| RASSEGNA STAMPA |
Lavoro e_sindacati di Pietro Ancona
in ordine cronologico I parte
From
1 maggio 2006 to January 12, 2011
vedi indice e altri documenti
----- Original Message -----
: Profanazione radicale del Primo Maggio
lunedì 1 maggio 2006 19.24
Il primo maggio ha visto sempre i socialisti con tutti i loro compagni e amici
del movimento operaio, a ricordare con cortei,manifestazioni e comizi,, la
secolare lotta per migliorare la condizione di vita e sociale dei lavoratori,
guardando al futuro sempre con una nuova speranza di crescita civile.
Il primo maggio è una grande giornata anche per la causa della pace nel mondo.
Oggi questa giornata è stata profanata da una lunga dichiarazione del signor
Capezzone il quale propone provocatoriamente , strumentalizzando il nome di
Biagi, di sostenere la legge trenta, la legge che ha generato frustrazione,
umiliazione, disperazione in milioni di giovani e meno giovani precari.
Naturalmente il signor Capezzone con il suo Guru Giacinto Pannella e la
signora Bonino candidata al Ministero della Difesa forse per realizzare il
laicismo con i carri armati, hanno disertato i cortei ed i comizi del primo
maggio.
Io sono felice di essere stato a Portella della Ginestra con Franco Cantafia
e la compagna Leoni e migliaia di giovani che vedono nella richiesta della CGIL
di abolire la legge trenta una scelta giusta con forti contenuti umani e civili.
Spero che i socialisti abbandonino presto la Rosa Nel Pugno dove la grande
anima del socialismo è stata divorata dall'ameba pannelliana.
I socialisti con i socialisti e la sinistra. Pannella con i liberisti e gli
imperialisti!!
Pietro Ancona
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giovedì 22 marzo 2007 11.08 segreteria@fiom.cgil.it
oggetto: INPS e pensioni
Cari compagni,
stanno stringendo in una tenaglia l'INPS per strangolarlo. La borghesia
parassitaria italiana, invidiosa del capitale sociale accumulato dai lavoratori
nelle istituzioni INPS,INAIL,etc....mira a distruggere entro breve tempo queste
fondamentali fortezze del mondo del lavoro attraverso la ipocrita operazione
modernista delle unificazione e sottraendo all'INPS il TFR.
Stamane due pennivendoli pseudo economisti hanno chiesto la sottrazione del TFR
all'INPS per spostarlo verso i truffaldini fondi pensione delle assicurazioni
private.
Boeri e Garibaldi attaccano su due fronti: il fronte delle pensioni e del
lavoro precario ed il fronte delle istituzioni amministrate dalla legislazione
sociale conquistata in questi ultimi anni.
Spero tanto nella vostra energica reazion e
Pietro Ancona sindacalista in pensione
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: primapaginarai
Sent: Saturday, April 07, 2007 8:54 AM
Subject: produttività degli statali
Caro Dr. Magri,
sentendola sentenziare, con l'aria di un saggio padre di famiglia, sulla
produttività degli statali che hanno ricevuto la favolosa cifra di circa
cinquanta euro mensili nette di aumento(mediamente) mi venivano in mente gli
infermieri sottoposti a turni massacranti per 1200 euro al mese!!!! Chiunque
abbia fatto l'esperienza di un ospedale sa quanto sia dura la vita di tutto il
personale assistente!!!
Da quando il signor Ichino ha fatto la mascalzonata di parlare di fannulloni non
fate altro che ripeterne pappagalescamente la diffamazione.
In un Paese in cui l'imprenditoria privata è del tutto sovvenzionata dal
pubblico, compresa la Fiat che per decenni ha succhiato il sangue all'erario,
da pulpiti squalificati giungono sermoni contro la gente che vive malamente e
con poca riconoscenza pubblica!!
Provi a pensare da dove le arriva il lautissimo stipendio e se davvero se lo
merita!!
Provi a pensare a vivere con la sua famiglia con lo stipendio di uno statale!!
Pietro Ancona da Palermo
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: italotripi@sicilia.cgil.it
Sent: Monday, April 16, 2007 10:08 AM
Subject: Storia CGIL
Caro Italo,
la CGIL siciliana è stata protagonista all'inizio dell'ottanta e per tutto il
decennio di straordinario ed incisivo impegno nella lotta contro la criminalità
mafiosa.
Mi riferisco a Politeama Uno e Due (il tre non si realizzò per diserzione della
CISL) che segnarono momenti altissimi di lotta e di impegno civile.
Nel corso del primo Consiglio Generale della CGIL siciliana dopo l'uccisione
di Pio La Torre,
presieduto da Donatella Tortura nella mia relazione (ripresa con titoli cubitali
da l'Ora) lanciai la proposta del sequestro dei patrimoni mafiosi poi diventata
legge.
Ebbene è come se la lotta alla mafia in Sicilia fosse cominciata negli anni
novanta dopo l'uccisione di Falcone e Borsellino.
Si cancella un decennio tra i più importanti della nostra storia.
Noto pure con sconcerto come la commemorazione di Pio LaTorre da sempre ignori
il ruolo svolto dalla CGIL nella vicenda di Comiso sia come impegno materiale
sia come collante unitario con le Acli, la Cisl, Salvatore Lauricella, Guarraci
ed il Psi siciliano. I socialisti siciliani ignorarono le ire di Craxi e si
schierarono con la CGIL.
Ebbene non sono d'accordo con la storia delle cancellazioni e delle
manipolazioni.
Quando le generazioni future si accosteranno agli ultimi trentanni di storia
della Sicilia non troveranno niente di cose altamente significative come:
Politeama Uno e Due e Comiso.
Purtroppo, il più importante, anzi l'unico storico di sinistra della Sicilia,
il Professore Renda non ha mai attribbuito importanza a quanto ho ricordato. Nei
suoi libri semplicemente non esistiamo.
Ti saluto fraternamente
Pietro
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redazione@gramscioggi.org
Sent: Saturday, April 21, 2007 4:19 PM
Subject: da oggi i lavoratori più soli
Caro Colombo,
se esistesse il crimine di partito, il gruppo dirigente dei DS dovrebbe
certamente essere processato per aver soppresso il Partito convogliandolo fuori
dal suo alveo sociale e storico, fuori dal socialismo, in una grigia area di
centro-destra in cui Bersani e Visco potranno mostrare agli industriali veri e
falsi italiani di quanto sono più bravi degli uomini di Berlusconi.
I nostri Fassino e D'Alema sono mediocri dirigenti assetati di potere. Se
avessero avuto le doti di statista di Togliatti e dei grandi dirigenti del pci
avrebbero capito che squilibrare l'Italia a destra, affollarsi nell'area di
destra, lasciare vuoto il posto della socialdemocrazia, si può fare a caro
prezzo negli Usa ma non in Italia.
Se non si riaprirà una speranza di una forza socialista a sinistra,
sicuramente il terrorismo aumenterà perchè non si potranno tollerare a lungo le
condizioni di pezzenti a cui sono stati ridotti i lavoratori italiani. Qualcuno
imbraccerà le armi.
Intanto, dopo il PD e magari durante mi aspetto l'abbraccio con Berlusconi con
la benedizione di Napolitano che è stato allievo di Amendola ma che è tralignato
nel "migliorismo" acefalo e tutto pancia.
Pietro
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: giulianoamato@cameradeputati.it
Sent: Saturday, April 21, 2007 5:19 PM
Subject: da oggi i laboratori più soli
Caro Amato,
ora che avete lasciato i lavoratori al loro destino e vi fate il Partito dei
ceti medi e medio alti sei soddisfatto?
Il socialismo non era degno dei vostri magnanimi lombi?
Ma tu come gli altri siete di mente corta anche se assai acuta per i vostri
personali interessi. Corta perchè avete squilibrato a destra il sistema politico
italiano affollandovi nell'area di Berlusconi.
Avete lasciato i lavoratori al loro destino di pezzenti a mille euro al mese,
privi dell'essenziale per vivere. Nascerà una nuova generazione di terroristi a
causa vostra!!
Quando in vecchiaia si diventa reazionari è davvero triste!!!
Pietro Ancona
socialista lombardiano sempre!!!
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: cobas@cobas.it
Sent: Tuesday, May 01, 2007 9:21 PM
Subject: Fw: Dopo il comizio
primo maggio 2007
Sono le due del pomeriggio e le manifestazioni ed i comizi per il primo maggio
sono già finiti. La gente è tornata a casa, mogia, delusa, scontenta, avvilita,
priva di speranze. A casa li aspetta un pasto assai sobrio, povero, fatto
sopratutto di farinacei dal momento che la verdura costa più della carne e sono
diventati entrambe quasi irraggiungibili. Questo primo maggio è stato assordato
dalle grida contro gli infortuni sul lavoro, le morti bianche. Non si può dire
che negli ultimi trenta anni questo tema sia stato particolarmente frequentato
anche se i morti e gli infortuni sono sempre stati tanti, proprio tanti. Mentre
si parla di misure più drastiche per gli infortuni, c'è nelle stanze del potere
chi progetta di sopprimere l'Inail, il glorioso istituto che ha tutelato al
meglio per mezzo secolo i lavoratori sopravvissuti e le loro vedove. Si parla di
unificazione degli enti previdenziali ma la verità è che si pensa ad una
riduzione drastica del loro peso (già si mastica amaro per il TFR all'Inps) e
delle loro funzioni a vantaggio del Dio Mercato, delle assicurazioni, dei fondi
privati magari gestiti pariteticamente da Confindustria e Sindacati.
Potrei cosi riassumere il succo dei comizi dei leaders sindacali di questo Primo
Maggio: "pezzenti ma vivi!!!" Sui contratti il problema posto è del tempo dei
loro rinnovi ma non della questione salariale che considera equo un incremento
di ottanta euro mensili, una vera elemosina a fronte di salari sotto il livello
di povertà. Se proponessi un incremento di cinquecento euro al mese mi darebbero
del pazzo ma questa è l'unica cifra che mi viene in mente se davvero si volesse
rendere meno miserabile la vita delle famiglie operaie , degli impiegati, dei
professori, financo degli ingegneri della Fiat.
Ma questo Sindacato si guarda bene dal disturbare la campagna di seduzione del
costruendo Partito Democratico verso gli imprenditori e, mentre mi darebbero del
pazzo se chiedessi cinquecento euro di aumento per i metalmeccanici, non batte
ciglio per gli stipendi miliardari dei managers, delle municipalizzate, degli
enti pubblici tutti rigorosamente prelevati dalle bollette dei consumatori
utenti ma sudditi di questo Paese.
Una nuova classe sociale creata dalla legge Bassanini con stipendi mai al
disotto di trecentomila euro!!!
Nessuno ha pronunziato la parola tabù " Aboliamo la legge 30"!!!! Sacconi spiega
al TG3 il giorno del primo maggio la bontà di questa legge e quanto siano
terroristi coloro che ne chiedono la soppressione.
Non vado avanti perchè sono sopraffatto dall'indignazione e dallo sgomento. Non
avrei mai immaginato che con TUTTA la sinistra al Governo i lavoratori si
riducessero a tale punto di frustrazione!!
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: politiche@liberazione.it ; redaziione@manifesto.it ; politiche@unita.it ;
segreteria@fiom.cgil.it ; segreteria@cgil.it ; segreteria@spi.cgil.it
Cc: g.gullo@repubblica.it
Sent: Thursday, May 10, 2007 3:54 AM
Subject: I sazi demolitori della civiltà del lavoro
Un gruppo di economisti professionisti raccolto attorno ad un sito online
"LaVoce"ossessiona l'Italia per raggiungere lo scopo di demolire le tutele
legislative dei lavoratori, il ruolo di rappresentanza e di agente contrattuale
del Sindacato, il walfare, i salari, le pensioni, i diritti delle donne.
Il fatto clamoroso che la sesta o settima potenza industriale del mondo, membro
del C8, abbia i salari e le pensioni più bassi d'Europa non gli basta. Vuole
molto di più.
Vuole una totale deregolation del rapporto di lavoro, il passaggio
"liberale!!!", alla contrattazione individuale dando per scontato che si è alla
pari tra chi ha bisogno di lavorare per vivere e chi è in grado di offrirgli un
lavoro.
Questo gruppo fatto di personaggi accreditati dagli ambienti economici e
finanziari italiani e dal governo, si serve spesso anche della menzogna e
dell'insulto,tenta di sollevare l'opinione pubblica contro i "garantiti"! Una
menzogna tra le più vergognose raccolta e rilanciata dai pennivendoli grandi
opionisti è che le pensioni degli anziani vengono pagate dai giovani!!!!
Obiettivo importante prossimo di questio signori che godono di una condizione
personale invidiabile di redditi e di proventi, è la soppressione dei ccnl a
vantaggio di contratti aziendali e poi come si diceva sopra di contratti
individuali.
I massmedia ed il governo hanno interesse a valorizzare questi signori. Sono
Giovazzi,Boeri,Ichino,l'ex sindacalista Cazzola che sputa veleno sul sistema
pensionistico ma ne fruisce allegramente, sono guri, sono cassazioni parlanti,
sono presenti in tutti i momenti cruciali del dibattito e delle decisioni.
Ichino si spinge financo a dare del "fannulloni!!" alla categoria intera dei
dipendenti statali, persone con una media di retribuzione di non più di 1200
euro al mese ed auspica una mobilità selvaggia ignorando le immense difficoltà
che esistono a cominciare da fitti inaccessibili. e da tutti i costi che
comporta smontare una famiglia da una città e portarla altrove. Perchè Ichino
(non so se fruisce già della pensione di deputato) non prova a fare per
ventiquattro ore l'infermiere in un Ospedale a mille euro al mese?
Ebbene, è giunto il momento di dire a questa gente che innanzitutto deve
consegnare il malloppo e cioè accettare di avere le stesse pensioni che
propongono agli altri.
In secondo luogo di non guadagnare al di là dell'apice di quanto propongono,
rinunziando ad incassare milioni di euro per consulenze miliardarie ottenute
presso i privati ma anche presso il Governo.
Questi signori quanto guadagnano facendo i guru del Governo?
Bisogna che questo Paese non sia pieno di predicatori che propongono "agli
altri" come debbono stringere la cinghia e farsi sfruttare perbene: la regola è
che le norme valgono per tutti a cominciare dalle grandi consulenze e dalle
scandalose pensioni dei parlamentari e dei consiglieri regionali.
Intanto bisogna chiedere alla RaiTV, a muso duro, che sebbene viviamo in un
regime oligarchico e postdemocratico, debbono attuare una par conditio delle
opinioni degli economisti: ad ogni parere di Boeri, Ichino o Giavazzi o
dell'olimpico prof.Monti deve corrispondere il parere di economisti di altra
scuola. Non esistono solo i monetaristi e i fondamentalisti del liberismo.
Esistono altre scuole di pensiero che hanno reso civile il pensiero liberale e
lo hanno armoniosamente congiunto al pensiero socialista.
Tutte le volte che in RaiTV c'è un parere soltanto di Boeri o di qualcuno della
"Voce" bisogna fare partire una bordata di proteste.
Prima di concludere vorrei ricordare la cosa più odiosa di questi signori:
l'attribuzione al Sindacato dei morti e degli infortuni sul lavoro e il
suggerimento al governo, subito raccolto dal Presidente sornione del Consiglio,
di non fare nuove leggi che rendano più cogenti le prevenzioni.
Pietro Ancona
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- ---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: sinistraCGIL sinistra CGIL
Sent: Saturday, June 02, 2007 10:54 AM
Subject: lettera alla CGIL sul TFR
Cara Cgil,
non mi aspettavo che la stampa sindacale facesse propaganda ai fondi pensioni
delle finanziarie e delle assicurazioni italiane.
Sapete benissimo che con il nostro livello di retribuzioni il massimo che i
lavoratori potranno avere saranno ratei di novanta cento euro al mese, una somma
miserabile al confronto della liquidazione del TFR che nelle famiglie italiane
serve a mettere da parte le spese per il funerale, aiutare un figlio a sposarsi,
avere un sostegno in caso di malattia in in Paese in cui la sanità pubblica
tende a non dare più niente (come ognuno di noi può constatare quando si
affrontano le conseguenze di importanti operazioni chirurgiche).
Avete danneggiato anche le aziende per favorire la speculazione finanziaria che
non produce beni ma solo profitti monetari.
Ravvedetevi, ammettete l'errore ed invitate i lavoratori a lasciare i soldi
dove stanno senza cederli a quanti stanno spendendo milioni di euro in
pubblicità per accalappiarli.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Scalfari eugenio
Sent: Sunday, June 24, 2007 11:29 AM
Subject: mistificazioni
Caro Dr.Scalfari,
lei si meraviglia di Epifani che trova appoggio nella sinistra di governo e gli
rimprovera, credo in mala fede, che la CGIL si era sempre richiamata ai partiti
della sinistra riformista e non alla tradizione massimalistica del movimento
operaio italiano.
E' verissimo!! Ma oggi la tradizione riformista è rappresentata appunto dalla
sinistra di governo dal momento che i DS ed i socialisti di Boselli hanno fatto
molto cammino verso destra, facendosi infettare dall'ideologia più violenta del
capitalismo,
quella liberista.
Lei sa bene che sulle pensioni la CGIL e la sinistra di Governo non chiedono
altro che quanto scritto nel programma di trecento pagine di Prodi.
Perchè se Padoa Schioppa ubbidendo ai canoni di Bildelberg fa resistenza e
rischia di mandare all'aria la trattativa è "normale", mentre se Ferrero chiede
il rispetto degli accordi "ricatta"?
Lei è di corte vedute: non si rende conto
che disancorare il governo di centro sinistra dal movimento sindacale o piegare
questo alle logiche del "mercato" liberista umilia milioni di persone che
vivono in Italia con meno di mille euro al mese e crea una situazione di
perpetua fibrillazione sociale dentro la quale cresceranno forme nuove di
terrorismo.
Lei crede che tutti si acconcino a vivere in una società dove lei è
superprivilegiato ed un giovane giornalista deve fare il negro a trecento euro
al mese?
Pietro Ancona da Palermo
Ps: ho fatto un calcolo all'ingrosso. Lei deve già avere incassato dallo Stato
circa un milione di euro di vitalizio parlamentare.
Inoltre gode di una pensione di giornalista che è supercorporativa ed è stata
largamente foraggiata dai contributi statali alla carta stampata.
Se vuole essere coerente con le prediche che fa al Sindacato ed ai
massimalisti perchè non rinunzia al vitalizio e restituisce quanto ha finora
incassato?
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: padellaro unità
Sent: Wednesday, July 11, 2007 9:19 AM
Subject: accordo pensioni
Caro Direttore,
spero che l'unità non enfatizzi il grottesco accordo sulle pensioni minime
concordato con i sindacati. Trattasi dell'elemosina di un euro scarso al giorno
a fronte di un impegno finanziario considerevole dello Stato.
Sarebbe stato assai meglio discutere di un DIRITTO, per esempio, il recupero
del considetto fiscal drag oppure dare ai pensionati delle agevolazioni maggiori
per i ticket sanitari.
Inoltre tutta la fascia di pensionati tra i 700 euro e i 1600 euro al mese,
da oltre un decennio congelata, ne avrà soltanto un contraccolpo negativo dal
momento che si sentirà tirata verso il basso ed anc ora meno certa del proprio
modesto reddito.
Sarebbe stato equo affrontare il problema nel suo insieme nella fattispecie
dei diritti o non delle mance e delle elemosine.
Questa questione è assai più grave dello scalone, che non riguarda che poche
persone che potevano in ogni caso essere aiutate in tanti modi (lavori usuranti,
donne, livelli di invalidità etcc..)
Ma, come dicevano gli antichi, gli dei accecano coloro che vogliono perdere!!
pietro
====
PS: ti suggerisco di avvicinare una delle panchine di Roma dove i pensionati
giocano a carte: ti sentirai dire che era più dignitoso lasciare le cose come
stavano piuttosto che elargire elemosine!!
Ps del ps: "elargire" il verbo che spesso usa Prodi e già solo per questo è
odioso!!
Pietro
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, July 23, 2007 1:09 PM
Subject: accordo sulle pensioni
l'articolo di Scalfari di oggi
Caro Dr.Scalfari,
per capire bene l'accordo sulle pensioni le sue volenterose spiegazioni non
servono a nulla.
Si legga la lettera del signor Rocco Palma pubblicata da Augias di oggi e le
altre che sono giunte a vari giornali e si renderà conto che si è trattato di
una truffa (sofisticata di Padoa Schioppa) alla quale era preferibile lo scalone di Maroni
In quanto al governo da un anno e più non fa altro che digrignare i denti al suo
elettorato che oramai lo odia con tutto il cuore. Molti tra la povera gente sono
perseguitati da esattori privati che frugano nella loro vita ed accendono
ipoteche sulla loro casa o ganasce sulle loro auto. Siamo tornati ai tempi dei
romani che avevano esattori che potevano vendere schiavi i debitori dello Stato.
Non è proprio cosi ma quando ti vendono all'asta la casa dove abita per pochi
soldi non pagati al fisco per motivi che possono essere i più diversi è
veramente inaccettabile. E' vero che era stato Tremonti a usare la clava fiscale
per spogliare di diritti le persone. Ma questo Governo è in perfetta continuità
Il volto di questo Governo non è quello di Prodi ma il faccione democristiano
della peggiore specie di Mastella.
Le dichiarazioni che questo ricattatore politico professionale fa sono
incredibili. Non ho visto lei indignarsi per difendere la dignità del giudice
Corleo.
Lei accetta tranquillamente che il signor Geronzi si fotta venti milioni di
euro di premio alla carriera ed esalta il liberismo compassionevole di un
governo che dà un euro al giorno di aumento ai pensionati al minimo!
La destra liberista vi ha mangiato il cervello a tutti. Lei non è più il
democratico liberal di una volta. La cultura della destra è diventata anche con
i suoi articoli senso comune......
Nel pistolotto finale del suo articolo, preoccupato per l'esito della
consultazione dei lavoratori, sostanzialmente minaccia "tempi duri che si
preparano" Insomma, se non passa l'accordo, sarà peggio!!
Complimenti!! Ci sono tanti modi di
fare schioccare la frusta!!
Pietro Ancona
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--- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: cremaschi fiomgloriosa
Cc: rinaldini fiomgloriosa
Sent: Thursday, July 26, 2007 4:27 PM
Subject: salari
Cari compagni,
come è possibile che la Fiom continui a presentare proposte di miglioramenti
salariali davvero pidocchiose, quando il problema è quello di almeno il
raddoppio di questi?
Avete idea di come possa vivere una famiglia di tre persone con milleduecento
euro al mese?
Gradirei conoscere la vostra opinione per vedere se poi in fondo tutta la
sinistra non tocca una situazione di deriva della condizione operaia che dura da
molti anni mentre capitale e finanza si sono arricchiti da fare schifo!!
Perchè il metalmeccanico italiano deve guadagnare la metà del suo collega
francese o tedesco?
Pietro
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: armenni@liberazione.it
Sent: Saturday, July 28, 2007 9:52 AM
Subject: bassi salari
“ho vissuto tutta la vita come quei preti innamorati della Chiesa che non vedono
quanto ci sia di negativo ed inaccettabile dentro le sue mura.”
Cara Signora Armeni,
ho letto il suo "coraggioso" articolo sui salari. (C'è un problema gigantesco:
il salario non basta a vivere Liberazione 26.7.07)
Sono stato segretario regionale della CGIL ed ho vissuto tutta la vita come quei
preti innamorati della Chiesa che non vedono quanto ci sia di negativo ed
inaccettabile dentro le sue mura.
In questi giorni tristi per la sinistra italiana, con Prodi che digrigna i denti
al suo elettorato, mi è capitato spesso di osservare comportamenti per me
sconcertanti. Sono rimasto sconvolto dell'aumento di un euro al giorno ai
pensionati al minimo.E' semplicemente offensivo per la dignità delle persone e
sarebbe stato meglio niente che questo. La campagna contro i fannulloni di
Ichino e company, il cinico tentativo di contrapporre giovani ad anziani sulla
base di menzogne e rinfacciando agli anziani di vivere troppo e tanto altro
ancora a cominciare dalla pressione fiscale locale e dai ticket sanitari mi
hanno fatto riflettere su tutta la mia vita di sindacalista ed ho scoperto che è
stata intessuta di menzogne.
Menzogna la motivazione della svolta dell'EUR propugnata da Lama e da me
caldeggiata come ariete per risolvere la questione meridionale.Serviva invece al
sostegno al governo Andreotti.
Menzogna le motivazioni di Trentin al Maschio Angioino di Napoli in una tesa
riunione del Direttivo della CGIL nel corso della quale fu decisa la lotta per
l'abolizione delle gabbie salariali con il voto contrario dello stesso Trentin
di Scheda e di gran parte del gruppo dirigente nazionale della CGIL. Soltanto la
testardaggine dei dirigenti del Sud impose la scelta contro le gabbie.
E poi, tutti gli accordi di Trentin sul pacchetto Treu, l'abbandono della scala
mobile che in qualche modo proteggeva i salari, la politica di cinismo di
rimessa di Cofferati che a parte l'impuntatura sull'art.18 durante gli otto
anni della sua segreteria fece fare i porci comodi agli industriali di questo
Paese, tutta la politica della CGIL è stata funzionale agli interessi del PCI di
conquistare fiducia nei poteri forti.
I governi di centro-sinistra hanno tolto ai lavoratori i diritti conquistati
dall'opposizione. La riforma DINI con il passaggio al contributivo e la
contemporanea messa in azione della legge Biagi preparano una generazione di
pensionati morti di fame.
Cara Signora, fino a quando il PCI aveva interesse a sparigliare le carte e fino
a quando c'era il muro di Berlino, i lavoratori italiani hanno avuto la
possibilità di crescere.
Quando i comunisti hanno cominciato a strizzare l'occhio a cercare avidamente
l'approvazione della grande borghesia italiana (a quella della piccola impresa
aveva già concesso contratti privilegiati) è cominciata l'opera di
smantellamento dei diritti.
I salari e le pensioni d'Italia sono tra i più bassi perchè il PCI prima si
doveva fare accettare ed ora deve fare il PD con la democrazia cristiana.
Prossime tappe dello smantellamento saranno: l'abolizione dell'Inail
(nonostante le campagne coccodrillesche sugli infortuni), l'abolizione dei
contratti nazionali di lavoro, l'abolizione delle giornate di malattia pagate.
La banda della Voce capeggiata da Ichino, Boeri, Cazzola ed altri lavora notte e
giorno per una campagna di criminalizzazione dei lavoratori allo scopo di
abolire il diritto.
Ecco perchè anche la memoria per me assai cara del mio amico Luciano Lama è
diventata motivo di frustrazione e di sconforto.
Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: giordano@cameradeputati.it ; mussi@cameradeputati.it ;
russospena@posta.senato.it
Cc: bertinotti@cameradeputati.it ; salvi@postasenato.it ;
diliberto@cameradeputati.it
Sent: Monday, July 30, 2007 4:24 PM
Subject: statali fannulloni!!
Che un governo di centro-sinistra, con tutta la sinistra dentro e con un leader
storico dei comunisti c ome Bertinotti alla presidenza della Camera ed un
comunista di lungo corso come Napolitano alla Presidenza della Repubblica
potesse definire i lavoratori statali "Fannulloni" era l'ultima cosa che mi
aspettassi!!
La campagna di diffamazione è contro tutta la categoria degli statali. Per i
lavoratori privati ci pensa Montezemolo a definirli fannulloni!
Se ci sono fannulloni si sappia che le responsabilità penali sono sempre
personali e che l'opera di criminalizzazione di una intera categoria non è
consentita neppure ad un provocatore del calibro di PadoaSchioppa.
Naturalmente tutta la campagna di criminalizzazione dell'INTERA categoria
degli statali è funzionale ad un disegno di abolizione delle tutele per i
lavoratori in caso di malattie.
Presto l'aggressione ideologica e piena di odio di classe del governo Prodi
si riverserà sull'Inail. Basta con le rendite infortunistiche, basta con le cure
ai lavoratori infortunati! Si facciano le assicurazioni personali se vogliono
curarsi!!
Oramai è tempo che la sinistra scenda da questo governo di centocinque persone
che da sole costano un patrimonio ai contribuenti, lasci Prodi ed il trio
PadoaSchioppa Bersani e Visco
alle loro politiche liberiste, si ripulisca le mani macchiate dal sangue
innocente delle popolazioni civili dell'Afghanistan bombardate notte e giorno.
Ogni indugio al Governo, ogni rinvio all'autunno, è un ulteriore complicità
con chi può stare perfettamente assieme al centro destra di Berlusconi-.
Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: turci@cameradeputati.it
Sent: Thursday, August 02, 2007 10:35 AM
Subject: appello bipartisan contro i fannulloni
Caro Turci,
trovo disgustoso il tuo comportamento nei confronti dei lavoratori.
Ci voleva un governo di centro-sinistra per sferrare alla classe lavoratrice un
attacco anche sul piano morale.
E' indecente che una persona come te che si è arricchita con la politica,
(avrai certamente un sostanzioso conto in banca di risparmi trentennali di
emolumenti "politici" e la prospettiva di una bellissima pensione), sferri un
attacco di criminalizzazione indistinta, quando sai benissimo che le
responsabilità penali sono sempre personali, che chi fa l'assenteista può essere
arrestato per truffa e che l'assenteismo matura dove i dirigenti hanno molto da
farsi perdonare dai loro sottoposti e si instaura un regime di ricatto
reciproco.
Sai anche bene dove va a parare questa campagna: alla riduzione delle tutele
in caso di malattie a tutti i lavoratori.
Che da uno che ha passato la vita nel movimento operaio arrivi un approccio
tanto volgare e qualunquistico c'è veramente da disperare su questa Italia,
governata da gerarchi oligarchi che passa il tempo a seviziare gente che
guadagna mille euro al mese ed andrà a casa con pensioni di fame.
Se ne sei ancora capace, vergognati!!
Pietro Ancona da Palermo
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: segreteria@cgil.it
Sent: Thursday, August 02, 2007 9:01 AM
Subject: adesione al prendere o lasciare di Prodi
Cari compagni,
aderendo al protocollo di Prodi la CGIL diventa finalmente parastatale.
Potevate almeno fare una consultazione degli iscritti prima di consegnarvi
mani e piedi legati al liberismo peraltro poco compassionevole del signor Prodi.
Ora i lavoratori italiani non hanno più niente!! Tutto è omologato contro di
loro. Muoiono sul lavoro e sono additati come lazzarani e fannulloni!!
Nella storia di questo Paese mai nessuno aveva attaccato tanto duramente
anche sul piano morale i lavoratori. Ci voleva un Governo con tutta sinistra
dentro!!
Ne sono molto addolorato per la CGIL dentro la quale ho trascorso la vita,
ma ancora di più per i lavoratori che non hanno più nessuna difesa!
Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: annozero@rai.it
Sent: Wednesday, September 19, 2007 2:26 PM
Subject: IL GOVERNO PRODI DIGRIGNA I DENTI AI LAVORATORI
ieri sera, a Ballarò, stentavo a credere a quanto sentivo: il sottosegreterio
Letta parlava dell'intenzione del Governo di proporre nella Finanziaria un
marchingegno di diminuzione delle tasse (sic!!) in cambio di incrementi di
produttività.
Insomma se produci di più pagherai meno!!
Questo naturalmente per mettere la pietra tombale sulla esigenza di
ripristinare il fiscal drag sospeso da tempo che in qualche modo restituiva a
"tutti" i lavoratori un po' dell'erosione causata dall'inflazione.
Nella storia degli Stati moderni si introdurrebbe per la prima volta il
principio di una personalizzazione della legge fiscale non più valida per tutti
ma differenziata per quote di produttività. Non so chi è il genio che ha
escogitato questa provocazione ma è dentro il governo di centro-sinistra che gli
stessi lavoratori hanno avuto la disgrazia di fare eleggere. Nonci dormono la
notte per vedere come "sfruculiare"!!
Ma la notizia più strabiliante è la nuova strategia di attacco all'art.18
basata su uno specchietto delle allodole e su un passaggio finto dai contratti
di precariati della legge Biagi ad un unico contratto a tempo indeterminato.
Definita "affascinante" da Veltroni,
la proposta è un contratto "leggero" per i giovani con la possibilità di
escludere la tutela data dall'articolo 18 per i primi tre anni di lavoro e la
possibilità quindi di licenziamento entro tre anni di lavoro.
Finora sembra indigesta financo a Maroni mentre la Confindustria la definisce
"suggestiva" ma non vuole bruciarsi le dita e l'ineffabile Damiano dichiara che
non sarà il Ministro del Lavoro che toglierà l'art.18. Agitazioni "emotive" che
rientreranno a fronte della "necessità" storica di togliere quanto resta ai
lavoratori del sistema di garanzie e di tutele.
Insomma, nel Paese europeo con i salari e le pensioni più basse del sistema
Ocse, con sei milioni di precari, si vuole giocare la carta di rendere
totalmente inermi i lavoratori dipendenti mettendoli in balia dei loro datori di
lavoro che potranno licenziarli senza giusta causa magari di fronte ad un
rifiuto di diminuzione della paga o di un qualsiasi diritto contrattuale.
Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: cremaschi fiomgloriosa
Sent: Monday, October 01, 2007 9:44 PM
Subject: Fw: una sconfitta definitiva della classe operaia
Il Presidente si diverte alle spalle dei lavoratori
" Poi si trova la composizione. E' il mio dovere farlo. Mi diverto anche e la
troveremo anche questa volta. Non vedo problemi di rottura». E poi, sulle
assemblee dei lavoratori a Mirafiori: «I lavoratori votino pure, ma il
protocollo aiuta i poveri». (Bertinotti)
che il Presidente del Consiglio si diverta a negare ai lavoratori quanto era
stato loro promesso nel programma di governo è davvero desolante! Divertirsi
alle spalle di chi è precario e dovrà restarlo a vita è veramente indecente!!
Questo individuo che anche io ho contribuito ad eleggere vuole la sconfitta
definitiva della classe operaia. Una sconfitta del genere di quella che mise in
ginocchio all'inizio del secolo scorso i lavoratori americani e fece dei
sindacati aziende della mafia.
E' molto scaltro: preferisce sperperare quattro miliardi in elargizioni di
elemosine ai pensionati ed agli incapienti, piuttosto che ripristinare uno dei
tanti diritti tolti (esempio: il fiscal drag)-
Quando questo Governo cadrà, non mi importa ad opera di chi, farò festa!!
Pietro Ancona
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---- Original Message ----- quarta parte
From: pietroancona@tin.it
To: grandenud@tin.it
Sent: Wednesday, October 03, 2007 2:04 PM
Subject: Fw: Oppressione sociale delle Caste italiane
E' finita la pace dei lavoratori durata un paio di decenni, forse più, fino al
crollo del Muro di Berlino che liberò il capitalismo occidentale dalla grande
paura.
Oramai da quasi venti anni è una continua spoliazione dei diritti
precedentemente acquisiti, spoliazione che avviene con il concorso attivo dei
Sindacati e magari degli stessi lavoratori.
Infatti, è assai probabile che il referendum dia ragione agli accordi del 23
luglio che cristallizzano l'esistenza della legge Biagi, riducono il diritto
alla pensione, legittimano il precariato. II lavoratori italiani sono più deboli
della struttura sindacale delle tre Confederazioni e finiranno con il dare
fiducia e suicidarsi.
Oltre ai diritti cancellati, salari di fame. I lavoratori dell'industria
italiana (ma in generale tutti) guadagnano poco più della metà dei loro colleghi
tedeschi o francesi e sono costretti ad un regime di prezzi manovrati da
oligopoli che controllano il cosidetto mercato.
Le istituzioni locali come i Comuni danno prestazioni sempre più care e
dequalificate. Le aziende municipalizzate in regime privatistico impongono
bollette sempre più salate. Se salti qualche pagamento ti bloccano l'auto con le
ganasce o ti iscrivono una ipoteca sulla casa.
La nuova Ici (provvedimento del tutto sbagliato e demagogico fatto per
contentare Rutelli) costringere i Comuni a nuove tasse che si scaricheranno
sulla generalità dei cittadini compresi coloro che non hanno la casa di
proprietà.
Intanto i figli degli operai non possono più accedere alle Università per via
del costo diventato insostenibile della vita e del numero chiuso fatto apposta
per garantire soltanto a chi ha alle spalle una forte struttura familiare
l'iscrizione agli atenei.
Si è creata una nuova classe di ricconi che comprende il ceto politico. Questa
classe vive seviziando i poveri e spingendoli verso il terrorismo o la
rivoluzione.
Il mio amico Giuseppe, anni 27,laureato ma disoccupato, ha avuto offerto un
lavoro in un call center per 160 euro il promo mese (pudicamente denominato
rimborso spese) e lavoro a provvigione nel mesi successivi.
Nel primo governo italiano con tutta la sinistra al potere l'intermediazione
di mano d'opera delle agenzie interinali hanno creato una nuova estesa classe di
schiavi in un sistema legalizzato dalla legge Biagi,
dal pacchetto Treu, dagli accordi sindacali del 1993.
Presto attaccheranno altri diritti, aboliranno i ccnl, ridurranno le tutele in
caso di malattia,
torneranno alla carica per l'art.18, liquideranno l'Inail con la scusa della
razionalizzazione del sistema previdenziale.
Stanno esagerando: prima della fine dell'inverno avremo i primi scioperi
contro un costo della vita ed una pressione fiscale sui più deboli diventati
intollerabili.
Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: s.cappellini@ilriformista.it
Sent: Thursday, October 11, 2007 11:31 AM
Subject: corte vedute referendum all'ottantadue per cento
Caro Dr.Cappellini,
sono stato segretario generale della CGIL siciliana per molti anni e le assicuro
che l'annuncio dell'esito del referendum all'ottantadue per cento è una zappata
sui piedi.
Il dato è inverosimile ed ha fatto male il Sindacato a produrlo perchè questo
suscita l'indignazione e la frustrazione di milioni di lavoratori e non solo di
chi ha votato no.
Montezemolo ha subito presentato il conto. Ora vuole TUTTO (secondo il manuale
Ichino-Boeri) ed i tre non so proprio come se la caveranno. Faranno altri
referendum?
Si legga l'articolo di Feltri che descrive bene la situazione. Aggiungo che in
un paese a salari medi di mille euro puà diventare pericoloso tirare troppo la
corda, infliggere troppe sconfitte alle classi che hanno sulle spalle tutto il
peso produttivo fiscale e di fatto mantengono nel lusso l'altra parte del paese
dei magna magna.....
Cordiali saluti.
Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it
Sent: Thursday, October 11, 2007 1:32 PM
Subject: Fw: Risultato incoraggiante per Montezemolo
VERSO LA RIDUZIONE DEL SALARIO IN MERCEDE
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subito dopo la proclamazione della vittoria del Si con l'ottantadue per cento,
Montezemolo ha dichiarato la sua soddisfazione ed espresso il proposito di fare
subito altri accordi ( soppressione ccnl?, minori tutele per la malattia per
punire i "fannulloni", incorporazione Inail in altro Ente per "lavorare" bene le
prestazioni in caso di infortunio o malattia professionale?)
Mi dispiace che la CGIL con Cisl ed UIL abbia firmato qualcosa di peggio del
Patto per l'Italia fatto da Cisl ed Uil con il governo Berlusconi.
Avere voluto divulgare un dato che schiaccia il NO e le sue ragioni a meno del
venti per cento, è una zappata sui piedi. Prima di tutto perchè non è vero che
le cose sono andate cosi', secondo
perchè chiudere tutte le porte davanti a chi vuole lottare il precariato e il
peggioramento delle già miserrine pensioni provoca frustrazione ma anche rabbia
e voglia di un Sindacato diverso. Sarebbe stato assai più saggio valutare meglio
le ragioni del si in rapporto alla complessità della lotta sociale in Italia. La
CGIL è sconfitta da questo risultato proprio perchè l'ha voluto. La CGIL avrebbe
potuto usare un successo più consistente dei NO per meglio fronteggiare coloro
che vogliono spogliare di tutto i lavoratori.
Avere messo la firma del Sindacato e dei Lavoratori sulla legge Biagi non è
stata una buona idea.
L'attiva officina della destra sociale con il suo nutrito ed agguerrito
manipolo di "studiosi"" sta attaccando le quote previdenziali dei lavoratori
facendo balenare maggiori salari con la detassazione. Boeri attacca l'art.18 con
lo specchietto per le allodole del contratto unico.
La detassazione sarà una sciagurata operazione di trasformazione del salario
in mercede. Pieno medioevo!!! Fine di tutta la strutturazione dei diritti e
delle prestazioni alimentate dalle aliquote contributive. Fine di una civiltà
del lavoro che ha fatto civile l'Italia!
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: paolo leon economista
Sent: Thursday, October 11, 2007 11:10 AM
Subject: : perche no il novanta per cento?
Caro professore,
con la stupidità di un organismo oramai autoreferenziale hanno voluto
presentare il risultato che fosse il massimo per il Governo Prodi.
Hanno sbagliato.
Il risultato è inverosimile. Le cose che scrive oggi Feltri su Libero sono
giustissime.
Quando si isolano le aspirazioni più profonde dei lavoratori dal Sindacato
che li dovrebbe rappresentare, si apre la strada ad ogni sorta di incognita,
compresa quella terrorista.,
E' stato poco saggio, anzi folle, dichiarare un ottantadue per cento che fa
rabbia a centinaia di migliaia di lavoratori.
Cari saluti.
Pietro
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Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: lettere@liberazione.it
Sent: Friday, October 12, 2007 10:45 PM
Subject: unità sindacale pubblicata su Liberazione il 14-10-07
L'unità sindacale ha compiuto un prodigioso passo avanti. Col governo
Berlusconi il Patto per l'Italia fu firmato soltanto da Cisl ed Uil. Con il
governo prodi è firmato da tutte e tre le confederazioni.
La piattaforma dei tre sindacati su è modulata fondamentalmente sulla linea
Cisl. Ha ragione Bonanni a dire che la Cgil esce diversa dalla consultazione.
Avrebbe potuto dire: dal momento che abbiamo avviato la consultazione abbiamo
fondato su basi più solide l'unità. La nostra visione è prevalsa
sull'antagonismo sociale.
Dopo la nascita del Partito Democratico non esistono pregiudiziali o ostacoli
all'unita.
Se Margherita e DS si uniscono perchè no un nuovo Sindacato della grande
concertazione con Montezemolo e Veltroni?
Ma questo Sindacato Unitario sarà assai distante dalla storia del movimento
operaio italiano. Lontano anni luce. Sarà un Sindacato che premette gli
interessi del sistema a quelli dei lavoratori commettendo un terribile errore:
quello di non essere più di parte e di non usare il conflitto per fare crescere
diritti e libertà.
Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redaziione@manifesto.it
Sent: Saturday, October 13, 2007 1:40 PM
Subject: note antipatiche
Rossana Rossanda ha scritto:
" Ma anche qui, tra abolire la Legge 30 e il niente del pacchetto governativo,
si potrebbero mettere in campo tappe, modi, tempi e controlli che potrebbero
essere stabiliti in un intreccio per una volta non vizioso tra pubblico e
privato.
Saremmo dovuti arrivare a farlo perfino noi, per quanto siamo un povero
giornale, se lavorassimo come ormai imporrebbero i tempi e i rapporti effettivi
di forza. Salvo ridursi a essere un recinto di protesta, un luogo puramente
simbolico e contenti di esserlo."
Non condivido!! la precarietà non è necessitata dall'economia ma dalla politica.
E' il tallone di ferro per schiacciare le nuove generazioni dei lavoratori e
ridurli in schiavitu'. L'ariete della globalizzazione come la vogliono i
padroni!
Ognuna delle tappe,dei modi e dei tempi si tradurrebbero in eterne
condizioni che si ripetono all'infinito. Vedi accordo sul lavoro a tempo
determinato triennale rinnovabile se, accompagnato da un sindacalista (un cappio
odioso) all'ufficio del lavoro il lavoratore
viene costretto ad ulteriori anni di purgatorio.
Nella fase della grande sconfitta del movimento operaio, testimoniare il
socialismo ed il lavoro liberato dai ceppi è simbolico cioè inefficace ma
indispensabile!!
Viva il Manifesto !! Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: padellaro unità
Sent: Saturday, October 13, 2007 8:43 PM
Subject: i giorni della libertà
Lei ha scritto:
Proprio in queste ore il sindacato confederale registra uno «storico successo»
(Epifani). C’è qualcosa che conta ancora di più della pur straordinaria valanga
di sì che ha approvato il difficile protocollo sul welfare concordato da
Cgil-Cisl-Uil. Questo qualcosa di più sono gli oltre cinque milioni di
lavoratori che hanno partecipato al referendum. Mai una partecipazione così
ampia. E siamo l’unico paese dove il sindacato chiama non solo i propri iscritti
ma tutti coloro in possesso di una busta paga ad esprimersi sugli accordi
raggiunti. Una prova di democrazia di massa trasparente e corretta.
Questa è la libertà che si esprime nelle cose, nei fatti. Altro che la vuota,
ingannevole espressione berlusconiana."
I cinque e passa milioni di elettori esistono soltanto nella "libertà "di dire
menzogne che Epifani si è permesso assieme agli ineffabili Bonanni ed Angeletti.
Credo che non più di tre milioni di persone abbiano realmente votato senza
garanzie dal momento che i seggi non avevano scrutinatori ed erano in gran parte
gestiti da impiegati del Sindacato.
In Sicilia si attribuiscono seicentomila voti. C'è da ridere a crepapelle se
la cosa non fosse tragica!
Per la CGIL questo voto bulgaro è una disgrazia dal momento che allontana
quella che fu l'organizzazione di Di Vittorio e Lama dai lavoratori che oggi
vivono nella paura di stare in un Paese nel quale vengono definiti "fannulloni"
da Ministri e da Montezemolo senza che nessuno alzi un dito per difenderli.
La manipolazione di parole del suo articolo non cambia una realtà di tragedia
per una classe lavoratrice che vede oramai i sindacati con timore anzicchè come
strumenti per la propria difesa.
Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: gagliardi lina liberazione
Sent: Saturday, October 13, 2007 9:07 PM
Subject: la CGIL prossima ventura
Cara Senatrice,
condivido l'analisi che fai sulla strada imboccata dalla CGIL.Credo che ora si
organizzerà in vista di un Congresso che cambierà la sua identità e la porterà
a fondersi con la CISL (forse la Margherita non si sta fondendo con i DS?).
L'unica difficoltà è la cultura dei gruppi dirigenti assai diversi ma la forza
attrattiva dell'obiettivo da raggiungere farà superare ogni difficoltà.
Il rapporto tra Sindacato e lavoratori da un pezzo è cambiato. Nei posti di
lavoro la gente vive nella paura ed il dirigente sindacale spesso viene vissuto
come
qualcosa da temere.
E' dal 1993 che il Sindacato italiano anzicchè dare ai lavoratori toglie!
Toglie diritti!
Ora attaccherà assieme a Confindustria il contratto collettivo nazionale di
lavoro fino a ridurlo ad una larva e, con la scusa della detassazione per
aumentare qualcosina, abbatterà il welfare basato sulle quote contributive.
Credo che attaccherà anche la tutela per le malattie!!
Il gruppo dirigente della Fiom verrà decimato ed infiltrato. Rinaldini non mi
pare che abbia la tempra del grande lottatore. E' troppo galantuomo.
Cari saluti.
Pietro Ancona
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----- Original
Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Sunday, October 14, 2007 1:54 PM
Subject: meglio la crisi di governo
Meglio la crisi di Governo che l'approvazione in Parlamento di una legge sul
protocollo d'intesa del 23
luglio.
Si tratterebbe di una conferma ab aeternitas ed erga omnes della legge
trenta che renderebbe definitiva una condizione di
indebolimento ulteriore dei lavoratori nella società italiana e la conferma,
per i datori di lavoro, di un ampio menù di possibile scelte di schiavizzazione
dei nuovi assunti. Insomma, non soltanto la classe lavoratrice meno retribuita
ma anche con meno diritti normativi. Il capovolgimento sarebbe istituzionale e
l'impresa diventerebbe il centro degli interessi e delle cure del Parlamento.
Il dato di approvazione dell'ottantadue per cento è sicuramente gonfiato ma
anzicchè rafforzare il Sindacato (nella sua accezione di difensore dei
lavoratori)
rafforza la Confindustria e la fortissima ala liberista del Parlamento che,
alimentata dal laboratorio "la Voce" propone giorno dopo giorno la demolizione
progressiva delle tutele esistenti. Prossima tappa: abolizione dei ccnl e
diminuzione tutele malattie ed infortuni.
Il protocollo del 23 luglio se approvato dal Parlamento consoliderebbe in
maniera straordinaria la linea del pacchetto Treu e della legge Biagi ed
aprirebbe la strada a nuovi decreti che
limiterebbero ulteriormente i diritti. Detassazione dei salari e
ristrutturazione degli enti previdenziali preludono ad una drastica riduzione
delle prestazioni. La razionalizzazione dei ccnl si ridurrà ad un indebolimento
del livello nazionale di contrattazione pregiudizievole per milioni di
lavoratori che non hanno alcun potere aziendale.
Per questo credo che se vogliamo salvare la possibilità di una risalita dal
fondo del pozzo in cui la legge Biagi ha gettato i giovani e seminato la paura
tra i lavoratori tutti è bene che questo Governo vada via al più presto!!
Il Governo potrebbe cadere lo stesso da spintoni da destra, dai "riformisti",
dall'esito delle Primarie. Tanto vale che si mandi a casa perchè voleva fare
ancora del male ai lavoratori come il precdente governo Berlusconi (hanno gli
stessi consulenti liberisti)
Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: lettere@liberazione.it
Sent: Thursday, October 18, 2007 2:36 PM
Subject: Salario Minimo Garantito pubblicata su Liberazione il 20.10.2007
Caro Sansonetti,
perchè non mettiamo tra le rivendicazioni del venti ottobre la richiesta di
includere nella finanziaria il Salario Minimo Garantito?
Ho sentito ieri l'agghiacciante testimonianza proveniente da una fabbrica
navalmeccanica genovese dove lavorano dieci o dodici ore al giorno lavoratori a
3,50 euro l'ora. (si è anche scoperto che molti di loro avevano il bacillo di
Koch).
Mi domando se fissando il salario minimo garantito non si metta un argine alla
corsa forsennata a dare sempre di meno ai lavoratori!!
Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: lettere@liberazione.it
Cc: sullo@carta.org ; redaziione@manifesto.it
Sent: Friday, October 19, 2007 8:11 PM
Subject: NON SARA' CONTRO IL GOVERNO
Cari compagni,
sulla manifestazione di domani troneggia la scritta "Non sarà contro il Governo"
per via di tutte le peregrinazioni che avete fatto da Prodi a Epifani per
rassicurarli che la manifestazione non è appunto contro il Governo né tanto meno
contro la CGIL:
Penso che proprio per questa diplomazia che si preoccupa di rassicurare i
Poteri e se ne infischia della gente che verrà a protestare moltissimi domani
non saranno in piazza.
Dovevate mettere l'accento su altro: Esempio: NO alla legge Biagi! Si al
rispetto degli accordi di Governo sapendo che gli accordi sono stati violati ed
i lavoratori biagizzati a vita!
Francamente ho idea che la vostra preoccupazione principale non riguarda le
lesioni che vengono inflitte ai diritti dei lavoratori ma la permanenza del
Governo.
Tenetevelo stretto!!
Pietro Ancona
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--- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it ; giordano@cameradeputati.it ;
diberto@cameradeputati.it
Sent: Sunday, October 21, 2007 10:02 AM
Subject: Abolizione lavoro interinale, Salario Minimo Garantito, Fiscal Drag e
abrogare legge trenta.
L'opera di colonizzazione della "sinistra" dell'ideologia liberista è quasi del
tutto compiuta. Ieri al Capranica, nel convegno organizzato da Giuliano Cazzola,
erano presenti esponenti del centro-destra e del Partito Democratico da Casini
a De Benedetti nonché i massimi esponenti della Cisl e dell'Uil. Tutti a
difendere la legge Biagi. Una legge condannata dall'Onu e motivata soltanto
dalla volontà politica di dare al padronato un potere illimitato sui lavoratori.
La legge offre agli imprenditori diecine e diecine di possibilità per
legalizzare il precariato e tenere sotto la spada di damocle i lavoratori.
Sebbene il precariato sia un fenomeno diffuso in Europa non c'è un solo paese
che abbia uno strumento legislativo cosi diabolico. L'esistenza della legge
trenta ha avuto l'effetto di seminare la paura anche tra i lavoratori a tempo
indeterminato ed in tutti i rapporti di lavoro subordinato. Non esiste alcuna
necessità oggettiva di tanti possibili forme di contratto nella realtà dei
processi produttivi. E' una scelta di potere di classe. Il pensiero unico
destra-sinistra è diventato davvero unico ma per fortuna la sinistra si è
divincolata e si è ritrovata in una massiccia manifestazione a piazza san
giovanni. La "sinistra" del pensiero unico è oramai fuori dalla rotta del
movimento operaio e socialista.Il Partito di Veltroni è in netta rottura
(Veltroni dice discontinuità) con la tradizione e l'area del socialismo.Ora la
sinistra deve fare le sue proposte: abolizione della legge sul lavoro interinale
con la proibizione assoluta di affittare esseri umani.Basta ripristinare la
legge contro l'interposizione 1360 del 1960.
La determinazione per legge del Salario Minimo Garantito ( SMG) per bloccare la
corsa alla riduzione della paga oraria (in certi casi si danno 3 euro l'ora!!)
può essere un utile strumento di difesa della mano d'opera corpuscolare mentre
si dovrebbe subito ripristinare fiscal drag ,scala mobile e riforma Istat.
Ribadire l'abolizione della legge trenta responsabile di tanti infortuni sul
lavoro e di bassi salari.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ;
Sent: Saturday, October 27, 2007 9:12 AM
Subject: Piano Rinascita in corso: attacco ai contratti collettivi di lavoro
Dopo il varo della mostruosa legge Maroni-Sacconi, ispirata al libro bianco di
Biagi, che permette la legalizzazione di forme di sfruttamento allucinanti a
danno di milioni di lavoratori, la lobby impegnata nell'opera di demolizione di
quanto resta a presidio dei diritti punta arditamente subito sui contratti
collettivi nazionali di lavoro.
Per attaccarli si servono pure (stupefacente!) della denunzia del governatore
della Banca d'Italia sugli scandalosi livelli retributivi del nostro Paese
sostenendo che soltanto i contratti aziendali più prossimi al controllo della
produttività possono "sanare" questa grave anomalia italiana e permettere il
recupero del gap.
La lobby del Piano Rinascita applicato al mondo del lavoro sa bene che la
struttura industriale italiana è fatta da un pulviscono di piccole o
piccolissime aziende nelle quali i lavoratori non hanno alcun potere di
contrattazione
e che la dequalificazione o addirittura l'abolizione dei ccnl metterebbe nelle
mani di datori di lavoro che ne approfitterebbero più di quanto non facciano
ora.
Per milioni di lavoratori e lavoratrici, specialmente nel Sud, il contratto
collettivo nazionale di lavoro è lo strumento che permette il recupero di
ingenti ruberie.
Abolendolo non ci sarà punto di riferimento.
Altro attacco della lobby del Piano Rinascita è basato sulla detassazione non
solo degli straordinari ma dell'intero salario. Con la detassazione il salario
diventa mercede e non base di tutti i diritti previdenziali ed assistenziali che
in atto sono goduti.
Ma presto, magari con una nuova campagna contro i fannulloni, si attaccheranno
le tutele in caso di malattia e cosi andrà avanti il processo di sgretolamento
dei diritti acquisizione di tante lotte per la civiltà e la dignità del lavoro.
Abolire la legge Biagi, rafforzare i ccnl, introdurre il salario minimo
garantito dovrebbe essere le proposte di un movimento sindacale e politico che
non sta sulla difensiva ma consolida e dà sicurezza e fiducia ai lavoratori.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: rinaldini fiomgloriosa ; cremaschi fiomgloriosa ; sinistraCGIL sinistra CGIL
Sent: Tuesday, October 30, 2007 1:55 PM
Subject: lo sciopero dei metalmeccanici. Lettera al Manifesto
Caro Manifesto,
rischiando di fare la parte di chi è sempre scontento mi domando per quale
motivo stanno scioperando i metalmeccanici quando la posta in gioco è di pochi
spiccioli da aggiungere alla loro misera, miserrima busta paga: 117 euro lorde
mensili!! al netto meno di cento euro, forse tre euro al giorno.
Amo la Fiom e la sua storia ma non capisco perchè abbia fatto scelte (mettiamo
in fila gli ultimi cinque rinnovi contrattuali) che hanno immiserito i
lavoratori italiani.
Che differenza fra per un lavoratore guadagnare 1130 euro o 1200 euro quando è
oramai sotto la soglia della povertà? Perchè' non chiediamo di recuperare il gap
che ci umilia nel rapporto con Francia,Germania e Gran Bretagna? L'opinione
pubblica avrebbe compreso ed accettato una piattaforma contrattuale di tre volte
maggiore.
Siamo forse impediti dagli accordi di concertazione delo 93 o da che cosa?
Cari saluti
Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: lettere@liberazione.it pubblicata su Liberazione del 17/11
Sent: Friday, November 16, 2007 2:09 PM
Subject: sciopero metalmeccanici 2
Caro Sansonetti,
a che servono le manifestazioni, i cortei, gli scioperi dei metalmeccanici
quando la posta in gioco è, al netto, meno di cento euro al mese da aggiungere
ad un salario che difficilmente supera i milleduecento euro?
Quando è riconoscimento unanime che i salari industriali italiani sono
inferiori di circa il quaranta per cento di quelli inglesi o francesi o tedeschi
perchè i sindacati si ostinano a presentare piattaforme miserabili di pochi
spiccioli che non cambieranno la condizione umiliante dei lavoratori?
Qualcuno è in grado di spiegarmi su quale base è stata calcolata la
presentazione di una proposta di 117 euro?
Quando i lavoratori prenderanno coscienza della sproporzione tra richieste di
aumento e la loro condizione effettiva forse sarà tardi.....
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
Esiste una sorta di Piano Rinascita (il famigerato documento della Loggia P2) riguardante le relazioni sindacali. E' in corso una sorta di golpe sociale che ha delle tappe ben determinate e delle campagne propagandistiche adeguate allo scopo che si vuole raggiungere. Qual'è lo scopo? Lo scopo è lo smantellamento di tutte le tutele che il movimento sindacale dei lavoratori ha conquistato nel corso di tutta la sua esistenza a cominciare dai primi del Novecento.
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: rappa rosario compagno
Cc: salvpetrucci47@hotmail.com
Sent: Friday, November 23, 2007 5:34 PM
Subject: Disastrosa sconfitta (voluta e concordata?) della sinistra sul welfare
Ferrero come Ponzio Pilato
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Apprendo che il governo metterà la fiducia sul welfare. Era prevedibile dal
momento che non può venire meno agli impegni assunti con Dini e non può
rischiare l'inquinamento di emendamenti di destra che renderebbero ancora più
mostruoso il testo.
Questa desolante conclusione era iscritta nelle cose. Era prevedibile anche
da chi come me non ha alcuna esperienza di lavori parlamentari.
A questo punto dubito della buona fede di Ferrero e degli altri ministri della
sinistra. Se avessero voluto migliorare il decreto avrebbero potuto e dovuto
farlo soltanto dentro il Consiglio dei Ministri. Sapevano benissimo che la sede
parlamentare sarebbe stata di gran lunga più sfavorevole. Poi avrebbero potuto
valorizzare la lotta dei lavoratori contro il decreto. Ferrero e gli altri
hanno partecipato alla manifestazione del venti ottobre devirilizzandola.
Avrebbero potuto accettarne la spinta contro gli accordi del 23 luglio. Certo il
cedimento della CGIL offre qualche alibi ma non cambia la sostanza delle cose.
Da oggi la legge Biagi sarà firmata anche dal governo di centro-sinistra e dalla
intera sinistra al governo.
A questo punto non capisco perchè anzicchè la "cosa rossa" non aderiscono al
Partito Democratico!
I lavoratori italiani sono tra i più miseri d'Europa perchè Sindacati e
Partiti di sinistra non li difendono.
Ministerialisti e Casta di centro-sinistra hanno messo in ginocchio il lavoro
dipendente ed il lavoro immigrato (pagato anche 1 euro l'ora).
! La CGIL e la sinistra italiana sono morte!
Questo Governo presiederà presto la fine dei contratti collettivi di lavoro!
Viva la Francia!
Pietro Ancona
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Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Lombardo Alberto ; marco rizzo pdci
Sent: Friday, December 21, 2007 9:24 PM
Subject: APPROVATO IL WELFARE DI MONTEZEMOLO
DE PROFUNDIS PER LA SINISTRA CHE FA
KARAKIRI
=============================================
Finalmente è arrivata la risposta alla
manifestazione del 20 ottobre dei lavoratori
italiani:
il welfare è stato approvato nella forma
definitiva imposta da Montezemolo e dai
Sindacati suoi sostenitori cancellando le
timide migliorie apportate dal Consiglio dei
Ministri su suggerimento della sinistra.
Con questo atto la sinistra italiana firma
la legge Maroni-Sacconi o legge trenta o
legge Biagi. Per quanto riguarda le
pensioni, pare che ci siano dei
peggioramenti rispetto lo stesso scalone.
Ora Montezemolo con Cisl,Uil e CGIL si
accinge a sferrare un poderoso attacco ai
diritti
dei lavoratori attraverso la riduzione a
mero vuoto involucro del ccnl.
Le misure di miglioramento della sicurezza
dei lavoratori sono state rinviate al
futuro. Quelle relative alla sicurezza degli
italiani dalle invasioni barbariche saranno
invece riproposte.
In meno di due anni di governo la sinistra
ha cessato di esistere!
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: revelli marco professore
Sent: Sunday, December 23, 2007 3:01 PM
Subject: la sinistra nell'era degli uomini diventati cose
Caro Professore,
apprezzo molto quanto lei fa tutti i giorni e dappertutto
per tenere viva la fiaccola (se l'immagine non è retorica)
della sinistra in una tristissima stagione della nostra vita
ed è per questo che mi permetto di presentarle un paio di
osservazioni all'articolo che lei ha scritto oggi per
Liberazione.
Il suo ragionamento relativo al ragionamento che fa la
Rossanda prescinde da un giudizio sui due anni di governo di
centro-sinistra. Fare presto per unirsi per che cosa? Nel
corso di questa esperienza di governo la sinistra in tutte
le sue quattro articolazioni (i verdi italiani per me non lo
sono ma tuttavia...) ha "posato"la classe operaia
dissumulando il suo operato. Provi a seguire le
dichiarazioni di Ferrero dal primo Consiglio dei Ministri al
voto di fiducia sul welfare. Se avessero davvero voluto non
cancellare ma mitigare la legge Biagi e lo Scalone avrebbero
dovuto combattere la partita "prima" dell'incontro tra
governo e parti sociali. Se si perdeva, dovevano subito
dissociarsi dal governo. Questo non è stato fatto. Lo stesso
dicasi per il decreto nazista sulla sicurezza (Ferrero si è
vantato di aver vinto la battaglia per avere limitato ai
Prefetto il potere di espulsione!!!), La manifestazione del
20 ottobre è stata devirilizzata e ridotta a mero sfogatoio.
per il finanziamento del riarmo, le questioni della lacità,
in sostanza per tutto. Dei "fondamentali" della sinistra i
quattro della Sinistra Arcobaleni non hanno salvato neppure
un brandello. Ed allora? Su che cosa oggi si dovrebbero
unire, per quale programma? Hanno arrecato un danno
irreparibile al lavoro dipendente dal momento che la legge
Biagi è stata ribadita dal welfare ed aggravata da norme
ancora più mostruose (36 mesi rinnovabili di precariato...)
Magari domani cade Prodi, ma la legge resterà ai padroni per
sempre......
Per quanto riguarda le cose assai interessanti che lei
scrive sul lavoro che diventa capitale mi permetta di
osservare che qui c'è un difetto ottico: non è vero che il
lavoro dipendente non produce più una soggettività
antagonista. La produce e come!! Essa però è criminalizzata
ed espulsa dalla nostra vista essendo espressa soltanto dai
Cobas e dalla Fiom (non tutta). Esiste il conflitto sociale.
I dirigenti Cobas ogni giorno vengono licenziati o confinati
nei reparti
punitivi. Ma questo non interessa purtroppo nessuno di noi
Rossanda compresa essendo per noi il "naturale" sindacato"
dei lavoratori la CGIL.
Questa ha ceduto il TFR anche con l'inganno. Molti
lavoratori sono finiti nelle finanziarie con il truffaldino
meccanismo del silenzio assenso.
E' la CGIL che dal 1993 (accordi Trentin) pratica una
politica consociativa che ha portato alla fame milioni di
lavoratori. Quindici anni di richieste di pochi spiccioli
di aumento nei rinnovi contrattuali hanno immiserito i
lavoratori. Ieri un
lavoratore poteva mantenere la famiglia con un milione e
mezzo al mese e magari riusciva, leccando la sarda (si dice
cosi in sicilia) a laureare un figlio. Ora i suoi 1300 euro
al mese (parlo dei privilegiati) gli impediscono di prendere
un caffè al bar o di fare la spesa nei supermercati. Vada
pure i discount...
Insomma Partiti della Sinistra e CGIL hanno
aderito nei fatti all'ideologia liberista. La CGIL ne è
diventata guardiana,
La prova di ciò (se ce ne fosse bisogno) è data dal suo
affannarsi alla demolizione del ccnl, cosa che avverà al più
presto perchè cosi vuole Montezemolo.
Avremo cosi del tutto la società liquida con lavoratori
liquidi non trattenuti dallo scudo del contratto. Dovranno
fare i sub nel mare della vita aziendale senza la tuta della
solidarietà di classe data dal ccnl (che termine vetero e
desueto!!) Secondo un truffaldino principio liberista
imprenditori e lavoratori sono contraenti alla pari!!
Con stima da un suo lettore.
Pietro Ancona
*****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: grandenud@tin.it >
Sent: Monday, December 24, 2007 7:22 AM
Subject: Qualche elemosina per sempre minori diritti e
dignità di classe sociale.
L'annunzio del Governo di un piano per il miglioramento dei
salari attraverso le detrazioni fiscali è la promessa di
nuovi regali alle aziende ed alla Confindustria nella
continuazione di un processo di sgretolamento della
struttura dei diritti legati al contratto-
Le aziende vengono deresponsabilizzate in grande parte dei
miserabili livelli retributivi dei lavoratori italiani. Già
fanno resistenza a dare qualche spicciolo ai metalmeccanici,
ai lavoratori del commercio e delle altre categoria in lotta
per il rinnovo dei contratti che oramai si rinnovano sempre
con grande ritardi e con una forfettata poi dei periodi
saltati. Insomma, ai cinquanta o sessanta euro provenienti
dalla lotta (quando verranno) si uniranno sgravi per altri
trenta o quaranta euro mensili.
Ora è la comunità nazionale ad intervenire attraverso gli
sgravi fiscali. Una novità già introdotta con la
detassazione degli straordinari che produrrà effetti assai
più sconvolgenti di quanto oggi si voglia ammettere.
Alla fine il livello salariale sarà sempre bassissimo ben
al disotto di quanto sarebbe giusto.
E' assai probabile che questo annunzio del governo faccia
parte di una manovra concordata per avviare la distruzione
dei contratti collettivi di lavoro.
Non siamo in presenza di una trattativa in cui i Sindacati
difendono gli interessi dei lavoratori e chiedono il dovuto
al padronato invitando il governo a garantire la giustizia
sociale.
Ci troviamo in presenza di tre entità: sindacati,
padronato e governo che convergono su una linea di feroce
liberismo, di capitalismo compassionevole, di spoliazione
progressiva
dei diritti del lavoro per preparare una seconda fase della
flessibilizzazione del lavoro :una sorta di moderna
cottimizzazione delle prestazione ed un tentativo di mettere
i lavoratori in sfrenata concorrenza tra di loro.
Arriveranno contratti di azienda ma anche di reparto ed
individuali. La classe lavoratrice non sarà più
unitariamente rappresentata dal contratto e non esisterà
più: secondo questo programma di dovrà sciogliere in ogni
singola persona che contratta da sola con il suo datore di
lavoro nella menzogna di considerare le due entità sullo
stesso piano e con la stessa forza. Il lavoro diventerà
sempre più stressante ed aumenterà l'ansia dei lavoratori di
portare a casa un poco di più e con l'ansia aumentaranno i
morti, le invalidità, le malattie. Il lavoro sarà davvero un
inferno.
Insomma quanto è stato ottenuto dai padroni americani con
la sconfitta del movimento operaio organizzato all'inizio
del secolo scorso, l'impiccagione di Sacco e Vanzetti, la
creazione di pseudosindacati docili e spesso in mano alla
mafia che hanno garantito quaranta anni di decrescita dei
livelli contributivi e di "pace"sociale, Prodi lo vorrebbe
acchiappare in un solo giorno erogando un po di elemosine e
fingendo di preoccuparsi
di finanziare la crescita dei bambini.
PIetro Ancona
****
---- Original Message
-----
From: pietroancona@tin.it
To: ufficiostampa@rdbcub.it
Sent: Tuesday, December 25, 2007 3:55 PM
Subject: organizzare campagna contro il monopolio CGIL
CISL UIL delle trattative
L'annunzio del Governo di un piano per il miglioramento dei
salari attraverso le detrazioni fiscali è la promessa di
nuovi regali alle aziende ed alla Confindustria nella
continuazione di un processo di sgretolamento della
struttura dei diritti legati al contratto.
Le aziende vengono deresponsabilizzate in grande parte dei
miserabili livelli retributivi dei lavoratori italiani. Già
fanno resistenza a dare qualche spicciolo ai metalmeccanici,
ai lavoratori del commercio e delle altre categoria in lotta
per il rinnovo dei contratti che oramai si rinnovano sempre
con grande ritardi e con una forfettata poi dei periodi
saltati. Insomma, ai cinquanta o sessanta euro provenienti
dalla lotta (quando verranno) si uniranno sgravi per altri
trenta o quaranta euro mensili.
Ora è la comunità nazionale ad intervenire attraverso gli
sgravi fiscali. Una novità già introdotta con la
detassazione degli straordinari che produrrà effetti assai
più sconvolgenti di quanto oggi si voglia ammettere.
Alla fine il livello salariale sarà sempre bassissimo ben
al disotto di quanto sarebbe giusto.
E' assai probabile che questo annunzio del governo faccia
parte di una manovra concordata per avviare la distruzione
dei contratti collettivi di lavoro.
Non siamo in presenza di una trattativa in cui i Sindacati
difendono gli interessi dei lavoratori e chiedono il dovuto
al padronato invitando il governo a garantire la giustizia
sociale.
Ci troviamo in presenza di tre entità: sindacati,
padronato e governo che convergono su una linea di feroce
liberismo, di capitalismo compassionevole, di spoliazione
progressiva dei diritti del lavoro per preparare una seconda
fase della flessibilizzazione del lavoro :una sorta di
moderna cottimizzazione delle prestazione ed un tentativo di
mettere i lavoratori in sfrenata concorrenza tra di loro.
Arriveranno contratti di azienda ma anche di reparto ed
individuali. La classe lavoratrice non sarà più
unitariamente rappresentata dal contratto e non esisterà
più: secondo questo programma si dovrà sciogliere in ogni
singola persona che contratta da sola con il suo datore di
lavoro nella menzogna di considerare le due entità sullo
stesso piano e con la stessa forza. Il lavoro diventerà
sempre più stressante ed aumenterà l'ansia dei lavoratori di
portare a casa un poco di più e con l'ansia aumentaranno i
morti, le invalidità, le malattie. Il lavoro sarà davvero un
inferno.
I Cobas, espressione genuina dei lavoratori, vengono
discriminati ed esclusi da qualsiasi trattativa. Il
padronato ed il governo preferiscono avere interlocutori
docili, disponibili, pronti a sacrificare gli interessi dei
lavoratori a quelli del governo di centro-sinistra e oramai
coinvolti con le associazioni datoriali nella gestione
comune di una sempre maggiore quantità di servizi sociali.
Bisogna ammettere i Cobas alle trattative!
Insomma quanto è stato ottenuto dai padroni americani con
la sconfitta del movimento operaio organizzato all'inizio
del secolo scorso, l'impiccagione di Sacco e Vanzetti, la
creazione di pseudosindacati docili e spesso in mano alla
mafia che hanno garantito quaranta anni di decrescita dei
livelli contributivi e di "pace"sociale, Prodi lo vorrebbe
acchiappare in un solo giorno erogando un po' di elemosine e
fingendo di preoccuparsi di finanziare la crescita dei
bambini Pietro Ancona
*****
2008
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it
Cc: grandenud@tin.it >
Sent: Wednesday, January 02, 2008 9:08 AM
Subject: obiettivi ingannevoli e danni irreversibili
Il nuovo anno si apre con la minaccia di sciopero generale
delle Confederazioni Sindacali per la questione (davvero
assai grave) dei salari. Per il Governo risponde il ministro
Damiano il quale promette sgravi irpef sui miglioramenti
salariali. Bonanni propone di concentrare gli sgravi sui
miglioramenti del secondo livello di contrattazione (un modo
per escludere una buona parte dei lavoratori italiani).Montezemolo
che dirige il concertino dei tre,dopo aver fatto scrivere ai
suoi pennivendoli del Centro Studi Confindustria che ai
lavoratori nulla è dovuto perchè gli incrementi salariali
sono stati maggiori della produttività (sic!!) benedice la
linea (forse da lui stesso inventata) degli sgravi fiscali
come risposta al problema dei salari di fame, un modo
inelegante ma comodo di esimere gli industriali
dall'affrontare il problema e di scaricarne l'onere sui
contribuenti italiani.
I lavoratori italiani, se ci sarà lo
sciopero,parteciperanno massicciamente. Ma la pelle
dell'orso è già stata venduta. Avranno pochi spiccioli già
concordati (al di sotto dei cento euro mensili) da sommare a
salari mensili di fame. Insomma non ne ricaveranno niente o
quasi-
Però cederanno moltissimo in cambio. In cambio di una
elemosina cederanno il più importante strumento della loro
identità sociale e di classe: il contratto collettivo
nazionale di lavoro.
Su questo sono già tutti d'accordo. Chi protesta non è
riconosciuto. Non è ammesso alle trattative e viene visto
con sospetto da un governo sempre più asservito al potere
del padronato italiano, uno dei peggiori d'Europa.
Alla fine di gennaio, se tutto andrà secondo i desideri di
Damiano,Montezemolo,Epifani,Bonanni ed Angeletti, i
lavoratori italiani avranno qualche spicciolo in più e
perderanno per sempre il loro maggiore bene: il ccnl.
Pietro Ancona
*****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it ; segreteria@spi.it
; segreteria@fiom.cgil.it ; cobascobas cobas
Sent: Thursday, January 03, 2008 11:13 AM
Subject: pericolosità sociale proposta sindacati.
Sottrazione di risorse da usare per i pensionati.
10 MILIARDI DI EURO L'OPERAZIONE PRO-MONTEZEMOLO?
============================================
La proposta dei Sindacati "ufficiali" (i cobas non vengono
degnati di uno sguardo dal Governo) di detassare i salari e,
per questa via, ottenere un
(modestissimo) miglioramento economico presenta aspetti di
pericolosità sociale che non vanno sottovalutati.
Intanto perchè accetta il principio che le imprese non
possono fronteggiare livelli salariali superiori a quelli
attuali (miserrimi). Sfilare il padronato italiano dalla
responsabilità della questione salariale è operazione al
limite del tradimento verso le classi lavoratrici.Questo
allargherà la forbice tra profitti e montesalari e
cristallizzerà la posizione sociale dei lavoratori in un
fondo di pozzo dal quale non vedrà più alcuna luce. Esentare
gli imprenditori e le loro aziende dal dovere di
corrispondere salari equi, proporzionati alla qualità e
quantità dei servizi resi, è un crimine sociale contro i
produttori ed è certamente anticostituzionale. Fa
dell'Italia una Corea europea e non credo proprio che
rientri nella logica del mercato.
Il finanziamento della detassazione da dove viene? Dalla
massa di tributi riscossi dallo Stato. A quanto ammonterà?
Ipotizzando una detassazione di 800 euro annuali per
lavoratore potremmo ipotizzare un costo complessivo
superiore a 10 miliardi di euro. Credo che la cifra che ho
proposta sia inferiore a quella che realmente scaturità
dalla moltiplicazione del costo unitario della detassazione
per il numero effettivo dei lavoratori italiani ai quali
verra applicata.
Intanto i pensionati privati dal fiscal drag e da scala
mobile sono bloccati e inermi difronte al costo della vita
che tende a crescere di giorno in giorno a causa della
privatizzazione dei servizi e dell'aumento del costo
dell'energia. Un provvedimento di incremento, seppur
modesto, delle pensioni si pone con urgenza dal momento che
si è vicino ad un punto di rottura per il continuo
impoverimento di una massa di persone che coinvolge anche il
ceto medio.
Che faranno i pensionati? Accetteranno di essere esclusi
dalla detassazione? Accetteranno di avere una Irpef diversa
da quella dei lavoratori attivi?
Insomma la linea concertata tra
sindacati-governo-confindustria di asiatizzare l'Italia crea
enormi contraddizioni e rischia di produrre più danni di
quelli che pretenderebbe sanare.
I salari vanno aumentati dai datori di lavoro. Ogni
proposta diversa nasconde lo scopo di cristallizzare la
decrescita in atto dal 1993 a vantaggio dei profitti
padronali.
Pietro Ancona
*****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: recanatesi@unita.it
Cc: padellaro unità ; lettere@unita.it ; colombofurio
liberal ; ugolini bruno unita
Sent: Thursday, January 03, 2008 3:36 PM
Subject: un'emergenza chiamata salari.
Caro Recanatesi,
condivido ogni parola dell'articolo che ha scritto. Aggiungo
che l'operazione demagogica e di segno ideologica
neoliberista vuole stabilire il principio che i salari si
possono modificare soltanto per detassazione o per
cottimizzazione.
Ho calcolato che ci vorranno almeno dieci miliardi e che
questo prosciugherà ogni possibile risorse per migliorare lo
stato assai
difficile delle pensioni. Senza lenire la povertà dei
salari. Anzi codificandola!!
Si tratta di una politica suicida e bastarda voluta da
Montezemolo coadiuvato da sindacati di regime da quando la
Cisl ha assunto la leaderchip delle Confederazioni per
volontà del PD.
La chicca di questa sporca e demagogica operazione sulla
quale sono già tutti d'accordo (debbono fare un pò di
teatrino per il pubblico...)è la fine del contratto
nazionale di lavoro, unico strumento di tutela dei
lavoratori in un Paese in cui le aziende sono polverizzate
in una galassia di piccole e piccolissime entità....
Francamente provo vergogna per la dirigenza attuale della
CGIL e della sinistra che stanno consentendo questo scempio
quando anche la Cina riscopre i diritti e si dota di una
legge per il lavoro migliore certamente di quello che è
diventato l'Italia.
Cari saluti
Pietro Ancona
*****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it
Sent: Friday, January 04, 2008 6:02 AM
Subject: Una scelta sciagurata, perdente,contraria agli
interessi dei lavoratori e del Paese
La detassazione e l'abolizione del contratto nazionale di
lavoro strumenti di disgregazione della coesione sociale dei
lavoratori e del Paese.
===========
Il professore Alfredo Recanatesi ha dimostrato come la
scelta della detassazione come risposta alla crisi dei
salari sia perdente e persino controproducente. Unisco alla
presente il suo scritto sottoponendolo alla riflessione dei
gruppi dirigenti sindacali che si accingono a fare una
"trattativa" i cui esiti sono stati già stabiliti dalla
Confindustria e forse, tranne per qualche dettaglio, già
accettati dal governo e rinviati soltanto per una mera
questione di finanziamento.
Alle argomentazioni del Prof.Recanatesi aggiungo che si
dovranno reperire ed usare risorse per almeno dieci miliardi
di euro, un disastro (ha ragione il Ministro del Tesoro) per
l'Italia, pochi miserabili spiccioli per ogni singolo
lavoratore. Uno sperpero inaudito, una distruzione di
ricchezza per uno scopo che non risolverà nessun problema.
Quando si detasserà un salario mensile di 70 o 80 euro non
cambierà niente nella condizione retributiva. Si può dire
che la cifra è già stata inghiottita dai rincari del costo
della vita. Il problema dell'immiserimento delle classi
lavoratrici resterà per intero, sarà evidenziato
ulteriormente e umilierà ancora di più le persone
interessate.
Inoltre, come ho già scritto, dal momento in cui si
concluderà la "trattativa", gli imprenditori italiani si
riterranno per sempre esonerati dall'obbligo di
corrispondere una paga equa come vuole la Costituzione
tranne che per la cottimizzazione chiamata "secondo livello
di contrattazione" che ha come modello la ThissenKrupp e il
rapporto di lavoro asiatico. Questo mentre la Cina si dota
di una legge sul lavoro che costituisce una novità mondiale
di grande rilievo e mette un fermo allo scivolamento verso
il basso dei salari europei ed americani. Il Vietnam e la
Corea sono i nuovi punti di riferimento e di confronto
dell'imprenditoria italiana.
Perchè in Italia sta accadendo questo? Perchè
si è firmato un protocollo di welfare c he disegna
condizioni schiavistiche per il lavoro a tempo determinato?
Perchè la strategia sindacale è dettata dalla Cisl che ieri
sottoscrisse il Patto per l'Italia. Una strategia sostenuta
dai dirigenti "comunisti" del Partito Democratico ed imposta
alla CGIL.
Una strategia miope dal momento che gli interessi
dell'Italia coincidono con gli interessi dei lavoratori. Se
i lavoratori stanno male anche l'Italia sta male. La cultura
del sindacalismo riformista (Di Vittorio, Santi,Lama) ha
dimostrato che migliori rapporti salariali sono un lievito
per la modernizzazione dell'apparato produttivo del Paese.
L'Italia è andata avanti bene fino a quando gli operai hanno
potuto con il loro salario condurre una vita decente e
magari riuscivano a laureare un figlio. Ora non sono in
grado di pagarsi l'affitto di casa e vivere e vengono
spazzati via con le ruspe dai sindaci perbenisti del nuovo
autoritarismo post democratico che vuole eliminare dalla
vista i poveri e la povertà.
Per tutto questo credo che la trattativa non si debba fare e
che la CGIL debba rimeditare le sue scelte strategiche e
salariali ed attestarsi su punti innovativi.
Mi permetto di suggerirne qualcuno:
1) miglioramenti contrattuali al livello del rinnovo del
contratto dei bancari tutti i carico delle imprese;
2) Salario Minimo Garantito dalla legge per evitare l'uso di
manodopera straniera e prezzi stracciati di 3 euro o 4 euro
l'ora;
3) abolizione del lavoro interinale, delle agenzie di lavoro
interinale, delle cooperative che si limitano ad offrire
manod'opera. Ci sono cooperative che offrono lavoro agli
ospedali ed alle aziende al minimo salariale sul quale i
dirigenti "proprietari" delle cooperative si ritagliano una
bella fetta per condurre una vita lussuosa;
4) abolizione della famigerata legge Maroni-Sacconi oramai
superata in tante sue parti financo dalla legge cinese sul
lavoro entrata in vigore il 1 gennaio;
5) riforma della truffaldina legge Maroni sullo
straordinario che riconoscendo al lavoratore undici ore di
riposo continuativo non dice quale è il limite della
giornata lavorativa e quante ore di straordinario si possono
fare e con quali procedure;
6) conferimento per legge ai delegati aziendali alla
sicurezza di particolari poteri come la sospensione di una
lavorazione ritenuta pericolosa o la richiesta cogente di
modifiche nel macchinario o nel procedimento produttivo;
7) assegno integrativo agli orfani del lavoro fino al
raggiungimento della loro maggiore età. Soltanto durante il
2007 in Italia si sono "creati" da duemila a tremila orfani
di caduti sul lavoro.
8) destinare i soldi previsti per la detassazione a
miglioramenti delle pensioni fino a al livello dei salari
corrispondenti ripristinando il fiscal drag e miglioramento
il meccanismo di adeguamento oggi fermo alla inflazione
programmata.
Se la Cisl e la Uil non ci stanno vadano pure a fare un
altro Patto per l'Italia. Voglio vedere la sinistra al
governo che approva una nefandezza sociale cosi eclatante.
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; info@cgil.it ; segreteria@cgil.it ;
segreteria@spi.cgil.it ; ferrero ; mussi@cameradeputati.it ;
giordano@cameradeputati.it ; veltroni@comune.roma.it ;
diliberto@cameradeputati.it
Sent: Tuesday, January 08, 2008 10:12 AM
Subject: DETASSAZIONE: FAVORE ALLA CONFINDUSTRIA.DANNO PER
LAVORATORI,PENSIONATI,CONTRIBUENTI.
Parte oggi la sciagurata trattativa per detassare i
salari. Si parla di circa cento euro procapite per
lavoratori dipendenti. Una stima approssimativa del costo
sarebbe di circa venti miliardi di euro, una somma enorme
che verrebbe sprecata per apportare un sollievo
modestissimo alla condizione dei lavoratori e delle loro
famiglie. In vista di questo possibile piccolo aumento delle
retribuzioni nette l'Italia oligopolistica che controlla i
prezzi si è già messa in moto e tutto è già aumentato. Una
somma enorme per ricadute individuali esigue che produrrà un
altro devastante effetto: l'esclusione dei pensionati da
ogni possibile miglioramento della loro condizione di vita,
miglioramento che, a differenza dei salari, può avvenire
soltanto attraverso risorse della fiscalità generale.
Un'operazione fallimentare, suicida per il Sindacato, che
verrebbe pagata a carissimo prezzo. Il c ontratto collettivo
nazionale di lavoro cesserà di esistere come strumento
regolatore dei livelli retributivi. Al suo posto la
cottimizzazione stile Thissen Krupp del salario con orari e
ritmi di lavoro forsennati che aumenteranno i morti, i
feriti, i mutilati.
Andare in azienda sarà come andare in guerra con lavoratori
la cui prospettiva prossima sarè l "individual contracts"
cioè la personalizzazione del suo rapporto di lavoro in
rottura e non più in solidarietà con i suoi compagni di
reparto, di fabbrica. Questo avverrà in Italia un Paese con
milioni di aziende sotto i dieci dipendenti che sono
generalmente prive di tutele sindacali e che non avranno più
la regolazione del contratto nazionale di lavoro.
La detassazione esonera le imprese italiane dalla
responsabilità di corrispondere miglioramenti a livelli
salariali di tipo asiatico. Scarica l'onere sullo Stato,
cioè sui contribuenti, e compie un'operazione che rompe le
regole del mercato a livello europeo prefigurandosi come una
immensa beneficiata alle imprese italiane furbescamente
concepita per evadere le regole della Comunità Europea.
Distrugge ideologicamente il contratto collettivo nazionale
di lavoro ed apre una fase nella storia delle relazioni
industriali in cui ogni singolo lavoratore sarà solo di
fronte alla impresa. Questo dopo oltre un secolo di
solidarietà e coesione stabilita dalla comune appartenenza
allo stesso ccnl.
Che questo scempio, questo pesante tratto di penna che
cancella decenni di lotte sindacali, possa avvenire
attraverso il concorso attivo della CGIL e con tutta la
sinistra al governo è davvero sconcertante e desolante.
Purtroppo avverrà perchè gli accordi sono già stati
pattuiti già dall'indomani del famigerato protocollo del 23
luglio che colloca il lavoro a tempo determinato al disotto
della soglia stabilita dalla legge cinese sul lavoro.
La minaccia di sfragelli, dello sciopero generale, è tutta
rappresentazione teatrale per simulare una dialettica della
lotta sociale inesistente, per coprire un accordo il cui
unico beneficiario è Montezemolo che lascerà macerie in
tanti campi a cominciare dal diritto del lavoro che ne
uscirà stravolto e riportato all'epoca della prima
industrializzazione inglese del cinquecento.
La legislazione italiana del lavoro diventerà peggiore di
quella garantita dal fascismo. Avremo milioni di persone
stressate ed umiliate dal fatto che per raggiungere il
minimo per la sopravvivenza dovranno rompersi l'osso del
collo o la schiena come muli mentre Montezemolo farà
schioccare la frusta della "produttività". Si apre l'era
dell'operaio-mulo
che dovrà penare duramente riuscire a mettere insieme i
soldi per mangiare, vestirsi, alloggiare. Ma non deve avere
alcun altro grillo per la testa!!
Pietro Ancona
*****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ramon.mantovani@iol.it
Sent: Sunday, January 20, 2008 9:56 AM
Subject: situazione senza speranza
I liberisti (anche di sinistra) hanno rovinato l'Italia
============================================
I liberisti hanno rovinato l'Italia.Oggi l'Italia
appare ed è un Paese in preda a gravissime difficoltà
per l'impoverimento della generalità dei lavoratori
dipendenti e il corrispondente arricchimento a dismisura
dei gruppi dirigenti della industria e del management
pubblico.
Mentre milioni di famiglie stentano a sopravvivere una
nuova classe sociale fatta di consulenti della pubblica
amministrazione,di amministratori delle aziende
pubbliche privatizzate (nella gestione), di politici e
parapolitici si ritagliano una consistente fetta
del reddito nazionale. I loro redditi si distanziano
enormemente da quelli dei lavoratori e dei pensionati.
La responsabilità maggiore di questa situazione che
sta diventando insostenibile è della sinistra e dei
sindacati. Della sinistra che per conquistare il
"centro" ha abbandonato il suo patrimonio culturale e
politico fatto di un welfare avanzato e di benessere per
le classi lavoratrici ; dei sindacati confederali, in
particolare della CGIL, perchè dal 1993 ad oggi hanno
mortificato e reso quasi inconsistenti le richieste di
aumenti salariali dentro il limite della cosidetta
inflazione programmata, un limite artificiale esistente
soltanto in Italia con la funzione truffaldina di
deprivare di legittimi adeguamenti all'aumento del costo
della vita.
L'Italia ha un padronato asociale che genera una
quantità enorme di infortuni mortali sul lavoro e carica
ogni anno lo Stato di centinaia di migliaia di invalidi
e mutilati. Un padronato che per la subalternità dei
sindacati oggi eroga salari inferiori il cinquanta per
cento a quelli della media OCSE.
L'Italia è anche schiacciata dal costo enorme
delle Regioni e dal loro irresponsabile crescente
indebitamento. Le Regioni sottraggono quantità
astronomiche di risorse, appesantiscono la pressione
fiscale sui contribuenti, senza peraltro offrire servizi
utili.
Se per un colpo di bacchetta magica si chiudessero
improvvisamente tutte le Regioni nessuno ne avvertirebbe
la mancanza e la situazione finanziaria della comunità
nazionale ne trarrebbe grande profitto.
Oggi siamo in una via priva di uscite. Due anni di
sinistra al governo, nonostante la grande manifestazione
del venti ottobre scorso, hanno portato a misure
legislative come il decreto sul welfare di contenuto
ultraliberistico, hanno convalidato la legge Biagi,
hanno consolidato la egemonia della dottrina
confindustriale sullo Stato. Hanno tolto ogni speranza
di cambiamento e di miglioramento.
Questo livello di disastro, di povertà dei lavoratori
sembra non bastare ai liberisti italiani. Ora si
propongono l'abolizione del contratto nazionale di
lavoro a favore di contratti individuali e questo
abbasserà ulteriormente i livelli retributivi. Il fatto
che la retribuzione a differenza di quanto impone la
Costituzione non basti più al decoroso sostentamento
viene accettato come dato "naturale" anche da molti
esponenti della sinistra.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: carta@carta.org
Sent: Monday, January 21, 2008 5:24 PM
Subject: la sconfitta
Il contratto dei metalmeccanici si chiude con una
umiliante sconfitta per i lavoratori: avranno 127 euro
di aumento soltanto a regime, da 1 settembre 2009, cioè
tra ventidue mesi e vengono derubati del periodo di
vacatio ricevendo soltanto una manciata di spiccioli
(trenta euro per ognuno dei dieci mesi trascorsi).
Inoltre la Federmeccanica e la Confindustria realizzano
l'obiettivo strategico dell'allungamento del periodo di
vigenza del contratto da ventiquattro e trenta mesi,
risultato assai brillante per il padronato che si
iscrive nella linea di imbalsamazione della
contrattazione nazionale. Da qui partirà l'offensiva di
sgretolamento del contratto nazionale.
Aumenta la disponibilità di lavoro straordinario nei
sabati.
Nessuna norma viene introdotta a tutela degli infortuni
sul lavoro. I poteri dei delegati aziendali alla
sicurezza restano tali e quali cioè
quasi simbolici.
Per raggiungere questo risultato la categoria si è
esposta financo all'occupazione di autostrade e di
stazioni ferroviarie. Un enorme dispiegamento di energie
quasi per nulla.
I salari dei metalmeccanici italiani restano i più
bassi d'Europa e le fabbriche restano aperte alle
utilizzazioni di manod'opera più convenienti alle
imprese (lavoratori interinali, a progetto, a tempo
determinato, provenienti da finte cooperative etc..)
Pietro Ancona
***
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it
Sent: Thursday, February 07, 2008 9:55 AM
Subject: fannulloni
Caro Epifani,
identificare i lavoratori pubblici con i "fannulloni" è
cosa che neppure i finti sindacati dei paesi a regime
totalitario fanno. Aizzarli a denunziare chi
non lavora o lavora poco è degno delle cronache dello
stakanovismo sovietico che,almeno, aveva lo scopo di creare
una società socialista...
Faresti assai meglio a dedicarti a censire i consulenti
della pubblica amministrazione, in grandissima parte finti,
i managers che hanno rotto ogni rapporto equilibrato tra i
dipendenti,
le cooperative fasulle gestite spesso da negrieri che
prestano lavoratori invisibili agli ospedali o alle scuole a
800 euro al mese, faresti bene insomma a c ercare di
conoscere e capire meglio di che cosa parli e quale
responsabilità ti assumi .Oramai la gestione delle
assunzioni nella pubblica amministrazione è stata del tutto
privatizzata a vantaggio di cooperative controllate dai
"politici" che selezionano in base alla fedeltà le persone
da avviare al lavoro!!
Di tutto questo non ti sei mai occupato e non ti occupi.
Partecipare alla criminalizzazione indistinta del pubblico
impiego per sgretolarlo a vantaggio di
privati appaltatori delle strutture statali non è opera
neppure liberistica ma di mera riduzione della pubblica
amministrazione ad un affari per i privati.
Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: info@marcomarsili.it
Sent: Saturday, February 09, 2008 1:54 PM
Subject: produttività pubblico impiego
Caro Dr.Marsili,
gran parte delle cose che lei scrive sono ipotesi,congetture
sociologiche o politologiche,interpretazione delle scelte
fin qui compiute dal sindacato che comunque non spiegano
niente.
Ichino non è voce scientifica attendibile. E' economista
engagè che con il gruppo della "Voce" si batte per lo
smantellamento di tutto il diritto del lavoro e la sua
sostituzione con regolette di importazione anglosassone. Le
consiglio di consultare il Prof.Gallino per avere una
diversa prospettazione della realtà e dello scopo di talune
scelte.
I Sindacati dagli accordi del 1993 operano all'interno della
concertazione. Documento base della concertazione è stata
quello relativo alla inflazione programmata. Le
rivendicazioni dei sindacati sono dentro questo tetto. Dal
momento che l'inflazione programmata è stata
mai superiore al 2% mentre l'inflazione reale (specialmente
per i consumi delle famiglie) è stata di ben altra entità,
possiamo affermare tranquillamente che venti milioni di
lavoratori italiani sono stati ridotti in miseria (mille,
milleduecento euro al mese) da CGIL-CISL-UIL con le
piattaforme rivendicative presentate negli ultimi quindici
anni. Prenda il contratto dei metalmeccanici. Tra ventidue
mesi avranno 127 euro lordi di aumento. Entro i prossimi
ventidue mesi l'inflazione avrà divorato questa meschina
manciata di spiccioli.
Il tutto per dirle che i Sindacati confederali tirano la
volata a Montezemolo. L'accordo sul Welfare peggiora
enormemente la riforma Maroni e inchioda per sempre il
precariato alla famigerata legge Biagi, una delle malvagità
maggiori che siano mai state fatte ai giovani italiani.
Per tornare al pubblico impiego, sono pronto a discutere
con lei categoria per categoria. Vogliamo cominciare dalla
Guardia di Finanza? Quando è produttiva per l'Italia
l'azione della Guardia di Finanza? Dobbiamo tenere conto dei
risultati della lotta all'inflazione? Vogliamo parlare della
Polizia di Stato, degli impiegati al catasto, di tutti i
servizi senza i quali l'Italia diventerebbe una landa
deserta? I dati sull'assenteismo sono fasulli. In ogni caso
se vuole aprire un discorso sull'assenteismo sono pronto a
dimostrarle che è voluto.
Inoltre la responsabilità penale è sempre personale.
Farebbe bene il signor Ichino a denunziare il tizio, il caio
ed il sempronio piuttosto che alzare la scure e
criminalizzare tutto il pubblico impiego.
Si ponga la domanda: perchè tanto livore per i pubblici
dipendenti?
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Ernesto
Sent: Sunday, April 06, 2008 5:56 PM
Subject: Spacconate e fanfaluche per coprire ruoli di regime
La gabbia di ferro cgil cisl uil
"Il leader Uil: «Il . Quando andiamo a Palazzo Chigi con Epifani e Bonanni
siamo una squadra micidiale» di M. Sensini
http://urlin.it/f865
Questa affermazione di Angeletti, segretario della Uil e le altre cose
dette nella intervista al Corriere di oggi
sono davvero stupefacenti se confrontate con la triste realtà di un
sindacato confederale diventato una vera e propria gabbia di ferro dentro la
quale stanno chiusi i lavoratori italiani e quanti si accostano al lavoro.
Sindacato che ha
modificato e peggiorato notevolmente la condizione del lavoro dipendente
liquidando durante un'azione che dura almeno dal 1993 dei diritti
conquistati nel trentennio precedente e che avevano fatto del sindacalismo
italiano uno dei migliori del mondo, un sindacalismo per il quale
l'affermazione "autonomia dal padronato, dai partiti e dal governo" era
davvero una verità della realtà italiana. Gli accordi del 1993 hanno
privato i lavoratori della tutela della scala mobile (già abbondantemente
ridotta a cominciare dal 1983) ed hanno avviato la concertazione in base
alla quale le piattaforme rivendicative per i rinnovi contrattuali non
possono eccedere il tasso di inflazione programmato. Da allora ad oggi,
l'applicazione di un principio riferito ad un dato di gran lunga inferiore
al reale incremento del costo della vita ha portato il livello dei salari
italiani talmente in basso da suscitare scandalo anche
in ambienti liberisti che se ne lamentano non perchè improvvisamente
diventati solidali con gli operai ma soltanto perchè deprimono i consumi e
quindi i profitti delle imprese. Lo scandalo dei bassi salari è scoppiato in
Italia ad opera di denunzie della sinistra (quel poco che è rimasto) e di
isolati ma tenaci economistiche hanno messo in luce il dato
incontrovertibile di uno spostamento di ricchezza colossale dal lavoro
dipendente alle imprese.Quando finalmente la CGIL ha mostrato di accorgersi
del "fenomeno" l'ha subito relegato nella zona delle discussioni accademiche
e vi ha dedicato un convegno del proprio centro-studi. Ma si è ben guardata
dal modificare le richieste dei contratti in scadenza rimasti al livello
medio di poco più di cento euro netti nel triennio con pochi centesimi
subito ed il grosso dopo il secondo anno di vigenza contrattuale. I recenti
accordi di welfare peggiorano per molti lavoratori la riforma Maroni e
legittimano la legge Biagi (per la quale il Congresso della CGIL aveva
chiesto l'abolizione).L'Italia è il Paese a più alto tasso di mortalità e di
infortuni sul lavoro d'Europa. Non credo si possa parlare di un vero impegno
del sindacato. Per anni, in caso di infortuni, tranne la partecipazione dei
compagni di lavoro e del sindacato di categoria l'attenzione del Sindacato è
stata davvero scarsa. Si poteva agire migliorando i poteri del delegato alla
sicurezza (che oggi deve stare buono e zitto se no lo licenziano) e
chiudendo la porta alla molteplicità di rapporti di lavoro diversi ammessi
dalla legge Biagi che creano enormi problemi di conoscenza e di controllo
dei processi produttivi e di ritmi di rendimento. Non si è fatto niente e la
legge sullo straordinario è stata peggiorata con una interpretazione
truffaldina di una normativa europea che prevede undici ore consecutive di
riposo ma certamente non tredici ore lavorative come è venuto alla luce
alla Tissen Krupp.
I prossimi obiettivi della Confindustria sono l'abolizione del contratto
collettivo di lavoro, la personalizzazione dello stesso con definitiva
rottura di coesione e di solidarietà di classe, la riduzione del peso
sociale degli istituti previdenziali a vantaggio delle assicurazioni private
alle quali sono già stati trasferiti gli accantonamenti TFR, la riduzione
delle tutele in caso di malattia ( vedi campagna contro i fannulloni) e la
sostituzione dei pubblici impiegati con lavoratori esternalizzati
provenienti anche da cooperative che vendono soltanto manod'opera. E' giià
difficile trovare un bidello o un autista o un infermiere che non sia
"esterno".Fantasmi che si muovono dentro la pubblica amministrazione privi
di diritti sfruttati da managers di cooperative e di aziende che si
arricchiscono e li tengono
a regime salariale indecente.
Efacile notare come, nel corso degli ultimi anni, nei rinnovi contrattuali
si riducono i diritti dei lavoratori ma crescono le prerogative dei
sindacati e della azienda. Le strutture comuni tra le organizzazioni
imprenditoriali e quelle dei lavoratori sono diventate assai diffuse hanno
creato una burocrazia che si nutre di trattenute. Insomma
mentre si indeboliscono i lavoratori i sindacati si rafforzano ed estendono
il loro potere finanziario e di intervento.
Infine, CGIL CISL UIL detengono il monopolio della contrattazione.
Monopolio che difendono anche dai partiti della sinistra che sono sensibili
alle istanze sociali. I Cobas vengono esclusi e criminalizzati ed i loro
dirigenti nelle fabbriche sono spesso oggetto di persecuzione e
licenziamenti. Naturalmente sono del tutti isolati e debbono sperare
soltanto in una legislazione che però diventa sempre meno protettiva dei
loro diritti man mano che l'azione delle Confederazioni e delle associazioni
padronali modifica il "sentire comune", cambia le legge e dà segnali alla
Magistratura del Lavoro sempre meno favorevoli a chi si mette fuori del
"regime".
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, May 08, 2008 3:51 PM
Subject: la Cgil
Caro Sansonetti,
l'accordo tra CGIL CISL UIL sul nuovo contratto
collettivo nazionale di lavoro per quanto scontato è
stupefacente. Si triennalizza il contratto nazionale e
lo si riduce ad una larva a vantaggio della
contrattazione territoriale. Un modo surrettizio per
reintrodurre le gabbie salariali Si arriverà presto
alla contrattazione per lavorazione di fase di prodotto
e poi anche agli accordi di carattere personale. Si
poteva predicare da anni la fine della classe operaia
senza annullarne il suo più importante strumento di
coesione e di identità? No. Naturalmente siamo immersi
nel mondo della menzogna quando si parla di fine della
classe operaia dal momento che venti milioni di
lavoratori nè tanto di più nè tanto di meno di quanti
fossero venti o trentanni fa sono ancora li magari a
chiedersi perchè l'Italia sia l'unico Paese al mondo in
cui i Sindacati anzicchè "dare" diritti ne tolgono.
Non a caso un Bonanni tronfio e volgarissimo
annunziava il primo maggio quasi la nascita di un nuovo
Sindacato. Con Sacconi al Lavoro a fare di sponda a
Confindustria Governo e Sindacati CGIL Cisl Uil
cancelleranno le tracce della grande stagione dei
diritti conclusasi nel 1993.
La minoranza della CGIL non potrà che modificare
insignificativamente la strategia concordata dai tre
segretari confederali. Appellarsi al Congresso della
CGIL è inutile.
La CGIL è irriformabile. Il suo corpo decisionale è
costituito da funzionari che obbediscono ad una logica
di "centralismo democratico".La Fiom sarà normalizzata
al più presto e comunque non più tardi della scadenza
del mandato di Rinaldini, grande galantuomo ma oramai
una noce nel sacco.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Tuesday, May 13, 2008 8:32 AM
Subject: fannulloni
Cara Dottoressa Dominijanni,
l'attacco ai dipendenti pubblici "fannulloni" (una
generalizzazione che dovrebbe fare vergognare i
sindacati che tacciono) è finalizzata al nuovo business
che scopre nella pubblica funzione la possibilità di
lucrare. Esempio: al posto di infermieri assunti per
concorso pubblico dagli ospedali, si cedono servizi a
cooperative che avviano mano dopera a condizioni di gran
lunga peggiori di quelle garantite dal pubblico impiego.
Lo stesso per i "bidelli" delle scuole e per tante altre
funzioni che vengono "esternalizzate" a organismi
controllate spesso politicamente dal partito che
governa.
Naturalmente si faranno due piccioni con una fava. Si
mettono in discussione le tutele in caso di malattia per
ridurle drasticamente.
Cari saluti.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Monday, June 02, 2008 8:30 AM
Subject: la Cgil
Caro Bruno,
la tristissima condizione di venti milioni di lavoratori
italiani oramai spogliati da tutti i diritti conquistati
fino agli anni ottanta e tra i più poveri d'europa è
stata del tutto ignorata dalla Conferenza di
Organizzazione della CGIL ansiosa soltanto di trovare il
modo per inserirsi "dentro" la nuova fase della politica
del PD.
La CGIL è irriformabile e la sua pesante struttura fatta
da funzionari che ieri sostenne una vittoriosa azione di
conquista di dignità e di diritti civili e sociale oggi
si è aziendalizzata ed assorbe come un muro di gomma
tutta l'insoddisfazione che viene dai lavoratori.
Rinaldini o Cremaschi non significano niente e presto la
Fiom sarà normalizzata con dirigenti più modermi.
Questo per me è molto triste e non riesco ad
accettarlo.
Pietro
Prossime tappe: abolizione ccnl, avvio dei contratti
individuali e di gruppo, smantellamento pubblica
amministrazione e sua privatizzazione.....
Cari saluti.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it
Cc: info@cgil.it
Sent: Thursday, June 12, 2008 5:26 PM
Subject: : Mandati a morire
Abolire la legge Killer Biagi
======================
La prova della responsabilità della precarizzazione del lavoro nelle terribili
morti che registriamo tutti i giorni sta nell'oramai ordinario uso di lavoratori
disponibili a tutto pur di guadagnare qualcosa usati e subito dismessi dalle
aziende.
Soltanto la professionalità che si acquisisce e si accumula nel rapporto tra
lavoratore azienda e lavori effettuati garantisce sicurezza.
Non a caso oltre al numero dei morti e dei mutilati registriamo anche una
crescente mancanza di accumulazione di esperienze nelle imprese.
la torre Eiffel realizzata alla fine dell'ottocento da centinaia di operai
carpentieri non fece nessuna vittima. Tutti conoscevano perfettamente il loro
lavoro e pur ad oltre cento metri di altezza e nelle condizioni climatiche più
inclementi tornarono sani e salvi alle loro famiglie.
Come si fa a mandare a pulire una vasca di depurazione come quella di Mineo a
persone che non ne avevano mai visto una nella loro vita?
Uno dei due operai era al suo terzo giorno di lavoro. Aveva fatto tanti lavori
ma nessuno a quello di oggi.
pietro ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: carta@carta.org
Sent: Sunday, July 27, 2008 4:33 PM
Subject: referendum abrogativo legge biagi!!
: epifani@cgil.it
Sent: Sunday, July 27, 2008 3:45 PM
Subject: Organizziamo referendum popolare per
l'abolizione della legge Biagi
NECESSARIO REFERENDUM POPOLARE PER ABROGAZIONE
LEGGE BIAGI
=================================================================
Oramai è chiaro: l'approvazione di una norma
nella legge finanziaria che inibisce ai
lavoratori di ricorrere al Magistrato per
rivendicare il proprio diritto ad essere assunto
a tempo indeterminato è la prova di una volontà
di precarizzazione di tutti i rapporti di
lavoro. Si negano financo le poche
possibilità che tuttora esistono per uscire dal
lavoro a tempo determinato ed entrare in un
regime di "normalità" a tempo indeterminato. La
normalità diventa solo ed esclusivamente il
tempo determinato.
Alla base di questo terribile processo di
riduzione dei diritti delle persone che tanti
danni anche di natura psicologica sta provocando
a milioni di lavoratori delle ultime
generazioni, sta la legge Biagi, una sorta di
manuale del perfetto schiavista, dalla quale è
possibile che i datori di lavoro traggano ogni
possibile fumus per sfuggire ai propri doveri
verso i dipendenti, tenerli sotto continuo
ricatto, corrispondere salari miserabili ed
indecenti, costringerli a lavorare assai di più
del dovuto spesso anche durante i fine
settimana.
I Sindacati hanno fatto assai poco contro
questa legge che è la Madre di tutte le
Precarietà e lo strumento di disgregazione
della dignità del lavoro. Gli accordi del
luglio dell'anno scorso con il Governo Prodi
hanno di fatto ribaltato una volontà (CGIL) di
annullare la Legge Biagi e ribadito
,peggiorandola ,la sua filosofia.
In Italia oggi esistono milioni di cocopro
(lavoratori a progetto). Si tratta di un
artificio, di una invenzione della fertile
fantasia dei giuslavoristi liberisti,
per schiavizzare i contrattisti. Che cosa sono
in concreto questi progetti? Sono prestazioni di
lavoro subordinato mascherati dalla
realizzazione di un progetto che naturalmente è
inesistente,
per questo credo dobbiamo organizzare un ampio
movimento per un referendum abrogativo della
legge Biagi.
Dobbiamo costruire nel Paese le condizioni
perchè si raccolgano le firme necessarie ed il
consenso per una grande campagna di massa.
Rivolgo vivo appello a quanti sono in grado di
fare qualcosa di mobilitarsi subito.
Sono certo che ogni politica cosidetta di
riduzione del danno sarò perdente. Tutto quanto
si è ceduto alla destra ed al padronato non
basterà a frenarli dall'avanzare nuove pretese
di schiavizzazione dei lavoratori.
Pietro ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it
Sent: Monday, September 15, 2008 8:38 AM
Subject: Ruolo dei sindacati confederali
=====================
I Sindacati Confederali, pur non essendo rappresentativi della maggioranza
dei lavoratori Alitalia, hanno firmato un accordo che ha lo scopo di
costringere i sindacati autonomi,espressione vera della realtà aziendale, a
cedere,
ad accettare il punto di "compromesso" raggiunto.
Trattasi di altra grande anomalia italiana: l'anomalia di potenti sindacati
confederali diventati con gli anni sempre più governativi e
filiconfindustriali per i quali abbiano i salari più bassi d'Europa, il più
alto numero di morti e di infortuni sul lavoro, il precariato diventato
"normalità" dei rapporti di lavoro.
Il fascismo si manifesta in tanti modi. Anche questo è fascismo: Bonanni
che dichiara da giorni che in ogni caso avrebbe firmato gli accordi ed il
ruolo di sindacati confederali come schiaccianoci dei diritti delle persone.
La novità è questa: da questa trattative anche il Sindacato della
Spolverini farà parte della squadra dei "responsabili".
Ma un Paese con lavoratori malpagati e privi di diritti non sono una
bella testimonianza per questi Sindacati che un giorno ebbero dirigenti
onesti e combattivi come Di Vittorio,Carniti, Santi.
Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it
Cc: info@cgil.it
Sent: Saturday, September 06, 2008 8:10 AM
Subject: Contratto collettivo nazionale
Cari compagni,
indebolire e ridurre la tutela del ccnl, nella situazione italiana, sarebbe
un vero e proprio delitto. Una vera e propria coltellata alla schiena dei
lavoratori italiani. Il ccnl è l'unico punto di riferimento per milioni di
persone che lavorano in microaziende o in aziende nelle quali non esiste
alcun potere contrattuale.
Non temete "l'isolamento" paventato dai pennivendoli della Confindustria e
non temete di rompere con CISL e UIL. I frutti di questa unità sindacale
sono finora tutti velenosi. Non è possibile che il Sindacato Confederale
passi da una trattativa all'altra soltanto per togliere diritti ai
lavoratori.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Wednesday, September 10, 2008 3:27 PM
Subject: Nel paese di Pulcinella, Arlecchino. Ballanzone...
Nel paese di Pulcinella, Arlecchino, Ballanzone....
Prima c'è stata una lunga predicazione sulla fine della classe operaia. Ci
hanno spiegato tutti i pennivendoli del Regime, ma sopratutto tutti coloro
che dall'opposizione agognavano a traghettarsi dall'altra parte, che la
rivoluzione tecnologica intervenuta nel processo produttivo aveva azzerato
la "classe operaia" ed aveva generato nuove figure professionali; in verità
il processo produttivo non c'entra niente: le nuove figure di disgraziati
del lavoro sono state create dal pacchetto Treu e poi dalla legge Biagi e
dagli accordi di luglio 2007 sul walfare.
Vado a controllare i dati Istat e la classe lavoratrice italiana è più o
meno quella di venti anni fa o addirittura di quaranta anni fa. Si tratta di
circa ventidue milioni di persone. All'interno di questa, oltre la naturale
fisiologica evoluzione del settore dei servizi e del cosidetto quaternario,
i settori fondamentali dell'industria sono rimasti più o meno gli stessi.
Quanti sono i metalmeccanici oggi? Più o meno quanto erano prima. Quindi
nessuna scomparsa della classe operaia. Semmai sono scomparsi i sindacati ed
i partiti che si richiamavano ai suoi valori. I sindacati confederali dagli
accordi di concertazione del 1993 sono diventati praticamente parastatali,
un pezzo della macroeconomia, un puntello della Confindustria. Dal 1993 ad
oggi l'impoverimento dei lavoratori è un dato costante inghiottito dai
pitoni della triplice Cgil,Cisl,Uil.
Da alcuni anni a questa parte, questa "classe operaia scomparsa" è
sottoposta ad un bombardamento quotidiano da parte dei pennivendoli pagati
da Berlusconi e dalla Confindustria: sono fannulloni, lazzaroni,
assenteisti, ignoranti.... Brunetta si è financo inventato dati falsi per
parlare di tassi di assenteismo. Chi si azzarda a difendere il suo pane
quotidiano come i dipendenti Alitalia sono profittatori, parassiti, mangia
pane a tradimento..... Statali, professori, dipendenti pubblici, tutti alla
Gogna Mediatica organizzata dal Cavaliere e dai suoi solerti amici alla
quale non si sottraggono pezzi autorevoli della "sinistra" che hanno fatto
del liberismo la religione con la quale hanno sostituito il comunismo.
Mi domando: se in Italia ci sono oltre venti milioni di mangiapane a
tradimento, di gente che vive sulle tasse pagate dai "contribuenti" e della
rendita del lavoro a tempo "indeterminato", (altro scandalo per i
benpensanti che vorrebbero tutti precari..), chi si salva in questo Paese?
A parte i giornalisti che producono, con ricchi sostentamenti statali, i
loro pezzi di odio sociale quotidiano, in questo Paese si salvano i
bottegai,
i commercianti, i farmacisti, gli avvocati, i notai, gli industriali insomma
le categorie "autonome" che parlano di mercato in un Paese a prezzi
controllati ed amministrati da un oligopolio feroce e rapace. Avete provato
a comprare una aspirina a Parigi? Costa un terzo che in Italia!
Tutte queste brave persone che tengono in piedi l'Italia hanno creato un
sistema rigidissimo di costi che stringono come un cappio al collo le
famiglie: energia, assicurazioni, banche, affitti di case, acqua,
trasporti..
Ma tutto questo non basta: è necessario criminalizzare tutto il mondo del
lavoro dipendente italiano ed immigrato. Meno contano socialmente i
lavoratori e meno costano alle imprese! Meno soldi ci sono per scuola e
sanità e più soldi ci saranno per la nuova Casta che non è fatta solo di
politici ma anche dei managers più ingordi del mondo e da una imprenditoria
che è sempre vissuta sulle pubbliche commesse (come la banda che si è
radunata nella Cai di Colanino)....
pietro ancona
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--- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; filt@cgil.it ; segreteria@cgil.it
Sent: Wednesday, September 17, 2008 8:25 PM
Subject: Non firmate!!
Cari compagni,
non firmate!! Ne va dell'onore della CGIL e del futuro dei lavoratori
italiani! Non possono spezzare le reni ai lavoratori italiani più di quanto
non abbiano finora fatto! Non dovete sottoscrivere la vittoria della loro
linea di annientamento sindacale operaio
Suggerisco di disdire tutti gli accordi finora fatti a cominciare dal
welfare del luglio scorso!!
l'Italia è già una landa di povertà e di disperazione. Un Paese non può
avere un futuro con cinque milioni di precari a meno di mille euro al mese!
Se passano all'Alitalia devasteranno tutto il poco che rimane dei diritti
e della democrazia.
Pietro Ancona
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil
Sent: Friday, September 19, 2008 8:42 AM
Subject: Decisione giusta
Caro Epifani,
giusta e coraggiosa la decisione anche se avrei preferito motivazioni
esplicite meno difensivistiche.
La campagna di denigrazione ed isolamento della CGIL fomentata dal Gatto (angeletti)
e dalla volpe (bonanni) non sfonda nell'opinione pubblica anche se ha tutta
la stampa ricca di pennivendoli a disposizione.
Il Paese è inquieto e sta male. Dobbiamo alla resistenza CGIL in Alitalia
se ieri non si è aperto un varco di ulteriore impoverimento e
schiavizzazione dei lavoratori italiani.
Vi esorto a non giocare di rimessa ed ad assumere una iniziativa di piena
riabilitazione dei lavoratori italiani definiti fannulloni, lazzaroni,
privilegiati dai bottegai al potere. Chiedete subito l'abolizione della
legge Biagi ed il ripristino della scala mobile!!!
Rimandate al mittente la trattativa sui contratti. L'Italia ha bisogno di
più Diritti per i Lavoratori!
Pietro Ancona
****
****
Da:pietroancona@tin.
it]
Inviato:
domenica 21 settembre 2008 8.01
A: ichino@pietroichino.it
Cc:
epifani@cgil.it; direzione@unita.it; posta@liberazione.it; la
rinasciita; segreteria@cgil.it; filt@cgil.it
Oggetto: Assedio Cgil e lavoratori
Caro Senatore Ichino
lei che conosce bene i fatti si dovrebbe vergognare a partecipare
all'assedio della CGIL per piegarla e portarla a firmare come sostiene
Sacconi ( si viene per firmare non per trattare) in catene ed umiliata.
Lei dovrebbe capire profondamente l'esultanza con lacrime dei lavoratori
(che diffama dicendo che preferiscono la cassa integrazione al lavoro)
quando il tentativo della cordata è andato fallito dopo il protervo
atteggiamento tenuto nei loro confronti. E' convinto che la cordata
volesse davvero rilevare Alitalia?
Attraverso la resa senza condizioni dei lavoratori Alitalia avevate
progettato la disfatta definitiva dei lavoratori e dei loro sindacati onesti
e non venduti al padronato ed a Berlusconi. Volevate il lancio della fine
del contratto di lavoro da una sconfitta sul campo dei lavoratori.
Lei è di gran lunga peggiore della destra italiana. Lei la serve.
Pietro Ancona
****
----Messaggio originale----
Da:
ichino@pietroichino.it
Data: 21-set-
2008 6.44 PM
A: <pietroancona@tin.it>
Cc: "Widad Tamimi"<widad.tamimi@pietroichino.it>
Ogg: R: Assedio Cgil e lavoratori
Caro Ancona,
quello che ho scritto oggi sul Corriere fa seguito a una critica che rivolgo
da molti anni al ruolo svolto dai sindacati (soprattutto quelli autonomi; ma
oggi è proprio con questi che la Cgil si è legata, in Alitalia), oltre che
dal pessimo management e dalla ancor peggiore politica, in questa azienda.
Nella home page del mio sito ho messo in evidenza il link a due articoli
pubblicati, rispettivamente, nel 2004 e nel 2005: mi interesserebbe sapere
che cosa Lei ne pensa.
Agli insulti, ovviamente, non rispondo.
Cordialmente
Pietro Ichino
****
----Messaggio originale----
Da: pietroancona@tin.it
Data: 21-set-2008
7.23 PM
A: ichino@pietroichino.it
Ogg: R: Assedio Cgil e lavoratori
Fare pressing sui lavoratori (diffamandoli) e sulla CGIL anziché sul
Governo e sulla Cordata oggi sul Corriere della Sera significa fare una
precisa scelta di campo. Lei partecipa all'assedio dei pochi
diritti che ancora rimangono ai lavoratori italiani. Quanto è finora
accaduto
non vi basta. Siete insaziabili. Volete la gente col cappello in mano a
chiedere l'elemosina ai bottegai da voi eletti a classe generale.
Volete un varco per una riforma dei contratti che faccia retrocedere di tre
secoli la gente che è costretta a vendere il suo lavoro!
Lei è stato preceduto in questa opera di umiliazione dei lavoratori
italiani da Cazzola che io conosco bene essendo stato con lui nell'esecutivo
della CGIL. Fiancheggiate l'opera di gente come
Sacconi che, dopo avere rovinato cinque milioni di giovani con la legge
Biagi, invita con protervia alla resa i dipendenti Alitalia.
Spero che si vergogni di tutto quello che fa che è contro il diritto e
contro la gente. Avere studiato tanto per acquisire abilità giuslavoristica
nello spogliare la gente dei suoi diritti non deve
essere una grande soddisfazione.
Se avesse avuto ancora un minimo di cuore avrebbe capito come l'esultanza
dei lavoratori per il ritiro della cordata dei kaimani è parente stretto del
pianto. Si vergogni!!
Se il PD ha gente come lei è davvero perduto!! Potete iscrivervi tutti da
Berlusconi!
Pietro Ancona
****
----Messaggio originale----
Da: ichino@pietroichino.it
Data: 21-set-2008 9.52 PM
A: <pietroancona@tin.it>
Ogg: R: Assedio Cgil e lavoratori
C'è chi ritiene che il grande successo di Berlusconi sia la conseguenza di
una sinistra incapace di
ragionare. Come quella che continua a imputare il fenomeno del precariato
alla legge Biagi. Posso chiedere all'ex-Segretario della Cgil siciliana ed
ex-membro del CNEL, che parla di "cinque milioni di giovani rovinati dalla
legge Biagi", se mi sa indicare un solo contratto di lavoro precario
disciplinato da quella legge che non esistesse nel nostro ordinamento già
prima (magari con un nome diverso, ma sempre, in precedenza, regolato in
modo meno stringente)? Posso chiedergli perché il ministro del Lavoro del
Governo Prodi, quando ha voluto dare un giro di vite contro l'abuso delle
collaborazioni autonome continuative ha emanato due circolari interamente
incentrate
sull'applicazione rigorosa della legge Biagi?
Posso chiedergli su quali dati statistici si basi il dato dei"cinque
milioni" di giovani che sarebbero stati rovinati dalla legge Biagi? E di
precisare in quale senso essi sarebbero stati "rovinati", dal momento che
dal 2001 al 2007 la quota dei contratti a termine (compresi quelli di
apprendistato) e
di "lavoro a progetto" o collaborazione autonoma continuativa, rispetto
all'occupazione totale in Italia, non è aumentata, ma semmai leggermente
diminuita?
Ci pensi bene, caro Ancona. E, se - come sono certo - non è in grado di
argomentare la sciocchezza contenuta nel Suo ultimo messaggio, abbia il
coraggio di chiedere scusa. Non a me,
ovviamente, ma alla memoria di Marco Biagi, il cui assassinio è stato
motivato con sciocchezze
come questa.
p.i.
*****
----Messaggio originale----
Da: ichino@pietroichino.it
Data:
22-set-2008 8.28 PM
A: <pietroancona@tin.it>
Cc: <widad.
tamimi@pietroichino.it>
Ogg: R: Assedio Cgil e lavoratori
Constato che Lei non ha risposto neppure a una delle mie domande. Quanto al
"milione
di lavoratori a progetto" (in realtà 800.000), prima della legge Biagi si
chiamavano "collaboratori autonomi coordinati e continuativi"; ed erano
molti di più.
Ma mi sembra meglio che questo scambio si fermi
qui. p.i
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----- Original Message -----
From: <pietroancona@tin.it>
To: <ichino@pietroichino.it>
Sent: Tuesday, September 23, 2008 8:33 AM
Subject: R: Assedio Cgil e lavoratori
Meschinissime ed indegne giustificazioni, quelle che
lei adduce.
Quando avrà l'onesta intellettuale e civile di dire che i contratti a
progetto e tutti i contratti della famigerata legge Biagi sono
assolutamente ingiustificati e che si tratta di meri fumus potrò
ricredermi sul suo conto e sulla sua buona fede. Non giochi coi numeri.
Dal pacchetto Treu alla Biagi a quello che lei predica è solo una infame
officina possibile soltanto perchè la sinistra italiana non esiste più. In
ogni caso il disastro sociale riguarda tutti i lavoratori italiani
condizionati da una legislazione sempre più di parte, dalla parte padronale.
Un padronato feroce, indecente.
Pietro
Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: paolo leon economista
Sent: Monday, September 22, 2008 8:47 PM
Subject: articolo sull'Unità
Stupisco a leggere che sostieni la Cai (la cordata dei conflitti di
interessi e della patacca Airone) quando il suo atteggiamento è stato
volutamente provocatorio teso a rompere.
Davvero un economista del tuo calibro pensa che la cordata potesse gestire
l'Alitalia.?Hai presente che cosa ha fatto Colanino di Olivetti e di telecom,
cosa ha fatto tronchetti Provera di telecom etcc?
Questi sono mediocri squaletti di giocatori di borsa che, in un paese di
orbi riescono a vedere dal momento che sono soltanto guerci.
.Gli "industriali" italiani non rischiano i loro soldi anche se sono
pochini...... anche questo dovresti sapere bene,....
Cari saluti
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: melotti@uniroma1.it
Cc: lettere@corriere.it
Sent: Wednesday, September 24, 2008 9:59 AM
Subject: la linea della CGIL
Caro signore,
i forni di manzoniana memoria sono stati distrutti dai signori Cimoli che si
sono succeduti alla guida dell'Alitalia.
La cordata proposta da Berlusconi è composta da persone note per il loro
spiccato interesse speculativo sulle disgrazie italiane e per gestioni
disastrose come quella di telecom e delle Ferrovie nonchè per grossi
conflitti di interesse. Credo che si vogliono fare pagare agli italiani i
debiti di Airone.
In quanto agli interessi corporativi che Epifani avrebbe sposato le ricordo
che di volta in volta siamo tutti corporativi.Lei lo è nella difesa del suo
lavoro e così tutti. I piloti italiani sono nella media bassa dei piloti
europei.
Sulle reali intenzioni del Governo per quanto riguarda la vicenda Alitalia
si legga l'articolo di Porro sul Giornale dove apertamente si sostiene che
la questione più importante dell'Alitalia è quella di infliggere una
lezione alla CGIL in vista della trattativa sull'abolizione del ccnl.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Vincenzo Sena
Sent: Wednesday, September 24, 2008 4:45 PM pubblicato su
www.ilpuntodue.it
Subject: l'articolo di Pirozzi e Biasco s
Caro Direttore,
l'articolo di Pirozzi e Biasco sull'Alitalia fa riflettere sulla triste
situazione di questo Paese in cui , come negli Usa ma senza i
controbilanciamenti istituzionali, la classe degli imprenditori e dei
finanzieri è al potere e piega la Repubblica ai suoi interessi spesso del
tutto loschi. La vicenda Alitalia in sostanza è una colossale appropriazione
di un bene pubblico che, depurato da tutte le passività, viene regalato ad
una cordata che è una sorta di Summa del Capitalismo italiano con personaggi
famosi a cominciare da Colannino per avere gestito con piglio usa e getta l'Olivetti
e poi Telecom, come Tronchetti Provera grande artista nell'inserire nel
bilancio Telecom le sue passività e attraverso questo drenare miliardi di
euro, ed altri
che hanno grossi conflitti di interesse come Benetton o Li Gresti che è
sopratutto un palazzinaro ed interviene in Alitalia per consolidare la sua
presa su Milano in vista di Expo.
Contrariamente a quanto scrivono Pirozzi e Biasco non ho alcuna fiducia
nella "legittimità" di questa cordata e nella sua
capacità di gestire Alitalia.
Per quanto riguarda la CGIL io spero che non si faccia ricattare dalla
prospettiva del fallimento. Ci sono questioni che non possono essere messe
da parte. Una di queste è il diritto dei lavoratori alla contrattazione
collettiva della loro condizione cosa che è sempre più mal sopportata da un
padronato che vuole comprimere al massimo la variabile lavoro.
Mi viene voglia di ridire come nell'autunno caldo dei metalmeccanici: il
salario non è variabile dipendente. Per quanto il salario stia dentro un
mercato deve anche stare dentro regole come quella prevista dalla
Costituzione: deve essere dignitoso e bastevole al lavoratore ed alla sua
famiglia.
Non è più così da un pezzo.
Il professore Alegi, esperto di costi comparati del trasporto aereo,
sostiene che non solo il salario, ma l'intero costo del lavoro non è il
pezzo più importante e significativo del bilancio Alitalia e che gli
stipendi dei piloti stanno nella media europea e ce ne sono di più alti.
La verità è quella che si è lasciata sfuggire "il Giornale" di Berlusconi:
in questa trattativa la posta in gioco è l'umiliazione della CGIL. Vero,
verissimo: quanto succede all'Alitalia ha un riflesso, una eco anche nella
più lontana officina del Paese.
Mi auguro sinceramente che la trattativa fallisca e che la Cordata si
ritiri. L'opposizione sbaglia ad essere comprensiva verso Colannino e gli
altri. L'opposizione farebbe bene a rimettere in discusssione tutte le
privatizzazioni fin qui fatte: Poste, Ferrovie dello Stato,
Telecomunicazioni, Enel.
Lo Stato leggero che vive di riflesso e tira la volata alle multinazionali
come gli Usa, nell'era del liberismo predone, può riservare amarissime
sorprese come quelle dei pensionati americani che non sanno come vivere ed a
settanta anni sono costretti a tornare a lavorare.
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, September 25, 2008 7:33 PM
Subject: la cgil a canossa?
Spero proprio che Epifani non sia andato a Canossa sospinto da un forcone
imbracciato da Veltroni. Credo che dobbiamo aspettarci di leggere un accordo
diverso da quello che si era rifiutato di firmare prima. Resto molto
allarmato dallo svolgimento di questa vicenda e della sua conclusione. La
Cai è fatta da coccodrilli abili a spolpare patrimoni pubblici o a imbottire
bilanci di aziende con propri uncini prelevatori. Vedi Tronchetti Provera
che nonostante la Telecom fosse attiva per due miliardi l'anno aveva la
faccia tosta di presentarcela sempre senza un soldo. Li Gresti c'è per far
contento Berlusconi e con lui spartire i grossi interessi di Medio Banca e
gli appalti dell'expo prossimo venturo. Benetton ha interessi negli
aeroporti e po ci sono quelli di Airone che rifilano ai contribuenti le loro
passività. Non credo proprio che la soluzione reggerà. La CGIL è stata
isolata nonostante avesse già ceduto notevolmente con l'adesione al piano
industriale. Il PD ha asfissiato Epifani e gli ha fatto capire che che non
firmava ne avrebbe pagato lo scotto. Insomma, il Regime bipartisan è in
marcia. A presto un Partito Unico Pdl-PD con annesso sindacato unico da
Camera delle Corporazioni.
pietro ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it ; filt@cgil.it
Cc: veltroni_w@camera.it
Sent: Friday, September 26, 2008 8:17 AM
Subject: firma CGIL
Caro Epifani,
Non credo sia stata una buona idea firmare lasciando fuori piloti e
assistenti di volo compiendo una vera e propria operazione di isolamento
dopo avere sostenuto per giorni che la CGIL non avrebbe firmato senza di
loro.
Non c'era alcuna esigenza di rivedere al ribasso il contratto di lavoro dei
dipendenti se non la volontà del padronato e del governo di infliggere una
sconfitta a tutti i lavoratori italiani e non solo ai dipendenti Alitalia.
E' stato detto apertamente dal Giornale di Berlusconi.Da oggi in poi le
crisi di ristrutturazioni saranno anche crisi contrattuali e momenti di
azzeramento e ristipula delle condizioni del lavoro al ribasso.
Le dichiarazioni di Veltroni che sembra averti accompagnato sospingendoti
con un forcone al tavolo della capitolazione dove una banda organizzata di
profittatori di regime ti aspettava spalleggiata da Cisl,Uil e Ugl e dalla
destra al governo, il suo vantarsi di essere stato artefice dell'accordo è
semplicemente indecente!
Può darsi che oggi piloti e assistenti, soli e smarriti dalle minacce di
liquidazione dell'azienda, cedano. Ma lo faranno sotto ricatto al quale
abbiamo contribuito tutti a metterli.
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redazione@ilmanifesto.it
Sent: Saturday, September 27, 2008 10:08 AM
Subject: per guglielmo ragozzini
Caro Manifesto,
non condivido il giudizio positivo espresso sulla CGIL. Purtroppo nella
vicenda Alitalia si è consumato un ulteriore
immiserimento della condizioni dei lavoratori italiani che avrà
ripercussioni gravi sulla trattativa per il contratto.
Si è avallata una privatizzazione fatta a danno dei lavoratori e dei
contribuenti. Per giunta in una operazione che molti ritengono da codice
penale.
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: politiche@unita.it
Sent: Saturday, September 27, 2008 4:47 PM
Subject: operazione truffaldina
Cara Unità,
sarebbe meglio che Veltroni non si pavoneggi troppo per essere stato il deus
ex machina della faccenda Cai-Alitalia.
E' possibile che l'operazione sia una colossale truffa ai danni degli
azionisti Alitalia ed un peso inaccettabile per i contribuenti. E' possibile
che la trattativa monopolista sia un reato e che gli ineffabili Kaimanini
non siano in grado di fronteggiare le osservazione che la UE sta facendo.
Oppure deve confidare in Taiani?
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it
Cc: sinistra critica
Sent: Wednesday, October 01, 2008 10:30 AM
Subject: contratti pubblicato
http://www.ilpuntodue.it/?q=node/342
Cara CGIL,
data la struttura delle imprese italiane la riforma proposta dalla
Confindustria ed accettata da CISL UIL e UGL è una vera e propria abolizione
del contratto di lavoro accompagnata da un sostanziale peggioramento dello
status di lavoratore.Nelle aziende italiane mediamente di cinque
dipendenti la stipula di un accordo aziendale è improbabile Pertanto è
giusta la scelta di non cedere al padronato italiano questo ultimo presidio
di contrattazione collettiva.
Suggerisco di disdire gli accordi del 1993 e di chiedere il ripristino della
scala mobile e l'abrogazione della legge Biagi.
L'unità sindacale con CISL UIL e UGL è nemica dei lavoratori. La CGIL
dovrebbe valorizzare i Cobas oggi molto osteggiati e perseguitati dal
padronato e non solo. I cobas sono costituiti da compagni che una volta
erano nella CGIL . La CGIL dovrebbe chiudere
la stagione dell'Unità Sindacale il cui bilancio è un disastro per i
lavoratori italiani.
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it
Cc: sinistra critica
Sent: Wednesday, October 01, 2008 10:30 AM
Subject: contratti pubblicato
http://www.ilpuntodue.it/?q=node/342
Cara CGIL,
data la struttura delle imprese italiane la riforma proposta dalla
Confindustria ed accettata da CISL UIL e UGL è una vera e propria abolizione
del contratto di lavoro accompagnata da un sostanziale peggioramento dello
status di lavoratore.Nelle aziende italiane mediamente di cinque
dipendenti la stipula di un accordo aziendale è improbabile Pertanto è
giusta la scelta di non cedere al padronato italiano questo ultimo presidio
di contrattazione collettiva.
Suggerisco di disdire gli accordi del 1993 e di chiedere il ripristino della
scala mobile e l'abrogazione della legge Biagi.
L'unità sindacale con CISL UIL e UGL è nemica dei lavoratori. La CGIL
dovrebbe valorizzare i Cobas oggi molto osteggiati e perseguitati dal
padronato e non solo. I cobas sono costituiti da compagni che una volta
erano nella CGIL . La CGIL dovrebbe chiudere
la stagione dell'Unità Sindacale il cui bilancio è un disastro per i
lavoratori italiani.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ichino@pietroichino.it
Cc: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it ; cobas@cobas.it ; cremaschi
fiomgloriosa
Sent: Sunday, October 05, 2008 1:25 PM
Subject: contratti, è possibile
Caro Professore,
leggendo il suo articolo al quale Repubblica dà la prima pagina
(*)
(quanto interesse nell'editoria italiana e nel giornalismo per la demolizione
dei diritti delle persone!!) mi sono trovato a pensarla nelle vesti di un
cacciatore, munito di specchietto per le allodole (la sua confusa proposta sul
margine operativo lordo dell'impresa) appostato davanti alla tana della lepre
che vorrebbe stanare al più presto. Mi sono definitivamente convinto della sua
mala fede e della sua azione embedded Confindustria alla quale vuole consegnare
al più presto un sostanzioso carniere.
Innanzitutto mi ha colpito il modo come si è firmato: (l'autore è deputato del
Partito Democratico). Perchè? Per accreditare la sua proposta come proposta di
"sinistra" (ma il PD non lo è) e
per fare pesare il suo essere politico sulla questione che tratta.
In secondo luogo sono colpito dalla sua mala fede. Lei avrà certamente il quadro
degli accordi aziendali stipulati in Italia. Ricordo che quando ero nel CNEL
esisteva un archivio al riguardo, spero ci sia ancora. Lei non può discettare
sulla contrattazione aziendale oggi se non tiene conto di che cosa è ed è stata
la contrattazione in questi ultimi venti anni. Vogliamo vedere quanti accordi
aziendali, quanti integrativi sono stati firmati? Inoltre, la qualità di questi
integrativi è quasi sempre riferita ad aspetti normativi dell'organizzazione del
lavoro. Gli aspetti salariali legati alla produttività non sono il dato
saliente.
Qual'è la percentuale di lavoratori interessati alla contrattazione integrativa?
Ad occhio e croce direi minima nelle aziende al disotto dei cento dipendenti.
Lei sa benissimo che oltre il novanta per cento dei lavoratori italiani non
hanno mai conosciuto la contrattazione integrativa dal momento che non hanno
alcun potere contrattuale in azienda.,
In sostanza lei ha in testa un ulteriore immiserimento dei lavoratori italiani
finora tutelati dai minimi tabellari nazionali. Diminuendo il valore di questi
lei si ritrova con il novanta per cento dei dipendenti privati italiani
scoperta di tutele: Bravo!!
Complimenti! Lo specchietto delle allodole che si è creato è molto grossolano ma
confida nella credulità spesso in mala fede di coloro che hanno interesse al
riguardo.
In quanto alla firma a rate non so se la sua astuzia è degna di quella di
Bertoldo. Insomma ha davanti agli occhi la vicenda Alitalia che le dà
indicazioni metodologiche..... Spero che la CGIL ritrovi un pò di orgoglio
patrio e di fierezza di sè e mandare a quel paese lei e l'ineffabile Veltroni
che lavora di bulino con ma Marcegaglia per ricondurre al fienile di Bonanni e
Angeletti anche Epifani.
Naturalmente non manca nel suo articolo il richiamo alla grave crisi
internazionale. E quando mai i lavoratori non debbono farsi carico anche di
questo?
Pietro Ancona
http://www.partitodemocratico.it:80/gw/producer/index.aspx?t=/documenti/indice.htm&area=30
***
-- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it ; segreteria@cgil.it ; sinistra critica ; cremaschi
fiomgloriosa ; cobas@cobas.it
Sent: Thursday, October 16, 2008 10:13 AM
Subject: Impoverimento dell'Italia nel gelido silenzio delle Confederazioni
Sindacali
I lavoratori ed i pensionati italiani si impoveriscono sempre di più ogni
giorno che passa dal momento che i loro salari e le loro pensioni sono
pietrificati mentre tutto è in movimento ascensionale: prezzi, tariffe,
servizi, tasse.
Soltanto la prof.Chiara Saraceno ed il Prof.Paolo Leon l'altra sera hanno
tentato di attirare l'attenzione di Fassino, della Polverini e degli altri
tutti al capezzale dei banchieri sulla triste condizione di milioni e
milioni di famiglie italiane a reddito bloccato.La Prof. ha proposto il
Fiscal Drag di cui i Sindacati tacciono.
E' impressionante sentire vantare Epifani di essere stato sempre contro la
scala mobile.
La via della detassazione della tredicesima e dello straordinario dettata
dalla Confindustria mira ad ulteriore impoverimento dal momento che il
welfare ne verrà colpito.
Le quattro Confederazioni Sindacali sono diventate collaborazioniste con il
padronato e complici dello sprofondamento dei lavoratori italiani nella
miseria.
Pietro Ancona
***
--- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Tuesday, October 21, 2008 9:13 PM
Subject: quel sorriso (Vittorio Foa)
Cara Dr.ssa Concita De Gregorio,
il suo articolo sull'Unità (*) su Vittorio Foa, "Quel sorriso", e la
dichiarazione di Veltroni sono quanto di più vacuo, incolore, inodore,
neutro si potesse scrivere sulla vita
di un protagonista del socialismo italiano che non fu certamente mai
comunista ma per un lungo periodo della sua storia fu sempre e soltanto
dalla parte dei lavoratori e fiero socialista.
Insomma, tutto si riduce ad un sorriso! Un vago gesto della mano per
indicare una fumosa ed aerea non so cosa e per non si capisce che.....
Che poi Vittorio Foa, alla testa della CGIl, abbia vissuto tutta la stagione
delle conquiste e dei diritti nuovi che ad uno ad uno ora vengono restituiti
con gli interessi al padronato da un partito che ha dentro di se Ichino e
Colaninno, è come se non fosse mai accaduto, cosi come non sono mai accadute
le sue critiche radicali all'opportunismo ed alla compromissione! Il
contratto dei metalmeccanici, l'abolizione delle gabbie salariali, lo
statuto dei diritti, la scuola media unica, la nazionalizzazione
dell'industria elettrica, l'apertura alla Cina etc..etcc.. tutto questo è
come se non fosse esistito...
Insomma, è come leggere della fine non dico della lotta di classe la cui
semplice evocazione scandalizza, ma della stessa storia...
Incredibile!!
Pietro Ancona
(*)
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80120
****
--- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: posta@liberazione.it
Sent: Thursday, October 23, 2008 7:15 PM
Subject: : sindacato di soli stranieri
la richiesta diffusa tra i lavoratori stranieri di un sindacato solo di immigrati certamente irrealizzabile e persino pericolosa segnala tuttavia una inadeguatezza, una carenza colpevole delle Confederazioni Sindacali da anni dedite a trattative per restituire con gli interessi al padronato quanto ottenuto durante la grande stagione di lotte sindacali della fase di grande crescita delle lotte operaie conclusasi con il fallimento delle riforme. Il potere riuscì a deludere le grandi mobilitazioni degli anni settanta e da allora è cominciato il ciclo delle espiazioni....
Dagli accordi di concertazione del 1993 alla disponibilità ribadita in tutte le sedi di sostituire ai miglioramenti salariali la detassazione della tredicesima, ai famigerati accordi sul welfare del luglio scorso il Sindacato appare sempre più egemonizzato
dalla volgarissima linea imposta da Bonanni. Basti esaminare la vicenda dell'Alitalia e l'assenza di reazione alla campagna forsennata del governo di destra di criminalizzazione ed isolamento dei lavoratori pubblici definiti "fannulloni".
I lavoratori stranieri si trovano nella condizione in cui si trovarono i lavoratori meridionali a Torino dentro la Fiat e nella città industriale: trovarono una classe operaia ed un sindacato
inerte rispetto lo sfruttamento padronale e crearono un grande subbuglio dando vita alla grande stagione di lotte dalla quale si dipartì il cosidetto "autunno caldo".
I lavoratori stranieri sono a disagio perchè i lavoratori italiani sono in stato di disagio: muoiono come le mosche e guadagnano non abbastanza per sfamare le loro famiglie. Insomma gli immigrati specchiano una realtà diventata pesantissima dal momento che la linea del sindacato è speculare a quella della Confindustria a cominciare dal problema del precariato e della legge trenta.
Se avessi voce in capitolo suggerirei ai lavoratori stranieri di costituirsi in associazione e con questa stimolare i sindacati di appartenza a fare quanto è giusto che facciano senza caricarsi sulle spalle i problemi della finanza mondiale e dei banchieri da salvare.....
Suggerirei anche di aderire ai Cobas che sono i soli sindacati che rispondono soltanto ai lavoratori.
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Monday, October 27, 2008 1:05 PM
Subject: lettera ad Epifani dopo Report
Caro Epifani,
la trasmissione di Report dedicata al sindacato, pur toccando soltanto una
piccola parte della questione, ha messo in luce una situazione diventata
insostenibile
La CGIL deve fare la sua parte di autoriforme a cominciare dalla proposta di
scioglimento degli enti bilaterali ed in primis le Casse Edili, organismi
del tutto inutili inventati per gestire una parte del salario che andrebbe
messa in busta paga e nella immediata disponibilità dei lavoratori.
Gli enti bilaterali stanno diventando troppo importanti rispetto gli
istituti contrattuali riguardanti i lavoratori. Generano il sospetto di
interessi convergenti con gli imprenditori che diventano a volte prevalenti.
Fino a creare un vero e proprio conflitto di interessi
sindacato-lavoratori!!
Bisognerebbe regolare meglio il dibattito interno a cominciare dai
referendum che debbano svolgersi in condizioni di normalità democratica
dalle quali è stato assai lontano il referendum sugli accordi di welfare del
luglio 2007.
La CGIL dovrebbe rinunziare unilateralmente a tutti i distacchi sindacali
della pubblica amministrazione.Persone che stanno in distacco per diecine e
diecine di anni dai loro uffici diventano financo inutili e dannose a se
stesse e al Sindacato.
La CGIL dovrebbe denunziare gli accordi di concertazione del 1993 e
ritirarsi dalla trattativa per la riforma del contratto di lavoro.Dovrebbe
appoggiare la proposta del salario minimo garantito e chiedere la
reintroduzione della scala mobile (se il nome è tabù chiamatela
diversamente) dal momento che è inaccettabile il congelamento dei salari
mentre la tendenza confindustriale è verso la quadriennalizzazione di fatto
della durata dei contratti.
Credo che sia giunto il momento di una svolta radicale che dovrebbe prendere
le distanze da CISL e UIL oramai irrecuperabili ad un sindacalismo
eticamente responsabile verso i lavoratori. Se la CGIL recupera una sua
diversità agisce per il cambiamento anche dentro la CISL e l'UIL si
potrebbero attivare forze rinnovatrici.
La sfiducia dei lavoratori per il Sindacato come istituzione preposta alla
loro difesa e che invece viene vissuto come una palla di piombo che li
immobilizza e li danneggia è diventato davvero grande.
Bisognerebbe infine mettere allo studio il problema di una riforma della
condizione del sindacalista funzionario. Certo l'attuale situazione di una
burocrazia che è nello stesso tempo classe dirigente eletta dai Congressi
dovrebbe essere rivista.
Pietro Ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: posta@liberazione.it
Sent: Tuesday, November 04, 2008 11:08 AM
Subject: spostamento a sinistra della CGIL?
Cara Liberazione,
magari la convergenza CGIL-Fiom sulla mobilitazione dei metalmeccanici fosse
davvero il segno di uno spostamento a sinistra della Confederazione! I
segnali che arrivano dalla vicenda Alitalia sono di segno del tutto opposto.
La CGIL, dopo essersi impegnata a non firmare alcun accordo riguardante i
piloti e gli assistenti di volo, ha sottoscritto assieme a Cisl UIl e UgL un
dickat dettato da Colaninno e dal Governo che definire indecente è davvero
assai poco! Perchè lo ha fatto? Forse è vittima dei legami tra Colannino ed
il PD di Veltroni e d'Alema? Come si può mettere l'onorata firma della CGIL
a contratti capestro
che negano il diritto di lavorare se si ha a casa un bambino handicappato?
Questa firma è disonorevole per la Confederazione che da sempre è stata
sinonimo di sindacato indipendente dal padronato.
In quanto ai metalmeccanici credo che sarebbe opportuna una vera autocritica
che analizzi le cause dell'impoverimento dei lavoratori. C'è una
responsabilità sindacale enorme nello avere per quasi due decenni chiesto
spiccioli e sviluppare un costoso volume di lotte quasi per niente!
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Tuesday, November 04, 2008 3:57 PM
Subject: Lo sciopero dei metalmeccanici del 12. Tanto rumore per nulla!!!!
Lo sciopero generale dei metalmeccanici del 12 dicembre prossimo sarà un
evento formidabile anche se la sua piattaforma, limata dal compromesso
raggiunto con la CGIL,
ne avrà disinnescato la carica di controffensiva rispetto un padronato
sempre più arrogante, oramai del tutto insofferente financo al
riconoscimento dei lavoratori come entità sociale con la quale bisogna
contrattare e convivere. Al dilà delle generali rivendicazioni generiche
rivolte ad un cambiamento della politica economica generale del governo la
richiesta di integrare i salari oramai di fame viene affidata quasi
esclusivamente alla detassazione della tredicesima mensilità. Una mancia
che, se concessa perchè voluta fortemente anche da Confcommercio e dalla
stessa Confindustria, servirà a pagare le bollette in scadenza a fine anno
senza riconoscere ai lavoratori il diritto al recupero senza richiedere
l'unica cosa indispensabile in tempo di crisi: l'indicizzazione dei salari.
Ma la parola "scala mobile" è diventata tabu' anche per i metalmeccanici
mentre
non si appronta alcun strumento di vera lotta al precariato e cioè il
Salario Minimo Garantito
(esistono metalmeccanici, l'abbiamo visto alla Navalmeccanica di Genova,
pagati tre euro e mezzo l'ora). Le richiesta di lotta al precariato si
limitano ad una generica richiesta di miglioramento delle normative
esistenti ed escludono di chiedere con chiarezza l'abrogazione della legge
trenta e degli accordi di welfare del luglio 2007 che ne hanno ribadito
l'esistenza. Non una parola viene detta sulle gravi manipolazioni dei
diritti dei lavoratori apportate dalla legge 133/2008 nel silenzio generale.
Insomma, i metalmeccanici parteciperanno ai cortei ed alle manifestazioni
del 12 dicembre con l'animus di chi vuole rompere la gabbia di ferro dentro
cui sono stati chiusi dal padronato e dal governo di destra. Il gruppo
dirigente dei metalmeccanici e della stessa CGIL con obiettivi limitati,
quasi insignificanti.
All'indomani dello sciopero non succederà assolutamente niente. Forse il
governo, pressato anche da una parte dei suoi, darà una piccola mancia
natalizia!
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Thursday, November 06, 2008 10:17 AM
Subject: lo sciopero generale
Cara Unità
se lo sciopero generale indetto dalla CGIL non si porrà obiettivi precisi di
mobilitazione rischia di essere una manifestazione a vuoto, priva di
artiglio.
Chiederà lo sciopero un aumento generalizzato di tutti i salari inferiori a
1500 euro?
Chiederà lo sciopero la indicizzazione dei salari e delle pensioni? Romperà
il tabù della impronunciabilità delle parole "scala mobile"?
Chiederà l'abolizione della legge Biagi? Si pronuncerà contro tutti i
peggioramenti a danno dei diritti dei lavoratori introdotti dalla legge 133?
Chiederà la fine delle privatizzazioni che aumentano i costi delle famiglie
ed incrementano un management miliardario nutrito dalle bollette?Chiederà il
riavvio delle nazionalizzazioni a cominciare dall'Alitalia?
Io spero molto ma non so davvero se non ci limiteremo a chiedere la
detassazione delle tredicesime voluta dalla Confcommercio.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Sent: Wednesday, November 12, 2008 11:19 AM
Subject: : ancora contro la detassazione
Certamente la crisi c'è e viene come sappiamo dalla mancanza di regole
del liberismo e della globalizzazione. Le "regole" sono sempre state
considerate il fumo negli occhi dai fautori della libertà del mercato e
dell'individualismo. La verità è che il mercato non esiste quando si giunge
alla fase oligopolistica e monopolistica. Possiamo parlare di mercato dei
prodotti farmaceutici o delle auto? Ricordate quante piccole e medie
fabbriche come la Lancia e la gloriosa Alfa Romeo sono state divorate dalla
Fiat?.
Ma la crisi viene usata per terrorizzare l'opinione pubblica, giustificare
la decrescenza delle retribuzioni sotto il livello previsto dalla
Costituzione, tenere in scacco quanti vorrebbero fare qualcosa per
migliorare la loro condizione di vita. Ieri alla Camera il Ministro Tremonti
parlava di "intensificazione" della crisi!! In sostanza c'è una
irresponsabile amplificazione di una situazione difficile per giustificare
un regime di generale depressione delle retribuzioni e le controriforme del
welfare.
Vorrei ancora una volta dichiarare la mia contrarietà alla detassazione
prima degli straordinari, ora della tredicesima (se sarà fatta) e domani
chissà....
Sono contrario perchè la detassazione non affronta il problema di una
riforma dell'Irpef ed anzi la rinvia sine die. Non c'è dubbio che va
amplificata la parte esente dei salari e delle pensioni e vanno abolite l'irpef
regionale e comunale. Queste tendono a pesare sempre di più sui redditi.
Bisognerebbe inoltre rivedere il sistema di tassazione delle rendite
finanziarie e dei patrimoni naturalmente a partire da certi livelli. Ma
questo non viene fatto ed anzi si tende ad appesantire il carico fiscale sui
più deboli.
La detassazione non a caso è chiesta dalla Confindustria e dalla
Confcommercio cioè dalle organizzazioni imprenditoriali. E' una alternativa
agli adeguamenti salariali dovuti e non realizzati dalle imprese. E' una
mancia una tantum. E' un modo per dire: non dovete aspettarvi niente da
noi! La detassazione uccide lo Stato dal momento che lo priva delle risorse
necessarie alla sua sopravvivenza. Si calcola che per detassare la
tredicesima ci vogliono nove miliardi di euro. Quale sarà l'effetto di una
cosi drastica riduzione delle entrate dello Stato? Quanti servizi si
dovranno tagliare ai cittadini oltre quelli già in programma per la scuola e
per la sanità? Si debbono abolire del tutto le pensioni ridotte oramai a
meno del quaranta per cento delle retribuzioni?
Dal 1993, anno del primo grande accordo di concertazione ad oggi, c'è stato
un trasferimento di ricchezze dal lavoro dipendente ai redditi
imprenditoriali e professionali di oltre dieci punti di Pil. Insomma c'è
stato un impoverimento di venti milioni di lavoratori a vantaggio delle
altre categorie sociali!! Questo impoverimento è stato dovuto alla mancata
indicizzazione delle retribuzioni ed ai miglioramenti salariali calcolati
sulla cosiddetta "inflazione programmata", cioè a molto meno dell'aumento
del costo della vita! Quindi nel campo dei profitti ci sono risorse
sufficienti per finanziare miglioramenti salariali!
Detassare il salario vuol dire ridurre la sua funzione sociale ed
infliggere al welfare un danno incalcolabile a lunga scadenza. Non tanto
lunga perchè il conto verrebbe presentato al più presto dal Tremonti di
turno...
Pietro Ancona
ps: che la crisi riguardi soltanto le persone che sono state impoverite dal
liberismo al potere si può vederlo osservando il florido consumo di generi
di grande lusso come i panfili, le ferrari, le lamborghini ed i ristoranti
ed albergo a 7 stelle.....
Anche la crisi viene alimentata e governata soltanto contro chi vive di
lavoro...
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Provvidenziale l'incontro "segreto" di Palazzo Grazioli. Il governo vi ha perso legittimità e Cisl ed Uil si sono rivelati quelli che sono. La Cisl indegna erede di Pierre Carniti e Pastore, l'Uil il sindacato giallo che è sempre stato. Ieri hanno liberato i lavoratori italiani dal pesantissimo giogo dell'unità sindacale in funzione del governo e degli interessi degli squali e squaletti della Confindustria italiana. Sbaglierebbe la CGIL a continuare a produrre atti contraddittori come quello della firma dell'indecente accordo dell'Alitalia. Si può creare una vera unità sindacale con i sindacati di base, i cobas, quanti si sono allontanati in questi anni a causa della lontananza del Sindacato dai loro sentimenti.
Pietro Ancona
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Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, November 15, 2008 10:10 AM
Subject: Capitalismo e crisi nell'incontro dei venti.
Riflessione sul G20
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Il Presidente degli Usa, grande custode dell'ideologia, è preoccupato
che la crisi mondiale provocata dai ladroni finanzieri suoi connazionali
possa mettere in discussione il capitalismo e raccomanda a tutti di
continuare a sostenerne le glorie e sopratutto di adorarlo senza
mettergli "lacci e lacciuoli", senza regole, dal momento che le regole
limiterebbero l'audacia degli avventurosi novelli capitani di ventura i
managers alla guida di società che divorano poco prima di rovinarle e di
distrugerne i fondi pensioni riducendo le azioni dei malcapitati a carta
straccia.
Fosse per Bush lo Stato deve servire per mettere le risorse della
collettività al servizio dei banditi che hanno fatto sparire trilioni di
dollari e basta. Se un bambino muore a causa di un ascesso provocato da
una carie che la famiglia non può curare non importa dal momento che la
luce splendente e radiosa del "sistema" brilla sui popoli liberi e ne
assicura le sorti progressive. Magari con l'aiuto di qualche opportuna
guerra di sterminio dei poveracci che vengono bombardati perchè non
collaborano abbastanza per la cattura dei "terroristi".
Tremonti che si picca di essere grande pensatore e grande ministro si è
spinto su questa strada della preservazione della purezza del
capitalismo nella sua versione liberista fino al punto di proclamare
che la eventuale presenza di soldi dello Stato nelle banche non ne
rivendicherà il possesso o la presenza nei consigli di amministrazione.
Niente deve turbare la libera intrapresa di quanti hanno portato il
mondo sull'orlo della rovina e provocato una recessione di cui ogni
giorno ce ne descrivono i caratteri lugubri e devastanti.
La crisi è in fase di intensificazione. Con questa dichiarazione solenne
resa al Parlamento il Ministro dell'Economia ritiene di coprire gli otto
miliardi di tagli al sistema scolastico, i tagli alla sanità ed al
sistema pensionistico magari per regalare cinque o sei miliardi di euro
alla cordata degli "amici" capeggiata da Colaninno. Nello stesso tempo
il Ministro Sacconi aiuta la criminalizzazione dei sindacati che non si
piegano alle pretese della Confindustria di una totale libertà nel
rapporto coi lavoratori che soltanto da sempre minori tutele possono
avere la speranza di continuare a guadagnare un tozzo di pane. Si,
proprio cosi, tozzo di pane perchè altrimenti non si può definire il
salario erogato dalle aziende italiane, uno dei più miseri del mondo.
Il sistema massmediatico di tutto l'occidente si guarda bene
dall'individuare le cause ed i responsabili della "crisi" cioè del
Grande Furto. In atto è impegnato in una intensa campagna di terrore per
convincere l'opione pubblica che non accettando le ricette proposte
dalla Gelmini e da Tremonti abbiamo dietro l'angolo la crisi del 29 e il
nostro degrado a okies come le famiglie che si muovevano negli States
alla ricerca di lavoro e venivano accolti a fucilate quando i loro
accampamenti non venivano bruciati come ama fare Borghezio in Italia con
i poveri che cercano riparo sotto i ponti.
C'è un silenzio enorme sulle responsabilità della crisi e le batterie
massmediatiche sono rivolte alla divulgazione ed al radicamento di due
idee: c'è la recessione ed il capitalismo va conservato e difeso.
Ma è proprio vero che il capitalismo non c'entra con la crisi in atto?
Quante automobili si debbono costruire e mettere in circolazione per
evitare la crisi della General Motors? Con buona pace di Bush il
capitalismo non è più in grado di assicurare stabilità e prosperità ed è
giunto il momento di sostiturlo con un sistema diverso, magari
socialista. Ma dove è il socialismo? Chi lo rappresenta? Come è che i
socialisti francesi proprio in questo frangente si accingono a
veltronizzarsi eleggendo a loro leader Segolene Rojal.... Ma questo è
un altro discorso..
Pietro
Ancona
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From:
pietroancona@tin.it
To: primapagina@rai.it
Sent: Thursday, November 20, 2008 9:38 AM
Subject: Gli scopi nefandi della campagna contro i fannulloni
Caro Professore Deaglio,
lei è persona seria e qualificata. La sua opinione conta. Per questo la
invito a fare una riflessione sulla colonna infame che è stata eretta
dalla destra ai danni di varie categorie di cittadini di volta in
volta convocati ed esposti al ludibrio pubblico: ha cominciato Monti con
i pensionati che toglierebbero il pane di bocca ai giovani, ora
prosegue Brunetta, (fruitore di enormi prebende come Ministro e
deputato),
con gli statali, la Gelmini con i professori, Scaiola ed altri con i
piloti. Ora c'è un tentativo di criminalizzare i medici di famiglia con
il falso scandalo dei morti assistiti in Sicilia.
Spero che lei vorrà riflettere sulla odiosa strumentalità di questa
campagna che naturalmente ignora le responsabilità della classe
dirigente e dell'imprenditoria italiana che ha managers tra i più
pagati del mondo. L'obiettivo è la privatizzazione.Ma dovunque si è
privatizzato i costi si sono moltiplicati per i contribuenti a
cominciare dai servizi locali.
Tutto il clamore sul fannulloni e sulle assenze serve soltanto a
sgombrare la pubblica amministrazione dei suoi dipendenti per
sostituirli da personale esterno fornito da cooperative controllate dai
politici a da imprenditori che trovano nella pubblica amministrazione il
nuovo business. Personale sottopagato e privo di diritti.
Già molti infermieri negli ospedali , molti bidelli nelle scuole
sostituiscono personale una volta assunto per concorso. E' un modo per
fare soldi, fare spendere il doppio alla pubblica amministrazione (vedi
costi delle esternalizzazioni dei servizi) e privatizzare brutalmente
l'avviamento al lavoro. Aggiungo che il personale esterno viene
fatturato quasi sempre in modo diverso da come viene retribuito ( circa
il trenta per cento in meno per qualifica)
Aggiunga i consulenti costosissimi che servono ai piani alti.
Si sta facendo dell'Italia un inferno per i lavoratori sfruttati e
ridotti senza diritti da una vorace classe di speculatori all'assalto
della pubblica amministrazione.
Cari saluti.
Pietro Ancona
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Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Sunday, December 07, 2008 3:47 PM
Subject: Fw: note dopo il dibattito nel salotto di Ballarò
note dopo il dibattito a Ballarò
Dare poteri agli addetti alla sicurezza, abolire la legge Sacconi-Maroni
nr.30
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Ballarò ha assunto la lodevole iniziativa di dedicare una puntata
straordinaria alle morti sul lavoro in occasione del primo anniversario
della strage della ThissenKrupp. Titolo poetico della trasmissione: La
luna spalancata e tanto, tanto, ma proprio tanto cordoglio da parte di
tutti per le vite bruciate nel rogo del ferro liquido incandescente
della maledetta fabbrica. Mi ha colpito una critica rivolta, stamane a
Prima Pagina, da un lavoratore padovano alle cose dette ieri sera a
Ballarò da Guglielmo Epifani.Gli infortuni vengono dalla gestione di
massimizzazione del rendimento dell'impresa che non trovano correttivi
nella buona volontà di questo o quel singolo industriale. Una diffusa
cultura della sicurezza, invocata da Epifani, non è compatibile che gli
attuali assetti dei rapporti di produzione segnati dal precariato, dai
bassi salari che spingono verso il lavoro straordinario, dal lavoro
nero, dal terrore di essere licenziati e cadere nell'inferno di un
mercato di lavoro immobile che non offre occasioni ed alternative.
La Cgil avrebbe dovuto avanzare due proposte per combattere radicalmente
gli infortuni sempre più frequenti. Non basta essere preoccupati delle
modifiche promesse da Sacconi agli industriali e condivise dalla Cisl
sulla recente normativa di alleggerimento delle sanzioni.
La prima proposta riguarda i poteri degli addetti alla sicurezza che
vanno notevolmente rafforzati attraverso una norma di legge che
chiarisca meglio quanto previsto dagli accordi interconfederali in
materia e faccia dell'addetto un vero sensore, terminale
dell'Ispettorato del lavoro e dell'Asl.La seconda prevede l'abrogazione
della legge Sacconi-Maroni nr.30 e successive dal momento che la
precarizzazione del rapporto è causa di stress, di eccessivo turnover,
di incompetenza professionale.La precarizzazione non nasce da esigenze
obiettive del ciclo economico delle aziende quando da scelte politiche
del padronato per ricattare la manodopera. Circa un milione di contratti
a progetto inventati e fotocopiati segnalano questa strumentalità della
precarizzazione. In effetti il lavoro precario tende a sostituirsi al
lavoro a tempo indeterminato e questo è un vero è proprio shock per la
sicurezza. La stabilità è la prima condizione per la sicurezza. La Torre
Eiffel fu costruita in due anni da trecento carpentieri che lavorarono
in condizioni estreme fino a 324 metri d'altezza. Nessuno di loro si
fece male e non ci fu un solo infortunio mortale. Se si costruisse oggi
una Torre Eiffel avremmo una ecatombe di morti. Questo deve fare
riflettere intensamente
tutti coloro che si accostano alla questione delle morti "bianche", ma
che bianche non sono ed hanno almeno il colore terribile del sangue.
A Ballarò è mancata la riflessione più importante in mezzo a tanta
commozione vera o televisiva. Ad un anno dalla strage della ThissenKrupp
gli infortuni non sono affatti diminuiti. Non è successo niente. Il
decreto legge approvato non ha cambiato niente. Dobbiamo continuare ad
aspettarci una media di tre morti al giorno e di diecine e diecine di
infortuni. Questo vuol dire una sola cosa: tra la realtà e la sua
rappresentazione c'è un abisso. Una cosa è la rappresentazione di una
Nazione che dal Presidente della Repubblica a tutti i massmedia depreca
le morti e gli infortuni, una cosa è la realtà che cammina per la sua
strada piena di cadaveri.
http://www.torreeiffel.org/
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ilpuntodue
Sent: Sunday, December 07, 2008 7:18 PM
Subject: Ancora sullo sciopero della Cgil del 12 dicembre
Ho scritto che lo sciopero del 12 dicembre è una cannonata a salve
sparata dalla CGIL dentro lo scenario di una Italia prenatalizia coi
negozi di lusso affollatissimi da signori e signore che, intervistate
dalla TV, si dichiarano dedite al lusso"sfrenato" e tristi e
tristanzuoli negozi e negozietti di quartieri vuoti che non hanno
avuto neppure la voglia ed i soldi per una luminaria da aggiungere alle
scarse luci esistenti.
Le proposte (1) della Cgil sulla crisi affrontano problemi oggi
acutissimi del lavoro, del salario, delle pensioni e dei diritti.
Le soluzioni concrete che il documento avanza su queste quattro cruciali
questioni non cambiano di una virgola la situazione esistente dal
momento che la CGIL non si discosta dal quadro dominante dei rapporti
attuali e si limita a piccoli aggiustamenti ed aggiunte che nulla
innovano nella condizione dei lavoratori.
Intanto il documento sulla crisi sembra scritto in un laboratorio assai
lontano dalla viva realtà della condizione del lavoro e delle masse. Le
proposte che vi sono fatte sono assai sensibili agli interessi anche
strategici delle aziende e delle banche. Non c'è neppure l'eco delle
richieste che vengono dalle fabbriche. Per gli investimenti la sua prima
preoccupazione è quella di garantire le Banche attraverso il Tesoro e
tutta la parte dedicata alla macroeconomia non ha nulla di diverso dalle
cose che si leggono sui giornali della Confindustria. E' stupefacente
l'esclusione della CGIL dal salotto di Berlusconi. Il Governo e la
Confindustria potrebbero sottoscrivere per intero un documento che è
rafforzativo della linea di rigore liberistico delle politiche
confindustriali e di quelle governative. Perchè hanno escluso la CGIL?
E' vero che non ha firmato i contratti degli statali e del commercio per
l'evidente pressione che qualcuno definirebbe massimalistica delle
categorie, ma ha firmato gli accordi Alitalia che costituiscono una
sorta di Caporetto dei Diritti Sindacali e non mette in discussione la
legge Maroni-Sacconi nr.30 che è fondamentale nella lotta di classe che
la destra ha aperto contro i lavoratori italiani per ridurli a poveracci
da contentare con la socialcard. Non ha alzato un dito, la Cgil, contro
la 133 che ha tritato e ridotto in polvere parte essenziale del diritto
del lavoro senza neppure l'incomodo di un finto negoziato.
Quasi dimenticavo di scrivere una cosa che mi ha colpito dell'incipit
del documento: la dichiarazione che la crisi economica che si è
abbattuta sul mondo è peggiore di quella del 1929. Ora, nessuno di noi è
in grado di stabilire che cosa è la crisi che si è dipartita dalla
immensa truffaldina bolla finanziaria americana. Ma non si può neppure
escludere una
enfatizzazione, un uso della crisi come shock economy, un mezzo per
accaparrarsi delle risorse dello Stato per salvare banche e industrie,
un mezzo per abbassare i salari dei metalmeccanici della General Motors
con la complicità di sindacati che non sono controllati dai lavoratori
da almeno cinquanta anni. Una occasione di riciclaggio del capitalismo
giustificata dal terrorismo economico e sociale.
Per quanto riguarda il sostegno del reddito, la proposta della CGIL non
va oltre la richiesta di modesti benefici fiscali. E' come se fosse una
bestemmia chiedere la reintroduzione della scala mobile ed un aumento
generalizzato degli stipendi e dei salari di almeno il dieci per cento
alle aziende; semmai per queste si invocano contributi se, bontà loro,
si impegnano ad investire nel Sud o a stipulare contratti di lavoro a
tempo indeterminato.
Non starò a tediarvi con la chiosa dei vari punti del documento. Vi
rinvio ad esso. Non c'è niente che possa arrecare un sollievo duraturo
alla condizione del lavoro. Non c'è niente che possa recuperare una
condizione diversa e più accettabile.
Se tutte le condizioni della piattaforma fossero accettate non
cambierebbe niente del vuoto di prospettiva e di speranze che si stende
davanti a chi dipende da una classe di
imprenditori che ha conquistato tutto il potere, non intende accettare
alcun limite, vuole portare alle estreme conseguenze la cancellazione
dei diritti di venti milioni di lavoratori dopo avere cancellato quelli
dei pensionati che a non avranno più di che vivere appena entreranno a
regime le "riforme" prodi-berlusconi.
Il problema delle privatizzazioni non viene affrontato. Eppure è il
cavallo di troia per lo smantellamento dei lavoratori da tutto il
comparto pubblico e, nella gestione dei servizi locali, è fonte di
appesantimento delle bollette che le famiglie sono costrette a pagare.
La logica è che qualcuno deve guadagnarci per la fornitura di manod'opera
agli ospedali,
alle scuole, agli uffici e per la gestione di servizi di utilità
pubblica fondamentale come quelli dell'acqua, dell'energia e dell'igiene
ambientale.
Penso che, sebbene le cose stiano per come le ho descritte e cioè che
la piattaforma rivendicativa dello sciopero non corrisponde ai bisogni
del nostro popolo, abbiamo il dovere di fare in modo che lo sciopero e
la manifestazioni abbiano pieno successo e si sviluppino attorno a
richieste chiare avanzate nei cortei e tra le categorie per migliori
salari, fine del precariato, scala mobile, lotta alle privatizzazioni,
recupero dei diritti cancellati dall'accordo sul welfare, dalla legge
133.
L'insuccesso o peggio il fallimento dello sciopero sarebbe usato dalla
destra al potere per infliggere ancora piu' pesanti umiliazioni ai
lavoratori, accelererebbe il processo di trasformazione dei sindacati in
enti parastatali del regime oligarchico italiano. Non sarebbe soltanto
il gruppo dirigente della CGIL ad uscirne sconfitto ma i lavoratori
tutti.
Pietro Ancona
(1)
http://www.cgil.it/nuovoportale/Banner/SCIOPERO121208/PianoAnticrisi.pdf
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Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: Vincenzo Sena
Sent: Friday, December 12, 2008 8:19 PM
Subject: considerazioni sulle manifestazioni di oggi.
Considerazioni sulle manifestazioni di oggi.
Lo sciopero di oggi, proclamato dalla sola CGIL e massicciamente
partecipato dal sindacalismo di base (discriminato dai massmedia che lo
hanno ignorato anche quando il suo apporto era significativo,
addirittura eclatante nei cortei), è stato indubbiamente un successo. Vi
hanno partecipato anche moltissimi studenti, ragazzi dei centri-sociali,
la galassia delle associazioni e dei partiti della sinistra a cominciare
da Rifondazione. Ho partecipato al corteo di Palermo da piazza Croci
luogo storico di raduno dei metalmeccanici. Vi erano i lavoratori dei
cantieri navali ma anche una numerosa presenza dei cobas specialmente
della scuola e dei servizi. Insomma la presenza del sindacalismo
autonomo era davvero importante e si notava anche per le parole d'ordine
dei cartelli molto nette: più salario, più lavoro, no al
precariato....Tra i partecipanti ho notato un gruppo di ragazzi e
ragazze che distribuivano un giornaletto dal titolo assai evocativo e
romantico"La Comune"e la scritta "giornale rivoluzionario,socialista e
libertario".La presenza di questo gruppo e di altri gruppi di giovani mi
ha aperto il cuore alla speranza. Ho pensato che il socialismo ritrova
sempre un punto per rigermogliare, per ripartire. Il socialismo ha
sempre tanto da dare e tanto da dire alle nuove generazioni. Coloro che
lo hanno abiurato per convertirsi al liberismo, all'individualismo,alla
strana teoria che l'egoismo del singolo si traduce in un bene sociale,
oggi sono in crisi per il crollo delle cattedrali mondiali della finanza
e dell'industria, crollo dovuto all'esaurimento di un modello mostruoso
(produrre per consumare e viceversa) ma anche a una intollerabile
carenza morale degna di galera.
Penso che la CGIL debba fare una riflessione sulla forza dei Cobas.
Auspico che stabilisca rapporti sempre più intensi e non soltanto nel
movimento ma anche nella definizione delle strategie. E' innaturale che
Epifani frequenti la Polverini espressione di un sindacato non solo di
destra ma del tutto allineato con il Governo e la Confindustria. Nei
cortei di oggi i lavoratori cobas e cgil si sono mescolati insieme.
Erano la stessa cosa. Hanno chiesto e chiedono una profonda svolta nei
rapporti produttivi oggi dominati dalla tensione, dalle minacce
padronali, dallo sfruttamento sempre più sfacciato che produce
infortuni e disagio. La vita nei posti di lavoro è diventata un inferno
per i lavoratori preda di
un padronato che ogni giorno che passa si sente sempre più forte ed
onnipotente.
La CGIL insiste per avere un riconoscimento del governo, per essere
ammessa alla cabina di regia della crisi che si annunzia spaventosa. Non
condivido molto le apocalittiche previsioni che Epifani ripete in questi
giorni sull'economia italiana. Non c'è dubbio che la crisi c'è, ma c'è
anche un uso strumentale di essa che potrebbe preludere ad una
deresponsabilizzazione del capitale dai suoi obblighi sociali. Chiudere
le aziende e darsi ad altre attività magari finanziarie. Ignorare la
Costituzione che parla di funzione sociale della azienda. Per questo
sarebbe opportuno proporre una forte penalizzazione per tutte le
trasformazioni delle attività industriali in attività finanziarie o
altro. Se ad un gruppo conviene dismettere gli stabilimenti,
ristrutturare le aree per farne immobili da abitare o altro, ebbene
questo non dovrebbe essere agevolato anzi dovrebbe essere ostacolato,
mentre si dovrebbero premiare gli investimenti produttivi.
Se il capitale politico che i lavoratori italiani hanno messo in mano
alla CGIL sarà ben usato darà risultati buoni anche se non immediati.
Non credo che una ricucitura con Cisl Uil un ritorno al tavolo delle
trattative potranno portare niente di buono. I giochi sono in gran parte
fatti e ciò che la Confindustria ed il Governo non ottengono al tavolo
del negoziato se lo prendono in Parlamento dove hanno una agguerrita e
competente squadra di esperti che demoliscono giorno dopo giorno, norma
dopo norma, il diritto del lavoro. Basti vedere la 133 e varie altre
norme revocatorie per i lavoratori inseriti qui e li anche in testi
legislativi i più diversi magari con la complicità di parlamentari del
PD.
Lo sciopero ha espresso contenuti nettamente migliori di quelli
proposti dalla CGIL col documento sulla crisi. Lo sciopero ha mostrato
una unità sostanziale di volontà tra lavoratori cgil e lavoratori cobas
e delle rappresentanze di base.
Ma il ritorno della CGIL al tavolo del negoziato sarà una caporetto.
Il Governo Berlusconi e gli altri inveleniti dall'enorme successo delle
manifestazioni di oggi, costringeranno la CGIL ad accettare una
insignificante "riduzione del danno" del genere di quella Alitalia. Cioè
Canossa, una resa incondizionata.
Per questo sconsiglio la CGIL a spendere sul tavolo del negoziato il
capitale di oggi e di
insistere nella deistituzionalizzazione della sua opera, nel recupero di
autonomia, soffrire insieme ai lavoratori piuttosto che accollarsi
assieme a CISL, UIL e UGL, il ruolo di guardiani del regime e di
organismi subalterni alla confindustria.
Meglio nessuna trattativa e tornare alle rivendicazioni davvero
necessarie: aumento dei salari senza detassazione, indicizzazione dei
salari, abrogazione legge Biagi, abolizione delle due ultime riforme
delle pensioni, no alle privatizzazioni.
Pietro Ancona
PS: mentre la gente sfilava per le vie di Palermo, in una riunione
veniva varata la fase operativa della privatizzazione dell'acqua.
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Wednesday, December 24, 2008 6:47 PM
Subject: la settimana corta ed il contratto unico
Contrariamente a quanto ritiene Cremaschi la proposta della settimana
corta fatta dal Ministro Sacconi e subito accolta con visibile
sorridente apertura da Epifani non è "chiacchiericcio mediatico" ma un
nuovo attacco a quanto resta dei diritti dei lavoratori dopo gli accordi
del luglio 2007 e la legge 133. Semmai c'è da dire che tutta la destra
non è d'accordo. Brunetta l'ha apertamente bocciata dichiarando che non
si applicherà al pubblico impiego e ci sono silenzi significativi. Letta
del PD con qualche se e qualche ma (come dei resto ha fatto Epifani) si
è dichiarato favorevole. Altri nella destra stanno valutando fino a che
punto debbono tirare la corda in un Paese che ha i lavoratori più
affamati d'Europa.
A mio parere la proposta, nel disegno dei suoi sostenitori (mi
riferisco al gruppo che lavora in profondità al Ministero, alla
Confindustria, in Parlamento, nella Cisl e anche negli altri sindacati e
nel PD per "semplificare sino alla somma zero" i diritti dei lavoratori,
vorrebbe essere una sorta di grimaldello per la precarizzazione del
lavoro a tempo indeterminato. Che bisogno c'era di proporre la settimana
corta alla tedesca quando abbiamo la cassa integrazione? Non c'è alcun
bisogno. La messa in cassa integrazione di gruppi di lavoratori non
modifica il loro stato contrattuale. Finita la cassa integrazione
tornano al lavoro. Ma la proposta di Sacconi parla di una cosa diversa,
di una trattativa tra le parti per cui, riconosciuto uno stato di
necessità ( ricordatevi sempre c he l'Italia riconosce la necessità di
oltre un milione di progetti lavorativi!!!!!) si stabilisce un regime di
turnazione, di alternanza
che potrebbe essere usato per tutto il tempo che l'azienda riterrà
necessario.
L'ossessione del tempo indeterminato che non fa dormire la notte Ichino,
i solerti studiosi della Voce, tanti valorosi accademici e collaboratori
di Sacconi e della Confindustria in qualche modo viene
esercizzata. Avremo milioni di lavoratori a settimana corta che si
alterneranno nel sottosuolo di salari sempre più inconsistenti e per
giunta in parte corrisposti dallo Stato?
L'altro grimaldello è quello inventato da Ichino(con Boeri?) Trattasi
del contratto unico a tempo indeterminato per tutti. Che bello, che
Bello, che bello!!!!!Finalmente si sono resi conto di quanta infelicità
hanno creato la legge Biagi e le successive!!! Ma pensate che hanno
davvero il cuore così tenero anche se siamo in climna natalizio?? Non è
cosi, purtroppo dal momento che il contratto a tempo indeterminato per
tutti (comune in Italia fino al pacchetto Treu)è come lo scorpione che
nasconde un artiglio velenoso: abolizione dell'art.18!!!
Insomma bisogna ammettere che gli economisti engagè, gli accademici,
i grandi azzeratori del giuslavorismo sono dabbero creativi!! Caspita
che fantasia, che inventiva!!!
E pensare che Epifani, dopo dieci giorni dal famoso sciopero generale,
ha in mano un mucchietto di mosche e la polpetta avvelenata che gli ha
mandato Sacconi ( e non è detto che i suoi amici del PD non sono pronti
a mandarne anche loro....)
Pietro Ancona
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Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: loriana cavaleri laboratorio zeta
Sent: Monday, December 29, 2008 10:34 AM
Subject: Il Papa ed il precariato
Il Papa, i Sindacati, il lavoro precario
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L'Italia ha tre Confederazioni Sindacali tra le più potenti
d'Europa.
Ma alla forza di queste organizzazioni che tesserano più di dieci
milioni di lavoratori corrisponde una condizione di precarietà, di
miseria, di infelicità, di progressiva perdita dei diritti dei
lavoratori associati o non.
Soltanto i Sindacati di base difendono davvero i lavoratori ma ne
pagano le spese con discriminazioni, isolamento, licenziamento dei loro
uomini più combattivi ( insomma quello che accadeva alla CGIL negli anni
cinquanta e sessanta). Questi sindacati di base non sono riconosciuti
dalle tre grandi Confederazioni che profeririscono l'UGL della
Polverini, il sindacato di matrice fascista ed hanno con questa
frequentazioni intense.
Il Papa, certamente informato dai sensori numerosi della Chiesa nella
società civile, capisce che l'Italia non ha futuro con il lavoro
precario, che il bene dell'economia non può essere realizzato a scapito
della infelicità e della miseria dei lavoratori e chiede la fine del
precariato. Ha colto l'enormità del fenomeno sociale del precariato e la
sua forza di distruzione delle strutture familiari e sociali.
Ricordo che quando il contratto era a tempo indeterminato e il tempo
determinato era soltanto per i lavori stagionali e le prestazioni
davvero straordinarie, le cose in Italia andavano assai meglio e non
esisteva l'orribile divaricazione dei redditi tra i managers, i
politici, i professionisti ed i lavoratori dipendenti. Anche la distanza
abissale che divide l'amministratore delegato dall'ingegnere o dal
funzionario è causa del malessere italiano. La Legge Biagi ha dato al
padronato la possibilità di fumus giuridici di contratti davvero
fantasiosi. Possibile, ad esempio, che in Italia esistano un milione di
progetti ai quali sono addetti altrettanti precari? Che cosa sono questi
progetti?
La CGIL si è affrettata a rispondere "positivamente" alla denunzia del
Papa con una nota in cui parla di "ammortizzatori sociali" per i
precari, cioè la flexisecurity peraltro irrealistica data la grottesca e
patologica quantita di precari inventati dalla fertile e malvagia
fantasia della legge Biagi Sacconi Maroni. Quanto denaro dovrebbe avere
lo Stato per fare ammortizzatori sociali per cinque o sei milioni di
precari?
Il precariato non è una necessità dell'economia. E' una scelta
politica odiosamente di classe per ricattare, per tenere sotto tensione
i dipendenti.
Il precariato va abolito con un piano di rientro al lavoro a tempo
indeterminato garantito dall'art.18 e con retribuzioni decorose
attraverso un aumento generalizzato dei salari.
Veltroni si accinge a discutere con Sacconi della settimana corta. Gli
Dei accecano coloro che vogliono all'inferno. La settimana corta a
salario decurtato e con integrazione della CIG sarebbe assai onerosa e
abbasserebbe ancora il livello salariale italiano alla faccia di tutti i
piagnistei ipocriti sulle busta paga che non consentono di giungere alla
fine del mese. Si può avere la settimana corta a parità di salario con
la settimana piena? Non se lo sognano nemmeno!!
I lavoratori italiani hanno diritto di parola. Ci vuole una profonda e
radicale democratizzazione dei Sindacati che non possono continuare ad
essere strumenti della confindustria per imporre la sua linea di
spoliazione e di sfruttamento. Una legge dovrebbe regolare la
consultazione e la rappresentanza la pubblicità dei bilanci e mettere un
limite agli enti bilaterali.
Pietro Ancona
http://www.corriere.it/cronache/08_dicembre_28/papa_precari_lavoro_7286f466-d4d4-11dd-b87c-00144f02aabc.shtml
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2009
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Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: direzione@unita.it
Sent: Wednesday, November 26, 2008 6:46 PM
Subject: sciopero cgil:una cannonata a salve
Lo sciopero proclamato dalla sola CGIL per il 12 dicembre scorso risulta del
tutto inutile alla lettura della sua "piattaforma di rivendicazioni" del
documento sulla crisi.
Le questioni essenziali della depressione italiana che è essenzialmente una
crisi dei redditi del lavoro dipendenti e delle pensioni non vengono
affrontate. La questione della crisi sociale italiana dovuta alla
artificiale forzata precarizzazione del lavoro (provata dal fatto che lo
stesso lavoratore viene riassunto come precario più volte dalla stessa
azienda) non viene affrontata. Si dà per scontato un regime di salari e di
retribuzioni intoccabile. Qualche soldo in più viene proposto attraverso la
detassazione che tuttavia non viene neppure estesa alla tredicesima
mensilità. La strada della detassazione porta alla perdita del ruolo sociale
del salario ed alla sua importanza nel welfare italiano.Non a caso
Berlusconi ne propone la strutturalizzazione a cominciare dallo
straordinario. Non finirà cosi dal momento che tutto il welfare è sotto
attacco e deve essere "affamato". Il programma della destra, come si è visto
dalla legge 113 e da altre leggi recentemente approvate, è assai organico ed
ha una strategia di lunga, lunghissima scadenza alla fine della quale avremo
una Italia ancora meno dotata degli USA di tutele per i lavoratori.
La terribile questione della privatizzazione dell'acqua non viene
affrontata.Non si chiede una revoca della norma introdotta da Tremonti nella
finanziaria. Si sa per certo che la privatizzazione dell'acqua, dovendo
garantire guadagni a chi la gestirà, produrrà un appesantimento delle
bollette come è accaduto per tutte le privatizzazioni dei servizi fin qui
realizzati a cominciare dai servizi locali. Non una sola privatizzazione è
stata di sollievo per la cittadinanza.
Lo sciopero manca delle rivendicazioni fondamentali: aumento dei salari e
abrogazione della legge Biagi. L'Italia è un inferno per i giovani ed è
l'unico paese europeo con una patologia cosi ampia nel diritto al lavoro.
Cinque milioni di precari non coprono cinque milioni di posti di lavoro
nuovo ma sostituiscono cinque milioni di contratti a tempo indeterminato.
Questo ha aumentato la ricattabilità e lo stato di umiliazione delle nuove
generazioni almeno dal varo del pacchetto Treu. (Treu e Sacconi sono la
stessa linea giulavoristica di distruzione del diritto). La CGIL non chiede
la immediata trasformazione dei contratti a tempo indeterminato ma si limita
a rivendicare una mancia per i quattrocentomila precari che sono stati
estromessi.
Lavoro, salario e diritti restano quelli che sono: macerie ancora sotto il
bombardamento nemico che vuole la loro totale polverizzazione.
Emerge dallo sfondo di questa grande offensiva ideologica della destra
contro il lavoro una Italia di precari ridotti a salari che diventano una
sorta di mancia, mercede come una volta venivano chiamati, che difficilmente
potranno continuare a tenere in vita il welfare.
Dall'Europa giungono notizie che dovrebbero allarmare e si riferiscono
all'allentamento dei vincoli di Maastricht: con un regime di salari e di
pensioni non indicizzati ci sarà un ulteriore gravissimo abbassamento del
potere. Non sono per i vincoli rigidi di Maastricht ma il loro allentamento
se non è preceduto dalla reintroduzione della scala mobile sarà un disastro
sociale di proporzioni paurose.
Letta e Bersani possono stare tranquilli. La loro linea bipartisan di
sostegno all'economia italiana non viene attaccata dallo sciopero.
http://www.cgil.it/nuovoportale/Banner/SCIOPERO121208/PianoAnticrisi.pdf
Pietro Ancona
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----- Original
Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: rassegna sindacale
Sent: Friday, January 23, 2009 9:03 AM
Subject: un colpo di stato contro i lavoratori
Il no della CGIL che non abbandona il tavolo operatorio
=============================================
L'accordo firmato stasera dalle organizzazioni sindacali con
quelle
padronali e con il governo supera gli storici accordi di
concertazione del
1993 che hanno finora presieduto alle relazioni contrattuali
e di fatto nel
mondo del lavoro ed apre una nuova fase. Fase definita
storica da Sacconi,
in cui
alla conflittualità, cioè al naturale rapporto dialettico
capitale-lavoro,
si sostituisce la "collaborazione" e si introducono elementi
del tutto
nuovi, corporativistici legati agli enti bilaterali.
Marchingegni questi che
finora
hanno gestito una parte limitata del salario (massimo 1%) ed
hanno dato vita
ad una burocrazia espressione dei firmatari, e che
diventeranno vere e proprie controparti dei lavoratori ai
quali erogheranno
parti del salario o dei finanziamenti governativi o altro.
Non a caso la
destra ha esultato alla firma degli accordi e la stessa
Marcegaglia arriva
addirittura a presentarli come migliorativi e più favorevoli
ai lavoratori
(sic!!) e forse per questo suo spirito di amore per i
lavoratori li ha
firmati mentre i cattivoni della CGIL non hanno apprezzato
ed hanno detto di
no.
Non voglio sottovalutare l'importanza del no della CGIL ad
una "riforma"
che fa quasi carta straccia del diritto sindacale a
cominciare dalla
triennalizzazione della durata dei contratti e
alla destrutturazione a livello regionale della
contrattazione e della
stessa erogazione dei benefici previsti dalle leggi vigenti.
Debbo però
osservare che è un no di una Confederazione rimasta al
tavolo della
trattativa, partecipe di tutte le sue fasi e di tutti i suoi
passaggi. Un no
che somiglia molto alla astensione in Senato del PD sul
federalismo
fiscale. Un no di chi non approva ma non rompe e sta dentro
il negoziato
fino alla fine. Il
risultato è che la CISL e UIL hanno i vantaggi del
collaborazionismo aperto
e dichiarato, vantaggi che certamente fanno valere nelle
relazioni con i
poteri forti del Padronato e del Governo. Dei lavoratori
importa assai poco.
La CGIL viene lo stesso duramente attaccata dai falchi della
Confindustria e
del Governo ma il quadro politico apprezza il suo senso di
"responsabilità",
però lo stesso non può dirsi dei lavoratori e dei loro
sindacati di
categoria
che registrano una nuova involuzione, una sconfitta storica
ben più
grave di quella del 1993 contro la quale l'opposizione che
si manifesterà
con uno
sciopero ad aprile sarà sicuramente inefficace ed un modo
per la
nomenclatura Cgil per mettersi le
carte apposto. Non abbiamo firmato ed abbiamo scioperato.
Che volete di più?
E' davvero strano che una frattura sociale cosi grave si
compia in un clima
di fairplay in cui il tono della voce è sempre educato e
basso nelle stanze
dei palazzi sempre più lontani dai posti dove la gente
lavora e spesso muore
per un salario indecente e con sempre minori diritti.
Oramai tutta la contrattazione crea problemi e difficoltà
soltanto ai
lavoratori, non li tutela e li obbliga ad accettare
condizioni sempre più
pesanti e sempre più umilianti. Non si scandalizzi nessuno
se affermo che a
fronte di accordi di questo genere forse sarebbe preferibile
un regime
assolutamente privo di sindacati confederali con poteri cosi
estesi e
stringenti. Quattro potenti Confederazioni che firmano
accordi che diventano
subito norme e leggi ed ingabbiano per sempre i lavoratori
in una rete dalla
quale sarà difficile liberarsi.
Pietro Ancona
sindacalista CGIL in pensione
stralcio di punti dell'accordo
=======================
Quanto alle "soluzioni" messe in cantiere dal governo per
fare fronte alla
crisi dell'occupazione, due di queste sono rappresentate dai
contratti di
solidrietà e dalla settimana corta, come si legge nel
documento che il
ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha illustrato nel corso
dell'incontro a
Palazzo Chigi.
Le proposte messe a punto dall'esecutivo si articolano in
sette diversi
punti: il primo riguarda la "devoluzione alle Regioni e alle
parti sociali
del territorio della funzione di valutazione e negoziazione,
in un quadro
che rifiuta pericolosi automatismi, delle richieste di
protezione per
lavoratori ritenuti in esubero congiunturale o strutturale".
Il secondo
capitolo individua una serie di possibili strumenti da
utilizzare:
"contratti di solidarietà, cassa integrazione a rotazione
e/o ad orario
ridotto, settimana corta".
Al terzo punto, la necessità di coniugare integrazione del
reddito, servizi
di accompagnamento al lavoro e attività di apprendimento,
mentre al quarto
spunta l'estensione potenziale, senza automatismi, a tutti i
lavoratori
subordinati delle forme di integrazione del reddito. Tutela
attiva dei
collaboratori a monocommittenza e degli inoccupati con
servizi all'impiego e
formazione; trattamenti economici progressivamente calanti
in modo da
stimolare comportamenti attivi e responsabili ed effettività
delle sanzioni
applicate a coloro che rifiutano un offerta "congrua" di
lavoro o di
formazione sono gli ultimi tre capitoli.
22/01/2009 - 20:15
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: epifani@cgil.it
Sent: Wednesday, January 28, 2009 7:53 AM
Subject: : La CGIL firmerà?
IL Partito Democratico lavora per fare firmare la CGIL con
impegno degno di
miglior causa
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Il Partito Democratico si è guardato bene dall'esprimere
un giudizio
sull'accordo separato che praticamente fa fuori il contratto
collettivo
nazionale di lavoro. La retribuzione avrà negli accordi
locali, che
potrebbero anche essere individuali, la sua sostanza. Non
c'è niente di
nuovo sotto il sole: si tratta di cottimo, di staglio,
chiamiamolo come
vogliamo ma è lavoro pagato a misura di quanto produce. E'
difficile che la
contrattazione di questi cottimi avverra' con un intervento
bilaterale
paritario. Nella stragrande maggioranza delle aziende sarà
il datore di
lavoro a stabilire come ed in che misura pagare. Dal momento
che il ccnl
diventa sempre più insignificante per il salario avremo un
generalizzato
prolungamento degli orari di lavoro. Naturalmente le aziende
meno forti
avranno più difficoltà delle altre a reggere ad un regime di
produttività
spinta. Reagiranno costringendo i dipendenti a lavorare
molto di più per
"tariffe" inferiori a quelle delle aziende più
dotate.
Il Partito Democratico ha costituito un gruppo composto da
Letta, Damiano e
Treu. Trattasi di tre esponenti della stessa scuola
giuslavorista della
destra. Non la pensano molto diversamente da Sacconi, Boeri,
Cazzola,lo
stesso Ichino è bipartisan ed è ossessionato dall'art.18 che
vuole
eliminare. Insomma lo scopo è quello di costringere la CGIL
alla firma come
è stato fatto per gli accordi di welfare con il governo
Prodi, per
l'Alitalia. Il tutto potrebbe avvenire nel corso dei
prossimi due mesi,
subito dopo gli scioperi, magari come risposta "positiva"
agli stessi. Ma il
pitone CGIL dovrà inghiottire il prodotto più indigesto
della storia sociale
italiana: un prodotto che sostanzialmente trasforma il
Sindacato, come ha
detto Sacconi, da conflittuale a collaborativo. Si sta
creando la base
materiale di questa trasformazione con il maggiore peso
attribuito agli enti
bilaterali che hanno dato vita già ad una burocrazia
bipartisan che ha una
cultura "nuova".
L'accordo già firmato da Confindustria CIsl UIL ed altre
associazioni è
impregnato da una forte ideologia di suprematismo degli
interessi aziendali
su tutto. Sarà ancora più difficile scioperare e sapienti
conoscitori del
diritto hanno aperto la strada per impedire qualsiasi difesa
al lavoratore o
al gruppo di lavoratori che si ritenesse leso nei propri
diritti. Insomma è
stato studiato per armare di una pesante corazza di titanio
il padronato e
denudare completamente il dipendente che avrà le mani
legate, sarà solo,
dovrà o prendere o lasciare senza discutere. Una
legislazione che sta
facendo piazza pulita del potere di intervento della
magistratura e che
riduce a zero le possibilità di conciliazione. Lo Statuto
dei Diritti dei
Lavoratori ha avuto il suo funerale e l'Italia diventa il
Paese europeo con
meno tutele per le persone che lavorano che, non
dimentichiamo, sono sempre
oltre venti milioni.
La crisi venuta dagli USa e che ha già travolto l'Europa
sarà usata con
molto cinismo per portare la CGIL a Canossa. E' molto
ipocrita e falso
ritenere che i diritti dei lavoratori possano essere di
ostacolo alla lotta
alla crisi che si combatte su piani in cui il costo del
lavoro non è
certamente il fattore più importante. Ma insomma rischiamo
che si accusino i lavoratori financo di essere poco
patriottici, meno patriottici dei
lavoratori americani che, sottomessi a sindacati, già da
molto tempo
"collaborano" con le imprese. Potrebbe essere vero, come io
penso, il
contrario: stabilità, salari decenti, pensioni decenti,
potrebbero aiutare
in modo potente la ripresa dal momento che nessuno compra
una macchina nuova
o cambia un mobile o il vestito se deve pensare a come
sfamarsi fino alla
fine del mese.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Friday, January 30, 2009 8:33 AM
Subject: Gli squali insaziabili in branco a Davos
SANITA' E PENSIONI NEL MIRINO DEGLI SQUALI A DAVOS
===================================
Gli squali che hanno rovinato il mondo con patacche alle
quali hanno attribuito il valore di miliardi di dollari (la
cifra globale della truffa non si conosce o viene tenuta
segreta) e che, in vista del disastro planetario si sono
liquidati prebende per milioni di dollari cadauno, (hanno
solo ricevuto un bonario buffetto da Barak Obama), riuniti a
Davos non trovano di meglio che chiedere di togliere alla
gente servizi sanitari e pensioni.
Questi servizi indispensabili sono stati finanziati dai
loro fruitori con tasse pagate fino all'ultimo soldo e
accantonamenti previdenziali che costituiscono inalienabile
proprietà dei pensionandi essendo di fatto salario
differito. Agli squali servono i soldi. La Marcegaglia
chiede otto miliardi per aziende che da almeno un decennio
hanno assorbito oltre il dieci per cento dei reddito da
lavoro nei loro conti miliardari.
Vogliono tutte le risorse degli Stati per le imprese
che dichiarano in pericolo spesso strumentalmente e per le
banche che sono talmente diffidenti tra di loro da non
prestarsi più soldi.
Una ricetta di classe per salvare le persone di serie A
spese dei lavoratori e dei pensionati: più lavoro, meno
salari e pochissima sanità e pensioni. I fondi pensioni
integrativi pare che stiano diventando carta straccia con
buona pace per coloro che fecero una campagna orchestrata e
ben sostenuta anche dai Sindacati per convincere i
lavoratori a destinarvi i TFR.
Naturalmente nessuno fa cenno agli emolumenti dei managers
che, per quanto riguarda il settore pubblico,in Italia sono
fissati in misura sconcertante rispetto la media delle
retribuzioni del Paese e l'anno scorso pare che siano
aumentati di circa il venti per cento a fronte di una
diminuzione reale dei salari, degli stipendi e delle
pensioni.
A Davos niente autocritiche sul terribile misfatto
finanziario, niente ricerca e individuazione dei
responsabili, non punizioni ma impunità, premi, riconferme.
Le regole invocate financo da un ipeliberista come Tremonti
non ci saranno. L'indicazione è: soldi alle banche ed alle
imprese e sacrifici e rinunce per la popolazione. Insomma,
il mondo segna diversi passi indietro per la stragrande
maggioranza delle popolazioni a vantaggio di una classe
sociale sempre più disonesta che ha rotto ogni vincolo di
coesione e che diventa pericolosa se conserva il potere dal
momento che non mostra nè pentimenti nè voglia di cambiare
il suo stile di vita come amava dire Bush e ora ripete
Obama.
Pietro Ancona
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/03/anno-oro-manager-italiani.shtml?uuid=7f0b8c9e-fd69-11dc-ba45-00000e251029&DocRulesView=Libero
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----- Original Message -----
Sent: Saturday, January 31, 2009 3:32 PM
Subject: Niente soldi alla Fiat e alle banche
Restrizioni severe alle delocalizzazioni ed alle filiere.
Non è affatto vero che la crisi che travolge il tessuto
produttivo del Paese abbia tutte cause oggettive, fatali,
ineluttabili.
Aziende che funzionano perfettamente con ottimi rendimenti
decidono di trasferirsi altrove per fare altro o per
sfruttare migliori condizioni di servaggio della manodopera.
Altre si dedicano alla moltiplicazione dei costi
specialmente se producono per la pubblica amministrazione
attraverso filiere speculative che spremono il lavoro dei
precari e lo rivendono a peso d'oro all'acquirente finale.
La libertà del mercato è un bene che va preservato ma anche
regolato. Bisogna instaurare severi restringimenti alla
libertà di smobilitare costringendo l'azienda ad assolvere
al suo ruolo sociale nel tessuto del territorio in cui è
inserita.
Anche le filiere per le mere prestazioni lavorative o altro
vanno esaminate al microscopio dal momento che non si può
pagare un ingegnere mille euro al mese e rivendere senza
colpo ferire il suo lavoro a cinquemila e anche più.
I soldi che chiede la Marcegaglia (otto miliardi di euro)
vengano destinati all'aumento dei salari. Gli
ammortizzatori per la flexisecurity non servono a niente.
Sono soltanto manifestazioni statali di complicità con le
nefandezze di una imprenditoria priva di scrupoli.
Dando soldi alla Fiat o ad altre imprese non si risolve la
crisi ma si aggrava. Soltanto migliorando la domanda con
consistenti incrementi retributivi e delle pensioni si può
rimettere in moto il treno dello sviluppo.
Infine si deve cambiare modello produttivo. Non dobbiamo
pensare di produrre per sempre auto o elettrodomestici di
scarsa qualità. Bisogna orientare la produzione verso nuovi
prodotti socialmente più utili. Produrre per arricchire la
società e non solo per consumare.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, February 09, 2009 10:24 AM
Subject: un disastro sociale. il precariato
Un disastro umano per milioni di giovani lavoratori
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Repubblica di oggi, un giornale che ha sostenuto con
pervicacia la linea della cosidetta "modernizzazione" dei
rapporti di lavoro attraverso i precari privi dei diritti
dei lavoratori "tipici"
si accorge dell'enormità del disastro sociale che si è
creato e vi dedica una attenzione (*) che non dovrebbe
sfuggire ai sindacati, ai politici, a quei settori della
sinistra che si sono fatti infinocchiare
dall'idea di una serie di opzioni lavorative assai
attraenti messe una dietro l'altra e tra queste una rete di
protezione.
Naturalmente la realtà è assai più squallida e tetra per i
precari. Vengono assunti in genere di tre mesi in tre mesi
e magari sempre dalla stessa azienda dal momento che la
condizione di precario è assai più conveniente per questa.
Alcuni addirittura di settimana in settimana esclusi i
festivi. La media delle retribuzioni dei precari credo non
superi i seicento euro al mese . Diritti quasi inesistenti.
Una intera generazione è stata umiliata
Gli studi fatti spesso con tanta passione sono diventati
carta straccia. La laurea che rappresentava il passaporto di
ingresso non solo verso le professioni ma anche per un
lavoro ed una vita sicuri è diventata inutile dal momento
che, come spiega benissimo Vandana Shiva, oggi il padrone
non si accontenta della tua forza lavoro ma vuole l'essenza
di ciò che sei per farne ciò che vuole. Si è voluto
diffondere la falsa ideologia della continua trasformazione
della economia che comporta una mobilità lavorativa senza
fine.
La responsabilità di quanto è accaduto e delle sofferenze
sociali che si sono create si deve ad una corrente
giuslavorista che va da Treu e Sacconi da D'Antoni a Biagi
da Boeri a Ichino a Cazzola, corrente che si può
assimiliare ai monetaristi nella politica economica. Come i
monetaristi hanno provocato disastri fino alla crisi
planetaria sostenendo la libertà assoluta del mercato e
dello imprenditore, cosi i giuslavoristi che ho citato hanno
provocato un enorme distrastro umano e sociale condannando
alla miseria da quattro a cinque milioni di giovani e non
hanno arrecato alcun beneficio al sistema paese dal momento
che le aziende si dichiarano in crisi e chiedono nuovi aiuti
che verranno dati da questo governo senza condizioni.Non è
vero che il lavoro precario ha creato nuovi posti di lavoro.
Ha trasformato il lavoro stabile in lavoro insicuro,a
termine, ricattato.
Gravi sono le responsabilità della CGIL che, dopo essersi
pronunziata prima con Cofferati e poi con Epifani contro la
legge Biagi alla fine ha smesso di combatterla e con gli
accordi di welfare dello anno scorso l'ha addirittura
rafforzata. Gravi sono le responsabilità del PD che ha
dentro di se da Treu a Letta a Damiano a Ichino e
naturalmente Colaninno e Calearo.
Ma tutto continua ad andare come decide la Confindustria .
Tutti gli scioperi indetti dalla CGIL non si pongono il
problema di abolire la legge trenta e si limitano a chiedere
un poco di elemosina che non sarà maggiore della socialcard
e non per tutti i precari.
Pietro Ancona
(*) L'anno nero del lavoro a tempo
I precari rischiano l'estinzione
http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/economia/inchiesta-precari/inchiesta-precari/inchiesta-precari.html
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, February 08, 2009 10:44 AM
Subject: quattro ore di sciopero da amministra
Minimalismo che prosegue la linea della riduzione del
danno, del gioco di rimessa della CGIL
============================================================================
Il Comitato Direttivo della CGIL ha approvato, all'unanimità
e cioè con il concorso anche delle aree critiche o di
sinistra che dir si voglia, un documento (*) che conferma la
linea minimalistica seguita in questi ultimi anni e che non
è riuscita ad evitare la disastrosa situazione sociale in
cui versano oggi i lavoratori. Il documento della CGIL
attacca l'accordo separato sui contratti da una angolazione
critica insufficiente a smontarne la portata strategica di
stravolgimento delle condizioni dei lavoratori. In sostanza
si dichiara disponibile alla firma, come peraltro ha
precedentemente già sperimentato con l'accordo sul welfare
di Prodi e per l'Alitalia,se ci saranno cambiamenti che non
vengono specificati. C'è una tenue critica al ruolo degli
enti bilaterali e non si formulano alternative al disegno
delle nuove prerogative attribuite alla contrattazione
integrativa. Per le pensioni si parla di stabilità del
sistema che verrebbe alterata dall'elevazione dell'età
pensionabile per le donne. Non una parola sulla svalutazione
che le pensioni in erogazione attualmente hanno subito per
la mancanza di una decente tutela dall'aumento del costo
della vita.
Sul precariato che in Italia ha proporzioni patologiche
non si dice niente tranne che dovrebbero farsi degli
ammortizzatori sociali per simulare una flexisecurity
all'italiana difficilmente realizzabile dal momento che il
numero dei precari è tale da impedire un serio e
significativo intervento che, in ogni caso, sarebbe al
livello della socialcard dal momento che le retribuzioni dei
precari sono assai "contenute" per usare un eufemismo.
Si tratta di circa tre milioni di lavoratori, il 12% del
totale ma con un tasso di crescita cinque volte maggiore di
quello dei lavoratori a tempo indeterminato. Perchè le
aziende dovrebbero assumere persone a tempo indeterminato se
hanno la possibilità di scegliere una ricca gamma di
contratti atipici vero e proprio fumus e potere tenere sotto
scacco la gente? Il precariato italiano tende ad
universalizzarsi ed a diventare l'unica forma contrattuale
esistente. Bisognerebbe rivedere profondamente tutta la
legge trenta e le successive aggiunte per abolirle.
Bisognerebbe tornare al periodo di prova limitato nel tempo
a poche settimane o mesi a seconda della specialità ed
ammettere il lavoro a tempo determinato soltanto laddove è
davvero giustificato. Ma questa richiesta non viene fatta
dalla CGIL che vuole soltanto gli ammortizzatori sociali e
non si chiede neppure quando guadagna un lavoratore
precario e non mette in discussione la truffa dei progetti o
delle finte collaborazioni professionali.
Sulla questione dei salari che andrebbero aumentati
considerevolmente il massimo che con timidezza di chiede e
qualche sgravio fiscale. Chiedere aumenti salariali è
diventato tabù!!! C'è la crisi ma è solo per i lavoratori
dipendenti dal momento che i managers privati e pubblici
continuano ad allungare la loro distanza dal lavoro
dipendente.
IL sistema pensionistico non va stabilizzato ma va smontato
e riportato alla filosofia precedente alla riforma Dini.
Questo sistema non garantisce una pensione decente che non
varrà i soldi versati per il suo finanziamento. Sui fondi
pensionistici che non rendono niente ma anzi registrano
perdite non una parola. Sappiamo però che gli amministratori
dei fondi guadagnano centinaia di migliaia di euro l'anno
anche se i fondi che amministrano vanno a picco!!
Precariato, salari e pensioni dovrebbero essere i punti di
attacco di una stagione di lotte sociali che non si fa
terrorizzare dalle campagne allarmistiche di crisi
unitamente alla lotta frontale alle privatizzazioni che
generano aumenti consistenti delle tariffe e delle bollette
che le famiglie dei lavoratori pagano per i servizi
nazionali e locali (acqua,igiene,trasporti,posta, asili
nido, etc,,)
Inoltre sarebbe opportuna una iniziativa a livello europeo
che tragga insegnamento dalla vicenda inglese nella quale
non credo che ci sia stata xenofobia quanto invece la
reazione a forme di pirateria permesse dalla Bolkestein.
Non è possibile che imprenditori che dispongono di un
elevato numero di lavoratori sottopagati (i meccanici della
navalmeccanica genovese di nazionalità rumena guadagnano
meno di tre euro all'ora e cosi altri) ben rodati nell'arte
delle risorse umane procacciate a costi infimi mettano in
crisi assetti salariali consolidati. L'assenza di una
iniziativa europea dei sindacati è una complicità con la
linea del lasser faire,lasser passer del capitalismo
rampante mordi e fuggi.
Infine deploro l'assenza di una analisi sulla persistenza,
anzi sull'aumento delle morti sul lavoro che la legge non sa
evitare dal momento che scaturiscono dal precariato e dalla
mancanza di potere dei delegati alla sicurezza. Lo sciopero
di quattro ore amministrato dalle regioni e dalle categorie
è una scelta rituale, priva di sentimento, incapace di
accendere la passione dei lavoratori frustrati dalla povertà
in cui vivono e dalla perdita di peso sociale dentro le
aziende. Ma anche sugli scioperi il Ministro del Lavoro
(!!!) ha già pronto un magnifico rospo da fare inghiottire
ad Epifani.
Pietro Ancona
(*)
http://www.accordoseparato.com/2009/01/30/cgil-il-documento-approvato-dal-comitato-direttivo-del-29-e-30-gennaio-2009CGIL:IL
http://www.cgil.it/org/AllegatiTaccuino/ilTaccuino022Anno2/Direttivo29-30gennaio.pdf
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Saturday, February 14, 2009 11:12 AM
Subject: Una generosa manifestazione dei lavoratori
minimizzata.
Una situazione surreale
====================
Massimo D'Alema ha definito entro questo spazio lo sciopero
di ieri: "E' urgente garantire chi perde il posto di lavoro
e quindi occorre una riforma degli ammortizzatori sociali
che sia in grado di proteggere anche i lavoratori precari e
a tempo determinato. In piazza, sotto il palco, tremano
soprattutto loro." L'ex Ministro del Lavoro ed ex segretario
della Fiom è stato ancora più soft: "lo sciopero è una
testimonianza del malessere dei lavoratori". Un aggettivo
può definire la condizione dei lavoratori nello sciopero di
ieri: surreale! Una massa immensa di lavoratori di studenti
e di migranti quale maggiore non poteva essere ha compiuto
ieri uno sforzo di mobilitazione eccezionale, confrontabile
al grande sciopero per le pensioni del primo governo
Berlusconi, alla mobilitazione della CGIL in difesa
dell'art.18, dello sciopero del 20 ottobre 2007 contro il
governo Prodi. Per quanto i pennivendoli della destra e
della Confindustria si affannino a minimizzare ieri l'Italia
che lavora e che studia ha fatto sentire alta, altissima la
sua voce, ma...... cosi' come i promotori dello sciopero del
venti ottobre si preoccuparono di rassicurare Prodi che lo
sciopero non era contro il Governo fino a fare diventare
questa affermazione la cifra, la nota dominante, l'esegesi
politica dell'iniziativa, lo sciopero di ieri è stato
ingabbiato dalla CGIL e dal PD nei limiti della richiesta di
una diversa politica economica del governo, della doverosa
protesta contro le modifiche alla legge sulla sicurezza del
lavoro, ai contratti separati, alla legge antisciopero
predisposta da Sacconi, insomma in un alveo assai limitato
di riduzione del danno, di reazione agli attacchi sempre più
virulenti alla libertà ed all'autonomia del Sindacato, senza
alcun riferimento, alcuna proposta che possa caratterizzare
un miglioramento delle condizioni dei lavoratori oggi
ricattati dalla grande crisi provocata non solo dalla truffa
finanziaria planetaria fatta dagli americani ma dai bassi
salari che in tutto l'Occidente hanno degradato i consumi e
la produzione. Preso atto degli otto miliardi per gli
ammortizzatori sociali stanziati dal governo con l'accordo
delle Regioni ci si limita a chiederne l'estensione ai
precari. Una sorta di social card umiliante che si calcolerà
in spiccioli. Manca la richiesta di una coraggiosa svolta
che può avvenire soltanto con un aumento generalizzato dei
salari e delle pensioni e l'abrogazione della legge Biagi.Ha
pesato sullo sciopero la pesante ipoteca del PD alla quale
la CGIL è sottoposta che vorrebbe la firma sulla riforma
dei contratti e la ripresa dell'unità con CISL ed UIL che
naturalmente avverrebbe alle condizioni collaborazionistiche
con Confindustria e Governo di queste. Ha pesato la
comunanza spirituale del gruppo dei giuslavoristi
Treu,Letta, Ichino ncon i giuslavoristi del Pdl. La
posizione di Ichino che appoggia Boeri per il contratto
unico che liquida l'art.18, la posizione di Bersani che è
stato allo sciopero ma non si è sbilanciato su niente di
quanto chiede oggi la gente: più salario, più difesa del suo
potere di acquisto oggi in balia ai venti del mercato e ai
gravami delle privatizzazioni sui servizi, una riforma delle
pensioni che ritorni ai criteri precedenti la riforma Dini o
che comunque rimetta in discussione una "riforma" che di
fatto riduce le prestazioni pensionistiche ad elemosine. E'
davvero surreale che le proposte della CGIL siano una specie
di collo di bottiglia dal quale non passano le spinte
poderose che ieri la sua stessa gente ha dato. Epifani è
ansioso di sedersi al tavolo della trattative per discutere
di tutto, sapendo fin d'ora che
non chiederà altro che correggere, attenuare, ridurre il
danno che questa destra ha prodotto e continua a produrre.
Ma, a mio parere, questo senso di responsabilità non solo è
mal riposto ma non regge. Non regge ad una condizione di
generale immiserimento dei lavoratori, ad un uso criminale
del precariato, a pensioni sempre più leggere, a servizi
sempre più cari a causa degli stipendi dei managers. Non
regge difronte ad una offensiva del Governo che attacca
assieme alla Confindustria alla Cisl ed UIL. Il PD non
difende i lavoratori rispetto i quali non ha più neppure una
posizione di terzietà: è con la confindustria. I deputati PD
ieri presenti hanno voluto in quale modo testimoniare un
loro legame storico con il movimento operaio italiano ma si
sono ben guardati dal dichiarsi "con" i lavoratori in
lotta.In queste condizioni, lo sciopero del quattro aprile e
quello dei pensionati del cinque marzo serviranno a fare
sapere quanto è forte la CGIL e come deve essere tenuta
dentro "il tavolo" delle trattative con il governo. Ma
niente cambierà in meglio per i lavoratori ed i precari.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redazione@ilmanifesto.it
Sent: Saturday, February 14, 2009 9:26 PM
Subject: Amarezze per un collaborazionismo suicida
Caro Manifesto,
Il professore Ignazio Marino, insigne chirurgo (a Palermo ha
creato l'Ismett centro trapianti), presidente della
Commissione Sanità del Senato , ha proposto, stasera, il
referendum nel caso in cui la legge sul testamento biologico
sarà fatta nel modo voluto dalla destra e dal Vaticano cioè
con l'alimentazione forzata e l'idratazione.
Proposta certamente importante e di grande capacità
mobilitativa. Proposta che poteva anche spingere la destra a
più miti consigli.
Non erano trascorsi che pochi minuti dall'annunzio del Prof
Marino che il PD smentiva a gran voce attraverso interventi
di Letta ed altri l'ipotesi del ricorso al referendum.
Il PD non intende promuovere un confronto popolare sul
testamento biologico.
Già all'indomani delle grandi manifestazioni di lotta di
ieri Veltroni, che ha disertato lo sciopero, ha riunito
Confindustria e Sindacato e lanciato una ipotesi
collaborazionista e corporativista per affrontare la crisi e
superarla. Neppure una parola sul malessere dei lavoratori,
sulle loro rivendicazioni, niente di niente.
Naturalmente i lavoratori vi concorreranno accettando tutte
le controriforme proposte dalla Confindustria e dal Governo
e già accettate da Cisl e Uil.
Infine, qualcuno si chiede che fine ha fatto la proposta
di un referendum sulle leggi Gelmini.
Pietro Ancona
****
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: ugolini bruno unita
Sent: Thursday, February 26, 2009 12:27 PM
Subject: attacco al diritto di sciopero ed al sindacalismo
di base
attacco al diritto di sciopero ed al sindacalismo di base
==========================================
Nessuno si faccia illusione sulla limitazione dei progetti
della destra italiana (e non solo) riguardanti il diritto di
sciopero al settore dei trasporti. Sui punti cruciali di
attacco alla libertà ed alla democrazia come la istituzione
delle ronde,il prelievo delle impronte digitali ai bambini
rom, le leggi di detenzione dei clandestini e di
maggiorazione delle loro pene in caso di reato ed ora del
diritto di sciopero la destra italiana ripercorre la strada
già attraversata da Hitler e da Mussolini negli anni
trenta.
La scelta è stata fatta dal momento che l'opinione pubblica
è stata esasperata contro gli scioperi dei lavoratori del
settore.Spesso si tratta di lavoratori pendolari o di
fruitori dei servizi urbani di fascia medio-povera.
Lo sciopero nei servizi pubblici ha già una
regolamentazione che risale al 1990, aggiornata nel 2000. Un
esame obiettivo dei comportamenti delle categorie da allora
ad oggi non evidenzia un cattivo funzionamento della legge.
La legge ha garantito gli utenti dei trasporti e lo
sciopero selvaggio è una leggenda metropolitana ingigantita
ad arte per mettere la gente contro i sindacati ed i
lavoratori.
Oggi la scelta del governo di stringere e di molto il
cappio del divieto risulta particolarmente odiosa e di parte
per il fatto che le ferrovie dello Stato sono state
privatizzate ed anche l'Alitalia, mentre le aziende
municipalizzate hanno già un regime privatistico e molte
sono state privatizzate.
Ieri una spocchiosa dichiarazione di Mauro Moretti
amministratore delegato delle Ferrovie (con stipendio
milionario) resa al Senato annunziava la scelta del
"macchinista unico", scelta che sarà realizzata anche senza
l'accordo dei lavoratori e del sindacato. Non dimentichiamo
che è in corso una profonda ristrutturazione dei servizi
riguardante la gestione del trasporto ferroviario che
renderanno assai più oneroso e difficile il trasporto ai
pendolari ed agli stessi ferrovieri. Con i nuovi orari molte
persone che viaggiano per raggiungere il posto di lavoro
dovranno alzarsi nel cuore della notte dal momento che in
nome dell'efficienza e del risparmio si fanno saltare tratte
essenziali.
L'Alitalia è stata privatizzata e difatto quasi regalata ad
una cordata di imprenditori. Non si sa più niente di cosa
sta succedendo ai cassaintegrati (diecimila?) ed agli
assunti dalla Cai.Si è molto speculato sui "privilegi" dei
dipendenti Alitalia per ridurli in uno stato di vero e
proprio terrore. Debbono stare molto attenti
nel loro rapporto con l'impresa che è pronta ad usare la
frusta o la mannaia a seconda del caso. Il lavoratore dovrà
vivere la vita dell'azienda con il cuore sempre in
trepidazione e l'occhio supplice rivolto al suo capo perchè
sia sempre benevolo verso di lui.
La presentazione del disegno di legge delega da parte di
Sacconi non coglie di sorpresa nè la Confindustria nè la
Cisl, l'Uil e l'UGL. La CGIL è l'organizzazione che ha fatto
le dichiarazioni più critiche. Ho sentito stamane la Camussi
a tg3. Non si è spinta molto avanti nelle critiche.
Le norme vietano manifestazioni di protesta come
l'occupazione di strade o autostrade che sono state usate
anche dai metalmeccanici per richiamare l'attenzione della
gente sulla loro protesta. Introduce il referendum
preventivo e lo sciopero virtuale.
E' un disegno di legge pensato sopratutto contro i
sindacati di base la cui crescita preoccupa quanti ritengono
di avere raggiunto con le quattro confederazioni
"riconosciute" un punto di equilibrio assai soddisfacente
per la Confindustria ed il Governo.
E' veramente strabiliante che subito dopo l'annunzio fatto
da Sacconi, il Senatore Ichino del PD, esperto giuslavorista
della stessa scuola alla quale si richiama Sacconi, abbia
invitato il PD ad approvare la proposta del Governo.
Insomma, l'accordo nelle grandi linee c'è già e si tratta di
precisare i dettagli.
Chissà se le ronde saranno chiamate ad intervenire a difesa
degli interessi dei cittadini contro eventuali scioperi
contestati dal Governo.....
Nessuno si aspetti che la destra al potere si accontenti
del settore dei trasporti e delle norme che ieri il Senato
ha approvato sul pubblico impiego. Andrà avanti in una
situazione in cui l'opposizione politica è stata estromessa
dal Parlamento, l'opposizione sociale viene criminalizzata,
il lavoro non è più un diritto ma una
elargizione che ti devi conquistare leccando la mano a
qualcuno....come un cagnolino.
Pietro Ancona
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/02/diritto-sciopero-nuove-regole.shtml?uuid=2ae8cc8a-03ee-11de-b262-02b204b540f4&DocRulesView=Libero
http://www.cubscuolatorino.netfirms.com/NonSoloScuola/DirittiSindacali/04_04_xx_SulDirittoDiSciopero.htm
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: info@giuliettochiesa.it
Sent: Saturday, March 28, 2009 10:21 AM
Subject: la CGIL
Caro Chiesa,
ho sentito il giudizio positivo sulla CGIL che hai espresso,
con forza, stamane ad Omnibus. Sono un vecchio sindacalista
CGIL, ero segretario regionale in Sicilia. Purtroppo non
posso condividere questo tuo giudizio dal momento che la
CGIL porta la corresponsabilità dell'impoverimento dei
lavoratori italiani a far data dagli accordi di
concerrtazione firmati da Trentin nel 1993 che fissarono nel
tetto di inflazione programmata il massimo da richiedere in
occasione dei rinnovi contrattuali.
Con il governo prodi la CGIL ha firmato un accordo che
peggiora le pensioni e chiude la lotta al precariato
accettandolo fino in fondo, precariato che ha reso infelici
cinque milioni di persone che stanno incanutendo con
contratti a termine.
In quanto all'accordo non firmato sulla riforma del modello
contrattuale purtroppo la CGIL ha dato via libera alle sue
categorie di trasfonderlo nelle piattaforme contrattuali,
cosa già fatta dalla potente FLAI (agroindustria) che ha
accettato dalle sue consorelle Cisl e UIL tutti i punti
dell'accordo separato.
Inoltre si è fatta scrivere una nota di biasimo dalla Ces
sempre per non avere firmato con Cisl e UIl. Indovina chi
firma la nota: Walter Cerfeda emanazione della CGIL nella
Ces. Insomma copia il giochino del governo che si fa
rimproverare dal FMI o dalla UE quando vuole
assolutamente far passare una cosa.
Con molta amarezza.
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redazione@lospiraglio.it
Sent: Monday, April 06, 2009 3:29 PM
Subject: cgil
FUTURO SI INDIETRO NO
======================
Lo slogan della manifestazione nazionale della CGIL che
avrà luogo a Roma domani "Futuro si indietro no "è
disvelatore della volontà di rendere inoffensivo il suo
significato. Parlo di volontà e non di errore o altro dal
momento che avendo letto la piattaforma rivendicativa
dello sciopero di domani mi sono reso conto, con sgomento,
della assenza di richiesta di radicali misure rivolte a dare
una risposta alla grave ed anche infelice condizione dei
lavoratori italiani. Che vuole dire "indietro no"?
l'obiettivo è forse quello del mantenimento delle condizioni
attuali e di non peggiorarle ancora? Indietro sarebbe un
obiettivo concreto positivo, anzi positivissimo, se si
riferisse ad un ritorno alla indicizzazione dei salari e
delle pensioni ed alla situazione precedente la legge trenta
nonchè al minuto prima delle privatizzazioni che hanno
appesantito le bollette per i servizi (acqua,luce,gas,igiene
urbana.....) Tornare indietro sarebbe fare un magnifico
passo avanti per la sicurezza ed il reddito dei lavoratori e
il welfare. Ma la CGIL non chiede di non tornare indietro
dalle condizioni attuali che sono tra le peggiori che siano
mai state inflitte ai lavoratori italiani. "Futuro si",
l'altra parte dello slogan non chiarisce di quale futuro si
parla ma, dal momento che non c'è nessuna volontà di
attaccare la legge trenta, dal momento che non si chiede
niente al padronato ed il sostegno ai salari viene
individuato soltanto nelle misure di sgravi fiscali, dal
momento che non si dice una parola contro le
privatizzazioni, il futuro che la CGIL chiede è più o meno
l'Italia di oggi, la peggiore che ci sia mai stata ancora
più di quella che diede luogo alle grandi manifestazioni
degli anni sessanta culminate nello Statuto dei diritti dei
Lavoratori sostenuto sempre più debolmente dalla CGIL. E'
doloroso constatare come pur sapendo delle condizioni
schiavistiche di molti lavoratori specialmente stranieri non
si rivendichi l'adozione del Salario Minimo Garantito per
legge.
In questi giorni molti si sono chiesti perchè mai la
reazione alla crisi economica dei lavoratori italiani sia
assai meno marcata di quello di altri lavoratori europei che
si sono spinti fino al sequestro dei managers. La risposta
sta nella solitudine dei lavoratori italiani che sono
sovrastati da tre Confederazioni Sindacali filogovernative e
filoconfindustriali (Cisl,Uil, UgL) e da una grande
Confederazione che subisce un processo di crescente
istituzionalizzazione sotto la spinta della sua corrente
maggioritaria, una corrente che si muove in funzione degli
interessi "partitici" del PD e della sua cultura liberista.
I liberi sindacati di base sono discriminati e non vengono
ammessi alle trattative pur essendo assai rappresentativi
della parte più combattiva dei lavoratori italiani.
Domani il grande corteo dei lavoratori italiani sarà pieno
di una forte carica di cambiamento, un sentimento profondo
che richiede giustizia sociale e dignità, esprimerà una
volontà di radicale rottura della situazione attuale che
sarà tradotto dalla CGIL in una politica soft di
assecondamento della manovra governativa e della
confindustria.
Dopo il 4 aprile ci sarà un 5 aprile in cui la grande
mobilitazione sarà servita soltanto per mostrare al Governo
quanto sia importante trattare anche con la CGIL. Trattare
naturalmente entro rigidissimi steccati neoliberisti e di
ulteriore dissoluzione del diritto del lavoro quale si è
formato fino agli accordi di concertazione del 93. Ma
questo non conta. Conta sedere al tavolo dei vincenti..
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redazione@lospiraglio.it
Sent: Monday, April 06, 2009 3:29 PM
Subject: cgil
FUTURO SI INDIETRO NO
======================
Lo slogan della manifestazione nazionale della CGIL che
avrà luogo a Roma domani "Futuro si indietro no "è
disvelatore della volontà di rendere inoffensivo il suo
significato. Parlo di volontà e non di errore o altro dal
momento che avendo letto la piattaforma rivendicativa
dello sciopero di domani mi sono reso conto, con sgomento,
della assenza di richiesta di radicali misure rivolte a dare
una risposta alla grave ed anche infelice condizione dei
lavoratori italiani. Che vuole dire "indietro no"?
l'obiettivo è forse quello del mantenimento delle condizioni
attuali e di non peggiorarle ancora? Indietro sarebbe un
obiettivo concreto positivo, anzi positivissimo, se si
riferisse ad un ritorno alla indicizzazione dei salari e
delle pensioni ed alla situazione precedente la legge trenta
nonchè al minuto prima delle privatizzazioni che hanno
appesantito le bollette per i servizi (acqua,luce,gas,igiene
urbana.....) Tornare indietro sarebbe fare un magnifico
passo avanti per la sicurezza ed il reddito dei lavoratori e
il welfare. Ma la CGIL non chiede di non tornare indietro
dalle condizioni attuali che sono tra le peggiori che siano
mai state inflitte ai lavoratori italiani. "Futuro si",
l'altra parte dello slogan non chiarisce di quale futuro si
parla ma, dal momento che non c'è nessuna volontà di
attaccare la legge trenta, dal momento che non si chiede
niente al padronato ed il sostegno ai salari viene
individuato soltanto nelle misure di sgravi fiscali, dal
momento che non si dice una parola contro le
privatizzazioni, il futuro che la CGIL chiede è più o meno
l'Italia di oggi, la peggiore che ci sia mai stata ancora
più di quella che diede luogo alle grandi manifestazioni
degli anni sessanta culminate nello Statuto dei diritti dei
Lavoratori sostenuto sempre più debolmente dalla CGIL. E'
doloroso constatare come pur sapendo delle condizioni
schiavistiche di molti lavoratori specialmente stranieri non
si rivendichi l'adozione del Salario Minimo Garantito per
legge.
In questi giorni molti si sono chiesti perchè mai la
reazione alla crisi economica dei lavoratori italiani sia
assai meno marcata di quello di altri lavoratori europei che
si sono spinti fino al sequestro dei managers. La risposta
sta nella solitudine dei lavoratori italiani che sono
sovrastati da tre Confederazioni Sindacali filogovernative e
filoconfindustriali (Cisl,Uil, UgL) e da una grande
Confederazione che subisce un processo di crescente
istituzionalizzazione sotto la spinta della sua corrente
maggioritaria, una corrente che si muove in funzione degli
interessi "partitici" del PD e della sua cultura liberista.
I liberi sindacati di base sono discriminati e non vengono
ammessi alle trattative pur essendo assai rappresentativi
della parte più combattiva dei lavoratori italiani.
Domani il grande corteo dei lavoratori italiani sarà pieno
di una forte carica di cambiamento, un sentimento profondo
che richiede giustizia sociale e dignità, esprimerà una
volontà di radicale rottura della situazione attuale che
sarà tradotto dalla CGIL in una politica soft di
assecondamento della manovra governativa e della
confindustria.
Dopo il 4 aprile ci sarà un 5 aprile in cui la grande
mobilitazione sarà servita soltanto per mostrare al Governo
quanto sia importante trattare anche con la CGIL. Trattare
naturalmente entro rigidissimi steccati neoliberisti e di
ulteriore dissoluzione del diritto del lavoro quale si è
formato fino agli accordi di concertazione del 93. Ma
questo non conta. Conta sedere al tavolo dei vincenti..
Pietro Ancona
****
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Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: eguaglianza e libertà
Cc: rassegna sindacale
Sent: Wednesday, April 15, 2009 11:34 AM
Subject: : il convitato di pietra
il convitato di pietra
==============
Domani la Confindustria firmerà con Cisl ed Uil l'accordo
per la riforma della contrattazione sindacale. La firma
doveva avvenire già la settimana scorsa ma la signora
Marcegaglia ha voluto dare tempo alla CGIL altri otto
giorni. La Marcegaglia ha anche fatto una curiosa
comunicazione: la CGIL non firmerà ma sarà presente alla
cerimonia dell'accordo. Mi sono stropicciato gli occhi non
credendo a quanto leggevo: Che vuol dire? Quale significato
ha la presenza di Epifani o altri esponenti della CGIL nel
luogo dove si firmano accordi contro i quali si è fatta una
delle più grandi manifestazioni di protesta di questo
decennio? Forse la presenza significa: "vorrei firmare ma
non posso", oppure: non firmo ma non intendo rompere con voi
(Cisl,Uil,UGL,padronato....), oppure: non firmo, ma sono
solidale con voi e non metterò in discussione le
applicazioni pratiche dell'accordo, anzi collaborerò.......
Non so quali altri significati possa avere questa presenza
al tavolo degli accordi ma certamente piuttosto che
imbarazzare i firmatari (che non si peritano di
svillaneggiare ad ogni piè sospinto la CGIL fino a
confonderla con i "sequestratori" dei managers) attenua
ed equivoca la posizione di opposizione all'assassinio del
contratto nazionale fin qui manifestata dalla CGIL.
Può anche darsi che la CGIL pretenderà di includere una
sua dichiarazione a verbale nel testo dell'accordo e questo
spiegherebbe la sua presenza. Questa dichiarazione può
essere concordata con Confindustria CIsl e UIL e disarmare
la portata di contestazione e di alterità che finora
Epifani ha manifestato. Se la opposizione agli accordi
separati fosse vera, domani dovrebbe essere comunicato la
decisione di uno sciopero generale
dalla CGIL e l'avvio di una sua politica di collaborazione
con il sindacalismo di base (che ha contribuito
considerevolmente al successo del Circo Massimo). Ma non ci
saranno novità di rilievo. La CGIL ha scelto di stare seppur
riottosa nella barca dei vincenti. I lavoratori, sconfitti,
saranno soli. Entro pochi anni non avranno più alcuna tutela
contrattuale dal momento che la stragrande maggioranza delle
imprese italiane è di piccola dimensione e non darà luogo a
nessun accordo aziendale o territoriale. Presto, molto
presto, il salario ed il contratto saranno decisioni
unilaterali ed indiscutibili del padronato. Si adempierà il
sogno dei liberisti di una
"contrattazione individuale" e cioè unilaterale.
Palermo,14 aprile 2009
Pietro Ancona
****
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Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Thursday, April 16, 2009 8:03 PM
Subject: L'accordo separato è legge?
L'articolo di Giorgio Cremaschi, dirigente della Fiom e del
gruppo 28 aprile della CGIL, apparso su Liberazione di oggi
è titolato "l'accordo separato è legge. Il no della Cgil
serva per ripartire." Non so se la titolazione dello scritto
sia dello stesso Cremaschi o della redazione di Liberazione.
Dice tuttavia una cosa non vera. Non è vero che l'accordo
separato tra Confindustria,Governo, Cisl,UIl,UGL sia legge.
Si tratta di un accordo separato che non ha alcun valore
erga omnes, non può vincolare i lavoratori aderenti ai
Sindacati (CGIL e sindacati di base) che non l'hanno
sottoscritto. Dare per scontato che l'accordo separato sia
"legge" significa accettarne sia pure obtorto collo
l'esistenza e la legittimità. La legittimità dell'accordo
separato è tutt'altro che scontata. Si tratta di un accordo
interconfederale che modifica profondamente i contratti del
settore privato ma anche quelli del settore pubblico. Per
avere validità generale, per essere "legge" l'accordo
separato, in base alla normativa tuttora esistente seppur in
carenza di attuazione dell'art.39 della Costituzione, deve
essere dichiarato tale da una legge della Repubblica. Per
quanto il Parlamento abbia una maggioranza di centro-destra
ed una opposizione che, sull'argomento, condivide la linea
del Governo, non credo che sarà facile fare dichiarare erga
omnes un accordo non sottoscritto dai rappresentanti della
maggioranza dei lavoratori italiani (CGil e Cobas).
Purtroppo, noto una scarsa o nulla volontà di andare oltre
il mero rifiuto alla firma dell'accordo. Autorevoli
dirigenti delle Federazioni di Categoria della CGIL
dichiarano che la questione del modello contrattuale non è
la priorità ma una questione secondaria a quella del costo
della vita, della ripresa produttiva, dell'occupazione. La
stessa presenza di Epifani alla cerimonia di firma degli
accordi solleva interrogativi specialmente quando la
Marcegaglia afferma di confidare nella disponibilità delle
federazioni di categoria della CGIL ( sappiamo che la Flai
ha già accettato l'accordo separato come canovaccio dei suoi
accordi con gli altri sindacati per il rinnovo del
contratto)-
Detto questo, credo che la manifestazione del 4 aprile sia
il canto del cigno di una stagione di lotte animate da una
CGIL autonoma dal padronato e dai partiti, legata ai
lavoratori. Non ci saranno altre manifestazioni ed alla
chetichella, ad una ad una, le categorie si adegueranno
all'accordo separato. Chi non si adeguerà sarà in
disgrazia nel PD e nella stessa CGIL.
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: redazione@ilmanifesto.it ; campetti@ilmanifesto.it
Sent: Friday, April 17, 2009 3:43 PM
Subject: sindacato padrone
Il venti per cento della Chrysler al Sindacato. Non è
azionariato operaio.
======================================================
Pare che il ricchissimo e potente sindacato americano
dell'auto parteciperà alla pari della Fiat al ricostituito
capitale della Chrysler con una percentuale del venti per
cento. Questo avverrà dopo l'adesione alla proposta del
Presidente Obama di un ulteriore taglio dei salari e dei
diritti dei dipendenti. L'ennesimo di questo ultimo
decennio. Questa scelta del Sindacato americano deve fare
riflettere sul suo nefasto ruolo. Tenendo i lavoratori al
guinzaglio come un accalappiacani, il Sindacato ha favorito
e favorisce un vasto, doloroso e profondo processo di
pauperizzazione dei lavoratori a vantaggio di profitti
sempre più sfrenati delle multinazionali . In tutto
l'Occidente l'impoverimento delle masse popolari è anche
conseguenza
delle politiche sindacali. Oggi sbaglierebbe di grosso
chi confondesse l'acquisizione della quota azionaria del
sindacato UAW (United auto Worcker) con l'azionariato
operaio che, in dibattiti degli anni sessanta, costituiva
una risposta alla questione della gestione delle imprese. Il
Sindacato non c'entra niente con i lavoratori dai quali
ricava la sua ricchezza. E' un organismo che non solo è
sottratto al controllo dei suoi iscritti ma è da questi
temuto. Il potere del Sindacato americano deriva dai suoi
legami a volte inconfessabili con le aziende ed in genere
con l'establiscement. Questi legami e una legislazione che
favorisce la gestione autoritaria del Sindacato hanno
isolato i lavoratori che praticamente sono nelle mani delle
imprese e dei sindacati. Il processo che in Italia è
iniziato con gli accordi di concertazione del 1993 negli Usa
è assai più avanzato e dura oramai da oltre cinquanta anni
durante i quali il welfare è stato ridimensionato ed i
salari ed i contratti sono la pallida ombra di ciò che
furono originariamente e per qualche decennio in cui si
assicurò un relativo benessere alle classi lavoratrici.
Ho letto che la Cisl italiana parteciperà agli accordi
della Crysler e questo mi conferma nel convincimento che
bisogna rafforzare l'opposizione ideologica al processo di
allontanamento del sindacato dai lavoratori e dalla tutela
dei loro interessi per farne un agente del capitalismo. La
crescita di importanza degli enti bilaterali faranno sempre
di più del contratto uno strumento di tutela e di espansione
del "sindacato" spesso a danno dei lavoratori fino al
paradosso di un vero e proprio conflitto di interesse tra
sindacato-lavoratori per la crescente divaricazione degli
interessi rappresentati.
pietro ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: circolo pasolini pavia
Sent: Wednesday, April 22, 2009 4:53 PM
Subject: Il sindacalismo confederale come "cavezza con
morso"
Il Sindacato italiano, uno e trino, anzi uno e quadruplo
con l'UgL (parlo dei sindacati "rispettabili" non certo dei
cobas considerati focolai di anarco-sindacalisti e teste
calde) è da tempo una cavezza che tiene al loro posto, a
bada, i lavoratori che da anni sopportano la continua
manipolazione e rimanipola_
zione dei loro diritti, del welfare che li riguarda.
Cavezza munita di morso che fa sanguinare ogni volta che si
tenta uno strappo.
Nell'ultimo decennio, periodo di massima crescita della
potenza e dello splendore dei Sindacati Confederali che
oramai dichiarano più di dieci milioni di aderenti e diecine
di migliaia di funzionari a tempo pieno i lavoratori
italiani hanno subito una costante diminuzione dei loro
salari e del loro potere sociale. In azienda debbono stare
con la coda tra le gambe, non fiatare, stare attenti
a non fare passi falsi, a non farsi annotare tra i
"rompiscatole".
Mentre le Confederazioni- cavezza con morso crescono di
potenza ed insuperbiscono per la frequentazione dello stanze
del potere, dei salotti della borghesia e degli arricchiti,
i gli operai-cavalli sono diventati magri e scheletrici
ronzini denutriti, costretti financo a cibarsi di alimenti
comprati nei discount ed a calzare scarpe cinesi che magari
deformano le loro estremità, a vestirsi nei mercatini
rionali e nei grandi magazzini più dozzinali.Non sono più
in grado di cambiarsi l'auto che diventa sempre più
inquinante e fonte di contravvenzioni, non riescono più,
come i loro padri, fare laureare almeno un figlio e se si
azzardano a fare un mutuo per comprare una casa è probabile
che la perdano per le ipoteche bancarie. Al cinema, al
teatro, ai consumi culturali, alla "villeggiatura"
non ci pensano più da un pezzo.
Se un operaio-ronzino ha una volta fatto un debito con una
finanziaria per comprarsi un motorino ed ha finito di
pagarlo regolarmente viene tormentato da una quantità enorme
di depliant che gli offrono mirabolanti condizioni di
prestiti "vantaggiosi". C'è una criminale incentivazione
all'indebitamento. Persone con tredicimila euro di reddito
annuale vengono circuite per sottoscrivere debiti di tre o
quattro volte maggiori. Si arriva financo a mandare per
posta il facsimile dell'assegno di dieci o quindicimila euro
che la finanziaria darebbe in quattro e quattrotto ed a
condizioni che sono tuttaltro che esose. Ci sono aziende in
cui la cessione del quinto non risparmia praticamente nessun
dipendente. Ci sono giovani lavoratori indebitati per quasi
l'ammontare del loro salario mensile e sopravvivono con
l'aiuto dei genitori o di prestiti per pagare prestiti.
L'immoralità criminale di questa continua spinta
all'indebitamento dei più deboli dovrebbe fare vergogna al
sistema finanziario italiano.
La condizione operaia diventata drammatica non spinge
neppure la CGIL che è sempre stata l'organizzazione
sindacale per antonomasia a chiedere un sostanziale aumento
dei salari. Stamane il Governatore della Banca d'Italia ha
denunziato l'impoverimento degli operai a vantaggio dei
lavoratori autonomi. Una volta, in presenza di dati così
scandalosamenti chiari, di un trasferimento di redditi così
marcato dal lavoro dipendente ai profitti, si sarebbe fatto
qualcosa. Ora, la CGIL che risulta La Confederazione meno
allineata al Governo ed alla Confindustria se ne sta zitta
ed al massimo propone
qualche alleggerimento fiscale, qualche spicciolo. La CGIL
non ha niente da chiedere al padronato che
si è arricchito con i bassi salari derivanti dagli accordi
del 93. Quasi un ventennio in cui l'impoverimento delle
masse lavoratrici italiane ed il loro distacco dai paesi
industrializzati è diventato clamoroso!!
Se rileggete il manifesto dello sciopero CGIL del 4
aprile e di quelle precedenti ed anche la piattaforma delle
categorie di "sinistra" metalmeccanici e statali" (che
stanno rapidamente rientrando nei ranghi del perbenismo
confederale) non troverete quanto servirebbe ai lavoratori
oggi: un aumento di almeno il venti per cento dei salari ma
generiche richieste di una diversa politica economica. Della
abolizione della legge Biagi neanche a parlarne. E' tabù.
Non viene da tempo neppure menzionata nei documenti
ufficiali.
L'ultimo accordo tra tre delle quattro confederazioni è
stato firmato alla presenza della CGIL dissenziente. Una
sorta di convitato di pietra, di testimone. Ma, nella
sostanza, è come se quell'accordo contro il quale hanno
manifestato milioni di lavoratori fosse stato firmato dal
momento che costituirà la base di tutti i rinnovi
contrattuali di categoria (vedi flai)
Oggi si conclude il Direttivo della CGIL. Il suo documento
finale sarà la prova documentale della impossibilità di
recuperarla , ad una linea di autonomia e di difesa vera dei
lavoratori. Se ne intuiscono i lineamenti dal dibattito in
corso. Il pressing del PD di Letta,Ichino,Damiano,Bersani è
pesante, molto pesante.
.Bisognerebbe cominciare a prenderne atto, senza assurde
speranze di salvazione. Il sindacalismo confederale italiano
è di gran lunga peggiore di quello americano e non ha
conservato la dignità dei sindacati francesi e tedeschi. E'
la longa manus della Confindustria e del Governo sui
lavoratori ai quali ha imposto tutto dal precariato alla
detassazione degli straordinari alla cessione del TFR a
vantaggio di una previdenza privata spesso truffaldina a
continue rimanipolazioni delle pensioni oramai ridotte a una
miserevole cosa.-
Bisogna trovare il coraggio di rompere e di comprendere
finalmente tutta la pericolosità sociale dell'Unità
sindacale, un tempo valore supremo e grande momento
sinergico per i diritti e la dignità operaia. L'unità
bisogna farla tra i lavoratori ma fuori dalle
Confederazioni.
Pietro Ancona
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=115606
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/03_Marzo/29/costo_lavoro_europa.shtml
http://www.aeeeitalia.it/documenti/EurispesStudiosalari.pdf
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: info@confsal.it
Sent: Thursday, April 23, 2009 2:06 PM
Subject: le conclusioni del direttivo cgil di ieri
Il Sindacato italiano, uno e trino, anzi uno e quadruplo
con l'UgL (parlo dei sindacati "rispettabili" non certo dei
cobas considerati focolai di anarco-sindacalisti e teste
calde) è da tempo una cavezza che tiene al loro posto, a
bada, i lavoratori che da anni sopportano la continua
manipolazione e rimanipolazione dei loro diritti, del
welfare che li riguarda. Cavezza munita di morso che fa
sanguinare ogni volta che si tenta uno strappo.
Nell'ultimo decennio, periodo di massima crescita della
potenza e dello splendore dei Sindacati Confederali che
oramai dichiarano più di dieci milioni di aderenti e diecine
di migliaia di funzionari a tempo pieno i lavoratori
italiani hanno subito una costante diminuzione dei loro
salari e del loro potere sociale. In azienda debbono stare
con la coda tra le gambe, non fiatare, stare attenti
a non fare passi falsi, a non farsi annotare tra i
"rompiscatole".
Mentre le Confederazioni- cavezza con morso crescono di
potenza ed insuperbiscono per la frequentazione dello stanze
del potere, dei salotti della borghesia e degli arricchiti,
i gli operai-cavalli sono diventati magri e scheletrici
ronzini denutriti, costretti financo a cibarsi di alimenti
comprati nei discount ed a calzare scarpe cinesi che magari
deformano le loro estremità, a vestirsi nei mercatini
rionali e nei grandi magazzini più dozzinali.Non sono più
in grado di cambiarsi l'auto che diventa sempre più
inquinante e fonte di contravvenzioni, non riescono più,
come i loro padri, fare laureare almeno un figlio e se si
azzardano a fare un mutuo per comprare una casa è probabile
che la perdano per le ipoteche bancarie. Al cinema, al
teatro, ai consumi culturali, alla "villeggiatura"
non ci pensano più da un pezzo.
Se un operaio-ronzino ha una volta fatto un debito con una
finanziaria per comprarsi un motorino ed ha finito di
pagarlo regolarmente viene tormentato da una quantità enorme
di depliant che gli offrono mirabolanti condizioni di
prestiti "vantaggiosi". C'è una criminale incentivazione
all'indebitamento. Persone con tredicimila euro di reddito
annuale vengono circuite per sottoscrivere debiti di tre o
quattro volte maggiori. Si arriva financo a mandare per
posta il facsimile dell'assegno di dieci o quindicimila euro
che la finanziaria darebbe in quattro e quattrotto ed a
condizioni che sono tuttaltro che esose. Ci sono aziende in
cui la cessione del quinto non risparmia praticamente nessun
dipendente. Ci sono giovani lavoratori indebitati per quasi
l'ammontare del loro salario mensile e sopravvivono con
l'aiuto dei genitori o di prestiti per pagare prestiti.
L'immoralità criminale di questa continua spinta
all'indebitamento dei più deboli dovrebbe fare vergogna al
sistema finanziario italiano.
La condizione operaia diventata drammatica non spinge
neppure la CGIL che è sempre stata l'organizzazione
sindacale per antonomasia a chiedere un sostanziale aumento
dei salari. Stamane il Governatore della Banca d'Italia ha
denunziato l'impoverimento degli operai a vantaggio dei
lavoratori autonomi. Una volta, in presenza di dati così
scandalosamenti chiari, di un trasferimento di redditi così
marcato dal lavoro dipendente ai profitti, si sarebbe fatto
qualcosa. Ora, la CGIL che risulta La Confederazione meno
allineata al Governo ed alla Confindustria se ne sta zitta
ed al massimo propone
qualche alleggerimento fiscale, qualche spicciolo. La CGIL
non ha niente da chiedere al padronato che
si è arricchito con i bassi salari derivanti dagli accordi
del 93. Quasi un ventennio in cui l'impoverimento delle
masse lavoratrici italiane ed il loro distacco dai paesi
industrializzati è diventato clamoroso!!
Se rileggete il manifesto dello sciopero CGIL del 4
aprile e di quelli precedenti ed anche la piattaforma delle
categorie di "sinistra" metalmeccanici e statali, (che
stanno rapidamente rientrando nei ranghi del perbenismo
confederale), non troverete quanto servirebbe ai lavoratori
oggi: un aumento di almeno il venti per cento dei salari, ma
soltanto generiche richieste di una diversa politica
economica. Della abolizione della legge Biagi neanche a
parlarne. E' tabù. Non viene da tempo neppure menzionata nei
documenti ufficiali.
L'ultimo accordo tra tre delle quattro confederazioni è
stato firmato alla presenza della CGIL dissenziente. Una
sorta di convitato di pietra, di testimone. Ma, nella
sostanza, è come se quell'accordo contro il quale hanno
manifestato milioni di lavoratori fosse stato firmato dal
momento che costituirà la base di tutti i rinnovi
contrattuali di categoria (vedi Flai)
Oggi si conclude il Direttivo della CGIL. Il suo documento
finale sarà la prova documentale della impossibilità di
recuperarla ad una linea di autonomia e di difesa vera dei
lavoratori. Se ne intuiscono i lineamenti dal dibattito in
corso. Il pressing del PD di Letta, Ichino, Damiano, Bersani
è pesante, molto pesante.
.Bisognerebbe cominciare a prenderne atto, senza assurde
speranze di salvazione. Il sindacalismo confederale italiano
è di gran lunga peggiore di quello americano e non ha
conservato la dignità dei sindacati francesi e tedeschi. E'
la longa manus della Confindustria e del Governo sui
lavoratori ai quali ha imposto tutto dal precariato alla
detassazione degli straordinari alla cessione del TFR a
vantaggio di una previdenza privata spesso truffaldina, a
continue rimanipolazioni delle pensioni oramai ridotte a una
miserevole cosa.-
Bisogna trovare il coraggio di rompere e di comprendere
finalmente tutta la pericolosità sociale dell'Unità
sindacale, un tempo valore supremo e grande momento
sinergico per i diritti e la dignità operaia. L'unità
bisogna farla tra i lavoratori ma fuori dalle
Confederazioni.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=115606
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/03_Marzo/29/costo_lavoro_europa.shtml
http://www.aeeeitalia.it/documenti/EurispesStudiosalari.pdf
DOCUMENTO CONCLUSIVO CGIL
http://www.rassegna.it/articoli/2009/04/22/46036/il-documento-conclusivo-del-direttivo-cgil
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Tuesday, April 28, 2009 3:27 PM
Subject: PRIMO MAGGIO SENZA DOMANI
PRIMO MAGGIO SENZA DOMANI
=========================
Mi domando che cosa racconteranno i tre segretari alla
gente che, nella convinzione sempre meno ferma che i
Sindacati li rappresentino e li difendino, si recherà ai
comizi per ascoltare i loro discorsi e ricavarne una qualche
speranza per un futuro che in molti non riescono più ad
immaginarsi. Se facciamo un bilancio dal primo maggio scorso
a questo le cose sono certamente peggiorate anche con la
partecipazione attiva del Sindacato. E' stato firmato un
accordo da Cisl, Uil e Ugl per riformare in peggio, molto in
peggio, il contratto nazionale di lavoro. La CGIL non ha
firmato ma ha preteso di assistere quale convitato di
pietra alla stipula degli accordi contro i quali ha fatto
una manifestazione nazionale con milioni di lavoratori. Ma
già dall'ultimo Direttivo della CGIL si evince che non ci
sarà una reale resistenza al nuovo modello contrattuale
dettato dalla Confindustria e che le categorie dovranno
adottarlo in occasione dei rinnovi dei loro contratti.
Questo per il tabù dell'unità sindacale, una condizione che
un tempo dava forza ai lavoratori e che oggi è un pesante
macigno posto sulle loro spalle.
Il diritto di sciopero è stato rimesso in discussione e, con
provvedimenti amministrativi assunti dai Comuni,
le piazze, una dopo l'altra, si stanno vietando. A Roma vige
già un accordo sottoscritto anche dalla CGIL per
evitare manifestazioni e cortei ed è di oggi la notizia che
Milano si accinge a fare lo stesso e per i cortei di
protesta e per la preghiera degli islamici.
Il Primo Maggio nasce con la rivendicazione delle otto ore
di lavoro. Una rivendicazione che, nel corso di quasi un
secolo di lotte è pervenuta alle quaranta ore settimanali
ed addirittura alle trentacinque ore in Francia ora
abolite da Sarkozy). Le 35 ore del governo socialista
francese furono il canto del cigno. Ora siamo nel piano di
una tendenza opposta volta a negare ai lavoratori la
disponibilità del tempo della loro vita. Una normativa
europea alla quale i governi si adeguano rapidamente
stabilisce 11 ore di riposo consecutive. I lavoratori hanno
l'obbligo di dare la disponibilità di tredici ore alla loro
azienda.La settimana lavorativa può anche essere di sessanta
ore. La tendenza è di andare anche oltre. Non siamo alla
condizione dei lavoratori cinesi costretti a dormire in
fabbrica per prestare tutta la loro vita all'impresa ma
l'evoluzione della questione non promette niente di buono.
Se guardiamo ai salari ed alle pensioni non esiste alcuna
richiesta di loro miglioramento. Le pensioni sono state
quasi annullate da un ciclo di controriforme iniziato da
Dini e che non si è ancora concluso e per i salari
nessuna rivendicazione viene avanzata al padronato. Si
chiede qualche spicciolo al Governo attraverso la
detassazione o qualche piccolo intervento fiscale.
L'allarme sulla tristissima condizione dei lavoratori è
stato lanciato diverse volte non dai sindacati ma dalla
Istat e dalla Banca d'Italia. Quattro milioni di
lavoratori sono precari oramai stabili nel senso che non
esiste alcuna prospettiva di assunzione a tempo
indeterminato. I lavoratori a tempo indeterminato sono
assediati e minacciati da nuove aggressioni al loro status.
In Parlamento ferve una attività bipartisan di squadroni di
guastatori del diritto al lavoro consacrato in tante leggi
dello Stato e nello Statuto dei Diritti dei Lavoratori. Oggi
è sotto tiro la legge sui licenziamenti individuali. Si
vuole negare il diritto alla magistratura di intervenire. Il
datore di lavoro diventa DIO inappellabile. Se ti licenzia
non sarai più tutelato dal diritto naturale e civile di
ricorrere ad un giudice come è sempre stato.
Leggevo oggi che ventidue bambini di un paese del milanese
non hanno più i pasti perchè le loro famiglie non pagano il
tiket. 14 di questi sono rom. Le maestre si privano del loro
vassoio per dare da mangiare ai bambini. L'amministrazione
comunale (centro-sinistra) sostiene che è giusto che vengano
lasciati a digiuno.
A che cosa servono i soldi del Comune? A pagare grassi
emolumenti agli amministratori. E' ormai chiaro che Comuni e
Regioni servono a mantenere una oligarchia di politici
sempre più benestanti che, con le privatizzazioni,
arricchiscono anche i loro famigli. Una nuova classe sociale
quella dei "politici a tempo" pieno si ritaglia una
consistente e burrosa fetta dal reddito nazionale.Questa
classe è presente a tutti i livelli della pubblica
amministrazione.
E' oramai chiaro, chiarissimo, che i Sindacati Confederali
italiani che celebrano insieme il Primo Maggio non hanno
alcuna intenzione di mettere in discussione i salari, le
pensioni, la legge Biagi.Inoltre la loro opposizione alle
leggi liberticide del Governo verso gli immigrati è assai
convenzionale.
Una volta il Primo Maggio era anche dedicato alla Pace nel
mondo. Ora non se ne parla più e non c'è un pronunciamento
contro le spese militari e le missioni coloniali in Irak ed
Afghanistan.
La manifestazione del 4 aprile della CGIL è stata
l'ultima di questa triste fase della storia italiana. Non se
ne faranno più mentre il Parlamento fabbrica nuove catene
per il lavoro dipendente. Oramai non si limita più a
togliere diritti ma anche a creare condizioni di vera e
propria inferiorità civile.
Apprendiamo della condanna inflitta a Cofferati per
comportamento antisindacale. Ha comunicato alle maestranze
di un teatro che avrebbero pagato tutti con la loro giornata
di lavoro per lo sciopero di un gruppo di loro colleghi.
Ieri sera l'ho visto ad una trasmissione televisiva.
Difendeva il suo punto di vista, non mostrava nessun
pentimento, nessun senso di vergogna per quello che aveva
fatto.
Ecco: questo è il punto a cui siamo giunti. Cofferati è
capolista del PD è sarà eletto al Parlamento Europeo.
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: micromega
Sent: Monday, August 10, 2009 1:53 PM
Subject: Operai-Stiliti dell'INNSe di Milano
GLI STILITI DEL NOSTRO SECOLO
============================
Per gridare il loro dolore per il lavoro perduto ed
implorare l'attenzione del pubblico e magari del Governo,
per trovare una via di salvezza, quattro operai ed un
sindacalista della Fiom si sono situati in cima ad una alta
torre
della loro fabbrica chiusa ed in procinto di essere
cancellata con i macchinari venduti e l'area ceduta alla
speculazione immobiliare.
Operai milanesi che diventano stiliti come certi religiosi
dei primi anni del cristianesimo che sceglievano di
stare in cima ad una colonna e da li espiare l'enorme
montagna di peccati di cui si sentivano caricati da una
Chiesa che colpevolizza il suo popolo. L'Espiazione come via
alla Salvezza. Ma gli operai dell'INNSE non debbono espiare
niente: hanno lavorato tutta la loro vita per le loro
famiglie che ora trepidano e disperano.
Credo che niente più di questa umiliante decisione alla
quale la disperazione ha costretto gli operai spieghi la
sconfitta del movimento operaio dopo gli effimeri successi
degli anni settanta del secolo scorso. Una sconfitta
aggravata
dalla linea di collaborazionismo subalterno che da anni
praticano CGIL-CISL-UIL oramai inchiodati in una posizione
di mera "limatura" di qualche virgola dei decreti padronali
e governativi.
L'esperienza dei neo-stiliti continuerà dal momento che il
liberismo senza regole e senza freni sociali padrone di
tutto compreso lo Stato è destinato a durare senza alcuna
opposizione politica e sindacale degna di rilievo.
L'opposizione si è orama radunata fuori dal Parlamento e
dalle Confederazioni Sindacali. Non conta molto e dovrà fare
un lungo e doloroso purgatorio.
La presenza del sindacalista della FIOM che ha scelto di
condividere la triste e dolorosa azione dei lavoratori è da
apprezzare per il suo profondo significato di condivisione.
Dà l'immagine del sindacalista che è fratello dell'operaio
che assiste nella cattiva sorte. Ma questo non solo non
cancella ma fa vedere di più il desolato vuoto in cui gli
operai combattono oggi le loro battaglie quando non si
arrendono subito
ritenendosi sconfitti. Tre Confederazioni Sindacali che si
dichiarano tra le più forti d'Europa non hanno la forza per
tenere l'impresa dentro le regole della Costituzione e non
reagiscono ad una condizione di immiserimento
sempre più intollerabile di coloro che hanno un lavoro. Sono
lontanissime dai lavoratori e dalle loro famiglie.
Pietro Ancona
****
----- Original Message -----
Sent: Monday, August 17, 2009 5:39 PM
Subject: i lavoratori sono soli
i LAVORATORI SONO SOLI
======================
La lotta dei lavoratori dell'INNSE ha fatto scuola. E'
stata osservata e studiata da altri gruppi di lavoratori in
difficoltà ed imitata a Roma dai dipendenti della Cim ed
ora da un gruppo di vigilantes. Alla Cim è andata bene ai
lavoratori che hanno avuto un accordo. Lo stesso non è
accaduto per i vigilantes asserragliati sul Colosseo che
rivendicano dalla nuova società subentrata al loro vecchio
datore di lavoro la continuità di trattamento economico e
normativo. Dubito molto che la lotta di questi ultimi
stiliti avrà successo per due ragioni: primo perchè è
sostenuta soltanto da un terzo dei dipendenti interessati
anche se hanno ragione e ne
sono la parte più consapevole. . E' vero che in caso di
cambio gestionale le condizioni esistenti non sono
cancellabili. Ma dagli accordi Alitalia in poi, accettati
dalle Confederazioni Sindacali, è possibile chiedere al
dipendente di firmare un nuovo contratto di lavoro
naturalmente peggiorativo di quello precedente.
L'alternativa che ha il lavoratore è quella o di accettare o
di non essere ripreso in azienda. Questa novità estremamente
grave in periodi di ristrutturazione delle aziende è stata,
mi ripeto, accettata
dalle Confederazioni Sindacali dei lavoratori ivi compresa
la CGIL. Se si confronta il contratto CAI con il contratto
Alitalia si ha l'idea della regressione subita sul piano
dei diritti e delle retribuzioni a cominciare
dal fatto che il rapporto di lavoro diventa sempre di più un
fatto bilaterale tra dipendente ed azienda e sempre meno un
fatto appartenente alla contrattazione sindacale tra azienda
e la rappresentanza sindacale dei dipendenti. L'indirizzo
di questa involuzione è verso un futuro in cui il contratto
collettivo non ci sarà più ed al suo posto ci saranno tanti
contratti individuali scritti dall'azienda che il lavoratore
dovrà soltanto firmare.
Non so se avremo una moltiplicazione di episodi del genere
dei tre che si sono verificati all'Innse, alla Cim ed
alla società dei vigilantes. Forse si dal momento che a
fronte della perdita del pane quotidiano e della
impossibilità di trovare assorbimento in un mercato del
lavoro che espelle piuttosto che assorbire, probabilmente
avremo altre manifestazioni di disperata protesta. Già
Cazzola del PDL ed esponente di punta della lotta ai
diritti dei lavoratori ha già denunziato la
"spettacolarizzazione" della protesta dei lavoratori e si
fanno pressioni sempre più insistenti sui massmedia per
ignorare la notizia di altre proteste.
D'altronde queste proteste nascono dall'assoluta
solitudine dei lavoratori che sebbene vivano in un Paese che
vanta possenti Confederazioni Sindacali forti di oltre dieci
milioni di iscritti non ricevono da queste alcun aiuto
concreto nè una tutela nè una possibilità di una lotta
collettiva e generalizzata.
Una dichiarazione di Angeletti di oggi relega nel passato
storico le lotte ed i movimenti collettivi ed un silenzio
tombale avvolge il mondo sindacale. Epifani, dopo la
conclusione della lotta all'INNSE, si è preoccupato soltanto
di sottolinearne il carattere "pacifico" a differenza delle
lotte francesi e tedesche e non aggiunge altro.
Non esiste alcuna prospettiva di affrontare la prossima
stagione sindacale con un progetto ed un programma di lotte.
Non si fanno richieste di alcun genere tranne quelle
condivise dalla Confindustria di detassazione degli
straordinari o delle tredicesime. Insomma il massimo di
beneficio per i lavoratori al quale si pensa va nell'ordine
di qualche spicciolo, meno di cento euro su base annuale.
Non si vuole restituire alla classe lavoratrice italiana la
sua capacità di influire sulla ripartizione del reddito
nazionale accaparrato in grande parte dalla borghesia
imprenditora e delle professioni che ha già ridotto di una
bella fetta la parte del lavoro dipendente.
Basterebbero due grandi rivendicazioni generali per ridare
identità sociale e politica e prospettiva ai lavoratori:
Una richiesta di aumento generalizzato dei salari di almeno
il venti per cento per accorciare la distanza dalla media
dei salari europei e l'abolizione della legge Biagi,
spaventosa arma di frammentazione ed umiliazione di tutte
le nuove generazioni che entrano nel mondo del lavoro.
Ma le Confederazioni Sindacali CGIL,CISL,UIL e UGL si
guarderanno bene dal chiedere questo o altro. Non
chiederanno niente!! Continueranno a fare da spalla alla
Confindustria nelle sue richieste al Governo di nuovi aiuti
per migliorare l'efficienza e la competitività
dell'economia italiana!! Minacciano uno sciopero contro le
gabbie salariali con una posizione di mera difesa
dell'esistente. Danno per scontato il fatto che milioni di
persone debbono vivere con mille euro al mese. Queste
Confederazioni hanno oramai una struttura
profondamente antidemocratica. La loro ossatura è data da un
corpo di "funzionari" che ne costituiscono gli organismi
interni e forniscono sempre la stragrande maggioranza dei
delegati ai Congressi. Non c'è niente da fare.
Le regole interne sono staliniste. Si applica il principio
del cosidetto centralismo democratico. Al referendum
indetto da CGIL,CISL,UIL sugli accordi con il governo Prodi
i rappresentanti della FIOM che avevano votato nei loro
organismi No sono stati costretti ad illustrare nelle
assemblee il Si approvato dalla maggioranza del CD della
CGIL. Non si vedono prospettive per l'avvio di processo di
democratizzazione.
Pietro Ancona
http://www.borsaitaliana.it/borsa/area-news/news/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=637156&lang=it
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From: pietroancona@tin.it
To: lettere@liberazione.it
Sent: Tuesday, August 18, 2009 8:13 PM
Subject: : si può criticare la CGIL?
Caro Direttore,
si può parlare male di Garibaldi cioè della CGIL? E'
possibile chiedersi cosa sarà il prossimo Congresso?
Ieri abbiamo letto l'intervista di Nicoletta Rocchi che di
fatto propone una intesa con Cisl ed Uil sulla riforma del
contratto (naturalmente chiamando le cose con nomi diversi
ma insomma se non è zuppa è pan bagnato).
E' possibile parlare male della firma apposta al contratto
Cai (Alitalia)? E deprecare la firma sulla gestione delle
manifestazioni a Roma? Possiamo annotare come deboli e
puramente di facciata le critiche CGIL alle leggi sulla
sicurezza? Possiamo criticare la sua posizione di pura
correzione di bozze delle profonde e radicali modificazioni
dell'assetto legislativo del diritto del lavoro? Perchè la
sinistra italiana teme di discutere
la politica remissiva, collaborazionista con padronato e
governo, della CGIL italiana? Perchè non si colgono
le profonde involuzioni che ne investono il grande corpo
organizzativo?
Giuseppe Di Vittorio nel 1911 usci dalla Confederazione del
Lavoro disgustato del suo collaborazionismo con il governo
giolittiano. Mi domando se oggi la CGIL è riformabile e se
sarà possibile restituirla alla sua natura di sindacato
riformista di classe (non sono termini antitetici). Temo che
avremo una involuzione. Dobbiamo aspettarci il peggio da un
congresso condizionato dagli oligarchi del PD.
Pietro
http://archiviostorico.corriere.it/2009/agosto/12/Salari_territoriali_Rocchi_chiede_svolta_co_8_090812042.shtml
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, August 23, 2009 8:02 AM
Subject: Castastrofismo autolesionistico della CGIL
Catastrofismo autolesionistico della CGIL
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La CGIL annunzia, attraverso il suo ufficio studi, la
possibile perdita di un milione di posti di lavoro nel
prossimo futuro. Non è la prima volta che la CGIL si
avventura in previsioni catastrofiche sulla possibile
perdita di posti di lavoro degli italiani. Se scorriamo i
giornali degli ultimi tre anni troveremo almeno altri due o
tre annunci simili spesso contrappuntati da analoghe
comunicazioni della Confindustria magari un pochino più
contenute.
Questo allarme viene vissuto nei posti di lavoro con timore
ed a volte quasi con terrore. La gente percepisce
un degrado sempre più evidente nel sistema economico del
Paese, degrado che magari viene amplificato dagli
imprenditori per chiedere con insistenza "soldi veri" per
reggere l'urto della congiuntura difficile e magari
nuove provvidenze governative.
Se osserviamo la situazione successiva alle profezie
precedenti di CGIL e Confindustria vediamo che, in effetti,
se è vero che la situazione si è deteriorata e si sono
avute perdite significative di posti di lavoro queste sono
spesso state originate non tanto da difficoltà di mercato
quanto dalla ricerca di sempre maggiori profitti e
manodopera sempre più malpagata e priva di diritti. Ma non
si sono mai realizzate le previsioni di perdite previste
dall'Ires-CGIL. La situazione, nell'insieme, è sempre stata
migliore di quella temuta.
Ora la CGIL non è una sorta di ufficio metereologico
dell'economia italiana preposta a segnalarci il bel tempo o
il temporale. La CGIL è la più grande organizzazione
sindacale dei lavoratori italiana e sa bene che
annunzii di andamenti catastrofici dell'economia o di
perdita di posti di lavoro vengono immediatamente
strumentalizzati dal padronato e dalla destra per
scoraggiare qualsiasi possibilità di miglioramento dei
miserabili salari che non sono più in grado di soddisfare le
esigenze minime di sopravvivenza. La CGIL farebbe bene a
pubblicare i bilanci depositati in borsa dalle maggiori
aziende italiane e le dichiarazioni dei redditi. Forse si
renderebbe conto che le cose non vanno cosi male per gli
imprenditori e per le aziende e che non ci sono tante
notizie di fallimenti o di moria di aziende.
La CGIL dovrebbe infine chiamare alla mobilitazione ed
alla lotta senza quartiere i lavoratori minacciati davvero
di licenziamento. Mi riferisco agli insegnanti ed al
personale delle scuole italiane che saranno falcidiati da
un attacco mortale sferrato dal Governo alla scuola pubblica
che ridurrà di diecine di migliaia i posti di lavoro per
creare un immenso serbatoio di insegnanti a prezzo
stracciato per le scuole private, scuole che spesso non
meritano quello appellativo dal momento che sono diplomifici
senza alcuna dignità pedagogica e civile.
La CGIL dovrebbe rompere ogni indugio e chiedere un
generale miglioramento dei salari. Non basta strillare
e minacciare sciopero contro la proposta Bossi di gabbie
salariali. Lottare contro le gabbie salariali non vuol dire
niente. Oggi bisogna aumentare i salari, tutti i salari, di
almeno il venti per cento per mitigare un poco il loro gap
verso i salari europei. Dovrebbe mettere sotto osservazione
seria e qui davvero presentare uno studio sugli effetti
della legge Biagi ad anni di distanza della sua applicazione
per verificare quali sono gli effetti reali sulle nuove
generazioni. Si scoprirà che si è creata una immensa e
diffusa zona di sofferenza sociale e di umiliazione di
tantissimi ragazzi che nonostante le lauree o gli studi
compiuti si sono ritrovati precari a meno di mille euro al
mese. Dovrebbe chiedere la CGIL un minimo salariale per
tutti i nuovi immessi
al lavoro a cominciare dai precari. Dovrebbe chiedere
l'abolizione della legge Biagi.
Ma la CGIL è paralizzata al suo interno dalle grandi
manovre precongressuali tra i candidati alla successione di
Epifani che aspirano alla segreteria. Personaggi che cercano
un posizionamento per diventare referenti di questa o quella
componente del PD, un PD che si appoggia sopratutto alle
associazioni padronali accettandone e spesso condividendone
l'aggressione ai diritti dei lavoratori. Calearo, Merloni,
Colaninno, Letta, Ichino, Damiani, con qualche sfumatura di
diversità sostengono tutti la "riforma" cioè la
cancellazione dei diritti garantiti dallo Statuto dei
Lavoratori (che vorrebbero abolire).
Per concludere l'annunzio della CGIL di un milione di
posti di lavoro in meno tira la volata alla Confindustria
nelle sue richieste di soldi, soldi ed ancora soldi al
governo, obiettivamente scoraggia i lavoratori e li induce a
subire in silenzio una situazione diventata inaccettabile,
non propone alcuna alternativa, alcuna proposta seria
quale un programma straordinario di costruzione di case
popolari, asili nido, scuole, ospedali, tutte cose che
sembrano cancellate per sempre dai documenti e dalle
iniziative.
Oltre alla catastrofe annunziata per l'occupazione, la sola
cosa che si percepisce della CGIL è un grande silenzio..
pietroancona@tin.it
http://www.industriale-oggi.it/archives/00022564.html
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Thursday, August 27, 2009 11:52 AM
Subject: altri guai per i lavoratori
Appena due giorni dopo il catastrofico annunzio della CGIL, il Ministro
Sacconi ha aperto la sua campagna d'autunno per ridurre il costo di quello
che chiama "capitale umano" nel suo vezzo di creare una lingua fatta di
locuzioni adatte alla fase iperliberista della politica sindacale del
governo. La CGIL si preoccupa della perdita di un milione di posti di lavoro
e non avanza alcuna proposta relativa alla condizione salariale e normativa.
I contratti di lavoro che si stanno rinnovando, pur tra polemiche e minuetti
vari non si discostano dal binario che ne ha segnato l'impoverimento a
cominciare dai famigerati accordi di concertazione del 1993: meno di cento
euro netti mensili a regime, un regime che si raggiungerà tra un paio d'anni
dalla stipula. Sacconi che ha fatto del suo ministero una corazzata contro
la CGIL aiutato dalla Cisl di Bonanni rilancia la proposta di Bossi delle
gabbie salariali naturalmente denominandole diversamente.
Propone di ridurre al minimo il salario garantito dal contratto nazionale
e di promuovere la contrattazione aziendale legata naturalmente alla
produttività. Ora la struttura delle aziende italiane è nota; il 95% ha meno
di dieci dipendenti. La media è di 4 dipendenti per azienda. Immaginare che
questo pulviscono di aziende di piccole dimensioni possono dar vita a
contrattazioni integrative è del tutto inimmaginabile. Tutta la grande
riforma sottoscritta da Cisl, UIL, UGL si ridurrà ad una minore tutela
contrattuale dei lavoratori italiani. Bisogna essere sommamente ipocriti per
pensare che in un cantiere edile di Caltanissetta o in una officina
meccanica di Reggio Calabria si possano
contrattare condizioni salariali aggiuntive.
Purtroppo la situazione è grave dal momento che la linea della destra
italiana è sostenuta da Cisl UIL e da tutte le forze del centro-destra più
una significativa parte del PD. La destra è divisa tra il falco Sacconi che
odia la CGIL e vorrebbe semplicemente cancellarne l'esistenza ed una linea
più cauta che fa capo alla Marcegaglia ed a forze politiche come l'UDC di
Casini che invece ritengono di poter catturare la CGIL con l'aiuto di uomini
piazzati dentro il PD come Ichino, Letta, Damiano ed altri.
La CGIL non è in grado di elaborare e presentare una proposta che possa
restituire l'iniziativa ai lavoratori. Si limita a mugugnare, a giocare di
rimessa mentre al suo interno si combatte una dura battaglia tra due
gruppi di destra. Cremaschi è soltanto un fiorellino all'occhiello, parla il
linguaggio che i lavoratori vogliono sentire ma alla fine le scelte le
compiono altri e lui si limita ad allargare le braccia.
Intanto l'Italia si popola di uomini stiliti arrampicati in varie torri.
Dopo l'INNSE i soliti cretini hanno salutato l'avvento di una nuova era
della lotta operaia, hanno elogiato la nuova creatività delle forme di
lotta. Hanno scambiato la disperazione di lavoratori soli e con le spalle al
muro per l'inizio di un nuovo 68! L'informazione giornalistica e televisiva
italiana si guarda bene dal dare notizie dei tanti operai stiliti che
gridano la loro angoscia inascoltati ed isolati.
Quaranta mila professori non saranno riassunti e questo darà un colpo
mortale non soltanto alla Scuola italiana, ma al Mezzogiorno d'Italia. Solo
a Palermo non saranno richiamati alla cattedra 1200 insegnanti. In Sicilia
oltre cinquemila.
La risposta a questo stato di disagio aggravato dai maggiori oneri per le
famiglie povere derivanti dagli incrementi imposti dal mercato
oligopolistico a cominciare dai libri scolastici e dalle maggiori tasse
locali (Irpef comunali e regionali raddoppiate) sarà militare nel senso che
il governo di limiterà ad attrezzare e specializzare meglio la polizia
antisommossa.
Una situazione squilibrata a vantaggio della destra non darà alcuna speranza
ai lavoratori. Nessuno li difenderà. Saranno soli in piazza con il
sindacalismo di base che viene discriminato come loro.
http://www.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/86275.html
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From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Sunday, September 06, 2009 10:42 AM
Subject: Scuola: una guerra perduta!
SCUOLA: UNA GUERRA PERDUTA!
Provo pena e rabbia, tanta rabbia, per la tragedia sociale che si è
abbattuta sulla scuola, sugli insegnanti e non solo, sulle famiglie
italiane. La scuola italiana dimagrirà: subirà una liposuzione che la
ridimensionerà nella qualità, nel ruolo, nella importanza sociale. Saranno
circa quarantamila insegnanti in meno (per ora) in grandissima parte
meridionali. Si chiuderanno subito quarantamila porte di accesso al lavoro
che precluderanno uno sbocco vitale all'investimento in cultura fatto a
volte con immensi sacrifici soprattutto dalle famiglie del Sud per dare una
prospettiva che altrove è assicurata dall'industria e dal benessere
economico.
La partita per gli insegnanti è già quasi del tutto perduta. Dovranno
accontentarsi delle elemosine che saranno erogate da un decreto del prossimo
consiglio dei ministri: sussidio di disoccupazione e "preferenza" nelle
supplenze brevi e poi contratti di disponibilità "job on call", professori
squillo che
attenderanno di essere chiamati. Un aggravio pauroso nella loro precarietà
che viene cristallizzata e peggiorata, intervento delle Regioni per
provvedimenti-tampone. La scuola della Gelmini fatta di "qualità e merito"
che promette carriere agli insegnanti più "brillanti" è una scuola che darà
meno istruzione e meno servizi agli scolari ed agli studenti italiani.
La creatività degli insegnanti, figlia della disperazione, si è scatenata.
Professori in mutande, incatenati, stiliti, occupanti, etc... tutte
manifestazioni del loro terribile isolamento e del loro annaspare in un
deserto di sabbie mobili, nell'indifferenza e spesso nella malevolenza della
destra che li annovera tra i "fannulloni" e "mangiapaneatradimento", una
destra che odia la cultura e tutto quanto non ha a che fare con il suo
aziendalismo industrialista o commerciale.
Le grandi confederazioni sindacali, quelle che contano e sono ammesse alla
trattativa con il governo (i cobas vengono discriminati e non sono
riconosciuti come soggetto collettivo e rappresentativo), tengono un profilo
assai basso, quasi inesistente. C'è forse una riunione delle segreterie
CGIL,CISL,UIL, per definire una posizione comune, lanciare una proposta,
proporre uno sciopero generale? Epifani sta zitto. Tutto quello che ho letto
di lui sull'argomento è questo: "le piccole e medie imprese hanno problemi
di patrimonializzazione, i precari della scuola occupano provveditorati o
salgono sui tetti" una mera constatazione! Anche in questa vicenda la CGIL
che pure conta quasi duecentomila iscritti alla FLC gioca di rimessa. Si
limita a criticare le misure del governo. Ma la sua opposizione non arriva
fino al contrattacco: ad organizzare la rivolta della scuola e delle
famiglie italiane. La tragedia si compirà e la disgregazione sociale
guadagnerà altro terreno.
Franceschini è salito sul tetto di un Provveditorato occupato e per un pò ha
fatto lo stilita assieme ad un gruppo di insegnanti stremati dal sole. Ha
detto: è il più grande licenziamento di massa della storia italiana!
Verissimo! Non dubito della sua buona fede ma il suo gesto si riduce ad uno
spot per la sua rielezione a segretario. Il PD accetta (come le
confederazioni sindacali) l'impianto ideologico della "riforma" nelle sue
correnti cattoliche e laiche: quelle cattoliche perchè sono favorevoli ad
una ulteriore espansione della scuola confessionale e quelle laiche perchè
convertite al liberismo e vogliono una scuola privata. Insomma, il PD sarà
d'accordo con il Governo e la sua maggioranza anche se continuerà a votare
contro.
I lavoratori della scuola vengono bruciati dalla concomitanza di due fuochi:
la trasformazione delle confederazioni sindacali in organismi quasi
parastatali che debbono amministrare soltanto l'esistente e basta e che non
si opporranno alla realizzazione delle scelte decise dal padronato e dal
governo; il pd
che corteggia la base sociale della destra italiana e ne liscia il pelo.
Rimangono ai lavoratori i sindacati di base, i partiti della sinistra
espulsa dal Parlamento, le associazioni civili. Ma non riescono a fare
quella massa critica necessaria per bloccare lo smottamento che li trascina
verso il basso.
Prendiamo coscienza di tutto questo e ricostituiamo dal "basso" la coesione
e l'unità con tutte le energie disponibili e volenterose che non sono poche.
Non rassegniamoci alla sconfitta, alla perdita di identità sociale e
culturale. Recuperiamo i valori e l'idea di una scuola pubblica che da
Francesco De Sanctis a Gentili ha contribuito al progresso civile
dell'Italia! Assediamo non solo i provveditori ma le sedi dei partiti e
delle organizzazioni. Non accettiamo l'idea della riduzione del danno e la
dittatura liberista senza contraddittorio.
pietroancona@tin.it
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---- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: pane-rose@tiscali.it
Sent: Monday, September 07, 2009 10:10 AM
Subject: Un incontro funesto
UN INCONTRO FUNESTO
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L'incontro conviviale di Cernobbio tra la Presidente della Confindustria
Emma Marcegaglia ed il segretario generale della CGIL Guglielmo Epifani è
significativo innanzitutto per l'ambiente in cui avviene che è quello in cui
industriali, economisti e politici discutono i modi più acconci per lo
sviluppo del capitalismo. Significativo anche per la diplomazia "segreta"
che lo ha preparato che coinvolge governo e PD e quella forte corrente
politica e giuslavorista che ha funestato i lavoratori con il pacchetto
Treu, la legge Biagi, le controriforme delle pensioni e che condivide
l'accordo separato Cisl Uil del contratto nazionale (svuotato) e della
contrattazione. L'incontro avviene in forza di una delle due linee che
portano avanti padronato e destra, la linea dell'assorbimento della CGIL nel
"progetto Paese" cioè nel suprematismo assoluto della impresa su tutto. La
subordinazione dei lavoratori e la loro scomparsa come soggetto sociale sono
considerati dogmi. La Marcegaglia è portatrice di questa linea mentre
Sacconi vorrebbe l'umiliazione e la discriminazione della CGIL così come
umilia e discrimina i sindacati di base. La Marcegaglia sa meglio di Sacconi
quanto conta ancora la CGIL nelle realtà delle imprese. Sa benissimo che
Cisl ed UIL non sono in grado di offrire al padronato italiano quelle
garanzie di cui hanno bisogno per realizzare i loro disegni.
Sacconi si è affrettato subito, mentre Epifani e Marcegaglia non si erano
ancora alzati dal tavolo da pranzo, a chiedere alla CGIL di presentarsi a
rapporto da CIsl e UIL ed arrendersi. Cisl ed UIL che
lisciando il pelo alla tigre hanno già stipulato una intesa con la Lega per
una forte differenziazione salariale per il Nord da ottenere attraverso il
contratto riformato e rifiutato dalla CGIL.
Non è casuale che proprio ieri a Cernobbio il Ministro Tremonti abbia
pubblicizzato l'esistenza di risorse quasi inesauribili per gli
ammortizzatori sociali. Significa che l'obiettivo da conseguire è ottenere
un atteggiamento di disponibilità alla CIG ed ai sussidi di disoccupazione e
di evitare il conflitto per il posto di lavoro. La Marcegaglia sa bene che
deve catturare ed imbrigliare la CGIL se
vuole evitare un autunno caldo e cioè azioni di lotta e di contrasto ai
licenziamenti. Vuole sterilizzare la CGIL ed isolare quanti lotteranno per
evitare la chiusura della loro azienda, chiusura spesso dettata da
progetti di trasferimento o di utilizzo diverso delle aree. Insomma vuole
la collaborazione della CGIL su due fronti: nelle relazioni con i lavoratori
e verso il Governo per ottenere altro denaro "vero" come ama dire.
A Cernobbio si è ripetuto un deja vu del film di questi ultimi anni. La
Confindustria (o il governo) detta l'agenda, stabilisce gli argomenti da
discutere e presenta le sue proposte già preparate dal suo ufficio studi e
già conosciute preventivamente da Cisl ed Uil. L'agenda degli argomenti
riguarda soltanto riduzione di diritti e smantellamento di precedenti
accordi con qualche zuccherino come quello della detassazione di una piccola
parte del salario che comunque dà soltanto qualche spicciolo
insignificante. Dagli accordi di concertazione del 1993 non c'è un solo
incontro governo sindacati e confindustria che si sia svolto su una agenda
preparata dai sindacati e rivolta a migliorare le condizioni dei lavoratori.
L'Italia è forse l'unico Paese al mondo in cui grandi e potenti
Confederazioni Sindacali tolgono anzicchè aggiungere diritti ai propri
rappresentati. Ora, queste potenti Confederazioni rischiano di avere i piedi
di argilla e comunque si stanno trasformando in organismi di servizi
bilaterali quasi parastatali.
Ecco perchè ogni incontro, in questo quadro, con questi precedenti non può
che essere funesto.
Pietro Ancona
=======
http://www.rassegna.it/articoli/2009/09/04/51468/contratti-la-padania-ieri-incontro-lega-cisl-uil
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Sunday, October 04, 2009 1:46 PM
Subject: La Stampa oscura i Precari
LA STAMPA OSCURA I PRECARI
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La manifestazione per la libertà dell'informazione che ha riempito di una
grande folla una delle più capienti piazze di Roma ha realizzato un
obiettivo che rafforza il governo in uno dei suoi punti dolenti: ha oscurato
del tutto le due grandi manifestazioni dei precari della scuola che, con
sacrifici personali, si erano dati appuntamento a Roma da un pezzo, assai
prima che lo spostamento al 3 ottobre della adunata indetta dalla FNSI, si
sovrapponesse alla loro lotta e la oscurasse senza alcun riguardo. Sarebbe
stato comunque possibile dare conto nei telegiornali e nei resoconti di
stampa di entrambe le manifestazioni facendone momenti di una reazione
civile e democratica all'azione del governo Berlusconi ma non se ne è fatto
niente. Nei telegiornali non ho visto una sola inquadratura dei cortei dei
precari, un solo commento, non parliamo degli articoli degli opinionisti
tutti dedicati al successo dell'iniziativa della stampa a cominciare da
quello di Eugenio Scalfari che più di ogni altro si è pavoneggiato ed ha
attribuito significati civili e democratici ad una lotta fatta da gente
molta della quale in buona fede ma molta altra con tantissimi scheletri
nell'armadio.Nei giornali si è parlato dei cortei dei precari soltanto per
deprecarne i disagi arrecati alla cittadinanza.
La stampa italiana è composta da spartani ed iloti, padroni e schiavi,
sfruttatori e negri sfruttati. I giornalisti della RaiTV con privilegi e
stipendi scandalosi che non hanno eguali al mondo non sono eguali ai
giornalisti che vendono i loro scritti a venti euro al pezzo e scarpinano
per realizzare servizi ed interviste al servizio di giornali che li
sfruttano spietatamente. Sono a migliaia di giovani che hanno seppellito
nell'amarezza e nel disinganno le loro speranze, le attese che coltivarono
prima della laurea. La FNSI è rappresentativa degli interessi dei baroni
del giornalismo, gente che divulga e riempie di belle parole e di
ragionamenti spesso fasulli le veline che passa il Potere. Che cosa ha in
comune un giovane giornalista che sta incanutendo da precario con i
superprivilegiati dipendenti della RaiTV molti dei quali assunti perchè
fedeli scudieri di questo o di quel politico?
Ieri sera ero sbalordito. Il TG3 che ha un nuovo direttore in Bianca
Berlinguer appena nominata nella ultima superlottizzazione spartitoria non
ha fatto vedere e non ha detto niente dei cortei dei precari della scuola,
non ha mostrato i due grandi fiumi di professori ai quali è stata tagliata
la strada, rubato il futuro, preclusa la possibilità di esprimersi nella
scuola pubblica , di vivere e di far vivere la più grande e benemerita
istituzione italiana: la scuola pubblica, la scuola statale. E' evidente che
c'è una grande insincerità nella manifestazione per la libertà della
informazione se questa ignora ed oscura le lotte dei precari in difesa della
scuola pubblica.
In fondo i signori che hanno dato vita ieri alla manifestazione per la
libertà di stampa hanno fatto un grosso favore alla Gelmini ed al governo
Berlusconi.
Se la RAI TV non ha fatto finora il contratto a Travaglio non mi
interessa niente e non credo che la cosa possa interessare la democrazia
italiana. Non mi piace il potere che certi amchorman acquistano magari
ritagliandoselo nel "mercato" della sinistra.
Della libertà garantita da contratti miliardari ho soltanto ribrezzo. Non
si può pretendere libertà e democrazia accettando un sistema in cui il
denaro pubblico viene spartito in quantità scandalose tra privilegiati. Il
narcisismo e l'indifferenza sociale di tanti campioni della libertà di
stampa costruiscono una scenario di cartapesta a sinistra allo stesso modo
come Berlusconi ed i suoi costruiscono il loro scenario di cartapesta a
destra.
Nel mondo artificiale nel quale viviamo, il segretario della CGIL ha
ritenuto di farsi intervistare e di dire la sua in Piazza del Popolo. Questo
dopo aver abbandonato i precari della scuola al loro destino ed al massimo
ad una difesa di ufficio come capita a certi imputati poveri che non possono
pagarsi un buon avvocato.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Monday, October 05, 2009 3:06 PM
Subject: : gino giugni
GINO GIUGNI
E' morto Gino Giugni padre dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori redatto
e promulgato nel 1970 essendo Ministro del Lavoro un altro grande
socialista Giacomo Brodolini. Gino era socialista quando i socialisti erano
socialisti ed i comunisti erano comunisti prima che il termine socialista o
comunista perdessero completamente di significato cioè del contenuto di
redenzione del lavoro, giustizia sociale, emancipazione umana, visione di
una società di eguali almeno nei diritti e nelle opportunità come purtroppo
è avvenuto dopo e tuttora avviene.Nel 1983
fu ferito dalle Brigate Rosse, tredici anni dopo la promulgazione della
legge sullo Statuto dei Diritti.
Non ho capito perchè il terrorismo abbia colpito Gino Giugni dal momento
che il massimo che i lavoratori italiani hanno ottenuto nella loro storia
si deve proprio a lui ed a quella stagione straordinaria di conquista di
diritti che fiorì durante il centro-sinistra con i socialisti precraxiani
al governo del Paese. Ma forse il gruppo che colpì Gino Giugni agiva secondo
la logica che bisogna abbattere il meglio per fare prevalere il peggio che
costituisce la condizione normale di oppressione della gente più facile da
additare come nemico.. E' una logica inaccettabile e perversa che martirizza
le figure più umane e più vicine ai
lavoratori dei gruppi dirigenti della politica.
Debbo purtroppo constatare che l'ultima parte della vita del giuslavorista
Gino Giugni non ha molto a che dividere con quella dello Statuto dei Diritti
dei Lavoratori. Gino Giugni ha seguito seppur lentamente e con molti
ripensamenti il revisionismo giuslavoristico di ispirazione liberista. E'
stata tuttavia una involuzione meno pronunziata di quella di personaggi
come Biagi, D'Antona, Ichino, Letta, Treu che sono giunti financo
a reclamare la revoca dello Statuto dei Diritti e che si adeguano ad una
generale involuzione del diritto europeo del lavoro su materie fondamentali
riguardanti i diritti, il salario, l'orario di lavoro, l'assunzione ed il
rapporto di lavoro nelle aziende.
Ma questa ultima fase della vita di Gino Giugni conta poco. Non è stato lui
a compiere i guasti peggiori. Per noi conta ricordarlo come protagonista
della grande stagione che portò alla riforma del collocamento ed alla
stesura di una carta di diritti che la borghesia italiana aiutata dalla
sinistra fedigrafa non ha ancora trovato il coraggio di abrogare cosi come
quando ricordiamo Garibaldi Bosco ci riferiamo alla fase della sua vita
durante e subito dopo i Fasci dei Lavoratori e non nella sua ultima parte di
amministratore del Comune di Palermo.
Gino Giugni è stato capostipite di una scuola di giuslavoristi che,
nonostante i suoi infedeli epigoni, resterà esemplare nella storia del
diritto del lavoro e del movimento operaio e socialista.
La sua opera di legislazione sociale illumina di civiltà e di umanità la
società italiana e sarà sempre un punto di riferimento e di forza per quanti
continuano a credere che i lavoratori non sono meri utensili umani come li
definì Aristotele e come li vuole il grasso vorace e predatorio capitalismo
contemporaneo.
Ho avuto l'onore di averlo conosciuto e di militare nel suo stesso partito
e nella CGIL di Piero Boni e Mario Didò.
Pietro Ancona
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Wednesday, October 07, 2009 1:57 PM
Subject: morte del diritto del lavoro
MORTE DEL DIRITTO DEL LAVORO
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A leggere e sentire i commenti che la batteria massmediatica ha imbastito
sull'opera di Gino Giugni
sembrava di vedere lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori lontanissimo nel
tempo, una sorta di rudere giuridico datato che dovrebbe essere rimosso al
più presto come un ingombro che impedisce alla Modernità di trainare le
magnifiche sorti e progressive dell'economia . Qualcuno si è spinto fino ad
insinuare che Gino Giugni fosse pentito di essere stato l'estensore di una
legge che avrebbe legittimato financo l'assenteismo i lavoratori.
. In verità l'opera del nostro come successore di Brodolini e di Donat
Cattin non è stata esaltante: gli accordi sulla concertazione stipulati
durante la sua gestione del Ministero del Lavoro hanno creato le premesse di
un inesorabile indebolimento, di una fatale degradazione della condizione
salariale dei lavoratori italiani che, da allora, hanno perso un terzo e
anche più di quanto percepivano
prima. I salari sono diventati talmente miseri da non consentire ad una
famiglia operaia monoreddito di poter sopravvivere. C'è bisogno di un
secondo salario, di una integrazione oppure di possedere l'abitazione.
Ma lo Statuto è stato un momento alto di riconoscimento della funzione
sociale dei lavoratori e di loro integrazione in una società in cui le
differenze di reddito non erano eccessive. C'è stato un momento nel
ventennio 70/90 in cui la retribuzione di un ingegnere era soltanto del
quaranta o cinquanta per cento in più di quella di un operaio
specializzato. Anche il punto unico di scala mobile fungeva da grande
omogeneizzatore sociale.
Dal pacchetto Treu in poi il diritto del lavoro è tralignato fino a
diventare diritto "sul lavoro". Mentre
dalle esperienze del movimento operaio, dalle esperienze che si realizzavano
nel vivo della produzione nascevano regole che adattavano i diritti,
mantenendoli, alle novità del processo produttivo, ora tutto è cambiato. Il
sindacalismo fungeva da intellettuale collettivo che traduceva in regole il
rinnovamento dei rapporti produttivi. Ora i lavoratori si debbono adattare
ai bisogni finanziari e produttivi della azienda e sono questi a valere. E'
nata una legislazione che
non è più di tutela del prestatore d'opera e che non garantisce più alcun
diritto. Il lavoratore deve adattarsi al dominio assoluto ed implacabile di
un datore di lavoro che, fin dall'assunzione, diventa arbitro della sua vita
non solo lavorativa ma spesso tout court.
Per rendere ancora più evidente la condizione subalterna dei lavoratori
gli stipendi dei managers e degli amministratori delle imprese si sono
distanziati in misura incommensurabile. Un managers può guadagnare anche
più di mille volte di quanto guadagna il suo dipendente medio e può
determinarsi la fetta da ritagliarsi dall'impresa. Nello stesso tempo le
retribuzioni dei dipendenti tendono a frastagliarsi verso il basso
attraverso tipologie di rapporti di prestazioni che
sembrano concepite da una mente diabolica e malvagia.
Tutte le leggi sul lavoro approvate dal 93 in poi e tutte le proposte
spesso bipartisan presentate al Parlamento testimoniano la fine del diritto
del lavoro (restano da abbattere alcune cose importanti come lo Statuto) e
la comparsa al suo posto di una legislazione funzionale ai bisogni delle
aziende e del capitale. Questa tendenza non è solo italiana ma di tutto
l'Occidente ed in Europa è stimolata da
un orientamento che ha già demolito molte cose a cominciare dall'orario di
lavoro.
Alla demolizione dei salari si accompagna quella dei diritti. Non solo
questi vengono cancellati o riscritti in senso favorevole alle imprese e
al management ma tendono ora a diventare costrittivi, obbliganti per
prestatori d'opera che non hanno più voce. Le Confederazioni Sindacali si
sono prestate a questa rivoluzione copernicana e da anni concretizzano
agende di "riforme" elaborate dagli uffici della Confindustria e delle altre
organizzazioni padronati e governative.
A questo punto il Ministero del Lavoro potrebbe essere accorpato a quello
dell'Industria e gli uffici studi dei Sindacati a quello della
Confindustria. La solitudine dei lavoratori è tale da generare una vera e
propria ondata di suicidi o reazioni di disperazione come quelle della INNSE
e degli insegnanti e di tanti altri che le cronache registrano sempre più di
malavoglia.
Stiamo tornando nei rapporti sociali alle condizioni preesistenti alla
nascita del Sindacati, dei Parlamenti, delle moderne conquiste della
società. I Sindacati, dopo aver raggiunto il massimo di potenza, non sono
più dei e con i lavoratori. La pressione spoliativa del padronato e della
società sta diventando sempre più intollerabile per chi vive di lavoro
dipendente. Ma non si può tornare alla barbarie dei rapporti sociali dopo
aver conosciuto la civiltà del novecento senza grandi traumi. La torsione
che si vuole imprimere alla condizione dei lavoratori che si vogliono
ridurre a clochards può generare conflitti profondissimi.
pietro ancona
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From: pietroancona@tin.it
To: aprile lettere
Sent: Friday, October 16, 2009 1:24 PM
Subject: Suicidi e contratti
Suicidi in Francia e Contratti in Italia
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Ieri la giornata è stata scandita da due brutte notizie : il
venticinquesimo suicidio di un dipendente della telecom francese e la
firma separata del contratto dei metalmeccanici italiani con l'umiliante
esclusione della Fiom rappresentante della stragrande maggioranza dei
lavoratori. Sostanzialmente le due notizie sono due facce di una stessa
realtà: la perdita di valore e di identità sociale che il lavoro
conferisce alla attività umana,la scomparsa della lotta di classe che,
con il conflitto sociale, era l'unica in grado di dare prospettiva e
significato al lavoro. Nella Telecom francese si è messo in moto un
meccanismo azionato da "tagliatori di teste" ( non solo in senso
figurato come voleva essere la macabra locuzione) che ha fatto sentire
del tutto superflua la vita a venticinque persone; per il contratto dei
metalmeccanici si è messo in moto il meccanismo vincente
della linea Sacconi che persegue da anni l'isolamento e la sconfitta
della CGIL e, per essa, del suo Sindacato simbolicamente ed umanamente
più rappresentativo: la Fiom!. In questo caso si è avvalsa
della "distanza" della CGIL dalla Fiom per colpire ancora più forte.
Il contratto firmato concede qualche monetina di rame ai lavoratori e
soltanto alla fine del triennio. Subito non dà niente. Viene stipulato
con un anticipo notevole sulla sua scadenza essendo stato firmato il
venti gennaio del 2008 e non si era mai dato il caso di un rinnovo ad un
anno e mezzo di vigenza! L'anticipo è stato fortemente voluto dal
Governo dalla CIsl e dalla UIL per adeguarlo alle norme dell'accordo
separato sul contratto nazionale a cominciare dall'avvio della
triennalizzazione.
In sostanza di tratta di una riforma profonda, di un riposizionamento
del contratto nazionale nella nuova strategia voluta dal padronato e dai
sindacati ascari, che punta ad una forte riduzione dei diritti dei
lavoratori mentre si allargano e si incrementano gli interessi comuni
delle associazioni stipulanti già presenti con il Fondo Cometa. E' stato
istituito un fondo per il sostegno del reddito. Vedremo di che si
tratta. La linea di tendenza è sempre di più verso un contratto tra
associazioni e sempre meno di un contratto per i lavoratori.
La Fiom è stata sconfitta ed umiliata e non è casuale il fatto che i
suoi dirigenti parlino di ricorso alla autorità giudiziaria per fare
valere le ragioni che dovrebbero essere chiare a tutti dalla
federmeccanica al governo. Quando un gruppo dirigente ricorre alla
magistratura piuttosto che alla lotta è perchè ritiene di non avere più
alcuna possibilità di capovolgere o almeno cambiare parzialmente la
situazione. Questo gruppo dirigente farebbe bene a dimettersi. Tanto,
dopo questa sconfitta sarà cacciato via dalla destra sindacale! Il
padronato ha colpito giusto ed i suoi numerosi sensori lo hanno
avvertito della realtà della situazione. Una situazione nella quale la
CGIL non andrà molto oltre una mera quasi notarile critica con
rammarico, il pd (che è il partito al quale sono iscritti la stragrande
maggioranza dei dirigenti della CGIL) non dirà una parola e magari
continuerà a sostenere la necessità della unità della CGIL con Cisl ed
UIL naturalmente alle condizioni che queste dettano
E' chiaro che la FIOM non può continuare ad essere sè stessa dentro la
CGIL dal momento che questa ha subito trasformazioni profonde che dal
punto di vista ideologico e sociale ne fanno una organizzazione
postclassista, concertazionista, pragmatico-liberista. La CGIL al suo
Congresso insisterà per l'unità con CISL ed UIL e per un certo periodo
di tempo non sarà nè carne nè pesce (come il pd), continuerà a saltare
come un orso ammaestrato allo schiocco della frusta di un Bonanni. Si
chiude un lungo capitolo della storia sociale italiana.
La FIOM dovrebbe dar vita ad un Congresso straordinario per decidere se
continuare a suicidarsi dentro la CGIL o uscirne per unirsi alla immensa
massa dei lavoratori che danno vita al sindacalismo di base. Oramai è
chiaro che la CGIL accetta gli obiettivi fondamentali del padronato e
del governo dalla scuola alla sanità alle fabbriche e che disconoscono
all'homo faber i diritti. Ma forse è troppo tardi per questo ed il
Congresso della FIOM sarà gestito da quanti ne negano l'essenza
antagonista e classista. Insomma, la natura di sindacato!
Pietro Ancona
http://www.rassegna.it/articoli/2009/10/15/53318/metalmeccanici-accordo-separato-senza-la-fiom
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From: pietroancona@tin.it
Sent: Tuesday, October 20, 2009 5:04 PM
Subject: : tremonti, epifani ed il posto fisso
TREMONTI, EPIFANI ED IL POSTO FISSO
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Per evitare di pronunziarsi sul ripristino del "posto fisso" proposto
da Tremonti, Epifani chiede alla Confindustria un commento. Commento
che sicuramente non tarderà ad arrivare e sarà certamente negativo come
negativi sono stati finora i commenti dei "falchi" della destra Sacconi
e Brunetta e di quelli annidati nel PD come Ichino. Epifani sembra
seccato e risentito. Avrebbe potuto chiedere a Tremonti di applicare la
sua idea subito ai dipendenti pubblici che contano centinaia di migliaia
di precari in tutti i settori a cominciare dalla scuola. Ma si è ben
guardato dal farlo dal momento che il suo "Duca" è il PD il quale è
ultraliberista ed ha mollato da un pezzo la tutela dei lavoratori.
Ichino si è spinto fino a giudicare "anacronistica" e "demagogica" la
proposta di Tremonti esprimendo la ipocrita preoccupazione di una classe
lavoratrice "spaccata in due" dal momento che una parte è esclusa dalle
tutele dello Statuto e dal posto fisso e che, bontà sua, dovrebbe
restarne fuori per sempre.
Ma la proposta di Tremonti non solo non è novecentesca (come scrive
Brunetta) e perciò anacronistica ma à l'espressione di una profonda
insoddisfazione che si è diffusa negli ambienti più consapevoli del
capitalismo che considerano la precarietà del lavoro una scelta non solo
scellerata
ma perdente nel lungo periodo dal momento che non investe sul capitale
lavoro, genera insicurezza ed infelicità, spinge ad una gestione "usa e
getta"del processo produttivo.
Il periodo più splendido dell'economia industriale e dell'economia
generale è stato quello influenzato dagli economisti di scuola
keinesiana (in Italia olivettiani). Il grande successo dell'economia
giapponese di questo dopoguerra che andrebbe studiato in profondità è
dovuto alla stabilità o addirittura al radicamento aziendale dei
lavoratori. La stabilità lavorativa di masse di milioni di lavoratori è
certamente una garanzia per tutto il sistema economico che dà
affidibilità interna ed internazionale e consente alla fine un
arricchimento generale della società. Quattro milioni di precari
sottopagati ed in perpetua ansia per il loro futuro con la loro povertà
ed impossibilità di risparmio impoveriscono ed oscurano il futuro
immediato e lontano del Paese.
E' una menzogna ritenere che la precarietà e la mobilità derivino dai
processi produttivi. Se fosse così non si capirebbe perchè contratti a
termine vengano rinnovati tantissime volte fino a fare risultare
l'assunzione a termine per quella che è: un fumus per tenere sotto
ricatto i lavoratori e rubare il loro futuro.
E' paradossale che la condanna della flessibilità venga da un
esponente della destra mentre il PD e le Confederazioni Sindacali
masticano amaro e ne sono irritati perchè un tema bruciante nella
società italiana viene portato in superficie e si aprono spiragli per
abrogare la Legge Biagi (come una volta chiedeva la CGIL).
Ma in Italia può accadere di tutto: dalla trattativa mafia-stato, alla
esclusione dei metalmeccanici dalla stipula del loro contratto, ad una
opposizione parlamentare che si accinge a rivedere la Costituzione
assieme alla maggioranza per agevolare al Caudillo il governo di un
paese sempre più umiliato ed infelice.
Pietro Ancona
http://www.asca.it/news-LAVORO__EPIFANI__CONFINDUSTRIA_COMMENTI_TREMONTI_SU_LAVORO_FISSO-867865-ORA-.html
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----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, October 18, 2009 9:31 PM
Subject: Aboliamo l'ora di religione!!
Sono contrario alla proposta di consentire l'insegnamento dell'Islam nella
scuola perchè questo legittimerebbe l'insegnamento della religione
cattolica. Lo Stato rappresentato dalla scuola pubblica