in lotta.In queste condizioni, lo sciopero del quattro aprile e quello dei pensionati del cinque marzo serviranno a fare sapere quanto è forte la CGIL e come deve essere tenuta dentro "il tavolo" delle trattative con il governo. Ma niente cambierà in meglio per i lavoratori ed i precari.
Pietro Ancona
                                                        ****

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From: pietroancona@tin.it
To: redazione@ilmanifesto.it
Sent: Saturday, February 14, 2009 9:26 PM
Subject: Amarezze per un collaborazionismo suicida

Caro Manifesto,

Il professore Ignazio Marino, insigne chirurgo (a Palermo ha creato l'Ismett  centro trapianti), presidente della Commissione Sanità del Senato , ha proposto, stasera, il referendum nel caso in cui la legge sul testamento biologico sarà fatta nel modo voluto dalla destra e dal Vaticano cioè con l'alimentazione forzata e l'idratazione.
Proposta certamente importante e di grande capacità mobilitativa. Proposta che poteva anche spingere la destra a più miti consigli.
Non erano trascorsi che pochi minuti dall'annunzio del Prof Marino che il PD smentiva a gran voce attraverso interventi di Letta ed altri l'ipotesi del ricorso al referendum.
 Il PD non intende promuovere un  confronto popolare sul testamento biologico.
  Già all'indomani delle grandi manifestazioni di lotta di ieri Veltroni, che ha disertato lo sciopero, ha riunito Confindustria e Sindacato e lanciato una ipotesi collaborazionista e corporativista per affrontare la crisi e superarla. Neppure una parola sul malessere dei lavoratori, sulle loro rivendicazioni, niente di niente.
 Naturalmente i lavoratori vi concorreranno accettando tutte le controriforme proposte dalla Confindustria e dal Governo e già accettate da Cisl e Uil.
   Infine, qualcuno si chiede che fine ha fatto la proposta di un referendum sulle leggi Gelmini.
   Pietro Ancona
                                                        ****

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Sent: Tuesday, February 03, 2009 10:09 AM
Subject: Si avvicina l'ora delle decisioni

 
I lavoratori hanno bisogno di una Confederazione che sia loro e non della Confindustria e del Governo
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Oramai manca poco al completamento della spoliazione dei diritti che i lavoratori si sono conquistati attraverso lotte  che hanno impegnato generazioni sempre con la guida della CGIL. Fatto l'accordo separato sui contratti, non firmato dalla Cgil, mancano all'appello il contratto unico a tempo indeterminato
che è uno strumento subdolo per la cancellazione dell'art.18, la privatizzazione dell'Inps e dell'Inail, una drastica revisione dei trattamenti di malattia e del welfare.
In atto abbiamo ventidue milioni di lavoratori con salari inferiori a quelli di venti anni fa e cinque milioni di precari, lavoratori-schiavi soggetti alla benevolenza del datore di lavoro per la riconferma, privi di fondamentali diritti. In effetti si tratta di lavoratori truffati che avrebbero dovuto essere assunti a tempo indeterminato e che la legge Biagi ha incatenato ad una vita senza futuro, senza speranze e con retribuzione ridicola. Dobbiamo sapere che quasi tutti i contratti di lavoro a tempo determinato sono fumus permessi da
una violazione della legge legalizzata dalle norme della legge trenta e da circolari  ministeriali fatte da persone esperte nell'elusione e nell'aggiramento del diritto. Il lavoratore di Licata morto ieri in modo spaventoso all'età di 24 anni era un precario alla stanga da oltre quattordici ore. Il precariato produce morte che la legge recente non  può evitare.
In queste condizioni la CGIL non può limitarsi a non firmare i contratti,ad indire referendum tra i lavoratori (che sanno che il loro voto sarà una testimonianza senza conseguenze), a cercare di ridurre i danni di una tendenza alla sconfitta totale dei lavoratori aiutata da una crisi che viene usata senza scrupoli per terrorizzarli.
Che cosa può fare la CGIL? Negli ultimi due anni ha dovuto firmare un accordo con il governo Prodi che difatto  peggiora le pensioni, aggrava il precariato, riduce il welfare. Ha firmato un accordo con l'Alitalia che contiene norme in contrasto non solo con diritti dei lavoratori ma coi diritti  generali delle persone. Un accordo scandaloso che favorisce una cordata capeggiata da Colannino che ha  messo fuori diecimila lavoratori, acquistato a prezzo stracciato un patrimonio enorme, privatizzato un servizio che probabilmente dovrà cedere presto.
Sono mesi che la Confindustria ha pronto nel cassetto dopo averlo steso con la collaborazione di Cisl e Uil il progetto di modifica del contratto di lavoro che è nello stesso tempo un momento di passaggio verso nuove forme di rapporti non più conflittuali ma collaborativi, una forma di neocorporativismo nella quale i sindacati vengono assorbiti in funzione parastatale come gestori con il padronato di enti bilaterali che hanno l'obiettivo di privatizzare il welfare. Al rifiuto della CGIL di firmare, dopo la solita campagna della CGIL che non capisce la modernità, si è mosso con molta preoccupazione il PD costituendo una task force che ha lo scopo di ricondurre la CGIL  a Canossa come è già stato fatto nei due casi precedenti.
A questo punto si impone una riflessione che è la seguente: l'Unità sindacale serve ai lavoratori oppure alla Confindustria ed al Governo? Serve certamente alla Confindustria ed al Governo! La CGIL è sempre la grande bellissima organizzazione dei lavoratori italiani o è diventata o rischia di diventare altro?
  Il problema è di autonomia. La CGIL è sempre stata al passo con le scelte compiute dal PCI. La svolta dell'Eur non ha forse coinciso con la politica del compromesso storico e favorito l'ingresso del PCI nel governo? Ma esistevano margini che ora sono scomparsi., e gli interessi  strategici del PCI contenevano una crescita poderosa della condizione del lavoro.Oggi il PCI che ha dentro il suo gruppo parlamentare  non solo Ichino ma due pezzi da novanta della Confindustria come Colannino e Caleari, il pci che per un lungo periodo della sua storia è stato classista (fino a proporre il referendum sulla scala mobile) e poi per un altro periodo ha osservato una sorta di terzietà tra aziende e lavoratori,  è schierato con la Confindustria e con le  aziende e preme sulla CGIL perchè  continui ad accettare condizioni di sempre maggiore umiliazione dei diritti dei lavoratori. Ora il PCI  si chiama PD  ed ha compiuto una scelta di pieno liberismo (fuori tempo massimo, per me, dal momento che il liberismo è in crisi) che non prevede alcuna tutela dei lavoratori tranne qualche misura  compassionevole.  Il PD porta al tavolo del nuovo bipartitismo in dote una CGIL, in cui la sua componente che è maggioritaria, riesce a fare compiere scelte che oramai confliggono apertamente con gli interessi dei lavoratori.
Per questo ritengo che dal momento che il PD non rinunzia ad esercitare una pesante tutela sulle scelte della CGIL si ponga a molti, a cominciare delle categorie che più stanno soffrendo le conseguenze delle politiche di concertazione, di decidere sul che fare. Cercare di impedire alla CGIL di compiere scelte scellerate come quelle del contratto oppure prendere atto che questo stato di cose in cui il massimo che è concesso alla CGIL è giocare di rimessa, ridurre il danno, è insostenibile e dannoso? Insomma porsi il problema della disaffiliazione della CGIL delle categorie che si ritengono immediatamente danneggiate e di organizzare una nuova  Confederazione che anzicchè dialogare con Cisl e UIL e con la UGL della Polverini raduni in una potente organizzazione di classe tutto il sindacalismo di base e la tradizione riformista ma non capitolarda della CGIL di Di Vittorio, Santi, Novella, Lama,Foa.
La nascita della nuova Confederazione dovrebbe avvenire  proponendo soluzioni alla crisi non regalando miliardi alle aziende, ma aumentando i salari e le pensioni, soluzioni di abolizione del precariato che deve essere limitato ai lavori stagionali, di revisione della pensione ritornando al sistema a riparto, di netta chiusura alle privatizzazioni che hanno aumentato i costi dei servizi locali alle famiglie, di una scuola pubblica senza finanziamento per i privati, di una sanità per tutti finanziata dalla fiscalità generale.
Pietro Ancona

                                                                 ****

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From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Thursday, February 26, 2009 12:27 PM
Subject: attacco al diritto di sciopero ed al sindacalismo di base




attacco al diritto di sciopero ed al sindacalismo di base
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 Nessuno si faccia illusione sulla limitazione dei progetti della destra italiana (e non solo) riguardanti il diritto di sciopero al settore dei trasporti.  Sui punti cruciali di attacco alla libertà ed alla democrazia come la istituzione delle ronde,il prelievo delle impronte digitali ai bambini rom, le leggi di detenzione dei clandestini e di maggiorazione delle loro pene in caso di reato ed ora del diritto di sciopero  la destra italiana ripercorre la strada già  attraversata da Hitler e da Mussolini negli anni trenta.
 La scelta è stata fatta dal momento che l'opinione pubblica è stata esasperata contro gli scioperi dei lavoratori del settore.Spesso si tratta di lavoratori pendolari o di fruitori dei servizi urbani di fascia medio-povera.
 Lo sciopero nei servizi pubblici ha già una regolamentazione che risale al 1990, aggiornata nel 2000. Un esame obiettivo dei comportamenti delle categorie da allora ad oggi non evidenzia  un cattivo funzionamento della legge. La legge ha garantito gli  utenti dei trasporti e lo sciopero selvaggio è una leggenda metropolitana ingigantita ad arte per mettere la gente contro i sindacati ed i lavoratori.
 Oggi la scelta del governo di stringere e di molto il cappio del divieto risulta particolarmente odiosa e di parte per il fatto che le ferrovie dello Stato sono state privatizzate ed anche l'Alitalia, mentre le aziende municipalizzate hanno già un regime privatistico e molte sono  state privatizzate.
 Ieri una spocchiosa  dichiarazione di Mauro Moretti amministratore delegato delle Ferrovie (con stipendio milionario) resa al  Senato annunziava la scelta del "macchinista unico", scelta che sarà realizzata anche senza l'accordo dei lavoratori e del sindacato. Non dimentichiamo che è in corso una profonda ristrutturazione dei servizi riguardante la gestione del trasporto ferroviario che renderanno assai più oneroso e difficile il trasporto ai pendolari ed agli stessi ferrovieri. Con i nuovi orari molte persone che viaggiano per raggiungere il posto di lavoro dovranno alzarsi nel cuore della notte dal momento che in nome dell'efficienza e del risparmio si fanno saltare tratte essenziali.
 L'Alitalia è stata privatizzata e difatto quasi regalata ad una cordata di  imprenditori. Non si sa più niente di cosa sta succedendo ai cassaintegrati (diecimila?) ed agli assunti dalla Cai.Si è molto speculato sui "privilegi" dei dipendenti Alitalia per ridurli in uno stato di vero e proprio terrore. Debbono stare molto attenti
nel loro rapporto con l'impresa che è pronta ad usare la frusta o la mannaia a seconda del caso. Il lavoratore dovrà vivere la vita dell'azienda con il cuore sempre in trepidazione e l'occhio supplice rivolto al suo capo perchè sia sempre benevolo verso di lui.
 La presentazione del disegno di legge delega da parte di Sacconi non coglie di sorpresa nè la Confindustria nè la Cisl, l'Uil e l'UGL. La CGIL è l'organizzazione che ha fatto le dichiarazioni più critiche. Ho sentito stamane la Camussi  a tg3. Non si è spinta molto avanti nelle critiche.
    Le norme vietano manifestazioni di protesta come l'occupazione di strade o autostrade che sono state usate anche dai metalmeccanici per richiamare l'attenzione della gente sulla loro protesta. Introduce il referendum preventivo e lo sciopero virtuale.
 E' un disegno di legge pensato sopratutto contro i sindacati di base la cui crescita preoccupa quanti ritengono di avere raggiunto con le quattro confederazioni "riconosciute" un punto di equilibrio assai soddisfacente per la Confindustria ed il Governo.
 E' veramente strabiliante che subito dopo l'annunzio fatto da Sacconi, il Senatore Ichino del PD, esperto giuslavorista della stessa scuola alla quale si richiama Sacconi, abbia invitato il PD ad approvare  la proposta del Governo. Insomma, l'accordo nelle grandi linee c'è già e si tratta di precisare i dettagli.
 Chissà se le ronde saranno chiamate ad intervenire a difesa degli interessi dei cittadini contro eventuali scioperi contestati dal Governo.....
  Nessuno si aspetti che la destra al potere si accontenti del settore dei trasporti e delle norme che ieri il Senato ha approvato sul pubblico impiego. Andrà avanti in una situazione in cui l'opposizione politica è stata estromessa dal Parlamento, l'opposizione sociale viene criminalizzata, il lavoro non è più un diritto ma una
elargizione che ti devi conquistare leccando la mano a qualcuno....come un cagnolino.
  Pietro Ancona

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/02/diritto-sciopero-nuove-regole.shtml?uuid=2ae8cc8a-03ee-11de-b262-02b204b540f4&DocRulesView=Libero

http://www.cubscuolatorino.netfirms.com/NonSoloScuola/DirittiSindacali/04_04_xx_SulDirittoDiSciopero.htm

                                                               ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: info@giuliettochiesa.it
Sent: Saturday, March 28, 2009 10:21 AM
Subject: la CGIL


Caro Chiesa,

ho sentito il giudizio positivo sulla CGIL che hai espresso, con forza, stamane ad Omnibus. Sono un vecchio sindacalista CGIL, ero segretario regionale in Sicilia. Purtroppo non posso condividere questo tuo giudizio dal momento che la CGIL porta la corresponsabilità dell'impoverimento dei lavoratori italiani a far data dagli accordi di concerrtazione firmati da Trentin nel 1993 che fissarono nel tetto di inflazione programmata il massimo da richiedere in occasione dei rinnovi contrattuali.
  Con il governo prodi la CGIL ha firmato un accordo che peggiora le pensioni e  chiude la lotta al precariato accettandolo fino in fondo, precariato che ha reso infelici cinque milioni di persone che stanno incanutendo con contratti a termine.
 In quanto all'accordo non firmato sulla riforma del modello contrattuale  purtroppo la CGIL ha dato via libera alle sue categorie di trasfonderlo nelle piattaforme contrattuali, cosa già fatta dalla potente FLAI (agroindustria) che ha accettato dalle sue consorelle Cisl e UIL tutti i punti dell'accordo separato.
  Inoltre si è fatta scrivere una nota di biasimo dalla Ces sempre per non avere firmato con Cisl e UIl. Indovina chi firma la nota: Walter Cerfeda emanazione della CGIL nella Ces. Insomma copia il giochino del governo che si fa rimproverare dal FMI o dalla UE quando vuole
assolutamente far passare una cosa.
  Con molta amarezza.

Pietro Ancona
                                                             ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redazione@lospiraglio.it
Sent: Monday, April 06, 2009 3:29 PM
Subject: cgil


FUTURO SI  INDIETRO NO

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Lo slogan della manifestazione nazionale della CGIL  che avrà luogo a Roma domani "Futuro si indietro no "è disvelatore della  volontà di rendere inoffensivo il  suo significato. Parlo di volontà e non di errore o altro dal momento che  avendo letto la piattaforma rivendicativa  dello sciopero di  domani  mi sono reso conto, con sgomento, della assenza di richiesta di radicali misure rivolte a dare una risposta alla grave ed anche infelice condizione dei lavoratori italiani. Che vuole dire "indietro no"? l'obiettivo è forse quello del mantenimento delle condizioni attuali e di non peggiorarle ancora?  Indietro sarebbe un obiettivo concreto positivo, anzi positivissimo,  se si riferisse ad un ritorno alla indicizzazione dei salari e delle pensioni ed alla situazione precedente la legge trenta nonchè al minuto prima delle privatizzazioni che hanno appesantito le bollette per i servizi (acqua,luce,gas,igiene urbana.....)  Tornare indietro sarebbe fare un magnifico passo avanti per la sicurezza ed il reddito dei lavoratori e il welfare. Ma la CGIL  non chiede di non tornare  indietro dalle condizioni attuali che sono tra le peggiori che siano mai state inflitte ai lavoratori italiani. "Futuro si", l'altra parte dello slogan non chiarisce di quale futuro si parla ma, dal momento che non c'è nessuna volontà di attaccare la legge trenta, dal momento che non si chiede niente al padronato ed il sostegno ai salari viene individuato soltanto nelle misure di sgravi fiscali, dal momento che non si dice una parola contro le privatizzazioni, il futuro che la CGIL chiede è più o meno l'Italia di oggi, la peggiore che ci sia mai stata ancora più di quella che diede luogo alle grandi manifestazioni degli anni sessanta culminate nello Statuto dei diritti dei Lavoratori sostenuto sempre più  debolmente  dalla CGIL. E' doloroso constatare come pur sapendo delle condizioni schiavistiche di molti lavoratori specialmente stranieri non si rivendichi l'adozione del Salario Minimo Garantito per legge.
   In questi giorni molti si sono chiesti perchè mai la reazione alla crisi economica dei lavoratori italiani sia assai meno marcata di quello di altri lavoratori europei che si sono spinti fino al sequestro dei managers. La risposta sta nella solitudine dei lavoratori italiani che sono sovrastati da tre Confederazioni Sindacali filogovernative e filoconfindustriali (Cisl,Uil, UgL) e da una grande Confederazione che subisce un processo di crescente istituzionalizzazione sotto la spinta della sua corrente maggioritaria, una corrente che si muove in funzione degli interessi "partitici" del PD e della sua cultura liberista. I liberi sindacati di base sono discriminati e non vengono ammessi alle trattative pur essendo assai  rappresentativi della parte più combattiva dei lavoratori italiani.
  Domani il grande corteo dei lavoratori italiani sarà pieno di una forte carica di cambiamento, un sentimento profondo che richiede giustizia sociale e dignità, esprimerà una volontà di radicale rottura della situazione attuale che sarà tradotto dalla CGIL in una politica soft di assecondamento della manovra governativa e della confindustria.
   Dopo il 4 aprile ci sarà un 5 aprile in cui la grande mobilitazione sarà servita soltanto per mostrare al Governo quanto sia importante trattare anche con la CGIL. Trattare naturalmente entro rigidissimi steccati neoliberisti e di ulteriore dissoluzione del diritto del lavoro quale si è formato fino agli accordi di concertazione del 93.  Ma questo non conta. Conta sedere al tavolo dei vincenti..
  Pietro Ancona
                                                   ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redazione@lospiraglio.it
Sent: Monday, April 06, 2009 3:29 PM
Subject: cgil


FUTURO SI  INDIETRO NO

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Lo slogan della manifestazione nazionale della CGIL  che avrà luogo a Roma domani "Futuro si indietro no "è disvelatore della  volontà di rendere inoffensivo il  suo significato. Parlo di volontà e non di errore o altro dal momento che  avendo letto la piattaforma rivendicativa  dello sciopero di  domani  mi sono reso conto, con sgomento, della assenza di richiesta di radicali misure rivolte a dare una risposta alla grave ed anche infelice condizione dei lavoratori italiani. Che vuole dire "indietro no"? l'obiettivo è forse quello del mantenimento delle condizioni attuali e di non peggiorarle ancora?  Indietro sarebbe un obiettivo concreto positivo, anzi positivissimo,  se si riferisse ad un ritorno alla indicizzazione dei salari e delle pensioni ed alla situazione precedente la legge trenta nonchè al minuto prima delle privatizzazioni che hanno appesantito le bollette per i servizi (acqua,luce,gas,igiene urbana.....)  Tornare indietro sarebbe fare un magnifico passo avanti per la sicurezza ed il reddito dei lavoratori e il welfare. Ma la CGIL  non chiede di non tornare  indietro dalle condizioni attuali che sono tra le peggiori che siano mai state inflitte ai lavoratori italiani. "Futuro si", l'altra parte dello slogan non chiarisce di quale futuro si parla ma, dal momento che non c'è nessuna volontà di attaccare la legge trenta, dal momento che non si chiede niente al padronato ed il sostegno ai salari viene individuato soltanto nelle misure di sgravi fiscali, dal momento che non si dice una parola contro le privatizzazioni, il futuro che la CGIL chiede è più o meno l'Italia di oggi, la peggiore che ci sia mai stata ancora più di quella che diede luogo alle grandi manifestazioni degli anni sessanta culminate nello Statuto dei diritti dei Lavoratori sostenuto sempre più  debolmente  dalla CGIL. E' doloroso constatare come pur sapendo delle condizioni schiavistiche di molti lavoratori specialmente stranieri non si rivendichi l'adozione del Salario Minimo Garantito per legge.
   In questi giorni molti si sono chiesti perchè mai la reazione alla crisi economica dei lavoratori italiani sia assai meno marcata di quello di altri lavoratori europei che si sono spinti fino al sequestro dei managers. La risposta sta nella solitudine dei lavoratori italiani che sono sovrastati da tre Confederazioni Sindacali filogovernative e filoconfindustriali (Cisl,Uil, UgL) e da una grande Confederazione che subisce un processo di crescente istituzionalizzazione sotto la spinta della sua corrente maggioritaria, una corrente che si muove in funzione degli interessi "partitici" del PD e della sua cultura liberista. I liberi sindacati di base sono discriminati e non vengono ammessi alle trattative pur essendo assai  rappresentativi della parte più combattiva dei lavoratori italiani.
  Domani il grande corteo dei lavoratori italiani sarà pieno di una forte carica di cambiamento, un sentimento profondo che richiede giustizia sociale e dignità, esprimerà una volontà di radicale rottura della situazione attuale che sarà tradotto dalla CGIL in una politica soft di assecondamento della manovra governativa e della confindustria.
   Dopo il 4 aprile ci sarà un 5 aprile in cui la grande mobilitazione sarà servita soltanto per mostrare al Governo quanto sia importante trattare anche con la CGIL. Trattare naturalmente entro rigidissimi steccati neoliberisti e di ulteriore dissoluzione del diritto del lavoro quale si è formato fino agli accordi di concertazione del 93.  Ma questo non conta. Conta sedere al tavolo dei vincenti..
  Pietro Ancona
                                                   ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Tuesday, April 07, 2009 4:16 PM
Subject: the day after

The day after
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Mentre Epifani concludeva con il suo discorso la manifestazione del Circo Massimo cominciava il 5 aprile, il giorno dopo. Il  suo discorso mi ha confermato nel ruolo del tutto negativo che la CGIL si è  data e che si è accentuato con la gestione dell'attuale Segretario. Nessuna delle sue  quattro proposte interpreta la grande volontà di cambiamento, di liberazione dallo stato di ricatto e di sottomissione, di uscire dallo stato di povertà
dovuto a salari o pensioni del tutto insoddisfacenti dei lavoratori italiani  Avrebbe dovuto  chiedere un piano per la costruzione di
duecentomila alloggi popolari per dare una risposta ai tanti giovani costretti al celibato a restare in casa dei genitori fino a 35 anni ma si è limitato a dire."Quello che propongo è un tavolo che possa affrontare 4 problemi : 1) Le politiche industriali e gli investimenti a partire dal Mezzogiorno; 2) Discutere cifre alla mano sulla capienza e congruità degli ammortizzatori sociali e vedere un blocco effettivo dei licenziamenti: 3) Discutere dei problemi dei pensionati; 4) Affrontare i temi della giustizia fiscale e dei temi dello sviluppo sostenibile. Anche Confindustria avrebbe interesse ad un tavolo vero di discussione. In sostanza senza una politica industriale il nostro è un Paese che uscirà dalla crisi più debole nel mondo».
Non c'è la proposta di uno scudo anticrisi dei lavoratori. Mi riferisco alla richiesta del Salario Minimo Garantito per Legge dal momento che la crisi viene usata da imprenditori privi di scrupoli per pagare a 2 o 3 euro l'ora
lavoratori assunti con uno dei tanti diabolici marchingegni della legge Biagi. Non c'è la richiesta alla Confindustria di un miglioramento delle retribuzioni oggi inferiori di circa il trenta per cento a quelle degli altri paesi industrializzati ed italiane ante 1993. Non viene chiesta l'abrogazione della legge Biagi che pur era nei programmi della CGIL fino a poco prima del governo Prodi. In quanto alla cosidetta giustizia fiscale immagino che se ne parli per raggranellare qualche spicciolo sulla busta paga. Non una parola è stata spesa per l'enorme degrado dei servizi sociali, per la mancanza di asili nido che in atto decurtano il salario di almeno trecento euro mensili a coloro che ne hanno bisogno per lavorare. Non una parola per la spinta verso la privatizzazione dell'acqua che peserà assieme alle altre bollette sul bilancio delle famiglie.
L'ossessione è  il "tavolo" delle trattative. Un tavolo che viene agognato ma al quale non viene chiesto niente.
La CGIL è forte, è più forte di Cisl ed UIL e non può essere escluso dal negoziato . Un negoziato la cui agenda è dettata dalla Confindustria. Si discute su progetti di "riforma" del lavoro predisposti dagli uffici studi della Confindustria. Non sono ammessi argomenti diversi di discussione. Tutto lo struggimento di Epifani per il suo allontanamento da questo tavolo non meritava la mobilitazione, l'entusiasmo genuino, l'impegno di milioni di lavoratori che credono di lottare per qualcosa che purtroppo non c'è più da un pezzo.
La controprova del carattere del tutto neutro della posizione della CGIL è data dalla presenza in piazza di Franceschini e di altro dirigenti del PD. Il PD ha scelto la Confindustria e ne condivide le politiche. Ichino, Letta ed altri sono  sostenitori della legge trenta e accettano la "riforma" del contratto. Proprio oggi  un gruppo di  parlamentari del PD  ha presentato una proposta bipartisan per abolire l'art.18 seppur attraverso il cosidetto contratto unico. Con questo Parlamento e con queste Confederazioni difficilmente i lavoratori italiani potranno recuperare almeno le posizioni che avevano dieci anni fa.
Pietro Ancona
                                                     ***

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Cc: rassegna sindacale
Sent: Wednesday, April 15, 2009 11:34 AM
Subject: : il convitato di pietra
il convitato di pietra
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Domani la Confindustria firmerà con Cisl ed Uil l'accordo per la riforma della contrattazione sindacale. La firma doveva avvenire già la settimana scorsa ma la signora Marcegaglia ha voluto dare tempo alla CGIL altri otto giorni. La Marcegaglia ha anche fatto una curiosa comunicazione: la CGIL non firmerà ma sarà presente alla cerimonia dell'accordo. Mi sono stropicciato gli occhi non credendo a quanto leggevo: Che vuol dire? Quale significato ha la presenza di Epifani o altri esponenti della CGIL nel luogo dove si firmano accordi contro i quali si è fatta una delle più grandi manifestazioni di protesta di questo decennio? Forse la presenza significa: "vorrei firmare ma non posso", oppure: non firmo ma non intendo rompere con voi (Cisl,Uil,UGL,padronato....), oppure: non firmo, ma sono solidale con voi e non metterò in discussione le applicazioni pratiche dell'accordo, anzi collaborerò....... Non so quali altri significati possa avere questa presenza al tavolo degli accordi ma certamente piuttosto che imbarazzare i firmatari (che non si peritano di
svillaneggiare ad ogni piè sospinto la CGIL fino a confonderla con i "sequestratori" dei managers) attenua
ed equivoca la posizione di opposizione all'assassinio del contratto nazionale fin qui manifestata dalla CGIL.
  Può anche darsi che la CGIL pretenderà di includere una sua dichiarazione a verbale nel testo dell'accordo e questo spiegherebbe la sua presenza. Questa dichiarazione può essere concordata con Confindustria CIsl e UIL e disarmare la portata di contestazione e di alterità  che finora Epifani ha manifestato. Se la opposizione agli accordi separati fosse vera, domani dovrebbe essere comunicato la decisione di uno sciopero generale
dalla CGIL e l'avvio di una sua politica di collaborazione con il sindacalismo di base (che ha contribuito considerevolmente al successo del Circo Massimo). Ma non ci saranno novità di rilievo. La CGIL ha scelto di stare seppur riottosa nella barca dei vincenti. I lavoratori, sconfitti, saranno soli. Entro pochi anni non avranno più alcuna tutela contrattuale dal momento che la stragrande maggioranza delle imprese italiane è di piccola dimensione e non darà luogo a nessun accordo aziendale o territoriale. Presto, molto presto, il salario ed il contratto saranno decisioni unilaterali ed indiscutibili del padronato. Si adempierà il sogno dei liberisti di una
"contrattazione individuale" e cioè unilaterale.
Palermo,14 aprile 2009
Pietro Ancona

                                                 ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, April 16, 2009 8:03 PM
Subject: L'accordo separato è legge?



L'articolo di Giorgio Cremaschi, dirigente della Fiom e del gruppo 28 aprile della CGIL, apparso su Liberazione di oggi  è titolato "l'accordo separato è legge. Il no della Cgil serva per ripartire." Non so se la titolazione dello scritto sia dello stesso Cremaschi o della redazione di Liberazione. Dice tuttavia una cosa non vera. Non è vero che l'accordo separato tra Confindustria,Governo, Cisl,UIl,UGL sia legge. Si tratta di un accordo separato che non ha alcun valore erga omnes, non può vincolare i lavoratori aderenti ai Sindacati (CGIL e sindacati di base) che non l'hanno sottoscritto. Dare per scontato che l'accordo separato sia "legge" significa accettarne sia pure obtorto collo l'esistenza e la legittimità. La legittimità dell'accordo separato è tutt'altro che scontata. Si tratta di un accordo interconfederale che modifica profondamente i contratti del settore privato ma anche quelli del settore pubblico. Per avere validità generale, per essere "legge" l'accordo separato, in base alla normativa tuttora esistente seppur in carenza di attuazione dell'art.39 della Costituzione, deve essere dichiarato tale da una legge della Repubblica. Per quanto il Parlamento abbia una maggioranza di centro-destra ed una opposizione che, sull'argomento, condivide la linea del Governo, non credo che sarà facile fare dichiarare erga omnes un accordo non sottoscritto dai rappresentanti della maggioranza dei lavoratori italiani (CGil e Cobas).
Purtroppo, noto una scarsa o nulla volontà di andare oltre il mero rifiuto alla firma dell'accordo. Autorevoli dirigenti delle Federazioni di Categoria della CGIL dichiarano che la questione del modello contrattuale non è la priorità ma una questione secondaria a quella del costo della vita, della ripresa produttiva, dell'occupazione. La stessa presenza di Epifani alla cerimonia di firma degli accordi solleva interrogativi specialmente quando la Marcegaglia afferma di confidare nella disponibilità delle federazioni di categoria della CGIL ( sappiamo che la Flai ha già accettato l'accordo separato come canovaccio dei suoi accordi con gli altri sindacati per il rinnovo del contratto)-
  Detto questo, credo che la manifestazione del 4 aprile sia il canto del cigno di una stagione di lotte animate da una CGIL autonoma dal padronato e dai partiti, legata ai lavoratori. Non ci saranno altre manifestazioni ed alla chetichella, ad una ad una, le categorie si adegueranno all'accordo separato. Chi non si adeguerà   sarà in disgrazia nel PD e nella stessa CGIL.
Pietro Ancona

                                                            ****

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From: pietroancona@tin.it
To: redazione@ilmanifesto.it ; campetti@ilmanifesto.it
Sent: Friday, April 17, 2009 3:43 PM
Subject: sindacato padrone


Il venti per cento della Chrysler al Sindacato. Non è azionariato operaio.
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Pare che il ricchissimo e potente sindacato americano dell'auto parteciperà alla pari della Fiat al ricostituito capitale della Chrysler con una percentuale del venti per cento. Questo avverrà dopo l'adesione alla proposta del Presidente Obama di un ulteriore taglio dei salari e dei diritti dei dipendenti. L'ennesimo di questo ultimo decennio. Questa scelta del Sindacato americano deve fare riflettere sul suo   nefasto ruolo.  Tenendo i lavoratori al guinzaglio come un accalappiacani, il Sindacato ha favorito  e favorisce  un  vasto, doloroso e profondo processo di pauperizzazione  dei lavoratori a vantaggio di profitti sempre più sfrenati delle multinazionali . In tutto l'Occidente l'impoverimento delle masse popolari è anche  conseguenza
 delle politiche  sindacali. Oggi  sbaglierebbe di grosso chi confondesse l'acquisizione della quota azionaria del sindacato UAW (United auto Worcker) con l'azionariato operaio che, in dibattiti degli anni sessanta, costituiva una risposta alla questione della gestione delle imprese. Il Sindacato non c'entra niente con i lavoratori dai quali  ricava la sua ricchezza. E' un organismo che non solo è sottratto al controllo dei suoi iscritti ma è da questi temuto. Il potere del Sindacato americano deriva dai suoi legami a volte inconfessabili con le aziende ed in genere con l'establiscement. Questi legami e una legislazione che favorisce la gestione autoritaria del Sindacato hanno isolato i lavoratori che praticamente sono nelle mani delle imprese e dei sindacati. Il processo che in Italia è iniziato con gli accordi di concertazione del 1993 negli Usa è assai più avanzato e dura oramai da oltre cinquanta anni durante i quali il welfare è stato ridimensionato ed i salari ed i contratti sono la pallida ombra di ciò che furono originariamente e per qualche decennio in cui si assicurò un relativo benessere alle classi lavoratrici.
 Ho letto che la Cisl italiana parteciperà agli accordi della  Crysler e questo mi conferma nel convincimento che bisogna rafforzare l'opposizione ideologica al processo di allontanamento del sindacato dai lavoratori e dalla tutela dei loro interessi per farne un agente del capitalismo. La crescita di importanza degli enti bilaterali faranno  sempre di più del contratto uno strumento di tutela e di espansione del "sindacato" spesso a danno dei lavoratori fino al paradosso di un vero e proprio conflitto di interesse tra sindacato-lavoratori per la crescente divaricazione degli interessi rappresentati.
pietro ancona

                                                         ****

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From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Wednesday, April 22, 2009 4:53 PM
Subject: Il sindacalismo confederale come "cavezza con morso"


 Il Sindacato italiano, uno e trino, anzi uno e quadruplo con l'UgL (parlo dei sindacati "rispettabili" non certo dei cobas considerati focolai  di anarco-sindacalisti e teste calde) è da tempo una cavezza che tiene al loro posto, a bada, i lavoratori  che da  anni sopportano la  continua manipolazione e rimanipola_
zione  dei loro diritti, del welfare che li riguarda.  Cavezza munita di morso che fa sanguinare ogni volta che si tenta uno strappo.
 Nell'ultimo decennio, periodo di massima crescita della potenza  e dello splendore dei Sindacati Confederali che oramai dichiarano più di dieci milioni di aderenti e diecine di migliaia di funzionari a tempo pieno  i lavoratori italiani hanno  subito  una costante  diminuzione dei loro salari e del loro potere sociale. In azienda debbono stare con la coda tra le gambe, non fiatare, stare attenti
a non fare passi falsi, a non farsi annotare tra i "rompiscatole".


Mentre le Confederazioni- cavezza con morso  crescono di potenza ed insuperbiscono per la frequentazione dello stanze del potere, dei salotti della borghesia e degli arricchiti, i gli operai-cavalli  sono diventati magri e scheletrici ronzini denutriti, costretti financo a cibarsi di alimenti comprati nei discount ed a calzare scarpe cinesi che magari
deformano le loro estremità, a vestirsi nei mercatini rionali e nei grandi magazzini  più dozzinali.Non sono più in grado di cambiarsi l'auto che diventa sempre più inquinante e fonte di contravvenzioni, non riescono  più, come i loro padri, fare laureare almeno un figlio e se si azzardano a fare un mutuo per comprare una casa è probabile che la perdano per le ipoteche bancarie. Al cinema, al teatro, ai consumi culturali, alla "villeggiatura"
non ci pensano più da un pezzo.
  Se un operaio-ronzino ha una volta fatto un debito con una finanziaria  per comprarsi un motorino ed ha finito di pagarlo regolarmente viene tormentato da una quantità enorme di depliant che gli offrono mirabolanti condizioni di prestiti "vantaggiosi". C'è una criminale incentivazione all'indebitamento. Persone con tredicimila euro di reddito annuale vengono circuite per sottoscrivere debiti di tre o quattro volte maggiori. Si arriva financo a mandare per posta il facsimile dell'assegno di dieci o quindicimila euro che la finanziaria darebbe in quattro e quattrotto ed a condizioni che  sono tuttaltro che esose. Ci sono aziende in cui la cessione del quinto non risparmia praticamente nessun dipendente. Ci sono giovani lavoratori indebitati per quasi l'ammontare del loro salario mensile e sopravvivono con l'aiuto dei genitori o di prestiti per pagare prestiti. L'immoralità criminale di questa continua spinta all'indebitamento dei più deboli dovrebbe fare vergogna al sistema finanziario italiano.
  La condizione operaia diventata drammatica non spinge neppure la CGIL che è sempre stata l'organizzazione sindacale per antonomasia a chiedere un sostanziale aumento dei salari. Stamane il Governatore della Banca d'Italia ha denunziato l'impoverimento degli operai a vantaggio dei lavoratori autonomi. Una volta, in presenza di dati così scandalosamenti chiari, di un trasferimento di redditi così marcato dal lavoro dipendente ai profitti, si sarebbe fatto qualcosa. Ora, la CGIL che risulta La Confederazione meno allineata al Governo ed alla Confindustria se ne sta zitta ed al massimo propone
qualche alleggerimento fiscale, qualche  spicciolo. La CGIL non ha niente da chiedere al padronato  che
si è arricchito con i bassi salari derivanti dagli accordi del 93. Quasi un ventennio in cui l'impoverimento delle masse lavoratrici italiane ed il loro distacco dai paesi industrializzati è diventato clamoroso!!
  Se rileggete il manifesto dello sciopero CGIL  del 4 aprile e di quelle precedenti ed anche la piattaforma delle categorie di "sinistra" metalmeccanici e statali" (che stanno rapidamente rientrando nei ranghi del perbenismo confederale) non troverete quanto servirebbe ai lavoratori oggi: un aumento di almeno il venti per cento dei salari ma generiche richieste di una diversa politica economica. Della abolizione della legge Biagi neanche a parlarne. E' tabù. Non viene da tempo neppure menzionata nei documenti ufficiali.
  L'ultimo accordo tra tre delle quattro confederazioni è stato firmato alla presenza della CGIL dissenziente. Una sorta di convitato di pietra, di testimone. Ma, nella sostanza, è come se quell'accordo contro il quale hanno manifestato milioni di lavoratori fosse stato firmato dal momento che costituirà la base di tutti i rinnovi contrattuali di categoria (vedi flai)
  Oggi si conclude il Direttivo della CGIL. Il suo documento finale sarà la prova documentale della impossibilità di recuperarla , ad una linea di autonomia e di difesa vera dei lavoratori. Se ne intuiscono i  lineamenti dal dibattito in corso. Il pressing del PD di Letta,Ichino,Damiano,Bersani è pesante, molto pesante.
.Bisognerebbe cominciare a prenderne atto, senza assurde speranze di salvazione. Il sindacalismo confederale italiano è di gran lunga peggiore di quello americano e non ha conservato la dignità dei sindacati francesi e tedeschi.  E' la longa manus della Confindustria e del Governo sui lavoratori ai quali ha imposto tutto dal precariato alla detassazione degli straordinari alla cessione del TFR a vantaggio di una previdenza privata spesso truffaldina a continue rimanipolazioni delle pensioni oramai ridotte a una miserevole cosa.-
 Bisogna trovare il coraggio di rompere e di comprendere finalmente tutta la pericolosità sociale dell'Unità sindacale, un tempo valore supremo e grande momento sinergico per i diritti e la dignità operaia. L'unità bisogna farla tra i lavoratori ma fuori dalle Confederazioni.
Pietro Ancona

http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=115606
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/03_Marzo/29/costo_lavoro_europa.shtml   

http://www.aeeeitalia.it/documenti/EurispesStudiosalari.pdf

                                                                     ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: info@confsal.it
Sent: Thursday, April 23, 2009 2:06 PM
Subject: le conclusioni del direttivo cgil di ieri


 Il Sindacato italiano, uno e trino, anzi uno e quadruplo con l'UgL (parlo dei sindacati "rispettabili" non certo dei cobas considerati focolai  di anarco-sindacalisti e teste calde) è da tempo una cavezza che tiene al loro posto, a bada, i lavoratori  che da  anni sopportano la  continua manipolazione e rimanipolazione  dei loro diritti, del welfare che li riguarda.  Cavezza munita di morso che fa sanguinare ogni volta che si tenta uno strappo.
 Nell'ultimo decennio, periodo di massima crescita della potenza  e dello splendore dei Sindacati Confederali che oramai dichiarano più di dieci milioni di aderenti e diecine di migliaia di funzionari a tempo pieno  i lavoratori italiani hanno  subito  una costante  diminuzione dei loro salari e del loro potere sociale. In azienda debbono stare con la coda tra le gambe, non fiatare, stare attenti
a non fare passi falsi, a non farsi annotare tra i "rompiscatole".


Mentre le Confederazioni- cavezza con morso  crescono di potenza ed insuperbiscono per la frequentazione dello stanze del potere, dei salotti della borghesia e degli arricchiti, i gli operai-cavalli  sono diventati magri e scheletrici ronzini denutriti, costretti financo a cibarsi di alimenti comprati nei discount ed a calzare scarpe cinesi che magari
deformano le loro estremità, a vestirsi nei mercatini rionali e nei grandi magazzini  più dozzinali.Non sono più in grado di cambiarsi l'auto che diventa sempre più inquinante e fonte di contravvenzioni, non riescono  più, come i loro padri, fare laureare almeno un figlio e se si azzardano a fare un mutuo per comprare una casa è probabile che la perdano per le ipoteche bancarie. Al cinema, al teatro, ai consumi culturali, alla "villeggiatura"
non ci pensano più da un pezzo.
  Se un operaio-ronzino ha una volta fatto un debito con una finanziaria  per comprarsi un motorino ed ha finito di pagarlo regolarmente viene tormentato da una quantità enorme di depliant che gli offrono mirabolanti condizioni di prestiti "vantaggiosi". C'è una criminale incentivazione all'indebitamento. Persone con tredicimila euro di reddito annuale vengono circuite per sottoscrivere debiti di tre o quattro volte maggiori. Si arriva financo a mandare per posta il facsimile dell'assegno di dieci o quindicimila euro che la finanziaria darebbe in quattro e quattrotto ed a condizioni che  sono tuttaltro che esose. Ci sono aziende in cui la cessione del quinto non risparmia praticamente nessun dipendente. Ci sono giovani lavoratori indebitati per quasi l'ammontare del loro salario mensile e sopravvivono con l'aiuto dei genitori o di prestiti per pagare prestiti. L'immoralità criminale di questa continua spinta all'indebitamento dei più deboli dovrebbe fare vergogna al sistema finanziario italiano.
  La condizione operaia diventata drammatica non spinge neppure la CGIL che è sempre stata l'organizzazione sindacale per antonomasia a chiedere un sostanziale aumento dei salari. Stamane il Governatore della Banca d'Italia ha denunziato l'impoverimento degli operai a vantaggio dei lavoratori autonomi. Una volta, in presenza di dati così scandalosamenti chiari, di un trasferimento di redditi così marcato dal lavoro dipendente ai profitti, si sarebbe fatto qualcosa. Ora, la CGIL che risulta La Confederazione meno allineata al Governo ed alla Confindustria se ne sta zitta ed al massimo propone
qualche alleggerimento fiscale, qualche  spicciolo. La CGIL non ha niente da chiedere al padronato  che
si è arricchito con i bassi salari derivanti dagli accordi del 93. Quasi un ventennio in cui l'impoverimento delle masse lavoratrici italiane ed il loro distacco dai paesi industrializzati è diventato clamoroso!!
  Se rileggete il manifesto dello sciopero CGIL  del 4 aprile e di quelli precedenti ed anche la piattaforma delle categorie di "sinistra" metalmeccanici e statali, (che stanno rapidamente rientrando nei ranghi del perbenismo confederale), non troverete quanto servirebbe ai lavoratori oggi: un aumento di almeno il venti per cento dei salari, ma soltanto generiche richieste di una diversa politica economica. Della abolizione della legge Biagi neanche a parlarne. E' tabù. Non viene da tempo neppure menzionata nei documenti ufficiali.
  L'ultimo accordo tra tre delle quattro confederazioni è stato firmato alla presenza della CGIL dissenziente. Una sorta di convitato di pietra, di testimone. Ma, nella sostanza, è come se quell'accordo contro il quale hanno manifestato milioni di lavoratori fosse stato firmato dal momento che costituirà la base di tutti i rinnovi contrattuali di categoria (vedi Flai)
  Oggi si conclude il Direttivo della CGIL. Il suo documento finale sarà la prova documentale della impossibilità di recuperarla ad una linea di autonomia e di difesa vera dei lavoratori. Se ne intuiscono i  lineamenti dal dibattito in corso. Il pressing del PD di Letta, Ichino, Damiano, Bersani è pesante, molto pesante.
.Bisognerebbe cominciare a prenderne atto, senza assurde speranze di salvazione. Il sindacalismo confederale italiano è di gran lunga peggiore di quello americano e non ha conservato la dignità dei sindacati francesi e tedeschi.  E' la longa manus della Confindustria e del Governo sui lavoratori ai quali ha imposto tutto dal precariato alla detassazione degli straordinari alla cessione del TFR a vantaggio di una previdenza privata spesso truffaldina, a continue rimanipolazioni delle pensioni oramai ridotte a una miserevole cosa.-
 Bisogna trovare il coraggio di rompere e di comprendere finalmente tutta la pericolosità sociale dell'Unità sindacale, un tempo valore supremo e grande momento sinergico per i diritti e la dignità operaia. L'unità bisogna farla tra i lavoratori ma fuori dalle Confederazioni.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it


http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=115606
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/03_Marzo/29/costo_lavoro_europa.shtml

http://www.aeeeitalia.it/documenti/EurispesStudiosalari.pdf


   DOCUMENTO CONCLUSIVO CGIL
http://www.rassegna.it/articoli/2009/04/22/46036/il-documento-conclusivo-del-direttivo-cgil

                                                           ****

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From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Tuesday, April 28, 2009 3:27 PM
Subject: PRIMO MAGGIO SENZA DOMANI

PRIMO MAGGIO SENZA DOMANI
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 Mi domando che cosa racconteranno i tre segretari  alla gente che, nella convinzione sempre meno ferma che i Sindacati li rappresentino e li difendino, si recherà ai comizi per ascoltare i loro discorsi e ricavarne una qualche speranza per un futuro che in molti non riescono più ad immaginarsi. Se facciamo un bilancio dal primo maggio scorso a questo le cose sono certamente peggiorate anche con la partecipazione attiva del Sindacato. E' stato firmato un accordo da Cisl, Uil e Ugl per riformare in peggio, molto in peggio, il contratto nazionale di lavoro. La CGIL non ha firmato ma  ha preteso di assistere quale convitato di pietra alla stipula degli accordi contro i quali ha fatto una manifestazione nazionale con milioni di lavoratori. Ma già  dall'ultimo Direttivo della CGIL si evince che non ci sarà una reale resistenza al nuovo modello contrattuale dettato dalla Confindustria e che le categorie dovranno adottarlo  in occasione dei rinnovi dei loro contratti. Questo per il tabù dell'unità sindacale, una condizione che un tempo dava forza ai lavoratori e che oggi è un pesante macigno posto sulle loro spalle.
Il diritto di sciopero è stato rimesso in discussione e, con provvedimenti amministrativi assunti dai Comuni,
le piazze, una dopo l'altra, si stanno vietando. A Roma vige già un accordo sottoscritto anche dalla CGIL per
evitare manifestazioni e cortei ed è di oggi la notizia che Milano si accinge a fare lo stesso e per i cortei di protesta e per la preghiera degli islamici.
Il Primo Maggio nasce con la rivendicazione delle otto ore di lavoro. Una rivendicazione che, nel corso di quasi un secolo di lotte è pervenuta  alle quaranta ore settimanali ed addirittura  alle trentacinque ore in Francia  ora abolite da Sarkozy). Le 35 ore del governo socialista francese furono il canto del cigno. Ora siamo nel piano di una tendenza opposta volta   a negare ai lavoratori la disponibilità del tempo della loro vita. Una normativa europea alla quale i governi si adeguano rapidamente stabilisce 11 ore di riposo consecutive. I lavoratori hanno l'obbligo di dare la disponibilità di tredici ore alla loro  azienda.La settimana lavorativa può anche essere di sessanta ore. La tendenza è di andare anche oltre. Non siamo alla condizione dei lavoratori cinesi costretti a dormire in fabbrica per prestare tutta la loro vita all'impresa ma l'evoluzione della questione non promette niente di buono.
Se guardiamo ai salari ed alle pensioni non esiste alcuna richiesta di loro miglioramento. Le pensioni sono state quasi annullate da un ciclo di controriforme iniziato da Dini e che non si è ancora concluso e per i salari
nessuna rivendicazione viene avanzata al padronato. Si chiede qualche spicciolo al Governo attraverso la detassazione o qualche piccolo intervento fiscale.
L'allarme sulla tristissima condizione dei lavoratori è stato lanciato diverse volte non dai sindacati ma dalla Istat e dalla Banca d'Italia.   Quattro milioni di lavoratori sono precari oramai stabili nel senso che non esiste alcuna prospettiva di assunzione a tempo indeterminato. I lavoratori a tempo indeterminato sono assediati e minacciati da nuove aggressioni al loro status. In Parlamento ferve una attività bipartisan di squadroni di guastatori del diritto al lavoro consacrato in tante leggi dello Stato e nello Statuto dei Diritti dei Lavoratori. Oggi è sotto tiro la legge sui licenziamenti individuali. Si vuole negare il diritto alla magistratura di intervenire. Il datore di lavoro diventa DIO inappellabile. Se ti licenzia non sarai più tutelato dal diritto naturale e civile di ricorrere ad un giudice come è sempre stato.
  Leggevo oggi che ventidue bambini di un paese del milanese non hanno più i pasti perchè le loro famiglie non pagano il tiket. 14 di questi sono rom. Le maestre si privano del loro vassoio per dare da mangiare ai bambini. L'amministrazione comunale (centro-sinistra) sostiene che è giusto che vengano lasciati a digiuno.
 A che cosa servono i soldi del Comune? A pagare grassi emolumenti agli amministratori. E' ormai chiaro che Comuni e Regioni servono a mantenere una oligarchia di politici sempre più benestanti che, con le privatizzazioni, arricchiscono anche i loro famigli. Una nuova classe sociale quella dei "politici a tempo" pieno si ritaglia una consistente e burrosa fetta dal reddito nazionale.Questa classe è presente a tutti i livelli della pubblica amministrazione.
  E' oramai chiaro, chiarissimo, che i Sindacati Confederali italiani che celebrano insieme il Primo Maggio non hanno alcuna intenzione di mettere in discussione i salari, le pensioni, la legge Biagi.Inoltre la loro opposizione alle leggi liberticide del Governo verso gli immigrati è assai convenzionale.
 Una volta il Primo Maggio era anche dedicato alla Pace nel mondo. Ora non se ne parla più e non c'è un pronunciamento contro le spese militari e le missioni coloniali in Irak ed Afghanistan.
  La manifestazione del 4 aprile  della CGIL è stata l'ultima di questa triste fase della storia italiana. Non se ne faranno più mentre il Parlamento  fabbrica nuove catene per il lavoro dipendente. Oramai non si limita più a togliere diritti ma anche a creare condizioni di vera e propria  inferiorità civile.
Apprendiamo  della condanna inflitta a Cofferati per comportamento antisindacale. Ha comunicato alle maestranze di un teatro che avrebbero pagato tutti con la loro giornata di lavoro per lo sciopero di un gruppo di loro colleghi. Ieri sera l'ho visto ad una trasmissione televisiva. Difendeva il suo punto di vista, non mostrava nessun pentimento, nessun senso di vergogna per quello che aveva fatto.
  Ecco: questo è il punto a cui siamo giunti. Cofferati è capolista del PD è sarà eletto al Parlamento Europeo.
 Pietro Ancona
                                                              ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Monday, August 10, 2009 1:53 PM
Subject: Operai-Stiliti dell'INNSe di Milano


GLI STILITI DEL NOSTRO SECOLO
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 Per gridare il loro dolore per il lavoro perduto ed implorare l'attenzione del pubblico e magari del Governo,
per trovare una via di salvezza, quattro  operai ed un sindacalista della Fiom si sono situati in cima ad una alta torre
della loro fabbrica chiusa ed in procinto di essere cancellata con i macchinari venduti e l'area ceduta alla speculazione immobiliare.
 Operai milanesi che diventano stiliti come certi religiosi dei primi anni del cristianesimo che sceglievano di
stare in cima ad una colonna  e da li espiare l'enorme montagna di peccati di cui si sentivano caricati da una Chiesa che colpevolizza il suo popolo. L'Espiazione come via alla Salvezza. Ma gli operai dell'INNSE non debbono espiare niente: hanno lavorato tutta la loro vita  per le loro famiglie che ora trepidano e disperano.
 Credo che niente più di questa umiliante decisione alla quale la disperazione ha costretto gli operai spieghi la sconfitta del movimento operaio dopo gli effimeri successi degli anni settanta del secolo scorso. Una sconfitta aggravata
dalla linea di collaborazionismo subalterno che da anni praticano CGIL-CISL-UIL oramai inchiodati in una posizione di mera "limatura" di qualche virgola dei decreti padronali e governativi.
  L'esperienza dei neo-stiliti continuerà dal momento che il liberismo senza regole e senza freni sociali padrone di tutto compreso lo Stato è destinato a durare  senza alcuna opposizione politica e sindacale degna di rilievo. L'opposizione si è orama radunata fuori dal Parlamento e dalle Confederazioni Sindacali. Non conta molto e dovrà fare un lungo e doloroso purgatorio.
 La presenza del sindacalista della FIOM  che ha scelto di condividere la triste e dolorosa azione dei lavoratori è  da apprezzare per il suo profondo significato di condivisione. Dà l'immagine del sindacalista che è fratello dell'operaio che assiste nella cattiva sorte.  Ma questo non solo non cancella ma fa vedere di più  il desolato vuoto in cui gli operai combattono oggi le loro battaglie quando non si arrendono subito
ritenendosi sconfitti. Tre Confederazioni Sindacali che si dichiarano tra le più forti d'Europa non hanno la forza per tenere l'impresa dentro le regole della Costituzione e non reagiscono ad una condizione di immiserimento
sempre più intollerabile di coloro che hanno un lavoro. Sono lontanissime dai lavoratori e dalle loro famiglie.
Pietro Ancona
                                       ****

----- Original Message -----
Sent: Monday, August 17, 2009 5:39 PM
Subject: i lavoratori sono soli


 i LAVORATORI SONO SOLI
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 La lotta dei lavoratori dell'INNSE ha fatto scuola. E' stata osservata e studiata da altri gruppi di lavoratori in difficoltà ed imitata a Roma dai dipendenti della  Cim ed ora da un gruppo di vigilantes. Alla Cim è andata bene ai lavoratori che hanno avuto un accordo. Lo stesso non  è accaduto per i vigilantes asserragliati sul Colosseo che rivendicano dalla nuova società  subentrata al loro vecchio datore di lavoro la continuità di trattamento economico e normativo. Dubito molto che la lotta di questi ultimi stiliti avrà successo per due ragioni: primo perchè è sostenuta soltanto da un terzo dei dipendenti interessati anche se hanno ragione e ne
sono la parte più consapevole. . E' vero che in caso di cambio gestionale le condizioni esistenti non sono cancellabili. Ma dagli accordi Alitalia in poi, accettati dalle Confederazioni Sindacali, è possibile chiedere al dipendente di firmare un nuovo contratto di lavoro  naturalmente peggiorativo di quello precedente. L'alternativa che ha il lavoratore è quella o di accettare o di non essere ripreso in azienda. Questa novità estremamente grave in periodi di ristrutturazione delle aziende è stata, mi ripeto, accettata
dalle Confederazioni Sindacali dei lavoratori ivi compresa la CGIL. Se si confronta il contratto CAI con il contratto Alitalia si ha l'idea della regressione subita  sul piano dei diritti e delle retribuzioni a cominciare
dal fatto che il rapporto di lavoro diventa sempre di più un fatto bilaterale  tra dipendente ed azienda e sempre meno un fatto appartenente alla contrattazione sindacale tra azienda e la rappresentanza  sindacale  dei dipendenti. L'indirizzo di questa involuzione è verso un futuro in cui il contratto collettivo non ci sarà più ed al suo posto ci saranno tanti contratti individuali scritti dall'azienda che il lavoratore dovrà soltanto firmare.
 Non so se avremo una moltiplicazione di episodi del genere dei tre che si sono verificati all'Innse, alla Cim ed
alla società dei vigilantes. Forse si dal momento che a fronte della perdita del pane quotidiano e della impossibilità di trovare  assorbimento in un mercato del lavoro che espelle piuttosto che assorbire, probabilmente avremo altre manifestazioni di disperata protesta. Già Cazzola  del PDL ed esponente di punta della lotta ai diritti dei lavoratori ha già denunziato la "spettacolarizzazione" della protesta dei lavoratori e si fanno pressioni sempre più insistenti sui massmedia per ignorare la notizia di altre proteste.
 D'altronde  queste proteste nascono dall'assoluta solitudine dei lavoratori che sebbene vivano in un Paese che vanta possenti Confederazioni Sindacali forti di oltre dieci milioni di iscritti non ricevono da queste alcun aiuto concreto nè una tutela nè una possibilità di una lotta collettiva e generalizzata.
 Una dichiarazione di Angeletti di oggi relega nel passato storico le lotte ed i movimenti collettivi ed un silenzio tombale avvolge il mondo sindacale. Epifani, dopo la conclusione della lotta all'INNSE, si è preoccupato soltanto di sottolinearne il carattere "pacifico" a differenza delle lotte francesi e tedesche e non aggiunge altro.
 Non esiste alcuna prospettiva di affrontare la prossima stagione sindacale con un progetto ed un programma di lotte. Non si fanno richieste di alcun genere tranne quelle condivise dalla Confindustria di detassazione degli straordinari o delle tredicesime. Insomma il massimo di beneficio per i lavoratori al quale si pensa va nell'ordine di qualche spicciolo, meno di cento euro su base annuale. Non si vuole restituire alla classe lavoratrice italiana la sua capacità di influire sulla ripartizione del reddito nazionale  accaparrato in grande parte dalla borghesia imprenditora e delle professioni che ha  già ridotto di una bella fetta la parte del lavoro dipendente.
Basterebbero due grandi rivendicazioni generali per ridare identità sociale e politica  e prospettiva ai lavoratori: Una richiesta di aumento generalizzato dei salari  di almeno il venti per cento per accorciare la distanza dalla media dei salari europei  e l'abolizione della legge Biagi, spaventosa arma di frammentazione ed umiliazione  di tutte le nuove generazioni che entrano nel mondo del lavoro.
 Ma le Confederazioni Sindacali CGIL,CISL,UIL e UGL si guarderanno bene dal chiedere questo o altro. Non chiederanno niente!!  Continueranno a fare da spalla alla Confindustria nelle sue richieste al Governo di nuovi aiuti per migliorare l'efficienza e la competitività  dell'economia italiana!! Minacciano uno sciopero contro le gabbie salariali con una posizione di mera difesa dell'esistente. Danno per scontato il fatto che milioni di persone debbono vivere con mille euro al mese. Queste Confederazioni hanno oramai una struttura
profondamente antidemocratica. La loro ossatura è data da un corpo di "funzionari" che ne costituiscono gli organismi interni e forniscono sempre la stragrande maggioranza dei delegati ai Congressi. Non c'è niente da fare.
Le regole interne sono staliniste. Si applica il principio del cosidetto centralismo democratico. Al referendum
indetto da CGIL,CISL,UIL sugli accordi con il governo Prodi i rappresentanti della FIOM che avevano votato  nei loro organismi No sono stati costretti ad illustrare nelle assemblee il Si approvato dalla maggioranza del CD della CGIL. Non si vedono prospettive per l'avvio di processo di democratizzazione.
Pietro Ancona
http://www.borsaitaliana.it/borsa/area-news/news/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=637156&lang=it

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From: pietroancona@tin.it
To: lettere@liberazione.it
Sent: Tuesday, August 18, 2009 8:13 PM
Subject: : si può criticare la CGIL?

Caro Direttore,

si può parlare male di Garibaldi cioè della CGIL? E' possibile chiedersi cosa sarà il prossimo Congresso?
Ieri abbiamo letto l'intervista di  Nicoletta Rocchi che di fatto propone una intesa con Cisl ed Uil sulla riforma del contratto (naturalmente chiamando le cose con nomi diversi ma insomma se non è zuppa è pan bagnato).
E' possibile parlare male della firma apposta al contratto Cai (Alitalia)? E deprecare la firma sulla gestione delle manifestazioni a Roma? Possiamo annotare come deboli e puramente di facciata le critiche CGIL alle leggi sulla sicurezza? Possiamo criticare la sua posizione di pura correzione di bozze delle profonde e radicali modificazioni dell'assetto legislativo del diritto del lavoro? Perchè la sinistra italiana teme di discutere
la politica remissiva, collaborazionista con padronato e governo, della CGIL italiana? Perchè non si colgono
le profonde involuzioni che ne investono il grande corpo organizzativo?
Giuseppe Di Vittorio nel 1911 usci dalla Confederazione del Lavoro disgustato del suo collaborazionismo con il governo giolittiano.  Mi domando se oggi la CGIL è riformabile e se sarà possibile restituirla alla sua natura di sindacato  riformista di classe (non sono termini antitetici). Temo che avremo una involuzione. Dobbiamo aspettarci il peggio da un congresso condizionato dagli oligarchi del PD.
Pietro

http://archiviostorico.corriere.it/2009/agosto/12/Salari_territoriali_Rocchi_chiede_svolta_co_8_090812042.shtml

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, August 23, 2009 8:02 AM
Subject: Castastrofismo autolesionistico della CGIL


Catastrofismo autolesionistico della CGIL
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 La CGIL annunzia, attraverso il suo ufficio studi, la possibile perdita di un milione di posti di lavoro nel prossimo futuro.  Non è la prima volta che la CGIL si avventura in previsioni catastrofiche sulla possibile perdita di posti di lavoro degli italiani. Se scorriamo i giornali degli ultimi tre anni troveremo almeno altri due o tre annunci simili spesso contrappuntati da analoghe comunicazioni della Confindustria magari un pochino più contenute.
 Questo allarme viene vissuto nei posti di lavoro con timore ed a volte quasi con terrore. La gente percepisce
un degrado  sempre più  evidente nel sistema economico del Paese, degrado che magari viene amplificato dagli imprenditori per chiedere con insistenza "soldi veri" per reggere l'urto della congiuntura difficile e magari
nuove provvidenze governative.
 Se osserviamo la situazione successiva alle profezie precedenti di CGIL e Confindustria vediamo che, in effetti, se è vero che la situazione si è deteriorata e si sono avute  perdite significative di posti di lavoro  queste sono spesso state originate non tanto da difficoltà di mercato quanto dalla ricerca di sempre maggiori profitti e  manodopera sempre più malpagata e priva di diritti. Ma non si sono mai realizzate le previsioni di perdite previste dall'Ires-CGIL. La situazione, nell'insieme, è sempre stata migliore di quella temuta.
  Ora la CGIL non è una sorta di ufficio metereologico dell'economia italiana preposta a segnalarci il bel tempo o il temporale. La CGIL è la più grande organizzazione sindacale dei lavoratori italiana e sa bene che
annunzii di andamenti catastrofici dell'economia o di perdita di posti di lavoro vengono immediatamente strumentalizzati dal padronato e dalla destra per scoraggiare qualsiasi possibilità di miglioramento dei miserabili salari che non sono più in grado di soddisfare le esigenze minime di sopravvivenza. La CGIL farebbe bene a pubblicare i bilanci depositati in borsa dalle maggiori aziende italiane e le dichiarazioni dei redditi. Forse si renderebbe conto che le cose non vanno cosi male per gli imprenditori e per le aziende e che non ci sono tante notizie di fallimenti o di moria di aziende.
  La CGIL dovrebbe infine chiamare alla mobilitazione ed alla lotta senza quartiere i lavoratori minacciati davvero di licenziamento. Mi riferisco agli insegnanti ed al personale delle scuole italiane che saranno falcidiati  da un attacco mortale sferrato dal Governo alla scuola pubblica che ridurrà di diecine di migliaia i posti di lavoro per creare un immenso serbatoio di insegnanti a prezzo stracciato per le scuole private, scuole che spesso non meritano quello appellativo dal momento che sono diplomifici senza alcuna dignità pedagogica e civile.
  La CGIL dovrebbe rompere ogni indugio e chiedere un generale miglioramento dei salari. Non basta strillare
e minacciare sciopero contro la proposta Bossi di gabbie salariali. Lottare contro le gabbie salariali non vuol dire niente. Oggi bisogna aumentare i salari, tutti i salari, di almeno il venti per cento per mitigare un poco il loro gap verso i salari europei. Dovrebbe mettere sotto osservazione seria e qui davvero presentare uno studio sugli effetti della legge Biagi ad anni di distanza della sua applicazione per verificare quali sono gli effetti reali sulle nuove generazioni. Si scoprirà che si è creata una immensa e diffusa zona di sofferenza sociale e di umiliazione di tantissimi ragazzi che nonostante le lauree o gli studi compiuti si sono ritrovati precari a meno di mille euro al mese. Dovrebbe chiedere la CGIL un minimo salariale per tutti i nuovi immessi
al lavoro a cominciare dai precari. Dovrebbe chiedere l'abolizione della legge Biagi.
  Ma la CGIL è paralizzata al suo interno dalle grandi manovre precongressuali tra i candidati alla successione di Epifani che aspirano alla segreteria. Personaggi che cercano un posizionamento per diventare referenti di questa o quella componente del PD,  un PD che si appoggia sopratutto alle associazioni padronali accettandone e spesso condividendone l'aggressione ai diritti dei lavoratori. Calearo, Merloni, Colaninno, Letta, Ichino, Damiani, con qualche sfumatura di diversità sostengono tutti la "riforma" cioè la cancellazione dei diritti garantiti dallo Statuto dei Lavoratori (che vorrebbero abolire).
  Per concludere l'annunzio della CGIL di un milione di posti di lavoro in meno tira la volata alla Confindustria
nelle sue richieste di soldi, soldi ed ancora soldi al governo, obiettivamente scoraggia i lavoratori e li induce a subire in silenzio una situazione diventata inaccettabile, non propone alcuna alternativa, alcuna proposta seria
quale un programma straordinario di costruzione di case popolari, asili nido, scuole, ospedali, tutte cose che sembrano cancellate per sempre dai documenti e dalle iniziative.
 Oltre alla catastrofe annunziata per l'occupazione, la sola cosa che si percepisce della CGIL è un grande silenzio..
  pietroancona@tin.it

http://www.industriale-oggi.it/archives/00022564.html

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, August 27, 2009 11:52 AM
Subject: altri guai per i lavoratori



 Appena due giorni dopo il catastrofico annunzio della CGIL, il Ministro Sacconi ha   aperto la sua campagna d'autunno per ridurre il costo di quello che chiama "capitale umano" nel suo vezzo di  creare una lingua fatta di locuzioni adatte alla fase iperliberista della politica sindacale del governo. La CGIL si preoccupa della perdita di un milione di posti di lavoro e non avanza alcuna proposta relativa alla condizione salariale e normativa. I contratti di lavoro che si stanno rinnovando, pur tra polemiche e minuetti vari non si discostano dal binario che ne ha segnato l'impoverimento a cominciare dai famigerati accordi di concertazione del 1993: meno di cento euro netti mensili a regime, un regime che si raggiungerà tra un paio d'anni dalla stipula. Sacconi che ha fatto del suo ministero una corazzata contro la CGIL aiutato dalla Cisl di Bonanni rilancia la proposta di Bossi delle gabbie salariali naturalmente denominandole diversamente.
   Propone di ridurre al minimo il salario garantito dal contratto nazionale e di promuovere la contrattazione aziendale legata naturalmente alla produttività. Ora la struttura delle aziende italiane è nota; il 95% ha meno di dieci dipendenti. La media è di 4 dipendenti per azienda. Immaginare che questo pulviscono di aziende di piccole dimensioni possono dar vita a contrattazioni integrative è del tutto inimmaginabile. Tutta la grande riforma sottoscritta da Cisl, UIL, UGL si ridurrà ad una minore tutela contrattuale dei lavoratori italiani. Bisogna essere sommamente ipocriti per pensare che in un cantiere edile di Caltanissetta o in una officina meccanica di Reggio Calabria si possano
contrattare condizioni salariali aggiuntive.
   Purtroppo la situazione è grave dal momento che la linea della destra italiana è sostenuta da Cisl UIL e da tutte le forze del centro-destra più una significativa parte del PD. La destra è divisa tra il falco Sacconi che odia la CGIL e vorrebbe semplicemente cancellarne l'esistenza ed una linea più cauta che fa capo alla Marcegaglia ed a forze politiche come l'UDC di Casini che invece ritengono di poter catturare la CGIL con l'aiuto di uomini piazzati dentro il PD come Ichino, Letta, Damiano ed altri.
    La CGIL non è in grado di elaborare e presentare una proposta che possa restituire l'iniziativa ai lavoratori. Si limita a mugugnare, a giocare di rimessa mentre al suo interno  si combatte una dura battaglia  tra due gruppi di destra. Cremaschi è soltanto un fiorellino all'occhiello, parla il linguaggio che i lavoratori vogliono sentire ma alla fine le scelte le compiono altri e lui si limita ad allargare le braccia.
   Intanto l'Italia si popola di uomini stiliti arrampicati in varie torri. Dopo l'INNSE i soliti cretini hanno salutato l'avvento di una nuova era della lotta operaia, hanno elogiato la nuova creatività delle forme di lotta. Hanno scambiato la disperazione di lavoratori soli e con le spalle al muro per l'inizio di un nuovo 68! L'informazione giornalistica e televisiva italiana si guarda bene dal dare notizie dei tanti operai stiliti che gridano la loro angoscia inascoltati ed isolati.
   Quaranta mila professori non saranno riassunti e questo darà un colpo mortale non soltanto alla Scuola italiana, ma al Mezzogiorno d'Italia. Solo a Palermo non saranno richiamati alla cattedra 1200 insegnanti. In Sicilia oltre cinquemila.
   La risposta a questo stato di disagio aggravato dai maggiori oneri per le famiglie povere derivanti dagli incrementi imposti dal mercato oligopolistico a cominciare dai libri scolastici e dalle maggiori tasse locali (Irpef comunali e regionali raddoppiate) sarà militare nel senso che il governo di limiterà ad attrezzare e specializzare meglio la polizia antisommossa.
Una situazione squilibrata a vantaggio della destra non darà alcuna speranza ai lavoratori. Nessuno li difenderà. Saranno soli in piazza con il sindacalismo di base che viene discriminato come loro.

http://www.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/86275.html

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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, September 06, 2009 10:42 AM
Subject: Scuola: una guerra perduta!


SCUOLA: UNA GUERRA PERDUTA!

 Provo pena e rabbia, tanta rabbia, per la tragedia sociale che si è abbattuta sulla scuola, sugli insegnanti e non solo,  sulle famiglie italiane. La scuola italiana  dimagrirà: subirà una liposuzione che la ridimensionerà nella qualità, nel ruolo, nella importanza sociale. Saranno circa quarantamila insegnanti in meno (per ora) in grandissima parte  meridionali. Si chiuderanno subito quarantamila porte di accesso al lavoro che  precluderanno uno sbocco vitale all'investimento in cultura fatto a volte con immensi sacrifici soprattutto dalle famiglie del Sud per dare una prospettiva che altrove è assicurata dall'industria e dal benessere economico.
  La partita per gli insegnanti è già quasi del tutto perduta. Dovranno accontentarsi delle elemosine che saranno erogate da un decreto del prossimo consiglio dei ministri: sussidio di disoccupazione e "preferenza" nelle supplenze brevi e poi contratti di disponibilità "job on call", professori squillo che
attenderanno di essere chiamati. Un aggravio pauroso nella loro precarietà che viene cristallizzata e peggiorata, intervento delle Regioni per provvedimenti-tampone. La scuola della Gelmini fatta di "qualità e merito" che promette carriere agli insegnanti più "brillanti" è una scuola che darà meno istruzione e meno servizi agli scolari ed agli studenti italiani.
 La creatività degli insegnanti, figlia della disperazione, si è scatenata. Professori in mutande, incatenati, stiliti, occupanti, etc... tutte manifestazioni del loro terribile isolamento e del loro annaspare in un deserto di sabbie mobili, nell'indifferenza e spesso nella malevolenza della destra che li annovera tra i "fannulloni" e "mangiapaneatradimento", una destra che odia la cultura e tutto quanto non ha a che fare con il suo aziendalismo industrialista o commerciale.
 Le grandi confederazioni sindacali, quelle che contano e sono ammesse alla trattativa con il governo (i cobas vengono discriminati e non sono riconosciuti come soggetto collettivo e rappresentativo), tengono un profilo assai basso, quasi inesistente. C'è forse una riunione delle segreterie CGIL,CISL,UIL, per definire una posizione comune, lanciare una proposta, proporre uno sciopero generale? Epifani sta zitto. Tutto quello che ho letto di lui sull'argomento è questo: "le piccole e medie imprese hanno problemi di patrimonializzazione, i precari della scuola occupano provveditorati o salgono sui tetti" una mera constatazione! Anche in questa vicenda la CGIL che pure conta quasi duecentomila iscritti alla FLC gioca di rimessa. Si limita a criticare le misure del governo. Ma la sua opposizione non arriva fino al contrattacco: ad organizzare la rivolta della scuola e delle famiglie italiane.  La tragedia si compirà e la disgregazione sociale guadagnerà altro terreno.
Franceschini è salito sul tetto di un Provveditorato occupato e per un pò ha fatto lo stilita assieme ad un gruppo di insegnanti stremati dal sole. Ha detto: è il più grande licenziamento di massa della storia italiana! Verissimo! Non dubito della sua buona fede ma il suo gesto si riduce ad uno spot per la sua rielezione a segretario. Il PD accetta (come le confederazioni sindacali) l'impianto ideologico della "riforma" nelle sue correnti cattoliche e laiche: quelle cattoliche perchè sono favorevoli ad una ulteriore espansione della scuola confessionale e quelle laiche perchè convertite al liberismo e vogliono una scuola privata. Insomma, il PD sarà d'accordo con il Governo e la sua maggioranza anche se continuerà a votare contro.
I lavoratori della scuola vengono bruciati dalla concomitanza di due fuochi: la trasformazione delle confederazioni sindacali in organismi quasi parastatali che debbono amministrare soltanto l'esistente e basta e che non si opporranno alla realizzazione delle scelte decise dal padronato e dal governo; il pd
che corteggia la base sociale della destra italiana e ne liscia il pelo. Rimangono ai lavoratori i sindacati di base, i partiti della sinistra espulsa dal Parlamento, le associazioni civili. Ma non riescono a fare quella massa critica necessaria per bloccare lo smottamento che li trascina verso il basso.
Prendiamo coscienza di tutto questo e ricostituiamo dal "basso" la coesione e l'unità con tutte le energie disponibili e volenterose che non sono poche. Non rassegniamoci alla sconfitta, alla perdita di identità  sociale e culturale. Recuperiamo i valori  e l'idea di una scuola pubblica che da Francesco De Sanctis a Gentili ha contribuito al progresso civile dell'Italia! Assediamo non solo i provveditori ma le sedi dei partiti e delle organizzazioni. Non accettiamo l'idea della riduzione del danno e la dittatura liberista senza contraddittorio.
pietroancona@tin.it
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, September 07, 2009 10:10 AM
Subject: Un incontro funesto


UN INCONTRO FUNESTO
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 L'incontro conviviale di Cernobbio tra la Presidente della Confindustria Emma Marcegaglia ed il segretario generale della CGIL Guglielmo Epifani è significativo innanzitutto per l'ambiente in cui avviene che è quello in cui industriali, economisti e politici discutono i modi più acconci per lo
sviluppo del capitalismo. Significativo anche  per la diplomazia "segreta" che lo ha preparato che coinvolge governo e PD e quella forte corrente politica e giuslavorista che ha funestato i lavoratori con il pacchetto Treu, la legge Biagi, le controriforme delle pensioni e che condivide l'accordo separato Cisl Uil del contratto nazionale (svuotato) e della contrattazione. L'incontro avviene in forza di una delle due linee che portano avanti padronato e destra, la linea dell'assorbimento della CGIL nel "progetto Paese" cioè nel suprematismo assoluto della impresa su tutto.  La subordinazione dei lavoratori e la loro scomparsa come soggetto sociale sono considerati dogmi. La Marcegaglia è portatrice di questa linea mentre Sacconi vorrebbe l'umiliazione e la discriminazione della CGIL così come umilia e discrimina i sindacati di base. La Marcegaglia sa meglio di Sacconi quanto conta ancora la CGIL nelle realtà delle imprese. Sa benissimo che Cisl ed UIL non sono in grado di offrire al padronato italiano quelle garanzie di cui hanno bisogno per realizzare i loro disegni.
Sacconi si è affrettato subito, mentre Epifani e Marcegaglia non si erano ancora alzati dal tavolo da pranzo, a chiedere alla CGIL di presentarsi a rapporto da CIsl e UIL ed arrendersi. Cisl ed UIL che
lisciando il pelo alla tigre hanno già stipulato una intesa con la Lega per una forte differenziazione salariale per il Nord da ottenere attraverso il contratto riformato e rifiutato dalla CGIL.
 Non è casuale che proprio ieri a Cernobbio il Ministro Tremonti abbia pubblicizzato l'esistenza di risorse quasi inesauribili per gli ammortizzatori sociali. Significa che l'obiettivo da conseguire è ottenere un atteggiamento di disponibilità alla CIG ed ai sussidi di disoccupazione e di evitare il conflitto per il posto di lavoro. La Marcegaglia sa bene che deve catturare ed imbrigliare la CGIL se
vuole evitare un autunno caldo e cioè azioni di lotta e di contrasto ai licenziamenti. Vuole sterilizzare la CGIL ed isolare quanti lotteranno per evitare la chiusura della loro azienda, chiusura spesso dettata da
progetti di trasferimento o di utilizzo diverso delle aree.  Insomma vuole la collaborazione della CGIL su due fronti: nelle relazioni con i lavoratori e verso il Governo per ottenere altro denaro "vero" come ama dire.
  A Cernobbio si è ripetuto un deja vu del film di questi ultimi anni. La Confindustria (o il governo) detta l'agenda, stabilisce gli argomenti da discutere e presenta le sue proposte già preparate dal suo ufficio studi e già conosciute preventivamente da Cisl ed Uil. L'agenda degli argomenti riguarda soltanto riduzione di diritti e smantellamento di precedenti accordi con qualche zuccherino come quello della detassazione di una piccola parte del salario che comunque dà soltanto qualche spicciolo
insignificante. Dagli accordi di concertazione del 1993 non c'è un solo incontro governo sindacati e confindustria che si sia svolto su una agenda preparata dai sindacati e rivolta a migliorare le condizioni dei lavoratori. L'Italia è forse l'unico Paese al mondo in cui grandi e potenti Confederazioni Sindacali tolgono anzicchè aggiungere diritti ai propri rappresentati. Ora, queste potenti Confederazioni rischiano di avere i piedi di argilla e comunque si stanno trasformando in organismi di servizi bilaterali quasi parastatali.
 Ecco perchè ogni incontro, in questo quadro, con questi precedenti non può che essere funesto.

Pietro Ancona
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http://www.rassegna.it/articoli/2009/09/04/51468/contratti-la-padania-ieri-incontro-lega-cisl-uil

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From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Sunday, October 04, 2009 1:46 PM
Subject: La Stampa oscura i Precari


LA STAMPA OSCURA I PRECARI
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 La manifestazione per la libertà dell'informazione che ha riempito di una grande folla una delle più capienti piazze di Roma ha realizzato un obiettivo che rafforza il governo in uno dei suoi punti dolenti: ha oscurato del tutto le due grandi manifestazioni dei precari della scuola che, con sacrifici personali, si erano dati appuntamento a Roma da un pezzo, assai prima che lo spostamento al 3 ottobre della adunata indetta dalla FNSI, si sovrapponesse alla loro lotta e la oscurasse senza alcun riguardo. Sarebbe stato comunque  possibile dare conto nei telegiornali e nei resoconti di stampa di entrambe le manifestazioni facendone momenti di una reazione civile e democratica all'azione del governo Berlusconi ma non se ne è fatto niente. Nei telegiornali non ho visto una sola inquadratura dei cortei dei precari, un solo commento, non parliamo degli articoli degli opinionisti tutti dedicati al successo dell'iniziativa della stampa a cominciare da quello di Eugenio Scalfari che più di ogni altro si è pavoneggiato ed ha attribuito significati civili e democratici ad una lotta fatta da gente molta della quale   in buona fede ma molta altra con tantissimi scheletri nell'armadio.Nei giornali si è parlato dei cortei dei precari soltanto per deprecarne i disagi arrecati alla cittadinanza.
La stampa italiana è composta da spartani ed iloti, padroni e schiavi, sfruttatori e negri sfruttati. I giornalisti della RaiTV con privilegi e stipendi scandalosi che non hanno eguali al mondo non sono eguali ai giornalisti che vendono i loro scritti a venti  euro al pezzo  e scarpinano per realizzare servizi ed interviste al servizio di giornali che li sfruttano spietatamente.  Sono a migliaia di giovani che  hanno seppellito nell'amarezza e nel disinganno le loro speranze, le attese che coltivarono prima della laurea. La FNSI è rappresentativa degli interessi dei  baroni del giornalismo, gente che divulga e riempie di belle parole e di ragionamenti spesso fasulli le veline che passa il Potere. Che cosa ha in comune un giovane giornalista che sta incanutendo da precario  con i superprivilegiati dipendenti della RaiTV molti dei quali assunti perchè fedeli scudieri di questo o di quel politico?
 Ieri sera ero sbalordito. Il TG3 che ha un nuovo direttore in Bianca Berlinguer appena nominata nella ultima superlottizzazione spartitoria non ha fatto vedere  e non ha detto niente dei cortei dei precari della scuola, non ha mostrato i due grandi fiumi di professori ai quali è stata tagliata la strada, rubato il futuro, preclusa la possibilità di esprimersi nella scuola pubblica , di vivere e di far vivere la più grande e benemerita istituzione italiana: la scuola pubblica, la scuola statale. E' evidente che c'è una grande insincerità nella manifestazione per la libertà della informazione se questa ignora ed oscura le lotte dei precari in difesa della scuola pubblica.
  In fondo i signori che hanno dato vita ieri alla manifestazione per la libertà di stampa hanno fatto un grosso favore alla Gelmini ed al governo Berlusconi.
   Se la RAI TV non ha fatto finora il contratto a Travaglio non  mi interessa  niente e non credo che la cosa possa interessare la democrazia italiana. Non mi piace il potere che certi amchorman acquistano magari ritagliandoselo nel "mercato" della sinistra.
 Della libertà garantita da contratti miliardari ho soltanto ribrezzo.  Non si può pretendere libertà e democrazia accettando un sistema in cui il denaro pubblico viene spartito in quantità scandalose tra privilegiati. Il narcisismo e l'indifferenza sociale di tanti campioni della libertà di stampa costruiscono una scenario di cartapesta a sinistra allo stesso modo come Berlusconi ed i suoi costruiscono il loro scenario di cartapesta a destra.
  Nel mondo artificiale nel quale viviamo, il segretario  della CGIL ha ritenuto di farsi intervistare e di dire la sua in Piazza del Popolo. Questo dopo aver abbandonato i precari della scuola al loro destino ed al massimo ad una difesa di ufficio come capita a certi imputati poveri che non possono pagarsi un buon avvocato.
   Pietro Ancona
 

                                                            ****

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From: pietroancona@tin.it 
Sent: Monday, October 05, 2009 3:06 PM
Subject: : gino giugni

     GINO GIUGNI


E' morto Gino Giugni padre dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori redatto e promulgato  nel 1970 essendo Ministro del Lavoro un altro grande socialista Giacomo Brodolini. Gino era socialista quando i socialisti erano socialisti ed i comunisti erano comunisti prima che il termine socialista o comunista perdessero  completamente di significato cioè del  contenuto di redenzione del lavoro, giustizia sociale, emancipazione umana, visione di una società di eguali almeno nei diritti e nelle opportunità come purtroppo è avvenuto dopo e tuttora avviene.Nel 1983
fu ferito dalle Brigate Rosse, tredici anni dopo la promulgazione della legge sullo Statuto dei Diritti.
Non ho   capito perchè il terrorismo abbia colpito Gino Giugni dal momento che il massimo che i lavoratori italiani hanno  ottenuto nella loro storia si deve proprio a lui ed a quella stagione straordinaria di conquista di diritti che  fiorì durante il centro-sinistra con i socialisti precraxiani al governo del Paese. Ma forse il gruppo che colpì Gino Giugni agiva secondo la logica che bisogna abbattere il meglio per fare prevalere il peggio che costituisce la condizione normale di oppressione della gente più facile da additare come nemico.. E' una logica inaccettabile e perversa che martirizza le figure più umane e più vicine ai
lavoratori dei gruppi dirigenti della politica.
  Debbo purtroppo constatare che l'ultima parte della vita del giuslavorista Gino Giugni non ha molto a che dividere con quella dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori. Gino Giugni ha seguito  seppur lentamente e con molti ripensamenti il revisionismo giuslavoristico di ispirazione liberista.  E' stata  tuttavia una involuzione meno pronunziata di quella di personaggi come Biagi, D'Antona, Ichino, Letta, Treu che sono giunti financo
a reclamare la revoca dello Statuto dei Diritti  e che si adeguano ad una generale involuzione del diritto europeo del lavoro su materie fondamentali riguardanti i diritti, il salario, l'orario di lavoro, l'assunzione ed il rapporto di lavoro nelle aziende.
 Ma questa ultima fase della vita di Gino Giugni conta poco. Non è stato lui a compiere i guasti peggiori.  Per noi conta ricordarlo come protagonista della grande stagione che portò alla riforma del collocamento ed alla stesura di una carta di diritti che la borghesia italiana aiutata dalla sinistra fedigrafa non ha ancora trovato il coraggio di abrogare cosi come quando ricordiamo Garibaldi Bosco ci riferiamo alla fase della sua vita durante e subito dopo i Fasci dei Lavoratori e non nella sua ultima parte di amministratore del Comune di Palermo.
Gino Giugni è stato capostipite di una scuola di giuslavoristi che, nonostante i suoi infedeli epigoni, resterà esemplare nella storia del diritto del lavoro e del movimento operaio e socialista.
 La sua opera di legislazione sociale  illumina di civiltà e di umanità la società italiana e sarà sempre un punto di riferimento e di forza per quanti continuano a credere che i lavoratori non sono meri utensili umani come li definì Aristotele e come li vuole il grasso vorace e predatorio capitalismo contemporaneo.
 Ho avuto l'onore di averlo conosciuto e  di militare nel suo stesso partito e nella CGIL di Piero Boni e Mario Didò.
  Pietro Ancona
                                                               ****

----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, October 07, 2009 1:57 PM
Subject: morte del diritto del lavoro


MORTE DEL DIRITTO DEL LAVORO
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  A leggere e sentire i commenti che la batteria massmediatica ha imbastito sull'opera di Gino Giugni
sembrava di vedere lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori lontanissimo nel tempo, una sorta di rudere  giuridico datato che dovrebbe essere rimosso al più presto come un ingombro  che impedisce alla Modernità di trainare le magnifiche sorti e progressive dell'economia  . Qualcuno si è spinto fino ad insinuare che Gino Giugni fosse pentito di essere stato l'estensore di una legge che avrebbe legittimato financo l'assenteismo i lavoratori.
. In verità l'opera del nostro come successore di Brodolini e di Donat Cattin non è stata esaltante: gli accordi sulla concertazione stipulati durante la sua gestione del Ministero del Lavoro hanno creato le premesse di un inesorabile indebolimento, di una fatale degradazione della condizione salariale dei lavoratori italiani che, da allora, hanno perso un terzo e anche più di quanto percepivano
prima. I salari  sono diventati talmente miseri da non consentire ad una famiglia operaia monoreddito di poter sopravvivere. C'è bisogno di un secondo salario, di una integrazione oppure di possedere l'abitazione. 
 Ma lo Statuto è stato un momento alto di riconoscimento della funzione sociale dei lavoratori e di loro integrazione in una società in cui le differenze di reddito  non erano  eccessive. C'è stato un momento nel ventennio 70/90 in cui la retribuzione di un ingegnere era soltanto del quaranta o cinquanta per cento in più di quella di un operaio specializzato.  Anche  il punto unico di scala mobile fungeva da grande omogeneizzatore sociale.
  Dal pacchetto Treu in poi il diritto del lavoro è tralignato fino a diventare diritto "sul lavoro". Mentre
dalle esperienze del movimento operaio, dalle esperienze che si realizzavano nel vivo della produzione nascevano  regole che adattavano i diritti, mantenendoli, alle novità del processo produttivo, ora tutto è cambiato. Il sindacalismo fungeva da intellettuale collettivo che traduceva in regole il rinnovamento dei rapporti produttivi.  Ora i  lavoratori si debbono adattare ai bisogni finanziari e produttivi della azienda e sono questi a valere. E' nata una legislazione che
non è più di tutela del prestatore d'opera e che non garantisce più alcun diritto. Il lavoratore deve adattarsi al dominio assoluto ed implacabile  di un datore di lavoro che, fin dall'assunzione, diventa arbitro della sua vita non solo lavorativa ma  spesso tout court.
 Per rendere ancora più evidente la condizione subalterna  dei lavoratori gli stipendi dei managers e degli amministratori delle imprese si sono distanziati in misura incommensurabile. Un managers può guadagnare anche  più di mille volte  di quanto guadagna il suo dipendente medio e  può determinarsi la fetta da ritagliarsi dall'impresa. Nello stesso tempo le retribuzioni dei dipendenti tendono a frastagliarsi verso il basso attraverso tipologie di rapporti di prestazioni che
sembrano concepite da una mente diabolica e malvagia.
 Tutte le leggi sul lavoro approvate dal 93 in poi e tutte le proposte spesso bipartisan presentate al Parlamento testimoniano la fine del diritto del lavoro (restano da abbattere alcune cose importanti come lo Statuto) e la comparsa al suo posto di una legislazione funzionale ai bisogni delle aziende e del capitale. Questa tendenza non è solo italiana ma di tutto l'Occidente ed in Europa è stimolata da
un orientamento che ha già demolito molte cose a cominciare dall'orario di lavoro.
  Alla demolizione dei salari si accompagna quella dei diritti. Non solo questi vengono  cancellati o riscritti in senso favorevole  alle imprese e al management ma tendono ora a diventare costrittivi, obbliganti per prestatori d'opera che non hanno più voce. Le Confederazioni Sindacali si sono prestate a questa rivoluzione copernicana e da anni concretizzano agende di "riforme" elaborate dagli uffici della Confindustria e delle altre organizzazioni padronati e governative.
  A questo punto il Ministero del Lavoro potrebbe essere accorpato a quello dell'Industria e gli uffici studi dei Sindacati a quello della Confindustria. La solitudine dei lavoratori è tale da generare una vera e propria ondata di suicidi o reazioni di disperazione come quelle della INNSE e degli insegnanti e di tanti altri che le cronache registrano sempre più di malavoglia.
  Stiamo tornando nei rapporti sociali alle condizioni preesistenti alla nascita del Sindacati, dei Parlamenti, delle moderne conquiste della società. I Sindacati, dopo aver raggiunto il massimo di potenza, non sono più  dei e con i lavoratori. La pressione spoliativa del padronato e della società  sta diventando sempre più intollerabile per chi vive di lavoro dipendente. Ma non si può tornare alla barbarie dei rapporti sociali dopo aver conosciuto la civiltà del novecento senza grandi traumi. La  torsione che si vuole imprimere alla condizione dei lavoratori che si vogliono ridurre a clochards può generare conflitti profondissimi.
pietro ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Friday, October 16, 2009 1:24 PM
Subject: Suicidi e contratti


  Suicidi in Francia e Contratti in Italia
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  Ieri la giornata è stata scandita da due brutte notizie : il venticinquesimo suicidio di un dipendente della telecom francese e la firma separata del contratto dei metalmeccanici italiani con l'umiliante esclusione della Fiom  rappresentante della stragrande maggioranza dei lavoratori. Sostanzialmente le due notizie sono due facce di una stessa realtà: la perdita di valore e di identità sociale che il lavoro conferisce alla attività umana,la scomparsa della lotta di classe che, con il conflitto sociale, era l'unica in grado di dare prospettiva e significato al lavoro. Nella Telecom francese si è messo in moto un meccanismo azionato da "tagliatori di teste" ( non solo in senso figurato come voleva essere la macabra locuzione) che ha fatto sentire del tutto superflua la vita a venticinque persone; per il contratto dei metalmeccanici si è messo in moto il meccanismo vincente
della linea Sacconi che persegue da anni l'isolamento e la sconfitta della CGIL e, per essa, del suo Sindacato simbolicamente ed umanamente più rappresentativo: la Fiom!. In questo caso si è avvalsa
della "distanza" della CGIL dalla Fiom per colpire  ancora più forte.
 Il contratto firmato concede qualche monetina di rame ai lavoratori e soltanto alla fine del triennio. Subito non dà niente. Viene stipulato con un anticipo notevole sulla sua scadenza essendo stato firmato il venti gennaio del 2008 e non si era mai dato il caso di un rinnovo ad un anno e mezzo di vigenza! L'anticipo è stato fortemente voluto dal Governo dalla CIsl e dalla UIL per adeguarlo alle norme dell'accordo separato sul contratto nazionale a cominciare dall'avvio della triennalizzazione.
In sostanza di tratta di una riforma profonda, di un riposizionamento del contratto nazionale nella nuova strategia voluta dal padronato e dai sindacati ascari, che punta  ad una forte riduzione dei diritti dei lavoratori mentre si allargano e si incrementano gli interessi comuni delle associazioni stipulanti già presenti con il Fondo Cometa. E' stato istituito un fondo per il sostegno del reddito. Vedremo di che si tratta. La linea  di tendenza è sempre di più  verso un contratto tra associazioni e sempre meno di un contratto per i lavoratori.
La Fiom è stata  sconfitta ed umiliata e non è casuale il fatto che i suoi dirigenti parlino di ricorso alla autorità giudiziaria per fare valere le ragioni che dovrebbero essere chiare a tutti dalla federmeccanica al governo. Quando un gruppo dirigente ricorre alla magistratura piuttosto che alla lotta è perchè ritiene di non avere più alcuna possibilità di capovolgere o almeno cambiare parzialmente la situazione. Questo gruppo dirigente farebbe bene a dimettersi. Tanto, dopo questa sconfitta sarà cacciato via dalla destra sindacale! Il padronato ha colpito giusto ed i suoi numerosi sensori lo hanno avvertito della realtà della situazione. Una situazione nella quale la CGIL non andrà molto oltre una mera quasi notarile critica con rammarico, il pd (che è il partito al quale sono iscritti la stragrande maggioranza dei dirigenti della CGIL) non dirà  una parola e magari continuerà a sostenere la necessità della unità della CGIL con Cisl ed UIL naturalmente alle condizioni che queste dettano
E' chiaro che la FIOM non può continuare ad  essere sè stessa dentro la CGIL dal momento che questa ha subito trasformazioni profonde che dal punto di vista ideologico e sociale ne fanno una organizzazione postclassista, concertazionista, pragmatico-liberista. La CGIL al suo Congresso insisterà per l'unità con CISL ed UIL  e per un certo periodo di tempo non sarà nè carne nè pesce (come il pd), continuerà a saltare come un orso ammaestrato allo schiocco della frusta di un Bonanni. Si chiude un lungo capitolo della storia sociale italiana.
 La FIOM dovrebbe dar vita ad un Congresso straordinario per decidere se continuare a suicidarsi dentro la CGIL o uscirne per unirsi alla immensa massa dei lavoratori che danno vita al sindacalismo di base. Oramai è chiaro che la CGIL accetta  gli obiettivi fondamentali del padronato e del governo dalla scuola alla sanità alle fabbriche e che disconoscono all'homo faber i diritti. Ma forse è troppo tardi per questo ed il Congresso della FIOM sarà gestito da quanti ne negano l'essenza antagonista e classista. Insomma, la natura di sindacato!
Pietro Ancona 
 
http://www.rassegna.it/articoli/2009/10/15/53318/metalmeccanici-accordo-separato-senza-la-fiom

                                                                   

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From: pietroancona@tin.it 
Sent: Tuesday, October 20, 2009 5:04 PM
Subject: : tremonti, epifani ed il posto fisso


TREMONTI, EPIFANI ED IL POSTO FISSO
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  Per evitare di pronunziarsi sul ripristino del "posto fisso" proposto da Tremonti, Epifani chiede alla Confindustria  un commento. Commento che sicuramente non tarderà ad arrivare e sarà certamente negativo come negativi sono stati finora i commenti dei "falchi" della destra Sacconi e Brunetta e di quelli annidati nel PD come Ichino. Epifani  sembra seccato e risentito. Avrebbe potuto chiedere a Tremonti di applicare la sua idea subito ai dipendenti pubblici che contano centinaia di migliaia di precari in tutti i settori a cominciare dalla scuola. Ma si è ben guardato dal farlo dal momento che il suo "Duca" è il PD il quale è ultraliberista ed ha  mollato da un pezzo la tutela dei lavoratori.
 Ichino si è spinto fino a giudicare "anacronistica" e "demagogica" la proposta di Tremonti esprimendo la ipocrita preoccupazione di una classe lavoratrice "spaccata in due" dal momento che una parte è esclusa dalle tutele dello Statuto e dal posto fisso e che, bontà sua, dovrebbe restarne fuori per sempre.
 Ma la proposta di Tremonti non solo non è novecentesca (come scrive Brunetta) e perciò anacronistica ma à l'espressione di una profonda insoddisfazione che si è diffusa negli ambienti più consapevoli del capitalismo che considerano la precarietà del lavoro una scelta non solo scellerata
ma perdente nel lungo periodo dal momento che non investe sul capitale lavoro, genera insicurezza ed infelicità, spinge ad una gestione "usa e getta"del processo produttivo.
 Il periodo più splendido dell'economia industriale e dell'economia generale è stato quello influenzato dagli economisti di scuola keinesiana (in Italia olivettiani). Il grande successo dell'economia giapponese di questo dopoguerra che andrebbe studiato in profondità è  dovuto alla stabilità o addirittura al radicamento aziendale dei lavoratori. La stabilità lavorativa di masse di milioni di lavoratori è certamente una garanzia per tutto il sistema economico che dà affidibilità interna ed internazionale e consente alla fine un arricchimento generale della società. Quattro milioni di precari sottopagati ed in perpetua ansia per il loro futuro con la loro povertà ed impossibilità di risparmio impoveriscono ed oscurano il futuro immediato e lontano del Paese.
  E' una menzogna ritenere che la precarietà e la mobilità derivino dai processi produttivi. Se fosse così non si capirebbe perchè contratti a termine vengano rinnovati tantissime volte fino a fare risultare l'assunzione a termine per quella che è: un fumus per tenere sotto ricatto i lavoratori e rubare il loro futuro.
    E' paradossale che la condanna della flessibilità venga da un esponente della destra mentre il PD e le Confederazioni Sindacali masticano  amaro e  ne sono irritati perchè un tema bruciante nella società italiana viene  portato in superficie e si aprono spiragli per abrogare la Legge Biagi (come una volta chiedeva la CGIL).
  Ma in Italia può accadere di tutto: dalla trattativa mafia-stato, alla esclusione dei metalmeccanici dalla stipula del loro contratto, ad una opposizione parlamentare che si accinge a rivedere la Costituzione  assieme alla maggioranza per agevolare al Caudillo il governo di un paese sempre più umiliato ed infelice.
Pietro Ancona

http://www.asca.it/news-LAVORO__EPIFANI__CONFINDUSTRIA_COMMENTI_TREMONTI_SU_LAVORO_FISSO-867865-ORA-.html

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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, October 18, 2009 9:31 PM
Subject: Aboliamo l'ora di religione!!

 Sono contrario alla proposta di consentire l'insegnamento dell'Islam nella scuola perchè questo legittimerebbe l'insegnamento della religione cattolica. Lo Stato rappresentato dalla scuola pubblica